<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>punto di partenza &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<atom:link href="https://www.studiotrevisani.it/tag/punto-di-partenza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 May 2022 11:03:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/02/favicon2-daniele-trevisani-corsi-aziendali-100x100.png</url>
	<title>punto di partenza &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’analisi dello stato di forma personale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/lanalisi-dello-stato-di-forma-personale/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/lanalisi-dello-stato-di-forma-personale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 11:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[aspirazioni]]></category>
		<category><![CDATA[autorealizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[autovalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[check-list]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[colloqui interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[condizione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[crescita e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[desideri]]></category>
		<category><![CDATA[endurance]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[forma personale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione assistenti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione educatori]]></category>
		<category><![CDATA[forza muscolare]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[introspezione]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Mental Coach]]></category>
		<category><![CDATA[metodo HPM]]></category>
		<category><![CDATA[modello]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale personale]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[punto di partenza]]></category>
		<category><![CDATA[scoperta di sé]]></category>
		<category><![CDATA[sforzo prolungato]]></category>
		<category><![CDATA[smart goals]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[stato corporeo]]></category>
		<category><![CDATA[stato di forma]]></category>
		<category><![CDATA[supervisione]]></category>
		<category><![CDATA[test oggettivi]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio interiore]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://bernardiveronica.wordpress.com/?p=766</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Per poter agire efficacemente nei programmi personalizzati è necessario conoscere il punto di partenza della condizione o stato di forma. L’analisi dello stato di forma &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lanalisi-dello-stato-di-forma-personale/">L’analisi dello stato di forma personale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per poter agire efficacemente nei programmi personalizzati è necessario conoscere il punto di partenza della condizione o stato di forma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi dello stato di forma bio-energetico può essere svolta tramite:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>test oggettivi di performance</strong>: test e prove che misurano una specifica va­riabile legata ad un distretto del sistema o alla prestazione congiunta di più distretti;</li><li><strong>test di laboratorio</strong>: analizzano aspetti chimici e fisici di diverse aree e si­ste­mi;</li><li><strong>autovalutazioni soggettive</strong>: analisi impressionistica praticata dal sogget­to stesso (spesso distorta da fenomeni di distorsione percettiva e atten­zione selettiva);</li><li><strong>autovalutazioni guidate da check-list</strong>: analisi della presenza di sintomi e segnali correlati agli stati dei diversi sistemi, così come percepiti dal sog­getto stesso;</li><li><strong>colloqui interpersonali</strong> con un coach o specialista (medico, preparatore, consulente, terapeuta), il quale utilizzi specifici modelli di que­stionario o intervista atta ad analizzare il tema, o abbia proprie esperien­ze e sensibilità per cogliere segnali deboli da approfondire successiva­mente.</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;<a>I test oggettivi di performance e i test di laboratorio</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I test di performance analizzano il risultato complessivo del sistema corpo-mente a fronte di un input.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’input può essere semplice (es.: ruotare le spalle per verificare la mobilità articolare e la rigidità dei muscoli), o complesso: realizzare un percorso ad ostacoli che richiede differenti abilità (salite, discese, passaggi), o la misura di un tempo di reazione ad uno stimolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché vi è la compartecipazione di più apparati è necessario essere consapevoli di quali aree effettivamente vengono ad essere misurate con i test.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano fisico, prendendo a prestito alcuni parametri di valutazione sportiva, sarà possibile analizzare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la resistenza allo sforzo prolungato (<em>endurance</em>);</li><li>la forza muscolare (forza massimale, es.: peso spostabile in un certo eser­cizio);</li><li>forza esplosiva (capacità di generare movimenti rapidi);</li><li>la flessibilità (articolare e muscolare).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi test impegnano soprattutto i sistemi cardiovascolari, muscolari e articolari. Altri test, quali quelli di coordinamento motorio, riguardano invece il funzionamento congiunto dei sistemi muscolari e del sistema nervoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le aree e distretti corporei possono essere monitorati nella funzionalità e nello stato di forma, tramite test opportuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I test di laboratorio consentono di misurare aspetti non visibili dello stato di carica di diversi sistemi. Rientrano tra questi tutti gli strumenti di diagnostica medica, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>esami di laboratorio (es.: esami del sangue);</li><li>test di laboratorio in setting controllato (es.: <em>VO2 max</em> per l’analisi dello stato di forma del sistema aerobico, e altri test);</li><li>test strutturali, es., la composizione corporea (massa grassa e massa ma­gra).</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/05/lanalisi-dello-stato-di-forma-personale2.jpg?w=392" alt="" class="wp-image-768" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;<a>Autovalutazioni soggettive</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono le formule più semplici ma anche più suscettibili di errore, in quanto si basano sulla percezione stessa dell’individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni individuo vive all’interno di una serie di filtri percettivi (percezione selettiva, attenzione selettiva, memoria selettiva) che riducono la sua oggettività e rendono difficile una autovalutazione corretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono comunque utili per avviare un percorso di autoconoscenza e una prima identificazione delle aree critiche auto-percepite, che hanno comunque importanza sul piano soggettivo e psicologico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;<a>Autovalutazioni guidate da check-list</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono basate sulla compilazione di test o di batterie di domande a risposta multipla (check-list) in cui sono presentati sintomi di problemi. Dalle risposte fornite è possibile ricavare una serie di indicazioni rispetto al funzionamento dei sistemi analizzati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a>Colloquio interpersonale di coaching</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il colloquio interpersonale può utilizzare strumenti strutturati, come un questionario predisposto, strumenti semi-strutturati, come un questionario con parti libere e parti preconfezionate, o strumenti non strutturati, il colloquio in profondità, il colloquio basato su libere associazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’essenziale, nel colloquio di coaching, è che – mentre procede la rassegna sui vari temi di analisi – il coach impari ad osservare le espressioni non verbali che accompagnano il tema specifico, i segnali che possono trasmettere stati di disagio o problematiche senza che il soggetto le verbalizzi esplicitamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a>La consapevolezza dello stato corporeo</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun disagio, nessuna lacuna o mancanza è realmente grave se sappiamo dove è localizzata, da dove viene, come arrestarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “problema dei problemi” è invece la mancata conoscenza/consape­volezza dei dettagli di un disagio bioenergetico: la (1) misura, (2) localizzazione, e (3) motivazione (il perché è nato o persiste).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si riesce a capire la matrice di <em>lifestyle</em> (lo stile di vita, i comportamenti attuati, le abitudini) e di <em>thinkstyle</em> (stili di pensiero) che generano un disagio fisico o problema, è possibile sradicarlo, rimuoverlo alla radice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale su ampia scala, sia esso un problema di alimentazione scorretta appresa, un problema di gestione del tempo per il riposo vs. tempo produttivo vs. tempo per il fitness (<strong>gestione dei macro-tempi personali</strong>), o ancora un problema dovuto a fattori genetici, o ancora a fattori ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È essenziale appurare ove si colloca e quale è la radice di un malessere bioenergetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo una indigestione: cosa la ha generata? È stato il cibo o la combinazione di cibi (problema di scelta degli alimenti e delle associazioni alimentari)? È stato il momento della giornata in cui abbiamo mangiato quel cibo (relazione tra capacità digestiva del momento e assunzione di determinate qualità e quantità)? È stata l’attività svolta subito dopo mangiato (elemento di gestione del proprio stile di vita)? O è uno stato di stress emotivo che rende difficile la digestione? Siamo in grado di capire cosa l’ha provocata e come non farla più accadere?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non vengono compresi alla radice i comportamenti che provocano disagio bioenergetico, non sarà possibile fare avanzamenti, gli errori si ripeteranno e si aggraveranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>analisi</li><li>forma personale</li><li>condizione</li><li>stato di forma</li><li>punto di partenza</li><li>test oggettivi</li><li>performance</li><li>laboratorio</li><li>sforzo prolungato</li><li>endurance</li><li>forza muscolare</li><li>flessibilità</li><li>autovalutazione</li><li>check list</li><li>colloqui interpersonali</li><li>coaching</li><li>consapevolezza</li><li>stato corporeo</li><li>lifestyle</li><li>gestione del tempo</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lanalisi-dello-stato-di-forma-personale/">L’analisi dello stato di forma personale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/lanalisi-dello-stato-di-forma-personale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come realizzare Action Lines di successo</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 06:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[strategic selling]]></category>
		<category><![CDATA[Action Line Analysis]]></category>
		<category><![CDATA[action lines]]></category>
		<category><![CDATA[ALA]]></category>
		<category><![CDATA[analisi comparativa]]></category>
		<category><![CDATA[analisi delle divergenze valoriali]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento di apertura]]></category>
		<category><![CDATA[attività di analisi]]></category>
		<category><![CDATA[attività di framing]]></category>
		<category><![CDATA[background culturale probabilistico]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni manifesti e latenti]]></category>
		<category><![CDATA[body language]]></category>
		<category><![CDATA[brainstorming]]></category>
		<category><![CDATA[breakdown]]></category>
		<category><![CDATA[caduta di credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento di atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[canale adeguato]]></category>
		<category><![CDATA[canale informativo]]></category>
		<category><![CDATA[canale umano]]></category>
		<category><![CDATA[canali non verbali]]></category>
		<category><![CDATA[canali visivi]]></category>
		<category><![CDATA[caratteristiche distintive dell&#039;offerta]]></category>
		<category><![CDATA[centratura]]></category>
		<category><![CDATA[compito]]></category>
		<category><![CDATA[componente di persuazione]]></category>
		<category><![CDATA[componente di seduzione]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento negoziale cross-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione adeguata]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aperta]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione criptica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[consapevoli della propria missione]]></category>
		<category><![CDATA[corteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[costo comuicativo]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[credibility cues]]></category>
		<category><![CDATA[cultura geografica ed etnica]]></category>
		<category><![CDATA[dati relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[dati tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interattivo]]></category>
		<category><![CDATA[distintività]]></category>
		<category><![CDATA[distrust cues]]></category>
		<category><![CDATA[economia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[effetto boomerang]]></category>
		<category><![CDATA[errori e trappole]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione di opzioni]]></category>
		<category><![CDATA[expert review]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fasi temporali]]></category>
		<category><![CDATA[fattibilità pratica]]></category>
		<category><![CDATA[fitting]]></category>
		<category><![CDATA[fraintendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[fronte negoziale]]></category>
		<category><![CDATA[Geometria dello Spazio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[goal setting negoziale]]></category>
		<category><![CDATA[immagine mentale]]></category>
		<category><![CDATA[imprinting]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni di prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni sugli interlocutori]]></category>
		<category><![CDATA[leve contrattuali]]></category>
		<category><![CDATA[linea di azione]]></category>
		<category><![CDATA[linea di azione comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[mappa mentale]]></category>
		<category><![CDATA[matrice]]></category>
		<category><![CDATA[message strategy]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi e corrispondenze]]></category>
		<category><![CDATA[messaggio]]></category>
		<category><![CDATA[metodo action line]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo ALM]]></category>
		<category><![CDATA[mix culturali]]></category>
		<category><![CDATA[modelli mentali]]></category>
		<category><![CDATA[mosse relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[multi-stratificazione di culture]]></category>
		<category><![CDATA[negoziatore rampante]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo]]></category>
		<category><![CDATA[path]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi alternativi]]></category>
		<category><![CDATA[percorso alternativo]]></category>
		<category><![CDATA[ping-pong comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[portata informativa]]></category>
		<category><![CDATA[probabilità di successo]]></category>
		<category><![CDATA[proprio valore]]></category>
		<category><![CDATA[punto di arrivo]]></category>
		<category><![CDATA[punto di partenza]]></category>
		<category><![CDATA[qualità potenziale dell&#039;acquirente]]></category>
		<category><![CDATA[regole comportamentali]]></category>
		<category><![CDATA[regole comportamentali rigide]]></category>
		<category><![CDATA[regole culturali assolute]]></category>
		<category><![CDATA[regole preconfezionate]]></category>
		<category><![CDATA[regole rigide]]></category>
		<category><![CDATA[regole stereotipate]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[role playing]]></category>
		<category><![CDATA[segmenti di valore]]></category>
		<category><![CDATA[segnali di credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione di fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[sfiducia]]></category>
		<category><![CDATA[spazi mentali]]></category>
		<category><![CDATA[steps]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[strategia del messaggio]]></category>
		<category><![CDATA[studio ed analisi]]></category>
		<category><![CDATA[task]]></category>
		<category><![CDATA[tattiche alternative]]></category>
		<category><![CDATA[training]]></category>
		<category><![CDATA[trappole]]></category>
		<category><![CDATA[traps]]></category>
		<category><![CDATA[umiltà del negoziatore]]></category>
		<category><![CDATA[valore dell&#039;unicità]]></category>
		<category><![CDATA[valore della affidabilità]]></category>
		<category><![CDATA[valore della rapidità]]></category>
		<category><![CDATA[valore della ricerca e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[valore percepibile]]></category>
		<category><![CDATA[valore totale percepito]]></category>
		<category><![CDATA[valori condivisi]]></category>
		<category><![CDATA[valori potenziali]]></category>
		<category><![CDATA[valutazioni di fattibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggi reciproci]]></category>
		<category><![CDATA[variabili valutative critiche]]></category>
		<category><![CDATA[varietà della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
		<category><![CDATA[win-win]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://massimovannuccini968185141.wordpress.com/?p=1477</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Il Valore Totale Percepito Uno dei passaggi più critici nella preparazione negoziale è comprendere come si forma il possibile valore totale percepito (VTP), sommatoria di vari segmenti di valore (SV). &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/">Come realizzare Action Lines di successo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il Valore Totale Percepito</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei passaggi più critici nella preparazione negoziale è comprendere come si forma il possibile <strong>valore totale</strong> <strong>percepito </strong>(<strong>VTP</strong>), sommatoria di vari <strong>segmenti di valore</strong> (<strong>SV</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore percepito, nel metodo ALM, viene considerato come una sommatoria di credenze positive, che si addizionano nella mente dell’acquirente mentre valuta le proposte o condizioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le caratteristiche distintive dell’offerta sono una combinazione di segmenti di valore che formano il valore complessivo. Ad esempio, un’impresa chimica che negozia una gomma speciale fonoassorbente con un produttore di auto, può creare valore percepito adducendo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il&nbsp;<strong>valore dell’unicità</strong>: essere i primi a disporre di tale tecnologia;</li><li>il&nbsp;<strong>valore della rapidità</strong>: essere tra i pochi a poter consegnare il prodotto in tempo per il lancio dei nuovi modelli di auto sui quali si potrebbe applicare;</li><li>il&nbsp;<strong>valore della ricerca e sviluppo</strong>: poter realizzare varianti su richiesta della ditta costruttrice, a seconda delle aree di utilizzo (assorbimento del rumore degli interni, del motore, etc.);</li><li>il&nbsp;<strong>valore dell’affidabilità</strong>: dare garanzie di poter consegnare i volumi previsti poiché si è produttori diretti e non semplici distributori del prodotto;</li><li>&#8230; altri valori identificabili da una analisi accurata.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">La sommatoria di tali valori potenziali o segmenti di valore (SV) crea il valore percepibile totale. Il valore “percepibile” non verrà però colto nella realtà, se non si crea una comunicazione adeguata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soprattutto, ciascuna caratteristica dell’offerta diventa valore solo ed unicamente se la diagnosi è adeguata. In caso contrario,&nbsp;<strong>l’informazione che non tocca la mappa mentale del cliente passa da valore a rumore (<em>noise</em>)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio&nbsp;6&nbsp;– Valore Totale Percepito (VPT) come sommatoria di Segmenti di Valore (SV)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo della negoziazione dipende:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>dal valore totale percepito nella controparte rispetto alla nostra identità e alle nostre possibilità di intervento;</li><li>dalla capacità di costruire, far emergere ed essere consapevoli dei Segmenti di Valore (SV) che compongono la propria offerta;</li><li>dalla capacità di trasferire i SV all’interlocutore durante la comunicazione;</li><li>dalla capacità di creare fitting (adattamento, centratura) tra i segmenti di valore offerti e i bisogni della controparte che emergono dalla diagnosi.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il negoziatore dovrà quindi essere estremamente attento a testare il grado di&nbsp;<em>fitting</em>&nbsp;tra i Segmenti di Valore proposti (ciò che propone) e ciò che nella mente del cliente è realmente importante, centrando le&nbsp;<strong><em>Key Variables</em></strong>&nbsp;(variabili valutative critiche).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni acquirente utilizza variabili critiche (<em>Key Variables</em>) che influenzano il processo decisionale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">il prodotto osservato viene comparato con un’immagine mentale del prodotto ideale, e con altri possibili prodotti. L’azienda consapevole dei processi mentali del cliente sa investire nelle variabili più “pesanti”, quelle che producono effetti e non dà priorità a variabili che il consumatore non utilizza o utilizza poco nelle proprie scelte.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Lo sviluppo di una linea d’azione di successo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni dei macro-errori della negoziazione:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>mancata conoscenza dei valori condivisi</strong> e <strong>analisi delle divergenze valoriali</strong>: impostare un rapporto senza una adeguata e reciproca conoscenza delle rispettive missioni e valori condivisi;</li><li><strong>tenere attivi dei fraintendimenti e non affrontarli subito</strong>: non è possibile fare affari solamente con soggetti o aziende delle quali si condividono tutti i valori e la missione. Capita spesso, anzi, di trattare con persone o imprese che non dispongono di una precisa visione. Tuttavia ciò va considerato in quanto fonte di possibili fraintendimenti rispetto agli obiettivi finali del progetto e alle modalità di svolgimento, i quali – senza un esame rapido, possono dare luogo ad aspettative contrastanti e divergenti;</li><li><strong>dare per scontati i modelli mentali del cliente</strong>: pensare che “sicuramente il suo ragionamento è&#8230;”, senza testarlo nella realtà;</li><li><strong>mancata pianificazione di percorsi alternativi</strong>: lanciarsi in una Action Line senza avere esplorato le alternative;</li><li><strong>mancata definizione dei possibili ostacoli di percorso e trappole</strong> (Traps);</li><li><strong>mancata preparazione e test della negoziazione</strong> (training sulle Action Lines attuato tramite giochi di ruolo, Role Playing);</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per realizzare una Action Line di successo è necessario:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>essere consapevoli della propria missione, del proprio valore, della propria <strong>distintività</strong>;</li><li>essere consapevoli e comunicare tutti i singoli segmenti di valore che formano il Valore Totale Percepito;</li><li>definire il punto di partenza e l’obiettivo da raggiungere o punto di arrivo (<strong>goal setting negoziale</strong>), ciò che vorremmo, i nostri punti di arrivo, chiarire <strong>ciò che ci renderebbe orgogliosi come risultato raggiunto</strong>;</li><li>definire diversi percorsi alternativi per raggiungere l’obiettivo o goal (con un minimo suggerito di tre alternative);</li><li>valutare i pro e contro delle alternative;</li><li>sperimentare il percorso scelto alla ricerca di Traps e possibili Breakdown;</li><li>scegliere la linea che massimizza il risultato ricercato (valutando sia il costo economico che organizzativo).</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La linea di azione comunicativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La linea di azione comunicativa si compone di una serie di “mosse relazionali” che ci avvicinano alla meta, verso l’effetto ricercato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni comportamento è un messaggio</strong>. È messaggio un ritardo nel rispondere o la prontezza nel rispondere, è messaggio una comunicazione aperta o una comunicazione criptica, così come il tono adirato o conciliante, o la cura dell’impaginazione di una lettera o di una email, o la sua trascuratezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone e i clienti traggono informazione da tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, la linea di azione comunicativa deve presidiare ogni fronte dal quale il cliente ricava messaggi e formula la sua immagine e le sue decisioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La linea di azione richiede inoltre studio ed analisi. Include soprattutto la ricerca di informazioni sugli interlocutori, sui reali potenziali di business, sui bisogni manifesti e latenti, e sulle leve di valore che maggiormente possono essere efficaci. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni negoziazione comprende una componente di seduzione e persuasione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come osserva un classico della seduzione:</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La cortigiana dovrebbe dapprima inviare i massaggiatori, i cantanti e i giocolieri che eventualmente siano al suo servizio o, mancando questi, i <em>Pithamardas</em> ovvero confidenti e altri, a indagare sui sentimenti dell’uomo e sul suo stato d’animo. Per mezzo di tali persone, la cortigiana si accerterà se l’uomo è puro o impuro, se è amabile o meno, capace di attaccamento o indifferente, generoso o gretto;<a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftn2"><sup>[1]</sup></a></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni negoziazione, al di la della metafora provocatoria, contiene elementi di somiglianza e similarità con un corteggiamento, o con un matrimonio o fidanzamento. Con chi ci stiamo fidanzando? Chi sono le persone con cui stiamo trattando? Che carattere hanno? Che storia hanno? Cosa vogliono realmente? Di cosa hanno bisogno adesso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sia appurata la qualità potenziale dell’interlocutore, la gestione della comunicazione deve dare dimostrazioni di interesse così come la seduzione crea un rapporto tra due controparti. </p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Regole stereotipate e linee di azione ragionate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tentazione di ricorrere a regole preconfezionate, nella negoziazione, è grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe molto bello poter dire “quando parli con un Cinese, fai&#8230;, quando invece sei in America Latina fai&nbsp;<em>x</em>&nbsp;non fare&nbsp;<em>y</em>, e vedrai che il successo è garantito&#8230;”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole comportamentali rigide rifiutano di prendere in considerazione la realtà dell’<em>imprinting</em>&nbsp;(matrice) culturale, la varietà di personalità, il lato emotivo dei soggetti e la loro identità multipla: un cinese può avere lavorato per multinazionali americane ed avere maggiore cultura di business anglosassone di un americano del midwest, può essere adirato o felice, può avere avuto esperienze positive o negative in passato con persone della nostra nazione, e questo non lo possiamo né sapere a priori né stereotipare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nessuna regola vale per sempre e con tutti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole stereotipate possono andare bene solo in una società non globalizzata. Oggi i mix culturali producono una multi-stratificazione di culture in ogni individuo che ha contatti con altre culture, per cui non è più possibile dare regole comportamentali certe. Quello che serve è un approccio flessibile, che tenga conto della realtà incontrata e non degli stereotipi, poiché nella negoziazione non esistono regole culturali assolute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le realtà che si possono incontrare sono le più diverse, e, come accennato, il grado di varianza intra-culturale non è minore di quello inter-culturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le poche regole certe devono essere quelle di:</p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) disporre di una “<strong>minima condotta efficace trans-culturale, o minimo comune denominatore del comportamento negoziale cross-culturale</strong>”, un approccio di qualità conversazionale che possiamo pensare di poter applicare ovunque, es: non interrompere inopportunamente, non offendere la “faccia” e immagine altrui, non esporsi con affermazioni pericolose in campo valoriale e religioso, cercare di capire gli interessi della controparte, e&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">(2) conoscere le poche basi culturali generali dell’area geografica o merceologica ove si opera: il&nbsp;<strong>background culturale probabilistico</strong>&nbsp;che si potrà incontrare, le regole probabili (e sottolineiamo probabili, non certe) che vigono in una certa cultura geografica, etnica o professionale &#8211; anche queste da prendere con le pinze. </p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre cambiare paradigma, passare dalle regolette certe alla flessibilità del comunicatore, occorre un cambiamento di atteggiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soppesando i pro ed i contro di diverse opzioni di contenuto, è necessario giungere alla definizione di quale messaggio dia la maggiore probabilità di successo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilità e non certezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo quindi studiare la linea di azione con i minori ritorni negativi latenti, prevedere e anticipare i rischi di effetto boomerang.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se siamo invitati da un commerciante arabo nella sua casa, spetta a noi capire, inquadrare (attività di <em>framing</em>) se sembra essere una famiglia tradizionalista, ortodossa, integralista, o informale o ancora dove e quanto ha studiato questo commerciante, che potrebbe non avere istruzione formale o avere invece due lauree prese a New York o Sidney. Solo applicando un atteggiamento di apertura ed ascolto possiamo interagire efficacemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La produzione di una linea di azione comunicativa&nbsp;<strong>non può ricorrere a stereotipi</strong>&nbsp;(es: “se sei attaccato, contrattacca”) e&nbsp;<strong>non avviene per pura intuizione creativa</strong>: essa è frutto di studio, di confronto, consultazione, scambio di pareri tra colleghi e tra colleghi e consulenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Richiede ricerca, esplorazione di opzioni, valutazioni di fattibilità e anticipazione degli effetti. Richiede, in altre parole,&nbsp;<strong>l’umiltà del negoziatore professionale</strong>, che è sempre proteso a testare le proprie strategie e mosse, pronto con umiltà a confrontarsi con colleghi e consulenti sulla loro possibile efficacia, prima di lanciarsi nell’azione ciecamente seguendo stereotipi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa umiltà rappresenta il vero fattore distintivo del negoziatore professionale rispetto al “negoziatore rampante” :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>distingue il prototipo del negoziatore arrogante che pensa di avere sempre ragione e usa stereotipi, da chi si siede ad un tavolo per analizzare e costruire qualcosa;</li><li>distingue chi si fa forte di leve contrattuali (potere, denaro, legislazioni, politica) da chi ricerca realmente un approccio&nbsp;<em>win-win</em>, di vantaggi reciproci;</li><li>distingue chi ritiene che il successo sia sempre dovuto e venga in tasca automaticamente, da chi pensa di dover costruire attivamente il proprio successo;</li><li>distingue chi si scava lentamente la sua fossa, da chi crea qualcosa per gli altri e non solo per se stesso.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per costruire <em>Action Lines</em> di successo, è quindi necessario il confronto, concretizzato tramite diverse sessioni di <em>brainstorming</em> e di <em>role-playing</em> nelle quali esporre e testare le possibili linee di azione comunicative, per poi scegliere la linea a maggiore probabilità di riuscita.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Struttura delle linee di azione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna linea di azione è suddivisibile in&nbsp;<em>Steps</em>, fasi temporali durante le quali si articola il processo di comunicazione. L’insieme dei passi attuati costituisce il percorso della linea di azione (<em>Path</em>). Ogni step prevede diverse comunicazioni, che vanno sottoposte ad esame e prova tramite role-playing (simulazione) o&nbsp;<em>expert review</em>&nbsp;(valutazione da parte di esperti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una&nbsp;<em>Action Line Analysis</em>&nbsp;(<em>ALA</em>) si può definire come l’analisi comparativa di una serie di tattiche alternative per il raggiungimento di un obiettivo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fattori strutturali caratterizzanti una <em>ALA</em> sono (a) il numero di linee di azione comparate, e (b) il numero di steps per ciascuna linea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ogni linea devono essere determinate le possibilità di successo, gli errori e trappole (<em>traps</em>), la fattibilità pratica, le ripercussioni sull’immagine di chi la metterà in pratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’importanza della&nbsp;<em>message strategy</em>&nbsp;è la scelta accurata di una linea comunicativa che associ il messaggio a concetti mentali desiderati. Nel costruire una strategia del messaggio, dovremo anche fare attenzione ad associazioni che possano inquinare il marchio e il comunicatore con immagini mentali negative.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ogni parola emessa elicita (fa scaturire) costrutti mentali che sono contigui ad essa. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le scienze cognitive hanno evidenziato che i messaggi non sono recepiti in modo isolato, ma si inseriscono sempre in una mappa mentale del soggetto</strong>, una mappa che associa il messaggio a concetti e immagini mentali. </p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Per esprimere tale concetto, Shaw e Gaines fanno riferimento al concetto di “Geometria dello Spazio Psicologico”<a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftn6"><sup>[2]</sup></a> espresso da Kelly (Psicologia dei costrutti personali): ogni messaggio si inserisce in spazi mentali e si associa alle aree contigue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<em>message strategy</em>&nbsp;richiede consapevolezza che ogni messaggio aziendale, ogni comportamento comunicativo della linea d’azione, produce&nbsp;<strong>immagini evocate</strong>, le quali creano un’anticipazione di eventi futuri nei nostri interlocutori (“come sarà lavorare con questa azienda?”) e attribuzioni di significati agli eventi stessi (“perché avranno detto questo?” “se si comportano così ora, cosa faranno dopo?”).</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Trappole e problemi  della negoziazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle caratteristiche della negoziazione interculturale è quella di non sapere bene con chi si sta trattando, a meno che non si tratti di noti marchi multinazionali. E anche nel caso di marchi noti, i ruoli possono essere talmente vari da richiedere un approfondimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, quindi, una dose di attività di analisi rimane fondamentale. Nella negoziazione si aprono numerosi rischi – solo per citarne alcuni &#8211; divulgando notizie ad interlocutori non noti, ma anche realizzare gratuitamente lavoro e attività che in altre situazioni andrebbero pagate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due riflessioni fondamentali sulla comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima riguarda come i messaggi che lanciamo o che gli altri lanciano rafforzano o distruggono la sensazione di fiducia. I messaggi e le corrispondenze che noi inviamo o gli altri inviano contengono sempre elementi che possono creare credibilità (segnali di credibilità o&nbsp;<em>credibility cues</em>) così come possibili segnali che mettono in allerta e denotano caduta di credibilità (segnali che producono sfiducia o&nbsp;<em>distrust cues</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda riguarda l’appropriatezza del canale comunicativo. Uno dei suggerimenti più importanti del metodo&nbsp;<em>action line</em>, sul fronte negoziale, è quello di considerare attentamente l’economia della comunicazione, l’appropriatezza dei canali comunicativi rispetto al risultato che vogliamo raggiungere. Si può informare qualcuno con un SMS ma non certo negoziare tramite SMS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni canale informativo ha un&nbsp;<strong>costo comunicativo</strong>&nbsp;(alto o basso, in funzione del tempo o risorse necessarie) e una&nbsp;<strong>portata informativa</strong>&nbsp;(alta o bassa).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione interpersonale, faccia a faccia, ha un alto costo relazionale, di tempo, e richiede impegno logistico elevato (bisogna spostarsi, trovarsi fisicamente nello stesso luogo alla stessa ora), ma possiede una enorme portata informativa: possiamo comunicare con tutto il corpo, con il&nbsp;<em>body language</em>, con i canali visivi, non verbali, emotivi, e ogni altro canale umano. Una email, al contrario, è un esempio di canale comunicativo di basso costo (temporale ed economico), ma di ridotta portata informativa reale. È difficile scambiare realmente emozioni o decodificare la controparte, partendo solo da un testo scritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo ALM invita quindi a porsi diverse domande sulla appropriatezza del canale rispetto al&nbsp;<em>task</em>&nbsp;(compito) da svolgere. Le domande chiave:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il canale che intendo utilizzare è adeguato al tipo di messaggio?</li><li>devo inviare solo flussi di informazione o devo anche chiederne?</li><li>i tipi di dati da trasferire sono solo tecnici (es: informazioni di prodotto, servizi, prezzi) o anche relazionali (comunicare per conoscersi, verifica di affidabilità, incremento della conoscenza reciproca, affiatamento relazionale)?</li><li>serve un dialogo interattivo o è sufficiente un ping-pong comunicativo?</li><li>che tempi ho a disposizione?</li><li>cosa rischio se sbaglio canale informativo?</li><li>che cosa mi permette di fare il canale che ho scelto?</li><li>che cosa&nbsp;<strong>non</strong>&nbsp;mi permette di fare? Quali sono i suoi limiti?</li></ul>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftnref2"><sup>[1]</sup></a> Kamasutra, p. 152, 153. Edizione Mondadori, 1977, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftnref6"><sup>[2]</sup></a> Shaw, M.L.G, e Gaines, B.R. (1992).”Kelly’s “Geometry of Psychological Space” and its Significance for Cognitive Modeling”. <em>The New Psychologist</em>, Oct. 1992, pp. 23-31.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/">Come realizzare Action Lines di successo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
