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	<title>potere personale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>potere personale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>La volontà dietro il nerbo, una questione di energie?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 08:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Man mano che le ricerche ed esperienze proseguono si fa più forte la convinzione che le energie personali sono il ponte verso qualsiasi traguardo. Come sostiene Carl Gustav Jung, le &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Man mano che le ricerche ed esperienze proseguono si fa più forte la convinzione che le energie personali sono il ponte verso qualsiasi traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sostiene Carl Gustav Jung, le energie psichiche trovano spazio in numerose manifestazioni, dal sesso all’aggressività agli istinti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Concepivo la libido come il corrispondente psichico dell&#8217;energia fisica, e quindi, più o meno, come un concetto quantitativo, che perciò non avrebbe dovuto essere definito in termini qualitativi. Non intendevo più parlare di istinti di fame, aggressivi, sessuali, ma considerare tutti questi fenomeni come manifestazioni diverse dell&#8217;energia psichica.</em> Carl Gustav Jung</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che per noi è fondamentale è far crescere le energie e canalizzarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimensione psicologica e le energie mentali hanno la preminenza su molti aspetti ben più tangibili, quali macchinari, denaro, oggetti, “cose”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dotiamo di enormi strumenti un manager imbecille o demotivato, ed egli non solo li sottoutilizzerà, ma le adopererà male facendo danni enormi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nelle mie esperienze in campo sportivo, ho notato come il più forte ed allenato degli atleti possa cadere di fronte ad una condizione psicologica sbagliata, e perdere gare che avrebbe altrimenti vinto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fondamento delle performance sono le energie. Le energie ci permettono di guardare a ideali e valori con occhi diversi, trasformandoli da parole vuote e astratte a mete tangibili e concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In presenza di energie, “vorrei” diventa <em>voglio</em>. “Mi piacerebbe” diventa <em>lo faccio o ci provo</em>. In assenza di energie, “vorrei” diventa <em>non ce la farò mai</em>, “mi piacerebbe” diventa <em>non io, non ora, non qui, </em>o persino<em> non in questa vita</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, le energie personali sono forze interiori che permettono all’essere umano di tentare una sua strada verso l’autorealizzazione, anziché cedere alla genetica, alla condizione di nascita o status sociale di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le energie sono il motore che alimenta la volontà, le aspirazioni, e il fare. Sono il basamento dal quale possiamo osservare nuovi orizzonti, e concretizzarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel loro altalenarsi dentro di noi, ci accorgiamo presto della loro indispensabilità: quando siamo senza energie ci troviamo spenti, scarichi. Quando ne siamo ripieni ci sentiamo in grado di “spaccare il mondo”. Se ne fossimo completamente privi ci troveremo incapaci di raggiungere qualsiasi obiettivo o anche solo di respirare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema di come coltivare e far crescere volontariamente le energie umane e darvi direzionalità è vasto, enorme. Tocca innumerevoli materie e discipline, dalle scienze psicologiche sino alle scienze manageriali. Ma soprattutto, è un’analisi che ci costringe a chiederci, in fondo, cosa sia l’uomo, e quali siano i suoi limiti, veri e presunti, le sue miserie, e le sue aspirazioni più nobili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le energie sono il motore del coraggio, qualsiasi sia la direzione del coraggio. Il coraggio serve a tutto</strong>: per vivere una vita semplice, per vivere una vita piena e per addentrarsi nell’area della ricerca, della sperimentazione, nelle vie poco percorse dai più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Vizi che richiedono coraggio sono quasi già virtù, soprattutto se paragonati con virtù che vengono praticate solo per viltà. </em>Arthur Schnitzler</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Mai nulla di grande è stato realizzato se non da chi ha osato credere che dentro di sé, ci fosse qualcosa di molto più grande delle circostanze. </em>Bruce Bortom</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le energie personali sono connesse al potere personale, inteso come capacità interiore di un individuo di cercare di incidere sulla realtà, determinare il destino, ottenere soddisfazione morale, lavorare a sogni, ideali, e pensare liberamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Concretizzare valori e principi, per quanto siano ardui o difficoltosi, è potere. Ma concretizzare richiede un sapiente mix tra forza, abilità, e volontà di raggiungere uno scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credere che tutto, davvero tutto, dipenda da circostanze che sono fuori dal nostro controllo rema contro di noi. Molto di quello che ci accade è frutto delle nostre scelte. E le nostre scelte, sono in buona misura nelle nostre mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta, la triade che comprende aspirazioni, abilità e forza interiore si ripresenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovendo scegliere uno solo tra tutti coloro che si sono impegnati scientificamente in questo senso, va ricordato ancora il fondamentale contributo di Carl Rogers, che, come psicologo e psicoterapeuta ha prodotto un volume fondamentale sul tema del potere personale, visto da una angolazione umanistica<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. Adotto pienamente la visione di Rogers secondo cui:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8230;punto focale è l’individuo, non il problema. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale sia quelli successivi in maniera più integrata<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo quindi dire che uno degli scopi di una scienza delle performance è aiutare l’individuo nella sua ascesa, nella suo viaggio di “sblocco”, “decontrattura”, emancipazione, e progressione verso la crescita personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza tra l’approccio di Rogers e la scienza delle performance è il focus di questa di centrarsi sul tema/problema dell’azione competitiva, della performance come lavoro integrato corpo-mente, anche nella persona comune o non malata o disturbata, rispetto alla visione più psicoterapeutica e clinica data da Rogers. La tensione verso l&#8217;elevazione umana è invece assolutamente condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quando parliamo di competitività serve una distinzione. La competitività va intesa come atteggiamento di scoperta prima di tutto di un limite e di uno spazio interiori, poi e solo dopo come il piacere di una sfida esterna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la voglia di scoprire qualcosa, guardare in nuovi luoghi del sapere, dare contributi, ricercare conoscenza. E&#8217; la voglia di fare un viaggio dentro di sé e fuori da sé. E&#8217; la voglia di vedere dove si va a finire, quando si intraprende un viaggio di ricerca del proprio potenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La visione dell’uomo come sistema di energie che si dirigono verso traguardi di elevazione è un tema fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli esseri umani sono accumuli di energia, masse di acetone in forma di carne, ed è più facile concentrare questa energia per distruggere, dato che creare è così difficile visto che richiede cervello e immaginazione. </em>Anthony Burgess</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Rogers, Carl R. (1977). <em>Carl Rogers On Personal Power</em>. Delacorte Press, New York. Trad. It: <em>Potere Personale</em>.<em> La forza interiore e il suo effetto rivoluzionario</em>. Roma, Astrolabio, 1978.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Op. cit, p. 13.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Potere personale</li>



<li>Forza interiore</li>



<li>Centratura</li>



<li>Energia vitale</li>



<li>Spirito guerriero</li>



<li>Autodeterminazione</li>



<li>Autodisciplina</li>



<li>Leadership interiore</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Consapevolezza di sé</li>



<li>Motivazione profonda</li>



<li>Autoefficacia</li>



<li>Coerenza interna</li>



<li>Valori personali</li>



<li>Missione personale</li>



<li>Stati alfa (positivi)</li>



<li>Focus mentale</li>



<li>Gestione emotiva</li>



<li>Crescita personale</li>



<li>Autenticità</li>
</ul>



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		<item>
		<title>La memetica, la scienza delle idee, e il potere personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 06:17:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. La memetica, la scienza delle idee Cos&#8217;è la memetica? E perché è importante per noi?  Una nuova scienza e le sue implicazioni per il Coaching Memetica deriva dalla parola meme, assimilabile &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h1 class="wp-block-heading">La memetica, la scienza delle idee</h1>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cos&#8217;è la memetica? E perché è importante per noi?  Una nuova scienza e le sue implicazioni per il Coaching</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Memetica</em> deriva dalla parola <em>meme</em>, assimilabile a traccia mentale, idea o credenza. Il “meme” è la base di ogni cosa che pensiamo, di ogni nostro pensiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La memetica si occupa di come <em>idee e tracce mentali</em> passano da individuo a individuo, così come la <em>genetica</em> si occupa di <em>geni</em>e informazioni biologiche che si trasmettono da un individuo verso i propri discendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo alle idee, ogni idea, siamo di fronte a qualcosa che è nato, è stato trasmesso, e cerca di trasmettersi a sua volta da individuo ad individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è la nostra mancanza di filtro, o inadeguatezza di filtro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io posso essere Cristiano Cattolico e prendere a riferimento la Bibbia per frasi che mi insegnino qualcosa. Ma vi troverò due “memi” apparentemente simili e in realtà assolutamente diversi</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><em>Spuntò la luce e il sole: gli umili furono esaltati e divorarono i superbi. (Libro di Ester)</em></li>
<li><em>Il Signore ha abbattuto il trono dei potenti, | al loro posto ha fatto sedere gli umili. (Siracide)</em></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passaggio è un invito ad essere umili “contro” i superbi, gli arroganti o prepotenti. Ed è, nella logica del Potenziale Umano, totalmente condivisibile, possiamo dire un meme utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo è sempre un invito ad essere umili, ma il “nemico” qui viene individuato nei “potenti”, quelli che oggi possiamo noi, nel 21° secolo, anche percepire come i leader, un capo di un’organizzazione, un imprenditore, qualcuno che crea qualcosa e la dirige. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quale di questi memi avremo assimilato, quale sarà attivo in noi? Probabilmente nemmeno lo sappiamo, ma in qualche predica domenicale, un prete ha toccato questi temi quando eravamo bambini e qualcosa è passato, dell’uno o dell’altro approccio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ha fatto presa il secondo, il passo verso l’autocastrazione è breve. Dal secondo deriva l’equazione “essere potenti = avere potere = male”, da qui alla paura di comandare sino alla vergogna di diventare ricchi (“beati gli ultimi che saranno i primi”), alla stigmatizzazione di chi chiunque abbia soldi, anche se ha tanto investito su di se per studiare, tanti altri memi andranno a radicarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come può questo “meme” essere compatibile con concetti di crescita personale veri? Progetti nei quali anche il benessere economico sia incluso, come uno dei riferimenti. Progetti in cui il denaro possa essere percepito come un potentissimo motore per azioni positive di cambiamento nell’umanità?</p>



<h2><strong>La memetica determina la tua vita.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È evidente come une genetica potente e sana sia in grado di generare figli e discendenti potenti e sani. E i portatori di buoni geni, belli, forti, alti, robusti, maschi o femmine che siano, vengo molto ricercati. Anzi, in botanica, in agricoltura, in tantissimi altri campi, si cerca di ottenere un miglioramento genetico e mai un peggioramento, per far si che le piante resistano se attaccate da parassiti e possano prosperare anche in climi difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se una genetica buona fa bene, e una malata crea organismi sofferenti, perché un bagaglio di idee e tracce mentali dovrebbe mai fare il contrario? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando un Coach incontra il cliente, durante un colloquio, non dovrebbe forse fare il tentativo di <strong>capire la sua memetica prima di elargire consigli</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cattiva notizia è che la presenza di un bagaglio memetico malato genera disastri nella persona, nelle aziende e in intere nazioni, e non è sufficiente cercare di cambiare un comportamento se i memi sottostanti continuano a lavorare indisturbati. Al contrario, un bagaglio memetico sano fa da amplificatore del potenziale personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La buona notizia è che, mentre la genetica umana, in vita, per ora non è modificabile, la memetica lo è. Con impegno, ma lo è. Un buon Coach o Counselor diventa quindi come un chirurgo, agendo su un terreno delicatissimo, lavorando delicatamente o con forza sulle idee che una persona ha su di Sé sè e sul mondo, applicando inoltre &#8220;innesti di memi&#8221; su come poter meglio raggiungere obiettivi e risultati, partendo dal miglioramento di sè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come se non bastasse per capire <strong>l&#8217;importanza della memetica</strong>, vediamo una differenza tra memetica e genetica: la memetica è in grado di propagarsi quasi istantaneamente. In pochi minuti un&#8217;idea può fare il giro del globo. In pochi giorni o mesi un&#8217;azienda può essere &#8220;invasa&#8221; da un meme buono o cattivo, utile (&#8220;progettiamo il nostro futuro e diventiamo il riferimento di serietà per tutti i clienti&#8221;) o distruttivo (es., &#8220;qui si lavora e basa, poche teorie e correre, il futuro sarà quel che sarà&#8221;). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni memi aziendali, come il <em>Just in Time</em>, e altre &#8220;mode&#8221; manageriali, sono bolle provenienti da &#8220;virus&#8221; nati in magari sotto effetto di sostanze stupefacenti e alcool, e seminano scompiglio, hanno grande diffusione per poi morire e svanire nel nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri permangono e resistono a ogni attacco esterno e interno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Antichi memi, ed esempio della cultura latina, sono lì, dormienti, in attesa di essere riscoperti, come è accaduto di recente al “termalismo” e alla diffusione delle SPA (centri termali alberghieri) in tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arcaici memi recuperati, ad esempio lo <em>slow food</em> &#8211; non fanno altro che ripristinare idee vigenti prima &#8211; nel caso, nella realtà contadina rurale, i suoi tempi e un maggiore contatto con la natura via dalla frenesia. La <em>New Age</em> riprende lo spiritualismo che troviamo in ogni antica religione, unendolo a memi di forma più tecnologica (supplementi alimentari, integratori, tecniche mentali) e pratiche fisiche, arti marziali, bioenergetica, tecniche olistiche di ogni tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meme, secondo Dawkins<a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>, è un <em>replicator</em> di informazioni culturali analogo al gene. Nelle sue parole: “Proprio come i geni si propagano da corpo a corpo attraverso sperma o uova, così fanno i memi trasmettendosi da cervello a cervello”.</p>



<h2>Alcune analisi rese possibile dalla memetica: </h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>nel <strong>LifeCoaching</strong>. Quali sono le tue convinzioni profonde sul concetto di &#8220;essere una brava persona&#8221; o un “bravo professionista” e come tu lo stai seguendo ora? Quali di queste ti stanno facendo del male? Quali vogliamo tenere? Di cosa vorresti liberarti? Quali nuove idee dobbiamo assorbire per stare meglio (es., su alimentazione, relazioni umane, tempo per se stessi, tornare a vivere a pieno)? Come fare a far sì che queste idee non rimangano solo idee, ma diventino poi abitudini e si radichino in te e diventino veramente tue?</li>
<li><strong>nelle società</strong>: come si è diffuso l&#8217;odio verso gli ebrei durante il nazismo. Da dove è nato e come ha fatto a diffondersi, propagandosi da persona a persona? </li>
<li><strong>in azienda</strong>: quali sono le tue convinzioni profonde su come ci si comporta con i collaboratori? E con i superiori? E con i colleghi di pari livello? E con i fornitori? E con i clienti? E su quando ci sta bene una litigata e quando no? E sul limite della sopportazione? E Sugli equilibri vita/lavoro? Come faccio a inserire un concetto, es “rispetto del cliente interno” in ogni membro, dai reparti produttivi sino al top management? </li>
<li>nello <strong>sport</strong>. Per un atleta: come faccio a dissociare le sue gare dal concetto di &#8220;ansia&#8221; e di &#8220;prestazione forzata&#8221; e associarli al concetto di &#8220;gioia di vivere&#8221;?</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La natura fa enormi sforzi per trasmettere i propri geni. Ogni essere vivente è impegnato in una battaglia costante per trasmettersi e replicarsi. Lo stesso vale per le idee. Chi porta con se convinzioni, opinioni, Visioni del mondo, cerca costantemente di influenzare gli altri e <em>trasmettere i propri memi</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Coaching è essenziale esaminare lo sfondo memetico della persona. Lo sfondo riguarda la mappa delle credenze del soggetto (<em>Belief System</em>), la sua cultura e i suoi valori, la Visione della vita (<em>Weltanschauung, </em>in filosofia) e le credenze sul mondo. Come tale, ha un’influenza determinante su quello che facciamo e come lo facciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siccome il Coaching vuole modificare in meglio quello che facciamo e come lo facciamo la memetica diventa una scienza per noi cruciale.</p>
<h2>Lo sfondo memetico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sfondo memetico (sfondo di credenze) può essere inoltre analizzato in alcune aree di dettaglio. Nel sistema HPM che fa da base al mio approccio al Coaching<a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftn2"><sup>[2]</sup></a> ho distinto varie fasi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sfondo memetico per l’area bioenergetica</strong>: <em>Tu come pensi si possa avere un corpo sano, forte, che non ti dia problemi ma anzi ti porti dove vuoi, e ti aiuti nella vita?</em> Questa area comprende esame di credenze e <em>mappe mentali</em> sul funzionamento del corpo e del rapporto corpo-mente. Questo sfondo è spesso viziato da enormità di errori e informazioni dissonanti assorbite dalle fonti più disparate, riviste, media, amici, parenti, per cui andiamo dai <em>vegani</em> che rifiutano ogni fonte di cibo legata agli animali (definendo il latte <em>sangue bianco</em>), ai fanatici delle proteine ad ogni pasto (<em>mangio ogni cosa che abbia due occhi e un naso</em>), dai fautori dello yoga del respiro in ogni istante della vita, ai praticanti di Mixed Martial Arts e dell&#8217;allenamento estremo. Mai dare per scontato niente. Un buon Coach deve verificare eventuali squilibri sul piano corporeo e biologico che impediscono all&#8217;individuo di avere un corpo sano e uno stile di vita sano. Nel Coaching manageriale questo è generalmente un tratto sottovalutato. Nel Coaching sportivo<s> </s>questo diventa addirittura determinante.</li>
<li><strong>Sfondo memetico per l’area psicoenergetica</strong>: <em>Tu come pensi che una persona diventi forte di carattere, sana mentalmente, motivata, emotivamente matura e solida?</em> Questo esame credenze e<em> belief system</em> sul funzionamento della propria motivazione e delle energie mentali. Purtroppo, ogni persona vivente ritiene di poter erogare consigli psicologici, e le fonti di assorbimento di credenze sono enormi, variegate, dissonanti. Agiscono come diffusori memetici la scuola, famiglia, amici, media, conoscenti, i messaggi religiosi, i gruppi politici, la cultura di appartenenza, il diritto, e ognuno lotta per affermare e diffondere la sua Visione delle cose. Se non impariamo a filtrare i messaggi in ingresso, ad ancorarci a nostri valori di riferimento chiari e forti, rischiamo di venire sbattuti da ogni onda, strattonati da ogni possibile persona che vuole influenzarci, vittime di ogni possibile gruppo o messaggio, sino ad ingolfare la mente ed entrare in dissonanza totale.</li>
<li><strong>Sfondo memetico per l’area macro-skills</strong>: <em>Quali aree del sapere ti farebbe bene coltivare? Quali conoscenze nuove ti servono davvero per il futuro verso il quale vuoi dirigerti? O per gli scenari che stanno arrivando?</em> Questo sfondo di credenze e <em>belief system</em> è centrato sul proprio ruolo e sul funzionamento delle proprie competenze di ruolo; credenze su come “si fa carriera”, o “si migliora”, su cosa significa progredire, avanzare, su quello che dovrei conoscere e quello che posso fare a meno di conoscere, idee su quanto si possa o non si possa incidere attivamente sul proprio futuro, su dove esso è o non può essere diretto.  In questo campo il Coaching è fondamentale per assistere la persona nel dotarsi di competenze indispensabili per costruire il proprio futuro anziché lasciarlo in mano al destino o alle volontà di altri. Vivere la propria vita a pieno significa anche acquisire i <em>saperi, saper fare, e saper essere</em>, che lo rendono possibile.</li>
<li><strong>Sfondo memetico per l’area micro-skills</strong>: <em>come pensi di poter migliorare le tue performance, nelle aree a cui tieni, e soprattutto su quali dettagli dovresti lavorare per farlo?</em> Quest’area riguarda credenze, <em>belief system</em>, e consapevolezze attuali, sul grado di abilità nei dettagli di esecuzione, i possibili miglioramenti a livello micro rispetto ad attività che la persona compie e in cui vuole migliorarsi; ad esempio, migliorare l’atto respiratorio durante un gesto sportivo è una micro-competenze, un Coaching sulla respirazione durante il gesto sportivo ha pienamente senso. In campo manageriale, migliorare le tecniche di apertura di un public speaking, imparare a riconoscere le micro-espressioni, sono altrettanti esempi. Un buon Coach sa capire e far emergere quali sono i dettagli lavorabili che possono aumentare l&#8217;efficacia della persona.</li>
<li><strong>Sfondo memetico per l’area progettualità e goals</strong>: <em>come pensi si possa passare da un’idea a un progetto concreto</em>? Quest’area riguarda credenze e<em> belief system</em> sul tema della propria capacità progettuale, e su come si concretizza un ideale entro un progetto; il Coaching qui è veramente fondamentale per far passare un sogno da qualcosa di utopico a un progetto realizzabile. Se sogno di dimagrire, un “progetto in tappe per dimagrire” mi sarà di enorme aiuto, e qualcuno che mi segue diventa un mio compagno di viaggio. Se voglio esplorare i mercati asiatici, devo identificare gli step da compiere, e iniziare con <em>step praticabili</em> molto pratici. Non posso solo sognare di farlo e fermarmi li. Se voglio pubblicare in inglese, tedesco, arabo e cinese, sarà bene che inizi a formulare un progetto specifico per ciascuna lingua, non posso sperare che un giorno per miracolo i miei libri si materializzino in uno scaffale di Pechino o di Damasco.</li>
<li><strong>Sfondo memetico per l’area Valori e Visione</strong>: <em>cosa pensi rispetto al valore vero della vita, cosa rende la vita qualcosa per cui vale la pena vivere, per cosa daresti la vita, cosa significa per te esprimere te stesso?</em> L’area comprende esame dei valori e orizzonti di lungo periodo attivi nella persona, il sistema di valori ritenuti importanti nella vita, priorità tra valori e eventuali aspettative divergenti. Si tratta di un esame delle ideologie, dei &#8220;credo&#8221; valoriali, delle scelte di fondo che ci possono rendere un&#8217;attività soddisfazione o sacrificio. In cosa credi? Cosa è importante per te? Cosa da senso alla vita? Questo tratto è il più difficile da far emergere, toccando le scelte esistenziali, il significato stesso dell’esistenza. Se riusciamo a far emergere alcuni di questi elementi forti, essi possono costituire l&#8217;ancoraggio di qualsiasi motivazione al fare, al crescere al migliorarsi. Un faro che guida la persona nella nebbia. Un motore motivazionale enorme.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni sfondo memetico (sistema di credenze attive o latenti nella persona) è viziato da false credenze e distorsioni. E, tra l’altro, nessuno salvo rare eccezioni può considerarsi in possesso di verità assolute in ogni campo del sapere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che vale sempre &#8211; come riferimento per il Coach &#8211; è di puntare a inserire memi che potenziano la ricerca di una soddisfazione soggettiva verso la vita (<em>life satisfaction</em> soggettiva), rimuovendo la spazzatura mentale che troviamo nella persona, con un&#8217;enorme dose di etica professionale e di attenzione.</p>
<h2>Memetica. Quando i memi fanno la differenza tra cosa sei e cosa vuoi diventare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I memi fanno la differenza tra attività che l’individuo <em>vorrebbe</em> saper svolgere e quelle che <em>riesce</em> a svolgere, condizionano il senso di efficacia personale, gli obiettivi che vorrebbe raggiungere e dove pensa di potersi effettivamente a spingersi (senso di potere personale). Determinano inoltra la “soglia dell’impossibile”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni intervento di formazione o di Coaching inerente il potenziale personale deve obbligatoriamente comprendere lo stato attuale delle credenze (sfondo memetico della persona) rispetto alle aree su cui vuole intervenire. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Più specificamente, dovrà inoltre analizzare le credenze attive su specifici quadranti che riguardano la performance (sfondi memetici di dettaglio), rimuovere e modificare credenze dannose rispetto agli obiettivi di Coaching, e costruire un quadro consonante rispetto agli obiettivi desiderati di crescita e sviluppo personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come conseguenza, va ribadito che le azioni di Coaching in profondità e di Coaching analitico non si accontentano di cambiare il comportamento esteriore, ma devono obbligatoriamente incidere sugli sfondi memetici, sulle credenze profonde delle persone, localizzando blocchi e limitazioni, e stimolando stili di pensiero positivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le nostre credenze creano una mappa del mondo che si plasma sulle nostre paure, sulle nostre incertezze, sulle nostre forze e sulle nostre conquiste. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Liberarsi dalle nostre credenze o vederle per ciò che sono, ci permette di accogliere il nuovo e moltiplicare la gioia della scoperta.<br />(Stephen Littleword)</em></p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Dawkins, R., (1976), <em>The Selfish Gene</em>, Oxford University Press. Trad. it. <em>Il gene egoista</em>, Mondadori, Milano, 1995.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> Per un esame completo del sistema HPM, vedi: Trevisani, Daniele (2009) &#8220;<em>Il Potenziale Umano</em>&#8220;, Franco Angeli, Milano; Trevisani, Daniele (2013) &#8220;<em>Personal Energy</em>&#8221; Franco Angeli, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.studiotrevisani.it/#linkedin" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/memetica/">La memetica, la scienza delle idee, e il potere personale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Cosa ne pensi di questo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 06:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. La memetica, la scienza delle idee, e il potere personale Cos&#8217;è la memetica? E perché è importante per noi?&#160;&#160;Una nuova scienza e le sue implicazioni per il Coaching &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/cosa-ne-pensi-di-questo/">Cosa ne pensi di questo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"> ©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>L</a>a memetica, la scienza delle idee, e il potere personale</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cos&#8217;è la memetica? E perché è importante per noi?&nbsp;&nbsp;Una nuova scienza e le sue implicazioni per il Coaching</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Memetica</em>&nbsp;deriva dalla parola&nbsp;<em>meme</em>, assimilabile a traccia mentale, idea o credenza. Il “meme” è la base di ogni cosa che pensiamo, di ogni nostro pensiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La memetica si occupa di come&nbsp;<em>idee e tracce mentali</em>&nbsp;passano da individuo a individuo, così come la&nbsp;<em>genetica</em>&nbsp;si occupa di&nbsp;<em>geni</em>e informazioni biologiche che si trasmettono da un individuo verso i propri discendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo alle idee, ogni idea, siamo di fronte a qualcosa che è nato, è stato trasmesso, e cerca di trasmettersi a sua volta da individuo ad individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è la nostra mancanza di filtro, o inadeguatezza di filtro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io posso essere Cristiano Cattolico e prendere a riferimento la Bibbia per frasi che mi insegnino qualcosa. Ma vi troverò due “memi” apparentemente simili e in realtà assolutamente diversi</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li><em>Spuntò la luce e il sole: gli umili furono esaltati e divorarono i superbi. (Libro di Ester)</em></li><li><em>Il Signore ha abbattuto il trono dei potenti, | al loro posto ha fatto sedere gli umili. (Siracide)</em></li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passaggio è un invito ad essere umili “contro” i superbi, gli arroganti o prepotenti. Ed è, nella logica del Potenziale Umano, totalmente condivisibile, possiamo dire un meme utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo è sempre un invito ad essere umili, ma il “nemico” qui viene individuato nei “potenti”, quelli che oggi possiamo noi, nel 21° secolo, anche percepire come i leader, un capo di un’organizzazione, un imprenditore, qualcuno che crea qualcosa e la dirige.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quale di questi memi avremo assimilato, quale sarà attivo in noi? Probabilmente nemmeno lo sappiamo, ma in qualche predica domenicale, un prete ha toccato questi temi quando eravamo bambini e qualcosa è passato, dell’uno o dell’altro approccio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ha fatto presa il secondo, il passo verso l’autocastrazione è breve. Dal secondo deriva l’equazione “essere potenti = avere potere = male”, da qui alla paura di comandare sino alla vergogna di diventare ricchi (“beati gli ultimi che saranno i primi”), alla stigmatizzazione di chi chiunque abbia soldi, anche se ha tanto investito su di se per studiare, tanti altri memi andranno a radicarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come può questo “meme” essere compatibile con concetti di crescita personale veri? Progetti nei quali anche il benessere economico sia incluso, come uno dei riferimenti. Progetti in cui il denaro possa essere percepito come un potentissimo motore per azioni positive di cambiamento nell’umanità?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La memetica determina la tua vita.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È evidente come une genetica potente e sana sia in grado di generare figli e discendenti potenti e sani. E i portatori di buoni geni, belli, forti, alti, robusti, maschi o femmine che siano, vengo molto ricercati. Anzi, in botanica, in agricoltura, in tantissimi altri campi, si cerca di ottenere un miglioramento genetico e mai un peggioramento, per far si che le piante resistano se attaccate da parassiti e possano prosperare anche in climi difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se una genetica buona fa bene, e una malata crea organismi sofferenti, perché un bagaglio di idee e tracce mentali dovrebbe mai fare il contrario?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando un Coach incontra il cliente, durante un colloquio, non dovrebbe forse fare il tentativo di&nbsp;<strong>capire la sua memetica prima di elargire consigli</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cattiva notizia è che la presenza di un bagaglio memetico malato genera disastri nella persona, nelle aziende e in intere nazioni, e non è sufficiente cercare di cambiare un comportamento se i memi sottostanti continuano a lavorare indisturbati. Al contrario, un bagaglio memetico sano fa da amplificatore del potenziale personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La buona notizia è che, mentre la genetica umana, in vita, per ora non è modificabile, la memetica lo è. Con impegno, ma lo è. Un buon Coach o Counselor diventa quindi come un chirurgo, agendo su un terreno delicatissimo, lavorando delicatamente o con forza sulle idee che una persona ha su di Sé sè e sul mondo, applicando inoltre &#8220;innesti di memi&#8221; su come poter meglio raggiungere obiettivi e risultati, partendo dal miglioramento di sè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come se non bastasse per capire l&#8217;importanza della memetica, vediamo una differenza tra memetica e genetica: la memetica è in grado di propagarsi quasi istantaneamente. In pochi minuti un&#8217;idea può fare il giro del globo. In pochi giorni o mesi un&#8217;azienda può essere &#8220;invasa&#8221; da un meme buono o cattivo, utile (&#8220;progettiamo il nostro futuro e diventiamo il riferimento di serietà per tutti i clienti&#8221;) o distruttivo (es., &#8220;qui si lavora e basa, poche teorie e correre, il futuro sarà quel che sarà&#8221;).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni memi aziendali, come il&nbsp;<em>Just in Time</em>, e altre &#8220;mode&#8221; manageriali, sono bolle provenienti da &#8220;virus&#8221; nati in magari sotto effetto di sostanze stupefacenti e alcool, e seminano scompiglio, hanno grande diffusione per poi morire e svanire nel nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri permangono e resistono a ogni attacco esterno e interno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Antichi memi, ed esempio della cultura latina, sono lì, dormienti, in attesa di essere riscoperti, come è accaduto di recente al “termalismo” e alla diffusione delle SPA (centri termali alberghieri) in tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arcaici memi recuperati, ad esempio lo&nbsp;<em>slow food</em>&nbsp;&#8211; non fanno altro che ripristinare idee vigenti prima &#8211; nel caso, nella realtà contadina rurale, i suoi tempi e un maggiore contatto con la natura via dalla frenesia. La&nbsp;<em>New Age</em>&nbsp;riprende lo spiritualismo che troviamo in ogni antica religione, unendolo a memi di forma più tecnologica (supplementi alimentari, integratori, tecniche mentali) e pratiche fisiche, arti marziali, bioenergetica, tecniche olistiche di ogni tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meme, secondo Dawkins<a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>, è un&nbsp;<em>replicator</em>&nbsp;di informazioni culturali analogo al gene. Nelle sue parole: “Proprio come i geni si propagano da corpo a corpo attraverso sperma o uova, così fanno i memi trasmettendosi da cervello a cervello”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune analisi rese possibile dalla memetica:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>nel <strong>LifeCoaching</strong>. Quali sono le tue convinzioni profonde sul concetto di &#8220;essere una brava persona&#8221; o un “bravo professionista” e come tu lo stai seguendo ora? Quali di queste ti stanno facendo del male? Quali vogliamo tenere? Di cosa vorresti liberarti? Quali nuove idee dobbiamo assorbire per stare meglio (es., su alimentazione, relazioni umane, tempo per se stessi, tornare a vivere a pieno)? Come fare a far sì che queste idee non rimangano solo idee, ma diventino poi abitudini e si radichino in te e diventino veramente tue?</li><li><strong>nelle società</strong>: come si è diffuso l&#8217;odio verso gli ebrei durante il nazismo. Da dove è nato e come ha fatto a diffondersi, propagandosi da persona a persona? </li><li><strong>in azienda</strong>: quali sono le tue convinzioni profonde su come ci si comporta con i collaboratori? E con i superiori? E con i colleghi di pari livello? E con i fornitori? E con i clienti? E su quando ci sta bene una litigata e quando no? E sul limite della sopportazione? E Sugli equilibri vita/lavoro? Come faccio a inserire un concetto, es “rispetto del cliente interno” in ogni membro, dai reparti produttivi sino al top management? </li><li>nello <strong>sport</strong>. Per un atleta: come faccio a dissociare le sue gare dal concetto di &#8220;ansia&#8221; e di &#8220;prestazione forzata&#8221; e associarli al concetto di &#8220;gioia di vivere&#8221;?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">La natura fa enormi sforzi per trasmettere i propri geni. Ogni essere vivente è impegnato in una battaglia costante per trasmettersi e replicarsi. Lo stesso vale per le idee. Chi porta con se convinzioni, opinioni, Visioni del mondo, cerca costantemente di influenzare gli altri e&nbsp;<em>trasmettere i propri memi</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Coaching è essenziale esaminare lo sfondo memetico della persona. Lo sfondo riguarda la mappa delle credenze del soggetto (<em>Belief System</em>), la sua cultura e i suoi valori, la Visione della vita (<em>Weltanschauung,&nbsp;</em>in filosofia) e le credenze sul mondo. Come tale, ha un’influenza determinante su quello che facciamo e come lo facciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siccome il Coaching vuole modificare in meglio quello che facciamo e come lo facciamo la memetica diventa una scienza per noi cruciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sfondo memetico (sfondo di credenze) può essere inoltre analizzato in alcune aree di dettaglio. Nel sistema HPM che fa da base al mio approccio al Coaching<a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>&nbsp;ho distinto varie fasi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Sfondo memetico per l’area bioenergetica</strong>:&nbsp;<em>Tu come pensi si possa avere un corpo sano, forte, che non ti dia problemi ma anzi ti porti dove vuoi, e ti aiuti nella vita?</em>&nbsp;Questa area comprende esame di credenze e&nbsp;<em>mappe mentali</em>&nbsp;sul funzionamento del corpo e del rapporto corpo-mente. Questo sfondo è spesso viziato da enormità di errori e informazioni dissonanti assorbite dalle fonti più disparate, riviste, media, amici, parenti, per cui andiamo dai&nbsp;<em>vegani</em>&nbsp;che rifiutano ogni fonte di cibo legata agli animali (definendo il latte&nbsp;<em>sangue bianco</em>), ai fanatici delle proteine ad ogni pasto (<em>mangio ogni cosa che abbia due occhi e un naso</em>), dai fautori dello yoga del respiro in ogni istante della vita, ai praticanti di Mixed Martial Arts e dell&#8217;allenamento estremo. Mai dare per scontato niente. Un buon Coach deve verificare eventuali squilibri sul piano corporeo e biologico che impediscono all&#8217;individuo di avere un corpo sano e uno stile di vita sano. Nel Coaching manageriale questo è generalmente un tratto sottovalutato. Nel Coaching sportivo<s>&nbsp;</s>questo diventa addirittura determinante.</li><li><strong>Sfondo memetico per l’area psicoenergetica</strong>:&nbsp;<em>Tu come pensi che una persona diventi forte di carattere, sana mentalmente, motivata, emotivamente matura e solida?</em>&nbsp;Questo esame credenze e<em>&nbsp;belief system</em>&nbsp;sul funzionamento della propria motivazione e delle energie mentali. Purtroppo, ogni persona vivente ritiene di poter erogare consigli psicologici, e le fonti di assorbimento di credenze sono enormi, variegate, dissonanti. Agiscono come diffusori memetici la scuola, famiglia, amici, media, conoscenti, i messaggi religiosi, i gruppi politici, la cultura di appartenenza, il diritto, e ognuno lotta per affermare e diffondere la sua Visione delle cose. Se non impariamo a filtrare i messaggi in ingresso, ad ancorarci a nostri valori di riferimento chiari e forti, rischiamo di venire sbattuti da ogni onda, strattonati da ogni possibile persona che vuole influenzarci, vittime di ogni possibile gruppo o messaggio, sino ad ingolfare la mente ed entrare in dissonanza totale.</li><li><strong>Sfondo memetico per l’area macro-skills</strong>:&nbsp;<em>Quali aree del sapere ti farebbe bene coltivare? Quali conoscenze nuove ti servono davvero per il futuro verso il quale vuoi dirigerti? O per gli scenari che stanno arrivando?</em>&nbsp;Questo sfondo di credenze e&nbsp;<em>belief system</em>&nbsp;è centrato sul proprio ruolo e sul funzionamento delle proprie competenze di ruolo; credenze su come “si fa carriera”, o “si migliora”, su cosa significa progredire, avanzare, su quello che dovrei conoscere e quello che posso fare a meno di conoscere, idee su quanto si possa o non si possa incidere attivamente sul proprio futuro, su dove esso è o non può essere diretto.&nbsp;&nbsp;In questo campo il Coaching è fondamentale per assistere la persona nel dotarsi di competenze indispensabili per costruire il proprio futuro anziché lasciarlo in mano al destino o alle volontà di altri. Vivere la propria vita a pieno significa anche acquisire i&nbsp;<em>saperi, saper fare, e saper essere</em>, che lo rendono possibile.</li><li><strong>Sfondo memetico per l’area micro-skills</strong>:&nbsp;<em>come pensi di poter migliorare le tue performance, nelle aree a cui tieni, e soprattutto su quali dettagli dovresti lavorare per farlo?</em>&nbsp;Quest’area riguarda credenze,&nbsp;<em>belief system</em>, e consapevolezze attuali, sul grado di abilità nei dettagli di esecuzione, i possibili miglioramenti a livello micro rispetto ad attività che la persona compie e in cui vuole migliorarsi; ad esempio, migliorare l’atto respiratorio durante un gesto sportivo è una micro-competenze, un Coaching sulla respirazione durante il gesto sportivo ha pienamente senso. In campo manageriale, migliorare le tecniche di apertura di un public speaking, imparare a riconoscere le micro-espressioni, sono altrettanti esempi. Un buon Coach sa capire e far emergere quali sono i dettagli lavorabili che possono aumentare l&#8217;efficacia della persona.</li><li><strong>Sfondo memetico per l’area progettualità e goals</strong>:&nbsp;<em>come pensi si possa passare da un’idea a un progetto concreto</em>? Quest’area riguarda credenze e<em>&nbsp;belief system</em>&nbsp;sul tema della propria capacità progettuale, e su come si concretizza un ideale entro un progetto; il Coaching qui è veramente fondamentale per far passare un sogno da qualcosa di utopico a un progetto realizzabile. Se sogno di dimagrire, un “progetto in tappe per dimagrire” mi sarà di enorme aiuto, e qualcuno che mi segue diventa un mio compagno di viaggio. Se voglio esplorare i mercati asiatici, devo identificare gli step da compiere, e iniziare con&nbsp;<em>step praticabili</em>&nbsp;molto pratici. Non posso solo sognare di farlo e fermarmi li. Se voglio pubblicare in inglese, tedesco, arabo e cinese, sarà bene che inizi a formulare un progetto specifico per ciascuna lingua, non posso sperare che un giorno per miracolo i miei libri si materializzino in uno scaffale di Pechino o di Damasco.</li><li><strong>Sfondo memetico per l’area Valori e Visione</strong>:&nbsp;<em>cosa pensi rispetto al valore vero della vita, cosa rende la vita qualcosa per cui vale la pena vivere, per cosa daresti la vita, cosa significa per te esprimere te stesso?</em>&nbsp;L’area comprende esame dei valori e orizzonti di lungo periodo attivi nella persona, il sistema di valori ritenuti importanti nella vita, priorità tra valori e eventuali aspettative divergenti. Si tratta di un esame delle ideologie, dei &#8220;credo&#8221; valoriali, delle scelte di fondo che ci possono rendere un&#8217;attività soddisfazione o sacrificio. In cosa credi? Cosa è importante per te? Cosa da senso alla vita? Questo tratto è il più difficile da far emergere, toccando le scelte esistenziali, il significato stesso dell’esistenza. Se riusciamo a far emergere alcuni di questi elementi forti, essi possono costituire l&#8217;ancoraggio di qualsiasi motivazione al fare, al crescere al migliorarsi. Un faro che guida la persona nella nebbia. Un motore motivazionale enorme.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni sfondo memetico (sistema di credenze attive o latenti nella persona) è viziato da false credenze e distorsioni. E, tra l’altro, nessuno salvo rare eccezioni può considerarsi in possesso di verità assolute in ogni campo del sapere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che vale sempre &#8211; come riferimento per il Coach &#8211; è di puntare a inserire memi che potenziano la ricerca di una soddisfazione soggettiva verso la vita (<em>life satisfaction</em>&nbsp;soggettiva), rimuovendo la spazzatura mentale che troviamo nella persona, con un&#8217;enorme dose di etica professionale e di attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I memi fanno la differenza tra attività che l’individuo&nbsp;<em>vorrebbe</em>&nbsp;saper svolgere e quelle che&nbsp;<em>riesce</em>&nbsp;a svolgere, condizionano il senso di efficacia personale, gli obiettivi che vorrebbe raggiungere e dove pensa di potersi effettivamente a spingersi (senso di potere personale). Determinano inoltra la “soglia dell’impossibile”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni intervento di formazione o di Coaching inerente il potenziale personale deve obbligatoriamente comprendere lo stato attuale delle credenze (sfondo memetico della persona) rispetto alle aree su cui vuole intervenire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più specificamente, dovrà inoltre analizzare le credenze attive su specifici quadranti che riguardano la performance (sfondi memetici di dettaglio), rimuovere e modificare credenze dannose rispetto agli obiettivi di Coaching, e costruire un quadro consonante rispetto agli obiettivi desiderati di crescita e sviluppo personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come conseguenza, va ribadito che le azioni di Coaching in profondità e di Coaching analitico non si accontentano di cambiare il comportamento esteriore, ma devono obbligatoriamente incidere sugli sfondi memetici, sulle credenze profonde delle persone, localizzando blocchi e limitazioni, e stimolando stili di pensiero positivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le nostre credenze creano una mappa del mondo che si plasma sulle nostre paure, sulle nostre incertezze, sulle nostre forze e sulle nostre conquiste.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Liberarsi dalle nostre credenze o vederle per ciò che sono, ci permette di accogliere il nuovo e moltiplicare la gioia della scoperta.<br>(Stephen Littleword)</em></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Dawkins, R., (1976),&nbsp;<em>The Selfish Gene</em>, Oxford University Press.&nbsp;Trad. it.&nbsp;<em>Il gene egoista</em>, Mondadori, Milano, 1995.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//CFADD7BB-7982-44E1-A2CD-7DBB03625EBA#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> Per un esame completo del sistema HPM, vedi: Trevisani, Daniele (2009) &#8220;<em>Il Potenziale Umano</em>&#8220;, Franco Angeli, Milano; Trevisani, Daniele (2013) &#8220;<em>Personal Energy</em>&#8221; Franco Angeli, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.studiotrevisani.it/#linkedin" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><br></a></p>
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		<title>La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; rende gli obiettivi facili o difficili</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-soglia-di-efficacia-personale-rende-gli-obiettivi-facili-o-difficili-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 15:59:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Performance]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni alfa]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni beta]]></category>
		<category><![CDATA[mix emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della performance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto dal testo “Self Power, psicologia della motivazione e della performance“, copyright FrancoAngeli Editore e Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching, pubblicato con il permesso dell’autore. Emozioni alfa ed emozioni beta Le emozioni alfa si identificano con cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere (o che ci viene assegnato), mentre, invece, le &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo estratto dal testo “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3h8TdRC" target="_blank">Self Power, psicologia della motivazione e della performance</a>“, copyright FrancoAngeli Editore e <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Dr. Daniele Trevisani Formazione Aziendale e Coaching</a>, pubblicato con il permesso dell’autore.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Emozioni alfa ed emozioni beta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni <strong>alfa </strong>si identificano con cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere (o che ci viene assegnato), mentre, invece, le emozioni <strong>beta</strong> si identificano con il modo di vivere il progetto, la via od il percorso che stiamo seguendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono anche altri <strong>mix emotivi</strong> che si generano nelle situazioni reali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La tematica del raggiungimento degli obiettivi la riscontriamo ogni giorno (lavoro e scuola, solo per citarne alcuni) e tutto sembra ruotare attorno ad essi. L&#8217;errore è perdere di vista chi è che li deve raggiungere e quali energie mentali servano !</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo diventa facile o semplice in funzione di dove si posiziona la soglia di <strong>efficacia personale</strong>. Ognuno di noi può provare ad individuare una serie di obiettivi personali, seguendo i punti elencati qui sotto:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Obiettivi di tipo A1</strong>: qualcosa che reputo di poter fare tranquillamente, senza pressioni, non è neppure una sfida per me.</li><li><strong>Obiettivi di tipo A2</strong>: qualcosa che sento di poter fare, ma per raggiungere tale obiettivo mi servirà concentrazione e attenzione.</li><li><strong>Obiettivi di tipo B1</strong>: qualcosa &#8220;quasi alla mia portata&#8221;, ciò che riuscirei a fare bene ma solamente in parte. Per essere completamente soddisfatto mi servirebbe ancora qualche nozione.</li><li><strong>Obiettivi di tipo B2</strong>: qualcosa che rischia con alta probabilità di fallire.</li><li><strong>Obiettivi di tipo C</strong>: qualcosa che ora come ora non è fattibile, ma che tramite l&#8217;esercizio sento di poter affrontare.</li><li><strong>Obiettivi di tipo D</strong>: qualcosa troppo difficile, impossibile per me (ora e sempre).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>potere personale</strong> è proprio l&#8217;asticella con cui misuriamo i nostri obiettivi. Possiamo provare ad aumentare tale potere, alzando l&#8217;asticella, oppure possiamo abbassarla.. La decisione che ne deriva, diventerà anche il nostro modo di vivere la vita. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/12/2014-self-power-1-1.jpg?w=645" alt="" class="wp-image-80" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-fc6101ea-c491-47fd-a999-f990a47060fb">Per approfondimenti vedi:</p>



<ul class="wp-block-list" id="block-a69e90f2-b5fa-429b-8470-d337a51993f5"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3nnZued" target="_blank">Libro “Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance”</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Academy Formazione Aziendale, Coaching e Mentoring</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito dott. Daniele Trevisani</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Dr. Daniele Trevisani – Website in English</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Il sito della Comunicazione Aziendale – Comunicazioneaziendale.it</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Dr. Daniele Trevisani Linkedin</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.facebook.com/humanpotentialcoaching" target="_blank">Canale Facebook</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Eckhart Tolle: Lavorare sul proprio stato di coscienza è la nostra responsabilità primaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 06:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stimoli per riflettere]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo del potenziale personale]]></category>
		<category><![CDATA[agitazione]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[frequenza cerebrale]]></category>
		<category><![CDATA[isteria]]></category>
		<category><![CDATA[mappatura]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione profonda]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale umano e salute]]></category>
		<category><![CDATA[potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[rilassamento]]></category>
		<category><![CDATA[Scala di Fisher]]></category>
		<category><![CDATA[stati di coscienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Testo estratto da Eckhart Tolle, nel video seguente, con approfondimenti sugli Stati di Coscienza trattti dal testo &#8220;Psicologia della Libertà: Liberare le potenzialità delle persone&#8220;. Edizioni Mediterranee, Roma. Secondo Tolle: &#8220;La responsabilità è una parola strana, se la prendi alla lettera, si associa alla parola “risposta”, all’abilità di rispondere, ma questa interpretazione è abbastanza scorretta. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/eckhart-tolle-lavorare-sul-proprio-stato-di-coscienza-e-la-nostra-responsabilita-primaria/">Eckhart Tolle: Lavorare sul proprio stato di coscienza è la nostra responsabilità primaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Testo estratto da Eckhart Tolle, nel video seguente, con approfondimenti sugli Stati di Coscienza trattti dal testo &#8220;<a href="https://www.ibs.it/psicologia-della-liberta-liberare-potenzialita-libro-daniele-trevisani/e/9788827228227" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Psicologia della Libertà: Liberare le potenzialità delle persone</a>&#8220;. Edizioni Mediterranee, Roma.</p>
<p>Secondo Tolle:</p>
<blockquote><p>&#8220;La responsabilità è una parola strana, se la prendi alla lettera, si associa alla parola “risposta”, all’abilità di rispondere, ma questa interpretazione è abbastanza scorretta. Il punto è prendersi la responsabilità di cosa?</p>
<p>Di cosa ti puoi prendere la responsabilità, o per cosa ti puoi prendere la responsabilità? La responsabilità primaria che puoi assumerti è prenderti la responsabilità per il tuo stato di coscienza, il quale determina il tipo di mondo che crei. Tu sei l’umanità, l’umanità è un concetto astratto, non esiste, l’umanità è l’essere umano.</p>
<p>Tu sei l’umanità, quindi per far prendere le proprie responsabilità all’umanità, devi prima tutto essere responsabile del tuo stato di coscienza&#8221;.</p></blockquote>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/eckharttolle-300x300.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-10542 size-full" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/eckharttolle-300x300.jpg" alt="Eckhart Tolle" width="320" height="320" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/eckharttolle-300x300.jpg 320w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/eckharttolle-300x300-300x300.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/eckharttolle-300x300-100x100.jpg 100w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/eckharttolle-300x300-150x150.jpg 150w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/eckharttolle-300x300-88x88.jpg 88w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></p>
<p><em>Eckhart Tolle</em></p>
<h1>Approfondimenti sugli Stati di Coscienza tratti dal testo &#8220;<a href="https://www.ibs.it/psicologia-della-liberta-liberare-potenzialita-libro-daniele-trevisani/e/9788827228227" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Psicologia della Libertà: Liberare le potenzialità delle persone</a>&#8220;.</h1>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La mappa dei nostri stati di coscienza e gli stati alterati: conoscerla per stare bene e non ammalarsi, e imparare a recuperare</h2>
<p>Esiste un indicatore primario, la Scala di Fisher, che rappresenta il “numero di giri” del nostro motore, ma per usarlo bisogna averlo visto, e qualcuno deve averti formato ad usarlo.</p>
<p>La scala o mappa degli stati di coscienza, evidenzia la posizione di una qualsiasi persona, nel continuum mentale tra agitazione e rilassamento, sino agli estremi della meditazione profonda (sulla destra) e dell’isteria (sulla sinistra), passando per stati come la percezione quotidiana, l’ansia, la creatività e altri.</p>
<p>È uno strumento molto importante.</p>
<p>Figura 7 &#8211; Mappa di Fisher (mappa degli stati di coscienza)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10544" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher.jpg" alt="" width="723" height="442" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher.jpg 1224w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher-600x367.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher-300x184.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher-768x470.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher-1024x627.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa-di-fisher-900x551.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></p>
<p>Ad ogni posizione lungo la scala corrisponde una precisa frequenza cerebrale, scientificamente misurabile.</p>
<p>Fisher in questo lavoro pionieristico ci mette in guardia: siamo sempre più bombardati da informazioni, ma in taluni contesti, ulteriori incrementi si rischia la saturazione: ulteriori incrementi nel contenuto dei dati possono non trovare corrispondenza adeguata in un adeguato tasso elaborazione di questi dati.</p>
<p>In altre parole, quando le informazioni in ingresso sono tante, talmente tante che la nostra capacità di elaborarle tutte progressivamente cala, rischiamo di scivolare verso gli stati schizofrenici<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. Questo era stato evidenziato negli anni 70, figuriamoci ora con l’incremento dei canali e dei social media disponibili.</p>
<p>Dalla scala si evince che per la salute quotidiana, ogni brano significativo di vita trascorso in stato di “agitazione” o nervoso, dovrebbe essere accompagnato da uno stato di recupero, tranquillità e meditazione. Sicuramente dopo, ma persino prima in alcuni casi come momento di preparazione mentale (es, preparazione ad una gara o ad un esame).</p>
<p>La scala di Fisher e i suoi tanti insegnamenti possibili sta diventando un fattore di salute personale. Tutti dovremmo conoscerlo, quantomeno per fare una mappatura quotidiana di come stiamo e riaggiustare il tiro sulle situazioni di vita in cui siamo.</p>
<p>Ma di questo, non si parla.</p>
<p>Molto facile invece è andare incontro anche nelle TV nazionali e pubbliche, ad oroscopi di ogni tipo.</p>
<p>Un altro indicatore del fatto che la nostra Semiosfera è ricca di porcherie e povera di significati e conoscenza che ci servirebbe veramente.</p>
<p>Il nostro potere personale sta nel riprendere in mano i contenuti della nostra Semiosfera personale, lavorarla, metterci dentro quello che è utile, buttare fuori l’inutile. È ora di lottare, è ora di battersi per questi concetti, per noi e per tutte le persone cui teniamo, e per una umanità più libera e pulita.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Roland Fischer (1971), <em>A Cartography of the Ecstatic and Meditative States</em>. In <em>Science</em>, Vol 174  Num 4012 26 November 1971.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Dal testo originale “<em>further increase in data content may not be matched by a corresponding increase in the rate of data processing</em>”</p>
<p>____</p>
<h1>Copyright dal testo &#8220;<a href="https://www.ibs.it/psicologia-della-liberta-liberare-potenzialita-libro-daniele-trevisani/e/9788827228227" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Psicologia della Libertà: Liberare le potenzialità delle persone</a>&#8220;.</h1>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/eckhart-tolle-lavorare-sul-proprio-stato-di-coscienza-e-la-nostra-responsabilita-primaria/">Eckhart Tolle: Lavorare sul proprio stato di coscienza è la nostra responsabilità primaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli errori principali degli esseri umani</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/gli-errori-principali-degli-esseri-umani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 14:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[errori mentali]]></category>
		<category><![CDATA[forma personale]]></category>
		<category><![CDATA[potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[radicamento]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli errori principali che frenano le persone e i team, verso una scienza della condizione ottimale dell’essere umano Copyright Daniele Trevisani, estratto dal libro &#8220;Self Power&#8221; , cap . 8,.4.1, p 132-133 Esempi di errori comuni: l’utilizzo di un archetipo sbagliato; come, per un venditore, considerare se stesso come un “forzatore di acquisti”, anziché un &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Gli errori principali che frenano le persone e i team, verso una scienza della condizione ottimale dell’essere umano</h3>
<p><em><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8149 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png" alt="" width="225" height="308" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png 225w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027-219x300.png 219w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Copyright Daniele Trevisani, estratto dal libro &#8220;<a href="http://amzn.to/2CqEZKW" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power</a>&#8221; , cap . 8,.4.1, p 132-133</em></p>
<p>Esempi di errori comuni:</p>
<p>l’utilizzo di un <strong>archetipo</strong> sbagliato; come, per un venditore, considerare se stesso come un “forzatore di acquisti”, anziché un <em>problem-solver</em>. Questo impedisce di attivare il potere della relazione di aiuto che fornisce energie utili per vendere. Il problema vale anche per uno sportivo, che entri in campo con la voce interiore “non posso assolutamente sbagliare”, anziché “voglio giocarmela e dare il meglio”;</p>
<p>il mancato esame dei propri apprendimenti: non sapere perchè penso come penso, perchè mi comporto come mi comporto, da dove vengono le cose che ho appreso e da chi le ho assimilate. Diventano quindi fondamentali domande come: chi mi ha insegnato a fare le cose come le faccio ora? Da chi ho appreso quanto so e cosa penso? I miei comportamenti da chi sono stati influenzati? Siamo sicuri che vada tutto bene così? Cosa devo disimparare se voglio crescere? Cosa devo ancora imparare? Da chi posso apprendere ancora nella vita?</p>
<p><strong>Sé negati</strong>: che ruolo vorrei giocare, in campo o nella vita? Sto giocando il ruolo che desidero, o mi sto auto-frenando? Posso provarci? Cosa sto accantonando e invece potrei tentare? Sto rispondendo alle aspettative degli altri o do ascolto anche alle mie?</p>
<p>In Regie di Cambiamento<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> ho evidenziato alcuni punti che qui voglio precisare, rispetto ai “mostri” contro cui lottare. Gli ostacoli possono essere ovunque, ma non ci fermeranno se siamo determinati. Questa è solo una breve e incompleta rassegna delle sfide che ci attendono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra queste:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>l’abitudine</strong>, pura abitudine, un meccanismo involontario di autoprotezione che porta le persone a “rintanarsi” e rinchiudersi in riti quotidiani troppo ripetitivi – a volte dannosi;</li>
<li>il “drago” sociale, che prende anche sembianze di “politico”, attua meccanismi volontari quali il <strong>boicottaggio attivo del cambiamento</strong> (cercare di bloccare il processo e gli input esterni) e frena l’evoluzione di un sistema, per puro interesse personale;</li>
<li>abbiamo ancora le resistenze ideologiche, valoriali, o i blocchi che chiunque mette in atto quando sente che altri cercano di attuare un ingresso nel proprio <strong>territorio psicologico</strong>;</li>
<li>il fenomeno della &#8220;<strong>regressione alla temperatura precedente</strong>&#8220;&#8230; lo spiegherò con una metafora. D&#8217;estate una casa accaldata ha i muri caldi e l&#8217;aria interna è calda. Arriva un temporale e rinfresca l&#8217;aria esterna. Apri le finestre ed entra aria fresca. Chiudi le finestre, e dopo poco la temperatura interna risale. Perché? perche i muri stessi hanno incamerato calore, e lo restituiranno. E cosa sono i nostri muri? Sono le nostre abitudini e la nostra personalità, le nostre &#8220;incrostazioni antiche&#8221;. Cosa possiamo fare? Lasciare che l&#8217;aria entri non solo per un&#8217;ora ma per giorni e settimane e mesi. Solo così il cambiamento avrà luogo;</li>
<li>ritroviamo ancora il problema delle <strong>energie per cambiare</strong>, la cui mancanza può frenare anche le migliori intenzioni. <strong>Dare energie per cambiare è un primo step fondamentale del coaching serio</strong>.</li>
<li>Si presenta inoltre il problema della competenza o incompetenza del consulente, coach o formatore, chiamato ad aiutare il processo evolutivo.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante le avversità che incontriamo, l’evoluzione è – e rimane – un fattore di sopravvivenza. In un certo senso siamo tutti “forzati del cambiamento”, costretti dall’ambiente a non fermarci, ad adattarci, a mutare, poiché il territorio fisico e sociale attorno a noi – e quello psicologico dentro di noi –  cambia, è in costante evoluzione. Il movimento del terreno sul quale una persona poggia permette solo due cose: cadere, o trovare nuovi assetti ed equilibri.</p>
<p>Noi ci rivolgiamo a quelli che vogliono farsi trovare pronti nelle sfide, ricercano il <em>Grounding</em> (radicamento, sentirsi fisicamente e psicologicamente ancorati) e allo stesso tempo possiedono spirito di ricerca e si sentono diretti verso un fronte positivo, un orizzonte, e amano lottare per questo.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Trevisani, Daniele (2005), <em>Regie di Cambiamento</em>. FrancoAngeli, Milano.</p>
<p>___</p>
<h3>Gli errori principali che frenano le persone e i team, verso una scienza della condizione ottimale dell’essere umano</h3>
<p><em><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8149 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png" alt="" width="225" height="308" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png 225w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027-219x300.png 219w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Copyright Daniele Trevisani, estratto dal libro &#8220;<a href="http://amzn.to/2CqEZKW" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power</a>&#8221; , cap . 8,.4.1, p 132-133</em></p>
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		<title>I due sistemi di blocco della performance: i gatekeepers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 09:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Performance]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com __________________________ Le performance potenziali che una persona può esprimere sono bloccate da due sistemi di filtri o gatekeepers (letteralmente, chi decide chi passa o no dal cancello): i filtri interiori e i filtri esterni. I filtri interiori comprendono credenze dannose, abitudini &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/08/special-operations.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-504" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/08/special-operations.png" alt="motivazione" width="142" height="100" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/3-101217_wai_khru_ram_muay_thai_kickboxing_men_bow_ropes_mg_6976.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-540" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/3-101217_wai_khru_ram_muay_thai_kickboxing_men_bow_ropes_mg_6976.jpg?w=100" alt="Motivazione" width="67" height="100" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/8.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-397" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/8.png?w=150" alt="performance" width="170" height="100" /></a></h2>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Self Power</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<h2>__________________________</h2>
<h2><em>Le performance potenziali che una persona può esprimere sono bloccate da due sistemi di filtri o gatekeepers (letteralmente, chi decide chi passa o no dal cancello): i filtri interiori e i filtri esterni.</em></h2>
<p>I <strong>filtri interiori</strong> comprendono credenze dannose, abitudini sbagliate, lacune formative e di competenze. I filtri interiori possono essere trattati, il viaggio verso l’emancipazione è difficile ma possibile.</p>
<p>I <strong>filtri esterni</strong> sono decisamente più ostili e refrattari, poiché coincidono con intere culture e comportamenti, che poi ritroviamo in persone specifiche e detentori di potere. Possiamo identificare questi ultimi come ostacoli sostanzialmente sociali.</p>
<p>Spieghiamoci con qualche esempio: se una persona ha un buon potenziale come studioso e ricercatore ma non conosce i metodi di studio ottimali (blocchi interiori), possiamo allenarlo, fornirgli competenze per studiare meglio, e le sue prestazioni scolastiche o universitarie aumenteranno.</p>
<p>Ma se un ricercatore eccellente viene bloccato perché sbatte contro un blocco esterno, esempio il sistema universitario è clientelare, dominano i raccomandati e la politica (e non il merito), le sue performance saranno di fronte ad un enorme muro, un cancello altissimo. Il sistema non offre spazi per le sue performance, e le uniche alternative sono autoridursi o andare altrove.</p>
<p>Ed infatti la fuga di cervelli dalle aziende o da intere nazioni – Italia tra le prime &#8211; è un fenomeno noto e drammatico, causato dalla più grave di tutte le forme di male, la scarsa meritocrazia.</p>
<p>In azienda, possiamo avere manager di buon potenziale, desiderosi di crescere, e fornire loro strumenti tramite la formazione e il coaching. Tuttavia, se la direzione aziendale non ha spirito di ricerca, è chiusa, ignorante, non premia il merito, o le idee, vi sarà ben poco spazio per esprimersi.</p>
<p>Un atleta può allenarsi con enorme impegno e volontà, diventare forte, capace, ma se il suo allenatore non gli offre (o peggio gli preclude volontariamente) le occasioni agonistiche giuste, rimarrà nell’ombra.</p>
<p>In ogni organizzazione può accadere che gli <em>High Potentials</em> (persone di alto potenziale) – risorse preziose e linfa vitale – diventino persino <em>problemi</em>, rischi da eliminare, qualcuno che diventi un potenziale futuro concorrente ai potenti di adesso, qualcuno che “fa ombra” agli attuali leader. Da risorse diventano pericolo per il sistema, materiale umano che va sistematicamente truffato, riempito di bugie, preso in giro, fatto attendere, deviato, ridotto, ammutolito, depotenziato, circoscritto, perimetrato, osservato come pericolo, castrato.</p>
<p>Da li ad arrivare a malattie psicosomatiche il passo è breve. Come osserva il biologo molecolare Bruce Lipton:</p>
<h6>Perché ci si Ammala?</h6>
<h6>I segnali elettrici che controllano i nostro sistema nervoso e ogni tipo di funzione organica possono essere inquinati da 3 fattori</h6>
<h6>&#8211; traumi fisici<br />
&#8211; tossine<br />
&#8211; stili di pensiero negativi</h6>
<h6>Questo apre le porte a nuovissimi tipi di guarigione che oggi iniziano a farsi strada.</h6>
<h6>Era ora.</h6>
<p>Mi soffermo sul terzo fattore (stili di pensiero) per fare l’esempio di persone che svengono mentre stanno facendo un discorso in pubblico, senza avere niente di realmente “organico” a generare lo svenimento, ma viceversa, vittime di segnali mentali distorti che generano lo stato organico alterato.</p>
<p>L’ansia stessa produce gli stati organici di tachicardia, battito accelerato, sudorazione, blocco digestivo, respiro affannoso.</p>
<p>Uno stato di ansia, magari prima di un esame, o di un incontro, il nel vivere ripetutamente situazioni che provocano sofferenza, può causare attacchi di panico.</p>
<p>Vivere ansia cronica genera molte malattie.</p>
<p>Questi fattori determinano il larga misura delle possibili malattie e stati di malessere che un essere umano può sperimentare nella vita.</p>
<p>Direi che ce n&#8217;è abbastanza per affermare che su questi tre fattori abbiamo un sacco di lavoro da fare&#8230; e sul terzo, un infinità di lavoro da fare! E di opportunità.</p>
<p>Questi meccanismi di guarigione sono basati sul fatto di trovare l’interruttore per spegnere gli stili di pensiero negativi, e liberare la mente affinché stili più produttivi si facciano strada.</p>
<p>Sono basati sulla ricerca di cosa sta intossicando il nostro corpo e la nostra mente. Anziché curare il singolo organo lasciando però il sistema intossicato.</p>
<p>Un piccolo suggerimento: se vivete in un sistema che vi amputa, non lasciatevi amputare. Trovate i vostri spazi di espressione. E non lasciatevi abbattere dalle sconfitte. Analizzatele, rideteci sopra, e ringraziate per quello che potranno insegnarvi.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Quando perdi,non perdere la lezione (Dalai Lama)</em></p>
<p style="text-align:left;"><strong>_______________________________</strong></p>
<p style="text-align:left;"><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Self Power</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
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		<title>L&#8217;acquario comunicativo</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/lacquario-comunicativo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 09:41:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[risorse per la formazione]]></category>
		<category><![CDATA[acquario comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com _________ Una matrice che ti aiuta a comprendere gli effetti comunicativi. Che tipo di comunicazione pratichi di solito? Che messaggi &#8220;subisci&#8221;? Quali effetti provochi? I due fronti della Comunicazione, emissione e ricezione, possono essere combinati con tre tipi fondamentali di effetti: &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lacquario-comunicativo/">L&#8217;acquario comunicativo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/bliss_exp1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3949" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/bliss_exp1.jpg?w=584" alt="metafora dell'acquario comunicativo" width="160" height="120" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp1.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp1-600x450.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp1-300x225.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp1-768x576.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp1-900x675.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/animals-1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3945" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/animals-1.jpg?w=584" alt="Animals 1, comunicazione" width="192" height="120" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/bliss_exp2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3965" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/bliss_exp2.jpg?w=584" alt="metafora dell'acquario comunicativo" width="160" height="120" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp2.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp2-600x450.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp2-300x225.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp2-768x576.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/10/bliss_exp2-900x675.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a></p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Self Power</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>_________</p>
<p><em>Una matrice che ti aiuta a comprendere gli effetti comunicativi. Che tipo di comunicazione pratichi di solito? Che messaggi &#8220;subisci&#8221;? Quali effetti provochi? </em></p>
<p>I due fronti della Comunicazione, <em><strong>emissione</strong> e <strong>ricezione</strong></em>, possono essere combinati con tre tipi fondamentali di effetti: <em>effetti negativi per chi li riceve, effetti neutri, effetti positivi</em>.</p>
<p>Ognuno di noi abita in un certo <em><strong>&#8220;acquario comunicativo&#8221;</strong></em>, dove predomina un certo tipo di colore dell&#8217;acqua, e possiamo valutare anche se l&#8217;acqua sia o meno pura, e vi siano cascate o acqua stagnante.</p>
<p>Se abiti in un acquario comunicativo in cui i messaggi che ricevi sono prevalentemente negativi, e non ti sai schermare, presto ti intossicherai.</p>
<p>Se ricevi messaggi buoni, messaggi che aiutano, devi imparare ad aprirti ad essi, altrimenti finiranno nel gruppo due, messaggi che scivolano via come l&#8217;acqua su un tetto.</p>
<p>Le tue comunicazioni sono altrettanto importanti. Esse possono fare bene a chi le riceve (relazioni di aiuto), o essere sostanzialmente indifferenti come effetto (<em><strong>dispersione di energie comunicative</strong></em>), o avere scopo distruttivo, far star male le persone, volontariamente o involontariamente.</p>
<p>Chiediti sempre in che acquario comunicativo sei. Cerca di prendere boccate d&#8217;ossigeno, più boccate d&#8217;ossigeno prendi più diventi lucido e cosciente di dove sei e di quali messaggi ti arrivano, e di quali messaggi invii tu, e che effetto producono.</p>
<p>Quanti pesci hanno la fortuna di salire su un pallone aerostatico e osservare dall’alto se stessi? Capire se stanno nuotando in un fiume, in uno stagno, o in un oceano, e vedere quanto è o meno inquinata l’acqua in cui nuotano? Noi, questa consapevolezza, la vogliamo cercare attivamente..</p>
<p>___________</p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Self Power</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lacquario-comunicativo/">L&#8217;acquario comunicativo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; &#8211; cos&#8217;è e perchè rende gli obiettivi facili o difficili</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-soglia-di-efficacia-personale-rende-gli-obiettivi-facili-o-difficili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 12:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia personale]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del potere]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia delle Performance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Divertiti. Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa. Bruce Lee Copyright. Articolo estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore. La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; rende gli obiettivi facili o difficili. E&#8217; una lettura di noi &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-soglia-di-efficacia-personale-rende-gli-obiettivi-facili-o-difficili/">La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; &#8211; cos&#8217;è e perchè rende gli obiettivi facili o difficili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>Divertiti.<br />
Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, </em></p>
<p style="text-align:right;"><em>perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa.</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Bruce Lee</em></p>
<p><em>Copyright. Articolo estratto dal volume <a title="libro Self Power di Daniele Trevisani - psicologia della motivazione e delle performance" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power</a>, di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore.</em></p>
<p><strong><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/dan-kimono-nero.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-5481" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/dan-kimono-nero.jpg?w=150" alt="dan kimono nero" width="193" height="145" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/dan-kimono-nero.jpg 960w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/dan-kimono-nero-600x450.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/dan-kimono-nero-300x225.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/dan-kimono-nero-768x576.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/dan-kimono-nero-900x675.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-5484" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach.jpg?w=150" alt="Daoshi Coach" width="154" height="150" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach.jpg 1949w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach-600x584.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach-300x292.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach-768x747.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach-1024x996.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach-900x876.jpg 900w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/daoshi-coach-1280x1245.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 154px) 100vw, 154px" /></a></strong><strong><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/articolo-p1-ridotta1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-5442" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/articolo-p1-ridotta1.jpeg?w=112" alt="articolo p1 ridotta" width="112" height="150" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/articolo-p1-ridotta1.jpeg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/articolo-p1-ridotta1-600x798.jpeg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/08/articolo-p1-ridotta1-225x300.jpeg 225w" sizes="auto, (max-width: 112px) 100vw, 112px" /></a></strong></p>
<p><strong>La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; rende gli obiettivi facili o difficili. E&#8217; una lettura di noi stessi, un&#8217;autoimmagine, l&#8217;idea (spesso distorta) che abbiamo di quello che possiamo e non possiamo fare.<br />
</strong></p>
<p>L&#8217;intera questione dell&#8217;efficacia personale si permea di emozioni alfa (emozioni per il risultato) e emozioni beta (emozioni per l&#8217;azione). Riuscire a gestire bene entrambe significa</p>
<ul>
<li>vivere intensamente il progetto, la via, il percorso, l&#8217;azione &#8211; emozioni <em>beta</em> &#8211; e</li>
<li>sentire l&#8217;obiettivo, sentire cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere o che ci assegnano &#8211; emozioni <em>alfa</em>.</li>
<li>I mix emotivi che si generano nelle situazioni reali. Es, volere il risultato ma volerlo subito e detestare il percorso di costruzione che ti ci porta, oppure amare il viaggio sino a considerare irrilevante la meta, e tante altre condizioni intermedie.</li>
</ul>
<p>Queste &#8220;faccende&#8221; sono talmente importanti per le performance, e piene di sfumature, che vanno affrontate obbligatoriamente, se vogliamo mai avere speranza di compiere performance davvero eccezionali ma anche avere un vissuto appagante nella vita di chi le compie.</p>
<p>Si, a volte diciamo che il viaggio è persino più appagante della meta. Ma per chi si occupa di performance, queste semplificazioni sono solo l&#8217;inizio. Vanno approfondite.</p>
<p>La tematica del raggiungimento di obiettivi è ampiamente trattata in campo strategico e aziendale. Obiettivi. Obiettivi. Obiettivi. Tutto ruota attorno agli obiettivi, sino a perdere di vista chi è che li deve raggiungere &#8211; esseri umani e non macchine &#8211; e quali energie mentali servano, in che stato sono queste &#8220;macchine&#8221;.</p>
<p>Immaginate di dare un obiettivo semplicissimo ad una persona depressa. Una persona realmente depressa troverà difficile persino alzarsi dal letto.</p>
<p>L&#8217;obiettivo diventa semplice o facile in funzione di dove si posiziona la <strong>soglia di efficacia personale</strong>.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/09/soglia-di-efficacia-personale-volume-self-power-di-daniele-trevisani.gif"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-5506" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2014/09/soglia-di-efficacia-personale-volume-self-power-di-daniele-trevisani.gif?w=660" alt="soglia di efficacia personale - volume Self Power di Daniele Trevisani" width="660" height="274" /></a></p>
<p>Ognuno di noi può esercitarsi nell&#8217;individuare:</p>
<ul>
<li>Obiettivi di tipo A1: quello che sento di poter fare con assoluta tranquillità, qualcosa di &#8220;tranquillo&#8221;, niente di sfidante per me.</li>
<li>Obiettivi di tipo A2: quello che sento di poter fare ma mi richiede un impegno e attenzione particolari. Rientra comunque tra &#8220;ciò che sento di poter fare&#8221;.</li>
<li>Obiettivi di tipo B1: obiettivi &#8220;quasi alla portata&#8221;, ciò che riuscirei a fare bene ma solo in parte, e sento che per poterlo fare bene devo ancora apprendere qualcosa, o mi serve ancora qualche ingrediente.</li>
<li>Obiettivi di tipo B2: obiettivi con larga probabilità di fallimento, temi su cui qualcosa conosco, qualcosa so fare, ma per raggiungerli sento che devo ancora apprendere molto, li sento ancora molto lontano e difficili.</li>
<li>Obiettivi di tipo C: non è fattibile ora, ma non è molto lontano da quello che sento di poter fare, se iniziassi ad esercitarmi. Per ora è fuori dalla mia portata ma non è detto lo sia per sempre.</li>
<li>Obiettivi di tipo D: troppo lontano, troppo difficile, impossibile per me, adesso e per sempre.</li>
</ul>
<p>L&#8217;asticella con cui misuriamo questi obiettivi diventa il Potere Personale.</p>
<p>Figuriamoci cosa accade quando diamo un obiettivo ad una persona demotivata. O, se lo riceviamo noi stessi e non ci crediamo. Cosa facciamo?</p>
<p>Possiamo cercare di aumentare il nostro Potere Personale, alzare l&#8217;asticella con cui misuriamo gli eventi, o abbandonarne persino l&#8217;idea. Cosa fare, in questo caso, diventa <strong>un modo di vivere la vita</strong>.</p>
<p>______</p>
<p>Per info sull’autore:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991" target="_blank" rel="noopener">Profilo dott. Daniele Trevisani in LInkedin</a></li>
<li>Sito web in Italiano <a href="https://www.studiotrevisani.it">Studio Trevisani – Ricerca, Formazione e Coaching</a></li>
<li>English Website <a title="dott. Daniele Trevisani English Website - Training Consulting, Coaching, Research" href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Dr. Daniele Trevisani English Website – Training Consulting, Coaching, Research</a></li>
</ul>
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		<title>il Diamante interiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 22:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi del discorso]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[autocoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[diamante interiore]]></category>
		<category><![CDATA[forza]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale individuale]]></category>
		<category><![CDATA[potere personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?” In realtà chi sei tu per non esserlo? Il &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-diamante-interiore/">il Diamante interiore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.<br />
La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.<br />
E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.<br />
<strong>Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”</strong><br />
In realtà chi sei tu per non esserlo?<br />
Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.<br />
Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicchè gli altri si sentano sicuri intorno a noi.<br />
Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.<br />
Siamo nati per rendere manifesto ciò che è dentro di noi.<br />
Non solo in alcuni di noi. In ognuno di noi.<br />
E’ come se dentro di noi ci fosse un grande diamante con mille facce: alcune sembrano risplendere più di altre e ogni persona possiede, nel suo petto, un fulgido diamante con mille facce luminose.<br />
Il diamante è perfetto, senza la minima incrinatura.<br />
La sola differenza con gli uomini è il numero di facce che la nostra anima ha reso brillanti e luminose.<br />
Ogni diamante è diverso e ognuno è perfetto.<br />
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente,<br />
diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.</p>
<p><em>&#8211; Marianne Williamson</em>, citata da Nelson Mandela, durante il suo discorso di investitura a presidente, 1994</p>
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