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	<title>successo di vendita &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>successo di vendita &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>La progettazione del prodotto secondo la psicologia dell&#8217;atteggiamento e del comportamento del consumatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 10:16:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Gli atteggiamenti sono un concetto fondamentale della psicologia sociale. Il loro utilizzo nelle ricerche psicologiche e nel marketing è ampio e permea diverse funzioni: comunicazione, ricerca di mercato, test dei prodotti, segmentazione del mercato, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-progettazione-del-prodotto-secondo-la-psicologia-dellatteggiamento-e-del-comportamento-del-consumatore/">La progettazione del prodotto secondo la psicologia dell&#8217;atteggiamento e del comportamento del consumatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli atteggiamenti sono un concetto fondamentale della psicologia sociale. Il loro utilizzo nelle ricerche psicologiche e nel marketing è ampio e permea diverse funzioni: comunicazione, ricerca di mercato, test dei prodotti, segmentazione del mercato, risorse umane e formazione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forniamo innanzitutto una prima definizione di Thurstone e di Allport.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Psicologia-degli-atteggiamenti.jpg" alt="" class="wp-image-26404"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineano Eiser e van der Pligt (1991)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>, gli atteggiamenti non sono vaghi stati d&#8217;animo o sensazioni, ma forme di esperienza che (a) si riferiscono a specifici oggetti, eventi, persone o problemi, e (b) sono di natura essenzialmente valutativa, cioè implicano dei giudizi di buono-cattivo, positivo-negativo, giusto-sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La relazione tra atteggiamento e obiettivi aziendali è forte e immediata. Gli atteggiamenti verso il prodotto, verso il marchio o impresa, e verso il venditore, generano o eliminano la propensione all&#8217;acquisto. Darley, Gluksberg, Kamin e Kinchla (1986)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a> collegano direttamente il concetto di atteggiamento alla problematica della persuasione:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Si spendono miliardi per tentare di convincere le persone che la marca X è migliore, meno cara, e più efficace della marca Y o Z&#8221;, e questo porta immediatamente a chiedersi &#8220;quali sono i fattori della comunicazione che fanno cambiare gli atteggiamenti?&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia degli atteggiamenti applicata al marketing è in grado di fornire numerosi contributi di grande rilevanza per la comprensione di come le persone valutano i prodotti. L&#8217;importanza del concetto di atteggiamento proviene dalla sua stretta correlazione con il comportamento. Gli atteggiamenti sono precursori dei comportamenti. In altre parole, la creazione di atteggiamenti positivi<strong> (1) verso il prodotto, (2) verso il venditore e (3) verso il marchio, </strong>è indispensabile per conseguire <strong>successo di vendita.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca evidenzia che l’atteggiamento individuale non è l’unica causa del comportamento, altri fattori situazionali (ad esempio la pressione degli amici o della famiglia, o tagli alla disponibilità economica, tanto per fornire un dato concreto) possono bloccare l’azione, o dirigerla verso altre mete.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Eiser, J.R., &amp; van der Pligt, J. (1991). <em>Atteggiamenti e decisioni</em>. Bologna, Il Mulino. Edizione originale: <em>Attitudes and Decisions</em>. London, Routledge, 1988.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Darley, J.M., Glucksberg, S., Kamin, L.J, Kinchla, R.A., (1984). <em>Psicologia</em>. Bologna: Il Mulino. Edizione originale: <em>Psychology</em>. Englewood Cliffs: Prentice-Hall, 1984.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Fattori-valutativi.jpg" alt="" class="wp-image-26405"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In generale, possiamo affermare che nel marketing l&#8217;atteggiamento individuale verso un prodotto o un comportamento è il risultato di una serie di valutazioni specifiche, e si forma come sommatoria delle opinioni e credenze (convinzioni) relative alle componenti del prodotto. L’atteggiamento verso un comportamento emerge come risultato delle varie credenze riguardanti l&#8217;esito del comportamento stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atteggiamento può avere una valenza positiva o negativa. Inoltre, ciascun atteggiamento avrà una certa &#8220;forza&#8221;, cioè un livello più o meno alto di <strong>radicamento</strong> nel soggetto. Perciò potremo identificare atteggiamenti fortemente positivi o fortemente negativi, moderatamente positivi o moderatamente negativi, oppure atteggiamenti neutri o inesistenti, verso qualsiasi tipo di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>forza di un atteggiamento verso il prodotto</strong> si determina grazie ad un ragionamento moltiplicatorio: è il risultato delle <strong>credenze soggettive</strong> sul fatto che il prodotto possegga una certa proprietà per la <strong>valutazione</strong> (positiva o negativa) di quella proprietà.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Forza-dellatteggiamento.jpg" alt="" class="wp-image-26406"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, il mio atteggiamento verso l&#8217; &#8220;oggetto mentale&#8221; Internet sarà dato (1) dalle proprietà positive che io vi attribuisco (ritengo che Internet renda possibile una ricerca veloce di informazioni; considero anche indispensabile, oggi, poter scambiare dati con altre persone senza spostarmi fisicamente) e (2) da quanto risulta per me importante quella proprietà (per me la velocità nelle ricerche di informazioni è molto importante, così come poter risparmiare tempo negli spostamenti). Queste valutazioni spingeranno il soggetto ad avere un atteggiamento complessivamente positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni prodotto è possibile percepire sia componenti positive che negative, le quali vengono soppesate secondo un sistema di bilanciamento che è estremamente individuale e soggettivo. Posso personalmente ritenere che Internet contenga anche informazioni errate ed inutili, e questo possa generare dispersività, ma questo fatto è per me poco incisivo, in quanto sento di padroneggiare bene lo strumento e di poter gestire facilmente il problema. Tutto sommato, quindi, il mio atteggiamento complessivo verso Internet sarà positivo (sommatoria di forti valutazioni positive, con qualche debole valutazione negativa).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Elementi-di-atteggiamento.jpg" alt="" class="wp-image-26407"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nell’individuo, le diverse informazioni e valutazioni (positive e negative) compongono un <strong>quadro di atteggiamento</strong> verso il prodotto. Questo sistema complesso di valutazioni deve essere capito se si vuole sperare di ottenere una buona probabilità di successo di mercato. Il quadro, inoltre, può variare da persona a persona. Ad esempio, verso Internet un soggetto diverso (es: un imprenditore) può aver formulato il seguente quadro (negativo).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Diverso-quadro-di-atteggiamento.jpg" alt="" class="wp-image-26408"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, il soggetto (l&#8217;imprenditore) formula il suo atteggiamento sulla base di quattro credenze, di cui tre fortemente negative (per lui): (1) la possibilità che il personale perda tempo in siti inutili, (2) il fatto di vedere il sistema internet come qualcosa di complicato che egli non capisce (e quindi diminuisce il suo potere in azienda), e (3) un aggravio di costi. Tra le sue credenze vi è anche un elemento valutativo positivo, (4) la possibilità di ricercare velocemente informazioni. Tuttavia il soggetto ritiene che vi siano tante altre fonti alternative, e perciò questo dato influisce solo debolmente. Il valore complessivo dell&#8217;atteggiamento che emerge dal quadro, è negativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini numerici, l’atteggiamento può essere ridotto e sintetizzato ad un singolo punteggio (ad esempio, 65 su una scala da 1 a 100), ma le dimensioni sottostanti devono essere comunque sviscerate. Per un’azienda, non è sufficiente sapere che la valutazione del proprio marchio su una scala di atteggiamento, da parte di un campione di clienti, sia di 65/100, ma occorre comprendere in base a quali criteri sottostanti avviene la valutazione (perché, ad esempio, è 65 e non 90, quali elementi hanno “tirato giù” la valutazione, quali l’hanno spinta in alto). Solo così sarà possibile capire i propri punti di forza e di debolezza. Questo consente di migliorare la propria offerta, la progettazione di prodotto, e la comunicazione al cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamento valutativo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problematica della persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione persuasiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successo di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forza dell’atteggiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credenze soggettive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisioni di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processi decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori personali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risposte emotive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rappresentazioni mentali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentalità del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Biases cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria del comportamento pianificato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Condizionamento comportamentale</p>
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		<title>Creare un Team di vendita vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 07:48:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221; di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore. La cultura del variables-reasoning Appurato che vi sia un fondamento organizzativo di base: prodotti competitivi e vendibili supporti di vendita adeguati (auto, uffici, telefoni, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/creare-un-team-di-vendita-vincente/">Creare un Team di vendita vincente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;<a href="https://amzn.to/3xxKhx9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221;</a> di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La cultura del variables-reasoning</h2>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Appurato che vi sia un fondamento organizzativo di base:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>prodotti competitivi e vendibili</li>
<li>supporti di vendita adeguati (auto, uffici, telefoni, PC, altri supporti di vendita),</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">dobbiamo considerare che ampia parte del successo dipenda dalle risorse umane, comprendenti sia le segreterie organizzative che i venditori e i leader.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo e più importante contributo delle discipline scientifiche è il <em>variables reasoning</em>, un&#8217;impostazione di fondo del ragionamento scientifico ed un insegnamento prezioso per l&#8217;impresa: <strong>trattare i problemi in termini di variabili e loro relazioni. </strong></p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Un problema quale &#8220;calano le vendite negli USA&#8221; andrà quindi studiato in termini di &#8220;cosa determina il calo delle vendite&#8221; e &#8220;cosa determina un successo di vendita in quel paese&#8221;. Dovremo quindi costruire un vasto raggio di ipotesi e spiegazioni possibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">ipotesi 1 &#8211; &#8220;le vendite calano perché il paese è in fase di recessione &#8220;;</p>



<p class="wp-block-paragraph">ipotesi 2 &#8211; &#8220;le vendite calano perché sono entrati nuovi concorrenti&#8221;,</p>



<p class="wp-block-paragraph">ipotesi 3 &#8211; &#8220;le vendite calano perché la nostra rete commerciale si è indebolita&#8221;, ecc&#8230; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste ipotesi andranno verificate empiricamente (partendo da dati reali), sino ad identificare la causa vera o l&#8217;insieme di cause su cui agire.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ragionare per ipotesi, sviluppare alternative e sottoporle a verifica significa adottare un metodo scientifico. Molte aziende invece operano su problemi di tale natura con azioni impulsive tipo &#8220;cambiamo il direttore commerciale&#8221;, &#8220;raddoppiamo la pubblicità&#8221; o &#8220;cambiamo fornitore&#8221; magari operando proprio sulle <strong>leve sbagliate</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere competitivi significa quindi &#8211; innanzitutto &#8211; saper analizzare i fattori critici del successo prima di agire. Significa costruire una base di conoscenza aziendale sui rapporti di causa-effetto in cui l&#8217;impresa è coinvolta, prima solo abbozzata, poi migliorata e verificata in parte, poi sempre più completa ed esaustiva, fino a possedere il quadro esatto della situazione. Tanto più ampia la base di conoscenza aziendale, tanto meglio l&#8217;impresa saprà quali leve toccare e che risultato ne emergerà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tentativo di ragionare per variabili e loro relazioni costituisce innanzi tutto uno strumento pratico. Con un effetto ulteriore: in seguito al suo utilizzo ripetuto esso si trasforma in una impostazione culturale, filosofia guida positiva di una cultura aziendale analitica e basata sul <em>core-problem solving</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura del <em>variables-reasoning</em> vale come linea guida per ogni analisi dei problemi aziendali, in ogni settore e reparto.</p>
</div></div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 100%;">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 33.33%;">
<figure class="wp-block-table">
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Studio del problema<br />Capire quali sono le variabili critiche</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 33.33%;">
<figure class="wp-block-table">
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Impostare il problema in termini di relazioni tra variabili: sviluppo di ipotesi sui fattori generativi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 33.33%;">
<figure class="wp-block-table">
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Test di ipotesi<br />Sviluppo di modelli<br />Revisione dei modelli<br />Utilizzo dei modelli per l’azione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
</div>
</div>
</div>
</div>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il diagramma di relazioni per l’analisi dei fattori di successo nella vendita</h2>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ragionare per variabili all’interno di una analisi del successo di vendita è possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;approccio <em>variables-reasoning</em> si applica un procedimento (prima di tutto mentale, poi eventualmente supportato da supporti scritti o software) in cui il problema o il goal viene analizzato in termini di variabili che lo possono generare, di rapporti causa-effetto e fattori generativi. Si costruisce quindi un quadro di ipotesi da cui partire, visualizzabile tramite un diagramma. Le singole ipotesi devono essere verificate e costituiscono la base per lo sviluppo di strategie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, per capire come raggiungere elevati obiettivi di vendita è necessario chiedersi quali sono i fattori generativi del successo di vendita, tra cui il personale, il prodotto, la promozione, l&#8217;assistenza e le garanzie, l&#8217;analisi accurata dei destinatari. Questi costituiscono i macro-fattori del Diagramma di Causa-Effetto. Per ciascun fattore andranno quindi approfondite le principali sotto-cause. Alcuni fattori particolarmente rilevanti possono essere zoommati più in profondità realizzando quindi diagrammi di approfondimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il livello di profondità dell&#8217;analisi dipende dal tempo a disposizione, dall&#8217;esperienza e dalle conoscenze del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I metodi per costruire il DCE sono stati divisi nel metodo ALM in &#8220;negativi&#8221;, &#8220;positivi&#8221; e &#8220;a livelli&#8221;.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>I DCE negativi sono applicati a problemi e utilizzano formulazioni verbali negative, es: &#8220;Demotivazione, impreparazione e obiettivi confusi determinano calo di vendita&#8221;. </li>
<li>I DCE positivi si applicano a goal e utilizzano formulazioni positive, es: &#8220;La qualità della formazione dipende dalla capacità di realizzare un&#8217;analisi efficace dei fabbisogni formativi, predisporre moduli veramente professionalizzanti, utilizzare docenti e metodi didattici coinvolgenti&#8221;. </li>
<li>I DCE &#8220;a livelli&#8221; presentano le relazioni in termini di variabili pure, es: &#8220;Il livello qualitativo del prodotto dipende dal livello di manutenzione dei macchinari e dal grado di purezza delle materie prime&#8221;. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Applicazioni ai problemi di vendita</a><em> </em></h2>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; possibile, secondo il Metodo ALM, costruire un DCE positivo che analizza i fattori del successo di vendita, e un DCE negativo applicato ai problemi di un calo di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un DCE positivo sostiene ad esempio che il <strong>successo di vendita </strong>sia collegato alle <strong>capacità personali </strong>(competenze, comunicazione, affidabilità, proiezione di un’immagine professionale), ad un accurato <strong>studio dei destinatari</strong> (segmentazione strategica per individuare il target, segmentazione operativa per individuare i prospects e i decisori, analisi dei bisogni dei destinatari finalizzata a capire come creare valore), alla <strong>qualità del prodotto</strong> e suo <strong>rapporto qualità/prezzo</strong>, alla qualità dell’<strong>assistenza e garanzie</strong>, e alla capacità di <strong>promozione</strong>. Ciascuno di questi fattori a sua volta dipende da altre cause. Ad esempio, la <strong>qualità della promozione</strong> dipende dalla qualità del supporto media, dalle <strong>capacità di vendita personale</strong> e dai supporti cartacei alla vendita diretta o sul punto di vendita (display, cataloghi, listini, <em>company profile</em>, ecc).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuno di questi elementi dipende a sua volta da altri. Ad esempio, </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la <strong>conoscenza del prodotto</strong> è correlata al settore di provenienza (difficilmente un meccanico potrà occuparsi di alta moda femminile) e all&#8217;impegno nello studio del prodotto (che invece chiunque può mettere in atto); </li>
<li>la <strong>qualità formativa</strong> dipende dall&#8217;attivazione di specifici percorsi sulla tecnica di vendita, dall&#8217;utilizzo di metodi formativi efficaci quali <em>role-playing</em> e <em>project-works</em>, e dall&#8217;affiancamento con persone esperte e tutor; </li>
<li>la <strong>motivazione ed impegno</strong> dipendono dai benefit e dalla remunerazione (materiale e immateriale: denaro e gratificazioni, possibilità di crescita), e dalla cultura aziendale che deve produrre obiettivi chiari e sistemi di controllo efficaci. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In ultimo, i <strong>supporti logistici</strong>, la cui qualità dipende dai supporti materiali (auto, PC, agende, telefoni) e dalla organizzazione ottimale dei tempi e percorsi di visita (<em>time management</em> di vendita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si può notare, al crescere del livello di dettaglio emergono sempre più da vicino le leve strategiche da toccare, i passi concreti e operativi che l&#8217;azienda competitiva può attivare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, il <em>variables reasoning</em> permette di arrivare alla radice di cosa determina i risultati, e costruire il cruscotto aziendale, la sala controllo dell&#8217;impresa, il quadro comandi della competitività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver costruito il proprio diagramma di relazioni sull&#8217;obiettivo, l&#8217;impresa saprà dove destinare le risorse, e come impostare un sistema competitivo permanente (il vero risultato ricercato dal metodo ALM).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso procedimento, applicato allo studio di un problema (es: il calo di vendite) produce ulteriore ricchezza di analisi, evidenziando gli errori da evitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di agire su un <strong>calo di vendita</strong>, dovremmo infatti essere ben sicuri se il calo sia da attribuire a noi (alla nostra organizzazione e capacità interna) o all&#8217;andamento del mercato (domanda globale in calo o recessione) o ad entrambi. In un caso, ricercheremo rimedi interni, nell&#8217;altro caso dovremo aprire un&#8217;altra serie di domande: il calo è momentaneo o permanente, riguarda noi o tutti, quanto durerà, quali ne sono i motivi, ci conviene rimanere in questo settore, che alternative pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Agire su un problema quale un calo di vendita avendone identificato i fattori causali, produce un risultato non immediato, ma duraturo (ad esempio, agendo sulla qualificazione della rete di vendita e sulle modalità motivazionali profonde). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rimedio immediato può essere raggiunto tramite interventi superficiali (es: promozioni sui prezzi), con l’effetto di non agire sulle cause profonde, e soprattutto di abituare il cliente ad un prezzo inferiore, il che rende difficile poi ritornare ai livelli di prezzo normali. Gli interventi non-causali, quindi, realizzano spesso più un danno che un risultato (al di là delle apparenze del momento).</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a> (Italian &amp; English)</li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>


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