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	<title>identificazione dei target &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<title>identificazione dei target &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Dalla definizione dei target alla distribuzione delle risorse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 10:16:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Nessuna azienda o organizzazione dispone di un budget di comunicazione infinito, o di infinite risorse di vendita (tempi, uomini e mezzi). Diventa pertanto necessario definire le priorità di intervento, o priorità di vendita, in &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dalla-definizione-dei-target-alla-distribuzione-delle-risorse/">Dalla definizione dei target alla distribuzione delle risorse</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna azienda o organizzazione dispone di un budget di comunicazione infinito, o di infinite risorse di vendita (tempi, uomini e mezzi). Diventa pertanto necessario definire le <strong>priorità di intervento</strong>, o <strong>priorità di vendita</strong>, in relazione ai diversi tipi di target, da A ad E.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In genere, queste vanno ottimizzate e distribuite partendo dai target più accessibili e responsivi (A), tenendo per ultimi i più ostili (E), i quali richiedono un maggiore <strong>costo di vendita</strong> (tempo, energie, sforzo persuasivo e abilità necessarie).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esemplificazione-caso-studio.jpg" alt="" class="wp-image-26422"/></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Esemplificazione-caso-studio_2.jpg" alt="" class="wp-image-26423"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Saper identificare con che tipo di soggetti si dovrà avere un confronto è una necessità che va oltre il marketing aziendale, e pervade fortemente anche il marketing pubblico e la comunicazione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’utilizzo di una strategia standardizzata su target dalle caratteristiche troppo diverse ne riduce sicuramente l’efficacia, soprattutto quando non sia stato trovato un minimo comune denominatore motivazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base alle considerazioni esposte, formuliamo il seguente principio:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Assioma-di-targeting.jpg" alt="" class="wp-image-26424"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In questo assioma si sostiene, quindi, che l’accettazione di un messaggio sia correlata al grado di “centratura” sui bisogni del target, sulla corretta identificazione delle strutture preesistenti di atteggiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I problemi emergono sia nella pubblicità realizzata senza analisi precedente del target, che nella vendita diretta in cui il venditore fronteggia un soggetto sconosciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi di <strong><em>blind sales</em></strong> (vendita che avviene su soggetti non conosciuti) la posizione dovrà essere rilevata online, in diretta, sul luogo e durante l’incontro. Le tecniche di rilevazione (domande, <em>probing</em>) non devono tuttavia urtare il <strong>sistema difensivo</strong> del soggetto, il quale deve vedere nelle domande del venditore una reale forma di interessamento. Un tecnico di <em>blind sales </em>o un tecnico di vendita creativa è un soggetto molto abile sia in termini di formazione psicologica che in termini di capacità di analisi. Questi professionisti sono decisamente rari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita di servizi (es: finanziari, immobiliari), un’attività preliminare di segmentazione e screening diviene necessaria per fornire al venditore un profilo preliminare dei soggetti da incontrare (un profilo psicografico, oppure la posizione di atteggiamento ed interesse rilevata in precedenza). Questo consente la realizzazione di visite di vendita maggiormente mirate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella comunicazione pubblicitaria, o comunque mediata, e nella vendita indirizzata a più soggetti (quando quindi il target è costituito da un gruppo), vale inoltre il seguente principio:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Assioma-del-MCD.jpg" alt="" class="wp-image-26425"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Budget di comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risorse di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Definizione delle priorità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziazione dei target</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie persuasive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tecniche manageriali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identificazione dei target</p>



<p class="wp-block-paragraph">Struttura degli atteggiamenti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita creativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Screening</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profilo psicografico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing uno-a-uno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalizzazione della comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione comportamentale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing basato sui dati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profilazione dei clienti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing predittivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Automazione del marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing diretto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer Relationship Management (CRM)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Targeting personalizzato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing di precisione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing relazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del cliente personalizzata</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messaggi mirati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dinamiche di mercato individuali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing basato sull&#8217;interesse</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing adattivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contenuti personalizzati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing contestuale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer-centric marketing</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Elementi di valutazione dell&#8217;attitudine all&#8217;acquisto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/elementi-di-valutazione-dellattitudine-allacquisto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 09:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Nel business-to-business, molto spesso la latitudine di accettazione del buyer verso un nuovo prodotto o nuovo servizio non è predefinita, in quanto appunto non vi sono esperienze in merito. Questa rappresenta una problematica generale &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/elementi-di-valutazione-dellattitudine-allacquisto/">Elementi di valutazione dell&#8217;attitudine all&#8217;acquisto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>business-to-business</strong>, molto spesso la latitudine di accettazione del buyer verso un nuovo prodotto o nuovo servizio non è predefinita, in quanto appunto non vi sono esperienze in merito. Questa rappresenta una problematica generale delle aziende che vendono innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una tattica difensiva del buyer è quella di partire da posizioni negative, salvo modificarle in seguito. Non tutti, fortunatamente, adottano questa tattica, in quanto preclude ad una valutazione oggettiva e ponderata delle opportunità che possono essere realmente presenti nell’offerta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli individui presenti all’interno di un target o campione eterogeneo di aziende, esistono varietà e differenziazioni in merito alla natura di atteggiamento preesistente. All’interno di una popolazione ampia, spesso la <strong>distribuzione degli atteggiamenti</strong> <strong>preesistenti</strong> assume una forma di <strong>curva normale</strong> (curva gaussiana, in termini statistici), che vede la presenza di un’area di soggetti fortemente positivi, una massa di “incerti” o persone che detengono atteggiamenti deboli, e un’area di soggetti con atteggiamenti negativi. Occorre quindi, per il venditore, capire questo scenario di atteggiamenti preesistenti, poiché con questo quadro egli dovrà confrontarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine “<em>attitude</em>” nella terminologia psicologica e di marketing anglosassone risponde all&#8217;equivalente italiano di &#8220;atteggiamento&#8221;. Con una piccola traslazione linguistica, utilizzeremo questo termine per definire il concetto di “segmentazione attitudinale”, intesa come stratificazione del mercato in funzione degli atteggiamenti preesistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra tecnica individua cinque macrogruppi, differenziati in termini di posizioni latenti verso il prodotto:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Posizioni-latenti.jpg" alt="" class="wp-image-26417"/></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Distribuzione-degli-atteggiamenti.jpg" alt="" class="wp-image-26418"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Questi diversi stadi corrispondono a diverse <strong>realtà psicologiche</strong> che il venditore troverà nel buyer. La difficoltà di vendita sarà crescente man mano che ci si sposta dal gruppo A al gruppo E, anche se venditori abili non si scoraggeranno molto nel fronteggiare soggetti E.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>segmentazione attitudinale </strong>(identificazione di sottogruppi diversificati in funzione degli atteggiamenti esistenti), ha lo scopo di:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>inquadrare la struttura degli atteggiamenti preesistenti,</li>



<li>identificare i target prioritari,</li>



<li>definire strategie di attacco ai diversi target.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Business-to-business</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione delle opportunità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distribuzione degli atteggiamenti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamenti preesistenti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione attitudinale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Realtà psicologiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identificazione dei target</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie di attacco</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dei comportamenti dei consumatori</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studio dell&#8217;atteggiamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione dell&#8217;atteggiamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dei bisogni dei consumatori</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione psicografica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle motivazioni d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer journey mapping</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand perception</p>



<p class="wp-block-paragraph">Neuromarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Test di concept</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dell&#8217;engagement del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer feedback</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studio delle preferenze dei consumatori</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione della soddisfazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dell&#8217;immagine del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studio delle influenze sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle emozioni legate al prodotto o al brand</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/elementi-di-valutazione-dellattitudine-allacquisto/">Elementi di valutazione dell&#8217;attitudine all&#8217;acquisto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<item>
		<title>La strategia comunicativa e il ruolo delle campagne di comunicazione e marketing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 07:10:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[strategia comunicativa coordinata e sincronizzata]]></category>
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		<category><![CDATA[volume di fuoco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©&#160;Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Campagne di comunicazione strategica Una strategia comunicativa è un insieme di azioni organizzate per ottenere un certo effetto, o “end-state” (stato finale, stato di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-strategia-comunicativa-e-il-ruolo-delle-campagne-di-comunicazione-e-marketing/">La strategia comunicativa e il ruolo delle campagne di comunicazione e marketing</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©&nbsp;Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3gfqFHD" target="_blank">Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Campagne di comunicazione strategica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una strategia comunicativa è un insieme di azioni organizzate per ottenere un certo effetto, o “<em>end-state</em>” (stato finale, stato di arrivo, destinazione). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un esercizio puramente artistico, non è “arte per l’arte”.&nbsp;E’ “arte e strategia per far succedere qualcosa di importante”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impostazione di una strategia trae gran beneficio dall’assimilare metodi e concetti di “campagna di comunicazione”, piuttosto che da azioni scollegate.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/campaign-creators-yktk2qaivhi-unsplash.jpg?w=300" alt="comunicazione strategica" class="wp-image-608" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine “campagna” deriva il proprio concetto strategico dalle “campagne militari” volte a conquistare un territorio, un forte, un ponte, ma ripulita da ogni coloritura “bellica”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne adotta invece il rigore metodologico, l’impostazione centrata su obiettivi e la porta piuttosto ad osservare se stessa alla stregua delle “Forze Speciali” di cui un’impresa vuole dotarsi per raggiungere i suoi obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Comunicazione oggi è davvero la “forza speciale” di ogni azienda, e come tale deve essere considerata, nutrita e cresciuta, con l’atteggiamento mentale di chi sa di poter fare grandi cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Nulla può impedire all&#8217;uomo con il giusto atteggiamento mentale di raggiungere il proprio obiettivo; nulla sulla terra può aiutare l&#8217;uomo con l&#8217;atteggiamento mentale sbagliato.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Thomas Jefferson</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione strategica ne utilizza le logiche,&nbsp;&nbsp;spostando il tiro su obiettivi tangibili e intangibili importanti, come lo sviluppo di un marchio, la conquista di notorietà, portare avanti un valore, o concetto, trovare consenso, o sviluppo nelle vendite.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo è ottenere comportamenti sociali da parte di pubblici-obiettivo (i target-audience della campagna). Che si tratti di una campagna contro il fumo o per il rispetto della meritocrazia, o vendere l’immagine dell’Italia nel mondo, o un integratore alimentare, si tratta di mettere in moto azioni che producano effetti reali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una campagna, consiste nell&#8217;applicazione di un insieme di molteplici azioni comunicative, azioni che non devono “viaggiare” in modo confuso, ma essere convergenti e strutturate verso uno scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fare una buona campagna, serve una buona “regia”. Un comando strategico. Una visione di cosa ottenere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E noi cosa vogliamo ottenere? Senza saper rispondere a questa domanda basilare, non avremo la possibilità di iniziare né di arrivare a niente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per cui, il lavoro di “<em>focusing</em>” &#8211; la focalizzazione sul ”cosa”, sul “quando”, sul “dove” e sul “perché” , è estremamente preziosa e farà luce tra veri risultati e falsi risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che determina il successo di una campagna non è tanto il “volume di fuoco” dei messaggi ma la precisione chirurgica, la perfetta identificazione dei target, e la qualità dei messaggi. E quando parte di questi messaggi arrivano via contatti personali, anche la qualità delle persone fa la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle campagne, le azioni devono organizzate strategicamente per avvicinarsi a specifici obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I principi che devono guidare <strong>la strategia comunicativa</strong> consistono in:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Fissare “End-States”, punti di destinazione strategica (<strong>principio di inquadramento di obiettivi chiari o Focusing</strong>);</li><li>Agire tramite “campagne di comunicazione strategica” anziché con miriadi di iniziative scollegate e scoordinate – (<strong>principio della Sincronizzazione</strong>);</li><li>Avere un “Comando” della comunicazione strategica, non lasciare la comunicazione ad un ruolo marginale o autoproclamato, o vittima delle questioni tribali organizzative,</li><li>Costruire una leadership chiara sia dei messaggi, dei temi narrativi sovraordinati, da condividere, e delle&nbsp;<em>operations</em>, fare&nbsp;<em>empowerment</em>&nbsp;di chi dirige la comunicazione strategica&nbsp;</li><li>Evitare dissonanze nei messaggi che escono (<strong>principio di Riduzione della Dissonanza Comunicativa e dei Rumori Comunicativi</strong>).</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il concetto di Energia di Attivazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una campagna di marketing o di comunicazione deve possedere energia di attivazione. Quando poi si arriva alla vendita, ne deve possedere ancora di più, e questa energia deve essere ancora maggiormente simile ad un raggio&nbsp;&nbsp;laser che non ad una luce diffusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attivazione (o&nbsp;<em>Activation</em>&nbsp;nel gergo del marketing) è la metafora di una scintilla che accende interi processi e li alimenta, sintetizza il concetto-chiave : imparare a sviluppare campagne che “attivano”, che generano risultati, che determinano cambiamenti misurabili anche nel breve termine, e mettono in moto le potenzialità aziendali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<em>Activation Research</em>, letteralmente “ricerca su cosa attiva le persone” dovrà poi misurare gli esiti, e dirci se una campagna ha funzionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una reazione avvenga è necessaria la sinergia di più azioni comunicative opportunamente orientate. Le azioni devono essere dotate di un minimo livello di energia (l&#8217;energia di attivazione), senza la quale le azioni aziendali diventano solo energia sprecata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo della comunicazione oggi vive in un caos di “entropia”, un capogiro di opzioni tra canali social, pubblicitari, siti web, spot, vendita personale, incontri, presentazioni, meeting, fiere, show, eventi, e qualsiasi altra modalità con cui le aziende cercano di “far uscire” il proprio messaggio e vendere. Chi non afferra le leggi di questo caos, rimane fuori mercato.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/jason-rosewell-askeuozqhyu-unsplash.jpg?w=300" alt="far uscire il proprio messaggio" class="wp-image-607" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In ogni caos c&#8217;è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Carl Gustav Jung</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo bombardamento le persone escono frastornate. E per chi comunica, fare tanto rumore per nulla, far esplodere fuochi d’artificio che divertono ma non producono azione o vendita, serve a poco, a pochissimo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto meglio un incontro face-to-face nel quale porti a casa un ordine, che una valanga di messaggi a caso. E nel modello delle campagne, ancora meglio quando i media si “intrecciano” strategicamente, creando un campo di convergenze dove le energie di un canale valorizzano quelle degli altri, in un “coro comunicativo” veramente ben orchestrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una questione di leadership. Anche nel gestire campagne di comunicazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Ogni comandante deve sviluppare una strategia comunicativa coordinata e sincronizzata ed essere guida per il supporto e l’esecuzione di uno sforzo coeso</em>.”<a href="//D72BB1FE-E6F1-4625-96BF-F29D8776D6BD#_ftn1"><sup>[1]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo aziendale, per uscire dall’indifferenza e dal caos comunicativo occorre sviluppare azioni e messaggi in grado di superare barriera di indifferenza e il “rumore di fondo” e determinare effetti su target localizzati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La potenzialità del metodo genera ricadute sia nell’immediato, e anche sulla cultura e il “modo di fare” azione commerciale, nel medio e lungo periodo, e in tutta l’azienda.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo instilla un “pensiero strategico” nel quale prima di tutto ci si focalizza sullo stato finale da raggiungere (<em>End-State</em>, in termini militari) e poi sui media e canali da attivare, facendo sinergia tra metodi di vendita face-to-face, canali pubblicitari, strategie di social media, fiere, congressi, eventi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma al di la del canale, il fondamento è fare chiarezza sui messaggi, sui destinatari, sugli influenzatori, sui prodotti, sulle persone e sul chi deve fare cosa, nelle responsabilità individuali e in team.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La perfezione della tecnologia e la confusione degli obiettivi sembrano caratterizzare la nostra epoca.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Albert Einstein</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale pensare a quali veri obiettivi attivare in una “campagna” che assimila molti concetti dai metodi delle “campagne militari”, e da questi deriva una sua impostazione strategica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fare una metafora, troppo spesso le aziende si impegnano in una “guerra di logoramento” in cui ogni giorno drenano energie senza vederne il ritorno, anziché focalizzarle in azioni mirate e d’impatto.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Azioni comunicative come forma di Engagement&nbsp;</h2>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di “engagement” o “ingaggio” ha una connotazione di natura militare, es, si parla di&nbsp;<em>Key Leader Engagement</em>per definire la capacità di incontrare con interlocutori umani importanti, in un certo contesto locale in cui agiscono eserciti, o in fase pre e post-conflict.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel campo aziendale, la similitudine è forte: saper “ingaggiare” significa saper <strong>costruire una serie di contatti dalla quale emergano progressivamente nuovi clienti</strong>. In questo senso, i canali “social” hanno discrete potenzialità di “ingaggio debole” (far conoscere un marchio o iniziativa, ad esempio), o virali, mentre gli incontri faccia a faccia sono forme di ingaggio “forte”, sono in grado di negoziare e condurre trattative, possono e devono essere la priorità per siglare contratti nel business-to-business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna trovare le parole giuste che aprono l’attenzione del nostro target, bisogna apprendere a comunicare anche e soprattutto con chi non usa il nostro stesso linguaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Io, che l&#8217;ho visto più volte in questi anni, non sono mai riuscita a stabilire con lui un contatto che assomigliasse a un contatto umano, a farlo mai indulgere a un attimo di cordialità, di curiosità, di calore, ammenochè non pronunciassi le parole Mercury, Gemini, Apollo, LM.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Oriana Fallaci, da “Quel giorno sulla luna”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esseri umani possono essere “media speciali” e la sinergia tra azioni “fredde” o mediatiche o via internet, e azioni face-to-face, è di forte impatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per forniture di grande peso economico, le azioni che portano alla conoscenza del marchio (brand development) e usano i media e i social, devono essere “chiuse” (concluse) da esseri umani.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/alexander-shatov-mr4jg4syof8-unsplash.jpg?w=300" alt="social media" class="wp-image-606" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La dove invece l’obiettivo di campagna sia soprattutto divulgare informazione, i media hanno maggiore efficienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine &#8220;campagna&#8221; essendo di derivazione militare e utilizza una concezione tipicamente militare dell’azione sul campo, fatta di analisi tattica, leadership operativa e valutazione dei possibili blocchi interni ed esterni che impediscono la “conquista” di un risultato, e una concezione dei tempi dotata di scadenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sequenzialità si riferisce alla necessità e possibilità di utilizzare una serie di operazioni (sequenza) per ottenere un particolare risultato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come per altre operazioni manageriali, le campagne si basano sul principio di&nbsp;<strong>Backward-planning (pianificazione a ritroso):</strong>&nbsp;Fissare un obiettivo e da questo dedurre tutte le singole tattiche finalizzate a quell’obiettivo, fissare una scadenza finale, le fasi precedenti e le scadenze intermedie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La letteratura presenta una distinzione tra&nbsp;<strong>campagna di comunicazione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>programma di comunicazione</strong>. In particolare, la&nbsp;<em>campagna</em>&nbsp;è considerata come una serie di eventi che hanno una durata temporale definita, mentre il&nbsp;<em>programma</em>&nbsp;non ha una durata o limite preciso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una campagna pianificata per la durata di un mese, sei mesi, un anno o più (ma comunque di durata definita e controllabile), si presta alla misurazione degli effetti, genera una maggiore precisione sia nella pianificazione che nella fase di esecuzione, mentre programmazione continua non ha un chiaro inizio o fine, e l’impegno spesso degenera e si deteriora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piani di attività che non hanno scadenze tendono ad essere rimandati di continuo nella scala delle priorità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La durata di 60 giorni, in genere, qualifica un tempo medio sufficientemente corto per poter focalizzare la mente e le menti di chi vi opera.</p>
</div></div>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Le macro-fasi della campagna di comunicazione&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle campagne di pubbliche relazioni l&#8217;attuazione di una “generica” campagna richiede attenzione a quattro fasi sequenziali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Ricerca</li><li>Adattamento</li><li>Implementazione</li><li>Valutazione.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna fase è caratterizzata da operazioni che elenchiamo di seguito in forma riassuntiva.</p>



<h3 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading"><a>Ricerca</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca precede la campagna e riguarda l&#8217;acquisizione di informazioni sui problemi da risolvere (atteggiamenti, comportamenti, background, condizioni), sulla loro natura ed entità. Gli obiettivi e processi sottostanti sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Analizzare la natura del problema o problemi, studiare il background.</li><li>Analizzare i sintomi e ipotizzare cause (formulazione di ipotesi).</li><li>Raccogliere dati per verificare le ipotesi, utilizzando metodologie valide e affidabili sia nella raccolta che nella misurazione.</li><li>Interpretare i dati.</li><li>Identificare i problemi in forma di dichiarazione scritta del problema (<em>problem setting</em>).</li></ul>



<h3 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Adattamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;adattamento implica la capacità di far combaciare i goals e obiettivi comunicativi con la situazione rilevata nella ricerca.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per produrre un adattamento adeguato è necessario suddividere il problema o i problemi in obiettivi specifici e misurabili, chiarificando i vincoli e confini della campagna. I processi sottostanti sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Suddividere i problemi in dichiarazioni di goals misurabili.</li><li>Segmentare i pubblici e dare ordini di priorità.</li><li>Creare una lista di possibili soluzioni per la soluzione dei problemi (<em>problem solving</em>).</li><li>Elencare risorse umane finanziarie</li><li>Evidenziare le limitazioni e fissare i confini: evidenziare i limiti comunicazionali della campagna (temporali, numero di soggetti raggiungibili, luoghi, spazi), considerando le risorse disponibili e i dati della fase di ricerca.</li></ul>



<h3 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Implementazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;implementazione riguarda la scelta delle strategie e la loro realizzazione pratica. Per procedere all’implementazione occorre attivare i seguenti processi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Selezione le strategie di&nbsp;<em>problem solving</em>&nbsp;dotate di elevata probabilità di successo e maggiore fattibilità.</li><li>Individuare il piano di comunicazione (fonti, messaggi, canali, media-mix o Communication mix, destinatari e pubblici obiettivo).</li><li>Assegnare un budget per ogni azione o evento.</li><li>Pianificare nel tempo l&#8217;intera strategia e piano di comunicazione (scadenzario, pianificazione Gantt).</li></ul>



<h3 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Valutazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La valutazione riguarda l&#8217;analisi relativa al livello di conseguimento degli obiettivi, e altri effetti causati dalla campagna. I processi coinvolti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Misurare il livello di ottenimento dei goals.</li><li>Misurare i miglioramenti verificati.</li><li>Valutare l’efficienza economica della campagna (analisi costi-benefici).</li><li>Valutare la presenza di effetti inaspettati della campagna (positivi e/o negativi).</li><li>Valutare gli effetti sull&#8217;organizzazione stessa, prodotti dalla campagna (team building, coesione, migliore organizzazione, maggiore managerialità).</li><li>Concentrarsi sia sugli effetti immediati che sugli effetti che la campagna può lasciare nel medio e lungo periodo come eredità comunicativa.</li></ul>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//D72BB1FE-E6F1-4625-96BF-F29D8776D6BD#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Major General Stephen Layfield Introduction to US Joint Forces Command (2010). In: “<em>Commander’s Handbook for Strategic Communication and Communication Strategies</em>”. Published by U.S. Joint Forces Command, Joint Warfighting Center, Suffolk, Virginia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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