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	<title>gestione dei turni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Nov 2022 18:00:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>gestione dei turni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<item>
		<title>Leadership conversazionale: analisi della conversazione e delle comunicazioni nei team</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2022 18:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Analizzare una conversazione Se analizziamo una conversazione tra persone, possiamo notare alcune caratteristiche della loro comunicazione, così come se analizziamo una riunione o un dialogo di gruppo. Estendendo &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/leadership-conversazionale-analisi-della-conversazione-e-delle-comunicazioni-nei-team/">Leadership conversazionale: analisi della conversazione e delle comunicazioni nei team</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Analizzare una conversazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se analizziamo una conversazione tra persone, possiamo notare alcune caratteristiche della loro comunicazione, così come se analizziamo una riunione o un dialogo di gruppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/11/leadership-conversazionale-2.jpg?w=1024" alt="Leadership conversazionale" class="wp-image-173" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Estendendo queste analisi alle comunicazioni dei team possiamo fare interessanti scoperte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto la prima cosa che si può osservare è <strong>chi prende per primo il turno di parola</strong>. Chi inizia a parlare per primo si assume, si autoassegna, una <strong>leadership conversazionale</strong>, e diventa protagonista della gestione delle forme e dei contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può accadere poi che un altro soggetto si appropri del turno, autoassumendosi sia la leadership che il ruolo di mediatore del gruppo. Per esempio, uno degli amici, rivolgendosi a ognuno degli altri, chiede: “Voi dove vorreste andare? A te, per esempio, dove piacerebbe andare?”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiedere a tutti a turno “a te dove piacerebbe andare” è una precisa <strong>mossa conversazionale</strong>, che denota e precisa il ruolo di conduttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra caratteristica della leadership conversazionale riguarda la <strong>modalità della conversazione</strong>, la capacità del soggetto di toccare specifici <strong>problemi</strong> o passare ai <strong>metaproblemi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I “problemi” trattano specificamente l’argomento della conversazione, nel­l’esempio della ricerca di una destinazione comune: il periodo, la meta, la durata ecc., quindi il “viaggio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I “metaproblemi” invece osservano il gruppo stesso, il loro funzionamento, lo analizzano dal­l’alto. Si trattano argomenti magari non direttamente collegati al tema della conversazione, per esempio i valori che fanno da collante al gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’analisi della conversazione viene prestata attenzione primaria alle <strong>mosse conversazionali</strong>. Possiamo iniziare a sensibilizzarci al valore relazionale delle mosse, distinguendo le <strong>mosse di avvicinamento</strong> da quelle di <strong>allontanamento</strong>. La prima si ha quando un soggetto, attraverso il contenuto delle sue parole e soprattutto il tono, crea e rafforza un legame tra se stesso e gli altri soggetti. Al contrario una <strong>mossa di allontanamento</strong> crea o aumenta una distanza relazionale. Questo atto ha solitamente una connotazione negativa, ma nella gestione dei team vincenti sono necessarie entrambe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ulteriore capacità indispensabile è la comprensione delle <strong>linee di conversazione</strong> e della <strong>gestione dei turni</strong> (vedi a riguardo Goffman 1959). Quando due persone stanno parlando tra loro, sono unite da una linea immaginaria, che può essere verbale, paraverbale o visiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se una terza persona cerca di immettersi nella conversazione, interrompendo tale connessione, si ha un ingresso o tentativo di ingresso, che può essere più o meno appropriato, più o meno aggressivo, più o meno opportuno. Un ingresso rappresenta esso stesso una mossa conversazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal­l’attento ascolto di una conversazione emergono non solo le caratteristiche appena descritte, ma anche la personalità dei soggetti. Infatti, da ciò che uno dice e dal modo in cui si esprime si può dedurre se il soggetto è aperto o chiuso, introverso o estroverso, se ha un atteggiamento verso la vita positivo o negativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa considerazione introduce un altro importante concetto delle ricerche sulla leadership nel metodo HPM (Human Potential Modeling), i <strong>prototipi cognitivi</strong>, o “<strong>modelli dominanti di pensiero</strong>”. Essi sono una sommatoria di variabili psicologiche tra cui credenze, atteggiamenti e valori. Permettono di creare delle “etichette”, o punti di osservazione, attraverso i quali è più facile identificare le caratteristiche del soggetto. Un’“etichetta” molto usata è la “visione del mondo”, che trasuda dal modo di esprimersi e dal contenuto di ciò che il soggetto afferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando i prototipi cognitivi è possibile avvicinarsi al mondo soggettivo, decodificare le mappe mentali del soggetto e stimolare l’empatia, che è la capacità di intuire che cosa si muove nel­l’universo mentale dell’interlocutore, come si senta in una situazione e che cosa realmente provi al di là di quello che esprime verbalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone durante una conversazione possono attuare <strong>giochi di faccia</strong>, così definiti da Goffman, e cioè giochi sulla propria immagine o su quella di altri (Goffman 1969).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio, il leader della conversazione, rivolgendosi a uno dei presenti, chiede: “Tu, avventuroso come sei (detto in modo ironico), dove vorresti andare in vacanza?”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo il leader attribuisce l’aggettivo ironicamente “avven­turoso” al­l’amico, lo etichetta e lo definisce in termini di immagine sociale in pratica come un codardo, e questo può rappresentare un grave attacco alla faccia sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali giochi di faccia possono essere utilizzati anche per intervenire a favore o a sfavore di qualcuno o per proteggergli la “faccia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando alla conversazione come a un gioco di stimoli e risposte, si possono identificare diverse modalità con cui il soggetto stimolato può rispondere agli input. Le ALC (Action Lines Conversazionali) definite dal metodo HPM sono scelte tattiche rispetto a una gamma di opzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si posso avere risposte di tipo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; accondiscendenza (dimostrarsi d’accordo);</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; negazione (dimostrarsi in disaccordo);</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>up-keying</em> (drammatizzare ciò che è stato detto);</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>down-keying</em> (sdrammatizzare ciò che è stato detto);</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; depistaggio conversazionale (cambiare discorso evitando di rispondere, distogliere la conversazione dal tema);</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ricentraggio conversazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella scelta della risposta a uno stimolo si può anche mettere in pratica la <strong>cultura dei confini</strong> (altro tema di ricerca peculiare del nostro approccio), cioè la capacità di tenere a distanza l’interlocutore o decidere le distanze relazionali adeguate entro le quali far girare il rapporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio esplicitare in modo diretto o indiretto al proprio partner occasionale o professionale che non si desiderano ingerenze riguardo alla vita privata, o il modo di educare i figli, è un modo di fissare la dinamica del rapporto, di decidere e dire “fino a qui puoi entrare, oltre no”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener">Canale Facebook</a></li>



<li><a href="https://www.instagram.com/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Canale Instagram</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Leadership conversazionale</li>



<li>Comunicazione dei team</li>



<li>Analisi della conversazione</li>



<li>Mosse conversazionali</li>



<li>Mosse di avvicinamento</li>



<li>Mosse di allontanamento</li>



<li>Mediazione</li>



<li>Linee di conversazione</li>



<li>Gestione dei turni</li>



<li>Prototipi cognitivi</li>



<li>Modelli dominanti di pensiero</li>



<li>Mappe mentali</li>



<li>Action Lines Conversazionali</li>



<li>Cultura dei confini</li>



<li>Distanze relazionali</li>



<li>Up-keying</li>



<li>Dow- keying</li>



<li>Depistaggio conversazionale</li>



<li>Ricentraggio conversazionale</li>



<li>Giochi di faccia</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Leadership conversazionale: le comunicazioni reali nei team</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/leadership-conversazionale-le-comunicazioni-reali-nei-team/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 10:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Erving Goffman]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dei turni]]></category>
		<category><![CDATA[linee di conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[mosse conversazionali]]></category>
		<category><![CDATA[principi conversazionali]]></category>
		<category><![CDATA[probelmi e metaproblemi]]></category>
		<category><![CDATA[prototpitpi conversazionali]]></category>
		<category><![CDATA[regole conversazionali]]></category>
		<category><![CDATA[topic shifting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leadership conversazionale: analisi della conversazione e delle comunicazioni nei team Estratto con modifiche dell’autore dal testo di © Daniele Trevisani. Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team. Franco Angeli editore. Con commenti inediti dell’autore ______ Tante teorie sulla leadership, poi, alla prima riunione, tutto torna come &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/leadership-conversazionale-le-comunicazioni-reali-nei-team/">Leadership conversazionale: le comunicazioni reali nei team</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/group_arguing_in_warehouse_is098t3mw_jpeg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10102 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/group_arguing_in_warehouse_is098t3mw_jpeg.jpg?w=150" alt="" width="134" height="100" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/group_arguing_in_warehouse_is098t3mw_jpeg.jpg 432w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/group_arguing_in_warehouse_is098t3mw_jpeg-300x224.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 134px) 100vw, 134px" /></a>Leadership conversazionale: analisi della conversazione e delle comunicazioni nei team</h1>
<p>Estratto con modifiche dell’autore dal testo di <em>© Daniele Trevisani. </em><a href="https://www.ibs.it/team-leadership-comunicazione-operativa-principi-libro-daniele-trevisani/e/9788891740083" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</em></strong></a><em>. Franco Angeli editore. Con commenti inediti dell’autore</em></p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-team-leadership-e-comunicazione-operativa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10037 size-medium alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-team-leadership-e-comunicazione-operativa.jpg?w=200" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-team-leadership-e-comunicazione-operativa.jpg 578w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-team-leadership-e-comunicazione-operativa-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>______</p>
<p><em>Tante teorie sulla leadership, poi, alla prima riunione, tutto torna come prima. Si gira attorno al problema, non si affronta, si accetta che l&#8217;agenda venga stravolta, si esce frustrati. Con la Conversation Analysis, tutto questo può essere evitato.</em></p>
<p><em>_____________</em></p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-10103 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium.jpg?w=150" alt="" width="150" height="100" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium.jpg 1701w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium-600x398.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium-300x199.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium-768x510.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium-1024x680.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium-900x597.jpg 900w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/istock_000009432948medium-1280x850.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Se analizziamo una conversazione tra persone, possiamo notare alcune caratteristiche della loro comunicazione, così come se analizziamo una riunione o un dialogo di gruppo.</p>
<p>Estendendo queste analisi alle comunicazioni dei team possiamo fare interessanti scoperte.</p>
<p>Innanzitutto la prima cosa che si può osservare è <strong>chi prende per primo il turno di parola</strong>. Chi inizia a parlare per primo si assume, si autoassegna, una <strong>leadership conversazionale</strong>, e diventa protagonista della gestione delle forme e dei contenuti.</p>
<p>Può accadere poi che un altro soggetto si appropri del turno, autoassumendosi sia la leadership che il ruolo di mediatore del gruppo. Per esempio, uno degli amici, rivolgendosi a ognuno degli altri, chiede: “Voi dove vorreste andare? A te, per esempio, dove piacerebbe andare?”.</p>
<p>Chiedere a tutti a turno “a te dove piacerebbe andare” è una precisa <strong>mossa conversazionale</strong>, che denota e precisa il ruolo di conduttore.</p>
<p>Altra caratteristica della leadership conversazionale riguarda la <strong>modalità della conversazione</strong>, la capacità del soggetto di toccare specifici <strong>problemi</strong> o passare ai <strong>metaproblemi</strong>.</p>
<p>I “problemi” trattano specificamente l’argomento della conversazione, nel­l’esempio della ricerca di una destinazione comune: il periodo, la meta, la durata ecc., quindi il “viaggio”.</p>
<p>I “metaproblemi” invece osservano il gruppo stesso, il loro funzionamento, lo analizzano dal­l’alto. Si trattano argomenti magari non direttamente collegati al tema della conversazione, per esempio i valori che fanno da collante al gruppo.</p>
<p>Nel­l’analisi della conversazione viene prestata attenzione primaria alle <strong>mosse conversazionali</strong>. Possiamo iniziare a sensibilizzarci al valore relazionale delle mosse, distinguendo le <strong>mosse di avvicinamento</strong> da quelle di <strong>allontanamento</strong>. La prima si ha quando un soggetto, attraverso il contenuto delle sue parole e soprattutto il tono, crea e rafforza un legame tra se stesso e gli altri soggetti. Al contrario una <strong>mossa di allontanamento</strong> crea o aumenta una distanza relazionale. Questo atto ha solitamente una connotazione negativa, ma nella gestione dei team vincenti sono necessarie entrambe.</p>
<p>Un’ulteriore capacità indispensabile è la comprensione delle <strong>linee di conversazione</strong> e della <strong>gestione dei turni</strong> (vedi a riguardo Goffman 1959). Quando due persone stanno parlando tra loro, sono unite da una linea immaginaria, che può essere verbale, paraverbale o visiva.</p>
<p>Se una terza persona cerca di immettersi nella conversazione, interrompendo tale connessione, si ha un ingresso o tentativo di ingresso, che può essere più o meno appropriato, più o meno aggressivo, più o meno opportuno. Un ingresso rappresenta esso stesso una mossa conversazionale.</p>
<p>Dal­l’attento ascolto di una conversazione emergono non solo le caratteristiche appena descritte, ma anche la personalità dei soggetti. Infatti, da ciò che uno dice e dal modo in cui si esprime si può dedurre se il soggetto è aperto o chiuso, introverso o estroverso, se ha un atteggiamento verso la vita positivo o negativo.</p>
<p>Questa considerazione introduce un altro importante concetto delle ricerche sulla leadership nel metodo HPM (Human Potential Modeling), i <strong>prototipi cognitivi</strong>, o “<strong>modelli dominanti di pensiero</strong>”. Essi sono una sommatoria di variabili psicologiche tra cui credenze, atteggiamenti e valori. Permettono di creare delle “etichette”, o punti di osservazione, attraverso i quali è più facile identificare le caratteristiche del soggetto. Un’“etichetta” molto usata è la “visione del mondo”, che trasuda dal modo di esprimersi e dal contenuto di ciò che il soggetto afferma.</p>
<p>Utilizzando i prototipi cognitivi è possibile avvicinarsi al mondo soggettivo, decodificare le mappe mentali del soggetto e stimolare l’empatia, che è la capacità di intuire che cosa si muove nel­l’universo mentale del­l’interlocutore, come si senta in una situazione e che cosa realmente provi al di là di quello che esprime verbalmente.</p>
<p>Le persone durante una conversazione possono attuare <strong>giochi di faccia</strong>, così definiti da Goffman, e cioè giochi sulla propria immagine o su quella di altri (Goffman 1969).</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/18iy0lb05q4yvjpg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-10104 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/18iy0lb05q4yvjpg.jpg?w=150" alt="" width="150" height="70" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/18iy0lb05q4yvjpg.jpg 320w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/03/18iy0lb05q4yvjpg-300x140.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> Per esempio, il leader della conversazione, rivolgendosi a uno dei presenti, chiede: “Tu, avventuroso come sei (detto in modo ironico), dove vorresti andare in vacanza?”.</p>
<p>In questo modo il leader attribuisce l’aggettivo ironicamente “avven­turoso” al­l’amico, lo etichetta e lo definisce in termini di immagine sociale in pratica come un codardo, e questo può rappresentare un grave attacco alla faccia sociale.</p>
<p>Tali giochi di faccia possono essere utilizzati anche per intervenire a favore o a sfavore di qualcuno o per proteggergli la “faccia”.</p>
<p>Guardando alla conversazione come a un gioco di stimoli e risposte, si possono identificare diverse modalità con cui il soggetto stimolato può rispondere agli input. Le ALC (Action Lines Conversazionali) definite dal metodo HPM sono scelte tattiche rispetto a una gamma di opzioni.</p>
<p>Si posso avere risposte di tipo:</p>
<ul>
<li>accondiscendenza (dimostrarsi d’accordo);</li>
<li>negazione (dimostrarsi in disaccordo);</li>
<li><em>up-keying</em> (drammatizzare ciò che è stato detto);</li>
<li><em>down-keying</em> (sdrammatizzare ciò che è stato detto);</li>
<li>depistaggio conversazionale (cambiare discorso evitando di rispondere, distogliere la conversazione dal tema);</li>
<li>ricentraggio conversazionale.</li>
</ul>
<p>Nella scelta della risposta a uno stimolo si può anche mettere in pratica la <strong>cultura dei confini</strong> (altro tema di ricerca peculiare del nostro approccio), cioè la capacità di tenere a distanza l’interlocutore o decidere le distanze relazionali adeguate entro le quali far girare il rapporto.</p>
<p>Per esempio esplicitare in modo diretto o indiretto al proprio partner occasionale o professionale che non si desiderano ingerenze riguardo alla vita privata, o il modo di educare i figli, è un modo di fissare la dinamica del rapporto, di decidere e dire “fino a qui puoi entrare, oltre no”.</p>
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