<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>stili di vita &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<atom:link href="https://www.studiotrevisani.it/tag/stili-di-vita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 30 Jun 2024 08:44:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/02/favicon2-daniele-trevisani-corsi-aziendali-100x100.png</url>
	<title>stili di vita &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Comportamenti di consumo nell&#8217;era della interculturalità</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/comportamenti-di-consumo-nellera-della-interculturalita/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/comportamenti-di-consumo-nellera-della-interculturalita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 08:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[acculturazione]]></category>
		<category><![CDATA[Adattamento culturale del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Bisogni percepiti]]></category>
		<category><![CDATA[Brand perception]]></category>
		<category><![CDATA[Classi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento di acquisto culturale]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo ostentativo]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo simbolico]]></category>
		<category><![CDATA[Cultural branding]]></category>
		<category><![CDATA[Differenze interculturali]]></category>
		<category><![CDATA[Dimensione culturale del consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Identità culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Influenze etniche]]></category>
		<category><![CDATA[marketing interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Moda e tendenze culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Norme sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Relativismo culturale di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Riti di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Soddisfazione dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[Stereotipi culturali]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Valori culturali]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione del prodotto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26686</guid>

					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Secondo un orientamento antropologico, la cultura (insieme di modalità di percezione, comunicazione e visione del mondo) può essere considerata una delle determinanti principali dei bisogni percepiti da una persona, nonché dei comportamenti, inclusi quelli &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comportamenti-di-consumo-nellera-della-interculturalita/">Comportamenti di consumo nell&#8217;era della interculturalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo un orientamento antropologico, la cultura (insieme di modalità di percezione, comunicazione e visione del mondo) può essere considerata una delle determinanti principali dei bisogni percepiti da una persona, nonché dei comportamenti, inclusi quelli di consumo. L&#8217;influenza culturale determina in larga misura i consumi intellettuali e sociali e le modalità di risposta a bisogni di livello superiore (i gradini elevati della scala di Maslow), ma incide anche sulla modalità di soddisfazione dei bisogni primari (gli elementi di base della scala di Maslow), ad esempio nella scelta del cibo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i casi più noti di influenza culturale sulla modalità di soddisfare bisogni di base, ad esempio, le culture Islamiche pongono barriere al consumo di carne di maiale, e richiedono una macellazione del bestiame scrupolosamente confacente ai dettami religiosi, così come in India la mucca assume valore di sacralità, o negli Stati Uniti e in occidente non è visto di buon occhio, culturalmente parlando, mangiare cani o gatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il relativismo culturale di marketing rende ogni cultura un pianeta simbolico a se stante, con le proprie leggi e norme valutative dei prodotti e della comunicazione. Questo si traduce in chiara esigenza di capire la dimensione culturale del consumo, soprattutto per quelle imprese che si rivolgono a target culturali differenziati, ad esempio ai gruppi immigrati (vedi il caso dei banchi di carne macellata secondo il rito islamico, largamente presenti nei supermercati delle zone ad alta densità immigrativa), o l’adattamento culturale del prodotto e della comunicazione per l’accesso ai mercati distanti ed emergenti (marketing interculturale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fallimento di molti programmi alimentari o di profilassi condotti dalle agenzie internazionali nei paesi poveri, è dato, in larga misura, dalla scarsa conoscenza antropologica della cultura locale, che produce metodi di intervento controculturali e non accettabili dai destinatari. Operare nel buio culturale genera alta probabilità di fallimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura determina inoltre in larga misura le modalità di ricezione e trattamento dei messaggi pubblicitari e persuasivi. Le ricerche hanno dimostrato che negli Stati Uniti esistono differenze tra consumatori religiosi e atei nel trattamento della comunicazione pubblicitaria, dove i soggetti di religione protestante tendevano ad essere più critici e valutativi della pubblicità rispetto agli atei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fattore culturale porta un italiano a consumare volentieri pasta piuttosto che insetti, mentre in realtà il valore nutrizionale di questi è superiore. In alcune culture orientali essi costituiscono un normale piatto di portata e nessuno verrebbe colto da malore se essi fossero serviti a tavola. Allo stesso tempo, un pasto a base di hamburger consumato all&#8217;interno di un fast-food può essere considerato una modalità di unire la famiglia, oppure una modalità di &#8220;adesione all&#8217;imperialismo americano che estende la propria influenza anche sul modo di cibarsi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, la cultura determina la &#8220;lettura&#8221; che le persone danno dei comportamenti di consumo, e dei prodotti, si pone come interfaccia tra soggetto e realtà, e crea &#8220;frames interpretativi&#8221; che guidano le conseguenti reazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



<li>Iscriviti gratuitamente alla <a href="https://danieletrevisani.us13.list-manage.com/subscribe?u=56352ffa5c30e4b7ced5394c7&amp;id=c73ede3fc7" target="_blank" rel="noopener">Rivista Online Communication Research</a> per rimanere aggiornato su iniziative di formazione e coaching</li>



<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni percepiti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento di consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza culturale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relativismo culturale di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dimensione culturale del consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattamento culturale del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Norme sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità culturale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consumo simbolico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tradizioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riti di consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenze etniche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento di acquisto culturale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acculturazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Globalizzazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenze interculturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Classi sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stereotipi culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing interculturale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stili di vita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consumo ostentativo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand perception</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cultural branding</p>



<p class="wp-block-paragraph">Moda e tendenze culturali</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comportamenti-di-consumo-nellera-della-interculturalita/">Comportamenti di consumo nell&#8217;era della interculturalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/comportamenti-di-consumo-nellera-della-interculturalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Schemi di acquisto, scelte valoriali ed equilibrio congnitivo</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/schemi-di-acquisto-scelte-valoriali-ed-equilibrio-congnitivo/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/schemi-di-acquisto-scelte-valoriali-ed-equilibrio-congnitivo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 14:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamenti di fidelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione post-vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Conformità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[dissonanza cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio interno]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori demografici]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione tecnologica e comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[motivazioni di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Norme sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione del rischio]]></category>
		<category><![CDATA[Processi decisionali]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Pulsioni contrastanti]]></category>
		<category><![CDATA[Pulsioni primarie]]></category>
		<category><![CDATA[qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[scelte di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Scelte razionali vs emotive]]></category>
		<category><![CDATA[Segmentazione comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[Stabilità emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria dell'autoconcetto]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria dell'equità]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria della congruenza]]></category>
		<category><![CDATA[teoria della motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Trattativa di vendita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26441</guid>

					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano L’equilibrio interno della persona, in termini psicologici (tra opinioni possedute ed espresse, tra azioni e atteggiamenti, e tra i diversi atteggiamenti concatenati), è una necessità&#160; per la stabilità emotiva e per la qualità della &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/schemi-di-acquisto-scelte-valoriali-ed-equilibrio-congnitivo/">Schemi di acquisto, scelte valoriali ed equilibrio congnitivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’equilibrio interno della persona, in termini psicologici (tra opinioni possedute ed espresse, tra azioni e atteggiamenti, e tra i diversi atteggiamenti concatenati), è una necessità&nbsp; per la stabilità emotiva e per la qualità della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni persona ha la necessità di possedere un equilibrio psicologico, anche in relazione alle valutazioni e alle scelte di acquisto. La presenza di valutazioni miste, cioè la compresenza di valutazioni sia positive che negative &#8211; può portare il soggetto ad uno stato di dissonanza interna &#8211; teorizzato nella letteratura psicologica classica come dissonanza cognitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dissonanza cognitiva è uno stato mentale che avviene ogniqualvolta una persona prova <strong>pulsioni tra di loro contrastanti</strong>, emozioni di opposta natura, desideri tra di loro antitetici, o si trova a doversi comportare in modo difforme dai propri valori. Le scelte di acquisto sono tra i comportamenti che più sottostanno alle leggi della dissonanza e dell’equilibrio cognitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è possibile acquistare tranquillamente un prodotto se questo è fortemente contrastante con i <strong>valori</strong> della persona. Un prodotto può avere alcune componenti gradevoli ed altre assolutamente indesiderabili. Ad esempio, un ecologista che consideri di acquistare un profumo per lui o lei molto gradevole, si trova in dissonanza cognitiva se viene a conoscenza del fatto che esso è stato testato su animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, può accadere che il gradimento e le preferenze di acquisto di un individuo vadano in direzione opposta alle <strong>aspettative dei gruppi di riferimento</strong>, le persone per lui importanti: la famiglia, o gli amici, o i colleghi di lavoro, o altri gruppi sociali che contano nella sua vita. Anche questi casi creano dissonanza cognitiva. Ogni azione, comportamento, valore, atteggiamento, ha connessioni con altre azioni, valori, comportamenti, atteggiamenti. Mantenere equilibrio in un reticolo così complesso (che nella figura è mostrato un modello semplificato) è un compito difficile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="908" height="352" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Reticolo.jpg" alt="" class="wp-image-26442" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Reticolo.jpg 908w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Reticolo-300x116.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Reticolo-768x298.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Reticolo-175x68.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Reticolo-450x174.jpg 450w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Tra le aree di più forte interesse nel campo della dissonanza, vi è quella delle contraddizioni tra<strong> pulsioni primarie</strong> (istintuali, non inibite, impulsive, di natura spesso inconscia) e le <strong>pulsioni secondarie</strong>, frutto dei doveri, delle norme, della cultura radicata nell’individuo<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori di Heider (1946, 1958)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a> nell’area della dissonanza e dell’equilibrio cognitivo hanno prodotto modelli di ampia portata, utilizzabili anche nello studio dei processi di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È possibile in particolare determinare i nodi presenti in una struttura decisionale, il grado di equilibrio che emerge in tale struttura, e i rapporti di sentimento (es: &#8220;piace&#8221;, &#8220;disprezza&#8221;, &#8220;apprezza&#8221; o &#8220;condanna&#8221;) tra gli elementi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La forma di analisi grafica che presenteremo deriva &#8211; in forma semplificata &#8211; dalle &#8220;teorie dei grafi&#8221; utilizzate dagli psicologi cognitivi per l&#8217;analisi dell&#8217;equilibrio dei rapporti interpersonali, e &#8211; più in generale &#8211; per lo studio dell&#8217;<strong>equilibrio tra entità psichiche</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli elementi della triade fondamentale contengono il soggetto (colui che può esperire la dissonanza) e almeno altri due elementi mentali di valutazione:&nbsp; altre due persone, o due caratteristiche diverse di un prodotto, o due opinioni diverse, o una persona e un prodotto, o ancora due idee diverse. La dissonanza può riguardare sia i <strong>rapporti oggettuali</strong> (con oggetti tangibili, prodotti fisici) che i <strong>rapporti intangibili</strong> (valori, opinioni, pensieri, desideri, idee).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> In questa sede tratteremo le pulsioni culturali subconscie all’interno delle pulsioni secondarie, in quanto sistemi normativi per il soggetto che non fanno parte della componente istintuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Heider, F. (1946). Attitudes and cognitive organization. <em>Journal of Psychology.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Heider, F. (1958). <em>The psychology of interpersonal relations</em>. New York, Wiley. Trad It. <em>Psicologia delle relazioni interpersonali</em>. Bologna: il Mulino, 1972.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="936" height="268" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esempio-di-relazione.jpg" alt="" class="wp-image-26443" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esempio-di-relazione.jpg 936w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esempio-di-relazione-300x86.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esempio-di-relazione-768x220.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esempio-di-relazione-175x50.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esempio-di-relazione-450x129.jpg 450w" sizes="(max-width: 936px) 100vw, 936px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nello studio di tali relazioni, Heider sottolinea la naturale tendenza umana alla ricerca di un equilibrio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il postulato fondamentale vuole che i rapporti sentimentali e i rapporti di unità tendano verso una situazione di equilibrio&#8230;.se non esiste uno stato di equilibrio, sorgeranno allora forze tendenti al raggiungimento di tale stato. Se il mutamento non è possibile, lo stato di squilibrio produrrà tensione&#8221; (Heider, 1958, trad. it. 273).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tensione di cui parla Heider è stata sperimentata da tutti noi, ogniqualvolta ci siamo confrontati con scelte difficili relative ad un acquisto. Ad esempio, acquistare un abito desiderato ma troppo costoso a discapito di altri utilizzi del denaro, oppure un acquisto che sia in grado di generare discordia: l&#8217;acquisto di una minigonna eccessivamente corta da parte di una adolescente, ben sapendo che essa sarebbe stata mal digerita dalla famiglia. Oppure l’acquisto aziendale di beni da un fornitore sgradito, ma imposto da equilibri politici della direzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le strategie aziendali di riduzione della dissonanza ha un posto importante la <strong>comunicazione post-vendita</strong>, che deve tranquillizzare l’acquirente della bontà della scelta effettuata. Ogni atto di vendita importante deve essere seguito da messaggi rassicuranti, affinché venga meno la <strong>dissonanza post-vendita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Croyle &amp; Cooper (1983)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> hanno dimostrato l&#8217;esistenza di un effetto fisiologico sull&#8217;organismo degli stati di dissonanza cognitiva (aumento dello stato di <em>arousal</em> e maggiore conduttività epidermica, sudorazione). Abraham (1999)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a> ha evidenziato come la dissonanza possa nascere anche nelle situazioni lavorative in cui i soggetti &#8211; spinti da esigenze aziendali &#8211; sono portati a fare dichiarazioni in cui non credono (conflitto tra emozioni espresse forzatamente, in cui non si crede, ed emozioni provate realmente).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni di marketing della teorie sulla dissonanza trovano un terreno applicativo enorme nella ponderazione dell’acquisto svolta dal cliente e nelle dinamiche che avvengono durante la <strong>trattativa di vendita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si determinano dissonanze interne nel cliente, l’individuo cercherà di ridurre lo stato di tensione, che è sempre in qualche misura doloroso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema della dissonanza si ritrova specialmente nell’acquisto di beni e servizi ad alto tasso di innovazione, i quali non rientrano negli schemi precostituiti. In questo tipo di acquisto, affinché avvenga un innesco della decisione di acquisto è necessario che si provochi in precedenza uno stato di dissonanza, un’alterazione degli equilibri, che vengono in seguito ricomposti dall’atto di acquisto stesso.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Croyle, R. T., &amp; Cooper, J. (1983). Dissonance arousal: Physiological evidence. <em>Journal of Personality and Social Psychology</em>, 45, 782-791.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Abraham, R. (1999). Negative affectivity: moderator or confound in emotional dissonance-outcome relationships? <em>Journal of Psychology</em>, 133(1), 61-72.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="957" height="565" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Ridefinizione-cognitiva.jpg" alt="" class="wp-image-26444" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Ridefinizione-cognitiva.jpg 957w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Ridefinizione-cognitiva-300x177.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Ridefinizione-cognitiva-768x453.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Ridefinizione-cognitiva-175x103.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Ridefinizione-cognitiva-450x266.jpg 450w" sizes="(max-width: 957px) 100vw, 957px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



<li>Iscriviti gratuitamente alla <a href="https://danieletrevisani.us13.list-manage.com/subscribe?u=56352ffa5c30e4b7ced5394c7&amp;id=c73ede3fc7" target="_blank" rel="noopener">Rivista Online Communication Research</a> per rimanere aggiornato su iniziative di formazione e coaching</li>



<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Equilibrio interno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stabilità emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità della vita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dissonanza cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pulsioni contrastanti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelte di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pulsioni primarie</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione post-vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trattativa di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione comportamentale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Norme sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abitudini di consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processi decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stili di vita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria dell&#8217;autoconcetto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria della congruenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria dell&#8217;equità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conformità sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione tecnologica e comportamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelte razionali vs emotive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori demografici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria della motivazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamenti di fidelizzazione</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/schemi-di-acquisto-scelte-valoriali-ed-equilibrio-congnitivo/">Schemi di acquisto, scelte valoriali ed equilibrio congnitivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/schemi-di-acquisto-scelte-valoriali-ed-equilibrio-congnitivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La ricerca e l&#8217;analisi sui target primari e secondari</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-ricerca-e-lanalisi-sui-target-primari-e-secondari/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/la-ricerca-e-lanalisi-sui-target-primari-e-secondari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 06:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[campagne di comunicazione, marketing e vendita]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini e atteggiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[accountability]]></category>
		<category><![CDATA[analisi accurata del target]]></category>
		<category><![CDATA[Appartenenze ad associazioni di categoria]]></category>
		<category><![CDATA[aspettative altrui]]></category>
		<category><![CDATA[azioni di ricerca mirate]]></category>
		<category><![CDATA[azioni di rinforzo]]></category>
		<category><![CDATA[azioni su influenzatori]]></category>
		<category><![CDATA[b2c]]></category>
		<category><![CDATA[bisogno di differenziazione]]></category>
		<category><![CDATA[bisogno di unicità]]></category>
		<category><![CDATA[budget]]></category>
		<category><![CDATA[campagna di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[campagna focalizzata]]></category>
		<category><![CDATA[campagna specifica delimitata ristretta controllabile]]></category>
		<category><![CDATA[campagna venite acquisitiva]]></category>
		<category><![CDATA[campagne al consumatore diretto]]></category>
		<category><![CDATA[Climi aziendali e organizzativi]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti d’acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamenti e abitudini]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione della mappa dei poteri]]></category>
		<category><![CDATA[confini comunicazionali]]></category>
		<category><![CDATA[confini dell&#039;azione]]></category>
		<category><![CDATA[confini della campagna]]></category>
		<category><![CDATA[controllo del risultato]]></category>
		<category><![CDATA[coperture delle risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura – identità]]></category>
		<category><![CDATA[culture aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[durata della campagna]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia del messaggio]]></category>
		<category><![CDATA[errore strategico]]></category>
		<category><![CDATA[Fatturato – classe di fatturato]]></category>
		<category><![CDATA[finanziatori della campagna]]></category>
		<category><![CDATA[gli influenzatori]]></category>
		<category><![CDATA[grado di religiosità]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo associativo]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo etnico]]></category>
		<category><![CDATA[i comportamenti passati e le motivazioni di base]]></category>
		<category><![CDATA[i ruoli di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[influenzatori]]></category>
		<category><![CDATA[l’intenzione comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[la fattibilità e le risorse in campo]]></category>
		<category><![CDATA[lasciapassare comportamentali]]></category>
		<category><![CDATA[le possibili leve di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyles]]></category>
		<category><![CDATA[lista della spesa]]></category>
		<category><![CDATA[lista delle risorse necessarie]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi segmentati]]></category>
		<category><![CDATA[modalità di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[modalità e culture d’acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Nazione di appartenenza]]></category>
		<category><![CDATA[need-for-uniqueness]]></category>
		<category><![CDATA[Numero di dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi confusi e scarsamente delimitati]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi della campagna]]></category>
		<category><![CDATA[opinion leaders]]></category>
		<category><![CDATA[periodo di tempo preciso]]></category>
		<category><![CDATA[persone vicine]]></category>
		<category><![CDATA[preferenze politiche]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[profilo psicografico]]></category>
		<category><![CDATA[profilo sociodemografico]]></category>
		<category><![CDATA[programma di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[project leader]]></category>
		<category><![CDATA[Propensione al rischio]]></category>
		<category><![CDATA[rendicontare il proprio operato]]></category>
		<category><![CDATA[residenza]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca sui target primari]]></category>
		<category><![CDATA[Settore merceologico]]></category>
		<category><![CDATA[singole audience]]></category>
		<category><![CDATA[sistema di influenza]]></category>
		<category><![CDATA[situation analysis]]></category>
		<category><![CDATA[stati umorali ed emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[target audience secondarie]]></category>
		<category><![CDATA[target omogeneo o disomogeneo]]></category>
		<category><![CDATA[target primario]]></category>
		<category><![CDATA[target ristretto e chiaro]]></category>
		<category><![CDATA[target secondario]]></category>
		<category><![CDATA[target specifico e localizzato]]></category>
		<category><![CDATA[team della campagna]]></category>
		<category><![CDATA[team di progetto]]></category>
		<category><![CDATA[tipologie di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Umori]]></category>
		<category><![CDATA[Valori umani e sociali]]></category>
		<category><![CDATA[variabili di segmentazione psicografica]]></category>
		<category><![CDATA[variabili di segmentazione sociodemografica]]></category>
		<category><![CDATA[Variabili oggettive per la segmentazione B2B]]></category>
		<category><![CDATA[Variabili qualitative per la segmentazione B2B]]></category>
		<category><![CDATA[Variazioni di fatturato sugli anni precedenti]]></category>
		<category><![CDATA[veti psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[visione del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[way of buying]]></category>
		<category><![CDATA[Zona di insediamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://massimovannuccini968185141.wordpress.com/?p=825</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. I confini comunicazionali della campagna I confini comunicazionali selezionano chiaramente il target, lo descrivono e lo separano da altri target o altri soggetti che – pur &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-ricerca-e-lanalisi-sui-target-primari-e-secondari/">La ricerca e l&#8217;analisi sui target primari e secondari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3gfqFHD" target="_blank">Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">I confini comunicazionali della campagna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>confini comunicazionali</strong> selezionano chiaramente il target, lo descrivono e lo separano da altri target o altri soggetti che – pur interessanti – non sono oggetto delle attenzioni di questa campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La campagna è per definizione un’azione su un target molto specifico</strong> <strong>e localizzato</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/jessica-ruscello-guyf8zcthm-unsplash.jpg?w=300" alt="target" class="wp-image-843" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I confini della campagna devono essere fissati considerando la fattibilità e le risorse in campo, e un periodo di tempo preciso, che non può in genere andare oltre l’anno di tempo. Il motivo per cui non è conveniente estendere troppo la durata della campagna è che la&nbsp;<em>situation analysis</em>&nbsp;(su cui si basa la campagna) evolve rapidamente, e quindi i presupposti iniziali potrebbero essere molto cambiati anche solo a distanza di un semestre. Il bimestre o trimestre &#8211; i 60 o 90 giorni di tempo per fare una intera campagna (come tempo medio) &#8211; forzano l’organizzazione a stringere il campo su un target ristretto ma chiaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distinguiamo quindi nettamente una&nbsp;<strong>campagna di comunicazione</strong>&nbsp;da un&nbsp;<strong>programma permanente di comunicazione</strong>, per evitare confusioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un obiettivo è molto ampio e il budget elevato, è molto meglio suddividerlo in più campagne specifiche, delimitate, ristrette, controllabili, anziché produrre azioni mastodontiche e dispersive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti amministratori&nbsp;&nbsp;o manager – per incapacità o in malafede – fissano volutamente obiettivi confusi e scarsamente delimitati, per sfuggire al controllo di risultato che invece una campagna focalizzata permette di praticare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I confini dell’azione possono anche essere rifiutati da funzionari o consulenti che non desiderano rendicontare il proprio operato (scarsa&nbsp;<em>Accountability</em>). Questo atteggiamento è negativo per tutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto più produttivi risulta invece un patto tra (1) funzionari, leader (e altri membri del team di campagna) e (2) finanziatori della campagna – finalizzato ad ottenere (ed esigere duramente, se necessario) le risorse adeguate agli obiettivi di campagna da raggiungere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I project leader devono assolutamente rifiutare obiettivi di campagna che non abbiano adeguata copertura di risorse. Devono quindi costruire una lista di risorse necessarie (lista della spesa) per coprire ogni azione prevista entro i confini della campagna.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Ricerca sui target primari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il team di progetto dovrà conoscere ogni aspetto critico del target da raggiungere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le campagne al consumatore diretto B2C, si include in genere il profilo sociodemografico (età, sesso, titoli di studio, residenza, gruppo etnico, professione) e i profili psicografici (stili di vita, preferenze politiche, abitudini e atteggiamenti).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili di segmentazione sociodemografica nel B2C</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Sesso</li><li>Età</li><li>Titolo di studio</li><li>Zona di residenza</li><li>Gruppo etnico di appartenenza</li><li>Reddito</li><li>Professione</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili di segmentazione psicografica nel B2C</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Atteggiamenti</li><li>Cultura – identità</li><li>Valori umani e sociali</li><li>Stili di vita (<em>lifestyles</em>)</li><li>Comportamenti e abitudini</li><li>Personalità</li><li>Religione d’appartenenza, grado di religiosità</li><li>Umori, stati umorali ed emotivi</li><li>Appartenenza politica</li><li><em>Weltanschauung</em> – visione del mondo</li><li>Propensione al rischio</li><li><em>Need-for-uniqueness</em> (bisogno di unicità, bisogno di differenziazione)</li><li><em>Way-of-buying</em> (comportamenti d’acquisto, modalità e culture d’acquisto)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle campagne B2B è importante definire quali sono le modalità di acquisto, i ruoli di acquisto, gli influenzatori, i comportamenti passati e le motivazioni di base, le possibili leve di vendita che faranno scaturire l’intenzione comportamentale, gli ostacoli ed obiezioni che incontreremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili oggettive per la segmentazione B2B</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Numero di dipendenti</li><li>Fatturato – classe di fatturato</li><li>Variazioni di fatturato sugli anni precedenti</li><li>Zona di insediamento</li><li>Nazione di appartenenza</li><li>Settore merceologico</li><li>Appartenenze ad associazioni di categoria</li><li>Esportatore o meno, e quanto</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili qualitative per la segmentazione B2B</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Tipologie di acquisto (gara tra fornitori, appalto, acquisto per amicizie, acquisto imitativo, etc)</li><li>Climi aziendali e organizzativi</li><li>Culture aziendali.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la campagna di comunicazione è orientata alle vendite, dovrà essere compreso quale&nbsp;<em>way-of-buying</em>&nbsp;adotta il consumatore, quali obiezioni latenti esistono verso i messaggi, come saranno recepiti i messaggi, considerando la struttura mentale del target.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovremo inoltre capire se il target è omogeneo o disomogeneo, e quindi se sarà sufficiente un messaggio ad ampia copertura o occorra predisporre messaggi segmentati, tarati sulle singole audience.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se affrontiamo una campagna di vendita acquisitiva, dovremo sapere presso chi si rivolge oggi il cliente, se ha già dei fornitori, come li ricerca, come decide, chi decide all’interno dell’organizzazione e chi sono gli influenzatori, e numerose altre variabili.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/andre-benz-_t35cpjjsik-unsplash.jpg?w=204" alt="target" class="wp-image-846" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca sui target primari trae vantaggio dalla realizzazione di azioni di ricerca mirata, su piccoli campioni di componenti del target, per produrre un quadro descrittivo sufficientemente nitido, un quadro che permetta di evitare grossolani errori che spesso si praticano nella comunicazione aziendale quando manca un’analisi accurata del target.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Target audience secondari e opinion leaders</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo già sottolineato, il comportamento è sempre influenzato a qualche livello dalle aspettative altrui e da gruppi di riferimento o persone vicine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In diverse situazioni, comunicare verso gli opinion leaders o verso gli influenzatori è indispensabile per rimuovere blocchi che impediscono l’adozione di nuovi comportamenti e atteggiamenti, o per ottenere dei “lasciapassare comportamentali” che rimuovono veti psicologici latenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca sui sistemi di influenza e sulle reti di influenza è quindi indispensabile per capire a chi altri comunicare, con quali messaggi e con quali media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le campagne di comunicazione efficaci richiedono la comprensione della mappa dei poteri e delle relazioni nella quale si inserisce il soggetto target.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, nel campo della promozione dello sport per anziani, è stato notato da ricerche condotte dall’autore per conto di un’associazione nazionale di promozione sportiva, come la comunicazione verso gli anziani stessi sia ampiamente insufficiente se non avvengono azioni su influenzatori quali i medici di base e i membri della famiglia. Altre importanti funzioni di rinforzo sono svolte inoltre dai gruppi associativi quali i circoli per anziani e i sindacati di anziani, il cui supporto diventa determinante per consolidare l’efficacia dei messaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dimenticare l’esistenza di questi soggetti è un grave errore strategico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-ricerca-e-lanalisi-sui-target-primari-e-secondari/">La ricerca e l&#8217;analisi sui target primari e secondari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/la-ricerca-e-lanalisi-sui-target-primari-e-secondari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coaching Umanistico</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/coaching-umanistico/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/coaching-umanistico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 15:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di coaching]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[daniele trevisani]]></category>
		<category><![CDATA[equilibri]]></category>
		<category><![CDATA[forze]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[master in coaching]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://studiotrevisani.it/?p=9617</guid>

					<description><![CDATA[<p>Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro &#8220;Psicologia della Libertà&#8221;. Per aggiornamenti sull&#8217;uscita vedi la rivista online presso il link http://eepurl.com/b727Pv ____ “Non solo la potenza atomica verrà sprigionata, ma un giorno imbriglieremo la salita e la discesa delle maree e imprigioneremo i raggi del sole.” Thomas Edison Edison, pensavano i suoi contemporanei, sognava. Oggi possiamo &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/coaching-umanistico/">Coaching Umanistico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/09/1504799125_surfingwithsunset_456138.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-sela-grid-thumbnail wp-image-9619" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/09/1504799125_surfingwithsunset_456138.jpeg?w=360&amp;h=242&amp;crop=1" alt="" width="360" height="242" /></a></p>
<p>Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro &#8220;Psicologia della Libertà&#8221;. Per aggiornamenti sull&#8217;uscita vedi <a href="http://eepurl.com/b727Pv" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la rivista online presso il link http://eepurl.com/b727Pv</a></p>
<p>____</p>
<p><em>“Non solo la potenza atomica verrà sprigionata, ma un giorno imbriglieremo la salita e la discesa delle maree e imprigioneremo i raggi del sole.”</em></p>
<p><em>Thomas Edison</em></p>
<p>Edison, pensavano i suoi contemporanei, sognava. Oggi possiamo dire: anticipava.</p>
<p>Il timore crea prigioni. Alcune persone temono persino di farsi notare, di esistere, di dire qualsiasi cosa che qualcuno possa contraddire. Muoiono da vivi.</p>
<p>La libertà non è uno stato singolo, ma piuttosto una posizione tra un continuum tra due poli. Da un lato abbiamo la costrizione assoluta (fisica e mentale) e dall’altro lato la libera scelta assoluta (fisica e mentale). Ogni “grado di libertà&#8221; che possiamo e riusciamo a scalfire dalla costrizione aggiunge un tassello alla nostra libertà totale.</p>
<p>La formazione dei <strong>guerrieri Ninja</strong> passava attraverso fasi importanti di superamento delle paure. Queste paure erano viste come <strong>ombre che impedivano alle abilità di esprimersi</strong>.</p>
<p>I Ninja consideravano il superamento delle paure attraverso formazione iniziatica. Nelle iniziazioni e addestramenti venivano inseriti elementi di paura controllata, “<em>in modo che l’ombra possa essere portata alla luce della mente dell’iniziato, che potrà così attraversare quella determinata paura. La paura è la porta pià importante, perché senza lo slancio energetico che deriva dall’abbandono delle nostre paure ci sarà difficile proseguire nel nostro viaggio</em>”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>Nelle pratiche di coaching esistono specifici esercizi, sia tradizionali (es, <em>firewalking</em>, seppure condotti da personaggi a volte discutibili) che innovativi. Personalmente, mi sono occupato di sviluppare alcuni esercizi speciali i quali attingono dalla mia esperienza trentennale nelle arti marziali, mentre altri nascono sulla base di esercizi psicodrammatici o comunicativi. Il fine ultimo è di crescere superando paure e generare slancio emotivo, senza con questo creare rischi fisici stupidi e inutili. Le stesse tecniche possono essere applicate nel counseling.</p>
<p>Possiamo dire che il coaching e il counseling siano due discipline che vogliono dire un grande “adesso basta!” all’essere plasmati a forza da ideologie esterne, da paure interne inutili, e cercano una via vera, più personale, depurata da ogni forma di falsità, consci persino che la libertà vera diventa un fine utopico ma senza quel fine ci sentiremmo morti.</p>
<p>Queste discipline vogliono una vita più vera, più propria, più gestita con consapevolezza anziché in un sentimento di schiavitù.</p>
<p>E’ un approccio rivoluzionario di <strong>sommossa esistenziale</strong> e non armata ma che cambia, attimo dopo attimo, vita dopo vita, l’intero pianeta.</p>
<p>Non bastassero le informazioni esterne, siamo a nostra insaputa inondati da informazioni interne (enterocettive, provenienti dal corpo stesso), alle quali prestiamo scarsa attenzione se non adeguatamente allenati.</p>
<p>Alcune di queste sono deboli, sottili, ma importanti, ad esempio i segnali dello stress fisico e mentale, le posture, il respiro stesso.</p>
<p>Le <strong>tensioni muscolari latenti, croniche</strong>, dovute a <strong>stress mentale</strong>, sono un esempio classico di segnale “non ascoltato” che però porta a mal di testa, a mal di stomaco, a dolore fisico poi molto concreto, persino all’alterazione della nostra postura.</p>
<p>Sto dicendo, assolutamente, che il nostro corpo fa trasparire <strong>fuori</strong> come ci sentiamo <strong>dentro</strong>, e se impariamo a leggerlo e a leggerci, possiamo fare di noi stessi un grande laboratorio di crescita personale.</p>
<p><strong>Imparare a leggere i segnali deboli e farli diventare segnali forti è un’arte che si apprende nel coaching e nel counseling corporeo.</strong></p>
<p><strong>Questi segnali sono così anestetizzati dalle nostre menti bombardate da rumore, che scopriamo che qualcosa non va solo quando ci troviamo al pronto soccorso.</strong></p>
<p>Siamo persino sottoposti ad energie come onde elettromagnetiche (la luce solare è una), la forza di gravità e tantissime altre, sulle quali non riflettiamo più di tanto e ancora meno “sentiamo”, tranne quando, come il sole preso troppo, ti bruciano.</p>
<p>Esistono anche forze psicologiche, come i “calchi mentali” e le credenze più forti che abbiamo assorbito dalle famiglie e dalle persone con cui ci siamo rapportati. Sono forze che sono penetrate nella nostra testa tramite religioni, libri di testo, letture, televisioni, conversazioni, e tanto altro materiale <strong>dell’acquario comunicativo</strong> nel quale abbiamo respirato e nuotato sinora.</p>
<p><em>“Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere, metti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore. i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e soprattutto prova a rialzarti come ho fatto io.” Luigi Pirandello</em></p>
<p>Siamo in balia di forze tanto potenti e persistenti, che il fatto di metterle in discussione non passa nemmeno nella testa ai più. Qualche lamento si, qualche boffonchiamento si, ma niente di vero, niente di radicale. Anche nelle città dove l’economia fa schifo e le economie languono, anno dopo anno, i voti non cambiano più di tanto, gli stili di vita non cambiano più di tanto, e molti se potessero non cambierebbero proprio, resistendo al cambiamento fino a morire.</p>
<p>Zombie che camminano verso la bara.</p>
<p>Ma risvegliarsi in vita è possibile. Può accadere quando accade un incontro con una persona illuminata, o molto più spesso una crisi, un esaurimento fisico o nervoso, o un trauma, ti fanno capire che <strong>quel sistema di forze e di equilibri ora non regge più</strong>.</p>
<p>Non è più adatto per te. Poteva andare bene per chi l’ha sviluppato, nell’epoca in cui si è formato, ma non va bene per te, non ora, non qui. E tu te ne rendi conto e vuoi agire.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Heaven, Ross (2006). The Spiritual Practices of the Ninja. Inner Traditions, Rochester. Trad it: 2008, Le Pratiche Spirituali dei Ninja. p. 43-44. Macroedizioni.</p>
<p>____________</p>
<p>Copyright Daniele Trevisani. Anticipazione dal libro &#8220;Psicologia della Libertà&#8221;. Per aggiornamenti sull&#8217;uscita vedi la rivista online http://eepurl.com/b727Pv</p>
<p>____</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/coaching-umanistico/">Coaching Umanistico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/coaching-umanistico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
