<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>salute mentale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<atom:link href="https://www.studiotrevisani.it/tag/salute-mentale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 16 Feb 2025 09:24:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/02/favicon2-daniele-trevisani-corsi-aziendali-100x100.png</url>
	<title>salute mentale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Allenarsi al piacere della vita per allenarsi alla performance</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/allenarsi-al-piacere-della-vita-per-allenarsi-alla-performance/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/allenarsi-al-piacere-della-vita-per-allenarsi-alla-performance/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 09:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Autodisciplina]]></category>
		<category><![CDATA[autorealizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[determinazione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni positive]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[piacere]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=28480</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Le Neuroscienze intervengono anche nei training e coaching atti a potenziare la corteccia prefrontale sinistra. Si tratta della zona cerebrale che ci mette in grado di elaborare le emozioni positive &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/allenarsi-al-piacere-della-vita-per-allenarsi-alla-performance/">Allenarsi al piacere della vita per allenarsi alla performance</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Neuroscienze intervengono anche nei training e coaching atti a potenziare la corteccia prefrontale sinistra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta della zona cerebrale che ci mette in grado di elaborare le emozioni positive e cogliere il bello e il piacere dagli elementi della vita e dell&#8217;ambiente che ci circondano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questa zona non viene allenata, come un muscolo in disuso, si riduce in termini di potenza e capacità, per cui rimaniamo in balia della sola corteccia prefrontale destra e di un continuo vissuto negativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventiamo bravissimi a cogliere le &#8220;sfighe&#8221;, a lamentarci, a vedere tutto ciò che non va, e non riusciamo più a cogliere il bello, i lati positivi, non riusciamo più a gioire di niente. Diventiamo più pessimisti del necessario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le neuroscienze e il coaching basato sulle neuroscienze in questo sono di grande aiuto, pratico e concreto, con esercizi fattibili da chiunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si fanno questi esercizi? Servirebbero interi manuali per spiegarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni sono basati su tecniche di bioenergetica praticate in palestre, o acque termali, vi sono poi esercizi di training mentale condotti con basi musicali, esercizi di bioenergetica modificata appositamente per sollecitare la capacità di percezione positiva, esercizi olistici che praticano l&#8217;unione di lavoro fisico e lavoro di training mentale, altri ancora vengono dalle arti marziali, altri sono esercizi conversazionali speciali che vengono dalle Scienze della Comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per apprendere questi temi, la sola lettura non è sufficiente, ma serve la partecipazione a training o coaching speciali<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche in questo la perseveranza non deve mancare. Se da un corso, da un professionista o da un gruppo, o da una pratica, non traiamo niente, cambiamolo, senza troppe recriminazioni, finché non troviamo qualcosa che funzioni su di noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi sia la tua scelta, agisci. In ogni campo. Aspettare, procrastinare e posticipare ti fanno solo del male. Se aspetti finché non avrai fatto la decisione &#8220;perfetta&#8221; raccogliendo migliaia di dati non sceglierai mai. Raccogli alcune informazioni, orientati, poi ascolta il tuo istinto, e vai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stai alla larga dai pessimisti prima che riescano a farti diventare come loro. Quando prenderanno coscienza, cercheranno la loro vera strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se senti una pulsione verso la crescita vuol dire che quella voce va ascoltata, è una voce importante da non seppellire mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>If you don&#8217;t run your own life, somebody else will. Se non guidi tu la tua vita, qualcun&#8217;altro lo farà.</em> John Atkinson</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare concretezza, anche se con spazio limitato per vere esigenze editoriali di sintesi, vorrei dare un paio di esempi di casi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempio in campo sportivo</strong>: Obiettivo: riprendere il gusto del ring, assaporarne ogni attimo, ogni sensazione, la bendatura delle mani, la fase di riscaldamento, l&#8217;ingresso tra le corde, sino allo studio dell&#8217;avversario, il piacere di sentire ogni tecnica fluire pulita e ben condotta, cogliere gli sguardi, i movimenti, e divertirsi combattendo. Questo significa, per un&#8217;atleta che ha già vissuto una intera vita nello sport, rinascere prima di tutto nelle emozioni, poi &#8211; e solo poi &#8211; come atleta. Riscoprire come in ogni singolo colpo si attiva tutta la catena muscolare dalle dita sino al capo, sentire il respiro dell&#8217;aria fresca usciti dalla palestra, sentire il flusso di adrenalina durante gli sparring (combattimenti di allenamento), i piacere del sudore, ascoltare i segnali del corpo, e sentire l&#8217;endorfina del post-allenamento circolare pura, facendone propria ogni molecola. Far diventare il giorno della gara, tra luci e riflettori con telecamere di TV di tutto i mondo puntate addosso, come un momento di gioia, liberi dal giudizio, un momento di vita pura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempio in campo manageriale</strong>. Per un Dirigente, Manager di un intero territorio, riscoprire il gusto di fare un colloquio in profondità, anziché un rapido giro di telefonate &#8211; passare una giornata intera in una filiale e parlare con ogni collaboratore senza il pensiero forzato di adempiere formalmente ad un obbligo; conoscere le persone e sapere su chi poter contare, cogliendo la verità o la falsità in ogni microespressione facciale, con la felicità di chi sente di avere un potere di osservazione nuovo, potente, e una dote nascosta finora mai usata. Questa competenza nuova arriva improvvisamente con un paio di ore di training, una risorsa potente che non perderai mai più per tutta la vita. E poi, uscire la mattina con la chiara sensazione di un&#8217;aria frizzante, sentire quello che vuoi ottenere in quella giornata e respirarla nell&#8217;aria, ancor prima di salire in macchina. Girare la chiave con un sorriso. Divertirsi a esaminare e se necessario smontare le argomentazioni e le riunioni, padroneggiare le riunioni anziché esserne dominato, guadagnarsi la leadership sul campo e non tramite pezzi di carta, e in altre parole, vivere un lavoro impegnativo cogliendone l&#8217;infinità di momenti e sensazioni positive che ti può dare, stare sopra l&#8217;onda e divertirsi, anziché esserne schiacciato. E alla fine, lavorare e vivere meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In entrambi i casi e in tantissimi altri, il lavoro sulla Corteccia Prefrontale Sinistra è partito con osservazioni (apparentemente semplici, ma in realtà tecnicamente complesse) di quanto vi fosse di piacevole nell&#8217;ambiente umano e fisico potenziale, per poi passare ad esercizi di bioenergetica in acque termali, con esercizi di percezione aumentata dei segnali positivi circostanti, dati da immagini, suoni, luci, sensazioni interiori (<em>propriocettive</em>), sensazioni tattili, sensazioni cinestesiche (legate al movimento), con un approccio &#8220;polisensoriale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi i role-playing, gli esercizi con &#8220;stop dell&#8217;azione&#8221; e osservazione aumentata, e tante altre fasi di training operativo e non solo teorico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in tutti i casi, si assiste ad un meccanismo unico: lo spalancarsi della capacità di &#8220;sentire&#8221;, il percepire gli elementi e i momenti della vita, e un fantastico trascinamento positivo di questa capacità sia nell&#8217;azione che nella vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tantissimi altri esempi sarebbero necessari &#8211; casi seguiti in ambito <em>Lifecoaching</em>, B<em>usiness Coaching</em>, o Coaching Sportivo, interventi su genitori, interventi su studenti, su Forze dell&#8217;Ordine, e via così &#8211; ma spero con questi limitati brevi esempi di aver fatto emergere quanto sia fondamentale svolgere una &#8220;microanalisi emozionale&#8221; e una riappropriazione di ogni attimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ri-allenare la corteccia prefrontale sinistra significa far assaporare ogni singolo &#8220;boccone di vita&#8221; e sentire ogni momento nella sua sacralità, anziché vivere la giornata o una performance senza sentirne i profumi, i colori, il tatto, i suoni, e le sensazioni interne che ti possono produrre. Viverne tutti i colori anziché nei colori nero e grigio dell&#8217;abitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non impari e ti alleni a cogliere le sensazioni positive, enormi e immense, che la vita può dare, nessun altro lo farà per te, e questa opportunità unica, rara, preziosa di essere parte vivente e creatura cosciente dell’Universo, diventerà giorno dopo giorno qualcosa di banale. E noi non lo accettiamo. Noi, vogliamo “sentire” ogni istante di questa vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi, vogliamo vivere.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Contatti con l&#8217;autore per indicazioni su iniziative sono possibili partendo dal sito www.studiotrevisani.it (in italiano) e www.danieletrevisani.com (in inglese)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Piacere</li>



<li>Vita</li>



<li>Performance</li>



<li>Allenamento</li>



<li>Motivazione</li>



<li>Benessere</li>



<li>Crescita personale</li>



<li>Autorealizzazione</li>



<li>Equilibrio</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Consapevolezza</li>



<li>Gestione dello stress</li>



<li>Emozioni positive</li>



<li>Autodisciplina</li>



<li>Energia</li>



<li>Felicità</li>



<li>Salute mentale</li>



<li>Autostima</li>



<li>Passione</li>



<li>Determinazione</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/allenarsi-al-piacere-della-vita-per-allenarsi-alla-performance/">Allenarsi al piacere della vita per allenarsi alla performance</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/allenarsi-al-piacere-della-vita-per-allenarsi-alla-performance/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le componenti di successo nella vendita: il modello H.E.R.O.</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/le-componenti-di-successo-nella-vendita-il-modello-h-e-r-o/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/le-componenti-di-successo-nella-vendita-il-modello-h-e-r-o/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[capitale psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[empowerment]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Hope (Speranza)]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Modello H.E.R.O.]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[Prestazioni lavorative]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia positiva]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo del potenziale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26819</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. La sigla H.E.R.O viene utilizzata per ricordare più facilmente le quattro componenti (Hope, Efficacy, Resilience, Optimism) dello PsyCap, che andiamo ad esaminare con maggiore dettaglio. 1. Hope &#8211; speranza. Il potere &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-componenti-di-successo-nella-vendita-il-modello-h-e-r-o/">Le componenti di successo nella vendita: il modello H.E.R.O.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sigla H.E.R.O viene utilizzata per ricordare più facilmente le quattro componenti (<em>Hope, Efficacy, Resilience, Optimism</em>) dello PsyCap, che andiamo ad esaminare con maggiore dettaglio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Hope &#8211; speranza. Il potere della volontà e della determinazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La speranza si esprime nell’abilità di trovare degli scopi nobili da perseguire, fissare dei goal, automotivarsi nel raggiungere quei goals, e nell’abilità di determinare soluzioni alternative per raggiungere quei goal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La speranza esprime – nel modello PsyCap:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>il <strong>potere della volontà</strong> (<em>Willpower</em>), la forza della motivazione, e</li>



<li>il <strong>potere di cercare strade alternative</strong> per portare avanti la propria volontà (<em>Waypower</em>).</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire che questa visione porta con sé il concetto di una “Speranza Attiva” dove l’individuo non si limita a sperare che le cose accadano, ma raggiunge invece uno stato di motivazione e volontà molto forte, e si impegna attivamente per cercare strade per raggiungere il suo scopo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="647" height="431" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-3.png" alt="" class="wp-image-26820" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-3.png 647w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-3-300x200.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-3-175x117.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-3-450x300.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-3-270x180.png 270w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo della vendita, le persone con livello di speranza elevato sono migliori e più capaci nell’inquadrare vie multiple per raggiungere il successo della vendita e conseguire i propri goals in numerose situazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando le persone con alti livelli di speranza stanno eseguendo una determinata linea di azione finalizzata ad una vendita, o implementano una strategia di vendita e il loro percorso ha dei blocchi, essi mostrano la capacità di lanciarsi in vie d’azione alternative e continuare a perseguire il goal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni campo della vita e del lavoro, le persone che hanno speranza attiva pensano sempre che ci sia una possibile via per raggiungere un certo scopo e non si scoraggiano, potendo contare sull’energia di una fede interiore nella capacità di avere successo o raggiungere un obiettivo nonostante le difficoltà.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Efficacy &#8211; Efficacia. La capacità di accettare le sfide </h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’efficacia dal punto di vista del capitale psicologico rappresenta</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>una credenza positiva nelle proprie<a> </a><strong>abilità di accettare le sfide</strong> (e per qualsiasi azienda, soddisfare un cliente è una sfida) e</li>



<li>la credenza positiva nel fatto di<a> </a><strong>avere energie</strong> per perseguire lo sforzo necessario per avere successo. Per una rassegna di letteratura vedi Luthans Fred, Carolyn M. Youssef, and Bruce J. Avolio (2007).</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">L’efficacia diventa la <strong>convinzione della persona</strong>, la sicurezza nelle sue abilità di mobilizzare la motivazione, le risorse mentali, e portarle entro corsi di azione necessari ad eseguire con successo un compito specifico entro un dato contesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone efficaci hanno maggiore fiducia nelle lor attività, e di conseguenza diventano più persistenti e più capaci nell’impegnarsi in attività dirette ad un fine (Bandura, 1986)</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="697" height="429" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-4.png" alt="" class="wp-image-26821" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-4.png 697w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-4-300x185.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-4-175x108.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-4-450x277.png 450w" sizes="(max-width: 697px) 100vw, 697px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La fiducia in sé diventa <strong>fiducia nelle proprie capacità</strong> e questo assume la forma di un circolo virtuoso in cui la persona non demorde e continua a perseverare sapendo di poter raggiungere un risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La persona con un alto livello di autoefficacia accetta anche grandi sfide, certa di avere le probabilità di successo o almeno di poterlo tentare con buona probabilità di successo. La persona efficace non solo accetta la sfida ma impegna il tempo e lo sforzo necessario per ottenere i propri goals.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Resilience &#8211; Resilienza. La capacità di rialzarsi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La resilienza fa la differenza tra le persone che recuperano morale e volontà dopo un’avversità o una fatica, e quelli che ne rimangono devastati a schiacciati (Block e Kremen, 1996). La resilienza permette agli individui di “rimbalzare” positivamente e velocemente da uno o più eventi negativi (Masten, 2001).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La resilienza è una risorsa reattiva definita come la capacità psicologica di rialzarsi, di &#8220;rimbalzare in avanti&#8221; da una avversità, ritrovare la strada dopo una fase di incertezza, un conflitto, un fallimento, una fatica acuta o prolungata, accompagnata anche da cambiamenti positivi, apprendimenti, progressi e nuove responsabilità. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="637" height="433" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-5.png" alt="" class="wp-image-26822" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-5.png 637w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-5-300x204.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-5-175x119.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-5-450x306.png 450w" sizes="(max-width: 637px) 100vw, 637px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Le persone con alto grado di resilienza recuperano livelli psicologici eguali o addirittura superiori ai livelli precedenti l’omeostasi, andando spesso anche oltre la condizione di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone intraprendono il viaggio positivo verso la resilienza ogni volta che riescono a recuperare da una situazione negativa, potenziando il proprio carattere e le proprie risorse psicologiche, dando il via ad una spirale di crescita positiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vita, la resilienza è fondamentale perché la vita stessa di chi si pone obiettivi ambiziosi è connotata per definizione da alti tassi di fallimento o rifiuto. Il ruolo di chi prende questa via pone grandi sfide e aspettative di successo che non sempre si avverano. Senza resilienza, non sarebbe possibile avanzare nonostante le difficoltà e superarle, andare oltre e ripartire con volontà e determinazione sempre nuove.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Optimism &#8211; Ottimismo. Creare ciò che si può fare e non fermarsi a ciò che non si può fare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La quarta componente delle PsyCap è l’ottimismo, che rappresenta una visione positiva dei risultati che possiamo ottenere, e include emozioni positive, motivazione e realismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come osservato da Carver e Scheier (2002), la differenza tra persone ottimiste e persone pessimiste non è triviale, in quando gli ottimisti differiscono nettamente nei loro approcci ai problemi e alle sfide e nelle modalità di adattarsi alle avversità e alla vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è ottimista, se non ha opportunità cerca di crearsele, se non ha una competenza si adopera per apprenderla, se non ha le conoscenze che gli servirebbero per avere successo le studia. Lo stesso vale per le relazioni umane. L’ottimismo ragionevole è una delle doti umane più nobili e rare.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="706" height="426" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-6.png" alt="" class="wp-image-26823" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-6.png 706w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-6-300x181.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-6-175x106.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-6-450x272.png 450w" sizes="auto, (max-width: 706px) 100vw, 706px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’ottimismo attivo, diversamente da un ottimismo passivo, va a cercarsi le opportunità, bussa alle porte senza paura di ricevere un diniego, crede fortemente nel fatto che la perseveranza e impegno premieranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ottimismo si vede anche da come si risponde al cliente. Ad esempio, il venditore di concessionaria di moto – se ottimista &#8211; potrebbe dire “questa moto è eccezionale e adesso le faccio vedere anche il catalogo di tutti gli accessori per personalizzarla al massimo”. Un venditore pessimista direbbe “le faccio vedere le moto più economiche, immagino che lei voglia spendere poco, giusto?” Magari invece il cliente sta proprio cercando di farsi “il regalo della vita” e vuole uno dei migliori modelli in assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un centro fitness, sempre per fare esempi concreti, l’addetto alla reception (pessimista) potrebbe dire “vuole fare l’abbonamento a trimestre oppure se vuole spendere meno facciamo un mensile, come vuole lei”. L’addetto ottimista direbbe “sono certo che qui ci siano tutte le soluzioni che lei sta cercando, anzi adesso le faccio fare un giro della palestra con un nostro istruttore che le spiega tutto poi guardiamo qui con me come integrare il percorso di fitness con i nostri nutrizionisti, e con i check-up mensili e il programma di personal training vedrà che sarà soddisfatto al massimo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non troverai mai un arcobaleno, se guardi in basso.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Charlie Chaplin)</em></p>



<h4 class="wp-block-heading">4.1 Ottimismo vs. impotenza appresa (Learned Helplessness)</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono numerose ricerche scientifiche sull’ottimismo nella vendita e sull’imparare a convivere con i fallimenti di percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boichuk et al.<a href="#_ftn1" id="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> sottolineano che la teoria dell&#8217;impotenza appresa sia particolarmente rilevante per la ricerca sulle vendite perché il fallimento è una parte importante della professione di venditore (Schulman 1999, Sujan 1999):</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due dei suoi principi fondamentali sono (1) che il pessimismo potenzia gli atti di impotenza e (2) che il fallimento ripetitivo e apparentemente incontrollabile porta le persone a comportarsi in modo impotente (Abramson, Seligman e Teasdale 1978<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>; Seligman 1975). Seligman e Schulman (1986)<a href="#_ftn3" id="_ftnref3">[3]</a> indagano sul precedente principio nel contesto delle vendite di assicurazioni e scoprono che gli agenti pessimisti si licenziano al doppio del tasso degli agenti ottimisti entro il loro primo anno di lavoro. Inoltre, rispetto agli agenti ottimisti, nel loro studio, gli agenti pessimisti hanno venduto il 37% in meno di assicurazioni nei primi due anni. In particolare, anche altre ricerche hanno riscontrato che il pessimismo è correlato negativamente all&#8217;andamento delle vendite (ad esempio, Anderson 1983<a href="#_ftn4" id="_ftnref4">[4]</a>; Schulman 1999<a href="#_ftn5" id="_ftnref5">[5]</a>), a sostegno del primo principio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boichuk et al. Dimostrano inoltre che i venditori appena assunti si comportano in modo impotente man mano che si accumulano periodi di fallimento nelle prestazioni di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre ricerche hanno trovato che i venditori che si sentono impotenti tendono ad evitare di interagire del tutto con i clienti smettendo o trovando &#8220;altro lavoro da fare in ufficio oltre a chiamare clienti&#8221; (Schulman 1999, p. 33).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, se smettere di vendere non è un&#8217;opzione (p. Es., In una cattiva economia) e se i clienti non possono essere evitati facilmente (p. Es., In contesti di vendita al dettaglio), si ritiene che i venditori si comportino in modo impotente esibendo poca o nessuna persistenza durante le loro interazioni con clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo porta ad altre conseguenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boichuk et al evidenziano che, in primo luogo, &#8220;la stragrande maggioranza degli incentivi della forza vendita &#8230; sono legati a metriche a breve termine, individuali e incentrate sui risultati&#8221; (Zoltners, Sinha e Lorimer, 2011) Cioè, i venditori sono incentivati non solo a interagire con i clienti ma anche a convincerli ad acquistare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come dice il proverbio, i venditori non mangiano a meno che non vendano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I venditori a basso grado di efficacia tendono a: (1) suggerire prodotti popolari ai clienti piuttosto che scoprire le loro esigenze specifiche attraverso tecniche di domanda e ascolto empatico, (2) evitano di raccomandare prodotti costosi ai clienti per impostazione predefinita nel timore del rifiuto, e (3) arrivano a dire ai clienti cosa essi immaginano vogliono sentire pur di arrivare alla conclusione di una vendita, senza mai offrire i prodotti di valore elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I comportamenti orientati alla vendita in condizioni di bassa autostima e bassa autoefficacia rappresentano tentativi a basso sforzo per aumentare le prestazioni di vendita immediate (Saxe e Weitz, 1982).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quanto tali, questi comportamenti di vendita a basso sforzo rappresentano una forma preliminare di <strong>comportamento di evitamento</strong>, che è in linea con la tradizionale concettualizzazione dell&#8217;<strong>impotenza appresa</strong> (Seligman 1975).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita orientata al breve termine è anche passiva e disadattiva, i due aggettivi che Martinko e Gardner (1982) usano per definire l&#8217;impotenza appresa nelle organizzazioni. È passivo nella misura in cui i comportamenti orientati alla vendita non implicano la raccolta di conoscenze sui bisogni dei clienti e diventano disadattivi nella misura in cui questa mancanza di conoscenza impedisce ai venditori di offrire soluzioni su misura per soddisfare le esigenze specifiche dei clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professionista della comunicazione deve fare un importante lavoro su sè stesso per ripulirsi dei lati del carattere e della personalità che rischiano di sabotarne le capacità e l&#8217;efficacia. Questo vale ancora più in generale per una persona che voglia produrre risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenzia Jung, è importante conoscere sé stessi a fondo, anche nei propri lati più nascosti:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>In ogni caso è sempre un vantaggio essere in pieno possesso della propria personalità, altrimenti le parti rimosse della personalità ostacolano altre sue componenti, e non quelle insignificanti, bensì proprio quelle più sensibili. Se però gli esseri umani vengono educati a considerare le bassezze della propria natura, c’è da sperare che in questo modo imparino ad amare e comprendere meglio anche i loro simili. Una diminuzione dell’ipocrisia e un aumento della tolleranza verso se stessi possono avere solo buone conseguenze ai fini della considerazione del nostro prossimo, perché gli uomini sono fin troppo inclini a estendere ai propri simili quella iniquità e violenza che esercitano su se stessi</em>”. (1917, p 44)</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> <a>Boichuk, Jeffrey P., Willy Bolander, Zachary R. Hall, Michael Ahearne, William J. Zahn, &amp; Melissa Nieves (2014)</a>. P 38-58.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Abramson, Lyn Y., Martin E. Seligman, and John D. Teasdale (1978).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> Op. cit.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref4" id="_ftn4">[4]</a> Anderson, Craig A. (1983).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref5" id="_ftn5">[5]</a> Op. cit.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="730" height="473" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-7.png" alt="" class="wp-image-26824" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-7.png 730w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-7-300x194.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-7-175x113.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-7-450x292.png 450w" sizes="auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Modello H.E.R.O.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capitale psicologico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hope (Speranza)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Efficacia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resilienza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottimismo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crescita personale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benessere psicologico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prestazioni lavorative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empowerment</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppo del potenziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autoefficacia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione dello stress</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leadership positiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazioni interpersonali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Salute mentale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Performance</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia positiva</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-componenti-di-successo-nella-vendita-il-modello-h-e-r-o/">Le componenti di successo nella vendita: il modello H.E.R.O.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/le-componenti-di-successo-nella-vendita-il-modello-h-e-r-o/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Health Coaching: Il Coaching per la Salute Psicofisica</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/health-coaching-il-coaching-per-la-salute-psicofisica/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/health-coaching-il-coaching-per-la-salute-psicofisica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Aug 2024 13:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Allenamento Personalizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Aderenza alle terapie]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[Autogestione delle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere olistico]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere personale]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento dello stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Coach della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coaching di gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[coaching individuale]]></category>
		<category><![CDATA[coaching motivazionale]]></category>
		<category><![CDATA[coaching nutrizionale]]></category>
		<category><![CDATA[coaching online]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching per il benessere]]></category>
		<category><![CDATA[coaching per il fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching per l'equilibrio vita-lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching per la longevità]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching per la perdita di peso]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching personalizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita della salute]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione alla salute]]></category>
		<category><![CDATA[Empowerment personale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del peso]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle abitudini]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle condizioni croniche]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Miglioramento della qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione al cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi di salute]]></category>
		<category><![CDATA[Pianificazione della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione delle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Promozione del benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Raggiungimento degli obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Relazione coach-cliente]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione dei rischi di malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute integrata]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Salute preventiva]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno continuo]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita sano]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto al cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto alla salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo di abitudini sane]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=28599</guid>

					<description><![CDATA[<p>Health Coaching: Una Filosofia Completa Introduzione al Health Coaching Il Health Coaching è una pratica professionale che supporta le persone nel migliorare la loro salute e benessere attraverso cambiamenti comportamentali sostenibili. Il coaching della salute è una combinazione di consulenza, educazione sanitaria e assistenza personalizzata che mira a motivare e guidare i clienti verso il &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/health-coaching-il-coaching-per-la-salute-psicofisica/">Health Coaching: Il Coaching per la Salute Psicofisica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Health Coaching: Una Filosofia Completa</strong></h2>
<h3><strong>Introduzione al Health Coaching</strong></h3>
<p>Il <strong>Health Coaching</strong> è una pratica professionale che supporta le persone nel migliorare la loro salute e benessere attraverso cambiamenti comportamentali sostenibili. Il coaching della salute è una combinazione di consulenza, educazione sanitaria e assistenza personalizzata che mira a motivare e guidare i clienti verso il raggiungimento dei loro obiettivi di salute.</p>
<p>Il ruolo del coach della salute è di facilitare il processo decisionale del cliente, promuovendo l&#8217;autoefficacia e l&#8217;empowerment. Questo approccio è particolarmente utile nella gestione di condizioni croniche, nella promozione di uno stile di vita sano e nella prevenzione delle malattie.</p>
<p><strong>Citazioni Scientifiche</strong>:</p>
<ol>
<li>&#8220;Health coaching is a patient-centered process that is personalized, allowing individuals to set and achieve goals in relation to their health and wellness.&#8221; (Wolever, R.Q. et al., 2011, <em>American Journal of Lifestyle Medicine</em>).</li>
<li>&#8220;The effectiveness of health coaching in managing chronic conditions such as diabetes, obesity, and hypertension is well documented.&#8221; (Kivela, K. et al., 2014, <em>BMC Public Health</em>).</li>
</ol>
<p><em>&#8220;La salute è la più grande delle benedizioni, e ogni giorno che ne godiamo è un giorno di ringraziamento.&#8221;</em> – Buddha</p>
<h3><strong>I Principi del Health Coaching</strong></h3>
<p>Il Health Coaching si basa su una serie di principi fondamentali che lo distinguono da altre forme di consulenza e terapia. Tra questi principi, spiccano la centralità della persona, la collaborazione tra coach e cliente, e l&#8217;approccio olistico.</p>
<ul>
<li><strong>Centralità della Persona</strong>: Il cliente è al centro del processo decisionale e il coaching si adatta alle sue esigenze, preferenze e valori.</li>
<li><strong>Collaborazione</strong>: Il rapporto tra coach e cliente è paritario, e il coach facilita il cambiamento attraverso domande aperte e ascolto attivo.</li>
<li><strong>Approccio Olistico</strong>: Il coaching considera tutti gli aspetti della vita del cliente, inclusi fisico, emotivo, sociale e spirituale.</li>
</ul>
<p><strong>Citazioni Scientifiche</strong>: 3. &#8220;A person-centered approach in health coaching empowers individuals to take control of their health, leading to sustainable behavior change.&#8221; (Toulany, A. et al., 2019, <em>Journal of General Internal Medicine</em>). 4. &#8220;The collaborative nature of health coaching fosters an environment of trust and mutual respect, which is crucial for effective behavior change.&#8221; (Sforzo, G.A. et al., 2017, <em>Global Advances in Health and Medicine</em>).</p>
<p><em>&#8220;La vera felicità consiste nel fare del bene.&#8221;</em> – Aristotele</p>
<h3><strong>Applicazioni Pratiche del Health Coaching</strong></h3>
<p>Il Health Coaching trova applicazione in molteplici ambiti della salute, tra cui la gestione del peso, la cessazione del fumo, la gestione dello stress, la prevenzione delle malattie e l&#8217;aderenza alle terapie mediche. L&#8217;approccio individualizzato del coaching consente di affrontare specifiche esigenze di salute, offrendo supporto continuo e monitoraggio dei progressi.</p>
<p>Un esempio di successo è il coaching per la perdita di peso, dove i clienti ricevono supporto nell&#8217;impostare obiettivi realistici, nel superare le barriere psicologiche e nel mantenere i risultati a lungo termine.</p>
<p><strong>Citazioni Scientifiche</strong>: 5. &#8220;Health coaching has been shown to be effective in weight management, especially when combined with regular follow-ups and support.&#8221; (Appel, L.J. et al., 2011, <em>The New England Journal of Medicine</em>). 6. &#8220;Smoking cessation programs that incorporate health coaching are more successful in helping individuals quit smoking than those that do not.&#8221; (van Rossem, C. et al., 2017, <em>Preventive Medicine</em>).</p>
<p><em>&#8220;La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente.&#8221;</em> – Arthur Schopenhauer</p>
<h3><strong>I Benefici del Health Coaching</strong></h3>
<p>I benefici del Health Coaching sono molteplici e ben documentati nella letteratura scientifica. Tra i principali vantaggi si annoverano:</p>
<ul>
<li><strong>Miglioramento dell&#8217;Autogestione</strong>: I clienti acquisiscono competenze e fiducia nella gestione della propria salute.</li>
<li><strong>Riduzione dei Rischi di Malattia</strong>: Promuovendo uno stile di vita sano, il coaching può ridurre l&#8217;incidenza di malattie croniche.</li>
<li><strong>Supporto Emotivo</strong>: Il coaching offre un supporto emotivo costante, fondamentale per mantenere la motivazione.</li>
<li><strong>Miglioramento della Qualità della Vita</strong>: Il coaching aiuta i clienti a raggiungere un maggiore benessere generale.</li>
</ul>
<p><strong>Citazioni Scientifiche</strong>: 7. &#8220;Health coaching significantly improves self-management skills, especially in patients with chronic diseases.&#8221; (Huffman, M.H., 2009, <em>The Diabetes Educator</em>). 8. &#8220;The emotional support provided by health coaches is a critical factor in maintaining long-term behavior change.&#8221; (Kushner, R.F., &amp; Sorensen, K.W., 2013, <em>Journal of Obesity</em>).</p>
<p><em>&#8220;Chi ha salute, ha speranza; e chi ha speranza, ha tutto.&#8221;</em> – Thomas Carlyle</p>
<h3><strong>Riflessioni Finali sul Health Coaching</strong></h3>
<p>Il Health Coaching rappresenta un potente strumento per promuovere la salute e il benessere a lungo termine. Questo approccio si distingue per la sua capacità di adattarsi alle esigenze uniche di ogni individuo, promuovendo cambiamenti comportamentali sostenibili che migliorano la qualità della vita.</p>
<p><strong>Citazioni Scientifiche</strong>: 9. &#8220;The individualized approach of health coaching is key to its success in improving long-term health outcomes.&#8221; (Wolever, R.Q. et al., 2013, <em>Global Advances in Health and Medicine</em>). 10. &#8220;Health coaching is an effective intervention for promoting lifestyle changes and improving overall well-being.&#8221; (Margolius, D. et al., 2012, <em>Journal of the American Board of Family Medicine</em>).</p>
<p><em>&#8220;Il segreto della salute mentale e fisica sta nel non piangere per il passato, nel non preoccuparsi del futuro, nel non anticipare problemi, ma vivere saggiamente e seriamente il presente.&#8221;</em> – Buddha</p>
<p>Questa scheda offre una panoramica completa sul Health Coaching, evidenziando la sua importanza e le sue applicazioni nel migliorare la salute e il benessere. Le citazioni scientifiche forniscono una solida base di riferimento per ulteriori studi, mentre gli aforismi offrono spunti di riflessione sull&#8217;importanza della salute.</p>
<h3>Health Coaching. Semantica Articolo</h3>
<ul>
<li>Coaching della salute</li>
<li>Benessere personale</li>
<li>Coaching nutrizionale</li>
<li>Cambiamento comportamentale</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Stile di vita sano</li>
<li>Obiettivi di salute</li>
<li>Empowerment personale</li>
<li>Autogestione delle malattie</li>
<li>Motivazione al cambiamento</li>
<li>Supporto emotivo</li>
<li>Prevenzione delle malattie</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Pianificazione della salute</li>
<li>Coach della salute</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Sviluppo di abitudini sane</li>
<li>Promozione del benessere</li>
<li>Coaching per la perdita di peso</li>
<li>Miglioramento della qualità della vita</li>
<li>Consulenza sanitaria</li>
<li>Coaching motivazionale</li>
<li>Monitoraggio della salute</li>
<li>Aderenza alle terapie</li>
<li>Gestione delle condizioni croniche</li>
<li>Coaching personalizzato</li>
<li>Educazione alla salute</li>
<li>Raggiungimento degli obiettivi</li>
<li>Cambiamento dello stile di vita</li>
<li>Sostegno continuo</li>
<li>Benessere olistico</li>
<li>Salute mentale</li>
<li>Auto-consapevolezza</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Relazione coach-cliente</li>
<li>Supporto al cambiamento</li>
<li>Gestione delle abitudini</li>
<li>Coaching per il benessere</li>
<li>Riduzione dei rischi di malattia</li>
<li>Crescita della salute</li>
<li>Coaching online</li>
<li>Coaching per il fitness</li>
<li>Supporto alla salute mentale</li>
<li>Gestione del peso</li>
<li>Coaching di gruppo</li>
<li>Coaching individuale</li>
<li>Salute integrata</li>
<li>Coaching per l&#8217;equilibrio vita-lavoro</li>
<li>Salute preventiva</li>
<li>Coaching per la longevità</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/health-coaching-il-coaching-per-la-salute-psicofisica/">Health Coaching: Il Coaching per la Salute Psicofisica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/health-coaching-il-coaching-per-la-salute-psicofisica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gestire lo stress. Il lavoro sulle energie fisiche</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-lavoro-sulle-energie-fisiche/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-lavoro-sulle-energie-fisiche/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 08:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[libro Gestire lo Stress e migliorare i rapporti umani]]></category>
		<category><![CDATA[affrontare le sfide]]></category>
		<category><![CDATA[Affrontare lo stress]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ascolto del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Autocura]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Calma]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento di prospettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrazione dei successi]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Delegare responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Distrazione positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Dormire bene]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energie fisiche]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio lavoro-vita]]></category>
		<category><![CDATA[Flessibilità mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Idratazione]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Pace interiore]]></category>
		<category><![CDATA[Pausa]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziamento corporeo]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziare il corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziare le energie fisiche]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[priorità]]></category>
		<category><![CDATA[relax]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[riposo]]></category>
		<category><![CDATA[Risate]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Sano stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Sollievo]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di coping]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[stress fisico]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di rilassamento]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo all'aria aperta]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo per sé]]></category>
		<category><![CDATA[Trasformare lo stress in energia positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=28423</guid>

					<description><![CDATA[<p>©Copyright Dott. Daniele Trevisani e Capponi Editore dal libro “Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani”. L&#8217;importanza del lavoro sulle energie fisiche per ridurre lo stress “Cosa sia questo potere non posso dirlo; tutto ciò che so è che esiste e diventa disponibile solo quando un uomo è nello stato mentale nel quale conosce &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-lavoro-sulle-energie-fisiche/">Gestire lo stress. Il lavoro sulle energie fisiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>©Copyright <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Dott. Daniele Trevisani</a> e Capponi Editore dal libro “<a href="https://amzn.to/49mxT4S" target="_blank" rel="noopener">Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani</a>”.</strong></p>
<h2>L&#8217;importanza del lavoro sulle energie fisiche per ridurre lo stress</h2>
<blockquote><p><em>“Cosa sia questo potere non posso dirlo; tutto ciò che so è che esiste e diventa disponibile solo quando un uomo è nello stato mentale nel quale conosce esattamente cosa vuole ed è pienamente determinato a non smettere fino a quando non lo trova.”</em></p>
<p><em>ALEXANDER GRAHAM BELL</em></p></blockquote>
<p>Le energie fisiche costituiscono il substrato biologico di ogni azione, fisica o mentale. Le energie del corpo permettono alla volontà di tradursi in azione.</p>
<p>Questa cella inquadra la parte biologica dell’essere umano: il corpo e le energie fisiche, lo stato di forma dell’organismo biologico che sorregge le energie individuali; comprende l’analisi delle energie corporee e il funzionamento del corpo, come esso possa essere riparato o “potenziato”, gli effetti dello stile di vita e l’approccio olistico al corpo, l’attenzione alle condizioni energetiche locali (di specifici distretti fisici) e alle energie generali.</p>
<p>Nel Metodo HPM consigliamo di fare sempre un allenamento al giorno per ritrovare un senso di vitalità corporea e rimuovere lo stress.</p>
<p>Lo stress a questo livello è uno stress fisico e si distingue tra stress negativo (non riuscire a recuperare) e stress positivo o eustress, quelle azioni allenanti che impegnano il corpo ma dalle quali si può recuperare, con successivo effetto di potenziamento e benefici sia fisici che mentali</p>
<p>Gestire lo Stress e migliorare i rapporti interpersonali è possibile. Basta, a volte, un sano allenamento intenso e una bella doccia calda per trasformarci in un&#8217;altra persona, più disponibile, più aperta agli altri, più sensibile e ottimista</p>
<h2>Dal lavoro sulle Energie fisiche alla Mindfulness. Tecniche efficaci per la gestione dello stress</h2>
<p>Come evidenzia la letteratura scientifica sullo stress, esistono rimedi e contromisure. L’importante è non darsi per vinti. Uno dei modi più semplici ed efficaci per ridurre lo stress fisico e mentale, oltre all’allenamento, è la pratica della Mindfulness o meditazione.</p>
<p>Secondo la letteratura specifica:</p>
<p>“le tecniche efficaci per la gestione dello stress sono molteplici. In genere includono comportamenti che migliorano la salute fisica, come l’alimentazione e l’esercizio fisico, ma possono anche incorporare strategie che migliorano il funzionamento cognitivo ed emotivo. L’approccio alla riduzione dello stress basato su pratiche di consapevolezza ha recentemente goduto di un’esplosione di interesse da parte di una varietà di ricercatori sanitari ed epidemiologici. Il concetto di consapevolezza, che ha origine dalle pratiche del Buddismo, è definito come una consapevolezza focalizzata della propria esperienza e un’attenzione mirata e non giudicante al momento presente. Interventi strutturati, come il programma di riduzione dello stress basato sulla consapevolezza (MBSR), offrono ai partecipanti l&#8217;opportunità di apprendere la meditazione sulla respirazione, tecniche di scansione del corpo ed esercizi fisici delicati ispirati allo yoga. Con la pratica, gli individui imparano a elaborare le emozioni, i pensieri e le sensazioni man mano che si presentano. Gli individui imparano a modificare il loro condizionamento riflessivo dalla reazione automatica o dalla preoccupazione per il futuro a una risposta più adattiva e misurata, con maggiore consapevolezza del momento presente. La letteratura è ricca di prove che suggeriscono che, con la pratica, gli individui possono diventare più consapevoli, aumentando la loro capacità di elaborare pienamente emozioni, pensieri e sensazioni non appena si presentano.”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>
<blockquote><p><em>“Quando sei ispirato da alcuni grandi propositi, da qualche progetto straordinario, tutti i tuoi pensieri rompono le loro catene. La tua mente trascende le limitazioni, la tua consapevolezza si espande in ogni direzione, e scopri te stesso in un nuovo, grande e magnifico mondo. Forze sopite, facoltà e talenti prendono vita, e scopri di essere una persona di gran lunga più grande di quanto tu abbia mai sognato essere.”</em></p>
<p><em>PATANJALI</em></p></blockquote>
<p>Figura 2 Il rapporto tra stressor biologici ed energie disponibili</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28426" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/gestire-lo-stress-figura-2.jpg" alt="Gestire lo Stress e migliorare i rapporti umani" width="528" height="648" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/gestire-lo-stress-figura-2.jpg 528w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/gestire-lo-stress-figura-2-244x300.jpg 244w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/gestire-lo-stress-figura-2-175x215.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/gestire-lo-stress-figura-2-450x552.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 528px) 100vw, 528px" />[1]</a> Yaribeygi H, Panahi Y, Sahraei H, Johnston TP, Sahebkar A. <em>The impact of stress on body function: A review</em>. EXCLI J. 2017</p>
<p><strong>©Copyright <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Dott. Daniele Trevisani</a> e Capponi Editore dal libro “<a href="https://amzn.to/49mxT4S" target="_blank" rel="noopener">Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani</a>”.</strong></p>
<p><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, Leadership, disponibili in questi siti e link:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>
<p><strong>Altre risorse online</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>(Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
<h3>Semantica articolo Gestire lo stress. Le energie fisiche</h3>
<ul>
<li>Stress</li>
<li>Stress fisico</li>
<li>Energie fisiche</li>
<li>Potenziare il corpo</li>
<li>Potenziare le energie fisiche</li>
<li>Potenziamento corporeo</li>
<li>Energia</li>
<li>Gestione</li>
<li>Equilibrio</li>
<li>Benessere</li>
<li>Relax</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Equilibrio emotivo</li>
<li>Respirazione</li>
<li>Autocura</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Meditazione</li>
<li>Yoga</li>
<li>Allenamento</li>
<li>Salute mentale</li>
<li>Riposo</li>
<li>Attività fisica</li>
<li>Alimentazione sana</li>
<li>Idratazione</li>
<li>Sollievo</li>
<li>Calma</li>
<li>Pace interiore</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Tempo per sé</li>
<li>Ascolto del corpo</li>
<li>Consapevolezza</li>
<li>Tecniche di rilassamento</li>
<li>Affrontare lo stress</li>
<li>Sano stile di vita</li>
<li>Dormire bene</li>
<li>Equilibrio lavoro-vita</li>
<li>Distrazione positiva</li>
<li>Riduzione dello stress</li>
<li>Strategie di coping</li>
<li>Prevenzione dello stress</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Risate</li>
<li>Tempo all&#8217;aria aperta</li>
<li>Creatività</li>
<li>Autostima</li>
<li>Pausa</li>
<li>Trasformare lo stress in energia positiva</li>
<li>Consulenza</li>
<li>Cambiamento di prospettiva</li>
<li>Affrontare le sfide</li>
<li>Flessibilità mentale</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Delegare responsabilità</li>
<li>Priorità</li>
<li>Celebrazione dei successi</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-lavoro-sulle-energie-fisiche/">Gestire lo stress. Il lavoro sulle energie fisiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-lavoro-sulle-energie-fisiche/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/migliore-esperto-italiano-intelligenza-emotiva/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/migliore-esperto-italiano-intelligenza-emotiva/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 17:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[empatia strategica]]></category>
		<category><![CDATA[Accettazione delle emozioni negative]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-gestione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-motivazione nel raggiungimento degli obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-motivazione nell'affrontare sfide personali]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-motivazione per il successo personale]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-perdono]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-perdono e auto-amore]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione e crescita emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione per il miglioramento emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione per la crescita emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-valutazione delle competenze relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Autoapprendimento emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza emotiva nei momenti di decisione]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza emotiva nell'educazione degli adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza Emotiva:]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsolazione]]></category>
		<category><![CDATA[autocontrollo]]></category>
		<category><![CDATA[Autocontrollo delle emozioni negative]]></category>
		<category><![CDATA[Autocontrollo emotivo e auto-regolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Autocontrollo emotivo nelle situazioni stressanti]]></category>
		<category><![CDATA[Autocontrollo nelle situazioni di pressione]]></category>
		<category><![CDATA[Autoefficacia emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Autoefficacia emotiva e autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Autoefficacia emotiva e performance lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[Autoefficacia emotiva nelle sfide quotidiane]]></category>
		<category><![CDATA[autoempatia]]></category>
		<category><![CDATA[autoespressione]]></category>
		<category><![CDATA[autovalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[Autovalutazione delle competenze di leadership emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Autovalutazione delle competenze emotive]]></category>
		<category><![CDATA[benessere emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere emotivo e connessione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere emotivo e fisico]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere emotivo e salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità di ascolto empatico]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Compassione]]></category>
		<category><![CDATA[competenze emotive]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze emotive e apprendimento continuo]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze emotive e resilienza nelle crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze emotive nel contesto familiare]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze emotive nel contesto sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze emotive nell'educazione degli adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione assertiva]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione emotiva nei gruppi di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione emotiva nell'ambito della psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione emotiva nell'ambito della psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione empatica nel coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione empatica nelle relazioni amorose]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione empatica nelle relazioni familiari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione non violenta]]></category>
		<category><![CDATA[Conflitti emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza delle proprie forze emotive]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza delle dinamiche emotive di gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza delle emozioni e gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza delle emozioni e presa di decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza delle emozioni nei rapporti di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza delle emozioni nel contesto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza delle emozioni nell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza delle emozioni nelle relazioni familiari]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita personale attraverso la consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione alle emozioni nelle scuole primarie]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione alle emozioni per i giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione emotiva e benessere scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione emotiva nelle scuole]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[empatia cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia e comprensione delle diverse prospettive]]></category>
		<category><![CDATA[empatia emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia nell'ambiente di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio emotivo nelle sfide quotidiane]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio tra empatia e assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio tra empatia e assertività nelle relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio tra ragione ed emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio tra razionalità ed empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Espressione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del conflitto emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni nell'ambiente aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni nelle dinamiche di gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni nelle transizioni di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dello stress attraverso l'intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[gestione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e benessere generale.]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e creatività artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e empatia nella cura del paziente]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e intelligenza collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e intelligenza emotiva sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e intelligenza sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e intelligenza sociale nelle organizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e leadership aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva e relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva nei contesti lavorativi]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva nell'educazione]]></category>
		<category><![CDATA[leadership emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership emotiva e motivazione dei team]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore esperto italiano in intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e autocontrollo delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e benessere emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e gestione dello stress emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e presenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione intrinseca e soddisfazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Pratiche di mindfulness per l'equilibrio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Regolazione delle reazioni emotive]]></category>
		<category><![CDATA[Regolazione Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Relazione tra intelligenza emotiva e successo]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza emotiva e adattabilità al cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza emotiva e successo professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza emotiva nei momenti critici]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza emotiva nelle avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza emotiva nelle relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento delle emozioni altrui]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento delle emozioni attraverso il linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento delle emozioni attraverso l'espressione facciale]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento delle emozioni attraverso la voce]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione costruttiva dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo dell'empatia nel contesto terapeutico]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo dell'empatia nell'ambiente educativo]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo dell'empatia nell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo dell'intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo dell'intelligenza emotiva attraverso l'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo delle competenze emotive attraverso l'esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo delle competenze emotive nei team di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo delle competenze relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo delle competenze sociali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=28306</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva è il dott. Daniele Trevisani, in base ad una speciale classifica di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle Pubblicazioni. Il Dott. Daniele Trevisani, laureato con Lode in DAMS-Comunicazione con la prima tesi in Italia sulla Comunicazione Interculturale, ha poi ottenuto il Master &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-esperto-italiano-intelligenza-emotiva/">Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva è il dott. Daniele Trevisani, in base ad una speciale classifica di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle <a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noopener">Pubblicazioni</a>. Il Dott. Daniele Trevisani, laureato con Lode in DAMS-Comunicazione con la prima tesi in Italia sulla Comunicazione Interculturale, ha poi ottenuto il Master of Arts in Communication presso la University of Florida con onori  accademici e la specializzazione in Comunicazione Interculturale alla American University of Washington, DC. Dal 1991 svolge attività di consulenza per primarie aziende italiane ed estere, con <a href="https://www.studiotrevisani.it/testimonials/" target="_blank" rel="noopener">oltre 200 diverse aziende formate</a>. Per le sue ricerche e contributi alla materia dell&#8217;intelligenza emotiva nella comunicazione ha ricevuto l&#8217;onorificenza Fulbright(Governo USA)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28303" style="-webkit-font-smoothing: var(--base-aa); margin: var(--p-media-margin) auto; vertical-align: middle; font-size: 15px; font-family: 'IBM Plex Sans', system-ui, -apple-system, 'Segoe UI', sans-serif; opacity: 0.84;" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato.jpg" alt="" width="626" height="793" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato.jpg 626w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-237x300.jpg 237w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-175x222.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-450x570.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-600x760.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px" /></p>
<blockquote><p><a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">Contatta il Dott. Daniele Trevisani per corsi o coaching sull&#8217;intelligenza emotiva tramite questo form, ti ricontatteremo al più presto.</a></p></blockquote>
<h2>La Danza dell&#8217;Intelligenza Emotiva e della Resilienza Emotiva</h2>
<p>L&#8217;aria era densa di emozioni nella piccola sala riunioni, mentre un gruppo di colleghi si sedeva in cerchio per discutere della recente sfida che l&#8217;azienda stava affrontando. Elena, la leader del team, sapeva che gestire le emozioni di tutti era cruciale in quel momento. La sua intelligenza emotiva, affinata nel corso degli anni, le permetteva di percepire le sfumature sottili nelle espressioni dei suoi colleghi e di comprendere il clima emotivo della stanza.</p>
<p>L&#8217;Intelligenza Emotiva (IE) è un elemento chiave per il successo personale e professionale. Consiste nella consapevolezza e nella gestione delle proprie emozioni, nonché nella capacità di comprendere e influenzare le emozioni degli altri. Tuttavia, l&#8217;IE da sola potrebbe non essere sufficiente in momenti di crisi o di sfide significative. È qui che entra in gioco la Resilienza Emotiva.</p>
<p>La Resilienza Emotiva è la capacità di affrontare le avversità, adattarsi ai cambiamenti e riprendersi dalle difficoltà emotive. Essa si nutre dell&#8217;Intelligenza Emotiva, diventando il baluardo che ci permette di superare le tempeste emotive senza romperci. Nella danza sottile tra Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva, emergono strategie e competenze che rendono possibile affrontare le sfide con coraggio e determinazione.</p>
<p>Elena prese la parola con calma, consapevole che la sua espressione e tono di voce influenzavano il clima emotivo del gruppo. Utilizzando la sua Intelligenza Emotiva, comunicò empatia e comprensione, condividendo le proprie emozioni senza perdere il controllo. Questo gesto aprì la strada per una discussione aperta e costruttiva.</p>
<p>Nel corso della riunione, emersero diversi elementi chiave della Resilienza Emotiva. La capacità di tollerare l&#8217;incertezza, adattarsi ai cambiamenti e mantenere una visione ottimistica del futuro erano tra le competenze chiave che il team avrebbe dovuto coltivare. Inoltre, la consapevolezza delle proprie forze e debolezze emotive era fondamentale per affrontare le sfide in modo costruttivo.</p>
<p>Durante le settimane successive, il team lavorò insieme per implementare strategie basate sull&#8217;Intelligenza Emotiva e sulla Resilienza Emotiva. La consapevolezza delle emozioni individuali e collettive divenne la linfa vitale del gruppo, alimentando la sua capacità di adattamento e di superare gli ostacoli.</p>
<p>Nel corso del tempo, il team non solo superò la sfida, ma ne uscì più forte e coeso. La danza tra Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva aveva plasmato il percorso del team attraverso le tempeste emotive, rivelando la forza interiore che scaturisce dalla consapevolezza emotiva e dalla capacità di recuperare dopo le difficoltà.</p>
<p>In conclusione, la combinazione di Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva crea un equilibrio armonioso nella gestione delle emozioni. Questa sinergia diventa la chiave per navigare le acque agitate della vita, permettendoci di ballare con grazia attraverso le sfide e emergere più forti dall&#8217;altra parte.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici</h2>
<p>Intelligenza emotiva</p>
<p><strong>L’intelligenza emotiva </strong>( <strong>EI </strong>) è definita come la capacità di percepire, utilizzare, comprendere, gestire e gestire le emozioni. Le persone con elevata intelligenza emotiva possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscere </a>le proprie <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni </a>e quelle degli altri, utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento, discernere tra sentimenti diversi ed etichettarli in modo appropriato e adattare le emozioni per adattarsi agli ambienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Sebbene il termine sia apparso per la prima volta nel 1964, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>ha guadagnato popolarità nel libro bestseller del 1995 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva </em></a>del giornalista scientifico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Goleman </a>. Goleman ha definito l’EI come l’insieme di abilità e caratteristiche che guidano le prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Alcuni ricercatori suggeriscono che l&#8217;intelligenza emotiva può essere appresa e rafforzata, mentre altri sostengono che sia una caratteristica innata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>Sono stati sviluppati vari modelli per misurare l’EI. Nel 1987, Keith Beasley usò il termine <strong>Quoziente Emozionale </strong>( <strong>QE </strong>) in un articolo, dal nome del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente Intelligente </a>(QI). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Il <em>modello dei tratti </em>, sviluppato da Konstantinos V. Petrides nel 2001, si concentra sull&#8217;autodenuncia delle disposizioni comportamentali e delle abilità percepite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Il <em>modello di abilità </em>(Mayeret al., 2023) si concentra sulla capacità dell&#8217;individuo di elaborare le informazioni emotive e di utilizzarle per navigare nell&#8217;ambiente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_environment" target="_blank" rel="noopener">sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Il modello originale di Goleman può ora essere considerato un <em>modello misto </em>che combina ciò che da allora è stato modellato separatamente come <em>EI dell&#8217;abilità </em>e <em>EI del tratto </em>.</p>
<p>La ricerca recente si è concentrata sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscimento delle emozioni </a>, che si riferisce all&#8217;attribuzione di stati emotivi sulla base dell&#8217;osservazione di segnali non verbali visivi e uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Inoltre, gli studi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neurology" target="_blank" rel="noopener">neurologici </a>hanno cercato di caratterizzare i meccanismi neurali dell&#8217;intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Gli studi dimostrano che esiste una correlazione tra persone con elevata IE e prestazioni lavorative positive, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>sebbene non sia stata dimostrata alcuna <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Causal_relationships" target="_blank" rel="noopener">relazione causale . </a>L’IE è tipicamente associata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">all’empatia </a>perché coinvolge una persona che collega le proprie esperienze personali con quelle degli altri. Dalla sua diffusione negli ultimi decenni, i metodi per sviluppare l’IE sono diventati ricercati da persone che cercano di diventare leader più efficaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Le critiche si sono concentrate sul fatto se l&#8217;IE sia una vera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>e se abbia una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Incremental_validity" target="_blank" rel="noopener">validità incrementale </a>rispetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">al QI </a>e ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità dei Big Five </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, le meta-analisi hanno scoperto che alcune misure di EI hanno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>anche quando si controlla il QI e la personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Storia</h2>
<p>Il concetto di forza emotiva è stato introdotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>negli anni ’50. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Il termine &#8220;intelligenza emotiva&#8221; sembra essere apparso per la prima volta in un articolo del 1964 di Michael Beldoch, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>e nell&#8217;articolo del 1966 di B. Leuner intitolato <em>Emotional Intelligence and Emancipation </em>, apparso sulla rivista psicoterapeutica <em>Practice of Child Psychology and psichiatria infantile </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Nel 1983, <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences di </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Howard_Gardner" target="_blank" rel="noopener">Howard Gardner </a>[ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>19] </sup></a>introdusse l&#8217;idea che i tipi tradizionali di intelligenza, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">il QI </a>, non riescono a spiegare completamente l&#8217;abilità cognitiva. Ha introdotto l&#8217;idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">intelligenze multiple </a>che includevano sia <em>l&#8217;intelligenza interpersonale </em>(la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri di altre persone) sia <em>l&#8217;intelligenza intrapersonale </em>(la capacità di comprendere se stessi, di apprezzare i propri sentimenti, paure e motivazioni). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p>Il primo uso pubblicato del termine &#8220;EQ&#8221; (quoziente emotivo) è un articolo di Keith Beasley nel 1987 sulla rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mensa_International" target="_blank" rel="noopener">britannica Mensa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p>Nel 1989, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stanley_Greenspan" target="_blank" rel="noopener">Stanley Greenspan </a>propose un modello per descrivere l’EI, seguito da un altro da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Salovey" target="_blank" rel="noopener">Peter Salovey </a>e John Mayer l’anno successivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, il termine divenne ampiamente noto con la pubblicazione del libro di Goleman: <em>Intelligenza Emotiva – Perché può importare più del QI </em>(1995). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1995-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>È allo status di bestseller di questo libro che il termine può attribuire la sua popolarità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>Goleman ha poi pubblicato diverse pubblicazioni simili che rafforzano l&#8217;uso del termine. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p>Verso la fine del 1998, l&#8217;articolo di Goleman sulla <em>Harvard Business Review </em>intitolato &#8220;What Makes a Leader?&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>ha attirato l&#8217;attenzione del senior management della Johnson &amp; Johnson&#8217;s Consumer Companies (JJCC). L&#8217;articolo parlava dell&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva (EI) nel successo della leadership e citava diversi studi che dimostravano che l&#8217;intelligenza emotiva è spesso il fattore distintivo tra i grandi leader e i leader medi. JJCC ha finanziato uno studio che ha concluso che esiste una forte relazione tra leader con prestazioni superiori e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza emotiva </a>, supportando i suggerimenti dei teorici secondo cui l&#8217;insieme di competenze sociali, emotive e relazionali denominato Intelligenza Emotiva è un fattore distintivo nelle prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<p>I test che misurano l&#8217;IE non hanno sostituito i test del QI come metrica standard dell&#8217;intelligenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>e l&#8217;intelligenza emotiva ha ricevuto critiche riguardo al suo ruolo nella leadership e nel successo aziendale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Definizioni</h2>
<p>L’intelligenza emotiva è stata definita, da Peter Salovey e John Mayer, come “la capacità di monitorare le proprie emozioni e quelle degli altri, di discriminare tra emozioni diverse ed etichettarle in modo appropriato, e di utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento”. Questa definizione è stata successivamente scomposta e perfezionata in quattro abilità proposte: percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni. Queste abilità sono distinte ma correlate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>L’intelligenza emotiva riflette anche la capacità di unire intelligenza, empatia ed emozioni per migliorare il pensiero e la comprensione delle dinamiche interpersonali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Tuttavia, esiste un sostanziale disaccordo riguardo alla definizione di EI, rispetto sia alla terminologia che all&#8217;operazionalizzazione. Attualmente esistono tre modelli principali di EI:</p>
<ol>
<li>Modello di abilità</li>
<li>Modello misto (solitamente sussunto sotto il tratto EI) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Kluemper,_D.H._2008-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></li>
<li>Modello di tratto</li>
</ol>
<p>Diversi modelli di EI hanno portato allo sviluppo di vari strumenti per la valutazione del costrutto. Sebbene alcune di queste misure possano sovrapporsi, la maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che utilizzano costrutti diversi.</p>
<p>I modelli di abilità specifici affrontano i modi in cui le emozioni facilitano il pensiero e la comprensione. Ad esempio, le emozioni possono interagire con il pensiero e consentire alle persone di essere decisori migliori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Una persona che è più emotivamente reattiva alle questioni cruciali si occuperà degli aspetti più cruciali della propria vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Il fattore di facilitazione emotiva implica anche saper includere o escludere le emozioni dal pensiero, a seconda del contesto e della situazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Basic_copyediting" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di modifica della copia </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Questa abilità <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>è correlata a <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vago </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_reasoning" target="_blank" rel="noopener">ragionamento emotivo </a>e comprensione in risposta alle persone, all’ambiente e alle circostanze che si incontrano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello di abilità</h2>
<p>Salovey e Mayer si sforzano di definire l&#8217;IE entro i confini dei criteri standard per una nuova intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>A seguito della loro continua ricerca, la loro definizione iniziale di EI è stata rivista in &#8220;La capacità di percepire le emozioni, integrare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e regolare le emozioni per promuovere la crescita personale&#8221;. Tuttavia, dopo aver portato avanti ulteriori ricerche, la loro definizione di IE si è evoluta in &#8220;la capacità di ragionare sulle emozioni, e delle emozioni, per migliorare il pensiero. Include la capacità di percepire accuratamente le emozioni, di accedere e generare emozioni in modo da assistere il pensiero, per comprendere le emozioni e la conoscenza emotiva e regolare riflessivamente le emozioni in modo da promuovere la crescita emotiva e intellettuale.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7]</sup></a></p>
<p>Il modello basato sulle abilità vede le emozioni come utili fonti di informazione che aiutano a dare un senso e a navigare nell’ambiente sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Il modello propone che gli individui differiscano nella loro capacità di elaborare informazioni di natura emotiva e nella loro capacità di mettere in relazione l&#8217;elaborazione emotiva con una cognizione più ampia. Questa capacità si manifesta in alcuni comportamenti adattivi. Il modello afferma che l’EI comprende quattro tipi di abilità:</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Percepire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di rilevare e decifrare le emozioni in volti, immagini, voci e artefatti culturali, inclusa la capacità di identificare le proprie emozioni. La percezione delle emozioni è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva, poiché rende possibili tutte le altre elaborazioni delle informazioni emotive.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Usare le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di sfruttare le emozioni per facilitare varie attività cognitive, come il pensiero e la risoluzione dei problemi. La persona emotivamente intelligente può sfruttare appieno i suoi mutevoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mood_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">stati d&#8217;animo </a>per adattarsi al meglio al compito da svolgere.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Comprendere le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di comprendere il linguaggio delle emozioni e di apprezzare le relazioni complesse tra le emozioni. Ad esempio, la comprensione delle emozioni comprende la capacità di essere sensibili alle leggere variazioni tra le emozioni e la capacità di riconoscere e descrivere come le emozioni si evolvono nel tempo.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Gestire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di regolare le emozioni sia in noi stessi che negli altri. La persona emotivamente intelligente può sfruttare le emozioni, anche quelle negative, e gestirle per raggiungere gli obiettivi prefissati.</p>
<p>Il modello EI delle abilità è stato criticato per la mancanza di validità e di validità predittiva sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>Tuttavia, in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Construct_validity" target="_blank" rel="noopener">validità di costrutto </a>, i test di abilità EI hanno un grande vantaggio rispetto alle scale di autovalutazione dell&#8217;EI perché confrontano la prestazione massima individuale con scale di prestazione standard e non si basano sull&#8217;approvazione da parte degli individui di dichiarazioni descrittive su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>L&#8217;attuale misura del modello di EI di Mayer e Salovey, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mayer-Salovey-Caruso_Emotional_Intelligence_Test" target="_blank" rel="noopener">Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test </a>(MSCEIT), si basa su una serie di elementi di risoluzione dei problemi basati sulle emozioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>Coerentemente con l&#8217;affermazione del modello secondo cui l&#8217;IE è un tipo di intelligenza, il test è modellato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ_tests" target="_blank" rel="noopener">test del QI basati sulle abilità </a>. Testando le abilità di una persona su ciascuno dei quattro rami dell&#8217;intelligenza emotiva, si generano punteggi per ciascuno dei rami e un punteggio totale.</p>
<p>Centrale nel modello a quattro rami è l’idea che l’EI richieda la sintonia con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_norms" target="_blank" rel="noopener">le norme sociali </a>. Pertanto, il MSCEIT viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consensus_based_assessment" target="_blank" rel="noopener">valutato in base al consenso </a>, con punteggi più alti che indicano una maggiore sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un campione mondiale di intervistati. Il MSCEIT può anche essere valutato da esperti in modo che venga calcolata la quantità di sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un gruppo di 21 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion" target="_blank" rel="noopener">ricercatori sulle emozioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34]</sup></a></p>
<p>Sebbene promosso come test di abilità, il test MSCEIT è diverso dai test del QI standard in quanto i suoi elementi non hanno risposte oggettivamente corrette. Tra le altre sfide, il criterio del punteggio di consenso significa che è impossibile creare elementi (domande) che solo una minoranza di intervistati può risolvere, perché, per definizione, le risposte sono ritenute emotivamente “intelligenti” solo se la maggioranza del campione le ha approvate. . Questo e altri problemi simili hanno portato alcuni esperti di abilità cognitive a mettere in discussione la definizione di IE come vera intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38]</sup></a></p>
<p>In uno studio di Føllesdal, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>i risultati dei test MSCEIT di 111 leader aziendali sono stati confrontati con il modo in cui i loro dipendenti descrivevano il loro leader. Si è riscontrato che non c&#8217;erano correlazioni tra i risultati dei test di un leader e il modo in cui veniva valutato dai dipendenti, per quanto riguarda l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, la capacità di motivare e l&#8217;efficacia del leader. Føllesdal ha criticato anche la società canadese Multi-Health Systems, che gestisce il test. Il test contiene 141 domande ma dopo la pubblicazione del test si è riscontrato che 19 di queste non davano le risposte attese. Ciò ha portato Multi-Health Systems a rimuovere le risposte a queste 19 domande prima di assegnare il punteggio, ma senza dichiararlo ufficialmente.</p>
<p><strong>Altre misurazioni</strong></p>
<p>Varie altre misure specifiche valutano anche l’abilità nell’intelligenza emotiva. Questi includono:</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Analisi diagnostica dell&#8217;accuratezza non verbale (DANVA) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a></h2>
<p>La versione Adult Facial include 24 fotografie di pari quantità di espressioni facciali felici, tristi, arrabbiate e paurose di intensità sia alta che bassa, bilanciate per genere. Il compito dei partecipanti è rispondere quale delle quattro emozioni è presente negli stimoli dati.</p>
<p><strong>Test breve di riconoscimento affettivo giapponese e caucasico (JACBART) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>I partecipanti cercano di identificare 56 volti di individui caucasici e giapponesi che esprimono sette emozioni quali felicità, disprezzo, disgusto, tristezza, rabbia, sorpresa e paura, che possono anche sfumare per 0,2 secondi in un&#8217;emozione diversa.</p>
<p><strong>Test situazionale di comprensione emotiva (STEU) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 42 domande a scelta multipla valutando se comprendono quale delle cinque emozioni che una persona proverebbe in una determinata situazione. Esiste anche una versione breve (STEU-B) composta da 19 item.</p>
<p><strong>Test situazionale di gestione delle emozioni (STEM) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 44 domande a scelta multipla in cui selezionano quale delle quattro possibili risposte è l&#8217;azione più efficace per gestire le emozioni in una situazione specifica. Esiste anche una versione breve (STEM-B) composta da 18 item.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello misto</h2>
<p>Il modello introdotto da Daniel Goleman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>si concentra sull’IE come un’ampia gamma di competenze e abilità che guidano le prestazioni di leadership. Il modello di Goleman delinea cinque principali costrutti EI: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-awareness" target="_blank" rel="noopener">Consapevolezza di sé </a>: la capacità di conoscere le proprie emozioni, i propri punti di forza, di debolezza, le pulsioni, i valori e gli obiettivi e di riconoscere il loro impatto sugli altri utilizzando i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gut_feeling" target="_blank" rel="noopener">sentimenti viscerali </a>per guidare le decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_self-regulation" target="_blank" rel="noopener">Autoregolamentazione </a>: implica il controllo o il reindirizzamento delle proprie emozioni e impulsi dirompenti e l&#8217;adattamento alle mutevoli circostanze</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skill" target="_blank" rel="noopener">Abilità sociale </a>: gestire le relazioni per andare d’accordo con gli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">Empatia </a>: considerare i sentimenti degli altri soprattutto quando si prendono decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">Motivazione </a>: essere consapevoli di ciò che li motiva</li>
</ol>
<p>Goleman include un insieme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenze emotive </a>all’interno di ciascun costrutto dell’IE. Le competenze emotive non sono talenti innati, ma piuttosto capacità apprese su cui è necessario lavorare e che possono essere sviluppate per ottenere prestazioni eccezionali. Goleman postula che gli individui nascono con un’intelligenza emotiva generale che determina il loro potenziale di apprendimento delle competenze emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-boy-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Il modello di EI di Goleman è stato criticato nella letteratura di ricerca come mera &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pop_psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia pop </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Due strumenti di misurazione si basano sul modello di Goleman:</p>
<ol>
<li>L’Emotional Competence Inventory (ECI), creato nel 1999, e l’Emotional and Social Competence Inventory (ESCI), una nuova edizione dell’ECI, sviluppata nel 2007. L’Emotional and Social Competence – University Edition (ESCI-U ) è anche disponibile. Questi strumenti sviluppati da Goleman e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Boyatzis" target="_blank" rel="noopener">Boyatzis </a>forniscono una misura comportamentale delle competenze emotive e sociali.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Emotional_Intelligence_Appraisal" target="_blank" rel="noopener">La valutazione dell’intelligenza emotiva </a>, creata nel 2001 e che può essere considerata come un self-report o una valutazione a 360 gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></li>
</ol>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello di tratto</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>Teoria dei tratti</em></a></p>
<p>Konstantinos V. Petrides ha proposto una distinzione concettuale tra il modello di EI basato sulle abilità e un modello di EI basato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenotypic_trait" target="_blank" rel="noopener">sui tratti </a>e ha sviluppato quest&#8217;ultimo nel corso di molti anni in numerose pubblicazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Il tratto EI è &#8220;una costellazione di autopercezioni emotive situate ai livelli inferiori della personalità&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>In parole povere, il tratto EI si riferisce all&#8217;autopercezione di un individuo delle proprie capacità emotive. Questa definizione di EI comprende le disposizioni comportamentali e le abilità autopercepite ed è misurata tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-report_inventory" target="_blank" rel="noopener">auto-relazione </a>, in contrapposizione al modello basato sulle abilità che si riferisce alle abilità effettive, che si sono dimostrate altamente resistenti alla misurazione scientifica. L’EI dei tratti dovrebbe essere studiata all’interno di un quadro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personality_psychology" target="_blank" rel="noopener">di personalità </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Un&#8217;etichetta alternativa per lo stesso costrutto è tratto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">autoefficacia emotiva </a>.</p>
<p>Il modello EI dei tratti è generale e sussume il modello di Goleman discusso sopra. La concettualizzazione dell’IE come tratto della personalità porta a un costrutto che si trova al di fuori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>delle capacità cognitive umane. Questa è una distinzione importante in quanto riguarda direttamente l’operazionalizzazione del costrutto e le teorie e le ipotesi che vengono formulate al riguardo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Esistono molte misure di autovalutazione dell&#8217;EI, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>tra cui l&#8217;EQ-i, lo Swinburne University Emotional Intelligence Test (SUEIT) e il modello Schutte EI. Nessuno di questi valuta l’intelligenza, le abilità o le abilità (come spesso affermano i loro autori), ma piuttosto sono misure limitate dell’intelligenza emotiva dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>La misura più utilizzata e ampiamente studiata dell&#8217;intelligenza emotiva self-report o self-schema (come viene attualmente definita) è l&#8217;EQ-i 2.0. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Originariamente noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">BarOn </a>EQ-i, è stata la prima misura di autovalutazione dell&#8217;intelligenza emotiva disponibile, l&#8217;unica misura precedente al libro bestseller di Goleman. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Il Trait Emotional Intelligence Questionnaire (TEIQue) fornisce un&#8217;operazionalizzazione del modello di Konstantinos V. Petrides e colleghi, che concettualizza l&#8217;IE in termini di personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Il test comprende 15 sottoscale organizzate in quattro fattori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quality_of_life" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">autocontrollo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotionality" target="_blank" rel="noopener">emotività </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociability" target="_blank" rel="noopener">socievolezza </a>. Le proprietà <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychometrics" target="_blank" rel="noopener">psicometriche </a>del TEIQue sono state studiate in uno studio su una popolazione di lingua francese, dove è stato riportato che i punteggi TEIQue erano globalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Normally_distributed" target="_blank" rel="noopener">distribuiti normalmente </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reliability_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">affidabili </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che i punteggi TEIQue non erano correlati al ragionamento non verbale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Raven%27s_Progressive_Matrices" target="_blank" rel="noopener">matrici di Raven </a>), che hanno interpretato come supporto per la visione dei tratti della personalità dell&#8217;EI (in contrasto con l&#8217;idea che sia una forma di intelligenza). Come previsto, i punteggi TEIQue erano positivamente correlati ad alcuni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agreeableness" target="_blank" rel="noopener">gradevolezza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">apertura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">coscienziosità </a>) e inversamente correlati ad altri ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alexithymia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>). Sono stati condotti numerosi studi genetici quantitativi all&#8217;interno del modello EI dei tratti, che hanno rivelato effetti genetici ed ereditarietà significativi per tutti i punteggi EI dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Due studi (uno una meta-analisi) che prevedevano confronti diretti di più test EI hanno prodotto risultati molto favorevoli per TEIQue. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<p>La teoria dei Big Five Personality Traits offre un quadro semplice per comprendere e migliorare le relazioni scoprendo le motivazioni dietro i comportamenti delle persone. Questa teoria è ugualmente preziosa per la consapevolezza di sé e per migliorare le dinamiche interpersonali. Chiamato anche modello dei cinque fattori, il modello Big Five è la teoria della personalità più ampiamente accettata. Suggerisce che la personalità può essere distillata in cinque dimensioni fondamentali, spesso ricordate come CANOA o OCEAN (coscienziosità, gradevolezza, nevroticismo, apertura, estroversione). In contrasto con altre teorie sui tratti che classificano gli individui in categorie binarie (ad esempio introverso o estroverso), il modello Big Five afferma che ogni tratto della personalità esiste in uno spettro. Di conseguenza, gli individui si posizionano lungo un continuum tra due poli contrastanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Effetti generali</h2>
<p>Una revisione pubblicata sull&#8217;Annual <em>Review of Psychology </em>nel 2008 ha rilevato che una maggiore intelligenza emotiva è positivamente correlata con: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<ol>
<li>Migliori relazioni sociali per i bambini – Tra i bambini e gli adolescenti, l’intelligenza emotiva è correlata positivamente con buone interazioni e relazioni sociali e negativamente con la devianza dalle norme sociali e il comportamento antisociale misurati sia dentro che fuori la scuola, come riportato dai bambini stessi, dai loro genitori. familiari e i loro insegnanti.</li>
<li>Migliori relazioni sociali per gli adulti – Un’elevata intelligenza emotiva tra gli adulti è correlata con una migliore percezione di sé delle capacità sociali e relazioni interpersonali di maggior successo, con meno aggressività e problemi interpersonali.</li>
<li>Le persone altamente emotivamente intelligenti sono percepite più positivamente dagli altri – Le altre persone percepiscono quelle con un’elevata IE come più piacevoli, socialmente abili ed empatiche.</li>
<li>Migliori risultati accademici <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>– L’intelligenza emotiva è correlata con maggiori risultati accademici come riportato dagli insegnanti, ma generalmente non con voti più alti una volta preso in considerazione il fattore QI.</li>
<li>Migliori dinamiche sociali sul lavoro e migliore capacità <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negotiation" target="_blank" rel="noopener">di negoziazione </a>.</li>
<li>Migliore benessere – L’intelligenza emotiva è correlata positivamente con una maggiore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_satisfaction" target="_blank" rel="noopener">soddisfazione di vita </a>e autostima e minori livelli di insicurezza o depressione. È anche correlato negativamente con scelte e comportamenti sanitari inadeguati.</li>
</ol>
<p>Le persone emotivamente intelligenti hanno maggiori probabilità di avere una migliore comprensione di se stesse e di prendere decisioni consapevoli basate sulla combinazione di emozioni e logica. Nel complesso, porta una persona <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-actualization" target="_blank" rel="noopener">all’autorealizzazione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p>La rilevanza e l’importanza dell’intelligenza emotiva in contesti di leadership aziendale, negoziazione commerciale e risoluzione delle controversie sono state riconosciute, e le qualifiche professionali e lo sviluppo professionale continuo hanno incorporato aspetti di comprensione delle emozioni e sviluppo di una maggiore comprensione delle interazioni emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Soprattutto nel mondo globalizzato, la capacità di essere leader mondiale sta diventando importante. Un elevato QE consente ai leader aziendali di interagire con varie culture diverse e devono sentirsi a proprio agio in questi diversi ambienti culturali, avendo team e organizzazioni diversi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;IE è diventata una parte essenziale della guida di un&#8217;organizzazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Interazioni con altri fenomeni</h2>
<p><strong>Bullismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>bullismo e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying" target="_blank" rel="noopener">Il bullismo </a>è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive" target="_blank" rel="noopener">abuso</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_interaction" target="_blank" rel="noopener">interazione sociale </a>tra pari che può includere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aggression" target="_blank" rel="noopener">aggressività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harassment" target="_blank" rel="noopener">molestie </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Violence" target="_blank" rel="noopener">violenza </a>. Il bullismo è tipicamente ripetitivo e messo in atto da coloro che occupano una posizione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive_power_and_control" target="_blank" rel="noopener">potere </a>sulla vittima. Un crescente numero di ricerche illustra una relazione significativa <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>tra bullismo e intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Mostra anche che l’intelligenza emotiva è un fattore chiave nella vittimizzazione informatica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva (EI) è un insieme di abilità legate alla comprensione, all&#8217;uso e alla gestione delle emozioni in relazione a se stessi e agli altri. Mayer <em>et al. </em>definire l&#8217;EI come: &#8220;percepire accuratamente le emozioni, usare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e gestirle&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Il concetto combina processi emotivi e intellettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Tolegenova-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Una minore intelligenza emotiva sembra essere correlata al coinvolgimento nel bullismo, in quanto bullo e/o vittima di bullismo. L&#8217;EI sembra svolgere un ruolo importante sia nel comportamento di bullismo che nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victimization" target="_blank" rel="noopener">vittimizzazione </a>nel bullismo; dato che l’EI è dimostrato essere <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>malleabile, l’educazione all’EI potrebbe migliorare le iniziative di prevenzione e intervento del bullismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Prestazioni di lavoro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>prestazioni lavorative e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p>Una meta-analisi dell&#8217;intelligenza emotiva e della prestazione lavorativa ha mostrato correlazioni di <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ricerche precedenti sull&#8217;IE e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">sulla prestazione lavorativa </a>avevano mostrato risultati contrastanti: in alcuni studi è stata trovata una relazione positiva, mentre in altri non c&#8217;era alcuna relazione o era incoerente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ciò ha portato i ricercatori Cote e Miners <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>a offrire un modello compensativo tra EI e QI, che presuppone che l&#8217;associazione tra EI e prestazioni lavorative diventi più positiva al diminuire dell&#8217;intelligenza cognitiva, un&#8217;idea proposta per la prima volta nel contesto delle prestazioni accademiche. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>I risultati del primo studio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>hanno supportato il modello compensativo: i dipendenti con un basso QI ottengono prestazioni più elevate nei compiti e un comportamento di cittadinanza organizzativa diretto all&#8217;organizzazione, maggiore è la loro IE. È stato inoltre osservato che non esiste un legame significativo tra intelligenza emotiva e atteggiamento-comportamento lavorativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></p>
<p>Un altro studio suggerisce che l’EI non è necessariamente un tratto universalmente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Lo studio ha rilevato una correlazione negativa tra EI e richieste di lavoro manageriale <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>; mentre con bassi livelli di richieste di lavoro manageriale, hanno riscontrato una relazione negativa tra EI ed efficacia del lavoro di squadra. Una spiegazione per questo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>potrebbero esserci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_differences_in_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">differenze di genere nell&#8217;IE </a>, poiché le donne tendono a ottenere punteggi più alti rispetto agli uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Ciò promuove l&#8217;idea che il contesto lavorativo gioca un ruolo nelle relazioni tra EI, efficacia del lavoro di squadra e prestazioni lavorative.</p>
<p>Un altro studio ha valutato un possibile legame tra EI e comportamenti e successo imprenditoriali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<p>Sebbene gli studi tra intelligenza emotiva (EI) e prestazioni lavorative abbiano mostrato risultati contrastanti di correlazioni alte e basse, l’IE è innegabilmente un predittore migliore rispetto alla maggior parte dei metodi di assunzione comunemente utilizzati nelle aziende, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Recommendation_letter" target="_blank" rel="noopener">le lettere di referenza </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cover_letters" target="_blank" rel="noopener">le lettere di accompagnamento </a>. Nel 2008, 147 aziende e società di consulenza negli Stati Uniti avevano sviluppato programmi che prevedevano l’EI per la formazione e l’assunzione dei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Van Rooy e Viswesvaran <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>hanno dimostrato che l&#8217;IE era significativamente correlato con diversi domini della performance, che andavano da .24 per la prestazione lavorativa a .10 per la prestazione accademica. I dipendenti con un alto livello di IE sarebbero più consapevoli delle proprie emozioni e di quelle degli altri, il che, a sua volta, potrebbe portare le aziende a maggiori profitti e meno spese inutili. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>Come? </sup></em></a><sup>] </sup>Ciò è particolarmente importante per i manager espatriati, che devono affrontare emozioni e sentimenti contrastanti, adattandosi a una nuova cultura lavorativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>I dipendenti con un alto livello di IE mostrano maggiore fiducia nei loro ruoli, che consentono loro di affrontare positivamente compiti impegnativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Secondo un libro scientifico del giornalista Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva conta più del QI per il successo professionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Altri studi hanno sostenuto che i dipendenti con un alto livello di IE ottengono risultati sostanzialmente migliori rispetto ai dipendenti con un basso livello di IE. Questo viene misurato mediante autovalutazioni e diversi indicatori di prestazione lavorativa, come salari, promozioni e aumenti salariali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Secondo Lopes <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>L&#8217;EI contribuisce allo sviluppo di relazioni forti e positive con i colleghi e al rendimento efficiente nei gruppi di lavoro. Ciò avvantaggia le prestazioni dei lavoratori fornendo supporto emotivo e risorse strumentali necessarie per avere successo nei loro ruoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>I dipendenti emotivamente intelligenti dispongono di risorse migliori per affrontare situazioni stressanti e compiti impegnativi, che consentono loro di ottenere risultati migliori in tali situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Ad esempio, Law <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>hanno scoperto che l’EI era il miglior predittore della prestazione lavorativa oltre le capacità cognitive generali tra gli scienziati IT di un’azienda informatica in Cina.</p>
<p>Quando si esamina la connessione tra prestazione lavorativa e intelligenza emotiva, è essenziale tenere conto dell&#8217;impatto della &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managing_up_and_managing_down" target="_blank" rel="noopener">gestione </a>&#8220;, che indica un rapporto positivo tra un dipendente e il suo supervisore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a>Ricerche precedenti hanno rilevato che la qualità di questa relazione potrebbe influenzare le valutazioni soggettive delle prestazioni lavorative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>I dipendenti con una forte intelligenza emotiva tendono a dedicare più tempo a coltivare il loro rapporto con i supervisori. Di conseguenza, quelli con un EI più elevato hanno maggiori probabilità di ottenere risultati favorevoli nelle valutazioni delle prestazioni rispetto a quelli con un EI inferiore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Sulla base di approcci teorici e metodologici, le misure di EI sono classificate in tre flussi principali: (1) misure basate sulle abilità (ad esempio MSCEIT), (2) autovalutazioni delle misure di abilità (ad esempio SREIT, SUEIT e WLEIS) e (3) modelli misti (ad esempio AES, ECI, questionario EI, EIS, EQ-I e GENOS), che includono misure di EI e abilità sociali tradizionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>hanno scoperto che i tre flussi di EI insieme avevano una correlazione positiva di 0,28 con la prestazione lavorativa. Allo stesso modo, ciascuno dei flussi EI ha ottenuto indipendentemente una correlazione positiva rispettivamente di 0,24, 0,30 e 0,28. I flussi 2 e 3 hanno mostrato una validità incrementale nel predire la prestazione lavorativa al di là della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">modello a cinque fattori </a>) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;abilità cognitiva generale </a>. Entrambi i flussi 2 e 3 erano il secondo predittore più importante della prestazione lavorativa, al di sotto delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">capacità cognitive generali. </a>Il flusso 2 spiega il 13,6% della varianza totale, mentre il flusso 3 spiega il 13,2%. Per esaminare l’attendibilità di questi risultati, è stata sviluppata un’analisi dei bias di pubblicazione. I risultati hanno indicato che gli studi sulla correlazione EI-performance lavorativa prima del 2010 non presentano prove sostanziali <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>per suggerire la presenza di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Publication_bias" target="_blank" rel="noopener">bias di pubblicazione </a>. Notando che O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>avevano incluso le prestazioni di autovalutazione e quelle accademiche nella loro meta-analisi, Joseph, Jin, Newman e O&#8217;Boyle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno collaborato per aggiornare la meta-analisi per concentrarsi specificamente sulle prestazioni lavorative; Utilizzando misure di prestazione lavorativa, questi autori hanno mostrato <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Il Consortium for Research on Emotional Intelligence in Organizations sostiene che esiste un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_case" target="_blank" rel="noopener">business case </a>a favore dell’intelligenza emotiva <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>ma, nonostante la validità dei risultati precedenti, alcuni ricercatori si chiedono ancora se la correlazione EI-performance lavorativa abbia un impatto reale sulle strategie aziendali . I critici sostengono che la popolarità degli studi sull’EI è dovuta alla pubblicità sui media, piuttosto che a risultati scientifici oggettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Inoltre, la relazione tra prestazioni lavorative e IE non è così forte come suggerito. Questa relazione richiede la presenza di altri costrutti per ottenere risultati importanti. Ad esempio, gli studi hanno scoperto che l’EI è positivamente associata all’efficacia del lavoro di squadra in contesti lavorativi con elevate richieste di lavoro manageriale, il che migliora le prestazioni lavorative. Ciò è dovuto all&#8217;attivazione di forti emozioni durante la prestazione in questo contesto lavorativo. In questo scenario, gli individui emotivamente intelligenti mostrano un insieme migliore di risorse per avere successo nei loro ruoli. Tuttavia, gli individui con un’elevata IE mostrano un livello di prestazione simile rispetto ai dipendenti non emotivamente intelligenti in diversi contesti lavorativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Inoltre, Joseph e Newman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>suggeriscono che le componenti di percezione emotiva e regolazione emotiva dell&#8217;IE contribuiscono fortemente alla prestazione lavorativa in contesti lavorativi di elevate richieste emotive. Moon e Hur <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>hanno scoperto che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esaurimento emotivo </a>(&#8220;burn-out&#8221;) influenza in modo significativo la relazione prestazione lavorativa-EI. L’esaurimento emotivo ha mostrato un’associazione negativa con due componenti dell’EI (ottimismo e abilità sociali). Questa associazione ha avuto un impatto negativo anche sulle prestazioni lavorative. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>Quindi, la relazione prestazione lavorativa-EI è più forte in contesti di elevato esaurimento emotivo o burn-out; in altre parole, i dipendenti con alti livelli di ottimismo e abilità sociali possiedono risorse migliori per sovraperformare quando affrontano contesti di elevato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">esaurimento emotivo </a>.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Leadership e Direzione/<strong>Comando</strong></h2>
<p>Diversi studi tentano di studiare la relazione tra EI e leadership. Sebbene l’IE svolga un ruolo positivo nell’efficacia della leadership, ciò che rende efficace un leader è ciò che fa con il suo ruolo, piuttosto che le sue capacità e abilità interpersonali. Sebbene in passato un leader bravo ed efficace dasse ordini e controllasse le prestazioni complessive dell’organizzazione, oggigiorno quasi tutto è diverso: ora ci si aspetta che i leader motivino e creino un senso di appartenenza che faccia sentire i dipendenti a proprio agio, facendoli quindi lavorare di più. effettivamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<p>Ciò non significa che le azioni siano più importanti dell’intelligenza emotiva. I leader hanno ancora bisogno di crescere emotivamente per gestire lo stress, l’equilibrio della vita e altre cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>Un modo corretto per crescere emotivamente, ad esempio, è sviluppare un senso di empatia poiché l&#8217;empatia è un fattore chiave quando si tratta di intelligenza emotiva. In uno studio condotto per analizzare la relazione tra l&#8217;IE dei consulenti scolastici e le capacità di leadership, si è concluso <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>che diversi partecipanti erano buoni leader perché la loro intelligenza emotiva è stata sviluppata nella preparazione dei consulenti, dove viene insegnata l&#8217;empatia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Salute</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2007 di 44 dimensioni degli effetti di Schutte <em>et al. </em>hanno scoperto che l’intelligenza emotiva era associata a una migliore salute mentale e fisica. In particolare, il tratto EI aveva la più forte associazione con la salute mentale e fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Ciò è stato replicato nel 2010 dalla ricercatrice Alexandra Martins che ha scoperto che l&#8217;EI del tratto è un forte predittore della salute dopo aver condotto una meta-analisi basata su 105 dimensioni dell&#8217;effetto e 19.815 partecipanti. Questa meta-analisi ha anche indicato che questa linea di ricerca ha raggiunto sufficiente sufficienza e stabilità per concludere che l’EI è un predittore positivo per la salute. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>Uno studio precedente di Mayer e Salovey ha sostenuto che un’elevata IE può aumentare il benessere grazie al suo ruolo nel migliorare le relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Autostima</strong></h2>
<p>Uno studio del 2012 condotto in India ha esaminato in modo incrociato l’intelligenza emotiva, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l’autostima </a>e la dipendenza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marijuana" target="_blank" rel="noopener">dalla marijuana </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Su un campione di 200 soggetti, 100 dei quali erano dipendenti dalla cannabis e gli altri 100 emotivamente sani, il gruppo dipendente ha ottenuto un punteggio eccezionalmente basso sull&#8217;EI rispetto al gruppo di controllo. Hanno anche scoperto che anche il gruppo dipendente aveva un punteggio basso in termini di autostima rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Un altro studio del 2010 ha esaminato se bassi livelli di IE avessero o meno una relazione con il grado di dipendenza da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substance_dependence" target="_blank" rel="noopener">droga </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alcoholism" target="_blank" rel="noopener">alcol </a>in Australia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Nella valutazione di 103 residenti in un centro di riabilitazione dalla droga, hanno esaminato la loro IE insieme ad altri fattori psicosociali in un intervallo di trattamento di un mese. Hanno scoperto che i punteggi EI dei partecipanti miglioravano man mano che i loro livelli di dipendenza diminuivano come parte del trattamento.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Rendimento scolastico</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2020 ha mostrato che gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva mostrano risultati accademici più elevati a scuola. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Questo era un riepilogo di oltre 1.246 effetti provenienti da 158 studi diversi, con una dimensione del campione di 42.529. Gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva hanno ottenuto punteggi migliori nei test standardizzati e hanno ottenuto voti più alti. L’effetto è stato significativamente maggiore per le aree di studio delle discipline umanistiche rispetto a quelle scientifiche/matematiche, e significativamente maggiore per le abilità dell’intelligenza emotiva (misurate con compiti oggettivi), rispetto alle scale di valutazione dell’intelligenza emotiva . L&#8217;associazione tra intelligenza emotiva e risultati accademici più elevati era ancora significativa anche dopo aver considerato l&#8217;effetto della personalità e dell&#8217;intelligenza dei Big Five degli studenti.</p>
<p>Ci sono tre ragioni per cui una maggiore intelligenza emotiva potrebbe predire un rendimento scolastico migliore. In primo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di regolare le proprie emozioni a scuola: sono in grado di controllare l’ansia che circonda i test e le valutazioni, e la noia quando il materiale non è intrinsecamente interessante. Ciò significa che le loro emozioni non ostacolano i punteggi dei test o la loro capacità di apprendere. In secondo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di costruire migliori relazioni sociali con gli altri studenti e con gli istruttori. Ciò significa che hanno fonti di aiuto quando necessario: altri studenti e insegnanti sono più disposti ad aiutarli quando si trovano in difficoltà. In terzo luogo, alcune delle capacità dell’intelligenza emotiva (comprensione delle emozioni, ad esempio) si sovrappongono ai contenuti accademici, in particolare nelle discipline umanistiche. Cioè, analizzare i temi universali della letteratura o le forze sociali alla base degli eventi storici richiede una conoscenza delle emozioni umane.</p>
<p>Landy distingue tra la discussione &#8220;commerciale&#8221; e quella &#8220;accademica&#8221; dell&#8217;EI, basando questa distinzione sul presunto potere predittivo dell&#8217;EI così come visto da ciascuno dei due. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Secondo Landy, il primo fa affermazioni espansive sul valore applicato dell&#8217;EI, mentre il secondo cerca di mettere in guardia gli utenti da queste affermazioni. Ad esempio, Goleman (1998) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambiguo </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>afferma che &#8220;i leader più efficaci sono simili in un aspetto cruciale: hanno tutti un alto grado di quella che è diventata nota come intelligenza emotiva&#8230;. l’intelligenza emotiva è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sine_qua_non" target="_blank" rel="noopener"><em>condizione sine qua non </em></a>della leadership”. Al contrario, Mayer (1999) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>avverte che &#8220;l&#8217;implicazione della letteratura popolare &#8211; che le persone altamente emotivamente intelligenti possiedono un vantaggio assoluto nella vita &#8211; appare attualmente eccessivamente entusiasta e non comprovata da ragionevoli standard scientifici&#8221;. Landy rafforza ulteriormente questa argomentazione sottolineando che i dati su cui si basano queste affermazioni sono conservati in &#8220;database proprietari&#8221;, il che significa che non sono disponibili a ricercatori indipendenti per rianalisi, replica o verifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86]</sup></a></p>
<p>È difficile creare misure oggettive dell’intelligenza emotiva e dimostrare la sua influenza sulla leadership poiché molte scale sono misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<p>In uno scambio accademico del 2009, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Antonakis" target="_blank" rel="noopener">Antonakis </a>e Ashkanasy/Dasborough concordavano per lo più sul fatto che i ricercatori che testano se l’EI è importante per la leadership non lo hanno fatto utilizzando solidi progetti di ricerca; pertanto, attualmente non esistono prove concrete che dimostrino che l’IE preveda i risultati della leadership tenendo conto della personalità e del QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Antonakis ha sostenuto che l&#8217;EI potrebbe non essere necessaria per l&#8217;efficacia della leadership (si è riferito a questo come il fenomeno della &#8220;maledizione delle emozioni&#8221;, perché i leader che sono troppo sensibili ai propri stati emotivi e a quelli degli altri potrebbero avere difficoltà a prendere decisioni che si tradurrebbe in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_labor" target="_blank" rel="noopener">lavoro emotivo </a>per il leader o i seguaci). Una meta-analisi del 2010 sembra supportare la posizione di Antonakis: ha scoperto che, utilizzando dati esenti da problemi di fonte comune e metodi comuni, le misure di EI correlavano solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pearson_product-moment_correlation_coefficient" target="_blank" rel="noopener">ρ </a>= 0,11 con misure di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership trasformazionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Anche Barling, Slater e Kelloway sostengono questa posizione sulla leadership trasformazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Barling_2000-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Le misure di abilità dell&#8217;EI hanno avuto i risultati peggiori (cioè ρ = 0,04); il WLEIS (misura di Wong-Law) ha fatto un po&#8217; meglio (ρ=0,08), e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">Bar-On </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-baron06-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>misura leggermente meglio (ρ=0,18). Tuttavia, la validità di queste stime non include gli effetti del QI o della personalità dei cinque grandi, che sono correlati sia alle misure di EI che alla leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-leadership_ei-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>Uno studio che analizza l&#8217;impatto dell&#8217;EI sia sulle prestazioni lavorative che sulla leadership ha rilevato che le stime di validità meta-analitica per l&#8217;EI sono scese a zero quando sono stati controllati i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Una meta-analisi ha mostrato lo stesso risultato per Ability EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p>Le misure auto-riferite e di Trait EI mantengono una discreta validità predittiva per le prestazioni lavorative dopo aver controllato i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, la maggiore validità predittiva delle misure di Trait EI può essere attribuita alla loro inclusione di contenuti relativi alla motivazione al raggiungimento, all&#8217;autoefficacia e alle prestazioni di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>Le prove meta-analitiche confermano che l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita che prevede la prestazione lavorativa è dovuta a misure di EI mista e di tratto che attingono all&#8217;autoefficacia e alla prestazione auto-valutata, oltre ai domini di nevroticismo, estroversione, coscienziosità e QI. Pertanto, la capacità predittiva dell’IE mista rispetto alla prestazione lavorativa scende a zero quando si controllano questi fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Uno studio sulla capacità predittiva dell’IE per le prestazioni lavorative ha concluso che un EI più elevato era associato a una maggiore efficacia della leadership per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Questo studio mostra che l&#8217;EI può servire come strumento di identificazione per comprendere chi è (o meno) in grado di trattare in modo efficace con i colleghi. Inoltre, si possono sviluppare e migliorare le proprie qualità di leadership facendo avanzare la propria intelligenza emotiva. L&#8217;IE può essere sviluppata deliberatamente, in particolare gli aspetti di &#8220;facilitare il pensiero con le emozioni&#8221; e &#8220;monitoraggio e regolazione delle emozioni&#8221; sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Correlazioni con la personalità</strong></h2>
<p>I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sulla misura in cui le misure di EI self-report <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Correlation" target="_blank" rel="noopener">sono correlate </a>con le dimensioni della personalità stabilite. Le misure di EI self-report e le misure di personalità convergono perché entrambe pretendono di misurare i tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Due dimensioni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>si distinguono come maggiormente correlate all&#8217;EI auto-riportata: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>. Il nevroticismo si riferisce <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_emotion" target="_blank" rel="noopener">all’emotività negativa </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anxiety_(mood)" target="_blank" rel="noopener">all’ansia </a>. Le persone che ottengono un punteggio elevato nel nevroticismo hanno probabilità di ottenere un punteggio basso nelle misure di EI auto-valutate.</p>
<p>Gli studi hanno esaminato gli effetti multivariati della personalità e dell&#8217;intelligenza sull&#8217;EI e hanno tentato di correggere le stime per l&#8217;errore di misurazione. Ad esempio, uno studio ha dimostrato che l&#8217;intelligenza generale (misurata con il Wonderlic Personnel Test), la gradevolezza (misurata dal NEO-PI) e il genere potrebbero prevedere in modo affidabile la misura dell&#8217;abilità EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Hanno fornito una correlazione multipla (R) di 0,81 con il MSCEIT (la previsione perfetta sarebbe 1). Questo risultato è stato replicato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La replica ha rilevato un multiplo R di 0,76 utilizzando il test di intelligenza &#8220;Culture Fair&#8221; di Cattell e il Big Five Inventory (BFI); covariate significative erano l&#8217;intelligenza (beta standardizzato = .39), la gradevolezza (beta standardizzato = .54) e l&#8217;apertura mentale (beta standardizzato = .46).</p>
<p>Uno studio sull&#8217;Ability Emotional Intelligence Measure ha trovato risultati simili (R multiplo = .69), con predittori significativi che sono intelligenza, beta standardizzato = .69 (utilizzando il test degli scambi e un subtest delle scale Wechsler, il compito di conoscenza generale di 40 elementi) e empatia, beta standardizzato = .26 (utilizzando il questionario di misura della tendenza empatica). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>Antonakis e Dietz (2011b) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>mostrano anche come l&#8217;inclusione o l&#8217;esclusione di variabili di controllo importanti possa modificare radicalmente i risultati.</p>
<p>Le interpretazioni delle correlazioni tra questionari EI e personalità sono state varie, ma una visione prominente è la visione Trait EI, che reinterpreta l&#8217;EI come una raccolta di tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>Una meta-analisi del 2011 ha classificato gli studi sull&#8217;EI in tre flussi: &#8220;(1) modelli basati sulle abilità che utilizzano elementi di test oggettivi; (2) misure di self &#8211; report o peer &#8211; report basate sul modello a quattro rami dell&#8217;EI; e (3 ) &#8220;modelli misti&#8221; di competenze emotive.&#8221; Ha scoperto che questi &#8220;tre flussi hanno correlazioni corrette che vanno da 0,24 a 0,30 con le prestazioni lavorative. I tre flussi erano correlati in modo diverso con l&#8217;abilità cognitiva e con nevroticismo, estroversione, apertura, gradevolezza e coscienziosità. I flussi 2 e 3 hanno la più grande validità incrementale oltre abilità cognitive e il modello a cinque fattori (FFM).&#8221; La meta-analisi ha concluso che &#8220;tutti e tre i flussi di EI hanno mostrato una sostanziale importanza relativa in presenza di FFM e intelligenza nel prevedere le prestazioni lavorative&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una meta-analisi di follow-up nel 2015 ha ulteriormente corroborato questi risultati e ha affrontato le preoccupazioni sulla &#8220;discutibile validità di costrutto delle misure di EI miste&#8221; sostenendo che &#8220;gli strumenti di EI misti valutano una combinazione di abilità EI e autopercezioni, in oltre alla personalità e alle capacità cognitive.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi del 2017 </a>di 142 fonti di dati ha rilevato un’ampia sovrapposizione tra il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>e l’EI del tratto. La sovrapposizione era così ampia da concludere che &#8220;I risultati suggeriscono che il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>è molto simile, forse anche un sinonimo, al tratto EI&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Tuttavia, la sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;abilità EI era più moderata, con una correlazione di circa 0,28. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Nel 2021, due articoli di revisione hanno esaminato la relazione tra intelligenza emotiva e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dark_triad" target="_blank" rel="noopener">triade oscura </a>dei tratti della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissism" target="_blank" rel="noopener">narcisismo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Machiavellianism_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">machiavellismo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychopathy" target="_blank" rel="noopener">psicopatia </a>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Questa ricerca ha scoperto che l&#8217;intelligenza emotiva mostrava associazioni negative con tutti e tre i domini della triade oscura della personalità. Dei quattro rami di abilità dell’intelligenza emotiva, gli effetti maggiori riguardavano la gestione delle emozioni (rispetto alla percezione, all’uso o alla comprensione delle emozioni) e alla psicopatia (rispetto al narcisismo o al machiavellismo). I due diversi aspetti del narcisismo hanno mostrato relazioni diverse con l’intelligenza emotiva. Il narcisismo vulnerabile (caratterizzato da ansia e fragile autostima) era associato a una minore intelligenza emotiva. Tuttavia, il narcisismo grandioso (caratterizzato da fiducia in se stessi, dominanza e senso di ego gonfiato) è correlato a livelli più elevati di intelligenza emotiva. Ciò indica che non tutte le personalità “oscure” mancano di intelligenza emotiva.</p>
<p>Una meta-analisi del 2021 ha mostrato che l&#8217;intelligenza emotiva era associata positivamente all&#8217;attaccamento sicuro negli adulti, ma associata negativamente a stili di attaccamento insicuri come l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Le associazioni con l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante erano significative sia per l&#8217;abilità EI che per le scale di valutazione dell&#8217;EI. Tuttavia, solo le scale di valutazione dell’EI hanno mostrato un’associazione significativamente positiva con l’attaccamento sicuro. Gli autori suggeriscono che lo sviluppo precoce degli stili di attaccamento può facilitare (o ostacolare) lo sviluppo delle capacità emotive e dei tratti coinvolti nell’EI.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Risposta socialmente desiderabile</strong></h2>
<p>La risposta socialmente desiderabile (SDR), o &#8220;falso bene&#8221;, è un modello di risposta in cui i partecipanti al test si rappresentano sistematicamente con un pregiudizio positivo eccessivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>È noto da tempo che questo bias contamina le risposte sugli inventari di personalità, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>agendo come mediatore delle relazioni tra le misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>È stato suggerito che rispondere in modo desiderabile sia un &#8220;insieme di risposte&#8221;, un modello di risposta situazionale e temporaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questo è in contrasto con uno &#8220;stile di risposta&#8221;, che è una qualità simile a un tratto più a lungo termine. Considerando i contesti in cui vengono utilizzati alcuni inventari di EI self-report (ad esempio, contesti lavorativi), i problemi delle serie di risposte in scenari ad alta posta in gioco sono chiari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Esistono alcuni metodi per impedire risposte socialmente desiderabili agli inventari di comportamento. Alcuni ricercatori ritengono che sia necessario avvertire i partecipanti al test di non fingere di essere bravi prima di sostenere un test della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Alcuni inventari utilizzano scale di validità per determinare la probabilità o la coerenza delle risposte tra tutti gli item.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come comportamento piuttosto che come intelligenza</strong></h2>
<p>I primi lavori di Goleman sono stati criticati per aver presupposto che l&#8217;IE sia un tipo di intelligenza o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_ability" target="_blank" rel="noopener">abilità cognitiva </a>. Eysenck scrive che la descrizione dell&#8217;EI di Goleman contiene presupposti infondati sull&#8217;intelligenza in generale e che è addirittura contraria a ciò che i ricercatori si aspettano quando studiano i tipi di intelligenza:</p>
<p>&#8220;[Goleman] esemplifica più chiaramente di molti altri la fondamentale assurdità della tendenza a classificare quasi ogni tipo di comportamento come &#8216;intelligenza&#8217;&#8230; Se queste cinque &#8216;capacità&#8217; definiscono &#8216;intelligenza emotiva&#8217;, ci aspetteremmo qualche prova che siano altamente correlati; Goleman ammette che potrebbero essere del tutto incorrelati, e in ogni caso, se non possiamo misurarli, come facciamo a sapere che sono correlati? Quindi l&#8217;intera teoria è costruita sulle sabbie mobili: non esiste una solida base scientifica.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-auto-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<p>Allo stesso modo, Locke afferma che il concetto di EI è un’interpretazione errata del costrutto dell’intelligenza, e offre un’interpretazione alternativa: non è un’altra forma o tipo di intelligenza, ma l’intelligenza – la capacità di cogliere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstractions" target="_blank" rel="noopener">astrazioni </a>– applicata a un particolare ambito della vita: emozioni. Suggerisce che il concetto dovrebbe essere rietichettato e denominato abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-locke-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p>L&#8217;essenza di queste critiche è che l&#8217;indagine scientifica dipende dall&#8217;utilizzo di costrutti validi e coerenti e che prima dell&#8217;introduzione del termine EI, gli psicologi avevano stabilito distinzioni teoriche tra fattori come abilità e risultati, abilità e abitudini, atteggiamenti e valori e tratti della personalità. e stati emotivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-everydaypsychology-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Alcuni studiosi ritengono che il termine <em>EI </em>unisca e confonda tali concetti e definizioni accettati.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come abilità piuttosto che qualità morale</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Grant" target="_blank" rel="noopener">Adam Grant </a>ha messo in guardia contro la percezione comune ma errata dell’IE come una qualità morale desiderabile piuttosto che come un’abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>Grant ha affermato che un&#8217;IE ben sviluppata non è solo uno strumento strumentale per raggiungere obiettivi, ma può funzionare come un&#8217;arma per manipolare gli altri derubandoli della loro capacità di ragionare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come misura di conformità</strong></h2>
<p>Una critica ai lavori di Mayer e Salovey viene da uno studio che suggerisce che l&#8217;EI, misurata dal MSCEIT, potrebbe solo misurare la conformità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Questo argomento è radicato nell&#8217;uso da parte del MSCEIT della valutazione basata sul consenso e nel fatto che i punteggi del MSCEIT sono distribuiti negativamente (il che significa che i suoi punteggi differenziano meglio tra le persone con bassa IE rispetto alle persone con alta IE).</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>L&#8217;EI come forma di conoscenza</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra critica afferma che, a differenza dei test di capacità cognitiva, il MSCEIT &#8220;verifica la conoscenza delle emozioni ma non necessariamente la capacità di eseguire compiti legati alla conoscenza valutata&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Se qualcuno sa come dovrebbe comportarsi in una situazione emotivamente carica, non ne consegue necessariamente che possa effettivamente mettere in atto il comportamento segnalato.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Il NICHD spinge per il consenso</strong></h2>
<p>L’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener">Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </a>ha riconosciuto che, poiché esistono divisioni sul tema dell’EI, la comunità della salute mentale deve concordare alcune linee guida per descrivere una buona salute mentale e condizioni di vita mentale positive. Nella loro sezione &#8220;Psicologia positiva e concetto di salute&#8221;, spiegano: &#8220;Attualmente esistono sei modelli concorrenti di salute positiva, che si basano su concetti come essere al di sopra della norma, forza caratteriale e virtù fondamentali, maturità evolutiva, socialità e intelligenza emotiva, benessere soggettivo e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_resilience" target="_blank" rel="noopener">resilienza </a>. Ma questi concetti definiscono la salute in termini filosofici piuttosto che empirici. Il dottor [Lawrence] Becker ha suggerito la necessità di un consenso sul concetto di salute psicologica positiva&#8230;&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_literacy" target="_blank" rel="noopener">Alfabetizzazione emotiva </a>: comprensione delle emozioni proprie e degli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente di empatia </a>&#8211; Misura di autovalutazione psicologica dell&#8217;empatia</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_thought_method" target="_blank" rel="noopener">Metodo del pensiero emotivo </a>– Attività per costruire l’intelligenza emotiva</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Four_Cornerstone_Model_of_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Modello dei quattro pilastri dell’intelligenza emotiva </a>– Modello emotivo che si concentra sulla conoscenza, sull’applicazione pratica e sull’esplorazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità di vita </a>: capacità di comportamento adattivo e positivo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Cenni sull&#8217;intelligenza umana </a>&#8211; Panoramica e guida d&#8217;attualità all&#8217;intelligenza umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/People_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità delle persone </a>– Tipo di abilità interpersonale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_psychology" target="_blank" rel="noopener">Psicologia positiva </a>– Approccio allo studio scientifico psicologico</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_mindedness" target="_blank" rel="noopener">Mentalità psicologica </a>: la capacità di una persona di auto-esame, auto-riflessione, introspezione e intuizione personale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Religiosity_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Religiosità e intelligenza emotiva </a>– Legame tra religiosità e intelligenza</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">Competenze trasversali </a>– Combinazione di competenze che consentono alle persone di orientarsi nel proprio ambiente</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Temperance_(virtue)" target="_blank" rel="noopener">Temperanza (virtù) </a>– Virtù cardinale del controllo sugli eccessi</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Brackett" target="_blank" rel="noopener">Marc Brackett </a>&#8211; Psicologo ricercatore americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Joshua_Freedman" target="_blank" rel="noopener">Joshua Freedman </a>&#8211; Accademico americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anabel_Jensen" target="_blank" rel="noopener">Anabel Jensen </a>&#8211; Educatrice e autrice americana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Carolyn Saarni </a>– Psicologa dello sviluppo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Steiner" target="_blank" rel="noopener">Claude Steiner </a>– Psicoterapeuta e psicologo americano (1935-2017)</li>
</ul>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Colman A (2008). Un dizionario di psicologia (3 ed.). La stampa dell&#8217;università di Oxford. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780199534067" target="_blank" rel="noopener"><em>9780199534067 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Beldoch M, Davitz JR (1976). </em><a href="https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=uc1.32106000103371" target="_blank" rel="noopener"><em>La comunicazione del significato emotivo </em></a><em>. Westport, Connecticut: Greenwood Press. P. 39. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780837185279" target="_blank" rel="noopener"><em>9780837185279 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>OCLC</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/oclc/647368022" target="_blank" rel="noopener"><em>647368022 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Golemann et al. (2023). &#8220;Cosa rende un leader?&#8221;. Revisione aziendale di Harvard. <strong>76 </strong>: 92–105.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Jovanovski A (28-03-2020). </em><a href="https://www.trainerslibrary.org/emotional-intelligence/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Biblioteca dei formatori. Estratto il 26/03/2023.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:8_5-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:8_5-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:8_5-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Beasley K (maggio 1987). </em><a href="http://www.keithbeasley.co.uk/EQ/Original%20EQ%20article.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il quoziente emotivo&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Mensa: 25.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV, Furnham A (novembre 2001). &#8220;Intelligenza emotiva dei tratti: indagine psicometrica con riferimento a tassonomie dei tratti consolidate&#8221;. Giornale europeo della personalità. <strong>15 </strong>(6): 425–48. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fper.416" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/per.416 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144031083" target="_blank" rel="noopener"><em>144031083 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications_7-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications_7-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications_7-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Mayer JD, Salovey P, Caruso DR (luglio 2004). &#8220;Intelligenza emotiva: teoria, risultati e implicazioni&#8221;. Inchiesta psicologica. <strong>15 </strong>(3): 197–215. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1207%2Fs15327965pli1503_02" target="_blank" rel="noopener"><em>1207/s15327965pli1503_02 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144415437" target="_blank" rel="noopener"><em>144415437 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Durand K, Gallay M, Seigneuric A, Robichon F, Baudouin JY (maggio 2007). </em><a href="https://hal-univ-bourgogne.archives-ouvertes.fr/hal-00568168/file/The_development_of_facial_emotion_recognition.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Lo sviluppo del riconoscimento delle emozioni facciali: il ruolo delle informazioni configurali&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Giornale di psicologia infantile sperimentale. <strong>97 </strong>(1): 14–27. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jecp.2006.12.001" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jecp.2006.12.001 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17291524" target="_blank" rel="noopener"><em>17291524 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:18976192" target="_blank" rel="noopener"><em>18976192 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20180721152122/https:/hal-univ-bourgogne.archives-ouvertes.fr/hal-00568168/file/The_development_of_facial_emotion_recognition.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 21-07-2018.</em></li>
<li><em>Bänziger T (2014). &#8220;Misurare la capacità di riconoscimento delle emozioni&#8221;. In Michalos AC (a cura di). Enciclopedia della ricerca sulla qualità della vita e sul benessere. Dordrecht: Springer Paesi Bassi. pp. 3934–3941. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2F978-94-007-0753-5_4188" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/978-94-007-0753-5_4188 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-94-007-0753-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-94-007-0753-5 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://health.usnews.com/health-news/news/articles/2013/01/28/scientists-complete-1st-map-of-emotional-intelligence-in-the-brain" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Gli scienziati completano la prima mappa dell'&#8221;intelligenza emotiva&#8221; nel cervello&#8221; </em></a><em>. Notizie dagli Stati Uniti e rapporto mondiale. 28-01-2013. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140814225540/http:/health.usnews.com/health-news/news/articles/2013/01/28/scientists-complete-1st-map-of-emotional-intelligence-in-the-brain" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 14-08-2014.</em></li>
<li><em>Kosonogov VV, Vorobyeva E, Kovsh E, Ermakov PN (2019). </em><a href="https://scindeks-clanci.ceon.rs/data/pdf/2334-847X/2019/2334-847X1901137K.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una revisione dei correlati neurofisiologici e genetici dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Giornale internazionale di ricerca cognitiva in scienza, ingegneria e istruzione. <strong>7 </strong>(1): 137–142. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5937%2FIJCRSEE1901137K" target="_blank" rel="noopener"><em>5937/IJCRSEE1901137K </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/2334-847X" target="_blank" rel="noopener"><em>2334-847X </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20200211065825/https:/scindeks-clanci.ceon.rs/data/pdf/2334-847X/2019/2334-847X1901137K.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 2020-02-11.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>张辉华</em><em>,</em><em>王辉</em><em>; ZHANG Hui-Hua, WANG Hui (28/02/2011). </em><a href="https://journal.psych.ac.cn/xlxb/CN/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;</em></a><a href="https://journal.psych.ac.cn/xlxb/CN/" target="_blank" rel="noopener"><em>个体情绪智力与工作场所绩效关系的元分析</em></a><a href="https://journal.psych.ac.cn/xlxb/CN/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8221; </em></a><em>.</em><em>心理学</em><em>报</em><em>(in cinese). <strong>43 </strong>(2): 188. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0439-755X" target="_blank" rel="noopener"><em>0439-755X </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://online.hbs.edu/blog/post/emotional-intelligence-in-leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva nella leadership: perché è importante&#8221; </em></a><em>. Blog sugli approfondimenti aziendali. 2019-04-03. Estratto il 10/11/2023.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Polizia di Harms, Credé M (2010). &#8220;Problemi rimanenti nella ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva: sovrapposizione di costrutti, artefatti del metodo e mancanza di validità incrementale&#8221;. Psicologia industriale e organizzativa: prospettive su scienza e pratica. <strong>3 </strong>(2): 154–158. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01217.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1754-9434.2010.01217.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144371039" target="_blank" rel="noopener"><em>144371039 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Cavazotte F, Moreno V, Hickmann M (2012). &#8220;Effetti dell&#8217;intelligenza del leader, della personalità e dell&#8217;intelligenza emotiva sulla leadership trasformazionale e sulle prestazioni manageriali&#8221;. Il trimestrale della leadership. <strong>23 </strong>(3): 443–455. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.leaqua.2011.10.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.leaqua.2011.10.003 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <em>Joseph DL, Newman DA (gennaio 2010). &#8220;Intelligenza emotiva: una meta-analisi integrativa e un modello a cascata&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>95 </strong>(1): 54–78. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0017286" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0017286 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20085406" target="_blank" rel="noopener"><em>20085406 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11238077" target="_blank" rel="noopener"><em>11238077 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>O&#8217;Boyle Jr EH, Humphrey RH, Pollack JM, Hawver TH, Story PA (01-07-2011). </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La relazione tra intelligenza emotiva e prestazione lavorativa: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>32 </strong>(5): 788–818. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.714 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1099-1379" target="_blank" rel="noopener"><em>1099-1379 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-7" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>H</sup></em></strong></a> <em>Joseph DL, Jin J, Newman DA, O&#8217;Boyle EH (marzo 2015). &#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita prevede la prestazione lavorativa? Un&#8217;indagine meta-analitica sull&#8217;EI mista&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>100 </strong>(2): 298–342. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0037681" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0037681 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25243996" target="_blank" rel="noopener"><em>25243996 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:1602838" target="_blank" rel="noopener"><em>1602838 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Dhani P (5 marzo 2021). </em><a href="https://www.researchgate.net/publication/305815636" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva: storia, modelli e misure&#8221; </em></a><em>. Sportello di ricerca.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Beldoch M (1964). &#8220;Sensibilità all&#8217;espressione del significato emotivo in tre modalità di comunicazione&#8221;. In Davitz JR, et al. (a cura di). La comunicazione del significato emotivo. McGraw-Hill. pagine 31–42.</em></li>
<li><em>Beldoch M (1973). </em><a href="https://books.google.com/books?id=LKqQM3CLAyQC&amp;pg=PA121" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sensibilità all&#8217;espressione del significato emotivo in tre modalità di </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=LKqQM3CLAyQC&amp;pg=PA121" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicazione&#8221; </em></a><em>. In Argyle M (a cura di). Contributi alle interazioni sociali: incontri sociali. Editori di transazioni. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780202368979" target="_blank" rel="noopener"><em>9780202368979 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-18" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Leuner B (1966). &#8220;Intelligenza emotiva ed emancipazione&#8221;. Praxis der Kinderpsychologie und Kinderpsychiatrie. <strong>15 </strong>: 193–203.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Gardner H (1983). Stati d&#8217;animo. New York: libri di base.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Smith MK (2002). </em><a href="https://infed.org/mobi/howard-gardner-multiple-intelligences-and-education/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Howard Gardner, intelligenze multiple ed educazione&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Enciclopedia dell&#8217;educazione informale. </em><a href="https://web.archive.org/web/20051102035039/http:/www.infed.org/thinkers/gardner.htm" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 2005-11-02. Estratto il 01-11-2005.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-21" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Salovey P, Mayer JD (1989). </em><a href="http://ei.yale.edu/journal/imagination-cognition-and-personality/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Immaginazione, cognizione e personalità. <strong>9 </strong>(3): 185–211. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2190%2Fdugg-p24e-52wk-6cdg" target="_blank" rel="noopener"><em>2190/dugg-p24e-52wk-6cdg </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/10654%2F36316" target="_blank" rel="noopener"><em>10654/36316 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:219900460" target="_blank" rel="noopener"><em>219900460 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1995_22-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener"><em>Goleman D </em></a><em>(1996). </em><a href="https://archive.org/details/emotionalintelli00dani" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva: perché può essere più importante del QI </em></a><em>. Libri Bantam. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-553-38371-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-553-38371-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-23" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Schawbel D. </em><a href="https://web.archive.org/web/20121104185806/http:/www.forbes.com/sites/danschawbel/2011/09/15/daniel-goleman-on-leadership-and-the-power-of-emotional-intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Daniel Goleman sulla leadership e il potere dell&#8217;intelligenza emotiva &#8211; Forbes&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Forbes" target="_blank" rel="noopener"><em>Forbes </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="https://www.forbes.com/sites/danschawbel/2011/09/15/daniel-goleman-on-leadership-and-the-power-of-emotional-intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>04-11-2012. Estratto il 07/03/2014.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Goleman D (1998). Lavorare con l&#8217;intelligenza emotiva. New York: libri Bantam.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Lantieri L, Goleman D (2008). Costruire l&#8217;intelligenza emotiva: tecniche per coltivare la forza interiore nei bambini. Sembra vero. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-59179-849-1" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-59179-849-1 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Goleman D (2011). Il cervello e l&#8217;intelligenza emotiva: nuove intuizioni. Più del suono. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-934441-15-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-934441-15-2 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Goleman D (2011). Leadership: il potere dell&#8217;intelligenza emotiva. Più del suono.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Cavallo K, Brienza D (2001). </em><a href="http://www.eiconsortium.org/reports/jj_ei_study.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Competenza emotiva ed eccellenza nella leadership presso Johnson &amp; Johnson: studio sull&#8217;intelligenza emotiva e la leadership&#8221; </em></a><em>. Consorzio per la ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva nelle organizzazioni. Estratto l&#8217;8 settembre 2020.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-27" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Marrone H (14 novembre 2018). </em><a href="https://positivepsychologyprogram.com/emotional-intelligence-eq/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;intelligenza emotiva e come migliorarla? (Definizione + test EQ)&#8221; </em></a><em>. positivepsychologyprogram.com. Estratto il 3 febbraio il 2019.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-28" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Tobak S (2012-02-13). </em><a href="https://web.archive.org/web/20121128120307/http:/www.cbsnews.com/8301-505125_162-57376240/why-emotional-intelligence-is-just-a-fad/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva è solo una moda passeggera&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CBS_News" target="_blank" rel="noopener"><em>Notizie della CBS </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.cbsnews.com/8301-505125_162-57376240/why-emotional-intelligence-is-just-a-fad/" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>28/11/2012. Estratto il 07/03/2014.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <em>Mayer JD, Roberts RD, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sigal_G._Barsade" target="_blank" rel="noopener"><em>Barsade SG </em></a><em>(2008). </em><a href="https://www.researchgate.net/publication/5907081" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Abilità umane: intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Rassegna annuale di psicologia. <strong>59 </strong>: 507–36. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.psych.59.103006.093646" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.psych.59.103006.093646 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17937602" target="_blank" rel="noopener"><em>17937602 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11801336" target="_blank" rel="noopener"><em>11801336 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20151222125327/https:/www.researchgate.net/publication/5907081_Human_Abilities_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 22-12-2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Kluemper,_D.H._2008_30-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>KluemperDH (2008). &#8220;Tratto dell&#8217;intelligenza emotiva: l&#8217;impatto delle valutazioni del sé fondamentale e della desiderabilità sociale&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>44 </strong>(6): 1402–1412. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2007.12.008" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2007.12.008 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Martins A, Ramalho N, Morin E (2010). &#8220;Una meta-analisi completa del rapporto tra intelligenza emotiva e salute&#8221;. Giornale di personalità e differenze individuali. <strong>49 </strong>(6): 554–564. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2010.05.029" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2010.05.029 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-32" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Mayer JD, Salovey P, Caruso DR, Sitarenios G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva come intelligenza standard&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 232–42. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.232" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.232 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934682" target="_blank" rel="noopener"><em>12934682 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>MacCann C, Joseph DL, Newman DA, Roberts RD (aprile 2014). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva è un fattore del secondo strato dell&#8217;intelligenza: evidenza da modelli gerarchici e bifattoriali&#8221;. Emozione. <strong>14 </strong>(2): 358–374. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0034755" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0034755 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24341786" target="_blank" rel="noopener"><em>24341786 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-33" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Salovey P (1997). &#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;intelligenza emotiva?&#8221;. In Salovey P, Sluyter D (a cura di). Sviluppo emotivo e intelligenza emotiva: implicazioni per gli educatori. New York: libri di base. pagine 3–31. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-521-51806-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-521-51806-2 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Salovey P, Grewal D (2005). </em><a href="https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/131109" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La scienza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Direzioni attuali nella scienza psicologica. <strong>14 </strong>(6): 6. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.0963-7214.2005.00381.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.0963-7214.2005.00381.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2143869" target="_blank" rel="noopener"><em>2143869 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-35" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Bradberry TR, Su LD (2003). </em><a href="https://www.psicothema.com/pdf/3277.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Valutazione dell&#8217;intelligenza emotiva basata sulle abilità rispetto alle abilità&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Psicotema. 18 Supplementi: 59–66. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17295959" target="_blank" rel="noopener"><em>17295959 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20120905061723/http:/www.psicothema.com/pdf/3277.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 05-09-2012. Estratto il 07/03/2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-36" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brackett MA, Mayer JD (settembre 2003). &#8220;Validità convergente, discriminante e incrementale di misure concorrenti di intelligenza emotiva&#8221;. Bollettino di personalità e psicologia sociale. <strong>29 </strong>(9): 1147–58. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F0146167203254596" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/0146167203254596 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15189610" target="_blank" rel="noopener"><em>15189610 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:5744173" target="_blank" rel="noopener"><em>5744173 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-37" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Salovey P, Caruso DR, Sitarenios G (marzo 2003). &#8220;Misurare l&#8217;intelligenza emotiva con MSCEIT V2.0&#8221;. Emozione. <strong>3 </strong>(1): 97–105. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.3.1.97" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.3.1.97 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12899321" target="_blank" rel="noopener"><em>12899321 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-38" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV (2015). &#8220;Abilità e tratti dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. In Chamorro-Premuzic T, von Stumm S, Furnham A (a cura di). Il Manuale Wiley-Blackwell delle differenze individuali. Londra: John Wiley &amp; Figli. pagine 656–78. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-119-05030-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-119-05030-8 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-39" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Føllesdal H (2008). </em><a href="https://web.archive.org/web/20081216094950/http:/www.psykologi.uio.no/studier/drpsych/disputaser/follesdal_summary.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva come abilità: valutare la validità dei costrutti dei punteggi del test di intelligenza emotiva Mayer-Salovey-Caruso (MSCEIT) </em></a><em>(tesi di dottorato). Università di Oslo. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.psykologi.uio.no/studier/drpsych/disputaser/follesdal_summary.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>16-12-2008.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-40" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nowicki S, deputato del duca (01/03/1994). </em><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/BF02169077" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Differenze individuali nella comunicazione non verbale degli affetti: l&#8217;analisi diagnostica della scala di accuratezza non verbale&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento non verbale. <strong>18 </strong>(1): 9–35. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2FBF02169077" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/BF02169077 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1573-3653" target="_blank" rel="noopener"><em>1573-3653 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144426091" target="_blank" rel="noopener"><em>144426091 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-41" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Matsumoto D, LeRoux J, Wilson-Cohn C, Raroque J, Kooken K, Ekman P, Yrizarry N, Loewinger S, Uchida H, Yee A, Amo L (2000-09-01). </em><a href="https://link.springer.com/article/10.1023/A:1006668120583" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Un nuovo test per misurare la capacità di riconoscimento delle emozioni: il breve test di riconoscimento degli affetti giapponese e caucasico di Matsumoto ed Ekman (JACBART)&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento non verbale. <strong>24 </strong>(3): 179–209. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1023%2FA%3A1006668120583" target="_blank" rel="noopener"><em>1023/A:1006668120583 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1573-3653" target="_blank" rel="noopener"><em>1573-3653 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:18039888" target="_blank" rel="noopener"><em>18039888 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>MacCann C, Roberts RD (2008). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Nuovi paradigmi per la valutazione dell&#8217;intelligenza emotiva: teoria e dati&#8221; </em></a><em>. Emozione. <strong>8 </strong>(4): 540–551. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0012746 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18729584" target="_blank" rel="noopener"><em>18729584 </em></a><em>– tramite APA.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-boy_43-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Boyatzis RE, Goleman D, Rhee K (2000). &#8220;Cluster di competenze nell&#8217;intelligenza emotiva: approfondimenti dall&#8217;Emotional Competence Inventory (ECI).&#8221; In Bar-On R, Parker JD (a cura di). Manuale di intelligenza emotiva. vol. 99. San Francisco: Jossey-Bass. pagine 343–62.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-44" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Bradberry T, Greaves J (2009). Intelligenza Emotiva 2.0. San Francisco: Gruppo di editori ovest. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-9743206-2-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-9743206-2-5 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Furnham A (2000). &#8220;Sulla struttura dimensionale dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>29 </strong>(2): 313–320. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.475.5285" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.475.5285 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fs0191-8869%2899%2900195-6" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1016/s0191-8869(99)00195-6 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Pita R, Kokkinaki F (maggio 2007). &#8220;La posizione dell&#8217;intelligenza emotiva dei tratti nello spazio dei fattori di personalità&#8221;. Giornale britannico di psicologia. <strong>98 </strong>(Pt 2): 273–89. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1348%2F000712606x120618" target="_blank" rel="noopener"><em>1348/000712606&#215;120618 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17456273" target="_blank" rel="noopener"><em>17456273 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-47" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV, Furnham A (2001). &#8220;Intelligenza emotiva dei tratti: indagine psicometrica con riferimento a tassonomie dei tratti stabilite&#8221;. Giornale europeo della personalità. <strong>15 </strong>(6): 425–448. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fper.416" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/per.416 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144031083" target="_blank" rel="noopener"><em>144031083 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-48" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Pérez JC, Petrides PJ, Furnham A (2005). &#8220;Misurare l&#8217;intelligenza emotiva dei tratti&#8221;. In Schulze R, Roberts RD (a cura di). Manuale internazionale di intelligenza emotiva. Cambridge, Massachusetts: Hogrefe &amp; Huber. pagine 123–43. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.474.294" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.474.294 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-49" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV, Furnham A (2003). &#8220;Tratto dell&#8217;intelligenza emotiva: validazione comportamentale in due studi sul riconoscimento delle emozioni e sulla reattività all&#8217;induzione dell&#8217;umore&#8221;. Giornale europeo della personalità. <strong>17 </strong>: 39–75. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fper.466" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/per.466 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:4287409" target="_blank" rel="noopener"><em>4287409 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Mikolajczak M, Luminet O, Leroy C, Roy E (giugno 2007). </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00223890701333431" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Proprietà psicometriche del questionario sull&#8217;intelligenza emotiva dei tratti: struttura dei fattori, affidabilità, costrutto e validità incrementale in una popolazione di lingua francese&#8221; </em></a><em>. Giornale di valutazione della personalità. <strong>88 </strong>(3): 338–53. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00223890701333431" target="_blank" rel="noopener"><em>1080/00223890701333431 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17518555" target="_blank" rel="noopener"><em>17518555 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:21196733" target="_blank" rel="noopener"><em>21196733 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-51" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Vernon PA, Petrides KV, Bratko D, Schermer JA (ottobre 2008). &#8220;Uno studio genetico comportamentale dell&#8217;intelligenza emotiva dei tratti&#8221;. Emozione. <strong>8 </strong>(5): 635–42. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0013439" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0013439 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18837613" target="_blank" rel="noopener"><em>18837613 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-52" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Gardner JK, Qualter P (2010). &#8220;Validità simultanea e incrementale di tre misure di intelligenza emotiva dei tratti&#8221;. Giornale australiano di psicologia. <strong>62 </strong>: 5–12. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00049530903312857" target="_blank" rel="noopener"><em>1080/00049530903312857 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-53" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Checa P, Fernández-Berrocal P (2015). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4664650" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il ruolo del quoziente intellettivo e dell&#8217;intelligenza emotiva nei processi di controllo cognitivo&#8221; </em></a><em>. Frontiere in psicologia. <strong>6 </strong>: 1853. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.3389%2Ffpsyg.2015.01853" target="_blank" rel="noopener"><em>3389/fpsyg.2015.01853 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4664650" target="_blank" rel="noopener"><em>4664650 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26648901" target="_blank" rel="noopener"><em>26648901 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Salovey P, Grewal D (2005). </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20183048" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La scienza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Direzioni attuali nella scienza psicologica. <strong>14 </strong>(6): 281–285. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.0963-7214.2005.00381.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.0963-7214.2005.00381.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/0963-7214" target="_blank" rel="noopener"><em>0963-7214 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20183048" target="_blank" rel="noopener"><em>20183048 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2143869" target="_blank" rel="noopener"><em>2143869 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Lim AG (15 giugno 2020). </em><a href="http://www.simplypsychology.org/video/ezoic/view?videoID=dd9bb289466ef215b732d7445ff3fbdbc7fcc3d1" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I cinque grandi tratti della personalità&#8221; </em></a><em>. Estratto l&#8217;11-12-2020.</em></li>
<li><em>Lim AG (3 novembre 2022). </em><a href="https://www.simplypsychology.org/big-five-personality.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I cinque grandi tratti della personalità&#8221; </em></a><em>. Semplicemente psicologia.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:7_54-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:7_54-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:7_54-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>MacCann C, Jiang Y, Brown LE, Doppio KS, Bucich M, Minbashian A (2020). </em><a href="https://doi.org/10.1037/bul0000219" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva predice il rendimento scolastico: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Bollettino psicologico. <strong>146 </strong>(2): 150–186. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fbul0000219" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/bul0000219 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31829667" target="_blank" rel="noopener"><em>31829667 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:209342554" target="_blank" rel="noopener"><em>209342554 </em></a><em>– tramite APA.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-55" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Heffernan M, Quinn Griffin MT, Fitzpatrick JJ (agosto 2010). &#8220;Autocompassione e intelligenza emotiva negli infermieri&#8221;. Giornale internazionale di pratica infermieristica. <strong>16 </strong>(4): 366–73. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1440-172X.2010.01853.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1440-172X.2010.01853.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20649668" target="_blank" rel="noopener"><em>20649668 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:1902234" target="_blank" rel="noopener"><em>1902234 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Bratton VK, Dodd NG, Brown FW (gennaio 2011). </em><a href="https://scholarworks.montana.edu/xmlui/handle/1/12652" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza emotiva sull&#8217;accuratezza della consapevolezza </em></a><a href="https://scholarworks.montana.edu/xmlui/handle/1/12652" target="_blank" rel="noopener"><em>di sé </em></a><a href="https://scholarworks.montana.edu/xmlui/handle/1/12652" target="_blank" rel="noopener"><em>e sulla performance di leadership&#8221; </em></a><em>. Rivista per lo sviluppo della leadership e dell&#8217;organizzazione. <strong>32 </strong>(2): 127–149. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F01437731111112971" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/01437731111112971 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/0143-7739" target="_blank" rel="noopener"><em>0143-7739 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-56" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Sbiancante S (25 novembre 2020). </em><a href="https://www.forbes.com/sites/forbescoachescouncil/2020/11/25/the-importance-of-emotional-intelligence-in-business/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva negli affari&#8221; </em></a><em>. Forbes. Estratto il 26 febbraio il 2021.</em></li>
<li>JCA Global Ltd. e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chartered_Institute_of_Procurement_%26_Supply" target="_blank" rel="noopener">CIPS </a>(2017), <a href="https://www.cips.org/Documents/1/JCA-CIPS-EI-in-Procurement-report.pdf" target="_blank" rel="noopener">Emotional Intelligence in the Procurement Sector </a>, accesso il 26 febbraio 2021</li>
<li><em>Kelly EJ, et al. (settembre 2016). </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.icj.2016.07.001" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva nella negoziazione e nella mediazione&#8221; </em></a><em>. Giurisprudenza comparata internazionale. <strong>2 </strong>(1): 55–60. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.icj.2016.07.001" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.icj.2016.07.001 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-57" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Agnello J, Pepler DJ, Craig W (aprile 2009). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2669002" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Approccio al bullismo e alla vittimizzazione&#8221; </em></a><em>. Medico di famiglia canadese. <strong>55 </strong>(4): 356–60. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2669002" target="_blank" rel="noopener"><em>2669002 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19366941" target="_blank" rel="noopener"><em>19366941 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Lomas J, Stough C, Hansen K, Downey LA (26/07/2011). &#8220;Il rapporto tra bullismo, vittimizzazione, intelligenza emotiva di tratto, autoefficacia ed empatia nei preadolescenti&#8221;. Psicologia sociale dell&#8217;educazione. <strong>15 </strong>(1): 41–58. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2Fs11218-011-9168-9" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/s11218-011-9168-9 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/1381-2890" target="_blank" rel="noopener"><em>1381-2890 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:143679923" target="_blank" rel="noopener"><em>143679923 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Lomas J, Stough C, Hansen K, Downey LA (febbraio 2012). &#8220;Breve relazione: Intelligenza emotiva, vittimizzazione e bullismo negli adolescenti&#8221;. Giornale dell&#8217;adolescenza. <strong>35 </strong>(1): 207–11. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.adolescence.2011.03.002" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.adolescent.2011.03.002 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/1959.3%2F190030" target="_blank" rel="noopener"><em>1959.3/190030 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21470670" target="_blank" rel="noopener"><em>21470670 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-58" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Rey L, Quintana-Orts C, Mérida-López S, Extremera N (2018-07-01). </em><a href="https://doi.org/10.3916%2Fc56-2018-01" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e cybervittimizzazione tra pari negli adolescenti: il genere come </em></a><a href="https://doi.org/10.3916%2Fc56-2018-01" target="_blank" rel="noopener"><em>moderatore&#8221; </em></a><em>. Comunicar (in spagnolo). <strong>26 </strong>(56): 09–18. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.3916%2Fc56-2018-01" target="_blank" rel="noopener"><em>3916/c56-2018-01 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/10272%2F15115" target="_blank" rel="noopener"><em>10272/15115 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1134-3478" target="_blank" rel="noopener"><em>1134-3478 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-59" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Roberts RD, Barsade SG (2008). &#8220;Abilità umane: intelligenza emotiva&#8221;. Rassegna annuale di psicologia. <strong>59 </strong>: 507–36. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.psych.59.103006.093646" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.psych.59.103006.093646 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17937602" target="_blank" rel="noopener"><em>17937602 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11801336" target="_blank" rel="noopener"><em>11801336 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Tolegenova_60-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Tolegenova AA, Jakupov SM, Chung C, Saduova M, Jakupov MS (2012). </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.sbspro.2012.12.142" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una formazione teorica dell&#8217;intelligenza emotiva e dei traumi infantili tra gli adolescenti&#8221; </em></a><em>. Procedia &#8211; Scienze sociali e comportamentali. <strong>69 </strong>: 1891–1894. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.sbspro.2012.12.142" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.sbspro.2012.12.142 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-61" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mckenna J, Webb J (2013). &#8220;Intelligenza emotiva&#8221;. Giornale britannico di terapia occupazionale. <strong>76 </strong>(12): 560. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F030802261307601202" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/030802261307601202 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:208741104" target="_blank" rel="noopener"><em>208741104 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Côté S, Minatori CT (2006). &#8220;Intelligenza emotiva, intelligenza cognitiva e prestazioni lavorative&#8221;. Trimestrale di scienze amministrative. <strong>51 </strong>(1): 1–28. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2189%2Fasqu.51.1.1" target="_blank" rel="noopener"><em>2189/asqu.51.1.1 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20109857" target="_blank" rel="noopener"><em>20109857 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:142971341" target="_blank" rel="noopener"><em>142971341 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-63" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>(Petrides, Frederickson e Furnham, 2004)</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-64" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Relojo D, Pilao SJ, Dela Rosa R (2015). </em><a href="https://files.eric.ed.gov/fulltext/EJ1098164.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Dalla passione all&#8217;emozione: il quoziente emotivo come predittore del comportamento lavorativo dei docenti&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Giornale di psicologia dell&#8217;educazione. <strong>8 </strong>(4): 1–10. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.26634%2Fjpsy.8.4.3266" target="_blank" rel="noopener"><em>26634/jpsy.8.4.3266 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20170430173940/http:/files.eric.ed.gov/fulltext/EJ1098164.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 30/04/2017.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Farh CI, Seo MG, Tesluk PE (luglio 2012). &#8220;Intelligenza emotiva, efficacia del lavoro di squadra e prestazione lavorativa: il ruolo moderatore del contesto lavorativo&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>97 </strong>(4): 890–900. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0027377" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0027377 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22390388" target="_blank" rel="noopener"><em>22390388 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-66" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Ahmetoglu G, Leutner F, Chamorro-Premuzic T (dicembre 2011). </em><a href="https://web.archive.org/web/20131101125012/http:/www.drtomascp.com/uploads/EQNomics_PAID_2011.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;EQ-nomics: comprendere la relazione tra le differenze individuali nell&#8217;intelligenza emotiva e nell&#8217;imprenditorialità&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>51 </strong>(8): 1028–1033. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2011.08.016" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2011.08.016 </em></a><em>. Archiviato </em><a href="http://www.drtomascp.com/uploads/EQNomics_PAID_2011.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 01-11-2013.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Van Rooy DL, Viswesvaran C (2004-08-01). &#8220;Intelligenza emotiva: un&#8217;indagine meta-analitica sulla validità predittiva e sulla rete nomologica&#8221;. Giornale di comportamento professionale. <strong>65 </strong>(1): 71–95. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2FS0001-8791%2803%2900076-9" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/S0001-8791(03)00076-9 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sy T, Tram S, O&#8217;Hara LA (01-06-2006). &#8220;Rapporto tra l&#8217;intelligenza emotiva dei dipendenti e dei manager e la soddisfazione e le prestazioni lavorative&#8221;. Giornale di comportamento professionale. <strong>68 </strong>(3): 461–473. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jvb.2005.10.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jvb.2005.10.003 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-69" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Goleman D (1994). Intelligenza emotiva. Libri Bantam. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780747526254" target="_blank" rel="noopener"><em>9780747526254 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Legge KS, Wong CS, Canzone LJ (giugno 2004). &#8220;La validità di costrutto e criterio dell&#8217;intelligenza emotiva e la sua potenziale utilità per gli studi di management&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>89 </strong>(3): 483–96. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0021-9010.89.3.483" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0021-9010.89.3.483 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15161407" target="_blank" rel="noopener"><em>15161407 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Lopes PN, Grewal D, Kadis J, Gall M, Salovey P (2006). &#8220;La prova che l&#8217;intelligenza emotiva è correlata alle prestazioni lavorative, agli affetti e agli atteggiamenti sul lavoro&#8221;. Psicotema. 18 Supplementi: 132–8. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17295970" target="_blank" rel="noopener"><em>17295970 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-72" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Seibert SE, Kraimer ML, Liden RC (aprile 2001). &#8220;Una teoria del capitale sociale del successo professionale&#8221;. Giornale dell&#8217;Accademia di Management. <strong>44 </strong>(2): 219–237. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2307%2F3069452" target="_blank" rel="noopener"><em>2307/3069452 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/3069452" target="_blank" rel="noopener"><em>3069452 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-73" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Rousmaniere D (2015-01-23). </em><a href="https://hbr.org/2015/01/what-everyone-should-know-about-managing-up" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Quello che tutti dovrebbero sapere sulla gestione&#8221; </em></a><em>. Revisione aziendale di Harvard. </em><a href="https://web.archive.org/web/20160426042345/https:/hbr.org/2015/01/what-everyone-should-know-about-managing-up" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26-04-2016. Estratto il 19-04-2016.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-74" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Janssen O, Van Yperen NW (2004-06-01). </em><a href="https://web.archive.org/web/20150321034021/http:/amj.aom.org/content/47/3/368" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Orientamenti agli obiettivi dei dipendenti, qualità dello scambio leader-membro e risultati delle prestazioni lavorative e della soddisfazione lavorativa&#8221; </em></a><em>. Giornale dell&#8217;Accademia di Management. <strong>47 </strong>(3): 368–384. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2307%2F20159587" target="_blank" rel="noopener"><em>2307/20159587 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/2066%2F64290" target="_blank" rel="noopener"><em>2066/64290 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0001-4273" target="_blank" rel="noopener"><em>0001-4273 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20159587" target="_blank" rel="noopener"><em>20159587 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:221246676" target="_blank" rel="noopener"><em>221246676 </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://amj.aom.org/content/47/3/368" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>21-03-2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-75" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Ashkanasy NM, Daus CS (2005-06-01). </em><a href="https://espace.library.uq.edu.au/data/UQ_13541/Ashkanasy_Daus__Dec23_04_.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Le voci sulla morte dell&#8217;intelligenza emotiva nel comportamento organizzativo sono enormemente esagerate&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 441–452. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.320" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.320 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20150725225320/http:/espace.library.uq.edu.au/view/UQ:13541/Ashkanasy_Daus__Dec23_04_.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 25-07-2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-76" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Cherniss C (1999). </em><a href="https://eiconsortium.org/reports/business_case_for_ei.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il caso aziendale per l&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Consorzio per la ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva nelle organizzazioni. Estratto 14 settembre il 2021.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-77" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Luna TW, Hur WM (01-09-2011). &#8220;Intelligenza emotiva, esaurimento emotivo e prestazioni lavorative&#8221;. Comportamento sociale e personalità. <strong>39 </strong>(8): 1087–1096. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2224%2Fsbp.2011.39.8.1087" target="_blank" rel="noopener"><em>2224/sbp.2011.39.8.1087 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-78" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Dabke D (2016). &#8220;Impatto dell&#8217;intelligenza emotiva e del comportamento trasformazionale del leader sull&#8217;efficacia percepita della leadership: una visione da fonti multiple&#8221;. Prospettive di business e ricerca. <strong>4 </strong>(1): 27–40. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F2278533715605433" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/2278533715605433 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:147415251" target="_blank" rel="noopener"><em>147415251 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-79" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Ahiauzu A, Nwokah NC (2010). &#8220;Marketing nella governance: leadership dell&#8217;intelligenza emotiva per un&#8217;efficace governance aziendale&#8221;. Governo d&#8217;impresa. <strong>10 </strong>(2): 150–162. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F14720701011035675" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/14720701011035675 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-80" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mullen PR, Gutierrez D, Newhart S (2018). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva dei consulenti scolastici e il suo rapporto con la leadership&#8221;. Consulenza scolastica professionale. <strong>32 </strong>(1b): 2156759X1877298. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F2156759X18772989" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/2156759X18772989 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:149709509" target="_blank" rel="noopener"><em>149709509 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-81" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Schutte NS, Malouff JM, Thorsteinsson EB, Bhullar N, Rooke SE (aprile 2007). &#8220;Un&#8217;indagine meta-analitica del rapporto tra intelligenza emotiva e salute&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>42 </strong>(6): 921–33. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2006.09.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2006.09.003 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-82" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Salovey P (1993). </em><a href="https://eclass.teicrete.gr/modules/document/file.php/IP-ERLSF116/Mayer-Salovey.1993-libre.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Intelligenza. <strong>17 </strong>(4): 433–442. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2F0160-2896%2893%2990010-3" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/0160-2896(93)90010-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-83" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nehra DK, Sharma V, Mushtaq H, Sharma NR, Sharma M, Nehra S (luglio 2012). </em><a href="https://web.archive.org/web/20180219025158/http:/jiaap.org/listing_detail/logo/9f17c341-3b9d-4317-868b-cebb3b65fb76.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e autostima nei consumatori di cannabis&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journal_of_the_Indian_Academy_of_Applied_Psychology" target="_blank" rel="noopener"><em>Giornale dell&#8217;Accademia indiana di psicologia applicata </em></a><em>. <strong>38 </strong>(2): 385–393. Archiviato </em><a href="http://jiaap.org/listing_detail/logo/9f17c341-3b9d-4317-868b-cebb3b65fb76.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 19-02-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-84" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brown E, Chiu E, Neill L, Tobin J, Reid J (16 gennaio 2012). &#8220;La bassa intelligenza emotiva è un fattore causale primario nella dipendenza da droga e alcol?&#8221;. Stampa accademica australiana. Bowen Hills, Queensland, Australia: 91–101. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:73720582" target="_blank" rel="noopener"><em>73720582 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-85" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Murphy KR, ed. (Febbraio 2014). Una critica all&#8217;intelligenza emotiva: quali sono i problemi e come possono essere risolti? Stampa di psicologia. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-317-82433-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-317-82433-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Durlofsky P (30 ottobre 2015). </em><a href="https://web.archive.org/web/20170202235000/https:/psychcentral.com/blog/archives/2015/10/29/the-benefits-of-emotional-intelligence/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I benefici dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. psychcentral.com. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://psychcentral.com/blog/archives/2015/10/29/the-benefits-of-emotional-intelligence/" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>2 febbraio 2017.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-landy_86-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-landy_86-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-landy_86-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Landy FJ (2005). &#8220;Alcune questioni storico-scientifiche legate alla ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 411–424. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.317" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.317 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-87" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Murensky CL (2000). </em><a href="https://psycnet.apa.org/record/2000-95016-143" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Le relazioni tra intelligenza emotiva, personalità, capacità di pensiero critico e performance di leadership organizzativa ai livelli superiori del management&#8221; </em></a><em>. Abstract della tesi internazionale: Sezione B: Scienze e ingegneria &#8211; tramite PsyNET.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-88" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Antonakis J, Ashkanasy NM, Dasborough MT (2009). </em><a href="https://serval.unil.ch/notice/serval:BIB_F989E68B6F71" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La leadership ha bisogno dell&#8217;intelligenza emotiva?&#8221; </em></a><em>. Il trimestrale della leadership. <strong>20 </strong>(2): 247–261. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.leaqua.2009.01.006" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.leaqua.2009.01.006 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-89" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Polizia di Harms, Credé M (2010). </em><a href="https://digitalcommons.unl.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1013&amp;context=leadershipfacpub" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e leadership trasformazionale e transazionale: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journal_of_Leadership_%26_Organizational_Studies" target="_blank" rel="noopener"><em>Giornale di leadership e studi organizzativi </em></a><em>. <strong>17 </strong>(1): 5–17. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F1548051809350894" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/1548051809350894 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2247881" target="_blank" rel="noopener"><em>2247881 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20110612083022/http:/digitalcommons.unl.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1013&amp;context=leadershipfacpub" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 12-06-2011.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Barling_2000_90-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Barling J, Slater F, Kelloway EK (maggio 2000). &#8220;Leadership trasformazionale e intelligenza emotiva: uno studio esplorativo&#8221;. Rivista per lo sviluppo della leadership e dell&#8217;organizzazione. <strong>21 </strong>(3): 157–161. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F01437730010325040" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/01437730010325040 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-baron06_91-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Bar-On R (2006). &#8220;Il modello Bar-On di intelligenza emotivo-sociale (ESI)&#8221;. Psicotema. 18 Supplementi: 13–25. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17295953" target="_blank" rel="noopener"><em>17295953 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-leadership_ei_92-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Antonakis J (2009). </em><a href="https://serval.unil.ch/resource/serval:BIB_B0C0967A2E4D.P001/REF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;&#8221;Intelligenza emotiva&#8221;: cosa misura ed è importante per la leadership?&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. In Graen GB (a cura di). Leadership LMX: progetti rivoluzionari: strumenti basati sulla ricerca. vol. VII. Greenwich, CT: pubblicazione dell&#8217;era dell&#8217;informazione. pp. 163–192. </em><a href="https://web.archive.org/web/20181120055213/https:/serval.unil.ch/resource/serval:BIB_B0C0967A2E4D.P001/REF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 20/11/2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-93" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Polizia di Harms, Credé M (2010). &#8220;Problemi rimanenti nella ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva: sovrapposizione di costrutti, artefatti del metodo e mancanza di validità incrementale&#8221;. Psicologia industriale e organizzativa: prospettive su scienza e pratica. <strong>3 </strong>(2): 154–158. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01217.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1754-9434.2010.01217.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144371039" target="_blank" rel="noopener"><em>144371039 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-94" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Newman DA, Joseph DL, MacCann C (2010). &#8220;Intelligenza emotiva e prestazioni lavorative: l&#8217;importanza della regolazione delle emozioni e del contesto lavorativo emotivo&#8221;. Psicologia industriale e organizzativa: prospettive su scienza e pratica. <strong>3 </strong>(2): 159–164. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01218.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1754-9434.2010.01218.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:145567449" target="_blank" rel="noopener"><em>145567449 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-95" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Rosete D, Ciarrochi J (2005-07-01). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva e la sua relazione con i risultati delle prestazioni sul posto di lavoro dell&#8217;efficacia della leadership&#8221;. Rivista per lo sviluppo della leadership e dell&#8217;organizzazione. <strong>26 </strong>(5): 388–399. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F01437730510607871" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/01437730510607871 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0143-7739" target="_blank" rel="noopener"><em>0143-7739 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-96" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Groves KS, McEnrue MP, Shen W (08-02-2008). &#8220;Sviluppare e misurare l&#8217;intelligenza emotiva dei leader&#8221;. Giornale di sviluppo gestionale. <strong>27 </strong>(2): 225–250. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F02621710810849353" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/02621710810849353 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0262-1711" target="_blank" rel="noopener"><em>0262-1711 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-97" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Schulte M, Ree MJ, Carretta TR (2004). &#8220;Intelligenza emotiva: non molto più che ge personalità&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>37 </strong>(5): 1059–1068. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2003.11.014" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2003.11.014 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-98" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Fiori M, Antonakis J (2011). </em><a href="https://serval.unil.ch/notice/serval:BIB_B46FDCF00E58" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il modello di abilità dell&#8217;intelligenza emotiva: alla ricerca di misure valide&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali (manoscritto presentato). <strong>50 </strong>(3): 329–334. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2010.10.010" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2010.10.010 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-99" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Antonakis J, Dietz J (2011). </em><a href="https://serval.unil.ch/notice/serval:BIB_C442A0C8EDFC" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cercare la validità o testarla? I pericoli della regressione graduale, dell&#8217;analisi dei punteggi estremi, dell&#8217;eteroschedasticità e dell&#8217;errore di misurazione&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali (manoscritto presentato). <strong>50 </strong>(3): 409–415. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2010.09.014" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2010.09.014 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-100" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Smith L, Ciarrochi J, Heaven PC (2008). &#8220;La stabilità e il cambiamento dei tratti dell&#8217;intelligenza emotiva, dei modelli di comunicazione dei conflitti e della soddisfazione relazionale: uno studio longitudinale di un anno&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>45 </strong>(8): 738–743. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2008.07.023" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2008.07.023 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Austin EJ (2008). </em><a href="https://www.pure.ed.ac.uk/ws/files/14842146/A_reaction_time_study_of_responses_to_trait_and_ability_emotional_intelligence_test_items.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Uno studio sui tempi di reazione delle risposte agli elementi del test dell&#8217;intelligenza emotiva su tratti e abilità&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>46 </strong>(3): 381–383. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2008.10.025" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2008.10.025 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/20.500.11820%2Fc3e59b2b-8367-4e8a-9d9c-9fb87c186fc1" target="_blank" rel="noopener"><em>20.500.11820/c3e59b2b-8367-4e8a-9d9c-9fb87c186fc1 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20180720093255/https:/www.pure.ed.ac.uk/ws/files/14842146/A_reaction_time_study_of_responses_to_trait_and_ability_emotional_intelligence_test_items.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 20/07/2018.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>van der Linden D, Pekaar KA, Bakker AB, Schermer JA, Vernon PA, Dunkel CS, Petrides KV (gennaio 2017). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;intelligenza emotiva: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Bollettino psicologico. <strong>143 </strong>(1): 36–52. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/bul0000078 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1939-1455" target="_blank" rel="noopener"><em>1939-1455 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27841449" target="_blank" rel="noopener"><em>27841449 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:29455205" target="_blank" rel="noopener"><em>29455205 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-102" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Walker SA, Doppio KS, Birney DP (2021). </em><a href="https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/17540739211014585" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La complicata relazione tra la triade oscura e l&#8217;intelligenza emotiva: una revisione sistematica&#8221; </em></a><em>. Revisione delle emozioni. <strong>13 </strong>(3): 257–274. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F17540739211014585" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/17540739211014585 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:235779606" target="_blank" rel="noopener"><em>235779606 </em></a><em>– tramite SAGE.</em></li>
<li><em>Michels, Moritz; Ralf, Schulze (2021). </em><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0191886921003366" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva e la triade oscura: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>180 </strong>: 110961. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2021.110961" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.paid.2021.110961 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-103" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Walker SA, Double KS, Kunst H, Zhang M, MacCann C (2022). </em><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0191886921005535" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e attaccamento in età adulta: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>184 </strong>: 111174. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2021.111174" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.paid.2021.111174 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0191-8869" target="_blank" rel="noopener"><em>0191-8869 </em></a><em>– tramite Elsevier Science Direct.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-104" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Paulhus, 2002 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-105" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Holtgraves, 2004 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>McFarland &amp; Ryan, 2000 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Peebles &amp; Moore, 1998 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Nichols &amp; Greene, 1997 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Zerbe &amp; Paulhus, 1987 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-106" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Nichols &amp; Greene, 1997 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Gangster et al., 1983 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-107" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Pauls &amp; Crost, 2004 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Paulhus, 1991 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-108" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Paulhus &amp; Reid, 2001 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-109" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>ad esempio McFarland, 2003 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-auto_110-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Eysenck" target="_blank" rel="noopener"><em>Eysenck HJ </em></a><em>(2000). Intelligenza: un nuovo sguardo. Editori di transazioni. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-7658-0707-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-7658-0707-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-locke_111-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>LockeEA (2005). &#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva è un concetto non valido&#8221;. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 425–431. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.318" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.318 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-everydaypsychology_112-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>MattiuzziPG (2008). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090720053237/http:/everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza Emotiva? Non la sento&#8221; </em></a><em>. Psicologia quotidiana. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>20 luglio 2009.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sovvenzione A (2 gennaio 2014). </em><a href="https://www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il lato oscuro dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Atlantico. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140103210524/http:/www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-114" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Roberts RD, Zeidner M, Matthews G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva soddisfa gli standard tradizionali per un&#8217;intelligenza? Alcuni nuovi dati e conclusioni&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 196–231. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.196" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.196 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934681" target="_blank" rel="noopener"><em>12934681 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-115" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brody N (2004). </em><a href="https://web.archive.org/web/20160207093225/http:/psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cos&#8217;è l&#8217;intelligenza cognitiva e cosa non è l&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Inchiesta psicologica. <strong>15 </strong>(3): 234–238. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1207%2Fs15327965pli1503_03" target="_blank" rel="noopener"><em>1207/s15327965pli1503_03 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:219727559" target="_blank" rel="noopener"><em>219727559 </em></a><em>. Archiviato </em><a href="http://psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 07-02-2016.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-116" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nitkin R, Harris M (29 agosto 2006). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090716163703/http:/www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comitato consultivo nazionale sulla ricerca sulla riabilitazione medica: riunione per verbale del 2-3 dicembre 2004&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener"><em>Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </em></a><em>. URL consultato il 24 aprile 2017 (archiviata dall </em><a href="http://www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8216; url originale il 16 luglio 2009).</em></a></li>
</ol>
<h3>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Migliore esperto italiano in intelligenza Emotiva</li>
<li>intelligenza Emotiva</li>
<li>Emozioni</li>
<li>Consapevolezza emotiva</li>
<li>Gestione emotiva</li>
<li>Competenze emotive</li>
<li>Empatia</li>
<li>Autocontrollo</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Riconoscimento emotivo</li>
<li>Espressione emotiva</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Autoespressione</li>
<li>Autoefficacia emotiva</li>
<li>Adattabilità emotiva</li>
<li>Empatia cognitiva</li>
<li>Empatia emotiva</li>
<li>Comunicazione emotiva</li>
<li>Autoconsolazione</li>
<li>Autoempatia</li>
<li>Resilienza emotiva</li>
<li>Regolazione emotiva</li>
<li>Consapevolezza sociale</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni altrui</li>
<li>Comprensione emotiva</li>
<li>Motivazione emotiva</li>
<li>Auto-motivazione</li>
<li>Relazione tra intelligenza emotiva e successo</li>
<li>Intelligenza emotiva nei contesti lavorativi</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Educazione emotiva</li>
<li>Benessere emotivo</li>
<li>Salute mentale</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Competenze sociali</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva</li>
<li>Leadership emotiva</li>
<li>Collaborazione emotiva</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Equilibrio emotivo</li>
<li>Auto-perdono</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Conflitti emotivi</li>
<li>Intelligenza emotiva e felicità</li>
<li>Autoapprendimento emotivo</li>
<li>Auto-rispetto</li>
<li>Auto-gestione emotiva</li>
<li>Compassione</li>
<li>Crescita emotiva</li>
<li>Intelligenza emotiva e relazioni</li>
<li>Empatia nell&#8217;ambiente di lavoro</li>
<li>Autocontrollo delle emozioni negative</li>
<li>Autovalutazione delle competenze emotive</li>
<li>Regolazione delle reazioni emotive</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Conoscenza delle proprie forze emotive</li>
<li>Intelligenza emotiva nell&#8217;educazione</li>
<li>Sviluppo delle competenze relazionali</li>
<li>Equilibrio tra empatia e assertività</li>
<li>Auto-motivazione nel raggiungimento degli obiettivi</li>
<li>Resilienza emotiva nelle avversità</li>
<li>Accettazione delle emozioni negative</li>
<li>Consapevolezza delle dinamiche emotive di gruppo</li>
<li>Gestione del conflitto emotivo</li>
<li>Sviluppo delle competenze sociali</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Auto-riflessione per la crescita emotiva</li>
<li>Educazione emotiva nelle scuole</li>
<li>Benessere emotivo e fisico</li>
<li>Pratiche di mindfulness per l&#8217;equilibrio emotivo</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza sociale</li>
<li>Auto-perdono e auto-amore</li>
<li>Gestione dello stress attraverso l&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Resilienza emotiva nei momenti critici</li>
<li>Capacità di ascolto empatico</li>
<li>Empatia e comprensione delle diverse prospettive</li>
<li>Competenze emotive nel contesto familiare</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nell&#8217;infanzia</li>
<li>Auto-valutazione delle competenze relazionali</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nell&#8217;apprendimento</li>
<li>Equilibrio tra ragione ed emozione</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso l&#8217;espressione facciale</li>
<li>Comunicazione emotiva nei gruppi di lavoro</li>
<li>Autocontrollo nelle situazioni di pressione</li>
<li>Intelligenza emotiva e creatività</li>
<li>Gestione delle emozioni nell&#8217;ambiente aziendale</li>
<li>Comunicazione empatica nelle relazioni amorose</li>
<li>Autoefficacia emotiva nelle sfide quotidiane</li>
<li>Risoluzione costruttiva dei conflitti</li>
<li>Motivazione intrinseca e soddisfazione emotiva</li>
<li>Auto-motivazione per il successo personale</li>
<li>Educazione alle emozioni per i giovani</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;intelligenza emotiva attraverso l&#8217;arte</li>
<li>Benessere emotivo e salute mentale</li>
<li>Competenze emotive nell&#8217;educazione degli adulti</li>
<li>Mindfulness e presenza emotiva</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni e gestione del tempo</li>
<li>Resilienza emotiva nelle relazioni interpersonali</li>
<li>Intelligenza emotiva e leadership aziendale</li>
<li>Sviluppo delle competenze emotive nei team di lavoro</li>
<li>Auto-riflessione per il miglioramento emotivo</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva nei momenti di decisione</li>
<li>Comunicazione emotiva nell&#8217;ambito della psicologia</li>
<li>Equilibrio tra empatia e assertività nelle relazioni</li>
<li>Crescita personale attraverso la consapevolezza emotiva</li>
<li>Intelligenza emotiva e empatia nella cura del paziente</li>
<li>Comunicazione non violenta</li>
<li>Autovalutazione delle competenze di leadership emotiva</li>
<li>Gestione delle emozioni nelle dinamiche di gruppo</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nell&#8217;ambiente educativo</li>
<li>Equilibrio tra razionalità ed empatia</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso il linguaggio del corpo</li>
<li>Autocontrollo emotivo nelle situazioni stressanti</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza emotiva sociale</li>
<li>Auto-motivazione nell&#8217;affrontare sfide personali</li>
<li>Resilienza emotiva e successo professionale</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nei rapporti di coppia</li>
<li>Comunicazione empatica nel coaching</li>
<li>Autoefficacia emotiva e autostima</li>
<li>Gestione delle emozioni nelle transizioni di vita</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza collettiva</li>
<li>Educazione emotiva e benessere scolastico</li>
<li>Mindfulness e benessere emotivo</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nelle relazioni familiari</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nel contesto terapeutico</li>
<li>Equilibrio emotivo nelle sfide quotidiane</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso la voce</li>
<li>Autocontrollo emotivo e auto-regolazione</li>
<li>Intelligenza emotiva e creatività artistica</li>
<li>Competenze emotive nel contesto sportivo</li>
<li>Comunicazione emotiva nell&#8217;ambito della psicoterapia</li>
<li>Auto-riflessione e crescita emotiva</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva nell&#8217;educazione degli adulti</li>
<li>Leadership emotiva e motivazione dei team</li>
<li>Sviluppo delle competenze emotive attraverso l&#8217;esperienza</li>
<li>Benessere emotivo e connessione sociale</li>
<li>Competenze emotive e resilienza nelle crisi</li>
<li>Mindfulness e autocontrollo delle emozioni</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza sociale nelle organizzazioni</li>
<li>Educazione alle emozioni nelle scuole primarie</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni e presa di decisioni</li>
<li>Resilienza emotiva e adattabilità al cambiamento</li>
<li>Intelligenza emotiva e benessere psicologico</li>
<li>Comunicazione empatica nelle relazioni familiari</li>
<li>Autoefficacia emotiva e performance lavorativa</li>
<li>Competenze emotive e apprendimento continuo</li>
<li>Mindfulness e gestione dello stress emotivo</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nel contesto sociale</li>
<li>Intelligenza emotiva e benessere generale.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-esperto-italiano-intelligenza-emotiva/">Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/migliore-esperto-italiano-intelligenza-emotiva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/migliori-consulenti-sul-benessere-organizzativo-aziendale/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/migliori-consulenti-sul-benessere-organizzativo-aziendale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 08:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[Capitale Psicologico (PsyCap)]]></category>
		<category><![CDATA[capitale umano]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[News & Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente di lavoro positivo]]></category>
		<category><![CDATA[Benefit aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[benessere organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere Organizzativo e Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[clima organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[coaching e mentoring]]></category>
		<category><![CDATA[Coinvolgimento dei dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interna]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione interna efficace]]></category>
		<category><![CDATA[crescita professionale]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità e inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio lavoro-vita]]></category>
		<category><![CDATA[Ergonomia sul posto di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori motivazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Fitness sul posto di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Flessibilità lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione e sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle prestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Inclusione e diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership e management partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[Migliori Consulenti sul Benessere Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Migliori Consulenti sul Benessere Aziendale in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche di conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[Programmi di benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Programmi di benessere aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Salute mentale sul posto di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Soddisfazione dei dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Stress lavorativo]]></category>
		<category><![CDATA[Stress sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto ai dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[team building]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=28272</guid>

					<description><![CDATA[<p>I Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale secondo il Ranking di Google Scholar che valuta, numero, qualità e continuità delle pubblicazioni, sono un team di professionisti coordinati dal dott. Daniele Trevisani, autore di oltre 30 libri sul tema: psicologi, coach, facilitatori, counselor, consulenti aziendali. Daniele Trevisani Academy ha svolto consulenza per oltre 200 aziende &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/migliori-consulenti-sul-benessere-organizzativo-aziendale/">Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale secondo il Ranking di Google Scholar che valuta, numero, qualità e continuità delle <a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noopener">pubblicazioni</a>, sono un team di professionisti coordinati dal dott. Daniele Trevisani, autore di oltre 30 libri sul tema: psicologi, coach, facilitatori, counselor, consulenti aziendali. Daniele Trevisani Academy ha <a href="https://www.studiotrevisani.it/testimonials/" target="_blank" rel="noopener">svolto consulenza per oltre 200 aziende</a> e ha sviluppato due specifiche metodologie proprietarie: HPM per lo sviluppo e il benessere manageriale, e ALM per lo sviluppo e benessere organizzativo. Fondendo queste due metodologie si possono raggiungere risultati di eccellenza, migliorare la qualità della vita sul lavoro così come le performance.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28172" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia.jpg" alt="migliori consulenti sul benessere aziendale" width="945" height="626" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia.jpg 945w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia-300x199.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia-768x509.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia-175x116.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia-450x298.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia-270x180.jpg 270w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/chi-e-il-migliore-consulente-in-italia-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px" /></p>
<blockquote><p>Vuoi approfondire cosa possiamo fare per il Benessere Organizzativo e Benessere Aziendale della tua Impresa? <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">Contattaci da questo form</a>, risponderemo al più presto.</p></blockquote>
<h1>Benessere Organizzativo e Benessere Aziendale: Il Fondamento della Produttività e della Sostenibilità</h1>
<p>Negli ambienti di lavoro moderni, il concetto di benessere aziendale sta assumendo sempre più rilevanza, rappresentando un pilastro fondamentale per il successo sostenibile delle imprese. Il benessere aziendale si estende ben oltre la mera assenza di malattia fisica; comprende un insieme di elementi che influenzano la salute mentale, fisica ed emotiva dei dipendenti, oltre a impattare direttamente sulla cultura organizzativa e sul rendimento dell&#8217;azienda nel suo complesso.</p>
<h3>Importanza del Benessere Aziendale</h3>
<p>Il benessere dei dipendenti non è solamente un &#8220;beneficio aggiuntivo&#8221; offerto dalle aziende, ma rappresenta un investimento strategico che può determinare la differenza tra una forza lavoro soddisfatta e impegnata e una meno produttiva. Le organizzazioni che coltivano un ambiente di lavoro sano e inclusivo spesso registrano livelli più elevati di soddisfazione dei dipendenti, una maggiore retention e una maggiore attrattività per nuovi talenti.</p>
<h3>Dimensioni del Benessere Aziendale</h3>
<p>Il benessere aziendale si articola in diverse dimensioni:</p>
<ol>
<li><strong>Salute Fisica:</strong> Comprende l&#8217;accesso a programmi di fitness, la promozione di uno stile di vita attivo e politiche che favoriscono una postura corretta e uno spazio lavorativo ergonomico.</li>
<li><strong>Salute Mentale ed Emotiva:</strong> La promozione di iniziative che supportano la gestione dello stress, la consapevolezza emotiva e la prevenzione del burnout è cruciale per il benessere globale dei dipendenti.</li>
<li><strong>Cultura Organizzativa:</strong> Una cultura aziendale inclusiva, basata sul rispetto e sull&#8217;equità, favorisce un senso di appartenenza e accresce il benessere psicologico dei dipendenti.</li>
<li><strong>Sviluppo Professionale:</strong> Investire nelle competenze e nella crescita professionale dei dipendenti non solo li motiva, ma può anche migliorare il loro benessere generale.</li>
</ol>
<h3>Strategie per Promuovere il Benessere Aziendale</h3>
<ol>
<li><strong>Flessibilità del Lavoro:</strong> Offrire opzioni di lavoro flessibile, come il lavoro da remoto o orari flessibili, permette ai dipendenti di gestire meglio gli impegni personali e professionali.</li>
<li><strong>Programmi di Supporto alla Salute Mentale:</strong> Offrire servizi di consulenza, programmi di gestione dello stress e di mindfulness può aiutare a sostenere la salute mentale dei dipendenti.</li>
<li><strong>Iniziative di Coinvolgimento dei Dipendenti:</strong> Coinvolgere attivamente i dipendenti in progetti, decisioni e iniziative dell&#8217;azienda può aumentare il loro senso di appartenenza e contribuire al loro benessere.</li>
<li><strong>Leadership Empatica:</strong> I leader che dimostrano empatia, supporto e trasparenza favoriscono un clima di fiducia e sostengono il benessere dei dipendenti.</li>
</ol>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>In un contesto aziendale sempre più competitivo, il benessere dei dipendenti si configura come un vantaggio strategico. Le aziende che mettono al centro dei loro obiettivi il benessere dei propri dipendenti non solo promuovono una cultura aziendale positiva, ma generano un impatto diretto sulla produttività e sulla sostenibilità a lungo termine. Investire nella salute e nel benessere dei dipendenti non è solo un imperativo etico, ma una mossa intelligente che favorisce il successo duraturo delle organizzazioni.</p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti</h2>
<p><strong>Il benessere sul posto di lavoro </strong>, noto anche come <strong>benessere aziendale </strong>al di fuori degli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/United_States" target="_blank" rel="noopener">Stati Uniti </a>, è un termine ampio utilizzato per descrivere attività, programmi e/o politiche organizzative progettate per supportare comportamenti sani sul posto di lavoro. Ciò spesso comporta <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_education" target="_blank" rel="noopener">educazione sanitaria </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Medical_screenings" target="_blank" rel="noopener">screening medici </a>, programmi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Weight_management" target="_blank" rel="noopener">di gestione del peso </a>e programmi o strutture di fitness in loco. Può anche includere orari flessibili per l&#8217;esercizio fisico, la fornitura di cucine e aree pranzo in loco, l&#8217;offerta di opzioni alimentari salutari nei distributori automatici, lo svolgimento di riunioni &#8220;cammina e parla&#8221; e l&#8217;offerta di incentivi finanziari e di altro tipo per la partecipazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Le aziende più comunemente sovvenzionano programmi di benessere sul posto di lavoro nella speranza di ridurre nel lungo periodo i costi sui benefici per la salute dei dipendenti, come l’assicurazione sanitaria. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>La ricerca esistente non è riuscita a stabilire una differenza clinicamente significativa nei risultati di salute, la prova di un ritorno sull&#8217;investimento o la dimostrazione degli effetti causali dei trattamenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>I maggiori benefici sono stati osservati nei gruppi che stavano già tentando di gestire i problemi di salute, il che indica una forte possibilità di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Selection_bias" target="_blank" rel="noopener">bias di selezione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p>I programmi di benessere hanno avuto origine agli inizi del 1900, quando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trade_union" target="_blank" rel="noopener">i sindacati </a>lottavano per i diritti dei lavoratori e i datori di lavoro vedevano i vantaggi di avere una forza lavoro vitale, vigile e riposata. Alcuni produttori chiave hanno investito in programmi per mantenere i propri dipendenti sani e produttivi. Negli anni &#8217;50, il dottor Halbert L. Dunn, capo dell&#8217;Ufficio nazionale di statistica vitale, introdusse il concetto di &#8220;benessere di alto livello&#8221; per incoraggiare gli individui a massimizzare il loro potenziale progresso verso una vita migliore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Impatto</h2>
<p>È stato dimostrato che i programmi di benessere sul posto di lavoro non prevengono i principali fattori di rischio per la salute condivisi, in particolare malattie cardiovascolari e ictus. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-Lewis2017-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6]</sup></a></p>
<p>Sebbene l’obiettivo dichiarato dei programmi di benessere sul posto di lavoro sia quello di migliorare la salute dei dipendenti, molti datori di lavoro statunitensi si sono rivolti ad essi per alleviare l’impatto degli enormi aumenti dei premi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_insurance_in_the_United_States" target="_blank" rel="noopener">dell’assicurazione sanitaria </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>sperimentati nell’ultimo decennio. Alcuni datori di lavoro hanno anche iniziato a variare l&#8217;importo pagato dai propri dipendenti per l&#8217;assicurazione sanitaria in base alla partecipazione a questi programmi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Le sole strategie di spostamento dei costi, attraverso elevate quote di partecipazione o coassicurazione, possono creare ostacoli alla partecipazione a screening sanitari preventivi o ridurre l’aderenza ai farmaci e l’ipertensione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-HealthyWorkforce_a-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>Mentre una volta si credeva che per ogni dollaro speso in programmi di benessere sul posto di lavoro, i costi medici diminuissero di 3,27 dollari, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:5-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>tale ipotesi è stata smentita da un subordinato dell&#8217;autore dello studio originale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-Jones-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Uno dei motivi dell’aumento dei costi sanitari per i datori di lavoro è l’aumento delle malattie legate all’obesità causate dalla mancanza di attività fisica, un altro è l’effetto dell’invecchiamento della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aging_U.S._Workforce" target="_blank" rel="noopener">forza lavoro </a>e il conseguente aumento delle condizioni di salute croniche che portano a un maggiore utilizzo dell’assistenza sanitaria. Nel 2000 i costi sanitari legati al sovrappeso e all’obesità negli Stati Uniti erano stimati a 117 miliardi di dollari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-ecu-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>Ogni anno l&#8217;obesità contribuisce a circa 112.000 decessi prevenibili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Uno studio <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/East_Carolina_University" target="_blank" rel="noopener">della East Carolina University </a>su individui di età pari o superiore a 15 anni senza limitazioni fisiche ha rilevato che i costi medici diretti medi annuali erano di 1.019 dollari per coloro che sono regolarmente attivi fisicamente e di 1.349 dollari per coloro che dichiaravano di essere inattivi. Il sovrappeso aumenta annualmente i costi sanitari pro capite di 125 dollari, mentre l’obesità aumenta i costi di 395 dollari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-ecu-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>Un sondaggio condotto tra i dipendenti del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/North_Carolina_Department_of_Health_and_Human_Services" target="_blank" rel="noopener">Dipartimento della salute e dei servizi umani della Carolina del Nord </a>ha rilevato che circa 70 centesimi di ogni dollaro sanitario è stato speso per curare dipendenti che avevano una o più condizioni croniche, due terzi delle quali possono essere attribuite a tre principali fattori di rischio legati allo stile di vita : inattività fisica, cattiva alimentazione e uso di tabacco. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14]</sup></a> I dipendenti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Obesity" target="_blank" rel="noopener">obesi </a>spendono il 77% in più in farmaci rispetto ai dipendenti non obesi e il 72% di tali richieste mediche riguardano condizioni prevenibili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-HealthyWorkforce-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Secondo Healthy Workforce 2010 e oltre, uno sforzo congiunto della US Partnership for Prevention e della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Chamber_of_Commerce" target="_blank" rel="noopener">Camera di Commercio degli Stati Uniti </a>, le organizzazioni devono considerare la salute dei dipendenti in termini di <em>produttività </em>piuttosto che come un esercizio di gestione dei costi sanitari. La disciplina emergente dell’Health and Productivity Management (HPM) ha dimostrato che la salute e la produttività sono “indissolubilmente legate” e che una forza lavoro sana porta a profitti sani. Esistono ormai prove evidenti che lo stato di salute può compromettere le prestazioni lavorative quotidiane (ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Presenteeism" target="_blank" rel="noopener">presenzialismo </a>) e avere un effetto negativo sulla produzione e sulla qualità del lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-HealthyWorkforce-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Le attuali raccomandazioni per i datori di lavoro non sono solo quelle di aiutare la popolazione malata a diventare sana, ma anche di evitare che la popolazione sana si ammali. I datori di lavoro sono incoraggiati a implementare programmi basati sulla popolazione che comprendano valutazioni del rischio sanitario e screening sanitari insieme ad interventi mirati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-HealthyWorkforce_a-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, un ampio e crescente numero di ricerche dimostra che il benessere sul posto di lavoro ha effetti molto più deleteri sulla salute dei dipendenti rispetto ai benefici, e che non vi è alcun risparmio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-Lewis2017-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>In effetti, il più recente vincitore del premio del settore per il miglior programma ha ammesso di aver violato le linee guida cliniche e di aver fabbricato miglioramenti nei risultati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16]</sup></a></p>
<p>Investire in programmi di benessere sul posto di lavoro non mira solo a migliorare la produttività organizzativa e il presenzialismo, ma offre anche una serie di vantaggi associati al risparmio sui costi e alla disponibilità delle risorse. Uno studio condotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Johnson_%26_Johnson" target="_blank" rel="noopener">Johnson &amp; Johnson </a>(J&amp;J) ha indicato che i programmi di benessere hanno consentito alle organizzazioni di risparmiare circa 250 milioni di dollari sui costi sanitari tra il 2002 e il 2008. Gli interventi di benessere sul posto di lavoro eseguiti su dipendenti ad alto rischio di malattie cardiovascolari hanno indicato che alla fine di un periodo di sei mesi studio, il 57% è stato ridotto a uno stato di basso rischio. Questi individui hanno ricevuto non solo un&#8217;educazione sanitaria sulla riabilitazione cardiaca, ma anche un allenamento fisico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-researchgate.net-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>Inoltre, studi condotti dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti e da J&amp;J hanno rivelato che le organizzazioni che hanno incorporato componenti di esercizio fisico nei loro programmi di benessere non solo hanno ridotto i costi sanitari del 30%, ma hanno migliorato i giorni di lavoro persi dell&#8217;80%. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-researchgate.net-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>Pertanto, investire in pratiche sanitarie preventive ha dimostrato di essere non solo più efficace in termini di spesa delle risorse, ma anche di migliorare i contributi dei dipendenti verso richieste sanitarie ad alto costo.</p>
<p>I ricercatori dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Centers_for_Disease_Control_and_Prevention" target="_blank" rel="noopener">Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie </a>hanno studiato strategie per prevenire le malattie cardiovascolari e hanno scoperto che in un periodo da due a cinque anni, le aziende con programmi completi di benessere sul posto di lavoro e piani sanitari adeguati possono fruttare dai 3 ai 6 dollari per ogni dollaro investito e ridotto il rischio di infarti e ictus nei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18] </sup></a>Inoltre, un rapporto del 2011 di Health Fairs Direct che ha analizzato oltre 50 studi relativi al benessere aziendale e dei dipendenti, ha mostrato che il ritorno sull&#8217;investimento (ROI) su specifici programmi relativi al benessere variava tra $ 1,17 e $ 6,04. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a>In generale, secondo il Dipartimento della salute e dei servizi agli anziani del Missouri, si stima che i programmi di promozione della salute sul posto di lavoro si traducano in un rapporto benefici/costi di 3,48 dollari in riduzione dei costi sanitari e 5,82 dollari in minori costi di assenteismo per dollaro investito. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20] </sup></a>Inoltre, i programmi sanitari sul posto di lavoro possono migliorare la produttività, aumentare la soddisfazione dei dipendenti, dimostrare preoccupazione per i dipendenti e migliorare il morale sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>Il coinvolgimento della leadership nei programmi di benessere può inoltre avere un impatto sui risultati di salute dei dipendenti così come sui programmi stessi. Uno studio condotto da David Chenoweth ha indicato che i manager appassionati e impegnati nei propri programmi di benessere hanno aumentato il coinvolgimento dei dipendenti del 60%, anche se i loro obiettivi di benessere non sono stati raggiunti. I leader non hanno solo il compito di creare la cultura organizzativa, ma anche di istruire e motivare i dipendenti a impegnarsi in quella cultura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, si scopre che i dipendenti generalmente detestano questi programmi intrusivi e il &#8220;Net Promoter Score&#8221; di -52 del benessere lo colloca all&#8217;ultimo posto nell&#8217;elenco di tutti i settori in termini di soddisfazione degli utenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Barriere</h2>
<p>Il principale ostacolo all’ulteriore implementazione di questi programmi è la crescente consapevolezza che non riescono a produrre benefici e possono danneggiare i dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-Lewis2017-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>I risparmi sono così sfuggenti che viene offerta una ricompensa di 3 milioni di dollari a chiunque riesca a trovarne. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>Nel 2018, l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Bureau_of_Economic_Research" target="_blank" rel="noopener">Ufficio nazionale di ricerca economica </a>(NBER) non ha riscontrato alcun impatto positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>Anche nel 2018 Medicare non ha riscontrato risparmi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26] </sup></a>Inoltre, lo studio NBER ha concluso che le precedenti stime di risparmio erano in gran parte non valide, a causa di un errore diffuso nella progettazione dello studio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27]</sup></a></p>
<p>I bassi tassi di partecipazione da parte dei dipendenti potrebbero limitare in modo significativo i potenziali benefici della partecipazione a programmi di benessere sul posto di lavoro, così come le differenze sistematiche tra partecipanti e non partecipanti. Una ricerca condotta da Gallup ha indicato che del 60% dei dipendenti che erano a conoscenza del fatto che la propria azienda offriva un programma benessere, solo il 40% vi ha partecipato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-gallup.com-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a>Il supporto e la responsabilità continua della direzione sono fondamentali per il successo dei programmi di promozione della salute sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-gallup.com-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Struttura</h2>
<p>I programmi di benessere sul posto di lavoro possono essere classificati come sforzi di prevenzione primaria, secondaria o terziaria o incorporare elementi di più tipi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-ReferenceA-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>I programmi di prevenzione primaria di solito si rivolgono a una popolazione di dipendenti già considerata sana e incoraggiano i lavoratori a impegnarsi più frequentemente in comportamenti salutari che incoraggino una buona salute continua (come la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stress_management" target="_blank" rel="noopener">gestione dello stress </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Exercise" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esercizio fisico </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Healthy_diet" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;alimentazione sana </a>). I programmi di prevenzione secondaria hanno lo scopo di ridurre i comportamenti considerati un fattore di rischio per la cattiva salute (come i programmi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Smoking_cessation" target="_blank" rel="noopener">per smettere di fumare </a>e gli screening per l&#8217;ipertensione). I programmi sanitari terziari sono progettati per affrontare i problemi di salute esistenti (ad esempio, incoraggiando i dipendenti ad aderire meglio a farmaci specifici o linee guida per l’assistenza autogestita).</p>
<p>I programmi di benessere sul posto di lavoro che comprendono componenti di nutrizione e attività fisica possono svolgersi separatamente o come parte di un programma completo di promozione della salute sul posto di lavoro che affronta una gamma più ampia di obiettivi come la cessazione del fumo, la gestione dello stress e la perdita di peso. Un modello concettuale è stato sviluppato dalla Task Force for Community Preventive Services (The Community Guide) e funge da quadro analitico per il benessere sul posto di lavoro e descrive i componenti di tali programmi completi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a>Queste componenti includono interventi sul posto di lavoro tra cui 1) cambiamenti ambientali e strategie politiche, 2) messaggi informativi e 3) abilità o approcci comportamentali e sociali.</p>
<p>Il cambiamento ambientale nei luoghi di lavoro e le strategie politiche sono progettate per rendere più facili le scelte sane. Si rivolgono all’intera forza lavoro piuttosto che ai singoli individui modificando le strutture fisiche o organizzative. Esempi di cambiamenti ambientali possono includere l&#8217;accesso a cibi sani (ad esempio, attraverso la modifica delle offerte della mensa o del contenuto dei distributori automatici) o il miglioramento delle opportunità di impegnarsi in attività fisica (ad esempio, fornendo strutture in loco per l&#8217;esercizio). Le strategie politiche possono comportare la modifica delle regole e delle procedure per i dipendenti, come l’offerta di benefici assicurativi sanitari, il rimborso per l’iscrizione a centri benessere, politiche su alimenti e bevande salutari o la concessione di tempo per pause o pasti sul posto di lavoro.</p>
<p>Le strategie informative ed educative tentano di costruire la base di conoscenze necessaria per informare le pratiche sanitarie ottimali. Le esperienze di informazione e apprendimento facilitano gli adattamenti volontari dei comportamenti favorevoli alla salute. Gli esempi includono informazioni sanitarie fornite sull&#8217;intranet aziendale, poster o opuscoli, software di educazione alimentare e informazioni sui benefici di uno stile di vita sano, compresi dieta ed esercizio fisico. Le strategie comportamentali e sociali tentano di influenzare i comportamenti indirettamente prendendo di mira la cognizione individuale (consapevolezza, autoefficacia, supporto percepito, intenzioni) che si ritiene mediano i cambiamenti comportamentali. Queste strategie possono includere la strutturazione del coinvolgimento della leadership e dell’ambiente sociale per fornire supporto alle persone che cercano di avviare o mantenere cambiamenti comportamentali nello stile di vita, ad esempio il cambiamento di peso. Tali interventi possono comportare consulenza comportamentale individuale o di gruppo, attività di sviluppo di competenze come il controllo dei segnali, l&#8217;uso di ricompense o rinforzi e l&#8217;inclusione di colleghi, manager/leader o familiari per il supporto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211;  Economia sanitaria dei programmi di benessere sul posto di lavoro</h2>
<p>I programmi di benessere sono in genere sponsorizzati dai datori di lavoro e vengono creati con la teoria che incoraggeranno comportamenti sani e ridurranno i costi sanitari complessivi nel tempo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>I programmi di benessere funzionano come interventi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Primary_care" target="_blank" rel="noopener">di assistenza primaria </a>in quanto sono un esempio di metodi di prevenzione primaria per ridurre i rischi di molte malattie o condizioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33]</sup></a></p>
<p>I programmi di benessere sul posto di lavoro esistono fin dagli anni ’70 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>e hanno guadagnato nuova popolarità man mano che la spinta al risparmio sui costi nel sistema di fornitura sanitaria diventa più evidente a seguito delle elevate spese sanitarie negli Stati Uniti. I programmi di benessere dei datori di lavoro hanno dimostrato di avere un effetto positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Return_on_investment" target="_blank" rel="noopener">un ritorno sull&#8217;investimento </a>(ROI) di circa 3 dollari per ogni dollaro investito in un periodo pluriennale, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>rendendoli attraenti per molti come un modo efficace per ottenere risultati e controllare i costi. Più di recente, è stato dimostrato che il vincitore del premio &#8220;miglior programma benessere&#8221; nel 2016, Wellsteps, ha danneggiato i dipendenti del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Boise_School_District" target="_blank" rel="noopener">distretto scolastico di Boise </a>e ha inventato i suoi dati di risparmio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<p>I programmi di benessere sul posto di lavoro hanno molti componenti per contribuire a migliorare i risultati di salute e ridurre le disparità sanitarie. Questi componenti includono programmi per smettere di fumare, iscrizioni a centri fitness, aiuti nutrizionali e screening biometrici, spesso in cambio di riduzioni sui premi dell’assicurazione sanitaria. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-healthaffairs.org-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>I benefici dei programmi di benessere non si limitano alle aziende e ai loro dipendenti; Otenyo e Smith sostengono che impegnarsi in tali programmi produce effetti di ricaduta positivi per la società che non si riflettono nei mercati, portandoli a sottoconsumo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38]</sup></a></p>
<p>A causa dei loro effetti di ricaduta positivi sulla società, i benefici marginali sociali dei programmi di benessere sono superiori ai benefici marginali privati, portando al loro sottoconsumo.</p>
<p>I programmi di benessere sul posto di lavoro vanno a vantaggio anche dei datori di lavoro; mentre le varie componenti dei programmi di benessere aiutano a mantenere i dipendenti in salute, i datori di lavoro sono in grado di aumentare il reclutamento e la fidelizzazione dei lavoratori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>Alcuni datori di lavoro hanno anche utilizzato sanzioni per migliorare la partecipazione dei dipendenti al programma di benessere aziendale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a>Mentre i programmi di benessere promuovono stili di vita più sani e possono portare notevoli risparmi sui costi, sono sorte preoccupazioni sull&#8217;invasione della privacy e sui costi di partecipazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>Il futuro dei programmi benessere come valido metodo di assistenza sanitaria preventiva è ancora oggetto di dibattito. Le prove di miglioramento dei risultati sanitari per i partecipanti sono contrastanti in termini di efficacia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-healthaffairs.org-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>Alcuni studi tentano di affrontare la questione se &#8220;di più è sempre meglio sul posto di lavoro&#8221; e il valore che può essere trovato attraverso i componenti del programma di benessere e i loro risultati.</p>
<p>Un ampio studio, tuttavia, non ha riscontrato miglioramenti della salute per i programmi di perdita di peso sul posto di lavoro basati su incentivi premium. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>Scrivendo sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_New_York_Times" target="_blank" rel="noopener">New York Times </a>, Frank e Carroll hanno esposto diverse preoccupazioni relative ai programmi di benessere, comprese le limitazioni negli studi empirici e la possibilità che i datori di lavoro utilizzino questi programmi per spostare i costi sui dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Detto questo, il sondaggio sui benefici sanitari dei datori di lavoro della Kaiser Family Foundation del 2019 indica che le organizzazioni continuano ad attuare tali programmi a causa dei benefici percepiti per la salute, il morale e la produttività dei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></p>
<p>I programmi di benessere hanno creato un’industria da 6 miliardi di dollari grazie alla sua reputazione di riduzione dei costi sanitari. Nel loro studio sui programmi di benessere sul posto di lavoro del 2013, i ricercatori della RAND Corporation hanno concluso che, sebbene i programmi di benessere incentrati sullo stile di vita possano ridurre i fattori di rischio e motivare un comportamento sano, le riduzioni dei costi sanitari sono inferiori a quanto riportato in precedenza. Tuttavia, la maggior parte degli studi sul benessere che riportano i risultati positivi dei programmi benessere non sono di alta qualità, indicano solo risultati a breve termine e non giustificano il nesso di causalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a>Inoltre, questi studi sono sponsorizzati dalla stessa industria del benessere, creando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bias" target="_blank" rel="noopener">pregiudizi </a>. Altri studi rilevano che i programmi non migliorano i risultati sanitari né riducono i costi sanitari.</p>
<p>In effetti, la riduzione dei costi sanitari sostenuti dai datori di lavoro è stata semplicemente trasferita ai dipendenti. Sulla base <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Patient_Protection_and_Affordable_Care_Act" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;Affordable Care Act </a>, i datori di lavoro possono addebitare ai dipendenti non sani fino al 30-50% in più del costo totale dei premi. Ciò ha comportato la reazione da parte dei dipendenti che non hanno raggiunto gli obiettivi sanitari imposti come smettere di fumare o ridurre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_mass_index" target="_blank" rel="noopener">l’indice di massa corporea (BMI) </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46]</sup></a></p>
<p>D’altro canto, la ricerca sul programma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PepsiCo" target="_blank" rel="noopener">PepsiCo </a>Healthy Living del 2003 suggerisce che il piano benessere aiuta a ridurre i costi sanitari dopo il terzo anno di implementazione delle componenti di gestione della malattia del programma. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Ma il programma benessere non mostra prove di costi inferiori dovuti ai cambiamenti dello stile di vita a breve termine. Questo risultato è coerente con lo studio di un anno condotto su 3.300 dipendenti dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign nel 2016. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-Jones-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>Lo studio indica che la partecipazione a un programma di benessere non si traduce in dipendenti più sani o in una riduzione dei costi sanitari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>La ricerca mostra anche che senza incentivi, circa il 46,9% ha partecipato al programma benessere. Quindi, la variazione dell’incentivo monetario da 0 a 100 dollari aumenta la partecipazione del 12%, dal 46,9% al 58,5%. Un ulteriore incentivo di 200 dollari aumenta la partecipazione dal 58,5 al 62,5%. Questo studio mostra che quando l’azienda aumenta i partecipanti solo del 4,5% o riduce del 4,5% i non partecipanti o i dipendenti con spese mediche elevate, compenserà il costo totale del programma benessere specifico. Questo risultato è coerente con altri studi secondo cui i programmi di benessere non aiutano a ridurre i costi dell’assistenza sanitaria, ma trasferiscono solo i costi ad altri dipendenti. Per quanto riguarda l&#8217;occupazione e la produttività, i partecipanti ritengono che il management dia importanza alla salute, alla forma fisica e alla sicurezza. Tuttavia, lo studio non mostra differenze significative tra i partecipanti riguardo ai sentimenti più felici o più produttivi sul lavoro.</p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211;  <strong><em>Affordable Care Act </em></strong><strong>ed effetti sul benessere sul posto di lavoro</strong></h2>
<p>Si discute sul ruolo dell’Affordable Care Act e in generale sull’assicurazione sui suoi effetti sul benessere sul posto di lavoro. Il sessanta per cento degli americani ottiene la copertura assicurativa esclusivamente nei rispettivi luoghi di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Tuttavia, le aziende più grandi sono più propense a offrire programmi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_insurance" target="_blank" rel="noopener">di assicurazione sanitaria </a>e benessere ai dipendenti rispetto a quelle delle piccole imprese. È fondamentale per il benessere sul posto di lavoro aumentare la partecipazione, le disposizioni previste dalla copertura assicurativa per i piccoli datori di lavoro per aumentare gli incentivi ampliano la partecipazione per le piccole imprese. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:13-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a>L&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Affordable_Care_Act" target="_blank" rel="noopener">Affordable Care Act </a>(ACA) comprende il Fondo per la prevenzione e la salute pubblica in base al quale vengono create disposizioni per affrontare ed espandere la prevenzione comunitaria, le infrastrutture e la formazione sanitaria pubblica, la prevenzione clinica e la ricerca sul benessere della forza lavoro nell&#8217;ampio gruppo demografico americano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49]</sup></a></p>
<p>Il ruolo dell&#8217;ACA nell&#8217;aumentare i programmi per il benessere sul posto di lavoro è una strategia per affrontare il crescente tasso di malattie croniche negli Stati Uniti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>In uno studio del CDC, l&#8217;implementazione del benessere sul posto di lavoro comporta un investimento pari a tre volte rispetto a un dollaro speso ed è stata segnalata positivamente da aziende come Johnson &amp; Johnson, Citibank, Duke University, Chevron ecc. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49]</sup></a></p>
<p>Nell’Affordable Care Act è inclusa la gestione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chronic_condition" target="_blank" rel="noopener">delle malattie croniche </a>da offrire tra i benefici sanitari essenziali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:23-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Con l’invecchiamento dei lavoratori, i costi sanitari e le malattie croniche come la depressione, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anxiety" target="_blank" rel="noopener">l’ansia </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diabetes" target="_blank" rel="noopener">il diabete </a>sono proporzionali al suo crescente aumento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Grazie a questo aumento, l’effetto negativo sulla produttività sul posto di lavoro e sul presentismo sta diminuendo. ACA implementa questi vantaggi gestionali per ridurre gli effetti negativi e decrescenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:23-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51]</sup></a></p>
<p>Nello studio del CDC sul benessere sul posto di lavoro e sull’ACA, la soluzione risiede nella cultura della salute e nella sua forza nei luoghi di lavoro, dato che solo il 26% ha riferito che i propri dipendenti hanno una forte cultura della salute nelle proprie organizzazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Nel 2014, si è scoperto che l&#8217;Affordable Care Act espande il limite degli incentivi del 10%. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:23-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>L&#8217;implementazione di incentivi come sconti che attribuiscono valore alle scelte e ai comportamenti sanitari ha evidenziato un feedback positivo del 73%. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Inoltre, l&#8217;aumento delle tasse sulle bevande zuccherate ridurrebbe i livelli di obesità negli adulti statunitensi del 3,5%. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Lo studio si è poi concluso verso pratiche preventive e di riforma che promuovano la salute e la qualità dei lavoratori e aumentino la produttività. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:03-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Nel piano di incentivi dell&#8217;ACA è inclusa una legge non discriminatoria o HIPAA che richiede la disponibilità a programmi di benessere alternativi, se necessario. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:23-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51]</sup></a></p>
<p>L’Affordable Care Act è importante nel contestualizzare le promozioni dell’assistenza sanitaria sul posto di lavoro. L’Affordable Care Act, nelle sue revisioni e miglioramenti, non solo convince gli spazi di lavoro, sia i settori a basso che quello ad alto salario, a implementare la promozione dell’assistenza sanitaria. I piccoli datori di lavoro sono spesso sottorappresentati nei sondaggi e nei dati dell’ACA, le industrie a basso salario in passato sono state sottorappresentate ai sensi dell’Affordable Care Act, tuttavia, con miglioramenti nella rappresentanza per coprire sia i lavoratori a basso che ad alto reddito, si può vedere una maggiore partecipazione sul posto di lavoro benessere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:13-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Migliori pratiche</h2>
<p>Secondo una ricerca condotta da Hoffman e Kennedy-Armbruster (2015) nell&#8217;American College of Sports Medicine <em>Health &amp; Fitness Journal </em>, le nove migliori pratiche migliori per il benessere sul posto di lavoro/cantiere includono:</p>
<ol>
<li>Supporto alla leadership (ad esempio, modellazione, allocazione delle risorse, ecc.)</li>
<li>Programmi pertinenti e personalizzati (utilizzando gli interessi dei dipendenti e i dati aggregati disponibili)</li>
<li>Partnership con dipendenti, datori di lavoro, organizzazioni e comunità locale.</li>
<li>Programmi completi e basati sull&#8217;evidenza (l&#8217;utilizzo di otto dimensioni del benessere può essere uno strumento utile: emotivo, ambientale, finanziario, intellettuale, lavorativo, fisico, sociale e spirituale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>)</li>
<li>Implementazione ben pianificata, coordinata, pienamente eseguita e valutata per successo e responsabilità</li>
<li>Coinvolgimento dei dipendenti attraverso l&#8217;organizzazione e la pianificazione degli sforzi per il benessere</li>
<li>Strategie/piani di comunicazione formali e completi</li>
<li>Decisioni basate sui dati che includono misurazione, valutazione, reporting e analisi</li>
<li>Programmi conformi all&#8217;HIPAA.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></li>
</ol>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Importanza del supporto alla leadership</h2>
<p>Lawrence et al. (2015) indica i punti di forza e di debolezza degli attuali modelli di benessere sul posto di lavoro fornendo considerazioni chiave per lo sviluppo di un programma efficace. I principali punti di forza indicati sono stati &#8220;l&#8217;impegno della leadership, la cultura organizzativa e la struttura ambientale&#8221; per costruire una cultura della salute, promuovendo in ultima analisi il miglioramento delle malattie non trasmissibili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:02-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Inoltre, Lawrence et al. (2015) suggeriscono che queste caratteristiche sono indicative di un &#8220;programma di alta qualità indipendentemente dal modello utilizzato: 1) supporto della leadership, 2) chiara importanza della salute e del benessere da parte della cultura e dell&#8217;ambiente dell&#8217;organizzazione, 3) reattività del programma al cambiamento delle esigenze, 4 ) utilizzo della tecnologia attuale e 5) sostegno da parte di programmi sanitari comunitari&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:02-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54]</sup></a></p>
<p>Un recente sondaggio condotto da Harris Poll e riportato dall’American Psychological Association (APA) (2016) ha affermato che poco più del 30% degli americani indica la partecipazione a programmi di benessere sul posto di lavoro e il 44% indica che il benessere dei dipendenti è supportato dalla cultura del posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:12-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>Inoltre, questi dati indicano che quando i dirigenti senior sono coinvolti e impegnati in iniziative di programmi di benessere, il 73% dei dipendenti ritiene che la propria organizzazione supporti uno stile di vita sano e il loro benessere generale; tuttavia, solo 4 americani su 10 hanno affermato che il proprio gruppo dirigente sostiene iniziative per il benessere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:12-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>Ulteriori prove riportate da RAND (2013) affermano che &#8220;le prove provenienti da casi di studio suggeriscono che affinché i programmi abbiano successo, i dirigenti senior devono considerare il benessere una priorità organizzativa per cambiare la cultura aziendale. Il buy-in da parte dei supervisori diretti è fondamentale per generare entusiasmo e connettere i dipendenti alle risorse disponibili.&#8221;</p>
<p>Inoltre, Hoert, Herd e Hambrick (2016) hanno utilizzato lo strumento Leading by example per scoprire che &#8220;i dipendenti che sperimentavano livelli più elevati di supporto alla leadership hanno riferito una maggiore partecipazione ai programmi di benessere, un minore stress e livelli più elevati di comportamenti salutari&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Stokes, Henley e Herget (2006) hanno riportato i risultati di un programma pilota di iniziativa sul benessere utilizzando il Dipartimento della salute e dei servizi umani della Carolina del Nord. Questa organizzazione è stata selezionata come pilota per il modello di supporto alla leadership e le sue grandi dimensioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:22-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Questo programma si concentrava sulla &#8220;riduzione delle principali malattie croniche (comprese le malattie cardiovascolari), dimostrando l&#8217;efficacia di un modello di programma di benessere che include un direttore a livello di dipartimento a tempo pieno, istituendo comitati di benessere per sostenere ambienti di lavoro che promuovono e sostengono la salute dei dipendenti e benessere, e cambiare le politiche e gli ambienti per aiutare i dipendenti a essere più attivi, fare scelte alimentari più sane, evitare il tabacco e gestire lo stress&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:22-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>I risultati dopo il primo anno di questo programma hanno indicato che il 62% dei dipendenti ha partecipato ad almeno un&#8217;attività di benessere, il 51% si è esercitato più spesso, il 50% ha indicato i programmi di benessere come l&#8217;attività più popolare, il 49% ha mangiato più frutta e verdura, Il 27% era più vicino a un peso sano, 106 dipendenti hanno smesso di fumare e 149 hanno ridotto l&#8217;uso di tabacco. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:22-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57]</sup></a></p>
<p>Infine, Ross et al. (2013) segnalano la crescente importanza dell’attività fisica sul posto di lavoro con le crescenti responsabilità lavorative sedentarie e l’effetto positivo dei programmi di attività fisica sul posto di lavoro sugli esiti di salute, comprese le malattie cardiovascolari e le condizioni metaboliche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:32-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58] </sup></a>Inoltre, la loro ricerca indica che i modelli appropriati per questi successi sono attraverso &#8220;una cultura della salute e del benessere guidata dal supporto della leadership, programmi specializzati progettati per la popolazione dei dipendenti e piani strategici che collaborano con gli attuali obiettivi organizzativi&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:32-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211;  Sviluppo del programma ed esempio di buone pratiche</h2>
<p><strong>Esempio</strong></p>
<p>Il quadro della Guida della Comunità, i componenti del programma (scopi e obiettivi) stabiliti da Health People 2020, il Modello di salute sul posto di lavoro delineato dal CDC e altre migliori pratiche forniscono una base completa per una piattaforma di benessere sul posto di lavoro per quanto riguarda lo sviluppo, l&#8217;implementazione e la gestione del programma. valutazione. Utilizzando i componenti di cui sopra, un dipendente (o un datore di lavoro) può utilizzare gli interessi dei dipendenti, i dati sanitari aggregati dei dipendenti e gli LHI come priorità per guidare traguardi e obiettivi, sviluppare programmi e valutazioni per facilitare, collaborare e motivare i propri dipendenti a migliorare la propria salute. L&#8217;esempio seguente utilizzerà i componenti del programma di benessere sul posto di lavoro sopra menzionati in relazione all&#8217;obiettivo della riduzione del peso attraverso l&#8217;aumento dell&#8217;attività fisica attraverso il supporto della leadership al fine di ridurre le malattie cardiovascolari, con un impatto finale sul programma Healthy People 2020 LHI &#8220;Nutrizione, attività fisica e Obesità&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Quello che segue è un esempio semplificato per una società ABC (fabbricata):</p>
<p><strong>Valutazione</strong></p>
<p>Un dipendente (o il dipartimento delle risorse umane della società ABC) esamina i dati aggregati attuali forniti dalla compagnia assicurativa del datore di lavoro in relazione a peso, attività fisica e misure cardiovascolari, inclusi colesterolo, pressione sanguigna, screening biometrico, attività fisica, fumo o altro indicatori. Company ABC esaminerà i risultati disponibili del sondaggio sulla cultura aziendale in relazione al benessere sia per il supporto sociale che ambientale. Verranno istituiti conversazioni e focus group per valutare e determinare il coinvolgimento, gli interessi, le preoccupazioni dei dipendenti e altri brainstorming relativi al benessere.</p>
<p><strong>Implementazione</strong></p>
<p>Utilizzando la Guida della Comunità, Health People 2020, le raccomandazioni del CDC e altre ricerche sottoposte a revisione paritaria (programmi basati sull&#8217;evidenza), un&#8217;organizzazione può progettare e implementare interventi, politiche, programmi o supporti ambientali raccomandati per garantire il successo degli obiettivi e dei risultati desiderati . Sulla base della raccomandazione del CDC di includere un quadro di intervento multidimensionale, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>il coordinatore del benessere dell&#8217;azienda ABC ha deciso i seguenti programmi per supportare gli obiettivi dell&#8217;attività fisica attraverso il supporto della leadership per aiutare a migliorare la salute cardiovascolare.</p>
<ul>
<li>Promozione di storie di successo sulla leadership legate all&#8217;attività fisica e al movimento attraverso la newsletter mensile dell&#8217;organizzazione</li>
<li>Marketing con foto della leadership che invitano i partecipanti a venire all&#8217;evento pianificato</li>
<li>Politica rivista sul fumo e sul tabacco non da fumo che sarà applicata con il supporto della leadership <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:2-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></li>
<li>Istruttori sanitari per aumentare l&#8217;attività fisica, i cambiamenti nutrizionali e la cessazione del tabacco, inclusi kit per smettere di fumare e prodotti farmaceutici disponibili nella clinica del benessere in loco <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:2-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></li>
<li>Promozione di coach sanitari dell&#8217;assicurazione sanitaria per l&#8217;attività fisica e la nutrizione attraverso il supporto telefonico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62]</sup></a></li>
<li>Pranzo trimestrale di educazione sanitaria e apprendimento su argomenti di salute cardiovascolare (colesterolo, malattie cardiache, malattie metaboliche, ecc.) in relazione all&#8217;attività fisica (compresa l&#8217;alimentazione) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:2-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></li>
<li>Attuazione della politica (informale) raccomandata per le riunioni ambulanti, guidate in particolare da dirigenti e dirigenti senior</li>
<li>Implementare le istruzioni al momento della decisione per utilizzare le scale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63]</sup></a></li>
<li>Sfida di attività fisica guidata dai leader della società ABC <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></li>
<li>Eventi gratuiti di valutazione del rischio sanitario e prelievi di sangue per dipendenti, coniugi e persone a carico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:2-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></li>
<li>Braccialetti per la pressione sanguigna in loco per l&#8217;automonitoraggio della pressione arteriosa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-:2-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></li>
</ul>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211;  <strong>Valutazione</strong></h2>
<p>Utilizzando i dati aggregati passati provenienti dalle richieste di indennizzo dell&#8217;assicurazione sanitaria e dall&#8217;indagine sulla cultura aziendale della società ABC, verrà stabilita una linea di base prima dell&#8217;implementazione del programma. Seguendo il piano strategico dei coordinatori del benessere per la compagnia ABC, verranno raccolte le misure post-programma (1 anno), tra cui un sondaggio sulla soddisfazione dei dipendenti, forum informali, una raccolta di dati aggregati dell&#8217;anno corrispondente dalla compagnia assicurativa e dati dal sondaggio culturale annuale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>L&#8217;analisi dei dati sarà condotta sui successi, sui punti di forza, sulle opportunità, sulle minacce e sui punti deboli del programma; inoltre, l&#8217;interpretazione dei risultati verrà raccolta e riferita al gruppo dirigente per la revisione e il supporto per la pianificazione strategica dell&#8217;anno successivo. È possibile effettuare ulteriori confronti con la <a href="https://www.healthypeople.gov/2020/data-search/midcourse-review/lhi" target="_blank" rel="noopener">Report Card di Healthy People 2020 LHI </a>per determinare come stanno andando i dipendenti della società ABC rispetto ai dati riportati negli Stati Uniti, nonché come stanno supportando gli obiettivi generali degli obiettivi Healthy People 2020. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Impatto</h2>
<p>Da una meta-analisi della letteratura sui costi e sui risparmi associati ai programmi benessere, i costi medici sono diminuiti di circa 3,27 dollari per ogni dollaro speso in programmi benessere e i costi dell’assenteismo sono diminuiti di circa 2,73 dollari per ogni dollaro speso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>Uno studio del 2019 pubblicato sulla rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JAMA_(journal)" target="_blank" rel="noopener"><em>JAMA </em></a>ha rilevato che un programma di benessere sul posto di lavoro presso il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/BJ%27s_Wholesale_Club" target="_blank" rel="noopener">BJ&#8217;s Wholesale Club </a>ha avuto un impatto molto limitato. Lo studio non ha riscontrato alcun impatto sulle misure sanitarie o sui costi dell’assistenza sanitaria, ma i partecipanti allo studio hanno riferito di essere diventati più informati sui comportamenti sanitari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69]</sup></a></p>
<p>I <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Centers_for_Disease_Control_and_Prevention" target="_blank" rel="noopener">Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie </a>hanno condotto uno studio di caso di un programma di benessere sul posto di lavoro presso Capital Metro, l’autorità di trasporto locale di Austin, Texas. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-CDC-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Lo studio ha rilevato che c&#8217;è stata una riduzione dei costi associati all&#8217;assistenza sanitaria e all&#8217;assenteismo dei dipendenti dopo l&#8217;implementazione del programma di welfare sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-CDC-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>In un ampio studio su 1.542 partecipanti in 119 luoghi di lavoro, il 57,7% dei partecipanti ha mostrato riduzioni significative in 7 delle 10 categorie di rischio per la salute cardiovascolare studiate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Johnson &amp; Johnson, una delle più grandi aziende del mondo, ha risparmiato 250 milioni di dollari sui costi dell&#8217;assistenza sanitaria negli ultimi dieci anni grazie ai programmi di benessere; dal 2002 al 2008, il rendimento è stato di 2,71 dollari per ogni dollaro speso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_note-researchgate.net-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Booster_Breaks" target="_blank" rel="noopener"><em>Pause di potenziamento</em></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Employee_assistance_programs" target="_blank" rel="noopener">Programmi di assistenza ai dipendenti</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Employee_benefit" target="_blank" rel="noopener">Benefici per i dipendenti</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_fair" target="_blank" rel="noopener">Fiera della salute</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managed_care" target="_blank" rel="noopener">Cura gestita</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Obesity" target="_blank" rel="noopener">Obesità</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Occupational_cardiovascular_disease" target="_blank" rel="noopener">Malattie cardiovascolari professionali</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organisation_climate" target="_blank" rel="noopener">Clima organizzativo</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_culture" target="_blank" rel="noopener">Cultura organizzativa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Participatory_ergonomics" target="_blank" rel="noopener">Ergonomia partecipativa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Philosophy_of_happiness" target="_blank" rel="noopener">Filosofia della felicità</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pre-work_assembly" target="_blank" rel="noopener">Assemblaggio pre-lavoro</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Presenteeism" target="_blank" rel="noopener">Presentismo</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sick_building_syndrome" target="_blank" rel="noopener">La sindrome dell’edificio malato</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Total_Worker_Health" target="_blank" rel="noopener">Salute totale del lavoratore</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Work%E2%80%93life_balance" target="_blank" rel="noopener">Equilibrio tra lavoro e vita privata</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_health_promotion" target="_blank" rel="noopener">Promozione della salute sul lavoro</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_stress" target="_blank" rel="noopener">Stress sul posto di lavoro</a></li>
</ul>
<h2>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://innovations.ahrq.gov/perspectives/wellness-and-health-promotion-programs-use-financial-incentives-motivate-employees" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I programmi di promozione del benessere e della salute utilizzano incentivi finanziari per motivare i dipendenti&#8221; </em></a><em>. Agenzia per la Ricerca e la Qualità in Sanità. 2014-01-15. Estratto il 20/01/2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Scafo, Gordon; Pasquale, Frank (01-03-2018). </em><a href="https://doi.org/10.1057/s41292-017-0064-1" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Verso una teoria critica del benessere aziendale&#8221; </em></a><em>. Biosocietà. <strong>13 </strong>(1): 190–212. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1057%2Fs41292-017-0064-1" target="_blank" rel="noopener"><em>1057/s41292-017-0064-1 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1745-8560" target="_blank" rel="noopener"><em>1745-8560 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:148579184" target="_blank" rel="noopener"><em>148579184 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-3" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Canzone, Zirui; Baicker, Katherine (16-04-2019). </em><a href="https://doi.org/10.1001/jama.2019.3307" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Effetto di un programma di benessere sul posto di lavoro sulla salute dei dipendenti e sui risultati economici: uno studio clinico randomizzato&#8221; </em></a><em>. JAMA. <strong>321 </strong>(15): 1491–1501. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1001%2Fjama.2019.3307" target="_blank" rel="noopener"><em>1001/jama.2019.3307 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0098-7484" target="_blank" rel="noopener"><em>0098-7484 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><em> </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6484807" target="_blank" rel="noopener"><em>6484807 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30990549" target="_blank" rel="noopener"><em>30990549 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Jones, Damon; Molitor, David; Reif, Giuliano (01-11-2019). </em><a href="https://doi.org/10.1093/qje/qjz023" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Che cosa fanno i programmi di benessere sul posto di lavoro? Prove dallo studio sul benessere sul posto di lavoro dell&#8217;Illinois*&#8221; </em></a><em>. Il giornale trimestrale di economia. <strong>134 </strong>(4): 1747–1791. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1093%2Fqje%2Fqjz023" target="_blank" rel="noopener"><em>1093/qje/qjz023 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0033-5533" target="_blank" rel="noopener"><em>0033-5533 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><em> </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6756192" target="_blank" rel="noopener"><em>6756192 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31564754" target="_blank" rel="noopener"><em>31564754 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>DUNNHL (1959). Benessere di alto livello per l’uomo e la società. Giornale americano di sanità pubblica e salute della nazione, 49(6), 786–792. <a href="https://doi.org/10.2105/ajph.49.6.786" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.2105/ajph.49.6.786</a></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-Lewis2017_6-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-Lewis2017_6-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-Lewis2017_6-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-Lewis2017_6-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Lewis, Al (1 gennaio 2017). </em><a href="http://scholarlycommons.law.case.edu/healthmatrix/vol27/iss1/3/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I risultati, l&#8217;economia e l&#8217;etica del settore del benessere sul posto di lavoro&#8221; </em></a><em>. Matrice sanitaria: The Journal of Law-Medicine. <strong>27 </strong>(1): 1.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Fondazione della famiglia Kaiser/fiducia per l&#8217;educazione alla ricerca sanitaria. (2007). <a href="http://kff.org/insurance/ehbs091107nr.cfm" target="_blank" rel="noopener">Sondaggio sui benefici sanitari per i datori di lavoro.</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Fondazione della famiglia Kaiser/fiducia per l&#8217;educazione alla ricerca sanitaria. (2007). <a href="http://www.kff.org/insurance/7672/sections/ehbs07-6-18.cfm" target="_blank" rel="noopener">Figura dell&#8217;indagine sui benefici sanitari per i datori di lavoro 6.18</a></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-HealthyWorkforce_a_9-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-HealthyWorkforce_a_9-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-HealthyWorkforce_a_9-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>b </sup></em></strong></a>Forza lavoro sana nel 2010 e oltre. (2009). Partenariato per la prevenzione. Divisione Lavoro, Immigrazione e Benefici per i Dipendenti: Camera di Commercio degli Stati Uniti.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:5_10-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Knapper, Joseph T.; Ghasemzadeh, Nima; Khayata, Mohamed; Patel, Sulay P.; Quyyumi, Arshed A.; Mensah, George A.; Tabuert, Kathryn (2015). </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jacc.2015.07.008" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;È ora di cambiare il nostro focus: definire, promuovere e influenzare la salute della popolazione cardiovascolare&#8221; </em></a><em>. Giornale dell&#8217;American College of Cardiology. <strong>66 </strong>(14): 1641–655. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jacc.2015.07.008" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jacc.2015.07.008 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26293767" target="_blank" rel="noopener"><em>26293767 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-Jones_11-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-Jones_11-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-Jones_11-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>Jones, Damon; Molitor, David; Reif, Julian (gennaio 2018). </em><a href="https://doi.org/10.3386%2Fw24229" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Che cosa fanno i programmi di benessere sul posto di lavoro? Prove dallo studio sul benessere sul posto di lavoro dell&#8217;Illinois&#8221; </em></a><em>. Documento di lavoro NBER n. 24229. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.3386%2Fw24229" target="_blank" rel="noopener"><em>3386/w24229 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-ecu_12-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-ecu_12-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-ecu_12-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="http://www.ecu.edu/picostcalc/pdf_file/FactsandFigures.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Università della Carolina dell&#8217;Est&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. www.ecu.edu.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-13" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://web.archive.org/web/20101206110940/http:/www.surgeongeneral.gov/library/obesityvision/obesityvision2010.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Copia archiviata&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Archiviato </em><a href="https://www.surgeongeneral.gov/library/obesityvision/obesityvision2010.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 06-12-2010. Estratto il 10-10-2010.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-14" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://web.archive.org/web/20080511201853/http:/www.ncmedicaljournal.com/nov-dec-06/running.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Copia archiviata&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Archiviato </em><a href="http://www.ncmedicaljournal.com/nov-dec-06/running.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 2008-05-11. Estratto il 10-10-2010.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-HealthyWorkforce_15-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-HealthyWorkforce_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-HealthyWorkforce_15-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>b </sup></em></strong></a>Forza lavoro sana nel 2010 e oltre. (2009). Partenariato per la prevenzione. Divisione Lavoro, Immigrazione e Benefici per i Dipendenti: Camera di Commercio degli Stati Uniti</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.statnews.com/2016/09/27/workplace-wellness-award/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il premio Benessere va ai luoghi di lavoro dove molte misure sono peggiorate&#8221; </em></a><em>. STATISTICA. 27-09-2016. Estratto il 21-04-2018.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-researchgate.net_17-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-researchgate.net_17-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-researchgate.net_17-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-researchgate.net_17-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Bacca, Leonardo; Mirabit, Ann M.; Baun, William (dicembre 2010). &#8220;Qual è il duro ritorno sui programmi di benessere dei dipendenti?&#8221;. Revisione aziendale di Harvard. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/SSRN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>SSRN</em></a><em> </em><a href="https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2064874" target="_blank" rel="noopener"><em>2064874 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-18" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.cdc.gov/dhdsp/library/toolkit/pdfs/six_step_guide.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ridurre il rischio di malattie cardiache e ictus </a>, Centri per il controllo delle malattie.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.abenity.com/celebrate/archives/7007" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Abenity: vantaggi aziendali e programmi di sconti per gruppi di dipendenti, membri ed ex studenti&#8221; </em></a><em>. www.abenity.com.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.dhss.mo.gov/data/pdf/WorksiteWellness.pdf" target="_blank" rel="noopener">Iniziativa sul cantiere per la promozione della salute </a>, Dipartimento della salute e dei servizi per gli anziani del Missouri.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-21" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Sano, ricco e saggio: i fondamenti della promozione della salute sul posto di lavoro. Consiglio del benessere d&#8217;America.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-22" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <a href="https://www.shrm.org/ResourcesAndTools/hr-topics/benefits/Documents/6-11%20Promoting%20Well%20Being%20EPG-%20FINAL.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Promuovere il benessere dei dipendenti&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-23" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://theysaidwhat.net/2018/01/20/quiz-which-industry-has-the-worst-net-promoter-score-spoiler-alert-its-wellness/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Quiz: quale settore ha il peggiore Net Promoter Score? (AVVISO SPOILER: è benessere.)&#8221; </em></a><em>. Hanno detto cosa?. 2018-01-21. Estratto il 21-04-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-24" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://theysaidwhat.net/2017/12/09/does-wellness-work-lets-boost-the-2-million-reward-to-3-million-and-make-it-easier-to-claim/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La ricompensa per aver mostrato il funzionamento del tuo programma di benessere è ora di 3 milioni di dollari!&#8221; </em></a><em>. Hanno detto cosa?. 2017-12-09. Estratto il 21-04-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.wbur.org/commonhealth/2018/01/26/gold-standard-workplace-wellness-zero" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Lo studio rileva benefici praticamente nulli dal programma di benessere sul posto di lavoro nel primo anno&#8221; </em></a><em>. www.wbur.org. Estratto il 21-04-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.modernhealthcare.com/article/20180226/NEWS/180229934" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I programmi di benessere non generano risparmi Medicare&#8221; </em></a><em>. Sanità moderna. Estratto il 21-04-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-27" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.ajmc.com/contributor/al-lewis-jd/2018/03/nbers-invalidation-of-wellness-behind-the-headlines" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Invalidazione del benessere da parte di NBER: dietro i titoli dei giornali&#8221; </em></a><em>. AJMC. Estratto il 21-04-2018.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-gallup.com_28-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-gallup.com_28-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-gallup.com_28-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>O&#8217;Boyle. </em><a href="https://news.gallup.com/businessjournal/168995/why-workplace-wellness-program-isn-working.aspx" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Perché il tuo programma di benessere sul posto di lavoro non funziona&#8221; </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-ReferenceA_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Goetzel, RZ, Ozminkowski, RJ I benefici in termini di salute e costi dei programmi di promozione della salute sul posto di lavoro. Revisione annuale della sanità pubblica. 2008;29:303-323</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-30" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Anderson, Laurie M.; et al. (2009). &#8220;L&#8217;efficacia degli interventi sull&#8217;alimentazione sul posto di lavoro e sull&#8217;attività fisica per il controllo del sovrappeso e dell&#8217;obesità dei dipendenti&#8221;. Giornale americano di medicina preventiva. <strong>37 </strong>(4): 340–357. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.amepre.2009.07.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.amepre.2009.07.003 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19765507" target="_blank" rel="noopener"><em>19765507 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-31" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Anderson, Laurie M.; Quinn, Toby A.; Glanz, Karen; Ramirez, Gilbert; Kahwati, Leila C.; Johnson, Donna B.; Buchanan, Leigh Ramsey; Archer, W. Roodly; Chattopadhyay, Sajal; Kalra, Geetika P.; Katz, David L. (ottobre 2009). &#8220;L&#8217;efficacia degli interventi sull&#8217;alimentazione sul posto di lavoro e sull&#8217;attività fisica per il controllo del sovrappeso e dell&#8217;obesità dei dipendenti&#8221;. Giornale americano di medicina preventiva. <strong>37 </strong>(4): 340–357. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.amepre.2009.07.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.amepre.2009.07.003 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19765507" target="_blank" rel="noopener"><em>19765507 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-32" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.dol.gov/sites/default/files/ebsa/researchers/analysis/health-and-welfare/workplacewellnessstudysummary.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Benessere sul posto di lavoro&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-33" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Anderko, Laura; Roffenbender, Jason S.; Goetzel, Ron Z.; Howard, Giovanni; Millard, François; Wildenhaus, Kevin; De Santis, Charles; Novelli, Guglielmo (13 dicembre 2012). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3523891" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Promuovere la prevenzione attraverso l&#8217;Affordable Care Act: benessere sul posto di lavoro&#8221; </em></a><em>. Prevenire le malattie croniche. <strong>9 </strong>: 120092. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5888%2Fpcd9.120092" target="_blank" rel="noopener"><em>5888/pcd9.120092 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3523891" target="_blank" rel="noopener"><em>3523891 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23237245" target="_blank" rel="noopener"><em>23237245 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-34" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.corporatewellnessmagazine.com/worksite-wellness/the-evolution-of/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;evoluzione del benessere sul lavoro&#8221; </em></a><em>. Rivista sul benessere aziendale. 29-01-2014. Estratto il 24/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-35" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.nihcm.org/pdf/Wellness%20FINAL%20electonic%20version.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Benessere sul posto di lavoro&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-36" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.statnews.com/2016/09/27/workplace-wellness-award/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il premio Benessere va ai luoghi di lavoro dove molte misure sono peggiorate&#8221; </em></a><em>. STATISTICA. 27-09-2016. Estratto il 30/10/2017.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-healthaffairs.org_37-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-healthaffairs.org_37-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-healthaffairs.org_37-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="http://www.healthaffairs.org/healthpolicybriefs/brief.php?brief_id=93" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Programmi di benessere sul posto di lavoro (aggiornato)&#8221; </em></a><em>. Affari sanitari &#8211; Sintesi sulla politica sanitaria. Estratto il 24/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-38" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Otenyo, Eric E.; Smith, Earlene A. (2017). &#8220;Una panoramica dei programmi di benessere dei dipendenti nelle grandi città degli Stati Uniti: la geografia è importante?&#8221;. Gestione del personale pubblico. <strong>46 </strong>(1): 3–24. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F0091026016689668" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/0091026016689668 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:133541237" target="_blank" rel="noopener"><em>133541237 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-39" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.sparkpeople.com/resource/wellness_articles.asp?id=246" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Vantaggi dei programmi di benessere sul posto di lavoro&#8221; </em></a><em>. SparkPeople. Estratto il 24/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-40" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.businessinsurance.com/article/20130407/NEWS03/304079974" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I datori di lavoro utilizzano sanzioni per spingere i lavoratori verso programmi di benessere &#8211; Assicurazione aziendale&#8221; </em></a><em>. Assicurazione aziendale. Estratto il 24/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-41" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.usnews.com/opinion/blogs/policy-dose/2015/05/29/eeocs-proposed-rule-on-employee-wellness-programs-threatens-health-privacy" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Preoccupazioni relative alla privacy&#8221; </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-42" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Caloyeras, John P.; Liu, Hangsheng; Exum, Ellen; Broderick, Megan; Mattke, Soeren (2014). &#8220;La gestione delle malattie manifeste, ma non dei rischi per la salute, ha fatto risparmiare denaro a PepsiCo in sette anni&#8221; . Affari sanitari. <strong>33 </strong>(1): 124–131. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1377%2Fhlthaff.2013.0625" target="_blank" rel="noopener"><em>1377/hlthaff.2013.0625 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26733703" target="_blank" rel="noopener"><em>26733703 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-43" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Frakt, Austin; Carroll, Aaron E. (11 settembre 2014). </em><a href="https://www.nytimes.com/2014/09/12/upshot/do-workplace-wellness-programs-work-usually-not.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I programmi di benessere sul posto di lavoro funzionano? Di solito no&#8221; </em></a><em>. Il New York Times.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-44" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Claxton, Gary; Rae, Matteo; Damico, Antonio; Gregorio, giovane; McDermott, Daniel; Whitmore, Heidi (2019). </em><a href="http://files.kff.org/attachment/Report-Employer-Health-Benefits-Annual-Survey-2019" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sondaggio 2019 sui benefici sanitari per i datori di lavoro&#8221; </em></a><em>.</em>{{ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Template:Cite_journal" target="_blank" rel="noopener">cite journal </a>}} : Cite journal richiede |journal= ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Help:CS1_errors#missing_periodical" target="_blank" rel="noopener">aiuto </a>)</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-45" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mattke, Soeren; Liu, Hangsheng; Caloyeras, Giovanni; Huang, Cristina; Van Busum, Kristin; Khodyakov, Dmitrij; Shier, Victoria (2013). </em><a href="http://www.rand.org/pubs/research_reports/RR1114.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Studio sui programmi di benessere sul posto di lavoro&#8221; </em></a><em>. Società Rand.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-46" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Frakt, Austin; Carroll, Aaron E. (16 settembre 2013). </em><a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2013-09-16/the-feel-good-promise-of-wellness-programs" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La promessa di benessere dei programmi benessere&#8221; </em></a><em>. Opinione di Bloomberg.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-47" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Patel, Mitesh S.; Asch, David A.; </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Andrea_Troxel" target="_blank" rel="noopener"><em>Troxel, Andrea B </em></a><em>.; Fletcher, Michele; Osman-Koss, Rosmarino; Brady, Jennifer; Wesby, Lisa; Hilbert, Vittoria; Zhu, Jingsan; Wang, Wenli; </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kevin_Volpp" target="_blank" rel="noopener"><em>Volpp, Kevin G. </em></a><em>(gennaio 2016). &#8220;In uno studio del 2013-2015, gli incentivi finanziari basati sui premi non hanno promosso la perdita di peso sul posto di lavoro&#8221;. Affari sanitari. <strong>35 </strong>(1): 71–79. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1377%2Fhlthaff.2015.0945" target="_blank" rel="noopener"><em>1377/hlthaff.2015.0945 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26733703" target="_blank" rel="noopener"><em>26733703 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-48" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Greenfield, Rebecca (4 febbraio 2018). </em><a href="https://www.latimes.com/business/la-fi-workplace-wellness-20180204-story.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I programmi per il benessere sul posto di lavoro non funzionano, secondo una nuova ricerca&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Los_Angeles_Times" target="_blank" rel="noopener"><em>Tempi di Los Angeles </em></a><em>. Estratto il 05-03-2018.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-7" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>H</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:03_49-8" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>io</sup></em></strong></a> <em>Anderko, Laura (2012). </em><a href="https://www.cdc.gov/pcd/issues/2012/12_0092.htm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Promuovere la prevenzione attraverso l&#8217;Affordable Care Act: benessere sul posto di lavoro&#8221; </em></a><em>. Prevenire le malattie croniche. <strong>9 </strong>: E175. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5888%2Fpcd9.120092" target="_blank" rel="noopener"><em>5888/pcd9.120092 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1545-1151" target="_blank" rel="noopener"><em>1545-1151 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><em> </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3523891" target="_blank" rel="noopener"><em>3523891 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23237245" target="_blank" rel="noopener"><em>23237245 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:13_50-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:13_50-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:13_50-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>Sala, Jennifer L.; Kelly, Kevin M.; Burmeister, Leon F.; Commerciante, James A. (01-09-2017). </em><a href="https://doi.org/10.4278/ajhp.140613-QUAN-283" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Caratteristiche e atteggiamenti della forza lavoro riguardo alla partecipazione a programmi di benessere sul posto di lavoro&#8221; </em></a><em>. Giornale americano di promozione della salute. <strong>31 </strong>(5): 391–400. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.4278%2Fajhp.140613-QUAN-283" target="_blank" rel="noopener"><em>4278/ajhp.140613-QUAN-283 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0890-1171" target="_blank" rel="noopener"><em>0890-1171 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26730552" target="_blank" rel="noopener"><em>26730552 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:3472818" target="_blank" rel="noopener"><em>3472818 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:23_51-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:23_51-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:23_51-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:23_51-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:23_51-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>Mattke, Soeren; Liu, Harry H.; Caloyeras, John P.; Huang, Christina Y.; Van Busum, Kristin R.; Khodyakov, Dmitrij; Shier, Victoria (30/05/2013). </em><a href="https://www.rand.org/pubs/research_reports/RR254.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Studio sui programmi di benessere sul posto di lavoro: relazione finale&#8221; </em></a><em>. Rand Salute trimestrale. <strong>3 </strong>(2): 7. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><em> </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4945172" target="_blank" rel="noopener"><em>4945172 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28083294" target="_blank" rel="noopener"><em>28083294 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-52" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.samhsa.gov/wellness-initiative/eight-dimensions-wellness" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Le otto dimensioni del benessere&#8221; </em></a><em>. Amministrazione per l&#8217;abuso di sostanze e i servizi di salute mentale. 2016. Estratto il 20 marzo 2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-53" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Hoffman, L., Kennedy-Armbruster, C. (2015). &#8220;Caso di studio che utilizza i principi di progettazione delle migliori pratiche per i programmi di benessere sul posto di lavoro&#8221;. Diario di salute e fitness di ACSM. <strong>19 </strong>(3): 30–35. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1249%2FFIT.0000000000000125" target="_blank" rel="noopener"><em>1249/FIT.0000000000000125 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:218305757" target="_blank" rel="noopener"><em>218305757 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:02_54-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:02_54-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:02_54-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>Cahalin, Lawrence P.; Kaminsky, Leonard; Lavie, Carl J.; Briggs, Paige; Cahalin, Brendan L.; Myers, Jonathan; Forman, Daniel E.; Patel, Mahesh J.; Pinkstaff, Sherry O. (01-07-2015). </em><a href="https://espace.library.uq.edu.au/view/UQ:368107/UQ368107_OA.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sviluppo e implementazione di programmi di salute e benessere sul posto di lavoro: un focus sulle malattie non trasmissibili&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Progressi nelle malattie cardiovascolari. Aggiornamento sulla cardiologia preventiva: controversia, consenso [ </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sic" target="_blank" rel="noopener"><em>sic </em></a><em>] e promessa futura. <strong>58 </strong>(1): 94–101. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.pcad.2015.04.001" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pcad.2015.04.001 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25936908" target="_blank" rel="noopener"><em>25936908 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:12_55-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:12_55-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:12_55-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="http://www.apa.org/news/press/releases/2016/06/workplace-well-being.aspx" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Benessere sul posto di lavoro legato al supporto della leadership senior, nuovi risultati di un sondaggio&#8221; </em></a><em>. 2016. Estratto il 29/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-56" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Hoert, Jennifer; Mandria, Ann M.; Hambrick, Marion (maggio 2018). &#8220;Il ruolo del supporto alla leadership per la promozione della salute nella partecipazione ai programmi di benessere dei dipendenti, nello stress lavorativo percepito e nei comportamenti salutari&#8221;. Giornale americano di promozione della salute. <strong>32 </strong>(4): 1054–1061. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F0890117116677798" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/0890117116677798 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27920214" target="_blank" rel="noopener"><em>27920214 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:4908652" target="_blank" rel="noopener"><em>4908652 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:22_57-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:22_57-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:22_57-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:22_57-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Stokes, George; Henley, Nancy; Herget, Casey (2006). </em><a href="https://doi.org/10.18043%2Fncm.67.6.445" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Creare una cultura del benessere nei luoghi di lavoro&#8221; </em></a><em>. Giornale medico della Carolina del Nord. <strong>67 </strong>(6): 445–448. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.18043%2Fncm.67.6.445" target="_blank" rel="noopener"><em>18043/ncm.67.6.445 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17393709" target="_blank" rel="noopener"><em>17393709 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:32_58-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:32_58-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:32_58-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>Arena, Ross; Guazzi, Marco; Briggs, Paige D.; Cahalin, Lawrence P.; Myers, Jonathan; Kaminsky, Leonard A.; Forman, Daniel E.; Cipriano, Gerson; Borghi-Silva, Audrey; Babu, Abramo Samuele; Lavie, Carl J. (giugno 2013). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7304414" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Promuovere la salute e il benessere sul posto di lavoro: un&#8217;opportunità unica per istituire programmi primari e secondari estesi di riduzione del rischio cardiovascolare&#8221; </em></a><em>. Atti della Mayo Clinic. <strong>88 </strong>(6): 605–617. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.mayocp.2013.03.002" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.mayocp.2013.03.002 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><em> </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7304414" target="_blank" rel="noopener"><em>7304414 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23726400" target="_blank" rel="noopener"><em>23726400 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ProQuest_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ProQuest</em></a><em> </em><a href="https://search.proquest.com/docview/1371443680" target="_blank" rel="noopener"><em>1371443680 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-59" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.healthypeople.gov/2020/leading-health-indicators/2020-lhi-topics/Nutrition-Physical-Activity-and-Obesity" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Nutrizione, attività fisica e obesità | Persone sane 2020&#8221; </em></a><em>. www.healthypeople.gov. Estratto il 20/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-60" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.cdc.gov/physicalactivity/worksite-pa/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Attività fisica sul luogo di lavoro | Attività fisica | CDC&#8221; </em></a><em>. www.cdc.gov. Estratto il 20/03/2017.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:2_61-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:2_61-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:2_61-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:2_61-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:2_61-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-:2_61-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <em>Carnethon, Mercedes; Whitsel, Laurie P.; Franklin, Barry A.; Kris-Etherton, Penny; Milani, Riccardo; Pratt, Charlotte A.; Wagner, Gregory R. (27 ottobre 2009). </em><a href="https://doi.org/10.1161%2FCIRCULATIONAHA.109.192653" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Programmi di benessere sul posto di lavoro per la prevenzione delle malattie cardiovascolari: una dichiarazione politica dell&#8217;American Heart Association&#8221; </em></a><em>. Circolazione. <strong>120 </strong>(17): 1725–1741. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1161%2FCIRCULATIONAHA.109.192653" target="_blank" rel="noopener"><em>1161/CIRCULATIONAHA.109.192653 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19794121" target="_blank" rel="noopener"><em>19794121 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11806217" target="_blank" rel="noopener"><em>11806217 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-62" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Terry, Paolo E.; Seaverson, Erin LD; Staufacker, Michael J.; Tanaka, Akiko (giugno 2011). &#8220;L&#8217;efficacia di un programma telefonico per smettere di fumare offerto come parte di un programma di promozione della salute sul posto di lavoro&#8221;. Gestione della salute della popolazione. <strong>14 </strong>(3): 117–125. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1089%2Fpop.2010.0026" target="_blank" rel="noopener"><em>1089/pop.2010.0026 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21323463" target="_blank" rel="noopener"><em>21323463 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-63" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.healthypeople.gov/2020/tools-resources/evidence-based-resource/physical-activity-point-of-decision-prompts-to" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Attività fisica: suggerimenti al momento della decisione per incoraggiare l&#8217;uso delle scale | Persone sane 2020&#8221; </em></a><em>. www.healthypeople.gov. Estratto il 29/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-64" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Fox, Lesley D.; Rejeski, W. Jack; Gauvin, Liza (maggio 2000). &#8220;Effetti dello stile di leadership e delle dinamiche di gruppo sul piacere dell&#8217;attività fisica&#8221;. Giornale americano di promozione della salute. <strong>14 </strong>(5): 277–283. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.4278%2F0890-1171-14.5.277" target="_blank" rel="noopener"><em>4278/0890-1171-14.5.277 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11009853" target="_blank" rel="noopener"><em>11009853 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:3270114" target="_blank" rel="noopener"><em>3270114 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-65" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.cdc.gov/workplacehealthpromotion/tools-resources/workplace-health/assessment-tools.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Strumenti di valutazione | Risorse per la salute sul posto di lavoro | Strumenti e risorse | Promozione della salute sul posto di lavoro | CDC&#8221; </em></a><em>. www.cdc.gov. Estratto il 20/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-66" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.healthypeople.gov/2020/data-search/midcourse-review/lhi" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Revisione intermedia: LHI | Persone sane 2020&#8221; </em></a><em>. www.healthypeople.gov. Estratto il 20/03/2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-67" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Baicker, Caterina; Coltellinatore, David; Canzone, Zirui (febbraio 2010). &#8220;I programmi di benessere sul posto di lavoro possono generare risparmi&#8221; . Affari sanitari. <strong>29 </strong>(2): 304–311. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1377%2Fhlthaff.2009.0626" target="_blank" rel="noopener"><em>1377/hlthaff.2009.0626 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20075081" target="_blank" rel="noopener"><em>20075081 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-68" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Canzone, Zirui; Baicker, Katherine (16 aprile 2019). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6484807" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Effetto di un programma di benessere sul posto di lavoro sulla salute dei dipendenti e sui risultati economici: uno studio clinico randomizzato&#8221; </em></a><em>. JAMA. <strong>321 </strong>(15): 1491–1501. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1001%2Fjama.2019.3307" target="_blank" rel="noopener"><em>1001/jama.2019.3307 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6484807" target="_blank" rel="noopener"><em>6484807 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30990549" target="_blank" rel="noopener"><em>30990549 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-69" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Abelson, Reed (16 aprile 2019). </em><a href="https://www.nytimes.com/2019/04/16/health/employee-wellness-programs.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I programmi di benessere dei dipendenti producono pochi vantaggi, lo studio mostra&#8221; </em></a><em>. Il New York Times.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-CDC_70-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-CDC_70-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-CDC_70-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://www.cdc.gov/pcd/issues/2009/apr/08_0206.htm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Prevenzione delle malattie croniche: aprile 2009: 08_0206&#8221; </em></a><em>. www.cdc.gov.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workplace_wellness#cite_ref-71" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Knapper, Joseph T.; Ghasemzadeh, Nima; Khayata, Mohamed; Patel, Sulay P.; Quyyumi, Arshed A.; Mendis, Shanthi; Mensah, George A.; Taubert, Kathryn; Sperling, Laurence S. (agosto 2015). </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jacc.2015.07.008" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;È ora di cambiare il nostro focus&#8221; </em></a><em>. Giornale dell&#8217;American College of Cardiology. <strong>66 </strong>(8): 960–971. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jacc.2015.07.008" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jacc.2015.07.008 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26293767" target="_blank" rel="noopener"><em>26293767 </em></a><em>.</em></li>
</ol>
<h3>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale &#8211; approfondimenti &#8211; semantica</h3>
<ul>
<li>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale</li>
<li>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo</li>
<li>Migliori Consulenti sul Benessere Aziendale</li>
<li>Benessere Organizzativo e Aziendale</li>
<li>Ambiente di lavoro positivo</li>
<li>Benefit aziendali</li>
<li>Benessere Aziendale</li>
<li>Benessere Organizzativo</li>
<li>Clima organizzativo</li>
<li>Coaching e mentoring</li>
<li>Coinvolgimento dei dipendenti</li>
<li>Comunicazione interna</li>
<li>Comunicazione interna efficace</li>
<li>Crescita professionale</li>
<li>Cultura aziendale</li>
<li>Diversità e inclusione</li>
<li>Equilibrio lavoro-vita</li>
<li>Ergonomia sul posto di lavoro</li>
<li>Fattori motivazionali</li>
<li>Fitness sul posto di lavoro</li>
<li>Flessibilità lavorativa</li>
<li>Formazione e sviluppo personale</li>
<li>Gestione del cambiamento</li>
<li>Gestione delle prestazioni</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Inclusione e diversità</li>
<li>Leadership consapevole</li>
<li>Leadership e management partecipativo</li>
<li>Politiche di conciliazione</li>
<li>Programmi di benessere</li>
<li>Programmi di benessere aziendale</li>
<li>Salute mentale</li>
<li>Salute mentale sul posto di lavoro</li>
<li>Soddisfazione dei dipendenti</li>
<li>Sostenibilità aziendale</li>
<li>Stress lavorativo</li>
<li>Stress sul lavoro</li>
<li>Supporto ai dipendenti</li>
<li>Supporto organizzativo</li>
<li>Team building</li>
<li>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale in Italia</li>
<li>Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo in Italia</li>
</ul>
<h2>Riepilogo sulle azioni operative per il Benessere Aziendale</h2>
<p>Il benessere aziendale è un elemento cruciale per la produttività, la soddisfazione dei dipendenti e il successo complessivo dell&#8217;azienda. Ci sono diverse azioni operative che un&#8217;azienda può intraprendere per promuovere il benessere dei dipendenti:</p>
<ol>
<li><strong>Politiche di flessibilità lavorativa:</strong> Offrire orari flessibili, possibilità di lavoro da remoto o altre opzioni che permettano ai dipendenti di gestire meglio il proprio equilibrio lavoro-vita.</li>
<li><strong>Programmi di salute e benessere:</strong> Organizzare programmi che promuovano uno stile di vita sano, come corsi di fitness, iniziative di nutrizione, sostegno per smettere di fumare, ecc.</li>
<li><strong>Supporto psicologico:</strong> Fornire accesso a servizi di supporto psicologico o consulenze per affrontare lo stress, l&#8217;ansia o altri problemi mentali.</li>
<li><strong>Clima lavorativo positivo:</strong> Creare un ambiente di lavoro che favorisca il rispetto reciproco, la collaborazione e la comunicazione aperta.</li>
<li><strong>Incentivi e benefit:</strong> Offrire incentivi come bonus basati sulle performance, benefit per lo sviluppo personale e professionale, assicurazioni sanitarie, contributi per la pensione, ecc.</li>
<li><strong>Formazione e sviluppo:</strong> Investire nella formazione continua e nelle opportunità di sviluppo professionale per consentire ai dipendenti di crescere e progredire nelle loro carriere.</li>
<li><strong>Politiche di congedo e ferie:</strong> Garantire politiche di congedo e ferie adeguate per consentire ai dipendenti di prendersi cura di sé stessi e delle proprie famiglie senza preoccupazioni lavorative.</li>
<li><strong>Coinvolgimento dei dipendenti:</strong> Coinvolgere i dipendenti nelle decisioni aziendali, raccogliere feedback e tener conto delle loro esigenze e opinioni.</li>
<li><strong>Promozione dell&#8217;equilibrio lavoro-vita:</strong> Sostenere la separazione tra lavoro e vita privata promuovendo attivamente la necessità di disconnettersi dopo l&#8217;orario lavorativo.</li>
<li><strong>Riconoscimento e apprezzamento:</strong> Riconoscere pubblicamente il lavoro e gli sforzi dei dipendenti attraverso premi, elogi, programmi di incentivazione, ecc.</li>
</ol>
<p>Implementare queste azioni può richiedere un impegno costante e continuo, ma può portare a un miglioramento significativo del benessere aziendale e alla creazione di un ambiente lavorativo più sano e produttivo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/migliori-consulenti-sul-benessere-organizzativo-aziendale/">Migliori Consulenti sul Benessere Organizzativo e Aziendale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/migliori-consulenti-sul-benessere-organizzativo-aziendale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ritrovare se stessi al Rifugio e Coaching di Crescita Personale Metodo HPM</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/ritrovare-se-stessi-al-rifugio-e-coaching-di-crescita-personale-metodo-hpm/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/ritrovare-se-stessi-al-rifugio-e-coaching-di-crescita-personale-metodo-hpm/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 07:37:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[capitale umano]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[all rifugio con l'autore 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento continuo]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-compassione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-miglioramento]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Autodirezione]]></category>
		<category><![CDATA[Autodisciplina]]></category>
		<category><![CDATA[autorealizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personae]]></category>
		<category><![CDATA[daniele trevisani]]></category>
		<category><![CDATA[Decisioni informate]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio vita-lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Fitness fisico]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Gratitudine]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Mente positiva]]></category>
		<category><![CDATA[metodo HPM]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi personali]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero critico]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessione personale]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro al rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=28194</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ritiro al Rifugio e coaching per la crescita personale Metodo HPM – Al Rifugio con l’autore. Winter School 2024 1) Per chi apprezza il coaching e la crescita personale è innanzitutto disponibile il Master in Coaching e Sviluppo del Potenziale Umano, Metodo HPM, tenuto da Daniele Trevisani Academy, durata 6 mesi in forma one-to-one per la &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ritrovare-se-stessi-al-rifugio-e-coaching-di-crescita-personale-metodo-hpm/">Ritrovare se stessi al Rifugio e Coaching di Crescita Personale Metodo HPM</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Ritiro al Rifugio e coaching per la crescita personale Metodo HPM – Al Rifugio con l’autore. Winter School 2024</h2>
<p>1) Per chi apprezza il coaching e la crescita personale è innanzitutto disponibile il <a href="https://www.studiotrevisani.it/master-in-coaching-e-sviluppo-del-potenziale-umano-metodo-hpm/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Master in Coaching e Sviluppo del Potenziale Umano, Metodo HPM</a>, tenuto da Daniele Trevisani Academy, durata 6 mesi in forma one-to-one per la massima flessibilità e adattamento alle esigenze del partecipante. Ad oggi è ritenuto da Google Scholar il migliore master online in coaching in Italia (provare la ricerca su Google “migliore master in coaching in Italia” per verificare).</p>
<p>2) Esiste anche, per tutti, il bisogno di fermarsi un attimo in un luogo tranquillo e immerso nella natura, fare il punto della propria situazione, e pianificare un proprio futuro ricco di significati. Farlo in presenza con l’assistenza di coach e assieme ad altri che condividono lo stesso intento è uno dei modi migliori per farlo. Ma dove? In un rifugio/wellness di montagna dove abbineremo il training in una formula speciale tra indoor e attività outdoor, dove la natura dà una mano al nostro intento.</p>
<p>Il weekend del 10-11 Febbraio Presso l&#8217;Hotel e Rifugio Wellness del Centro Fondo Campolongo (VI) raggiungibile in auto senza problemi e con ampio parcheggio, si terrà quindi la 3° Edizione del ritiro di crescita personale “al Rifugio con l’Autore”. Esploreremo con le tecniche del coaching il nostro potenziale personale e quanto potenziale possiamo ancora esprimere. Per chi vuole intanto leggere un libro sul tema è disponibile il <a href="https://www.ibs.it/potenziale-umano-metodi-tecniche-di-libro-daniele-trevisani/e/9788846498625?lgw_code=1122-B9788846498625&amp;gclid=EAIaIQobChMIj9vytPa9_wIVms53Ch1EbQZXEAQYASABEgL6mPD_BwE" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">libro “Il Potenziale Umano” edito da Franco Angeli</a>.</p>
<blockquote><p>Se desideri un contatto con il dott. Daniele Trevisani <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">compila questo form</a>, ti contatteremo al più presto</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28206" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve.jpg" alt="al rifugio con 'autore coaching crescita personale" width="1920" height="840" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve.jpg 1920w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-300x131.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-1024x448.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-768x336.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-1536x672.jpg 1536w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-175x77.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-450x197.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-1170x512.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/centro-fondo-campolongo-con-la-neve-600x263.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" />Per chi vuole vedere tutta la bibliografia scientifica del dott. Daniele Trevisani, da cui attingeremo, è disponibile a <a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">questo link</a>.</p>
<p>I temi che tratteremo rispondono ai fondamenti del Metodo HPM:</p>
<ul>
<li>lo sviluppo del benessere fisico, corporeo e bioenergetico della persona</li>
<li>la motivazione e le energie mentali, il benessere mentale</li>
<li>la crescita delle competenze strategiche</li>
<li>la capacità di pianificare un percorso di crescita personale</li>
<li>la vision, la spiritualità e la ricerca e rafforzamento della propria missione di vita (life purpose)</li>
<li>la psicologia dei nostri tempi personali (Modello T-Chart)</li>
<li>rivedere la nostra mission e vision personale e concretizzarla</li>
<li>ansia, paure e stati emotivi negativi. Le competenze di leadership emozionale</li>
<li>riempirsi di gioia, speranza, ottimismo. Il modello H.E.R.O.</li>
</ul>
<p>orari: Sabato 9.30-18</p>
<p>Domenica 9.30-17</p>
<p>Il costo previsto è di 199 euro con saldo sul posto. Il costo non ha iva addizionale in quanto tenuto da soggetto in regime agevolato.</p>
<p>Per qualsiasi ulteriori informazioni è disponibile il <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">form di contatto</a>.</p>
<p>Vi aspettiamo!</p>
<p>• Dott. Daniele Trevisani, formatore e coach, scrittore</p>
<p>• <a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.studiotrevisani.it</a></p>
<p>• Cristina Turconi, formatore e coach, facilitatore, Master Trainer Certificata in Coaching Metodo HPM</p>
<p>• <a href="https://www.cristinatuconi.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.cristinaturconi.it</a></p>
<h2>Approfondimento sulla Crescita Personale</h2>
<p>La crescita personale è un processo continuo di sviluppo e miglioramento delle proprie abilità, conoscenze, e benessere emotivo. Coinvolge l&#8217;acquisizione di nuove competenze, la scoperta di nuove prospettive e la realizzazione di un potenziale più elevato. Ecco alcune aree chiave della crescita personale:</p>
<ol>
<li><strong>Apprendimento continuo:</strong> Sviluppare la consapevolezza della propria sete di conoscenza e cercare costantemente di imparare nuove cose. Questo può includere la formazione formale, la lettura di libri, la partecipazione a corsi o workshop, e la ricerca di opportunità di apprendimento informale.</li>
<li><strong>Sviluppo delle competenze:</strong> Identificare le abilità chiave che possono contribuire al successo personale e professionale e lavorare su di esse. Queste competenze possono essere di vario genere, come abilità comunicative, gestione del tempo, resilienza emotiva, ecc.</li>
<li><strong>Consapevolezza di sé:</strong> Comprendere chi si è veramente, con i propri punti di forza e debolezze. La consapevolezza di sé consente di prendere decisioni più consapevoli e di lavorare su aspetti specifici della propria personalità che possono essere migliorati.</li>
<li><strong>Sviluppo delle relazioni:</strong> Coltivare relazioni positive con gli altri, sia a livello personale che professionale. La capacità di comunicare efficacemente, gestire i conflitti e costruire connessioni significative è fondamentale per la crescita personale.</li>
<li><strong>Gestione del tempo e obiettivi:</strong> Imparare a gestire il proprio tempo in modo efficiente e a fissare obiettivi realistici. Lavorare verso obiettivi specifici fornisce una direzione chiara e una motivazione costante.</li>
<li><strong>Benessere fisico e mentale:</strong> Prendersi cura del proprio corpo e della propria mente è essenziale per la crescita personale. Questo può includere l&#8217;esercizio fisico regolare, una dieta equilibrata, il sonno adeguato e pratiche di gestione dello stress come la meditazione.</li>
<li><strong>Riflessione e autovalutazione:</strong> Fare regolarmente una riflessione sulla propria vita, valutare i progressi compiuti e identificare le aree che richiedono ulteriore sviluppo. La capacità di autovalutarsi in modo onesto è un elemento chiave della crescita personale.</li>
<li><strong>Flessibilità e adattabilità:</strong> Essere aperti al cambiamento e disposti ad adattarsi alle nuove circostanze. La flessibilità mentale consente di affrontare le sfide in modo più efficace.</li>
</ol>
<p>La crescita personale è un viaggio individuale e può variare da persona a persona. È un impegno costante verso il miglioramento personale e il raggiungimento del proprio potenziale.</p>
<h2>Approfondimento sulla crescita del Potenziale Personale</h2>
<p>Lo sviluppo del potenziale personale è un processo continuo di crescita e miglioramento delle abilità, delle competenze e delle qualità personali al fine di raggiungere obiettivi specifici e massimizzare il proprio benessere. Ecco alcune chiavi per sviluppare il proprio potenziale personale:</p>
<ol>
<li><strong>Autoconsapevolezza:</strong>
<ul>
<li>Rifletti su te stesso e sulle tue abilità, passioni, punti di forza e aree di miglioramento.</li>
<li>Cerca di comprendere i tuoi valori, le tue convinzioni e la tua visione della vita.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Obiettivi chiari:</strong>
<ul>
<li>Stabilisci obiettivi a breve e lungo termine che siano chiari, realistici e in linea con i tuoi valori.</li>
<li>Scomponi gli obiettivi in passi più piccoli per renderli più gestibili.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Apprendimento continuo:</strong>
<ul>
<li>Sii aperto all&#8217;apprendimento e cerca nuove opportunità per acquisire conoscenze e competenze.</li>
<li>Leggi libri, partecipa a corsi, frequenti conferenze e cerca feedback per migliorare costantemente.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Adattabilità:</strong>
<ul>
<li>Sii flessibile e adattati ai cambiamenti. La capacità di affrontare le sfide e adattarsi alle nuove situazioni è cruciale.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione del tempo:</strong>
<ul>
<li>Impara a gestire efficacemente il tuo tempo. Identifica le attività prioritarie e evita la procrastinazione.</li>
<li>Crea una routine che ti aiuti a mantenere un equilibrio tra lavoro, svago e riposo.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Sviluppo delle relazioni:</strong>
<ul>
<li>Coltiva relazioni positive e costruttive. Le connessioni con gli altri possono essere una fonte di supporto e crescita personale.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Auto-motivazione:</strong>
<ul>
<li>Trova la tua fonte di ispirazione interna. Impara a motivarti anche quando le cose diventano difficili.</li>
<li>Fai uso dell&#8217;auto-riflessione per valutare i tuoi progressi e apportare eventuali modifiche al tuo percorso.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione dello stress:</strong>
<ul>
<li>Sviluppa strategie per gestire lo stress in modo sano, come la meditazione, l&#8217;esercizio fisico o l&#8217;hobby che ti rilassa.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Assunzione di responsabilità:</strong>
<ul>
<li>Assume la responsabilità delle tue azioni e decisioni. Questo ti dà il controllo sulla tua vita e sulle tue scelte.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Crescita emotiva:</strong>
<ul>
<li>Lavora sulla tua intelligenza emotiva. Comprendere e gestire le tue emozioni è essenziale per un benessere emotivo e relazionale.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Ricorda che lo sviluppo del potenziale personale è un viaggio individuale e un processo continuo. Non c&#8217;è una formula unica che funzioni per tutti, quindi sperimenta diverse strategie e adatta il percorso in base alle tue esigenze e esperienze personali.</p>
<h3>Semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Sviluppo personale</li>
<li>Autorealizzazione</li>
<li>Auto-miglioramento</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Autostima</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Obiettivi personali</li>
<li>Autodisciplina</li>
<li>Mente positiva</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Equilibrio vita-lavoro</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Auto-compassione</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Apprendimento continuo</li>
<li>Autodirezione</li>
<li>Consapevolezza finanziaria</li>
<li>Salute mentale</li>
<li>Fitness fisico</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Empatia</li>
<li>Gratitudine</li>
<li>Creatività</li>
<li>Pensiero critico</li>
<li>Decisioni informate</li>
<li>Riflessione personale</li>
<li>Consapevolezza culturale</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ritrovare-se-stessi-al-rifugio-e-coaching-di-crescita-personale-metodo-hpm/">Ritrovare se stessi al Rifugio e Coaching di Crescita Personale Metodo HPM</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/ritrovare-se-stessi-al-rifugio-e-coaching-di-crescita-personale-metodo-hpm/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovi orizzonti umani</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/nuovi-orizzonti-umani/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/nuovi-orizzonti-umani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 07:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
		<category><![CDATA[aspirazioni]]></category>
		<category><![CDATA[autorealizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[crescita e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[desideri]]></category>
		<category><![CDATA[formazione assistenti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione educatori]]></category>
		<category><![CDATA[grounding]]></category>
		<category><![CDATA[impegno quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[introspezione]]></category>
		<category><![CDATA[Mental Coach]]></category>
		<category><![CDATA[metodo HPM]]></category>
		<category><![CDATA[modello]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale personale]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[salute fisica]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[scoperta di sé]]></category>
		<category><![CDATA[smart goals]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[stato del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[supervisione]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio interiore]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://bernardiveronica.wordpress.com/?p=804</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Il grounding bioenergetico come base per progettare nuove sfide Gli studiosi che si sono occupati di analizzare lo stato del corpo, della salute fisica e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/nuovi-orizzonti-umani/">Nuovi orizzonti umani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il grounding bioenergetico come base per progettare nuove sfide</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studiosi che si sono occupati di analizzare lo stato del corpo, della salute fisica e delle condizioni corporee nella storia, hanno evidenziato che mai, sinora, l’essere umano è stato nella condizione di essere veramente libero dal male fisico, dalla fame o da alimentazione sbagliata, dalla schiavitù di un corpo che soffre e lo frena, o da un’educazione che opprime anziché liberare. Questo per alcuni è solo un sogno, ma la direzione è tracciata. Approfittare di questa nuova libertà, quando sarà completa, è la sfida del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mirabile lavoro di Piero Camporesi – che ha recuperato dalla letteratura italiana lo stato in cui vivevano le persone nella storia medievale<a href="#_ftn1" id="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> – ci parla di uno sfondo quotidiano tremendo, fatto di costante sensazione di fame, di denutrizione, di sofferenza psichica, di ossessione e terrore, di cibo malato, avvelenante, andato a male, o drogato (il pane veniva spesso mescolato ad erbe con effetti allucinogeni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Violenza e stupro hanno segnato la storia della razza umana. Il vissuto del corpo è, salvo poche isole felici, una storia di dolore, di malattia, carenze fisiologiche, cure inefficaci, affidate a stregoni e rimedi incredibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella condizione in cui domina fame o sofferenza, l’essere umano ha avuto pochi lampi di luce per idee e aspirazioni positive, sogni e orizzonti nuovi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/06/nuovi-orizzonti-umani.jpg?w=903" alt="" class="wp-image-806" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi molte persone e aree del mondo non sono libere dal dolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la mente sia in grado di pensare ad altro, a sognare in avanti e verso il futuro, anziché vivere la sofferenza, i risultati possibili sono enormi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo richiede però un forte impegno politico su scala mondiale, e per se stessi, un impegno quotidiano, costante, nel non “dare per scontato” né il proprio corpo, né lo sviluppo di sè come menti pensanti, le capacità da coltivare, i sogni e ambizioni che rendono onore al fatto di esistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rendere onore ad essi nel viaggio nella vita è un impegno, ed ogni piccolo passo compiuto, come una preghiera, ha un valore che va oltre il momento.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte non possa mai entrare nel tuo cuore.</p><p>Non attaccare nessuno per la sua religione; rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue.</p><p>Ama la tua vita, migliora la tua vita, abbellisci le cose che essa ti da.</p><p>Cerca di vivere a lungo e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo.</p><p>Prepara una nobile canzone di morte per il giorno in cui ti incamminerai verso la grande separazione.</p><p>Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico, anche se straniero, in un posto solitario.</p><p>Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno.</p><p>Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.</p><p>Se non trovi nessun motivo per ringraziare, la colpa giace solo in te stesso.</p><p>Non abusare di niente e di nessuno, per farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche e priva lo spirito delle sue visioni.</p><p>Quando arriverà il tuo momento di morire, non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura, e quando arriverà il loro momento essi piangeranno e pregheranno per avere un ‘altro poco di tempo per vivere la loro vita in maniera diversa.  </p><p>Canta la tua canzone della morte e muori come un eroe che sta tornando alla casa.</p><cite>Capo Tecumseh<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a><br><br><br><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Fonte: Bent, D. (2008), <em>The Madison Era: Native Americans</em>, James Madison Uni­ver­si­ty, Harrisonburg, VA, nostra traduzione.<br> </cite></blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Camporesi, P. (1980), <em>Il pane selvaggio</em>, Il Mulino, Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>nuovi orizzonti</li><li>stato del corpo</li><li>salute fisica</li><li>salute mentale</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>impegno quotidiano</li><li>grounding</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/nuovi-orizzonti-umani/">Nuovi orizzonti umani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/nuovi-orizzonti-umani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
