Category

News & Novità

Category

Il migliore coach a Milano secondo i dati di Google Scholar e Amazon è in realtà un team composto dalla Coach Cristina Turconi (Master Trainer Certificata in Coaching Metodo HPM) e dal dott. Daniele Trevisani (Sviluppatore del Metodo di Coaching HPM), con il supporto di altri Coach Certificati HPM.

Migliore coach a Milano

Migliore Coach a Milano. Caratteristiche del Metodo HPM per il Coaching del Potenziale Umano

(Copyright, estratto dal testo “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance“. Milano, Franco Angeli editore.)

Il metodo HPM deriva la propria sigla dal suo obiettivo primario, il Modeling, o “dare forma”, generare impulso, contributo e stimolo alla crescita della persona, dei team e delle organizzazioni.

Il metodo ha due distinte sfere di applicazione, tra di loro collegate:

  • crescita del potenziale umano: Human Potential Modeling, e
  • sviluppo delle prestazioni: Human Performance Modeling.

Il metodo contiene una concezione dell’uomo come articolazione di energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni.

Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro”, sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò che significa progredire, nel suo senso più profondo.

“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali.

L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere. Prendere piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è un’operazione che ha una propria sacralità, al di la del risultato numerico o professionale che ne può derivare.

Capire questo è essenziale oggi per fare del training aziendale serio, essere ricercatori o insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel focusing (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina una persona o un’organizzazione, intesa come complesso di energie circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale.

Il metodo HPM raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni) e li considera aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire.

A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.

Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene approfondita, ma sicuramente non esaurita.

Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile.

Potenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori.

Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.

Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani esistenziali superiori, ricercare, crescere. Essere il migliore coach a Milano comporta questa presa d’atto valoriale.

Possiamo soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.

Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa.

Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono disporre di uno stato di carica variabile, e funzionare bene o male, con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia.

Per analizzare il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o intellettuale, ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo bisogno di localizzare quali sono i micro e macro-distretti su cui si può agire e come questi interagiscono tra di loro.

Dobbiamo anche saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare al generale, e viceversa.

Esponiamo di seguito una breve sintesi grafica di quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:

migliore coach a Milano - il metodo HPM

Migliore coach a Milano. Le caratteristiche delle 6 celle di lavoro del Metodo HPM

  • il substrato bioenergetico e le energie fisiche: inquadra la parte biologica dell’essere umano: il corpo e le energie fisiche, lo stato di forma organis­mico e biologico che sorregge le energie individuali; comprende l’analisi delle energie corporee e il funzionamento dell’organismo, come esso possa essere riparato o “potenziato”, gli effetti dello stile di vita e l’approccio olistico al corpo, l’attenzione alle economie locali (di specifici distretti fisici) e alle energie generali;
  • il substrato psicoenergetico e le energie mentali: riguarda le energie psicologiche, le forze motivazionali, lo stato di forma mentale necessario per affrontare sfide, progetti, traguardi (goal) e obiettivi. Si prefigge di analizzare ed intervenire sulle capacità mentali, come concentrazione, lucidità tattica, abilità strategiche, capacità di percezione, utilizzo della memoria, amplificazione sensoriale, sino alle capacità di vivere le passioni, rivedere il nostro modo di essere, riprendere in mano il proprio ruolo nella vita con maggiore assertività, ripensarsi, creare motivazione in sè e nel team, sviluppare coraggio e perseveranza, utilizzare uno stile di pensiero produttivo e positivo;
  • le micro-competenze: i micro-dettagli che danno spessore al potenziale, le micro-abilità psicologiche e psicomotorie che fanno la differenza in una prestazione manageriale o sportiva, le micro abilità-cognitive (di ragionamento), che creano differenza tra un’esecuzione mediocre, media o invece eccellente, le micro-abilità relazionali e comunicazionali da cui dipende un lavoro di qualità;
  • le macro-competenze personali e professionali: i grandi strumenti (competenze, skills, capacità) che compongono il profilo di un ruolo; le traiettorie di cambiamento che subisce lo scenario che ci circonda, come rimanerne coscienti e in pieno controllo; la gamma delle abilità o portfolio di competenze di un individuo o di un team, e come questo deve essere rivisitato, riqualificato, formato, per essere all’altezza degli obiettivi che ognuno di noi si pone e delle sfide che vuole cogliere;
  • goal e progettualità: la strutturazione dello sforzo per qualcosa o contro qualcosa di concreto (un ideale trasformato in progetto); la capacità di sviluppare un obiettivo in azione, il focus di applicazione delle energie e competenze, la loro traduzione in specifici piani operativi e risultati attesi;
  • visione, principi e valori, missione: ideali, principi morali, sogni, aspirazioni, i motori profondi che dirigono le priorità personali, gli ancoraggi di senso e significato che connettono i progetti ad un piano più profondo, le scelte personali, il senso di missione. Riguarda inoltre lo sfondo primordiale di desideri e pulsioni che spingono il nostro fare ed agire, il senso di causa e – non ultimo – il nostro vissuto spirituale ed esistenziale.

Migliore coach a Milano. Le interazioni tra la 6 celle del Metodo HPM

Ognuno di questi stati o “celle” può avere un certo livello di “carica”, trovarsi “pieno”, “abbondante”, ben coltivato, ben esercitato, o essere invece “scarico”, deprivato, depotenziato, impoverito, o persino trascurato e maltrattato, denutrito, abbandonato.

Al crescere della carica nei diversi sistemi aumenta l’energia complessiva della persona, dei team, e delle organizzazioni da loro composte, con effetti molto tangibili: risultati, prestazioni, capacità di decidere, di incidere e produrre cambiamento positivo. Questi risultati dipendono dallo stato dei diversi sistemi, dalla capacità di coltivarli e nutrirli.

La loro condizione locale e l’interazione tra le diverse “celle” può produrre il massimo del potenziale o presentare sinergie negative, o danni e malfunzionamenti che impediscono all’essere umano di esprimersi.

Le risorse personali e il potenziale individuale possono essere “lette” ma soprattutto amplificate attraverso un lavoro serio sulle sei aree.

Sul piano manageriale e sportivo, nei team e nelle aziende, le implicazioni sono altrettanto evidenti: lo stato di forma mentale e fisico delle persone, la loro carica motivazionale, le loro competenze, la loro progettualità, il loro spessore morale, fanno la differenza tra persone o team spenti, e persone, team o organizzazioni capaci, forti, motivate, piene di energia ed entusiasmo, desiderose di affrontare sfide e dare contributi veri.

Migliore coach a Milano. Approfondimenti di psicologia del coaching

Migliore coach a Milano. Psicologia del coaching

La psicologia del coaching è un campo della psicologia applicata che applica teorie e concetti psicologici alla pratica del coaching . Il suo scopo è aumentare le prestazioni, i risultati e il benessere degli individui, dei team e delle organizzazioni utilizzando metodi basati sull’evidenza fondati sulla ricerca scientifica. [1] La psicologia del coaching è influenzata da teorie in vari campi psicologici, come la psicologia umanistica , la psicologia positiva , la teoria dell’apprendimento e la psicologia sociale .

La psicologia del coaching è iniziata formalmente come sottodisciplina psicologica nel 2000, quando il primo corso di “psicologia del coaching” è stato offerto all’Università di Sydney . Da allora si sono formate società dotte dedicate alla psicologia del coaching e riviste specializzate pubblicano ricerche sulla psicologia del coaching. Le applicazioni della psicologia del coaching vanno dal coaching atletico ed educativo alla leadership e al coaching aziendale.

Migliore coach a Milano. Contenuti

Storia antica per inquadrare il coaching.

Le prime applicazioni della teoria e della pratica psicologica al coaching (in particolare al coaching atletico) possono essere fatte risalire agli anni ’20. [2] Nel 1926 Coleman Griffith pubblicò The Psychology of Coaching: A Study of Coaching Methods in the Point of View of Psychology. [2] Sulla base delle osservazioni delle squadre di calcio e basket, Griffith ha discusso un’ampia varietà di aspetti dell’allenamento come gli effetti sullo spettatore, i problemi di allenamento eccessivo, i principi di apprendimento. [3] Griffith è stato notato come ” il primo psicologo sportivo d’America ” e un pioniere nell’applicare la scienza della psicologia al coaching. [4] Anni dopo, iniziarono ad emergere altri testi sulla psicologia del coaching. Nel 1951, John Lawther della Penn State University pubblicò Psychology of Coaching . [5] Il primo libro in WorldCat con il termine “psicologia del coaching” nel titolo è Modern Coaching Psychology di Curtiss Gaylord, pubblicato nel 1967. [6] [7]

Migliore coach a Milano. 21 ° secolo

Nonostante questi primi sviluppi, la psicologia del coaching contemporanea è stata formalmente stabilita solo all’inizio del 21° secolo. [4] Nel gennaio 2000, Anthony Grant ha implementato la prima unità di studio di “psicologia del coaching” presso l’ Università di Sydney e la sua tesi di dottorato ha posto le basi per ulteriori ricerche per stabilire il campo della psicologia del coaching come disciplina basata sull’evidenza. [8] [9] Molti psicologi del coaching considerano Grant un pioniere nel campo. [4] [10]

Un ulteriore sviluppo è iniziato nel 2006, quando l’ Australian Psychological Society (APS) ha tenuto una conferenza che ha fondato l’Interest Group in Coaching Psychology (IGCP). Fuori dall’Australia, Stephen Palmer della British Psychological Society (BPS) ha formato lo Special Group in Coaching Psychology (SGCP). [4] Sia l’IGCP che l’SGCP miravano a sviluppare ulteriormente la professione di psicologia del coaching in termini di teoria e applicazione fornendo una piattaforma per condividere ricerche ed esperienze rilevanti tra psicologi del coaching. [4] [1] [11] Dall’istituzione di IGCP e SGCP, sono state fondate più società internazionali dedicate alla psicologia del coaching in Europa, Medio Oriente e Sud Africa. [4] Il 18 dicembre 2006 è stata fondata l’International Society for Coaching Psychology (ISCP) per promuovere lo sviluppo internazionale del settore. [4] [12]

Attualmente, ci sono un certo numero di riviste peer-reviewed dedicate alla letteratura e alla ricerca sulla psicologia del coaching. Ad esempio, The Coaching Psychology (dal 2005) è fornito dall’SGCP. [13] L’IGCP e l’IGCP pubblicano congiuntamente l’ International Coaching Psychology Review (dal 2006). [14] Coaching Psychology International (dal 2009) è pubblicato dalla International Society of Coaching Psychology. [15]

Migliore coach a Milano. Influenze teoriche

Psicologia umanistica

Vedi anche: Psicologia umanistica e Terapia centrata sulla persona

L’ approccio umanistico alla psicologia è considerato un grande contributo alla psicologia del coaching. [3] Sia la psicologia umanistica che quella del coaching condividono la visione comune dell’umano come autorealizzante . Cioè, ogni volta che gli viene data l’opportunità, gli esseri umani coglieranno la capacità di migliorare se stessi. [16] La psicologia del coaching considera questo sviluppo come un processo consistente in cambiamenti positivi concreti nella propria vita. Inoltre, questo processo di crescita è intrapreso sia dal cliente che dal coach che facilita l’ autorealizzazione nei propri clienti. [1] [17]

Nella terapia centrata sulla persona di Carl Rogers , la relazione cliente-terapeuta è un elemento chiave per facilitare la crescita. [17] Pertanto, la relazione tra il coach (il facilitatore) e il cliente (lo studente) è cruciale. [18] In particolare, Rogers ha identificato tre qualità chiave in una buona relazione allenatore-cliente: “realtà” (genuinità), fiducia e comprensione empatica . [17] [18] Inoltre, viene fatta un’importante distinzione tra lavorare sul cliente e lavorare con il cliente. Un coach deve essere disposto a collaborare e impegnarsi attivamente con il cliente al fine di comprendere le sue esperienze e fare scelte che favoriscano la crescita . [17] Quando ciò viene raggiunto, il rapporto coach-cliente diventa un partenariato attivo . [19]

Inoltre, secondo Rogers, la crescita di un cliente si ottiene attraverso una considerazione positiva incondizionata . [20] Gli allenatori devono entrare in empatia con i loro clienti per comprendere le loro esperienze e punti di vista. [1] Per raggiungere questo obiettivo, il coach deve essere in grado di comprendere i propri clienti non solo a livello intellettuale, ma anche emotivo. [17] Insieme all’empatia, gli allenatori devono essere in grado di accettare i loro clienti per quello che sono veramente poiché gli individui hanno bisogno di sentirsi apprezzati per il loro ” vero sé ” al fine di autorealizzarsi . [1]

Migliore coach a Milano. Psicologia positiva

Vedi anche: Psicologia positiva

La psicologia positiva (sviluppata da Martin Seligman e altri) si sofferma sugli aspetti positivi delle caratteristiche umane come la forza e la competenza. [17] [21] [22] Al suo interno, la psicologia del coaching condivide questo focus; un coaching efficace implica il miglioramento delle prestazioni e del benessere del cliente. [23] La psicologia positiva fornisce quindi una base per il coaching. [21] La psicologia del coaching è stata considerata un tipo di psicologia positiva applicata. [23]

Le emozioni positive motivano gli individui a migliorare le proprie capacità e competenze. [24] La teoria allarga e costruisci di Barbara Fredrickson postula che le emozioni positive possono svolgere un ruolo nello stimolare non solo la motivazione , ma anche azioni produttive e benefiche. [25] Nel coaching, viene enfatizzato l’incoraggiamento delle emozioni positive al fine di ispirare i clienti a intraprendere azioni concrete verso i loro obiettivi. [17]

Oltre alle emozioni, il pieno coinvolgimento nell’attività è anche un fattore per massimizzare le proprie prestazioni. [26] Mihaly Csikszentmihalyi ha descritto questo livello di massimo coinvolgimento in un compito come flusso . In altre parole, gli individui che sperimentano il flusso sono “nella zona”. [17] Gli allenatori svolgono un ruolo nella creazione di un ambiente che induce il flusso. Ciò può essere raggiunto attraverso una definizione chiara e coerente degli obiettivi. [26] Fornire un feedback chiaro e immediato tiene anche il cliente informato sul fatto che le sue azioni stiano aiutando a raggiungere i suoi obiettivi. [17] Gli allenatori aiutano anche a trovare un equilibrio tra sfida e abilità poiché compiti troppo facili o troppo difficili per il cliente possono ostacolare il raggiungimento degli obiettivi. [17] [26]

Migliore coach a Milano. Teorie dell’apprendimento

Vedi anche: comportamentismo e teoria dell’apprendimento sociale

Il condizionamento operante (come descritto da BF Skinner ) vede l’apprendimento come un processo che coinvolge rinforzo e punizione . [27] Gli allenatori sono incoraggiati a rafforzare sempre comportamenti sani e produttivi attraverso il rinforzo verbale, come parole e immagini motivazionali. [28] Anche il rinforzo intrinseco (cioè il rinforzo dall’interno dell’individuo) può svolgere un ruolo enorme nel migliorare le prestazioni e incoraggiare l’azione diretta all’obiettivo. [19] Sebbene la punizione possa indirizzare i clienti verso i comportamenti desiderati , le prestazioni possono essere ostacolate da effetti collaterali ingiustificati, come ansia e risentimento nei confronti dell’allenatore. [19] [27]

La teoria dell’apprendimento esperienziale di David A. Kolb postula che gli individui apprendano attraverso le loro esperienze. [29] L’apprendimento esperienziale è facilitato dall’autoriflessione, dall’autovalutazione e dall’azione. [21] I coach possono incoraggiare l’autoriflessione critica delle esperienze attraverso “registri di coaching” in cui i coachee analizzare i loro pensieri ed emozioni in vari incidenti e circostanze. [21] Questo aiuta i clienti a esaminare e mettere in discussione le proprie convinzioni, atteggiamenti e comportamenti . [21] L’intuizione acquisita da questo aiuta nell’apprendimento trasformativo in cui i tirocinanti sviluppano un piano d’azione per un ulteriore auto-miglioramento e un aumento delle prestazioni in base alle proprie esperienze. [17] [29] [30]

Lev Vygotsky ha descritto la zona di sviluppo prossimale (ZPD) come uno spazio tra ciò che una persona sa (un’azione che può essere eseguita facilmente) e ciò che una persona non sa (ciò che è considerato difficile). [31] Vygotsky ha teorizzato che l’apprendimento è più efficace all’interno di questa zona. [32] I coach facilitano un apprendimento efficace fornendo ai coachee attività all’interno della ZPD, che non sono né troppo facili né troppo impegnative (questo è un processo chiamato scaffolding ). [31] [32]

La teoria dell’apprendimento sociale ha influenzato anche la psicologia del coaching. Secondo Albert Bandura , l’apprendimento osservazionale si verifica quando gli individui imparano dalle persone che li circondano (chiamati modelli ). [33] I coach dovrebbero essere consapevoli dei modelli del loro coachee in quanto ciò può modellare i loro atteggiamenti e comportamenti . [34] Inoltre, i coach dovrebbero valutare i fattori che influenzano l’apprendimento osservazionale nei loro tirocinanti, come l’attenzione e la frequenza del comportamento osservato . [34]

Migliore coach a Milano. Altre influenze

Vedi anche: Psicologia della Gestalt , Psicologia sociale , Psicologia culturale e Psicopatologia

La teoria della Gestalt spiega che le persone percepiscono gli eventi intorno a noi in un modo conforme alle loro idee, credenze ed esperienze personali. [3] I coachee devono essere guidati nella consapevolezza dei propri atteggiamenti ed esperienze, che modellano la loro percezione del mondo. [3] Concetti in psicologia sociale come influenza interpersonale e compliance enfatizzare il potente ruolo che le interazioni sociali svolgono nel plasmare il pensiero, le prestazioni e il comportamento dei coachee . [19] La psicologia culturale aiuta gli allenatori a facilitare la crescita e l’apprendimento nei clienti di vari background culturali. [35] Lo studio della psicopatologia può anche essere importante per sviluppare i metodi adeguati di coaching per individui mentalmente malati. [19]

Migliore coach a Milano.  Modelli

La psicologia del coaching ha un gran numero di modelli e strutture derivate da teorie e prove psicologiche. [1] Questi modelli sono utilizzati per guidare la pratica della psicologia del coaching e per garantire che il coaching sia informato da concetti scientificamente provati. [21]

CRESCERE

Articolo principale: modello GROW

Il modello GROW è considerato uno dei modelli di coaching comportamentale più popolari. [3] Le sue quattro fasi delineano il processo di risoluzione dei problemi, definizione degli obiettivi e miglioramento delle prestazioni. [3] [1] Il nome di ogni fase varia leggermente a seconda della fonte.

LA PRATICA

Stephen Palmer ha sviluppato il modello PRACTICE come guida alla risoluzione dei problemi e alla ricerca di soluzioni. [1] I problemi vengono identificati durante la prima fase di Identificazione del problema . [36] Successivamente, vengono sviluppati obiettivi realistici per quanto riguarda i problemi. [1] [36] Successivamente, vengono esaminate soluzioni alternative che funzionano verso gli obiettivi. [1] [36] I possibili esiti delle soluzioni vengono poi valutati criticamente durante la C onsiderazione delle conseguenze. [1] [36] In seguito, vengono scelte le migliori opzioni durante l’ individuazione delle soluzioni più fattibili. [1] [ 36] Poi arriva l’ implementazione delle soluzioni scelte. [1] [36] Il passaggio finale è la valutazione E in cui coach e coachee discutono dell’efficacia della soluzione e di eventuali lezioni apprese dall’esperienza. [1] [36]

SPAZIO

Il modello SPACE è un framework bio-psico-sociale basato sulla psicologia cognitivo- comportamentale . [37] [38] Il suo scopo è guidare il coach nella valutazione e comprensione del comportamento dei propri clienti durante situazioni specifiche. [37] SPACE è un acronimo che sta per S ocial context, P hysiology, A ction , C ognition e E motion. [38] Può essere ulteriormente suddiviso in framework più piccoli: ACE e PACE. Il framework ACE esamina le relazioni tra l’azione, le emozioni e le cognizioni dell’individuo. [38] Il framework PACE prende quindi il modello ACE e considera la risposta fisiologica o biologica che accompagna le cognizioni, le emozioni e il comportamento . [38] Infine, il modello SPACE principale tiene conto del contesto sociale in cui si verifica il comportamento . [37] [38]

Migliore coach a Milano.  Altri modelli

Sono stati sviluppati altri approcci come il modello cognitivo ABCDE per la risoluzione dei problemi. [38] I modelli OSKAR, ACHIEVE e POSITIVE derivano dal modello GROW che si concentra sulla definizione degli obiettivi, sulla ricerca di soluzioni e sulla promozione della relazione di coaching. [36] [38] Per il coaching di leadership, LASER (che sta per Learning, Assessing, Story-making, Enabling and Reframing) delinea un processo in cinque fasi per un coaching efficace. [38] Il modello transteorico del cambiamento (sviluppato da James O. Prochaska e altri) e l’ indagine di apprezzamento si concentrano sulla comprensione del processo di cambiamento e incoraggiando i clienti ad agire verso un cambiamento positivo. [1]

Applicazioni

Ulteriori informazioni: Coaching § Applicazioni

Migliore coach a Milano.  Allenamento atleti

Articoli principali: Coach (sport) , Medicina dello sport e Psicologia dello sport § Coaching

La psicologia del coaching influenza i metodi di allenamento per lo sviluppo dell’atleta . [18] Mira non solo a migliorare le prestazioni negli sport , ma anche a sviluppare gli atleti in modo olistico . [39] Pertanto, i fattori che influenzano lo sviluppo come la motivazione dell’atleta sono stati studiati attraverso teorie cognitive, sociali ed emotive. [40] Uno studio ha rilevato che il narcisismo dell’atleta ha un impatto sull’efficacia delle aspettative di prestazione stabilite dall’allenatore. [41] Il miglioramento delle abilità fisiche e mentali è studiato anche con teorie cognitivo – comportamentali . [40] La ricerca ha dimostrato che un’efficace definizione degli obiettivi migliora le prestazioni nello sport. [42] Inoltre, l’autoefficacia è anche un fattore importante che influenza lo sviluppo dell’atleta. [40] Pertanto, gli allenatori sono incoraggiati ad aumentare l’autoefficacia negli atleti attraverso feedback positivi ed essendo essi stessi un modello di fiducia in se stessi. [43] Anche le convinzioni degli allenatori sul loro livello di abilità nel coaching influenzano lo sviluppo dell’autoefficacia negli atleti. [43]

Migliore coach a Milano.  Nell’istruzione

La psicologia del coaching può essere applicata anche nelle scuole. [37] Esamina i modi più efficaci per educare gli studenti radicati nella teoria psicologica. [37] Ad esempio, le teorie sulla motivazione si concentrano sugli effetti dell’autoefficacia e della motivazione sulle prestazioni degli studenti. [37] Anche il miglioramento della fiducia e dell’autoefficacia degli insegnanti è un’area di studio per gli psicologi del coaching. [4] La psicologia del coaching guida anche studenti, insegnanti e personale nella definizione e nel raggiungimento degli obiettivi efficaci. [44] Inoltre, i metodi di coaching come il peer coaching reciproco (il processo in cui gli insegnanti valutano le prestazioni reciproche) sono incoraggiati perché coltivano il supporto e la fiducia tra gli educatori. [45] Il peer coaching in classe fornisce anche un ambiente collaborativo per gli studenti, che favorisce l’apprendimento. [45] [46]

Etica professionale e regolamentazione

Vedi anche: Coaching § Etica e standard

Guarda anche

Migliore coach a Milano. Riferimenti

  1. ^ Salta su : aB C D e F G h io J K l m n o Allen, Kimberly (2016), Allen, Kimberly (a cura di), Teoria, ricerca e linee guida pratiche per il coaching della vita familiare , Springer International Publishing, doi : 1007/978-3-319-29331-8_2 , ISBN 9783319293318
  2. ^ Salta su : aB Griffith, Coleman (1926). Psicologia del Coaching. New York, NY: I figli di Charles Scribner.
  3. ^ Salta su : aB C D e F Palmer, Stefano; Whybrow, Alison (2007). Manuale di psicologia del coaching: una guida per i professionisti. Sussex orientale: Routledge.
  4. ^ Salta su : aB C D e F G h Adams, Marco (17-03-2016). “La psicologia del coaching: un approccio alla pratica per gli psicologi dell’educazione”. Psicologia dell’educazione in pratica. 32 (3): 231–244. doi : 1080/02667363.2016.1152460 . ISSN 0266-7363 .
  5. ^Lawther , John (1951). Psicologia del Coaching. Scogliere di Englewood, NJ: Prentice Hall.
  6. ^Gaylord, Elisha Curtiss (1967). Psicologia del coaching moderna. Dubuque, Iowa: WC Brown. OCLC 969263 .
  7. ^Ricerca WorldCat , 29 settembre 2019.
  8. ^ Grant, AM, 2001. Verso una psicologia del coaching. Manoscritto inedito, Sydney.
  9. ^Boniwell , I. e Smith, WA, 2018. Coaching di psicologia positiva per una leadership positiva. In Psicologia Positiva Coaching in pratica (pp. 159-175). Routledge.
  10. ^“Antonio Concessione” . www.icfaustralasia.com. Estratto 2019-05-05.
  11. ^“Gruppo Speciale in Psicologia del Coaching | BPS” . www.bps.org.uk. Estratto 2019-05-05.
  12. ^“Storia – Società Internazionale di Psicologia del Coaching” . Estratto 2019-05-05.
  13. ^“Lo Psicologo Coaching | BPS” . www.bps.org.uk. Estratto 2019-05-05.
  14. ^“Rassegna internazionale di psicologia del coaching | BPS” . www.bps.org.uk. Estratto 2019-05-05.
  15. ^“Coaching Psychology International” . Centro internazionale ISCP per la ricerca in psicologia del coaching. Estratto il 5 maggio 2019.
  16. ^Rogers, Carl (1951). Terapia centrata sul cliente: la sua pratica attuale, le implicazioni e la teoria. Londra: agente.
  17. ^ Salta su : aBC D e F G h io J K Stober , Diana; Concessione, Anthony (2006). Manuale di coaching basato sull’evidenza: mettere in pratica le migliori pratiche per i tuoi clienti. Hoboken, New Jersey: John Wiley & Sons, Inc.
  18. ^ Salta su : aBC Nelson, Lee; Cuscino, Christopher J.; Potrac, Paolo; Sposo, Ryan (04-07-2014). “Carl Rogers, apprendimento e pratica educativa: considerazioni critiche e applicazioni nel coaching sportivo”. Sport, Educazione e Società. 19 (5): 513–531. doi : 1080/13573322.2012.689256 . ISSN 1357-3322 .
  19. ^ Salta su : aBC D e Peltier, Bruce (2010). La psicologia dell’Executive Coaching. New York, NY: Routledge Taylor & Francis Group.
  20. ^Rogers, Carl (1980). Un modo di essere. Boston, MA: Houghton Mifflin.
  21. ^ Salta su : aBC D e F Legge, Ho (2013). Psicologia del coaching: una guida per il professionista. John Wiley & Sons, Ltd. ISBN 978-1-119-95467-5 .
  22. ^Concessione, Anthony (2006). “Una prospettiva personale sul coaching professionale e lo sviluppo della psicologia del coaching”(PDF) . Revisione internazionale di psicologia del coaching. 1 : 12–20.
  23. ^ Salta su : aBLinley, P. Alex; Harrington, Susan (luglio 2005). “Psicologia positiva e psicologia del coaching: prospettive sull’integrazione” (PDF) . Lo psicologo coaching: 13–14.
  24. ^Fredrickson, Barbara (2001). “Il ruolo delle emozioni positive nella psicologia positiva: la teoria ampliare e costruire delle emozioni positive” . Psicologo americano. 56 (3): 218–226. doi : 1037/0003-066X.56.3.218 . PMC3122271 . PMID 11315248 .
  25. ^Fredrickson, Barbara (2004). “La teoria allarga e costruisci delle emozioni positive” . Transazioni filosofiche della Royal Society di Londra. Serie B, Scienze biologiche. 359 (1449): 1367–1377. doi : 1098/rstb.2004.1512 . PMC1693418 . PMID 15347528 .
  26. ^ Salta su : aBC Wesson, Karen; Boniwell , Ilona (2007). “Teoria del flusso – la sua applicazione alla psicologia del coaching”. Revisione internazionale di psicologia del coaching. 2 (1).
  27. ^ Salta su: aB“BF Skinner | Condizionamento operante | Semplicemente psicologia” . www.simplypsychology.org. Estratto 2019-05-08.
  28. ^Fazel, P. (2013). “Teorie di apprendimento all’interno del processo di coaching”. Giornale internazionale di scienze psicologiche e comportamentali. 7 (8).
  29. ^ Salta su : aBTuresky , Elizabeth Fisher; Gallagher, Dennis (2011). “Conosci te stesso: coaching per la leadership utilizzando la teoria dell’apprendimento esperienziale di Kolb”. Lo Psicologo Coach. 7 (1): 5–14.
  30. ^Papà, Giacomo; Jerman , Jeremy (2015). Trasformare gli adulti attraverso il coaching . San Francisco, California: John Wiley & Sons, Incorporated. ISBN9781119215172 .
  31. ^ Salta su: aB“Zona di sviluppo prossimale e ponteggi | Semplicemente psicologia” . www.simplypsychology.org. Estratto 2019-05-09.
  32. ^ Salta su : aBSaggio, Paperino; Jacobo , Ambra (2010). “Verso un quadro per il coaching di leadership”. Direzione e gestione della scuola. 30 (2): 159–169. doi : 1080/13632431003663206 .
  33. ^“Albert Bandura | Teoria dell’apprendimento sociale | Semplicemente psicologia” . www.simplypsychology.org. Estratto 2019-05-09.
  34. ^ Salta su : aBConnolly, Graeme (2017). “Applicare la teoria cognitiva sociale nell’allenamento degli atleti: il potere dei modelli di ruolo positivi”. Strategie. 30 (3): 23–29. doi : 1080/08924562.2017.1297750 .
  35. ^Roth, Andrea (2017). “Coaching un cliente con un background culturale diverso – importa?”. International Journal of Evidence Based Coaching e Mentoring. 11 :30–43.
  36. ^ Salta su : aBC D e F G h Palmer, Stephen (2008). “Il modello PRACTICE di coaching: verso un approccio incentrato sulla soluzione”. Coaching Psicologia Internazionale. 1 (1): 4–6.
  37. ^ Salta su : aBC D e F Adams, Marco (2016). Psicologia del coaching nelle scuole. New York, NY: Routledge. ISBN 978-1-315-76263-0 .
  38. ^ Salta su : aBC D e F G h Edgerton, Nick; Palmer, Stephen (2005). “SPAZIO: un modello psicologico da utilizzare all’interno del coaching cognitivo comportamentale , della terapia e della gestione dello stress”. Lo Psicologo Coach. 2 (2): 25–31.
  39. ^Jones, Robyn L.; Turner, Poppy (2006). “Insegnare agli allenatori ad allenare in modo olistico: l’apprendimento basato sui problemi (PBL) può aiutare?”. Educazione Fisica e Pedagogia Sportiva. 11 (2): 181–202. doi : 1080/17408980600708429 . ISSN1740-8989 .
  40. ^ Salta su : aBC Tenenbaum, Gershon; Eklund, Robert (2007). Manuale di psicologia dello sport. Hoboken, New Jersey: John Wiley & Sons, Inc. ISBN 978-0-471-73811-4 .
  41. ^Artù, Calum Alexander; Woodman, Tim; Ong, Chin Wei; Hardy, Lew; Ntoumanis, Nikos (2011). “Il ruolo del narcisismo dell’atleta nel moderare la relazione tra i comportamenti dei leader trasformazionali degli allenatori e la motivazione dell’atleta”(PDF) . Giornale di psicologia dello sport e dell’esercizio. 33 (1): 3–19. doi : 1123/jsep.33.1.3 . PMID 21451168 .
  42. ^Blaine Kyllo, L.; Landers, David M. (1995). “Definizione degli obiettivi nello sport e nell’esercizio: una sintesi di ricerca per risolvere la controversia”. Giornale di psicologia dello sport e dell’esercizio. 17 (2): 117–137. doi : 1123/jsep.17.2.117 .
  43. ^ Salta su : aBFeltz, Debora; Lirgg , Cathy D. (2001). Manuale di psicologia dello sport. New York: John Wiley & Figli. pp. 340–361.
  44. ^van Niewerburgh , Christian (2012). Coaching in Educazione. New York, NY: Routledge. ISBN9781780490793 .
  45. ^ Salta su : aBHooker, Tracey (2013). “Peer coaching: una rassegna della letteratura” . Waikato Journal of Education. 18 (2): 129–139. doi : 15663/ wje.v 18i2.166 .
  46. ^Docce, Beverly; Joyce, Bruce (1996). “L’evoluzione del peer coaching”. Leadership educativa – tramite EBSCOhost.

Migliore coach a Milano.  Società di psicologia del coaching

Migliore coach a Milano. Periodici di psicologia del coaching

Migliore coach a Milano. Come certificarsi come esperto in Coaching Metodo HPM

Per certificarsi come esperto in Coaching Metodo HPM è necessario acquisire il primo livello del Metodo HPM di Coaching del Potenziale Umano, tramite un percorso formativo flessibile e personalizzato. Da questo form di contatto lasciaci un tuo recapito e sarà nostra cura darti tutte le informazioni utili per diventare un Coach Certificato Metodo HPM

Migliore coach a Milano. Di cosa parla questo articolo

  • Abilità di un individuo
  • Chi è il migliore coach a milano
  • Chi è il migliore coach di milano
  • Chi sono i migliori coach a milano
  • Chi sono i migliori coach di milano
  • Classifica dei migliori coach in italia
  • Classifica dei migliori coach italiani
  • Coach certificati HPM
  • Coaching del potenziale umano
  • Coaching esperienziale
  • Coaching per le performance
  • Come certificarsi come esperto in coaching metodo HPM
  • Come diventare coach metodo HPM
  • Crescita del potenziale umano
  • Energie fisiche
  • Energie mentali
  • I migliori coach a milano
  • Incremento delle energie dei team
  • Incremento delle energie individuali
  • Incremento delle energie personali
  • Macro-competenze
  • Metodo di coaching HPM
  • Micro-competenze
  • Miglior coach a milano
  • Miglior coach milano
  • Migliore coach a milano
  • Migliore coach milano
  • Migliore scuola di coaching a milano
  • Migliori formatori coach a milano
  • Missione
  • Modelli di coaching
  • Performance coaching
  • Principi del coaching
  • Progetti di crescita
  • Progettualità
  • Psicologia culturale
  • Psicologia del coaching
  • Psicologia positiva
  • Psicologia sociale
  • Psicologia umanistica
  • Scuole di coaching a milano
  • Training aziendale HPM
  • Valori del coaching HPM

 

 

 

Studio Trevisani Academy. Stress Management, Emozioni, Resilienza, Comunicazione – Al Rifugio-Wellness di montagna con l’Autore. 5 Marzo (sabato) giornata intera dalle 10 alle 18. 6 Marzo (domenica) dalle 9 alle 12.30.

Costo 200 Euro + commissione Eventbrite + iva. Qui il link per iscriversi tramite piattaforma Eventbrite comodamente con Paypal

Ciao a tutti, sono il vostro Coach per il Seminario Formativo Esperienziale dedicato allo “Stress, Emozioni e Resilienza”, che terremo in presenza in una splendida località, un rifugio-wellness di montagna sull’Altipiano di Asiago (VI). Qui il link della Location https://centrofondocampolongo.it/

workshop al rifugio su stress emozioni resilienza

Corso esperienziale su stress emozioni resilienza – i libri di riferimento

Qui la bibliografia che fa da sostegno scientifico per il corso

  • Deep Coaching. Il Metodo HPM per la crescita personale il Coaching in profondità e la formazione attiva. Editore Franco Angeli, Milano, 2021 (256 pag.) Scheda su Amazon
  • Il Potenziale Umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance. Franco Angeli editore, Milano, 2009. (240 pag.). Bestseller area Formazione Aziendale. Scheda su Amazon
  • Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Franco Angeli, Milano, 2019 (202 pag.) Scheda su Amazon
  • Self-Power. Psicologia della motivazione e della performance. Franco Angeli editore, Milano, 2014. (176 pag.) Scheda su Amazon
  • Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team. Franco Angeli editore, Milano, 2016 (250 pag.) Scheda su Amazon
  • Il Coraggio delle Emozioni. Energie per la vita, la comunicazione, la Crescita Personale. Franco Angeli editore, Milano, 2015. Scheda su Amazon

Perché Stress, Emozioni e Resilienza? Perché mai prima d’ora questi temi sono diventati così importanti.

Direi anche che ora sono indispensabili per vivere bene e lavorare bene.

Studio questi argomenti scientificamente dal 1985, quindi da oltre 30 anni, e inizialmente mi sembrava tutta teoria e continuava a sfuggirmi la parte pratica. Poi, al primo caso di eccesso di stress nella mia vita personale, mi sono reso conto di come le capacità emotive siano qualcosa di “molto pratico”, importante e fondamentale per tutti noi. E allora ho deciso di approfondire, sino ad arrivare ad un modello (HPM) che oggi è il riferimento in Italia per il lavoro sul Potenziale Umano.

Direi che attivarsi su questi temi è ancora più urgente in questo periodo dove tutti sono “stressati” per la situazione attuale. Per cui, con orgoglio, ho sentito il dovere di fare qualcosa di pratico e di farlo in presenza, in mezzo alla natura, in un luogo meraviglioso e raggiungibilissimo con mezzi ed auto.

Approfittiamo quindi di questa occasione per conoscerci più internamente e sviluppare nuove competenze “soft” che – vedrete strada facendo – hanno un impatto molto concreto anche al di fuori del lavoro, oltre a migliorare il lavoro stesso.

Per chi partecipa, a volte in questo campo basta portarsi a casa anche un un’unica riflessione, o un solo “Insight” come si dice tecnicamente, per dare un senso profondo all’intero percorso.

Qui una sintesi dei temi che tratteremo:

il programma è solo indicativo in quanto il training sarà soprattutto esperienziale e comprenderà

  • Brevi lezioni introduttive ai temi
  • Lavoro personale sui temi
  • Escursioni nella natura in outdoor-training
  • Condivisione delle esperienze dei partecipanti in sottogruppi
  • Colloqui di coaching e sviluppo del potenziale personale

Programma

Corso esperienziale su stress emozioni resilienza – Sabato mattina h 10-13

  • I 6 tipi di stress nel modello HPM
  • Le competenze specifiche per superare lo stress
  • Riconoscere i Segni e sintomi di stress
  • Coping e resilienza
  • Coping adattivo e coping disadattivo
  • Come promuovere il coping adattivo
  • Prepararsi in anticipo ad affrontare sfide stressanti
  • Evita il coping disadattivo
  • Promuovere i fattori di resilienza
  • Modelli di ruolo positivi
  • Ottimismo
  • Humor
  • Bussola morale – il potere dei valori interni
  • Altruismo
  • Religione & Spiritualità
  • Supporto sociale

Corso esperienziale su stress emozioni resilienza – Sabato pomeriggio h 14.30-18

  • Trovare i propri Punti di Forza
  • I due modi fisiologici per affrontare lo stress
  • Cause di stress Interne ed Esterne – Come evitare la ruminazione mentale
  • Lo stress sul lavoro – Principali cause di stress organizzativo
  • La Scala di Fisher – Impariamo a riconoscere i nostri stati mentali
  • Malattie comuni associate allo stress
  • Stress – I tipi, dall’Eustress al Distress, Stress Acuto e Stress Cronico
  • Fasi della risposta allo stress – Sindrome di adattamento generale di Hans Selye
  • Stress e risorse personali. Potenziare le proprie risorse fisiche e mentali – Modello transazionale di stress e coping di Richard Lazarus
  • Metodi di riduzione dello stress
  • 2 Modelli delle zone di stress al lavoro – modelli Trevisani e Vygotsky per il Coaching
  • Leadership e coaching
  • Il Capitale Psicologico (PsyCap) e il Modello H.E.R.O.
  • Stress ed Emozioni – la Ruota delle Emozioni (Plutchick)

Corso esperienziale su stress emozioni resilienza – Domenica mattina h 9-12.30

  • Imparare a concentrarsi sulle emozioni esterne e sottili prima che diventino più forti e ingestibili
  • Emozioni Miste – Le Emozioni diadiche e triadiche di Plutchick
  • Emozioni – la Rabbia e le sue tipologie
  • Emozioni – la Paura
  • Emozioni – il Disgusto
  • Emozioni – la Tristezza
  • Emozioni – la Felicità e il Percorso verso la Felicità
  • Gli stati dell’Umore
  • Gestione X-Y – Focalizzazione delle operazioni psicologiche
  • Campi della resilienza
  • Jung e Archetipi. Lo stress degli autoinganni
  • Problem Solving – la Ruota del Problem Solving
  • Ruota della Vita
  • HPM – Il Piano Antistress
  • La curva dello stress e le performance – La Ricerca dello Stato di Flusso (Flow)
  • Dalla resilienza fino all’Autorealizzazione

Corso esperienziale su stress emozioni resilienza – È disponibile per i soli partecipanti:

  • Sintesi delle slides
  • 2 Ebook sul tema del Potenziale Umano e Self Power
  • Pdf con l’elenco delle 333 emozioni e stati emotivi identificati da Trevisani
  • Attestato di partecipazione al corso, in pdf, riconosciuto da Coaching World Federation

Il rifugio ha solo 6 camere per cui consiglio a tutti di cercare con Booking o altri mezzi una sede per dormire tipo B&B in Asiago e dintorni. Da Asiago il rifugio dista circa 20 minuti ed è raggiungibilissimo in auto, con un ampio parcheggio.

Sarà un’esperienza molto pratica ed immersiva, indimenticabile, tra concetti potenti, esercitazioni esperienziali, e l’abbraccio della natura incontaminata.

Intanto un “abbraccio digitale” a tutti

Un saluto,

Dott. Daniele Trevisani – Direttore www.studiotrevisani.it

  • per ricevere articoli gratuiti e notizie aggiornate sui prossimi seminari di crescita personale e professionale, è possibile iscriversi gratuitamente alla rivista di comunicazione “Communication Research e Potenziale Umano” da questo link http://eepurl.com/b727Pv

stress emozioni resilienza evento al rifugio

Corso esperienziale su stress emozioni resilienza – concetti chiave

Temi di questo articolo su stress emozioni resilienza

  • daniele trevisani
  • emozioni
  • formazione esperienziale
  • laboratorio esperienziale
  • resilienza
  • rifugio con l’autore
  • stress
  • migliore corso sullo stress
  • migliore corso sulle emozioni
  • migliore corso sulla resilienza

 

Il migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale per aziende è il dott. Daniele Trevisani, consulente e ricercatore, formatore e coach aziendale, premiato con il premio Fulbright dal Governo USA per gli studi e contributi sulla comunicazione, e autore di 25 libri sul tema.

migliore consuente italiano in web marketing e marketing digitale

Vedi la lista delle pubblicazioni complete o consulta il nostro Libro delle Referenze.

Se desideri un consulto preliminare con il dott. Daniele Trevisani compila questo form e sarà nostra cura ricontattarti

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Approfondimenti e concetti utili

Il marketing digitale è la componente del marketing che utilizza tecnologie digitali basate su Internet e online come computer desktop , telefoni cellulari e altri media e piattaforme digitali per promuovere prodotti e servizi. [2] [3] Il suo sviluppo negli anni ’90 e 2000 ha cambiato il modo in cui i marchi e le aziende utilizzano la tecnologia per il marketing. Poiché le piattaforme digitali sono state sempre più incorporate nei piani di marketing e nella vita quotidiana, [4] e le persone utilizzano sempre più dispositivi digitali invece di visitare negozi fisici, [5] [6]  le campagne di marketing digitale sono diventate prevalenti, utilizzando combinazioni di ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), marketing dei motori di ricerca (SEM), marketing dei contenuti , marketing degli influencer , automazione dei contenuti, marketing delle campagne, marketing basato sui dati , marketing dell’e-commerce , marketing dei social media , ottimizzazione dei social media , marketing diretto tramite posta elettronica , pubblicità display , e-book e dischi ottici e giochi sono diventati comuni. Il marketing digitale si estende ai canali non Internet che forniscono media digitali, come televisione, telefoni cellulari (                SMS e MMS ), richiamata e suonerie del cellulare in attesa. [7] L’estensione a non canali -Internet differenzia marketing digitale dal marketing online . [8]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Storia

Lo sviluppo del marketing digitale è inseparabile dallo sviluppo tecnologico. Uno dei primi eventi chiave è accaduto nel 1971, quando Ray Tomlinson ha inviato la prima e-mail e la sua tecnologia ha impostato la piattaforma per consentire alle persone di inviare e ricevere file attraverso macchine diverse. [9] Tuttavia, il periodo più riconoscibile come l’inizio del marketing digitale è il 1990, poiché è stato qui che è stato creato il motore di ricerca Archie come indice per i siti FTP . Negli anni ’80, la capacità di archiviazione dei computer era già abbastanza grande da contenere enormi volumi di informazioni sui clienti. Le aziende hanno iniziato a scegliere tecniche online, come il database marketing , piuttosto che un broker di liste limitate . [10] Questi tipi di database hanno permesso alle aziende di tenere traccia delle informazioni dei clienti in modo più efficace, trasformando così il rapporto tra acquirente e venditore. Tuttavia, il processo manuale non era altrettanto efficiente.

Negli anni ’90 è stato coniato per la prima volta il termine Digital Marketing . [11] Con il debutto dell’architettura server/client e la popolarità dei personal computer, le applicazioni di Customer Relationship Management (CRM) sono diventate un fattore significativo nella tecnologia di marketing. [12] La forte concorrenza ha costretto i fornitori a includere più servizi nel loro software, ad esempio applicazioni di marketing, vendita e servizi. Gli esperti di marketing sono stati anche in grado di possedere enormi dati sui clienti online tramite il software eCRM dopo la nascita di Internet. Le aziende potrebbero aggiornare i dati delle esigenze dei clienti e ottenere le priorità della loro esperienza. Ciò ha portato alla pubblicazione del primo banner pubblicitario cliccabile nel 1994, ovvero la campagna “You Will” di AT&T e durante i primi quattro mesi di attivazione, il 44% di tutte le persone che l’hanno visto ha fatto clic sull’annuncio. [13] [14]

Negli anni 2000, con l’aumento del numero di utenti Internet e la nascita di iPhone , i clienti hanno iniziato a cercare prodotti e a prendere decisioni sulle proprie esigenze prima online, invece di consultare un venditore, il che ha creato un nuovo problema per il reparto marketing di un’azienda. [15] Inoltre, un’indagine del 2000 nel Regno Unito ha rilevato che la maggior parte dei rivenditori non aveva registrato il proprio indirizzo di dominio. [16] Questi problemi hanno incoraggiato i professionisti del marketing a trovare nuovi modi per integrare la tecnologia digitale nello sviluppo del mercato.

Nel 2007, l’automazione del marketing è stata sviluppata come risposta al clima di marketing in continua evoluzione. L’automazione del marketing è il processo mediante il quale il software viene utilizzato per automatizzare i processi di marketing convenzionali. [17] L’ automazione del marketing ha aiutato le aziende a segmentare i clienti, lanciare campagne di marketing multicanale e fornire informazioni personalizzate ai clienti., [17] in base alle loro attività specifiche. In questo modo, l’attività degli utenti (o la loro mancanza) attiva un messaggio personale personalizzato per l’utente nella sua piattaforma preferita. Tuttavia, nonostante i vantaggi dell’automazione del marketing, molte aziende stanno lottando per adottarla correttamente nei loro usi quotidiani. [18] [ pagina necessaria ]        

Il marketing digitale è diventato più sofisticato negli anni 2000 e 2010, quando [19] [20] la proliferazione di dispositivi in ​​grado di accedere ai media digitali ha portato a una crescita improvvisa. [21] Le statistiche prodotte nel 2012 e nel 2013 hanno mostrato che il marketing digitale era ancora in crescita. [22] [23] Con lo sviluppo dei social media negli anni 2000, come LinkedIn , Facebook , YouTube e Twitter , i consumatori sono diventati fortemente dipendenti dall’elettronica digitale nella vita quotidiana. Pertanto, si aspettavano un’esperienza utente senza interruzioni su diversi canali per la ricerca delle informazioni sui prodotti. Il cambiamento del comportamento dei clienti ha migliorato la diversificazione della tecnologia di marketing. [24]

Il marketing digitale è indicato anche come “marketing online”, “marketing su Internet” o “marketing web”. Il termine marketing digitale è cresciuto in popolarità nel tempo. Negli Stati Uniti il marketing online è ancora un termine popolare. In Italia il marketing digitale viene definito web marketing. Il marketing digitale mondiale è diventato il termine più comune, soprattutto dopo il 2013. [25]

La crescita dei media digitali è stata stimata in 4,5 trilioni di annunci online serviti ogni anno con una spesa per i media digitali in crescita del 48% nel 2010. [26] Una parte crescente della pubblicità deriva da aziende che utilizzano la pubblicità comportamentale online (OBA) per personalizzare la pubblicità per gli utenti di Internet, ma OBA solleva preoccupazioni in merito alla privacy dei consumatori e alla protezione dei dati . [21]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Nuovo approccio al marketing non lineare

Il marketing non lineare, un tipo di marketing interattivo, è un approccio di marketing a lungo termine che si basa sulle aziende che raccolgono informazioni sulle attività online di un utente di Internet e cercano di essere visibili in più aree. [27]

A differenza delle tecniche di marketing tradizionali, che implicano messaggi diretti e unidirezionali ai consumatori (tramite pubblicità su stampa, televisione e radio), le strategie di marketing digitale non lineari sono incentrate sul raggiungimento di potenziali clienti attraverso più canali online. [28]

In combinazione con una maggiore conoscenza dei consumatori e la richiesta di offerte per i consumatori più sofisticate, questo cambiamento ha costretto molte aziende a ripensare la propria strategia di sensibilizzazione e ad adottare o incorporare tecniche di marketing omnicanale e non lineari per mantenere un’esposizione, un coinvolgimento e una copertura del marchio sufficienti. [29]

Le strategie di marketing non lineari comportano sforzi per adattare la pubblicità a piattaforme diverse [30] e per adattare la pubblicità a diversi acquirenti individuali piuttosto che a un vasto pubblico coerente. [27]

Le tattiche possono includere:

Alcuni studi indicano che le risposte dei consumatori agli approcci di marketing tradizionali stanno diventando meno prevedibili per le aziende. [31] Secondo uno studio del 2018, quasi il 90% dei consumatori online negli Stati Uniti ha effettuato ricerche online su prodotti e marchi prima di visitare il negozio o effettuare un acquisto. [32] Il Global Web Index ha stimato che nel 2018 poco più del 50% dei consumatori ha effettuato ricerche sui prodotti sui social media.  Le aziende spesso si affidano a individui che ritraggono i loro prodotti in una luce positiva sui social media e possono adattare la loro strategia di marketing per rivolgersi a persone con grandi follower sui social media al fine di generare tali commenti. [33] In questo modo, le aziende possono utilizzare i consumatori per pubblicizzare i propri prodotti o servizi, riducendo i costi per l’azienda. [34]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  Consapevolezza del marchio

Uno degli obiettivi chiave del moderno marketing digitale è aumentare la consapevolezza del marchio , la misura in cui i clienti e il pubblico in generale conoscono e riconoscono un particolare marchio.

Migliorare la consapevolezza del marchio è importante nel marketing digitale e nel marketing in generale, a causa del suo impatto sulla percezione del marchio e sul processo decisionale dei consumatori. Secondo il saggio del 2015, “Impatto del marchio sul comportamento dei consumatori”:

“La brand awareness, come una delle dimensioni fondamentali della brand equity, è spesso considerata un prerequisito della decisione di acquisto dei consumatori, in quanto rappresenta il fattore principale per includere un brand nel corrispettivo set. La consapevolezza del marchio può anche influenzare la valutazione del rischio percepito dai consumatori e la loro fiducia nella decisione di acquisto, a causa della familiarità con il marchio e le sue caratteristiche. [35]

Le tendenze recenti mostrano che le aziende e gli esperti di marketing digitale stanno dando la priorità alla consapevolezza del marchio, concentrandosi maggiormente sui loro sforzi di marketing digitale per coltivare il riconoscimento e il richiamo del marchio rispetto agli anni precedenti. Ciò è dimostrato da uno studio del Content Marketing Institute del 2019, che ha rilevato che l’81% dei marketer digitali ha lavorato per migliorare il riconoscimento del marchio nell’ultimo anno. [36]

Un altro sondaggio del Content Marketing Institute ha rivelato che l’89% dei marketer B2B ora ritiene che il miglioramento della consapevolezza del marchio sia più importante degli sforzi diretti ad aumentare le vendite. [37]

L’aumento della consapevolezza del marchio è un obiettivo della strategia di marketing digitale per una serie di motivi:

  • La crescita dello shopping online. Un sondaggio di Statista prevede che 230,5 milioni di persone negli Stati Uniti utilizzeranno Internet per acquistare, confrontare e acquistare prodotti entro il 2021, rispetto ai 209,6 milioni del 2016. [38] Una ricerca della società di software aziendale Salesforce ha rilevato che l’87% delle persone ha iniziato le ricerche per prodotti e marchi sui canali digitali nel 2018. [39]
  • Il ruolo dell’interazione digitale nel comportamento del cliente. Si stima che il 70% di tutti gli acquisti al dettaglio effettuati negli Stati Uniti sia influenzato in una certa misura dall’interazione con un marchio online. [40]
  • La crescente influenza e il ruolo della consapevolezza del marchio nel processo decisionale dei consumatori online: l’82% degli acquirenti online alla ricerca di servizi preferisce i marchi che conoscono. [41]
  • L’uso, la convenienza e l’influenza dei social media. Un recente rapporto di Hootsuite ha stimato che ci fossero più di 3,4 miliardi di utenti attivi sulle piattaforme di social media, un aumento del 9% rispetto al 2018. [42] Un sondaggio del 2019 di The Manifest afferma che il 74% degli utenti di social media segue i marchi sui siti di social media e Il 96% delle persone che seguono le aziende interagisce anche con quei marchi sulle piattaforme social. [43] Secondo Deloitte, un consumatore statunitense su tre è influenzato dai social media quando acquista un prodotto, mentre il 47% dei millennial tiene conto della propria interazione con un marchio sui social quando effettua un acquisto. [44]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  Metodi online utilizzati per aumentare la consapevolezza del marchio

Le strategie di marketing digitale possono includere l’uso di uno o più canali e tecniche online (omnichannel) per aumentare la consapevolezza del marchio tra i consumatori.

La costruzione della consapevolezza del marchio può coinvolgere metodi/strumenti come:

Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)

Le tecniche di ottimizzazione dei motori di ricerca possono essere utilizzate per migliorare la visibilità dei siti Web aziendali e dei contenuti relativi al marchio per le query di ricerca comuni relative al settore. [45]

Si dice che l’importanza della SEO per aumentare la consapevolezza del marchio sia correlata alla crescente influenza dei risultati di ricerca e delle funzionalità di ricerca come snippet in primo piano, pannelli di conoscenza e SEO locale sul comportamento dei clienti. [46]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Marketing sui motori di ricerca (SEM)

SEM, noto anche come pubblicità PPC, prevede l’acquisto di spazi pubblicitari in posizioni ben visibili e visibili in cima alle pagine dei risultati di ricerca e ai siti web. È stato dimostrato che gli annunci della rete di ricerca hanno un impatto positivo sul riconoscimento del marchio, sulla consapevolezza e sulle conversioni. [47]

Il 33% degli utenti che fanno clic su annunci a pagamento lo fa perché rispondono direttamente alla loro particolare query di ricerca. [48]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Social media marketing

Il 70% dei marketer elenca l’aumento della consapevolezza del marchio come obiettivo numero uno per il marketing sulle piattaforme di social media. Facebook, Instagram, Twitter e YouTube sono elencati come le principali piattaforme attualmente utilizzate dai team di social media marketing. [49] A partire dal 2021, LinkedIn è stato aggiunto come una delle piattaforme di social media più utilizzate dai leader aziendali per le sue capacità di networking professionale. [50]

Marketing dei contenuti

Il 56% degli esperti di marketing ritiene che i contenuti personalizzati (blog, articoli, aggiornamenti social, video, pagine di destinazione incentrati sul marchio) migliorino il ricordo e il coinvolgimento del marchio. [51]

Sviluppi e strategie

Uno dei principali cambiamenti avvenuti nel marketing tradizionale è stato “l’emergere del marketing digitale”, che ha portato alla reinvenzione delle strategie di marketing per adattarsi a questo grande cambiamento nel marketing tradizionale.

Poiché il marketing digitale dipende da una tecnologia in continua evoluzione e in rapida evoluzione, ci si dovrebbero aspettare le stesse caratteristiche dagli sviluppi e dalle strategie di marketing digitale. Questa parte è un tentativo di qualificare o separare i punti salienti notevoli esistenti e in uso al momento della stampa. [ quando? ]

  • Segmentazione : maggiore attenzione è stata posta sulla segmentazione all’interno del marketing digitale, al fine di indirizzare mercati specifici nei settori business-to-business e business-to-consumer.
  • Influencer marketing : i nodi importanti vengono identificati all’interno delle comunità correlate, note come influencer. Questo sta diventando un concetto importante nel targeting digitale. [52] Gli influencer consentono ai marchi di sfruttare i social media e il vasto pubblico disponibile su molte di queste piattaforme. [52] È possibile raggiungere gli influencer tramite pubblicità a pagamento, come le campagne Facebook Advertising o Google Ads, o tramite sofisticati software sCRM (social customer relationship management), come SAP C4C, Microsoft Dynamics, Sage CRM e Salesforce CRM. Molte università ora si concentrano, a livello di Master, su strategie di coinvolgimento per gli influencer.

Per riassumere, il marketing digitale Pull è caratterizzato da consumatori che cercano attivamente contenuti di marketing mentre il marketing digitale Push si verifica quando i professionisti del marketing inviano messaggi senza che il contenuto venga attivamente cercato dai destinatari.

  • La pubblicità comportamentale online è la pratica di raccogliere informazioni sull’attività online di un utente nel tempo, “su un particolare dispositivo e su diversi siti Web non correlati, al fine di fornire annunci pubblicitari personalizzati in base agli interessi e alle preferenze di tale utente. [53] [54] Tali annunci pubblicitari si basano sul retargeting del sito sono personalizzati in base al comportamento e al modello di ciascun utente.
  • Ambiente collaborativo : è possibile creare un ambiente collaborativo tra l’organizzazione, il fornitore di servizi tecnologici e le agenzie digitali per ottimizzare lo sforzo, la condivisione delle risorse, la riutilizzabilità e le comunicazioni. [55] Inoltre, le organizzazioni invitano i propri clienti ad aiutarli a capire meglio come servirli. Questa fonte di dati è denominata contenuto generato dall’utente . Gran parte di questo viene acquisito tramite siti web aziendali dove l’organizzazione invita le persone a condividere idee che vengono poi valutate da altri utenti del sito. Le idee più popolari vengono valutate e implementate in qualche forma. L’utilizzo di questo metodo di acquisizione dei dati e di sviluppo di nuovi prodotti può favorire il rapporto dell’organizzazione con i propri clienti e generare idee che altrimenti verrebbero trascurate. UGC è pubblicità a basso costo in quanto proviene direttamente dai consumatori e può far risparmiare i costi pubblicitari per l’organizzazione.
  • Pubblicità basata sui dati: gli utenti generano molti dati in ogni fase che intraprendono nel percorso del percorso del cliente e i marchi possono ora utilizzare tali dati per attivare il loro pubblico noto con acquisti di media programmatici basati sui dati. Senza esporre la privacy dei clienti, i dati degli utenti possono essere raccolti dai canali digitali (ad esempio: quando il cliente visita un sito Web, legge un’e-mail o avvia e interagisce con l’app mobile di un marchio), i marchi possono anche raccogliere dati da interazioni con i clienti mondiali, come le visite ai negozi fisici e dai set di dati di CRM e motori di vendita. Conosciuto anche come marketing basato sulle persone o media indirizzabili, la pubblicità basata sui dati consente ai marchi di trovare i loro clienti fedeli nel loro pubblico e fornire in tempo reale una comunicazione molto più personale, altamente pertinente al momento e alle azioni di ciascun cliente. [56]

Una considerazione importante oggi mentre si decide una strategia è che gli strumenti digitali hanno democratizzato il panorama promozionale.

  • Remarketing: il remarketing svolge un ruolo importante nel marketing digitale. Questa tattica consente ai professionisti del marketing di pubblicare annunci mirati di fronte a una categoria di interesse o a un pubblico definito, generalmente chiamati ricercatori in web speak, che hanno cercato prodotti o servizi particolari o visitato un sito Web per qualche scopo.
  • Pubblicità di giochi : gli annunci di giochi sono pubblicità che esistono all’interno di giochi per computer o videogiochi. Uno degli esempi più comuni di pubblicità in-game sono i cartelloni pubblicitari che compaiono nei giochi sportivi. Gli annunci in-game potrebbero anche apparire come prodotti di marca come pistole, automobili o vestiti che esistono come status symbol di gioco.

Sei principi per la creazione di contenuti di marca online: [57]

  • Non considerare gli individui come consumatori;
  • Avere una posizione editoriale;
  • Definire un’identità per il marchio;
  • Mantenere una continuità di contenuti;
  • Garantire un’interazione regolare con il pubblico;
  • Avere un canale per gli eventi.

La nuova era digitale ha consentito ai marchi di indirizzare in modo selettivo i propri clienti che potrebbero essere potenzialmente interessati al proprio marchio o in base a precedenti interessi di navigazione. Le aziende possono ora utilizzare i social media per selezionare la fascia d’età, la posizione, il sesso e gli interessi di chi desiderano che venga visualizzato il loro post mirato. Inoltre, in base alla cronologia di ricerca recente di un cliente, possono essere “seguiti” su Internet in modo che vedano annunci pubblicitari di marchi, prodotti e servizi simili, [58] Ciò consente alle aziende di rivolgersi a clienti specifici che sanno e ritengono trarranno i maggiori vantaggi dal loro prodotto o servizio, qualcosa che aveva capacità limitate fino all’era digitale.

  • Marketing turistico: turismo avanzato, turismo responsabile e sostenibile, social media e marketing turistico online e sistemi di informazione geografica. Man mano che un campo di ricerca più ampio matura e attrae ricerche accademiche più diversificate e approfondite [59]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Forme inefficaci di marketing digitale

L’attività di marketing digitale è ancora in crescita in tutto il mondo secondo l’indice di marketing globale principale. Uno studio pubblicato nel settembre 2018 ha rilevato che le spese globali per le tattiche di marketing digitale si avvicinano ai 100 miliardi di dollari. [60] I media digitali continuano a crescere rapidamente. Mentre i budget di marketing si stanno espandendo, i media tradizionali stanno diminuendo. [61] I media digitali aiutano i marchi a raggiungere i consumatori per interagire con il loro prodotto o servizio in modo personalizzato. Cinque aree, che sono delineate come pratiche del settore attuali che sono spesso inefficaci, sono la priorità dei clic, il bilanciamento di ricerca e visualizzazione, la comprensione dei cellulari, il targeting, la visibilità, la sicurezza del marchio e il traffico non valido e la misurazione multipiattaforma. [62] Il motivo per cui queste pratiche sono inefficaci e alcuni modi per rendere efficaci questi aspetti sono discussi nei seguenti punti.

Priorità ai clic

La priorità dei clic si riferisce agli annunci display con clic, anche se vantaggiosa in quanto le tariffe per gli annunci display “semplici, veloci ed economiche” nel 2016 sono solo dello 0,10 percento negli Stati Uniti. Ciò significa che un annuncio su mille clic è pertinente e quindi con scarso effetto. Ciò dimostra che le società di marketing non dovrebbero limitarsi a utilizzare gli annunci con clic per valutare l’efficacia degli annunci display. [62]

Bilanciamento ricerca e visualizzazione

È importante bilanciare la ricerca e la visualizzazione per gli annunci display digitali. i marketer tendono a guardare all’ultima ricerca e ad attribuire tutta l’efficacia di questa. Questo, a sua volta, ignora altri sforzi di marketing, che stabiliscono il valore del marchio nella mente del consumatore. ComScore ha determinato attraverso l’elaborazione di dati online, prodotti da oltre cento rivenditori multicanale, che il marketing display digitale rappresenta punti di forza se confrontato o posizionato accanto alla ricerca a pagamento. [62] Questo è il motivo per cui si consiglia che quando qualcuno fa clic su un annuncio display l’azienda apra una pagina di destinazione, non la sua home page. Una pagina di destinazione in genere ha qualcosa in cui attirare il cliente per la ricerca oltre questa pagina. Comunemente i marketer vedono un aumento delle vendite tra le persone esposte a un annuncio della rete di ricerca. Ma va considerato il fatto di quante persone puoi raggiungere con una campagna display rispetto a una campagna di ricerca. I rivenditori multicanale hanno una portata maggiore se si considera il display in sinergia con le campagne di ricerca. Nel complesso, vengono valutati sia gli aspetti di ricerca che quelli di visualizzazione in quanto le campagne display aumentano la consapevolezza del marchio in modo che sia probabile che più persone facciano clic su questi annunci digitali durante l’esecuzione di una campagna di ricerca. [62]

Capire i cellulari

Comprendere i dispositivi mobili è un aspetto significativo del marketing digitale perché smartphone e tablet sono ora responsabili del 64% del tempo in cui i consumatori statunitensi sono online. [62] Le app rappresentano una grande opportunità oltre che una sfida per i professionisti del marketing perché in primo luogo l’app deve essere scaricata e in secondo luogo la persona deve utilizzarla effettivamente. Questo può essere difficile in quanto “la metà del tempo trascorso sulle app per smartphone è dedicato alla singola app più utilizzata dagli individui e quasi l’85% del loro tempo alle quattro app più votate”. [62] La pubblicità mobile può aiutare a raggiungere una varietà di obiettivi commerciali ed è efficace perché occupa l’intero schermo, ed è probabile che la voce o lo stato siano considerati altamente. Tuttavia, il messaggio non deve essere visto o pensato come invadente. [62] Gli svantaggi dei media digitali utilizzati sui dispositivi mobili includono anche capacità creative limitate e portata. Sebbene ci siano molti aspetti positivi tra cui il diritto dell’utente a selezionare le informazioni sul prodotto, i media digitali creano una piattaforma di messaggi flessibile e c’è il potenziale per la vendita diretta. [63]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Misurazione multipiattaforma

Il numero di canali di marketing continua ad espandersi, poiché le pratiche di misurazione stanno diventando sempre più complesse. È necessario utilizzare una visualizzazione multipiattaforma per unificare la misurazione del pubblico e la pianificazione dei media. I ricercatori di mercato devono capire come l’Omni-canale influisce sul comportamento del consumatore, anche se quando gli annunci pubblicitari sono sul dispositivo di un consumatore questo non viene misurato. Gli aspetti significativi della misurazione multipiattaforma implicano la deduplica e la comprensione di aver raggiunto un livello incrementale con un’altra piattaforma, piuttosto che fornire più impressioni su persone che sono state raggiunte in precedenza. [62] Un esempio è “ESPN e comScore hanno collaborato al progetto Blueprint scoprendo che l’emittente sportiva ha ottenuto un aumento del 21% della copertura giornaliera non duplicata grazie alla pubblicità digitale”. [62] Le industrie televisive e radiofoniche sono i media elettronici, che competono con la pubblicità digitale e altre tecnologie. Tuttavia, la pubblicità televisiva non è in concorrenza diretta con la pubblicità digitale online poiché è in grado di incrociare la piattaforma con la tecnologia digitale. La radio acquisisce potere anche attraverso piattaforme incrociate, nei contenuti in streaming online. La televisione e la radio continuano a persuadere e influenzare il pubblico su più piattaforme. [64]

Targeting, visibilità, sicurezza del brand e traffico non valido

Targeting, visibilità, sicurezza del marchio e traffico non valido sono tutti aspetti utilizzati dai professionisti del marketing per sostenere la pubblicità digitale. I cookie sono una forma di pubblicità digitale, che sono strumenti di tracciamento all’interno dei dispositivi desktop, causando difficoltà, con carenze tra cui la cancellazione da parte dei browser Web, l’impossibilità di ordinare tra più utenti di un dispositivo, stime imprecise per i visitatori unici, sopravvalutazione della portata, comprensione della frequenza, problemi con gli ad server, che non possono distinguere tra quando i cookie sono stati eliminati e quando i consumatori non sono stati precedentemente esposti a un annuncio. A causa delle imprecisioni influenzate dai cookie, i dati demografici nel mercato di riferimento sono bassi e variano. [62] Un altro elemento, che è influenzato dal marketing digitale, è la “visibilità” o se l’annuncio è stato effettivamente visto dal consumatore. Molti annunci non vengono visualizzati da un consumatore e potrebbero non raggiungere mai il segmento demografico corretto. La sicurezza del marchio è un altro problema relativo al fatto che l’annuncio sia stato prodotto o meno in un contesto non etico o con contenuti offensivi. Riconoscere le frodi quando viene esposto un annuncio è un’altra sfida che i professionisti del marketing devono affrontare. Ciò si riferisce al traffico non valido poiché i siti premium sono più efficaci nel rilevare il traffico fraudolento, sebbene i siti non premium siano più il problema. [62]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Canali

I canali di marketing digitale sono sistemi basati su Internet in grado di creare, accelerare e trasmettere il valore del prodotto dal produttore al terminale del consumatore, attraverso le reti digitali. [65] [66] Il marketing digitale è facilitato da più canali di marketing digitale, in quanto l’obiettivo principale di un inserzionista è trovare canali che si traducano in una comunicazione bidirezionale massima e un ROI complessivo migliore per il marchio. Sono disponibili più canali di marketing digitale, vale a dire: [67]

  1. Marketing di affiliazione – Il marketing di affiliazione non è considerato un mezzo di marketing sicuro, affidabile e facile attraverso le piattaforme online. Ciò è dovuto alla mancanza di affidabilità in termini di affiliati che possono produrre il numero richiesto di nuovi clienti. Come risultato di questo rischio e di cattive affiliate, lascia il marchio incline allo sfruttamento in termini di pretese di commissioni che non vengono onestamente acquisite. I mezzi legali possono offrire una certa protezione contro questo, ma ci sono limitazioni nel recuperare eventuali perdite o investimenti. Nonostante ciò, il marketing di affiliazione consente al marchio di rivolgersi a editori e siti Web più piccoli con traffico ridotto. I marchi che scelgono di utilizzare questo marketing spesso dovrebbero fare attenzione a tali rischi e cercare di associarsi con affiliati in cui sono stabilite regole tra le parti coinvolte per assicurare e ridurre al minimo il rischio coinvolto. [68]
  2. Pubblicità display – Come suggerisce il termine, la pubblicità display online si occupa di mostrare messaggi o idee promozionali al consumatore su Internet. Ciò include una vasta gamma di annunci pubblicitari come blog pubblicitari, reti, annunci interstitial, dati contestuali, annunci sui motori di ricerca, annunci classificati o dinamici, ecc. Il metodo può mirare a un pubblico specifico che si sintonizza da diversi tipi di persone locali per visualizzare un particolare annuncio, le variazioni possono essere trovate come l’elemento più produttivo di questo metodo.
  3. Email marketing – L’email marketing rispetto ad altre forme di marketing digitale è considerato economico. È anche un modo per comunicare rapidamente un messaggio come la loro proposta di valore ai clienti esistenti o potenziali. Tuttavia, questo canale di comunicazione può essere percepito dai destinatari come fastidioso e irritante soprattutto per i nuovi o potenziali clienti, quindi il successo dell’email marketing dipende dal linguaggio e dall’appeal visivo applicati. In termini di appeal visivo, ci sono indicazioni che l’utilizzo di grafica/grafica pertinente al messaggio che si sta tentando di inviare, ma meno grafica visiva da applicare con le e-mail iniziali è a sua volta più efficace creando un’atmosfera relativamente personale al e-mail. In termini di linguaggio, lo stile è il fattore principale nel determinare quanto sia accattivante l’e-mail. L’uso di un tono casual evoca un’atmosfera più calda, gentile e invitante per l’e-mail, rispetto a un tono più formale.
  4. Marketing sui motori di ricerca – Il marketing sui motori di ricerca (SEM) è una forma di marketing su Internet che prevede la promozione di siti Web aumentando la loro visibilità nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (SERP) principalmente attraverso la pubblicità a pagamento. SEM può incorporare l’ ottimizzazione per i motori di ricerca , che regola o riscrive il contenuto del sito Web e l’architettura del sito per ottenere un posizionamento più elevato nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca per migliorare gli elenchi pay per click (PPC).
  5. Social Media Marketing – Il termine ‘Digital Marketing’ ha una serie di sfaccettature di marketing in quanto supporta diversi canali utilizzati e tra questi, i Social Media. Quando utilizziamo i canali dei social media (Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Google+, ecc.) per commercializzare un prodotto o un servizio, la strategia si chiama Social Media Marketing. È una procedura in cui vengono create ed eseguite strategie per attirare traffico per un sito Web o per attirare l’attenzione degli acquirenti sul Web utilizzando diverse piattaforme di social media.
  6. Servizio di social network – Un servizio di social network è una piattaforma online che le persone utilizzano per costruire reti sociali o relazioni sociali con altre persone che condividono interessi, attività, background o connessioni nella vita reale personali o di carriera simili
  7. Pubblicità in-game – La pubblicità in-game è definita come “l’inclusione di prodotti o marchi all’interno di un gioco digitale”. [69] Il gioco consente a marchi o prodotti di inserire annunci all’interno del gioco, in modo sottile o sotto forma di banner pubblicitario. Esistono molti fattori che determinano il successo dei marchi nella pubblicità del loro marchio/prodotto, ovvero: tipo di gioco, piattaforma tecnica, tecnologia 3-D e 4-D, genere di gioco, congruenza tra marchio e gioco, importanza pubblicità all’interno del gioco. I fattori individuali consistono in atteggiamenti nei confronti degli annunci pubblicitari, del coinvolgimento nel gioco, del coinvolgimento del prodotto, del flusso o dell’intrattenimento. L’atteggiamento nei confronti della pubblicità tiene conto anche non solo del messaggio mostrato ma anche dell’atteggiamento nei confronti del gioco. A seconda di quanto sia divertente il gioco, determinerà il modo in cui viene percepito il marchio, il che significa che se il gioco non è molto divertente il consumatore può inconsciamente avere un atteggiamento negativo nei confronti del marchio/prodotto pubblicizzato. In termini di comunicazione di marketing integrata, “l’integrazione della pubblicità nei giochi digitali nella strategia generale di pubblicità, comunicazione e marketing dell’azienda” [69] è importante in quanto si traduce in una maggiore chiarezza sul marchio/prodotto e crea un effetto complessivo più ampio .
  8. Pubbliche relazioni online – L’uso di Internet per comunicare con clienti potenziali e attuali nella sfera pubblica.
  9. Pubblicità video – Questo tipo di pubblicità in termini di mezzi digitali/online sono pubblicità che vengono riprodotti su video online, ad esempio video di YouTube. Questo tipo di marketing ha visto un aumento di popolarità nel tempo. [70] La pubblicità video online di solito consiste in tre tipi: annunci pubblicitari pre-roll che vengono riprodotti prima che il video venga guardato, annunci pubblicitari mid-roll che vengono riprodotti durante il video o annunci pubblicitari post-roll che vengono riprodotti dopo che il video è stato visto. [71] È stato dimostrato che le pubblicità post-roll hanno un migliore riconoscimento del marchio rispetto agli altri tipi, mentre “la congruità/incongruenza del contesto dell’annuncio gioca un ruolo importante nel rafforzare la memorabilità dell’annuncio”. [70] A causa dell’attenzione selettiva degli spettatori, esiste la possibilità che il messaggio non venga ricevuto. [72] Il vantaggio principale della pubblicità video è che interrompe l’esperienza visiva del video e quindi è difficile tentare di evitarli. Il modo in cui un consumatore interagisce con la pubblicità video online può essere suddiviso in tre fasi: pre-attenzione, attenzione e decisione comportamentale. [73] Queste pubblicità online forniscono opzioni e scelte al marchio/azienda. Questi consistono in lunghezza, posizione, contenuto video adiacente che influiscono tutti direttamente sull’efficacia del tempo pubblicitario prodotto, [70] quindi la manipolazione di queste variabili produrrà risultati diversi. La lunghezza della pubblicità ha dimostrato di influire sulla memorabilità, mentre una durata più lunga ha comportato un aumento del riconoscimento del marchio. [70] Questo tipo di pubblicità, per la sua natura di interruzione dello spettatore, è probabile che il consumatore possa sentirsi come se la sua esperienza venga interrotta o invasa, creando una percezione negativa del marchio. [70] Questi annunci possono anche essere condivisi dagli spettatori, aumentando l’attrattiva di questa piattaforma. La condivisione di questi video può essere equiparata alla versione online del marketing passaparola, estendendo il numero di persone raggiunte. [74] La condivisione di video crea sei diversi risultati: “piacere, affetto, inclusione, fuga, rilassamento e controllo”. [70] Inoltre, i video che hanno un valore di intrattenimento hanno maggiori probabilità di essere condivisi, ma il piacere è la motivazione più forte per trasmettere i video. La creazione di una tendenza “virale” da una quantità massiccia di pubblicità di un marchio può massimizzare il risultato di una pubblicità video online, sia essa positiva o negativa.
  10. Pubblicità nativa – Ciò comporta il posizionamento di contenuti a pagamento che replicano l’aspetto, la sensazione e, spesso, la voce del contenuto esistente di una piattaforma. È più efficace se utilizzato su piattaforme digitali come siti Web, newsletter e social media. Può essere alquanto controverso in quanto alcuni critici ritengono che inganni intenzionalmente i consumatori. [75]
  11. Content Marketing – Questo è un approccio al marketing che si concentra sull’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti offrendo contenuti utili ai clienti che migliorano l’esperienza di acquisto e creano consapevolezza del marchio. Un marchio può utilizzare questo approccio per attirare l’attenzione del cliente con l’obiettivo di influenzare le potenziali decisioni di acquisto. [76]
  12. Contenuto sponsorizzato : utilizza il contenuto creato e pagato da un marchio per promuovere un prodotto o servizio specifico. [77]
  13. Inbound Marketing: una strategia di mercato che prevede l’utilizzo di contenuti come mezzo per attirare i clienti verso un marchio o un prodotto. Richiede una ricerca approfondita sui comportamenti, gli interessi e le abitudini del mercato di riferimento del marchio. [78]
  14. SMS Marketing : sebbene la popolarità stia diminuendo di giorno in giorno, il marketing via SMS gioca ancora un ruolo enorme per portare nuovi utenti, fornire aggiornamenti diretti, fornire nuove offerte ecc.
  15. Notifiche push : in questa era digitale, le notifiche push sono responsabili di portare clienti nuovi e abbandonati attraverso una segmentazione intelligente. Molti marchi online lo utilizzano per fornire appelli personalizzati a seconda dello scenario di acquisizione dei clienti.

È importante che un’azienda raggiunga i consumatori e crei un modello di comunicazione bidirezionale, poiché il marketing digitale consente ai consumatori di restituire feedback all’azienda su un sito basato sulla comunità o direttamente all’azienda tramite e-mail. [79] Le imprese dovrebbero cercare questa relazione di comunicazione a lungo termine utilizzando più forme di canali e utilizzando strategie promozionali relative al loro consumatore target, nonché il marketing del passaparola. [79]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  Vantaggi del marketing sui social media

I possibili vantaggi del marketing sui social media includono:

  • Consente alle aziende di promuovere se stesse a un pubblico ampio e diversificato che non è stato possibile raggiungere attraverso il marketing tradizionale come la pubblicità basata su telefono ed e-mail. [80]
  • Il marketing sulla maggior parte delle piattaforme di social media ha un costo minimo o nullo, rendendolo accessibile praticamente a aziende di qualsiasi dimensione. [80]
  • Supporta il marketing personalizzato e diretto che si rivolge a specifici dati demografici e mercati. [80]
  • Le aziende possono interagire direttamente con i clienti, consentendo loro di ottenere feedback e risolvere i problemi quasi immediatamente. [80]
  • Ambiente ideale per un’azienda per condurre ricerche di mercato. [81]
  • Può essere utilizzato come mezzo per ottenere informazioni sui concorrenti e aumentare il vantaggio competitivo. [81]
  • Le piattaforme social possono essere utilizzate per promuovere eventi, offerte e notizie del marchio. [81]
  • Le piattaforme social possono essere utilizzate anche per offrire incentivi sotto forma di punti fedeltà e sconti. [81]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Autoregolamentazione

Il Codice ICC ha regole integrate che si applicano alle comunicazioni di marketing che utilizzano media digitali interattivi in ​​tutte le linee guida. C’è anche una sezione completamente aggiornata che si occupa di questioni specifiche per le tecniche e le piattaforme dei media interattivi digitali. L’autoregolamentazione del codice sull’uso dei media digitali interattivi comprende:

  • Meccanismi chiari e trasparenti per consentire ai consumatori di scegliere di non raccogliere i propri dati per scopi pubblicitari o di marketing;
  • Chiara indicazione che un sito di social network è commerciale ed è sotto il controllo o l’influenza di un operatore di marketing;
  • Vengono fissati limiti in modo che gli operatori di marketing comunichino direttamente solo quando vi sono ragionevoli motivi per ritenere che il consumatore abbia un interesse per ciò che viene offerto;
  • Rispetto delle regole e degli standard di comportamento commerciale accettabile nei social network e l’invio di messaggi di marketing solo quando il forum o il sito ha chiaramente indicato la propria disponibilità a riceverli;
  • Particolare attenzione e protezione per i bambini. [82]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Strategia

Pianificazione

La pianificazione del marketing digitale è un termine utilizzato nella gestione del marketing. Descrive la prima fase della formazione di una strategia di marketing digitale per il più ampio sistema di marketing digitale . La differenza tra la pianificazione del marketing digitale e quella tradizionale è che utilizza strumenti e tecnologie di comunicazione basati sul digitale come Social, Web, Mobile, Scannable Surface. [83] [84] Tuttavia, entrambi sono allineati con la visione, la missione dell’azienda e la strategia aziendale globale. [85]

Fasi di pianificazione

Utilizzando l’approccio del Dr. Dave Chaffey, la pianificazione del marketing digitale (DMP) ha tre fasi principali: opportunità, strategia e azione. Suggerisce che qualsiasi azienda che desideri implementare una strategia di marketing digitale di successo deve strutturare il proprio piano esaminando opportunità, strategia e azione. Questo approccio strategico generico ha spesso fasi di revisione della situazione, definizione degli obiettivi, formulazione della strategia, allocazione delle risorse e monitoraggio. [85]

1) Opportunità

Per creare un DMP efficace, un’azienda deve prima rivedere il mercato e impostare obiettivi “SMART” (specifici, misurabili, attuabili, pertinenti e vincolati al tempo). [86] Possono fissare obiettivi SMART rivedendo gli attuali parametri di riferimento e gli indicatori chiave di prestazione (KPI) dell’azienda e dei concorrenti. È pertinente che le analisi utilizzate per i KPI siano personalizzate in base al tipo, agli obiettivi, alla missione e alla visione dell’azienda. [87] [88]

Le aziende possono cercare opportunità di marketing e di vendita rivedendo il proprio raggio d’azione e quello degli influencer. Ciò significa che hanno un vantaggio competitivo perché sono in grado di analizzare l’influenza dei loro co-marketing e le associazioni di marca. [89]

Per cogliere l’opportunità, l’azienda dovrebbe riassumere i personaggi dei suoi attuali clienti e il percorso di acquisto da cui sono in grado di dedurre la loro capacità di marketing digitale. Ciò significa che devono formarsi un quadro chiaro di dove si trovano attualmente e quante risorse possono allocare per la loro strategia di marketing digitale, ad esempio lavoro, tempo, ecc. Riassumendo il percorso di acquisto, possono anche riconoscere le lacune e la crescita per future opportunità di marketing che raggiungeranno gli obiettivi o proporranno nuovi obiettivi e aumenteranno il profitto.

2) Strategia

Per creare una strategia digitale pianificata, l’azienda deve rivedere la propria proposta digitale (ciò che si offre ai consumatori) e comunicarla utilizzando tecniche di targeting digitale del cliente. Quindi, devono definire la proposta di valore online (OVP), questo significa che l’azienda deve esprimere chiaramente ciò che stanno offrendo ai clienti online, ad esempio il posizionamento del marchio.

L’azienda dovrebbe anche (ri)selezionare i segmenti di mercato target e le persone e definire approcci di targeting digitale.

Dopo averlo fatto in modo efficace, è importante rivedere il marketing mix per le opzioni online. Il marketing mix comprende le 4P: prodotto, prezzo, promozione e luogo. [90] [91] Alcuni accademici hanno aggiunto tre elementi aggiuntivi alle tradizionali 4P del processo di marketing, del luogo e dell’aspetto fisico, rendendole le 7P del marketing. [92]

3) Azione

La terza e ultima fase prevede che l’azienda definisca un budget e dei sistemi di gestione. Questi devono essere punti di contatto misurabili, come il pubblico raggiunto su tutte le piattaforme digitali. Inoltre, i professionisti del marketing devono garantire che il budget e i sistemi di gestione integrino i media a pagamento, di proprietà e guadagnati dell’azienda. [93] L’azione e la fase finale della pianificazione richiedono anche che l’azienda metta in atto la creazione di contenuti misurabili, ad esempio media online orali, visivi o scritti. [94]

Dopo aver confermato il piano di marketing digitale, dovrebbe essere codificato un formato programmato di comunicazioni digitali (ad es. Diagramma di Gantt) durante le operazioni interne dell’azienda. Ciò garantisce che tutte le piattaforme utilizzate si allineino e si completino a vicenda per le fasi successive della strategia di marketing digitale.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Capire il mercato

Un modo in cui i professionisti del marketing possono raggiungere i consumatori e comprendere il loro processo di pensiero è attraverso quella che viene chiamata una mappa dell’empatia. Una mappa dell’empatia è un processo in quattro fasi. Il primo passo consiste nel porre domande che il consumatore penserebbe nella sua fascia demografica. Il secondo passo è descrivere le sensazioni che il consumatore potrebbe provare. Il terzo passo è pensare a cosa direbbe il consumatore nella sua situazione. Il passaggio finale consiste nell’immaginare cosa cercherà di fare il consumatore in base agli altri tre passaggi. Questa mappa è così che i team di marketing possono mettersi nei panni dei loro dati demografici target. [95] Anche i Web Analytics sono un modo molto importante per comprendere i consumatori. Mostrano le abitudini che le persone hanno online per ogni sito web. [96] Una forma particolare di queste analisi è l’ analisi predittiva che aiuta i professionisti del marketing a capire su quale percorso si trovano i consumatori. Questo utilizza le informazioni raccolte da altre analisi e quindi crea diverse previsioni su ciò che le persone faranno in modo che le aziende possano elaborare strategie su cosa fare dopo, in base alle tendenze delle persone. [97]

  • Comportamento del consumatore: le abitudini o gli atteggiamenti di un consumatore che influenzano il processo di acquisto di un prodotto o servizio. [98] Il comportamento dei consumatori influisce praticamente su ogni fase del processo di acquisto, in particolare in relazione agli ambienti e ai dispositivi digitali. [98]
  • Analisi predittiva: una forma di data mining che prevede l’utilizzo dei dati esistenti per prevedere potenziali tendenze o comportamenti futuri. [99] Può aiutare le aziende a prevedere il comportamento futuro dei clienti.
  • Persona dell’acquirente: utilizzo di ricerche sul comportamento dei consumatori in merito ad abitudini come la consapevolezza del marchio e il comportamento di acquisto per profilare i potenziali clienti. [99] La creazione di una persona acquirente aiuta un’azienda a comprendere meglio il proprio pubblico e i propri desideri/bisogni specifici.
  • Strategia di marketing: pianificazione strategica impiegata da un marchio per determinare il potenziale posizionamento all’interno di un mercato e il potenziale pubblico di destinazione. Coinvolge due elementi chiave: segmentazione e posizionamento. [99] Sviluppando una strategia di marketing, un’azienda è in grado di anticipare e pianificare meglio ogni fase del processo di marketing e di acquisto.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Economia della condivisione

La “sharing economy” si riferisce a un modello economico che mira a ottenere una risorsa che non è completamente utilizzata. [100] Al giorno d’oggi, l’ economia della condivisione ha avuto un effetto inimmaginabile su molti elementi tradizionali tra cui il lavoro, l’industria e il sistema di distribuzione. [100] Questo effetto non è trascurabile poiché alcune industrie sono ovviamente minacciate. [100] [101] L’economia della condivisione sta influenzando i tradizionali canali di marketing modificando la natura di alcuni concetti specifici tra cui proprietà, risorse e reclutamento. [101]

I canali di marketing digitale e i canali di marketing tradizionali sono simili in funzione del fatto che il valore del prodotto o servizio viene trasmesso dal produttore originale all’utente finale tramite una sorta di catena di approvvigionamento. [102] I canali di marketing digitale, tuttavia, consistono in sistemi Internet che creano, promuovono e forniscono prodotti o servizi dal produttore al consumatore attraverso le reti digitali. [103] L’aumento delle modifiche ai canali di marketing ha contribuito in modo significativo all’espansione e alla crescita dell’economia della condivisione. [103] Tali modifiche ai canali di marketing hanno provocato una crescita storica e senza precedenti. [103] Oltre a questo approccio tipico, il controllo integrato, l’efficienza e il basso costo dei canali di marketing digitale sono caratteristiche essenziali nell’applicazione della sharing economy. [102]

I canali di marketing digitale all’interno dell’economia della condivisione sono generalmente divisi in tre domini, tra cui e-mail, social media e marketing per i motori di ricerca o SEM. [103]

  • E-mail: una forma di marketing diretto caratterizzata come informativa, promozionale e spesso un mezzo di gestione delle relazioni con i clienti. [103] L’ organizzazione può aggiornare le informazioni sull’attività o sulla promozione all’utente iscrivendosi alla newsletter che è avvenuta durante il consumo. Il successo dipende dalla capacità di un’azienda di accedere alle informazioni di contatto della sua clientela passata, presente e futura. [103]
  • Social media: i social media hanno la capacità di raggiungere un pubblico più ampio in un lasso di tempo più breve rispetto ai canali di marketing tradizionali. [103] Ciò rende i social media un potente strumento per il coinvolgimento dei consumatori e la diffusione delle informazioni. [103]
  • Marketing sui motori di ricerca o SEM: richiede una conoscenza più specializzata della tecnologia incorporata nelle piattaforme online. [103] Questa strategia di marketing richiede impegno e dedizione a lungo termine per il miglioramento continuo della presenza digitale di un’azienda. [103]

Altri canali di marketing digitale emergenti, in particolare le app mobili di marca, si sono distinti nella sharing economy. [103] Le app mobili con marchio sono create appositamente per avviare il coinvolgimento tra i clienti e l’azienda. Questo impegno è in genere facilitato attraverso l’intrattenimento, l’informazione o la transazione di mercato. [103]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Guarda anche

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Riferimenti

  1. ^ Nakamura, Leonard I. (FRB); Samuels, Jon (BEA); Soloveichik, Rachel H. (BEA) (24 ottobre 2017). “Misurare l’economia digitale “libera” all’interno dei conti del PIL e della produttività” (PDF) . SSRN.com. Social Science Research Network pubblicazione del documento di lavoro 17-37 del Dipartimento di ricerca, Federal Reserve Bank di Filadelfia. P. 37 (fig.3). Archiviato (PDF) dall’originale il 20 marzo 2021.
  2. “Definizione di marketing digitale” . Financial Times. Archiviato dall’originale il 29 novembre 2017. Estratto il 22 agosto 2015.
  3. “I quattro volti del marketing digitale” . Associazione americana di marketing. Estratto il 22 agosto 2019.
  4. ^ Nielsen (10 marzo 2016). “La pubblicità digitale è in aumento in Canada, richiedendo misure di successo più sofisticate” . Nielsen. Nielsen. Estratto il 25 marzo 2016.
  5. ^ Nielsen (20 gennaio 2016). “Il commercio connesso sta creando acquirenti senza frontiere” . Nielsen Global. Nielsen Global. Estratto il 25 marzo 2016.
  6. ^ Dahlen, Micael (2010). Comunicazioni di marketing: un approccio narrativo del marchio. Chichester, West Sussex Regno Unito: John Wiley & Sons Ltd. p. 36.
  7. “Marketing digitale” . Tecnopedia. Estratto il 22 agosto 2015.
  8. “Sistemi e tecniche di marketing digitale” . Warwick. Estratto il 28 agosto 2019.
  9. ^ ciao_mondo. “Prima e-mail di rete inviata da Ray Tomlinson” . www.computingstory.co.uk. Estratto il 9 marzo 2018.
  10. ^ Schoenbachler, Denise D.; Gordon, Geoffrey L.; Foley, Alba; Spellman, Linda (1997). “Comprendere il marketing del database dei consumatori”. Giornale di marketing dei consumatori. 15 (1): 5-19. doi : 10.1108/07363769710155820 .
  11. ^ Clark, Dorie (11 novembre 2012), “The End of the Expert: Why No One in Marketing Knows What They’re” , Forbes, archiviato dall’originale il 4 novembre 2013
  12. ^ Bhat, Suhail Ahmad; Darzi, Mushtaq Ahmad (2016-05-16). “La gestione delle relazioni con i clienti: un approccio al vantaggio competitivo nel settore bancario esplorando il ruolo di mediazione della fidelizzazione”. Giornale internazionale di marketing bancario. 34 (3): 388-410. doi : 10.1108/IJBM-11-2014-0160 . ISSN 0265-2323 .
  13. ^ McCambley, Joe (2013-12-12). “Il primo banner pubblicitario in assoluto: perché ha funzionato così bene?” . Il guardiano. Estratto il 14 marzo 2018.
  14. ^ Curran, James; Fenton, Natalie; Freedman, Des (2016-02-05). Incomprensione di Internet. doi : 10.4324/9781315695624 . ISBN 9781315695624 .
  15. ^ Kannan, PK; Li, Hongshuang “Alice” (marzo 2017). “Marketing digitale: un programma quadro, revisione e ricerca”. Giornale internazionale di ricerca nel marketing. 34 (1): 22-45. doi : 10.1016/j.ijresmar.2016.11.006 . ISSN 0167-8116 . S2CID 168288051 .
  16. ^ Hart, Cathy; Doherty, Neil; Ellis – Chadwick, Fiona (2000-09-01). “Adozione di Internet da parte dei rivenditori – Implicazioni per il marketing al dettaglio”. Giornale Europeo di Marketing. 34 (8): 954–974. doi : 10.1108/03090560010331441 . ISSN 0309-0566 .
  17. Salta a: b Balmer, John MT (maggio 2009). Balmer, John MT (ed.). “Marketing aziendale: apocalisse, avvento ed epifania”. Decisione di gestione. 47 (4): 544–572. doi : 10.1108/00251740910959413 . ISSN 0025-1747 .
  18. ^ McGruer, Alba (2020-01-21). Marketing digitale dinamico: padroneggia il mondo del marketing online e dei social media per far crescere la tua attività . John Wiley & Figli. ISBN 978-1-119-63588-8 .
  19. “L’agenzia pubblicitaria si unisce ad AOL per le indagini di marketing” . Estratto l’11/ 03/2015.
  20. ^ Kates, Matthew (17 aprile 2013), Making digital and tradizionali marketing work together , Econsultancy, archiviato dall’originale il 25 novembre 2013
  21. Salta a: “Comunicazione di marketing digitale” . iccwbo.org. Estratto il 17 ottobre 2015.
  22. ^ Brinkley, Claire (18 ottobre 2012), Il marketing digitale sta crescendo in Australia, ma lo è anche il divario di competenze , Econsultancy, archiviato dall’originale il 21 ottobre 2012
  23. ^ eMarketer (25 settembre 2013), Worldwide Ad Growth Buoyed by Digital, Mobile Adoption , eMarketer, archiviato dall’originale il 12 novembre 2013
  24. “Il commercio connesso sta creando acquirenti senza frontiere” . Nielsen Global. Estratto il 6 marzo 2018.
  25. ^ Google, tendenze. “Google Trend” . Google Inc. Estratto il 9 febbraio 2014.
  26. “Comunicazione di marketing digitale” . Camera di Commercio Internazionale. Estratto il 12 settembre 2017.
  27. Salta a: b Clerck, J.-P. De (2014-01-10). “Marketing integrato: il percorso dell’acquirente connesso non lineare” . i-SCOOP. Estratto 19/05/2020.
  28. “Cos’è il marketing non lineare? E come può essere utilizzato per aumentare le vendite e i ricavi?” . www.linkedin.com. Estratto il 21/05/2020.
  29. ^ Su, Bill (2018-06-08). “L’evoluzione del comportamento dei consumatori nell’era digitale” . Medio. Estratto 19/05/2020.
  30. “5 marchi principali che utilizzano il marketing digitale non lineare per coinvolgere i consumatori” . Diario di affari Filippine. Estratto 19/05/2020.
  31. ^ Turner, Jamie; Scià, Reshma; Jain, Varsha (2018-03-01). “Come i marchi utilizzano il marketing non lineare per affrontare la resistenza dei consumatori alle strategie di marketing tradizionali” . Journal of Brand Strategy. 6 (4): 397-408. Estratto 19/05/2020.
  32. ^ PYMNTS (2018-01-09). “Lo studio rileva che i consumatori effettuano ricerche prima dell’acquisto” . PYMNTS.com. Estratto 19/05/2020.
  33. ^ Brown, Eileen. “I consumatori si fidano dei contenuti generati dagli utenti più della pubblicità tradizionale” . ZDNet. Estratto 19/05/2020.
  34. “6 vantaggi chiave dei contenuti generati dagli utenti (e come ottenerli)” . I social oggi. Estratto 19/05/2020.
  35. ^ Chovanová, Henrieta Hrablik; Korshunov, Aleksander Ivanovich; Babčanová, Dagmar (2015-01-01). “Impatto del marchio sul comportamento dei consumatori” . Procedia Economia e Finanza. Conferenza scientifica internazionale: Economia e gestione aziendale (BEM2015). 34 : 615-621. doi : 10.1016/S2212-5671(15)01676-7 . ISSN 2212-5671 .
  36. “Ricerca di marketing dei contenuti B2B 2019: conviene mettere il pubblico al primo posto” . Istituto di marketing dei contenuti. 2018-10-10. Estratto 02-06-2020.
  37. ^ Pulizzi, Joe (1 giugno 2020). “Marketing dei contenuti di produzione B2B” (PDF) . Istituto di marketing dei contenuti. Estratto il 1 giugno 2020.
  38. “Numero di acquirenti digitali negli Stati Uniti 2021” . Statista. Estratto 02-06-2020.
  39. Salta su “Shopper-First Retailing: New Research da 6.000 consumatori e 1,4 miliardi di visite e-commerce rivela ciò che gli acquirenti vogliono realmente” . Blog di Salesforce. Estratto 02-06-2020.
  40. “Le vendite in negozio sono ancora in regola, ma il digitale aiuta” . eMarketer. Estratto 02-06-2020.
  41. “Perché la consapevolezza del marchio è importante” . CMSWire.com. Estratto 02-06-2020.
  42. “Biblioteca dei rapporti” . DataReportal – Global Digital Insights. Estratto 02-06-2020.
  43. “Come i social media possono aiutare le aziende a conquistare clienti fedeli | Il manifesto” . themanifest.com. Estratto 02-06-2020.
  44. ^ Digitale, Deliotte (1 giugno 2020). “Navigare nel nuovo divario digitale” (PDF) . Deliotta. Estratto il 1 giugno 2020.
  45. “Come usare la SEO per costruire il tuo marchio” . Neil Patel. 2016-02-20. Estratto 02-06-2020.
  46. ^ 1.0k condivisioni; 22kreads. “Perché il tuo focus SEO dovrebbe essere la costruzione del marchio” . Diario del motore di ricerca. Estratto 02-06-2020.
  47. “Nuovo studio: gli annunci di ricerca aumentano la consapevolezza del marchio” . Dentro AdWords. Estratto 02-06-2020.
  48. “Come avvicinarsi al marketing di ricerca utilizzando la pubblicità PPC e i servizi SEO | Clutch.co” . frizione.co. Estratto 02-06-2020.
  49. ^ Approfondimenti, intelligenti (1 giugno 2020). “Aumentare la brand awareness è l’obiettivo principale delle strategie sui social media” . Intuizioni intelligenti. Estratto il 1 giugno 2020.
  50. “Post del Consiglio: le prime cinque piattaforme di social media per i leader aziendali” . Forbes .
  51. “Perché il marketing dei contenuti è il marketing di oggi? 10 statistiche che lo dimostrano” . Istituto di marketing dei contenuti. 2016-08-29. Estratto 02-06-2020.
  52. Salta a: b Stubb, Carolina; Nyström, Anna-Greta; Colliander, Jonas (2019-05-07). “Influencer marketing: l’impatto della divulgazione della giustificazione del compenso della sponsorizzazione sull’efficacia dei contenuti sponsorizzati”. Giornale di gestione della comunicazione. 23 (2): 109-122. doi : 10.1108/JCOM-11-2018-0119 . ISSN 1363-254X . S2CID 181772720 .
  53. “654 oba Resource Guide final” (PDF) . codecenter.com. Archiviato (PDF) dall’originale il 4 aprile 2018.
  54. ^ Gibbs, Samuel (18 settembre 2015). “Il nuovo opt-out di Facebook per il monitoraggio degli annunci non è sufficiente, afferma l’esperto di privacy” . Il guardiano.
  55. “White paper che collabora con l’agenzia digitale” (PDF) . hcltech.com.
  56. “Il marketing basato sulle persone è la strategia del futuro, afferma un nuovo rapporto” . 5 maggio 2016. Estratto 2016-09-26.
  57. ^ Arrivo, Sandra (2021-08-19). “Digital brand content: natura alla base e logiche di una pratica di marketing ibrida” . Giornale di marketing strategico: 1–15. doi : 10.1080/0965254X.2021.1907612 . ISSN 0965-254X .
  58. ^ Kim, Angella J.; Johnson, Kim KP (2016). “Potere dei consumatori che utilizzano i social media: esaminare le influenze dei contenuti generati dagli utenti relativi al marchio su Facebook”. Computer nel comportamento umano. 58 : 98-108. doi : 10.1016/j.chb.2015.12.047 .
  59. ^ Correia, Antonia; Kozak, Metin; Fyall, Alan; Gnoth, Juergen (2016-01-02). “Tecnologie di marketing digitale e nuovi mercati: dai mercati embrionali al marketing digitale” . Anatolia. 27 (1): 1-3. doi : 10.1080/13032917.2015.1083203 . ISSN 1303-2917 .
  60. ^ Redazione Reuters. “La spesa globale per il marketing digitale si avvicina ai 100 miliardi di dollari: studio” . Recuperato negli Stati Uniti il 24/09/2018.
  61. ^ Economia mondiale (giugno 2015). “Digitale e mobile continua a dominare la quota dei budget di marketing” . Warc.com. Estratto il 10 gennaio 2018.
  62. Salta a: k Whiteside, S (gennaio 2016). “Cinque lezioni di marketing digitale da comScore” . Warc.com. Estratto il 10 gennaio 2018.
  63. ^ Rutto, E; Belch, A (2012). Pubblicità e promozione: una prospettiva di comunicazione di marketing integrata ((9a ed) ed.). New York, NY: McGraw-Hill/Irwin.
  64. ^ Riempi, C; Hughes, G; De Francesco, S (2013). Strategia pubblicitaria, creatività e media. Londra, Regno Unito: Pearson.
  65. ^ Chiave, Thomas Martin (2017). “Domini dei canali di marketing digitale nella Sharing Economy”. Giornale dei canali di marketing. 24 (1–2): 27–38. doi : 10.1080/1046669X.2017.1346977 . S2CID 158277744 .
  66. ^ Heikki, Karjaluoto (2015). “L’utilizzo dei canali di marketing digitale nelle PMI” . Journal of Small Business and Enterprise Development. 22 (4): 633–651. doi : 10.1108/JSBED-05-2013-0073 .
  67. ^ Pratik Dholakiya (14 aprile 2015). “3 canali di marketing digitale che funzionano per ogni inserzionista” . Imprenditore. Estratto il 17 ottobre 2015.
  68. ^ Edelmann, B.; Brandi, W. (2015). “Rischio, informazioni e incentivi nel marketing di affiliazione online”. Giornale di ricerche di mercato. 52 (1): 1-12. CiteSeerX 10.1.1.589.9857 . doi : 10.1509/jmr.13.0472 . S2CID 15601535 .
  69. Salta a: b Terlutter, R.; Capella, ML (2013). “La ludicizzazione della pubblicità: analisi e indicazioni di ricerca della pubblicità in-game, dei giochi pubblicitari e della pubblicità nei giochi sui social network”. Giornale della pubblicità. 42 (2/3): 95-112. doi : 10.1080/00913367.2013.774610 . S2CID 144798265 .
  70. Salta fino a: f Li, H.; Lo, H. (2015). “Riconosci il suo marchio? L’efficacia degli annunci video in-stream online”. Giornale della pubblicità. 44 (3): 208-218. doi : 10.1080/00913367.2014.956376 . S2CID 143783547 .
  71. ^ PricewaterhouseCoopers (2013), “2012 Internet Advertising Revenue Full-Year Report”, aprile, http://www.iab.net/media/file/IABInternet AdvertisingRevenueReportFY2012POSTED.pdf/
  72. ^ Basilio, Michael D (1994). “Teoria delle risorse multiple I: applicazione alla visione televisiva”. Ricerca sulla comunicazione. 21 (2): 177-207. doi : 10.1177/009365094021002003 . S2CID 141021179 .
  73. ^ Chatterjee, Patrali (2001), “Beyond CPMs and Clickthroughs: Understanding Consumer Interaction with Web Advertising”, in Internet Marketing Research: Theory and Practice, Ook Lee, ed., Hershey, PA: Idea Group, 209-16.
  74. ^ Lee, J.; Prosciutto, C.; Kim, M. (2013). “Perché le persone trasmettono la pubblicità video online: dalle prospettive della scala dei motivi della comunicazione interpersonale e della teoria dell’azione ragionata”. Giornale di pubblicità interattiva. 13 (1): 1-13. doi : 10.1080/15252019.2013.768048 . S2CID 145332829 .
  75. ^ L’enciclopedia internazionale Sage dei mass media e della società. Merskin, Debra L. Thousand Oaks, California. 2019. ISBN 978-1-4833-7551-9 . OCLC 1130315057 .
  76. Salta su^ “Content Marketing” , The SAGE International Encyclopedia of Mass Media and Society, SAGE Publications, Inc., 2020, doi : 10.4135/9781483375519.n154 , ISBN 978-1-4833-7553-3 , consultato il 19/04/2020.
  77. ^ Chandler, Daniel. (marzo 2016). Un dizionario dei social media. Munday, Rod., Oxford University Press. (Prima ed.). Oxford. ISBN 978-0-19-180309-3 . OCLC 952388585 .
  78. ^ Patrutiu-Baltes, Loredana (2016). “Inbound Marketing – la più importante strategia di marketing digitale”. Bollettino dell’Università della Transilvania di Brasov. Scienze economiche. 9 : 61–68 – tramite ProQuest.
  79. Salta a: b Tiago, Maria Teresa Pinheiro Melo Borges;Veríssimo, José Manuel Cristóvão (2014). “Marketing digitale e social media; perché preoccuparsi?”. INBAM, Orizzonti d’impresa. 57 (6): 703-708. doi : 10.1016/j.bushor.2014.07.002 .
  80. Salta a: d Ramsaran-Fowdar, Rooma Roshnee (2013-03-31). “Le implicazioni del marketing di Facebook per le organizzazioni” . Ricerca manageriale contemporanea. 9 (1): 73-84. doi : 10.7903/cmr.9710 .
  81. Salta a: d Parsons, Amy L.; Lepkowska-Bianco, Elzbieta (2018-04-03). “Gestione del marketing dei social media: un quadro concettuale”. Giornale di commercio di Internet. 17 (2): 81-95. doi : 10.1080/15332861.2018.1433910 . ISSN 1533-2861 . S2CID 158177839 .
  82. “Codice ICC, media interattivi digitali – Centro codici ICC” . codecenter.com. Archiviato dall’originale il 23 settembre 2018. Estratto il 17 ottobre 2015.
  83. ^ Dodson, I (2016). L’arte del marketing digitale : la guida definitiva per creare campagne online strategiche, mirate e misurabili. Hoboken, New Jersey: Wiley. ISBN 9781119265702 .
  84. ^ Ryan, D (2014). Comprendere il marketing digitale : strategie di marketing per coinvolgere la generazione digitale. Pagina di Kogan. ISBN 9780749471026 .
  85. Salta a: b Chaffey, Dave; Ellis-Chadwick, Fiona (2012). Marketing digitale: strategia, implementazione e pratica. Harlow: Pearson Education. ISBN 978-0273746225 .
  86. ^ Fill, C. (2006). Comunicazioni di marketing. 1a ed. Harlow: FT Prentice Hall, pp.372-373.
  87. ^ Parmenter, D. (2007). Indicatore chiave di prestazione. 1a ed. Hoboken, NJ: John Wiley & Sons.
  88. ^ Marr, B. (2012). Indicatore chiave di prestazione. 1a ed. Harlow, Inghilterra; New York: Pearson Financial Times Pub.
  89. ^ Francese, A.; Smith, G. (2013). “Misurare la forza dell’associazione di marca: un approccio al valore del marchio basato sul consumatore” . Giornale Europeo di Marketing. 47 (8): 1356–1367. doi : 10.1108/03090561311324363 .
  90. ^ McCarthy, EJ (1964), Marketing di base, Richard D. Irwin, Homewood, IL.
  91. ^ Mercer, D. (1999). Marketing. 1a ed. Oxford [ua]: Blackwell.
  92. ^ Booms, BH e Bitner, MJ, 1981. Strategie di marketing e strutture organizzative per le aziende di servizi. Marketing dei servizi, 25(3), pp.47-52
  93. ^ Chaffey, D. e Ellis-Chadwick, F. (2012). Marketing digitale: strategia, implementazione e pratica. 1a ed. Harlow: Pearson Education.
  94. ^ Ryan, D. (2014). Comprendere il marketing digitale: strategie di marketing per coinvolgere la generazione digitale Ed. 3. 1a ed. Pagina di Kogan.
  95. ^ Schiele, Kristen; Chen, Steven (2018-03-26). “Design Thinking e competenze di marketing digitale nell’educazione al marketing: un modulo sulla creazione di applicazioni mobili”. Revisione dell’educazione al marketing. 28 (3): 150–154. doi : 10.1080/10528008.2018.1448283 . ISSN 1052-8008 . S2CID 169359274 .
  96. ^ Staton, Mark G. (2015-12-07). “Migliorare l’inserimento lavorativo e la valutazione degli studenti attraverso l’uso di programmi di certificazione del marketing digitale”. Revisione dell’educazione al marketing. 26 (1): 20-24. doi : 10.1080/10528008.2015.1091665 . ISSN 1052-8008 . S2CID 167964641 .
  97. ^ Liu, Xia; Burns, Alvin C. (2018-01-02). “Progettare un corso di Marketing Analytics per l’era digitale”. Revisione dell’educazione al marketing. 28 (1): 28-40. doi : 10.1080/10528008.2017.1421049 . ISSN 1052-8008 . S2CID 169752871 .
  98. Salta a: b Kannan, PK; Li, Hongshuang “Alice” (2017). “Marketing digitale: un programma quadro, revisione e ricerca”. Giornale internazionale di ricerca nel marketing. 34 (1): 22-45. doi : 10.1016/j.ijresmar.2016.11.006 . S2CID 168288051 .
  99. Salta a: c Doyle, Charles, 1959- (2016). Un dizionario di marketing. La stampa dell’università di Oxford. (Quarta ed.). Oxford. ISBN 978-0-19-180022-1 . OCLC 957198795 .
  100. Salta a: c Kyle, Huggins (2017). “Cambiamenti sismici nell’economia della condivisione: scuotere i canali di marketing e le catene di approvvigionamento”. Giornale dei canali di marketing. 24 (3): 3-12. doi : 10.1080/1046669X.2017.1346973 . S2CID 158667931 .
  101. Salta a: b Herndon, Neil C. (2017). “La Sharing Economy: opportunità e sfide per i canali di marketing e le filiere” . Giornale dei canali di marketing. 24 (1–2): 1-2. doi : 10.1080/1046669X.2017.1346970 .
  102. Salta a: b Thomas, Martin (2017). “Domini dei canali di marketing digitale nella Sharing Economy”. Giornale dei canali di marketing. 24 (27): 27-38. doi : 10.1080/1046669X.2017.1346977 . S2CID 158277744 .
  103. Salta a: l Key, Thomas Martin (2017-04-03). “Domini dei canali di marketing digitale nella Sharing Economy”. Giornale dei canali di marketing. 24 (1–2): 27–38. doi : 10.1080/1046669X.2017.1346977 . ISSN 1046-669X . S2CID 158277744 .

Ulteriori letture

  • Ryan, Damiano; Jones, Calvin (2009), Capire il marketing digitale: strategie di marketing per coinvolgere la generazione digitale , Kogan Page, ISBN 978-0749453893
  • Carter, Ben; Brooks, Gregorio; Catalano, Frank; Smith, Bud (2007), Digital Marketing for Dummies , John Wiley & Sons, ISBN 9.780.470,057933

Categorie :

 

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Intento dell’utente

L’intento dell’utente , altrimenti noto come intento di query o intento di ricerca , è l’identificazione e la categorizzazione di ciò che un utente online intendeva o desiderava trovare quando digitava i termini di ricerca in un motore di ricerca web online allo scopo di ottimizzare i motori di ricerca o di ottimizzazione del tasso di conversione . [1] Esempi di intenti dell’utente sono il controllo dei fatti, lo shopping comparativo o la navigazione su altri siti web.

Ottimizzazione per l’intento dell’utente

Per aumentare il posizionamento sui motori di ricerca, i professionisti del marketing devono creare contenuti che soddisfino al meglio le query immesse dagli utenti sui propri smartphone o desktop. La creazione di contenuti con l’intento dell’utente in mente aiuta ad aumentare il valore delle informazioni mostrate. [2] La ricerca per parole chiave può aiutare a determinare l’intento dell’utente. I termini di ricerca che un utente immette in un motore di ricerca web per trovare contenuti, servizi o prodotti sono le parole che dovrebbero essere utilizzate nella pagina web per ottimizzare le intenzioni dell’utente. [3]

Google , Petal , Sogou possono mostrare funzionalità SERP come snippet in primo piano, schede della conoscenza o pannelli della conoscenza per le query in cui l’intento di ricerca è chiaro. I professionisti della SEO ne tengono conto perché Google , Petal , Sogou possono spesso soddisfare l’intento dell’utente senza che l’utente lasci la SERP di Google , Petal , Sogou . Meglio Google , Petal , Sogou riesce a capire l’intento dell’utente, meno utenti faranno clic sui risultati di ricerca. A partire dal 2019, meno della metà delle ricerche su Google genera clic.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – tipi

Sebbene ci siano vari modi per classificare le categorie di intenti dell’utente, nel complesso, tendono a seguire gli stessi cluster. Fino a poco tempo, c’erano tre grandi categorie : informativo, transazionale e di navigazione. [4] Tuttavia, dopo l’aumento [5] della ricerca mobile , altre categorie sono apparse o si sono segmentate in categorizzazioni più specifiche. [6] [7] Ad esempio, poiché gli utenti di dispositivi mobili potrebbero voler trovare indicazioni stradali o informazioni su un luogo fisico specifico, alcuni esperti di marketing hanno proposto categorie come “intento locale”, come nelle ricerche come “XY vicino a me”. Inoltre, esiste un intento di ricerca commerciale, ovvero quando qualcuno cerca un prodotto o servizio per saperne di più o confrontare altre alternative prima di finalizzare l’acquisto.

Guarda i principali tipi con gli esempi di seguito:

Intento informativo : Donald Trump, Chi è Maradona?, Come perdere peso?

Intento di navigazione : accesso a Facebook, pagina dei contributi di Wikipedia

Intento transazionale: iPhone più recente, coupon Amazon, laptop Dell economico, installatori di recinzione

Intento commerciale : migliori cuffie, migliore agenzia di marketing, recensione x polvere proteica,

Intento di ricerca locale : ristoranti vicino a me, stazione di servizio più vicina,

Molte query di ricerca hanno anche intenti di ricerca misti. Ad esempio, quando qualcuno cerca “Il miglior negozio di riparazioni iPhone vicino a me” è un intento di ricerca transazionale e locale. L’intento di ricerca misto può facilmente verificarsi con gli omonimi e tali SERP tendono ad essere volatili perché i segnali degli utenti differiscono.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Guarda anche

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Riferimenti

  1. ^ Jansen, Jim (luglio 2011). Comprensione della ricerca sponsorizzata: elementi fondamentali della pubblicità con parole chiave . New York, NY, USA: Cambridge University Press. P. 44. ISBN 9781107011977 .
  2. “Come creare una strategia SEO per l’intento dell’utente” .
  3. ^ L., Ledford, Jerri (2015). Bibbia per l’ottimizzazione dei motori di ricerca, 2a ed . Wiley. ISBN 978-1-118-08081-8 . OCLC 933401063 .
  4. ^ Broder, Andrei (autunno 2002). “Una tassonomia della ricerca sul Web” (PDF) . Forum SIGIR. 36 (2): 5–6. doi : 10.1145/792550.792552 . S2CID 207602540 . Estratto il 27 dicembre 2016.
  5. “L’ascesa della ricerca mobile: dal 2012 al 2015” . Texo Design. Texo Design. Estratto il 26 dicembre 2016.
  6. ^ KhudaBukhsh, Ashiqur; Bennet, Paul; Bianco, Ryen (2015). “Costruire classificatori di query efficaci: un caso di studio nel rilevamento dell’intento di autolesionismo” (PDF) . CIKM ’15 Atti del 24° ACM International on Conference on Information and Knowledge Management: 1735–1738. Estratto il 26 dicembre 2016.
  7. Linee guida del valutatore della qualità di ricerca (PDF) . 28 marzo 2016. pp. 61–74. Estratto il 26 dicembre 2016.

Categorie :

 

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  Ricerca per parole chiave

La ricerca per parole chiave è una pratica che i professionisti dell’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) utilizzano per trovare e ricercare i termini di ricerca che gli utenti inseriscono nei motori di ricerca quando cercano prodotti, servizi o informazioni generali. Le parole chiave sono correlate alle query poste dagli utenti nei motori di ricerca. Esistono tre tipi di query : 1. Query di ricerca di navigazione 2. Query di ricerca informativa 3. Query di ricerca transazionale. I professionisti dell’ottimizzazione dei motori di ricerca prima ricercano le parole chiave e quindi allineano le pagine Web con queste parole chiave per ottenere un posizionamento migliore nei motori di ricerca. Una volta trovata una parola chiave di nicchia, la espandono per trovare parole chiave simili. Gli strumenti di suggerimento delle parole chiave di solito aiutano il processo, come lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads , che offre un dizionario dei sinonimi e suggerimenti di parole chiave alternative. I dati proprietari di Google aiutano anche questa ricerca attraverso il completamento automatico di Google, le ricerche correlate o People Also Ask. [1]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Importanza della ricerca SEO

Ricerca per parole chiave

L’obiettivo della ricerca di parole chiave è generare, con buona precisione e richiamo , un gran numero di termini altamente pertinenti ma non ovvi alla parola chiave di input data. [2] Il processo di ricerca delle parole chiave prevede il brainstorming e l’uso di strumenti di ricerca delle parole chiave. Per ottenere i migliori risultati SEO, è importante ottimizzare il contenuto di un sito Web e i backlink per le parole chiave più pertinenti. È buona norma cercare parole chiave correlate che hanno una bassa concorrenza e comunque un numero elevato di ricerche. Ciò rende più facile ottenere un posizionamento più elevato nei motori di ricerca che di solito si traduce in un traffico web più elevato . Lo svantaggio di questa pratica è che il sito web è ottimizzato per parole chiave alternative invece della parola chiave principale; le parole chiave principali potrebbero essere molto difficili da classificare a causa dell’elevata concorrenza. [3] Ci sono tre concetti essenziali da considerare quando si conduce una ricerca per parole chiave. Le buone parole chiave sono strettamente correlate all’argomento del sito web. La maggior parte dei motori di ricerca utilizza un sistema di qualità interno per verificare la pertinenza del sito Web in relazione a possibili parole chiave, è improbabile che una parola chiave non pertinente si posizioni bene per un sito Web. [4] Buone parole chiave altamente competitive hanno meno probabilità di posizionarsi tra i primi. Si ritiene che le parole chiave che non hanno ricerche mensili generino poco o nessun traffico e quindi di scarso valore per la SEO. Il riempimento di parole chiave in una pagina Web dovrebbe essere evitato.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Tipi di parole chiave

Le parole chiave sono divise in due gruppi principali in base al volume di ricerca.

  • Parole chiave a coda corta : le parole chiave a coda corta sono le parole chiave più comunemente cercate e il tasso di conversione è compreso tra il 15 e il 20%. Non contengono dettagli specifici e hanno un numero inferiore di parole (1-2 parole). Ottengono un elevato traffico di ricerca, ma hanno un tasso di conversione inferiore. Ad esempio: “Compra scarpe” è una parola chiave a coda corta.
  • Parole chiave a coda lunga: il tasso di conversione delle parole chiave a coda lunga è compreso tra il 70 e l’80%. Contengono dettagli più specifici e hanno un numero di parole più lungo (2-5 parole). Ottengono meno traffico di ricerca, ma hanno un tasso di conversione più elevato. Ad esempio: “Compra scarpe da corsa traspiranti” è una parola chiave a coda lunga.

Esempi di ricerca

Una parola chiave molto popolare e altamente competitiva sul motore di ricerca di Google è “fare soldi”. Ha 4.860.000.000 di risultati di ricerca, il che significa che miliardi di siti Web sono pertinenti o competono per quella parola chiave. La ricerca delle parole chiave inizia con la ricerca di tutte le possibili combinazioni di parole pertinenti alla parola chiave “fare soldi”. Ad esempio, una parola chiave “acquisire denaro” ha un numero significativamente inferiore di risultati di ricerca, solo 116.000.000, ma ha lo stesso significato di “guadagnare”. Un altro modo è quello di essere più specifici su una parola chiave aggiungendo filtri aggiuntivi. Ad esempio, la parola chiave “fare soldi online da casa in Canada” è meno competitiva su scala globale e quindi più facile da classificare. Inoltre, le parole chiave hanno anche vari intenti che possono influire sul fatto che il marketer voglia scegliere come target quella parola chiave. Sono disponibili più strumenti (sia gratuiti che commerciali) per trovare le parole chiave e analizzarle.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Strumenti di ricerca per parole chiave

Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads

Google offre strumenti gratuiti per eseguire alcune analisi di parole chiave di base. Tutti i risultati sono basati sui dati del motore di ricerca Google .

Google ha recentemente rilasciato un aggiornamento al pianificatore di parole chiave di Google e modifica parte della sua politica in base alla quale la prima campagna deve essere impostata per ripristinare il pianificatore di parole chiave. Questo è un tipo di account Google Ads utilizzato da agenzie e consulenti per gestire molti account pubblicitari diversi.

Funzionalità di Google Ads Keyword Planner: [5]

  • Ottieni stime del volume di ricerca per la parola chiave.
  • Genera nuove parole chiave combinando diversi elenchi di parole chiave.
  • Crea nuove varianti di parole chiave in base alla parola chiave principale.
  • Fornire parole chiave utilizzate per i siti Web: utili per l’analisi della concorrenza.

Limitazioni di Google Ads Keyword Planner:

  • Nasconde i dati delle parole chiave a coda lunga poiché lo strumento è realizzato per Google Ads e non per scopi SEO.
  • Le parole chiave generate dal dispositivo potrebbero non produrre buoni risultati poiché lo strumento è rivolto agli inserzionisti e non al SEO.
  • Il volume di ricerca visualizzato ha ricevuto una modifica nel 2016, Google ha iniziato a limitare le opzioni di output agli inserzionisti (o account) con una spesa mensile inferiore o nulla. [6]

Google Trend

Google Trends è uno strumento di ricerca gratuito fornito da Google per vedere le tendenze di una determinata parola chiave. Aiuta in particolare a visualizzare e confrontare i dati delle ricerche su Google. Lo strumento utilizza grafici per mostrare l’andamento dei dati nel tempo. Consente agli utenti di confrontare più tendenze delle parole chiave per scoprire quali parole chiave sono più popolari di altre in determinate regioni in un determinato momento.

Google Suggest

Google ha introdotto Google Suggest nel 2012. Google Suggest viene in genere utilizzato come funzionalità live mentre un utente digita una frase di ricerca nel browser o nel sito Web di Google. Google Suggest utilizza l’input della ricerca organica di miliardi di utenti e cerca di “indovinare” in questo modo ciò che un utente potrebbe cercare anche prima di aver completato l’immissione della query o di tutte le parole di una frase chiave.

Ciò rende Google Suggest una fonte rilevante per la ricerca di parole chiave, in quanto contiene un gran numero di parole chiave organiche strettamente correlate a una parola chiave completa o parziale e può essere utilizzato per trovare ulteriori parole chiave in aggiunta più cercate che rendono l’intera parola chiave meno competitiva. Google Suggest può essere ricercato tramite il sito web di Ricerca Google o tramite un browser compatibile per un numero limitato di parole chiave ma anche su larga scala utilizzando strumenti gratuiti di scraper.

Strumento di pianificazione delle parole chiave di Bing Ads

Lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Bing Ads [7] fornisce suggerimenti per parole chiave e gruppi di annunci e mostra le tendenze del volume di ricerca mensile medio, la concorrenza relativa e le offerte suggerite. Caratteristiche di Bing Keyword Planner:

  • Ottieni dati e tendenze del volume di ricerca.
  • Ottieni stime di prestazioni e costi.
  • Moltiplica gli elenchi di parole chiave per ottenere nuove parole chiave.

Limitazioni dello Strumento di pianificazione delle parole chiave di Bing Ads:

  • Bing detiene solo il 20 percento della quota di mercato dei motori di ricerca statunitensi, i dati forniti potrebbero non essere affidabili, almeno non per l’ottimizzazione dei siti Web per il motore di ricerca Google.
  • Simile a Google Ads Keyword Planner, i dati forniti dallo strumento servono per aiutare gli inserzionisti e non i publisher.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Guarda anche

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Riferimenti

  1. “Come funziona il completamento automatico di Google nella ricerca” . Google. 2018-04-20. Estratto 20/07/2020.
  2. ^ Joshi, A; Motwani, R (2006). Generazione di parole chiave per la pubblicità sui motori di ricerca. Workshop sull’estrazione di dati. P. 493. doi : 10.1109/ICDMW.2006.104 . ISBN 978-0-7695-2702-4 .
  3. ^ Jerkovic, John (2009). Guerriero SEO. O’Reilly Media. pp. 213-236. ISBN 978-0596157074 .
  4. ^ Ross, A. Malaga (2008). “Pratiche peggiori nell’ottimizzazione dei motori di ricerca”. Comune ACM. 51 (12): 147. doi : 10.1145/1409360.1409388 .
  5. “Ricerca e strategia per parole chiave con Keyword Planner – Annunci Google” . ads.google.com. Estratto il 23/06/2019.
  6. “Re: Aggiornamenti allo Strumento di pianificazione delle parole chiave” . 2016-08-12. Estratto 05/04/2017.
  7. “Pianificatore di parole chiave” . Annunci Bing. Estratto 05/04/2017.

Categorie :

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  Ottimizzazione del motore di ricerca (SEO)

L’ottimizzazione per i motori di ricerca ( SEO ) è il processo di miglioramento della qualità e della quantità del traffico di un sito Web verso un sito Web o una pagina Web dai motori di ricerca . [1] La SEO mira al traffico non pagato (noto come risultati “naturali” o ” organici “) piuttosto che al traffico diretto oa pagamento . Il traffico non pagato può provenire da diversi tipi di ricerche, tra cui ricerca di immagini , ricerca video , ricerca accademica , [2] ricerca di notizie e motori di ricerca verticali specifici del settore .

Come strategia di marketing su Internet , la SEO considera come funzionano i motori di ricerca, gli algoritmi programmati al computer che determinano il comportamento dei motori di ricerca, ciò che le persone cercano, i termini di ricerca effettivi o le parole chiave digitate nei motori di ricerca e quali motori di ricerca sono preferiti dal loro pubblico di destinazione . La SEO viene eseguita perché un sito Web riceverà più visitatori da un motore di ricerca quando i siti Web si posizionano più in alto nella pagina dei risultati del motore di ricerca (SERP). Questi visitatori possono quindi essere potenzialmente convertiti in clienti. [3]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  Storia

I webmaster e i fornitori di contenuti hanno iniziato a ottimizzare i siti Web per i motori di ricerca a metà degli anni ’90, quando i primi motori di ricerca stavano catalogando il primo Web . Inizialmente, tutti i webmaster dovevano solo inviare l’indirizzo di una pagina, o URL , ai vari motori che avrebbero inviato un web crawler a scansionare quella pagina, estrarre collegamenti ad altre pagine da essa e restituire le informazioni trovate nella pagina da indicizzare . [4] Il processo prevede che lo spider di un motore di ricerca scarichi una pagina e la memorizzi sul server del motore di ricerca. Un secondo programma, noto come indicizzatore , estrae informazioni sulla pagina, come le parole che contiene, dove si trovano e qualsiasi peso per parole specifiche, nonché tutti i collegamenti contenuti nella pagina. Tutte queste informazioni vengono quindi inserite in uno scheduler per la scansione in un secondo momento.

I proprietari di siti web hanno riconosciuto il valore di un alto posizionamento e visibilità nei risultati dei motori di ricerca, [5] creando un’opportunità sia per i professionisti SEO white hat che black hat . Secondo l’analista del settore Danny Sullivan , l’espressione “ottimizzazione per i motori di ricerca” è probabilmente entrata in uso nel 1997. Sullivan attribuisce a Bruce Clay il merito di essere stato uno dei primi a rendere popolare il termine. [6]

Le prime versioni degli algoritmi di ricerca si basavano su informazioni fornite dai webmaster come il meta tag delle parole chiave o i file di indice in motori come ALIWEB . I meta tag forniscono una guida al contenuto di ogni pagina. Tuttavia, l’utilizzo dei metadati per indicizzare le pagine è risultato poco affidabile, poiché la scelta delle parole chiave da parte del webmaster nel meta tag potrebbe essere una rappresentazione imprecisa del contenuto effettivo del sito. I dati difettosi nei meta tag, come quelli che non erano precisi, completi o attributi errati, creavano la possibilità che le pagine venissero caratterizzate in modo errato nelle ricerche irrilevanti. [7] [ dubbio – discuti ] I fornitori di contenuti Web hanno anche manipolato alcuni attributi all’interno della sorgente HTML di una pagina nel tentativo di posizionarsi bene nei motori di ricerca. [8] Nel 1997, i progettisti dei motori di ricerca si sono resi conto che i webmaster stavano facendo sforzi per posizionarsi bene nel loro motore di ricerca e che alcuni webmaster stavano persino manipolando le loro classifiche nei risultati di ricerca riempiendo le pagine con parole chiave eccessive o irrilevanti. I primi motori di ricerca, come Altavista e Infoseek , hanno adattato i loro algoritmi per impedire ai webmaster di manipolare le classifiche. [9]

Facendo affidamento su fattori come la densità delle parole chiave , che erano esclusivamente all’interno del controllo di un webmaster, i primi motori di ricerca soffrivano di abusi e manipolazione del ranking. Per fornire risultati migliori ai propri utenti, i motori di ricerca hanno dovuto adattarsi per garantire che le loro pagine dei risultati mostrassero i risultati di ricerca più pertinenti, piuttosto che pagine non correlate piene di numerose parole chiave da webmaster senza scrupoli. Ciò significava passare da una forte dipendenza dalla densità dei termini a un processo più olistico per valutare i segnali semantici. [10] Poiché il successo e la popolarità di un motore di ricerca sono determinati dalla sua capacità di produrre i risultati più pertinenti per una determinata ricerca, risultati di ricerca di scarsa qualità o irrilevanti potrebbero indurre gli utenti a trovare altre fonti di ricerca. I motori di ricerca hanno risposto sviluppando algoritmi di ranking più complessi, tenendo conto di fattori aggiuntivi che erano più difficili da manipolare per i webmaster.

Le aziende che impiegano tecniche eccessivamente aggressive possono far bandire i siti web dei propri clienti dai risultati di ricerca. Nel 2005, il Wall Street Journal ha riferito di una società, Traffic Power , che avrebbe utilizzato tecniche ad alto rischio e non ha rivelato tali rischi ai propri clienti. [11] La rivista Wired ha riferito che la stessa azienda ha citato in giudizio il blogger e SEO Aaron Wall per aver scritto del divieto. [12] Matt Cutts di Google ha successivamente confermato che Google ha effettivamente vietato Traffic Power e alcuni dei suoi clienti. [13]

Alcuni motori di ricerca hanno anche contattato l’industria SEO e sono frequenti sponsor e ospiti a conferenze, webchat e seminari SEO. I principali motori di ricerca forniscono informazioni e linee guida per aiutare con l’ottimizzazione del sito web. [14] [15] Google dispone di un programma Sitemaps per aiutare i webmaster a scoprire se Google sta riscontrando problemi nell’indicizzazione del proprio sito web e fornisce anche dati sul traffico di Google verso il sito web. [16] Bing Webmaster Tools fornisce ai webmaster un modo per inviare una mappa del sito e feed Web, consente agli utenti di determinare la “frequenza di scansione” e di tenere traccia dello stato dell’indice delle pagine web.

Nel 2015, è stato riferito che Google stava sviluppando e promuovendo la ricerca mobile come funzionalità chiave all’interno dei prodotti futuri. In risposta, molti marchi hanno iniziato ad adottare un approccio diverso alle loro strategie di marketing su Internet. [17]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  Rapporto con Google

Nel 1998, due studenti laureati alla Stanford University , Larry Page e Sergey Brin , hanno sviluppato “Backrub”, un motore di ricerca che si basava su un algoritmo matematico per valutare l’importanza delle pagine web. Il numero calcolato dall’algoritmo, PageRank , è funzione della quantità e forza dei link in entrata . [18] PageRank stima la probabilità che una determinata pagina venga raggiunta da un utente Web che naviga casualmente sul Web e segue i collegamenti da una pagina all’altra. In effetti, ciò significa che alcuni link sono più forti di altri, poiché è più probabile che una pagina PageRank più elevata venga raggiunta dal navigatore casuale del Web.

Page e Brin hanno fondato Google nel 1998. [19] Google ha attirato un fedele seguito tra il numero crescente di utenti di Internet , a cui è piaciuto il suo design semplice. [20] Sono stati presi in considerazione fattori off-page (come PageRank e analisi dei collegamenti ipertestuali) e fattori on-page (come frequenza delle parole chiave, meta tag , intestazioni, link e struttura del sito) per consentire a Google di evitare il tipo di manipolazione riscontrato nei motori di ricerca che consideravano solo i fattori on-page per il loro posizionamento. Sebbene il PageRank fosse più difficile da giocare , i webmaster avevano già sviluppato strumenti e schemi di link building per influenzare il motore di ricerca Inktomi , e questi metodi si sono dimostrati applicabili in modo simile al PageRank dei giochi. Molti siti si concentravano sullo scambio, l’acquisto e la vendita di link, spesso su vasta scala. Alcuni di questi schemi, o link farm , prevedevano la creazione di migliaia di siti al solo scopo di link spamming . [21]

Nel 2004, i motori di ricerca avevano incorporato una vasta gamma di fattori non divulgati nei loro algoritmi di ranking per ridurre l’impatto della manipolazione dei link. Nel giugno 2007, Saul Hansell del New York Times ha dichiarato che Google classifica i siti utilizzando più di 200 segnali diversi. [22] I principali motori di ricerca, Google, Bing e Yahoo , non rivelano gli algoritmi che utilizzano per classificare le pagine. Alcuni professionisti SEO hanno studiato diversi approcci all’ottimizzazione dei motori di ricerca e hanno condiviso le loro opinioni personali. [23] I brevetti relativi ai motori di ricerca possono fornire informazioni per comprendere meglio i motori di ricerca. [24] Nel 2005, Google ha iniziato a personalizzare i risultati di ricerca per ogni utente. A seconda della cronologia delle ricerche precedenti, Google ha creato risultati per gli utenti che hanno effettuato l’accesso. [25]

Nel 2007, Google ha annunciato una campagna contro i link a pagamento che trasferiscono PageRank. [26] Il 15 giugno 2009, Google ha rivelato di aver adottato misure per mitigare gli effetti della scultura del PageRank mediante l’uso dell’attributo nofollow sui link. Matt Cutts , un noto ingegnere informatico di Google, ha annunciato che Google Bot non tratterà più i link nofollow, allo stesso modo, per impedire ai fornitori di servizi SEO di utilizzare il nofollow per la creazione di PageRank. [27] Come risultato di questo cambiamento, l’uso di nofollow ha portato all’evaporazione del PageRank. Per evitare quanto sopra, gli ingegneri SEO hanno sviluppato tecniche alternative che sostituiscono i tag nofollow con JavaScript offuscato e quindi consentono lo sculpting del PageRank. Inoltre, sono state suggerite diverse soluzioni che includono l’utilizzo di iframe , Flash e JavaScript. [28]

Nel dicembre 2009, Google ha annunciato che avrebbe utilizzato la cronologia delle ricerche web di tutti i suoi utenti per popolare i risultati di ricerca. [29] L’8 giugno 2010 è stato annunciato un nuovo sistema di indicizzazione web chiamato Google Caffeine . Progettato per consentire agli utenti di trovare risultati di notizie, post del forum e altri contenuti molto prima della pubblicazione rispetto a prima, Google Caffeine è stato un cambiamento nel modo in cui Google ha aggiornato il suo indice per far sì che le cose vengano visualizzate su Google più velocemente di prima. Secondo Carrie Grimes, l’ingegnere del software che ha annunciato Caffeine per Google, “La caffeina fornisce il 50% di risultati più aggiornati per le ricerche web rispetto al nostro ultimo indice…” [30] Google Instant , la ricerca in tempo reale, è stato introdotto alla fine del 2010 in un tentativo di rendere i risultati di ricerca più tempestivi e pertinenti. Storicamente gli amministratori del sito hanno trascorso mesi o addirittura anni a ottimizzare un sito Web per aumentare le classifiche di ricerca. Con la crescita della popolarità dei siti di social media e dei blog, i principali motori hanno apportato modifiche ai loro algoritmi per consentire ai nuovi contenuti di posizionarsi rapidamente nei risultati di ricerca. [31]

Nel febbraio 2011, Google ha annunciato l’ aggiornamento Panda , che penalizza i siti Web con contenuti duplicati da altri siti Web e fonti. Storicamente i siti Web hanno copiato i contenuti l’uno dall’altro e hanno beneficiato del posizionamento nei motori di ricerca impegnandosi in questa pratica. Tuttavia, Google ha implementato un nuovo sistema che punisce i siti il ​​cui contenuto non è unico. [32] Il Google Penguin del 2012 ha tentato di penalizzare i siti web che utilizzavano tecniche manipolative per migliorare il proprio posizionamento sul motore di ricerca. [33] Sebbene Google Penguin sia stato presentato come un algoritmo volto a combattere lo spam web, in realtà si concentra sui link spam [34] misurando la qualità dei siti da cui provengono i link. L’ aggiornamento di Google Hummingbird del 2013 prevedeva una modifica dell’algoritmo progettata per migliorare l’elaborazione del linguaggio naturale di Google e la comprensione semantica delle pagine web. Il sistema di elaborazione del linguaggio di Hummingbird rientra nel nuovo termine riconosciuto di ” ricerca conversazionale ” in cui il sistema presta maggiore attenzione a ogni parola nella query per abbinare meglio le pagine al significato della query piuttosto che a poche parole. [35] Per quanto riguarda le modifiche apportate all’ottimizzazione dei motori di ricerca, per gli editori e gli scrittori di contenuti, Hummingbird ha lo scopo di risolvere i problemi eliminando contenuti irrilevanti e spam, consentendo a Google di produrre contenuti di alta qualità e fare affidamento su di essi per essere ” autori di fiducia.

Nell’ottobre 2019, Google ha annunciato che avrebbe iniziato ad applicare i modelli BERT per le query di ricerca in lingua inglese negli Stati Uniti. Le rappresentazioni dell’encoder bidirezionale di Transformers (BERT) è stato un altro tentativo di Google di migliorare l’elaborazione del linguaggio naturale, ma questa volta per comprendere meglio le query di ricerca dei propri utenti. [36] In termini di ottimizzazione dei motori di ricerca, BERT intendeva connettere più facilmente gli utenti a contenuti pertinenti e aumentare la qualità del traffico proveniente dai siti Web che si posizionano nella pagina dei risultati dei motori di ricerca.

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale –  metodi

I motori di ricerca utilizzano algoritmi matematici complessi per interpretare quali siti Web cerca un utente. In questo diagramma, dove ogni bolla rappresenta un sito Web, i programmi a volte chiamati spider esaminano quali siti si collegano a quali altri siti, con le frecce che rappresentano questi collegamenti. Si presume che i siti Web che ottengono più collegamenti in entrata o collegamenti più forti siano più importanti e ciò che l’utente sta cercando. In questo esempio, poiché il sito web B è il destinatario di numerosi link in entrata, si posiziona più in alto in una ricerca web. E i collegamenti “portano avanti”, in modo tale che il sito C, anche se ha un solo collegamento in entrata, ha un collegamento in entrata da un sito molto popolare (B), mentre il sito E no. Nota: le percentuali sono arrotondate.

I principali motori di ricerca, come Google, Bing e Yahoo!, utilizzano i crawler per trovare le pagine dei risultati di ricerca algoritmica. Le pagine che sono collegate da altre pagine indicizzate dai motori di ricerca non devono essere inviate perché vengono trovate automaticamente. Il Yahoo! Directory e DMOZ , due directory principali chiuse rispettivamente nel 2014 e nel 2017, hanno richiesto l’invio manuale e la revisione editoriale umana. [37] Google offre Google Search Console , per il quale è possibile creare e inviare gratuitamente un feed Sitemap XML per garantire che tutte le pagine vengano trovate, in particolare le pagine che non sono rilevabili seguendo automaticamente i collegamenti [38] oltre alla console di invio dell’URL . [39] Yahoo! in precedenza gestiva un servizio di invio a pagamento che garantiva la scansione a un costo per clic ; [40] tuttavia, questa pratica è stata interrotta nel 2009.

I crawler dei motori di ricerca possono prendere in considerazione una serie di fattori diversi durante la scansione di un sito. Non tutte le pagine sono indicizzate dai motori di ricerca. Anche la distanza delle pagine dalla directory principale di un sito può essere un fattore determinante per la scansione o meno delle pagine. [41]

Oggi la maggior parte delle persone effettua ricerche su Google utilizzando un dispositivo mobile. [42] Nel novembre 2016, Google ha annunciato un importante cambiamento nel modo in cui scansionare i siti Web e ha iniziato a rendere il loro indice mobile-first, il che significa che la versione mobile di un determinato sito Web diventa il punto di partenza per ciò che Google include nel loro indice. [43] Nel maggio 2019, Google ha aggiornato il motore di rendering del suo crawler per essere l’ultima versione di Chromium (74 al momento dell’annuncio). Google ha indicato che aggiorneranno regolarmente il motore di rendering Chromium all’ultima versione. [44] Nel dicembre 2019, Google ha iniziato ad aggiornare la stringa User-Agent del proprio crawler per riflettere l’ultima versione di Chrome utilizzata dal proprio servizio di rendering. Il ritardo era quello di consentire ai webmaster di aggiornare il proprio codice che rispondeva a particolari stringhe User-Agent del bot. Google ha eseguito delle valutazioni e si sentiva sicuro che l’impatto sarebbe stato minimo. [45]

Migliore consulente italiano in Web Marketing e Marketing Digitale – Prevenire la scansione

Articolo principale: standard di esclusione dei robot

Per evitare contenuti indesiderati negli indici di ricerca, i webmaster possono indicare agli spider di non eseguire la scansione di determinati file o directory attraverso il file robots.txt standard nella directory principale del dominio. Inoltre, una pagina può essere esplicitamente esclusa dal database di un motore di ricerca utilizzando un meta tag specifico per i robot (di solito <meta name=”robots” content=”noindex”> ). Quando un motore di ricerca visita un sito, il file robots.txt che si trova nella directory principale è il primo file sottoposto a scansione. Il file robots.txt viene quindi analizzato e istruirà il robot su quali pagine non devono essere sottoposte a scansione. Poiché un crawler di un motore di ricerca può conservare una copia cache di questo file, a volte può eseguire la scansione di pagine che un webmaster non desidera sottoporre a scansione. Le pagine in genere a cui è impedita la scansione includono pagine specifiche per l’accesso come carrelli della spesa e contenuti specifici dell’utente come risultati di ricerca da ricerche interne. Nel marzo 2007, Google ha avvertito i webmaster di impedire l’indicizzazione dei risultati di ricerca interni perché tali pagine sono considerate spam di ricerca. [46] Nel 2020 Google ha annullato lo standard (e reso open source il suo codice) e ora lo tratta come un suggerimento, non come una direttiva. Per garantire adeguatamente che le pagine non siano indicizzate, dovrebbe essere incluso un meta tag del robot a livello di pagina. [47]

Protagonista crescente

Una varietà di metodi può aumentare l’importanza di una pagina Web all’interno dei risultati di ricerca. Il collegamento incrociato tra le pagine dello stesso sito Web per fornire più collegamenti a pagine importanti può migliorarne la visibilità. Il design della pagina fa sì che gli utenti si fidino di un sito e vogliano rimanere una volta che lo trovano. Quando le persone rimbalzano su un sito, conta a sfavore del sito e influisce sulla loro credibilità. [48] Scrivere contenuti che includono frasi chiave ricercate di frequente, in modo da essere pertinenti a un’ampia varietà di query di ricerca, tenderà ad aumentare il traffico. L’aggiornamento dei contenuti in modo da mantenere i motori di ricerca che tornano spesso indietro può dare ulteriore peso a un sito. L’aggiunta di parole chiave pertinenti ai metadati di una pagina Web, inclusi il tag del titolo e la meta descrizione , tenderà a migliorare la pertinenza degli elenchi di ricerca di un sito, aumentando così il traffico. La canonicalizzazione degli URL delle pagine Web accessibili tramite più URL, utilizzando l’ elemento di collegamento canonico [49] o tramite reindirizzamenti 301, può aiutare a garantire che i collegamenti a diverse versioni dell’URL contino tutti nel punteggio di popolarità dei collegamenti della pagina. Questi sono noti come collegamenti in entrata, che puntano all’URL e possono contare sul punteggio di popolarità del collegamento alla pagina, influendo sulla credibilità di un sito web. [48]

Inoltre, negli ultimi tempi Google sta dando più priorità agli elementi sottostanti per SERP (Search Engine Ranking Position).

  • Versione HTTPS (sito protetto)
  • Velocità pagina
  • Dati strutturati
  • Compatibilità mobile
  • AMP (pagine per dispositivi mobili accelerati)
  • BERTA

Tecniche di cappello bianco contro cappello nero

Le tecniche SEO possono essere classificate in due grandi categorie: tecniche che le società di motori di ricerca raccomandano come parte del buon design (“cappello bianco”) e quelle tecniche che i motori di ricerca non approvano (“cappello nero”). I motori di ricerca cercano di minimizzare l’effetto di quest’ultimo, tra i quali lo spamdexing . I commentatori del settore hanno classificato questi metodi, e i professionisti che li impiegano, come SEO white hat o SEO black hat . [50] I cappelli bianchi tendono a produrre risultati che durano a lungo, mentre i cappelli neri prevedono che i loro siti potrebbero essere banditi temporaneamente o permanentemente una volta che i motori di ricerca scoprono cosa stanno facendo. [51]

Una tecnica SEO è considerata un cappello bianco se è conforme alle linee guida dei motori di ricerca e non comporta inganni. Poiché le linee guida del motore di ricerca [14] [15] [52] non sono scritte come una serie di regole o comandamenti, questa è una distinzione importante da notare. White hat SEO non riguarda solo il seguire le linee guida, ma anche garantire che il contenuto indicizzato da un motore di ricerca e successivamente classificato sia lo stesso contenuto che vedrà un utente. Il consiglio del cappello bianco è generalmente riassunto come creare contenuti per gli utenti, non per i motori di ricerca, e quindi rendere quel contenuto facilmente accessibile agli algoritmi “spider” online, piuttosto che tentare di ingannare l’algoritmo dallo scopo previsto. White hat SEO è per molti versi simile allo sviluppo web che promuove l’accessibilità, [53] sebbene i due non siano identici.

Black Hat SEO tenta di migliorare il posizionamento in modi che non sono approvati dai motori di ricerca o implicano l’inganno. Una tecnica black hat utilizza il testo nascosto, come testo colorato in modo simile allo sfondo, in un div invisibile o posizionato fuori dallo schermo. Un altro metodo fornisce una pagina diversa a seconda che la pagina venga richiesta da un visitatore umano o da un motore di ricerca, una tecnica nota come cloaking . Un’altra categoria a volte utilizzata è Grey Hat SEO . Questo è tra gli approcci black hat e white hat, in cui i metodi impiegati evitano che il sito venga penalizzato ma non agiscono nel produrre i migliori contenuti per gli utenti. Grey Hat SEO è interamente focalizzato sul miglioramento del posizionamento nei motori di ricerca.

I motori di ricerca possono penalizzare i siti che scoprono utilizzando metodi black o gray hat, riducendo le loro classifiche o eliminando del tutto le loro inserzioni dai loro database. Tali sanzioni possono essere applicate sia automaticamente dagli algoritmi dei motori di ricerca, sia da una revisione manuale del sito. Un esempio è stata la rimozione da parte di Google, nel febbraio 2006, di BMW Germany e Ricoh Germany per l’uso di pratiche ingannevoli. [54] Entrambe le società, tuttavia, si sono scusate rapidamente, hanno corretto le pagine incriminate e sono state ripristinate nella pagina dei risultati del motore di ricerca di Google. [55]

Come strategia di marketing

La SEO non è una strategia appropriata per ogni sito Web e altre strategie di marketing su Internet possono essere più efficaci, come la pubblicità a pagamento tramite campagne pay per click (PPC) , a seconda degli obiettivi dell’operatore del sito. Il marketing per i motori di ricerca (SEM) è la pratica di progettazione, esecuzione e ottimizzazione di campagne pubblicitarie sui motori di ricerca. La sua differenza rispetto alla SEO è rappresentata più semplicemente come la differenza tra il posizionamento prioritario a pagamento e non a pagamento nei risultati di ricerca. SEM si concentra sull’importanza più che sulla pertinenza; gli sviluppatori di siti Web dovrebbero considerare SEM con la massima importanza in considerazione della visibilità poiché la maggior parte naviga verso gli elenchi principali della propria ricerca. [56] Una campagna di marketing su Internet di successo può anche dipendere dalla creazione di pagine Web di alta qualità per coinvolgere e persuadere gli utenti di Internet, dall’impostazione di programmi di analisi per consentire ai proprietari di siti di misurare i risultati e dal miglioramento del tasso di conversione di un sito . [57] Nel novembre 2015, Google ha rilasciato al pubblico una versione completa di 160 pagine delle sue Linee guida per la valutazione della qualità della ricerca, [58] che hanno rivelato uno spostamento della loro attenzione verso l'”utilità” e la ricerca locale mobile . Negli ultimi anni il mercato mobile è esploso, superando l’uso dei desktop, come mostrato da StatCounter nell’ottobre 2016 dove hanno analizzato 2,5 milioni di siti Web e hanno scoperto che il 51,3% delle pagine è stato caricato da un dispositivo mobile. [59] Google è stata una delle aziende che stanno sfruttando la popolarità dell’utilizzo dei dispositivi mobili incoraggiando i siti Web a utilizzare la propria Google Search Console , il Mobile-Friendly Test, che consente alle aziende di confrontare il proprio sito Web con i risultati dei motori di ricerca e determinare come i loro siti web sono user-friendly. Più le parole chiave sono vicine, più la loro classificazione migliorerà in base ai termini chiave. [48]

La SEO può generare un adeguato ritorno sull’investimento . Tuttavia, i motori di ricerca non vengono pagati per il traffico di ricerca organico, i loro algoritmi cambiano e non ci sono garanzie di continui referral. A causa di questa mancanza di garanzie e dell’incertezza, un’azienda che fa molto affidamento sul traffico dei motori di ricerca può subire gravi perdite se i motori di ricerca smettono di inviare visitatori. [60] I motori di ricerca possono modificare i propri algoritmi, influendo sul posizionamento nei motori di ricerca di un sito Web, con il rischio di una grave perdita di traffico. Secondo il CEO di Google, Eric Schmidt, nel 2010 Google ha apportato oltre 500 modifiche all’algoritmo , quasi 1,5 al giorno. [61] È considerata una saggia pratica commerciale per gli operatori di siti web liberarsi dalla dipendenza dal traffico dei motori di ricerca. [62] Oltre all’accessibilità in termini di crawler web (di cui sopra), l’ accessibilità al web degli utenti è diventata sempre più importante per la SEO.

Mercati internazionali

Le tecniche di ottimizzazione sono altamente sintonizzate sui motori di ricerca dominanti nel mercato di riferimento. Le quote di mercato dei motori di ricerca variano da mercato a mercato, così come la concorrenza. Nel 2003, Danny Sullivan ha dichiarato che Google rappresentava circa il 75% di tutte le ricerche. [63] Nei mercati al di fuori degli Stati Uniti, la quota di Google è spesso maggiore e Google rimane il motore di ricerca dominante a livello mondiale nel 2007. [64] Nel 2006, Google aveva una quota di mercato dell’85-90% in Germania. [65] Mentre a quel tempo c’erano centinaia di aziende SEO negli Stati Uniti, in Germania ce n’erano solo cinque. [65] A giugno 2008, la quota di mercato di Google nel Regno Unito era vicina al 90% secondo Hitwise . [66] Tale quota di mercato viene raggiunta in diversi paesi.

A partire dal 2009, ci sono solo alcuni grandi mercati in cui Google non è il principale motore di ricerca. Nella maggior parte dei casi, quando Google non è leader in un determinato mercato, è in ritardo rispetto a un attore locale. I mercati di esempio più notevoli sono Cina, Giappone, Corea del Sud, Russia e Repubblica Ceca, dove rispettivamente Baidu , Yahoo! Japan , Naver , Yandex e Seznam sono leader di mercato.

Una corretta ottimizzazione della ricerca per i mercati internazionali può richiedere la traduzione professionale di pagine web, la registrazione di un nome di dominio con un dominio di primo livello nel mercato di destinazione e un web hosting che fornisca un indirizzo IP locale . Altrimenti, gli elementi fondamentali dell’ottimizzazione della ricerca sono essenzialmente gli stessi, indipendentemente dalla lingua. [65]

Precedenti legali

Il 17 ottobre 2002, SearchKing ha intentato causa alla Corte Distrettuale degli Stati Uniti , Distretto Occidentale dell’Oklahoma, contro il motore di ricerca Google. L’affermazione di SearchKing era che le tattiche di Google per prevenire lo spamdexing costituissero un’interferenza illecita con le relazioni contrattuali. Il 27 maggio 2003, il tribunale ha accolto la mozione di Google di respingere il reclamo perché SearchKing “non ha formulato un reclamo su cui può essere concesso un risarcimento”. [67] [68]

Nel marzo 2006, KinderStart ha intentato una causa contro Google per il posizionamento nei motori di ricerca. Il sito web di KinderStart è stato rimosso dall’indice di Google prima della causa e la quantità di traffico verso il sito è diminuita del 70%. Il 16 marzo 2007, la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California ( Divisione di San Jose ) ha respinto la denuncia di KinderStart senza autorizzazione a emendare e ha parzialmente accolto la mozione di Google per le sanzioni della Rule 11 contro l’avvocato di KinderStart, richiedendogli di pagare parte del risarcimento di Google spese legali. [69] [70]

Guarda anche

Appunti

  1. “SEO – ottimizzazione dei motori di ricerca” . Webopedia. 19 dicembre 2001.
  2. ^ Beel, Jöran e Gipp, Bela e Wilde, Erik (2010). “Academic Search Engine Optimization (ASEO): Ottimizzazione della letteratura accademica per Google Scholar and Co” (PDF) . Journal of Scholarly Publishing. pp. 176-190. Estratto il 18 aprile 2010.
  3. ^ Ortiz-Cordova, A. e Jansen, BJ (2012) Classificazione delle query di ricerca Web al fine di identificare i clienti che generano entrate elevate . Journal of the American Society for Information Sciences and Technology. 63(7), 1426 – 1441.
  4. ^ Brian Pinkerton. “Trovare ciò che le persone vogliono: esperienze con il WebCrawler” (PDF) . The Second International WWW Conference Chicago, USA, 17-20 ottobre 1994. URL consultato il 7 maggio 2007.
  5. “Introduzione all’ottimizzazione per i motori di ricerca | Osservazione sui motori di ricerca” . searchenginewatch.com. 12 marzo 2007. Estratto il 7 ottobre 2020.
  6. ^ Danny Sullivan (14 giugno 2004). “Chi ha inventato il termine “ottimizzazione per i motori di ricerca”?” Guarda il motore di ricerca . Archiviato dall’originale il 23 aprile 2010. URL consultato il 14 maggio 2007. Vedi il thread dei gruppi di Google .
  7. Salta su “The Challenge is Open” , Brain vs Computer, WORLD SCIENTIFIC, pp. 189–211, 17 novembre 2020, doi : 10.1142/9789811225017_0009 , ISBN 978-981-12-2500-0 , S2CID 243130517 , recuperato il 20 settembre 2021
  8. ^ Pringle, G., Allison, L. e Dowe, D. (aprile 1998). “Cos’è un papavero alto tra le pagine web?” . Proc. 7° Int. Conferenza mondiale sul web. Estratto l’8 maggio 2007.
  9. ^ Laurie J. Flynn (11 novembre 1996). “Cercasi disperatamente surfisti” . New York Times. Estratto il 9 maggio 2007.
  10. ^ Jason Demers (20 gennaio 2016). “La densità delle parole chiave è ancora importante per la SEO” . Forbes. Estratto il 15 agosto 2016.
  11. ^ David Kesmodel (22 settembre 2005). “I siti vengono eliminati dai motori di ricerca dopo aver cercato di ‘ottimizzare’ le classifiche” . Wall Street Journal . Estratto il 30 luglio 2008.
  12. ^ Adam L. Penenberg (8 settembre 2005). “Resa dei conti legale in Search Fracas” . Rivista cablata . Estratto l’11 agosto 2016.
  13. Matt Cutts (2 febbraio 2006). “Conferma di una penalità” . mattcutts.com/blog. Estratto il 9 maggio 2007.
  14. Salta a: “Linee guida di Google sulla progettazione del sito” . Estratto il 18 aprile 2007.
  15. Salta a: “Linee guida per i webmaster di Bing” . bing.com. Estratto l’11 settembre 2014.
  16. “Mappe del sito” . Estratto il 4 maggio 2012.
  17. Salta su^ “By the Data: For Consumers, Mobile is the Internet” Google for Entrepreneurs Startup Grind 20 settembre 2015.   
  18. ^ Brin, Sergey & Page, Larry (1998). “L’anatomia di un motore di ricerca Web ipertestuale su larga scala” . Atti della settima conferenza internazionale sul World Wide Web. pp. 107-117. Estratto l’8 maggio 2007.
  19. “I co-fondatori di Google potrebbero non avere il nome di, ad esempio, Bill Gates, ma date loro il tempo: Google non esiste da quasi quanto Microsoft” . 15 ottobre 2008.
  20. ^ Thompson, Bill (19 dicembre 2003). “Google va bene per te?” . Notizie della BBC. Estratto il 16 maggio 2007.
  21. ^ Zoltan Gyongyi e Hector Garcia-Molina (2005). “Link Spam Alliances” (PDF) . Atti della 31a Conferenza VLDB, Trondheim, Norvegia. Estratto il 9 maggio 2007.
  22. ^ Hansell, Saul (3 giugno 2007). “Google continua a modificare il suo motore di ricerca” . New York Times. Estratto il 6 giugno 2007.
  23. Sullivan, Danny (29 settembre 2005). “Rundown sui fattori di ranking di ricerca” . Guarda il motore di ricerca . Archiviato dall’originale il 28 maggio 2007. Estratto l’8 maggio 2007.
  24. ^ Christine Churchill (23 novembre 2005). “Capire i brevetti dei motori di ricerca” . Guarda il motore di ricerca . Archiviato dall’originale il 7 febbraio 2007. Estratto l’8 maggio 2007.
  25. “La ricerca personalizzata di Google lascia Google Labs” . searchenginewatch.com. Guarda il motore di ricerca. Archiviato dall’originale il 25 gennaio 2009. URL consultato il 5 settembre 2009.
  26. “8 cose che abbiamo imparato su Google PageRank” . www.searchenginejournal.com. 25 ottobre 2007. Estratto il 17 agosto 2009.
  27. “Scultura di PageRank” . Matt Cutt. Estratto il 12 gennaio 2010.
  28. “Google perde la “compatibilità con le versioni precedenti” per il blocco dei link a pagamento e la scultura del PageRank” . searchengineland.com. 3 giugno 2009. Estratto il 17 agosto 2009.
  29. “Ricerca personalizzata per tutti” . Estratto il 14 dicembre 2009.
  30. “Il nostro nuovo indice di ricerca: Caffeina” . Google: blog ufficiale. Estratto il 10 maggio 2014.
  31. “La rilevanza incontra il web in tempo reale” . Blog di Google .
  32. “Aggiornamenti sulla qualità della Ricerca Google” . Blog di Google .
  33. “Cosa c’è da sapere sull’aggiornamento Penguin di Google” . Inc.com . 20 giugno 2012.
  34. “Google Penguin guarda principalmente alla fonte del tuo link, dice Google” . Terra del motore di ricerca. 10 ottobre 2016. Estratto il 20 aprile 2017.
  35. “Domande frequenti: tutto sul nuovo algoritmo “Colibrì” di Google” . www.searchengineland.com. 26 settembre 2013. Estratto il 17 marzo 2018.
  36. “Comprendere le ricerche meglio che mai” . Google. 25 ottobre 2019. Estratto il 12 maggio 2020.
  37. “Invio alle directory: Yahoo e Open Directory” . Guarda il motore di ricerca . 12 marzo 2007. URL consultato il 15 maggio 2007 ( archiviato dall’ url originale il 19 maggio 2007).
  38. “Che cos’è un file Sitemap e perché dovrei averne uno?” . Estratto il 19 marzo 2007.
  39. “Search Console – Scansiona URL” . Estratto il 18 dicembre 2015.
  40. “Invio ai crawler di ricerca: Google, Yahoo, Ask e Live Search di Microsoft” . Guarda il motore di ricerca . 12 marzo 2007. URL consultato il 15 maggio 2007 ( archiviato dall’ url originale il 10 maggio 2007).
  41. ^ Cho, J., Garcia-Molina, H. (1998). “Scansione efficiente tramite l’ordinamento degli URL” . Atti della settima conferenza sul World Wide Web, Brisbane, Australia. Estratto il 9 maggio 2007.
  42. “Indice mobile-first” . Estratto il 19 marzo 2018.
  43. ^ Phan, Doantam (4 novembre 2016). “Indicizzazione mobile-first” . Blog ufficiale di Google Webmaster Central. Estratto il 16 gennaio 2019.
  44. “Il nuovo Googlebot sempreverde” . Blog ufficiale di Google Webmaster Central. Estratto il 2 marzo 2020.
  45. “Aggiornamento dell’agente utente di Googlebot” . Blog ufficiale di Google Webmaster Central. Estratto il 2 marzo 2020.
  46. “Giornali Amok! New York Times spamming Google? LA Times Hijacking Cars.com?” Terra del motore di ricerca . 8 maggio 2007. Estratto il 9 maggio 2007.
  47. ^ Jill Kocher Brown (24 febbraio 2020). “Google esegue il downgrade della direttiva Nofollow. E adesso?” . E-commerce pratico. Estratto l’11 febbraio 2021.
  48. Salta a: c Morey, Sean (2008). Lo scrittore digitale. Stampa della testata. pp. 171–187.
  49. “Bing – Collaborazione per aiutare a risolvere problemi di contenuto duplicato – Blog dei webmaster – Comunità di Bing” . www.bing.com. Estratto il 30 ottobre 2009.
  50. ^ Andrew Goodman. “Search Engine Showdown: cappelli neri contro cappelli bianchi a SES” . Motore di ricerca Guarda. Archiviato dall’originale il 22 febbraio 2007. Estratto il 9 maggio 2007.
  51. Jill Whalen (16 novembre 2004). “Ottimizzazione per i motori di ricerca Black Hat/White Hat” . searchengineguide.com. Archiviato dall’originale il 17 novembre 2004. Estratto il 9 maggio 2007.
  52. “Cos’è un SEO? Google consiglia di collaborare con aziende che si offrono di rendere il mio sito compatibile con Google?” . Estratto il 18 aprile 2007.
  53. ^ Andy Hagans (8 novembre 2005). “L’elevata accessibilità è un’efficace ottimizzazione per i motori di ricerca” . Una lista a parte . Estratto il 9 maggio 2007.
  54. Matt Cutts (4 febbraio 2006). “Aumentare lo spam web internazionale” . mattcutts.com/blog. Estratto il 9 maggio 2007.
  55. Matt Cutts (7 febbraio 2006). “Reinclusioni recenti” . mattcutts.com/blog. Estratto il 9 maggio 2007.
  56. ^ Tapan, Panda (2013). “Marketing sui motori di ricerca: il processo di individuazione della conoscenza aiuta i rivenditori online?”. IUP Journal of Knowledge Management. 11 (3): 56-66. ProQuest 1430517207 .
  57. ^ Melissa Burdon (13 marzo 2007). “La battaglia tra ottimizzazione per i motori di ricerca e conversione: chi vince?” . Grok.com. Archiviato dall’originale il 15 marzo 2008. URL consultato il 10 aprile 2017.
  58. Salta su^ “Linee guida per la valutazione della qualità della ricerca” Come funziona la ricerca 12 novembre 2015.   
  59. ^ Titcomb, James (novembre 2016). “L’utilizzo del Web mobile supera per la prima volta il desktop” . Il Telegrafo. Estratto il 17 marzo 2018.
  60. ^ Andy Greenberg (30 aprile 2007). “Condannato a Google Hell” . Forbes . Archiviato dall’originale il 2 maggio 2007. Estratto il 9 maggio 2007.
  61. ^ Matt McGee (21 settembre 2011). “La testimonianza di Schmidt rivela come Google verifica i cambiamenti dell’algoritmo” .
  62. Jakob Nielsen (9 gennaio 2006). “Motori di ricerca come sanguisughe sul Web” . useit.com. Estratto il 14 maggio 2007.
  63. ^ Graham, Jefferson (26 agosto 2003). “Il motore di ricerca che potrebbe” . USA Oggi. Estratto il 15 maggio 2007.
  64. ^ Greg Jarboe (22 febbraio 2007). “Stats Show Google domina il panorama della ricerca internazionale” . Guarda il motore di ricerca . Estratto il 15 maggio 2007.
  65. Salta a: c Mike Grehan (3 aprile 2006). “Ottimizzazione per i motori di ricerca per l’Europa” . Clic. Estratto il 14 maggio 2007.
  66. ^ Jack Schofield (10 giugno 2008). “Google UK chiude con una quota di mercato del 90%” . Guardiano . Londra. Estratto il 10 giugno 2008.
  67. “Search King, Inc. contro Google Technology, Inc., CIV-02-1457-M” (PDF) . docstoc.com. 27 maggio 2003. Estratto il 23 maggio 2008.
  68. ^ Stefanie Olsen (30 maggio 2003). “Il giudice respinge la causa contro Google” . CNET . Estratto il 10 maggio 2007.
  69. Salta su “Blog di legge sulla tecnologia e sul marketing: KinderStart contro Google respinto con sanzioni contro il consiglio di KinderStart” . blog.ericgoldman.org. Estratto il 23 giugno 2008.
  70. “Blog su tecnologia e marketing: Google ha citato in giudizio le classifiche—KinderStart.com contro Google” . blog.ericgoldman.org. Estratto il 23 giugno 2008.

Le parole chiave di questo articolo tratte dal migliore esperto in italia in web marketing e digital marketing

  • Migliore consulente In Italia in analisi della usabilità dei siti web
  • Migliore consulente In Italia in analisi della usability
  • Migliore consulente In Italia in campagne di marketing digitale
  • Migliore consulente In Italia in comunicazione online
  • Migliore consulente In Italia in digital innovation
  • Migliore Consulente In Italia in Digital Marketing
  • Migliore Consulente In Italia in Marketing Digitale
  • Migliore consulente In Italia in marketing online
  • Migliore consulente In Italia in Marketing sui motori di ricerca
  • Migliore consulente In Italia in Marketing turistico online
  • Migliore consulente In Italia in online Branding
  • Migliore consulente In Italia in Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
  • Migliore Consulente In Italia in progettazione di siti web
  • Migliore consulente In Italia in retargeting del sito
  • Migliore consulente In Italia in SEO
  • Migliore consulente In Italia in social media marketing
  • Migliore consulente In Italia in visibilità online
  • Migliore consulente in Italia in Web Marketing
  • Migliore Consulente In Italia in Web Marketing e Marketing Digitale
  • Migliore consulente Italiano in analisi della usabilità dei siti web
  • Migliore consulente Italiano in analisi della usability
  • Migliore consulente Italiano in campagne di marketing digitale
  • Migliore consulente Italiano in comunicazione online
  • Migliore consulente Italiano in digital innovation
  • Migliore Consulente Italiano in Digital Marketing
  • Migliore Consulente Italiano in Marketing Digitale
  • Migliore consulente Italiano in marketing online
  • Migliore consulente Italiano in Marketing sui motori di ricerca
  • Migliore consulente Italiano in Marketing turistico online
  • Migliore consulente Italiano in online Branding
  • Migliore consulente Italiano in Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
  • Migliore Consulente Italiano in progettazione di siti web
  • Migliore consulente Italiano in retargeting del sito
  • Migliore consulente Italiano in SEO
  • Migliore consulente Italiano in social media marketing
  • Migliore consulente Italiano in visibilità online
  • Migliore Consulente Italiano in Web Marketing
  • Migliore Consulente Italiano in Web Marketing e Marketing Digitale
  • Migliore esperto In Italia in campagne di marketing digitale
  • Migliore esperto In Italia in comunicazione online
  • Migliore esperto In Italia in CRM
  • Migliore esperto In Italia in Customer Relationship Management
  • Migliore esperto In Italia in digital innovation
  • Migliore esperto In Italia in Digital Marketing
  • Migliore esperto In Italia in Internet Marketing
  • Migliore esperto In Italia in Marketing Digitale
  • Migliore esperto In Italia in marketing multicanale
  • Migliore esperto In Italia in marketing online
  • Migliore esperto In Italia in Marketing su Internet
  • Migliore esperto In Italia in Marketing turistico online
  • Migliore esperto In Italia in Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
  • Migliore esperto In Italia in progettazione di siti web
  • Migliore esperto In Italia in retargeting del sito
  • Migliore esperto In Italia in SEO
  • Migliore esperto In Italia in Social Media Marketing
  • Migliore esperto In Italia in visibilità online
  • Migliore esperto In Italia in Web Marketing
  • Migliore esperto in Italia in Web Marketing e Marketing Digitale per aziende
  • Migliore esperto In Italia in Web Marketing e Marketing Digitale
  • Migliore esperto Italiano in campagne di marketing digitale
  • Migliore esperto Italiano in comunicazione online
  • Migliore esperto Italiano in CRM
  • Migliore esperto Italiano in Customer Relationship Management
  • Migliore esperto Italiano in digital innovation
  • Migliore esperto Italiano in Digital Marketing
  • Migliore esperto Italiano in Internet Marketing
  • Migliore esperto Italiano in Marketing Digitale
  • Migliore esperto Italiano in marketing multicanale
  • Migliore esperto Italiano in marketing online
  • Migliore esperto Italiano in Marketing su Internet
  • Migliore esperto Italiano in Marketing turistico online
  • Migliore esperto Italiano in Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
  • Migliore esperto Italiano in progettazione di siti web
  • Migliore esperto Italiano in retargeting del sito
  • Migliore esperto Italiano in SEO
  • Migliore esperto Italiano in Social Media Marketing
  • Migliore esperto Italiano in visibilità online
  • Migliore esperto Italiano in Web Marketing
  • Migliore esperto Italiano in Web Marketing e Marketing Digitale
  • Migliore SEO specialist in Italia
  • Migliore esperto in Italia in webmarketing per l’export
  • Migliore esperto in italia in marketing interculturale
  • Migliore esperto in Italia in comunicazione interculturale online

Il migliore Consulente di Marketing in Italia è il Dott. Daniele Trevisani, sulla base di una specifica classifica di Amazon, per numero e qualità delle pubblicazioni con primari editori nazionali e internazionali (25 pubblicazioni in 5 lingue).

migliore consulente di marketing e vendite in italia

Vedi la lista delle pubblicazioni complete o consulta il nostro Libro delle Referenze.

Se desideri un consulto preliminare con il dott. Daniele Trevisani compila questo form e sarà nostra cura ricontattarti

Migliore consulente in marketing in Italia – Approfondimenti e metodologie di Marketing e Vendite

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Opinioni sul marketing

Il marketing è un processo psicologico che incide sul grado di desiderio di un prodotto o servizio o sulla presa di coscienza di un problema latente che il prodotto/servizio può risolvere. Può includere il processo di stimolazione intenzionale della domanda e degli acquisti di beni e servizi; potenzialmente inclusa la selezione di un pubblico di destinazione; selezione di determinati attributi o temi da enfatizzare nella pubblicità; gestione di campagne pubblicitarie ; partecipazione a fiere ed eventi pubblici; design di prodotti e imballaggi per essere più attraenti per gli acquirenti; selezione delle condizioni di vendita, quali prezzo , sconti , garanzia e politica di restituzione; collocamento del prodotto             nei media o con persone ritenute in grado di influenzare le abitudini di acquisto degli altri; accordi con rivenditori, distributori all’ingrosso o rivenditori; e tenta di creare consapevolezza , lealtà e sentimenti positivi nei confronti di un marchio. Il marketing è in genere condotto dal venditore, in genere un rivenditore o un produttore. A volte le attività vengono appaltate a un’azienda di marketing o a un’agenzia pubblicitaria dedicata . Più raramente, un’associazione di categoria o un’agenzia governativa (come l’ Agricultural Marketing Service ) pubblicizza per conto di un’intera industria o località, spesso un tipo specifico di cibo (ad es. Got Milk? ), cibo proveniente da un’area specifica, o una città o regione come destinazione turistica.

È uno dei componenti primari della gestione aziendale e del commercio . [1] I marketer possono indirizzare il loro prodotto ad altre attività ( marketing B2B ) o direttamente ai consumatori (marketing B2C). [2] Indipendentemente da chi viene commercializzato, si applicano diversi fattori, inclusa la prospettiva che utilizzeranno i marketer. Conosciuti come orientamenti di mercato, determinano come i professionisti del marketing si avvicineranno alla fase di pianificazione del marketing. [3]

Il marketing mix, che delinea le specifiche del prodotto e il modo in cui verrà venduto, [4] [5] è influenzato dall’ambiente che circonda il prodotto, [6] i risultati delle ricerche di mercato e delle ricerche di mercato , [7] [8 ] e le caratteristiche del mercato di riferimento del prodotto. [9] Una volta determinati questi fattori, gli operatori di marketing devono decidere quali metodi verranno utilizzati per promuovere il prodotto, [2] compreso l’uso di coupon e altri incentivi di prezzo. [10]

Il termine marketing, comunemente noto come attrazione dei clienti, incorpora le conoscenze acquisite studiando la gestione delle relazioni di scambio [11] [12] ed è il processo aziendale di identificazione, anticipazione e soddisfazione dei bisogni e dei desideri dei clienti.

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Definizione

Il marketing è attualmente definito dall’American Marketing Association (AMA) come “l’attività, l’insieme di istituzioni e i processi per creare, comunicare, fornire e scambiare offerte che hanno valore per i clienti, i clienti, i partner e la società in generale”. [13] Tuttavia, la definizione di marketing si è evoluta nel corso degli anni. L’AMA rivede questa definizione e la sua definizione per “ricerche di mercato” ogni tre anni. [13] Gli interessi della “società in generale” sono stati aggiunti alla definizione nel 2008. [14] Lo sviluppo della definizione può essere visto confrontando la definizione del 2008 con la versione del 1935 dell’AMA: “Il marketing è lo svolgimento di attività commerciali che dirigere il flusso di beni e servizi dai produttori ai consumatori”. [15] La nuova definizione mette in evidenza la maggiore importanza di altri soggetti interessati nella nuova concezione del marketing.

Le recenti definizioni di marketing pongono maggiormente l’accento sulla relazione con il consumatore, rispetto a un puro processo di scambio. Ad esempio, Philip Kotler , prolifico autore ed educatore di marketing, ha evoluto la sua definizione di marketing. Nel 1980 ha definito il marketing come “soddisfazione di bisogni e desideri attraverso un processo di scambio”, [16] e nel 2018 lo ha definito come “il processo mediante il quale le aziende coinvolgono i clienti, costruiscono solide relazioni con i clienti e creano valore per il cliente al fine di acquisire valore dai clienti in cambio”. [17] Una definizione correlata, dal punto di vista dell’ingegneria del processo di vendita , definisce il marketing come “un insieme di processi che sono interconnessi e interdipendenti con altre funzioni di un’impresa volti a raggiungere l’interesse e la soddisfazione del cliente”. [18]

Inoltre, alcune definizioni di marketing da parte dei clienti evidenziano la capacità del marketing di produrre valore anche per gli azionisti dell’azienda. In questo contesto, il marketing può essere definito come “il processo di gestione che cerca di massimizzare i ritorni per gli azionisti sviluppando relazioni con i clienti stimati e creando un vantaggio competitivo”. [19] Ad esempio, il Chartered Institute of Marketing definisce il marketing da una prospettiva incentrata sul cliente, concentrandosi sul “processo di gestione responsabile dell’identificazione, anticipazione e soddisfazione dei requisiti dei clienti in modo redditizio”. [20]

In passato, la pratica del marketing tendeva ad essere vista come un’industria creativa, che includeva pubblicità , distribuzione e vendita , e anche oggi molte parti del processo di marketing (ad esempio design del prodotto , art director , gestione del marchio , pubblicità , marketing inbound, copywriting ecc. .) comportano l’uso delle arti creative. [21] Tuttavia, poiché il marketing fa ampio uso di scienze sociali , psicologia , sociologia , matematica , economia , antropologia e neuroscienze , la professione è ora ampiamente riconosciuta come scienza. [22] La scienza del marketing ha sviluppato un processo concreto che può essere seguito per creare un piano di marketing . [23]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Concetto

Il “concetto di marketing” propone che per completare i suoi obiettivi organizzativi, un’organizzazione dovrebbe anticipare i bisogni ei desideri dei potenziali consumatori e soddisfarli in modo più efficace dei suoi concorrenti. Questo concetto ha avuto origine dal libro di Adam Smith La ricchezza delle nazioni, ma non sarebbe stato ampiamente utilizzato fino a quasi 200 anni dopo. [24] Marketing e concetti di marketing sono direttamente correlati.

Data la centralità delle esigenze e dei desideri dei clienti nel marketing, è essenziale una ricca comprensione di questi concetti: [25]

Bisogni : Qualcosa di necessario per le persone per vivere una vita sana, stabile e sicura. Quando i bisogni rimangono insoddisfatti, c’è un chiaro esito negativo: una disfunzione o la morte. I bisogni possono essere oggettivi e fisici, come il bisogno di cibo, acqua e riparo; o soggettivo e psicologico, come il bisogno di appartenenza a un gruppo familiare o sociale e il bisogno di autostima.

Vuole : qualcosa che si desidera, si desidera o si aspira. I desideri non sono essenziali per la sopravvivenza di base e sono spesso modellati dalla cultura o dai gruppi di pari.

Richieste : quando i bisogni ei desideri sono supportati dalla capacità di pagare , hanno il potenziale per diventare richieste economiche.

La ricerca di mercato , condotta allo scopo di sviluppare nuovi prodotti o migliorarli, si occupa spesso di identificare i bisogni insoddisfatti del consumatore . [26] Le esigenze dei clienti sono fondamentali per la segmentazione del mercato, che si occupa di dividere i mercati in gruppi distinti di acquirenti sulla base di “esigenze, caratteristiche o comportamenti distinti che potrebbero richiedere prodotti o mix di marketing separati”. [27] La segmentazione basata sui bisogni (nota anche come segmentazione dei vantaggi ) “mette i desideri dei clienti in prima linea nel modo in cui un’azienda progetta e commercializza prodotti o servizi”. [28] Sebbene la segmentazione basata sui bisogni sia difficile da realizzare nella pratica, si è dimostrato uno dei modi più efficaci per segmentare un mercato. [29] [26] Inoltre, una grande quantità di pubblicità e promozioni è progettata per mostrare come i vantaggi di un determinato prodotto soddisfino le esigenze, i desideri o le aspettative del cliente in un modo unico. [30]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Marketing B2B e B2C

I due principali segmenti di marketing sono il marketing business-to-business (B2B) e il marketing business-to-consumer (B2C). [2]

Marketing B2B

Il marketing B2B (business-to-business) si riferisce a qualsiasi strategia di marketing o contenuto orientato verso un’azienda o un’organizzazione. Qualsiasi azienda che vende prodotti o servizi ad altre aziende o organizzazioni (rispetto ai consumatori) utilizza in genere strategie di marketing B2B.

Esempi di prodotti venduti tramite il marketing B2B includono:

  • Attrezzature principali
  • Equipaggiamento accessorio
  • Materiali grezzi
  • Componenti
  • Materiali lavorati
  • Forniture
  • Servizi alle imprese [2]

Le quattro principali categorie di acquirenti di prodotti B2B sono:

  • Produttori: utilizzano i prodotti venduti dal marketing B2B per realizzare i propri prodotti (ad es. Mattel che acquista plastica per realizzare giocattoli)
  • Rivenditori: acquista prodotti B2B da vendere attraverso stabilimenti al dettaglio o all’ingrosso (ad es. Walmart acquista aspirapolvere da vendere nei negozi)
  • Governi: acquistano prodotti B2B da utilizzare in progetti governativi (ad es. acquisto di servizi di appaltatori per riparare l’infrastruttura)
  • Istituzioni: utilizzare prodotti B2B per continuare a operare (es: scuole che acquistano stampanti per ufficio) [2]

Marketing B2C

Il marketing business-to-consumer, o marketing B2C, si riferisce alle tattiche e alle strategie con cui un’azienda promuove i propri prodotti e servizi alle singole persone.

Tradizionalmente, questo potrebbe riferirsi a individui che acquistano prodotti personali in senso lato. Più recentemente il termine B2C si riferisce alla vendita online di prodotti di consumo. [31]

Marketing C2B

Il marketing consumer-to-business o marketing C2B è un modello di business in cui i consumatori finali creano prodotti e servizi che vengono consumati da aziende e organizzazioni. È diametralmente opposto al concetto popolare di B2C o Business-to-Consumer in cui le aziende mettono beni e servizi a disposizione dei consumatori finali.

Marketing C2C

Il marketing da cliente a cliente o marketing C2C rappresenta un ambiente di mercato in cui un cliente acquista beni da un altro cliente utilizzando un’azienda o una piattaforma di terze parti per facilitare la transazione. Le aziende C2C sono un nuovo tipo di modello emerso con la tecnologia dell’e-commerce e la sharing economy. [32]

Differenze nel marketing B2B e B2C

I diversi obiettivi del marketing B2B e B2C portano a differenze nei mercati B2B e B2C. Le principali differenze in questi mercati sono la domanda, il volume degli acquisti, il numero di clienti, la concentrazione dei clienti, la distribuzione, la natura dell’acquisto, le influenze di acquisto, le negoziazioni, la reciprocità, il leasing e i metodi promozionali. [2]

  • Domanda: la domanda B2B è derivata perché le aziende acquistano prodotti in base a quanta domanda c’è per il prodotto del consumatore finale. Le aziende acquistano prodotti in base ai desideri e alle esigenze del cliente. La domanda B2C è principalmente dovuta al fatto che i clienti acquistano prodotti in base ai propri desideri e bisogni. [2]
  • Volume di acquisto: le aziende acquistano prodotti in grandi volumi da distribuire ai consumatori. I consumatori acquistano prodotti in volumi più piccoli adatti all’uso personale. [2]
  • Numero di clienti: ci sono relativamente meno aziende da commercializzare rispetto ai consumatori diretti. [2]
  • Concentrazione dei clienti: le aziende specializzate in un particolare mercato tendono a essere concentrate geograficamente mentre i clienti che acquistano prodotti da queste aziende non sono concentrati. [2]
  • Distribuzione: i prodotti B2B passano direttamente dal produttore del prodotto all’azienda, mentre i prodotti B2C devono inoltre passare attraverso un grossista o un rivenditore. [2]
  • Natura dell’acquisto: l’acquisto B2B è un processo formale svolto da acquirenti e venditori professionisti, mentre l’acquisto B2C è informale. [2]
  • Influenze sull’acquisto: l’acquisto B2B è influenzato da più persone in vari reparti come il controllo qualità, la contabilità e la logistica, mentre il marketing B2C è influenzato solo dalla persona che effettua l’acquisto e forse da pochi altri. [2]
  • Negoziazioni: nel marketing B2B, la negoziazione per prezzi più bassi o vantaggi aggiuntivi è comunemente accettata mentre nel marketing B2C (in particolare nelle culture occidentali) i prezzi sono fissi. [2]
  • Reciprocità: le aziende tendono ad acquistare dalle aziende a cui vendono. Ad esempio, è più probabile che un’azienda che vende inchiostro per stampanti acquisti sedie da ufficio da un fornitore che acquista l’inchiostro per stampanti dell’azienda. Nel marketing B2C, ciò non si verifica perché i consumatori non vendono anche prodotti. [2]
  • Leasing: le aziende tendono a noleggiare articoli costosi mentre i consumatori tendono a risparmiare per acquistare articoli costosi. [2]
  • Metodi promozionali: nel marketing B2B, il metodo promozionale più comune è la vendita personale. Il marketing B2C utilizza principalmente la promozione delle vendite, le pubbliche relazioni, la pubblicità e i social media. [2]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Orientamenti alla gestione del marketing

Articolo principale: Storia del marketing § Orientamenti o filosofie che informano la pratica del marketing  

Un orientamento al marketing è stato definito come una “filosofia di gestione aziendale”. [3] o “stato d’animo aziendale” [33] o come “cultura[al] organizzativa” [34] Sebbene gli studiosi continuino a dibattere sulla natura precisa di concetti specifici che informano la pratica del marketing, gli orientamenti più comunemente citati sono come segue: [35]

  • Concetto di prodotto: interessato principalmente alla qualità del suo prodotto. È stato in gran parte soppiantato dall’orientamento al marketing, ad eccezione dell’alta moda e del marketing artistico. [36] [37]
  • Concetto di produzione: è specializzato nella produzione il più possibile di un determinato prodotto o servizio al fine di realizzare economie di scala o economie di scopo . Ha dominato la pratica del marketing dal 1860 al 1930, ma è ancora presente in alcune aziende o industrie. Nello specifico, Kotler e Armstrong fanno notare che la filosofia di produzione è “una delle filosofie più antiche che guida i venditori… [e] è ancora utile in alcune situazioni”. [38]
  • Concetto di vendita: si concentra sulla vendita/promozione dei prodotti esistenti dell’azienda, piuttosto che sullo sviluppo di nuovi prodotti per soddisfare bisogni o desideri non soddisfatti principalmente attraverso tecniche di promozione e vendita diretta, [39] in gran parte per “beni non ricercati” [40] nelle aziende industriali. [41] Una meta analisi del 2011 [42] ha rilevato che i fattori con il maggiore impatto sulle prestazioni di vendita sono le conoscenze relative alle vendite di un venditore (segmenti di mercato, capacità di presentazione, risoluzione dei conflitti e prodotti), grado di adattamento, chiarezza del ruolo, attitudine cognitiva , motivazione e interesse per un ruolo di vendita).
  • Concetto di marketing: questo è il concetto più comune utilizzato nel marketing contemporaneo ed è un approccio incentrato sul cliente basato su prodotti che soddisfano i nuovi gusti dei consumatori. Queste aziende si impegnano in approfondite ricerche di mercato , utilizzano la ricerca e lo sviluppo (ricerca e sviluppo) e quindi utilizzano tecniche di promozione. [43] [44] L’orientamento al marketing include:
    • Orientamento al cliente : un’impresa nell’economia di mercato può sopravvivere producendo beni che le persone sono disposte e in grado di acquistare. Di conseguenza, accertare la domanda dei consumatori è vitale per la redditività futura di un’impresa e persino per l’esistenza come un’impresa in funzionamento .
    • Orientamento organizzativo : il dipartimento di marketing è di primaria importanza all’interno del livello funzionale di un’organizzazione. Le informazioni del reparto marketing vengono utilizzate per guidare le azioni degli altri reparti di un’azienda. Un dipartimento di marketing potrebbe accertare (tramite ricerche di mercato) che i consumatori desiderassero un nuovo tipo di prodotto o un nuovo utilizzo per un prodotto esistente. Con questo in mente, il dipartimento marketing dovrebbe informare il dipartimento di ricerca e sviluppo per creare un prototipo di un prodotto/servizio basato sui nuovi desideri dei consumatori. Il reparto di produzione inizierebbe quindi a fabbricare il prodotto. Il dipartimento finanziario può opporsi alle spese in conto capitale richieste poiché potrebbe compromettere un sano flusso di cassa per l’organizzazione.
  • Concetto di marketing sociale: la responsabilità sociale che va oltre la soddisfazione dei clienti e l’offerta di un valore superiore abbraccia le parti interessate della società come dipendenti, clienti e comunità locali. Le aziende che adottano questa prospettiva in genere praticano la rendicontazione a tripla linea di fondo e pubblicano report sull’impatto finanziario, sociale e ambientale. Il marketing sostenibile o green marketing è un’estensione del marketing sociale. [45]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Il marketing mix

Articolo principale: Marketing mix

Un marketing mix è uno strumento fondamentale utilizzato per guidare il processo decisionale nel marketing. Il marketing mix rappresenta gli strumenti di base che i marketer possono utilizzare per portare i loro prodotti o servizi sul mercato. Sono le fondamenta del marketing manageriale e il piano di marketing in genere dedica una sezione al marketing mix.

Le 4P

Il marketing mix tradizionale si riferisce a quattro ampi livelli di decisione di marketing, vale a dire: prodotto , prezzo , promozione e luogo . [4] [46]

Schema

Prodotto

Gli aspetti del prodotto del marketing riguardano le specifiche dei beni o servizi effettivi e il modo in cui si relaziona ai bisogni e ai desideri dell’utente finale . L’elemento del prodotto consiste nella progettazione del prodotto, nell’innovazione di nuovi prodotti, nel marchio, nell’imballaggio, nell’etichettatura. L’ambito di un prodotto generalmente include elementi di supporto come garanzie, garanzie e supporto. Il branding , un aspetto chiave della gestione del prodotto, si riferisce ai vari metodi di comunicazione di un’identità di marca per il prodotto, il marchio o l’azienda. [47]

Prezzi

Questo si riferisce al processo di impostazione di un prezzo per un prodotto, inclusi gli sconti. Il prezzo non deve essere monetario; può essere semplicemente ciò che viene scambiato con il prodotto oi servizi, ad esempio tempo, energia o attenzione o qualsiasi sacrificio che i consumatori fanno per acquisire un prodotto o un servizio. Il prezzo è il costo che un consumatore paga per un prodotto, monetario o meno. I metodi per fissare i prezzi sono nel dominio della scienza dei prezzi . [48]

Luogo (o distribuzione )

Questo si riferisce a come il prodotto arriva al cliente; i canali di distribuzione e gli intermediari come grossisti e dettaglianti che consentono ai clienti di accedere a prodotti o servizi in modo conveniente. Questa terza P è stata talvolta chiamata anche Place o Placement , riferendosi al canale attraverso il quale un prodotto o servizio viene venduto (es. online vs. retail), quale regione geografica o settore, a quale segmento (giovani adulti, famiglie, uomini d’affari) , ecc. riferendosi anche a come l’ambiente in cui il prodotto viene venduto può influenzare le vendite. [48]

Promozione

Ciò include tutti gli aspetti delle comunicazioni di marketing: pubblicità , promozione delle vendite , compresa l’ educazione promozionale , pubbliche relazioni , vendita personale , posizionamento di prodotti , intrattenimento di marca , marketing di eventi, fiere ed esposizioni . Questa quarta P è focalizzata sulla fornitura di un messaggio per ottenere una risposta dai consumatori. Il messaggio è progettato per persuadere o raccontare una storia per creare consapevolezza. [48]

critiche

Uno dei limiti dell’approccio delle 4P è la sua enfasi su una visione dall’interno verso l’esterno. [49] Un approccio inside-out è l’approccio di pianificazione tradizionale in cui l’organizzazione identifica i propri scopi e obiettivi desiderati, che sono spesso basati su ciò che è sempre stato fatto. Il compito del marketing diventa quindi quello di “vendere” i prodotti ei messaggi dell’organizzazione agli stakeholder “esterni” o esterni. [47] Al contrario, un approccio outside-in cerca innanzitutto di comprendere i bisogni e i desideri del consumatore. [50]

Dal punto di vista del modellismo, le 4 P hanno attirato una serie di critiche. I modelli ben progettati dovrebbero presentare categorie chiaramente definite che si escludono a vicenda, senza sovrapposizioni. Tuttavia, il modello delle 4 P presenta ampi problemi di sovrapposizione. Diversi autori sottolineano la natura ibrida della quarta P, accennando alla presenza di due importanti dimensioni, “comunicazione” (comunicazioni generali e informative come pubbliche relazioni e comunicazioni aziendali) e “promozione” (comunicazioni persuasive come pubblicità e vendita diretta). Alcune attività di marketing, come la vendita personale, possono essere classificate come promozione o come parte dell’elemento del luogo (ad esempio, distribuzione). [51] Alcune tattiche di determinazione dei prezzi, come i prezzi promozionali, possono essere classificate come variabili di prezzo o variabili promozionali e, pertanto, presentano anche alcune sovrapposizioni.

Altre critiche importanti includono che il marketing mix manca di un quadro strategico ed è, quindi, inadatto ad essere uno strumento di pianificazione, in particolare quando incontrollabili, gli elementi esterni sono un aspetto importante dell’ambiente di marketing. [52]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Modifiche ed estensioni

Per superare le carenze del modello 4P, alcuni autori hanno suggerito estensioni o modifiche al modello originale. Le estensioni delle quattro P sono spesso incluse in casi come il marketing dei servizi in cui caratteristiche uniche (cioè intangibilità, deperibilità, eterogeneità e inseparabilità di produzione e consumo) giustificano fattori di considerazione aggiuntivi. Altre estensioni sono state ritenute necessarie per il marketing al dettaglio, il marketing industriale e il marketing su Internet

includono “persone”, “processi” e “prove fisiche” e sono spesso applicati nel caso del marketing dei servizi [53] Altre estensioni sono state ritenute necessarie nel marketing al dettaglio, nel marketing industriale e nel marketing su Internet.

  • Fisico: l’ambiente in cui si trovano i clienti quando vengono commercializzati
  • Personale: personale di servizio e altri clienti con cui i clienti interagiscono. Queste persone fanno parte dell’esperienza complessiva del servizio.
  • Processo: il modo in cui vengono gestiti gli ordini, i clienti sono soddisfatti e il servizio viene erogato [54]
  • Prove fisiche: gli esempi tangibili di marketing che il cliente ha incontrato prima di acquistare il prodotto pubblicizzato
  • Produttività: la capacità di fornire ai consumatori un prodotto di qualità utilizzando il minor numero di risorse possibile [55]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Le 4C

In risposta ai cambiamenti ambientali e tecnologici nel marketing, nonché alle critiche all’approccio delle 4P, le 4C sono emerse come un moderno modello di marketing mix.

Consumatore (o Cliente)

Il consumatore si riferisce alla persona o al gruppo che acquisterà il prodotto. Questo aspetto del modello si concentra sul soddisfare i desideri o le esigenze del consumatore. [5]

Costo

Il costo si riferisce a ciò che viene scambiato in cambio del prodotto. Il costo è costituito principalmente dal valore monetario del prodotto. Il costo si riferisce anche a qualsiasi altra cosa che il consumatore deve sacrificare per ottenere il prodotto, come il tempo o il denaro spesi per il trasporto per acquistare il prodotto. [5]

Convenienza

Come “Place” nel modello 4Ps, la convenienza si riferisce a dove verrà venduto il prodotto. Questo, però, non si riferisce solo ai negozi fisici ma anche se il prodotto è disponibile di persona oppure online. L’aspetto della convenienza enfatizza il rendere il più facile possibile per il consumatore ottenere il prodotto, aumentando così la probabilità di farlo. [5]

Comunicazione

Come “Promozione” nel modello delle 4P, la comunicazione si riferisce al modo in cui i consumatori vengono a conoscenza di un prodotto. A differenza della promozione, la comunicazione non si riferisce solo alla comunicazione unidirezionale della pubblicità, ma anche alla comunicazione bidirezionale disponibile attraverso i social media. [5]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Ambiente

Articolo principale: contesto di mercato

Il termine “ambiente di marketing” si riferisce a tutti i fattori (interni, esterni, diretti o indiretti) che influenzano le decisioni/pianificazioni di marketing di un’azienda. L’ambiente di marketing di un’azienda è costituito da tre aree principali, che sono:

  • Il macroambiente ( Macromarketing ), sul quale un’impresa detiene uno scarso controllo, è costituito da una varietà di fattori esterni che si manifestano su larga (o macro) scala. Questi includono: fattori economici, sociali, politici e tecnologici. Un metodo comune per valutare il macroambiente di un’impresa è tramite un’analisi PESTLE (politica, economica, sociale, tecnologica, giuridica, ecologica). All’interno di un’analisi PESTLE , un’azienda analizzerebbe le questioni politiche nazionali, la cultura e il clima, le condizioni macroeconomiche chiave , la salute e gli indicatori (come la crescita economica, l’ inflazione , la disoccupazione , ecc.), le tendenze /atteggiamenti sociali e la natura dell’impatto della tecnologia su la sua società e i processi aziendali all’interno della società. [6]
  • Il microambiente, sul quale un’impresa detiene un maggior controllo (anche se non necessariamente totale), include tipicamente: Clienti/ consumatori , Dipendenti , Fornitori e Media . Contrariamente al macroambiente, un’organizzazione detiene un grado di controllo maggiore (sebbene non completo) su questi fattori. [6]
  • L’ambiente interno, che include i fattori interni all’azienda stessa [6] L’ambiente interno di un’azienda consiste

di: Manodopera, Inventario, Politica aziendale, Logistica, Budget e Capitale. [6]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Ricerca

Articolo principale: ricerche di mercato

La ricerca di marketing è un processo sistematico di analisi dei dati che implica la conduzione di ricerche per supportare le attività di marketing e l’interpretazione statistica dei dati in informazioni. Queste informazioni vengono quindi utilizzate dai manager per pianificare attività di marketing, valutare la natura dell’ambiente di marketing di un’azienda e ottenere informazioni dai fornitori. Una distinzione deve essere fatta tra il marketing di ricerca e di mercato della ricerca. La ricerca di mercato implica la raccolta di informazioni su un particolare mercato di riferimento. Ad esempio, un’impresa può condurre una ricerca in un mercato di riferimento, dopo aver selezionato un segmento di mercato adatto. Al contrario, la ricerca di marketing si riferisce a tutte le ricerche condotte nell’ambito del marketing. Le ricerche di mercato sono un sottoinsieme delle ricerche di mercato . [7] (Evitando la parola consumatore, che compare in entrambi, [56] la ricerca di mercato riguarda la distribuzione, mentre la ricerca di mercato comprende la distribuzione, l’efficacia della pubblicità e l’efficacia della forza vendita). [57]

I ricercatori di marketing utilizzano metodi statistici (come ad esempio la ricerca quantitativa , ricerca qualitativa , test di ipotesi , test chi-quadrato , regressione lineare , i coefficienti di correlazione , distribuzioni di frequenza , di Poisson e distribuzione binomiale , etc.) per interpretare i loro risultati e dati si trasformano in informazioni. [58]

Le fasi della ricerca comprendono:

  • Definisci il problema
  • Pianifica la ricerca
  • Ricerca
  • Interpretare i dati
  • Implementare i risultati [8]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Segmentazione

Articolo principale: Segmentazione del mercato

La segmentazione del mercato consiste nel prendere l’intero mercato eterogeneo di un prodotto e suddividerlo in più sottomercati o segmenti, ciascuno dei quali tende ad essere omogeneo in tutti gli aspetti significativi. [9] Il processo è condotto per due scopi principali: una migliore allocazione delle risorse limitate di un’impresa e servire meglio i gusti più diversificati dei consumatori contemporanei. Un’impresa possiede solo una certa quantità di risorse. Quindi, deve fare delle scelte (e valutare i relativi costi) nel servire gruppi specifici di consumatori. Inoltre, con una maggiore diversità nei gusti dei consumatori moderni, le aziende stanno notando il vantaggio di servire una molteplicità di nuovi mercati.

La segmentazione del mercato può essere definita in termini di acronimo STP, che significa Segmento, Target e Posizione.

La segmentazione comporta la prima suddivisione dei consumatori in persone con bisogni/desideri/gusti simili. I criteri comunemente usati includono:

  • Geografico (come un paese, una regione, una città, un paese)
  • Psicografico (es. tratti della personalità o tratti dello stile di vita che influenzano il comportamento del consumatore)
  • Demografico (es. età, sesso, classe socio-economica, istruzione)
  • Genere
  • Reddito
  • Ciclo di vita (es. Baby Boomer, Generazione X, Millennial, Generazione Z)
  • Stile di vita (es. esperto di tecnologia, attivo)
  • Comportamentale (ad es. fedeltà alla marca, tasso di utilizzo) [59]

Una volta identificato un segmento a cui rivolgersi, un’azienda deve accertare se il segmento è vantaggioso per il servizio. L’ acronimo DAMP viene utilizzato come criterio per misurare la redditività di un mercato di riferimento. Gli elementi di DAMP sono:

  • Discernibile : come un segmento può essere differenziato da altri segmenti.
  • Accessibile : come è possibile accedere a un segmento tramite comunicazioni di marketing prodotte da un’azienda
  • Misurabile : è possibile quantificare il segmento e determinarne le dimensioni?
  • Redditizio : è possibile ottenere un sufficiente ritorno sull’investimento dal servizio di un segmento?

Il passo successivo nel processo di targeting è il livello di differenziazione coinvolto in un servizio di segmento. Esistono tre modalità di differenziazione comunemente applicate dalle imprese. Questi sono:

  • Indifferenziato – dove un’azienda produce un prodotto simile per tutto un segmento di mercato
  • Differenziato – in cui un’azienda ha prodotto lievi modifiche di un prodotto all’interno di un segmento
  • Nicchia – in cui un’organizzazione forgia un prodotto per soddisfare un mercato target specializzato

Il posizionamento riguarda come posizionare un prodotto nella mente dei consumatori e informare quali attributi lo differenziano dai prodotti della concorrenza. Un’impresa spesso esegue ciò producendo una mappa percettiva, che denota prodotti simili realizzati nello stesso settore in base a come i consumatori percepiscono il loro prezzo e la loro qualità. Dal posizionamento di un prodotto sulla mappa, un’azienda adatterebbe le sue comunicazioni di marketing per fondersi con la percezione del prodotto tra i consumatori e la sua posizione tra l’offerta dei concorrenti. [60]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Mix promozionale

Vedi anche: Comunicazione di marketing integrata e Mix promozionale

Il mix promozionale delinea come un’azienda commercializzerà il suo prodotto. Si compone di cinque strumenti: vendita personale, promozione delle vendite, pubbliche relazioni, pubblicità e social media

  • La vendita personale comporta una presentazione data da un venditore a un individuo oa un gruppo di potenziali clienti. Consente la comunicazione bidirezionale e la creazione di relazioni ed è più comunemente visto nel marketing business-to-business, ma può anche essere trovato nel marketing business-to-consumer (ad esempio: vendita di auto presso una concessionaria). [2]
  • La promozione delle vendite comporta incentivi a breve termine per incoraggiare l’acquisto di prodotti. Esempi di questi incentivi includono campioni gratuiti, concorsi, premi, fiere, omaggi, coupon, lotterie e giochi. A seconda dell’incentivo, uno o più degli altri elementi del mix promozionale possono essere utilizzati insieme alla promozione delle vendite per informare i clienti degli incentivi. [2]
  • Le relazioni pubbliche sono l’uso di strumenti multimediali per promuovere e monitorare una visione positiva di un’azienda o di un prodotto agli occhi del pubblico. L’obiettivo è sostenere un’opinione positiva o diminuire o modificare un’opinione negativa. Può includere interviste, discorsi/presentazioni, letteratura aziendale, social media, comunicati stampa ed eventi speciali. [2]
  • La pubblicità si verifica quando un’impresa paga direttamente un canale mediatico, direttamente tramite un’agenzia interna [61] o tramite un’agenzia pubblicitaria o un servizio di acquisto di media, per pubblicizzare il proprio prodotto, servizio o messaggio. Esempi comuni di mezzi pubblicitari includono:
  • tv
  • Radio
  • riviste
  • in linea
  • cartelloni
  • Sponsorizzazione di eventi
  • Posta diretta
  • Annunci di trasporto pubblico [2]

• I social media sono utilizzati per facilitare la comunicazione bidirezionale tra le aziende ei loro clienti. Punti vendita come Facebook , Twitter , Tumblr , Pinterest , Snapchat e YouTube consentono ai marchi di avviare una conversazione con clienti abituali e potenziali. Il marketing virale può essere notevolmente facilitato dai social media e, in caso di successo, consente ai messaggi e ai contenuti di marketing chiave di raggiungere un gran numero di destinatari in un breve lasso di tempo. Queste piattaforme possono anche ospitare contenuti pubblicitari e di pubbliche relazioni. [2]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Il piano di marketing

Articolo principale: Piano di marketing

L’area della pianificazione del marketing implica la creazione di un piano per le attività di marketing di un’azienda. Un piano di marketing può anche riguardare un prodotto specifico, nonché la strategia di marketing complessiva di un’organizzazione. Il processo di pianificazione del marketing di un’organizzazione deriva dalla sua strategia aziendale complessiva. Pertanto, quando il top management sta elaborando la direzione/missione strategica dell’azienda, le attività di marketing previste sono incorporate in questo piano. Il Piano di marketing può contenere anche specifiche azioni di web marketing integrate con il piano di marketing.

Schema del piano di marketing

All’interno del piano di marketing strategico generale, le fasi del processo sono elencate come segue:

  • Sintesi
  • Situazione commerciale attuale
  • Analisi di minacce e opportunità
  • Obiettivi e problemi
  • Strategia di marketing
  • Programmi d’azione
  • Budget
  • Controllo

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Livelli di obiettivi di marketing all’interno di un’organizzazione

Come affermato in precedenza, il senior management di un’azienda formulerebbe una strategia aziendale generale per un’azienda. Tuttavia, questa strategia aziendale generale verrebbe interpretata e implementata in diversi contesti all’interno dell’azienda.

A livello aziendale, gli obiettivi di marketing sono tipicamente di natura ampia e riguardano la visione generale dell’impresa nel breve, medio o lungo termine. Ad esempio, se si immagina un gruppo di società (o un conglomerato ), il top management può affermare che le vendite del gruppo dovrebbero aumentare del 25% in un periodo di dieci anni.

Un’unità di business strategica (SBU) è una filiale all’interno di un’azienda che partecipa a un determinato mercato/industria. La SBU abbraccerebbe la strategia aziendale e la sintonizzerebbe con il proprio settore specifico. Ad esempio, una SBU può partecipare al settore degli articoli sportivi. In tal modo verrebbe accertato come raggiungere ulteriori vendite di articoli sportivi, al fine di soddisfare la strategia aziendale complessiva.

Il livello funzionale si riferisce ai dipartimenti all’interno delle SBU, come marketing, finanza, risorse umane, produzione, ecc. Il livello funzionale adotterebbe la strategia della SBU e determinerebbe come realizzare gli obiettivi della SBU nel suo mercato. Per riprendere l’esempio dell’industria degli articoli sportivi, il dipartimento marketing elaborerebbe piani di marketing, strategie e comunicazioni per aiutare la SBU a raggiungere i suoi obiettivi di marketing.

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Ciclo di vita del prodotto

Il ciclo di vita del prodotto (PLC) è uno strumento utilizzato dai responsabili marketing per misurare lo stato di avanzamento di un prodotto, in particolare in relazione alle vendite o ai ricavi maturati nel tempo. Il PLC si basa su alcuni presupposti chiave, tra cui:

  • Un dato prodotto dovrebbe possedere fasi di introduzione, crescita, maturità e declino
  • Nessun prodotto dura per sempre sul mercato
  • Un’azienda deve adottare strategie diverse, a seconda di dove si trova un prodotto nel PLC

Nella fase di introduzione , un prodotto viene lanciato sul mercato. Per stimolare la crescita delle vendite/fatturato, l’utilizzo della pubblicità può essere elevato, al fine di aumentare la notorietà del prodotto in questione.

Durante la fase di crescita , le vendite/i ricavi del prodotto sono in aumento, il che può stimolare più comunicazioni di marketing per sostenere le vendite. Più operatori entrano nel mercato, per raccogliere gli apparenti alti profitti che l’industria sta producendo.

Quando il prodotto raggiunge la maturità , inizia a stabilizzarsi e un numero crescente di entranti in un mercato il prezzo del prodotto diminuisce. Le aziende possono utilizzare le promozioni delle vendite per aumentare le vendite.

Durante il declino , la domanda di un bene inizia a diminuire e l’azienda può scegliere di interrompere la produzione del prodotto. Questo è vero, se le entrate per il prodotto derivano da risparmi di efficienza nella produzione, rispetto alle vendite effettive di un bene/servizio. Tuttavia, se un prodotto serve un mercato di nicchia o è complementare a un altro prodotto, può continuare la fabbricazione del prodotto, nonostante un basso livello di vendite/ricavi maturati. [2]

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Guarda anche

Articolo principale: Schema di marketing

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Tipi di marketing

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Orientamenti o filosofie di marketing

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Riferimenti

  1. Drucker, Peter (1954). La pratica della gestione. New York: Harper & Row . P. 32.
  2. Salta fino a: w Agnello, Charles; Capelli, Giuseppe; McDaniel, Carl (2016). Princìpi di Marketing. Boston, MA: Cengage Learning. ISBN 978-1-285-86014-5 .
  3. Salta a: b Mc Namara (1972) citato in Deshpande, R., Developing a Market Orientation , Thousand Oaks, CA, Sage, 1999, p. 11
  4. Salta a: b McCarthy, Jerome E. (1964). Marketing di base. Un approccio manageriale. Homewood, IL: Irwin.
  5. Salta a: e Hester, Bretagna (9 aprile 2019). “Strategia di marketing: dimentica le 4 P! Cosa sono le 4 C?” . Comunicazione interna CATMEDIA. Estratto l’ 8 novembre 2019.
  6. Salta a: “Cos’è l’ambiente di marketing? definizione e significato – gerghi aziendali” . Gerghi aziendali. 25 agosto 2015. Estratto l’ 8 novembre 2017.
  7. Salta a: b Ricerche di mercato è un sottoinsieme di Ricerche di mercato “Differenza tra ricerche di mercato e ricerche di mercato” . 24 settembre 2019. La ricerca di mercato è un sottoinsieme della ricerca di marketing
  8. Salta a: “Il processo di ricerca di marketing | Principi di marketing” . corsi.lumenlearning.com. Estratto il 15 novembre 2019.
  9. Salta a: b Stanton, William J (1984). Fondamenti di marketing. McGraw-Hill.
  10. ^ Julie Bosman (10 marzo 2006). “Per il tabacco, lo stealth marketing è la norma” . Il New York Times .
  11. ^ Hunt, Shelby D. (luglio 1976). “La natura e la portata del marketing”. Giornale di marketing . 40 (3): 17-28. doi : 10.2307/1249990 . JSTOR 1249990 .
  12. ^ Bagozzi, Richard P. (ottobre 1975). “Marketing come scambio”. Giornale di marketing. 39 (4): 32-39. doi : 10.2307/1250593 . JSTOR 1250593 .
  13. Salta a: b American Marketing Association, Definitions of Marketing , approvato 2017, accesso 24 gennaio 2021
  14. ^ Pomering, A., Noble, G. e Johnson, L., “A Sustainability Roadmap for Contemporary Marketing Education: Thinking Beyond the 4Ps” , 2008, accesso 25 gennaio 2021
  15. ^ Jenny Darroch, Morgan P. Miles, Andrew Jardine e Ernest F. Cooke, The 2004 AMA Definition of Marketing and its Relationship to a Market Orientation: An Extension of Cooke, Rayburn, & Abercrombie , Journal of Marketing Theory and Practice, Fall, 2004, vol. 12, n. 4 (autunno 2004), pp. 29-38, consultato il 25 gennaio 2021
  16. ^ Kotler, Filippo (1980). Princìpi di Marketing. Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall. ISBN 0-13-701557-7 . OCLC 5564799 .
  17. ^ Kotler, Filippo; Gary Armstrong (2018). Principi di marketing (diciassettesima ed.). Hoboken. ISBN 978-0-13-449251-3 . OCLC 954203453 .
  18. ^ Paul H. Selden (1997). Ingegneria del processo di vendita: un laboratorio personale. Milwaukee, WI: stampa di qualità ASQ. P. 23.
  19. ^ Paliwoda, Stanley J.; Ryan, John K. (2008). “Ritorno ai primi principi” . Marketing internazionale – Carte moderne e classiche (1a ed.). P. 25. ISBN 978-1-84376-649-0 . Estratto il 15 ottobre 2009.
  20. “Risorse delle biblioteche di marketing: contenuti, banche dati della conoscenza” . CIM. Estratto il 16 marzo 2017.
  21. ^ Subin, Im (2004). Orientamento al mercato, creatività e prestazioni di nuovi prodotti nelle aziende ad alta tecnologia. Giornale di marketing. pp. 114-132.
  22. ^ Zhou, Julie. “La scienza del marketing” . Forbes. Estratto il 16 giugno 2017.
  23. “10 passaggi per creare un piano di marketing per la tua piccola impresa” . manichini. Estratto il 27 settembre 2017.
  24. ^ NetMBA.com. “Concetto di marketing” . www.netmba.com. Estratto l’ 8 novembre 2017.
  25. ^ Settimane, Richard; Marx, William (autunno 1968). “Il concetto di mercato: problemi e promesse”. Affari e società. 9 : 39-42. doi : 10.1177/000765036800900106 . S2CID 154456073 .
  26. Salta a: b L’ Aia, Paul N.; L’Aia, Nicola; Morgan, Carol-Ann (2013). Ricerche di mercato in pratica: come ottenere maggiori informazioni dal tuo mercato. Londra: Kogan-Page. pp. 19-20.
  27. ^ Smith, WR (luglio 1956). “Differenziazione del prodotto e segmentazione del mercato come strategie di marketing alternative” (PDF) . Giornale di marketing. 21 (1): 3-8. doi : 10.1177/002224295602100102 . S2CID 49060196 . Archiviato dall’originale (PDF) il 20 febbraio 2019.
  28. Salta su^ “What Comes Next? Survey Analysis and Segmentation” , Scopri il futuro della ricerca, Wiley, 12 gennaio 2017
  29. ^ Ahmad, Rizal (maggio 2003). “Segmentazione dei benefici” . Giornale internazionale di ricerche di mercato. 45 (3): 1–13. doi : 10.1177/147078530304500302 . ISSN 1470-7853 . S2CID 220319720 .
  30. ^ du Plessis, DF Introduzione alle pubbliche relazioni e alla pubblicità. P. 134.
  31. ^ Redattore quotidiano di notizie di affari, Exp. “Cos’è il B2C?” . Notizie economiche quotidiane. Estratto il 16 aprile 2020.
  32. ^ Tarver, Evan. “Cliente a Cliente – C2C” . Investopedia. Estratto il 16 aprile 2020.
  33. ^ Kohli, AK e Jaworski, BJ, “Orientamento al mercato: il costrutto, proposte di ricerca e implicazioni manageriali”, Journal of Marketing, vol. 54, aprile 1990, pp. 1-18
  34. ^ Narver, JC; Slater, SF (1990). “L’effetto di un orientamento al mercato sulla redditività delle imprese”. Giornale di marketing. 54 (4): 20–34. doi : 10.2307/1251757 . JSTOR 1251757 .
  35. ^ Hollander, SC; Jones, DGB; Dix, L. (2005). “Periodizzazione nella storia del marketing”. Giornale di Macromarketing. 25 (1): 33-39. doi : 10.1177/0276146705274982 . S2CID 9997002 .
  36. ^ Fillis, Ian (2006). “Art for Art’s Sake o Art for Business Sake: un’esplorazione dell’orientamento artistico del prodotto”. La revisione del mercato. 6 : 29–40. doi : 10.1362/146934706776861573 .
  37. ^ Sheth, J., Sisodia, RS e Sharma, A., “Gli antecedenti e le conseguenze del marketing incentrato sul cliente”, Journal of the Academy of Marketing Science, vol. 28, n. 1, 2000, pag. 55
  38. ^ Kotler, P., Armstrong, G., Principles of Marketing , dodicesima edizione, Upper Saddle River: Pearson Education, 2008, p. 28
  39. ^ Kotler, Filippo (1980). Princìpi di Marketing. Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall Inc.
  40. ^ Kotler, P., Armstrong, G., Principles of Marketing , dodicesima edizione, Upper Saddle River: Pearson Education, 2008, p. 29
  41. ^ Avlonitis, GJ e Gounaris, SP, “Orientamento al marketing e prestazioni aziendali: aziende industriali e di beni di consumo” , Gestione del marketing industriale, vol. 26, 1997, pp. 385-402
  42. ^ Verbeke, Willem; Dietz, Bart; Verwaal, Ernst (2010). “Driver della performance di vendita: una meta-analisi contemporanea. I venditori sono diventati mediatori di conoscenza?” (PDF) . Giornale dell’Accademia di Scienze del Marketing. 39 (3): 407–28. doi : 10.1007/s11747-010-0211-8 . S2CID 53687035 .
  43. ^ McGee, LW e Spiro, RL, “Il concetto di marketing in prospettiva”, Business Horizons, maggio-giugno 1988, pp. 40-45
  44. ^ Hooley, G., Fahy, J., Beracs, J., Fonfara, K. e Snoj, B., “Orientamento al mercato nelle economie di transizione dell’Europa centrale: test delle scale di orientamento al mercato di Narver e Slater”, Journal of Ricerca aziendale, vol. 50, 2000, pp. 273-85. Si noti che la scala più ampiamente applicata è quella sviluppata da Narver e Slater in Narver, JC e Slater, SF, “The Effect of Marketing Orientation on Business Profitability”, Journal of Marketing, Vo. 54, 1990, pp. 20-35
  45. ^ , Blackwell Reference, Kotler, P., “Cosa significa il consumismo per gli esperti di marketing” , Harvard Business Review , vol. 50, nr. 3, 1972, pp. 48-57; Wilkie, WL e Moore, ES, “Macromarketing come pilastro del pensiero di marketing”, Journal of Macromarketing, vol. 26 n. 2, dicembre 2006, pp. 224-32 doi : 10.1177/0276146706291067 ; Wilkie, WL e Moore, ES, “Ricerca accademica nel marketing: esplorare le “4 epoche” dello sviluppo del pensiero”, Journal of Public Policy and Marketing, vol. 22, n. 2, 2003, pp. 116-46
  46. ^ Gronroos, Christian. “Dal marketing mix al marketing relazionale: verso un cambiamento di paradigma nel marketing” , Decisione di gestione, vol. 32, nr. 2, 1994, pp. 4-20.
  47. Salta a: b Kerr, F., Patti, C. e Ichul, K., “Un approccio inside-out alle comunicazioni di marketing integrate: una prospettiva internazionale “, International Journal of Advertising, vol. 27, n. 4, 2008, pp. 531–40
  48. Salta a: c Borden, N., “The Concept of the Marketing Mix”, Journal of Advertising Research, giugno 1964, pp. 2-7; van Waterschoot, W. e van den Bulte, C., “The 4P Classification of the Marketing Mix Revisited”, Journal of Marketing, vol. 56, n. 4, 1992, pp. 83-93
  49. ^ Gareth, Morgan (1988). Cavalcando le onde del cambiamento . Jossey-Bass. ISBN 978-1555420932 .
  50. ^ Porcu, L., del Barrio-Garcia, S., e Kitchen, PJ, “Come funziona la comunicazione di marketing integrata (IMC)? Una revisione teorica e un’analisi dei suoi principali driver ed effetti/ Cómo funciona la Comunicación Integrada de Marketing (CIM)? Una revisión teórica y un análisis de sus antecedents Efectos,” Comunicación y Sociedad, vol. XXV, Num. 1, 2012, pp. 313–48
  51. ^ van Waterschoot, W.; van den Bulte, C. (1992). “La classificazione 4P del marketing mix rivisitata”. Giornale di marketing. 56 (4): 83-93. doi : 10.2307/1251988 . JSTOR 1251988 .
  52. ^ Constantinides, E., “The Marketing Mix Revisited: Towards the 21st Century Marketing”, Journal of Marketing Management, Vo. 22, 2006, pp. 407-38
  53. ^ Fisk, RP, Brown, W. e Bitner, MJ, “Tracciamento dell’evoluzione della letteratura sul marketing dei servizi”, Journal of Retailing , vol. 41 (aprile), 1993; Booms, B. e Bitner, MJ “Strategie di marketing e strutture organizzative per aziende di servizi” in James H. Donnelly e William R. George (a cura di), Marketing of Services , Chicago: American Marketing Association, 47-51; Rafiq, M. e Ahmed, PK “Utilizzare le 7P come mix di marketing generico: un’indagine esplorativa sugli accademici di marketing nel Regno Unito e in Europa”, Marketing Intelligence & Planning , vol. 13, nr. 9, pp. 4–15
  54. ^ tutor2u (1 novembre 2019). “Marketing Mix esteso (7P)” . tutore2u. Estratto l’ 8 novembre 2019.
  55. “Marketing Mix – 4 P o 8 P?” . www.business-achievers.com. Estratto l’ 8 novembre 2019.
  56. ^ I dati del censimento degli Stati Uniti sono sia per ricerche di mercato che per ricerche di mercato: “Elenco prodotti NAPCS per NAICS 54191: Ricerche di mercato” (PDF) . servizi di raccolta dati per ricerche di mercato e sondaggi di opinione pubblica, con metodi diversi da … servizi di raccolta dati forniti come parte di un pacchetto di servizi di ricerche di mercato che include
  57. “Differenza tra ricerche di mercato e ricerche di mercato” . 9 gennaio 2018.
  58. “4 principi del marketing come scienza” . Terra del motore di ricerca. 18 aprile 2013. Estratto il 16 giugno 2017.
  59. ^ Moore, Carlo; Pareek, Niketh (2010). Marketing: le basi. New York, NY: Routledge. pp. 38-65. ISBN 978-0-415-77899-2 .
  60. ^ Moutinho, Luiz (2000). Gestione strategica nel turismo . New York, NY: CABI Publishing. pp. 121 -166. ISBN 9780851992822 .
  61. ^ Tiffany Hsu (28 ottobre 2019). “L’industria della pubblicità ha un problema: le persone odiano gli annunci” . Il New York Times .

Migliore Consulente di Marketing in Italia – Bibliografia

Migliore Consulente di Marketing in Italia – link esterno

  •  La definizione del dizionario di marketing su Wikizionario
  •  Citazioni relative al marketing su Wikiquote
  •  Marketing su Wikibooks

Migliore Consulente di Marketing in Italia – parole fondamentali dell’articolo

  • Migliore Consulente di Marketing B2B n Italia
  • Migliore Consulente di Marketing in Italia
  • Migliore consulente in comunicazione aziendale
  • Migliore consulente in comunicazione aziendale B2B
  • Migliore consulente in comunicazione d’impresa in Italia
  • Migliore consulente in comunicazione aziendale in Italia
  • Migliore consulente in comunicazione d’impresa
  • Migliore consulente in comunicazione strategica d’impresa
  • Migliore consulente in marketing strategico
  • Migliore consulente in psicologia del marketing
  • Migliore consulente in psicologia del processo di acquisto
  • Migliore Consulente italiano di Marketing
  • Migliore Consulente italiano di Marketing Business to Business
  • Migliore consulente italiano in analisi dei bisogni del consumatore
  • Migliore consulente italiano in CRM
  • Migliore consulente italiano in Customer Relationship Management
  • Migliore consulente italiano in Customer Satisfaction
  • Migliore consulente italiano in formazione della forza vendita
  • Migliore consulente italiano in marketing management
  • Migliore consulente italiano in promozione
  • Migliore consulente italiano in psicologia del consumatore
  • Migliore consulente italiano in psicologia del marketing
  • Migliore consulente italiano in psicologia del marketing BTB
  • Migliore consulente italiano in ricerca di marketing
  • Migliore consulente italiano in ricerca di mercato
  • Migliore consulente italiano in sviluppo campagne di marketing
  • Migliore consulente italiano in sviluppo del prodotto
  • Migliore consulente italiano in vantaggio competitivo
  • Migliore consulente italiano in vendita
  • Migliore esperto italiano in analisi dei bisogni del consumatore
  • Migliore esperto italiano in Consumer Research
  • Migliore esperto italiano in marketing
  • Migliore esperto italiano in marketing management
  • Migliore esperto italiano in marketing percettivo e polisensoriale
  • Migliore esperto italiano in marketing polisensoriale
  • Migliore esperto italiano in sviluppo campagne di marketing
  • Migliore esperto italiano in sviluppo del prodotto
  • Migliore esperto italiano in vantaggio competitivo
  • Migliore esperto italiano in vendita
  • Migliore formatore in Italia in marketing industriale
  • Migliore formatore in marketing in Italia
  • Migliore formatore in marketing strategico in Italia
  • Migliore formatore italiano in analisi dei bisogni del consumatore
  • Migliore formatore italiano in Customer Satisfaction
  • Migliore formatore italiano in formazione venditori
  • Migliore formatore italiano in marketing
  • Migliore formatore italiano in marketing industriale
  • Migliore formatore italiano in marketing management
  • Migliore formatore italiano in ricerca di marketing
  • Migliore formatore italiano in ricerca di mercato
  • Migliore formatore italiano in sviluppo campagne di marketing
  • Migliore formatore italiano in sviluppo del prodotto
  • Migliore formatore italiano in vantaggio competitivo
  • Principale esperto italiano in comportamento d’acquisto
  • Principale esperto italiano in psicologia del comportamento d’acquisto
  • Principale esperto italiano in comunicazione strategica
  • Principale esperto italiano in CRM
  • Principale esperto italiano in Customer Relationship Management
  • Principale esperto italiano in marketing
  • Principale esperto italiano in marketing e comunicazione
  • Principale esperto italiano in marketing management
  • Principale esperto italiano in promozione
  • Principale esperto italiano in psicologia del consumatore
  • Principale esperto italiano in vendita
  • Miglior consulente italiano in web marketing
  • Migliore consulente italiano in web marketing
  • Migliore consulente in Italia in web marketing
  • Miglior consulente italiano digital marketing
  • Migliore consulente in Italia digital marketing
  • Principale esperto italiano in web marketing
  • Principale esperto italiano in web marketing
  • Principale esperto in Italia in web marketing
  • Principale esperto italiano digital marketing
  • Principale esperto in Italia digital marketing
  • Miglior consulente italiano digital marketing
  • Migliore consulente in Italia in marketing digitale
  • Principale esperto italiano in marketing digitale
  • Principale esperto italiano in marketing digitale
  • Principale esperto in Italia in marketing digitale
  • Principale esperto italiano in marketing digitale
  • Principale esperto in Italia in marketing digitale

 

 

 

 

Consulente Sicurezza Informatica Aziendale Ferrara. Matteo Stabellini si occupa di sicurezza informatica avanzata a Ferrara, in particolare dedicandosi a:

  • analisi della sicurezza informatica delle infrastrutture digitali aziendali
  • implementazione di sistemi di protezione dei dati tramite firewall dedicati
  • firewall perimetrali per la sicurezza informatica volta a proteggere da attacchi esterni
  • interventi sulla sicurezza informatica volti a prevenire la diffusione (spreading) di malware, ransomware, botnet, virus e altri pericoli per la sicurezza dei dati aziendali
  • formazione del personale sull’utilizzo corretto degli strumenti informatici e dei software per la Sicurezza Informatica Aziendale

consulenti per la sicurezza informatica a ferrara e formazione per la sicurezzaConsulente Sicurezza Informatica Aziendale a Ferrara. Alcune specificità

La Consulenza per la Sicurezza Informatica Aziendale a Ferrara richiede una attenta analisi collaborativa con le aziende che si occupano della gestione delle infrastrutture, del networking, dell’hosting dei siti, dell’installazione di hardware e software

Ogni intervento di Matteo Stabellini in qualità di Consulente per la Sicurezza Informatica Aziendale a Ferrara è preceduto da una importante fase di analisi della situazione volta a decidere quale soluzione sia la migliore per il cliente.

Se desideri un contatto preliminare con Matteo Stabellini Consulente per la Sicurezza Informatica Aziendale a Ferrara puoi seguire il seguente link e proseguire per fissare un incontro interlocutorio.

Puoi anche contattare Studio Trevisani consulting per un raccordo operativo volto a svolgere interventi congiunti sulla formazione e consulenza per la sicurezza informatica con particolare attenzione al fattore umano per la sicurezza.

Consulenza per la Sicurezza informatica. I concetti fondamentali

Ns. Rielaborazione da Wikipedia

La sicurezza informatica (in inglese information security) è l’insieme dei mezzi, delle tecnologie e delle procedure tesi alla protezione dei sistemi informatici in termini di disponibilitàconfidenzialità e integrità dei beni o asset informatici.

Aspetti generali della sicurezza informatica

Un sinonimo spesso usato è cybersecurity (alle volte tradotto in italiano con “cybersicurezza”), termine che più precisamente ne rappresenta una sottoclasse[1] essendo quell’ambito della sicurezza informatica che dipende solo dalla tecnologia: con esso si enfatizzano spesso qualità di resilienza, robustezza e reattività che una tecnologia deve possedere per fronteggiare attacchi mirati a comprometterne il suo corretto funzionamento e le sue performance (attacchi cyber).

In essa sono coinvolti elementi tecnici, organizzativi, giuridici e umani. Per valutare la sicurezza è solitamente necessario individuare le minacce, le vulnerabilità e i rischi associati agli asset informatici, al fine di proteggerli da possibili attacchi (interni o esterni) che potrebbero provocare danni diretti o indiretti di impatto superiore a una determinata soglia di tollerabilità (es. economico, politico-sociale, di reputazione, ecc…) a un’organizzazione. Oltre alle tre fondamentali proprietà (disponibilità, riservatezza, integrità) possono essere considerate anche: autenticità, non ripudiabilità, responsabilità, affidabilità.

La sicurezza informatica è un problema molto sentito in ambito tecnico-informatico per via della crescente informatizzazione della società e dei servizi (pubblici e privati) in termini di apparati e sistemi informatici e della parallela diffusione e specializzazione degli attaccanti o cracker.

L’interesse per la sicurezza dei sistemi informatici è dunque cresciuto negli ultimi anni, proporzionalmente alla loro diffusione e al ruolo da essi svolto nella collettività[2].

Sicurezza informatica nelle aziende

Dal momento che l’informazione è un bene aziendale, e che ormai la maggior parte delle informazioni sono custodite su supporti informatici, ogni organizzazione deve essere in grado di garantire la sicurezza dei propri dati, in un contesto dove i rischi informatici causati dalle violazioni dei sistemi di sicurezza sono in continuo aumento. Per questo esistono precise norme in materia di privacy, tra cui ad esempio il Regolamento generale sulla protezione dei dati. La materia privacy è però estremamente limitativa trattando unicamente il tema della protezione dei dati personali, escludendo tutto il resto; la legge sulla privacy infatti non impone alcuna protezione per informazioni prive di dati personali. Spesso si fa confusione tra tutela dei dati personali e sicurezza delle informazioni tout court (informazioni riservate e confidenziali ma che nulla hanno che vedere con dati personali).

Esiste a livello internazionale la norma ISO 27001 finalizzata alla standardizzazione delle modalità adatte a proteggere i dati e le informazioni da minacce di ogni tipo, al fine di assicurarne l’integrità, la riservatezza e la disponibilità. Lo standard indica i requisiti di un adeguato sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI; in inglese Information security management system o ISMS) finalizzato a una corretta gestione dei dati dell’azienda. Una fase indispensabile di ogni pianificazione della sicurezza è la valutazione del rischio e la gestione del rischio. Le organizzazioni possono far certificare ISO 27001 il proprio SGSI.

Sicurezza dei sistemi informatici

L’approccio odierno alla cybersecurity si focalizza sul cosa e come fare per prevenire un incidente di sicurezza e come comportarsi nel caso un tale incidente si verifichi. Ciò è anche confermato nelle linee guida (cybersecurity framework)[3] emanate dal National Institute of Standards and Technology (NIST) che prevedono i seguenti macro-processi:

  • Identifica (identify)
  • Proteggi (protect)
  • Rileva (detect)
  • Rispondi (respond)
  • Ripristina (recover).

Analisi del rischio

La cosiddetta analisi del rischio parte dall’identificazione dei beni da proteggere, per poi valutare le possibili minacce in termini di probabilità di occorrenza e relativo danno potenziale (gravità). In base alla stima del rischio si decide se, come e quali contromisure di sicurezza adottare (piano di rischio). L’analisi del rischio tipicamente precede la fase di messa in esercizio del sistema informatico.

Spesso l’obiettivo dell’attaccante non è rappresentato dai sistemi informatici in sé, ma piuttosto dai dati in essi contenuti: la sicurezza informatica deve quindi preoccuparsi di impedire l’accesso non solo agli utenti non autorizzati, ma anche a soggetti con autorizzazione limitata a specifiche operazioni, per evitare che dei dati appartenenti al sistema informatico vengano copiati, modificati o cancellati.

Le violazioni possono essere molteplici: vi possono essere tentativi non autorizzati di accesso a zone riservate, furto di identità digitale o di file riservati, utilizzo di risorse che l’utente non dovrebbe potere utilizzare ecc. La sicurezza informatica si occupa anche di prevenire eventuali situazioni di denial of service (DoS). I DoS sono attacchi sferrati al sistema con l’obiettivo di renderne inutilizzabili alcune risorse in modo da danneggiare gli utenti del sistema.

Minacce e vulnerabilità

I sistemi informatici sono soggetti a minacce che possono sfruttare vulnerabilità (minaccia e vulnerabilità sono concetti contigui ma distinti[4]): questo potrebbe causare attacchi volti all’accesso ai dati in esso contenuti oppure o a minarne la funzionalità o disponibilità di servizio. Spesso dal funzionamento o meno del sistema informatico dipende anche la sicurezza dei dati in esso contenuti. Le stesse cause di out of service dei sistemi informatici possono anche essere raggruppate in due classi di eventi:

  • eventi accidentali;
  • eventi indesiderati.

Principali cause di perdita di dati

Le cause di probabile perdita di dati nei sistemi informatici possono essere classificate in:

  1. Malware.
  2. Smarrimento o furto di documenti, dispositivi mobilio fissi.
  3. Divulgazione non intenzionale.
  4. Frodi con carte di pagamento.[5]

Attacchi tipici

Gli attacchi malevoli vengono fatti, tramite la rete Internet o altra connessione, da parte di utenti remoti che, usando software particolari, a volte creati da loro stessi, si inseriscono abusivamente all’interno del sistema, riuscendo a ottenere disponibilità della macchina, per gestire risorse e dati senza avere i giusti requisiti richiesti. Casi tipici di attacco sono:

Un caso un po’ diverso è l’accesso a sistemi da parte di utenti non autorizzati: consiste nell’accesso non autorizzato alla varie risorse e servizi del sistema, ma a differenza di un attacco malevolo, viene usata la macchina e non la rete (es. exploit e shellcode).

Effetti

Nei casi peggiori gli attacchi possono provocare gravi danni a sistemi di interesse nazionale (es. una centrale nucleare che viene messa fuori servizio). La pericolosità degli attacchi più comuni consiste non solo nella presa di possesso di requisiti, dati e servizi altrui, ma anche causa all’utente cosiddetto “derubato” una sorta di insicurezza a far fede sui sistemi informatici che spesso fanno parte della vita quotidiana.

Termine alternativo e neutro di effetto è impatto.

Misure di sicurezza

La protezione dagli attacchi informatici viene ottenuta agendo a due livelli principali:

Per alcuni esiste anche il livello “organizzativo” costituito da procedure, politiche, autorità e responsabilità, obiettivi e sorveglianza. Inoltre, nell’ultimo decennio in particolare, è emersa con sempre maggiore evidenza l’importanza del fattore umano negli attacchi informatici.

Sicurezza passiva (sicurezza fisica)

Per sicurezza passiva normalmente si intendono le tecniche e gli strumenti di tipo difensivo, ossia il complesso di soluzioni tecnico-pratiche il cui obiettivo è quello di impedire che utenti non autorizzati possano accedere a risorse, sistemi, impianti, dispositivi, apparati, informazioni e dati di natura riservata. Il concetto di sicurezza passiva pertanto è molto generale: ad esempio, per l’accesso fisico a locali protetti, l’utilizzo di porte di accesso blindate, congiuntamente all’impiego di sistemi di identificazione personale, sono da considerarsi componenti di sicurezza passiva.

Innanzitutto a livello fisico e materiale, ponendo i server in luoghi il più possibile sicuri, dotati di sorveglianza e/o di controllo degli accessi, nonché di sistemi di protezione da danni (fuoco, acqua, sbalzi di corrente, eventi catastrofici, ecc); anche se questo accorgimento fa parte della sicurezza normale e non della “sicurezza informatica”, spesso il fatto di adottare le tecniche più sofisticate genera un falso senso di sicurezza che può portare a trascurare quelle semplici.

Sicurezza attiva (sicurezza logica)

Per sicurezza attiva si intendono le tecniche e gli strumenti mediante i quali le informazioni e i dati (nonché le applicazioni) di natura riservata sono resi sicuri, proteggendo gli stessi sia dalla possibilità che un utente non autorizzato possa accedervi (confidenzialità), sia dalla possibilità che un utente non autorizzato possa modificarli (integrità). In questa categoria rientrano sia strumenti hardware che software.

Questo livello è normalmente logico e prevede l’autenticazione e l’autorizzazione di un’entità che rappresenta l’utente nel sistema. Le operazioni effettuate dall’utente durante il processo di autenticazione sono tracciate in file di log. Questo processo di tracciamento delle attività è detto accountability. A esso si associa la successiva fase di audit. A volte viene usato il termine audit per entrambe le fasi.

La sicurezza passiva e quella attiva sono tra loro complementari ed entrambe indispensabili per raggiungere un livello di sicurezza adeguato.

Il fattore umano

Numerose ricerche hanno negli ultimi anni evidenziato come il fattore umano sia una componente essenziale dell’attacco informatico. L’utente finale è oggi considerato l’anello debole del sistema uomo-macchina[6] ed è stimato che più del 90% degli incidenti di sicurezza hanno all’origine una qualche forma di errore umano[7][8]. Tra le forme più comunemente rilevate di errori e abitudini rischiose troviamo una inadeguata gestione delle proprie password, l’incapacità di riconoscere siti fraudolenti, allegati email pericolosi e URL ingannevoli. Vista l’importanza della componente umana nella determinazione del cyber-rischio complessivo a cui una organizzazione è esposta[9], l’addestramento alla sicurezza in ambito informatico, mirato ad incrementare la consapevolezza dell’utente finale, a tutti i livelli, non solo consente di conformarsi ai regolamenti di settore e alle buone pratiche della cyber-difesa ma è oggi considerato essenziale[10] nella riduzione del rischio.

L’attenzione per l’utente finale rappresenta un cambiamento culturale profondo per molti operatori nel campo della sicurezza informatica, che hanno tradizionalmente affrontato il problema da una prospettiva esclusivamente tecnica, e segue le linee guida indicate dai maggiori ‘security centers’ mondiali[11], che incoraggiano a sviluppare all’interno dell’azienda una cultura della sicurezza, riconoscendo che un utente consapevole costituisce una importante linea di difesa contro gli attacchi informatici di oggi.

Parametri di protezione

La protezione degli asset informatici è ottenuta attraverso misure di carattere tecnico e organizzativo, sia di prevenzione che di protezione, tese ad assicurare:

  • l’accesso protetto e controllato ai dati, a garanzia della confidenzialitàdelle informazioni trattate (proprietà di riservatezza)
  • la consistenza dei dati, intesa come completezza e correttezza degli stessi (proprietà di integrità)
  • l’accesso ai dati nei tempi e nei luoghi previsti (proprietà di disponibilità).

Queste tre caratteristiche vengono spesso citate utilizzando la definizione “CIA Triad”[13] (da Confidentiality, Integrity, Availability).

Le proprietà di riservatezza, integrità e disponibilità dei dati costituiscono l’assunto base sul quale vengono svolte tutte le successive valutazioni di sicurezza. Tali proprietà sono in genere affiancate anche dalla proprietà di non ripudio, ovvero dalla possibilità di attribuire un dato a un mittente o proprietario ben identificato.

Il raggiungimento della disponibilità dipende da diversi fattori che interferiscono tra utente e sistema, quali: robustezza del software di base e applicativo, affidabilità delle apparecchiature e degli ambienti in cui essi sono collocati. Spesso dal funzionamento o meno del sistema informatico dipende anche la sicurezza dei dati in esso contenuti.

Contromisure

Le possibili tecniche di attacco sono molteplici, perciò è necessario usare contemporaneamente diverse tecniche difensive per proteggere un sistema informatico, interponendo barriere fra l’attaccante e l’obiettivo. Il sistema informatico deve essere in grado di impedire l’alterazione diretta o indiretta delle informazioni, sia da parte di utenti non autorizzati, sia a causa di eventi accidentali; inoltre deve impedire l’accesso abusivo ai dati. Inoltre in generale non è buona norma assumere che le contromisure adottate in un sistema siano sufficienti a scongiurare qualsiasi attacco.

Per far fronte a evenienze derivanti da possibili guasti o danni fisici, come sicurezza fisica o passiva molte volte si opera in un contesto di ridondanza degli apparati (es. server cluster) ovvero con sistemi distribuiti all’interno di piani di disaster prevention che, assicurando la tolleranza ai guasti (fault tolerance), garantiscano affidabilità e disponibilità, cioè la continuità operativa del sistema informatico e dell’azienda. A volte si preferisce agire anche in maniera preventiva tramite piani di disaster prevention. Tra le contromisure più comuni di tipo logico sulla rete locale di un sistema e sui suoi sottosistemi troviamo:

  • Sistema di autenticazione: potrebbe rivelarsi utile, in particolare nelle aziende, l’utilizzo di software per l’autenticazione sicura con un secondo elemento di autenticazione basato su un insieme di caratteri disposti in uno schema suddiviso in file e colonne conosciute dall’utente che dovrà poi inserirle in una combinazione di valori per dimostrare di essere in possesso dei dati corretti. Altro sistema, più sofisticato, è quello del riconoscimento dell’utente tramite l’utilizzo dell’impronta digitale come forma di autenticazione.
  • Gestione utenti e relativi permessi;
  • Mandatory Access Control(MAC), tipologia di controllo di accesso a un sistema informatico.
  • Firewall: installato e ben configurato un firewall garantisce un sistema di controllo degli accessi verificando tutto il traffico che lo attraversa. Protegge contro aggressioni provenienti dall’esterno e blocca eventuali programmi presenti sul computer che tentano di accedere a internet senza il controllo dell’utente.
  • Intrusion detection system(IDS): è un dispositivo software e hardware (a volte la combinazione di tutti e due) utilizzato per identificare accessi non autorizzati ai computer. Le intrusioni rilevate possono essere quelle prodotte da cracker esperti, da tool automatici o da utenti inesperti che utilizzano programmi semiautomatici. Gli IDS vengono utilizzati per rilevare tutti gli attacchi alle reti informatiche e ai computer. Un IDS è composto da quattro componenti. Uno o più sensori utilizzati per ricevere le informazioni dalla rete o dai computer. Una console utilizzata per monitorare lo stato della rete e dei computer e un motore che analizza i dati prelevati dai sensori e provvede a individuare eventuali falle nella sicurezza informatica. Il motore di analisi si appoggia a un database ove sono memorizzate una serie di regole utilizzate per identificare violazioni della sicurezza.
  • Network Intrusion Detection System(NIDS): sono degli strumenti informatici, software o hardware, dediti ad analizzare il traffico di uno o più segmenti di una LAN al fine di individuare anomalie nei flussi o probabili intrusioni informatiche. I più comuni NIDS sono composti da una o più sonde dislocate sulla rete, che comunicano con un server centralizzato, che in genere si appoggia ad un Database. Fra le attività anomale che possono presentarsi e venire rilevate da un NIDS vi sono: accessi non autorizzati, propagazione di software malevolo, acquisizione abusiva di privilegi appartenenti a soggetti autorizzati, intercettazione del traffico (sniffing), negazioni di servizio (DoS).
  • Honeypot: un honeypot (letteralmente: “barattolo del miele”) è un sistema o componente hardware o software usato come trappola o esca a fini di protezione contro gli attacchi di pirati informatici. Solitamente consiste in un computer o un sito che sembra essere parte della rete e contenere informazioni preziose, ma che in realtà è ben isolato e non ha contenuti sensibili o critici; potrebbe anche essere un file, un record, o un indirizzo IP non utilizzato.

Ulteriori contromisure

  • Backup: più che un sistema di difesa si tratta di un utile metodo per recuperare dati eventualmente persi o danneggiati (Disaster recovery). Il backup consiste nell’esecuzione di una copia di sicurezza dei dati di un personal computer o comunque di dati considerati importanti onde evitare che vadano perduti o diventino illeggibili.
  • Antispyware: è una tipologia di software reperibile in varie versioni. Può essere utile per la rimozione di spyware o “file spia”, in grado di carpire informazioni riguardanti le attività dell’utente e inviarle a un’organizzazione che le utilizzerà per trarne profitto.
  • Steganografia: si pone come obiettivo di mantenere nascosta l’esistenza di dati a chi non conosce la chiave atta ad estrarli, mentre per la crittografia è rendere inaccessibili i dati a chi non conosce la chiave.
  • Firma digitale: è possibile proteggere documenti e dati sensibili da accessi non autorizzati utilizzando meccanismi di sicurezza specifici quali: la crittografia, la firma digitale, e l’utilizzo di certificati digitalie algoritmi crittografici per identificare l’autorità di certificazione, un sito, un soggetto o un software.

Note

  1. ^ISACA, CSX Cybersecurity Fundamentals Study Guide, Rolling Meadows, IL 60008 USA, ISACA, 2015, p. 190, ISBN 978-1-60420-594-7.
  2. ^Relazione sull’esistenza di un sistema d’intercettazione globale per le comunicazioni private ed economiche (sistema d’intercettazione Echelon) (2001/2098 (INI)) del Parlamento europeo, 11 luglio 2001
  3. ^Cybersecurity Framework, su gov.
  4. ^Senza una vulnerabilità da sfruttare la minaccia rimane ma solo a livello potenziale.
  5. ^(ENPrivacy Rights Clearinghouse | Data Breaches, su org. URL consultato il 16 marzo 2017.
  6. ^Studies prove once again that users are the weakest link in the security chain, su CSO Online.
  7. ^The Role of Human Error in Successful Security Attacks, su IBM Security Intelligence.
  8. ^90% of security incidents trace back to PEBKAC and ID10T errors, su Computerworld.
  9. ^The Human Component of Cyber Risk, su The Coruscan Project.
  10. ^Risky business: why security awareness is crucial for employees, su The Guardian.
  11. ^Developing a Security Culture, su CPNI – Centre for the Protection of National Infrastructure.
  12. ^Cyber Risk Index: Global Research on Cyber Risk | NordVPN, su com, 6 maggio 2020. URL consultato il 27 agosto 2020.
  13. ^Sean Brooks & Ellen Nadeau (2015), Privacy Risk Management for Federal Information Systems. Information Technology Laboratory, NIST, Gaithersburg, MD.
  14. ^Salta a:a b Mikko Hypponen: Fighting viruses, defending the net, su com.
  15. ^Mikko Hypponen – Behind Enemy Lines, su com.
  16. ^European Cybercrime Centre set for launch, su com.
  17. ^Europol European Cybercrime Centre (EC3), su europa.eu.

Bibliografia

  • M. Schneider, J. L. Gersting, Informatica, edizione italiana, Apogeo, Milano 2007
  • ISACA, CSX Cybersecurity Fundamentals, 2015, ISBN 978-1-60420-594-7
  • Baldoni, R. De Nicola, Il Futuro della Cybersecurity in Italia, Consorzio Cini, 2015, ISBN 9788894137309
  • Baldoni, L. Montanari, 2015 Italian Cybersecurity Report. Un Framework Nazionale per la Cybersecurity, 2017, Research Center of Cyber Intelligence and Information Security – Sapienza Università di Roma ISBN 9788894137316
  • Baldoni, L. Montanari, L. Querzoni, 2016 Italian Cybersecurity Report. Controlli essenziali di Cybersecurity, 2017, Research Center of Cyber Intelligence and Information Security – Sapienza Università di Roma ISBN 978-88-941-3732-3
  • Marchetti, R. Mulas, Cyber security. Hacker, terroristi, spie e le nuove minacce del web, 2017, Luiss University Press, ISBN 9788861052666
  • Baldoni, R. De Nicola, P. Prinetto, Il Futuro della Cybersecurity in Italia: Ambiti Progettuali Strategici, 2018, ISBN 9788894137330
  • De Luca, G. Terzi di Sant’Agata, F. Voce, Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica. Minacce, sfide e opportunità, 2018, Franco Angeli, ISBN 9788891768049

Voci correlate

Parole chiave sul tema Consulente Sicurezza Informatica Aziendale a Ferrara

  • Cybersecurity ferrara
  • sicurezza informatica ferrara
  • corso cybersecurity ferrara
  • corso sicurezza informatica ferrara
  • consulente sicurezza informatica ferrara
  • consulenza sicurezza informatica ferrara
  • esperto sicurezza informatica ferrara
  • esperti in sicurezza informatica ferrara

 

 

Sviluppo Software di Geolocalizzazione. Soluzioni personalizzate per le aziende che vogliono applicare la geolocalizzazione ad ambiti quali:

  • logistica
  • sicurezza
  • gestione aziendale
  • ottimizzazione dei processi

sviluppo software di geolocalizzazioneBBros è l’azienda di riferimento per Studio Trevisani Consulting per quanto riguarda lo Sviluppo Software di Geolocalizzazione. Per un contatto con BBros, vedi la pagina specifica relativa allo sviluppo software di geolocalizzazione.

Ambiti di competenza Bbros:

  • software logistica
  • software logistica personalizzato
  • geolocalizzazione
  • app di geolocalizzazione
  • software trasporti
  • trasporti software
  • software di geolocalizzazione
  • sviluppo software di geolocalizzazione
  • Soluzioni Geolocalizzazione
  • geolocalizzazione flotta
  • software gps
  • geolocalizzazione trasporti
  • geolocalizzazione camion
  • geolocalizzazione furgoni
  • geolocalizzazione auto
  • app android geolocalizzazione
  • android geolocalizzzazione
  • sviluppo di app android per la geolocalizzazione

Se alla tua azienda interessa un’analisi organizzativa finalizzata a definire e inquadrare con grande precisione quali obiettivi puoi ottenere e su quali problemi agire, e che risultati puoi ottenere da una soluzione informatica personalizzata, Studio Trevisani in collaborazione con Bbros offre anche un servizio di analisi organizzativa aziendale per identificare su quali specifici funzioni e aree intervenire al fine di unire sviluppo software personalizzato e formazione aziendale e/o coaching per gli utenti. La formazione aziendale informatica e organizzativa può essere in taluni casi anche finanziata tramite gli enti di formazione di Confindustria dei quali Studio Trevisani è consulente. Per verificarne la fattibilità contattaci tramite il seguente form.

Sviluppo Software di Geolocalizzazione. Alcuni concetti chiave sulla geolocalizzazione

Ns. Elaborazione su fonte Wikipedia inglese

Geoposizionamento e principi della geolocalizzazione

Principi di geolocalizzazione tramite GPS

Il geoposizionamento , noto anche come geotracking , geolocalizzazione ,  o fissazione della geoposizione è il processo di determinazione o stima della posizione geografica di un oggetto. [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8]

Il geoposizionamento fornisce un insieme di coordinate geografiche (come latitudine e longitudine ) in un dato dato cartografico ; le posizioni possono anche essere espresse come rilevamento e distanza da un punto di riferimento noto. A loro volta, le posizioni possono determinare una posizione significativa, come un indirizzo .

Esempi specifici includono: geolocalizzazione degli animali , il processo di deduzione della posizione degli animali; sistemi di posizionamento , i meccanismi per la determinazione delle posizioni geografiche in generale; geolocalizzazione internet , geolocalizzazione di un dispositivo connesso a internet; e monitoraggio del telefono cellulare .

Bacground concettuale sul geoposizionamento

Il geoposizionamento utilizza vari metodi visivi ed elettronici tra cui linee di posizione e cerchi di posizione , navigazione celeste , radionavigazione e l’uso di sistemi di navigazione satellitare .

Il calcolo richiede misurazioni o osservazioni di distanze o angoli rispetto a punti di riferimento le cui posizioni sono note. Nei rilievi 2D sono sufficienti le osservazioni di tre punti di riferimento per calcolare una posizione in un piano bidimensionale . In pratica, le osservazioni sono soggette a errori derivanti da vari fattori fisici e atmosferici che influenzano la misurazione delle distanze e degli angoli.

Un esempio pratico di ottenere una posizione fissa sarebbe per una nave di prendere cuscinetto misurazioni su tre fari posizionati lungo la costa. Queste misurazioni potrebbero essere effettuate visivamente utilizzando una bussola a rilevamento manuale , o in condizioni di scarsa visibilità, elettronicamente utilizzando radar o radiogoniometro . Poiché tutte le osservazioni fisiche sono soggette a errori, anche la correzione della posizione risultante è soggetta a imprecisioni.

Sebbene in teoria siano sufficienti due linee di posizione (LOP) per definire un punto, in pratica “attraversare” più LOP fornisce una maggiore precisione e sicurezza, soprattutto se le linee si incrociano con un buon angolo l’una rispetto all’altra. Tre LOP sono considerati il ​​minimo per un pratico fix di navigazione. I tre LOP quando vengono disegnati sul grafico formeranno in generale un triangolo, noto come “cappello a tre punte”. Il navigatore avrà più confidenza in una posizione fissa che è formata da un piccolo tricorno con angoli vicini a quelli di un triangolo equilatero .

L’area di dubbio che circonda una correzione di posizione è chiamata ellisse di errore . Per ridurre al minimo l’errore, i sistemi di navigazione elettronica utilizzano generalmente più di tre punti di riferimento per calcolare un fix di posizione per aumentare la ridondanza dei dati . Man mano che vengono aggiunti più punti di riferimento ridondanti, la correzione della posizione diventa più accurata e l’area dell’ellisse di errore risultante diminuisce.

Il processo di combinazione di più osservazioni per calcolare una posizione fissa è equivalente alla risoluzione di un sistema di equazioni lineari . I sistemi di navigazione utilizzano algoritmi di regressione come i minimi quadrati per calcolare un fix di posizione nello spazio 3D. Questo è più comunemente fatto combinando le misurazioni della distanza a 4 o più satelliti GPS , che orbitano attorno alla terra lungo percorsi noti.

Il risultato del fissaggio della posizione è chiamato un fix di posizione ( PF ), o semplicemente un fix , una posizione derivata dalla misurazione rispetto a punti di riferimento esterni. Nella navigazione nautica , il termine è generalmente utilizzato con tecniche manuali o visive, come l’uso di linee di posizione visive o radio intersecanti , piuttosto che l’uso di metodi elettronici più automatizzati e precisi come il GPS ; nell’aviazione, l’uso di ausili elettronici alla navigazione è più comune.

Una correzione visiva può essere effettuata utilizzando qualsiasi dispositivo di mira con un cuscinetto indicatore. Vengono avvistati due o più oggetti di posizione nota e vengono registrati i rilevamenti. Le linee di rilevamento vengono quindi tracciate su un grafico attraverso le posizioni degli oggetti avvistati. L’intersezione di queste linee è la posizione corrente dell’imbarcazione. Di solito, una correzione è il punto in cui due o più linee di posizione si intersecano in un dato momento.

Se si possono ottenere tre linee di posizione, il risultante “cappello a tre punte”, dove le tre linee non si intersecano nello stesso punto, ma creano un triangolo, dà al navigatore un’indicazione della precisione. Le correzioni più accurate si verificano quando le linee di posizione sono perpendicolari tra loro. Le correzioni sono un aspetto necessario della navigazione in navigazione stimata , che si basa su stime di velocità e rotta . La correzione conferma la posizione effettiva durante un viaggio. Una correzione può introdurre imprecisioni se il punto di riferimento non è identificato correttamente o è misurato in modo impreciso.

Guarda anche

Riferimenti e concetti, fonti per lo Sviluppo Software di Geolocalizzazione

    1.    ” geolocalizzazione  . ISO/TC 211 Geolexica . 02-06-2020. Estratto il 31/08/2020.
    2.    ^ Keating, JB; Stati Uniti. Ufficio di gestione del territorio (1993). La guida alla selezione del posizionamento geografico per la gestione delle risorse . Nota tecnica BLM. Ufficio di gestione del territorio. pag. 5. Estratto 31/08/2020.
    3.    ^ Nait -Sidi- Moh , A.; Bakhouya , M.; Gaber, J.; Wack , M. (2013). Geolocalizzazione e mobilità . ISTE. Wiley. pag. 71. ISBN 978-1-118-74368-3 . Estratto 31/08/2020.
    4.    ^ Zamir, AR; Hakeem, A.; Van Gool, L.; Scià, M.; Szeliski , R. (2016). Geolocalizzazione visiva su larga scala . Progressi nella visione artificiale e nel riconoscimento dei modelli (in rumeno). Edizioni internazionali Springer. ISBN 978-3-319-25781-5 . Estratto 31/08/2020.
    5.    ^ Progri , I. (2011). Geolocalizzazione dei segnali RF: principi e simulazioni . Springer New York. ISBN 978-1-4419-7952-0 . Estratto il 31/08/2020.
    6.    ^ Gentile, C.; Alsindi , N.; Raulefs , R.; Teolis , C. (2012). Tecniche di geolocalizzazione: principi e applicazioni . Springer New York. ISBN 978-1-4614-1836-8 . Estratto 31/08/2020.
    7.    ^ Laurie Tetley; David Calcutt (7 giugno 2007). Sistemi di navigazione elettronica . Routledge. pp. 9–. ISBN 978-1-136-40725-3 .
    8.    ^ B. Hofmann- Wellenhof ; K. Legat ; M. Wieser (28 giugno 2011). Navigazione: principi di posizionamento e guida . Springer Scienza e Business Media. ISBN 978-3-7091-6078-7 .

Ulteriori letture  di Sviluppo Software di Geolocalizzazione

Il migliore Consulente Aziendale in Italia, e migliore Business Coach, per numero e qualità delle pubblicazioni secondo Amazon, è il Dott. Daniele Trevisani, giunto alla 25° pubblicazione, in 5 lingue, con l’uscita del testo “Deep Coaching” Franco Angeli editore, Milano.

migliore consulente aziendale in Italia e migliore Business Coach secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni

Dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale e migliore Business Coach in Italia per numero e qualità delle pubblicazioni secondo Amazon. Caratteristiche e Curriculum

I libri di riferimento del METODO ALM™ sono

Per il top-management aziendale, esiste anche la possibilità di accedere al Master di Alta Formazione Individuale e Personalizzato con incontri in presenza e online, consultabile a questo link

Per chi opera nelle Risorse Umane, Formazione, Coaching e Crescita personale, è disponibile anche il percorso semestrale di coaching personalizzato e mentoring che porta al MASTER IN COACHING E SVILUPPO DEL POTENZIALE UMANO METODO HPM™, basato sui libri

Contatta il dott. Daniele Trevisani, miglior Consulente Aziendale in Italia secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni, tramite questo contact form, per esporre i tuoi desideri di sviluppo e obiettivi

Formazione Aziendale e Background scientifico, dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia e migliore Business Coach secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni

Dott. Daniele Trevisani. Profilo Sintetico

  • Daniele Trevisani, Fulbright Scholar, esperto in Formazione, consulente e coach, è tra i principali esperti italiani in Consulenza Aziendale, psicologia della comunicazione, comunicazione strategica, comunicazione interculturale, potenziale umano e formazione. È autore di 25 opere in 5 lingue, tra cui il testo più venduto in Italia in ambito marketing: “Psicologia di Marketing e Comunicazione”, Franco Angeli Editore (9° edizione), dei volumi “Il Potenziale Umano” e “Team Leadership e Comunicazione Operativa”, nonché di numerosi altri libri inerenti la comunicazione, leadership, crescita personale e risorse umane. Tra questi, il libro specialistico di riferimento in Italia “Negoziazione Interculturale”, edito da Franco Angeli. È’ autore e ideatore di diverse metodologie di sviluppo aziendale (riassunte nel Metodo Action Line Management, di cui è ideatore) e di metodologie innovative inerenti le Human Performance (riassunte nel metodo Human Performance Modeling, da egli ideato e sviluppato).
  • È laureato con 110 e Lode in DAMS-Comunicazione presso l’Università di Bologna (equivalente ad attuale Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione)
  • Ha conseguito il Master Biennale “Master of Arts in Mass Communication” presso la University of Florida, College of Journalism & Communication, indirizzo in metodologie della ricerca, con onori accademici (“Graduation with Distinction“).
  • Ulteriori specializzazioni in comunicazione interculturale presso University of Washington, psicologia e psicometria presso l’Università di Padova, Drama presso la Univ. of Hull.
  • È fondatore e direttore di Studio Trevisani Communication Research & Change Management (www.studiotrevisani.it), studio di formazione operativo da oltre 25 anni nella consulenza e coaching per il Change Management e le risorse umane. Lo Studio svolge inoltre attività di ricerca e consulenza sui processi di comunicazione, sullo sviluppo del potenziale umano e manageriale.
  • Vincitore del premio Fulbright (Governo USA) per la ricerca italiana sulle scienze della comunicazione nel 1990, ha prodotto modelli di leadership, comunicazione e Change Management erogati a primarie aziende italiane e multinazionali.
  • È consulente e formatore selezionato per l’Esercito Italiano, Centro di Eccellenza per la Formazione in Comunicazione, Reggimento Comunicazioni Operative. Ha operato inoltre in attività formative in ambito Humint, collabora alle attività formative in comunicazione di Comalp (Comando Truppe Alpine) nella formazione comunicazionale e negoziale di ufficiali selezionati, e presso SETAF (Southern European Task Force).
  • In campo militare, è membro onorario dell’Esercito Italiano per meriti formativi, e ha formato sul Change Management e la Comunicazione oltre 25 Generali di Stato Maggiore. Oltre alla formazione di Stato Maggiore, hanno partecipato ad eventi formativi tenuti dal dott. Daniele Trevisani, in varie sedi formative, rappresentanti di forze e reparti diversi. Ha tenuto seminari con incarichi presso 28° Reggimento Comunicazioni Operative, Italian Staff at SETAF Southern European Task Force, Comando Truppe Alpine (COMALP), COTIE (reparto Humint). È stato inoltre relatore in ambito NATO per l’area Info-Ops (HQ NRDC Solbiate Olona) e NATO CIMIC.
  • È stato relatore presso le NAZIONI UNITE (ONU) per l’area della Comunicazione Interculturale nel Master in Law in International Crime and Justice, United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute
  • Ha ricevuto per tre anni consecutivi l’Attestazione di “Outstanding Contributor” da parte del NATO Cimic Group South.
  • È stato docente a contratto in 14 diversi Master Universitari e corsi di laurea e collabora con la Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara in Laboratori sulle Performance Pubbliche e Management e con il Campus CIELS come docente nel Corso di Laurea di secondo livello in Comunicazione Strategica.
  • E’ Presidente e Direttore Scientifico della Coaching World Federation di cui coordina i progetti scientifici e internazionali

Lingue Conosciute

  1. Italiano – Madrelingua
  2. Inglese – Eccellente (seconda lingua, contatti quotidiani).
  3. Tedesco – Commerciale (7 anni di studio + viaggi di lavoro e contatti frequenti)
  4. Francese – Conversazionale (2 anni di studio + corso Univ. La Sorbonne, Parigi)
  5. Spagnolo – Conversazionale

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale e migliore Business Coach in Italia secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni – Consulenze e Formazione in campo aziendale e organizzativo

Nella consulenza aziendale, nella formazione aziendale e nel Business Coaching, hanno partecipato a diverso titolo, in attività di ricerca e attività formative su diversi temi, condotte dal dott. Daniele Trevisani, membri di aziende e organizzazioni tra cui ABB, INTEL Corporation Deutschland, Siemens Healthcare, ONU (United Nations), Carnival Corporation (Costa Cruises), National Institute of Nuclear Phisics (INFN), Italian Institute of Metrology (INRIM), Area Science Park (Sincrotrone), Ricoh Europe, Frost & Sullivan (London), LRA (Learning Resources Associates, Reed Business Group London), Barilla, Coop Italia, IIR (Institute of International Research, Milano), Arch-Chemicals, Panini Modena, Fedon, Zhermack, Roche, Johnson Wax, Sanofi Synthelabo Otc, Abb Sace Spa, Esseco, Fip, Banca Carige, Volksbank, Chiesi Farmaceutici, Enel, Centrum Pensplan, Solvay-Benvic, Solvin, Vinyloop, Digital, IBM, FS, Alitalia, Società Autostrade, Deutsche Bank, Banca Di Roma, Merloni, Nobel Biocare, Hewlett Packard, Ajilon Gruppo Adecco, Dade Behring, Marazzi Ceramiche, A.M.A., Arag, Bcs, Bell, Bondioli e Pavesi, Caffini, Cbm, Cnh Italia, Comer Industries, Dana Italia, Demac, Falc, Gallignani, Gamberini, Gnk Waltersheid Gmbh, Goldoni, Grillo, Honda, Italtractor Itm, Kuhn Italia, Landini, Laverda, Malesani, Mutti, Negrisolo Costruzioni, O.M.B, O.R.M.A, Peruzzo, Rinieri, Roc, S.A.E., Same Deutz Fahr Group, Sgariboldi, Sicma, Sider Man, Slam, Storti International, Tecnoagri, Tifone, Trelleborg Wheel System, Ceres, Normann Copenhagen, GLS Logistics, Norfolkline, Gasa, Uffefrank, Eise, Publicitas, DMA, Scavangegt, Tulip Food, Eise Gug, Ambu, SagaFood, Holger Christiansen, Blue Water Shipping, Danish Crown, Atahotels, ETF, Rulli Rulmeca, Polar Seafood, Pharma Nord, Syddansk Universitet, Bang & Olufsen, IFOA (Istituto di Alta Formazione per Operatori Aziendali), Zeuna Starker P.I Industria Attrezzature Elettroniche, Petroltecnica, Electra, Associazione Industriali Reggio Emilia, Associazione Industriali Rimini, Assopiastrelle, Royal Consulate of Danmark (Milano), Associazione Industriali Modena, Enetworks, ADM Associati. Inoltre

  • Aziende cooperative della Grande Distribuzione: Scuola Nazionale Coop, Coop Italia, Coop Adriatica, Coop Tirreno, Unicoop Firenze, Coop Estense, Novacoop, Coop Emilia-Veneto, Coop Toscana-Lazio, SAIT, DICO. Coop Nordest. Aziende Cooperative in altri settori: Lega Coop Ravenna, Coop Zerocento, Coop Atlantide, Cesvip (Centro di Sviluppo Manageriale).
  • Enti Associativi: Confindustria, Lions Club, Rotary, Ass. Albergatori, Confcommercio, CNA, Ascom, Casse Rurali, ANDAF Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari.
  • Società di Consulting Estere rappresentate su progetti di formazione: Commax Consulting AG (Monaco di Baviera), Frost & Sullivan Training Division (Londra), Akvilon (Kiev), Pareto UK (Wilmslow, UK)

Il dott. Daniele Trevisani ha personalmente condotto diagnosi e ricerche in programmi di consulenza di direzione per l’internazionalizzazione sviluppati dall’Unione Europea presso aziende leader tra cui: Ferrari Cars, Ducati Motor, Giglio, Barilla, System Ceramics, Guaber, Sacmi, Maserati, Cognetex, Apofruit, Enichem, Castelli, Baltur, IMA, Centro Computer, Felisatti, Lamborghini Calor, Stayer, Panini.

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia e migliore Business Coach secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni – Attività di Formazione in abito Militare e ONU

  • È stato il primo consulente e formatore selezionato dall’Esercito Italiano per l’area Comunicazione Operativa (Comunicazione svolta nei Teatri di Impiego e Missioni)
  • Con incarichi dello Stato Maggiore Esercito ha contribuito per 12 anni alla creazione e crescita del Centro di Eccellenza per la Formazione in Comunicazione, presso il Reggimento Comunicazioni Operative, arrivando a formare personalmente oltre 25 Generali per Missioni ONU e oltre 2000 Caschi Blu su temi di comunicazione e negoziazione, crisis management, train the trainers.
  • Ha operato inoltre in attività formative in ambito Humint (Human Intelligence), nella formazione in comunicazione presso Comalp (Comando Truppe Alpine), nella formazione strategica di alti ufficiali destinati a teatri e impieghi all’estero, e presso SETAF (Southern European Task Force, Comando Nato).
  • Hanno partecipato ad eventi formativi tenuti dal dott. Daniele Trevisani, in varie sedi formative, rappresentanti di forze e reparti diversi da 19 nazioni. Ha tenuto seminari con incarichi presso 28° Reggimento Comunicazioni Operative, Italian Staff at SETAF Southern European Task Force, Comando Truppe Alpine (COMALP), COTIE (reparto Humint). È stato inoltre relatore in ambito NATO per l’area Info-Ops (HQ NRDC Solbiate Olona).
  • Nell’ambito di attività formative coordinate dal 28° Reggimento Comunicazioni Operative sono stati formati ufficiali e sottufficiali appartenenti a forze e reparti diversificati, tra cui: Stato Maggiore Difesa Plans & Policy Division, Comandante Brigata Folgore, Comandante Brigata Julia, Comandante Brigata Taurinense, Comandante Brigata Ariete, Comandante Brigata Pozzuolo del Friuli, Comandante Brigata Aosta, Comandante Brigata Granatieri di Sardegna, Comando Sostegno Aviazione dell’Esercito, AVES Viterbo, COMSUP, Lancieri d’Aosta (6°), Ufficiali di Stato Maggiore dell’Esercito (SME), Reparto Comando e Supporti tattici “AOSTA” Messina, 187° Rgt. Paracadutisti Folgore, 183° Rgt. Paracadutisti “Nembo” Nrigata Folgore, 5° Rgt. Fanteria “Aosta”, 9° Rgt. fanteria “BARI”, 7° Reggimento Alpini, 8° Reggimento Alpini, 11° Reggimento Bersaglieri, 132° Rgt. Artiglieria, 1° Re. Tra., 3° Rgt. Art., 5° Rgt. Guastatori, 13 Btg. “Aquileia”, 8° Rgt. Alpini, Comando “Pozzuolo del Friuli”, 2° Comando Forze Difesa, 1° Reparto di Manovra, 3° Reggimento Artiglieria di Montagna, Nato Cimic Group South, 1° Reggimento Aves Antares, 8° Reggimento Lancieri di Montebello, 9° Reggimento Alpini, 2° Comando Forze Difesa, Brigata Julia, 7° RGt Bersaglieri, 52° Rgt “Torino”, 21° Rgt. “Trieste”, 8° Rgt Alpini, 9° Rgt “Bari”, 6° Rgt “Palestro”, 152° Rgt “Brigata Sassari”, Ufficiali Brigata Garibaldi, Ufficiali Brigata Folgore, Stato Maggiore Aereonautica, COMSUP FOTER, SME-ROC, 5 rgt. art ter lrz Superga, Comando Divisione “Acqui”, COMALP, Brigata Trasmissioni, 82° RGT. F. “TORINO”, CASACA Sabaudia, 2° RGT Genio Pontieri, Rgt. Genio Ferrovieri, 6° Reggimento di Manovra, Rgt. “Savoia Cavalleria” (3°), Rgt Genio Ferrovieri, 5° Rgt AVES “RIGEL” , Rgt. Lagunari “Serenissima”, 6° Rgt Trasporti, 5° RIGEL, SME-RAG ROC, 185° rgt. RAO, 132° Rgt. Carri, COMSUP FOTER, Comando B. RISTA/EW, Comando NRDC-IT, RECOM B. “Taurinense”. Hanno partecipato inoltre rappresentanze militari COBAR (Consiglio di base di rappresentanza), COIR (Consiglio intermedio di rappresentanza), COCER (Consiglio centrale di rappresentanza).

Attività speciali: coaching personalizzati in KLE (Key Leader Engagement), attività Cimic (Civil-Military Cooperation), attività speciali di formazione in analisi e negoziazione per supportare le Forze ONU in mandati delle Nazioni Unite e missioni internazionali.

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia e migliore Business Coach secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni – Esperienze in area Sportiva e Sports Coaching

  • Diplomato Federazione Italiana Fitness (1994), formatore in marketing sportivo corsi federali Federazione Italiana Fitness, formatore in HR management per Centri Fitness, ed esperienza pluriennale come Presidente Nazionale di Settore in WTKA (Martial Arts & Combat Sports).
  • Relatore in eventi sportivi (Il Nuovo Club Fitness Forum), special trainer gruppo Profighting atleti Pro, Fondatore e Presidente Associazione Culturale-Sportiva Daoshi, Fondatore e Presidente Associazione Sportiva KTB.
  • Scrittore di articoli di management sportivo con collaborazioni per le riviste Il Nuovo Club, Samurai Bushido, Budo International, e la rivista internazionale Black Belt USA (in cooperazione con Università di Stanford, Dept. of Neuroscience).
  • Titolare di 3 Cinture Nere, 9° Dan e allenatore di Muay Thai e MMA.
  • Nel coaching sportivo, è stato Team Coach della rappresentativa internazionale di Volley della American University of Washington DC e Mental Coach di squadre di Volley Femminile (SPES Belluno) e serie A LegaPro Ravenna.
  • Come Formatore, opera in interventi di Mental Training di agonisti. Ha seguito 5 Campioni Mondiali di Arti Marziali e sport di combattimento, inclusa la campionessa mondiale di Boxe Simona Galassi, e oltre 10 Campioni Italiani di varie discipline.
  • Maestro riconosciuto da KoGakuShin (Ko Gaku Shin = Open to Knowledge) (Associazione Mondiale Arti per la Conoscenza delle Marziali) 9° Dan.
  • Qualifica di Istruttore Avanzato Discipline Olistiche, CSEN (2017)
  • Dirigente e responsabile Mental Coaching squadra Pallavolo Ravenna, serie A, LegaPro Professionisti

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia secondo Amazon e migliore Business Coach per numero e qualità delle pubblicazioni – Onorificenze e Special Achievements

Il dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia secondo Amazon e migliore Business Coach per numero e qualità delle pubblicazioni, è Membro Onorario del 28° Reggimento Comunicazioni Operative presso il quale ha svolto attività pionieristiche di formazione di forze ONU per le missioni di pace e di formazione alla Leadership Interculturale

  • Ha ottenuto l’onorificenza FULBRIGHT dal Governo USA come migliore esperto europeo in Comunicazione in ambito Interculturale e Human Factor nel 1990.
  • Ha ottenuto l’attestazione di “Oustanding Academic & Professional Record” da parte della University of Florida (USA), dept of Graduate Studies, 1992.
  • Nel 2007, il Royal Consulate of Denmark, conferisce il riconoscimento di “Outstanding Contribution” per il training in Negoziazione Aziendale presso Trade Council of Denmark, da parte del Console Danese.
  • Nel 2012, 2013 e 2014 è stato insignito per 3 anni consecutivi dell’onorificenza di “Oustanding Contributor” da parte della Nato per i suoi contributi sulla formazione interculturale di alti ufficiali in missioni ONU.
  • È stato insignito – unico civile italiano – dell’onorificenza di Membro Onorario dell’Esercito Italiano, Forze Speciali, nel 28° Reggimento Comunicazioni Operative, per meriti formativi nella Formazione Caschi Blu ONU, training in ambito NATO e Nazionali a favore di Forze Speciali per le missioni estere, nell’area comunicazione interculturale e negoziazione.

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia e migliore Business Coach secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni – Contributi alla ricerca e culturali

In campo scientifico è lo sviluppatore di numerosi modelli e tecniche innovative per il settore HR, Comunicazione, Formazione e Fattore Umano. Tra queste citiamo

  • Il Modello di Change Management “Regie di Cambiamento”.
  • Il modello ALM (Action Line Management) per lo sviluppo aziendale e organizzativo
  • Il modello “4 Levels of Empathy” sull’Empatia Interculturale, tecniche di analisi quali “Visibility Line Analysis ” e Perceptivity Line Analysis ” inerenti il miglioramento della comunicazione e del marketing
  • Il “4 Distances Model” (modello di analisi della comunicazione interculturale e dei team).
  • Il modello HPM (Human Performance Modeling) utilizzato per i percorsi di crescita personale e delle performance sia individuali che di interi gruppi e imprese.
  • Il modello T-Chart (Time Chart) orientato al supporto alle azioni di formazione, coaching e counseling.

Come scrittore, è autore di 25 libri in Italiano e in altre 5 lingue incluso l’arabo, con libri editi da Franco Angeli (Milano), altre opere edite da Mediterranee e Gribaudo Editore. È autore di oltre 100 articoli su temi di management e comunicazione. Ha prodotto i Bestseller “Psicologia di Marketing e Comunicazione” (dal 2001 giunto in 9° edizione), e il volume “Il Potenziale Umano” in cui introduce numerose tecniche innovative per la formazione avanzata, la crescita personale e organizzativa, e le skills per le sfide complesse.

I suoi volumi sono attualmente tradotti in Arabo, Spagnolo, in Russia e Romania, con progetti avviati di traduzione in Francia, Germania, USA e Cina.

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni – Formazione personale (Sintesi)

  • L’esperienza di formazione in comunicazione inizia dal 1987, presso la University of Hull (UK), come lecturer in comunicazione nell’ambito del primo programma sperimentale Erasmus, dove segue contemporaneamente corsi in Drama & Performing Arts.
  • Consegue nel 1989 il Master in International Marketing presso IFOA (programma annuale in full-immersion, residenziale a tempo pieno), con borsa di studio UE, con deroga speciale in quanto ancora laureando presso l’Università di Bologna.
  • Ottiene nel 1990 la Laurea con 110/110 e lode in DAMS-Comunicazione presso l’Università di Bologna, con tesi sulla International & Intercultural Communication Research.
  • Svolge esperienze lavorative durante gli studi universitari nell’area delle vendite, della moda, della fotografia, e nel post-laurea come junior Export Area Manager, e successivamente presso Telecom (Sip) nelle relazioni esterne nazionali e internazionali.
  • Vince nel 1989 il premio Fulbright (Governo USA) per la ricerca italiana sulle scienze della comunicazione e l’avanzamento della ricerca sulla comunicazione interculturale, ottenendo una borsa di studio finalizzata allo studio e permanenza biennale negli USA negli anni 1991 e 1992.
  • Durante l’esperienza negli USA, segue i corsi di specializzazione Fulbright in comunicazione interculturale presso la American University of Washington (1991).
  • Frequenta a tempo pieno (1991-1992) e consegue nel Dic. 1992 il Master of Arts in Mass Communication (MAMC) presso la University of Florida, College of Journalism & Communication, indirizzo in metodologie della ricerca, ottenendo la laurea con onori accademici (“Graduation with Distinction”) (Equivalente MBA).
  • Si specializza in psicologia e psicometria presso l’Università di Padova e Bologna (1996, summer school) con Summer School Associazione Italiana Psicologi
  • Dal 1994, è fondatore e direttore di Studio Trevisani Academy (www.studiotrevisani.it), studio di formazione, consulenza e ricerca. Lo Studio svolge inoltre attività di formazione e ricerca sui processi di comunicazione, sullo sviluppo del potenziale umano e manageriale.
  • È ideatore e direttore della rivista elettronica online “Communication Research” (attiva dal 2000, bimensile), dedita alla divulgazione di conoscenza e stimoli innovativi nelle aree della comunicazione, psicologia e management.
  • Oltre alle attività di formazione aziendale, ha svolto docenza universitaria a contratto in 14 diversi programmi universitari, in particolare in Master universitari manageriali.

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni – Esperienze di Formazione Personale in dettaglio

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia e migliore Business Coach secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni -Esperienze Formative Universitarie

  • Università di Kingston Upon Hull (GB), 1987: Borsa di studio trimestrale Erasmus, Dept. Of Drama, corsi di drammaturgia e comunicazione.
  • Università La Sorbonne, Parigi (F), 1988: Corso di Lingua e Civiltà Francese, frequenza di lezioni magistrali di filosofia presso la Facoltà di Filosofia.
  • Università di Utrecht (NL), 1989: Ricerche sulla comunicazione interculturale e internazionale, con borsa di studio Erasmus.
  • Università di Bologna, 1990: Laurea presso Istituto di Discipline della Comunicazione, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea DAMS, indirizzo sperimentale in Comunicazione.
  • Tesi di laurea in Comunicazioni di Massa: “Teorie della comunicazione interculturale e internazionale nella Intercultural Communication Research”, relatore Prof. Roberto Grandi (Comunicazioni di Massa), correlatore Prof. Fabrizio Bercelli (Comunicazione Interpersonale, Micro-Sociologia). Voto di laurea 110 e Lode.
  • Studi post-laurea negli USA e alti studi esteri (vedi sezione formazione post-laurea).

Altri studi pre-Laurea

  • Istituto Marco Polo, Ferrara, 1985. Diploma di Maturità Tecnica Commerciale: Perito Aziendale Corrispondente in Lingue Estere, indirizzo Aziendale.
  • Qualifica professionale biennale della Regione Emilia Romagna in qualità di esperto nel settore vivaistico, conseguita nel 1983 (attività di studio collaterale agli studi di scuola secondaria superiore).
  • Istituto IFOA (RE), 1988. Master in Marketing Internazionale, con borsa di studio Comunità Europea (corso di 1 anno, full time residenziale, 1200 ore formative) attività concomitante agli studi universitari, equipollente ad attuale Master di II livello.

Formazione Post-Laurea

  • Conseguimento dal Governo USA, tramite concorso su progetto, della borsa di studio e ricerca FULBRIGHT (perfezionamento post-laurea negli Stati Uniti). 1 anno e 6 mesi full time (3 terms)
  • American University (Washington, D.C.), 1991: Fulbright Program in comunicazione cross-culturale e internazionale, 30 giorni formativi full time.
  • Master Biennale di ricerca in Comunicazioni di Massa: Master of Arts in Mass Communication, University of Florida, U.S.A., College of Journalism and Communications (Gainesville, FL., U.S.A.), 1991 – 1992. Indirizzo in metodologia della ricerca per le scienze sociali, il marketing e la comunicazione. Contenuti: Psicologia, Marketing, Metodi scientifici per la ricerca di mercato, Statistica, Metodologia della ricerca politica e sociale, Public Opinion Research, Metodi della ricerca scientifica sulla comunicazione, Ricerca sulla comunicazione pubblicitaria e immagine aziendale, Advertising Management, Comunicazione Aziendale, Psicologia Sociale, Public Relations e Relazioni Istituzionali, Comunicazione Sociale, Effetti dei Media, Tecniche di Analisi dei Dati.
  • Conseguimento del titolo accademico di Master of Arts in Mass Communication (M.A.M.C.) conseguito con tesi di ricerca e onorificenza accademica (“Graduation with Distinction“). Tesi di Master: “Mass Media and Persuasion: The Indirect Effect of Different Communication Channels on Source Credibility and Message Acceptance”. 1992.
  • Corso di specializzazione (Summer School) in metodi avanzati di ricerca in psicologia (Scaling Unidimensionale e Multidimensionale), realizzato da Università di Padova e Università di Bologna. Bertinoro (FO), 1996.
  • Corso “Management Solutions Training”: corso avanzato di formazione formatori, sviluppato dalla American Management Association (AMA), presso Dade Behring, sede di Francoforte (DE), organizzazione Commax Consulting, 2005.
  • Leading with Emotional Intelligence. Course by Linkedin Learning, Course completed on Sep 18, 2019
  • Advanced Persuasive Selling: Persuading Different Personality Types. Course by Linkedin Learning, Course completed on Dec 12, 2019.
  • Solution Sales. Course by Linkedin Learning, Course completed on Jan 21, 2020.
  • Persuasive Selling. Course by Linkedin Learning and the Project Management Institute, Course completed on May 21, 2020
  • Improving Your Listening Skills. Course by Linkedin Learning and the Project Management Institute, Course completed on May 25, 2020.
  • Using Questions to Foster Critical Thinking and Curiosity. Course by Linkedin Learning and the Project Management Institute, Course completed on May 26, 2020
  • Sales Coaching. Course by Linkedin Learning and the Project Management Institute, Course completed on June 01, 2020

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia e migliore Business Coach secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni – Qualificazione Professionale come Coach e Counselor

  • Diploma Quinquennale di Counselor ad indirizzo Corporeo e Relazionale, Scuola triennale STEP, con qualifica di Counselor e Docente di Counseling. 2016
  • Diploma Biennale di Coach Professionista, iscritto nel Registro Nazionale dell’Associazione Nazionale dei Professionisti del Coaching (APIC), 2019

dott. Daniele Trevisani, migliore Consulente Aziendale in Italia secondo Amazon e migliore Business Coach per numero e qualità delle pubblicazioni – Corsi di aggiornamento continuo

  • Corsi di formazione con attestato di partecipazione al programma di Neuroscienze Cognitive e Comportamentali, dal 2016 al 2019 – Montegrotto Terme (PD), condotti da Dr. Prof. Angelo Gemignani, Università di Pisa.
  • Corso di formazione con attestato di partecipazione al programma di ‘Gestalt e Body Therapy: Individuazione e integrazione delle polarità’, organizzato da UP STEP, Montegrotto Terme (PD), 32-24 Giugno 2018, condotto dal Dott. Dott. Giuseppe De Felice, psicologo – psicoterapeuta.
  • Frequenza costante dei workshop e moduli di Training Mentale del Dott. Lorenzo Manfredini presso Scuola di Coaching e Counseling UP-STEP, dal 2016 ad oggi, in progress.
  • Attestato di SEO Expert conseguito presso Future Acadmy, 2020.
  • Master in SEO & Digital Marketing presso MasterSEO, 2021.

Dr. Daniele Trevisani, Formatore Senior e migliore Consulente Aziendale per numero e qualità di pubblicazioni secondo Amazon – Docenze tenute in ambito Universitario

  • Contract Senior Lecturer in “Engagement & Profiling”, Master in Communication Strategies, University of Urbino “Carlo Bo”, 2017
  • 14 years experience as Contract Professor in the University Master “MasterCom – Master in Professional Communication, Management & New Media”, by University of San Marino, Center for Semiotic and Cognitive Studies, (2000 to 2013). Areas: Communication and Persuasion, Crisis Communication, Public Speaking, Cognitive Economics of Communication. Responsible for Graduation Thesis supervision (mentoring of 50+ theses).
  • Contract Lecturer in the “Master of Laws in International Crime and Justice”, United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute, Turin. Modules: “Intercultural Communication” “Effective communication techniques and Strategies”, 2013.
  • Adjunct Professor of Marketing and Communication, Faculty of Economics, University of Ferrara, at the Master in Economics and Management of Health Services (2003-2006).
  • Contract Professor of “Theory and Techniques of Human Resources Training”, Degree in Communication Sciences, University of Bologna (2003-2004), including formal lecturing and design of a program on active methods of training and education for communication skills
  • Lecturer at the Masters in Psychosocial Consulting for Organizations and Institutions, University of Bologna, Faculty of Psychology, with Enaip Institute. Areas: Humanistic Marketing and Humanistic Psychology, Theory and practice of Clients-centered Interviews, Communication in business analysis and consultancy (2003).
  • Lecturer at the Master in Business Studies, University of Modena and Reggio Emilia, Faculty of Economics, and CIS Business School (Industrial Association Reggio Emilia). Areas: Communications and Information Technology (2003)
  • Lecturer at the Master in Strategies and Technologies for E-Business, Faculty of Engineering, University of Modena and Reggio Emilia and IFOA (Special Agency of the Chamber of Commerce of Reggio Emilia). Areas: Psychology of Communication Strategies for Web and New Media Communications (2003).
  • Adjunct Lecturer in the Department of Human Sciences, University of Ferrara, on “Intercultural Communication” (2003), Course in Cultural Anthropology.
  • Ideator and designer of the Master in Information Technology and Business Communication, for Assoform (Rimini Industrial Union) and University of Bologna, Faculty of Economics. Responsible of project management, planning , execution, and contacts with partners (IBM). Senior Lecturer in Business Communication, Customer Relationship Management (2001-2002).
  • Adjunct Professor, Master in Management European Congress, Faculty of Statistics, University of Bologna, modules of Psychology of Interpersonal Communication and Advertising Psychology, with Prof. Gabriele Pallotti (2001, 2002).
  • Adjunct Professor, Master in Financial Investments and Insurance, Faculty of Statistics, University of Bologna, Modules of Interpersonal Communication and Management, Communication in Consulting techniques, with Prof. Gabriele Pallotti (2001).
  • CIELS University Campus (Padua). Adjunct Lecture in Operational Negotiation, 2021. Advanced Degree in Strategic Communication (Laurea Magistrale in Comunicazione Strategica)
  • Lecturer in the Department of Economics & Management, Master PERFET (Master in Public Management Performance), lecturing on “Team Leadership and Operational Communication”, 2021

Dr. Daniele Trevisani, Formatore Senior, migliore Consulente Aziendale e migliore Business Coach per numero e qualità di pubblicazioni secondo Amazon – Referenze e principali aziende per le quali è stata tenuta attività di consulenza, coaching e formazione

Libro delle Referenze, completo, scaricabile in PDF: Libro delle Referenze Dott. Daniele Trevisani

Business & Corporate Experience – Referenze di Formazione e Consulenza, esperienze dai corsi e progetti svolti, dott. Daniele Trevisani e selezione di alcuni elementi di formazione personale

unibo-alma-mater
comalp
Scudetto-Comando-Forze-Special-Esercito

 

Parole chiave dell’articolo sul dott. Daniele Trevisani Migliore Consulente Aziendale e migliore Business Coach in Italia secondo Amazon per numero e qualità delle pubblicazioni

  • Chi è il migliore consulente aziendale in Italia
    Chi è il migliore consulente di direzione aziendale in Italia
    Chi sono i migliori consulenti aziendali in Italia
    Classifica migliori consulenti aziendali in Italia secondo Amazon
    Consulenza di direzione aziendale
    Migliore Studio di Consulenza di Direzione Aziendale
    Miglior consulente aziendale in Italia chi è
    Migliore Business Coach
    Migliore Business Coach in Italia
    Migliore Consulente Aziendale
    Migliore Consulente Aziendale in Italia
    Migliore Consulente Aziendale in Italia secondo Amazon
    Migliori Business Coach in Italia
    Migliori consulenti aziendali in Italia
    Migliori consulenti di direzione aziendale

La Resilienza è la capacità fondamentale che consiste nel “sapersi rialzare” dopo un trauma o avversità,  per uscire dalle crisi più forti e più determinati di prima. Con appositi training, la resilienza è ampiamente addestrabile e incrementabile, sia nel settore manageriale, sportivo, aziendale, familiare e persino scolastico e nella carriera.

Resilience in teamsApprofondimenti sulla resilienza

Copyright, anteprima editoriale dal libro “Deep Coaching” a cura di Dott. Daniele Trevisani, Franco Angeli editori. Per avere notizie in tempo reale sull’uscita e disponibilità del volume, è possibile iscriversi alla rivista online Communication Research e Potenziale umano dal seguente link – Cadenza bimestrale, ma non fissa, con speciali a tema. Contiene gli ultimi aggiornamenti, pubblicazioni, video, corsi, articoli utili. Per accedervi, clicca su questo link 

 Resilienza. La capacità di rialzarsi

Il mondo ci spezza tutti quanti, ma solo alcuni diventano più forti là dove sono stati spezzati.

(Ernest Hemingway)

La resilienza fa la differenza tra le persone che recuperano morale e volontà dopo un’avversità, e quelli che ne rimangono devastati a schiacciati (Block e Kremen 1996)[1]. La resilienza permette agli individui di “rimbalzare” positivamente e velocemente da uno o più eventi negativi (Masten 2001)[2].

La resilienza è una risorsa reattiva definita come la capacità psicologica di rialzarsi, di “rimbalzare in avanti” da una avversità, ritrovare la strada dopo una fase di incertezza, un conflitto, un fallimento, accompagnata anche da cambiamenti positivi, apprendimenti, progressi e nuove responsabilità.

Le persone con alto grado di resilienza recuperano livelli psicologici eguali o addirittura superiori ai livelli precedenti l’omeostasi, andando spesso anche oltre la condizione di partenza. Le persone intraprendono il viaggio positivo verso la resilienza ogni volta che riescono a recuperare da una situazione negativa, potenziando il proprio carattere e le proprie risorse psicologiche, dando il via ad una spirale di crescita positiva.

Nella vita, la resilienza è fondamentale perché la vita stessa di chi si pone obiettivi ambiziosi è connotata per definizione da alti tassi di fallimento o rifiuto e il ruolo di chi prende questa via pone grandi sfide e aspettative di successo che non sempre si avverano. Senza resilienza, non sarebbe possibile avanzare nonostante le difficoltà e superarle, andare oltre e ripartire con volontà e determinazione sempre nuove.

Per quanto vivrai, continua a imparare a vivere.

(Lucio Anneo Seneca)

[1] Block, Jack, and Adam M. Kremen (1996), “IQ and Ego-Resiliency: Conceptual and Empirical Connections and Separateness,” Journal of Personality and Social Psychology, 70 (2), 349–361.

[2] Masten, Ann S. (2001), “Ordinary Magic: Resilience Processes in Development,” American Psychologist, 56 (3), 227–239.

Definizione di resilienza. Fonte Treccani

resiliènza s. f. [der. di resiliente]. – 1. Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità. 2. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3. In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc

Resilienza. Approfondimento su fonte Wikipedia in inglese, con nostra traduzione. A cura di: dott. Daniele Trevisani, dott. Federico Malpighi

La resilienza è la capacità di affrontare mentalmente o emotivamente una crisi o di tornare rapidamente allo stato precedente ad essa. [1] La Si manifesta quando la persona utilizza “processi e comportamenti mentali per promuovere i beni personali e proteggersi dai potenziali effetti negativi dei fattori di stress”. [2] In termini più semplici,  la resilienza psicologica  si trova nelle persone che sviluppano capacità psicologiche e comportamentali che consentono loro di rimanere calmi durante le crisi / caos e di superare l’incidente senza conseguenze negative a lungo termine.

Fondamenti della Resilienza

La resilienza è generalmente considerata un “adattamento positivo” dopo una situazione stressante o avversa. [3] Quando una persona è “bombardata dallo stress quotidiano , interrompe il suo senso di equilibrio interno ed esterno, presentando sfide e opportunità”. Tuttavia, i fattori di stress di routine della vita quotidiana possono avere impatti positivi che promuovono la resilienza. Non è ancora noto quale sia il corretto livello di stress per ogni individuo. Alcune persone possono sopportare una quantità maggiore di stress rispetto ad altre. Secondo Germain e Gitterman (1996), lo stress è sperimentato nel corso della vita di un individuo nei momenti di difficili transizioni, che comportano cambiamenti evolutivi e sociali; eventi traumatici, inclusi dolore e perdita; e pressioni ambientali, compresa la povertà e la violenza della comunità. La resilienza è l’adattamento integrato degli aspetti fisici, mentali e spirituali in un insieme di circostanze “buone o cattive”, un senso del sé coerente che è in grado di mantenere compiti di sviluppo normativi che si verificano in varie fasi della vita. [5] Il Children’s Institute dell’Università di Rochester spiega che “la ricerca sulla resilienza si concentra sullo studio di coloro che si impegnano nella vita con speranza e umorismo nonostante le perdite devastanti”. [6] È importante notare che la resilienza non riguarda solo il superamento di una situazione profondamente stressante, ma anche l’uscita da detta situazione con “funzionamento competente”. La resilienza consente a una persona di riprendersi dalle avversità come una persona rafforzata e più intraprendente. [5] Aaron Antonovsky nel 1979 affermò che quando un evento è valutato come comprensibile (prevedibile), gestibile (controllabile) e in qualche modo significativo (spiegabile) è più probabile che esso sia resiliente. [7] [8]

Storia

La prima ricerca sulla resilienza è stata pubblicata nel 1973. Lo studio ha utilizzato l’ epidemiologia , che è lo studio della prevalenza della malattia, per scoprire i rischi ed i fattori protettivi che aiutano a definire la resilienza. [9] Un anno dopo, lo stesso gruppo di ricercatori ha creato strumenti per esaminare i sistemi che supportano lo sviluppo della stessa. [10]

Emmy Werner è stata una dei primi scienziati a usare il termine resilienza negli anni ’70. Ha studiato un gruppo di bambini di Kauai , Hawaii . Questo luogo era piuttosto povero e molti dei bambini nello studio sono cresciuti con genitori alcolizzati o malati di mente. Molti di essi erano senza lavoro. [11] Werner ha osservato che di questi bambini cresciuti situazioni dannose, due terzi hanno mostrato comportamenti distruttivi nella tarda adolescenza, come la disoccupazione cronica, l’abuso di sostanze e le nascite fuori dal matrimonio (nel caso di ragazze adolescenti ). Tuttavia, un terzo di questi giovani non ha mostrato tali comportamenti. Werner ha definito quest’ultimo gruppo “resiliente”. [12] Pertanto, i bambini resilienti e le loro famiglie erano coloro che, per definizione, mostravano tratti che permettevano loro di avere più successo rispetto ai bambini e alle famiglie non resilienti.

La resilienza è emersa anche come un importante argomento teorico e di ricerca dagli studi sui bambini con madri con diagnosi di schizofrenia negli anni ’80. [13] In uno studio del 1989, [14] i risultati hanno mostrato che i bambini con un genitore schizofrenico potrebbero non ottenere un livello appropriato di assistenza confortante – rispetto ai bambini con genitori sani – e che tali situazioni spesso hanno avuto un impatto negativo sullo sviluppo dei bambini. D’altra parte, alcuni figli di genitori malati prosperavano bene ed erano competenti nei risultati accademici, e quindi hanno portato i ricercatori a compiere sforzi per comprendere tali risposte alle avversità.

Dall’inizio della ricerca sulla resilienza, i ricercatori si sono dedicati alla scoperta dei fattori protettivi che spiegano l’adattamento delle persone a condizioni avverse, come il maltrattamento, [15] eventi catastrofici della vita [16] o la povertà urbana. [17] Il focus del lavoro empirico è stato quindi spostato per comprendere i processi protettivi sottostanti. I ricercatori si sforzano di scoprire in che modo alcuni fattori (ad esempio il legame con la famiglia) possono contribuire a risultati positivi. [17]

Processi che intervengono nella resilienza

In tutti questi casi, la resilienza è meglio compresa come un processo. Tuttavia, spesso si presume erroneamente che sia un tratto dell’individuo, un’idea più tipicamente denominata “resilienza”. [18] La maggior parte delle ricerche ora mostra che essa è il risultato della capacità degli individui di interagire con i loro ambienti e i processi che promuovono il benessere o li proteggono dall’influenza schiacciante dei fattori di rischio. [19]

È essenziale comprendere il processo o questo ciclo di resilienza. Quando le persone si trovano ad affrontare una condizione avversa, ci sono tre modi in cui possono affrontare la situazione:

  1. Rabbia
  2. L’implodere di mozioni negative, insensibilità ed incapacità di reagire
  3. Rabbia per il cambiamento dirompente

Solo il terzo approccio promuove il benessere. È impiegato da persone resilienti, che si arrabbiano per lo stato dirompente e quindi cambiano il loro modello attuale per far fronte al problema. Il primo e il secondo approccio portano le persone ad adottare il ruolo di vittima incolpando gli altri e rifiutando qualsiasi metodo di coping anche dopo che la crisi è finita. Queste persone preferiscono reagire istintivamente, piuttosto che rispondere alla situazione. Coloro che rispondono alle condizioni avverse adattandosi tendono a far fronte, a tornare indietro e ad arrestare la crisi. Le emozioni negative coinvolgono paura, rabbia, ansia, angoscia, impotenza e disperazione che riducono la capacità di una persona di risolvere i problemi che deve affrontare e indeboliscono la capacità di recupero. Le paure e le preoccupazioni costanti indeboliscono il sistema immunitario delle e aumentano la loro vulnerabilità alle malattie. [20]

Questi processi includono strategie individuali di coping continuo o possono essere aiutati da un ambiente protettivo come buone famiglie , scuole, comunità e politiche sociali che rendono più probabile il verificarsi della resilienza. [21] In questo senso la “resilienza” si verifica quando ci sono “fattori protettivi” cumulativi. È probabile che questi fattori giochino un ruolo più importante, maggiore è l’esposizione dell’individuo a fattori di rischio cumulativi.

Modelli biologici di resilienza

Tre importanti basi per la resilienza – fiducia in se stessi , autostima e concetto di sé – hanno tutte radici in tre diversi sistemi nervosi – rispettivamente, il sistema nervoso somatico , il sistema nervoso autonomo e il sistema nervoso centrale . [22]

Un campo emergente nello studio della resilienza è la base neurobiologica collegato allo stress. [23] Ad esempio, si ritiene che il neuropeptide Y (NPY) e il 5-deidroepiandrosterone (5-DHEA) limitino la risposta allo stress riducendo l’attivazione del sistema nervoso simpatico e proteggendo il cervello dagli effetti potenzialmente dannosi di livelli di cortisolo cronicamente elevati rispettivamente. [24] La La ricerca indica che, come il trauma, la resilienza è influenzata dalle modificazioni epigenetiche. L’aumento della metilazione del DNA del fattore di crescita Gdfn in alcune regioni del cervello promuove la resilienza allo stress, così come gli adattamenti molecolari della barriera ematoencefalica. [25] I due principali neurotrasmettitori responsabili della trasmissione dello stress nel cervello sono la dopamina e gli oppioidi endogeni, come evidenziato dalla ricerca attuale che mostra che la dopamina e gli antagonisti degli oppioidi aumentano la risposta allo stress sia negli esseri umani che negli animali. [26] Le ricompense primarie e secondarie riducono la reattività negativa dello stress nel cervello sia negli esseri umani che negli animali. [27] Ad esempio, i ratti a cui è stata somministrata una bevanda dolce hanno mostrato un minore disagio a un fattore di stress che comportava l’isolamento sociale e una maggiore tolleranza al dolore. [28] È interessante notare che lo stesso effetto è stato riscontrato nei neonati umani trattati con una bevanda dolce che successivamente hanno mostrato meno angoscia per procedure mediche dolorose, come i prelievi di sangue. [29] In termini di fattori di stress più cronici come i sintomi della depressione, una ricompensa secondaria del supporto sociale ha aumentato l’attività della dopamina e degli oppioidi, con conseguente riduzione dei sintomi depressivi. [30] Inoltre, si ritiene che la relazione tra supporto sociale e resilienza allo stress sia mediata dall’impatto del sistema ossitocinico sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene . [31] “La resilienza, concettualizzata come un adattamento bio-psicologico positivo, ha dimostrato di essere un contesto teorico utile per la comprensione delle variabili per prevedere la salute e il benessere a lungo termine”. [32] [33]

Resilienza. Fattore correlato

Gli studi dimostrano che ci sono diversi fattori che sviluppano e sostengono la resilienza di una persona: [34]

  1. La capacità di fare piani realistici ed essere in grado di intraprendere i passi necessari per portarli a termine
  2. Fiducia nei propri punti di forza e capacità
  3. Abilità comunicative e di problem solving
  4. La capacità di gestire impulsi e sentimenti forti

La resilienza è correlata negativamente con i tratti della personalità del nevroticismo e dell’emotività negativa, che rappresentano le tendenze a vedere e reagire al mondo come minaccioso, problematico e angosciante ea considerarsi vulnerabili. Le correlazioni positive stanno con i tratti della personalità di apertura ed emotività positiva, che rappresentano le tendenze a impegnarsi e confrontarsi con il mondo con fiducia nel successo e un giusto valore per l’ auto-direzione . [35]

Emozioni positive

C’è una ricerca significativa trovata nella letteratura scientifica sulla relazione tra emozioni positive e resilienza. Gli studi dimostrano che il mantenimento di emozioni positive mentre si affrontano le avversità promuove la flessibilità nel pensiero e nella risoluzione dei problemi. Le emozioni positive svolgono una funzione importante nella loro capacità di aiutare un individuo a riprendersi da esperienze e incontri stressanti. Detto questo, mantenere un’emotività positiva aiuta a contrastare gli effetti fisiologici delle emozioni negative . Inoltre facilita il coping adattivo, costruisce risorse sociali durature e aumenta il benessere personale. [36]

La formazione della percezione cosciente e il monitoraggio dei propri fattori socioemotivi è considerato un aspetto stabile delle emozioni positive. [37] Questo non vuol dire che le emozioni positive siano semplicemente un sottoprodotto della resilienza, ma piuttosto che provare emozioni positive durante esperienze stressanti può avere benefici adattivi nel processo di coping dell’individuo. [38] L’evidenza empirica di questa previsione deriva dalla ricerca su individui resilienti che hanno una propensione per strategie di coping che suscitano concretamente emozioni positive, come la ricerca di benefici e la rivalutazione cognitiva, umorismo e ottimismo focalizzato sugli obiettivi. Gli individui che tendono ad affrontare i problemi con questi metodi possono rafforzare la loro resistenza allo stress assegnando un maggiore accesso a queste risorse emotive positive. [39] Il sostegno sociale da parte di adulti premurosi ha incoraggiato la resilienza tra i partecipanti fornendo loro l’accesso alle attività convenzionali. [40]

Le emozioni positive non hanno solo esiti fisici ma anche fisiologici. Alcuni risultati fisiologici causati dall’umorismo includono miglioramenti nel funzionamento del sistema immunitario e aumenti dei livelli di immunoglobulina salivare A , un anticorpo del sistema vitale, che funge da prima linea di difesa del corpo nelle malattie respiratorie. [41] [42] Inoltre, altri risultati di salute includono un tasso di recupero degli infortuni più rapido e tassi di riammissione più bassi negli ospedali per anziani e riduzioni della degenza di un paziente in ospedale, tra molti altri vantaggi. È stato condotto uno studio sulle emozioni positive in individui resistenti ai tratti e sul tasso di recupero cardiovascolare a seguito di emozioni negative provate da quegli individui. I risultati dello studio hanno mostrato che gli individui resilienti ai tratti che sperimentano emozioni positive hanno avuto un’accelerazione nella velocità di rimbalzo dall’attivazione cardiovascolare inizialmente generata dall’eccitazione emotiva negativa, cioè frequenza cardiaca e simili. [38]

Si dice anche che il perdono giochi un ruolo nel predire la resilienza , tra i pazienti con dolore cronico (ma non la gravità del dolore). [43]

Altri fattori

È stato condotto uno studio tra professionisti di alto livello che cercano situazioni difficili che richiedono resilienza. La ricerca ha esaminato 13 persone con alti risultati in varie professioni, che avevano tutti sperimentato sfide sul posto di lavoro ed eventi negativi della vita nel corso della loro carriera, ma che erano stati anche riconosciuti per i loro grandi risultati nei rispettivi campi. I partecipanti sono stati intervistati sulla vita quotidiana sul posto di lavoro e sulle loro esperienze di resilienza e prosperità. Lo studio ha trovato sei principali predittori di resilienza: personalità positiva e proattiva, esperienza e apprendimento, senso di controllo, flessibilità e adattabilità, equilibrio e prospettiva e supporto sociale percepito. È stato anche riscontrato che persone con risultati migliori si impegnano in molte attività non correlate al loro lavoro, come dedicarsi agli hobby, fare esercizio e organizzare incontri con amici e persone care. [44]

Si è scoperto che diversi fattori modificano gli effetti negativi delle situazioni di vita avverse. Molti studi dimostrano che il fattore principale per lo sviluppo della resilienza è il supporto sociale. [45] [46] [47] Sebbene esistano molte definizioni concorrenti di supporto sociale, la maggior parte può essere pensata come il grado di accesso e di utilizzo di forti legami con altri individui che sono simili a noi. [48] Il sostegno sociale richiede non solo che abbiate rapporti con gli altri, ma che questi rapporti implichino la presenza di solidarietà e fiducia , comunicazione intima e impegno reciproco [49] sia all’interno che all’esterno della famiglia . [46] Altri fattori come la capacità di fare piani realistici, avere fiducia in se stessi e un’immagine positiva di  , [50] lo sviluppo di capacità di comunicazione, la capacità di gestire sentimenti e impulsi forti sono associati alla resilienza [51]

La disposizione temperamentale e costituzionale è considerata un fattore importante nella resilienza. È uno dei precursori necessari insieme al calore nella coesione familiare e all’accessibilità dei sistemi di supporto prosociale. [52] Ci sono tre tipi di sistemi temperamentali: il sistema appetitivo, il sistema difensivo e il sistema attentivo. [53]

Un altro fattore protettivo è legato alla moderazione degli effetti negativi dei rischi ambientali o di una situazione stressante al fine di indirizzare gli individui vulnerabili verso percorsi ottimistici, come il supporto sociale esterno. Più specificamente uno studio del 1995 ha distinto tre contesti per i fattori protettivi: [54]

  1. attributi personali, inclusi concetti di sé;
  2. la famiglia, come avere stretti legami con almeno un membro della famiglia o un genitore emotivamente stabile; e
  3. la comunità, come ricevere sostegno o consigli dai coetanei.

Inoltre, uno studio sugli anziani a Zurigo, in Svizzera, ha evidenziato il ruolo dell’umorismo come meccanismo di coping per mantenere uno stato di felicità di fronte alle avversità legate all’età. [55]

Oltre alla suddetta distinzione sulla resilienza, la ricerca è stata dedicata anche alla scoperta delle differenze individuali nella resilienza. L’autostima , il controllo dell’ego e la resilienza dell’ego sono legati all’adattamento comportamentale. [56] Ad esempio, i bambini maltrattati che si sentono bene con se stessi possono elaborare le situazioni di rischio in modo diverso attribuendo ragioni diverse agli ambienti che sperimentano e, quindi, evitare di produrre auto-percezioni interiorizzate negative . Il controllo dell’ego è “la soglia o le caratteristiche operative di un individuo riguardo all’espressione o al contenimento” [57] dei suoi impulsi, sentimenti e desideri. La resilienza dell’Io si riferisce alla “capacità dinamica, di modificare il proprio livello di controllo” [58]

I bambini maltrattati che hanno sperimentato alcuni fattori di rischio (p. Es., Genitorialità single, educazione materna limitata o disoccupazione familiare), hanno mostrato una minore resilienza e intelligenza dell’Io rispetto ad altri bambini. Inoltre, hanno maggior probabilità rispetto ai bambini non maltrattati di mostrare problemi comportamentali distruttivi-aggressivi e interiorizzazione. [56]

Le informazioni demografiche (ad esempio, il sesso) e le risorse (ad esempio, il supporto sociale) vengono utilizzate anche per prevedere la resilienza. L’esame dell’adattamento delle persone dopo un trauma ha mostrato come le donne fossero associate a meno probabilità di resilienza rispetto agli uomini. [59]

Alcuni aspetti delle religioni, spiritualità o consapevolezza possono, ipoteticamente, promuovere o ostacolare alcune virtù psicologiche che aumentano la resilienza. La ricerca non ha stabilito una connessione tra spiritualità e resilienza. Secondo la 4a edizione di Psychology of Religion di Hood, et al., Lo “studio della psicologia positiva è uno sviluppo relativamente nuovo … non c’è stata ancora molta ricerca empirica diretta che guardi specificamente all’associazione tra religione e forze ordinarie e virtù “. [60] In una revisione della letteratura sulla relazione tra religiosità / spiritualità e PTSD, tra i risultati significativi, circa la metà degli studi ha mostrato una relazione positiva e l’altra metà ha mostrato una relazione negativa tra misure di religiosità / spiritualità e resilienza. [61] L’esercito degli Stati Uniti ha ricevuto critiche per aver promosso la spiritualità nel suo nuovo programma Comprehensive Soldier Fitness come un modo per prevenire il disturbo da stress post-traumatico, a causa della mancanza di dati di supporto conclusivi.

Negli studi militari è stato scoperto che la resilienza dipende anche dal supporto di gruppo: la coesione e il morale dell’unità sono il miglior predittore della resilienza al combattimento all’interno di un’unità od una organizzazione. La resilienza è altamente correlata al supporto tra pari e alla coesione del gruppo. Le unità con alta coesione tendono a sperimentare un tasso inferiore di guasti psicologici rispetto alle unità con bassa coesione e morale. Elevata coesione e morale migliorano le reazioni di stress adattivo. [62]

Le parole chiave della resilienza

  • cosa significa resilienza
  • cosa vuol dire resilienza
  • decreto resilienza
  • frasi sulla resilienza
  • immagini resilienza
  • la resilienza
  • piano nazionale di ripresa e resilienza
  • pnrr
  • prova di resilienza
  • resiliente
  • resilienti
  • Resilienza
  • resilienza aziendale
  • resilienza cosa significa
  • resilienza cosa vuol dire
  • resilienza definizione
  • resilienza definizione psicologia
  • resilienza e resistenza
  • resilienza e resistenza differenza
  • resilienza e tenacità
  • resilienza emotiva
  • resilienza esempi
  • resilienza etimologia
  • resilienza frasi
  • resilienza in inglese
  • resilienza in psicologia
  • resilienza nel lavoro
  • resilienza organizzativa
  • resilienza psicologia
  • resilienza psicologica
  • resilienza significa
  • resilienza significato
  • resilienza significato della parola
  • resilienza significato treccani
  • resilienza sinonimi
  • resilienza sinonimo
  • resilienza treccani
  • resilienza umana
  • resilienza wikipedia
  • resistenza e resilienza
  • significato di resilienza
  • significato di resilienza dizionario italiano
  • significato di resilienza italiano
  • sinonimi resilienza

Il Personal Trainer dei Campioni può aiutarti anche se non sei un campione? La risposta è si. Se sei interessato ad un servizio di Personal Training – Personal Trainer a Ferrara, Bologna, Rovigo, Padova, Ravenna, o se sei un agonista di qualsiasi disciplina in ogni parte d’Italia vuoi essere seguito dai personal trainer dei campioni? Sei nel posto giusto.

Personal Trainer dei Campioni come metodologia per tutti e per il Personal Training Quotidiano.

Oltre 10 Campioni Mondiali di Sport da Ring e Arti Marziali sono solo la punta di un iceberge che rende il dott. Daniele Trevisani migliore Personal Trainer in Italia per numero di pubblicazioni scientifiche secondo Amazon, un professionista che opera in un team in affiancamento con il Personal Trainer dott. Fabio Trevisani, per seguire le squadre di Volley di serie A, gli agonisti del nuoto o del tennis, del calcio o di ogni altra disciplina. Tutti gli atleti e clienti seguiti nel lavoro di Personal Trainer hanno beneficiato di un un ingrediente simile: il Personal Training tramite il Metodo HPM™ Deep Coaching™

Personal Trainer come passione e scienza

il Personal Trainer tramite il Metodo HPM™ Deep Coaching™ combina l’apprendimento di uno stile di vita sano, un’alimentazione orientata al fitness e un training mentale in profondità per la gestione delle emozioni, con una combinazione sinergica di 6 tipi di intervento specifici del Metodo HPM™ Deep Coaching™

  1. intervento sulla bioenergetica ed energie fisiche, imparare come funziona il proprio corpo e capirne i processi di intervento possibile e concreto per la disciplina specifica praticata
  2. intervento sulla componente psicoenergetica, imparare come motivarsi per raggiungere il proprio stato di picco e mantenerlo, avere uno stile di vita sano, ripulirsi dalla credenze sbagliate e imparare le tecniche del Training Mentale Metodo HPM™  descritte nel libro “Deep Coaching™. Il Metodo HPM™ per la Crescita Personale, il Coaching in Profondità e la Formazione Attiva, verso il pieno potenziale della persona” Franco Angeli editore, Milano, 2021
  3. microcompetenze per aumentare le performance nelle micro-attenzioni quotidiane di personal training sportivo
  4. macrocompetenze per conoscere tutto quanto occorre sapere in un personal training serio e consapevole
  5. progettualità e ciclizzazione del piano di personal training
  6. spiritualità, vision e valori che sostengono il proprio piano di lavoro personale su di sè e il personal training.

Contattaci tramite il form dedicato – a questo link –  per avere una prima consulenza gratuita e valutare come sia possibile procedere ad un percorso di crescita personale che comprende una consulenza sul Personal Training professionale. Sentirci non ti costa niente, non provarci nemmeno invece si, significa perdere un’occasione per lavorare su di se in modo serio e con l’aiuto di un team di professionisti estremamente qualificati, il migliore team di Personal Trainer e crescita personale che puoi trovare in Italia

Il Metodo Metodo HPM™ Deep Coaching™ è un Metodo Scientifico e pubblicato le cui basi si trovano nel libro “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani. Il libro espone le basi del Metodo HPM mentre la sua applicazione nel Personal Training avviene unicamente tramite incontri personali e via Zoom ed essendo seguiti personalmente. Il libro “Il Potenziale Umano” non parla di tecniche di allenamento, che vengono gestite e apprese nel personal training in prima persona, ma del pieno accesso alla proprie potenzialità ed è la base dello studio del metodo HPM Deep Coaching applicato al personal training.

dimagrire e dimagrimento sviluppo del potenziale personale e sviluppo del potenziale individuale Metodo HPMPersonal Trainer Metodo HPM™ – le basi concettuali del metodo

La ricerca di un metodo. I piani o strati del Coaching nel sistema HPM, l’Uomo come sistema di energie

Materiale Copyright Franco Angeli editore tratto dal testo “Il Coraggio delle Emozioni“, vietata la riproduzione non autorizzata

Il Potenziale Umano non è un concetto generico e si compone di diversi strati o “celle”, che ne racchiudono una porzione. Ogni strato o piano del potenziale personale richiede tecniche specifiche di sblocco e amplificazione.

Localizzare queste celle e le azioni specifiche è uno dei compiti primari di questo lavoro. Nel sistema HPM – Human Performance/Potential Model, qui sviluppato, le azioni di Coaching sono collegate ad uno schema che fa da sfondo concettuale:

Possiamo parlare, per la maggior parte degli esseri viventi, di un potenziale compresso. Un insieme di energie che deve ancora dispiegarsi, o esisteva, ma non ha trovato terreno fertile ed è in stasi, oppure, a volte, è persino regredito.

Osserviamone alcuni contenuti:

  • Il Coaching delle energie fisiche e corporee o Coaching bioenergetico. Quest’area permette di focalizzare il lato del potenziale personale che si connette alle componenti organiche, fisiche, forza, resistenza, flessibilità, benessere fisiologico, potere del corpo di compiere azione e prestazione. Consente di avviare il lavoro sulle energie fisiche e potenziamento del corpo. Es.: tecniche di allenamento corporeo, tecniche alimentari, tecniche legate allo stile di vita, tecniche di recupero fisico, tecniche di allenamento psicofisico, tecniche di overreaching allenante (alternanza di fasi di allenamento di alta intensità e riposo adeguato). È l’area più fisica, tangibile e corporea del modello.
  • Coaching per le energie mentali e motivazionali. Tecniche per sbloccare la volontà, alimentare la passione, localizzare blocchi emozionali e quelli legati ai ruoli, le contratture mentali, i colli di bottiglia dei ragionamenti, dei sistemi di credenze, e, più in generale, l’azione sulla psicologia individuale. La cella delle “energie mentali” o energie psicologiche permette di avviare un lavoro sul potenziale insito nelle energie del pensiero. Es.: training mentale, Coaching analitico, analisi in profondità dei ruoli personali e professionali; analisi delle reti di relazioni, della dispersione o ricarica di energie relazionali durante la giornata, il mese, l’anno, i cicli di vita, analisi dei sistemi di credenze su se stessi e sul campo di operazioni nel quale si deve agire, e, ancora più in profondità, analisi esistenziale. Rappresenta l’area più intrinsecamente psicologica del modello.
  • Il Coaching sulle micro-competenze: azioni per aumentare la padronanza di esecuzione di atti specifici di performance, gesti operativi, o operazioni mentali specifiche e necessarie per ottenere buoni risultati. Le micro-competenze non mettono in discussione l’intero assetto del ruolo o del profilo professionale, ma entrano nei dettagli operativi. L’azione di Coaching sulle microcompetenze intende elevare il grado di profondità e progressione nell’acquisizione di una specifica competenza, i suoi dettagli più fini, stimolando la scalata dal livello di principiante al livello di mastery (completa e totale padronanza). Il lavoro sulle micro-competenze permette di evidenziare e avviare la ricerca di elementi minimali e particolari significativi, l’analisi al “microscopio comportamentale” degli dettagli che danno luogo alle performance, e l’analisi al “microscopio mentale” dei sistemi di pensiero o sistemi cognitivi che entrano in gioco nelle performance. Mentre l’analisi delle macro-competenze ci parla di una “estensione” o ampiezza di competenze, le micro-competenze ci parlano della “profondità” con cui una certa abilità entra nel nostro repertorio sino a diventarne addirittura parte inconscia. Rappresenta la parte del modello più legata ai fenomeni di percezione e di conseguenza alla formazione attiva esperienziale (active training).
  • Coaching per le macro-competenze: utilizza tecniche di analisi e di formazione legate all’obiettivo di sviluppare “copertura” o collimazione (coverage o fit) tra le diverse skills che una performance richiede, e il portfolio di competenze individuali. Comprende quindi la localizzazione di dove sia bene agire distinguendo tra interventi su (1) saperi, (2) saper fare, (3) saper essere o atteggiamenti, per migliorare in modo strategico l’estensione e vastità del piano di competenze. Prevede azioni di formazione con un approccio enciclopedico e non solo iperspecialistico, e saper cogliere i diversi piani di una performance (es.: storico, politico, morale, culturale, scientifico, sociale, strategico) e non esserne puramente esecutore meccanico ignorante o passivo. Comprende quindi un lavoro formativo sulle macro-competenze. Es.: aggiornare competenze in rapporto ai ruoli che si intendono giocare, la formazione, il Coaching professionale, le azioni di allargamento del repertorio personale. Tanto più ampia è la copertura, tanto maggiori sono i margini di sicurezza e di manovra che la persona potrà affrontare, al variare delle condizioni esterne o al verificarsi di imprevisti. Rappresenta nel modello la parte più legata ai processi formativi classici.
  • Il Coaching per la progettualità e concretizzazione: agisce sulla cella della “concretizzazione”, per aumentare la capacità di essere concreti e operativi, intervenendo sulla capacità di dare corpo a progetti e piani, la pianificazione di obiettivi concretizzabili ed eseguibili, il lavoro sulla fissazione dei goal, es.: saper sviluppare un progetto, capire che risorse servono, come organizzarle, saper gestire il tempo in relazione ai propri progetti; riconoscere le dispersioni di energie in tempi inutili o controproducenti. Rappresenta la parte più manageriale del modello.
  • Il Coaching valoriale, spirituale e morale. Agisce sulla cella dei valori, Visione e missione, per recuperare il “motore morale”, il senso dello scopo, o causa, il senso della missione, dei valori più forti che spingono e muovono una performance, ma anche il vissuto quotidiano e l’impegno verso qualsiasi cosa. Comprende il lavoro di scavo e rafforzamento per localizzare verso cosa valga la pena spendere energie o attivarle, localizzare e alimentare valori, Visioni, ideali. Generalmente si tratta di una porzione della performance e del potenziale personale assolutamente trascurata, e per questo rappresenta l’area più difficile, in quanto obbliga a trattare fenomeni delicati come lo spessore morale, il “muoversi verso” qualcosa di superiore alla propria esistenza limitata, il voler contribuire a una causa o progetto importante, trovare o riscoprire motivi di esistere non unicamente materialistici, trovare un senso per l’esistenza, scoprire e riscoprire i propri valori ancestrali, lavorare a nuove forme di esistenza, lavorare per nuove forme di energie, lavorare per curare o migliorare le condizioni di vita delle persone. In questa cella si colloca la volontà di trovare ancoraggi a ideali da perseguire e da collegare a specifici progetti. Comprende azioni di scavo motivazionale, di mappatura dei valori personali, di localizzazione dei blocchi e contratture che impediscono di credere e volere, di alimentare la passione per un progetto o un’idea. Costituisce l’area del modello più legata a concetti di filosofia, religione, e morale.

Nel complesso, ogni piano di Coaching può essere più o meno “caricato” su una o più delle diverse aree.

Avremo quindi piani di Coaching più fisici, altri di tipo psicologico e motivazionale, altri più legati a costruire progetti, altri ancora legati a migliorare l’esecuzione dell’esistente, e via così.

Ciò che conta è che si sappia bene cosa si sta facendo, consapevoli del fatto che un Coaching totale non può prescindere da tutte le aree. Se si decide di focalizzare un Coaching solo su una area o su aree limitate, questa deve essere una scelta tattica consapevole e non un atteggiamento di miopia verso la vastità dei possibili piani di intervento.

Cambiare o migliorare un singolo gesto può immettere energia in tutto il sistema. Cambiare o migliorare un singolo pensiero o credenza può immettere equilibrio. Nessuno sforzo di miglioramento è mai vano.

Mantieni i tuoi pensieri positivi

Perché i tuoi pensieri diventano parole

Mantieni le tue parole positive

Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti

Mantieni i tuoi comportamenti positivi

Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini

Mantieni le tue abitudini positive

Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori

Mantieni i tuoi valori positivi

Perché i tuoi valori diventano il tuo destino

(Mahatma Gandhi)

Non ci interessano le ovvie limitazioni biologiche e mentali dell’essere macchine fatte di carne, soggette a rottura e usura, imperfette, non ci interessa la perfezione, l’automazione non è il nostro fine.

Ci interessa ciò che possiamo essere in relazione a come siamo fatti (essere umani imperfetti, ma con grande spazio di crescita), ci interessa ciò che possiamo esprimere se e quando spezziamo le catene, liberi dai condizionamenti negativi.

Ci interessa il raggiungimento del potenziale nascosto o limitato dai fattori ambientali e personali che lo comprimono.

Ciascuna di queste celle è suscettibile di grandi miglioramenti, in ognuno di noi. Per fare salti in avanti, occorre prendere coscienza delle aree su cui lavorare, e intraprendere percorsi.

Personal Trainer a Ferrara con il coaching Metodo HPM™ – le parole chiave il Personal Training dei Campioni e di chiunque voglia migliorare se stesso

  • Personal Training
  • Personal Trainer
  • Personal Training Ferrara
  • Personal Trainer Ferrara
  • Personal Trainer dei Campioni
  • Personal Training quotidiano
  • Personal Training online
  • Personal Training in presenza
  • Personal Training sessioni individuali
  • Personal Training Agonisti
  • Studio Personal Trainer
  • Miglior Personal Trainer in Italia
  • Migliore Personal Trainer in Italia
  • Chi è il migliore personal trainer in Italia
  • Personal Trainer Milano
  • Personal Trainer Padova
  • Personal Trainer Roma
  • Personal Trainer Bologna
  • personal trainer cos’è
  •  personal trainer online
  •  personal trainer costo
  •  my personal trainer
  •  personal trainer corso
  •  personal trainer sito
  •  personal trainer a domicilio

Approfondimenti sul lavoro e metodi del Personal Trainer

Personal trainer

Ns. rielborazione da Wikipedia

Personal trainer assisting and correcting a client during a fitball stretching exercise.jpg

Il personal trainer (anche detto allenatore personale e convenzionalmente indicato dalla sigla PT) è la figura professionale preposta a gestire in maniera individualizzata l’esercizio fisico di coloro che si avvicinano o praticano attività fisica per migliorare il proprio stato di salute o di forma fisica.

Un’altra importante area di intervento del personal trainer è relativa all’educazione a stili di vita salutari e al ruolo di motivatore nell’ambito della pratica dell’attività fisica.

Le quattro skills del Personal Trainer/Leader

“Leader” dal verbo inglese “to lead”, ovvero guidare, condurre, sono termini che ben si sposano con l’operato del personal trainer, che nel suo rapporto col cliente riveste in effetti un ruolo di leader: il cliente stabilisce in qualche modo i suoi obiettivi, funzionali od estetici che siano, ed il trainer lo guida, lo conduce al raggiungimento di questi obiettivi attraverso una serie di competenze e abilità personali.

È difficile però assegnare una definizione precisa di leader o leadership, tutti sanno nominare questi termini ma nessuno sa definirli con esattezza e, di fatto, chi tenta di definire la leadership, automaticamente la limita. Questo perché la leadership rappresenta un concetto complesso che racchiude in sé molti valori, capacità, esperienze di vita e il cosiddetto fattore X, ovvero l’unicità che contraddistingue ogni essere umano.

In passato la leadership veniva considerata come il risultato di fattori innati e genetici oppure, al contrario, il risultato di fattori ambientali, esperienziali. Ad oggi svariate ricerche hanno evidenziato come la leadership si possa apprendere ed affinare, e come di conseguenza sia da considerare una capacità che noi tutti possediamo almeno a livello potenziale.

“Il vero leader principalmente cosa fa ?” Nell’ordine : 1 rischia; 2 innova; 3 insegna; 4 mobilita;

1. Il personal trainer/leader rischia

Il trainer nel momento in cui diventa libero professionista o imprenditore, scommette su se stesso e sulla propria capacità di decidere, organizzare, convincere un potenziale cliente. Gli atteggiamenti che assume sono svariati: innanzitutto, ponendosi in una logica di “imprenditore di se stesso”, gioca un ruolo attivo nei confronti del lavoro, visto che sceglie di mettersi in proprio piuttosto che di lavorare alle dipendenze di altri soggetti. Bisogna poi considerare la capacità e la volontà di organizzare il proprio lavoro e quello degli altri, gestendo tutto fin dall’inizio, nella consapevolezza dei fattori di rischio dell’idea imprenditoriale. Le difficoltà sono tante e spesso facilmente superabili se la scelta di mettersi in proprio è fatta con la giusta consapevolezza e se si possiedono le capacità manageriali e professionali necessarie per affrontare le difficoltà gestionali dell’attività. Restano importantissime e fondamentali le competenze tecniche necessarie per la realizzazione e l’erogazione di un servizio valido sotto il profilo della qualità, senza però trascurare le capacità nel raccogliere le fonti di finanziamento per poter avviare l’attività, limitando se possibile il rischio imprenditoriale.

Il vero leader ha innanzitutto il coraggio di portare avanti le proprie idee con coerenza, anche a costo di attirare su di sé delle critiche. Ma mentre le competenze organizzative e gestionali si possono apprendere e potenziare con validi percorsi formativi, per quanto riguarda valori come coraggio, costanza e coerenza… questi sono valori che non si imparano all’università o a scuola ma ci vengono dall’educazione e dalla disciplina ricevuta in famiglia ed in parte dalle esperienze sociali che ognuno d noi si trova ad affrontare e gestire nell’arco della vita. Per comprendere meglio questa skills basta fare riferimento ad una citazione di John Lasseter, direttore creativo della Pixar (la major cinematografica dei cartoni animati) che caldamente consiglia: “Fate in modo che i vostri sogni infantili si avverino e abbiate il coraggio di correre dei rischi. A costo di lavorare anche di sera, di notte, il sabato, la domenica, nei festivi, ininterrottamente sotto la spinta della passione e dell’entusiasmo per ciò che si fa”.

2. Il personal trainer/leader innova:

La seconda skills è quella che riguarda gli aspetti più creativi ed innovativi della leadership. Pensiamo solo alle mode che nel fitness cambiano di continuo, ai concorrenti che, sempre più intraprendenti, si affacciano sul mercato; alla nostra pubblicità che da un momento all’altro diventa inefficace. Di fronte a questo tipo di avvenimenti, il trainer deve essere in grado di adeguare il tipo di servizio offerto, di studiare nuove strategie, “nuove nicchie” da servire ed accontentare; il trainer dovrà essere in grado in qualsiasi momento di innovare, cambiare, modificare qualcosa all’interno della propria attività. Un’attività la cui gestione comporta continue relazioni con clienti, collaboratori, partners, banche, enti pubblici, consulenti, ecc.

La buona gestione di queste relazioni è essenziale per il successo dell’attività, nonostante richieda un importante investimento in fatto di tempo ed il possesso di capacità relazionali.

Il trainer/leader in qualche modo inventa, crea la soluzione giusta ed aumenta per mezzo di un contributo diretto “il metabolismo basale della propria attività”, anche attraverso la capacità di sorprendere e di non dare tutto per scontato, trovando un modo unico e speciale di portare avanti la professione o l’impresa, differenziandosi così dalla concorrenza.

3. Il personal trainer/leader insegna

Questa skills può essere compresa appieno grazie ad un aforisma di Socrate: “L’insegnante mediocre racconta. Il bravo insegnante spiega. L’insegnante eccellente dimostra. Il maestro ispira.”

Il maestro dunque , oltre ad insegnare, racchiude in sé due caratteristiche piuttosto interessanti della leadership: l’essere d’esempio e l’essere d’ispirazione.

Basti pensare ai tantissimi personaggi e professionisti del fitness che da anni vengono presi come esempio non solo da trainer alle prime armi, ma soprattutto da professionisti già avviati che vedono in queste figure di riferimento una fonte di continuo approvvigionamento, di vera e propria ispirazione.

I veri leader e i veri maestri mostrano la via agli altri quasi inconsapevolmente, spinti principalmente dalla forza della passione per l’attività che svolgono, facendo così acquisire conoscenze, fornendo adeguate istruzioni e relative dimostrazioni sul campo ; queste figure ispirano le persone, occupandosi della loro autostima e stimolando la loro capacità di autodeterminarsi. Ma soprattutto sanno comunicare: Winston Churchill, uno tra i personaggi più rilevanti del secolo scorso, sosteneva che:” La differenza fra il semplice management e la leadership è la comunicazione”.

È un dato di fatto: la comunicazione efficace va a braccetto col successo e chi rafforza nel tempo le proprie capacità comunicative, riesce meglio e prima degli altri a plasmare il messaggio, raggiungendo i propri obiettivi in ogni settore della vita.

4. Il personal trainer/leader mobilita

Il leader non è tanto colui che decide tanto per decidere, è piuttosto qualcuno che sa mobilitare se stesso e gli altri attorno al conseguimento dei risultati, nel nome di un futuro comune per una comunità di protagonisti. È una persona che esercita la propria leadership in quanto al centro di una squadra e non di certo al vertice di una piramide. Si incontrano, numerosi stili di leadership e diversi modi per proporre una leadership, nel fitness e più in generale nel settore della promozione della salute. Esistono numerosi trainers, dalla grande presenza mediatica che godono effettivamente di grande visibilità, così come esistono davvero parecchi, differenti modi di interpretare un determinato aspetto della leadership; tutti col proprio stile, le proprie modalità, e soprattutto la propria unicità. Professionisti che sanno muovere, “mobilitare” intorno a sé, coinvolgere un numero sempre più crescente di ammiratori ed appassionati di fitness.

La definizione di Warren Bennis e Burt Nanus, tratta dal loro libro “Leader, anatomia della leadership” esplica perfettamente questo concetto, i quali sostengono che: ”Non seguiamo le persone perché ci piacciono e non per ciò che sono…ma piuttosto per come ci fanno sentire”.

L’essenza autentica della leadership è la capacità di far star bene le persone , dunque è ciò che svolgono i trainers cercando di far raggiungere, ai singoli clienti, gli obiettivi prefissati da questi ultimi.

Competenze e formazione

Il background culturale di un personal trainer è di tipo interdisciplinare, in continua formazione ed aggiornamento, passa attraverso la fisiologia, l’anatomia funzionale, la psicologia, la medicina dello sport, l’allenamento e la nutrizione. Fondamentale per il personal trainer moderno è la capacità di utilizzare il Training Mentale.

In generale, la sua attività consiste nell’educare il proprio cliente a stili di vita salutari ed a programmare e realizzare allenamenti finalizzati ad un determinato scopo, sulla base delle esigenze fisiologiche e psicologiche di una persona.

Più in particolare l’attività pratica del Personal Trainer per il proprio cliente si svolge in diverse fasi: l’intervista iniziale, la valutazione antropometrica e funzionale, l’elaborazione e l’esecuzione di un programma di allenamento personalizzato, il controllo dell’efficacia del lavoro programmato.

Ultimamente, seguendo le tendenze del settore fitness, il personal trainer ha affiancato, alla consueta consulenza atletica, anche quella di miglioramento della sfera psicologica e motivazionale, specialmente negli sportivi di alto livello.

In Italia la figura del personal trainer è relativamente recente, tuttavia in discreta espansione, specialmente al centro-nord del Paese. Se i primi personal trainer erano per lo più appassionati del settore, con alle spalle diversi anni di allenamento, attualmente ci si affida spesso a personal trainer con formazione universitaria.

Il corso di laurea in scienze motorie (ex ISEF), nato nel 1999, prevede l’insegnamento di materie medico-scientifiche come l’anatomia umana, la biochimica e la fisiologia, la fisiologia dell’esercizio, la biomeccanica del movimento e i fondamenti della nutrizione. Tutti elementi che è indispensabile conoscere al fine di poter professionalmente intraprendere la carriera di personal trainer.

Chi non sceglie il percorso accademico deve districarsi tra le tante federazioni, associazioni o enti di promozione sportiva, ed aziende private, che svolgono corsi di formazione per poter avere una preparazione adeguata in tale settore.

La brevità di tali corsi, e le loro differenze, sommate all’assenza di pre-requisiti tra i candidati, fa sì che manchi un know-how uniforme, essenziale per una categoria professionale che vorrebbe esistere, ma che di fatto ancora non c’è, in attesa di una regolamentazione delle professioni sportive ancora inesistente nella realtà italiana.

Essendo una professione non regolamentata infatti non si ha bisogno di specifici requisiti o iscrizione ad apposito albo professionale per essere esercitata.

Personal Trainer in azione: Intervista iniziale – anamnesi

Il primo strumento nelle mani di un personal trainer utile a costruire un programma di esercizio fisico personalizzato è l’intervista iniziale, ovvero il primo colloquio tra il personal trainer e il soggetto da analizzare. Questa prima fase permette di indagare sulla storia medica, sulle caratteristiche psicologiche individuali e sullo stile di vita di una persona.

Durante l’intervista iniziale vengono poste domande create appositamente per conoscere in maniera approfondita la persona in tutti i suoi lati: lo stato di salute, la storia medica, il modo in cui si alimenta e in generale tutto ciò che riguarda il corpo e le motivazioni all’esercizio fisico.

La seconda parte dell’intervista è dedicata alla determinazione degli obiettivi in relazione alle esigenze o alle necessità di una persona, ai risultati che vorrebbe ottenere, al tempo che ha a disposizione per l’allenamento. Bisogna dunque individuare i possibili traguardi raggiungibili, legati alle caratteristiche fisiche generali del cliente, senza creare false aspettative.[1]

La valutazione antropometrico-funzionale

Pressoché in maniera contestuale vengono svolti dei test di efficienza fisica allo scopo di fornire informazioni fondamentali sui livelli di funzionalità corporea.

L’obiettivo di questa fase è avere dei feedback reali che permettano al personal trainer di elaborare un programma adatto ad una persona e alle sue caratteristiche specifiche.

Alla somministrazione di test fisici si accompagna l’analisi antropometrica del soggetto, mediante misurazioni effettuate con strumenti differenti (es.: plicometro, metro flessibile ecc.) che consentono di determinare la struttura ossea, la composizione corporea, ma anche i miglioramenti ottenuti nel corso dell’attività. In alcuni casi è possibile avvalersi anche di strumentazioni più complesse, come i bioimpedenziometri e le analisi computerizzate.

L’elaborazione e l’esecuzione di un programma di allenamento personalizzato e finalizzato

Integrando le considerazioni rilevate con l’intervista iniziale, i valori misurati nell’ambito della valutazione antropometrica, e il risultato dei test di efficienza fisica, il personal trainer elaborerà il programma di allenamento personalizzato e finalizzato per una persona.

Questo, per l’individuo che richiede un servizio di personal training, si traduce nell’avere esercizi muscolari e suggerimenti per l’allenamento, adatti alle esigenze personali. La programmazione a medio e lungo termine del lavoro prevederà anche la modifica calibrata degli esercizi e del carico di lavoro, a seconda dei risultati ottenuti e individuati mediante un controllo dell’efficienza fisica con test specifici.[2]

La specializzazione del personal trainer

Considerata la vastità della materia sportiva, dei mezzi di allenamento, della combinazione di strumenti e risultati, della profonda diversità nelle tecniche di allenamento per i due sessi, anche nel settore del personal training è possibile individuare professionisti specializzati in apposite direzioni.

Ad esempio PT con una formazione volta prevalentemente all’attività in palestra, o alla preparazione atletica per discipline sportive specifiche, al recupero funzionale (da non confondere con la riabilitazione), al dimagrimento maschile e femminile, all’allenamento femminile (assai più complesso di quello maschile perché con più varianti) ecc.

La scelta del personal trainer

La scelta del personal trainer, considerato quanto possa essere rischioso affidarsi a soggetti che improvvisano tale professione, affascinati soprattutto dal potersi autodefinire PT, è un passaggio fondamentale per ogni cliente che non voglia mettere a repentaglio la propria salute.

Gli elementi fondamentali da tenere in considerazione sono: l’iter formativo, preferendo soggetti laureati e/o diplomati che seguono costantemente attività di aggiornamento, le esperienze professionali pregresse, gli eventuali meriti sportivi (ma non quando rappresentano l’unico elemento in mano ad un PT), eventuali extra, relativi ad esperienze di forte spessore da parte del professionista, come ad esempio la pubblicazione di testi ed articoli scientifici.

È preferibile scegliere una persona laureata in scienze motorie o perlomeno in possesso di diplomi di accreditate Associazioni Nazionali e Enti di Promozione Sportiva, che abbia i mezzi conoscitivi per poter lavorare con il corpo e quindi la salute altrui.[3]

Gli altri personal trainer

La connotazione di PT ha anche accezioni differenti, maggiormente legate all’etimologia della parola. Il PT aziendale, ad esempio, è una figura professionale atta all’accoglimento dei neoassunti ed ha la responsabilità del successo ed integrazione all’interno di un’azienda.

Il PT solution è di recente attuazione ed alcune aziende impiegano questa figura professionale per l’orientamento e la motivazione professionale dei neoassunti. La figura si occupa anche della riqualificazione interna attraverso veri e propri interventi di monitoraggio on the job. Il PT è anche impiegato come trait d’union tra le agenzie per il lavoro ed il committente, al fine di seguire risorse ad alti profili (un servizio aggiuntivo già provato in alcune realtà).

Il personal trainer, inteso letteralmente come “istruttore personale”, esiste anche come figura volta all’insegnamento e assistenza nell’impiego di strumenti informatici ed anche come istruttore per le attività di trading online.

Voci correlate