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dieta comunicazionale

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Copyright Daniele Trevisani dal testo Personal Energy – http://amzn.to/2xoIg6I
“Bombardati dai mass media, i bambini imparano ad osservare il lato peggiore della vita, gli vengono proposti modelli impossibili e irraggiungibili, e comportamenti più stupidi e incredibili, e questo impedisce una buona crescita.
Pubblicità quotidiane prodotte da menti malate, spot pubblicitari assurdi, mostrano vite impossibili e comportamenti idioti, bambocci e Barbie, “fighi” di plastica e “fighe” di plastica, il modello mentale di persone che vivono solo per gli oggetti e l’apparenza, in vite arredate di altrettanta plastica e falsità.
I messaggi che nascondono sono tanti. Ti dicono sottilmente che non sei adeguato, cercano di insinuare in te una tensione, un impulso a comprare o imitare, per poi tornare a sentirti povero come prima dopo qualche ora, o qualche giorno. La vita vera è altro. Spezza questa catena.
Allora, esiste il momento sacro, in cui, da adulti, possiamo renderci conto delle menzogne che ci hanno contornato e cercare una nostra via personale verso la verità e verso la pulizia mentale.
Possiamo capire che siamo stati sottoposti ad una “dieta comunicazionale” fatta di abbondanza di messaggi deviati e falsi. Solo allora possiamo e dobbiamo riprendere le redini della nostra “dieta comunicazionale”, e scegliere cosa vogliamo imparare e conoscere”. Daniele Trevisani dal testo Personal Energy – http://amzn.to/2xoIg6I

Copyright Daniele Trevisani e Franco Angeli editore. Anticipazione dal volume “Self-Power”, 2014, in pubblicazione

difference
La comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi
che vogliamo esaminare:
1) messaggi in ingresso: il potere di farti qualcosa, e quindi il
potere dei “messaggi che ti colpiscono”, le comunicazioni che
ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le
pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai
vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te
ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?

2) messaggi in uscita: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza
persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione,
interesse, desiderio, muovere all’azione, o incuriosire,
persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando
e con chi ancora non abbastanza?
In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere
questo messaggio: “…sei veramente una Persona meravigliosa
e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti, così
come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti”.

Un altro messaggio invece recita: “È inutile che ti sbatti tanto
i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina”.

Pensa a messaggi simili che ricevi nella tua vita.

Come ti fanno sentire? Come reagisco al primo? Come reagisco
al secondo?
È in base a come reagisco a un messaggio che il mio destino
si forma, giorno dopo giorno.
Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali,
oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta
o di narcisismo o di orgoglio: “adesso ti faccio vedere io…” Se
così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare
il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a
cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la
possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie
sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.

La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo,
per essere motivata?

Se sono stato in grado di lavorare su
di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa
che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che
allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.

Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno
sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano
di smontarti?

E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li
ignori, li deridi?

Li analizzi per quanto possono magari insegnarti?
O ti lasci avvelenare?

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Copyright Daniele Trevisani e Franco Angeli editore. Anticipazione dal volume “Self-Power”, 2014, in pubblicazione

gandhi_motivationgara mantova con franz hallerstormCopyright Daniele Trevisani, dal libro in costruzione “Self Power”, Franco Angeli editore

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“I will not allow anyone to walk through my mind with their dirty feet”

Mahatma Gandhi

 Non permetterò agli altri ( o non permetterò a nessuno) di attraversare la mia mente con i loro piedi sporchi. 

Cominciare a dire “questo si e questo no” è un ottimo inizio per l’autodeterminazione. Iniziare a chiedersi “ma il mio istinto mi dice che questo personaggio è credibile e che posso fidarmi” è altrettanto buono. Ancora migliore è filtrare i messaggi in ingresso come se si trattasse di vero e proprio cibo che può essere “nutriente” o “avvelenato”.

La Dieta Comunicazionale misura il grado di “nutrimento comunicazionale“, le idee buone e fresche che entrano e ci fanno bene, i programmi che ci aiutano a  pensare, un corso, un film o libro o persona… non importa davvero quale sia la fonte. Ciò che conta è il messaggio che entra.

Nella Dieta Comunicazionale misuriamo anche il tasso di “intossicazione comunicazionale“, i messaggi tossici che ci entrano, dalle fonte più varie come film, esempi, comportamenti, dialoghi sentiti per strada o al lavoro, cose viste nei film o da genitori e insegnanti, libri e letture.

Chi vuole disintossicarsi deve assolutamente chiudere i canali di accesso del “mondo tossico” verso la propria mente.

I migliori guerrieri fanno più male con la mente che con il pugno.

Per cui, impara a colpire con la mente, e a schivare con la mente

Daniele Trevisani

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Copyright Daniele Trevisani, dal libro in costruzione “Self Power”, Franco Angeli editore

…che fatica portare alcuni concetti al centro dell’attenzione quando il problema che tutti ci pongono come fondamentale sia cambiare il nuovo cellulare o come passare al digitale terrestre sennò sei morto…

… ma finchè toccano noi, amen… o quasi… il problema è quando toccano i bambini…

… non parlo degli odiosi fenomeni che tutti conosciamo e che faccio addirittura fatica a pensare o parlarne, ma di modalità ben più subdole di manipolare in negativo la crescita dei bambini e amputarne il potenziale intellettuale (se va bene) o instillare loro paura e ansia progressiva e distruggerli da dentro (ben più comune)… e a chi serve questo? nella letteratura sulla psicologia della persuasione è dimostrato che gli ansiosi si controllano meglio di chi sta bene … quindi, vediamo come si fa a creare una generazione lobotomizzata e ansiosa…

… qualche anno fa, vedendo Harry Potter al cinema, con amici e loro figli, piano piano mi rendo conto di essere al centro di quella che io ppiano piano percepivo… iniziavo a  sentire… come una enorme truffa comunicazionale, nella quale un prodotto “tinto” di favola per bambini assume sempre più i connotati di un film del terrore o a sfondo satanico… ma venduto con un packaging colorato e simpatico… come una di quelle bombe per bambini fatte a forma di gioco, che il bambino prende poi gli scoppia in mano… per amputarlo… così… scivolando di scena in scena, vedo spezzoni che nemmeno Dario Argento avrebbe pensato immettere nei suoi film… ricordo tuttova vaghe immagini schifose,  i protagonisti affogati ad occhi aperti entro un lago scuro… lividi… messaggi e immagini che fa fatica e digerire un adulto, figuriamoci un bambino… poi ricordo un bambino di fianco a me, prima con la faccia scura, poi inizia a piangere dalla paura… mi guardo dattorno e nessun genitore sembra capire cosa sta succedendo… vorrei alzarmi e dire… cazzo, mandate fuori i bambini da questo cesso di sala di merda o no!!!... … ma non capite che ve li stanno massacrando?

…per fortuna il papà di questo bambino si alza e lo porta fuori… è l’unico.

….più o meno nello stesso periodo per dimostrare di avere coraggio, i bambini guardavano (di nascosto o meno) il film The Ring… un elogio sistematico alla coltivazione della paura… buona parte dei bambini che ho saputo essere stati nutriti con questa dieta comunicazionale in quel periodo avuto incubi per mesi e alcuni per anni… nessuno dice niente… tutto va bene, tutto passa…

… bisogna prepararli al mondo la fuori, dicono alcuni (giustamente, lobotomizzati, ansioni e controllabili). Ma vaffanculo a questo tipo di preparazione… se vogliamo preparare i bambini e i giovani, pensiamo ad una dieta comunicazionale diversa…

… questi ex bambini ora sono adolescenti e si nutrono di High School Musical e altri programmi pensati per un target-audience di teenager americani, dove subdolamente sono esposti di continuo ad una modalità conversazionale dura, assertiva, competitiva, fatta di continui attacchi reciproci… di competitività interpersonale estrema, protagonisti idioti che conducono stili di vita idioti… guardano MTV o altri programmi dove la maggior parte dei contenuti è generata da creativi strafatti di alcool e cocaina…. i nuovi pedagogisti…

…l’insalata è completata dalla lettura di riviste per teenager che spiegano alle 13 enni nella rubrica sesso, come fare godere il fidanzato…

… non credo di essere stato abbastanza chiaro nè efficace… non credo sia facile parlare di queste cose che qualcuno cerchi di farti sentire fuori dai tempi… chi se ne frega… il bollino rosso sui programmi vale tanto quanto la scritta sui pacchetti di sigarette: niente.

… ma non basta; nelle sale cinematografiche i provini (scusate, sono vecchio… i trailer) proiettati prima dei film per bambini contengono immagini per loro devastanti… e nessuno dice niente…

… vedi i cartoni animati per bambini, e conti i colpi per minuto che i personaggi si danno, sparandosi, accoltellandosi, bastonandosi… e ti chiedi perchè nei cartoni americani che importiamo ci si debba per forza picchiare… (io sono un Maestro di Muay Thai e arti di combattimento, e so bene il valore positivo del combattimento, delle arti marziali, della boxe, ma qui si mostra ai bambini come divertente dare una bastonata in testa a qualcuno, è un’altra cosa, è proprio altro…)

… tra i programmi più visti dai bambini e adolescenti ci sono i Simpson, qualcuno di voi ha mai capito fino in fondo quale messaggio implicito stia passando? provate a guardarne bene una puntata…

… mi fermo, avrei tanto altro da dire… ci sono i gruppi rock satanici, il Grande Fratello che mostra come approdo ideale di un ragazzo lo stare svaccati in un divano a sparlare di qualcuno… o non fare un cazzo…  in questa finta democrazia politically correct (uguale Ipocrita) tutti hanno paura di farsi dare dei “fascisti” non appena parlano di proibire qualcosa, di vietare qualcosa, di mettere la censura a qualcosa… sono prontissimo a prendermi del fascista, anzi ne sono orgoglioso, se questo potesse essere utile a schermare i bambini e  i ragazzi dalla tanta spazzatura che gli intasa ogni giorno la mente, invece di nutrirli… si, sono un fascista, sono un nazista, sono un comunista, sono un talebano, sono tutto quello che vorranno… purchè qualcuno inizi a porre una soglia minima di idiozia ai programmi, soprattutto quelli prodotti da una azienda che il popolo italiano paga e smettano di gettare merda nella testa dei bambini… i non so quanti mila dipendenti (forse 40 o 50.000… non so la cifra esatta…) della Rai, sono mantenuti dal popolo italiano e dalle famiglie, dobbiamo ricordarlo sempre… e dobbiamo ricordarglielo… così come sono mantenuti dal popolo italiano i guadagni di Mediaset e Sky, attraverso la visione pubblicitaria (farsi penetrare la mente da messaggi pubblicitari è una forma di pagamento, se qualcuno non lo avesse ancora capito)

… ho parlato in un altro post di una possibile proposta (proposta indecente, ovviamente, nazista, fascita, comunista, talebana, integralista), un possibile patentino di responsabilità sociale per chi produce TV, programmi e altro materiale destinato ai bambini…

– vedi http://potenzialeumano.wordpress.com/2009/07/10/bambini-e-televisione-e-altri-contenuti-mediatici-proposta-utopica-di-un-patentino-di-responsabilita-sociale/

… un saluto fascista, comunista, talebano, imperialista, oltranzista, …tutti gli …ista che ci sono, ma che lascino stare i bambini…

Daniele Trevisani

ps. non voglio creare ansia non necessaria, ma anche tu, che leggi in questo momento, e anch’io, dovremmo porci il problema della NOSTRA dieta comunicazionale: a cosa DECIDIAMO di dedicare le nostre ore quando scegliamo un programma, che libri SCEGLIAMO, se  leggiamo o non leggiamo, che contenuti possono farci bene e quali invece intossicarci la mente… ma per favore, scegliamo, valutiamo, non siamo recettori passivi…