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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>Il marketing delle relazioni nella comprensione del valore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 10:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Il cliente può avere difficoltà, o non percepire immediatamente, il valore che si nasconde dietro la soluzione o il prodotto. Tra gli errori più gravi del venditore vi è senza dubbio la “presunzione della &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente può avere difficoltà, o non percepire immediatamente, il valore che si nasconde dietro la soluzione o il prodotto. Tra gli errori più gravi del venditore vi è senza dubbio la “presunzione della chiarezza del valore”.. Compiere questo errore significa supporre che il cliente debba cogliere il valore di una proposta automaticamente. Significa pretendere che tutti debbano vedere e capire ciò che noi vediamo e capiamo perfettamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia cognitiva ci aiuta a capire questo fenomeno. È per tutti scontato che nell’insieme di chiazze sottostanti sia presente qualcosa?</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="998" height="824" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Principio-dellemergenza-della-percezione.jpg" alt="" class="wp-image-26293" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Principio-dellemergenza-della-percezione.jpg 998w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Principio-dellemergenza-della-percezione-300x248.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Principio-dellemergenza-della-percezione-768x634.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Principio-dellemergenza-della-percezione-175x144.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Principio-dellemergenza-della-percezione-450x372.jpg 450w" sizes="(max-width: 998px) 100vw, 998px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’immagine dimostra il “principio dell’emergenza” nella percezione. Le regioni locali dell’immagine non contengono sufficiente informazione per formulare un’ipotesi di contenuto, ma non appena l’immagine viene riconosciuta come quella di “un cane”, i contorni percettivi della figura iniziano a prendere forma, riempiendo i perimetri visuali in regioni nelle quali i contorni sono assenti nello stimolo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente, il dalmata che annusa la strada diventerà una normalità per chi è abituato a vederlo, ma non necessariamente per un osservatore casuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso processo di percezione si applica all’impresa e ai suoi servizi. Ad esempio, per l’impresa che propone servizi internet o formazione aziendale, il potenziale e il valore delle soluzioni offerte sono chiari, palesi, e “parlano da soli”. Per il cliente no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo, ed in altri casi, il cliente va “aiutato a capire”, il che è possibile solamente adottando un approccio centrato sul cliente. Adottare un approccio di vendita e di marketing “centrato sul cliente” significa riconoscere due cose: (1) il cliente non è né un “pollo da spennare”, un soggetto al quale chiedere tanto per poi dare poco, né (2) il padrone dell’azienda o del venditore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente è semplicemente una persona, un soggetto, con il quale dobbiamo stabilire un rapporto di business franco, diretto, personale. La base delle relazioni di successo è la trasparenza reciproca. Il cliente è un soggetto che deve essere capito in profondità, ma che al tempo stesso deve essere stimolato a rapportarsi verso l’azienda con la stessa volontà di comprendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa differenziazione emerge ad esempio nel modo di gestire le obiezioni o di fissare il prezzo. Le scuole tradizionali di vendita insegnano a fissare il prezzo partendo da un punto superiore (<em>target price</em>) per poi scendere a prezzi più bassi man mano che prosegue la trattativa, sino al punto di cedimento (soglia inferiore del range negoziale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio centrato sul cliente produrrebbe invece una modalità di comunicazione del prezzo di questo tipo, di fronte ad un’obiezione: «abbiamo analizzato in profondità i tuoi obiettivi, abbiamo capito che l’azienda è a questo punto del suo ciclo di vita, e vuole fare un salto di qualità. Abbiamo analizzato assieme cosa occorre per fare questo salto, quali sono le risorse necessarie. Se mi chiedi di tagliare il prezzo devi però dirmi cosa vuoi tagliare, quali obiettivi non vuoi più raggiungere, o se vuoi impiegare risorse di qualità più scarsa. È questo che vuoi? Proviamo a ripercorrere assieme cosa succede nel caso A, e cosa può succedere nel caso B &#8230;. Tu dove vuoi arrivare veramente?». Il marketing moderno non è il “regno del più furbo”, ma il regno delle relazioni. Soltanto chi riuscirà a stabilire relazioni forti, empatiche e reciprocamente umane con il cliente può aspirare a qualche forma di successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Principio dell’emergenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ipotesi di contenuto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perimetri visuali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimolo reale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approccio centrato sul cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Range negoziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Target price</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fidelizzazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer relationship management (CRM)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interazione cliente-azienda</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalizzazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer satisfaction</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer loyalty</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Retention marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Programmi fedeltà</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione bidirezionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer engagement</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer lifetime value (CLV)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer retention</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer-centric</p>



<p class="wp-block-paragraph">Advocacy del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione della clientela</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing di relazione</p>
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			</item>
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		<title>La Gestalt del prodotto: una visione d&#8217;insieme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 14:11:05 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-gestalt-del-prodotto-una-visione-dinsieme/">La Gestalt del prodotto: una visione d&#8217;insieme</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “</strong><a href="https://amzn.to/3ARSY65" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</strong></a><strong>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</strong></p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Il set percettivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il set percettivo è un contesto situazionale ampio, che coinvolge le esperienze precedenti dell’individuo e determina l’inquadramento delle nuove informazioni in ingresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base al fenomeno del set percettivo, le persone si auto-condizionano a valutare le esperienze successive sulla base delle prime esperienze. Le prime esperienze di prodotto, in altre parole, formano un <em>imprinting</em>, una &#8220;marchiatura&#8221; dell&#8217;azienda, uno schema di riferimento valutativo che guiderà le future considerazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, una lettera sbagliata, un sito internet mal progettato e dilettantesco, un catalogo male impaginato, macchie, errori grammaticali e ortografici &#8211; producono un filtro negativo che guiderà  le valutazioni future del cliente. Le valutazioni di un singolo elemento si trasferiscono per osmosi all&#8217;intero sistema aziendale. Se così poca cura è stata posta in una semplice lettera  &#8211; pensa il cliente &#8211; cosa succederà poi a livello di prodotti, o di assistenza e garanzie?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il set percettivo, pertanto ci induce a sottolineare l’importanza della cura progettuale degli elementi di primo impatto nei prodotti, e  &#8211; in generale &#8211; la cura di qualsiasi prima occasione di incontro tra azienda e cliente, o tra persone che non si conoscono ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le prime impressioni guidano le impressioni future</strong>. Modificare le impressioni successive ad una serie di valutazioni iniziali negative, i primi momenti di impatto avuti dal cliente, è opera ardua, e richiede molto sforzo (inversione di atteggiamento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno della persistenza dell&#8217;impressione porta il soggetto a ragionare sulla base di <strong>regole euristiche</strong>. Le euristiche sono modalità di ragionamento stereotipiche, che utilizzano particolari frame o set percettivi per guidare le future analisi degli oggetti o delle persone. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca dell&#8217;evitazione di dissonanza cognitiva dirige la percezione lungo una linea di stabilità e uniformità con le sensazioni iniziali. Se il sito internet dell&#8217;azienda (elemento altamente esposto nella linea di visibilità) contiene errori o produce immagine negativa, il cliente sarà portato a ricercare errori e negatività anche in altre parti dell&#8217;azienda. Se l&#8217;impressione iniziale è positiva, gli errori successivi verranno valutati meno negativamente, godendo di un &#8220;bonus&#8221; euristico, che porta il cliente a convincersi che si tratta di &#8220;errori passeggeri&#8221; e non di &#8220;errori fondamentali&#8221;.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La Gestalt del prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della Gestalt può essere considerata &#8211; in linea molto semplificata &#8211; una scuola di pensiero nella quale si pone attenzione ai rapporti tra un &#8220;tutto&#8221; e i suoi componenti, tra elemento e insieme di appartenenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche sottolineano che le persone, andando alla ricerca di una coerenza con i propri costrutti mentali, mettono in pratica comportamenti di percezione selettiva, percezione distorsiva e attenzione selettiva. In altre parole, filtrano la realtà e cercano di ricostruirla per ridare ad essa un senso. Nel farlo, utilizzano dei &#8220;set&#8221; o &#8220;<em>frame</em>&#8221; (punti di osservazione e modalità di inquadramento), come linee guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ripercussioni sulla fruizione del prodotto e sulla customer satisfaction sono numerose. Le caratteristiche del prodotto possono infatti venire giudicate in maniera diversa &#8211; più o meno positiva &#8211; a seconda del frame adottato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di marketing, questo determina un fenomeno di imprinting (marchiatura), per cui le sensazioni iniziali in un rapporto con il prodotto formano il set (o <em>frame</em>) attraverso il quale il resto dell’esperienza verrà filtrato. Se esse sono negative, tutto il resto della prestazione verrà giudicato tramite un filtro negativo. Ad esempio, una grave &#8220;gaffe&#8221; comportamentale nei primi secondi di una presentazione di vendita (se il soggetto viene colto mentre fa cenni di nascosto ad un suo collega) è in grado di instillare un frame di sospetto e atteggiamento negativo per tutto il resto dell&#8217;incontro. Allo stesso modo, un sito internet poco curato produce un transfer di immagine negativa di cui soffrirà sia la vendita che la valutazione del prodotto.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le illusioni percettive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzare la Gestalt di marketing significa valutare :</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>le interazioni tra i molteplici elementi (parti) di cui si compone il prodotto/servizio/prestazione, e</li>
<li>l&#8217;effetto complessivo che ne emerge, in termini di impatto sul cliente.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Significa quindi andare oltre la semplice somma delle parti, e capire l&#8217;effetto complessivo, globale, sinergico, di un insieme di input con i quali il cliente viene a contatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della Gestalt<a href="applewebdata://8B96A899-DF0E-4AC1-B326-5F53114C7227#_ftn1"><sup>[1]</sup></a> ha evidenziato come, di fronte ad un insieme di percezioni, colui che percepisce tende ad organizzare i diversi stimoli in maniera coerente secondo schemi precostituiti, ed il tutto crea qualcosa di diverso dall’insieme delle parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La percezione è qualcosa di più di una semplice &#8220;ricezione&#8221; passiva di stimoli, ma diviene nella mente umana &#8220;organizzazione&#8221; attiva degli stimoli provenienti dall&#8217;esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto o servizio offerto è quindi una Gestalt, una realtà complessa superiore ad una semplice somma di componenti : l’organizzazione del design del prodotto e la somma dei suoi elementi percettivi (visivi, olfattivi, tattili, gustativi), creano una realtà che è diversa dalla somma delle parti, un&#8217;entità che acquista una personalità propria anche in relazione a come i diversi componenti si rapportano tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impresa stessa, il valore del suo marchio, il valore della sua offerta, costituiscono un&#8217;insieme di Gestalt di livello ancora superiore. Le implicazioni che ne derivano sono la contaminazione continua (positiva o negativa) tra elementi comunicativi dell&#8217;impresa, tra la comunicazione del sito web e una visita aziendale, tra il packaging e la pubblicità, tra una promozione e la percezione del valore del marchio, in un crescendo di interazioni complesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca della strutturazione e della congruenza con i propri schemi cognitivi è una delle costanti della mente umana. Il tentativo di semplificazione della complessità, la ricerca di categorie in cui incasellare gli eventi e le cose, la strutturazione di elementi in insiemi omogenei, nasce da un bisogno di consistenza, di coerenza tra elementi, di omogeneità di senso e significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni per la psicologia del prodotto sono numerose e si riferiscono alla necessità di considerare il prodotto anche nei suoi minimi dettagli. L&#8217;<strong>esperienza totale di prodotto</strong> (ETP) si forma per organizzazione di una molteplicità di dettagli.  La somma dei dettagli costruisce una Gestalt di prodotto &#8211; una visione d&#8217;insieme. Ogni dettaglio del prodotto è significativo, coerente o incoerente, consonante o dissonante, rispetto all’immagine globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente non valuta un prodotto o un’impresa per quello che sono realmente. Egli elabora input che provengono da un <strong>insieme percettivo di contatto</strong> (ogni elemento, oggetto, persona, lettera, packaging, media, che veicola qualcosa dell&#8217;impresa e del prodotto, nel momento in cui il cliente li incontra).  Questo insieme di contatto può produrre informazioni distorte o divergenti dalle intenzioni aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di elementi dissonanti, in questo insieme, contravviene al tentativo del consumatore di formare una immagine coerente di prodotto, e genera un effetto negativo a catena su tutto il processo valutativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, nelle prime fasi di contatto con l’impresa, potrebbe succedere che (1) venga visitato innanzitutto il sito aziendale con funzione di orientamento e valutazione preliminare, e (2) vengano ricercate informazioni ulteriori sulla società tramite altre fonti. Se il sito aziendale è sbagliato e proietta un&#8217;immagine negativa, le ricerche ulteriori di informazioni sull’impresa saranno guidate da un tentativo latente di ottenere conferme negative, che rinforzino l’opinione iniziale scaturita dalla navigazione del sito, ed evitino l’instaurarsi di una dissonanza interna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le contaminazioni tra elementi possono portare a detrazioni di immagine le quali si traducono immediatamente in riduzioni di fatturato, nel momento stesso in cui generano una minore propensione all&#8217;acquisto.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Gli schemi cognitivi e la valutazione del prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli psicologi della Gestalt<a href="applewebdata://8B96A899-DF0E-4AC1-B326-5F53114C7227#_ftn2"><sup>[2]</sup></a> sono stati in grado di scoprire alcuni principi fondamentali dell’organizzazione visiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che i principi di organizzazione visiva della Gestalt  suggeriscono è che le persone vedono la realtà secondo schemi cognitivi forniti anche da variabili culturali e apprese, non solo innate. I principi della Gestalt rinforzano la nozione che il mondo non sia semplicemente e oggettivamente “là fuori”, ma venga costruito attivamente dai processi di percezione, a seconda di quali “parti del mondo” si decida di osservare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di impatto, ogni esperienza soggettiva è condizionata dagli schemi appresi, cioè dai &#8220;filtri&#8221; con i quali abbiamo appreso a guardare il mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo spiega, tra l’altro perché sia possibile che alcune persone povere considerino la propria vita dignitosa e felice, mentre per alcune persone ricche la vita sia un inferno, piena di preoccupazioni, stress e ansia, fino al suicidio. </p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Benchmarking percettivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In termini aziendali, la Gestalt evidenzia la necessità di prestare attenzione non solo alle caratteristiche del prodotto &#8220;isolato&#8221;, ma anche al suo posizionamento relativo rispetto alla concorrenza. Questo posizionamento può essere rilevato efficacemente attraverso apposite indagini di <strong>benchmarking</strong> (valutazione comparativa delle prestazioni), sviluppando sia benchmarking tecnologici (basati su variabili fisiche, es: misurazione comparativa del grado di resistenza allo sforzo di un utensile) che benchmarking percettivi (basati su variabili psicologiche, es: misurazione comparativa dell&#8217;efficacia comunicazionale di siti internet aziendali e della concorrenza).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineato, ogni valutazione assume rilevanza soprattutto quando elementi estranei al prodotto aiutano il soggetto a &#8220;collocare&#8221;, &#8220;piazzare&#8221; un input in un contesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, molte persone apprendono a godere delle piccole cose solo dopo essere stati ammalati o in ospedale per lungo tempo. I problemi di ieri che parevano insormontabili acquistano una nuova connotazione e ora sembrano sciocchezze. Questo effetto produce un <em>refraiming</em> cognitivo, in cui vengono riviste le categorie mentali di giudizio. Ciò che circonda la persona ne influenza le valutazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di <strong>psicologia del prodotto</strong>, la trasposizione delle leggi della Gestalt richiede capacità di :</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>(1) cogliere il “tutto” del prodotto nella fase di progettazione (elementi visivi, percettivi, prestazionali, di servizio, di comunicazione e di contatto),</li>
<li>(2) capire il ruolo delle singole parti nella formazione della Gestalt del prodotto e all’interno dei diversi costrutti mentali dell’individuo,</li>
<li>(3) comprendere gli elementi di contesto che agiscono sulla valutazione del cliente e la modificano. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di <strong>comunicazione di vendita</strong>, emerge innanzitutto la capacità di saper contestualizzare l’intervento proposto all’interno di altre soluzioni ben meno efficaci. Questo permette di far risaltare l’intervento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio: </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sig. Rossi, dopo quello che ci siamo detti, vorrei ricapitolare alcune cose: sarebbe possibile fare un intervento – chiamiamolo intervento di emergenza, con il quale l’azienda risparmia apparentemente, ma che porta a ripresentarsi il problema tra pochi anni. La seconda modalità, chiamiamola strada B, produrrebbe risultati altrettanto insoddisfacenti. È disponibile un’alternativa, la strada C, che permette&#8230;..» (soluzione soddisfacente). </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’emergere della soluzione soddisfacente all’interno di un contesto di soluzioni lacunose, è in grado di esaltarne la forza.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La Gestalt e la comprensione del valore del prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente può avere difficoltà, o non percepire immediatamente, il <strong>valore che si nasconde dietro la soluzione o il prodotto. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli errori più gravi del venditore vi è senza dubbio la “presunzione della chiarezza del valore”.. Compiere questo errore significa supporre che il cliente debba cogliere il valore di una proposta automaticamente. Significa pretendere che tutti debbano vedere e capire ciò che noi vediamo e capiamo perfettamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, per l’impresa che propone servizi internet o formazione aziendale, il potenziale e il valore delle soluzioni offerte sono chiari, palesi, e “parlano da soli”. Per il cliente no. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo, ed in altri casi, il cliente va “aiutato a capire”, il che è possibile solamente adottando un approccio centrato sul cliente. Adottare un approccio di vendita e di marketing “<strong>centrato sul cliente</strong>” significa riconoscere due cose: (1) il cliente non è né un “pollo da spennare”, un soggetto al quale chiedere tanto per poi dare poco, né (2) il padrone dell’azienda o del venditore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente è semplicemente una persona, un soggetto, con il quale dobbiamo stabilire un rapporto di business franco, diretto, personale. La base delle relazioni di successo è la trasparenza reciproca. Il cliente è un soggetto che deve essere capito in profondità, ma che al tempo stesso deve essere stimolato a rapportarsi verso l’azienda con la stessa volontà di comprendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa differenziazione emerge ad esempio nel modo di gestire le obiezioni o di fissare il prezzo. Le scuole tradizionali di vendita insegnano a fissare il prezzo partendo da un punto superiore (<em>target price</em>) per poi scendere a prezzi più bassi man mano che prosegue la trattativa, sino al punto di cedimento (soglia inferiore del range negoziale). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio centrato sul cliente produrrebbe invece una modalità di comunicazione del prezzo di questo tipo, di fronte ad un’obiezione: «abbiamo analizzato in profondità i tuoi obiettivi, abbiamo capito che l’azienda è a questo punto del suo ciclo di vita, e vuole fare un salto di qualità. Abbiamo analizzato assieme cosa occorre per fare questo salto, quali sono le risorse necessarie. Se mi chiedi di tagliare il prezzo devi però dirmi cosa vuoi tagliare, quali obiettivi non vuoi più raggiungere, o se vuoi impiegare risorse di qualità più scarsa. È questo che vuoi? Proviamo a ripercorrere assieme cosa succede nel caso A, e cosa può succedere nel caso B &#8230;. Tu dove vuoi arrivare veramente?».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing moderno non è il “regno del più furbo”, ma il regno delle relazioni. Soltanto chi riuscirà a stabilire relazioni forti, empatiche e reciprocamente umane con il cliente può aspirare a qualche forma di successo.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://8B96A899-DF0E-4AC1-B326-5F53114C7227#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Il termine tedesco Gestalt non ha traduzione esatta in Italiano. I significati più vicini sono: forma, struttura, complesso, insieme. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://8B96A899-DF0E-4AC1-B326-5F53114C7227#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> Tra cui Max Wertheimer (1880-1943), Wolfgang Köhler (1887-1967) e Kurt Koffka (1886-1941).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.iit/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo La Gestalt del prodotto : una visione d&#8217;insieme sono</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Set percettivo</li>
<li>Filtri percettivi</li>
<li>Imprinting</li>
<li>Regole euristiche</li>
<li>Prime impressioni</li>
<li>Gestalt</li>
<li>Frame</li>
<li>Esperienza totale di prodotto</li>
<li>Visione d’insieme</li>
<li>Insieme percettivo di contatto</li>
<li>Benchmarking percettivo</li>
<li>Valutazione comparativa delle prestazioni</li>
<li>Psicologia del prodotto</li>
<li>Comunicazione di vendita</li>
<li>Approccio centrato sul cliente</li>
<li>Target price</li>
<li>Relazioni empatiche</li>
<li>Valore del prodotto</li>
<li>Attenzione selettiva</li>
<li>Percezione selettiva</li>
<li>Costrutti mentali</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-gestalt-del-prodotto-una-visione-dinsieme/">La Gestalt del prodotto: una visione d&#8217;insieme</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La comprensione del valore del prodotto/servizio</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-comprensione-del-valore-del-prodotto-servizio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 15:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione del valore del servizio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[gestaldt]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[principio della psicologia percettiva di prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[target price]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. La Gestalt Il cliente può avere difficoltà, o non percepire immediatamente, il valore che si nasconde dietro la soluzione o il prodotto. Tra gli errori più gravi del &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"> © Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  <a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Gestalt</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente può avere difficoltà, o non percepire immediatamente, il valore che si nasconde dietro la soluzione o il prodotto. Tra gli errori più gravi del venditore vi è senza dubbio la “presunzione della chiarezza del valore”.. Compiere questo errore significa supporre che il cliente debba cogliere il valore di una proposta automaticamente. Significa pretendere che tutti debbano vedere e capire ciò che noi vediamo e capiamo perfettamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia cognitiva ci aiuta a capire questo fenomeno. È per tutti scontato che nell’insieme di chiazze sottostanti sia presente qualcosa?</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’immagine dimostra il “<em>principio dell’emergenza</em>” nella percezione. Le regioni locali dell’immagine non contengono sufficiente informazione per formulare un’ipotesi di contenuto, ma non appena l’immagine viene riconosciuta come quella di “un cane”, i contorni percettivi della figura iniziano a prendere forma, riempiendo i perimetri visuali in regioni nelle quali i contorni sono assenti nello stimolo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente, il dalmata che annusa la strada diventerà una normalità per chi è abituato a vederlo, ma non necessariamente per un osservatore casuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso processo di percezione si applica all’impresa e ai suoi servizi. Ad esempio, per l’impresa che propone servizi internet o formazione aziendale, il potenziale e il valore delle soluzioni offerte sono chiari, palesi, e “parlano da soli”. Per il cliente no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo, ed in altri casi, il cliente va “aiutato a capire”, il che è possibile solamente adottando un approccio centrato sul cliente. Adottare un approccio di vendita e di marketing “centrato sul cliente” significa riconoscere due cose: (1) il cliente non è né un “pollo da spennare”, un soggetto al quale chiedere tanto per poi dare poco, né (2) il padrone dell’azienda o del venditore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente è semplicemente una persona, un soggetto, con il quale dobbiamo stabilire un rapporto di business franco, diretto, personale. La base delle relazioni di successo è la trasparenza reciproca. Il cliente è un soggetto che deve essere capito in profondità, ma che al tempo stesso deve essere stimolato a rapportarsi verso l’azienda con la stessa volontà di comprendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa differenziazione emerge ad esempio nel modo di gestire le obiezioni o di fissare il prezzo. Le scuole tradizionali di vendita insegnano a fissare il prezzo partendo da un punto superiore (<em>target price</em>) per poi scendere a prezzi più bassi man mano che prosegue la trattativa, sino al punto di cedimento (soglia inferiore del range negoziale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio centrato sul cliente produrrebbe invece una modalità di comunicazione del prezzo di questo tipo, di fronte ad un’obiezione: «abbiamo analizzato in profondità i tuoi obiettivi, abbiamo capito che l’azienda è a questo punto del suo ciclo di vita, e vuole fare un salto di qualità. Abbiamo analizzato assieme cosa occorre per fare questo salto, quali sono le risorse necessarie. Se mi chiedi di tagliare il prezzo devi però dirmi cosa vuoi tagliare, quali obiettivi non vuoi più raggiungere, o se vuoi impiegare risorse di qualità più scarsa. È questo che vuoi? Proviamo a ripercorrere assieme cosa succede nel caso A, e cosa può succedere nel caso B &#8230;. Tu dove vuoi arrivare veramente?». Il marketing moderno non è il “regno del più furbo”, ma il regno delle relazioni. Soltanto chi riuscirà a stabilire relazioni forti, empatiche e reciprocamente umane con il cliente può aspirare a qualche forma di successo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://psicologiadimarketingecomunicazione.files.wordpress.com/2021/04/9788846428448_0_0_626_75.jpg?w=417" alt="psicologia di marketing e comunicazione" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-41ec8d77-2b3e-4964-bf7e-59366a909dbf"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list" id="block-d2750ad4-99b9-4a59-81fe-22348cf51667"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-cf716fd0-5bf4-4722-866c-582883fb1984"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list" id="block-d87231c8-a89a-449e-9a8e-de6cf0bbe0d3"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-comprensione-del-valore-del-prodotto-servizio/">La comprensione del valore del prodotto/servizio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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