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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>Le valenze emotive nella costruzione dell&#8217;immagine aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 09:51:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-valenze-emotive-nella-costruzione-dellimmagine-aziendale/">Le valenze emotive nella costruzione dell&#8217;immagine aziendale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Misurazione-dellimmagine.jpg" alt="" class="wp-image-26399"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’immagine dell&#8217;impresa nasce dalla somma delle impressioni che un soggetto (ad esempio un cliente) sviluppa nei riguardi di essa, ogniqualvolta viene a contatto con qualcosa (un prodotto, una persona, un simbolo) ad essa collegato o da essa prodotto. Ogni marchio, ed ogni azienda, sono in grado di generare impressioni nei clienti (positive o negative che siano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come l’azienda assume un’immagine agli occhi dei suoi pubblici, i prodotti acquistano una connotazione, e persino una personalità (debole o forte, definita o vaga, gradita o sgradita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un prodotto forte è dotato di una personalità ben definita che lo fa fuoriuscire dalla concorrenza di prezzo. L’immagine del prodotto, del marchio e dell’azienda può essere misurata scientificamente. La sua costruzione attiva è uno degli obiettivi primari di qualsiasi strategia competitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando esiste una connessione tra il prodotto, il marchio e l&#8217;immagine proiettata dall&#8217;individuo, il prodotto diventa strumento di <em>impressions management</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto d&#8217;immagine assume valenze comunicazionali nella proiezione di un’identità, facilitando il passaggio del cliente da un&#8217;identità attuale ad un&#8217;identità desiderata (identità target o immagine target). Non importa che ciò sia realmente vero, è sufficiente che questo sia vero nella psicologia individuale dell&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, l&#8217;immagine del marchio e l&#8217;immagine del prodotto diventano strumenti espressivi di un modo di essere, o di un modo di pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trasmettono un&#8217;identità del possessore, o almeno, il più delle volte, questo è ciò che vorrebbe l&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto non è solo un assemblaggio di componenti. Una visione puramente merceologica e ingegneristica impedisce di capirne il valore affettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando i prodotti si rivolgono a bisogni di ordine superiore &#8211; bisogni sociali, autorealizzazione, costruzione d’immagine della persona &#8211; essi assumono valenze soprattutto psicologiche, ancor prima che tecnico-funzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti/servizi (non tutti, naturalmente, ma buona parte di essi) si trasformano da beni asettici a oggetti dotati di anima, e con essi si instaura un rapporto che fuoriesce dalla pura fruizione per entrare nel campo della comunicazione e della psicologia. Diventano, in altre parole, strumenti espressivi con i quali il soggetto cerca di modificare la propria identità, verso un&#8217;immagine più vicina al proprio sè ideale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Se-ideale.jpg" alt="" class="wp-image-26400"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nella psicologia del consumo il prodotto assume valenze emotive, quale porzione del vissuto di un individuo. L’acquisto di un viaggio può avere alla base la ricerca di un semplice momento di svago o ricreazione. Ma un viaggio può essere anche il momento di svolta di una vita, nel quale ricercare la propria identità smarrita, e ritrovare un senso nella propria esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osserviamo questa trascrizione di una turista che visita un parco naturale, alle foci del fiume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sono laggiù mi sembra di essere lontana dal mondo. Dall’argine si vedono solo dei casolari di campagna, il fiume, gli aironi. Poi non so come spiegarlo, ma c’è qualcosa nel cielo di diverso. L’aria è più chiara, c’è una luce più bianca, più intensa, ti senti fuori dal mondo, forse sarà perché il mare è vicino. Quando sono da quelle parti, per me è come osservare il mondo dall’alto. La frenesia della città ti sembra una cosa assurda. Quelli della città ti sembrano tutte formiche, che corrono senza senso. Ma dove vanno? Il bello è che ieri ero anch’io una formica, e domani torno formica. Ma quando sono qui, divento qualcos’altro. Come qualcuno che guarda dall’alto, che osserva le persone da un altro punto di vista. Per certe persone qui non c’è niente, per me c’è tutto. Mi piace qui perché la strada è sterrata. Quei deficienti vogliono asfaltare anche qui. Come se l’argine dovesse diventare un’autostrada. Non hanno capito che qui ci deve essere la strada sterrata, è il paesaggio che lo richiede. Se potessero asfaltare tutto lo farebbero. Vengo qui per stare fuori dal mondo, per cercare anche di riflettere. Quando vedo i cartelli stradali, i divieti di accesso, il filo spinato, da queste parti, è come una pugnalata. Ma perché non lo capiscono? Pensa che ci vengono persino a caccia. Questo è un luogo di riflessione, non lo devono rovinare così. Qui non ci devono stare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare sensibilità verso la motivazione d’acquisto sottostante, capire le <strong>valenze emotive</strong> attribuite dal consumatore è un prerequisito per la comunicazione aziendale e la costruzione del prodotto. Come si può notare, <strong>elementi estranei</strong> al prodotto (in questo caso un prodotto turistico) possono distruggere o rovinare l’esperienza del fruitore e distruggere il tentativo di <strong>costruzione attiva dell’immagine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di elementi di disturbo, difformi e disomogenei (ad esempio un cesto dei rifiuti di plastica, anziché ricoperto di legno, in un agriturismo) elimina la consonanza tra gli elementi, necessaria per costruire un profilo d’immagine omogeneo e fluido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il profilo d’immagine di un marchio o di un prodotto è analizzabile ricorrendo, tra l’altro, a concetti sviluppati dalla psicologia sociale degli atteggiamenti, che esploreremo di seguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine dell’impresa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressione del soggetto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalità del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressions management</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto d’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità desiderata</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dell’acquirente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modo di essere</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Sé ideale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione attiva dell’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attributi del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sensazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspetti emotivi nell&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leva emotiva</p>
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		<title>Le capacità personali di comunicazione umana : face-to-face ed empatia strategica</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 08:38:46 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il primato della comunicazione <em>face-to-face</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni Business ha di fronte a sé due grandi strade: </p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) le comunicazioni pubblicitarie, spesso costose, massificate, dagli enormi budget, figlie di un miraggio fatto di inutili lustrini sfavillanti</p>



<p class="wp-block-paragraph">(2) la scelta di formarsi– soprattutto nel Business to Business – come professionisti nel mondo delle negoziazioni interpersonali e incontri umani, tra persone vere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la stragrande maggioranza delle imprese e delle organizzazioni non ha senso investire in pubblicità di massa, a tappeto, <strong>occorre</strong> <strong>imparare a colpire i decisori. Occorre un approccio più mirato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un contratto da stipulare per un appalto o una fornitura strategica non verranno mai aggiudicati se non attraverso trattative e incremento della conoscenza personale, fiducia, forti legami personali, percezione di benefici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, pensiamo a quanta dose di “vendita” e “sviluppo del rapporto umano” vi sia in un colloquio di lavoro, e nella decisione di fidarsi di un certo professionista in ogni campo (medico o avvocato, dentista, fisioterapista, ingegnere o consulente), e persino in un corteggiamento, e nelle tante forme della seduzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Riflettiamo. È sufficiente affidare la seduzione o la costruzione della fiducia ad uno spot o ad un volantino, cartaceo o digitale che sia? Possiamo pensare che uno spot faccia per noi il “lavoro” del capire l’altro, entrarvi in relazione, e costruire una relazione solida?</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/06/jason-rosewell-askeuozqhyu-unsplash-copia.jpg?w=300" alt="" class="wp-image-707" /></figure>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>pubblicità</strong> non è inutile, è uno strumento che serve in casi molto specifici, ma non va confusa con la <strong>comunicazione</strong> in senso lato. Sono due gambe con le quali le aziende corrono, con la differenza che la gamba pubblicitaria è spesso bella e massaggiata e la gamba della <strong>formazione alla negoziazione e comunicazione umana</strong>, è amputata.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo circondati e bombardati da pubblicità, da tecnologie di messaggistica, sino alla nausea, siamo stati riempiti di bugie e promesse vuote, e non ci fidiamo più. E abbiamo ben ragione di essere stanchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, molto peso è tornato al fattore umano e all’incontro umano, al guardarsi negli occhi, al voler capire con chi stiamo trattando, un momento essenziale per i progetti che contano davvero.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il business del futuro è il risultato di progetti che le imprese, tramite le persone, conducono assieme ad altre imprese tramite persone umane, in carne ed ossa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È il ritorno del primato dell’uomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo campo che si gioca una partita fondamentale. È questo il terreno dove ancora &#8211; e sempre più &#8211; conta la sensibilità che solo il fattore umano può portare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavorare in partnership con i clienti è una sfida. Significa&nbsp;<strong>costruire dal nulla progetti su misura per il cliente</strong>,&nbsp;<strong>avere la capacità di offrire unicità e consulenza, qualità e soprattutto “valore relazionale aggiunto</strong>” che faccia la differenza tra noi e gli altri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo degli <strong>incontri umani di business</strong><em> face-to-face</em> è più “vero” di quello pubblicitario, è molto più frequente per le piccole, medie e grandi imprese, è un fatto quotidiano, e per le aziende è essenziale formarsi su questo.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/07/xuan-nguyen-jake8noftte-unsplash.jpg?w=300" alt="face-to-face" class="wp-image-1137" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle comunicazioni personali, <em>face to face</em>, tutto conta: gli sguardi, le strette di mano, le trattative che le aziende conducono per concludere progetti, affidandosi a poche, selezionate persone in grado di capire situazioni complicate e condurre operazioni negoziali complesse.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Una mente da analista</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita complessa è in larga misura la funzione di molte abilità comportamentali e strategiche&nbsp;<em>micro&nbsp;</em>(come la capacità di condurre una conversazione, o osservare dettagli non verbali) e&nbsp;<em>macro</em>&nbsp;(fare analisi di scenario, planning, realizzare progetti e report).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La mente da analista non si ferma al lavoro a tavolino (<em>deskwork</em>), entra in ogni contatto, in ogni stretta di mano, in ogni riunione, in ogni analisi.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1573" height="2505" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash.jpg?w=188" alt="sensitivity" class="wp-image-944" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash.jpg 1573w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-188x300.jpg 188w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-643x1024.jpg 643w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-768x1223.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-965x1536.jpg 965w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-1286x2048.jpg 1286w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-175x279.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-450x717.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-1170x1863.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/wilson-sanchez-tl9dekpndhm-unsplash-600x955.jpg 600w" sizes="(max-width: 1573px) 100vw, 1573px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Niente viene trascurato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprende anche abilità&nbsp;<em>macro</em>, quali la capacità di compiere analisi socioeconomiche e di progettare piani complessi, elaborare dati, svolgere un’intera analisi di scenario e impostare una strategia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno può pretendere di concludere affari o realizzare progetti complessi senza applicare un atteggiamento di analisi profondo, senza avere e coltivare una “<strong>mente da analista</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un analista si chiede molto spesso “perché”. Nota segnali e sintomi, sviluppa ipotesi, si documenta, svolge ricerca,&nbsp;<strong>vuole capire</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo atteggiamento, che ho denominato <em>empatia strategica<a href="//935D013C-9F2A-443C-8DF6-A28EC3B2784E#_ftn2"><sup><strong>[1]</strong></sup></a></em>, include diversi livelli di comprensione, di <strong>attenzione strategica al sistema/cliente</strong> al quale ci stiamo avvicinando o che stiamo gestendo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>empatia comportamentale</strong> (capire i comportamenti del sistema con cui vogliamo lavorare e interagire), </li><li><strong>empatia cognitiva</strong> (capire come ragiona l’altro), </li><li><strong>empatia emozionale</strong> (capire gli stati emotivi dell’altro) e </li><li><strong>empatia relazionale</strong> (capire la rete di relazioni in cui vive l’altro).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginate il contrario:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>non capire i comportamenti altrui o non coglierne il senso,&nbsp;</li><li>subire azioni le cui ragioni ci sfuggono, e ancora,&nbsp;</li><li>non capire che ruolo gioca la controparte,</li><li>non capire come ragiona l’altro e dare per scontato che ragioni come noi vorremmo o “come si dovrebbe ragionare secondo la (nostra) logica”.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo anche cosa significhi portare con se il fardello di una insensibilità emotiva, l’incapacità di cogliere sfumature, non capire se una persona con cui trattiamo sia triste o felice. Oppure, essere indifferenti verso le reazioni emotive che l’altra persona ha nei riguardi di una scelta o ad alcuni aspetti del progetto che trattiamo, e cosa in specifico la preoccupa, o cosa la interessa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora, i problema delle&nbsp;<em>gaffe</em>&nbsp;culturali che possono offendere un dirigente straniero centrale per il successo della trattativa.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/06/bob-brewer-urifdfvhumu-unsplash.jpg?w=300" alt="tribe" class="wp-image-820" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Altro grande tema: <strong>l’insensibilità al quadro “tribale” della decisione</strong>, i rapporti di forza in essere, <strong>la matrice dei poteri (<em>Power Matrix</em>),</strong> il rischio di non capire se stiamo trattando con un vero decisore o con un semplice emissario, un influenzatore, o con un puro “parafulmini”, qualcuno che non ha alcun potere. Perdere tempo non è piacevole per nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A catena, la mancanza di una mente da analista può portarci a perdere di vista persone e ruoli aziendali che dovremmo coinvolgere in un progetto e magari stiamo trascurando completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, peggio, non afferrare il sistema nelle sue inter-relazioni, ad esempio non capire che esiste un&nbsp;<strong>centro di gravità</strong>&nbsp;(persone fisiche, o concetti chiave su cui far leva) in ogni acquisto, in ogni decisione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo avere di fronte a noi “clan aziendali” e altre forme tribali che si oppongono al nostro ingresso in azienda così come la compresenza di possibili “amici”, persone che ne vedono invece dei vantaggi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Larga parte delle trattative complesse consiste nel “portare dalla nostra parte” i&nbsp;<strong>centri di gravità</strong>&nbsp;<strong>della decisione</strong>, con – ancora una volta – abilità nel condurre incontri personali e sviluppo di rapporti umani.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo difficile, solo persone preparate e con una “mente da analista” possono penetrare sistemi ostili, individuare le priorità e la “sequenza di mosse” utili per poter spostare l’ago della bilancia decisionale a nostro favore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una mente da analista si chiede “Perché dice questo?”, “Perché lo dice adesso?”, “Cosa c’è dietro a questa domanda?”, “Perché non è qui il dott. X… mentre all’altro incontro era presente?”, “Per quali motivi potrebbero dirci di no?”, “Cosa abbiamo di distintivo da proporre?” E tante altre domande, non stereotipate, mai uguali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi di contatti e di relazioni in un progetto complesso richiedono visione d’insieme.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avere visione d’insieme è una capacità, cogliere il senso di un macro-progetto, capire quando è il momento di fare un incontro, individuare&nbsp;<strong>quali sono le informazioni critiche che ci servono (<em>Info-Gap</em>),</strong>&nbsp;e arrivare ad esaminare il micro-dettaglio di ogni negoziazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le capacità nell’analisi&nbsp;<em>micro</em>&nbsp;sono altrettanto fondamentali: come viene condotta una telefonata, un incontro, una stretta di mano, un’occhiata, un gesto, per poi tornare al&nbsp;<em>macro</em>, e, quando serve, ripensare un’intera strategia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole,&nbsp;<strong>il successo di un’impresa dipende non solo dalle grandi strategie ma anche dalla capacità di portare a casa risultati in ogni singola vendita, e diventare abili in ogni singola conversazione e contatto che costituiscono la&nbsp;<em>linea di vendita</em></strong>. Buoni numeri arrivano solo da buone azioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>linea d’azione della vendita</strong> (<em>Action Line</em>), così come la linea d’azione negoziale, richiedono una specifica sensibilità. Sensibilità alla comunicazione “olistica”: ogni azione, comportamento, o non-azione, comunica qualcosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa sensibilità è da praticare contatto dopo contatto, nelle negoziazioni, negli incontri, nelle telefonate, o nei comportamenti tenuti a tavola.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" width="1776" height="1184" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash.jpg?w=300" alt="sensibilità" class="wp-image-1127" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash.jpg 1776w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-1170x780.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jeremy-cai-7zphwmjynsg-unsplash-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1776px) 100vw, 1776px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Riguarda persino il modo di parcheggiare in prossimità dell’impresa cliente, le attenzioni nell’aprire la porta o meno a qualcuno, offrire un caffè o un dono.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I professionisti della vendita strategica e delle negoziazioni complesse adottano un modo di lavorare che è anche un modo di essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Colossi aziendali e piccole imprese, nelle loro negoziazioni Business-to-Business, con i distributori, i fornitori, con le reti di vendita, con i buyer aziendali, hanno continui “<strong>momenti della verità</strong>”: gli incontri faccia a faccia, le discussioni, le mail, le presentazioni, le risposte a domande.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ciascuno di essi diventa essenziale curare le abilità di relazione, le capacità personali di analisi e di comunicazione in chi si deve interfacciare con i clienti che contano, sviluppare grandi progetti e vendite importanti.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//935D013C-9F2A-443C-8DF6-A28EC3B2784E#_ftnref2"><sup>[1]</sup></a> Da: Trevisani, Daniele (2005), Negoziazione Interculturale: Comunicazione oltre le barriere culturali. Milano, Franco Angeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-capacita-personali-di-comunicazione-umana-face-to-face-ed-empatia-strategica/">Le capacità personali di comunicazione umana : face-to-face ed empatia strategica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Human Potential Modeling: un metodo per il cambiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 05:11:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Profili di intervento e obiettivi di intervento per il Coaching&#160;e counseling olistico Meglio un povero di aspetto sano e forte che un ricco malato nel suo corpo. (Siracide) &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"> ©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Profili di intervento e obiettivi di intervento per il Coaching</a>&nbsp;e counseling olistico</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Meglio un povero di aspetto sano e forte che un ricco malato nel suo corpo. (Siracide)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il metodo delle Regie di Cambiamento e la scuola del Potenziale Umano, già esposti in pubblicazione specifiche<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>, le azioni di sviluppo non possono essere calate nel vuoto, ma servono analisi accurate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indispensabile realizzare una fotografia dell’esistente (X) e definire un punto di arrivo (Y).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo un giorno qualsiasi. Qual è il mio stato corporeo oggi? Cosa sento nella testa, cosa sento nel petto, cosa sento nella pancia? Quanto mi sento felice? Qual è il mio sentire corporeo, quale il mio stato di energie complessive? Quante delle mie energie mentali dipendono dal mio stato fisico e corporeo anche quando non me ne rendo conto?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascun quadro va depurato da analisi sbagliate (false X).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va fatta luce e pulizia anche su obiettivi imprecisi o sbagliati, distorti (false Y).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ideologie che mettono in secondo piano la realtà del corpo, o addirittura mettono le attenzioni al corpo sotto una luce di egoismo o egocentrismo, sono basate su profonda ignoranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il corpo è un veicolo meraviglioso, molto misterioso e complesso. Usalo, non lottarci contro; aiutalo. Nell&#8217;istante in cui vai contro di lui, vai contro te stesso. (Osho)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Figura&nbsp;3&nbsp;– Definizione del profilo e obiettivi di intervento</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong><em>&nbsp;</em></strong><strong><em>&nbsp;</em></strong><strong><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Stato</em></strong></td><td>Situazione attuale, dati che emergono dalla diagnosi = X</td><td>Situazione di arrivo, meta dell’intervento= Y</td><td>Azioni di sviluppo per ogni stadio</td></tr><tr><td>Bioenergetico</td><td>X<sub>_bio</sub></td><td>Y<sub>_bio</sub></td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Psicoenergetico</td><td>X<sub>_psic</sub></td><td>Y<sub>_psic</sub></td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Micro-competenze</td><td>X<sub>_micro</sub></td><td>Y<sub>_micro</sub></td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Macro-competenze</td><td>X<sub>_macro</sub></td><td>Y<sub>_macro</sub></td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Goals</td><td>X<sub>_goals</sub></td><td>Y<sub>_goals</sub></td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Vision</td><td>X<sub>_Vision</sub></td><td>Y<sub>_Vision</sub></td><td>&nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Applicando il modello X-Y possiamo individuare più correttamente le traiettorie di sviluppo da produrre per realizzare un migliore approccio di&nbsp;<strong>coaching mente-corpo</strong>, un lavoro olistico e integrato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distinguiamo tra azioni di sviluppo generale, azioni di sviluppo centrate sul soggetto, e azioni centrate sul gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le&nbsp;<strong>azioni di sviluppo generale</strong>&nbsp;consistono in interventi che “non possono far male” poiché utilizzano un ancoraggio generico della Y, un obiettivo prototipico, genericamente positivo, che in linea di massima è condivisibile da ogni persona (stare meglio, vivere meglio, utilizzare meglio il tempo, mangiare sano, sentirsi meglio nel proprio lavoro, essere più felici, fare attività fisica).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le&nbsp;<strong>azioni di sviluppo situazionale sono invece centrate su un tema e progetto specifico,&nbsp;</strong>richiedono imprescindibilmente una fotografia dell’esistente (diagnosi dello stato X, stato attuale, con buona qualità di analisi) e un’azione mirata che vada a centrare una Y reale e sostenibile, non una Y idealizzata ma che potrebbe rivelarsi irraggiungibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Box Tecnico: Il Metodo HPM e il suo supporto scientifico</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Metodo HPM (Human Potential Modeling)&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo elaborato dal ricercatore Daniele Trevisani si ispira alla Psicologia Umanistica di Carl Rogers, da cui trae il concetto di “tendenza attualizzante”, la tendenza di un organismo a “diventare ciò che può essere”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo HPM comprende una sfera più ampia di quella solo psicologica e comprende il lavoro su più aree: corporea, psicologica, delle abilità e del fronte spirituale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo del Potenziale Umano HPM (Human Potential Modeling), la coltivazione del potenziale umano richiede azioni specifiche su sei specifiche “celle” identificate come:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1.&nbsp;&nbsp;Energie fisiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">2.&nbsp;&nbsp;Energie mentali</p>



<p class="wp-block-paragraph">3.&nbsp;&nbsp;Micro competenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">4.&nbsp;&nbsp;Macro competenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">5.&nbsp;&nbsp;Progettualità</p>



<p class="wp-block-paragraph">6.&nbsp;&nbsp;Valori e spiritualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figura&nbsp;4&nbsp;&#8211; Modello HPM Human Performance Modeling del Potenziale Umano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo HPM&nbsp;&nbsp;si avvale del concetto di “regie di cambiamento”<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>&nbsp;azioni progettate con lo scopo di attivare un cambiamento da uno “stato X” o situazione attuale del soggetto, ad uno “stato Y” o stato di destinazione del soggetto (tecnicamente definito “End-State” o stato di arrivo).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni azione strategicamente architettata per il passaggio consapevole dagli stati X agli stati Y prende il nome di “regia di cambiamento”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi del divario tra X e Y riguarda ciascuna delle sei celle del potenziale umano. Per ciascuno di questi ambiti vanno svolte azioni di focusing (focalizzazione, con riferimenti specifici alla metodologia sviluppata da Eugene Gendlin<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn3"><sup>[3]</sup></a>), azioni allenanti e di potenziamento, nonché azioni di training e interventi in grado di stimolare una o più aree complessivamente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo ha trovato applicazioni di diversa natura. Ne citiamo alcune sebbene praticamente ogni anno vi siano nuove applicazioni in numerosi Paesi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>in ambito universitario per quanto concerne le metodologie di coaching e mentoring nelle professioni sanitarie<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn4"><sup>[4]</sup></a></li><li>nella manualistica specialistica inerente lo stress nelle professioni sanitarie.<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn5"><sup>[5]</sup></a></li><li>per l&#8217;applicazione sulla formazione di atleti, soprattutto nell&#8217;ambito delle arti marziali e sport da ring<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn6"><sup>[6]</sup></a>&nbsp;<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn7"><sup>[7]</sup></a>&nbsp;<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn8"><sup>[8]</sup></a></li><li>negli sport di squadra<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn9"><sup>[9]</sup></a></li><li>nell&#8217;ambito consulenziale, in testi inerenti i metodi di valutazione<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn10"><sup>[10]</sup></a></li><li>nei processi di miglioramento organizzativo delle imprese<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn11"><sup>[11]</sup></a></li><li>nei piani di sviluppo dei team<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn12"><sup>[12]</sup></a></li><li>nei processi di gestione delle risorse umane<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn13"><sup>[13]</sup></a></li><li>nell&#8217;analisi di metodi per la preparazione del fattore umano a fronte di incidenti imprevisti in ambienti estremi, come nel caso degli equipaggi della International Space Station<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn14"><sup>[14]</sup></a></li><li>nella preparazione psicologica connessa alle gare sportive<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn15"><sup>[15]</sup></a></li><li>applicazioni di ricerca che utilizzano il metodo HPM riguardano anche gli &#8220;Intelligent Decision Support System&#8221; applicati alle decisioni di leadership<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn16"><sup>[16]</sup></a>.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">La prospettiva del potenziale umano nel metodo HPM cita espressamente nel metodo anche il delicato tema della Disabilità, ovvero qualsiasi limitazione della capacità di agire, come la menomazione<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn17"><sup>[17]</sup></a>, la perdita di efficienza di una funzione motoria, fisiologica o psicologica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo svantaggio iniziale comprensibile che la persona percepisce a livello personale, può aprire la possibilità di superare la fase iniziale per dare spazio all&#8217;ampliamento di altre risorse mentali e fisiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro comprende training su elementi come la resilienza psicologica, l&#8217;autostima alternativa, il potenziamento dei valori esistenziali e morali che vedono nella persona disabile non tanto una persona &#8220;minore&#8221; ma una persona che può impegnarsi concretamente in un viaggio di esplorazione di nuove possibilità, con il supporto di specialisti in diverse aree, sia mediche sia dello sviluppo personale, e ancora maggiormente con il supporto di gruppo (&#8220;<em>peer support</em>&#8220;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le energie immesse in qualsiasi stato del sistema HPM &#8211; energie fisiche, motivazionali, micro-competenze, macro-competenze, progettualità, valori morali e spirituali &#8211; interagiscono: ogni immissione in una &#8220;cella&#8221; ha effetti positivi sulle altre, e questa osmosi permette di accedere ad un percorso di crescita personale che non prevede standard solo &#8220;agonistici&#8221; ma soprattutto di auto-accettazione (stadio 1 &#8211; presa d&#8217;atto) e di impegno attivo in percorsi concreti in qualsiasi delle sei celle (stadio 2 &#8211; attivazione).<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn18"><sup>[18]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">La dinamica di ricerca di significati spirituali della vita va ben al di là delle componenti fisiche e non riguarda solo aspetti materiali o pratiche agonistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>L’ ancoraggio agli archetipi</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per cambiare in meglio, serve almeno 1) la fotografia dello stato X (stato attuale) di una persona o di un sistema, e quindi una buona diagnosi, e 2) lo stato Y (stato di destinazione, un target, una meta, un’aspirazione. Questa ha bisogno di una linea di tendenza, una meta, una Visione o modello ideale di ciò che significa crescita e sviluppo (archetipo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;archetipo è una figura primordiale, come il &#8220;guerriero&#8221;, o il “vecchio saggio”, “il principe azzurro”, il “bello e dannato”, la “fatina buona”. Ogni archetipo è caratterizzato da un &#8220;carattere&#8221; adeguato al ruolo, e da un corpo altrettanto adeguato che ne rappresenta il lato percepibile esterno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se riusciamo a costruire un archetipo di riferimento per il corpo, un&#8217;immagine da raggiungere, abbiamo costruito un ancoraggio forte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo, infatti, distinguere nettamente tra la Y concreta (qualche obiettivo cui si può davvero tendere), rispetto alla Y ideale del diventare &#8220;supereroi&#8221; o qualcosa di irrealistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un lavoro ancora più profondo richiede di ricercare quali archetipi di riferimento vogliamo utilizzare come ispirazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’archetipo è una figura idealizzata, un modello di riferimento. Ad esempio, una ragazza potrebbe volere ispirarsi all’archetipo della propria madre, o di una madre idealizzata, nel momento in cui decide di voler avere dei figli (attenzione: non è detto che questi siano gli archetipi migliori, ma semplicemente quelli attivi).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente, se scopriamo che utilizza l&#8217;archetipo di una Barbie, abbiamo già capito che avremo problemi seri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pugile o un calciatore potrebbero utilizzare una figura mitologica o storica della propria disciplina (Tyson, Mohammed Alì, o Pelè, e qualsiasi altro soggetto vero o idealizzato) per trarre ispirazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figura&nbsp;5&nbsp;– Definizione dei meta-obiettivi di intervento (archetipi)</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong><em>Stato</em></strong></td><td>Obiettivi dell’intervento &#8211; Y</td><td>Archetipi, motori di ispirazione ideale</td><td>Grado di raggiungibilità per l’intervento specifico</td></tr><tr><td>Bioenergetico</td><td>Y<sub>_bio</sub></td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Psicoenergetico</td><td>Y<sub>_psic</sub></td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Micro-competenze</td><td>Y<sub>_micro</sub></td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Macro-competenze</td><td>Y<sub>_macro</sub></td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Goals</td><td>Y<sub>_goals</sub></td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>Vision</td><td>Y<sub>_Vision</sub></td><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per ogni archetipo ideale, dobbiamo capire il grado di raggiungibilità. Dobbiamo anche capire che cosa possiamo estrarre da quell’archetipo senza per forza copiarlo a pieno (esempio, estrarre la capacità di Michael Jordan, nel basket, di alzarsi e abbassarsi mentre palleggia, o la capacità di Mike Tyson, nella boxe, di caricare i colpi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non solo sono utili persone reali. Anche figure idealizzate, mitologiche, diventano utili come riferimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’area di ricerca della&nbsp;<strong>mitopsicologia</strong>, ancorata solidamente alla psicologia di Jung, offre inoltre numerosi e interessanti archetipi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi antropologici della Pearson<a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftn19"><sup>[19]</sup></a>&nbsp;identificano archetipi ben presenti nella letteratura, quali&nbsp;<em>l’innocente, l’orfano, il viandante, il martire, il guerriero, il mago</em>. Ciascuno di questi ha comportamenti e obiettivi specifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esercizi che ho sviluppato partendo da quest’area della psicologia, permettono di trovare strade e obiettivi di sviluppo molto utili e pratici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esercizi prevedono un confronto tra il proprio modo di essere e le caratteristiche dei vari archetipi, per poter localizzare le aree su cui si desidera migliorare, lavorare o cambiare. È sufficiente chiedere ad una persona di “camminare come se fosse un guerriero (o qualsiasi altro archetipo)” per vedere quanto questo è presente e potenzialmente attivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualunque sia il dispositivo o modo di focalizzazione, occorre consapevolezza dei limiti pratici: un intervento di sviluppo non può promettere un cambiamento se non vi sono gli strumenti per farlo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promettere di raggiungere un archetipo molto distante, entro un tempo brevissimo, e senza sforzo, è scarsa professionalità. Anzi, un intervento potrebbe addirittura partire con la consapevolezza che non raggiungeremo mai l’archetipo, in termini assoluti, ma che esso rimarrà come sfondo motivazionale e motore di ispirazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto produttivo risulta chiedersi quanto, in percentuale, sarà possibile avvicinarsi all’archetipo o Y ideale. Occorre anche riflettere sempre e molto chiaramente sul fatto che bisogna ispirarsi ma non confondere il proprio Sé con quello dell’archetipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo dell’uso di archetipi non è infatti una sterile imitazione, ma la ricerca di un assorbimento di energie positive, una ispirazione profonda.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a>Esercizio di localizzazione di caratteristiche positive negli archetipi</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Identifica alcuni personaggi esistenti o di fantasia e chiediti cosa di questi personaggi vorresti “estrarre”, se fosse possibile. Non chiederti se sia o meno possibile, localizza semplicemente l’ingrediente che vorresti estrarre.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Persona</td><td>Caratteristica da estrarre</td></tr><tr><td>&nbsp;&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tipo di archetipo scelto fornisce una misura del&nbsp;<strong>grado di ambiziosità&nbsp;</strong>dell’intervento di sviluppo, e non dobbiamo tarpare le ali alle nostre ambizioni, perché l’ispirazione è sempre necessaria. Il problema è “come” non tanto se sia possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se una persona soffre di autocastrazione dei propri sogni, spesso questo viene da lontano.&nbsp;<strong>Dobbiamo distinguere bene il confine tra un Coaching e una psicoterapia</strong>. Sul lato del sesso e della seduzione, ad esempio, un corso di comunicazione può aiutare a conoscere meglio come ci comportiamo, ma se vi sono traumi emotivi, questi devono essere trattati da uno psicoterapeuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cultura soffocante ha messo le ambizioni personali elevate nel lato oscuro della vita, come un peccato, qualcosa di sbagliato, qualcosa di sporco&#8230; mentre invece potrebbero essere forma di omaggio alla vita, pura libertà e liberazione di energie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Y ideale (archetipo) è motore d’ispirazione e serve come riferimento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In campo sportivo, possiamo considerare buono l’obiettivo di raggiungere uno stato di forma da atleta ed avvicinarsi ad un modello olimpico, anche se questo non è realizzabile. Tuttavia possiamo ispirarci ad esso in quanto ci offre un repertorio di immagini e tecniche pratiche e varie, e non parliamo di andare sulla luna, ma di ispirarci a qualcosa che gli esseri umani di elite fanno. Consapevoli che non dobbiamo fare nessuna Olimpiade, ma possiamo imparare tanto anche solo nel prendere qualcosa da come questi atleti si allenano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo, prenderemo alcuni brani e li faremo nostri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In azienda, esiste la possibilità per un manager di avviare un programma aziendale di fitness &#8211; un&nbsp;<em>power-for-job</em>&nbsp;&#8211; in cui ci si prefigge “semplicemente” di avere un eccellente stato di forma quotidiano e non prestazioni di picco in eventi sportivi agonistici. Ciò che fa un atleta olimpico per arrivare all’apice della propria potenzialità può essere di notevole ispirazione, fonte di assorbimento di metodi e prassi in modo intelligente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per altre aree. Tra le micro competenze target di un venditore possiamo inserire un’eccellente capacità di ascolto (obiettivo realizzabile), simile a quella che utilizza uno psicoterapeuta, ma senza per forza diventare uno psicoterapeuta. Lo sviluppo sarà basato su una linea di tendenza (Y) che individua come archetipo la capacità di ascolto di uno psicologo o psicoterapeuta (archetipo di riferimento sulla competenza specifica).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente diventare psicoterapeuta non è l’obiettivo dell’intervento di un corso di vendita, esso offre tuttavia una “figura idealizzata” che sta sullo sfondo e da cui assorbire competenze, e aiuta a fissare alcuni goals concreti, in questo caso sulle capacità di ascolto attivo ed empatico di un cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di qualsiasi intervento sulla Persona è di portarla ad essere “pienamente funzionante” al meglio delle proprie possibilità.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Trevisani, D. (2007),&nbsp;<em>Regie di Cambiamento</em>. FrancoAngeli, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trevisani, D. (2009),&nbsp;<em>Il potenziale umano</em>. FrancoAngeli, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a>&nbsp;In particolare, vedi&nbsp;Trevisani, Daniele (2007),&nbsp;<em>Regie di cambiamento. Approcci integrati alle risorse umane, allo sviluppo personale e organizzativo e al coaching</em>. Capitolo:&nbsp;<em>Evoluzione assertiva, verso le Effect-Based Operations</em>. pp 31-33.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref3"><sup>[3]</sup></a>&nbsp;Eugene T. Gendlin,&nbsp;<em>Focusing</em>. Second edition, Bantam Books, 1982, ISBN 0-553-27833-9.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref4"><sup>[4]</sup></a>&nbsp;Università del Piemonte Orientale, insegnamento Didattica e pedagogia applicata 2015/2016. Retrieved 20/11/2016 http://of.uniupo.it/2016/1806/guida.html#56668</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref5"><sup>[5]</sup></a>&nbsp;Felice Marra, direttore della U.O. Politiche del Personale dell’Azienda Sanitaria n. 3 di Pistoia, nel testo &#8220;Le professioni mediche dell&#8217;azienda sanitaria. Rapporto di lavoro, trattamento economico, incarichi, valutazione e responsabilità&#8221; (2011). Milano, Franco Angeli</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref6"><sup>[6]</sup></a>&nbsp;Sezione Potenziale Umano nelle Arti Marziali http://www.100ma.it/index.php/home/potenziale-umano</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref7"><sup>[7]</sup></a>&nbsp;http://combattimentoreale.com/index.php/tutti-gli-articoli-di-metodolo/46-arti-marziali-e-da-ring-come-mezzo-di-emancipazione-togliere-i-sassi-dal-proprio-zaino di Vincelli, Marco (2011) Arti Marziali e da Ring come mezzo di emancipazione. Pubblicato Mercoledì, 09 Novembre 2011</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref8"><sup>[8]</sup></a>&nbsp;Mettere in moto le energie. Articolo online in http://win.ilguerriero.it/codinopreatle/2011/psicologia/trevisani_04.htm</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref9"><sup>[9]</sup></a>&nbsp;Minnozzi, Matteo (2016) Come si raggiunge un obiettivo? In: sito ufficiale del Basket Mestre. Fonte: http://www.basketmestre.it/come-si-raggiunge-un-obiettivo/ Retrieved 20/11/2016</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref10"><sup>[10]</sup></a>&nbsp;Stefano De Falco, Roberto Passariello (2009) Qualità, certificazione e prove. Guida alla qualificazione di processo, prodotto e servizio, Milano, Franco Angeli. ISBN 788856813340</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref11"><sup>[11]</sup></a>&nbsp;Antonio Bassi (2011), docente di Project Management presso la SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), in &#8220;Maturità nei progetti. Un modello di miglioramento per le piccole e medie imprese&#8221;. Milano Franco Angeli</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref12"><sup>[12]</sup></a>&nbsp;Emanuela Del Pianto, psicologa del lavoro e delle organizzazioni: Libro &#8220;Il piano di sviluppo nel team coaching. Gli strumenti del monitoraggio: il report e il follow up&#8221;. Milano, Franco Angeli, 2011.&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9788856836349" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-88-568-3634-9</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref13"><sup>[13]</sup></a>&nbsp;Massimo Tommolillo (2012). L&#8217;organizzazione umana. Dalla gestione delle risorse umane alla gestione umana delle persone. Edito da Libreriauniversitaria</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref14"><sup>[14]</sup></a>&nbsp;Stene, Trine Marie; Trevisani, Daniele; Danielsen, Brit-Eli (Dec 16, 2015). &#8220;Preparing for the unexpected.&#8221;. European Space Agency (ESA) Moon 2020-2030 Conference Proceedings. DOI: 10.13140/RG.2.1.4260.9529</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref15"><sup>[15]</sup></a>&nbsp;Vedi in particolare Carli, Davide &amp; Di Giacomo, Silvia (2013, a cura di) &#8220;Preparazione Atletica e Riabilitazione. Fondamenti del movimento umano, scienza e traumatologia dello sport, principi di trattamento riabilitativo&#8221;. Edizioni Medico Scientifiche, Torino, Capitolo e sezione &#8220;La preparazione psicologica e il massimo rendimento negli sport da ring&#8221;, di Daniele Trevisani, p. 369-372.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref16"><sup>[16]</sup></a>&nbsp;in particolare presso Vilnius University, Vilnius, Lithuania, by Gudauskas, Renaldas; Jokubauskiene, Saulė, et. al. &#8220;Intelligent Decision Support System for Leadership Analysis&#8221;, in&nbsp;<em>Procedia Engineering</em>, Volume 122, 2015, Elsevier. DOI link:&nbsp;<a href="https://doi.org/10.1016/j.proeng.2015.10.022" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.proeng.2015.10.022</a>&nbsp;&#8211; Pages 172-180</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref17"><sup>[17]</sup></a>&nbsp;<a href="http://www.webaccessibile.org/" target="_blank" rel="noopener">Webaccessibile.org | La risorsa italiana di IWA dedicata all&#8217;accessibilità del Web (ISSN: 1721-4874)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref18"><sup>[18]</sup></a>&nbsp;Trevisani, Daniele (2009), 1a ristampa 2015. Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance. Milano, Franco Angeli. Vedi in particolare il cap 1.3. &#8220;Economie energetiche: lavorare sui distretti locali e sulle energie complessive&#8221; per i concetti legati alle componenti fisiche, e il capitolo 1.4. &#8220;Analisi esistenziale: meaninglessness (mancanza di senso) vs. ricerca dei significati&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//3170D15B-17E6-4FC6-BF30-6B6E3E7DF179#_ftnref19"><sup>[19]</sup></a>&nbsp;Pearson C., (1990),&nbsp;<em>L&#8217;eroe dentro di noi. Sei archetipi della nostra vita</em>. Astrolabio Ubaldini, Roma. Per approfondire lo studio degli archetipi vedi anche:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Campbell J. (1991),&nbsp;<em>Le figure del mito</em>, Red, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Campbell J. (1990),&nbsp;<em>Mitologia primitiva</em>, Mondadori, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pearson, C. (1992),&nbsp;<em>Risvegliare l’Eroe dentro di Noi. Dodici archetipi per trovare noi stessi</em>. Astrolabio Ubaldini, Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora prima, sono da citare i lavori dello studioso Joseph Campbell, tra cui:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Campbell, Joseph (1972),&nbsp;<em>The Hero with a Thousand Faces</em>, Pantheon Books. Princeton University Press, Princeton;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Campbell, Joseph (1974),&nbsp;<em>The Mythic Image</em>, Princeton University Press, Princeton.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



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		<title>Il successo di una campagna di comunicazione strategica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 07:02:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[aiutante]]></category>
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		<category><![CDATA[anima si agita per essere qualcosa]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">©&nbsp;Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3gfqFHD" target="_blank">Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading"><a>Centrare i bisogni psicologici del target</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono persone che comprano un fuoristrada anche se viaggiano solo su strade asfaltate. Ve ne sono altre che comprano grandi berline ma fanno 100 km al mese. Altri ancora esigono di avere il modello più ecologico esistente sul mercato, al di la di ogni altra considerazione, o a costo di sacrifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Evidentemente, dobbiamo pensare che la mente razionale non abbia sempre il sopravvento, ma la mente emozionale suggerisca bisogni diversi, che vengono poi coperti da una “coltre” di raziocinio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Centrare i bisogni profondi, che muovono veramente le persone, è un tema della comunicazione strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo animali evoluti, con bisogni speciali, ma la nostra natura animale non va dimenticata.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/drew-hays-u3o7il8s1fc-unsplash.jpg?w=300" alt="" class="wp-image-656" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La psicologia degli esseri umani è parte della psicologia degli animali in generale.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gareth Matthews</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">I bisogni nascosti, quelli non detti apertamente, quelli che pulsano ma non si vedono, dettano il successo di una campagna di comunicazione strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo psicologo svizzero Carl Jung ha individuato alcuni di questi bisogni umani, e questi diventano per noi “temi narrativi”, ovvero, temi “sovraordinati”, strutture superiori al singolo messaggio, ancoraggi a cui ogni messaggio deve connettersi e rispettare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jung ha identificato quattro motivazioni fondamentali ed universali in cui le persone si possono identificare:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Il bisogno di sicurezza, che ci spinge a cercare la struttura e la stabilità.&nbsp;</li><li>La necessità di auto-realizzazione, che ci spinge a cercare la conoscenza e l&#8217;avventura.&nbsp;</li><li>La necessità di autostima, che ci spinge a cercare una migliore performance e la padronanza delle cose.&nbsp;</li><li>Il bisogno di appartenenza, che ci fa sentire il bisogno di sentirsi attraenti, essere apprezzati, in armonia con gli altri.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In qualsiasi momento della vita, un certo bisogno “pulsa” più di un’altro, lo sentiamo, e riempie di senso la nostra ricerca e le nostre giornate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;“L&#8217;uomo può realizzare delle cose stupefacenti se queste hanno un senso per lui.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Carl Gustav Jung</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Centrare i bisogni di un target e collegarli al nostro messaggio strategico è una scienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quali bisogni di base vogliamo mettere come ancoraggio per la nostra comunicazione strategica? Su quali il target è sensibile e agirà? Che guadagno ne trae il target audience rispetto alla sua area di bisogni? </p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Collegamento tra bisogni e “archetipi”, le strutture primordiali cui le persone desiderano appartenere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ognuno di noi dentro di sè ha un’anima che si “agita” per essere qualcosa, per diventare qualcosa, per poter dire “io sono questo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli archetipi si aggirano nell’ombra e spesso non siamo consapevoli di quali archetipi ci guidano. Pertanto, ogni comunicatore, deve prima di tutto fare i conti con se stesso, con chi veramente è.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Carl Gustav Jung</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale ovviamente anche per il conoscere le proprie bellezze, le proprie luci, le proprie aree che splendono e vogliono esprimersi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un messaggio, un prodotto, o un marchio (brand) riescono ad avvicinarsi e persino interpretare, diventare protagonisti dell’espressione di questo bisogno, saranno persuasivi oltre ogni limite.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/harley.jpg?w=300" alt="harley" class="wp-image-652" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un vero Harleysta (proprietario di una moto Harley Davidson, frequentatore di raduni e “credente” del marchio) vede nel suo essere alcuni tratti distintivi: potere, esplorazione, essere diversi dai mediocri, un tocco di attrattività, aiutata da tatuaggi e abbigliamento di pelle, e tanta fratellanza. A questo “codice d’onore” si collega semanticamente una grande bevuta di birra (e non poca o birra analcolica), o uno scarico speciale, una gomma posteriore maggiorata, e un messaggio come “vivi la tua strada” o altri inni di libertà fuori dalle regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma vediamo un altro esempio</p>



<p class="wp-block-paragraph">I guerrieri Pashtun nel sud dell’Afghanistan hanno un proprio codice d’onore (Pashtunwali). Pashtunwali (in pashto: پښتونوالی), è un codice consuetudinario ed etico non scritto nonché stile di vita tradizionale che segue il popolo Pashtun indigeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprende il dovere di essere coraggiosi guerrieri e sfidare i più forti di loro. Per cui, se qualcuno dicesse loro, “arrendetevi, siamo più di voi e meglio armati”, farebbe un grande regalo al loro archetipo, che di questi messaggi si nutre. E invece di arrendersi, il Pashtun combatterebbe con ancora più coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Pashtunwali è un codice d’onore, un codice comportamentale non scritto, e comunicare ai Pashtun senza conoscerlo è come offrire una grigliata ad un vegetariano, il messaggio potrebbe persino diventare offesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, la domanda è: quale codice comportamentale attiva il tuo target?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A che archetipo si ispira il tuo target?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base dei diversi bisogni, si configurano specifici modi di essere, chiamati archetipi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;archetipo è un’immagine mentale, una sorta di prototipo universale per i modi di essere, attraverso il quale l&#8217;individuo interpreta la realtà, percepisce e crea i propri bisogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel linguaggio degli archetipi, questi sono i tipi principali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>Ruler</em>. Il guidatore, il leader. si nutre di potere e autorità</li><li><em>Creator</em>. Il Creatore: si nutre di novità e creatività</li><li><em>Innocent</em>. L’innocente: si nutre di purezza, rinnovamento</li><li><em>Sage</em>: il saggio. Si nutre di intelletto e curiosità</li><li><em>Explorer</em>. L’esploratore. Si nutre di avventura ed esplorazione</li><li><em>Magician</em>. Il mago. Si nutre di trasformazioni e sviluppo di sè</li><li><em>Rebel</em>. Il ribelle. Si nutre di sfida all’autorità e alle convenzioni</li><li><em>Hero</em>. Eroe. Si nutre di coraggio, sfida e determinazione</li><li><em>Lover</em>. L’amante si nutre di attrazione e sensualità</li><li><em>Jester</em>. Il Folle. Si nutre di divertimento e spontaneità</li><li><em>Regular guy/gal</em>: il ragazzo/a per bene, a volte individuato anche come l’Orfano. Si nutre di affidabilità e lealtà</li><li><em>Caregiver</em>. L’aiutante si nutre del portare cura, sollievo, aiuto.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/06/image.jpeg?w=702" alt="archetipi" class="wp-image-642" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Gli archetipi rappresentano anche una modalità per inquadrare un target di comunicazione, o la percezione di un marchio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni marchio o “brand” si radica in uno o più di questi archetipi dominanti. Ogni marchio oltretutto subisce variazioni di percezione che lo associano all’interno di questa mappa di archetipi.<a href="//CA808E6D-8F20-4F49-8DD6-DA2E30F9F442#_ftn1"><sup>[1]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione strategica consiste proprio nell’associare la propria idea, la propria iniziativa, o il proprio marchio, in una zona specifica della mappa degli archetipi</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/happy.jpg" alt="" class="wp-image-654" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il sogno dei vostri clienti è una vita migliore e più felice. Non muovere prodotti, arricchisci le loro vite”.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Your customers dream of a happier and better life. Don’t move products.&nbsp;Enrich lives“.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Steve Jobs</em></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//CA808E6D-8F20-4F49-8DD6-DA2E30F9F442#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Margaret Mark, Carol Pearson (2001)).&nbsp;<em>The Hero and the Outlaw: Building Extraordinary Brands Through the Power of Archetypes</em>.&nbsp;McGraw Hill</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



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