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	<title>vocazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>vocazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Performance evolutiva: il fine ultimo è il viaggio o la meta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 09:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Rimane da sfatare un mito: il concetto che le performance siano un fine ultimo, un risultato in sé. Nei fatti, le performance sono un ponte verso traguardi molto più alti. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/performance-evolutiva-il-fine-ultimo-e-il-viaggio-o-la-meta/">Performance evolutiva: il fine ultimo è il viaggio o la meta?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimane da sfatare un mito: il concetto che le performance siano un fine ultimo, un risultato in sé. Nei fatti, le performance sono un ponte verso traguardi molto più alti. Senza traguardi nobili le performance sono inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste una sacralità delle performance: lavorare per una causa nobile, sentirsi parte di un disegno importante, superiore. Possiamo anche parlare di una sacralità del viaggio della persona verso una situazione migliore: ogni elevazione del proprio stato, anche marginale, è un inno alla vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fate tutto il bene che potete, con tutti i mezzi che potete,</em> <em>in tutti i modi che potete,</em> <em>in tutti i luoghi che potete, a tutta la gente che potete,</em> <em>per tutto il tempo che potete.</em> <em>J</em>ohn Wesley</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema delle performance costringe a toccare un aspetto fondamentale, lo spirito vitale dell’uomo, la sua capacità o potere di raggiungere obiettivi o di risolvere problemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche qui voglio rendere un omaggio a Rogers proseguendo nella sua citazione, in cui egli coglie appieno il problema:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;&#8230;se il soggetto riesce ad integrarsi al punto di potersi occupare di un problema con indipendenza, responsabilità e organizzazione maggiori, e con confusione minore, allora affronterà nello stesso modo anche altri problemi<a id="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a>.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di Rogers riescono a contenere, in una frase, interi trattati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella loro sintesi racchiudono formule complesse, nemmeno troppo nascoste. Frasi che probabilmente sono destinate ad essere comprese tra secoli, e almeno a due livelli: il livello normale, e quello iniziatico di chi legge il testo con una ricerca di senso profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa frase notiamo numerosi spunti. Vediamoli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>“I<em>ntegrarsi</em>”. Integrare qualcosa significa che esistono porzioni separate da ricongiungere. È quello che cerchiamo di fare con il metodo HPM, riferendoci alle 6 caselle in cui si dividono le energie personali che alimentano le performance (energie fisiche, motivazione, micro competenze, macro competenze, progettualità, valori). Tuttavia, “integrarsi” può avere anche un senso quando si esaminano i diversi settori di un’azienda, per capire se lavorano assieme verso uno scopo comune o costituiscono tante piccole “parrocchie” in lotta tra loro.</li>



<li>“<em>Indipendenza</em>”. Essere indipendenti nel giudizio richiede il possesso di competenze. Più sai, meno ti fregheranno. Servono quindi per poter accrescere l’indipendenza, il numero e qualità di competenze nelle persone.</li>



<li>“<em>Con confusione minore</em>”. Il termine “confusione” fa riferimento al problema che in fisica viene denominato <em>entropia</em>, ovvero la dispersione. Il dis-ordine, la perdita di coerenza e organizzazione in un sistema. Il <strong>degrado entropico</strong> è un fenomeno che i sistemi subiscono per effetto del tempo e delle leggi del caos. Quindi, è importante capire dove, nel sistema individuo, si crea confusione, si creano incoerenze e dissonanze che frenano la persona e le sue performance, su che piani avvengono le incoerenze, e come poterle affrontare.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andare a caccia di dissonanze</strong>. Quali sono alcuni fenomeni di dissonanza che notiamo in noi (es.: tra ragione e istinti, valori dichiarati, pensieri inespressi, e comportamenti reali)? Di cosa possono essere sintomo? Quali azioni possiamo mettere in campo per ridurre la dissonanza e aumentare la coerenza tra nostri valori e nostre azioni?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trattare le dissonanze ha anche implicazioni terapeutiche e psicoterapeutiche. In cosa la persona è “confusa”, perché lo è, quali forze contrastanti lo confondono? Come ricostruire una sana sensazione di “direzionalità”, più efficace, più felice? Come mettere mano all’organizzazione delle priorità personali? Come dare ascolto agli istinti e non sopprimerli?</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Op. cit, p. 14</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sacralità interiore</li>



<li>Performance consapevole</li>



<li>Vocazione</li>



<li>Missione personale</li>



<li>Espressione del sé</li>



<li>Autenticità</li>



<li>Energia spirituale</li>



<li>Presenza mentale</li>



<li>Forza etica</li>



<li>Centratura</li>



<li>Atto sacro</li>



<li>Allineamento mente-cuore</li>



<li>Rispetto per il proprio potenziale</li>



<li>Responsabilità personale</li>



<li>Intento profondo</li>



<li>Elevazione dell’azione</li>



<li>Flow spirituale</li>



<li>Valori incarnati</li>



<li>Disciplina interiore</li>



<li>Connessione con l’alto (metaforico o spirituale)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Emozioni Alfa ed Emozioni Beta &#8211; Impegnarsi in una Vocazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 08:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[brani di vita]]></category>
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		<category><![CDATA[emozioni positive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance, Franco Angeli, Milano Daniele Trevisani &#8211; Info sull’autore www.danieletrevisani.it www.studiotrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it Divertiti. Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa. Bruce Lee &#160; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10529" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="79" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1.jpg 361w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1-300x79.jpg 300w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</p>
<p>Daniele Trevisani &#8211; Info sull’autore <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></p>
<blockquote><p>Divertiti.<br />
Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato,</p>
<p>perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa.</p>
<p>Bruce Lee</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<h2><a name="_Toc420575188"></a>La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; rende gli obiettivi facili o difficili</h2>
<p>L&#8217;intera questione delle emozioni alfa e emozioni beta ruota attorno a:</p>
<ul>
<li>vivere intensamente il progetto, la via, il percorso &#8211; emozioni <em>beta</em> &#8211; e</li>
<li>cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere o che ci assegnano &#8211; emozioni <em>alfa</em>.</li>
</ul>
<p>I mix emotivi che si generano nelle situazioni reali. Es, volere il risultato ma volerlo subito e detestare il percorso di costruzione che ti ci porta, oppure amare il viaggio sino a considerare irrilevante la meta, e tante altre condizioni intermedie.</p>
<p>Queste &#8220;faccende&#8221; sono talmente importanti per le performance, e piene di sfumature, che vanno affrontate obbligatoriamente, se vogliamo mai avere speranza di compiere performance davvero eccezionali ma anche avere un vissuto appagante nella vita di chi le compie.</p>
<p>Si, a volte diciamo che il viaggio è persino più appagante della meta. Ma per chi si occupa di performance, queste semplificazioni sono solo l&#8217;inizio. Vanno approfondite.</p>
<p>La tematica del raggiungimento di obiettivi è ampiamente trattata in campo strategico e aziendale.  Obiettivi. Obiettivi. Obiettivi. Tutto ruota attorno agli obiettivi, sino a perdere di vista chi è che li deve raggiungere &#8211; esseri umani e non macchine &#8211; e quali energie mentali servano, in che stato sono queste &#8220;macchine&#8221;.</p>
<p>Immaginate di dare un obiettivo semplicissimo ad una persona depressa. Una persona realmente depressa troverà difficile persino alzarsi dal letto.</p>
<p>L&#8217;obiettivo diventa semplice o facile in funzione di dove si posiziona la <strong>soglia di efficacia personale</strong>.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-11519 size-full" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1.jpg" alt="Soglia di efficacia personale" width="1174" height="414" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1.jpg 1174w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-600x212.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-300x106.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-768x271.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-1024x361.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-900x317.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 1174px) 100vw, 1174px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ognuno di noi può esercitarsi nell&#8217;individuare:</p>
<ul>
<li><strong>Obiettivi di tipo A1</strong>: quello che sento di poter fare con assoluta tranquillità, qualcosa di &#8220;tranquillo&#8221;, niente di sfidante per me.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo A2</strong>: quello che sento di poter fare ma mi richiede un impegno e attenzione particolari. Rientra comunque tra &#8220;ciò che sento di poter fare&#8221;.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo B1</strong>: obiettivi &#8220;quasi alla portata&#8221;, ciò che riuscirei a fare bene ma solo in parte, e sento che per poterlo fare bene devo ancora apprendere qualcosa, o mi <strong>serve ancora qualche ingrediente</strong>.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo B2</strong>: obiettivi con larga probabilità di fallimento, temi su cui qualcosa conosco, qualcosa so fare, ma per raggiungerli sento che devo ancora apprendere molto, li sento ancora molto lontano e difficili.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo C</strong>: non è fattibile ora, ma non è molto lontano da quello che sento di poter fare, se iniziassi ad esercitarmi. Per ora è fuori dalla mia portata ma non è detto lo sia per sempre.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo D</strong>: troppo lontano, troppo difficile, impossibile per me, adesso e per sempre.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;asticella con cui misuriamo questi obiettivi diventa il Potere Personale.</p>
<p>Figuriamoci cosa accade quando diamo un obiettivo ad una persona demotivata. O, se lo riceviamo noi stessi e non ci crediamo. Cosa facciamo?</p>
<p>Possiamo cercare di aumentare il nostro Potere Personale, alzare l&#8217;asticella con cui misuriamo gli eventi, o abbandonarne persino l&#8217;idea. Cosa fare, in questo caso, diventa un modo di vivere la vita.</p>
<h2>Obiettivi ed emozioni</h2>
<p>Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di negarle o posticiparle sino alla morte.</p>
<p>Il mondo del <em>time management</em>, la gestione del tempo, e più in generale delle risorse limitate &#8211; fa troppo conto su fogli di Excel e poco conto sul mondo delle emozioni che proviamo nel fare qualcosa, o nel dirigerci verso uno scopo.</p>
<p>Sembrano due terreni diversi, ma in realtà lo sfondo emotivo è il vero substrato dei risultati.</p>
<p>Noi dedichiamo il nostro tempo migliore e le nostre risorse migliori a ciò che ci nutre, a ciò che ci gratifica, e fuggiamo tutto il resto.</p>
<p>Una cultura della consapevolezza deve portare le persone ad essere più consce di quali obiettivi o stati vuole raggiungere, e di come utilizza il suo tempo. Una scarsa consapevolezza vede invece le persone in <strong>uno stato di divario, di scostamento, tra ciò che desideri e come utilizzi realmente il tuo tempo.</strong></p>
<p>Percepisci una dissonanza, un allarme, ogni volta che senti di dedicare tempo a qualcosa che non senti essere la tua vera vita. O cerchi un perchè in quello che fai, e questo perchè non lo trovi o fai sempre più fatica a trovarlo.</p>
<p>La ricerca del perchè, la ricerca di un bisogno di &#8220;senso&#8221; è sacra. Si tratta solo di ascoltarla.</p>
<p>In molte aziende ci si dedica alla pianificazione solo quando si è obbligati, mentre guidare un “muletto” o una ruspa gratificherebbe di più. Riempiamo le giornate &#8211; e a volte interi brani di vita &#8211;  a correre come formiche anziché concentrarci su cosa è importante. Sul cosa fare e sul perchè.</p>
<p>Cerchiamo invece di impegnarci in una vocazione o interesse, e impariamo a sentire il fluire delle energie, la dove prima vedevamo solo azioni vuote. Tutto cambierà.</p>
<p>__________</p>
<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</p>
<p>Daniele Trevisani &#8211; Info sull’autore <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></p>
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