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	<title>perfezione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>perfezione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Ricerca dell’eccellenza vs. perfezionismi inutili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 09:40:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Localizzare la differenza tra il perfezionismo e l’eccellenza attraverso il metodo HPM Chi si occupa di performance è spesso portato a confondere due piani distinti &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ricerca-delleccellenza-vs-perfezionismi-inutili/">Ricerca dell’eccellenza vs. perfezionismi inutili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Localizzare la differenza tra il perfezionismo e l’eccellenza attraverso il metodo HPM</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi si occupa di performance è spesso portato a confondere due piani distinti di una prestazione: la perfezione e l’eccellenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prestazione eccellente è quella che offre contributi significativi a chi ne deve fruire, mentre una prestazione perfetta è spesso autoreferenziale, forzatamente ed esasperatamente sovraccarica di attenzione, anche nei dettagli nei quali nessuno può percepire un contributo in più o vantaggi ulteriori veri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera eccellenza si misura sul valore vero prodotto, non in finezze snob.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I performer non possono essere danneggiati dalla ricerca della perfezione ma devono essere stimolati dalla ricerca dell’eccellenza. Si tratta di una differenza sottile ma importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perfezionismo e ricerca dell’eccellenza sono atteggiamenti diversi. Il perfezionismo assorbe energie in modo maniacale anche oltre il livello in cui un contributo diventa significativo. Consuma energie inutilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività dei cercatori di perfezione non sono mai finite, mai terminate, mai perfette, esiste sempre una ragione per non completarle o non essere soddisfatti di sè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’eccellenza richiede che le energie vengano investite là dove un contributo produce effetti, e sino al livello in cui un miglioramento è reale, percepibile, dotato di senso, creatore di valore buono, e non oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il perfezionismo non aumenta il successo delle persone, è uno stato di maniacalità. Il successo è determinato dal talento, energia, impegno, non dal perfezionismo o testardaggine verso i dettagli inutili. Il successo avviene nonostante il perfezionismo, non a causa di esso. Come evidenzia Greenspon<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>, il perfezionismo è una sorta di malattia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Il perfezionismo non è fare del proprio meglio, o ricercare l’eccellenza. È una convinzione emotiva sul fatto che la perfezione sia la sola via all’accettazione personale. È la convinzione emotiva che solo essendo perfetti uno sarà finalmente accettato come persona”.</p><cite><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Greenspon, T. (2008), <em>The Courage to be Imperfect: Tom Greenspon on Perfectionism</em>,Northwestern University, Center for Talent Development.</cite></blockquote>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph">Un coaching efficace dovrà aiutare il cliente o team ad identificare le soglie di valutazione corrette nelle proprie attività, evitando sia le performance scadenti che quelle dotate di attenzioni maniacali non necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fig. 3 – Zone di lavoro</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bernardiveronica.files.wordpress.com/2022/03/zone-di-lavoro.jpg?w=714" alt="" class="wp-image-377" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Localizzare dove si situino le varie attività dell’individuo o del team in questa scala, è fondamentale. Specificamente, <a>localizzare la differenza tra il perfezionismo inutile e l’eccellenza è particolarmente importante nel metodo HPM</a>, vista la presenza della cella “micro-competenze”, che stimola proprio ad andare alla ricerca dei dettagli significativi su cui lavorare. Essa – ricordiamo – non è da non confondere con l’ossessione maniacale sull’inutile e sulla superficie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle funzioni fondamentali del coaching e della formazione consulenziale consiste proprio nell’aiutare le persone a capire su quali aree è bene investire e su quali invece sia inutile farlo ora, o non valga la pena in quanto il livello raggiunto è già sufficientemente buono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone non riescono, da sole, il più delle volte, a percepire se stesse con lucidità, a fissare bene i propri scopi, ancora meno a raggiungerli o sviluppare performance ottimali. Esiste una coltre di nebbia che offusca la visione di noi stessi e i nostri veri obiettivi. Guardare oltre non è facile, e anche una sfida, per definizione, non è semplice.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/03/ricerca-delleccellenza-vs.-perfezionismi-inutili1.jpg?w=393" alt="" class="wp-image-378" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il coaching, la formazione, la consulenza, sono discipline che – quando fatte con passione e serietà – lavorano sul dare supporto individuale, o a una squadra o intera organizzazione, per aiutarla a percepirsi correttamente, senza lenti sfuocate, a fissare veri obiettivi e fare piazza pulita di falsi obiettivi o presupposti fuorvianti, evolvere e andare verso nuove sfide, crescere, progredire. Perché il senso dell’uomo è questo: la ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alle variabili del modello HPM, ciascuna può essere osservata come uno spazio di crescita con territori in parte conosciuti e raggiunti, ed altri ancora da conquistare ed esplorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda non diventa <em>se</em> andare avanti, ma <em>come</em>. Il fatto di andare avanti deve diventare un atteggiamento di fondo, forza di volontà costante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ultima convinzione e riflessione: l’eccellenza non è materia solo tecnica. L’eccellenza si raggiunge quando si crede in qualcosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I puri di cuore, e coloro che lavorano per una causa, fanno quasi sempre cose eccellenti, poiché vi mettono passione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnica e la formazione ci possono solo aiutare a trasformare la purezza del cuore e la volontà in progetti reali, tangibili e utili.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Vivere, essere puri di cuore, e morire</em></p><p><em>Per rendere immortale il nostro spirito.</em></p><cite>Gustavo Adolfo Rol (1903-1994)</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>eccellenza</li><li>perfezione</li><li>perfezionismo</li><li>valore</li><li>performer</li><li>soddisfazione</li><li>miglioramento</li><li>successo</li><li>soglia di valutazione</li><li>trascuratezza</li><li>medianità</li><li>ricerca delle qualità</li><li>eccellenza</li><li>perfezione maniacale</li><li>ossessione</li><li>localizzare le attività</li><li>formazione consulenziale</li><li>performance ottimali</li><li>come andare avanti</li><li>progetto concreto</li><li>progetto reale</li><li>progettazione</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
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		<title>Eccellenza vs. Perfezionismo, in azienda, nello sport, nella vita</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/eccellenza-vs-perfezionismo-in-azienda-nello-sport-nella-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2017 05:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia delle Performance]]></category>
		<category><![CDATA[ricentraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[perfezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tratto dal libro di Daniele Trevisani Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team L’eccellenza operativa si colloca in una posizione molto precisa della scala manageriale: al di sopra dell’esecuzione “mediocre” e “media”, e al di sotto del blocco dovuto all’ossessione per la perfezione maniacale per il &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/eccellenza-vs-perfezionismo-in-azienda-nello-sport-nella-vita/">Eccellenza vs. Perfezionismo, in azienda, nello sport, nella vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto dal libro di Daniele Trevisani</p>
<h1 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><span id="productTitle" class="a-size-large">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</span></h1>
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<div id="img-canvas" class="maintain-height litb-on-click image-2d"><span id="imageBlockEDPOverlay"></span> <a href="http://amzn.to/2pZWewD" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" id="imgBlkFront" class="a-dynamic-image image-stretch-vertical frontImage alignleft" src="https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/51vJY96HyyL._SX336_BO1,204,203,200_.jpg" alt="" /></a>L’<strong>eccellenza operativa</strong> si colloca in una posizione molto precisa della scala manageriale: al di sopra dell’esecuzione “<strong>mediocre</strong>” e “media”, e al di sotto del <strong>blocco</strong> dovuto all’ossessione per la perfezione maniacale per il dettaglio.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>Entrambi gli stati, precedente e successivo, portano al blocco dell’eccellenza operativa.</p>
<p>Gli errori principali:</p>
<ul>
<li>Un’esecuzione mediocre annulla qualsiasi vantaggio strategico.</li>
<li>Un’attenzione ossessiva al dettaglio porta alla sola attenzione tecnica che fa perdere di vista la visione d’insieme e le variazioni situazionali.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come evidenziato nel volume “Il Potenziale Umano”:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8230;due elementi fondamentali di una prestazione umana sono: (1) gli scopi (obiettivi) e (2) il loro grado di raggiungimento (nullo, intermedio, totale). </em></p>
<p><em>Rispetto agli scopi, ci concentriamo soprattutto su quelle prestazioni o performance che hanno un senso di contributo, di liberazione, di espressione, di emancipazione. In altre parole, le prestazioni non solo meccaniche.</em></p>
<p><em>Rispetto al grado di raggiungimento, consideriamo che esso sia una funzione strettamente dipendente dal tipo di potenziale raggiunto (dalla persona, dal team, dall’organizzazione), e che per l’eccellenza bisogna lavorare sulla <strong>crescita strutturale</strong> più che sui risultati immediati<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a>.</em></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Trevisani, Daniele (2009), <em>Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</em>. Milano, Franco Angeli, p. 34.</p>
<p>Il tema dell’Eccellenza, nel Potenziale Umano, si ritrova anche all’interno della filosofia orientale dei Samurai, in particolare negli scritti di Musashi, dal “Libro dei Cinque Anelli”:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ottavo: Non essere trascurato neppure nelle minuzie</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come abbiamo osservato, questo precetto segnala il bisogno di entrare nelle micro-competenze, la ricerca dell’eccellenza, l’abbandono di un atteggiamento di pressapochismo e banalizzazione.</p>
<p>Attenzione ai dettagli che contano, amore per quello che si fa e per come lo si fa.</p>
<p>Occorre quindi trovare la posizione corretta all’interno di un continuum. Torniamo quindi a quanto sviluppato in Il Potenziale Umano, sulla differenza tra eccellenza e perfezionismi inutili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Chi si occupa di performance è spesso portato a confondere due piani distinti di una prestazione: la perfezione e l’eccellenza. </em></p>
<p><em>Una prestazione eccellente è quella che offre contributi significativi a chi ne deve fruire, mentre una prestazione perfetta è spesso autoreferenziale, forzatamente ed esasperatamente sovraccarica di attenzione, anche nei dettagli nei quali nessuno può percepire un contributo in più o vantaggi ulteriori veri. </em></p>
<p><em>La vera eccellenza si misura sul valore vero prodotto, non in finezze snob.</em></p>
<p><em>I performer non possono essere danneggiati dalla ricerca della perfezione ma devono essere stimolati dalla ricerca dell’eccellenza. </em></p>
<p><em>Si tratta di una differenza sottile ma importante.</em></p>
<p><em>Perfezionismo e ricerca dell’eccellenza sono atteggiamenti diversi. Il perfezionismo assorbe energie in modo maniacale anche oltre il livello in cui un contributo diventa significativo. Consuma energie inutilmente.</em></p>
<p><em>Le attività dei cercatori di perfezione non sono mai finite, mai terminate, mai perfette, esiste sempre una ragione per non completarle o non essere soddisfatti di sè. </em></p>
<p><em>L’eccellenza richiede che le energie vengano investite là dove un contributo produce effetti, e sino al livello in cui un miglioramento è reale, percepibile, dotato di senso, creatore di valore buono, e non oltre.</em></p>
<p><em>Il perfezionismo non aumenta il successo delle persone, è uno stato di maniacalità. Il successo è determinato dal talento, energia, impegno, non dal perfezionismo o testardaggine verso i dettagli inutili. Il successo avviene nonostante il perfezionismo, non a causa di esso. Come evidenzia Greenspon<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a>, il perfezionismo è una sorta di malattia:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il perfezionismo non è fare del proprio meglio, o ricercare l’eccellenza. È una convinzione emotiva sul fatto che la perfezione sia la sola via all’accettazione personale. È la convinzione emotiva che solo essendo perfetti uno sarà finalmente accettato come persona”.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Greenspon, T. (2008), <em>The Courage to be Imperfect: Tom Greenspon on Perfectionism</em>, Northwestern University, Center for Talent Development.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/eccellenza-vs-perfezionismo-in-azienda-nello-sport-nella-vita/">Eccellenza vs. Perfezionismo, in azienda, nello sport, nella vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Noia, routine, dinamismo, passione, ossessione: 5 zone di lavoro per chi vive le arti marziali e gli sport di combattimento</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/noia-routine-dinamismo-passione-ossessione-5-zone-di-lavoro-per-chi-vive-le-arti-marziali-e-gli-sport-di-combattimento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 16:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daoshi preparation and conditioning]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia DaoShi - DaoShi Philosophy]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[metodologia didattica]]></category>
		<category><![CDATA[perfezione]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[sport di combattimento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://daoshi.wordpress.com/?p=460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eccellenza vs Perfezione – l’accettazione dell’imperfezione, la lotta alla noia e alla mediocrità Concentrarsi su quello che conta davvero Di Daniele Trevisani &#8211; Fulbright Scholar, Formatore, Sensei 8° Dan Sistema Daoshi, Gruppo Facebook Praticanti di Arti Marziali e Sport di Combattimento in Italia ____________ © Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/noia-routine-dinamismo-passione-ossessione-5-zone-di-lavoro-per-chi-vive-le-arti-marziali-e-gli-sport-di-combattimento/">Noia, routine, dinamismo, passione, ossessione: 5 zone di lavoro per chi vive le arti marziali e gli sport di combattimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Eccellenza vs Perfezione – l’accettazione dell’imperfezione, la lotta alla noia e alla mediocrità</em></h2>
<h2>Concentrarsi su quello che conta davvero</h2>
<p>Di Daniele Trevisani &#8211; Fulbright Scholar, Formatore, Sensei 8° Dan <a href="http://daoshi.wordpress.come/" target="_blank" rel="noopener">Sistema Daoshi</a>, <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=129925420366754" target="_blank" rel="noopener">Gruppo Facebook Praticanti di Arti Marziali e Sport di Combattimento in Italia</a></p>
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<p>© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Approfondimenti del volume originario sono disponibili anche al link <a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm2">www.studiotrevisani.it/hpm2</a> &#8211; Questo articolo può essere copiato e riprodotto su siti web autorizzati, previa richiesta all’autore, purché sia mantenuta la citazione come segue: Articolo a cura di Daniele Trevisani, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a> – Non sono ammesse modifiche al testo.</p>
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<h2>I diversi piani di lavoro per chi ama davvero le arti marziali e gli sport di combattimento</h2>
<p>Chi si occupa di performance è spesso portato a confondere due piani distinti di una prestazione: la perfezione e l’eccellenza.</p>
<p>Una prestazione eccellente è quella che offre contributi significativi a chi ne deve fruire, mentre una prestazione perfetta è spesso autoreferenziale, forzatamente ed esasperatamente sovraccarica di attenzione, anche nei dettagli nei quali nessuno può percepire un contributo in più o vantaggi ulteriori veri.</p>
<p>La vera eccellenza si misura sul valore vero prodotto o dell’azione, non in finezze snob.</p>
<p>I performer non possono essere danneggiati dalla ricerca della perfezione ma devono essere stimolati dalla ricerca dell’eccellenza. Si tratta di una differenza sottile ma importante.</p>
<p>Perfezionismo e ricerca dell’eccellenza sono atteggiamenti diversi. Il perfezionismo assorbe energie in modo maniacale anche oltre il livello in cui un contributo diventa significativo. Consuma energie inutilmente.</p>
<p>Le attività dei cercatori di perfezione non sono mai finite, mai terminate, mai perfette, esiste sempre una ragione per non completarle o non essere soddisfatti di sè.</p>
<p>L’eccellenza richiede che le energie vengano investite là dove un contributo produce effetti, e sino al livello in cui un miglioramento è reale, percepibile, dotato di senso, creatore di valore buono, e non oltre.</p>
<p>Il perfezionismo non aumenta il successo delle persone, è uno stato di maniacalità. Il successo è determinato dal talento, energia, impegno, non dal perfezionismo o testardaggine verso i dettagli inutili. Il successo avviene nonostante il perfezionismo, non a causa di esso. Come evidenzia Greenspon<a href="/Dati/LIBRI/HPM-02-il%20potenziale%20umano/AAA-materiali%20miei/articoli%20versione%20arti%20marziali/025%20-%205%20zone%20di%20lavoro,%20perfezione,%20eccellenza,%20perfezionisi%20inutili.doc#_ftn1">[1]</a>, il perfezionismo è una sorta di malattia:</p>
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<p>“Il perfezionismo non è fare del proprio meglio, o ricercare l’eccellenza. È una convinzione emotiva sul fatto che la perfezione sia la sola via all’accettazione personale. È la convinzione emotiva che solo essendo perfetti uno sarà finalmente accettato come persona”.</p>
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<p>Un coaching efficace dovrà aiutare il cliente o team ad identificare le soglie di valutazione corrette nelle proprie attività, evitando sia le performance scadenti che quelle dotate di attenzioni maniacali non necessarie.</p>
<h2>5 zone di lavoro</h2>
<p>In qualsiasi allenamento o in qualsiasi forma di lavoro e di pratica possiamo osservare diversi “modi di agire” che poi diventano, alla lunga, “modi di essere”. Ho isolato, per semplificazione, 5 diversi stadi:</p>
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<p>Fig.  – Zone di lavoro</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td width="2" height="0"></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2010/11/5-zone-di-lavoro.png" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-461" title="5 zone di lavoro" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2010/11/5-zone-di-lavoro.png" alt="" width="500" height="155" /></a></p>
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<p>In sintesi:</p>
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<li>Allenamento dopo allenamento, se dominano noia e mediocrità, arriveremo a svuotare di energie i praticanti.</li>
<li>Allenamento dopo allenamento, se domina la routine e non inseriamo variazioni didattiche, non daremo mai stimoli al cambiamento, e le persone giustamente le cercheranno al di fuori.</li>
<li>Allenamento, dopo allenamento, se si ricerca la qualità e il dinamismo, porteremo le persone a divertirsi e ad appassionarsi.</li>
<li>Allenamento dopo allenamento, se ci concentriamo sui fattori che generano qualità in ogni sua fase (qualità di un riscaldamento, qualità di un esercizio, qualità dello stretching, qualità delle forme, qualità dello sparring, etc…) e applichiamo passione pura, verranno fuori risultati enormi in chi è predisposto, mentre verrà allo scoperto chi è invece semplicemente un perditempo.</li>
<li>Allenamento dopo allenamento, se massacriamo ossessivamente le persone su dettagli esecutivi perdendo magari di vista la loro psicologia e la loro motivazione, se guardiamo alla posizione del mignolo e non cogliamo la persona nel suo complesso e la ricchezza del suo repertorio complessivo, la porteremo a lasciare. Non è questo che vogliamo. Sono pochi, pochissimi e rari, gli atleti con i quali ricercare la perfezione maniacale, e durerà comunque per poco tempo.</li>
</ul>
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<p>Localizzare dove si situino le varie attività dell’individuo o del team in questa scala, è fondamentale. Specificamente, localizzare la differenza tra il perfezionismo inutile e l’eccellenza è particolarmente importante nel <a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm2">metodo HPM</a>, vista la presenza della cella “micro-competenze”, che stimola proprio ad andare alla ricerca dei dettagli significativi su cui lavorare. Essa – ricordiamo – non è da non confondere con l’ossessione maniacale sull’inutile e sulla superficie.</p>
<p>Una delle funzioni fondamentali del coaching e della formazione consulenziale consiste proprio nell’aiutare le persone a capire su quali aree è bene investire e su quali invece sia inutile farlo ora, o non valga la pena in quanto il livello raggiunto è già sufficientemente buono.</p>
<p>Le persone non riescono, da sole, il più delle volte, a percepire se stesse con lucidità, a fissare bene i propri scopi, ancora meno a raggiungerli o sviluppare performance ottimali. Esiste una coltre di nebbia che offusca la visione di noi stessi e i nostri veri obiettivi. Guardare oltre non è facile, e anche una sfida, per definizione, non è semplice.</p>
<p>Il coaching, la formazione, la consulenza, la Maestria, la guida di un Maestro, sono aree di una relazione di aiuto forte, che – quando fatte con passione e serietà – lavorano sul dare supporto individuale, o a una squadra o intera organizzazione, per aiutarla a percepirsi correttamente, senza lenti sfuocate, a fissare veri obiettivi e fare piazza pulita di falsi obiettivi o presupposti fuorvianti, evolvere e andare verso nuove sfide, crescere, progredire. Perché il senso dell’uomo è questo: la ricerca.</p>
<p>Rispetto alle variabili del modello HPM, ciascuna può essere osservata come uno spazio di crescita con territori in parte conosciuti e raggiunti, ed altri ancora da conquistare ed esplorare.</p>
<p>La domanda non diventa <em>se</em> andare avanti, ma <em>come</em>. Il fatto di andare avanti deve diventare un atteggiamento di fondo, forza di volontà costante.</p>
<p>Un’ultima convinzione e riflessione: l’eccellenza non è materia solo tecnica. L’eccellenza si raggiunge quando si crede in qualcosa.</p>
<p>I puri di cuore, e coloro che lavorano per una causa, fanno quasi sempre cose eccellenti, poiché vi mettono passione.</p>
<p>La tecnica e la formazione ci possono solo aiutare a trasformare la purezza del cuore e la volontà in progetti reali, tangibili e utili.</p>
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<p><em>Vivere, essere puri di cuore, e morire</em></p>
<p><em>Per rendere immortale il nostro spirito.</em></p>
<p>Gustavo Adolfo Rol (1903-1994)</p>
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<p>Note sull’autore:</p>
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<p>dott. Daniele Trevisani, Fulbright Scholar, consulente in formazione aziendale e coaching in <a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a> &#8211; <a href="http://www.studiotrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">www.studiotrevisani.com</a> &#8211; insignito dal Governo USA del premio Fulbright per gli studi sulla Comunicazione e Psicologia, è Master of Arts in Mass Communication alla University of Florida e tra i principali esperti mondiali in Sviluppo del Potenziale Umano.</p>
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<p>In campo marziale e sportivo, è preparatore certificato Federazione Italiana Fitness, praticante di oltre 10 diverse discipline, Maestro di Kickboxing, Sensei (8° Dan DaoShi® Bushido), formatore di atleti e istruttori di Kumite, Muay Thai, Kickboxing e MMA. E’ stato agonista negli USA nei trofei di Karate Open Interstile.</p>
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<p>Ha realizzato docenze in oltre 10 Università Italiane ed estere, ed è il tra i principali esperti italiani nella ricerca sul potenziale umano e formazione.</p>
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<p><a href="/Dati/LIBRI/HPM-02-il%20potenziale%20umano/AAA-materiali%20miei/articoli%20versione%20arti%20marziali/025%20-%205%20zone%20di%20lavoro,%20perfezione,%20eccellenza,%20perfezionisi%20inutili.doc#_ftnref1">[1]</a> Greenspon, T. (2008), <em>The Courage to be Imperfect: Tom Greenspon on Perfectionism</em>,<em> </em>Northwestern University, Center for Talent Development.</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/noia-routine-dinamismo-passione-ossessione-5-zone-di-lavoro-per-chi-vive-le-arti-marziali-e-gli-sport-di-combattimento/">Noia, routine, dinamismo, passione, ossessione: 5 zone di lavoro per chi vive le arti marziali e gli sport di combattimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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