Category

counseling

Category

Esercizio Tecniche di coaching – la Ruota della Vita

Ispirato dal volume “Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace“.

Il concetto della Legge di attrazione (The secret) nasconde una realtà molto semplice: se mi concentro su obiettivi positivi, anziché su quello che NON voglio che accada, posso costruire un futuro migliore attivando micro-steps che mi avvicinano all’immagine mentale che voglio raggiungere

Concentrazione sugli obiettivi: esistono obiettivi sporchi, falsi (false Y) e obiettivi puliti, revisionati, raffinati tramite azioni di focusing (vere Y)

Immagini mentali cui attingere. Che immagine ideale di me e di me in azione mi può attirare e ispirare?

Mental training. Allenare la mente a stare in stati mentali positivi

Public speaking come esempio: se dico “non devo fare brutta figura”, penserò a me stesso che fa brutta figura, mentre se mi vedo “calmo, tranquillo, sereno, rilassato” e fisso quella immagine di mè nella mente, potrò attingere a quell’immagine durante l’azione

Concentrazione su obiettivi positivi. Gli obiettivi puliti fanno bene alla prospettiva temporale della persona

La ruota della vita

Quali sono i fronti, le aree di interesse e di attività che sto coltivando in questo periodo

Per ciascuna area, quali sono i punti forti (zona verde), quali i punti di dubbio (zona gialla), quali i punti deboli che riconosco in me (zona rossa)? E che differenze ci sono tra una “fetta” della ruota e un’altra?

Domande potenti: domande che aprono il ragionamento

Cosa vorresti migliorare in ciò che stai facendo ora?

Quali aree di lavoro stai affrontando in questo periodo?

Quali progetti stai affrontando in questo periodo?

Quali progetti metterai in cantiere o ti piacerebbe mettere in cantiere?

Su ciascun tema o macroarea (fetta della ruota della vita), quali sono i punti forti, quali da migliorare, quali sono invece criticità?

Offerte di tema da parte del cliente e domanda potente da parte del coach

Le Y erronee (falsi obiettivi) e le Y pulite (obiettivi puliti)

L’onestà del riconoscere le proprie lacune di competenze per poi poterci lavorare

Dare struttura ai propri tempi

Copyright Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it www.danieletrevisani.com www.studiotrevisani.it – Dal testo Il Potenziale Umano, Franco Angeli Editore

Coaching Corsi e Corso Coaching il potenziale umano. metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

La Crescita Personale è possibile solo quando inquadriamo bene gli obiettivi e facciamo pulizia dai falsi obiettivi

Il metodo delle regie è un utile a chi desidera produrre vero cambiamento, o agire sullo sviluppo reale, e inutile agli altri. Nella nostra visione deve agire seguendo la quarta definizione di Newton, secondo cui:

La forza impressa è l’azione esercitata su di un corpo, per mutare il suo stato di quiete o di moto uniforme e rettilineo[1].

E – ancora – secondo la prima legge del moto di Newton, secondo la quale:

…ogni corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto uniforme e rettilineo, se qualche forza ad esso applicata non lo costringe a mutarlo.

Cosa possiamo cogliere da queste leggi, se vogliamo estrapolarle dalla fisica? A cosa ci può essere utile richiamarle? Innanzitutto Newton pone il problema del senso dell’azione: “mutare”, cambiare. Per evolvere serve azione, e non solo nella fisica, ma anche nella meccanica delle menti. Serve “forza”, senza la quale nulla cambia. Newton evidenzia il fatto stesso che senza azione non vi sarà cambiamento rispetto allo stato preesistente o alla traiettoria naturale. Il ragionamento ci invita, per estrapolazione, a fare una buona diagnosi dello stato preesistente, una “situation analysis”, prima di agire. Ci porta inoltre a chiederci se abbiamo o meno a disposizione i tools (strumenti) la cui forza può generare il cambiamento necessario. A questa visione si correla un principio fondamentale delle azioni di cambiamento:

Principio 19 – Focalizzazione dello stato attuale (X)

Un percorso di cambiamento, di qualsiasi natura (coaching, formazione, terapia, didattica, sviluppo organizzativo, mentoring, sviluppo personale) richiede:

  • la definizione dello stato attuale del cliente, del soggetto o del sistema o su cui agire (stato X);

  • l’inquadramento degli obiettivi di trasformazione rispetto all’esistente (minima informazione indispensabile);

  • la rimozione dal campo di lavoro di tutti i falsi dati, le credenze non verificate, le analisi non corredate da supporti di realtà (false X), che rischiano di spostare le energie dalle azioni realmente urgenti e importanti ad aree-bersaglio illusorie, ingannevoli.

Le energie da immettere nel processo di diagnosi dello stato attuale devono essere soppesate rispetto alle attese di rapidità dell’intervento; va valutato il tradeoff (equilibrio) tra massima informazione auspicabile e informazione minima indispensabile per partire.

La focalizzazione dello stato attuale è uno dei fattori indispensabili per poter calcolare la forza d’impatto da produrre e i tools da impiegare.

 

Un formatore o consulente esperto dovrà quindi individuare il livello minimo indispensabile di focusing del cambiamento, senza il quale è sconveniente e addirittura controproducente partire.

Il ragionamento di Newton evidenzia il problema della “forza”, dell’impatto necessario per alterare lo stato preesistente.

Che tipo di forza dobbiamo mettere in campo, che tipo di energie? Quali e quanti strumenti adoperare? Con che vigore?

E (piccolo problema) per ottenere quale risultato?

Principio 20 – Focalizzazione dei risultati obiettivo (Y) e Hyperdreaming

Un percorso di cambiamento, di qualsiasi natura (coaching, formazione, terapia, didattica, sviluppo organizzativo, sviluppo personale) richiede:

  • la fissazione di uno stato ideale cui tendere, uno stato Y ideale, posto oltre gli obiettivi della attuale realizzabilità (Hyperdreaming); esso andrò distinto dai goals concreti che sono invece entro la soglia di realizzabilità;

  • l’inquadramento degli obiettivi di trasformazione concretizzabili rispetto all’esistente (stato Y auspicato), consonanti rispetto alla visione di Hyperdreaming;

  • la rimozione dal campo di lavoro di tutti i falsi obiettivi, gli obiettivi che emergono da diagnosi imprecise o inaccurate, false rappresentazioni, o da dati insufficienti (false Y), che rischiano di far dirigere gli sforzi verso percorsi improduttivi o addirittura controproducenti.

La focalizzazione dei goals concreti è uno dei fattori indispensabili per poter calcolare la forza d’impatto da produrre e i tools da impiegare.

Il modello delle Forze di Cambiamento: il coaching e la formazione come risultato di un incontro tra campi di forza

La possibilità di ottenere un risultato di cambiamento dipende da almeno due fattori: il Change Agent e il cliente/fruitore.

Sotto il profilo del Change Agent (formatore, docente o terapeuta, direttore risorse umane o responsabile dello sviluppo organizzativo), dovremo considerare la sua capacità operativa di produrre un Flusso Registico per il cambiamento.

Questa capacità dipende sia dalla sua Capacità Registica (CR) che dalle energie fisiche e mentali di cui dispone (stati energetici).

Dal punto di vista del cliente/utente, dobbiamo considerare l’esistenza di un vero e proprio Flusso Partecipativo al processo di cambiamento, una condizione di attenzione e interesse verso il processo.

Questa condizione dipende a sua volta dal Desiderio Profondo di Evoluzione del cliente/fruitore (DPE) o Bisogno Profondo di Evoluzione (BPE), e dalla disponibilità di energie fisiche e psicologiche per partecipare al processo.

Il ricentraggio delle energie mentali, il processo di RME (Retargeting Mental Energy™)[1]

Esiste un’area di lavoro dove l’impegno trova sempre un riscontro – in azienda ma anche nello sviluppo personale – il ricentraggio delle energie mentali, o RME (Retargeting Mental Energy™).

Per RME intendiamo una serie di attività di focusing (localizzazione) e positioning (posizionamento) dell’uso delle proprie energie mentali.

Le attività di retargeting vanno dal riconoscere dove stiamo impegnando le nostre forze psicologiche, sino al rivedere le priorità, scartare attività e tempi estranei ai nostri processi vitali o fare piazza pulita di vecchi obiettivi e trovarne di nuovi.

Questo significa anche identificare i distrattori (attività o persone che ci decentrano rispetto all’obiettivo) e gli absorbers (attività assorbenti energie), per riposizionarle nel tempo e nello spazio.

Riflessioni operative:

  • ricentrare le proprie energie mentali su pochi target significativi;
  • riconoscere i falsi target ed evitarli;
  • eliminare le attività concomitanti che richiedono energie anziché ricaricarle;
  • riconoscere quando si avvia il multitasking (assorbimento di energie su più fronti) ed evitarlo ancora prima che si radichi concretamente;
  • ri-scoprire la gioia della concentrazione focalizzata su pochi obiettivi alla volta.

Le sole attività di retargeting possono ridurre drasticamente il livello di ansia e di stress, prodotto molto spesso dall’iperaccumulo di obiettivi e desideri accorpati in tempi troppo stretti e irragionevoli.

Uno dei motivi che produce l’inefficienza personale e aziendale –  ma anche patologie come ansia e stress – si ritrova nel principio errato secondo il quale le persone dispongano di energie incondizionate, infinite e sempre attive.

La realtà con la quale dobbiamo fare i conti è invece quella che vede le persone come proprietarie di energie mentali condizionate (producibili solo a certe condizioni), non infinite, limitate e bisognose di rigenerazione, disponibili per tempi circoscritti e non attivabili meccanicamente (si pensi solo all’energia dell’entusiasmo e di quanti fattori servono per produrle realmente e non falsamente). Per questo le energie mentali costituiscono merce preziosa da trattare con cura. Le attività di retargeting possono, in sé, rappresentare uno degli strumenti più forti di una regia e di qualsiasi processo di sviluppo.

Principio 2 – Principio di RME (Retargeting Mental Energy)

Il cambiamento positivo viene favorito dalle seguenti operazioni:

  • mappatura e identificazione delle aree critiche su cui lavorare, e degli stati obiettivo (end-state) su cui centrare la focalizzazione;
  • ritarare le energie mentali sulle priorità e mantenere la concentrazione su end-state positivi (Retargeting Mental Energy™).

 

Il cambiamento viene bloccato o ostacolato da:

  • mappatura confusa, imprecisa o inesatta delle aree critiche e end-state;
  • dispersione di energie mentali su falsi target, su distrattori e absorbers (attività assorbenti) estranei alle aree di focusing.

 

Il processo di RME (Retargeting Mental Energy) richiede la più assoluta concentrazione e dedizione ad “un progetto alla volta”, sulle priorità che contano.

RME e sovraccarico mentale: focalizzazione vs. multitasking

Troppo spesso notiamo (in noi e negli altri) la mente vagare alla ricerca di un numero impossibile di traguardi da raggiungere. Il principio RME richiede la disaggregazione di fasi specifiche di vita e di progettualità, con la dedizione totale a “ciò che conta” in un certo periodo della propria vita o della vita dell’azienda, sviluppando la capacità di posticipare ogni altro progetto.

Se un manager o chiunque altro nella vita civile pretende di “tenere in piedi” troppi progetti significativi, finisce per pagarne le conseguenze con il consumarsi e abusare delle proprie energie fisiche.

Il principio e le tecniche di RME intendono riportare equilibrio tra obiettivi, ambizioni, ed energie disponibili nell’individuo.

Le azioni di RME sono finalizzate a distinguere il core targeting –  gli effetti desiderati cui puntare – dalle false priorità, falsi target (fake targets) o assorbitori di energie (absorbers).

Lo stesso principio viene applicato anche alle aziende, con forti operazioni di retargeting delle priorità aziendali, complessive o di intere aree.

Nelle tecniche di RME è essenziale ribadire l’importanza della concentrazione mentale.

RME significa anche impostare e inquadrare alcuni end-state (stati di arrivo) che possono aiutarci a definire conclusa una certa operazione o progetto.

In termini tangibili, la consegna di un libro entro una data è un end-state, così come l’uscita sul mercato di un nuovo prodotto. In termini intangibili, possiamo evidenziare come end-state esemplificativi la serenità ritrovata in famiglia, dopo un percorso di terapia familiare, o la costruzione di un atteggiamento vincente in un team aziendale o agonistico.

Ciascuno di questi end-state deve trovare precisi indicatori di verifica.

[1] Tecnica sviluppata e trademark by Studio Trevisani.

[1] Newton, Isaac (1687), Principi di filosofia naturale. Teoria della gravitazione, Edizione a cura di Zanichelli Editore, Bologna, 1990.

 

Copyright Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it www.danieletrevisani.com www. studiotrevisani.it – Dal testo Il Potenziale Umano, Franco Angeli Editore

Analisi esistenziale: meaninglessness (mancanza di senso) vs. ricerca dei significati

Il senso della vita, dal volume Il Potenziale Umano

Un articolo sul senso della vita, tratto dal testo Il Potenziale Umano

Copyright di Daniele Trevisani

E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa. Tutte sono state vissute e tutte, in un modo o nell’altro, servono ad andare avanti. Non pentirti non giudicarti, sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo. Pause, rewind, play e ancora, ancora, ancora. Non spegnere mai il tuo campionatore, continua a registrare e a mettere insieme nuovi suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando lo ascolti, beh, non aver paura: è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita.

(Dal film: Tre metri sopra il cielo / 3MSC, di Luca Lucini)

Prima di entrare nei dettagli, vogliamo spendere qualche parola sul problema motivazionale di fondo delle performance e del potenziale: il “perché” facciamo le cose.

Un gruppo di ricercatori che operano nella sfera della Psicologia Umanistica ha condotto uno studio per confrontare i diversi punti di vista sul senso della vita, analizzando sia persone comuni che personaggi eminenti (cultura, scienza, politica)[1].

Il senso fondamentale che emerge da questa ricerca è che l’essere umano ha bisogno di significati. Ha bisogno di ancorare la propria esistenza a qualcosa, ha la necessità di trovare una spiegazione. Il contrario è una “crisi di senso”: non sapere più cosa facciamo, non credere più a niente.

La spiegazione per il nostro agire può essere assurda, logica, razionale, mistica, scientifica, morale. La mancanza di una motivazione del fare, dell’essere, e dell’esistere, porta ad un profondo disagio esistenziale.

Come evidenziano gli stessi autori:

“Albert Camus (1955),Viktor Frankl (1992), e Lev Tolstoj (1980),  tutti credevano che, se la vita avesse o meno un significato in sè, fosse la domanda più importante della vita stessa. Per loro, tutti gli sforzi e imprese umane si confrontano con la questione del significato – senza significati, niente ha più importanza. Frankl (1978) vedeva la  mancanza di senso (meaninglessness) come la neurosi primaria dei nostri tempi (p. 2), e Carl Jung (1933) sosteneva che tutti i suoi clienti, visti in oltre 35 anni di terapia, avevano problemi che si collegavano alla questione dei significati (meaning). Negli studi empirici, l’esperienza soggettiva della meaninglessness (mancanza di senso) è stata collegata alla depressione (Beck, 1967; Seligman, 1990) all’abuso di sostanze e al suicidio (Harlow, Newcomb, & Bentler, 1986), così come ad altre psicopatologie (Yalom, 1980)[2].”

In sintesi, se non percepiamo un significato nelle cose, andiamo in crisi.

La mancanza di significato porta a disturbi, o neurosi, e disagio esistenziale. Ogni azione connessa al potenziale umano deve quindi andare alla ricerca di significati profondi cui ancorarsi, siano essi in azienda, nello sport, nella vita, o in campo sociale e personale.

La psicoenergetica, nel metodo HMP, è una disciplina che deve analizzare, attaccare e aggredire la meaninglessness (mancanza di senso o caduta di significati del­la vita), e affrontare il senso di una prospettiva umana.

I fronti per cui applicarsi e le cause per cui impegnarsi possono veramente essere molte, dalla fame, alla protezione dei deboli, dei bambini, degli anziani, ma anche credere in un progetto aziendale importante, o impegnarsi in un percorso spirituale.

Il venire meno dei significati della vita o senso della vita generale distrugge qualsiasi volontà di affrontare un progetto o di impegnarsi in un’azione.

Il nostro fine profondo è recuperare il senso, in ogni brano della vita: senso della giornata, senso di una settimana, senso di un trimestre, senso dell’anno in corso, o senso della vita, ma anche senso di un incontro (perché questo incontro?), senso di una relazione (perché questa relazione?), senso di un progetto (perché questo progetto?), senso di una sfida (perché questa sfida? Chi o cosa sto sfidando veramente?).

Lo scopo penetrante è di accrescere l’ancoraggio delle persone a obiettivi significativi, costruendoli e rinforzandoli (da un lato) e rimuovendo i blocchi (dall’altro) che impediscono a queste energie di manifestarsi.

[1] Kinnier, Richard T., Kernes, Jerry L., Tribbensee, Nancy, Van Puymbroeck, Christina M. (2003), What Eminent People Have Said About The Meaning Of Life, Journal of Humanistic Psychology, Vol. 43, No. 1, Winter 2003.

[2] Camus, A. (1955), The myth of Sisyphus, Alfred A. Knopf, New York.

Frankl, V. (1978), The unheard cry for meaning, Simon & Schuster, New York.

Frankl, V. (1992), Man’s search for meaning (4th ed.), Beacon Press, Boston.

Tolstoy, L. (1980), My confession, in S. Sanders & D. R. Cheney (Eds.), The meaning of life, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, NJ.

Jung, C. G. (1933), Modern man in search of a soul (W. S. Dell & C. F. Baynes, Trans.), Harcourt, Brace & World, New York.

Seligman, M. E. P. (1990), Why is there so much depression today?, in R. E. Ingram (Ed.), Contemporary psychoanalytical approaches to depression (pp. 1-9), Plenum, New York.

Harlow, L. L., Newcomb, M. D., Bentler, P. M. (1986), Depression, self derogation, substance abuse, and suicidal ideation: Lack of purpose in life as a mediational factor, Journal of Clinical Psychology, 42, 5-21.

Yalom, Y. D. (1980), Existential psychotherapy, Basic Books, New York.

________

Un articolo sul senso della vita, tratto dal testo Il Potenziale Umano

Salva

Salva

Salva

Il Counseling Aziendale incrementa l’efficienza dei singoli manager e di interi team

  • Aumenta il grado di coesione sugli obiettivi e fa emergere i fattori che ostacolano il progresso
  • Lavora sul Fattore Umano e come attivarne le enormi potenzialità nelle aziende, con interventi mirati

Questi brevi testi possono aiutare a chiarificare il senso del Counseling Aziendale

Team Leadership e Comunicazione OperativaSpunti tratti dal testo di Daniele Trevisani: Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team, Franco Angeli editore, Milano

Il lavoro su di sè, anche e soprattutto in azienda

Chi aspira a sviluppare una professione con onore, come dirigere con vera leadership, o occuparsi di questioni importanti come la ricerca, le aziende, la medicina, la sicurezza, la scienza, le organizzazioni, le scuole, ovunque… prima deve fare i conti con la propria crescita personale, le proprie capacità e valori.

Bisogna prendere atto del fatto che il nostro carattere determina larga parte della nostra modalità comunicativa, lo stile di leadership, le decisioni.

Bisogna essere abbastanza umili per capire che il nostro carattere non è qualcosa di inviolabile ma anzi lavorarvi è un atto sacro. È utile cercare di capire su quali tratti possiamo lavorare. È un atto sacro anche l’azione e il tentativo che mettiamo in atto per migliorarci, al di là che ci riusciamo o meno, o che ci riusciamo subito o dopo un periodo di tempo. Spesso il miglioramento richiede un percorso, e non un singolo atto. 

Vogliamo migliorarci per essere sempre di più noi stessi nel nostro pieno potenziale e non persone che si nascondono dietro a scuse come “sono fatto così, cosa vuoi farci?”

Lavorare sul proprio carattere per migliorarsi significa ascoltare i propri valori senza rifiutarli, ma anche avere l’umiltà di pensare “posso sempre fare passi in avanti nel mio processo di miglioramento personale”. Chi non accetta questa visione potrebbe pensare di sè “sono il migliore, perché lo dico io”. Questa è sostanzialmente una forma di nevrosi.

Alexander Lowen ci mette in guardia chiaramente sui rischi che le nevrosi generano nelle persone. Prima di tutte, non saper imparare dall’esperienza.

Si dice che le persone imparino dall’esperienza, e in generale questo è vero: l’esperienza è il migliore e, forse, l’unico vero maestro.

Ma questa regola non sembra poter applicarsi al campo della nevrosi. La persona non impara dall’esperienza ma ripete continuamente lo stesso comportamento distruttivo.[1]

Aprirsi a capire prima di tutto “cosa vorrei migliorare di me” è un grande processo di focusing[2], una focalizzazione consacrata, importante.

Fare focusing significa andare a ricerca di chi siamo e come comunichiamo, cosa sentiamo dentro di noi, e come questo si trasferisce all’esterno di noi

Significa quindi andare alla ricerca di un manoscritto unico, un testo nascosto, che non è di facile accesso e si trova solo nell’esplorazione attenta e profonda.

Questa esplorazione può essere appresa in appositi corsi, può essere potenziata quando guidata da professionisti esterni, ma al di la della tecnica richiede sempre e comunque una  grande voglia di scoprire il massimo del proprio Potenziale Umano possibile.

Per lavorare sul carattere occorre un contributo esterno, che sia coaching, counseling, o formazione esperienziale, pratica, confronto, feedback, motivazione alla voglia di migliorarsi.

Il Counseling Aziendale è fondamentaleper ogni manager. Aiuta a capire

  •  Come posso portare energie positive in azienda, e trarre energie positive dall’azienda?

  • Come agire in modo positivo sul lavoro anziché esserne svuotato, come far si che le mie azioni siano contributive e non riducano il potenziale degli altri?

Alexander Lowen, sviluppatore della Bioenergetica, ci ricorda un fatto importante:

 

“il carattere determina il fato.

Per carattere si intende il modo di essere o di comportarsi tipico, abituale o “caratteristico” di una persona.

Definisce un insieme di risposte fisse, buone o cattive, indipendenti dai processi mentali coscienti.

Non possiamo cambiare il nostro carattere con un’azione cosciente, perché non è soggetto alla nostra volontà.

Di solito non siamo neppure coscienti del nostro carattere, perché diventa per noi come una ‘seconda natura’.[1]

 

Avere voglia di capire i nostri limiti e opportunità, forze e debolezze, non ha niente a che fare con la ricerca di qualche forma di “patologia” mentale, non è un atto medico, conoscersi a fondo non è un percorso clinico ma anzi, diventerà operazione di scoperta quotidiana, operazione che ci porta alla scoperta della “cultura” che ci circola dentro, l’insieme di regole che usiamo inconsciamente nel nostro comportamento quotidiano.

Questo permette di tenere alla larga gli stati mentali negativi che rischiano di ridurre le nostre potenzialità o quelle dei nostri collaboratori, o di diminuire la nostra efficacia e il nostro benessere, o di farci agire in modo automatico e senza il nostro consenso.

Il Counseling Aziendale richiede solo una condizione: la volontà di migliorare. Tutto il resto, con un supporto di Counselor preparati, arriva da sè.

 

[1] Lowen, Alexander  (1982), ibidem.

 

[1] Lowen, Alexander  (1982), Paura di Vivere, Roma, Astrolabio, p. 43. Tit. Orig. Fear of Life, New York, Macmillan

[2] Per la metodologia del Focusing, vedi i testi di Eugene Gendlin, in particolare:  Eugene Gendlin (2002), Focusing, Astrolabio.

Focusing, Il potere della focalizzazione nella vita e nella pratica terapeutica, Ann Weiser Cornell; Crisalide 2007

Biospiritualità, P.A.Campbell e E.M. McMahon; Crisalide 2001

Come far funzionare un rapporto, J. Welwood; Astrolabio 1994

Apprendere le terapie focalizzate sulle emozioni, E. Elliot – J.C. Watson – R.N. Goldman – L.S. Greenberg; Sovera 2007

 

 

©Copyright dott. Daniele Trevisani e Medialab Research. Tutti i diritti riservati. E’ vietata la copia non autorizzata o riproduzione anche parziale dei contenuti di questo sito. Per contatti e richieste di formazione aziendale, percorsi formativi personalizzati e coaching, è possibile scrivere una mail al seguente indirizzo (si prega di digitarlo manualmente, il testo è presentato solo come immagine informativa):