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	<title>linguaggio del corpo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>linguaggio del corpo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione &#8211; Metodo HPM™</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 06:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi Transazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>──────────────────────────── Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM Premessa generale del Metodo HPM Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da Daniele Trevisani, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello: Energetico (fisico e mentale) Motivazionale (volitivo ed emotivo) Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie) Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>────────────────────────────</strong></p>
<h2>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM</h2>
<ol>
<li>
<h2>Premessa generale del Metodo HPM</h2>
</li>
</ol>
<p>Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da <em>Daniele Trevisani</em>, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello:</p>
<ul>
<li>Energetico (fisico e mentale)</li>
<li>Motivazionale (volitivo ed emotivo)</li>
<li>Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie)</li>
<li>Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli altri)</li>
</ul>
<p>In questo sistema, autostima e autoefficacia rappresentano due pilastri fondamentali della <em>comunicazione potenziante</em> e dello <em>sviluppo personale</em>.</p>
<h2>2. Autostima: la percezione del proprio valore comunicativo</h2>
<p>Definizione HPM:<br />
L’autostima è la percezione interna del proprio valore e della propria dignità come essere umano e come comunicatore. È il “campo base” della comunicazione efficace.</p>
<p>Caratteristiche:</p>
<ul>
<li>È il termometro del sé comunicante: quanto credo di avere diritto di parlare, esprimermi, farmi ascoltare.</li>
<li>Influenza la presenza comunicativa, il tono di voce, il linguaggio del corpo e la gestione delle emozioni.</li>
<li>È dinamica, può crescere o diminuire in base ai feedback e alle esperienze.</li>
</ul>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>Quanto mi sento “degno di parola” nei diversi contesti della mia vita?</li>
<li>Quali esperienze hanno rafforzato o indebolito la mia autostima comunicativa?</li>
<li>Che tipo di linguaggio interiore uso verso di me quando comunico? (critico, giudicante, o incoraggiante?)</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Specchio comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Davanti allo specchio, pronuncia una frase importante per te (“Merito di essere ascoltato”, “Ho qualcosa di valore da dire”).</li>
<li>Osserva la tua postura, lo sguardo e la voce.</li>
<li>Ripeti finché senti coerenza tra parole, corpo e sentimento.</li>
<li>Rileggi la sensazione e annotala nel tuo diario di potenziale.</li>
</ol>
<h2>3. Autoefficacia: la fiducia nella propria capacità comunicativa</h2>
<p>Definizione HPM (ispirata a Bandura ma evoluta in chiave sistemica):<br />
L’autoefficacia è la convinzione di poter produrre risultati efficaci attraverso le proprie azioni comunicative. È la fede nella propria capacità di incidere.</p>
<p>Dimensioni dell’autoefficacia comunicativa:</p>
<ol>
<li>Efficacia nel comprendere: capacità di ascoltare e decodificare messaggi.</li>
<li>Efficacia nel farsi comprendere: capacità di esprimere messaggi chiari, assertivi e empatici.</li>
<li>Efficacia relazionale: capacità di mantenere relazioni costruttive anche in contesti difficili.</li>
</ol>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di riuscire a farmi ascoltare e in quali no?</li>
<li>Quanto credo nella mia capacità di influire positivamente sugli altri?</li>
<li>Che immagine mentale ho di me come comunicatore?</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Rivivi il tuo successo comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Ricorda una situazione in cui la tua comunicazione ha funzionato molto bene.</li>
<li>Analizza cosa hai fatto, detto, come ti sei mosso.</li>
<li>Ricava da quell’episodio una strategia personale di efficacia da replicare.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li>
<h2>Interazione tra autostima e autoefficacia nella comunicazione</h2>
</li>
</ol>
<table>
<thead>
<tr>
<td>Livello</td>
<td>Autostima</td>
<td>Autoefficacia</td>
<td>Effetto sulla Comunicazione</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Alto-Alto</td>
<td>Mi sento degno e capace</td>
<td>Credo di poter influire</td>
<td>Comunicazione carismatica, fluida, ispirante</td>
</tr>
<tr>
<td>Bassa autostima / alta autoefficacia</td>
<td>Mi so esprimere ma non mi sento “all’altezza”</td>
<td>Comunicazione tecnica ma fragile emotivamente</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Alta autostima / bassa autoefficacia</td>
<td>Mi sento valido ma mi blocco nell’azione</td>
<td>Comunicazione entusiasta ma inefficace</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Basso-Basso</td>
<td>Mi svaluto e mi sento incapace</td>
<td>Evitamento comunicativo, ansia, blocchi</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Obiettivo HPM: portare la persona verso il quadrante Alto-Alto, con equilibrio tra fiducia in sé e percezione di competenza.</p>
<h2>5. Tecniche HPM per potenziare autostima e autoefficacia comunicativa</h2>
<ul>
<li>Riprogrammazione delle convinzioni limitanti: sostituire “non sono capace” con “posso migliorare passo dopo passo”.</li>
<li>Allenamento esperienziale: esercitazioni pratiche di comunicazione in piccoli gruppi o simulazioni.</li>
<li>Feedback costruttivo: centrato sul comportamento, non sul valore personale.</li>
<li>Ancoraggio energetico e respirazione HPM: gestire il corpo per rafforzare la presenza comunicativa.</li>
<li>Dialogo interiore potenziante: imparare a parlarsi come un coach, non come un giudice.</li>
</ul>
<h2>6. Aforismi HPM</h2>
<p>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima. Ogni silenzio scelto consapevolmente rafforza la tua autoefficacia.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Il Potenziale Umano</em></p>
<p>“La comunicazione non è solo un atto verso l’esterno. È la forma più visibile del dialogo che abbiamo con noi stessi.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Crescita Personale. Il Metodo HPM</em></p>
<h2>7. Applicazioni pratiche</h2>
<ul>
<li>Public speaking: lavorare su autostima vocale e postura per aumentare autoefficacia in pubblico.</li>
<li>Team communication: creare fiducia reciproca per far crescere autostima collettiva e coordinamento.</li>
<li>Coaching HPM: facilitare l’esplorazione del “Sé comunicante” con domande e micro-esercizi esperienziali.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h1>Autostima e Autoefficacia &#8211; Scheda Operativa</h1>
<p>La presente scheda operativa fa parte del percorso di sviluppo del Potenziale Umano secondo il Metodo HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> di Daniele Trevisani. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza del Sé comunicante, lavorando su due pilastri fondamentali: Autostima e Autoefficacia.</p>
<h2>1. Autostima Comunicativa</h2>
<p>L’autostima comunicativa rappresenta la percezione del proprio valore come persona capace di esprimersi e farsi ascoltare. È la base della sicurezza interiore nella relazione.</p>
<p><strong>Domande di riflessione personale:</strong></p>
<ul>
<li>Quanto mi sento libero di esprimermi nei diversi contesti della mia vita (lavorativo, familiare, sociale)?</li>
<li>In quali situazioni la mia autostima comunicativa cresce, e in quali si riduce?</li>
<li>Qual è la mia voce interiore dominante quando comunico (incoraggiante, critica, giudicante)?</li>
<li>Che messaggio di valore voglio trasmettere agli altri attraverso la mia presenza comunicativa?</li>
</ul>
<p>Spazio per note e riflessioni personali:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h3>Esercizio HPM – Specchio Comunicativo</h3>
<p>Davanti a uno specchio, pronuncia una frase che rappresenti il tuo diritto a comunicare (es. “Ho qualcosa di valore da dire”). Osserva voce, postura e sguardo. Ripeti fino a percepire coerenza tra parole, corpo e emozione.</p>
<p>Annota le sensazioni percepite:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>2. Autoefficacia Comunicativa</h2>
<p>L’autoefficacia comunicativa è la fiducia nella propria capacità di produrre risultati efficaci con le proprie azioni comunicative. Significa credere nella possibilità di influire positivamente sugli altri.</p>
<p>Domande di analisi:</p>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di comunicare con efficacia?</li>
<li>Quando, invece, percepisco un blocco o una perdita di fiducia?</li>
<li>Quali comportamenti specifici mi rendono più efficace (tono di voce, postura, chiarezza, empatia)?</li>
<li>Quale immagine di me come comunicatore voglio rafforzare nei prossimi mesi?</li>
</ul>
<h3>Esercizio HPM – Rivivi il tuo Successo Comunicativo</h3>
<p>Rivivi mentalmente un episodio in cui la tua comunicazione ha avuto successo. Analizza cosa hai fatto e quali fattori hanno contribuito. Usa quell’esperienza come modello per rafforzare la tua autoefficacia.</p>
<p>Descrizione dell’episodio:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>3. Piano di Sviluppo Personale HPM</h2>
<p>Definisci obiettivi e azioni per migliorare autostima e autoefficacia nella comunicazione.</p>
<p>Obiettivi specifici:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Azioni concrete da mettere in pratica:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Indicatori di miglioramento (come capirò di essere cresciuto?):</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>4. Scala di Autovalutazione</h2>
<p>Valuta il tuo livello attuale su una scala da 1 a 10.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="288">Aspetto</td>
<td width="288">Punteggio (1-10)</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autostima comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autoefficacia comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima.”</em></p>
<p><strong>— Daniele Trevisani, *Il Potenziale Umano*</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autostima e autoefficacia nella comunicazione &#8211; Semantica articolo</h3>
<ol>
<li>Autostima</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Potenziale umano</li>
<li>Metodo HPM</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Coaching</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Sicurezza interiore</li>
<li>Fiducia in sé</li>
<li>Assertività</li>
<li>Presenza comunicativa</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Espressione verbale</li>
<li>Espressione non verbale</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Leadership personale</li>
<li>Performance comunicativa</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Self-power</li>
<li>Dialogo interiore</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Mindset potenziante</li>
<li>Resilienza comunicativa</li>
<li>Influenza positiva</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Empatia</li>
<li>Self-coaching</li>
<li>Assertività positiva</li>
<li>Sicurezza comunicativa</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Obiettivi di sviluppo</li>
<li>Potenziamento delle competenze</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Energia mentale</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Strategie comunicative</li>
<li>Fiducia nelle proprie capacità</li>
<li>Miglioramento continuo</li>
<li>Crescita professionale</li>
<li>Esercizi di autostima</li>
<li>Esercizi di autoefficacia</li>
<li>Potenziale comunicativo</li>
<li>Influenza interpersonale</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
</ol>
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			</item>
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		<title>Le regole per una comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 09:02:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le regole per una comunicazione efficace Ascolto attivo Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse. Esempio: Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Le regole per una comunicazione efficace</h1>
<ol>
<li><strong>Ascolto attivo</strong><br />
Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse.<br />
<em>Esempio:</em> Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai dicendo che&#8230;”.</li>
<li><strong>Chiarezza e semplicità</strong><br />
Le persone ricordano e comprendono meglio ciò che è semplice. Usare frasi brevi, parole comuni e concetti essenziali aiuta a farsi capire.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di dire “L’approccio strategico richiede un’analisi multi-dimensionale delle variabili ambientali”, puoi dire: “Dobbiamo studiare bene cosa succede intorno a noi prima di agire”.</li>
<li><strong>Empatia</strong><br />
Comprendere come si sente l’altra persona aiuta a comunicare in modo più efficace. L’empatia non è solo emotiva, ma anche cognitiva: implica la volontà di capire davvero l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se un collega è irritato per un errore, invece di rispondere a tono, puoi dire: “Capisco che questa situazione ti abbia dato fastidio. Vediamo insieme come risolverla”.</li>
<li><strong>Coerenza tra verbale e non verbale</strong><br />
Le parole devono essere supportate dal tono di voce e dal linguaggio del corpo. Se c’è dissonanza, le persone crederanno al non verbale.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “Non c’è problema” ma incroci le braccia e aggrotti la fronte, l’altro percepirà che c’è un problema, anche se non lo dici.</li>
<li><strong>Adattamento all’interlocutore e al contesto</strong><br />
Ogni persona e ogni situazione richiede uno stile diverso di comunicazione.<br />
<em>Esempio:</em> Spiegare un progetto a un tecnico informatico richiede termini specifici, mentre spiegare lo stesso progetto a un cliente non tecnico richiede parole semplici e esempi concreti.</li>
<li><strong>Uso del feedback</strong><br />
È importante verificare che il messaggio sia stato compreso e accogliere eventuali reazioni o osservazioni.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo aver dato un’istruzione a un collaboratore, chiedi: “Ti è chiaro cosa bisogna fare, o vuoi che lo ripetiamo insieme?”.</li>
<li><strong>Gestione del tempo nella comunicazione</strong><br />
Essere concisi, ma non sbrigativi. Dare spazio all’altro per intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> In una riunione, se parli da 10 minuti senza interruzioni, puoi fermarti e chiedere: “Cosa ne pensate fin qui?”.</li>
<li><strong>Chiarezza dell’obiettivo comunicativo</strong><br />
Ogni comunicazione dovrebbe avere uno scopo ben definito: informare, convincere, chiarire, rassicurare&#8230;<br />
<em>Esempio:</em> Prima di parlare con un cliente arrabbiato, chiarisci il tuo obiettivo: vuoi tranquillizzarlo, risolvere un problema, o ottenere un nuovo appuntamento?</li>
<li><strong>Autenticità e trasparenza</strong><br />
Dire ciò che si pensa in modo onesto e rispettoso crea fiducia. Le persone sentono quando sei autentico.<br />
<em>Esempio:</em> Se non sei d’accordo con una proposta, puoi dire: “Apprezzo il tuo punto di vista, ma ho delle perplessità su alcuni aspetti. Posso condividerle?”.</li>
<li><strong>Controllo delle emozioni</strong><br />
Le emozioni non vanno represse, ma gestite. In comunicazione, reagire di impulso può compromettere il messaggio.<br />
<em>Esempio:</em> Se ricevi una critica ingiusta, anziché rispondere con rabbia, puoi dire: “Mi piacerebbe capire meglio cosa ti ha portato a questa opinione”.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Le regole per una conversazione efficace</h1>
<p>Certamente! Ecco una guida completa sulle <strong>regole per una conversazione efficace</strong>, presentata in forma discorsiva e arricchita con <strong>esempi pratici</strong> per ogni punto.</p>
<ol>
<li><strong>Dare spazio a entrambi</strong><br />
Una conversazione efficace è un dialogo, non un monologo. È importante alternare l’ascolto e la parola, rispettando i tempi dell’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se hai parlato a lungo, puoi dire: “Ma ora sono curioso di sapere cosa ne pensi tu”.</li>
<li><strong>Mostrare interesse reale</strong><br />
Le conversazioni funzionano meglio quando c’è attenzione autentica. Fare domande, ascoltare attivamente e rispondere con commenti pertinenti aiuta a creare connessione.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti parla di un viaggio, evita di cambiare subito argomento: “Che bello! Dove sei stato esattamente?”.</li>
<li><strong>Non interrompere</strong><br />
Interrompere comunica disinteresse o impazienza. Anche se hai qualcosa da dire, attendi che l’altro finisca.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti viene in mente qualcosa mentre l’altro parla, annuisci o prendi nota mentalmente, ma aspetta il tuo turno.</li>
<li><strong>Saper leggere il tono e il contesto</strong><br />
La stessa frase può avere effetti diversi a seconda del momento e del tono. È fondamentale cogliere l’atmosfera e regolare di conseguenza il proprio modo di intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro è visibilmente teso o stanco, evita ironie o battute fuori luogo. Puoi dire: “Hai avuto una giornata pesante? Vuoi parlarne o preferisci distrarti?”.</li>
<li><strong>Non dominare la conversazione</strong><br />
Parlare troppo a lungo o imporsi sugli argomenti può far sentire l’altro messo da parte.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti accorgi di aver monopolizzato la conversazione, puoi dire: “Scusa, sto parlando troppo io. Raccontami qualcosa di tuo”.</li>
<li><strong>Evitare giudizi e correzioni continue</strong><br />
Le conversazioni non sono interrogatori né gare di precisione. Correggere ogni errore o giudicare costantemente spegne la voglia di dialogo.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro fa un errore non importante (“sono stato a Oslo, la capitale della Svezia”), puoi lasciar correre o dire con gentilezza: “Bellissimo posto. Anche se mi pare sia la capitale della Norvegia, vero?”.</li>
<li><strong>Accettare i silenzi</strong><br />
Le pause sono naturali. Non occorre riempirle subito: possono servire a riflettere o a respirare.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo una frase intensa o emotiva, non affrettarti a rispondere. Un semplice sorriso o uno sguardo empatico può bastare.</li>
<li><strong>Mantenere il focus sul presente</strong><br />
Una conversazione efficace vive nel “qui e ora”. Evitare di deviare troppo spesso su aneddoti passati o anticipare ogni frase dell’altro aiuta a mantenere il flusso naturale.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti racconta un fatto, evita di interromperlo con: “Anche a me è successo, ascolta questa&#8230;”. Prima ascolta tutto.</li>
<li><strong>Essere autentici e coerenti</strong><br />
Dire cose in cui si crede, usare un tono sincero e non cercare di impressionare rende le conversazioni più vere e piacevoli.<br />
<em>Esempio:</em> Se non ti interessa un argomento, puoi dirlo con tatto: “Ammetto che non ne so molto, ma mi interessa capire meglio”.</li>
<li><strong>Chiudere con cura</strong><br />
Anche la chiusura di una conversazione ha un peso. Concludere con rispetto e gratitudine rafforza il legame.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di chiudere bruscamente con “devo andare”, puoi dire: “Mi ha fatto piacere parlare con te, speriamo di continuare presto”.</li>
</ol>
<h1>Cos&#8217;è e come si gestisce lo stile comunicativo</h1>
<p><strong>Cos’è lo stile comunicativo</strong></p>
<p>Lo <strong>stile comunicativo</strong> è il modo in cui una persona esprime pensieri, emozioni e intenzioni attraverso parole, tono di voce, linguaggio del corpo e ritmo della comunicazione. Non si tratta solo di <em>cosa</em> diciamo, ma soprattutto di <em>come</em> lo diciamo.<br />
Ogni stile ha un impatto preciso sull’interlocutore e può facilitare o ostacolare la comprensione e la relazione.</p>
<p><strong>Come si gestisce lo stile comunicativo</strong></p>
<ol>
<li><strong>Conoscere il proprio stile dominante</strong><br />
Il primo passo è diventare consapevoli del proprio modo abituale di comunicare. Si è diretti? Diplomatici? Riflessivi? Espansivi?<br />
<em>Esempio:</em> Una persona con stile diretto potrebbe dire: “Questo progetto non funziona”, mentre una più riflessiva direbbe: “Credo che ci siano aspetti da rivedere in questo progetto”. Entrambe possono funzionare, se usate nel contesto giusto.</li>
<li><strong>Riconoscere gli stili degli altri</strong><br />
Ogni persona ha un suo stile, e saperlo riconoscere permette di adattarsi e migliorare la relazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se parli con una persona molto analitica, eviterai espressioni vaghe come “mi sembra giusto” e userai dati: “Secondo le statistiche, questa soluzione è più efficace del 30%”.</li>
<li><strong>Adattare il proprio stile al contesto</strong><br />
Non esiste uno stile perfetto in assoluto, ma esiste quello più adatto alla situazione.<br />
<em>Esempio:</em> In una situazione d’urgenza (es. emergenza sanitaria), uno stile diretto è più efficace: “Chiama subito il medico!”. In una riunione strategica, invece, può essere più utile uno stile collaborativo e riflessivo.</li>
<li><strong>Saper dosare assertività ed empatia</strong><br />
Comunicare in modo efficace significa trovare il giusto equilibrio tra fermezza e sensibilità verso l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> In un conflitto, uno stile troppo aggressivo (“Hai sempre torto!”) peggiora la situazione. Uno stile assertivo ma empatico funziona meglio: “Ho un punto di vista diverso, ti va se lo condivido?”.</li>
<li><strong>Gestire tono, ritmo e linguaggio del corpo</strong><br />
Lo stile passa anche da aspetti non verbali. Il tono troppo alto può sembrare autoritario, quello troppo basso insicuro. Il ritmo incalzante può mettere ansia, quello troppo lento può annoiare.<br />
<em>Esempio:</em> Se vuoi trasmettere entusiasmo, usa un tono energico, gesticola con misura e guarda negli occhi l’interlocutore. Se vuoi rassicurare, abbassa leggermente il tono e rallenta il ritmo.</li>
<li><strong>Essere flessibili e allenarsi al cambiamento</strong><br />
Lo stile comunicativo non è fisso: può evolversi con l’esperienza, il contesto e la volontà. Allenarsi a usare registri diversi è una forma di intelligenza relazionale.<br />
<em>Esempio:</em> Un manager può imparare a passare da uno stile direttivo (utile in caso di urgenze) a uno partecipativo (efficace per coinvolgere il team).</li>
<li><strong>Fare attenzione alla coerenza</strong><br />
Le parole devono essere coerenti con il tono e il comportamento. Se c’è incoerenza, l’altro percepirà confusione o manipolazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “sono qui per aiutarti” ma guardi l’orologio ogni 10 secondi, comunichi disinteresse nonostante le parole.</li>
<li><strong>Accogliere feedback e migliorarsi</strong><br />
Gli altri ci restituiscono segnali su come comunichiamo, a volte verbalmente, altre volte con reazioni più sottili. Saperli cogliere è fondamentale per evolvere.<br />
<em>Esempio:</em> Se noti che spesso le persone si irrigidiscono quando parli, potrebbe essere utile chiedere: “Sono stato troppo diretto? C’è un modo migliore per dirlo secondo te?”.</li>
</ol>
<p>Gestire lo stile comunicativo non significa <em>cambiare personalità</em>, ma <strong>diventare più consapevoli e strategici</strong> nel modo in cui ci relazioniamo. È una competenza che si può allenare ogni giorno, in ogni conversazione.</p>
<h1>Keywords della comunicazione efficace</h1>
<p>Ecco un elenco di 50 <strong>keywords</strong> utili sul tema <strong>&#8220;le regole per una comunicazione efficace&#8221;</strong>, temi su cui riflettere:</p>
<ol>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Empatia</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Chiarezza del messaggio</li>
<li>Coerenza comunicativa</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Domande aperte</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Gestione del conflitto</li>
<li>Comunicazione interpersonale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Codifica del messaggio</li>
<li>Decodifica del messaggio</li>
<li>Comunicazione verbale</li>
<li>Paralinguaggio</li>
<li>Tono di voce</li>
<li>Comunicazione digitale</li>
<li>Comunicazione scritta</li>
<li>Comunicazione visuale</li>
<li>Comunicazione interculturale</li>
<li>Comunicazione professionale</li>
<li>Comunicazione aziendale</li>
<li>Comunicazione interna</li>
<li>Comunicazione esterna</li>
<li>Empatia comunicativa</li>
<li>Comunicazione bidirezionale</li>
<li>Rumore comunicativo</li>
<li>Atti comunicativi</li>
<li>Canali comunicativi</li>
<li>Contesto comunicativo</li>
<li>Comunicazione efficace nel team</li>
<li>Assertività e rispetto</li>
<li>Comunicazione autentica</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione intenzionale</li>
<li>Flessibilità comunicativa</li>
<li>Regole di comunicazione</li>
<li>Comunicazione strategica</li>
<li>Comunicazione efficace in pubblico</li>
<li>Comunicazione nei conflitti</li>
<li>Comunicazione non violenta</li>
<li>Comunicazione efficace in azienda</li>
<li>Comunicazione e leadership</li>
<li>Comunicazione e relazione</li>
</ol>
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		<title>Comprendere la comunicazione e il potere della parola</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/comprendere-la-comunicazione-e-il-potere-della-parola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
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		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare: 1 &#8211; messaggi in ingresso: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei &#8220;messaggi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1 &#8211; <strong>messaggi in ingresso</strong>: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei &#8220;messaggi che ti colpiscono&#8221;, le comunicazioni che ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?</p>



<p class="wp-block-paragraph">2 &#8211; <strong>messaggi in uscita</strong>: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione, interesse, desiderio, muovere all&#8217;azione, o incuriosire, persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando e con chi ancora non abbastanza?</p>



<h3 class="wp-block-heading">1.1 Il potere dei messaggi degli altri su di te</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere questo messaggio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">…sei veramente una Persona meravigliosa e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti , così come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro messaggio invece recita:</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; inutile che ti sbatti tanto i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ti fanno sentire? Come reagisco al primo? Come reagisco al secondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali, oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta o di narcisismo o di orgoglio: &#8220;adesso ti faccio vedere io&#8230;&#8221; Se così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo, per essere motivata? Se se sono stato in grado di lavorare su di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano di smontarti? E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li ignori, li deridi? Li analizzi per quanto possono magari insegnarti? O ti lasci avvelenare?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Molte volte la sconfitta bussa alla porta del Guerriero. In quei momenti, egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perché le parole non possono fare niente. E&#8217; meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando. Qualcuno che ha visto l&#8217;ingiusta sofferenza, e non vi si rassegna. Questo Qualcuno dà al Guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo. Prima o poi, tutto tornerà a lavorare in suo favore&#8221;.</em> (Paulo Coelho)<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><em><strong>[1]</strong></em></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “Potere della Comunicazione&#8221;, quello vero, è di far sentire bene le persone o invece distruggerle moralmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che questa cosa sfugga a tanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E so anche che purtroppo pochi conoscono i training che ti aiutano a schermarti dalle negatività, anche perché questo flusso di messaggi inizia presto, accade sino dai primi bagliori di vita. Ma per nostra fortuna, continua da adulti, e possiamo agire, possiamo intervenire. Quindi, se non riprendiamo le redini del &#8220;filtro&#8221; &#8211;&nbsp; cosa vogliamo far entrare in noi, e cosa no &#8211; ne saremo sempre vittime inconsapevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo imparare l’arte di lasciar fluire i messaggi negativi, vedere se per caso contengano qualche suggerimento buono ma lasciar scorrere via la malignità e negatività che contengono. E allo stesso tempo, ricordare sempre e fissare chiaramente in memoria i messaggi positivi che ci arrivano. Questi alimenteranno il nostro Auto-Potere in modo permanente, come batterie inesauribili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non l’hai già fatto, inizia a farne una raccolta. Tieni un diario dei messaggi in ingresso, positivi e negativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rileggila ogni tanto, anche nei momenti difficili, ti aiuterà.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1.2 Il Potere della tua comunicazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sul Potere della comunicazione che tu eserciti verso gli altri servirebbe un intero libro. Tu sei un &#8220;agente di vita&#8221; in ogni contatto con il prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi darla o distruggerla, nutrire o intossicare gli altri, semplicemente con il tuo modo di fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se qualcuno non lo merita, non fargli del male. Rifletti su questo. A volte lo si fa inavvertitamente, e non lo vorremmo. A volte vorremmo rispondere a tono ad un attacco ingiusto, e non lo facciamo. Perchè?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dipende dalla consapevolezza che abbiamo su come stiamo comunicando, e di quali sono le nostre modalità nel comunicare (aggressiva, analitica, empatica, ottimista, pessimista, e tante altre opzioni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per prendere coscienza e lavorare sulla nostra comunicazione, si può lavorare su diversi temi, di cui faccio un elenco solo parziale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scegliere le parole (<em>power words</em>) e i verbi appropriati (<em>action verbs</em>);</li>



<li>quando vogliamo essere chiari e persuasivi, usare metafore ed esempi;</li>



<li>fare frasi corte, parlare con un linguaggio adatto al tuo pubblico: la tua capacità di gestione del <strong>sistema linguistico</strong>;</li>



<li>gestire il <strong>paralinguistico: </strong>toni, ritmi della comunicazione, dare enfasi alle parti del messaggio che vuoi sottolineare:</li>



<li>conoscere e gestire il <strong>non-verbale</strong>: posture, mimica facciale, microespressioni, movimento del corpo;</li>



<li>dare valore e gestire le tue &#8220;<strong>produzioni e prodotti comunicativi</strong>&#8220;, es., le tue presentazioni (cartacee o su pc), ma anche le email o anche solo un post-it, e ancora,</li>



<li>riconoscere il valore e il peso dei tuoi <strong>accessori di scena e scenografia ambientale</strong>: acconciatura, capelli, pelle, trucco, collane, orologi, abbigliamento, scarpe, persino il luogo dove avviene l&#8217;incontro; tutto comunica un&#8217;identità e contribuisce al cosiddetto <em>Impressions Management</em> (gestione delle impressioni che generiamo negli altri);</li>



<li>percepire ed esaminare il tuo interlocutore. Con chi sto parlando? (<strong><em>Target Audience Analysis</em></strong>). Quali temi lo possono toccare? Quali vulnerabilità possono esserci? Su quali aspetti il messaggio può &#8220;rimbalzare contro&#8221; (Reattanza &#8211; <em>Reactance</em>). Perchè il tuo messaggio possa essere compreso quali corde emotive deve toccare?</li>



<li>la capacità di percepire &#8220;il non detto&#8221; della comunicazione, andare oltre le parole, applicare la Percezione Aumentata, capire le interrelazioni tra le parti, afferrare che tutto converge in una unica &#8220;sensazione&#8221; che produciamo. Tecnicamente, la <strong>comunicazione olistica</strong>, e la <em>Gestalt</em> della comunicazione;</li>



<li>Il <strong>contenuto e la struttura del messaggio</strong>: aspetti da esaminare riguardano se un messaggio ha una buona struttura (buona apertura, corpo, buona conclusione), se è credibile, se tocca le emozioni e il futuro della persona, ha probabilità di riuscita. Se suscita paura, in certi casi può averne. Se suscita speranza ne ha. Se lascia indifferenti, non ne ha.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; un campo talmente sterminato che non lo esaurirò qui, ma vale la pena comunque avviare la riflessione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Approccio alla Comunicazione Olistica</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Ringrazio la dott.ssa Mariacristina Caccia, giornalista e formatrice, per il contributo nell&#8217;individuazione di questa preziosa citazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/01/image-4.png" alt="" class="wp-image-28406"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; sufficiente per ora considerare che &#8220;tutto è messaggio&#8221;, anche la scelta di un tipo braccialetto o di un altro, e che la comunicazione è &#8220;olistica&#8221;, i vari messaggi che lanci si intrecciano uno con l&#8217;altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono persone che si lasciano impressionare dalle tue apparenze esterne (abiti firmati e costosi, o poveri) altri che esaminano i tuoi valori profondi, e non vi sono &#8220;regolette facili&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per cui come regola di base, cerca di <em>credere</em> prima di tutto in quanto dici, cerca i motivi dentro di te per cui quanto dici sia importante. E secondo, usa tutti i canali comunicativi in modo diretto, dallo sguardo, ai messaggi, alle metafore, tutto deve convergere in un messaggio che non dia dissonanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto al &#8220;come comunicare&#8221;&#8230; ricorda che spesso chi ha più soldi diventa arrogante, dimenticando che i soldi non danno diritto all&#8217;arroganza. Il filo che ci unisce alla vita è sottile, ogni giorno ne trovo prova, e la sacralità di ogni attimo ci deve impedire di trattare le persone in base al loro denaro ma di usare invece il criterio dei valori umani che quella persona esprime.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Linguaggio</li>



<li>Comunicazione efficace</li>



<li>Ascolto attivo</li>



<li>Retorica</li>



<li>Persuasione</li>



<li>Empatia</li>



<li>Dialogo</li>



<li>Comunicazione verbale</li>



<li>Comunicazione non verbale</li>



<li>Intenzione</li>



<li>Connessione</li>



<li>Assertività</li>



<li>Narrazione</li>



<li>Impatto emotivo</li>



<li>Parole chiave</li>



<li>Interpretazione</li>



<li>Linguaggio del corpo</li>



<li>Potere del discorso</li>



<li>Mediazione</li>



<li>Relazioni interpersonali</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Ascolto Attivo ed Empatia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 09:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ascolto attivo ed empatia]]></category>
		<category><![CDATA[abilità comunicative]]></category>
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		<category><![CDATA[Approccio umano]]></category>
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		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[Ascolto attivo e feedback]]></category>
		<category><![CDATA[Ascolto consapevole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ascolto attivo ed empatia:  Ascolto, empatia e leadership conversazionale Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani &#8220;Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace&#8220;. Milano, Franco Angeli editore. La gente non ascolta, aspetta solo il suo turno per parlare. (Chuck Palahniuk) Quando si parla di ascolto efficace, si intendono essenzialmente due cose: 1) l’ascolto &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Ascolto attivo ed empatia:  Ascolto, empatia e leadership conversazionale</h1>
<p>Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani &#8220;<span id="productTitle" class="a-size-large celwidget" data-csa-c-id="rsc5bz-eo6w13-a56go8-vok152" data-cel-widget="productTitle"><a href="https://amzn.to/3OgzelH" target="_blank" rel="noopener">Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace</a>&#8220;. Milano, Franco Angeli editore.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28809" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia.jpg" alt="ascolto attivo empatia" width="753" height="288" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia.jpg 753w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia-300x115.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia-175x67.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia-450x172.jpg 450w" sizes="(max-width: 753px) 100vw, 753px" /></p>
<blockquote><p><em>La gente non ascolta, aspetta solo il suo turno per parlare.<br />
(Chuck Palahniuk)</em></p></blockquote>
<p>Quando si parla di ascolto efficace, si intendono essenzialmente due cose: 1) l’ascolto è stato utile a raccogliere informazioni e comprendere meglio lo stato delle cose, dei fatti, e delle persone; 2) l’ascolto è stato un momento di relazione piacevole, accogliente, in cui si è riusciti a fare da contenitore emotivo alla persona.</p>
<p>Quando queste due situazioni accadono, siamo di fronte ad un ascolto efficace. Direi abbastanza raro. Nella vita la materia più rara e preziosa non è l’oro, è qualcuno che ti capisca.</p>
<p>Alcune domande possono esserci utili:</p>
<ul>
<li>Hai mai avuto la sensazione che una persona non ti stia ascoltando?</li>
<li>Che voglia non ascoltarti, o che non ci riesca proprio?</li>
<li>Oppure hai mai percepito che mentre parlate, l&#8217;altra persona stia dicendo le cose a metà, non dica tutto, trattenga qualcosa? Per volontà, a volte, o per incapacità, o per paura, chissà?</li>
<li>Hai mai avuto la vaga impressione che la persona con cui parli stia cercando di proiettare di sè un’immagine magari poco veritiera, praticando qualche forma di “<em>Impressions Management</em>”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> (letteralmente “Gestione dell’Impressione”, creare di sè un’immagine artificiosa)?</li>
<li>Ti è mai capitata l’intenzione di parlare con qualcuno per approfondire un certo tema o situazione, mentre invece la persona continua a sfuggire, scappare, evitare?</li>
<li>Hai mai sentito la presenza di un “nucleo” dietro al parlare di una persona, del contenuto &#8211; idee, opinioni, progetti &#8211; che si osserva solo in trasparenza, ma non emerge, per quanti sforzi la persona faccia per spiegarsi?</li>
</ul>
<p>Se ti sei trovato anche solo in una di queste situazioni, hai praticato un “ascolto oltre le parole”, una &#8220;percezione aumentata&#8221; e ti sei avvicinato o avvicinata ai temi dell’ascolto attivo e dell’empatia.</p>
<p>Tra l’altro, se c’erano interessi in gioco, hai toccato con mano quanto possa essere importante la <em>Leadership Conversazionale</em> e la capacità di dirigere gli andamenti di una conversazione.</p>
<p>Hai anche visto, nella tua vita, quanto sia raro l’ascolto attivo, e che essere ascoltati è abbastanza raro, rispetto alla vita normale dove tutto corre e nessuno ha mai il tempo per nulla.</p>
<p>Bene, piuttosto che recriminare gli altri per ciò che fanno o non fanno, questo libro vuole offrire strumenti per chi vuole migliorare il proprio ascolto, per lavoro o nella vita di tutti i giorni, per praticare un ascolto di qualità, un ascolto attivo, e un ascolto empatico.</p>
<p>Lo spirito delle parole di Virgilio, il suo invito a cercare sempre di capire, è il fondamento che scorre lungo tutto questo volume. È il valore di fondo che ci ispira a praticare un ascolto attivo.</p>
<blockquote><p><em>Si può essere stanchi di tutto, ma non di capire.</em></p>
<p><em> (Virgilio)</em></p></blockquote>
<p>L’ascolto è percezione, e percepire per noi è normale, fisiologico.</p>
<p>Lo hai fatto centinaia e migliaia di volte, anche solo osservando le persone nel come sono vestite o come camminano. Inevitabilmente. Lo hai fatto, che volessi o meno. Il problema è che la percezione è diventata superficiale, molto superficiale, e l’ascolto altrettanto. E questo è un peccato, perché una percezione acuta, è una via privilegiata verso la verità.</p>
<p>La leadership conversazionale è la capacità di ridare forza all’ascolto, dirigere la conversazione sui temi che ci interessano, o sui formati che vogliamo strategicamente attivare (e l’ascolto, è uno di questi).</p>
<p>Perché serve leadership per poter ascoltare? Perché la leadership è un atto volontario, e in questo volume trattiamo proprio l’ascolto come atto volontario, deciso da chi ascolta, non come un atto casuale che può capitare a chiunque senza prestarvi attenzione.</p>
<p>Gli esseri umani sono dotati di capacità di ascolto, naturali, utilizzano l’udito per capire suoni e parole, perché questo è vitale per la loro sopravvivenza. Se non sapessimo ascoltare, né i suoni, né le intenzioni (es, aggressive, ostili, o amichevoli), ci saremmo già estinti.</p>
<p>Si dice spesso che occorre il coraggio di alzarsi in piedi e parlare, dire la propria. Beh, molto spesso serve anche il <strong>coraggio di portare la mente li, dove siamo ora, per ascoltare e guardare dentro all’anima e alla mente di una persona. </strong></p>
<p><strong>Esiste coraggio anche nell’ascoltare</strong>.</p>
<blockquote><p><em>Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare.<br />
(Sir Winston Churchill)</em></p></blockquote>
<h2><em> Ascolto attivo ed Empatia &#8211; </em>Ascoltare le emozioni. Emozioni e comunicazione</h2>
<p>Emozioni e comunicazione sono fortemente correlate.</p>
<p>Quando comunichiamo, oltre ai dati verbali (oggetti, soggetti, verbi, aggettivi e altri elementi del discorso) possiamo sempre notare un sottofondo emotivo (la parte esterna della ruota di Plutchik sotto presentata). A volte questo sottofondo si fa più intenso, e quasi arriviamo a “sentire” o “percepire” più lo sfondo emotivo delle stesse parole (area delle emozioni intermedie). Quando si entra nelle emozioni estreme, quelle intense, rappresentate al centro, le parole diventano quasi inutili, perché veniamo inondati dall’emozione che ci arriva dall’altro, e questa finisce per sopraffare qualsiasi contenuto.</p>
<p>Il “solido di Plutchik” o “Ruota delle Emozioni di Plutchik”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> rappresenta una delle migliori visualizzazioni su come funzionano le emozioni.</p>
<p>Dobbiamo tenere a mente che anche noi siamo soggetti comunicatori, per cui quanto sopra evidenziato, vale anche per quando siamo noi a parlare.</p>
<p>Figura 1 &#8211; Ruota degli stati emotivi (Plutchik)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26152" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Ruota-delle-emozioni-di-Plutchik.jpg" alt="Ascolto attivo ed empatia - ascoltare le emozioni" width="1124" height="727" /></p>
<p><em>(grafica adattata dal modello originale, con riferimento in bibliografia, Plutchik 1980)</em></p>
<p>Inevitabilmente, in uno scambio comunicativo, abbiamo sempre un <strong>sottostante scambio di emozioni</strong>.</p>
<p>Alcune persone sono bravissime e rapidissime nel cogliere le proprie emozioni interne, dirigerle, dominarle, farne l’uso che vogliono. Ad esempio, parlare in pubblico davanti a migliaia di persone senza provare il minimo di ansia.</p>
<p>Altre persone invece sono vittime delle emozioni, possono diventare vittime di un amore cieco e sordo ad ogni diniego, e perseverare nell’amare una persona che non le ama, o non ha nemmeno mai dato segni di amore. Possono provare paura persino del pensiero di parlare in pubblico, e temerlo come il peggiore dei veleni.</p>
<p>Ogni situazione comunicativa (COMSIT) può avere specifici significati e sottofondi emotivi. Le COMSIT sono specifici <em>frames</em> o momenti comunicativi che possono essere distinti gli uni dagli altri, come il dialogo tra amici, o il litigio, o il dare spiegazioni stradali, e mille altre possibilità date dalla vita di relazione. In ciascuna COMSIT, si presentano gradi diversi di incomunicabilità e diversi tipi di emozioni.<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></p>
<p>Ma allora cosa fare. La strada, l’unica vera strada, è “allenarsi alle emozioni”. E detta così sembra come “allenarsi a vivere”, qualcosa di intangibile. Ed è proprio quell’allenare l’intangibile che fa dell&#8217;”allenamento alle emozioni” un esercizio di grande intelligenza emotiva. E una raffinata palestra di Coaching Esperienziale, per chi progetta esercizi di formazione attiva sulle emozioni.</p>
<p>Si tratta di fronteggiare le emozioni in un “laboratorio emotivo” dove queste possano essere sperimentate e poi “sbobinate” con il supporto di un formatore, coach, Counselor o psicologo, in funzione del tipo di intervento.</p>
<p>Quando si lavora su gruppi aziendali e non su situazioni di patologia clinica, certamente la figura del formatore e del Counselor possono essere il riferimento. Questi “laboratori sulle emozioni” devono essere formulati ingegneristicamente, possono utilizzare video, immagini, lettere, dialoghi a tema, ed ogni tipo di esercizio che coinvolga le emozioni.</p>
<p>Come ci dice Howell<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> parlando delle nostre “incompetenze emotive inconsapevoli”, all’inizio troveremo il tutto un pò stupido o saremo “imbranati”, ma poi “scaleremo” questa vetta, passo dopo passo, sino a giungere ad una forte competenza emotiva.</p>
<p>E del resto, questa è necessaria tanto più è elevata la posizione di carriera. Si pensi alle necessità di equilibrio emotivo di un Giudice, o di un Chirurgo, o di un operatore delle Forze dell’Ordine, o in situazioni specifiche come tirare un rigore, o in sport difficili ed estremi dove le emozioni sono tutto, o quasi tutto.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Schlenker, Barry R. (1980). <em>Impression Management: The Self-Concept, Social Identity, and Interpersonal Relations</em>. Monterey, California: Brooks/Cole.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Plutchik, Robert (1980), <em>Emotion: Theory, research, and experience</em>: Vol. 1. Theories of emotion, 1, New York: Academic</p>
<p>Plutchik, Robert (2002), <em>Emotions and Life: Perspectives from Psychology, Biology, and Evolution</em>, Washington, DC: American Psychological Association</p>
<p>Plutchik, Robert; R. Conte., Hope (1997), <em>Circumplex Models of Personality and</em> <em>Emotions</em>, Washington, DC: American Psychological Association</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Trevisani, Daniele (1992). <em>A Semiotic Models Approach to the Analysis of International/Intercultural Communication</em>; published in “Proceedings of the International and Intercultural Communication Conference”, University of Miami, FL., USA, 19 &#8211; 21 May 1992.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Howell, William S. (1982). <em>The empathic communicator</em>. University of Minnesota: Wadsworth Publishing Company</p>
<h3>Semantica Articolo su Ascolto Attivo ed Empatia</h3>
<ul>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Empatia</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Ascolto empatico</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Comprensione emotiva</li>
<li>Connessione empatica</li>
<li>Sviluppo personale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Ascolto profondo</li>
<li>Relazioni umane</li>
<li>Dialogo efficace</li>
<li>Comunicazione autentica</li>
<li>Comprensione reciproca</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Presenza empatica</li>
<li>Sintonizzazione emotiva</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Fiducia relazionale</li>
<li>Abilità comunicative</li>
<li>Ascolto attivo e feedback</li>
<li>Empatia cognitiva</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Tecniche di ascolto</li>
<li>Comunicazione positiva</li>
<li>Relazioni professionali</li>
<li>Comunicazione verbale</li>
<li>Empatia affettiva</li>
<li>Ascolto e comprensione</li>
<li>Capacità relazionale</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Ascolto consapevole</li>
<li>Relazioni di fiducia</li>
<li>Comunicazione assertiva e empatia</li>
<li>Coinvolgimento emotivo</li>
<li>Comunicazione relazionale</li>
<li>Approccio empatico</li>
<li>Dialogo costruttivo</li>
<li>Relazioni empatiche</li>
<li>Tecniche di empatia</li>
<li>Ascolto attento</li>
<li>Consapevolezza emotiva</li>
<li>Comunicazione interpersonale</li>
<li>Approccio umano</li>
<li>Empatia nelle relazioni</li>
<li>Ascolto reciproco</li>
<li>Connessione emotiva</li>
</ul>
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			</item>
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		<title>Micro-espressioni e stati emotivi: l&#8217;ascolto delle emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 05:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
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		<category><![CDATA[Microespressioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Segnali sottili]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolismo delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sintonizzazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[stati emotivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Quando iniziamo ad esaminare brani di video, o ad interazioni umane in tempo reale, dobbiamo diventare rapidi a cogliere le emozioni in frazioni di secondo, perché le emozioni si “nascondono” dietro &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/micro-espressioni-e-stati-emotivi-lascolto-delle-emozioni/">Micro-espressioni e stati emotivi: l&#8217;ascolto delle emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando iniziamo ad esaminare brani di video, o ad interazioni umane in tempo reale, dobbiamo diventare rapidi a cogliere le emozioni in frazioni di secondo, perché le emozioni si “nascondono” dietro a <strong>microespressioni</strong>, piccoli segnali involontari del volto, di durata inferiore a ¼ di secondo, o possono invece diventare molto manifeste e verbalizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La microespressività fu scoperta per prima da E. A. Haggard e K. S. Isaacs nel 1966 mentre analizzavano delle immagini da dei filmati di psicoterapia in cerca di segni non verbali tra loro e i pazienti, esaminando numerose volte a rallentatore il filmato di un colloquio svolto con una paziente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo diversi anni di studio vengono approfondite da psicologi della comunicazione come Paul Ekman (2011)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>, i cui studi hanno prodotto un sistema denominato F.AC.S. (Facial Action Coding System) che esamina ogni singolo movimento dei muscoli facciali per decodificarne le espressioni emotive e le espressioni a livello “micro” che segnalano gli stati emotivi in corso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I principali stati emotivi e le micro-espressioni che li accompagnano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le microespressioni più importanti e riconosciute sono codificate. Una intera serie televisiva è stata dedicata a questa scienza, interpretata dall’attore Tim Roth, protagonista della serie “Lie to Me” dedicata espressamente al tema dell’investigazione con l’utilizzo delle microespressioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Disgusto (Disgust)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Solitamente il disgusto si presenta quando una persona si ritrova di fronte ad un alimento che la mente considera nocivo oppure quando si presenta una scena così detta disgustosa o poco piacevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si esprime con il rovescio della bocca verso il basso, il naso si arriccia. Le sopracciglia si abbassano e si avvicinano creando delle rughe verticali sulla fronte, mentre le palpebre si alzano creando rughe alla radice del naso e agli angoli esterni degli occhi creando le così dette zampe di gallina. Le labbra contraendosi e curvando l’estremità delle labbra verso il basso creando delle rughe che partono sotto il naso e continuando fino agli angoli della bocca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Disprezzo (Contempt)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il disprezzo fa assumere al volto un’espressione particolare, che riporta e viene molte volte scambiato come disgusto o un atteggiamento provocatorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’espressione di disprezzo si nota un pronunciato innalzamento di un solo sopracciglio, anche chiamato il “sopracciglio sprezzante” che ha come conseguenza la creazione di rughe concentriche al di sopra di esso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il labbro superiore si alza dallo stesso lato, fino a quasi scoprire il canino. L’angolo della bocca che si solleva, provoca un innalzamento della guancia, che a sua volta crea delle rughe sul lato esterno dell’occhio. Se invece il soggetto mantiene il sopracciglio sollevato e la bocca chiusa, l’espressività cambia da disprezzo a una forma di superiorità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Tristezza (Sadness)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La tristezza è un’emozione universalmente riconosciuta. Le sopracciglia si avvicinano e si sollevano nella parte interna facendo salire anche l’angolo interno delle palpebre superiori. Se le sopracciglia si avvicinano senza rialzarsi la pelle della fronte prende una forma di increspatura a forma di ferro di cavallo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli angoli della bocca vengono spinti verso il basso, il labbro inferiore comincia ad avere dei piccoli tremolii. Si riesce anche a notare una mancanza di tono muscolare, rendendo la faccia inespressiva e cadente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Paura (Fear)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le sopracciglia si sollevano, si distendono e si avvicinano e infatti si creano delle piccole rughe orizzontali sulla fronte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli occhi si spalancano sempre di più e lo sguardo resta fisso nella direzione dentai ciò che spaventa. La bocca resta aperta tesa, ma con gli angoli della bocca che tendono leggermente verso il basso, mentre le narici si dilatano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Rabbia (Anger)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Solitamente la rabbia viene espressa con la fronte che si contrae formando delle rughe verticali tre le sopracciglia. La palpebra superiore viene spinta verso il basso dal movimento delle sopracciglia. Lo sguardo diventa fisso e gli occhi si fanno stretti tra le palpebre, diventano brillanti e possono perdere la simmetria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le narici si dilatano, assumendo un&#8217;espressione molto simile a quella di un toro. Le labbra si contraggono e la bocca può assumere diverse espressioni. La bocca può aprirsi mostrando i denti fino ai canini inferiori e la mascella viene spinta verso il davanti come se volesse mordere, solitamente l’espressione viene accompagnata da urla e da insulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La voce sembra strozzarsi in gola e diventa rauca e stonata. Quando invece la bocca rimane chiusa, con le labbra e i denti serrati, vuol dire che la persona presa dall’ira sta cercando di trattenersi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">6. Sorpresa (Surprise)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sorpresa è una delle emozioni più rapide e brevi, dura pochi attimi giusto per far capire cosa sta succedendo davanti agli occhi del soggetto. Le sopracciglia si alzano, si allontanano e si curvano allo stesso tempo creando delle piccole rughe che seguono la linea delle sopracciglia stesse- gli occhi si spalancano per vedere meglio, la bocca prende la forma a “O” che esprime sorpresa che può anche essere accompagnata da un vocalizzo “Ooh”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">7. Gioia, felicità (Happiness)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La fronte si distende e lo sguardo appare brillante e vivace, le palpebre inferiori si sollevano e formano delle piccole rughe tutto intorno agli occhi. Le guance si gonfiano e si sollevano allo stesso tempo. La bocca si stira sollevando gli angoli della bocca. Il naso si arriccia e l’apertura della bocca crea delle profonde pieghe naso-labiali<a href="#_ftn2" id="_ftnref2"><sup>[2]</sup></a><sup>.</sup></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Vedi anche Paul Ekman, Wallace V. Friesen (1978), Paul Ekman (2008).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Fonte. Rielaborazione da https://it.wikipedia.org/wiki/Microespressioni</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



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<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Microespressioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stati emotivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linguaggio del corpo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscimento delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione non verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto empatico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intelligenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintonizzazione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Espressioni facciali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback non verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprensione empatica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simbolismo delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni genuine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segnali sottili</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle espressioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autoespressione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione efficace</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazioni interpersonali</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/micro-espressioni-e-stati-emotivi-lascolto-delle-emozioni/">Micro-espressioni e stati emotivi: l&#8217;ascolto delle emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Nutrire l&#8217;immagine di sè per vendite di successo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Noi tutti abbiamo un’immagine di noi stessi, e in base a quella agiamo, decidiamo, valutiamo cosa possiamo o non possiamo fare. Quando questa immagine è positiva, ci spingiamo ai limiti delle &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi tutti abbiamo un’immagine di noi stessi, e in base a quella agiamo, decidiamo, valutiamo cosa possiamo o non possiamo fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questa immagine è positiva, ci spingiamo ai limiti delle nostre performance e accettiamo di buon grado anche compiti sfidanti. Quando questa immagine è negativa, ci tiriamo indietro, non accettiamo di intraprendere azioni sfidanti perché ci vediamo già perdenti in partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale anche nel mondo della vendita e della negoziazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un’autoimmagine per ogni area della vita, e queste possono essere anche estremamente variegate. Ad esempio, posso vedermi come un ottimo conoscitore di vini ma scarso conoscitore di fiori. Nel campo professionale, posso vedermi come un ottimo negoziatore in presenza, ma come uno scarso public speaker, ed evitare quindi le situazioni di comunicazione in pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni ambito della vita ha la propria autoimmagine. Anche entro lo stesso settore disciplinare, possiamo avere gradi di autoimmagine diversi. Ad esempio, nella comunicazione interpersonale posso vedermi come uno scarso seduttore, ma come un ottimo ascoltatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro sulle autoimmagini è determinante per cambiare anche il successo di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenzia Brian Tracy (2019, p 28-29):</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel commercio ci sono sette ASOR o <em>aree strategiche per ottenere risultati</em>. Esse sono come i numeri del telefono; occorre digitarli in sequenza per riuscire a raggiungere lo scopo e realizzare le vendite. In ognuna di queste aree strategiche, la vostra prestazione ed efficienza determinano l’esito positivo globale e l’ammontare del vostro reddito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sette aree strategiche per ottenere risultati sono</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>la ricerca di potenziali clienti</li>



<li>la costruzione di rapporti,</li>



<li>l&#8217;identificazione dei bisogni,</li>



<li>la presentazione,</li>



<li>la risposta alle obiezioni,</li>



<li>il perfezionamento della vendita,</li>



<li>chiedere ai clienti soddisfatti di consigliare il vostro prodotto ad altri.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il vostro concetto personale in ognuna delle sette aree determina la vostra prestazione e il vostro livello globale di reddito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fortunatamente chiunque è bravo in ognuna di queste aree, un tempo non lo era. Ogni professionista che si trova nel primo 10% è partito dall’inizio, dall’ultimo 10%. La buona notizia è che se sapete guidare la macchina o sapete far funzionare un telefono cellulare, potete diventare bravissimi in ognuna di queste sette prestazioni fondamentali. Si tratta semplicemente di imparare e fare pratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se avrete un concetto personale scarso rispetto a qualsiasi attività commerciale, cercherete di evitare quell’attività per quanto possibile. L&#8217;unica ragione, tuttavia, per la quale temete di agire in una determinata area di competenza e che, ancora, non siete all&#8217;altezza. Non avete ancora padronanza di quella competenza. Se non siete bravi in qualcosa, fate degli errori, vi sentite imbarazzati, arrabbiati e frustrati. Siete, dunque, naturalmente propensi ad evitare quell’attività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. <strong>Avere padronanza delle competenze</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione per i vostri timori e la vostra riluttanza ad esercitare in qualsiasi area di competenza fondamentale della vendita consiste nell’acquisire la padronanza di quella competenza. Fortunatamente ci sono altri libri, audiocorsi, corsi di formazione e consigli ora disponibili per aiutarvi ad acquisire padronanza in ogni cosa vi possa servire nella vita&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">…Potete imparare qualsiasi cosa che vi serva con l&#8217;esercizio e la ripetizione la stessa cosa vale per ogni area di competenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete diventare esperti nel definire con accuratezza i bisogni della persona con la quale state parlando, e nel qualificare la persona che vi interessa ponendo più domande o domande più accurate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete diventare eccellenti nella presentazione delle vostre vendite e raggiungere un livello di efficacia tale che la gente cercherà di strapparvi la merce di mano prima ancora che finiate di parlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete imparare come rispondere alle preoccupazioni e alle obiezioni della persona di vostro interesse, rispondendo in modo così esauriente da eliminare definitivamente qualsiasi dubbio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete imparare i vari metodi descritti in questo libro sui tempi per la proposta dell&#8217;ordine per la chiusura della vendita nel momento appropriato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine potete imparare come creare una “catena d&#8217;oro” di passaparola dai potenziali clienti ed ai clienti acquisiti, e come vendere sempre di più alle persone che hanno già comprato da voi. Tutte queste sono competenze che si possono acquisire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come riflessione conclusiva di questo passaggio, riportiamo frase che esprime, seppur brevemente, una filosofia di vita e una filosofia di vendita:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Non ci sono cose che non posso fare.</em> <em>Ci sono solo cose che non ho ancora imparato a fare.&#8221;</em> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Daniele Trevisani</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Autostima</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autoefficacia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confidenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credibilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione non verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intelligenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personal branding</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presentazione personale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linguaggio del corpo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudine positiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autenticità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia reciproca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle obiezioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiarezza comunicativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione con il cliente</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Video 1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 15:36:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Temi di Ascolto attivo ed empatia Comunicazione Attività verbali Linguaggio del corpo Risposta riflessiva Conferma Feedback Comprensione Concentrazione Senso di presenza Espressione facciale Sguardo Parole chiave Inclusione Connettersi Riconoscere Valutazione Osservazione Interpretazione Rispecchiamento Attenzione Chiarimento Sensibilità Relazione Rispetto Accettazione Risposta Domande aperte Empatia Silenzio Intuizione Dialogo Sollecitazione Empatia verbale Condivisione Interazione Controllo Verifica Sintesi Approfondimento &#8230;</p>
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<h2>Temi di Ascolto attivo ed empatia</h2>
<ul>
<li>Comunicazione</li>
<li>Attività verbali</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Risposta riflessiva</li>
<li>Conferma</li>
<li>Feedback</li>
<li>Comprensione</li>
<li>Concentrazione</li>
<li>Senso di presenza</li>
<li>Espressione facciale</li>
<li>Sguardo</li>
<li>Parole chiave</li>
<li>Inclusione</li>
<li>Connettersi</li>
<li>Riconoscere</li>
<li>Valutazione</li>
<li>Osservazione</li>
<li>Interpretazione</li>
<li>Rispecchiamento</li>
<li>Attenzione</li>
<li>Chiarimento</li>
<li>Sensibilità</li>
<li>Relazione</li>
<li>Rispetto</li>
<li>Accettazione</li>
<li>Risposta</li>
<li>Domande aperte</li>
<li>Empatia</li>
<li>Silenzio</li>
<li>Intuizione</li>
<li>Dialogo</li>
<li>Sollecitazione</li>
<li>Empatia verbale</li>
<li>Condivisione</li>
<li>Interazione</li>
<li>Controllo</li>
<li>Verifica</li>
<li>Sintesi</li>
<li>Approfondimento</li>
<li>Empatia cognitiva</li>
<li>Esplorazione</li>
<li>Accoglienza</li>
<li>Rassicurazione</li>
<li>Supporto</li>
<li>Tono di voce</li>
<li>Risonanza emotiva</li>
<li>Calma</li>
<li>Equilibrio</li>
<li>Consapevolezza</li>
<li>Presenza mentale</li>
<li>Interesse</li>
<li>Sintonizzazione</li>
<li>Accoglienza</li>
<li>Attitudine positiva</li>
<li>Comprendere</li>
<li>Segnali non verbali</li>
<li>Sostenere</li>
<li>Generosità</li>
<li>Apertura</li>
<li>Dialogo interno</li>
<li>Rilevamento</li>
<li>Espressione</li>
<li>Gentilezza</li>
<li>Attività non verbali</li>
<li>Sensibilità emotiva</li>
<li>Partecipazione</li>
<li>Riconoscimento</li>
<li>Rispetto</li>
<li>Ascolto attivo in gruppo</li>
<li>Risposta empatica</li>
<li>Fiducia</li>
<li>Collaborazione</li>
<li>Perspicacia</li>
<li>Relazione terapeutica</li>
<li>Risposta immediata</li>
<li>Ascolto attivo nella leadership</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Risposta compassionevole</li>
<li>Rispetto per la diversità</li>
<li>Sensibilità culturale</li>
<li>Conoscenza di sé</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Ascolto attivo nelle relazioni professionali</li>
<li>Consulenza</li>
<li>Coaching</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Ascoltare senza giudicare</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Consapevolezza dell&#8217;altro</li>
<li>Comprensione profonda</li>
<li>Tolleranza</li>
<li>Creare un ambiente di ascolto</li>
<li>Rispetto delle opinioni</li>
<li>Generare fiducia</li>
<li>Apertura mentale</li>
<li>Rispetto del tempo</li>
<li>Sensibilità al contesto</li>
<li>Risposta etica</li>
<li>Crescita personale mediante l&#8217;ascolto attivo.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ascolto-attivo-ed-empatia-i-segreti-di-una-comunicazione-efficace-video-1/">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Video 1</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 10:27:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
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		<category><![CDATA[Apprendimento continuo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[Attenzione focalizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-compassione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-regolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il migliore corso di Intelligenza Emotiva è quello tenuto da Daniele Trevisani Academy, sulla base di una classifica speciale di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle pubblicazioni dedicate. il dott. Daniele Trevisani, laureato con lode in DAMS-Comunicazione, ha ottenuto il Master biennale in Communication presso la University of Florida (USA) e la &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il migliore corso di Intelligenza Emotiva è quello tenuto da Daniele Trevisani Academy, sulla base di una classifica speciale di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle pubblicazioni dedicate. il dott. Daniele Trevisani, laureato con lode in DAMS-Comunicazione, ha ottenuto il Master biennale in Communication presso la University of Florida (USA) e la specializzazione in Comunicazione Interculturale alla American University of Washington, DC. per i suoi studi e contributi all&#8217;area del fattore umano e comunicazione ha ottenuto l&#8217;Onorificenza Fulbright (Governo USA). Autore di 30 libri, ha svolto consulenza in intelligenza emotiva e aree correlate in oltre 200 aziende ed istituzioni, inclusa la formazione ultradecennale dei Comandanti ONU e Forze Speciali, sui temi della negoziazione ed intelligenza emotiva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-28268" style="font-size: 15px; font-weight: 600; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-270x180.jpg 270w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva è un concetto introdotto da Daniel Goleman che si riferisce alla capacità di percepire, comprendere, gestire e utilizzare le emozioni in modo efficace. I fattori chiave dell&#8217;intelligenza emotiva includono:</p>
<ol>
<li><strong>Autoconsapevolezza:</strong> Consapevolezza delle proprie emozioni, dei propri sentimenti e del loro impatto sul comportamento. Questo coinvolge la capacità di riconoscere emozioni specifiche e comprendere come influenzano i tuoi pensieri e azioni.</li>
<li><strong>Autoregolazione:</strong> Capacità di gestire le proprie emozioni in modo costruttivo. Questo include il controllo degli impulsi, la gestione dello stress e la capacità di rimanere calmi anche in situazioni difficili.</li>
<li><strong>Motivazione:</strong> La capacità di ispirare e guidare se stessi verso obiettivi significativi, nonostante gli ostacoli. L&#8217;intelligenza emotiva motiva le persone a perseguire il successo e ad affrontare le sfide con determinazione.</li>
<li><strong>Empatia:</strong> La capacità di comprendere le emozioni degli altri e rispondere in modo empatico. Questo coinvolge la capacità di mettersi nei panni degli altri, cogliere i loro sentimenti e reagire con comprensione.</li>
<li><strong>Abilità sociale:</strong> La capacità di gestire relazioni interpersonali in modo efficace. Questo include la comunicazione efficace, la risoluzione dei conflitti e la costruzione di rapporti positivi con gli altri.</li>
</ol>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva è considerata una competenza chiave per il successo personale e professionale, poiché influisce sulla qualità delle relazioni interpersonali, sulla gestione del lavoro di squadra, sulla leadership e sulla capacità di adattarsi alle sfide della vita quotidiana. Lo sviluppo di questi fattori può contribuire a una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, migliorare la comunicazione e favorire un ambiente più sano ed equilibrato.</p>
<blockquote><p>Vuoi realizzare un corso per te o per la tua azienda sull&#8217;Intelligenza Emotiva? Contattaci <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">tramite questo form</a>. Ti risponderemo al più presto.</p></blockquote>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti</h2>
<p>Intelligenza emotiva</p>
<p><strong>L’intelligenza emotiva </strong>( <strong>EI </strong>) è definita come la capacità di percepire, utilizzare, comprendere, gestire e gestire le emozioni. Le persone con elevata intelligenza emotiva possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscere </a>le proprie <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni </a>e quelle degli altri, utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento, discernere tra sentimenti diversi ed etichettarli in modo appropriato e adattare le emozioni per adattarsi agli ambienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Sebbene il termine sia apparso per la prima volta nel 1964, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>ha guadagnato popolarità nel libro bestseller del 1995 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva </em></a>del giornalista scientifico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Goleman </a>. Goleman ha definito l’EI come l’insieme di abilità e caratteristiche che guidano le prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Alcuni ricercatori suggeriscono che l&#8217;intelligenza emotiva può essere appresa e rafforzata, mentre altri sostengono che sia una caratteristica innata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>Sono stati sviluppati vari modelli per misurare l’EI. Nel 1987, Keith Beasley usò il termine <strong>Quoziente Emozionale </strong>( <strong>QE </strong>) in un articolo, dal nome del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente Intelligente </a>(QI). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Il <em>modello dei tratti </em>, sviluppato da Konstantinos V. Petrides nel 2001, si concentra sull&#8217;autodenuncia delle disposizioni comportamentali e delle abilità percepite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Il <em>modello di abilità </em>( Mayeret al., 2023) si concentra sulla capacità dell&#8217;individuo di elaborare le informazioni emotive e di utilizzarle per navigare nell&#8217;ambiente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_environment" target="_blank" rel="noopener">sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Il modello originale di Goleman può ora essere considerato un <em>modello misto </em>che combina ciò che da allora è stato modellato separatamente come <em>EI dell&#8217;abilità </em>e <em>EI del tratto </em>.</p>
<p>La ricerca recente si è concentrata sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscimento delle emozioni </a>, che si riferisce all&#8217;attribuzione di stati emotivi sulla base dell&#8217;osservazione di segnali non verbali visivi e uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Inoltre, gli studi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neurology" target="_blank" rel="noopener">neurologici </a>hanno cercato di caratterizzare i meccanismi neurali dell&#8217;intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Gli studi dimostrano che esiste una correlazione tra persone con elevata IE e prestazioni lavorative positive, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>sebbene non sia stata dimostrata alcuna <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Causal_relationships" target="_blank" rel="noopener">relazione causale . </a>L’IE è tipicamente associata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">all’empatia </a>perché coinvolge una persona che collega le proprie esperienze personali con quelle degli altri. Dalla sua diffusione negli ultimi decenni, i metodi per sviluppare l’IE sono diventati ricercati da persone che cercano di diventare leader più efficaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Le critiche si sono concentrate sul fatto se l&#8217;IE sia una vera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>e se abbia una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Incremental_validity" target="_blank" rel="noopener">validità incrementale </a>rispetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">al QI </a>e ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità dei Big Five </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, le meta-analisi hanno scoperto che alcune misure di EI hanno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>anche quando si controlla il QI e la personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p>Il concetto di forza emotiva è stato introdotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>negli anni ’50. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Il termine &#8220;intelligenza emotiva&#8221; sembra essere apparso per la prima volta in un articolo del 1964 di Michael Beldoch , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>e nell&#8217;articolo del 1966 di B. Leuner intitolato <em>Emotional Intelligence and Emancipation </em>, apparso sulla rivista psicoterapeutica <em>Practice of child psychology and psichiatria infantile </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Nel 1983, <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligfences </em><sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener">di <u>Howard Gardner </u>[19] </a></sup>introdusse l&#8217;idea che i tipi tradizionali di intelligenza, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">il QI </a>, non riescono a spiegare completamente l&#8217;abilità cognitiva. Ha introdotto l&#8217;idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">intelligenze multiple </a>che includevano sia <em>l&#8217;intelligenza interpersonale </em>(la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri di altre persone) sia <em>l&#8217;intelligenza intrapersonale </em>(la capacità di comprendere se stessi, di apprezzare i propri sentimenti, paure e motivazioni). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p>Il primo uso pubblicato del termine &#8220;EQ&#8221; (quoziente emotivo) è un articolo di Keith Beasley nel 1987 sulla rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mensa_International" target="_blank" rel="noopener">britannica Mensa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p>Nel 1989, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stanley_Greenspan" target="_blank" rel="noopener">Stanley Greenspan </a>propose un modello per descrivere l’EI, seguito da un altro da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Salovey" target="_blank" rel="noopener">Peter Salovey </a>e John Mayer l’anno successivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, il termine divenne ampiamente noto con la pubblicazione del libro di Goleman: <em>Intelligenza Emotiva – Perché può importare più del QI </em>(1995). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1995-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>È allo status di bestseller di questo libro che il termine può attribuire la sua popolarità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>Goleman ha poi pubblicato diverse pubblicazioni simili che rafforzano l&#8217;uso del termine. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p>Verso la fine del 1998, l&#8217;articolo di Goleman sulla <em>Harvard Business Review </em>intitolato &#8220;What Makes a Leader?&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>attirò l&#8217;attenzione del senior management della Johnson &amp; Johnson&#8217;s Consumer Companies ( JJCC ). L&#8217;articolo parlava dell&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva (EI) nel successo della leadership e citava diversi studi che dimostravano che l&#8217;intelligenza emotiva è spesso il fattore distintivo tra i grandi leader e i leader medi. JJCC ha finanziato uno studio che ha concluso che esiste una forte relazione tra leader con prestazioni superiori e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza emotiva </a>, supportando i suggerimenti dei teorici secondo cui l&#8217;insieme di competenze sociali, emotive e relazionali denominato Intelligenza Emotiva è un fattore distintivo nelle prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<p>I test che misurano l&#8217;IE non hanno sostituito i test del QI come metrica standard dell&#8217;intelligenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>e l&#8217;intelligenza emotiva ha ricevuto critiche riguardo al suo ruolo nella leadership e nel successo aziendale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<p>Definizioni</p>
<p>L’intelligenza emotiva è stata definita, da Peter Salovey e John Mayer, come “la capacità di monitorare le proprie emozioni e quelle degli altri, di discriminare tra emozioni diverse ed etichettarle in modo appropriato, e di utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento”. Questa definizione è stata successivamente scomposta e perfezionata in quattro abilità proposte: percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni. Queste abilità sono distinte ma correlate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>L’intelligenza emotiva riflette anche la capacità di unire intelligenza, empatia ed emozioni per migliorare il pensiero e la comprensione delle dinamiche interpersonali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Tuttavia, esiste un sostanziale disaccordo riguardo alla definizione di EI, rispetto sia alla terminologia che all&#8217;operazionalizzazione. Attualmente esistono tre modelli principali di EI:</p>
<ol>
<li>Modello di abilità</li>
<li>Modello misto (solitamente sussunto sotto il tratto EI) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Kluemper,_D.H._2008-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></li>
<li>Modello di tratto</li>
</ol>
<p>Diversi modelli di EI hanno portato allo sviluppo di vari strumenti per la valutazione del costrutto. Sebbene alcune di queste misure possano sovrapporsi, la maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che utilizzano costrutti diversi.</p>
<p>I modelli di abilità specifici affrontano i modi in cui le emozioni facilitano il pensiero e la comprensione. Ad esempio, le emozioni possono interagire con il pensiero e consentire alle persone di essere decisori migliori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Una persona che è più emotivamente reattiva alle questioni cruciali si occuperà degli aspetti più cruciali della propria vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Il fattore di facilitazione emotiva implica anche saper includere o escludere le emozioni dal pensiero, a seconda del contesto e della situazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Basic_copyediting" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di modifica della copia </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Questa abilità <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>è correlata a <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vago </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_reasoning" target="_blank" rel="noopener">ragionamento emotivo </a>e comprensione in risposta alle persone, all’ambiente e alle circostanze che si incontrano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello di abilità</h2>
<p>Salovey e Mayer si sforzano di definire l&#8217;IE entro i confini dei criteri standard per una nuova intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>A seguito della loro continua ricerca, la loro definizione iniziale di EI è stata rivista in &#8220;La capacità di percepire le emozioni, integrare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e regolare le emozioni per promuovere la crescita personale&#8221;. Tuttavia, dopo aver portato avanti ulteriori ricerche, la loro definizione di IE si è evoluta in &#8220;la capacità di ragionare sulle emozioni, e delle emozioni, per migliorare il pensiero. Include la capacità di percepire accuratamente le emozioni, di accedere e generare emozioni in modo da assistere il pensiero, per comprendere le emozioni e la conoscenza emotiva e regolare riflessivamente le emozioni in modo da promuovere la crescita emotiva e intellettuale.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7]</sup></a></p>
<p>Il modello basato sulle abilità vede le emozioni come utili fonti di informazione che aiutano a dare un senso e a navigare nell’ambiente sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Il modello propone che gli individui differiscano nella loro capacità di elaborare informazioni di natura emotiva e nella loro capacità di mettere in relazione l&#8217;elaborazione emotiva con una cognizione più ampia. Questa capacità si manifesta in alcuni comportamenti adattivi. Il modello afferma che l’EI comprende quattro tipi di abilità:</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Percepire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di rilevare e decifrare le emozioni in volti, immagini, voci e artefatti culturali, inclusa la capacità di identificare le proprie emozioni. La percezione delle emozioni è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva, poiché rende possibili tutte le altre elaborazioni delle informazioni emotive.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Usare le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di sfruttare le emozioni per facilitare varie attività cognitive, come il pensiero e la risoluzione dei problemi. La persona emotivamente intelligente può sfruttare appieno i suoi mutevoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mood_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">stati d&#8217;animo </a>per adattarsi al meglio al compito da svolgere.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Comprendere le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di comprendere il linguaggio delle emozioni e di apprezzare le relazioni complesse tra le emozioni. Ad esempio, la comprensione delle emozioni comprende la capacità di essere sensibili alle leggere variazioni tra le emozioni e la capacità di riconoscere e descrivere come le emozioni si evolvono nel tempo.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Gestire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di regolare le emozioni sia in noi stessi che negli altri. La persona emotivamente intelligente può sfruttare le emozioni, anche quelle negative, e gestirle per raggiungere gli obiettivi prefissati.</p>
<p>Il modello EI delle abilità è stato criticato per la mancanza di validità e di validità predittiva sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>Tuttavia, in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Construct_validity" target="_blank" rel="noopener">validità di costrutto </a>, i test di abilità EI hanno un grande vantaggio rispetto alle scale di autovalutazione dell&#8217;EI perché confrontano la prestazione massima individuale con scale di prestazione standard e non si basano sull&#8217;approvazione da parte degli individui di dichiarazioni descrittive su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>L&#8217;attuale misura del modello di EI di Mayer e Salovey, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mayer-Salovey-Caruso_Emotional_Intelligence_Test" target="_blank" rel="noopener">Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test </a>( MSCEIT ), si basa su una serie di elementi di risoluzione dei problemi basati sulle emozioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>Coerentemente con l&#8217;affermazione del modello secondo cui l&#8217;IE è un tipo di intelligenza, il test è modellato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ_tests" target="_blank" rel="noopener">test del QI basati sulle abilità </a>. Testando le abilità di una persona su ciascuno dei quattro rami dell&#8217;intelligenza emotiva, si generano punteggi per ciascuno dei rami e un punteggio totale.</p>
<p>Centrale nel modello a quattro rami è l’idea che l’EI richieda la sintonia con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_norms" target="_blank" rel="noopener">le norme sociali </a>. Pertanto, il MSCEIT viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consensus_based_assessment" target="_blank" rel="noopener">valutato in base al consenso </a>, con punteggi più alti che indicano una maggiore sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un campione mondiale di intervistati. Il MSCEIT può anche essere valutato da esperti in modo che venga calcolata la quantità di sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un gruppo di 21 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion" target="_blank" rel="noopener">ricercatori sulle emozioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34]</sup></a></p>
<p>Sebbene promosso come test di abilità, il test MSCEIT è diverso dai test del QI standard in quanto i suoi elementi non hanno risposte oggettivamente corrette. Tra le altre sfide, il criterio del punteggio di consenso significa che è impossibile creare elementi (domande) che solo una minoranza di intervistati può risolvere, perché, per definizione, le risposte sono ritenute emotivamente “intelligenti” solo se la maggioranza del campione le ha approvate. . Questo e altri problemi simili hanno portato alcuni esperti di abilità cognitive a mettere in discussione la definizione di IE come vera intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38]</sup></a></p>
<p>In uno studio di Føllesdal , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>i risultati dei test MSCEIT di 111 leader aziendali sono stati confrontati con il modo in cui i loro dipendenti descrivevano il loro leader. Si è riscontrato che non c&#8217;erano correlazioni tra i risultati dei test di un leader e il modo in cui veniva valutato dai dipendenti, per quanto riguarda l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, la capacità di motivare e l&#8217;efficacia del leader. Føllesdal ha criticato anche la società canadese Multi-Health Systems, che gestisce il test. Il test contiene 141 domande ma dopo la pubblicazione del test si è riscontrato che 19 di queste non davano le risposte attese. Ciò ha portato Multi-Health Systems a rimuovere le risposte a queste 19 domande prima di assegnare il punteggio, ma senza dichiararlo ufficialmente.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Altre misurazioni</strong></h2>
<p>Varie altre misure specifiche valutano anche l’abilità nell’intelligenza emotiva. Questi includono:</p>
<p><strong>Analisi diagnostica dell&#8217;accuratezza non verbale ( DANVA ) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a></p>
<p>La versione Adult Facial include 24 fotografie di pari quantità di espressioni facciali felici, tristi, arrabbiate e paurose di intensità sia alta che bassa, bilanciate per genere. Il compito dei partecipanti è rispondere quale delle quattro emozioni è presente negli stimoli dati.</p>
<p><strong>Test breve di riconoscimento affettivo giapponese e caucasico ( JACBART ) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>I partecipanti cercano di identificare 56 volti di individui caucasici e giapponesi che esprimono sette emozioni quali felicità, disprezzo, disgusto, tristezza, rabbia, sorpresa e paura, che possono anche sfumare per 0,2 secondi in un&#8217;emozione diversa.</p>
<p><strong>Test situazionale di comprensione emotiva (STEU) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 42 domande a scelta multipla valutando se comprendono quale delle cinque emozioni che una persona proverebbe in una determinata situazione. Esiste anche una versione breve (STEU-B) composta da 19 item.</p>
<p><strong>Test situazionale di gestione delle emozioni (STEM) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 44 domande a scelta multipla in cui selezionano quale delle quattro possibili risposte è l&#8217;azione più efficace per gestire le emozioni in una situazione specifica. Esiste anche una versione breve (STEM-B) composta da 18 item.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello misto</h2>
<p>Il modello introdotto da Daniel Goleman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>si concentra sull’IE come un’ampia gamma di competenze e abilità che guidano le prestazioni di leadership. Il modello di Goleman delinea cinque principali costrutti EI: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-awareness" target="_blank" rel="noopener">Consapevolezza di sé </a>: la capacità di conoscere le proprie emozioni, i propri punti di forza, di debolezza, le pulsioni, i valori e gli obiettivi e di riconoscere il loro impatto sugli altri utilizzando i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gut_feeling" target="_blank" rel="noopener">sentimenti viscerali </a>per guidare le decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_self-regulation" target="_blank" rel="noopener">Autoregolamentazione </a>: implica il controllo o il reindirizzamento delle proprie emozioni e impulsi dirompenti e l&#8217;adattamento alle mutevoli circostanze</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skill" target="_blank" rel="noopener">Abilità sociale </a>: gestire le relazioni per andare d’accordo con gli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">Empatia </a>: considerare i sentimenti degli altri soprattutto quando si prendono decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">Motivazione </a>: essere consapevoli di ciò che li motiva</li>
</ol>
<p>Goleman include un insieme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenze emotive </a>all’interno di ciascun costrutto dell’IE. Le competenze emotive non sono talenti innati, ma piuttosto capacità apprese su cui è necessario lavorare e che possono essere sviluppate per ottenere prestazioni eccezionali. Goleman postula che gli individui nascono con un’intelligenza emotiva generale che determina il loro potenziale di apprendimento delle competenze emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-boy-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Il modello di EI di Goleman è stato criticato nella letteratura di ricerca come mera &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pop_psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia pop </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Due strumenti di misurazione si basano sul modello di Goleman:</p>
<ol>
<li>L’Emotional Competence Inventory (ECI), creato nel 1999, e l’Emotional and Social Competence Inventory ( ESCI ), un’edizione più recente dell’ECI, sviluppata nel 2007. L’Emotional and Social Competence – University Edition ( ESCI -U ) è anche disponibile. Questi strumenti sviluppati da Goleman e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Boyatzis" target="_blank" rel="noopener">Boyatzis </a>forniscono una misura comportamentale delle competenze emotive e sociali.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Emotional_Intelligence_Appraisal" target="_blank" rel="noopener">La valutazione dell’intelligenza emotiva </a>, creata nel 2001 e che può essere considerata come un self-report o una valutazione a 360 gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></li>
</ol>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello di tratto</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>Teoria dei tratti</em></a></p>
<p>Konstantinos V. Petrides ha proposto una distinzione concettuale tra il modello di EI basato sulle abilità e un modello di EI basato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenotypic_trait" target="_blank" rel="noopener">sui tratti </a>e ha sviluppato quest&#8217;ultimo nel corso di molti anni in numerose pubblicazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Il tratto EI è &#8220;una costellazione di autopercezioni emotive situate ai livelli inferiori della personalità&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>In parole povere, il tratto EI si riferisce all&#8217;autopercezione di un individuo delle proprie capacità emotive. Questa definizione di EI comprende le disposizioni comportamentali e le abilità autopercepite ed è misurata tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-report_inventory" target="_blank" rel="noopener">auto-relazione </a>, in contrapposizione al modello basato sulle abilità che si riferisce alle abilità effettive, che si sono dimostrate altamente resistenti alla misurazione scientifica. L’EI dei tratti dovrebbe essere studiata all’interno di un quadro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personality_psychology" target="_blank" rel="noopener">di personalità </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Un&#8217;etichetta alternativa per lo stesso costrutto è tratto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">autoefficacia emotiva </a>.</p>
<p>Il modello EI dei tratti è generale e sussume il modello di Goleman discusso sopra. La concettualizzazione dell’IE come tratto della personalità porta a un costrutto che si trova al di fuori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>delle capacità cognitive umane. Questa è una distinzione importante in quanto riguarda direttamente l’operazionalizzazione del costrutto e le teorie e le ipotesi che vengono formulate al riguardo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Esistono molte misure di autovalutazione dell&#8217;EI, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>tra cui l&#8217;EQ-i, il test di intelligenza emotiva della Swinburne University ( SUEIT ) e il modello EI di Schutte. Nessuno di questi valuta l’intelligenza, le abilità o le abilità (come spesso affermano i loro autori), ma piuttosto sono misure limitate dell’intelligenza emotiva dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>La misura più utilizzata e ampiamente studiata dell&#8217;intelligenza emotiva self-report o self-schema (come viene attualmente definita) è l&#8217;EQ-i 2.0. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Originariamente noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">BarOn </a>EQ-i, è stata la prima misura di autovalutazione dell&#8217;intelligenza emotiva disponibile, l&#8217;unica misura precedente al libro bestseller di Goleman. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Il Trait Emotional Intelligence Questionnaire ( TEIQue ) fornisce un’operazionalizzazione del modello di Konstantinos V. Petrides e colleghi, che concettualizza l’IE in termini di personalità. [ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>49] </sup></a>Il test comprende 15 sottoscale organizzate in quattro fattori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quality_of_life" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">autocontrollo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotionality" target="_blank" rel="noopener">emotività </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociability" target="_blank" rel="noopener">socievolezza </a>. Le proprietà <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychometrics" target="_blank" rel="noopener">psicometriche </a>del TEIQue sono state studiate in uno studio su una popolazione di lingua francese, dove è stato riportato che i punteggi TEIQue erano globalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Normally_distributed" target="_blank" rel="noopener">distribuiti normalmente </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reliability_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">affidabili </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che i punteggi TEIQue non erano correlati al ragionamento non verbale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Raven%27s_Progressive_Matrices" target="_blank" rel="noopener">matrici di Raven </a>), che hanno interpretato come supporto per la visione dei tratti della personalità dell&#8217;EI (in contrasto con l&#8217;idea che sia una forma di intelligenza). Come previsto, i punteggi TEIQue erano positivamente correlati ad alcuni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five tratti della personalità </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agreeableness" target="_blank" rel="noopener">gradevolezza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">apertura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">coscienziosità </a>) e inversamente correlati ad altri ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alexithymia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>). Sono stati condotti numerosi studi genetici quantitativi all&#8217;interno del modello EI dei tratti, che hanno rivelato effetti genetici ed ereditarietà significativi per tutti i punteggi EI dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Due studi (uno una meta-analisi) che prevedevano confronti diretti di più test EI hanno prodotto risultati molto favorevoli per il TEIQue . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<p>La teoria dei Big Five Personality Traits offre un quadro semplice per comprendere e migliorare le relazioni scoprendo le motivazioni dietro i comportamenti delle persone. Questa teoria è ugualmente preziosa per la consapevolezza di sé e per migliorare le dinamiche interpersonali. Chiamato anche modello dei cinque fattori, il modello Big Five è la teoria della personalità più ampiamente accettata. Suggerisce che la personalità può essere distillata in cinque dimensioni fondamentali, spesso ricordate come CANOA o OCEAN (coscienziosità, gradevolezza, nevroticismo, apertura, estroversione). In contrasto con altre teorie sui tratti che classificano gli individui in categorie binarie (ad esempio introverso o estroverso), il modello Big Five afferma che ogni tratto della personalità esiste in uno spettro. Di conseguenza, gli individui si posizionano lungo un continuum tra due poli contrastanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Effetti generali</h2>
<p>Una revisione pubblicata sull&#8217;Annual <em>Review of Psychology </em>nel 2008 ha rilevato che una maggiore intelligenza emotiva è positivamente correlata con: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<ol>
<li>Migliori relazioni sociali per i bambini – Tra i bambini e gli adolescenti, l’intelligenza emotiva è correlata positivamente con buone interazioni e relazioni sociali e negativamente con la devianza dalle norme sociali e il comportamento antisociale misurati sia dentro che fuori la scuola, come riportato dai bambini stessi, dai loro genitori. familiari e i loro insegnanti.</li>
<li>Migliori relazioni sociali per gli adulti – Un’elevata intelligenza emotiva tra gli adulti è correlata con una migliore percezione di sé delle capacità sociali e relazioni interpersonali di maggior successo, con meno aggressività e problemi interpersonali.</li>
<li>Le persone altamente emotivamente intelligenti sono percepite più positivamente dagli altri – Le altre persone percepiscono quelle con un’elevata IE come più piacevoli, socialmente abili ed empatiche.</li>
<li>Migliori risultati accademici <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>– L’intelligenza emotiva è correlata con maggiori risultati accademici come riportato dagli insegnanti, ma generalmente non con voti più alti una volta preso in considerazione il fattore QI.</li>
<li>Migliori dinamiche sociali sul lavoro e migliore capacità <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negotiation" target="_blank" rel="noopener">di negoziazione </a>.</li>
<li>Migliore benessere – L’intelligenza emotiva è correlata positivamente con una maggiore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_satisfaction" target="_blank" rel="noopener">soddisfazione di vita </a>e autostima e minori livelli di insicurezza o depressione. È anche correlato negativamente con scelte e comportamenti sanitari inadeguati.</li>
</ol>
<p>Le persone emotivamente intelligenti hanno maggiori probabilità di avere una migliore comprensione di se stesse e di prendere decisioni consapevoli basate sulla combinazione di emozioni e logica. Nel complesso, porta una persona <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-actualization" target="_blank" rel="noopener">all’autorealizzazione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p>La rilevanza e l’importanza dell’intelligenza emotiva in contesti di leadership aziendale, negoziazione commerciale e risoluzione delle controversie sono state riconosciute, e le qualifiche professionali e lo sviluppo professionale continuo hanno incorporato aspetti di comprensione delle emozioni e sviluppo di una maggiore comprensione delle interazioni emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Soprattutto nel mondo globalizzato, la capacità di essere leader mondiale sta diventando importante. Un elevato QE consente ai leader aziendali di interagire con varie culture diverse e devono sentirsi a proprio agio in questi diversi ambienti culturali, avendo team e organizzazioni diversi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;IE è diventata una parte essenziale della guida di un&#8217;organizzazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Interazioni con altri fenomeni</h2>
<p><strong>Bullismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>bullismo e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying" target="_blank" rel="noopener">Il bullismo </a>è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive" target="_blank" rel="noopener">abuso</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_interaction" target="_blank" rel="noopener">interazione sociale </a>tra pari che può includere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aggression" target="_blank" rel="noopener">aggressività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harassment" target="_blank" rel="noopener">molestie </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Violence" target="_blank" rel="noopener">violenza </a>. Il bullismo è tipicamente ripetitivo e messo in atto da coloro che occupano una posizione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive_power_and_control" target="_blank" rel="noopener">potere </a>sulla vittima. Un crescente numero di ricerche illustra una relazione significativa <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>tra bullismo e intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Mostra anche che l’intelligenza emotiva è un fattore chiave nella vittimizzazione informatica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva (EI) è un insieme di abilità legate alla comprensione, all&#8217;uso e alla gestione delle emozioni in relazione a se stessi e agli altri. Mayer <em>et al. </em>definire l&#8217;EI come: &#8220;percepire accuratamente le emozioni, usare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e gestirle&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Il concetto combina processi emotivi e intellettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Tolegenova-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Una minore intelligenza emotiva sembra essere correlata al coinvolgimento nel bullismo, in quanto bullo e/o vittima di bullismo. L&#8217;EI sembra svolgere un ruolo importante sia nel comportamento di bullismo che nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victimization" target="_blank" rel="noopener">vittimizzazione </a>nel bullismo; dato che l’EI è dimostrato essere <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>malleabile, l’educazione all’EI potrebbe migliorare le iniziative di prevenzione e intervento del bullismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Prestazioni di lavoro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>prestazioni lavorative e </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>intelligenza </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>emotiva</em></a></p>
<p>Una meta-analisi dell&#8217;intelligenza emotiva e della prestazione lavorativa ha mostrato correlazioni di <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ricerche precedenti sull&#8217;IE e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">sulla prestazione lavorativa </a>avevano mostrato risultati contrastanti: in alcuni studi è stata trovata una relazione positiva, mentre in altri non c&#8217;era alcuna relazione o era incoerente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ciò ha portato i ricercatori Cote e Miners <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>a offrire un modello compensativo tra EI e QI, che presuppone che l&#8217;associazione tra EI e prestazioni lavorative diventi più positiva al diminuire dell&#8217;intelligenza cognitiva, un&#8217;idea proposta per la prima volta nel contesto delle prestazioni accademiche. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>I risultati del primo studio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>hanno supportato il modello compensativo: i dipendenti con un basso QI ottengono prestazioni più elevate nei compiti e un comportamento di cittadinanza organizzativa diretto all&#8217;organizzazione, maggiore è la loro IE. È stato inoltre osservato che non esiste un legame significativo tra intelligenza emotiva e atteggiamento-comportamento lavorativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></p>
<p>Un altro studio suggerisce che l’EI non è necessariamente un tratto universalmente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Lo studio ha rilevato una correlazione negativa tra EI e richieste di lavoro manageriale <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>; mentre con bassi livelli di richieste di lavoro manageriale, hanno riscontrato una relazione negativa tra EI ed efficacia del lavoro di squadra. Una spiegazione per questo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>potrebbero esserci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_differences_in_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">differenze di genere nell&#8217;IE </a>, poiché le donne tendono a ottenere punteggi più alti rispetto agli uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Ciò promuove l&#8217;idea che il contesto lavorativo gioca un ruolo nelle relazioni tra EI, efficacia del lavoro di squadra e prestazioni lavorative.</p>
<p>Un altro studio ha valutato un possibile legame tra EI e comportamenti e successo imprenditoriali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<p>Sebbene gli studi tra intelligenza emotiva (EI) e prestazioni lavorative abbiano mostrato risultati contrastanti di correlazioni alte e basse, l’IE è innegabilmente un predittore migliore rispetto alla maggior parte dei metodi di assunzione comunemente utilizzati nelle aziende, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Recommendation_letter" target="_blank" rel="noopener">le lettere di referenza </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cover_letters" target="_blank" rel="noopener">le lettere di accompagnamento </a>. Nel 2008, 147 aziende e società di consulenza negli Stati Uniti avevano sviluppato programmi che prevedevano l’EI per la formazione e l’assunzione dei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Van Rooy e Viswesvaran <sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener">[67] </a></sup>hanno dimostrato che l&#8217;IE era significativamente correlato con diversi domini della performance, che andavano da .24 per la prestazione lavorativa a .10 per la prestazione accademica. I dipendenti con un alto livello di IE sarebbero più consapevoli delle proprie emozioni e di quelle degli altri, il che, a sua volta, potrebbe portare le aziende a maggiori profitti e meno spese inutili. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>Come? </sup></em></a><sup>] </sup>Ciò è particolarmente importante per i manager espatriati, che devono affrontare emozioni e sentimenti contrastanti, adattandosi a una nuova cultura lavorativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>I dipendenti con un alto livello di IE mostrano maggiore fiducia nei loro ruoli, che consentono loro di affrontare positivamente compiti impegnativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Secondo un libro scientifico del giornalista Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva conta più del QI per il successo professionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Altri studi hanno sostenuto che i dipendenti con un alto livello di IE ottengono risultati sostanzialmente migliori rispetto ai dipendenti con un basso livello di IE. Questo viene misurato mediante autovalutazioni e diversi indicatori di prestazione lavorativa, come salari, promozioni e aumenti salariali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Secondo Lopes <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>L&#8217;EI contribuisce allo sviluppo di relazioni forti e positive con i colleghi e al rendimento efficiente nei gruppi di lavoro. Ciò avvantaggia le prestazioni dei lavoratori fornendo supporto emotivo e risorse strumentali necessarie per avere successo nei loro ruoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>I dipendenti emotivamente intelligenti dispongono di risorse migliori per affrontare situazioni stressanti e compiti impegnativi, che consentono loro di ottenere risultati migliori in tali situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Ad esempio, Law <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>hanno scoperto che l’EI era il miglior predittore della prestazione lavorativa oltre le capacità cognitive generali tra gli scienziati IT di un’azienda informatica in Cina.</p>
<p>Quando si esamina la connessione tra prestazione lavorativa e intelligenza emotiva, è essenziale tenere conto dell&#8217;impatto della &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managing_up_and_managing_down" target="_blank" rel="noopener">gestione </a>&#8220;, che indica un rapporto positivo tra un dipendente e il suo supervisore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a>Ricerche precedenti hanno rilevato che la qualità di questa relazione potrebbe influenzare le valutazioni soggettive delle prestazioni lavorative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>I dipendenti con una forte intelligenza emotiva tendono a dedicare più tempo a coltivare il loro rapporto con i supervisori. Di conseguenza, quelli con un EI più elevato hanno maggiori probabilità di ottenere risultati favorevoli nelle valutazioni delle prestazioni rispetto a quelli con un EI inferiore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Sulla base di approcci teorici e metodologici, le misure di EI sono classificate in tre flussi principali: (1) misure basate sulle abilità (ad esempio MSCEIT ), (2) autovalutazioni delle misure di abilità (ad esempio SREIT , SUEIT e WLEIS ) e (3) modelli misti (ad esempio AES, ECI, questionario EI, EIS, EQ-I e GENOS), che includono misure di EI e abilità sociali tradizionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>hanno scoperto che i tre flussi di EI insieme avevano una correlazione positiva di 0,28 con la prestazione lavorativa. Allo stesso modo, ciascuno dei flussi EI ha ottenuto indipendentemente una correlazione positiva rispettivamente di 0,24, 0,30 e 0,28. I flussi 2 e 3 hanno mostrato una validità incrementale nel predire la prestazione lavorativa al di là della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">modello a cinque fattori </a>) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;abilità cognitiva generale </a>. Entrambi i flussi 2 e 3 erano il secondo predittore più importante della prestazione lavorativa, al di sotto delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">capacità cognitive generali. </a>Il flusso 2 spiega il 13,6% della varianza totale, mentre il flusso 3 spiega il 13,2%. Per esaminare l’attendibilità di questi risultati, è stata sviluppata un’analisi dei bias di pubblicazione. I risultati hanno indicato che gli studi sulla correlazione EI-performance lavorativa prima del 2010 non presentano prove sostanziali <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>per suggerire la presenza di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Publication_bias" target="_blank" rel="noopener">bias di pubblicazione </a>. Notando che O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>avevano incluso le prestazioni di autovalutazione e quelle accademiche nella loro meta-analisi, Joseph, Jin, Newman e O&#8217;Boyle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno collaborato per aggiornare la meta-analisi per concentrarsi specificamente sulle prestazioni lavorative; Utilizzando misure di prestazione lavorativa, questi autori hanno mostrato <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Il Consortium for Research on Emotional Intelligence in Organizations sostiene che esiste un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_case" target="_blank" rel="noopener">business case </a>a favore dell’intelligenza emotiva <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>ma, nonostante la validità dei risultati precedenti, alcuni ricercatori si chiedono ancora se la correlazione EI-performance lavorativa abbia un impatto reale sulle strategie aziendali . I critici sostengono che la popolarità degli studi sull’EI è dovuta alla pubblicità sui media, piuttosto che a risultati scientifici oggettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Inoltre, la relazione tra prestazioni lavorative e IE non è così forte come suggerito. Questa relazione richiede la presenza di altri costrutti per ottenere risultati importanti. Ad esempio, gli studi hanno scoperto che l’EI è positivamente associata all’efficacia del lavoro di squadra in contesti lavorativi con elevate richieste di lavoro manageriale, il che migliora le prestazioni lavorative. Ciò è dovuto all&#8217;attivazione di forti emozioni durante la prestazione in questo contesto lavorativo. In questo scenario, gli individui emotivamente intelligenti mostrano un insieme migliore di risorse per avere successo nei loro ruoli. Tuttavia, gli individui con un’elevata IE mostrano un livello di prestazione simile rispetto ai dipendenti non emotivamente intelligenti in diversi contesti lavorativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Inoltre, Joseph e Newman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>suggeriscono che le componenti di percezione emotiva e regolazione emotiva dell&#8217;IE contribuiscono fortemente alla prestazione lavorativa in contesti lavorativi di elevate richieste emotive. Moon e Hur <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>hanno scoperto che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esaurimento emotivo </a>(&#8220;burn-out&#8221;) influenza in modo significativo la relazione prestazione lavorativa-EI. L’esaurimento emotivo ha mostrato un’associazione negativa con due componenti dell’EI (ottimismo e abilità sociali). Questa associazione ha avuto un impatto negativo anche sulle prestazioni lavorative. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>Quindi, la relazione prestazione lavorativa-EI è più forte in contesti di elevato esaurimento emotivo o burn-out; in altre parole, i dipendenti con alti livelli di ottimismo e abilità sociali possiedono risorse migliori per sovraperformare quando affrontano contesti di elevato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">esaurimento emotivo </a>.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Leadership</strong></h2>
<p>Diversi studi tentano di studiare la relazione tra EI e leadership. Sebbene l’IE svolga un ruolo positivo nell’efficacia della leadership, ciò che rende efficace un leader è ciò che fa con il suo ruolo, piuttosto che le sue capacità e abilità interpersonali. Sebbene in passato un leader bravo ed efficace dasse ordini e controllasse le prestazioni complessive dell’organizzazione, oggigiorno quasi tutto è diverso: ora ci si aspetta che i leader motivino e creino un senso di appartenenza che faccia sentire i dipendenti a proprio agio, facendoli quindi lavorare di più. effettivamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<p>Ciò non significa che le azioni siano più importanti dell’intelligenza emotiva. I leader hanno ancora bisogno di crescere emotivamente per gestire lo stress, l’equilibrio della vita e altre cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>Un modo corretto per crescere emotivamente, ad esempio, è sviluppare un senso di empatia poiché l&#8217;empatia è un fattore chiave quando si tratta di intelligenza emotiva. In uno studio condotto per analizzare la relazione tra l&#8217;IE dei consulenti scolastici e le capacità di leadership, si è concluso <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>che diversi partecipanti erano buoni leader perché la loro intelligenza emotiva è stata sviluppata nella preparazione dei consulenti, dove viene insegnata l&#8217;empatia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Salute</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2007 di 44 dimensioni degli effetti di Schutte <em>et al. </em>hanno scoperto che l’intelligenza emotiva era associata a una migliore salute mentale e fisica. In particolare, il tratto EI aveva la più forte associazione con la salute mentale e fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Ciò è stato replicato nel 2010 dalla ricercatrice Alexandra Martins che ha scoperto che l&#8217;EI del tratto è un forte predittore della salute dopo aver condotto una meta-analisi basata su 105 dimensioni dell&#8217;effetto e 19.815 partecipanti. Questa meta-analisi ha anche indicato che questa linea di ricerca ha raggiunto sufficiente sufficienza e stabilità per concludere che l’EI è un predittore positivo per la salute. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>Uno studio precedente di Mayer e Salovey ha sostenuto che un’elevata IE può aumentare il benessere grazie al suo ruolo nel migliorare le relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Autostima e dipendenza dalla droga</strong></h2>
<p>Uno studio del 2012 condotto in India ha esaminato in modo incrociato l’intelligenza emotiva, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l’autostima </a>e la dipendenza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marijuana" target="_blank" rel="noopener">dalla marijuana </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Su un campione di 200 soggetti, 100 dei quali erano dipendenti dalla cannabis e gli altri 100 emotivamente sani, il gruppo dipendente ha ottenuto un punteggio eccezionalmente basso sull&#8217;EI rispetto al gruppo di controllo. Hanno anche scoperto che anche il gruppo dipendente aveva un punteggio basso in termini di autostima rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Un altro studio del 2010 ha esaminato se bassi livelli di IE avessero o meno una relazione con il grado di dipendenza da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substance_dependence" target="_blank" rel="noopener">droga </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alcoholism" target="_blank" rel="noopener">alcol </a>in Australia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Nella valutazione di 103 residenti in un centro di riabilitazione dalla droga, hanno esaminato la loro IE insieme ad altri fattori psicosociali in un intervallo di trattamento di un mese. Hanno scoperto che i punteggi EI dei partecipanti miglioravano man mano che i loro livelli di dipendenza diminuivano come parte del trattamento.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Rendimento scolastico</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2020 ha mostrato che gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva mostrano risultati accademici più elevati a scuola. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Questo era un riepilogo di oltre 1.246 effetti provenienti da 158 studi diversi, con una dimensione del campione di 42.529. Gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva hanno ottenuto punteggi migliori nei test standardizzati e hanno ottenuto voti più alti. L’effetto è stato significativamente maggiore per le aree di studio delle discipline umanistiche rispetto a quelle scientifiche/ matematiche , e significativamente maggiore per le abilità dell’intelligenza emotiva (misurate con compiti oggettivi), rispetto alle scale di valutazione dell’intelligenza emotiva. L&#8217;associazione tra intelligenza emotiva e risultati accademici più elevati era ancora significativa anche dopo aver considerato l&#8217;effetto della personalità e dell&#8217;intelligenza dei Big Five degli studenti.</p>
<p>Ci sono tre ragioni per cui una maggiore intelligenza emotiva potrebbe predire un rendimento scolastico migliore. In primo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di regolare le proprie emozioni a scuola: sono in grado di controllare l’ansia che circonda i test e le valutazioni, e la noia quando il materiale non è intrinsecamente interessante. Ciò significa che le loro emozioni non ostacolano i punteggi dei test o la loro capacità di apprendere. In secondo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di costruire migliori relazioni sociali con gli altri studenti e con gli istruttori. Ciò significa che hanno fonti di aiuto quando necessario: altri studenti e insegnanti sono più disposti ad aiutarli quando si trovano in difficoltà. In terzo luogo, alcune delle capacità dell’intelligenza emotiva (comprensione delle emozioni, ad esempio) si sovrappongono ai contenuti accademici, in particolare nelle discipline umanistiche. Cioè, analizzare i temi universali della letteratura o le forze sociali alla base degli eventi storici richiede una conoscenza delle emozioni umane.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Critiche</h2>
<p>L&#8217;EI e l&#8217;analisi originale di Goleman del 1995 sono state criticate all&#8217;interno della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_community" target="_blank" rel="noopener">comunità scientifica </a>: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85]</sup></a></p>
<p><strong>Potere predittivo</strong></p>
<p>Landy distingue tra la discussione &#8220;commerciale&#8221; e quella &#8220;accademica&#8221; dell&#8217;EI, basando questa distinzione sul presunto potere predittivo dell&#8217;EI così come visto da ciascuno dei due. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Secondo Landy, il primo fa affermazioni espansive sul valore applicato dell&#8217;EI, mentre il secondo cerca di mettere in guardia gli utenti da queste affermazioni. Ad esempio, Goleman (1998) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambiguo </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>afferma che &#8220;i leader più efficaci sono simili in un aspetto cruciale: hanno tutti un alto grado di quella che è diventata nota come intelligenza emotiva&#8230;. l’intelligenza emotiva è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sine_qua_non" target="_blank" rel="noopener"><em>condizione sine qua non </em></a>della leadership”. Al contrario, Mayer (1999) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>avverte che &#8220;l&#8217;implicazione della letteratura popolare &#8211; che le persone altamente emotivamente intelligenti possiedono un vantaggio assoluto nella vita &#8211; appare attualmente eccessivamente entusiasta e non comprovata da ragionevoli standard scientifici&#8221;. Landy rafforza ulteriormente questa argomentazione sottolineando che i dati su cui si basano queste affermazioni sono conservati in &#8220;database proprietari&#8221;, il che significa che non sono disponibili a ricercatori indipendenti per rianalisi, replica o verifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86]</sup></a></p>
<p>È difficile creare misure oggettive dell’intelligenza emotiva e dimostrare la sua influenza sulla leadership poiché molte scale sono misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<p>In uno scambio accademico del 2009, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Antonakis" target="_blank" rel="noopener">Antonakis </a>e Ashkanasy / Dasborough concordavano per lo più sul fatto che i ricercatori che testano se l’EI è importante per la leadership non lo hanno fatto utilizzando solidi progetti di ricerca; pertanto, attualmente non esistono prove concrete che dimostrino che l’IE preveda i risultati della leadership tenendo conto della personalità e del QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Antonakis ha sostenuto che l&#8217;EI potrebbe non essere necessaria per l&#8217;efficacia della leadership (si è riferito a questo come il fenomeno della &#8220;maledizione delle emozioni&#8221;, perché i leader che sono troppo sensibili ai propri stati emotivi e a quelli degli altri potrebbero avere difficoltà a prendere decisioni che si tradurrebbe in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_labor" target="_blank" rel="noopener">lavoro emotivo </a>per il leader o i seguaci). Una meta-analisi del 2010 sembra supportare la posizione di Antonakis: ha scoperto che, utilizzando dati esenti da problemi di fonte comune e metodi comuni, le misure di EI correlavano solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pearson_product-moment_correlation_coefficient" target="_blank" rel="noopener">ρ </a>= 0,11 con misure di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership trasformazionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Anche Barling, Slater e Kelloway sostengono questa posizione sulla leadership trasformazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Barling_2000-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Le misure di abilità dell&#8217;EI hanno avuto i risultati peggiori (cioè ρ = 0,04); il WLEIS (misura di Wong-Law) ha fatto un po&#8217; meglio (ρ=0,08), e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">Bar-On </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-baron06-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>misura leggermente meglio (ρ=0,18). Tuttavia, la validità di queste stime non include gli effetti del QI o della personalità dei cinque grandi, che sono correlati sia alle misure di EI che alla leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-leadership_ei-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>Uno studio che analizza l&#8217;impatto dell&#8217;EI sia sulle prestazioni lavorative che sulla leadership ha rilevato che le stime di validità meta-analitica per l&#8217;EI sono scese a zero quando sono stati controllati i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Una meta-analisi ha mostrato lo stesso risultato per Ability EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p>Le misure auto-riferite e di Trait EI mantengono una discreta validità predittiva per le prestazioni lavorative dopo aver controllato i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, la maggiore validità predittiva delle misure di Trait EI può essere attribuita alla loro inclusione di contenuti relativi alla motivazione al raggiungimento, all&#8217;autoefficacia e alle prestazioni di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>Le prove meta-analitiche confermano che l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita che prevede la prestazione lavorativa è dovuta a misure di EI mista e di tratto che attingono all&#8217;autoefficacia e alla prestazione auto-valutata, oltre ai domini di nevroticismo, estroversione, coscienziosità e QI. Pertanto, la capacità predittiva dell’IE mista rispetto alla prestazione lavorativa scende a zero quando si controllano questi fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Uno studio sulla capacità predittiva dell’IE per le prestazioni lavorative ha concluso che un EI più elevato era associato a una maggiore efficacia della leadership per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Questo studio mostra che l&#8217;EI può servire come strumento di identificazione per comprendere chi è (o meno) in grado di trattare in modo efficace con i colleghi. Inoltre, si possono sviluppare e migliorare le proprie qualità di leadership facendo avanzare la propria intelligenza emotiva. L&#8217;IE può essere sviluppata deliberatamente, in particolare gli aspetti di &#8220;facilitare il pensiero con le emozioni&#8221; e &#8220;monitoraggio e regolazione delle emozioni&#8221; sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Correlazioni con la personalità</strong></h2>
<p>I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sulla misura in cui le misure di EI self-report <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Correlation" target="_blank" rel="noopener">sono correlate </a>con le dimensioni della personalità stabilite. Le misure di EI self-report e le misure di personalità convergono perché entrambe pretendono di misurare i tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Due dimensioni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>si distinguono come maggiormente correlate all&#8217;EI auto-riportata: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>. Il nevroticismo si riferisce <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_emotion" target="_blank" rel="noopener">all’emotività negativa </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anxiety_(mood)" target="_blank" rel="noopener">all’ansia </a>. Le persone che ottengono un punteggio elevato nel nevroticismo hanno probabilità di ottenere un punteggio basso nelle misure di EI auto-valutate.</p>
<p>Gli studi hanno esaminato gli effetti multivariati della personalità e dell&#8217;intelligenza sull&#8217;EI e hanno tentato di correggere le stime per l&#8217;errore di misurazione. Ad esempio, uno studio ha dimostrato che l&#8217;intelligenza generale (misurata con il Wonderlic Personnel Test), la gradevolezza (misurata dal NEO-PI) e il genere potrebbero prevedere in modo affidabile la misura dell&#8217;abilità EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Hanno fornito una correlazione multipla (R) di 0,81 con il MSCEIT (la previsione perfetta sarebbe 1). Questo risultato è stato replicato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La replica ha rilevato un multiplo R di 0,76 utilizzando il test di intelligenza &#8220;Culture Fair&#8221; di Cattell e il Big Five Inventory (BFI); covariate significative erano l&#8217;intelligenza (beta standardizzato = .39), la gradevolezza (beta standardizzato = .54) e l&#8217;apertura mentale (beta standardizzato = .46).</p>
<p>Uno studio sull&#8217;Ability Emotional Intelligence Measure ha trovato risultati simili (R multiplo = .69), con predittori significativi che sono intelligenza, beta standardizzato = .69 (utilizzando il test degli scambi e un subtest delle scale Wechsler, il compito di conoscenza generale di 40 elementi) e empatia, beta standardizzato = .26 (utilizzando il questionario di misura della tendenza empatica). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>Antonakis e Dietz (2011b) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>mostrano anche come l&#8217;inclusione o l&#8217;esclusione di variabili di controllo importanti possa modificare radicalmente i risultati.</p>
<p>Le interpretazioni delle correlazioni tra questionari EI e personalità sono state varie, ma una visione prominente è la visione Trait EI, che reinterpreta l&#8217;EI come una raccolta di tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>Una meta-analisi del 2011 ha classificato gli studi sull&#8217;EI in tre flussi: &#8220;(1) modelli basati sulle abilità che utilizzano elementi di test oggettivi; (2) misure di self &#8211; report o peer &#8211; report basate sul modello a quattro rami dell&#8217;EI; e (3 ) &#8220;modelli misti&#8221; di competenze emotive.&#8221; Ha scoperto che questi &#8220;tre flussi hanno correlazioni corrette che vanno da 0,24 a 0,30 con le prestazioni lavorative. I tre flussi erano correlati in modo diverso con l&#8217;abilità cognitiva e con nevroticismo, estroversione, apertura, gradevolezza e coscienziosità. I flussi 2 e 3 hanno la più grande validità incrementale oltre abilità cognitive e il modello a cinque fattori ( FFM ).&#8221; La meta-analisi ha concluso che &#8220;tutti e tre i flussi di EI hanno mostrato una sostanziale importanza relativa in presenza di FFM e intelligenza nel prevedere le prestazioni lavorative&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una meta-analisi di follow-up nel 2015 ha ulteriormente corroborato questi risultati e ha affrontato le preoccupazioni sulla &#8220;discutibile validità di costrutto delle misure di EI miste&#8221; sostenendo che &#8220;gli strumenti di EI misti valutano una combinazione di abilità EI e autopercezioni, in oltre alla personalità e alle capacità cognitive.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi del 2017 </a>di 142 fonti di dati ha rilevato un’ampia sovrapposizione tra il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>e l’EI del tratto. La sovrapposizione era così ampia da concludere che &#8220;I risultati suggeriscono che il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>è molto simile, forse anche un sinonimo, al tratto EI&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Tuttavia, la sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;abilità EI era più moderata, con una correlazione di circa 0,28. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Nel 2021, due articoli di revisione hanno esaminato la relazione tra intelligenza emotiva e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dark_triad" target="_blank" rel="noopener">triade oscura </a>dei tratti della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissism" target="_blank" rel="noopener">narcisismo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Machiavellianism_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">machiavellismo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychopathy" target="_blank" rel="noopener">psicopatia </a>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Questa ricerca ha scoperto che l&#8217;intelligenza emotiva mostrava associazioni negative con tutti e tre i domini della triade oscura della personalità. Dei quattro rami di abilità dell’intelligenza emotiva, gli effetti maggiori riguardavano la gestione delle emozioni (rispetto alla percezione, all’uso o alla comprensione delle emozioni) e alla psicopatia (rispetto al narcisismo o al machiavellismo). I due diversi aspetti del narcisismo hanno mostrato relazioni diverse con l’intelligenza emotiva. Il narcisismo vulnerabile (caratterizzato da ansia e fragile autostima) era associato a una minore intelligenza emotiva. Tuttavia, il narcisismo grandioso (caratterizzato da fiducia in se stessi, dominanza e senso di ego gonfiato) è correlato a livelli più elevati di intelligenza emotiva. Ciò indica che non tutte le personalità “oscure” mancano di intelligenza emotiva.</p>
<p>Una meta-analisi del 2021 ha mostrato che l&#8217;intelligenza emotiva era associata positivamente all&#8217;attaccamento sicuro negli adulti, ma associata negativamente a stili di attaccamento insicuri come l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Le associazioni con l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante erano significative sia per l&#8217;abilità EI che per le scale di valutazione dell&#8217;EI. Tuttavia, solo le scale di valutazione dell’EI hanno mostrato un’associazione significativamente positiva con l’attaccamento sicuro. Gli autori suggeriscono che lo sviluppo precoce degli stili di attaccamento può facilitare (o ostacolare) lo sviluppo delle capacità emotive e dei tratti coinvolti nell’EI.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Risposta socialmente desiderabile</strong></h2>
<p>La risposta socialmente desiderabile ( SDR ), o &#8220;falso bene&#8221;, è un modello di risposta in cui i partecipanti al test si rappresentano sistematicamente con un pregiudizio eccessivamente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>È noto da tempo che questo bias contamina le risposte sugli inventari di personalità, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>agendo come mediatore delle relazioni tra le misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>È stato suggerito che rispondere in modo desiderabile sia un &#8220;insieme di risposte&#8221;, un modello di risposta situazionale e temporaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questo è in contrasto con uno &#8220;stile di risposta&#8221;, che è una qualità simile a un tratto più a lungo termine. Considerando i contesti in cui vengono utilizzati alcuni inventari di EI self-report (ad esempio, contesti lavorativi), i problemi delle serie di risposte in scenari ad alta posta in gioco sono chiari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Esistono alcuni metodi per impedire risposte socialmente desiderabili agli inventari di comportamento. Alcuni ricercatori ritengono che sia necessario avvertire i partecipanti al test di non fingere di essere bravi prima di sostenere un test della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Alcuni inventari utilizzano scale di validità per determinare la probabilità o la coerenza delle risposte tra tutti gli item.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come comportamento piuttosto che come intelligenza</strong></h2>
<p>I primi lavori di Goleman sono stati criticati per aver presupposto che l&#8217;IE sia un tipo di intelligenza o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_ability" target="_blank" rel="noopener">abilità cognitiva </a>. Eysenck scrive che la descrizione dell&#8217;EI di Goleman contiene presupposti infondati sull&#8217;intelligenza in generale e che è addirittura contraria a ciò che i ricercatori si aspettano quando studiano i tipi di intelligenza:</p>
<p>&#8220;[Goleman] esemplifica più chiaramente di molti altri la fondamentale assurdità della tendenza a classificare quasi ogni tipo di comportamento come &#8216;intelligenza&#8217;&#8230; Se queste cinque &#8216;capacità&#8217; definiscono &#8216;intelligenza emotiva&#8217;, ci aspetteremmo qualche prova che siano altamente correlati; Goleman ammette che potrebbero essere del tutto incorrelati, e in ogni caso, se non possiamo misurarli, come facciamo a sapere che sono correlati? Quindi l&#8217;intera teoria è costruita sulle sabbie mobili: non esiste una solida base scientifica.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-auto-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<p>Allo stesso modo, Locke afferma che il concetto di EI è un’interpretazione errata del costrutto dell’intelligenza, e offre un’interpretazione alternativa: non è un’altra forma o tipo di intelligenza, ma l’intelligenza – la capacità di cogliere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstractions" target="_blank" rel="noopener">astrazioni </a>– applicata a un particolare ambito della vita: emozioni. Suggerisce che il concetto dovrebbe essere rietichettato e denominato abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-locke-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p>L&#8217;essenza di queste critiche è che l&#8217;indagine scientifica dipende dall&#8217;utilizzo di costrutti validi e coerenti e che prima dell&#8217;introduzione del termine EI, gli psicologi avevano stabilito distinzioni teoriche tra fattori come abilità e risultati, abilità e abitudini, atteggiamenti e valori e tratti della personalità. e stati emotivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-everydaypsychology-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Alcuni studiosi ritengono che il termine <em>EI </em>unisca e confonda tali concetti e definizioni accettati.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come abilità piuttosto che qualità morale</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Grant" target="_blank" rel="noopener">Adam Grant </a>ha messo in guardia contro la percezione comune ma errata dell’IE come una qualità morale desiderabile piuttosto che come un’abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>Grant ha affermato che un&#8217;IE ben sviluppata non è solo uno strumento strumentale per raggiungere obiettivi, ma può funzionare come un&#8217;arma per manipolare gli altri derubandoli della loro capacità di ragionare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come misura di conformità</strong></h2>
<p>Una critica ai lavori di Mayer e Salovey viene da uno studio che suggerisce che l&#8217;EI, misurato dal MSCEIT , potrebbe solo misurare la conformità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Questo argomento è radicato nell&#8217;uso da parte del MSCEIT della valutazione basata sul consenso e nel fatto che i punteggi del MSCEIT sono distribuiti negativamente (il che significa che i suoi punteggi differenziano meglio tra le persone con bassa IE rispetto alle persone con alta IE).</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>L&#8217;IE come forma di conoscenza</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra critica afferma che, a differenza dei test di capacità cognitiva, il MSCEIT &#8220;verifica la conoscenza delle emozioni ma non necessariamente la capacità di eseguire compiti legati alla conoscenza valutata&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Se qualcuno sa come dovrebbe comportarsi in una situazione emotivamente carica, non ne consegue necessariamente che possa effettivamente mettere in atto il comportamento segnalato.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Il NICHD spinge per il consenso</strong></h2>
<p>L’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener">Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </a>ha riconosciuto che, poiché esistono divisioni sul tema dell’EI, la comunità della salute mentale deve concordare alcune linee guida per descrivere una buona salute mentale e condizioni di vita mentale positive. Nella loro sezione &#8220;Psicologia positiva e concetto di salute&#8221;, spiegano: &#8220;Attualmente esistono sei modelli concorrenti di salute positiva, che si basano su concetti come essere al di sopra della norma, forza caratteriale e virtù fondamentali, maturità evolutiva, socialità e intelligenza emotiva, benessere soggettivo e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_resilience" target="_blank" rel="noopener">resilienza </a>. Ma questi concetti definiscono la salute in termini filosofici piuttosto che empirici. Il dottor [Lawrence] Becker ha suggerito la necessità di un consenso sul concetto di salute psicologica positiva&#8230;&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Psychology" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale di psicologia</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Philosophy" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale di filosofia</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Business" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale aziendale</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_literacy" target="_blank" rel="noopener">Alfabetizzazione emotiva : comprensione delle </a>emozioni proprie e degli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente di empatia </a>&#8211; Misura di autovalutazione psicologica dell&#8217;empatia</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_thought_method" target="_blank" rel="noopener">Metodo del pensiero emotivo </a>– Attività per costruire l’intelligenza emotiva</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Four_Cornerstone_Model_of_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Modello dei quattro pilastri dell’intelligenza emotiva </a>– Modello emotivo che si concentra sulla conoscenza, sull’applicazione pratica e sull’esplorazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità di vita </a>: capacità di comportamento adattivo e positivo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Cenni sull&#8217;intelligenza umana </a>&#8211; Panoramica e guida d&#8217;attualità all&#8217;intelligenza umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/People_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità delle persone </a>– Tipo di abilità interpersonale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_psychology" target="_blank" rel="noopener">Psicologia positiva </a>– Approccio allo studio scientifico psicologico</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_mindedness" target="_blank" rel="noopener">Mentalità psicologica </a>: la capacità di una persona di auto-esame, auto-riflessione, introspezione e intuizione personale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Religiosity_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Religiosità e intelligenza emotiva </a>– Legame tra religiosità e intelligenza</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">Competenze trasversali </a>– Combinazione di competenze che consentono alle persone di orientarsi nel proprio ambiente</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Temperance_(virtue)" target="_blank" rel="noopener">Temperanza (virtù) </a>– Virtù cardinale del controllo sugli eccessi</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Brackett" target="_blank" rel="noopener">Marc Brackett </a>&#8211; Psicologo ricercatore americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Joshua_Freedman" target="_blank" rel="noopener">Joshua Freedman </a>&#8211; Accademico americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anabel_Jensen" target="_blank" rel="noopener">Anabel Jensen </a>&#8211; Educatrice e autrice americana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Carolyn </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Saarni </a>– Psicologa dello sviluppo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Steiner" target="_blank" rel="noopener">Claude Steiner </a>– Psicoterapeuta e psicologo americano (1935-2017)</li>
</ul>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Furnham A (2000). &#8220;Sulla struttura dimensionale dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>29 </strong>(2): 313–320. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.475.5285" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.475.5285 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fs0191-8869%2899%2900195-6" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1016/s0191-8869(99)00195-6 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Pita R, Kokkinaki F (maggio 2007). &#8220;La posizione dell&#8217;intelligenza emotiva dei tratti nello spazio dei fattori di personalità&#8221;. Giornale britannico di psicologia. <strong>98 </strong>(Pt 2): 273–89. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1348%2F000712606x120618" target="_blank" rel="noopener"><em>1348/000712606&#215;120618 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17456273" target="_blank" rel="noopener"><em>17456273 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sovvenzione A (2 gennaio 2014). </em><a href="https://www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il lato oscuro dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Atlantico. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140103210524/http:/www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-114" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Roberts RD, Zeidner M, Matthews G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva soddisfa gli standard tradizionali per un&#8217;intelligenza? Alcuni nuovi dati e conclusioni&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 196–231. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.196" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.196 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934681" target="_blank" rel="noopener"><em>12934681 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-115" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brody N (2004). </em><a href="https://web.archive.org/web/20160207093225/http:/psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cos&#8217;è l&#8217;intelligenza cognitiva e cosa non è l&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Inchiesta psicologica. <strong>15 </strong>(3): 234–238. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1207%2Fs15327965pli1503_03" target="_blank" rel="noopener"><em>1207/s15327965pli1503_03 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:219727559" target="_blank" rel="noopener"><em>219727559 </em></a><em>. Archiviato </em><a href="http://psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 07-02-2016.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-116" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nitkin R, Harris M (29 agosto 2006). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090716163703/http:/www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comitato consultivo nazionale sulla ricerca sulla riabilitazione medica: riunione per verbale del 2-3 dicembre 2004&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener"><em>Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </em></a><em>. Archiviata dall </em><a href="http://www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8216; url originale </em></a><em>il 16 luglio 2009. Estratto il 24 aprile 2017</em></li>
</ol>
<h3>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Semantica articolo</h3>
<ul>
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<li>Competenze relazionali</li>
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<li>Autoconsapevolezza Emotiva:</li>
<li>Conoscenza di sé</li>
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<li>Riconoscimento delle proprie emozioni</li>
<li>Crescita Personale</li>
<li>Sviluppo personale</li>
<li>Apprendimento continuo</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Mindfulness</li>
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<li>Collaborazione:</li>
<li>Lavoro di squadra</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
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<li>Costruzione di rapporti positivi</li>
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<li>Auto-compassione:</li>
<li>Compassione verso sé stessi</li>
<li>Accettazione</li>
<li>Gentilezza verso sé stessi</li>
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<li>Sviluppo Emotivo</li>
<li>Programmi di sviluppo personale</li>
<li>Corsi sull&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Coaching emotivo</li>
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</ul>
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		<title>Coaching per la comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 16:13:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo che mira a sviluppare le abilità di comunicazione di un individuo, migliorando la sua capacità di esprimersi chiaramente, ascoltare attentamente e comprendere gli altri. Ecco alcuni suggerimenti per il coaching nella comunicazione efficace: Se sei interessato ad un coaching sulla comunicazione efficace o alla formazione in &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo che mira a sviluppare le abilità di comunicazione di un individuo, migliorando la sua capacità di esprimersi chiaramente, ascoltare attentamente e comprendere gli altri. Ecco alcuni suggerimenti per il coaching nella comunicazione efficace:</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28060" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia.jpg" alt="Coaching per la comunicazione" width="787" height="386" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia.jpg 787w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-300x147.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-768x377.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-175x86.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-450x221.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-600x294.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 787px) 100vw, 787px" /></strong></p>
<blockquote><p>Se sei interessato ad un coaching sulla comunicazione efficace o alla formazione in comunicazione efficace <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">compila questo form e ti contatteremo al più presto</a></p>
<p>Di seguito, le migliori pratiche di comunicazione efficace riassunte;</p></blockquote>
<ol>
<li><strong>Ascolto attivo:</strong>
<ul>
<li>Insegna a praticare l&#8217;ascolto attivo, che implica dare piena attenzione alla persona che sta parlando, fare domande di approfondimento e riflettere ciò che è stato detto.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Chiarezza nel messaggio:</strong>
<ul>
<li>Aiuta a sviluppare la capacità di esprimere idee in modo chiaro e conciso, evitando ambiguità e fraintendimenti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Empatia:</strong>
<ul>
<li>Promuove la comprensione e l&#8217;empatia nei confronti degli altri, incoraggiando a mettersi nei panni degli interlocutori per comprendere meglio le loro prospettive.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione delle emozioni:</strong>
<ul>
<li>Insegna a gestire le emozioni durante la comunicazione, evitando reazioni impulsive e favorendo una comunicazione più controllata e riflessiva.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Feedback costruttivo:</strong>
<ul>
<li>Fornisce strumenti per dare e ricevere feedback in modo costruttivo, focalizzandosi sugli aspetti positivi e suggerendo miglioramenti senza creare conflitti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Comunicazione non verbale:</strong>
<ul>
<li>Esplora l&#8217;importanza della comunicazione non verbale, come il linguaggio del corpo e l&#8217;espressione facciale, per garantire coerenza tra il messaggio verbale e non verbale.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Adattabilità comunicativa:</strong>
<ul>
<li>Insegna a adattare lo stile di comunicazione in base all&#8217;audience, riconoscendo che le persone hanno stili diversi e che una comunicazione efficace richiede flessibilità.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione del conflitto:</strong>
<ul>
<li>Fornisce strumenti per gestire il conflitto in modo costruttivo, affrontando le divergenze con rispetto e cercando soluzioni collaborative.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Autoconsapevolezza:</strong>
<ul>
<li>Promuove la consapevolezza di sé stessi come comunicatori, aiutando a identificare i propri punti di forza e le aree di miglioramento.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Pratica attiva:</strong>
<ul>
<li>Incentiva l&#8217;esercizio pratico delle abilità acquisite nella vita quotidiana o in situazioni specifiche, incoraggiando la consapevolezza continua e il miglioramento progressivo.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo continuo che richiede impegno e pratica costante. È utile sia per individui che desiderano migliorare le proprie abilità comunicative sia per leader che intendono sviluppare un ambiente di lavoro caratterizzato da una comunicazione aperta e efficace.</p>
<h2>Approfondimenti sul coaching per la comunicazione efficace &#8211; Comunicazione</h2>
<p><strong>Per comunicazione </strong>si intende solitamente la trasmissione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>. La sua definizione precisa è controversa e ci sono disaccordi sul fatto se siano incluse le trasmissioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">involontarie o fallite e se la comunicazione non solo trasmetta </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">significato </a>ma lo crei anche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">I modelli di comunicazione </a>sono panoramiche semplificate dei suoi componenti principali e delle loro interazioni. Molti modelli includono l&#8217;idea che una fonte utilizzi un sistema <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">di codifica </a>per esprimere informazioni sotto forma di messaggio. Il messaggio viene inviato attraverso un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>a un destinatario che deve decodificarlo per capirlo. Il principale campo di indagine che studia la comunicazione è chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">studi sulla comunicazione </a>.</p>
<p>Un modo comune per classificare la comunicazione è in base al fatto se le informazioni vengono scambiate tra esseri umani, membri di altre specie o entità non viventi come i computer. Per la comunicazione umana, un contrasto centrale è tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">verbale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">non verbale </a>. La comunicazione verbale implica lo scambio di messaggi in forma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>, compresi messaggi parlati e scritti, nonché <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_language" target="_blank" rel="noopener">il linguaggio dei segni </a>. La comunicazione non verbale avviene senza l&#8217;uso di un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_system" target="_blank" rel="noopener">sistema linguistico </a>, ad esempio, utilizzando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">il linguaggio del corpo </a>, il tatto e le espressioni facciali. Un&#8217;altra distinzione è tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione interpersonale </a>, che avviene tra persone distinte, e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione intrapersonale </a>, che è la comunicazione con se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener">La competenza comunicativa </a>è la capacità di comunicare bene e si applica alle capacità di formulare messaggi e comprenderli.</p>
<p>Le forme di comunicazione non umane includono la comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Animal_communication" target="_blank" rel="noopener">animale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plant_communication" target="_blank" rel="noopener">vegetale </a>. I ricercatori in questo campo spesso perfezionano la loro definizione di comportamento comunicativo includendo i criteri secondo cui sono presenti risposte osservabili e che i partecipanti beneficiano dello scambio. La comunicazione animale viene utilizzata in aree come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Courtship" target="_blank" rel="noopener">il corteggiamento </a>e l&#8217;accoppiamento, le relazioni genitore-figlio, la navigazione e l&#8217;autodifesa. La comunicazione attraverso prodotti chimici è particolarmente importante per le piante relativamente immobili. Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Maple_trees" target="_blank" rel="noopener">gli alberi di acero rilasciano </a>nell’aria i cosiddetti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Volatile_organic_compound" target="_blank" rel="noopener">composti organici volatili per avvertire le altre piante di un attacco </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbivore" target="_blank" rel="noopener">erbivoro </a>. La maggior parte della comunicazione avviene tra membri della stessa specie. Il motivo è che il suo scopo è solitamente una forma di cooperazione, che non è così comune tra specie diverse. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interspecies_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione interspecie </a>avviene principalmente nei casi di relazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbiosis" target="_blank" rel="noopener">simbiotiche . </a>Ad esempio, molti fiori usano forme simmetriche e colori distintivi per segnalare agli insetti dove si trova <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nectar" target="_blank" rel="noopener">il nettare . </a>Gli esseri umani si impegnano nella comunicazione interspecie quando interagiscono con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pet" target="_blank" rel="noopener">gli animali domestici </a>.</p>
<p>La comunicazione umana ha una lunga <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener">storia </a>e il modo in cui le persone si scambiano informazioni è cambiato nel tempo. Questi cambiamenti sono stati solitamente innescati dallo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione. Esempi sono l&#8217;invenzione dei sistemi di scrittura, lo sviluppo della stampa di massa, l&#8217;uso della radio e della televisione e l&#8217;invenzione di Internet. I progressi tecnologici hanno portato anche a nuove forme di comunicazione, come lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Computer_network" target="_blank" rel="noopener">scambio di dati tra computer </a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Definizioni</h2>
<p>La parola &#8221; <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione </a>&#8221; ha la sua radice nel verbo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latin" target="_blank" rel="noopener">latino &#8221; </a><a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communicare" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicare </em></a>&#8220;, che significa &#8220;condividere&#8221; o &#8220;rendere comune&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Per comunicazione si intende solitamente la trasmissione di informazioni: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMerriam-Webster_staff2022-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Message" target="_blank" rel="noopener">messaggio </a>viene trasmesso da un mittente a un destinatario utilizzando un mezzo, come suono, segni scritti, movimenti del corpo o elettricità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996a[httpswwwreproutledgecomarticlesthematicmeaning-and-communicationv-1_Meaning_and_communication]-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Mittente e destinatario sono spesso individui distinti, ma è anche possibile che un individuo comunichi con se stesso. In alcuni casi, mittente e destinatario non sono individui ma gruppi come organizzazioni, classi sociali o nazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>In un senso diverso, il termine &#8220;comunicazione&#8221; si riferisce al messaggio che viene comunicato o al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">campo di indagine che studia i fenomeni comunicazionali </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>La precisa caratterizzazione della comunicazione è controversa. Molti studiosi hanno sollevato dubbi sul fatto che ogni singola definizione possa catturare accuratamente il termine. Queste difficoltà derivano dal fatto che il termine viene applicato a fenomeni diversi in contesti diversi, spesso con significati leggermente diversi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93202-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECraig1999[httpsacademicoupcomctarticle92119-1614201776_119,_121%E2%80%93122,_133%E2%80%93134]-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>La questione della giusta definizione influenza il processo di ricerca a molti livelli. Ciò include questioni come quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empirical_evidence" target="_blank" rel="noopener">fenomeni empirici </a>vengono osservati, come vengono categorizzati, quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypotheses" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>e leggi vengono formulate e come vengono articolate le teorie sistematiche basate su questi passaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93203-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behavior" target="_blank" rel="noopener">comportamenti </a>inconsci e non umani . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93210-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>Secondo una definizione ampia, molti animali comunicano all&#8217;interno della propria specie e i fiori comunicano segnalando la posizione del nettare alle api attraverso i loro colori e forme. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>Altre definizioni restringono la comunicazione alle interazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscious" target="_blank" rel="noopener">coscienti </a>tra esseri umani. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Alcuni approcci si concentrano sull&#8217;uso di simboli e segni mentre altri sottolineano il ruolo della comprensione, dell&#8217;interazione, del potere o della trasmissione delle idee. Varie caratterizzazioni vedono l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">intento </a>del comunicatore di inviare un messaggio come componente centrale. In quest&#8217;ottica, la trasmissione di informazioni non è sufficiente per la comunicazione se avviene involontariamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMiller1966[httpsdoiorg101111j1460-24661966tb00020x_92%E2%80%9393]-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una versione di questa visione è data dal filosofo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice" target="_blank" rel="noopener">Paul Grice </a>, che identifica la comunicazione con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Action_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">azioni </a>che mirano a rendere il destinatario consapevole delle intenzioni del comunicatore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996[httpswwwreproutledgecomarticlesthematiccommunication-and-intentionv-1_Intention_and_communication]-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Una questione a questo proposito è se solo le trasmissioni di informazioni riuscite debbano essere considerate comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970208%E2%80%93209-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Ad esempio, la distorsione può interferire e modificare il messaggio reale rispetto a quanto originariamente previsto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Un problema strettamente correlato è se gli atti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Deception" target="_blank" rel="noopener">inganno deliberato </a>costituiscano comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970209-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>Secondo un&#8217;ampia definizione del critico letterario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/I._A._Richards" target="_blank" rel="noopener">IA Richards </a>, la comunicazione avviene quando una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mind" target="_blank" rel="noopener">mente </a>agisce sul suo ambiente per trasmettere la propria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Experience" target="_blank" rel="noopener">esperienza </a>a un&#8217;altra mente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEN%C3%B6th2013101-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyon1998[httpsbooksgooglecombooksidfWPiCgAAQBAJpgPT31_31]-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEN%C3%B6th1995[httpsbooksgooglecombooksidrHA4KQcPeNgCpgPA172_172]-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20] </sup></a>Un&#8217;altra interpretazione è data dai teorici della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Shannon" target="_blank" rel="noopener">Claude Shannon </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Weaver" target="_blank" rel="noopener">Warren Weaver </a>, che caratterizzano la comunicazione come una trasmissione di informazioni determinata dall&#8217;interazione di diversi componenti, come una fonte, un messaggio, un codificatore, un canale, un decoder e un ricevitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUS_congress,_Office_of_Technology_Assessment1990[httpsbooksgooglecombooksidBVVdQdURPXsCpgPA31_31]-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESkyttner2006[httpsbooksgooglecombooksid7tvICgAAQBAJpgPA207_207]-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>La visione della trasmissione è rifiutata dalle visioni transazionali e costitutive, che sostengono che la comunicazione non riguarda solo la trasmissione di informazioni ma anche la creazione di significato. Le prospettive transazionali e costitutive sostengono che la comunicazione modella l&#8217;esperienza del partecipante concettualizzando il mondo e dando un senso al proprio ambiente e a se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>I ricercatori che studiano la comunicazione tra animali e piante si concentrano meno sulla creazione di significato. Invece, spesso definiscono il comportamento comunicativo come avente altre caratteristiche, come svolgere un ruolo benefico nella sopravvivenza e nella riproduzione, o avere una risposta osservabile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKarban20155-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Modelli di comunicazione</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>modelli di comunicazione</em></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono rappresentazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concept" target="_blank" rel="noopener">concettuali </a>del processo di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2001[httpswwwencyclopediacommediaencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsmodels-communication_607%E2%80%93608]Models_Of_Communication-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>Il loro obiettivo è fornire una panoramica semplificata delle sue componenti principali. Ciò rende più semplice per i ricercatori formulare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypothesis" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>, applicare concetti relativi alla comunicazione a casi reali e testare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Prediction" target="_blank" rel="noopener">previsioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_23]1._Basic_Communication_Models-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>A causa della loro presentazione semplificata, potrebbero non avere la complessità concettuale necessaria per una comprensione globale di tutti gli aspetti essenziali della comunicazione. Di solito vengono presentati visivamente sotto forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diagram" target="_blank" rel="noopener">diagrammi </a>che mostrano i componenti di base e la loro interazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%938]Introduction-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono spesso classificati in base alle applicazioni previste e al modo in cui concettualizzano la comunicazione. Alcuni modelli sono generali nel senso che sono destinati a tutte le forme di comunicazione. I modelli specializzati mirano a descrivere forme specifiche, come i modelli di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di massa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24,_30]2._Other_models-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></p>
<p>Un modo influente per classificare la comunicazione è distinguere tra modelli di trasmissione lineare, interazione e transazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_15]1._Basic_Communication_Models-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_438]transmission_models-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>I modelli di trasmissione lineare si concentrano sul modo in cui un mittente trasmette <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">le informazioni </a>a un destinatario. Sono <em>lineari </em>perché questo flusso di informazioni va solo in un&#8217;unica direzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA24_24]-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36] </sup></a>Questa visione è rifiutata dai modelli di interazione, che includono un ciclo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feedback" target="_blank" rel="noopener">di feedback </a>. Il feedback è necessario per descrivere molte forme di comunicazione, come una conversazione, in cui l&#8217;ascoltatore può rispondere a chi parla esprimendo la propria opinione o chiedendo chiarimenti. I modelli di interazione rappresentano il processo come una forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Two-way_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione bidirezionale </a>in cui i comunicatori, a turno, inviano e ricevono messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>I modelli di transazione perfezionano ulteriormente questo quadro consentendo rappresentazioni dell&#8217;invio e della risposta allo stesso tempo. Questa modifica è necessaria per descrivere come l&#8217;ascoltatore può fornire feedback in una conversazione faccia a faccia mentre l&#8217;altra persona sta parlando. Esempi sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">il feedback non verbale </a>attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_posture" target="_blank" rel="noopener">la postura del corpo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_expression" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;espressione facciale </a>. I modelli transazionali sostengono inoltre che il significato viene prodotto durante la comunicazione e non esiste indipendentemente da essa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39]</sup></a></p>
<p>Tutti i primi modelli, sviluppati a metà del XX secolo, sono modelli a trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lasswell%27s_model" target="_blank" rel="noopener">Il modello di Lasswell </a>, ad esempio, si basa su cinque domande fondamentali: &#8220;Chi?&#8221;, &#8220;Dice cosa?&#8221;, &#8220;In quale canale?&#8221;, &#8220;A chi?&#8221; e &#8220;Con quale effetto?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_30%E2%80%9331]2._Other_models-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012154[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA154_Lasswell&#039;s_model_of_communication]-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWenxiu2015245%E2%80%93249-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a>L&#8217;obiettivo di queste domande è identificare le componenti di base coinvolte nel processo comunicativo: il mittente, il messaggio, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Receiver_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">destinatario </a>e l&#8217;effetto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg200752%E2%80%9353-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETenganAigbavboaThwala2021[httpsbooksgooglecombooksid8nQhEAAAQBAJpgPT110_110]-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerger1995[httpsbooksgooglecombooksidAfTl2r4K_wUCpgPA12_12%E2%80%9313]-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a>Il modello di Lasswell è stato inizialmente concepito solo come modello di comunicazione di massa, ma è stato applicato anche ad altri campi. Alcuni teorici della comunicazione, come Richard Braddock, lo hanno ampliato includendo domande aggiuntive, come &#8220;In quali circostanze?&#8221; e &#8220;A quale scopo?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESapienzaIyerVeenstra2015%C2%A7Misconception_1:_it&#039;s_a_static_model_with_fixed_categories-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFeicheng2022[httpsbooksgooglecombooksidE4pyEAAAQBAJpgPA24_24]-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBraddock195888%E2%80%9393-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a></p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shannon%E2%80%93Weaver_model" target="_blank" rel="noopener">modello Shannon-Weaver </a>è un altro influente modello di trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELi20075439%E2%80%935442-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a>Si basa sull&#8217;idea che una fonte crea un messaggio, che viene poi tradotto in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Signal" target="_blank" rel="noopener">segnale </a>da un trasmettitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Noise" target="_blank" rel="noopener">Il rumore </a>può interferire e distorcere il segnale. Una volta che il segnale raggiunge il ricevitore, viene ritradotto in un messaggio e reso disponibile alla destinazione. Per una chiamata telefonica fissa, la persona che chiama è la fonte e il suo telefono è il trasmettitore. Il trasmettitore traduce il messaggio in un segnale elettrico che viaggia attraverso il filo, che funge da canale. La persona che riceve la chiamata è la destinazione e il suo telefono è il ricevitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_6%E2%80%9310]1._Communication_theory-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEShannon1948380%E2%80%93382-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>Il modello Shannon-Weaver include una discussione approfondita su come il rumore può distorcere il segnale e su come è possibile ottenere una comunicazione efficace nonostante il rumore. Ciò può avvenire rendendo il messaggio parzialmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Redundancy_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">ridondante </a>in modo che sia comunque possibile la decodifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_10%E2%80%9315]1._Communication_theory-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWeaver1998[httpsbooksgooglecombooksidfRrvAAAAMAAJ_4%E2%80%939,_18%E2%80%9319]Recent_Contributions_to_the_Mathematical_Theory_of_Communication-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEJanuszewski2001[httpsbooksgooglecombooksidmlZsIIoOaSYCpgPA29_29]-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>Altri modelli di trasmissione lineare influenti includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication#Gerbner" target="_blank" rel="noopener">il modello di Gerbner </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Source-Message-Channel-Receiver_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">il modello di Berlo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012112%E2%80%93113[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA112_Gerbner&#039;s_model_of_communication]-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMelkoteSteeves2001[httpsbooksgooglecombooksidPKAi6t2e5AECpgPA108_108]-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEStraubhaarLaRoseDavenport2015[httpsbooksgooglecombooksidjUR-BAAAQBAJpgPT47_18%E2%80%9319]-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>Il primo modello di interazione è stato sviluppato dal teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wilbur_Schramm" target="_blank" rel="noopener">Wilbur Schramm </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA18_18]-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBowmanTargowski198725%E2%80%9326-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Afferma che la comunicazione inizia quando una fonte ha un&#8217;idea e la esprime sotto forma di messaggio. Questo processo si chiama <em>codifica </em>e avviene utilizzando un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">codice </a>, cioè un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">sistema di segni </a>in grado di esprimere l&#8217;idea, ad esempio, attraverso segni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_communication" target="_blank" rel="noopener">visivi </a>o uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Il messaggio viene inviato a una destinazione, che deve decodificarlo e interpretarlo per capirlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a>In risposta, formulano la propria idea, la codificano in un messaggio e la rispediscono come forma di feedback. Un&#8217;altra innovazione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Schramm%27s_model" target="_blank" rel="noopener">modello </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Schramm%27s_model" target="_blank" rel="noopener">di Schramm </a>è che è necessaria un&#8217;esperienza precedente per poter codificare e decodificare i messaggi. Perché la comunicazione abbia successo, i campi di esperienza di origine e di destinazione devono sovrapporsi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_5%E2%80%937]How_communication_works-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65]</sup></a></p>
<p>Il primo modello transazionale è stato proposto dal teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Dean </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Barnlund </a>nel 1970. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHamiltonKrollCreel2023[httpsbooksgooglecombooksid3L2uEAAAQBAJpgPT46_46]-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a>Egli intende la comunicazione come &#8220;la produzione di significato, piuttosto che la produzione di messaggi&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>Il suo obiettivo è diminuire l&#8217;incertezza e arrivare a una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Understanding" target="_blank" rel="noopener">comprensione condivisa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELawsonGillFeekeryWitsel2019[httpsbooksgooglecombooksidfIOWDwAAQBAJpgPA77_76%E2%80%9377]-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Ciò accade in risposta a segnali esterni ed interni. La decodifica è il processo di attribuire loro un significato, mentre la codifica consiste nel produrre nuovi segnali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_behavior" target="_blank" rel="noopener">comportamentali </a>come risposta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDwyer2012[httpsbooksgooglecombooksidxhHiBAAAQBAJpgPA12_12]-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201357%E2%80%9360-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Umano</h2>
<p>Esistono molte forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione umana </a>. Una distinzione centrale è se viene utilizzata la lingua, come nel contrasto tra comunicazione verbale e non verbale. Un&#8217;ulteriore distinzione riguarda se si comunica con gli altri o con se stessi, come nel contrasto tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">interpersonale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">intrapersonale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday201158-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurtonDimbleby2002[httpsbooksgooglecombooksid4XGKAgAAQBAJpgPA126_126]-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESindingWaldstrom2014153-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>Le forme di comunicazione umana sono anche classificate in base al canale o al mezzo utilizzato per trasmettere i messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>Il campo che studia la comunicazione umana è noto come antroposemiotica . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBeynon-Davies2010[httpsbooksgooglecombooksidZnaGDAAAQBAJpgPA52_52]-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBussmann2006[httpsbooksgooglecombooksidO0-9Iw0Qh6ECpgPA65_65%E2%80%9366]-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Verbale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener"><em>linguistica</em></a></p>
<p>La comunicazione verbale è lo scambio di messaggi in forma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>, cioè mediante il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>Nell&#8217;uso colloquiale, la comunicazione verbale è talvolta limitata alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oral_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione orale </a>e può escludere la scrittura e il linguaggio dei segni. Tuttavia, nel discorso accademico, il termine è solitamente usato in un senso più ampio, comprendendo qualsiasi forma di comunicazione linguistica, sia attraverso la parola, la scrittura o i gesti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEButterfield2016[httpsbooksgooglecombooksidVAJVDAAAQBAJpgPA2_2%E2%80%933]-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a>Alcune delle sfide nel distinguere la comunicazione verbale da quella non verbale derivano dalle difficoltà nel definire cosa significhi esattamente <em>linguaggio </em>. La lingua è solitamente intesa come un sistema convenzionale di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbol" target="_blank" rel="noopener">simboli </a>e regole utilizzati per la comunicazione. Tali sistemi si basano su un insieme di semplici unità di significato che possono essere combinate per esprimere idee più complesse. Le regole per combinare le unità in espressioni composte sono chiamate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grammar" target="_blank" rel="noopener">grammatica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Word" target="_blank" rel="noopener">Le parole </a>vengono combinate per formare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sentence_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">frasi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyons1981[httpsbooksgooglecombooksid8Wg57a3DdYYC_3,_6]-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Una caratteristica del linguaggio umano, in contrasto con la comunicazione animale, risiede nella sua complessità e potenza espressiva. Il linguaggio umano può essere usato per riferirsi non solo a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concrete_object" target="_blank" rel="noopener">oggetti concreti </a>nel qui e ora, ma anche a oggetti spazialmente e temporalmente distanti e a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstract_object" target="_blank" rel="noopener">idee astratte </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201311,_13%E2%80%9314-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKigginsCominsGentner2013-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Gli esseri umani hanno una tendenza naturale ad <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Critical_period_hypothesis" target="_blank" rel="noopener">acquisire la loro lingua madre durante l&#8217;infanzia </a>. Sono anche in grado di apprendere altre lingue più avanti nella vita come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Second_language" target="_blank" rel="noopener">seconde lingue </a>. Tuttavia, questo processo è meno intuitivo e spesso non si traduce nello stesso livello di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza linguistica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeisel2011[httpsbooksgooglecombooksid3ryG0_W4qxcC_1]-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMontrul2004[httpsbooksgooglecombooksidnIRgMn83Rr8CpgPA20_20]-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>La disciplina accademica che studia la lingua si chiama <em>linguistica </em>. I suoi sottocampi includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">la semantica </a>(lo studio del significato), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Morphology_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">la morfologia </a>(lo studio della formazione delle parole), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Syntax" target="_blank" rel="noopener">la sintassi </a>(lo studio della struttura della frase), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">la pragmatica </a>(lo studio dell&#8217;uso del linguaggio) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonetics" target="_blank" rel="noopener">la fonetica </a>(lo studio dei suoni di base). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Un contrasto centrale tra le lingue è tra le lingue <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_language" target="_blank" rel="noopener">naturali </a>e quelle artificiali o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Constructed_language" target="_blank" rel="noopener">costruite </a>. Le lingue naturali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_language" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inglese </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Spanish_language" target="_blank" rel="noopener">lo spagnolo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_language" target="_blank" rel="noopener">il giapponese </a>, si sono sviluppate in modo naturale e per la maggior parte non pianificato nel corso della storia. I linguaggi artificiali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Esperanto" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;Esperanto </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quenya" target="_blank" rel="noopener">il Quenya </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/C%2B%2B" target="_blank" rel="noopener">il C++ </a>e il linguaggio della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First-order_logic" target="_blank" rel="noopener">logica del primo ordine </a>, sono appositamente progettati da zero. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEThomason2006[httpswwwencyclopediacomhumanitiesencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsartificial-and-natural-languages_342%E2%80%93345]Artificial_And_Natural_Languages-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>La maggior parte della comunicazione verbale quotidiana avviene utilizzando i linguaggi naturali. Forme centrali di comunicazione verbale sono la parola e la scrittura insieme alle loro controparti di ascolto e lettura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>Le lingue parlate utilizzano i suoni per produrre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign" target="_blank" rel="noopener">segni </a>e trasmettere significato mentre per la scrittura i segni sono fisicamente inscritti su una superficie. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2009306-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_languages" target="_blank" rel="noopener">Le lingue dei segni </a>, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/American_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">la lingua dei segni americana </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nicaraguan_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">la lingua dei segni nicaraguense </a>, sono un&#8217;altra forma di comunicazione verbale. Si affidano a mezzi visivi, principalmente utilizzando i gesti con le mani e le braccia, per formare frasi e trasmettere significato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81]</sup></a></p>
<p>La comunicazione verbale svolge varie funzioni. Una funzione chiave è lo scambio di informazioni, cioè il tentativo dell&#8217;oratore di rendere il pubblico consapevole di qualcosa, solitamente di un evento esterno. Ma il linguaggio può essere utilizzato anche per esprimere i sentimenti e gli atteggiamenti di chi parla. Un ruolo strettamente correlato è quello di stabilire e mantenere relazioni sociali con altre persone. La comunicazione verbale viene utilizzata anche per coordinare il proprio comportamento con gli altri e influenzarli. In alcuni casi, la lingua non viene utilizzata per scopi esterni ma solo per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Entertainment" target="_blank" rel="noopener">intrattenimento </a>o divertimento personale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20136-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo19607%E2%80%938-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>La comunicazione verbale aiuta ulteriormente le persone <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conceptualize" target="_blank" rel="noopener">a concettualizzare </a>il mondo che li circonda e se stessi. Ciò influenza il modo in cui vengono interpretate le percezioni degli eventi esterni, il modo in cui le cose vengono classificate e il modo in cui le idee sono organizzate e correlate tra loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEISU_staff2016[httpkellindstateedupublic-comm-introchapter3-4-functions-of-verbal-communication_3.4:_Functions_of_Verbal_Communication]-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENuytsPederson1999[httpsbooksgooglecombooksidk_ZqqaYrftACpgPA1_1]-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Non verbale</strong></h2>
<p>La comunicazione non verbale è lo scambio di informazioni attraverso modalità non linguistiche, come espressioni facciali, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gesture" target="_blank" rel="noopener">gesti </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_position" target="_blank" rel="noopener">posture </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Tuttavia, non tutte le forme di comportamento non verbale costituiscono comunicazione non verbale. Alcuni teorici, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Judee_K._Burgoon" target="_blank" rel="noopener">Judee Burgoon </a>, sostengono che dipenda dall&#8217;esistenza di un sistema di codifica socialmente condiviso utilizzato per interpretare il significato del comportamento non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La comunicazione non verbale ha molte funzioni. Contiene spesso informazioni su emozioni, atteggiamenti, personalità, relazioni interpersonali e pensieri privati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>La comunicazione non verbale avviene spesso in modo involontario e inconscio, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sweating" target="_blank" rel="noopener">sudare </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Blushing" target="_blank" rel="noopener">arrossire </a>, ma esistono anche forme intenzionali coscienti, come stringere la mano o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thumb_signal" target="_blank" rel="noopener">alzare il pollice </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Spesso avviene contemporaneamente alla comunicazione verbale e aiuta a ottimizzare lo scambio attraverso l&#8217;enfasi e l&#8217;illustrazione o aggiungendo informazioni aggiuntive. I segnali non verbali possono chiarire l’intento dietro un messaggio verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>L&#8217;uso di più <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Modality_(semiotics)" target="_blank" rel="noopener">modalità </a>di comunicazione in questo modo di solito rende la comunicazione più efficace se i messaggi di ciascuna modalità sono coerenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009691-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Tuttavia, in alcuni casi, modalità diverse possono contenere messaggi contrastanti. Ad esempio, una persona può concordare verbalmente con un&#8217;affermazione ma premere insieme le labbra, indicando così disaccordo non verbalmente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Esistono molte forme di comunicazione non verbale. Includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kinesics" target="_blank" rel="noopener">cinesica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proxemics" target="_blank" rel="noopener">prossemica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Haptic_communication" target="_blank" rel="noopener">aptica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paralanguage" target="_blank" rel="noopener">paralinguaggio </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chronemics" target="_blank" rel="noopener">cronemica </a>e aspetto fisico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93694-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a>La cinesica studia il ruolo del comportamento corporeo nel trasmettere informazioni. Viene comunemente chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio del corpo </a>, anche se in senso stretto non si tratta di un linguaggio ma piuttosto di una comunicazione non verbale. Comprende molte forme, come gesti, posture, stili di camminata e danza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493%E2%80%93495-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a>Le espressioni facciali, come ridere, sorridere e accigliarsi, appartengono tutte alla cinesica e sono forme di comunicazione espressive e flessibili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106]</sup></a> L&#8217;oculesica è un&#8217;altra sottocategoria della cinesica per quanto riguarda gli occhi. Copre domande come il modo in cui il contatto visivo, lo sguardo, la frequenza delle palpebre e la dilatazione della pupilla fanno parte della comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a>Alcuni modelli cinesici sono innati e involontari, come sbattere le palpebre, mentre altri sono appresi e volontari, come fare un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Military_salute" target="_blank" rel="noopener">saluto militare </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>La prossemica studia come viene utilizzato lo spazio personale nella comunicazione. La distanza tra i parlanti riflette il loro grado di familiarità e intimità reciproca, nonché il loro status sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a>L&#8217;aptica esamina il modo in cui le informazioni vengono trasmesse utilizzando comportamenti tattili, come strette di mano, tenersi per mano, baci o schiaffi. I significati legati alla sensazione tattile includono cura, preoccupazione, rabbia e violenza. Ad esempio, la stretta di mano è spesso vista come un simbolo di uguaglianza ed equità, mentre il rifiuto di stringere la mano può indicare aggressività. Il bacio è un&#8217;altra forma spesso usata per mostrare affetto e vicinanza erotica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a494-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108]</sup></a></p>
<p>Il paralinguaggio, noto anche come vocalità, comprende elementi non verbali nel discorso che trasmettono informazioni. Il paralinguaggio è spesso usato per esprimere i sentimenti e le emozioni che chi parla prova ma non esplicitamente dichiarati nella parte verbale del messaggio. Non si tratta delle parole usate ma di come vengono espresse. Ciò include elementi come articolazione, controllo delle labbra, ritmo, intensità, intonazione, fluidità e volume. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009694-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Ad esempio, dire qualcosa ad alta voce e con un tono acuto trasmette un significato diverso a livello non verbale rispetto a sussurrare le stesse parole. Il paralinguaggio riguarda principalmente la lingua parlata, ma include anche aspetti della lingua scritta, come l&#8217;uso di colori e caratteri, nonché la disposizione spaziale nei paragrafi e nelle tabelle. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011310-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Anche i suoni non linguistici possono trasmettere informazioni; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Crying" target="_blank" rel="noopener">il pianto </a>indica che il bambino è angosciato e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Babbling" target="_blank" rel="noopener">il balbettio </a>trasmette informazioni sulla salute e il benessere del bambino. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<p>La cronologia riguarda l&#8217;uso del tempo, ad esempio quali messaggi vengono inviati se si è puntuali o in ritardo per una riunione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93693-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Anche l&#8217;aspetto fisico del comunicatore, come altezza, peso, capelli, colore della pelle, sesso, vestiti, tatuaggi e piercing, trasporta informazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>L&#8217;apparenza è un fattore importante per la prima impressione, ma è più limitata come modalità di comunicazione poiché è meno mutevole. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Alcune forme di comunicazione non verbale avvengono utilizzando artefatti come tamburi, fumo, manganelli, semafori e bandiere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGivensWhite2021[httpsbooksgooglecombooksidUhgoEAAAQBAJ_28,_55]-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChan2020[httpsbooksgooglecombooksidCmXIDwAAQBAJpgPA180_180]-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117]</sup></a></p>
<p>Tradizionalmente, la maggior parte della ricerca si concentrava sulla comunicazione verbale. Tuttavia, questo paradigma iniziò a cambiare negli anni ’50, quando l’interesse della ricerca sulla comunicazione non verbale aumentò e ne enfatizzò l’influenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECloughDuff2020323-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_244]Logocentrism-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMills2015[httpsbooksgooglecombooksidouHnCgAAQBAJpgPT132_132%E2%80%93133]-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a>Ad esempio, molti giudizi sulla natura e sul comportamento di altre persone si basano su segnali non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>Inoltre è presente in una certa misura in quasi ogni atto comunicativo e alcune parti di esso sono universalmente comprese. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurgoonManusovGuerrero2016[httpsbooksgooglecombooksidJqVYCwAAQBAJpgPA3_3%E2%80%934]-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Queste considerazioni hanno spinto alcuni teorici della comunicazione, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Ray </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Birdwhistell </a>, ad affermare che la maggior parte delle idee e delle informazioni viene veicolata in questo modo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492%E2%80%93493-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690%E2%80%93961-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123] </sup></a>È stato anche suggerito che la comunicazione umana sia fondamentalmente non verbale e che le parole possano acquisire significato solo grazie alla comunicazione non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009691-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Le prime forme di comunicazione umana, come il pianto e il balbettio, sono non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>La comunicazione non verbale è studiata in vari campi oltre agli studi sulla comunicazione, come la linguistica, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotics" target="_blank" rel="noopener">la semiotica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthropology" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;antropologia </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Interpersonale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicazione interpersonale</em></a></p>
<p>La comunicazione interpersonale è la comunicazione tra persone distinte. La sua forma tipica è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dyadic_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione diadica </a>, cioè tra due persone, ma può riferirsi anche alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione all&#8217;interno di gruppi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201352%E2%80%9353-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126] </sup></a>Può essere pianificato o non pianificato e si verifica in molte forme, come quando si saluta qualcuno, durante le trattative salariali o quando si fa una telefonata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>Alcuni teorici della comunicazione, come Virginia M. McDermott, comprendono la comunicazione interpersonale come un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fuzzy_concept" target="_blank" rel="noopener">concetto confuso </a>che si manifesta per gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>In questa visione, uno scambio varia nel modo in cui è interpersonale in base a diversi fattori. Dipende da quante persone sono presenti e se avviene di persona piuttosto che tramite telefono o e-mail. Un ulteriore fattore riguarda la relazione tra i comunicatori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129] </sup></a>la comunicazione di gruppo e la comunicazione di massa sono forme meno tipiche di comunicazione interpersonale e alcuni teorici le trattano come tipologie distinte. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129]</sup></a></p>
<p>La comunicazione interpersonale può essere sincrona o asincrona. Per la comunicazione asincrona, le parti si alternano nell&#8217;invio e nella ricezione dei messaggi. Ciò si verifica quando si scambiano lettere o e-mail. Per la comunicazione sincrona, entrambe le parti inviano messaggi contemporaneamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a>Ciò accade quando una persona parla mentre l&#8217;altra persona invia messaggi non verbali in risposta segnalando se è d&#8217;accordo con ciò che viene detto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a>Alcuni teorici della comunicazione, come Sarah Trenholm e Arthur Jensen, distinguono tra messaggi di contenuto e messaggi relazionali. I messaggi di contenuto esprimono i sentimenti di chi parla rispetto all&#8217;argomento di discussione. I messaggi relazionali, invece, dimostrano i sentimenti di chi parla nei confronti della sua relazione con gli altri partecipanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETrenholmJensen201336,_361-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131]</sup></a></p>
<p>Sono state proposte varie teorie sulla funzione della comunicazione interpersonale. Alcuni si concentrano su come aiuta le persone a dare un senso al loro mondo e a creare la società. Altri sostengono che il suo scopo principale sia capire perché le altre persone si comportano in un certo modo e adattare il proprio comportamento di conseguenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009548%E2%80%93549-132" target="_blank" rel="noopener"><sup>[132] </sup></a>Un approccio strettamente correlato è quello di concentrarsi sulle informazioni e vedere la comunicazione interpersonale come un tentativo di ridurre l’incertezza sugli altri e sugli eventi esterni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009549-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a>Altre spiegazioni lo intendono in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Needs" target="_blank" rel="noopener">bisogni </a>che soddisfa. Ciò include i bisogni di appartenere a qualche posto, essere inclusi, piacere, mantenere relazioni e influenzare il comportamento degli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009549-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>A livello pratico, la comunicazione interpersonale viene utilizzata per coordinare le proprie azioni con quelle degli altri per portare a termine le cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009546-135" target="_blank" rel="noopener"><sup>[135] </sup></a>La ricerca sulla comunicazione interpersonale include argomenti come il modo in cui le persone costruiscono, mantengono e dissolvono le relazioni attraverso la comunicazione. Altre domande sono perché le persone scelgono un messaggio piuttosto che un altro e quali effetti questi messaggi hanno sui comunicatori e sulla loro relazione. Un ulteriore argomento è come prevedere se due persone si piaceranno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009546%E2%80%93547-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Intrapersonale</strong></h2>
<p>La comunicazione intrapersonale è la comunicazione con se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009566-138" target="_blank" rel="noopener"><sup>[138] </sup></a>In alcuni casi ciò si manifesta esternamente, come quando si è impegnati in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monologue" target="_blank" rel="noopener">monologo </a>, si prendono appunti, si evidenzia un passaggio e si scrive un diario o una lista della spesa. Ma molte forme di comunicazione intrapersonale avvengono internamente sotto forma di scambio interiore con se stessi, come quando si pensa a qualcosa o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daydreaming" target="_blank" rel="noopener">si sogna ad occhi aperti </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHoneycutt2014[httpsbooksgooglecombooksid9pbnBQAAQBAJpgPT317_317]-139" target="_blank" rel="noopener"><sup>[139] </sup></a>Strettamente correlata alla comunicazione intrapersonale è la comunicazione che avviene all&#8217;interno di un organismo al di sotto del livello personale, come lo scambio di informazioni tra organi o cellule. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA196_196]-140" target="_blank" rel="noopener"><sup>[140]</sup></a></p>
<p>La comunicazione intrapersonale può essere innescata da stimoli interni ed esterni. Può avvenire sotto forma di articolazione di una frase prima di esprimerla esternamente. Altre forme sono fare progetti per il futuro e tentare di elaborare le emozioni per calmarsi in situazioni stressanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347%E2%80%9352-141" target="_blank" rel="noopener"><sup>[141] </sup></a>Può aiutare a regolare la propria attività mentale e il comportamento esteriore, nonché a interiorizzare norme culturali e modi di pensare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567%E2%80%93568-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a>Forme esterne di comunicazione intrapersonale possono aiutare la memoria. Ciò accade, ad esempio, quando si compila la lista della spesa. Un altro utilizzo è quello di risolvere problemi difficili, come quando si risolve un&#8217;equazione matematica complessa riga per riga. In questo modo è anche possibile interiorizzare nuove conoscenze, ad esempio ripetendo a se stessi un nuovo vocabolario. A causa di queste funzioni, la comunicazione intrapersonale può essere intesa come &#8220;uno strumento di pensiero eccezionalmente potente e pervasivo&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009568%E2%80%93569-143" target="_blank" rel="noopener"><sup>[143]</sup></a></p>
<p>Sulla base del suo ruolo nell&#8217;autoregolamentazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">, </a>alcuni teorici hanno suggerito che la comunicazione intrapersonale è più basilare della comunicazione interpersonale. I bambini piccoli a volte usano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Private_speech" target="_blank" rel="noopener">un linguaggio egocentrico </a>mentre giocano nel tentativo di dirigere il proprio comportamento. In questa visione, la comunicazione interpersonale si sviluppa solo più tardi, quando il bambino passa dalla sua prospettiva egocentrica iniziale a una prospettiva più sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567-144" target="_blank" rel="noopener"><sup>[144] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKreps2012[httpsbooksgooglecombooksidFrbGuo2mxCMCpgPA239_239]-145" target="_blank" rel="noopener"><sup>[145] </sup></a>Una spiegazione diversa sostiene che la comunicazione interpersonale è più basilare poiché viene utilizzata per la prima volta dai genitori per regolare ciò che fa il loro bambino. Una volta che il bambino ha imparato questo, può applicare la stessa tecnica a se stesso per ottenere un maggiore controllo sul proprio comportamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567%E2%80%93568-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA14_14]-146" target="_blank" rel="noopener"><sup>[146]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Canali</strong></h2>
<p>Perché la comunicazione abbia successo, il messaggio deve viaggiare dal mittente al destinatario. Il <em>canale </em>è il modo in cui ciò viene realizzato. Non si occupa del significato del messaggio ma solo dei mezzi tecnici con cui il significato viene trasmesso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>I canali sono spesso intesi in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Senses" target="_blank" rel="noopener">sensi </a>utilizzati per percepire il messaggio, ovvero udito, vista, olfatto, tatto e gusto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196063%E2%80%939-147" target="_blank" rel="noopener"><sup>[147] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%9336]-148" target="_blank" rel="noopener"><sup>[148] </sup></a>Ma nel senso più ampio, i canali comprendono qualsiasi forma di trasmissione, compresi i mezzi tecnologici come libri, cavi, onde radio, telefoni o televisione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>I messaggi trasmessi naturalmente di solito svaniscono rapidamente mentre alcuni messaggi che utilizzano canali artificiali hanno una durata di vita molto più lunga, come nel caso dei libri o delle sculture. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130]</sup></a></p>
<p>Le caratteristiche fisiche di un canale hanno un impatto sul codice e sui segnali che possono essere utilizzati per esprimere le informazioni. Ad esempio, le telefonate tipiche sono limitate all&#8217;uso del linguaggio verbale e del paralinguaggio, ma escludono le espressioni facciali. Spesso è possibile tradurre i messaggi da un codice all&#8217;altro per renderli disponibili su un canale diverso. Un esempio è scrivere un messaggio parlato o esprimerlo utilizzando il linguaggio dei segni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_20]-149" target="_blank" rel="noopener"><sup>[149]</sup></a></p>
<p>La trasmissione delle informazioni può avvenire attraverso più canali contemporaneamente. Ad esempio, la comunicazione faccia a faccia spesso combina il canale uditivo per trasmettere informazioni verbali con il canale visivo per trasmettere informazioni non verbali utilizzando gesti ed espressioni facciali. L&#8217;utilizzo di più canali può migliorare l&#8217;efficacia della comunicazione aiutando il destinatario a comprendere meglio l&#8217;argomento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEvon_Kriegstein2011[httpsbooksgooglecombooksidpRV1XsOyAc8CpgPA683_683]-151" target="_blank" rel="noopener"><sup>[151] </sup></a>La scelta dei canali spesso è importante poiché la capacità di comprensione del ricevente può variare a seconda del canale scelto. Ad esempio, un insegnante può decidere di presentare alcune informazioni oralmente e altre visivamente, a seconda del contenuto e dello stile di apprendimento preferito dallo studente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196067-152" target="_blank" rel="noopener"><sup>[152] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Competenza comunicativa</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener"><em>competenza comunicativa</em></a></p>
<p>La competenza comunicativa è la capacità di comunicare in modo efficace o di scegliere il comportamento comunicativo appropriato in una determinata situazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>Riguarda cosa dire, quando dirlo e come dirlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Include inoltre la capacità di ricevere e comprendere messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Competence_(human_resources)" target="_blank" rel="noopener">La competenza </a>viene spesso contrapposta alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_performance" target="_blank" rel="noopener">prestazione </a>poiché la competenza può essere presente anche se non viene esercitata, mentre la prestazione consiste nella realizzazione di questa competenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGenesee1984[httpsbooksgooglecombooksidU-05JSBtZF8CpgPA139_139]-156" target="_blank" rel="noopener"><sup>[156] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeterwagner2005[httpsbooksgooglecombooksid87BOMKSj1kcCpgPA9_9]-157" target="_blank" rel="noopener"><sup>[157] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3029]Models_of_communication-158" target="_blank" rel="noopener"><sup>[158] </sup></a>Tuttavia, alcuni teorici rifiutano un netto contrasto e sostengono che la prestazione è la parte osservabile e viene utilizzata per dedurre la competenza in relazione alle prestazioni future. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200817%E2%80%9318-159" target="_blank" rel="noopener"><sup>[159]</sup></a></p>
<p>Due componenti centrali della competenza comunicativa sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Effectiveness" target="_blank" rel="noopener">l’efficacia </a>e l’appropriatezza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>L&#8217;efficacia è il grado in cui l&#8217;oratore raggiunge i risultati desiderati o il grado in cui vengono realizzate le alternative preferite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a>Ciò significa che l&#8217;efficacia di un comportamento comunicativo non dipende solo dal risultato effettivo ma anche dall&#8217;intenzione di chi parla, cioè se questo risultato era ciò che intendeva ottenere. Per questo motivo, alcuni teorici richiedono inoltre che chi parla sia in grado di fornire una spiegazione del motivo per cui si è impegnato in un comportamento piuttosto che in un altro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a>L&#8217;efficacia è strettamente correlata all&#8217;efficienza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Efficiency" target="_blank" rel="noopener">, </a>con la differenza che l&#8217;efficacia riguarda il raggiungimento degli obiettivi mentre l&#8217;efficienza riguarda l&#8217;utilizzo di poche risorse (come tempo, impegno e denaro) nel processo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160]</sup></a></p>
<p>Appropriatezza significa che il comportamento comunicativo soddisfa gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>Il teorico della comunicazione Brian H. Spitzberg lo definisce come &#8220;la legittimità percepita o l&#8217;accettabilità del comportamento o delle azioni in un dato contesto&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a>Ciò significa che chi parla è consapevole del contesto sociale e culturale per adattare ed esprimere il messaggio in un modo considerato accettabile nella situazione data. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238-163" target="_blank" rel="noopener"><sup>[163] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818-164" target="_blank" rel="noopener"><sup>[164] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200970-165" target="_blank" rel="noopener"><sup>[165] </sup></a>Ad esempio, per dire addio al proprio insegnante, uno studente può usare l&#8217;espressione &#8220;Addio, signore&#8221; ma non l&#8217;espressione &#8220;Devo separarmi , amico&#8221;, che può usare quando parlando con un coetaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200059%E2%80%9360-166" target="_blank" rel="noopener"><sup>[166] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Essere efficaci e appropriati significa raggiungere i propri risultati preferiti in un modo che segua gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200826-167" target="_blank" rel="noopener"><sup>[167] </sup></a>Alcune definizioni di competenza comunicativa pongono l&#8217;accento principale sull&#8217;efficacia o sull&#8217;adeguatezza, mentre altre combinano entrambe le caratteristiche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9322-168" target="_blank" rel="noopener"><sup>[168]</sup></a></p>
<p>Sono state suggerite molte componenti aggiuntive della competenza comunicativa, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, controllo, flessibilità, sensibilità e conoscenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201524-169" target="_blank" rel="noopener"><sup>[169] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200819,_24-170" target="_blank" rel="noopener"><sup>[170] </sup></a>Viene spesso discusso in termini di abilità individuali impiegate nel processo, cioè le componenti comportamentali specifiche che compongono la competenza comunicativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015242-172" target="_blank" rel="noopener"><sup>[172] </sup></a>Le abilità di produzione del messaggio includono la lettura e la scrittura. Sono correlati con le capacità di ricezione dell&#8217;ascolto e della lettura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>Esistono abilità di comunicazione sia verbali che non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a>Ad esempio, le abilità di comunicazione verbale implicano la corretta comprensione di una lingua, compresa la sua <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonology" target="_blank" rel="noopener">fonologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Orthography" target="_blank" rel="noopener">ortografia </a>, sintassi, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lexicon" target="_blank" rel="noopener">lessico </a>e semantica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154]</sup></a></p>
<p>Molti aspetti della vita umana dipendono dal successo della comunicazione, dalla garanzia delle necessità di base della sopravvivenza alla costruzione e al mantenimento delle relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a>La competenza comunicativa è un fattore chiave per stabilire se una persona è in grado di raggiungere i propri obiettivi nella vita sociale, come avere una carriera di successo e trovare un coniuge adatto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200815-174" target="_blank" rel="noopener"><sup>[174] Per questo motivo, può avere un grande impatto sul </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Well-being" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>dell&#8217;individuo . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171] </sup></a>La mancanza di competenza comunicativa può causare problemi sia a livello individuale che sociale, compresi problemi professionali, accademici e sanitari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171]</sup></a></p>
<p>Gli ostacoli a una comunicazione efficace possono distorcere il messaggio. Potrebbero causare problemi di comunicazione e causare effetti indesiderati. Ciò può accadere se il messaggio è espresso male perché utilizza termini con i quali il destinatario non ha familiarità, o perché non è pertinente ai bisogni del destinatario, o perché contiene troppo poche o troppe informazioni. Anche la distrazione, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Selective_perception" target="_blank" rel="noopener">la percezione selettiva </a>e la mancanza di attenzione al feedback possono essere responsabili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBuchananHuczynski2017218%E2%80%93219-175" target="_blank" rel="noopener"><sup>[175] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA20_20%E2%80%9321]-176" target="_blank" rel="noopener"><sup>[176] </sup></a>Il rumore è un altro fattore negativo. Si tratta di influenze che interferiscono con il messaggio nel suo percorso verso il destinatario e lo distorcono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_296]noise-177" target="_blank" rel="noopener"><sup>[177] </sup></a>I crepitii durante una telefonata sono una forma di rumore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ambiguity" target="_blank" rel="noopener">Le espressioni ambigue </a>possono anche inibire una comunicazione efficace e rendere necessario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Disambiguate" target="_blank" rel="noopener">disambiguare </a>tra le possibili interpretazioni per discernere l&#8217;intenzione del mittente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEvan_Trijp2018[httpsbooksgooglecombooksidoqhJDwAAQBAJpgPA289_289%E2%80%93290]-178" target="_blank" rel="noopener"><sup>[178] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWinner2017[httpsbooksgooglecombooksidYBw0DwAAQBAJpgPT29_29]-179" target="_blank" rel="noopener"><sup>[179] </sup></a>Queste interpretazioni dipendono anche dal <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cross-cultural_communication" target="_blank" rel="noopener">background culturale dei partecipanti </a>. Differenze culturali significative costituiscono un ulteriore ostacolo e aumentano la probabilità che i messaggi vengano interpretati male. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERao2009[httpsbooksgooglecombooksidfBHi4hEuDgYC_48]-180" target="_blank" rel="noopener"><sup>[180]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Altre specie</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener"><em>Biocomunicazione (scienza) </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener"><em>Biosemiotica</em></a></p>
<p>Oltre alla comunicazione umana, esistono molte altre forme di comunicazione presenti nel regno animale e tra le piante. Sono studiati in campi come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener">la biocomunicazione </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">la biosemiotica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEmmeche2003[httpswwwencyclopediacomeducationencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsbiosemiotics_63%E2%80%9364]-181" target="_blank" rel="noopener"><sup>[181] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESeckbachGordon2016[httpsbooksgooglecombooksidycOkDQAAQBAJpgPR15_xv%E2%80%93xvi]-182" target="_blank" rel="noopener"><sup>[182] </sup></a>Ci sono ulteriori ostacoli in quest&#8217;area per giudicare se la comunicazione ha avuto luogo tra due individui. I segnali acustici sono spesso facili da notare e analizzare per gli scienziati, ma è più difficile giudicare se i cambiamenti tattili o chimici debbano essere intesi come segnali comunicativi piuttosto che come altri processi biologici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201345-183" target="_blank" rel="noopener"><sup>[183]</sup></a></p>
<p>Per questo motivo, i ricercatori spesso utilizzano definizioni di comunicazione leggermente modificate per facilitare il loro lavoro. Un presupposto comune a questo riguardo viene dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Evolutionary_biology" target="_blank" rel="noopener">biologia evoluzionistica </a>e sostiene che la comunicazione dovrebbe in qualche modo avvantaggiare i comunicatori in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_selection" target="_blank" rel="noopener">selezione naturale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>I biologi Rumsaïs Blatrix e Veronika Mayer definiscono la comunicazione come &#8220;lo scambio di informazioni tra individui, in cui sia il segnalatore che il ricevente possono aspettarsi di trarre vantaggio dallo scambio&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a>Secondo questo punto di vista, il mittente trae vantaggio influenzando il comportamento del ricevente e il ricevente trae vantaggio rispondendo al segnale. Questi benefici dovrebbero esistere in media ma non necessariamente in ogni singolo caso. In questo modo la segnalazione ingannevole può essere intesa anche come forma di comunicazione. Un problema dell’approccio evoluzionistico è che spesso è difficile valutare l’impatto di tale comportamento sulla selezione naturale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20103-185" target="_blank" rel="noopener"><sup>[185] </sup></a>Un altro vincolo pragmatico comune è ritenere che sia necessario osservare una risposta da parte del ricevente dopo il segnale quando si giudica se la comunicazione è avvenuta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20106-186" target="_blank" rel="noopener"><sup>[186]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Studi di comunicazione</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener"><em>studi sulla comunicazione</em></a></p>
<p>Gli studi sulla comunicazione, detti anche <em>scienze della comunicazione </em>, sono la disciplina accademica che studia la comunicazione. È strettamente correlato alla semiotica, con la differenza che gli studi sulla comunicazione si concentrano maggiormente su questioni tecniche relative al modo in cui i messaggi vengono inviati, ricevuti ed elaborati. La semiotica, invece, affronta questioni più astratte relative al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meaning_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">significato </a>e al modo in cui i segni lo acquisiscono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>Gli studi sulla comunicazione coprono un&#8217;ampia area che si sovrappone a molte altre discipline, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biology" target="_blank" rel="noopener">la biologia </a>, l&#8217;antropologia, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociology" target="_blank" rel="noopener">la sociologia </a>, la linguistica, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Media_studies" target="_blank" rel="noopener">gli studi sui media </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journalism" target="_blank" rel="noopener">il giornalismo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-277" target="_blank" rel="noopener"><sup>[277]</sup></a></p>
<p>Molti contributi nel campo degli studi sulla comunicazione si concentrano sullo sviluppo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">modelli </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_theory" target="_blank" rel="noopener">teorie della comunicazione </a>. I modelli di comunicazione mirano a fornire una panoramica semplificata delle principali componenti coinvolte nella comunicazione. Le teorie della comunicazione cercano di fornire quadri concettuali per presentare accuratamente la comunicazione in tutta la sua complessità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013181-278" target="_blank" rel="noopener"><sup>[278] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%9310]Introduction-279" target="_blank" rel="noopener"><sup>[279] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT22_10]-280" target="_blank" rel="noopener"><sup>[280] </sup></a>Alcune teorie si concentrano sulla comunicazione come arte pratica del discorso mentre altre esplorano il ruolo dei segni, dell&#8217;esperienza, dell&#8217;elaborazione delle informazioni e dell&#8217;obiettivo di costruire un ordine sociale attraverso l&#8217;interazione coordinata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz201331,_41%E2%80%9342-281" target="_blank" rel="noopener"><sup>[281] </sup></a>Gli studi sulla comunicazione si interessano anche alle funzioni e agli effetti della comunicazione. Copre questioni come il modo in cui la comunicazione soddisfa i bisogni fisiologici e psicologici, aiuta a costruire relazioni e aiuta a raccogliere informazioni sull&#8217;ambiente, sugli altri individui e su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg200718-282" target="_blank" rel="noopener"><sup>[282] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>Un ulteriore argomento riguarda la questione di come i sistemi di comunicazione cambiano nel tempo e come questi cambiamenti sono correlati ad altri cambiamenti sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013184-283" target="_blank" rel="noopener"><sup>[283] </sup></a>Un argomento correlato si concentra sui principi psicologici alla base di tali cambiamenti e sugli effetti che hanno sul modo in cui le persone si scambiano idee. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013184%E2%80%93185-284" target="_blank" rel="noopener"><sup>[284]</sup></a></p>
<p>La comunicazione veniva studiata già <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ancient_Greek" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;antica Grecia </a>. Le prime teorie influenti furono create da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener">Platone </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aristotle" target="_blank" rel="noopener">Aristotele </a>, che enfatizzavano il parlare in pubblico e la comprensione della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rhetoric" target="_blank" rel="noopener">retorica </a>. Secondo Aristotele, ad esempio, lo scopo della comunicazione è persuadere il pubblico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155-285" target="_blank" rel="noopener"><sup>[285] </sup></a>Il campo degli studi sulla comunicazione è diventato una disciplina di ricerca separata solo nel XX secolo, soprattutto a partire dagli anni Quaranta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT15_3%E2%80%934]-287" target="_blank" rel="noopener"><sup>[287] </sup></a>Lo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione, come telefono, radio, giornali, televisione e Internet, ha avuto un grande impatto sulla comunicazione e sugli studi sulla comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg20073-288" target="_blank" rel="noopener"><sup>[288] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBernabo2017[httpsbooksgooglecombooksid4GFCDgAAQBAJpgPA201_201%E2%80%93202]Communication_History-289" target="_blank" rel="noopener"><sup>[289]</sup></a></p>
<p>Oggi gli studi sulla comunicazione sono una disciplina ampia. Alcuni lavori in esso contenuti tentano di fornire una caratterizzazione generale della comunicazione nel senso più ampio. Altri tentano di dare un&#8217;analisi precisa di una forma specifica di comunicazione. Gli studi sulla comunicazione comprendono molti sottocampi. Alcuni si concentrano su argomenti ampi come la comunicazione interpersonale, la comunicazione intrapersonale, la comunicazione verbale e la comunicazione non verbale. Altri indagano sulla comunicazione all&#8217;interno di un&#8217;area specifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007286-290" target="_blank" rel="noopener"><sup>[290] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEJenkinsChen2016[httpsbooksgooglecombooksidHQJbDwAAQBAJpgPT506_506]-291" target="_blank" rel="noopener"><sup>[291]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione organizzativa </a>riguarda la comunicazione tra membri di organizzazioni come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporations" target="_blank" rel="noopener">aziende </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nonprofits" target="_blank" rel="noopener">organizzazioni no-profit </a>o piccole imprese. Centrale a questo riguardo è il coordinamento del comportamento dei diversi membri nonché l’interazione con i clienti e il pubblico in generale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPutnamWooBanghart2017-292" target="_blank" rel="noopener"><sup>[292] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERenZhai2013[httpsbooksgooglecombooksidnC6_BAAAQBAJpgPA77_77]-293" target="_blank" rel="noopener"><sup>[293] </sup></a>Termini strettamente correlati sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporate_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione professionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHartleyBruckmann2008[httpsbooksgooglecombooksidn-OGAgAAQBAJpgPA1_1%E2%80%932]-294" target="_blank" rel="noopener"><sup>[294] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMullany2020[httpsbooksgooglecombooksidrC3rDwAAQBAJpgPA2_2]-295" target="_blank" rel="noopener"><sup>[295] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDixon2017[httpsbooksgooglecombooksid4XHQDQAAQBAJpgPA204_204]-296" target="_blank" rel="noopener"><sup>[296] </sup></a>L&#8217;elemento principale della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marketing_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di marketing </a>è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising" target="_blank" rel="noopener">la pubblicità </a>, ma comprende anche altre attività di comunicazione volte a promuovere l&#8217;obiettivo dell&#8217;organizzazione presso il suo pubblico, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Public_relations" target="_blank" rel="noopener">le pubbliche relazioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESierra2006[httpsbooksgooglecombooksid0xL_cHiMfLoCpgPA392_392]-297" target="_blank" rel="noopener"><sup>[297] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBr%C3%B8nn2016[httpsbooksgooglecombooksidZs6UCwAAQBAJpgPT360_360]-298" target="_blank" rel="noopener"><sup>[298]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Political_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione politica </a>copre argomenti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Electoral_campaigns" target="_blank" rel="noopener">le campagne elettorali </a>per influenzare gli elettori e la comunicazione legislativa, come le lettere a un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Congress" target="_blank" rel="noopener">congresso </a>o i documenti di una commissione. Un&#8217;enfasi specifica viene spesso data alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Propaganda" target="_blank" rel="noopener">propaganda </a>e al ruolo dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">mass media </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcClelland2008[httpswwwencyclopediacomsocial-sciencesapplied-and-social-sciences-magazinescommunication-political_Communication,_Political]-299" target="_blank" rel="noopener"><sup>[299]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intercultural_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione interculturale </a>è rilevante sia per la comunicazione organizzativa che per quella politica poiché spesso implicano tentativi di scambio di messaggi tra comunicatori provenienti da contesti culturali diversi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006[httpswwwencyclopediacomentrepreneursencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsintercultural-communication_609%E2%80%93610]Intercultural_communication-300" target="_blank" rel="noopener"><sup>[300] </sup></a>Il background culturale influenza il modo in cui i messaggi vengono formulati e interpretati e può essere causa di malintesi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg177_177%E2%80%93180]-301" target="_blank" rel="noopener"><sup>[301] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a>È rilevante anche per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Development_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione sullo sviluppo </a>, che riguarda l&#8217;uso della comunicazione per assistere allo sviluppo, come gli aiuti forniti dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First_world" target="_blank" rel="noopener">paesi del primo mondo </a>ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Third-world_countries" target="_blank" rel="noopener">paesi del terzo mondo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMelkote2003[httpsbooksgooglecombooksidSNmJy7iBYOYCpgPA129_129]-302" target="_blank" rel="noopener"><sup>[302] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007301-303" target="_blank" rel="noopener"><sup>[303]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione sanitaria </a>riguarda la comunicazione nel campo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Healthcare" target="_blank" rel="noopener">dell’assistenza sanitaria </a>e degli sforzi di promozione della salute. Uno dei suoi argomenti è il modo in cui gli operatori sanitari, come medici e infermieri, dovrebbero comunicare con i loro pazienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007307-304" target="_blank" rel="noopener"><sup>[304] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKreps2002395-305" target="_blank" rel="noopener"><sup>[305]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>Storia della comunicazione</em></a></p>
<p>La storia della comunicazione studia come i processi comunicativi si sono evoluti e hanno interagito con la società, la cultura e la tecnologia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESimonsonPeckCraigJackson20131-306" target="_blank" rel="noopener"><sup>[306] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESonderling1995[httpsbooksgooglecombooksid54oceJfEV0kCpgPA89_89]-307" target="_blank" rel="noopener"><sup>[307] </sup></a>La comunicazione umana ha una lunga storia e il modo in cui le persone comunicano è cambiato notevolmente nel tempo. Molti di questi cambiamenti sono stati innescati dallo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione e hanno avuto vari effetti sul modo in cui le persone si scambiano idee. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]-308" target="_blank" rel="noopener"><sup>[308] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]-309" target="_blank" rel="noopener"><sup>[309] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEInnis19506%E2%80%937-310" target="_blank" rel="noopener"><sup>[310] </sup></a>Le nuove tecnologie della comunicazione di solito richiedono nuove competenze che le persone devono imparare per usarle in modo efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERowitz2014[httpsbooksgooglecombooksidRekQlJPS85ECpgPA459_459]-311" target="_blank" rel="noopener"><sup>[311] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECalabreseSparks2003[httpsbooksgooglecombooksidUT_FAAAAQBAJpgPA85_85]-312" target="_blank" rel="noopener"><sup>[312] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETompkins2023[httpsbooksgooglecombooksidFmuyEAAAQBAJpgPT141_141]-313" target="_blank" rel="noopener"><sup>[313]</sup></a></p>
<p>Nella letteratura accademica, la storia della comunicazione è solitamente divisa in epoche in base alla forma di comunicazione dominante in quell&#8217;epoca. Il numero di età e la periodizzazione precisa sono controversi. Di solito includono l&#8217;età necessaria per parlare, scrivere e stampare, nonché per la comunicazione di massa elettronica e Internet. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-314" target="_blank" rel="noopener"><sup>[314] </sup></a>Secondo il teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_Poe" target="_blank" rel="noopener">Marshall Poe </a>, i media dominanti per ogni età possono essere caratterizzati in relazione a diversi fattori. Includono la quantità di informazioni che un mezzo può archiviare, quanto tempo persiste, quanto tempo occorre per trasmetterlo e quanto è costoso utilizzare il mezzo. Poe sostiene che le età successive di solito comportano qualche forma di miglioramento di uno o più fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201112%E2%80%9313-315" target="_blank" rel="noopener"><sup>[315] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]-308" target="_blank" rel="noopener"><sup>[308]</sup></a></p>
<p>Secondo alcune stime scientifiche, il linguaggio si è sviluppato circa 40.000 anni fa, mentre altri lo ritengono molto più antico. Prima di questo sviluppo, la comunicazione umana somigliava alla comunicazione animale e avveniva attraverso una combinazione di grugniti, grida, gesti ed espressioni facciali. Il linguaggio ha aiutato i primi esseri umani a organizzarsi e a pianificare in modo più efficiente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA3_3]-316" target="_blank" rel="noopener"><sup>[316] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECapstick2020[httpsbooksgooglecombooksidjW76DwAAQBAJpgPA5_5%E2%80%936]-317" target="_blank" rel="noopener"><sup>[317] </sup></a>Nelle prime società, la lingua parlata era la principale forma di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]-309" target="_blank" rel="noopener"><sup>[309] </sup></a>La maggior parte della conoscenza veniva trasmessa attraverso di essa, spesso sotto forma di storie o detti saggi. Questa forma non produce conoscenza stabile poiché dipende dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Memory#Failures" target="_blank" rel="noopener">memoria umana imperfetta </a>. Per questo motivo, molti dettagli differiscono da un racconto all&#8217;altro e vengono presentati in modo diverso da narratori distinti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>Quando le persone iniziarono a stabilirsi e a formare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agrarian_society" target="_blank" rel="noopener">comunità agricole </a>, le società crebbero e vi fu una maggiore necessità di registrazioni stabili della proprietà della terra e delle transazioni commerciali. Ciò ha dato il via all&#8217;invenzione della scrittura, che è in grado di risolvere molti problemi derivanti dall&#8217;uso esclusivamente della comunicazione orale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201167-318" target="_blank" rel="noopener"><sup>[318] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]-319" target="_blank" rel="noopener"><sup>[319] </sup></a>È molto più efficace nel preservare la conoscenza e trasmetterla tra le generazioni poiché non dipende dalla memoria umana. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]-319" target="_blank" rel="noopener"><sup>[319] </sup></a>Prima dell’invenzione della scrittura si erano già sviluppate alcune forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proto-writing" target="_blank" rel="noopener">protoscrittura . </a>La protoscrittura comprende segni visibili di lunga durata utilizzati per archiviare informazioni, come decorazioni su oggetti in ceramica, nodi in una corda per tracciare le merci o sigilli per contrassegnare la proprietà. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERobinson2009[httpsbooksgooglecombooksidKRsUDAAAQBAJpgPA4_4%E2%80%935]-321" target="_blank" rel="noopener"><sup>[321] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEAitchison2007[httpsbooksgooglecombooksidZgmmB6vNjYYCpgPA33_33]-322" target="_blank" rel="noopener"><sup>[322]</sup></a></p>
<p>La maggior parte delle prime comunicazioni scritte avveniva tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pictogram" target="_blank" rel="noopener">pittogrammi </a>. I pittogrammi sono simboli grafici che trasmettono significato assomigliando visivamente a oggetti del mondo reale. L&#8217;uso di simboli pittografici di base per rappresentare cose come i prodotti agricoli era comune nelle culture antiche e iniziò intorno al 9000 a.C. Il primo sistema di scrittura complesso comprendente pittogrammi fu sviluppato intorno al 3500 a.C. dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sumer" target="_blank" rel="noopener">Sumeri </a>e si chiama <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cuneiform" target="_blank" rel="noopener">cuneiforme </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-323" target="_blank" rel="noopener"><sup>[323] </sup></a>I pittogrammi sono ancora in uso oggi, come i cartelli di divieto di fumare e i simboli di figure maschili e femminili sulle porte dei bagni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a>Uno svantaggio significativo dei sistemi di scrittura pittografica è che necessitano di una grande quantità di simboli per riferirsi a tutti gli oggetti di cui si vuole parlare. Questo problema è stato risolto dallo sviluppo di altri sistemi di scrittura. Ad esempio, i simboli dei sistemi di scrittura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alphabetic" target="_blank" rel="noopener">alfabetici </a>non rappresentano oggetti regolari. Si riferiscono invece ai suoni utilizzati nella lingua parlata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201169%E2%80%9370-324" target="_blank" rel="noopener"><sup>[324] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]-325" target="_blank" rel="noopener"><sup>[325] </sup></a>Altri tipi di primi sistemi di scrittura includono i sistemi di scrittura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Logographic" target="_blank" rel="noopener">logografici </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ideographic" target="_blank" rel="noopener">ideografici </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEYule2010212%E2%80%93214-326" target="_blank" rel="noopener"><sup>[326] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHaarmann2020[httpsbooksgooglecombooksidFkL_DwAAQBAJpgPA157_157%E2%80%93158]-327" target="_blank" rel="noopener"><sup>[327] </sup></a>Uno svantaggio di molte prime forme di scrittura, come le tavolette di argilla usate per il cuneiforme, era che non erano molto portatili. Ciò ha reso difficile trasportare i testi da un luogo all&#8217;altro per condividere le informazioni. La situazione cambiò con l&#8217;invenzione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Papyrus" target="_blank" rel="noopener">papiro </a>da parte degli egiziani intorno al 2500 a.C. e fu ulteriormente migliorata in seguito dallo sviluppo della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parchment" target="_blank" rel="noopener">pergamena </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paper" target="_blank" rel="noopener">della carta </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]-325" target="_blank" rel="noopener"><sup>[325] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013169-328" target="_blank" rel="noopener"><sup>[328]</sup></a></p>
<p>Fino al 1400, quasi tutta la comunicazione scritta richiedeva la scrittura a mano. Per questo motivo la diffusione della comunicazione scritta all&#8217;interno della società era ancora piuttosto limitata poiché copiare i libri a mano era costoso. L’introduzione e la divulgazione della stampa di massa nella metà del XV secolo da parte di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Johann_Gutenberg" target="_blank" rel="noopener">Johann Gutenberg </a>portò a rapidi cambiamenti. La stampa di massa aumentò rapidamente la circolazione dei mezzi scritti e portò anche alla diffusione di nuove forme di documenti scritti, come giornali e opuscoli. Un effetto collaterale fu che la maggiore disponibilità di documenti scritti migliorò significativamente l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Literacy" target="_blank" rel="noopener">alfabetizzazione generale </a>della popolazione. Questo sviluppo servì come base per rivoluzioni in vari campi, tra cui scienza, politica e religione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013169%E2%80%93170-329" target="_blank" rel="noopener"><sup>[329] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4%E2%80%935]-330" target="_blank" rel="noopener"><sup>[330] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe2011104%E2%80%93105,_112-331" target="_blank" rel="noopener"><sup>[331]</sup></a></p>
<p>Le scoperte scientifiche del XIX e XX secolo hanno portato molti ulteriori sviluppi nella storia della comunicazione. Tra questi ricordiamo l&#8217;invenzione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Telegraphy" target="_blank" rel="noopener">telegrafo </a>e del telefono, che resero ancora più semplice e veloce la trasmissione di informazioni da un luogo all&#8217;altro senza la necessità di trasportare documenti scritti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]-332" target="_blank" rel="noopener"><sup>[332] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013171%E2%80%93172-333" target="_blank" rel="noopener"><sup>[333] </sup></a>Inizialmente queste forme di comunicazione si limitavano ai collegamenti via cavo, che dovevano essere stabiliti prima. Sviluppi successivi trovarono modi di trasmissione senza fili utilizzando segnali radio. Permisero di raggiungere un vasto pubblico e la radio divenne presto una delle forme centrali di comunicazione di massa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013171-334" target="_blank" rel="noopener"><sup>[334] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]-332" target="_blank" rel="noopener"><sup>[332] </sup></a>Varie innovazioni nel campo della fotografia hanno consentito la registrazione di immagini su pellicola, che ha portato allo sviluppo del cinema e della televisione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013172%E2%80%93173-335" target="_blank" rel="noopener"><sup>[335] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%936]-336" target="_blank" rel="noopener"><sup>[336] </sup></a>La portata della comunicazione senza fili è stata ulteriormente ampliata con lo sviluppo dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communications_satellite" target="_blank" rel="noopener">satelliti </a>, che hanno permesso di trasmettere segnali radiofonici e televisivi alle stazioni di tutto il mondo. In questo modo, le informazioni potrebbero essere condivise quasi istantaneamente ovunque nel mondo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_7]-337" target="_blank" rel="noopener"><sup>[337] </sup></a>Lo sviluppo di Internet costituisce un’ulteriore pietra miliare nella storia della comunicazione. Ha reso più facile che mai per le persone scambiarsi idee, collaborare e accedere alle informazioni da qualsiasi parte del mondo utilizzando una varietà di mezzi, come siti Web, posta elettronica, social media e videoconferenze. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013178%E2%80%93181-338" target="_blank" rel="noopener"><sup>[338] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe2011223%E2%80%93224-339" target="_blank" rel="noopener"><sup>[339]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Media" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale multimediale</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Society" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale della società</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Technology" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale tecnologico</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agricultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione agricola</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Augmentative_and_alternative_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione aumentativa e alternativa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aviation_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione aeronautica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bias-free_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione senza pregiudizi</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_rights" target="_blank" rel="noopener">Diritti di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Data_transmission" target="_blank" rel="noopener">Trasmissione dati</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Defensive_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione difensiva</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione ambientale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_engineering_(field)" target="_blank" rel="noopener">Ingegneria dell&#8217;informazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interdepartmental_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interdipartimentale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione internazionale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ishin-denshin" target="_blank" rel="noopener"><em>Ishin- </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ishin-denshin" target="_blank" rel="noopener"><em>denshin</em></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_rights" target="_blank" rel="noopener">Diritti linguistici</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Military_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione militare</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-violent_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione non violenta</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Schema di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proactive_communications" target="_blank" rel="noopener">Comunicazioni proattive</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Risk_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione del rischio</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione scientifica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">Sistema di segni</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Small_talk" target="_blank" rel="noopener">Chiacchiere</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Upward_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione verso l&#8217;alto</a></li>
</ul>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<p><strong>Citazioni</strong></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRosengren2000" target="_blank" rel="noopener">Rosengren 2000 </a>, pp. 1–2, 1.1 Sulla comunicazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobley2008" target="_blank" rel="noopener">Cobley 2008 </a>, pp. <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/9781405186407.wbiecc071" target="_blank" rel="noopener">660–666</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeinelSack2014" target="_blank" rel="noopener">Meinel &amp; Sack 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=5O25BAAAQBAJ&amp;pg=PA89" target="_blank" rel="noopener">89</a></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHarperCollins_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale HarperCollins 2022 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMerriam-Webster_staff2022_3-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMerriam-Webster_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale Merriam-Webster 2022 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCambridge_Dictionary_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale del dizionario Cambridge 2022 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRosengren2000" target="_blank" rel="noopener">Rosengren 2000 </a>, pp. 1–2, 1.1 Sulla comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMunodawafa2008" target="_blank" rel="noopener">Munodawafa 2008 </a>, pp. 369–370.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlackburn1996a[httpswwwreproutledgecomarticlesthematicmeaning-and-communicationv-1_Meaning_and_communication]_7-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlackburn1996a" target="_blank" rel="noopener">Blackburn 1996a </a>, <a href="https://www.rep.routledge.com/articles/thematic/meaning-and-communication/v-1" target="_blank" rel="noopener">Significato e comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93202_8-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 201–202.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECraig1999[httpsacademicoupcomctarticle92119-1614201776_119,_121%E2%80%93122,_133%E2%80%93134]_9-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCraig1999" target="_blank" rel="noopener">Craig 1999 </a>, pagine <a href="https://academic.oup.com/ct/article/9/2/119-161/4201776" target="_blank" rel="noopener">119, 121–122, 133–134 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93203_10-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 201–203.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93210_11-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 207–210.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKetcham2020" target="_blank" rel="noopener">Ketcham 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=IXznDwAAQBAJ&amp;pg=PA100" target="_blank" rel="noopener">100 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 207–209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMiller1966[httpsdoiorg101111j1460-24661966tb00020x_92%E2%80%9393]_14-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMiller1966" target="_blank" rel="noopener">Miller 1966 </a>, pagine <a href="https://doi.org/10.1111/j.1460-2466.1966.tb00020.x" target="_blank" rel="noopener">92–93 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlackburn1996[httpswwwreproutledgecomarticlesthematiccommunication-and-intentionv-1_Intention_and_communication]_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlackburn1996" target="_blank" rel="noopener">Blackburn 1996 </a>, <a href="https://www.rep.routledge.com/articles/thematic/communication-and-intention/v-1" target="_blank" rel="noopener">Intenzione e comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970208%E2%80%93209_16-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 208–209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970209_17-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pag. 209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEN%C3%B6th2013101_18-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFN%C3%B6th2013" target="_blank" rel="noopener">Nöth 2013 </a>, pag. 101.</li>
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</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pp. 1, 3.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 7.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2001[httpswwwencyclopediacommediaencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsmodels-communication_607%E2%80%93608]Models_Of_Communication_27-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2001" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2001 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/media/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/models-communication" target="_blank" rel="noopener">607–608 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcQuail2008" target="_blank" rel="noopener">McQuail 2008 </a>, pp. <a href="https://www.wiley.com/en-us/The+International+Encyclopedia+of+Communication%2C+12+Volume+Set-p-9781405131995" target="_blank" rel="noopener">3143–3149 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_23]1._Basic_Communication_Models_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNarula2006" target="_blank" rel="noopener">Narula 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=AuRyXwyAJ78C" target="_blank" rel="noopener">23 </a>, 1. Modelli comunicativi fondamentali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> Personale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">UMN 2016a </a>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener">2 Il processo di comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%938]Introduction_31-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. <a href="https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110240450/html" target="_blank" rel="noopener">7–8 </a>, Introduzione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24,_30]2._Other_models_32-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011a" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011a </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">24, 30 </a>, 2. Altri modelli.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_15]1._Basic_Communication_Models_33-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNarula2006" target="_blank" rel="noopener">Narula 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=AuRyXwyAJ78C" target="_blank" rel="noopener">15 </a>, 1. Modelli di comunicazione di base.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_438]transmission_models_34-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">438 </a>, modelli di trasmissione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]_35-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKastberg2019" target="_blank" rel="noopener">Kastberg 2019 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=esLDDwAAQBAJ&amp;pg=PA56" target="_blank" rel="noopener">56 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA24_24]_36-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-37" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">Personale </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">UMN 2016a </a>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener">2 Il processo di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKastberg2019" target="_blank" rel="noopener">Kastberg 2019 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=esLDDwAAQBAJ&amp;pg=PA56" target="_blank" rel="noopener">56</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNicotera2009" target="_blank" rel="noopener">Nicotera 2009 </a>, pag. 176</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24</a></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNicotera2009" target="_blank" rel="noopener">Nicotera 2009 </a>, pag. 176.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pag. 48.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_30%E2%80%9331]2._Other_models_40-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011a" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011a </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">30–31 </a>, 2. Altri modelli.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2012154[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA154_Lasswell&#039;s_model_of_communication]_41-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2012" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2012 </a>, pag. 154, <a href="https://books.google.com/books?id=XKP-63dSKNsC&amp;pg=PA154" target="_blank" rel="noopener">il modello di comunicazione di Lasswell </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWenxiu2015245%E2%80%93249_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWenxiu2015" target="_blank" rel="noopener">Wenxiu 2015 </a>, pp. 245–249.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg200752%E2%80%9353_43-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pp.52–53.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerger1995[httpsbooksgooglecombooksidAfTl2r4K_wUCpgPA12_12%E2%80%9313]_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerger1995" target="_blank" rel="noopener">Berger 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=AfTl2r4K_wUC&amp;pg=PA12" target="_blank" rel="noopener">12–13 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESapienzaIyerVeenstra2015%C2%A7Misconception_1:_it&#039;s_a_static_model_with_fixed_categories_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSapienzaIyerVeenstra2015" target="_blank" rel="noopener">Sapienza, Iyer &amp; Veenstra 2015 </a>, §Errore 1: è un modello statico con categorie fisse.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFeicheng2022[httpsbooksgooglecombooksidE4pyEAAAQBAJpgPA24_24]_47-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFeicheng2022" target="_blank" rel="noopener">Feicheng 2022 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=E4pyEAAAQBAJ&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBraddock195888%E2%80%9393_48-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBraddock1958" target="_blank" rel="noopener">Braddock 1958 </a>, pp.88–93.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_10%E2%80%9315]1._Communication_theory_53-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">10–15 </a>, 1. Teoria della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWeaver1998[httpsbooksgooglecombooksidfRrvAAAAMAAJ_4%E2%80%939,_18%E2%80%9319]Recent_Contributions_to_the_Mathematical_Theory_of_Communication_54-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWeaver1998" target="_blank" rel="noopener">Weaver 1998 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener">4–9, 18–19 </a>, Contributi recenti alla teoria matematica della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEJanuszewski2001[httpsbooksgooglecombooksidmlZsIIoOaSYCpgPA29_29]_55-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFJanuszewski2001" target="_blank" rel="noopener">Januszewski 2001 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=mlZsIIoOaSYC&amp;pg=PA29" target="_blank" rel="noopener">29 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2012112%E2%80%93113[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA112_Gerbner&#039;s_model_of_communication]_56-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2012" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2012 </a>, pp. 112–113, <a href="https://books.google.com/books?id=XKP-63dSKNsC&amp;pg=PA112" target="_blank" rel="noopener">il modello di comunicazione di Gerbner </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMelkoteSteeves2001[httpsbooksgooglecombooksidPKAi6t2e5AECpgPA108_108]_57-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMelkoteSteeves2001" target="_blank" rel="noopener">Melkote &amp; Steeves 2001 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=PKAi6t2e5AEC&amp;pg=PA108" target="_blank" rel="noopener">108 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStraubhaarLaRoseDavenport2015[httpsbooksgooglecombooksidjUR-BAAAQBAJpgPT47_18%E2%80%9319]_58-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStraubhaarLaRoseDavenport2015" target="_blank" rel="noopener">Straubhaar, LaRose &amp; Davenport 2015 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=jUR-BAAAQBAJ&amp;pg=PT47" target="_blank" rel="noopener">18–19 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA18_18]_59-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA18" target="_blank" rel="noopener">18 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBowmanTargowski198725%E2%80%9326_60-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">Bowman e </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">Targowski </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">1987 </a>, pp.25–26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWisely1994" target="_blank" rel="noopener">Saggiamente 1994 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener">90–91 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchramm1954" target="_blank" rel="noopener">Schramm 1954 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=z2aaAQAACAAJ" target="_blank" rel="noopener">3–5 </a>, Come funziona la comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlythe2009" target="_blank" rel="noopener">Blythe 2009 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=rPgQRbBLdYgC&amp;pg=188" target="_blank" rel="noopener">188 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeng2020" target="_blank" rel="noopener">Meng 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=b0HWDwAAQBAJ&amp;pg=PA120" target="_blank" rel="noopener">120 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_5%E2%80%937]How_communication_works_65-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchramm1954" target="_blank" rel="noopener">Schramm 1954 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=z2aaAQAACAAJ" target="_blank" rel="noopener">5–7 </a>, Come funziona la comunicazione.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201347_67-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pag. 47.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2015" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2015 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20–22 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELawsonGillFeekeryWitsel2019[httpsbooksgooglecombooksidfIOWDwAAQBAJpgPA77_76%E2%80%9377]_69-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLawsonGillFeekeryWitsel2019" target="_blank" rel="noopener">Lawson et al. 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=fIOWDwAAQBAJ&amp;pg=PA77" target="_blank" rel="noopener">76–77 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDwyer2012[httpsbooksgooglecombooksidxhHiBAAAQBAJpgPA12_12]_70-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDwyer2012" target="_blank" rel="noopener">Dwyer 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=xhHiBAAAQBAJ&amp;pg=PA12" target="_blank" rel="noopener">12 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201357%E2%80%9360_71-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pagine 57–60.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201158_72-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 58.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBurtonDimbleby2002[httpsbooksgooglecombooksid4XGKAgAAQBAJpgPA126_126]_73-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurtonDimbleby2002" target="_blank" rel="noopener">Burton e Dimbleby 2002 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4XGKAgAAQBAJ&amp;pg=PA126" target="_blank" rel="noopener">126 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESindingWaldstrom2014153_74-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">Sinding &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">Waldstrom </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">2014 </a>, pag. 153.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">44 </a>, canali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">17–18 </a>, 1. Teoria della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBeynon-Davies2010[httpsbooksgooglecombooksidZnaGDAAAQBAJpgPA52_52]_77-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBeynon-Davies2010" target="_blank" rel="noopener">Beynon-Davies 2010 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ZnaGDAAAQBAJ&amp;pg=PA52" target="_blank" rel="noopener">52 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBussmann2006[httpsbooksgooglecombooksidO0-9Iw0Qh6ECpgPA65_65%E2%80%9366]_78-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBussmann2006" target="_blank" rel="noopener">Bussmann 2006 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=O0-9Iw0Qh6EC&amp;pg=PA65" target="_blank" rel="noopener">65–66 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 448.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2000" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2000 </a>, pp. 58–59.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKyleKyleWollPullen1988" target="_blank" rel="noopener">Kyle et al. 1988 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Gcy4MhmLhdkC&amp;pg=PA59" target="_blank" rel="noopener">59 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEButterfield2016[httpsbooksgooglecombooksidVAJVDAAAQBAJpgPA2_2%E2%80%933]_82-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFButterfield2016" target="_blank" rel="noopener">Butterfield 2016 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=VAJVDAAAQBAJ&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELyons1981[httpsbooksgooglecombooksid8Wg57a3DdYYC_3,_6]_83-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLyons1981" target="_blank" rel="noopener">Lione 1981 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=8Wg57a3DdYYC" target="_blank" rel="noopener">3, 6 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHarley2014" target="_blank" rel="noopener">Harley 2014 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=bIsMKQEACAAJ" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201311,_13%E2%80%9314_85-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 11, 13–14.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKigginsCominsGentner2013_86-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKigginsCominsGentner2013" target="_blank" rel="noopener">Kiggins, Comins e Gentner 2013 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeisel2011[httpsbooksgooglecombooksid3ryG0_W4qxcC_1]_87-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeisel2011" target="_blank" rel="noopener">Meisel 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=3ryG0_W4qxcC" target="_blank" rel="noopener">1 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMontrul2004[httpsbooksgooglecombooksidnIRgMn83Rr8CpgPA20_20]_88-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMontrul2004" target="_blank" rel="noopener">Montrul 2004 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nIRgMn83Rr8C&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEThomason2006[httpswwwencyclopediacomhumanitiesencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsartificial-and-natural-languages_342%E2%80%93345]Artificial_And_Natural_Languages_89-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFThomason2006" target="_blank" rel="noopener">Thomason 2006 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/humanities/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/artificial-and-natural-languages" target="_blank" rel="noopener">342–345 </a>, Linguaggi artificiali e naturali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChampoux2016" target="_blank" rel="noopener">Champoux 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=5Hq3DAAAQBAJ&amp;pg=PA327" target="_blank" rel="noopener">327–328 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2009306_92-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2009" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2009 </a>, pag. 306.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20136_93-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 6.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo19607%E2%80%938_94-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 7–8.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEISU_staff2016[httpkellindstateedupublic-comm-introchapter3-4-functions-of-verbal-communication_3.4:_Functions_of_Verbal_Communication]_95-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFISU_staff2016" target="_blank" rel="noopener">Personale ISU 2016 </a>, <a href="http://kell.indstate.edu/public-comm-intro/chapter/3-4-functions-of-verbal-communication/" target="_blank" rel="noopener">4: Funzioni della comunicazione verbale </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENuytsPederson1999[httpsbooksgooglecombooksidk_ZqqaYrftACpgPA1_1]_96-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNuytsPederson1999" target="_blank" rel="noopener">Nuyts &amp; Pederson 1999 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=k_ZqqaYrftAC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener">1 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 492.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 690.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 107.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 297.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 493.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 691.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTaylor1962" target="_blank" rel="noopener">Taylor 1962 </a>, pagine <a href="https://www.jstor.org/stable/43093688" target="_blank" rel="noopener">8–10 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93694_104-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 692–694.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493%E2%80%93495_105-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pp. 493–495.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693_106-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 693.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 692.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a494_108-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 494.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009694_109-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 694.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPapaDanielsSpiker2008" target="_blank" rel="noopener">Papa, Daniels e Spiker 2008 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener">27 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011310_111-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 310.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcCormackMcLeodHarrison2017" target="_blank" rel="noopener">McCormack, McLeod &amp; Harrison 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=pdAoDwAAQBAJ&amp;pg=PA60" target="_blank" rel="noopener">60 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBornstein2013" target="_blank" rel="noopener">Bornstein 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nyZpbi4IiSoC&amp;pg=PA151" target="_blank" rel="noopener">151 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93693_114-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 692–693.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 693–694.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGivensWhite2021[httpsbooksgooglecombooksidUhgoEAAAQBAJ_28,_55]_116-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGivensWhite2021" target="_blank" rel="noopener">Givens &amp; White 2021 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=UhgoEAAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener">28, 55 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChan2020[httpsbooksgooglecombooksidCmXIDwAAQBAJpgPA180_180]_117-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChan2020" target="_blank" rel="noopener">Chan 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=CmXIDwAAQBAJ&amp;pg=PA180" target="_blank" rel="noopener">180 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECloughDuff2020323_118-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCloughDuff2020" target="_blank" rel="noopener">Clough &amp; Duff 2020 </a>, pag. 323.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_244]Logocentrism_119-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">244 </a>, Logocentrismo.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMills2015[httpsbooksgooglecombooksidouHnCgAAQBAJpgPT132_132%E2%80%93133]_120-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMills2015" target="_blank" rel="noopener">Mills 2015 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=ouHnCgAAQBAJ&amp;pg=PT132" target="_blank" rel="noopener">132–133 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBurgoonManusovGuerrero2016[httpsbooksgooglecombooksidJqVYCwAAQBAJpgPA3_3%E2%80%934]_121-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">Burgoon, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">Manusov </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">&amp; Guerrero 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=JqVYCwAAQBAJ&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492%E2%80%93493_122-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pp. 492–493.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690%E2%80%93961_123-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 690–961.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 221.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016" target="_blank" rel="noopener">Staff </a><u>UMN 2016 </u>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-1-communication-history-and-forms/" target="_blank" rel="noopener">1 La comunicazione: storia e forme </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201352%E2%80%9353_126-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pagine 52–53.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFEzhilarasu2016" target="_blank" rel="noopener">Ezhilarasu 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=kfbsDwAAQBAJ&amp;pg=PA178" target="_blank" rel="noopener">178 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547_128-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 547.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 547–548.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 168.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETrenholmJensen201336,_361_131-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTrenholmJensen2013" target="_blank" rel="noopener">Trenholm &amp; Jensen 2013 </a>, pp. 36, 361.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009548%E2%80%93549_132-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 548–549.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 549.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGambleGamble2019" target="_blank" rel="noopener">Scommessa e scommessa 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=bUdeDwAAQBAJ&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener">14–16 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009546_135-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 546.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009546%E2%80%93547_136-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 546–547.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 225.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009566_138-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pag. 566.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHoneycutt2014[httpsbooksgooglecombooksid9pbnBQAAQBAJpgPT317_317]_139-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHoneycutt2014" target="_blank" rel="noopener">Honeycutt 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=9pbnBQAAQBAJ&amp;pg=PT317" target="_blank" rel="noopener">317 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA196_196]_140-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFVocate2012" target="_blank" rel="noopener">Votato 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA196" target="_blank" rel="noopener">196 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201347%E2%80%9352_141-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pp. 47–52.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009568%E2%80%93569_143-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pp. 568–569.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009567_144-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pag. 567.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKreps2012[httpsbooksgooglecombooksidFrbGuo2mxCMCpgPA239_239]_145-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKreps2012" target="_blank" rel="noopener">Kreps 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=FrbGuo2mxCMC&amp;pg=PA239" target="_blank" rel="noopener">239 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA14_14]_146-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFVocate2012" target="_blank" rel="noopener">Votato 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener">14 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196063%E2%80%939_147-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 63–9.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%9336]_148-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGillAdams1998" target="_blank" rel="noopener">Gill e Adams 1998 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=qhXZU39BVJYC&amp;pg=PA35" target="_blank" rel="noopener">35–36 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_20]_149-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pag. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">20 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTurkingtonHarris2006" target="_blank" rel="noopener">Turkington e Harris 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener">140 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEvon_Kriegstein2011[httpsbooksgooglecombooksidpRV1XsOyAc8CpgPA683_683]_151-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">von </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">Kriegstein </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener">683 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196067_152-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pag. 67.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pp. 20–21.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcArthurMcArthurMcArthur2005" target="_blank" rel="noopener">McArthur, McArthur e McArthur 2005 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=QMsWFsI0YkIC&amp;pg=PT232" target="_blank" rel="noopener">232–233 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 25.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGenesee1984[httpsbooksgooglecombooksidU-05JSBtZF8CpgPA139_139]_156-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGenesee1984" target="_blank" rel="noopener">Genesee 1984 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=U-05JSBtZF8C&amp;pg=PA139" target="_blank" rel="noopener">139 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeterwagner2005[httpsbooksgooglecombooksid87BOMKSj1kcCpgPA9_9]_157-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPeterwagner2005" target="_blank" rel="noopener">Peterwagner 2005 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=87BOMKSj1kcC&amp;pg=PA9" target="_blank" rel="noopener">9 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3029]Models_of_communication_158-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcQuail2008" target="_blank" rel="noopener">McQuail 2008 </a>, pag. <a href="https://www.wiley.com/en-us/The+International+Encyclopedia+of+Communication%2C+12+Volume+Set-p-9781405131995" target="_blank" rel="noopener">3029 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200817%E2%80%9318_159-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 17–18.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 241.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 18, 25.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pag. 23.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238_163-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 238.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818_164-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 18.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200970_165-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2009" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2009 </a>, pag. 70.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200059%E2%80%9360_166-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2000" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2000 </a>, pp. 59–60.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200826_167-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 26.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9322_168-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pp. 20–22.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201524_169-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pag. 24.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200819,_24_170-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 19, 24.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 24.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015242_172-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 242.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pp. 238–239.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200815_174-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBuchananHuczynski2017218%E2%80%93219_175-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBuchananHuczynski2017" target="_blank" rel="noopener">Buchanan e Huczynski 2017 </a>, pp. 218–219.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA20_20%E2%80%9321]_176-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20–21 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_296]noise_177-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">296 </a>, rumore.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEvan_Trijp2018[httpsbooksgooglecombooksidoqhJDwAAQBAJpgPA289_289%E2%80%93290]_178-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">van </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">Trijp </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">2018 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener">289–290 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWinner2017[httpsbooksgooglecombooksidYBw0DwAAQBAJpgPT29_29]_179-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWinner2017" target="_blank" rel="noopener">Vincitore 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener">29 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERao2009[httpsbooksgooglecombooksidfBHi4hEuDgYC_48]_180-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRao2009" target="_blank" rel="noopener">Rao 2009 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fBHi4hEuDgYC" target="_blank" rel="noopener">48 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEmmeche2003[httpswwwencyclopediacomeducationencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsbiosemiotics_63%E2%80%9364]_181-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFEmmeche2003" target="_blank" rel="noopener">Emmeche 2003 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/education/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">63–64 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESeckbachGordon2016[httpsbooksgooglecombooksidycOkDQAAQBAJpgPR15_xv%E2%80%93xvi]_182-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSeckbachGordon2016" target="_blank" rel="noopener">Seckbach &amp; Gordon 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=ycOkDQAAQBAJ&amp;pg=PR15" target="_blank" rel="noopener">xv–xvi </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201345_183-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 45.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlatrixMayer2010" target="_blank" rel="noopener">Blatrix &amp; Mayer 2010 </a>, pag. 128.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20103_185-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 3.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 6.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200225%E2%80%9326_187-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 25–26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20131_189-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 1.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201313_190-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 13.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">Hebb &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">Donderi </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=-65mAgAAQBAJ&amp;pg=PT269" target="_blank" rel="noopener">269 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201314_192-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 14.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELuukLuuk2008[httpsbooksgooglecombooksid9S1pDQAAQBAJpgPA206_206]_193-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLuukLuuk2008" target="_blank" rel="noopener">Luuk &amp; Luuk 2008 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=9S1pDQAAQBAJ&amp;pg=PA206" target="_blank" rel="noopener">206 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20135_194-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHouston2019[httpsbooksgooglecombooksid-hiBDwAAQBAJpgPA266_266,_279]_195-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHouston2019" target="_blank" rel="noopener">Houston 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=-hiBDwAAQBAJ&amp;pg=PA266" target="_blank" rel="noopener">266, 279 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBakerHengeveld2012[httpsbooksgooglecombooksidR8uWDVdRQlYCpgPA25_25]_196-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBakerHengeveld2012" target="_blank" rel="noopener">Baker &amp; Hengeveld 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=R8uWDVdRQlYC&amp;pg=PA25" target="_blank" rel="noopener">25 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226%E2%80%9329_199-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 26–29.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226%E2%80%9327_200-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 26–27.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200227_201-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 27.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201319%E2%80%9320_202-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 19–20.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20133_203-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 3.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200227%E2%80%9328_204-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 27–28.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200228_205-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 28.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20105_206-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200228%E2%80%9329_207-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 28–29.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201314%E2%80%9315_208-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 14–15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20154%E2%80%935_209-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pagine 4–5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESebeok1991[httpsbooksgooglecombooksidMoc8XzWbT-QCpgPA111_111]_210-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSebeok1991" target="_blank" rel="noopener">Sebeok 1991 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Moc8XzWbT-QC&amp;pg=PA111" target="_blank" rel="noopener">111 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20151%E2%80%934_211-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 1–4.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20102,_7_212-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pp. 2, 7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20151%E2%80%932_213-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 1–2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20152_214-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20107_215-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20152%E2%80%934_216-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 2–4.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 1.</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 59.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 56.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013167%E2%80%93168_231-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 167–168.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlatrixMayer2010" target="_blank" rel="noopener">Blatrix &amp; Mayer 2010 </a>, pag. 129.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 61.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015109_234-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 109.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015110_235-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 110.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015110%E2%80%93112,_128_236-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 110–112, 128.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015111_237-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 111.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013157%E2%80%93158_244-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 157–158.</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHuraSinghal2001" target="_blank" rel="noopener">Hura &amp; Singhal 2001 </a>, pp. 4–5, 14.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallings 2014 </a>, pp. 46–48.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings2014295_260-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallaggi 2014 </a>, pag. 295.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201441%E2%80%9342_268-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallings 2014 </a>, pp. 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESahaMannaMandal2013[httpsbooksgooglecombooksidiUI8BAAAQBAJpgPA231_231]_269-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSahaMannaMandal2013" target="_blank" rel="noopener">Saha, Manna e Mandal 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=iUI8BAAAQBAJ&amp;pg=PA231" target="_blank" rel="noopener">231 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBruenForcinitoMcQuillan2021[httpsbooksgooglecombooksidBPcyEAAAQBAJpgPA49_49]_270-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">Bruen, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">Forcinito </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">&amp; McQuillan 2021 </a>, p. <a href="https://books.google.com/books?id=BPcyEAAAQBAJ&amp;pg=PA49" target="_blank" rel="noopener">49 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGuzman2018[httpsbooksgooglecombooksidML1OtAEACAAJ_1,_5]_271-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGuzman2018" target="_blank" rel="noopener">Guzman 2018 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=ML1OtAEACAAJ" target="_blank" rel="noopener">1, 5 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRiekert1990" target="_blank" rel="noopener">Riekert 1990 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=kOU5wrsqvcgC&amp;pg=PA42" target="_blank" rel="noopener">42 </a>, <a href="https://books.google.com/books?id=kOU5wrsqvcgC&amp;pg=PA42" target="_blank" rel="noopener">Che aspetto ha la conoscenza? </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002414_273-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pag. 414.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERaoWangZhou1996[httpsbooksgooglecombooksidEc3sfGyC_q8CpgPA57_57]_274-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRaoWangZhou1996" target="_blank" rel="noopener">Rao, Wang e Zhou 1996 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Ec3sfGyC_q8C&amp;pg=PA57" target="_blank" rel="noopener">57 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002411_275-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pag. 411.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002411%E2%80%93413_276-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pagine 411–413.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-277" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 181</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 6</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pag. 156</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGillAdams1998" target="_blank" rel="noopener">Gill e Adams 1998 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=qhXZU39BVJYC&amp;pg=PR7" target="_blank" rel="noopener">vii</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013181_278-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 181.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%9310]Introduction_279-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. <a href="https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110240450/html" target="_blank" rel="noopener">7–10 </a>, Introduzione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT22_10]_280-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Berger, Roloff &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Ewoldsen </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">2010 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=gH7F_0kTQTEC&amp;pg=PT22" target="_blank" rel="noopener">10 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz201331,_41%E2%80%9342_281-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. 31, 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg200718_282-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 18.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013184_283-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 184.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013184%E2%80%93185_284-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 184–185.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155_285-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pag. 155.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pp. 155–156.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT15_3%E2%80%934]_287-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Berger, Roloff &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Ewoldsen </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">2010 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=gH7F_0kTQTEC&amp;pg=PT15" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg20073_288-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 3.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBernabo2017[httpsbooksgooglecombooksid4GFCDgAAQBAJpgPA201_201%E2%80%93202]Communication_History_289-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBernabo2017" target="_blank" rel="noopener">Bernabò 2017 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=4GFCDgAAQBAJ&amp;pg=PA201" target="_blank" rel="noopener">201–202 </a>, Storia della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007286_290-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 286.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEJenkinsChen2016[httpsbooksgooglecombooksidHQJbDwAAQBAJpgPT506_506]_291-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFJenkinsChen2016" target="_blank" rel="noopener">Jenkins e Chen 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=HQJbDwAAQBAJ&amp;pg=PT506" target="_blank" rel="noopener">506 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPutnamWooBanghart2017_292-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPutnamWooBanghart2017" target="_blank" rel="noopener">Putnam, Woo e Banghart 2017 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERenZhai2013[httpsbooksgooglecombooksidnC6_BAAAQBAJpgPA77_77]_293-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRenZhai2013" target="_blank" rel="noopener">Ren e Zhai 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nC6_BAAAQBAJ&amp;pg=PA77" target="_blank" rel="noopener">77 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHartleyBruckmann2008[httpsbooksgooglecombooksidn-OGAgAAQBAJpgPA1_1%E2%80%932]_294-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHartleyBruckmann2008" target="_blank" rel="noopener">Hartley &amp; Bruckmann 2008 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=n-OGAgAAQBAJ&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener">1–2 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMullany2020[httpsbooksgooglecombooksidrC3rDwAAQBAJpgPA2_2]_295-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMullany2020" target="_blank" rel="noopener">Mullany 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=rC3rDwAAQBAJ&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDixon2017[httpsbooksgooglecombooksid4XHQDQAAQBAJpgPA204_204]_296-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDixon2017" target="_blank" rel="noopener">Dixon 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4XHQDQAAQBAJ&amp;pg=PA204" target="_blank" rel="noopener">204 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESierra2006[httpsbooksgooglecombooksid0xL_cHiMfLoCpgPA392_392]_297-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSierra2006" target="_blank" rel="noopener">Sierra 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=0xL_cHiMfLoC&amp;pg=PA392" target="_blank" rel="noopener">392 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBr%C3%B8nn2016[httpsbooksgooglecombooksidZs6UCwAAQBAJpgPT360_360]_298-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBr%C3%B8nn2016" target="_blank" rel="noopener">Bronn 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Zs6UCwAAQBAJ&amp;pg=PT360" target="_blank" rel="noopener">360 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcClelland2008[httpswwwencyclopediacomsocial-sciencesapplied-and-social-sciences-magazinescommunication-political_Communication,_Political]_299-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcClelland2008" target="_blank" rel="noopener">McClelland 2008 </a>, <a href="https://www.encyclopedia.com/social-sciences/applied-and-social-sciences-magazines/communication-political" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione, Politica </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006[httpswwwencyclopediacomentrepreneursencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsintercultural-communication_609%E2%80%93610]Intercultural_communication_300-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">Hillstrom, Northern Lights &amp; Magee, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">ECDI </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">2006 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/entrepreneurs/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/intercultural-communication" target="_blank" rel="noopener">609–610 </a>, Comunicazione interculturale.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg177_177%E2%80%93180]_301-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlythe2009" target="_blank" rel="noopener">Blythe 2009 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=rPgQRbBLdYgC&amp;pg=177" target="_blank" rel="noopener">177–180 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMelkote2003[httpsbooksgooglecombooksidSNmJy7iBYOYCpgPA129_129]_302-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMelkote2003" target="_blank" rel="noopener">Melkote 2003 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=SNmJy7iBYOYC&amp;pg=PA129" target="_blank" rel="noopener">129 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007301_303-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 301.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007307_304-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 307.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKreps2002395_305-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKreps2002" target="_blank" rel="noopener">Kreps 2002 </a>, pag. 395.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESimonsonPeckCraigJackson20131_306-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013 </a>, pag. 1.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESonderling1995[httpsbooksgooglecombooksid54oceJfEV0kCpgPA89_89]_307-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSonderling1995" target="_blank" rel="noopener">Sonderling 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=54oceJfEV0kC&amp;pg=PA89" target="_blank" rel="noopener">89 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPeters2012" target="_blank" rel="noopener">Peters 2012 </a>, pagine <a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener">356–359 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEInnis19506%E2%80%937_310-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFInnis1950" target="_blank" rel="noopener">Innis 1950 </a>, pp. 6–7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERowitz2014[httpsbooksgooglecombooksidRekQlJPS85ECpgPA459_459]_311-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRowitz2014" target="_blank" rel="noopener">Rowitz 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=RekQlJPS85EC&amp;pg=PA459" target="_blank" rel="noopener">459 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECalabreseSparks2003[httpsbooksgooglecombooksidUT_FAAAAQBAJpgPA85_85]_312-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCalabreseSparks2003" target="_blank" rel="noopener">Calabrese &amp; Sparks 2003 </a>, p. <a href="https://books.google.com/books?id=UT_FAAAAQBAJ&amp;pg=PA85" target="_blank" rel="noopener">85 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETompkins2023[httpsbooksgooglecombooksidFmuyEAAAQBAJpgPT141_141]_313-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTompkins2023" target="_blank" rel="noopener">Tompkins 2023 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener">141 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-314" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–5</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013 </a>, pag. 1</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013a" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013a </a>, pag. 14</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. V</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlondheim2016" target="_blank" rel="noopener">Blondheim 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=eY_2DQAAQBAJ&amp;pg=PA927" target="_blank" rel="noopener">927–928</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201112%E2%80%9313_315-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 12-13.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA3_3]_316-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener">3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECapstick2020[httpsbooksgooglecombooksidjW76DwAAQBAJpgPA5_5%E2%80%936]_317-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCapstick2020" target="_blank" rel="noopener">Capstick 2020 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=jW76DwAAQBAJ&amp;pg=PA5" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201167_318-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. 67.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 168–169.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERobinson2009[httpsbooksgooglecombooksidKRsUDAAAQBAJpgPA4_4%E2%80%935]_321-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRobinson2009" target="_blank" rel="noopener">Robinson 2009 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=KRsUDAAAQBAJ&amp;pg=PA4" target="_blank" rel="noopener">4–5 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEAitchison2007[httpsbooksgooglecombooksidZgmmB6vNjYYCpgPA33_33]_322-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFAitchison2007" target="_blank" rel="noopener">Aitchison 2007 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ZgmmB6vNjYYC&amp;pg=PA33" target="_blank" rel="noopener">33 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-323" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 168–169</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">3–4</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. 68</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBernabo2017" target="_blank" rel="noopener">Bernabò 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4GFCDgAAQBAJ&amp;pg=PA199" target="_blank" rel="noopener">199</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201169%E2%80%9370_324-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 69–70.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEYule2010212%E2%80%93214_326-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFYule2010" target="_blank" rel="noopener">Yule 2010 </a>, pagine 212–214.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHaarmann2020[httpsbooksgooglecombooksidFkL_DwAAQBAJpgPA157_157%E2%80%93158]_327-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHaarmann2020" target="_blank" rel="noopener">Haarmann 2020 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=FkL_DwAAQBAJ&amp;pg=PA157" target="_blank" rel="noopener">157–158 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013169_328-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 169.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013169%E2%80%93170_329-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 169–170.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4%E2%80%935]_330-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">4–5 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe2011104%E2%80%93105,_112_331-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 104–105, 112.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">5–7 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013171%E2%80%93172_333-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 171–172.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013171_334-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 171.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013172%E2%80%93173_335-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 172–173.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%936]_336-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_7]_337-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">7 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013178%E2%80%93181_338-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 178–181.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe2011223%E2%80%93224_339-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 223–224.</li>
</ol>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Fonti</strong></h2>
<ul>
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<li><em>Papà, Michael J.; Daniels, Tom D.; Spiker, Barry K. (2008). </em><a href="https://books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione organizzativa: prospettive e tendenze </em></a><em>. SAGGIO. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4129-1684-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4129-1684-4 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20231028081603/https:/books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 28 ottobre 2023. Estratto il 28 ottobre 2023.</em></li>
<li><em>Peters, Benjamin (marzo 2012). </em><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Marshall T. Poe, una storia della comunicazione: media e società </em></a><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;evoluzione </em></a><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>della parola a Internet&#8221; </em></a><em>. Nuovi media e società. <strong>14 </strong>(2): 356–359. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/1461444811429927c </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/1461-4448" target="_blank" rel="noopener"><em>1461-4448 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:45550086" target="_blank" rel="noopener"><em>45550086 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230102094339/https:/journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 2 gennaio 2023. Estratto il 2 gennaio 2023.</em></li>
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<li><em>Tompkins, Paula S. (2 maggio 2023). &#8220;8. Etica della comunicazione e comunicazione digitale&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener"><em>Praticare l&#8217;etica della comunicazione: sviluppo, discernimento e processo decisionale </em></a><em>. Taylor e Francesco. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-000-87190-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-000-87190-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20231028151237/https:/books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 28 ottobre 2023. Estratto il 28 ottobre 2023.</em></li>
<li><em>Trenholm, Sarah; Jensen, Arthur (2013). Comunicazione interpersonale (7 ed.). La stampa dell&#8217;università di Oxford. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-19-982750-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-19-982750-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Turkington, Carol; Harris, Giuseppe (2006). </em><a href="https://books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener"><em>L&#8217;Enciclopedia delle difficoltà di apprendimento </em></a><em>. Pubblicazione dell&#8217;infobase. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-8160-6991-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-8160-6991-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221227163444/https:/books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 27 dicembre 2022. Estratto il 27 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>Twidale , Michael (2002). &#8220;Interazione umano-computer&#8221;. In Schement , Jorge Reina (a cura di). </em><a href="https://books.google.com/books?id=cQgjAQAAIAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Enciclopedia della comunicazione e dell&#8217;informazione </em></a><em>. Riferimento Macmillan USA. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-02-865385-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-02-865385-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221220175245/https:/books.google.com/books?id=cQgjAQAAIAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 20 dicembre 2022. Estratto il 20 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>dell&#8217;UMN (29 settembre 2016). &#8220;1.1 Comunicazione: storia e forme&#8221;. </em><a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-1-communication-history-and-forms/" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione nel mondo reale </em></a><em>. Pubblicazione delle biblioteche dell&#8217;Università del Minnesota. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946135-07-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946135-07-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221016022756/https:/open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-1-communication-history-and-forms/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 16 ottobre 2022. Estratto il 20 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>dell&#8217;UMN (29 settembre 2016a). &#8220;1.2 Il processo di comunicazione&#8221;. </em><a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione nel mondo reale </em></a><em>. Pubblicazione delle biblioteche dell&#8217;Università del Minnesota. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946135-07-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946135-07-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221018151128/https:/open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 18 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Congresso degli Stati Uniti, Office of Technology Assessment (1990). </em><a href="https://books.google.com/books?id=BVVdQdURPXsC&amp;pg=PA31" target="_blank" rel="noopener"><em>Connessioni critiche: comunicazione per il futuro </em></a><em>. Ufficio stampa del governo degli Stati Uniti. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4289-2182-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4289-2182-5 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230103124256/https:/books.google.com/books?id=BVVdQdURPXsC&amp;pg=PA31" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2023. Estratto il 3 gennaio 2023.</em></li>
<li><em>van Trijp , Remi (25 gennaio 2018). </em><a href="https://books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Trasparenza ed efficienza di elaborazione: un caso di studio sulla declinazione tedesca&#8221; </em></a><em>. A Poibeau , Thierry; Villavicencio, Aline (a cura di). Modelli linguistici, cognitivi e computazionali. Stampa dell&#8217;Università di Cambridge. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-108-50678-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-108-50678-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230826134303/https:/books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 agosto 2023. Estratto il 26 agosto 2023.</em></li>
<li><em>Votato , Donna R. (6 dicembre 2012). </em><a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;1. Dialogo interiore e discorso interiore: comprendere </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener"><em>gli </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener"><em>aspetti unicamente umani della comunicazione intrapersonale&#8221; </em></a><em>. In Votato , Donna R. (a cura di). Comunicazione intrapersonale: voci diverse, menti diverse. Routledge. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-136-60184-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-136-60184-2 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221220171619/https:/books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 20 dicembre 2022. Estratto il 20 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>von Kriegstein , Katharina (25 agosto 2011). </em><a href="https://books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una prospettiva multisensoriale sulla comunicazione uditiva umana&#8221; </em></a><em>. In Murray, Michea M.; Wallace, Mark T. (a cura di). Le basi neurali dei processi multisensoriali. Stampa CRC. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4398-1217-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4398-1217-4 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230830081729/https:/books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 30 agosto 2023. Estratto il 30 agosto 2023.</em></li>
<li><em>Acque, Christopher M.; Bassler, Bonnie L. (1 novembre 2005). &#8220;Sensazione del quorum: comunicazione cellula-cellula nei batteri&#8221;. Revisione annuale della biologia cellulare e dello sviluppo. <strong>21 </strong>(1): 319–346. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.cellbio.21.012704.131001" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.cellbio.21.012704.131001 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16212498" target="_blank" rel="noopener"><em>16212498 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, James; Hill, Anne (16 febbraio 2012). Dizionario dei media e degli studi sulla comunicazione (8a ed.). Accademico di Bloomsbury. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-84966-563-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-84966-563-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, James; Hill, Anne (22 ottobre 2015). </em><a href="https://books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario dei media e degli studi sulla comunicazione </em></a><em>(9a ed.). Accademico di Bloomsbury. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-62892-149-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-62892-149-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221117173659/https:/books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 17 novembre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Weaver, Warren (1 settembre 1998). &#8220;Contributi recenti alla teoria matematica della comunicazione&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>La teoria matematica della comunicazione </em></a><em>. Stampa dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-252-72546-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-252-72546-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221014214139/https:/books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 14 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Wenxiu, Peng (1 settembre 2015). </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Analisi della comunicazione dei nuovi media basata sul modello &#8216;5W&#8217; di Lasswell&#8221; </em></a><em>. Giornale di ricerca educativa e sociale. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5901/ </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>jesr.2015.v </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5n3p245 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/2239-978X" target="_blank" rel="noopener"><em>2239-978X </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Vincitrice, Ellen (5 settembre 2017). </em><a href="https://books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comprensione e discriminazione delle espressioni non letterali: prove di una dissociazione&#8221; </em></a><em>. In Vincitore, Ellen (a cura di). Prospettive di sviluppo sulla metafora: un numero speciale di metafora e attività simbolica. Stampa di psicologia. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-317-77779-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-317-77779-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230826134942/https:/books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 agosto 2023. Estratto il 26 agosto 2023.</em></li>
<li><em>Saggiamente, Forrest G. (1994). </em><a href="https://books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Modelli di comunicazione&#8221; </em></a><em>. In Moore, David Mike (a cura di). Alfabetizzazione visiva: uno spettro di apprendimento visivo. Tecnologia educativa. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-87778-264-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-87778-264-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221026112848/https:/books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Wittmann, Ralph; Zitterbart, Martina (16 giugno 2000). </em><a href="https://books.google.com/books?id=bRyEfBCxIRsC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione multicast: protocolli, programmazione e applicazioni </em></a><em>. Elsevier. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-08-049734-1" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-08-049734-1 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221231091801/https:/books.google.com/books?id=bRyEfBCxIRsC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 31 dicembre 2022. Estratto il 31 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>Yule, George (2010). Lo studio della lingua (4a ed.). Stampa dell&#8217;Università di Cambridge. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-521-76527-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-521-76527-5</em></a></li>
</ul>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Semantica articolo</h2>
<ul>
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</ul>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ascoltare i confini del corpo per accedere alla  propria libertà più profonda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 04:37:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Il confine corporeo della libertà In questa ricerca di libertà, abbiamo un confine, il corpo, e questo limite fisico è anche una risorsa straordinaria. Siamo menti che “abitano” &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ascoltare-i-confini-del-corpo-per-accedere-alla-propria-liberta-piu-profonda/">Ascoltare i confini del corpo per accedere alla  propria libertà più profonda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Il confine corporeo della libertà</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questa ricerca di libertà, abbiamo un confine, il corpo, e questo limite fisico è anche una risorsa straordinaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo menti che “abitano” un corpo, degli “<em>embodied minds</em>”, menti incorporate, creature viventi dotate di autocoscienza, cellule e atomi che miracolosamente prendono atto di esistere, e possono muoversi. Ma non per questo, automaticamente, diventiamo liberi. Ad esempio, non possiamo volare, né teletrasportarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poniamo sul tavolo un’ipotesi di lavoro: la libertà è un sentimento vissuto, un sentire corporeo, una forma di dialogo interno, che ci dice che stiamo vivendo a pieno la nostra vita come la vogliamo e senza essere ingabbiati da forze subdole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione. Non ha a che fare strettamente con catene, con mura, con “non libertà” fisiche molto ovvie come la prigione. Alcuni pensano che essere <em>single</em> sia un’enorme forma di libertà, altri lo vivono come una prigione (la prigione della solitudine e dell’isolamento). Lo stesso per l’avere famiglia e figli. Prigione esistenziale per alcuni, “il mio focolare più bello” per altri. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Allenarsi e combattere senza paura e senza ansie inutili è possibile. Lo stesso vale per il lavoro, o fare una presentazione o public speaking. Se lo vivi come un obbligo, viene meno ogni forma di gusto e gioia di vita e dell’atto stesso. Possiamo scoprire i piaceri nascosti in questi brani di vita?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Si tratta di vivere allenamenti e gare, o performance lavorative, come atti di libertà, atti di vita, momenti di festa e di gioia, nel rispetto delle tradizioni. Pensieri come “devo vincere” o “devo fare bella figura” non portano a libertà ma danno sostegno ad emozioni negative, che vogliamo invece tenere lontane da noi nel Dojo, sul ring, o sul lavoro.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà ha come contraltare l’imprigionamento, la paura, l’ansia. Ebbene, queste “prigioni” sono molto più corporee di quanto pensiamo. Costruiscono muri invisibili che ingabbiano le persone peggio delle sbarre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un messaggio importante: esistono esercizi, seri, molto seri, che ti aiutano a distinguere le “percezioni”, le “sensazioni” di paura e di ansia inutili e controproducenti, e possono liberarti da paure inutili. Li conduco personalmente, derivano dalle Arti Marziali e dal training mentale per gli sport da ring. Del resto non puoi combattere ad alti livelli se hai paura di farti male, paura della gara, paura di confrontarti, paura del pubblico, vergogna di poter perdere, e quasi tutti gli atleti e potenziali campioni si arrestano per queste paure e non per veri traumi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne farò omaggio prima possibile alla comunità tramite video, essendo quasi impossibili da descrivere a parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo a quanto invece si può scrivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorresti essere libero dalla paura, libero dall’ansia? Tutti lo vorremmo, ma se fossimo completamente liberi dalla paura, nessun segnale arriverebbe a dirci “stop” nell’attraversare una strada piena di camion e saremmo schiacciati come topi. Quindi, vogliamo liberarci di “tutte” le paure o vogliamo imparare a gestirle diversamente e discriminarle?</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Io ascolto i messaggi della paura, li tratto con rispetto e imparo da essi, ma non mi faccio limitare</em>”. Questa frase di Ross Heaven, che proviene dalle tecniche usate nella formazione dei Ninja, i guerrieri giapponesi, esprime bene come un certo approccio di consapevolezza aumentata possa liberare la persona da fardelli inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Focusing porta di libertà? L’approccio degli “Embodied Minds”</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Così come Paul Watzlawick ha ben espresso, “non è possibile non comunicare”, e che quindi ogni azione o non azione fatta in presenza di altri ha un valore comunicativo<a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>. Allo stesso modo, noi dobbiamo renderci conto pienamente che “non è possibile non abitare un corpo”, e il corpo ci condiziona, positivamente o negativamente, ci parla. Che lo ascoltiamo o meno, ci manda segnali e flussi di comunicazione non meno importanti di quelli che scorrono tra le persone (comunicazione mente-corpo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà richiede prendere atto del corpo e gestirlo in modo consapevole-assertivo, prendere atto del valore della comunicazione mente-corpo e gestirla in modo il più possibile deciso da noi e non esserne solo vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre riconoscere che per comunicare bene all’esterno, è utile capire cosa sta succedendo ai nostri stati interni, stati fisici come le emozioni, stati corporei, i livelli di stanchezza e di stress, stati pre-verbali ancora prima che parole. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginate una persona che non sa ascoltare bene i propri stati d’animo. Come mai farà ad esprimersi in una comunicazione autentica e libera?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni, ricordiamolo, abitano nel corpo<a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>. Fare <em>Focusing</em><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn3"><sup>[3]</sup></a> significa esattamente questo. Andare ad ascoltarsi. Ascoltarsi dentro. Lasciare spazio ai propri segnali interni. Questa è una forma suprema di libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal momento in cui capisci di esistere, fino al decidere di dare un’impronta speciale alla tua vita passa molta strada. Questa comprende un atteggiamento altrettanto assertivo sul <em>come</em> esistere e <em>dove</em> voler vivere &#8211; sia in termini di ambienti fisiche che di ambienti psicologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da soli è davvero difficile riuscire ad impostare una vita veramente propria e consapevole, fuori dagli schemi proposti con violenza da pubblicità, mass media, esempi negativi attorno a noi e altre forme che subdolamente cercano di dirci “cosa” sia la vita. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo travolti da messaggi che sin da bambino ti dicono che tu vali in funzione del tuo telefono o della tua auto o della dimensione dei bicipiti o della tua casa o del marchio delle tue scarpe. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Coaching e Counseling portano un messaggio diverso. Tu vali perché sei, per quello che pensi, per il contributo che dai e darai a questo pianeta, alla cultura umana, sia che tu ci riesca o che tu anche solo ci provi. Tu vali. A prescindere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle più alte forme di liberta è esprimere se stessi senza nessuna maschera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come ci ha ricordato Goffman, pioniere su questo tema, siamo creature sociali, e in qualche modo diamo sempre una “rappresentazione” di noi stessi, anche quando cerchiamo di essere genuini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Come esseri umani siamo principalmente creature dagli impulsi variabili, con umori ed energie che cambiano da un momento all’altro, come personaggi davanti a un pubblico tuttavia, non possiamo permetterci alti e bassi”.</em><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn4"><sup><em><sup><strong>[4]</strong></sup></em></sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le forme del nostro comportamento esterno non sono spesso congruenti con il sentire corporeo interno, le nostre sensazioni, gli stati emotivi che proviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, forse allora una delle forme estreme di libertà è quella di mostrare anche fuori i nostri sentimenti interni e gli stati interni che viviamo, uscire dal “personaggio” ed essere più veri possibile, anche a costo di apparire “variabili” o come altri dicono, “umorali”. Umorali ma veri, è meglio che standardizzati sempre, ma falsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se sei davvero libero, questo comprende una grande varietà di libertà, ad esempio cercare le emozioni che una certa musica ti dà, anziché ascoltare la stupida radio commerciale. La musica produce emozioni<a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftn5"><sup>[5]</sup></a>. E tu che emozioni vuoi vivere? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Che si tratti di musica “epica”, classica, o rock anni ’70, poco importa. Ma accendere la radio e pensare che quella e solo quella che passa il convento radiofonico sia la musica, non è grande esempio di libertà.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Watzlawick, Paul, Janet H. Beavin, and Don D. Jackson. <em>Pragmatics of Human Communication: A Study of Interactional Patterns, Pathologies, and Paradoxes</em>. New York: Norton, 1967.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a> Buck, Ross. The Communication of Emotion. New York: Guilford P, 1984.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref3"><sup>[3]</sup></a> Letteralmente, “focalizzazione”, nel senso indicato da Gendlin. Vedi bibliografia per approfondimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref4"><sup>[4]</sup></a> Goffman, Erving (1959), <em>The Presentation of Self in Everyday Life</em>. New York, Doubleday. Trad. it. <em>La vita quotidiana come rappresentazione</em>, Bologna, Il Mulino, p. 68.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6FA54C7B-72C5-40F3-BC06-E00C75954BAE#_ftnref5"><sup>[5]</sup></a> Budd, Malcolm. Music and the Emotions. London: Routledge &amp; Kegan Paul, 1985.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.studiotrevisani.it/#linkedin" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ascoltare-i-confini-del-corpo-per-accedere-alla-propria-liberta-piu-profonda/">Ascoltare i confini del corpo per accedere alla  propria libertà più profonda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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