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	<title>sospensione del giudizio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>sospensione del giudizio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>La leadership conversazionale e gli stili di conversazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 06:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione e negoziazione interculturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analisi della conversazione e arte della conversazione con il cliente © Articolo estratto dal Videocorso &#8220;Ascolto Attivo ed Empatia&#8221; con integrazioni dal libro di Daniele Trevisani “Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore Atti linguistici e linee d’azione comunicativa Ogni &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1>Analisi della conversazione e arte della conversazione con il cliente</h1>
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal <a href="https://www.studiotrevisani.it/prodotto/videocorso-ascolto-attivo-empatia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Videocorso &#8220;Ascolto Attivo ed Empatia&#8221;</a> con integrazioni dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-mental-coach-italiano/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3p7FuPN" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Atti linguistici e linee d’azione comunicativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni “emissione dotata di significato”, all’interno di una negoziazione, costituisce un <strong>atto linguistico</strong><a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli atti linguistici si inseriscono sempre all’interno di <strong>linee d’azione comunicativa</strong> e contribuiscono a fissare il tipo di relazione in corso (conflittuale, collaborativa, e altre). Collaborare, tenere toni bassi, oppure scontrarsi, litigare, sono linee d’azione in cui intervengono precisi atti linguistici (quali l’aggredire, o il collaborare).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche altri atti comunicativi assumono significato, ad esempio le emissioni che utilizzano sistemi non verbali (movimento del corpo, gesti, sguardi) e paralinguistici (toni, pause, silenzi, intonazioni).</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">la Formazione Conversazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esquimesi hanno oltre 10 parole specifiche per altrettanti tipi di neve, e questo guida la percezione attraverso categorie preimpostate. Ove questa distinzione linguistica non esiste, la neve diviene un oggetto mentale unico, lasciando alla composizione di frasi una descrizione di diversi tipi di neve. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ancora, nella lingua Navajo non esiste la parola equivalente al concetto “tardi” (la percezione del tempo è sempre relativa), così come nelle lingue amazzoniche non esiste la parola “neve”; nel Cinese Mandarino, una singola parola (<em>qing</em>) rappresenta varie tonalità sia di blu che di verde<a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La precisione linguistica quindi dipende anche dalla disponibilità di categorie e vocabolari specifici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Emerge quindi una prima opera che consiste <strong>nell’educare l’interlocutore a percepire le differenze</strong>. Se un esquimese vuole riuscire a far capire all’europeo la differenza tra i dieci tipi di neve, dovrà associare la parola (etichetta verbale) utilizzata a qualche rappresentazione riconoscibile (una fotografia, o la dimostrazione pratica). Allo stesso tempo, per poter negoziare, è necessario far capire all’altro la diversità tra la sua cultura e la nostra cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciascuno dei negoziatori interculturali deve essere disponibile ad apprendere, disponibile a formarsi grazie all’incontro con l’altro. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La negoziazione su prodotti nuovi o su progetti mai attuati prima, richiede una fase di acculturazione, che metta la controparte in grado di orientarsi, di capire, e di scegliere consapevolmente all’interno di differenze che prima non poteva percepire.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Potere e conversazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come la lingua “segmenta il mondo”, <strong>la conversazione “segmenta il gruppo” facendo emergere i rapporti di forza e di leadership</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il linguaggio contribuisce a costruire la percezione del mondo, <strong>la conversazione contribuisce a creare i rapporti di potere e di leadership all’interno dei gruppi.</strong> È sufficiente che un richiamo venga disatteso, per generare una immediata percezione nel gruppo sul tipo di rapporti di forza esistenti e generare una drastica caduta di punti nel <strong>leadership score (grado di leadership conversazionale</strong> <strong>del soggetto).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo il caso di A (dirigente) e B (funzionario), in cui A enuncia “preferisco che non proseguiamo oltre su questo argomento”, mentre B replica “si però&#8230;” proseguendo esattamente sull’argomento. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’atto linguistico di A</strong> “preferisco che non proseguiamo oltre su questo argomento” è una <strong>mossa conversazionale</strong> che si inserisce all’interno della <strong>linea d’azione comunicativa di A</strong> denominabile “gestione assertiva dei contenuti e fissazione del mio ruolo”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>atto linguistico di B</strong> “si però&#8230;” è una contromossa relazionale inquadrabile nella <strong>linea d’azione comunicativa di B</strong> “non ti riconosco nel ruolo di gestore dei contenuti e proseguo per la mia strada”. Se questo meccanismo non viene ripreso e sanzionato, A perderà immediatamente la leadership di fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stratificazione di atti linguistici, mosse conversazionali e relative ripercussioni produce la leadership reale non iscritta nei documenti aziendali o del gruppo, una leadership che si crea nella realtà quotidiana delle conversazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio – Gestione degli stati conversazionali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità della vita nei gruppi di lavoro e la performance dei gruppi stessi è correlata:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>alla capacità del leader nel cogliere lo stato conversazionale in corso (<strong>riconoscimento generale</strong>);</li>
<li>alla capacità del leader nel cogliere gli stati conversazionali disfunzionali (<strong>riconoscimento specifico negativo</strong>), e praticare rinforzi negativi, intervenire per ripristinare stati funzionali </li>
<li>alla capacità del leader nel cogliere gli stati conversazionali positivi (<strong>riconoscimento specifico positivo</strong>) e rinforzarli.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il leader funge da coordinatore, animatore interno e controller dei flussi comunicativi e degli stati conversazionali, esplicitando il proprio assenso o dissenso nei momenti topici, per ogni membro del team, ed esercitando un controllo assertivo su di essi.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">I Sistemi Motivazionali Interpersonali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In ciascuno dei diversi momenti comunicativi che avvengono nei gruppi si possono attivare diversi <strong>sistemi di comunicazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli scambi di messaggi che osserviamo tra persone o in un gruppo sono solo la punta dell’iceberg di processi relazionali più forti, i <strong>Sistemi Interpersonali Motivazionali (SIM)<a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftn3"><sup><strong>[3]</strong></sup></a>. </strong>Alcuni dei SIM più riconosciuti sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>attaccamento;</li>
<li>seduzione;</li>
<li>agonismo;</li>
<li>cooperazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il conflitto e i malfunzionamenti dei gruppi partono quindi dal sistema di comunicazione osservabile nella dinamica del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La leadership </strong>consiste nel prendere le redini degli incontri , e riuscire a dirigerli con consapevolezza e tatto culturale. Non significa assolutamente dominio sull’altro, ma consiste in un tentativo di gestione volontaria dei flussi comunicativi, visti dall’alto di una maggiore consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È possibile ad esempio riconoscere quale dei Sistemi Motivazionali si stia generando nella negoziazione, e cercare di modificarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>principio di cooperazione</strong> agisce come collante principale del gruppo, ma anche altri sistemi possono attivarsi per aumentarne il dinamismo.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">L’analisi della conversazione e i climi comunicativi negoziali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo riconoscere il tipo di comunicazione in corso all’interno di un gruppo, attraverso un’attenta lettura dei segnali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un adeguato addestramento ed elevata sensibilità naturale, è possibile cogliere in poche battute quali siano gli “<strong>stati conversazionali</strong>” che predominano una comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per “stati conversazionali” intendiamo qui una sequenza di mosse comunicative riconducibile a dei prototipi, </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune mosse conversazionali (frutto di nostra ricerca interna) sono:</p>
<ol>
<li>affermare,</li>
<li>anticipare,</li>
<li>attaccare,</li>
<li>cedere il turno (Turn Giving),</li>
<li>conquistare o prendere il turno (Turn Taking),</li>
<li>chiedere una precisazione, fare domande di puntualizzazione,</li>
<li>cambiare stile/codice comunicativo (Code Switching)</li>
<li>chiedere per ampliare, fare domande di apertura,</li>
<li>decentrare l’argomento della conversazione,</li>
<li>difendere altri,</li>
<li>difendersi,</li>
<li>negare,</li>
<li>non riconoscere l’altro o una sua emissione/messaggio (disconferma relazionale),</li>
<li>precisare,</li>
<li>ricentrare la conversazione su un argomento (ricentraggio),</li>
<li>evitare un argomento e scivolarne via (Topic-Avoidance),</li>
<li>riconoscere l’affermazione dell’altro (conferma relazionale),</li>
<li>disconoscere l’affermazione dell’altro (disconferma relazionale),</li>
<li>riparare (un errore, un fraintendimento, una mossa precedente),</li>
<li>ritrattare,</li>
<li>rivedere quanto detto (aggiustare il tiro),</li>
<li>scusarsi (mosse di riparazione, Repair)</li>
<li>sollevare dubbi,</li>
<li>esemplificare, offrire un esempio,</li>
<li>metafora (come se…),</li>
<li>offrire aiuto,</li>
<li>chiedere aiuto,</li>
<li>fissare un argomento di conversazione (Topic-Setting),</li>
<li>spostare l’argomento della conversazione (Topic-Shifting),</li>
<li>ricapitolazione breve (Recap),</li>
<li>riformulazione (riformulare quanto capito o parafrasarlo),</li>
<li>tirare le somme,</li>
<li>chiudere (concludere la conversazione).</li>
</ol>
<p>Le mosse conversazionali non sono mai statiche ma evolvono con un tracciato che possiamo anche rendere visivo, come in questo esempio. Le evoluzioni possibili sono numerosissime.<a name="_Toc88986891"></a><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26794" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/tracciato-conversazionale.jpg" alt="analisi della conversazione tracciato conversazionale" width="562" height="781" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/tracciato-conversazionale.jpg 562w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/tracciato-conversazionale-216x300.jpg 216w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/tracciato-conversazionale-175x243.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/tracciato-conversazionale-450x625.jpg 450w" sizes="(max-width: 562px) 100vw, 562px" />Da queste riflessioni e ricerche nasce un principio di analisi della conversazione estremamente concreto per affrontare con coscienza le conversazioni di vendita.</strong></p>
<p><strong>Principio </strong><strong>6</strong><strong> – Gestione strategica della conversazione con il cliente</strong></p>
<blockquote>
<p>La comunicazione di vendita efficace richiede:</p>
<ul>
<li>L’utilizzo di “mosse conversazionali” consapevoli e positive. Ad esempio una domanda potente come &#8220;che caratteristiche ha il suo fornitore ideale di XYZ?&#8221;</li>
<li>Chiarezza e consapevolezza dell’obiettivo strategico del dialogo.</li>
<li>Chiarificazione e ricapitolazione (<em>recap</em>) degli specifici bisogni del cliente.</li>
<li>Riformulazione dei passaggi salienti di quanto ascoltato per essere certi di avere compre bene e dare allo stesso tempo un segnale di interesse al cliente.</li>
<li>Trascorrere almeno il 75% del tempo ad ascoltare e parlare non più del 25% del tempo totale di conversazione.</li>
<li>Concentrazione dei temi conversazionali sugli ideali e sugli obiettivi e problemi del cliente.</li>
<li>Utilizzo di mosse che tendono all’apertura del dialogo con il cliente. Non farsi cogliere dalla &#8220;frenesia alimentare&#8221; del cercare di chiudere la vendita troppo presto.</li>
<li>Utilizzo di mosse appropriate di deferenza, rispetto, contegno e cortesia, anche considerando le specificità della cultura di provenienza del cliente.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vendita diventa inefficace quando:</p>
<ul>
<li>Non si ha consapevolezza del fatto che ogni affermazione o azione che si fa ha valore di una “mossa conversazionale”.</li>
<li>Manca chiarezza e consapevolezza dell’obiettivo strategico del dialogo.</li>
<li>Non si utilizzano tecniche di chiarificazione e ricapitolazione (<em>recap</em>) degli specifici bisogni del cliente.</li>
<li>Non viene mai attuata la riformulazione dei passaggi salienti di quanto ascoltato per essere certi di avere compre bene e dare allo stesso tempo un segnale di interesse al cliente.</li>
<li>La conversazione viene centrata più sul “parlare” che sull’ascoltare.</li>
<li>La conversazione diverge, non si concentra su una sana analisi degli ideali, obiettivi e problemi del cliente.</li>
<li>Utilizzo di mosse che tendono alla chiusura al dialogo con il cliente.</li>
<li>Utilizzo di mosse inappropriate, mancanza di deferenza, rispetto, contegno e cortesia, o violazione grave delle specificità della cultura di provenienza del cliente.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Le conversazioni si spostano continuamente da uno stato all’altro, e possiamo avere conversazioni che partono in termini di “confessione” per poi spostarsi in seduzione, e scivolare in autocelebrazione, poi ancora in accusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante una negoziazione interculturale, il negoziatore deve essere consapevole del fatto che certi formati conversazionali – quali il gioco e lo scherzo – sono difficilmente traducibili tra culture diverse, per cui è facilissimo fare gaffes, essere umoristici o “simpatici” forzatamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni conversazione (negoziale e non) procede comunque lungo un format finché un altro e diverso format non prende piede. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ruolo della leadership conversazionale è esattamente quello di spostare i format e dirigerli ove sia più produttivo</strong><a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftn4"><sup>[4]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che risulta produttivo, per la negoziazione interculturale, è quindi la capacità di capire come la conversazione sta evolvendo lungo il tracciato, e l’abilità di spostare le linee entro spazi comunicativi più produttivi.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Economia cognitiva della comunicazione nei gruppi e <em>prioritization skills</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’economia cognitiva si occupa dell’utilizzo efficiente delle risorse mentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una riunione interculturale pone problemi elevati di utilizzo delle risorse, poiché esse vanno divise e “assorbite” sia dal dibattito sui contenuti, che dalla difficoltà comunicativa generata dalla differenza linguistica e culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I problemi di economia cognitiva diventano quindi ancora più pressanti rispetto alle riunioni intra-culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo quindi indicare che <strong>l’utilizzo del tempo e delle risorse</strong> diventa una meta-competenza del negoziatore interculturale. Tra le sue doti si collocano quindi le <em>prioritization skills</em>, le capacità di fissare le priorità, di saper rispondere alla domanda fondamentale: di cosa è bene parlare? Come gestire il tempo scarso e limitato?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni riunione ha un costo elevato. Proviamo semplicemente a calcolare il costo orario di molti dirigenti che impiegano una mattinata, arrivando in aereo da paesi diversi, il costo delle sale e dei materiali, il costo di preparazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni gruppo che si riunisce per raggiungere uno scopo può o meno darsi una <strong>strategia per ottimizzare le risorse messe in campo durante l’incontro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <em>prioritization skills</em> interculturali prevedono che il negoziatore si impegni attivamente per <strong>definire quali priorità trattare</strong>, agendo quindi anche sul formato della negoziazione, così come per impostare i termini di base da trattare. Definire quali priorità trattare significa anche <strong>fare scelte</strong> <strong>molto concrete: di cosa parlare prima, di cosa parlare dopo. Come parlarne, con quale approccio, con quale atteggiamento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre priorità riguardano la fissazione di un clima conversazionale positivo: senza il clima adeguato ogni discussione sui contenuti diviene più difficile. Per questo, ad esempio, è necessario capire che esiste una precisa relazione tra climi e stili comunicativi. Alcuni stili comunicativi sono deleteri al raggiungimento di un risultato, risultano diseconomici, disfunzionali, e vanno colti (negli altri), ed evitati (per se stessi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema dell’economia della comunicazione richiede quindi:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li>capacità di riconoscere le risorse attentive (limitate) disponibili per la negoziazione (consapevolezza delle risorse);</li>
<li>capacità di capire i confini di tempo disponibili (consapevolezza dei tempi);</li>
<li>capacità di muoversi entro tali confini decidendo i contenuti più appropriati e riconoscendo quelli dispersivi (consapevolezza dei contenuti strategici);</li>
<li>capacità di gestire le fasi e tempi degli incontri (consapevolezza delle sequenze di interazione)</li>
<li>capacità di agire sugli stili comunicativi adeguati alle diverse fasi, e sugli atteggiamenti sottostanti gli stili di relazione (consapevolezza contestuale degli stili comunicativi).</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">I temi principali di economia della comunicazione negoziale sono evidenziati nel seguente principio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio – Economia della comunicazione e centratura della negoziazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità della negoziazione dipende:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dalla capacità di centrare i contenuti della conversazione;</li>
<li>dalla capacità di gestire le proprie risorse attentive (ricarica attentiva e gestione delle energie personali) e cogliere gli stati altrui;</li>
<li>dalla consapevolezza dei limiti di tempo per la negoziazione;</li>
<li>dalla capacità di segmentare i tempi negoziali, distinguendo le fasi negoziali e i relativi obiettivi specifici, in particolare separando mentalmente e nei fatti il tempo dell’ascolto (empatia) e il tempo propositivo;</li>
<li>dalla capacità di modulare i propri stili di comunicazione, rompendo la rigidità comunicativa, sapendo adattare gli stili alle diverse fasi, es: amicale nelle fasi di <em>warming up</em> e <em>small talk </em>(chiacchiere introduttive), psicanalitico nelle fasi empatiche, assertivo nelle fasi propositive, e altri stili adeguati al contesto.</li>
</ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Teorie dei giochi e leadership conversazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il ruolo del leader richiede una forte attenzione ai giochi comunicativi in corso, con la consapevolezza che nelle organizzazioni e nella negoziazione i messaggi non sono prodotti per fini poetici ma soprattutto per gestire il potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La leadership del negoziatore comprende la capacità di </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>realizzare specifiche <strong>offerte di tema</strong>: buttare sul tavolo della conversazione argomenti non casuali, per vedere quale sia la reazione degli interlocutori; osservare se raccolgono il tema o lo lasciano andare, e altre possibili mosse dell’interlocutore (sminuire, accentuare, aggrapparsi al tema, valorizzarlo, ignorarlo);</li>
<li>gestire il <strong>formato conversazionale</strong>: quale clima predomina durante la negoziazione? Siamo di fronte ad formato di “interrogatorio”, di “ricerca di una soluzione”, di “confessione reciproca”, o cos’altro? Se durante una negoziazione di vendita il venditore si accorge che il buyer sta adottando il formato “interrogatorio”, la leadership conversazionale prevede di farlo notare, con frasi del tipo “questa conversazione assomiglia più ad un interrogatorio che ad una ricerca di soluzioni, noi vorremmo provare a dare al nostro incontro un taglio diverso, forse più produttivo”;</li>
<li><strong>ribilanciare i rapporti di potere</strong>: nella vendita soprattutto si assiste ad un “non detto” nel quale chi acquista detiene il potere della negoziazione. Questo potere viene esercitato tramite atteggiamenti tipici di chi detiene il potere: controllo sui contenuti, decidere chi parla, di cosa si parla, e come si parla. A volte questo sfocia nella arroganza immotivata. La leadership conversazionale prevede la capacità di riformulare i giochi, ribilanciare gli atteggiamenti, riportare i due negoziatori sullo stesso piano, per non essere schiacciati.</li>
</ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Teorie dei ruoli e comunicazione del ruolo di leadership</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Essere leader di una famiglia significa riuscire nel ruolo di “guida” della famiglia stessa, e questo si esprime nelle conversazioni di gruppo ed individuali con i familiari. Essere leader di un reparto di produzione significa assumere il ruolo di punto di riferimento per tutti i tecnici, riuscendo a gestire conflitti, riunioni, processi formativi e motivazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Essere leader di una forza di vendita significa assumere il ruolo di mentore e coordinatore di risorse e delle strategie, e applicare il ruolo in ogni comunicazione con i propri collaboratori.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là di quale sia il gruppo di riferimento aziendale o sociale, la leadership deve essere considerato un meta-ruolo che investe trasversalmente un soggetto all’interno di un gruppo di individui. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assunzione del ruolo è evidente nella modalità di comunicazione adottata, e la sua mancanza è altrettanto evidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il mancato rispetto delle aspettative e dei comportamenti di ruolo</strong> è evidente proprio nella conversazione interindividuale e di gruppo in cui il soggetto non agisce come “individuo privato” ma come “interprete del ruolo di leader”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La leadership richiede quindi attenzione alle dinamiche comunicative di ascolto in cui si manifestano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>attacchi al ruolo</strong>, da parte di membri del team;</li>
<li><strong>assunzioni di ruolo improprie</strong>, da parte di membri del team o di altri soggetti;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">I comportamenti comunicativi correlati sono quindi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>segnalazione della <strong>percezione dell’attacco</strong> al ruolo, da parte del leader;</li>
<li><strong>esplicitazione</strong> <strong>dei fatti</strong>, far emergere che si è capito cosa sta accadendo.</li>
<li>difesa del ruolo;</li>
<li>negoziazione dei ruoli reciproci.</li>
</ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Dialogo Cooperativo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dialogo cooperativo prevede una forte concentrazione di mosse positive, di apertura, un ricorso a SIM di analisi e condivisione, e l’eliminazione di mosse di attacco al ruolo e all’identità altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dialogo cooperativo si compone principalmente di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ascolto, evitazione dell’interruzione;</li>
<li>spostamenti strategici tra macro-finalità dei progetti e dettagli, con preferenza per le macro-finalità e la ricerca di una mission condivisa; considerare le divergenze sui dettagli come passeggere, recuperabili, e andare alla ricerca di una visione comune e di ciò che accomuna;</li>
<li>ricerca di un approccio win-win;</li>
<li>atteggiamenti di apertura ed evitazione del giudizio altrui (sospensione del giudizio sino alla comprensione completa).</li>
</ul>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Capitolo a cura di Daniele Trevisani, con il contributo di Fabrizio Bercelli (Scienze della Comunicazione, Università di Bologna) sul tema della Analisi della Conversazione e dei Sistemi Motivazionali Interpersonali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> Pruitt-Mentle, Davina (2005). <em>Cultural Dimensions to Multimedia Design</em>. Educational Technology Outreach. MEMO Conference, University of Maryland.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftnref3"><sup>[3]</sup></a> Liotti G. (1994) <em>La dimensione interpersonale della coscienza</em>, NIS, Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://94067D7F-6ED3-4ED2-89A6-4BFA8906B946#_ftnref4"><sup>[4]</sup></a> Il tema della <em>direttività</em> nella conversazione, con specifico riferimento a conversazioni di gruppo (terapia familiare), è trattato in Leonardi P., Viaro M. (1990), <em>Conversazione e terapia. L’intervista circolare. </em>Cortina, Milano, e in Bercelli F., Leonardi P., Viaro M. (1999) <em>Cornici terapeutiche. Applicazioni cliniche di analisi dell’interazione verbale. </em>Cortina, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazioneinterculturale.it</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siti in sviluppo</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="http://www.coachingworldassociation.com/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingworldassociation.com</a>  </li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">www.medialab-research.com</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo La leadership conversazionale e gli stili di conversazione sono :</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Approccio win-win</li>
<li>Ascolto</li>
<li>Aspettative</li>
<li>Atto linguistico</li>
<li>Centratura della negoziazione</li>
<li>Comportamenti di ruolo</li>
<li>Dialogo cooperativo</li>
<li>Economia della comunicazione</li>
<li>Educazione interculturale</li>
<li>Formato conversazionale</li>
<li>Leadership conversazionale</li>
<li>Leadership interculturale</li>
<li>Linee d’azione comunicativa</li>
<li>Mission condivisa</li>
<li>Negoziazione interculturale</li>
<li>Prioritization Skills</li>
<li>Sistemi interpersonali motivazionali</li>
<li>Sospensione del giudizio</li>
<li>Stati conversazionali</li>
<li>Teoria dei giochi</li>
<li>Teoria dei ruoli</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Tecniche e livelli di ascolto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/1441-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2021 06:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[strategic selling]]></category>
		<category><![CDATA[ascoltare stati emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto a tratti]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto apatico]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto distorsivo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto empatico]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto giudicante]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto informativo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto meccanico]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto passivo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto schermato]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto simpatetico]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto stereotipato]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto supportivo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto tecnico-informativo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto viscerale]]></category>
		<category><![CDATA[autentici e veri]]></category>
		<category><![CDATA[azione emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[body language]]></category>
		<category><![CDATA[cenni del capo]]></category>
		<category><![CDATA[colloquio terapeutico rogersiano]]></category>
		<category><![CDATA[dati e stati emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[dati reali]]></category>
		<category><![CDATA[dirigere l&#039;ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[domande aperte]]></category>
		<category><![CDATA[domande aperte e chiuse]]></category>
		<category><![CDATA[domande chiuse]]></category>
		<category><![CDATA[domande di approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[espressine del volto]]></category>
		<category><![CDATA[fase di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[freddezza professionale]]></category>
		<category><![CDATA[incoraggiamenti verbali]]></category>
		<category><![CDATA[interesse genuino]]></category>
		<category><![CDATA[livelli di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[livello di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[livello di ascolto corretto]]></category>
		<category><![CDATA[metacomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[negoziatore avanzato]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi strategici]]></category>
		<category><![CDATA[parafrasi]]></category>
		<category><![CDATA[postura aperta]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto umano]]></category>
		<category><![CDATA[ricentraggio conversazio­nale]]></category>
		<category><![CDATA[riflessione del contenuto]]></category>
		<category><![CDATA[ristrutturazione cognitiva e persuasiva]]></category>
		<category><![CDATA[segnale fàtico]]></category>
		<category><![CDATA[segnali di contatto]]></category>
		<category><![CDATA[segnali fàtici]]></category>
		<category><![CDATA[segnali non verbali]]></category>
		<category><![CDATA[Simpatia]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi storica]]></category>
		<category><![CDATA[sospensione del giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[stati emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[stati umorali]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipo comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica dello specchio]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica psicoterapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche non verbali]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche non-verbali di ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche paralinguistiche]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche paralinguistiche di ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche verbali]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche verbali di ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[uso di metafore]]></category>
		<category><![CDATA[venditore di alto livello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Tecniche di ascolto attivo L’ ascolto attivo si collega alla comunicazione paralinguistica e non verbale e comprende&#160;in particolare: tecniche verbali di ascolto attivo;tecniche paralinguistiche di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/1441-2/">Tecniche e livelli di ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Tecniche di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ ascolto attivo si collega alla comunicazione paralinguistica e non verbale e comprende&nbsp;</strong>in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>tecniche verbali di ascolto attivo;</li><li>tecniche paralinguistiche di ascolto attivo;</li><li>tecniche non verbali di ascolto attivo.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Tecniche verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Comprende parole che segnalano attenzione e comprensione.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Domande aperte</strong>: chi, dove, quando, come, perché, con chi, in quale modo, in quali tempi, per quanto, cos’altro&#8230; e altre domande che consentano di allargare il discorso e precisarlo.</li><li><strong>Domande chiuse o di precisazione</strong>: verifica di parti del contenuto tramite domande che prevedano una risposta di tipo “Si/No” o altre categorie precise “molto/poco”, “prima/dopo” e altre di questo tipo.</li><li><strong>Tecnica dello specchio</strong>&nbsp;(riflessione del contenuto): ripetizione di frasi o parti di frasi dette dalla controparte, senza modifiche e alterazioni. La tecnica dello “specchio” proviene dalle metodologie di ascolto empatico utilizzate nel colloquio terapeutico Rogersiano<a href="//F017FE59-CE8A-4F6C-A1DB-502BBBFE6E75#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>. È una tecnica di origine psicoterapeutica, che consente al “cliente” di approfondire i propri contenuti e riflettersi nei contenuti stessi da egli espressi.</li><li><strong>Parafrasi:&nbsp;</strong>utilizzo del “come se”. Ricerca della comprensione di quanto detto, con l’uso di metafore o esempi che cercano di valutare se si è realmente compreso il senso profondo di quanto la controparte dice.</li><li><strong>Sintesi storica, riassunto</strong>: ripetizione di quanto asserito, sotto forma di riassunto dei punti salienti della “storia”.</li><li><strong>Incoraggiamenti verbali</strong>: es, “bene”, “interessante”, “si”, “ok”.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Tecniche paralinguistiche di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzo di vocalizzazioni che esprimono interesse per la “storia” e facilitano l’espressione, quali Uhmm.. ahh&#8230;.emissioni gutturali o respiratorie&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo delle tecniche paralinguistiche (assieme a quelle non verbali visuali) è quello di fornire segnali&nbsp;<em>fàtici</em>&nbsp;(di contatto), affinché l’interlocutore senta che siamo in ascolto, siamo presenti, e siamo interessati.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Tecniche non-verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzano l’atteggiamento del corpo per esprimere interesse:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>postura aperta ed inclinata in avanti per indicare disponibilità; posizione del corpo rilassata e di disponibilità;</li><li>avvicinamento e allontanamento (prossemica): ridurre la distanza con l’interlocutore nei momenti di maggiore interesse, allontanarsi nei momenti di distensione;</li><li>espressione del volto: non dubitativa, ironica o aggressiva, ma attenta e partecipativa;</li><li>sguardo attento e diretto;</li><li>movimenti delle sopracciglia associati a punti salienti del discorso altrui;</li><li>cenni del capo, cenni assenso o di diniego;</li><li>gesti morbidi, lenti e rotatori per comunicare senso di rilassamento e incoraggiare ad andare avanti nella conversazione;</li><li>metafore non verbali utilizzando il body language, che dimostrano comprensione di quanto detto dalla controparte.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano non verbale, dobbiamo sempre considerare che numerose culture frenano l’espressione non verbale delle emozioni (es: quelle asiatiche), ma che anche questo dato è uno stereotipo comunicativo, di valenza solo probabilistica e non consegna certezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, le tecniche principali per un accolto efficace sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>curiosità e interesse;</li><li>parafrasi: ripetere con le proprie parole quanto capito (questo non equivale ad essere d’accordo con quanto detto dall’altro);</li><li>sintesi e riassunti: riformulare la “storia” nei suoi punti salienti, per consolidare quanto raccolto;</li><li><strong>dirigere l’ascolto</strong>&nbsp;tramite domande mirate (ricentraggio conversazionale) per far luce sui punti ancora oscuri o i passaggi ancora non ben chiari;</li><li>evitare domande eccessivamente personali finche non si sia creato un rapporto solido e “caldo”;</li><li>offrire al parlante la possibilità di dare feedback sul fatto che quanto capito sia corretto, accurato o invece distorto o lacunoso;</li><li>ascoltare non solo le parole ma anche i segnali non verbali per valutare i sentimenti e stati d’animo;</li><li>verificare la corretta comprensione sia dei sentimenti che del contenuto, non ignorare l’aspetto dei sentimenti;</li><li>non dire alle persone come dovrebbero sentirsi o ciò che dovrebbero pensare (nella fase di ascolto, limitarsi a trarre informazioni, senza voler insegnare o valutare).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta, sottolineiamo che questi atteggiamenti sono preziosi e determinano la qualità della fase di ascolto, ma non vanno confusi con gli obiettivi di tutta la negoziazione (che prevede sia fasi di ascolto che fasi propositive e affermazioni anche dure o assertive).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una negoziazione è possibile (ed è anzi uno degli obiettivi strategici) modificare ciò che gli altri pensano (<strong>ristrutturazione cognitiva e persuasiva</strong>) o come gli altri si sentono (<strong>azione emozionale</strong>), ma questo obiettivo verrà perseguito solo ed unicamente se prima il negoziatore sia riuscito a porre in essere un ascolto attivo , attivando l’empatia necessaria per capire in quale quadro si stia muovendo.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">I livelli di ascolto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo individuare una scala del livello di ascolto: </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ascolto schermato / distorsivo</strong>: non capire, non prestare attenzione, distorcere i dati in ingresso, i dati reali (fisici e emotivi) non vengono veramente percepiti, ma distorti, percezione limitata e/o errata, barriere culturali, di ruolo, pregiudizi, antipatie, antecedenti, stati emotivi del momento, scarse energie fisiche e mentali, poca umiltà.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ascolto giudicante / aggressivo</strong> : interrompe continuamente, attacca, giudica e valuta, disapprova quanto detto, nessuno sforzo di capire o approfondire, caratterizzato dal fatto che non si ascolta veramente, ma si raccolgono informazioni per poi emettere immediatamente sentenze e giudizi. L’ascolto giudicante può emergere anche da una smorfia sottilissima emessa con un segnale non verbale quale “storcere il naso” durante un’affermazione altrui che non approviamo, e non è da confondere con la partecipazione emotiva a quanto detto dall’altro.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ascolto apatico / passivo</strong>: privo di energia, stanco, “morto”, spento, nessun cenno del capo o altro segnale “fàtico” (segnali di contatto), disinteresse verso il comunicatore</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ascolto a tratti</strong>: attento in alcuni momenti, distratto in altri, viene espressa attenzione discontinua, vi sono pensieri o attività che interferiscono, poca concentrazione, si perdono brani.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo poi fasi decisamente migliori quali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ascolto attivo / supportivo</strong> : Il soggetto viene incoraggiato a proseguire, aiutato ad esplorare i concetti, supportato tramite domande di approfondimento, aperte e chiuse. Forte partecipazione del body language, utilizza segnali corporei e verbali di partecipazione a quanto detto, riformulazioni e altri dispositivi linguistici e non verbali che servono per dare il segnale “quello che dici mi interessa, ti sto seguendo”.</li><li><strong>Ascolto empatico</strong>: Sospensione del giudizio, interesse genuino, ascolto avalutativo, curiosità, azioni di approfondimento e metacomunicazione, l&#8217;ascolto degli strati profondi, la capacità di sintonizzarsi e capire i livelli più nascosti, emotivi e personali, del vissuto del nostro interlocutore, più che i dati numerici o oggettuali che ci espone.</li><li><strong>Ascolto simpatetico</strong>: Dimostrazione di vicinanza, affetto, piacevolezza, esprime non solo comprensione ma apprezzamento, calore umano, piacere della relazione, gradimento dell’altro. </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una nota importante sull’espressione di simpatia durante le fasi di ascolto: dimostrare simpatia non è obbligatorio. Se la nostra espressione è finta, verrà colta. Dobbiamo essere il più possibile <strong>autentici e veri.</strong> Non consigliamo di inoltrarsi in un ascolto simpatetico falso ma di compiere un’operazione decisamente più difficile e professionale: cercare nell’altro le “cose buone” che emergono, partendo dal principio che anche persone che non ci piacciono possono tuttavia avere alcuni tratti e caratteristiche che sono comunque interessanti. Non dobbiamo partire con un senso di superiorità ma con un <strong>atteggiamento di vero interesse per la scoperta di quanto può emergere.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se poi la gradevolezza è vera, questo livello di ascolto verrà fuori naturalmente, ma è essenziale non bloccarlo a priori in nome di una presunta “freddezza professionale” che non è l’obiettivo vero di un ascolto di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo anche distinguere un altro aspetto fondamentale dell’ascolto: la presenza di almeno due diversi piani di ascolto: i dati e gli stati emotivi. Questo qualifica la differenza tra un ascolto informativo e un ascolto psicologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare dati non equivale ad ascoltare stati emotivi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo infatti applicare un ascolto di tipo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>psicologico</strong> : Interesse per gli aspetti psicologici, ascolto viscerale, delle sensazioni, del livello umano, attenzione centrata sulla persona e sul suo vissuto, ascolto di emozioni, stati umorali, sensazioni, rapporti umani.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>tecnico-informativo</strong> : ascolto meccanico, concentrato sui dati, numeri e fatti.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un negoziatore avanzato e un venditore di alto livello saranno in grado di applicare il livello di ascolto corretto, o entrambi, a seconda delle situazioni, senza entrare in uno stato di ascolto prefissato, stereotipato e rigido.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//F017FE59-CE8A-4F6C-A1DB-502BBBFE6E75#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Rogers, Carl R. (1961).&nbsp;<em>On becoming a Person</em>. Boston, Houghton Mifflin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rogers, Carl R. (1951).&nbsp;<em>Client-Centered Therapy: Its Current Practice, Implications, and Theory</em>.&nbsp;Boston, Houghton Mifflin.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Formare i venditori all’ascolto empatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 07:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Direzione Vendite e Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto empatico]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento empatico]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione d&#039;ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione in ingresso]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione in uscita]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[empatia cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[empatia comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[empatia emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[empatia relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[flusso empatico]]></category>
		<category><![CDATA[mappa mentale]]></category>
		<category><![CDATA[metacomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo ALM]]></category>
		<category><![CDATA[momento di svolta]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell&#039;ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[segnali fàtici]]></category>
		<category><![CDATA[solution selling]]></category>
		<category><![CDATA[sospensione del giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[vendita consulenziale]]></category>
		<category><![CDATA[venditori consulenziali empatici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221; di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore. L&#8217;empatia nel metodo ALM Una particolare dote necessaria per chi vuole applicare la Direzione Vendite nel Metodo ALM è quella di favorire nei venditori &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3xxKhx9" target="_blank">Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221;</a> di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">L&#8217;empatia nel metodo ALM</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una particolare dote necessaria per chi vuole applicare la Direzione Vendite nel Metodo ALM è quella di favorire nei venditori un atteggiamento empatico, e più in generale l’empatia verso il cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio empatico prevede una concezione opposta al “parlare addosso al cliente”: ascoltare in profondità per <strong>capire la mappa mentale del nostro interlocutore</strong>, il suo sistema di credenze (<em>belief system</em>), e trovare gli spazi psicologici per l’inserimento di una proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo ALM distinguiamo alcuni tipi principali di empatia:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Empatia comportamentale</strong>: capire i comportamenti e le loro cause, capire il perché del comportamento e le catene di comportamenti correlati.</li><li><strong>Empatia emozionale</strong>: riuscire a percepire le emozioni vissute dagli altri, capire che emozioni prova il soggetto (quale emozione è in circolo), di quale intensità, quali mix emozionali vive l’interlocutore, come le emozioni si associano a persone, oggetti, fatti, situazioni interne o esterne che l’altro vive.</li><li><strong>Empatia relazionale</strong>: capire la mappa delle relazioni del soggetto e le sue valenze affettive, capire con chi il soggetto si rapporta volontariamente o per obbligo, con chi deve rapportarsi per decidere, lavorare o vivere, quale è la sua mappa degli “altri significativi”, dei&nbsp;&nbsp;referenti, degli interlocutori, degli “altri rilevanti” e influenzatori che incidono sulle sue decisioni, con chi va d’accordo e chi no, chi incide sulla sua vita professionale (e in alcuni casi personale).</li><li><strong>Empatia cognitiva (o dei prototipi cognitivi)</strong>: capire i prototipi cognitivi attivi in un dato momento del tempo, le credenze, i valori, le ideologie, le strutture mentali che il soggetto possiede e a cui si ancora.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Elementi positivi e distruttivi dell’empatia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia viene distrutta o favorita da specifici comportamenti comunicativi e atteggiamenti.</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td><strong>Favorisce l’empatia</strong></td><td><strong>Distrugge l’empatia</strong></td></tr><tr><td>Curiosità</td><td>Disinteresse</td></tr><tr><td>Partecipazione reale all’ascolto, non finzione</td><td>Fingere un ruolo di ascolto solo per dovere professionale</td></tr><tr><td>Riformulazione dei contenuti</td><td>Giudizio sui contenuti, commenti</td></tr><tr><td>Pluralità di approcci di domanda (domande aperte, chiuse, di precisazione, di focalizzazione, di generalizzazione)</td><td>Monotonia nel tipo di domande</td></tr><tr><td>Centratura sul vissuto emotivo</td><td>Centratura esclusiva sui fatti</td></tr><tr><td>Segnali non verbali di attenzione</td><td>Body Language che esprime disinteresse o noia</td></tr><tr><td>Segnali paralinguistici di attenzione, incoraggiamento ad esprimersi, segnali “fàtici” (segnali che esprimono il fatto di essere presenti e attenti)</td><td>Scarsa dimostrazione di interesse e attenzione al flusso di pensieroAssenza o scarsità di segnali “fàtici” e di contatto mentale</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione d’ascolto, e la qualità dell’ascolto, comprendono la necessità di separare nettamente le attività di comprensione (comunicazione in ingresso) dalle attività di espressione diretta (comunicazione in uscita).</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Formare i venditori all’ascolto e pretendere che applichino un ascolto attivo e di qualità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se c’è un’area prioritaria sulla quale vanno formati i venditori, questa è proprio l’ascolto del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa trasmettere in una formazione vendite volta a potenziare l’ascolto? Innanzitutto, il fatto che si va ad un incontro con un cliente soprattutto per ascoltare, e che durante le fasi di ascolto è necessario:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>non interrompere l’altro;</li><li>non giudicarlo prematuramente;</li><li>non esprimere giudizi che possano bloccare il flusso espressivo altrui;</li><li>non distrarsi, non pensare ad altro, non fare altre attività mentre si ascolta (tranne prendere eventuali appunti), usare il pensiero per ascoltare, non vagare;</li><li>non correggere l’altro mentre afferma, anche quando non si è d’accordo, rimanere in ascolto;</li><li>non cercare di sopraffarlo;</li><li>non cercare di dominarlo;</li><li>non cercare di insegnargli o impartire verità, trattenere la tentazione di immettersi nel flusso espressivo per correggere qualcosa che non si ritiene corretto;</li><li>non parlare di sé tranne che per quanto sia necessario alla trattativa o colloquio;</li><li>testimoniare interesse e partecipazione attraverso i segnali verbali e il linguaggio del corpo;</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Di particolare interesse risultano gli atteggiamenti di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>interesse genuino e curiosità verso la controparte: il desiderio di conoscere ed esplorare la mente di un’altra persona, in questo caso del cliente, e della mappa dei decisori, attivare la curiosità umana e professionale;</li><li>silenzio interiore: creare uno stato di quiete emozionale (liberarsi da emozioni negative e pregiudizi) per ascoltare l’altro e rispettarne i ritmi.</li></ul>



<h3 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Formare i venditori ad avere un atteggiamento empatico aiuta a sviluppare un rapporto speciale con il cliente</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Direzione Vendite trae grande vantaggio dall’avere venditori consulenziali empatici. Ma, empatia e simpatia non sono sinonimi</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia significa capire (es: capire perché un cliente posticipa un acquisto o vuole un prodotto di basso prezzo, o ci parla di un certo problema).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simpatia significa invece apprezzare, condividere, essere d’accordo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita di tipo “Solutions Selling” richiede l’applicazione dell’empatia e non necessariamente della simpatia. L’essenziale è capire qual è il problema da risolvere nel cliente, non per forza offrirgli champagne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto attivo e l’empatia non vanno confuse con l’accettazione dei contenuti altrui o dei loro valori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole di ascolto attivo non sono regole di accettazione del contenuto, ma metodi che permettono di far fluire il pensiero altrui più liberamente possibile per ricavarne apertura e informazioni utili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di giudizio interiore su quanto ascoltiamo, inevitabile durante la negoziazione, deve essere “relegata” alla nostra elaborazione interna, tenuta per fasi successive della contrattazione, e non deve interferire con la fase di ascolto. Quando il nostro scopo è ascoltare dobbiamo ascoltare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo dovremo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>sospendere il giudizio,</li><li>dare segnali di assenso (segnali di contatto, segnali fàtici),</li><li>cercare di rimanere connessi al flusso del discorso,</li><li>fare domande ogniqualvolta un aspetto ci sembra degno di approfondimento,</li><li>non anticipare (es: sono certo che lei…) e non fare affermazioni,</li><li>limitarsi a riformulare i punti chiave di quanto detto dall’altro,</li><li>non interrompere inopportunamente.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario riservare il nostro giudizio o fare puntualizzazioni solo dopo avere ascoltato in profondità e all’interno di un&nbsp;<em>frame</em>&nbsp;negoziale adeguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo delle tecniche empatiche è quello di favorire il flusso del pensiero altrui, e di raccogliere quanto più possibile le “<strong>pepite informative</strong>” che l’interlocutore può donare. L’empatia, se ben applicata, produce “<strong>flusso empatico</strong>”, un flusso di dati, informazioni fattuali, sentimentali, esperienziali, di enorme utilità per il negoziatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento contrario (giudicare, correggere, affermare, bloccare) spezza il flusso empatico, e rischia di arrestare prematuramente la raccolta di informazioni preziose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un momento nel quale il venditore deve arrestare il flusso del discorso altrui (<strong>momento di svolta,&nbsp;<em>turning point</em></strong>) ma in generale è bene lasciarlo fluire, finché non si sia compreso realmente con chi si ha a che fare e quali sono i veri obiettivi, e tutte le altre informazioni necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecniche empatiche sono inoltre d’aiuto per frenare la tendenza prematura alla&nbsp;<em>disclosure</em>&nbsp;informativa di sé: il dare informazioni, il lasciar trapelare dati inopportunamente o prematuramente su di noi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dare al cliente informazioni e dati che potrebbero risultare controproducenti genera un effetto boomerang. Ogni informazione deve essere fornita con estrema cautela.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atteggiamento empatico è estremamente utile per concentrare le energie mentali del negoziatore sull’ascolto dell’altro e frenare le nostre&nbsp;<em>disclosure</em>&nbsp;inopportune.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Sviluppare una comunicazione empatica fa bene</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia è il contrario della distrazione, dell’ascolto giudicante, del non ascolto. L’empatia è ascolto allo stato puro. L’empatia richiede attenzione e concentrazione sull’altro, per cui sia il corpo che la mente devono essere presenti, acuti e pronti a cogliere ogni parola e ogni significato che emerge. La distrazione rende l’empatia impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia è uno stato superiore, estremamente avanzato, di una relazione umana. Potremmo definirlo come il sapersi mettere nei panni degli altri per poter sentire e percepire quello che essi provano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia è rara perché richiede la sottile capacità di sintonizzarsi emotivamente, e capire i livelli più nascosti, emotivi e personali, del vissuto del nostro interlocutore, più che i dati numerici o oggettuali che ci espone. Utilizza inoltre la metacomunicazione (letteralmente “comunicare sulla comunicazione stessa”) ad esempio chiede senza timori il significato di un termine che non comprende, o, nelle poche occasioni in cui l’ascoltatore parlerà, lo farà per spiegare concetti che servono al processo comunicativo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto empatico è di una rarità impressionante. Possiamo dire di averlo incontrato l’ultima volta in cui una persona ci abbia dedicato un’ora di tempo senza raccontarci niente di lui o lei, per ascoltare solo quello che noi avevamo noi da dire, facendoci domande per capire meglio, non solo le nostre informazioni, ma le nostre emozioni. Bene, se è successo, si è trattata probabilmente di una sessione di coaching, di counseling o di terapia. Raro che succeda nella vita quotidiana. La vita quotidiana è così piena di distrazioni esterne e di “rumori interni” della mente, che l’ascolto empatico non vi trova in genere posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone sono sempre più distratte e così facendo, non ascoltano più, né attivamente, né empaticamente. La vendita professionale richiede invece di riportare l’ascolto al centro della scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La componente più difficile dell’ascolto empatico è certamente la sospensione del giudizio. Se qualcuno dice “ho buttato via il pane” o “ho gettato il sacco della spazzatura dal finestrino”, è praticamente impossibile non giudicare negativamente. Ma la “sospensione” del giudizio significa appunto “sospenderlo”, non “farlo sparire”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sospenderlo affinché si possa capire meglio cosa, dove, come, perché avvengono certe cose. Se non lo facessimo avremmo perso larga parte delle informazioni che invece potevano uscire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo, vale anche e soprattutto nella vendita consulenziale.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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