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	<title>interpretazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>interpretazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Comprendere la comunicazione e il potere della parola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare: 1 &#8211; messaggi in ingresso: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei &#8220;messaggi &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comprendere-la-comunicazione-e-il-potere-della-parola/">Comprendere la comunicazione e il potere della parola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1 &#8211; <strong>messaggi in ingresso</strong>: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei &#8220;messaggi che ti colpiscono&#8221;, le comunicazioni che ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?</p>



<p class="wp-block-paragraph">2 &#8211; <strong>messaggi in uscita</strong>: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione, interesse, desiderio, muovere all&#8217;azione, o incuriosire, persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando e con chi ancora non abbastanza?</p>



<h3 class="wp-block-heading">1.1 Il potere dei messaggi degli altri su di te</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere questo messaggio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">…sei veramente una Persona meravigliosa e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti , così come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro messaggio invece recita:</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; inutile che ti sbatti tanto i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ti fanno sentire? Come reagisco al primo? Come reagisco al secondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali, oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta o di narcisismo o di orgoglio: &#8220;adesso ti faccio vedere io&#8230;&#8221; Se così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo, per essere motivata? Se se sono stato in grado di lavorare su di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano di smontarti? E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li ignori, li deridi? Li analizzi per quanto possono magari insegnarti? O ti lasci avvelenare?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Molte volte la sconfitta bussa alla porta del Guerriero. In quei momenti, egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perché le parole non possono fare niente. E&#8217; meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando. Qualcuno che ha visto l&#8217;ingiusta sofferenza, e non vi si rassegna. Questo Qualcuno dà al Guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo. Prima o poi, tutto tornerà a lavorare in suo favore&#8221;.</em> (Paulo Coelho)<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><em><strong>[1]</strong></em></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “Potere della Comunicazione&#8221;, quello vero, è di far sentire bene le persone o invece distruggerle moralmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che questa cosa sfugga a tanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E so anche che purtroppo pochi conoscono i training che ti aiutano a schermarti dalle negatività, anche perché questo flusso di messaggi inizia presto, accade sino dai primi bagliori di vita. Ma per nostra fortuna, continua da adulti, e possiamo agire, possiamo intervenire. Quindi, se non riprendiamo le redini del &#8220;filtro&#8221; &#8211;&nbsp; cosa vogliamo far entrare in noi, e cosa no &#8211; ne saremo sempre vittime inconsapevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo imparare l’arte di lasciar fluire i messaggi negativi, vedere se per caso contengano qualche suggerimento buono ma lasciar scorrere via la malignità e negatività che contengono. E allo stesso tempo, ricordare sempre e fissare chiaramente in memoria i messaggi positivi che ci arrivano. Questi alimenteranno il nostro Auto-Potere in modo permanente, come batterie inesauribili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non l’hai già fatto, inizia a farne una raccolta. Tieni un diario dei messaggi in ingresso, positivi e negativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rileggila ogni tanto, anche nei momenti difficili, ti aiuterà.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1.2 Il Potere della tua comunicazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sul Potere della comunicazione che tu eserciti verso gli altri servirebbe un intero libro. Tu sei un &#8220;agente di vita&#8221; in ogni contatto con il prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi darla o distruggerla, nutrire o intossicare gli altri, semplicemente con il tuo modo di fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se qualcuno non lo merita, non fargli del male. Rifletti su questo. A volte lo si fa inavvertitamente, e non lo vorremmo. A volte vorremmo rispondere a tono ad un attacco ingiusto, e non lo facciamo. Perchè?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dipende dalla consapevolezza che abbiamo su come stiamo comunicando, e di quali sono le nostre modalità nel comunicare (aggressiva, analitica, empatica, ottimista, pessimista, e tante altre opzioni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per prendere coscienza e lavorare sulla nostra comunicazione, si può lavorare su diversi temi, di cui faccio un elenco solo parziale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scegliere le parole (<em>power words</em>) e i verbi appropriati (<em>action verbs</em>);</li>



<li>quando vogliamo essere chiari e persuasivi, usare metafore ed esempi;</li>



<li>fare frasi corte, parlare con un linguaggio adatto al tuo pubblico: la tua capacità di gestione del <strong>sistema linguistico</strong>;</li>



<li>gestire il <strong>paralinguistico: </strong>toni, ritmi della comunicazione, dare enfasi alle parti del messaggio che vuoi sottolineare:</li>



<li>conoscere e gestire il <strong>non-verbale</strong>: posture, mimica facciale, microespressioni, movimento del corpo;</li>



<li>dare valore e gestire le tue &#8220;<strong>produzioni e prodotti comunicativi</strong>&#8220;, es., le tue presentazioni (cartacee o su pc), ma anche le email o anche solo un post-it, e ancora,</li>



<li>riconoscere il valore e il peso dei tuoi <strong>accessori di scena e scenografia ambientale</strong>: acconciatura, capelli, pelle, trucco, collane, orologi, abbigliamento, scarpe, persino il luogo dove avviene l&#8217;incontro; tutto comunica un&#8217;identità e contribuisce al cosiddetto <em>Impressions Management</em> (gestione delle impressioni che generiamo negli altri);</li>



<li>percepire ed esaminare il tuo interlocutore. Con chi sto parlando? (<strong><em>Target Audience Analysis</em></strong>). Quali temi lo possono toccare? Quali vulnerabilità possono esserci? Su quali aspetti il messaggio può &#8220;rimbalzare contro&#8221; (Reattanza &#8211; <em>Reactance</em>). Perchè il tuo messaggio possa essere compreso quali corde emotive deve toccare?</li>



<li>la capacità di percepire &#8220;il non detto&#8221; della comunicazione, andare oltre le parole, applicare la Percezione Aumentata, capire le interrelazioni tra le parti, afferrare che tutto converge in una unica &#8220;sensazione&#8221; che produciamo. Tecnicamente, la <strong>comunicazione olistica</strong>, e la <em>Gestalt</em> della comunicazione;</li>



<li>Il <strong>contenuto e la struttura del messaggio</strong>: aspetti da esaminare riguardano se un messaggio ha una buona struttura (buona apertura, corpo, buona conclusione), se è credibile, se tocca le emozioni e il futuro della persona, ha probabilità di riuscita. Se suscita paura, in certi casi può averne. Se suscita speranza ne ha. Se lascia indifferenti, non ne ha.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; un campo talmente sterminato che non lo esaurirò qui, ma vale la pena comunque avviare la riflessione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Approccio alla Comunicazione Olistica</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Ringrazio la dott.ssa Mariacristina Caccia, giornalista e formatrice, per il contributo nell&#8217;individuazione di questa preziosa citazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/01/image-4.png" alt="" class="wp-image-28406"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; sufficiente per ora considerare che &#8220;tutto è messaggio&#8221;, anche la scelta di un tipo braccialetto o di un altro, e che la comunicazione è &#8220;olistica&#8221;, i vari messaggi che lanci si intrecciano uno con l&#8217;altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono persone che si lasciano impressionare dalle tue apparenze esterne (abiti firmati e costosi, o poveri) altri che esaminano i tuoi valori profondi, e non vi sono &#8220;regolette facili&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per cui come regola di base, cerca di <em>credere</em> prima di tutto in quanto dici, cerca i motivi dentro di te per cui quanto dici sia importante. E secondo, usa tutti i canali comunicativi in modo diretto, dallo sguardo, ai messaggi, alle metafore, tutto deve convergere in un messaggio che non dia dissonanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto al &#8220;come comunicare&#8221;&#8230; ricorda che spesso chi ha più soldi diventa arrogante, dimenticando che i soldi non danno diritto all&#8217;arroganza. Il filo che ci unisce alla vita è sottile, ogni giorno ne trovo prova, e la sacralità di ogni attimo ci deve impedire di trattare le persone in base al loro denaro ma di usare invece il criterio dei valori umani che quella persona esprime.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Linguaggio</li>



<li>Comunicazione efficace</li>



<li>Ascolto attivo</li>



<li>Retorica</li>



<li>Persuasione</li>



<li>Empatia</li>



<li>Dialogo</li>



<li>Comunicazione verbale</li>



<li>Comunicazione non verbale</li>



<li>Intenzione</li>



<li>Connessione</li>



<li>Assertività</li>



<li>Narrazione</li>



<li>Impatto emotivo</li>



<li>Parole chiave</li>



<li>Interpretazione</li>



<li>Linguaggio del corpo</li>



<li>Potere del discorso</li>



<li>Mediazione</li>



<li>Relazioni interpersonali</li>
</ul>
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		<item>
		<title>L&#8217;esperienza di prodotto nelle illusioni percettive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Analizzare la Gestalt di marketing significa valutare (1) le interazioni tra i molteplici elementi (parti) di cui si compone il prodotto/servizio/prestazione, e (2) l&#8217;effetto complessivo che ne emerge, in termini di impatto sul cliente. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lesperienza-di-prodotto-nelle-illusioni-percettive/">L&#8217;esperienza di prodotto nelle illusioni percettive</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzare la Gestalt di marketing significa valutare (1) le interazioni tra i molteplici elementi (parti) di cui si compone il prodotto/servizio/prestazione, e (2) l&#8217;effetto complessivo che ne emerge, in termini di impatto sul cliente. Significa quindi andare oltre la semplice somma delle parti, e capire l&#8217;effetto complessivo, globale, sinergico, di un insieme di input con i quali il cliente viene a contatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della Gestalt<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> ha evidenziato come, di fronte ad un insieme di percezioni, colui che percepisce tende ad organizzare i diversi stimoli in maniera coerente secondo schemi precostituiti, ed il tutto crea qualcosa di diverso dall’insieme delle parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cubo di Necker è un esempio di come un insieme di elementi costituisca una Gestalt, dimostrando che la percezione è qualcosa di più di una semplice &#8220;ricezione&#8221; passiva di stimoli, ma diviene nella mente umana &#8220;organizzazione&#8221; attiva degli stimoli provenienti dall&#8217;esterno. L&#8217;insieme di oggetti presenti sul piano dell’immagine viene infatti organizzato percettivamente sino ad identificarvi una forma geometrica &#8211; un cubo, oggetto che in realtà non esiste, un oggetto virtuale che viene &#8220;costruito&#8221; dal fruitore. Questo accade anche nella percezione</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Il termine tedesco Gestalt non ha traduzione esatta in Italiano. I significati più vicini sono: forma, struttura, complesso, insieme.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="532" height="948" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera.jpg" alt="" class="wp-image-26275" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera.jpg 532w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera-168x300.jpg 168w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera-175x312.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera-450x802.jpg 450w" sizes="(max-width: 532px) 100vw, 532px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Mostro-marino-di-Tse.jpg" alt="" class="wp-image-26276"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Così come dall’organizzazione di queste figure è possibile percepire qualcosa di diverso dalla semplice somma dei componenti, l’organizzazione del design del prodotto, la somma dei suoi elementi percettivi &#8211; visivi, olfattivi, tattili, gustativi &#8211; crea una realtà che è diversa dalla somma delle parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto è quindi una Gestalt, una realtà complessa superiore ad una semplice somma di componenti, un&#8217;entità che acquista una personalità propria anche in relazione a come i diversi componenti si rapportano tra loro. L&#8217;impresa stessa, il valore del suo marchio, il valore della sua offerta, costituiscono un&#8217;insieme di Gestalt di livello ancora superiore. Le implicazioni che ne derivano sono la contaminazione continua (positiva o negativa) tra elementi comunicativi dell&#8217;impresa, tra la comunicazione del sito web e una visita aziendale, tra il packaging e la pubblicità, tra una promozione e la percezione del valore del marchio, in un crescendo di interazioni complesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca della strutturazione e della congruenza con i propri schemi cognitivi è una delle costanti della mente umana. Il tentativo di semplificazione della complessità, la ricerca di categorie in cui incasellare gli eventi e le cose, la strutturazione di elementi in insiemi omogenei, nasce da un bisogno di consistenza, di coerenza tra elementi, di omogeneità di senso e significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le illusioni ottiche dimostrano che non sempre quello che si percepisce è corretto. Ad esempio, molti sarebbero disposti a giurare sul fatto che le linee della figura successiva non siano parallele, mentre in realtà esse sono esattamente parallele.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Illusione-di-Zollner.jpg" alt="" class="wp-image-26277"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni per la psicologia del prodotto sono numerose e si riferiscono alla necessità di considerare il prodotto anche nei suoi minimi dettagli. L&#8217;<strong>esperienza totale di prodotto</strong> (ETP) si forma per organizzazione di una molteplicità di dettagli.&nbsp; La somma dei dettagli costruisce una Gestalt di prodotto &#8211; una visione d&#8217;insieme. Ogni dettaglio del prodotto è significativo, coerente o incoerente, consonante o dissonante, rispetto all’immagine globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente non valuta un prodotto o un’impresa per quello che sono realmente. Egli elabora input che provengono da un <strong>insieme percettivo di contatto</strong> (ogni elemento, oggetto, persona, lettera, packaging, media, che veicola qualcosa dell&#8217;impresa e del prodotto, nel momento in cui il cliente li incontra).&nbsp; Questo insieme di contatto può produrre informazioni distorte o divergenti dalle intenzioni aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di elementi dissonanti, in questo insieme, contravviene al tentativo del consumatore di formare una immagine coerente di prodotto, e genera un effetto negativo a catena su tutto il processo valutativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, nelle prime fasi di contatto con l’impresa, potrebbe succedere che (1) venga visitato innanzitutto il sito aziendale con funzione di orientamento e valutazione preliminare, e (2) vengano ricercate informazioni ulteriori sulla società tramite altre fonti. Se il sito aziendale è sbagliato e proietta un&#8217;immagine negativa, le ricerche ulteriori di informazioni sull’impresa saranno guidate da un tentativo latente di ottenere conferme negative, che rinforzino l’opinione iniziale scaturita dalla navigazione del sito, ed evitino l’instaurarsi di una dissonanza interna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le contaminazioni tra elementi possono portare a detrazioni di immagine le quali si traducono immediatamente in riduzioni di fatturato, nel momento stesso in cui generano una minore propensione all&#8217;acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Interazioni tra le parti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto complessivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto sul cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestalt del marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme di percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimoli coerenti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schemi precostituiti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricezione attiva degli stimoli</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contaminazione continua</p>



<p class="wp-block-paragraph">Illusioni ottiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza totale di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione all’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attributi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impatto visivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Estetica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rappresentazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Memorabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coerenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione soggettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Associazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credibilità visiva</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La soddisfazione del cliente nella psicologia della percezione</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-soddisfazione-del-cliente-nella-psicologia-della-percezione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 10:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Attribuzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Consapevolezza di cambiamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Fattori culturali]]></category>
		<category><![CDATA[filtri percettivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi che avvengono nella percezione umana, in particolare il fenomeno delle soglie percettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della percezione identifica due tipi di soglie &#8211; soglia assoluta e soglia differenziale &#8211; le quali generano altrettanti tipi di prestazione (prestazione assoluta e prestazione differenziale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>soglia assoluta</strong> identifica la quantità minima di stimolazione sensoriale necessaria affinché un particolare stimolo (una vibrazione, un oggetto, un colore) sia percepito da un individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>soglia differenziale</strong> fa riferimento al differenziale di stimolazione sensoriale che determina per l&#8217;individuo la consapevolezza di un cambiamento, l&#8217;accorgersi di una mutazione nello stato precedente. È quindi basata sul concetto di percezione della differenza di intensità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="951" height="451" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive.jpg" alt="" class="wp-image-26230" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive.jpg 951w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-300x142.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-768x364.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-175x83.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-450x213.jpg 450w" sizes="(max-width: 951px) 100vw, 951px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questi fattori percettivi devono entrare al centro del processo imprenditoriale di gestione della customer satisfaction. Ad esempio, produrre un miglioramento nelle vibrazioni di un volante (riduzione di vibrazioni) quando non esiste un margine per ottenere un miglioramento percepibile (condizione di <em>ceiling-effect</em>) è un intervento che non supera la soglia differenziale, e sostanzialmente uno spreco di investimenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="957" height="572" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect.jpg" alt="" class="wp-image-26231" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect.jpg 957w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-300x179.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-768x459.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-175x105.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-450x269.jpg 450w" sizes="(max-width: 957px) 100vw, 957px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso evidenziato, lo sforzo dell’azienda per l&#8217;incremento di prestazioni tecnico/ingegneristiche (passare dal punto A al punto B) produce anche un incremento della prestazione percepita nel cliente. Lo sforzo viene premiato. Nel passaggio da B a C, l&#8217;incremento della prestazione reale (tecnico-ingegneristica) è ancora più elevato, ma la prestazione percepita dal cliente migliora di poco. Lo sforzo è poco premiato. Nel passaggio da C a D, invece, la prestazione ingegneristica migliora ma non avviene alcun effetto percettivo nel cliente. Lo sforzo non viene per niente premiato. Quindi sostanzialmente si tratta di denaro sprecato, a meno che l&#8217;azienda non si impegni in attività di comunicazione in grado di valorizzare l&#8217;investimento e renderlo più percepibile, più visibile, più tangibile per il cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incrementi prestazionali non sono tali, dal punto di vista di marketing, se non superano la soglia di sensibilità del fruitore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sviluppo del prodotto, pertanto, dovrebbe essere guidato dalla ricerca di miglioramenti percepibili, in cui l&#8217;investimento produca effetti tangibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Customer satisfaction</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risposta del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reazione del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soglia percettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimolazione sensoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimolo percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza di cambiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenza di intensità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo imprenditoriale<br>Percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bias cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto contrasto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria della prospettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Framing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Selezione percettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processi decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credenze distorte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attribuzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria della gestalt</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esposizione selettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Filtri percettivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contesto situazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schemi mentali</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Video 1</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/ascolto-attivo-ed-empatia-i-segreti-di-una-comunicazione-efficace-video-1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 15:36:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Temi di Ascolto attivo ed empatia Comunicazione Attività verbali Linguaggio del corpo Risposta riflessiva Conferma Feedback Comprensione Concentrazione Senso di presenza Espressione facciale Sguardo Parole chiave Inclusione Connettersi Riconoscere Valutazione Osservazione Interpretazione Rispecchiamento Attenzione Chiarimento Sensibilità Relazione Rispetto Accettazione Risposta Domande aperte Empatia Silenzio Intuizione Dialogo Sollecitazione Empatia verbale Condivisione Interazione Controllo Verifica Sintesi Approfondimento &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ascolto-attivo-ed-empatia-i-segreti-di-una-comunicazione-efficace-video-1/">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Video 1</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdr.daniele.trevisani%2Fvideos%2F3636830636536153%2F&amp;show_text=true&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="429" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Temi di Ascolto attivo ed empatia</h2>
<ul>
<li>Comunicazione</li>
<li>Attività verbali</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Risposta riflessiva</li>
<li>Conferma</li>
<li>Feedback</li>
<li>Comprensione</li>
<li>Concentrazione</li>
<li>Senso di presenza</li>
<li>Espressione facciale</li>
<li>Sguardo</li>
<li>Parole chiave</li>
<li>Inclusione</li>
<li>Connettersi</li>
<li>Riconoscere</li>
<li>Valutazione</li>
<li>Osservazione</li>
<li>Interpretazione</li>
<li>Rispecchiamento</li>
<li>Attenzione</li>
<li>Chiarimento</li>
<li>Sensibilità</li>
<li>Relazione</li>
<li>Rispetto</li>
<li>Accettazione</li>
<li>Risposta</li>
<li>Domande aperte</li>
<li>Empatia</li>
<li>Silenzio</li>
<li>Intuizione</li>
<li>Dialogo</li>
<li>Sollecitazione</li>
<li>Empatia verbale</li>
<li>Condivisione</li>
<li>Interazione</li>
<li>Controllo</li>
<li>Verifica</li>
<li>Sintesi</li>
<li>Approfondimento</li>
<li>Empatia cognitiva</li>
<li>Esplorazione</li>
<li>Accoglienza</li>
<li>Rassicurazione</li>
<li>Supporto</li>
<li>Tono di voce</li>
<li>Risonanza emotiva</li>
<li>Calma</li>
<li>Equilibrio</li>
<li>Consapevolezza</li>
<li>Presenza mentale</li>
<li>Interesse</li>
<li>Sintonizzazione</li>
<li>Accoglienza</li>
<li>Attitudine positiva</li>
<li>Comprendere</li>
<li>Segnali non verbali</li>
<li>Sostenere</li>
<li>Generosità</li>
<li>Apertura</li>
<li>Dialogo interno</li>
<li>Rilevamento</li>
<li>Espressione</li>
<li>Gentilezza</li>
<li>Attività non verbali</li>
<li>Sensibilità emotiva</li>
<li>Partecipazione</li>
<li>Riconoscimento</li>
<li>Rispetto</li>
<li>Ascolto attivo in gruppo</li>
<li>Risposta empatica</li>
<li>Fiducia</li>
<li>Collaborazione</li>
<li>Perspicacia</li>
<li>Relazione terapeutica</li>
<li>Risposta immediata</li>
<li>Ascolto attivo nella leadership</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Risposta compassionevole</li>
<li>Rispetto per la diversità</li>
<li>Sensibilità culturale</li>
<li>Conoscenza di sé</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Ascolto attivo nelle relazioni professionali</li>
<li>Consulenza</li>
<li>Coaching</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Ascoltare senza giudicare</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Consapevolezza dell&#8217;altro</li>
<li>Comprensione profonda</li>
<li>Tolleranza</li>
<li>Creare un ambiente di ascolto</li>
<li>Rispetto delle opinioni</li>
<li>Generare fiducia</li>
<li>Apertura mentale</li>
<li>Rispetto del tempo</li>
<li>Sensibilità al contesto</li>
<li>Risposta etica</li>
<li>Crescita personale mediante l&#8217;ascolto attivo.</li>
</ul>
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		<title>Il valore del prodotto: analisi semiotica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 08:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Interpretazione semiotica e valenza simbolica del prodotto Oltre alla psicologia del prodotto, anche la semiotica del prodotto è in grado di fornire un contributo all’interpretazione di cosa accade nella mente del consumatore, tramite numerose tecniche di analisi. Alla base della dottrina semiotica si colloca il concetto di &#8220;segno&#8221;. Riprendendo uno dei principali semiologi mondiali, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-valore-del-prodotto-analisi-semiotica/">Il valore del prodotto: analisi semiotica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin:24pt 0 12pt 35.45pt;"><a name="_Toc495138323"></a><span style="font:7pt &quot;">  </span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Interpretazione semiotica e valenza simbolica del prodotto</span></h2>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Oltre alla psicologia del prodotto, anche la semiotica del prodotto è in grado di fornire un contributo all’interpretazione di cosa accade nella mente del consumatore, tramite numerose tecniche di analisi. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Alla base della dottrina semiotica si colloca il concetto di &#8220;segno&#8221;. Riprendendo uno dei principali semiologi mondiali, Umberto Eco (1987)</span><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftn1" name="_ftnref1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">, «è segno ogni cosa che possa essere assunto come un sostituto di qualcos&#8217;altro». </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il segno, nel metodo ALM, costituisce un importante punto di riferimento concettuale. Ad esempio, rappresenta un segno aziendale la carta intestata, il logo, il packaging del prodotto (e questo è abbastanza evidente). Quello che dobbiamo sottolineare, è che anche la modalità di risposta telefonica, l&#8217;abbigliamento di un manager, lo stato d&#8217;uso di un&#8217;auto aziendale, o un quadro alla parete in un corridoio, possono assumere la funzione di &#8220;segno&#8221; per un cliente. Essi diventano &#8220;sintomi dello stato di salute aziendale&#8221;, veicoli da cui fuoriesce informazione sulla cultura aziendale e sulla potenziale qualità.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I segni vengono suddivisi in categorie in base alle diverse proprietà assunte:</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<div style="margin-left:5.65pt;margin-right:5.65pt;border:windowtext 1pt solid;padding:1pt 4pt;">
<p class="testobordato" style="margin:0 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span style="font-size:x-small;">§</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Icone</strong>: hanno proprietà di rassomiglianza. Ad esempio una fotografia di un prodotto rappresenta un&#8217;icona del prodotto.</span></span></p>
<p class="testobordato" style="margin:0 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span style="font-size:x-small;">§</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Indici</strong>: sono significati tramite relazioni causali. Ad esempio il fumo è indice di un incendio possibile. Un balbettio può indicare nervosismo durante una trattativa.</span></span></p>
<p class="testobordato" style="margin:0 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span style="font-size:x-small;">§</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Simboli</strong>: stabiliscono convenzioni arbitrarie tra un significato e un&#8217;entità. A differenza delle Icone, non hanno una proprietà di rassomiglianza.  Ad esempio, una parola (non onomatopeica) per indicare un concetto.</span></span></p>
</div>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In termini aziendali, questi concetti si prestano alla realizzazione di diversi tipi di analisi sviluppate nel metodo dall’autore:</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<div style="margin-left:5.65pt;margin-right:5.65pt;border:windowtext 1pt solid;padding:1pt 4pt;">
<p class="testobordato" style="margin:0 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span style="font-size:x-small;">§</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Analisi iconica del prodotto/comunicazione</strong>: ha lo scopo di evidenziare <strong>correlazioni di rassomiglianza</strong> tra elementi visivi (ma anche provenienti da altri sensi) di un prodotto e sensazioni/ricordi provocate da questi elementi. Così come una fotografia di un prodotto rappresenta un&#8217;icona del prodotto, i fanali di alcune auto possono essere disegnati per ricordare, in qualche modo, gli occhi di un felino. Oppure, un abito può essere costruito in modo tale da ricordare l’abbigliamento di un guerriero, ed ancora un PC può essere costruito in modo tale da ricordare un oggetto fantascientifico.</span></span></p>
<p class="testobordato" style="margin:0 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span style="font-size:x-small;">§</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Analisi indicale del prodotto/comunicazione</strong>: rappresenta l’analisi di tutto ciò che, nel prodotto o nella comunicazione d’impresa, possa essere utilizzato come <strong>“indicatore di”, segnale</strong> di qualcos’altro (es: una prestazione). Ad esempio, un marchio di qualità viene utilizzato per indicare una possibile qualità elevata. Una sede prestigiosa può essere utilizzata come indicatore di stabilità finanziaria. Una brochure raffinata può essere utilizzata come indicatore di cura dei dettagli.</span></span></p>
<p class="testobordato" style="margin:0 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span style="font-size:x-small;">§</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>Analisi socio-simbolica del prodotto</strong>: L’analisi socio-simbolica si prefigge di determinare le <strong>valenze sociali e culturali</strong> che correlano un prodotto, un suo elemento, o un modo di consumarlo, a dei concetti sociali, politici, a delle sfere di significati e valori riconosciuti all’interno di un gruppo. Un’analisi simbolica può determinare che valenza sociale assuma il possesso di un certo marchio di occhiali all’interno di un gruppo, quali connotazioni si leghino al suo possesso, cosa significhi per un ragazzo portare l’orecchino, che connotazioni assume la maglia sociale per i tifosi di un club, che implicazioni ha una certa capigliatura, quali inferenze sulla personalità del proprietario vengono svolte a seconda dell’auto posseduta, ecc. </span></span></p>
</div>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0 0 0 .3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel campo informatico, è nota agli operatori del settore la querelle culturale e fortemente ideologica tra fautori dei sistemi Macintosh, Linux e sistemi Windows, in cui traspare simbolicamente tutta la lotta all’imperialismo, il mito di Davide contro Golia, la volontà di emanciparsi dai monopoli, che pervade certa cultura, dal Cyberpunk al mondo della grafica e della comunicazione. La semiotica sociale e culturale si presta all’analisi di queste dinamiche, e non solo come esercizi di stile. La comprensione delle dinamiche semiotiche del mercato permette di capire cosa vi sia alla base di fenomeni dalle enormi <strong>implicazioni economiche</strong> su scala mondiale, quali le lotte tra sistemi operativi e il controllo del mercato informatico, e di ogni altro mercato ove i marchi assumono valenze e simbologie sociali.</span></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><br />
</span></span></p>
<hr size="1" />
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref1" name="_ftn1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span class="MsoFootnoteReference"><span lang="EN-US" style="font-size:9pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></a><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> Eco, U. (1987). <em>Trattato di semiotica generale</em>. Milano: Bompiani.</span></span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;">
<p>________________<br />
Materiale estratto dal libro di Daniele Trevisani (2002), <a title="psicologia del marketing e comunicazione" href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-di-marketing-e.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;Psicologia di marketing e comunicazione&#8221;, FrancoAngeli Editore, Milano</a>. Copyright. Pubblicato per concessione dell’autore da <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a>.<br />
E’ consentita la riproduzione solo con citazione dell’autore e del volume originario.</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-valore-del-prodotto-analisi-semiotica/">Il valore del prodotto: analisi semiotica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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