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effetti della comunicazione

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potere della comunicazionecomunicazione, impression management

Articolo Copyright. Estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani.

Sul Potere della comunicazione che tu eserciti verso gli altri servirebbe un intero libro. Tu sei un “agente di vita” in ogni contatto con il prossimo. Puoi darla o distruggerla, nutrire o intossicare gli altri, semplicemente con il tuo modo di fare.

E se qualcuno non lo merita, non fargli del male. Rifletti su questo. A volte lo si fa inavvertitamente, e non lo vorremmo. A volte vorremmo rispondere a tono ad un attacco ingiusto, e non lo facciamo. Perchè?

Questo dipende dalla consapevolezza che abbiamo su come stiamo comunicando, e di quali sono le nostre modalità nel comunicare (aggressiva, analitica, empatica, ottimista, pessimista, e tante altre opzioni).

Per prendere coscienza e lavorare sulla nostra comunicazione, si può lavorare su diversi temi, di cui faccio un elenco solo parziale:

  1. scegliere le parole (power words) e i verbi appropriati (action verbs);
  2. quando vogliamo essere chiari e persuasivi, usare metafore ed esempi;
  3. fare frasi corte, parlare con un linguaggio adatto al tuo pubblico: la tua capacità di gestione del sistema linguistico;
  4. gestire il paralinguistico: toni, ritmi della comunicazione, dare enfasi alle parti del messaggio che vuoi sottolineare:
  5. conoscere e gestire il non-verbale: posture, mimica facciale, microespressioni, movimento del corpo;
  6. dare valore e gestire le tue “produzioni e prodotti comunicativi“, es., le tue presentazioni (cartacee o su pc), ma anche le email o anche solo un post-it, e ancora,
  7. riconoscere il valore e il peso dei tuoi accessori di scena e scenografia ambientale: acconciatura, capelli, pelle, trucco, collane, orologi, abbigliamento, scarpe, persino il luogo dove avviene l’incontro; tutto comunica un’identità e contribuisce al cosiddetto Impressions Management (gestione delle impressioni che generiamo negli altri);
  8. percepire ed esaminare il tuo interlocutore. Con chi sto parlando? (Target Audience Analysis). Quali temi lo possono toccare? Quali vulnerabilità possono esserci? Su quali aspetti il messaggio può “rimbalzare contro” (Reattanza – Reactance). Perchè il tuo messaggio possa essere compreso quali corde emotive deve toccare?
  9. la capacità di percepire “il non detto” della comunicazione, andare oltre le parole, applicare la Percezione Aumentata, capire le interrelazioni tra le parti, afferrare che tutto converge in una unica “sensazione” che produciamo. Tecnicamente, la comunicazione olistica, e la Gestalt della comunicazione;
  10. Il contenuto e la struttura del messaggio: aspetti da esaminare riguardano se un messaggio ha una buona struttura (buona apertura, corpo, buona conclusione), se è credibile, se tocca le emozioni e il futuro della persona, ha probabilità di riuscita. Se suscita paura, in certi casi può averne. Se suscita speranza ne ha. Se lascia indifferenti, non ne ha.

E’ un campo talmente sterminato che non lo esaurirò qui, ma vale la pena comunque avviare la riflessione.

E’ sufficiente per ora considerare che “tutto è messaggio”, anche la scelta di un tipo braccialetto o di un altro, e che la comunicazione è “olistica”, i vari messaggi che lanci si intrecciano uno con l’altro.

Vi sono persone che si lasciano impressionare dalle tue apparenze esterne (abiti firmati e costosi, o poveri) altri che esaminano i tuoi valori profondi, e non vi sono “regolette facili”.

Per cui come regola di base, cerca di credere prima di tutto in quanto dici, cerca i motivi dentro di te per cui quanto dici sia importante. E secondo, usa tutti i canali comunicativi in modo diretto, dallo sguardo, ai messaggi, alle metafore, tutto deve convergere in un messaggio che non dia dissonanze.

Rispetto al “come comunicare”… ricorda che spesso chi ha più soldi diventa arrogante, dimenticando che i soldi non danno diritto all’arroganza. Il filo che ci unisce alla vita è sottile, ogni giorno ne trovo prova, e la sacralità di ogni attimo ci deve impedire di trattare le persone in base al loro denaro ma di usare invece il criterio dei valori umani che quella persona esprime.

Articolo Copyright. Estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani.

Copyright Daniele Trevisani e Franco Angeli editore. Anticipazione dal volume “Self-Power”, 2014, in pubblicazione

difference
La comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi
che vogliamo esaminare:
1) messaggi in ingresso: il potere di farti qualcosa, e quindi il
potere dei “messaggi che ti colpiscono”, le comunicazioni che
ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le
pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai
vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te
ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?

2) messaggi in uscita: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza
persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione,
interesse, desiderio, muovere all’azione, o incuriosire,
persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando
e con chi ancora non abbastanza?
In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere
questo messaggio: “…sei veramente una Persona meravigliosa
e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti, così
come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti”.

Un altro messaggio invece recita: “È inutile che ti sbatti tanto
i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina”.

Pensa a messaggi simili che ricevi nella tua vita.

Come ti fanno sentire? Come reagisco al primo? Come reagisco
al secondo?
È in base a come reagisco a un messaggio che il mio destino
si forma, giorno dopo giorno.
Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali,
oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta
o di narcisismo o di orgoglio: “adesso ti faccio vedere io…” Se
così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare
il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a
cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la
possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie
sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.

La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo,
per essere motivata?

Se sono stato in grado di lavorare su
di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa
che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che
allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.

Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno
sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano
di smontarti?

E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li
ignori, li deridi?

Li analizzi per quanto possono magari insegnarti?
O ti lasci avvelenare?

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Copyright Daniele Trevisani e Franco Angeli editore. Anticipazione dal volume “Self-Power”, 2014, in pubblicazione