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	<title>psicologia della comunicazione e del marketing bologna &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>PPA: Prodotti a potere anticipatorio, leve anticipatorie</title>
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					<description><![CDATA[<p>© Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. La proprietà di questa categoria di prodotti è data dalla capacità di anticipare stati di bisogno futuro, prevenendone l&#8217;insorgenza. Un esempio è dato dalla categoria di integratori dietetici &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ppa-prodotti-a-potere-anticipatorio-leve-anticipatorie-3/">PPA: Prodotti a potere anticipatorio, leve anticipatorie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"> © Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  <a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La proprietà di questa categoria di prodotti è data dalla capacità di anticipare stati di bisogno futuro, prevenendone l&#8217;insorgenza. Un esempio è dato dalla categoria di integratori dietetici utilizzati per prevenire malattie (es.: prodotti contro i radicali liberi per prevenire l&#8217;invecchiamento cellulare): l&#8217;individuo assume tali sostanze non per risolvere un problema organico esistente, ma per <strong>anticipare un problema futuro</strong>. Il problema organico futuro diventa problema psicologico attuale del soggetto, nel momento stesso in cui il consumatore inizia ad elaborarlo, a percepirlo, a rendersene conto (fase di attualizzazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguendo l&#8217;esempio nel settore food, una casa produttrice può promuovere un prodotto utilizzando la leva anticipatoria, evidenziando che &#8220;il nostro formaggio light previene l&#8217;insorgenza di livelli elevati di colesterolo nel sangue&#8221; (preveniamo l&#8217;arrivo di un problema fisico che tu ora non hai).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti anticipatori fanno chiaramente leva su pulsioni d’acquisto negative (ansie, paure, preoccupazioni) per le quali il prodotto/servizio viene proposto come <strong>metodo di prevenzione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso la competenza nella tecnica di intervista o analisi dovrà essere in grado di evidenziare quali timori caratterizzano il consumatore potenziale &#8211; relativamente alla categoria di prodotto &#8211; e ne frenano lo sviluppo e diffusione creando barriere mentali. La tecnica permette di progettare le caratteristiche preventive del prodotto (<strong>benefit a valore preventivo</strong>), realizzando in questo modo una <strong>analisi anticipatoria</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, vediamo questa trascrizione di intervista ad una ragazza, nella quale si stanno analizzando i timori che ne caratterizzano la vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando torno da sola alla notte, finito il lavoro al ristorante, mi trovo spesso a pensare a cosa succederebbe se bucassi una gomma in aperta campagna, in una strada isolata, al buio, con la pioggia. Mi piacerebbe moltissimo che esistesse un pulsante di autoriparazione della gomma, qualcosa che non mi costringa a scendere dalla macchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo frammento permette di avviare lo studio di un ipotesi di marketing: è possibile creare un sistema di riparazione automatica del pneumatico basato su schiume (o altri metodi) che riparano automaticamente la gomma, attivabile con un comando nel cruscotto?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oppure l&#8217;analisi potrebbe evidenziare il timore di non disporre di potenza sufficiente in caso di sorpassi in condizioni difficili:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>un’altra cosa che mi fa paura è quando sorpasso. Ho sempre il timore di non farcela, di trovarmi in mezzo, e magari vedere un’auto che arriva sulla corsia opposta. Quando sorpasso i camion ho molta paura.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dato fornisce&nbsp; lo spunto per progettare e implementare un booster addizionale d&#8217;emergenza che si attiva con una pressione elevata sul pedale dell&#8217;acceleratore (o qualsiasi altra soluzione che ottenga lo stesso risultato) e riduca l’ansia del consumatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’analisi anticipatoria ulteriore evidenzia la difficoltà di molti viaggiatori frequenti (agenti, rappresentanti, consulenti, autisti, pendolari) legata alle insidie della nebbia:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Delle volte, con la nebbia, mi metterei le mani nei capelli. Immagino già quest’inverno quando dovrò ricominciare a fare dei chilometri. Mi piacerebbe un sistema che mi indichi la strada. Vorrei poterci vedere attraverso la nebbia, individuare gli ostacoli, capire se oltre quella cortina c’è un incrocio o un auto ferma. A volte in autostrada mi chiedo &#8220;e se oltre quel muro di nebbia ci fossero delle auto ferme?&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sistemi di navigazione satellitare, sistemi radar, o altri metodi di supporto alla guida, magari con proiezione dei percorsi sul vetro di guida, troveranno davanti a se un terreno fertile, grazie alle indicazioni provenienti dall’analisi anticipatoria di marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È naturale che l’analisi anticipatoria debba occuparsi di cogliere dei segnali, capire delle problematiche. Altri metodi di ricerca, di natura più quantitativa, possono permettere di valutare quanto esteso è il problema sul mercato, quante persone ne sono interessate, e quindi se esiste un potenziale di mercato, o se il bacino di mercato è troppo ristretto per consentire un investimento profittevole. Ciò che importa, comunque, è che l’analisi anticipatoria consenta di <strong>capire le direzioni del bisogno</strong>, guidando di conseguenza gli sforzi aziendali per creare prodotti di successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esistono limiti all’analisi anticipatoria. Gli unici limiti sono dati dalla fantasia e dai bisogni del consumatore e dalla capacità dell’azienda di coglierli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>leve di vendita anticipatorie</strong> sono costituite dalle argomentazioni relative alla capacità del prodotto di prevenire l&#8217;insorgenza di problemi futuri. Trattandosi di problemi non ancora esperiti dall&#8217;individuo, o non al momento, è necessario che le problematiche acquistino concretezza, possiedano una certa gravità, e che il soggetto si senta concretamente esposto in prima persona ai rischi sui quali si applicano le leve anticipatorie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/9788846428448_0_0_626_75-1.jpg?w=417" alt="psicologia di marketing e comunicazione" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Leve psicologiche temporali nel consumatore</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 09:23:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. Dove si colloca l&#8217;utilità dei prodotti: risoluzione, omeostasi, anticipazione Affinché avvenga un acquisto, è necessario che l&#8217;oggetto del desiderio svolga una funzione positiva sull&#8217;orizzonte psicologico del cliente. Le &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  <a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove si colloca l&#8217;utilità dei prodotti: risoluzione, omeostasi, anticipazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché avvenga un acquisto, è necessario che l&#8217;oggetto del desiderio svolga una funzione positiva sull&#8217;orizzonte psicologico del cliente. Le indagini sul campo svolte dall’autore hanno permesso di evidenziare tre proprietà distinte riepilogabili come segue:</p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) prevenire problemi che il soggetto ha già: il prodotto agisce come risolutore di un problema esistente, un problema che ha già iniziato ad agire sul campo psicologico del soggetto;</p>



<p class="wp-block-paragraph">(2) mantenere situazioni positive: in questo caso, il prodotto ha una funzione di &#8220;manutenzione&#8221; o consolidamento di situazioni esistenti; (3) agire per arrestare una minaccia futura e prevenirla: in questo caso, il prodotto viene acquistato per via della sua capacità percepita di arrestare minacce future, incombenti, che hanno una certa probabilità di verificarsi e mettono in pericolo la tranquillità psicologica del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trattare le pulsioni d’acquisto significa, soprattutto, capire che posizione occupa il prodotto all’interno dello spazio/tempo del soggetto, identificare quale funzionalità il prodotto assume rispetto alla prospettiva temporale del consumatore/cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tre macro-categorie di valori/proprietà di prodotto, possiedono una sostanziale differenza data dal tipo di orizzonte temporale sul quale esso agisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se trasponiamo <strong>l&#8217;analisi al livello della vendita aziendale</strong>, le domande sottostanti sono &#8211; indicativamente &#8211; le seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Quali sono i problemi che l&#8217;azienda vive oggi? (analisi risolutiva).</li><li>Quali sono le situazioni attualmente positive di quest&#8217;azienda? (analisi omeostatica).</li><li>Quali sono i problemi futuri da prevenire? (analisi preventiva).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Queste domande sono assolutamente preliminari. Infatti, per ciascuna area, è necessario attivare un grado di introspezione superiore e cogliere il dettaglio della fonte pulsionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il quadrante futuro, esisteranno pulsioni più forti se i problemi hanno una elevata probabilità di manifestarsi, ed un impatto sull&#8217;azienda estremamente negativo. Ad esempio, il timore della perdita dei migliori tecnici (i quali portano alla concorrenza i segreti industriali) può essere il movente fa scaturire la necessità di creare un piano motivazionale per il personale. Oppure ancora, il timore della perdita verso la concorrenza dei migliori funzionari commerciali (i quali trasferiscono verso di essa l&#8217;intero parco clienti e il patrimonio di conoscenza e contatti). Questi problemi assumono rilevanza maggiore rispetto ad accadimenti futuri meno probabili o meno gravi sul piano dell&#8217;impatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona analisi temporale non può fermarsi all&#8217;esame superficiale delle risposte ma deve andare in profondità, alla ricerca dei veri moventi psicologici che spingono il decisore ad agire o non agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni per la comunicazione sono immediate: occorre sviluppare strategie persuasive che attacchino una o più leve temporali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PPR: Prodotti a potere risolutivo, leve risolutive</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nei PPR la caratteristica principale del prodotto è quella di colmare una lacuna tra uno stato attuale dell&#8217;acquirente e uno stato desiderato, risolvendo un <strong>problema già esistente</strong>. L&#8217;abbigliamento per una persona che abbia freddo, il cibo per una persona che abbia fame, un PC per un professionista che debba elaborare dati, un area manager per un direttore commerciale nella cui azienda vi sia un mercato scoperto &#8211; sono esempi di valore risolutivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di ricerca di mercato, svolgere <strong>analisi risolutiva</strong> sul cliente significa sostanzialmente capire quali sono le aree di bisogno che lo caratterizzano, in riferimento ai problemi che il soggetto sente come tali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tecnicamente, essa va realizzata tramite attività di <strong>ascolto attivo</strong>, intervista e indagine in profondità, finalizzata a comprendere sia questioni generali del consumo, che specifiche problematiche esistenti nel rapporto con il prodotto &#8211; e più in generale con il sistema del mix aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il potere risolutivo del prodotto permette di creare <strong>leve di vendita risolutive</strong>: argomentazioni di vendita nelle quali il prodotto viene esposto come portatore di una o più <strong>capacità di eliminare problemi esistenti</strong>. Chiaramente, la conoscenza dei problemi esistenti, e quindi la fase di analisi o <strong>intervista sui bisogni</strong>, è alla base di una corretta impostazione delle leve risolutive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di leva risolutiva è il seguente (settore food) &#8220;questo formaggio light ha la proprietà di eliminare il senso di pesantezza che ti affligge nel post-pranzo&#8221; (eliminiamo un problema che in te già esiste). Oppure &#8211; nel settore automobilistico &#8211; &#8220;i nuovi coprisedili ergonomici sono stati appositamente studiati per chi utilizza la vettura come strumento di lavoro: eliminano i problemi di affaticamento legati alla percorrenza di lunghe distanze e restituiscono il piacere di guidare&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/9788846428448_0_0_626_75-1.jpg?w=417" alt="psicologia di marketing e comunicazione" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/leve-psicologiche-temporali-nel-consumatore/">Leve psicologiche temporali nel consumatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Implicazioni dei moventi nascosti per le strategie di marketing, verso la ridefinizione della mission</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/implicazioni-dei-moventi-nascosti-per-le-strategie-di-marketing-verso-la-ridefinizione-della-mission-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 12:37:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©&#160;Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).&#160;&#160;Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. Role mission o area mission del responsabile fidelizzazione o acqusizione Proseguiamo il nostro esempio sul marketing culturale, anche se le implicazioni di quanto esponiamo valgono in ogni settore. &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©&nbsp;Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).&nbsp;&nbsp;<a href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Role mission o area mission del responsabile fidelizzazione</strong> <strong>o acqusizione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguiamo il nostro esempio sul marketing culturale, anche se le implicazioni di quanto esponiamo valgono in ogni settore. Quello che un manager deve capire, rispetto a queste dinamiche, è la necessità di “caricare” l’offerta costruendo un pacchetto che soddisfi sia il BSS primario che i BSS secondari. Se nella biblioteca ciò che conta è la possibilità di interazione offerta dagli ambienti circostanti, un intervento di “pulizia” (o meglio di “polizia”) che liberi gli spazi di incontro dai frequentatori distruggerebbe uno dei più forti moventi reali per cui quelle persone vi si recano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un intervento di marketing culturale dovrebbe cercare di costruire un ambiente di fruizione (un punto di vendita, per dirla in termini di marketing), che massimizzi la possibilità di interazione. Questa <strong>tecnica ad imbuto</strong> utilizza i BSS secondari per aumentare la domanda complessiva e superare i limiti del BSS primario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto stesso di <strong>mission</strong> viene stravolto da questo ragionamento. Il manager della biblioteca il quale veda nella sua organizzazione unicamente un luogo di studio (<strong>mission essenziale</strong>), perderà tutte le opportunità legate al corollario di BSS secondari. Un manager culturale più attento al marketing vedrà invece in queste dinamiche una forte opportunità per trasformare la biblioteca in luogo di studio e contemporaneamente di incontro, svago, ricreazione, aggregazione, e persino di divertimento (<strong>mission allargata</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa massimizzare l’estensione della mission organizzativa. Il principio di base, in termini di marketing, è che (1) se le persone vengono attratte dai BSS secondari offerti dalla biblioteca, diversi di questi finiranno per usufruire anche della biblioteca stessa, producendo un <strong>effetto acquisitivo verso i nuovi clienti</strong>, e (2) chi abitualmente usufruisce della biblioteca vi troverà nuove opportunità (un bar, punti gratuiti di consultazione internet, salotti, bacheche di annunci, sino ad un centro fitness), sviluppando <strong>effetto di ritenzione del cliente</strong> <strong>esistente</strong> e crescita della customer satisfaction.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possedere una visione allargata di marketing è un requisito indispensabile per conseguire obiettivi importanti. Questa visione allargata permette di fuoriuscire dagli stereotipi e dalle limitazioni autoimposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passando al settore meccanico, ad esempio, un produttore di spazzole industriali che si consideri solo come &#8220;produttore di spazzole&#8221; perderà enormi opportunità se non realizza che il cliente non cerca realmente spazzole ma &#8220;soluzioni per il trattamento di superfici&#8221;, ad esempio, sistemi per levigare sbavature, o per pulire incrostazioni (il bisogno di base). Il prodotto che risolve meglio questo bisogno reale, avrà successo di mercato (es: prodotti chimici, o utensili dedicati).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando l’azienda perde il contatto con il vero movente di acquisto, e si concentra solo sul proprio prodotto, si apre un baratro, una caduta libera in cui le vendite possono precipitare. Inoltre, i concorrenti riusciranno presto a fornire un servizio o prodotto in grado di risolvere il bisogno di base meglio e più efficacemente. Il focus manageriale sul prodotto fa spesso perdere di vista il bisogno sottostante del cliente, che costituisce il vero movente di acquisto. Su questo bisogno sottostante deve concentrarsi il nuovo marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La visione allargata di marketing ha effetti anche sul marketing sociale e culturale. Ritorniamo al nostro esempio sul marketing di una biblioteca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A cosa serve una biblioteca? A conservare libri o a diffondere cultura? Se il movente è conservare libri allora non si tratta di una biblioteca ma di un archivio. Se il movente è diffondere cultura e fornire strumenti adeguati, allora la biblioteca si deve trasformare in centro di sviluppo di iniziative. Da qui la propositività verso altre forme di arricchimento culturale per i propri utenti (stage internazionali, stage aziendali, stage in organizzazioni, ricerca e divulgazione di materiali in realtà virtuale, eventi, seminari, iniziative).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di certo, l&#8217;obiettivo di allargare l&#8217;orizzonte di marketing non può essere posseduto dal burocrate aziendale, dal brontosauro dell&#8217;organizzazione, colui che &#8211; arroccato sulle proprie posizioni e timoroso del cambiamento &#8211; vede nella ri-focalizzazione della mission una perdita di potere, abitudini, e orizzonti certi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La competitività, in questo senso, richiede l&#8217;esplorazione profonda del senso di esistere dell&#8217;impresa, e un&#8217;apertura totale a nuove modalità di soddisfazione di bisogni primari e secondari, espressi e latenti. Questo approccio produce un ripensamento del rapporto tra mission e marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Role mission o area mission del responsabile fidelizzazione</strong></p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Valutare il grado di soddisfazione delle utenze</li><li>Decidere quali utenze vanno incoraggiate (marketing) e quali respinte (demarketing) se dannose all&#8217;immagine della struttura e ai suoi obiettivi</li><li>Monitorare la qualità erogata sotto tutti i punti di vista</li><li>Costruire e mantenere un database di marketing</li><li>Analizzare i motivi del non ritorno del cliente (quando avviene)</li><li>Realizzare comunicazione verso le utenze (es: info sui nuovi servizi)</li><li>Analizzare i bisogni attualmente non soddisfatti, i desideri, le aspirazioni, le modalità con cui si potrebbe migliorare l’offerta</li><li>Fornire input precisi al comparto produttivo (eliminare, introdurre, migliorare nuovi prodotti/servizi) in funzione degli input delle utenze</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Role mission o area mission del responsabile acquisizione</strong></p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Aumentare il numero di fruitori della biblioteca nelle categorie degli utenti abituali (penetrazione ulteriore entro il segmento studenti)</li><li>Capire quali sono i nuovi pubblici, i loro potenziali, e quali priorità dare</li><li>Aumentare il numero di fruitori in nuovi segmenti di utenze (es: giovanissimi, adolescenti, anziani, famiglie, ecc.)</li><li>Pubblicizzazione nuove iniziative</li><li>Creare eventi congiunti, iniziative di networking e sinergie (es:scuole, club sportivi, ecc.)</li><li>Valutare i bisogni di chi non fruisce, le motivazioni del mancato interesse, i vincoli e barriere fisiche o sociali</li><li>Fornire input precisi al comparto produttivo (eliminare, introdurre, migliorare nuovi prodotti/servizi) in funzione degli input del mercato</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, occorre evitare confusione tra i diversi obiettivi. Massimizzare i BSS secondari per una biblioteca non significa realizzare interventi che mettano in pericolo la tranquillità degli ambienti di studio, delle sale di lettura. Significa fare marketing della struttura basandosi sui bisogni reali delle persone, incrementare la customer satisfaction degli utenti, ricercare nuove modalità per far fronte sia all&#8217;esigenza reale (crescita culturale e studio) che ai bisogni secondari che vi si accompagnano (socializzazione, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un intervento di marketing culturale applicato ad una biblioteca può seguire un percorso a 3 stadi: al primo stadio troviamo l’obiettivo di incremento delle prestazioni legate all’utilità tradizionale (reperire libri, disporre di locali di studio), e quindi l’intervento sul catalogo, il miglioramento degli ambienti, ecc. Al secondo stadio troviamo i progetti che si basano sulla massimizzazione delle utilità non tradizionali ma che comunque creano valore socializzante per la struttura (possibilità di incontro, ambienti per lo svago, eventi che creano spirito di gruppo e fidelizzazione alla struttura). Al <strong>terzo stadio</strong> possiamo fare un ulteriore salto concettuale basato sul fatto che il motivo profondo di esistere della struttura si lega al bisogno umano di crescita culturale, di sviluppo professionale dell’individuo, e che i libri sono solo uno degli strumenti per raggiungere tale scopo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/9788846428448_0_0_626_75.jpg?w=417" alt="psicologia di marketing e comunicazione" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Teoria e realtà negli acquisti attuati dalle imprese (psicologia del business-to-business marketing)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 12:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[bisogno sottostante servito]]></category>
		<category><![CDATA[bss]]></category>
		<category><![CDATA[bss primario]]></category>
		<category><![CDATA[bss secondario]]></category>
		<category><![CDATA[business to business marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[dove studiare psicologia del marketing]]></category>
		<category><![CDATA[moventi apparenti dei consumi]]></category>
		<category><![CDATA[moventi reali dei consumi]]></category>
		<category><![CDATA[orizzonte psicologico soggettivo]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia della comunicazione e del marketing 2020 2021]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della comunicazione e del marketing bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo della comunicazione e del marketing stipendio]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo competitività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. Moventi apparenti e moventi reali dei consumi Chi conosce più da vicino il mondo degli acquisti aziendali e della vendita, sa benissimo che le regole della “matematica formale” &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/teoria-e-realta-negli-acquisti-attuati-dalle-imprese-psicologia-del-business-to-business-marketing-2/">Teoria e realtà negli acquisti attuati dalle imprese (psicologia del business-to-business marketing)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  <a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Moventi apparenti e moventi reali dei consumi </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi conosce più da vicino il mondo degli acquisti aziendali e della vendita, sa benissimo che le regole della “matematica formale” imposte dalle procedure di acquisto organizzate, anche nelle grandi imprese, non vengono sempre rispettate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può fare di tutto per evitare che un fornitore risultato primo in graduatoria in una gara di appalto (metodo formale d&#8217;acquisto) venga in qualche modo escluso, eliminato, sino a compiere atti illegali, pur di non avere a che fare con quel soggetto &#8211; che per vari motivi non vogliamo all’interno dei nostri spazi fisici e psicologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal fattore umano, dalle simpatie-antipatie, dalle valutazioni soggettive, dagli stereotipi, dalle pressioni sociali, dalle pulsioni subconscie ed inconscie, è difficile sfuggire. Questo determina, a volte, lo stravolgimento dei risultati formali, il fatto che vengano ricercate strade per “far vincere qualcuno” nella gara tra i fornitori, a discapito ed in barba delle procedure e delle regole scritte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo accade in genere quando nelle procedure formalizzate di acquisto non sono presenti tutti i fattori reali di scelta (e del resto, è difficile inserirvi fattori subconsci ed inconsci). Ad, esempio, la nostra azienda può&nbsp; &#8211; abbastanza inconsapevolmente &#8211; considerare di fatto molto importante la <strong>capacità di ascolto</strong> dimostrata dal potenziale fornitore, ma nelle procedure di acquisto non vi è traccia di tale fattore. Questo genera distorsione ed errori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anticipando quanto diremo in seguito, per il venditore, in altre parole, è necessario agire sul terreno psicologico dell’impresa acquirente, inserendo le proprie offerte all’interno dell’<strong>orizzonte psicologico soggettivo del buyer</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo richiama la nostra attenzione sulla necessità, per qualsiasi azienda, di dotarsi di un metodo di vendita per lo sviluppo della competitività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono i motivi reali per cui acquistiamo o ci comportiamo in un certo modo? Quali sono i moventi sottostanti per cui, ad esempio, uno studente sceglie di studiare in una biblioteca pubblica piuttosto che nella propria camera? Ed ancora, perché una specifica biblioteca universitaria (poniamo, la biblioteca di Lettere) e non un’altra (es: la biblioteca di Ingegneria)? Per ogni comportamento esistono dei moventi, delle ragioni sottostanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi dei <strong>moventi apparenti</strong> in un’intervista ad uno studente potrebbe portare a queste conclusioni: lo studente (Gianni) si reca in biblioteca perché lì si studia meglio. La biblioteca di lettere risponde al BSS (bisogno sottostante servito) meglio della propria camera. Offre un ambiente più silenzioso, quando servono vocabolari specialistici sono a portata di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi dei <strong>moventi reali</strong> può portare a conclusioni diverse:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Gianni sta cercando una compagna. Sente un vuoto nella propria vita, e intuisce che sarà più facile incontrare una ragazza in un luogo pubblico piuttosto che nella propria camera.</li><li>Gianni cerca anche motivazione ad impegnarsi. La visione di altre persone che studiano conforta il nostro studente e lo incoraggia.</li><li>Gianni cerca anche di sentirsi a posto con se stesso. Sa benissimo che in casa accenderà lo stereo, navigherà in Internet, riceverà telefonate, questo lo distrarrà e alla fine della giornata si sentirà, come spesso gli capita, un perdente.</li><li>Gianni sente anche il bisogno di giustificare alla propria famiglia come sta spendendo il tempo di vita, che grado di impegno sta mettendo nella sua carriera. Passare il tempo all’interno dell’università in qualche modo produce in lui l’impressione di “aver lavorato”, di “avere prodotto”, e questo risolve alcuni problemi che ha verso la sua immagine di sè, rispetto all’essere in ritardo con gli esami e al sentimento di sapere di pesare ancora sulla famiglia.</li><li>Gianni frequenta la biblioteca di Lettere, (pur studiando Giurisprudenza) anche perché l’ambiente lo fa sentire più a suo agio. Lì non incontra i suoi colleghi di corso, e questo gli evita di doversi giustificare per essere in ritardo. A Lettere il suo ritardo negli studi è più normale e questo lo fa sentire meno pressato.</li><li>Gianni cerca anche un’identità. In un certo senso, nella biblioteca di lettere si sente un pò “diverso” rispetto agli altri, e questo lo aiuta a costruire una propria personalità autonoma, ha qualcosa da dire quando incontra qualcuno, che lo rende un pò diverso, un pò più interessante.</li><li>Nella biblioteca di Lettere, si formano spesso gruppi di studenti nell’atrio, è più facile incontrare qualcuno, parlare con qualcuno, venire invitati ad una festa, trovare chi ti chiede di uscire. A Giurisprudenza le persone vanno e fuggono, prese dalla carriera.</li><li>A dire il vero esisterebbe anche un’altra biblioteca, quella di Economia, ma lì proprio non si sente a suo agio. Tutti sembrano già dirigenti d’azienda, belli, abbronzati, decisi, sicuri, forti &#8211; diversi da lui &#8211; esistono circoli molto chiusi, e lì si sente un pesce fuor d’acqua.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutti questi motivi e molti altri ancora, il nostro amico Gianni frequenta quella biblioteca. Alcuni di questi moventi possono essere in qualche modo emersi dal suo subconscio, altri no, agendo in background.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che interessa nella nostra analisi è capire che il <strong>bisogno sottostante servito</strong> (BSS) ha sfaccettature multiple. Accanto al <strong>BSS primario</strong>, di facciata, o motivo principale di frequentazione della struttura bibliotecaria, esistono <strong>BSS secondari</strong> (moventi nascosti) che possono persino superare la forza del BSS primario.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/9788846428448_0_0_626_75.jpg?w=417" alt="psicologia di marketing e comunicazione" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Il rientro psicologico latente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 15:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
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		<category><![CDATA[probabilità di acquisto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©&#160;Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).&#160;&#160;Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. Della differenza positiva tra rientro totale psicologico e costo totale psicologico Così come il costo totale si carica di costi psicologici latenti, il rientro totale si può caricare &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©&nbsp;Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).&nbsp;&nbsp;<a href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Della differenza positiva tra rientro totale psicologico e costo totale psicologico</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Così come il costo totale si carica di costi psicologici latenti, il rientro totale si può caricare di rientri psicologici addizionali. I rientri possono infatti essere sia funzionali (utilizzo il prodotto che mi mancava e mi serviva), che psicologici (l’atto di acquisto in se apre orizzonti psicologici positivi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ipotizziamo un buyer di fronte ad un acquisto di un nuovo sistema operativo per i PC aziendali (costo: 100.000 dollari iniziali), con prove che esso consenta di risparmiare 100.000 dollari annui in costi di manutenzione, per una durata del sistema di 5 anni, producendo inoltre una maggiore affidabilità complessiva. In totale, l’operazione diviene a costo 0 per il primo anno, e consente un guadagno di 100.000 dollari per i restanti 4 anni. Ma fino a questo punto saremmo all’interno dei rientri funzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rientro psicologico è dato dal fatto che a quel punto il buyer sarà diventato improvvisamente colui il quale ha saputo reperire importanti risorse addizionali per l’azienda, denaro fresco da investire in nuovi progetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo può costituire un motivo di vanto e una spinta addizionale ad un ambito passaggio di grado, che la persona attende da anni. In altre parole, l’acquisto non viene più valutato puramente in termini di rientri fisici o funzionali, ma viene valorizzato da rientri psicologici (potere, carriera, immagine personale in azienda), e questo ne aumenta il valore. Il flusso di rientro si carica di orizzonti psicologici positivi, personali o legati alla reazione attesa dei gruppi di riferimento (sociali/normativi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero problema nasce quando il buyer diventa sensibile unicamente al fattore risparmio e non ai flussi di valore addizionali che una proposta può apportare (innovazione, skills, know-how). Questa focalizzazione sui soli costi rappresenta una vera patologia cognitiva del buyer, che danneggia l’impresa per la quale lavora, anche se a volte è l’impresa stessa ad infondere nel buyer tale cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esaminiamo un caso diverso, l’imprenditore che acquista il sistema di e-commerce evoluto. In questo caso l’acquisto rappresenta non solo un salto di qualità nel management commerciale, ma un motivo di vanto presso il gruppo di imprenditori e colleghi che lo circondano. Sostanzialmente, diventa fonte di orgoglio e autorealizzazione, facendo sentire l’imprenditore come colui che ha saputo portare l’innovazione nell’azienda. In questo secondo caso avremo un carico addizionale di self-image che aumenta il peso del rientro psicologico totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atto di acquisto va gestito, da parte dell’operatore di marketing, ponendo attenzione sia ai costi psicologici latenti che ai rientri psicologici potenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La probabilità di acquisto emerge come differenza tra i due quadranti &#8211; esito del bilanciamento mentale dominato dai costi e rientri psicologici previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Formula della <strong>probabilità di acquisto</strong> in base al bilanciamento cognitivo</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Probabilità di acquisto = (Rientro Totale Funzionale + Rientro Totale Psicologico) &#8211; (Costo di Separazione Economico + Costi Psicologici)</li><li>In sintesi: P.A. = (RTF + RTP) &#8211; (CSE + CP)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di <strong>strategie aziendali di vendita</strong>, il percorso psicologico del venditore deve esplorare entrambi i quadranti. Soprattutto, la comunicazione di vendita deve possedere l&#8217;abilità di (1) creare interesse per il rientro totale, sviluppando argomentazioni che si basino sulle utilità soggettive del cliente, e (2) creare un posizionamento percettivo efficace del costo di separazione totale (strategia di <strong><em>framing</em> dell&#8217;investimento</strong>). In altre parole, la strategia di framing deve riuscire nell&#8217;intento di minimizzare il costo psicologico per il cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello Costo Totale / Rientro Totale, sopra esposto, è importante per la nostra elaborazione in quanto ci permette di affrontare un problema: il <strong>focus della comunicazione</strong> (pubblicitaria o di vendita), troppo spesso incentrato sulla emissione di parole a vuoto, che non hanno relazione con <strong>le utilità soggettive del cliente</strong>, con i costi latenti e i rientri psicologici latenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio 1 &#8211; Della differenza positiva tra rientro totale psicologico e costo totale psicologico</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>La competitività aziendale dipende dalla capacità di:</li><li>capire i costi totali di separazione connessi all&#8217;acquisto (costi monetari + costi psicologici percepiti o latenti) e saperli ridurre tramite la comunicazione;</li><li>sviluppare comunicazione efficace in grado di esaltare l&#8217;intensità dei rientri totali (funzionali e psicologici), sapendo inserire valore psicologico nel pacchetto di offerta;</li><li>sviluppare comunicazione efficace relativa al bilancio totale dell&#8217;operazione di acquisto, in cui i rientri totali percepiti (funzionali e psicologici) superino i costi totali percepiti (economici e psicologici).</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/9788846428448_0_0_626_75.jpg?w=417" alt="psicologia di marketing e comunicazione" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>Introduzione alla psicologia del comportamento di acquisto e strategie per la competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 15:22:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©&#160;Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).&#160;&#160;Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché affrontare questo tema è così cruciale &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©&nbsp;Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).&nbsp;&nbsp;<a href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché affrontare questo tema è così cruciale per la competitività delle aziende?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vita di ogni persona e di ogni azienda è costellata da momenti d&#8217;acquisto. Nonostante questo dato incontrovertibile, la psicologia del consumo costituisce uno dei fenomeni meno studiati e meno tradotti in azienda, in buona parte a causa dell’impostazione classica che vedeva nel consumatore un soggetto razionale, che agisce secondo criteri logici. Capovolgendo quest&#8217;impostazione, rivolgeremo la nostra attenzione soprattutto alle dinamiche psicologiche, ai moventi nascosti, al &#8220;dark side&#8221; del consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere gli obiettivi previsti, riteniamo necessario fornire una prima griglia di impostazione del lavoro, che divide i comportamenti di acquisto in base a motivazioni conscie, subconscie ed inconsce. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa prima revisione ha profonde implicazioni a più livelli: (1) per la comunicazione aziendale, (2) per le strategie di creazione del valore nella progettazione di un prodotto/servizio, e (3) per l’educazione al consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una seconda considerazione ci spinge a rivolgere la nostra attenzione all’area della psicologia dei bisogni. L’atto di acquisto si lega innegabilmente a qualche forma di problema esistente nell’individuo (es: risolvere un dolore fisico tramite una medicina), o di aspirazione da raggiungere (es: in un’azienda, l’acquisto di un macchinario per aumentare la produttività), sia che si tratti di un bene povero che di un genere di lusso. Questi problemi o moventi sono il nesso che collega il prodotto alla scelta di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento degli individui, orientato a diminuire i problemi che li circondano, determina, in un certo momento del tempo, la nascita di una pulsione, un <strong>impulso d&#8217;acquisto</strong>, uno stimolo alla risoluzione dello stato di tensione. Una strategia aziendale che non tenga in seria considerazione quali impulsi d&#8217;acquisto inserire nelle proprie offerte, non ha alcuna prospettiva di successo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conscio, subconscio e inconscio</h3>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph">A volte risulta difficile spiegare il comportamento delle persone nella sfera del consumo e del rapporto con i prodotti. Ci animiamo per questioni apparentemente futili (quale film vedere&#8230;), ma ci abituiamo a fatti che non dovrebbero lasciarci dormire (es: la produzione di mine antibambino). Un impiegato dedica una vita a far raccolte di tappi di bottiglia, un bambino non va a scuola senza quello specifico zainetto, un operaio non dorme se la sua auto non ha il cerchio in lega leggera cromato a cinque raggi, un manager soffre nell’indecisione su quale quadro alla parete può meglio comunicare la sua immagine all’interno dell’ufficio, ecc&#8230; ecc&#8230;. I casi umani sono tanti. Ogni persona ha le proprie ansie, paure, speranze, illusioni, e queste si trasferiscono anche nel comportamento di acquisto (e di riflesso, sulle strategie di vendita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se dovessimo catalogare in “consapevoli vs. inconsapevoli”, “razionali vs. irrazionali”, “realmente utili vs. futili”, gli acquisti e i comportamenti del consumatore medio, saremmo costretti ad attribuirne buona parte al&nbsp; secondo tipo: illogico, irrazionale, difficile da spiegare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si entra nella sfera dei gusti e delle preferenze, esprimere consciamente perché odiamo un certo tipo di scarpe (es.: un adolescente che non sopporta i sandali aperti di cuoio &#8220;da frate&#8221;, pur essendo essi comodi e confortevoli), un vestito di un certo colore, un&#8217;azienda tedesca piuttosto che italiana, vede spesso goffi tentativi di ricerca di spiegazioni. Quando queste vengono attuate, si dimostrano spesso vere e proprie “azioni di copertura”. In queste azioni, l&#8217;individuo si sforza di riportare una coltre di apparente razionalità in scelte altrimenti difficile da spiegare anche a se stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grado di consapevolezza delle proprie pulsioni infatti decresce nel passaggio da conscio a subconscio ed inconscio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo o meno essere d’accordo con le analisi freudiane, certo, tuttavia, risulta strano spiegare ricorrendo alla logica perché le persone non utilizzino più i cavalli come mezzo di spostamento a corto raggio, perché molte donne amino il giardinaggio, perché esistano gli sport violenti, perché i bambini siano attratti da attività quali lo smontare e il rimontare o l’arrampicarsi sugli alberi, perché esistano i rossetti, perché alcuni odino i computer, perché esistano le pellicce, perché.., perché&#8230;. infiniti perché ai quali non è possibile rispondere dando soluzioni meccaniche e razionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se analizziamo le trascrizioni scientifiche dei moventi d’acquisto &#8211; espresse dagli stessi consumatori &#8211; notiamo che in molti atti non appare niente di quanto previsto dall’economia classica. Il concetto di utilità razionale del prodotto a volte sparisce e l’acquisto diventa un fenomeno psicologico che risponde ad altre esigenze, ad esempio un “riempitivo psicologico”, una tecnica di “riparazione di stati emotivi negativi”, o un modo di affermarsi. Ad esempio<a href="#_ftn1">[1]</a>:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>A volte, se non mi sento molto in forma, vado fuori, questo mi fa già sentire meglio. Poi penso, beh, voglio tirarmi su ancora un pò, e quando vedi qualcosa, dici, beh, lo prendo. Mi trasporta in un altro mondo, mi porta con la mente in una sorta di viaggio magico, mi tira su totalmente. Mi&nbsp; nutre, in qualche modo, è qualcosa di cui ho bisogno.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Man mano che procediamo nell’analisi dei moventi, notiamo che le motivazioni divengono sempre meno “superficiali” e razionali, ed emergono fattori nuovi. Le motivazioni di primo livello (il motivo apparente d’acquisto) sono progressivamente sostituite da concetti più complessi e la coltre di razionalità sparisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Magari passo davanti ad un negozio di vestiti e vedo qualcosa nella vetrina, e dico, quello è proprio carino. Vado nel negozio, e poi vedo qualcos’altro. E poi dico&#8230; quello è ancora più carino di quello in vetrina. E poi mi dico, non ho proprio intenzione di comprare queste cose, me le provo solo un attimo. Così, vado dentro, li provo, e dico, mmh, questo mi sta proprio bene, mi chiedo se c’è qualcos’altro che ci stia bene assieme. Così, provo altre cose che ci si abbinino, &#8230; vado dentro perché sono interessata ad una cosa e me ne esco con altre tre o quattro. E posso persino venir fuori con tre o quattro o cinque pezzi tutti uguali, solo di colore diverso. Devo andare dentro, e poi sento quasi che non posso uscire dal negozio senza aver preso qualcosa.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuando a scendere nel grado di introspezione, si nota che le motivazioni apparenti (del tipo, “l’ho comprato perché ne avevo bisogno”, o &#8220;mi piaceva, e basta&#8221;), non tengono. Il livello di profondità nella discesa verso il mondo nascosto a se stessi, l’area delle pulsioni profonde, può decifrare i significati simbolici ed il rapporto emotivo che si genera tra prodotto ed immagine di sè. Da queste analisi emerge spesso che il prodotto diviene strumento di proiezione d&#8217;immagine, o mezzo per raggiungere obiettivi strategici (seduzione, potere), e ciò avviene anche inconsapevolmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inconsapevolezza dei propri moventi non deve meravigliare. Vediamo una constatazione sulla natura umana, svolta in base al pensiero di Freud:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per Freud la psiche è per la maggior parte inconscia. Essa assomiglia ad un iceberg, i nove decimi della quale sono nascosti o inconsci, e solo un decimo è in superficie o consapevole. Per questo i 9/10 dei nostri atti sono dettati da motivazioni inconsce. La parte consapevole, poi, si divide tra Io o Ego (la coscienza propriamente detta) e Super-io o Super-ego, che raccoglie i referenti morali e educativi. L&#8217;Io o Ego media tra motivazioni inconsce e motivazioni morali. La psicoanalisi è pertanto un processo di autoconoscenza, perché aiuta a svelare l&#8217;inconscio, e a capire quali sono le motivazioni autentiche dell&#8217;individuo rispetto a quelle imposte dai modelli morali o educativ</em>i.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto che i moventi dei consumatori non siano sempre ben chiari, o le scelte delle aziende appaiano a volte controintuitive, deve portarci ad una prima riflessione generale: i consumatori e clienti sono macchine biologiche e sociali il cui funzionamento è lungi dall’essere compreso a pieno. Queste macchine a volte hanno dei comportamenti strani, ma le aziende, con questi comportamenti, devono fare i conti tutti i giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte i desideri e le scelte di acquisto delle persone sono prevedibili, a volte non lo sono affatto. Se il campo del consumo fosse dominato dalle leggi della razionalità, vivremmo in un mondo diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone, sia come consumatori singoli che come decisori aziendali (buyer<a href="#_ftn4">[4]</a>), esprimono nei propri comportamenti tutta la natura umana, in cui subentra, spesso, un versante di irrazionalità e di scelte poco spiegabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Forniamo, in via iniziale, una prima tipologia di moventi d’acquisto:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>pulsioni conscie:</strong> gli impulsi d’acquisto che derivano da valutazioni razionali, consapevoli e quasi-scientifiche della convenienza di acquisto in relazione ad un’analisi accurata dei propri bisogni (personali o aziendali);</li><li><strong>pulsioni subconscie:</strong> gli impulsi d’acquisto che derivano da associazioni inconsapevoli o solo parzialmente consapevoli tra l’atto d’acquisto e l’eliminazione di problemi reali o potenziali. Le pulsioni subconscie sono prevalentemente di natura culturale e ontogenetica (influssi che il soggetto ha subito durante la sua crescita e sviluppo, partendo dalla nascita);</li><li><strong>pulsioni inconscie:</strong> gli impulsi d’acquisto governati da dinamiche non percepite dal soggetto, soprattutto provenienti dalle pulsioni ancestrali, istintuali, genetiche, recondite, le quali agiscono sull’individuo senza che egli stesso ne sia consapevole. Tali impulsi sono prevalentemente dovuti ad aspetti psicobiologici, associati a pulsioni derivanti dalla filogenesi dell’individuo (influssi che derivano dalla storia della specie e dalla sua biologia).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di pulsione <strong>conscia</strong> è dato dalla percezione della necessità di possedere un ombrello se piove molto, o dotarsi di un mezzo di trasporto per raggiungere il lavoro, scegliendo accuratamente tra le diverse alternative esistenti (auto, treno, autobus, bicicletta, ecc..) e valutandone pro e contro razionalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di pulsione <strong>subconscia</strong> avviene durante la scelta di un capo di abbigliamento da parte di un impiegato di banca, nella quale egli a priori &#8211; inconsapevolmente &#8211; esclude dal campo delle proprie scelte soluzioni tipo babbucce orientali, tuniche africane o perizomi indiani, includendo invece mocassini o abiti &#8220;giacca e cravatta&#8221; o tuttalpiù maglioni e polo. Il fatto che la scelta avvenga all&#8217;interno di un &#8220;set mentale&#8221; di prodotti occidentali non è&nbsp; completamente consapevole, e risponde ad esigenze di conformità spesso latenti e subconscie. Per quale motivo plausibile, razionale, un impiegato di banca non dovrebbe recarsi al lavoro in perizoma d&#8217;estate quando fa molto caldo? Proviamo ad anticipare le reazioni (dei colleghi, dei clienti) a questo comportamento, e lo capiremo immediatamente. Una pulsione subconscia alla conformità culturale è presente in moltissimi acquisti, senza che i consumatori se ne rendano conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di pulsione <strong>inconscia</strong> è dato dal movente per cui un ragazzo maturo, non sposato o fidanzato, decide di recarsi in una palestra. In questa scelta può esistere un desiderio sottostante di aumentare la propria attrattività riproduttiva, ed acquistare maggiori chance di trasmettere i propri geni. Questo movente fisiologico e genetico, di origine animale, può avvenire al di fuori della consapevolezza della persona stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre le motivazioni conscie si collegano ad acquisti apparentemente logici, l’analisi delle motivazioni subconscie ed inconscie si riferisce alle pulsioni che difficilmente sono spiegabili ricorrendo a modelli razionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spostamento dell’attenzione verso l’area del subconscio ed ancor più verso l’area dell’inconscio disturba la sensibilità di molti. Alcuni si oppongono all’intrusione soprattutto per questioni di interesse. Economisti e ricercatori possono infatti vedere il quadro complicarsi, le formule saltare, e sostanzialmente il potere scivolare di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri oppositori sono coloro i quali vorrebbero l’essere umano emancipato dalla sua componente animale, considerano la componente pulsionale inconscia una sorta di decadenza verso la brutalità animale, una concessione agli impulsi che tutto il sistema educativo cerca di frenare, nascondere, negare. Capisco, sarebbe bello, ma ancora non è possibile. Il compito di un ricercatore è quello di capire, prima di tutto. Il compito di un manager è quello di agire, in base ad informazioni accurate. Se in questo stadio evolutivo dell’uomo, le pulsioni animali sono ancora presenti, non possiamo far finta che così non sia, e che questo non si innesti nei processi di marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono zone del cervello la cui funzione è solo vagamente conosciuta. In particolare, l’<strong>archipallio</strong> rappresenta la porzione più antica della corteccia cerebrale, ed il suo influsso sui comportamenti di acquisto non è mai stato veramente esplorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alla <strong>neocorteccia</strong>, che rappresenta la porzione più recente della mente e nei mammiferi occupa quasi il 90% di tutta la corteccia, l’archipallio svolge funzioni diverse e non del tutto comprese, ma comunque legate ad energie psichiche ancestrali (riconoscimento degli odori, lotta, sopravvivenza, controllo del territorio, possesso, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché l&#8217;archipallio è una zona cerebrale attiva, essa esercita un influsso sul pensiero e sul comportamento, anche di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo influsso determina scelte che a volte possono apparire illogiche, ma che risultano comprensibili alla luce di una teoria delle pulsioni.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/9788846428448_0_0_626_75.jpg" alt="" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



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		<title>Psicologia del Marketing e della Comunicazione &#8211; Il libro di riferimento in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 11:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Psicologia del Marketing e Comunicazione. Il libro di riferimento in Italia Psicologia di Marketing e Comunicazione è il libro di riferimento in Italia per la Psicologia del Marketing e della comunicazione aziendale. Clicca sull&#8217;immagine del libro se vuoi vederne la scheda su Amazon Per chi vuole formarsi sui metodi esposti nel libro, l&#8217;autore dott. Daniele &#8230;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi</h2>
<p>Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché affrontare questo tema è così cruciale per la competitività delle aziende?</p>
<p>La vita di ogni persona e di ogni azienda è costellata da momenti d&#8217;acquisto. Nonostante questo dato incontrovertibile, la psicologia del consumo costituisce uno dei fenomeni meno studiati e meno tradotti in azienda, in buona parte a causa dell’impostazione classica che vedeva nel consumatore un soggetto razionale, che agisce secondo criteri logici. Capovolgendo quest&#8217;impostazione, rivolgeremo la nostra attenzione soprattutto alle dinamiche psicologiche, ai moventi nascosti, al &#8220;dark side&#8221; del consumo.</p>
<p>Per raggiungere gli obiettivi previsti, riteniamo necessario fornire una prima griglia di impostazione del lavoro, che divide i comportamenti di acquisto in base a motivazioni consce, subconscie ed inconsce.</p>
<p>Questa prima revisione ha profonde implicazioni a più livelli: (1) per la comunicazione aziendale, (2) per le strategie di creazione del valore nella progettazione di un prodotto/servizio, e (3) per l’educazione al consumo.</p>
<p>Una seconda considerazione ci spinge a rivolgere la nostra attenzione all’area della psicologia dei bisogni. L’atto di acquisto si lega innegabilmente a qualche forma di problema esistente nell’individuo (es: risolvere un dolore fisico tramite una medicina), o di aspirazione da raggiungere (es: in un’azienda, l’acquisto di un macchinario per aumentare la produttività), sia che si tratti di un bene povero che di un genere di lusso. Questi problemi o moventi sono il nesso che collega il prodotto alla scelta di acquisto.</p>
<p>Il comportamento degli individui, orientato a diminuire i problemi che li circondano, determina, in un certo momento del tempo, la nascita di una pulsione, un <strong>impulso d&#8217;acquisto</strong>, uno stimolo alla risoluzione dello stato di tensione<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. Una strategia aziendale che non tenga in seria considerazione quali impulsi d&#8217;acquisto inserire nelle proprie offerte, non ha alcuna prospettiva di successo.</p>
<h2>Conscio, subconscio e inconscio nelle scelte di acquisto</h2>
<p>A volte risulta difficile spiegare il comportamento delle persone nella sfera del consumo e del rapporto con i prodotti. Ci animiamo per questioni apparentemente futili (quale film vedere&#8230;), ma ci abituiamo a fatti che non dovrebbero lasciarci dormire (es: la produzione di mine antibambino). Un impiegato dedica una vita a far raccolte di tappi di bottiglia, un bambino non va a scuola senza quello specifico zainetto, un operaio non dorme se la sua auto non ha il cerchio in lega leggera cromato a cinque raggi, un manager soffre nell’indecisione su quale quadro alla parete può meglio comunicare la sua immagine all’interno dell’ufficio, ecc&#8230; ecc&#8230;. I casi umani sono tanti. Ogni persona ha le proprie ansie, paure, speranze, illusioni, e queste si trasferiscono anche nel comportamento di acquisto (e di riflesso, sulle strategie di vendita).</p>
<p>Se dovessimo catalogare in “consapevoli vs. inconsapevoli”, “razionali vs. irrazionali”, “realmente utili vs. futili”, gli acquisti e i comportamenti del consumatore medio, saremmo costretti ad attribuirne buona parte al  secondo tipo: illogico, irrazionale, difficile da spiegare.</p>
<p>Quando si entra nella sfera dei gusti e delle preferenze, esprimere consciamente perché odiamo un certo tipo di scarpe (es.: un adolescente che non sopporta i sandali aperti di cuoio &#8220;da frate&#8221;, pur essendo essi comodi e confortevoli), un vestito di un certo colore, un&#8217;azienda tedesca piuttosto che italiana, vede spesso goffi tentativi di ricerca di spiegazioni. Quando queste vengono attuate, si dimostrano spesso vere e proprie “azioni di copertura”. In queste azioni, l&#8217;individuo si sforza di riportare una coltre di apparente razionalità in scelte altrimenti difficile da spiegare anche a se stessi.</p>
<p>Il grado di consapevolezza delle proprie pulsioni infatti decresce nel passaggio da conscio a subconscio ed inconscio.</p>
<p>Possiamo o meno essere d’accordo con le analisi freudiane, certo, tuttavia, risulta strano spiegare ricorrendo alla logica perché le persone non utilizzino più i cavalli come mezzo di spostamento a corto raggio, perché molte donne amino il giardinaggio, perché esistano gli sport violenti, perché i bambini siano attratti da attività quali lo smontare e il rimontare o l’arrampicarsi sugli alberi, perché esistano i rossetti, perché alcuni odino i computer, perché esistano le pellicce, perché.., perché&#8230;. infiniti perché ai quali non è possibile rispondere dando soluzioni meccaniche e razionali.</p>
<p>Se analizziamo le trascrizioni scientifiche dei moventi d’acquisto &#8211; espresse dagli stessi consumatori &#8211; notiamo che in molti atti non appare niente di quanto previsto dall’economia classica. Il concetto di utilità razionale del prodotto a volte sparisce e l’acquisto diventa un fenomeno psicologico che risponde ad altre esigenze, ad esempio un “riempitivo psicologico”, una tecnica di “riparazione di stati emotivi negativi”, o un modo di affermarsi. Ad esempio<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>:</p>
<p>A volte, se non mi sento molto in forma, vado fuori, questo mi fa già sentire meglio. Poi penso, beh, voglio tirarmi su ancora un pò, e quando vedi qualcosa, dici, beh, lo prendo. Mi trasporta in un altro mondo, mi porta con la mente in una sorta di viaggio magico, mi tira su totalmente. Mi  nutre, in qualche modo, è qualcosa di cui ho bisogno.</p>
<p>Man mano che procediamo nell’analisi dei moventi, notiamo che le motivazioni divengono sempre meno “superficiali” e razionali, ed emergono fattori nuovi. Le motivazioni di primo livello (il motivo apparente d’acquisto) sono progressivamente sostituite da concetti più complessi e la coltre di razionalità sparisce.</p>
<p>Magari passo davanti ad un negozio di vestiti e vedo qualcosa nella vetrina, e dico, quello è proprio carino. Vado nel negozio, e poi vedo qualcos’altro. E poi dico&#8230; quello è ancora più carino di quello in vetrina. E poi mi dico, non ho proprio intenzione di comprare queste cose, me le provo solo un attimo. Così, vado dentro, li provo, e dico, mmh, questo mi sta proprio bene, mi chiedo se c’è qualcos’altro che ci stia bene assieme. Così, provo altre cose che ci si abbinino, &#8230; vado dentro perché sono interessata ad una cosa e me ne esco con altre tre o quattro. E posso persino venir fuori con tre o quattro o cinque pezzi tutti uguali, solo di colore diverso. Devo andare dentro, e poi sento quasi che non posso uscire dal negozio senza aver preso qualcosa.<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></p>
<p>Continuando a scendere nel grado di introspezione, si nota che le motivazioni apparenti (del tipo, “l’ho comprato perché ne avevo bisogno”, o &#8220;mi piaceva, e basta&#8221;), non tengono. Il livello di profondità nella discesa verso il mondo nascosto a se stessi, l’area delle pulsioni profonde, può decifrare i significati simbolici ed il rapporto emotivo che si genera tra prodotto ed immagine di sè. Da queste analisi emerge spesso che il prodotto diviene strumento di proiezione d&#8217;immagine, o mezzo per raggiungere obiettivi strategici (seduzione, potere), e ciò avviene anche inconsapevolmente.</p>
<p>L&#8217;inconsapevolezza dei propri moventi non deve meravigliare. Vediamo una constatazione sulla natura umana, svolta in base al pensiero di Freud:</p>
<blockquote><p>Per Freud la psiche è per la maggior parte inconscia. Essa assomiglia ad un iceberg, i nove decimi della quale sono nascosti o inconsci, e solo un decimo è in superficie o consapevole. Per questo i 9/10 dei nostri atti sono dettati da motivazioni inconsce. La parte consapevole, poi, si divide tra Io o Ego (la coscienza propriamente detta) e Super-io o Super-ego, che raccoglie i referenti morali e educativi. L&#8217;Io o Ego media tra motivazioni inconsce e motivazioni morali. La psicoanalisi è pertanto un processo di autoconoscenza, perché aiuta a svelare l&#8217;inconscio, e a capire quali sono le motivazioni autentiche dell&#8217;individuo rispetto a quelle imposte dai modelli morali o educativi<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>.</p></blockquote>
<p>Il fatto che i moventi dei consumatori non siano sempre ben chiari, o le scelte delle aziende appaiano a volte controintuitive, deve portarci ad una prima riflessione generale: i consumatori e clienti sono macchine biologiche e sociali il cui funzionamento è lungi dall’essere compreso a pieno. Queste macchine a volte hanno dei comportamenti strani, ma le aziende, con questi comportamenti, devono fare i conti tutti i giorni.</p>
<p>A volte i desideri e le scelte di acquisto delle persone sono prevedibili, a volte non lo sono affatto. Se il campo del consumo fosse dominato dalle leggi della razionalità, vivremmo in un mondo diverso.</p>
<p>Le persone, sia come consumatori singoli che come decisori aziendali (buyer<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>), esprimono nei propri comportamenti tutta la natura umana, in cui subentra, spesso, un versante di irrazionalità e di scelte poco spiegabili.</p>
<p>Forniamo, in via iniziale, una prima tipologia di moventi d’acquisto:</p>
<ul>
<li><b>pulsioni consce:</b> gli impulsi d’acquisto che derivano da valutazioni razionali, consapevoli e quasi-scientifiche della convenienza di acquisto in relazione ad un’analisi accurata dei propri bisogni (personali o aziendali);</li>
<li><strong>pulsioni subconscie:</strong> gli impulsi d’acquisto che derivano da associazioni inconsapevoli o solo parzialmente consapevoli tra l’atto d’acquisto e l’eliminazione di problemi reali o potenziali. Le pulsioni subconscie sono prevalentemente di natura culturale e ontogenetica (influssi che il soggetto ha subito durante la sua crescita e sviluppo, partendo dalla nascita);</li>
<li><b>pulsioni inconsce:</b> gli impulsi d’acquisto governati da dinamiche non percepite dal soggetto, soprattutto provenienti dalle pulsioni ancestrali, istintuali, genetiche, recondite, le quali agiscono sull’individuo senza che egli stesso ne sia consapevole. Tali impulsi sono prevalentemente dovuti ad aspetti psicobiologici, associati a pulsioni derivanti dalla filogenesi dell’individuo (influssi che derivano dalla storia della specie e dalla sua biologia).</li>
</ul>
<p>Un esempio di pulsione <strong>conscia</strong> è dato dalla percezione della necessità di possedere un ombrello se piove molto, o dotarsi di un mezzo di trasporto per raggiungere il lavoro, scegliendo accuratamente tra le diverse alternative esistenti (auto, treno, autobus, bicicletta, ecc..) e valutandone pro e contro razionalmente.</p>
<p>Un esempio di pulsione <strong>subconscia</strong> avviene durante la scelta di un capo di abbigliamento da parte di un impiegato di banca, nella quale egli a priori &#8211; inconsapevolmente &#8211; esclude dal campo delle proprie scelte soluzioni tipo babbucce orientali, tuniche africane o perizomi indiani, includendo invece mocassini o abiti &#8220;giacca e cravatta&#8221; o tuttalpiù maglioni e polo. Il fatto che la scelta avvenga all&#8217;interno di un &#8220;set mentale&#8221; di prodotti occidentali non è  completamente consapevole, e risponde ad esigenze di conformità spesso latenti e subconscie. Per quale motivo plausibile, razionale, un impiegato di banca non dovrebbe recarsi al lavoro in perizoma d&#8217;estate quando fa molto caldo? Proviamo ad anticipare le reazioni (dei colleghi, dei clienti) a questo comportamento, e lo capiremo immediatamente. Una pulsione subconscia alla conformità culturale è presente in moltissimi acquisti, senza che i consumatori se ne rendano conto.</p>
<p>Un esempio di pulsione <strong>inconscia</strong> è dato dal movente per cui un ragazzo maturo, non sposato o fidanzato, decide di recarsi in una palestra. In questa scelta può esistere un desiderio sottostante di aumentare la propria attrattività riproduttiva, ed acquistare maggiori chance di trasmettere i propri geni. Questo movente fisiologico e genetico, di origine animale, può avvenire al di fuori della consapevolezza della persona stessa.</p>
<p>Mentre le motivazioni consce si collegano ad acquisti apparentemente logici, l’analisi delle motivazioni subconscie ed inconsce si riferisce alle pulsioni che difficilmente sono spiegabili ricorrendo a modelli razionali.</p>
<p>Lo spostamento dell’attenzione verso l’area del subconscio ed ancor più verso l’area dell’inconscio disturba la sensibilità di molti. Alcuni si oppongono all’intrusione soprattutto per questioni di interesse. Economisti e ricercatori possono infatti vedere il quadro complicarsi, le formule saltare, e sostanzialmente il potere scivolare di mano.</p>
<p>Altri oppositori sono coloro i quali vorrebbero l’essere umano emancipato dalla sua componente animale, considerano la componente pulsionale inconscia una sorta di decadenza verso la brutalità animale, una concessione agli impulsi che tutto il sistema educativo cerca di frenare, nascondere, negare. Capisco, sarebbe bello, ma ancora non è possibile. Il compito di un ricercatore è quello di capire, prima di tutto. Il compito di un manager è quello di agire, in base ad informazioni accurate. Se in questo stadio evolutivo dell’uomo, le pulsioni animali sono ancora presenti, non possiamo far finta che così non sia, e che questo non si innesti nei processi di marketing.</p>
<p>Vi sono zone del cervello la cui funzione è solo vagamente conosciuta. In particolare, l’<strong>archipallio</strong> rappresenta la porzione più antica della corteccia cerebrale, ed il suo influsso sui comportamenti di acquisto non è mai stato veramente esplorato.</p>
<p>Rispetto alla <strong>neocorteccia</strong>, che rappresenta la porzione più recente della mente e nei mammiferi occupa quasi il 90% di tutta la corteccia, l’archipallio svolge funzioni diverse e non del tutto comprese, ma comunque legate ad energie psichiche ancestrali (riconoscimento degli odori, lotta, sopravvivenza, controllo del territorio, possesso, ecc.).</p>
<p>Poiché l&#8217;archipallio è una zona cerebrale attiva, essa esercita un influsso sul pensiero e sul comportamento, anche di acquisto.</p>
<p>Questo influsso determina scelte che a volte possono apparire illogiche, ma che risultano comprensibili alla luce di una teoria delle pulsioni.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Vedi Rook, D.W. (1987). The buying impulse. <em>Journal of Consumer Research</em>, 14 (September), 189-199.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Trascrizioni tratte da Dittmar, H. &amp; Drury, J. (2000). Self-image &#8211; is it in the bag? A qualitative comparison between &#8220;ordinary&#8221; and &#8220;excessive&#8221; consumers. <em>Journal of Economic Psychology</em>, 21. 109-142.</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Fonte: trascrizioni svolte da Dittmar &amp; Drury, 2000.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Enciclopedia Rizzoli Larousse 2000.</p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Il termine “buyer” viene utilizzato nel corso del testo per indicare la persona responsabile degli acquisti, o chi comunque assume un ruolo di cliente, acquirente, decisore o controparte rispetto al venditore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Psicologia del marketing e comunicazione. Testi di approfondimento</h3>
<p>Oltre a questo testo fondamentale per la Psicologia del Marketing e della Comunicazione, vedi anche il libro Ebook acquistabile online:</p>
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<ul>
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<ul>
<li>Cosa fa lo psicologo del marketing?</li>
<li>A cosa serve la psicologia della comunicazione?</li>
<li>Che sbocchi ci sono per la psicologia del marketing e comunicazione?</li>
</ul>
<p>Rimandiamo al <a href="https://www.psy.it/allegati/aree-pratica-professionale/psicologo_del_marketing.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">testo rilevabile dall&#8217;Ordine degli Psicologi relativamente alla professione di Psicologo del Marketing  e della Comunicazione di cui riportiamo qui alcuni passaggi</a></p>
<p><strong>Lo Psicologo del marketing e della comunicazione</strong><br />
Classificazione EUROPSY<br />
1.DENOMINAZIONE E DESCRIZIONE SINTETICA DELL’AREA DI PRATICA<br />
PROFESSIONALE<br />
La psicologia del marketing e della comunicazione rappresenta un campo di studi e applicazioni professionali nel quale convergono conoscenze, approcci e metodologie elaborate nell’ambito della psicologia generale, della psicologia sociale, della psicologia della comunicazione, della psicologia economica e dei consumi, della psicologia delle organizzazioni e dell’ergonomia. Del resto, molte sono le discipline che si occupano delle varie forme di comunicazione e delle condotte di consumo e con le quali la Psicologia del marketing e della comunicazione entra in relazione come, ad esempio, l’economia aziendale e il marketing, la statistica, l’antropologia, la sociologia le scienze della comunicazione, la semiotica, ecc..<br />
Sono comunque identificabili tre sottoinsiemi tematici della Psicologia della comunicazione e del marketing tra loro interconnessi e in parte sovrapposti con le suddette discipline non psicologiche:</p>
<p>A) nell’ambito della comunicazione ci si riferisce a ricerche e interventi professionali non solamente sulla comunicazione interpersonale, verbale e non verbale, ma sui fattori della comunicazione efficace; sulla comunicazione in specifici contesti (comunicazione organizzativa, istituzionale, politica, ecc.); sulle tecniche di gestione efficace delle relazioni pubbliche; sulle modalità della comunicazione di utilità sociale (ad esempio, relativa ai rischi lavorativi e della vita quotidiana o per la promozione della salute); sul contributo psicologico alla progettazione di specifici media comunicativi (ad esempio, il web-design); sul ruolo delle nuove tecnologie comunicative (comunicazione integrata online e offline, valutazioni di usabilità delle interfacce, progettazione basata sugli utilizzatori, ecc.); B) La comunicazione pubblicitaria merita una specifica considerazione dal momento che rappresenta un ambito di notevole tradizione di ricerca e intervento psicologico nel quale si affrontano temi come: i livelli d&#8217;elaborazione cognitiva e la memoria della pubblicità (ad esempio, la valutazione di nuovi prodotti e dei ricordi di marche); il ruolo delle immagini mentali; gli effetti di mediazione degli elementi visivi e verbali della pubblicità sulle credenze, gli atteggiamenti e le risposte d&#8217;intenzione; le funzioni e le caratteristiche della pubblicità emotiva; la valutazione psicofisiologica delle risposte alla pubblicità; analisi della struttura latente dei messaggi pubblicitari e delle reazioni individuali e collettive in specifici contesti (ad esempio, comunicazione politica);i percorsi centrale e periferico della persuasione; le strategie di comunicazione pubblicitaria e promozionale, le caratteristiche dell’advertising management, il monitoraggio dei social media e dei network sociali (ad esempio, social media marketing, analisi degli effetti comunicativi sulla brand reputation), ecc.. C) I comportamenti di consumo e marketing costituiscono il terzo grande ambito di ricerca e intervento psicologico dal momento che esso concerne: a) i processi individuali e di gruppo relativi alla selezione, acquisto, utilizzo, scambio di servizi, prodotti, idee che rispondono ai bisogni o ai desideri delle persone; b) gli impatti di tali scambi sociali sulla vita quotidiana delle persone e sul funzionamento della società. Gli specifici argomenti di indagine e di rilevanza applicativa in questo settore della psicologia economica riguardano, ad esempio: come avvengono i processi di scelta a livello individuale, familiare e sociale; quali processi cognitivi ed emotivi sono in primo piano; quali variabili ambientali e socioculturali influenzano le decisioni; il ruolo delle motivazioni, emozioni, rappresentazioni sociali, credenze e atteggiamenti; la relazione tra consumi, identità e appartenenza sociale; i fattori individuali (socio-demografici e di personalità) di differenziazione delle condotte di consumo e i profili psicosociali dei consumatori; le funzioni e i significati dei consumi per i differenti gruppi sociali; i processi di competizione, differenziazione sociale e conformismo nelle condotte di consumo; l’influenza dei luoghi del consumo sui processi di scelta; le nuove tecnologie funzionali al consumo (ad esempio, fattori psicologici nel funzionamento del mercato elettronico, il digital marketing, ecc.); le tecniche di segmentazione del mercato, dei consumatori e dei prodotti e servizi; la comunicazione persuasiva e le condotte di consumo, i processi di socializzazione ai consumi, la customer satisfaction, ecc.. I tre grandi ambiti sono accomunati da una particolare attenzione che gli psicologi dedicano alle metodologie e tecniche di analisi dei dati. Infatti, dal punto di vista della loro rilevazione sono presenti competenze tecniche di analisi qualitativa (osservazione, interviste in profondità, colloqui, focus group, ecc.) e quantitativa soprattutto mediante questionari (usati anche con supporti elettronici nelle online surveys), scanner data analysis, web analysis, ecc.. Dal punto di vista dell’elaborazione sono usate comunemente tecniche statistiche di analisi multivariata come, ad esempio: l&#8217;analisi discriminante, le analisi fattoriali, l’analisi delle corrispondenze, l&#8217;analisi congiunta e di cluster, ecc..<br />
2. INDICAZIONE DELLE PRINCIPALI DISCIPLINE PSICOLOGICHE UNIVERSITARIE COINVOLTE<br />
Ricomprende discipline che hanno denominazioni diverse, raggruppate, in ragione del carattere interdisciplinare dei temi affrontati, in differenti settori concorsuali e disciplinari: 11/E1, Psicologia generale, Psicobiologia e Psicometria (PSI/01, Psicologia generale, M-PSI/02, Psicobiologia e Psicologia fisiologica, M-PSI/03, Psicometria), 11/E3, Psicologia sociale, del lavoro e delle organizzazioni, M-PSI/05 Psicologia sociale, M-PSI/06 (Psicologia del lavoro e delle organizzazioni). Ci si riferisce ad esempio:<br />
 PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE<br />
 PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE E DEL MARKETING<br />
 PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE E DELL’ORGANIZZAZIONE<br />
 PSICOLOGIA ECONOMICA<br />
 PSICOLOGIA DEI CONSUMI<br />
 PSICOLOGIA DEI CONSUMI E DEL MARKETING</p>
<p>4. TIPOLOGIE DI FUNZIONI E ATTIVITÀ PROFESSIONALI CARATTERISTICHE<br />
a) Progettazione e realizzazione di indagini psicosociali sull’opinione pubblica e sui diversi ambiti della comunicazione (istituzionale e sociale, organizzativa, pubblicitaria, politica, ambientale, ecc.).<br />
b) Progettazione e realizzazione di campagne di comunicazione anche attraverso tecnologie informatiche e telematiche, con particolare riferimento alle implicazioni e agli aspetti psicologico-sociali dei nuovi media.<br />
c) Valutazione degli impatti della pubblicità commerciale, dell’efficacia delle campagne di comunicazione politica ed elettorale e delle campagne di promozione di atteggiamenti e comportamenti pro-sociali e utili al benessere individuale e collettivo.<br />
d) Progettazione e realizzazione di indagini motivazionali, qualitative e quantitative, sui consumi di prodotti e servizi e valutazione della loro corrispondenza alle attese (customer satisfaction).<br />
e) Consulenza sulle dinamiche dei processi di persuasione e di coinvolgimento emotivo dei clienti funzionali alla scelta e pianificazione delle varie forme di comunicazione pubblicitaria.<br />
f) Consulenza per la segmentazione del pubblico secondo caratteristiche psicosociali e stili di vita e al posizionamento simbolico di marche e prodotti.<br />
g) Costruzione e validazione di efficaci strumenti di rilevazione qualitativa e quantitativa di dati psicosociali, gestione dei processi di analisi quantitativa e qualitativa di tali dati e della loro rappresentazione sintetica a fini decisionali.<br />
h) Consulenza per la scelta dei canali, dei contenuti comunicativi ed espressivi idonei a trasmettere e rafforzare l’immagine e la reputazione dell’organizzazione, favorendo la sua integrazione sociale nel territorio e accrescendone il peso e la forza economica.<br />
i) Consulenza per lo sviluppo e il coordinamento delle diverse attività di comunicazione esterna (verso clienti, fornitori, banche, istituzioni, opinion leaders, ecc.) destinate a pubblicizzare e promuovere il marchio, i prodotti e i servizi di un’organizzazione.<br />
l) Consulenza per il miglioramento della comunicazione interna all’organizzazione, funzionale al miglioramento delle prestazioni del personale, delle relazioni di lavoro, del coinvolgimento, del clima di fiducia e partecipazione.<br />
m) Progettazione di interfacce user oriented e valutazione dell’accessibilità e usabilità dei prodotti web in relazione alle strategie di scelta e del profilo degli utilizzatori.</p>
<p>n) Attività di sperimentazione, ricerca e didattica nell&#8217;ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore e ai sensi della L.56/1989.</p>
<p>5. PRINCIPALI CONTESTI LAVORATIVI E SETTORI DI INTERVENTO<br />
Lo psicologo della comunicazione e marketing è un laureato magistrale, abilitato dall&#8217;Esame di stato all&#8217;esercizio della professione, iscritto all’Albo degli psicologi nella sezione A, capace di operare in completa autonomia professionale e di instaurare una collaborazione paritaria con altre figure professionali coinvolte nelle attività di comunicazione e marketing.<br />
Si inserisce nel mercato occupazionale in differenti contesti operativi connessi, ad esempio, con gli uffici comunicazione di grandi aziende e delle organizzazioni pubbliche (ad esempio, uffici stampa e delle relazioni pubbliche), con gli uffici commerciali e di marketing di imprese, con agenzie di pubblicità, con società specializzate in ricerche di mercato.<br />
Opera in genere come libero professionista singolo o nell’ambito di società di consulenza pluridisciplinare che offrono servizi per: la comunicazione multimediale, pubblicitaria, aziendale; la comunicazione integrata; l’ottimizzazione dei servizi al cliente; indagini motivazionali sui consumi e sulla domanda potenziale del mercato; la costruzione e l’utilizzo di siti web nell’ambito del marketing; la valutazione degli effetti della digitalizzazione del mercato comunicativo; la promozione di campagne di promozione sociale, e la valutazione della loro efficacia, ecc. I laureati magistrali potranno occupare posizioni di product manager; brand manager, category manager, direttore commerciale e marketing di imprese di produzione di beni e servizi; account manager in agenzie di pubblicità, in società di ricerche di mercato e di consulenza di marketing e comunicazione.<br />
Può operare, inoltre, come ricercatore in centri studi e ricerche pubblici e privati e presso l’università.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/psicologia-del-marketing-e-della-comunicazione-il-libro-di-riferimento-in-italia/">Psicologia del Marketing e della Comunicazione &#8211; Il libro di riferimento in Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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