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Formazione in Coaching e Crescita Personale, a Milano: Corso sul Potenziale Umano e Personale, Comunicazione, Ascolto ed Empatia, per potenziare le competenze comunicative e percorsi di crescita personale.

  • Sui temi sotto evidenziati sono a disposizione anche sedute di coaching individuale direttamente con il Dott. dTrevisani il lunedì mattina dopo il Master.

Appuntamento con la Formazione Esperienziale in Sviluppo Personale, Coaching, Potenziale Umano, Ascolto Attivo e Comunicazione Efficace.

Date:

  • Domenica 8 Marzo
  • Domenica 5 Aprile
  • Domenica 3 Maggio

(per chi è interessato ad una formazione sulla comunicazione nella vendita, segnaliamo il Master in Solutions Selling, visibile in dettaglio al seguente link)

SPECIALE – COACHING RISERVATO AI PARTECIPANTI Master. Questo percorso comprende SENZA ULTERIORI ADDEBITI anche un servizio speciale di coaching via skype tra i partecipanti stessi, tra le diverse sessioni, destinato ad ogni singolo partecipante, per garantire la massima efficacia ed assimilazione delle tecniche che vengono studiate nel Percorso Formativo. Un servizio speciale e dedicato che è decisamente in grado di fare la differenza nei risultati di apprendimento pratico e nella vera e propria attività di vendita sul campo.

  • Da considerare che il costo di questo corso – quando condotto di persona dal dott. Daniele Trevisani come Autore di Bestseller Internazionali – per Consulting Internazionali, è in genere di 1.500 Euro Cadauno, per giornata, mentre tagliando tutte le intermediazioni, questo costo richiederà un investimento di soli 149 euro per giornata, pari a 447 Euro con prenotazioni tramite Eventbrite per intero percorso + diploma + materiale didattico PDF (5 E-book).
  • Il Ciclo di Incontri di Formazione Coaching e Crescita Personale è basato sui testi di Daniele Trevisani, in particolare ci ispireremo ai contenuti comprovati e di qualità pubblicati con i leader nazionali dell’editoria Italiana – esposti in questi volumi (clic sul titolo per vederne la scheda in Amazon).

Qui i testi che fanno da sfondo al Ciclo di Incontri di Formazione “Coaching e Crescita Personale” e alle esercitazioni Esperienziali

Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

libro Il Potenziale Umano - tecniche di coaching

Self-power. Psicologia della motivazione e della performance

Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace

Parliamoci chiaro. Il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva

Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone

psicologia della libertà - liberare le potenzialità delle persone

Programma di massima. Il programma tocca diversi punti e soprattutto vuole “farli vivere” ai partecipanti in modo concreto ed esperienziale. Trarremo spunto da temi trattati nei volumi del dott. Daniele Trevisani.

Workshkop 1 – Le vie della Crescita Personale e del Coaching con il Modello del Potenziale Umano HPM (Human Potential Modeling)

Esamineremo in modalità pratica ed esercitativa i fondamenti che rendono una persona carica o scarica di energie, felice o infelice di sè, capace o non capace di perseguire i suoi obiettivi e fare passi avanti nel proprio pesonale percorso di crescita. Verrà fatto un lavoro di selezione, partendo dai “Principi del Potenziale Umano” creati da Trevisani, per capire quale specifico principio debba diventare ora la nostra priorità di vita

Qui l’elenco di tutti i principi ampiamente spiegati e discussi nel Libro Il Potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

libro Il Potenziale Umano - tecniche di coaching

I principi del Potenziale Umano servono per confrontarsi con alcune “verità di fondo” che toccano ogni persona, dal lavoro sulla propria identità sino alle energie mentali, capacità di analisi interiore e di gestire le proprie priorità, sino ai metodi che consentono alla persona di essere carica di energie anzichè deprivata o spenta. Non passeremo in rassegna ogni singolo principio (cosa che ciascuno potrà fare con comodo), ma andremo a focalizzare i 3-5 principi che sono determinanti ORA per la nostra individuale crescita e sviluppo personale e professionale. Esponiamo la lista dei principi del Potenziale Umano solo per dare un’idea di quali siano le parole chiave di un lavoro serio ed efficace su di sè e sulle proprie energie e obiettivi.

  • Principio 1 – Identità, ruoli ed energie mentali
  • Principio 2 – Leadership emozionale ed energie mentali
  • Principio 3 – Stress management ed energie mentali
  • Principio 4 – Ansia ed energie mentali
  • Principio 5 – Motivazione ed energie mentali
  • Principio 6 – Saper attingere ai propri Repertori di esperienza
  • Principio 7 – Autoefficacia
  • Principio 8 – Locus of Control
  • Principio 9 – Rapidità cognitiva e problem solving
  • Principio 10 – Energie mentali, presenza mentale e mono-tasking

Oltre al lavoro di grupo e sottogruppo, realizzeremo esercizi specifici di TRAINING MENTALE – esercizi di meditazione, rilassamento, focalizzazione – per trovare l’assetto emotivo ottimale e migliorare le varie fasi del vissuto personale

Workshkop 2 – L’ascolto in profondità e la comunicazione profonda. Dall’ascolto di se stessi, all’ascolto degli altri, all’empatia, sino alla comprensione delle “Distanze Relazionali” attraverso il Modello delle 4 Distanze di Trevisani

  • L’ascolto come base fondamentale di ogni relazione
  • stadi dei livelli di ascolto attraverso la Piramide dei Livelli di Ascolto
  • Esercitazioni pratiche sulle capacità di ascolto e potenziamento dell’ascolto
  • le distanze relazionali: cosa sono e perchè ci impediscono di entrare in un rapporto vero con gli altri
  • Distanze di ruolo e di status
  • Distanze di codice comunicativo con esercizi teatrali di sblocco dei codici comunicativi
  • Distanze valoriali con esercizi specifici sugli ancoraggi valoriali che ci sostengono
  • Distanze relazionali con esercizi specifici sul’incomunicabilità e rottura delle incomunicabilità esperienziali

Lavoro sui Principi del Potenziale Umano

  • Principio 11 – Relazione tra memoria ed energie mentali
  • Principio 12 – Capacità e condizioni di apprendimento
  • Principio 13 – Relazione tra energie mentali e analisi interiore
  • Principio 14 – Gestione delle risorse attentive
  • Principio 15 – Energie delle reti relazionali
  • Principio 16 – Pride & Recognition
  • Principio 17 – Riduzione delle dissonanze cognitive
  • Principio 18 – Ricentraggio, consapevolezza situazionale, lucidità tattica
  • Principio 19 – Risk management e apertura al rischio

Workshop 3 –  Verso la liberazione totale delle nostre potenzialità

Quando comunicare ed analizzare bene fa la differenza. I modelli di studio della Comunicazione, delle Emozioni, e delle nostre traiettorie di vita

  • Il T-Chart (psicologia dei tempi personali) di Trevisan, il lavoro di analisi degli episodi sul proprio passato e di costruzione attiva di progetti sul proprio futuro
  • Le principali competenze emozionali:
    1. riconoscere le emozioni che si provano personalmente (self-emotional detection), autoempatia emotiva; partire da se stessi anziché da migliaia di kilometri di distanza, è sempre una buona scelta;
    2. riconoscere le emozioni che prova l’altro (other’s-emotions detection), empatia emotiva; sensibilizzarsi, sentirle, sub-odorarle, verificarle;
    3. fare scudo alle emozioni negative, agli inondamenti emotivi negativi (emotional shielding) – proprie ed altrui; questo non significa non ascoltarle, significa non farsi dominare dalla negatività, concedere alle emozioni di potersi esprimere senza farsene invadere in modo permanente;
    4. riconoscere i sequestri emotivi: capire quando un emozione assorbe completamente il vissuto e se questo sia bene o male, e nel caso di emozioni distruttive aiutare il soggetto a liberarsene e allentarle;
    5. riconoscere gli acquari emotivi: i climi emotivi che si creano nelle situazioni interpersonali e di gruppo;
    6. metabolizzazione emotiva: aiutare se stessi e gli altri a metabolizzare le emozioni, digerirle, capirle, ascoltarle, darvi accoglienza, e andare a step successivi;
    7. distinguere emozioni acute (di picco) e emozioni croniche (sfondi emotivi);
    8. distinguere gli stati emotivi complessi, riconoscere le emozioni miste (mixed emotions), saper riconoscere i vari strati e tipi di emozioni compresenti in un determinato momento, saper capire da dove vengono le emozioni negative, aiutare le persone a gestirle, ad alimentarsi delle emozioni positive (mixed-emotion analysis);
    9. saper esprimere le emozioni (emotional expression);
    10. saper usare le emozioni come motore della motivazione: la gestione delle emozioni non significa assolutamente comprimerle, negarle, ma significa saperle usare a proprio vantaggio, saper direzionare le energie interiori che agiscono sulle emozioni e canalizzarle in azioni positive e in pensiero positivo; gestire e dirigere le emozioni (emotional management), saperle canalizzare in positivo.
  • I Principi del Self Power (Potere Personale)
  • I principi della psicologia della libertà e della liberazione delle nostre potenzialità

Lavoro sui Principi del Potenziale Umano

  • Principio 20 – Valori personali, commitment e decision making
  • Principio 21 – Depletion, supercompensazione e condizionamento
  • Principio 22 – Carica, scarica e ricarica energetica
  • Principio 23 – Principio di qualità della scarica energetica
  • Principio 24 – Principio di qualità della ricarica energetica
  • Principio 25 – Riduzione ed eliminazione delle interferenze sulle performance
  • Principio 26 – Substrato energetico e autoregolazione
  • Principio 27 – Training simpatico e parasimpatico
  • Principio 28 – Microcompetenze, frames e centri di gravità per le performance
  • Principio 29 – Macro-competenze e metabolismo del cambiamento
  • Principio 30 – Focalizzazione degli obiettivi e backward planning

I punti esposti sono unicamente indicativi in quanto il seminario è ampiamente esperienziale e basato su esercitazioni pratiche.

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  • Sede Hotel Studios, Cologno Monzese, un hotel dedicato al mondo del Cinema e dell’arte, molto caratteristico e con ampia possibilità di parcheggio
  • Orario:  h 9.30-13 e 14.30-17
  • Pranzo in autonomia (per chi desidera, di fronte all’hotel si trova un’ottima pizzeria).

Occasione speciale per gli appassionati dei testi di Daniele Trevisani

Chi desidera acquistare o portare con sè libri di Daniele Trevisani per l’autografo dell’autore, è possibile farlo durante la giornata stessa, in un numero limitato di copie. Qui l’elenco di tutte le opere in Amazon

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Il Ciclo di incontri di Milano è propedeutico anche alla eventuale partecipazione futura, decisa dal partecipante stesso, al Master in Coaching e Counseling della Scuola di Coaching e Counseling UP-STEP visibile a questo link

 

Il Potenziale Umano nei bambini. Perchè è importante per i genitori sostenerlo e non abbandonarli ai soli videogiochi

Esponiamo 3 casi in cui bambini in tenera età, 8-9 anni, compiono azioni che lasciano sbalorditi. E non si tratta di “vincere”, ma di “essere”. In tutti e 3 i casi, si nota la presenza supportiva e coesa di entrambi i genitori. Come dire, se non c’è dissonanza tra la coppia genitoriale, se entrambi sostengono e supportano moralmente, i figli possono fare cose incredibili.

Il primo caso: Bailey: 8 anni, con una paralisi cerebrale, finisce il Triathlon e dimostra a tutti di essere un grande, immenso uomo

Bailey Matthews, da a Worksop, nella contea inglese di Nottingham, ha voluto sfidare la sua malattia e si è iscritto a una gara di triathlon, il Castle Howard Triathlon nel North Yorkshire, 2015 (100 metri di nuoto, 4 km di bicicletta, 1.3 di corsa): Bailey da anni vuole mettersi alla prova,  suo padre Jonathan, un uomo speciale, lo ha motivato a non cedere alla sua condizione e ad allenarsi, sempre vicino a lui. Un grande Uomo per un grande bambino.

Non commiseriamolo per le sue cadute vicino al traguardo, gioiamo per la sua voglia di rialzarsi, sempre. Un esempio, un grande esempio, sia per chi è sfortunato, ma anche e soprattutto per chi è stato più fisicamente fortunato, ma a volte nella vita si sente a terra. Questo bambino sta dando una lezione a tutti.

Come vedrete nell’articolo di seguito, avrà probabilmente ricevuto tanti messaggi, motivazionali e de-motivazionali. Alcuni gli avranno detto “ma scherzi, vuoi fare un triatholon, tu?” e altri gli avranno detto “possiamo allenarci e provarci, il solo fatto di allenarsi e provarci vale tantissimo, la tua vittoria è esistere, il solo il semplice fatto di esserci e divertirti”. Bailey evidentemente ha ascoltato il secondo, e certamente i messaggi genitoriali lo hanno sostenuto.

Il secondo caso, 8 anni come Bailey, giovanissma pugile russa in grado di tirare 100 colpi al minuto. Anche in questo caso, notiamo il fortissimo sostegno del padre, che diventa un padre allenatore, e la gioia dei bambini nel fare questo sport come gioco, molto meno pericoloso che stare tutto il giorno a giocare con la Playstation, di sicuro, e molto meno pericoloso di tanti altri sport di contatto.

 

Il terzo caso, Almira, Olandese, 9 anni, che si presenta a Holland Got Talent e tra i sottili sbeffeggiamenti iniziali della giuria, quando dichiara di essere li per cantare un’Opera (O Mio Babbino Caro), distrugge la giuria e il pubblico con una performance assoluta, da vera professionista, cosa che poi di fatto diventerà anni dopo. Anche in questo caso, sullo sfondo, il padre, la madre e il fratello, a sostenerla.

In omaggio a questi Guerrieri della vita, un estratto da Self Power, che trovo pertinente

Saper leggere le risorse mentali vere di cui disponiamo

Viviamo in un mondo limitato. O almeno così pensiamo. Ogni volta che valutiamo se inseguire o meno un sogno, o lasciarlo andare per sempre, scatta una valutazione – ampiamente inconscia – sulle risorse mentali di cui disponiamo, sul nostro stato personale.

Le energie personali sono risorse che il soggetto possiede. Risorse interiori, non monetarie. Può esistere un forte divario tra le risorse che uno sente di avere (risorse percepite) e le risorse realmente disponibili se sviluppiamo la capacità di accedervi (risorse latenti).

Quando le due diverse “letture” non sono coincidenti, possono accadere diversi problemi, tra cui (1) la sottovalutazione delle proprie risorse, sentire di avere meno energie e competenze di quante se ne abbiano veramente, e (2) la iper-valutazione delle proprie risorse: contare su energie e competenze che in realtà non possediamo. Ne deriva il seguente principio:

Principio 3 – Consapevolezza degli stati personali

Le performance possono essere aumentate quando:

  • l’individuo è in grado di conoscere con estrema precisione lo stato delle proprie energie e risorse mentali accessibili e sa quali sono quelle latenti e allenabili;
  • sulla base dell’analisi, vengono prese coerentemente le decisioni connesse su dove dirigersi per il proprio miglioramento.

Le performance diminuiscono o vengono messe a rischio da:

  • errori di sottovalutazione del proprio potenziale (self-reduction);
  • errori di ingigantimento mentale della sfida, con distorsione cognitiva della sua immagine e portata;
  • errori di valutazione delle proprie risorse e/o sottovalutazione della sfida, che provocano un disastro nel contatto con la realtà.

 

La presa di coscienza sul fatto che ciascuno di noi ha risorse bloccate è un passaggio importante. È indispensabile per far nascere la voglia di migliorare e coltivare il meglio di se stessi, qualsiasi sia il livello di partenza.

Il Potere della Comunicazione su di te e sugli altri

La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare:

1 – messaggi in ingresso: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei “messaggi che ti colpiscono”, le comunicazioni che ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?

2 – messaggi in uscita: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione, interesse, desiderio, muovere all’azione, o incuriosire, persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando e con chi ancora non abbastanza?

 

1.2.1.         Il potere dei messaggi degli altri su di te

In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere questo messaggio:

…sei veramente una Persona meravigliosa e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti , così come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti .

Un altro messaggio invece recita:

E’ inutile che ti sbatti tanto i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina.

Come ti fanno sentire? Come reagisco al primo? Come reagisco al secondo?

È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno.

Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali, oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta o di narcisismo o di orgogliuo: “adesso ti faccio vedere io…” Se così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.

La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo, per essere motivata? Se se sono stato in grado di lavorare su di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.

Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano di smontarti? E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li ignori, li deridi? Li analizzi per quanto possono magari insegnarti? O ti lasci avvelenare?

 

“Molte volte la sconfitta bussa alla porta del Guerriero. In quei momenti, egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perché le parole non possono fare niente. E’ meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando. Qualcuno che ha visto l’ingiusta sofferenza, e non vi si rassegna. Questo Qualcuno dà al Guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo. Prima o poi, tutto tornerà a lavorare in suo favore”.
(Paulo Coelho)[1]

 

Il “Potere della Comunicazione“, quello vero, è di far sentire bene le persone o invece distruggerle moralmente.

Credo che questa cosa sfugga a tanti.

E so anche che purtroppo pochi conoscono i training che ti aiutano a schermarti dalle negatività, anche perché questo flusso di messaggi inizia presto, accade sino dai primi bagliori di vita. Ma per nostra fortuna, continua da adulti, e possiamo agire, possiamo intervenire. Quindi, se non riprendiamo le redini del “filtro” –  cosa vogliamo far entrare in noi, e cosa no – ne saremo sempre vittime inconsapevoli.

Dobbiamo imparare l’arte di lasciar fluire i messaggi negativi, vedere se per caso contengano qualche suggerimento buono ma lasciar scorrere via la malignità e negatività che contengono. E allo stesso tempo, ricordare sempre e fissare chiaramente in memoria i messaggi positivi che ci arrivano. Questi alimenteranno il nostro Auto-Potere in modo permanente, come batterie inesauribili.

Se non l’hai già fatto, inizia a farne una raccolta. Tieni un diario dei messaggi in ingresso, positivi e negativi.

Rileggila ogni tanto, anche nei momenti difficili, ti aiuterà.

[1] Ringrazio la dott.ssa Mariacristina Caccia, giornalista e formatrice, per il contributo nell’individuazione di questa preziosa citazione.

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© Da Self-power. Psicologia della motivazione e della performance, Franco Angeli editore, Milano, di Daniele Trevisani

Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro “Psicologia della Libertà”. Per aggiornamenti sull’uscita vedi la rivista online presso il link http://eepurl.com/b727Pv

Amore per…

Più dolce sarebbe la morte

se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto,

e se così fosse.. mille volte vorrei nascere per mille volte ancor morire.

Shakespeare, Amleto[1]

 

Le performance più profonde richiedono amore e passione.

L’amore è uno dei motori psicologici più potenti in assoluto.

Per amore si intende un sentimento forte e universale di unione, che può toccare sia il vissuto sentimentale di un uomo o una donna, ma anche il rapporto genitore e figlio, amicizie fortissime, e persino l’amore per un ideale, per un oggetto o una produzione (si pensi all’arte), o la natura.

Ed ancora, importantissimo, l’amore per un progetto, l’amore per il risultato che vogliamo produrre.

Esiste una sterminata e interessantissima letteratura su ogni tipo di sfera inerente la “psicologia dell’amore”, ad esempio, cosa significa per una persona il “primo amore” e quando avviene nel tempo in diverse culture[2].

L’approccio allo studio dell’amore avviene in numerose discipline: si studia l’amore come fenomeno in psicologia, sociologia, antropologia, zoologia, religione, letteratura.

Nelle scienze della comunicazione viene studiato il linguaggio dell’amore o la comunicazione seduttiva. In chimica, biologia, in campo medico e neurologico, l’amore viene addirittura analizzato per scoprire i meccanismi biochimici ed elettrici che avvengono nel “cervello che ama”.

In sede di Coaching analitico non sono tanto i meccanismi chimici a interessare l’impostazione del lavoro, quanto i meccanismi affettivi, il loro risveglio, la loro canalizzazione verso obiettivi importanti.

Obiettivi che accendano la passione delle persone e li riempiano di vita.

Se non si ama ciò che si fa, le performance non accadono, o, se avvengono, non sono atti di espressione, ma costrizioni, risultati destinati a durare poco.

Individuare concetti da amare, risultati da ottenere, localizzali bene, significa iniziare a dare forma a vaghe rappresentazioni mentali.

Localizzare per cosa vivere, è uno dei lavori di Coaching e formazione più importanti: far scoprire concetti, amarli, farli scoprire agli altri.

Questo può significare fare scouting (scovare nuovi orizzonti per il soggetto e con il soggetto, accompagnarlo in questa delicata operazione), ma anche fare archeologia umanistica, andare a trovare ciò che la persona era, riscoprire passioni, ambizioni, aspirazioni, amori per…, progetti abbandonati, sogni giovanili o di altri stadi di vita, qualcosa che è stato sepolto dal Self-Silencing (il meccanismo di auto-silenziamento dei propri bisogni profondi e delle proprie aspirazioni).

Questi dati a volte confusi sono localizzati nel passato del soggetto, e questo è un’altro forte motivo per non fuggire dall’analisi del passato in operazioni di Coaching analitico.

[1] Fonte: http://it.wikiquote.org/wiki/William_Shakespeare

[2] Vedi il paper di Janssen, Diederik F. (2008), First Love: A Case Study in Quantitative Appropriation of Social Concepts, in: Qualitative Report, v.13 n.2 p.178-203 June 2008.

Fermare il Self Silencing

Uno dei meccanismi più forti notati nella psicologia dell’amore è il Self-Silencing, mettere il silenziatore alle proprie passioni[1].

È un fenomeno esaminato nel campo delle relazioni amorose romantiche, ma la sua validità, come variabile da analizzare, si estende a ogni ambito umano, soprattutto alle ambizioni personali che la persona ha “silenziato”.

Nel Coaching HPM si pratica una tecnica specifica denominata Scouting Affettivo, per indicare l’attività di scavo in cosa alimenta le passioni di un individuo. Quali sono ora? Quali erano in passato? Quanto sono sopite o attive? Quanto la persona è “spenta” o “accesa”, morta o attivata, sul piano delle passioni? A quante passioni, idee e aspirazioni è stato messo il silenziatore, e cosa ne è rimasto?

E, soprattutto, cosa può produrre passione per il futuro?

Le domande da praticare sono numerose, tra queste:

  • Cosa ti appassiona?
  • Cosa è una passione?
  • Cosa è l’amore per te?
  • Come lo definiresti?
  • Che ruolo ha nella tua vita?
  • Cosa ti ha appassionato di più sinora?
  • Che passioni hai adesso?
  • Cosa ti dà energia?
  • Con chi vorresti vivere qualche progetto importante? Cosa hai “silenziato” nella tua vita, a cosa hai rinunciato?
  • Ci sono state delle ambizioni cui hai rinunciato, cose a cui tenevi?
  • Cosa faresti se tornassi indietro?
  • Cosa vorresti fare ancora guardando avanti, sognando?
  • Cosa possiamo fare di concreto, anche solo qualche piccolo step praticabile?

Il senso di un Coaching è produrre e alimentare amore verso…, amore per… amore per se stessi, per un’azione terapeutica di autostima, amore verso una causa, amore verso un progetto.

Nel Coaching, l’amore per un concetto o per un’idea deve accrescere la passione per l’attività, e far meglio sopportare la fatica che si rende necessaria a generare cambiamento.

Una forma di amore, di tipo puramente umano e professionale, deve anche svilupparsi tra Coach, formatore, terapeuta, docente, o altro ruolo di aiuto, e cliente/fruitore. È il tipo di amore non sessuale che desidera unicamente il bene altrui e si adopera per costruirlo.

Il concetto più utile a tal fine viene dagli studi di psicologia evolutiva[2], ed è quello di engrossment, il sentimento di affetto che un padre sviluppa verso il figlio.

Questo stato comprende una forma di coinvolgimento emotivo più forte rispetto a quello medio, un desiderio di vedere il proprio cliente ottenere risultati, che diventano anche in parte i propri risultati, e questo può fare la differenza tra un lavoro serio e dedicato e un lavoro superficiale.

Il contrario di engrossment è un approccio distaccato e superficiale, anaffettivo, tra Coach/formatore/consulente e soggetto ricevente, un approccio, che tiene le distanze, che non si arrabbia quando vede una scarsa partecipazione, e non gioisce nemmeno per i risultati, vive il tutto in modo puramente meccanico e poco umano.

Essere passionali, in questo caso, è positivo.

La stessa passione dobbiamo applicare verso noi stessi, verso ciò che possiamo essere quando coltiviamo le nostre energie, competenze, progettualità.

Il concetto di Self-Engrossment può essere usato tecnicamente, in questo caso, per esprimere l’atteggiamento di amore verso se stessi, non narcisistico o egoistico, ma un amore per il lavoro di avvicinamento al proprio benessere, al divenire sempre più autentici e padroni delle proprie potenzialità.

Amarsi e volersi bene significa avere un primo grande amico, se stessi. Se sai che questo amico non ti lascerà mai, se sai che puoi contarci sempre, allora larga parte dei problemi sono risolti.

Se invece ogni tanto non stai bene con te stesso, senti di non avere fatto ancora ciò che volevi nella vita, hai delle ambizioni cui vorresti dare ascolto, hai delle “spie rosse” che si accendono ma non sai bene per cosa, è bene lavorarvi sopra. Perché la vita è una.

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Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro “Psicologia della Libertà”. Per aggiornamenti sull’uscita vedi la rivista online presso il link http://eepurl.com/b727Pv

[1] Collins, Kerry A.; Cramer, Kenneth M.; Singleton-Jackson, Jill A. (2005), Love Styles and Self-Silencing in Romantic Relationships, in: Guidance & Counselling, v.20 n.3-4 p.139-146 Spring-Summer 2005.

[2] Greenberg, J., Morris, N. (1974), Engrossment: The Newborn’s Impact upon the Father, in: American Journal of Orthopsychiatry, 44, pp. 520-531.

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1.1. Analisi esistenziale: meaninglessness (mancanza di senso) vs. ricerca dei significati

E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa. Tutte sono state vissute e tutte, in un modo o nell’altro, servono ad andare avanti. Non pentirti non giudicarti, sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo. Pause, rewind, play e ancora, ancora, ancora. Non spegnere mai il tuo campionatore, continua a registrare e a mettere insieme nuovi suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando lo ascolti, beh, non aver paura: è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita.

(Dal film: Tre metri sopra il cielo / 3MSC, di Luca Lucini)

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Prima di entrare nei dettagli, vogliamo spendere qualche parola sul problema motivazionale di fondo delle performance e del potenziale: il “perché” facciamo le cose.

Un gruppo di ricercatori che operano nella sfera della Psicologia Umanistica ha condotto uno studio per confrontare i diversi punti di vista sul senso della vita, analizzando sia persone comuni che personaggi eminenti (cultura, scienza, politica)[1].

Il senso fondamentale che emerge da questa ricerca è che l’essere umano ha bisogno di significati. Ha bisogno di ancorare la propria esistenza a qualcosa, ha la necessità di trovare una spiegazione. Il contrario è una “crisi di senso”: non sapere più cosa facciamo, non credere più a niente.

La spiegazione per il nostro agire può essere assurda, logica, razionale, mistica, scientifica, morale. La mancanza di una motivazione del fare, dell’essere, e dell’esistere, porta ad un profondo disagio esistenziale.

Come evidenziano gli stessi autori:

 

Albert Camus (1955),Viktor Frankl (1992), e Lev Tolstoj (1980),  tutti credevano che, se la vita avesse o meno un significato in sè, fosse la domanda più importante della vita stessa. Per loro, tutti gli sforzi e imprese umane si confrontano con la questione del significato – senza significati, niente ha più importanza. Frankl (1978) vedeva la  mancanza di senso (meaninglessness) come la neurosi primaria dei nostri tempi (p. 2), e Carl Jung (1933) sosteneva che tutti i suoi clienti, visti in oltre 35 anni di terapia, avevano problemi che si collegavano alla questione dei significati (meaning). Negli studi empirici, l’esperienza soggettiva della meaninglessness (mancanza di senso) è stata collegata alla depressione (Beck, 1967; Seligman, 1990) all’abuso di sostanze e al suicidio (Harlow, Newcomb, & Bentler, 1986), così come ad altre psicopatologie (Yalom, 1980)[2].

 

In sintesi, se non percepiamo un significato nelle cose, andiamo in crisi.

La mancanza di significato porta a disturbi, o neurosi, e disagio esistenziale. Ogni azione connessa al potenziale umano deve quindi andare alla ricerca di significati profondi cui ancorarsi, siano essi in azienda, nello sport, nella vita, o in campo sociale e personale.

La psicoenergetica, nel metodo HMP, è una disciplina che deve analizzare, attaccare e aggredire la meaninglessness (mancanza di senso o caduta di significati del­la vita), e affrontare il senso di una prospettiva umana.

I fronti per cui applicarsi e le cause per cui impegnarsi possono veramente essere molte, dalla fame, alla protezione dei deboli, dei bambini, degli anziani, ma anche credere in un progetto aziendale importante, o impegnarsi in un percorso spirituale.

Il venire meno dei significati della vita o senso della vita generale distrugge qualsiasi volontà di affrontare un progetto o di impegnarsi in un’azione.

Il nostro fine profondo è recuperare il senso, in ogni brano della vita: senso della giornata, senso di una settimana, senso di un trimestre, senso dell’anno in corso, o senso della vita, ma anche senso di un incontro (perché questo incontro?), senso di una relazione (perché questa relazione?), senso di un progetto (perché questo progetto?), senso di una sfida (perché questa sfida? Chi o cosa sto sfidando veramente?).

Lo scopo penetrante è di accrescere l’ancoraggio delle persone a obiettivi significativi, costruendoli e rinforzandoli (da un lato) e rimuovendo i blocchi (dall’altro) che impediscono a queste energie di manifestarsi.

[1] Kinnier, Richard T., Kernes, Jerry L., Tribbensee, Nancy, Van Puymbroeck, Christina M. (2003), What Eminent People Have Said About The Meaning Of Life, Journal of Humanistic Psychology, Vol. 43, No. 1, Winter 2003.

[2] Camus, A. (1955), The myth of Sisyphus, Alfred A. Knopf, New York.

Frankl, V. (1978), The unheard cry for meaning, Simon & Schuster, New York.

Frankl, V. (1992), Man’s search for meaning (4th ed.), Beacon Press, Boston.

Tolstoy, L. (1980), My confession, in S. Sanders & D. R. Cheney (Eds.), The meaning of life, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, NJ.

Jung, C. G. (1933), Modern man in search of a soul (W. S. Dell & C. F. Baynes, Trans.), Harcourt, Brace & World, New York.

Seligman, M. E. P. (1990), Why is there so much depression today?, in R. E. Ingram (Ed.), Contemporary psychoanalytical approaches to depression (pp. 1-9), Plenum, New York.

Harlow, L. L., Newcomb, M. D., Bentler, P. M. (1986), Depression, self derogation, substance abuse, and suicidal ideation: Lack of purpose in life as a mediational factor, Journal of Clinical Psychology, 42, 5-21.

Yalom, Y. D. (1980), Existential psychotherapy, Basic Books, New York.

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Copyright dott. Daniele Trevisani www.studiotrevisani.it

 

Un corso olistico di sviluppo personale, novità editoriale per l’estate

Migliorare le proprie performance ed esprimersi

Migliora le tue performance esprimendo te stesso

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PROGRAMMA AUDIO

Il programma è composto da
6 audio mp3 * 6 eleganti PDF * 2
 contenuti extra (audio + ebook)
* oltre 5 ore di audio * più di 100 pagine pdf
in esclusiva solo sul sito di Area51 Publishing a 7 euro

Questo programma audio è frutto dell’esperienza dell’autore, Daniele Trevisani, coach internazionale, esperto di comunicazione e formatore. Il programma audio è rivolto a tutti, grazie a un linguaggio semplice e diretto. Contiene stimoli e strumenti operativi per migliorare le tue performance, suggerimenti utili e approfondimenti essenziali per sviluppare ed esprimere il tuo potenziale.

. 1 ora e 30 minuti di sessione
. 6 tracce mp3 di audio
. strumenti, esercizi e indicazioni pratiche da ascoltare e applicare

Oltre all’audio il programma contiene

. Indice della sessione con abstract dei singoli capitoli
. Sintesi della sessione in elegante pdf
. Sintesi delle metodologie proposte e dei personaggi citati nella sessione
. Bibliografia di approfondimento con testi essenziali per la tua crescita personale
. Biografia e contatti dell’autore Daniele Trevisani
. Il modello Regie di cambiamento dell’autore Daniele Trevisani
. + 2 extra bonus (audio + pdf)

L’autore

Daniele Trevisani è autore, formatore senior, coach e counselor. Laureato con il massimo dei voti in DAMS Comunicazione con una tesi in Comunicazione Interculturale presso l’Università di Bologna, ha  conseguito il Master annuale in Marketing Internazionale IFOA e svolto altre specializzazioni e studi, tra i quali Master of Arts in Mass Communication presso la University of Florida.Ha conseguito il primo premio Fulbright (Governo USA) assegnato per la ricerca nelle Scienze della Comunicazione.
È tra i principali esperti europei in formazione e comunicazione, continuità d’impresa e ricambio generazionale, sviluppo potenziale umano e coaching. 
Abbina alle attività di imprenditore nella formazione aziendale un’esperienza di oltre venticinque anni nel coaching sportivo di agonisti, di team, squadre e atleti. Ha seguito cinque campioni mondiali, due campioni intercontinentali e varie squadre agonistiche di sport come kickboxing, boxe e arti marziali.
Èinoltre formatore per il Ministero della Difesa e la NATO dove si occupa di temi di psicologia, leadership, comunicazione. Èconsulente italiano di riferimento per diverse società internazionali e formatore presso le Forze Speciali dell’Esercito Italiano.
È autore di dodici libri in italiano (tra cui due bestseller italiani nelle aree del marketing e della formazione) e cinque in altre lingue. I suoi volumi sono attualmente tradotti in Russia e Romania, con progetti avviati di traduzione in Francia, Germania, USA e Cina. 

Cosa sono i programmi audio

I programmi audio di Area51 sono un nuovo modo per avanzare nella tua crescita personale e mettere subito in pratica ciò che ascolti.
Sono dei veri e propri seminari live che puoi ascoltare quando desideri, per restare sempre in connessione con i contenuti del programma e riconnetterti a essi in qualunque momento tu voglia.
I tuoi contenuti sempre con te
La vera novità dei programmi audio è che ti permettono di restare costantemente connesso ai tuoi contenuti e centrato in essi, ripetendo l’ascolto e favorendo così l’acquisizione dei princìpi del programma. Questo ti permette di rimanere integrato all’energia che sprigionano questi contenuti.
Il formato audio
Il formato audio è ideale perché è flessibile, leggero, portabile e si adatta alle tue esigenze e ai tuoi tempi. Lo puoi ascoltare quando vuoi, dove vuoi, in ogni momento e luogo con il tuo smartphone, nei ritagli di tempo, mentre fai qualcos’altro.
Un nuovo modo di avanzare
L’ascolto e il riascolto dei contenuti dei programmi audio ti permette di connetterti a un’altra energia straordinariamente potente, benefica e motivante. Dedica ogni giorno, anche solo pochi minuti, all’ascolto dei tuoi programmi, alle parole e agli insegnamenti in essi contenuti

Ok fantastico, è uscito il libro “Team Leadership e Comunicazione Operativa“, basato su 11 anni di esperienza nella Formazione di Forze Speciali e Imprese.

Se lo passate al direttore HR, o interessa a Voi, sarà ed è il più gettonato del 2017 in tutta l’area della Formazione e anche del Coaching, perchè di “assembramenti” di persone sono piene le aziende, ma di veri Team c’è bisogno come l’aria – Qui l’indice del volume che corrisponde al programma del corso http://www.francoangeli.it/Area_PDFDemo/100.856_demo.pdf

Ricordo inoltre di iscriversi alla rivista online per avere sempre le notizie, aggiornamenti e articoli non appena escono. Qui il link http://eepurl.com/b727Pv

Oltre al pdf, offriamo uno strumento pratico per la localizzazione di cosa fare, tratto dal cap.2. : le 5 Zone Operative di un Team e la localizzazione dei segnali deboli

 

Le 5 zone operative di un team e la localizzazione dei segnali deboli

 

Esercizi di localizzazione per Team Leader

 

Zona 1 – Esistono attività condotte nella zona di noia, mediocrità o apatia, nei nostri collaboratori principali o nel team?

 

 

 

 

 

 

Segnali e indicatori (inclusi segnali deboli) cui possiamo prestare attenzione per capire se e quando le persone o il team operano in questa zona

 

 

 

 

 

 

Commenti e possibili azioni concrete di miglioramento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zona 2 – Quali sono alcune delle attività in cui possiamo accettare Medianità o Routine nei nostri collaboratori principali o nel team, senza che questa comprometta il lavoro del team stesso e la missione?

 

 

 

 

 

Segnali e indicatori (inclusi segnali deboli) cui possiamo prestare attenzione per capire se e quando le persone o il team operano in questa zona

 

 

 

 

 

 

 

Commenti e possibili azioni concrete di miglioramento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zona 3 – Quali sono alcune delle attività in cui è indispensabile chiedere maggiore qualità e dinamismo nei nostri collaboratori principali o nel team?

 

 

 

 

 

 

Segnali e indicatori (inclusi segnali deboli) cui possiamo prestare attenzione per capire se e quando le persone o il team operano in questa zona

 

 

 

 

 

 

 

Commenti e possibili azioni concrete di miglioramento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zona 4 – Quali sono alcune delle attività in cui è indispensabile chiedere l’Eccellenza Operativa, l’attenzione massima ai dettagli con contemporanea percezione dell’insieme?

 

 

 

 

 

 

Segnali e indicatori (inclusi segnali deboli) cui possiamo prestare attenzione per capire se e quando le persone o il team operano in questa zona

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti e possibili azioni concrete di miglioramento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zona 5 – Quali sono alcune delle attività che rischia di avvicinarsi alla maniacalità non necessaria, o aree in cui viene profusa troppa energia e attenzione rispetto alla reale importanza del compito?

 

 

 

 

 

 

 

Segnali e indicatori (inclusi segnali deboli) cui possiamo prestare attenzione per capire se e quando le persone o il team operano in questa zona

 

 

 

 

 

 

 

Commenti e possibili azioni concrete di miglioramento

 

 

 

 

 

 

Materiale copyright, utilizzabile solo con citazione della fonte: Trevisani, Daniele (2016). Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team. Milano, Franco Angeli editore

 

Allenarsi non è sempre facile. Alcuni giorni non hai voglia, sei stanco, salti. Altri magari avresti voglia ed energie ma hai altro da fare.

Dico Questo… 2 minuti. Il giorno in cui hai poca pochissima o zero voglia di allenarti, fai 2 minuti. Esattamente 120 secondi. Impossibile non trovare 120 secondi.

Il giorno in cui hai un pochino più voglia, fai 20 minuti, 1o minuti di passeggiata, 10 di stretching, va benissimo, fai quello che ti pare, ma fallo.

Il giorno in cui ti senti in forma e sei finalmente riuscito a dare struttura al tuo tempo in modo assertivo, ti fai un buon 40 minuti, con un po di riscaldamento, corsa leggera, un circuito di pesi, stretching, e una doccia.

Da li a salire non c’è limite.

Ma sarà quel giorno in cui sai già che rimanderai, che ti fa schifo l’idea, che non ce n’è proprio, saranno quei 2 minuti a rafforzare talmente il tuo carattere, che probabilmente non smetterai mai più. Questo permette di alimentare il concetto di Self Power, di cui ho parlato in un libro apposito. Permette di imparare ad amare quei momenti in cui ti alleni, di sentire la sacralità che li accompagna come atti di vita pura. Permette di gustare quello che ho definito “emozioni beta”, le emozioni per il processo, e non solo le emozioni alfa le “emozioni per il risultato atteso”.

Io faccio così da circa 30 anni e per me funziona. Non ho più alfa ma solo beta, e gli obiettivi alfa comunque quando arrivano, sono benvenuti.

Gustati come starai dopo quei 2 minuti in cui ha passato la barriera della pigrizia. Quando impari a passare la barriera della pigrizia o dell’apatia, il tuo corpo ringrazia, e la tua mente inizia a farti dei doni.

Buon allenamento. 365 giorni all’anno.

dott. Daniele Trevisani, Formatore, Coach, Counselor, Maestro di Arti Marziali 9° Dan (Daoshi MMA, Wtka) www.studiotrevisani.it www.danieletrevisani.com

Da tanti contatti professionali, lavorativi, e anche semplicemente guardando le peimage027rsone per strada, puoi leggere le ferite emotive di un periodo difficile, di vite difficili, ma anche la voglia di esprimersi, di essere, di emergere non tanto nel successo mondano ma nel semplice essere “persone” che si rispettano e trovano uno spazio espressivo nella vita.

A questo tema ho dedicato un intero libro, Self Power, e voglio condividerne il primo capitolo che ne continene il succo, per un anno di ispirazione, forza, coraggio, non abbattimento, perchè niente può abbattere uno spirito vero.

Un grande augurio

dott. Daniele Trevisani