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Articolo estratto dal testo “Self Power, psicologia della motivazione e della performance“, copyright FrancoAngeli Editore e Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore.

Quando aumentano le energie mentali ?

Le energie mentali aumentano quando:

  • Si accresce il grado di auto-accettazione sia attuale che nella storia personale
  • viene ricercata e raggiunta un’identità e un ruolo positivo per la propria possibilità di espressione, per i valori e ideali personali, si mettono in moto tentativi di cambiare in meglio e si supera la fase di stallo.
  • Aumenta la chiarezza sui ruoli multipli compresenti, e diventa possibile imparare a integrarli senza dissonanze irrisolte.
  • L’individuo sa distinguere i confini dei ruoli e sa gestire le energie e tempi da dedicare ai diversi ruoli; non vive più in multitasking ma gioisce di ogni esperienza vivendola nel momento.
  • Le immagini del Sé ideale o Sé ispirazionale sono maggiormente frutto di autodeterminazione e libero arbitrio, con minore dipendenza da schemi esterni; vogliamo diventare qualcuno o qualcosa che sia frutto di una nostra elaborazione libera e autonoma.
  • L’individuo sa trovare aree per la propria espressione. Abbiamo chiaro cosa significa per noi esprimerci e non ci vergogniamo a pensare e di fare.
  • Aumentano le capacità assertive per costruire e negoziare i tratti del ruolo con le controparti, per interagire senza subire, impariamo a non vivere come permanente situazioni che non sentiamo nostre e ci adoperiamo per cambiarle.
  • L’individuo affronta il problema della chiarificazione del proprio ruolo, e ricorre a supporti adeguati (coaching, counseling, terapia, dialogo profondo).

Le energie mentali diminuiscono o si esauriscono quando:

  • l’individuo non accetta l’immagine di uno o più dei suoi Sé passati.
  • L’individuo non accetta la sua identità e ruolo attuale, e non fa niente per cambiare.
  • L’individuo non ha chiarito a se stesso le sue diverse identità e ruoli coesistenti, e manca un Sé superiore in grado di unificare la nostra identità.
  • L’individuo possiede immagini di se stesso multiple e tra di loro incompatibili, dissonanti, alimentando una lotta interiore.
  • Manca la capacità di fissare confini chiari nella gestione delle energie e tempi da dedicare ai diversi ruoli.
  • Le immagini del Sé ideale sono stereotipate e mal ancorate alla realtà.
  • L’individuo non cerca o non sa dove trovare aree per la propria espressione personale, non abbiamo chiaro cosa significa per noi esprimerci veramente.
  • Mancano capacità assertive per costruire e negoziare con le controparti.
  • La chiarificazione del proprio ruolo è posticipata troppo a lungo, o mancano supporti adeguati.

Osserva, localizza, agisci

Le capacità di un’aquila sono straordinarie: guarda dall’alto, osserva, volteggia poi focalizza bene la preda. A quel punto si getta senza esitare.

Dobbiamo fare la stessa cosa: la via per assumere l’atteggiamento dell’aquila è passare dall’apatia alla “fame”,. Nella vita vieni sbattuto continuamente tra messaggi che ti dicono “riposa”, “desidera meno”, “corri”, “lavora”. In questo l’aquila ha qualcosa da insegnarci: si riposa quando deve, va a caccia quando serve.

La nostra caccia riguarda obiettivi di vita, modi di essere e stati d’esistenza. La vera emancipazione arriva quando cominciamo a cercare domande, senso, e ne troviamo alcuni brani, tracce, o semplici segnali, strada facendo.

Troviamo un sogno da inseguire, un emozione da gustare, una compagnia con cui osservare un tramonto. Cerchiamo di capire cosa sia l’universo e come funzioni, dove siamo noi e cosa fare per rendere omaggio a questo miracolo. Se hai la fortuna di incontrare una persona piena di queste energie, di questi sogni e ideali, e ancora più se questa persona sei tu, tienila stretta.

Per approfondimenti vedi:

Articolo estratto dal testo “Self Power, psicologia della motivazione e della performance“, copyright FrancoAngeli Editore e Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore.

Analisi a livelli multipli e monitor interiore

Le persone si nutrono dei messaggi provenienti da scuola, famiglia, religione, gruppi etnici, media, amici, parenti, assorbendo anche contraddizioni e incoerenze. Questo tipo di schemi incide su come valutiamo se un progetto sia buono o cattivo, fattibile o impossibile, da tentare o non tentare, utopistico o invece da provare.

Se esaminassimo bene le idee apprese che ci circolano dentro, vedremo spuntare molta spazzatura. L’esame dei fattori bloccanti della persona è complesso, chiamando in causa fattosi sia fisici che psicologici e sociali/culturali.

Le performance possono essere aumentate:

  • incrementando la precisione del monitor interiore rispetto alle risorse fisiche di cui una persona dispone, stato e condizione, coscienza corporea.
  • aumentando l’efficacia psicologica, l’attitudine positiva alle sfide, rimuovendo strati di inadeguatezza appresa.
  • favorendo la presa di coscienza sul margine di crescita possibile, l’enorme potenziale di sviluppo attivabile da un coaching veramente efficacie.

È necessario aumentare la consapevolezza dell’individuo rispetto alle proprie credenze attive e dominanti, alle loro fonti, alle pressioni sociali e a norme non scritte che gli vivono dentro. Dall’esame scaturisce una decisione sulle mete e progetti che vogliamo/possiamo costruire o non vogliamo nemmeno accettare.

Le incursioni nel territorio di conquista

Data la molteplicità dei flitri e dei messaggi, nmon deve meravigliare il fartto che le persone vivano una forte carica di dissonanza del decidere. Decide se l’idea o la sfida “passa” o “non passa” i vari livelli del filtro interiore, se sia o meno raggiungibile, o se ne siamo lontani.

Nella realtà di ogni sfida e di ogni idea sul nostro futuro, entra un auto-esame della nostra coscienza corporea e dell’autoefficacia psicologica. La multi-lettura ci dice se quella sfida è troppo forte o invece accettabile per il livello di forze e impegno che immaginiamo necessari sul piano fisico e mentale. Entrambe le analisi convergono in un piano unico.

In un progetto di psicologia positiva, quando alleniamo le persone a superare anche di pochissimo le proprie abitudini personali, a fare anche solo micro incursioni in territori che prima non azzardavamo o sembravano ostili, nasce un senso di “poterlo fare”, alleniamo i muscoli mentali della capacità di fare e del poter fare.

Questi muscoli mentali vanno allenati costantemente poichè ogni muscolo se non usato si atrofizza, e anche la mente che si abitua a starsene in confini angusti tende a farlo.

Per approfondimenti vedi:

Articolo estratto dal testo “Self Power, psicologia della motivazione e della performance“, copyright FrancoAngeli Editore e Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore.

La dieta motivazionale

Per migliorare noi stessi, dobbiamo necessariamente provvedere ad un esercizio quotidiano di mente e corpo. Proprio la mente sarà in grado di orientare il nostro destino.

Il percorso di allenamento prevedere tecniche di diverse a seconda dello stadio della vita in cui ci troviamo. Ma sia da bambini, che da adulti o anziani, possiamo sempre imparare qualcosa. Gli stimoli positivi potenziano il corpo, così come potenziano la mente. Così come l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per il benessere del corpo, anche il training mentale è di primaria importanza per il nostro benessere.

Dovremmo quindi intraprendere quello che viene definita come dieta comunicazionale, una pratica utile a tenere la mente libera e pulita da virus mentali, paranoie e preoccupazioni infondate. Dovremmo invece nutrirla con senso di rilassamento, concentrazione e desideri.

Il punto di partenza per essere più autodeterminati è sicuramente la scelta tra cosa tenere vicino a sé e cosa no. Iniziamo a porci delle domande da tutti gli stimoli (positivi e negativi) che ci arrivano dall’esterno. Successivamente, filtriamo tutti i messaggi che riceviamo in ingresso, come fossero del cibo: mi creerà del benessere oppure no ?

Nessun altro al di fuori di noi stessi, può decidere di cosa dobbiamo nutrirci.

self power psicologia della motivazione e della performance

Per approfondimenti vedi:

Articolo estratto dal testo “Self Power, psicologia della motivazione e della performance“, copyright FrancoAngeli Editore e Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore.

Mille vette fino al cielo.. La lotta infinita tra luce e oscurità

Ognuno di noi, quotidianamente, sta combattendo una propria battaglia interiore. In modo inconsapevole al nostro interno si stanno fronteggiando, senza esclusione di colpi, le energie personali (sia fisiche che mentali), da una parte, e le paure dall’altra.

Il fronte delle energie personali è ricco di motivazioni, capacità, voglia di fare, idee positive e generative. Sono tutte quelle caratteristiche necessarie per farci vivere serenamente, riuscendo a godere il vero senso di libertà. L’altro fronte, quello delle paure, è invece caratterizzato da timori, ansie, dolori, idee negative e possibili scenari futuri che ci spaventano. Le paure possono essere reali o illusorie, tuttavia ci porteranno ad annientare il nostro desiderio di piacevolezza e libertà.

Tuttavia, abbiamo le capacità e le possibilità per poter vincere questa battaglia.

Per prima cosa dobbiamo identificare queste idee negative. Una volta smascherate, sono facilmente individuabili e possiamo affrontarle senza problemi.

Così è necessario eliminare ciò che di sbagliato è in noi, è altrettanto vero che dovremmo abituarci a far entrare nella nostra mente nuove idee buone, nuovi modi di vedere le cose. Le fonti di apprendimento su cui possiamo fare affidamento sono molteplici, ad esempio un libro od un viaggio. L’importanza fondamentale risiede nel fatto che siano costruttivi per il nostro benessere.

Maggiore pulizia mentale compiamo, maggiore sarà lo spazio per le energie personali. Caricarci di energie ci permette di essere potenti senza limiti, e di intraprendere ogni tipo di sfida. Queste ultime sono affrontate e scelte in base alla “dimensione” che ogni persona sente di vivere.

Non dobbiamo dimenticare che le paure crescono in noi, e alcune di esse sono motivate e utili. Come ad esempio mettersi alla guida senza fare attenzione alla strada, deve generare in noi una coscienza del pericolo. Allo stesso modo, avere paura a priori di guidare, è debilitante e dobbiamo liberarcene.

Sassi nello zaino

Vivere di pesi inutili quali preoccupazioni immotivate, angosce sbagliate e paure inesistenti, porta con sé quotidianamente dei sassi nello zaino. Dobbiamo impegnarci quotidianamente a togliere questi massi, per poter decidere cosa sarà la nostra vita. È una sfida giornaliera, un esercizio di autonomia mentale, per poter assaporare definitivamente la libertà.

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Per approfondimenti vedi: