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	<title>Percorso di scansione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<title>Percorso di scansione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Scansione visiva e segnali di attenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano In termini di percezione visiva, è utile rivolgersi ad un ulteriore strumento fornito dalla psicologia: l’analisi dei percorsi di scansione dell’immagine (scan path). Le ricerche hanno evidenziato che le persone non hanno la capacità &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di percezione visiva, è utile rivolgersi ad un ulteriore strumento fornito dalla psicologia: l’analisi dei percorsi di scansione dell’immagine (<em>scan path</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche hanno evidenziato che le persone non hanno la capacità di cogliere istantaneamente tutti i punti di una scena o di un’immagine, ma seguono, con tempi più o meno lunghi, dei precisi percorsi di fruizione. Ad esempio, una scena visiva verrà analizzata secondo percorsi dominati da segnali di attenzione e altri meccanismi psichici, e non scansionata come da uno scanner &#8211; dall’alto al basso, da destra a sinistra o viceversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi possono venire studiati e riprodotti, come evidenziato da Yarbus (1967)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>, che ha sottoposto a scansione i punti di osservazione di un dipinto, ricavandone i percorsi visivi.<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, ciò che è emerso dagli studi, è che i percorsi di scansione variano a seconda del compito specifico richiesto al fruitore. I percorsi oculari saranno diversi se si chiede all’osservatore di cercare di individuare la possibile tipologia di stanza nella quale avviene la scena (casa, o albergo) o ancora se si chiede di definire cosa stia succedendo nella scena nei rapporti tra le persone (litigio, amicizia, tradimento, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche illustrano che l’umore dei soggetti modifica radicalmente l’interpretazione dell’immagine. In un esperimento di Leuba e Lucas (1945)<a href="#_ftn3" id="_ftnref3">[3]</a> veniva mostrata la stessa immagine (una scena di persone sedute su un prato mentre ascoltano la radio) a soggetti nei quali era stato creato, tramite ipnosi, un diverso grado di umore. I soggetti indotti in stato di <em>happy mood</em> (felicità) interpretavano in essa un paesaggio con persone che chiacchieravano piacevolmente; i soggetti in stato di <em>critical mood</em> (critica) vi vedevano persone che stavano &#8220;rovinando i propri pantaloni sedendosi su un prato&#8221;, i soggetti in <em>anxious mood</em> (ansietà) vedevano nella stessa “persone in apprensione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimanendo in tema di scansione visiva, il procedimento di scansione può essere applicato ad una fotografia, ad un quadro, o alla percezione visiva di un prodotto. Se potessimo seguire i nostri movimenti oculari mentre osserviamo un&#8217;immagine, saremmo sorpresi nel notare che i nostri occhi non si muovono lentamente o continuamente, sul piano dell’immagine, ma agiscono freneticamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per notare questo fenomeno, è sufficiente osservare un amico mentre visualizza una fotografia o disegno. Potremo notare il soggetto effettuare una serie di <strong>fissazioni</strong> (nelle quali l’occhio si blocca per frazioni di secondo) e <strong>saccate</strong><a href="#_ftn4" id="_ftnref4">[4]</a> (movimenti balistici veloci).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un percorso di scansione (<strong><em>scan path</em></strong>), è composto da una sequenza di fissazioni e saccate. Tipicamente, le persone realizzano 2-3 fissazioni al secondo.<a href="#_ftn5" id="_ftnref5">[5]</a></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Yarbus, A.L. (1967). <em>Eye Movements and Vision</em>. New York: Plenum Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Per visualizzare diversi esempi di percorsi di scansione visiva, visitare il sito:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;www.medialab-research.com/alm2/ &#8211; come si può notare, ad esempio nell’immagine del dipinto di Yarbus, l&#8217;attenzione aumenta in prossimità dei volti dei personaggi nella scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> Leuba, Clarence &amp; Charles Lucas (1945). The effects of attitudes on descriptions of pictures. <em>Journal of Experimental Psychology</em>, 35: 517-24.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref4" id="_ftn4">[4]</a> Movimenti balistici molto veloci dell’occhio. Poiché l’occhio umano può focalizzare chiaramente solo un angolo visivo piccolo, il bulbo oculare deve attuare molti movimenti per interpretare il panorama visivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> Internet Psychology Lab, University of University of Illinois at Urbana-Champaign.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="845" height="332" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Percorso-di-scansione.jpg" alt="" class="wp-image-26240" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Percorso-di-scansione.jpg 845w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Percorso-di-scansione-300x118.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Percorso-di-scansione-768x302.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Percorso-di-scansione-175x69.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Percorso-di-scansione-450x177.jpg 450w" sizes="(max-width: 845px) 100vw, 845px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune zone del campo visivo subiscono numerose fissazioni (zone ad alta concentrazione), mentre altre vengono praticamente ignorate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ragione per la quale dobbiamo muovere gli occhi è che il potere di elaborazione reale dell’occhio è contenuto in una regione minuscola della retina chiamata fovea<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. È qui che vengono processati i colori e i dettagli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo una piccola parte di tutta l’informazione disponibile viene percepita direttamente dalla fovea. Perciò, per vedere l’intera scena, dobbiamo dirigere gli occhi scansionando diverse sue porzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché si seguano certi punti della scena e non altri, non è ancora ben determinato. I misteri della percezione non sono stati ancora del tutto svelati. Come evidenzia il centro di ricerca IPL:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Come il nostro sistema di percezione visiva crei un’esperienza visiva ricca e continua partendo da una sequenza di fissazioni e saccate è una delle questioni più intriganti e affascinanti oggi nella psicologia cognitiva visuale.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa accade durante la scansione? Il processo principale è costituito dal fatto che si attivano filtri attentivi, i quali attuano una&nbsp; scansione costante per valutare se vi siano elementi che meritano di essere posti al centro della fovea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi che danno luogo a questo <strong>spostamento di attenzione</strong> vi sono in particolare i movimenti non attesi nel contesto in cui ci si trova. Se ad esempio durante la lettura di un libro si coglie un movimento laterale, un oggetto o un&#8217;ombra che si muove, l’attenzione si sposta per scansionare quel movimento, alla ricerca di segnali che ci indichino che si può stare tranquilli e possiamo continuare a leggere, o che piuttosto dobbiamo iniziare a preoccuparci.<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Studi etnometodologici in corso da parte dell’autore evidenziano che tra le prime attività di scansione sociale messe in atto all’ingresso di un certo ambiente (un bar, un ascensore, un’aula didattica), vi è la ricerca inconscia dei possibili segnali di pericolo (<em>danger cues</em>), riguardante diverse possibili fonti (persone pericolose, ambienti, vie di fuga, spazi disponibili) seguita dalla ricerca di facce note, osservazione dei personaggi e delle situazioni sociali che stanno accadendo (<em>social scan).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso avviene in termini di scansione dei prodotti/servizi: i clienti annotano possibili fonti di pericolo nel prodotto (es: un elemento spigoloso e appuntito in un gioco per bambini) e negli ambienti (es: personaggi loschi all&#8217;ingresso di un bar) e da questo derivano le azioni da compiere (acquistare o non acquistare, entrare o non entrare, stare allerta o rilassarsi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto avviene &#8211; in condizioni normali &#8211; al di fuori della sfera della consapevolezza, tranne che per individui addestrati professionalmente, ad esempio bodyguard, security, forze dell’o<a>rdine.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla ricerca di fonti di pericolo, il prodotto viene scansionato alla ricerca di segnali interessanti, di elementi evocativi, che si collegano prevalentemente all’inconscio (es: forme anatomiche e sessuali).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> La parte della retina che contiene la maggiore densità di coni visivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Alcuni esempi visivi di scan-path, prodotti dall’Internet Psychology Lab della University of Illinois, sono riportati al sito: www.medialab-research.com/alm2/</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>
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		<title>La percezione del prodotto ed il carico comunicazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 07:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management”.&#160;Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore La funzione di risposta del mercato e le soglie percettive La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “</strong><a href="https://amzn.to/3ARSY65" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</strong></a><strong>”.&nbsp;Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</strong></p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La funzione di risposta del mercato e le soglie percettive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi che avvengono nella percezione umana, in particolare il fenomeno delle soglie percettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della percezione identifica due tipi di soglie &#8211; soglia assoluta e soglia differenziale &#8211; le quali generano altrettanti tipi di prestazione (prestazione assoluta e prestazione differenziale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>soglia assoluta</strong>&nbsp;identifica la quantità minima di stimolazione sensoriale necessaria affinché un particolare stimolo (una vibrazione, un oggetto, un colore) sia percepito da un individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>soglia differenziale</strong>&nbsp;fa riferimento al differenziale di stimolazione sensoriale che determina per l&#8217;individuo la consapevolezza di un cambiamento, l&#8217;accorgersi di una mutazione nello stato precedente. È quindi basata sul concetto di percezione della differenza di intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi fattori percettivi devono entrare al centro del processo imprenditoriale di gestione della customer satisfaction. Ad esempio, produrre un miglioramento nelle vibrazioni di un volante (riduzione di vibrazioni) quando non esiste un margine per ottenere un miglioramento percepibile (condizione di&nbsp;<em>ceiling-effect</em>) è un intervento che non supera la soglia differenziale, e sostanzialmente uno spreco di investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incrementi prestazionali non sono tali, dal punto di vista di marketing, se non superano la soglia di sensibilità del fruitore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo sviluppo del prodotto, pertanto, dovrebbe essere guidato dalla ricerca di miglioramenti percepibili, in cui l&#8217;investimento produca effetti tangibili.</strong></p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Percorsi di scansione dell’immagine (<em>scan path</em>)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di percezione visiva, è utile rivolgersi ad un ulteriore strumento fornito dalla psicologia: l’analisi dei percorsi di scansione dell’immagine (<strong>scan path</strong>).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche hanno evidenziato che le persone non hanno la capacità di cogliere istantaneamente tutti i punti di una scena o di un’immagine, ma seguono, con tempi più o meno lunghi, dei precisi percorsi di fruizione. Ad esempio, una scena visiva verrà analizzata secondo percorsi dominati da segnali di attenzione e altri meccanismi psichici, e non scansionata come da uno scanner &#8211; dall’alto al basso, da destra a sinistra o viceversa.&nbsp;</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La scansione visiva e i segnali di attenzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi di scansione variano a seconda del compito specifico richiesto al fruitore. I percorsi oculari saranno diversi se si chiede all’osservatore di cercare di individuare la possibile tipologia di una stanza nella quale avviene la scena (casa, o albergo) o ancora se si chiede di definire cosa stia succedendo nella scena nei rapporti tra le persone (litigio, amicizia, tradimento, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche illustrano inoltre che l’umore dei soggetti modifica radicalmente l’interpretazione dell’immagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimanendo in tema di scansione visiva, il procedimento di scansione può essere applicato ad una fotografia, ad un quadro, o alla percezione visiva di un prodotto. Se potessimo seguire i nostri movimenti oculari mentre osserviamo un&#8217;immagine, saremmo sorpresi nel notare che i nostri occhi non si muovono lentamente o continuamente, sul piano dell’immagine, ma agiscono freneticamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per notare questo fenomeno, è sufficiente osservare un amico mentre visualizza una fotografia o disegno : alcune zone del campo visivo subiscono numerose fissazioni (zone ad alta concentrazione), mentre altre vengono praticamente ignorate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi che danno luogo a questo&nbsp;<strong>spostamento di attenzione</strong>&nbsp;vi sono in particolare i movimenti non attesi nel contesto in cui ci si trova. Se ad esempio durante la lettura di un libro si coglie un movimento laterale, un oggetto o un&#8217;ombra che si muove, l’attenzione si sposta per scansionare quel movimento, alla ricerca di segnali che ci indichino che si può stare tranquilli e possiamo continuare a leggere, o che piuttosto dobbiamo iniziare a preoccuparci.<a href="applewebdata://637AFE5E-4FF6-4222-828E-39B75E881826#_ftn7"><sup>[1]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla ricerca di fonti di pericolo, il prodotto viene scansionato attraverso un vero e proprio percorso di scansione (<strong><em>scan path</em></strong>),&nbsp;alla ricerca di segnali interessanti, di elementi evocativi, che si collegano prevalentemente all’inconscio (es: forme anatomiche e sessuali).</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La visione dei prodotti, dei punti di vendita e dei punti di comunicazione aziendale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’attenzione si concentra quindi sui punti salienti dell’immagine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La valutazione dei punti salienti è estremamente importante per il marketing. Sia nell&#8217;osservazione dei prodotti che nell&#8217;osservazione degli ambienti di vendita e degli stabili aziendali, l&#8217;attenzione si rivolge ai punti che emergono dal contesto &#8211; positivamente &#8211; ad esempio una pianta ornamentale, o una persona attraente &#8211; o negativamente &#8211; come una chiazza di sporco sul muro, o la povere su un tavolo, o un litigio in corso tra due dipendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sommatoria di tanti dettagli genera l&#8217;impressione complessiva.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sia osservando i prodotti, oppure gli ambienti dei punti di vendita o ancora gli stabili aziendali, gli uffici, o le persone che vi lavorano, i clienti sottostanno alle leggi della fisiologia percettiva, e questo significa che essi:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">a) prestano maggiore attenzione soprattutto ai punti di differenziazione dal contesto (positivi e negativi), e</p>



<p class="wp-block-paragraph">b) non colgono assolutamente l&#8217;intera mole di informazione esistente, ma ne colgono solo una parte, generando impressioni sulla base di informazioni parziali (in quanto elaborare ogni singola informazione presente è eccessivo per le capacità umane e impossibile da praticare).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo determina la necessità per l&#8217;azienda di dirigere attivamente l&#8217;attenzione del cliente a specifiche porzioni di informazione, più sintetiche e strategiche, da cui emergano le informazioni e le impressioni volute.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Trust Signals</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi di fruizione dell’immagine sono estremamente importanti anche per gli effetti che producono sulla creazione di fiducia e senso di affidabilità aziendale. In termini commerciali, le informazioni che possono essere colte nella fruizione di un negozio, di un prodotto, nella visita di un’azienda, nello scrutare una persona o un prodotto, si categorizzano in due classi importanti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>segnali generatori di fiducia (<strong><em>trust signals</em></strong>) e</li><li>segnali generatori di sfiducia (<strong><em>distrust signals</em></strong>). </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A questi segnali deve essere data attenzione primaria, in quanto essi possono accelerare o bloccare l&#8217;intenzione d&#8217;acquisto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;acquisto avvengono numerosi atti di valutazione degli ambienti. La percezione di tali ambienti, proprio per via delle meccaniche visive sottostanti, si soffermerà su alcuni dettagli e non su altri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>percorso valutativo del cliente all’interno del punto di vendita</strong>&nbsp;(o qualsiasi altro punto di contatto) sarà costellato, in altre parole, dal ricevimento di segnali e di informazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong><em>trust signals</em></strong>&nbsp;svolgono il ruolo di elementi di rafforzamento della fiducia e dell’immagine dell’azienda. I&nbsp;<strong><em>distrust signals</em></strong>&nbsp;sono invece elementi di detrazione, negativi rispetto alla formazione della fiducia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda orientata alla crescita deve analizzare attentamente quali elementi della propria comunicazione stiano funzionando da&nbsp;<em>trust signals</em>&nbsp;e quali da&nbsp;<em>distrust signals</em>, analizzando accuratamente ogni elemento di contatto con il cliente e con il pubblico (vetrine, prodotti, cataloghi, siti web, personale, ecc.) attraverso apposite&nbsp;<strong>griglie valutative</strong>&nbsp;(griglie di analisi dell&#8217;immagine visuale e griglie di emersione dei segnali negativi aziendali).</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La ricostruzione della realtà visiva e il costo di fruizione di un prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra esperienza visiva è quella di una realtà continua ed ininterrotta. Sentiamo di vedere le intere scene per tutto il tempo nel quale teniamo aperti gli occhi. La percezione visiva, in altre parole, è una continua opera di ricostruzione della realtà.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dinamiche della percezione visiva spiegano questioni apparentemente strane nella fruizione di un prodotto. Ad esempio, l’eccessiva densità di una pagina web (ripiena di links, oggetti, immagini, grafici, oggetti multimediali, testi), rende necessaria un <strong>assorbimento elevato di energia cognitiva</strong>. Poiché l’essere umano è alla costante ricerca di una omeostasi energetica, la richiesta di energia elevata significa costo di fruizione elevato, e si riverbera negativamente sulla gradevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, la progettazione visiva dei prodotto e degli elementi grafico-comunicazionali deve considerare diversi elementi: il&nbsp;<strong>costo di fruizione</strong>, il tempo disponibile per elaborare l&#8217;immagine ed il prodotto, e l’impegno/capacità di elaborazione del cliente (maggiore o minore disponibilità ad impegnarsi nella decodifica di segnali complessi). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo grazie a questa analisi è possibile determinare strategie di comunicazione visuale efficienti.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La&nbsp;percezione del prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>linea di percettività</strong>&nbsp;indica la soglia oltre la quale un sistema (prodotto-azienda) entra in contatto con un altro sistema (cliente-utilizzatore).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto avviene non solo attraverso la vista ma in generale attraverso qualsiasi senso della percezione coinvolto (vista, udito, tatto, olfatto, gusto, cinestesi, ergogenesi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, la valutazione di un PC può essere influenzata negativamente da un primo impatto in cui emergano aspetti non conformi alle aspettative. Tra questi: un tasto di accensione/spegnimento difettoso, un&#8217;unità floppy traballante, la presenza di urti ed abrasioni evidenti o palesi errori di assemblaggio (spazi e fessure tra le giunzioni), oppure un mouse dal puntamento irregolare, poco scorrevole, con tasti duri e soggetti ad incastrarsi in continuazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre caratteristiche del PC non creano performance apparente e quindi satisfaction del consumatore. L&#8217;ordine e la cura dell&#8217;assemblaggio dei cavi interni è un esempio: i cavi potrebbero essere contorti e attorcigliati ma questo non determina un cambiamento nella prestazione percepita (sempre che il computer non venga aperto e il cliente abbia capacità discriminante tale da capire che l&#8217;assemblaggio non è curato).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grado con cui un elemento è esposto ai sensi del cliente determina la sua valenza nell&#8217;incidere sulla valutazione complessiva, o carico comunicazionale. Da ciò emerge il seguente principio:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio&nbsp;&#8211; Del carico comunicazionale</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Ogni elemento del prodotto e dell&#8217;azienda assume impatto sul cliente in funzione di quanto è esposto al contatto con esso, lungo tutti i possibili sensi della percezione.</li><li>La competitività dipende dalla capacità di identificare e gestire gli elementi che assumono carico comunicazionale, sia fisici (oggetti, ambienti) che relazionali (persone).&nbsp;</li><li>Gli elementi di disturbo devono essere rimossi o modificati.&nbsp;</li><li>L&#8217;identificazione delle priorità di intervento dipende dal coefficiente di carico comunicazionale di ciascun elemento (peso o incidenza sulla immagine e valutazione complessiva), da determinare con metodologia di indagine qualitativa e quantitativa.</li></ul>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://637AFE5E-4FF6-4222-828E-39B75E881826#_ftnref7"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Alcuni esempi visivi di scan-path, prodotti dall’Internet Psychology Lab della University of Illinois, sono riportati al sito:&nbsp;www.medialab-research.com/alm2/</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.iit/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo La percezione del prodotto ed il carico comunicazionale  sono :</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Percezione del prodotto&nbsp;</li><li>Carico comunicazionale</li><li>Soglie percettive</li><li>Soglia assoluta</li><li>Soglia differenziale</li><li>Ceiling-effect</li><li>Scan path</li><li>Scansione dell’immagine</li><li>Scansione visiva</li><li>Segnali di attenzione</li><li>Percorso di scansione</li><li>Punti salienti dell’immagine</li><li>Trust signals</li><li>Distrust signals</li><li>Segnali generatori di fiducia</li><li>Segnali generatori di sfiducia</li><li>Percezione visiva</li><li>Energia cognitiva</li><li>Costo di fruizione</li><li>Linea di percettività</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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