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	<title>incomunicabilità &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>incomunicabilità &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Sviluppi e applicazioni future del metodo ALM nella creazione di valore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 00:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi SWOT]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
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		<category><![CDATA[Creazione di valore]]></category>
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		<category><![CDATA[Decisione d’acquisto]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia del tempo]]></category>
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		<category><![CDATA[Web experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Lo sviluppo del metodo non è ancora terminato. Come abbiamo sottolineato, il metodo ALM è graficamente riassumibile nella sequenza grafica a cinque punti che apre ogni capitolo. In questa sequenza, il punto centrale evolve, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/sviluppi-e-applicazioni-future-del-metodo-alm-nella-creazione-di-valore/">Sviluppi e applicazioni future del metodo ALM nella creazione di valore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sviluppo del metodo non è ancora terminato. Come abbiamo sottolineato, il metodo ALM è graficamente riassumibile nella sequenza grafica a cinque punti che apre ogni capitolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa sequenza, il punto centrale evolve, da questo momento in poi, in Value Mix, che sostituisce il Marketing Mix, per sottolineare con forza ancora maggiore l’esigenza di produrre valore lungo tutte le leve del marketing (nel prodotto, nel servizio, nelle relazioni, nel pricing, nella distribuzione, nella comunicazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo quali saranno gli argomenti approfonditi nei prossimi lavori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Algebra mentale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I modelli di algebra mentale permettono di decostruire le valutazioni del consumatore, traducendone il pensiero in modelli matematici. Vedremo le opportunità offerte da tali modelli sia per il buyer che per il marketing.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Tipologie di acquisto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un processo di acquisto legato al dono possiede caratteristiche diverse rispetto ad un acquisto realizzato per se stessi. Ed ancora, le influenze altrui possono produrre acquisti “politici” o di networking, diversi rispetto agli acquisti personali o funzionali. Vedremo queste ed altre differenze di tipologia di acquisto attraverso un modello attualmente in fase di sviluppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Psicologia del tempo e leve di vendita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come si rapporta una soluzione, un prodotto, un servizio, un&#8217;idea, all&#8217;orizzonte temporale del soggetto? Proseguendo l&#8217;analisi sul tema della psicologia del tempo, cercheremo in quest&#8217;area risposte importanti per approfondire temi drasticamente rilevanti, primari, nel marketing. Tra questi, la tecnica di chiusura della trattativa e delle negoziazioni, la proiezione del valore nel futuro del soggetto, e le leve del messaggio in campo pubblicitario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Dalla vendita terapeutica alla vendita consulenziale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento stesso in cui un venditore diventa veramente empatico, capace di esplorare e capire in profondità gli spazi psicologici altrui, riesce a trasformare la propria identità in quella di analista e consulente. Vedremo quindi i confini che separano la vendita dalla terapia cognitiva, e le implicazioni e contaminazioni per entrambe le professioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5. Variabili sociali e scelte di acquisto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;obiettivo futuro riguarda l&#8217;esplorazione dell&#8217;accettabilità sociale delle scelte di consumo, la rilevazione del dialogo interiore dell&#8217;individuo, la valutazione della propensione ad adattarsi alle pressioni dei gruppi, e come queste variabili influenzano la scelta di acquistare o meno, e di cosa acquistare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">6. Mosse relazionali e linee d&#8217;azione strategica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Proporremo un&#8217;analisi incentrata sul concetto di &#8220;mossa relazionale&#8221; e anticipazione delle sue conseguenze, fino a determinare in anticipo la probabilità di successo di un corso di azione. La tecnica verrà applicata soprattutto agli ambiti di interazione di vendita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7. Comunicazione visuale strategica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questo capitolo, ci occuperemo di capire come i singoli elementi di comunicazione visuale possano generare impressioni positive o negative su un cliente, tramite un approfondimento del metodo di analisi denominato <em>visibility line analysis (VLA)</em>, creato dall&#8217;autore. Ne verranno mostrate le fondamenta teoriche e le applicazioni pratiche (anche informatizzate) in diversi contesti (es: marketing turistico, look personale, moda e abbigliamento, oggettistica personale, comunicazione di interfacce computerizzate, web psychology e altri contesti di comunicazione).</p>



<h2 class="wp-block-heading">8. Tecniche di communication training</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema tratta la formazione dell&#8217;uomo di vendita e del manager. Esporremo diversi modelli proprietari sviluppati dall&#8217;autore per l’esercitazione alla psicologia della comunicazione. Tra questi:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="143" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-54-1024x143.png" alt="" class="wp-image-26789" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-54-1024x143.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-54-300x42.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-54-768x107.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-54-175x24.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-54-450x63.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-54.png 1096w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">9. Pianificazione psicologica del messaggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Passando all&#8217;analisi delle comunicazioni strategiche, verranno esposti i modelli che permettono ai creativi di sviluppare messaggi pubblicitari a valenza psicologica (e non semplicemente creativa fine a se stessa). Questi modelli permettono ai venditori e funzionari commerciali di sviluppare scripts di vendita (sequenze di messaggi strategicamente organizzati), per realizzare planning psicologico della comunicazione. La loro applicabilità si estende sino alla realizzazione di campagne di comunicazione sociale e pedagogica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">10. T-Chart e planning psicologico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Svilupperemo un modello di planning psicologico del messaggio pubblicitario basato sulla teoria del <em>t-chart</em> (teoria in fase di sviluppo dall&#8217;autore), la quale permette di realizzare planning psicologico della comunicazione sulla base dei vissuti emotivi<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Vedi in proposto i materiali inseriti in www.medialab-research.com/t-chart/</p>



<h2 class="wp-block-heading">11. Distanze comunicative e matrici di incomunicabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i molti problemi non risolti nel marketing e nella comunicazione, vi è quello dell’incomunicabilità. A volte ogni sforzo persuasivo e informativo sembra fallire, senza capire perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi studi sono stati prodotti nel campo dell’incomunicabilità. La loro valenza per gli esperti in marketing e comunicazione è semplicemente enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affronteremo alcuni di questi studi e presenteremo due modelli sviluppati dall’autore per approfondire questo tema comunicativo e iniziare la ricerca di strategie comunicative nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare i due modelli riguardano:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="292" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-55-1024x292.png" alt="" class="wp-image-26790" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-55-1024x292.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-55-300x86.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-55-768x219.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-55-175x50.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-55-450x128.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-55.png 1104w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">12. Web psychology e comunicazione aziendale sul web</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzeremo come le dinamiche della comunicazione ed interazione si estendono ai rapporti che l’azienda instaura con i clienti via internet. Quali sono le problematiche della <strong><em>Web Experience</em></strong> (l’esperienza del navigatore sul sito aziendale) ai fini del marketing? Come progettare un’esperienza che metta in grado di utilizzare efficacemente il canale web per erogare prodotti, servizi, ma soprattutto per creare valore aggiunto? Definiremo in particolare le strategie web per il cliente attuale, le strategie acquisitive e persuasive sul nuovo cliente, la progettazione strategica di marketing dei siti, la diagnosi tecnica e comunicazionale del sito, e le tecniche di <em>site-promotion</em> finalizzate a raggiungere i target aziendali via web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si può osservare, il lavoro che ci attende è notevole. Tuttavia, i benefici che se ne possono trarre, le strategie aziendali e le implicazioni pedagogiche e formative che ne emergeranno, meritano un ulteriore sforzo di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing mixInizio moduloFine modulo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creazione di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazioni del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tipologie di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del tempo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita consulenziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Variabili sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mossa relazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione visuale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del messaggio</p>



<p class="wp-block-paragraph">T-Chart</p>



<p class="wp-block-paragraph">Planning psicologico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Incomunicabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione interculturale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distanza comunicativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Web experience</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing persuasivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pianificazione strategica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi SWOT</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posizionamento di mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Targeting</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer insights</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand positioning</p>



<p class="wp-block-paragraph">Value proposition</p>



<p class="wp-block-paragraph">Competitor analysis</p>



<p class="wp-block-paragraph">Product lifecycle management</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pricing strategy</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distribution strategy</p>



<p class="wp-block-paragraph">Communication strategy</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer relationship management (CRM)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Digital marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Market research</p>



<p class="wp-block-paragraph">Key performance indicators (KPI)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing ROI</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategic alliances</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/sviluppi-e-applicazioni-future-del-metodo-alm-nella-creazione-di-valore/">Sviluppi e applicazioni future del metodo ALM nella creazione di valore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Analisi degli stati conversazionali</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/analisi-degli-stati-conversazionali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 11:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Stili comunicativi per una conversazione efficace La teoria degli stati conversazionali nasce al­l’interno del percorso di ricerca del­l’autore sui temi della comunicabilità e incomunicabilità (Trevisani 1992). La teoria &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/analisi-degli-stati-conversazionali/">Analisi degli stati conversazionali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Stili comunicativi per una conversazione efficace</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria degli stati conversazionali nasce al­l’interno del percorso di ricerca del­l’autore sui temi della comunicabilità e incomunicabilità (Trevisani 1992).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria evidenza che gli individui impegnati in una conversazione utilizzano prototipi e schemi comunicativi, modelli di conversazione che possono essere funzionali (efficaci) o disfunzionali (inefficaci) rispetto agli obiettivi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/12/stati-conversazionali-1.jpg?w=3000" alt="stati conversazionali" class="wp-image-264" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio, affinché una conversazione tra terapeuta e cliente sia efficace è necessario che la modalità conversazionale del terapeuta sia di ascolto attivo, mentre il cliente si applichi in un prototipo grezzamente assimilabile al “confessionale”. Se il terapeuta diviene “giudice” e il cliente “difensore di se stesso” la conversazione avrà scarsi risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo, se un leader affronta un insuccesso con un proprio dipendente utilizzando il modello “proviamo a capire le cause del problema”, il risultato sarà certamente diverso (più positivo) del­l’esito di un dialogo “accusa-difesa”. Nulla proibisce di passare al modello accusa-difesa in una fase successiva del dialogo, ma ciò che conta è che questo sia frutto di una scelta consapevole e non di un errore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora, immaginiamo una coppia (marito-moglie) nelle conversazioni personali che avvenivano durante il fidanzamento. Poi confrontiamole con le conversazioni che avvengono durante il decimo anno di matrimonio, o nel ventesimo. Noteremo, in molti casi, che la conversazione (inizialmente basata su un carico emozionale forte, nei contenuti e nei toni) diviene sempre più “amministrativa”, sempre più orientata a risolvere problemi quotidiani, o al conflitto (nei casi peggiori), e sempre meno al “sognare assieme”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni rapporto evolve in base a come evolvono gli stati conversazionali tra due persone. Se la conversazione diviene sempre più amministrativa, anche il rapporto lo diverrà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli stati conversazionali si applicano anche a modalità di conversazione allargata o mediata. Possiamo immaginare una comunicazione in pubblico (<em>public speaking</em>) sotto forma di “sequenza di minuti interminabili nei quali sono sotto esame da parte di tutti” (modello di comunicazione come prestazione) vs. “uno spazio di tempo nel quale vorrei aiutare il mio pubblico a capire un concetto” (modello di comunicazione come relazione d’aiuto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria quindi analizza gli <strong>esiti conversazionali strategici</strong>, i risultati di un’interazione, il successo o fallimento nel raggiungimento degli obiettivi, evidenziando come essi dipendano largamente dagli stili comunicativi adottati dai vari membri del gruppo, e, nel caso della leadership, soprattutto da parte della direzione (team leader).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener">Canale Facebook</a></li>



<li><a href="https://www.instagram.com/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Canale Instagram</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stati conversazionali</li>



<li>Schemi comunicativi</li>



<li>Conversazione</li>



<li>Modelli di conversazione</li>



<li>Conversazione funzionale</li>



<li>Conversazione disfunzionale</li>



<li>Comunicazione efficace</li>



<li>Incomunicabilità</li>



<li>Ascolto attivo</li>



<li>Team leader</li>



<li>Leadership</li>



<li>Esiti conversazionali strategici</li>



<li>Stili comunicativi</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/analisi-degli-stati-conversazionali/">Analisi degli stati conversazionali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dis-inquinare la comunicazione  nei team: la comunicazione efficace, il riconoscimento delle incomunicabilità</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/dis-inquinare-la-comunicazione-nei-team-la-comunicazione-efficace-il-riconoscimento-delle-incomunicabilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 11:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione nei team]]></category>
		<category><![CDATA[credenze]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Dinamiche comunicazionali]]></category>
		<category><![CDATA[disaccordi]]></category>
		<category><![CDATA[Distanze comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[Distanze ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Distanze linguistiche]]></category>
		<category><![CDATA[ideologie]]></category>
		<category><![CDATA[incomprensioni]]></category>
		<category><![CDATA[incomunicabilità]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[Ostacoli ideologici]]></category>
		<category><![CDATA[qualità comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[Regole di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Trevisani 2V]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Migliorare la comunicazione nei team È indubbio che un gruppo di persone nel quale si comunichi male possa avere grossi problemi. In una sala operatoria, una sola parola &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Migliorare la comunicazione nei team</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È indubbio che un gruppo di persone nel quale si comunichi male possa avere grossi problemi. In una sala operatoria, una sola parola capita male può causare la morte. Lo stesso durante un incendio ove operino vigili del fuoco, o per forze di polizia durante un’azione. Ma esiste un fatto positivo: <strong>le dinamiche comunicazionali interne ai gruppi si possono allenare</strong>. Per poterle allenare è necessario capire come funzionano e soprattutto quali sono gli inquinamenti più pericolosi cui può andare incontro la comunicazione interna a un team, prima tra tutti l’incomunicabilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-250" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/12/incomunicabilita.jpg?w=5000" alt="incomunicabilità" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le distanze comunicative tra persone</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I gruppi vincenti devono tenere conto delle dinamiche del­l’incomu­nica­bilità, delle cause di tale problema e delle eventuali leve su cui agire per evitarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo modello, il Trevisani 2V, pubblicato in ALM4 (vedi Trevisani 2004), partendo da un’analisi sulla comunicazione interculturale, utilizza due variabili: la distanza ideologica e la distanza linguistica o di codice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     La prima distanza rispecchia le differenze nel­l’utilizzo e nella conoscenza di codici o linguaggi tra due persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     La seconda distanza riguarda invece le differenze tra persone in termini di credenze, ideologie, valori, visioni del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su queste due variabili si costruisce una matrice che presenta quattro quadranti (fig. 1).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Unendo le due variabili culturali, codice e visione del mondo, in una matrice, possiamo identificare quattro situazioni ipotetiche di comunicazione (Comsits).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a>Figura 1 – Matrice T2V, Trevisani 2V, a due variabili</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-255" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/12/matrice-t2v.png?w=980" alt="Matrice T2V" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">•     <strong>Comsit A</strong>: le persone la pensano in modo uguale o simile, e possiedono un linguaggio condiviso. È una situazione idilliaca in cui il team funziona senza ostacoli ideologici o comunicativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     <strong>Comsit B</strong>: la visione del mondo o ideologia è similare, ma il linguaggio è diverso. Possono nascere incomprensioni tecniche nel dialogo e degenerare in disaccordi. La soluzione più immediata è lavorare per creare un linguaggio in comune, costruire un vocabolario condiviso di team e regole di comunicazione di team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     <strong>Comsit C</strong>: le persone si capiscono (linguisticamente) ma la pensano in modo diverso (ideologicamente). È una situazione difficile, in cui il team soffre di distanze e ostacoli ideologici. Ognuno la pensa in modo diverso, è difficile trovare accordo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     <strong>Comsit D</strong>: la visione del mondo o ideologia è diversa, così come il linguaggio. Nascono grandi incomprensioni nel dialogo e disaccordi sui contenuti generando conflitto profondo, anche sul merito delle scelte. La soluzione è complessa e richiede di lavorare per creare un linguaggio in comune, costruire un vocabolario condiviso e regole di comunicazione condivise, ma anche analizzare le possibili convergenze e punti in comune a livello ideologico, culturale, valoriale e umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può accadere che si realizzino degli “abbagli”, cioè che due persone pensino inizialmente di trovarsi nella condizione ideale A ma non lo siano. Nelle relazioni uomo-donna può essere la condizione tra due amanti (dialogo sul piano biologico forte) che tuttavia non abbiano mai analizzato assieme alcuni veri temi ideologici di fondo. Conoscendosi meglio, trovandosi a dialogare non più solo sul piano fisico-sessuale ma su quello intellettuale, e dovendo non solo risolvere problemi minimali ma fare intere scelte di vita, può accadere che vengano a emergere differenze sia di ideologia che di codice. Ciò a dimostrare che le traiettorie delle relazioni sono mutevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso tecniche di simulazione si può valutare e misurare il grado di qualità comunicativa esistente in un gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener">Canale Facebook</a></li>



<li><a href="https://www.instagram.com/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Canale Instagram</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Comunicazione nei team</li>



<li>Comunicazione efficace</li>



<li>Incomunicabilità</li>



<li>Dinamiche comunicazionali</li>



<li>Trevisani 2V</li>



<li>Distanze comunicative</li>



<li>Distanze ideologiche</li>



<li>Distanze linguistiche</li>



<li>Incomprensioni</li>



<li>Disaccordi</li>



<li>Ostacoli ideologici</li>



<li>Dialogo</li>



<li>Linguaggio</li>



<li>Linguaggio condiviso</li>



<li>Credenze</li>



<li>Ideologie</li>



<li>Regole di comunicazione</li>



<li>Qualità comunicativa</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Dall’incomunicabilità verso l’efficacia</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/dallincomunicabilita-verso-lefficacia/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/dallincomunicabilita-verso-lefficacia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2022 16:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[capacità di percezione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione operativa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione profonda]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione superficiale]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza della realtà]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo ad alta efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[incomunicabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione condivisa]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione individuale]]></category>
		<category><![CDATA[Shared Situational Awareness]]></category>
		<category><![CDATA[team]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Comunicazione efficace Una delle questioni più critiche nella creazione e gestione di gruppi vincenti è l’incomunicabilità. Non capirsi, andare in direzioni diverse, non parlarsi, litigare, rimanere a un &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dallincomunicabilita-verso-lefficacia/">Dall’incomunicabilità verso l’efficacia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Comunicazione efficace</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle questioni più critiche nella creazione e gestione di gruppi vincenti è l’incomunicabilità. Non capirsi, andare in direzioni diverse, non parlarsi, litigare, rimanere a un livello di coscienza e conoscenza solo superficiale sono solo alcuni sintomi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-166" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/11/comunicazione-efficace.1.jpg?w=1024" alt="comunicazione efficace.1" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mancano modelli specifici che ne indagano le possibili cause, e lo sforzo di ricerca che sto portando avanti si è concentrato da decenni nella ricerca delle leve su cui agire per arrivare alla risoluzione del problema “inco­municabilità”, cercando l’efficacia resa possibile solo da una comunicazione profonda e di alto livello. L’incomunicabilità è spesso identificata come contrario di empatia, o capacità profonda di capire l’altro. In questo nostro approccio vogliamo invece opporla al suo vero rivale: l’efficacia. Incomunicabilità ed empatia affondano le proprie radici nella conversazione, la quale è oggetto di una scienza specifica (analisi della conversazione) che ne analizza le caratteristiche. L’analisi della conversazione può avere una forte implicazione sia sul piano terapeutico che all’interno delle organizzazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La coscienza della realtà e la presa d’atto della realtà da parte di un gruppo: Shared Situational Awareness (SSA)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle sfide che attende un gruppo ad alta efficacia e che opera in condizioni difficili o estreme è la grande capacità di distinguere il vero dal falso, le opinioni dai dati, la percezione falsata da una buona percezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questo, sarà anche necessario imparare a condividere, a scambiare, a ricercare una percezione condivisa, ove le percezioni individuali siano diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza questa capacità, al posto di un team avremmo un insieme di cani randagi, al posto di un branco di lupi un insieme di individui sconnessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo come viene definito il concetto da fonti militari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Shared Situational Awareness (SSA)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La situational awareness (conoscenza, consapevolezza della situazione) indica il grado di precisione con cui la percezione di una situazione da parte di un individuo corrisponde alla realtà effettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la conoscenza della situazione è patrimonio comune di un insieme di attori (nel caso specifico, sensori, decisori e attuatori), si parla di “conoscenza condivisa” (<em>shared</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fattori che possono ridurre la consapevolezza della situazione sono fatica, stress, sovraccarico di lavoro, insufficienza della comunicazione, degrado del­l’ambiente operativo; fra quelli che al contrario contribuiscono a migliorarla vi è in primo luogo un efficiente networking della forza, che abilita la distribuzione tempestiva e capillare di informazioni precise, aggiornate e affidabili (Ministero della Difesa 2012).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni singola riga di questa definizione merita grande approfondimento. In particolare:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     il tema della precisione con cui la percezione individuale di una situazione corrisponde alla realtà effettiva;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     i fattori di stress che contribuiscono a degradare la capacità di percezione;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     la distribuzione delle informazioni e la condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per compiere tutto questo, un team deve essere in grado di comunicare bene al suo interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener">Canale Facebook</a></li>



<li><a href="https://www.instagram.com/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Canale Instagram</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Team</li>



<li>Comunicazione operativa</li>



<li>Comunicazione efficace</li>



<li>Comunicazione superficiale</li>



<li>Incomunicabilità</li>



<li>Empatia</li>



<li>Comunicazione profonda</li>



<li>Analisi della conversazione</li>



<li>Shared Situational Awareness</li>



<li>Gruppo ad alta efficacia</li>



<li>Percezione individuale</li>



<li>Percezione condivisa</li>



<li>Coscienza della realtà</li>



<li>Capacità di percezione</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dallincomunicabilita-verso-lefficacia/">Dall’incomunicabilità verso l’efficacia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Leadership come forma di allineamento di obiettivi e libertà di azione</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/leadership-come-forma-di-allineamento-di-obiettivi-e-liberta-di-azione/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/leadership-come-forma-di-allineamento-di-obiettivi-e-liberta-di-azione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 07:19:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[Allineamento degli obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione operativa]]></category>
		<category><![CDATA[energie]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[incomunicabilità]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[missione]]></category>
		<category><![CDATA[motivazioni]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[risultati]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Nell’era digitale, la leadership comprende l’abilità di far convergere messaggi attraverso più canali per raggiungere un “end-state” o punto di arrivo prefissato. Questo vale per la leadership tra &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/leadership-come-forma-di-allineamento-di-obiettivi-e-liberta-di-azione/">Leadership come forma di allineamento di obiettivi e libertà di azione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-58" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/10/teamwork-2.png?w=1024" alt="teamwork" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’era digitale, la leadership comprende l’abilità di far convergere messaggi attraverso più canali per raggiungere un “end-state” o punto di arrivo prefissato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale per la leadership tra umani ma anche per ogni forma di leadership attuale e futura, inclusa quella del dominio del pensiero e dei valori sulle macchine, o la cooperazione con unità dotate di Intelligenza Artificiale, una nuova sfida della comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Domanda</em>. Perché crede che dovremmo temere l’intelligenza artificiale? È inevitabile che gli esseri umani creino dei robot in grado di uccidere?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Risposta</em>. I computer supereranno gli esseri umani grazie all’intelligenza artificiale nei prossimi cento anni. Quando ciò avverrà, dovremo essere certi che gli obiettivi dei computer coincidano con i nostri (Hawking 2016).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa riflessione, non poi così fantascientifica, ci porta a ragionare su un concetto di base che domina ogni forma di analisi della leadership e della comunicazione nei gruppi:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a>Principio 1 – L’“allineamento sugli obiettivi” come fonte di energie del gruppo</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le performance di un team leader dipendono dal sapersi porre le domande corrette e dal saperle porre ai collaboratori e colleghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Vogliamo la stessa cosa? Riusciamo a “sentire” che cosa gli altri vogliono?</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Quali diverse motivazioni ci spingono? Sono compatibili o possono diventarlo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Come facciamo concretamente a essere certi di volere arrivare allo stesso risultato?</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Le parole che usiamo hanno per tutti lo stesso identifico significato?</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Quando diamo troppo per scontato che sia così?</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Da che segnali puoi accorgerti che è in corso qualche fraintendimento o si stanno aprendo linee di divergenza sugli obiettivi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Porti energie al gruppo di cui fai parte? Ci provi? Come lo fai?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona comunicazione è uno dei fattori più critici per una Lead­ership che funzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i gruppi più importanti cui ispirarsi, vi sono le forze speciali e i team speciali. Questi comprendono persone e strutture che agiscono su compiti non convenzionali e in missioni ad alto grado di rischio operativo e personale, con sfide e pericoli concreti, per come operano e per quello che sono chiamati a perseguire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi team, l’utilizzo di tecnologie di “realtà aumentata”, “sistemi esperti” e intelligenza artificiale è già una realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel lavorare con questi team ho potuto constatare che un grande rischio strisciante nei gruppi e nella leadership è <strong>l’incomunicabilità</strong>, <strong>la difficoltà a trasferire messaggi chiari</strong> sul piano operativo per cui le risorse non riescono a interagire davvero bene e si creano colli di bottiglia o blocchi nella comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione “forte” opposta a una formazione debole e puramente amministrativa punta ad andare a caccia delle incomunicabilità, stanarle, forzarle a emergerle, per poi lavorarvi sopra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se servono esercizi difficili, poco importa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pugile non disdegna sudare e sporcarsi, e lo stesso riguarda il manager che vuole davvero fare sul serio sulla propria formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, sarà il formatore a valutare la performance del manager, e non viceversa con le “pagelline di <em>customer satisfaction</em> di fine corso”, l’assurdità in cui gli studenti valutano i Maestri, la penosa e dolorosa realtà di una formazione mercificata e trattata come prodotto da banco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allineamento sugli obiettivi riguarda la certezza che i leader, i team leader, i membri dei team e i supporti tecnologici e persino di intelligenza artificiale puntino tutti allo stesso “end-state” o punto di arrivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se così non fosse, le persone che non ci credono, che non danno il contributo devono e possono essere cambiate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne va, oramai, della sopravvivenza delle nostre aziende e della nostra stessa cultura umanistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un gruppo funziona?</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     In un gruppo che funziona, le persone si sentono in grado di esprimersi lì, nel gruppo, e sanno di poterlo fare senza castrazioni inutili. Sanno allo stesso tempo distinguere un contributo al gruppo da un bisogno autoreferenziale di esprimersi. Sanno quando canalizzare sia la prima sia la seconda esigenza. Non confondono la missione del gruppo con altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Allo stesso tempo, in un gruppo che funziona ci sono poche regole chiare che fanno la differenza tra lo stare nel gruppo passivamente o esserne parte veramente vivendo appieno i suoi valori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     In un gruppo che funziona, il livello di coscienza è allineato a una visione forte di che cosa si voglia ottenere e sia i leader che i partecipanti hanno ben chiaro che cosa vogliono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     In un gruppo che funziona, la vicinanza tra i membri è morale e per quanto spazio li separi, saranno uniti. La loro modalità di operare li rende speciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     Un gruppo che funziona si dota di modalità comunicative altamente efficienti sia quando si tratta di trasmettere pura informazione (dati) che quando si vuole trasmettere un messaggio a maggiore pregnanza emozionale (comunicazione emotiva). Entrambe vengono svolte con abilità specifiche diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La leadership operativa si occupa di come fare funzionare questi gruppi nelle loro Comunicazioni Operative, quelle che essi attivano istante dopo istante, per coordinare attività, ruoli, compiti, scadenze, chi fa che cosa, quando, come, con chi, in che modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà di azione è un valore sacro solo quando i membri del­l’orchestra vogliono dare il massimo nel brano che si deve suonare, e non diventarne puri solisti autonomi che operano per se stessi e non sentono l’esistenza di un risultato complessivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi intende intonare un brano che non contribuisce, o persino distrugge la performance del­l’intera orchestra, farà meglio a starne fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Leadership</li>



<li>Comunicazione operativa</li>



<li>Performance</li>



<li>Motivazioni</li>



<li>Energie</li>



<li>Visione</li>



<li>Formazione</li>



<li>Comunicazione emotiva</li>



<li>Allineamento degli obiettivi</li>



<li>Incomunicabilità</li>



<li>Valori</li>



<li>Missione</li>



<li>Risultati</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/leadership-come-forma-di-allineamento-di-obiettivi-e-liberta-di-azione/">Leadership come forma di allineamento di obiettivi e libertà di azione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>La comunicazione costruttiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 06:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione e negoziazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[barriere linguistiche]]></category>
		<category><![CDATA[barriere psicologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Blocco cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[Collisioni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[competenze comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione costruttiva]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[differenze culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Flessibilità mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione incrementale]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione trasformazionale]]></category>
		<category><![CDATA[incomunicabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Incomunicabilità intergruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Incomunicabilità intragruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Irrigidimento cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo ALM]]></category>
		<category><![CDATA[Micro-collisioni culturale]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Rottura di performance]]></category>
		<category><![CDATA[Volontà di dialogo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore La comunicazione e la cultura Tracciare un percorso che porti dall’incomunicabilità alla comunicazione costruttiva è un’impresa titanica, difficilmente completabile in una sola vita, un traguardo visionario, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-comunicazione-costruttiva/">La comunicazione costruttiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-mental-coach-italiano/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3p7FuPN" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La comunicazione e la cultura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tracciare un percorso che porti dall’incomunicabilità alla comunicazione costruttiva è un’impresa titanica, difficilmente completabile in una sola vita, un traguardo visionario, ma anche un motore d’ispirazione. Ma, per quanto difficile, merita un impegno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la comunicazione funziona, immediatamente ne emergono i frutti. Quando invece la comunicazione è bloccata o malfunzionante, si crea conflitto, le relazioni interpersonali soffrono, i progetti comuni tra persone o tra aziende non decollano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo rintracciare con buon grado di precisione <strong>il problema dell’incomunicabilità nella diversità culturale</strong> &#8211; un “sottoprodotto” dell’incontro/confronto tra culture diverse &#8211; incontro tanto produttivo e ricco di opportunità di crescita quanto aperto a rischi e problemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura – nel senso comune &#8211; include soprattutto le manifestazioni artistiche di un popolo, ma nelle scienze sociali e manageriali significa molto di più. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Cultura</strong>, in senso allargato, significa soprattutto un <strong>modo di percepire il mondo</strong>, di <strong>categorizzare la realtà</strong>, dare un <strong>senso alle cose</strong>, alle <strong>relazioni</strong>, e alla <strong>vita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuno di noi è un individuo unico nella sua cultura personale, nella modalità di categorizzare il mondo, valutare l’importanza di oggetti e persone, impostare relazioni. Ciò che è importante e fondamentale per me può essere un dettaglio per qualcun’altro, o per altri ancora qualcosa che non merita nemmeno attenzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ognuno di noi ha assimilato nei propri processi mentali le pressioni e gli schemi dei gruppi di appartenenza (etnici, nazionali, professionali, familiari), e assimila parte dei modelli con cui viene a contatto. </p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La cultura, secondo Shore<a href="applewebdata://EA6A9C5F-D0F6-4285-B635-1B8924176264#_ftn2"><sup>[1]</sup></a>, può essere considerata una “collezione di modelli”. Nel costruire una relazione nuova, nel negoziare, quali sono i modelli che io uso? Quali sono i modelli che la mia azienda utilizza, spesso in modo inconsapevole? Quali sono i modelli altrui?</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La negoziazione, prima ancora che un incontro tra “posizioni”, di divergenze/convergenze sui dettagli, è un incontro/scontro tra modelli.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicare consapevoli delle diversità &#8211; comunicare nelle diversità e nonostante le diversità &#8211; è un passo in avanti significativo.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La incomunicabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incomunicabilità è la condizione che impedisce alle persone di entrare in contatto profondo e condividere il pensiero. La comunicazione costruttiva si prefigge invece di attivare uno scambio significativo tra due o più menti per poter “costruire qualcosa assieme”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’essenza stessa della negoziazione è un tentativo di “costruire assieme,” mosso dalla necessità di “agire con” per raggiungere scopi che nessuna delle parti – da sola – è in grado di raggiungere (“agire senza”). </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La necessità di dover cooperare porta le persone e le aziende a dover scambiare qualcosa, incontrarsi, e in un certo senso le obbliga a comunicare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Moltissime persone, sul pianeta, sperimentano l’incomunicabilità ogni giorno, e desiderano passare ad una comunicazione più costruttiva, lo desiderano col cuore, ma non sanno come farlo. Mancano letteralmente gli strumenti operativi – nella scuola e nell’azienda – per affrontare sistematicamente il problema dell’incomunicabilità e dirottare le energie verso la comunicazione costruttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo subito immaginare quali siano gli effetti di un incontro negoziale o di una relazione umana dominata dall’incomunicabilità: conflitto, incomprensione, disaccordo, ansia, distanza. Il nostro scopo è capire su quali leve agire per trasformare una possibile incomunicabilità in un incontro costruttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema dell’incomunicabilità tocca le sfere più diverse: lo vediamo nei rapporti tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra docenti e alunni, tra amici, tra colleghi, tra aziende, ma – ad un livello superiore – tra religioni, nazioni, regioni diverse. Questo “mostro” agisce anche nel contatto tra aziende nei rapporti di business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le società del consumo, i mass media, la scuola, persino l’educazione familiare, lo alimentano quando bloccano l’espressione delle emozioni, e l’ascolto empatico, educando le persone ad essere sempre più individualiste, chiuse, egoiste, centrate solo su di sè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato della crescita in una società emotivamente morta crea l’atteggiamento di chiusura: smettere di ascoltare e capire, irrigidirsi, divenire incapaci di essere flessibili e adattivi, di essere efficaci fuori dal proprio “spazio ristretto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema dell’incomunicabilità si collega immediatamente a quello della performance e dei risultati del lavoro di gruppo nelle aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste prestazione umana avanzata nella quale sia possibile agire da soli. Ovunque si operi con altri, avvengono <strong>micro-collisioni culturali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il più solitario dei navigatori deve concordare con i progettisti della barca le dotazioni e le strutture che vorrà avere a bordo, e avviene una micro-collisione di culture (marinaio vs. ingegnere), superabile solo con la ricerca di un intento comune e di un linguaggio comune. L’atleta negli sport individuali deve comunicare con il proprio coach in vari momenti della preparazione, dando anche qui spazio ad una micro-collisione culturale (atleta vs. metodologo).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’unica possibilità di cooperazione è data dalla ricerca di un traguardo comune. Questo richiede “smontare” le diversità, riconoscerle, farle uscire dal retrobottega della comunicazione e portarle sotto i riflettori.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la comunicazione è bloccata, i gruppi e le relazioni smettono di funzionare e la performance cala o si annulla del tutto, nessun traguardo comune viene raggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per far funzionare la comunicazione servono almeno due condizioni:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>volontà di comunicare (<strong>apertura al dialogo</strong>) e</li>
<li>abilità comunicative (<strong>competenze comunicative</strong>).</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi i punti sono critici e la loro assenza o le lacune in uno o più fattori producono incomunicabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se immaginiamo un team di persone (marito, moglie) o di manager (acquirente, compratore) o di funzionari (ambasciatori, delegati), possiamo chiederci quale sia la “performance” (prestazione) di questo team, intesa come capacità del gruppo di costruire qualcosa, concludere un progetto, o concretizzare un sogno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo subito che questo team per funzionare deve comunicare, non può agire senza comunicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno della “rottura di performance” (<em>performance breakdown</em>) causato dalla incomunicabilità è tanto più evidente quanto meno sono le vie di fuga. Durante un litigio in azienda o in casa è possibile abbandonare fisicamente la situazione, uscire fisicamente dal setting, ma da una barca in pieno oceano, o da una astronave, o da un aereo di linea, non è possibile uscire fisicamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio in queste situazioni estreme che sono state notate le più gravi ripercussioni delle incomunicabilità, sino alla morte di interi equipaggi, anche per semplici fraintendimenti tra comandante dell’aereo e torre di controllo, o litigi interni agli equipaggi che portano a <strong>distrazioni gravi dal compito primario</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incomunicabilità produce morte, le guerre e gli incidenti ne sono una manifestazione evidente. I fallimenti delle relazioni sono solo una espressione più sfumata, ma non per questo meno drammatica. Una separazione o un divorzio (in famiglia) o il fallimento di un importante contratto (in azienda) possono essere eventi traumatici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esistono guerre che non siano precedute da fallimenti di relazioni – da importanti <strong>segnali di incomunicabilità</strong> &#8211; e quindi studiare l’incomunicabilità significa studiare i precursori del conflitto e del successo nei rapporti umani.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio &#8211; Relazione tra incomunicabilità e performance</strong></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo della comunicazione dipende:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dalla volontà di avviare un dialogo (volontà di dialogo);</li>
<li>dalla volontà/capacità di avviare un dialogo aperto al confronto (apertura al dialogo);</li>
<li>dalle abilità comunicative (competenze comunicative) di entrambi gli interagenti;</li>
<li>dalla consapevolezza delle differenze culturali tra soggetti;</li>
<li>dalla capacità di minimizzare il fraintendimento (<strong>barriere linguistiche</strong>) e l’incomprensione (<strong>barriere psicologiche</strong>) tra membri di un gruppo.</li>
</ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La selezione dei neg<strong>oziatori interculturali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni team esiste un problema di selezione (come si entra, che caratteristiche ha chi entra) e di formazione (come far crescere i membri del team). Quando la prima fase è errata, quando le persone sono mal selezionate, gli errori si ripercuotono a catena. </p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La formazione generalmente si prefigge di incrementare le prestazioni e conoscenze esistenti (<strong>formazione incrementale</strong>), e raramente viene utilizzata con lo scopo di agire in profondità sulla personalità per cambiarla (<strong>formazione trasformazionale</strong>)<sup> <a href="applewebdata://DA6D797F-BBA0-4471-9CB9-3A07D650D3A6#_ftn1"><sup>[2]</sup></a></sup>.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo ALM, ci si prefigge di attingere ad entrambi i modelli, ma è necessario essere consapevoli che anche la più incisiva delle tecniche trasformazionali non cambia ad esempio i parametri genetici, e la selezione dei soggetti rimane importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti incidenti aerei e spaziali sono stati causati dinamiche di incomunicabilità tra l’equipaggio (<strong>incomunicabilità intragruppo</strong>) o tra equipaggio e altri <em>crew</em> (<em>crew</em>: gruppi di lavoro, equipaggi) – quali i controllori di terra &#8211; (<strong>incomunicabilità intergruppo</strong>).</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Una selezione mirata e un adeguato training interculturale sono considerati indispensabili anche per le missioni spaziali del futuro caratterizzate da equipaggi interculturali<a href="applewebdata://DA6D797F-BBA0-4471-9CB9-3A07D650D3A6#_ftn2"><sup>[3]</sup></a>.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i criteri di selezione, inoltre, non si valutano più solo skills individuali, ma viene svolta una analisi della “<em>compatibility</em>” (compatibilità con il gruppo e capacità di vivere nel gruppo). </p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, si è scoperto che alcuni astronauti possono essere eccellenti “astronauti” sotto il profilo tecnico e scientifico, ma inadatti a confrontarsi con la diversità, sostenere un rapporto con le culture altrui, e quindi non possono far parte di equipaggi spaziali multiculturali. È sufficiente un piccolo comportamento fastidioso, ripetuto per giorni e giorni di seguito, per generare nervosismo e irritazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende esiste una implicazione:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>non tutti sono adatti a negoziare, e</li>
<li>ancora meno farlo interculturalmente.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni errore di comunicazione interculturale svolto da un venditore che opera all’estero (es: un area manager) o da un imprenditore, può significare un contratto in meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo le aziende ed organizzazioni devono rendersi conto quando scelgono i propri rappresentanti commerciali o istituzionali. Troppo spesso viene confusa una preparazione sul prodotto con una presunta capacità di negoziare e comunicare. Le due cose sono assolutamente diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I negoziatori interculturali devono essere adeguatamente selezionati partendo dalla loro capacità di apertura alle culture diverse, flessibilità mentale e competenze comunicative, e non solo in base alla loro esperienza aziendale o preparazione sul prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio – Selezione dei negoziatori interculturali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo della negoziazione interculturale dipende dalla capacità di selezione da parte dell’organizzazione, rispetto ai parametri di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>apertura al dialogo;</li>
<li>apertura mentale e capacità di confrontarsi con la diversità;</li>
<li>preparazione sulle tecniche generali di negoziazione e apertura alla propria formazione negoziale come leva di sviluppo;</li>
<li>preparazione specifica sulle tecniche di negoziazione interculturale e apertura alla propria formazione interculturale;</li>
<li>capacità di attingere a repertori comunicativi flessibili e adattivi, sapendosi adattare alle diverse culture con le quali deve interagire.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi sulla comunicazione interculturale toccano tutti – la scuola, l’educazione, la famiglia, l’azienda.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Lo sblocco delle rigidità cognitive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema della incomunicabilità ha origini sociali. Nel pieno dello sviluppo della propria espressività il bambino e l’adolescente imparano che ad essere sinceri nascono problemi, e che dedicare tempo agli altri è una perdita di risorse. Nascono gli stereotipi, le regole preconfezionate, gli schemi mentali da fluidi diventano rigidi e si consolidano sotto forma di credenze e dogmi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre i sistemi educativi formali sostengono l’importanza dell’espressività e della comunicazione, i comportamenti educativi reali insegnano invece esattamente il contrario: chiudersi, difendersi, non lasciarsi andare, essere sospettosi, non far capire come ci si sente “altrimenti gli altri se ne approfittano”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le aziende insegnano questo (regola basilare del “non fidarsi”) tramandata dall’esperienza degli “anziani” d’azienda ai giovani. Accade infatti che nella realtà dell’impresa, l’onestà altrui non sia assolutamente da dare per scontata, le intenzioni nemmeno, e si crei una <strong>condizione di allerta permanente</strong>, un clima di sospetto che permea ogni avvio di relazione e ogni negoziazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo clima ha solide basi nella realtà dei fatti e non è una pura costruzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, tale condizione di “allerta” deve diventare una scelta tattica consapevole e non uno stato costante fissato a priori, una “ingessatura inamovibile” o blocco cognitivo che impedisce un confronto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Solo da un confronto aperto e da reali prove comportamentali si potrà capire se la controparte ha intenzioni serie o è affidabile.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti manager sono invece ingessati in modo inamovibile una condizione di chiusura e rigidità (<strong>irrigidimento cognitivo</strong>) e questo impedisce loro di negoziare efficacemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco a poco, il blocco delle espressioni esterne diventa incapacità di riconoscere ciò che ci accade all’interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al massimo delle proprie capacità di ascolto e di espressione, il bambino sa esprimersi con tutto il corpo, sa esternare, capisce gli stati d’animo anche senza bisogno di parole. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventato adulto e manager, questo bambino si trasforma – dopo anni di vita aziendale &#8211; in un monolite mummificato, egoista, chiuso, centrato solo su di sè, oramai incapace di capire dinamiche relazionali a volte persino elementari e banali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Notiamo questo in una negoziazione di acquisto, quando un buyer non riesce a capire la differenza tra acquistare un “pezzo di merce” o “trovare un partner serio”, un fornitore di professionalità prima ancora che di “pezzi”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà dei fatti è piena di persone che non riescono a spiegare il proprio bisogno (se si acquista) o il proprio valore (se si vende).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In queste condizioni, il monolite ingessato si trova a fare business, a negoziare, a dover comunicare, esprimersi, a volte persino deve capire gli altri (compito arduo) e ascoltare (compito quasi impossibile), e non ci riesce. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come possiamo facilmente immaginare, avrà dei problemi, e anche le aziende per cui lavora ne avranno. E se sarà anche madre o padre, porterà queste difficoltà anche all’interno della famiglia, tramandando un disagio psichico trans-generazionale verso i propri figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste quindi un meta-obiettivo per ogni persona e gruppo: lo <strong>sblocco delle rigidità cognitive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indispensabile lavorare per riconoscere i propri stereotipi e credenze (o, come affronteremo nel volume sulle tecniche avanzate, i propri “prototipi cognitivi”), agire attivamente per capirli, identificare i propri stati di incomunicabilità, impegnarsi per eliminarla o ridurla, non attendere che la comunicazione migliori passivamente o “per miracolo”, ma impegnarsi in prima persona, come priorità assoluta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio – Rottura dell’incomunicabilità come meta-obiettivo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo della comunicazione dipende:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dalla presa di coscienza della dimensione interculturale della comunicazione;</li>
<li>dal grado di impegno e consapevolezza di entrambi i membri della comunicazione per ridurre gli effetti negativi dell’incomunicabilità.</li>
</ul>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://EA6A9C5F-D0F6-4285-B635-1B8924176264#_ftnref2"><sup>[1]</sup></a> Shore, B. (1996). <em>Culture in Mind. Cognition, Culture, and the Problem of Meaning</em>, Oxford, Oxford University Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://EA6A9C5F-D0F6-4285-B635-1B8924176264#_ftnref1"><sup>[2]</sup></a> L’autore, oltre alle attività di ricerca, è responsabile per i progetti di consulenza e formazione condotti da Studio Trevisani Communication Research (<a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a>) </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://DA6D797F-BBA0-4471-9CB9-3A07D650D3A6#_ftnref2"><sup>[3]</sup></a> Kraft NO, Lyons TJ, Binder H. (2003), “Intercultural crew issues in long-duration spaceflight”, <em>Aviation Space Environmental Medicine</em>. 2003 May;74(5):575-8.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazioneinterculturale.it</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siti in sviluppo</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="http://www.coachingevolution.eu/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingevolution.eu</a></li>
<li><a href="http://www.coachingworldassociation.com/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingworldassociation.com</a>  </li>
<li><a href="http://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneinterculturale.it</a></li>
<li><a href="http://www.healingacademy.it/" target="_blank" rel="noopener">www.healingacademy.it</a></li>
<li><a href="http://www.marketinginterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.marketinginterculturale.it</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">www.medialab-research.com</a></li>
<li><a href="http://www.negoziazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.negoziazioneinterculturale.it</a>    </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo La comunicazione costruttiva sono :</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Barriere linguistiche</li>
<li>Barriere psicologiche</li>
<li>Blocco cognitivo</li>
<li>Collisioni culturali</li>
<li>Competenze comunicative</li>
<li>Comunicazione costruttiva</li>
<li>Comunicazione interculturale</li>
<li>Differenze culturali</li>
<li>Flessibilità mentale</li>
<li>Formazione incrementale</li>
<li>Formazione trasformazionale</li>
<li>Incomunicabilità</li>
<li>Incomunicabilità intergruppo</li>
<li>Incomunicabilità intragruppo</li>
<li>Irrigidimento cognitivo</li>
<li>Metodo ALM</li>
<li>Micro-collisioni culturale</li>
<li>Negoziazione interculturale</li>
<li>Rottura di performance</li>
<li>Volontà di dialogo</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-comunicazione-costruttiva/">La comunicazione costruttiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
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		<title>I 5 principi fondamentali nella vendita consulenziale  e negoziazioni complesse</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/i-5-principi-fondamentali-nella-vendita-consulenziale-e-negoziazioni-complesse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 07:06:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ascoltare e capire]]></category>
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		<category><![CDATA[blocchi psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[cantieri di vendita]]></category>
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		<category><![CDATA[coesione e comunicabilità interna]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione del proprio livello di forma fisica e mentale]]></category>
		<category><![CDATA[common ground]]></category>
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		<category><![CDATA[preparazione permanente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Principio del Battle Rhythm Il principio del Battle Rhythm consiste nel tenere un “ritmo di battaglia” nella vendita, un contatto cadenzato e incalzante sulle operazioni di vendita in &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/i-5-principi-fondamentali-nella-vendita-consulenziale-e-negoziazioni-complesse/">I 5 principi fondamentali nella vendita consulenziale  e negoziazioni complesse</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Principio del <em>Battle Rhythm</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio del <em>Battle Rhythm</em> consiste nel tenere un “ritmo di battaglia” nella vendita, un contatto cadenzato e incalzante sulle operazioni di vendita in corso, senza aprire troppi cantieri di vendita con il rischio di concluderne pochi o nessuno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Le attività di vendita vanno inquadrate in specifiche&nbsp;<strong>campagne e progetti</strong>, non lasciate al buon senso individuale o gestite come “progetti vaghi”.&nbsp;</li><li>Le buone intenzioni vanno trasformate in buone operazioni, seguendo un concetto di “qualità totale” nella vendita e di&nbsp;<strong>Eccellenza Operativa</strong>, dove nulla di ciò che conta viene lasciato al caso.</li><li>Ogni campagna e ogni progetto hanno&nbsp;<strong>responsabilità personali ben identificate</strong>, ruoli chiari e non confusi, team dedicati o persone dedicate, obiettivi ben inquadrati.&nbsp;</li><li>Le cadenze di operazioni e contatti devono&nbsp;<strong>tenere “caldo” il progetto</strong>&nbsp;senza mai lasciarlo raffreddare, e portarlo sino alla conclusione.</li><li><strong>Ogni linea di vendita va portata avanti sino alla chiusura</strong>, sia essa positiva o negativa, e non può essere lasciata aperta a tempo indeterminato.&nbsp;</li><li>Le energie vanno focalizzate e non disperse. Pertanto, non esiste una vendita generica ma l’organizzazione di&nbsp;<strong>progetti di vendita</strong>.</li><li>Non esiste un flusso di attività indistinto ma una sequenza organizzata di operazioni (<em>Operations</em>) che vogliono produrre un determinato effetto (<strong><em>Effects-Based Operations</em></strong>).</li><li>Le attività svolte entro ciascuna linea di vendita &#8211; telefonate, incontri interlocutori, mail, presentazioni, incontri tecnici, commerciali, negoziazioni, visite, pranzi, prove, ispezioni, dimostrazioni, etc. – sono tutte importanti, nessuna esclusa, e vanno sincronizzate tra di loro (principio della&nbsp;<strong>sincronizzazione operativa</strong>).</li><li>Dobbiamo distinguere azioni che preparano il terreno dalle azioni di chiusura, seguire tra esse un principio di&nbsp;<strong>Catena degli effetti a cascata (una azione prepara la successiva)</strong>, che prevede un buon coordinamento tra le varie azioni nella linea di vendita.</li><li>Le varie azioni devono essere tra loro coordinate in una matrice globale –&nbsp;<em>Effects Synchronization Matrix</em>&nbsp;– che evidenzia graficamente e in tabelle comprensibili chi fa cosa e quando, e&nbsp;<strong>come sono tra di loro collegate le varie operazioni</strong>.</li></ol>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Principio della distinzione tra ascolto e persuasione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnica della vendita avanzata evolve verso una dinamica di rapporto sempre più consulenziale, dove diventa fondamentale la diagnosi (ascoltare e capire) prima ancora della persuasione pura (esprimersi e convincere).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La complessità dei mercati e degli scenari ci obbliga a sviluppare le capacità di essere attenti ed empatici (capire l’altro), condurre diagnosi del cliente, dell’interlocutore, della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo produce un forte cambio di paradigma, dove prima erano fondamentali le capacità espressive (parlare), diventano essenziali le competenze di ascolto, di diagnosi (saper ascoltare, capire), e quindi le competenze progettuali (studiare e costruire soluzioni basate sulla diagnosi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sapere di avere buona capacità di analisi inoltre aumenta la sicurezza nella fase di comunicazione e produce un’immagine di maggiore autorevolezza e assertività. Questo si traduce in un forte incremento della capacità comunicativa e negoziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò non è semplice. Ma non è ancora abbastanza.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Principio dello stretching comunicazionale e rottura dell’incomunicabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In una negoziazione avanzata troviamo tutte le difficoltà, i limiti e le barriere date dall’incomunicabilità umana, amplificate dalle barriere culturali e organizzative, dalle abitudini stratificate, dagli stereotipi, e da interessi contrapposti che spesso sembrano antagonistici, uno contro l’altro. Rompere questo circolo vizioso è un principio basilare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una regola fondamentale della vendita complessa è il bisogno di trovare il “<em>Common Ground</em>”, i valori e principi condivisi, sui quali costruire i piani successivi. Ad esempio, chiarire che per entrambe le parti sia importante non solo il prodotto ma l’affidabilità reciproca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo anche considerare che esiste quasi sempre una componente “interculturale” nel fare vendita e negoziazione ad alti livelli: le persone che interagiscono tra loro hanno culture diverse e regole implicite diverse (anche entro la stessa nazione), ed ancora maggiormente quando si rapportano tra loro manager di nazioni diverse. Questo complica il quadro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita consulenziale e la negoziazione sono tra le attività più complesse e impegnative svolte dall’essere umano. Durante una interazione di vendita o una negoziazione possiamo assistere ad un incontro tra mondi mentali distanti, culture diverse, stili linguistici e manageriali antitetici, differenti psicologie, scontri tra strategie e tattiche comportamentali, e spesso – ad un livello profondo – la collisione tra visioni del mondo contrastanti, accompagnata da forte incomunicabilità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stretching comunicazionale permette alle persone che svolgono vendita e negoziazione di diventare più flessibili dal punto di vista comunicativo, saper utilizzare un linguaggio “tecnico” quando serve, e in altri momenti un linguaggio più “manageriale”, ed in altri ancora uno più “umanistico e valoriale”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passare da un incontro con un dirigente del marketing ad un incontro con il responsabile della produzione, entro la stessa azienda-cliente, richiede ancora una volta una capacità di cambiare rapidamente stili comunicativi e sintonizzarsi su una “modalità di ricezione” adeguata ad interlocutori diversi. Questo ancora maggiormente se più interlocutori diversi tra loro sono presenti entro la stessa stanza.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Principio della formazione permanente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono enormi bisogni di crescita professionale e formazione in chi opera seriamente nella vendita e nella negoziazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I contributi (libri, corsi) disponibili sul mercato sono condotti prevalentemente in modo semplicistico, puntano ad un lettore/partecipante che si presume sostanzialmente abbastanza stupido, poco consapevole, da ammaestrare, bisognoso solo di strutture preconfezionate in cui essere impacchettati, regole da un minuto valide con tutti, scorciatoie per imbonire un soggetto-cliente che si presuppone manipolabile o sciocco, tutto il contrario di quanto sappiamo essere utile nella vita reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra visione è invece quella di un professionista della negoziazione che dobbiamo preparare a gestire incontri con persone di alto livello, per nulla facili da persuadere o da gestire tramite trucchetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo evidenzia la necessità per il venditore di crescere sul piano prima di tutto personale, morale e culturale, entro una palestra di vita e professionale dalle enormi opportunità, offerta dalla vendita complessa e dalla negoziazione avanzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo, servono strumenti sul Potenziale Umano e non solo un addestramento alla vendita cieca e standardizzata. L’accademia e la ricerca universitaria non aiutano snobbando il tema della vendita e della negoziazione, disinteressandosi a quello che è in realtà un enorme laboratorio di scienze della comunicazione, di sperimentazione sulle dinamiche comunicative e di formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo allora cercare luce nella manualistica professionale, ma la maggior parte della letteratura e della formazione sulla vendita e negoziazione (nel&nbsp;<em>mainstream</em>, la tendenza dominante) punta a ridurre i fattori di complessità (a nasconderli, a non esaminarli, perché troppo difficili) e questo si traduce nel proporre formulette semplici &#8211;&nbsp;&nbsp;“<em>one minute</em>” “<em>fast and easy</em>” – pericolose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la realtà è complessa, la vendita e la negoziazione sono complesse, la psicologia umana è complessa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Muoversi all’interno di questo ambiente è una sfida per ogni professionista. Gestire una vendita e una negoziazione richiede competenze multi-variate, che provengono da tante discipline diverse e convergono poi in un unico momento: il&nbsp;<em>momento della verità</em>, l’incontro umano, la trattativa, i messaggi reali che ci si scambiano le persone, le conversazioni con il cliente, in azienda, al ristorante, e in ogni momento di verità e vita vissuta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo delle arti marziali esistono competizioni di tipo MMA (Mixed Martial Arts) dove i combattenti possono usare qualsiasi tecnica (boxe, calci, prese, lotta a terra, leve articolari). Questi atleti, gladiatori contemporanei, scoprono ben presto il bisogno di doversi affidare a più preparatori o studiare più discipline, e l’insufficienza della propria esperienza precedente mono-disciplinare. Scoprono il bisogno di doversi allenare in modo permanente e su più discipline (es, mattina boxe, pomeriggio lotta, sera potenziamento muscolare). Lo stesso accade per gli “agonisti” della negoziazione e della vendita. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La preparazione deve essere permanente, e utilizzare più discipline e arti, per poter essere pronti nei tanti “momenti della verità”.</strong></p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Principio della crescita del Potenziale Umano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non è sufficiente vendere di più (le vendite possono essere in crescita anche per altri fattori, congiuntura favorevole e fattori che non dipendono dal venditore). Ciò che a noi interessa è l’atteggiamento di professionalità, le vendite in cui il risultato è dovuto alla propria preparazione, una conseguenza del fatto di migliorarsi come persone. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci interessano le vendite nelle quali la persona si esprime e non quelle “facili”, in cui non si può capire quanto valore aggiunto è stato portato dalla persona e quanto sia il suo reale contributo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel terreno professionale della vendita e negoziazione troviamo enormi potenziali di ricerca sullo sviluppo umano ed organizzativo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita consulenziale tocca da vicino il tema del Potenziale Umano e dello Sviluppo Personale &#8211; poiché ogni progetto andato a buon fine richiede che l’essere umano che lo conduce funzioni al pieno del suo potenziale, libero da blocchi psicologici e condizionamenti culturali, con un corpo che lo aiuti e non lo freni, e un team che operi in modo affiatato e trovi coesione e comunicabilità interna. Questi risultati sono decisamente importanti sotto il piano del&nbsp;<strong>potenziale umano in azione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita complessa tocca anche, anzi, si compenetra e avvinghia, nei temi di sviluppo organizzativo – poiché una vendita di successo, una negoziazione produttiva &#8211; sono il successo di un cantiere di lavoro, un laboratorio di progettazione e azione, entro un teatro di azione che impegna interi team e a volte intere aziende in un unico sforzo congiunto.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Il principio del Potenziale Umano chiede a chi si occupa di vendita una attenzione particolare alla <strong>coltivazione del proprio livello di forma fisica e mentale</strong>, di preparazione e di spessore morale, e non solo risultati a fine trimestre.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Comunicazione Interculturale. Articolo e video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2021 14:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Come nasce la comunicazione interculturale?]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione cross-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione crossculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di laurea in comunicazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di laurea in comunicazione interculturale cosa si studia]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa si intende per comunicazione multiculturale?]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa si studia a comunicazione interculturale?]]></category>
		<category><![CDATA[Esempi di comunicazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[incomunicabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Laurea in comunicazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di comunicazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell’incomunicabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie della comunicazione interculturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione interculturale: nel &#8220;Modello delle Quattro Distanze&#8221;, la condizione della comunicazione in cui due o più comunicatori abbiano tra di loro differenze di ruolo, di codice comunicativo, di valori e di passato esperienziale. © Articolo in anteprima editoria dal libro &#8220;Comunicazione Interculturale&#8221; Franco Angeli editore, Milano Comunicazione interculturale vs. incomunicabilità. La comunicazione che funziona vs. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comunicazione interculturale</strong>: nel &#8220;Modello delle Quattro Distanze&#8221;, la condizione della comunicazione in cui due o più comunicatori abbiano tra di loro differenze di ruolo, di codice comunicativo, di valori e di passato esperienziale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25886" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale.jpg" alt="comunicazione interculturale" width="1200" height="800" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale.jpg 1200w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-1024x683.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-1170x780.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />© Articolo in anteprima editoria dal libro &#8220;Comunicazione Interculturale&#8221; Franco Angeli editore, Milano</p>
<h2>Comunicazione interculturale vs. incomunicabilità. La comunicazione che funziona vs. l’incomunicabilità: le sfide per le performance aziendali e i rapporti personali</h2>
<blockquote><p><em>Ricordate, signori, un ordine che <strong>può</strong> essere frainteso <strong>sarà</strong> frainteso.</em></p>
<p><em>Helmuth von Moltke (1800-1891) capo di stato maggiore prussiano</em></p></blockquote>
<p>Contro chi pensa che non serva a niente lavorare sulla comunicazione bisogna tenere una linea dura. Si trattasse anche solo un dialogo migliorato tra un genitore e un figlio, o tra un marito e moglie, tra un manager e un collaboratore, sino ad una negoziazione aziendale andata a buon fine nonostante ogni diversità e avversità, per non parlare di un negoziato tra parti in conflitto e in guerra.</p>
<p>Questi fatti, quando si ripetono positivamente, possono cambiare le vite e persino cambiare il mondo. Possono fare evolvere il Potenziale Umano come mai sino ad ora si era immaginato, invece di lasciarci in un medioevo della comunicazione e della società.</p>
<p>La buona comunicazione richiede disciplina e volontà, e l’esito è impagabile. Chi non riesce a comunicare, finisce per essere perso, incompreso, relegato ad un angolo della vita.</p>
<p>Come evidenzia Hadot:</p>
<blockquote><p>“<em>Se l’inizio, o la scomparsa, di un problema filosofico ha per struttura l’oscurità spirituale e l’essere-perso, la fine o la scomparsa del problema avrà per forma una sorta di chiarezza spirituale</em>”.<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p></blockquote>
<p>La ricerca della chiarezza spirituale è un fronte che si allarga sempre più e la buona comunicazione è uno dei pochissimi ingredienti per ottenerla.</p>
<p>L’incomunicabilità è la condizione che impedisce alle persone di entrare in contatto profondo e condividere il pensiero. La comunicazione costruttiva si prefigge invece di attivare uno scambio significativo tra due o più menti per poter “costruire qualcosa assieme”.</p>
<p>L’essenza stessa della comunicazione è un tentativo di “costruire assieme,” mosso dalla necessità di “agire con” per raggiungere scopi che nessuna delle parti – da sola – è in grado di raggiungere (“agire senza”).</p>
<p>La necessità di dover cooperare porta le persone e le aziende a dover scambiare qualcosa, incontrarsi, e in un certo senso le obbliga a comunicare.</p>
<p>Moltissime persone, sul pianeta, sperimentano l’incomunicabilità ogni giorno, e desiderano passare ad una comunicazione più costruttiva, lo desiderano col cuore, ma non sanno come farlo. Mancano letteralmente gli strumenti operativi – nella scuola e nell’azienda – per affrontare sistematicamente il problema dell’incomunicabilità e dirottare le energie verso la comunicazione costruttiva.</p>
<p>Possiamo subito immaginare quali siano gli effetti di un incontro negoziale o di una relazione umana dominata dall’incomunicabilità: conflitto, incomprensione, disaccordo, ansia, distanza. Il nostro scopo è capire su quali leve agire per trasformare una possibile incomunicabilità in un incontro costruttivo.</p>
<p>Fig. 38 – Circolo vizioso</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25888" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-conflitto.jpg" alt="comunicazione e conflitto" width="492" height="459" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-conflitto.jpg 492w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-conflitto-300x280.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-conflitto-175x163.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/comunicazione-interculturale-conflitto-450x420.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 492px) 100vw, 492px" /></p>
<p>Il problema dell’incomunicabilità tocca le sfere più diverse: lo vediamo nei rapporti tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra docenti e alunni, tra amici, tra colleghi, tra aziende, ma – ad un livello superiore – tra religioni, nazioni, regioni mondiali diverse. Questo “mostro” agisce anche nel contatto tra aziende nei rapporti di business.</p>
<p>Le società del consumo, i mass media, la scuola, persino l’educazione familiare, lo alimentano quando bloccano l’espressione delle emozioni, e l’ascolto empatico, educando le persone ad essere sempre più individualiste, chiuse, egoiste, centrate solo su di sè.</p>
<p>Il risultato della crescita in una società emotivamente morta crea l’atteggiamento di chiusura: smettere di ascoltare e capire, irrigidirsi, divenire incapaci di essere flessibili e adattivi, di essere efficaci fuori dal proprio “spazio ristretto”.</p>
<h2>Comunicazione interculturale e aziende</h2>
<p>Il problema dell’incomunicabilità si collega immediatamente a quello della performance e dei risultati del lavoro di gruppo nelle aziende. Quando c’è incomunicabilità, non arrivano risultati, tutto si blocca.</p>
<p>Quando invece la comunicazione è fluida, genuina, efficace, ogni situazione si risolve.</p>
<blockquote><p><em>Le parole possono essere proiettili, </em></p>
<p><em>ma possono anche essere squadre di soccorso.<br />
(Jón Kalman Stefánsson)</em></p></blockquote>
<p>Non esiste prestazione umana avanzata nella quale sia possibile agire da soli o procedere senza comunicare. Per essere coscienti delle trappole comunicative, tuttavia, dobbiamo sapere che ovunque si operi con altri, avvengono <strong>micro-collisioni culturali</strong>.</p>
<p>Anche il più solitario dei navigatori deve concordare con i progettisti della barca le dotazioni e le strutture che vorrà avere a bordo, e avviene una micro-collisione di culture (marinaio vs. ingegnere), superabile solo con la ricerca di un intento comune e di un linguaggio comune.</p>
<p>L’atleta negli sport individuali deve comunicare con il proprio coach in vari momenti della preparazione, dando anche qui spazio ad una micro-collisione culturale (atleta vs. metodologo, la voglia o meno di fare fatica, la voglia o meno di “seguire una prescrizione” o di fare secondo i propri gusti personali).</p>
<p>Lo stesso accade in ogni comunicazione d’acquisto, ad esempio nell’acquisto di un corso di formazione, tra la cultura del pedagogista o formatore serio (che privilegia i risultati graduali e frutto di un percorso di crescita) e la cultura di un ufficio acquisti o un responsabile commerciale (risultati subito, tutto di fretta e che costi poco”).</p>
<p>L’unica possibilità di cooperazione è data dalla ricerca di un traguardo comune. Questo richiede “smontare” le diversità, riconoscerle, farle uscire dal retrobottega della comunicazione e portarle sotto i riflettori.</p>
<p>Quando la comunicazione è bloccata, i gruppi e le relazioni smettono di funzionare e la performance cala o si annulla del tutto, nessun traguardo comune viene raggiunto. Quando la comunicazione è invece fluida e fruttuosa, ogni performance si può realizzare e anche i traguardi più ambiziosi diventano raggiungibili.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Hadot, Pierre. <em>La filosofia come modo di vivere. Conversazioni con Jannie Carlier e Arnold I. Davidson</em>. Torino, Einaudi. P. 263</p>
<p>© Articolo in anteprima editoria dal libro &#8220;Comunicazione Interculturale&#8221; Franco Angeli editore, Milano</p>
<p>________________</p>
<blockquote><p>Per ottenere un consulto iniziale e valutare le opportunità della realizzazione di un corso o coaching sulla Comunicazione, <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/">contatta il dott. Daniele Trevisani dal seguente form</a></p></blockquote>
<h2 style="font-family: var(--text-h-font, var(--h-font));">Comunicazione Interculturale. Video sul Modello delle Quattro Distanze della comunicazione</h2>
<p><iframe loading="lazy" title="Comunicazione Interculturale" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/OHTIipKaoA4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a class="broken_link" href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>
<p><strong>Altre risorse online</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
<h3>Comunicazione Interculturale: le parole chiave</h3>
<ul>
<li>Comunicazione Interculturale</li>
<li>Cosa si studia a comunicazione interculturale?</li>
<li>Come nasce la comunicazione interculturale?</li>
<li>Comunicazione crossculturale</li>
<li>Comunicazione cross-culturale</li>
<li>Teorie della comunicazione interculturale</li>
<li>Cosa si intende per comunicazione multiculturale?</li>
<li>Modelli di comunicazione</li>
<li>Modelli di comunicazione interculturale</li>
<li>Incomunicabilità</li>
<li>Teorie dell’incomunicabilità</li>
<li>Esempi di comunicazione interculturale</li>
<li>Laurea in comunicazione interculturale</li>
<li>Corso di laurea in comunicazione interculturale</li>
<li>Corso di laurea in comunicazione interculturale cosa si studia</li>
</ul>
<p><span style="color: var(--h-color, #161616); font-family: var(--text-h-font, var(--h-font)); font-size: 23px; font-weight: 600;">Approfondimenti</span></p>
<h1 id="firstHeading" class="firstHeading">Competenza interculturale</h1>
<div id="bodyContent" class="vector-body">
<div id="siteSub" class="noprint">Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</div>
<div id="contentSub"></div>
<div id="jump-to-nav"><span style="font-size: 15px; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);">La </span><b style="font-size: 15px; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);">competenza interculturale</b><span style="font-size: 15px; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);"> è la capacità di comunicare in modo efficace con persone di altre </span><a style="font-size: 15px; letter-spacing: var(--text-tracking);" title="Cultura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cultura" target="_blank" rel="noopener">culture</a><span style="font-size: 15px; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);">. Questa capacità può presentarsi già in giovane età o può essere sviluppata. La struttura della competenza interculturale comprende: le conoscenze culturologiche generali e specifiche, la capacità di interagire a livello pratico, la ricettività interculturale e psicologica.</span></div>
<div id="mw-content-text" class="mw-body-content mw-content-ltr" dir="ltr" lang="it">
<div class="mw-parser-output">
<h2><span id="Fattori_che_determinano_la_sensibilit.C3.A0_interculturale"></span><span id="Fattori_che_determinano_la_sensibilità_interculturale" class="mw-headline">Fattori che determinano la sensibilità interculturale</span></h2>
<p>Ognuno ha una propria storia personale, una propria vita e, in generale, una propria cultura che comprende un aspetto <a title="Geografia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Geografia" target="_blank" rel="noopener">geografico</a>, <a title="Etnia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Etnia" target="_blank" rel="noopener">etnico</a>, <a title="Morale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morale" target="_blank" rel="noopener">morale</a>, <a title="Religione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Religione" target="_blank" rel="noopener">religioso</a>, <a title="Politica" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politica" target="_blank" rel="noopener">politico</a> e <a title="Storia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia" target="_blank" rel="noopener">storico</a>, e un&#8217;<a class="mw-redirect" title="Identità culturale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Identit%C3%A0_culturale" target="_blank" rel="noopener">identità culturale</a>. Nei rapporti personali ciò riguarda naturalmente le persone provenienti da altri ambienti culturali, <a class="mw-redirect" title="Continenti" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Continenti" target="_blank" rel="noopener">continenti</a> o <a title="Stati del mondo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_del_mondo" target="_blank" rel="noopener">paesi</a>, e anche da altre <a title="Società (sociologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_(sociologia)" target="_blank" rel="noopener">società</a>, di sesso diverso, ecc. (le cosiddette <a class="mw-redirect" title="Subculture" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Subculture" target="_blank" rel="noopener">subculture</a>). Anche all&#8217;interno della stessa famiglia possono coesistere diversi valori culturali.</p>
<h2><span id="Presupposti" class="mw-headline">Presupposti</span></h2>
<p>I presupposti fondamentali sono rappresentati dalla sensibilità e dalla <a title="Sicurezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicurezza" target="_blank" rel="noopener">sicurezza</a> in sé stessi, dalla comprensione dei comportamenti altrui e modelli mentali, così come dalla capacità di esprimere chiaramente e precisamente il proprio punto di vista; farsi capire e mostrare flessibilità, dove possibile, ed essere chiari, se necessario. Si tratta di un giusto equilibrio tra: <a title="Conoscenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Conoscenza" target="_blank" rel="noopener">conoscenza</a> ed <a title="Esperienza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Esperienza" target="_blank" rel="noopener">esperienza</a> delle altre culture, <a title="Individuo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Individuo" target="_blank" rel="noopener">individui</a>, <a title="Nazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nazione" target="_blank" rel="noopener">nazioni</a>, <a title="Comportamento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comportamento" target="_blank" rel="noopener">comportamenti</a>, ecc., la fiducia in sé stessi, la consapevolezza della propria forza, dei propri punti deboli, i bisogni e la stabilità emotiva.</p>
<h2><span id="Differenze_culturali" class="mw-headline">Differenze culturali</span></h2>
<p>Nell&#8217;analisi dei tratti culturali si distinguono i seguenti aspetti: <a title="Individualismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Individualismo" target="_blank" rel="noopener">individualismo</a> (stimoli individuali), <a title="Collettivismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Collettivismo" target="_blank" rel="noopener">collettivismo</a> (stimoli di gruppo), <a title="Femminilità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Femminilit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">femminilità</a> (scelta conflittuale in base al principio di identità, orientamento al gruppo singolo e alla qualità di vita) e mascolinità (scelta conflittuale nella lotta tra pari, competitività), superamento delle incertezze (secondo il <span class="chiarimento"><a class="mw-disambig" title="Formalismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Formalismo" target="_blank" rel="noopener">formalismo</a></span><sup class="noprint chiarimento-apice">[<i><a title="Aiuto:Chiarezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Chiarezza" target="_blank" rel="noopener">non chiaro</a></i>]</sup> o in opposizione a esso), distanza del potere (differenza reale o sentita tra classi gerarchiche), monocronia (tutte le azioni si svolgono in sequenza) e policronia (più azioni che si svolgono contemporaneamente), segni strutturali (per esempio, inclinazione ai valori, percezione spazio-temporale, impressione selettiva, <a title="Comunicazione non verbale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione_non_verbale" target="_blank" rel="noopener">comunicazione non verbale</a> e modi di comportamento). Secondo questi e altri criteri si distinguono paesi, regioni, società/<a title="Azienda" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Azienda" target="_blank" rel="noopener">aziende</a>, <a class="mw-redirect" title="Gruppi sociali" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppi_sociali" target="_blank" rel="noopener">gruppi sociali</a> così come gli <a class="mw-redirect" title="Individui" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Individui" target="_blank" rel="noopener">individui</a>. Le speranze di successo di una collaborazione, in particolare, durante negoziati, cooperazioni, associazioni/unioni, ecc., possono essere realisticamente valutate e persone preparate possono ricoprire posizioni di grande responsabilità.</p>
<h2><span id="Voci_correlate" class="mw-headline">Voci correlate</span></h2>
<ul>
<li><a title="" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialogo_interculturale" target="_blank" rel="noopener">Dialogo interculturale</a></li>
<li><a title="Comunicazione interculturale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione_interculturale" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale</a></li>
<li><a class="mw-redirect" title="Dialogo tra culture" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialogo_tra_culture" target="_blank" rel="noopener">Dialogo tra culture</a></li>
<li><a title="Civiltà occidentale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_occidentale" target="_blank" rel="noopener">Civiltà occidentale</a></li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-interculturale-articolo-e-video/">Comunicazione Interculturale. Articolo e video</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<item>
		<title>Chi ha pensato, ciò che hai pensato?</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/chi-ha-pensato-cio-che-hai-pensato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 05:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[conosci te stesso]]></category>
		<category><![CDATA[cos&#039;è un meme]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
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		<category><![CDATA[memi tossici]]></category>
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		<category><![CDATA[potenzialità e virtù personali]]></category>
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		<category><![CDATA[strumenti per vivere una vita degna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://valentinaspignoli.wordpress.com/?p=93</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un salto verso la tua più autentica emancipazione ©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Emancipazione. Una questione di “memetica” Il Life Coaching è una grande forma di emancipazione di sè in cui la persona &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/chi-ha-pensato-cio-che-hai-pensato/">Chi ha pensato, ciò che hai pensato?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Un salto verso la tua più autentica emancipazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"> ©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Emancipazione. Una questione di “memetica”</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Life Coaching è una grande forma di emancipazione di sè in cui la persona cerca di ri-tarare, con un supporto professionale, la direzione della propria vita, il suo approccio al corpo (da oggetto quasi inutile, a risorsa preziosissima) e gli stili di pensiero che usa, sino a dettagli fondamentali. Tra questi, allargare e selezionare la gamma delle fonti informative e comunicative che usiamo, facendo pulizia netta da stili mentali disfunzionali e cercando attivamente stili di pensiero utili, decisivi, che portino una capacità assertiva di attacco ai problemi, o capacità di rilassamento, meditazione e unione con valori universali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viviamo per riprodurre non solo DNA ma anche “memi”, tracce mentali, e di questo processo vogliamo essere non gli spettatori ma i protagonisti. Il meme, a sua volta ricavato dal greco&nbsp;<em>mímēma</em>&nbsp;&#8216;imitazione&#8217;, tende a replicarsi, e noi siamo sia vittime di questi virus (riceventi) che agenti virali (emittenti).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assorbiamo idee e poi le emettiamo. Vogliamo finalmente imparare a filtrare le idee in ingresso e stare allerta sul fatto che quelle che esprimiamo siano davvero nostre, e non ci limitiamo a fare da grancassa ad idee altrui?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La “memetica” o scienza delle idee, ci ricorda che noi siamo anche responsabili di andare a caccia attivamente di “memi” buoni (concetti, pensieri, idee), in qualsiasi campo dell’espressione umana e della natura: un giornale, un libro, un programma televisivo, un sito web, un canale digitale, un tipo di musica, un paesaggio &#8211; e stare alla larga e anzi depurarci da “memi tossici”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ovvio che la memetica per il suo potere rivoluzionario sia non solo poco studiata ma anche ostacolata dalle accademie e potentati politici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo comporta per noi una responsabilità etica, di incidere su cosa leggi e cosa guardi, come ti informi, a cosa presti attenzione, e anche un grande intervento di Coaching sul “Comunicare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo di esistere e vogliamo &#8211; istintivamente &#8211; metterci in contatto con altre creature viventi. E’ nel nostro DNA, scritto nei geni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa parte della vita è chiamata “comunicazione interpersonale”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma presto scopriamo che le nostre idee non vengono capite immediatamente, l’altra “persona” sembra non capire o non capire fino in fondo, o non gli interessa assolutamente niente di noi, come se tra di noi ci fosse una barriera, e quella barriera esiste.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiama “incomunicabilità”, e qualche livello, chi più chi meno, tocca tutti i rapporti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per cui anziché maledirla, scopriamo che lavorare su di sè, sulla propria mente, sul proprio corpo, sulla propria efficacia nella comunicazione, è importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora, serve la grande dote coltivabile del continuare a crederci.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>fa gli uomini superiori.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Friedrich Wilhelm Nietzsche</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E se da bambini pensavamo che fare l’astronauta tutto sommato non fosse difficile, crescendo la vita inizia a sbatterci porte in faccia e le porte in faccia fanno male. Che si tratti di lavorare in azienda, di farsi assumere, di avere una propria attività e vendere i propri servizi, di portare le persone a fare una vacanza dove vorremmo noi, di uscire con una persona che ci piace, di far passare un nostro progetto. Scopriamo che la vita è dura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questa scoperta, alcuni si ritirano, fanno marcia indietro, si racchiudono in una vita stereotipata dove non ci sia tanto da spiegare a nessuno né qualcosa di speciale da fare. Si rintanano in un loculo sempre più stretto. Quando vince il ciclo “produci &#8211; consuma &#8211; muori &#8211; taci” sei finito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri non ci stanno, iniziano a studiare, a lavorare sulla propria mente, sul corpo, su come arrivare al cervello altrui e capire meglio le idee altrui. E a far capire le proprie idee, e flessibilizzare le proprie. Ad avere un rapporto diverso con il proprio corpo, a praticare discipline olistiche e vedere quanta libertà riescono a rubare ad un sistema che invece ti vorrebbe ingabbiato. A questi eroi è dedicato questo lavoro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viviamo in una finestra di spazio-tempo grande come un granello di sabbia nell’immensità del tempo. Siamo piccoli, molto piccoli. Ma le nostre idee possono essere grandi, immense. E la vita è li a sfidarci:&nbsp;<em>Vuoi ritirarti nella tua nicchia o vuoi uscire e combattere?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E se decidiamo di uscire, possiamo fruire di questa opportunità in una finestra di spazio-tempo molto stretta, la nostra vita terrena. L’epoca in cui nasciamo, la nazione e la zona in cui siamo venuti alla luce, non le abbiamo scelte, ma lì si gioca questa battaglia tra buio e luce, tra oppressione e libertà di vivere a pieno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>coaching</strong>&nbsp;vuole dare il massimo del senso possibile a questa “finestra temporale” riaprendo il mondo delle scelte possibili e allargando i nostri orizzonti di vita, mentre il&nbsp;<strong>counseling</strong>&nbsp;si occupa di rimuovere alcune “incrostazioni” (psicologiche, relazionali, modelli mentali e comportamentali) che possono rendere difficoltosa l’apertura delle nostre finestre di vita e l’ingresso di luce e aria nella nostra esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>psicologia</strong>, come scienza, fa da sfondo a cui attingere così come una cava ricca di metalli preziosi da cui si ricavano gioielli, ma non è il gioiello. E’ lo strumento, uno degli strumenti, in alcuni case la fonte, in altri un ingrediente. Sta al lavoro di un coach, di un Counselor, di un consulente, di uno psicologo o terapeuta, di un fitness trainer, di un consulente, la capacità di creare la magia, prendere questi metalli grezzi e trasformarli nel gioiello che vada bene per te e porti la tua vita a risplendere nella gioia, e la tua anima ad avere il sorriso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Comunicazione aziendale e gestione delle risorse umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 07:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione assertiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione autentica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione aziendale e gestione delle risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace e costruttiva]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza della propria cultura]]></category>
		<category><![CDATA[distanza del Self]]></category>
		<category><![CDATA[Distanza ideologica e valoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Distanza Relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Modello delle Quattro Distanze della Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[regole conversazionali]]></category>
		<category><![CDATA[approccio consulenziale]]></category>
		<category><![CDATA[bilanciare vita privata e vita lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[capacità comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[capitale umano]]></category>
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		<category><![CDATA[flicità significa maggiore produttività]]></category>
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		<category><![CDATA[il lavoro del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[imparare a capirsi]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori e dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[incomunicabilità]]></category>
		<category><![CDATA[l&#039;azienda del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[la persona al centro]]></category>
		<category><![CDATA[marketing e comunicazione strategica]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo ALM]]></category>
		<category><![CDATA[modello delle quattro distanze]]></category>
		<category><![CDATA[ponte tra diversità]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto della cultura altra]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti e metodi della negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[supporto consulenziale]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[valorizzare il potenziale umano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo a cura della dott.ssa Ginevra Bighini,&#160;www.negoziazioneinterculturale.wordpress.com; mentoring a cura del dott. Daniele Trevisani,&#160;www.studiotrevisani.it __________ L’articolo di oggi ruota attorno ad uno dei temi più discussi nel mondo del lavoro, ossia la comunicazione aziendale e la gestione delle risorse umane.&#160; Come imprenditori, c’è da chiedersi innanzitutto che valore attribuiamo ad entrambe, e quindi:&#160; quanto contano &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo a cura della dott.ssa Ginevra Bighini,&nbsp;<a href="http://www.negoziazioneinterculturale.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">www.negoziazioneinterculturale.wordpress.com</a>; mentoring a cura del dott. Daniele Trevisani,&nbsp;<a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a></em></p>


<p class="wp-block-paragraph">__________</p>


<p class="wp-block-paragraph">L’articolo di oggi ruota attorno ad uno dei temi più discussi nel mondo del lavoro, ossia la comunicazione aziendale e la gestione delle risorse umane.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Come imprenditori, c’è da chiedersi innanzitutto che valore attribuiamo ad entrambe, e quindi:&nbsp;</p>


<ol class="wp-block-list"><li>quanto contano per me le persone che lavorano nella mia azienda?&nbsp;</li></ol>


<ol class="wp-block-list" start="2"><li>Considero utile la loro formazione? E quanto sono disposto ad investirci?&nbsp;</li></ol>


<ol class="wp-block-list" start="3"><li>Quanto conta per me la comunicazione in azienda? La considero indispensabile per raggiungere il successo come impresa, oppure preferisco non sprecare ore preziose di lavoro per formarmi e formare i miei dipendenti alla comunicazione efficace?&nbsp;</li></ol>


<p class="wp-block-paragraph">Ci sono molte altre domande che potrei aggiungere, ma se dovessi elencarle tutte, probabilmente al posto di un articolo produrrei un libro.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">È chiaro che, una volta che ci siamo posti le giuste domande, dobbiamo anche darci le giuste risposte. E proprio a questo punto&nbsp;sarei curiosa di leggere nel pensiero di ogni imprenditore che sta leggendo questo post, per creare una statistica reale della concezione che le aziende italiane hanno del capitale umano e del supporto consulenziale in marketing e comunicazione strategica.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Potrei sbagliarmi, ma dalle precedenti esperienze lavorative mi sono accorta che, in Italia, la maggior parte delle aziende vede le persone come numeri sostituibili e i corsi di formazione come una spesa inutile.&nbsp;&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Il nostro compito, come consulenti, è quello di sfatare questo mito e di provare in tutti i modi a far aprire gli occhi delle aziende sul futuro del lavoro.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Il futuro che io vedo, forse ancora nell’utopia della giovinezza, è un futuro dove le aziende valorizzano sé stesse attraverso la cura per il proprio personale, dove ogni dipendente viene&nbsp;posto al&nbsp;centro di ogni discussione, dove le persone riescono a bilanciare con serenità vita privata e lavorativa, ma soprattutto dove la comunicazione sia argomento fondamentale nella formazione di ogni lavoratore.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Rendiamoci conto che, raggiungere obiettivi all’interno di qualsiasi società comporta il doversi relazionare con colleghi, clienti e fornitori: in altre parole con altri esseri umani che, come noi, hanno sogni, aspirazioni,&nbsp;valori e credenze&nbsp;specifici, con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno quando interagiamo.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Se l’interazione non è fluida si creano ostacoli, spesso insormontabili, al successo e si rischia il fallimento. Per questo motivo lavorare sulle proprie capacità comunicative, e soprattutto su quelle dei nostri dipendenti, è fondamentale per permettere alla propria società di diventare sempre più competitiva sul mercato.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Saper comunicare bene giova sia al personale interno, che all’immagine stessa dell’azienda nei confronti di clienti e fornitori esterni con cui condurremo negoziazioni positive e svilupperemo rapporti di fiducia duraturi.&nbsp;</p>


<p class="wp-block-paragraph">Per concludere vorrei dire due parole a tutti quegli imprenditori che si sono soffermati a leggere queste poche righe: se davvero ci tenete al futuro della vostra impresa osservate il mondo che cambia, poiché se sta cambiando significa che l’essere umano ha raggiunto nuove consapevolezze e vuole vivere la propria vita privata e lavorativa in modo diverso. Le nuove generazioni si sono rese conto che per lavorare bene, bisogna essere felici e anche l’azienda è responsabile della loro felicità. Dipendenti felici significa maggiore produttività, che, unita ad una comunicazione strategica consapevole, può davvero fare la differenza nel mondo che verrà.&nbsp;</p>


<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.netstrategy.it/hubfs/comunicazione%20aziendale.jpg" alt="" /></figure>


<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo a cura della dott.ssa Ginevra Bighini,&nbsp;<a href="http://www.negoziazioneinterculturale.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">www.negoziazioneinterculturale.wordpress.com</a>; mentoring a cura del dott. Daniele Trevisani,&nbsp;<a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a></em></p>


<p class="wp-block-paragraph">__________</p>


<p class="wp-block-paragraph">TAGS:</p>


<ul class="wp-block-list"><li>communication training&nbsp;</li><li>comunicazione assertiva</li><li>comunicazione autentica</li><li>comunicazione costruttiva&nbsp;</li><li>comunicazione efficace</li><li>comunicazione interculturale</li><li>comunicazione aziendale</li><li>comunicazione positiva</li><li>differenze linguistico-culturali</li><li>differenze valoriali</li><li>Metodo ALM</li><li>Modello delle Quattro Distanze</li><li>distanza del self</li><li>distanza relazionale</li><li>distanza referenziale</li><li>distanza ideologico-valoriale</li><li>distanza dei codici comunicativi</li><li>empatia&nbsp;</li><li>farsi capire</li><li>imparare a capirsi</li><li>negoziazione interculturale</li><li>ponte tra diversità&nbsp;</li><li>rispetto della cultura altra </li><li>strumenti e metodi della negoziazione&nbsp;</li><li>tecniche di ascolto attivo</li><li>risorse umane</li><li>gestione delle risorse umane</li><li>imprenditori e dipendenti</li><li>corsi di formazione</li><li>capitale umano</li><li>valorizzare il potenziale umano</li><li>bilanciare vita privata e lavorativa</li><li>approccio consulenziale</li><li>marketing e comunicazione strategica</li><li>il lavoro del futuro</li><li>l&#8217;azienda del futuro</li><li>cura del personale</li><li>la persona al centro</li><li>supporto consulenziale</li><li>felicità significa maggiore produttività</li><li>capacità comunicative</li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-aziendale-e-gestione-delle-risorse-umane/">Comunicazione aziendale e gestione delle risorse umane</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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