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	<title>percezione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>percezione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>La psicologia delle emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 09:43:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Amigdala]]></category>
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		<category><![CDATA[Teoria cognitivo-comportamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. L’intelligenza emotiva ci parla della capacità di “sentire” le emozioni altrui. Non è da tutti avvicinarci emotivamente agli altri, e nemmeno capire i propri stati emotivi, nonostante ci vivano dentro. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-psicologia-delle-emozioni/">La psicologia delle emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza emotiva ci parla della capacità di “sentire” le emozioni altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è da tutti avvicinarci emotivamente agli altri, e nemmeno capire i propri stati emotivi, nonostante ci vivano dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È curioso come tutti chiedano agli altri di “capirli” mentre tutti si sforzano di rimanere chiusi nel proprio mondo e non farvi entrare nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tutti vorrebbero un amico, ma nessuno prova ad esserlo.</em> Jim Morrison</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni sono da tempo al centro delle performance personali, manageriali e sportive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi di Le Doux<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> evidenziano che gli stimoli esterni attivano le emozioni attraverso vari canali, ma soprattutto che le emozioni trovano vie per esprimersi anche se non vogliamo, al di la della nostra parte razionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono scorciatoie primordiali attraverso cui gli stimoli bypassano la neocorteccia (la parte più culturale del cervello) e arrivano direttamente al “cervello rettile” e alla zona limbica, la parte del cervello più antica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa significa questo? Che gli stimoli legati allo svolgere performance possono avere valutazioni duplici e arrecare dissonanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio possono essere valutati positivamente a livello razionale, intellettuale, analitico, ma trasmettere inconsapevolmente paura e produrre ansia attivando la parte più remota e antica del cervello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volo d’aereo è un esempio di stimolo a duplice valenza: le statistiche dicono che è il mezzo di trasporto più sicuro, la ragione vorrebbe credere che sia così, ma la nostra parte animale ha paura di cadere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre situazioni simili sono legate alle performance manageriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare in pubblico o esporre un progetto davanti ad una vasta platea, razionalmente, non dovrebbe porre ansia, ma attiva in realtà gli stessi meccanismi di chi vedeva davanti a sé nell’antichità un’orda di nemici o predatori pronti a sbranarci: in questi casi si mettono in moto i meccanismi di attacco-fuga, il cuore sale nei battiti, la digestione si ferma, il corpo si fa pronto per combattere. Possono insorgere attacchi di panico che bloccano completamente, o stati di ansia che danneggiano la performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte positivo, invece, attiviamo emozioni positive spesso verso mète o attività di cui non capiamo bene il senso, e tuttavia queste ci provocano piacere, un piacere non razionale e soprattutto viscerale. Luoghi amati, persone, paesaggi, stimoli, i quali ci “accendono” senza che capiamo bene perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona performance richiede quindi nuove abilità psicologiche nel riconoscere le dinamiche emotive, attivarle, e gestirle, anche e soprattutto nei leader che devono ottenere e sviluppare risultati attraverso le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni motivi per farlo sono collegati al concetto di intelligenze multiple (Gardner). Un progetto di <em>active training</em> attiva le intelligenze multiple.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1983, Howard Gardner in <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences</em> inserisce in letteratura il concetto delle intelligenze plurime o multiple, che includono &#8211; tra le altre &#8211; questioni fondamentali, come l’intelligenza interpersonale (capacità di relazionarsi, capire gli altri), e l’intelligenza intrapersonale (capacità di capire se stessi, entrare in contatto con i propri desideri, sentimenti, paure, stati d’animo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le intelligenze attivabili in ciascuno di noi secondo Gardner sono:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>intelligenza <strong>logico-matematica</strong>: capacità di astrazione, pensiero logico, ragionamento, uso dei numeri, pensiero critico;</li>



<li>intelligenza <strong>linguistica</strong>: capacità nell&#8217;uso della parola e del linguaggio, leggere, scrivere, raccontare;</li>



<li>intelligenza <strong>visivo</strong>&#8211;<strong>spaziale</strong>: capacità di valutazione degli spazi e visualizzazione mentale;</li>



<li>intelligenza <strong>musicale e armonica</strong>: sensibilità per il suono, ritmo, toni e musica, per gli equilibri e le armonie;</li>



<li>intelligenza <strong>corporea-cinestesica</strong>: capacità di controllo del movimento, del corpo, della gestione di oggetti, dell&#8217;azione fisica;</li>



<li>intelligenza <strong>inter-personale</strong>: sensibilità agli stati d&#8217;animo, alle relazioni, alle interazioni umane:</li>



<li>intelligenza <strong>intra-personale</strong>: introspezione e auto-riflessione; comprensione dei propri punti di forza, debolezza, unicità, le proprie emozioni e sensazioni;</li>



<li>intelligenza <strong>naturalistica</strong>: interazione con l&#8217;ambiente, classificazione di oggetti e cose, ricettività ecologica;</li>



<li>intelligenza <strong>esistenziale</strong>: dimensione religiosa, spirituale, capacità di inserire se stessi e gli eventi in una cornice filosofica<a id="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a>.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Arriviamo poi al concetto delle <em>Intelligenze Fluide</em>. La <em>Fluid Intelligence<a href="#_ftn3" id="_ftnref3"><strong>[3]</strong></a></em> comprende il ragionare e risolvere nuovi problemi indipendentemente dalla conoscenza prima acquisita. I ricercatori studiano come i circuiti neurali si abituino &#8211; ma solo con allenamento e stimoli giusti &#8211; ad affrontare problemi nuovi, in una vita che cambia costantemente e sempre più in fretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La capacità di adottare una filosofia di vita migliore richiede il saper abbracciare non solo una dimensione, ma quante più possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un progetto di <em>active learning</em> consente di “chiamare all’opera” tutte le intelligenze di cui siamo dotati, mentre si apprende una specifica materia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attiva inoltre l’intelligenza emotiva, mentre l’apprendimento passivo la soffoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza emotiva è un concetto che entra con sempre maggior forza nella didattica. Sviluppato dagli studi di Leuner (1966), Greenspan (1989),&nbsp; Salovey e Mayer (1990), e popolarizzato da Goleman (1995), che sinceramente ne ha tratto tutti i benefici senza averne tutti i meriti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante un progetto di apprendimento lo studente può sperimentare invidia,&nbsp; rivalità, gelosia, stress, tristezza, timidezza, ma anche gioia, apertura, responsabilità, piacere di un risultato, senso di appartenenza, motivazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se riusciamo ad avvicinare lentamente lo studente allo sfondo emotivo positivo, e spostarlo dal fronte negativo dello stress e repulsione verso il sistema scolastico e lo studio, avremo compiuto un’operazione straordinaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non ci riusciamo, stiamo dando un contributo all’Alexitimia (Alessitimia, o <em>Alexithymia</em>) termine coniato da Peter Sifneos nel 1973 per descrivere lo stato di incapacità nel (1) comprendere, (2) elaborare e (3) descrivere, i propri stati emotivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni tipo di performance ha componenti emotive e va analizzata caso per caso. Ad esempio &#8211; nel del parlare in pubblico – occorre apprendere a ricordare e segnalare alla parte antica del cervello che non siamo di fronte a nemici con la clava, e che dobbiamo riuscire ad attivare una “relazione d’aiuto” verso l’audience, attivare emozioni positive in questo tipo di attività. Dobbiamo saper attivare il piacere di condividere, di far capire alla platea un messaggio, trasmettere o donare quello che riteniamo utile e importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un leader deve saper attivare le emozioni ancestrali collegate al <strong><em>lottare per</em></strong> o al <strong><em>lottare contro</em></strong>, sia essa una <strong>causa nobile</strong>, o invece <strong>un’ingiustizia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi meccanismi, nonostante la maggiore conoscenza dei funzionamenti sottostanti, non sono per nulla facili e richiedono un allenamento specifico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti blocchi inerenti le performance sono soprattutto <strong>blocchi psicologici</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nuove competenze di “intelligenza emotiva” e &#8220;intelligenze fluide&#8221;, riguardano quindi la gestione delle emozioni che accompagnano,&nbsp; precedono e seguono le performance, per saper modificare i nostri meccanismi emotivi abituali, dominandoli e facendoli nostri alleati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste abilità devono essere apprese per confrontarsi con i tratti della nostra psicologia individuale che possono bloccarci, l’ansia insita nella propria personalità (definita “ansia di tratto”), l’ansia situazionale generata da un evento specifico (&#8220;ansia di stato&#8221;), così come l&#8217;imparare ad assaporare pienamente le emozioni positive che una performance può offrire.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> LeDoux, J. (2003<em>), Il cervello emotivo (alle origini delle emozioni),</em> Baldini &amp; Castoldi, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Gardner, Howard (1983), <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences</em>, Basic Books, ISBN 0133306143</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> Susanne M. Jaeggi, Martin Buschkuehl, John Jonides, and Walter J. Perrig (2008), <em>Improving fluid intelligence with training on working memory</em>, Proceedings of The National Academy of Sciences of the USA, vol. 105 no. 19</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



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</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Consapevolezza emotiva</li>



<li>Regolazione emotiva</li>



<li>Espressione emotiva</li>



<li>Intelligenza emotiva</li>



<li>Empatia</li>



<li>Emozioni primarie</li>



<li>Emozioni secondarie</li>



<li>Motivazione</li>



<li>Percezione</li>



<li>Neuroscienze</li>



<li>Amigdala</li>



<li>Risposta fisiologica</li>



<li>Comportamento</li>



<li>Esperienza soggettiva</li>



<li>Teoria cognitivo-comportamentale</li>



<li>Stress</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Adattamento</li>



<li>Valenza emotiva</li>



<li>Comunicazione non verbale</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Le azioni centrate sugli effetti</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/le-azioni-centrate-sugli-effetti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 09:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Tra le scuole di pensiero strategico più importanti si trovano le cosiddette Operazioni Centrate sugli Effetti, o EBO (Effects Based Operations). La disciplina delle EBO mette al centro dell’analisi gli &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le scuole di pensiero strategico più importanti si trovano le cosiddette Operazioni Centrate sugli Effetti, o EBO (<em>Effects Based Operations</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La disciplina delle EBO mette al centro dell’analisi gli effetti da produrre, andando a identificare tutti gli eventi a cascata che li possono generare, le leve da toccare, le conseguenze di effetti che si possono scatenare tramite specifiche azioni o <em>operations</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le EBO identificano specifici <em>End-States</em>, o ancoraggi di destinazione, punti di arrivo: le condizioni che vogliamo siano vere quando le operazioni saranno finite, o in termini di performance, il fine ultimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La letteratura sulle EBO, dentro e fuori l’ambiente militare, cresce continuamente. Tuttavia, la sua crescita non si accompagna ad una buona analisi psicologica su come vive l’obiettivo chi deve operarvi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>vissuto dell’obiettivo</strong> e <strong>il vissuto dell’azione</strong> sono invece temi fondamentali. Questo sposta la nostra analisi, necessariamente, sul fronte della psicologia delle emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Esperienza</li>



<li>Consapevolezza</li>



<li>Immediato</li>



<li>Conseguenze</li>



<li>Responsabilità</li>



<li>Intenzionalità</li>



<li>Percezione</li>



<li>Emozione</li>



<li>Memoria</li>



<li>Anticipazione</li>



<li>Scelta</li>



<li>Impegno</li>



<li>Autenticità</li>



<li>Prospettiva</li>



<li>Connessione</li>



<li>Riflessione</li>



<li>Cambiamento</li>



<li>Apprendimento</li>



<li>Presenza</li>



<li>Trasformazione</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Il modello di stimolo e risposta comportamentale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/il-modello-di-stimolo-e-risposta-comportamentale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 07:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[attitudini]]></category>
		<category><![CDATA[Bias cognitivi]]></category>
		<category><![CDATA[Caratteristiche sociodemografiche]]></category>
		<category><![CDATA[Coinvolgimento]]></category>
		<category><![CDATA[Competitività dell’azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento d'acquisto abituale]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento impulsivo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Fattori psicologici]]></category>
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		<category><![CDATA[stati emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[stimoli]]></category>
		<category><![CDATA[Stimolo-risposta]]></category>
		<category><![CDATA[teoria del comportamento pianificato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Partiremo nella nostra analisi da un modello comportamentale dove il soggetto viene assimilato, come evidenziato, ad un &#8220;processore&#8221; che elabora stimoli ed informazioni, producendo output decisionali e comportamentali. Nel modello &#8220;comportamentale&#8221;, il consumatore è &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiremo nella nostra analisi da un modello comportamentale dove il soggetto viene assimilato, come evidenziato, ad un &#8220;processore&#8221; che elabora stimoli ed informazioni, producendo output decisionali e comportamentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel modello &#8220;comportamentale&#8221;, il consumatore è considerato un soggetto elaboratore di informazioni, dotato di sue caratteristiche peculiari, il quale reagisce a determinati stimoli, producendo, di conseguenza, delle <strong>risposte comportamentali</strong> (modello S-R: stimolo-risposta).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="830" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-25-1024x830.png" alt="" class="wp-image-26676" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-25-1024x830.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-25-300x243.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-25-768x622.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-25-175x142.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-25-450x365.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-25.png 1096w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il consumatore percepisce eventi e informazioni, elabora dati e reagisce agli stimoli esterni, che costituiscono variabili di input. In parte, gli stimoli esterni incidenti sul consumatore sono determinati dall&#8217;azienda offerente (marketing mix: caratteristiche del prodotto, caratteristiche del prezzo e formule di pagamento, promozione e pubblicità del prodotto e del marchio, distribuzione, punto di vendita e facilità di accesso al prodotto). Altri tipi di stimolo provengono dal macroambiente (fattori ambientali, politici, culturali, eventi sociali, offerta della concorrenza, comportamenti di altri consumatori che vengono assunti come riferimento ecc..).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto diversi individui possono produrre risposte comportamentali assolutamente diverse a fronte della stessa stimolazione o messaggio di marketing, dando luogo ad una interazione soggetto-messaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella comunicazione aziendale, ad esempio, l&#8217;utilizzo di una leva pubblicitaria per un prodotto alimentare promosso come &#8220;dietetico&#8221; e ipocalorico avrà effetti positivi sulla decisione di acquisto per un soggetto che cerca riduzione di peso, e effetti altamente negativi su bodybuilder in fase di &#8220;massa&#8221;<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> o soggetti eccessivamente magri che cercano un rafforzamento fisico nell&#8217;alimentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumatore diviene processore di informazione, e le sue <strong>caratteristiche sociodemografiche</strong> (status, età, titolo di studio, professione) e <strong>psicografiche</strong> (valori, atteggiamenti, credenze politiche, religiose, stili di vita, cultura, bisogni) determinano il tipo di risposta che esso darà agli stimoli (output). Gli stimoli esterni interagiscono con gli stati emotivi e le caratteristiche psicografiche del soggetto, che costituiscono variabili intervenienti nella decisione (desideri, necessità, paure, bisogni). Comprendere le dinamiche di elaborazione dell’informazione attuate dal cliente assume forte valenza competitiva per l’azienda.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> periodo della preparazione atletica nel quale l’atleta ricerca l’aumento di peso.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-26-1024x362.png" alt="" class="wp-image-26677"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Modello comportamentale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimoli</p>



<p class="wp-block-paragraph">Informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Output decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risposte comportamentali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messaggio di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Caratteristiche sociodemografiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stati emotivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Competitività dell’azienda</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimolo-risposta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Apprendimento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudini</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cultura</p>



<p class="wp-block-paragraph">Norme sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modello AIDA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria del comportamento pianificato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bias cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decision-making</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento impulsivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori situazionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento d&#8217;acquisto abituale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Heuristics</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo decisionale complesso</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le valenze emotive nella costruzione dell&#8217;immagine aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 09:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano L’immagine dell&#8217;impresa nasce dalla somma delle impressioni che un soggetto (ad esempio un cliente) sviluppa nei riguardi di essa, ogniqualvolta viene a contatto con qualcosa (un prodotto, una persona, un simbolo) ad essa collegato &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Misurazione-dellimmagine.jpg" alt="" class="wp-image-26399"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’immagine dell&#8217;impresa nasce dalla somma delle impressioni che un soggetto (ad esempio un cliente) sviluppa nei riguardi di essa, ogniqualvolta viene a contatto con qualcosa (un prodotto, una persona, un simbolo) ad essa collegato o da essa prodotto. Ogni marchio, ed ogni azienda, sono in grado di generare impressioni nei clienti (positive o negative che siano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come l’azienda assume un’immagine agli occhi dei suoi pubblici, i prodotti acquistano una connotazione, e persino una personalità (debole o forte, definita o vaga, gradita o sgradita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un prodotto forte è dotato di una personalità ben definita che lo fa fuoriuscire dalla concorrenza di prezzo. L’immagine del prodotto, del marchio e dell’azienda può essere misurata scientificamente. La sua costruzione attiva è uno degli obiettivi primari di qualsiasi strategia competitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando esiste una connessione tra il prodotto, il marchio e l&#8217;immagine proiettata dall&#8217;individuo, il prodotto diventa strumento di <em>impressions management</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto d&#8217;immagine assume valenze comunicazionali nella proiezione di un’identità, facilitando il passaggio del cliente da un&#8217;identità attuale ad un&#8217;identità desiderata (identità target o immagine target). Non importa che ciò sia realmente vero, è sufficiente che questo sia vero nella psicologia individuale dell&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, l&#8217;immagine del marchio e l&#8217;immagine del prodotto diventano strumenti espressivi di un modo di essere, o di un modo di pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trasmettono un&#8217;identità del possessore, o almeno, il più delle volte, questo è ciò che vorrebbe l&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto non è solo un assemblaggio di componenti. Una visione puramente merceologica e ingegneristica impedisce di capirne il valore affettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando i prodotti si rivolgono a bisogni di ordine superiore &#8211; bisogni sociali, autorealizzazione, costruzione d’immagine della persona &#8211; essi assumono valenze soprattutto psicologiche, ancor prima che tecnico-funzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti/servizi (non tutti, naturalmente, ma buona parte di essi) si trasformano da beni asettici a oggetti dotati di anima, e con essi si instaura un rapporto che fuoriesce dalla pura fruizione per entrare nel campo della comunicazione e della psicologia. Diventano, in altre parole, strumenti espressivi con i quali il soggetto cerca di modificare la propria identità, verso un&#8217;immagine più vicina al proprio sè ideale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Se-ideale.jpg" alt="" class="wp-image-26400"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nella psicologia del consumo il prodotto assume valenze emotive, quale porzione del vissuto di un individuo. L’acquisto di un viaggio può avere alla base la ricerca di un semplice momento di svago o ricreazione. Ma un viaggio può essere anche il momento di svolta di una vita, nel quale ricercare la propria identità smarrita, e ritrovare un senso nella propria esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osserviamo questa trascrizione di una turista che visita un parco naturale, alle foci del fiume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sono laggiù mi sembra di essere lontana dal mondo. Dall’argine si vedono solo dei casolari di campagna, il fiume, gli aironi. Poi non so come spiegarlo, ma c’è qualcosa nel cielo di diverso. L’aria è più chiara, c’è una luce più bianca, più intensa, ti senti fuori dal mondo, forse sarà perché il mare è vicino. Quando sono da quelle parti, per me è come osservare il mondo dall’alto. La frenesia della città ti sembra una cosa assurda. Quelli della città ti sembrano tutte formiche, che corrono senza senso. Ma dove vanno? Il bello è che ieri ero anch’io una formica, e domani torno formica. Ma quando sono qui, divento qualcos’altro. Come qualcuno che guarda dall’alto, che osserva le persone da un altro punto di vista. Per certe persone qui non c’è niente, per me c’è tutto. Mi piace qui perché la strada è sterrata. Quei deficienti vogliono asfaltare anche qui. Come se l’argine dovesse diventare un’autostrada. Non hanno capito che qui ci deve essere la strada sterrata, è il paesaggio che lo richiede. Se potessero asfaltare tutto lo farebbero. Vengo qui per stare fuori dal mondo, per cercare anche di riflettere. Quando vedo i cartelli stradali, i divieti di accesso, il filo spinato, da queste parti, è come una pugnalata. Ma perché non lo capiscono? Pensa che ci vengono persino a caccia. Questo è un luogo di riflessione, non lo devono rovinare così. Qui non ci devono stare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare sensibilità verso la motivazione d’acquisto sottostante, capire le <strong>valenze emotive</strong> attribuite dal consumatore è un prerequisito per la comunicazione aziendale e la costruzione del prodotto. Come si può notare, <strong>elementi estranei</strong> al prodotto (in questo caso un prodotto turistico) possono distruggere o rovinare l’esperienza del fruitore e distruggere il tentativo di <strong>costruzione attiva dell’immagine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di elementi di disturbo, difformi e disomogenei (ad esempio un cesto dei rifiuti di plastica, anziché ricoperto di legno, in un agriturismo) elimina la consonanza tra gli elementi, necessaria per costruire un profilo d’immagine omogeneo e fluido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il profilo d’immagine di un marchio o di un prodotto è analizzabile ricorrendo, tra l’altro, a concetti sviluppati dalla psicologia sociale degli atteggiamenti, che esploreremo di seguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine dell’impresa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressione del soggetto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalità del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressions management</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto d’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità desiderata</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dell’acquirente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modo di essere</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Sé ideale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione attiva dell’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attributi del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sensazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspetti emotivi nell&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leva emotiva</p>
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		<title>Gestire lo stress. Il Modello HPM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 09:06:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il modello HPM per gestire lo stress ©Copyright Dott. Daniele Trevisani e Capponi Editore dal libro “Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani”. Lo stress è una causa sia di patologie fisiche che di “danni alle relazioni”, e nel Metodo HPM ci impegniamo a farlo diventare un alleato piuttosto che un nemico invincibile. Come &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il modello HPM per gestire lo stress</h1>
<p><strong>©Copyright <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Dott. Daniele Trevisani</a> e Capponi Editore dal libro “<a href="https://amzn.to/49mxT4S" target="_blank" rel="noopener">Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani</a>”.</strong></p>
<p>Lo stress è una causa sia di patologie fisiche che di “danni alle relazioni”, e nel Metodo HPM ci impegniamo a farlo diventare un alleato piuttosto che un nemico invincibile. Come evidenziano Yaribeygi ed altri ricercatori<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>:</p>
<blockquote><p><em>Qualsiasi stimolo intrinseco o estrinseco che evoca una risposta biologica è noto come stress. Le risposte compensatorie a questi stress sono note come risposte allo stress. In base al tipo, al momento e alla gravità dello stimolo applicato, lo stress può esercitare diverse azioni sull&#8217;organismo che vanno dalle alterazioni dell&#8217;omeostasi fino a effetti potenzialmente letali e mortali. In molti casi le complicanze fisiopatologiche della malattia derivano dallo stress e i soggetti esposti allo stress, ad es. coloro che lavorano o vivono in ambienti stressanti, hanno una maggiore probabilità di contrarre molti disturbi. Lo stress può essere un fattore scatenante o aggravante per molte malattie e condizioni patologiche.</em></p></blockquote>
<p><em> </em>Fare sì che lo stress non ci sovrasti o rovini le nostre relazioni umane è uno degli obiettivi primari del Metodo HPM. Il Metodo HPM è centrato su sei tipi di energie umane, energie specifiche di diversi settori o “celle di lavoro”, sulle quali è possibile intervenire efficacemente.</p>
<h2>Concetti fondamentali: la visione della persona come sistema energetico</h2>
<p>Il metodo HPM (Human Potential Modeling) contiene una concezione dell’uomo come articolazione di energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni o obiettivi.</p>
<p>Il modello si presta ottimamente ad individuare sei grandi tipologie di stress che possono colpirci, magari a nostra insaputa, e le relative azioni antistress.</p>
<p>Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro” sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò che significa progredire, nel suo senso più profondo.</p>
<blockquote><p><em>“Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.”</em></p>
<p><em>ALBERT EINSTEIN</em></p></blockquote>
<p>“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali.</p>
<p>L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere.</p>
<p>Prendere piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è un’operazione che ha una propria sacralità, al di là del risultato numerico o professionale che ne può derivare. Lo stress, inoltre, si “annida” in una o più di queste sei celle e saperlo individuare è estremamente utile per attivare le reazioni antistress giuste.</p>
<p>Capire questo è essenziale oggi per fare del training aziendale serio, essere ricercatori o insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel <em>focusing</em> (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina una persona o un’organizzazione, intesa come complesso di energie circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale.</p>
<p>Il metodo si applica anche alle relazioni interpersonali, tra colleghi o in famiglia, e ovunque vi siano relazioni umane.</p>
<p>Il metodo HPM raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni). Li considera aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire, ma anche possibili aree di stress.</p>
<p>A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.</p>
<p>Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene poi approfondita, ma sicuramente non esaurita.</p>
<p>Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile.</p>
<p>Figura 1 – Esposizione grafica del modello HPM</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-27561" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm.png" alt="modello hpm per gestire lo stress" width="638" height="483" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm.png 540w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-300x227.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-175x133.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-450x341.png 450w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /><span style="color: var(--text-color); font-size: 15px; letter-spacing: var(--text-tracking);">Potenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori. Quando lo stress colpisce una di queste sei celle e non vi sono azioni di risposta, l’intero sistema può soffrirne sino a crollare.</span></p>
<p>Nel modello si parte dal basso, dalle energie fisiche e mentali.</p>
<p>Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.</p>
<p>Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani esistenziali superiori, ricercare, crescere.</p>
<p>Possiamo soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.</p>
<p>Si tratta di un lavoro che va fatto con spirito di gioia e di liberazione, quindi non vedendolo come obbligo ma con entusiasmo, come una grande opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>“L&#8217;entusiasmo è alla base di tutti i progressi.”</em></p>
<p><em>HENRY FORD</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa. La mancanza di energia in una o più delle sei celle costituisce invece un problema e crea stress, ma la buona notizia è che lo possiamo affrontare.</p>
<p>Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono disporre di uno stato di carica variabile e funzionare bene o male, con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia.</p>
<p>Per analizzare il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o intellettuale ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo bisogno di localizzare <strong>quali sono i micro e macro-distretti su cui lo stress può agire</strong> e come questi interagiscono tra di loro.</p>
<p>Dobbiamo anche saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare al generale, e viceversa.</p>
<p>Esponiamo nel prossimo post una breve sintesi di quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:</p>
<p>___</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Yaribeygi H, Panahi Y, Sahraei H, Johnston TP, Sahebkar A. The impact of stress on body function: A review. EXCLI J. 2017 Jul 21;16:1057-1072.</p>
<p>©Copyright dott. Daniele Trevisani <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></p>
<p>e Franco Angeli editore, Milano</p>
<p><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, Leadership, disponibili in questi siti e link:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>
<p><strong>Altre risorse online</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>(Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
<h2>Semantica Articolo Gestire lo stress. Il Modello HPM</h2>
<ul>
<li>Modello HPM</li>
<li>Stress</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Salute</li>
<li>Benessere</li>
<li>Autonomia</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Comportamenti salutari</li>
<li>Risorse personali</li>
<li>Capacità di adattamento</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Percezione</li>
<li>Sfide</li>
<li>Bilancio</li>
<li>Equilibrio</li>
<li>Fattori di protezione</li>
<li>Fattori di rischio</li>
<li>Interventi</li>
<li>Strategie</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Obiettivi</li>
<li>Determinanti</li>
<li>Cambiamento comportamentale</li>
<li>Consapevolezza</li>
<li>Educazione alla salute</li>
<li>Prevenzione</li>
<li>Coping</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Coping efficace</li>
<li>Stressors</li>
<li>Risposta allo stress</li>
<li>Emozioni</li>
<li>Ansia</li>
<li>Depressione</li>
<li>Autocontrollo</li>
<li>Relaxation</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Respirazione</li>
<li>Yoga</li>
<li>Meditazione</li>
<li>Esercizio fisico</li>
<li>Alimentazione sana</li>
<li>Sonno</li>
<li>Tempo di qualità</li>
<li>Ricompense</li>
<li>Autostima</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Fiducia</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Relazioni sane</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Supporto familiare</li>
<li>Supporto degli amici</li>
<li>Rete di sostegno</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Pianificazione</li>
<li>Priorità</li>
<li>Organizzazione</li>
<li>Abilità di problem solving</li>
<li>Flessibilità</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Espressione emotiva</li>
<li>Confronto</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Consapevolezza delle risorse</li>
<li>Identificazione delle risorse</li>
<li>Utilizzo delle risorse</li>
<li>Ricerca di aiuto</li>
<li>Assistenza sanitaria</li>
<li>Terapia</li>
<li>Counseling</li>
<li>Coaching</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Auto-compassione</li>
<li>Auto-accettazione</li>
<li>Ottimismo</li>
<li>Rilassamento progressivo</li>
<li>Visualizzazione</li>
<li>Arte terapia</li>
<li>Musica terapia</li>
<li>Danza terapia</li>
<li>Igiene mentale</li>
<li>Momenti di piacere</li>
<li>Tecnologie di rilassamento</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Confronto costruttivo</li>
<li>Assertività</li>
<li>Limitazione dello stress</li>
<li>Stili di vita sani</li>
<li>Abitudini sane</li>
<li>Ricerca dell&#8217;equilibrio</li>
<li>Sicurezza</li>
<li>Stabilità</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Orientamento al futuro</li>
<li>Soddisfazione</li>
<li>Felicità</li>
<li>Realizzazione</li>
</ul>
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		<title>Training psicoenergetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2022 08:12:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Come funziona e che tipologie conosciamo Il training psicoenergetico consiste nel lavoro mirato e finalizzato ad incrementare le energie psichiche. Il confine tra training psicoenergetico &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona e che tipologie conosciamo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il training psicoenergetico consiste nel lavoro mirato e finalizzato ad incrementare le energie psichiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confine tra training psicoenergetico e terapia è in alcuni casi molto evidente, in altri labile, in altri casi si evidenziano sovrapposizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso, il training psicoenergetico si prefigge di portare il soggetto ad una maggiore condizione di sane energie psicologiche, autorealizzazione, potenziamento, nella direzione di ciò che egli stesso considera “miglioramento”, o, come evidenzia Rogers, ad aumentare il livello di potere personale che deriva dalla riduzione della confusione interiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il training psicoenergetico ha una forte componente terapeutica poiché si prefigge di rimuovere i blocchi e cambiare modalità di pensiero disfunzionali per il soggetto, e tuttavia non è assolutamente limitato alla terapia. Ad esempio può usufruire del training psicoenergetico un atleta di livello mondiale, ma anche di livello amatoriale, che non presenti problemi particolari o patologie di tipo psicologico o emozionale, ma sia comunque intenzionato a migliorare le proprie prestazioni ricorrendo ad migliore gestione delle energie psichiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun essere umano è perfetto, e lo stesso concetto di perfezione è variabile e indefinito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I livelli nei quali si può cominciare a parlare di terapia e non più di formazione o sviluppo non sono assolutamente fissi, ed è oramai consolidato (vedi Goffman) che la devianza sociale e la malattia psichica sono gran parte frutto di una valutazione sociale e culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tempi storici o culturali di iperproduttività, può essere considerato anomalo un soggetto che “si rilassa” o non produce reddito tutto il giorno, ma al contrario può succedere che una persona estremamente dedita al lavoro venga inquadrata come malata (<em>workaholic</em>), da parte di una cultura più spirituale o votata alla ricerca di maggiore equilibrio tra vita e lavoro (<em>work-life balance</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicoenergetica quindi deve per quanto possibile evitare di imporre sovrastrutture rigide al percorso di sviluppo delle energie psichiche (es.: sii più produttivo, o al contrario, sii più rilassato, etc., come se questi messaggi andassero bene per tutti) ma aiutare il soggetto a crescere in una direzione di maggior benessere soggettivo, che deriva unicamente da un’analisi dell’in­dividuo, caso per caso. Esistono alcuni parametri universali, salute fisica rispetto di se e degli altri, che fanno comunque da sfondo a qualsiasi lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Liberare il potenziale dai blocchi crea maggiori capacità di sviluppare il proprio essere, in qualsiasi direzione esso sia: l’ambizione di voler essere un buon padre, un buon manager, un buon atleta, un buon insegnante, il desiderio di voler essere più rilassati, o più attivi e dinamici, o più lucidi mentalmente o e altri stati soggettivi definibili come condizione-target.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il training psicoenergetico procede – come per il training bioenergetico – tramite sessioni ed esercizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il training psicoenergetico allena diverse porzioni separate, con lo scopo di eliminare i blocchi prioritari responsabili del mancato raggiungimento del potenziale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/05/training-psicoenergetico.jpg?w=392" alt="" class="wp-image-702" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Possiamo quindi avere diversi tipi di training, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>un <strong>training sulla cultura dei confini</strong>: imparare a dividere e separare le attività, concentrare le energie mentali nello spazio e nel tempo in modo diversificato, imparare a concentrarle su un obiettivo rimuovendo le distrazioni e distorsioni, imparare a riconoscere i propri ruoli multipli, a capire quando un ruolo deve rimanere “zitto” e lasciare spazio ad altri;</li><li>un training sulla <strong>riduzione dell’ansia</strong>: l’ansia, abbiamo visto, è un correlato tra livelli di attivazione elevata (<em>arousal</em>) e emozioni negative. Possiamo imparare a mantenere alto il grado di attivazione, spostando invece il baricentro emotivo verso le emozioni positive, ad esempio vivere con gioia una gara, un discorso in pubblico, un viaggio in aereo, e altre condizioni specifiche che per la persona producono ansia;</li><li>un training sulla <strong>gestione dello stress</strong>: imparare i meccanismi di riconoscimento del proprio grado di stress, imparare le tecniche di rilassamento, imparare le tecniche di dissipazione dello stress attraverso attività fisiche intense o blande, imparare a costruire e seguire una tabella di stile di vita (<em>lifestyle</em>) e stile di pensiero (<em>thinkstyle</em>) che abbassino i livelli di stress;</li><li>un training sulle <strong>action lines</strong> (costruire linee di azioni efficaci verso i propri obiettivi) che aumenti la lucidità tattica, le <em>prioritization skills</em> (tecniche per inquadrare le priorità): imparare tecniche per rivedere le priorità, ricentrare gli obiettivi, focalizzare bene le linee d’azione che possono creare risultato;</li><li>un training sulle capacità di <strong>percezione e timing</strong>, ovvero sulla capacità di percepire in modo aumentato e di intervenire nel momento giusto, sulle situazioni nelle quali si deve agire.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascun tipo di intervento deve essere consolidato in uno sfondo scientifico (un modello di intervento) e deve essere portato allo stato della comprensione da parte del soggetto, amplificato nel senso, anche tramite metafore, aforismi, studio di casi. Le azioni ed attività elencate sono puramente indicative, ogni area che abbiamo menzionato, attiva nel produrre o ridurre energie mentali, è suscettibile di essere esercitata, allenata, lavorata, anche e soprattutto con l’aiuto di coach, trainer o counselor professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>training psicoenergetico</li><li>energie psichiche</li><li>terapia</li><li>autorealizzazione</li><li>potenziamento</li><li>rimuover i blocchi</li><li>modalità di pensiero</li><li>work-life balance</li><li>psicoenergentica</li><li>benessere individuale</li><li>training psicoenergetico</li><li>cultura dei confini</li><li>riduzione dell’ansia</li><li>gestione dello stress</li><li>action lines</li><li>percezione</li><li>timing</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione</li></ul>
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		<title>Capacità di percezione e discriminazione delle tipologie di fatica, dolore, sforzo allenante</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/capacita-di-percezione-e-discriminazione-delle-tipologie-di-fatica-dolore-sforzo-allenante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 10:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
		<category><![CDATA[abilità di trasformazione]]></category>
		<category><![CDATA[abitudine]]></category>
		<category><![CDATA[affaticamento corporeo]]></category>
		<category><![CDATA[affaticamento mentale]]></category>
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		<category><![CDATA[capacità di percezione]]></category>
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		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dolore]]></category>
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		<category><![CDATA[fatica mentale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione assistenti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[metodo HPM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. “No pain, no gain” Accanto alla abilità di trasformazione del vissuto del dolore, e gestione delle proprie forze, troviamo la capacità di percepire finemente il &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“No pain, no gain”</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla abilità di trasformazione del vissuto del dolore, e gestione delle proprie forze, troviamo la capacità di percepire finemente il tipo di dolore o fatica in corso e distinguerne le tipologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore (negativo) di una articolazione infiammata è completamente diverso dal dolore di un muscolo in fase di allenamento intenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuare ad allenare un articolazione infiammata è distruttivo, avere questo tipo di dolore non è un obiettivo, è il dolore che porta alla distruzione. Il dolore muscolare positivo ha una sua riconoscibilità. L’atleta viene allenato e apprende a distinguere diversi tipi di dolore, quello che si accompagna ad un trauma, quello da fatica (es. acido lattico) e quello che fa crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per la fatica mentale, la fatica che distrugge e quella che fa crescere hanno colori diversi e bisogna imparare a riconoscerle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un dolore mentale legato al cambiamento di abitudini, e la psicoterapia porta spesso a momenti di dolore legato ad uno stacco dalle proprie abitudini consolidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lo studio può portare fatica ma successivo appagamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore e la fatica possono anche riguardare l’intero corpo, e non zone specifiche, come in sport completi quali la boxe, il nuoto, il tennis e altri. Il senso generale di affaticamento pervade tutto il corpo. Vivere entro questo stato e continuare a lavorare entro lo stato è una competenza mentale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/05/nopainnogain.jpg?w=919" alt="" class="wp-image-686" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La crescita di un bodybuilder si costruisce proprio tramite esaurimenti programmati. Avviene unicamente quando il muscolo viene portato ad esaurire le proprie energie sino (o vicino) al punto di cedimento, il punto in cui non si riesce più a muovere un certo carico allenante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sfinimento programmatico produce dolore, e il recupero successivo produce crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un celebre motto del pluricampione del mondo Arnold Schwarzenegger, in campo agonistico, recita “<em>no pain, no gain</em>”, cioè senza dolore non c’è crescita. Messaggio utile in alcune fasi di preparazione, ma pericoloso se applicato da incoscienti o preso come religione di vita da applicare in ogni campo e momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione: il fattore di crescita non è il dolore in sé. Non è il dolore a far crescere, ma il tipo di lavoro e di sforzo intenso necessario. Spesso questo sforzo si accompagna a stati dolorosi, soprattutto nella parte finale degli esercizi. Un coaching di qualità deve anche lavorare sulle <em>training experience</em>, le esperienze e sensazioni allenanti, e far capire il valore e il piacere che si può legare a questi momenti di fatica in cui però si genera crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>capacità di percezione</li><li>percezione</li><li>discriminazione</li><li>fatica</li><li>dolore</li><li>sforzo</li><li>gestione della forza</li><li>abilità di trasformazione</li><li>tipi di dolore</li><li>trauma</li><li>fatica mentale</li><li>abitudine</li><li>affaticamento mentale</li><li>affaticamento corporeo</li><li>no pain</li><li>no gain</li><li>training experience</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori supervisione</li></ul>
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		<title>Il potere della corteccia prefrontale sinistra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 14:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Performance]]></category>
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		<category><![CDATA[leadership]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia della performance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto dal testo “Self Power, psicologia della motivazione e della performance“, copyright FrancoAngeli Editore e Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore. Training e coaching atti a potenziare la corteccia Si tratta della zona celebrale che ci mette in grado di elaborare le emozioni positive e cogliere il bello e &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo estratto dal testo “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3h8TdRC" target="_blank">Self Power, psicologia della motivazione e della performance</a>“, copyright FrancoAngeli Editore e <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching</a>, pubblicato con il permesso dell’autore.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Training e coaching atti a potenziare la corteccia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta della zona celebrale che ci mette in grado di elaborare le emozioni positive e cogliere il bello e il piacere degli elementi della vita e dell&#8217;ambiente che ci circondano. Se questa zona non viene allenata, come un muscolo in disuso, si riduce in termini di potenza e capacità, per cui rimaniamo in balia della sola corteccia prefrontale destra e di un continuo vissuto negativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le neuroscienze ed il coaching basato sulle neuroscienze in questo sono di grande aiuto, pratico e concreto, con esercizi fattibili da chiunque. Per apprendere questi temi, la sola lettura non è sufficiente, ma serve la partecipazione ad allenamento speciali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche la perseveranza non deve mancare. Se da un corso non traiamo niente, cambiamolo, senza troppe recriminazioni, finchè non troviamo qualcosa che funzioni su di noi. Se senti una <strong>pulsione </strong>verso una crescita vuol dire che quella voce va ascoltata, è una voce importante da non seppellire mai. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco un paio di esempi di casi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Esempio in ambito sportivo</strong>: <br>Obiettivo: riprendere il gusto del ring, assaporare ogni attimo. Questo significa, per un atleta che ha già vissuto un intera vita nello sport, rinascere prima di tutto nelle emozioni, poi come atleta. Riscoprire come in ogni singolo colpo si attiva la catena muscolare dalle dita sino al capo, sentire il respiro dell&#8217;aria fresca usciti dalla palestra, il piacere del sudore, ascoltare i segnali del corpo. Far diventare il giorno della gara, tra luci e riflettori con telecamere di tv di tutto il mondo puntate addosso, come un momento di gioia, liberi dal giudizio, un momento di vita pura.</li><li><strong>Esempio in campo manageriale:</strong><br>Per un dirigente riscoprire il gusto di fare un colloquio in profondità, anziché un rapido giro di telefonate. Conoscere le persone e sapere su chi poter contare cogliendo la felicità di chi sente di avere un potere di osservazione nuovo, potente e una dote nascosta finora mai usata. Divertirsi ad esaminare e se necessario smontare le argomentazioni e le riunioni, padroneggiare le riunioni anziché esserne dominato, guadagnarsi la <strong>leadership </strong>sul campo e non tramite pezzi di carta. Lavorare e vivere meglio. </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In entrambi i casi, il lavoro sulla corteccia prefrontale sinistra è partito con osservazioni, di quanto ci fosse di piacevole nell&#8217;ambiente umano e fisico potenziale, per poi passare a esercizi di <strong>bioenergetica </strong>in acque termali, con esercizi di percezione aumentata dei segnali positivi circostanti, dati da immagini, suoni, luci, sensazioni interiori. Poi i <strong>role-playing</strong>, gli esercizi con &#8220;stop dell&#8217;azione&#8221; e osservazione aumentata, e tante altre fasi di training operativo e non solo teorico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti i casi si assiste ad un meccanismo unico: lo spalancarsi delle capacità di <strong>sentire</strong>, il <strong>percepire</strong> gli elementi e i momenti della vita, e un fantastico trascinamento positivo di questa capacità sia nell&#8217;azione che nella vita quotidiana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ri-allenare la corteccia prefrontale sinistra significa far assaporare ogni singolo boccone di vita e sentire ogni momento nella sua sacralità, anzichè vivere la giornata o una performance senza sentirne i profumi, i colori, il tatto, i suoni e le sensazioni interne che ti possono produrre. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non impari e ti alleni a cogliere le <strong>sensazioni positive</strong> enormi e immense nessun altro lo farà per te.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://motivazioneeperformance.files.wordpress.com/2020/12/2014-self-power-1-1.jpg?w=645" alt="" class="wp-image-80" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-28825c98-4da7-4ed3-b0ea-c5e362beffc6">Per approfondimenti vedi:</p>



<ul class="wp-block-list" id="block-312022df-f171-436d-934a-c721cb95d9b0"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3nnZued" target="_blank">Libro “Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance”</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Academy Formazione Aziendale, Coaching e Mentoring</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito dott. Daniele Trevisani</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Dr. Daniele Trevisani – Website in English</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Il sito della Comunicazione Aziendale – Comunicazioneaziendale.it</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Dr. Daniele Trevisani Linkedin</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.facebook.com/humanpotentialcoaching" target="_blank">Canale Facebook</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Un cellulare dimenticato. Questioni di ascolto olistico, percezione olistica e comunicazione olistica</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/un-cellulare-dimenticato-questioni-di-percezione-olistica-e-comunicazione-olistica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 10:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[segni]]></category>
		<category><![CDATA[significati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo condivisibile, si prega di citare sempre la fonte. Per ricevere altri articoli appena escono, iscriversi al blog http://studiotrevisani.it sulla destra in alto, inserire la mail e fare clic su “segui il blog”. © Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti per &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/09/cellulari-semiotica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10741" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/09/cellulari-semiotica.jpg" alt="" width="723" height="98" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/09/cellulari-semiotica.jpg 784w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/09/cellulari-semiotica-600x81.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/09/cellulari-semiotica-300x41.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/09/cellulari-semiotica-768x104.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></p>
<p><em>Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo condivisibile, si prega di citare sempre la fonte. Per ricevere altri articoli appena escono, iscriversi al blog http://studiotrevisani.it sulla destra in alto, inserire la mail e fare clic su “segui il blog”.</em><br />
<em>© Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti per l’ascolto attivo ed empatico”. Anteprima editoriale, Franco Angeli editore Milano, 2019.</em></p>
<p>______________</p>
<p>Non parlerò subito del cellulare, ma di un tema che aiuta a capire perchè questo cellulare è importante, e cosa c&#8217;è dietro.</p>
<p>Il tema è l&#8217;ascolto, l&#8217;ascolto di se stessi, la percezione olistica di sè e degli altri, un&#8217;attività fondamentale.</p>
<p>Facciamo un esercizio in 3 fasi. Localizzare</p>
<ol>
<li>aspetti che ci caratterizzano,</li>
<li>i nostri “tag”,</li>
<li>i nostri “target”<br />
Se ascoltare bene gli altri è difficile, ancora di più lo è ascoltare se stessi.</li>
</ol>
<p>Possiamo avvicinarci all’ascolto di noi stessi in tanti modi.</p>
<p>Il primo è un modo meditativo, stendersi e da sdraiati ascoltare le voci o meglio il dialogo intrapsichico, quello che “ronza” nella nostra testa, soprattutto quando ci poniamo la domanda “chi sono io”.</p>
<p>Sono tecniche molto valide ma vanno guidate da un Maestro, coach o counselor.</p>
<p>Un’alternativa possibile è un lavoro più “attivo”. In questo ci poniamo domande su:</p>
<ol>
<li>la mia identità personale, il “chi sono io”</li>
<li>“Tag” descrittivi della mia identità, le parole o aggettivi o frasi che caratterizzano la mia identità,</li>
<li>gli “altri significativi” o ” significant others”, le persone che contano per me e alle quali voglio comunicare la mia identità.</li>
</ol>
<p>Esempio</p>
<ul>
<li>Chi sono io? (definire o completare questa domanda)</li>
<li>Quali keywords mi caratterizzano, connesse all’identità? Che keyword metterei per descrivere me stesso? (definire o completare questa domanda)</li>
<li>Gli altri significativi percepiscono questi tag o stati della mia identità o no? (definire o completare questa domanda)</li>
<li>Quale è il mio Target Audience? Singolo o multiplo? Verso chi voglio comunicare? Verso chi voglio produrre degli effetti comunicativi, effetti derivanti dal mio mix di comunicazione olistica, di messaggi che emano? (definire o completare questa domanda)</li>
<li>Riusciamo a creare percezione di verità, e quindi affidabilità? (definire o completare questa domanda)</li>
</ul>
<h3>Tag: etichette che comunicano</h3>
<p>Esaminiamo la questione dei “tag” o etichette. Cosa vede di noi un robot?</p>
<p>Questo è un esempio dei tag rilevati da un motore di ricerca rispetto a tutti i miei video del mio canale YouTube principale.</p>
<blockquote><p><em>comunicazione, formazione, coaching, emozioni, daniele trevisani, libertà, formazione vendite, formazione aziendale, crescita personale, analisi della comunicazione, counseling, psicologia, analisi della comunicazione umana, dott. daniele trevisani, incomunicabilità, sfondi emotivi, comunicazione umana, comunicare in pubblico, sviluppo personale, corsi di comunicazione, formazione in comunicazione, potenziale espressivo, parlare in pubblico, public speaking, ansia, benessere, evoluzione culturale, stati emotivi, pulizia mentale, mappe mentali, memetica, abbigliamento, aspetto esteriore, tatuaggi, canali, consapevolezza aumentata, emanazione del sè, comunicazione degli ambienti, ambienti, corpo</em></p></blockquote>
<p>E’ una visione – parziale, riduttiva, sintetica – nella quale io tuttavia mi ritrovo. Parla di me.</p>
<p>Questa mappa di significati raccoglie elementi persino dell’ultimo video appena caricato, nel quale compare persino il tag “significato dei tatuaggi”, e che mi piaccia o meno, così mi vede il software, così mi caratterizza, e molto probabilmente, queste sono le “cose” che pensano di me le persone che non mi conoscono soprattutto tramite YouTube.</p>
<p>A distanza di 3 settimane, ripeto l’analisi e trovo questi tag, in parte coincidenti, in parti no.</p>
<blockquote><p><em>daniele trevisani, coaching, libertà, comunicazione, formazione, vita, crescita personale, emozioni, formazione vendite, formazione aziendale, master in coaching, empatia, psicologia umanistica, export, creatività italiana, leadership e valori, formazione in leadership, formazione coaching, formazione formatori, coscienza, valori umani, personal coaching, analisi esistenziale, psicologia del ruolo, ruolo, missione aziendale, missione personale, senso della vita, business coaching, direzione, ruoli aziendali, autorealizzazione, vivere, risveglio, ascolto empatico, ascolto modellizzato, psicologia, ascolto attivo, counseling, corsi vendite</em></p></blockquote>
<p>Anche questa versione parla di me, ma è più aggiornata, riflette maggiormente i temi che ho trattato nelle ultime settimane, compare ad esempio la parola “empatia”, e “ascolto attivo”.</p>
<p><strong>La domanda ora diventa difficile: riesco io con il mio ascolto a cogliere il variare di me stesso?</strong></p>
<p>Se ci guardiamo allo specchio ogni singolo giorno, probabilmente non ci vedremo cambiare. Ma se prendiamo una foto di 20 anni fà, ci vedremo cambiati eccome.</p>
<p>Ecco, l’ascolto di sè vuole potenziare la nostra facoltà nel leggere noi stessi e le nostre variazioni.</p>
<p>Rispetto al mondo esterno, il fattore che vogliamo chiederci è invece quanto l’ascolto di noi stessi trovi riscontro all’esterno.</p>
<blockquote><p><strong>Siamo per gli altri la stessa persona che vediamo in noi stessi?</strong></p></blockquote>
<p>Curiosamente, e molto probabilmente, no, o almeno ci saranno 20 immagini diverse di noi in una stanza con 20 altre persone che ci osservano.</p>
<p>Dobbiamo quindi concentrarci, e farlo sulla nostra “credibilità percepita”.</p>
<p>Che io sia percepito come una fonte autorevole (alta <em>source credibility</em>) o scarsamente autorevole (bassa <em>source credibility</em>) influenza in modo determinante il “<em>processing</em>” del messaggio che voglio far passare, la sua elaborazione, la sua ricezione, e l’effetto di persuasione alto o invece basso o nullo.</p>
<p>L’elaborazione del messaggio avviene non tanto in base al messaggio che io “penso” di avere dato ma in base alla ricezione olistica di tutti i messaggi che <strong>trasudano</strong> da me, dal mio essere, dalla mia identità, dai miei “segni distintivi”.</p>
<p>Al di là di chi cerca di fregare il prossimo, la “percezione di verità” è uno degli effetti che i comunicatori cercano, oltre il messaggio, il fatto di essere percepiti come persone che comunicano in modo “vero”. Queste percezioni caratterizzano il mio modo di comunicare e lo alterano, a seconda che io ci riesca o meno.</p>
<p>Non potendo avere una macchina del tempo per sapere chi ero veramente prima e la mia storia vera, i riceventi del messaggio vanno avidamente a caccia di dissonanze comunicative, incongruenze, segnali di stress vocale, di imbarazzo, di segni e simboli concordanti o discordanti che io come comunicatore “emano”, persino della mia macchina o del mio pc o del mio telefono.</p>
<p>Un telefono non emana solo radiazioni, ma anche informazioni sul possessore. Solo ieri, vicino ad una gelateria, ho trovato un telefono abbandonato. Sono stati sufficienti 50 centesimi di secondo, una percezione istantanea, per capire che apparteneva ad una ragazzina, in base alla farfallina rosa adesiva, alle scritte sulla cover, e altri piccoli dettagli, senza nemmeno aprirlo.</p>
<p>L’ho portato alla gelateria, dicendo che probabilmente una ragazzina lo aveva dimenticato e sarebbe venuta a cercarlo. Possibilità di errore? Meno dell’1%.</p>
<p>Le persone utilizzano, in altre parole, un sistema di comunicazione olistica e ascolto olistico, giudicano e ricostruiscono in base a pochi segnali indicatori “trigger”, e la probabilità di una percezione vicina alla realtà è abbastanza alta, almeno se conosciamo il &#8220;sistema dei segni&#8221; o ambiente semiotico nel quale ci stiamo muovendo.</p>
<p>_______</p>
<p>Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo condivisibile, si prega di citare sempre la fonte. Per ricevere altri articoli appena escono, iscriversi al blog http://studiotrevisani.it sulla destra in alto, inserire la mail e fare clic su “segui il blog”.<br />
© Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti per l’ascolto attivo ed empatico”. Anteprima editoriale, Franco Angeli editore Milano, 2019.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/un-cellulare-dimenticato-questioni-di-percezione-olistica-e-comunicazione-olistica/">Un cellulare dimenticato. Questioni di ascolto olistico, percezione olistica e comunicazione olistica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Chi sono io? Concetti di Comunicazione Olistica e video sull&#8217;esercizio a 3 stadi: identità, tag che mi descrivono, &#8220;altri significativi per me&#8221;</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/chi-sono-io-concetti-di-comunicazione-olistica-e-video-sullesercizio-a-3-stadi-identita-tag-che-mi-descrivono-altri-significativi-per-me/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2018 08:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concetti di formazione aziendale e risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[altri significativi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[canali]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione olistica]]></category>
		<category><![CDATA[connotazione]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[segni e segnali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>https://youtu.be/SdYCohi9fQY Comunicazione olistica: il comunicatore viene prima della comunicazione. Copyright dott. Daniele Trevisani https//studiotrevisani.it Esercizio in 3 fasi. Localizzare aspetti che caratterizzano 1) la mia identità personale, il &#8220;chi sono io&#8221; 2) Tag descrittivi della mia identità, le parole o aggettivi o frasi che caratterizzano la mia identità, 3) gli “altri significativi” o ” significant &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/chi-sono-io-concetti-di-comunicazione-olistica-e-video-sullesercizio-a-3-stadi-identita-tag-che-mi-descrivono-altri-significativi-per-me/">Chi sono io? Concetti di Comunicazione Olistica e video sull&#8217;esercizio a 3 stadi: identità, tag che mi descrivono, &#8220;altri significativi per me&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>https://youtu.be/SdYCohi9fQY</p>
<h1>Comunicazione olistica: il comunicatore viene prima della comunicazione.</h1>
<p>Copyright dott. Daniele Trevisani <a href="http://https//studiotrevisani.it">https//studiotrevisani.it</a></p>
<p>Esercizio in 3 fasi. Localizzare aspetti che caratterizzano</p>
<p>1) la mia identità personale, il &#8220;chi sono io&#8221;</p>
<p>2) Tag descrittivi della mia identità, le parole o aggettivi o frasi che caratterizzano la mia identità,</p>
<p>3) gli “altri significativi” o ” <em>significant others</em>”, le persone che contano per me e alle quali voglio comunicare la mia identità</p>
<ol>
<li>Chi sono io?</li>
<li>Quali keywords mi caratterizzano, connesse all’identità? Che keyword metterei per descrivere me stesso?</li>
<li>Gli altri significativi percepiscono questi tag o stati della mia identità o no?</li>
<li>Quale è il mio Target Audience? Singolo o multiplo?</li>
<li>Verso chi voglio produrre degli effetti comunicativi, effetti derivanti dal mio mix di comunicazione olistica, di messaggi che emano?</li>
<li>Riusciamo a creare percezione di verità, e quindi affidabilità?</li>
</ol>
<p>Esaminiamo la questione dei &#8220;tag&#8221; o etichette. Cosa vede di noi un robot? Questo è un’esempio dei tag rilevati da un motore di ricerca rispetto a tutti i miei video youtube</p>
<p><em>comunicazione, formazione, coaching, emozioni, daniele trevisani, libertà, formazione vendite, formazione aziendale, crescita personale, analisi della comunicazione, counseling, psicologia, analisi della comunicazione umana, dott. daniele trevisani, incomunicabilità, sfondi emotivi, comunicazione umana, comunicare in pubblico, sviluppo personale, corsi di comunicazione, formazione in comunicazione, potenziale espressivo, parlare in pubblico, public speaking, ansia, benessere, evoluzione culturale, stati emotivi, pulizia mentale, mappe mentali, memetica, abbigliamento, aspetto esteriore, tatuaggi, canali, consapevolezza aumentata, emanazione del sè, comunicazione degli ambienti, ambienti, corpo</em></p>
<p>E’ una visione &#8211; parziale, riduttiva, sintetica &#8211; nella quale io tuttavia mi ritrovo. Parla di me.</p>
<p>Questa mappa di significati raccoglie elementi persino dell’ultimo video appena caricato, nel quale compare il tag “significato dei tatuaggi”, e che mi piaccia o meno, così mi vede il software, così mi caratterizza, e molto probabilmente, queste sono le “cose” che pensano di me le persone che non mi conoscono altro che tramite YouTube.</p>
<p>Che io sia percepito come una fonte autorevole (alta <em>source credibility</em>) o scarsamente autorevole (bassa <em>source credibility</em>) influenza in modo determinante il “processing” del messaggio, la sua elaborazione, la sua ricezione, e l’effetto di persuasione alto o invece basso o nullo. L’elaborazione del messaggio avviene non tanto in base al messaggio che io “penso” di avere dato ma in base alla ricezione olistica di tutti i messaggi che trasudano da me, dal mio essere, dalla mia identità, dai miei “segni distintivi”.</p>
<p>La “percezione di verità” è uno degli effetti che i comunicatori cercano, al di la del messaggio, il fatto di essere percepiti come persone che comunicano in modo “vero”. Queste percezioni caratterizzano il mio modo di comunicare e lo alterano</p>
<p>Non potendo avere una macchina del tempo per sapere chi ero veramente prima e la mia storia vera, i riceventi del messaggio vanno avidamente a caccia di dissonanze comunicative, incongruenze, segnali di stress vocale, di imbarazzo, di segni e simboli concordanti o discordanti che io come comunicatore “emano”.</p>
<p>La comunicazione olistica risponde a molte più domande rispetto al “cosa dico con la voce”.</p>
<p>Le persone con cui sono in contatto estraggono significati dagli elementi più disparati, come:</p>
<ul>
<li>che musica ascolti</li>
<li>quanto è congruente il tuo genere musicale preferito con le identità che gli altri percepiscono</li>
<li>l’aspetto esteriore generale</li>
<li>il taglio dei capelli e la loro cura (sfumature, gel, accessori di capigliatura)</li>
<li>tatuaggi, loro dimensione, tipologia, simbolismi</li>
<li>tono della voce</li>
<li>stress vocale</li>
<li>abbigliamento, esempio il grado di “casual” vs “professionale”</li>
<li>l’adesione o meno al “dress code” che la situazione sociale impone (esempio, non mettere la cravatta in un colloquio formale è una forma di messaggio di “indipendenza”)</li>
<li>il corpo, muscolarità, toni muscolari, forme corporee, posture</li>
<li>cosa comunicano i “tuoi ambienti”, cosa c’è alla parete, come è l’arredamento della tua casa. La comunicazione degli ambienti, come ogni altra forma di comunicazione olistica, diventa una “emanazione del Sè”</li>
<li>l’orologio che hai, la sua tipologia (orologio da “avventura” ripieno di funzionalità, barometro, altimetro, profondimetro, bussola etc) vs orologio classico a lancette d’oro o d’acciaio</li>
<li>gli occhiali, la loro forma e marca, il fatto che siano occhiali &#8211; per forma e montatura &#8211; “tattici” o “poco vistosi” indici di “understatement</li>
<li>che film guardi, che programmi preferisci, quali social usi, come appari sui tuoi profili social se ti osserva qualcuno che non ti conosce o qualcuno che invece ti conosce</li>
<li>le “infiltrazioni mentali informative” o “infiltrazioni memetiche” che possediamo, esempio sapere una notizia che occupa la nostra ram mentale senza volerlo avere intenzionalmente appreso, sapere che “George Clooney è scivolato in modo in Sardegna ma non si è fatto male” senza mai essere andati a cercare quella notizia (ci dice che hai frequentato ambienti pubblici, come un bar)</li>
<li>la forza e convinzione con cui esprimi un messaggio</li>
<li>la tua pelle, il suo stato, i segni che ha e non ha, il grado di cura, la “parola del corpo”.</li>
<li>I “nomi” che dai alle cose o animali o oggetti, densi di significati connotativi che riverberano il tuo modo di essere e la tua personalità e la applicano agli oggetti, animali e cose che ti circondano.</li>
</ul>
<p>La comunicazione olistica ci porta ad una consapevolezza aumentata della enorme varietà di mezzi, canali e strumenti che emettono messaggi, per essere più consapevoli di tutti gli strumenti che abbiamo e a volte non usiamo, o delle fonti da cui arriva la percezione, e dicono qualcosa di chi siamo noi.</p>
<p>Copyright dott. Daniele Trevisani <a href="http://https//studiotrevisani.it">http;//www.studiotrevisani.it</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10570" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/img-20180510-wa0003.jpg" alt="IMG-20180510-WA0003" width="1200" height="1600" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/img-20180510-wa0003.jpg 1200w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/img-20180510-wa0003-600x800.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/img-20180510-wa0003-225x300.jpg 225w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/img-20180510-wa0003-768x1024.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/img-20180510-wa0003-900x1200.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/chi-sono-io-concetti-di-comunicazione-olistica-e-video-sullesercizio-a-3-stadi-identita-tag-che-mi-descrivono-altri-significativi-per-me/">Chi sono io? Concetti di Comunicazione Olistica e video sull&#8217;esercizio a 3 stadi: identità, tag che mi descrivono, &#8220;altri significativi per me&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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