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migliore corso di coaching a Piacenza

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Il migliore Coach in Lombardia, in base alla classifica di Google Scholar,  è in realtà un Team composto da: Dott.  Daniele Trevisani, scrittore, formatore, consulente, coach e counselor;  Coach Cristina Turconi, diplomata Master Coach e Counselor presso STEP, Carla Nigro, diplomata Coach HPM presso Daniele Trevisani Academy con riconoscimento CWF (Coaching World Federation). Il Dott. Daniele Trevisani, scrittore di 28 libri (vedi bibliografia), ha operato come coach per oltre 200 aziende e organizzazioni incluso il coaching ultradecennale dei Generali e Ufficiali dell’Esercito Italiano in Missioni ONU (Caschi Blu) e come mental coach per oltre 10 campioni del mondo di arti marziali e combat sports e altre discipline.

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In evidenza:

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Approfondimenti sul Coaching. Il Metodo HPM

Lavorare sul potenziale individuale, dei team, delle imprese: il metodo HPM (Human Performance & Potential Modeling)

Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari,

dei fiumi, delle stelle e passano a fianco a se stesse

senza meravigliarsi

(Sant’Agostino)

Il testo seguente è copyright Daniele Trevisani e Franco Angeli editore, estratto dal libro Il Potenziale Umano.

corsi di coaching aziendaleChi è il migliore Coach in Lombardia – Concetti fondamentali: la visione della persona come sistema energetico

Il metodo HPM sviluppato dal dott. Daniele Trevisani deriva la propria sigla dal suo obiettivo primario, il Modeling, o “dare forma”, generare impulso, contributo e stimolo alla crescita della persona, dei team e delle organizzazioni.

Il metodo ha due distinte sfere di applicazione, tra di loro collegate:

  • crescita del potenziale umanoHuman Potential Modeling, e
  • sviluppo delle prestazioniHuman Performance Modeling.

Il metodo contiene una concezione dell’uomo come articolazione di energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni.

Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro”, sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò che significa progredire, nel suo senso più profondo.

“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali.

L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere. Prendere piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è un’operazione che ha una propria sacralità, al di la del risultato numerico o professionale che ne può derivare.

Capire questo è essenziale oggi per fare del training aziendale serio, essere ricercatori o insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel focusing (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina una persona o un’organizzazione, intesa come complesso di energie circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale.

Il metodo HPM raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni) e li considera aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire.

A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.

Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene approfondita, ma sicuramente non esaurita.

Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile.

Modello del Potenziale Umano Deep Coaching (TM)

chi è il migliore coach in sicilia - metodo hpmPotenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori.

Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.

Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani esistenziali superiori, ricercare, crescere.

Possiamo soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.

Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa.

Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono disporre di uno stato di carica variabile, e funzionare bene o male, con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia.

Per analizzare il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o intellettuale, ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo bisogno di localizzare quali sono i micro e macro-distretti su cui si può agire e come questi interagiscono tra di loro.

Dobbiamo anche saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare al generale, e viceversa.

Esponiamo di seguito una breve sintesi di quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:

  • il substrato psicoenergetico e le energie mentali: riguarda le energie psicologiche, le forze motivazionali, lo stato di forma mentale necessario per affrontare sfide, progetti, traguardi (goal) e obiettivi. Si prefigge di analizzare ed intervenire sulle capacità mentali, come concentrazione, lucidità tattica, abilità strategiche, capacità di percezione, utilizzo della memoria, amplificazione sensoriale, sino alle capacità di vivere le passioni, rivedere il nostro modo di essere, riprendere in mano il proprio ruolo nella vita con maggiore assertività, ripensarsi, creare motivazione in sè e nel team, sviluppare coraggio e perseveranza, utilizzare uno stile di pensiero produttivo e positivo;
  • il substrato bioenergetico e le energie fisiche: inquadra la parte biologica dell’essere umano: il corpo e le energie fisiche, lo stato di forma organis­mico e biologico che sorregge le energie individuali; comprende l’analisi delle energie corporee e il funzionamento dell’organismo, come esso possa essere riparato o “potenziato”, gli effetti dello stile di vita e l’approccio olistico al corpo, l’attenzione alle economie locali (di specifici distretti fisici) e alle energie generali;
  • le micro-competenze: i micro-dettagli che danno spessore al potenziale, le micro-abilità psicologiche e psicomotorie che fanno la differenza in una prestazione manageriale o sportiva, le micro abilità-cognitive (di ragionamento), che creano differenza tra un’esecuzione mediocre, media o invece eccellente, le micro-abilità relazionali e comunicazionali da cui dipende un lavoro di qualità;
  • le macro-competenze personali e professionali: i grandi strumenti (competenze, skills, capacità) che compongono il profilo di un ruolo; le traiettorie di cambiamento che subisce lo scenario che ci circonda, come rimanerne coscienti e in pieno controllo; la gamma delle abilità o portfolio di competenze di un individuo o di un team, e come questo deve essere rivisitato, riqualificato, formato, per essere all’altezza degli obiettivi che ognuno di noi si pone e delle sfide che vuole cogliere;
  • goal e progettualità: la strutturazione dello sforzo per qualcosa o contro qualcosa di concreto (un ideale trasformato in progetto); la capacità di sviluppare un obiettivo in azione, il focus di applicazione delle energie e competenze, la loro traduzione in specifici piani operativi e risultati attesi;
  • visione, principi e valori, missione: ideali, principi morali, sogni, aspirazioni, i motori profondi che dirigono le priorità personali, gli ancoraggi di senso e significato che connettono i progetti ad un piano più profondo, le scelte personali, il senso di missione. Riguarda inoltre lo sfondo primordiale di desideri e pulsioni che spingono il nostro fare ed agire, il senso di causa e – non ultimo – il nostro vissuto spirituale ed esistenziale.

Ognuno di questi stati o “celle” può avere un certo livello di “carica”, trovarsi “pieno”, “abbondante”, ben coltivato, ben esercitato, o essere invece “scarico”, deprivato, depotenziato, impoverito, o persino trascurato e maltrattato, denutrito, abbandonato.

Al crescere della carica nei diversi sistemi aumenta l’energia complessiva della persona, dei team, e delle organizzazioni da loro composte, con effetti molto tangibili: risultati, prestazioni, capacità di decidere, di incidere e produrre cambiamento positivo. Questi risultati dipendono dallo stato dei diversi sistemi, dalla capacità di coltivarli e nutrirli.

La loro condizione locale e l’interazione tra le diverse “celle” può produrre il massimo del potenziale o presentare sinergie negative, o danni e malfunzionamenti che impediscono all’essere umano di esprimersi.

Le risorse personali e il potenziale individuale possono essere “lette” ma soprattutto amplificate attraverso un lavoro serio sulle sei aree.

Sul piano manageriale e sportivo, nei team e nelle aziende, le implicazioni sono altrettanto evidenti: lo stato di forma mentale e fisico delle persone, la loro carica motivazionale, le loro competenze, la loro progettualità, il loro spessore morale, fanno la differenza tra persone o team spenti, e persone, team o organizzazioni capaci, forti, motivate, piene di energia ed entusiasmo, desiderose di affrontare sfide e dare contributi veri.

____________________________ Copyright Daniele Trevisani e Franco Angeli Editore

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM

La psicologia del coaching è un campo della psicologia applicata che applica teorie e concetti psicologici alla pratica del coaching . Il suo scopo è aumentare le prestazioni, l’ autorealizzazione , i risultati e il benessere di individui, team e organizzazioni utilizzando metodi basati sull’evidenza fondati sulla ricerca scientifica. [1] La psicologia del coaching è influenzata da teorie in vari campi psicologici, come la psicologia umanistica , la psicologia positiva , la teoria dell’apprendimento e la psicologia sociale .

La psicologia del coaching è iniziata formalmente come sotto-disciplina psicologica nel 2000, quando il primo corso di “psicologia del coaching” è stato offerto all’Università di Sydney . Da allora, sono state formate società scientifiche dedicate alla psicologia del coaching e riviste sottoposte a revisione paritaria pubblicano ricerche sulla psicologia del coaching. Le applicazioni della psicologia del coaching spaziano dal coaching atletico ed educativo alla leadership e al coaching aziendale.

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Storia

Storia antica

Le prime applicazioni della teoria e della pratica psicologica all’allenamento (in particolare, l’allenamento atletico) risalgono agli anni ’20. [2] Nel 1926, Coleman Griffith pubblicò The Psychology of Coaching: A Study of Coaching Methods in the Point of View of Psychology. [2] Sulla base delle osservazioni delle squadre di calcio e basket, Griffith ha discusso un’ampia varietà di aspetti dell’allenamento come gli effetti dello spettatore, i problemi di over-coaching, i principi dell’apprendimento. [3] Griffith è stato notato come ” il primo psicologo dello sport d’America ” e un pioniere nell’applicare la scienza della psicologia al coaching. [4] Anni dopo, iniziarono ad emergere altri testi sulla psicologia del coaching. Nel 1951, John Lawther della Penn State University pubblicò Psychology of Coaching . [5] Il primo libro in WorldCat con il termine “psicologia del coaching” nel titolo è Modern Coaching Psychology di Curtiss Gaylord, pubblicato nel 1967. [6] [7]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – 21 ° secolo

Nonostante questi primi sviluppi, la psicologia del coaching contemporaneo è stata istituita formalmente solo all’inizio del 21° secolo. [4] Nel gennaio 2000, Anthony Grant ha implementato la prima unità di studio di “psicologia del coaching” presso l’ Università di Sydney e la sua tesi di dottorato ha posto le basi per ulteriori ricerche per stabilire il campo della psicologia del coaching come disciplina basata sull’evidenza. [8] [9] Molti psicologi del coaching considerano Grant un pioniere nel campo. [4] [10]

Un ulteriore sviluppo è iniziato nel 2006 quando l’ Australian Psychological Society (APS) ha tenuto una conferenza che ha fondato l’Interest Group in Coaching Psychology ( IGCP ). Fuori dall’Australia, Stephen Palmer della British Psychological Society (BPS) ha formato lo Special Group in Coaching Psychology (SGCP). [4] Sia l’ IGCP che l’SGCP miravano a sviluppare ulteriormente la professione della psicologia del coaching in termini di teoria e applicazione, fornendo una piattaforma per la condivisione di ricerche ed esperienze rilevanti tra gli psicologi del coaching. [4] [1] [11] Dall’istituzione di IGCP e SGCP, in Europa, Medio Oriente e Sud Africa sono state istituite più società internazionali dedicate alla psicologia del coaching. [4] Il 18 dicembre 2006 è stata fondata la International Society for Coaching Psychology ( ISCP ) per promuovere lo sviluppo internazionale del settore. [4] [12]

Attualmente, ci sono un certo numero di riviste peer-reviewed dedicate alla letteratura e alla ricerca sulla psicologia del coaching. Ad esempio, The Coaching Psychologist (dal 2005) è fornito dal SGCP. [13] L’ IGCP e l’IGCP pubblicano congiuntamente l’ International Coaching Psychology Review (dal 2006). [14] Coaching Psychology International (dal 2009) è pubblicato dalla International Society of Coaching Psychology. [15]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Influenze teoriche

Metodi di Coaching – I migliori riferimenti – Psicologia umanistica

Vedi anche: Psicologia umanistica e Terapia centrata sulla persona

L’ approccio umanistico alla psicologia è considerato un grande contributo al coaching psicologico. [3] Sia la psicologia umanistica che quella del coaching condividono la visione comune dell’umano come autorealizzazione . Cioè, ogni volta che ne viene data l’opportunità, gli umani coglieranno la capacità di migliorare se stessi. [16] La psicologia del coaching considera questo sviluppo come un processo consistente in concreti cambiamenti positivi nella propria vita. Inoltre, questo processo di crescita è intrapreso sia dal cliente che dal coach che facilita l’autorealizzazione nei loro clienti. [1] [17]

Nella terapia centrata sulla persona di Carl Rogers , la relazione cliente-terapeuta è un elemento chiave per facilitare la crescita. [17] Pertanto, la relazione tra il coach (il facilitatore) e il cliente (il discente) è cruciale. [18] In particolare, Rogers ha identificato tre qualità chiave in una buona relazione coach-cliente: “realtà” (genuinità), fiducia e comprensione empatica . [17] [18] Inoltre, viene fatta un’importante distinzione tra lavorare sul cliente e lavorare con il cliente. Un coach deve essere disposto a collaborare e impegnarsi attivamente con il cliente per comprendere le sue esperienze e fare scelte che promuovano la crescita . [17] Una volta raggiunto questo obiettivo, la relazione coach-cliente diventa una partnership attiva . [19]

Inoltre, secondo Rogers, la crescita di un cliente si ottiene attraverso una considerazione positiva incondizionata . [20] I coach devono entrare in empatia con i loro clienti per comprendere le loro esperienze e punti di vista. [1] Per raggiungere questo obiettivo, il coach deve essere in grado di comprendere i propri clienti non solo a livello intellettuale, ma anche a livello emotivo. [17] Insieme all’empatia, i coach devono essere in grado di accettare i loro clienti per quello che sono veramente poiché gli individui hanno bisogno di sentirsi apprezzati per il loro ” vero sé ” per realizzarsi . [1]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Psicologia positiva

Vedi anche: Psicologia positiva

psicologia positiva.

La psicologia positiva (sviluppata da Martin Seligman e altri) si sofferma sugli aspetti positivi delle caratteristiche umane come la forza e la competenza. [17] [21] [22] Fondamentalmente, la psicologia del coaching condivide questo obiettivo; un coaching efficace comporta il miglioramento delle prestazioni e del benessere del cliente. [23] La psicologia positiva fornisce quindi una base per il coaching. [21] La psicologia del coaching è stata considerata un tipo di psicologia positiva applicata. [23]

Le emozioni positive motivano le persone a migliorare le proprie capacità e competenze. [24] La teoria dell’ampliamento e della costruzione di Barbara Fredrickson postula che le emozioni positive possono svolgere un ruolo nello stimolare non solo la motivazione , ma anche azioni produttive e benefiche. [25] Nel coaching, si enfatizza l’incoraggiamento delle emozioni positive al fine di ispirare i clienti a intraprendere azioni concrete verso i loro obiettivi. [17]

A parte le emozioni, anche il pieno impegno nell’attività è un fattore per massimizzare le proprie prestazioni. [26] Mihaly Csikszentmihalyi ha descritto questo livello di massimo coinvolgimento in un compito come flusso . In altre parole, gli individui che sperimentano il flusso sono “nella zona”. [17] Gli allenatori svolgono un ruolo nella creazione di un ambiente che induce il flusso. Questo può essere raggiunto attraverso la definizione di obiettivi chiari e coerenti. [26] Fornire un feedback chiaro e immediato mantiene anche il cliente informato sul fatto che le sue azioni stiano aiutando a raggiungere i suoi obiettivi. [17] I coach aiutano anche a trovare un equilibrio tra sfida e abilità poiché compiti troppo facili o troppo difficili per il cliente possono ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo. [17] [26]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Teorie dell’apprendimento

Vedi anche: comportamentismo e teoria dell’apprendimento sociale

Il condizionamento operante (come descritto da BF Skinner ) vede l’apprendimento come un processo che coinvolge rinforzo e punizione . [27] Gli allenatori sono incoraggiati a rafforzare sempre comportamenti sani e produttivi attraverso il rinforzo verbale, come parole e immagini motivazionali. [28] Anche il rinforzo intrinseco (cioè il rinforzo dall’interno dell’individuo) può svolgere un ruolo enorme nel migliorare le prestazioni e nell’incoraggiare azioni mirate. [19] Sebbene la punizione possa indirizzare i clienti verso i comportamenti desiderati , le prestazioni possono essere ostacolate da effetti collaterali ingiustificati, come ansia e risentimento nei confronti dell’allenatore. [19] [27]

La teoria dell’apprendimento esperienziale di David A. Kolb postula che gli individui apprendano attraverso le loro esperienze. [29] L’apprendimento esperienziale è facilitato dall’autoriflessione, dall’autovalutazione e dall’azione. [21] I coach possono incoraggiare l’autoriflessione critica delle esperienze attraverso “registri di coaching” in cui i coachee analizzare i loro pensieri ed emozioni in vari incidenti e circostanze. [21] Questo aiuta i clienti a esaminare e sfidare le proprie convinzioni, atteggiamenti e comportamenti . [21] L’intuizione acquisita da questo aiuta nell’apprendimento trasformativo in cui i tirocinanti sviluppano un piano d’azione per un ulteriore miglioramento personale e un aumento delle prestazioni basato sulle proprie esperienze. [17] [29] [30]

Lev Vygotsky ha descritto la zona di sviluppo prossimale ( ZPD ) come uno spazio tra ciò che una persona sa (un’azione che può essere eseguita facilmente) e ciò che una persona non sa (ciò che è considerato difficile). [31] Vygotsky ha teorizzato che l’apprendimento è più efficace all’interno di questa zona. [32] I coach facilitano un apprendimento efficace fornendo ai coachee attività all’interno della ZPD , che non sono né troppo facili né troppo impegnative (questo è un processo chiamato scaffolding ). [31] [32]

La teoria dell’apprendimento sociale ha influenzato anche la psicologia del coaching. Secondo Albert Bandura , l’apprendimento osservativo si verifica quando gli individui imparano dalle persone che li circondano (chiamati modelli ). [33] I coach dovrebbero essere consapevoli dei modelli dei loro coachee in quanto ciò può modellare i loro atteggiamenti e comportamenti . [34] Inoltre, gli allenatori dovrebbero valutare i fattori che influenzano l’apprendimento basato sull’osservazione nei loro tirocinanti, come l’attenzione e la frequenza del comportamento osservato . [34]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Altre influenze

Vedi anche: Psicologia della Gestalt , Psicologia sociale , Psicologia culturale e Psicopatologia

La teoria della Gestalt spiega che le persone percepiscono gli eventi intorno a noi in un modo conforme alle loro idee, credenze ed esperienze personali. [3] I coachee devono essere guidati nella consapevolezza dei propri atteggiamenti ed esperienze, che modellano la loro percezione del mondo. [3] Concetti in psicologia sociale come l’influenza interpersonale e la conformità sottolineare il ruolo importante che le interazioni sociali svolgono nel plasmare il pensiero, le prestazioni e il comportamento nei coachee . [19] La psicologia culturale assiste gli allenatori nel facilitare la crescita e l’apprendimento nei clienti provenienti da diversi background culturali. [35] Lo studio della psicopatologia può anche essere importante nello sviluppo di metodi adeguati di coaching per individui mentalmente malsani. [19]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Modelli

La psicologia del coaching ha un gran numero di modelli e quadri derivati da teorie e prove psicologiche. [1] Questi modelli sono utilizzati per guidare la pratica della psicologia del coaching e per garantire che il coaching sia informato da concetti scientificamente provati. [21]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – GROW

principale : modello GROW

Il modello GROW è considerato uno dei modelli di coaching comportamentale più popolari . [3] Le sue quattro fasi delineano il processo di risoluzione dei problemi, definizione degli obiettivi e miglioramento delle prestazioni. [3] [1] Il nome di ogni fase varia leggermente a seconda della fonte.

modello CRESCERE

Il modello GROW (o processo) è un metodo semplice per la definizione degli obiettivi e la risoluzione dei problemi . È stato sviluppato nel Regno Unito ed è stato ampiamente utilizzato nel coaching aziendale dalla fine degli anni ’80 e ’90.

Fasi di CRESCITA

Esistono diverse versioni del modello GROW. [1] La tabella seguente presenta una vista delle fasi ma ce ne sono altre. [1] La “O” in questa versione ha due significati.

G Obiettivo L’obiettivo è il punto finale, dove il cliente vuole essere. L’obiettivo deve essere definito in modo tale che sia molto chiaro al cliente quando lo ha raggiunto.
R La realtà La Realtà attuale è dove si trova ora il cliente. Quali sono i problemi, le sfide, quanto sono lontani dal loro obiettivo?
O Ostacoli Ci saranno ostacoli che impediranno al cliente di arrivare da dove si trova ora a dove vuole andare. Se non ci fossero Ostacoli il cliente avrebbe già raggiunto il suo obiettivo.
Opzioni Una volta che gli ostacoli sono stati identificati, il cliente deve trovare il modo di affrontarli se vuole fare progressi. Queste sono le opzioni.
W Avanti Le opzioni devono quindi essere convertite in passaggi di azione che porteranno il cliente al suo obiettivo. Queste sono la via da seguire. La “W” di GROW può includere anche quando e da chi e la volontà (o intenzione o impegno) di farlo. [1]

Come con molti semplici principi, qualsiasi utente di GROW può applicare una grande quantità di abilità e conoscenza in ogni fase , ma il processo di base rimane come scritto sopra. Ci sono numerose domande che l’allenatore potrebbe usare in qualsiasi momento e parte dell’abilità dell’allenatore è sapere quali domande usare e quanti dettagli scoprire. [2]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Esempio

Quello che segue è un esempio molto semplice di utilizzo del modello GROW per raggiungere un obiettivo. Questo esempio riguarda la perdita di peso. Se il cliente vuole: “Ridurre il mio peso a 120 libbre in tre mesi e mantenerlo basso”, questo è il loro obiettivo . Più sincero e personale, più significativo è l’obiettivo per la persona e più è probabile che si impegnino e raggiungano l’obiettivo.

L’approccio GROW sarebbe quindi quello di stabilire la Realtà affermando qual è il loro peso ora. Il coach porrebbe quindi domande di consapevolezza per approfondire la comprensione di ciò che sta accadendo quando il cliente cerca di perdere peso, identificando così gli ostacoli . Queste domande potrebbero includere:

  • Quando sei riuscito a perdere peso, cosa ha fatto la differenza?
  • Qual è la differenza tra le volte in cui riesci a perdere peso e le volte in cui lo rimetti su?
  • Cosa dovrebbe cambiare per te per essere sicuro di poter perdere peso e tenerlo fuori?

Se il cliente risponde sinceramente a queste domande , scoprirà nuove informazioni su ciò che funziona e non funziona per lui in termini di perdita di peso e creerà un potenziale di cambiamento. Diventa allora possibile creare delle strategie o delle Opzioni che aggirano gli Ostacoli . Questi potrebbero includere l’esame di quali diete o regimi di esercizio funzionano meglio o la ricerca di un tipo specifico di supporto. Una volta che il cliente conosce le strategie che potrebbero funzionare , può stabilire una via da seguire che prevede l’adozione di misure concrete. È qui che si impegnano a fare ciò che faranno a breve termine per mettere in atto le strategie. Ad esempio, un’azione potrebbe essere chiedere sostegno a una persona in particolare e un’altra potrebbe essere quella di acquistare una diversa selezione di alimenti.

GROW evidenzia chiaramente la natura di un problema ai fini del coaching. Affinché un problema esista in termini di coaching, devono essere presenti due elementi. In primo luogo deve esserci qualcosa che il cliente sta cercando di raggiungere: l’ obiettivo . Allora deve esserci qualcosa che impedisce loro di raggiungere quell’obiettivo: l’ Ostacolo(i) . L’utilizzo di GROW suddivide automaticamente un problema in queste parti componenti.

Gli stessi principi possono essere applicati qualunque sia l’obiettivo o il problema del cliente. GROW può essere utilizzato su problemi tecnici, questioni relative ai processi, questioni strategiche, questioni interpersonali e molti altri. Il modello può essere utilizzato anche da un gruppo che lavora tutti sullo stesso problema o obiettivo.

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Storia

In un articolo del 2009, [3] John Whitmore ha affermato che Max Landsberg ha coniato il nome GROW durante una conversazione con Graham Alexander e che Whitmore è stato il primo a pubblicarlo nella prima edizione del 1992 del suo libro Coaching for Performance . [4] Landsberg lo pubblicò anche pochi anni dopo nella prima edizione del 1996 del suo libro The Tao of Coaching . [5] Altrove Whitmore ha affermato che il modello era in uso da tempo prima che gli fosse dato il nome GROW. [6] Il libro di Alan Fine del 2010 Sai già come essere fantastico affermava che Fine aveva co-sviluppato il modello con Whitmore e Alexander. [7] Altri (successivi) modelli simili includono le mappe di aiuto collaborativo nella terapia familiare [8] e quella di Gabriele Oettingen Modello WOOP . [9]

Il principio GROW e l’Inner Game

GROW è stato influenzato dal metodo Inner Game sviluppato da Timothy Gallwey . [10] Gallwey era un allenatore di tennis che notò che spesso riusciva a vedere cosa stavano facendo i giocatori in modo errato, ma che il semplice dire loro cosa avrebbero dovuto fare non portava cambiamenti duraturi.

Il parallelo tra il metodo Inner Game di Gallwey e il metodo GROW può essere illustrato dall’esempio di giocatori che non tengono gli occhi sulla palla. Alcuni allenatori potrebbero dare istruzioni come: “Tieni d’occhio la palla” per cercare di correggere questo problema. Il problema con questo tipo di istruzioni è che un giocatore sarà in grado di seguirle per un breve periodo ma potrebbe non essere in grado di tenerle a mente a lungo termine. Così un giorno, invece di dare un’istruzione, Gallwey ha chiesto ai giocatori di dire “rimbalzare” ad alta voce quando la palla rimbalzava e “colpire” ad alta voce quando colpivano la palla.

Il risultato è stato che i giocatori hanno iniziato a migliorare senza troppi sforzi perché tenevano gli occhi sulla palla. Ma a causa del modo in cui venivano impartite le istruzioni, non avevano una voce nelle loro teste che diceva : “Devo tenere d’occhio la palla”. Invece stavano giocando un gioco semplice mentre giocavano a tennis. Una volta che Gallwey ha visto come il gioco potrebbe essere migliorato in questo modo, ha smesso di dare istruzioni e ha iniziato a fare domande che avrebbero aiutato i giocatori a scoprire da soli cosa funzionava e cosa doveva cambiare.

Il metodo GROW è simile. Ad esempio, la prima fase del processo di apprendimento consiste nel fissare un obiettivo che un giocatore desidera raggiungere. Se un giocatore volesse migliorare la sua prima di servizio, Gallwey chiederebbe quante prime di servizio su dieci vorrebbe inserire. Questo è l’ obiettivo . La Realtà verrebbe definita chiedendo al giocatore di servire 10 palloni e vedendo quante prime sono arrivate.

Gallwey poneva quindi domande di sensibilizzazione come “Cosa noti che stai facendo in modo diverso quando la palla entra o esce?” Questa domanda consentirebbe ai giocatori di scoprire da soli cosa stava cambiando nella loro mente e nel loro corpo quando il servizio entrava o usciva. Avevano quindi definito i loro ostacoli e opzioni . Hanno quindi imparato da soli cosa doveva cambiare per raggiungere i loro obiettivi di servizio e avevano una chiara via da seguire .

I creatori sia del metodo Inner Game che del metodo GROW hanno suggerito che molte persone stavano lottando per raggiungere gli obiettivi perché non stavano imparando dall’esperienza e non erano consapevoli della conoscenza disponibile che li avrebbe aiutati.

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Limitazioni

Jonathan Passmore e Stefan Cantore hanno suggerito nel 2012 che un “argomento contro gli approcci comportamentali come GROW è che la loro natura di obiettivo esclude il potenziale per esplorare gli aspetti filosofici della vita. Quindi GROW può essere adatto a lavorare in aree dirette dello sport o affari, ma potrebbe essere meno adatto a conversazioni di carriera, adattamento persona-ruolo o conversazioni di life coaching in cui altri approcci come gli approcci transpersonali o esistenziali possono essere più utili. [11] Vedi anche Whitmore, Kauffman & David (2013) per una risposta a questa critica che suggerisce che GROW si è evoluto per includere obiettivi transpersonali.

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Vedi anche

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Note

  1. ^ Salta a: aB c Le versioni pubblicate di GROW includono, ad esempio: Goal, Reality, Options, Wrap-up ( Masciarelli 2000 , p. 135, Landsberg 2003 , pp. 30–31); Obiettivo, realtà, opzioni, conclusione/percorso ( Alexander 2010 , pp. 83–86); Orientato all’obiettivo, realtà, opzioni, via da seguire ( Stamatis 2001 , p. 85); Goal, Reality, Options, Way forward ( Scales 2008 , pp. 144–145, Fine & Merrill 2010 ); Definizione degli obiettivi, realtà, ostacoli e opzioni, via da seguire ( Griffiths & Kaday 2004 , pp. 19–27, Bennett & Bush 2013 , pp. 65–66); Obiettivi, realtà, opzioni, volontà ( Whitmore, Kauffman & David 2013 , p. 245, Gorell 2013 , pp. 74-76); Obiettivo, realtà, opzioni, volontà di agire ( Parsloe & Wray 2000 , pp. 67-68); Definizione degli obiettivi, controllo della realtà, opzioni, cosa deve essere fatto e quando e da chi e la volontà di farlo ( Whitmore 2009a , p. 55)
  2. ^ Le domande che possono essere utilizzate in ogni fase possono essere trovate in numerosi testi, ad esempio: Landsberg 2003 , pp. 108–109; Whitmore 2009a , pp. 58–92; Fine & Merrill 2010 , pp. 60–61; Concessione 2011 , pag. 120; McCarthy 2014
  3. ^Whitmore 2009 b
  4. ^Whitmore 2009a
  5. ^Landberg 2003
  6. ^Whitmore, Kauffmann e David 2013
  7. ^Fine & Merrill 2010
  8. ^Madsone 2011
  9. ^Ottingen 2014
  10. ^Parsloe & Wray 2000 , p. 67: “La tecnica GROW ha le sue origini negli allenatori sportivi che sono stati influenzati dal libro di Tim Gallwey The Inner Game of Tennis (1974). La tecnica si basa principalmente sull’uso di domande abili e sul seguire una struttura chiara.”
  11. ^Passmore & Cantore 2012 , p. 22

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Riferimenti

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Ulteriori letture

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Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – PRATICA

Stephen Palmer ha sviluppato il modello PRACTICE come guida alla risoluzione dei problemi e alla ricerca di soluzioni. [1] I problemi sono identificati durante la prima fase è l’identificazione del problema . [36] Successivamente, vengono sviluppati obiettivi realistici per quanto riguarda i problemi. [1] [36] In seguito, si fa un brainstorming sulle soluzioni alternative che funzionano per gli obiettivi. [1] [36] I possibili esiti delle soluzioni vengono poi valutati criticamente durante la C onsiderazione delle conseguenze. [1] [36] In seguito, le opzioni migliori vengono scelte durante l’ individuazione delle soluzioni più fattibili. [1] [36] Poi arriva l’ implementazione delle soluzioni Scelte . [1] [36] Il passaggio finale è la valutazione E in cui coach e coachee discutono dell’efficacia della soluzione e di eventuali lezioni apprese dall’esperienza. [1] [36]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – SPAZIO

Il modello SPACE è un quadro bio-psico-sociale basato sulla psicologia cognitivo- comportamentale . [37] [38] Il suo scopo è guidare il coach nella valutazione e nella comprensione del comportamento dei propri clienti durante situazioni specifiche. [37] SPACE è un acronimo che sta per S ocial context, P hysiology, A ction, Cognition e E motion. [38] Può essere ulteriormente suddiviso in quadri più piccoli: ACE e PACE. Il quadro ACE esamina le relazioni tra l’azione, le emozioni e le cognizioni dell’individuo. [38] Il quadro PACE prende quindi il modello ACE e considera la risposta fisiologica o biologica che accompagna le cognizioni, le emozioni e il comportamento . [38] Infine, il modello SPACE principale tiene conto del contesto sociale in cui si verifica il comportamento . [37] [38]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Altri modelli

Sono stati sviluppati altri approcci come il modello cognitivo ABCDE per la risoluzione dei problemi. [38] I modelli OSKAR, ACHIEVE e POSITIVE derivano dal modello GROW che si concentra sulla definizione degli obiettivi, sulla ricerca di soluzioni e sul nutrimento della relazione di coaching. [36] [38] Per il coaching della leadership, LASER (che sta per Learning, Assessing, Story-making, Enabling and Reframing) delinea un processo in cinque fasi per un coaching efficace. [38] Il modello transteorico del cambiamento (sviluppato da James O. Prochaska e altri) e l’indagine di apprezzamento si concentrano sulla comprensione del processo di cambiamento e sull’incoraggiare i clienti ad agire verso un cambiamento positivo. [1]

Educazione al coaching

Applicazioni

Ulteriori informazioni: Coaching § Applicazioni

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Allenamento atleti

Articoli principali: allenatore (sport) , medicina dello sport e psicologia dello sport § Coaching

La psicologia del coaching influenza i metodi di allenamento per lo sviluppo dell’atleta . [18] Mira non solo a migliorare le prestazioni nello sport , ma anche a sviluppare gli atleti in modo olistico . [39] Pertanto, i fattori che influenzano lo sviluppo come la motivazione dell’atleta sono stati studiati attraverso teorie cognitive, sociali ed emotive. [40] Uno studio ha rilevato che il narcisismo dell’atleta influisce sull’efficacia delle aspettative di prestazione stabilite dall’allenatore. [41] Il potenziamento delle capacità fisiche e mentali viene studiato anche con le teorie cognitivo- comportamentali . [40] La ricerca ha dimostrato che un’efficace definizione degli obiettivi migliora le prestazioni nello sport. [42] Inoltre, l’autoefficacia è anche un fattore importante che influenza lo sviluppo dell’atleta. [40] Pertanto, gli allenatori sono incoraggiati ad aumentare l’autoefficacia negli atleti attraverso un feedback positivo ed essendo essi stessi un modello di fiducia in se stessi. [43] Anche le convinzioni degli allenatori sul loro livello di abilità nell’allenamento influenzano lo sviluppo dell’autoefficacia negli atleti. [43]

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Nell’istruzione

La psicologia del coaching può essere applicata anche nelle scuole. [37] Esamina i modi più efficaci per educare gli studenti fondati sulla teoria psicologica. [37] Ad esempio, le teorie sulla motivazione si concentrano sugli effetti dell’autoefficacia e della motivazione sul rendimento degli studenti. [37] Migliorare la fiducia e l’autoefficacia degli insegnanti è anche un’area di studio per il coaching degli psicologi. [4] La psicologia del coaching guida anche studenti, insegnanti e personale nella definizione e nel raggiungimento degli obiettivi in modo efficace. [44] Inoltre, i metodi di coaching come il coaching reciproco tra pari (il processo in cui gli insegnanti valutano le reciproche prestazioni) sono incoraggiati perché coltivano il sostegno e la fiducia tra gli educatori. [45] Il peer coaching in classe fornisce anche un ambiente collaborativo per gli studenti, che favorisce l’apprendimento. [45] [46]

Etica professionale e regolamentazione

Vedi anche: Coaching § Etica e standard

Vedi anche

Chi è il migliore Coach in Lombardia – Metodi di Coaching – I migliori Metodi di Coaching oltre all’HPM – Riferimenti

  1. ^ Salta a: aB C D e F G H io J K l M N o Allen, Kimberly (2016), Allen, Kimberly (a cura di), Theory, Research, and Practical Guidelines for Family Life Coaching, Springer International Publishing, doi: 1007 / 978-3-319-29331-8_2 , ISBN 9783319293318
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  46. ^Docce, Beverly; Joyce, Bruce (1996). “L’evoluzione del Peer Coaching”. Leadership educativa – tramite EBSCOhost.

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Il migliore Coach in Emilia-Romagna è in realtà un Team composto da: Dott.  Daniele Trevisani, scrittore, formatore, consulente, coach e counselor;  Dott. Lorenzo Manfredini, psicologo e psicoterapeuta, formatore, consulente,  coach e counselor; Dott Fabio Trevisani,  coach sportivo, laureato in scienze motorie, diplomato Coach e Counselor STEP, specializzato in coaching individuali, coaching di squadre sportive e recupero funzionale nell’handicap. Il Dott. Daniele Trevisani, scrittore di 28 libri (vedi bibliografia), ha operato come coach per oltre 200 aziende e organizzazioni incluso il coaching ultradecennale dei Generali e Ufficiali dell’Esercito Italiano in Missioni ONU (Caschi Blu) e come mental coach per oltre 10 campioni del mondo di arti marziali e combat sports e altre discipline. Il Dott. Lorenzo Manfredini è fondatore della Scuola di Coaching e Counseling STEP e Direttore di APIC (Associazione Professionisti Italiani Coaching) con esperienza quarantennale in una variegata quantità di materie come la psicoterapia corporea e relazionale, la bioenergetica, il training mentale,  la dinamica mentale e lo sviluppo personale.

Chi è il migliore coach e counselor in Emilia-Romagna

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In evidenza:

Chi è il migliore Coach in Emilia-Romagna – Approfondimenti sul Coaching. Il Metodo HPM

Lavorare sul potenziale individuale, dei team, delle imprese: il metodo HPM (Human Performance & Potential Modeling)

Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari,

dei fiumi, delle stelle e passano a fianco a se stesse

senza meravigliarsi

(Sant’Agostino)

Il testo seguente è copyright Daniele Trevisani e Franco Angeli editore, estratto dal libro Il Potenziale Umano.

corsi di coaching aziendaleChi è il migliore Coach in Emilia-Romagna – Concetti fondamentali: la visione della persona come sistema energetico

Il metodo HPM sviluppato dal dott. Daniele Trevisani deriva la propria sigla dal suo obiettivo primario, il Modeling, o “dare forma”, generare impulso, contributo e stimolo alla crescita della persona, dei team e delle organizzazioni.

Il metodo ha due distinte sfere di applicazione, tra di loro collegate:

  • crescita del potenziale umanoHuman Potential Modeling, e
  • sviluppo delle prestazioniHuman Performance Modeling.

Il metodo contiene una concezione dell’uomo come articolazione di energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni.

Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro”, sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò che significa progredire, nel suo senso più profondo.

“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali.

L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere. Prendere piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è un’operazione che ha una propria sacralità, al di la del risultato numerico o professionale che ne può derivare.

Capire questo è essenziale oggi per fare del training aziendale serio, essere ricercatori o insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel focusing (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina una persona o un’organizzazione, intesa come complesso di energie circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale.

Il metodo HPM raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni) e li considera aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire.

A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.

Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene approfondita, ma sicuramente non esaurita.

Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile.

Modello del Potenziale Umano Deep Coaching (TM)

chi è il migliore coach in sicilia - metodo hpmPotenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori.

Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.

Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani esistenziali superiori, ricercare, crescere.

Possiamo soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.

Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa.

Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono disporre di uno stato di carica variabile, e funzionare bene o male, con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia.

Per analizzare il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o intellettuale, ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo bisogno di localizzare quali sono i micro e macro-distretti su cui si può agire e come questi interagiscono tra di loro.

Dobbiamo anche saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare al generale, e viceversa.

Esponiamo di seguito una breve sintesi di quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:

  • il substrato psicoenergetico e le energie mentali: riguarda le energie psicologiche, le forze motivazionali, lo stato di forma mentale necessario per affrontare sfide, progetti, traguardi (goal) e obiettivi. Si prefigge di analizzare ed intervenire sulle capacità mentali, come concentrazione, lucidità tattica, abilità strategiche, capacità di percezione, utilizzo della memoria, amplificazione sensoriale, sino alle capacità di vivere le passioni, rivedere il nostro modo di essere, riprendere in mano il proprio ruolo nella vita con maggiore assertività, ripensarsi, creare motivazione in sè e nel team, sviluppare coraggio e perseveranza, utilizzare uno stile di pensiero produttivo e positivo;
  • il substrato bioenergetico e le energie fisiche: inquadra la parte biologica dell’essere umano: il corpo e le energie fisiche, lo stato di forma organis­mico e biologico che sorregge le energie individuali; comprende l’analisi delle energie corporee e il funzionamento dell’organismo, come esso possa essere riparato o “potenziato”, gli effetti dello stile di vita e l’approccio olistico al corpo, l’attenzione alle economie locali (di specifici distretti fisici) e alle energie generali;
  • le micro-competenze: i micro-dettagli che danno spessore al potenziale, le micro-abilità psicologiche e psicomotorie che fanno la differenza in una prestazione manageriale o sportiva, le micro abilità-cognitive (di ragionamento), che creano differenza tra un’esecuzione mediocre, media o invece eccellente, le micro-abilità relazionali e comunicazionali da cui dipende un lavoro di qualità;
  • le macro-competenze personali e professionali: i grandi strumenti (competenze, skills, capacità) che compongono il profilo di un ruolo; le traiettorie di cambiamento che subisce lo scenario che ci circonda, come rimanerne coscienti e in pieno controllo; la gamma delle abilità o portfolio di competenze di un individuo o di un team, e come questo deve essere rivisitato, riqualificato, formato, per essere all’altezza degli obiettivi che ognuno di noi si pone e delle sfide che vuole cogliere;
  • goal e progettualità: la strutturazione dello sforzo per qualcosa o contro qualcosa di concreto (un ideale trasformato in progetto); la capacità di sviluppare un obiettivo in azione, il focus di applicazione delle energie e competenze, la loro traduzione in specifici piani operativi e risultati attesi;
  • visione, principi e valori, missione: ideali, principi morali, sogni, aspirazioni, i motori profondi che dirigono le priorità personali, gli ancoraggi di senso e significato che connettono i progetti ad un piano più profondo, le scelte personali, il senso di missione. Riguarda inoltre lo sfondo primordiale di desideri e pulsioni che spingono il nostro fare ed agire, il senso di causa e – non ultimo – il nostro vissuto spirituale ed esistenziale.

Ognuno di questi stati o “celle” può avere un certo livello di “carica”, trovarsi “pieno”, “abbondante”, ben coltivato, ben esercitato, o essere invece “scarico”, deprivato, depotenziato, impoverito, o persino trascurato e maltrattato, denutrito, abbandonato.

Al crescere della carica nei diversi sistemi aumenta l’energia complessiva della persona, dei team, e delle organizzazioni da loro composte, con effetti molto tangibili: risultati, prestazioni, capacità di decidere, di incidere e produrre cambiamento positivo. Questi risultati dipendono dallo stato dei diversi sistemi, dalla capacità di coltivarli e nutrirli.

La loro condizione locale e l’interazione tra le diverse “celle” può produrre il massimo del potenziale o presentare sinergie negative, o danni e malfunzionamenti che impediscono all’essere umano di esprimersi.

Le risorse personali e il potenziale individuale possono essere “lette” ma soprattutto amplificate attraverso un lavoro serio sulle sei aree.

Sul piano manageriale e sportivo, nei team e nelle aziende, le implicazioni sono altrettanto evidenti: lo stato di forma mentale e fisico delle persone, la loro carica motivazionale, le loro competenze, la loro progettualità, il loro spessore morale, fanno la differenza tra persone o team spenti, e persone, team o organizzazioni capaci, forti, motivate, piene di energia ed entusiasmo, desiderose di affrontare sfide e dare contributi veri.

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Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – Coaching

Coaching è un termine collettivo per diversi metodi di consulenza , i tre tipi fondamentali sono coaching individuale , di squadra e di progetto . Come nella consulenza psicosociale, lo sviluppo di soluzioni individuali è accompagnato e incoraggiato. [1] [2] Metodologicamente, la parola si riferisce a conversazioni strutturate tra un coach e un coachee (cliente), ad es. B. su questioni della vita professionale quotidiana (leadership, comunicazione, organizzazione e cooperazione). Gli obiettivi di questi colloqui vanno dalla valutazione e lo sviluppo delle capacità e delle prospettive personali ai suggerimenti per l’ auto-riflessione e il superamento dei conflitti con dipendenti, colleghi o superiori. Il coach funge da partner di discussione neutrale e critico e, a seconda dell’obiettivo, utilizza metodi dell’intero spettro del personale e dello sviluppo manageriale. [3] In Svizzera, il termine coaching è utilizzato anche nel campo del fitness . Un allenatore nello sport è anche chiamato allenatore; questo è spesso un personal trainer .

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – origine del termine

La parola “coach” significa originariamente ” carrozza ” ed è stata registrata in lingua inglese dal 1556. Dal 1848 è stato osservato un uso colloquiale del termine per tutor privati per studenti, nel campo dello sport la parola è stata usata dal 1885 in Inghilterra e negli Stati Uniti. Il coaching è attualmente definito in inglese come segue:

“Il coaching si riferisce alla guida e al feedback su conoscenze, abilità e abilità specifiche coinvolte in un compito. (Il coaching si riferisce alla guida e al feedback su conoscenze, abilità e abilità specifiche per un compito specifico.)”

– Bernardo. M. Bass : The Bass Handbook of Leadership, Theory, Research & Managerial Applications. 4a edizione. New York 2008, pagina 1091

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – Distinzione dalla psicoterapia

la psicoterapia si è sviluppata in un trattamento scientificamente fondato solo alla fine del XX secolo . Alcuni risultati e metodi hanno potuto dimostrare un effetto in termini di successo sia in psicoterapia che nel coaching. [4] Questi cosiddetti fattori di impatto includono: [5] [6]

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi –attivazione delle risorse

il terapeuta o il counselor spiega al cliente le sue possibilità positive, peculiarità, abilità e motivazioni in modo che diventi consapevole dei suoi punti di forza.

aggiornamento del problema

la conversazione è progettata in modo tale che il client z. B. rivivere esperienze ed emozioni problematiche o stressanti durante la seduta. Il coach (o terapeuta) li mette in parole e li rende “tangibili” e risolvibili.

Supporto per la risoluzione attiva dei problemi

Qui, il cliente sperimenta inizialmente durante la conversazione che può superare da solo sfide o problemi imminenti che prima sembravano impossibili da risolvere. Quindi può e deve provare soluzioni di problemi con livelli di difficoltà crescenti in modo indipendente nella pratica.

chiarimento motivazionale

in tal modo, il terapeuta o il consulente aiuta il cliente a vedere più chiaramente i propri motivi, obiettivi e valori consci o inconsci. Ciò promuove la comprensione del motivo per cui il paziente si comporta e si sente in questo modo e non altrimenti.

Maja Storch e Frank Krause descrivono la demarcazione tra psicoterapia e coaching con le seguenti parole: “ Chiediamo a quegli specialisti che vorrebbero utilizzare ZRM ( Zurich Resource Model ) nell’ambito della consulenza o nel coaching di sostituire mentalmente questi termini. Invece di ‘psicoterapia’ si può pensare a ‘consulenza’, ‘formazione’ o ‘coaching’, invece di ‘paziente’ si consiglia ‘cliente’.” [7 ]

D’altra parte, Rolf Winiarski distingue tra clienti di consulenza e terapia. Nel caso della consulenza, il livello di sofferenza, la motivazione per cambiamenti a lungo termine e la consapevolezza del problema da parte del cliente sono significativamente inferiori. Per la psicoterapia, invece, è caratteristico un lavoro di cambiamento mirato sulle reazioni ai problemi emotivi da 10 a 60 ore, ovvero una relazione terapeutica a lungo termine. [8°]

Il rapporto personale tra consulente e cliente è particolarmente importante per il successo sia in psicoterapia che nel coaching. [9] Dovrebbe basarsi sui principi di fiducia, apprezzamento, autenticità, empatia, cura e preoccupazione. Anche i complimenti fatti al momento giusto sono molto importanti. [10] Tutto ciò ha come conseguenza che i pazienti di solito valutano il loro consulente o terapeuta come una persona e quindi anche la terapia come molto positiva. Di norma, vengono in consulenza quando i loro problemi hanno già raggiunto il picco. Inoltre, ritengono che il coaching da parte di un esperto abbia contribuito al miglioramento perché era molto costoso, il che può essere descritto come effetto placebo . Per questi motivi, si dubita che il coaching abbia qualche effetto che vada oltre quello di un’intensa conversazione con buoni amici o persone affidabili e dotate di buon senso. [11]

I fattori efficaci sono simili in psicoterapia, coaching e altri metodi di consulenza e formazione, ma ci sono anche differenze significative. [12] La questione decisiva è se un allenatore può gestire questi fattori di influenza. Una diagnosi professionale per quanto riguarda il comportamento patologico è difficile anche per gli specialisti ( psicoterapeuti o psichiatri ). [13] Diagnosi errate o valutazioni errate possono causare danni umani e finanziari significativi. Per questo motivo, si consiglia di consultare prima un medico. [14] Nel caso di business o executive coaching, l’accento è posto sullo sviluppo delle competenze manageriali con le corrispondenti caratteristiche speciali (cfr. la sezione “Coaching in management”).

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – Informazioni di base sull’efficacia del coaching

Künzli ha esaminato 22 studi empirici e ha trovato effetti come sollievo emotivo, riduzione dello stress, cambio di prospettiva e maggiore autoriflessione. [15] I fattori chiave per ottenere risultati positivi sono il rapporto di fiducia tra coach e cliente e l’impegno del cliente. [16] Secondo Greif, ci sono solo due studi che possono dimostrare miglioramenti oggettivi nelle prestazioni e nel comportamento. Inoltre, non ci sono quasi teorie per descrivere e spiegare il processo di coaching e i suoi effetti. [17]

C’è il rischio di ciarlataneria in questo settore perché non c’è consenso sugli standard di formazione e sui criteri di qualità e non esiste una formazione riconosciuta dallo stato come allenatore. La richiesta di certificazione come prova di qualità per differenziarsi dai concorrenti sul mercato ha portato a iniziative e offerte da parte di oltre 20 associazioni di coaching in Germania. Tuttavia, ciò non ha risolto il problema dell’autocertificazione [18] (si veda la sezione delle critiche). In paesi come la Francia o la Gran Bretagna ci sono solo una o due associazioni di questo tipo. [19] La situazione negli Stati Uniti non è fondamentalmente diversa. [20]

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – professionalizzazione

Asspciazioni professionali e specializzate come l’ Associazione tedesca per il coaching e la formazione , l’Associazione tedesca per il coaching [22] , l’Associazione federale tedesca per il coaching [23] e l’Associazione tedesca per il coaching [24] in Germania e a livello internazionale l’ International Coach Federation., la Worldwide Association of Business Coaches., la CWF (Coaching World Federation)

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – Coaching in diverse aree

Coaching in ambito medico (Medical Coaching)

Un esempio dal campo medico riguarda i pazienti con malattia coronarica. [25] Lo scopo dello studio controllato randomizzato con 245 pazienti era scoprire se il coaching dei pazienti fosse adatto per raggiungere un certo livello di colesterolo. Risultato: il coaching ha contribuito a colmare il divario tra la terapia consigliata e quella effettiva (“divario terapeutico”). Gli autori: “ L’efficacia dell’intervento di coaching è spiegata al meglio sia dall’adesione alla terapia farmacologica che dai consigli dietetici forniti. ” [26] Con il coaching, i pazienti sono stati addestrati ad assumersi una maggiore responsabilità personale per l’attuazione degli obiettivi terapeutici. L’allenatore era un esperto nel trattamento di pazienti con malattia coronarica. Il coaching è stato fatto per telefono. Ci si aspettava che i pazienti conoscessero i loro livelli di colesterolo ed effettuassero regolarmente un confronto target/effettivo. È stato anche verificato se fossero a conoscenza dei fattori che influenzano i loro livelli di colesterolo e se sapessero quando consultare il proprio medico. [27] Gli autori derivano da questo caso un ciclo di coaching. Questo consiste in cinque passaggi. [28]

  1. Porre domande, verificare se il paziente ha le conoscenze, l’atteggiamento e la motivazione necessari.
  2. Spiegazione delle relazioni (cause ed effetti) necessarie per risolvere il problema.
  3. Aumentare la fiducia in se stessi del paziente per comunicare meglio con il medico.
  4. Obiettivo chiaro (accordo sugli obiettivi).
  5. Rivaluta gli obiettivi e le azioni alla prossima riunione.
  6. Fai di nuovo domande (torna al punto 1).

Questo approccio di coaching allena la forza di volontà del cliente. Ci sono esempi simili dalla terapia del dolore e numerose altre indicazioni. [29] Decisivo per il successo del trattamento non è solo l’approccio specifico al problema (ciclo di coaching), ma soprattutto le conoscenze specialistiche sulla terapia delle malattie e su come aumentare la forza di volontà dei pazienti .

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – Allenamento manageriale

Esistono essenzialmente quattro tipi di gestione:

Mentre l’executive coaching (o management coaching) mira a migliorare le capacità manageriali , la preoccupazione centrale del leadership coaching è lo sviluppo di alti potenziali ( sviluppo manageriale ). [30]

Una valutazione di 49 studi sul coaching della leadership di Katherine Ely, Lisa Boyce e coautori [31], nonché uno studio esplorativo sull’efficacia di diversi programmi di coaching della leadership di Gro Ladegard e Susann Gjerde [32] hanno mostrato che la preoccupazione centrale è misure di coaching più efficaci rappresentano un cambiamento misurabile nel comportamento dei coachee. Secondo i risultati di questi studi, questo cambiamento di comportamento non può essere ottenuto attraverso corsi di formazione tradizionali, seminari o sessioni di formazione all’aperto. Il processo di coaching deve includere le seguenti fasi: (1) Una valutazione obiettiva delle competenze attuali utilizzando procedure di test convalidate e l’uso di molteplici fonti di informazioni, come nel caso del feedback a 360 gradi. (2) Sfida critica del coachee in termini di come le sue abilità attuali si discostano dalle competenze necessarie per i suoi obiettivi personali e professionali e per l’implementazione degli obiettivi strategici dell’azienda. (3) Sviluppo congiunto di misure per lo sviluppo di competenze rilevanti per il futuro, con particolare attenzione all’apprendimento dell’azione (apprendimento orientato all’azione), poiché circa il 70% dell’apprendimento (delle competenze) avviene attraverso la pratica (nuovi compiti e aree di responsabilità , progetti, ecc.), al 20 per cento attraverso modelli di ruolo (supervisori, amici, colleghi, ecc.) e solo al 10 per cento attraverso seminari, riviste, libri, ecc. [33] Infine (4) è importante valutare i risultati (successo) di una misura di coaching al fine di ricavare opportunità di miglioramento. Questa misurazione dei risultati include, da un lato, le prestazioni (ad es. produttività e redditività) e il cambiamento comportamentale delle competenze, che sono state rese operative attraverso descrizioni comportamentali concrete e quindi rese misurabili. La revisione del successo dovrebbe avvenire dopo uno o due anni. Il grafico sottostante ha lo scopo di sintetizzare questi aspetti.

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi –

Il coaching sulle prestazioni viene utilizzato quando un dipendente non si comporta a un livello accettabile (per ragioni spesso sconosciute). Si tratta di un processo che inizia con l’analisi delle prestazioni individuali e mira a trovare modi e mezzi di miglioramento. In pratica, ciò avviene spesso in una discussione tra il supervisore, la persona interessata e un esperto (interno) dello sviluppo delle risorse umane. Una soluzione è il confronto dei profili di personalità e competenza con le corrispondenti misure individuali di formazione e sviluppo. [34]

Spesso viene richiesto che i dirigenti pratichino uno stile di leadership come coach. Tuttavia, questa è solo una nuova parola (parola d’ordine) per il concetto tradizionale di relazione o leadership orientata alle persone. Secondo questo concetto, il supervisore mostra un comportamento meno direttivo e più di supporto. Consiglia i suoi dipendenti su problemi, crisi o sfide speciali. Allo stesso tempo, promuove competenze specifiche in modo mirato. Per quanto riguarda l’efficacia dello stile di gestione personale, non ci sono prove convincenti che porti a risultati migliori (ad es. maggiore produttività). [35]

Nell’executive coaching, il coach funge da consulente personale del manager. Di norma, le posizioni dirigenziali sono associate a numerose tensioni e conflitti. Inoltre, i manager spesso non hanno l’opportunità di parlare con persone di cui si fidano sia dei loro problemi di leadership che delle loro sfide aziendali. Un coach adeguatamente qualificato può aiutare a risolvere i problemi, aprire nuove prospettive e sviluppare nuove competenze. [35]

C’è anche un altro aspetto: più un manager sale nella gerarchia, meno feedback onesto riceve, anche se il feedback è particolarmente importante nelle posizioni di vertice. [36] Gary Yukl commenta: “Avere un coach offre l’insolita opportunità di discutere questioni e provare idee con qualcuno che può capirle e fornire feedback e suggerimenti utili e obiettivi, pur mantenendo la massima riservatezza”. [37] Un cosiddetto rapporto di consulenza è molto utile tra manager e coach, che di solito richiede una discussione strutturata (vedi la sezione sulle discussioni di coaching). [38]

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi –

Il coaching per lo sviluppo delle competenze , in particolare delle capacità di leadership, persegue l’obiettivo primario di aumentare l’efficacia della leadership (cultura della leadership) e quindi aumentare le prestazioni e la motivazione dei dipendenti. [39] Un esempio per misurare il successo delle misure di coaching è il calcolo del ritorno sull’investimento ( ROI ) di Dianna e Merryl Anderson. Gli autori hanno effettuato un calcolo costi-benefici e determinato un ROI del 51 percento (senza tener conto dei vantaggi intangibili come una maggiore soddisfazione del cliente, un tasso di errore inferiore, ecc.). [40]

Non è la forma di apprendimento (coaching, formazione, consulenza, terapia, ecc.) che è decisiva per l’efficacia dello sviluppo delle competenze (successo dell’apprendimento), ma la validità e l’ affidabilità dei concetti e dei metodi utilizzati. [41] Se, ad esempio, si utilizzano come base modelli di competenze o di leadership non validi, l’efficacia del coaching è discutibile perché non è possibile derivare raccomandazioni rilevanti per la pratica da strumenti e modelli diagnostici non validi o inaffidabili. [42] Un esempio di concetto convalidato è il modello di leadership trasformazionale , che ha dimostrato in numerosi studi empirici che le raccomandazioni che ne derivano possono effettivamente aumentare il successo dell’azienda e la motivazione intrinseca dei dipendenti. [43] Un esempio per aumentare l’efficacia di una misura di coaching o formazione è il feedback a 360° , che può essere effettuato prima e dopo una misura di coaching per valutarne l’efficacia. [44]

In genere ci si aspetta che un allenatore nella gestione sia preso sul serio come interlocutore di discussione “su un piano di parità”. Ciò richiede che abbia una solida esperienza pratica con competenze gestionali sia “soft” che “hard” e sia in grado di utilizzare validi strumenti diagnostici e di sviluppo. Un coach non è un insegnante, un consulente, un predicatore, un risolutore di problemi, un consolatore o un confessore, ma un partner nel superare sfide e problemi aziendali. Non è ancora la forma di apprendimento (coaching, formazione, ecc.) a essere decisiva, ma il contenuto. [45]

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – Coaching negli sport agonistici

Negli sport agonistici, un alto livello di prestazioni dovrebbe essere raggiunto in competizione. A tale scopo è prevista una sessione di formazione , monitorata da un formatore . [46] Questo allenatore è spesso indicato (come in inglese americano) come allenatore . Inoltre, vengono offerti vari metodi di coaching per il supporto psicologico degli atleti ad alte prestazioni. [47] In uno studio qualitativo sulla pallamano, è emerso che gli allenatori

  • dare istruzioni specifiche
  • motivare i giocatori,
  • controllare le emozioni,
  • Richiedi la comunicazione del giocatore. [48]

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – Pratica filosofica (coaching filosofico)

Le pratiche filosofiche sono una forma di life coaching che è stata osservata in Germania dagli anni ’80 . Il processo di differenziazione e di ricerca di un’autocomprensione comune non è ancora completo, il che rende difficile e provvisoria una definizione. Classica è la definizione di Odo Marquard nel Dizionario storico della filosofia : “ Gerd B. Achenbach ha coniato il termine PP nel 1981…: con PP intende la consulenza filosofica operata professionalmente che si svolge nella pratica di un filosofo. … Non prescrive alcun filosofema, non amministra alcuna intuizione filosofica, ma mette in moto il pensiero: filosofeggia.” [49]

Il discorso dell’allenatore

Le conversazioni di coaching possono essere molto diverse. Tuttavia, alcune caratteristiche e obiettivi comuni possono essere identificati sia nella psicoterapia che nella gestione. La preoccupazione principale è consentire al “cliente” di organizzarsi (principio di autoregolamentazione ) attraverso feedback, formazione e consulenza. Ciò include le fasi di definizione degli obiettivi autonomi, pianificazione e organizzazione indipendenti fino all’autocontrollo (controllo dei risultati e dei progressi) per quanto riguarda l’attuazione degli obiettivi prefissati ( competenza di attuazione ). Il grafico a destra mostra un esempio riassuntivo di come può procedere una tale conversazione di coaching. Si basa sul concetto di autoregolazione , che Frederick Kanfer, tra gli altri, ha sviluppato nella terapia di autogestione . [50]

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – letteratura

Letteratura scientifica in lingua tedesca

  • Bernhard Grimmer, Marius Neukorn: Coaching e psicoterapia. Somiglianze e differenze: demarcazione o integrazione. Casa editrice per le scienze sociali, Wiesbaden 2009, ISBN 978-3-531-16603-2
  • FH Kanfer, H. Reinecker, D. Schmelzer: Terapia di autogestione: un libro di testo per la pratica clinica. 4a edizione. Springer Heidelberg 2005, ISBN 3-540-25276-2 .
  • Eric D. Lippmann : Coaching – Psicologia applicata per la pratica del counseling. 2a edizione. Springer, Heidelberg 2009, ISBN 978-3-540-88951-9 .
  • Harlich H. Stavemann: conversazione socratica in terapia e consulenza. Beltz, PVU, Weinheim/ Basilea 2007, ISBN 978-3-621-27598-9 .

Letteratura scientifica in lingua inglese

  • Dianna e Merryl Anderson: Coaching che conta: sfruttare il potere del coaching di leadership per fornire valore strategico (miglioramento delle prestazioni umane). Elsevier, Burlington 2005.
  • James Bartlett Progressi nelle pratiche di coaching: un approccio umanistico ai ruoli di coach e cliente. In: Journal of Business Research. 60, 2007. doi:10.1016/j.jbusres.2006.09.011
  • Vicki Batson ua: Implementazione della leadership trasformazionale e supporto del manager infermieristico attraverso il coaching. In: Cliniche infermieristiche perioperatorie. 4, 2009.doi :10.1016/j.cpen.2008.10.004
  • Diane Coutu, Carol Kauffman: cosa possono fare gli allenatori per te? In: Harvard Business Review . Gennaio 2009.
  • Elaine Cox, Tatiana Bachkirova, David A. Clutterbuck: Il manuale completo del coaching . Routledge Chapman & Hall, 2007.
  • Katherine Ely: Valutazione del coaching della leadership: una revisione e un quadro integrato. In: Il quadrimestrale della leadership. 21, 2010. doi:10.1016/j.leaqua.2010.06.003
  • Douglas Hall ua: Cosa succede realmente nell’Executive Coaching. In: Dinamiche organizzative. 27, Numero 3/1999. doi:10.1016/S0090-2616(99)90020-7
  • Stampa della Harvard Business School: colmare le lacune e migliorare le prestazioni: le basi del coaching. Boston (Massachusetts) 2008.
  • Stampa della Harvard Business School: istruire le persone: soluzioni esperte alle sfide quotidiane. Boston 2007, ISBN 978-1-4221-0347-0 .
  • Michelle Krazmien, Florence Berger: Il paradosso del coaching. In: J. Gestione dell’ospitalità. vol. 16, 1997.doi :10.1016/S0278-4319(96)00046-1
  • Jack B. Nitschke, Kristen L. Mackiewicz: Contributi cingolati prefrontali e anteriori alla volizione. In: Rassegna Internazionale di Neurobiologia. Volume 67, 2005. doi:10.1016/S0074-7742(05)67003-1
  • Kelly Sumich: Scienza dello sport per allenare i bambini . Acer Press, 2013, ISBN 978-1-74286-062-6 .
  • Margarite Vale ua: istruire i pazienti con malattia coronarica per raggiungere il colesterolo target. In: Giornale di epidemiologia clinica. 55, 2002, pagine 245–252. doi:10.1016/S0895-4356(01)00460-7
  • Jennifer Wenson: Capacità di leadership post-coaching e loro impatto sui rapporti diretti: raccomandazioni per le organizzazioni. In: Sviluppo delle Risorse Umane Internazionale. 13, 2010.doi :10.1080/13678868.2010.520485

Letture alternative

link internet

Chi è il migliore Coach in Emilia Romagna – concetti e metodi – voci

  1. istruire In: Dorsch: Enciclopedia della psicologia.
  2. Rauen (a cura di): Manuale di coaching. 3. Edizione. Hogrefe, Gottinga.
  3. D Coutu, C Kauffman, Cosa possono fare gli allenatori per te? In: Harvard Business Review. gennaio 2008; R. Hamlin et al.: L’industria emergente del coaching: un campanello d’allarme per i professionisti delle risorse umane. In: Sviluppo delle Risorse Umane Internazionale. 11, n. 3, 2008; UP Kanning: Quando i manager si arrampicano sugli alberi… Lengerich 2013, p.208.
  4. Christian Reimer, Jochen Eckert, Martin Hautzinger, Eberhard Wilke: 3. Edizione. Heidelberg 2007, pagine 15 e 25 segg.
  5. Christian Reimer e altri: 2007, pagina 25 segg.
  6. ^ Rainer M. Holm-Hadulla: Psicoterapia integrativa. Klett-Cotta, Stoccarda, 2017.
  7. Maja Storch, Frank Krause: Autogestione – orientata alle risorse. 4a edizione. Zurigo 2007.
  8. Rolf Winiarski: Il paziente in cerca di consiglio: consulenza cognitiva negli ambulatori e nelle cliniche. In: Harlich H. Stavemann: pratica KVT. 2°, completamente rivisto ed est. edizione. Basilea 2008, pagina 448.
  9. Claas-Hinrich Lammers, Psicoterapia correlata alle emozioni, Amburgo 2008, pagina 123 e segg.
  10. Luc Isebaert: Stoccarda 2005, pagina 32 segg.
  11. David G. Myers : 9a edizione. New York 2010, pagina 651.
  12. https://www.researchgate.net/publication/226556304_Coaching .
  13. Luc Isebaert: Stoccarda 2005.
  14. Claas-Hinrich Lammers: Psicoterapia correlata alle emozioni. Stoccarda 2008.
  15. Künzli: Ricerca sull’efficacia nell’executive coaching. In: OSC Consulenza Organizzativa – Supervisione – Coaching. 3/2005, pp. 231-244.
  16. Künzli: Ricerca sull’impatto per l’executive coaching. In: consulenza organizzativa, supervisione, coaching. 16(1), 2009.
  17. Greif: I risultati della ricerca più difficile sul successo del coaching. In: Rivista di coaching. 3/2008.
  18. Pelz: Coaching sistemico e consulenza sistemica: un’analisi critica. THM Business School, Gießen 2016, pagina 3 (online)
  19. Klaus Werle: L’ora dei ciarlatani. In: Manager Magazine. Numero 3/2007.
  20. Stratford Sherman, Alyssa Freas: Il selvaggio West dell’Executive Coaching. In: Harvard Business Review. novembre 2004.
  21. Analisi del mercato del coaching: grande potenziale di sviluppo. In: LA PSICOLOGIA ECONOMICA OGGI. 19 ottobre 2020, recuperato il 3 dicembre 2020 (tedesco).
  22. Associazione Tedesca di Allenatori e. V. (DCV) – Qualità nel coaching. Estratto il 29 ottobre 2019 (tedesco).
  23. Tedesco Bundesverband Coaching e. V. Estratto il 10 luglio 2018
  24. Gesellschaft für Coaching e. V. Abgerufen il 10 luglio 2018.
  25. Margarite Vale ua: istruire i pazienti con malattia coronarica per raggiungere il colesterolo target. In: Giornale di epidemiologia clinica. 55, 2002, pagine 245–252.
  26. Margarite Vale ua: istruire i pazienti con malattia coronarica per raggiungere il colesterolo target. In: Giornale di epidemiologia clinica. 55, 2002, S. 254.
  27. Margarite Vale ua: istruire i pazienti con malattia coronarica per raggiungere il colesterolo target. In: Giornale di epidemiologia clinica. 55, 2002, S. 246.
  28. Margarite Vale ua: istruire i pazienti con malattia coronarica per raggiungere il colesterolo target. In: Giornale di epidemiologia clinica. 55, 2002, S. 247.
  29. vedi ad esempio J.-P. Broonen et al.: La volontà è l’anello mancante nella gestione della lombalgia? In: Joint bone spine revue du rhumatisme. 78, 2011, o Jack B Nitschke, Kristen L Mackiewicz: Contributi del cingolo prefrontale e anteriore alla volizione. In: Rassegna Internazionale di Neurobiologia. Volume 67, 2005.
  30. Waldemar Pelz: Il feedback a 360 gradi per l’identificazione e lo sviluppo di alti potenziali. In: Joachim Sauer, Alexander Cisik: In Germania guidano le persone sbagliate. come le aziende devono cambiare. Helios Media, Berlino 2014, ISBN 978-3-942263-26-9 .
  31. Katherine Ely, Lisa Boyce ua: Valutazione del coaching della leadership: una revisione e un quadro integrato. In: Il quadrimestrale della leadership. 21, 2010, pagine 585–599.
  32. Gro Ladegard, Susann Gjerde: Leadership coaching, efficacia del ruolo del leader e fiducia nei subordinati. Uno studio di metodi misti che valuta il coaching della leadership come strumento di sviluppo della leadership. In: Il quadrimestrale della leadership. 25, 2014, pagine 631–646.
  33. Michael M. Lombardo, Robert W. Eichinger: Pianificatore dello sviluppo dell’architetto di carriera. Auflage. Lominger Internazionale, 2004.
  34. Pierce Howard, Jane Howard: Leader con i Big Five. Francoforte/New York 2002.
  35. Salta a: aBHorst Steinmann , Georg Schreyögg : 6a edizione. Wiesbaden 2005, pagina 658.
  36. Paul Michelman: Hai bisogno di un Executive Coach? In: Aggiornamento sulla gestione di Harvard. dicembre 2004.
  37. Gary Yukl, Leadership nelle organizzazioni. 8a edizione. Upper Saddle River/New Jersey 2013, pagina 378.
  38. Per le diverse relazioni e tecniche di conversazione, vedi: Luc Isebaert: Stoccarda 2005 e Christian Reimer, Jochen Eckert, Martin Hautzinger, Eberhard Wilke: Psicoterapia. 3. Edizione. Heidelberg 2007.
  39. Stampa della Harvard Business School, colmare le lacune e migliorare le prestazioni: le basi del coaching. Boston (Massachusetts), pagina 5.
  40. Dianna e Merryl Anderson: Coaching che conta: sfruttare il potere del coaching di leadership per fornire valore strategico (miglioramento delle prestazioni umane). Elsevier, Burlington 2005, p.227.
  41. David G. Myers : Nuova York 2010.
  42. -J. Fisseni: Lehrbuch der psychologischen Diagnostik. 3. Auflage. Gottinga 2004, S. 46 ss.
  43. Siehe ua John Barbuto: Motivazione e leadership transazionale, carismatica e trasformazionale: una prova degli antecedenti. In: Journal of Leadership e studi organizzativi. 11, No. 5, 2005 und Vicki Batson ua: Implementing Transformational Leadership and Nurse Manager Support Through Copaching. In: Cliniche infermieristiche perioperatorie. 4 2009.
  44. ^ James Bartlett, Progressi nelle pratiche di coaching: un approccio umanistico al divano e ai ruoli del cliente. In: Journal of Business Research. 60, 2007 e Waldemar Pelz: Il feedback a 360 gradi: popolare, efficace e oggettivo – cosa è utile per valutare la competenza e dove si nascondono le trappole. In: HR Today Special. 4/2011.
  45. Katherine Ely: Valutazione del coaching alla leadership: una revisione e un quadro integrato. In: Il quadrimestrale della leadership. 21, 2010.
  46. Arnd Krüger : Il profilo professionale dell’allenatore nello sport. Studio comparativo internazionale e prospettive della formazione dei formatori nella Repubblica federale di Germania. (= Serie di pubblicazioni dell’Istituto Federale per la Scienza dello Sport. Volume 30). Hofmann, Schorndorf 1980, ISBN 3-7780-7311-7 .
  47. Petra Müssig: Il successo è una questione di mente: padroneggiare le sfide sportive. Stoccarda 2010.
  48. Alexander Bechthold: Il coaching dal punto di vista di un formatore. In: sport agonistici. 44, 2014, 2, 22-26.
  49. Marquard: Pratica, filosofica.
  50. ^ FH Kanfer, H. Reinecker, D. Schmelzer: Terapia di autogestione: un libro di testo per la pratica clinica. 4a edizione. Heidelberg 2006; K Vohs, R Baumeister: Manuale di autoregolamentazione. 2a edizione. Nuova York 2011; W. Pelz: Condurre con competenza. Wiesbaden 2004, pagina 254 ss (intervista di valutazione)
  51. Katherine Ely et al.: Valutazione del coaching della leadership: una revisione e un quadro integrato. In: Il quadrimestrale della leadership. Volume 21, Numero 4, 2010.
  52. Douglas Hall ua: Cosa succede realmente nell’Executive Coaching. In: Dinamiche organizzative. 27, Numero 3/1999 e Lauren Keller Johnson: Ottenere di più dall’Executive Coaching. In: Aggiornamento sulla gestione di Harvard. 2007.
  53. David Myers: Nuova York 2010.
  54. Richard Kravitz ua: Empowerment della salute del cancro per vivere senza dolore: effetti di un intervento di istruzione e coaching su misura sul dolore e sull’impariment. In: 152, 2011.
  55. Siehe dazu: J. Gottlieb ua: Generalizzazione delle competenze attraverso l’aggiunta di coaching individualizzato. In: Pratica cognitiva e comportamentale. Volume 12, Numero 3, 2005; sowie JM Kuijpers ua: Un modello di sviluppo professionale integrato per un insegnamento efficace. In: Insegnamento e formazione degli insegnanti. Volume 26, 2010.
  56. Joyce Bono ua: Un’indagine sulle pratiche di Executive Coaching. In: Psicologia personale. 62, 2009.
  57. Joyce Bono et al.: Un’indagine sulle pratiche di Executive Coaching. In: Psicologia personale. 62, 2009. così come Lauren Keller Johnson: Ottenere di più dall’Executive Coaching. In: Aggiornamento sulla gestione di Harvard. 2007
  58. Tali affermazioni possono essere trovate, ad esempio, nella rivista di coaching. 1/2011.
  59. Joyce Bono et al.: Un’indagine sulle pratiche di Executive Coaching. In: Psicologia personale. 62, 2009.
  60. Diane Coutu, Carol Kauffman: Cosa possono fare gli allenatori per te? In: Harvard Business Review. Gennaio 2009.
  61. Coutu 2009, pagina 92.
  62. David Peterson: Il tuo allenatore ti dà valore per i tuoi soldi? e Michael Maccoby: I pericoli della dipendenza dagli allenatori. In: Coutu 2009, p. 94.
  63. Hochspringen nach: ab Anne Scoular: come scegliere un allenatore? In: Coutu 2009, p. 96.

 

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