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	<title>realizzazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>realizzazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Il bisogno di senso nella ricerca della performance</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 09:46:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-bisogno-di-senso-nella-ricerca-della-performance/">Il bisogno di senso nella ricerca della performance</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di negarle o posticiparle sino alla morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo del <em>time management</em>, la gestione del tempo, e più in generale delle risorse limitate &#8211; fa troppo conto su fogli di Excel e poco conto sul mondo delle emozioni che proviamo nel fare qualcosa, o nel dirigerci verso uno scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembrano due terreni diversi, ma in realtà lo sfondo emotivo è il vero substrato dei risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi dedichiamo il nostro tempo migliore e le nostre risorse migliori a ciò che ci nutre, a ciò che ci gratifica, e fuggiamo tutto il resto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cultura della consapevolezza deve portare le persone ad essere più consce di quali obiettivi o stati vuole raggiungere, e di come utilizza il suo tempo. Una scarsa consapevolezza vede invece le persone in <strong>uno stato di divario, di scostamento, tra ciò che desideri e come utilizzi realmente il tuo tempo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Percepisci una dissonanza, un allarme, ogni volta che senti di dedicare tempo a qualcosa che non senti essere la tua vera vita. O cerchi un perchè in quello che fai, e questo perchè non lo trovi o fai sempre più fatica a trovarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca del perchè, la ricerca di un bisogno di &#8220;senso&#8221; è sacra. Si tratta solo di ascoltarla.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molte aziende ci si dedica alla pianificazione solo quando si è obbligati, mentre guidare un “muletto” o una ruspa gratificherebbe di più. Riempiamo le giornate &#8211; e a volte interi brani di vita &#8211;&nbsp; a correre come formiche anziché concentrarci su cosa è importante. Sul cosa fare e sul perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cerchiamo invece di impegnarci in una vocazione o interesse, e impariamo a sentire il fluire delle energie, la dove prima vedevamo solo azioni vuote. Tutto cambierà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Motivazione</li>



<li>Passione</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Determinazione</li>



<li>Autostima</li>



<li>Ambizione</li>



<li>Successo</li>



<li>Fallimento</li>



<li>Frustrazione</li>



<li>Gratificazione</li>



<li>Paura</li>



<li>Ansia</li>



<li>Consapevolezza</li>



<li>Felicità</li>



<li>Perseveranza</li>



<li>Realizzazione</li>



<li>Speranza</li>



<li>Fiducia</li>



<li>Empatia</li>



<li>Sviluppo personale</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Valutazione delle energie personali per l&#8217;auto-efficacia</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/valutazione-delle-energie-personali-per-lauto-efficacia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
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		<category><![CDATA[concentrazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[determinazione]]></category>
		<category><![CDATA[energia emotiva]]></category>
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		<category><![CDATA[impegno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Divertiti. Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa. Bruce Lee L&#8217;intera questione delle emozioni &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/valutazione-delle-energie-personali-per-lauto-efficacia/">Valutazione delle energie personali per l&#8217;auto-efficacia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Divertiti. Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa.</em> Bruce Lee</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intera questione delle emozioni alfa e emozioni beta ruota attorno a: vivere intensamente il progetto, la via, il percorso &#8211; emozioni <em>beta</em> &#8211; e cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere o che ci assegnano &#8211; emozioni <em>alfa</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I mix emotivi che si generano nelle situazioni reali. Es, volere il risultato ma volerlo subito e detestare il percorso di costruzione che ti ci porta, oppure amare il viaggio sino a considerare irrilevante la meta, e tante altre condizioni intermedie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste &#8220;faccende&#8221; sono talmente importanti per le performance, e piene di sfumature, che vanno affrontate obbligatoriamente, se vogliamo mai avere speranza di compiere performance davvero eccezionali ma anche avere un vissuto appagante nella vita di chi le compie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si, a volte diciamo che il viaggio è persino più appagante della meta. Ma per chi si occupa di performance, queste semplificazioni sono solo l&#8217;inizio. Vanno approfondite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tematica del raggiungimento di obiettivi è ampiamente trattata in campo strategico e aziendale. Obiettivi. Obiettivi. Obiettivi. Tutto ruota attorno agli obiettivi, sino a perdere di vista chi è che li deve raggiungere &#8211; esseri umani e non macchine &#8211; e quali energie mentali servano, in che stato sono queste &#8220;macchine&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginate di dare un obiettivo semplicissimo ad una persona depressa. Una persona realmente depressa troverà difficile persino alzarsi dal letto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo diventa semplice o facile in funzione di dove si posiziona la <strong>soglia di efficacia personale</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Posizione di diversi obiettivi rispetto alla soglia di efficacia personale</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/12/image.png" alt="" class="wp-image-28364"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ognuno di noi può esercitarsi nell&#8217;individuare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Obiettivi di tipo A1</strong>: quello che sento di poter fare con assoluta tranquillità, qualcosa di &#8220;tranquillo&#8221;, niente di sfidante per me.</li>



<li><strong>Obiettivi di tipo A2</strong>: quello che sento di poter fare ma mi richiede un impegno e attenzione particolari. Rientra comunque tra &#8220;ciò che sento di poter fare&#8221;.</li>



<li><strong>Obiettivi di tipo B1</strong>: obiettivi &#8220;quasi alla portata&#8221;, ciò che riuscirei a fare bene ma solo in parte, e sento che per poterlo fare bene devo ancora apprendere qualcosa, o mi <strong>serve ancora qualche ingrediente</strong>.</li>



<li><strong>Obiettivi di tipo B2</strong>: obiettivi con larga probabilità di fallimento, temi su cui qualcosa conosco, qualcosa so fare, ma per raggiungerli sento che devo ancora apprendere molto, li sento ancora molto lontano e difficili.</li>



<li><strong>Obiettivi di tipo C</strong>: non è fattibile ora, ma non è molto lontano da quello che sento di poter fare, se iniziassi ad esercitarmi. Per ora è fuori dalla mia portata ma non è detto lo sia per sempre.</li>



<li><strong>Obiettivi di tipo D</strong>: troppo lontano, troppo difficile, impossibile per me, adesso e per sempre.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;asticella con cui misuriamo questi obiettivi diventa il Potere Personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figuriamoci cosa accade quando diamo un obiettivo ad una persona demotivata. O, se lo riceviamo noi stessi e non ci crediamo. Cosa facciamo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo cercare di aumentare il nostro Potere Personale, alzare l&#8217;asticella con cui misuriamo gli eventi, o abbandonarne persino l&#8217;idea. Cosa fare, in questo caso, diventa un modo di vivere la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Autostima</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Motivazione</li>



<li>Determinazione</li>



<li>Fiducia</li>



<li>Obiettivi</li>



<li>Responsabilità</li>



<li>Autocontrollo</li>



<li>Concentrazione</li>



<li>Autodisciplina</li>



<li>Impegno</li>



<li>Crescita personale</li>



<li>Persistenza</li>



<li>Autoregolazione</li>



<li>Proattività</li>



<li>Energia emotiva</li>



<li>Ottimismo</li>



<li>Autonomia</li>



<li>Realizzazione</li>



<li>Consapevolezza</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Essere un canale per il nuovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 08:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il coraggio di evolvere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore,&#160;dott. Daniele Trevisani, dal testo “Il coraggio di evolvere. Coaching attivo esperienziale e counseling per lo sviluppo personale e professionale. Il metodo della Neotropia” Bologna, OM Edizioni. La storia dell&#8217;evoluzione insegna che l&#8217;universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo. Karl Popper Sicuramente un percorso di coaching, di &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://robertaprestia.files.wordpress.com/2023/02/floatsixty_11-1170x780-2.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-59" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore,&nbsp;<a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3ZB7D2X" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il coraggio di evolvere. Coaching attivo esperienziale e counseling per lo sviluppo personale e professionale. Il metodo della Neotropia</a>” Bologna, OM Edizioni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>La storia dell&#8217;evoluzione insegna che l&#8217;universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Karl Popper</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente un percorso di coaching, di formazione, di counseling personale e counseling aziendale di tipo neotropico è radicato nella <strong>pulsione verso una condizione più positiva</strong>, che sia materiale o esistenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando in una sessione di coaching in profondità (Deep Caching) riusciamo a spostare anche di una sola frazione le <strong>priorità</strong> che la persona aveva, direzionandola verso nuove e diverse priorità, più pulite e anzi disincrostate da “tracce memetiche” dannose, abbiamo compiuto un atto sacro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pulizia mentale e la ripulitura da sfondi memetici (idelogie) e pensieri dannosi per la persona e la società è una grande area di obiettivi per la Neotropia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca del nuovo e della crescita personale deve essere mossa da obiettivi sani e puliti, e non come moda fine a sé stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alexander Lowen ci mette in guardia contro il “nuovo” come moda forzata:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Il progresso implica un’attività costante per trasformare il vecchio in nuovo, con la convinzione che il nuovo sia sempre superiore al vecchio. Anche se questo può essere vero in alcuni settori tecnici, si tratta di una convinzione pericolosa. Generalizzando, ciò implica che il figlio sia superiore al padre o che la tradizione sia semplicemente il peso morto del passato. Ci sono culture in cui dominano altri valori, dove il rispetto del passato e della tradizione è più importante del desiderio di cambiamento. In queste culture il conflitto è minimizzato e la nevrosi rara.<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><strong>[1]</strong></a></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo quindi prestare grande attenzione a quale tipo di nuovo vogliamo assimilare e farlo con metodi e tecniche ben focalizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo esaminare cosa non va nella nostra “memetica personale” e cosa mantenere, di cosa liberarci, e cosa farvi entrare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La “Memetica”, la scienza delle idee, si occupa di far emergere le tracce mentali che abbiamo dentro, i pensieri, le nostre mappe mentali, le nostre ideologie, e come percepiamo il mondo. Agire sulla Memetica, quindi, assume molto più valore che agire su una singola competenza, per quanto pratica e utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa ripulire un po&#8217; del fango mentale che ci circola dentro e imparare a volare alti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Ci sono delle anime che, come alcuni animali, si rivoltano nel fango, ed altre che volano come gli uccelli i quali nell&#8217;aria si purificano e si puliscono.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(San Giovanni della Croce)</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il Coaching, sia Personale che Aziendale, si occupa di ricentrare il modo stesso di vivere la vita e l&#8217;azienda in direzione di una maggiore felicità, maggiore grado di realizzazione, efficacia ed efficienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo, deve apprendere a guardare verso il &#8220;nuovo&#8221; con uno sguardo ripulito da distorsioni, un&#8217;operazione che nel nostro metodo proprietario è appunto chiamata &#8220;Neotropia &#8211; la Scienza del Nuovo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa scienza si applica ad ogni situazione di Counseling Professionale, di Formazione, di Ricerca &amp; Sviluppo, di Marketing, e persino sul piano spirituale, ove si voglia individuare quali tipi di &#8220;nuovo&#8221; ricercare e quali tipi di &#8220;vecchio&#8221; (vecchie abitudini, vecchie priorità, vecchie modalità, vecchi atteggiamenti e comportamenti, vecchi modi di relazionarsi e comunicare) siano da abbandonare per fare posto al nuovo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>La mutazione è la chiave della nostra evoluzione, ci ha consentito di evolverci da organismi monocellulari a specie dominante sul pianeta. Questo processo è lento e normalmente richiede migliaia e migliaia di anni, ma ogni qualche centinaio di millenni l&#8217;evoluzione fa un balzo in avanti.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Jean Grey</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dal film: X-men 2</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Neotropia vuole produrre volontariamente quei “balzi in avanti” che tanto sono necessari alle persone e alle aziende, e senza aspettare i tempi biblici dell’evoluzione, li vuole individuare e fare accadere in tempi ragionevolmente rapidi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">1 Lowen, Alexander (1980). Fear of Life. Edizione italiana: “Paura di vivere”, Roma, Astrolabio &#8211; Ubaldini, 1982.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a>&nbsp;Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



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<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Evoluzione</li>



<li>Nuovo  </li>



<li>Vecchio</li>



<li>Evolvere</li>



<li>Prioritàaccogliere,</li>



<li>Pulirsi</li>



<li>Disintossicarsi</li>



<li>Pensieri dannosi</li>



<li>Ricerca</li>



<li>Obiettivi sani</li>



<li>Progresso</li>



<li>Assimilare il nuovo</li>



<li>Tracce mentali</li>



<li>Liberarsi</li>



<li>Accogliere</li>



<li>Fango mentale</li>



<li>Realizzazione</li>



<li>Efficacia</li>



<li>Libertà</li>



<li>coaching</li>



<li>Couseling</li>



<li>Sviluppo</li>



<li>Formazione</li>



<li>Marketing</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Concetti fondamentali: la visione della persona come sistema energetico</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/concetti-fondamentali-la-visione-della-persona-come-sistema-energetico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 16:37:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[coaching verona]]></category>
		<category><![CDATA[crescita del potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia fisica]]></category>
		<category><![CDATA[energia mentale]]></category>
		<category><![CDATA[fondamenta solide]]></category>
		<category><![CDATA[macro-competenze]]></category>
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		<category><![CDATA[metodo HPM]]></category>
		<category><![CDATA[micro-competenze]]></category>
		<category><![CDATA[modello piramidale]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[prestazioni umane]]></category>
		<category><![CDATA[progettualità]]></category>
		<category><![CDATA[realizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo del potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo prestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[training aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Copyright. Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Il metodo HPM per il coaching Il metodo HPM deriva la propria sigla dal suo obiettivo primario, il Modeling, o “dare forma”, generare impulso, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/concetti-fondamentali-la-visione-della-persona-come-sistema-energetico/">Concetti fondamentali: la visione della persona come sistema energetico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" id="copyright-articolo-estratto-con-il-permesso-dell-autore-dal-testo-di-daniele-trevisani-il-potenziale-umano-metodi-e-tecniche-di-coaching-e-training-per-lo-sviluppo-delle-performance-franco-angeli-editore-milano">Copyright. Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di <a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-metodo-hpm-per-il-coaching">Il metodo HPM per il coaching </h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo HPM deriva la propria sigla dal suo obiettivo primario, il <em>Modeling</em>, o “dare forma”, generare impulso, contributo e stimolo alla crescita della persona, dei team e delle organizzazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo ha due distinte sfere di applicazione, tra di loro collegate:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>crescita del potenziale umano</strong>: <em>Human Potential Modeling</em>, e</li><li><strong>sviluppo delle prestazioni</strong>: <em>Human Performance Modeling</em>.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo contiene una concezione dell’uomo come articolazione di energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro”, sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò che significa progredire, nel suo senso più profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere. Prendere piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è un’operazione che ha una propria sacralità, al di la del risultato numerico o professionale che ne può derivare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire questo è essenziale oggi per fare del training aziendale serio, essere ricercatori o insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel <em>focusing</em> (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina una persona o un’organizzazione, intesa come complesso di energie circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo HPM raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni) e li considera aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene approfondita, ma sicuramente non esaurita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Potenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani esistenziali superiori, ricercare, crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono disporre di uno stato di carica variabile, e funzionare bene o male, con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per analizzare il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o intellettuale, ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo bisogno di localizzare <strong>quali sono i micro e macro-distretti su cui si può agire</strong> e come questi interagiscono tra di loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo anche saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare al generale, e viceversa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/02/concetti-fondamentali-la-visione-della-persona-come-sistema-energetico1.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-93" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Esponiamo di seguito una breve sintesi di quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il substrato psicoenergetico e le <strong>energie mentali</strong>: riguarda le energie psicologiche, le forze motivazionali, lo stato di forma mentale necessario per affrontare sfide, progetti, traguardi (goal) e obiettivi. Si prefigge di analizzare ed intervenire sulle capacità mentali, come concentrazione, lucidità tattica, abilità strategiche, capacità di percezione, utilizzo della memoria, amplificazione sensoriale, sino alle capacità di vivere le passioni, rivedere il nostro modo di essere, riprendere in mano il proprio ruolo nella vita con maggiore assertività, ripensarsi, creare motivazione in sè e nel team, sviluppare coraggio e perseveranza, utilizzare uno stile di pensiero produttivo e positivo;</li><li>il substrato bioenergetico e le <strong>energie fisiche</strong>: inquadra la parte biologica dell’essere umano: il corpo e le energie fisiche, lo stato di forma organis­mico e biologico che sorregge le energie individuali; comprende l’analisi delle energie corporee e il funzionamento dell’organismo, come esso possa essere riparato o “potenziato”, gli effetti dello stile di vita e l’approccio olistico al corpo, l’attenzione alle economie locali (di specifici distretti fisici) e alle energie generali;</li><li>le <strong>micro-competenze</strong>: i micro-dettagli che danno spessore al potenziale, le micro-abilità psicologiche e psicomotorie che fanno la differenza in una prestazione manageriale o sportiva, le micro abilità-cognitive (di ragionamento), che creano differenza tra un’esecuzione mediocre, media o invece eccellente,&nbsp; le micro-abilità relazionali e comunicazionali da cui dipende un lavoro di qualità;</li><li>le <strong>macro-competenze</strong> personali e professionali: i grandi strumenti (competenze, skills, capacità) che compongono il profilo di un ruolo; le traiettorie di cambiamento che subisce lo scenario che ci circonda, come rimanerne coscienti e in pieno controllo; la gamma delle abilità o portfolio di competenze di un individuo o di un team, e come questo deve essere rivisitato, riqualificato, formato, per essere all’altezza degli obiettivi che ognuno di noi si pone e delle sfide che vuole cogliere;</li><li>goal e <strong>progettualità</strong>: la strutturazione dello sforzo <em>per</em> qualcosa o <em>contro</em> qualcosa di concreto (un ideale trasformato in progetto); la capacità di sviluppare un obiettivo in azione, il focus di applicazione delle energie e competenze, la loro traduzione in specifici piani operativi e risultati attesi;</li><li>visione, <strong>principi e valori</strong>, missione: ideali, principi morali, sogni, aspirazioni, i motori profondi che dirigono le priorità personali, gli ancoraggi di senso e significato che connettono i progetti ad un piano più profondo, le scelte personali, il senso di missione. Riguarda inoltre lo sfondo primordiale di desideri e pulsioni che spingono il nostro fare ed agire, il senso di causa e – non ultimo – il nostro vissuto spirituale ed esistenziale.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ognuno di questi stati o “celle” può avere un certo livello di “carica”, trovarsi “pieno”, “abbondante”, ben coltivato, ben esercitato, o essere invece “scarico”, deprivato, depotenziato, impoverito, o persino trascurato e maltrattato, denutrito, abbandonato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al crescere della carica nei diversi sistemi aumenta l’energia complessiva della persona, dei team, e delle organizzazioni da loro composte, con effetti molto tangibili: risultati, prestazioni, capacità di decidere, di incidere e produrre cambiamento positivo. Questi risultati dipendono dallo stato dei diversi sistemi, dalla capacità di coltivarli e nutrirli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La loro condizione locale e l’interazione tra le diverse “celle” può produrre il massimo del potenziale o presentare sinergie negative, o danni e malfunzionamenti che impediscono all’essere umano di esprimersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risorse personali e il potenziale individuale possono essere “lette” ma soprattutto amplificate attraverso un lavoro serio sulle sei aree.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano manageriale e sportivo, nei team e nelle aziende, le implicazioni sono altrettanto evidenti: lo stato di forma mentale e fisico delle persone, la loro carica motivazionale, le loro competenze, la loro progettualità, il loro spessore morale, fanno la differenza tra persone o team spenti, e persone, team o organizzazioni capaci, forti, motivate, piene di energia ed entusiasmo, desiderose di affrontare sfide e dare contributi veri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>potenziale umano</li><li>energia</li><li>energia fisica</li><li>energia mentale</li><li>micro-competenze</li><li>macro competenze</li><li>progettualità</li><li>metodo HPM</li><li>modello piramidale</li><li>cambiamento</li><li>prestazioni umane</li><li>crescita del potenziale</li><li>sviluppo prestazioni</li><li>performance</li><li>potenziale</li><li>coaching</li><li>training aziendale</li><li>fondamenta solide</li><li>successo</li><li>realizzazione</li><li>mental coach Verona</li><li>coaching Verona</li><li>sviluppo del potenziale </li><li>Verona</li></ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Porta Sparta con te. E in azienda.</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/porta-sparta-con-te-e-in-azienda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 14:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di coaching]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[realizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[scelte]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spirito di rinuncia o Sparta? Il coraggio di essere, di vivere, di diventare di Daniele Trevisani, Formatore, Consulente in Formazione Strategica www.studiotrevisani.it &#8211; Estratto dal volume &#8220;Il Coraggio delle Emozioni&#8221; Franco Angeli Editore. A qualsiasi età, è bene sentirsi un guerriero che si sta allenando. Nelle aziende, le energie delle persone sembrano a volte spente, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/porta-sparta-con-te-e-in-azienda/">Porta Sparta con te. E in azienda.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body" dir="ltr">
<h2>Spirito di rinuncia o Sparta? Il coraggio di essere, di vivere, di diventare</h2>
<p><em>di Daniele Trevisani, Formatore, Consulente in Formazione Strategica <a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.studiotrevisani.it</a> &#8211; Estratto dal volume &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788891714213/trevisani-daniele/coraggio-delle-emozioni.html" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Il Coraggio delle Emozioni</a>&#8221; Franco Angeli Editore.</em></p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image062.png" rel="attachment wp-att-8156"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8156" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image062.png?w=150" alt="image062" width="153" height="110" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image062.png 372w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image062-300x216.png 300w" sizes="auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image063.jpg" rel="attachment wp-att-8122"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8122" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image063.jpg?w=150" alt="image063" width="195" height="110" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image061.jpg" rel="attachment wp-att-8121"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8121" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image061.jpg?w=150" alt="image061" width="121" height="112" /></a></p>
<p>A qualsiasi età, è bene sentirsi un guerriero che si sta allenando.</p>
<p>Nelle aziende, le energie delle persone sembrano a volte spente, come se non ci volesse più la domanda &#8220;<strong>cosa hai fatto oggi di buono, di positivo, di importante?</strong>&#8220;, ma bastasse &#8220;tirare avanti&#8221;.  No,non è così. Non farlo nemmeno per, fallo per i tuoi figli e le generazioni future. Ricorda, sei il frutto di gente che ha combattutto e tanto, per farti arrivare qui. Centinaia di generazioni sono servite, perchè tu sia qui, ora, adesso.</p>
<p>Anche in azienda, occorre lottare per costruire un futuro dove i nostri figli non debbano essere costretti ad emigrare. O no? E questo ha molto a che fare con come gestisci il <strong>Marketing</strong>, le <strong>Vendite Internazionali</strong>, le <strong>Negoziazioni</strong>, le <strong>Risorse Umane</strong>, e soprattutto, la <strong>Formazione</strong>.</p>
<p><strong>La Formazione è allenarsi ad essere, allenarsi a diventare</strong>. Ma diventare cosa? Un profeta, un bravo pizzaiolo, muratore, artista. Sia quello che sia. Va Bene. Un ottimo esperto di Marketing, di Qualità, di Logistica, di Recruiting, va benissimo. Puoi esplorare tutte le potenzialità che potresti esprimere nella vita, sino all&#8217;ultimo respiro. Puoi cambiare vita ed essere molte cose, cambiare pelle, girare tra vari strati sociali, e culture.</p>
<p><strong>È sufficiente che non ti accontenti di vivere una vita spenta.</strong></p>
<p>Nessuna vita deve essere sprecata. E nei momenti in cui senti che lo sia, proprio in quei momenti, può e deve nascere la voglia di fare qualcosa per cambiare.</p>
<p>Per farlo, serve coraggio.</p>
<p>Il coraggio è una caratteristica umana tra le più difficili da coltivare.</p>
<p>Molti pensatori vi si sono avvicinati e il loro pensiero è per noi stimolo importante.</p>
<p>Tiziano Terzani sostiene che: “Il coraggio è il superamento della paura”<a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">[1]</a>. Questo coraggio si trova nelle scelte difficili, nei bivi esistenziali, nei momenti in cui si trova una strada incerta, per cui:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. </em></strong></p>
<p><strong><em>È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. </em></strong></p>
<p><strong><em>A salire c&#8217;è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all&#8217;erta.<a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">[2]</a></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche secondo Ralph Waldo Emerson, tra i primi pensatori americani più influenti sul movimento per potenziale individuale, il coraggio consiste nel superamento delle paure. E questo non in termini di scelte eroiche, ma di atteggiamento quotidiano.</p>
<p>Il suggerimento preciso di Emerson per imparare la lezione della vita è quello di “vincere una paura ogni giorno”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Non ha imparato la lezione della vita </em></strong></p>
<p><strong><em>chi non vince una paura ogni giorno</em></strong></p>
<p><strong><em>(Ralph Waldo Emerson)</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il coraggio quindi smette di essere un atteggiamento solo epico o eroico, qualcosa da fare &#8220;ogni tanto&#8221;, e &#8220;se si presenta l&#8217;occasione della vita&#8221;, ma diventa un atteggiamento quotidiano, ogni singolo giorno un piccolo piccolo passo.</p>
<p>Esercitarlo un pò ogni giorno lo allena, lo potenzia. Ad esempio, andare sul ring ogni giorno, fa passare la paura del ring. Iniziare a guidare, e fare ogni giorno un pò di strada, allena alla guida. E prendere una strada nuova, allena ancora di più.</p>
<p>Anche secondo Osho, se se non vi fossero paure non vi sarebbe nemmeno la possibilità di definire il coraggio.</p>
<p>E questo significa fare le cose <em>nonostante</em> si abbia paura, e non perché non si ha paura<a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">[3]</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La parola “coraggio” è molto interessante: viene dalla radice latina cor, che significa “cuore”; </em></strong></p>
<p><strong><em>quindi essere coraggiosi significa vivere con il cuore&#8230;.</em></strong></p>
<p><strong><em>&#8230;la via del cuore è la via del coraggio: essa significa vivere nell’insicurezza, nell’amore, nella fiducia e ti orienta verso l’ignoto. </em></strong></p>
<p><strong><em>È la via che ti fa abbandonare il passato e ti apre al futuro. </em></strong></p>
<p><strong><em>Essere coraggiosi significa incamminarsi su percorsi pericolosi. La vita è pericolosa, solo i codardi evitano i pericoli e, così facendo, sono già morti.</em></strong></p>
<p><strong><em>(Osho)</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sfida del potenziale umano consiste nello scoprire come fare i conti con la paura. Non si tratta di un atteggiamento autodistruttivo o di gettarsi nel fuoco tanto per provare. Nemmeno di provare a farsi male quando questo sia certo.</p>
<p>Si tratta di sconfiggere le sensazioni di paura immotivate che sono radicate in noi e quelle che ci limitano solamente ma non hanno radici nella realtà se non in noi.</p>
<p>La persona forte è proprio quella che va avanti e nel frattempo ha paura, ma persevera. <em>Vado avanti nonostante la paura</em>: questo è atteggiamento eroico.</p>
<p>A volte si tratta persino del vincere la paura di riposare in un ambiente dove tutti corrono come formiche. Sia quello che sia.</p>
<p>Quando un certo atteggiamento combattivo si consolida, diventa schema mentale e comportamentale. La “percezione delle cose”, come nel giovane combattente del film “300”, è diversa in chi guarda gli eventi e il futuro con spirito di lotta rispetto a chi guarda il mondo con spirito di rinuncia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Non è la paura a governarlo, ma solo una cresciuta percezione delle cose: l&#8217;aria fredda nei polmoni, </em></strong></p>
<p><strong><em>i pini piegati dal vento della notte che incombe. </em></strong></p>
<p><strong><em>Le sue mani sono ferme. La sua forma: perfetta.</em></strong></p>
<p><strong><em>(Dal film: &#8220;300&#8221; di Zack Snyder)</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’abitudine all’ambiente negativo accettato senza lottare porta a uno stato di apatia, mancanza di uno stimolo di reazione adeguato. Si finisce per non sentire più il veleno che circola, l’aria viziata o velenosa.</p>
<p>Si finisce per non lottare.</p>
<p>Al contrario, le frasi dal film “300” evidenziano bene lo spirito combattivo che vigeva a Sparta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Qui è dove li bloccheremo&#8230;</em></p>
<p><em>Qui è dove combatteremo&#8230;</em></p>
<p><em>Qui è dove moriranno!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo spirito viene inculcato e assorbito durante la crescita:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>gli insegnarono a non indietreggiare mai a non arrendersi mai, </em></p>
<p><em>gli insegnarono che la morte sul campo di battaglia al servizio di Sparta era la gloria più grande che la vita avrebbe potuto offrirgli.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il concetto di onore si associa a quello della lotta per una causa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Soldato Spartano: Mio re! È un onore morire al tuo fianco&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em>Re Leonida: è un onore aver vissuto al tuo&#8230;</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>Un&#8217;ulteriore caratteristica del clima combattivo è un clima psicologico permeato di forza e coraggio, la presenza di un atteggiamento, esteso e permeante di non-rassegnazione. Uno spirito che a Sparta tocca tutti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>(messaggero) Le vostre donne saranno fatte schiave&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em>(Leonida, Re di Sparta) Evidentemente non conosci le nostre donne&#8230; avrei potuto mandare anche loro a combattere.</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>Ogni persona vive in un certo clima psicologico circostante e ne assorbe dei tratti, venendone potenziato o depotenziato. Il suo scatto di orgoglio sa nell’andare oltre questo clima, soprattutto quando questo è depotenziante.</p>
<p>La realtà psicologica non è sempre simile a quella di Sparta, non sempre, non per tutti, non ovunque. Ma la dobbiamo cercare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ultimo, ma assolutamente non meno importante, il coraggio – il coraggio morale, il coraggio delle proprie convinzioni, il coraggio di vedere attraverso le cose. Il mondo è in costante cospirazione contro i coraggiosi. È una battaglia vecchia come il tempo – il ruggito della folla da un lato e la voce della tua coscienza dall’altro.</em><em><br />
</em>(Douglas Macarthur)</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale…</em><br />
(Dal film <em>Into the wild</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">[1]</a> Fonte: http://it.wikiquote.org/wiki/Tiziano_Terzani</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">[2]</a> Ibidem.</p>
<p><a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">[3]</a> Osho (Bhagwan Shree Rajneesh) (2003), <em>Il coraggio. </em><em>Come vivere la propria esistenza senza mai tirarsi indietro</em>. Riza Edizioni, Milano.</p>
<p>_____</p>
<p><em>di Daniele Trevisani, Formatore, Consulente in Formazione Strategica <a target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.studiotrevisani.it</a> &#8211; Estratto dal volume &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788891714213/trevisani-daniele/coraggio-delle-emozioni.html" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Il Coraggio delle Emozioni</a>&#8221; Franco Angeli Editore.</em></p>
</div>
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		<title>Lo Spazio Mentale del Progetto e la teoria dei 3 mondi (a cura di Angelo Rovetta)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 08:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologia e Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teoria della progettazione   Lo spazio mentale del progetto[1] &#8211; Il progetto tra naturale e artificiale Copyright, Articolo a cura di Angelo Rovetta, in: Rivista Communication Research n. 1/2010 a cura di Medialab Research www.medialab-research.com Nella teoria dei 3 Mondi Popper offre una euristica proposta dei modi con cui interagiscono la conoscenza, le azioni umane e i &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lo-spazio-mentale-del-progetto-e-la-teoria-dei-3-mondi-a-cura-di-angelo-rovetta/">Lo Spazio Mentale del Progetto e la teoria dei 3 mondi (a cura di Angelo Rovetta)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Teoria della progettazione</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Lo spazio mentale del progetto</strong><strong><a href="/Dati/CR/CR%202009/02/Angelo%20Rovetta%20%20%202.1%20lo%20spazio%20mentale%20del%20progetto.doc#_ftn1">[1]</a> &#8211; <em>Il progetto tra naturale e artificiale</em></strong></p>
<ul>
<li><em>Copyright, Articolo a cura di Angelo Rovetta, in: Rivista Communication Research n. 1/2010 a cura di Medialab Research <a href="http://www.medialab-research.com" target="_blank" rel="noopener">www.medialab-research.com</a> </em></li>
</ul>
<p>Nella teoria dei 3 Mondi Popper offre una euristica proposta dei modi con cui interagiscono la conoscenza, le azioni umane e i “dati” del mondo “fuori” dal soggetto che percepisce e che interagisce, che vive.</p>
<p>Il Mondo 1, dunque, è costituito dall’insieme delle “cose” che popolano la natura (dai sassi agli animali, dalle foreste alle vallate, dai monti ai mari). Tutto ciò che è dato prima dell’avvento e delle relazioni con il soggetto.</p>
<p>Il Mondo 2 è il mondo della soggettività percipiente, della coscienza, della introspezione e dell’autonomia, della autoreferenzialità del “io sono”: la coscienza.</p>
<p>Il Mondo 3 è l’insieme degli oggetti “artificiali”, costruiti dai soggetti nel tempo. Si tratta di oggetti fisici  (come gli strumenti e le protesi di cui l’uomo si è dotato nel tempo) o di oggetti “mentali” (le idee, i romanzi e le poesie, le formule matematiche e fisiche). Tutto ciò, insomma, che non era dato “prima”, ma che è stato immesso nel Mondo 1 (nella “natura”) dal Mondo 2 (l’uomo) tramite creatività, immaginazione, lavoro, manipolazione, interazione con i Mondi 1 e 3.</p>
<p>Infatti, la caratteristica “sistemica” dei 3 Mondi è che si influenzano reciprocamente e che gli oggetti del Mondo 3 “modificano” gli altri due Mondi.</p>
<p>Ecco, pertanto, dove si collocano la progettazione umana e i suoi prodotti: nel Mondo 3, ossia tra natura e artificio.</p>
<p>I progetti sono “oggetti” del Mondo 3, non esistenti “prima”, che, una volta creati dall’uomo,  oggettivati, concretizzati  nella materia (un  tempio, una leva, un dipinto, un libro, una formula scritta) e nelle relazioni tra cose e persone, entrano a far parte del Mondo 1, per così dire. Incrociano la sua naturalità, possono diventare essi stessi elementi del “paesaggio naturale” che si presenta alla percezione del soggetto.</p>
<p>Un paesaggio artificiale è “naturale” nella misura in cui diventa “ovvio”, scontato, un “dato”, per il soggetto che lo percepisce, ci vive, lo considera il suo contesto, il contesto – campo che produce il significato dei singoli elementi che lo compongono.</p>
<p>Se l’artificiale diventa “immanente” all’ambiente – contesto in cui è posto, si naturalizza, agli occhi del soggetto che osserva, cioè tende a essere percepito come un elemento del Mondo 1.</p>
<p>Il progetto, pertanto, ha un suo significato dal punto di vista del contesto, cioè dello spazio in cui è prodotto e si oggettiva, come risposta di un soggetto che interagisce con  il contesto – ambiente stesso.</p>
<p>Ha, però, anche un ulteriore significato, di diverso livello e valore logico, dal punto di vista del tempo, della sua durata, della processualità con cui opera nel suo contesto, nel modo in cui, da artificiale, diventa “naturale”.</p>
<p>In questo modo si ordinano i problemi di sempre, relativi ai modi di essere della conoscenza umana e ai rapporti tra soggetto che conosce e ciò che sta “fuori” dal soggetto, nonché ai correlati problemi dei rapporti tra natura, cultura e norma.</p>
<p>Cioè, alle relazioni tra desiderio (aspettative e previsioni), tra eredità (ciò che è dato perché avvenuto e creato nel passato) e intenzionalità, volontà, proiezione, investimento nel futuro (ciò che è possibile, probabile che avvenga domani, o che “deve” avvenire).</p>
<p>E’ in questo immenso campo problematico &#8211; sistemico che la mente umana “progetta”.</p>
<p><strong><em>Lo spazio – mente: in interiore homine si genera il pensiero &#8211; progetto</em></strong></p>
<p>Il soggetto si struttura, nella sua consapevolezza – coscienza, prima di tutto nelle sue relazioni spaziali: ognuno percepisce un “dentro e un fuori”. La percezione del dentro di sé è complessa, pur nel suo essere intuitivo. Vi è una percezione fisica delle proprie parti interne, che, perlopiù, è enfatizzata dal dolore fisico, dal malessere.</p>
<p>Vi sono sentimenti ed emozioni che provengono dal di dentro: nel sogno, e nell’incubo, per esempio.</p>
<p>La percezione interna di un sé psico-corporeo, de-limitato dalla pelle o dall’aura, si costruisce negli anni, con varie esperienze, esplorando il mondo – contesto intorno e costruendo il proprio “interno” come spazio interiore, introiettanto,  e ispezionando (introspezione) gli “spazi” della memoria, del percepito, del sentito, dell’intuito.</p>
<p>La mente e il cuore producono immagini, ma entro un campo – spazio che è l’interno di sé o il sé, autopoietico – autoreferenziale, che sta “dentro” l’involucro fisico, cioè la condensazione energetica che ci sentiamo di essere.</p>
<p>La percezione di pensare, di sentire e di amare sono processi che producono incessantemente immagini.</p>
<p>Le immagini che percepiamo e di cui siamo coscienti (anche quelle di cui abbiamo meno o nulla coscienza) consistono, quando “nascono”, in differenze nell’istante (Bateson).</p>
<p>Il perdurare delle immagini nell’apparato neurologico (memoria, tracce mestiche) genera il tempo, cioè il flusso, l’evoluzione delle forme, la complementarietà delle forme, la sommatoria delle differenze di immagini endogene ed esterne (percezioni di “oggetti esterni” tramite i sensi), antiche (ricordate) e nuove.</p>
<p><strong><em>Immagine e spazio mentale: rapporti </em></strong></p>
<p>La forma dell’immagine</p>
<p>Le forme di un’immagine sono bordi – confini: delimitano, definiscono “chiudono” uno spazio, non solo al proprio interno, ma, anche, costruiscono, per complementarietà, un ambiente esterno.</p>
<p>Nella mente nasce lo spazio, dentro e intorno alle forme, in quanto un’immagine che si crea dinamicamente nella mente con-forma lo spazio e produce, al tempo stesso, un campo energetico (l’attesa?) una tensione che costituisce lo spazio &#8211; contesto entro cui si manifesta l’immagine stessa.</p>
<p>Il campo &#8211; contesto non è necessariamente un a priori, ma tende a co-costruirsi insieme all’immagine che produce e da cui è, contemporaneamente, prodotto.</p>
<p>Si tratta di uno spazio dinamico, nel momento della creazione dell’immagine, cioè metamorfico.</p>
<p>Il “pensiero” è costituito da immagini: la mente è uno spazio riempito e costruito da immagini.</p>
<p>Le immagini creano lo spazio mentale e, se vi è uno spazio mentale previo, “riempiono” lo spazio.</p>
<p>Un certo numero di immagini ricorrenti, ripetute, consolidate, fermano il dinamismo della creazione di spazio e vengono percepite come spazio statico.</p>
<p>La fissazione – cristallizzazione dello spazio in forme “riconoscibili” modifica la percezione degli spazi mentali e di quelli dell’ambiente in cui un soggetto vive.</p>
<p>Il lavoro dei primi mesi di vita: il gioco del rocchetto, dentro fuori, presenza assenza, luce buio, c’è non c’è, costruisce lo spazio mentale e, contemporaneamente, lo spazio dell’ambiente circostante. Non c’è, dunque, diversità di tratti tra lo spazio che è la mente e lo spazio dell’universo sensibile, l’ambiente – contesto in cui ogni mente cresce e con cui si misura dialetticamente.</p>
<p>Dall’indifferenziato alla percezione della differenza: lo spazio si “costruisce” dentro e fuori il soggetto che osserva e conforma l’ambiente mediante i prodotti del mondo 3 di Popper.</p>
<p>Lo spazio è, poi, nell’evoluzione – durata del soggetto percepito come un a priori: da “campo energetico” anonimo (pura potenza – possibilità, virtualità), diventa un ambiente o un paesaggio in cui abitano le singole immagini, è il luogo del riconoscimento di immagini – oggetti attraverso questi processi spaziali di base.</p>
<p>&#8211; La categorizzazione: riconoscere forme, esterne al soggetto, per similitudine &#8211; analogia con forme consolidate, già esperite dalla mente; la memoria genera il tempo.</p>
<p>&#8211; La classificazione : inserire la forma identificata in classi di forme , cioè in “cartelle” – insiemi  individuati da alcune caratteristiche spaziali (qualità e quantità) comuni a tutti gli oggetti o soggetti identificati da quella forma categoriale che struttura lo spazio  mentale tra interno ed esterno.</p>
<p>La classe come astrazione: l’astrazione è una ricorsività, un ritorno di elementi. Ciò comporta un riconoscimento di forme , cioè di ritmi percettivi che si sovrappongono nella mente, nelle tracce mestiche, dando vita all’ ”essere simile a…”, la ripetizione di questo processo dà vita all’astrazione dal contesto di alcuni elementi ricorrenti e alla cartella o classe o decontestualizzazione degli oggetti e alla loro ricollocazione nel contesto classe : la classe è nominata.</p>
<p>La foresta come classe di tutti gli oggetti aventi le caratteristiche che definiscono la classe stessa.</p>
<p>La classe è un principio ordinativo e conoscitivo poiché permette l’attribuzione delle caratteristiche generali di appartenenza ai singoli oggetti che si osservano.</p>
<p>I numeri possono essere considerati classe di classi?</p>
<p>Ogni classe può contenere un numero a piacere di sottoclassi.</p>
<p>La classe della bellezza ha numerose sottoclassi: la classe degli uomini belli, quella delle donne belle, delle automobili, delle case, dei soprammobili, dei paesaggi, dei pensieri belli.</p>
<p>Esempio: il soggetto può riconoscere che un oggetto è un albero perché ha tratti formali (qualità e quantità) che definiscono un tipo di spazio (statico e dinamico). Se lo identifica – categorizza come albero, lo può classificare nell’insieme foresta – bosco, cioè la cartella classe spaziale che raccoglie tutti gli oggetti aventi alcune caratteristiche di definizione dello spazio (foglie verdi e/o gialle rosse, rami tronco, radici, ecc.) rugoso e/o liscio .</p>
<p>Lo spazio – immagini definito foresta – bosco può, a sua volta, avere alcune sue caratteristiche, in quanto insieme, autonome, non indipendenti, rispetto alla categoria del singolo albero. In questo caso, da classe degli oggetti &#8211; albero passa a partecipare dei processi di identificazione spaziale delle categorie – categorizzazioni spaziali.</p>
<p><strong><em>Sette dimensioni per lo spazio &#8211;  mente</em></strong></p>
<p>Nello spazio mentale le immagini di solito vengono create secondo le tre dimensioni dello spazio fisico percepito : altezza, lunghezza e profondità.</p>
<p>Ma l’immaginazione ha la capacità di “trasformare” le immagini inserendovi il dinamismo del tempo e della relativa processualità: le metamorfosi delle forme richiedono il tempo dell’evoluzione delle stesse. Il tempo e il processo sono, dunque, la quarta dimensione dello spazio – mente.</p>
<p>La quinta dimensione è costituita dalla “tenuta” delle forme nel tempo: la memoria permette la ricorsività e il riconoscimento del già esperito una volta. E’, perciò, collegata al tempo e ha una funzione generativa.</p>
<p>La sesta dimensione è costituita dall’intuizione – sintesi, la capacità di cogliere ciò che è invisibile e sottile, le tracce, le ombre della realtà: si tratta del famoso “sesto senso” o del “terzo occhio” posto in mezzo alla fronte e che permette la percezione o la sintesi cosciente dell’impercettibile. L’intuizione è la dimensione, la sorgente da cui sgorga il nuovo: segni e simboli, immagini , che poi l’uomo riesce a rendere oggetti e strutture anche fisiche, che la mente genera a partire dalle immaginazioni intuitivo-sintetiche.</p>
<p>La settima dimensione è strettamente connessa con l’intuizione: si tratta dell’energia vitale che “anima” ogni soggetto, detta anche intelligenza emotiva.</p>
<p>Più semplicemente si può parlare della dimensione erotica, dell’eros, della capacità d’amare, dell’impulso di “essere attratto da”, cioè di prendere dentro (desidero possederti) e lasciarsi prendere dal desiderio altrui (di solito espresso da persona, ma anche da oggetti naturali o artificiali).</p>
<p>L’eros, come dimensione mentale, non va confuso con il cosiddetto appetito sessuale.  L’ ”istinto” sessuale si manifesta, insieme agli altri bisogni primari, come fattore biologico ed esercita la sua funzione evolutiva di mantenimento della specie.</p>
<p>L’impulso sessuale, ormonale, nello spazio mentale interagisce con gli altri spazi immaginativi e diventa dimensione erotica: una modalità specifica di costruire, “generare” immagini e, dunque, di progettare.</p>
<p>Si tratta di una mente pluridimensionale (con molte sfaccettature) o di un unico spazio mentale, integrato, a sette dimensioni?</p>
<p>Ritengo che ci possano essere momenti, nella vita, o persone, che utilizzino in modo non integrato le potenzialità e qualità della mente immaginativa.</p>
<p>Sono, tuttavia, potenzialità che possono essere sviluppate: perciò è utile la formazione.</p>
<p>Raggiungere la capacità d’uso della mente come spazio integrato, in cui le sette dimensioni cooperano alla generazione di progetti (immagini, idee, procedure, pianificazioni), è possibile e fa parte dello sviluppo umano, sia del singolo, sia del genere.</p>
<p><strong><em>La virtualità, ossia  la speranza del futuro – pre-vedere</em></strong></p>
<p>Il futuro, nello spazio mente, non fa parte del tempo: nella mente le immagini sono sempre al presente, lì e in quel momento; possono essere archiviate nella memoria, possono subire metamorfosi, ma sono sempre “presenti”.</p>
<p>Del resto, ogni progetto presuppone un tempo in cui potrà, dovrà essere realizzato.</p>
<p>E’ una necessità del progetto implicare la speranza di un futuro in cui il progetto stesso sarà possibile, verrà generato e oggettivato.</p>
<p>Ogni progetto è un investimento su un possibile futuro che gli è dato e dovuto se vuole esserci. Se vuole passare dal possibile al “fattibile” e al realizzabile – realizzato.</p>
<p>Il giudizio di fattibilità indica la potenza del progetto. Fa parte, ancora, della virtualità, che è il modo di essere dello spazio mentale a sette dimensioni, la matrice del progettare.</p>
<p>Lo spazio mentale è uno spazio vuoto. Ma matriciale: è un vuoto gravido di infinite epifanie di immagini: emozioni e idee, segni e simboli, progetti. In questo consiste la virtualità di ogni progetto.</p>
<p>Nel progettare, la mente investe e ipoteca il futuro, lo pre-vede, in un gioco virtuale: “Supponiamo che…”</p>
<p>Un progetto possibile, perché ha investito sulla speranza del tempo futuro, non necessariamente è fattibile a breve, come dimostrano i tanti progetti leonardeschi e i “sogni”, le aspirazioni progettuali di tutti gli uomini.</p>
<p>La mancata realizzazione di tanti progetti dipende, dal punto di vista logico, probabilmente dal fatto che, nello spazio virtuale della mente, ogni progetto partecipa delle sette dimensioni che lo generano, mentre, quando lo si deve realizzare, si opera una violenta riduzione alle tre dello spazio fisico o alle quattro della “realtà” storica.</p>
<p>La tecnologia si sforza di elaborare progetti che ottemperino alla prevedibilità scientifica e, perciò, siano fattibili, in sé diligentemente ricorsivi, algoritmici.</p>
<p>Si tratta, in tutti i modi, di operare una serie di adattamenti e di adeguamenti, di “riduzioni” dimensionali, sino al punto che un progetto può venire “snaturato”, come si dice comunemente.</p>
<hr size="1" /><a href="/Dati/CR/CR%202009/02/Angelo%20Rovetta%20%20%202.1%20lo%20spazio%20mentale%20del%20progetto.doc#_ftnref1">[1]</a> Per queste riflessioni si sono seguiti i seguenti autori  “sistemici”:</p>
<p>G. Bateson, <em>Una sacra unità</em>, Adelphi, Milano 1997, G. Bateson, <em>Mente e natura</em>, Adelphi, Milano 1984, E. Marconi, <em>Spazio e linguaggio, </em>IPL, Milano 1990, K. R. Popper, <em>Congetture e confutazioni</em>, Il Mulino, Bologna 1972, L. Irigaray, <em>Etica della differenza sessuale</em>, Feltrinelli, Milano 1990.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lo-spazio-mentale-del-progetto-e-la-teoria-dei-3-mondi-a-cura-di-angelo-rovetta/">Lo Spazio Mentale del Progetto e la teoria dei 3 mondi (a cura di Angelo Rovetta)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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