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		<title>Interazioni e relazioni tra i diversi livelli di soddisfazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 10:01:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Abbiamo considerato come la Satisfaction provenga da un insieme di prestazioni riconducibili agli elementi del mix. Tuttavia, il cliente non analizza separatamente le componenti del mix, ma attua una valutazione di sistema in cui &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/interazioni-e-relazioni-tra-i-diversi-livelli-di-soddisfazione/">Interazioni e relazioni tra i diversi livelli di soddisfazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo considerato come la Satisfaction provenga da un insieme di prestazioni riconducibili agli elementi del mix.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il cliente non analizza separatamente le componenti del mix, ma attua una valutazione di sistema in cui vengono ponderate tutte le interazioni tra tutte le componenti. Ad esempio, in una pizzeria la CS di prodotto può essere alta (la pizza era buona) ma la CS relazionale molto bassa (i camerieri sono veramente scortesi e i tempi di attesa esagerati). L’esperienza totale sarà nel complesso negativa. È quindi opportuno analizzare quali interazioni esistono tra livelli di soddisfazione per ogni componente del mix.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Realizzeremo una analisi delle interazioni di primo livello:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="109" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-34-1024x109.png" alt="" class="wp-image-26759" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-34-1024x109.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-34-300x32.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-34-768x82.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-34-175x19.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-34-450x48.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-34.png 1097w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">1. Interazioni di prodotto/canale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Troppo spesso le imprese focalizzano le proprie risorse sulla qualità del prodotto, sulle caratteristiche intrinseche del bene o servizio, dimenticando che la qualità complessiva percepita (e quindi la soddisfazione complessiva del consumatore) proviene anche dal canale distributivo e dal rapporto personale con l&#8217;erogatore del servizio e con la rete di vendita e di assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo è necessario distinguere i concetti di <strong>customer satisfaction di prodotto</strong> (CSP) e <strong>customer satisfaction di canale</strong> (CSC) o <em>channel satisfaction</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La CSP riguarda le caratteristiche intrinseche del prodotto o servizio (composizione, struttura, performance).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La CSC include: (1) componenti relazionali e (2) componenti logistiche, che sommate producono la qualità complessiva del servizio erogato dal canale distributivo: capacità di rapporto interpersonale, cortesia, tempi di risposta, servizio post-vendita e assistenza, la facilità di accesso al luogo di distribuzione, la facilità di acquisizione del prodotto/servizio, il rispetto dei termini e condizioni di consegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due componenti &#8211; CSP e CSC &#8211; possono essere unite per generare 4 condizioni di percezione del consumatore (vedi figura seguente).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni delineate sono le seguenti:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="925" height="587" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-35.png" alt="" class="wp-image-26760" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-35.png 925w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-35-300x190.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-35-768x487.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-35-175x111.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-35-450x286.png 450w" sizes="(max-width: 925px) 100vw, 925px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-A</strong>: il consumatore è soddisfatto sia del prodotto che del rapporto con il canale di distribuzione o venditore (ad esempio, nell&#8217;acquisto di un abito si è soddisfatti del modello scelto e si valuta positivamente la gradevolezza di rapporto con i commessi e il clima di acquisto del negozio). La probabilità di riacquisto e di fidelizzazione è alta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-B</strong>: il consumatore non valuta positivamente il prodotto, tuttavia il rapporto con il canale e con il venditore è buono. Ad esempio, il fornitore abituale di telefoni cellulari attualmente non ha un modello che risponde alle mie esigenze. Dopo avermi suggerito di non acquistare ora, mi consiglia di attendere un mese per l’arrivo di un nuovo modello che ha prestazioni superiori a parità di costo. La probabilità di acquisto del prodotto specifico (il modello attualmente presente) è bassa ma la considerazione del canale diventa elevata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La CSC determina il fenomeno della <strong>fidelizzazione al canale</strong>. Il fatto che il parco-clienti si fidelizzi al canale (più che all’azienda produttrice) permette a questo di spostare il parco clienti in blocco (o quasi) presso altre aziende del settore. È il tipico caso in cui l’agente o area manager, cambiando azienda, porta con se tutto il proprio parco clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;azienda, emerge la necessità di attivare un triplice livello di attenzione:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="144" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-36-1024x144.png" alt="" class="wp-image-26761" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-36-1024x144.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-36-300x42.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-36-768x108.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-36-175x25.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-36-450x63.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-36.png 1092w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Attivare modalità di contatto diretto tra azienda e cliente finale permette di poter recuperare il rapporto velocemente in caso di problemi con il canale di vendita (ad esempio, contatti telefonici annuali di valutazione generale della soddisfazione del cliente, attuati direttamente dall’azienda).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La CS del canale, cioè la soddisfazione del canale distributivo rispetto all&#8217;impresa, dipende da fattori quali:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="471" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-37-1024x471.png" alt="" class="wp-image-26762" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-37-1024x471.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-37-300x138.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-37-768x353.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-37-175x80.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-37-450x207.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-37.png 1103w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-C</strong>: In questa condizione si determina un&#8217;elevata soddisfazione di acquisto relativamente alle caratteristiche e performance del prodotto, tuttavia la soddisfazione verso il canale distributivo è bassa. In questo caso il consumatore cercherà lo stesso prodotto presso un canale distributivo diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario sottolineare che esistono connessioni precise tra immagine del canale (es: professionalità percepita della rete di vendita) e immagine dell&#8217;impresa. Studi condotti dall’autore nel settore industriale hanno evidenziato una correlazione statisticamente significativa tra le due variabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che <strong>il comportamento della rete distributiva si riverbera sull&#8217;immagine della azienda</strong> (mandante, proprietario del marchio). La qualità dell&#8217;agente incide sull&#8217;immagine di chi gli ha fornito l&#8217;incarico di agenzia. Allo stesso tempo un rappresentante concorre fortemente, con il suo comportamento, a formare l’immagine dei marchi per cui lavora.<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Nello studio in questione, le variabili che si correlavano positivamente con l&#8217;immagine dell&#8217;impresa erano: cortesia dimostrata, competenza tecnica, livello di interesse dimostrato dall&#8217;agente. La variabile che si correlava negativamente era il tempo trascorso dall&#8217;ultima visita: all&#8217;aumentare del tempo trascorso dall&#8217;ultima visita diminuiva la percezione di immagine positiva sia dell&#8217;agente che dell&#8217;impresa. I clienti che erano da molto tempo &#8220;trascurati&#8221; e non visitati vedevano in questo una dimostrazione di scarso interesse sia da parte dell&#8217;Agente, sia da parte della azienda produttrice.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Regole di comportamento e di controllo totale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche sulle dinamiche di gestione della soddisfazione nei rapporti con le reti di vendita determinano la forte necessità di stabilire <strong>standard di comportamento per le reti distributive,</strong> consapevoli che esse veicolano la &#8220;faccia&#8221; dell&#8217;impresa. Questo viene attuato tramite specifiche regole comportamentali (<em>behavioral rules</em>) che ogni membro dell&#8217;organizzazione estesa (azienda più rete di vendita e distribuzione e assistenza) deve seguire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrettanto importante diviene verificarne i comportamenti tramite indagini indipendenti (survey distributive e ispezioni) svolte con diverse tecniche (interviste dirette al cliente finale, metodi osservazionali tipo <em>ghost customer</em><a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Tecniche in cui un funzionario o incaricato aziendale simula o attua un acquisto per verificare il comportamento del front-line. Oppure ancora metodi di presenza dell’azienda all’insaputa di altri (es: presenza di un incaricato non dichiaratosi, durante la visita dell’agente al punto vendita, il quale simula una normale “occhiata” al negozio, ma in realtà valuta la puntualità dell’agente, e il suo comportamento).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="350" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-38-1024x350.png" alt="" class="wp-image-26763" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-38-1024x350.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-38-300x102.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-38-768x262.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-38-175x60.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-38-450x154.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-38.png 1095w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-D</strong>: l&#8217;insoddisfazione del cliente riguarda sia le caratteristiche del prodotto che il rapporto con il canale distributivo. La probabilità di riacquisto del prodotto è bassa, così come quella che il cliente non si rivolga allo stesso canale distributivo. La presenza di barriere all&#8217;uscita dall&#8217;impresa può generare fenomeni di &#8220;cliente trattenuto&#8221;, che producono danni elevati all&#8217;immagine dell&#8217;impresa per via dei fenomeni di WOM (<em>Word of Mouth</em> &#8211; passaparola).</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Interazioni di prodotto/prezzo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Interazione tra livelli di CS prodotto e CS prezzo genera 4 condizioni:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="894" height="561" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-39.png" alt="" class="wp-image-26764" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-39.png 894w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-39-300x188.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-39-768x482.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-39-175x110.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-39-450x282.png 450w" sizes="auto, (max-width: 894px) 100vw, 894px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-A</strong> (alta soddisfazione di prodotto e alta soddisfazione di prezzo): le caratteristiche del prodotto sono accettate, la prestazione è valutata positivamente in quanto le attese iniziali sono rispettate e il prodotto viene percepito dal consumatore positivamente. Allo stesso tempo il prezzo viene ritenuto giustificato: è quello che il consumatore si attendeva di pagare o inferiore ad esso, percependone tuttavia le ragioni (un prezzo basso per un prodotto di alta qualità insospettisce il cliente). Il rapporto prezzo/prestazione si avvicina a ciò che il consumatore percepisce come rapporto ideale. La probabilità di acquisto è elevata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-B</strong> (bassa soddisfazione di prodotto e alta soddisfazione di prezzo): in questa condizione si determina un rapporto favorevole tra prezzo e prestazione (prodotti a basso costo), ma la prestazione tecnica del prodotto è insufficiente rispetto alle esigenze. Il consumatore si &#8220;accontenta&#8221; di un prodotto scarso, sapendo in partenza che esso è distante dal proprio prodotto ideale. Es.: trascorrere una vacanza in un luogo economico ma insoddisfacente, in attesa di avere maggiori risorse. La probabilità di acquisto è elevata solo in consumatori di basso potenziale d&#8217;acquisto. Essi, inoltre, diverranno &#8220;<strong>up-brand-switchers</strong>&#8220;, ovvero soggetti pronti a passare a prodotti più prestigiosi non appena le condizioni economiche lo permetteranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-C</strong> (alta soddisfazione di prodotto, bassa soddisfazione di prezzo): il prodotto acquistato risponde alle aspettative ed è prossimo alla valutazione di prodotto ideale. Il consumatore ritiene comunque di aver pagato troppo. Nel costo individua termini e modalità di pagamento sfavorevoli. Il consumatore sarà portato a ricercare lo stesso prodotto presso un offerente in grado di assicurare un prezzo inferiore (<strong>concorrenza di canale</strong>). L&#8217;unicità dell&#8217;offerente (es., esclusivista di distribuzione, mancanza di prodotti succedanei o alternativi) è in grado di garantire la domanda solo finché permangono le <strong>barriere all&#8217;uscita</strong> dal fornitore, o le barriere all&#8217;entrata in altri fornitori. La probabilità di acquisto è bassa per soggetti con scarso potere di acquisto, ma segmenti di livello economico elevato si lasceranno meno influenzare dal prezzo elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-D</strong> (bassa soddisfazione di prodotto e di prezzo): il prodotto non soddisfa le aspettative, è distante dalla prestazione ideale. Viene considerato eccessivamente costoso e di scarse prestazioni. Se l&#8217;acquisto è già avvenuto, il consumatore avvertirà una condizione di frustrazione o insoddisfazione. La probabilità di acquisto iniziale è bassa e quella di riacquisto nulla.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="269" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-41-1024x269.png" alt="" class="wp-image-26766" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-41-1024x269.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-41-300x79.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-41-768x201.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-41-175x46.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-41-450x118.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-41.png 1094w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Troppo spesso il venditore concentra la propria comunicazione sui dettagli del prezzo, senza approfondire veramente i benefici ricercati dal cliente. Occorre invece invertire la dominanza del contenuto comunicativo sui prezzi e trasferirla verso i benefici attesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia del prezzo è soprattutto un problema di psicologia di comunicazione, premesso che (e questo è veramente importante) le promesse realizzate al cliente devono essere realmente mantenute. La vendita ottenuta grazie a false promesse non ha alcuna valenza di marketing, ma produce solamente scollamento con il cliente nel futuro e distrugge l’immagine aziendale, materia di valore ben superiore a quello rientrante da una singola vendita.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="275" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-42-1024x275.png" alt="" class="wp-image-26767" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-42-1024x275.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-42-300x81.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-42-768x207.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-42-175x47.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-42-450x121.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-42.png 1104w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">4. Interazioni di prodotto/comunicazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;interazione tra livelli di CS di prodotto e  CS di comunicazione genera 4 condizioni:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1011" height="590" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-43.png" alt="" class="wp-image-26768" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-43.png 1011w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-43-300x175.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-43-768x448.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-43-175x102.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-43-450x263.png 450w" sizes="auto, (max-width: 1011px) 100vw, 1011px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-A</strong> (alta soddisfazione di prodotto e di comunicazione/immagine aziendale): le caratteristiche del prodotto sono accettate, la prestazione è valutata positivamente poiché le attese iniziali sono rispettate e il prodotto viene percepito positivamente. L&#8217;immagine del prodotto appaga il consumatore in quanto si accosta positivamente alla sua <em>ideal self-image</em>. Eventuali comunicazioni tecniche sono curate, ben realizzate e utilizzano i codici comunicativi comprensibili e adeguati al target.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-B</strong> (bassa soddisfazione di prodotto e alta soddisfazione d&#8217;immagine): questa condizione caratterizza il forte gradimento del marchio abbinata ad un non-gradimento del prodotto. La pressione alla conformità potrà determinare in ogni caso un acquisto, che diverrà più un acquisto di marchio che non una scelta di prodotto. Anche se il consumatore si rende conto che esistono prodotti tecnicamente migliori a prezzi inferiori, il forte livello di fidelizzazione al marchio e l&#8217;elevata attrazione per l’immagine del marchio rendono possibili acquisti di questo tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-C</strong> (alta soddisfazione di prodotto, bassa soddisfazione d&#8217;immagine): il prodotto acquistato risponde alle attese tecnico-prestazionali, ma viene abbinato ad un&#8217;immagine non gradita o scarsa. La probabilità di acquisto è in genere bassa, ma può variare in funzione della tipologia di consumatore (un consumatore funzionale, che si cura meno dell’immagine, non darà peso elevato a questo fattore). Poiché la CS di immagine è, basilarmente, CS individuale, il SAT-C produce una condizione di dissonanza cognitiva per il consumatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAT-D</strong> (bassi livelli di soddisfazione sia di prodotto che di immagine): il prodotto non soddisfa le attese, è distante dalla prestazione ideale. Non si conforma all&#8217;immagine ricercata dal consumatore. La probabilità di acquisto è bassa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="261" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-44-1024x261.png" alt="" class="wp-image-26769" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-44-1024x261.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-44-300x76.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-44-768x196.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-44-175x45.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-44-450x115.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/07/image-44.png 1095w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Interazioni dei livelli di soddisfazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer satisfaction</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità complessiva percepita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità di canale distributivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fidelizzazione di canale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione del canale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità del rapporto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine dell’azienda</p>



<p class="wp-block-paragraph">Standard comportamentali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Controllo degli standard aziendali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del prezzo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promesse di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consonanza di immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prezzo vs qualità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer expectations</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer loyalty</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer feedback</p>



<p class="wp-block-paragraph">Value proposition</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer engagement</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer retention</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer value analysis</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand reputation</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer needs</p>



<p class="wp-block-paragraph">Product differentiation</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotti premium</p>



<p class="wp-block-paragraph">Return on investment (ROI)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer trust</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La valutazione del cliente: fiducia e immagine dell&#8217;azienda</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-valutazione-del-cliente-fiducia-e-immagine-dellazienda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Affidabilità aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano I percorsi di fruizione dell’immagine sono estremamente importanti anche per gli effetti che producono sulla creazione di fiducia e senso di affidabilità aziendale. In termini commerciali, le informazioni che possono essere colte nella fruizione &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi di fruizione dell’immagine sono estremamente importanti anche per gli effetti che producono sulla creazione di fiducia e senso di affidabilità aziendale. In termini commerciali, le informazioni che possono essere colte nella fruizione di un negozio, di un prodotto, nella visita di un’azienda, nello scrutare una persona o un prodotto, si categorizzano in due classi importanti, i segnali generatori di fiducia (<strong><em>trust signals</em></strong>) e i segnali generatori di sfiducia (<strong><em>distrust signals</em></strong>). A questi segnali deve essere data attenzione primaria, in quanto essi possono accelerare o bloccare l&#8217;intenzione d&#8217;acquisto.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Trust-signals.jpg" alt="" class="wp-image-26248"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;acquisto avvengono numerosi atti di valutazione degli ambienti. La percezione di tali ambienti, proprio per via delle meccaniche visive sottostanti, si soffermerà su alcuni dettagli e non su altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>percorso valutativo del cliente all’interno del punto di vendita</strong> (o qualsiasi altro punto di contatto) sarà costellato, in altre parole, dal ricevimento di segnali e di informazioni. I <strong><em>trust signals</em></strong> svolgono il ruolo di elementi di rafforzamento della fiducia e dell’immagine dell’azienda. I <strong><em>distrust signals</em></strong> sono invece elementi di detrazione, negativi rispetto alla formazione della fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se immaginiamo ciò che osserva un cliente all&#8217;interno di un&#8217;azienda, elementi magari casuali, quali un ordinativo di un’azienda importante, dal marchio prestigioso, collocato su una scrivania possono costituire <em>trust-signals</em>, mentre una lettera di reclamo da parte di un consumatore, o la ruggine sul cancello d&#8217;ingresso, o la scortesia del persona, costituiscono <em>distrust-signals</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda orientata alla crescita deve analizzare attentamente quali elementi della propria comunicazione stiano funzionando da <em>trust signals</em> e quali da <em>distrust signals</em>, analizzando accuratamente ogni elemento di contatto con il cliente e con il pubblico (vetrine, prodotti, cataloghi, siti web, personale, ecc.) attraverso apposite <strong>griglie valutative</strong> (griglie di analisi dell&#8217;immagine visuale e griglie di emersione dei segnali negativi aziendali).</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segnali di fiducia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine dell’azienda</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percorso di valutazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elementi di comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Campo percettivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidabilità aziendale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intenzione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Recensioni positive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certificazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Badge di sicurezza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Testimonianze dei clienti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rating affidabili</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marchi di fiducia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Politiche di rimborso</p>



<p class="wp-block-paragraph">Garanzie di soddisfazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verifica dell&#8217;identità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protezione dei dati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Badge di autenticità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partnership con marchi rinomati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Timbri di approvazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trasparenza nelle pratiche commerciali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Politiche di privacy robuste</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certificazioni SSL</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tracciamento dell&#8217;ordine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Supporto clienti reattivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza positiva degli utenti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pubblicazioni sui media affidabili</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vendite e Negoziazioni complesse : il bisogno di un Sales Team ad alte prestazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2021 08:11:53 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vendite-e-negoziazioni-complesse-il-bisogno-di-un-sales-team-ad-alte-prestazioni/">Vendite e Negoziazioni complesse : il bisogno di un Sales Team ad alte prestazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La vendita complessa: un gioco per professionisti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita consulenziale si esprime soprattutto nella gestione di rapporti ad alto tasso di professionalità. Rapporti che puntano ad una lunga collaborazione e non al “mordi e fuggi”, nella quale il fattore fondamentale da sviluppare è il &#8220;<em>trust</em>” (fiducia) verso il venditore/consulente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fattore fiducia deve sempre e comunque essere tenuto alto, per evitare di produrre sensazioni manipolative e corrodere l’immagine dell’azienda per cui si lavora e soprattutto la propria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La componente persuasiva della vendita esiste, tuttavia i meccanismi utilizzati sono completamente diversi, per modo e motivazione, dagli schemi classici di vendita che parlano di “magia” e formule da memorizzare, schemi comportamentali da ricalcare roboticamente, dai quali ci distanziamo assolutamente e che giudichiamo superati, ed inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel modello consulenziale, la fase persuasiva avviene innescando processi mentali del cliente legati alla maturazione della sua consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Compito del consulente d’acquisto (non più venditore, quindi, se vogliamo precisarne la psicologia del ruolo) è di intervenire sulle mappe mentali attraverso informazioni mirate, far maturare nuove consapevolezze, supportare una buona analisi, ri-centrare il cliente verso obiettivi forti e produttivi e portarlo a decidere (fase di ricentraggio e concretizzazione).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La vendita consulenziale è il risultato di progressivi passaggi di incremento della coscienza decisionale del cliente</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I venditori diventano i consulenti d&#8217;acquisto, informatori, educatori decisionali (<em>Edu-Marketing</em>). Portano conoscenza e cultura, non solo prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sentirsi venditori in costante pressing, o invece consulenti professionali, è una differenza di identità anche per chi vende.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sentirsi venditori consulenziali aiuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scuola metodologica che portiamo avanti è centrata sulla volontà del venditore di essere protagonista (regista) di un intervento volto a cambiare e migliorare uno stato attuale del cliente o impresa-cliente (modello X-Y di&nbsp;<em>Change management</em> applicato alla vendita).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo schema di base lo stato X è la situazione attuale del cliente, e lo stato Y una situazione per lui migliorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente, per conoscere X ed Y, nel mondo delle vendite aziendali, occorre fare molto lavoro di analisi. Occorre essere sensibili, come avremo modo di approfondire, alle&nbsp;<em>false X</em>&nbsp;e alle&nbsp;<em>false Y</em>, le analisi distorte, gli obiettivi confusi, le bugie che le persone&nbsp;<em>ci</em>&nbsp;dicono, e&nbsp;<em>si</em>&nbsp;dicono.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre capire se la persona che abbiamo davanti sta recitando un copione e chi ne è lo scrittore dietro le quinte, capire se ci sono suggeritori e chi sono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre afferrare con quali altri fornitori potenziali un cliente ha parlato prima di noi, con chi parlerà dopo di noi, e quale distintività creare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario avere estrema preparazione per distinguere le voci vere dalle voci che escono da maschere professionali, maschere di teatro aziendale che raccontano una favola inventata o recitata, o appresa in corsi specifici di tecniche di acquisto e negoziazione d’acquisto, o semplicemente imparata da altri.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Team di vendita ad alte prestazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se, come dice il nome, le vendite e negoziazioni che affrontiamo sono davvero “complesse”, quindi complicate, non possiamo sperare che una singola persona sposti la montagna e compia un lavoro immane da solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo tenere conto del fatto che più persone saranno coinvolte in un progetto-cliente. Quando il cliente è una multinazionale e la vendita dipende da più decisori, ma anche se la vendita è destinata ad una media impresa familiare in cui intervengono più influenzatori, è bene mettere in campo un team e non sperare che una persona da sola faccia ogni cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto più è alta la posta, tanto più serve la capacità di costruire un “team di vendita” veramente affiatato, che includa tutte le persone che avranno rapporti con quel cliente.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un&nbsp;<em>Sales Team ad Alte Prestazioni</em>&nbsp;è obiettivo definitivo e primario di ogni azienda proiettata verso un futuro di successo.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le vendite complesse raramente si conducono in solitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come minimo, nella presentazione di offerte, possono intervenire progettisti, tecnici, amministrativi, persino consulenti esterni, ed entrare anch’essi in relazione con il sistema-cliente senza rendersi conto di essere – in quel momento – dei tasselli di un mosaico complesso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un mosaico tutto centrato attorno alla vendita in corso, in una rete di relazioni che può diventare tanto fragile quanto un castello di carta, tanto difficile da costruire quanto rapida da far cadere con un semplice errore comunicativo, una disattenzione, un gesto sbagliato, una dimenticanza, una scortesia anche involontaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo quindi considerare due aspetti fondamentali: </p>



<ol class="wp-block-list"><li>per far si che le persone si comportino come vogliamo serve leadership, una leadership autorevole che faccia rispettare, nel team di vendita, le regole del gioco; </li><li>non tutto dipende dal leader: i membri del team, come sottolinea Muzzarelli<a href="//97985CFB-ACA3-4B38-9289-F0ECD5BD4518#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;devono fare la loro parte. Non devono aspettarsi che il “capo” sia onnipotente ma attivarsi in prima persona, non essere attendisti passivi, diventare&nbsp;<em>problem solver</em>, giocatori di una squadra. Questo significa anche comprendere bene cosa stiamo facendo, e perché: capire se dobbiamo agire in un modo piuttosto che in un altro, senza che questo sia vissuto come un’imposizione.</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste poi un altro aspetto che qualifica le vendite complesse: si svolgono spesso con o contro aziende importanti e multinazionali, veri colossi, con inevitabile aumento nello squilibrio dei rapporti di forza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni buyer di multinazionali è formato costantemente, è un professionista, un atleta aziendale, un agonista della trattativa, allenato sottoposto a “corsi di acquisto e psicologia della negoziazione” molto frequenti e costanti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I buyer professionali vengono formati per apprende a rompere il potere negoziale del venditore, annullare i margini di manovra altrui</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Farlo diventa un gusto, anche a discapito di ogni teoria win-win..</p>



<p class="wp-block-paragraph">In specifici corsi, e questo accade soprattutto nelle multinazionali, il buyer apprende strategie per&nbsp;<strong>far sentire il venditore inutile o comparabile con altri, sostituibile</strong>, generare la sensazione che l’azienda venditrice sia una tra le tante, una sorta di&nbsp;<em>commodity</em>&nbsp;come il grano o l’acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste tecniche sono finalizzate a creare ansia nel venditore, senso di insicurezza, sentirsi comparato con altri venditori, fino a portarlo in stato di tensione tale da far “calare le difese” e i prezzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il negoziatore o buyer professionale impara strategie per ottenere informazioni dai venditori e dai tecnici, ed utilizzarle contro di loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Svolge ricerche per capire chi ha di fronte e che strategie ha usato finora. Usa la&nbsp;<em>Business Intelligence</em>, prepara una strategia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire con chi si ha a che fare, distinguere scenari veri da favole d’azienda è uno dei compiti principali della vendita consulenziale. E farlo dentro un team che conosce le stesse tecniche e parla la stessa lingua, anziché farlo da soli, è enormemente più facile, anche solo per il fatto di sapere di non essere soli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire i motivi delle strategie comportamentali adottate dai buyer o dai decisori richiede sia saggezza che preparazione. Richiede il coraggio del Gladiatore che sa di dover lottare contro un ciclope, ma proprio per questo decidere di usare strategia e non improvvisare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire chi decide, capire chi comanda, capire&nbsp;<em>chi influenza chi</em>, richiede non solo doti comunicative ma doti di analisi, di&nbsp;<em>Business</em>&nbsp;<em>Intelligence</em>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La raccolta di tante informazioni, il presidio dei contatti, la costruzione delle condizioni atte a generare la chiusura positiva di un progetto, hanno più possibilità di successo se affrontati in team. Un team con una leadership chiara, valori comuni, conoscenze tecniche condivise, e una buona formazione che ci aiuti a parlare lo stesso linguaggio e manovrare la nave davvero come una squadra affiatata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è il mondo della vendita consulenziale. Questo è il terreno in cui ci si muove. E in questo scontro si può essere preparati o impreparati,&nbsp;<em>naif</em>&nbsp;o analisti, dilettanti o professionisti. A noi la scelta.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//97985CFB-ACA3-4B38-9289-F0ECD5BD4518#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Muzzarelli, Francesco (2010),&nbsp;<em>Io e il capo</em>, Il Campo, Bologna, 2010</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vendite-e-negoziazioni-complesse-il-bisogno-di-un-sales-team-ad-alte-prestazioni/">Vendite e Negoziazioni complesse : il bisogno di un Sales Team ad alte prestazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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