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Potere personale

Il Deep Coaching: andare in profondità per far emergere il potenziale

© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.

I “Grandi” riescono a sintetizzare in poche frasi interi mondi. E ci aiutano a riflettere.

Abbiamo case più grandi ma famiglie più piccole…
Più opportunità ma meno tempo…
Più istruzione ma meno buon senso…
Più conoscenza ma meno senso critico…
Più esperti ma più problemi…
Più medicine ma meno benessere…

Siamo andati e tornati dalla luna, ma facciamo fatica ad attraversare la strada per stringere la mano ad un uomo vicino…
Abbiamo prodotto più PC per registrare più informazioni, 
per replicare più documenti come non mai, ma siamo meno capaci di comunicare…


Siamo imbattibili sulla quantità ma scarsi sulla qualità…
Questi sono tempi da fast-food, ma dalla digestione lenta…
Sono i tempi dei grandi uomini ma di carattere mediocre…
Sono tempi in cui si realizzano profitti astronomici ma povere relazioni…
Questa è un’epoca in cui tutto viene messo in vista sulla finestra, 
per occultare il vuoto della stanza.

Dalai Lama

Un lavoro profondo deve rifiutare modelli di coaching “da musical-divertimentificio” dove le persone vengono sostanzialmente manipolate… si salta, si balla, e si ascolta un imbonitore microfonato che ti insegna come “diventare ricchi, famosi e potenti in 10 facili mosse”, e si esce in fin dei conti come prima, peggio di prima, e presi in giro, a volte rovinati.

Serve una rivisitazione profonda di sé per liberarsi da modi di essere che non ci appartengono veramente. E per acquisirne di nuovi che prima non conoscevamo.

Il “rumore” e le azioni appariscenti, forzatamente eclatanti, “tanto rumore e poca”… non sono il nostro metodo.

A volte le risposte si trovano nel silenzio, nella quiete, nella meditazione, nella contemplazione, nel rallentare i corso della vita sino a rendersi conto, passo dopo passo, a cosa stiamo dedicando il nostro tempo.

Altre volte in un divertente role-playing teatrale. Ma ciò che conta è la capacità di sblocco che un’azione porta sul proprio vissuto.

Vale più porsi una buona domanda che ricevere cento suggerimenti inutili.

Inserire nella propria vita tante nuove micro-azioni, magari minimali,e toglierne altre, produce un cambiamento profondo, più ampio che azioni eclatanti.

Fa più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce. Lao Tzu

In un coaching personale o manageriale è importante porre le persone di fronte al bisogno di dare un senso al proprio contributo: per quale causa ti impegni, senti attrazione verso una causa o un progetto? O vivi il tutto come un dovere, o un semplice “ansimare verso la pensione”?

Anche per un atleta, il motivo del fare sport può scivolare lentamente verso il dovere, perdendo sfumature nobili e ancorate ad una visione profonda.

In un coaching sportivo è fondamentale portare un atleta a chiedersi quali performance lo renderanno orgoglioso di sé. In un team-coaching è fantastico riuscire a portare le persone a ragionare su quale tipo di squadra si vorrebbe diventare, cosa sia un team in cui è bello vivere, e cosa ci può migliorare.

Nello sport, sul lavoro, nella vita personale, e in ogni campo, inutile maledire i risultati che non arrivano. Molto meglio cercare aiuto, parlare con qualcuno che ti ascolti e ci capisca, per esaminare cosa sta accadendo.

E altrettanto bene fa mettersi il cuore in pace per risultati che sono francamente assurdi e fissarne di buoni, pratici e realizzabili. E’ bello sognare l’impossibile ma anche riuscire anche ad impegnarsi per il possibile.

Da una piccola luce (insight, illuminazione) nascono spesso grandi cambiamenti. Da ogni minuscolo germoglio nasce un albero con molte fronde. Ogni fortezza si erige con la posa della prima pietra. Ogni viaggio comincia con un solo passo. Lao Tzu

Dobbiamo abituare le persone a “dirigersi verso”, a non accettare la stasi.

Cercare risultati o performance è spesso solo una scusa positiva che ci allena a non rimanere statici in una condizione che non ci piace.

Lottare contro l’abulia e la perdita di senso è sempre buono, perché ci aiuta a trovare il valore anche in sensazioni sottili e sfuggenti. In attimi e istanti.

Vivi quella sensazione per quello che vale, respirala, sentila, non importa se ci sarà un “dopo”.

Si può vivere tutta la vita in uno sguardo. Dal film “La mummia” di Alfred Gough

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Altre risorse online

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DR. DANIELE TREVISANI

Formatore e Coach su temi di Sviluppo del Potenziale Personale, Comunicazione Interculturale e Negoziazione Internazionale, Psicologia Umanistica. Senior Expert in HR, Human Factor, Psicologia delle Performance, Comunicazione e Management, Metodologie Attive di Formazione e Coaching.

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