L’emancipazione dell’aquila

© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.
Le capacità di un’aquila sono straordinarie. Guarda dall’alto, osserva, volteggia, poi focalizza bene la preda. A quel punto, si getta senza esitazione.
Dobbiamo imparare a fare la stessa cosa.
Primo, volteggiare, ovvero riuscire a metterci in azione, muoverci, non stare fermi, volare. E imparare a sentire la fame ancestrale dell’aquila.
Secondo, localizzare, e quindi individuare obiettivi.
Terzo, non volteggiare per sempre, ma gettarsi, fare, provare. Non sempre l’aquila afferra la preda. E se non riesce, ci riprova.
La via per assumere l’atteggiamento dell’aquila è passare dall’apatia alla “fame”, la stessa fame che muove l’aquila. La sua fame, la sua voglia di sfamare i suoi aquilotti. Il suo istinto.
Nella vita vieni sbattuto continuamente tra messaggi che ti dicono (a) “riposa”, “desidera meno” e (b) messaggi che ti dicono “corri, lavora”, “non accontentarti”, “fissa obiettivi e lavora duro per ottenerli”.
In questo l’aquila ha qualcosa da insegnarci. Si riposa quando deve. Va a caccia quando deve.
La nostra caccia non riguarda conigli o capre, ma la ricerca di obiettivi di vita, modi di essere e stati dell’esistenza. Anche in questi, occorre passare all’osservazione del territorio e quindi alla “focalizzazione”.
Iniziamo la vita senza sapere perché. La nostra unica ragione di esistere sembra essere sopravvivere, succhiare latte, dormire, e per il povero bimbo, fare i propri bisogni. Siamo stati tutti “poveri bimbi”, ma ora eccoci qui a leggere un libro. Perché? Il fatto sorprendente è che dopo la fase del “povero”, man mano, e non a tutti, comincia a nascere il bisogno di uno scopo superiore. Il bisogno di dare un senso alla propria vita che vada oltre il sopravvivere.
Nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo è venuto al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo. George Bernard Shaw
La vera emancipazione viene dall’essere più che entità biologiche.
Arriva quando cominciamo a cercare domande, senso, e ne troviamo alcuni brani, tracce, o semplici segnali, strada facendo.
Troviamo un sogno da inseguire, un’emozione da gustare, una compagnia con cui osservare un tramonto, un ideale per cui combattere, una conoscenza da scoprire, un valore che ci guida. Cerchiamo di capire cosa sia l’universo e come funzioni, dove siamo noi e cosa fare per rendere omaggio a questo miracolo.
E allora, solo allora, la nostra vita comincia ad avere senso.
Se hai la fortuna di incontrare una persona piena di queste energie, di questi sogni e ideali, e ancora più se questa persona sei tu, tienila stretta.
Se trovi una luce, stagli vicino, respira le sue energie e usala per illuminare il tuo cammino.
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