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	<title>paura &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>paura &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Psicologia del coraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[Atto di Volontà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Cosa significa essere coraggiosi? Significa andare a spegnere un incendio buttandosi tra le fiamme? Dipende&#8230; Se ci si butta tra le fiamme sapendo cosa si sta facendo e con un&#8217;attrezzatura &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa significa essere coraggiosi? Significa andare a spegnere un incendio buttandosi tra le fiamme? Dipende&#8230; Se ci si butta tra le fiamme sapendo cosa si sta facendo e con un&#8217;attrezzatura adeguata (respiratori, tute), per un pompiere addestrato, probabilmente si sta accettando una sfida che rientra nel proprio campo professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per una madre o padre che lo facciano senza attrezzature per salvare un bambino, il grado di coraggio necessario è fondamentalmente superiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andare a caccia di fagiani o lepri con un fucile moderno e a colpi multipli, aiutati da uno stormo di cani affamati e sparare ad una creatura indifesa e cento volte più piccola di te, che non potrà farti niente in risposta, non è un esempio di coraggio, piuttosto vigliaccheria. Affronta un leone con solo un coltello e vediamo se sei invece coraggioso. Quello si. Allora chiamati cacciatore, non prima,</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coraggio è una relazione tra (1) il proprio senso di autoefficacia &#8211; le operazioni che rientrano nell&#8217;ambito di ciò che sento alla mia portata e (2) la percezione sulla natura del pericolo o della sfida o dell&#8217;obiettivo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La Linea del Coraggio</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/04/image.png" alt="" class="wp-image-28508"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il coraggio è sempre condizionato dalle percezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sento un basso livello di autoefficacia, e non mi alleno a riconoscere le mie vere risorse, il coraggio verrà soffocato dalla paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora, un grande lavoro allenante sul coraggio deve portarti a (1) riconoscere le tue risorse vere e soprattutto quelle che puoi allenare, (2) leggere le sfide e obiettivi con occhi più lucidi senza amplificarle (e senza sottovalutarle, ma questa competenza è altra rispetto a quanto stiamo affrontando ora).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marinoff evidenzia che &#8220;la paura è una delle emozioni più potenti contro le quali ci troviamo a combattere, quindi se sei in grado di dominare la paura, sei anche in grado di controllare le altre. Conquistare la paura non significa necessariamente smettere di provare paura&#8230; <a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il senso della conquista è il &#8220;dominio&#8221; della paura, non la &#8220;mancanza di paura&#8221;. Sentire la paura, ma gestirla e andare avanti <strong>verso</strong> le proprie paure è una grande forma di performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardarla in faccia e andare avanti comunque, è coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi pensa che una persona coraggiosa non abbia paura sbaglia. Una persona coraggiosa fa un calcolo della probabilità di successo e decide di entrare in un&#8217;azione anche con una probabilità di successo che non sia il 100%. Allo stesso tempo non accetta azioni in cui vi sia certezza di morire, &nbsp;in quanto quello non è coraggio, ma stupidità (a meno che non vi sia per salvare una vita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una persona coraggiosa e allenata, oltre ad accettare sfide e obiettivi non certi, poco prevedibili, ha anche allenato finemente la propria lucidità nel capire quali sono le proprie risorse vere, liberandosi da mostri psicologici quali ansia, depressione, apatia, e <strong>autosvalutazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, ha allenato la capacità di leggere correttamente un pericolo e una sfida, per quello che realmente sono: una serie di operazioni che possiamo imparare a dominare, allenandoci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per cui il coraggio di parlare in pubblico, arriva, man mano che ci alleniamo, e sentiamo salire le nostre competenze, man mano che capiamo che quel pubblico può fare qualsiasi cosa ma questo non cambia il nostro valere, e man mano che sentiamo venire meno il timore di essere giudicati, e il dovere assurdo di fare una performance assoluta, perfetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le energie si liberano quando ci liberiamo da un perfezionismo inutile che ci vuole sempre al massimo assoluto e non ci permette di vivere una situazione per come siamo, senza obblighi di performance forzate, e ci lasciamo andare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coraggio di salire su un ring, per un combattente, arriva nel momento in cui sente che l&#8217;idea di perdere non cambierà il suo vero valore umano, ma sarà una tappa del suo lungo percorso di crescita personale. Arriverà anche quando aumenta la coscienza di tutto il lavoro fatto per prepararsi, di tutte le risorse che sappiamo mettere in campo, e del fatto che l&#8217;altro è un umano anche lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crescerà quando ci liberiamo dall&#8217;ansia del chiederci &#8220;cosa penserà il pubblico di me&#8221; e viviamo la gara come un nostro test personale di vita, un esperimento puro, e un momento di gioia e felicità anziché uno stress. Allora le performance si liberano, la vita fluisce, l&#8217;ansia sparisce e lascia il posto ad una serenità interiore che permette alle persone di essere il massimo di quanto il loro potenziale concede loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coraggio arriva quando riusciamo ad esprimere il &#8220;nostro&#8221; modo di essere, senza per forza fotocopiare i modelli visti in giro, dai genitori, da maestri e insegnanti precedenti senza fare filtro cosciente. Un filtro che lascia passare il meglio e lo accetta, è produttivo, non è una diga cieca, ma un &#8220;lasciapassare&#8221; per il buono e allo stesso tempo riconosce gli errori e va oltre, non li lascia entrare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La responsabilità del filtrare il bene e lasciare fuori il male è nostra, e più ci alleniamo a farlo, meglio lo faremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Siamo costretti ad ereditare i geni dei genitori, ma non le loro imperfezioni morali.</em> Lou Marinoff</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Marinoff, Lou (2005), <em>Le pillole di Aristotele</em>, Piemme, Alessandria (5° edizione).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



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<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



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</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Coraggio</li>



<li>Paura</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Superamento dei limiti</li>



<li>Forza interiore</li>



<li>Scelte difficili</li>



<li>Zona di comfort</li>



<li>Psicologia motivazionale</li>



<li>Azione consapevole</li>



<li>Determinazione</li>



<li>Emozioni profonde</li>



<li>Autoefficacia</li>



<li>Cambiamento</li>



<li>Sfidare l’ignoto</li>



<li>Autodisciplina</li>



<li>Fiducia in sé</li>



<li>Conflitto interiore</li>



<li>Atto di volontà</li>



<li>Intenzione</li>



<li>Crescita personale</li>
</ul>



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			</item>
		<item>
		<title>Emozioni che muovono le azioni: emozioni alfa ed emozioni beta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 09:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Un approccio che centri il fronte emotivo di come una persona vive gli obiettivi, deve procedere verso due specifiche aree di analisi, le emozioni viscerali che sento verso un certo &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio che centri il fronte emotivo di come una persona vive gli obiettivi, deve procedere verso due specifiche aree di analisi, le emozioni viscerali che sento verso un certo effetto o <em>end-state</em>: sento davvero mio un certo obiettivo? Lo sento come qualcosa che mi tocca davvero? Provo passione per un certo obiettivo o lo vivo come uno dei tanti momenti che mi tocca fare, o un momento obbligato? Lo sento importante per i miei valori?  Quanto? Voglio davvero vedere quel risultato finale raggiunto? Mi attiva emotivamente l’immagine di un certo risultato? La situazione che voglio si produca è davvero importante per me? O è un risultato più o meno burocratico, che non mi cambia la vita, che non mi attiva veramente? Denominiamo qui le emozioni verso l’obiettivo <strong>emozioni alfa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni che provo per le azioni necessarie (<em>operations</em>), le attività quotidiane, o i singoli step di un percorso. Mi annoiano le operazioni intermedie e vorrei solo vedere il risultato finale raggiunto? Provo invece piacere dell’azione, gusto del fare e dell’agire? Le <em>operations</em> mi annoiano o mi energizzano, le vorrei saltare o “guai a chi me le toglie”? Denominiamo qui le emozioni che accompagnano l’azione <strong>emozioni beta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il senso che le emozioni Alfa, quelle verso il lo scopo finale,&nbsp; è ben espresso nella seguente metafora:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">‎<em>&#8220;Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi;</em> <em>non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro&#8230;</em> <em>Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà risvegliata in loro questa sete si metteranno subito al lavoro per costruire la nave&#8221;.</em> (Antoine-Marie-Roger de Saint Exupéry)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il leader o motivatore che  riesce a far visualizzare e apprezzare il risultato finale atteso, potrà generare motivazione autonoma. Questa è una delle due strade.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo un vetraio di Murano, a Venezia, intendo nel produrre bicchieri artistici. Quanto è importante per lui arrivare a fine giornata ad avere prodotto X bicchieri (emozioni alfa)? Quanto sono importanti il gesto del produrre il bicchiere, del soffiare dentro alla cannuccia, del vedere il bicchiere prendere forma? Sono attività di per se gratificanti (emozioni beta)?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">O ancora, esaminiamo il lavoro di un pittore. È mosso dal piacere di usare la tela e i colori, dall’idea di trovare un luogo o soggetto che lo ispira, o ogni singola attività gli è di peso e vorrebbe vedere il quadro finito prima possibile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni artista vive in modo diverso sia l’effetto da produrre (il quadro) che il modo di produrlo (le <em>operations</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfumature in questo campo sono molteplici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche un pilota di aereo intento in una missione di salvataggio vive due momenti emotivi: sia voler vedere raggiunto un certo risultato strategico finale a cui contribuisce con la sua missione (salvare la persona), oppure essere ammaliato dal piacere del volare, energizzato dalle operazioni di volo, dall’adrenalina dell’azione, al di la degli effetti che l’azione avrà (essere parte di un processo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo avere persino casi in cui non interessi assolutamente il perché della missione (<strong>emozioni alfa azzerate</strong>) ma interessi unicamente il fatto di farla bene, il piacere che si prova <em>durante, </em>&nbsp;la totale gratificazione che accompagna il gesto (<strong>emozioni beta massimizzate</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne. [&#8230;]</em> <em>È dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo.</em> <em>Vivo quanto non ti senti nemmeno nei momenti più ubriacanti di gioia o nei momenti più travolgenti d&#8217;amore.</em> Oriana Fallaci, da Accetto la morte ma la odio, 2006</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha praticato boxe o arti di combattimento lo sa bene. Usciti dal ring e dopo una doccia sembra di avere un&#8217;altra occasione per vivere. Sembra che il mondo, prima ostile, sia diventato un posto migliore. Questa è una delle gratificazioni maggiori di chi fa sport estremi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma entriamo nel mondo del lavoro, analizziamo le performance di un venditore: le emozioni alfa si attivano nel volere fortemente il risultato finale (vedere la vendita conclusa), le emozioni beta si attivano quando il venditore è emotivamente e positivamente coinvolto nella trattativa di vendita, nella strategia di preparazione, vede le trattative&nbsp; in sé come attività comunicativa e persuasiva interessante, come relazione di aiuto, o come sforzo di condivisione, o come esercizio di tattica e strategia, come sfida con se stesso, o come palestra del proprio stato o condizione mentale (attivazione delle emozioni beta).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso per uno scrittore: siamo attivati unicamente dall’idea di vedere il libro finito, o si prova piacere nello scrivere? Se nessuna delle due aree attiva la persona, non avremo mai uno scrittore compiuto. E&nbsp; non avremo mai un buon libro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trattare di performance, di effetti da produrre, e di operazioni tattiche, tocca inevitabilmente il fronte delle emozioni soggettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posso avere <strong>emozioni alfa plurime</strong> – più di una motivazione – verso la meta, ed <strong>emozioni beta plurime</strong> – più di una sensazione positiva collegata all’azione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio, un formatore può avere emozioni alfa plurime se è interessato al compenso economico del suo lavoro, ma anche al vedere un corso terminato, e ad avere trasmesso bene i concetti che voleva lasciare. Allo stesso tempo può avere emozioni beta plurime: il piacere di avviare un contatto umano ad inizio attività, il piacere di vedere le persone all’opera durante, il gusto di un lavoro che scorre fluido e con un clima positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come si arrabbierà quando qualcuno si comporta con maleducazione verso il formatore, verso altri studenti e verso la sacralità del momento formativo. E glielo dirà. Senza paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Agirò senza paura ogni volta in cui vorrò dire qualcosa in cui credo&#8230;</em> Daniele Trevisani ©</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto più le emozioni sia alfa che beta sono forti e numerose, tanto maggiore sarà l’attivazione verso lo scopo e la performance. Chi non crede più a niente difficilmente riuscirà in qualcosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto più invece sono assenti, deboli o invece negative le emozioni verso lo scopo o verso le attività da compiere, quanto più l’attività sarà considerata un peso o peggio una frustrazione, o verranno accettate passivamente riduzioni rispetto ai propri ideali, amputazioni e umiliazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ma vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.</em> Oriana Fallaci</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire meglio il fronte emotivo, dobbiamo quindi entrare più a contatto con l’area della psicologia delle emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



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<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
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<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



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</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Emozioni primarie</li>



<li>Emozioni secondarie</li>



<li>Consapevolezza emotiva</li>



<li>Istinto</li>



<li>Elaborazione cognitiva</li>



<li>Reazione immediata</li>



<li>Empatia</li>



<li>Adattamento</li>



<li>Paura</li>



<li>Rabbia</li>



<li>Gioia</li>



<li>Tristezza</li>



<li>Amore</li>



<li>Rimorso</li>



<li>Intuizione</li>



<li>Analisi razionale</li>



<li>Espressione emotiva</li>



<li>Regolazione emotiva</li>



<li>Esperienza soggettiva</li>



<li>Relazioni sociali</li>
</ul>
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		<title>Il bisogno di senso nella ricerca della performance</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 09:46:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-bisogno-di-senso-nella-ricerca-della-performance/">Il bisogno di senso nella ricerca della performance</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di negarle o posticiparle sino alla morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo del <em>time management</em>, la gestione del tempo, e più in generale delle risorse limitate &#8211; fa troppo conto su fogli di Excel e poco conto sul mondo delle emozioni che proviamo nel fare qualcosa, o nel dirigerci verso uno scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembrano due terreni diversi, ma in realtà lo sfondo emotivo è il vero substrato dei risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi dedichiamo il nostro tempo migliore e le nostre risorse migliori a ciò che ci nutre, a ciò che ci gratifica, e fuggiamo tutto il resto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cultura della consapevolezza deve portare le persone ad essere più consce di quali obiettivi o stati vuole raggiungere, e di come utilizza il suo tempo. Una scarsa consapevolezza vede invece le persone in <strong>uno stato di divario, di scostamento, tra ciò che desideri e come utilizzi realmente il tuo tempo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Percepisci una dissonanza, un allarme, ogni volta che senti di dedicare tempo a qualcosa che non senti essere la tua vera vita. O cerchi un perchè in quello che fai, e questo perchè non lo trovi o fai sempre più fatica a trovarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca del perchè, la ricerca di un bisogno di &#8220;senso&#8221; è sacra. Si tratta solo di ascoltarla.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molte aziende ci si dedica alla pianificazione solo quando si è obbligati, mentre guidare un “muletto” o una ruspa gratificherebbe di più. Riempiamo le giornate &#8211; e a volte interi brani di vita &#8211;&nbsp; a correre come formiche anziché concentrarci su cosa è importante. Sul cosa fare e sul perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cerchiamo invece di impegnarci in una vocazione o interesse, e impariamo a sentire il fluire delle energie, la dove prima vedevamo solo azioni vuote. Tutto cambierà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Motivazione</li>



<li>Passione</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Determinazione</li>



<li>Autostima</li>



<li>Ambizione</li>



<li>Successo</li>



<li>Fallimento</li>



<li>Frustrazione</li>



<li>Gratificazione</li>



<li>Paura</li>



<li>Ansia</li>



<li>Consapevolezza</li>



<li>Felicità</li>



<li>Perseveranza</li>



<li>Realizzazione</li>



<li>Speranza</li>



<li>Fiducia</li>



<li>Empatia</li>



<li>Sviluppo personale</li>
</ul>
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		<title>Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Video 2 &#8211; Le emozioni sottili. Con elenco di 200 emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 08:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Video sulle emozioni Emozioni sottili Emozioni Miste Elenco emozioni Felicità Tristezza Rabbia Paura Disgusto Sorpresa Amore Odio Ansia Speranza Delusione Eccitazione Gratitudine Invidia Empatia Compassione Gelosia Vergogna Rimorso Frustrazione Soddisfazione Incredulità Curiosità Irritazione Perplessità Apprensione Panico Noia Solitudine Sofferenza Euforia Contentezza Entusiasmo Meraviglia Nostalgia Sospetto Gentilezza Allegria Rimpianto Orgoglio Umiliazione Tensione Indifferenza Perdono Desiderio Stupore &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ascolto-attivo-ed-empatia-i-segreti-di-una-comunicazione-efficace-video-2-le-emozioni-sottili-con-elenco-di-200-emozioni/">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Video 2 &#8211; Le emozioni sottili. Con elenco di 200 emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdr.daniele.trevisani%2Fvideos%2F714420757488100%2F&amp;show_text=true&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="429" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<ul>
<li>Video sulle emozioni</li>
<li>Emozioni sottili</li>
<li>Emozioni Miste</li>
</ul>
<h2>Elenco emozioni</h2>
<ol>
<li>Felicità</li>
<li>Tristezza</li>
<li>Rabbia</li>
<li>Paura</li>
<li>Disgusto</li>
<li>Sorpresa</li>
<li>Amore</li>
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<li>Eccitazione</li>
<li>Gratitudine</li>
<li>Invidia</li>
<li>Empatia</li>
<li>Compassione</li>
<li>Gelosia</li>
<li>Vergogna</li>
<li>Rimorso</li>
<li>Frustrazione</li>
<li>Soddisfazione</li>
<li>Incredulità</li>
<li>Curiosità</li>
<li>Irritazione</li>
<li>Perplessità</li>
<li>Apprensione</li>
<li>Panico</li>
<li>Noia</li>
<li>Solitudine</li>
<li>Sofferenza</li>
<li>Euforia</li>
<li>Contentezza</li>
<li>Entusiasmo</li>
<li>Meraviglia</li>
<li>Nostalgia</li>
<li>Sospetto</li>
<li>Gentilezza</li>
<li>Allegria</li>
<li>Rimpianto</li>
<li>Orgoglio</li>
<li>Umiliazione</li>
<li>Tensione</li>
<li>Indifferenza</li>
<li>Perdono</li>
<li>Desiderio</li>
<li>Stupore</li>
<li>Desolazione</li>
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<li>Tranquillità</li>
<li>Ansietà</li>
<li>Sdegno</li>
<li>Sorpresa</li>
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<li>Ostilità</li>
<li>Ottimismo</li>
<li>Pessimismo</li>
<li>Accettazione</li>
<li>Inquietudine</li>
<li>Agonia</li>
<li>Egoismo</li>
<li>Generosità</li>
<li>Rimbalzo emotivo</li>
<li>Dubbio</li>
<li>Sensualità</li>
<li>Comprensione</li>
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<li>Attesa</li>
<li>Eccentricità</li>
<li>Transe</li>
<li>Allegria</li>
<li>Cupidigia</li>
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<li>Eccitazione sessuale</li>
<li>Ricordo</li>
<li>Incertezza</li>
<li>Autocommiserazione</li>
<li>Sovrappensiero</li>
<li>Imbarazzo</li>
<li>Delirio</li>
<li>Devozione</li>
<li>Disperazione</li>
<li>Abbandono</li>
<li>Tenerezza</li>
<li>Intossicazione</li>
<li>Attraente</li>
<li>Apprensione</li>
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<li>Assuefazione</li>
<li>Ravvivare</li>
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<li>Disonore</li>
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<li>Irritazione</li>
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<li>Piacere</li>
<li>Malizia</li>
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<li>Amarezza</li>
<li>Desiderabilità</li>
<li>Decadenza</li>
<li>Tranquillità</li>
<li>Sofferenza</li>
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<li>Anarchia</li>
<li>Fiducia</li>
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<li>Indifferenza</li>
<li>Aggressività</li>
<li>Abilità</li>
<li>Soffocamento</li>
<li>Risentimento</li>
<li>Gioco</li>
<li>Ambivalenza</li>
<li>Disappunto</li>
<li>Tenacia</li>
<li>Indecisione</li>
<li>Sgomento</li>
<li>Accettazione</li>
<li>Desolazione</li>
<li>Eleganza</li>
<li>Ribellione</li>
<li>Intrepidezza</li>
<li>Evasione</li>
</ol>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ascolto-attivo-ed-empatia-i-segreti-di-una-comunicazione-efficace-video-2-le-emozioni-sottili-con-elenco-di-200-emozioni/">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Video 2 &#8211; Le emozioni sottili. Con elenco di 200 emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Capacità di gestione dell’ansia</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/capacita-di-gestione-dellansia-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 10:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
		<category><![CDATA[Angoscia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Come riconoscere lo stato ansioso e come gestirlo L’ansia, uno dei mali più drammatici della società contemporanea, è stret­tamente correlata allo stress. L’ansia è – &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/capacita-di-gestione-dellansia-2/">Capacità di gestione dell’ansia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscere lo stato ansioso e come gestirlo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia, uno dei mali più drammatici della società contemporanea, è stret­tamente correlata allo stress.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia è – nella nostra visione &#8211; il prodotto di un incremento di attivazione mentale (<em>arousal</em>) mixato ad emozioni negative (paura, angoscia, timore, apprensione). La sola attivazione mentale, di per se positiva, acquisisce nell’ansia sfumature negative e innesca un dialogo interiore tutto centrato sugli eventi negativi, producendo un “sequestro emotivo” della persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia può essere uno stato permanente o prodursi in relazione ad alcuni eventi scatenanti o <em>trigger</em> (eventi che l’individuo vede come problematici, es, parlare in pubblico, stare in situazioni pubbliche, o prendere un aereo, una galleria, o in ambiti sociali e nella vita di relazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni autori erroneamente espongono il concetto di “ansia positiva”, intesa come fonte di energie. In realtà è corretto trattare come fenomeno ipoteticamente positivo unicamente l’<em>arousal</em> (aumento dell’attivazione mentale), mentre l’ansia – espressa come un correlato tra <em>attivazione</em> ed emozioni negative – porta con sé numerosi rischi dal punto di vista psicoenergetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si distingue nella letteratura tra:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>ansia di stato (collegata ed eventi specifici, es., prendere l’ascensore)</li><li>ansia di tratto (componente ansiosa più permanente, insita nella personalità dell’individuo, con componenti che possono essere sia di derivazione genetica che apprese durante la vita).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il training psicoenergetico adeguato consiste in diverse linee di attacco:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>eliminare l’<em>arousal</em> connesso agli eventi scatenanti o <em>trigger</em>, tramite tecniche di rilassamento, <em>refraiming</em> cognitivo o ristrutturazione cognitiva; eliminare l’ansia situazionale nei contesti precisi in cui si presenta (es., prima di una lezione, prima di un discorso pubblico);</li><li>associare gli eventi scatenanti o <em>trigger</em> ad emozioni positive, con una ristrutturazione cognitiva profonda, es. trasformare l’ansia da lezione in gioia per l’essere protagonista di una relazione d’aiuto, gioia del dare e dell’aiutare il prossimo a capire o a crescere; questo richiede smontare la componente competitiva insita nella prestazione didattica (io <em>contro</em> loro) e sostituirla con la componente della relazione di aiuto (io <em>per</em> loro);</li><li>affrontare la componente ansiosa della personalità e quella appresa (ansia di tratto). Questo può richiedere di andare alla ricerca del disagio trans-generazionale (assorbimento di ansia dai genitori e altri referenti importanti nel passato della persona) e degli schemi mentali appresi che la producono e mantengono in vita. Quando sono stati appresi? Da chi? Come rimangono attivi? Quali relazioni personali e culturali la mantengono elevata? Quali abitudini dobbiamo sradicare? Quali inserire? Un lavoro profondo richiede anche la ricerca dei messaggi genitoriali o sociali assimilati che la alimentano (es.: devi riuscire a qualsiasi costo), delle credenze disfunzionali che vivono nella mente dell’individuo, e come virus mentali la danneggiano, dei prototipi cognitivi personali (relazioni tra valori, credenze, atteggiamenti) che la nutrono (es.: devi sempre essere perfetto altrimenti non vali).</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bernardiveronica.files.wordpress.com/2022/03/capacita-di-gestione-dellansia.jpg?w=913" alt="" class="wp-image-440" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a><em>Principio </em></a><em>4</em><em> – Ansia ed energie mentali</em><em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le energie mentali diminuiscono o si esauriscono quando:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>si innesca nell’individuo attivazione (<em>arousal</em>) associata ad emozioni negative, rispetto a compiti, situazioni, aspetti della vita o dell’esperienza;</li><li>l’individuo possiede una componente elevata di ansia di tratto (ansia caratteriale) assimilata durante la crescita o alimentata da prototipi di pensiero e credenze disfunzionali,  da modelli di pensiero assorbiti dai genitori o dalla società non localizzati e schermati;</li><li>l’individuo subisce ansia situazionale, e non pratica attività di riduzione localizzata tramite tecniche di rilassamento o altre forme di training;</li><li>l’individuo non affronta il fenomeno della propria ansia di derivazione trans-generazionale (trasmissione del disagio psichico) in modo sistematico;</li><li>l’individuo non ricerca ed affronta i propri prototipi cognitivi disfunzionali (sistemi di pensiero) produttori di ansia e gli stili di vita che la alimentano.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le energie mentali aumentano quando:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>l’attivazione (arousal) per azioni o eventi viene ripulita dalle componenti emotive negative;</li><li>l’individuo riesce a localizzare e ridurre l’ansia di stato (ansia legata a task specifici e situazioni specifiche);</li><li>vengono svolti con successo interventi di riduzione dell’ansia di tratto (elemento ansioso della personalità, ansia caratteriale);</li><li>vengono localizzati e riconfigurati i prototipi di pensiero che alimentano l’ansia e il disagio psichico, anche di fonte traumatica, transgenerazionale o culturale;</li><li>vengono praticate attività costanti e programmatiche di riduzione dell’ansia, con un programma specifico seguito professionalmente, volto anche alla rivisitazione dello stile di vita.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a></a><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>ansia</li><li>stress</li><li>attivazione mentale</li><li>arousal</li><li>emozioni negative</li><li>emozioni positive</li><li>paura</li><li>angoscia</li><li>timore</li><li>apprensione</li><li>sequestro emotivo</li><li>trigger</li><li>ansia di stato</li><li>ansia di tratto</li><li>training psicoenergetico</li><li>tecniche di rilassamento</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
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		<title>La Visione Extra-Ordinaria che ti Libera</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-visione-extra-ordinaria-che-ti-libera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 05:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[Coaching Umanistico]]></category>
		<category><![CDATA[cogliere i dettagli speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cogliere l&#039;essenza]]></category>
		<category><![CDATA[conosci te stesso]]></category>
		<category><![CDATA[costrizione assoluta]]></category>
		<category><![CDATA[credenze]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[dolore fisico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Life Coaching: Aumentare i “Gradi di libertà” fisici e mentali Avrai sentito molte volte la frase “sii te stesso”. Bella frase, ma quel “me stesso”, è veramente chi &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-visione-extra-ordinaria-che-ti-libera/">La Visione Extra-Ordinaria che ti Libera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"> ©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Life Coaching: Aumentare i “Gradi di libertà” fisici e mentali</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Avrai sentito molte volte la frase “sii te stesso”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bella frase, ma quel “me stesso”, è veramente chi sono io, o è quello che è stato buttato dentro al mio&nbsp;<strong>frullatore mentale</strong>? Scoprire chi e cosa è veramente quel “me stesso” è un lavoro stupendo e sfidante per il coaching e il counseling.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro sistema mente-corpo è immerso in un oceano di messaggi, di informazioni, di sensazioni tattili, olfattive, gustative, di pensieri su cosa è giusto e sbagliato, sui “devi” e “non devi fare”, persino “cosa devi e non devi pensare, nella tua testa”, messaggi che lo plasmano sin dalla nascita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono persone che vedono lontano e non hanno timore di esprimere il loro sogno, la loro visione. Alcune di queste visioni sono state considerate pazzie, altre sono diventate realtà e storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Non solo la potenza atomica verrà sprigionata, ma un giorno imbriglieremo la salita e la discesa delle maree e imprigioneremo i raggi del sole.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Thomas Edison</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Edison, pensavano i suoi contemporanei, sognava. Oggi possiamo dire: anticipava.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il timore crea prigioni. Alcune persone temono persino di farsi notare, di esistere, di dire qualsiasi cosa che qualcuno possa contraddire. Muoiono da vivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà non è uno stato singolo, ma piuttosto una posizione tra un continuum tra due poli. Da un lato abbiamo la costrizione assoluta (fisica e mentale) e dall’altro lato la libera scelta assoluta (fisica e mentale). Ogni “grado di libertà” che possiamo e riusciamo a scalfire dalla costrizione aggiunge un tassello alla nostra libertà totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione dei guerrieri Ninja passava attraverso fasi importanti di superamento delle paure. Queste paure erano viste come ombre che impedivano alle abilità di esprimersi. I Ninja consideravano il superamento delle paure attraverso formazione iniziatica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle iniziazioni e addestramenti venivano inseriti elementi di paura controllata, “in modo che l’ombra possa essere portata alla luce della mente dell’iniziato, che potrà così attraversare quella determinata paura. La paura è la porta più importante, perché senza lo slancio energetico che deriva dall’abbandono delle nostre paure ci sarà difficile proseguire nel nostro viaggio”<a href="//52B44B32-8DC1-4AE5-8C65-E46C2032AEE5#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle pratiche di coaching esistono specifici esercizi, sia tradizionali (es,&nbsp;<em>firewalking</em>, seppure condotti da personaggi a volte discutibili) che innovativi. Personalmente, mi sono occupato di sviluppare alcuni esercizi speciali i quali attingono dalla mia esperienza trentennale nelle arti marziali, mentre altri nascono sulla base di esercizi psicodrammatici o comunicativi. Il fine ultimo è di crescere superando paure e generare slancio emotivo, senza con questo creare rischi fisici stupidi e inutili. Le stesse tecniche possono essere applicate nel counseling.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire che il coaching e il counseling siano due discipline che vogliono dire un grande “adesso basta!” all’essere plasmati a forza da ideologie esterne, da paure interne inutili, e cercano una via vera, più personale, depurata da ogni forma di falsità, consci persino che la libertà vera diventa un fine utopico ma senza quel fine ci sentiremmo morti. Queste discipline vogliono una vita più vera, più propria, più gestita con consapevolezza anziché in un sentimento di schiavitù.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un approccio rivoluzionario di sommossa esistenziale e non armata ma che cambia, attimo dopo attimo, vita dopo vita, l’intero pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non bastassero le informazioni esterne, siamo a nostra insaputa inondati da informazioni interne (enterocettive, provenienti dal corpo stesso), alle quali prestiamo scarsa attenzione se non adeguatamente allenati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune di queste sono deboli, sottili, ma importanti, ad esempio i segnali dello stress fisico e mentale, le posture, il respiro stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tensioni muscolari latenti, croniche, dovute a stress mentale, sono un esempio classico di segnale “non ascoltato” che però porta a mal di testa, a mal di stomaco, a dolore fisico poi molto concreto, persino all’alterazione della nostra postura.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sto dicendo, assolutamente, che il nostro corpo fa trasparire&nbsp;<strong>fuori</strong>&nbsp;come ci sentiamo&nbsp;<strong>dentro</strong>, e se impariamo a leggerlo e a leggerci, possiamo fare di noi stessi un grande laboratorio di crescita personale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Imparare a leggere i segnali deboli e farli diventare segnali forti è un’arte che si apprende nel coaching e nel counseling corporeo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questi segnali sono così anestetizzati dalle nostre menti bombardate da rumore, che scopriamo che qualcosa non va solo quando ci troviamo al pronto soccorso.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo persino sottoposti ad energie come onde elettromagnetiche (la luce solare è una), la forza di gravità e tantissime altre, sulle quali non riflettiamo più di tanto e ancora meno “sentiamo”, tranne quando, come il sole preso troppo, ti bruciano.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono anche forze psicologiche, come i “calchi mentali” e le credenze più forti che abbiamo assorbito dalle famiglie e dalle persone con cui ci siamo rapportati. Sono forze che sono penetrate nella nostra testa tramite religioni, libri di testo, letture, televisioni, conversazioni, e tanto altro materiale&nbsp;<strong>dell’acquario comunicativo</strong>&nbsp;nel quale abbiamo respirato e nuotato sinora.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere, metti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore. i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e soprattutto prova a rialzarti come ho fatto io.” Luigi Pirandello</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in balia di forze tanto potenti e persistenti, che il fatto di metterle in discussione non passa nemmeno nella testa ai più. Qualche lamento si, qualche boffonchiamento si, ma niente di vero, niente di radicale. Anche nelle città dove l’economia fa schifo e le economie languono, anno dopo anno, i voti non cambiano più di tanto, gli stili di vita non cambiano più di tanto, e molti se potessero non cambierebbero proprio, resistendo al cambiamento fino a morire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zombie che camminano verso la bara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma risvegliarsi in vita è possibile. Può accadere quando accade un incontro con una persona illuminata, o molto più spesso una crisi, un esaurimento fisico o nervoso, o un trauma, ti fanno capire che quel sistema di forze e di equilibri ora non regge più.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è più adatto per te. Poteva andare bene per chi l’ha sviluppato, nell’epoca in cui si è formato, ma non va bene per te, non ora, non qui. E tu te ne rendi conto e vuoi agire.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Coaching Umanistico</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Siamo fatti per seguire la direzione mitica della nostra vita, per scoprire e poi intraprendere le più grandi imprese&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;Caroline Miss.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Coaching Umanistico vuole dare voce ad una pulsione di speranza, di forza, di azione, di vita vissuta a pieno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Counseling Corporeo pone invece l’accento sugli intricati meccanismi che rendono il nostro corpo l’unico mezzo abilitante, il mezzo con cui poter, di fatto, accedere al mondo esterno, l’unico ponte della mente verso realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo ponte possiamo cogliere le “pietre preziose” che il nostro cosmo racchiude, quando riusciamo a sviluppare facoltà di percezione aumentata, il che significa che la nostra percezione deve essere (1)&nbsp;<em>abilitata</em>&nbsp;e (2)&nbsp;<em>allenato</em>&nbsp;a vedere queste pietre preziose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di<em>&nbsp;“Abilitato”</em>&nbsp;(<em>enabled</em>) in quanto alcune parti del nostro corpo, come la retina, devono esistere, materialmente, per cogliere fotoni, e quindi vedere, e questo solo per quanto riguarda la vista, ma per ogni fonte di senso e informazione. Ma qui non parliamo solo di una “abilitazione fisica”, bensì di allenare la nostra percezione a “vedere” di più e cogliere messaggi che ci sono, ma non percepisci semplicemente perché non li sai vedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mente va anche<em>&nbsp;“Allenata” (trained)</em>&nbsp;perché in ogni secondo di “visione” entrano nel nostro cervello circa 20 Giga di dati, ma se nessuno ti ha mai insegnato a cogliere l’essenza e alcuni dettagli speciali, selezionando, di quei 20 giga non rimarrà altro che il nulla, o una visione sbiadita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peggio ancora non vedrai le “pietre preziose” che l’universo costantemente ci mette sotto gli occhi in un flusso costante di possibili meraviglie.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo passando attraverso un training specifico di percezione aumentata potrai vedere la realtà un pò più vera, un pò più vicina a quella che è.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarai, allora, un pò più libero.<br></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//52B44B32-8DC1-4AE5-8C65-E46C2032AEE5#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Heaven, Ross (2006). The Spiritual Practices of the Ninja. Inner Traditions, Rochester. Trad it: 2008, Le Pratiche Spirituali dei Ninja. p. 43-44. Macroedizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



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		<title>Ascoltare i confini del corpo per accedere alla  propria libertà più profonda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 04:37:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Il confine corporeo della libertà In questa ricerca di libertà, abbiamo un confine, il corpo, e questo limite fisico è anche una risorsa straordinaria. Siamo menti che “abitano” &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Il confine corporeo della libertà</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questa ricerca di libertà, abbiamo un confine, il corpo, e questo limite fisico è anche una risorsa straordinaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo menti che “abitano” un corpo, degli “<em>embodied minds</em>”, menti incorporate, creature viventi dotate di autocoscienza, cellule e atomi che miracolosamente prendono atto di esistere, e possono muoversi. Ma non per questo, automaticamente, diventiamo liberi. Ad esempio, non possiamo volare, né teletrasportarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poniamo sul tavolo un’ipotesi di lavoro: la libertà è un sentimento vissuto, un sentire corporeo, una forma di dialogo interno, che ci dice che stiamo vivendo a pieno la nostra vita come la vogliamo e senza essere ingabbiati da forze subdole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione. Non ha a che fare strettamente con catene, con mura, con “non libertà” fisiche molto ovvie come la prigione. Alcuni pensano che essere <em>single</em> sia un’enorme forma di libertà, altri lo vivono come una prigione (la prigione della solitudine e dell’isolamento). Lo stesso per l’avere famiglia e figli. Prigione esistenziale per alcuni, “il mio focolare più bello” per altri. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Allenarsi e combattere senza paura e senza ansie inutili è possibile. Lo stesso vale per il lavoro, o fare una presentazione o public speaking. Se lo vivi come un obbligo, viene meno ogni forma di gusto e gioia di vita e dell’atto stesso. Possiamo scoprire i piaceri nascosti in questi brani di vita?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Si tratta di vivere allenamenti e gare, o performance lavorative, come atti di libertà, atti di vita, momenti di festa e di gioia, nel rispetto delle tradizioni. Pensieri come “devo vincere” o “devo fare bella figura” non portano a libertà ma danno sostegno ad emozioni negative, che vogliamo invece tenere lontane da noi nel Dojo, sul ring, o sul lavoro.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà ha come contraltare l’imprigionamento, la paura, l’ansia. Ebbene, queste “prigioni” sono molto più corporee di quanto pensiamo. Costruiscono muri invisibili che ingabbiano le persone peggio delle sbarre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un messaggio importante: esistono esercizi, seri, molto seri, che ti aiutano a distinguere le “percezioni”, le “sensazioni” di paura e di ansia inutili e controproducenti, e possono liberarti da paure inutili. Li conduco personalmente, derivano dalle Arti Marziali e dal training mentale per gli sport da ring. Del resto non puoi combattere ad alti livelli se hai paura di farti male, paura della gara, paura di confrontarti, paura del pubblico, vergogna di poter perdere, e quasi tutti gli atleti e potenziali campioni si arrestano per queste paure e non per veri traumi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne farò omaggio prima possibile alla comunità tramite video, essendo quasi impossibili da descrivere a parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo a quanto invece si può scrivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorresti essere libero dalla paura, libero dall’ansia? Tutti lo vorremmo, ma se fossimo completamente liberi dalla paura, nessun segnale arriverebbe a dirci “stop” nell’attraversare una strada piena di camion e saremmo schiacciati come topi. Quindi, vogliamo liberarci di “tutte” le paure o vogliamo imparare a gestirle diversamente e discriminarle?</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Io ascolto i messaggi della paura, li tratto con rispetto e imparo da essi, ma non mi faccio limitare</em>”. Questa frase di Ross Heaven, che proviene dalle tecniche usate nella formazione dei Ninja, i guerrieri giapponesi, esprime bene come un certo approccio di consapevolezza aumentata possa liberare la persona da fardelli inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Focusing porta di libertà? L’approccio degli “Embodied Minds”</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Così come Paul Watzlawick ha ben espresso, “non è possibile non comunicare”, e che quindi ogni azione o non azione fatta in presenza di altri ha un valore comunicativo<a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>. Allo stesso modo, noi dobbiamo renderci conto pienamente che “non è possibile non abitare un corpo”, e il corpo ci condiziona, positivamente o negativamente, ci parla. Che lo ascoltiamo o meno, ci manda segnali e flussi di comunicazione non meno importanti di quelli che scorrono tra le persone (comunicazione mente-corpo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà richiede prendere atto del corpo e gestirlo in modo consapevole-assertivo, prendere atto del valore della comunicazione mente-corpo e gestirla in modo il più possibile deciso da noi e non esserne solo vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre riconoscere che per comunicare bene all’esterno, è utile capire cosa sta succedendo ai nostri stati interni, stati fisici come le emozioni, stati corporei, i livelli di stanchezza e di stress, stati pre-verbali ancora prima che parole. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginate una persona che non sa ascoltare bene i propri stati d’animo. Come mai farà ad esprimersi in una comunicazione autentica e libera?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni, ricordiamolo, abitano nel corpo<a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>. Fare <em>Focusing</em><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn3"><sup>[3]</sup></a> significa esattamente questo. Andare ad ascoltarsi. Ascoltarsi dentro. Lasciare spazio ai propri segnali interni. Questa è una forma suprema di libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal momento in cui capisci di esistere, fino al decidere di dare un’impronta speciale alla tua vita passa molta strada. Questa comprende un atteggiamento altrettanto assertivo sul <em>come</em> esistere e <em>dove</em> voler vivere &#8211; sia in termini di ambienti fisiche che di ambienti psicologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da soli è davvero difficile riuscire ad impostare una vita veramente propria e consapevole, fuori dagli schemi proposti con violenza da pubblicità, mass media, esempi negativi attorno a noi e altre forme che subdolamente cercano di dirci “cosa” sia la vita. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo travolti da messaggi che sin da bambino ti dicono che tu vali in funzione del tuo telefono o della tua auto o della dimensione dei bicipiti o della tua casa o del marchio delle tue scarpe. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Coaching e Counseling portano un messaggio diverso. Tu vali perché sei, per quello che pensi, per il contributo che dai e darai a questo pianeta, alla cultura umana, sia che tu ci riesca o che tu anche solo ci provi. Tu vali. A prescindere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle più alte forme di liberta è esprimere se stessi senza nessuna maschera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come ci ha ricordato Goffman, pioniere su questo tema, siamo creature sociali, e in qualche modo diamo sempre una “rappresentazione” di noi stessi, anche quando cerchiamo di essere genuini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Come esseri umani siamo principalmente creature dagli impulsi variabili, con umori ed energie che cambiano da un momento all’altro, come personaggi davanti a un pubblico tuttavia, non possiamo permetterci alti e bassi”.</em><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn4"><sup><em><sup><strong>[4]</strong></sup></em></sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le forme del nostro comportamento esterno non sono spesso congruenti con il sentire corporeo interno, le nostre sensazioni, gli stati emotivi che proviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, forse allora una delle forme estreme di libertà è quella di mostrare anche fuori i nostri sentimenti interni e gli stati interni che viviamo, uscire dal “personaggio” ed essere più veri possibile, anche a costo di apparire “variabili” o come altri dicono, “umorali”. Umorali ma veri, è meglio che standardizzati sempre, ma falsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se sei davvero libero, questo comprende una grande varietà di libertà, ad esempio cercare le emozioni che una certa musica ti dà, anziché ascoltare la stupida radio commerciale. La musica produce emozioni<a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn5"><sup>[5]</sup></a>. E tu che emozioni vuoi vivere? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Che si tratti di musica “epica”, classica, o rock anni ’70, poco importa. Ma accendere la radio e pensare che quella e solo quella che passa il convento radiofonico sia la musica, non è grande esempio di libertà.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Watzlawick, Paul, Janet H. Beavin, and Don D. Jackson. <em>Pragmatics of Human Communication: A Study of Interactional Patterns, Pathologies, and Paradoxes</em>. New York: Norton, 1967.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> Buck, Ross. The Communication of Emotion. New York: Guilford P, 1984.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref3"><sup>[3]</sup></a> Letteralmente, “focalizzazione”, nel senso indicato da Gendlin. Vedi bibliografia per approfondimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref4"><sup>[4]</sup></a> Goffman, Erving (1959), <em>The Presentation of Self in Everyday Life</em>. New York, Doubleday. Trad. it. <em>La vita quotidiana come rappresentazione</em>, Bologna, Il Mulino, p. 68.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref5"><sup>[5]</sup></a> Budd, Malcolm. Music and the Emotions. London: Routledge &amp; Kegan Paul, 1985.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



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<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
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		<title>Vincere la paura allenandosi</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/vincere-la-paura-allenandosi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 08:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Coraggio delle Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[andare oltre la paura]]></category>
		<category><![CDATA[apprendere la gioia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>https://youtu.be/pnjy1KVAyYs In questo articolo e video, ispirato al tema Psicologia della Libertà e libro omonimo, esaminiamo il tema della paura, paura di sbagliare, paura di parlare in pubblico, paura del futuro, paura di fare un esame universitario o scolastico, &#8220;paura dell&#8217;esame&#8221;, ed esaminiamo una semplice strategia: allenarsi, piccolo passo dopo piccolo passo, ad affrontare le &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>https://youtu.be/pnjy1KVAyYs</p>
<p>In questo articolo e video, ispirato al tema <a href="https://www.ibs.it/psicologia-della-liberta-liberare-potenzialita-libro-daniele-trevisani/e/9788827228227" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Psicologia della Libertà</strong> </a>e libro omonimo, esaminiamo il tema della paura, paura di sbagliare, paura di parlare in pubblico, paura del futuro, paura di fare un esame universitario o scolastico, &#8220;paura dell&#8217;esame&#8221;, ed esaminiamo una semplice strategia: allenarsi, piccolo passo dopo piccolo passo, ad affrontare le paure</p>
<p>La paure sono ancorate ad emozioni negative, come nel caso del parlare in pubblico, la persona associa l’evento ad una prova d’esame da cui dipende tutta la sua vita e la paura di sbagliare non è solo “paura di non parlare bene” ma “paura di essere rifiutato come persona”, viene quindi amplificata.</p>
<p>Possiamo imparare invece ad allenarci a divertirci nel parlare in pubblico, nel caso, un allenamento teatrale o psicodrammatico può essere una formazione decisiva per portare il parlare in pubblico dallo stato di paura allo stato di divertimento e gioia.</p>
<p>Ed inoltre, allenandosi fisicamente per potenziare il corpo, sapendo bene che l&#8217;effetto è quello di un cambiamento forte nell&#8217;immagine di sì (self image). Le ArtI Marziali e gli sport di combattimento sono un’altra via molto interessante, perchè offrono la possibilità di allenarsi al confronto con la paura, in modo persino quotidiano, sinchè il fatto di guardare la paura diventa talmente conosciuto che si tratta quasi di rivedere una vecchia amica, darle una pacca sulla spalla, e saltare sul ring per divertirsi.</p>
<p>Allenarsi allena un meta-fattore, il fatto di mettersi in gioco, di imparare che è possibile mettersi in gioco, è possibile sbagliare senza che questo diventi dramma.</p>
<p>Nella vita i colpi si danno, i colpi si prendono, e si procede, sempre, verso la propria meta.</p>
<p>Un cambiamento dell&#8217;immagine di sè in positivo è un trascinatore naturale che aiuta le persone a uscire dalle zone di paura e di comfort, e spingersi verso quello che prima non osava pensare.</p>
<p>Quando le paure sono veramente bloccanti e patologiche, vanno affrontate da uno psicoterapeuta.</p>
<p>Quando le paure sono invece timori ricorrenti ma non patologici, e piuttosto consolidati da uno stile di vita statico, cambiando lo stile di vita ed immettendo energie positive, allenandosi, poco alla volta tutto il sistema personale ne trae beneficio.</p>
<p>L&#8217;unico consiglio valido per tutti: non accettare il fatto che una paura non si possa superare con l&#8217;aiuto professionale giusto, che si tratti di psicoterapia, coaching, counseling, allenamento, ogni paura che faccia da zavorra al tuo avanzare, può essere lavorata e sciolta sino ad osservarla per quello che è, un semplice pensiero, del quale si può anche imparare a distanziarsi e scollegarsi.</p>
<p>La paura può trasformarsi in gioia, come il buio può trasformarsi in luce, se solo si trova la forma di energia giusta. E cercarla è l’unico modo per trovarla, cercarla sempre, cercarla e farla salire in noi, cercarla in modo naturale, chiedendo, senza paura, chiedendo consigli, provando, sperimentandosi. Mettendosi in gioco.</p>
<p>Si tratta, dopo tutto, null&#8217;altro che di un apprendimento. Apprendere la gioia, in ciò che prima ci faceva paura, la dove per noi è importante. E formandosi, si può fare.</p>
<p>______</p>
<p>Copyright Dott. Daniele Trevisani www.studiotrevisani.it dal testo <a href="https://www.ibs.it/psicologia-della-liberta-liberare-potenzialita-libro-daniele-trevisani/e/9788827228227" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Psicologia della Libertà</strong> </a>Mediterranee editore, Roma</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-psicologia-della-liberta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10478" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-psicologia-della-liberta.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vincere-la-paura-allenandosi/">Vincere la paura allenandosi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Parlare in pubblico senza ansia. Rimuovere l&#8217;ansia nel parlare in pubblico grazie al &#8220;Frame Shift&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2018 07:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare in pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[aiutare il pubblico a capire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rimuovere l&#8217;ansia nel parlare in pubblico grazie al &#8220;Frame Shift&#8221;. In cosa consiste? Consiste nello spostare completamente l&#8217;atteggiamento mentale dal &#8220;devo fare bella figura&#8221; al &#8220;cosa voglio aiutare il pubblico a capire?&#8221; Nella modalità &#8220;devo fare bella figura&#8221;, al centro della scena ci sono io, si innesca l&#8217;ansia da prestazione, mi sento sotto i riflettori, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rimuovere l&#8217;ansia nel parlare in pubblico grazie al &#8220;Frame Shift&#8221;. In cosa consiste? Consiste nello spostare completamente l&#8217;atteggiamento mentale dal &#8220;devo fare bella figura&#8221; al &#8220;cosa voglio aiutare il pubblico a capire?&#8221;</p>
<p>Nella modalità &#8220;devo fare bella figura&#8221;, al centro della scena ci sono io, si innesca l&#8217;ansia da prestazione, mi sento sotto i riflettori, giudicato, imbarazzato. Penso di &#8220;dover fare&#8221;, il piacere del fare sparisce sino a diventare un dovere.</p>
<p>Nella modalità &#8220;relazione di aiuto&#8221; mi motiva il fatto di voler far si che il pubblico capisca un certo concetto che voglio trasmettere, al di la della bella forma, al di la dei riflettori o dell&#8217;ambiente, io sarò contento quando sono riuscito ad aiutare il pubblico a capire quel concetto o riflettervi.</p>
<p>Si tratta di un cambiamento epocale, un &#8220;salto di paradigma&#8221; che fa praticamente sparire l&#8217;ansia di stato (l&#8217;ansia legata all&#8217;evento). Se persiste ancora ansia, quella è probabilmente un&#8217;ansia di sfondo, un&#8217;ansia &#8220;di stato&#8221;, che va trattata con il Counseling e la Psicoterapia, o con un Coaching, soprattutto attoriale e agito, per sbloccare il meccanismo sino alla massima fluidità.</p>
<h1>Video tematico sul parlare in pubblico senza ansia concentrandosi sulla relazione d&#8217;aiuto</h1>
<p>Perchè può persistere un senso di inadeguatezza nel parlare in pubblico anche dopo tanti corsi? Passare dal concetto di prestazione alla &#8220;relazione d&#8217;aiuto&#8221; verso l&#8217;audience, fare un cambio di paradigma (<em>frame shift</em>) L&#8217;ansia nel parlare in pubblico può essere superata. Come superare l&#8217;ansia nel parlare in pubblico? Cambiando l&#8217;atteggiamento di fondo, concentrarsi sul perchè voglio dire quella cosa, anzichè sul come la dirò e andare diritti al cuore delle persone con un messaggio che sentiamo dentro e vogliamo che anche gli altri sappiano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>https://youtu.be/hP7wpfOB7kA</p>
<p>Un approfondimento derivato dal libro<strong> <a href="https://www.ibs.it/self-power-psicologia-della-motivazione-libro-daniele-trevisani/e/9788891705655" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self-power. Psicologia della motivazione e della performance</a>,</strong> con note inedite dell&#8217;autore, Copyright © <a href="https://www.ibs.it/libri/autori/Daniele Trevisani" target="_blank" rel="noopener">di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano.</a></p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8149" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png" alt="" width="225" height="308" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png 225w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027-219x300.png 219w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>
<h2>Emozioni Alfa ed Emozioni Beta</h2>
<p><em>In ogni momento in cui ci esponiamo può scattare un&#8217;emozione, un&#8217;attivazione. Questo non è male, se l&#8217;emozione è positiva, il senso vibrante di fare, di agire, di esistere, di confrontarsi. Quando si colora di nero, quando l&#8217;attivazione si associa ad emozioni negative, abbiamo invece l&#8217;ansia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Emozioni Alfa ed emozioni Beta</h2>
<p>Un approccio che centri il fronte emotivo di come una persona vive gli obiettivi, deve procedere verso due specifiche aree di analisi</p>
<p>le emozioni viscerali che sento verso un certo effetto o <em>end-state</em>: sento davvero mio un certo obiettivo? Lo sento come qualcosa che mi tocca davvero? Provo passione per un certo obiettivo o lo vivo come uno dei tanti momenti che mi tocca fare, o un momento obbligato? Lo sento importante per i miei valori?  Quanto? Voglio davvero vedere quel risultato finale raggiunto? Mi attiva emotivamente l’immagine di un certo risultato? La situazione che voglio si produca è davvero importante per me? O è un risultato più o meno burocratico, che non mi cambia la vita, che non mi attiva veramente? Denominiamo qui le emozioni verso l’obiettivo <strong>emozioni alfa</strong>.</p>
<p>Le emozioni che provo per le azioni necessarie (<em>operations</em>), le attività quotidiane, o i singoli step di un percorso. Mi annoiano le operazioni intermedie e vorrei solo vedere il risultato finale raggiunto? Provo invece piacere dell’azione, gusto del fare e dell’agire? Le <em>operations</em> mi annoiano o mi energizzano, le vorrei saltare o “guai a chi me le toglie”? Denominiamo qui le emozioni che accompagnano l’azione <strong>emozioni beta</strong>.</p>
<p>Il senso che le emozioni Alfa, quelle verso il lo scopo finale,  è ben espresso nella seguente metafora:</p>
<blockquote><p>‎&#8221;Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi;</p>
<p>non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro&#8230;</p>
<p>Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare</p>
<p>lontano e sconfinato.</p>
<p>Appena si sarà risvegliata in loro questa sete</p>
<p>si metteranno subito al lavoro per costruire la nave&#8221;.</p>
<p>(Antoine-Marie-Roger de Saint Exupéry)</p></blockquote>
<p>Il leader o motivatore che  riesce a far visualizzare e apprezzare il risultato finale atteso, potrà generare motivazione autonoma.</p>
<p>Questa è una delle due strade.</p>
<p>Immaginiamo un vetraio di Murano, a Venezia, intendo nel produrre bicchieri artistici. Quanto è importante per lui arrivare a fine giornata ad avere prodotto X bicchieri (emozioni alfa)? Quanto sono importanti il gesto del produrre il bicchiere, del soffiare dentro alla cannuccia, del vedere il bicchiere prendere forma? Sono attività di per se gratificanti (emozioni beta)?</p>
<p>O ancora, esaminiamo il lavoro di un pittore. È mosso dal piacere di usare la tela e i colori, dall’idea di trovare un luogo o soggetto che lo ispira, o ogni singola attività gli è di peso e vorrebbe vedere il quadro finito prima possibile?</p>
<p>Ogni artista vive in modo diverso sia l’effetto da produrre (il quadro) che il modo di produrlo (le <em>operations</em>).</p>
<p>Le sfumature in questo campo sono molteplici.</p>
<p>Anche un pilota di aereo intento in una missione di salvataggio vive due momenti emotivi: sia voler vedere raggiunto un certo risultato strategico finale a cui contribuisce con la sua missione (salvare la persona), oppure essere ammaliato dal piacere del volare, energizzato dalle operazioni di volo, dall’adrenalina dell’azione, al di la degli effetti che l’azione avrà (essere parte di un processo).</p>
<p>Possiamo avere persino casi in cui non interessi assolutamente il perché della missione (<strong>emozioni alfa azzerate</strong>) ma interessi unicamente il fatto di farla bene, il piacere che si prova <em>durante, </em> la totale gratificazione che accompagna il gesto (<strong>emozioni beta massimizzate</strong>).</p>
<blockquote><p><em>Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne. [&#8230;] </em></p>
<p><em>È dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo. </em></p>
<p><em>Vivo quanto non ti senti nemmeno nei momenti più ubriacanti di gioia o nei momenti più travolgenti d&#8217;amore. </em></p>
<p><em>Oriana Fallaci, da Accetto la morte ma la odio, 2006</em></p></blockquote>
<p>Chi ha praticato boxe o arti di combattimento lo sa bene. Usciti dal ring e dopo una doccia sembra di avere un&#8217;altra occasione per vivere. Sembra che il mondo, prima ostile, sia diventato un posto migliore. Questa è una delle gratificazioni maggiori di chi fa sport estremi.</p>
<p>Ma entriamo nel mondo del lavoro, analizziamo le performance di un venditore: le emozioni alfa si attivano nel volere fortemente il risultato finale (vedere la vendita conclusa), le emozioni beta si attivano quando il venditore è emotivamente e positivamente coinvolto nella trattativa di vendita, nella strategia di preparazione, vede le trattative  in sé come attività comunicativa e persuasiva interessante, come relazione di aiuto, o come sforzo di condivisione, o come esercizio di tattica e strategia, come sfida con se stesso, o come palestra del proprio stato o condizione mentale (attivazione delle emozioni beta).</p>
<p>Lo stesso per uno scrittore: siamo attivati unicamente dall’idea di vedere il libro finito, o si prova piacere nello scrivere? Se nessuna delle due aree attiva la persona, non avremo mai uno scrittore compiuto. E  non avremo mai un buon libro.</p>
<p>Trattare di performance, di effetti da produrre, e di operazioni tattiche, tocca inevitabilmente il fronte delle emozioni soggettive.</p>
<p>Posso avere <strong>emozioni alfa plurime</strong> – più di una motivazione – verso la meta, ed <strong>emozioni beta plurime</strong> – più di una sensazione positiva collegata all’azione.</p>
<p>Per esempio, un formatore può avere emozioni alfa plurime se è interessato al compenso economico del suo lavoro, ma anche al vedere un corso terminato, e ad avere trasmesso bene i concetti che voleva lasciare. Allo stesso tempo può avere emozioni beta plurime: il piacere di avviare un contatto umano ad inizio attività, il piacere di vedere le persone all’opera durante, il gusto di un lavoro che scorre fluido e con un clima positivo.</p>
<p>Così come si arrabbierà quando qualcuno si comporta con maleducazione verso il formatore, verso altri studenti e verso la sacralità del momento formativo. E glielo dirà. Senza paura.</p>
<blockquote><p>Agirò senza paura ogni volta in cui vorrò dire qualcosa in cui credo&#8230;</p>
<p>Daniele Trevisani</p></blockquote>
<p>Copyright © dal libro<strong> <a href="https://www.ibs.it/self-power-psicologia-della-motivazione-libro-daniele-trevisani/e/9788891705655" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self-power. Psicologia della motivazione e della performance</a>,</strong> con note inedite dell&#8217;autore, Copyright ©</p>
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		<title>Liberi di vivere, lontani da ansia e paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2018 07:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia delle Performance]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Daniele Trevisani, Copyright, estratto con modifiche dal libro Psicologia della Libertà, Edizioni Mediterranee, Roma Le &#8220;gare mentali&#8221; sono spesso contro noi stessi, ci tolgono libertà, e non vanno bene Allenarsi e combattere senza paura e senza ansie inutili è possibile. Lo stesso vale per il lavoro, o fare una presentazione o public speaking. &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo di Daniele Trevisani, Copyright, estratto con modifiche dal <a href="https://www.edizionimediterranee.net//tutti-i-prodotti/product/2780-psicologia-della-libert%C3%A0/?atid=7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libro Psicologia della Libertà,</a> Edizioni Mediterranee, Roma</em></p>
<p><a href="https://daoshi.files.wordpress.com/2012/08/motivation.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4240" src="https://daoshi.files.wordpress.com/2012/08/motivation.jpg" alt="" width="450" height="325" /></a></p>
<h1>Le &#8220;gare mentali&#8221; sono spesso contro noi stessi, ci tolgono libertà, e non vanno bene</h1>
<p><em>Allenarsi e combattere senza paura e senza ansie inutili è possibile. Lo stesso vale per il lavoro, o fare una presentazione o public speaking. Se lo vivi come un obbligo, viene meno ogni forma di gusto e gioia di vita e dell&#8217;atto stesso. Possiamo scoprire i piaceri nascosti in questi brani di vita?<br />
</em></p>
<p><em>Si tratta di vivere allenamenti e gare, o performance lavorative, come atti di libertà, atti di vita, momenti di festa e di gioia, nel rispetto delle tradizioni. Pensieri come &#8220;devo vincere&#8221; o &#8220;devo fare bella figura&#8221; non portano a libertà ma danno sostegno ad emozioni negative, che vogliamo invece tenere lontane da noi nel Dojo, sul ring, o sul lavoro.</em></p>
<p>______</p>
<p>La libertà ha come contraltare l’imprigionamento, la paura, l’ansia. Ebbene, queste “prigioni” sono molto più corporee di quanto pensiamo. Costruiscono muri invisibili che ingabbiano le persone peggio delle sbarre.</p>
<p>Un messaggio importante: esistono esercizi, seri, molto seri, che ti aiutano a distinguere le “percezioni”, le “sensazioni” di paura e di ansia inutili e controproducenti, e possono liberarti da paure inutili. Li conduco personalmente, derivano dalle Arti Marziali e dal training mentale per gli sport da ring. Del resto non puoi combattere ad alti livelli se hai paura di farti male, paura della gara, paura di confrontarti, paura del pubblico, vergogna di poter perdere, e quasi tutti gli atleti e potenziali campioni si arrestano per queste paure e non per veri traumi.</p>
<p>Ne farò omaggio prima possibile alla comunità tramite video, essendo quasi impossibili da descrivere a parole.</p>
<p>Ma torniamo a quanto invece si può scrivere.</p>
<p>Vorresti essere libero dalla paura, libero dall’ansia? Tutti lo vorremmo, ma se fossimo completamente liberi dalla paura, nessun segnale arriverebbe a dirci “stop” nell’attraversare una strada piena di camion e saremmo schiacciati come topi. Quindi, vogliamo liberarci di “tutte” le paure o vogliamo imparare a gestirle diversamente e discriminarle?</p>
<p>“<em>Io ascolto i messaggi della paura, li tratto con rispetto e imparo essi, ma non mi faccio limitare</em>”. Questa frase di Ross Heaven, che proviene dalle tecniche usate nella formazione dei Ninja, i guerrieri giapponesi, esprime bene come un certo approccio di consapevolezza aumentata possa liberare la persona da fardelli inutili.</p>
<p>&#8230;.</p>
<h1>Decidere come vivere le proprie &#8220;gare mentali&#8221;, e la propria vita, con maggiore autenticità</h1>
<p>Dal momento in cui capisci di esistere, fino al decidere di dare un’impronta speciale alla tua vita passa molta strada. Questa comprende un atteggiamento altrettanto assertivo sul come esistere e dove voler vivere &#8211; sia in termini di ambienti fisiche che di ambienti psicologici.<br />
Da soli è davvero difficile riuscire ad impostare una vita veramente propria e consapevole, fuori dagli schemi proposti con violenza da pubblicità, mass media, esempi negativi attorno a noi e altre forme che subdolamente cercano di dirci “cosa” sia la vita.<br />
Siamo travolti da messaggi che sin da bambino ti dicono che tu vali in funzione del tuo telefono o della tua auto o della dimensione dei bicipiti o della tua casa o del marchio delle tue scarpe.<br />
Coaching e Counseling portano un messaggio diverso. Tu vali perché sei, per quello che pensi, per il contributo che dai e darai a questo pianeta, alla cultura umana, sia che tu ci riesca o che tu anche solo ci provi. Tu vali. A prescindere.<br />
Una delle più alte forme di liberta è esprimere se stessi senza nessuna maschera.<br />
Ma come ci ha ricordato Goffman, pioniere su questo tema, siamo creature sociali, e in qualche modo diamo sempre una “rappresentazione” di noi stessi, anche quando cerchiamo di essere genuini.</p>
<p>“Come esseri umani siamo principalmente creature dagli impulsi variabili, con umori ed energie che cambiano da un momento all’altro, come personaggi davanti a un pubblico tuttavia, non possiamo permetterci alti e bassi”.</p>
<p>Le forme del nostro comportamento esterno non sono spesso congruenti con il sentire corporeo interno, le nostre sensazioni, gli stati emotivi che proviamo.<br />
Ecco, forse allora una delle forme estreme di libertà è quella di mostrare anche fuori i nostri sentimenti interni e gli stati interni che viviamo, uscire dal “personaggio” ed essere più veri possibile, anche a costo di apparire “variabili” o come altri dicono, “umorali”. Umorali ma veri, è meglio che standardizzati sempre, ma falsi.</p>
<p>_____</p>
<p><em>Articolo di Daniele Trevisani, Copyright, estratto con modifiche dal <a href="https://www.edizionimediterranee.net//tutti-i-prodotti/product/2780-psicologia-della-libert%C3%A0/?atid=7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libro Psicologia della Libertà,</a> Edizioni Mediterranee, Roma</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/liberi_di_vivere/">Liberi di vivere, lontani da ansia e paura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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