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	<title>comunicazione aziendale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Le regole per una comunicazione efficace</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2025 09:02:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le regole per una comunicazione efficace Ascolto attivo Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse. Esempio: Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Le regole per una comunicazione efficace</h1>
<ol>
<li><strong>Ascolto attivo</strong><br />
Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse.<br />
<em>Esempio:</em> Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai dicendo che&#8230;”.</li>
<li><strong>Chiarezza e semplicità</strong><br />
Le persone ricordano e comprendono meglio ciò che è semplice. Usare frasi brevi, parole comuni e concetti essenziali aiuta a farsi capire.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di dire “L’approccio strategico richiede un’analisi multi-dimensionale delle variabili ambientali”, puoi dire: “Dobbiamo studiare bene cosa succede intorno a noi prima di agire”.</li>
<li><strong>Empatia</strong><br />
Comprendere come si sente l’altra persona aiuta a comunicare in modo più efficace. L’empatia non è solo emotiva, ma anche cognitiva: implica la volontà di capire davvero l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se un collega è irritato per un errore, invece di rispondere a tono, puoi dire: “Capisco che questa situazione ti abbia dato fastidio. Vediamo insieme come risolverla”.</li>
<li><strong>Coerenza tra verbale e non verbale</strong><br />
Le parole devono essere supportate dal tono di voce e dal linguaggio del corpo. Se c’è dissonanza, le persone crederanno al non verbale.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “Non c’è problema” ma incroci le braccia e aggrotti la fronte, l’altro percepirà che c’è un problema, anche se non lo dici.</li>
<li><strong>Adattamento all’interlocutore e al contesto</strong><br />
Ogni persona e ogni situazione richiede uno stile diverso di comunicazione.<br />
<em>Esempio:</em> Spiegare un progetto a un tecnico informatico richiede termini specifici, mentre spiegare lo stesso progetto a un cliente non tecnico richiede parole semplici e esempi concreti.</li>
<li><strong>Uso del feedback</strong><br />
È importante verificare che il messaggio sia stato compreso e accogliere eventuali reazioni o osservazioni.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo aver dato un’istruzione a un collaboratore, chiedi: “Ti è chiaro cosa bisogna fare, o vuoi che lo ripetiamo insieme?”.</li>
<li><strong>Gestione del tempo nella comunicazione</strong><br />
Essere concisi, ma non sbrigativi. Dare spazio all’altro per intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> In una riunione, se parli da 10 minuti senza interruzioni, puoi fermarti e chiedere: “Cosa ne pensate fin qui?”.</li>
<li><strong>Chiarezza dell’obiettivo comunicativo</strong><br />
Ogni comunicazione dovrebbe avere uno scopo ben definito: informare, convincere, chiarire, rassicurare&#8230;<br />
<em>Esempio:</em> Prima di parlare con un cliente arrabbiato, chiarisci il tuo obiettivo: vuoi tranquillizzarlo, risolvere un problema, o ottenere un nuovo appuntamento?</li>
<li><strong>Autenticità e trasparenza</strong><br />
Dire ciò che si pensa in modo onesto e rispettoso crea fiducia. Le persone sentono quando sei autentico.<br />
<em>Esempio:</em> Se non sei d’accordo con una proposta, puoi dire: “Apprezzo il tuo punto di vista, ma ho delle perplessità su alcuni aspetti. Posso condividerle?”.</li>
<li><strong>Controllo delle emozioni</strong><br />
Le emozioni non vanno represse, ma gestite. In comunicazione, reagire di impulso può compromettere il messaggio.<br />
<em>Esempio:</em> Se ricevi una critica ingiusta, anziché rispondere con rabbia, puoi dire: “Mi piacerebbe capire meglio cosa ti ha portato a questa opinione”.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Le regole per una conversazione efficace</h1>
<p>Certamente! Ecco una guida completa sulle <strong>regole per una conversazione efficace</strong>, presentata in forma discorsiva e arricchita con <strong>esempi pratici</strong> per ogni punto.</p>
<ol>
<li><strong>Dare spazio a entrambi</strong><br />
Una conversazione efficace è un dialogo, non un monologo. È importante alternare l’ascolto e la parola, rispettando i tempi dell’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se hai parlato a lungo, puoi dire: “Ma ora sono curioso di sapere cosa ne pensi tu”.</li>
<li><strong>Mostrare interesse reale</strong><br />
Le conversazioni funzionano meglio quando c’è attenzione autentica. Fare domande, ascoltare attivamente e rispondere con commenti pertinenti aiuta a creare connessione.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti parla di un viaggio, evita di cambiare subito argomento: “Che bello! Dove sei stato esattamente?”.</li>
<li><strong>Non interrompere</strong><br />
Interrompere comunica disinteresse o impazienza. Anche se hai qualcosa da dire, attendi che l’altro finisca.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti viene in mente qualcosa mentre l’altro parla, annuisci o prendi nota mentalmente, ma aspetta il tuo turno.</li>
<li><strong>Saper leggere il tono e il contesto</strong><br />
La stessa frase può avere effetti diversi a seconda del momento e del tono. È fondamentale cogliere l’atmosfera e regolare di conseguenza il proprio modo di intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro è visibilmente teso o stanco, evita ironie o battute fuori luogo. Puoi dire: “Hai avuto una giornata pesante? Vuoi parlarne o preferisci distrarti?”.</li>
<li><strong>Non dominare la conversazione</strong><br />
Parlare troppo a lungo o imporsi sugli argomenti può far sentire l’altro messo da parte.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti accorgi di aver monopolizzato la conversazione, puoi dire: “Scusa, sto parlando troppo io. Raccontami qualcosa di tuo”.</li>
<li><strong>Evitare giudizi e correzioni continue</strong><br />
Le conversazioni non sono interrogatori né gare di precisione. Correggere ogni errore o giudicare costantemente spegne la voglia di dialogo.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro fa un errore non importante (“sono stato a Oslo, la capitale della Svezia”), puoi lasciar correre o dire con gentilezza: “Bellissimo posto. Anche se mi pare sia la capitale della Norvegia, vero?”.</li>
<li><strong>Accettare i silenzi</strong><br />
Le pause sono naturali. Non occorre riempirle subito: possono servire a riflettere o a respirare.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo una frase intensa o emotiva, non affrettarti a rispondere. Un semplice sorriso o uno sguardo empatico può bastare.</li>
<li><strong>Mantenere il focus sul presente</strong><br />
Una conversazione efficace vive nel “qui e ora”. Evitare di deviare troppo spesso su aneddoti passati o anticipare ogni frase dell’altro aiuta a mantenere il flusso naturale.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti racconta un fatto, evita di interromperlo con: “Anche a me è successo, ascolta questa&#8230;”. Prima ascolta tutto.</li>
<li><strong>Essere autentici e coerenti</strong><br />
Dire cose in cui si crede, usare un tono sincero e non cercare di impressionare rende le conversazioni più vere e piacevoli.<br />
<em>Esempio:</em> Se non ti interessa un argomento, puoi dirlo con tatto: “Ammetto che non ne so molto, ma mi interessa capire meglio”.</li>
<li><strong>Chiudere con cura</strong><br />
Anche la chiusura di una conversazione ha un peso. Concludere con rispetto e gratitudine rafforza il legame.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di chiudere bruscamente con “devo andare”, puoi dire: “Mi ha fatto piacere parlare con te, speriamo di continuare presto”.</li>
</ol>
<h1>Cos&#8217;è e come si gestisce lo stile comunicativo</h1>
<p><strong>Cos’è lo stile comunicativo</strong></p>
<p>Lo <strong>stile comunicativo</strong> è il modo in cui una persona esprime pensieri, emozioni e intenzioni attraverso parole, tono di voce, linguaggio del corpo e ritmo della comunicazione. Non si tratta solo di <em>cosa</em> diciamo, ma soprattutto di <em>come</em> lo diciamo.<br />
Ogni stile ha un impatto preciso sull’interlocutore e può facilitare o ostacolare la comprensione e la relazione.</p>
<p><strong>Come si gestisce lo stile comunicativo</strong></p>
<ol>
<li><strong>Conoscere il proprio stile dominante</strong><br />
Il primo passo è diventare consapevoli del proprio modo abituale di comunicare. Si è diretti? Diplomatici? Riflessivi? Espansivi?<br />
<em>Esempio:</em> Una persona con stile diretto potrebbe dire: “Questo progetto non funziona”, mentre una più riflessiva direbbe: “Credo che ci siano aspetti da rivedere in questo progetto”. Entrambe possono funzionare, se usate nel contesto giusto.</li>
<li><strong>Riconoscere gli stili degli altri</strong><br />
Ogni persona ha un suo stile, e saperlo riconoscere permette di adattarsi e migliorare la relazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se parli con una persona molto analitica, eviterai espressioni vaghe come “mi sembra giusto” e userai dati: “Secondo le statistiche, questa soluzione è più efficace del 30%”.</li>
<li><strong>Adattare il proprio stile al contesto</strong><br />
Non esiste uno stile perfetto in assoluto, ma esiste quello più adatto alla situazione.<br />
<em>Esempio:</em> In una situazione d’urgenza (es. emergenza sanitaria), uno stile diretto è più efficace: “Chiama subito il medico!”. In una riunione strategica, invece, può essere più utile uno stile collaborativo e riflessivo.</li>
<li><strong>Saper dosare assertività ed empatia</strong><br />
Comunicare in modo efficace significa trovare il giusto equilibrio tra fermezza e sensibilità verso l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> In un conflitto, uno stile troppo aggressivo (“Hai sempre torto!”) peggiora la situazione. Uno stile assertivo ma empatico funziona meglio: “Ho un punto di vista diverso, ti va se lo condivido?”.</li>
<li><strong>Gestire tono, ritmo e linguaggio del corpo</strong><br />
Lo stile passa anche da aspetti non verbali. Il tono troppo alto può sembrare autoritario, quello troppo basso insicuro. Il ritmo incalzante può mettere ansia, quello troppo lento può annoiare.<br />
<em>Esempio:</em> Se vuoi trasmettere entusiasmo, usa un tono energico, gesticola con misura e guarda negli occhi l’interlocutore. Se vuoi rassicurare, abbassa leggermente il tono e rallenta il ritmo.</li>
<li><strong>Essere flessibili e allenarsi al cambiamento</strong><br />
Lo stile comunicativo non è fisso: può evolversi con l’esperienza, il contesto e la volontà. Allenarsi a usare registri diversi è una forma di intelligenza relazionale.<br />
<em>Esempio:</em> Un manager può imparare a passare da uno stile direttivo (utile in caso di urgenze) a uno partecipativo (efficace per coinvolgere il team).</li>
<li><strong>Fare attenzione alla coerenza</strong><br />
Le parole devono essere coerenti con il tono e il comportamento. Se c’è incoerenza, l’altro percepirà confusione o manipolazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “sono qui per aiutarti” ma guardi l’orologio ogni 10 secondi, comunichi disinteresse nonostante le parole.</li>
<li><strong>Accogliere feedback e migliorarsi</strong><br />
Gli altri ci restituiscono segnali su come comunichiamo, a volte verbalmente, altre volte con reazioni più sottili. Saperli cogliere è fondamentale per evolvere.<br />
<em>Esempio:</em> Se noti che spesso le persone si irrigidiscono quando parli, potrebbe essere utile chiedere: “Sono stato troppo diretto? C’è un modo migliore per dirlo secondo te?”.</li>
</ol>
<p>Gestire lo stile comunicativo non significa <em>cambiare personalità</em>, ma <strong>diventare più consapevoli e strategici</strong> nel modo in cui ci relazioniamo. È una competenza che si può allenare ogni giorno, in ogni conversazione.</p>
<h1>Keywords della comunicazione efficace</h1>
<p>Ecco un elenco di 50 <strong>keywords</strong> utili sul tema <strong>&#8220;le regole per una comunicazione efficace&#8221;</strong>, temi su cui riflettere:</p>
<ol>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Empatia</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Chiarezza del messaggio</li>
<li>Coerenza comunicativa</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Domande aperte</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Gestione del conflitto</li>
<li>Comunicazione interpersonale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Codifica del messaggio</li>
<li>Decodifica del messaggio</li>
<li>Comunicazione verbale</li>
<li>Paralinguaggio</li>
<li>Tono di voce</li>
<li>Comunicazione digitale</li>
<li>Comunicazione scritta</li>
<li>Comunicazione visuale</li>
<li>Comunicazione interculturale</li>
<li>Comunicazione professionale</li>
<li>Comunicazione aziendale</li>
<li>Comunicazione interna</li>
<li>Comunicazione esterna</li>
<li>Empatia comunicativa</li>
<li>Comunicazione bidirezionale</li>
<li>Rumore comunicativo</li>
<li>Atti comunicativi</li>
<li>Canali comunicativi</li>
<li>Contesto comunicativo</li>
<li>Comunicazione efficace nel team</li>
<li>Assertività e rispetto</li>
<li>Comunicazione autentica</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione intenzionale</li>
<li>Flessibilità comunicativa</li>
<li>Regole di comunicazione</li>
<li>Comunicazione strategica</li>
<li>Comunicazione efficace in pubblico</li>
<li>Comunicazione nei conflitti</li>
<li>Comunicazione non violenta</li>
<li>Comunicazione efficace in azienda</li>
<li>Comunicazione e leadership</li>
<li>Comunicazione e relazione</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le 1000 Aree del Sapere (Metodo HPM)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 14:32:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le 1000 Aree del Sapere (riferimento: cella 4 del Metodo HPM) 1-50: Scienze Naturali e Fisiche Biologia Chimica Fisica Geologia Astronomia Ecologia Botanica Zoologia Meteorologia Oceanografia Paleontologia Astrofisica Biotecnologia Genetica Microbiologia Virologia Biochimica Biofisica Scienza dei materiali Nanotecnologia Fisica delle particelle Fisica nucleare Fisica quantistica Chimica organica Chimica inorganica Chimica analitica Chimica fisica Geochimica Mineralogia &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Le 1000 Aree del Sapere (riferimento: cella 4 del Metodo HPM)</h1>
<p><strong>1-50: Scienze Naturali e Fisiche</strong></p>
<ol>
<li>Biologia</li>
<li>Chimica</li>
<li>Fisica</li>
<li>Geologia</li>
<li>Astronomia</li>
<li>Ecologia</li>
<li>Botanica</li>
<li>Zoologia</li>
<li>Meteorologia</li>
<li>Oceanografia</li>
<li>Paleontologia</li>
<li>Astrofisica</li>
<li>Biotecnologia</li>
<li>Genetica</li>
<li>Microbiologia</li>
<li>Virologia</li>
<li>Biochimica</li>
<li>Biofisica</li>
<li>Scienza dei materiali</li>
<li>Nanotecnologia</li>
<li>Fisica delle particelle</li>
<li>Fisica nucleare</li>
<li>Fisica quantistica</li>
<li>Chimica organica</li>
<li>Chimica inorganica</li>
<li>Chimica analitica</li>
<li>Chimica fisica</li>
<li>Geochimica</li>
<li>Mineralogia</li>
<li>Vulcanologia</li>
<li>Idrologia</li>
<li>Limnologia</li>
<li>Glaciologia</li>
<li>Climatologia</li>
<li>Biogeografia</li>
<li>Antropologia fisica</li>
<li>Botanica marina</li>
<li>Zoologia marina</li>
<li>Etologia</li>
<li>Ecologia evolutiva</li>
<li>Fisiologia</li>
<li>Embriologia</li>
<li>Neuroscienze</li>
<li>Citologia</li>
<li>Biologia molecolare</li>
<li>Immunologia</li>
<li>Parassitologia</li>
<li>Epidemiologia</li>
<li>Farmacologia</li>
<li>Tossicologia</li>
</ol>
<p><strong>51-100: Scienze Sociali</strong></p>
<ol>
<li>Sociologia</li>
<li>Psicologia</li>
<li>Antropologia culturale</li>
<li>Economia</li>
<li>Scienze politiche</li>
<li>Demografia</li>
<li>Criminologia</li>
<li>Etnografia</li>
<li>Filosofia politica</li>
<li>Relazioni internazionali</li>
<li>Psicologia sociale</li>
<li>Psicologia cognitiva</li>
<li>Psicologia clinica</li>
<li>Psicologia dello sviluppo</li>
<li>Psicologia del lavoro</li>
<li>Psicologia della personalità</li>
<li>Psicologia evolutiva</li>
<li>Sociologia urbana</li>
<li>Sociologia rurale</li>
<li>Sociologia dell’educazione</li>
<li>Sociologia del lavoro</li>
<li>Sociologia della famiglia</li>
<li>Sociologia della religione</li>
<li>Sociologia politica</li>
<li>Sociologia dei media</li>
<li>Economia microeconomica</li>
<li>Economia macroeconomica</li>
<li>Economia internazionale</li>
<li>Economia comportamentale</li>
<li>Finanza</li>
<li>Marketing</li>
<li>Management</li>
<li>Scienza delle organizzazioni</li>
<li>Diritto civile</li>
<li>Diritto penale</li>
<li>Diritto internazionale</li>
<li>Diritto costituzionale</li>
<li>Diritto amministrativo</li>
<li>Diritto del lavoro</li>
<li>Diritto commerciale</li>
<li>Etica</li>
<li>Filosofia morale</li>
<li>Filosofia della mente</li>
<li>Filosofia del linguaggio</li>
<li>Estetica</li>
<li>Logica</li>
<li>Epistemologia</li>
<li>Metafisica</li>
<li>Filosofia della scienza</li>
<li>Filosofia dell’educazione</li>
</ol>
<p><strong>101-150: Scienze Umane</strong></p>
<ol>
<li>Storia</li>
<li>Archeologia</li>
<li>Paleografia</li>
<li>Storia dell’arte</li>
<li>Museologia</li>
<li>Etnologia</li>
<li>Antropologia visiva</li>
<li>Folklore</li>
<li>Linguistica</li>
<li>Filologia</li>
<li>Semiotica</li>
<li>Letteratura</li>
<li>Poetica</li>
<li>Retorica</li>
<li>Critica letteraria</li>
<li>Traduzione</li>
<li>Studi comparati</li>
<li>Studi culturali</li>
<li>Filosofia del diritto</li>
<li>Storia della filosofia</li>
<li>Filosofia antica</li>
<li>Filosofia medievale</li>
<li>Filosofia moderna</li>
<li>Filosofia contemporanea</li>
<li>Psicologia storica</li>
<li>Storia economica</li>
<li>Storia delle religioni</li>
<li>Storia sociale</li>
<li>Storia militare</li>
<li>Storia politica</li>
<li>Storia ambientale</li>
<li>Storia del pensiero scientifico</li>
<li>Storia dell’educazione</li>
<li>Storia della tecnologia</li>
<li>Antropologia storica</li>
<li>Storia della medicina</li>
<li>Storia delle idee</li>
<li>Storia della moda</li>
<li>Storia del cinema</li>
<li>Storia del teatro</li>
<li>Storia della musica</li>
<li>Storia delle donne</li>
<li>Storia dell’architettura</li>
<li>Storia della stampa</li>
<li>Paleontologia umana</li>
<li>Epigrafia</li>
<li>Numismatica</li>
<li>Studi medievali</li>
<li>Studi rinascimentali</li>
<li>Studi classici</li>
</ol>
<p><strong>151-200: Scienze Applicate e Ingegneria</strong></p>
<ol>
<li>Ingegneria civile</li>
<li>Ingegneria meccanica</li>
<li>Ingegneria elettronica</li>
<li>Ingegneria informatica</li>
<li>Ingegneria biomedica</li>
<li>Ingegneria chimica</li>
<li>Ingegneria ambientale</li>
<li>Ingegneria aerospaziale</li>
<li>Ingegneria dei trasporti</li>
<li>Ingegneria nucleare</li>
<li>Ingegneria idraulica</li>
<li>Ingegneria energetica</li>
<li>Ingegneria strutturale</li>
<li>Ingegneria geotecnica</li>
<li>Ingegneria gestionale</li>
<li>Meccatronica</li>
<li>Automazione industriale</li>
<li>Robotica</li>
<li>Intelligenza artificiale applicata</li>
<li>Scienza dei materiali avanzata</li>
<li>Biomateriali</li>
<li>Materiali compositi</li>
<li>Polimeri</li>
<li>Ceramiche tecniche</li>
<li>Metallurgia</li>
<li>Saldatura e giunzioni</li>
<li>Produzione industriale</li>
<li>Logistica industriale</li>
<li>Ingegneria dei sistemi</li>
<li>Progettazione CAD</li>
<li>Stampa 3D</li>
<li>Progettazione di circuiti elettronici</li>
<li>Tecnologia delle comunicazioni</li>
<li>Elaborazione del segnale</li>
<li>Controllo dei sistemi</li>
<li>Ottimizzazione matematica</li>
<li>Sicurezza informatica</li>
<li>Reti di calcolatori</li>
<li>Internet of Things (IoT)</li>
<li>Big Data</li>
<li>Cloud Computing</li>
<li>Blockchain</li>
<li>Realtà virtuale</li>
<li>Realtà aumentata</li>
<li>Mobilità elettrica</li>
<li>Energie rinnovabili</li>
<li>Sistemi di accumulo energetico</li>
<li>Smart grids</li>
<li>Bioinformatica</li>
<li>Ingegneria genetica</li>
</ol>
<p><strong>201-250: Scienze della Salute</strong></p>
<ol>
<li>Medicina generale</li>
<li>Chirurgia</li>
<li>Cardiologia</li>
<li>Neurologia</li>
<li>Oncologia</li>
<li>Ginecologia</li>
<li>Pediatria</li>
<li>Ortopedia</li>
<li>Dermatologia</li>
<li>Psichiatria</li>
<li>Psicoterapia</li>
<li>Endocrinologia</li>
<li>Gastroenterologia</li>
<li>Otorinolaringoiatria</li>
<li>Oftalmologia</li>
<li>Anestesiologia</li>
<li>Medicina d’urgenza</li>
<li>Medicina interna</li>
<li>Medicina dello sport</li>
<li>Geriatria</li>
<li>Medicina preventiva</li>
<li>Medicina del lavoro</li>
<li>Nutrizione clinica</li>
<li>Fisioterapia</li>
<li>Riabilitazione</li>
<li>Infermieristica</li>
<li>Ostetricia</li>
<li>Farmacologia clinica</li>
<li>Radiologia</li>
<li>Medicina nucleare</li>
<li>Ematologia</li>
<li>Immunologia clinica</li>
<li>Microbiologia medica</li>
<li>Parassitologia clinica</li>
<li>Epidemiologia medica</li>
<li>Igiene pubblica</li>
<li>Medicina tropicale</li>
<li>Terapia occupazionale</li>
<li>Genetica medica</li>
<li>Terapia intensiva</li>
<li>Logopedia</li>
<li>Psicologia clinica</li>
<li>Psicologia della salute</li>
<li>Terapia cognitivo-comportamentale</li>
<li>Terapia familiare</li>
<li>Terapia sistemica</li>
<li>Analisi biochimiche</li>
<li>Tecniche diagnostiche per immagini</li>
<li>Medicina personalizzata</li>
<li>Telemedicina</li>
</ol>
<p><strong>251-300: Scienze Economiche e Gestionali</strong></p>
<ol>
<li>Economia microeconomica</li>
<li>Economia macroeconomica</li>
<li>Economia internazionale</li>
<li>Economia dello sviluppo</li>
<li>Economia aziendale</li>
<li>Economia comportamentale</li>
<li>Economia ambientale</li>
<li>Economia circolare</li>
<li>Economia sanitaria</li>
<li>Finanza aziendale</li>
<li>Finanza pubblica</li>
<li>Finanza comportamentale</li>
<li>Contabilità</li>
<li>Revisione contabile</li>
<li>Fiscalità</li>
<li>Analisi finanziaria</li>
<li>Pianificazione finanziaria</li>
<li>Strategia aziendale</li>
<li>Gestione delle risorse umane</li>
<li>Change management</li>
<li>Leadership</li>
<li>Imprenditorialità</li>
<li>Innovazione aziendale</li>
<li>Marketing strategico</li>
<li>Marketing digitale</li>
<li>Public relations</li>
<li>Comunicazione aziendale</li>
<li>Gestione della crisi</li>
<li>Gestione della supply chain</li>
<li>Logistica</li>
<li>Vendite</li>
<li>Pricing</li>
<li>Ricerca di mercato</li>
<li>Brand management</li>
<li>Customer relationship management (CRM)</li>
<li>Business intelligence</li>
<li>Analisi dei dati aziendali</li>
<li>Project management</li>
<li>Gestione della qualità</li>
<li>Six Sigma</li>
<li>Lean management</li>
<li>Business process reengineering</li>
<li>Gestione dei rischi</li>
<li>Sostenibilità aziendale</li>
<li>Responsabilità sociale d&#8217;impresa</li>
<li>Corporate governance</li>
<li>Innovazione tecnologica</li>
<li>Internazionalizzazione aziendale</li>
<li>Start-up e venture capital</li>
<li>Economia della conoscenza</li>
</ol>
<p><strong>301-350: Scienze Tecnologiche e Digitali</strong></p>
<ol>
<li>Informatica teorica</li>
<li>Programmazione software</li>
<li>Architettura dei computer</li>
<li>Sistemi operativi</li>
<li>Database</li>
<li>Data mining</li>
<li>Sistemi distribuiti</li>
<li>Reti neurali artificiali</li>
<li>Algoritmi</li>
<li>Strutture dati</li>
<li>Programmazione orientata agli oggetti</li>
<li>Programmazione funzionale</li>
<li>Programmazione web</li>
<li>Sviluppo di app mobili</li>
<li>Sviluppo di videogiochi</li>
<li>Cybersecurity</li>
<li>Analisi dei malware</li>
<li>Forense digitale</li>
<li>Gestione delle identità digitali</li>
<li>Firma digitale</li>
<li>Sicurezza delle reti</li>
<li>Ingegneria del software</li>
<li>Metodologie agili</li>
<li>DevOps</li>
<li>Controllo delle versioni</li>
<li>Blockchain applicata</li>
<li>Contratti intelligenti</li>
<li>Edge computing</li>
<li>Cloud computing avanzato</li>
<li>Architetture serverless</li>
<li>Analisi dei dati big data</li>
<li>Elaborazione delle immagini</li>
<li>Elaborazione del linguaggio naturale (NLP)</li>
<li>Visione artificiale</li>
<li>Sistemi di raccomandazione</li>
<li>Ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO)</li>
<li>User Experience Design (UX)</li>
<li>Interazione uomo-computer (HCI)</li>
<li>Web semantico</li>
<li>Realtà estesa (XR)</li>
<li>Gamification</li>
<li>Smart cities</li>
<li>Automazione dei processi robotici (RPA)</li>
<li>Informatica quantistica</li>
<li>Analisi predittiva</li>
<li>Internet of Behaviors (IoB)</li>
<li>Wearable technology</li>
<li>Sistemi embedded</li>
<li>Programmazione di microcontrollori</li>
<li>Tecnologia 5G</li>
</ol>
<p><strong>351-400: Scienze Creative e Comunicazione</strong></p>
<ol>
<li>Design industriale</li>
<li>Design grafico</li>
<li>Web design</li>
<li>Design di interni</li>
<li>Architettura</li>
<li>Pianificazione urbana</li>
<li>Fotografia</li>
<li>Cinematografia</li>
<li>Regia</li>
<li>Produzione cinematografica</li>
<li>Montaggio video</li>
<li>Post-produzione</li>
<li>Sound design</li>
<li>Produzione musicale</li>
<li>Composizione musicale</li>
<li>Sceneggiatura</li>
<li>Scrittura creativa</li>
<li>Giornalismo</li>
<li>Storytelling</li>
<li>Copywriting</li>
<li>Pubblicità</li>
<li>Branding</li>
<li>Comunicazione visiva</li>
<li>Illustrazione</li>
<li>Animazione 2D</li>
<li>Animazione 3D</li>
<li>Motion graphics</li>
<li>Videogiornalismo</li>
<li>Podcasting</li>
<li>Comunicazione politica</li>
<li>Comunicazione di crisi</li>
<li>Relazioni pubbliche</li>
<li>Comunicazione interculturale</li>
<li>Comunicazione aziendale interna</li>
<li>Comunicazione digitale</li>
<li>Social media management</li>
<li>Content marketing</li>
<li>Influencer marketing</li>
<li>Campagne pubblicitarie</li>
<li>Comunicazione scientifica</li>
<li>Comunicazione ambientale</li>
<li>Comunicazione educativa</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Strategie di storytelling</li>
<li>Copywriting SEO</li>
<li>Produzione televisiva</li>
<li>Produzione teatrale</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Scrittura tecnica</li>
</ol>
<p><strong>401-450: Scienze dell&#8217;Educazione e della Formazione</strong></p>
<ol>
<li>Pedagogia generale</li>
<li>Pedagogia speciale</li>
<li>Didattica generale</li>
<li>Didattica per adulti</li>
<li>Didattica inclusiva</li>
<li>Scienze dell&#8217;apprendimento</li>
<li>Tecnologie dell&#8217;educazione</li>
<li>Educazione comparata</li>
<li>Educazione interculturale</li>
<li>Psicopedagogia</li>
<li>Counseling educativo</li>
<li>Coaching</li>
<li>Formazione professionale</li>
<li>Educazione permanente</li>
<li>Apprendimento esperienziale</li>
<li>Educazione ambientale</li>
<li>Educazione artistica</li>
<li>Educazione musicale</li>
<li>Educazione fisica</li>
<li>Educazione alla salute</li>
<li>Educazione digitale</li>
<li>Educazione civica</li>
<li>Formazione aziendale</li>
<li>Gestione della formazione</li>
<li>Sviluppo del talento</li>
<li>Metodi di valutazione educativa</li>
<li>Educazione alla leadership</li>
<li>Gestione dei conflitti educativi</li>
<li>Educazione alla diversità</li>
<li>Educazione ai media</li>
<li>Educazione scientifica</li>
<li>Educazione linguistica</li>
<li>Educazione matematica</li>
<li>Educazione tecnica</li>
<li>Metodologie di apprendimento attivo</li>
<li>Strategie di apprendimento collaborativo</li>
<li>Progettazione di programmi formativi</li>
<li>Pedagogia della lettura</li>
<li>Pedagogia della scrittura</li>
<li>Educazione emozionale</li>
<li>Educazione morale</li>
<li>Educazione filosofica</li>
<li>Educazione spirituale</li>
<li>Educazione tecnologica</li>
<li>Neuroeducazione</li>
<li>Gamification educativa</li>
<li>Insegnamento a distanza</li>
<li>Insegnamento multimediale</li>
<li>Insegnamento bilingue</li>
<li>Insegnamento per competenze</li>
</ol>
<p><strong>451-500: Scienze Sociali e Antropologiche</strong></p>
<ol>
<li>Sociologia generale</li>
<li>Sociologia urbana</li>
<li>Sociologia rurale</li>
<li>Sociologia del lavoro</li>
<li>Sociologia dell&#8217;educazione</li>
<li>Sociologia della famiglia</li>
<li>Sociologia della comunicazione</li>
<li>Sociologia della religione</li>
<li>Sociologia politica</li>
<li>Sociologia economica</li>
<li>Sociologia culturale</li>
<li>Sociologia delle migrazioni</li>
<li>Sociologia dei consumi</li>
<li>Sociologia dei media</li>
<li>Sociologia della devianza</li>
<li>Sociologia dell&#8217;ambiente</li>
<li>Sociologia della salute</li>
<li>Sociologia delle organizzazioni</li>
<li>Sociologia delle relazioni interpersonali</li>
<li>Sociologia dei conflitti</li>
<li>Antropologia culturale</li>
<li>Antropologia sociale</li>
<li>Antropologia biologica</li>
<li>Antropologia linguistica</li>
<li>Antropologia economica</li>
<li>Antropologia visiva</li>
<li>Antropologia medica</li>
<li>Antropologia del turismo</li>
<li>Antropologia dello sviluppo</li>
<li>Antropologia politica</li>
<li>Etnoantropologia</li>
<li>Etnografia</li>
<li>Etnologia</li>
<li>Studi sui popoli indigeni</li>
<li>Studi di genere</li>
<li>Studi sulla globalizzazione</li>
<li>Studi sulla sostenibilità</li>
<li>Studi postcoloniali</li>
<li>Studi sulla diversità culturale</li>
<li>Studi sui conflitti etnici</li>
<li>Geografia umana</li>
<li>Geografia sociale</li>
<li>Geografia culturale</li>
<li>Geografia politica</li>
<li>Geografia economica</li>
<li>Geografia delle migrazioni</li>
<li>Geografia urbana</li>
<li>Geografia del turismo</li>
<li>Geografia storica</li>
<li>Geografia ambientale</li>
</ol>
<p><strong>501-550: Scienze Politiche e Giuridiche</strong></p>
<ol>
<li>Scienza politica</li>
<li>Teoria politica</li>
<li>Politica comparata</li>
<li>Politiche pubbliche</li>
<li>Politica internazionale</li>
<li>Relazioni internazionali</li>
<li>Geopolitica</li>
<li>Politica ambientale</li>
<li>Politica economica</li>
<li>Politica sanitaria</li>
<li>Politica culturale</li>
<li>Politica energetica</li>
<li>Politica agricola</li>
<li>Politica del lavoro</li>
<li>Politica dei diritti umani</li>
<li>Politica dell&#8217;istruzione</li>
<li>Politica della sicurezza</li>
<li>Diplomazia</li>
<li>Studi strategici</li>
<li>Studi sulla pace</li>
<li>Teoria dei conflitti</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Giurisprudenza</li>
<li>Diritto costituzionale</li>
<li>Diritto amministrativo</li>
<li>Diritto civile</li>
<li>Diritto penale</li>
<li>Diritto commerciale</li>
<li>Diritto internazionale</li>
<li>Diritto dell&#8217;Unione Europea</li>
<li>Diritto del lavoro</li>
<li>Diritto ambientale</li>
<li>Diritto tributario</li>
<li>Diritto della proprietà intellettuale</li>
<li>Diritto marittimo</li>
<li>Diritto umanitario</li>
<li>Diritto canonico</li>
<li>Diritto digitale</li>
<li>Diritto della privacy</li>
<li>Diritto delle telecomunicazioni</li>
<li>Filosofia del diritto</li>
<li>Sociologia del diritto</li>
<li>Criminologia</li>
<li>Procedura penale</li>
<li>Procedura civile</li>
<li>Mediazione legale</li>
<li>Arbitrato</li>
<li>Legislazione comparata</li>
<li>Studi sulla corruzione</li>
<li>Studi sul diritto internazionale umanitario</li>
</ol>
<p><strong>551-600: Scienze Filosofiche e Religiose</strong></p>
<ol>
<li>Filosofia antica</li>
<li>Filosofia medievale</li>
<li>Filosofia moderna</li>
<li>Filosofia contemporanea</li>
<li>Etica</li>
<li>Estetica</li>
<li>Logica</li>
<li>Filosofia della scienza</li>
<li>Filosofia della mente</li>
<li>Filosofia del linguaggio</li>
<li>Filosofia politica</li>
<li>Filosofia della religione</li>
<li>Filosofia morale</li>
<li>Filosofia dell&#8217;arte</li>
<li>Filosofia dell&#8217;educazione</li>
<li>Filosofia sociale</li>
<li>Filosofia della storia</li>
<li>Metafisica</li>
<li>Epistemologia</li>
<li>Ontologia</li>
<li>Ermeneutica</li>
<li>Fenomenologia</li>
<li>Esistenzialismo</li>
<li>Strutturalismo</li>
<li>Post-strutturalismo</li>
<li>Pragmatismo</li>
<li>Filosofia analitica</li>
<li>Filosofia continentale</li>
<li>Filosofia orientale</li>
<li>Filosofia indiana</li>
<li>Filosofia cinese</li>
<li>Filosofia giapponese</li>
<li>Filosofia islamica</li>
<li>Filosofia ebraica</li>
<li>Teologia cristiana</li>
<li>Teologia cattolica</li>
<li>Teologia protestante</li>
<li>Teologia ortodossa</li>
<li>Studi biblici</li>
<li>Studi coranici</li>
<li>Studi sulle religioni comparate</li>
<li>Storia delle religioni</li>
<li>Misticismo</li>
<li>Esoterismo</li>
<li>Etica applicata</li>
<li>Filosofia della libertà</li>
<li>Filosofia della tecnologia</li>
<li>Filosofia dell&#8217;ambiente</li>
<li>Filosofia del diritto naturale</li>
<li>Dialogo interreligioso</li>
</ol>
<p><strong>601-650: Scienze Economiche e Finanziarie</strong></p>
<ol>
<li>Economia politica</li>
<li>Microeconomia</li>
<li>Macroeconomia</li>
<li>Economia internazionale</li>
<li>Economia aziendale</li>
<li>Economia del lavoro</li>
<li>Economia dello sviluppo</li>
<li>Economia ambientale</li>
<li>Economia urbana</li>
<li>Economia rurale</li>
<li>Economia sanitaria</li>
<li>Economia culturale</li>
<li>Economia digitale</li>
<li>Economia comportamentale</li>
<li>Economia della conoscenza</li>
<li>Economia delle risorse naturali</li>
<li>Economia circolare</li>
<li>Economia sociale</li>
<li>Economia cooperativa</li>
<li>Economia del terzo settore</li>
<li>Economia dell&#8217;innovazione</li>
<li>Economia del turismo</li>
<li>Economia del commercio internazionale</li>
<li>Economia delle istituzioni</li>
<li>Economia e diritto</li>
<li>Economia agraria</li>
<li>Economia del trasporto</li>
<li>Economia dei mercati finanziari</li>
<li>Economia del settore pubblico</li>
<li>Economia dei beni immobili</li>
<li>Economia delle start-up</li>
<li>Economia dei cambiamenti climatici</li>
<li>Politica economica</li>
<li>Politica fiscale</li>
<li>Politica monetaria</li>
<li>Politica industriale</li>
<li>Politica commerciale</li>
<li>Finanza aziendale</li>
<li>Finanza pubblica</li>
<li>Finanza personale</li>
<li>Finanza internazionale</li>
<li>Finanza comportamentale</li>
<li>Investimenti finanziari</li>
<li>Analisi dei mercati finanziari</li>
<li>Gestione del rischio finanziario</li>
<li>Pianificazione finanziaria</li>
<li>Valutazione aziendale</li>
<li>Private equity</li>
<li>Venture capital</li>
<li>Gestione del patrimonio</li>
</ol>
<p><strong>651-700: Scienze Naturali e Ambientali</strong></p>
<ol>
<li>Biologia generale</li>
<li>Biologia molecolare</li>
<li>Biologia cellulare</li>
<li>Biologia evolutiva</li>
<li>Biologia marina</li>
<li>Biologia vegetale</li>
<li>Biologia animale</li>
<li>Biotecnologie</li>
<li>Biologia della conservazione</li>
<li>Ecologia</li>
<li>Ecologia urbana</li>
<li>Ecologia marina</li>
<li>Ecologia forestale</li>
<li>Ecologia delle acque interne</li>
<li>Ecotossicologia</li>
<li>Genetica</li>
<li>Genomica</li>
<li>Proteomica</li>
<li>Epigenetica</li>
<li>Fisiologia</li>
<li>Anatomia</li>
<li>Zoologia</li>
<li>Botanica</li>
<li>Microbiologia</li>
<li>Virologia</li>
<li>Parassitologia</li>
<li>Etologia</li>
<li>Paleontologia</li>
<li>Geologia</li>
<li>Mineralogia</li>
<li>Petrologia</li>
<li>Vulcanologia</li>
<li>Sismologia</li>
<li>Idrogeologia</li>
<li>Geografia fisica</li>
<li>Geomorfologia</li>
<li>Meteorologia</li>
<li>Climatologia</li>
<li>Oceanografia</li>
<li>Scienza dell&#8217;atmosfera</li>
<li>Astronomia</li>
<li>Astrofisica</li>
<li>Cosmologia</li>
<li>Fisica terrestre</li>
<li>Fisica solare</li>
<li>Esobiologia</li>
<li>Scienze ambientali</li>
<li>Gestione delle risorse naturali</li>
<li>Sostenibilità ambientale</li>
<li>Analisi dell&#8217;impatto ambientale</li>
</ol>
<p><strong>701-750: Scienze Mediche e Sanitarie</strong></p>
<ol>
<li>Medicina generale</li>
<li>Medicina interna</li>
<li>Chirurgia generale</li>
<li>Chirurgia ortopedica</li>
<li>Chirurgia plastica</li>
<li>Chirurgia pediatrica</li>
<li>Chirurgia cardiovascolare</li>
<li>Oncologia</li>
<li>Radioterapia</li>
<li>Neurologia</li>
<li>Neurochirurgia</li>
<li>Cardiologia</li>
<li>Pneumologia</li>
<li>Gastroenterologia</li>
<li>Nefrologia</li>
<li>Urologia</li>
<li>Ginecologia</li>
<li>Ostetricia</li>
<li>Pediatria</li>
<li>Geriatria</li>
<li>Dermatologia</li>
<li>Endocrinologia</li>
<li>Immunologia</li>
<li>Reumatologia</li>
<li>Otorinolaringoiatria</li>
<li>Oftalmologia</li>
<li>Psichiatria</li>
<li>Psicologia clinica</li>
<li>Psicoterapia</li>
<li>Epidemiologia</li>
<li>Medicina preventiva</li>
<li>Medicina del lavoro</li>
<li>Medicina dello sport</li>
<li>Medicina d&#8217;urgenza</li>
<li>Medicina legale</li>
<li>Medicina forense</li>
<li>Medicina nucleare</li>
<li>Farmacologia</li>
<li>Tossicologia</li>
<li>Fisioterapia</li>
<li>Terapia occupazionale</li>
<li>Riabilitazione</li>
<li>Logopedia</li>
<li>Nutrizione clinica</li>
<li>Dietetica</li>
<li>Igiene e sanità pubblica</li>
<li>Biostatistica</li>
<li>Salute globale</li>
<li>Telemedicina</li>
<li>Gestione sanitaria</li>
</ol>
<p><strong>751-800: Scienze Tecnologiche e Ingegneristiche</strong></p>
<ol>
<li>Ingegneria civile</li>
<li>Ingegneria meccanica</li>
<li>Ingegneria elettrica</li>
<li>Ingegneria elettronica</li>
<li>Ingegneria informatica</li>
<li>Ingegneria biomedica</li>
<li>Ingegneria chimica</li>
<li>Ingegneria aerospaziale</li>
<li>Ingegneria nucleare</li>
<li>Ingegneria dei materiali</li>
<li>Ingegneria ambientale</li>
<li>Ingegneria energetica</li>
<li>Ingegneria gestionale</li>
<li>Ingegneria strutturale</li>
<li>Ingegneria dei trasporti</li>
<li>Ingegneria idraulica</li>
<li>Ingegneria del suono</li>
<li>Ingegneria del software</li>
<li>Ingegneria robotica</li>
<li>Ingegneria dei sistemi</li>
<li>Automazione industriale</li>
<li>Intelligenza artificiale</li>
<li>Machine learning</li>
<li>Data science</li>
<li>Big data</li>
<li>Internet of Things (IoT)</li>
<li>Blockchain</li>
<li>Sicurezza informatica</li>
<li>Cloud computing</li>
<li>Realtà virtuale</li>
<li>Realtà aumentata</li>
<li>Stampa 3D</li>
<li>Nanotecnologia</li>
<li>Bioinformatica</li>
<li>Biorobotica</li>
<li>Domotica</li>
<li>Progettazione assistita da computer (CAD)</li>
<li>Modellazione e simulazione</li>
<li>Elettrotecnica</li>
<li>Meccatronica</li>
<li>Telecomunicazioni</li>
<li>Sistemi di controllo</li>
<li>Sistemi embedded</li>
<li>Ottimizzazione matematica</li>
<li>Energetica rinnovabile</li>
<li>Tecnologie solari</li>
<li>Tecnologie eoliche</li>
<li>Tecnologie idroelettriche</li>
<li>Veicoli elettrici</li>
<li>Veicoli a guida autonoma</li>
</ol>
<p><strong>801-850: Scienze Agrarie e Alimentari</strong></p>
<ol>
<li>Agronomia</li>
<li>Scienze delle colture</li>
<li>Orticoltura</li>
<li>Viticoltura</li>
<li>Enologia</li>
<li>Agricoltura biologica</li>
<li>Agricoltura sostenibile</li>
<li>Agroecologia</li>
<li>Selvicoltura</li>
<li>Zootecnia</li>
<li>Acquacoltura</li>
<li>Pesca sostenibile</li>
<li>Scienze del suolo</li>
<li>Chimica agraria</li>
<li>Ingegneria agraria</li>
<li>Irrigazione e drenaggio</li>
<li>Sistemi di coltivazione</li>
<li>Genetica agraria</li>
<li>Tecnologie alimentari</li>
<li>Sicurezza alimentare</li>
<li>Qualità alimentare</li>
<li>Nutraceutica</li>
<li>Packaging alimentare</li>
<li>Conservazione degli alimenti</li>
<li>Microbiologia degli alimenti</li>
<li>Biotecnologie alimentari</li>
<li>Analisi sensoriale</li>
<li>Legislazione alimentare</li>
<li>Economia agraria</li>
<li>Economia alimentare</li>
<li>Mercati agricoli</li>
<li>Filiera agroalimentare</li>
<li>Sviluppo rurale</li>
<li>Agroindustria</li>
<li>Produzione lattiero-casearia</li>
<li>Produzione cerealicola</li>
<li>Produzione ortofrutticola</li>
<li>Produzione zootecnica</li>
<li>Produzione oleicola</li>
<li>Produzione vinicola</li>
<li>Innovazione agricola</li>
<li>Sostenibilità delle filiere</li>
<li>Biomasse agricole</li>
<li>Bioeconomia</li>
<li>Tecniche di allevamento</li>
<li>Patologia vegetale</li>
<li>Entomologia agraria</li>
<li>Tecnologia delle serre</li>
<li>Conservazione della biodiversità agricola</li>
<li>Sistemi alimentari globali</li>
</ol>
<p><strong>851-900: Scienze dell’Educazione e della Formazione</strong></p>
<ol>
<li>Pedagogia generale</li>
<li>Pedagogia speciale</li>
<li>Didattica</li>
<li>Didattica inclusiva</li>
<li>Didattica digitale</li>
<li>Educazione permanente</li>
<li>Educazione degli adulti</li>
<li>Educazione interculturale</li>
<li>Educazione ambientale</li>
<li>Educazione civica</li>
<li>Educazione linguistica</li>
<li>Educazione artistica</li>
<li>Educazione musicale</li>
<li>Educazione fisica</li>
<li>Educazione sessuale</li>
<li>Educazione morale</li>
<li>Formazione professionale</li>
<li>Formazione aziendale</li>
<li>Formazione a distanza</li>
<li>E-learning</li>
<li>Blended learning</li>
<li>Teorie dell’apprendimento</li>
<li>Psicopedagogia</li>
<li>Storia della pedagogia</li>
<li>Filosofia dell’educazione</li>
<li>Sociologia dell’educazione</li>
<li>Educazione alla sostenibilità</li>
<li>Mediazione educativa</li>
<li>Tecnologie per l’educazione</li>
<li>Gamification nell’apprendimento</li>
<li>Apprendimento esperienziale</li>
<li>Apprendimento collaborativo</li>
<li>Apprendimento autodiretto</li>
<li>Apprendimento interculturale</li>
<li>Apprendimento linguistico</li>
<li>Apprendimento basato su progetti</li>
<li>Valutazione educativa</li>
<li>Progettazione educativa</li>
<li>Leadership educativa</li>
<li>Gestione scolastica</li>
<li>Metodi di insegnamento</li>
<li>Educazione parentale</li>
<li>Coaching educativo</li>
<li>Counseling educativo</li>
<li>Scienze motorie</li>
<li>Educazione socio-emotiva</li>
<li>Sviluppo delle competenze trasversali</li>
<li>Educazione alla creatività</li>
<li>Educazione al problem solving</li>
<li>Educazione al pensiero critico</li>
</ol>
<p><strong>901-950: Scienze Storiche e Archeologiche</strong></p>
<ol>
<li>Storia antica</li>
<li>Storia medievale</li>
<li>Storia moderna</li>
<li>Storia contemporanea</li>
<li>Storia economica</li>
<li>Storia sociale</li>
<li>Storia culturale</li>
<li>Storia politica</li>
<li>Storia militare</li>
<li>Storia dell&#8217;arte</li>
<li>Storia della musica</li>
<li>Storia della scienza</li>
<li>Storia della filosofia</li>
<li>Storia delle religioni</li>
<li>Storia delle idee</li>
<li>Storia delle donne</li>
<li>Storia delle minoranze</li>
<li>Storia della tecnologia</li>
<li>Storia ambientale</li>
<li>Storia della medicina</li>
<li>Storia dell&#8217;educazione</li>
<li>Storia del diritto</li>
<li>Storia della moda</li>
<li>Storia dell&#8217;alimentazione</li>
<li>Archeologia classica</li>
<li>Archeologia preistorica</li>
<li>Archeologia medievale</li>
<li>Archeologia industriale</li>
<li>Archeologia subacquea</li>
<li>Archeologia sperimentale</li>
<li>Metodologia archeologica</li>
<li>Tecnologie per l&#8217;archeologia</li>
<li>Conservazione dei beni archeologici</li>
<li>Scavi archeologici</li>
<li>Epigrafia</li>
<li>Numismatica</li>
<li>Paleografia</li>
<li>Diplomatica</li>
<li>Storia orale</li>
<li>Storia locale</li>
<li>Storia globale</li>
<li>Cronologia storica</li>
<li>Storia comparata</li>
<li>Storia dell&#8217;urbanistica</li>
<li>Storia delle rivoluzioni</li>
<li>Storia dei movimenti sociali</li>
<li>Storia delle istituzioni</li>
<li>Storia della letteratura</li>
<li>Storia delle tradizioni popolari</li>
<li>Storia delle migrazioni</li>
</ol>
<p><strong>951-1000: Scienze Umanistiche e Filosofiche</strong></p>
<ol>
<li>Filosofia antica</li>
<li>Filosofia medievale</li>
<li>Filosofia moderna</li>
<li>Filosofia contemporanea</li>
<li>Metafisica</li>
<li>Epistemologia</li>
<li>Etica</li>
<li>Filosofia politica</li>
<li>Filosofia del diritto</li>
<li>Filosofia della scienza</li>
<li>Filosofia della mente</li>
<li>Filosofia del linguaggio</li>
<li>Filosofia della religione</li>
<li>Estetica</li>
<li>Ontologia</li>
<li>Logica formale</li>
<li>Logica simbolica</li>
<li>Fenomenologia</li>
<li>Ermeneutica</li>
<li>Esistenzialismo</li>
<li>Pragmatismo</li>
<li>Strutturalismo</li>
<li>Post-strutturalismo</li>
<li>Filosofia analitica</li>
<li>Filosofia continentale</li>
<li>Filosofia interculturale</li>
<li>Filosofia comparata</li>
<li>Filosofia dell&#8217;educazione</li>
<li>Filosofia dell&#8217;arte</li>
<li>Filosofia dell&#8217;intelligenza artificiale</li>
<li>Storia della filosofia</li>
<li>Bioetica</li>
<li>Neuroetica</li>
<li>Filosofia ambientale</li>
<li>Antropologia filosofica</li>
<li>Antropologia culturale</li>
<li>Antropologia sociale</li>
<li>Antropologia biologica</li>
<li>Antropologia linguistica</li>
<li>Antropologia delle religioni</li>
<li>Sociologia generale</li>
<li>Sociologia politica</li>
<li>Sociologia economica</li>
<li>Sociologia della famiglia</li>
<li>Sociologia del lavoro</li>
<li>Sociologia della comunicazione</li>
<li>Sociologia urbana</li>
<li>Sociologia rurale</li>
<li>Sociologia dell&#8217;educazione</li>
<li>Sociologia della cultura</li>
</ol>
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		<title>Migliore Commercialista in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 16:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Migliore Commercialista in Italia, sulla base della Classifica Google Scholar che valuta quantità, continuità e qualità delle pubblicazioni, è un team formato da Studio Leuti (specializzata in consulenza fiscale, tributaria e strategica) e Daniele Trevisani Academy (specializzata in Business Coaching e Risorse Umane, Organizzazione Aziendale e Consulenza aziendale)., che assieme offrono un servizio a &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Migliore Commercialista in Italia, sulla base della Classifica Google Scholar che valuta quantità, continuità e qualità delle pubblicazioni, è un team formato da Studio Leuti (specializzata in consulenza fiscale, tributaria e strategica) e Daniele Trevisani Academy (specializzata in Business Coaching e Risorse Umane, Organizzazione Aziendale e Consulenza aziendale)., che assieme offrono un servizio a 360 gradi per tutte le esigenze di sviluppo d&#8217;Impresa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28815" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/12/Migliore-Commercialista-e-Business-Coach-in-Italia.jpg" alt="Migliore Commercialista e Business Coach in Italia" width="876" height="525" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/12/Migliore-Commercialista-e-Business-Coach-in-Italia.jpg 876w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/12/Migliore-Commercialista-e-Business-Coach-in-Italia-300x180.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/12/Migliore-Commercialista-e-Business-Coach-in-Italia-768x460.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/12/Migliore-Commercialista-e-Business-Coach-in-Italia-175x105.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/12/Migliore-Commercialista-e-Business-Coach-in-Italia-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 876px) 100vw, 876px" /></p>
<blockquote><p>Cerchi il migliore Commercialista in Italia e vuoi un consulto preliminare gratuito? <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">Contattaci dal form</a> e valuteremo se potremo esserti di aiuto</p></blockquote>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti</h2>
<p>Il lavoro del commercialista è una professione altamente qualificata che si occupa di fornire consulenza in ambito fiscale, contabile, economico, strategico e societario a privati, imprese e professionisti. Il commercialista svolge un ruolo fondamentale per garantire la corretta gestione delle risorse finanziarie ed umane e il rispetto delle normative legali e fiscali.</p>
<p>Ecco una descrizione approfondita delle principali attività di un commercialista:</p>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti 1. <strong>Gestione della contabilità</strong></h2>
<p>Il commercialista si occupa di registrare tutte le operazioni contabili di un&#8217;impresa, come l&#8217;emissione delle fatture, la registrazione delle entrate e delle uscite, la gestione dei libri contabili obbligatori e la predisposizione del bilancio d&#8217;esercizio. Questo processo è essenziale per monitorare la salute finanziaria dell&#8217;azienda e per rispondere agli obblighi fiscali. A seconda delle dimensioni e della complessità dell&#8217;attività, il commercialista può anche gestire la contabilità analitica, che permette di analizzare in dettaglio i costi e i ricavi dell&#8217;azienda.</p>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti  2. <strong>Consulenza fiscale</strong></h2>
<p>Una delle funzioni principali del commercialista è quella di offrire consulenza fiscale, aiutando i clienti a ottimizzare il pagamento delle imposte e a rispettare le normative in continua evoluzione. Questo include:</p>
<ul>
<li><strong>Calcolo delle imposte dirette e indirette</strong> (come IVA, IRPEF, IRES, Irap) in base al reddito e alle attività aziendali.</li>
<li><strong>Elaborazione delle dichiarazioni fiscali</strong> (Modello Unico, 730, IVA, ecc.).</li>
<li><strong>Pianificazione fiscale</strong> per ridurre il carico fiscale mediante strategie legali (come l&#8217;uso di crediti d&#8217;imposta, deduzioni e detrazioni).</li>
<li><strong>Consulenza in materia di tributi locali</strong> e la gestione delle scadenze fiscali.</li>
<li><strong>Assistenza in caso di accertamenti fiscali</strong> da parte delle autorità competenti.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti  3. <strong>Consulenza societaria e legale</strong></h2>
<p>Il commercialista offre supporto alle imprese anche per quanto riguarda gli aspetti societari, come la scelta della forma giuridica dell&#8217;impresa (SRL, SPA, SNC, ecc.) e la redazione di atti societari. Le sue attività includono:</p>
<ul>
<li><strong>Costituzione e modifica di società</strong> (redazione dello statuto, atti di modifica, fusioni, scissioni, ecc.).</li>
<li><strong>Patti parasociali e regolamenti interni</strong> per la gestione delle relazioni tra soci.</li>
<li><strong>Operazioni straordinarie</strong> (acquisizioni, fusioni, cessioni di aziende).</li>
<li><strong>Supporto nella gestione delle normative sulla governance</strong> aziendale e la protezione dei diritti degli azionisti e dei soci.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti  4. <strong>Elaborazione del bilancio e analisi economico-finanziaria</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra funzione fondamentale del commercialista è quella di preparare e analizzare i bilanci aziendali. Questi documenti sono essenziali per comprendere la situazione finanziaria di un&#8217;impresa e sono obbligatori per tutte le società. Il commercialista si occupa di:</p>
<ul>
<li><strong>Redazione del bilancio d&#8217;esercizio</strong>, che comprende il conto economico, lo stato patrimoniale e il rendiconto finanziario.</li>
<li><strong>Analisi delle performance aziendali</strong> tramite indici di redditività, liquidità e solidità.</li>
<li><strong>Redazione della dichiarazione dei redditi</strong> e assistenza nel caso di richieste di finanziamenti o crediti.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti 5. <strong>Consulenza in materia di lavoro e gestione delle risorse umane</strong></h2>
<p>Molti commercialisti si occupano anche degli aspetti legati al mondo del lavoro, come la gestione delle buste paga, le assunzioni e le cessazioni di rapporto, le ferie, le malattie e il calcolo delle imposte sui redditi da lavoro. Le attività includono:</p>
<ul>
<li><strong>Gestione delle pratiche contributive e previdenziali</strong> (INPS, INAIL).</li>
<li><strong>Elaborazione delle retribuzioni e delle buste paga</strong>.</li>
<li><strong>Consulenza in materia di contratti di lavoro</strong> (lavoro subordinato, autonomo, part-time, ecc.).</li>
<li><strong>Gestione delle problematiche relative alla sicurezza sul lavoro</strong> e alla normativa antinfortunistica.</li>
<li><strong>Supporto ai piani strategici di formazione aziendale</strong> e sviluppo risorse umane</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti 6. <strong>Assistenza in caso di contenzioso fiscale e recupero crediti</strong></h2>
<p>Il commercialista può anche assistere il cliente in caso di contenziosi con l&#8217;amministrazione fiscale o in caso di problematiche legali legate a crediti. Può rappresentare il cliente in ambito tributario e contribuire a trovare soluzioni per il recupero di crediti insoluti.</p>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti 7. <strong>Pianificazione finanziaria e consulenza aziendale</strong></h2>
<p>Il commercialista offre anche consulenze in ambito finanziario, aiutando le aziende a pianificare e gestire la propria struttura finanziaria:</p>
<ul>
<li><strong>Ottimizzazione della gestione della liquidità</strong>, per evitare crisi di cassa.</li>
<li><strong>Analisi delle opportunità di investimento</strong> e gestione del rischio.</li>
<li><strong>Pianificazione del fabbisogno finanziario e della struttura del capitale</strong>.</li>
<li><strong>Ricerca di finanziamenti</strong> (banche, fondi pubblici, venture capital).</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti 8. <strong>Aggiornamento continuo e formazione</strong></h2>
<p>Poiché la normativa fiscale e societaria è in continuo cambiamento, il commercialista deve essere costantemente aggiornato sulle nuove leggi, decreti e normative, partecipando a corsi di formazione e seminari.</p>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti 9. <strong>Consulenza per le start-up</strong></h2>
<p>In caso di nuove imprese, il commercialista svolge un ruolo chiave nella fase di avvio, aiutando nella scelta della forma giuridica, nella redazione dei piani economici e finanziari, nell&#8217;ottenimento di agevolazioni fiscali per start-up innovative, e nella gestione delle pratiche burocratiche necessarie per la costituzione dell&#8217;impresa.</p>
<p>In sintesi, il commercialista non è solo un esperto in materia fiscale, ma anche un consulente aziendale che offre una vasta gamma di servizi a supporto delle decisioni economiche, finanziarie e strategiche di un&#8217;impresa. La sua figura è cruciale per la gestione ottimale degli aspetti amministrativi e legali, contribuendo alla sostenibilità e al successo a lungo termine dell’attività.</p>
<h1>Migliore Commercialista in Italia &#8211; Consulenza aziendale strategica</h1>
<p>La <strong>consulenza aziendale strategica</strong> si occupa di supportare le organizzazioni nel raggiungimento dei loro obiettivi attraverso l&#8217;analisi, la pianificazione e l&#8217;implementazione di strategie efficaci. Gli ambiti principali di intervento includono:</p>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti  &#8211; 1. <strong>Strategia aziendale e competitiva</strong></h2>
<ul>
<li>Definizione della visione, missione e valori aziendali.</li>
<li>Analisi SWOT (punti di forza, debolezza, opportunità, minacce).</li>
<li>Formulazione di strategie competitive (leadership di costo, differenziazione, nicchie di mercato).</li>
<li>Piani di crescita (organica, acquisizioni, partnership).</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 2. <strong>Organizzazione e processi</strong></h2>
<ul>
<li>Progettazione e ottimizzazione della struttura organizzativa.</li>
<li>Analisi e reingegnerizzazione dei processi aziendali (BPR).</li>
<li>Change management per l&#8217;adattamento a nuovi scenari.</li>
<li>Miglioramento dell&#8217;efficienza operativa.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 3. <strong>Marketing strategico</strong></h2>
<ul>
<li>Segmentazione di mercato e posizionamento.</li>
<li>Creazione e implementazione di piani di marketing.</li>
<li>Analisi del comportamento del consumatore.</li>
<li>Sviluppo di strategie di branding e comunicazione.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211;  4. <strong>Vendite e sviluppo commerciale</strong></h2>
<ul>
<li>Pianificazione e implementazione di strategie di vendita.</li>
<li>Formazione e coaching dei team di vendita.</li>
<li>Gestione e ottimizzazione dei canali distributivi.</li>
<li>Implementazione di tecniche di vendita consulenziale (<em>Solution Selling</em>, ad esempio).</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 5. <strong>Gestione delle risorse umane</strong></h2>
<ul>
<li>Sviluppo di politiche di selezione e retention dei talenti.</li>
<li>Pianificazione della formazione e dello sviluppo professionale.</li>
<li>Analisi del clima organizzativo e gestione dei conflitti.</li>
<li>Creazione di programmi di incentivazione e motivazione.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 6. <strong>Innovazione e trasformazione digitale</strong></h2>
<ul>
<li>Introduzione di tecnologie emergenti nei processi aziendali.</li>
<li>Sviluppo di strategie per la digitalizzazione.</li>
<li>Analisi del mercato per nuove opportunità tecnologiche.</li>
<li>Gestione di progetti di innovazione.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 7. <strong>Finanza strategica</strong></h2>
<ul>
<li>Pianificazione finanziaria e gestione del budget.</li>
<li>Analisi di costi e investimenti.</li>
<li>Valutazione della performance finanziaria e creazione di reportistica.</li>
<li>Supporto nella gestione di fusioni e acquisizioni (M&amp;A).</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 8. <strong>Sostenibilità e responsabilità sociale</strong></h2>
<ul>
<li>Integrazione di pratiche sostenibili nei modelli di business.</li>
<li>Redazione di report di sostenibilità (ESG).</li>
<li>Consulenza per la transizione ecologica e energetica.</li>
<li>Sviluppo di politiche aziendali di responsabilità sociale.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 9. <strong>Gestione del rischio e crisi</strong></h2>
<ul>
<li>Identificazione e mitigazione dei rischi (operativi, finanziari, reputazionali).</li>
<li>Sviluppo di piani di continuità operativa.</li>
<li>Gestione della comunicazione in situazioni di crisi.</li>
<li>Valutazione e miglioramento della sicurezza informatica.</li>
</ul>
<h2>Migliore Commercialista in Italia &#8211; analisi e approfondimenti &#8211; 10. <strong>Espansione internazionale</strong></h2>
<ul>
<li>Analisi e ingresso in nuovi mercati esteri.</li>
<li>Gestione di negoziazioni interculturali.</li>
<li>Pianificazione della logistica internazionale.</li>
<li>Conformità normativa nei diversi Paesi.</li>
</ul>
<p>Ogni intervento è personalizzato in base alle esigenze specifiche dell&#8217;azienda e al contesto in cui opera. Vuoi approfondire uno di questi ambiti?</p>
<h3>Migliore Commercialista in Italia &#8211; semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Migliore commercialista in Italia</li>
<li>Studio commercialista in Italia</li>
<li>Consulenza fiscale Italia</li>
<li>Commercialista esperto Italia</li>
<li>Commercialista strategico Italia</li>
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<li>Regime forfettario Italia</li>
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<li>Studio di commercialisti in Italia</li>
<li>Migliori Business Coach in Italia</li>
</ul>
<h3>Migliore Commercialista in Italia &#8211; Temi di consulenza aziendale strategica</h3>
<ul>
<li>
<ol>
<li>Consulenza aziendale</li>
<li>Strategia aziendale</li>
<li>Pianificazione strategica</li>
<li>Analisi SWOT</li>
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		<title>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 07:54:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione: Master privato erogato dagli allievi diretti del Fondatore della Psicologia del Marketing e Comunicazione in Italia, dott. Daniele Trevisani, autore di 33 libri tra cui il pionieristico  &#8220;Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management&#8221; (uscito nel 2001 con Franco Angeli &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione: Master privato erogato dagli allievi diretti del Fondatore della Psicologia del Marketing e Comunicazione in Italia, dott. Daniele Trevisani, autore di 33 libri tra cui il pionieristico  &#8220;<a href="https://amzn.to/4cDLQ0k" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</strong></a>&#8221; (uscito nel 2001 con Franco Angeli Editore) e &#8220;<strong>Comportamento d&#8217;acquisto e Comunicazione Strategica: Dall’analisi del Consumer Behavior alla progettazione comunicativa.</strong>&#8221; (2003).</p>
<p><a href="https://amzn.to/4cDLQ0k" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28557" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Psicologia-di-Marketing-e-Comunicazione.jpg" alt="Master in Psicologia di Marketing e Comunicazione" width="556" height="834" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Psicologia-di-Marketing-e-Comunicazione.jpg 556w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Psicologia-di-Marketing-e-Comunicazione-200x300.jpg 200w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Psicologia-di-Marketing-e-Comunicazione-175x263.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Psicologia-di-Marketing-e-Comunicazione-450x675.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 556px) 100vw, 556px" /></a></p>
<blockquote><p>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">Contatta subito il nostro team tramite questo form</a> e ti daremo tutte le informazioni che desideri, ti risponderemo al più presto.</p></blockquote>
<p>I contenuti del Master rispecchiano l&#8217;indice dei libri da studiare. Per Psicologia di Marketing e Comunicazione abbiamo: (a lato la pagina del libro ove si trova il contenuto specifico)</p>
<ol>
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Introduzione alla psicologia del comportamento di acquisto e strategie per la competitività »     8</h2>
</li>
</ol>
<p>1.1.        Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi             »     8</p>
<p>1.2.        Conscio, subconscio e inconscio          »     9</p>
<p>1.3.        La ricerca dei moventi nascosti: oltre il velo del pudore e della consapevolezza            »     15</p>
<p>1.4.        Impressions management e proiezione dell&#8217;identità    »     16</p>
<p>1.5.        Scelte del cliente e dissonanza               »     17</p>
<p>1.6.        Il bilanciamento mentale nell’acquisto: una nuova teoria centrata sul cliente »     18</p>
<p>1.6.1.    Il costo psicologico latente       »     19</p>
<p>1.6.2.    Il rientro psicologico latente     »     21</p>
<p>1.7.        Razionalità interna nelle scelte di acquisto      »     23</p>
<p>1.8.        Acquisto e motivazione all&#8217;azione         »     24</p>
<p>1.9.        Teoria e realtà negli acquisti attuati dalle imprese (psicologia del business-to-business marketing)   »     26</p>
<p>1.10.     Moventi apparenti e moventi reali dei consumi               »     27</p>
<p>1.11.     Implicazioni dei moventi nascosti per le strategie di marketing, verso la ridefinizione della mission   »     28</p>
<ol start="2">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Leve psicologiche temporali nel consumatore » 33</h2>
</li>
</ol>
<p>2.1.        Dove si colloca l&#8217;utilità dei prodotti: risoluzione, omeostasi, anticipazione      »     33</p>
<p>2.2.        PPR: Prodotti a potere risolutivo, leve risolutive             »     34</p>
<p>2.3.        PPA: Prodotti a potere anticipatorio, leve anticipatorie               »     35</p>
<p>2.4.        PPO: Prodotti a potere omeostatico, leve omeostatiche            »     37</p>
<p>2.5.        Proprietà multiple di prodotto  »     38</p>
<p>2.6.        Prima legge del valore di prodotto          »     39</p>
<ol start="3">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Psicofisiologia della percezione del prodotto »     42</h2>
</li>
</ol>
<p>3.1.        Performance evaluation source              »     42</p>
<p>3.2.        Filtratura della realtà e percezione del prodotto             »     44</p>
<p>3.3.        Funzione di risposta del mercato, soglie percettive e limiti del miglioramento: implicazioni per lo sviluppo del prodotto      »     48</p>
<p>3.4.        Percorsi di scansione dell’immagine (scan path)           »     50</p>
<p>3.4.1.    La scansione visiva e i segnali di attenzione     »     50</p>
<p>3.4.2.    La visione dei prodotti, dei punti di vendita e dei punti di comunicazione aziendale    »     53</p>
<p>3.4.3.    Trust Signals     »     54</p>
<p>3.4.4.    La ricostruzione della realtà visiva e il costo di fruizione di un prodotto              »     55</p>
<p>3.5.        La perceptivity line analysis: percezione totale di prodotto       »     56</p>
<p>3.6.        Set percettivo, filtri percettivi e valutazione dei prodotti             »     58</p>
<p>3.7.        La Gestalt del prodotto e l&#8217;immagine dell&#8217;impresa        »     60</p>
<p>3.8.        La Gestalt di prodotto e le illusioni percettive »     61</p>
<p>3.9.        Influenza degli schemi precedenti sulla valutazione del prodotto         »     64</p>
<p>3.10.     Benchmarking percettivo e vendita dell&#8217;innovazione   »     66</p>
<p>3.10.1. La Gestalt e la comprensione del valore del prodotto/servizio »     68</p>
<ol start="4">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Strategie di marketing percettivo »     70</h2>
</li>
</ol>
<p>4.1.        Visione: marketing visivo           »     72</p>
<p>4.1.1.    La comunicazione visiva nel contesto reale di ricezione del messaggio             »     73</p>
<p>4.2.        Tatto: marketing tattile »     74</p>
<p>4.3.        Olfatto: marketing olfattivo       »     75</p>
<p>4.4.        Gusto: marketing gustativo       »     77</p>
<p>4.5.        Udito: marketing uditivo             »     78</p>
<p>4.6.        Cinestesi: marketing cinestesico (marketing del movimento) »     80</p>
<p>4.7.        Ergogenesi: marketing ergogenico (marketing delle emozioni) »     81</p>
<p>4.7.1.    Le emozioni fornite dai prodotti              »     83</p>
<p>4.7.2.    Prodotti ergogenici        »     84</p>
<p>4.8.        Le condizioni reali di fruizione al centro della progettazione    »     85</p>
<p>4.9.        Psicopatologie degli oggetti quotidiani e interfacce del prodotto           »     86</p>
<p>4.10.     La tecnica PSA (perceptual steps product-interaction analysis)            »     89</p>
<p>4.11.     Planning ambientale e trust-signals     »     92</p>
<p>4.12.     Drammaturgia dell’ambiente d’acquisto            »     93</p>
<ol start="5">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Misurazione dell’immagine e psicologia degli atteggiamenti di marketing »     94</h2>
</li>
</ol>
<p>5.1.        La psicologia degli atteggiamenti verso il prodotto        »     96</p>
<p>5.1.1.    Il prodotto nel continuum positività-negatività »  100</p>
<p>5.2.        Implicazioni per il marketing business-to-business     »  101</p>
<p>5.2.1.    Segmentazione attitudinale del cliente              »  101</p>
<p>5.2.2.    Distribuzione delle risorse sui diversi target     »  103</p>
<p>5.2.3.    Credenze sul prodotto e belief system del consumatore           »  105</p>
<p>5.2.4.    Persuasione e organizzazione degli atteggiamenti        »  108</p>
<p>5.3.        L&#8217;equilibrio cognitivo del cliente nelle situazioni d&#8217;acquisto     »  110</p>
<p>5.4.        Le otto triadi essenziali di Heider: implicazioni per il marketing cognitivo e le strategia di vendita        »  114</p>
<p>5.5.        Misurazione degli atteggiamenti e immagine del marchio         »  117</p>
<p>5.5.1.    Errori di misurazione degli atteggiamenti           »  119</p>
<p>5.5.2.    Psicolinguistica: impatto delle parole sulla percezione del consumatore         »  120</p>
<p>5.5.3.    Il differenziale semantico originario     »  121</p>
<p>5.5.4.    Il differenziale semantico nel marketing             »  123</p>
<p>5.6.        Terza legge di valore del prodotto           »  127</p>
<ol start="6">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Pulsioni simboliche ed esplorazione qualitativa del vissuto psicologico del prodotto » 128</h2>
</li>
</ol>
<p>6.1.        Valenza culturale del prodotto »  131</p>
<p>6.2.        Le associazioni valoriali e l’influenza dei valori sul consumo   »  132</p>
<p>6.2.1.    Influenze dirette e indirette dei valori sulle scelte di consumo »  133</p>
<p>6.3.        Le connotazioni culturali del prodotto »  135</p>
<p>6.4.        Interpretazione semiotica e valenza simbolica del prodotto    »  139</p>
<p>6.4.1.    Codici comunicativi     »  141</p>
<p>6.4.2.    Simboli aziendali ed anticipazione delle reazioni di mercato   »  141</p>
<p>6.4.3.    Livelli di lettura del segno           »  142</p>
<ol start="7">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Bisogni umani e leve di vendita »  145</h2>
</li>
</ol>
<p>7.1.        Piramide di Maslow e implicazioni sulle pulsioni di acquisto   »  146</p>
<p>7.2.        Bisogni di sopravvivenza            »  147</p>
<p>7.3.        Bisogni di sicurezza      »  147</p>
<p>7.4.        Bisogni ambientali        »  147</p>
<p>7.5.        Bisogni sociali »  148</p>
<p>7.6.        Bisogni di autorealizzazione o del &#8220;Self&#8221;.            »  148</p>
<p>7.7.        Priorità nella soddisfazione dei bisogni               »  149</p>
<p>7.8.        Tipologia di bisogno e sensibilità al prezzo        »  150</p>
<p>7.9.        Aggregazione di proprietà valoriali        »  150</p>
<p>7.10.     Seconda legge del valore di prodotto   »  152</p>
<p>7.11.     Creare il valore dove conta        »  153</p>
<p>7.12.     Le leve persuasive e di vendita combinatorie  »  156</p>
<p>7.12.1. LR1: leva risolutiva di sopravvivenza    »  160</p>
<p>7.12.2. LO1: leva omeostatica di sopravvivenza            »  160</p>
<p>7.12.3. LA1: leva anticipatoria di sopravvivenza             »  160</p>
<p>7.12.4. LR2: leva risolutiva di sicurezza              »  160</p>
<p>7.12.5. LO2: leva omeostatica di sicurezza      »  161</p>
<p>7.12.6. LA2: leva anticipatoria di sicurezza       »  161</p>
<p>7.12.7. LR3: leva risolutiva ambientale               »  161</p>
<p>7.12.8. LO3: leva omeostatica ambientale       »  161</p>
<p>7.12.9. LA3: leva anticipatoria ambientale       »  162</p>
<p>7.12.10.               LR4: leva risolutiva sociale        »  162</p>
<p>7.12.11.               LO4: leva omeostatica sociale »  162</p>
<p>7.12.12.               LA4: leva anticipatoria sociale »  162</p>
<p>7.12.13.               LR5: leva risolutiva del self        »  163</p>
<p>7.12.14.               LO5: leva omeostatica del self »  164</p>
<p>7.12.15.               LA5: leva anticipatoria del self »  164</p>
<p>7.13.     La natura multipla delle funzioni di prodotto    »  164</p>
<ol start="8">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Budget mentali e psicologia economica »  166</h2>
</li>
</ol>
<p>8.1.        Meccanismi di ricarica dei budget         »  167</p>
<p>8.2.        Attingere alle risorse e trasferire risorse tra account    »  168</p>
<p>8.3.        La piramide degli accounts mentali      »  169</p>
<p>8.4.        Distribuzione delle risorse limitate: il time management cognitivo       »  172</p>
<p>8.4.1.    Educational marketing: nuova tecnica e filosofia di vendita basata sui budget mentali              »  173</p>
<p>8.5.        Budget setting »  174</p>
<p>8.6.        Income source effects »  176</p>
<p>8.7.        Budget mentali, acquisti aziendali e cultura d’impresa              »  177</p>
<p>8.8.        Sistemi di tracking         »  178</p>
<ol start="9">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; L’arena di acquisto e la concorrenza psicologica »  180</h2>
</li>
</ol>
<p>9.1.        Loss aversion: il terrore di perdere e la propensione al rischio »  180</p>
<p>9.2.        Variabili e patologie nel comportamento di ricerca informativa              »  181</p>
<p>9.3.        Diagnosticità dell’informazione             »  184</p>
<p>9.4.        Processo di acquisto    »  185</p>
<p>9.5.        Il modello comportamentale stimolo-risposta »  186</p>
<p>9.6.        Segmentazione del mercato    »  188</p>
<p>9.7.        Cultura e reazione ai prodotti   »  189</p>
<p>9.8.        La distanza culturale come variabile di marketing        »  190</p>
<p>9.9.        La concorrenza psicologica tra prodotti              »  191</p>
<p>9.10.     Mental mapping e positioning  »  191</p>
<p>9.11.     Scelte di concorrenza allargata              »  193</p>
<p>9.12.     Il consideration-set      »  195</p>
<ol start="10">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Dal marketing mix al value mix: nuovi strumenti per la customer satisfaction e la ricerca del prodotto ideale »  200</h2>
</li>
</ol>
<p>10.1.     Strumenti di base per ottenere customer satisfaction »  201</p>
<p>10.1.1. Wish-list: un viaggio verso la chiarezza               »  201</p>
<p>10.1.2. Modello XY del cambiamento atteso   »  201</p>
<p>10.1.3. Diagnosi e chiarificazione degli obiettivi (Goals Analysis)          »  202</p>
<p>10.1.4. Diagnosi dello stato attuale (Situation Analysis)             »  203</p>
<p>10.1.5. Gap management          »  204</p>
<p>10.1.6. Triplice componente della wish-list      »  205</p>
<p>10.1.7. Esplicitare la wish-list di risultato          »  206</p>
<p>10.1.8. Esplicitare la wish-list metodologica   »  208</p>
<p>10.1.9. Esempi e modelli di rilevazione della wish-list »  208</p>
<p>10.1.10.               Narrowing-down            »  211</p>
<p>10.2.     La ricerca del prodotto ideale e i nuovi modelli di customer satisfaction           »  214</p>
<p>10.2.1. L’inclusione degli ideali nel modello di customer satisfaction »  214</p>
<p>10.2.2. L’asse evolutivo del prodotto (R&amp;D)       »  218</p>
<p>10.2.3. La ricerca dei prodotti straordinari        »  221</p>
<p>10.3.     Evoluzioni ulteriori: customer satisfaction oltre il prodotto       »  224</p>
<p>10.3.1. Price satisfaction           »  225</p>
<p>10.3.2. Distribution satisfaction             »  226</p>
<p>10.3.3. Communication satisfaction   »  228</p>
<p>10.3.4. Relationship satisfaction           »  229</p>
<p>10.4.     Interazioni tra i diversi tipi di customer satisfaction      »  231</p>
<p>10.4.1. Interazioni prodotto/canale      »  232</p>
<p>10.4.2. Behavioral rules e controllo totale         »  234</p>
<p>10.4.3. Interazione prodotto/prezzo     »  235</p>
<p>10.4.4. Interazioni prodotto/comunicazione    »  237</p>
<ol start="11">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Conclusione e sviluppi futuri »  239</h2>
</li>
</ol>
<p>11.1.     Uno sguardo al passato: concetti primari della competitività e struttura del metodo ALM        »  239</p>
<p>11.1.1. Il vantaggio competitivo interno ed esterno      »  239</p>
<p>11.1.2. La sequenza manageriale ALM »  240</p>
<p>11.1.3. I flussi di valore e il marketing relazionale         »  243</p>
<p>11.2.     Uno sguardo al presente            »  245</p>
<p>11.3.     Uno sguardo al futuro: evoluzioni del metodo  »  246</p>
<p>11.3.1. Algebra mentale             »  246</p>
<p>11.3.2. Tipologie di acquisto    »  246</p>
<p>11.3.3. Orizzonte temporale e leve di vendita  »  246</p>
<p>11.3.4. Nuove concezioni di vendita terapeutica e consulenziale         »  247</p>
<p>11.3.5. La relazione tra scelte individuali e accettazione sociale          »  247</p>
<p>11.3.6. Linee di azione strategica e mosse relazionali »  247</p>
<p>11.3.7. Impressioni visive sul cliente   »  247</p>
<p>11.3.8. Tecniche di communication training    »  248</p>
<p>11.3.9. Modelli di planning psicologico del messaggio               »  248</p>
<p>11.3.10.               Spartiti t-chart per il planning della comunicazione     »  248</p>
<p>11.3.11.               Matrici di incomunicabilità e distanze comunicative   »  248</p>
<p>11.3.12.               Web psychology e comunicazione aziendale sul web  »  249</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Parte avanzata sulla Consumer Research</h2>
<ol>
<li>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28561" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Master-in-psicologia-del-marketing-e-comunicazione-avanzato-1.jpg" alt="Master in psicologia del marketing e comunicazione avanzato" width="288" height="408" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Master-in-psicologia-del-marketing-e-comunicazione-avanzato-1.jpg 288w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Master-in-psicologia-del-marketing-e-comunicazione-avanzato-1-212x300.jpg 212w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/Master-in-psicologia-del-marketing-e-comunicazione-avanzato-1-175x248.jpg 175w" sizes="auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px" />Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Introduzione: l’antropologia di marketing 13</h2>
</li>
</ol>
<p>1.1.        Problematiche del comportamento d’acquisto              14</p>
<p>1.2.        Parte 1: L’analisi del cliente e del processo di acquisto               17</p>
<p>1.2.1.    Mappa delle tematiche centrali per la parte 1  17</p>
<p>1.3.        Parte 2: La comunicazione strategica centrata sul cliente        20</p>
<p>1.3.1.    Mappa delle tematiche centrali per la parte 2  20</p>
<p>1.3.2.    Un concetto olistico di comunicazione strategica        21</p>
<p>1.3.3.    Centratura ed efficacia della comunicazione  21</p>
<ol start="2">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Il way-of-buying marketing: la ricerca di un’esperienza positiva nell’acquisto 25</h2>
</li>
</ol>
<p>2.1.        Per chi vende: l’importanza di saper comunicare le differenze tramite la vendita consulenziale           27</p>
<p>2.2.        Per chi acquista: l’importanza di saper percepire le differenze               28</p>
<p>2.3.        Scelte di fondo e filosofia d’acquisto    29</p>
<p>2.3.1.    Implicazioni aziendali 30</p>
<p>2.4.        La ricerca sui processi di acquisto        33</p>
<p>2.4.1.    Metodi qualitativi di analisi delle esperienze d’acquisto             34</p>
<p>2.4.1.1.                Limitazioni della ricerca qualitativa      35</p>
<p>2.4.2.    Metodi basati sulla misurazione statistica delle variabili psicologiche 35</p>
<p>2.4.2.1.                Limitazioni della ricerca quantitativa   37</p>
<p>2.5.        Pianificazione degli acquisti vs. approccio “alla giornata”: analisi degli atteggiamenti del buyer           37</p>
<p>2.5.1.    L’acquisto non pianificato         40</p>
<p>2.5.2.    Processi mentali nell’acquisto impulsivo          41</p>
<p>2.5.3.    Acquisto impulsivo e acquisto compulsivo       43</p>
<p>2.5.4.    Acquisto razionale/funzionale 47</p>
<p>2.5.5.    Finta razionalità              50</p>
<p>2.6.        Paradossi del consumo e razionalità nascoste 51</p>
<p>2.6.1.    Funzioni multiple del consumo               54</p>
<p>2.7.        Acquisto rituale/abitudinario   55</p>
<ol start="3">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Tipologie di acquisto, categorie e interpretazioni per un’antropologia dell’atto di acquisto 57</h2>
</li>
</ol>
<p>3.1.        Motivazioni inconsce e subconscie di acquisto              57</p>
<p>3.2.        L’analisi dei bisogni       60</p>
<p>3.3.        Tipologie di acquisto e modelli 61</p>
<p>3.3.1.    Primo modello: pulsioni consce, subconscie, inconsce             62</p>
<p>3.3.2.    Secondo modello: il T-chart      63</p>
<p>3.3.3.    Terzo modello: approccio delle leve temporali 64</p>
<p>3.3.4.    Quarto modello: l’approccio Maslowiano          65</p>
<p>3.3.5.    Quinto modello: l’approccio combinatorio (tipologico-temporale)       66</p>
<p>3.3.6.    Sesto modello: Theory of Reasoned Action       66</p>
<ol start="4">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Pulsioni sessuali remote connesse agli atti di acquisto 68</h2>
</li>
</ol>
<p>4.1.        Acquisto maschile inconscio/subconscio         68</p>
<p>4.1.1.    Il transfer della dimostrazione 73</p>
<p>4.2.        Acquisto femminile inconscio/subconscio       74</p>
<p>4.3.        Implicazioni aziendali 78</p>
<ol start="5">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Cultura e comunicazione: marketing e comunicazione interculturale, management cross-culturale 79</h2>
</li>
</ol>
<p>5.1.        Acquisto subconscio/culturale               79</p>
<p>5.2.        Comunicazione interculturale e management 81</p>
<p>5.3.        Coaching e training per l’inserimento di manager nei paesi esteri         82</p>
<p>5.3.1.    La comunicazione interculturale manageriale e i task comunicazionali            83</p>
<p>5.3.2.    Antropologia manageriale e integrazione / socializzazione interculturale          84</p>
<ol start="6">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Moventi simbolici nell’acquisto 86</h2>
</li>
</ol>
<p>6.1.        Acquisto semiotico: movente simbolico, proiettivo, imitativo e mitologico      87</p>
<p>6.2.        Imitazione delle innovazioni: la curva di diffusione       88</p>
<p>6.3.        La diffusione di innovazioni e dei simboli nel marketing di massa         90</p>
<p>6.4.        Promuovere prodotti e servizi innovativi nel Business to Business        95</p>
<p>6.5.        Fattori facilitativi nella diffusione di prodotti/servizi innovativi e stadi del processo di adozione            96</p>
<p>6.6.        Effetto sociale delle comunicazioni di marketing: la leva competitiva della comunicazione socialmente responsabile    98</p>
<p>6.7.        La Meaning-Based Consumption Research      99</p>
<ol start="7">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Acquisto e gratificazione 101</h2>
</li>
</ol>
<p>7.1.        Le forme di scambio e le fonti di gratificazione 101</p>
<p>7.2.        Acquisto autogratificativo (self-gifting) 103</p>
<p>7.3.        Acquisto eterogratificativo (gift-giving): il dono                105</p>
<p>7.3.1.    Il dono e la gestione dell’immagine      108</p>
<p>7.3.2.    Il dono e la traiettoria delle relazioni    110</p>
<p>7.4.        Acquisto ricreativo (sociale o tecnologico)       112</p>
<p>7.5.        Acquisto politico o di networking           113</p>
<ol start="8">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Confronto tra alternative: algebra mentale e modelli di scelta nella concorrenza 116</h2>
</li>
</ol>
<p>8.1.        Grado di formalizzazione ed efficienza dell’acquisto   116</p>
<p>8.2.        L’acquisto formalizzato               118</p>
<p>8.2.1.    Implicazioni per la vendita all’impresa 120</p>
<p>8.3.        Fondamenti del confronto tra prodotti: soddisfazione di utilizzo e soddisfazione proiettiva     121</p>
<p>8.4.        Capire i ragionamenti del buyer: analisi di alcuni metodi di calcolo cognitivo 124</p>
<p>8.4.1.    Metodo dei punteggi semplici (pagella del prodotto)    124</p>
<p>8.4.2.    Metodo sottrattivo (basato sulla minimizzazione dell’insoddisfazione)              126</p>
<p>8.4.3.    Metodo moltiplicativo 127</p>
<p>8.4.4.    Metodo degli scostamenti ponderati   127</p>
<p>8.4.5.    Metodo dei coefficienti di priorità bilanciati     128</p>
<p>8.5.        Modelli compensativi e modelli discriminanti 129</p>
<p>8.6.        Alla ricerca delle key-variables 132</p>
<ol start="9">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Aspettative altrui e decisione di acquisto: teorie del comportamento pianificato e dell’azione ragionata 137</h2>
</li>
</ol>
<p>9.1.        Accountability: la necessità di spiegare le proprie scelte agli altri         137</p>
<p>9.2.        La spirale del silenzio aziendale             140</p>
<p>9.3.        Rendicontazione delle scelte di acquisto          142</p>
<p>9.4.        Esplicitazione dei ragionamenti mentali            143</p>
<p>9.5.        Fattori individuali e fattori sociali nella scelta del prodotto       144</p>
<p>9.6.        Le radici dell’intenzione comportamentale      146</p>
<p>9.7.        Componenti della teoria dell’azione ragionata 148</p>
<p>9.8.        Teoria del comportamento pianificato (Theory of Planned Behavior)    149</p>
<p>9.8.1.    Behavioral Beliefs: le credenze comportamentali         152</p>
<p>9.8.2.    Normative Beliefs: le credenze normative         153</p>
<p>9.8.3.    Control Beliefs: credenze sulle proprie capacità di controllo della situazione 154</p>
<p>9.8.3.1.                La percezione di disponibilità economica, fattibilità e finanziabilità dell’investimento come leve facilitanti           155</p>
<p>9.9.        Applicazioni della Teoria dell’Azione Ragionata ai comportamenti di acquisto               157</p>
<h2>9.10.    Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211;  La motivazione all’adattamento e le aspettative altrui 158</h2>
<p>9.10.1.1.             Come si formano le intenzioni d’acquisto          159</p>
<p>9.11.     La componente normativa negli acquisti B2B  161</p>
<p>9.11.1. Scelte di prodotto e reazione prevista nel cliente finale              163</p>
<p>9.12.     Una legge del valore: l’acquisto come strumento di rinforzo delle relazioni                      164</p>
<p>9.13.     Applicazione in un caso di studio di marketing comportamentale (fitness marketing) 165</p>
<ol start="10">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Otto situazioni psicologiche di acquisto 170</h2>
</li>
</ol>
<p>10.1.     I 4 casi di atteggiamento individuale positivo   170</p>
<p>10.1.1. Situazione 1      171</p>
<p>10.1.2. Situazione 2      172</p>
<p>10.1.3. Situazione 3      173</p>
<p>10.1.4. Situazione 4      174</p>
<p>10.2.     I 4 casi di atteggiamento individuale negativo 175</p>
<p>10.2.1. Situazione 5      175</p>
<p>10.2.2. Situazione 6      176</p>
<p>10.2.3. Situazione 7      177</p>
<p>10.2.4. Situazione 8      177</p>
<p>10.3.     Percorsi della persuasione nei casi estremi      178</p>
<p>10.4.     Il dialogo interiore nella scelta del prodotto      179</p>
<ol start="11">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Comunicazione strategica: approcci olistici alla comunicazione nell’impresa 182</h2>
</li>
</ol>
<p>11.1.     Situazioni comunicative (COMSITS)     183</p>
<p>11.2.     La comunicazione inconsapevole: i messaggi negativi emessi e le loro ripercussioni 183</p>
<p>11.3.     Ambiti principali della comunicazione 185</p>
<p>11.4.     Relazioni tra comunicazione interna ed esterna             186</p>
<p>11.5.     Comunicazione esterna: i macro-obiettivi della comunicazione strategica     187</p>
<p>11.6.     Brand awareness e knowledge building: strumenti per l’economia dell’attenzione del cliente 189</p>
<p>11.7.     Immagine aziendale e Corporate Identity Engineering 191</p>
<p>11.8.     Gli scostamenti d’immagine e la costruzione d’identità            193</p>
<p>11.8.1. Distanza tra identità auto-percepita e auspicata           197</p>
<p>11.8.2. Divergenze tra identità realmente percepita dal pubblico e falsi miti aziendali               197</p>
<p>11.8.3. Capire l’immagine che proiettiamo      198</p>
<p>11.8.4. Distonie dell’auto-percezione: l’incongruenza 198</p>
<p>11.9.     Gestalt della comunicazione e immagine         201</p>
<ol start="12">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Il Marketing semantico 204</h2>
</li>
</ol>
<p>12.1.     Le associazioni mentali nella comunicazione aziendale            204</p>
<p>12.1.1. La Means-End Chain: creare i vantaggi percepibili        208</p>
<p>12.1.2. Il messaggio e le reti semantiche: la scoperta del network del cliente e il marketing cognitivo               209</p>
<p>12.1.3. Le adiacenze semantiche          212</p>
<p>12.1.4. Errori di comunicazione e de-marketing semantico     213</p>
<p>12.1.5. Il demarketing semantico positivo &#8211; con chi lavoriamo, con chi non lavoriamo               215</p>
<ol start="13">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Azioni di comunicazione olistica basate su diagnosi di qualità comunicativa 216</h2>
</li>
</ol>
<p>13.1.     La struttura di una campagna/intervento di comunicazione olistica    216</p>
<p>13.1.1. Benchmarking della comunicazione ed emersione delle esigenze di miglioramento   219</p>
<p>13.1.2. I risultati al centro della progettazione 220</p>
<p>13.2.     Information planning e marketing dell’informazione    221</p>
<p>13.3.     La fase di check-up comunicazionale 221</p>
<p>13.3.1. Il check-up della comunicazione esterna          222</p>
<p>13.3.2. Total Quality Communication (Relazionale &amp; Web)       223</p>
<p>13.3.3. Push-information e Information-on-demand per il marketing dell’informazione            223</p>
<p>13.4.     Total Quality Communication Check-Up e variabili per la diagnosi comunicazionale 224</p>
<p>13.4.1. Diagnosi espressiva del personale commerciale           225</p>
<p>13.4.2. Diagnosi di qualità del sistema commerciale  225</p>
<p>13.4.3. Diagnosi di efficienza ed efficacia delle reti di vendita 226</p>
<p>13.4.4. Diagnosi di qualità negoziale   226</p>
<p>13.4.5. Il check-up della comunicazione interna           227</p>
<p>13.4.6. Diagnosi dei sistemi di leadership, motivazione e gestione dei gruppi 228</p>
<p>13.4.7. Diagnosi di qualità dei sistemi di comunicazione digitale e webmarketing       229</p>
<p>13.4.8. Diagnosi di qualità nella comunicazione ai fornitori     231</p>
<p>13.5.     Progettare la competitività comunicativa tramite la rilevazione dei segnali deboli e il bilancio immateriale                233</p>
<p>13.5.1. I segnali deboli della comunicazione come sistemi di rilevazione dell’efficienza aziendale     233</p>
<p>13.5.2. L’esigenza di produrre un bilancio immateriale               233</p>
<p>13.6.     Il manager olistico: sinergia tra le tecnologie, strategie e sensibilità nei rapporti umani             235</p>
<p>13.6.1. Il fattore umano nell’era delle tecnologie           236</p>
<p>13.6.2. I contenuti per un processo di sviluppo del manager olistico e il nuovo ruolo della formazione              237</p>
<ol start="14">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; La Customer Experience e i flussi di comunicazione esperienziale 239</h2>
</li>
</ol>
<p>14.1.     Customer experience e comunicazione frame-by-frame           239</p>
<p>14.2.     I frames esperienziali  240</p>
<p>14.3.     Lo spazio della ricerca 244</p>
<p>14.4.     Linea di visibilità e Customer Experience nella comunicazione aziendale        244</p>
<p>14.4.1. La customer experience del cliente e il contatto con l’azienda: dalla visita aziendale allo show room 245</p>
<p>14.4.1.1.             Analisi di un’esperienza di visita guidata aziendale       245</p>
<p>14.4.1.2.             Analisi di un’esperienza di visita allo show-room           247</p>
<p>14.4.2. Progettare una diversa customer experience: il marketing ambientale e l’ergonomia del cliente          248</p>
<p>14.4.3. La linea di visibilità aziendale e i blueprint del cliente 249</p>
<ol start="15">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Strategia dei canali, Communication Mix e Activation Research 252</h2>
</li>
</ol>
<p>15.1.     Centratura dei canali comunicativi       252</p>
<p>15.2.     Tempo e momento di elaborazione del messaggio        254</p>
<p>15.2.1. Portata informativa del canale di comunicazione          255</p>
<p>15.2.2. Channel sensitivity: la sensibilità al canale comunicativo        255</p>
<p>15.3.     Activation Research     256</p>
<p>15.3.1. Analisi economica dei costi / benefici di comunicazione          257</p>
<p>15.3.2. Analisi dei costi / benefici intangibili di comunicazione             258</p>
<p>15.3.3. Effetti intangibili della comunicazione: creazione delle condizioni favorevoli per la vendita e coltivazione del cliente                         258</p>
<p>15.3.4. La focalizzazione delle risorse su obiettivi chiari            262</p>
<ol start="16">
<li>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Contenuti &#8211; Conclusioni: errori di management, barriere mentali e relazioni d’aiuto per l’efficacia comunicativa 265</h2>
</li>
</ol>
<p>16.1.     La distorsione degli obiettivi a forte coinvolgimento personale              266</p>
<p>16.2.     Coinvolgimento emotivo ed errori di mercato  266</p>
<p>16.3.     Alcuni clamorosi errori di valutazione 268</p>
<p>16.4.     Consulenza di processo e Action Research come soluzioni per un recupero dell’efficienza comunicativa                270</p>
<p>16.4.1. Il contributo della consulenza di processo        271</p>
<p>16.4.1.1.             La consulenza di processo aziendale (CPA)      271</p>
<p>16.4.1.2.             La consulenza di processo personale (CPP) e la scoperta delle proprie barriere mentali          273</p>
<p>16.4.2. Le qualità e capacità del consulente di processo           276</p>
<p>16.4.3. Il contributo della Action Research       277</p>
<p>16.4.3.1.             La Action Research per lo sviluppo comunicativo personale (ARP)       278</p>
<p>16.4.3.2.             La Action Research per lo sviluppo comunicativo aziendale (ARA)       279</p>
<p>16.4.4. Unione tra consulenza di processo e action research  280</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia                                                                                                                                     283</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti</h2>
<p>Psicologia del marketing</p>
<p><strong>La psicologia del marketing </strong>è lo studio degli individui, dei gruppi o delle organizzazioni e di tutte le attività associate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Purchasing" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;acquisto </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Utility" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;uso </a>e alla cessione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Goods_and_services" target="_blank" rel="noopener">beni e servizi </a>. La psicologia del marketing consiste nel modo in cui le emozioni, gli atteggiamenti e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Preference_(economics)" target="_blank" rel="noopener">le preferenze del </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer" target="_blank" rel="noopener">consumatore </a>influenzano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Buyer_decision_process" target="_blank" rel="noopener">il comportamento </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Buyer_decision_process" target="_blank" rel="noopener">di acquisto </a>. La psicologia del marketing è emersa negli anni &#8217;40 e &#8217;50 come una sottodisciplina distinta del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marketing" target="_blank" rel="noopener">marketing </a>, ma è diventata una scienza sociale interdisciplinare che fonde elementi di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociology" target="_blank" rel="noopener">sociologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_Anthropology" target="_blank" rel="noopener">antropologia sociale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthropology" target="_blank" rel="noopener">antropologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethnography" target="_blank" rel="noopener">etnografia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethnology" target="_blank" rel="noopener">etnologia </a>, marketing ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Economics" target="_blank" rel="noopener">economia </a>(in particolare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behavioural_economics" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;economia </a><u>comportamentale </u>). .</p>
<p>Lo studio della psicologia del marketing indaga formalmente le qualità individuali come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Demographic" target="_blank" rel="noopener">dati demografici </a>, stili di vita <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personality" target="_blank" rel="noopener">della personalità </a>e variabili comportamentali (come tassi di utilizzo, occasioni di utilizzo, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_loyalty" target="_blank" rel="noopener">fedeltà </a>, difesa del marchio e disponibilità a fornire <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Referral_marketing" target="_blank" rel="noopener">referral ), nel tentativo di comprendere </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Want" target="_blank" rel="noopener">i desideri </a>e i modelli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumption_(economics)" target="_blank" rel="noopener">di consumo </a>delle persone. . La psicologia del marketing indaga anche sulle influenze sul consumatore, dai gruppi sociali come famiglia, amici, sport e gruppi di riferimento, alla società in generale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Influencer_marketing" target="_blank" rel="noopener">brand-influencer </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Opinion_leadership" target="_blank" rel="noopener">opinion leader </a>).</p>
<p>Poiché la psicologia del marketing è difficile da prevedere, gli esperti di marketing e i ricercatori utilizzano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethnography" target="_blank" rel="noopener">l’etnografia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_neuroscience" target="_blank" rel="noopener">la neuroscienza del consumo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Machine_learning" target="_blank" rel="noopener">l’apprendimento automatico </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>e utilizzano i database <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Customer_relationship_management" target="_blank" rel="noopener">di gestione delle relazioni con i clienti </a>(CRM) per l’analisi dei modelli dei clienti. Gli estesi dati prodotti da questi database consentono un esame dettagliato dei fattori comportamentali che contribuiscono alle intenzioni di riacquisto dei clienti, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Customer_retention" target="_blank" rel="noopener">alla fidelizzazione dei consumatori </a>, alla fedeltà e ad altre intenzioni comportamentali come la volontà di fornire referenze positive, diventare sostenitori del marchio o impegnarsi in attività di cittadinanza del cliente. . I database aiutano anche nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Market_segmentation" target="_blank" rel="noopener">segmentazione del mercato </a>, in particolare nella segmentazione comportamentale come lo sviluppo di segmenti di fedeltà, che possono essere utilizzati per sviluppare strategie di marketing personalizzate strettamente mirate su base individuale.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; Origini della psicologia del marketing</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_marketing#History_of_marketing_thought" target="_blank" rel="noopener"><em>Storia del marketing § Storia del pensiero di marketing</em></a></p>
<p>Negli anni Quaranta e Cinquanta, il marketing era dominato dalle cosiddette <em>scuole di pensiero classiche </em>che erano altamente descrittive e facevano molto affidamento su approcci di studio di casi con l’uso solo occasionale di metodi di intervista. Alla fine degli anni Cinquanta, due importanti rapporti criticavano il marketing per la sua mancanza di rigore metodologico, in particolare per la mancata adozione di metodi di ricerca delle scienze comportamentali orientati matematicamente . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>Era pronto il terreno affinché il marketing diventasse più interdisciplinare adottando una prospettiva comportamentista del consumatore.</p>
<p>A partire dagli anni ’50, il marketing iniziò a spostare la propria dipendenza dall’economia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Economics" target="_blank" rel="noopener">verso </a>altre discipline, in particolare le scienze comportamentali , tra cui <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociology" target="_blank" rel="noopener">la sociologia </a>, l’antropologia e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Clinical_psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia clinica </a>. Ciò ha comportato una nuova enfasi sul cliente come unità di analisi. Di conseguenza, nuove conoscenze sostanziali sono state aggiunte alla disciplina del marketing, comprese idee come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Opinion_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership d’opinione </a>, gruppi di riferimento e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_loyalty" target="_blank" rel="noopener">fedeltà alla marca </a>. Anche <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Market_segmentation" target="_blank" rel="noopener">la segmentazione del mercato </a>, in particolare <a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Demographic_segmentation&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">la segmentazione demografica </a>basata sull’indice dello stato socioeconomico (SES) e sul ciclo di vita della famiglia, è diventata di moda. Con l&#8217;aggiunta della psicologia del marketing, la disciplina del marketing ha mostrato una crescente sofisticazione scientifica rispetto allo sviluppo della teoria e alle procedure di test. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<p>Nei suoi primi anni, la psicologia del marketing era fortemente influenzata dalla ricerca sulla motivazione, che aveva aumentato la comprensione dei clienti, ed era stata ampiamente utilizzata dai consulenti del settore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising" target="_blank" rel="noopener">pubblicitario </a>e anche nella disciplina della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia </a>negli anni &#8217;20, &#8217;30 e &#8217;40. Negli anni &#8217;50, il marketing iniziò ad adottare tecniche utilizzate dai ricercatori sulla motivazione, tra cui interviste profonde, tecniche proiettive, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thematic_apperception_test" target="_blank" rel="noopener">test di appercezione tematica </a>e una serie di metodi di ricerca <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Qualitative_research" target="_blank" rel="noopener">qualitativa </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quantitative_research" target="_blank" rel="noopener">quantitativa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>Più recentemente, gli studiosi hanno aggiunto una nuova serie di strumenti tra cui l&#8217;etnografia, le tecniche di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photo_elicitation" target="_blank" rel="noopener">foto-elicitazione </a>e le interviste <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenomenology_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">fenomenologiche </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Oltre a questi, la ricerca contemporanea ha approfondito ulteriormente le complessità del comportamento dei consumatori, incorporando approcci innovativi come studi di neuroimaging e analisi dei big data. Questi strumenti moderni forniscono informazioni più approfondite sulle motivazioni subconsce dei consumatori e sui processi decisionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Oggi, la psicologia del marketing (o <em>CB </em>come è affettuosamente conosciuta) è considerata un&#8217;importante sottodisciplina del marketing ed è inclusa come unità di studio in quasi tutti i programmi di marketing universitari.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; Definizione e spiegazione</h2>
<p>La psicologia del marketing comprende &#8220;tutte le attività associate all&#8217;acquisto, all&#8217;uso e allo smaltimento di beni e servizi, comprese le risposte emotive, mentali e comportamentali del consumatore che precedono o seguono queste attività&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Il termine consumatore può riferirsi sia ai consumatori individuali che ai consumatori organizzativi e, più specificamente, &#8220;un utente finale, e non necessariamente un acquirente, nella catena di distribuzione di un bene o servizio&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>La psicologia del marketing si occupa di: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<ul>
<li><em>attività di acquisto </em>: l&#8217;acquisto di beni o servizi; come i consumatori acquistano prodotti e servizi e tutte le attività che portano a una decisione di acquisto, inclusa la ricerca di informazioni, la valutazione di beni e servizi e i metodi di pagamento inclusa l&#8217;esperienza di acquisto</li>
<li><em>attività di uso o consumo </em>: riguarda il chi, dove, quando e come del consumo e l&#8217;esperienza d&#8217;uso, comprese le associazioni simboliche e il modo in cui i beni sono distribuiti all&#8217;interno delle famiglie o delle unità di consumo</li>
<li><em>attività di smaltimento </em>: riguarda il modo in cui i consumatori smaltiscono prodotti e imballaggi; può includere anche attività di rivendita come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/EBay" target="_blank" rel="noopener">eBay </a>e mercati dell&#8217;usato</li>
</ul>
<p>Le risposte dei consumatori possono essere: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a></p>
<ul>
<li>risposte <em>emotive (o affettive) </em>: si riferiscono a emozioni come sentimenti o stati d&#8217;animo,</li>
<li><em>mentali (o cognitive </em>): si riferiscono ai processi di pensiero del consumatore, ai loro</li>
<li><em>risposte comportamentali (o conative) : </em>si riferiscono alle risposte osservabili del consumatore in relazione all&#8217;acquisto e allo smaltimento di beni o servizi.</li>
</ul>
<p>Secondo l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/American_Marketing_Association" target="_blank" rel="noopener">American Marketing Association </a>, la psicologia del marketing può essere definita come &#8220;l&#8217;interazione dinamica di affetti e cognizione, comportamento ed eventi ambientali attraverso la quale gli esseri umani gestiscono gli aspetti di scambio della loro vita&#8221;.</p>
<p>Come campo di studio, la psicologia del marketing è una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_science" target="_blank" rel="noopener">scienza sociale applicata </a>. L&#8217;analisi della psicologia del marketing è &#8220;l&#8217;uso di principi comportamentali , solitamente acquisiti sperimentalmente, per interpretare il consumo economico umano&#8221;. Come disciplina, la psicologia del marketing si trova all’intersezione tra la psicologia economica e la scienza del marketing. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; La decisione di acquisto e il suo contesto</h2>
<p>il comportamento di acquisto e consumo è una sfida fondamentale per i professionisti del marketing. La psicologia del marketing, nel suo senso più ampio, si occupa di comprendere sia come vengono prese le decisioni di acquisto sia come vengono consumati o vissuti prodotti o servizi. I consumatori sono decisori attivi. Decidono cosa acquistare, spesso in base al reddito disponibile o al budget. Possono modificare le loro preferenze in relazione al budget e a una serie di altri fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14]</sup></a></p>
<p>Alcune decisioni di acquisto implicano processi lunghi e dettagliati che includono un&#8217;ampia ricerca di informazioni per selezionare tra alternative concorrenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Belch,_G_2009,_p.137-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Altre decisioni di acquisto. Nella pratica dei consumatori, i consumatori devono prendere decisioni molto complesse, spesso basate sulla mancanza di tempo, conoscenza o capacità di negoziazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Come gli acquisti d&#8217;impulso o gli acquisti abituali, vengono effettuati quasi istantaneamente con poco o nessun investimento di tempo o impegno nella ricerca di informazioni.</p>
<p>Alcune decisioni di acquisto vengono prese da gruppi (come famiglie, nuclei familiari o imprese) mentre altre vengono prese da individui. Quando una decisione di acquisto viene presa da un piccolo gruppo, come una famiglia, diversi membri del gruppo possono essere coinvolti in fasi diverse del processo decisionale e possono svolgere ruoli diversi. Ad esempio, una persona può suggerire la categoria di acquisto, un&#8217;altra può cercare informazioni relative al prodotto mentre un&#8217;altra ancora può recarsi fisicamente al negozio, acquistare il prodotto e trasportarlo a casa. È consuetudine pensare ai tipi di ruoli decisionali; ad esempio:</p>
<p><strong>L&#8217;Iniziatore</strong></p>
<p>la persona che propone un marchio (o un prodotto) a titolo oneroso (qualcosa in cambio );</p>
<p><strong>L&#8217;influencer</strong></p>
<p>qualcuno che consiglia una determinata marca;</p>
<p><strong>Il decisore</strong></p>
<p>la persona che prende la decisione finale di acquisto;</p>
<p><strong>L&#8217;acquirente</strong></p>
<p>chi lo ordina o lo acquista fisicamente;</p>
<p><strong>L&#8217;utente</strong></p>
<p>la persona che utilizza o consuma il prodotto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>Per la maggior parte delle decisioni di acquisto, ciascuno dei ruoli decisionali deve essere svolto, ma non sempre dalla stessa persona. Ad esempio, nel caso in cui la famiglia debba decidere se cenare fuori, un genitore può avviare il processo facendo intendere che è troppo stanco per cucinare. I bambini sono importanti influenzatori nella decisione complessiva di acquisto, ma entrambi i genitori possono agire come decisori congiunti svolgendo un ruolo di controllo ponendo il veto ad alternative inaccettabili e incoraggiando alternative più accettabili. L’importanza dei bambini come influencer in un’ampia gamma di contesti di acquisto non dovrebbe mai essere sottovalutata e il fenomeno è noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pester_power" target="_blank" rel="noopener">potere fastidioso </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Per avvicinarsi ai processi mentali utilizzati nelle decisioni di acquisto, alcuni autori utilizzano il concetto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Black_box" target="_blank" rel="noopener">scatola nera </a>, che rappresenta i processi cognitivi e affettivi utilizzati da un consumatore durante una decisione di acquisto. Il modello decisionale colloca la scatola nera in un ambiente più ampio che mostra l&#8217;interazione di stimoli esterni ed interni (ad esempio caratteristiche del consumatore, fattori situazionali, influenze di marketing e fattori ambientali) così come le risposte dei consumatori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-sandhusen218-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a>Il modello della scatola nera è legato alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Black_box_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria della scatola nera </a>del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behaviourism" target="_blank" rel="noopener">comportamentismo </a>, dove l&#8217;attenzione si estende oltre i processi che avvengono <em>all&#8217;interno </em>del consumatore e include anche la <em>relazione </em>tra gli stimoli e la risposta del consumatore.</p>
<p>Il modello decisionale presuppone che le decisioni di acquisto non avvengano nel vuoto. Piuttosto, si verificano in tempo reale e sono influenzati da altri stimoli, compresi gli stimoli ambientali esterni e la situazione momentanea del consumatore. Gli elementi del modello includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stimulus_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">stimoli interpersonali </a>(tra persone) o stimoli intrapersonali (all&#8217;interno delle persone), stimoli ambientali e stimoli di marketing. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-sandhusen219-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20] </sup></a>Gli stimoli di marketing includono azioni pianificate e realizzate dalle aziende, mentre gli stimoli ambientali includono azioni o eventi che si verificano nell&#8217;ambiente operativo più ampio e includono dimensioni sociali, economiche, politiche e culturali. Inoltre, la scatola nera dell&#8217;acquirente include le caratteristiche dell&#8217;acquirente e il processo decisionale, che influenzano le risposte dell&#8217;acquirente.</p>
<p>Gli acquisti di profumi esclusivi, spesso acquistati come regali, sono decisioni ad alto coinvolgimento perché il regalo simboleggia la relazione tra chi dona e il destinatario previsto.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Riconoscimento del problema</strong></h2>
<p>La prima fase del processo decisionale di acquisto inizia con il <em>riconoscimento del problema </em>(noto anche come bisogno di categoria o eccitazione del bisogno). Questo è quando il consumatore identifica un bisogno, tipicamente definito come la differenza tra lo stato attuale del consumatore e il suo stato desiderato o ideale. Un modo più semplice di pensare al riconoscimento del problema è che è il momento in cui il consumatore decide di essere &#8220;nel mercato&#8221; per un prodotto o un servizio per soddisfare un bisogno o un desiderio. La forza del bisogno sottostante guida l’intero processo decisionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>I teorici identificano tre ampie classi di situazioni di risoluzione dei problemi rilevanti per la decisione di acquisto: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22]</sup></a></p>
<p><strong>Ampia </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Problem_solving" target="_blank" rel="noopener"><strong>risoluzione dei problemi</strong></a></p>
<p>Acquisti che garantiscono una maggiore riflessione, una più ampia ricerca di informazioni e una valutazione delle alternative. Si tratta in genere di acquisti costosi, o di acquisti ad alta visibilità sociale, ad esempio moda, automobili.</p>
<p><strong>Risoluzione dei problemi limitata</strong></p>
<p>Acquisti noti o familiari, acquisti regolari, riacquisti diretti. Articoli solitamente a basso prezzo.</p>
<p><strong>Risoluzione dei problemi di routine</strong></p>
<p>Acquisti ripetuti o acquisti abituali</p>
<p>I consumatori vengono a conoscenza di un problema in vari modi, tra cui: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23]</sup></a></p>
<p><strong>Esaurimento delle scorte/esaurimento naturale</strong></p>
<p>Quando un consumatore ha bisogno di ricostituire le scorte di un articolo di consumo, ad esempio ha finito il latte o il pane.</p>
<p><strong>Acquisto regolare</strong></p>
<p>Quando un consumatore acquista regolarmente un prodotto, ad esempio giornali, riviste.</p>
<p><strong>Insoddisfazione</strong></p>
<p>Quando un consumatore non è soddisfatto del prodotto o servizio attuale.</p>
<p><strong>Nuovi bisogni o desideri</strong></p>
<p>I cambiamenti dello stile di vita possono innescare l&#8217;identificazione di nuovi bisogni, ad esempio l&#8217;arrivo di un bambino può indurre all&#8217;acquisto di una culla, di un passeggino e di un seggiolino per l&#8217;auto per il bambino.</p>
<p><strong>Prodotti correlati</strong></p>
<p>L&#8217;acquisto di un prodotto può comportare la necessità di accessori, pezzi di ricambio o beni e servizi complementari, ad esempio l&#8217;acquisto di una stampante comporta la necessità di cartucce d&#8217;inchiostro; l&#8217;acquisto di una fotocamera digitale comporta la necessità di schede di memoria.</p>
<p><strong>Riconoscimento dei problemi indotti dal marketing</strong></p>
<p>Quando l&#8217;attività di marketing convince i consumatori di un problema (di solito un problema che il consumatore non si rendeva conto di avere). I contenuti consumati consciamente e inconsciamente nei media <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Old_media" target="_blank" rel="noopener">tradizionali </a>e nei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_media" target="_blank" rel="noopener">social </a>media svolgono notevolmente il ruolo di stimolo per il riconoscimento di un nuovo bisogno da parte del consumatore.</p>
<p><strong>Nuovi prodotti o categorie</strong></p>
<p>Quando i consumatori vengono a conoscenza di nuovi prodotti innovativi che offrono mezzi superiori per soddisfare un bisogno. Tecnologie dirompenti come l’avvento di dispositivi di comunicazione senza fili possono innescare la necessità di una vasta gamma di prodotti come nuovi mouse o stampanti.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Ricerca informazioni</strong></h2>
<p>Durante le fasi di ricerca e valutazione delle informazioni, il consumatore opera attraverso processi progettati per arrivare a una serie di marchi (o prodotti) che rappresentano valide alternative di acquisto. In genere i consumatori effettuano prima una ricerca interna e scansionano la loro memoria per individuare i marchi adatti. L&#8217; <strong>insieme evocato </strong>è l&#8217;insieme di marchi che un consumatore può evocare dalla memoria ed è tipicamente un insieme molto piccolo di circa 3-5 alternative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>I consumatori possono scegliere di integrare il numero di marchi nell&#8217;insieme evocato eseguendo una <em>ricerca esterna </em>utilizzando fonti come Internet, siti web di produttori/marchi, acquisti in giro, recensioni di prodotti, segnalazioni di colleghi e simili. La disponibilità delle informazioni ha aumentato il livello di informazione dei consumatori: il grado in cui sanno cosa è disponibile sul mercato, con quali caratteristiche e a quale prezzo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p>Il fatto che un consumatore conosca un marchio non significa necessariamente che lo consideri un potenziale acquisto. Ad esempio, il consumatore può essere a conoscenza di alcuni marchi, ma non essere disposto nei loro confronti (il cosiddetto <em>set inetto </em>). Tali marchi saranno generalmente esclusi da un&#8217;ulteriore valutazione come opzioni di acquisto. Per altri marchi il consumatore può provare sentimenti indifferenti (l&#8217; <em>insieme inerte </em>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26] </sup></a>Quando il consumatore si avvicina all&#8217;acquisto vero e proprio, distilla l&#8217;elenco mentale dei marchi in una serie di alternative che rappresentano opzioni di acquisto realistiche, note come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consideration_set" target="_blank" rel="noopener"><em>set di considerazione </em></a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>Per definizione, il corrispettivo si riferisce al &#8220;piccolo insieme di marchi a cui il consumatore presta molta attenzione quando prende una decisione di acquisto&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a>Ciò porta infine a un <em>insieme di scelte </em>che include le alternative che sono forti contendenti per l&#8217;acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<p>Nomi di marchi specifici entrano nella considerazione del consumatore in base alla misura in cui soddisfano i suoi obiettivi di acquisto e/o all&#8217;importanza o all&#8217;accessibilità del marchio al momento della decisione di acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a>Di conseguenza, i nomi dei marchi più memorabili hanno maggiori probabilità di essere accessibili. Tradizionalmente, uno dei ruoli principali della pubblicità e della promozione era quello di aumentare la probabilità che un marchio fosse incluso nell&#8217;insieme evocato dal consumatore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a>L&#8217;esposizione ripetuta ai marchi attraverso una pubblicità intensiva è stato il metodo principale per aumentare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_awareness" target="_blank" rel="noopener"><em>la notorietà del marchio </em></a><em>più importante </em>. Tuttavia, l’avvento di Internet significa che i consumatori possono ottenere informazioni sul marchio/prodotto da una molteplicità di piattaforme diverse. In pratica, il <strong>set di considerazioni </strong>ha assunto maggiore importanza nel processo decisionale di acquisto perché i consumatori non dipendono più totalmente dalla memoria. Questo è il marketing, che potrebbe essere definito come &#8220;il processo attraverso il quale le aziende creano valore per i clienti e costruiscono solide relazioni con i clienti, al fine di acquisire in cambio valore dai clienti&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>Questa definizione implica fortemente che la relazione sia costruita sullo scambio e sulla “creazione” di valore. Ciò significa che si costruisce un bisogno del consumatore, presentandogli o pubblicizzando il prodotto attraverso uno studio analitico dei modelli di consumo dell&#8217;utente, dei suoi comportamenti e abitudini. L’implicazione per gli operatori di marketing è che le informazioni rilevanti sul marchio dovrebbero essere diffuse il più ampiamente possibile e incluse in qualsiasi forum in cui è probabile che i consumatori cerchino informazioni sul prodotto o sul marchio, siano essi media tradizionali o canali di media digitali. Pertanto, gli esperti di marketing necessitano di una conoscenza approfondita dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Touchpoint" target="_blank" rel="noopener">punti di contatto tipici del consumatore </a>.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Valutazione delle alternative</strong></h2>
<p>I consumatori che fanno acquisti alla Burlington Arcade di Londra si impegnano in una serie di attività di acquisto ricreative e funzionali, dallo shopping nelle vetrine al trasporto degli acquisti verso casa.</p>
<p>La valutazione del consumatore può essere vista come una fase distinta. In alternativa, la valutazione può avvenire in modo continuo durante l’intero processo decisionale. I consumatori valutano le alternative in termini di benefici <strong>funzionali </strong>(chiamati anche <em>utilitaristici </em>) e <strong>psico-sociali </strong>(chiamati anche <em>valori espressivi </em>o <em>simbolici </em>) offerti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33]</sup></a></p>
<ul>
<li><em>I benefici funzionali </em>sono i risultati tangibili che possono essere sperimentati dal consumatore come il gusto o l&#8217;aspetto fisico.</li>
<li><em>I benefici psicosociali </em>sono i risultati più astratti o gli attributi legati alla personalità di un marchio, come la valuta sociale che potrebbe derivare dall&#8217;indossare un abito costoso o un marchio di marca o guidare un&#8217;auto &#8220;calda&#8221;.</li>
</ul>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_image" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;immagine del marchio </a>(o personalità del marchio) è un importante attributo psicosociale. I consumatori possono avere convinzioni sia positive che negative su un determinato marchio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Un numero considerevole di ricerche suggerisce che i consumatori sono predisposti verso marchi con una personalità che corrisponde alla loro e che un buon abbinamento può influenzare la preferenza del marchio, la scelta del marchio, la soddisfazione per un marchio, l&#8217;impegno e la fedeltà al marchio e la propensione del consumatore a fornire referenze positive tramite passaparola. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>La branca della psicologia del marketing che indaga la corrispondenza tra la personalità di un marchio e la personalità del consumatore è nota come <em>ricerca sull&#8217;autocongruenza.</em> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>La presenza sui social media di un marchio gioca un ruolo importante in questa fase, con l&#8217;effetto descritto come &#8220;Pensa ai media normali come a una strada a senso unico dove puoi leggere un giornale o ascoltare un servizio in televisione, ma non puoi hai una capacità molto limitata di esprimere il tuo pensiero sull&#8217;argomento, i social media, d&#8217;altra parte, sono una strada a doppio senso che ti dà anche la capacità di comunicare.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36] </sup></a>Le convinzioni dei consumatori su un marchio o su una categoria di prodotto possono variare in base a una serie di fattori, tra cui l&#8217;esperienza precedente del consumatore e gli effetti della percezione selettiva, della distorsione e della fidelizzazione. I consumatori meno informati su una categoria tendono a valutare un marchio in base alle sue caratteristiche funzionali. Tuttavia, quando i consumatori diventano più informati, gli attributi funzionali diminuiscono e i consumatori elaborano informazioni più astratte sul marchio, in particolare gli aspetti legati a se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37]</sup></a></p>
<p>L&#8217; organizzazione di marketing necessita di una profonda comprensione dei vantaggi più apprezzati dai consumatori e quindi di quali attributi siano più importanti in termini di decisione di acquisto del consumatore. È inoltre necessario monitorare altri marchi nell&#8217;ambito della considerazione del cliente per ottimizzare la pianificazione del proprio marchio. Durante la valutazione delle alternative, il consumatore classifica o valuta i meriti relativi delle diverse opzioni disponibili. Nessun processo di valutazione universale viene utilizzato dai consumatori in tutte le situazioni di acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a>Invece, i consumatori generano criteri di valutazione diversi a seconda di ciascuna situazione di acquisto unica. I social media consentono inoltre ai consumatori di condividere opinioni con i loro colleghi sul prodotto che stanno cercando di acquistare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>In questo modo, i consumatori possono valutare i lati positivi e negativi di ciascuna alternativa e decidere in modo ancora più conveniente quale sia il miglior prodotto da acquistare. Pertanto gli attributi di valutazione rilevanti variano a seconda delle diverse tipologie di consumatori e dei contesti di acquisto. Ad esempio, gli attributi importanti per valutare un ristorante includono la qualità del cibo, il prezzo, la posizione, l&#8217;atmosfera, la qualità del servizio e la selezione del menu. I consumatori, a seconda delle loro caratteristiche geografiche, demografiche, psicografiche e comportamentali , decideranno quali attributi sono importanti per loro. I potenziali clienti che cercano una piacevole esperienza culinaria potrebbero essere disposti a percorrere distanze maggiori per frequentare un locale raffinato rispetto a coloro che desiderano un pasto veloce in un ristorante più utilitaristico. Dopo aver valutato le diverse caratteristiche del prodotto, il consumatore classifica ciascuna caratteristica o beneficio da molto importante a meno importante. Queste priorità sono direttamente correlate ai bisogni e ai desideri del consumatore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a>Pertanto, il consumatore arriva a un punteggio ponderato per ciascun prodotto o marca che rappresenta la valutazione soggettiva del consumatore dei punteggi degli attributi individuali ponderati in termini di importanza. Utilizzando questi punteggi, arrivano a un punteggio mentale totale o alla classifica per ciascun prodotto/marchio preso in considerazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Decisione di acquisto</strong></h2>
<p>Una volta valutate le alternative, il consumatore decide di procedere all&#8217;acquisto vero e proprio. Ad esempio, il consumatore potrebbe dire a se stesso: &#8220;Sì, un giorno acquisterò il marchio X&#8221;. Questa autoistruzione per effettuare un acquisto è nota come <em>intenzione di acquisto. </em>Le intenzioni di acquisto sono un forte ma imperfetto predittore delle vendite. A volte le intenzioni di acquisto semplicemente non si traducono in un acquisto effettivo e questo può segnalare un problema di marketing. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a>Ad esempio, un consumatore potrebbe voler acquistare un nuovo prodotto, ma potrebbe non essere a conoscenza dei punti vendita che lo immagazzinano, quindi l&#8217;acquisto non può procedere. La misura in cui le intenzioni di acquisto si traducono in vendite effettive è nota come tasso <em>di conversione delle vendite </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43]</sup></a></p>
<p>L&#8217;happy hour, in cui è possibile acquistare due drink al prezzo di uno, è un forte invito all&#8217;azione perché incoraggia i consumatori ad acquistare ora anziché rinviare l&#8217;acquisto a un momento successivo.</p>
<p>Le organizzazioni utilizzano una varietà di tecniche per migliorare i tassi di conversione. La fornitura di condizioni di credito o di pagamento agevolate può incoraggiare l&#8217;acquisto. Le promozioni di vendita, come l&#8217;opportunità di ricevere un premio o di partecipare a un concorso, possono fornire un incentivo all&#8217;acquisto immediato anziché rinviare gli acquisti a una data successiva. I messaggi pubblicitari con una forte <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Call_to_action_(marketing)" target="_blank" rel="noopener"><em>call-to-action </em></a>sono un altro strumento utilizzato per convertire i clienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a>Un invito all&#8217;azione è qualsiasi dispositivo progettato per incoraggiare la vendita immediata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a>In genere, un invito all&#8217;azione include una formulazione specifica in una pubblicità o in una presentazione di vendita che impiega verbi imperativi come &#8220;Acquista ora!&#8221; o &#8220;Non aspettare!&#8221;. Altri tipi di inviti all&#8217;azione potrebbero fornire ai consumatori validi motivi per acquistare immediatamente un&#8217;offerta disponibile solo per un periodo di tempo limitato (ad esempio &#8220;L&#8217;offerta deve scadere a breve&#8221;; &#8220;Disponibilità limitata&#8221;) o un&#8217;offerta speciale solitamente accompagnata da un vincolo di tempo (es. &#8216;Ordina entro mezzanotte per ricevere un omaggio con il tuo ordine&#8217;; &#8216;Due al prezzo di uno solo per i primi 50 che chiamano&#8217;). Inoltre, la comodità del servizio è un risparmio di fatica, nel senso che riduce al minimo le attività che i clienti possono sostenere per acquistare beni e servizi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>La chiave per un potente invito all&#8217;azione è fornire ai consumatori ragioni convincenti per acquistare tempestivamente anziché rinviare le decisioni di acquisto.</p>
<p>Quando i consumatori si avvicinano alla decisione di acquisto effettiva, è più probabile che facciano affidamento su fonti di informazione personali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Per questo motivo, i rappresentanti di vendita personali devono essere esperti nel dare presentazioni di vendita e nelle tattiche utilizzate per concludere la vendita. I metodi utilizzati potrebbero includere &#8220;prove sociali&#8221;, in cui il venditore fa riferimento al successo e alla soddisfazione precedenti di altri clienti che hanno acquistato il prodotto. L&#8217;attrazione della scarsità è un&#8217;altra tecnica in cui il venditore afferma che l&#8217;offerta è limitata, poiché costringe il consumatore a prendere una decisione più rapida e quindi a dedicare meno tempo alla valutazione delle alternative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:6-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Valutazione post acquisto</strong></h2>
<p>Dopo l&#8217;acquisto e dopo aver sperimentato il prodotto o il servizio, il consumatore entra nella fase finale, ovvero la valutazione post-acquisto. Foxall ha suggerito che la valutazione post-acquisto può fornire un feedback chiave agli operatori di marketing perché influenza i futuri modelli di acquisto e le attività di consumo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<p>La fase post-acquisto è quella in cui il consumatore esamina e confronta le caratteristiche del prodotto, come prezzo, funzionalità e qualità, con le proprie aspettative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>La valutazione post-acquisto può essere vista come i passi compiuti dai consumatori per correlare le loro aspettative con il valore percepito e quindi influenzare la loro successiva decisione di acquisto per quel bene o servizio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>Ad esempio, se un consumatore acquista un nuovo telefono e la sua valutazione post-acquisto è positiva, sarà incoraggiato ad acquistare la stessa marca o dalla stessa azienda in futuro. Questa è nota anche come &#8220;intenzione post-acquisto&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a>Al contrario, se un consumatore è insoddisfatto del nuovo telefono, può intraprendere azioni per risolvere l&#8217;insoddisfazione. Le azioni dei consumatori, in questo caso, potrebbero comportare la richiesta di un rimborso, la presentazione di un reclamo, la decisione di non acquistare più lo stesso marchio o dalla stessa azienda in futuro, o addirittura la diffusione di recensioni negative sul prodotto ad amici o conoscenti, magari tramite i social media.</p>
<p>Dopo l&#8217;acquisizione, il consumo o la disposizione, i consumatori possono avvertire qualche incertezza riguardo alla decisione presa, generando in alcuni casi rammarico. La dissonanza post-decisione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>(nota anche come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_dissonance" target="_blank" rel="noopener">dissonanza cognitiva </a>) è la sensazione di ansia che si verifica nella fase post-acquisto, così come i sentimenti di disagio o le preoccupazioni sul fatto che sia stata presa o meno la decisione corretta al momento dell&#8217;acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:0-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>Alcuni consumatori, ad esempio, potrebbero pentirsi di non aver acquistato uno degli altri marchi che stavano prendendo in considerazione. Questo tipo di ansia può influenzare il comportamento successivo dei consumatori e può avere implicazioni sul clientelismo ripetuto e sulla fidelizzazione del cliente.</p>
<p>I consumatori utilizzano una serie di strategie per ridurre la dissonanza post acquisto. Una strategia tipica è quella di rivolgersi ai colleghi o ad altre persone significative per la convalida della scelta di acquisto. I clienti sono sempre stati guidati dalle opinioni di amici e familiari, ma oggigiorno ciò è confermato dai Mi piace, dalle recensioni e dalle testimonianze sui social media. Le comunicazioni di marketing possono essere utilizzate anche per ricordare ai consumatori che hanno fatto una scelta saggia acquistando il marchio X. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:1-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56]</sup></a></p>
<p>Quando i consumatori fanno confronti sfavorevoli tra l&#8217;opzione scelta e le opzioni rinunciate, possono provare rimorso post-decisione o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Buyer%27s_remorse" target="_blank" rel="noopener">rimorso dell&#8217;acquirente </a>. I consumatori possono anche provare rimpianti a breve termine quando evitano di prendere una decisione di acquisto, ma questo rimorso può dissiparsi nel tempo. Attraverso le loro esperienze i consumatori possono apprendere e anche impegnarsi in un processo chiamato <em>verifica delle ipotesi </em>. Ciò si riferisce alla formazione di ipotesi sui prodotti o su un servizio attraverso l&#8217;esperienza precedente o il passaparola. Ci sono quattro fasi che i consumatori attraversano nella verifica delle ipotesi: generazione di ipotesi, esposizione delle prove, codifica delle prove e integrazione delle prove.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti -Influenze sulla decisione di acquisto</h2>
<p>Gli acquisti sono influenzati da un’ampia gamma di fattori interni ed esterni.</p>
<p><strong>Consapevolezza del consumatore</strong></p>
<p><em>La consapevolezza del consumatore </em>si riferisce alla consapevolezza del consumo dei beni acquistati dai consumatori nell&#8217;ambiente di acquisto a lungo termine e nelle attività di acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57]</sup></a></p>
<p>Il cambiamento del concetto di vita è il fattore soggettivo del cambiamento della consapevolezza del consumatore. Poiché gli standard di vita e i redditi delle persone continuano ad aumentare, i concetti di vita delle persone cambiano costantemente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58] </sup></a>Le differenze nella personalità del consumatore sono le motivazioni interne dei cambiamenti nella consapevolezza del consumatore.</p>
<p>L’intensificazione della concorrenza sul mercato è un catalizzatore di cambiamenti nella consapevolezza dei consumatori. Molte aziende hanno lanciato i propri prodotti a marchio per affermarsi in un mercato sempre più competitivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:2-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Di fronte a una varietà di beni e marchi, la consapevolezza del marchio dei consumatori matura. Quando le persone acquistano beni, prestare attenzione al marchio è diventata una moda. Di fronte alla dura situazione della concorrenza, le aziende hanno iniziato a rendersi conto dell&#8217;importanza di implementare la strategia del marchio e hanno iniziato a concentrarsi sulla ricerca di mercato e, su questa base, a cogliere profondamente l&#8217;impulso psicologico del consumatore per migliorare la quota di mercato e la fedeltà al marchio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:8-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Con il cambiamento del concetto di vita delle persone, la psicologia del consumo razionale dei consumatori è diventata sempre più importante. Marketing sociale, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a> Il marketing personalizzato , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>gli acquisti di marca, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a>e la percezione del prezzo della merce da parte del consumatore (direttamente espressa come sensibilità del consumatore al prezzo) sono tutti fattori principali per comprendere gli atteggiamenti dei consumatori e aiutano a spiegare la reazione del mercato. domanda alle variazioni dei prezzi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></p>
<p><strong>Influenze interne sulla decisione di acquisto</strong></p>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Market_segmentation" target="_blank" rel="noopener"><em>Segmentazione del mercato</em></a></p>
<p>Le influenze interne si riferiscono sia a fattori personali che interpersonali. La teoria sociale suggerisce che gli individui hanno sia <em>un’identità personale </em>che <em>un’identità sociale </em>. L’identità personale è costituita da caratteristiche personali uniche come abilità e capacità, interessi e hobby. L&#8217;identità sociale consiste nella percezione dell&#8217;individuo dei gruppi centrali a cui appartiene e può riferirsi a una fascia di età, a un gruppo di stili di vita, a un gruppo religioso, a un gruppo educativo o a qualche altro gruppo di riferimento. Gli psicologi sociali hanno stabilito che il bisogno di appartenenza è uno dei bisogni umani fondamentali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a><u>Il comportamento </u>d&#8217;acquisto HYPERLINK &#8220;https://en.wikipedia.org/wiki/Behaviour&#8221;è quindi influenzato da un&#8217;ampia gamma di fattori interni quali fattori psicologici, socioeconomici, demografici e di personalità. I fattori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Demographic" target="_blank" rel="noopener">demografici </a>includono il livello di reddito, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychographics" target="_blank" rel="noopener">gli aspetti psicografici </a>(stili di vita), l’età, l’occupazione e lo stato socioeconomico. I fattori della personalità includono conoscenze, atteggiamenti, valori personali, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Belief" target="_blank" rel="noopener">credenze </a>, emozioni e sentimenti. I fattori psicologici includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">la motivazione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Attitude_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">gli atteggiamenti </a>, i valori personali e le convinzioni di un individuo. I fattori di identità sociale includono cultura, sottocultura e gruppi di riferimento. Altri fattori che possono influenzare la decisione di acquisto includono l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_environment" target="_blank" rel="noopener">ambiente </a>e la precedente esperienza del consumatore con la categoria o il marchio.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Motivazioni ed emozioni</strong></h2>
<p>La gerarchia di Maslow suggerisce che le persone cercano di soddisfare i bisogni fondamentali come cibo e alloggio prima che i bisogni di ordine superiore diventino significativi.</p>
<p>La motivazione di fondo del consumatore guida l&#8217;azione del consumatore, compresa la ricerca di informazioni e la decisione di acquisto. L&#8217;atteggiamento del consumatore nei confronti di un marchio (o preferenza di marca) è descritto come un collegamento tra il marchio e la motivazione all&#8217;acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a>Queste motivazioni possono essere negative (per evitare dolore o spiacevolezza) o positive (per ottenere qualche tipo di ricompensa come la gratificazione sensoriale). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-acrwebsite.org-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67]</sup></a></p>
<p>Un approccio alla comprensione delle motivazioni è stato sviluppato da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Maslow%27s_hierarchy_of_needs" target="_blank" rel="noopener">La gerarchia dei bisogni di Maslow </a>si basa su cinque livelli di bisogni, organizzati in base al livello di importanza.</p>
<p>I cinque bisogni di Maslow sono: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:1-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56]</sup></a></p>
<p><strong>Fisiologico</strong></p>
<p>livelli di base dei bisogni come cibo, acqua e sonno</p>
<p><strong>Sicurezza</strong></p>
<p>il bisogno di sicurezza fisica, riparo e protezione</p>
<p><strong>Appartenente</strong></p>
<p>il bisogno di amore, amicizia e anche il desiderio di accettazione da parte del gruppo</p>
<p><strong>Stima</strong></p>
<p>Il bisogno di status, riconoscimento e rispetto di sé</p>
<p><strong>Auto -realizzazione</strong></p>
<p>Il desiderio di autorealizzazione (es. crescita personale, espressione artistica)</p>
<p>I bisogni fisiologici e i bisogni di sicurezza sono i cosiddetti bisogni di ordine inferiore. I consumatori in genere utilizzano la maggior parte delle loro risorse (tempo, energia e finanze) nel tentativo di soddisfare questi bisogni di ordine inferiore prima che i bisogni di ordine superiore di appartenenza, stima e autorealizzazione diventino significativi. Parte di qualsiasi programma di marketing richiede la comprensione di quali motivazioni guidano le scelte di un determinato prodotto. Le comunicazioni di marketing possono illustrare come un prodotto o un marchio soddisfa queste esigenze. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:2-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>L&#8217;approccio di Maslow è un modello generalizzato per comprendere le motivazioni umane in un&#8217;ampia varietà di contesti, ma non è specifico per le decisioni di acquisto.</p>
<p>La decisione di acquistare un preparato analgesico è motivata dal desiderio di evitare il dolore (motivazione negativa ). La decisione di acquistare una coppa di gelato è motivata dal desiderio di gratificazione sensoriale (motivazione positiva).</p>
<p>Un altro approccio propone otto motivazioni <em>d&#8217;acquisto </em>, cinque motivazioni negative e tre motivazioni positive, che danno energia alle decisioni di acquisto, come illustrato nella tabella seguente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-acrwebsite.org-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>Si ritiene che queste motivazioni forniscano rinforzo positivo o rinforzo negativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
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<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Motivazioni ed emozioni d&#8217;acquisto di Rossiter e Percy</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Motivazione</strong></td>
<td><strong>Sequenza emotiva</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>NEGATIVO</strong></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Rimozione del problema</td>
<td>Fastidio → Sollievo</td>
</tr>
<tr>
<td>Evitamento del problema</td>
<td>Paura → Rilassamento</td>
</tr>
<tr>
<td>Soddisfazione incompleta</td>
<td>Delusione → Ottimismo</td>
</tr>
<tr>
<td>Evitamento dell’approccio misto</td>
<td>Conflitto → Tranquillità</td>
</tr>
<tr>
<td>Esaurimento normale</td>
<td>Lieve fastidio → Convenienza</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>POSITIVO</strong></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Gratificazione sensoriale</td>
<td>Opaco (o neutro) → Anticipazione sensoriale</td>
</tr>
<tr>
<td>Simulazione intellettuale</td>
<td>Annoiato (o neutrale) → Eccitato</td>
</tr>
<tr>
<td>Approvazione/conformità sociale</td>
<td>Apprensivo (o pieno di vergogna) → Lusingato/orgoglioso</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nella letteratura di marketing, la motivazione del consumatore a cercare informazioni e a impegnarsi nel processo decisionale di acquisto è talvolta nota come <em>coinvolgimento </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Il coinvolgimento del consumatore è stato definito come &#8220;la pertinenza o l&#8217;importanza personale di un messaggio [o di una decisione]&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Le decisioni di acquisto sono classificate come <strong>a basso coinvolgimento </strong>quando i consumatori subiscono solo una piccola perdita psicosociale nel caso in cui prendano una decisione sbagliata. D&#8217;altro canto, una decisione di acquisto è classificata come <strong>ad alto coinvolgimento </strong>quando i rischi psicosociali sono percepiti come relativamente elevati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Il livello di coinvolgimento del consumatore dipende da una serie di fattori, tra cui il rischio percepito di conseguenze negative in caso di una decisione sbagliata, la visibilità sociale del prodotto e la precedente esperienza del consumatore con la categoria di prodotto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Percezione</strong></h2>
<p>Parte della strategia di marketing consiste nell&#8217;accertare il modo in cui i consumatori acquisiscono conoscenze e utilizzano le informazioni da fonti esterne. Il processo di percezione è il luogo in cui gli individui ricevono, organizzano e interpretano le informazioni per attribuire un significato. La percezione coinvolge tre processi distinti: percezione delle informazioni, selezione delle informazioni e interpretazione delle informazioni. Anche la sensazione fa parte del processo di percezione ed è collegata direttamente alle risposte dei sensi creando alcune reazioni verso il nome del marchio, la pubblicità e il packaging. Il processo di percezione è unicamente individuale e può dipendere da una combinazione di fattori interni ed esterni come esperienze, aspettative, bisogni e l&#8217;insieme del momento.</p>
<p>Quando esposti a uno stimolo, i consumatori possono rispondere in modi completamente diversi a causa dei processi percettivi individuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:1-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Numerosi processi potenzialmente supportano o interferiscono con la percezione. <em>L&#8217;esposizione selettiva </em>si verifica quando i consumatori decidono se essere esposti a input informativi. <em>L’attenzione selettiva </em>si verifica quando i consumatori si concentrano su alcuni messaggi escludendone altri. <em>La comprensione selettiva </em>è quella in cui il consumatore interpreta le informazioni in modo coerente con le proprie convinzioni. <em>La ritenzione selettiva </em>si verifica quando i consumatori ricordano alcune informazioni mentre ne dimenticano rapidamente altre. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a>Collettivamente i processi di esposizione selettiva, attenzione, comprensione e fidelizzazione portano i singoli consumatori a favorire determinati messaggi rispetto ad altri. Il modo in cui i consumatori combinano gli input di informazioni per arrivare a una decisione di acquisto è noto come <em>integrazione </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74]</sup></a></p>
<p>Gli esperti di marketing sono interessati alla percezione dei consumatori riguardo a marchi, imballaggi, formulazioni dei prodotti, etichettatura e prezzi. Di particolare interesse è la <em>soglia di percezione </em>(nota anche come <em>differenza appena evidente </em>) in uno stimolo. Ad esempio, di quanto un operatore di marketing dovrebbe abbassare un prezzo prima che i consumatori lo riconoscano come un affare? <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>Inoltre, gli operatori di marketing che intendono entrare nei mercati globali devono essere consapevoli delle differenze culturali nella percezione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>Ad esempio, gli occidentali associano il colore bianco alla purezza, alla pulizia e all&#8217;igiene, ma nei paesi orientali il bianco è spesso associato al lutto e alla morte. Di conseguenza, l’imballaggio bianco sarebbe una scelta di colore inappropriata per le etichette alimentari sui prodotti da commercializzare in Asia.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Psicologia del marketing simbolico</strong></h2>
<p>Il consumo simbolico diventa l&#8217;influenza interna della psicologia del marketing e forma un simbolo speciale. I simboli di consumo possono essere utilizzati per spiegare il consumatore come membro di un gruppo o come individuo unico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>Il comportamento di consumo dei consumatori non è solo consumo materiale e psicologico. Il consumo simbolico ha due significati: 1. Un simbolo di consumo. Il consumo esprime e trasmette un certo significato e messaggio. Il significato derivato dalla cultura ci consente di utilizzare i prodotti per simboleggiare la nostra appartenenza a vari gruppi sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78] </sup></a>Questo consumo simbolico è il processo di espressione sociale e di comunicazione sociale. 2. Consumo simbolico: le persone consumano non solo i beni stessi ma anche determinati significati culturali e sociali da essi simboleggiati o rappresentati, inclusi l&#8217;umore, la bellezza, il grado, lo status, lo status, l&#8217;atmosfera, lo stile, il fascino emotivo, ecc. Il consumo simbolico è tipicamente riflesso nel consumo del marchio. Il marchio ha tre funzioni per i consumatori: valore funzionale, valore simbolico e valore esperienziale. Prendiamo i marchi di lusso: il potere dei marchi di lusso va oltre la semplice capacità di trasmettere identità. Alcuni consumatori vogliono fare impressione. I beni di lusso costituivano la routine quotidiana dell’aristocrazia, ma dopo che il concetto di classe sociale moderna si è offuscato, i consumatori li consideravano ancora come un biglietto per entrare nella classe superiore. I consumatori valutano un marchio in base a come si allinea con la nostra identità, il che aiuta a definire e mantenere il nostro concetto di sé. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>Come simbolo di status nobile, ricchezza e successo, è diventato un&#8217;identità del consumatore e uno status symbol.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Esperienza precedente</strong></h2>
<p>L&#8217;esperienza precedente del consumatore con la categoria, il prodotto o il marchio può avere un impatto importante sul processo decisionale di acquisto. I consumatori esperti (chiamati anche esperti) sono consumatori più sofisticati; tendono ad essere ricercatori di informazioni più abili, esaminano una gamma più ampia di fonti di informazione e utilizzano euristiche complesse per valutare le opzioni di acquisto. I consumatori alle prime armi, d’altro canto, sono meno efficienti nella ricerca di informazioni e tendono a percepire livelli più elevati di rischio di acquisto a causa della loro scarsa familiarità con il marchio o la categoria. Quando i consumatori hanno una precedente esperienza, hanno meno motivazione a cercare informazioni e dedicano meno sforzi alla ricerca di informazioni, ma possono elaborare le nuove informazioni in modo più efficiente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>Uno studio, ad esempio, ha rilevato che man mano che l&#8217;esperienza del consumatore aumenta, i consumatori considerano una gamma più ampia di alternative di acquisto (ovvero generano un insieme di considerazioni più ampio, ma solo a livello di categoria di prodotto). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81]</sup></a></p>
<p><strong>Fattore casuale</strong></p>
<p>I fattori casuali si riferiscono a occasioni speciali e a una serie di condizioni casuali che i consumatori hanno al momento dell’acquisto. A volte, le decisioni di acquisto dei consumatori vengono prese in circostanze inaspettate, oppure una situazione ritarderà o accorcerà il processo decisionale delle persone. La ricerca ha scoperto che nell&#8217;attesa di scenari in cui i consumatori sono onnipresenti, segnali fisici apparentemente non correlati, come tappeti o linee guida per le code, possono agire come confini virtuali che alterano le decisioni iniziali dei consumatori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Influenze esterne sulla decisione di acquisto</strong></h2>
<p>Il comportamento di acquisto può anche essere influenzato da influenze esterne, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Culture" target="_blank" rel="noopener">cultura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sub-culture" target="_blank" rel="noopener">sottocultura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_class" target="_blank" rel="noopener">classe sociale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reference_group" target="_blank" rel="noopener">gruppi di riferimento </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Family" target="_blank" rel="noopener">famiglia </a>e determinanti situazionali.</p>
<p><strong>Cultura</strong></p>
<p>Le persone con interessi condivisi, come skater e blader, tendono a formare gruppi informali noti come sottoculture.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Culture" target="_blank" rel="noopener">La cultura </a>è il più ampio e astratto dei fattori esterni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Culture" target="_blank" rel="noopener">La cultura </a>si riferisce alla complessità dell’apprendimento di significati, valori, norme e costumi condivisi dai membri di una società. Le norme culturali sono relativamente stabili nel tempo, quindi la cultura ha un effetto importante sulla psicologia del marketing. Gli studi di ricerca hanno costantemente dimostrato che la cultura influenza quasi ogni aspetto dell’acquisto: influenza ambiti psicologici di base come l’identità personale e la motivazione, il modo in cui vengono elaborate le informazioni e il modo in cui vengono interpretati i messaggi pubblicitari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83]</sup></a></p>
<p>La scelta culturale del comportamento di consumo , il fattore esterno decisivo &#8211; l&#8217;atmosfera sociale e culturale complessiva &#8211; e il fattore interno decisivo &#8211; la qualità artistica del consumatore, la ricerca estetica e l&#8217;orientamento ai valori culturali. La scelta culturale del consumo deve essere limitata da due fattori decisivi, interni ed esterni. La cosiddetta atmosfera sociale e culturale si concretizza nell&#8217;influenza dell&#8217;atmosfera di consumo, dei costumi e delle tendenze sui consumatori. Ad esempio, tutti i tipi di culto del denaro criticati dall’opinione pubblica sono l’influenza della cultura volgare. I cosiddetti fattori interni si riferiscono principalmente al tipo di regno spirituale e di orientamento ai valori che i consumatori trattano nei confronti del consumo, e ciò che mostrano attraverso il consumo è una certa mentalità culturale.</p>
<p>Gli esperti di marketing interessati all’espansione globale sono particolarmente interessati a comprendere le differenze interculturali negli acquisti e nei consumi. Ad esempio, Ferrari, uno dei marchi più importanti del mondo, ha scoperto che i consumatori cinesi sono molto diversi dalle loro controparti occidentali. Mentre i consumatori negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia si aspettano di aspettare 12 mesi per una Ferrari su misura, i potenziali acquirenti cinesi vogliono portare il veicolo fuori dallo showroom. La Cina è un “mercato di gratificazione immediata”. Gli acquirenti vedono i loro amici andare in giro a bordo di un&#8217;auto di lusso e vogliono avere la stessa il più rapidamente possibile. Per soddisfare la crescente domanda di beni di lusso, la Ferrari e altri produttori di auto di lusso sono stati costretti a modificare i loro processi produttivi per i mercati asiatici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p><strong>Sottoculture</strong></p>
<p>Gli appassionati di Harley-Davidson sono un esempio di sottocultura consumistica.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subculture" target="_blank" rel="noopener">Le sottoculture </a>possono essere basate su differenze di età, geografiche, religiose, razziali ed etniche. Più spesso, tuttavia, una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subculture" target="_blank" rel="noopener">sottocultura </a>si verifica quando persone con interessi condivisi formano un gruppo coeso con un&#8217;identità distintiva (a volte chiamato <em>tribù dei consumatori </em>). I membri delle sottoculture si autoselezionano e segnalano il loro status di appartenenza adottando simboli, rituali o comportamenti ampiamente compresi dagli altri membri della tribù (ad esempio un codice di abbigliamento, un&#8217;acconciatura o anche un modo di parlare unico). Ad esempio, all&#8217;interno della cultura giovanile è possibile identificare una serie di sottogruppi con interessi comuni come skater e blader, surfisti, raver, punk, skin-head , goth, homies e altri. Generalmente conosciute come comunità, poiché creano un senso di appartenenza a qualcosa di importante.</p>
<p>Un diverso tipo di sottocultura è una <em>sottocultura del consumo </em>basata su un impegno condiviso verso un marchio o un prodotto comune. In altre parole, le sottoculture del consumo superano i confini demografici, geografici e sociali. L’esempio più noto di sottocultura del consumo è quello dei proprietari di motociclette <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harley-Davidson" target="_blank" rel="noopener">Harley-Davidson </a>. I ricercatori etnografici che hanno studiato i motociclisti Harley ritengono che esistano solo due tipi di motociclisti: i proprietari di Harley e gli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a>Harley-Davidson ha sfruttato i valori di questa sottocultura fondando l&#8217;Harley Owners Group (HOG). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86]</sup></a></p>
<p>I membri della sottocultura &#8220;Goth&#8221; condividono un codice di abbigliamento.</p>
<p>Le sottoculture sono importanti per gli esperti di marketing per diversi motivi. In primo luogo, dato che le sottoculture possono rappresentare segmenti di mercato considerevoli, redditizi e influenti, ci sono evidenti vantaggi nello sviluppo e nella vendita di prodotti e servizi che soddisfino le esigenze dei membri della sottocultura. In secondo luogo, e forse in modo meno ovvio, molte nuove mode e mode emergono spontaneamente dall’interno di questi gruppi tribali. Gli osservatori di tendenze sono quindi interessati a studiare gli stili di vita e le attività delle tribù nel tentativo di individuare le nuove tendenze prima che diventino mainstream.</p>
<p><strong>Classe sociale</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_class" target="_blank" rel="noopener">La classe sociale </a>si riferisce a divisioni relativamente omogenee in una società, tipicamente basate su variabili socioeconomiche come il livello di istruzione, il reddito e l’occupazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_class" target="_blank" rel="noopener">La classe sociale </a>può essere molto difficile da definire e misurare, tuttavia gli esperti di marketing di tutto il mondo tendono a utilizzare una classificazione convenzionale che divide una data popolazione in cinque quintili socioeconomici (ad esempio in Australia i gruppi AB, C, D, E e FG, dove AB è il quintile socio-economico superiore, ma in gran parte dell&#8217;Asia i quintili sono etichettati I, II, III, IV e V dove I è il quintile superiore). In Australia, ad esempio, il gruppo socioeconomico AB rappresenta solo il 24% della popolazione, ma controlla il 50% della spesa discrezionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87] </sup></a>I quintili superiori (ossia i segmenti socioeconomici AB) sono di particolare interesse per gli operatori del marketing di beni e servizi di lusso quali viaggi, ristorazione fuori casa, intrattenimento, automobili di lusso, servizi di investimento o di gestione patrimoniale, elettronica di consumo di fascia alta, e griffe (ad esempio Louis Vuitton). Tuttavia, i consumatori della classe media tendono a consumare con maggiore attenzione nel confronto e a raccogliere informazioni per confrontare diversi produttori nella stessa linea. Coloro che appartengono alle classi inferiori tendono ad acquistare di più d’impulso rispetto alla classe ricca che acquista beni per mantenere lo status sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Gruppi di riferimento</strong></h2>
<p>Un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reference_group" target="_blank" rel="noopener">gruppo di riferimento </a>è definito come &#8220;un gruppo le cui presunte prospettive o valori vengono utilizzati da un individuo come base per il suo giudizio, le sue opinioni e le sue azioni&#8221;. I gruppi di riferimento sono importanti perché vengono utilizzati per guidare gli atteggiamenti, le credenze e i valori di un individuo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:2-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Approfondimenti su come i consumatori acquisiscono un dato sistema di valori possono essere ottenuti dalla comprensione dell&#8217;influenza del gruppo e dei processi di socializzazione del gruppo .</p>
<p>La famiglia, gruppo di riferimento primario, esercita una forte influenza su atteggiamenti e comportamenti .</p>
<p>La letteratura identifica cinque grandi tipologie di gruppo di riferimento: primario, secondario, aspirazionale, dissociativo e formale:</p>
<p><em>Gruppi primari </em>: gruppi, come la famiglia, che esercitano una forte influenza su atteggiamenti e comportamenti</p>
<p><em>Gruppi secondari </em>: gruppi come club, società, squadre sportive, partiti politici, religioni che si allineano con le idee o i valori di una persona, ma esercitano un&#8217;influenza meno fondamentale sulla formazione di atteggiamenti e comportamenti</p>
<p><em>Gruppi aspirazionali</em> gruppi a cui un individuo attualmente non appartiene, ma eventualmente aspira a diventarne membro perché il gruppo possiede caratteristiche che suscitano ammirazione.</p>
<p><em>Gruppi di riferimento dissociativi </em>&#8211; un gruppo che ha un&#8217;immagine negativa; gli individui possono disapprovare i valori, gli atteggiamenti o i comportamenti del gruppo dissociativo e possono cercare di prendere le distanze da tali gruppi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:0-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Opinion_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>Gli Opinion Leader </em></a>possono agire come gruppi di riferimento in quanto esercitano una notevole influenza sociale grazie alla loro conoscenza del prodotto, competenza e credibilità. Nella letteratura di marketing, gli opinion leader sono anche conosciuti come influencer, esperti e persino hub. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Gli opinion leader sono specifici per una categoria di prodotto, quindi è improbabile che un opinion leader per i computer sia un opinion leader per la moda. In genere, gli opinion leader hanno alti livelli di coinvolgimento con la categoria di prodotto, sono grandi utilizzatori della categoria e tendono ad essere i primi ad adottare le nuove tecnologie all&#8217;interno della categoria. Giornalisti, celebrità e blogger sono buoni esempi di opinion leader grazie ai loro ampi social network e alla maggiore capacità di influenzare le decisioni delle persone. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:0-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>In effetti, prove recenti suggeriscono che i blogger potrebbero emergere come un gruppo di opinion leader più importante rispetto alle celebrità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Per sfruttare il valore degli opinion leader nelle strategie di marketing, è importante essere in grado di identificare gli opinion leader unici per ogni categoria o situazione e questo può essere molto impegnativo. Alcune tecniche che possono essere utilizzate sono attraverso informatori chiave, tecniche sociometriche e auto-questionari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>Più spesso, tuttavia, gli esperti di marketing utilizzano l&#8217;istinto per identificare gli opinion leader. Ad esempio, è noto che i rivenditori di scarpe da ginnastica forniscono scarpe gratuite agli istruttori di palestra e di aerobica nella speranza che i membri della classe adottino la stessa marca dell&#8217;istruttore. I rivenditori di cosmetici e prodotti per la cura della pelle forniscono regolarmente agli editori di moda campioni gratuiti nella speranza che i loro prodotti vengano menzionati nelle riviste di moda.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Influenze sui comportamenti di acquisto dei consumatori durante la pandemia di COVID-19</strong></h2>
<p>I dati dimostrano che alcuni comportamenti di acquisto dei consumatori sono diventati importanti durante la pandemia di COVID-19 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>come risultato di fattori esterni e interni. Vale a dire, comportamenti come l’acquisto compulsivo, l’acquisto impulsivo, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Panic_buying" target="_blank" rel="noopener">l’acquisto dettato dal panico </a>e l’acquisto di vendetta – dove l’acquisto di panico e l’acquisto di vendetta erano più evidenti – si sono rivelati una strategia di coping per alleviare le risposte negative dei consumatori alla pandemia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Samuel_Lins-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93]</sup></a></p>
<p>Gli acquisti dettati dal panico si verificano quando i consumatori acquistano più cose del solito come conseguenza di sentimenti avversi di paura, ansia e incertezza che circondano una crisi o un evento dirompente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>Tali acquisti tendono ad essere eccessivi rispetto alla minaccia percepita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Steven_Taylor-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Durante la pandemia, gli acquisti dettati dal panico di beni di prima necessità, come prodotti alimentari e igienici, sono aumentati in tutto il mondo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Samuel_Lins-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Si consideri, in particolare, che l’Australia ha dovuto affrontare un picco senza precedenti nelle vendite di carta igienica, suscitando commenti da parte del suo Primo Ministro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96] </sup></a>Gli acquisti dettati dal panico – in risposta al timore irrazionale della scarsità dei prodotti e all’accresciuta urgenza di procurarsi articoli ambiti – hanno fornito un senso di controllo ai consumatori durante la pandemia, nonostante una perdita di controllo negli ambienti sociali, professionali e sanitari che li circondano . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Steven_Taylor-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95]</sup></a></p>
<p>Oltre agli acquisti dettati dal panico durante la pandemia, gli acquisti per vendetta sono stati evidenti durante i periodi in cui i negozi non essenziali hanno riaperto dopo i blocchi legati al COVID-19. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Samuel_Lins-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Gli acquisti per vendetta sono stati osservati specificamente nei negozi fisici di vendita al dettaglio di lusso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Samuel_Lins-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Ad esempio, è stato riferito che un negozio Hermes a Guangzhou, in Cina, ha guadagnato 2,7 milioni di dollari nel primo giorno di apertura dopo il blocco, dove gli acquisti dei consumatori andavano da pelletteria, sciarpe e articoli per la casa a una borsa Birkin tempestata di diamanti. , tra le altre cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97]</sup></a></p>
<p>L&#8217;acquisto di prodotti di lusso – dove “lusso” è definito come alta qualità, costoso e non necessario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>– è associato a emozioni positive, spesso per compensare sentimenti negativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>Vale a dire, l&#8217;acquisto per vendetta di prodotti di lusso ha fornito una liberazione emotiva e un senso di appartenenza, stima e autorealizzazione durante la pandemia di COVID-19, in cui le persone erano frustrate e psicologicamente a disagio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a>Si può dire che tali acquisti abbiano raggiunto la gratificazione sensoriale e l&#8217;elusione dei problemi per i consumatori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Samuel_Lins-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93]</sup></a></p>
<p>È chiaro che i consumatori hanno cercato di ottenere la felicità interna attraverso il consumo come risposta alle crisi sanitarie esterne e alle misure di distanziamento sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Sia l&#8217;acquisto di panico che l&#8217;acquisto di vendetta erano di natura compensativa e di natura terapeutica: un tentativo da parte dei consumatori di controllare una situazione esterna che era fuori dal loro controllo interno, oltre a fornire conforto, sicurezza e miglioramento del benessere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-Samuel_Lins-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93]</sup></a></p>
<p>A causa delle tendenze ambientali, le persone iniziano a fare acquisti online di più per evitare i negozi fisici e rimanere senza contatto. Nel 2020 i clienti spenderanno di più in abbigliamento sportivo che in abbigliamento professionale e anche i prodotti tecnologici legati al telelavoro, come Zoom, hanno più consumatori di prima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-doi.org-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102]</sup></a></p>
<p>Inoltre, gli studi hanno suggerito che dopo la pandemia, la consapevolezza delle persone sui rischi ambientali e sulla responsabilità della società di salvare il pianeta è aumentata, quindi le società hanno cambiato il loro comportamento di acquisto durante la pandemia. Le persone sceglieranno prodotti sostenibili anche se costano di più. Inoltre, negozi e marchi possono adottare un marketing sostenibile per costruire una nuova immagine di marca in grado di attirare i clienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103]</sup></a></p>
<p>Kannan e Kulkarni illustrano anche alcuni fenomeni guidati dalla migrazione dei canali causata da COVID-19. Il primo fenomeno è che i clienti hanno una mentalità più aperta nel provare nuovi marchi e prodotti a causa della limitazione dei canali online di alcuni marchi; Il secondo fenomeno è che le restrizioni pandemiche di lunga data fanno sì che i clienti che utilizzano i canali online come sostituti dei loro acquisti offline inizialmente ora abbiano imparato a utilizzare efficacemente i canali online per la loro vita quotidiana. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-doi.org-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; Stili decisionali del consumatore</h2>
<p>Si dice che coloro che fanno acquisti per piacere siano acquirenti ricreativi.</p>
<p>Numerosi teorici hanno sostenuto che è possibile identificare alcuni stili decisionali fondamentali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a>Uno stile decisionale è definito come un &#8220;orientamento mentale che caratterizza l&#8217;approccio del consumatore alle scelte&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a>Sproles e Kendall (1986) hanno sviluppato un inventario degli stili di consumo (CSI) composto da otto fattori, come sensibilità al prezzo, consapevolezza della qualità, consapevolezza del marchio, ricerca di novità, consapevolezza della moda e abitudine. Sulla base di questi fattori, gli autori hanno sviluppato una tipologia di otto distinti stili decisionali: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107]</sup></a></p>
<ul>
<li><strong>Consapevole della qualità/perfezionista </strong>: caratterizzato dalla ricerca da parte del consumatore della migliore qualità nei prodotti; i consumatori attenti alla qualità tendono a fare acquisti sistematicamente effettuando più confronti e facendo acquisti in giro per confrontare qualità e valore.</li>
<li><strong>Attento al marchio </strong>: caratterizzato dalla tendenza ad acquistare marchi costosi e noti o griffe. Coloro che ottengono punteggi elevati in termini di consapevolezza del marchio tendono a credere che i prezzi più alti siano un indicatore di qualità e mostrano una preferenza per i grandi magazzini o i punti vendita di alto livello. Il concetto di consapevolezza del marchio può essere definito come la consapevolezza del marchio e delle sue offerte di prodotti che si distinguono dagli altri marchi sul mercato e hanno un vantaggio competitivo. I consumatori sono molto preoccupati di ciò che l&#8217;azienda del marchio pensa del suo nome e dei suoi prodotti.</li>
<li><strong>Attento alla ricreazione/edonistico </strong>: caratterizzato dal coinvolgimento del consumatore nel processo di acquisto. Coloro che hanno un punteggio elevato nella consapevolezza della ricreazione considerano lo shopping stesso come una forma di divertimento.</li>
<li><strong>Attento al prezzo </strong>: caratterizzato dalla consapevolezza del prezzo e del valore. Gli acquirenti attenti al prezzo si guardano intorno cercando prezzi più bassi, saldi o sconti e sono motivati dall&#8217;ottenimento del miglior rapporto qualità-prezzo.</li>
<li><strong>Novità/attenzione alla moda </strong>: caratterizzato dalla tendenza del consumatore a cercare nuovi prodotti o nuove esperienze per motivi di eccitazione; che traggono entusiasmo dalla ricerca di cose nuove; a loro piace tenersi aggiornati con mode e tendenze. La ricerca della varietà è associata a questa dimensione.</li>
<li><strong>Impulsivo </strong>: caratterizzato da negligenza nel prendere decisioni di acquisto, acquisti impulsivi e mancanza di preoccupazione significativa per i livelli di spesa o per l&#8217;ottenimento di valore. Coloro che ottengono punteggi elevati nelle dimensioni impulsive tendono a non essere coinvolti con l’oggetto né a livello cognitivo né emotivo.</li>
<li><strong>Confuso (per </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Over-choice" target="_blank" rel="noopener"><strong>scelta eccessiva </strong></a><strong>) </strong>: caratterizzato dalla confusione del consumatore causata da troppe scelte di prodotto, troppi negozi o da un sovraccarico di informazioni sul prodotto. Un risultato del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_overload" target="_blank" rel="noopener">sovraccarico di informazioni </a>.</li>
<li><strong>Abituale/fedeltà alla marca </strong>: caratterizzato dalla tendenza del consumatore a seguire un modello di acquisto di routine in ogni occasione di acquisto; i consumatori hanno marchi o negozi preferiti e hanno formato abitudini nella scelta, quindi la decisione di acquisto non implica molte valutazioni o acquisti in giro.</li>
</ul>
<p>Il Consumer Styles Inventory (CSI) è stato ampiamente testato e riprovato in un’ampia varietà di paesi e contesti di acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a>Molti studi empirici hanno osservato variazioni interculturali negli stili decisionali, portando a numerosi adattamenti o modifiche della scala CSI per l&#8217;uso in paesi specifici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a>Gli stili decisionali dei consumatori sono importanti per gli esperti di marketing perché descrivono comportamenti relativamente stabili nel tempo e sono quindi utili per la segmentazione del mercato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti -Altri argomenti di psicologia del marketing</h2>
<p>Oltre a comprendere la decisione di acquisto, gli esperti di marketing sono interessati a una serie di aspetti diversi della psicologia del marketing che si verificano prima, durante e dopo aver effettuato una scelta di acquisto. Le aree di particolare interesse includono la percezione del rischio e le attività di riduzione del rischio, il cambio di marca, il cambio di canale, la fedeltà alla marca, i comportamenti di cittadinanza del cliente e le intenzioni e i comportamenti comportamentali post-acquisto , tra cui la difesa del marchio, i referral, l&#8217;attività del passaparola, ecc.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Percezione del rischio e attività di riduzione del rischio</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Risk_perception" target="_blank" rel="noopener">La percezione del rischio </a>da parte del consumatore è una considerazione importante nella fase pre-acquisto della decisione di acquisto. Il rischio percepito è definito come “la percezione del consumatore dell’incertezza e delle conseguenze negative derivanti dall’impegno in un’attività”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111] </sup></a>Il rischio è costituito da due dimensioni: <em>le conseguenze </em>, che si riferiscono al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Degree_of_importance" target="_blank" rel="noopener">grado di importanza </a>o alla gravità di un risultato, e <em>l&#8217;incertezza </em>, che rappresenta la valutazione soggettiva del consumatore della probabilità che si verifichi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Ad esempio, molti turisti hanno paura dei viaggi aerei perché, sebbene la probabilità di essere coinvolti in un incidente aereo sia molto bassa, le conseguenze sono potenzialmente disastrose.</p>
<p>La letteratura di marketing identifica molti diversi tipi di rischio, di cui cinque sono i più frequentemente citati: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<p>Facilitare la sperimentazione di un prodotto può aiutare ad alleviare la percezione del rischio.</p>
<ul>
<li><strong>Rischio finanziario </strong>: la potenziale perdita finanziaria in caso di una decisione sbagliata</li>
<li><strong>Rischio prestazionale </strong>( noto anche come <em>rischio funzionale </em>): l&#8217;idea che un prodotto o un servizio non funzionerà come previsto</li>
<li><strong>Rischio fisico </strong>: il potenziale danno fisico se qualcosa va storto durante un acquisto</li>
<li><strong>Rischio sociale </strong>: il potenziale di perdita dello status sociale associato ad un acquisto</li>
<li><strong>Rischio psicologico </strong>: la possibilità che un acquisto provochi una perdita di autostima</li>
</ul>
<p>Se un consumatore percepisce un acquisto rischioso, si impegnerà in strategie per ridurre il rischio percepito fino a quando non rientra nei suoi livelli di tolleranza o, se non è in grado di farlo, si ritirerà dall’acquisto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Pertanto, la percezione del rischio da parte del consumatore guida le attività di ricerca di informazioni.</p>
<p>Gli operatori del marketing dei servizi hanno sostenuto che la percezione del rischio è più elevata per i servizi perché mancano degli attributi di ricerca dei prodotti (cioè proprietà tangibili che possono essere ispezionate prima del consumo). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>In termini di percezione del rischio, gli esperti di marketing e gli economisti identificano tre ampie classi di acquisto: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Search_good" target="_blank" rel="noopener">beni di ricerca </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Experience_good" target="_blank" rel="noopener">beni di esperienza </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Credence_goods" target="_blank" rel="noopener">beni di credenza </a>con implicazioni per i processi di valutazione dei consumatori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116] </sup></a>I beni di ricerca, che includono la maggior parte dei prodotti tangibili, possiedono caratteristiche tangibili che consentono ai consumatori di valutare la qualità prima dell&#8217;acquisto e del consumo. I beni esperienziali, come ristoranti e club, possono essere valutati con certezza solo dopo l&#8217;acquisto o il consumo. Nel caso dei beni credenti, come molti servizi professionali, il consumatore ha difficoltà ad apprezzare appieno la qualità del bene anche dopo l&#8217;avvenuto acquisto e consumo. Possono sorgere difficoltà nel valutare la qualità dopo il consumo perché il costo per ottenere informazioni è proibitivo o perché il consumatore non ha le competenze e le conoscenze necessarie per intraprendere tali valutazioni. Questi beni sono chiamati prodotti di credenza perché le valutazioni di qualità del consumatore dipendono interamente dalla fiducia accordata al produttore del prodotto o al fornitore di servizi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117]</sup></a></p>
<p>Le tipiche strategie di riduzione del rischio utilizzate includono: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119]</sup></a></p>
<p>I potenziali acquirenti ispezionano attentamente la merce prima di acquistare costosi gioielli d&#8217;oro .</p>
<ul>
<li><strong>Messaggi pubblicitari e promozionali </strong>: prestare maggiore attenzione alla promozione relativa al prodotto o al marchio, compresi i messaggi pubblicitari</li>
<li><strong>Shopping Around </strong>: confrontare offerte e prezzi, ispezionare la merce</li>
<li><strong>Acquistare un marchio noto </strong>: utilizzare un marchio noto e rispettabile come indicatore di merce di qualità</li>
<li><strong>Acquista da un negozio affidabile </strong>: affidarsi a un punto vendita affidabile come indicatore di qualità</li>
<li><strong>Recensioni di prodotti </strong>: lettura di recensioni indipendenti sui principali media (es. giornali, riviste), scritte da esperti indipendenti</li>
<li><strong>Recensioni di prodotti online o testimonianze generate dai consumatori </strong>: lettura delle esperienze di altri consumatori (ad esempio TripAdvisor, recensioni dei clienti Amazon)</li>
<li><strong>Campionamento o prova su scala limitata </strong>: ove possibile, ottenere campioni, prova gratuita o un &#8220;test drive&#8221; prima dell&#8217;acquisto</li>
<li><strong>Specifiche del produttore </strong>: lettura delle informazioni fornite dai produttori, ad esempio brochure o specifiche</li>
<li><strong>Referral </strong>: ottenere referral da amici o parenti</li>
<li><strong>Rappresentanti di vendita </strong>: parlare con i rappresentanti di vendita nei punti vendita</li>
<li><strong>Garanzie Prodotti </strong>: ricerca di garanzie o avalli formali</li>
</ul>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Adozione di nuovi prodotti e diffusione delle innovazioni</strong></h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diffusion_of_innovations" target="_blank" rel="noopener"><em>Diffusione delle innovazioni </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bass_diffusion_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di diffusione dei bassi</em></a></p>
<p>La diffusione delle innovazioni secondo Rogers. Man mano che gruppi successivi di consumatori adottano l’ innovazione ( mostrata in blu), la sua quota di mercato (gialla) alla fine raggiungerà il livello di saturazione.</p>
<p>All&#8217;interno della psicologia del marketing, una particolare area di interesse è lo studio di come nuovi prodotti, servizi, idee o tecnologie innovative si diffondono attraverso i gruppi. Approfondimenti su come le innovazioni vengono diffuse (cioè diffuse) tra le popolazioni possono aiutare gli operatori di marketing ad accelerare il processo di adozione del nuovo prodotto e a mettere a punto il programma di marketing nelle diverse fasi del processo di diffusione. Inoltre, i modelli di diffusione forniscono parametri di riferimento rispetto ai quali è possibile monitorare l’introduzione di nuovi prodotti.</p>
<p>Un’ampia letteratura è stata dedicata alla diffusione dell’innovazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a>Gli studi di ricerca tendono a rientrare in due grandi categorie: ricerca generale sulla diffusione, che è un approccio che cerca di comprendere il processo generale di diffusione, e ricerca applicata sulla diffusione, che consiste in studi che descrivono la diffusione di prodotti specifici in particolari momenti nel tempo o all’interno di determinate comunità sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Nel complesso questi studi suggeriscono una certa regolarità nel processo di adozione; inizialmente pochi membri adottano l&#8217;innovazione ma col tempo ondate successive e sovrapposte di persone iniziano ad adottare l&#8217;innovazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a>Questo modello contribuisce a una curva generalizzata a forma di S, come mostrato nella figura a destra. Tuttavia, la forma esatta e la tempistica delle curve variano nei diversi mercati del prodotto, tanto che alcune innovazioni si diffondono in tempi relativamente brevi, mentre altre possono richiedere molti anni per ottenere un’ampia accettazione da parte del mercato.</p>
<p>Il modello di diffusione sviluppato da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Everett_Rogers" target="_blank" rel="noopener">Everett Rogers </a>è ampiamente utilizzato nel marketing dei consumatori perché segmenta i consumatori in cinque gruppi, in base al tasso di adozione del nuovo prodotto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123] </sup></a>Rogers definisce la diffusione dell&#8217;innovazione come il processo attraverso il quale tale innovazione viene &#8220;comunicata attraverso determinati canali nel tempo tra i membri di un sistema sociale&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a>Quindi il processo di diffusione comprende una serie di elementi, l&#8217;innovazione, i canali di comunicazione, il tempo e il sistema sociale. Un&#8217;innovazione è qualsiasi nuova idea, oggetto o processo che viene percepito come nuovo dai membri del sistema sociale. I canali di comunicazione sono i mezzi attraverso i quali le informazioni sull&#8217;innovazione vengono trasmesse ai membri del sistema sociale e possono includere mass media, media digitali e comunicazioni personali tra membri del sistema sociale. Il tempo si riferisce alla velocità con cui l’innovazione viene recepita dai membri del sistema sociale.</p>
<p>Tabella 1: Categorie di adottanti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125]</sup></a></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Gruppo adottanti</strong></td>
<td><strong>Proporzione di tutti gli adottanti</strong></td>
<td><strong>Caratteristiche psicosociali e demografiche</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Innovatori</td>
<td>2,5%</td>
<td>· adottare nuovi prodotti o concetti con largo anticipo rispetto alla comunità sociale</p>
<p>· avventuroso ; come nuove idee</p>
<p>· sono disposti ad accettare qualche incertezza/rischio nel processo decisionale di acquisto</p>
<p>· sono ricercatori attivi di informazioni</p>
<p>· Cosmopolita ; muoversi in ampi circoli sociali</p>
<p>· avere accesso a risorse finanziarie (che aiutano ad assorbire potenziali perdite quando le innovazioni falliscono)</p>
<p>· tendono ad essere utenti accaniti o entusiasti di categoria (ad esempio, i tecnici sono i primi ad adottare le nuove tecnologie di comunicazione)</p>
<p>· tendono ad essere più giovani, istruiti e benestanti</td>
</tr>
<tr>
<td>Primi utilizzatori</td>
<td>13,5%</td>
<td>· secondo gruppo per adottare nuovi prodotti o concetti</p>
<p>· non troppo avanti rispetto alla comunità in termini di innovazione</p>
<p>· avere il rispetto delle loro comunità sociali</p>
<p>· i potenziali adottanti guardano ai primi adottanti come modelli di ruolo</p>
<p>· sono importanti opinion leader</p>
<p>· status sociale più elevato e livello di istruzione elevato</td>
</tr>
<tr>
<td>Maggioranza anticipata</td>
<td>34%</td>
<td>· terzo gruppo per adottare nuovi prodotti o concetti</p>
<p>· adottare innovazioni solo marginalmente superiori alla media della comunità</p>
<p>· tendono ad essere più ponderati nel processo decisionale di acquisto</p>
<p>· status sociale medio e livelli di istruzione</td>
</tr>
<tr>
<td>Maggioranza tardiva</td>
<td>34%</td>
<td>· adottare nuovi prodotti o concetti leggermente più tardi della media</p>
<p>· scettico nel processo decisionale di acquisto</p>
<p>· L&#8217;adozione è spesso una risposta alle pressioni della comunità sociale</td>
</tr>
<tr>
<td>Ritardatari</td>
<td>16%</td>
<td>· ultimo gruppo ad adottare nuovi prodotti o concetti</p>
<p>· molto prudente; bisogna avere la certezza che un’innovazione non fallirà prima dell’acquisto</p>
<p>· sono i più avversi al rischio tra tutti i segmenti degli adottanti; non mi piace il cambiamento</p>
<p>· tradizionalisti ; resistente al cambiamento; guardare al passato</p>
<p>· un po&#8217; isolati all&#8217;interno della loro comunità sociale</p>
<p>· spesso adottano innovazioni quando stanno diventando obsolete</p>
<p>· tendono ad essere più anziani, meno istruiti e meno abbienti</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Una serie di fattori contribuiscono alla velocità con cui le innovazioni vengono diffuse attraverso una comunità sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126]</sup></a></p>
<p>Facilitare un &#8220;test drive&#8221; può incoraggiare i consumatori ad accelerare i tassi di adozione.</p>
<ul>
<li><strong>Vantaggio relativo </strong>: il grado in cui un&#8217;innovazione è percepita come superiore alle alternative</li>
<li><strong>Compatibilità </strong>: la misura in cui un&#8217;innovazione si adatta ai valori, agli stili di vita e alle esperienze passate di un individuo</li>
<li><strong>Complessità </strong>: il grado in cui un&#8217;innovazione viene percepita come facile o difficile da comprendere e utilizzare</li>
<li><strong>Testabilità </strong>: la misura in cui un individuo può sperimentare l&#8217;innovazione su scala limitata prima dell&#8217;adozione</li>
<li><strong>Osservabilità </strong>: il grado in cui i risultati dell&#8217;innovazione sono visibili agli altri membri della comunità sociale</li>
</ul>
<p>Le innovazioni che presentano alcuni o tutti questi fattori hanno maggiori probabilità di essere adottate rapidamente. Di conseguenza, le comunicazioni di marketing possono sottolineare i vantaggi relativi dell&#8217;innovazione rispetto ad altre soluzioni al problema del consumatore. I messaggi di marketing possono anche concentrarsi sulla compatibilità e sull’osservabilità. Gli operatori di marketing possono anche facilitare l&#8217;adozione offrendo prove su scala limitata (ad esempio campioni, test drive, vendita su approvazione) consentendo ai consumatori di sviluppare e comprendere l&#8217;innovazione e il modo in cui viene utilizzata prima dell&#8217;acquisto.</p>
<p>Gli studi hanno dimostrato che il tasso di diffusione di molte nuove tecnologie sta accelerando. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>I dati contenuti nel rapporto <em>Household Penetration of Selected Communications Technologies </em>illustrano i tassi di penetrazione delle famiglie statunitensi di determinate tecnologie di comunicazione, misurati come percentuale di tutte le famiglie. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>La pendenza della curva diventa più ripida con ogni innovazione successiva che indica un tasso di diffusione più rapido. Ad esempio, ci sono voluti decenni perché il telefono raggiungesse tassi di penetrazione del 50% a partire dal 1900 circa, ma ci sono voluti meno di cinque anni perché i cellulari raggiungessero gli stessi tassi di penetrazione. Per spiegare il ritmo crescente di adozione, alcuni hanno sottolineato questioni dal lato dell’offerta, come la riduzione delle barriere all’ingresso e i minori costi di innovazione, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>mentre altri hanno sostenuto che i consumatori determinano i tassi di adozione perché attribuiscono un’elevata incidenza valore sulla comodità delle nuove innovazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Cambio di marca</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_switching" target="_blank" rel="noopener">Il cambio di marca </a>avviene quando un consumatore sceglie di acquistare una marca diversa dalla marca normale o abituale. I consumatori cambiano marchio per una serie di motivi, tra cui il fatto che il negozio non aveva il marchio normale o il desiderio del consumatore di varietà o novità nella scelta del marchio. Nel mercato dei beni di consumo in rapida evoluzione (FMCG), l&#8217;incidenza del cambiamento è relativamente elevata. Gran parte dell’attività di marketing è mirata a chi cambia marca. Rossiter e Bellman hanno proposto una classificazione dei consumatori basata sulla fedeltà alla marca/ comportamento di cambiamento : <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-132" target="_blank" rel="noopener"><sup>[132]</sup></a></p>
<p><strong>Fedeli al marchio</strong></p>
<p>Acquista la marca preferita in quasi ogni occasione di acquisto</p>
<p><strong>Cambiatori di marca favorevoli</strong></p>
<p>Mostrano una preferenza moderata per il marchio o i marchi che acquistano e possono essere facilmente indotti ad acquistare marchi concorrenti</p>
<p><strong>Altri commutatori di marca</strong></p>
<p>Normalmente acquistano un marchio concorrente, probabilmente perché non conoscono il nostro marchio o a causa di un&#8217;esperienza negativa con il nostro marchio</p>
<p><strong>Utenti di nuova categoria</strong></p>
<p>Coloro che non sono a conoscenza di una categoria ma hanno il potenziale per diventare nuovi utenti</p>
<p>Gli esperti di marketing sono particolarmente interessati a comprendere i fattori che portano al cambio di marca. Un ampio sondaggio globale condotto da Nielsen mostra che quattro acquirenti su 10 (41%) hanno affermato che ottenere un prezzo migliore li incoraggerebbe a cambiare marca (o fornitore di servizi/rivenditore), il 26% ha affermato che la qualità è un incentivo a cambiare, Il 15% auspicava un contratto di servizio migliore e l&#8217;8% ha affermato che le funzionalità migliorate costituiscono un incentivo al cambiamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a>Tuttavia, sono state osservate differenze interculturali tra gli intervistati. Il prezzo è stato il principale incentivo al cambiamento per oltre la metà dei nordamericani (61%) e degli europei (54% ) ma il prezzo e la qualità hanno avuto la stessa influenza in Asia-Pacifico e Medio Oriente/Africa, con circa un terzo degli intervistati in entrambi i casi. regioni che riferiscono che sia il prezzo che la qualità costituivano i principali incentivi al passaggio.</p>
<p>Il concetto di <em>costo di cambiamento </em>(noto anche come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Switching_barriers" target="_blank" rel="noopener">barriere di cambiamento </a>) è pertinente alla comprensione del cambiamento di marca. I costi di cambio si riferiscono ai costi sostenuti da un consumatore quando passa da un fornitore a un altro (o da una marca a un&#8217;altra). Sebbene i costi di cambiamento siano spesso monetari, il concetto può anche riferirsi a costi psicologici come tempo, fatica e disagi sostenuti a seguito del cambiamento. Quando i costi di cambiamento sono relativamente bassi, come nel caso di molti beni di largo consumo (FMCG), l’incidenza del cambio di marca tende ad essere maggiore. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Un esempio di passaggio che include costi sia monetari che psicologici è quando gli utenti Android o Apple desiderano passare a una piattaforma diversa, dovrebbero sacrificare i propri dati, inclusi brani musicali, app o contenuti multimediali acquistati e potrebbero anche aver bisogno imparare nuove routine per diventare un utente efficiente.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Cambio di canale</strong></h2>
<p>L&#8217;avvento dei &#8220;killer di categoria&#8221;, come Officeworks australiano, ha contribuito ad un aumento del comportamento di cambio canale .</p>
<p>Il cambio di canale (da non confondere con lo zapping o la navigazione tra i canali in TV) è l&#8217;azione dei consumatori che passano a un diverso ambiente di acquisto (o canale di distribuzione) per acquistare beni, ad esempio passando dai negozi fisici a Internet. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:4-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>Una delle ragioni principali di questo comportamento di cambio canale è la comodità che lo shopping online offre ai consumatori. I consumatori possono fare acquisti online a qualsiasi ora del giorno, senza dover guidare, viaggiare o camminare per raggiungere un negozio fisico, e navigare per tutto il tempo che desiderano. Il richiamo aggiuntivo delle offerte e degli sconti &#8220;solo online&#8221; aiuta a rafforzare la preferenza del consumatore per gli acquisti online. Altri fattori responsabili di questo cambiamento sono la globalizzazione dei mercati, l&#8217;avvento di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Category_killer" target="_blank" rel="noopener">categorie killer </a>(come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Officeworks" target="_blank" rel="noopener">Officeworks </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Kids_%27R_Us&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Kids &#8216;R Us </a>) nonché i cambiamenti nel contesto normativo legale. Ad esempio, in Australia e Nuova Zelanda, a seguito di un allentamento delle leggi che vietano ai supermercati di vendere prodotti terapeutici, i consumatori stanno gradualmente abbandonando le farmacie per rivolgersi ai supermercati per l’acquisto di analgesici minori, preparati per la tosse e il raffreddore e medicinali complementari come vitamine e medicinali a base di erbe. rimedi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-135" target="_blank" rel="noopener"><sup>[135]</sup></a></p>
<p>Per il consumatore, il cambio di canale offre un’esperienza di acquisto più diversificata. Tuttavia, gli esperti di marketing devono prestare attenzione al cambio di canale a causa del potenziale di erosione della quota di mercato. L’evidenza di un cambio di canale può suggerire che sono in gioco forze dirompenti e che la psicologia del marketing sta subendo cambiamenti fondamentali. Un consumatore può essere spinto a cambiare canale quando il prodotto o il servizio può essere trovato a un prezzo inferiore, quando diventano disponibili modelli superiori, quando viene offerta una gamma più ampia o semplicemente perché è più conveniente fare acquisti attraverso un canale diverso (ad esempio online o tramite un unico canale). smettere di fare acquisti). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136] </sup></a>Come copertura contro le perdite di quote di mercato dovute al comportamento di cambiamento , alcuni rivenditori si impegnano nella vendita al dettaglio multicanale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Acquisti impulsivi</strong></h2>
<p>Secondo una ricerca del 1962 di Hawkins Stern, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Impulse_purchase" target="_blank" rel="noopener">gli acquisti d’impulso </a>rientrano in quattro categorie: compreso l’acquisto d’impulso puro, l’acquisto d’impulso ricordato, l’acquisto d’impulso suggerito e l’acquisto d’impulso pianificato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-138" target="_blank" rel="noopener"><sup>[138] </sup></a>Mentre l&#8217;acquisto d&#8217;impulso puro coinvolge un cliente che sperimenta un forte desiderio per un prodotto che inizialmente non aveva pianificato di acquistare, l&#8217;acquisto d&#8217;impulso ricordato si verifica quando un acquirente ricorda la necessità di un prodotto vedendolo in un negozio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:6-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-139" target="_blank" rel="noopener"><sup>[139] </sup></a>L&#8217;acquisto d&#8217;impulso suggerito si verifica quando un consumatore vede un prodotto di cui non ha alcuna conoscenza preliminare, ne immagina un utilizzo e decide che ne ha bisogno, e l&#8217;acquisto d&#8217;impulso pianificato avviene quando il piano di acquisto di un consumatore cambia durante lo shopping.</p>
<p>È più probabile che le torte formato famiglia siano un acquisto pianificato, mentre le porzioni individuali hanno molte più probabilità di essere un acquisto non pianificato.</p>
<p>Una ricerca del 2013 condotta da Nielsen International suggerisce che circa il 72% degli acquisti di beni di largo consumo sono pianificati, ma che il 28% degli acquisti nei supermercati sono acquisti non pianificati o impulsivi. I principali acquisti non pianificati nella categoria alimentare sono caramelle ( lecca lecca ), cioccolato, biscotti, dessert surgelati e snack, mentre i principali acquisti non pianificati nella categoria non alimentare sono cosmetici, deodoranti per ambienti, spazzolini da denti, saponi per le mani, e lozioni per mani/corpo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-140" target="_blank" rel="noopener"><sup>[140] </sup></a>Ciò spiega perché i supermercati collocano questi tipi di prodotti nella parte anteriore del negozio o vicino alla cassa, dove il consumatore trascorre più tempo ed è più propenso a notarli e quindi a inserirli nel carrello. I rivenditori utilizzano le informazioni ricavate da questo tipo di ricerca per progettare i negozi in modo da massimizzare le opportunità di acquisto d’impulso.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Affetto: emozioni, sentimenti e umore</strong></h2>
<p>Lo stato affettivo del consumatore ha implicazioni per una serie di dimensioni diverse della psicologia del marketing, tra cui la ricerca di informazioni, la valutazione delle alternative, la scelta del prodotto, gli incontri con il servizio, i reclami e le risposte pubblicitarie. Westbrook (1987, p. 259) definisce l&#8217;affetto come una &#8220;classe di fenomeni mentali caratterizzati unicamente da uno stato affettivo soggettivo, sperimentato consapevolmente, che comunemente accompagna emozioni e stati d&#8217;animo&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-141" target="_blank" rel="noopener"><sup>[141] </sup></a>La ricerca suggerisce che l&#8217;affetto gioca un ruolo importante negli atteggiamenti sottostanti, oltre a modellare la valutazione e il processo decisionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142]</sup></a></p>
<p>I ricercatori sui consumatori hanno notato le difficoltà nel separare i concetti di affetto, emozioni, sentimenti e umore. Il confine tra emozioni e umore è difficile da tracciare e i ricercatori sui consumatori spesso utilizzano i concetti in modo intercambiabile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-143" target="_blank" rel="noopener"><sup>[143] </sup></a>Ancora altri ricercatori notano che una comprensione dettagliata della relazione tra affetto e psicologia del marketing è stata ostacolata dalla mancanza di ricerca nell&#8217;area. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-144" target="_blank" rel="noopener"><sup>[144] </sup></a>In effetti, all&#8217;interno della letteratura sulla psicologia del marketing, vi è un ampio consenso sul fatto che il ruolo delle emozioni è un&#8217;area attualmente poco studiata e che necessita di maggiore attenzione, sia teoricamente che empiricamente.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Ricerca informazioni</strong></h2>
<p>Gli studi hanno scoperto che le persone di umore positivo sono più efficienti nelle attività di ricerca di informazioni. Cioè sono più efficienti nell’elaborazione delle informazioni, sono in grado di integrare le informazioni identificando relazioni utili e arrivare a soluzioni creative ai problemi. Grazie alla loro efficienza nell’elaborazione delle informazioni, coloro che sono di umore positivo sono generalmente più veloci nel prendere decisioni e più facili da accontentare. La ricerca mostra costantemente che le persone di umore positivo hanno maggiori probabilità di valutare le informazioni in modo positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-145" target="_blank" rel="noopener"><sup>[145] </sup></a>Poiché gli ambienti online diventano sempre più importanti come strumento di ricerca per i consumatori, potrebbe essere prudente che i web designer considerino questioni di progettazione del sito come la facilità di navigazione, per evitare che una progettazione scadente contribuisca alla frustrazione dei clienti generando così cattivo umore e portando infine a valutazioni sfavorevoli del prodotto/marchio.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Scelta</strong></h2>
<p>Il piacere immediato di mangiare caramelle spesso supera i benefici a lungo termine di una scelta alimentare più sana.</p>
<p>L&#8217;affetto può svolgere un ruolo importante nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Buying_decision" target="_blank" rel="noopener">decisioni di </a>acquisto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Impulse_purchase" target="_blank" rel="noopener">impulsivo </a>. La ricerca suggerisce che i consumatori attribuiscono un peso maggiore alle ricompense e alle punizioni affettive immediate, mentre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Delayed_reward" target="_blank" rel="noopener">le ricompense ritardate </a>ricevono un peso minore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-146" target="_blank" rel="noopener"><sup>[146] </sup></a>Ad esempio, il piacere immediato di mangiare un dolce spesso supera i benefici a lungo termine di mangiare un&#8217;alternativa sana come la frutta. Ciò si verifica perché il guadagno emotivo immediato è un forte fattore che i consumatori possono facilmente visualizzare , mentre l’obiettivo più distante non ha la forza sufficiente per guidare la scelta.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Esperienza del cliente</strong></h2>
<p>I clienti di cattivo umore sono più difficili da accontentare. Sono più lenti nell’elaborare le informazioni e di conseguenza impiegano più tempo a prendere decisioni. Tendono ad essere più polemici e hanno maggiori probabilità di lamentarsi.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211; <strong>Soddisfazione del cliente</strong></h2>
<p>La relazione tra affetto e soddisfazione del cliente è un&#8217;area che ha ricevuto notevole attenzione accademica, soprattutto nella letteratura sul marketing dei servizi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-147" target="_blank" rel="noopener"><sup>[147] </sup></a>L&#8217;affermazione che esiste una relazione positiva tra affetto e soddisfazione è ben supportata in letteratura. In una meta-analisi delle prove empiriche, condotta nel 2001, Szymanski et al., suggeriscono che l&#8217;affetto può essere sia un antecedente che un risultato della soddisfazione. Si propone che le emozioni suscitate durante il consumo lascino tracce affettive nella memoria a cui i consumatori possono accedere e integrarsi nelle loro valutazioni di soddisfazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-148" target="_blank" rel="noopener"><sup>[148]</sup></a></p>
<p>Una meta-analisi del 2011 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-149" target="_blank" rel="noopener"><sup>[149] </sup></a>illustra come sia l’intenzione di riacquisto che la fedeltà godano di una forte relazione positiva (0,54) con la soddisfazione del cliente. Un&#8217;altra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150] </sup></a>meta-analisi rileva che &#8220;I risultati indicano che sia le variabili legate alle funzioni cognitive (inclusa la consapevolezza del marchio, la personalità del marchio e l&#8217;identità del marchio) sia le variabili legate all&#8217;edone (incluso l&#8217;atteggiamento edonico, l&#8217;intrattenimento e l&#8217;attrattiva estetica) hanno impatti significativi sulla percezione della qualità e del valore nei confronti del marchio (inclusi qualità percepita, reputazione, immagine del marchio, valore percepito, impegno e fiducia). Inoltre, queste variabili sono tutti predittori significativi della fedeltà al marchio.</p>
<p>Una terza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-151" target="_blank" rel="noopener"><sup>[151] </sup></a>meta-analisi, del 2013, elabora il concetto di personalità del marchio (BP): &#8220;In primo luogo, i fattori chiave della BP sono la comunicazione con dichiarazioni di benefici edonistici, le attività di branding, il paese di origine del marchio e le informazioni del consumatore. In secondo luogo, lo studio rileva che gli effetti della BP sono più forti per i marchi maturi che per i marchi nelle prime fasi del ciclo di vita. In terzo luogo, la sincerità e la competenza hanno la maggiore influenza sulle variabili di successo del marchio (ad esempio, l&#8217;atteggiamento del marchio, l&#8217;immagine, l&#8217;impegno, intenzione di acquisto), mentre l&#8217;eccitazione e la durezza hanno l&#8217;influenza più debole sull&#8217;atteggiamento e sull&#8217;impegno del marchio.&#8221;</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Pubblicità</strong></h2>
<p>L’emozione può svolgere un ruolo importante nella pubblicità. Nella pubblicità, sono comuni due diversi approcci alla persuasione: (a) <em>annunci pensati </em>che richiedono elaborazione cognitiva (noto anche come percorso centrale <em>verso la persuasione </em>) e (b) <em>annunci con sensazioni </em>che vengono elaborati a livello emotivo (noto anche come percorso <em>periferico ). itinerario </em>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-152" target="_blank" rel="noopener"><sup>[152] </sup></a>Gli inserzionisti possono aggirare l&#8217;elaborazione cognitiva e razionale che può portare a controargomentazioni semplicemente facendo appello alle emozioni. Gli studi di neuroimaging suggeriscono che quando valutano i marchi, i consumatori utilizzano principalmente le emozioni (sentimenti ed esperienze personali) piuttosto che le informazioni (attributi, caratteristiche e fatti del marchio). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153]</sup></a></p>
<p>È relativamente ampiamente accettato che le risposte emotive richiedano meno risorse di elaborazione (cioè siano più facili) e si traducano anche in associazioni più durature con il marchio pubblicizzato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:3-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>I sentimenti suscitati dal messaggio pubblicitario possono modellare gli atteggiamenti nei confronti del marchio e della pubblicità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Fedeltà del cliente</strong></h2>
<p><em>Vedere anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Loyalty_marketing" target="_blank" rel="noopener"><em>marketing fedeltà </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Customer_retention" target="_blank" rel="noopener"><em>fidelizzazione dei clienti </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_loyalty" target="_blank" rel="noopener"><em>fedeltà al marchio </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Loyalty_program" target="_blank" rel="noopener"><em>programma fedeltà </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Customer_loyalty_program" target="_blank" rel="noopener"><em>programma fedeltà dei clienti</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Loyalty_business_model" target="_blank" rel="noopener">Fedeltà del cliente </a>, definita come &#8220;la relazione tra l&#8217;atteggiamento relativo di un individuo e il clientelismo ripetuto&#8221; (Dick e Basu, 1994: p. 99). Pertanto, per definizione, la lealtà ha sia una componente attitudinale che una componente comportamentale . Dick e Basu hanno proposto quattro tipi di lealtà basati sull&#8217;atteggiamento relativo e sul comportamento clientelare : <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-156" target="_blank" rel="noopener"><sup>[156]</sup></a></p>
<p>La matrice della lealtà di Dick e Basu</p>
<p><strong>Nessuna lealtà</strong></p>
<p>Caratterizzato da un atteggiamento relativo basso e da un basso comportamento clientelare ripetuto . Può verificarsi quando i marchi concorrenti sono visti come simili o nel caso di nuovi marchi (o categorie) per i quali non è trascorso tempo sufficiente affinché la fedeltà si stabilisca.</p>
<p><strong>Fedeltà spuria</strong></p>
<p>Caratterizzato da un atteggiamento relativo basso e da un alto patrocinio ripetuto. La lealtà spuria si verifica quando il consumatore effettua acquisti ripetuti a causa di fattori situazionali come l&#8217;accesso e la comodità. o posizionamento sugli scaffali. La lealtà fittizia può verificarsi anche quando non esistono alternative reali o quando il consumatore è &#8220;vincolato&#8221; all&#8217;acquisto di un determinato marchio a causa di un accordo quasi contrattuale o di uno status di membro che crea difficoltà per il cambiamento. In altre parole, laddove i costi di cambiamento sono relativamente elevati, si può osservare un elevato comportamento di clientelismo nonostante l’assenza di un atteggiamento favorevole nei confronti del marchio. Un esempio potrebbe essere un consumatore che mentre va al lavoro acquista la benzina sempre nello stesso punto vendita perché non ci sono altri punti vendita nelle vicinanze.</p>
<p><strong>Fedeltà latente</strong></p>
<p>Caratterizzato da un elevato atteggiamento relativo e da un basso patrocinio ripetuto. La lealtà latente si verifica quando i fattori situazionali prevalgono su forti atteggiamenti favorevoli . Ad esempio, una persona potrebbe avere un ristorante preferito ma potrebbe non frequentarlo a causa delle preferenze dei commensali.</p>
<p><strong>Lealtà</strong></p>
<p>(cioè vera lealtà) Caratterizzato da un atteggiamento favorevole e da un comportamento clientelare favorevole . Per gli esperti di marketing, la vera lealtà è la situazione ideale.</p>
<p>I programmi frequent flyer sono tra i programmi premio più conosciuti .</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Loyalty_marketing" target="_blank" rel="noopener">di fidelizzazione </a>si basano sulla consapevolezza che acquisire un nuovo cliente costa 5-20 volte di più che fidelizzare un cliente esistente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-157" target="_blank" rel="noopener"><sup>[157] </sup></a>Gli esperti di marketing utilizzano una varietà di programmi di fidelizzazione per rafforzare l&#8217;atteggiamento dei clienti nei confronti del marchio (o del fornitore di servizi/rivenditore) al fine di fidelizzare i clienti, ridurre al minimo le defezioni dei clienti e rafforzare i legami di fedeltà con i clienti esistenti. In generale esistono due tipi di programmi : programmi di ricompensa e programmi di riconoscimento. In un <strong>Programma Premio </strong>, il cliente accumula punti per ogni acquisto, e i punti possono successivamente essere scambiati con beni o servizi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-158" target="_blank" rel="noopener"><sup>[158]</sup></a> <strong>I programmi di riconoscimento </strong>operano su una base di quasi-iscrizione in cui al consumatore viene rilasciata una carta che, dietro presentazione, dà diritto a vari diritti come aggiornamenti gratuiti, privilegi speciali o accesso a prodotti/servizi che normalmente non sono disponibili ai non membri e che riconoscere lo status &#8220;VIP&#8221; del cliente affezionato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-159" target="_blank" rel="noopener"><sup>[159] </sup></a>Ad esempio, un hotel potrebbe riconoscere i clienti fedeli fornendo un cesto di frutta e una bottiglia di champagne in omaggio in camera all&#8217;arrivo. Mentre i programmi di ricompensa sono motivati dal desiderio del consumatore di beni materiali, i programmi di riconoscimento sono motivati dal bisogno di stima, riconoscimento e status del consumatore. Molti programmi di fidelizzazione commerciale sono schemi ibridi, che combinano elementi sia di ricompensa che di riconoscimento. Inoltre, non tutti i programmi di ricompensa sono progettati per incoraggiare la fedeltà. Alcuni programmi di ricompensa sono progettati per incoraggiare altri tipi di comportamento positivo dei clienti come la fornitura di referenze o la fornitura di raccomandazioni positive tramite passaparola ( WOM ). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160]</sup></a></p>
<p>Il marketing di fidelizzazione può comportare l&#8217;uso di database e software sofisticati per analizzare e profilare i segmenti di fidelizzazione dei clienti al fine di identificare i segmenti più desiderabili, stabilire obiettivi per ciascun segmento e, infine, tentare di aumentare le dimensioni della base di clienti fedeli.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Comportamento di cittadinanza del cliente</strong></h2>
<p>Il comportamento di cittadinanza del cliente è il lavoro che i clienti svolgono per i marchi in cambio di fedeltà. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>La letteratura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Services_marketing" target="_blank" rel="noopener">sul marketing dei servizi </a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style/Words_to_watch#Unsupported_attributions" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chi? </sup></em></a><sup>] </sup>identifica sette tipi distinti di comportamento di cittadinanza : <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a>voce (quando i clienti rivolgono il loro reclamo al fornitore di servizi per rettificare e mantenere la relazione), manifestazione di affiliazione, polizia (l&#8217;osservazione di altri clienti per garantire il loro comportamento appropriato ) , flessibilità, miglioramento del servizio (fornire idee e suggerimenti alle organizzazioni ), passaparola e atti di servizio benevoli.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Psicologia del marketing su Internet</strong></h2>
<p>I modelli tradizionali di psicologia del marketing sono stati sviluppati da studiosi come Fishbein e Ajzen <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-163" target="_blank" rel="noopener"><sup>[163] </sup></a>e Howard e Sheth <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-164" target="_blank" rel="noopener"><sup>[164] </sup></a>negli anni &#8217;60 e &#8217;70. Più recentemente, Shun e Yunjie hanno sostenuto che la psicologia del marketing online è diversa dal comportamento offline e di conseguenza richiede nuove teorie o modelli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-165" target="_blank" rel="noopener"><sup>[165] </sup></a>Dopo il COVID-19, la psicologia del marketing online sembra più essenziale, perché da quando è iniziato il COVID-19, circa il 31% in più di persone ha iniziato a fare acquisti online con il 43% di tutti gli intervistati rispetto a solo il 12% degli intervistati prima del COVID-19. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-166" target="_blank" rel="noopener"><sup>[166]</sup></a></p>
<p>La ricerca ha identificato due tipi di valore del consumatore nell’acquisto, vale a dire il valore del prodotto e il valore dello shopping. È probabile che il valore del prodotto sia simile sia per gli acquirenti online che per quelli offline. Tuttavia, l’esperienza di acquisto sarà sostanzialmente diversa per gli acquirenti online. In un ambiente di acquisto offline, i consumatori traggono soddisfazione dall&#8217;essere all&#8217;interno dell&#8217;ambiente del negozio fisico o del panorama della vendita al dettaglio (motivazioni edonistiche). Nel caso degli acquisti online, gli acquirenti traggono soddisfazione dalla capacità di navigare in un sito web e dalla comodità della ricerca online che consente loro di confrontare i prezzi e di &#8220;guardarsi intorno&#8221; con un impegno di tempo minimo. Pertanto il consumatore online è motivato da fattori più utilitaristici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-167" target="_blank" rel="noopener"><sup>[167]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Diversi tipi di comportamento online</strong></h2>
<p>I consumatori possono utilizzare le piattaforme online per varie fasi della decisione di acquisto. Alcuni consumatori utilizzano fonti online semplicemente per acquisire informazioni sugli acquisti pianificati. Altri utilizzano piattaforme online per effettuare l&#8217;acquisto vero e proprio. In altre situazioni, i consumatori possono anche utilizzare piattaforme online per intraprendere comportamenti post-acquisto , come rimanere in contatto con un marchio unendosi a una comunità di marchio. Oppure possono diventare sostenitori del marchio pubblicando una recensione del prodotto online o fornendo riferimenti al marchio tramite i social media. Alcuni fornitori di e-commerce hanno incontrato difficoltà nel corteggiare i consumatori che cercano informazioni online, ma preferiscono comunque rivolgersi ai rivenditori fisici per i loro acquisti. Per comprendere le esigenze e le abitudini di questi e altri tipi di acquirenti online, gli esperti di marketing online hanno segmentato i consumatori in diversi tipi di comportamento online in base alle loro caratteristiche comportamentali online . Lewis e Lewis (1997) hanno identificato cinque segmenti di mercato in base al modo in cui i consumatori utilizzano Internet nel processo decisionale di acquisto: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-168" target="_blank" rel="noopener"><sup>[168]</sup></a></p>
<ol>
<li>I &#8220;cercatori diretti di informazioni&#8221; sono utenti che cercano principalmente informazioni su un prodotto o servizio online, ma non vi è alcuna garanzia che possano essere convertiti in acquirenti online.</li>
<li>I &#8220;cercatori di informazioni non indirizzati&#8221; sono i nuovi arrivati a un prodotto o servizio. È più probabile che interagiscano con le istruzioni online e facciano clic sulle pagine Web collegate nella pubblicità.</li>
<li>Gli &#8220;Acquirenti Diretti&#8221; hanno una mentalità predeterminata e desiderano acquistare un prodotto o un servizio specifico online.</li>
<li>I &#8220;cacciatori di occasioni&#8221; sono utenti attenti al prezzo che amano scoprire i prodotti durante le promozioni. Per questi utenti, gli sconti rappresentano una grande attrazione per la conversione delle vendite online.</li>
<li>I &#8220;cercatori di intrattenimento&#8221; sono consumatori online attratti dal marketing offerto come attività divertente. I giochi online interattivi potrebbero essere utili per attirare questo tipo di clienti.</li>
</ol>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Una tipologia di psicologia del marketing online</strong></h2>
<p>Wendy Moe (2003) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-169" target="_blank" rel="noopener"><sup>[169] </sup></a>sostiene che nell&#8217;ambiente offline, i consumatori che fanno acquisti nei negozi possono essere facilmente classificati da addetti alle vendite esperti solo osservando i loro comportamenti di acquisto . Tale classificazione potrebbe non apparire online, ma Moe e Fader <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-170" target="_blank" rel="noopener"><sup>[170] </sup></a>hanno sostenuto che è possibile prevedere l’azione pratica di acquisto, navigazione e ricerca online indagando i modelli di clic e la ripetizione della visita all’interno del comportamento online . Inoltre, un rapporto di E-consultancy sul &#8220;benchmarking dell&#8217;esperienza dell&#8217;utente&#8221; ha delineato tre tipi di comportamento di consumo online come classificazione preziosa per la ricerca sulla progettazione di pagine web per servire meglio diversi tipi di comportamento di consumo . Le tre categorie sono: &#8220;tracker&#8221;, &#8220;cacciatori&#8221; ed &#8220;esploratori&#8221;.</p>
<ol>
<li>I &#8220;tracker&#8221; sono i consumatori online che stanno esattamente cercando un prodotto che desiderano assolutamente acquistare. Usano Internet per informazioni sul prezzo, sui metodi di consegna, sul servizio post-acquisto e così via. Una volta che hanno trovato le informazioni corrette, è necessario poco sforzo per consentire loro di svolgere l&#8217;attività.</li>
<li>I &#8220;cacciatori&#8221; conoscono solo le categorie del prodotto di cui hanno bisogno, ad esempio un romanzo per il tempo libero. Tuttavia, non hanno preso una decisione specifica su quale romanzo acquistare. Usano Internet per trovare un elenco di prodotti delle categorie necessarie per effettuare un confronto. Questo tipo di consumatore online ha bisogno di consigli e aiuto per svolgere la propria attività.</li>
<li>Gli &#8220;esploratori&#8221; non hanno in mente nemmeno le categorie di prodotto. In realtà, vogliono solo comprare qualcosa online. C’è più incertezza su questo tipo di consumatori online.</li>
</ol>
<p><strong>Influenza di Internet sul processo di acquisto</strong></p>
<table>
<thead>
<tr>
<td colspan="7"><strong>Tabella </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171] </sup></a><strong>Impatto di Internet sul processo di acquisto hide</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Entra in scena</p>
<p>processo di acquisto</td>
<td>1 Inconsapevole</td>
<td>2 Consapevole delle necessità del prodotto</p>
<p>sviluppare specifiche</td>
<td>3 Fornitore</p>
<p>ricerca</td>
<td>4 Valutare e</p>
<p>Selezionare</td>
<td>5 Acquistare</td>
<td>6 Valutazione post-acquisto</p>
<p>e feedback</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Comunicazioni</p>
<p>obiettivi</td>
<td>Generare consapevolezza</td>
<td>Caratteristiche della posizione,</p>
<p>vantaggio e marchio</td>
<td>Generazione di lead</p>
<p>(dalla gamma di clienti)</td>
<td>Assistere all&#8217;acquisto</p>
<p>decisione</td>
<td>Facilitare l&#8217;acquisto</td>
<td>Supporta l&#8217;uso e</p>
<p>mantenere gli affari</td>
</tr>
<tr>
<td>Internet Marketing</p>
<p>tecniche</td>
<td>Banner pubblicitari,</p>
<p>PR, collegamenti</td>
<td>Contenuto del sito Web</p>
<p>( più supporto per la ricerca)</td>
<td>Motori di ricerca,</p>
<p>intermedi</td>
<td>Contenuto del sito Web</p>
<p>intermedi</td>
<td>Contenuto del sito Web</td>
<td>Contenuti del sito web personalizzati</p>
<p>e interazione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Come mostra la tabella precedente, la prima riga indica il processo di acquisto di un nuovo prodotto da parte di un consumatore, mentre la seconda e la terza riga illustrano le influenze positive che Internet potrebbe avere sul processo di acquisto creando comunicazioni efficaci con i consumatori online. Ad esempio, supponiamo che un consumatore veda con noncuranza una pubblicità sui laptop su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/WeChat" target="_blank" rel="noopener">Wechat </a>, un popolare social media cinese sviluppato da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tencent" target="_blank" rel="noopener">Tencent </a>. Comincia a sentire che il suo portatile è un po&#8217; antiquato e vuole comprarne uno nuovo, che è il risultato di una buona pubblicità posta su uno strumento Internet quotidiano. Non sa nulla su come acquistarne uno nuovo dato che oggi il business cambia così velocemente, quindi cerca su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Google" target="_blank" rel="noopener">Google </a>per trovare una risposta. Nella pagina dei risultati trova annunci promozionali che provengono principalmente da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JD.com" target="_blank" rel="noopener">JD.com </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taobao" target="_blank" rel="noopener">Taobao </a>, due rivenditori online cinesi concorrenti in questo campo. Preferisce utilizzare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JD.com" target="_blank" rel="noopener">JD.com </a>, che fornisce confronti dettagliati di marchi, prezzi, località e metodi di pagamento e consegna. Dopo un&#8217;attenta selezione, effettua l&#8217;ordine tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JD.com" target="_blank" rel="noopener">JD.com </a>tramite pagamento <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/WeChat" target="_blank" rel="noopener">Wechat </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JD.com" target="_blank" rel="noopener">JD.com </a>ha uno dei canali di distribuzione più veloci in Cina e supporta un eccellente servizio post-acquisto per mantenere la propria posizione sul mercato.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Il ruolo dell&#8217;estetica e della fluidità visiva in relazione alla scelta del consumatore</strong></h2>
<p>I consumatori decidono se un prodotto gli piace o meno entro 90 secondi dalla prima visione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:7-172" target="_blank" rel="noopener"><sup>[172] </sup></a>Pertanto, avere un prodotto esteticamente gradevole è essenziale sul mercato. Studi sulla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Processing_fluency" target="_blank" rel="noopener">fluidità di elaborazione </a>e sulla psicologia del marketing hanno rivelato che &#8220;le persone preferiscono visualizzazioni visive più facili da elaborare e comprendere&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:9-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a>e &#8220;Quando un prodotto corrisponde alle associazioni dell&#8217;utente con esso, viene percepito come più attraente&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:9-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a>I prodotti visivamente fluidi attingono alle associazioni preesistenti del consumatore con i loro elementi di design, portando a un senso di familiarità e comprensione con il prodotto a portata di mano. Segnali visivi come colore , composizione, tipografia e immagini sono associati al fenomeno della fluidità.</p>
<p><strong>Colore</strong></p>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Color_psychology" target="_blank" rel="noopener"><em>Psicologia del colore</em></a></p>
<p>Nessun marchio di nome è associato all&#8217;economia e alla convenienza. A causa dell&#8217;associazione del giallo con l&#8217;economicità, il logo di questo marchio viene elaborato in modo fluido e semplice dai consumatori.</p>
<p>La ricerca sulla psicologia del colore ha dimostrato che il 62-90% della valutazione dei prodotti di consumo si basa solo sul colore . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:7-172" target="_blank" rel="noopener"><sup>[172] </sup></a>In effetti, è stato dimostrato che i colori sono collegati alle percezioni dei consumatori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-174" target="_blank" rel="noopener"><sup>[174] </sup></a>sulla qualità, l&#8217;affidabilità e il valore di un prodotto. I colori blu e nero sono considerati più affidabili, preziosi e costosi mentre il giallo, l’arancione e il marrone sono associati a buon mercato e bassa qualità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-175" target="_blank" rel="noopener"><sup>[175] </sup></a>Pertanto, un prodotto destinato ad essere percepito come &#8220;di alta qualità&#8221; con una tavolozza prevalentemente arancione e marrone mancherebbe di fluidità visiva e probabilmente non riuscirebbe a suscitare una risposta positiva tra i consumatori. Tuttavia, ciò può essere vantaggioso se il consumatore è già alla ricerca di un articolo noto per essere poco costoso, nel qual caso l&#8217;uso del giallo, dell&#8217;arancione o del marrone sarebbe appropriato. Il colore può anche essere utilizzato per segnalare la personalità del marchio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-176" target="_blank" rel="noopener"><sup>[176]</sup></a></p>
<p><strong>Composizione</strong></p>
<p>La composizione è un altro strumento visivo che ha la capacità di influenzare l&#8217;elaborazione delle informazioni e influenzare le percezioni dei consumatori. Gli studi hanno dimostrato che i consumatori nei paesi occidentali associano i prodotti allineati a destra o posizionati sul lato destro di un display a una qualità superiore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:10-177" target="_blank" rel="noopener"><sup>[177] </sup></a>Gli esseri umani hanno anche un pregiudizio centrale, che fa sì che i prodotti centrati o simmetrici nella composizione o nella visualizzazione sembrino intrinsecamente più piacevoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:10-177" target="_blank" rel="noopener"><sup>[177] </sup></a>I prodotti centrati nella composizione o con elementi centrati sono percepiti come più attraenti, popolari e importanti rispetto ai prodotti allineati a sinistra o a destra. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-178" target="_blank" rel="noopener"><sup>[178] </sup></a>Quando un oggetto è centrato dal punto di vista compositivo, è più facile per lo spettatore interpretarlo e comprenderlo. Diventa più &#8220;fluido&#8221; e quindi esteticamente più gradevole. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:11-179" target="_blank" rel="noopener"><sup>[179]</sup></a></p>
<p><strong>Immagini</strong></p>
<p>Le prove hanno dimostrato che le immagini pittoriche sono correlate a casi più elevati di ricordo e riconoscimento del consumatore. Le immagini pittoriche sono anche più facili da elaborare e attirano più rapidamente l&#8217;attenzione del consumatore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:12-180" target="_blank" rel="noopener"><sup>[180] </sup></a>Esistono prove significative che quando ai consumatori vengono presentate più scelte, vedranno gli oggetti in modo più positivo ed esteticamente più gradevoli se circondati da immagini congruenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:11-179" target="_blank" rel="noopener"><sup>[179] </sup></a>Dopo un&#8217;esposizione ripetuta, queste immagini familiari vengono incorporate nel lessico visivo del consumatore e ne diventano &#8220;fluenti&#8221;. Le immagini con livelli più elevati di fluidità visiva sono percepite come più familiari, simpatiche e amichevoli e hanno quindi maggiori probabilità di essere scelte dai consumatori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-181" target="_blank" rel="noopener"><sup>[181]</sup></a></p>
<p><strong>Elementi tipografici</strong></p>
<p>Sebbene gli studi abbiano dimostrato che le immagini pittoriche sono più facili da elaborare e comprendere per i consumatori, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:12-180" target="_blank" rel="noopener"><sup>[180] </sup></a>la scelta della tipografia rimane un elemento indispensabile del design del prodotto. I caratteri scritti a mano e con script sono associati all&#8217;individualità, alla femminilità e al lusso, mentre i caratteri sans serif incarnano energia, pulizia e modernità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-182" target="_blank" rel="noopener"><sup>[182] </sup></a>È stato anche dimostrato che la dimensione del carattere ha una correlazione diretta con gli attributi emotivi assegnati a un prodotto. Uno studio ha dimostrato che le dimensioni e il peso dei caratteri più grandi sono percepiti come più intimidatori e autorevoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-183" target="_blank" rel="noopener"><sup>[183] </sup></a>Sebbene le immagini regnino sovrane nella progettazione del prodotto, è importante notare che il tipo viene elaborato con la stessa facilità delle informazioni pittoriche quando il consumatore ha già familiarità con il prodotto.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Impatto ambientale</strong></h2>
<p>Un aspetto dell&#8217;azione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Individual_action_on_climate_change" target="_blank" rel="noopener">individuale sul cambiamento climatico </a>è la psicologia del marketing che influenza quanto e quali tipi di materiali vengono utilizzati per produrre beni e cibo, quanto materiale viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Recycled" target="_blank" rel="noopener">riciclato </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Composted" target="_blank" rel="noopener">compostato </a>, quanto finisce come inquinamento, quanto finisce nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Landfill" target="_blank" rel="noopener">discariche </a>, dove vengono prodotti i beni, la distanza percorsa e l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint" target="_blank" rel="noopener">impronta di carbonio </a>della produzione, del trasporto e dello smaltimento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Green_marketing" target="_blank" rel="noopener">Il marketing verde si rivolge ai consumatori che tengono </a>conto dell’impatto ambientale dei loro acquisti. Uno studio del 2017 non ha rilevato alcun impatto del marketing verde sulla psicologia del marketing in Bangladesh. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Lo studio suggerisce che siano adottate politiche che riducano il costo dei prodotti ecologici. Incoraggia inoltre l&#8217;implementazione di programmi che sensibilizzino i consumatori riguardo al tema del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Green_consumption" target="_blank" rel="noopener">consumo verde </a>.</p>
<p>Ci sono fattori psicologici che contribuiscono alla percezione del consumatore riguardo al proprio contributo personale alle azioni che inducono il cambiamento climatico. Uno dei pregiudizi più studiati è indicato come il pregiudizio &#8220;migliore della media&#8221; o di auto-miglioramento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:22-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a>Questo pregiudizio descrive la tendenza di un individuo a percepire che le proprie azioni sono superiori, soprattutto se confrontate con colleghi o consumatori demograficamente simili. È stato scoperto che questo pregiudizio cognitivo è effettivamente presente quando si considera il modo in cui i consumatori percepiscono i loro sforzi a favore dell’ambiente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:22-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a>Ciò potrebbe essere il risultato di informazioni sul cambiamento climatico che portano a sentimenti di colpa e preoccupazione, che attivano un processo di pensiero inconscio (negazione, effetto superiore alla media e altre reazioni cognitive) che porta a una ridotta percezione di la minaccia del cambiamento climatico. Si tratta di un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Defense_mechanism" target="_blank" rel="noopener">meccanismo di difesa mentale </a>che alla fine porta a una riduzione della responsabilità individuale percepita nel prendere parte a comportamenti ecologici e alla vita su un unico pianeta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-:22-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti -Metodi di ricerca utilizzati</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising_research" target="_blank" rel="noopener"><em>Ricerche pubblicitarie</em></a></p>
<p>Per ottenere informazioni approfondite sulla psicologia del marketing, i ricercatori utilizzano la serie standard di metodi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Market_research" target="_blank" rel="noopener">di ricerca di mercato </a>come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Survey_data_collection" target="_blank" rel="noopener">sondaggi </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interview_(research)" target="_blank" rel="noopener">interviste approfondite </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Focus_group" target="_blank" rel="noopener">focus group </a>. Sempre più spesso i ricercatori si rivolgono a metodologie e tecnologie più nuove nel tentativo di cercare una comprensione più profonda del motivo per cui i consumatori si comportano in determinati modi. Questi metodi più recenti includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethnography" target="_blank" rel="noopener"><em>la ricerca etnografica </em></a>(nota anche come osservazione partecipante) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroscience" target="_blank" rel="noopener"><em>le neuroscienze </em></a>, nonché progetti di laboratorio sperimentali. Inoltre, i ricercatori spesso si rivolgono a discipline separate per ottenere approfondimenti potenzialmente utili per lo studio della psicologia del marketing. Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behavioural_economics" target="_blank" rel="noopener">l’economia </a><u>comportamentale </u>sta aggiungendo nuove intuizioni su alcuni aspetti della psicologia del marketing.</p>
<p><strong>Ricerca etnografica</strong></p>
<p>Gli studi sull&#8217;utilizzo del prodotto vengono utilizzati per migliorare la progettazione dell&#8217;imballaggio.</p>
<p>La ricerca etnografica o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethnography" target="_blank" rel="noopener">etnografica </a>ha le sue origini <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthropology" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;antropologia </a>. Tuttavia, gli esperti di marketing utilizzano la ricerca etnografica per studiare il consumatore in termini di tendenze culturali, fattori di stile di vita, atteggiamenti e il modo in cui il contesto sociale influenza la selezione, il consumo e l&#8217;utilizzo del prodotto. La ricerca etnografica, chiamata anche <em>osservazione partecipante </em>, tenta di studiare la psicologia del marketing in contesti naturali piuttosto che in ambienti artificiali come i laboratori. Diversi tipi di ricerca etnografica vengono utilizzati nel marketing , tra cui; <sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-185" target="_blank" rel="noopener">[185]</a></sup></p>
<ul>
<li>Utilizzo osservato del prodotto: osservare l&#8217;utilizzo regolare del prodotto a casa o al lavoro, per ottenere informazioni su come i prodotti vengono aperti, preparati, consumati, conservati, smaltiti, ecc. per ottenere informazioni sull&#8217;utilità dell&#8217;imballaggio, dell&#8217;etichettatura e dell&#8217;uso generale</li>
<li>Studi quotidiani: visite prolungate durante le situazioni di utilizzo del prodotto per ottenere informazioni dettagliate sulle norme e sulle aspettative dei consumatori</li>
<li>Acquisto accompagnato o shop- along : il ricercatore accompagna un acquirente in una spedizione di acquisto per ottenere informazioni dettagliate sulle risposte dei consumatori al merchandising e ad altre tattiche di vendita</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_studies" target="_blank" rel="noopener">Studi culturali </a>: simili all&#8217;etnografia tradizionale; soggiorni prolungati con un gruppo o una tribù con l&#8217;obiettivo di scoprire le regole e le convenzioni fondamentali che governano il comportamento</li>
<li>Etnografia di guerriglia: osservazioni casuali in contesti pubblici per aiutare a stabilire domande di ricerca o per ottenere informazioni rapide su comportamenti specifici</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mystery_shopping" target="_blank" rel="noopener">Mystery shopping </a>: osservazioni nel contesto della vendita al dettaglio con l&#8217;obiettivo di acquisire informazioni sull&#8217;esperienza di servizio del cliente</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multimethodology" target="_blank" rel="noopener">Metodologie multiple </a>: combinazione di metodi di ricerca etnografica con tecniche di ricerca convenzionali con l&#8217;obiettivo di triangolare i risultati</li>
</ul>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Coolhunting" target="_blank" rel="noopener">Gli osservatori di tendenze </a>come BrainReserve di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Faith_Popcorn" target="_blank" rel="noopener">Faith Popcorn </a>fanno ampio uso della ricerca etnografica per individuare le tendenze emergenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-186" target="_blank" rel="noopener"><sup>[186]</sup></a></p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti &#8211;<strong>Neuroscienze del consumo</strong></h2>
<p>Il neuromarketing utilizza sofisticati sensori biometrici come l’EEG per studiare le risposte dei consumatori a stimoli specifici.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_neuroscience" target="_blank" rel="noopener">La neuroscienza del consumatore </a>(nota anche come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuromarketing" target="_blank" rel="noopener">neuromarketing </a>) si riferisce all&#8217;uso commerciale delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroscience" target="_blank" rel="noopener">neuroscienze </a>quando applicate all&#8217;indagine dei problemi di marketing e alla ricerca sui consumatori. Alcuni ricercatori hanno sostenuto che il termine <em>neuroscienza del consumatore </em>è preferito rispetto a neuromarketing o altre alternative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-187" target="_blank" rel="noopener"><sup>[187] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-188" target="_blank" rel="noopener"><sup>[188]</sup></a></p>
<p>La neuroscienza dei consumatori impiega sofisticati sensori biometrici, come l’elettroencefalografia (EEG), la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Eye_tracking" target="_blank" rel="noopener">il tracciamento oculare </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-189" target="_blank" rel="noopener"><sup>[189] </sup></a>per studiare i modi in cui i consumatori rispondono a stimoli specifici come l’esposizione dei prodotti, i marchi, le informazioni sugli imballaggi, ecc. o altri segnali di marketing. Tali test rivelano stimoli che attivano il centro del piacere del cervello .</p>
<p>La neuroscienza dei consumatori è diventata una componente principale dei metodi di ricerca sui consumatori. La società internazionale di ricerche di mercato Nielsen Research ha recentemente aggiunto il neuromarketing ai suoi servizi acquisendo Innerscope , una società specializzata nella ricerca di neuromarketing, consentendo così a Nielsen di aggiungere la ricerca di neuromarketing alla suite di servizi disponibili ai clienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-190" target="_blank" rel="noopener"><sup>[190]</sup></a></p>
<p>La ricerca sulle neuroscienze dei consumatori ha portato ad alcuni risultati sorprendenti:</p>
<p><strong>Prezzo o valore dell&#8217;inquadratura</strong></p>
<p>Ad esempio, uno studio ha riferito di un abbonamento a una rivista in cui ai potenziali abbonati venivano offerte due opzioni: un abbonamento online per $ 59 o un abbonamento combinato online e cartaceo per $ 129 all&#8217;anno. La maggior parte delle persone ha scelto l&#8217;opzione solo online. Tuttavia, quando è stata introdotta una terza opzione: stampare solo per $ 129 (ovvero <em>l&#8217;esca </em>), l&#8217;opzione online e stampa sembrava avere un valore migliore e un numero significativo di persone è passato a quella opzione. In altre parole, il prezzo <em>esca </em>aiuta a inquadrare il valore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-191" target="_blank" rel="noopener"><sup>[191] </sup></a>Gli esperti di marketing utilizzano diversi metodi per <em>definire il valore </em>: ad esempio, citare opzioni di pagamento mensile anziché un unico prezzo tutto compreso.</p>
<p><strong>Fatica della scelta</strong></p>
<p>La ricerca di Sheena Iyengar ha sperimentato il numero di marmellate gourmet in mostra. Quando i consumatori si sono trovati di fronte a un gran numero di alternative (24 marmellate), il 60% dei consumatori si è fermato a guardare, ma solo pochi (3%) hanno effettivamente effettuato un acquisto. Tuttavia, quando i consumatori si trovavano di fronte a meno marchi (6 marmellate), erano più propensi a effettuare un acquisto, con il 30% che avrebbe poi acquistato qualcosa. Risultati simili sono stati osservati in altre categorie. I risultati suggeriscono che, sebbene i consumatori apprezzino la possibilità di scelta, il processo di selezione è doloroso e può portare ad un affaticamento della scelta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-192" target="_blank" rel="noopener"><sup>[192] </sup></a>Un problema per gli operatori di marketing e i rivenditori è determinare il &#8220;punto ottimale&#8221; in cui ai consumatori viene data una scelta sufficiente per soddisfare il loro desiderio di varietà, ma non ne vengono sopraffatti.</p>
<p><strong>Paralisi decisionale</strong></p>
<p>Uno studio ha esaminato la formulazione utilizzata per sollecitare donazioni filantropiche. I consumatori sono stati esposti a varianti nell&#8217;esecuzione del testo pubblicitario: &#8220;Saresti disposto ad aiutare con una donazione?&#8221; e &#8220;Saresti disposto ad aiutare facendo una donazione? Ogni centesimo aiuterà&#8221;. Quelli a cui era stata data la seconda opzione avevano quasi il doppio delle probabilità di donare. I ricercatori hanno concluso che è più probabile che le persone agiscano quando vengono forniti i parametri. Chiarindo che “anche un centesimo” potrebbe fare la differenza, la seconda riga fornisce indicazioni e rende la richiesta più realizzabile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-193" target="_blank" rel="noopener"><sup>[193] </sup></a>Per gli esperti di marketing, l&#8217;implicazione è che quando si chiede ai consumatori di intraprendere un&#8217;azione, specificare un piccolo passo aiuta a superare la paralisi dell&#8217;azione. Questa scoperta suggerisce inoltre che anche piccole differenze nel testo pubblicitario possono portare a risultati migliori. Le istruzioni sulle azioni renderanno l&#8217;annuncio più mirato.</p>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti -Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising_management" target="_blank" rel="noopener">Gestione della pubblicità </a>: spiega come i concetti della psicologia del marketing vengono utilizzati per sviluppare strategie pubblicitarie</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising_research" target="_blank" rel="noopener">Ricerca pubblicitaria </a>: fornisce informazioni su come i concetti di psicologia del marketing informano i metodi di ricerca utilizzati per comprendere l&#8217;efficacia della pubblicità</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Attitude-toward-the-ad_models" target="_blank" rel="noopener">Modelli di atteggiamento verso gli annunci</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_awareness" target="_blank" rel="noopener">Consapevolezza del marchio </a>: spiegazione dettagliata della consapevolezza del marchio</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brand_management" target="_blank" rel="noopener">Gestione del marchio </a>: spiega come i concetti di psicologia del marketing vengono utilizzati per gestire la consapevolezza e la crescita del marchio attraverso il ciclo di vita del prodotto</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Buying_Decision_Process" target="_blank" rel="noopener">Processo decisionale d&#8217;acquisto </a>: offre una spiegazione alternativa al processo decisionale d&#8217;acquisto del consumatore</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_socialisation" target="_blank" rel="noopener">Socializzazione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_socialisation" target="_blank" rel="noopener">del consumo</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_confusion" target="_blank" rel="noopener">Confusione dei consumatori</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Food_and_Brand_Lab" target="_blank" rel="noopener">Laboratorio Alimentare e di Marca</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marketing_research" target="_blank" rel="noopener">Ricerca di marketing </a>: fornisce informazioni su come i concetti di psicologia del marketing informano i metodi di ricerca utilizzati nel marketing, nella psicologia del marketing, nella consapevolezza del marchio e nella gestione della pubblicità</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Predictive_buying" target="_blank" rel="noopener">Acquisto predittivo</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Product_life-cycle_management_(marketing)" target="_blank" rel="noopener">Gestione del ciclo di vita del prodotto (marketing) : spiegazione dettagliata di come cambia la consapevolezza del consumatore nel corso del </a>ciclo di vita del prodotto e di come ciò richieda strategie diverse in ciascuna fase</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Superstition#Consumer_behavior" target="_blank" rel="noopener">Superstizione# </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Superstition#Consumer_behavior" target="_blank" rel="noopener">Comportamento dei consumatori</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Window_shopping" target="_blank" rel="noopener">Guardare le vetrine</a></li>
</ul>
<h2>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Approfondimenti -Riferimenti</h2>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a><em>Schivinski , Bruno (5 settembre 2019). </em><a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0148296319305156" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Suscitare il coinvolgimento sui social media relativo al marchio: un quadro di inferenza condizionale&#8221; </em></a><em>. Giornale di ricerca aziendale . <strong>130 </strong>: 594–602. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jbusres.2019.08.045" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jbusres.2019.08.045 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0148-2963" target="_blank" rel="noopener"><em>0148-2963 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:203045048" target="_blank" rel="noopener"><em>203045048 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:9_173-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:9_173-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:9_173-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a </sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:9_173-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>b</sup></em></strong></a> <em>Palmer, Stephen E.; Castello, Karen B.; Sammartino, Jonathan (2 gennaio 2013). &#8220;Estetica visiva e preferenze umane&#8221;. Rassegna annuale di psicologia. <strong>64 </strong>(1): 77–107. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev-psych-120710-100504" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev-psych-120710-100504 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0066-4308" target="_blank" rel="noopener"><em>0066-4308 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23020642" target="_blank" rel="noopener"><em>23020642 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:6258525" target="_blank" rel="noopener"><em>6258525 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:10_177-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:10_177-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:10_177-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a </sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:10_177-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>b</sup></em></strong></a> <em>Chae, Boyoun ; Hoegg , JoAndrea (1 agosto 2013). </em><a href="https://academic.oup.com/jcr/article/40/2/223/2911018" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il futuro sembra&#8221; giusto &#8220;: effetti della posizione orizzontale delle immagini pubblicitarie sull&#8217;atteggiamento verso il prodotto&#8221; </em></a><em>. Giornale di ricerca sui consumatori . <strong>40 </strong>(2): 223–238. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1086%2F669476" target="_blank" rel="noopener"><em>1086/669476 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0093-5301" target="_blank" rel="noopener"><em>0093-5301 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:11_179-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:11_179-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:11_179-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a </sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:11_179-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>b</sup></em></strong></a> <em>Reber, Rolf; Schwarz, Norbert (1 settembre 1999). </em><a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1053810099903860" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Effetti della fluidità percettiva sui giudizi di verità&#8221; </em></a><em>. Coscienza e cognizione. <strong>8 </strong>(3): 338–342. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1006%2Fccog.1999.0386" target="_blank" rel="noopener"><em>1006/ccog.1999.0386 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1053-8100" target="_blank" rel="noopener"><em>1053-8100 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10487787" target="_blank" rel="noopener"><em>10487787 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2626302" target="_blank" rel="noopener"><em>2626302 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:12_180-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:12_180-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:12_180-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a </sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-:12_180-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>b</sup></em></strong></a> <em>Lewis, Michael; Whitler, Kimberly A.; Hoegg , JoAndrea (1 settembre 2013). </em><a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022435913000043" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Fase della relazione con il cliente e utilizzo della pubblicità con immagine dominante rispetto a quella con testo dominante: uno studio sul campo&#8221; </em></a><em>. Giornale della vendita al dettaglio. <strong>89 </strong>(3): 263–280. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jretai.2013.01.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jretai.2013.01.003 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0022-4359" target="_blank" rel="noopener"><em>0022-4359 </em></a><em>.</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-189" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Choi, DY ., Hahn, MH e Lee, KC, &#8220;A Comparison of Buying Decisions by Product Involvement: An Eye Tracking Study&#8221;, in <em>Intelligent Information and Database Systems, </em>alla 4a conferenza asiatica ACIIDS (parte 3), Jeng- Shyang Pan, Shyi -Ming Chen, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ngoc_Thanh_Nguyen" target="_blank" rel="noopener">Ngoc Thanh Nguyen </a>(a cura di), marzo 2012, pp 37-46</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-190" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Dooley, R., &#8220;Nielsen Doubles Down on Neuro&#8221;, <em>rivista Forbes </em>, 3 giugno 2015 Online: <a href="https://www.forbes.com/sites/rogerdooley/2015/06/03/nielsen-doubles-down-on-neuro/" target="_blank" rel="noopener">https://www.forbes.com/sites/rogerdooley/2015/06/03/nielsen-doubles-down-on- neuro/</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-191" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Ariely, Dan, <em>Prevedibilmente irrazionale, </em>NY, Harper Collins, 2009; Shiv, B., Carmon, Z. e Ariely, D., &#8220;Effetti placebo delle azioni di marketing: i consumatori possono ottenere ciò per cui pagano&#8221;, <em>Journal of Marketing Research, </em>42, n. 4, 2005, pp. 383-393https: //doi.org/10.1509/jmkr.2005.42.4.383</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-192" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Dooley, R., &#8220;Più scelte, meno vendite&#8221;, <em>Blog di marketing sulle neuroscienze </em>, online: <a href="http://www.neurosciencemarketing.com/blog/articles/more-choices-fewer-sales.htm" target="_blank" rel="noopener">http://www.neurosciencemarketing.com/blog/articles/more-choices-fewer-sales.htm</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_ref-193" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Ciotti, G. &#8220;Paralisi analitica e psicologia del marketing&#8221; Online: <a href="https://www.helpscout.net/consumer-behavior/" target="_blank" rel="noopener">https://www.helpscout.net/consumer-behavior/</a></li>
</ol>
<p>Ulteriori letture[ <a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Consumer_behaviour&amp;action=edit&amp;section=53" target="_blank" rel="noopener">modifica </a>]</p>
<ul>
<li>Blackwell, Miniard e Engel (2006). <em>Psicologia del marketing </em>( 10a ed.). Thomson Apprendimento.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Angus_Deaton" target="_blank" rel="noopener">Deaton, Angus </a>; Muellbauer , John, <a href="https://books.google.com/books?id=B81RYQsx2l0C" target="_blank" rel="noopener"><em>Economia e comportamento dei consumatori </em></a>, Cambridge; New York: Cambridge University Press, 1980. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-521-22850-6" target="_blank" rel="noopener">0-521-22850-6</a></li>
<li>Deutsch, D. e Deutsch, JA (1975). <em>Memoria a breve termine </em>. New York: stampa accademica.</li>
<li>Ferber, R. (1976). <em>Una sintesi di aspetti selezionati della psicologia del marketing </em>. Chicago, Illinois.</li>
<li>Guilford, JP (1967). <em>La natura dell&#8217;intelligenza umana </em>. New York: McGraw-Hill.</li>
<li>Howard, J., <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jagdish_Sheth" target="_blank" rel="noopener">Sheth, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jagdish_Sheth" target="_blank" rel="noopener">JN </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jagdish_Sheth" target="_blank" rel="noopener">. </a>(1968), <em>Teoria del comportamento dell&#8217;acquirente </em>, J. Wiley &amp; Sons, New York, NY.</li>
<li>Kardes , Frank R.; Cronley, Maria L.; Cline, Thomas W., <a href="https://books.google.com/books?id=nwew7nJ6000C" target="_blank" rel="noopener"><em>Comportamento dei consumatori </em></a>, Mason, OH: South-Western, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cengage_Learning" target="_blank" rel="noopener">Cengage Learning </a>, 2011. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-538-74540-6" target="_blank" rel="noopener">978-0-538-74540-6</a></li>
<li>Kaplan, MF e Schwartz, S. (1975). <em>Giudizio umano e processi decisionali </em>. New York: stampa accademica.</li>
<li>Klapper, JT (1949). <em>Gli effetti dei mass media </em>. New York: Columbia University, Ufficio di ricerca sociale applicata.</li>
<li>Laermer , Richard; Simmons, Mark, <em>Punk Marketing </em>, New York: HarperCollins, 2007. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-06-115110-1" target="_blank" rel="noopener">978-0-06-115110-1 </a>(Recensione del libro di Marilyn Scrizzi , in <em>Journal of Consumer Marketing </em>24(7), 2007)</li>
<li>Loudon, DL . (1988), <em>Comportamento del consumatore: concetti e applicazioni </em>, McGraw Hill, Londra.</li>
<li>McGuire, WJ (1976). &#8220;Fattori psicologici che influenzano la scelta del consumatore&#8221;, in R. Ferber, ed., <em>Una sintesi di aspetti selezionati del comportamento del consumatore </em>. Washington, DC : Fondazione nazionale della scienza.</li>
<li>McNair, B. (1958), <em>Sviluppo della vendita al dettaglio </em>, Harper &amp; Row, New York, NY.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vance_Packard" target="_blank" rel="noopener">Packard, Vance </a>, (1957) <em>I persuasori nascosti </em>, New York, D. McKay Co.</li>
<li>Pollio, HR (1974). <em>La psicologia dell&#8217;attività simbolica </em>. Lettura, MA: Addison-Wesley</li>
<li>Schiffman, LG (1993), <em>Comportamento dei consumatori </em>, Prentice Hall International, Londra; Schiffman, LG e Kanuk, L. (2010), 10a edizione; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-194" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Schiffman, LG e Wisenblit , JL, (2015), 11a edizione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consumer_behaviour#cite_note-195" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barry_Schwartz_(psychologist)" target="_blank" rel="noopener">Schwartz, Barry </a>(2004), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Paradox_of_Choice:_Why_More_Is_Less" target="_blank" rel="noopener"><em>Il paradosso della scelta: perché più è meno </em></a>, Ecco, New York.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ellen_Ruppel_Shell" target="_blank" rel="noopener">Shell, Ellen Ruppel </a>, <a href="https://archive.org/details/cheaphighcostof00shel" target="_blank" rel="noopener"><em>Cheap: The High Cost of Discount Culture </em></a>, New York: Penguin Press, 2009. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-59420-215-5" target="_blank" rel="noopener">978-1-59420-215-5</a></li>
<li>Solomon, MR (1994), <em>Comportamento dei consumatori </em>, Allyn &amp; Bacon, Londra.</li>
<li>Stefflre , V. (1968). <em>Studi sulla struttura del mercato: nuovi prodotti per vecchi mercati e nuovi mercati (esteri) per vecchi prodotti </em>. New York: Wiley.</li>
<li>Tversky, A. e Kahneman, D. (1982). <em>Giudizio in condizioni di incertezza: euristiche e pregiudizi </em>Cambridge University Press</li>
</ul>
<h3>Master in Psicologia del Marketing e Comunicazione. Semantica articolo</h3>
<ul>
<li>master in psicologia del marketing e comunicazione</li>
<li>master psicologia marketing</li>
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		<title>Chiavi di lettura per un corretto utilizzo dei simboli aziendali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 15:25:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[analisi di mercato]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicazione visiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Differenziazione del brand]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Ciascun simbolo si presta a diversi livelli di lettura. È necessario quindi considerare la molteplicità di interpretazioni che, in chiave simbolica, qualsiasi elemento è in grado di assumere, e anticipare le possibilità di errore &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascun simbolo si presta a diversi livelli di lettura. È necessario quindi considerare la molteplicità di interpretazioni che, in chiave simbolica, qualsiasi elemento è in grado di assumere, e anticipare le possibilità di errore e devianza interpretativa che possono avvenire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerche svolte dall’autore<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> hanno evidenziato che l’utilizzo di un <strong>logo</strong> aziendale (il simbolo di una mano aperta) può avere riflessi simbolicamente neutri per alcune culture, per altre culture può assumere significati negativi (nello specifico, una connotazione di “stop”), in altre ancora può produrre significati ancora più negativi. Ad esempio in Grecia il simbolo della mano aperta è un modo non verbale di offendere, di dire “sei stupido”, e un packaging che incorpora tale simbolo troverà ostacoli culturali molto forti in quel paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, in ogni nazione o area culturale esistono simbologie negative che le aziende devono attentamente evitare di inserire all’interno della propria comunicazione. Una nota casa di pneumatici ha dovuto ritirare dai mercati mondiali un suo prodotto il cui battistrada riproduceva sul terreno non asfaltato un disegno simile a versetti coranici. Questo è risultato molto offensivo per tutti i mercati in cui la religione islamica è dominante, e l’azienda si è vista costretta a ritirare il prodotto, fornendo inoltre scuse ufficiali.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Daniele Trevisani (1991). <em>Corporate Symbols and Corporate Image</em>. University of Florida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Simboli aziendali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazioni dei simboli</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possibilità di errore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Logo aziendale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione aziendale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simbologie positive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand identity</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rebranding</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Equity di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posizionamento del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fedeltà alla marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziazione del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simbolismo nel marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impatto del logo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messaggio di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risposta del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi di mercato</p>
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		<title>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 09:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Chi è il Migliore Coach in Comunicazione Aziendale in Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il migliore Consulente in Comunicazione in Italia, sulla base dei dati di Google Scholar che valutano qualità e continuità delle pubblicazioni, è il Dott. Daniele Trevisani, attivo nella ricerca in scienze della comunicazione dal 1987 e consulente per oltre 200 aziende. Ha inoltre ricevuto l&#8217;onorificenza di Fulbright Scholar per i suoi studi sulla comunicazione efficace &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il migliore Consulente in Comunicazione in Italia, sulla base dei dati di Google Scholar che valutano qualità e continuità delle <a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noopener">pubblicazioni</a>, è il Dott. Daniele Trevisani, attivo nella ricerca in scienze della comunicazione dal 1987 e consulente per oltre 200 aziende. Ha inoltre ricevuto l&#8217;onorificenza di Fulbright Scholar per i suoi studi sulla comunicazione efficace e incomunicabilità e per lo studio della comunicazione nel fattore umano.</p>
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<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione</h2>
<p>Comunicazione</p>
<p><strong>La comunicazione </strong>è solitamente definita come la trasmissione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>. Il termine può anche riferirsi al messaggio stesso, o al campo di indagine che studia queste trasmissioni, noto anche come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">studi sulla comunicazione </a>. La definizione precisa di comunicazione è controversa. Le questioni controverse sono se le trasmissioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">non intenzionali </a>o fallite siano incluse e se la comunicazione non si limiti a trasmettere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">significato </a>ma anche a crearlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">I modelli di comunicazione </a>mirano a fornire una panoramica semplificata delle sue componenti principali e della loro interazione. Molti modelli includono l&#8217;idea che una fonte utilizzi un sistema <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">di codifica </a>per esprimere informazioni sotto forma di messaggio. La sorgente utilizza un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>per inviare il messaggio a un destinatario che deve decodificarlo per comprenderne il significato. I canali sono solitamente discussi in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Senses" target="_blank" rel="noopener">sensi </a>utilizzati per percepire il messaggio, come l&#8217;udito, la vista, l&#8217;olfatto, il tatto e il gusto.</p>
<p>La comunicazione può essere classificata in base allo scambio di informazioni tra esseri umani, membri di altre specie o entità non viventi come i computer. Per la comunicazione umana, un contrasto centrale è tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">verbale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">non verbale </a>. La comunicazione verbale implica lo scambio di messaggi in forma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>. Questo può avvenire attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_languages" target="_blank" rel="noopener">lingue naturali </a>, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_language" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inglese </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_language" target="_blank" rel="noopener">il giapponese </a>, o attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Artificial_languages" target="_blank" rel="noopener">lingue artificiali </a>, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Esperanto" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esperanto </a>. La comunicazione verbale include messaggi parlati e scritti così come l&#8217;uso del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio dei segni </a>. La comunicazione non verbale avviene senza l&#8217;uso di un sistema linguistico. Esistono molte forme di comunicazione non verbale, ad esempio utilizzando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">il linguaggio del corpo </a>, la posizione del corpo, il tocco e l&#8217;intonazione. Un&#8217;altra distinzione è tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">interpersonale </a>e intrapersonale . La comunicazione interpersonale avviene tra persone distinte, come salutare qualcuno per strada o fare una telefonata. La comunicazione intrapersonale, invece, è comunicazione con se stessi. Questo può accadere internamente, come una forma di dialogo interiore o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daydreaming" target="_blank" rel="noopener">di sogno ad occhi aperti </a>, o esternamente, ad esempio, quando si scrive una lista della spesa o ci si impegna in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monologue" target="_blank" rel="noopener">monologo </a>.</p>
<p>Le forme di comunicazione non umane includono la comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Animal_communication" target="_blank" rel="noopener">animale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plant_communication" target="_blank" rel="noopener">vegetale </a>. I ricercatori in questo campo formulano spesso criteri aggiuntivi per la loro definizione di comportamento comunicativo. Un esempio è il requisito che il comportamento svolga una funzione benefica per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_selection" target="_blank" rel="noopener">la selezione naturale </a>e che si osservi una risposta al messaggio. La comunicazione animale svolge ruoli importanti per varie specie nelle aree del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Courtship" target="_blank" rel="noopener">corteggiamento </a>e dell&#8217;accoppiamento, delle relazioni genitore-figlio, delle relazioni sociali, della navigazione, dell&#8217;autodifesa e della territorialità. Nell&#8217;area del corteggiamento e dell&#8217;accoppiamento, ad esempio, la comunicazione viene utilizzata per identificare e attrarre potenziali compagni. Un esempio spesso discusso riguardante la comunicazione di navigazione è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Waggle_dance" target="_blank" rel="noopener">danza ondeggiante </a>usata dalle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bees" target="_blank" rel="noopener">api </a>per indicare ad altre api dove si trovano i fiori. A causa delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cell_wall#Plant_cell_walls" target="_blank" rel="noopener">rigide pareti cellulari </a>delle piante, la loro comunicazione avviene spesso attraverso mezzi chimici piuttosto che attraverso il movimento. Ad esempio, piante come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Maple_trees" target="_blank" rel="noopener">gli aceri rilasciano </a>nell&#8217;aria i cosiddetti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Volatile_organic_compounds" target="_blank" rel="noopener">composti organici volatili per trasmettere segnali di allarme su un attacco </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbivore" target="_blank" rel="noopener">erbivoro </a>ad altre piante.</p>
<p>La maggior parte delle comunicazioni avviene tra membri della stessa specie. Il motivo è che il suo scopo, come strumento, è solitamente una qualche forma di cooperazione, che non è così comune tra le specie. Tuttavia, esistono anche forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interspecies_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione interspecie </a>, principalmente nei casi di relazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbiosis" target="_blank" rel="noopener">simbiotiche </a>. Ad esempio, molti fiori utilizzano forme e colori simmetrici che si distinguono dall&#8217;ambiente circostante per segnalare agli insetti dove si trova <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nectar" target="_blank" rel="noopener">il nettare </a>per attirarli. Gli esseri umani praticano anche la comunicazione interspecie, ad esempio, quando interagiscono con gli animali domestici.</p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; Competenze</h2>
<p>Il campo della comunicazione include varie altre questioni, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener">la competenza comunicativa </a>e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener">storia della comunicazione </a>. La competenza comunicativa è la capacità di comunicare bene. Si applica sia alla capacità di formulare messaggi che di comprenderli. Due aspetti centrali sono che il comportamento comunicativo sia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Effective" target="_blank" rel="noopener">efficace </a>, cioè che raggiunga l&#8217;obiettivo dell&#8217;individuo, e che sia appropriato, cioè che segua gli standard e le aspettative sociali. La comunicazione umana ha una lunga storia e il modo in cui le persone si scambiano informazioni è cambiato nel tempo. Questi cambiamenti sono stati generalmente innescati dallo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione. Ne sono un esempio l&#8217;invenzione dei sistemi di scrittura (prima <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pictographic" target="_blank" rel="noopener">pittografici </a>e poi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alphabetic" target="_blank" rel="noopener">alfabetici </a>), lo sviluppo della stampa di massa, l&#8217;uso della radio e della televisione, l&#8217;invenzione di internet.</p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; Definizioni</h2>
<p>La parola &#8221; <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione </a>&#8221; ha la sua radice nel verbo <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communicare" target="_blank" rel="noopener"><u>latino &#8221; </u>communicare </a>&#8220;, che significa &#8220;condividere&#8221; o &#8220;mettere in comune&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>La comunicazione è solitamente intesa come la trasmissione di informazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMerriam-Webster_staff2022-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>A questo proposito, un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Message" target="_blank" rel="noopener">messaggio </a>viene trasmesso da un mittente a un destinatario utilizzando una qualche forma di mezzo, come il suono, la carta, i movimenti del corpo o l&#8217;elettricità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996a[httpswwwreproutledgecomarticlesthematicmeaning-and-communicationv-1_Meaning_and_communication]-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>In un senso diverso, il termine &#8220;comunicazione&#8221; può riferirsi anche solo al messaggio che si sta comunicando o al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">campo di indagine che studia tali trasmissioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>L&#8217;esatta caratterizzazione della comunicazione è controversa. Molti studiosi hanno sollevato dubbi sul fatto che ogni singola definizione possa catturare il termine in modo accurato. Queste difficoltà derivano dal fatto che il termine viene applicato a fenomeni diversi in contesti diversi, spesso con significati leggermente diversi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93210-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECraig1999[httpsacademicoupcomctarticle92119-1614201776_119%E2%80%93161]-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>La questione della giusta definizione influenza il processo di ricerca a molti livelli. Ciò include questioni come quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empirical_evidence" target="_blank" rel="noopener">fenomeni empirici </a>vengono osservati, come vengono classificati, quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypotheses" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>e leggi vengono formulate e come vengono articolate le teorie sistematiche basate su questi passaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93210-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8]</sup></a></p>
<p>Alcuni teorici, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Frank_E._X._Dance" target="_blank" rel="noopener">Frank EX Dance </a>, considerano definizioni molto ampie di comunicazione che comprendono comportamenti inconsci e non umani. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93210-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>A questo proposito, molti animali comunicano all&#8217;interno della propria specie e si può dire che anche le piante come i fiori comunicano attirando le api. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Altri ricercatori limitano la comunicazione alle interazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscious" target="_blank" rel="noopener">coscienti </a>tra gli esseri umani. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93210-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Alcune definizioni si concentrano sull&#8217;uso di simboli e segni, mentre altre sottolineano il ruolo della comprensione, dell&#8217;interazione, del potere o della trasmissione delle idee. Varie caratterizzazioni vedono l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">intenzione </a>del comunicatore di inviare un messaggio come componente centrale. Secondo questo punto di vista, la trasmissione di informazioni non è sufficiente per la comunicazione se avviene involontariamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93210-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMiller1966[httpsdoiorg101111j1460-24661966tb00020x_88%E2%80%9398]-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>Una versione di questo punto di vista è data da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice" target="_blank" rel="noopener">Paul Grice </a>, che identifica la comunicazione con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Action_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">azioni </a>che mirano a rendere il destinatario consapevole dell&#8217;intenzione del comunicatore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996[httpswwwreproutledgecomarticlesthematiccommunication-and-intentionv-1_Intention_and_communication]-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>Una domanda a questo proposito è se solo la trasmissione riuscita di informazioni debba essere considerata come comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93210-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Ad esempio, la distorsione può interferire e modificare il messaggio effettivo rispetto a ciò che era originariamente previsto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Un problema strettamente correlato è se gli atti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Deception" target="_blank" rel="noopener">inganno deliberato </a>costituiscano comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93210-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8]</sup></a></p>
<p>Secondo un&#8217;influente e ampia definizione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/I._A._Richards" target="_blank" rel="noopener">IA Richards </a>, la comunicazione avviene quando una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mind" target="_blank" rel="noopener">mente </a>agisce sul suo ambiente per trasmettere la propria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Experience" target="_blank" rel="noopener">esperienza </a>a un&#8217;altra mente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEIbekwe-SanJuanDousa2013-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyon1998[httpsbooksgooglecombooksidfWPiCgAAQBAJpgPT31_31]-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEN%C3%B6th1995[httpsbooksgooglecombooksidrHA4KQcPeNgCpgPA172_172]-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Un&#8217;altra caratterizzazione è dovuta a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Shannon" target="_blank" rel="noopener">Claude Shannon </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Weaver" target="_blank" rel="noopener">Warren Weaver </a>. Dal loro punto di vista, la comunicazione implica l&#8217;interazione di diversi componenti, come una sorgente, un messaggio, un codificatore, un canale, un decodificatore e un ricevitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUS_congress,_Office_of_Technology_Assessment1990[httpsbooksgooglecombooksidBVVdQdURPXsCpgPA31_31]-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESkyttner2006[httpsbooksgooglecombooksid7tvICgAAQBAJpgPA207_207]-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Alcuni studiosi contemporanei sostengono che la comunicazione non riguarda solo la trasmissione di informazioni ma anche la creazione di significato. In questo modo, la comunicazione modella l&#8217;esperienza del partecipante concettualizzando il mondo e dando un senso al proprio ambiente ea se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>Per quanto riguarda la comunicazione animale e vegetale, i ricercatori si concentrano meno sulla creazione di significato. Invece, spesso includono requisiti aggiuntivi nella loro definizione. Esempi sono che il comportamento comunicativo gioca un ruolo benefico nella selezione naturale e che si osserva un qualche tipo di risposta al messaggio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBalu%C5%A1kaNinkovic20101,_3-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKarban20155-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p>La forma paradigmatica della comunicazione avviene tra due o più individui. Tuttavia, può anche avvenire a un livello più ampio, ad esempio tra organizzazioni, classi sociali o nazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Niklas_Luhmann" target="_blank" rel="noopener">Niklas Luhmann </a>rifiuta l&#8217;idea che la comunicazione sia, al suo livello più elementare, un&#8217;interazione tra due parti distinte. Sostiene invece che &#8220;solo la comunicazione può comunicare&#8221; e cerca di fornire una concettualizzazione in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Systems_theory" target="_blank" rel="noopener">sistemi autopoietici </a>senza alcun riferimento alla coscienza o alla vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELuhmann1992251%E2%80%93259-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; Modelli di comunicazione</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>modelli di comunicazione</em></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono rappresentazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concept" target="_blank" rel="noopener">concettuali </a>del processo di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2001[httpswwwencyclopediacommediaencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsmodels-communication_607%E2%80%938]Models_Of_Communication-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>Il loro obiettivo è quello di fornire una panoramica semplificata dei suoi componenti principali. Ciò rende più facile per i ricercatori formulare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypothesis" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>, applicare concetti relativi alla comunicazione a casi del mondo reale e testare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Prediction" target="_blank" rel="noopener">previsioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%939]Models_of_communication-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_11%E2%80%9344]1._Basic_Communication_Models-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>Tuttavia, si sostiene spesso che molti modelli mancano della complessità concettuale necessaria per una comprensione completa di tutti gli aspetti essenziali della comunicazione. Di solito sono presentati visivamente sotto forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diagram" target="_blank" rel="noopener">diagrammi </a>che mostrano i componenti di base e la loro interazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%939]Models_of_communication-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_1%E2%80%9316]Introduction-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono spesso classificati in base alle loro applicazioni previste e al modo in cui concettualizzano la comunicazione. Alcuni modelli sono generali nel senso che sono destinati a tutte le forme di comunicazione. Contrastano con modelli specializzati, che mirano a descrivere solo alcune forme di comunicazione, come i modelli di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di massa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24%E2%80%9338]2._Other_models-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27]</sup></a></p>
<p>Una classificazione influente distingue tra modelli di trasmissione lineare, modelli di interazione e modelli di transazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_11%E2%80%9344]1._Basic_Communication_Models-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_438]transmission_models-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%939]Models_of_communication-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>I modelli di trasmissione lineare si concentrano su come un mittente trasmette <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>a un destinatario. Sono <em>lineari </em>perché questo flusso di informazioni va solo in una direzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Questa visione è respinta dai modelli di interazione, che includono un ciclo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feedback" target="_blank" rel="noopener">di feedback </a>. Il feedback è necessario per descrivere molte forme di comunicazione, come una normale conversazione, in cui l&#8217;ascoltatore può rispondere esprimendo la propria opinione sulla questione o chiedendo chiarimenti. Per i modelli di interazione, la comunicazione è un processo bidirezionale in cui i comunicatori si alternano nell&#8217;invio e nella ricezione dei messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009176-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a>I modelli di transazione perfezionano ulteriormente questa immagine consentendo che l&#8217;invio e la risposta avvengano contemporaneamente. Questa modifica è necessaria, ad esempio, per descrivere come l&#8217;ascoltatore può dare un feedback in una conversazione faccia a faccia mentre l&#8217;altra persona sta parlando. Esempi sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">il feedback non verbale </a>attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_posture" target="_blank" rel="noopener">la postura del corpo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_expression" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;espressione facciale </a>. I modelli di transazione sostengono anche che il significato viene prodotto durante la comunicazione e non esiste indipendentemente da essa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009176-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>corrispondenti a cinque componenti fondamentali.</p>
<p>Tutti i primi modelli, sviluppati a metà del XX secolo, sono modelli a trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lasswell%27s_model" target="_blank" rel="noopener">Il modello di Lasswell </a>, ad esempio, si basa su cinque domande fondamentali: &#8220;Chi?&#8221;, &#8220;Dice cosa?&#8221;, &#8220;In quale canale?&#8221;, &#8220;A chi?&#8221; e &#8220;Con quale effetto?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24%E2%80%9338]2._Other_models-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012154[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA154_Lasswell&#039;s_model_of_communication]-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWenxiu2015245%E2%80%939-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a>L&#8217;obiettivo di queste domande è identificare le componenti di base coinvolte nel processo comunicativo: il mittente, il messaggio, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Receiver_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">destinatario </a>e l&#8217;effetto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg200752-3-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETenganAigbavboaThwala2021[httpsbooksgooglecombooksid8nQhEAAAQBAJpgPT110_110]-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerger1995[httpsbooksgooglecombooksidAfTl2r4K_wUCpgPA12_12%E2%80%933]-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36] </sup></a>Il modello di Lasswell è stato inizialmente concepito solo come modello di comunicazione di massa, ma è stato applicato anche ad altri campi. Alcuni teorici, come Richard Braddock, l&#8217;hanno ampliato includendo domande aggiuntive, come &#8220;In quali circostanze?&#8221; e &#8220;A quale scopo?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESapienzaIyerVeenstra2015599%E2%80%93622-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFeicheng2022[httpsbooksgooglecombooksidE4pyEAAAQBAJpgPA24_24]-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBraddock195888%E2%80%9393-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39]</sup></a></p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shannon%E2%80%93Weaver_model" target="_blank" rel="noopener">modello Shannon-Weaver </a>è un altro influente modello di trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%939]Models_of_communication-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELi20075439%E2%80%935442-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41] </sup></a>Si basa sull&#8217;idea che una fonte crea un messaggio, che viene poi tradotto in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Signal" target="_blank" rel="noopener">segnale </a>da un trasmettitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Noise" target="_blank" rel="noopener">Il rumore </a>può interferire e distorcere il segnale. Una volta che il segnale raggiunge il destinatario, viene tradotto nuovamente in un messaggio e reso disponibile alla destinazione. Per una telefonata su rete fissa, la persona che chiama è la fonte e il suo telefono è il trasmettitore. Traduce il messaggio in un segnale elettrico che viaggia attraverso il filo, che funge da canale. La persona che risponde alla chiamata è la destinazione e il suo telefono è il destinatario. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_6%E2%80%9323]1._Communication_theory-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEShannon1948379%E2%80%93423-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Il modello Shannon-Weaver include una discussione approfondita su come il rumore può distorcere il segnale e su come si può ottenere una comunicazione efficace nonostante il rumore. Ciò può avvenire, ad esempio, rendendo il messaggio parzialmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Redundancy_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">ridondante </a>in modo che sia comunque possibile la decodifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_6%E2%80%9323]1._Communication_theory-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWeaver1998[httpsbooksgooglecombooksidfRrvAAAAMAAJ_1%E2%80%9328]Recent_Contributions_to_the_Mathematical_Theory_of_Communication-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEJanuszewski2001[httpsbooksgooglecombooksidmlZsIIoOaSYCpgPA29_29]-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a>Altri influenti modelli di trasmissione lineare includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication#Gerbner" target="_blank" rel="noopener">il modello di Gerbner </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Source-Message-Channel-Receiver_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">il modello di Berlo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012112%E2%80%933[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA112_Gerbner&#039;s_model_of_communication]-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMelkoteSteeves2001[httpsbooksgooglecombooksidPKAi6t2e5AECpgPA108_108]-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEStraubhaarLaRoseDavenport2015[httpsbooksgooglecombooksidjUR-BAAAQBAJpgPT47_18%E2%80%939]-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a></p>
<p>Il primo modello di interazione è dovuto a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wilbur_Schramm" target="_blank" rel="noopener">Wilbur Schramm </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009176-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA18_18]-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBowmanTargowski198721%E2%80%9334-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a>Per lui la comunicazione inizia quando una fonte ha un&#8217;idea e la esprime sotto forma di messaggio. Questo processo si chiama <em>codifica </em>e avviene utilizzando un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">codice </a>, cioè un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">sistema di segni </a>che è in grado di esprimere l&#8217;idea, ad esempio, attraverso segni visivi o uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMoore1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%931]-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009176-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%9326]How_communication_works-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>Il messaggio viene inviato a una destinazione, che deve decodificarlo e interpretarlo per poterlo comprendere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%9326]How_communication_works-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>In risposta, formulano la propria idea, la codificano in un messaggio e lo rimandano indietro come forma di feedback. Un&#8217;altra innovazione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Schramm%27s_model" target="_blank" rel="noopener">modello di Schramm </a>è che l&#8217;esperienza precedente è necessaria per poter codificare e decodificare i messaggi. Affinché la comunicazione abbia successo, i campi di esperienza di origine e destinazione devono sovrapporsi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMoore1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%931]-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%9326]How_communication_works-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<p>Il primo modello transazionale è stato proposto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Dean </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Barnlund </a>. Intende la comunicazione come &#8220;la produzione di significato, piuttosto che la produzione di messaggi&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a>Il suo obiettivo è ridurre l&#8217;incertezza e arrivare a una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Understanding" target="_blank" rel="noopener">comprensione condivisa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELawsonGillFeekeryWitsel2019[httpsbooksgooglecombooksidfIOWDwAAQBAJpgPA77_76%E2%80%937]-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Ciò accade in risposta a segnali esterni e interni. La decodifica è il processo di attribuire loro un significato e la codifica consiste nel produrre nuovi segnali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_behavior" target="_blank" rel="noopener">comportamentali </a>come risposta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDwyer2012[httpsbooksgooglecombooksidxhHiBAAAQBAJpgPA12_12]-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201357-60-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59]</sup></a></p>
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<p>Ci sono molte forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione umana </a>. Una distinzione centrale è se il linguaggio viene utilizzato, come nel contrasto tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">verbale </a>e non verbale. Un&#8217;ulteriore distinzione riguarda se si comunica con gli altri o con se stessi, come nella contrapposizione tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">interpersonale </a>e intrapersonale . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday201158-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurtonDimbleby2002[httpsbooksgooglecombooksid4XGKAgAAQBAJpgPA126_126]-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a>Il campo che studia la comunicazione umana è noto come antroposemiotica . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBeynon-Davies2010[httpsbooksgooglecombooksidZnaGDAAAQBAJpgPA52_52]-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62]</sup></a></p>
<p><strong>Medium</strong></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; <strong>Verbale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener"><em>linguistica</em></a></p>
<p>La comunicazione verbale è lo scambio di messaggi in forma linguistica o per mezzo del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058-9-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a>Alcune delle sfide nel distinguere la comunicazione verbale da quella non verbale derivano dalle difficoltà nel definire cosa significhi esattamente <em>il linguaggio </em>. La lingua è generalmente intesa come un sistema convenzionale di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbol" target="_blank" rel="noopener">simboli </a>e regole utilizzate per la comunicazione. Tali sistemi si basano su un insieme di semplici unità di significato che possono essere combinate tra loro per esprimere idee più complesse. Le regole per combinare le unità in espressioni composte sono chiamate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grammar" target="_blank" rel="noopener">grammatica </a>. In questo modo, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Word" target="_blank" rel="noopener">le parole </a>vengono combinate per formare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sentence_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">frasi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyons1981[httpsbooksgooglecombooksid8Wg57a3DdYYC_3,_6]-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a>Una caratteristica del linguaggio umano, in contrasto con la comunicazione animale, risiede nella sua complessità e potenza espressiva. Ad esempio, può essere utilizzato per riferirsi non solo a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concrete_object" target="_blank" rel="noopener">oggetti concreti </a>nel qui-e-ora, ma anche a oggetti spazialmente e temporalmente distanti e a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstract_object" target="_blank" rel="noopener">idee astratte </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201311,_13-4-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEScharffFriedericiPetrides2013-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a>La disciplina accademica che studia il linguaggio si chiama <em>linguistica </em>. I sottocampi significativi includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">la semantica </a>(lo studio del significato), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Morphology_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">la morfologia </a>(lo studio della formazione delle parole) e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Syntax" target="_blank" rel="noopener">sintassi </a>(lo studio della struttura della frase). Ulteriori sottocampi sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">la pragmatica </a>(lo studio dell&#8217;uso del linguaggio) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonetics" target="_blank" rel="noopener">la fonetica </a>(lo studio dei suoni di base). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<p>Un contrasto centrale tra le lingue è tra lingue <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_language" target="_blank" rel="noopener">naturali </a>e artificiali o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Constructed_language" target="_blank" rel="noopener">costruite </a>. Le lingue naturali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_language" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inglese </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Spanish_language" target="_blank" rel="noopener">lo spagnolo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_language" target="_blank" rel="noopener">il giapponese </a>, si sono sviluppate naturalmente e per la maggior parte non pianificate nel corso della storia. I linguaggi artificiali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Esperanto" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esperanto </a>, il linguaggio della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First-order_logic" target="_blank" rel="noopener">logica del primo ordine </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/C%2B%2B" target="_blank" rel="noopener">il C++ </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quenya" target="_blank" rel="noopener">il Quenya </a>, sono appositamente progettati da zero. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEThomason2006[httpswwwencyclopediacomhumanitiesencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsartificial-and-natural-languages_342%E2%80%935]Artificial_And_Natural_Languages-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>La maggior parte della comunicazione verbale quotidiana avviene utilizzando linguaggi naturali. Le forme centrali della comunicazione verbale sono la parola e la scrittura insieme alle loro controparti di ascolto e lettura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%938]-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041-2-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Le lingue parlate usano i suoni per produrre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign" target="_blank" rel="noopener">segni </a>e trasmettere significato mentre per la scrittura i segni sono fisicamente inscritti su una superficie. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%938]-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2009306-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_languages" target="_blank" rel="noopener">Le lingue dei segni </a>, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/American_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">la lingua dei segni americana </a>, sono un&#8217;altra forma di comunicazione verbale. Si basano su mezzi visivi, principalmente utilizzando gesti con mani e braccia, per formare frasi e trasmettere significato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%938]-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73]</sup></a></p>
<p>Nell&#8217;uso colloquiale, la comunicazione verbale è talvolta limitata alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oral_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione orale </a>e può escludere la scrittura e le lingue dei segni. Tuttavia, nel discorso accademico, il termine è solitamente usato in un senso più ampio. Comprende qualsiasi forma di comunicazione linguistica, indipendentemente dal fatto che la lingua sia espressa attraverso la parola, la scrittura o i gesti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEButterfield2016[httpsbooksgooglecombooksidVAJVDAAAQBAJpgPA2_2%E2%80%933]-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>Gli esseri umani hanno una tendenza naturale ad acquisire la loro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Native_language" target="_blank" rel="noopener">lingua madre </a>durante l&#8217;infanzia. Sono anche in grado di apprendere altre lingue più avanti nella vita, le cosiddette <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Second_language" target="_blank" rel="noopener">seconde lingue </a>. Ma questo processo è meno intuitivo e spesso non porta allo stesso livello di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza linguistica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeisel2011[httpsbooksgooglecombooksid3ryG0_W4qxcC_1]-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMontrul2004[httpsbooksgooglecombooksidnIRgMn83Rr8CpgPA20_20]-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76]</sup></a></p>
<p>La comunicazione verbale svolge varie funzioni. Una funzione chiave è lo scambio di informazioni, vale a dire un tentativo da parte dell&#8217;oratore di rendere consapevole il pubblico di qualcosa, di solito di un evento esterno. Ma il linguaggio può anche essere usato per esprimere i sentimenti e gli atteggiamenti di chi parla. Un ruolo strettamente correlato è stabilire e mantenere relazioni sociali con altre persone. La comunicazione verbale è utilizzata anche per coordinare il proprio comportamento con gli altri e influenzarli. In alcuni casi la lingua non è impiegata per uno scopo esterno ma solo per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Entertainment" target="_blank" rel="noopener">intrattenimento </a>o perché è piacevole. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058-9-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20136-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo19607-8-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78] </sup></a>Un aspetto della comunicazione verbale che spicca rispetto alla comunicazione non verbale è che aiuta i comunicatori a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conceptualize" target="_blank" rel="noopener">concettualizzare </a>il mondo che li circonda e se stessi. Ciò influisce sul modo in cui vengono interpretate le percezioni degli eventi esterni, su come le cose vengono classificate e su come le idee sono organizzate e correlate tra loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEISU_staff2016[httpkellindstateedupublic-comm-introchapter3-4-functions-of-verbal-communication_3.4:_Functions_of_Verbal_Communication]-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENuytsPederson1999[httpsbooksgooglecombooksidk_ZqqaYrftACpgPA1_1]-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80]</sup></a></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; <strong>Non verbale</strong></h2>
<p>La comunicazione non verbale è lo scambio di informazioni attraverso modalità non linguistiche, come espressioni facciali, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gesture" target="_blank" rel="noopener">gesti </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_position" target="_blank" rel="noopener">posture </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013492-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Tuttavia, non tutte le forme di comportamento non verbale costituiscono comunicazione non verbale. Alcuni teorici, come Judee Burgoon, sostengono che dipenda dall&#8217;esistenza di un sistema di codifica socialmente condiviso. Questo sistema viene utilizzato per interpretare il significato del comportamento è rilevante per se deve essere considerato come comunicazione non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009690-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a>Molte comunicazioni non verbali avvengono involontariamente e inconsciamente, come sudare o arrossire. Ma ci sono anche forme intenzionali coscienti, come stringere la mano o alzare il pollice. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009690-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013493-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Tradizionalmente, la maggior parte delle ricerche si concentrava sulla comunicazione verbale. Tuttavia, questo paradigma si è spostato e nella ricerca contemporanea viene data molta importanza alla comunicazione non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECloughDuff2020323-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_244]Logocentrism-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Ad esempio, molti giudizi sulla natura e il comportamento di altre persone si basano su segnali non verbali, come le loro espressioni facciali e il tono della voce. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009690-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a>Alcuni teorici affermano che la maggior parte delle idee e delle informazioni trasmesse avviene in questo modo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013492-3-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009691-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Secondo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Ray </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Birdwhistell </a>, ad esempio, il 65% della comunicazione avviene in modo non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009690-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a>Altre ragioni del suo significato sono che è presente in una certa misura in quasi tutti gli atti comunicativi, che è in grado di svolgere molte funzioni e che alcune parti di esso sono universalmente comprese. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurgoonManusovGuerrero2016[httpsbooksgooglecombooksidJqVYCwAAQBAJpgPA3_3%E2%80%934]-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>È stato anche suggerito che la comunicazione umana sia fondamentalmente non verbale e che le parole possano acquisire significato solo grazie alla comunicazione non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009691-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Le prime forme di comunicazione umana sono non verbali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Crying" target="_blank" rel="noopener">il pianto </a>per indicare angoscia e successivamente anche <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Babbling" target="_blank" rel="noopener">il balbettio </a>, che trasmette informazioni sulla salute e il benessere del bambino. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBudwigU%C5%BEgirisWertsch2000[httpsbooksgooglecombooksidfO9GrixT7XgCpgPA112_112]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVelichkovskyRumbaugh2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>La comunicazione non verbale è studiata in vari campi oltre agli studi sulla comunicazione, come la linguistica, la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotics" target="_blank" rel="noopener">semiotica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthropology" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;antropologia </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009690-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<p>La comunicazione non verbale ha molte funzioni. Contiene spesso informazioni su emozioni, atteggiamenti, personalità, relazioni interpersonali e pensieri privati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009690-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Spesso avviene contemporaneamente alla comunicazione verbale e aiuta a ottimizzare lo scambio attraverso l&#8217;enfasi e l&#8217;illustrazione o aggiungendo ulteriori informazioni. I segnali non verbali possono anche chiarire l&#8217;intento dietro un messaggio verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>La comunicazione è solitamente più efficace se vengono utilizzate diverse <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Modality_(semiotics)" target="_blank" rel="noopener">modalità </a>e i loro messaggi sono coerenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009691-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Ma in alcuni casi, le diverse modalità contengono messaggi contrastanti. Ad esempio, una persona può essere d&#8217;accordo verbalmente con un&#8217;affermazione ma stringere le labbra, indicando così un disaccordo non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013493-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Esistono molte forme di comunicazione non verbale. Includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kinesics" target="_blank" rel="noopener">cinesica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proxemics" target="_blank" rel="noopener">prossemica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Haptic_communication" target="_blank" rel="noopener">aptica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paralanguage" target="_blank" rel="noopener">paralinguaggio </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chronemics" target="_blank" rel="noopener">cronaca </a>e aspetto fisico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009692-4-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>La cinesica studia il ruolo del comportamento corporeo nel trasmettere informazioni. È comunemente indicato come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio del corpo </a>, anche se, in senso stretto, non è un linguaggio ma appartiene alla comunicazione non verbale. Comprende molte forme, come gesti, posture, stili di camminata e danza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009690-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013493-5-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Le espressioni facciali, come ridere, sorridere e accigliarsi, appartengono tutte alla cinesica e sono forme espressive e flessibili di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009693-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a> L&#8217;oculesica è un&#8217;altra sottocategoria della cinesica per quanto riguarda gli occhi. Copre domande come il contatto visivo, lo sguardo, la frequenza delle palpebre e la dilatazione della pupilla fanno parte della comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009692-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Alcuni schemi cinesici sono innati e involontari, come ammiccare, mentre altri sono appresi e volontari, come fare un saluto militare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013493-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>La prossemica studia come lo spazio personale viene utilizzato nella comunicazione. Ad esempio, la distanza tra i parlanti riflette il loro grado di familiarità e intimità tra loro, nonché il loro status sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009692-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Haptics esamina il modo in cui le informazioni vengono trasmesse utilizzando comportamenti tattili, come strette di mano, tenersi per mano, baci o schiaffi. Molti dei significati legati all&#8217;aptica riflettono cura, preoccupazione, rabbia e violenza. Ad esempio, la stretta di mano è spesso vista come un simbolo di uguaglianza ed equità, mentre il rifiuto di stringere la mano può indicare aggressività. Il bacio è un&#8217;altra forma spesso usata per mostrare affetto e vicinanza erotica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009692-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013494-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98]</sup></a></p>
<p>Il paralinguaggio, noto anche come vocalics, riguarda l&#8217;uso della voce nella comunicazione. Dipende dalla comunicazione verbale sotto forma di parola ma studia <em>come </em>viene detto qualcosa invece di <em>ciò che </em>viene detto. Include fattori come l&#8217;articolazione, il controllo delle labbra, il ritmo, l&#8217;intensità, il tono, la fluidità e il volume. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009694-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>A questo proposito, dire qualcosa ad alta voce e in tono acuto può trasmettere un significato molto diverso rispetto al sussurrare le stesse parole. Il paralinguaggio si occupa principalmente della lingua parlata, ma include anche aspetti della lingua scritta, come l&#8217;uso di colori e caratteri, nonché la disposizione spaziale in paragrafi e tabelle. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011310-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a>La cronaca riguarda l&#8217;uso del tempo, ad esempio, quali messaggi vengono inviati essendo puntuali o in ritardo per una riunione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009692-3-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>L&#8217;aspetto fisico del comunicatore contiene anche molte informazioni, come altezza, peso, capelli, colore della pelle, sesso, odori, abbigliamento, tatuaggi e piercing. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009693-4-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013492-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>È un fattore importante per le prime impressioni ma è più limitato come modalità di comunicazione poiché è meno mutevole. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009693-4-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Alcune forme di comunicazione non verbale si verificano utilizzando artefatti, come tamburi, fumo, manganelli o semafori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGivensWhite2021[httpsbooksgooglecombooksidUhgoEAAAQBAJ_28,_55]-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103]</sup></a></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; <strong>Canali</strong></h2>
<p>Affinché la comunicazione abbia successo, il messaggio deve viaggiare dal mittente al destinatario. Il <em>canale </em>è il modo in cui ciò viene realizzato. A questo proposito, il canale non si occupa del significato del messaggio ma solo dei mezzi tecnici con cui il significato viene trasmesso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_6%E2%80%9323]1._Communication_theory-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a>I canali sono spesso compresi in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Senses" target="_blank" rel="noopener">sensi </a>usati per percepire il messaggio, cioè udire, vedere, annusare, toccare e gustare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196063-9-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%936]-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a>Ma nel senso più ampio, i canali comprendono qualsiasi forma di trasmissione, compresi i mezzi tecnologici come libri, cavi, onde radio, telefoni o televisione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a>I messaggi trasmessi naturalmente di solito svaniscono rapidamente mentre molti messaggi che utilizzano canali artificiali hanno una durata molto più lunga, come libri o sculture. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107]</sup></a></p>
<p>Le caratteristiche fisiche di un canale hanno un impatto sul codice e sui segnali che possono essere utilizzati per esprimere le informazioni. Ad esempio, le telefonate sono limitate all&#8217;uso del linguaggio verbale e del paralinguaggio, ma escludono le espressioni facciali. Spesso è possibile tradurre i messaggi da un codice all&#8217;altro per renderli disponibili a un canale diverso, ad esempio scrivendo parole invece di pronunciarle o usando il linguaggio dei segni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_20]-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a>Per molti scopi tecnici, la scelta dei canali è importante per quanto riguarda la quantità di informazioni che possono essere trasmesse. Ad esempio, una connessione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethernet" target="_blank" rel="noopener">Ethernet cablata </a>può avere una maggiore capacità di trasferimento dati rispetto a una connessione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/WiFi" target="_blank" rel="noopener">Wi-Fi wireless </a>, rendendola più adatta al trasferimento di grandi quantità di dati. Lo stesso vale per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fiber_optic_cable" target="_blank" rel="noopener">i cavi in fibra ottica </a>a differenza dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Copper_cable" target="_blank" rel="noopener">cavi in rame </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%936]-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMiller2013[httpsbooksgooglecombooksidDcfyGE3exM8CpgPT127_127]-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEAndersonFerroHilton2010[httpsbooksgooglecombooksidAS0FAAAAQBAJpgPA141_141]-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<p>La trasmissione di informazioni può avvenire attraverso più canali contemporaneamente. Ad esempio, la normale comunicazione faccia a faccia combina il canale uditivo per trasmettere informazioni verbali con il canale visivo che trasmette informazioni non verbali utilizzando gesti ed espressioni facciali. L&#8217;utilizzo di più canali può migliorare l&#8217;efficacia della comunicazione aiutando il pubblico a comprendere meglio l&#8217;argomento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111] </sup></a>La scelta dei canali è spesso importante poiché la capacità di comprensione del ricevente può variare a seconda del canale scelto. Ad esempio, un insegnante può decidere di presentare alcune informazioni oralmente e altre visivamente, a seconda del contenuto e dello stile di apprendimento preferito dallo studente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196067-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; <strong>Interpersonale</strong></h2>
<p>La comunicazione interpersonale è la comunicazione tra persone distinte. La sua forma tipica è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dyadic_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione diadica </a>tra due persone ma può riferirsi anche alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione all&#8217;interno di gruppi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201352-3-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Può essere pianificato o non pianificato e si verifica in molte forme, come quando si saluta qualcuno, durante le trattative salariali o quando si effettua una telefonata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116] </sup></a>Alcuni teorici, come Virginia M. McDermott, intendono la comunicazione interpersonale come un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fuzzy_concept" target="_blank" rel="noopener">concetto sfocato </a>che si manifesta in gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009547-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117] </sup></a>Secondo questo punto di vista, uno scambio è più o meno interpersonale sulla base di una serie di fattori. Dipende da quante persone sono presenti e se avviene di persona piuttosto che tramite telefono o e-mail. Un ulteriore fattore riguarda il rapporto tra i comunicatori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009547-8-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118] </sup></a>A questo proposito, la comunicazione di gruppo e la comunicazione di massa sono forme meno tipiche di comunicazione interpersonale e alcuni teorici le trattano come tipi distinti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009547-8-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118]</sup></a></p>
<p>Sono state proposte varie teorie sulla funzione della comunicazione interpersonale. Alcuni si concentrano su come aiuta le persone a dare un senso al loro mondo e creare la società. Altri sostengono che il suo scopo principale sia capire perché le altre persone agiscono in quel modo e adattare il proprio comportamento di conseguenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009548-9-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119] </sup></a>Un approccio strettamente correlato è quello di concentrarsi sulle informazioni e vedere la comunicazione interpersonale come un tentativo di ridurre l&#8217;incertezza sugli altri e sugli eventi esterni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009549-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a>Altre spiegazioni lo intendono in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Needs" target="_blank" rel="noopener">bisogni </a>che soddisfa. Ciò include i bisogni di appartenere a un posto, essere inclusi, essere apprezzati, mantenere relazioni e influenzare il comportamento degli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009549-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%936]-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>A livello pratico, la comunicazione interpersonale viene utilizzata per coordinare le proprie azioni con le azioni degli altri al fine di ottenere risultati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009546-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a>La ricerca sulla comunicazione interpersonale riguarda argomenti come il modo in cui le persone costruiscono, mantengono e dissolvono le relazioni attraverso la comunicazione. Altre domande sono perché le persone scelgono un messaggio piuttosto che un altro e quali effetti hanno questi messaggi sui comunicatori e sulla loro relazione. Un ulteriore argomento è come prevedere se due persone si vorrebbero l&#8217;un l&#8217;altra. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009546-7-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123]</sup></a></p>
<p>La comunicazione interpersonale può essere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Synchronous_communication" target="_blank" rel="noopener">sincrona </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Asynchronous_communication" target="_blank" rel="noopener">asincrona </a>. Per la comunicazione asincrona, le parti si alternano nell&#8217;invio e nella ricezione dei messaggi. Un esempio potrebbe essere lo scambio di lettere o e-mail. Per la comunicazione sincrona, entrambe le parti inviano messaggi contemporaneamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>Ciò accade, ad esempio, quando una persona sta parlando mentre l&#8217;altra persona invia messaggi non verbali in risposta segnalando se è d&#8217;accordo con quanto viene detto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>Alcuni teorici, come Sarah Trenholm e Arthur Jensen, distinguono tra messaggi di contenuto e messaggi relazionali. I messaggi di contenuto esprimono i sentimenti di chi parla nei confronti dell&#8217;argomento della discussione. I messaggi relazionali, d&#8217;altra parte, dimostrano i sentimenti di chi parla nei confronti della loro relazione con gli altri partecipanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETrenholmJensen201336,_361-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124]</sup></a></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; <strong>Intrapersonale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicazione intrapersonale</em></a></p>
<p>La comunicazione intrapersonale è comunicazione con se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009566-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126] </sup></a>In alcuni casi questo si manifesta esternamente, come quando si è impegnati in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monologue" target="_blank" rel="noopener">monologo </a>, prendendo appunti, evidenziando un passaggio, e scrivendo un diario o una lista della spesa. Ma molte forme di comunicazione intrapersonale avvengono internamente sotto forma di dialogo interiore, come quando si pensa a qualcosa o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daydreaming" target="_blank" rel="noopener">si sogna ad occhi aperti </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125]</sup></a></p>
<p>La comunicazione intrapersonale svolge varie funzioni. Come forma di dialogo interiore, di solito è innescato da eventi esterni. Può accadere sotto forma di articolazione di una frase prima di esprimerla esternamente. Altre forme sono fare progetti per il futuro e tentare di elaborare le emozioni per calmarsi in situazioni stressanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347-52-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>Può aiutare a regolare la propria attività mentale e il comportamento esteriore, nonché a interiorizzare norme culturali e modi di pensare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009567-8-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>Le forme esterne di comunicazione intrapersonale possono aiutare la propria memoria. Questo accade, ad esempio, quando si fa una lista della spesa. Un altro utilizzo è quello di svelare problemi difficili, come quando si risolve una complessa equazione matematica riga per riga. La nuova conoscenza può anche essere interiorizzata in questo modo, come quando si ripete un nuovo vocabolario a se stessi. A causa di queste funzioni, la comunicazione intrapersonale può essere intesa come &#8220;uno strumento di pensiero eccezionalmente potente e pervasivo&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009568-9-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129]</sup></a></p>
<p>Sulla base del suo ruolo nell&#8217;autoregolazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">, </a>alcuni teorici hanno suggerito che la comunicazione intrapersonale è più basilare della comunicazione interpersonale. Ciò si basa sull&#8217;osservazione che i bambini piccoli a volte usano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Private_speech" target="_blank" rel="noopener">un linguaggio egocentrico </a>mentre giocano nel tentativo di dirigere il proprio comportamento. Secondo questo punto di vista, la comunicazione interpersonale si sviluppa solo in seguito, quando il bambino passa dalla sua prospettiva egocentrica iniziale a una prospettiva più sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009567-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEAnderson2012[httpsbooksgooglecombooksidFrbGuo2mxCMCpgPA239_239]-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131] </sup></a>Altri teorici sostengono che la comunicazione interpersonale è più basilare. Lo spiegano sostenendo che la lingua è usata prima dai genitori per regolare ciò che fa il loro bambino. Una volta che il bambino ha imparato questo, può applicare la stessa tecnica su se stesso per ottenere un maggiore controllo sul proprio comportamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELittlejohnFoss2009567-8-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA14_14]-132" target="_blank" rel="noopener"><sup>[132]</sup></a></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; <strong>Contesti e finalità</strong></h2>
<p>Esistono innumerevoli altre categorizzazioni della comunicazione oltre ai tipi discussi finora. Spesso si concentrano sul contesto, lo scopo e l&#8217;argomento della comunicazione. Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione organizzativa </a>riguarda la comunicazione tra membri di organizzazioni come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporations" target="_blank" rel="noopener">società </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nonprofits" target="_blank" rel="noopener">organizzazioni non profit </a>o piccole imprese. Centrale in questo senso è il coordinamento del comportamento dei diversi membri così come l&#8217;interazione con i clienti e il pubblico in generale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEZink2017[httpsgranitepressbookspuborganizationalcommunicationchapterchapter-1_1:_Introducing_Organizational_Communication]-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPutnamWooBanghart2017-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>Termini strettamente correlati sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporate_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione professionale </a>e comunicazione dell&#8217;area di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHartleyBruckmann2008[httpsbooksgooglecombooksidn-OGAgAAQBAJpgPA1_1%E2%80%932]-135" target="_blank" rel="noopener"><sup>[135] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMullany2020[httpsbooksgooglecombooksidrC3rDwAAQBAJpgPA2_2]-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Political_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione politica </a>è comunicazione in relazione alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Politics" target="_blank" rel="noopener">politica </a>. Copre argomenti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Electoral_campaigns" target="_blank" rel="noopener">le campagne elettorali </a>per influenzare gli elettori e la comunicazione legislativa, come lettere a un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Congress" target="_blank" rel="noopener">congresso </a>o documenti di commissione. Viene spesso data particolare enfasi alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Propaganda" target="_blank" rel="noopener">propaganda </a>e al ruolo dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">mass media </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDarity2008[httpswwwencyclopediacomsocial-sciencesapplied-and-social-sciences-magazinescommunication-political_Communication,_Political]-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intercultural_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione interculturale </a>è rilevante sia per la comunicazione organizzativa sia per quella politica poiché spesso comportano tentativi di scambio di messaggi tra comunicatori di diversa estrazione culturale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGale2006[httpswwwencyclopediacomentrepreneursencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsintercultural-communication_609%E2%80%9310]Intercultural_communication-138" target="_blank" rel="noopener"><sup>[138] </sup></a>In questo contesto, è fondamentale evitare fraintendimenti poiché il background culturale influisce sul modo in cui i messaggi vengono formulati e interpretati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg177_177%E2%80%9380]-139" target="_blank" rel="noopener"><sup>[139] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Ciò è rilevante anche per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Development_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione sullo sviluppo </a>, che si occupa dell&#8217;uso della comunicazione per aiutare lo sviluppo. In particolare, riguarda gli aiuti concessi dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First_world" target="_blank" rel="noopener">paesi del primo mondo </a>ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Third-world_countries" target="_blank" rel="noopener">paesi del terzo mondo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMody2003[httpsbooksgooglecombooksidSNmJy7iBYOYCpgPA129_129]-140" target="_blank" rel="noopener"><sup>[140] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007301-141" target="_blank" rel="noopener"><sup>[141] </sup></a>Un altro campo significativo è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione sanitaria </a>, che riguarda la comunicazione nel campo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Healthcare" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;assistenza sanitaria </a>e gli sforzi di promozione della salute. Un argomento centrale in questo campo è il modo in cui gli operatori sanitari, come medici e infermieri, dovrebbero comunicare con i loro pazienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007307-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchement2002395-143" target="_blank" rel="noopener"><sup>[143]</sup></a></p>
<p>Molti altri tipi di comunicazione sono discussi nella letteratura accademica. Includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione internazionale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-violent_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione non violenta </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Strategic_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione strategica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Military_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione militare </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aviation_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione aerea </a>. Altri tipi sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Risk_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione del rischio </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Defensive_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione difensiva </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Upward_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione verso l&#8217; alto </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interdepartmental_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione interdipartimentale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione scientifica </a>,</p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; Competenza comunicativa</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener"><em>competenza comunicativa</em></a></p>
<p>La competenza comunicativa è la capacità di comunicare in modo efficace o di scegliere il comportamento comunicativo appropriato in una data situazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201520-1-249" target="_blank" rel="noopener"><sup>[249] </sup></a>Riguarda aspetti, come cosa dire e come dirlo e anche quando dirlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%933]-250" target="_blank" rel="noopener"><sup>[250] </sup></a>Comprende sia la capacità di inviare messaggi sia quella di riceverli e comprenderli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200825-251" target="_blank" rel="noopener"><sup>[251]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Competence_(human_resources)" target="_blank" rel="noopener">La competenza </a>è spesso usata come sinonimo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ability" target="_blank" rel="noopener">abilità </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg2015241-252" target="_blank" rel="noopener"><sup>[252] </sup></a>e contrapposta a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_performance" target="_blank" rel="noopener">performance </a>: la competenza può essere presente anche se non è esercitata mentre la performance consiste nella realizzazione di questa competenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERivera1984[httpsbooksgooglecombooksidU-05JSBtZF8CpgPA139_139]-253" target="_blank" rel="noopener"><sup>[253] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeterwagner2005[httpsbooksgooglecombooksid87BOMKSj1kcCpgPA9_9]-254" target="_blank" rel="noopener"><sup>[254] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDonsbach2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3029]Models_of_communication-255" target="_blank" rel="noopener"><sup>[255] </sup></a>Tuttavia, alcuni teorici rifiutano questa distinzione e sostengono invece che il fatto che il comportamento sia effettivamente eseguito è altamente rilevante per il possesso della competenza. In questa prospettiva, le prestazioni sono la parte osservabile e vengono utilizzate per dedurre la competenza in relazione alle prestazioni future. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200817-8-256" target="_blank" rel="noopener"><sup>[256] </sup></a>Alcuni studiosi definiscono la competenza comunicativa soggettivamente come la percezione che la persona ha della propria prestazione, cioè se è riuscita a realizzare i propri obiettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201520-257" target="_blank" rel="noopener"><sup>[257] </sup></a>Un ulteriore approccio è quello di comprenderlo in modo più obiettivo, giudicato dal punto di vista di un osservatore riguardo al fatto che una persona soddisfi le aspettative sociali. Queste due prospettive non si escludono a vicenda e possono essere combinate raggiungendo i propri obiettivi personali mentre lo si fa in modo socialmente appropriato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201521-2-258" target="_blank" rel="noopener"><sup>[258]</sup></a></p>
<p>A questo proposito, ci sono due componenti centrali della competenza comunicativa: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Effectiveness" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;efficacia </a>e l&#8217;adeguatezza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201520-1,_241-259" target="_blank" rel="noopener"><sup>[259] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200818,_25-260" target="_blank" rel="noopener"><sup>[260] </sup></a>L&#8217;efficacia è il grado in cui l&#8217;oratore raggiunge i risultati desiderati o il grado in cui si realizzano le alternative preferite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201523,_241-261" target="_blank" rel="noopener"><sup>[261] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200825-251" target="_blank" rel="noopener"><sup>[251] </sup></a>Ciò significa che se un comportamento comunicativo è efficace non dipende solo dal risultato effettivo ma anche dall&#8217;intenzione del parlante, cioè se questo risultato era ciò che intendevano ottenere. Per questo motivo, alcuni teorici richiedono inoltre che l&#8217;oratore abbia una conoscenza di base di ciò che stavano facendo. Ciò significa che dovrebbero essere in grado di fornire una spiegazione del motivo per cui hanno adottato un comportamento piuttosto che un altro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201523-262" target="_blank" rel="noopener"><sup>[262] </sup></a>L&#8217;efficacia è strettamente correlata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Efficiency" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;efficienza </a>ma non identica ad essa. La differenza è che l&#8217;efficacia riguarda il raggiungimento degli obiettivi mentre l&#8217;efficienza riguarda l&#8217;utilizzo di poche risorse (come tempo, impegno e denaro) nel processo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg2015241-252" target="_blank" rel="noopener"><sup>[252]</sup></a></p>
<p>Appropriatezza significa che il comportamento comunicativo soddisfa gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201523-262" target="_blank" rel="noopener"><sup>[262] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200818,_25-260" target="_blank" rel="noopener"><sup>[260] </sup></a>È &#8220;la legittimità percepita o l&#8217;accettabilità del comportamento o delle azioni in un dato contesto&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg2015241-252" target="_blank" rel="noopener"><sup>[252] </sup></a>Ciò significa che il parlante è consapevole del contesto sociale e culturale al fine di adattare ed esprimere il messaggio in un modo considerato accettabile nella situazione data. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201523,_238-263" target="_blank" rel="noopener"><sup>[263] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200818-264" target="_blank" rel="noopener"><sup>[264] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200970-265" target="_blank" rel="noopener"><sup>[265] </sup></a>Ad esempio, per dire addio al proprio insegnante, uno studente può usare l&#8217;espressione &#8220;Arrivederci, signore&#8221; ma non l&#8217;espressione &#8220;Devo separarmi , amico&#8221;, che può usare quando parla con un pari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200059-60-266" target="_blank" rel="noopener"><sup>[266] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%933]-250" target="_blank" rel="noopener"><sup>[250] </sup></a>Essere sia efficaci che appropriati significa raggiungere i propri risultati preferiti in un modo che segua gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200826-267" target="_blank" rel="noopener"><sup>[267]</sup></a></p>
<p>Sono state suggerite molte componenti aggiuntive della competenza comunicativa, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;empatia </a>, il controllo, la flessibilità, la sensibilità e la conoscenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg201524-268" target="_blank" rel="noopener"><sup>[268] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200819,_24-269" target="_blank" rel="noopener"><sup>[269] </sup></a>Viene spesso discussa in termini di abilità comunicative impiegate nel processo, vale a dire le componenti comportamentali specifiche che compongono la competenza comunicativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200824-270" target="_blank" rel="noopener"><sup>[270] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg2015242-271" target="_blank" rel="noopener"><sup>[271] </sup></a>Includono capacità di comunicazione non verbale e capacità di conversazione, nonché capacità di produzione e ricezione di messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200825-251" target="_blank" rel="noopener"><sup>[251] </sup></a>Esempi di capacità di produzione di messaggi sono parlare e scrivere mentre ascoltare e leggere sono le corrispondenti capacità di ricezione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041-2-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>A livello puramente linguistico, la competenza comunicativa implica una corretta comprensione di una lingua, compresa la sua <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonology" target="_blank" rel="noopener">fonologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Orthography" target="_blank" rel="noopener">ortografia </a>, sintassi, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lexicon" target="_blank" rel="noopener">lessico </a>e semantica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%933]-250" target="_blank" rel="noopener"><sup>[250] </sup></a>Ha un impatto su molti aspetti della vita della persona che dipendono da una comunicazione di successo, come garantire le necessità di base per la sopravvivenza e costruire e mantenere relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg2015238-9-272" target="_blank" rel="noopener"><sup>[272] </sup></a>La competenza comunicativa è un fattore chiave per stabilire se una persona è in grado di raggiungere i propri obiettivi nella vita sociale, come avere una carriera di successo o trovare un coniuge adatto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200815-273" target="_blank" rel="noopener"><sup>[273] Per questo motivo, può avere un grande impatto sul </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Well-being" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>dell&#8217;individuo . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHannawaSpitzberg2015238-9-272" target="_blank" rel="noopener"><sup>[272] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200824-270" target="_blank" rel="noopener"><sup>[270] </sup></a>La mancanza di competenza comunicativa, d&#8217;altra parte, può causare problemi sia a livello individuale che sociale, inclusi problemi professionali, accademici e di salute. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohner200824-270" target="_blank" rel="noopener"><sup>[270]</sup></a></p>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; <strong>Ostacoli alla comunicazione efficace</strong></h2>
<p>Le barriere a una comunicazione efficace possono distorcere il messaggio. Ciò potrebbe causare comunicazioni non riuscite e causare effetti indesiderati. Le potenziali fonti di distorsione includono il filtraggio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Selective_perception" target="_blank" rel="noopener">la percezione selettiva </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_overload" target="_blank" rel="noopener">il sovraccarico di informazioni </a>, le emozioni, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_apprehension" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;apprensione comunicativa </a>e le differenze di genere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERobbinsJudgeCampbell2011[httpsbooksgooglecombooksidkTYnjwEACAAJ_315%E2%80%937]-274" target="_blank" rel="noopener"><sup>[274] </sup></a>Il rumore è un altro fattore negativo. Si tratta di influenze che interferiscono con il messaggio nel suo cammino verso il destinatario e lo distorcono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_296]noise-275" target="_blank" rel="noopener"><sup>[275] </sup></a>Ad esempio, i suoni scoppiettanti durante una telefonata sono una forma di rumore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ambiguity" target="_blank" rel="noopener">Le espressioni ambigue </a>possono anche inibire una comunicazione efficace e rendere necessario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Disambiguate" target="_blank" rel="noopener">disambiguare </a>tra le possibili interpretazioni per discernere l&#8217;intenzione del mittente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEIdeV%C3%A9ronis1998[httpsaclanthologyorgJ98-1001_1%E2%80%9340]-276" target="_blank" rel="noopener"><sup>[276] </sup></a>Queste interpretazioni dipendono anche dal background culturale dei partecipanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_differences" target="_blank" rel="noopener">Le differenze culturali </a>significative costituiscono un ulteriore ostacolo e rendono più probabile che i messaggi vengano interpretati male. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERao2009[httpsbooksgooglecombooksidfBHi4hEuDgYC_48]-277" target="_blank" rel="noopener"><sup>[277]</sup></a></p>
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<ul>
<li><em>Akada , Rinji; Minomi , Kenjiro; Kai, Jigo; Yamashita, Ichiro; Miyakawa, Tokichi ; Fukui, Sakuzo (agosto 1989). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC362396" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Geni multipli che codificano per i precursori della </em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC362396" target="_blank" rel="noopener"><em>rodotorucina </em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC362396" target="_blank" rel="noopener"><em>A, un feromone di accoppiamento del peptide farnesil del lievito basidiomiceto </em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC362396" target="_blank" rel="noopener"><em>Rhodosporidium</em></a> <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC362396" target="_blank" rel="noopener"><em>toruloides </em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC362396" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8221; </em></a><em>. Biologia molecolare e cellulare. <strong>9 </strong>(8): 3491–3498. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1128%2Fmcb.9.8.3491-3498.1989" target="_blank" rel="noopener"><em>1128/mcb.9.8.3491-3498.1989 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC362396" target="_blank" rel="noopener"><em>362396 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2571924" target="_blank" rel="noopener"><em>2571924 </em></a><em>.</em></li>
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<li><em>dell&#8217;UMN , ed. (29 settembre 2016a). &#8220;1.2 Il processo di comunicazione&#8221;. </em><a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione nel mondo reale </em></a><em>. Pubblicazione delle biblioteche dell&#8217;Università del Minnesota. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946135-07-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946135-07-0 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Congresso degli Stati Uniti, Office of Technology Assessment (1990). </em><a href="https://books.google.com/books?id=BVVdQdURPXsC&amp;pg=PA31" target="_blank" rel="noopener"><em>Connessioni critiche: comunicazione per il futuro </em></a><em>. Ufficio stampa del governo degli Stati Uniti. P. 31. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4289-2182-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4289-2182-5 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Velichkovskij , Boris M.; Rumbaugh, Duane M. (1 febbraio 2013). </em><a href="https://books.google.com/books?id=nyZpbi4IiSoC&amp;pg=PA151" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicare il significato: l&#8217;evoluzione e lo sviluppo del linguaggio </em></a><em>. Stampa di psicologia. P. 151. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-134-79877-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-134-79877-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Venditti, Phil; McLean, Scott (2012). </em><a href="https://2012books.lardbucket.org/books/an-introduction-to-group-communication/s03-02-what-is-communication.html#:~:text=Defining%20Communication,(1967).&amp;text=CommunicationThe%20process%20of%20understanding,of%20understanding%20and%20sharing%20meaning." target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Un&#8217;introduzione alla comunicazione di gruppo: 1.2 Cos&#8217;è la comunicazione?&#8221; </em></a><em>. 2012books.lardbucket.org. </em><a href="https://web.archive.org/web/20211209195318/https:/2012books.lardbucket.org/books/an-introduction-to-group-communication/s03-02-what-is-communication.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 9 dicembre 2021. Estratto il 23 marzo 2021.</em></li>
<li><em>Vocate , Donna R. (6 dicembre 2012). </em><a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione intrapersonale: voci diverse, menti diverse </em></a><em>. Routledge. P. 14. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-136-60184-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-136-60184-2 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Acque, Christopher M.; Bassler, Bonnie L. (1 novembre 2005). &#8220;Rilevamento del quorum: comunicazione da cellula a cellula nei batteri&#8221;. Revisione annuale della biologia cellulare e dello sviluppo. <strong>21 </strong>(1): 319-20. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.cellbio.21.012704.131001" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.cellbio.21.012704.131001 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16212498" target="_blank" rel="noopener"><em>16212498 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, Giacomo; Collina, Anne (16 febbraio 2012). Dizionario di studi sui media e sulla comunicazione (8a ed.). Accademia di Bloomsbury. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-84966-563-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-84966-563-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, Giacomo; Collina, Anne (22 ottobre 2015). </em><a href="https://books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario di studi sui media e sulla comunicazione </em></a><em>(9a ed.). Accademia di Bloomsbury. pp. 20–22. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-62892-149-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-62892-149-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Tessitore, Warren (1 settembre 1998). &#8220;Contributi recenti alla teoria matematica della comunicazione&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>La teoria matematica della comunicazione </em></a><em>. Stampa dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois. pp. 1–28. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-252-72546-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-252-72546-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Wenxiu, Peng (1 settembre 2015). </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Analisi della comunicazione dei nuovi media basata sul modello&#8221; 5W &#8220;di Lasswell&#8221; </em></a><em>. Rivista di ricerca educativa e sociale: 245–9. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5901/ </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>jesr.2015.v </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5n3p245 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/2239-978X" target="_blank" rel="noopener"><em>2239-978X </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Wittmann, Ralph; Zitterbart, Martina (16 giugno 2000). </em><a href="https://books.google.com/books?id=bRyEfBCxIRsC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione multicast: protocolli, programmazione e applicazioni </em></a><em>. Altrove. P. 1. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-08-049734-1" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-08-049734-1 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Zink, Julie (2017). &#8220;1: Introduzione alla comunicazione organizzativa&#8221;. </em><a href="https://granite.pressbooks.pub/organizationalcommunication/chapter/chapter-1/" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione Organizzativa </em></a><em>. Collage di stato di granito.</em></li>
</ul>
<h2>Migliore Consulente in Comunicazione in Italia &#8211; Approfondimenti sulla comunicazione &#8211; semantica</h2>
<ul>
<li>Comunicazione</li>
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</ul>
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<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Psicolinguistica della leadership</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2022 18:16:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[climi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[Conversazione strategica]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Improduttività]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio da leader]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[Psicolinguistica]]></category>
		<category><![CDATA[stati conversazionali]]></category>
		<category><![CDATA[stili comunicativi]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia di Comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Gestione strategica della conversazione Se è vero che la leadership non è un “certificato burocratico” che si possa acquistare, ma si guadagna sul campo, è altrettanto evidente che &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gestione strategica della conversazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se è vero che la leadership non è un “certificato burocratico” che si possa acquistare, ma si guadagna sul campo, è altrettanto evidente che la leadership reale richiede modalità di comunicazione interpersonale specifiche. La comunicazione interpersonale deve concretizzare il carisma, la capacità di motivare e guidare, monitorare e dare feedback, in ogni singola conversazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-273" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/12/leadership.jpg?w=4000" alt="leadership" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La psicolinguistica studia l’acquisizione del linguaggio nel­l’uomo e l’uso che egli ne fa nelle relazioni interpersonali. Una psicolinguistica della leadership dovrà quindi analizzare come il leader acquisisce il “linguaggio da leader”, lo studio del­l’acquisizione del linguaggio, il suo uso in relazione alle variabili psicologiche ed emotive che si connettono al­l’“essere leader”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli effetti più concreti della teoria è la sua capacità di mettere in luce la necessità di un training adeguato dei leader e dei manager (di qualsiasi essere umano intento a raggiungere obiettivi) sul­l’allargamento dei propri <strong>repertori di stile comunicativo</strong>, <strong>riconoscimento degli stati conversazionali in corso</strong> e sulla capacità di <strong>gestione strategica degli stili conversazionali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un secondo effetto concreto è lo spostamento del problema della leadership da una “generica strategia leadership” a una “strategia di comunicazione per la leadership”, attenta al funzionamento delle comunicazioni quotidiane, giornaliere, sino ai singoli brani e spezzoni di interazione (attenzione al livello micro della leadership).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza attenzione agli stati conversazionali, qualsiasi riunione, meeting, discussione o incontro di direzione, qualsiasi interazione interpersonale in azienda rischia di disperdere le proprie energie lungo rivoli improduttivi anziché canalizzarsi nella risoluzione di problemi o nella progettualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per ciò che accade durante un pranzo o cena al­l’interno di una famiglia. Quali modelli di conversazione prendono piede inconsapevolmente durante una cena? Quali sono positivi per il clima? Quali negativi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria degli stati conversazionali ci aiuta anche a prendere consapevolezza dei rapporti tra conversazione e contesto della comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel setting della “famiglia a tavola”, la presenza di una televisione accesa facilita o inibisce lo stato conversazionale desiderato? È accesa forse proprio per evitare di avviare conversazioni più profonde? È forse solo un’abitudine?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi sia la risposta, il problema non è la scelta (chiunque può scegliere di tenere o meno accesa una televisione a tavola) ma la consapevolezza di che cosa la scelta produce, che cosa genera, quali sono gli effetti di un elemento di setting sul­l’esito della conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creare conversazioni strategiche significa costruire attivamente il setting. Quanto incide la presenza altrui in un chiarimento tra persone? Quanto i rumori di fondo, il momento della giornata, e ogni altra variabile di contesto?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ecologia della conversazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria è sviluppata nel metodo HPM come contaminazione tra (1) gli studi di microsociologia del­l’interazione (soprattutto la Frame Analysis di Goffman) e (2) l’analisi degli stili comunicativi (codici e sottocodici), con riferimento principale alla scienza semiotica. Sullo sfondo di questa teoria si collocano (3) i contributi derivanti dagli studi sul­l’analisi della conversazione, che vedono tra i protagonisti Bercelli (per il contesto italiano) e altri autori nel contesto internazionale (Antaki 1998; Bazzanella 2002; Bercelli, Leonardi e Viaro 1999; Drew ed Heritage 1992; Fasulo e Pontecorvo 1999; Galatolo e Pallotti 1999; Goffman 1987 [1981]; Mizzau 2002; Ochs e Capps 2001).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria del­l’ecologia della comunicazione intende far riflettere sul­l’effetto che assumono gli stati conversazionali al­l’interno dei climi dei gruppi, producendo emozioni positive o negative, vissuti sereni o ambienti avvelenati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ecologia studia il grado di salubrità degli ambienti nei quali vive l’uomo, inclusa la presenza di agenti inquinanti e altri elementi che danneggiano la salute o il benessere. Il tema del­l’ecologia della comunicazione evidenzia come tra gli agenti esterni si debbano considerare i messaggi che il soggetto riceve, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sommatoria e stratificazione di messaggi, input comunicativi ricevuti e scambi determina per la persona un progressivo avvelenamento o (sul fronte opposto) una progressiva depurazione del­l’organismo inteso come sistema corpo-mente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni pratiche per la direzione d’impresa vanno diritto al cuore del­l’azienda. Prestando attenzione al­l’ecologia della comunicazione aziendale possiamo intervenire sul­l’“aria che si respira in azienda”, sulla produttività dei gruppi, possiamo limitare la fuga dei cervelli aziendali e avvicinare le migliori menti. <strong>Sempre che le si cerchi veramente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azienda come luogo nel quale si possa vivere ed esprimersi creativamente, e per il quale vale la pena di sforzarsi e impegnarsi, non è solo immagine pubblicitaria, può diventare concreta realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni sulla famiglia sono altrettanto forti: disagio, fuga, abbandono, separazione vs. amore, unità, serenità, piacere del vivere assieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza attenzione a questi elementi i climi aziendali possono sfuggire di mano, il tempo del personale diventa sempre meno produttivo e sempre più dedicato al conflitto interno, e si attivano i meccanismi di fuga o conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sembra che queste tematiche richiedano una certa attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener">Canale Facebook</a></li>



<li><a href="https://www.instagram.com/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Canale Instagram</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Leadership</li>



<li>Comunicazione interpersonale</li>



<li>Conversazione</li>



<li>Analisi della conversazione</li>



<li>Linguaggio</li>



<li>Psicolinguistica</li>



<li>Linguaggio da leader</li>



<li>Stili comunicativi</li>



<li>Stati conversazionali</li>



<li>Strategia di comunicazione</li>



<li>Conversazione strategica</li>



<li>Ecologia della comunicazione</li>



<li>Comunicazione aziendale</li>



<li>Climi aziendali</li>



<li>Produttività</li>



<li>Improduttività</li>
<li>psicolinguistica e comunicazione</li>
</ul>
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		<title>Communication planning : la strategia del messaggio e dei canali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 06:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[campagne di comunicazione, marketing e vendita]]></category>
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		<category><![CDATA[strategia dei fornitori di servizi di comunicazione e formazione]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">©&nbsp;Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3gfqFHD" target="_blank">Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">I fattori primari dell’impatto comunicativo : reach, frequency, continuity e message quality</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I fattori minimi sui quali incentrare la strategia di progetto ed il budget di comunicazione nel <em>Communication Planning</em>, sono dati dai seguenti parametri : </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>reach</strong> (quanti soggetti vogliamo raggiungere nella campagna di comunicazione o nel progetto) </li><li><strong>frequency</strong> (con che frequenza li vogliamo contattare) </li><li><strong>continuity</strong> (arco di tempo complessivo della campagna di comunicazione). </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">I parametri di budget variano inoltre in funzione della qualità del contenuto e delle forme del messaggio : </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>message quality</strong>.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di planning della comunicazione e altri interventi di formazione e marketing, essere incisivi richiede la capacità di focalizzare gli sforzi su meno&nbsp;<em>prospects</em>&nbsp;ma con azioni efficaci e professionali che privilegiano la Message Quality.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni messaggio richiede un canale specifico, in quanto i canali di comunicazione possiedono, ciascuno, caratteristiche diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ciascun canale occorre considerare la sua diversa capacità di raggiungere un numero basso o elevato di riceventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste anche un altro tema, decisamente nuovo: il fatto che il canale sia o meno “di moda”, e la credibilità che vi si associa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulteriore tema, la capacità monosensoriale o multisensoriale del canale, la sua possibilità di convogliare diversi livelli di comunicazione: solo scritta (una lettera), solo verbale (il telefono), multimediale (comunicazione tramite video, videoconferenza o web) o multisensoriale (comunicazione interpersonale);&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I canali hanno anche gradi di credibilità diversi. Un canale può influenzare la percezione della credibilità del messaggio (es, un paper scientifico sulla rivista Science ha maggiore credibilità di un post scritto da un blogger qualsiasi sul tema scientifico), ma la credibilità è target-specifica: ogni target ha un proprio set di canali a cui crede o persone e testimonial a cui crede, per cui saperli coinvolgere in un endorsement del messaggio è estremamente positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saper creare osmosi d’immagine tra fonti autorevoli e il nostro messaggio è un fattore persuasivo forte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’aspetto delle economie comunicative, anche il budget conta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia dei canali evidenzia una priorità: evitare di diluire un budget su tempi troppo lunghi o su troppi soggetti ottenendo scarsi risultati da tutti. </p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/06/la-definizione-del-target-audience.jpg?w=225" alt="target" class="wp-image-817" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione centrata sul cliente richiede la focalizzazione sulla qualità del messaggio prima di ogni altro fattore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, esponiamo il seguente <em>principio-guida</em> :</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La centratura e la copertura dei canali comunicativi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I principi che devono guidare la strategia dei canali comunicativi consistono in:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>capacità di produrre messaggi che centrano il target (<strong>comunicazione in target</strong>) curando la centratura dei media rispetto ai soggetti da raggiungere (<strong>principio di centratura</strong>);</li><li>riduzione della quota di messaggi che centrano target inutili – comunicazione fuori target – (<strong>principio di riduzione degli sprechi comunicativi</strong>);</li><li>riduzione della quota di target non coperti dalla campagna di comunicazione (target scoperti), massimizzando il grado di copertura del target totale (<strong>principio di copertura ad ampio raggio del target</strong>).</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Tempo e momento di elaborazione del messaggio, una questione di “finestre temporali”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni campagna richiede attenzione al momento in cui il destinatario leggerà o vedrà o comunque sarà esposto al messaggio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in quei pochi secondi, se la persona trova elementi che colpiscono il suo spirito, succederanno cose. In caso contrario, niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un messaggio deve possedere “spirito”, non deve essere necessariamente bello, ma deve penetrare l’indifferenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Nel mondo ci sono soltanto due forze, la spada e lo spirito. Alla lunga, la spada viene sempre vinta dallo spirito.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Napoleone Bonaparte</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Troppe campagne di comunicazione si basano su messaggi che funzionano solo come “ragionamenti” ma non nello “spirito”, possono essere anche belli visti sui monitor dei progettisti ma non colpiscono. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti contesti di ricezione del messaggio richiedono un tempo di attenzione ed elaborazione che supera la portata del media. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph"> un cartellone autostradale offre realmente pochi secondi di tempo attentivo di elaborazione, da parte del conducente che viaggia a 130 km orari, una condizione non certo sufficiente a veicolare un messaggio scritto complesso.&nbsp;Molta pubblicità tramite affissione stradale &#8211; se analizzata alla luce del tempo cognitivo di attenzione disponibile – è ampiamente sbagliata: in alcuni casi i messaggi visivi emergono chiaramente, ma la componente attivazionale del messaggio (dove andare, cosa fare, dove rivolgersi per acquistare) è leggibile solo da un pedone, e non da un automobilista.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni media deve essere utilizzato per il contributo che può fornire, nella situazione d’uso reale. Non è pensabile creare un messaggio fruibile solo se visto sul monitor del grafico progettista, ma illeggibile dal cliente-target in condizione reale di fruizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per messaggi elaborati e complessi, quindi, è necessario ricorrere ai veicoli comunicativi che possono trasmettere una quantità di informazione adeguata e utilizzare situazioni comunicative in cui il soggetto possa mettere a disposizione l’attenzione necessaria. Tra queste, la condizione della vendita personale è certamente quella che consente una maggiore quantità e qualità di flusso informativo e feedback, rispetto ad ogni altra forma comunicativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ulteriore variabile da esaminare nel planning comunicativo è la <strong>condizione soggettiva in cui si trova il cliente</strong>. I clienti si trovano durante la giornata, il mese, l’anno, in condizioni diverse e a volte antitetiche: disponibili un momento, indisponibili l’attimo successivo, per i motivi più svariati. </p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/sasha-freemind-pv5weeyxmwu-unsplash.jpg?w=300" alt="finestre temporali" class="wp-image-990" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo quindi capire quando si aprono le “<strong>finestre temporali</strong>” di bisogno e apertura mentale del cliente, poiché in quei momenti lo sforzo persuasivo necessario sarà molto minore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La condizione di “chiusura al messaggio” è provocata da fattori esterni (forte rumore di fondo, presenza di persone che distraggono) o interni (malessere, gioia ed eccitazione, dolore fisico o psicologico) e queste condizioni richiedono al comunicatore la capacità di capire quando si aprono le finestre temporali in cui comunicare, e quando queste finestre temporali sono chiuse. Un proverbio recita “non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire”, ma, altrettanto: “non vi è peggior comunicatore di colui che continua a parlare a qualcuno che non lo sta ascoltando”.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Caratteristiche tecniche ed emozionali dei canali comunicativi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni canale comunicativo si qualifica sia in termine di portata fisica (quante informazioni può trasmettere) che in termini di “valenza emotiva”, di significati che esso può trasferire sul piano affettivo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una caratteristica primaria dei canali comunicativi è la “portata informativa”, o capacità del canale, la quale produce una maggiore o minore adeguatezza del canale al messaggio. La portata informativa è un concetto fisico, e si riferisce alla quantità e qualità di informazioni che un canale può veicolare, per unità di tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di portata, i canali di comunicazione interpersonali sono estremamente più capienti in quanto utilizzano sistemi comunicativi molteplici: visivo, olfattivo, uditivo, tattile. Posture, sguardi, movimenti, commenti paralinguistici, si addizionano alla componente verbale e la arricchiscono.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto ad un semplice testo scritto, inoltre, il canale interpersonale si presta ad un feedback immediato. Al contrario, altri media (quali una lettera o uno spot) si prestano a trasmettere minori quantità di informazione, e non consentono feedback e retro-feedback immediati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta del canale diventa delicata quando valutiamo non solo la sua portata e capienza fisica, ma la sua adeguatezza relazionale verso il messaggio che vogliamo trasmettere. Offrire una rosa comunica emozioni più di mille parole. Le azioni personali comunicano emozioni molto più dei testi o dei video.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo metaforicamente vale anche per la comunicazione aziendale: i canali sono diversi tra loro anche dal punto di vista della adeguatezza relazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1573" height="2505" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash.jpg" alt="sensitivity" class="wp-image-944" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash.jpg 1573w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-188x300.jpg 188w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-643x1024.jpg 643w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-768x1223.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-965x1536.jpg 965w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-1286x2048.jpg 1286w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-175x279.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-450x717.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-1170x1863.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-600x955.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1573px) 100vw, 1573px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong><em>channel sensitivity</em></strong> rappresenta la capacità di capire quale sia il canale giusto per il messaggio partendo dalla situazione relazionale che vogliamo creare: se pretendiamo che una e-mail conduca una negoziazione abbiamo compiuto un errore di channel sensitivity: <strong>la negoziazione richiede presenza umana e ascolto attivo</strong>, non capirlo significa compiere un errore di insensibilità alle caratteristiche del canale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, è inutile convocare una riunione puramente informativa per trasmettere informazioni che possono essere più efficacemente veicolate da un testo scritto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto cambia invece se si tratta di una riunione decisionale o di ascolto, in cui la componente di interazione tra i presenti assume peso rilevante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il canale quindi ha una propria sensibilità e adeguatezza rispetto ai contenuti, non è un puro “veicolo” adatto a qualsiasi messaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, esponiamo il seguente <em>principio-guida</em> :</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il <em>Timing</em>&nbsp;comunicativo e l&#8217;adeguatezza del canale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’efficacia della comunicazione aziendale si correla:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>alla scelta dei momenti adeguati in cui emettere i messaggi (timing della comunicazione, finestre temporali) considerando le variazioni dello stato del ricevente (emotivo, fisico, psicologico, variazioni dei bisogni, ciclicità e occorrenze particolari) durante la giornata, la settimana, le stagioni, l’anno e periodi superiori;</li><li>alla scelta dei canali adeguati in funzione del tipo di messaggio (principio di portata e adeguatezza del canale).&nbsp;</li><li>Deve essere considerata la natura del messaggio, il tipo di messaggio (relazionale, emozionale, o informativo), il tempo di attenzione e cognizione necessario, le caratteristiche del ricevente e la condizione del ricevente nel momento di ricezione, la maggiore o minore&nbsp;<strong>permeabilità psicologica</strong>, la necessità di feedback ed interazione comunicativa.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Le relazione tra la strategia del messaggio e la strategia dei canali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia del messaggio (<em>message strategy</em>), deve assolutamente precedere strategicamente la scelta dei canali (<em>channel strategy e media strategy</em>).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di canale deve adattarsi agli obiettivi e non viceversa. </p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/06/alexander-shatov-mr4jg4syof8-unsplash.jpg?w=300" alt="channel" class="wp-image-606" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se per un dato messaggio di campagna (<em>campaign message</em>) il canale giusto era una combinazione di telemarketing e vendita personale (<em>communication mix</em>&nbsp;della campagna), sarebbe stato giusto partire dalla domanda “quale media utilizziamo?”, per poi adattare ad esso il&nbsp;&nbsp;messaggio. NO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio&nbsp;<em>communication planning</em>&nbsp;prevede quindi una totale elasticità verso i canali comunicativi. Ogni possibile canale è incluso a priori nel&nbsp;<em>consideration-set</em>&nbsp;di partenza, senza preferenze politiche o affezioni ideologiche, o ancor peggio, preferenze di comodo. Purtroppo riscontriamo troppi casi in cui vengono utilizzati solo i canali (1) dai quali l’agenzia o il consulente ricava reddito, o (2) vengono proposti solo i canali disponibili, facendoli passare come i migliori (come il negoziante che consigli un modello essendogli in realtà rimasto in magazzino da troppo tempo e non avendo altro da proporre).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio corretto richiede il focusing sul risultato, non sul media (il media è solo uno strumento) e la successiva ricerca dei fornitori per il mix di comunicazione da produrre.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La competitività aziendale dipende anche dalla costruzione attiva di una strategia dei fornitori di servizi di comunicazione e formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azienda deve disporre (1) di un parco-fornitori ampio e specializzato, dal quale poter attingere per ogni possibile occorrenza, e (2) di consulenti di processo aziendale, esperti esterni in comunicazione che possano imparzialmente e professionalmente saper accompagnare le scelte strategiche dell’azienda senza indossare paraocchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>I confini dei ruoli del “chi fa cosa”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2021 07:30:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sotto-piano di comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Competenza tecnica e qualificazione dei membri interni ed esterni del Campaign Team Di assoluta importanza e priorità è decidere quali siano i confini dei ruoli &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3gfqFHD" target="_blank">Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Competenza tecnica e qualificazione dei membri interni ed esterni del Campaign Team</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di assoluta importanza e priorità è decidere quali siano i <strong>confini dei ruoli</strong> : chi deciderà la strategia del messaggio? Il creativo o lo psicologo, o il direttore commerciale? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non chiariamo prima i confini del “chi fa cosa” la campagna sarà un continuo susseguirsi di rimpalli di responsabilità o lotte di potere, e in un caso o nell’altro non ne uscirà nulla di buono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni organizzazione la certezza della <strong>responsabilità nominale </strong>(un nome per ogni responsabilità) è un ingrediente fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun titolare d’azienda si affiderebbe ad un idraulico per un’operazione al cuore, e la comunicazione aziendale è materia altrettanto delicata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione punta al cuore dell’azienda e al cuore del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sbagliare la comunicazione produce danni. Gli errori costano cari. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gestire una campagna di comunicazione dobbiamo quindi definire competenze scientifiche e di coordinamento forti, e delegare solo i compiti veramente amministrativi a chi ha competenze amministrative. Dobbiamo inoltre capire che molte competenze prima giudicate amministrative sono in realtà comunicazionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto di considerare un operatore di telemarketing come amministrativo è un errore, in quanto il telemarketing è attività comunicazionale che richiede forti skills verbali, paralinguistiche e di ascolto, un training adeguato, e una selezione di partenza forte. Lo stesso vale per la vendita diretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora di più vale per il Key Leader Engagement, la dove abbiamo persone fisiche che vanno ad ingaggiare leader e decisori. La preparazione deve essere massima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni campagna di comunicazione deve costruirsi sulle basi di un pool manageriale, tecnico e scientifico dalla consolidata esperienza e capacità.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/sniper.jpg?w=300" alt="" class="wp-image-799" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I ruoli e le funzioni più importanti nell’impostazione di una campagna di comunicazione aziendale sono connessi alle sue diverse fasi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre nelle grandi campagne di comunicazione, che dispongono di budget elevati, è opportuno che i ruoli siano assunti da diverse persone, nelle campagne di comunicazione e nelle campagne commerciali delle PMI è invece possibile accorpare diverse funzioni in più persone, considerando la realtà delle risorse disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso (accorpamento di più ruoli) dovremmo comunque distinguere quale “cappello” il soggetto stia vestendo nei diversi momenti della campagna, per evitare di confondere le responsabilità, che devono invece rimanere separate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I ruoli e le funzioni principali della campagna di comunicazione</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Direttore commerciale, direttore marketing, o titolare/proprietà</strong>: il direttore commerciale o direttore marketing (in alcuni casi la proprietà stessa) deve esplicitare il risultato da raggiungere in termini aziendalistici e verificare tramite le sue conoscenze dirette del mercato la fattibilità di alcune fasi della campagna. È il referente verso il quale la campagna deve produrre risultati.</li><li><strong>Consulente in comunicazione</strong>: il consulente deve agire da direttore scientifico, facilitatore di processo e referente tecnico, esponendo le linee guida da seguire. Tra i suoi compiti si inseriscono la fissazione dei <em>communication goals</em> in accordo con la direzione commerciale, la supervisione scientifica dei processi di ricerca, <em>message planning</em> e <em>communication planning</em>, pre-test e verifiche di risultato, e la definizione della <em>channel strategy.</em></li><li><strong>Creativo</strong>: il creativo può ricevere il compito di elaborare un messaggio che concretizzi la linea di azione comunicativa decisa strategicamente dalla direzione e dai consulenti.</li><li><strong>Copywriter</strong>: il <em>copy</em> è responsabile della redazione dei testi, e in alcuni casi della realizzazione degli <em>scripts</em> (strutture di comunicazione).</li><li><strong>Ricercatore/analista</strong>: ha il compito di curare progetti di ricerca e realizzare raccolte dati (primari o secondari) che facciano luce sul problema, svolgendo inoltre le necessarie ricerche sui target primari e secondari. Se dotato di skills elevate, possiede le competenze per realizzare i test sperimentali di efficacia del messaggio (pre-test), ricerche qualitative e verifiche di risultato (post-campagna). Deve compiere analisi qualitative e/o quantitative.</li><li><strong>Media-planner</strong> (solo nei casi di campagne tramite mass-media): ha il compito di verificare la disponibilità dei media e acquistare gli spazi media, considerando i  tempi e momenti di esposizione esatti nei quali il messaggio deve uscire, e i canali/media sui quali si intende comparire.</li><li><strong>Key Leader Engagement Specialist</strong> (KLE): ha il compito di ingaggiare, contattare le persone chiave, i decision makers, gli influenzatori, e quando vi sono più Engager, gestire le operazioni di KLE e coordinarle</li><li><strong>Project manager</strong>: ha il compito di coordinare le diverse risorse umane, i tempi e le risorse di progetto.</li><li><strong>Finanziatore</strong>: reperisce le risorse per le diverse fasi. Può essere il titolare o un manager che gestisce un budget. Il più grave errore che può compiere è ricercare risultati elevati stirando un budget risicato su molteplici obiettivi, senza raggiungerne alcuno.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Partner potenziali e loro ruolo nella campagna di comunicazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molti progetti richiedono la presenza di partner qualificati. I partner possono essere sia strutture pubbliche e private, enti o aziende, consulenti o associazioni, fornitori o clienti, e altre entità cointeressate alla realizzazione degli obiettivi di progetto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/partnership.jpg?w=200" alt="pa" class="wp-image-801" /><figcaption>ship</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I partner devono avere ritorni forti e responsabilità accettate in modo altrettanto forte e chiaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E’ facile ignorare la responsabilità quando si è soltanto un anello intermedio in una catena di azioni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Stanley Milgram</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione di un&nbsp;<strong>network di progetto</strong>&nbsp;funge da facilitatore ed aumenta il peso politico dello stesso. Per un’azienda produttrice di utensili, riuscire a realizzare una campagna commerciale con il supporto o senza il supporto dei sui principali fornitori produce effetti decisamente diversi. Quando si riesce a creare una “cordata” di enti, aziende, persone, interessate agli esiti del progetto, il progetto ha più motori e più propulsori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un club sportivo intenzionato a promuovere una nuova disciplina, il supporto di una federazione nazionale (che faccia sentire il proprio peso politico, e organizzi una dimostrazione pratica con atleti di alto livello) può fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un produttore di software, poter disporre di testimonianze dei principali clienti sui benefici ottenuti grazie alle soluzioni progettate, farli partecipare di persona come&nbsp;<em>testimonial</em>&nbsp;di un evento informativo, rappresenta un fattore critico di successo. In tutti questi casi, la sinergia tra attori di mercato aumenta il risultato finale dell’operazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso precedentemente riportato (l’azienda&nbsp;<em>Secure</em>) la campagna commerciale per la sicurezza degli stabilimenti chimici aveva negli Assessori all’ambiente e Sindaci dei comuni del territorio un cardine fondamentale, sia per il potere di boicottaggio che essi potevano assumere verso gli “inadempienti” alla fase di verifica della sicurezza in azienda, che per il potere di facilitazione del progetto o di co-finanziamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Deve essere tuttavia evitata la frammentazione decisionale: uno specifico ente o azienda – uno solo – deve assumere la leadership di progetto e i partner devono accettare le regole decise dal Project Leader.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella definizione delle partnership il problema principale dell’azienda è quello della motivazione dei partner stessi. Il leader deve porsi il problema di collocare – sul piatto della bilancia – ritorni importanti, inclusa l’immagine del far parte del progetto ma anche la visibilità, opzioni di incremento delle vendite, e altri ritorni, che siano in grado di motivare e incoraggiare un’effettiva partecipazione dei partner.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione dei partner può essere ripagata tramite ritorni d’immagine chiari (presenza del logo su ogni comunicazione) e/o anche tramite aumenti di vendite verificabili, e altre forme di ritorno per cui i partner non stiano solo “facendo un favore” (“nessuno fa niente per niente”, è un detto decisamente applicabile nel campo del business), ma ricavino concreti benefici dal partecipare alla campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un certo senso, la vendita del progetto ai partner è un sotto-piano di comunicazione innestato nella campagna. Se questo fallisce l’azienda si troverà a gestire la campagna da sola, contando su risorse e apporti esterni che non perverranno mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Motivare significa saper “risvegliare” il desiderio di ciascuno all’interno del Team</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/motivare-significa-saper-risvegliare-il-desiderio-di-ciascuno-allinterno-del-team/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 17:37:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo a cura di: Cristina Turconi &#8211; Executive &#38; Business Coach ICF &#124; Formatrice Aziendale &#124; Facilitatrice Lavoro di Gruppo &#124; Master Practitioner in HPM™ Human Potential Modeling &#124; Consulente e Innovation Manager MISE&#160; Motivare un individuo o un gruppo di lavoro in ambito professionale può rivelarsi un’impresa difficile.&#160; Risvegliare quel desiderio a contribuire, a &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/motivare-significa-saper-risvegliare-il-desiderio-di-ciascuno-allinterno-del-team/">Motivare significa saper “risvegliare” il desiderio di ciascuno all’interno del Team</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>Articolo a cura di: Cristina Turconi &#8211; Executive &amp; Business Coach ICF | Formatrice Aziendale | Facilitatrice Lavoro di Gruppo | Master Practitioner in HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Human Potential Modeling | Consulente e Innovation Manager MISE</em>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivare un individuo o un gruppo di lavoro in ambito professionale può rivelarsi un’impresa difficile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Risvegliare quel desiderio a contribuire, a devolvere le migliori intenzioni e energie ad ogni singola prestazione, è come partire per un lungo viaggio che attraversa la storia individuale e la personalità di ciascun collaboratore.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per essere produttivi è necessario stare bene con sé stessi. Ogni responsabile dovrà fare in modo che i propri collaboratori si sentano a proprio agio nel contesto in cui si trovano ad operare, sia a livello personale che professionale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Come riuscire a trovare le chiavi di successo che possano far sentire ogni singolo collaboratore parte di qualcosa di speciale, di arricchente che doni gratificazione, stimolo e senso di appartenenza?</em></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://cristinaturconi.wordpress.com/2021/01/22/qual-e-il-colore-dello-stress-dei-tuoi-collaboratori/" target="_blank" rel="noopener">Il Modello 4Colors®</a></strong> è un valido supporto in quanto permette di decodificare <strong>4 Personalità-Colore </strong>che corrispondono a specifiche tipologie di comportamento, stile di pensiero e processo decisionale, e riconoscere ciò che è davvero importante per ogni componente del Team.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Collaboratore Rosso:</strong> [1]</p>



<ul class="wp-block-list"><li>È concentrato sui risultati e estroverso; cerca sempre di distinguersi dal gruppo.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>È come una forza motrice che traina gli altri membri che tendono a seguirlo.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Orientato all&#8217;azione, è anche veloce agli occhi di coloro che preferiscono pensare a fondo prima di agire.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Reattivo, ha difficoltà a tollerare che gli altri non vadano alla sua velocità.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Può essere molto critico nei confronti degli altri rossi della squadra con cui è in competizione, così come delle decisioni prese dal suo capo, dal quale si aspetta una competenza estrema e un modello da seguire.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>A seconda della situazione, può diventare un leader positivo o un leader negativo. Gioca il ruolo di “capitano”, il capitano della squadra o del progetto.&nbsp;</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fattori chiave:</strong> dominare – combattere – sfidare &#8211; superare sé stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img decoding="async" src="https://cristinaturconi.files.wordpress.com/2021/04/img_1727.jpg?w=628" alt="Motivare significa saper “risvegliare” il desiderio di ciascuno all’interno del tuo Team" class="wp-image-866" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Collaboratore Giallo:&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>È concentrato sulle relazioni ed estroverso; il giallo è quello con la più naturale propensione a comunicare e a interagire in quanto ha “bisogno degli altri”.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Un giallo in una squadra è come il tuorlo in una maionese! Porterà il suo dinamismo, il suo entusiasmo, il suo calore, il suo umorismo, il suo senso del compromesso per mantenere attive le connessioni con tutti gli altri.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Ha un enorme bisogno di riconoscimento e ama essere visto nella sua “unicità” e “preziosità”.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Lavora bene solo in un&#8217;atmosfera piacevole che tende a far dimenticare l’orientamento ai risultati.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Per lui è difficile non poter piacere a tutti, soprattutto ai blu che sono infastiditi dalla sua estroversione e dalla sua energia esuberante.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Svolge il ruolo di colui che sforna idee originali, stimoli innovativi e creatività.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fattori chiave:</strong> influenzare – creare – giocare &#8211; lavorare con piacere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Collaboratore Verde:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>È orientato alle relazioni ma introverso, mostra grande capacità di ascolto, empatia e rispetto per gli altri.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>È riconosciuto come un membro flessibile con cui è facile cooperare.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>È disposto ad accettare le decisioni degli altri pur di evitare conflitti.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Messo in una situazione di stress, come in un contestoi di cambiamento, può sviluppare una sorta di “immobilismo&#8221; caratterizzata da una lentezza estrema che irriterà i rossi.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>È il guardiano della coerenza e della perseveranza e tende a costruire relazioni profonde, durature e fedeli.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fattori chiave:</strong> essere utile agli altri &#8211; portare stabilità e coerenza al gruppo &#8211; prendersi cura delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-rounded"><img decoding="async" src="https://cristinaturconi.files.wordpress.com/2021/04/img_1511.jpg?w=741" alt="Motivare significa saper “risvegliare” il desiderio di ciascuno all’interno del tuo Team" class="wp-image-867" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Collaboratore Blu:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>È orientato al compito e introverso; è il meno compatibile per natura a lavorare in gruppo in quanto preferisce lavorare da solo (possibilmente con la porta chiusa).</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Il suo essere riflessivo e metodico,  aiuta ad analizzare in profondità ogni compito infondendo calma e sicurezza al gruppo.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>È prezioso per perseguire compiti complessi a lungo termine ai i quali riserverà sempre lo stesso livello di cura e impegno.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Il suo senso del rigore gli impedisce di lavorare e divertirsi allo stesso tempo.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>La sua mancanza di leggerezza e la sua eccessiva rigidità possono generare conflitti con i gialli.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>I rossi lo criticheranno per essere troppo perfezionista, troppo lento e poco assertivo.&nbsp;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>È colui che raccoglie tutte le informazioni necessarie prima di iniziare qualsiasi compito e verifica con estrema pignoleria le criticità di ogni progetto.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fattori chiave:</strong> perseguire alti standard di qualità &#8211; sicurezza &#8211; analisi delle criticità &#8211; pianificazione e metodo – cura del dettaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Salvaguardare I fattori chiave di ogni Personalità-Colore significa lavorare per alimentare le energie motivazionali di tutto il Team.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che ogni singolo collaboratore si sentirà accettato, apprezzato e vedrà riconosciuta l’unicità del suo contributo al gruppo, sarà stimolato a contribuire al team stesso di cui fa parte o al suo benessere complessivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi approfondire il Modello 4Colors® trovi un&#8217;altro articolo qui: <a href="https://cristinaturconi.wordpress.com/2021/02/21/il-processo-creativo-a-colori-approcci-alla-creativita-e-al-problem-solving-nei-team/" target="_blank" rel="noopener">Il Processo creativo a colori &#8211; Approcci alla creatività e al Problem solving nei Team</a> </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><br><br>[1] Manager avec les couleurs; Forger son propre style. Motiver chaque collaborateur. Maitriser les situations de management &#8211; B. Boussuat, P. David, J.M. Lagache &#8211; Dunod, Paris 2008.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cristina Turconi<br>Executive &amp; Business Coach ICF | Formatrice Aziendale | Facilitatrice Lavoro di Gruppo | Master Practitioner in HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Human Potential Modeling | Consulente e Innovation Manager MISE </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="http://www.cristinaturconi.it/" target="_blank" rel="noopener">Sito Cristina Turconi – Sviluppo del Potenziale Individuale, dei Team e delle Imprese</a><br><a href="https://wordpress.com/post/cristinaturconi.wordpress.com/283" target="_blank" rel="noopener">Cristina Turconi – Blog WordPress</a><br><a href="https://www.linkedin.com/in/cristina-turconi/" target="_blank" rel="noopener">Cristina Turconi – Linkedin</a><br><a href="https://www.facebook.com/turconicristina" target="_blank" rel="noopener">Cristina Turconi – Facebook</a></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Temi e keywords per l’articolo sono:</strong></p>



<ul class="has-small-font-size wp-block-list"><li>4 Colori</li><li>A cosa serve la formazione aziendale?</li><li>Carattere e comportamento</li><li>Carattere personalità esempi</li><li>Carattere tipi</li><li>Che cosa si intende per comunicare</li><li>Colori</li><li>Come si fa un piano di formazione?</li><li>Comunicazione</li><li>Comunicazione Aziendale</li><li>Cosa ci si aspetta da un corso di formazione?</li><li>Cos’è la personalità</li><li>Cosa vuol dire formazione</li><li>Disc</li><li>Disc italiano</li><li>Facilitazione</li><li>Facilitazione lavoro di gruppo</li><li>Formazione</li><li>Formazione aziendale</li><li>Formazione team</li><li>Gruppo</li><li>Gruppo di lavoro</li><li>I 4 colori della personalità</li><li>La teoria dei 4 colori della personalità</li><li>Lavoro di gruppo</li><li>Lavoro di squadra</li><li>Lavoro in team</li><li>Metodo 4Colors®</li><li>Modello Disc</li><li>Personalità</li><li>Personalità e carattere</li><li>Personalità sinonimo</li><li>Personalità test</li><li>Squadra</li><li>Team</li><li>Teorema dei 4 colori</li><li>Test 4Colors®</li><li>Test Disc</li><li>Tratti di personalità definizione</li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/motivare-significa-saper-risvegliare-il-desiderio-di-ciascuno-allinterno-del-team/">Motivare significa saper “risvegliare” il desiderio di ciascuno all’interno del Team</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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