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“Puoi fregare alcune persone alcune volte 
ma non puoi fregare tutte le persone tutte le volte 
(Bob Marley)”

Comunicazione olistica, la ricerca di una comunicazione “vera”, con gli altri e con se stessi

© Copyright Daniele Trevisani www.studiotrevisani.it – Anteprima editoriale dal volume Ascolto attivo ed Empatia, Franco Angeli editore. Per rimanere aggiornati su nuovi articoli e anticipazioni, vedi link alla nostra Rivista di Comunicazione gratuita Communication Research qui http://eepurl.com/b727Pv

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Le persone comunicano in una enorme varietà di modi, consapevoli o meno. Tutto ci informa, tutto ci parla, tutto ci suggerisce, e, per chi vuole ascoltare, il mondo è pieno di messaggi.

L’approccio olistico ci aiuta a distinguere il vero dal falso, il consapevole dall’incosapevole, le comunicazioni superficiali da quelle profonde.

Prima un breve video di  minuti per spiegare il concetto.

Esistono centinaia di possibili dettagli e modi di comunicare ed esprimere aspetti di sè ed anche piccoli particolari, in una visione olistica, assumono un valore informativo, come pezzi sparsi di un puzzle che assume senso man mano che lo costruiamo.

Facciamo una piccola rassegna, infinitesimale rispetto all’enorme lista che sarebbe necessaria, su come una persona, sapendolo o meno, può comunicare qualcosa di se stesso.

  1. La musica che ascolta
  2. I libri che legge
  3. Cosa ha o non ha appeso alla parete
  4. Come si veste
  5. Cosa guarda, programmi, film, cosa vi cerca, cosa lo motiva in profondità a cercare quei contenuti
  6. Che tipo di bisogni esprime verbalmente
  7. La differenza tra come parla in pubblico e in privato (grado di autenticità della comunicazione)
  8. Come è la sua pelle (colore, stato, rughe, segni, tatuaggi, cura, tratti)
  9. Come ha chiamato il cane (che nome gli ha dato, es Lilly, Karma, o Schwengensther?)
  10. I suoi accessori personali (orologio e di che tipo, penne, e altri)
  11. Grado di ordine o disordine nella disposizione dei suoi spazi
  12. Auto (tipologia, anno, grado di ostentazione, e di cosa)
  13. Stile di guida (capacità, padronanza, saggezza)
  14. Frequenza dei contatti e “cronemica” (la comunicazione ricavabile dal tempo) – qualcuno che ti chiama semrpre, qualcuno che non ti chiama mai, qualcuno che ti risponde solo dopo n. tentativi, qualcuno che ti cerca anche troppo, e ogni possibilità esistente nel “real life”
  15. Abitazione, zona abitativa, preferenza per il tipo di abitazione (rustico, cittadino, etc)
  16. Grado di narcisismo nell’esporre dati di sè
  17. I ”background noises”: le emissioni comunicative involontarie o inconsapevoli che cogliamo in sottofondo (es, il sottofondo di una telefonata, o cosa sento nell’ufficio a fianco, una macchia che non sa di avere, una foto in cui compare qualcosa che non ho controllato)

Ma se osserviamo bene, potremo cogliere man mano anche:

  1. Grado di religiosità, spiritualità e tipologia di appartenenza religiosa
  2. Grado di misticismo/spiritualità vs. materialismo
  3. Affiliazioni tribali e etniche, sub-etniche e gruppi sub-tribali
  4. I tratti della personalità (es, estroversione vs. introversione, materialismo vs spiritualità, altri tratti ricavabili dal modello Big 5, Neo-PI, o altri modelli di personalità)

Le coerenze e incoerenze tra segnali esterni e realtà interna

Le persone annaspano continuamente nel tentativo di dare “segnali esterni” per costruire con la comunicazione una “faccia” e una identità (Il lavoro pionieristico di Erving Goffman su quest’area di ricerca, è magistrale).

Tuttavia, la ricerca affannosa di un modo di essere che li porti ad essere più accettati, più belli, più persuasivi, può portare a dimenticare una verità suprema: la comunicazione esterna è solo un riflesso dello stato interiore.

Le bugie e scostamenti tra cio che le persone sono è ciò che si vuol fare apparire, prima o poi emergono con un boato devastante e corrodono l’anima, oltre a far male agli altri. Persino un Ministro della cultura o dell’educazione può, con una singola frase, far vedere che la sua cultura e la sua educazione sono ridicolmente basse, ad esempio nel trattare con superiorità un collaboratore o un giornalista, dimostrando di fatto arroganza e presunzione.

Puoi essere Ministro di quello che vuoi, Capo di quello che vuoi, Presidente di quello che vuoi, Leader di questo e quello, ma quando apri la bocca la verità viene fuori, e spesso, senza nemmeno bisogno di aprire la bocca. Al contrario, vi sono Capi di Stato che trattano ogni persona che incontrano con rispetto.

Molto di quanto riguarda una comunicazione “vera” ha a che fare con l’avere o meno fatto i conti con i propri demoni interni, con le proprie ferite emotive irrisolte, o avere creato un dialogo interno più pulito, più vero, più onesto con se stessi. Le persone che hanno lavorato seriamente su di sè risplendono di una luce tutta particolare, e fanno bene a chi sta loro vicino.

E’ su questa connessione interno-esterno che dobbiamo lavorare ed è su questo che opera la comunicazione olistica, per un “essere che comunica” e non solo una “maschera vuota che comunica”.

Puoi avere tutti i galloni che vuoi, le cravatte più costose e gioielli sfarzosi, ma se dentro l’anima è vuota, le tue parole saranno vuote. Lo stesso vale in una riunione aziendale, dove le comunicazioni interne potranno essere vere, coerenti, aperte e oneste, o un misero teatro di finzioni e maschere. Oppure al contrario, possiamo creare condizioni comunicative di altissima qualità, in cui le persone portino il meglio di sè, in un clima in cui qualsiasi problema diventa un’occasione per lavorare felicemente e non vorresti essere altrove se non li. Non è utopia, è realtà possibile.

E la cosa non si ferma qui. Persino la persona può mentire a se stessa, raccontarsi “storie” per reggere relazioni che non tengono, avere un dialogo interiore pessimo e pieno di bugie, oppure apprendere i segreti della comunicazione olistica, che portano ad una maggiore connessione tra la nostra parte razionale e quella inconscia e subconscia, con un netto miglioramento dello stato delle emozioni, e di conseguenza, delle relazioni con gli altri e nel successo personale.

Non è un caso che le persone che vivono in un mondo di bugie interiori, di emozioni irrisolte, di rapporti falsi e mai autentici, in una miseria relazionale da paura, finiscano per ammalarsi. Per cui, la comunicazione olistica ha a che fare, e parecchio con la salute e il benessere fisico, e questo non è poco.

In ogni rapporto e in ogni forma comunicativa, la ricerca del “vero” è un bene sempre più raro e per questo, sempre più prezioso.

la ricerca di una vita ricca di significato e sempre appunto una “ricerca” e non un dono o qualcosa di scontato

Caroline Myss

© Copyright Daniele Trevisani www.studiotrevisani.it – Anteprima editoriale dal volume Ascolto attivo ed Empatia, Franco Angeli editore. Per rimanere aggiornati su nuovi articoli e anticipazioni, vedi link alla nostra Rivista di Comunicazione gratuita Communication Research qui http://eepurl.com/b727Pv

Copyright dai volumi “Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali, dalle negoziazioni interne sino alle trattative internazionali” e “Strategic Selling” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore

Cultural-Communication

La chiarificazione dei concetti e la precisione del linguaggio

In ogni azienda, e in ogni cultura, anche concetti relativamente semplici e dati per scontati (es: “casa”, “lavoro”, “amicizia”) subiscono fraintendimenti.

Per alcuni “serietà” significa finire tardi la sera, per altri questo è del tutto insignificante, e “serietà” diventa associata al mettere in discussione le idee sbagliate che circolano in azienda, anche quando queste arrivano dall’alto.

È opportuno quindi svolgere attività di fissazione dei confini semantici (fissazione dei significati) che permettano di precisare il linguaggio.

Costruire la base comune linguistica richiede una precisazione a più livelli. Ogni parola chiave, ogni parola o concetto in generale, può essere letto attraverso almeno quattro filtri descrittivi.

Realizziamo un esempio sulla parola italiana “gondola”. Gli attributi possibili sono:

  • Percettivi: è lunga e stretta:
  • Funzionali: si usa per trasportare i turisti;
  • Associativi: mi fa pensare a Venezia;
  • Socio-Simbolici: ricorda un’esperienza romantica, per persone di classe;
  • Enciclopedici: è composta di legno, viene usata dall’anno ….., è costruita così….

Lo stesso problema accade sul piano aziendale. Immaginiamo di realizzare una “consulenza di marketing” per conto di un cliente indiano, coreano o cinese. Dovremmo innanzitutto confrontare le due immagini mentali della parola “marketing”, capire a quale delle due diverse concezioni del marketing sta pensando il cliente. Ad esempio:

 

Concezione A (marketing come strumento operativo). Analisi del significato sottinteso
Concezione B (marketing come strumento strategico). Analisi del significato sottinteso
  • Percettiva: il marketing equivale alla pubblicità e promozione, alla vendita, alla pubblicità
  • Funzionale: si usa per vendere di più
  • Associativa: è uno strumento del capitalismo e del consumismo
  • Socio-Simbolica: è per aziende avanzate, grandi, tecnologiche o molto manageriali
  • Enciclopedica: tratta concetti quali il marketing mix, la customer satisfaction, la promozione.
  •  Percettiva: il marketing equivale alla ricerca di prodotti nuovi o migliori soddisfare i bisogni umani
  • Funzionale: si usa per progettare meglio i prodotti e i servizi
  • Associativa: è uno strumento di ricerca
  • Socio-Simbolica: richiede rispetto per il cliente e volontà di soddisfarlo, può essere usato da chiunque
  • Enciclopedica: tratta concetti quali il marketing mix, la customer satisfaction, la promozione, ma soprattutto la ricerca di mercato, la creatività, l’orientamento al cliente
  • Ruolo del marketing risultate in azienda: periferico
  • Ruolo del marketing risultate in azienda: centrale
  • Chi comanda in azienda: la produzione o il la finanza
  • Chi comanda in azienda: il marketing in congiunzione con la Ricerca e Sviluppo
  • Orientamento temporale: breve periodo
  • Orientamento temporale: medio e lungo periodo
  • Prospettive probabili: fallimento
  • Prospettive probabili: successo

 

Avviare una negoziazione interculturale significa prima di tutto fare chiarezza sulle concezioni semantiche, sui significati latenti delle parole, sulle associazioni mentali, e non darle per scontate.

Tramite le tecniche associative, è possibile inoltre ricercare gli “stereotipi” che le persone possiedono rispetto ai concetti trattati. Ad esempio, trattare la formazione di un venditore significa prima di tutto fare chiarezza su quale sia l’immagine mentale del nostro interlocutore, capire cosa ci sia dietro alla parola “venditore” e della vendita in generale.

Tab. 1 – Diversa concezione di due culture di vendita: il venditore…

  • deve parlare molto
  • deve essere un pò stupido e lavorare sodo, non importa sia laureato
  • non deve fare strategia, la strategia la facciamo noi
  • deve stare in giro tutto il giorno
  • deve portarci i risultati
  • deve ascoltare molto
  • deve essere intelligente e creativo
  • deve essere stratega del suo territorio, rispettando le linee guida
  • deve agire con appuntamenti mirati
  • dobbiamo metterlo nelle condizioni di dare i risultati migliori

Senza chiarire questi punti ogni azione rischia di essere basata su concezioni sbagliate e fraintese.

Per cui, ancora prima di andare a cercare l’interculturalità all’estero, cerchiamola in casa. Ne troveremo in grande quantità, e finchè non ci chiariremo sui concetti primari e significati veri delle parole che usiamo in azienda – in ogni riunione, in ogni decisione – non faremo altro che danni.

ps…

Un vero Team Building deve assolutamente occuparsi di questi temi di buona comunicazione interna e comprensione tra decisori aziendali, piuttosto che di canoe e kayak, ponti tibetani, camminate sul fuoco e saltimbanchi vari.

Daniele Trevisani

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Copyright dai volumi “Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali, dalle negoziazioni interne sino alle trattative internazionali” e “Strategic Selling” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore

 

 

Riconoscere e localizzare gli avanzamenti possibili

  • inquadrare meglio dove vogliamo arrivare
  • individuare le azioni di miglioramento
  • inquadrare le strategie
  • valorizzare l’immagine personale in senso sostanziale (lavoro sui contenuti) e non superficiale
  • valorizzare le competenze e la loro applicazione
  • guidare i team e le persone
  • essere convincenti nel presentare progetti, idee, soluzioni
  • migliorare le capacità di ascolto
  • migliorare le capacità di analisi
  • capacità di individuare i bisogni evidenti e latenti nei propri collaboratori
  • capacità di motivare
  • capacità di leadership
  • individuare le difficoltà
  • gestire e organizzare meeting
  • creare training efficaci

Effetti sui clienti interni ed esterni

  • localizzare i target da raggiungere
  • aumento del livello di soddisfazione
  • miglioramento del valore prodotto
  • miglioramento della comunicazione interna
  • comunicazione più efficace
  • innalzamento della qualità complessiva dei prodotti, servizi e relazioni
  • costruire gruppi di lavoro di qualità
  • sviluppare team ad alte prestazioni
  • trovare e costruire spirito di squadra

Corsi di leadership e sviluppo manageriale, condotti direttamente in azienda (formazione in-house): formazione per la leadership, comunicazione assertiva, coaching di direzione, sviluppo manageriale

 

 

Contenuti di base nei corsi di leadership, sviluppo manageriale e organizzativo, comunicazione assertiva, sviluppo del personale

Contenuti avanzati per la formazione alla leadership, psicologia della leadership e direzione aziendale, direzione dei team, direzione per obiettivi e per processi

  • la costruzione dei team

  • il funzionamento dei team e i fattori della motivazione personale

  • i climi di lavoro

  • convogliare le energie personali attorno a risultati

  • la condivisione di obiettivi

  • la verifica dei comportamenti

  • competenze di analisi: capire gli interlocutori, analizzare il potere decisionale

  • analisi motivazionale: comprendere le esigenze del personale e i bisogni

  • corsi di comunicazione: le competenze di comunicazione verbale, paralinguistica, non verbale

  • corsi di formazione per la leadership e strategia interna: le competenze di comunicazione strategica

  • corsi di leadership e valutazione dei risultati: monitoraggio delle performance

  • corsi di sviluppo personale: gestione delle energie personali

  • leadership comunicativa e leadership emotiva

  • formazione alla leadership basata sull’analisi dei casi: apprendere dall’esperienza

  • gestione delle obiezioni sui goals e obiettivi, e analisi delle motivazioni

  • tecniche di chiusura e concretizzazione manageriale

  • … altri contenuti attivabili su richiesta

 

  • training mentale per la leadership

  • analisi dei sistemi aziendali complessi

  • comunicazione persuasiva e psicologia della persuasione

  • leadership conversazionale e gestione della leadershiop

  • psicologia della motivazione avanzata

  • analisi 360 (360 Survey) per il monitoraggio interno

  • valutazione delle performance dei collaboratori

  • videomicroanalisi delle comunicazioni interne

  • costruzione e sviluppo della credibilità e del carisma

  • total quality communication nelle comunicazioni interne

  • energie personali aumentate: modelli di sviluppo del potenziale personale (HPM – Human Performance Model)

  • … altri contenuti attivabili su richiesta