La leggerezza del vuoto e il senso del pieno nella crescita personale
© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.
Esiste enorme confusione su cosa sia una vita piena o una vita vuota. O una giornata piena e una giornata vuota.
Il sorriso di un bambino può rendere una giornata assolutamente piena.
Una mattina frenetica farcita di riunioni può sembrare piena ma essere di fatto in ogni caso vuota e umanamente miserabile.
Posso trovare una spiaggia desolata “piena” di stimoli. Posso scoprire che è in realtà “vuota” di significati quando ripiena di turisti e ombrelloni, radio gracchianti e caos.
Tutto dipende da cosa noi consideriamo importante.
Riconoscere la vita in ogni germoglio, in ogni tazza di tè, in ogni respiro. dal film “L’ultimo Samurai” di Edward Zwick
Alcuni associano una vita piena ai party, alla mondanità, al glamour, alle certezze, o ad un’auto, ad un marchio, ad un abito. Altri alla pienezza interiore, al sentimento prepotente di far parte di un flusso di energie universali e sentirle scorrere, liberandosi dal bisogno di certezza e di strutture.
Molti cadono nel tranello opposto: disapprovare qualsiasi lato della vita che abbia il sapore di essere “tangibile” (una pratica sportiva, o il cibo, o una moto) e si immergono unicamente in una spiritualità sterile, a volte persino spenta, che non produce niente per nessuno. Meditatori allo stato puro ma di utilità abbastanza scarsa.
Una nuova arte è quella di pensare in modo aperto: equilibrare il tangibile e l’intangibile, abbinare il lavoro sul corpo a quello sulla mente, la spiritualità e la progettualità. saper vivere momenti strutturati ma anche momenti destrutturati, e accettare che l’incertezza sul futuro sia un fatto naturale.
Il Dio Denaro può essere vuoto – se fine a se stesso – o pieno, se diventa strumento utile per progetti che fanno bene alla vita, ai sogni di progresso personale e umano, a generare lavoro e sviluppo.
Allora anche il denaro può essere “pieno” o “vuoto”. Dipende dall’uso che se ne fa. Soldi e beni materiali sono strumenti pieni di valore se chi li usa cerca di costruire un futuro migliore per tutti, aiutare persone e progetti, e fini positivi.
Anche l’attenzione a se stessi, tacciata come egoismo, deve essere ripensata. Se innesco un ciclo virtuoso di crescita nel mio corpo e nella mia mente, potenzio le mie energie. Posso quindi essere utile agli altri e non un peso per gli altri. Posso essere tra chi aiuta e non tra chi deve ricevere aiuto per poter sopravvivere.
Il lavoro per migliorare me stesso può portarmi alle energie necessarie per diventare non un peso sociale, ma un costruttore sociale. Io voglio essere un contributo a chi mi sta vicino, e perché no, anche alla comunità globale.
Essere deboli e privi di energie non è utile a nessuno, tantomeno a chi ci sta a cuore. Se ami qualcuno, potenziati e fai qualcosa per te.
A volte proprio chi ci sta vicino non capisce il nostro percorso, il nostro sogno, o un disagio o una voce interiore che non riusciamo ad esprimere. Tu vuoi davvero progredire o vuoi aspettare il permesso degli altri per farlo?
Hai analizzato a fondo le tue paure?
Non lasciamo che l’essere incompresi fermi il nostro cammino. Se sentiamo il bisogno di progredire, facciamolo. E a volte, chiedere permesso per qualcosa che noi sentiamo giusto diventa persino tempo perso. Facciamolo e basta.
Un guerriero della luce sa ciò che vuole. E non ha bisogno di spiegare nulla. P. Coelho
Self Power è un metodo olistico che cerca di associare i fronti, cura del corpo e cura della mente, biologia e spiritualità, in un unico processo integrato.
Quando siamo davvero identificati con uno scopo, la nostra fedeltà deve essere assoluta verso il fine e totalmente dis-identificata con il mezzo che usiamo. Va bene qualsiasi strumento. Formazione, meditazione, integratori, esercizio fisico, esercizio mentale, corsi, viaggi, letture…. quello che vuoi. Purché ti avvicini l’anima, ti dia impulso verso la luce e ti allontani dal buio e dalla tristezza, verso la gioia e la voglia di vivere la vita come qualcosa di unico, un rarissimo, irripetibile miracolo.
Qualsiasi mezzo deve essere considerato come un battello per viaggiare in una porzione del grande fiume che stiamo esplorando.
Al prossimo bivacco, un altro mezzo ci porterà ancora un po’ avanti.
E non ci affezioneremo tanto al singolo battello che di volta in volta usiamo, quanto al nostro viaggio e al piacere che deriva dal sapere che esiste una meta profumata come un fiore.
Lao Tzu, ci invita ad accendere una luce piuttosto che rimanere a maledire il buio, questo significa agire.
Alcuni esempi di azione orientata al miglioramento delle energie personali:
Fare pulizia tra pieno e vuoto. Una persona ricca e con una grande casa e auto di lusso può apparire “piena” ma avere relazioni umane penose e vivere nell’odio. In una famiglia povera – al contrario – possono avvenire atti di generosità e di amore di portata tale da far impallidire il sole. Non siamo fautori della povertà, assolutamente NO. Ma teniamo a distinguere la povertà economica e materiale da quella morale, la ricchezza economica dal benessere, per una razza nuova di uomini permeati di ricchezza morale permeata e di spessore umano e non tanto di gioielli e pellicce.
Fare una buona “dieta comunicazionale”, evitare di ingurgitare quanto passano i mass media e cercare attivamente contenuti che nutrono e stimoli, siano essi di apprendimento o di riflessione positiva. I frutti per questa dieta si possono trovare in letture, libri, programmi televisivi selezionati, film, documentari, gruppi di lavoro o gruppi di coaching, qualsiasi cosa sia da noi selezionata attivamente e in pratica “scelta” per i suoi contenuti di crescita.
Distinguere apparenza e sostanza, maschera e persona. Non confondiamo mai il pieno e il vuoto nella facciata che le persone presentano. Sei Amministratore Delegato di un’azienda? Te ne vanti? Per me sei importante tanto quanto un barbone. Ti misurerò in base ai valori che hai e non in base ai metri di lunghezza della tua barca o macchina. E così faranno tutti i risvegliati.
Teniamo gli occhi puliti, in grado di riconoscere gli strumenti utili per la crescita personale, e destinamo risorse, denaro e tempo, per frequentare, leggere, vivere momenti di crescita.
Il corpo è il tuo Taxi permanente. Occorre fare un’attività quotidiana che lo tenga più in forma possibile, dia benefici fisici, meglio se diversificata e variata su base giornaliera, settimanale, mensile, annuale (cicli di allenamento). La prima vera risorsa siamo noi stessi. Non dimentichiamolo mai.
Praticare un’attività quotidiana di training mentale, es. training autogeno, meditazione, un “fioretto”, o qualsiasi altro atto significativo. Coltivare la nostra spiritualità.
Un lavoro su di sé, paga. Non assurdamente assillante, ma condotto ogni giorno, poco a poco. La coltivazione del nostro potenziale umano fisico, psicologico, del nostro bagaglio di conoscenze, del nostro essere.
Non fermarti solo a parlarne. Non desiderare solo. Pratica attivamente.
Il buddismo non è il mio fine: il mio fine è la libertà e questa per me è la strada giusta per raggiungerla. Tutti proviamo disagio nei confronti dell’universo in cui viviamo, io con la pratica riesco ad avere un rapporto più profondo con la realtà che per me significa generosità, amore, senso della comunità. Richard Gere
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