Tag

counseling aziendale

Browsing

Il Counseling Aziendale si occupa di ricentrare il modo stesso di vivere la vita e l’azienda in direzione di una maggiore felicità, maggiore grado di realizzazione, efficacia ed efficienza. Per farlo, il Counseling Aziendale deve apprendere a guardare verso il “nuovo” con uno sguardo pulito da distorsioni, un’operazione che nel nostro metodo proprietario è chiamata “Neotropia – la Scienza del Nuovo”. Questa scienza si applica ad ogni situazione di Counseling Professionale, ove si voglia individuare quali tipi di “nuovo” ricercare e quali tipi di “vecchio” (vecchie abitudini, vecchie modalità, vecchi atteggiamenti e comportamenti, vecchi nuovi di comunicare) sia da abbandonare per fare posto al nuovo

Evoluzione e rinnovamento personale. Persone in grado di cambiare le cose

“Bisogna eliminare non solo le azioni ma anche i pensieri non necessari, perché così non terranno loro dietro, come inevitabile conseguenza, neppure azioni inutili.”

Marco Aurelio

Essere un canale per il “nuovo”

“Colui che conosce il proprio obiettivo si sente forte; questa forza lo rende sereno; questa serenità assicura la pace interiore; solo la pace interiore consente la riflessione profonda; la riflessione profonda è il punto di partenza di ogni successo.”

Lao tse

Per Neotropia si intende un’operazione di focalizzazione nel Counseling Aziendale e Professionale che permette di dirigersi verso “qualcosa di nuovo” (neo = nuovo – tropos = modo), uno spostamento da un punto per arrivare ad un altro, un cambio di modalità nel come facciamo le cose, nella vita privata o sul lavoro, un cambiamento nel modo di vivere la vita o le relazioni, e certamente un percorso da compiere verso una meta. Sicuramente un percorso di counseling personale e counseling aziendale di tipo neotropico è dato anche dalla tensione verso una condizione più positiva, sia materiale che esistenziale.

Perché generare una nuova parola? Neotropia è sia un nuovo concetto che una nuova parola della quale sono ideatore. Dietro alla Neotropia, si colloca una scuola di pensiero e un nuovo modello di coaching, formazione e consulenza o counseling, del quale sono creatore e sviluppatore. Credo profondamente che alcune persone, in alcuni rari momenti, possano diventare un canale attraverso cui si manifesta una delle tante forme di energia dell’universo. L’esito può essere un dipinto, un figlio desiderato, un’immagine mentale, ma anche un libro. In questo flusso di energia, l’espressività può trovare grandi aiuti ma anche grandi ostacoli. Nel caso di questo libro, ad esempio, la mancanza di una parola nella lingua italiana, atta a descriverne il contenuto.

Può succedere di scrivere un libro che emerge da un inconscio personale e collettivo, del quale come scrittore sei solo un canale, una mano su una tastiera guidata a volte da fenomeni sconosciuti, un insieme di connessioni delle quali non hai grande merito, se non quello di avere offerto il tuo tempo e la tua fatica per stare in ascolto di questi meccanismi, messaggi, connessioni, intuizioni, e portarli in un libro.

Non mi assumo meriti personali, se non, come penso, l’essermi offerto per canalizzare questi concetti, sistematizzarli, e “salire sulle spalle dei giganti” come ogni scrittore serio sa bene.

Questo significa citare sempre le fonti, per onestà intellettuale e rendere tributo ai pensatori che mi hanno preceduto.

Essere un canale per il nuovo significa essere protagonista di un cambiamento positivo, di una rivoluzione culturale e mentale, dell’ingresso di luce ed energia, nelle persone e nelle organizzazioni.

Significa anche dare spazio a quella sete di luce e purezza di cui tutti sentono il bisogno e di cui l’umanità stessa ha bisogno per essere ciò che potrebbe ma ancora non è. So che pensi che l’umanità potrebbe essere migliore, e che la vita è spesso ingiusta. Ti dico una cosa. Non sei il solo a pensare che il mondo possa essere migliore. Non sei solo. E che possa cambiare e dirigersi verso il nuovo, si, è possibile. Questa è la Neotropia.

Questo libro è un canale verso il nuovo, verso ciò che oggi non è, verso stati migliorativi in cui possiamo contribuire a creare persone migliori e un mondo migliore.

Counseling Aziendale e Neotropia come focalizzazione del nostro viaggio di crescita personale e cambiamento

“Non sarà mai tardi per cercare un nuovo mondo migliore,

se nell’impegno poniamo coraggio e speranza.”

Lord Alfred Tennyson

Ogni persona sente il bisogno di liberarsi da qualche stato negativo e dirigersi verso stati più positivi. Pochi lo fanno. Il Counseling si prefigge di aiutare le persone e le imprese a fare questo salto di qualità, offrendo uno spazio di ascolto e uno spazio di focalizzazione raro e prezioso.

La ricerca del nostro “Sé migliore” è una pulsione primaria dell’essere umano, ma le persone trovano sempre meno tempo per occuparsene, prese dagli affanni del vivere e dagli impegni quotidiani.

Le nostre strutture interne fanno fatica a conoscere mappe esatte del “dove siamo” e del “dove voglio dirigermi”. Le parti oscure di noi fanno ombra, quelle parti di noi che non conosciamo, che ancora non abbiamo esplorato e sulle quali non abbiamo portato luce.

Dove “sono” io ora? Dove voglio dirigermi?

Nella Neotropia si utilizzano mappe che aiutano a focalizzare queste situazioni.

Un esempio di buona mappa di partenza è la mappa degli stati esistenziali.

Questa mappa parte da alcuni descrittori linguistici, e ci chiede di trovare il “dove siamo” all’interno di uno “spazio” formato dalla nostra percezione del “come stiamo”. Quanto più sentiamo che una certa condizione ci appartenga, tanto più la viviamo come nostra. E non è così scontato che basti “volere” cambiare la propria posizione perché il cambiamento avvenga. Occorrono specifiche “mosse”, strategie, e aiuti.

Counseling Aziendale e Counseling Professionale - Mappa Stati Esistenziali e Mondi Emotivi

In quale zona della mappa ti trovi? In uno o più “spazi”? Cosa c’è dietro a quello spazio? Cosa provoca quel modo di sentirsi?

E se volessi cambiare, in che direzione andresti? Dove vorresti dirigere la tua persona?

Il Counseling Aziendale e Personale sono parte di un “viaggio neotropico” che richiede con coraggio, il coraggio di cambiare ed evolvere, il coraggio di lottare contro la stasi e lo “status quo”.

Ed ancora, chi può essere con te in questo viaggio? Quali strumenti ti serviranno in questo viaggio?

Quanta distanza c’è tra il “dove sei ora” e il “dove vuoi essere”?

In quanto tempo vorresti vedere questo viaggio compiersi? Quando vorresti dire di essere “arrivato” alla nuova tappa della tua vita?

Figura 2 – Mappa Neotropica degli Stati Umorali con punti di partenza, punti di arrivo e traiettorie

i vettori di crescita del counseling aziendale e professionale

I Vettori Neotropici sono linee che collegano uno stato attuale ad uno stato desiderato, un collegamento attraverso il quale vogliamo dirigerci ad una meta.

Immaginiamo che una persona voglia fare i cambiamenti sopra evidenziati. Osserviamo i “vettori neotropici”, ovvero le traiettorie di cambiamento che si trovano da uno stato attuale “X” e uno stato desiderato “Y”. Passare da uno stato X di depressione allo stato Y di relax, dal dolore esistenziale alla serenità e alla felicità, dall’aggressività ancora verso la serenità, e da uno stato di tensione nel vivere, ad uno stato di euforia del vivere.

Focalizzare tutto ciò, identificare tutte le X (stati attuali) e le Y (stati desiderati) è un grande e immenso progetto di Neotropia esistenziale, di Counseling Professionale e di Counseling Aziendale quando portato nell’impresa.

Chi o cosa ti spinge verso quella direzione? Cosa c’è “là”, in quello spazio del vivere? La Neotropia libera la mente e consente di mettere nero su bianco il sognare un modo di essere nuovo e migliore, per fare passi concreti verso quel sogno, che diventa realtà man mano che ne conquistiamo piccoli centimetri.

Centimetro alla volta, centimetro dopo centimetro, ci troveremo dove vogliamo essere. Condurremo una vita più nostra, più vera, più energetica, più densa di libertà vera.

Nella Neotropia, siamo come astronauti che esplorano nuovi mondi, l’unica differenza è che i mondi che andiamo ad esplorare sono mondi emotivi, modi di essere, ancora più difficili da conquistare che le cime di una montagna, proprio perché i target neotropici sono veri e concreti, ma al tempo stesso intangibili e a volte inafferrabili.

Ad esempio, per una persona che vive nella tensione e nello stress, imparare a vivere nel rilassamento e nel piacere è un cambiamento reale, realissimo, ma sfuggente se vogliamo trattarlo come una “cosa”, invece che come una qualità dello stato di vita.

Ogni “mappa neotropica” ci apre a nuove possibilità di viaggio e nuove danze della vita, liberazione di potenzialità, e nuovi modi di essere.

La Neotropia riguarda anche le “cose”, gli oggetti, i prodotti. Fare un’auto che sia percepita come allo stesso tempo sportiva ed ecologica è un esempio di target neotropico.

Riconoscere i bisogni che ci sono, quelli che sento essere non ancora soddisfatti o canalizzati in un progetto concreto, è un primo grande passaggio della Neotropia e di un Counseling Aziendale e Personale. Collocarli in una mappa, e visualizzare dove e come questi bisogni si traducano in un cambiamento è un altro atto neotropico fondamentale.

Spesso la nostra psiche arriva a negare l’esistenza di un bisogno, dando luogo così a strutture nevrotiche. Far emergere i nostri bisogni è un atto sacro e di grande pulizia mentale, da cui partire per il nostro viaggio neotropico.

Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno – forse lo faranno tutti.

(Albert Einstein)

© Anteprima editoriale riservata dal testo “Counseling Aziendale e Professionale. Il Metodo della Neotropia per la crescita personale e delle imprese” Franco Angeli editore, anteprima.

Per approfondimenti, vedi articolo

____

Per fissare un colloquio preliminare e valutare i benefici e metodi di un percorso di Counseling Aziendale, Formazione, Coaching o Consulenza, compilare il seguente form, vi contatteremo al più presto, entro 24 ore

Contatta il Dott. Daniele Trevisani

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=kFZM9vbRFoA

 

Altre risorse su:

© Tratto dal libro di Daniele Trevisani “Team Leadership e Comunicazione Operativa” http://amzn.to/2dPB0cD

Team Leadership e Comunicazione Operativa

La leadership emozionale

La leadership emozionale propone di inserire tra i fattori di successo della gestione di un gruppo la capacità del leader nel “leggere le persone” sotto il profilo emozionale, capire i propri stati interiori e quelli altrui.

Questo permette di muovere il cursore della comunicazione con consapevolezza, tra le polarità (entrambe necessarie) della direttività (fronte hard) e la polarità dell’empatia e della relazione d’aiuto (fronte soft).

Quali implicazioni pratiche nella direzione dei team? La prima e più forte considerazione viene dalla natura biologica dell’essere umano che opera in azienda. Le emozioni sono risposte psico-biologiche dell’organismo e non possono essere “spente” a comando.

Ad un livello “immaturo” di leadership emozionale, possiamo al massimo pensare di attutire e “camuffare” la manifestazione esterna delle emozioni, ma non impedire il loro prodursi. Ad un livello “intermedio” possiamo affinare le sensibilità propriocettive (la percezione interna) ed agire sulle intensità emotive diventando più abili nel gestirle. Ad un livello “avanzato” possiamo ristrutturare completamente le nostre risposte emotive agli stimoli esterni.

Quando predominano emozioni negative, la produttività scende al di sotto di qualsiasi soglia di accettazione, la leadership stessa viene vissuta come una condizione di frustrazione, e la partecipazione al gruppo diventa sempre più un obbligo (dal quale sfuggire prima possibile). Se predominano emozioni positive possiamo invece aspirare alla “condizione di flusso”, uno stato nel quale il lavoro viene vissuto come una gioia – una sensazione piacevole dello scorrere del tempo e dei rapporti con le persone – una condizione esistenziale che trasforma il lavoro: da gabbia a luogo di espressione ed autorealizzazione.

Le implicazioni per la produttività sono immediate, enormi, ma questo è nulla a fronte della rivoluzione sociologica che questo passaggio può implicare: il lavoro come liberazione cessa di essere utopia ed entra nella sfera del possibile. Ovviamente, non bastano trucchi e scorciatoie per raggiungere questo stato, e chiunque creda/proponga soluzioni “da un minuto” o altre ricette facili e pronte per l’uso sta compiendo un grave falso e un errore di sottovalutazione.

Le implicazioni pratiche per il Counseling Aziendale

In azienda si può vivere meglio, rendere di più, ed essere più felici.

Rispetto alle possibili interrelazioni tra i diversi temi, il metodo HPM evidenzia come il successo nel gestire un team dipenda largamente dalla capacità di riconoscere e valorizzare le dinamiche conversazionali che avvengono nelle interazioni quotidiane dei gruppi. Allo stesso tempo, viene evidenziata la necessità di sviluppare la componente emotiva che inevitabilmente accompagna le relazioni umane e le comunicazioni interne.

La qualità della vita all’interno di un gruppo è fortemente influenzata da due fattori:

  • L’ecologia della comunicazione: l’analisi e gestione del clima psicologico all’interno di un gruppo dipende largamente dalla comunicazione e dagli stati conversazionali che intercorrono tra i membri. Non possiamo pensare di “acquistare” climi positivi: si tratta di una merce non in vendita. E’ invece necessario sforzarsi nella direzione dell’ampliamento delle competenze comunicative e conversazionali.
  • La leadership emozionale, la capacità di attingere con successo alle risorse emotive della persona e del gruppo per coordinare e dirigere i team e i progetti, richiede competenze comunicative “ad-hoc”. Larga parte del lavoro richiede un dis-apprendimento (unlearning) di schemi mentali assimilati durante la crescita, nei quali è stato creato il “blocco espressivo emozionale” (tappo, o coperchio all’espressione delle emozioni) che l’adulto trascina con se come un fardello per il resto della sua esistenza.

Date queste premesse, è necessario approfondire gli strumenti operativi e pragmatici che permettono di agire su due fronti.

Sul versante aziendale:

  • cambiare la qualità della vita e i risultati aziendali agendo sulle variabili comunicative dei gruppi;
  • produrre climi comunicativi positivi in un gruppo di lavoro intento a raggiungere un obiettivo;
  • migliorare la prontezza di risposta aziendale verso le sfide esterne, agendo sui processi di comunicazione interna e direzione.

Sul piano individuale e della crescita personale:

  • capire i fattori del proprio successo all’interno delle dinamiche di gruppo;
  • dotarsi di strumenti operativi nella direzione dei team;
  • crescere sotto il profilo della capacità di creare relazioni profonde, empatiche, emozionalmente ricche, nei rapporti umani, relative ai gruppi personali o familiari di cui si faccia parte.

© Tratto dal libro di Daniele Trevisani “Team Leadership e Comunicazione Operativa” http://amzn.to/2dPB0cD

Team Leadership e Comunicazione Operativa

Il Counseling Aziendale incrementa l’efficienza dei singoli manager e di interi team

  • Aumenta il grado di coesione sugli obiettivi e fa emergere i fattori che ostacolano il progresso
  • Lavora sul Fattore Umano e come attivarne le enormi potenzialità nelle aziende, con interventi mirati

Questi brevi testi possono aiutare a chiarificare il senso del Counseling Aziendale

Team Leadership e Comunicazione OperativaSpunti tratti dal testo di Daniele Trevisani: Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team, Franco Angeli editore, Milano

Il lavoro su di sè, anche e soprattutto in azienda

Chi aspira a sviluppare una professione con onore, come dirigere con vera leadership, o occuparsi di questioni importanti come la ricerca, le aziende, la medicina, la sicurezza, la scienza, le organizzazioni, le scuole, ovunque… prima deve fare i conti con la propria crescita personale, le proprie capacità e valori.

Bisogna prendere atto del fatto che il nostro carattere determina larga parte della nostra modalità comunicativa, lo stile di leadership, le decisioni.

Bisogna essere abbastanza umili per capire che il nostro carattere non è qualcosa di inviolabile ma anzi lavorarvi è un atto sacro. È utile cercare di capire su quali tratti possiamo lavorare. È un atto sacro anche l’azione e il tentativo che mettiamo in atto per migliorarci, al di là che ci riusciamo o meno, o che ci riusciamo subito o dopo un periodo di tempo. Spesso il miglioramento richiede un percorso, e non un singolo atto. 

Vogliamo migliorarci per essere sempre di più noi stessi nel nostro pieno potenziale e non persone che si nascondono dietro a scuse come “sono fatto così, cosa vuoi farci?”

Lavorare sul proprio carattere per migliorarsi significa ascoltare i propri valori senza rifiutarli, ma anche avere l’umiltà di pensare “posso sempre fare passi in avanti nel mio processo di miglioramento personale”. Chi non accetta questa visione potrebbe pensare di sè “sono il migliore, perché lo dico io”. Questa è sostanzialmente una forma di nevrosi.

Alexander Lowen ci mette in guardia chiaramente sui rischi che le nevrosi generano nelle persone. Prima di tutte, non saper imparare dall’esperienza.

Si dice che le persone imparino dall’esperienza, e in generale questo è vero: l’esperienza è il migliore e, forse, l’unico vero maestro.

Ma questa regola non sembra poter applicarsi al campo della nevrosi. La persona non impara dall’esperienza ma ripete continuamente lo stesso comportamento distruttivo.[1]

Aprirsi a capire prima di tutto “cosa vorrei migliorare di me” è un grande processo di focusing[2], una focalizzazione consacrata, importante.

Fare focusing significa andare a ricerca di chi siamo e come comunichiamo, cosa sentiamo dentro di noi, e come questo si trasferisce all’esterno di noi

Significa quindi andare alla ricerca di un manoscritto unico, un testo nascosto, che non è di facile accesso e si trova solo nell’esplorazione attenta e profonda.

Questa esplorazione può essere appresa in appositi corsi, può essere potenziata quando guidata da professionisti esterni, ma al di la della tecnica richiede sempre e comunque una  grande voglia di scoprire il massimo del proprio Potenziale Umano possibile.

Per lavorare sul carattere occorre un contributo esterno, che sia coaching, counseling, o formazione esperienziale, pratica, confronto, feedback, motivazione alla voglia di migliorarsi.

Il Counseling Aziendale è fondamentaleper ogni manager. Aiuta a capire

  •  Come posso portare energie positive in azienda, e trarre energie positive dall’azienda?

  • Come agire in modo positivo sul lavoro anziché esserne svuotato, come far si che le mie azioni siano contributive e non riducano il potenziale degli altri?

Alexander Lowen, sviluppatore della Bioenergetica, ci ricorda un fatto importante:

 

“il carattere determina il fato.

Per carattere si intende il modo di essere o di comportarsi tipico, abituale o “caratteristico” di una persona.

Definisce un insieme di risposte fisse, buone o cattive, indipendenti dai processi mentali coscienti.

Non possiamo cambiare il nostro carattere con un’azione cosciente, perché non è soggetto alla nostra volontà.

Di solito non siamo neppure coscienti del nostro carattere, perché diventa per noi come una ‘seconda natura’.[1]

 

Avere voglia di capire i nostri limiti e opportunità, forze e debolezze, non ha niente a che fare con la ricerca di qualche forma di “patologia” mentale, non è un atto medico, conoscersi a fondo non è un percorso clinico ma anzi, diventerà operazione di scoperta quotidiana, operazione che ci porta alla scoperta della “cultura” che ci circola dentro, l’insieme di regole che usiamo inconsciamente nel nostro comportamento quotidiano.

Questo permette di tenere alla larga gli stati mentali negativi che rischiano di ridurre le nostre potenzialità o quelle dei nostri collaboratori, o di diminuire la nostra efficacia e il nostro benessere, o di farci agire in modo automatico e senza il nostro consenso.

Il Counseling Aziendale richiede solo una condizione: la volontà di migliorare. Tutto il resto, con un supporto di Counselor preparati, arriva da sè.

 

[1] Lowen, Alexander  (1982), ibidem.

 

[1] Lowen, Alexander  (1982), Paura di Vivere, Roma, Astrolabio, p. 43. Tit. Orig. Fear of Life, New York, Macmillan

[2] Per la metodologia del Focusing, vedi i testi di Eugene Gendlin, in particolare:  Eugene Gendlin (2002), Focusing, Astrolabio.

Focusing, Il potere della focalizzazione nella vita e nella pratica terapeutica, Ann Weiser Cornell; Crisalide 2007

Biospiritualità, P.A.Campbell e E.M. McMahon; Crisalide 2001

Come far funzionare un rapporto, J. Welwood; Astrolabio 1994

Apprendere le terapie focalizzate sulle emozioni, E. Elliot – J.C. Watson – R.N. Goldman – L.S. Greenberg; Sovera 2007

 

 

©Copyright dott. Daniele Trevisani e Medialab Research. Tutti i diritti riservati. E’ vietata la copia non autorizzata o riproduzione anche parziale dei contenuti di questo sito. Per contatti e richieste di formazione aziendale, percorsi formativi personalizzati e coaching, è possibile scrivere una mail al seguente indirizzo (si prega di digitarlo manualmente, il testo è presentato solo come immagine informativa):