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	<title>negoziazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>negoziazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Messaggi e canali della comunicazione umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 09:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Adattamento al contesto]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiarezza di obiettivi]]></category>
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		<category><![CDATA[Connessione emotiva]]></category>
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		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[feedback]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Interpretazione del linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggi chiari]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[Relazione a lungo termine]]></category>
		<category><![CDATA[Scambio di informazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Un buon venditore per essere tale deve essere un buon comunicatore. Ed essere un buon comunicatore richiede la conoscenza esatta della “mappa della comunicazione umana” che esponiamo di seguito: La percezione &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/messaggi-e-canali-della-comunicazione-umana/">Messaggi e canali della comunicazione umana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un buon <strong>venditore</strong> per essere tale deve essere un buon <strong>comunicatore</strong>. Ed essere un buon comunicatore richiede la conoscenza esatta della “<strong>mappa della comunicazione umana</strong>” che esponiamo di seguito:</p>



<p class="wp-block-paragraph">La percezione di informazione avviene attraverso i sensi: vista, tatto, udito, gusto, olfatto. Attraverso ognuno di questi canali siamo in grado di interpretare messaggi che provengono dall’esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questi sensi classici, traiamo informazioni dalle sensazioni interne (es, la fame, la tensione nei muscoli, o il mal di testa), dal movimento degli oggetti o cinestesi (esempio, se un ascensore funziona bene o male), e dai comportamenti legati al tempo (cronemica), come il tempo di risposta ad una mail, o le pause che una persona si prende, l’arrivare in ritardo o in anticipo e tanti altri elementi legati al flusso del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una suddivisione primaria della comunicazione può essere fatta distinguendo i canali di ricezione nella comunicazione umana:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="706" height="167" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-42.png" alt="" class="wp-image-26896" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-42.png 706w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-42-300x71.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-42-175x41.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-42-450x106.png 450w" sizes="(max-width: 706px) 100vw, 706px" /></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="701" height="61" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-43.png" alt="" class="wp-image-26897" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-43.png 701w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-43-300x26.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-43-175x15.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-43-450x39.png 450w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione orale contiene sia aspetti <strong>verbali</strong> (parole e grammatica) che <strong>non verbali</strong> (intonazioni, accenti, ecc.). Le componenti non-verbali del parlato sono dette componenti <strong>para-linguistiche</strong>: tono, volume della voce, pause, interiezioni, rumori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il significato complessivo della comunicazione è dato dall’interazione delle diverse componenti (verbali, non verbali, intenzionali, non intenzionali) le quali contribuiscono &#8211; assieme &#8211; a creare e modificare il significato espresso dalle componenti verbali. Ad esempio, un saluto (“buon giorno”) pronunciato in modo sgarbato non comunica gentilezza, ma si trasforma immediatamente in un attacco all’interlocutore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ci giungono messaggi dissonanti, esempio un “buon giorno” che ci sembra in realtà ironico, tendiamo a dare la precedenza alle informazioni paralinguistiche e a quelle non verbali per capire quale sia il vero significato da attribuire a quelle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo dagli studi di Mehrabian (1981) che ciò che viene trasmesso in ogni forma di “comunicazione interpersonale” dipende</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>per il 55% da elementi non verbali,</li>



<li>per il 38% da paraverbali (toni, intonazioni, caratteristiche della voce, pause e più in generale tutto il tratto non verbale del parlato) e</li>



<li>per il 7% dalle parole.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati non sono da generalizzare ad ogni situazione ma vanno presi come orientamento. Sono ricavati da esperimenti che si occupano della comunicazione di sentimenti e atteggiamenti (ad esempio, simpatia-antipatia) mentre in altri tipi di comunicazione possono anche essere diversi, ma in ogni caso risulta fondamentale ricordare che comunichiamo anche con il corpo, con i gesti, con le espressioni vocali che emettiamo, con le posture e con tutto un apparato di sistemi che va ben oltre la parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, è corretto dire che si ascolta anche con il corpo, e con i suoni che emettiamo, come <em>ahm, uhm, ahh</em> e accompagnano quanto l’altro sta dicendo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>I fattori che influenzano la creazione di senso nella comunicazione interpersonale (Mehrabian)</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="659" height="343" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-44.png" alt="" class="wp-image-26898" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-44.png 659w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-44-300x156.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-44-175x91.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-44-450x234.png 450w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo anche, dagli studi di Carl Rogers, quanto sia importante la congruenza comunicativa, ovvero il fatto che quanto si dice sia accompagnato da un body language coerente. Senza coerenza comunicativa, le persone iniziano a sospettare della nostra credibilità e non ci daranno fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, è essenziale ascoltare anche con il corpo e con le intonazioni delle nostre emissioni vocali, e dare il senso di importanza che merita quanto stiamo cogliendo nell’ascolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come esposto nel volume “Parliamoci Chiaro” (Trevisani, 2019, p. 61)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi umani comunichiamo con <strong>codici linguistici</strong>, paralinguistici, e non verbali, utilizzando sia una “lingua” (italiano, francese, tedesco) che uno stile o <strong>sotto-codice di quella lingua</strong> (ottimista, pessimista, burocratese, ironico, etc)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto fondamentale della conversazione, spesso trascurato, è la comunicazione non verbale che avviene tra i partecipanti. Il linguaggio del corpo può esprimere una grande varietà di significati, che “trasudano” e irrompono nella comunicazione anche senza il controllo diretto dei soggetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrettanto importante è il sistema paralinguistico, fatto di toni, accenti, enfasi su parole o parti del discorso, silenzi, e tutto quanto riferisce al “non verbale del parlato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comunicatore attento a misurare le parole può essere poco consapevole del livello non verbale, e dello scambio “sotterraneo” di messaggi che il corpo e le espressioni facciali lasciano filtrare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I canali principali attraverso i quali il comunicatore può lanciare messaggi sono composti dal <strong>sistema paralinguistico</strong> (aspetti vocali della comunicazione, escluso l’aspetto linguistico, come i toni, gli accenti, i silenzi, le interiezioni), dal <strong>body language</strong> (il linguaggio del corpo), e dagli <strong>accessori personali</strong>, incluso l’abbigliamento e il look generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ogni aspetto e variabile che troverete nello schema seguente, abbiamo predisposto esercizi di formazione attiva ed esperienziale, atti a favorire lo sblocco della comunicazione positiva. Sono esercizi che vanno “vissuti” e sono difficilmente traducibili in testo, per cui rimandiamo al contatto con l’autore per eventuali approfondimenti e applicazioni in azienda.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-45-728x1024.png" alt="" class="wp-image-26899"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione non verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprensione reciproca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande aperte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messaggi chiari</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione del linguaggio del corpo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione di fiducia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintonia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattamento al contesto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiarezza di obiettivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scambio di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negoziazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione a lungo termine</p>
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			</item>
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		<title>Competenze conversazionali e vendite di successo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 21:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Ogni incontro di vendita deve avere il tono della conversazione, e utilizzare domande senza scivolare nell’interrogatorio, per cui è bene sviluppare una forte capacità di comunicazione empatica e di ascolto nei &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni incontro di vendita deve avere il tono della conversazione, e utilizzare domande senza scivolare nell’interrogatorio, per cui è bene sviluppare una forte capacità di comunicazione empatica e di ascolto nei riguardi del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario di quanto molti pensano, nella vendita consulenziale vince chi parla meno. La leadership conversazionale richiesta al venditore consulenziale è quella di far parlare il cliente il più possibile, senza scadere in un comportamento di autocelebrazione e spiegazione di tutte le caratteristiche di tutti i prodotti e servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le spiegazioni e il tempo di parlare del venditore deve attestarsi attorno al 25% del totale della conversazione, lasciando al cliente almeno il 75% del tempo totale di conversazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-30.png" alt="" class="wp-image-26878"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questo comportamento orientato all’ascolto, consideriamo che nel Solution Selling una larga parte del valore erogato viene proprio dal lavoro di consulenza che il venditore attua, e questa consulenza è un valore aggiunto del Fattore Umano, solo apparentemente intangibile, ma in realtà così concreta da cambiare le carte in tavola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune competenze chiave:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>volere fortemente essere d’aiuto</strong> alla persona e all’azienda con cui stiamo conversando; focalizzare la conversazione sui bisogni del cliente; resistere alla tentazione di offrire soluzioni immediate appena si è colto un problema, e vedere se ci sono altri possibili problemi che emergeranno nella conversazione;</li>



<li>aiutare il cliente a <strong>vedere problemi esistenti ma anche</strong> <strong>latenti</strong>, problemi che prima non erano nemmeno percepiti, ed emergono attraverso il dialogo, attraverso domande centrate sui bisogni; es. <em>potrebbe dirmi qualcosa di più sulle sue priorità di questo periodo? Quali miglioramenti vede necessari in questo stadio della vita dell’azienda? Ci sono altri goal importanti per lei in questo momento? In una giornata perfetta, come funzionerebbero le cose?</em></li>



<li>capacità di <strong>ricapitolare</strong> interi brani (<em>Recap</em>),</li>



<li>capacità di riformulare singole affermazioni (<em>Riformulazioni</em>), per cogliere sia dettagli che il quadro complessivo del cliente. Riformulare specifiche affermazioni o parafrasarle è una tecnica molto efficace per dimostrare che stiamo ascoltando con attenzione, e per ascoltare davvero;</li>



<li>capacità di cambiare tipo di <strong>mossa conversazionale</strong>, passare ad esempio dalle chiacchiere da bar alla analisi scientifica del problema, oppure dal parlar male degli assenti alla ricerca di soluzioni praticabili.</li>



<li>capacità – dopo avere svolto un’analisi adeguata &#8211; di offrire <strong>soluzioni</strong> che abbiano Caratteristiche, Vantaggi, Benefici e Unicità (CVBU);</li>
</ol>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Tratti principali e capacità del Solution Selling</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="646" height="429" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-31.png" alt="" class="wp-image-26879" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-31.png 646w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-31-300x199.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-31-175x116.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-31-450x299.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-31-270x180.png 270w" sizes="auto, (max-width: 646px) 100vw, 646px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Notiamo in questo schema che la base della piramide di vendita è basata su un volere primario: volere essere di aiuto. Questo è il motore che anima la vera vendita consulenziale e il Solution Selling.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le mosse conversazionali, un elenco delle principali è il seguente, e ricordiamo che il venditore di tipo Solution Selling dovrà fare una grande palestra di formazione per riuscire a padroneggiarle tutte, e usare la mossa giusta al momento giusto:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Mosse conversazionali</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per praticare mosse conversazionali empatiche bisogna spostare il focus mentale da se stessi all’altro. Altrimenti, il rischio che si corre è quello di non capire e quindi di non proporre la soluzione che vende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Nella conversazione figuriamo come in una orchestra, deve ciascuno è più attento alla propria parte che a quella degli altri.</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Matthieu Bonnafous, Riflessioni filosofico-morali, 1816</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le mosse conversazionali rappresentano specifiche azioni o “emissioni” attuate da un interlocutore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni mossa giocata ha effetti sulla “partita” in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il senso di “mossa” – assimilabile alla mossa nel gioco degli scacchi – rende bene il concetto strategico che si ritrova in ogni azione comunicativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello schema seguente, si può cogliere visivamente il concetto di “tracciato del format conversazionale”, che esprime un possibile andamento della conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che risulta produttivo, per la vendita, è quindi la capacità di capire come la conversazione sta evolvendo lungo il tracciato, e l’abilità di spostare le linee entro spazi comunicativi più produttivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune mosse conversazionali (frutto di nostra ricerca interna) sono:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>affermare,</li>



<li>anticipare,</li>



<li>attaccare,</li>



<li>cedere il turno (Turn Giving),</li>



<li>conquistare o prendere il turno (Turn Taking),</li>



<li>chiedere una precisazione, fare domande di puntualizzazione,</li>



<li>cambiare stile/codice comunicativo (Code Switching)</li>



<li>chiedere per ampliare, fare domande di apertura,</li>



<li>decentrare l’argomento della conversazione,</li>



<li>difendere altri,</li>



<li>difendersi,</li>



<li>negare,</li>



<li>non riconoscere l’altro o una sua emissione/messaggio (disconferma relazionale),</li>



<li>precisare,</li>



<li>ricentrare la conversazione su un argomento (ricentraggio),</li>



<li>evitare un argomento e scivolarne via (Topic-Avoidance),</li>



<li>riconoscere l’affermazione dell’altro (conferma relazionale),</li>



<li>disconoscere l’affermazione dell’altro (disconferma relazionale),</li>



<li>riparare (un errore, un fraintendimento, una mossa precedente),</li>



<li>ritrattare,</li>



<li>rivedere quanto detto (aggiustare il tiro),</li>



<li>scusarsi (mosse di riparazione, Repair)</li>



<li>sollevare dubbi,</li>



<li>esemplificare, offrire un esempio,</li>



<li>metafora (come se…),</li>



<li>offrire aiuto,</li>



<li>chiedere aiuto,</li>



<li>fissare un argomento di conversazione (Topic-Setting),</li>



<li>spostare l’argomento della conversazione (Topic-Shifting),</li>



<li>ricapitolazione breve (Recap),</li>



<li>riformulazione (riformulare quanto capito o parafrasarlo),</li>



<li>tirare le somme,</li>



<li>chiudere (concludere la conversazione).</li>
</ol>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Evoluzione degli stati conversazionali durante una conversazione o riunione </strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>(esempio di un possibile tracciato)</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="907" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-32.png" alt="" class="wp-image-26880" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-32.png 700w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-32-232x300.png 232w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-32-175x227.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-32-450x583.png 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La negoziazione può essere vista, sotto questo profilo, come un insieme di mosse. Ogni cultura fa propri alcuni di questi repertori e li amplia, rigettandone altri, o relegandoli a pochi ambiti comunicativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella cultura giapponese, ad esempio, dire un “no” secco è considerato un atto più scortese di quanto non sia nella cultura americana, ma questo non significa che anche un manager giapponese non metta in pratica, o possa apprendere, l’azione del dire “no” secchi. Basarsi su semplici stereotipi e prenderli come certezze è un errore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni mossa è correlata sia alle mosse precedenti del soggetto, che alle mosse altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel campo intra-culturale esistono specifici repertori e regole conversazionali generalmente condivise, mentre in campo interculturale aumenta la diversità anche per via delle diverse modalità con cui in ogni cultura vengono gestite le mosse conversazionali. Ad esempio, in una conversazione tra adolescenti italiani può essere estremamente normale e corretto sovrapporre il parlato, stare sul parlato altrui, mentre in una conversazione tra gentlemen anglosassoni in un ricevimento diplomatico la sovrapposizione sul parlato altrui è negativa, e se fatta richiede comunque la messa in scena di mosse di riparazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini negoziali, a seconda della valenza relazionale, possiamo prestare attenzione soprattutto a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mosse di avvicinamento (segnali di simpatia, amicizia, affetto, volontà di collaborare, segnali di unione), e</li>



<li>mosse di allontanamento (distacco, antipatia, rifiuto, volontà di tenere le distanze).</li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-33.png" alt="" class="wp-image-26881"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Sotto il profilo dei contenuti della conversazione negoziale, è anche importante distinguere tra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mosse di apertura (esplorazione informativa, allargamento, ampliamento del campo conversazionale), e</li>



<li>mosse di chiusura (tentativo di conclusione, di concretizzazione);</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">ed ancora tra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mosse di ascolto (empatia, domande, raccolta di informazioni), e</li>



<li>mosse di proposizione (affermazioni, prese di posizione, richieste).</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">2. Deferenza, contegno, cortesia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione di vendita e la negoziazione, sia nella vendita, che sul piano diplomatico che di business, richiede una particolare attenzione alle regole di cortesia, al rispetto dei ruoli, al riconoscimento delle identità altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrettanto importante è lasciare spazio all’altra persona, non interromperlo, e lasciarlo esprimere in modo non giudicante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista scientifico, le ricerche di Goffman<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> sulle regole di cortesia hanno evidenziato che esistono precisi rituali e comportamenti in ogni cultura tali da far ritenere una persona cortese e affidabile, oppure, in caso di scarsa cortesia, inaffidabile e quindi pericolosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le culture occidentali urbane tendono a “ridurre le distanze” sul piano interpersonale, a “dare del tu”, a trattare le persone da eguali. Sotto il profilo antropologico, tali culture sono definite a basso contesto – <em>LCC Low Context Cultures</em> (Hofstede, 1993).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molte culture di business e diplomatiche, invece, così come in molte nazioni, o nelle culture generazionali precedenti, la cultura è generalmente ad alto contesto (<em>HCC &#8211; High-Context Cultures</em>); è importante il rispetto delle distanze e dei ruoli, o il mantenimento di confini finché la controparte non offra il permesso di passare ad un livello più amicale, meno formale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Vedi le seguenti voci in bibliografia Erving Goffman (1969), Erving Goffman (1974), Erving Goffman (1967)</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Culture ad Alto Contesto e Culture a Basso Contesto (Hofstede)</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-34.png" alt="" class="wp-image-26882"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nelle culture ad alto contesto, inoltre, si dà più spazio all’allusione, piuttosto che alle affermazioni dirette come avviene nelle culture a basso contesto, più informali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, le culture ad alto contesto utilizzano maggiormente parabole, proverbi, <em>understatements</em> (affermazioni di tono basso, poco “urlate” o “blatanti”) e antifrasi (affermazioni in negativo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le culture a basso contesto invece privilegiano modalità di rapporto più dirette (dirsi le cose in faccia, essere espliciti), sono prevalentemente “<em>loud</em>” (toni alti, <em>overstatement</em>), privilegiano frasi positive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cortesia e rispetto sono parametri altamente dipendenti dalle regole culturali e dalle prassi locali, e generano regole a volte incomprensibili dall’interno della propria visione culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcune aree come la Thailandia buddista, è poco cortese sedersi con le gambe accavallate mostrando la suola delle scarpe, o ancora, il contatto diretto visivo, il fatto di guardarsi in faccia per qualche momento mentre si cammina, è normale in Italia, mentre risulta invasivo in diversi ambienti urbani degli Stati Uniti, dove risulta più adeguato camminare guardando basso o diritto, ma senza guardare negli occhi direttamente le persone. Le culture arabe, al contrario, utilizzano regole di <em>eye contact</em> molto più dirette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è praticamente possibile fornire regole certe per ogni cultura con la quale si entra in contatto e nella quale si vende, anche perché le culture variano oggi molto più rapidamente grazie ai media globali, e non si può dare per scontato che un soggetto adotti esso stesso le regole del sistema del quale è parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune regole generali della negoziazione pertanto sono dettate dal semplice buon senso, mentre altre devono essere acquisite da soggetti informati sulla cultura locale. Le regole minime di cortesia sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chiedere a soggetti informati come le persone desiderano essere chiamate (es: dottore, professore, ingegnere, presidente, ed altri titoli, oppure se amano un rapporto basato sul tu);</li>



<li>chiedere direttamente alle persone come desiderano essere chiamate, in mancanza di informatori;</li>



<li>non abbreviare il nome (non usare nomignoli) o usare il nome di battesimo senza il permesso diretto del soggetto;</li>



<li>usare titoli quali &#8220;Mr.&#8221; o &#8220;Miss.&#8221;, o altri titoli di cortesia, specialmente con interlocutori più anziani;</li>



<li>rispettare i ruoli (es: Presidente, Direttore) anche con persone più giovani che ricoprono ruoli istituzionali;</li>



<li>evitare di interrompere.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole di deferenza e contegno si esprimono sia sul piano verbale, che con la comunicazione non verbale, ad esempio con un accenno di inchino nell’atto della stretta di mano, evitando generalmente manifestazioni smodate e pacchiane, ma soprattutto informandosi su quali comportamenti risultano normali o invece offensivi nelle culture altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendere per scontati i precetti culturali senza saper capire il contesto rischia di produrre errori. Ad esempio, informandosi sulle regole di cortesia vigenti in Olanda, si potrà scoprire che gli olandesi preferiscono un contatto visivo breve, di uno o due secondi, non troppo prolungato; chi evita il contatto visivo è considerato ostile, indegno di fiducia, insicuro, e scortese; gli olandesi preferiscono distanze interpersonali più ampie rispetto agli americani; la cultura olandese preferisce evitare il contatto corporeo negli affari con l&#8217;eccezione dello stringere la mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste regole risultano preziose e tuttavia non devono essere prese come certezze matematiche, poiché si applicano ad un “olandese tipo”, ma nulla sappiamo sul fatto che il negoziatore olandese con cui trattiamo non sia figlio di immigrati italiani, o arabi, o ancora un olandese giamaicano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole di cortesia sono quindi da valutare con estrema attenzione al contesto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-35.png" alt="" class="wp-image-26883"/></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-36.png" alt="" class="wp-image-26884"/></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">3. Le linee di conversazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Leonard: Che cosa vuoi?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Sheldon: Ho preparato un tè.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Leonard: Non lo voglio grazie.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Sheldon: Non ho mica detto che era tuo. Questo è il mio tè.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Leonard: E allora perché me ne hai parlato?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Sheldon: Come avvio di conversazione.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Leonard: Una conversazione non si comincia così.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Sheldon: Non di meno adesso conversiamo. Scacco matto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>stagione 3, episodio 11, &#8216;La coerenza materna”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Johnny Galecki &#8211; Leonard Hofstadter</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Jim Parsons &#8211; Sheldon Cooper</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee di conversazione rappresentano gli assi ideali che congiungono due soggetti impegnati nella conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interrompere due persone che parlano significa rompere la loro immaginaria linea di conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dare il turno ad una persona significa stabilire una linea di conversazione tra sé stessi e un altro soggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invitare due persone a discutere su un punto significa stabilire una linea di conversazione tra i due soggetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee di conversazione possono essere sia manifeste ed evidenti (tramite il sistema verbale) che sotterrane e sottilmente mascherate (tramite il sistema non verbale, segnali, gesti, cenni). Anche il solo fatto di fare un cenno di assenso o diniego verso una persona presente all’interazione significa stabilire – anche se per brevi istanti, frazioni di secondo – una linea di conversazione, attuata in questo caso come dialogo non verbale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamolo, una buona conversazione è quella dove nessuno dei due partecipanti monopolizza il discorso, ma vi è un sano equilibrio tra il parlare e l’ascoltare, e soprattutto una grande presenza mentale nel qui ed ora del conversare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Turn-Taking: la gestione dei turni di parola</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I meccanismi di gestione dei turni di parola sono estremamente complessi, sebbene praticati da ciascuno di noi ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali obiettivi del training negoziale nel metodo ALM è quello di stimolare il negoziatore ad ascoltare, a non interrompere o farlo il meno possibile e solo per motivi estremamente seri e consapevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il flusso informativo che proviene dagli interlocutori è estremamente prezioso, e richiede l’abbandono di una “strategia di inondamento informativo” tipica della vendita aggressiva, verso una strategia dell’ascolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il training alla gestione dei turni sviluppa le capacità del negoziatore nel:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>riconoscere i meccanismi di gestione dei turni della conversazione e negoziali;</li>



<li>saper come entrare nella conversazione rispettando le regole;</li>



<li>identificare i momenti e strategie di ingresso e di uscita dalla conversazione;</li>



<li>creare le mosse di riparazione adeguate (<em>repair</em>) a fronte di mosse che possono essere percepite come offensive;</li>



<li>applicare una leadership conversazionale, consistente nel prendere le redini dei turni e divenire gestore di turni, cercando di dare il maggiore spazio possibile all’altro. Un leader conversazionale è anche abile nel direzionare la conversazione sui temi che vuole trattare, evitando i temi conversazionali inutili o controproduttivi. È inoltre abile nel riconoscere e gestire gli stili di relazione che osserva per direzionarli su stili produttivi e costruttivi, evitando gli stili dannosi alla conversazione.</li>
</ol>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Capacità di gestire la conversazione</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-37.png" alt="" class="wp-image-26885"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Se cerchiamo in un vocabolario, la parola più pertinente alla vendita consulenziale è quella di “risoluzione”: il venditore che aiuta a “risolvere” problemi è un venditore di valore assoluto, come persona e per l’azienda che rappresenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solution Selling è una metodologia di vendita. Invece di promuovere semplicemente un prodotto esistente, il venditore deve focalizzare la conversazione sui problemi del cliente e gestirli con offerte appropriate di prodotti e servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È tipico per le situazioni di Solution Selling che l&#8217;acquirente non svolga molti acquisti ripetuti ma necessiti invece della conoscenza e del know-how del partner della soluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo rafforza enormemente il legame, e porta a quel “valore aggiunto del Fattore Umano” che nel Solution Selling diventa il cardine di tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E quindi, qual è la definizione della parola soluzione? La risposta tipica è &#8220;Una risposta a un problema&#8221;. Sono d&#8217;accordo con questa risposta, ma ritengo sia importante espandere la definizione. Non solo il problema deve essere riconosciuto dall&#8217;acquirente, ma sia l&#8217;acquirente che il venditore devono anche concordare la risposta. Quindi una soluzione è una risposta reciprocamente concordata a un problema riconosciuto. Inoltre, una soluzione deve anche fornire alcuni miglioramenti misurabili. Per miglioramento misurabile, intendo dire che c&#8217;è un prima e un dopo. Ora abbiamo una definizione più completa di una soluzione; È una risposta reciprocamente condivisa a un problema riconosciuto e la risposta fornisce un miglioramento misurabile.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; Keith M. Eades (2003, p. 8)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire che nel Solution Selling viene a formarsi una conversazione del tipo “noi assieme, uniti contro il problema”, si forma una squadra, un team tra venditore e cliente, un team che opera “contro” un problema o più problemi presenti nell’azienda cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collante di questo team è una comunicazione efficace e una relazione solida. Le aziende riconoscono che il Solution Selling è veramente una chiave di svolta nel rapporto tra chi vende e chi acquista.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="701" height="171" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-38.png" alt="" class="wp-image-26886" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-38.png 701w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-38-300x73.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-38-175x43.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-38-450x110.png 450w" sizes="auto, (max-width: 701px) 100vw, 701px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><em>Nel nostro impegno con partner e clienti riconosciamo che le <strong>soluzioni</strong> diventano rilevanti quando <strong>risolvono problemi aziendali reali</strong> e aiutano le persone e le aziende a diventare più efficienti e agili.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Kevin Johnson, Microsoft Group Vice President,</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Worldwide Sales, Marketing, and Services<a href="#_ftn1" id="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em><em></em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Cit in: Eades, Keith M. (2003).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande aperte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiarezza comunicativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riformulazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle obiezioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione di fiducia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orientamento al cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione non verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi efficace</p>



<p class="wp-block-paragraph">Focalizzazione sui bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem solving</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capacità di influenzare</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dialogo collaborativo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negoziazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proposta di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiusura della vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazioni a lungo termine</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/competenze-conversazionali-e-vendite-di-successo/">Competenze conversazionali e vendite di successo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La scalata delle Competenze &#8211; verso le Supercompetenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 10:23:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scalata delle Competenze &#8211; verso le Supercompetenze Competenze Abilità Capacità Conoscenze Skill Talent Expertise Qualifiche Competenze tecniche Competenze soft Competenze relazionali Competenze comunicative Competenze interpersonali Leadership Management Teamwork Risoluzione dei problemi Pensiero critico Creatività Innovazione Adattabilità Flessibilità Iniziativa Orientamento al risultato Auto-motivazione Auto-gestione Pianificazione Organizzazione Prioritizzazione Multitasking Time management Gestione dello stress Decision making &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdr.daniele.trevisani%2Fvideos%2F1336768000303730%2F&amp;show_text=true&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="429" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>La scalata delle Competenze &#8211; verso le Supercompetenze</h2>
<ul>
<li>Competenze</li>
<li>Abilità</li>
<li>Capacità</li>
<li>Conoscenze</li>
<li>Skill</li>
<li>Talent</li>
<li>Expertise</li>
<li>Qualifiche</li>
<li>Competenze tecniche</li>
<li>Competenze soft</li>
<li>Competenze relazionali</li>
<li>Competenze comunicative</li>
<li>Competenze interpersonali</li>
<li>Leadership</li>
<li>Management</li>
<li>Teamwork</li>
<li>Risoluzione dei problemi</li>
<li>Pensiero critico</li>
<li>Creatività</li>
<li>Innovazione</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Flessibilità</li>
<li>Iniziativa</li>
<li>Orientamento al risultato</li>
<li>Auto-motivazione</li>
<li>Auto-gestione</li>
<li>Pianificazione</li>
<li>Organizzazione</li>
<li>Prioritizzazione</li>
<li>Multitasking</li>
<li>Time management</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Decision making</li>
<li>Analisi</li>
<li>Ricerca</li>
<li>Sintesi</li>
<li>Problem solving</li>
<li>Strategia</li>
<li>Visione</li>
<li>Comprendere le esigenze del cliente</li>
<li>Customer service</li>
<li>Orientamento al cliente</li>
<li>Vendite</li>
<li>Marketing</li>
<li>Negoziazione</li>
<li>Relazioni con i clienti</li>
<li>Networking</li>
<li>Presentazioni</li>
<li>Public speaking</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Scrittura</li>
<li>Lingue straniere</li>
<li>Digital literacy</li>
<li>Tecnologie dell&#8217;informazione</li>
<li>Programma</li>
<li>Codifica</li>
<li>Progettazione</li>
<li>Sviluppo software</li>
<li>Analisi dei dati</li>
<li>Data mining</li>
<li>Business intelligence</li>
<li>Analisi finanziaria</li>
<li>Contabilità</li>
<li>Finanza</li>
<li>Economia</li>
<li>Statistiche</li>
<li>Ricerca operativa</li>
<li>Logistica</li>
<li>Supply chain management</li>
<li>Gestione della qualità</li>
<li>Process improvement</li>
<li>Lean Six Sigma</li>
<li>Project management</li>
<li>Gestione del tempo del progetto</li>
<li>Agile</li>
<li>Scrum</li>
<li>Gestione delle risorse umane</li>
<li>Sviluppo delle risorse umane</li>
<li>Formazione</li>
<li>Coaching</li>
<li>Valutazione delle prestazioni</li>
<li>Gestione del conflitto</li>
<li>Gestione del cambiamento</li>
<li>Leadership situazionale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Consapevolezza sociale</li>
<li>Autocontrollo</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Empatia</li>
<li>Capacità decisionale</li>
<li>Orientamento strategico</li>
<li>Pensiero laterale</li>
<li>Pensiero sistematico</li>
<li>Problem framing</li>
<li>Design thinking</li>
<li>Collaborazione</li>
<li>Cooperazione</li>
<li>Diversità e inclusione</li>
<li>Etica professionale</li>
<li>Integrità</li>
<li>Responsabilità</li>
<li>Iniziativa</li>
<li>Orientamento al cliente interno</li>
<li>Orientamento alla sicurezza</li>
<li>Conformità normativa</li>
<li>Gestione del rischio</li>
<li>Compliance</li>
<li>Sicurezza sul lavoro</li>
<li>Salute e sicurezza</li>
<li>Sicurezza informatica</li>
<li>Privacy</li>
<li>Gestione delle crisi</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Diplomazia</li>
<li>Leadership etica</li>
<li>Analisi delle tendenze</li>
<li>Pensiero critico</li>
<li>Adattamento al cambiamento</li>
<li>Risoluzione dei problemi complessi</li>
<li>Proattività</li>
<li>Spirito imprenditoriale</li>
<li>Innovazione</li>
<li>Spirito di iniziativa</li>
<li>Apprendimento continuo</li>
<li>Auto-sviluppo</li>
<li>Formazione continua</li>
<li>Pensiero analitico</li>
<li>Orientamento all&#8217;apprendimento</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Leadership transformazionale</li>
<li>Orientamento al cliente</li>
<li>Attitudine al servizio</li>
<li>Orientamento alla qualità</li>
<li>Orientamento alla sicurezza</li>
<li>Orientamento all&#8217;ambiente</li>
<li>Gestione dell&#8217;ambiente</li>
<li>Ecologia</li>
<li>Energia rinnovabile</li>
<li>Sostenibilità</li>
<li>Responsabilità sociale d&#8217;impresa</li>
<li>Responsabilità ambientale</li>
<li>Attività di volontariato</li>
<li>Sensibilità culturale</li>
<li>Competenze interculturali</li>
<li>Conoscenza delle lingue straniere</li>
<li>Sensibilità di genere</li>
<li>Etica del lavoro</li>
<li>Etica professionale</li>
<li>Consapevolezza politica</li>
<li>Inclusione sociale</li>
<li>Orientamento all&#8217;uguaglianza</li>
<li>Orientamento alla diversità</li>
<li>Capacità di apprendimento rapido</li>
<li>Orientamento alla qualità</li>
<li>Process improvement</li>
<li>Gestione della conoscenza</li>
<li>Gestione delle informazioni</li>
<li>Gestione dei documenti</li>
<li>Orientamento alla precisione</li>
<li>Orientamento alla puntualità</li>
<li>Capacità di rispettare le scadenze</li>
<li>Orientamento alla produttività</li>
<li>Sviluppo del prodotto</li>
<li>Orientamento alla customer satisfaction</li>
<li>Relazioni con i fornitori</li>
<li>Gestione delle risorse</li>
<li>Orientamento alla sostenibilità</li>
<li>Sicurezza sul lavoro</li>
<li>Orientamento alla compliance</li>
<li>Orientamento alla privacy</li>
<li>Orientamento alla sicurezza informatica</li>
<li>Orientamento alla qualità del prodotto</li>
<li>Orientamento alla sicurezza del prodotto</li>
<li>Gestione della reputazione</li>
<li>Marketing online</li>
<li>Content marketing</li>
<li>Social media marketing</li>
<li>E-commerce</li>
<li>Web design</li>
<li>User experience (UX)</li>
<li>User interface (UI)</li>
<li>Mobile development</li>
<li>SEO (Search Engine Optimization)</li>
<li>SEM (Search Engine Marketing)</li>
<li>Analytics</li>
<li>Content management</li>
<li>Blogging</li>
<li>Copywriting</li>
<li>Graphic design</li>
<li>Video editing</li>
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<li>Customer experience</li>
<li>Gestione dell&#8217;esperienza del cliente</li>
<li>Digital strategy</li>
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		<title>Coaching per la Leadership</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 07:48:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il coaching per la leadership è un processo di sviluppo personale e professionale che mira a migliorare le abilità di leadership di un individuo. Un coach per la leadership lavora con un leader o un dirigente per identificare obiettivi specifici, sviluppare piani d&#8217;azione e migliorare le competenze e le qualità necessarie per guidare efficacemente un &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coaching per la leadership è un processo di sviluppo personale e professionale che mira a migliorare le abilità di leadership di un individuo. Un coach per la leadership lavora con un leader o un dirigente per identificare obiettivi specifici, sviluppare piani d&#8217;azione e migliorare le competenze e le qualità necessarie per guidare efficacemente un team o un&#8217;organizzazione. Ecco alcuni elementi chiave del coaching per la leadership:</p>
<ol>
<li><strong>Valutazione delle competenze:</strong> Un coach per la leadership inizia spesso con una valutazione delle competenze attuali del leader. Questo può coinvolgere feedback da parte dei colleghi, sottoposti e superiori, nonché autovalutazione.</li>
<li><strong>Sviluppo degli obiettivi:</strong> Insieme al leader, il coach definisce gli obiettivi di sviluppo. Questi obiettivi dovrebbero essere specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e limitati nel tempo (obiettivi SMART).</li>
<li><strong>Pianificazione strategica:</strong> Una volta che gli obiettivi sono chiari, il coach e il leader sviluppano un piano d&#8217;azione dettagliato. Questo può includere attività specifiche, letture, formazione e progetti speciali.</li>
<li><strong>Sedute di coaching regolari:</strong> Il coaching per la leadership coinvolge sedute regolari in cui il coach e il leader discutono dei progressi, affrontano sfide e adattano il piano d&#8217;azione. Queste sedute possono essere faccia a faccia o virtuali.</li>
<li><strong>Feedback continuo:</strong> Il feedback è essenziale per il coaching efficace. Il coach fornisce feedback costruttivo e aiuta il leader a sviluppare la consapevolezza di sé.</li>
<li><strong>Sviluppo delle competenze di comunicazione:</strong> La comunicazione è fondamentale per la leadership. Il coaching può includere lo sviluppo delle competenze di comunicazione, inclusa la capacità di ascolto attivo, la gestione dei conflitti e la comunicazione chiara.</li>
<li><strong>Crescita della consapevolezza emozionale:</strong> I leader di successo comprendono e gestiscono le proprie emozioni e quelle degli altri. Il coaching può includere la consapevolezza emozionale e lo sviluppo delle competenze di intelligenza emotiva.</li>
<li><strong>Adattamento alle esigenze specifiche:</strong> Ogni leader è unico, e il coaching per la leadership è adattato alle esigenze specifiche di ciascun individuo. Può concentrarsi su aree come la gestione del tempo, la delega, la presa di decisioni, la motivazione del team, ecc.</li>
<li><strong>Sostenibilità:</strong> Il coaching mira a creare un cambiamento sostenibile nel leader. Ciò significa che le abilità apprese e sviluppate durante il coaching dovrebbero essere integrate nella pratica quotidiana.</li>
</ol>
<p>Il coaching per la leadership può essere un investimento prezioso per gli individui e le organizzazioni, poiché contribuisce al miglioramento delle prestazioni e alla crescita professionale e personale dei leader.</p>
<blockquote><p>Contattaci per qualsiasi esigenza di formazione e coaching sulla leadership <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">da questo form.</a> Risponderemo al più presto</p></blockquote>
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<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211;</h2>
<p><strong>La leadership </strong>, sia come area di ricerca che come abilità pratica, comprende la capacità di un individuo, gruppo o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organization" target="_blank" rel="noopener">organizzazione </a>di &#8221; <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/lead" target="_blank" rel="noopener">guidare </a>&#8220;, influenzare o guidare altri individui, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Team" target="_blank" rel="noopener">team </a>o intere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organization" target="_blank" rel="noopener">organizzazioni </a>.</p>
<p>&#8220;Leadership&#8221; è un termine controverso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>La letteratura specialistica discute vari punti di vista sul concetto, a volte contrapponendo gli approcci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Eastern_world" target="_blank" rel="noopener">orientali </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Western_world" target="_blank" rel="noopener">occidentali </a>alla leadership, e anche (in Occidente) gli approcci nordamericani ed europei. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2]</sup></a></p>
<p>Alcuni ambienti accademici statunitensi definiscono la leadership come “un processo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_influence" target="_blank" rel="noopener">influenza sociale </a>in cui una persona può ottenere l’aiuto e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peer_support" target="_blank" rel="noopener">il sostegno </a>di altri nella realizzazione di un obiettivo comune ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethics" target="_blank" rel="noopener">etico” .</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Task_(project_management)" target="_blank" rel="noopener">compito </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Chin_2015-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessaria la citazione per verificare </sup></em></a><sup>] &#8211; in altre parole, come un rapporto </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">di potere </a>influente in cui il potere di un partito (il &#8220;leader&#8221;) promuove il movimento/cambiamento negli altri ( [ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>5] </sup></a>Alcuni hanno sfidato le visioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managerial" target="_blank" rel="noopener">manageriali più tradizionali </a>della leadership (che dipingono la leadership come qualcosa posseduto o posseduto da un individuo a causa del suo ruolo o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Authority_(sociology)" target="_blank" rel="noopener">autorità </a>), e sostengono invece la natura complessa della leadership che si trova a tutti i livelli delle istituzioni, sia all&#8217;interno di ruoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional" target="_blank" rel="noopener">formali </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] che informali. </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessaria una citazione per verificare </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_studies" target="_blank" rel="noopener">Gli studi sulla leadership </a>hanno prodotto teorie che coinvolgono (ad esempio) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_leadership" target="_blank" rel="noopener">tratti </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>interazione situazionale, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>funzione, comportamento, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">potere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Goal" target="_blank" rel="noopener">visione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Value_(personal_and_cultural)" target="_blank" rel="noopener">valori </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessario un preventivo per verificare </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charismatic_leadership" target="_blank" rel="noopener">carisma </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>tra gli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Chin_2015-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Storia</h2>
<p>Nel campo della leadership politica, la dottrina cinese del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mandate_of_Heaven" target="_blank" rel="noopener">Mandato del Cielo </a>postulava la necessità che i governanti governassero giustamente e il diritto dei subordinati di rovesciare gli imperatori che sembravano privi di approvazione divina. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14]</sup></a></p>
<p>I pensatori pro- <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aristocracy" target="_blank" rel="noopener">aristocrazia </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno postulato che la leadership dipende dal proprio &#8220;sangue blu&#8221; o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gene" target="_blank" rel="noopener">dai geni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monarchy" target="_blank" rel="noopener">La monarchia </a>ha una visione estrema della stessa idea e può sostenere le sue affermazioni contro le pretese di semplici aristocratici invocando la sanzione divina (vedi il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Divine_Right_of_Kings" target="_blank" rel="noopener">diritto divino dei re </a>). D’altra parte, i teorici più inclini alla democrazia hanno indicato esempi di leader <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meritocracy" target="_blank" rel="noopener">meritocratici </a>, come i marescialli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Napoleon_Bonaparte" target="_blank" rel="noopener">napoleonici </a>che traggono profitto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Career" target="_blank" rel="noopener">carriere </a>aperte al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Skill" target="_blank" rel="noopener">talento </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>Nella corrente di pensiero <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Autocracy" target="_blank" rel="noopener">autocratico </a>/ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paternalism" target="_blank" rel="noopener">paternalista </a>, i tradizionalisti ricordano il ruolo di leadership del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pater_familias" target="_blank" rel="noopener"><em>pater familias romano </em></a>. Il pensiero <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feminism" target="_blank" rel="noopener">femminista </a>, d&#8217;altra parte, può opporsi a modelli come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Patriarchy" target="_blank" rel="noopener">quello patriarcale </a>e opporre loro &#8220;una guida emotiva emotivamente sintonizzata, reattiva e consensuale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">, </a>che a volte è associata ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Matriarchy" target="_blank" rel="noopener">matriarcati </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Paragonabili alla tradizione romana, le opinioni del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Confucianism" target="_blank" rel="noopener">confucianesimo </a>sul &#8220;retto vivere&#8221; si riferiscono molto all&#8217;ideale del leader studioso (maschio) e al suo governo benevolo, sostenuto da una tradizione di pietà filiale.</p>
<p>— <em>PK Saxena </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19]</sup></a></p>
<p>La leadership è una questione di intelligenza, affidabilità, umanità, coraggio e disciplina&#8230; Fare affidamento solo sull&#8217;intelligenza si traduce in ribellione. Il solo esercizio dell’umanità porta alla debolezza. La fissazione sulla fiducia porta alla follia. La dipendenza dalla forza del coraggio sfocia nella violenza. L’eccessiva disciplina e la severità nel comando si traducono in crudeltà. Quando si possiedono tutte e cinque le virtù insieme, ciascuna adeguata alla propria funzione, allora si può essere un leader.</p>
<p>— <em>Jia Lin, nel commento a </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sun_Tzu" target="_blank" rel="noopener"><em>Sun Tzu </em></a><em>, L&#8217;arte della guerra </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Prince" target="_blank" rel="noopener"><em>Il Principe </em></a>di Machiavelli , scritto all&#8217;inizio del XVI secolo, fornì ai governanti (&#8220;principi&#8221; o &#8220;tiranni&#8221; nella terminologia di Machiavelli) un manuale per ottenere e mantenere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">il potere </a>.</p>
<p>Prima del XIX secolo, il concetto di leadership aveva meno rilevanza di oggi: la società si aspettava e otteneva la tradizionale deferenza e obbedienza nei confronti di signori, re, maestri artigiani e padroni di schiavi. L&#8217; Oxford <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ancien_regime" target="_blank" rel="noopener"><em>English </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_English_Dictionary" target="_blank" rel="noopener"><em>Dictionary </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nation-state" target="_blank" rel="noopener">fa </a>risalire <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organization" target="_blank" rel="noopener">la parola </a>&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Industrialization" target="_blank" rel="noopener">leadership </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ancien_regime" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8221; </em></a>in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Slavery" target="_blank" rel="noopener">inglese </a>solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>al </sup></a>1821 . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Republic" target="_blank" rel="noopener">repubbliche , </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporation" target="_blank" rel="noopener">corporazioni </a>commerciali ) hanno sviluppato la necessità di un nuovo paradigma con cui caratterizzare i politici eletti e i datori di lavoro che garantiscono posti di lavoro, da qui lo sviluppo e la teorizzazione dell’idea di “leadership”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>La relazione funzionale tra leader e seguaci può rimanere, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>ma la terminologia accettabile (forse eufemistica) è cambiata.</p>
<p>A partire dal XIX secolo, l’elaborazione del pensiero <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anarchism" target="_blank" rel="noopener">anarchico </a>mise in discussione l’intero concetto di leadership. Una risposta a questa negazione dell’élitarismo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/%C3%89litism" target="_blank" rel="noopener">arrivò </a>con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leninism" target="_blank" rel="noopener">il leninismo </a>: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lenin" target="_blank" rel="noopener">Lenin </a>(1870-1924) chiese a un gruppo d’élite di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_revolutionaries" target="_blank" rel="noopener">quadri disciplinati </a>di agire come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vanguard_party" target="_blank" rel="noopener">avanguardia </a>di una rivoluzione socialista, che avrebbe dovuto creare la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dictatorship_of_the_proletariat" target="_blank" rel="noopener">dittatura del proletariato </a>.</p>
<p>Altre visioni storiche della leadership hanno affrontato gli apparenti contrasti tra leadership secolare e religiosa. Le dottrine del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Caesaro-papism" target="_blank" rel="noopener">cesaropapismo </a><u>si </u>sono ripetute e hanno avuto i loro detrattori per diversi secoli. Il pensiero cristiano sulla leadership ha spesso enfatizzato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stewardship" target="_blank" rel="noopener">la gestione </a>delle risorse fornite da Dio – umane e materiali – e il loro impiego in conformità con un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Divine_plan" target="_blank" rel="noopener">piano divino </a>. Confrontatelo con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener">la leadership di servizio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24]</sup></a></p>
<p>Per una visione più generale sulla leadership in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Politics" target="_blank" rel="noopener">politica </a>, confronta il concetto di <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/statesperson" target="_blank" rel="noopener">statista </a>.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Teorie</h2>
<p><strong>La prima storia occidentale</strong></p>
<p>La ricerca delle caratteristiche o dei tratti dei leader è continuata per secoli. Scritti filosofici dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Republic_(Plato)" target="_blank" rel="noopener"><em>Repubblica </em></a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener">Platone </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>a quella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plutarch%27s" target="_blank" rel="noopener">di Plutarco</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parallel_Lives" target="_blank" rel="noopener"><em>Molte vite </em></a>hanno esplorato la domanda &#8220;Quali qualità distinguono un individuo come leader?&#8221; Alla base di questa ricerca c’era il riconoscimento precoce dell’importanza della leadership <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26] </sup></a>e il presupposto che la leadership sia radicata nelle caratteristiche che alcuni individui possiedono. Questa idea secondo cui la leadership si basa su attributi individuali è conosciuta come la “ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_leadership" target="_blank" rel="noopener">teoria dei tratti della leadership </a>”.</p>
<p>Numerose opere nel XIX secolo – quando la tradizionale autorità di monarchi, signori e vescovi aveva cominciato a scemare – esplorarono a lungo la teoria dei tratti: in particolare gli scritti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener">Thomas Carlyle </a>e di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Francis_Galton" target="_blank" rel="noopener">Francis Galton </a>. In <em>Heroes and Hero Worship </em>(1841), Carlyle identificò i talenti, le abilità e le caratteristiche fisiche degli uomini che salirono al potere. Galton&#8217;s <em>Hereditary Genius </em>(1869) esaminò le qualità di leadership nelle famiglie di uomini potenti. Dopo aver dimostrato che il numero di parenti illustri diminuiva quando la sua attenzione si spostava dai parenti di primo grado a quelli di secondo grado, Galton concluse che la leadership era ereditaria. In altre parole, i leader nascono, non si sviluppano. Entrambi questi lavori hanno sostenuto l’idea che la leadership è radicata nelle caratteristiche del leader.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cecil_Rhodes" target="_blank" rel="noopener">Cecil Rhodes </a>(1853-1902) credeva che la leadership animata da spirito pubblico potesse essere coltivata identificando i giovani con &#8220;forza morale di carattere e istinto a guidare&#8221; ed educandoli in contesti (come l&#8217;ambiente collegiale dell&#8217;Università di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/University_of_Oxford" target="_blank" rel="noopener">Oxford </a>) che sviluppato ulteriormente tali caratteristiche. Le reti internazionali di tali leader potrebbero contribuire a promuovere la comprensione internazionale e contribuire a “rendere la guerra impossibile”. Questa visione di leadership è alla base della creazione delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rhodes_Scholarships" target="_blank" rel="noopener">borse di studio Rhodes </a>, che hanno contribuito a modellare le nozioni di leadership sin dalla loro creazione nel 1903. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Ascesa<strong> di teorie alternative</strong></h2>
<p>Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, una serie di revisioni qualitative <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a>spinse i ricercatori ad assumere una visione drasticamente diversa delle forze trainanti della leadership. Analizzando la letteratura esistente, Stogdill e Mann hanno scoperto che, sebbene alcuni tratti fossero comuni in numerosi studi, l’evidenza complessiva suggeriva che le persone che sono leader in una situazione potrebbero non essere necessariamente leader in altre situazioni. Successivamente, la leadership non è stata più caratterizzata come un tratto individuale duraturo: gli approcci situazionali (vedi teorie alternative sulla leadership di seguito) postulavano che gli individui potessero essere efficaci in determinate situazioni, ma non in altre. L’attenzione si è poi spostata dalle caratteristiche dei leader all’indagine sui comportamenti efficaci dei leader. Questo approccio ha dominato gran parte della teoria e della ricerca sulla leadership nei decenni successivi.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Riemergere della teoria dei tratti</strong></h2>
<p>Nuovi metodi e misurazioni furono sviluppati dopo queste influenti revisioni che alla fine avrebbero ristabilito <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener">la teoria dei tratti </a>come un approccio praticabile allo studio della leadership. Ad esempio, i miglioramenti nell&#8217;uso da parte dei ricercatori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Round-robin_test" target="_blank" rel="noopener">metodologia di progettazione della ricerca round-robin </a>hanno permesso ai ricercatori di vedere che gli individui possono emergere come leader in una varietà di situazioni e compiti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kenny,_D.A._1983-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Inoltre, durante gli anni &#8217;80 i progressi statistici hanno permesso ai ricercatori di condurre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi </a>, in cui potevano analizzare quantitativamente e riassumere i risultati di un&#8217;ampia gamma di studi. Questo avvento ha permesso ai teorici dei tratti di creare un quadro completo delle precedenti ricerche sulla leadership piuttosto che fare affidamento sulle revisioni qualitative del passato. Dotati di nuovi metodi, i ricercatori sulla leadership hanno rivelato quanto segue:</p>
<ul>
<li>Gli individui possono emergere come leader in una varietà di situazioni e compiti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kenny,_D.A._1983-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></li>
<li>Esistono relazioni significative tra l’emergere della leadership e tratti individuali come:</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Intelligenza </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lord,_R.G._1986-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30]</sup></a></li>
<li>Regolazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lord,_R.G._1986-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">Estroversione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lord,_R.G._1986-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">Coscienziosità </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">Apertura all’esperienza </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">Autoefficacia </a>generale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Foti,_R.J._2007-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35]</sup></a></li>
</ul>
<p>Sebbene la teoria dei tratti della leadership abbia certamente riacquistato popolarità, il suo riemergere non è stato accompagnato da un corrispondente aumento di sofisticati quadri concettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Zaccaro,_S._J._2007-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<p>Nello specifico, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Zaccaro" target="_blank" rel="noopener">Stephen Zaccaro </a>ha osservato che le teorie sui tratti continuano a: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Zaccaro,_S._J._2007-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<ul>
<li>concentrarsi su un piccolo insieme di attributi individuali come i tratti della personalità &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>&#8220;, trascurando le capacità cognitive, le motivazioni, i valori, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skills" target="_blank" rel="noopener">le abilità sociali </a>, le competenze e le capacità di risoluzione dei problemi</li>
<li>non riescono a considerare modelli o integrazioni di più attributi</li>
<li>non distinguere tra gli attributi di leadership che generalmente non sono malleabili nel tempo e quelli che sono modellati e vincolati alle influenze situazionali</li>
<li>non considerare in che modo gli attributi stabili del leader spieghino la diversità comportamentale necessaria per una leadership efficace</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Approccio basato sul modello di attributi</strong></h2>
<p>Considerando le critiche alla teoria dei tratti delineate sopra, diversi ricercatori hanno adottato una prospettiva diversa delle differenze individuali dei leader: l’approccio leader-attributo-modello. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Foti,_R.J._2007-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Mumford,_M._D._2000-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a>In contrasto con l&#8217;approccio tradizionale, l&#8217;approccio leader-attributo-modello si basa sulle argomentazioni dei teorici secondo cui l&#8217;influenza delle caratteristiche individuali sui risultati è meglio compresa considerando la persona come una totalità integrata piuttosto che una somma di variabili individuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Mumford,_M._D._2000-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>In altre parole, l’approccio leader-attributo-modello sostiene che costellazioni integrate o combinazioni di differenze individuali possono spiegare variazioni sostanziali sia nell’emergenza del leader che nell’efficacia del leader oltre a quanto spiegato da singoli attributi o da combinazioni aggiuntive di molteplici attributi.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teorie comportamentali e di stile</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managerial_grid_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di griglia manageriale</em></a></p>
<p>In risposta alle prime critiche all’approccio dei tratti, i teorici iniziarono a ricercare la leadership come un insieme di comportamenti valutando il comportamento dei leader di successo, determinando una tassonomia comportamentale e identificando ampi stili di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/David_McClelland" target="_blank" rel="noopener">David McClelland </a>, ad esempio, postulava che la leadership richiede una personalità forte con un ego positivo ben sviluppato. Per guidare, la fiducia in se stessi e un’elevata autostima sono utili, forse addirittura essenziali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_Lewin" target="_blank" rel="noopener">Kurt Lewin </a>, Ronald Lipitt e Ralph White svilupparono nel 1939 il lavoro fondamentale sull&#8217;influenza degli stili di leadership e delle prestazioni. I ricercatori hanno valutato le prestazioni di gruppi di ragazzi di undici anni in diversi tipi di clima lavorativo. In ciascuno, il leader esercitava la sua influenza riguardo al tipo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_decision_making" target="_blank" rel="noopener">processo decisionale del gruppo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Praise" target="_blank" rel="noopener">lodi </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Criticism" target="_blank" rel="noopener">critiche </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feedback" target="_blank" rel="noopener">feedback </a>) e la gestione dei compiti del gruppo ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Project_management" target="_blank" rel="noopener">gestione del progetto </a>) secondo tre stili: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#Autocratic_or_authoritarian" target="_blank" rel="noopener">autoritario </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#Participative_or_democratic" target="_blank" rel="noopener">democratico </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#Laissez-faire_or_free-rein_leadership" target="_blank" rel="noopener">laissez-faire </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>Nel 1945, la Ohio State University condusse uno studio che indagava i comportamenti osservabili rappresentati dai leader efficaci. Hanno identificato comportamenti particolari che riflettevano l’efficacia della leadership. Hanno ristretto i loro risultati a due dimensioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>La prima dimensione, &#8220;struttura di avvio&#8221;, descrive come un leader comunica in modo chiaro e accurato con i seguaci, definisce gli obiettivi e determina come vengono eseguiti i compiti. Questi sono considerati comportamenti &#8220;orientati al compito&#8221;. La seconda dimensione, “la considerazione”, indica la capacità del leader di costruire un rapporto interpersonale con i propri collaboratori, e di instaurare una forma di fiducia reciproca. Questi sono considerati comportamenti “socialmente orientati”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>I Michigan State Studies, condotti negli anni ’50, hanno effettuato ulteriori indagini e risultati che hanno correlato positivamente i comportamenti e l’efficacia della leadership. Sebbene abbiano avuto risultati simili a quelli degli studi dell&#8217;Ohio State, hanno anche contribuito con un comportamento aggiuntivo identificato nei leader: il comportamento partecipativo (chiamato anche &#8220;leadership di servizio&#8221; ), o consentire ai seguaci di partecipare al processo decisionale di gruppo e incoraggiare l&#8217;input dei subordinati. Ciò implica evitare il controllo dei tipi di leadership e consentire interazioni più personali tra i leader e i loro subordinati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Anche il modello manageriale a griglia si basa su una teoria comportamentale. Il modello è stato sviluppato da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Blake_(management)" target="_blank" rel="noopener">Robert Blake </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jane_Mouton" target="_blank" rel="noopener">Jane Mouton </a>nel 1964. Suggerisce cinque diversi stili di leadership, basati sulla preoccupazione dei leader per le persone e sulla loro preoccupazione per il raggiungimento degli obiettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Rinforzo<strong> positivo</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/B._F._Skinner" target="_blank" rel="noopener">BF Skinner </a>è il padre della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behavior_modification" target="_blank" rel="noopener">modificazione del comportamento </a>e ha sviluppato il concetto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_reinforcement" target="_blank" rel="noopener">rinforzo positivo </a>. Il rinforzo positivo si verifica quando in risposta a un comportamento viene presentato uno stimolo positivo che aumenta la probabilità che quel comportamento si ripeta in futuro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Quello che segue è un esempio di come il rinforzo positivo può essere utilizzato in un contesto aziendale. Supponiamo che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Praise" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;elogio </a>sia un rinforzo positivo per un particolare dipendente. Questo dipendente non si presenta puntuale al lavoro ogni giorno. Il manager decide di elogiare il dipendente per essersi presentato in orario ogni giorno in cui il dipendente si presenta effettivamente al lavoro in orario. Di conseguenza, il dipendente arriva al lavoro in orario più spesso perché gli piace essere elogiato. In questo esempio, l&#8217;elogio (lo stimolo) è un rinforzo positivo per questo dipendente perché il dipendente arriva al lavoro in orario (il comportamento) più frequentemente dopo essere stato elogiato per essersi presentato al lavoro in orario. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a></p>
<p>Il rinforzo positivo è una tecnica di successo utilizzata dai leader per motivare e ottenere i comportamenti desiderati dai subordinati. Organizzazioni come Frito-Lay, 3M, Goodrich, Michigan Bell ed Emery Air Freight hanno tutte utilizzato il rinforzo per aumentare la produttività. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>La ricerca empirica che copre gli ultimi 20 anni <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style/Dates_and_numbers#Chronological_items" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di aggiornamento </sup></em></a><sup>] </sup>suggerisce che l&#8217;applicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reinforcement_theory" target="_blank" rel="noopener">della teoria del rinforzo </a>porta ad un aumento del 17% delle prestazioni. Inoltre, molte tecniche di rinforzo, come l&#8217;uso dell&#8217;elogio, sono poco costose e forniscono prestazioni più elevate a costi inferiori.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teorie situazionali e della contingenza</strong></h2>
<p><em>Articoli principali: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fiedler_contingency_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di contingenza di Fiedler </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vroom%E2%80%93Yetton_decision_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello decisionale Vroom-Yetton </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Path%E2%80%93goal_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>teoria del percorso-obiettivo </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substitutes_for_Leadership_Theory" target="_blank" rel="noopener"><em>teoria dei sostituti della leadership</em></a></p>
<p>La teoria situazionale è un’altra reazione alla teoria dei tratti della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_science" target="_blank" rel="noopener">Gli scienziati sociali </a>sostenevano che la storia era qualcosa di più del risultato dell’intervento di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Great_man_theory" target="_blank" rel="noopener">grandi uomini </a>come suggerito <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener">da Carlyle </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbert_Spencer" target="_blank" rel="noopener">Herbert Spencer </a>(1884) (e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Marx" target="_blank" rel="noopener">Karl Marx </a>) dicevano che sono i tempi a produrre la persona e non il contrario. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a>Questa teoria presuppone che situazioni diverse richiedano caratteristiche diverse: non esiste un unico profilo psicografico ottimale di un leader. Secondo la teoria, &#8220;ciò che un individuo fa effettivamente quando agisce come leader dipende in gran parte dalle caratteristiche della situazione in cui opera&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51]</sup></a></p>
<p>Alcuni teorici hanno sintetizzato i tratti e gli approcci situazionali. Basandosi sulla ricerca di Lewin et al., <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>gli accademici hanno normalizzato i modelli descrittivi dei climi di leadership, definendo tre stili di leadership e identificando in quali situazioni ciascuno stile funziona meglio. Lo stile di leadership autoritario, ad esempio, è approvato nei periodi di crisi ma non riesce a conquistare i &#8220;cuori e le menti&#8221; dei follower nella gestione quotidiana; lo stile di leadership democratico è più adeguato nelle situazioni che richiedono la costruzione del consenso; infine, lo stile di leadership laissez-faire è apprezzato per il grado di libertà che offre, ma poiché i leader non &#8220;si prendono la responsabilità&#8221;, possono essere percepiti come un fallimento in problemi organizzativi prolungati o spinosi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a>I teorici definivano lo stile di leadership come contingente alla situazione; questa è talvolta chiamata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Contingency_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria della contingenza </a>. Tre teorie sulla leadership di contingenza sono il modello di contingenza di Fiedler, il modello decisionale di Vroom-Yetton e la teoria dell&#8217;obiettivo del percorso.</p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fiedler_contingency_model" target="_blank" rel="noopener">modello di contingenza di Fiedler </a>basa l’efficacia del leader su ciò che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fred_Fiedler" target="_blank" rel="noopener">Fred Fiedler </a>chiamava <em>contingenza situazionale </em>. Ciò risulta dall&#8217;interazione tra stile di leadership e favore situazionale (in seguito chiamato <em>controllo situazionale </em>). La teoria definisce due tipi di leader: coloro che tendono a portare a termine il compito sviluppando buone relazioni con il gruppo (orientato alle relazioni), e coloro che hanno come principale preoccupazione lo svolgimento del compito stesso (orientato al compito). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Secondo Fiedler non esiste un leader ideale. Sia i leader orientati al compito che quelli orientati alle relazioni possono essere efficaci se il loro orientamento alla leadership si adatta alla situazione. Quando c&#8217;è una buona relazione leader-membro, un compito altamente strutturato e un elevato potere di posizione del leader, la situazione è considerata una &#8220;situazione favorevole&#8221;. Fiedler ha scoperto che i leader orientati al compito sono più efficaci in situazioni estremamente favorevoli o sfavorevoli, mentre i leader orientati alle relazioni ottengono risultati migliori in situazioni con favore intermedio.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victor_Vroom" target="_blank" rel="noopener">Victor Vroom </a>, in collaborazione con Phillip Yetton <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>e successivamente con Arthur Jago, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>ha sviluppato una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>per descrivere le situazioni di leadership. Lo hanno utilizzato in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vroom-Yetton_decision_model" target="_blank" rel="noopener">modello decisionale normativo </a>in cui gli stili di leadership erano collegati a variabili situazionali, definendo quale approccio fosse più adatto a quale situazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Questo approccio supportava l&#8217;idea che un manager potesse fare affidamento su diversi approcci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_decision_making" target="_blank" rel="noopener">decisionali di gruppo </a>a seconda degli attributi di ciascuna situazione. Questo modello venne successivamente denominato teoria della contingenza situazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>La <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Path-goal_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria della leadership percorso-obiettivo </a>è stata sviluppata da Robert House e si basava sulla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Expectancy_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria delle aspettative </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victor_Vroom" target="_blank" rel="noopener">Victor Vroom </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Secondo House, &#8220;i leader, per essere efficaci, si impegnano in comportamenti che completano l&#8217;ambiente e le capacità dei subordinati in un modo che compensi le carenze e sia strumentale alla soddisfazione dei subordinati e alle prestazioni individuali e dell&#8217;unità di lavoro&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>La teoria identifica quattro comportamenti del leader, <em>orientato al risultato </em>, <em>direttivo </em>, <em>partecipativo </em>e <em>di supporto </em>, che sono contingenti ai fattori ambientali e alle caratteristiche dei follower. In contrasto con il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fiedler_contingency_model" target="_blank" rel="noopener">modello di contingenza di Fiedler </a>, il modello percorso-obiettivo afferma che i quattro comportamenti di leadership sono fluidi e che i leader possono adottarne uno qualsiasi a seconda di ciò che la situazione richiede. Il modello percorso-obiettivo può essere classificato sia come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Contingency_leadership_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria della contingenza </a>, poiché dipende dalle circostanze, sia come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener">teoria della leadership transazionale </a>, poiché la teoria enfatizza il comportamento di reciprocità tra leader e seguaci.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria funzionale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Functional_leadership_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di leadership funzionale</em></a></p>
<p>La teoria della leadership funzionale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>affronta comportamenti specifici del leader che contribuiscono all&#8217;efficacia dell&#8217;organizzazione o dell&#8217;unità. Questa teoria sostiene che il compito principale del leader è quello di assicurarsi che venga curato tutto ciò che è necessario ai bisogni del gruppo; quindi, si può dire che un leader ha svolto bene il proprio lavoro quando ha contribuito all&#8217;efficacia e alla coesione del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Sebbene la teoria della leadership funzionale sia stata spesso applicata alla leadership del team, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>è stata effettivamente applicata anche alla leadership organizzativa più ampia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Nel riassumere la letteratura sulla leadership funzionale, i ricercatori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>hanno osservato cinque funzioni generali che un leader svolge nel promuovere l&#8217;efficacia dell&#8217;organizzazione. Queste funzioni includono il monitoraggio ambientale, l&#8217;organizzazione delle attività subordinate, l&#8217;insegnamento e il coaching dei subordinati, la motivazione degli altri e l&#8217;intervento attivo nel lavoro del gruppo.</p>
<p>Vari comportamenti di leadership facilitano queste funzioni. Nel lavoro iniziale che identificava il comportamento del leader, Fleishman osservò che i subordinati percepivano il comportamento dei loro supervisori in termini di due ampie categorie denominate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consideration_and_initiating_structure" target="_blank" rel="noopener">considerazione e struttura di avvio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>La considerazione include il comportamento coinvolto nella promozione di relazioni efficaci. Esempi di tale comportamento includono mostrare preoccupazione per un subordinato o agire in modo solidale nei confronti degli altri. La struttura di avvio implica le azioni del leader focalizzate specificamente sulla realizzazione del compito. Ciò potrebbe includere il chiarimento del ruolo, la definizione di standard di prestazione e la responsabilità dei subordinati rispetto a tali standard.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria psicologica integrata</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello a tre livelli di leadership</em></a></p>
<p>La Teoria Psicologica Integrata della leadership tenta di integrare i punti di forza delle teorie più vecchie (vale a dire tratti, comportamenti/stili, situazionali e funzionali) affrontandone i limiti, introducendo un nuovo elemento: la necessità per i leader di sviluppare la propria presenza di leadership, l&#8217;atteggiamento verso gli altri e flessibilità comportamentale praticando la padronanza psicologica. Offre inoltre una base per i leader che desiderano applicare le filosofie della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership di servizio </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Authentic_leadership" target="_blank" rel="noopener">della leadership autentica </a>.</p>
<p>La teoria psicologica integrata ha iniziato ad attirare l&#8217;attenzione dopo la pubblicazione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model" target="_blank" rel="noopener">modello dei tre livelli di leadership di James Scouller </a>(2011). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Scouller-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>Scouller </sup></a>ha sostenuto che le teorie più vecchie offrivano solo un&#8217;assistenza limitata nello sviluppo della capacità di una persona di guidare in modo efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Scouller-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><sup>: 34–35 </sup>Sottolinea, ad esempio, che:</p>
<ul>
<li>Le teorie sui tratti, che tendono a rafforzare l’idea che i leader si nasce e non si diventa, potrebbero aiutarci a selezionare i leader, ma sono meno utili per lo sviluppo dei leader.</li>
<li>Uno stile ideale (ad esempio lo stile di squadra di Blake e Mouton) non sarebbe adatto a tutte le circostanze.</li>
<li>La maggior parte delle teorie situazionali/contingenti e funzionali presuppone che i leader possano modificare il proprio comportamento per far fronte a circostanze diverse o ampliare la propria gamma comportamentale a piacimento, quando in pratica molti trovano difficile farlo a causa di convinzioni inconsce, paure o abitudini radicate. Pertanto, ha sostenuto, i leader devono lavorare sulla loro psicologia interiore.</li>
<li>Nessuna delle teorie più vecchie ha affrontato con successo la sfida di sviluppare la “ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Leadership_presence" target="_blank" rel="noopener">presenza della leadership </a>”, quel certo “qualcosa” nei leader che attira l’attenzione, ispira le persone, conquista la loro fiducia e fa sì che i seguaci vogliano lavorare con loro.</li>
</ul>
<p>Il modello di Scouller mira a riassumere ciò che i leader devono fare, non solo per portare leadership nel proprio gruppo o organizzazione, ma anche per svilupparsi tecnicamente e psicologicamente come leader. I tre livelli nel suo modello sono leadership pubblica, privata e personale:</p>
<ul>
<li>I primi due – leadership pubblica e privata – sono livelli “esterni” o comportamentali. Questi comportamenti affrontano quelle che Scouller chiamava &#8220;le quattro dimensioni della leadership&#8221;. Queste dimensioni sono: (1) uno scopo di gruppo condiviso e motivante; (2) azione, progresso e risultati; (3) unità collettiva o spirito di squadra; e (4) selezione e motivazione individuale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Public_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership pubblica </a>si concentra sui 34 comportamenti coinvolti nell’influenzare due o più persone contemporaneamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Private_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership privata </a>copre i 14 comportamenti necessari per influenzare gli individui individualmente.</li>
<li>Il terzo – <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Personal_leadership" target="_blank" rel="noopener">la leadership personale </a>– è un livello “interiore” e riguarda la crescita di una persona verso una maggiore presenza, know-how e abilità di leadership. Lavorare sulla propria leadership personale ha tre aspetti: (1) conoscenza e abilità tecniche, (2) sviluppare il giusto atteggiamento verso le altre persone, che è la base della leadership di servizio, e (3) padronanza psicologica di sé, il fondamento per leadership autentica.</li>
</ul>
<p>Scouller ha sostenuto che la padronanza di sé è la chiave per far crescere la propria presenza di leadership, costruire relazioni di fiducia con i seguaci e dissolvere le proprie convinzioni e abitudini limitanti. Ciò consente flessibilità comportamentale man mano che le circostanze cambiano, pur rimanendo connessi ai propri valori fondamentali (cioè rimanendo autentici). Per sostenere lo sviluppo dei leader, ha introdotto un nuovo modello della psiche umana e ha delineato i principi e le tecniche dell&#8217;autocontrollo, che includono la pratica della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mindfulness#Mindfulness_meditation_in_organizations" target="_blank" rel="noopener">meditazione consapevole </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Scouller-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><sup>: 137–237</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teorie transazionali e trasformazionali</strong></h2>
<p><em>Articoli principali: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership transazionale </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership trasformazionale</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bernard_Bass" target="_blank" rel="noopener">Bernard Bass </a>e colleghi hanno sviluppato l’idea di due diversi tipi di leadership: <em>transazionale </em>che prevede lo scambio di lavoro in cambio di ricompense e <em>trasformativa </em>che si basa sulla preoccupazione per i dipendenti, sulla stimolazione intellettuale e sulla fornitura di una visione di gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Al leader transazionale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Burns-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>viene dato il potere di svolgere determinati compiti e premiare o punire le prestazioni del team. Dà l&#8217;opportunità al manager di guidare il gruppo e il gruppo accetta di seguire la sua guida per raggiungere un obiettivo predeterminato in cambio di qualcos&#8217;altro. Al leader viene dato il potere di valutare, correggere e formare i subordinati quando la produttività non è all&#8217;altezza del livello desiderato e di premiare l&#8217;efficacia quando viene raggiunto il risultato atteso.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria dello scambio leader-membro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leader%E2%80%93member_exchange_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>teoria dello scambio leader-membro</em></a></p>
<p>dello scambio leader-membro ( LMX ) affronta un aspetto specifico del processo di leadership, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>che si è evoluto da una teoria precedente chiamata modello di collegamento della diade verticale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Entrambi questi modelli si concentrano sull&#8217;interazione tra leader e singoli seguaci. Similmente all&#8217;approccio transazionale, questa interazione è vista come uno scambio equo in cui il leader fornisce determinati vantaggi come guida al compito, consigli, supporto e/o ricompense significative e i follower ricambiano dando al leader rispetto, cooperazione, impegno nel compito. e buone prestazioni. Tuttavia, LMX riconosce che i leader e i singoli follower varieranno nel tipo di scambio che si sviluppa tra loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P.-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72]</sup></a> LMX teorizza che il tipo di scambi tra il leader e specifici follower può portare alla creazione di <em>gruppi interni </em>e <em>gruppi esterni </em>. Si dice che i membri del gruppo abbiano <em>scambi di alta qualità </em>con il leader, mentre i membri del gruppo esterno abbiano <em>scambi di bassa qualità </em>con il leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-autogenerated1-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73]</sup></a></p>
<p><strong>Membri del gruppo</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/In-group" target="_blank" rel="noopener">del gruppo </a>sono percepiti dal leader come più esperti, competenti e disposti ad assumersi responsabilità rispetto agli altri seguaci. Il leader inizia a fare affidamento su queste persone per aiutarlo in compiti particolarmente impegnativi. Se il follower risponde bene, il leader lo premia con coaching extra, incarichi di lavoro favorevoli ed esperienze di sviluppo. Se il follower mostra un impegno e uno sforzo elevati seguiti da ricompense aggiuntive, entrambe le parti sviluppano fiducia, influenza e sostegno reciproci. La ricerca mostra che i membri del gruppo di solito ricevono valutazioni di performance più elevate da parte del leader, maggiore soddisfazione e promozioni più rapide rispetto ai membri del gruppo esterno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P.-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>È probabile che i membri del gruppo costruiscano legami più forti con i loro leader condividendo gli stessi background sociali e interessi.</p>
<p><strong>Membri del gruppo esterno</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ingroups_and_outgroups" target="_blank" rel="noopener">dell’outgroup </a>spesso ricevono meno tempo e scambi più distanti rispetto alle loro controparti all’interno del gruppo. Con i membri dell&#8217;out-group, i leader non si aspettano altro che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">prestazioni lavorative adeguate </a>, buona presenza, ragionevole rispetto e aderenza alla descrizione del lavoro in cambio di un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Living_wage" target="_blank" rel="noopener">salario giusto </a>e benefici standard. Il leader trascorre meno tempo con i membri dell&#8217;outgroup, hanno meno esperienze di sviluppo e tende a enfatizzare la propria autorità formale per ottenere la conformità alle richieste del leader. La ricerca mostra che i membri dell’outgroup sono meno soddisfatti del proprio lavoro e della propria organizzazione, ricevono valutazioni inferiori delle prestazioni dal leader, vedono il proprio leader come meno giusto e sono più propensi a presentare reclami o a lasciare l’organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P.-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Emozioni</strong></h2>
<p><em>Vedi anche </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>: </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>emotiva</em></a></p>
<p>La leadership può essere un processo carico di emozioni, con le emozioni intrecciate con il processo di influenza sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>L&#8217;umore di un leader influenza il suo gruppo. Questi effetti possono essere descritti in tre livelli: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75]</sup></a></p>
<p><strong>L&#8217;umore dei singoli membri del gruppo</strong></p>
<p>I membri di gruppi i cui leader sono in uno stato d’animo positivo sperimentano uno stato d’animo più positivo rispetto ai membri del gruppo con leader in uno stato d’animo negativo. I leader trasmettono i propri stati d&#8217;animo agli altri membri del gruppo attraverso il meccanismo del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_contagion" target="_blank" rel="noopener">contagio emotivo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>Il contagio dell&#8217;umore può essere uno dei meccanismi psicologici attraverso i quali i leader <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charismatic" target="_blank" rel="noopener">carismatici </a>influenzano i seguaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76]</sup></a></p>
<p><strong>Il tono affettivo del gruppo</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_affective_tone" target="_blank" rel="noopener">Il tono affettivo di gruppo </a>rappresenta le reazioni affettive coerenti o omogenee all&#8217;interno di un gruppo. Il tono affettivo del gruppo è un aggregato degli stati d&#8217;animo dei singoli membri del gruppo e si riferisce all&#8217;umore a livello di analisi del gruppo. I gruppi con leader in uno stato d’animo positivo hanno un tono affettivo più positivo rispetto ai gruppi con leader in uno stato d’animo negativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Processi di gruppo come coordinamento, dispendio di sforzi e </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Task_(project_management)" target="_blank" rel="noopener"><strong>attività</strong></a><strong> </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Strategy" target="_blank" rel="noopener"><strong>strategia</strong></a></h2>
<p>Le espressioni pubbliche dell’umore influiscono sul modo in cui i membri del gruppo pensano e agiscono. Quando le persone sperimentano ed esprimono uno stato d&#8217;animo, inviano segnali agli altri. I leader segnalano i propri obiettivi, intenzioni e atteggiamenti attraverso le espressioni degli stati d’animo. Ad esempio, le espressioni di stati d’animo positivi da parte dei leader segnalano che i leader ritengono che i progressi verso gli obiettivi siano positivi. I membri del gruppo rispondono a questi segnali a livello cognitivo e comportamentale in modi che si riflettono nei processi del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75]</sup></a></p>
<p>Nella ricerca sul servizio al cliente, è stato riscontrato che le espressioni di umore positivo da parte del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leader" target="_blank" rel="noopener">leader </a>migliorano le prestazioni del gruppo, sebbene in altri settori ci siano stati altri risultati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-george-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77]</sup></a></p>
<p>Al di là dell&#8217;umore del leader, il suo comportamento è fonte di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni positive e negative dei dipendenti </a>sul lavoro. Il comportamento del leader crea situazioni ed eventi che portano a una risposta emotiva, ad esempio fornendo feedback, assegnando compiti e distribuendo risorse. Poiché il comportamento e la produttività dei dipendenti sono influenzati dai loro stati emotivi, è imperativo considerare le risposte emotive dei dipendenti ai leader dell’organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78] </sup></a>L’intelligenza emotiva – la capacità di comprendere e gestire stati d’animo ed emozioni in sé e negli altri – contribuisce a una leadership efficace all’interno delle organizzazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-george-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria neoemergente</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Functional_leadership_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di leadership funzionale</em></a></p>
<p>La teoria della leadership neo-emergente (dall&#8217;Oxford Strategic Leadership Program <sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener">[79] </a></sup>) vede la leadership come un&#8217;impressione formata attraverso la comunicazione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Public_relations" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>da parte del leader o di altri stakeholder, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>non attraverso le azioni del leader. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>In altre parole, la riproduzione di informazioni o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narrative" target="_blank" rel="noopener">storie </a>costituisce la base della percezione della leadership da parte della maggioranza. È ben noto agli storici che l&#8217;eroe navale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Horatio_Nelson,_1st_Viscount_Nelson" target="_blank" rel="noopener">Lord Nelson </a>spesso scrisse le proprie versioni delle battaglie in cui fu coinvolto, in modo che quando arrivò a casa in Inghilterra, ricevesse un vero benvenuto da eroe. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Nella società moderna, vari media, tra cui la stampa e i blog, presentano le proprie interpretazioni dei leader. Queste rappresentazioni possono derivare da circostanze reali, ma potrebbero anche derivare da influenze politiche, incentivi monetari o programmi personali dell’autore, dei media o del leader. Di conseguenza, l’impressione dei leader è spesso costruita e potrebbe non rispecchiare accuratamente le loro autentiche qualità di leadership. Ciò evidenzia il ruolo storico di concetti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Royal_blood" target="_blank" rel="noopener">il lignaggio reale </a>, che un tempo fungeva da sostituto per valutare o comprendere le capacità di governo abili.</p>
<p><strong>Analisi costruttivista</strong></p>
<p>Alcuni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_constructivism" target="_blank" rel="noopener">costruttivisti </a>si chiedono se esista la leadership o suggeriscono che (ad esempio) la leadership &#8220;sia un mito equivalente alla credenza negli UFO&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Emersione della leadership</h2>
<p>L’emergenza della leadership è l’idea che le persone nate con caratteristiche specifiche diventano leader, e quelle senza queste caratteristiche non diventano leader.</p>
<p>Molte caratteristiche della personalità sono associate in modo affidabile all’emergere della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>L&#8217;elenco include, ma non è limitato a: assertività, autenticità, fattori della personalità Big Five, ordine di nascita, punti di forza del carattere, dominanza, intelligenza emotiva, identità di genere, intelligenza, narcisismo, autoefficacia per la leadership, automonitoraggio, e motivazione sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Altre aree di studio in relazione a come e perché emergono i leader includono tratti narcisistici, leader assenti e partecipazione <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vaga </sup></em></a><sup>] </sup>. I sofisticati metodi di ricerca odierni esaminano le caratteristiche della personalità in combinazione per determinare modelli di emergenza della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Leader come Mahatma Gandhi, Abraham Lincoln e Nelson Mandela condividono tratti che una persona media non possiede. La ricerca indica che fino al 30% dell’emergere di un leader ha una base genetica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a>Nessuna ricerca ha trovato un “gene della leadership”; invece ereditiamo alcuni tratti che potrebbero influenzare la nostra decisione di cercare la leadership. Prove aneddotiche ed empiriche supportano una relazione stabile tra tratti specifici e comportamento di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Utilizzando un ampio campione internazionale, i ricercatori hanno scoperto tre fattori che motivano i leader: identità affettiva (piacere di guidare), non calcolativa (leader guadagna rinforzo) e sociale-normativa (senso dell&#8217;obbligo). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Assertività</strong></h2>
<p>La relazione tra assertività ed emergenza della leadership è curvilinea: gli individui che hanno un livello di assertività basso o molto alto hanno meno probabilità di essere identificati come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88]</sup></a></p>
<p><strong>Autenticità</strong></p>
<p><em>Ulteriori informazioni: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Authentic_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership autentica</em></a></p>
<p>Gli individui che sono più consapevoli delle proprie qualità di personalità, compresi i propri valori e convinzioni, e sono meno prevenuti nell’elaborare informazioni rilevanti per sé, hanno maggiori probabilità di essere accettati come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>I cinque grandi fattori della personalità</strong></h2>
<p>Coloro che emergono come leader tendono ad essere più estroversi, coscienziosi, emotivamente stabili e aperti all’esperienza, sebbene queste tendenze siano più forti negli studi di laboratorio su gruppi senza leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>Tuttavia, l&#8217;introversione-estroversione sembra essere la qualità più influente nell&#8217;emergere della leadership; in particolare, i leader tendono ad avere un alto livello di estroversione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>L&#8217;introversione-estroversione è anche la qualità che può essere giudicata più facilmente tra quelle presenti nei Big Five Traits. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>La gradevolezza, l&#8217;ultimo fattore dei tratti della personalità dei Big Five, non sembra svolgere alcun ruolo significativo nell&#8217;emergere della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></p>
<p><strong>Ordine di nascita</strong></p>
<p>Si ipotizza che i nati prima nelle loro famiglie, e figli unici, siano più spinti a cercare leadership e controllo nei contesti sociali. I figli di mezzo tendono ad accettare ruoli di seguaci nei gruppi, e si ritiene che i nati successivi siano ribelli e creativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83]</sup></a></p>
<p><strong>Forza del carattere</strong></p>
<p>Coloro che cercavano posizioni di leadership in un’organizzazione militare avevano punteggi elevati su una serie di indicatori di forza di carattere, tra cui onestà, speranza, coraggio, operosità e lavoro di squadra. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p><strong>Dominanza</strong></p>
<p>Gli individui con personalità dominanti (si descrivono come fortemente desiderosi di controllare il proprio ambiente e influenzare le altre persone, ed è probabile che esprimano le proprie opinioni in modo energico) hanno maggiori probabilità di agire come leader in situazioni di piccoli gruppi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Intelligenza emotiva</strong></h2>
<p>Gli individui con elevata intelligenza emotiva hanno una maggiore capacità di comprendere e relazionarsi con le persone. Hanno abilità nel comunicare e decodificare le emozioni e trattano gli altri in modo saggio ed efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Queste persone comunicano le loro idee in modi più robusti, sono più capaci di leggere la politica di una situazione, hanno meno probabilità di perdere il controllo delle proprie emozioni, hanno meno probabilità di essere inappropriatamente arrabbiati o critici e, di conseguenza, sono più propensi a emergere come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92]</sup></a></p>
<p><strong>Intelligenza</strong></p>
<p>Gli individui con una maggiore intelligenza mostrano un giudizio superiore, abilità verbali più elevate (sia scritte che orali), apprendimento e acquisizione di conoscenze più rapidi e hanno maggiori probabilità di emergere come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>La correlazione tra il QI e l&#8217;emergere della leadership è risultata essere compresa tra 0,25 e 0,30. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Tuttavia, i gruppi generalmente preferiscono leader che non superano in termini di intelligenza l&#8217;abilità del membro medio di un ampio margine, poiché temono che un&#8217;intelligenza elevata possa essere tradotta in differenze di comunicazione, fiducia, interessi e valori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Autoefficacia per la leadership</strong></h2>
<p>La fiducia di un individuo nella propria capacità di guidare è associata a una maggiore volontà di accettare un ruolo di leadership e trovare successo nel suo perseguimento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95]</sup></a></p>
<p>Non esistono condizioni prestabilite perché questa caratteristica diventi emergente. Tuttavia, deve essere sostenuto dalla convinzione dell&#8217;individuo di avere la capacità di apprenderla e di migliorarla nel tempo. Gli individui valutano in parte le proprie capacità osservando gli altri; lavorare con un superiore visto come un leader efficace può aiutare l&#8217;individuo a sviluppare la convinzione di poter agire in modo simile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<p><strong>Autocontrollo</strong></p>
<p>Gli individui che gestiscono e adattano da vicino il proprio comportamento in base al contesto sociale, spesso definiti come auto-monitoratori elevati, hanno una maggiore tendenza ad assumere ruoli di leadership all&#8217;interno di un gruppo. Questa propensione è attribuita al loro accresciuto interesse nell&#8217;elevare il proprio status e alla loro disponibilità a conformare le proprie azioni per soddisfare i requisiti della situazione data. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97]</sup></a></p>
<p><strong>Motivazione sociale</strong></p>
<p>Le persone che mostrano sia una spinta al successo che un desiderio di connessioni sociali tendono a partecipare attivamente agli sforzi di gruppo per risolvere i problemi. Inoltre, hanno una maggiore probabilità di essere scelti come leader all’interno di questi gruppi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Narcisismo, arroganza e altri tratti negativi</strong></h2>
<p>Sono stati studiati anche numerosi tratti negativi della leadership. Gli individui che assumono ruoli di leadership in situazioni turbolente, come gruppi che affrontano una minaccia o gruppi in cui lo status è determinato da un’intensa competizione tra rivali all’interno del gruppo, tendono ad essere narcisisti: arroganti, egocentrici, ostili e molto sicuri di sé. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99]</sup></a></p>
<p><strong>Leader assente</strong></p>
<p>Le ricerche esistenti hanno dimostrato che i leader assenti – quelli che salgono al potere, ma non necessariamente per le loro capacità, e che si impegnano marginalmente nel loro ruolo – sono in realtà peggiori dei leader distruttivi, perché ci vuole più tempo per individuare i propri errori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Disponibilità a partecipare</strong></h2>
<p>La volontà di partecipare a un gruppo può indicare l&#8217;interesse di una persona così come la sua volontà di assumersi la responsabilità del rendimento del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Coloro che non dicono molto durante una riunione di gruppo hanno meno probabilità di emergere come leader rispetto a coloro che parlano apertamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Si discute tuttavia se la qualità della partecipazione a un gruppo sia più importante della quantità.</p>
<p>Un&#8217;ipotesi chiamata &#8220;effetto balbettio&#8221; o &#8220;ipotesi balbettio&#8221; è stata studiata come fattore nell&#8217;emergere di leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:2-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Si presuppone che l&#8217;emergere del leader sia altamente correlato alla quantità di tempo di parola: in particolare, coloro che parlano molto in un contesto di gruppo hanno maggiori probabilità di diventare un leader del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:2-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>La quantità di partecipazione è più importante della qualità di questi contributi quando si tratta di far emergere un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Tuttavia, alcuni studi indicano che ci deve essere qualche elemento di qualità combinato con la quantità per supportare l&#8217;emergere del leader. Pertanto, mentre la semplice quantità è importante per la leadership, quando i contributi forniti sono anche di alta qualità, l’emergere di leader è ulteriormente facilitato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Stili di leadership</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_styles" target="_blank" rel="noopener"><em>stili di leadership</em></a></p>
<p>Uno stile di leadership è il modo in cui un leader fornisce direzione, implementando piani e motivando le persone. È il risultato della filosofia, della personalità e dell&#8217;esperienza del leader. Gli specialisti di retorica hanno anche sviluppato modelli per comprendere la leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104]</sup></a></p>
<p>Situazioni diverse richiedono stili di leadership diversi. In un’emergenza, quando c’è poco tempo per convergere su un accordo e dove un’autorità designata ha molta più esperienza o competenza rispetto al resto del team, uno stile di leadership autocratico può essere più efficace; tuttavia, in un team altamente motivato e allineato con un livello omogeneo di competenze, uno stile più democratico o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Laissez-faire" target="_blank" rel="noopener">laissez-faire </a>può essere più efficace. Lo stile migliore è quello che raggiunge nel modo più efficace gli obiettivi del gruppo bilanciando gli interessi dei singoli membri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lewin-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105]</sup></a></p>
<p>Un campo in cui lo stile di leadership ha guadagnato attenzione è quello della scienza militare, che esprime una visione olistica e integrata della leadership, compreso il modo in cui la presenza fisica di un leader determina il modo in cui gli altri percepiscono quel leader. I fattori della presenza fisica sono il portamento militare, l’idoneità fisica, la fiducia e la resilienza. La capacità intellettuale del leader aiuta a concettualizzare soluzioni e acquisire conoscenze per svolgere il lavoro. Le capacità concettuali di un leader applicano agilità, giudizio, innovazione, tatto interpersonale e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Domain_knowledge" target="_blank" rel="noopener">conoscenza del dominio </a>. La conoscenza del dominio per i leader comprende la conoscenza tattica e tecnica, nonché la consapevolezza culturale e geopolitica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106]</sup></a></p>
<p><strong>Autocratico o autoritario</strong></p>
<p>Nello stile di leadership <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Autocratic" target="_blank" rel="noopener">autocratico </a>, tutti i poteri decisionali sono centralizzati nel leader, come nel caso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dictator" target="_blank" rel="noopener">dei dittatori </a>.</p>
<p>I leader autocratici non chiedono né accettano suggerimenti o iniziative da parte dei subordinati. La gestione autocratica può avere successo poiché fornisce una forte motivazione al manager. Permette un rapido processo decisionale, poiché solo una persona decide per l&#8217;intero gruppo e tiene ogni decisione per sé finché non sente il bisogno di condividerla con il resto del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lewin-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105]</sup></a></p>
<p><strong>Partecipativo o democratico</strong></p>
<p>Lo stile di leadership democratico prevede che il leader condivida le capacità decisionali con i membri del gruppo promuovendo gli interessi dei membri del gruppo e praticando l’uguaglianza sociale. Questa è stata anche chiamata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shared_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership condivisa </a>.</p>
<p><strong>Laissez-faire o leadership a briglia sciolta</strong></p>
<p>Nella leadership laissez-faire o a briglia sciolta, il processo decisionale viene trasferito ai subordinati. (La frase <em>laissez-faire </em>è francese e significa letteralmente &#8220;lasciateli fare&#8221;). Ai subordinati viene dato il diritto e il potere di prendere decisioni per stabilire obiettivi e risolvere problemi o ostacoli, e viene loro concesso un alto grado di indipendenza e libertà per formulare i propri obiettivi e i modi per raggiungerli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107]</sup></a></p>
<p><strong>Compito orientato</strong></p>
<p>La leadership orientata ai compiti è uno stile caratterizzato dalla concentrazione del leader sui compiti necessari per raggiungere specifici obiettivi di produzione. I leader che seguono questo approccio enfatizzano la creazione di soluzioni sistematiche per determinati problemi o obiettivi, garantendo il rigoroso rispetto delle scadenze e il raggiungimento di risultati mirati.</p>
<p>A differenza dei leader che danno priorità all’accoglienza dei membri del gruppo, quelli con un approccio orientato ai compiti si concentrano sull’ottenimento di soluzioni precise per raggiungere gli obiettivi di produzione. Di conseguenza, sono abili nel garantire il raggiungimento tempestivo degli obiettivi, anche se il benessere dei membri del gruppo potrebbe essere compromesso. Questi leader mantengono un focus costante sia sull’obiettivo generale che sui compiti assegnati a ciascun membro del team.</p>
<p><strong>Orientato alla relazione</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Task-oriented_and_relationship-oriented_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership orientata al compito e orientata alle relazioni</em></a></p>
<p>La leadership orientata alle relazioni è uno stile in cui il leader si concentra sulle relazioni all&#8217;interno del gruppo ed è generalmente più interessato al benessere generale e alla soddisfazione dei membri del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a>I leader orientati alle relazioni enfatizzano la comunicazione all&#8217;interno del gruppo, mostrano fiducia nei membri del gruppo e mostrano apprezzamento per il lavoro svolto.</p>
<p>I leader orientati alle relazioni si concentrano sullo sviluppo del team e delle relazioni al suo interno. Gli aspetti positivi di avere questo tipo di ambiente sono che i membri del team sono più motivati e ricevono supporto. Tuttavia, l’enfasi sulle relazioni piuttosto che sullo svolgimento del lavoro potrebbe far soffrire la produttività.</p>
<p><strong>Paternalismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paternalism" target="_blank" rel="noopener"><em>paternalismo</em></a></p>
<p>Gli stili di leadership paternalistici spesso riflettono una mentalità basata sulla figura paterna. La struttura del team è organizzata gerarchicamente dove il leader è visto al di sopra dei seguaci. Il leader fornisce anche una direzione sia professionale che personale nella vita dei membri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Aycan-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a>Le scelte dei membri sono limitate a causa della rigida direzione data dal leader.</p>
<p>Il termine paternalismo deriva dal latino <em>pater </em>che significa &#8220;padre&#8221;. Il leader è molto spesso un maschio. Questo stile di leadership si trova spesso in Russia, Africa e nelle società dell’Asia del Pacifico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Aycan-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109]</sup></a></p>
<p><strong>Leadership di servizio</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership di servizio</em></a></p>
<p>Con la trasformazione in una società della conoscenza, il concetto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership al servizio </a>è diventato più popolare, in particolare attraverso stili di gestione della tecnologia moderna come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agile_software_development" target="_blank" rel="noopener">Agile </a>. In questo stile, la leadership viene esternalizzata dal leader che funge da guardiano della metodologia e da &#8220;servitore&#8221; o fornitore di servizi per il team che guida. La coesione e la direzione comune del team sono dettate da una cultura comune, obiettivi comuni e talvolta una metodologia specifica. Questo stile è diverso dal laissez-faire in quanto il leader lavora costantemente per raggiungere gli obiettivi comuni come squadra, ma senza dare indicazioni esplicite sui compiti.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Leadership transazionale e trasformazionale</strong></h2>
<p><em>Articoli principali: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership transazionale </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership trasformazionale</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership transazionale </a>si riferisce a una relazione di scambio tra un leader e i seguaci in cui entrambi si sforzano di soddisfare i propri interessi personali. Il termine leadership transazionale è stato introdotto da Weber nel 1947. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Esistono diverse forme di leadership transazionale, la prima è la ricompensa contingente, in cui il leader delinea cosa deve fare il follower per essere ricompensato per lo sforzo. La seconda forma di leadership transazionale è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Management_by_exception" target="_blank" rel="noopener">la gestione per eccezione </a>, in cui il leader monitora le prestazioni del follower e intraprende azioni correttive se gli standard non vengono soddisfatti. Infine, i leader transazionali possono essere laissez-faire, evitando di intraprendere qualsiasi azione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:3-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership trasformazionale </a>si riferisce a un leader che va oltre gli interessi personali immediati utilizzando l’influenza idealizzata ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charisma" target="_blank" rel="noopener">carisma </a>), la motivazione ispiratrice, la stimolazione intellettuale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Creativity" target="_blank" rel="noopener">creatività </a>) o la considerazione individualizzata. L&#8217;influenza idealizzata e la motivazione ispiratrice si verificano quando un leader è in grado di immaginare e comunicare uno stato futuro reciprocamente desiderabile. La stimolazione intellettuale avviene quando un leader aiuta i propri seguaci a diventare più creativi e innovativi. La considerazione individualizzata si verifica quando un leader presta attenzione ai bisogni di sviluppo dei propri follower, supportandoli e istruendoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:3-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Differenze di leadership influenzate dal genere</h2>
<p>Un altro fattore che influenza lo stile di leadership è se il leader è maschio o femmina. Quando uomini e donne si riuniscono in gruppi, tendono ad adottare stili di leadership diversi. Gli uomini generalmente assumono uno stile <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agentic_leadership" target="_blank" rel="noopener">di leadership agente </a>. Sono orientati al compito, attivi, focalizzati sulla decisione, indipendenti e orientati agli obiettivi. Le donne, d’altro canto, sono generalmente più comunitarie quando assumono una posizione di leadership; si sforzano di essere utili verso gli altri, cordiali in relazione agli altri, comprensivi e attenti ai sentimenti degli altri. In generale, quando alle donne viene chiesto di descrivere se stesse agli altri nei gruppi appena formati, sottolineano le loro qualità comunitarie aperte, giuste, responsabili e piacevoli. Danno consigli, offrono garanzie e gestiscono i conflitti nel tentativo di mantenere relazioni positive tra i membri del gruppo. Le donne si connettono in modo più positivo con i membri del gruppo sorridendo, mantenendo il contatto visivo e rispondendo con tatto ai commenti degli altri. Gli uomini, al contrario, si descrivono come influenti, potenti e competenti nel compito che deve essere svolto. Tendono a concentrarsi maggiormente sull&#8217;avvio della struttura all&#8217;interno del gruppo, sulla definizione di standard e obiettivi, sull&#8217;identificazione dei ruoli, sulla definizione di responsabilità e procedure operative standard, sulla proposta di soluzioni ai problemi, sul monitoraggio del rispetto delle procedure e sull&#8217;enfasi sulla necessità di produttività ed efficienza nel lavoro che svolgono. deve essere fatto. Come leader, gli uomini sono principalmente orientati al compito, ma le donne tendono ad essere orientate sia al compito che alle relazioni. Tuttavia, queste differenze sessuali sono solo tendenze e non si manifestano negli uomini e nelle donne in tutti i gruppi e in tutte le situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Le meta-analisi mostrano che le persone associano la mascolinità e l&#8217;azione più fortemente alla leadership che alla femminilità e alla comunione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Tali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stereotype" target="_blank" rel="noopener">stereotipi </a>possono avere un effetto sulle valutazioni della leadership di uomini e donne. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<p>In tempi di crisi, le donne tendono a condurre meglio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>rispetto agli uomini grazie alla dimostrazione di empatia e fiducia durante i briefing e altre forme di comunicazione. Ciò è stato fondamentale durante la pandemia di COVID-19 poiché gli stati governati da donne hanno mostrato meno decessi rispetto agli stati guidati da uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114]</sup></a></p>
<p><strong>Barriere per le leader donne non occidentali</strong></p>
<p>Molte cose contribuiscono a creare barriere all’ingresso delle donne nella leadership. Queste barriere differiscono anche tra le culture. Nonostante il numero crescente di donne leader nel mondo, solo una piccola parte proviene da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Western_culture" target="_blank" rel="noopener">culture non occidentalizzate </a>. Sebbene le barriere elencate di seguito possano essere più severe nelle culture non occidentali, ciò non implica che anche le culture occidentalizzate non abbiano queste barriere. Queste sottosezioni mirano a confrontare le differenze tra i due:</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Ricerca e letteratura</strong></h2>
<p>Sebbene siano stati condotti molti studi sulla leadership femminile, è stata condotta relativamente poca ricerca sulle donne nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paternalism" target="_blank" rel="noopener">culture paternalistiche </a>. Mancano la letteratura e la ricerca condotte sulle donne che emergono come leader in una società che preferisce gli uomini. Ciò impedisce alle donne di sapere come raggiungere i propri obiettivi di leadership e non riesce a educare gli uomini su questa disparità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115]</sup></a></p>
<p><strong>Congedo di maternità</strong></p>
<p>Gli studi hanno dimostrato l&#8217;importanza di tempi più lunghi <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Avoid_weasel_words" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>rispetto a? </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parental_leave" target="_blank" rel="noopener">il congedo di maternità </a>retribuito e gli effetti positivi che ha sulla salute mentale e sul ritorno al lavoro delle lavoratrici. In Svezia, è stato dimostrato che la maggiore flessibilità nei tempi di rientro al lavoro delle madri ha ridotto le probabilità di segnalazioni di problemi di salute mentale. Nelle culture non occidentali che seguono principalmente il paternalismo, la mancanza di conoscenza sui benefici del congedo di maternità influisce sul sostegno fornito alle donne durante un momento importante della loro vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Società e leggi</strong></h2>
<p>I paesi che seguono il paternalismo, come l’India, consentono che le donne siano trattate ingiustamente. Questioni come i matrimoni precoci e le punizioni minori per gli autori di crimini contro le donne modellano la visione della società su come le donne dovrebbero essere trattate. Ciò può impedire alle donne di sentirsi a proprio agio nel parlare apertamente in contesti personali e professionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117]</sup></a></p>
<p><strong>Soffitti di vetro e scogliere di vetro</strong></p>
<p>Le donne che lavorano in una cultura o in un settore molto paternalistico (ad esempio l&#8217;industria petrolifera o metalmeccanica), spesso affrontano limitazioni nella loro carriera che impediscono loro di avanzare in posizioni di leadership. Ciò potrebbe essere dovuto a una mentalità secondo cui solo i maschi hanno caratteristiche di leadership. Il termine <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Glass_cliff" target="_blank" rel="noopener">scogliera di vetro </a>si riferisce a progetti indesiderati che spesso vengono affidati alle donne perché hanno un rischio maggiore di fallimento. Questi progetti indesiderati vengono affidati alle dipendenti donne dove hanno maggiori probabilità di fallire e lasciare l&#8217;organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118]</sup></a></p>
<p>Prestazione</p>
<p>Alcuni ricercatori hanno sostenuto che l’influenza dei leader sui risultati organizzativi è sopravvalutata e romanticizzata a causa di attribuzioni distorte sui leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Nonostante queste affermazioni, tuttavia, è ampiamente riconosciuto e accettato da professionisti e ricercatori che la leadership è importante e la ricerca supporta l&#8217;idea che i leader contribuiscono ai principali risultati organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kaiser08-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Per facilitare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Performance" target="_blank" rel="noopener">una performance di leadership di successo </a>è importante comprenderla e misurarla accuratamente.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">Le prestazioni lavorative </a>si riferiscono generalmente al comportamento che contribuisce al successo organizzativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Campbell ha identificato una serie di tipi specifici di dimensioni della performance; la leadership era uno di questi. Non esiste una definizione globale e coerente di performance di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Molte concettualizzazioni distinte sono spesso raggruppate insieme sotto l&#8217;ombrello della performance di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kaiser08-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Le &#8220;prestazioni di leadership&#8221; possono riferirsi al successo professionale del singolo leader, alle prestazioni del gruppo o dell&#8217;organizzazione o persino all&#8217;emergere di leader. Ognuna di queste misure può essere considerata concettualmente distinta. Anche se possono essere correlati, si tratta di risultati diversi e la loro inclusione dovrebbe dipendere dal focus dell’applicazione o della ricerca. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124]</sup></a></p>
<p>Un altro modo per concettualizzare la performance del leader è concentrarsi sui risultati dei seguaci, del gruppo, della squadra, dell&#8217;unità o dell&#8217;organizzazione del leader. Nel valutare questo tipo di prestazione del leader, vengono generalmente utilizzate due strategie generali. Il primo si basa sulle percezioni soggettive della prestazione del leader da parte di subordinati, superiori o, occasionalmente, pari o altre parti. L&#8217;altro tipo di misure di efficacia sono indicatori più oggettivi delle prestazioni dei follower o dell&#8217;unità, come misure di produttività, raggiungimento degli obiettivi, dati di vendita o prestazioni finanziarie dell&#8217;unità.</p>
<p>— <em>BM Basso e RE . Riggio </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125]</sup></a></p>
<p>Un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Toxic_leader" target="_blank" rel="noopener">leader tossico </a>è qualcuno che ha responsabilità su un gruppo di persone o un’organizzazione e che abusa della relazione leader-seguace lasciando il gruppo o l’organizzazione in una condizione peggiore rispetto a quando vi è entrato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Misurare la leadership</strong></h2>
<p>Misurare la leadership si è rivelato difficile e complesso, se non addirittura impossibile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>I tentativi di valutare le prestazioni di leadership attraverso le prestazioni del gruppo introducono molteplici fattori diversi. Differenti percezioni della leadership stessa possono portare a metodi di misurazione differenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>Ciononostante, i teorici della leadership si sono dimostrati perversamente riluttanti ad abbandonare il vago concetto soggettivo e qualitativo popolare di “leader”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Tratti</h2>
<p>La maggior parte delle teorie del XX secolo sostenevano che i grandi leader si nasce, non si diventa. Studi successivi hanno indicato che la leadership è più complessa e non può essere ridotta a pochi tratti chiave di un individuo: uno di questi tratti o un insieme di tratti non rende un leader straordinario. Gli studiosi hanno scoperto tratti di leadership di un individuo che non cambiano da situazione a situazione, tratti come l’intelligenza, l’assertività o l’attrattiva fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P._4-6-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>Tuttavia, ciascuna caratteristica chiave può essere applicata alle situazioni in modo diverso, a seconda delle circostanze.</p>
<p>Determinazione e spinta includono tratti come iniziativa, energia, assertività, perseveranza e talvolta dominio. Le persone con queste caratteristiche perseguono con tutto il cuore i propri obiettivi, lavorano per molte ore, sono ambiziose e spesso molto competitive.</p>
<p>La capacità cognitiva comprende intelligenza, capacità analitica e verbale, flessibilità comportamentale e buon giudizio. Gli individui con questi tratti possono formulare soluzioni a problemi difficili, lavorare bene sotto stress o scadenze, adattarsi a situazioni mutevoli e creare piani ben ponderati per il futuro . Steve Jobs e Abraham Lincoln avevano tratti di determinazione e determinazione oltre a possedere capacità cognitive, dimostrate dalla loro capacità di adattarsi ai loro ambienti in continuo cambiamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P._4-6-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130]</sup></a></p>
<p>La fiducia in se stessi comprende le caratteristiche di elevata autostima, assertività, stabilità emotiva e sicurezza di sé. I leader sicuri di sé non dubitano di se stessi o delle proprie capacità e decisioni. Possono anche proiettare questa fiducia in se stessi sugli altri, costruendo la loro fiducia e il loro impegno.</p>
<p>L’integrità si dimostra nei leader che sono sinceri, affidabili, dotati di principi, coerenti, affidabili, leali e non ingannevoli. I leader con integrità spesso condividono questi valori con i loro seguaci, poiché questa caratteristica è principalmente una questione etica. Questi leader mantengono la parola data e sono onesti e aperti con i loro colleghi.</p>
<p>La socievolezza descrive leader che sono amichevoli, estroversi, pieni di tatto, flessibili e interpersonalmente competenti. Tale caratteristica consente ai leader di essere accettati dal pubblico, di utilizzare misure diplomatiche per risolvere i problemi e di adattare la propria personalità sociale alla situazione in questione. Madre Teresa è stata un esempio eccezionale che ha incarnato integrità, assertività e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">capacità sociali </a>nei suoi rapporti diplomatici con i leader del mondo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P._4-6-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130]</sup></a></p>
<p>Pochi grandi leader racchiudono tutte le caratteristiche sopra elencate, ma molti hanno la capacità di applicarne alcune per avere successo.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Modello ontologico-fenomenologico</h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Werner_Erhard" target="_blank" rel="noopener">Werner Erhard </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Michael_C._Jensen" target="_blank" rel="noopener">Michael C. Jensen </a>, Steve Zaffron e Kari Granger hanno descritto la leadership come &#8220;un esercizio di linguaggio che si traduce nella realizzazione di un futuro che non sarebbe comunque accaduto, il quale futuro soddisfa (o contribuisce a soddisfare) le preoccupazioni di le parti interessate.&#8221; In questa definizione la leadership riguarda il futuro e comprende le preoccupazioni fondamentali delle parti interessate. Ciò differisce dal considerare i partiti rilevanti come &#8220;seguaci&#8221; e dal richiamare l&#8217;immagine di un unico leader seguito da altri. Piuttosto, un futuro che soddisfa le preoccupazioni fondamentali delle parti interessate indica che il futuro che non sarebbe accaduto non è “l’idea del leader”, ma piuttosto è ciò che emerge scavando in profondità per trovare le preoccupazioni di fondo di coloro che ne sono colpiti. dalla direzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Contesti</h2>
<p><strong>Organizzazioni</strong></p>
<p>Un&#8217;organizzazione creata come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Legal_instrument" target="_blank" rel="noopener">strumento </a>o mezzo per raggiungere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Goal" target="_blank" rel="noopener">obiettivi definiti </a>è stata definita dai sociologi un&#8217;organizzazione <em>formale </em>. La sua progettazione specifica come sono suddivisi gli obiettivi e ciò si riflette nelle suddivisioni dell&#8217;organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-132" target="_blank" rel="noopener"><sup>[132] </sup></a>Divisioni, dipartimenti, sezioni, posizioni, lavori e compiti compongono questa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Structure" target="_blank" rel="noopener">struttura di lavoro </a>. Ci si aspetta che l&#8217;organizzazione formale si comporti in modo impersonale per quanto riguarda i rapporti con i clienti o con i suoi membri. Secondo il modello Weber <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>l&#8217;ingresso e il successivo avanzamento avviene per merito o anzianità. I dipendenti ricevono uno stipendio e godono di un grado di permanenza in carica che li tutela dall’influenza arbitraria di superiori o di clienti potenti. Quanto più elevata è la posizione nella gerarchia, tanto maggiore è la presunta competenza nel giudicare i problemi che possono sorgere nel corso del lavoro svolto ai livelli inferiori dell&#8217;organizzazione. Questa struttura burocratica costituisce la base per la nomina dei capi o dei capi delle suddivisioni amministrative dell&#8217;organizzazione e conferisce loro l&#8217;autorità connessa alla loro posizione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133]</sup></a></p>
<p>A differenza del capo nominato o del capo di un&#8217;unità amministrativa, un leader emerge nel contesto dell&#8217;organizzazione <em>informale </em>che è alla base della struttura formale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>L&#8217;organizzazione informale esprime gli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Goal" target="_blank" rel="noopener">obiettivi personali e gli scopi </a>della singola appartenenza. I loro obiettivi e traguardi possono o meno coincidere con quelli dell&#8217;organizzazione formale. L&#8217;organizzazione informale rappresenta un&#8217;estensione delle strutture sociali che generalmente caratterizzano la vita umana: l&#8217;emergere spontaneo di gruppi e organizzazioni fini a se stessi.</p>
<p>Nella preistoria, l’umanità era preoccupata per la sicurezza personale, il mantenimento, la protezione e la sopravvivenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-135" target="_blank" rel="noopener"><sup>[135] </sup></a>Oggi l’umanità trascorre gran parte delle sue ore di veglia lavorando per le organizzazioni. La necessità di identificarsi con una comunità che offra sicurezza, protezione, mantenimento e un sentimento di appartenenza è rimasta immutata fin dalla preistoria. Questa esigenza viene soddisfatta dall’organizzazione informale e dai suoi leader emergenti, o non ufficiali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Henry-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessario un preventivo per verificare </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>I leader emergono dall’interno della struttura dell’organizzazione informale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-138" target="_blank" rel="noopener"><sup>[138] </sup></a>Le loro qualità personali, le esigenze della situazione o una combinazione di questi e altri fattori attraggono seguaci che accettano la loro leadership all&#8217;interno di una o più strutture sovrapposte <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style#Technical_language" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>gergo </sup></em></a><sup>] </sup>. Invece dell’autorità della posizione detenuta da un capo o capo nominato, il leader emergente esercita influenza o potere. L&#8217;influenza è la capacità di una persona di ottenere la cooperazione degli altri mediante la persuasione o il controllo sulle ricompense. Il potere è una forma di influenza più forte perché riflette la capacità di una persona di imporre un&#8217;azione attraverso il controllo di un mezzo di punizione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Henry-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136]</sup></a></p>
<p>Un leader è una persona che influenza un gruppo di persone verso un risultato specifico. In questo scenario, la leadership non dipende dal titolo o dall’autorità formale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-139" target="_blank" rel="noopener"><sup>[139] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup> Ogbonnia definisce un leader efficace &#8220;come un individuo con la capacità di avere successo in modo coerente in una determinata condizione e di essere considerato in grado di soddisfare le aspettative di un&#8217;organizzazione o società&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-140" target="_blank" rel="noopener"><sup>[140] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>John Hoyle sostiene che i leader sono riconosciuti dalla loro capacità di prendersi cura degli altri, da una comunicazione chiara e dall&#8217;impegno a persistere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-141" target="_blank" rel="noopener"><sup>[141] </sup></a>Una persona nominata a una posizione dirigenziale ha il diritto di comandare e imporre l&#8217;obbedienza in virtù dell&#8217;autorità della sua posizione. Tuttavia, devono possedere attributi personali adeguati per eguagliare questa autorità, perché l’autorità è a loro disposizione solo potenzialmente. In assenza di sufficiente competenza personale, un manager può trovarsi di fronte a un leader emergente che può mettere in discussione il suo ruolo nell’organizzazione e ridurlo a quello di una figura di riferimento. Tuttavia, solo l’autorità di posizione può avvalersi di sanzioni formali. Ne consegue che chiunque eserciti influenza e potere personale può legittimarlo solo ottenendo una posizione formale in una gerarchia, con un’autorità proporzionata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Henry-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136] </sup></a>La leadership può essere definita come la capacità di convincere gli altri a seguirla volentieri. Ogni organizzazione ha bisogno di leader ad ogni livello. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessario un preventivo per verificare </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Gestione</strong></h2>
<p>I termini &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Management" target="_blank" rel="noopener">management </a>&#8221; e &#8220;leadership&#8221; sono stati utilizzati, nel contesto organizzativo, sia come sinonimi che con significati chiaramente differenziati. È comune il dibattito sull’opportunità o meno di limitare l’uso di questi termini, e riflette la consapevolezza della distinzione fatta da Burns tra leadership “transazionale” (caratterizzata dall’enfasi sulle procedure, sulla ricompensa contingente e sulla gestione per eccezione) e leadership “trasformazionale” ( caratterizzato da carisma, relazioni personali e creatività). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Burns-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Il ruolo di leader è quello in cui si può cercare di affrontare problemi di fiducia e problemi derivati dalla mancanza di fiducia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-143" target="_blank" rel="noopener"><sup>[143]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Gruppo</strong></h2>
<p>In contrasto con la leadership individuale, alcune organizzazioni hanno adottato la leadership di gruppo. In questa cosiddetta <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shared_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership condivisa </a>, più di una persona fornisce la direzione al gruppo nel suo insieme. È inoltre caratterizzato da responsabilità condivisa, cooperazione e influenza reciproca tra i membri del team. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-144" target="_blank" rel="noopener"><sup>[144] </sup></a>Alcune organizzazioni hanno adottato questo approccio nella speranza di aumentare la creatività, ridurre i costi o ridimensionare. Altri potrebbero ritenere che la leadership tradizionale di un capo costi troppo in termini di prestazioni della squadra. In alcune situazioni, i membri del team più in grado di gestire una determinata fase del progetto diventano i leader temporanei. Inoltre, poiché ogni membro del team ha l&#8217;opportunità di sperimentare un elevato livello di empowerment, questo dà energia al personale e alimenta il ciclo del successo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-145" target="_blank" rel="noopener"><sup>[145]</sup></a></p>
<p>I leader che dimostrano perseveranza, tenacia, determinazione e capacità di comunicazione sinergica faranno emergere le stesse qualità nei loro gruppi. I buoni leader usano i propri <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mentorship" target="_blank" rel="noopener">mentori </a>interiori <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>per dare energia al proprio team e alle proprie organizzazioni e guidare una squadra per raggiungere il successo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-146" target="_blank" rel="noopener"><sup>[146]</sup></a></p>
<p>Secondo la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_School_Boards_Association" target="_blank" rel="noopener">National School Boards Association </a>(USA), queste leadership di gruppo o leadership team hanno queste caratteristiche specifiche: <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Caratteristiche di una squadra</strong></h2>
<ul>
<li>Ci deve essere la consapevolezza dell&#8217;unità da parte di tutti i suoi membri.</li>
<li>Ci deve essere un rapporto interpersonale. I membri devono avere la possibilità di contribuire, imparare e lavorare con gli altri.</li>
<li>I membri devono avere la capacità di agire insieme verso un obiettivo comune.</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Dieci caratteristiche dei team ben funzionanti</strong></h2>
<ol>
<li><strong>Scopo </strong>: i membri condividono con orgoglio il senso del motivo per cui il team esiste e sono impegnati nel raggiungimento della sua missione e dei suoi obiettivi.</li>
<li><strong>Priorità </strong>: i membri sanno cosa deve essere fatto dopo, da chi e entro quando per raggiungere gli obiettivi del team.</li>
<li><strong>Ruoli </strong>: i membri conoscono i loro ruoli nello svolgimento delle attività e quando consentire a un membro più abile di svolgere una determinata attività.</li>
<li><strong>Decisioni </strong>: l&#8217;autorità e le linee decisionali sono chiaramente comprese.</li>
<li><strong>Conflitto </strong>: il conflitto viene affrontato apertamente ed è considerato importante per il processo decisionale e la crescita personale.</li>
<li><strong>Tratti personali </strong>: i membri ritengono che le loro personalità uniche siano apprezzate e ben utilizzate.</li>
<li><strong>Norme </strong>: le norme di gruppo per lavorare insieme sono stabilite e viste come standard per tutti i membri del gruppo.</li>
<li><strong>Efficacia </strong>: i membri trovano le riunioni del team efficienti e produttive e non vedono l&#8217;ora di trascorrere questo tempo insieme.</li>
<li><strong>Successo </strong>: i membri sanno chiaramente quando il team ha avuto successo e lo condividono in modo equo e orgoglioso.</li>
<li><strong>Formazione </strong>: opportunità di feedback e aggiornamento delle competenze vengono fornite e sfruttate dai membri del team.</li>
</ol>
<p><strong>Autogestione</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_and_Leadership_During_Change" target="_blank" rel="noopener">L’auto-leadership </a>è un processo che avviene all’interno di un individuo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-147" target="_blank" rel="noopener"><sup>[147] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessaria una citazione per verificare </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;autoleadership significa avere un senso sviluppato di chi sei, cosa puoi ottenere e quali sono i tuoi obiettivi, insieme alla capacità di influenzare le tue emozioni, i tuoi comportamenti e la tua comunicazione. Al centro della leadership c’è la persona motivata a fare la differenza. L’autoleadership è un modo per guidare in modo più efficace le altre persone. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Biologia ed evoluzione della leadership</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mark_van_Vugt" target="_blank" rel="noopener">Mark van </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mark_van_Vugt" target="_blank" rel="noopener">Vugt </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anjana_Ahuja" target="_blank" rel="noopener">Anjana Ahuja </a>in <em>Naturally Selected: The Evolutionary Science of Leadership </em>presentano casi di leadership negli animali non umani, dalle formiche e le api ai babbuini e agli scimpanzé. Essi suggeriscono che la leadership ha una lunga storia evolutiva e che gli stessi meccanismi alla base della leadership negli esseri umani compaiono anche in altre specie sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-148" target="_blank" rel="noopener"><sup>[148] </sup></a>Suggeriscono anche che le origini evolutive della leadership differiscono da quelle della dominanza. In uno studio, van Vugt e il suo team hanno esaminato la relazione tra testosterone basale e leadership rispetto alla dominanza. Hanno scoperto che il testosterone è correlato alla dominanza ma non alla leadership. Ciò è stato replicato in un campione di manager in cui non vi era alcuna relazione tra posizione gerarchica e livello di testosterone. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-149" target="_blank" rel="noopener"><sup>[149]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Wrangham" target="_blank" rel="noopener">Richard Wrangham </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dale_Peterson" target="_blank" rel="noopener">Dale Peterson </a>, in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Demonic_Males:_Apes_and_the_Origins_of_Human_Violence" target="_blank" rel="noopener"><em>Demonic Males: Apes and the Origins of Human Violence </em></a>, presentano la prova che solo gli esseri umani e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Common_chimpanzee" target="_blank" rel="noopener">gli scimpanzé </a>, tra tutti gli animali che vivono sulla Terra, condividono una tendenza simile per un insieme di comportamenti: violenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Territory_(animal)" target="_blank" rel="noopener">territorialità </a>e competizione. per essersi uniti dietro l’unico capo maschio del paese. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150] </sup></a>Questa posizione è controversa. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Molti animali, a parte le scimmie, sono territoriali, competono, mostrano violenza e hanno una struttura sociale controllata da un maschio dominante (leoni, lupi, ecc.), suggerendo che le prove di Wrangham e Peterson non sono empiriche. Tuttavia, dobbiamo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>esaminare anche altre specie, inclusi gli elefanti (che sono matriarcali e seguono una femmina alfa), i suricati (che sono anch&#8217;essi matriarcali), le pecore (che &#8220;seguono&#8221; in un certo senso i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wether_(disambiguation)" target="_blank" rel="noopener">bellwether castrati </a>) e molti altri. .</p>
<p>In confronto, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bonobo" target="_blank" rel="noopener">i bonobo </a>, i secondi parenti più prossimi dell’uomo, non <em>si </em>uniscono dietro il maschio principale della terra. I bonobo mostrano deferenza verso una femmina alfa o di alto rango che, con il supporto della sua coalizione di altre femmine, può dimostrarsi forte quanto il maschio più forte. Pertanto, se la leadership significa ottenere il maggior numero di seguaci, allora tra i bonobo è quasi sempre la femmina ad esercitare la leadership più forte ed efficace. (Per inciso, non tutti gli scienziati concordano sulla presunta natura pacifica del bonobo o sulla sua reputazione di &#8221; scimpanzé <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hippie" target="_blank" rel="noopener">hippie </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-151" target="_blank" rel="noopener"><sup>[151] </sup></a>)</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Miti</h2>
<p>La leadership è stata descritta come uno dei concetti meno compresi in tutte le culture e civiltà. Molti ricercatori hanno sottolineato la prevalenza di questo malinteso, affermando che diversi presupposti errati, o miti, riguardanti la leadership interferiscono con la concezione delle persone di cosa sia la leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-152" target="_blank" rel="noopener"><sup>[152]</sup></a></p>
<p><strong>La leadership è innata</strong></p>
<p>Secondo alcuni, la leadership è determinata da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dispositional_affect" target="_blank" rel="noopener">caratteristiche disposizionali distintive </a>presenti alla nascita (ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion_and_introversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>o ingegnosità). Tuttavia, l’evidenza dimostra che la leadership si sviluppa anche attraverso il duro lavoro e un’attenta osservazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Forsyth-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>Pertanto, una leadership efficace può derivare dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nature_versus_nurture" target="_blank" rel="noopener">natura </a>(cioè dai talenti innati) così come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nature_versus_nurture" target="_blank" rel="noopener">dalla cultura </a>(cioè dalle abilità acquisite).</p>
<p><strong>La leadership è possedere potere sugli altri</strong></p>
<p>Sebbene la leadership sia certamente una forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">potere </a>, non è delimitata dal potere <em>sulle </em>persone. Si tratta piuttosto di un potere <em>con </em>le persone che esiste come relazione reciproca tra un leader e i suoi seguaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Forsyth-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>Nonostante la credenza popolare, l&#8217;uso della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_manipulation" target="_blank" rel="noopener">manipolazione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Coercion" target="_blank" rel="noopener">della coercizione </a>e del dominio per influenzare gli altri non è un requisito per la leadership. Anche le persone che cercano il consenso del gruppo e si sforzano di agire nel migliore interesse degli altri possono diventare leader efficaci.</p>
<p><strong>I leader sono positivamente influenti</strong></p>
<p>La <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(logic)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>dell’affermazione secondo cui i gruppi prosperano quando guidati da leader efficaci può essere illustrata utilizzando diversi esempi. Ad esempio, l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bystander_effect" target="_blank" rel="noopener">effetto spettatore </a>(incapacità di rispondere o di offrire assistenza) che tende a svilupparsi all’interno dei gruppi che si trovano ad affrontare un’emergenza è significativamente ridotto nei gruppi guidati da un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Inoltre, la prestazione del gruppo, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Creativity" target="_blank" rel="noopener">creatività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-156" target="_blank" rel="noopener"><sup>[156] </sup></a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Efficiency" target="_blank" rel="noopener">efficienza </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-157" target="_blank" rel="noopener"><sup>[157] </sup></a>tendono tutte ad aumentare nelle aziende con manager o amministratori delegati designati.</p>
<p>La differenza che fanno i leader non è sempre di natura positiva. I leader a volte si concentrano sul raggiungimento dei propri obiettivi a scapito degli altri, compresi i propri seguaci. I leader che si concentrano sul guadagno personale impiegando stili di leadership rigorosi e manipolativi spesso fanno la differenza, ma di solito lo fanno con mezzi negativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-158" target="_blank" rel="noopener"><sup>[158]</sup></a></p>
<p><strong>I leader controllano interamente i risultati del gruppo</strong></p>
<p>Nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Western_culture" target="_blank" rel="noopener">culture occidentali </a>si presume generalmente che i leader di gruppo facciano la differenza quando si tratta di influenza del gruppo e di raggiungimento degli obiettivi complessivi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questa visione romanticizzata della leadership &#8211; la tendenza a sovrastimare il grado di controllo che i leader hanno sui loro gruppi e sui risultati dei loro gruppi &#8211; ignora l&#8217;esistenza di molti altri fattori che influenzano le dinamiche di gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-159" target="_blank" rel="noopener"><sup>[159] </sup></a>Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_cohesiveness" target="_blank" rel="noopener">la coesione del gruppo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">i modelli di comunicazione </a>, i tratti della personalità individuale, il contesto del gruppo, la natura o l&#8217;orientamento del lavoro, nonché <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Norm_(social)" target="_blank" rel="noopener">le norme comportamentali </a>e gli standard stabiliti influenzano la funzionalità del gruppo. Per questo motivo, non è giustificato presumere che tutti i leader abbiano il controllo completo dei risultati dei loro gruppi.</p>
<p><strong>Tutti i gruppi hanno un leader designato</strong></p>
<p>Non tutti i gruppi necessitano di avere un leader designato. I gruppi composti principalmente da donne, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-SBA-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a>sono di dimensioni limitate, sono esenti da processi decisionali stressanti, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-guastello-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>o esistono solo per un breve periodo di tempo (ad esempio, gruppi di lavoro studenteschi; squadre di quiz/trivia nei pub) spesso subiscono una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diffusion_of_responsibility" target="_blank" rel="noopener">diffusione delle responsabilità </a>, in cui compiti e ruoli di leadership sono condivisi tra i membri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-SBA-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-guastello-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161]</sup></a></p>
<p><strong>I membri del gruppo resistono ai leader</strong></p>
<p>La dipendenza dei membri del gruppo dai leader del gruppo può portare a una ridotta fiducia in se stessi e a una forza complessiva <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambigua </sup></em></a><sup>] </sup>del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Forsyth-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>La maggior parte delle persone preferisce essere guidata piuttosto che restare senza un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a>Questo &#8220;bisogno di un leader&#8221; diventa particolarmente forte nei gruppi in difficoltà che stanno vivendo una sorta di conflitto. I membri del gruppo tendono ad essere più contenti e produttivi quando hanno un leader che li guida. Sebbene gli individui che ricoprono ruoli di leadership possano essere una fonte diretta di risentimento per i seguaci, la maggior parte delle persone apprezza il contributo che i leader danno ai propri gruppi e di conseguenza accoglie con favore la guida di un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-163" target="_blank" rel="noopener"><sup>[163]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Ambienti orientati all&#8217;azione</h2>
<p>Un approccio alla leadership del team esamina gli ambienti orientati all’azione, dove è necessaria una leadership funzionale efficace per realizzare compiti critici o reattivi da parte di piccoli team schierati sul campo. Alcuni esempi di leadership orientata all&#8217;azione includono lo spegnimento di un incendio rurale, la localizzazione di una persona scomparsa, la guida di una squadra in una spedizione all&#8217;aperto o il salvataggio di una persona da un ambiente potenzialmente pericoloso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-164" target="_blank" rel="noopener"><sup>[164]</sup></a></p>
<p>La leadership di piccoli gruppi viene spesso creata per rispondere a una situazione o a un incidente critico. Nella maggior parte dei casi, questi team hanno il compito di operare in ambienti remoti e mutevoli con supporto o backup limitati (&#8220;ambienti di azione&#8221;). La leadership delle persone in questi ambienti richiede un insieme di competenze diverso da quello dei leader nella gestione di prima linea. Questi leader devono operare in modo efficace da remoto e negoziare le esigenze dell’individuo, del gruppo e del compito all’interno di un ambiente mutevole.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_Technology" target="_blank" rel="noopener">IT </a>di piccole e medie dimensioni negli stabilimenti dei clienti. La leadership di questi team richiede esperienza pratica e un atteggiamento di esempio per consentire ai membri del team di prendere decisioni ben ponderate e concise indipendentemente dal management esecutivo e/o dai decisori locali. L&#8217;adozione anticipata delle metodologie di sviluppo dei branch <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scrum_(software_development)" target="_blank" rel="noopener">Scrum </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kanban" target="_blank" rel="noopener">Kanban </a>ha contribuito ad alleviare la dipendenza che i team sul campo avevano dallo sviluppo basato su trunk <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style#Technical_language" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>gergo </sup></em></a><sup>] </sup>. Questo metodo di sviluppo e distribuzione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lean_manufacturing" target="_blank" rel="noopener">just-in-time </a>orientato all&#8217;azione ha consentito ai siti remoti di implementare patch software aggiornate frequentemente e senza dipendere dai programmi di distribuzione del team principale, soddisfacendo le esigenze dei clienti di correggere rapidamente i bug dell&#8217;ambiente di produzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-165" target="_blank" rel="noopener"><sup>[165] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:What_Wikipedia_is_not#Encyclopedic_content" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>importanza? </sup></em></a><sup>] </sup></p>
<p>In una prospettiva tassonomica, il ricercatore europeo Daniele Trevisani evidenzia che la Leadership è uno spettro olistico che può derivare da: (1) livelli più elevati di potere fisico, bisogno di mostrare potere e controllare gli altri, forzare la superiorità, capacità di generare paura, o gruppo -necessità da parte dei membri di un potente protettore del gruppo (Leadership Primale), (2) energie mentali superiori, forze motivazionali superiori, percepibili nella comunicazione e nei comportamenti, mancanza di paura, coraggio, determinazione ( Leadership Psicoenergetica ), (3) abilità superiori nella gestione del quadro generale (Macro-Leadership), (4) abilità più elevate in compiti specializzati (Micro-Leadership), (5) capacità più elevate nella gestione dell&#8217;esecuzione di un compito (Leadership di progetto) e (6) livello più elevato di valori, saggezza, e spiritualità (Leadership Spirituale), dove ogni Leader trae la sua Leadership da un mix unico di uno o più dei fattori precedenti” <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-166" target="_blank" rel="noopener"><sup>[166] </sup></a>.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Pensiero critico</h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Great_Man_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria del Grande Uomo &#8221; di </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener">Carlyle </a>del 1840 , che enfatizzava il ruolo degli individui leader, incontrò l&#8217;opposizione (di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbert_Spencer" target="_blank" rel="noopener">Herbert Spencer </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leo_Tolstoy" target="_blank" rel="noopener">Leo Tolstoy </a>e altri) nel XIX e XX secolo.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper" target="_blank" rel="noopener">Karl Popper </a>notò nel 1945 che i leader possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mislead" target="_blank" rel="noopener">fuorviare </a>e commettere errori: mette in guardia dal rimettersi ai &#8220;grandi uomini&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-167" target="_blank" rel="noopener"><sup>[167]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky" target="_blank" rel="noopener">Noam Chomsky </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-168" target="_blank" rel="noopener"><sup>[168] </sup></a>e altri <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-169" target="_blank" rel="noopener"><sup>[169] </sup></a>hanno sottoposto il concetto di leadership al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Critical_thinking" target="_blank" rel="noopener">pensiero critico </a>e affermano che le persone abrogano la propria responsabilità di pensare e volere azioni per se stesse. Mentre la visione convenzionale della leadership può soddisfare le persone che &#8220;vogliono sentirsi dire cosa fare&#8221;, questi critici affermano che si dovrebbe mettere in discussione la sottomissione a una volontà o a un intelletto diverso dal proprio se il leader non è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subject-matter_expert" target="_blank" rel="noopener">esperto in materia </a>.</p>
<p>Concetti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workers%27_self-management" target="_blank" rel="noopener">autogestione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Employeeship" target="_blank" rel="noopener">impegno lavorativo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Civic_virtue" target="_blank" rel="noopener">virtù civica comune </a>mettono in discussione la natura fondamentalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anti-democratic" target="_blank" rel="noopener">antidemocratica </a>del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_principle" target="_blank" rel="noopener">principio di leadership </a>sottolineando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Individual_responsibility" target="_blank" rel="noopener">la responsabilità individuale </a>e/o l’autorità di gruppo sul posto di lavoro e altrove e concentrandosi sulle competenze e sulle attitudini di cui una persona ha bisogno in generale piuttosto che separare la &#8220;leadership&#8221; come base di una classe speciale di individui.</p>
<p>Allo stesso modo, varie calamità storiche (come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/World_War_II" target="_blank" rel="noopener">la Seconda Guerra Mondiale </a>) possono essere attribuite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-170" target="_blank" rel="noopener"><sup>[170] </sup></a>a un affidamento mal riposto sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/F%C3%BChrerprinzip" target="_blank" rel="noopener">principio di leadership </a>come dimostrato nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dictatorship" target="_blank" rel="noopener">dittatura </a>.</p>
<p>L’idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leaderism" target="_blank" rel="noopener">leaderismo </a>dipinge la leadership e i suoi eccessi in una luce negativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adaptive_performance" target="_blank" rel="noopener">Prestazioni adattive </a>– Adattarsi e comprendere il cambiamento sul posto di lavoro</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charisma" target="_blank" rel="noopener">Carisma </a>– Fascino che può ispirare devozione negli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Crowd_psychology" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della folla </a>– Ramo della psicologia sociale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/E-leadership" target="_blank" rel="noopener">Leadership digitale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Followership" target="_blank" rel="noopener">Followership </a>– ruolo subordinato</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Full_Range_Leadership_Model" target="_blank" rel="noopener">Modello di leadership a gamma completa </a>– Teoria della leadership</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_accountability" target="_blank" rel="noopener">Responsabilità della leadership </a>– Concetto di responsabilità in etica, governance e processo decisionale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_school" target="_blank" rel="noopener">Scuola di direzione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiteam_system" target="_blank" rel="noopener">Sistema multiteam</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissistic_leadership" target="_blank" rel="noopener">Leadership narcisistica </a>– Stile di leadership</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nicomachean_Ethics" target="_blank" rel="noopener">Etica Nicomachea </a>&#8211; La teoria aristotelica dell&#8217;etica delle virtù fondata sulla filosofia naturale e sulla teleologia umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_development" target="_blank" rel="noopener">Sviluppo professionale </a>: imparare a guadagnare o mantenere credenziali professionali</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Realistic_Job_Preview" target="_blank" rel="noopener">Anteprima realistica del lavoro</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Super-team" target="_blank" rel="noopener">Super-team </a>: concetto di sviluppo organizzativo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_theological_virtues" target="_blank" rel="noopener">Tre virtù teologali </a>– Etica cristiana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Uli_al-amr" target="_blank" rel="noopener">Uli </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Uli_al-amr" target="_blank" rel="noopener">al- </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Uli_al-amr" target="_blank" rel="noopener">amr </a>– Coloro che hanno autorità nell’Islam</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Riferimenti</h2>
<p><strong>Citazioni</strong></p>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-15" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Ad esempio: <em>Gupta, Ashok Kumar (1991). </em><a href="https://books.google.com/books?id=PJEXDF7XxzUC" target="_blank" rel="noopener"><em>Modello emergente di leadership politica: un caso di studio del Punjab </em></a><em>. Nuova Delhi: pubblicazioni Mittal. P. 12. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9788170992561" target="_blank" rel="noopener"><em>9788170992561 </em></a><em>. URL consultato il 17 maggio 2019. Il tema principale della teoria delle élite [di José Ortega y Gasset ] è che &#8220;quando le masse di un paese credono di poter fare a meno dell&#8217;aristocrazia, la nazione inevitabilmente declina&#8221;. Nella loro disillusione le masse si rivolgono nuovamente alla nuova leadership ed emerge una nuova aristocrazia.&#8217;</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Marstiller, James K.; Joerding Fickeler , Jennifer (2005). </em><a href="https://books.google.com/books?id=YUCzmu3_5vsC" target="_blank" rel="noopener"><em>Il potere di innovare: ricablare le menti degli individui e delle organizzazioni </em></a><em>. Bloomington, Indiana: AuthorHouse . P. 169. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781420835106" target="_blank" rel="noopener"><em>9781420835106 </em></a><em>. Estratto 17 maggio il 2019 . Nel corso dei secoli si credeva che i leader nascessero, che la capacità di guidare fosse in qualche modo ereditata attraverso il sangue. [&#8230;] Nonostante i molti esempi nel corso della storia di inettitudine della leadership di sangue blu, il diritto di nascita e la competenza si sono intrecciati nella psiche umana. Questa percezione è rimasta fino al XX secolo.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Cano, Librado F. (2010). </em><a href="https://books.google.com/books?id=8D8sanxRQR8C" target="_blank" rel="noopener"><em>Trasformazione di </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=8D8sanxRQR8C" target="_blank" rel="noopener"><em>una </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=8D8sanxRQR8C" target="_blank" rel="noopener"><em>nazione e di una comunità familiare individuale e del mondo </em></a><em>. Pubblicazione di Trafford. P. 134. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781426947667" target="_blank" rel="noopener"><em>9781426947667 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-18" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Singh, Ravinder; Rani, Ajita (2017). </em><a href="https://books.google.com/books?id=GZKiDgAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Comportamento </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=GZKiDgAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>umano </em></a><em>. Nozione Press. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946983-31-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946983-31-2 </em></a><em>. &#8230;una guida empatica emotivamente sintonizzata, reattiva e consensuale, che a volte è associata ai matriarcati, dove governano le donne.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nina_Baym" target="_blank" rel="noopener"><em>Baym </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nina_Baym" target="_blank" rel="noopener"><em>, Nina </em></a><em>(1992). &#8220;Nathaniel Hawthorne e sua madre: una speculazione biografica&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=EnglvDhekpIC" target="_blank" rel="noopener"><em>Femminismo e storia letteraria americana: saggi </em></a><em>. Studi sulle donne/letteratura americana. Nuovo Brunswick, New Jersey: Rutgers University Press. P. 53. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780813518558" target="_blank" rel="noopener"><em>9780813518558 </em></a><em>. Estratto 23 luglio il 2020 . L&#8217;immagine [&#8230;] è il Giardino dell&#8217;Eden, il matriarcato benigno.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Saxena, PK (2009). </em><a href="https://books.google.com/books?id=dudAB3uReq4C" target="_blank" rel="noopener"><em>Principi di gestione, un approccio moderno </em></a><em>. Nuova Delhi: Global India Publications PVT LTD. P. 30. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-81-907941-5-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-81-907941-5-2 </em></a><em>. Paragonabili alla tradizione romana, le opinioni del confucianesimo sul &#8220;retto vivere&#8221; si riferiscono molto all&#8217;ideale del leader studioso (maschio) e al suo governo benevolo, sostenuto da una tradizione di pietà filiale.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sun_Tzu" target="_blank" rel="noopener"><em>Sun Tzu </em></a><em>(2003). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Art_of_War" target="_blank" rel="noopener"><em>L&#8217;arte della guerra: testi completi e commenti </em></a><em>. Tradotto da Cleary, Thomas. Shambhala. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781590300541" target="_blank" rel="noopener"><em>9781590300541 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-21" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.oed.com/search/dictionary/?q=leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;comando&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_English_Dictionary" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario inglese Oxford </em></a><em>(ed. in linea). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_University_Press" target="_blank" rel="noopener"><em>La stampa dell&#8217;università di Oxford </em></a><em>.</em> (È richiesto l&#8217;abbonamento o <a href="https://www.oed.com/public/login/loggingin#withyourlibrary" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;iscrizione all&#8217;istituto partecipante </a>.)</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-22" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Notare i relativi cambiamenti nella terminologia nell&#8217;inglese americano dal 1800: <a href="https://books.google.com/ngrams/graph?year_end=2019&amp;year_start=1800&amp;corpus=28&amp;content=leader%2Cmaster%2Cleadership&amp;smoothing=3&amp;direct_url=t1%3B%2Cleader%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cmaster%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cleadership%3B%2Cc0#t1%3B%2Cleader%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cmaster%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cleadership%3B%2Cc0" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;leader, master, leadership—1800–2019&#8221; </em></a><em>. Visualizzatore Ngram di Google Libri .</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-23" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Ad esempio: <em>Wells, Carl (2012). </em><a href="https://books.google.com/books?id=OHWJtzdeyeEC" target="_blank" rel="noopener"><em>La schiavitù è cristiana? </em></a><em>. Casa d&#8217;Autore . P. 71. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781477274958" target="_blank" rel="noopener"><em>9781477274958 </em></a><em>. Estratto 23 luglio il 2020 . Uno qualsiasi tra una dozzina di fattori può rendere la posizione di maestro, datore di lavoro o leader molto difficile e frustrante. Quanto dev&#8217;essere piacevole per un padrone di schiavi, un datore di lavoro o un leader imbattersi in una persona che lo tratta con rispetto sia che sia presente o assente, che lavora diligentemente in ogni momento , che non ha bisogno di essere guardato come un falco, che è un ha iniziato da solo con la lingua ben controllata: lo schiavo o l&#8217;operaio cristiano! Quale onore reca a Cristo un tale schiavo o lavoratore! Il cristianesimo di una persona del genere è reale.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-24" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_K._Greenleaf" target="_blank" rel="noopener"><em>Greenleaf, Robert K. </em></a><em>(2002) [1977]. </em><a href="https://books.google.com/books?id=AfjUgMJlDK4C" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership al servizio: un viaggio </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=AfjUgMJlDK4C" target="_blank" rel="noopener"><em>nella </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=AfjUgMJlDK4C" target="_blank" rel="noopener"><em>natura del potere legittimo e della grandezza </em></a><em>. Mahwah, New Jersey: Paulist Press. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780809105540" target="_blank" rel="noopener"><em>9780809105540 </em></a><em>. Estratto il 21/07/2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>La traduzione di Benjamin Jowett della <em>Repubblica di Platone </em>non usa la parola &#8220;leadership&#8221;; Platone parla principalmente di una classe di &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Philosopher_king" target="_blank" rel="noopener">guardiani </a>&#8220;. Vedi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener"><em>Platone </em></a><em>(1892). </em><a href="https://archive.org/stream/dialoguesofplato02platuoft" target="_blank" rel="noopener"><em>I dialoghi di Platone tradotti in inglese con analisi e introduzioni di B. Jowett, MA </em></a><em> 3. Stampa dell&#8217;Università di Oxford. Estratto il 12/09/2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Evans, Jules (04/05/2012). </em><a href="https://www.theguardian.com/sustainable-business/business-learn-from-ancient-philosophers" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cosa possono imparare i leader aziendali dai filosofi antichi?&#8221; </em></a><em>. Il guardiano. Estratto il 07-11-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-27" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Vedi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Donald_Markwell" target="_blank" rel="noopener"><em>Donald Markwell </em></a><em>(2013). </em><a href="https://archive.org/details/instinctstoleado0000mark" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Istinto di leadership&#8221;: su leadership, pace ed educazione </em></a><em>. Australia: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Connor_Court_Publishing" target="_blank" rel="noopener"><em>Connor Court Publishing </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-922168-70-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-922168-70-2 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>OCLC</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/oclc/865544191" target="_blank" rel="noopener"><em>865544191 </em></a><em>.</em></li>
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<li><em>Stogdill, RM (1948). &#8220;Fattori personali associati alla leadership: un&#8217;indagine della letteratura&#8221;. Giornale di psicologia. <strong>25 </strong>: 35–71. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00223980.1948.9917362" target="_blank" rel="noopener"><em>1080/00223980.1948.9917362 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a></em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18901913" target="_blank" rel="noopener"><em>18901913 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Mann, RD (1959). &#8220;Una revisione del rapporto tra personalità e prestazioni in piccoli gruppi&#8221;. Bollettino psicologico. <strong>56 </strong>(4): 241–270. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fh0044587" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/h0044587 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kenny,_D.A._1983_29-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kenny,_D.A._1983_29-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kenny,_D.A._1983_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kenny,_D.A._1983_29-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Kenny, procuratore distrettuale; Zaccaro, SJ (1983). &#8220;Una stima della varianza dovuta ai tratti di leadership&#8221;. Giornale di psicologia applicata. <strong>68 </strong>(4): 678–685. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0021-9010.68.4.678" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0021-9010.68.4.678 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Lord,_R.G._1986_30-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Lord,_R.G._1986_30-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Lord,_R.G._1986_30-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Lord,_R.G._1986_30-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Lord,_R.G._1986_30-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Signore, RG; De Vader, CL; Alliger, GM (1986). &#8220;Una meta-analisi della relazione tra tratti della personalità e percezioni del leader: un&#8217;applicazione di procedure di generalizzazione della validità&#8221;. Giornale di psicologia applicata. <strong>71 </strong>(3): 402–410. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0021-9010.71.3.402" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0021-9010.71.3.402 </em></a><em>.</em></li>
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<li><em>Tagger, S.; Hackett, R.; Saha, S. (1999). </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1744-6570.1999.tb00184.x" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Emersione della leadership nei gruppi di lavoro autonomi: antecedenti e risultati&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personnel_Psychology" target="_blank" rel="noopener"><em>Psicologia del personale </em></a><em>. <strong>52 </strong>(4): 899–926. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1744-6570.1999.tb00184.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1744- </em></a><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1744-6570.1999.tb00184.x" target="_blank" rel="noopener"><em>6570.1999.tb </em></a><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1744-6570.1999.tb00184.x" target="_blank" rel="noopener"><em>00184.x </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Judge,_T.A._2002_32-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Judge,_T.A._2002_32-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Judge,_T.A._2002_32-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Judge,_T.A._2002_32-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Judge,_T.A._2002_32-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Judge,_T.A._2002_32-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>Giudice, AT; Bono, JE; Ilies, R.; Gerhardt, MW (2002). &#8220;Personalità e leadership: una revisione qualitativa e quantitativa&#8221;. Giornale di psicologia applicata. <strong>87 </strong>(4): 765–780. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0021-9010.87.4.765" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0021-9010.87.4.765 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12184579" target="_blank" rel="noopener"><em>12184579 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-33" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Kickul , J.; Neuman, G. (2000). &#8220;Comportamenti di leadership emergenti: la funzione della personalità e dell&#8217;abilità cognitiva nel determinare le prestazioni del lavoro di squadra e le KSA &#8220;. Giornale di economia e psicologia . <strong>15 </strong>:27–51. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1023%2FA%3A1007714801558" target="_blank" rel="noopener"><em>1023/A:1007714801558 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:141377956" target="_blank" rel="noopener"><em>141377956 </em></a><em>.</em></li>
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<li><em>Vasconcelos e Sá, Jorge (2012). </em><a href="https://books.google.com/books?id=rhIpAwAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Non esiste leadership: solo gestione efficace: lezioni dalla </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=rhIpAwAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Perfest </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=rhIpAwAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Battle di Lee, Ciro il Grande di Senofonte e la pratica dei migliori manager del mondo </em></a><em>. Porto: Editoriale Vida Economica . P. 19. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>Codice ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9789727886012" target="_blank" rel="noopener"><em>9789727886012 </em></a><em>. Estratto 15 dicembre il 2019 . [&#8230;] chiedere in cosa consiste la leadership [&#8230;] è una domanda falsa. La domanda giusta è: cos’è una gestione efficace?</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Donelson_R._Forsyth" target="_blank" rel="noopener"><em>Forsyth, Donelson </em></a><em>(2010). Dinamiche di gruppo. Belmont, California: Wadsworth.</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-164" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Schelten , Andreas; Geiger, Robert (2002). </em><a href="https://web.archive.org/web/20160305111811/http:/www.bpaed.edu.tum.de/fileadmin/tueds02/www/pdfs/publikationen/riedl/2002handoutvariantsriedl.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Varianti di un ambiente di apprendimento orientato all&#8217;azione per la formazione professionale tecnica&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Archiviato </em><a href="https://www.bpaed.edu.tum.de/fileadmin/tueds02/www/pdfs/publikationen/riedl/2002handoutvariantsriedl.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 05-03-2016.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-165" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Boehm, BW (1991). &#8220;Gestione del rischio software: principi e pratiche&#8221;. Software IEEE. <strong>8 </strong>: 32–41. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.381.466" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.381.466 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1109%2F52.62930" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1109/52.62930 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:5832015" target="_blank" rel="noopener"><em>5832015 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-166" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Semiotica per i leader. Il Modello Exa-Leadership per la Leadership e lo Sviluppo del Potenziale Umano, Medialab Research Publishing, Ferrara. ISBN: 978-1-329-59007-6.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-168" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>{{multiref2 |1= <em>Chomsky, Noam (1999). &#8220;Consenso senza consenso&#8221;. Il profitto sulle persone: neoliberismo e ordine globale. P. 53. </em>|2= <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky" target="_blank" rel="noopener"><em>Chomsky, Noam </em></a><em>(1999). &#8220;Consenso senza consenso: irreggimentare la mente pubblica&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=eX4DAQAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Profitto sulle persone: neoliberismo e ordine globale </em></a><em>. New York: Seven Stories Press (pubblicato nel 2011). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781609802912" target="_blank" rel="noopener"><em>9781609802912 </em></a><em>. Estratto 7 settembre il 2020.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-169" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Dannhauser , Zani (2007). La relazione tra leadership di servizio, fiducia nei follower, impegno del team ed efficacia dell&#8217;unità (tesi di dottorato). Università di Stellenbosch.</em></li>
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<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hannah_Arendt" target="_blank" rel="noopener"><em>Arendt, Hannah </em></a><em>(1963). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Eichmann_in_Jerusalem" target="_blank" rel="noopener"><em>Eichmann a Gerusalemme: un rapporto sulla banalità del male </em></a><em>. New York: Vichingo.</em></li>
<li><em>Wheatcroft, Andrew; </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Overy" target="_blank" rel="noopener"><em>Overy, Richard </em></a><em>(1989). </em><a href="https://books.google.com/books?id=m8t4Xi2Ljt4C" target="_blank" rel="noopener"><em>La strada verso la guerra: le origini della seconda guerra mondiale </em></a><em>(rivisto ed.). Londra: Random House (pubblicato nel 2012). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781448112395" target="_blank" rel="noopener"><em>9781448112395 </em></a><em>. Estratto il 20 agosto 2017.</em></li>
</ul>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-171" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
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<li><em>Acton, Q. Ashton, ed. (10 gennaio 2013). </em><a href="https://books.google.com/books?id=h5rSoAfLODEC" target="_blank" rel="noopener"><em>Problemi di ricerca su cultura, diritti e governance </em></a><em>. Atlanta, Georgia: Scholarly Editions (pubblicato nel 2013). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781481649261" target="_blank" rel="noopener"><em>9781481649261 </em></a><em>. Estratto 7 settembre 2020. &#8216;[&#8230;] Il &#8221; leaderismo &#8221; &#8211; come un insieme emergente di convinzioni che inquadra e giustifica alcuni cambiamenti innovativi nella pratica organizzativa e manageriale contemporanea &#8211; è uno sviluppo del managerialismo che è stato utilizzato e applicato all&#8217;interno del discorso politico della riforma del servizio pubblico nel Regno Unito [&#8230;]&#8221;</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/K._Nageshwar" target="_blank" rel="noopener"><em>Nageshwar, K. </em></a><em>(3 novembre 2016). </em><a href="https://books.google.com/books?id=JW55DQAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Interpretare l&#8217;India contemporanea </em></a><em>. AuthorHouse (pubblicato nel 2016). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781524665319" target="_blank" rel="noopener"><em>9781524665319 </em></a><em>. Estratto 7 settembre 2020. Così, come l &#8216;&#8221;Animalismo&#8221; di Orwell, la democrazia sta gradualmente scivolando in un pantano per essere equiparata al &#8221; Leaderismo &#8220;. Il leader spesso si unisce a un gruppo selezionato di confidenti, ovvero la coterie, e sviluppa i principi del leaderismo . In questo modo il vangelo del leaderismo viene poi trasmesso alla base del partito. La lealtà al padrone si perpetua nel nome del Leaderismo .</em></li>
</ul>
</li>
</ol>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Altre fonti</strong></h2>
<p><strong>Libri</strong></p>
<ul>
<li><em>Bitar, Amer (2020). </em><a href="https://books.google.com/books?id=X4oBEAAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership visiva beduina in Medio Oriente: il potere dell&#8217;estetica e le implicazioni pratiche </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Springer_Nature" target="_blank" rel="noopener"><em>Natura Springer </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9783030573973" target="_blank" rel="noopener"><em>9783030573973 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener"><em>Carlyle, Thomas </em></a><em>(1841). Sugli eroi, sul culto degli eroi e sulla storia eroica. Boston, Massachusetts: Houghton Mifflin. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4069-4419-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4069-4419-8 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Ladkin , Donna (2011). Ripensare la leadership: un nuovo sguardo alle vecchie domande sulla leadership. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cheltenham" target="_blank" rel="noopener"><em>Cheltenham </em></a><em>: Edward Elgar Publishing Ltd. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-85793-131-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-85793-131-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Minatore, JB (2005). Comportamento organizzativo: Comportamento 1: Teorie essenziali della motivazione e della leadership. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Armonk" target="_blank" rel="noopener"><em>Armonk </em></a><em>: ME Sharpe.</em></li>
<li><em>Montana, Patrick J.; Bruce H. (2008). Gestione. Hauppauge, NY: Barron&#8217;s Educational Series, Inc. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-944740-04-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-944740-04-0 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Hiebert, Murray; Klatt, Bruce (2000). L&#8217;Enciclopedia della Leadership: una guida pratica alle teorie e tecniche di leadership popolari (1a ed.). McGraw-Hill. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780071363082" target="_blank" rel="noopener"><em>9780071363082 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Schultz, Duane P. Schultz, Sydney Ellen (2010). Psicologia e lavoro oggi: un&#8217;introduzione alla psicologia industriale e organizzativa (10a ed.). Upper Saddle River, NJ: Prentice Hall. P. 171. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0205683581" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0205683581 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Tittemore , James A. (2003). Leadership a tutti i livelli. Canada: pubblicazione Boskwa . </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-9732914-0-7" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-9732914-0-7 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>articoli di giornale</strong></h2>
<ul>
<li>Ahlquist, John S.; Levi, Margherita (2011). &#8221; <a href="https://www.annualreviews.org/doi/full/10.1146/annurev-polisci-042409-152654" target="_blank" rel="noopener">Leadership: cosa significa, cosa fa e cosa vogliamo sapere al riguardo </a>&#8220;. <em>Revisione annuale di scienze politiche </em>. <strong>14 </strong>(1): 1–24</li>
<li>Avolio, Bruce J.; Walumbwa, Fred O.; Weber, Todd J. (2009). &#8221; <a href="https://www.annualreviews.org/doi/full/10.1146/annurev.psych.60.110707.163621?intcmp=trendmd" target="_blank" rel="noopener">Leadership: teorie attuali, ricerca e direzioni future </a>&#8220;. <em>Revisione annuale di psicologia </em>. <strong>60 </strong>(1): 421–449.</li>
<li><em>Bouilloud , Jean-Philippe; Deslandes, Ghislain; Mercier, Guillaume (2019). </em><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s10551-017-3678-0" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il leader come Chief Truth Officer: la responsabilità etica della&#8221; gestione della verità &#8220;nelle organizzazioni&#8221; </em></a><em>. Giornale di etica aziendale. <strong>157 </strong>: 1–13. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2Fs10551-017-3678-0" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/s10551-017-3678-0 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:149433917" target="_blank" rel="noopener"><em>149433917 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hadley_Cantril" target="_blank" rel="noopener">Hadley </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hadley_Cantril" target="_blank" rel="noopener">Cantril </a>(1958) &#8220;Leadership democratica efficace: un&#8217;interpretazione psicologica&#8221;, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journal_of_Individual_Psychology" target="_blank" rel="noopener">Journal of Individual Psychology </a>14: 128–38 e pagine 139–49 in <em>Psychology, Humanism and Scientific Inquiry </em>(1988) a cura di Albert H. Cantril , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transaction_Books" target="_blank" rel="noopener">Transaction Books </a>.</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; semantica articolo</h2>
<ul>
<li>Coaching per la Leadership</li>
<li>Coaching sulla leadership</li>
<li>Migliore corso di coaching per la leadership</li>
<li>corso di coaching per la leadership</li>
<li>migliore esperto di leadership in Italia</li>
<li>Leadership</li>
<li>Leadership al femminile</li>
<li>Leader</li>
<li>Diventare leader</li>
<li>Coaching per diventare leader</li>
<li>Come diventare leader</li>
<li>Leadership aziendale</li>
<li>Leadership in azienda</li>
<li>Coaching per leader in azienda</li>
<li>Coaching per la leadership aziendale</li>
<li>Corsi per la leadership in azienda</li>
<li>Gestione</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Ispirazione</li>
<li>Innovazione</li>
<li>Visione</li>
<li>Team building</li>
<li>Comunicazione</li>
<li>Influenza</li>
<li>Decisioni</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Empowerment</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Coaching</li>
<li>Sfidare lo status quo</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Delega</li>
<li>Risultati</li>
<li>Etica</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Responsabilità</li>
<li>Flessibilità</li>
<li>Competenze interpersonali</li>
<li>Feedback</li>
<li>Orientamento al cliente</li>
<li>Pianificazione strategica</li>
<li>Agilità</li>
<li>Pensiero critico</li>
<li>Sviluppo del personale</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Orientamento al risultato</li>
<li>Collaborazione</li>
<li>Capacità decisionale</li>
<li>Empatia</li>
<li>Cambiamento</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Comando</li>
<li>Creatività</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Fiducia</li>
<li>Orientamento al servizio</li>
<li>Mentorship</li>
<li>Sostenibilità</li>
<li>Team leadership</li>
<li>Crescita aziendale</li>
<li>Diversità e inclusione</li>
<li>Negoziazione</li>
<li>Sviluppo delle competenze leadership</li>
<li>Competenze di comunicazione</li>
<li>Capacità decisionali</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Leadership situazionale</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Delega efficace</li>
<li>Autoconsapevolezza e autoregolazione</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Feedback e autovalutazione</li>
<li>Autenticità e coerenza</li>
<li>Gestione del cambiamento</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Innovazione</li>
<li>Visione strategica</li>
<li>Team building e gestione delle relazioni</li>
<li>Dinamiche di gruppo</li>
<li>Leadership collaborativa</li>
<li>Gestione delle relazioni interpersonali</li>
<li>Costruzione di team efficaci</li>
<li>Empowerment e motivazione</li>
<li>Leadership ispirativa</li>
<li>Coinvolgimento dei membri del team</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Supporto allo sviluppo professionale</li>
<li>Obiettivi e prestazioni</li>
<li>Pianificazione strategica</li>
<li>Definizione di obiettivi SMART</li>
<li>Misurazione delle prestazioni</li>
<li>Accountability e responsabilità</li>
<li>Crescita personale e professionale</li>
<li>Pianificazione della carriera</li>
<li>Apprendimento continuo</li>
<li>Leadership autentica</li>
<li>Auto-miglioramento</li>
<li>Etica e responsabilità sociale</li>
<li>Etica professionale</li>
<li>Responsabilità sociale</li>
<li>Sostenibilità</li>
<li>Impatto sociale</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Gestione delle presentazioni</li>
<li>Cultura organizzativa</li>
<li>Leadership basata sui valori</li>
<li>Creazione di una cultura inclusiva</li>
<li>Gestione del cambiamento culturale</li>
<li>Sostenibilità della cultura aziendale</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/coaching-per-la-leadership/">Coaching per la Leadership</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Strumenti strategici per la vendita complessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 15:15:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Il modello del comportamento pianificato Il comportamento (acquistare o meno, fare o meno una scelta) è governato – secondo la Teoria del Comportamento Pianificato – &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il modello del comportamento pianificato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento (acquistare o meno, fare o meno una scelta) è governato – secondo la Teoria del Comportamento Pianificato – da 3 grandi forze:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>le credenze dell’individuo,</li>
<li>le aspettative dei gruppi di riferimento,</li>
<li>la sensazione dell’individuo rispetto al poter controllare gli esiti delle sue scelte.<a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftn1"><sup>[1]</sup></a></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>atteggiamento</strong> <strong>verso il prodotto o verso la scelta risulta dalla somma delle diverse credenze che la persona possiede</strong>. Queste possono essere tutte negative (avremo quindi un atteggiamento negativo), tutte positive (con esito di una valutazione positiva) o in parte positive e in parte negative (avremo quindi uno stato di dissonanza nel cliente).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non solo. Ogni volta che siamo a decidere se fare o non fare, o cosa scegliere, scatta il meccanismo del “cosa ne penseranno gli altri che sono importanti per me” (la famiglia, gli amici della palestra, gli amici del bar, colleghi di lavoro, o qualsiasi altro <strong>gruppo</strong> importante per il soggetto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em><strong>Perceived Behavioral Control</strong></em> viene determinato da due fattori: </p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong><em>Control Beliefs: </em></strong>quanto vengono visti difficili i comportamenti (risorse necessarie, skills, barriere ambientali), in termini di attuazione pratica (es: penso che giocare a poker sia bello ma difficilissimo);</li>
<li><strong><em>Perceived Power: </em></strong>la percezione del grado di successo, le capacità che l’individuo sente di avere, sull’attuazione del comportamento (es: penso di poter imparare a giocare a poker se mi impegno a fondo).</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria prevede che anche un compito difficile può essere tentato, se la <strong>percezione di</strong> <strong>potercela fare</strong> è alta (del tipo “potrei persino lanciarmi da un grattacielo, se penso di aver gli strumenti per atterrare bene”). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Viceversa, anche azioni semplici non verranno attuate, se l’individuo percepisce barriere tali (interne o esterne) che lo possano bloccare (Es: “non ce la farò mai a parlare a quella persona, sono troppo timido”).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste percezioni partono dall’esperienza passata, da un analisi del proprio stato attuale, e dall’anticipazione di circostanze future (credenze sul futuro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei contributi importanti fornito dalla T.C.P. consiste nel far emergere l’importanza delle <strong>credenze del soggetto</strong> come principali determinanti del suo comportamento: credenze soggettive, e non realtà oggettive. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le credenze</strong>, come tali, possono essere anche profondamente errate, dovute a disinformazione, o scarsa conoscenza di stati reali, situazioni oggettive e dati di fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel modello osserviamo infatti che: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sono le credenze sugli esiti dei comportamenti a creare l’atteggiamento verso l’intraprendere o meno un’azione (non le prove reali sugli esiti dimostrabili del comportamento);</strong></li>
<li><strong>sono le credenze su come gli altri reagiranno, a creare la percezione di doversi adattare alle aspettative altrui (non la conoscenza reale di come gli altri reagiranno, ma una pura ipotesi anticipativa di tale reazione);</strong></li>
<li><strong>sono le credenze del soggetto rispetto a ciò che egli può o riesce a fare, e non le sue reali capacità, a limitare il campo del fattibile.</strong></li>
</ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Le credenze comportamentali : <em>Behavioral Beliefs</em>:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le credenze comportamentali collegano il comportamento target ai suoi esiti previsti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Una credenza comportamentale è la probabilità percepita che il comportamento target produca un certo risultato (outcome), un risultato che potrà essere positivo o negativo.</em></li>
<li><em>La somma delle credenze possedute dall’individuo forma l’atteggiamento verso il comportamento.</em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Poniamo il caso di un consumatore di fronte alla scelta di acquistare cerchi in lega leggera per la propria auto. Una delle pulsioni verso l’acquisto nasce dalla credenza che il cerchio in lega sia più leggero e riduca gli spazi di frenata dell’auto. Se questo risultato (<em>outcome</em>) è valutato molto positivamente (il cliente è molto sensibile al discorso “sicurezza”), la credenza inciderà positivamente sulla propensione specifica all’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La propensione d’acquisto tuttavia è influenza da tutto l’insieme di credenze del cliente. Se una credenza ulteriore è che i cerchi in lega possano arrugginire facilmente, prima dei cerchi tradizionali (un <em>outcome</em> negativo), avremo una fonte di credenze che riduce la propensione all’acquisto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta si farà più difficile in quanto due credenze diverse, dai risultati attesi opposti (uno positivo, l’altro negativo), sono in conflitto, creando <strong>dissonanza cognitiva nel cliente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Compito di chi vende o agisce nel marketing è quindi scoprire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>quante e quali sono le credenze “attive” nel soggetto;</li>
<li>quante e quali sono positive, negative, e con che intensità;</li>
<li>come le credenze si rapportano tra loro (decostruzione della mappa mentale delle credenze o <em>belief-system</em>);</li>
<li>quali credenze sono tra di loro in antitesi, creando dissonanza palese o latente;</li>
<li>quali credenze possono essere create per modificare lo stato attuale;</li>
<li>su quali credenze è più agevole agire per modificarne la direzione o intensità;</li>
<li>quali sono determinate da valutazioni d’esperienza personale, e quali sono basate su fonti non validate.</li>
</ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Le credenze normative : <em>Normative Beliefs</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le credenze normative si riferiscono alle aspettative comportamentali percepite nei referenti importanti per l’individuo (persone o gruppi),</strong> quali la moglie o marito, famiglia, amici, colleghi, collaboratori o capi, clienti, partner, concorrenti o fornitori e altri che assumono funzione di referenti in relazione al ruolo ricoperto e al comportamento in esame.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le credenze normative (ciò che pensiamo gli altri vorrebbero noi facessimo o non facessimo), in combinazione con le motivazione ad adattarsi alle aspettative altrui, formano la “<strong>norma soggettiva</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini psicanalitici, dobbiamo ricordare che il modello TCP non include solo soggetti importanti “viventi, ma anche persone del proprio passato, o miti, o personaggi religiosi di riferimento (es, cosa farebbe Gesù se fosse al posto mio di fronte a questa scelta?) </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone influenti possono anche non essere presenti, ma fungono comunque da “altri soggetti di riferimento”. Gli “altri latenti” o “referenti latenti” sono soggetti cui l’individuo guarda mentalmente per capire se questi sarebbero contenti o meno dell’azione che sta per intraprendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sto per fare qualcosa di importante penso sempre se mia nonna avrebbe voluto o no, lei si che sapeva come si stava al mondo&#8230;. era una persona eccezionale. Mi ha cresciuto lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli “altri rilevanti reali” sono invece soggetti presenti fisicamente nella vita del soggetto, soggetti con i quali ha realmente a che fare. Questi soggetti sono spesso multipli, nel senso che in molte scelte l’individuo deve render conto a numerose persone e gruppi Es: scegliere un abito ha un’influenza sia sulla famiglia che sul gruppo di persone con cui si lavora. Le loro “opinioni latenti” sulla bontà dell’acquisto agiscono in background sulla scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso dobbiamo notare che si tratta comunque di credenze: un cliente potrebbe rifiutare un acquisto gradito, nell’ipotesi che la mogli abbia una reazione negativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo rappresenta un problema dal momento in cui non si tratta di certezze ma di credenze, e come tali suscettibili di errore e percezioni distorte della realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di vendita, il lavoro sulla norma soggettiva richiede al venditore la capacità di modificare la percezione del rapporto individuo-gruppi, in due direzioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>direzione A: emancipando l’individuo dalla pressione percepita dei gruppi, o,</li>
<li>direzione B: facilitando l’acquirente a vendere egli stesso l’idea della soluzione ai propri gruppi di riferimento, fornendogli argomentazioni adeguate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna, in altre parole, ridurre le pressioni sociali percepite verso il non-acquisto ed eliminare la fonte di obiezione normativa, che recita nella mente del soggetto il mantra “quelli che contano per me non vorrebbero questo acquisto, o se lo facessi ne verrei in qualche modo punito”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi casi si inseriscono all’interno dell’ampia gamma delle <strong>riflessioni guidate indirizzanti</strong>, tecnica specifica del metodo ALM.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Le credenze sulle proprie capacità di controllo della situazione : <em>Control Beliefs</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le credenze sul controllo degli eventi e sulle proprie capacità di azione sono al centro dell’intenzione di fare o no fare, agire o non agire, acquistare o non acquistare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sarò in grado di far digerire questo acquisto a mia moglie?” può chiedersi un marito. </p>



<p class="wp-block-paragraph"> “Ho il controllo della situazione?” “Ce la posso fare?” sono altre domande inerenti le credenze sul controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il controllo comportamentale percepito si riferisce alla riflessione del soggetto rispetto alla sua abilità di “tenere a bada” gli esiti di una scelta<a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftn3"><sup>[2]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le credenze sul controllo hanno a che fare con le presenza percepita di fattori che possono facilitare o impedire la prestazione o comportamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poniamo il caso di un manager che debba affrontare un discorso in pubblico: se anticipa tra gli uditori la presenza di elementi ostili, ma si ritiene in grado di dominarli, andrà tranquillamente verso la prestazione. Se non ritiene di avere le energie sufficienti per farlo, cercherà di evitare la situazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema dei <em>control beliefs</em> non dipende solo dalla forza delle sfide esterne, ma anche e soprattutto dalla capacità interna che l’individuo sente di possedere, in relazione alle sfide (<strong>stato bio-energetico e psico-energetico dell’organismo</strong>)<a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftn4"><sup>[3]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sfide banali possono apparire gigantesche se i <em>control beliefs</em> sono negativi. Al contrario, il soggetto che sente di possedere grado elevato di autostima, sicurezza di sé, autocontrollo, e livelli energetici elevati, percepirà le condizioni per realizzare una buona prestazione, sia essa comunicativa, o in qualsiasi altro contesto comportamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relativamente all’acquisto, il cliente basa le sue credenze di controllo sulla base di passate esperienze, e giungere alla conclusione che “sì, sono in grado di gestire questa situazione, quindi procedo verso l’acquisto”, oppure “no, non ce la posso fare, è troppo difficile per me far passare la cosa, non sono in grado, non ce la faccio”, e quindi non procedere all’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le credenze sul controllo sono assolutamente diverse dal reale controllo che l’individuo possiede. Il controllo comportamentale <strong>reale</strong> si riferisce alle reali abilità, capacità e strumenti e altri prerequisiti posseduti, necessari per produrre un certo risultato o azione. Il controllo <strong>percepito</strong> si basa invece sulle credenze, su ipotesi, e non su una verifica svolta nella realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella negoziazione, i meccanismi sono gli stessi. Solo che al posto del prodotto la controparte analizzerà la proposta o soluzione (o le diverse proposte).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio, se due parti in guerra stanno trattando un armistizio, la proposta dello stesso verrà analizzata dalla controparte in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>termini di atteggiamenti (cosa rappresenta per me un armistizio, una resa o un successo?),</li>
<li>termini di aspettative altrui (i generali, i politici e la popolazione si aspettano un armistizio o saranno contrari?),</li>
<li>controllo situazionale (sarò in grado di farlo rispettare o mi aspetto che anche firmando vi siano fazioni che non lo rispetteranno?).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi elementi possono essere oggetto di analisi e di negoziazione.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La capacità di vendere &#8220;sicurezza&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Teoria del Comportamento Pianificato è in grado di spiegare numerose scelte del consumatore. I campi di applicazione di questo modello comportamentale sono vasti, e spaziano dal marketing finanziario al marketing turistico, dai comportamenti di consumo individuale agli acquisti aziendali. Ad esempio, nel marketing sportivo diverse ricerche evidenziano che la scelta di uno sport si basa spesso su percezioni errate di ciò che si è o meno in grado di fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La credenza “non ce la posso fare”</strong> caratterizza anche gli aspetti finanziari di molti acquisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le cause che possono (1) bloccare o (2) fornire un “lasciapassare” all’acquisto, si inserisce un importante elemento del <em>control belief</em>: la percezione di poter finanziare l’investimento, di essere o non essere economicamente all’altezza della spesa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono infatti acquisti o investimenti aziendali che (a) sono personalmente ritenuti utili (= atteggiamento positivo), (b) non trovano barriere all’acquisto da parte dei gruppi di riferimento (= lasciapassare normativo), ma (c) sono percepite come troppo onerose in relazione alle disponibilità personali o aziendali (= blocco sul senso di controllo dell’investimento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo ALM è necessario porre attenzione sia ai dati oggettivi (es: il fatturato aziendale, la disponibilità economica misurabile) che al sistema di credenze dell’individuo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I blocchi d’acquisto non partono solo da reali condizioni finanziarie o da vera indisponibilità ma anche da barriere mentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La percezione di non poter finanziare un investimento deriva spesso, nella nostra esperienza, da una errata allocazione dei budget mentali: casi in cui le risorse finanziarie esistono, ma sono mal distribuite. Si investono denari in aspetti aziendali irrilevanti e non dove conta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi alcuni budget di spesa improduttivi sono sovrafinanziati, mentre nuove possibilità di investimento, più produttive, non hanno ancora trovato “canali mentali” aperti nel cliente<a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftn6"><sup>[5]</sup></a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso tipico è dato dalla carenza di budget per la formazione. La formazione aziendale, se ben condotta, produce in realtà un ROI (<em>Return on Investment</em>) molto elevato, rispetto a spese in investimenti materiali che rimangono spesso inutilizzati. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il venditore consulenziale dovrà quindi sapersi muovere su diversi fronti</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aiutare il cliente a dirottare budget mentali da spese improduttive a nuove forme di investimento più produttivo. Il lavoro sui budget mentali implica un processo consulenziale e pedagogico sul modo di gestire le risorse del cliente, un’attività di che richiede grande professionalità.</li>
<li>Saper gestire la dilazione nel tempo dell’investimento (es: rateizzazione).</li>
<li>Saper suggerire soluzioni di finanziamento dell’investimento tramite fonti diverse (da fonti pubbliche, quali i finanziamenti agevolati, a fonti private di credito).</li>
<li>Saper creare messaggi e comunicazione centrata sul ritorno dell’investimento (creare credenze positive su come l’investimento metterà il soggetto in grado di produrre più utile e fatturato, e quindi di ripagare abbondantemente la spesa). </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il supporto professionale del venditore/consulente consiste quindi nel creare maggiore percezione di controllo sulla finanziabilità, sulla fattibilità e ritorno dell’investimento (messaggio: “anche tu puoi farlo”, e “si ripagherà abbondantemente”) e anche nel dirottare risorse da budget improduttivi ad altri budget (consulenza sui budget mentali).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consulente d’acquisto che agisce sui <em>control beliefs</em> si trova quindi ad agire non solo come consulente “di risultato” (cosa otterrai dall’investimento) ma anche come consulente sul metodo di finanziamento, là dove esistono barriere mentali dovute a credenze errate da parte del cliente sul fatto che l’investimento non sia alla sua portata o non finanziabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consulente che intende agire sui <em>control beliefs</em> deve creare una relazione di aiuto nei riguardi del cliente, relativa al come implementare la soluzione. Questo significa <strong>accompagnare il cliente nel</strong> <strong>processo di cambiamento</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, una soluzione informatica costosa, ma gradita e produttiva, può trovare barriere dovute ai <em>control beliefs</em> quando il cliente pensa di non essere in grado di gestire la transizione al nuovo sistema informatico (difficoltà di migrazione). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consulente che offra un <strong>servizio di formazione, accompagnamento, tutoraggio e coaching</strong> nella transizione/migrazione al nuovo sistema informatico rimuoverà in questo modo diverse barriere legate alla percezione “non ce la posso fare”, che caratterizza i <em>control beliefs</em> negativi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa vendere qualcosa di ben superiore al prodotto/servizio: la capacità di “vendere sicurezza”.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Vedi Ajzen, Icek (1991). The theory of planned behavior<em>. In: Organizational Behavior and Human Decision Processes</em>, 50, 179-211.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftnref3"><sup>[2]</sup></a> Performare (<em>to perform)</em> è il verbo utilizzato dagli autori della TPB, e questo esprime il senso più profondo della sensazione di capacità nel fornire una prestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftnref4"><sup>[3]</sup></a> Fonte: Ricerche dell’autore (in corso) sulle relazioni tra sistemi energetici e prestazioni comunicative, metodo HPM. Per ottenere informazioni sullo stato di avanzamento e prossime pubblicazioni inerenti il tema, visitare <a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//D25D5822-D5A6-4AC6-9D5A-7183F2193DDE#_ftnref6"><sup>[4]</sup></a> Per un approfondimento sulle teorie dei budget mentali, vedi capitolo 8 (“Budget Mentali e psicologia economica”) nel volume di Trevisani, Daniele (2001), <em>Psicologia di Marketing e Comunicazione</em>. Milano, FrancoAngeli,</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Comunicazione e negoziazione : il bisogno e l&#8217;importanza della formazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 10:20:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. La capacità comunicativa e l&#8217;attività della negoziazione Comunicazione e negoziazione sono un territorio delicatissimo dell’esistenza umana. Dalle abilità comunicative dipendono successi e fallimenti, vittorie e &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La capacità comunicativa e l&#8217;attività della negoziazione</h2>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione e negoziazione sono un territorio delicatissimo dell’esistenza umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle abilità comunicative dipendono successi e fallimenti, vittorie e cadute, e la possibilità di concretizzare sogni e ideali.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" class="wp-image-1115" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/charles-deluvio-rrwivqzlm7k-unsplash.jpg?w=200" alt="comunication" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I desideri, le nostre aspirazioni umane e professionali – le idee che vorremmo concretizzare – i nostri stessi progetti di vita, sono collegati a questa capacità di comunicazione, spesso inespressa, una capacità latente, un fiore da far sbocciare. Una capacità che raramente coltiviamo e studiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essa rappresenta una delle facoltà più preziose della natura umana: poter esprimere e condividere sentimenti, idee, pensieri, visioni, sogni, progetti. </p>
<blockquote>
<p>Questi temi sono trattati in specifici workshop esperienziali condotti dall&#8217;autore, in full immersion, come ad esempio l&#8217;evento &#8220;<a href="https://www.studiotrevisani.it/corso-di-coaching-e-deep-coaching/">Al Rifugio con l&#8217;Autore&#8221; che si realizza in un rifugio wellness di alta montagna, dedicandosi allo <strong>sviluppo delle capacità di comunicazione positiva, di pensiero positivo, di public speaking, di analisi della propria strategia di vita e professionale. </strong></a></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’importanza delle capacità di comunicazione può alterare (in meglio o in peggio) anche le traiettorie della propria vita sentimentale; può farci avvicinare alle persone che amiamo, o allontanarci, può generare comprensione o incomprensione, passione o tristezza, gioia o dolore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona comunicazione può dare vita ad amicizie e rapporti che durano una vita, una cattiva comunicazione determina invece il malfunzionamento o la rottura irreparabile di relazioni umane e professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ogni essere umano, la capacità di comunicare le proprie emozioni ad altri, aprirsi, non lasciare che esse rimangano soffocate in una ruminazione mentale solo interna, è un fattore primario di salute fisica e mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le capacità comunicative arrivano persino a determinare la vita e morte di persone, come nelle negoziazioni militari o per la liberazione di ostaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo ambito, anche i dettagli contano, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>capire chi sono i decisori veri con cui trattare può cambiare la vita di un’azienda; può farle vincere o meno una gara, un appalto, o conquistare un cliente determinante per molti anni a venire; </li>
<li>un errore di battitura in un punto cruciale dell’offerta può generare senso di pressapochismo e far alzare le barriere valutative, rendendo la vendita più “in salita”; ma ancora…</li>
<li>una distrazione in fase di ascolto che ci faccia perdere un “segnale” importante lanciato dall’interlocutore;</li>
<li>cogliere o non cogliere un’occhiata o una smorfia di approvazione o disapprovazione che si lanciano due persone nel team con cui trattiamo.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" class="wp-image-1136" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wade-austin-ellis-sf0qe4xehbi-unsplash.jpg?w=300" alt="comunicazione" />
<figcaption>inazione</figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">È un risultato eccezionale, dal punto di vista della negoziazione e della relazione umana, capirsi tra le parti, <strong>rompere le barriere di incomunicabilità</strong>, trovare modi per avere successo cooperativo, e crescere assieme. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fatto, comunicatori, negoziatori professionisti, venditori, rappresentano una parte attiva della società e “muovono le cose”. Senza di loro, le aziende non potrebbero vivere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’azienda senza persone in grado di vendere è un’azienda sull’orlo del baratro. Tutti gli stipendi vengono da un’unica fonte: le vendite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo quindi prepararci, così come un soldato si prepara per una battaglia, un atleta per una gara, un attore per la scena.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La chiave è far crescere le nostre competenze comunicative</strong>, <strong>supportare la crescita degli altri</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le capacità comunicative devono diventare sempre più un vero e proprio <em>asset</em> (risorsa strategica) e non (quando mancano) un punto di debolezza da coprire a suon di sconti, ribassi, umiliazioni, concessioni e perdite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo bisogna agire con spirito guerriero e strategico, con una mente pronta e risoluta &#8211; una mente da analista &#8211; e “gambe” pronte ad incontrare persone in ogni luogo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una frase antica, espressa da un Samurai giapponese, ci offre una bella rappresentazione, che spiega con poche parole questo atteggiamento:</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" class="wp-image-1138" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/ryunosuke-kikuno-ghabedt41bw-unsplash.jpg?w=300" alt="" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Kenshin disse:  «Il fato è in paradiso, l’armatura è sul torace, il risultato è nei piedi »</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Adachi Masahiro, Samurai (scritto risalente al periodo 1780-1800)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In: Cleary, Thomas. La Mente del Samurai<a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftn1"><sup><strong>[1]</strong></sup></a></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La suggestione del Samurai Masahiro ci aiuta a capire che esistono molte aree della vita che non possiamo dominare, e altre per le quali dobbiamo e possiamo agire, sia in prima persona che in squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “paradiso” di Kenshin sono gli scenari globali, le scelte dei competitors, la nostra armatura è la nostra preparazione, i nostri piedi sono le azioni che adottiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo quindi distinguere le aree per le quali non vale nemmeno la pena preoccuparsi troppo, da quelle per le quali possiamo “prepararci” e fare strategia, sia che si tratti di proteggere i nostri interessi vitali (armatura) che di muoversi con scientificità tattica (i “piedi” dello Strategic Selling). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun altro può farlo per noi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, per concretizzare, dobbiamo assimilare lo <strong>spirito guerriero</strong> proposto da Masahiro e adattarlo ai nostri scopi e alla nostra professione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indubbio che operare nella vendita oggi significhi avere coraggio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coraggio di chi esce con una valigia e va a conquistare un cliente. </p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" class="wp-image-1139" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/michael-demarco-tglgek8jky0-unsplash.jpg?w=200" alt="coraggio" />
<figcaption>coraggio</figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il coraggio di chi affronta il mondo, di chi entra in culture diverse, in aziende nuove e sconosciute, di chi lotta contro <em>competitors</em> più forti, più finanziati o potenti, il coraggio di chi si muove in prima linea. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ancora maggiore coraggio serve per dirigere le persone, stare a fianco degli uomini e delle donne che si muovono in prima linea, stargli vicino anche sul campo, nei momenti di difficoltà e di maggiore bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è leadership. Questa è una modalità di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la scelta di chi stabilisce di non stare nelle retrovie ma di stare sul fronte, immergersi nelle tante battaglie umane e sacrifici che la vendita strategica impone a chi decide di giocare questo gioco. E di gioire per i successi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La negoziazione è certamente un gioco difficile, ma non un gioco d’azzardo. La negoziazione seria non si prefigge mai di produrre danni gratuiti alla controparte, ma – ovunque possibile – porta avanti il principio delle “relazioni d’aiuto” (essere di aiuto agli altri) e costruire relazioni che creano valore per tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazioni vincenti che creano benefici ad entrambe le parti.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" class="wp-image-1130" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/priscilla-du-preez-9vhpckymsh0-unsplash.jpg?w=300" alt="matrimonio" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale anche in un matrimonio, quando due persone riescono a fissare i propri spazi di libertà per i propri interessi personali (sport, cultura, giardinaggio, viaggi, etc.) senza che il matrimonio stesso divenga una gabbia, ma piuttosto una piattaforma che dia forza ad entrambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vale anche tra due aziende, quando da una buona negoziazione emerge un progetto che nessuna, da sola, sarebbe riuscita a fare.Nessun risultato, tuttavia, avviene per magia. Negoziamo da quando siamo nati, e lo faremo per tutta la vita.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Serve un’attività di negoziazione e lavoro certosino sulla chiarezza dei ruoli, e dei confini dei ruoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le relazioni vanno coltivate, se vogliamo vederne i frutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
</div></div>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="1776" height="1184" class="wp-image-1127" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash.jpg?w=300" alt="curare" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash.jpg 1776w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-1170x780.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1776px) 100vw, 1776px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione parte da un bisogno primario, il bisogno di entrare in relazione, in contatto con qualcuno o con qualcosa e per coloro che operano professionalmente con la negoziazione, prepararsi da professionisti è il minimo che si possa fare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi bisogni richiedono un lavoro di formazione adeguato.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Prepararsi da professionisti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste una grande confusione in campo aziendale su cosa sia la formazione. Alcuni pretendono di preparare negoziatori e venditori tramite un paio di ore di lezioni teoriche in cui vengono propinate teorie e concetti astratti, affidandosi a professori universitari che non hanno mai venduto niente in vita loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che una formazione classica, serve una forte “sensibilizzazione”, qualcosa che vada oltre le regole stereotipate. Ad esempio, imparare a vedere come noi reagiamo alle comunicazioni altrui, come funziona il nostro dialogo interno<a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>, <strong>capire come esaminare una conversazione e cogliere le sue mosse strategiche</strong>, preparasi ad essere analisti.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" class="wp-image-1128" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/mark-adriane-fh6jcacryj0-unsplash-1.jpg?w=300" alt="training" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione seria è una forma di apprendimento molto forte, parte da un’autoanalisi che nessun PowerPoint può sostituire, e ci chiede di fare i conti con chi siamo veramente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario dei seminari tenuti dai “corsifici”, un buon coaching in profondità (coaching personale o team coaching) può aiutare la persona e il team a prestare attenzione a ciò che prima gli sfuggiva, e questo non ha niente a che fare con la formazione classica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna aiutare le persone a muoversi da professionisti, a “pensare” come professionisti. La ricerca del Potenziale Umano che si nasconde in ogni persona non è né facile né immediata, lo sappiamo tutti benissimo. Ma, a volte, cerchiamo scorciatoie che non esistono. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le situazioni in cui la comunicazione cambia le cose sono tante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo avere un colloquio di lavoro nel quale si decide una svolta nella vita, nel quale far emergere chi siamo e cosa valiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli effetti di ogni parola e di ogni gesto saranno sommatori e decisivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso bisogno di essere comunicatori efficaci tocca il problema di trovare un finanziatore per progetto, o un sogno da concretizzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tante situazioni, un denominatore comune: il risultato delle attività di comunicazione e negoziazione cambia la vita. Affrontare questo mondo intrigante richiede l’esame di molte variabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>prima consapevolezza</strong> di fondo è il bisogno di una grande serietà in chi opera nel mondo della comunicazione e della negoziazione complessa: essere coscienti del fatto che dagli esiti di una trattativa strategica dipendono svolte di tipo professionale, effetti che cambiano la vita, propria o altrui. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se condotte bene, gettano le basi per un futuro migliore. Se condotte male, producono danni enormi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>seconda certezza</strong>: per comunicare bene serve formazione specifica, l’abito mentale di chi si prepara alla negoziazione, dedica ad essa risorse mentali, la gestisce come un’attività professionale e strategica (<strong>approccio mentale del <em>Get-Ready Mind Set</em></strong>), e non trascura i dettagli<a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftn3"><sup>[3]</sup></a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="2202" height="2560" class="wp-image-1125" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1.jpg?w=258" alt="energie" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1.jpg 2202w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-258x300.jpg 258w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-881x1024.jpg 881w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-768x893.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-1321x1536.jpg 1321w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-1762x2048.jpg 1762w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-175x203.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-450x523.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-1170x1360.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jared-rice-ntybbu66_si-unsplash-1-600x698.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2202px) 100vw, 2202px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>terza certezza</strong> è il bisogno di curare la “macchina” del venditore, negoziatore o comunicatore, ancora prima di preoccuparci delle sue prestazioni esterne. Una persona che sta bene, piena di <strong>energie fisiche e mentali</strong>, avrà ottime chance di esprimere anche il suo potenziale comunicativo. Al contrario, una persona fisicamente debilitata o esaurita, e psicologicamente stanca o che si sente fuori ruolo, non farà altro che errori continui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolinea un collega e amico, importante psicologo e counselor italiano, allenatore della nazionale italiana di Apnea e di campioni del mondo di apnea, <strong>quando ci si “immerge” nelle relazioni e nelle negoziazioni si va incontro, come fa un apneista, anche a se stessi e al proprio inconscio</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Possono emergere paure o incongruenze, ansie e timori ragionevoli o irragionevoli, coscienti o subcoscienti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questi ci bloccano, ci rallentano, ne subiremo gli effetti negativi.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" class="wp-image-1134" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/sebastian-pena-lambarri-k7l9pfrbwy8-unsplash.jpg?w=300" alt="" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario una persona che abbia fatto un lavoro profondo su di sé può “immergersi” tranquillamente sia in acqua che nella più difficile trattativa, senza perdere in consapevolezza emotiva e rimanendo sostanzialmente sereno nonostante l’ambiente difficile che lo circonda<a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftn4"><sup>[4]</sup></a>.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cleary, Thomas (2008) (a cura di), <em>La Mente del Samurai: Il Codice del Bushido</em>, Mondadori. Scritto di Adachi Masahiro, Samurai (scritto risalente al periodo 1780-1800).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> Per il dialogo interiore nelle situazioni di consumo e scelta di acquisto, vedi Bahl, S. e Milne G. R. (2010), <em>Talking to Ourselves: A Dialogical Exploration of Consumption Experiences</em>, in <em>Journal of Consumer Research</em>, Vol. 37, June 2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftnref3"><sup>[3]</sup></a> La preparazione mentale a compiti successivi, e l’utilizzo delle risorse mentali, nella Consumer Research, è stata affrontata in un articolo specifico. Vedi Bosmans Anick, Pieters Rik e Baumgartner Hans (2010), <em>The Get Ready Mind-Set: How Gearing Up for Later Impacts Effort Allocation</em> <em>Now</em>, in <em>Journal of Consumer Research</em>, Vol. 37, June 2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//77F3EE3E-59E0-4CB7-B0AE-FF35F1734244#_ftnref4"><sup>[4]</sup></a> Manfredini, Lorenzo (2010), <em>Appunti di counseling</em>, materiale didattico riservato, Associazione Olos e Istituto di Dinamica Mentale, Ferrara.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-e-negoziazione-il-bisogno-e-limportanza-della-formazione/">Comunicazione e negoziazione : il bisogno e l&#8217;importanza della formazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le linee d’azione (Action Lines) per la vendita e le strategie del negoziatore</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/le-linee-dazione-action-lines-per-la-vendita-e-le-strategie-del-negoziatore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 14:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[strategic selling]]></category>
		<category><![CDATA[imparare dall'esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[vendita consulenziale]]></category>
		<category><![CDATA[vendita solution selling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo di: dott. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it, Direttore Studio Trevisani Formazione e Consulenza e Studio Comunicazione Aziendale, articolo estratto con modifiche dell’autore dal libro “Strategic Selling”, Franco Angeli editore. Per approfondimenti è possibile iscriversi al canale YouTube dedicato ai video di Vendita del dott. Daniele Trevisani &#8211; e alla rivista online di Formazione “Communication Research &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-linee-dazione-action-lines-per-la-vendita-e-le-strategie-del-negoziatore/">Le linee d’azione (Action Lines) per la vendita e le strategie del negoziatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>© Articolo di: dott. Daniele Trevisani <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a>, Direttore <a href="https://studiotrevisani.it/">Studio Trevisani Formazione e Consulenza</a> e <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noopener">Studio Comunicazione Aziendale</a>, articolo estratto con modifiche dell’autore dal libro “<a href="https://amzn.to/2OHbF87" target="_blank" rel="noopener">Strategic Selling</a>”, Franco Angeli editore. Per approfondimenti è possibile <a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noopener">iscriversi al canale YouTube dedicato ai video di Vendita</a> del dott. Daniele Trevisani &#8211; e alla rivista online di Formazione “Communication Research e Potenziale Umano” da <a href="http://eepurl.com/b727Pv" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo link</strong></a></p>
<p>_____</p>
<p>Il concetto di <em>Action Line</em> è equiparabile alla “linea di azione”, la tattica, la ricerca della “mossa giusta”, della sequenza di mosse azzeccate, così come nell’analisi delle possibili “mosse sbagliate”.</p>
<p>Come concetto, è applicabile in diverse modalità:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>fare <em>action line</em> significa preparasi ad un incontro ed esplorare le possibili opzioni comportamentali da applicare, soprattutto tramite role-playing,</li>
<li>significa analizzare le possibili reazioni che possono avere gli interlocutori (modello Se-Allora, <em>If- Then</em>),</li>
<li>significa demolire le tattiche dell’interlocutore prima ancora che esse avvengano.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dobbiamo distinguere (1) le <em>action line</em> di preparazione agli incontri, e (2) le <em>action line</em> dell’istante, le singole mosse che accadono durante le interazioni reali.</p>
<p>Come una strategia dell’istante, o tattica comportamentale, la action line richiede sia base teorica che capacità di adattamento rapido.</p>
<p>La linea di azione esprime il senso tattico delle mosse comportamentali e comunicative che vengono condotte da un attore per avvicinarsi al proprio obiettivo.</p>
<p>Il tema di fondo delle action line è la capacità di essere flessibili e adattare le proprie skills alle variazioni situazionali anche istantanee (strategia dell’istante: cosa faccio ora).</p>
<p>Le scuole di vendita e negoziazione rigide prescrivono generalmente comportamenti standard e formule da apprendere, mentre il metodo delle Action Line focalizza il valore dell’ascolto, delle tecniche conversazionali e della capacità di essere se stessi, “vivi” e non ripetitivi nell’applicarle.</p>
<p>Nel teatro, soprattutto nel metodo Stanislavskij, troviamo la stessa impostazione:</p>
<p>Una delle cose che colpisce di più studiando Stanislavskij e il suo &#8220;metodo&#8221; è la coscienza che egli aveva dei pericoli di ogni cristallizzazione, di ogni irrigidimento teorico. Stanislavskij aveva troppa pratica viva del teatro per non accorgersi che è proprio l&#8217;irrigidimento, il fermarsi alle &#8220;ricette&#8221; facilmente riproducibili e immediatamente trasformabili in &#8220;luoghi comuni&#8221;, a costituire uno dei maggiori pericoli per chi fa pratica teatrale<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<h2><a name="_Toc297294321"></a>Marketing per la vendita e Action Line</h2>
<p>Applicare il marketing strategico alla vendita significa soprattutto:</p>
<ul>
<li>capire come adeguare i prodotti ai cambiamenti di mercato,</li>
<li>come trasmettere identità e senso della missione,</li>
<li>quali strategie di segmentazione e posizionamento adottare,</li>
<li>quali strategie pubblicitarie e di direct-marketing,</li>
<li>come costruire la rete di vendita, le politiche distributive</li>
<li>quali politiche di prezzo adottare.</li>
</ul>
<p>A queste attività vengono dedicate ampie risorse e tempo.</p>
<p>Tutto questo investimento, tuttavia, può essere distrutto da negoziazioni sbagliate.</p>
<p>Nelle aziende, la preparazione alla negoziazione risulta ampiamente sottovalutata. Si presta grande attenzione ai budget pubblicitari ma poi si trascurano i micro-comportamenti nei riguardi del cliente, fatti di singole azioni, incontri, telefonate, frasi e corrispondenza.</p>
<p>La storia del comportamento tenuto dall’azienda nei riguardi del cliente nasce dall’impatto delle micro-comunicazioni e forma quella “<strong>Customer Experience</strong>” così importante per creare fidelizzazione.</p>
<p>Cerchiamo quindi di dare corpo – nella negoziazione &#8211; a tale approccio di attenzione ai dettagli, definendo una terminologia che ci permetta di affrontare tecnicamente l’argomento.</p>
<p>Ciascuna storia individuale del rapporto tra organizzazione e cliente è suddivisibile in <strong>Steps</strong>, ovvero fasi temporali successive durante le quali si articola il rapporto. L’insieme dei passi attuati costituisce un percorso della linea di azione (<strong><em>Path</em></strong>).</p>
<p>L’insieme degli Steps la cui responsabilità ricade sull’impresa è definibile come linea di azione – <em>Action Line</em>. Essa ci pone il problema della scelta tra alternative e corsi d’azione diverse,  in quanto è sempre possibile attuare altre tipologie di step, producendo esiti diversi (maggiormente negativi o maggiormente positivi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><a name="_Toc97370836"></a><a name="_Toc267407860"></a>Principio 3 – Definizione ottimale degli steps nelle action line</p>
<p>Il successo della negoziazione dipende:</p></blockquote>
<ul>
<li>
<blockquote><p>dalla capacità di pensare a quali sequenze di azioni (steps) siano ottimali per rapportarsi al cliente, partendo dalla volontà iniziale sino all’esito finale;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>dalla capacità di creare percorsi di azione (<em>path</em>) soppesati in termini di probabilità di successo e insuccesso;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>dalla capacità di valutare quali punti di rottura, trappole o fallimenti siano possibili nella linea di azione seguita.</p></blockquote>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall’analisi delle Action Lines che hanno avuto esito negativo è possibile ricavare preziosi elementi per evitare futuri errori e per correggere le proprie strategie (<em>lessons learned</em>: lezioni apprese).</p>
<p>L’analisi delle Action Lines già accadute permette di rivedere la propria impostazione sul mercato in termini di comportamenti quotidiani.</p>
<p>Nell’analisi degli eventi negativi (<em>critical incidents</em> negativi) è possibile determinare in quale punto esattamente si sia verificato il <strong>Breakdown</strong>, o dove sia localizzata la trappola relazionale (<strong>Trap</strong>).</p>
<p>E’ possibile identificare le eventuali azioni di recupero (<strong>Recovery</strong>) in caso di fallimento della linea di azione, valutando la loro fattibilità e la loro convenienza.</p>
<p>Lo stesso tipo di analisi è possibile anche sulle Action Lines che hanno avuto esiti positivi (<em>critical incidents</em> positivi).</p>
<p>In caso di esito negoziale positivo, il metodo ALM prevede il ricorso ad una analisi degli atteggiamenti positivi, piuttosto che alla riproposizione esatta dei comportamenti in altre sedi.</p>
<p>Dobbiamo qui differenziare tra atteggiamenti positivi e comportamenti positivi. Non è possibile generalizzare sempre i <strong>comportamenti</strong> di successo al fine di riproporli in altre situazioni, in quanto – in realtà – esistono sfumature diverse in ogni tipo di rapporto tra persone e tra imprese. Gli <strong>atteggiamenti</strong> positivi invece hanno maggiore possibilità di essere generalizzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><a name="_Toc97370837"></a><a name="_Toc267407861"></a>Principio 4 – Rivisitazione critica delle Action Lines passate, analisi dei critical incidents positivi e negativi e costruzione delle best-practices</p>
<p>Il successo della negoziazione dipende:</p>
<ul>
<li>dalla capacità di riflettere sui casi positivi (<em>critical incidents</em> positivi) e trarre da essi prassi da replicare (<em>best practices</em>), analizzando gli atteggiamenti e steps attuati e i motivi del successo;</li>
<li>dalla capacità di riflettere sui casi negativi (<em>critical incidents</em> negativi) e trarre da essi insegnamenti sui possibili errori strategici, modi di approccio, e motivi dell’insuccesso;</li>
<li>dalla capacità di trasformare le analisi sul passato in conoscenza operativa per il futuro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Nel metodo ALM, come già sostenuto, più che regolette semplici è necessario dedicare tempo ed energie alla riflessione sui casi di successo e insuccesso, estrapolandone una teoria basata sulla realtà dei fatti.</p>
<p>La decostruzione e ricostruzione del passato è fondamentale per attivare una <strong>crescita personale</strong>, poiché spesso il flusso di esperienza (<em>flow of experience</em>) sovrasta l’individuo, porta le persone a vivere istante dopo istante in un turbine lavorativo e non fermarsi ad analizzare quanto accade.</p>
<p>Le <strong>analisi retrospettive</strong> di maggiore efficacia richiedono la presenza di un counselor o coach e devono comunque essere svolte, almeno, con un confronto tra colleghi preparati a farlo, per poter confrontare opinioni e posizioni e non realizzare analisi da un unico punto di vista. La sola voce interiore non basta, per crescere è indispensabile il confronto.</p>
<p>Una distinzione necessaria nelle Action Lines è quella tra linea di azione (LDA) acquisitiva, che opera sul cliente potenziale già identificato (prospect) e LDA fidelizzativa sul cliente già acquisito.</p>
<p>La LDA sul prospect si pone il problema di come giungere alla acquisizione del cliente attraverso passi di contatto iniziale, contatti pre-negoziali e contatti negoziali, sino alla conclusione o chiusura.</p>
<p>La LDA sul cliente già acquisito riguarda invece il problema della <strong><em>Retention</em></strong>, ovvero della fidelizzazione del cliente, riducendo il rischio di perdita del cliente da attacchi della concorrenza e errori interni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>© Articolo di: dott. Daniele Trevisani <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a>, Direttore <a href="https://studiotrevisani.it/">Studio Trevisani Formazione e Consulenza</a> e <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noopener">Studio Comunicazione Aziendale</a>, articolo estratto con modifiche dell’autore dal libro “<a href="https://amzn.to/2OHbF87" target="_blank" rel="noopener">Strategic Selling</a>”, Franco Angeli editore. Per approfondimenti è possibile <a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noopener">iscriversi al canale YouTube dedicato ai video di Vendita</a> del dott. Daniele Trevisani &#8211; e alla rivista online di Formazione “Communication Research e Potenziale Umano” da <a href="http://eepurl.com/b727Pv" target="_blank" rel="noopener"><strong>questo link</strong></a></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Failla, 2005.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-linee-dazione-action-lines-per-la-vendita-e-le-strategie-del-negoziatore/">Le linee d’azione (Action Lines) per la vendita e le strategie del negoziatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La “Quarta Distanza” della Comunicazione (D4): i “referenti” vissuti e le storie personali</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-quarta-distanza-della-comunicazione-d4-i-referenti-vissuti-e-le-storie-personali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 10:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi del discorso]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[parliamoci chiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[offesa]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni umane]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://studiotrevisani.it/?p=11113</guid>

					<description><![CDATA[<p>Copyright Daniele Trevisani &#8211; anticipazione editoriale dal testo &#8220;Parliamoci Chiaro&#8221; Gribaudo Edizioni, 2019. Studio Trevisani www.danieletrevisani.it www.studiotrevisani.it www.danieletrevisani.com www.comunicazioneaziendale.it Una componente fondamentale della comunicazione è l&#8217;ascolto e qui se ne parla https://amzn.to/2IchEA9 In video, tuttavia, tutto appare più chiaro. Apriamo questo articolo con un video molto esplicativo, che ci fa arrivare al &#8220;dunque&#8221; molto prima &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-quarta-distanza-della-comunicazione-d4-i-referenti-vissuti-e-le-storie-personali/">La “Quarta Distanza” della Comunicazione (D4): i “referenti” vissuti e le storie personali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Copyright Daniele Trevisani &#8211; anticipazione editoriale dal testo &#8220;Parliamoci Chiaro&#8221; Gribaudo Edizioni, 2019. Studio Trevisani www.danieletrevisani.it www.studiotrevisani.it www.danieletrevisani.com www.comunicazioneaziendale.it</em></p>
<p>Una componente fondamentale della comunicazione è l&#8217;ascolto e qui se ne parla https://amzn.to/2IchEA9 In video, tuttavia, tutto appare più chiaro. Apriamo questo articolo con un video molto esplicativo, che ci fa arrivare al &#8220;dunque&#8221; molto prima di qualsiasi trattazione scritta. Poi, chi è interessato potrà leggere l&#8217;articolo per capire cosa succede in questo video.</p>
<p>https://youtu.be/mUESWQ4EtuY</p>
<p>Nella Comunicazione secondo il modello delle Quattro Distanze, l&#8217;ultima distanza, cosiddetta Distanza Referenziale, riguarda la differenza tra i vissuti che due persone portano con sè.</p>
<p>Questa distanza, chiamata Referenziale perchè riguarda i &#8220;referenti&#8221; (in semiotica, gli oggetti del mondo interno o esterno con cui siamo venuti a contatto) riguarda l’intera storia della persona, le esperienze del soggetto – le cose viste, le esperienze relazionali e oggettuali &#8211; e le esperienze interne. Comprende quindi sia la sua storia esterna (cosa ho visto del pianeta e del mondo, cosa ho vissuto nelle relazioni con altri esseri umani e organizzazioni) e il vissuto emotivo interiore, le emozioni provate nel corso della storia personale.</p>
<p>La quarta distanza tra persone riguarda quindi il vissuto personale, l’esperienza pregressa, il tipo di sensazioni ed emozioni che hanno caratterizzato il passato, sino al presente.</p>
<p>Si tratta in termini scientifici di grado di varianza tra tracce mnestiche (tipo di inputs presenti in memoria). Ad esempio, chi non abbia mai vissuto un jet-lag (disagio dovuto al cambio di fusi orari in voli transcontinentali) non potrà capire la reale sensazione che si prova, così come chi non ha mai sofferto di mal di denti non potrà certo capire una semplice descrizione del mal di denti.</p>
<p>Senza una quota di vissuto condiviso l’incomunicabilità è assicurata. E soprattutto, quando parliamo con qualcuno di cui non conosciamo il passato e il presente, molto meglio essere cauti nel fare affermazioni che riguardano la persona stessa o il suo contesto, fino a che il quadro non si è chiarito.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/02/d4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11114" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/02/d4.jpg" alt="" width="649" height="178" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/02/d4.jpg 649w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/02/d4-600x165.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/02/d4-300x82.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px" /></a></p>
<p>Il vissuto referenziale dal punto di vista percettivo riguarda tutto ciò che si è visto, odorato, toccato e sentito sulla pelle, gustato, le sensazioni motorie provate, le sensazioni interne.</p>
<p>E come se non bastasse, nella distanza referenziale si collocano anche le memorie di quanto abbiamo vissuto in famiglia, i suoi traumi, i suoi successi, i suoi valori. La nostra famiglia, ristretta o allargata, e persino la nostra nazione, ci hanno fornito modelli di comportamento e valori di sfondo. Così, ad esempio, è bene “parlarsi chiaro e darsi del tu” tra manager americani, ma lo è molto meno nelle culture latine, dove &#8211; almeno nella fase iniziale di un&#8217;interazione  &#8211; anche un gesto sbagliato può essere interpretato come offensivo. Allo stesso modo, nelle culture latine chi tocca il “valore della famiglia” ne rimane scottato, per cui – anche se fosse vero – non bisogna mai dare connotazioni negative della famiglia o persino della città di origine di una persona con cui si sta parlando.</p>
<p>Chi lo fa, anche se inavvertitamente, si brucia.</p>
<p>_________</p>
<p>Copyright Daniele Trevisani anticipazione editoriale dal testo &#8220;Parliamoci Chiaro&#8221; Gribaudo Edizioni, 2019. Studio Trevisani www.danieletrevisani.it www.studiotrevisani.it www.danieletrevisani.com www.comunicazioneaziendale.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-quarta-distanza-della-comunicazione-d4-i-referenti-vissuti-e-le-storie-personali/">La “Quarta Distanza” della Comunicazione (D4): i “referenti” vissuti e le storie personali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Comunicazione non verbale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 15:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News & Novità]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamenti corporali]]></category>
		<category><![CDATA[body language]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[contatto]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[espressioni facciali]]></category>
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		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione non verbale &#8211; gli aspetti intra-culturali e interculturali Copyright, estratto dal testo Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali, di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore Un aspetto fondamentale della negoziazione, spesso trascurato, è la comunicazione non verbale che avviene tra i partecipanti. Il linguaggio del corpo può esprimere una grande varietà di significati, che &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-non-verbale/">Comunicazione non verbale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Comunicazione non verbale &#8211; gli aspetti intra-culturali e interculturali</h1>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/micro-espressioni-comunicazione-nono-verbale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9747 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/micro-espressioni-comunicazione-nono-verbale.jpg?w=300" alt="" width="300" height="268" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/micro-espressioni-comunicazione-nono-verbale.jpg 1020w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/micro-espressioni-comunicazione-nono-verbale-600x535.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/micro-espressioni-comunicazione-nono-verbale-300x268.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/micro-espressioni-comunicazione-nono-verbale-768x685.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/micro-espressioni-comunicazione-nono-verbale-900x803.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Copyright, estratto dal testo</p>
<h2 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><span id="productTitle" class="a-size-large"><a href="http://amzn.to/2BeKJpL" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali</a>, di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore<br />
</span></h2>
<p>Un aspetto fondamentale della negoziazione, spesso trascurato, è la comunicazione non verbale che avviene tra i partecipanti. Il linguaggio del corpo può esprimere una grande varietà di significati, che “trasudano” e irrompono nella negoziazione anche senza il controllo diretto dei soggetti.</p>
<p>Il negoziatore attento a misurare le parole può essere poco consapevole del livello non verbale, e dello scambio “sotterraneo” di messaggi che il corpo e le espressioni facciali lasciano filtrare.</p>
<p>I canali principali attraverso i quali il negoziatore può lanciare messaggi sono composti dal <strong>sistema paralinguistico</strong> (aspetti vocali della comunicazione, escluso l’aspetto linguistico, come i toni, gli accenti, i silenzi, le interiezioni), dal <strong>body language</strong> (il linguaggio del corpo), e dagli <strong>accessori personali</strong>, incluso l’abbigliamento e il look generale.</p>
<h2><a name="_Toc99471228"></a>Gli atteggiamenti creano il rapporto</h2>
<p>
<a href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-non-verbale/non-verbal-politics/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-politics-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-politics-150x150.jpg 150w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-politics-100x100.jpg 100w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-politics-88x88.jpg 88w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
<a href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-non-verbale/mother-and-child-relaxing-in-the-city-park/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-communication-skills-maintain-eye-contact_71004232_m-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-communication-skills-maintain-eye-contact_71004232_m-150x150.jpg 150w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-communication-skills-maintain-eye-contact_71004232_m-300x300.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-communication-skills-maintain-eye-contact_71004232_m-100x100.jpg 100w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-communication-skills-maintain-eye-contact_71004232_m-88x88.jpg 88w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/non-verbal-communication-skills-maintain-eye-contact_71004232_m.jpg 418w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
</p>
<p>Per negoziare a livello interculturale o creare rapporti efficaci, è necessario creare rapporto, e gli atteggiamenti corporali sono in grado di esprimere con forza il gradimento per l’interlocutore, così come il disgusto e la sofferenza emotiva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="  wp-image-9755 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/disgusto.jpg" alt="disgusto" width="370" height="371" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/disgusto.jpg 489w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/disgusto-300x300.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/disgusto-100x100.jpg 100w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/disgusto-150x150.jpg 150w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/disgusto-88x88.jpg 88w" sizes="auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px" /></p>
<p>L’atteggiamento percepito nell’altro dipende in larga misura dal “come” viene espresso il comportamento, piuttosto che dal contenuto linguistico, il quale rimane alla superficie del rapporto stesso. In profondità, il rapporto è determinato dagli atteggiamenti del corpo e del volto, dagli sguardi, dalle espressioni facciali, e più in generale da tutto il repertorio non verbale del comunicatore.</p>
<p>Ad esempio, è stato notato come sia più facile dare del “tu” a qualcuno che porta una cravatta slacciata, piuttosto che una cravatta rigorosamente allacciata.</p>
<p>Evidentemente il fatto di essere “morbidi” o non rigorosi nell’abbigliamento crea una sensazione di minore rigidità e maggiore tolleranza verso comportamenti amicali. Con questo non si vuol dire di portare una cravatta allacciata o slacciata, ma semplicemente confermare che gli atteggiamenti incidono sul rapporto, e che tra gli atteggiamenti vi sono anche dettagli apparenti quale il grado di allacciatura di una cravatta, o la rigorosità dell’abbigliamento.</p>
<p>Ma, allo stesso tempo, si può notare che una cravatta slacciata sia accettabile nel management italiano (segno di atteggiamento rilassato) o nel management americano (segno di atteggiamento “busy”, di chi lavora sodo), mentre sia molto meno accettabile nel management tedesco, o nelle aziende ad alto grado di formalizzazione delle gerarchie. Pertanto, <strong>il negoziatore interculturale deve sempre considerare la possibilità che alcuni segnali di atteggiamento utilizzati nella propria cultura siano colti in modo anche diametralmente opposto in una cultura diversa</strong>.</p>
<p>In assenza di precise indicazioni che provengano da <strong>conoscitori aggiornati</strong> della cultura stessa, possiamo utilizzare come base di partenza alcune regole generali di buona comunicazione per ridurre il potenziale di errore, come esposto dal <em>Public Policy Center</em> della University of Nebraska<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>:</p>
<ul>
<li>tono di voce pacato, non aggressivo;</li>
<li>sorriso, esprimere accettazione dell’altro;</li>
<li>espressione facciale di interesse;</li>
<li>gesti aperti;</li>
<li>permettere alla persona con cui si sta parlando di dettare le distanze spaziali tra di voi (le distanze spaziali variano ampiamente da cultura a cultura);</li>
<li>annuire, dare cenni di assenso;</li>
<li>focalizzarsi sulle persone e non sui documenti presenti sul tavolo;</li>
<li>piegare il corpo in avanti in segno di interesse;</li>
<li>mantenere una condizione di relax;</li>
<li>tenere una posizione a l, disporsi non di fronte (posizione confrontazionale), ma su due lati vicini del tavolo.</li>
</ul>
<p>Teniamo a sottolineare che queste indicazioni di massima sono solo “possibili opzioni” e devono essere di volta in volta adattate alla cultura di riferimento.</p>
<h2><a name="_Toc99471230"></a>Body language</h2>
<p>Il corpo parla, esprime emozioni e sentimenti. Anche i tentativi di bloccare queste emozioni e sentimenti sono essi stessi “metamessaggi”, vedere una persona che non esprime alcuna emozioni, il quale agisce come “mummia emotiva”, è di per se un segnale che porta a specifiche riflessioni.</p>
<p>Il body language riguarda:</p>
<ul>
<li>la mimica facciale e le espressioni facciali;</li>
<li>i cenni del capo;</li>
<li>i movimenti degli arti e la gestualità;</li>
<li>i movimenti del corpo e le distanze;</li>
<li>il tatto e il contatto fisico.</li>
</ul>
<p>Le differenze culturali su questi punti possono essere molto ampie. Le culture variano molto sul tipo di gestualità. In una negoziazione italo-cinese si possono notare evidenti differenze tra la gestualità italiana (mediamente più ampia) e quella cinese, più contenuta, così come nelle espressioni facciali, più evidenti per l’Italia e più contenute per la Cina.</p>
<p>Un negoziatore che operi in Cina potrà quindi scegliere di contenere la propria gestualità e la propria espressione emotiva, per “smorzare” l’immagine stereotipica associata alla propria cultura, o anzi aumentarla teatralmente, per “giocare una parte” e amplificare la propria identità stereotipica. Su cosa sia meglio fare non esistono regole auree, ogni scelta è strategica e legata al contesto del momento, alle “appropriatezze contestuali”.</p>
<p>Il contatto fisico è uno degli elementi più critici e difficili da trattare sul piano interculturale.</p>
<p>Mentre alcuni standard occidentali di contatto fisico si diffondono nell’intera comunità di business (es: il dare la mano), ogni cultura esprime un diverso grado di contatto nel saluti e nelle interazioni.</p>
<p>Gestire abbracci, baci, toccare il corpo, sapere chi può toccare chi, rimane un punto difficile, da risolvere soprattutto ricorrendo ad una analisi della cultura locale. In generale, qualora non sia possibile raccogliere informazioni accurate da esperti della cultura locale, è suggeribile limitare il contatto fisico per non generare senso di invasività.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Nebraska Disaster Behavioral Health, University of Nebraska, Public Policy Center.</p>
<p>____</p>
<p>Copyright, estratto dal testo</p>
<h2 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><span id="productTitle" class="a-size-large"><a href="http://amzn.to/2BeKJpL" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali</a>, di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore</span></h2>
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		<title>Video e articolo &#8211; Il Potere della Comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 08:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[formazione avanzata]]></category>
		<category><![CDATA[abilità interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione vendite]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Video didattico gratuito di formazione per la comunicazione professionale Il Potere della Comunicazione Abstract dei contenuti Ci sono persone la cui comunicazione ha cambiato la storia del pianeta. Non i loro soldi, non i loro beni materiali, ma la loro capacità di comunicazione allo stato puro. Persone partite dal nulla. In qualsiasi ambiente turistico, commerciale, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><!--StyleSheet Link--></p>
<ul>
<li>
<h3><i><b>Video didattico gratuito di formazione per la comunicazione professionale</b></i></h3>
</li>
</ul>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/il-potere-della-comunicazione-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4201 size-full" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/il-potere-della-comunicazione-1.png" alt="il potere della comunicazione 1" width="847" height="507" /></a></p>
<h1>Il Potere della Comunicazione</h1>
<p><em>Abstract dei contenuti</em></p>
<ul>
<li>Ci sono persone la cui comunicazione ha cambiato la storia del pianeta. Non i loro soldi, non i loro beni materiali, ma la loro capacità di comunicazione allo stato puro. Persone partite dal nulla.</li>
<li>In qualsiasi ambiente turistico, commerciale, lavorativo, sociale, le persone ricevono flussi di comunicazione 1) da parte degli ambienti e 2) da parte delle persone.</li>
</ul>
<p>Immaginiamo questo flusso come una somma di segnali di fiducia o segnali di sfiducia. Il bilancio tra i due determina il successo della comunicazione. E spesso si tratta di dettagli estremamente sottili che sfuggono al controllo consapevole ma non alla percezione subliminale del ricevente.</p>
<p>Le persone accettano solo messaggi che non si infrangono contro la loro barriera di credenze e valori radicati. I codici comunicativi usati devono riuscire a penetrare questa barriera. Occorre una grande capacità di adattamento e ricerca del codice comunicativo giusto per i target. Entrare in relazione con i bisogni del target determina il successo della comunicazione.</p>
<ul>
<li>La fiducia dipende dai segnali deboli che emettiamo a livello personale. La risonanza dei segnali deboli si amplifica all&#8217;intera persona e all&#8217;intera organizzazione e gruppo a cui questa persona viene associata.</li>
<li>La cura persona e l&#8217;immagine che arrivano al cliente dipendono da &#8220;scelte&#8221; e non sono frutto del caso. Dipendono da &#8220;attenzioni&#8221; e non sono frutto del caso. Queste attenzioni devono passare dalle &#8220;regole preconfezionate&#8221; ad una forma di &#8220;sensibilità personale aumentata&#8221;</li>
</ul>
<p>In questo mondo noi abbiamo un compito particolare, renderci conto che possiamo trasmettere messaggi che alimentano fiducia anziché distruggerla, formare le persone sulla comunicazione, non dare per scontato che le persone automaticamente siano dotati di competenze comunicative ottimali. Anzi, spesso queste capacità comunicative, così forti nel bambino, si degradano e di deteriorano con il passare del tempo, sino ad arrivare ad adulti incapaci di esprimere veramente emozioni o messaggi chiari, e persino incapaci di dialogare con se stessi.</p>
<p>Esprimere professionalità significa comunicare passione e non essere freddi, al contrario di tutto quello che finora avete sentito dire. Le persone fredde non sentono niente o non lo dimostrano e nessuno vuole avere a che fare con una persona a cui di te non frega niente, tu stesso non lo vuoi, o no?</p>
<p>La reputazione si costruisce sulla base della difesa della parola, la difesa dei valori in cui crediamo, la difesa delle credenze positive che possono aiutare veramente le persone.</p>
<p>Testo copyright a cura di Dr. Daniele Trevisani http://www.danieletrevisani.com &#8211; estratto con modifiche dall&#8217;autore dai volumi</p>
<ul>
<li>&#8220;Strategic Selling: Psicologia e Comunicazione per la Vendita&#8221; <a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=100.748" target="_blank" rel="noopener"> http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=100.748</a>  e (link su IBS) <a href="http://www.ibs.it/code/9788856839128/trevisani-daniele/strategic-selling-psicologia.html" target="_blank" rel="noopener"> http://www.ibs.it/code/9788856839128/trevisani-daniele/strategic-selling-psicologia.html</a></li>
<li>&#8220;Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management&#8221; <a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html" target="_blank" rel="noopener"> http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html</a></li>
</ul>
<p>(c) Dr. Daniele Trevisani, <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener"> http://www.danieletrevisani.com</a>  Formazione Avanzata</p>
<p>Materiali e risorse su temi di:</p>
<ul>
<li>Formazione per la comunicazione</li>
<li>Formazione vendite e training di vendita</li>
<li>Strategic selling e corsi di vendita</li>
<li>Solutions selling</li>
<li>Formazione aziendale per le vendite, la negoziazione, la comunicazione professionale</li>
<li>Formazione per la Leadership</li>
<li>Coaching Umanistico</li>
<li>Coaching Strategico</li>
</ul>
<p>_________</p>
<h2>Approfondimenti sui corsi di Comunicazione Professionale realizzati dallo Studio:</h2>
<p>• <a href="https://www.studiotrevisani.it/come_lavoriamo.htm">Formazione Vendite Attiva: come lavoriamo</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corso_tecniche_di_negoziazione.htm">La Negoziazione</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_vendita_base.htm">Corsi Vendita Base</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_vendita_avanzati.htm">Corsi Vendita Avanzati</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/formazione_vendite_di_derivazione_militare.htm">Formazione Vendite di derivazione militare</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/vendita_business_to_business.htm">Vendita Business to Business</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/vendita_In-Store.htm">Vendita In-Store</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_direzione_vendite.htm">Corsi Direzione Vendite</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_avanzati_di_psicologia_della_vendita.htm">Corsi avanzati di psicologia della vendita</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/dvo_-_direzione_vendite_per_obiettivi.htm">DVO – Direzione Vendite per Obiettivi</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/teatri_di_azione.htm">Teatri di Azione</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/tecniche_di_controllo_di_vendita.htm">Tecniche di Controllo Vendite</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/public_speaking.htm">Public Speaking – Comunicazione Efficace</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/comunicazione_ai_team_di_vendita.htm">Comunicazione ai team di vendita</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/team_building_nella_vendita.htm">Team Building e Vendita</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/leadership_di_vendita.htm">Leadership di Vendita</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione_olistica.htm">Vendite Avanzate – Comunicazione Olistica</a> •<br />
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• <a href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione_persuasiva.htm">Comunicazione Persuasiva</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/scienze_per_la_formazione_vendite.htm">Scienze per la Formazione Vendite</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/supporto_selezione_personale.htm">Consulenza Selezione Venditori</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_outdoor_vendita.htm">Corsi Vendite Outdoor</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/formazione_formatori.htm">Formazione Formatori</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/metodi_di_formazione_vendite.htm">Riflessioni sulla Formazione Vendite</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/metodologie_formazione_vendite_e_comunicazione.htm">Metodologie formazione vendite e comunicazione</a> •<br />
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• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/video_psicologia_del_marketing_e_comunicazione_punto_vendita.htm">Video – Ambienti di Vendita</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/video_comunicazione_umana_per_la_vendita.htm">Video – Comunicazione Umana e Vendita</a> •<br />
• <a href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/video_il_potere_della_comunicazione.htm">Video – Il Potere della Comunicazione</a> •</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/video-e-articolo-il-potere-della-comunicazione/">Video e articolo &#8211; Il Potere della Comunicazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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