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© Articolo di Daniele Trevisani, dal testo “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

Dalla perfezione impossibile ai segmenti di soddisfazione: capsule spaziotemporali, frames, sensation windows

Per accrescere il proprio potenziale bisogna apprendere nuove abilità, e si tratta spesso di abilità sottili, sfuggenti, impalpabili.

Imparare ad apprezzare le “capsule spaziotemporali” è una delle aree di apprendimento del metodo HPM, centrale sia nei piani di crescita personale, che nello sviluppo delle prestazioni.

Una capsula spaziotemporale è un segmento del tempo e dello spazio dotato di significato proprio. Può trattarsi di pochi minuti di un incontro, o del segmento di tempo di un allenamento, o di un qualsiasi brano di vita. La vita è piena di stupende “capsule” non viste.

In una capsula o frame (finestra, brano di esistenza) possono trovarsi esperienze meditative o fisiche, riflessive, o invece molto attive e dinamiche, valori e significati, da vivere soli o in compagnia.

I sensation seekers (cercatori di sensazioni) sono alla continua ricerca di capsule spaziotemporali positive e ne traggono energie.

La matematica non è opinione.

Se vivi 2 momenti positivi la mattina, 1 al pomeriggio, e 1 alla sera, avrai avuto 4 momenti positivi nella giornata, al di là del loro contenuto. Se questo si ripete per almeno 5 o 6 giorni, avrai una settimana in cui prevalgono sensazioni positive. Se invece nella giornata hai avuto 1 evento negativo la mattina, 1 il pomeriggio, il vuoto esistenziale la sera, e nessun momento positivo di ricarica, avremo una sequenza di giornate che scaricano.

Alla fine della settimana, del mese, dell’anno, e della vita, saremo sempre più scarichi e rintanati in un guscio sempre più stretto. Al punto di non aver nemmeno più la voglia di guardare fuori, o peggio, la forza di cercare.

Ancora una volta, stiamo attenti a non confondere le capacità di rilassamento (un fatto in sé positivo, da apprendere e coltivare) con stasi, apatia e abulia, la perdita di voglia di vivere.

Le capsule non sono pastiglie da digerire per “tirare avanti”, ma momenti dotati di significato in sé e per sé. Hanno valore per come attivano le nostre sensazioni ed emozioni, e non come anestetico di altro che non va. Se ne hanno la proprietà, non è comunque questa la loro funzione.

Una capsula per qualcuno può essere un momento di allenamento in palestra o sul campo, “sentendo” un’attività intensa o che piace, una cena, la scrittura, la lettura di una lettera, o di un passaggio che colpisce in un  libro, un momento di solitudine guardando il tramonto, una preghiera, un gioco, un dialogo profondo tra persone, o qualsiasi altro brano di vita dotato di significato proprio, persino uno sguardo.

Il semplice fatto che un momento di esperienza sia dotato di significati dovrebbe farci rizzare le antenne, visto che senza significati la vita muore e le energie mentali si annullano. Le capsule sono contenitori di significati.

Spesso si ricerca il senso compiuto all’interno della perfezione. Capsule di durata eterna, anziché di durata limitata e praticabile. Questa è una delle più grandi bestialità che un essere umano possa apprendere, e se gli capita di incamerare questo virus, farà bene a disfarsene prima possibile.

Il contrario è saper cogliere il dono limitato. Per dono limitato si intende nel metodo HMP una finestra di sensazioni (Sensation Window – SW), ad esempio la sensazione positiva che si prova quando siamo in presenza di persone che ci piacciono, in quel preciso momento, anche non potendo possedere illimitatamente il tutto, tutto il suo tempo, tutte le sue ore o minuti.

O ancora, la sensazione che può dare un allenamento, persino un brano di un allenamento (training experience), senza per forza dover vincere qualcosa, e dover diventare campioni per forza. Apprezzare il training, oltre che il risultato che ne può derivare, persino indipendentemente da esso, è una nuova forma di competenza.

Di fatto, siamo poco allenati a riconoscere e generare finestre di sensazioni positive, e ben allenati verso quelle negative. Questo produce danni psicologici e fisiologici.

Tra i fattori determinanti del lavoro sul potenziale umano: 1) far apprezzare alla persona i frames esperienziali di cui si compone un’esperienza allenante o formativa, 2) scoprire sensazioni nascoste anche nei momenti più piccoli o apparentemente insignificanti,  3) aumentare la capacità di cogliere, percepire e assaporare il fluire di sensazioni, 4) diminuire le passività e aumentare la capacità di costruire esperienze positive e di crescita.

Radicamento solido (grounding) e ali per volare

Le persone hanno bisogno di tante cose: cibo, acqua, amore, denaro oggetti, ma, ancora di più, hanno bisogno di radici su cui poggiare (grounding) e ali per volare, strumenti per raggiungere i propri scopi, sogni, aspirazioni, e non spegnersi.

Lavorare su entrambi i piani è il nostro credo fondamentale. È un lavoro diretto ad un potenziamento generale della persona, ad un suo radicamento solido, un ancoraggio su piattaforme salde, per poi poter guardare in alto.

È un rafforzamento indispensabile, necessità sulla quale non è bene chiudere gli occhi.

Questo bisogno è mosso da due grandi classi di motivi: (1) potenziarsi per il desiderio di raggiungere obiettivi che solo con energie elevate possiamo toccare, (2) sviluppare la resistenza esistenziale, saper incassare, farsi forti e assorbire i colpi che arrivano con forza, quanto più la vita si fa complessa e competitiva, e centrano l’individuo da ogni lato (fisico, psicologico, economico, esistenziale). Colpi a volte durissimi e imprevisti.

Gli unici a non subirli sono coloro i quali hanno abbandonato, sono protetti, o possono permettersi di non avere obiettivi. Anche per loro tuttavia, quando la situazione cambia, farsi trovare forti e preparati piuttosto che deboli e impreparati farà la differenza.

Per tutti gli altri, la giostra è aperta qui ed ora, non è possibile scendere, ma solo imparare a potenziarsi, capire cosa succede, prendere coscienza, smontare i meccanismi del gioco, prendere in mano qualche leva di comando, e governare il timone dell’imbarcazione che ci conduce.

Prepararsi e potenziarsi ha senso non solo peri l’oggi ma anche per un domani in cui vogliamo farci trovar pronti rispetto alle sfide che ancora non possiamo prevedere, l’imprevisto. E, come evidenzia l’umanista e scrittore francese Rabelais, verso il futuro è meglio essere preparati.

 

Bevo per la sete che è da venire

François Rabelais (1494-1553)

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© Articolo di Daniele Trevisani, dal testo “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

 

Bioenergetica

Corpo e mente sono la stessa cosa: si imparerà a rendere più felice il corpo eliminando le tensioni ed aiutando la mente verso gli obiettivi.

bioenergetica ciro imparato daniele trevisani kledi studio romall corpo è la privilegiata porta d’accesso ai nostri pensieri.

  • La comunicazione non verbale si manifesta attraverso la vitalità e l’armonia corporea.
  • Quando subiamo stress, paure e conflitti, questi si cristallizzano nel corpo sotto forma di tensioni e blocchi che limitano la vitalità e la libera espressione di sé fino a compromettere la salute.
  • Lo scopo del workshop di bioenergetica è di riconoscere le tensioni e i blocchi e imparare a scioglierli per tornare in armonia con il proprio corpo.

Obiettivi
1. Imparare a riconoscere la contrazione e l’espansione muscolare
2. Il grounding – stare con i piedi per terra
3. La respirazione
4. Il suono
5. Autoregolazione delle emozioni
6. Mobilizzazione della contrattura muscolare
7. Il risveglio e la liberazione dalle tensioni
Contenuti
Nel seminario il partecipante apprenderà il ciclo naturale dell’energia e ad avere grounding ovvero “avere i piedi sulla terra”, essere in contatto con il proprio corpo.
Il partecipante sarà invitato ad lasciar uscire i suoni che, se lasciati fluire liberamente, attraversano il corpo come una corrente vibratoria, ne allenta le tensioni, rendendolo più vivo. Acquisirà la capacità di autoregolazione, che non è una struttura di autorepressione, ma una struttura di autocontenimento: una struttura psico-fisica che, rinforza il senso di identità, consente di lasciarsi andare, di arrendersi ai sentimenti e alle emozioni, senza paura di esserne sopraffatti.
Terminata questa fase di contatto con se stessi e di ascolto si entrerà in un lavoro di mobilizzazione di una zona del corpo, per esempio le braccia, e si imparerà ad aumentare o scaricare la tensione in quella parte del corpo.
Nell’ultima fase, il centro di identità si è spostato dalla testa, dove risiede abitualmente, a tutto il corpo. È uno stato di “diffusione” in cui l’energia, messa in moto dagli esercizi precedenti, fluisce senza ostacoli: idealmente, si è azzerata ogni tensione.
Metodologia
Nel seminario verranno insegnate delle classi di esercizi. Ogni esercizio si sviluppa secondo il ciclo di “contrazione” ed “espansione”, che è il ciclo naturale dell’energia.
Verranno analizzati i principali fattori che creano stati di stallo. Si apprenderanno i concetti e i principi che permettono di ricercare una condizione di picco (peak condition) o “flusso, flow” (lo stato di “potere personale”, dominio e potenza personale abbinato a sensazione di benessere ed auto-efficacia).
Gli esercizi, scioglieranno le tensioni e i blocchi muscolari, consentiranno alle persone di evocare e rivivere le emozioni che in quelle tensioni e in quei blocchi erano custodite. Gli esercizi sono di sblocco espressivo, fisico e verbale, potenziamento delle energie fisico-mentali secondo i principi della bioenergetica, esercitazioni di analisi e potenziamento del proprio livello di “grounding”.
Si utilizzeranno anche modelli formativi olistici che integrano bioenergetica loweniana, scienze del teatro, movimenti energetici delle arti marziali e studi di psicologia umanistica.
Docenti
Ciro ImparatoRicercatore, esperto di psicologia della voce. Creatore del Metodo FourVoiceColors®.  Ciro Imparato è un ricercatore specializzato negli aspetti psicologici della voce e della comunicazione. Studioso della semantica paraverbale (ciò che la voce comunica indipendentemente dalle parole), nel 2005 ha inventato il Metodo FourVoiceColors®, che sintetizza l’unione fra i suoi studi in psicologia e l’attività di doppiatore.
Basato su una matrice numerica associata ai colori (il “Codice Imparato delle Emozioni”), il Metodo FourVoiceColors® consente di generare emozioni in maniera autentica e allo stesso tempo di trascrivere in maniera univoca le emozioni contenute in un discorso orale. Imparato è autore di 2 libri: “Il Manuale del lettore” (Elledici, 1997), e “La tua voce può cambiarti la vita” (Sperling&Kupfer, 2009, con CD audio di autoapprendimento del Metodo FourVoiceColors®, nonché di moltissime pubblicazioni.
Daniele Trevisani. Laureato in DAMS con Master presso la University of Florida, è consulente, formatore, coach, esperto in Potenziale Umano. Autore di 7 libri editi da Franco Angeli, tra cui diversi best-seller. Opera come consulente internazionale in psicologia, comunicazione e risorse umane per oltre 150 imprese e organizzazioni, è inoltre formatore presso le Nazioni Unite e per Società di Formazione internazionali. Nutre da sempre una passione per lo sport ed è da 25 anni preparatore sportivo, coach di agonisti e atleti di Arti Marziali e Combat, personal trainer di diversi Campioni Italiani e Campioni del Mondo tra Kickboxing, Mixex Martial Arts e Muay Thai. Ha praticato 14 diverse discipline marziali, sino al livello di Sensei 8° Dan del Sistema Daoshi . Esperto in Bioenergetica applicata allo sport e al coaching personale e psicologia trasformazionale. Vincitore del Premio Fulbright (Governo USA) per le scienze della comunicazione.
Formula del corso
Organizzazione corso: 2 giornate full immersion con esercizi fisici
Corso a numero chiuso (min. 20 max. 50 partecipanti).
16 ore totali orario 10,30-18,30. Si rilascia attestato di frequenza.
Sedi: Roma
benefici della bioenergetica - armonia - energia - benessere fisico - serenità - potenziamentoCosto dell’investimento formativo:
450 Euro + iva. Per clienti Studio Trevisani, conoscenti diretti e online del dott. Daniele Trevisani e frequentatori del blog è previsto uno sconto speciale riservato di 80 Euro.
Per poterne usufruire è indispensabile comunicare il codice DBLOG-HP all’atto dell’iscrizione.
Per contatti:
Sabina Bonardo
La Voce.net di Ciro Imparato
Sede: Piazza Statuto 15, 10122 Torino
Tel: (+39) 011 5787698 / (+39) 3290782979 / Fax: (+39) 011 5787697
Website: www.lavoce.net

 1.6. Radicamento solido (grounding) e ali per volare

Le persone hanno bisogno di tante cose: cibo, acqua, amore, denaro oggetti, ma, ancora di più, hanno bisogno di radici su cui poggiare (grounding) e ali per volare, strumenti per raggiungere i propri scopi, sogni, aspirazioni, e non spegnersi.

Lavorare su entrambi i piani è il nostro credo fondamentale. È un lavoro diretto ad un potenziamento generale della persona, ad un suo radicamento solido, un ancoraggio su piattaforme salde, per poi poter guardare in alto.

È un rafforzamento indispensabile, necessità sulla quale non è bene chiudere gli occhi.

Questo bisogno è mosso da due grandi classi di motivi: (1) potenziarsi per il desiderio di raggiungere obiettivi che solo con energie elevate possiamo toccare, (2) sviluppare la resistenza esistenziale, saper incassare, farsi forti e assorbire i colpi che arrivano con forza, quanto più la vita si fa complessa e competitiva, e centrano l’individuo da ogni lato (fisico, psicologico, economico, esistenziale). Colpi a volte durissimi e imprevisti.

Gli unici a non subirli sono coloro i quali hanno abbandonato, sono protetti, o possono permettersi di non avere obiettivi. Anche per loro tuttavia, quando la situazione cambia, farsi trovare forti e preparati piuttosto che deboli e impreparati farà la differenza.

Per tutti gli altri, la giostra è aperta qui ed ora, non è possibile scendere, ma solo imparare a potenziarsi, capire cosa succede, prendere coscienza, smontare i meccanismi del gioco, prendere in mano qualche leva di comando, e governare il timone dell’imbarcazione che ci conduce.

Prepararsi e potenziarsi ha senso non solo peri l’oggi ma anche per un domani in cui vogliamo farci trovar pronti rispetto alle sfide che ancora non possiamo prevedere, l’imprevisto. E, come evidenzia l’umanista e scrittore francese Rabelais, verso il futuro è meglio essere preparati.

 

Bevo per la sete che è da venire

François Rabelais (1494-1553)

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Copyright, dal Volume:

“Il Potenziale Umano”

Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

 

Nonostante le avversità che incontriamo, l’evoluzione è – e rimane – un fattore di sopravvivenza. In un certo senso siamo tutti “forzati del cambiamento”, costretti dall’ambiente a non fermarci, ad adattarci, a mutare, poiché il territorio fisico e sociale attorno a noi – e quello psicologico dentro di noi –  cambia, è in costante evoluzione. Il movimento del terreno sul quale una persona poggia permette solo due cose: cadere, o trovare nuovi assetti ed equilibri.

Noi ci rivolgiamo a quelli che vogliono farsi trovare pronti nelle sfide, ricercano il grounding (radicamento, sentirsi fisicamente e psicologicamente ancorati) e allo stesso tempo possiedono spirito di ricerca e si sentono diretti verso un fronte positivo, un orizzonte, e amano lottare per questo.

Il “metodo registico” intende offrire strumenti e concetti utili a chi si occupa di cambiamento positivo e “formazione” nel suo senso più vasto, ma anche di evoluzione assertiva (guidata da principi), trasformazioni del modo di essere, di sistemi di apprendimento e di sviluppo organizzativo, e ancora di potenziale individuale, human potential e human performance, crescita e maturazione individuale o delle imprese.

I tre soggetti-tipo cui si indirizza il metodo sono (1) chi desidera praticare un percorso di evoluzione personale con maggiore consapevolezza dei meccanismi che lo governano; (2) i clienti e ruoli istituzionali strategici coinvolti in progetti sul cambiamento, sviluppo e formazione (dirigenti, leader e manager); (3) i professionisti esterni (consulenti organizzativi, formatori, coach, allenatori e direttori di team, aziendali e sportivi) chiamati a supportare e produrre performance, ad avviare relazioni di aiuto per “cambiare le cose” e “far crescere” (una persona, una squadra, un sistema).

Ognuna di queste persone deve essere aiutata ad acquisire le abilità e capacità fondamentali (key-learning) per far fronte a nuove sfide prioritarie (key-challenges). Cambiare e formarsi serve anche per poter affrontare le sfide.

La realtà ci presenta (nei casi migliori) organizzazioni e persone già pronte ad un cambiamento, anche forte. Ci offre anche organizzazioni e persone restie, o persino contrarie, e che tuttavia hanno bisogno di variare il proprio assetto perché non più adeguato. Nell’uno e nell’altro caso, dobbiamo capire come poter procedere, quale strategia adottare, e come muoverci per essere efficaci.

Nei box “cosa fare” – esposti durante il testo – evidenziamo alcuni suggerimenti operativi su vari temi che riguardano il facilitare il cambiamento, connessi agli argomenti trattati. Vediamo quindi il box seguente:

Riflessioni operative:

·            analizzare se e quanto un soggetto (persona o sistema) possa permettersi di non cambiare, alla luce delle sfide ambientali e sociali che lo attendono, o sia invece nella necessità di dover migliorare o progredire;

·            inquadrare i key-learning (apprendimenti chiave) in risposta alle key-challenges (sfide prioritarie) che attendono la persona (o sistema organizzativo);

·            valutare quanto il soggetto (persona o sistema) sia intenzionato ad impegnarsi in un percorso di cambiamento;

·            capire quali sono i blocchi verso il cambiamento;

·            creare un clima positivo verso il percorso di cambiamento, legato ai benefits che il percorso può produrre.

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Articolo tratto dal volume di Daniele Trevisani “Regie di Cambiamento”, FrancoAngeli editore, Milano (2007). Copyright, materiale pubblicato su concessione dell’autore www.studiotrevisani.it – utilizzabile solo previa citazione della fonte