<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gestione dei conflitti &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<atom:link href="https://www.studiotrevisani.it/tag/gestione-dei-conflitti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 07:32:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/02/favicon2-daniele-trevisani-corsi-aziendali-100x100.png</url>
	<title>Gestione dei conflitti &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione &#8211; Metodo HPM™</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/autostima-e-autoefficacia-nella-comunicazione-metodo-hpm/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/autostima-e-autoefficacia-nella-comunicazione-metodo-hpm/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 06:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi Transazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Assertività positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[autovalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[capacità di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione assertiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione persuasiva]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza di sé]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[crescita professionale]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interiore]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[energia mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi di autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi di autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Espressione non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Espressione verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Feedback costruttivo]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia in sè]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia nelle proprie capacità]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership personale]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[metodo HPM]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento continuo]]></category>
		<category><![CDATA[Mindset potenziante]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione intrinseca]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi di sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Performance comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziamento delle competenze]]></category>
		<category><![CDATA[presenza comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[self-coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza interiore]]></category>
		<category><![CDATA[strategie comunicative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=29381</guid>

					<description><![CDATA[<p>──────────────────────────── Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM Premessa generale del Metodo HPM Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da Daniele Trevisani, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello: Energetico (fisico e mentale) Motivazionale (volitivo ed emotivo) Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie) Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/autostima-e-autoefficacia-nella-comunicazione-metodo-hpm/">Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione &#8211; Metodo HPM™</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>────────────────────────────</strong></p>
<h2>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM</h2>
<ol>
<li>
<h2>Premessa generale del Metodo HPM</h2>
</li>
</ol>
<p>Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da <em>Daniele Trevisani</em>, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello:</p>
<ul>
<li>Energetico (fisico e mentale)</li>
<li>Motivazionale (volitivo ed emotivo)</li>
<li>Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie)</li>
<li>Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli altri)</li>
</ul>
<p>In questo sistema, autostima e autoefficacia rappresentano due pilastri fondamentali della <em>comunicazione potenziante</em> e dello <em>sviluppo personale</em>.</p>
<h2>2. Autostima: la percezione del proprio valore comunicativo</h2>
<p>Definizione HPM:<br />
L’autostima è la percezione interna del proprio valore e della propria dignità come essere umano e come comunicatore. È il “campo base” della comunicazione efficace.</p>
<p>Caratteristiche:</p>
<ul>
<li>È il termometro del sé comunicante: quanto credo di avere diritto di parlare, esprimermi, farmi ascoltare.</li>
<li>Influenza la presenza comunicativa, il tono di voce, il linguaggio del corpo e la gestione delle emozioni.</li>
<li>È dinamica, può crescere o diminuire in base ai feedback e alle esperienze.</li>
</ul>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>Quanto mi sento “degno di parola” nei diversi contesti della mia vita?</li>
<li>Quali esperienze hanno rafforzato o indebolito la mia autostima comunicativa?</li>
<li>Che tipo di linguaggio interiore uso verso di me quando comunico? (critico, giudicante, o incoraggiante?)</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Specchio comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Davanti allo specchio, pronuncia una frase importante per te (“Merito di essere ascoltato”, “Ho qualcosa di valore da dire”).</li>
<li>Osserva la tua postura, lo sguardo e la voce.</li>
<li>Ripeti finché senti coerenza tra parole, corpo e sentimento.</li>
<li>Rileggi la sensazione e annotala nel tuo diario di potenziale.</li>
</ol>
<h2>3. Autoefficacia: la fiducia nella propria capacità comunicativa</h2>
<p>Definizione HPM (ispirata a Bandura ma evoluta in chiave sistemica):<br />
L’autoefficacia è la convinzione di poter produrre risultati efficaci attraverso le proprie azioni comunicative. È la fede nella propria capacità di incidere.</p>
<p>Dimensioni dell’autoefficacia comunicativa:</p>
<ol>
<li>Efficacia nel comprendere: capacità di ascoltare e decodificare messaggi.</li>
<li>Efficacia nel farsi comprendere: capacità di esprimere messaggi chiari, assertivi e empatici.</li>
<li>Efficacia relazionale: capacità di mantenere relazioni costruttive anche in contesti difficili.</li>
</ol>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di riuscire a farmi ascoltare e in quali no?</li>
<li>Quanto credo nella mia capacità di influire positivamente sugli altri?</li>
<li>Che immagine mentale ho di me come comunicatore?</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Rivivi il tuo successo comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Ricorda una situazione in cui la tua comunicazione ha funzionato molto bene.</li>
<li>Analizza cosa hai fatto, detto, come ti sei mosso.</li>
<li>Ricava da quell’episodio una strategia personale di efficacia da replicare.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li>
<h2>Interazione tra autostima e autoefficacia nella comunicazione</h2>
</li>
</ol>
<table>
<thead>
<tr>
<td>Livello</td>
<td>Autostima</td>
<td>Autoefficacia</td>
<td>Effetto sulla Comunicazione</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Alto-Alto</td>
<td>Mi sento degno e capace</td>
<td>Credo di poter influire</td>
<td>Comunicazione carismatica, fluida, ispirante</td>
</tr>
<tr>
<td>Bassa autostima / alta autoefficacia</td>
<td>Mi so esprimere ma non mi sento “all’altezza”</td>
<td>Comunicazione tecnica ma fragile emotivamente</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Alta autostima / bassa autoefficacia</td>
<td>Mi sento valido ma mi blocco nell’azione</td>
<td>Comunicazione entusiasta ma inefficace</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Basso-Basso</td>
<td>Mi svaluto e mi sento incapace</td>
<td>Evitamento comunicativo, ansia, blocchi</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Obiettivo HPM: portare la persona verso il quadrante Alto-Alto, con equilibrio tra fiducia in sé e percezione di competenza.</p>
<h2>5. Tecniche HPM per potenziare autostima e autoefficacia comunicativa</h2>
<ul>
<li>Riprogrammazione delle convinzioni limitanti: sostituire “non sono capace” con “posso migliorare passo dopo passo”.</li>
<li>Allenamento esperienziale: esercitazioni pratiche di comunicazione in piccoli gruppi o simulazioni.</li>
<li>Feedback costruttivo: centrato sul comportamento, non sul valore personale.</li>
<li>Ancoraggio energetico e respirazione HPM: gestire il corpo per rafforzare la presenza comunicativa.</li>
<li>Dialogo interiore potenziante: imparare a parlarsi come un coach, non come un giudice.</li>
</ul>
<h2>6. Aforismi HPM</h2>
<p>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima. Ogni silenzio scelto consapevolmente rafforza la tua autoefficacia.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Il Potenziale Umano</em></p>
<p>“La comunicazione non è solo un atto verso l’esterno. È la forma più visibile del dialogo che abbiamo con noi stessi.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Crescita Personale. Il Metodo HPM</em></p>
<h2>7. Applicazioni pratiche</h2>
<ul>
<li>Public speaking: lavorare su autostima vocale e postura per aumentare autoefficacia in pubblico.</li>
<li>Team communication: creare fiducia reciproca per far crescere autostima collettiva e coordinamento.</li>
<li>Coaching HPM: facilitare l’esplorazione del “Sé comunicante” con domande e micro-esercizi esperienziali.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h1>Autostima e Autoefficacia &#8211; Scheda Operativa</h1>
<p>La presente scheda operativa fa parte del percorso di sviluppo del Potenziale Umano secondo il Metodo HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> di Daniele Trevisani. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza del Sé comunicante, lavorando su due pilastri fondamentali: Autostima e Autoefficacia.</p>
<h2>1. Autostima Comunicativa</h2>
<p>L’autostima comunicativa rappresenta la percezione del proprio valore come persona capace di esprimersi e farsi ascoltare. È la base della sicurezza interiore nella relazione.</p>
<p><strong>Domande di riflessione personale:</strong></p>
<ul>
<li>Quanto mi sento libero di esprimermi nei diversi contesti della mia vita (lavorativo, familiare, sociale)?</li>
<li>In quali situazioni la mia autostima comunicativa cresce, e in quali si riduce?</li>
<li>Qual è la mia voce interiore dominante quando comunico (incoraggiante, critica, giudicante)?</li>
<li>Che messaggio di valore voglio trasmettere agli altri attraverso la mia presenza comunicativa?</li>
</ul>
<p>Spazio per note e riflessioni personali:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h3>Esercizio HPM – Specchio Comunicativo</h3>
<p>Davanti a uno specchio, pronuncia una frase che rappresenti il tuo diritto a comunicare (es. “Ho qualcosa di valore da dire”). Osserva voce, postura e sguardo. Ripeti fino a percepire coerenza tra parole, corpo e emozione.</p>
<p>Annota le sensazioni percepite:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>2. Autoefficacia Comunicativa</h2>
<p>L’autoefficacia comunicativa è la fiducia nella propria capacità di produrre risultati efficaci con le proprie azioni comunicative. Significa credere nella possibilità di influire positivamente sugli altri.</p>
<p>Domande di analisi:</p>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di comunicare con efficacia?</li>
<li>Quando, invece, percepisco un blocco o una perdita di fiducia?</li>
<li>Quali comportamenti specifici mi rendono più efficace (tono di voce, postura, chiarezza, empatia)?</li>
<li>Quale immagine di me come comunicatore voglio rafforzare nei prossimi mesi?</li>
</ul>
<h3>Esercizio HPM – Rivivi il tuo Successo Comunicativo</h3>
<p>Rivivi mentalmente un episodio in cui la tua comunicazione ha avuto successo. Analizza cosa hai fatto e quali fattori hanno contribuito. Usa quell’esperienza come modello per rafforzare la tua autoefficacia.</p>
<p>Descrizione dell’episodio:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>3. Piano di Sviluppo Personale HPM</h2>
<p>Definisci obiettivi e azioni per migliorare autostima e autoefficacia nella comunicazione.</p>
<p>Obiettivi specifici:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Azioni concrete da mettere in pratica:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Indicatori di miglioramento (come capirò di essere cresciuto?):</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>4. Scala di Autovalutazione</h2>
<p>Valuta il tuo livello attuale su una scala da 1 a 10.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="288">Aspetto</td>
<td width="288">Punteggio (1-10)</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autostima comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autoefficacia comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima.”</em></p>
<p><strong>— Daniele Trevisani, *Il Potenziale Umano*</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autostima e autoefficacia nella comunicazione &#8211; Semantica articolo</h3>
<ol>
<li>Autostima</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Potenziale umano</li>
<li>Metodo HPM</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Coaching</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Sicurezza interiore</li>
<li>Fiducia in sé</li>
<li>Assertività</li>
<li>Presenza comunicativa</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Espressione verbale</li>
<li>Espressione non verbale</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Leadership personale</li>
<li>Performance comunicativa</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Self-power</li>
<li>Dialogo interiore</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Mindset potenziante</li>
<li>Resilienza comunicativa</li>
<li>Influenza positiva</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Empatia</li>
<li>Self-coaching</li>
<li>Assertività positiva</li>
<li>Sicurezza comunicativa</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Obiettivi di sviluppo</li>
<li>Potenziamento delle competenze</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Energia mentale</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Strategie comunicative</li>
<li>Fiducia nelle proprie capacità</li>
<li>Miglioramento continuo</li>
<li>Crescita professionale</li>
<li>Esercizi di autostima</li>
<li>Esercizi di autoefficacia</li>
<li>Potenziale comunicativo</li>
<li>Influenza interpersonale</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
</ol>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/autostima-e-autoefficacia-nella-comunicazione-metodo-hpm/">Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione &#8211; Metodo HPM™</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/autostima-e-autoefficacia-nella-comunicazione-metodo-hpm/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile. Esce il nuovo libro di Daniele Trevisani</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-interculturale-comunicazione-sensibile-esce-il-nuovo-libro-di-daniele-trevisani/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-interculturale-comunicazione-sensibile-esce-il-nuovo-libro-di-daniele-trevisani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 07:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[4 distances model]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[analisi transazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Applicazioni e contesti]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto empatico]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Autoanalisi comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[Background culturale]]></category>
		<category><![CDATA[barriere culturali]]></category>
		<category><![CDATA[body language]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Cinesica]]></category>
		<category><![CDATA[Codici comunicativi]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze interculturali]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione in azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione in sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione paralinguistica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione sensibile]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione simbolica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione tra Generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza del sé]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[culture a basso contesto]]></category>
		<category><![CDATA[Culture ad alto contesto]]></category>
		<category><![CDATA[Culture Compass]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo interreligioso]]></category>
		<category><![CDATA[Diario interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[differenze culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Differenze etniche]]></category>
		<category><![CDATA[Differenze percettive]]></category>
		<category><![CDATA[Differenze politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Differenziale semantico]]></category>
		<category><![CDATA[Dissonanza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Distanza esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[Distanza ideologica]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità di ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[diversity]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia viscerale]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze e vissuti]]></category>
		<category><![CDATA[espressioni facciali]]></category>
		<category><![CDATA[Etica interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Feedback interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[focusing]]></category>
		<category><![CDATA[formazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dello stress comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[human factor]]></category>
		<category><![CDATA[Identità culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Ideologia e valori]]></category>
		<category><![CDATA[Inclusività]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Interazioni professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultural coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Interculturalità]]></category>
		<category><![CDATA[Intolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[leadership comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Management globale]]></category>
		<category><![CDATA[Mappa della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Massime conversazionali di Grice]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria culturale]]></category>
		<category><![CDATA[metacomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli e teorie]]></category>
		<category><![CDATA[modello delle quattro distanze]]></category>
		<category><![CDATA[Modello di Hofstede]]></category>
		<category><![CDATA[Mondi sensoriali]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione soggettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Pluralismo valoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[prossemica]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Referenti culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento della diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Risonanza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Rispetto reciproco]]></category>
		<category><![CDATA[role playing]]></category>
		<category><![CDATA[Scala di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[Simulazione negoziale]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi valoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Soft skills]]></category>
		<category><![CDATA[Stati dell’Io]]></category>
		<category><![CDATA[stati di coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[stato emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[stili comunicativi]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti e tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Team interculturali]]></category>
		<category><![CDATA[Test di empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Tonalità vocale]]></category>
		<category><![CDATA[Trauma comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[visione del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni opposte]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto emozionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=29156</guid>

					<description><![CDATA[<p>In anteprima la copertina e la quarta di copertina del nuovo libro 2025 del Dott. Daniele Trevisani Vuoi una consulenza o un coaching di Comunicazione Interculturale per te o per il tuo team? Compila questo form e ti richiameremo al più presto Si tratta del libro che in assoluto ha richiesto più tempo di scrittura. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-interculturale-comunicazione-sensibile-esce-il-nuovo-libro-di-daniele-trevisani/">Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile. Esce il nuovo libro di Daniele Trevisani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In anteprima la copertina e la quarta di copertina del nuovo libro 2025 del Dott. Daniele Trevisani</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29158" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale.jpg" alt="Copertina e quarta libro comunicazione. Interculturale" width="2312" height="1536" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale.jpg 2312w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-300x199.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-1024x680.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-768x510.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-1536x1020.jpg 1536w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-2048x1361.jpg 2048w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-175x116.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-450x299.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-1170x777.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/Copertina-e-quarta-libro-comunicazione.-Interculturale-270x180.jpg 270w" sizes="(max-width: 2312px) 100vw, 2312px" /></p>
<blockquote><p>Vuoi una consulenza o un coaching di Comunicazione Interculturale per te o per il tuo team? <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">Compila questo form</a> e ti richiameremo al più presto</p></blockquote>
<p>Si tratta del libro che in assoluto ha richiesto più tempo di scrittura. Ben 35 anni, partendo dal 1990 con la prima tesi italiana sulla Comunicazione Interculturale e Internazionale presso il Dipartimento della Comunicazione del DAMS di Bologna, sino ad oggi.</p>
<h2 data-start="279" data-end="387"><strong data-start="282" data-end="387">Sinossi Apprezzativa: &#8220;Comunicazione Interculturale. La Comunicazione Sensibile&#8221; di Daniele Trevisani</strong></h2>
<p data-start="389" data-end="838">Nel panorama editoriale italiano e internazionale, <em data-start="440" data-end="498">Comunicazione Interculturale. La Comunicazione Sensibile</em> di <strong data-start="502" data-end="523">Daniele Trevisani</strong> si impone come l’opera più completa, profonda e trasformativa dedicata al tema della comunicazione tra culture. Non è soltanto un libro: è una mappa, uno strumento pratico, una guida umanistica e scientifica insieme, pensata per chi desidera capire, lavorare e vivere meglio in un mondo multiculturale e complesso.</p>
<h3 data-start="840" data-end="871">Un contributo pionieristico</h3>
<p data-start="872" data-end="1262">Il volume si fonda su oltre 30 anni di ricerca accademica e applicata, tra cui spiccano studi presentati in conferenze internazionali (come quella dell’Università di Miami del 1992) e applicazioni pratiche in contesti di estrema delicatezza: dalle <strong data-start="1120" data-end="1136">missioni ONU</strong> alla <strong data-start="1142" data-end="1190">formazione per team interculturali aziendali</strong>, fino alla selezione di equipaggi per missioni spaziali internazionali.</p>
<h3 data-start="1264" data-end="1328">Il cuore dell&#8217;opera: il Modello delle Quattro Distanze (4DM)</h3>
<p data-start="1329" data-end="1527">Elemento distintivo del testo è il <strong data-start="1364" data-end="1392">4 Distances Model<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (4DM)</strong>, un modello proprietario che sintetizza e integra le più avanzate teorie di comunicazione interculturale in quattro aree fondamentali:</p>
<ol data-start="1528" data-end="2180">
<li data-start="1528" data-end="1646">
<p data-start="1531" data-end="1646"><strong data-start="1531" data-end="1567">D1 – Distanza del Sé e dei Ruoli</strong>: esplora le identità personali, professionali, archetipiche e i ruoli sociali.</p>
</li>
<li data-start="1647" data-end="1848">
<p data-start="1650" data-end="1848"><strong data-start="1650" data-end="1691">D2 – Distanze nei Codici Comunicativi</strong>: affronta le differenze nei linguaggi verbali, paralinguistici e non verbali, con un’attenzione particolare al body language e alla comunicazione simbolica.</p>
</li>
<li data-start="1849" data-end="1994">
<p data-start="1852" data-end="1994"><strong data-start="1852" data-end="1893">D3 – Distanze Valoriali e Ideologiche</strong>: analizza il gap tra sistemi di valori, visioni del mondo, credenze religiose e ideologie personali.</p>
</li>
<li data-start="1995" data-end="2180">
<p data-start="1998" data-end="2180"><strong data-start="1998" data-end="2040">D4 – Distanze Esperienziali ed Emotive</strong>: tratta il vissuto emozionale e sensoriale, mostrando quanto le esperienze individuali plasmino la percezione e la comprensione dell’altro.</p>
</li>
</ol>
<h3 data-start="2182" data-end="2232">Una visione olistica, umanistica e scientifica</h3>
<p data-start="2233" data-end="2557">Trevisani unisce approcci semiotici, psicologici, sistemici e narrativi. Le oltre 80 figure, le tabelle di confronto culturale (ad es. il Culture Compass), i test di autovalutazione (come il differenziale semantico) e le esercitazioni pratiche, rendono il volume uno <strong data-start="2500" data-end="2535">strumento operativo e formativo</strong> unico nel suo genere.</p>
<h3 data-start="2559" data-end="2606">Interdisciplinarità e applicazioni concrete</h3>
<p data-start="2607" data-end="2685">L’autore intreccia la comunicazione interculturale con discipline affini come:</p>
<ul data-start="2686" data-end="2911">
<li data-start="2686" data-end="2749">
<p data-start="2688" data-end="2749"><strong data-start="2688" data-end="2748">Psicologia positiva e stati di coscienza (David Hawkins)</strong>,</p>
</li>
<li data-start="2750" data-end="2778">
<p data-start="2752" data-end="2778"><strong data-start="2752" data-end="2777">Analisi transazionale</strong>,</p>
</li>
<li data-start="2779" data-end="2819">
<p data-start="2781" data-end="2819"><strong data-start="2781" data-end="2818">Memetica e antropologia culturale</strong>,</p>
</li>
<li data-start="2820" data-end="2867">
<p data-start="2822" data-end="2867"><strong data-start="2822" data-end="2866">Negoziazione e leadership interculturale</strong>,</p>
</li>
<li data-start="2868" data-end="2911">
<p data-start="2870" data-end="2911"><strong data-start="2870" data-end="2910">Empatia relazionale e ascolto attivo</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2913" data-end="3099">Ogni concetto è ancorato a riferimenti scientifici aggiornati e integrato da aforismi di pensatori come Bauman, Gandhi, Coelho, e Terzani, che donano profondità filosofica e ispirazione.</p>
<h3 data-start="3101" data-end="3127">Per chi è questo libro</h3>
<p data-start="3128" data-end="3165">È una lettura <strong data-start="3142" data-end="3160">indispensabile</strong> per:</p>
<ul data-start="3166" data-end="3474">
<li data-start="3166" data-end="3210">
<p data-start="3168" data-end="3210">manager e team leader in contesti globali,</p>
</li>
<li data-start="3211" data-end="3243">
<p data-start="3213" data-end="3243">coach, formatori e consulenti,</p>
</li>
<li data-start="3244" data-end="3311">
<p data-start="3246" data-end="3311">professionisti della sanità, dell’istruzione e del terzo settore,</p>
</li>
<li data-start="3312" data-end="3364">
<p data-start="3314" data-end="3364">studiosi e studenti delle scienze sociali e umane,</p>
</li>
<li data-start="3365" data-end="3474">
<p data-start="3367" data-end="3474">chiunque voglia comunicare <strong data-start="3394" data-end="3436">con più rispetto, empatia ed efficacia</strong> in un mondo sempre più interconnesso.</p>
</li>
</ul>
<hr data-start="3476" data-end="3479" />
<h2 data-start="3481" data-end="3498"><strong data-start="3484" data-end="3498">In sintesi</strong></h2>
<p data-start="3499" data-end="3837"><em data-start="3499" data-end="3557">Comunicazione Interculturale. La Comunicazione Sensibile</em> è <strong data-start="3560" data-end="3662">il punto di riferimento italiano per chi cerca un approccio evoluto alla comunicazione tra culture</strong>, un libro che coniuga rigore accademico, esperienza sul campo e umanità profonda. Un’opera destinata a lasciare un segno nel dibattito culturale e formativo del nostro tempo.</p>
<h2 data-start="3499" data-end="3837">Le keywords del libro <em data-start="3499" data-end="3557">Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile</em></h2>
<p data-start="0" data-end="314">Ecco un elenco di <strong data-start="18" data-end="33">100 keyword</strong> strettamente correlate ai contenuti del libro <em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale. La Comunicazione Sensibile</em> del Dott. Daniele Trevisani. Le parole chiave sono state organizzate per aree tematiche per facilitarne l’utilizzo in ambiti editoriali, SEO, formazione e marketing culturale.</p>
<hr data-start="316" data-end="319" />
<h2 data-start="321" data-end="363"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e0.png" alt="🧠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="328" data-end="363">1. <em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale. </em>Fondamenti e concetti chiave</strong></h2>
<ol data-start="364" data-end="576">
<li data-start="364" data-end="397">
<p data-start="367" data-end="397">Comunicazione interculturale</p>
</li>
<li data-start="398" data-end="419">
<p data-start="401" data-end="419">Interculturalità</p>
</li>
<li data-start="420" data-end="448">
<p data-start="423" data-end="448">Comunicazione sensibile</p>
</li>
<li data-start="449" data-end="471">
<p data-start="452" data-end="471">Empatia culturale</p>
</li>
<li data-start="472" data-end="486">
<p data-start="475" data-end="486">Diversity</p>
</li>
<li data-start="487" data-end="499">
<p data-start="490" data-end="499">Cultura</p>
</li>
<li data-start="500" data-end="515">
<p data-start="503" data-end="515">Stereotipi</p>
</li>
<li data-start="516" data-end="531">
<p data-start="519" data-end="531">Pregiudizi</p>
</li>
<li data-start="532" data-end="555">
<p data-start="535" data-end="555">Barriere culturali</p>
</li>
<li data-start="556" data-end="576">
<p data-start="560" data-end="576">Ascolto attivo</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="578" data-end="581" />
<h3 data-start="583" data-end="613"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f52c.png" alt="🔬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="590" data-end="613">2. </strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale. </em></strong><strong data-start="590" data-end="613">Modelli e teorie</strong></h3>
<ol start="11" data-start="614" data-end="901">
<li data-start="614" data-end="637">
<p data-start="618" data-end="637">4 Distances Model</p>
</li>
<li data-start="638" data-end="674">
<p data-start="642" data-end="674">Modello delle Quattro Distanze</p>
</li>
<li data-start="675" data-end="704">
<p data-start="679" data-end="704">Differenziale semantico</p>
</li>
<li data-start="705" data-end="726">
<p data-start="709" data-end="726">Culture Compass</p>
</li>
<li data-start="727" data-end="757">
<p data-start="731" data-end="757">Culture a basso contesto</p>
</li>
<li data-start="758" data-end="788">
<p data-start="762" data-end="788">Culture ad alto contesto</p>
</li>
<li data-start="789" data-end="814">
<p data-start="793" data-end="814">Modello di Hofstede</p>
</li>
<li data-start="815" data-end="842">
<p data-start="819" data-end="842">Analisi transazionale</p>
</li>
<li data-start="843" data-end="862">
<p data-start="847" data-end="862">Stati dell’Io</p>
</li>
<li data-start="863" data-end="901">
<p data-start="867" data-end="901">Massime conversazionali di Grice</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="903" data-end="906" />
<h3 data-start="908" data-end="947"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9ed.png" alt="🧭" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="915" data-end="947">3. </strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale. </em></strong><strong data-start="915" data-end="947">Competenze interculturali</strong></h3>
<ol start="21" data-start="948" data-end="1222">
<li data-start="948" data-end="978">
<p data-start="952" data-end="978">Consapevolezza culturale</p>
</li>
<li data-start="979" data-end="1010">
<p data-start="983" data-end="1010">Adattabilità comunicativa</p>
</li>
<li data-start="1011" data-end="1044">
<p data-start="1015" data-end="1044">Intelligenza interculturale</p>
</li>
<li data-start="1045" data-end="1068">
<p data-start="1049" data-end="1068">Capacità empatica</p>
</li>
<li data-start="1069" data-end="1086">
<p data-start="1073" data-end="1086">Soft skills</p>
</li>
<li data-start="1087" data-end="1109">
<p data-start="1091" data-end="1109">Ascolto empatico</p>
</li>
<li data-start="1110" data-end="1140">
<p data-start="1114" data-end="1140">Mindfulness comunicativa</p>
</li>
<li data-start="1141" data-end="1169">
<p data-start="1145" data-end="1169">Gestione dei conflitti</p>
</li>
<li data-start="1170" data-end="1193">
<p data-start="1174" data-end="1193">Metacomunicazione</p>
</li>
<li data-start="1194" data-end="1222">
<p data-start="1198" data-end="1222">Comunicazione positiva</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="1224" data-end="1227" />
<h3 data-start="1229" data-end="1262"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4ac.png" alt="💬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1236" data-end="1262">4. </strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale. </em></strong><strong data-start="1236" data-end="1262">Codici comunicativi</strong></h3>
<ol start="31" data-start="1263" data-end="1508">
<li data-start="1263" data-end="1287">
<p data-start="1267" data-end="1287">Linguaggio verbale</p>
</li>
<li data-start="1288" data-end="1316">
<p data-start="1292" data-end="1316">Linguaggio non verbale</p>
</li>
<li data-start="1317" data-end="1352">
<p data-start="1321" data-end="1352">Comunicazione paralinguistica</p>
</li>
<li data-start="1353" data-end="1369">
<p data-start="1357" data-end="1369">Prossemica</p>
</li>
<li data-start="1370" data-end="1384">
<p data-start="1374" data-end="1384">Cinesica</p>
</li>
<li data-start="1385" data-end="1406">
<p data-start="1389" data-end="1406">Tonalità vocale</p>
</li>
<li data-start="1407" data-end="1433">
<p data-start="1411" data-end="1433">Espressioni facciali</p>
</li>
<li data-start="1434" data-end="1453">
<p data-start="1438" data-end="1453">Body language</p>
</li>
<li data-start="1454" data-end="1483">
<p data-start="1458" data-end="1483">Comunicazione simbolica</p>
</li>
<li data-start="1484" data-end="1508">
<p data-start="1488" data-end="1508">Stili comunicativi</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="1510" data-end="1513" />
<h3 data-start="1515" data-end="1548"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f30d.png" alt="🌍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1522" data-end="1548">5. </strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale. </em></strong><strong data-start="1522" data-end="1548">Diversità culturali</strong></h3>
<ol start="41" data-start="1549" data-end="1796">
<li data-start="1549" data-end="1575">
<p data-start="1553" data-end="1575">Differenze culturali</p>
</li>
<li data-start="1576" data-end="1602">
<p data-start="1580" data-end="1602">Etica interculturale</p>
</li>
<li data-start="1603" data-end="1627">
<p data-start="1607" data-end="1627">Differenze etniche</p>
</li>
<li data-start="1628" data-end="1653">
<p data-start="1632" data-end="1653">Diversità religiosa</p>
</li>
<li data-start="1654" data-end="1671">
<p data-start="1658" data-end="1671">Generazioni</p>
</li>
<li data-start="1672" data-end="1696">
<p data-start="1676" data-end="1696">Diversità di ruolo</p>
</li>
<li data-start="1697" data-end="1723">
<p data-start="1701" data-end="1723">Background culturale</p>
</li>
<li data-start="1724" data-end="1748">
<p data-start="1728" data-end="1748">Identità culturale</p>
</li>
<li data-start="1749" data-end="1772">
<p data-start="1753" data-end="1772">Sistemi valoriali</p>
</li>
<li data-start="1773" data-end="1796">
<p data-start="1777" data-end="1796">Visione del mondo</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="1798" data-end="1801" />
<h3 data-start="1803" data-end="1838"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f6e0.png" alt="🛠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1811" data-end="1838">6. </strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale.  </em></strong><strong data-start="1811" data-end="1838">Strumenti e tecniche</strong></h3>
<ol start="51" data-start="1839" data-end="2126">
<li data-start="1839" data-end="1869">
<p data-start="1843" data-end="1869">Autoanalisi comunicativa</p>
</li>
<li data-start="1870" data-end="1897">
<p data-start="1874" data-end="1897">Diario interculturale</p>
</li>
<li data-start="1898" data-end="1919">
<p data-start="1902" data-end="1919">Test di empatia</p>
</li>
<li data-start="1920" data-end="1951">
<p data-start="1924" data-end="1951">Mappa della comunicazione</p>
</li>
<li data-start="1952" data-end="1981">
<p data-start="1956" data-end="1981">Feedback interculturale</p>
</li>
<li data-start="1982" data-end="2000">
<p data-start="1986" data-end="2000">Role playing</p>
</li>
<li data-start="2001" data-end="2028">
<p data-start="2005" data-end="2028">Simulazione negoziale</p>
</li>
<li data-start="2029" data-end="2062">
<p data-start="2033" data-end="2062">Goal setting interculturale</p>
</li>
<li data-start="2063" data-end="2103">
<p data-start="2067" data-end="2103">Gestione dello stress comunicativo</p>
</li>
<li data-start="2104" data-end="2126">
<p data-start="2108" data-end="2126">Scala di ascolto</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="2128" data-end="2131" />
<h3 data-start="2133" data-end="2173"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e9.png" alt="🧩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2140" data-end="2173">7.</strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale.  </em></strong><strong data-start="2140" data-end="2173">Psicologia e comunicazione</strong></h3>
<ol start="61" data-start="2174" data-end="2421">
<li data-start="2174" data-end="2210">
<p data-start="2178" data-end="2210">Psicologia della comunicazione</p>
</li>
<li data-start="2211" data-end="2236">
<p data-start="2215" data-end="2236">Psicologia positiva</p>
</li>
<li data-start="2237" data-end="2261">
<p data-start="2241" data-end="2261">Stati di coscienza</p>
</li>
<li data-start="2262" data-end="2276">
<p data-start="2266" data-end="2276">Focusing</p>
</li>
<li data-start="2277" data-end="2295">
<p data-start="2281" data-end="2295">Human factor</p>
</li>
<li data-start="2296" data-end="2323">
<p data-start="2300" data-end="2323">Consapevolezza del Sé</p>
</li>
<li data-start="2324" data-end="2343">
<p data-start="2328" data-end="2343">Stato emotivo</p>
</li>
<li data-start="2344" data-end="2373">
<p data-start="2348" data-end="2373">Resilienza comunicativa</p>
</li>
<li data-start="2374" data-end="2391">
<p data-start="2378" data-end="2391">Assertività</p>
</li>
<li data-start="2392" data-end="2421">
<p data-start="2396" data-end="2421">Gestione delle emozioni</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="2423" data-end="2426" />
<h3 data-start="2428" data-end="2460"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2696.png" alt="⚖" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2435" data-end="2460">8. </strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale.  </em></strong><strong data-start="2435" data-end="2460">Ideologia e valori</strong></h3>
<ol start="71" data-start="2461" data-end="2717">
<li data-start="2461" data-end="2486">
<p data-start="2465" data-end="2486">Distanza ideologica</p>
</li>
<li data-start="2487" data-end="2513">
<p data-start="2491" data-end="2513">Dissonanza culturale</p>
</li>
<li data-start="2514" data-end="2540">
<p data-start="2518" data-end="2540">Pluralismo valoriale</p>
</li>
<li data-start="2541" data-end="2562">
<p data-start="2545" data-end="2562">Visioni opposte</p>
</li>
<li data-start="2563" data-end="2589">
<p data-start="2567" data-end="2589">Differenze politiche</p>
</li>
<li data-start="2590" data-end="2608">
<p data-start="2594" data-end="2608">Intolleranza</p>
</li>
<li data-start="2609" data-end="2645">
<p data-start="2613" data-end="2645">Riconoscimento della diversità</p>
</li>
<li data-start="2646" data-end="2663">
<p data-start="2650" data-end="2663">Inclusività</p>
</li>
<li data-start="2664" data-end="2692">
<p data-start="2668" data-end="2692">Dialogo interreligioso</p>
</li>
<li data-start="2693" data-end="2717">
<p data-start="2697" data-end="2717">Rispetto reciproco</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="2719" data-end="2722" />
<h3 data-start="2724" data-end="2758"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9ea.png" alt="🧪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2731" data-end="2758">9.</strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale.  </em></strong><strong data-start="2731" data-end="2758">Esperienze e vissuti</strong></h3>
<ol start="81" data-start="2759" data-end="3015">
<li data-start="2759" data-end="2787">
<p data-start="2763" data-end="2787">Distanza esperienziale</p>
</li>
<li data-start="2788" data-end="2812">
<p data-start="2792" data-end="2812">Vissuto emozionale</p>
</li>
<li data-start="2813" data-end="2836">
<p data-start="2817" data-end="2836">Memoria culturale</p>
</li>
<li data-start="2837" data-end="2862">
<p data-start="2841" data-end="2862">Trauma comunicativo</p>
</li>
<li data-start="2863" data-end="2886">
<p data-start="2867" data-end="2886">Empatia viscerale</p>
</li>
<li data-start="2887" data-end="2914">
<p data-start="2891" data-end="2914">Percezione soggettiva</p>
</li>
<li data-start="2915" data-end="2940">
<p data-start="2919" data-end="2940">Referenti culturali</p>
</li>
<li data-start="2941" data-end="2964">
<p data-start="2945" data-end="2964">Risonanza emotiva</p>
</li>
<li data-start="2965" data-end="2992">
<p data-start="2969" data-end="2992">Differenze percettive</p>
</li>
<li data-start="2993" data-end="3015">
<p data-start="2997" data-end="3015">Mondi sensoriali</p>
</li>
</ol>
<hr data-start="3017" data-end="3020" />
<h3 data-start="3022" data-end="3060"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4c8.png" alt="📈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="3029" data-end="3060">10.</strong><strong data-start="328" data-end="363"><em data-start="80" data-end="138">Comunicazione Interculturale.  </em></strong><strong data-start="3029" data-end="3060">Applicazioni e contesti</strong></h3>
<ol start="91" data-start="3061" data-end="3362">
<li data-start="3061" data-end="3086">
<p data-start="3065" data-end="3086">Team interculturali</p>
</li>
<li data-start="3087" data-end="3120">
<p data-start="3091" data-end="3120">Negoziazione internazionale</p>
</li>
<li data-start="3121" data-end="3145">
<p data-start="3125" data-end="3145">Management globale</p>
</li>
<li data-start="3146" data-end="3177">
<p data-start="3150" data-end="3177">Interazioni professionali</p>
</li>
<li data-start="3178" data-end="3207">
<p data-start="3182" data-end="3207">Comunicazione in sanità</p>
</li>
<li data-start="3208" data-end="3236">
<p data-start="3212" data-end="3236">Intercultural coaching</p>
</li>
<li data-start="3237" data-end="3268">
<p data-start="3241" data-end="3268">Formazione interculturale</p>
</li>
<li data-start="3269" data-end="3298">
<p data-start="3273" data-end="3298">Leadership comunicativa</p>
</li>
<li data-start="3299" data-end="3329">
<p data-start="3303" data-end="3329">Comunicazione in azienda</p>
</li>
<li data-start="3330" data-end="3362">
<p data-start="3335" data-end="3362">Educazione interculturale</p>
</li>
</ol>
<h2><strong>Questionario – Comunicazione Interculturale (50 domande a risposta multipla). Verifica il tuo grado di conoscenza attuale e ripeti il questionario dopo la lettura del libro</strong></h2>
<ol>
<li><strong> Cosa si intende per comunicazione interculturale?</strong><br />
A) Comunicazione tra persone della stessa etnia<br />
B) Comunicazione all’interno di un’organizzazione<br />
C) Uso di linguaggi tecnici<br />
D) Scambio comunicativo tra persone di culture diverse</li>
<li><strong> Qual è il modello teorico principale del libro?</strong><br />
A) Modello delle Sei Fasi<br />
B) Modello delle Quattro Distanze (4DM)<br />
C) Scala di Integrazione Interculturale<br />
D) Modello di Interazione Globale</li>
<li><strong> La D3 del modello 4DM si riferisce a:</strong><br />
A) Distanze ambientali<br />
B) Distanza linguistica<br />
C) Distanze ideologiche e valoriali<br />
D) Differenze temporali</li>
<li><strong> Qual è un obiettivo centrale della comunicazione interculturale?</strong><br />
A) Parlare più lentamente<br />
B) Imporre la propria cultura<br />
C) Costruire un Common Ground<br />
D) Rimuovere le differenze</li>
<li><strong> Quale affermazione descrive meglio la D1?</strong><br />
A) Distanze valoriali<br />
B) Distanze di ruolo e identità<br />
C) Distanze legate al vissuto emozionale<br />
D) Distanze geografiche</li>
<li><strong> Il differenziale semantico è utile per:</strong><br />
A) Mappare l’autopercezione comunicativa<br />
B) Stimare l’empatia<br />
C) Misurare il ritmo di una conversazione<br />
D) Valutare la distanza ideologica</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<ol start="7">
<li><strong> Le culture ad alto contesto si caratterizzano per:</strong><br />
A) Basso uso del linguaggio corporeo<br />
B) Messaggi espliciti e diretti<br />
C) Preferenza per email e testi scritti<br />
D) Uso di comunicazione implicita</li>
<li><strong> Quale delle seguenti non è una componente del modello 4DM?</strong><br />
A) Distanza ideologica<br />
B) Distanza esperienziale<br />
C) Distanza semantica<br />
D) Distanza nei codici comunicativi</li>
<li><strong> Qual è un ostacolo tipico della comunicazione interculturale?</strong><br />
A) L’uso di metafore<br />
B) L’abuso di tecnicismi<br />
C) La lentezza del parlato<br />
D) La mancanza di consapevolezza culturale</li>
<li><strong> Il tono della voce fa parte di quale livello comunicativo?</strong><br />
A) Ideologico<br />
B) Verbale<br />
C) Esperienziale<br />
D) Paralinguistico</li>
<li><strong> La metacomunicazione è utile per:</strong><br />
A) Ignorare le emozioni<br />
B) Trasmettere contenuti nascosti<br />
C) Riflettere sul modo in cui si comunica<br />
D) Evitare ogni confronto</li>
<li><strong> Una differenza generazionale rientra in:</strong><br />
A) D3<br />
B) D2<br />
C) D1<br />
D) D4</li>
<li><strong> Cosa significa &#8220;ascolto empatico&#8221;?</strong><br />
A) Interrompere con consigli pratici<br />
B) Comprendere sia i dati che le emozioni dell’altro<br />
C) Rispondere sempre in modo assertivo<br />
D) Analizzare logicamente le parole</li>
<li><strong> La D4 del 4DM riguarda:</strong><br />
A) Le norme aziendali<br />
B) I vissuti emozionali e sensoriali<br />
C) L’abbigliamento professionale<br />
D) Le convinzioni religiose</li>
<li><strong> L’empatia relazionale si concentra su:</strong><br />
A) Il contesto geopolitico<br />
B) Il vocabolario usato<br />
C) La rete sociale significativa dell’interlocutore<br />
D) L’uso di tecnicismi</li>
<li><strong> Cosa afferma il Principio 1 del libro?</strong><br />
A) Le culture non influenzano il comportamento<br />
B) Non bisogna adattarsi mai<br />
C) Il piacere nel confronto culturale migliora la comunicazione<br />
D) La comunicazione è sempre stressante</li>
<li><strong> Quale delle seguenti è una barriera alla comunicazione interculturale?</strong><br />
A) Gli stereotipi e i pregiudizi<br />
B) L’umorismo<br />
C) Il silenzio<br />
D) L’ascolto attivo</li>
<li><strong> Il codice non verbale comprende:</strong><br />
A) Espressioni facciali e postura<br />
B) Regole grammaticali<br />
C) Tono e volume della voce<br />
D) Strutture sintattiche</li>
<li><strong> La comunicazione sensibile è:</strong><br />
A) Tecnico-specialistica<br />
B) Attenta all’empatia e al rispetto dell’altro<br />
C) Una modalità digitale avanzata<br />
D) Orientata alla superiorità culturale</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ol start="20">
<li><strong> La D2 nel modello 4DM analizza:</strong><br />
A) I codici comunicativi<br />
B) Le credenze religiose<br />
C) I ruoli familiari<br />
D) Le distanze geografiche</li>
<li><strong> L’empatia nella comunicazione interculturale serve a:</strong><br />
A) Uniformare i punti di vista<br />
B) Capire l’altro nella sua prospettiva<br />
C) Imparare a correggere chi sbaglia<br />
D) Stabilire regole universali</li>
<li><strong> Le culture a basso contesto si basano su:</strong><br />
A) Comunicazione implicita<br />
B) Tradizione orale<br />
C) Comunicazione esplicita e diretta<br />
D) Gesti e simboli</li>
<li><strong> Il concetto di &#8216;territori psicologici&#8217; riguarda:</strong><br />
A) Gli spazi fisici in ufficio<br />
B) Le zone di comfort mentale ed emotiva<br />
C) Le aree geografiche<br />
D) I sistemi legali internazionali</li>
<li><strong> Le massime conversazionali di Grice includono:</strong><br />
A) Quantità, qualità, relazione, modo<br />
B) Forma, contenuto, relazione, contesto<br />
C) Pausa, tono, ritmo, volume<br />
D) Etica, linguaggio, sintassi, semantica</li>
<li><strong> La ‘distanza del sé’ è legata a:</strong><br />
A) Il tipo di messaggio usato<br />
B) Il proprio ruolo e identità personale<br />
C) La tecnologia usata per comunicare<br />
D) La provenienza geografica</li>
<li><strong> Una comunicazione interculturale efficace richiede:</strong><br />
A) Confronto, empatia, flessibilità<br />
B) Formalità, rigore, autorità<br />
C) Traduzione automatica<br />
D) Impiego di codici giuridici</li>
<li><strong> La comunicazione simbolica include:</strong><br />
A) Sorrisi, abiti, colori<br />
B) Discorsi politici<br />
C) Regole grammaticali<br />
D) Frasi idiomatiche</li>
<li><strong> La distanza valoriale si manifesta quando:</strong><br />
A) Due persone parlano lingue diverse<br />
B) Ci sono differenze nella scala dei valori<br />
C) Si usa un tono di voce diverso<br />
D) Si cambiano i canali comunicativi</li>
<li><strong> Un buon team interculturale è caratterizzato da:</strong><br />
A) Conflitti interni permanenti<br />
B) Competenze comunicative e rispetto<br />
C) Livello gerarchico stabile<br />
D) Uso di un’unica lingua</li>
<li><strong> La distanza nei codici comunicativi può riguardare:</strong><br />
A) Differenze nei canali verbali e non verbali<br />
B) Religioni diverse<br />
C) Tempi di risposta lunghi<br />
D) Differenze salariali</li>
<li><strong> Cosa si intende per &#8216;mosse conversazionali&#8217;?</strong><br />
A) Espressioni usate solo dai giovani<br />
B) Scelte strategiche durante la comunicazione<br />
C) Domande chiuse<br />
D) Modi di camminare</li>
<li><strong> I vissuti personali rientrano nella:</strong><br />
A) D4 – Distanza esperienziale<br />
B) D2 – Codici comunicativi<br />
C) D3 – Valori<br />
D) D1 – Distanza di ruolo</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ol start="33">
<li><strong> Qual è un esempio di codice non verbale?</strong><br />
A) Una stretta di mano<br />
B) Un pronome personale<br />
C) Una congiunzione<br />
D) Un sinonimo</li>
<li><strong> La comunicazione può essere causa di stress quando:</strong><br />
A) È scritta in modo chiaro<br />
B) Viene svolta con calma<br />
C) È ricca di empatia<br />
D) Non viene compresa o fraintesa</li>
<li><strong> Le ‘culture nascoste’ di cui parla il libro si riferiscono a:</strong><br />
A) Costumi folkloristici<br />
B) Le tribù indigene<br />
C) Aspetti impliciti che influenzano la comunicazione<br />
D) Regole di galateo internazionale</li>
<li><strong> Cosa si intende per ‘zona di ascolto empatico’?</strong><br />
A) Silenzio assoluto<br />
B) Spazio acustico con eco<br />
C) Pausa comunicativa<br />
D) Livello massimo di apertura verso l’altro</li>
<li><strong> Un alto livello di consapevolezza culturale implica:</strong><br />
A) Conoscere i propri e altrui riferimenti culturali<br />
B) Rifiutare le altre culture<br />
C) Adottare uno stile aggressivo<br />
D) Usare un linguaggio tecnico</li>
<li><strong> La gestione delle emozioni nella comunicazione serve a:</strong><br />
A) Nascondere i sentimenti<br />
B) Controllare il gruppo<br />
C) Imparare a ignorare l’altro<br />
D) Migliorare la comprensione e prevenire conflitti</li>
<li><strong> La distanza esperienziale riguarda:</strong><br />
A) L’età anagrafica<br />
B) Le esperienze di vita che influenzano la comunicazione<br />
C) Il tempo trascorso online<br />
D) Il gap salariale</li>
<li><strong> Le emozioni fondamentali secondo Plutchik includono:</strong><br />
A) Gioia, paura, rabbia, tristezza<br />
B) Nostalgia, fiducia, orgoglio<br />
C) Onore, potere, gloria<br />
D) Sorpresa, pigrizia, confusione</li>
<li><strong> Il &#8216;filtro percettivo&#8217; può:</strong><br />
A) Eliminare i codici culturali<br />
B) Chiarire automaticamente i concetti<br />
C) Attivare traduzioni simultanee<br />
D) Distorcere il significato del messaggio</li>
<li><strong> La prossemica studia:</strong><br />
A) Le parole arcaiche<br />
B) Le distanze fisiche nella comunicazione<br />
C) I linguaggi dei segni<br />
D) I codici aziendali</li>
<li><strong> Le differenze archetipiche nella comunicazione derivano:</strong><br />
A) Dal tipo di università frequentata<br />
B) Dalla struttura simbolica della personalità<br />
C) Dai titoli accademici<br />
D) Dal linguaggio tecnico</li>
<li><strong> L’autoanalisi comunicativa è utile per:</strong><br />
A) Parlare senza esitazioni<br />
B) Riconoscere i propri punti di forza e debolezza<br />
C) Correggere gli altri<br />
D) Usare sinonimi adatti</li>
<li><strong> La comunicazione interculturale negativa può portare a:</strong><br />
A) Unione e alleanza<br />
B) Conflitti, incomprensione, distanza<br />
C) Amicizie durature<br />
D) Empatia immediata</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ol start="46">
<li><strong> La flessibilità comunicativa significa:</strong><br />
A) Usare solo linguaggio tecnico<br />
B) Parlare lentamente<br />
C) Evitare i silenzi<br />
D) Adattare il proprio stile a quello dell’interlocutore</li>
<li><strong> L&#8217;uso dei colori nella comunicazione simbolica può:</strong><br />
A) Creare ambiguità grammaticale<br />
B) Essere neutro per tutti<br />
C) Riguardare solo la moda<br />
D) Trasmettere significati culturali differenti</li>
<li><strong> La Ruota dei Bisogni di Jung serve a comprendere:</strong><br />
A) Gli archetipi e i bisogni emotivi<br />
B) Il comportamento online<br />
C) Le tendenze di mercato<br />
D) La preferenza di genere</li>
<li><strong> La &#8216;comunicazione sensibile&#8217; è basata su:</strong><br />
A) Dominanza culturale<br />
B) Silenzio e passività<br />
C) Empatia, rispetto, presenza emotiva<br />
D) Analisi logico-matematica</li>
<li><strong> Le memorie culturali influenzano:</strong><br />
A) Le capacità motorie<br />
B) L’accento vocale<br />
C) La percezione e interpretazione del messaggio<br />
D) Solo il modo di vestire</li>
</ol>
<blockquote><p>Vuoi metterti alla prova ancora? Ecco il Questionario 2</p></blockquote>
<h2 data-start="300" data-end="343">Questionario Comunicazione Interculturale 2, con griglia finale delle risposte corrette</h2>
<hr data-start="345" data-end="348" />
<h3 data-start="350" data-end="412">1. Che cosa si intende per “comunicazione interculturale”?</h3>
<p data-start="414" data-end="593">A) Comunicazione tra persone che parlano la stessa lingua<br data-start="471" data-end="474" />B) Comunicazione tra persone di culture diverse<br data-start="521" data-end="524" />C) Comunicazione interna di un’azienda<br data-start="562" data-end="565" />D) Comunicazione tra robot</p>
<hr data-start="595" data-end="598" />
<h3 data-start="600" data-end="679">2. Qual è una delle principali barriere nella comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="681" data-end="805">A) La distanza geografica<br data-start="706" data-end="709" />B) Le differenze culturali e di valori<br data-start="747" data-end="750" />C) La tecnologia utilizzata<br data-start="777" data-end="780" />D) La qualità del suono</p>
<hr data-start="807" data-end="810" />
<h3 data-start="812" data-end="913">3. Secondo Trevisani, quale aspetto è fondamentale per una comunicazione interculturale efficace?</h3>
<p data-start="915" data-end="1047">A) L’uso di gesti universali<br data-start="943" data-end="946" />B) L’ascolto attivo e l’empatia<br data-start="977" data-end="980" />C) L’adozione del linguaggio tecnico<br data-start="1016" data-end="1019" />D) La velocità di risposta</p>
<hr data-start="1049" data-end="1052" />
<h3 data-start="1054" data-end="1125">4. Che cosa significa “eticità” nella comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="1127" data-end="1266">A) Rispettare le norme culturali dell’altro<br data-start="1170" data-end="1173" />B) Parlare in modo veloce<br data-start="1198" data-end="1201" />C) Usare parole difficili<br data-start="1226" data-end="1229" />D) Ignorare le differenze culturali</p>
<hr data-start="1268" data-end="1271" />
<h3 data-start="1273" data-end="1336">5. Cosa si intende per “alta contestualità” in una cultura?</h3>
<p data-start="1338" data-end="1523">A) Si dà molta importanza al contesto non verbale e relazionale<br data-start="1401" data-end="1404" />B) Si usa solo la comunicazione scritta<br data-start="1443" data-end="1446" />C) Si evitano i contatti visivi<br data-start="1477" data-end="1480" />D) Si parla solo in modo diretto e chiaro</p>
<hr data-start="1525" data-end="1528" />
<h3 data-start="1530" data-end="1617">6. Qual è uno strumento utile per superare le barriere culturali secondo Trevisani?</h3>
<p data-start="1619" data-end="1781">A) La formazione e il coaching interculturale<br data-start="1664" data-end="1667" />B) L’uso esclusivo della propria lingua madre<br data-start="1712" data-end="1715" />C) Ignorare le differenze culturali<br data-start="1750" data-end="1753" />D) Parlare più velocemente</p>
<hr data-start="1783" data-end="1786" />
<h3 data-start="1788" data-end="1853">7. Che ruolo ha l’empatia nella comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="1855" data-end="2033">A) Nessuno, è irrilevante<br data-start="1880" data-end="1883" />B) Aiuta a comprendere i sentimenti e le prospettive dell’altro<br data-start="1946" data-end="1949" />C) Serve solo in ambito familiare<br data-start="1982" data-end="1985" />D) È utile solo nelle negoziazioni commerciali</p>
<hr data-start="2035" data-end="2038" />
<h3 data-start="2040" data-end="2095">8. Come si definisce “negoziazione interculturale”?</h3>
<p data-start="2097" data-end="2264">A) Contrattazione tra persone della stessa cultura<br data-start="2147" data-end="2150" />B) Processo di accordo tra persone di culture diverse<br data-start="2203" data-end="2206" />C) Discussione senza regole<br data-start="2233" data-end="2236" />D) Comunicazione tra robot</p>
<hr data-start="2266" data-end="2269" />
<h3 data-start="2271" data-end="2317">9. Cosa significa “prospettiva culturale”?</h3>
<p data-start="2319" data-end="2503">A) L’idea di come una cultura vede il mondo e interpreta eventi<br data-start="2382" data-end="2385" />B) Il luogo geografico di una cultura<br data-start="2422" data-end="2425" />C) Il numero di persone in una cultura<br data-start="2463" data-end="2466" />D) La lingua parlata da una cultura</p>
<hr data-start="2505" data-end="2508" />
<h3 data-start="2510" data-end="2577">10. In una comunicazione interculturale efficace, è importante:</h3>
<p data-start="2579" data-end="2747">A) Usare stereotipi per capire l’altro<br data-start="2617" data-end="2620" />B) Essere consapevoli delle proprie convinzioni e pregiudizi<br data-start="2680" data-end="2683" />C) Evitare del tutto il contatto<br data-start="2715" data-end="2718" />D) Parlare sempre più forte</p>
<hr data-start="2749" data-end="2752" />
<h3 data-start="2754" data-end="2827">11. Quale delle seguenti è una dimensione culturale secondo Hofstede?</h3>
<p data-start="2829" data-end="2939">A) Orientamento temporale<br data-start="2854" data-end="2857" />B) La struttura del cervello<br data-start="2885" data-end="2888" />C) Il colore della pelle<br data-start="2912" data-end="2915" />D) La musica preferita</p>
<hr data-start="2941" data-end="2944" />
<h3 data-start="2946" data-end="3016">12. Quale atteggiamento è più utile in un contesto interculturale?</h3>
<p data-start="3018" data-end="3178">A) Rigidità e fermezza sulle proprie posizioni<br data-start="3064" data-end="3067" />B) Flessibilità e apertura mentale<br data-start="3101" data-end="3104" />C) Ignoranza delle differenze<br data-start="3133" data-end="3136" />D) Sovrapposizione della propria cultura</p>
<hr data-start="3180" data-end="3183" />
<h3 data-start="3185" data-end="3251">13. La comunicazione non verbale interculturale può includere:</h3>
<p data-start="3253" data-end="3420">A) Solo la lingua parlata<br data-start="3278" data-end="3281" />B) Gesti, espressioni facciali, postura e distanza personale<br data-start="3341" data-end="3344" />C) Il tipo di abbigliamento esclusivamente<br data-start="3386" data-end="3389" />D) Solo il linguaggio scritto</p>
<hr data-start="3422" data-end="3425" />
<h3 data-start="3427" data-end="3466">14. Cosa significa “etnocentrismo”?</h3>
<p data-start="3468" data-end="3654">A) Valutare la propria cultura come superiore rispetto ad altre<br data-start="3531" data-end="3534" />B) Amare tutte le culture ugualmente<br data-start="3570" data-end="3573" />C) Essere consapevoli delle differenze culturali<br data-start="3621" data-end="3624" />D) Imparare una nuova lingua</p>
<hr data-start="3656" data-end="3659" />
<h3 data-start="3661" data-end="3746">15. Qual è un buon modo per ridurre incomprensioni in un contesto interculturale?</h3>
<p data-start="3748" data-end="3886">A) Parlare lentamente e chiedere conferme<br data-start="3789" data-end="3792" />B) Evitare domande<br data-start="3810" data-end="3813" />C) Parlare sempre in modo tecnico<br data-start="3846" data-end="3849" />D) Ignorare le differenze culturali</p>
<hr data-start="3888" data-end="3891" />
<h3 data-start="3893" data-end="3951">16. La “dimensione del potere” nelle culture riguarda:</h3>
<p data-start="3953" data-end="4118">A) Come viene distribuito il potere e l’autorità in una società<br data-start="4016" data-end="4019" />B) La forza fisica delle persone<br data-start="4051" data-end="4054" />C) La quantità di denaro posseduta<br data-start="4088" data-end="4091" />D) L’uso della tecnologia</p>
<hr data-start="4120" data-end="4123" />
<h3 data-start="4125" data-end="4198">17. Qual è l’obiettivo principale della comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="4200" data-end="4380">A) Eliminare tutte le differenze culturali<br data-start="4242" data-end="4245" />B) Favorire la comprensione e la collaborazione tra culture diverse<br data-start="4312" data-end="4315" />C) Imparare una sola lingua<br data-start="4342" data-end="4345" />D) Avere più amici internazionali</p>
<hr data-start="4382" data-end="4385" />
<h3 data-start="4387" data-end="4457">18. Qual è un esempio di differenza culturale nella comunicazione?</h3>
<p data-start="4459" data-end="4639">A) L’uso del silenzio come segnale di rispetto o disagio<br data-start="4515" data-end="4518" />B) Il numero di lettere nell’alfabeto<br data-start="4555" data-end="4558" />C) La lunghezza della parola “ciao”<br data-start="4593" data-end="4596" />D) La velocità di digitazione su tastiera</p>
<hr data-start="4641" data-end="4644" />
<h3 data-start="4646" data-end="4724">19. Qual è un effetto possibile della scarsa comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="4726" data-end="4845">A) Miglioramento dei rapporti<br data-start="4755" data-end="4758" />B) Conflitti e malintesi<br data-start="4782" data-end="4785" />C) Aumento della produttività<br data-start="4814" data-end="4817" />D) Maggiore collaborazione</p>
<hr data-start="4847" data-end="4850" />
<h3 data-start="4852" data-end="4930">20. Che cosa rappresenta il “modello delle quattro distanze” di Trevisani?</h3>
<p data-start="4932" data-end="5137">A) Quattro tipi di distanza nella comunicazione (fisica, sociale, culturale, temporale)<br data-start="5019" data-end="5022" />B) La distanza geografica tra continenti<br data-start="5062" data-end="5065" />C) La distanza tra due edifici<br data-start="5095" data-end="5098" />D) La distanza misurata in chilometri</p>
<hr data-start="5139" data-end="5142" />
<h3 data-start="5144" data-end="5206">21. Qual è un elemento chiave nel coaching interculturale?</h3>
<p data-start="5208" data-end="5351">A) Il rispetto e la valorizzazione delle differenze<br data-start="5259" data-end="5262" />B) L’imposizione delle proprie idee<br data-start="5297" data-end="5300" />C) Evitare il dialogo<br data-start="5321" data-end="5324" />D) L’ignorare le emozioni</p>
<hr data-start="5353" data-end="5356" />
<h3 data-start="5358" data-end="5423">22. In che modo la cultura influenza la percezione del tempo?</h3>
<p data-start="5425" data-end="5632">A) Alcune culture sono orientate al futuro, altre al presente o al passato<br data-start="5499" data-end="5502" />B) Tutte le culture percepiscono il tempo allo stesso modo<br data-start="5560" data-end="5563" />C) Il tempo è sempre ignorato<br data-start="5592" data-end="5595" />D) Il tempo non ha alcuna influenza</p>
<hr data-start="5634" data-end="5637" />
<h3 data-start="5639" data-end="5709">23. Quale di questi è un esempio di cultura ad alta contestualità?</h3>
<p data-start="5711" data-end="5769">A) Giappone<br data-start="5722" data-end="5725" />B) Stati Uniti<br data-start="5739" data-end="5742" />C) Germania<br data-start="5753" data-end="5756" />D) Svizzera</p>
<hr data-start="5771" data-end="5774" />
<h3 data-start="5776" data-end="5838">24. La “dimensione individualismo/collettivismo” riguarda:</h3>
<p data-start="5840" data-end="6006">A) L’importanza data all’individuo o al gruppo nella società<br data-start="5900" data-end="5903" />B) La quantità di individui in una nazione<br data-start="5945" data-end="5948" />C) L’altezza media delle persone<br data-start="5980" data-end="5983" />D) Il tipo di governo</p>
<hr data-start="6008" data-end="6011" />
<h3 data-start="6013" data-end="6081">25. Per migliorare la comunicazione interculturale è importante:</h3>
<p data-start="6083" data-end="6243">A) Sviluppare consapevolezza culturale e sensibilità<br data-start="6135" data-end="6138" />B) Imporre la propria cultura<br data-start="6167" data-end="6170" />C) Evitare contatti con culture diverse<br data-start="6209" data-end="6212" />D) Parlare più forte e veloce</p>
<hr data-start="6245" data-end="6248" />
<h3 data-start="6250" data-end="6315">26. Quale strategia aiuta a gestire lo stress interculturale?</h3>
<p data-start="6317" data-end="6476">A) Evitare il contatto con altre culture<br data-start="6357" data-end="6360" />B) Preparazione, conoscenza e supporto emotivo<br data-start="6406" data-end="6409" />C) Ignorare le proprie emozioni<br data-start="6440" data-end="6443" />D) Lavorare da soli senza aiuto</p>
<hr data-start="6478" data-end="6481" />
<h3 data-start="6483" data-end="6543">27. La “comunicazione strategica interculturale” mira a:</h3>
<p data-start="6545" data-end="6746">A) Manipolare l’altro per i propri interessi<br data-start="6589" data-end="6592" />B) Creare relazioni efficaci e collaborative tra culture diverse<br data-start="6656" data-end="6659" />C) Ignorare le diversità culturali<br data-start="6693" data-end="6696" />D) Avere un vantaggio competitivo solo economico</p>
<hr data-start="6748" data-end="6751" />
<h3 data-start="6753" data-end="6800">28. Che cosa significa “prospettiva emica”?</h3>
<p data-start="6802" data-end="6988">A) Comprendere la cultura dal punto di vista interno, degli appartenenti<br data-start="6874" data-end="6877" />B) Osservare una cultura dall’esterno<br data-start="6914" data-end="6917" />C) Ignorare le differenze culturali<br data-start="6952" data-end="6955" />D) Parlare una lingua straniera</p>
<hr data-start="6990" data-end="6993" />
<h3 data-start="6995" data-end="7079">29. Quale tra questi è un vantaggio della comunicazione interculturale efficace?</h3>
<p data-start="7081" data-end="7238">A) Maggiore conflitto<br data-start="7102" data-end="7105" />B) Opportunità di apprendimento e crescita personale<br data-start="7157" data-end="7160" />C) Limitazione delle relazioni sociali<br data-start="7198" data-end="7201" />D) Riduzione del numero di contatti</p>
<hr data-start="7240" data-end="7243" />
<h3 data-start="7245" data-end="7340">30. Che cosa rappresenta il concetto di “dimensione mascolinità/femminilità” nelle culture?</h3>
<p data-start="7342" data-end="7534">A) Ruoli e valori associati a caratteristiche considerate maschili o femminili<br data-start="7420" data-end="7423" />B) Il numero di uomini e donne in una società<br data-start="7468" data-end="7471" />C) Il tipo di abbigliamento usato<br data-start="7504" data-end="7507" />D) La struttura familiare</p>
<hr data-start="7536" data-end="7539" />
<h3 data-start="7541" data-end="7620">31. In che modo il coaching può supportare la comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="7622" data-end="7791">A) Aiutando a sviluppare competenze emotive e relazionali<br data-start="7679" data-end="7682" />B) Impedendo il dialogo<br data-start="7705" data-end="7708" />C) Insegnando solo regole grammaticali<br data-start="7746" data-end="7749" />D) Evitando l’incontro con altre culture</p>
<hr data-start="7793" data-end="7796" />
<h3 data-start="7798" data-end="7847">32. La comunicazione interculturale richiede:</h3>
<p data-start="7849" data-end="8007">A) Solo conoscenze linguistiche<br data-start="7880" data-end="7883" />B) Competenze comunicative, empatia e adattabilità<br data-start="7933" data-end="7936" />C) Ignorare le differenze culturali<br data-start="7971" data-end="7974" />D) Parlare solo in lingua madre</p>
<hr data-start="8009" data-end="8012" />
<h3 data-start="8014" data-end="8089">33. La “prospettiva etica” nella comunicazione interculturale riguarda:</h3>
<p data-start="8091" data-end="8234">A) Il rispetto reciproco e la responsabilità morale<br data-start="8142" data-end="8145" />B) L’uso di tecnologie avanzate<br data-start="8176" data-end="8179" />C) Parlare sempre più forte<br data-start="8206" data-end="8209" />D) Ignorare il contesto</p>
<hr data-start="8236" data-end="8239" />
<h3 data-start="8241" data-end="8333">34. Qual è un fattore che può migliorare l’efficacia della comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="8335" data-end="8445">A) Pre-giudizi<br data-start="8349" data-end="8352" />B) Educazione e sensibilizzazione culturale<br data-start="8395" data-end="8398" />C) Rigidità mentale<br data-start="8417" data-end="8420" />D) Velocità nel parlare</p>
<hr data-start="8447" data-end="8450" />
<h3 data-start="8452" data-end="8521">35. Cosa significa “comunicazione ad alta o bassa contestualità”?</h3>
<p data-start="8523" data-end="8718">A) Quanto la comunicazione dipende dal contesto non verbale o dal messaggio esplicito<br data-start="8608" data-end="8611" />B) Quanto è rumorosa la comunicazione<br data-start="8648" data-end="8651" />C) Il numero di parole usate<br data-start="8679" data-end="8682" />D) La velocità della comunicazione</p>
<hr data-start="8720" data-end="8723" />
<h3 data-start="8725" data-end="8802">36. Qual è un esempio di comportamento rispettoso in una cultura diversa?</h3>
<p data-start="8804" data-end="8962">A) Chiedere sempre prima di entrare in una casa<br data-start="8851" data-end="8854" />B) Parlare ad alta voce senza pause<br data-start="8889" data-end="8892" />C) Ignorare le consuetudini locali<br data-start="8926" data-end="8929" />D) Fare battute sul cibo locale</p>
<hr data-start="8964" data-end="8967" />
<h3 data-start="8969" data-end="9013">37. La consapevolezza culturale implica:</h3>
<p data-start="9015" data-end="9165">A) Conoscere solo la propria cultura<br data-start="9051" data-end="9054" />B) Riconoscere e rispettare le differenze culturali<br data-start="9105" data-end="9108" />C) Evitare culture diverse<br data-start="9134" data-end="9137" />D) Parlare solo una lingua</p>
<hr data-start="9167" data-end="9170" />
<h3 data-start="9172" data-end="9234">38. Quale è un rischio della comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="9236" data-end="9342">A) Malintesi e stereotipi<br data-start="9261" data-end="9264" />B) Maggiore intesa immediata<br data-start="9292" data-end="9295" />C) Aumento delle amicizie<br data-start="9320" data-end="9323" />D) Nessun rischio</p>
<hr data-start="9344" data-end="9347" />
<h3 data-start="9349" data-end="9413">39. Che cosa può facilitare una negoziazione interculturale?</h3>
<p data-start="9415" data-end="9548">A) Preparazione e rispetto delle differenze culturali<br data-start="9468" data-end="9471" />B) Imporre la propria cultura<br data-start="9500" data-end="9503" />C) Evitare il dialogo<br data-start="9524" data-end="9527" />D) Ignorare l’altro</p>
<hr data-start="9550" data-end="9553" />
<h3 data-start="9555" data-end="9621">40. Cosa indica il concetto di “feedback” nella comunicazione?</h3>
<p data-start="9623" data-end="9760">A) La risposta o reazione al messaggio ricevuto<br data-start="9670" data-end="9673" />B) Il volume della voce<br data-start="9696" data-end="9699" />C) La durata del messaggio<br data-start="9725" data-end="9728" />D) La quantità di parole usate</p>
<hr data-start="9762" data-end="9765" />
<h3 data-start="9767" data-end="9856">41. Nella comunicazione interculturale, che cosa è importante riguardo alle emozioni?</h3>
<p data-start="9858" data-end="9994">A) Riconoscerle e gestirle consapevolmente<br data-start="9900" data-end="9903" />B) Nasconderle sempre<br data-start="9924" data-end="9927" />C) Ignorarle completamente<br data-start="9953" data-end="9956" />D) Esprimerle sempre in modo diretto</p>
<hr data-start="9996" data-end="9999" />
<h3 data-start="10001" data-end="10057">42. La distanza personale nelle culture può variare:</h3>
<p data-start="10059" data-end="10217">A) Sì, alcune culture preferiscono più vicinanza, altre più spazio personale<br data-start="10135" data-end="10138" />B) No, è uguale ovunque<br data-start="10161" data-end="10164" />C) Solo in base all’età<br data-start="10187" data-end="10190" />D) Solo in base al genere</p>
<hr data-start="10219" data-end="10222" />
<h3 data-start="10224" data-end="10295">43. Che cosa significa “prospettiva etica” in senso interculturale?</h3>
<p data-start="10297" data-end="10456">A) Considerare valori e norme morali comuni e rispettare diversità<br data-start="10363" data-end="10366" />B) Ignorare i valori dell’altro<br data-start="10397" data-end="10400" />C) Imporre i propri valori<br data-start="10426" data-end="10429" />D) Evitare ogni confronto</p>
<hr data-start="10458" data-end="10461" />
<h3 data-start="10463" data-end="10542">44. Qual è un approccio efficace nella gestione delle differenze culturali?</h3>
<p data-start="10544" data-end="10659">A) Dialogo aperto e ascolto attivo<br data-start="10578" data-end="10581" />B) Imporsi con autorità<br data-start="10604" data-end="10607" />C) Evitare le discussioni<br data-start="10632" data-end="10635" />D) Ignorare i problemi</p>
<hr data-start="10661" data-end="10664" />
<h3 data-start="10666" data-end="10742">45. Quale comportamento è da evitare in una negoziazione interculturale?</h3>
<p data-start="10744" data-end="10864">A) Usare stereotipi e pregiudizi<br data-start="10776" data-end="10779" />B) Mostrare rispetto per l’altro<br data-start="10811" data-end="10814" />C) Prepararsi bene<br data-start="10832" data-end="10835" />D) Ascoltare con attenzione</p>
<hr data-start="10866" data-end="10869" />
<h3 data-start="10871" data-end="10938">46. Come può influire la cultura sulla percezione del successo?</h3>
<p data-start="10940" data-end="11091">A) Le culture possono definire il successo in modi diversi<br data-start="10998" data-end="11001" />B) Tutti pensano allo stesso modo<br data-start="11034" data-end="11037" />C) Il successo è sempre economico<br data-start="11070" data-end="11073" />D) Non influisce</p>
<hr data-start="11093" data-end="11096" />
<h3 data-start="11098" data-end="11145">47. Che cosa significa “metacomunicazione”?</h3>
<p data-start="11147" data-end="11280">A) Comunicare riguardo alla comunicazione stessa<br data-start="11195" data-end="11198" />B) Parlare ad alta voce<br data-start="11221" data-end="11224" />C) Usare linguaggio tecnico<br data-start="11251" data-end="11254" />D) Ignorare il messaggio</p>
<hr data-start="11282" data-end="11285" />
<h3 data-start="11287" data-end="11366">48. Perché è importante evitare stereotipi in comunicazione interculturale?</h3>
<p data-start="11368" data-end="11514">A) Perché possono generare malintesi e pregiudizi<br data-start="11417" data-end="11420" />B) Perché facilitano il dialogo<br data-start="11451" data-end="11454" />C) Perché sono sempre corretti<br data-start="11484" data-end="11487" />D) Perché sono divertenti</p>
<hr data-start="11516" data-end="11519" />
<h3 data-start="11521" data-end="11582">49. Quale abilità è cruciale per un coach interculturale?</h3>
<p data-start="11584" data-end="11706">A) Ascolto empatico e adattamento culturale<br data-start="11627" data-end="11630" />B) Parlare velocemente<br data-start="11652" data-end="11655" />C) Usare termini tecnici<br data-start="11679" data-end="11682" />D) Ignorare il cliente</p>
<hr data-start="11708" data-end="11711" />
<h3 data-start="11713" data-end="11795">50. Qual è il primo passo per migliorare la propria competenza interculturale?</h3>
<p data-start="11797" data-end="11971">A) Riconoscere i propri pregiudizi e limiti culturali<br data-start="11850" data-end="11853" />B) Imparare una nuova lingua senza altro<br data-start="11893" data-end="11896" />C) Evitare contatti con culture diverse<br data-start="11935" data-end="11938" />D) Parlare solo in modo diretto</p>
<hr data-start="11973" data-end="11976" />
<h1 data-start="11978" data-end="12005">Griglia risposte corrette</h1>
<div class="_tableContainer_16hzy_1">
<div class="_tableWrapper_16hzy_14 group flex w-fit flex-col-reverse" tabindex="-1">
<table class="w-fit min-w-(--thread-content-width)" data-start="12007" data-end="13670">
<thead data-start="12007" data-end="12038">
<tr data-start="12007" data-end="12038">
<th data-start="12007" data-end="12017" data-col-size="sm">Domanda</th>
<th data-start="12017" data-end="12038" data-col-size="sm">Risposta corretta</th>
</tr>
</thead>
<tbody data-start="12071" data-end="13670">
<tr data-start="12071" data-end="12102">
<td data-start="12071" data-end="12081" data-col-size="sm">1</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12081" data-end="12102">B</td>
</tr>
<tr data-start="12103" data-end="12134">
<td data-start="12103" data-end="12113" data-col-size="sm">2</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12113" data-end="12134">B</td>
</tr>
<tr data-start="12135" data-end="12166">
<td data-start="12135" data-end="12145" data-col-size="sm">3</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12145" data-end="12166">B</td>
</tr>
<tr data-start="12167" data-end="12198">
<td data-start="12167" data-end="12177" data-col-size="sm">4</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12177" data-end="12198">A</td>
</tr>
<tr data-start="12199" data-end="12230">
<td data-start="12199" data-end="12209" data-col-size="sm">5</td>
<td data-start="12209" data-end="12230" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="12231" data-end="12262">
<td data-start="12231" data-end="12241" data-col-size="sm">6</td>
<td data-start="12241" data-end="12262" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="12263" data-end="12294">
<td data-start="12263" data-end="12273" data-col-size="sm">7</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12273" data-end="12294">B</td>
</tr>
<tr data-start="12295" data-end="12326">
<td data-start="12295" data-end="12305" data-col-size="sm">8</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12305" data-end="12326">B</td>
</tr>
<tr data-start="12327" data-end="12358">
<td data-start="12327" data-end="12337" data-col-size="sm">9</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12337" data-end="12358">A</td>
</tr>
<tr data-start="12359" data-end="12390">
<td data-start="12359" data-end="12369" data-col-size="sm">10</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12369" data-end="12390">B</td>
</tr>
<tr data-start="12391" data-end="12422">
<td data-start="12391" data-end="12401" data-col-size="sm">11</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12401" data-end="12422">A</td>
</tr>
<tr data-start="12423" data-end="12454">
<td data-start="12423" data-end="12433" data-col-size="sm">12</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12433" data-end="12454">B</td>
</tr>
<tr data-start="12455" data-end="12486">
<td data-start="12455" data-end="12465" data-col-size="sm">13</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12465" data-end="12486">B</td>
</tr>
<tr data-start="12487" data-end="12518">
<td data-start="12487" data-end="12497" data-col-size="sm">14</td>
<td data-start="12497" data-end="12518" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="12519" data-end="12550">
<td data-start="12519" data-end="12529" data-col-size="sm">15</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12529" data-end="12550">A</td>
</tr>
<tr data-start="12551" data-end="12582">
<td data-start="12551" data-end="12561" data-col-size="sm">16</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12561" data-end="12582">A</td>
</tr>
<tr data-start="12583" data-end="12614">
<td data-start="12583" data-end="12593" data-col-size="sm">17</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12593" data-end="12614">B</td>
</tr>
<tr data-start="12615" data-end="12646">
<td data-start="12615" data-end="12625" data-col-size="sm">18</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12625" data-end="12646">A</td>
</tr>
<tr data-start="12647" data-end="12678">
<td data-start="12647" data-end="12657" data-col-size="sm">19</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12657" data-end="12678">B</td>
</tr>
<tr data-start="12679" data-end="12710">
<td data-start="12679" data-end="12689" data-col-size="sm">20</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12689" data-end="12710">A</td>
</tr>
<tr data-start="12711" data-end="12742">
<td data-start="12711" data-end="12721" data-col-size="sm">21</td>
<td data-start="12721" data-end="12742" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="12743" data-end="12774">
<td data-start="12743" data-end="12753" data-col-size="sm">22</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12753" data-end="12774">A</td>
</tr>
<tr data-start="12775" data-end="12806">
<td data-start="12775" data-end="12785" data-col-size="sm">23</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12785" data-end="12806">A</td>
</tr>
<tr data-start="12807" data-end="12838">
<td data-start="12807" data-end="12817" data-col-size="sm">24</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12817" data-end="12838">A</td>
</tr>
<tr data-start="12839" data-end="12870">
<td data-start="12839" data-end="12849" data-col-size="sm">25</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12849" data-end="12870">A</td>
</tr>
<tr data-start="12871" data-end="12902">
<td data-start="12871" data-end="12881" data-col-size="sm">26</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12881" data-end="12902">B</td>
</tr>
<tr data-start="12903" data-end="12934">
<td data-start="12903" data-end="12913" data-col-size="sm">27</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12913" data-end="12934">B</td>
</tr>
<tr data-start="12935" data-end="12966">
<td data-start="12935" data-end="12945" data-col-size="sm">28</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12945" data-end="12966">A</td>
</tr>
<tr data-start="12967" data-end="12998">
<td data-start="12967" data-end="12977" data-col-size="sm">29</td>
<td data-col-size="sm" data-start="12977" data-end="12998">B</td>
</tr>
<tr data-start="12999" data-end="13030">
<td data-start="12999" data-end="13009" data-col-size="sm">30</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13009" data-end="13030">A</td>
</tr>
<tr data-start="13031" data-end="13062">
<td data-start="13031" data-end="13041" data-col-size="sm">31</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13041" data-end="13062">A</td>
</tr>
<tr data-start="13063" data-end="13094">
<td data-start="13063" data-end="13073" data-col-size="sm">32</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13073" data-end="13094">B</td>
</tr>
<tr data-start="13095" data-end="13126">
<td data-start="13095" data-end="13105" data-col-size="sm">33</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13105" data-end="13126">A</td>
</tr>
<tr data-start="13127" data-end="13158">
<td data-start="13127" data-end="13137" data-col-size="sm">34</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13137" data-end="13158">B</td>
</tr>
<tr data-start="13159" data-end="13190">
<td data-start="13159" data-end="13169" data-col-size="sm">35</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13169" data-end="13190">A</td>
</tr>
<tr data-start="13191" data-end="13222">
<td data-start="13191" data-end="13201" data-col-size="sm">36</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13201" data-end="13222">A</td>
</tr>
<tr data-start="13223" data-end="13254">
<td data-start="13223" data-end="13233" data-col-size="sm">37</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13233" data-end="13254">B</td>
</tr>
<tr data-start="13255" data-end="13286">
<td data-start="13255" data-end="13265" data-col-size="sm">38</td>
<td data-start="13265" data-end="13286" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="13287" data-end="13318">
<td data-start="13287" data-end="13297" data-col-size="sm">39</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13297" data-end="13318">A</td>
</tr>
<tr data-start="13319" data-end="13350">
<td data-start="13319" data-end="13329" data-col-size="sm">40</td>
<td data-start="13329" data-end="13350" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="13351" data-end="13382">
<td data-start="13351" data-end="13361" data-col-size="sm">41</td>
<td data-start="13361" data-end="13382" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="13383" data-end="13414">
<td data-start="13383" data-end="13393" data-col-size="sm">42</td>
<td data-start="13393" data-end="13414" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="13415" data-end="13446">
<td data-start="13415" data-end="13425" data-col-size="sm">43</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13425" data-end="13446">A</td>
</tr>
<tr data-start="13447" data-end="13478">
<td data-start="13447" data-end="13457" data-col-size="sm">44</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13457" data-end="13478">A</td>
</tr>
<tr data-start="13479" data-end="13510">
<td data-start="13479" data-end="13489" data-col-size="sm">45</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13489" data-end="13510">A</td>
</tr>
<tr data-start="13511" data-end="13542">
<td data-start="13511" data-end="13521" data-col-size="sm">46</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13521" data-end="13542">A</td>
</tr>
<tr data-start="13543" data-end="13574">
<td data-start="13543" data-end="13553" data-col-size="sm">47</td>
<td data-start="13553" data-end="13574" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="13575" data-end="13606">
<td data-start="13575" data-end="13585" data-col-size="sm">48</td>
<td data-start="13585" data-end="13606" data-col-size="sm">A</td>
</tr>
<tr data-start="13607" data-end="13638">
<td data-start="13607" data-end="13617" data-col-size="sm">49</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13617" data-end="13638">A</td>
</tr>
<tr data-start="13639" data-end="13670">
<td data-start="13639" data-end="13649" data-col-size="sm">50</td>
<td data-col-size="sm" data-start="13649" data-end="13670">A</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-interculturale-comunicazione-sensibile-esce-il-nuovo-libro-di-daniele-trevisani/">Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile. Esce il nuovo libro di Daniele Trevisani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-interculturale-comunicazione-sensibile-esce-il-nuovo-libro-di-daniele-trevisani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vendita in team: il valore dell&#8217;atteggiamento</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/vendita-in-team-il-valore-dellatteggiamento/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/vendita-in-team-il-valore-dellatteggiamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 09:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento positivo]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia reciproca]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting (obiettivi)]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro di squadra]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership condivisa]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Prestazioni di squadra]]></category>
		<category><![CDATA[problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza di gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Sinergia]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto reciproco]]></category>
		<category><![CDATA[Valore dell'atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Vendita in team]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26848</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Chi è ottimista e positivo trasferisce questi suoi atteggiamenti positivi al cliente e crea un clima di acquisto favorevole alla vendita. Questo è fuori di dubbio. Lo scopo primario dello PsyCap &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vendita-in-team-il-valore-dellatteggiamento/">Vendita in team: il valore dell&#8217;atteggiamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è ottimista e positivo trasferisce questi suoi atteggiamenti positivi al cliente e crea un clima di acquisto favorevole alla vendita. Questo è fuori di dubbio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo primario dello PsyCap è quello di incrementare le performance di vendita. Tuttavia, i venditori e funzionari di vendita con livelli elevati di PsyCap manifestano anche altri atteggiamenti positivi sul lavoro, come la soddisfazione e l’impegno (Luthans, Yousef e Avolio, 2007) ed hanno maggiori abilità nel gestire lo stress.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I livelli di stress più bassi e la maggiore soddisfazione derivante dal lavoro di vendita sono collegati direttamente ad una migliore performance di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I venditori con maggiore grado di PsyCap si aspettano che sul lavoro accadano eventi positivi (ottimismo), credono di poter essi stessi creare il proprio successo (efficacia e speranza), e assorbono con maggiore efficacia i dinieghi e gli insuccessi (resilienza), quando comparati con venditori dal basso livello di PsyCap.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non deve quindi sorprendere che i venditori con alto livello di PsyCap dichiarino di essere più soddisfatti del loro lavoro, siano più dotati di leadership e quindi possano arrivare con più probabilità a livelli di direzione vendite, e siano migliori partner con cui lavorare nelle aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I venditori con alto livello di PsyCap sono anche meno interessati a cambiare lavoro perché sanno trovare il successo ovunque operino, hanno minori livelli di turnover e sanno combattere per ottenere il successo di vendita, cliente dopo cliente, anziché lasciar andare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha alti livelli di PsyCap è più in grado di gestire le redini del proprio destino e vede un futuro positivo (Seligman, 1988), sino al punto di auto-candidarsi per gestire i clienti e i progetti più sfidanti e impegnativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il Capitale Psicologico pervade un intero team, il successo è molto più probabile di quando una sola persona ne è dotata. Questo per via del “contagio psicologico positivo” che si crea nel team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un secondo punto è il concetto della “intra-prenditorialità”, essere imprenditori di sé stessi nella professione di vendita. L’intraprenditorialità è un fattore di successo sia individuale che del team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvento della concorrenza globale e gli intensi cambiamenti nell&#8217;ambiente esterno, affinché le imprese possano sopravvivere e svilupparsi, in particolare per mantenere la crescita continua, le imprese devono mantenere lo spirito imprenditoriale e condurre intraprenditorialità. Il team intraprendente è una garanzia fondamentale per l&#8217;implementazione di successo dell&#8217;intraprenditorialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un centro fitness, o in una piscina, così come in un’intera azienda, tutti ma veramente tutti i collaboratori andrebbero formati allo PsyCap e ad una buona comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci si trova spesso di fronte a battute d&#8217;arresto o fallimenti, ma i team intraprenditoriali si mantengono ottimisti nella maggior parte dei casi. Prima di tutto, non ammettono di essere sconfitti, considerano i fallimenti una battuta d&#8217;arresto temporanea, imparano da loro e li risolvono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fallimento non è un motivo per ritirarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In secondo luogo, pensano di voler essere responsabili del proprio destino. Affrontando i propri errori e fallimenti in modo obiettivo, i team intraprenditoriali hanno imparato come evitare di ripetere gli stessi errori, il che a sua volta li aiuta a raggiungere un ulteriore successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In accordo con i punti di vista di Luthans, Youssef e Avolio, lo PsyCap si riferisce agli &#8220;stati di sviluppo psicologico positivo degli individui&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I team intraprendenti hanno un alto livello di autoefficacia, rimangono ottimisti nel processo di sviluppo aziendale e nutrono un alto livello di speranza, mostrano la relativamente forte resilienza nel processo di raggiungimento degli obiettivi del team, che sicuramente guiderà il team intraprenditoriale a migliorare costantemente e apprendere un certo tipo di conoscenze tecniche specialistiche e abilità necessarie alle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà inoltre pratica comune prendere l&#8217;iniziativa di dotarsi delle informazioni utili per i progetti e obiettivi e comprendere e acquisire consapevolmente l&#8217;essenza delle conoscenze e abilità tecniche attraverso la pratica. Ogni azienda e ogni club devono combinare insieme conoscenza, informazione e saggezza, in modo da promuovere il livello di capitale umano a livello aziendale e aumentare le capacità di vendita complessive dell&#8217;impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita in team</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamento positivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Collaborazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione efficace</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro di squadra</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia reciproca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Goal setting (obiettivi)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leadership condivisa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinergia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore dell&#8217;atteggiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem solving</p>



<p class="wp-block-paragraph">Supporto reciproco</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resilienza di gruppo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creatività</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione dei conflitti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prestazioni di squadra</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cultura aziendale</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vendita-in-team-il-valore-dellatteggiamento/">Vendita in team: il valore dell&#8217;atteggiamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/vendita-in-team-il-valore-dellatteggiamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gestire lo stress. Il Modello HPM</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-modello-hpm/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-modello-hpm/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 09:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[libro Gestire lo Stress e migliorare i rapporti umani]]></category>
		<category><![CDATA[News & Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Abilità di problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Abitudini sane]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Arte terapia]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[auto accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-compassione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-realizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[autocontrollo]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[Autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[autovalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità di adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamenti salutari]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Confronto costruttivo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza delle risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Coping]]></category>
		<category><![CDATA[Coping efficace]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Danza terapia]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Determinanti]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione alla salute]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[Espressione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori di protezione]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori di rischio]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Identificazione delle risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Igiene mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Limitazione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[modello HPM]]></category>
		<category><![CDATA[Momenti di piacere]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Musica terapia]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Orientamento al futuro]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[priorità]]></category>
		<category><![CDATA[Relaxation]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni sane]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rete di sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca dell'equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca di aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Ricompense]]></category>
		<category><![CDATA[Rilassamento progressivo]]></category>
		<category><![CDATA[risorse personali]]></category>
		<category><![CDATA[risposta allo stress]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[soddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sani]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[Stressors]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto degli amici]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto familiare]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie di rilassamento]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[Utilizzo delle risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Visualizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=28399</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il modello HPM per gestire lo stress ©Copyright Dott. Daniele Trevisani e Capponi Editore dal libro “Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani”. Lo stress è una causa sia di patologie fisiche che di “danni alle relazioni”, e nel Metodo HPM ci impegniamo a farlo diventare un alleato piuttosto che un nemico invincibile. Come &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-modello-hpm/">Gestire lo stress. Il Modello HPM</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il modello HPM per gestire lo stress</h1>
<p><strong>©Copyright <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Dott. Daniele Trevisani</a> e Capponi Editore dal libro “<a href="https://amzn.to/49mxT4S" target="_blank" rel="noopener">Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani</a>”.</strong></p>
<p>Lo stress è una causa sia di patologie fisiche che di “danni alle relazioni”, e nel Metodo HPM ci impegniamo a farlo diventare un alleato piuttosto che un nemico invincibile. Come evidenziano Yaribeygi ed altri ricercatori<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>:</p>
<blockquote><p><em>Qualsiasi stimolo intrinseco o estrinseco che evoca una risposta biologica è noto come stress. Le risposte compensatorie a questi stress sono note come risposte allo stress. In base al tipo, al momento e alla gravità dello stimolo applicato, lo stress può esercitare diverse azioni sull&#8217;organismo che vanno dalle alterazioni dell&#8217;omeostasi fino a effetti potenzialmente letali e mortali. In molti casi le complicanze fisiopatologiche della malattia derivano dallo stress e i soggetti esposti allo stress, ad es. coloro che lavorano o vivono in ambienti stressanti, hanno una maggiore probabilità di contrarre molti disturbi. Lo stress può essere un fattore scatenante o aggravante per molte malattie e condizioni patologiche.</em></p></blockquote>
<p><em> </em>Fare sì che lo stress non ci sovrasti o rovini le nostre relazioni umane è uno degli obiettivi primari del Metodo HPM. Il Metodo HPM è centrato su sei tipi di energie umane, energie specifiche di diversi settori o “celle di lavoro”, sulle quali è possibile intervenire efficacemente.</p>
<h2>Concetti fondamentali: la visione della persona come sistema energetico</h2>
<p>Il metodo HPM (Human Potential Modeling) contiene una concezione dell’uomo come articolazione di energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni o obiettivi.</p>
<p>Il modello si presta ottimamente ad individuare sei grandi tipologie di stress che possono colpirci, magari a nostra insaputa, e le relative azioni antistress.</p>
<p>Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro” sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò che significa progredire, nel suo senso più profondo.</p>
<blockquote><p><em>“Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.”</em></p>
<p><em>ALBERT EINSTEIN</em></p></blockquote>
<p>“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali.</p>
<p>L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere.</p>
<p>Prendere piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è un’operazione che ha una propria sacralità, al di là del risultato numerico o professionale che ne può derivare. Lo stress, inoltre, si “annida” in una o più di queste sei celle e saperlo individuare è estremamente utile per attivare le reazioni antistress giuste.</p>
<p>Capire questo è essenziale oggi per fare del training aziendale serio, essere ricercatori o insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel <em>focusing</em> (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina una persona o un’organizzazione, intesa come complesso di energie circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale.</p>
<p>Il metodo si applica anche alle relazioni interpersonali, tra colleghi o in famiglia, e ovunque vi siano relazioni umane.</p>
<p>Il metodo HPM raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni). Li considera aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire, ma anche possibili aree di stress.</p>
<p>A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.</p>
<p>Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene poi approfondita, ma sicuramente non esaurita.</p>
<p>Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile.</p>
<p>Figura 1 – Esposizione grafica del modello HPM</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-27561" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm.png" alt="modello hpm per gestire lo stress" width="638" height="483" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm.png 540w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-300x227.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-175x133.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-450x341.png 450w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /><span style="color: var(--text-color); font-size: 15px; letter-spacing: var(--text-tracking);">Potenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori. Quando lo stress colpisce una di queste sei celle e non vi sono azioni di risposta, l’intero sistema può soffrirne sino a crollare.</span></p>
<p>Nel modello si parte dal basso, dalle energie fisiche e mentali.</p>
<p>Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.</p>
<p>Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani esistenziali superiori, ricercare, crescere.</p>
<p>Possiamo soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.</p>
<p>Si tratta di un lavoro che va fatto con spirito di gioia e di liberazione, quindi non vedendolo come obbligo ma con entusiasmo, come una grande opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>“L&#8217;entusiasmo è alla base di tutti i progressi.”</em></p>
<p><em>HENRY FORD</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa. La mancanza di energia in una o più delle sei celle costituisce invece un problema e crea stress, ma la buona notizia è che lo possiamo affrontare.</p>
<p>Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono disporre di uno stato di carica variabile e funzionare bene o male, con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia.</p>
<p>Per analizzare il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o intellettuale ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo bisogno di localizzare <strong>quali sono i micro e macro-distretti su cui lo stress può agire</strong> e come questi interagiscono tra di loro.</p>
<p>Dobbiamo anche saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare al generale, e viceversa.</p>
<p>Esponiamo nel prossimo post una breve sintesi di quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:</p>
<p>___</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Yaribeygi H, Panahi Y, Sahraei H, Johnston TP, Sahebkar A. The impact of stress on body function: A review. EXCLI J. 2017 Jul 21;16:1057-1072.</p>
<p>©Copyright dott. Daniele Trevisani <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></p>
<p>e Franco Angeli editore, Milano</p>
<p><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, Leadership, disponibili in questi siti e link:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>
<p><strong>Altre risorse online</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>(Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
<h2>Semantica Articolo Gestire lo stress. Il Modello HPM</h2>
<ul>
<li>Modello HPM</li>
<li>Stress</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Salute</li>
<li>Benessere</li>
<li>Autonomia</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Comportamenti salutari</li>
<li>Risorse personali</li>
<li>Capacità di adattamento</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Percezione</li>
<li>Sfide</li>
<li>Bilancio</li>
<li>Equilibrio</li>
<li>Fattori di protezione</li>
<li>Fattori di rischio</li>
<li>Interventi</li>
<li>Strategie</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Obiettivi</li>
<li>Determinanti</li>
<li>Cambiamento comportamentale</li>
<li>Consapevolezza</li>
<li>Educazione alla salute</li>
<li>Prevenzione</li>
<li>Coping</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Coping efficace</li>
<li>Stressors</li>
<li>Risposta allo stress</li>
<li>Emozioni</li>
<li>Ansia</li>
<li>Depressione</li>
<li>Autocontrollo</li>
<li>Relaxation</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Respirazione</li>
<li>Yoga</li>
<li>Meditazione</li>
<li>Esercizio fisico</li>
<li>Alimentazione sana</li>
<li>Sonno</li>
<li>Tempo di qualità</li>
<li>Ricompense</li>
<li>Autostima</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Fiducia</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Relazioni sane</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Supporto familiare</li>
<li>Supporto degli amici</li>
<li>Rete di sostegno</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Pianificazione</li>
<li>Priorità</li>
<li>Organizzazione</li>
<li>Abilità di problem solving</li>
<li>Flessibilità</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Espressione emotiva</li>
<li>Confronto</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Consapevolezza delle risorse</li>
<li>Identificazione delle risorse</li>
<li>Utilizzo delle risorse</li>
<li>Ricerca di aiuto</li>
<li>Assistenza sanitaria</li>
<li>Terapia</li>
<li>Counseling</li>
<li>Coaching</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Auto-compassione</li>
<li>Auto-accettazione</li>
<li>Ottimismo</li>
<li>Rilassamento progressivo</li>
<li>Visualizzazione</li>
<li>Arte terapia</li>
<li>Musica terapia</li>
<li>Danza terapia</li>
<li>Igiene mentale</li>
<li>Momenti di piacere</li>
<li>Tecnologie di rilassamento</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Confronto costruttivo</li>
<li>Assertività</li>
<li>Limitazione dello stress</li>
<li>Stili di vita sani</li>
<li>Abitudini sane</li>
<li>Ricerca dell&#8217;equilibrio</li>
<li>Sicurezza</li>
<li>Stabilità</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Orientamento al futuro</li>
<li>Soddisfazione</li>
<li>Felicità</li>
<li>Realizzazione</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-modello-hpm/">Gestire lo stress. Il Modello HPM</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/gestire-lo-stress-il-modello-hpm/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 10:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento continuo]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[Attenzione focalizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-compassione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-regolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza Emotiva:]]></category>
		<category><![CDATA[autovalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[Compassione verso sé stessi]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Competenze sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione degli altri]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza di sè]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza degli altri]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza del momento presente]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[controllo emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi sull'intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[corso di Comunicazione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di Consapevolezza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di Gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[corso sulle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di rapporti positivi]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione di relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Emozionalità]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[empatia emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[empowerment]]></category>
		<category><![CDATA[Espressione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Gentilezza verso sé stessi]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle Relazioni:]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza positiva]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva nei Leader]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Sociale:]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro di squadra]]></category>
		<category><![CDATA[leadership emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore corso di ascolto attivo in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[migliore corso di coaching emotivo in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore corso di Comunicazione empatica in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore Corso di Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore Corso di Empatia in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore Corso di Gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore Corso di Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore Corso di Intelligenza Emotiva in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[migliore corso sulle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore corso sulle emozioni in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione intrinseca]]></category>
		<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi personali]]></category>
		<category><![CDATA[Pratica mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Programmi di sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[Regolazione Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento delle proprie emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Sensibilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiotrevisani.it/?p=28263</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il migliore corso di Intelligenza Emotiva è quello tenuto da Daniele Trevisani Academy, sulla base di una classifica speciale di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle pubblicazioni dedicate. il dott. Daniele Trevisani, laureato con lode in DAMS-Comunicazione, ha ottenuto il Master biennale in Communication presso la University of Florida (USA) e la &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva/">Migliore Corso di Intelligenza Emotiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il migliore corso di Intelligenza Emotiva è quello tenuto da Daniele Trevisani Academy, sulla base di una classifica speciale di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle pubblicazioni dedicate. il dott. Daniele Trevisani, laureato con lode in DAMS-Comunicazione, ha ottenuto il Master biennale in Communication presso la University of Florida (USA) e la specializzazione in Comunicazione Interculturale alla American University of Washington, DC. per i suoi studi e contributi all&#8217;area del fattore umano e comunicazione ha ottenuto l&#8217;Onorificenza Fulbright (Governo USA). Autore di 30 libri, ha svolto consulenza in intelligenza emotiva e aree correlate in oltre 200 aziende ed istituzioni, inclusa la formazione ultradecennale dei Comandanti ONU e Forze Speciali, sui temi della negoziazione ed intelligenza emotiva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-28268" style="font-size: 15px; font-weight: 600; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-270x180.jpg 270w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva è un concetto introdotto da Daniel Goleman che si riferisce alla capacità di percepire, comprendere, gestire e utilizzare le emozioni in modo efficace. I fattori chiave dell&#8217;intelligenza emotiva includono:</p>
<ol>
<li><strong>Autoconsapevolezza:</strong> Consapevolezza delle proprie emozioni, dei propri sentimenti e del loro impatto sul comportamento. Questo coinvolge la capacità di riconoscere emozioni specifiche e comprendere come influenzano i tuoi pensieri e azioni.</li>
<li><strong>Autoregolazione:</strong> Capacità di gestire le proprie emozioni in modo costruttivo. Questo include il controllo degli impulsi, la gestione dello stress e la capacità di rimanere calmi anche in situazioni difficili.</li>
<li><strong>Motivazione:</strong> La capacità di ispirare e guidare se stessi verso obiettivi significativi, nonostante gli ostacoli. L&#8217;intelligenza emotiva motiva le persone a perseguire il successo e ad affrontare le sfide con determinazione.</li>
<li><strong>Empatia:</strong> La capacità di comprendere le emozioni degli altri e rispondere in modo empatico. Questo coinvolge la capacità di mettersi nei panni degli altri, cogliere i loro sentimenti e reagire con comprensione.</li>
<li><strong>Abilità sociale:</strong> La capacità di gestire relazioni interpersonali in modo efficace. Questo include la comunicazione efficace, la risoluzione dei conflitti e la costruzione di rapporti positivi con gli altri.</li>
</ol>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva è considerata una competenza chiave per il successo personale e professionale, poiché influisce sulla qualità delle relazioni interpersonali, sulla gestione del lavoro di squadra, sulla leadership e sulla capacità di adattarsi alle sfide della vita quotidiana. Lo sviluppo di questi fattori può contribuire a una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, migliorare la comunicazione e favorire un ambiente più sano ed equilibrato.</p>
<blockquote><p>Vuoi realizzare un corso per te o per la tua azienda sull&#8217;Intelligenza Emotiva? Contattaci <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">tramite questo form</a>. Ti risponderemo al più presto.</p></blockquote>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti</h2>
<p>Intelligenza emotiva</p>
<p><strong>L’intelligenza emotiva </strong>( <strong>EI </strong>) è definita come la capacità di percepire, utilizzare, comprendere, gestire e gestire le emozioni. Le persone con elevata intelligenza emotiva possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscere </a>le proprie <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni </a>e quelle degli altri, utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento, discernere tra sentimenti diversi ed etichettarli in modo appropriato e adattare le emozioni per adattarsi agli ambienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Sebbene il termine sia apparso per la prima volta nel 1964, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>ha guadagnato popolarità nel libro bestseller del 1995 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva </em></a>del giornalista scientifico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Goleman </a>. Goleman ha definito l’EI come l’insieme di abilità e caratteristiche che guidano le prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Alcuni ricercatori suggeriscono che l&#8217;intelligenza emotiva può essere appresa e rafforzata, mentre altri sostengono che sia una caratteristica innata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>Sono stati sviluppati vari modelli per misurare l’EI. Nel 1987, Keith Beasley usò il termine <strong>Quoziente Emozionale </strong>( <strong>QE </strong>) in un articolo, dal nome del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente Intelligente </a>(QI). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Il <em>modello dei tratti </em>, sviluppato da Konstantinos V. Petrides nel 2001, si concentra sull&#8217;autodenuncia delle disposizioni comportamentali e delle abilità percepite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Il <em>modello di abilità </em>( Mayeret al., 2023) si concentra sulla capacità dell&#8217;individuo di elaborare le informazioni emotive e di utilizzarle per navigare nell&#8217;ambiente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_environment" target="_blank" rel="noopener">sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Il modello originale di Goleman può ora essere considerato un <em>modello misto </em>che combina ciò che da allora è stato modellato separatamente come <em>EI dell&#8217;abilità </em>e <em>EI del tratto </em>.</p>
<p>La ricerca recente si è concentrata sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscimento delle emozioni </a>, che si riferisce all&#8217;attribuzione di stati emotivi sulla base dell&#8217;osservazione di segnali non verbali visivi e uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Inoltre, gli studi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neurology" target="_blank" rel="noopener">neurologici </a>hanno cercato di caratterizzare i meccanismi neurali dell&#8217;intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Gli studi dimostrano che esiste una correlazione tra persone con elevata IE e prestazioni lavorative positive, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>sebbene non sia stata dimostrata alcuna <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Causal_relationships" target="_blank" rel="noopener">relazione causale . </a>L’IE è tipicamente associata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">all’empatia </a>perché coinvolge una persona che collega le proprie esperienze personali con quelle degli altri. Dalla sua diffusione negli ultimi decenni, i metodi per sviluppare l’IE sono diventati ricercati da persone che cercano di diventare leader più efficaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Le critiche si sono concentrate sul fatto se l&#8217;IE sia una vera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>e se abbia una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Incremental_validity" target="_blank" rel="noopener">validità incrementale </a>rispetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">al QI </a>e ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità dei Big Five </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, le meta-analisi hanno scoperto che alcune misure di EI hanno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>anche quando si controlla il QI e la personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p>Il concetto di forza emotiva è stato introdotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>negli anni ’50. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Il termine &#8220;intelligenza emotiva&#8221; sembra essere apparso per la prima volta in un articolo del 1964 di Michael Beldoch , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>e nell&#8217;articolo del 1966 di B. Leuner intitolato <em>Emotional Intelligence and Emancipation </em>, apparso sulla rivista psicoterapeutica <em>Practice of child psychology and psichiatria infantile </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Nel 1983, <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligfences </em><sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener">di <u>Howard Gardner </u>[19] </a></sup>introdusse l&#8217;idea che i tipi tradizionali di intelligenza, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">il QI </a>, non riescono a spiegare completamente l&#8217;abilità cognitiva. Ha introdotto l&#8217;idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">intelligenze multiple </a>che includevano sia <em>l&#8217;intelligenza interpersonale </em>(la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri di altre persone) sia <em>l&#8217;intelligenza intrapersonale </em>(la capacità di comprendere se stessi, di apprezzare i propri sentimenti, paure e motivazioni). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p>Il primo uso pubblicato del termine &#8220;EQ&#8221; (quoziente emotivo) è un articolo di Keith Beasley nel 1987 sulla rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mensa_International" target="_blank" rel="noopener">britannica Mensa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p>Nel 1989, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stanley_Greenspan" target="_blank" rel="noopener">Stanley Greenspan </a>propose un modello per descrivere l’EI, seguito da un altro da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Salovey" target="_blank" rel="noopener">Peter Salovey </a>e John Mayer l’anno successivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, il termine divenne ampiamente noto con la pubblicazione del libro di Goleman: <em>Intelligenza Emotiva – Perché può importare più del QI </em>(1995). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1995-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>È allo status di bestseller di questo libro che il termine può attribuire la sua popolarità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>Goleman ha poi pubblicato diverse pubblicazioni simili che rafforzano l&#8217;uso del termine. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p>Verso la fine del 1998, l&#8217;articolo di Goleman sulla <em>Harvard Business Review </em>intitolato &#8220;What Makes a Leader?&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>attirò l&#8217;attenzione del senior management della Johnson &amp; Johnson&#8217;s Consumer Companies ( JJCC ). L&#8217;articolo parlava dell&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva (EI) nel successo della leadership e citava diversi studi che dimostravano che l&#8217;intelligenza emotiva è spesso il fattore distintivo tra i grandi leader e i leader medi. JJCC ha finanziato uno studio che ha concluso che esiste una forte relazione tra leader con prestazioni superiori e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza emotiva </a>, supportando i suggerimenti dei teorici secondo cui l&#8217;insieme di competenze sociali, emotive e relazionali denominato Intelligenza Emotiva è un fattore distintivo nelle prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<p>I test che misurano l&#8217;IE non hanno sostituito i test del QI come metrica standard dell&#8217;intelligenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>e l&#8217;intelligenza emotiva ha ricevuto critiche riguardo al suo ruolo nella leadership e nel successo aziendale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<p>Definizioni</p>
<p>L’intelligenza emotiva è stata definita, da Peter Salovey e John Mayer, come “la capacità di monitorare le proprie emozioni e quelle degli altri, di discriminare tra emozioni diverse ed etichettarle in modo appropriato, e di utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento”. Questa definizione è stata successivamente scomposta e perfezionata in quattro abilità proposte: percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni. Queste abilità sono distinte ma correlate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>L’intelligenza emotiva riflette anche la capacità di unire intelligenza, empatia ed emozioni per migliorare il pensiero e la comprensione delle dinamiche interpersonali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Tuttavia, esiste un sostanziale disaccordo riguardo alla definizione di EI, rispetto sia alla terminologia che all&#8217;operazionalizzazione. Attualmente esistono tre modelli principali di EI:</p>
<ol>
<li>Modello di abilità</li>
<li>Modello misto (solitamente sussunto sotto il tratto EI) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Kluemper,_D.H._2008-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></li>
<li>Modello di tratto</li>
</ol>
<p>Diversi modelli di EI hanno portato allo sviluppo di vari strumenti per la valutazione del costrutto. Sebbene alcune di queste misure possano sovrapporsi, la maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che utilizzano costrutti diversi.</p>
<p>I modelli di abilità specifici affrontano i modi in cui le emozioni facilitano il pensiero e la comprensione. Ad esempio, le emozioni possono interagire con il pensiero e consentire alle persone di essere decisori migliori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Una persona che è più emotivamente reattiva alle questioni cruciali si occuperà degli aspetti più cruciali della propria vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Il fattore di facilitazione emotiva implica anche saper includere o escludere le emozioni dal pensiero, a seconda del contesto e della situazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Basic_copyediting" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di modifica della copia </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Questa abilità <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>è correlata a <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vago </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_reasoning" target="_blank" rel="noopener">ragionamento emotivo </a>e comprensione in risposta alle persone, all’ambiente e alle circostanze che si incontrano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello di abilità</h2>
<p>Salovey e Mayer si sforzano di definire l&#8217;IE entro i confini dei criteri standard per una nuova intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>A seguito della loro continua ricerca, la loro definizione iniziale di EI è stata rivista in &#8220;La capacità di percepire le emozioni, integrare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e regolare le emozioni per promuovere la crescita personale&#8221;. Tuttavia, dopo aver portato avanti ulteriori ricerche, la loro definizione di IE si è evoluta in &#8220;la capacità di ragionare sulle emozioni, e delle emozioni, per migliorare il pensiero. Include la capacità di percepire accuratamente le emozioni, di accedere e generare emozioni in modo da assistere il pensiero, per comprendere le emozioni e la conoscenza emotiva e regolare riflessivamente le emozioni in modo da promuovere la crescita emotiva e intellettuale.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7]</sup></a></p>
<p>Il modello basato sulle abilità vede le emozioni come utili fonti di informazione che aiutano a dare un senso e a navigare nell’ambiente sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Il modello propone che gli individui differiscano nella loro capacità di elaborare informazioni di natura emotiva e nella loro capacità di mettere in relazione l&#8217;elaborazione emotiva con una cognizione più ampia. Questa capacità si manifesta in alcuni comportamenti adattivi. Il modello afferma che l’EI comprende quattro tipi di abilità:</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Percepire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di rilevare e decifrare le emozioni in volti, immagini, voci e artefatti culturali, inclusa la capacità di identificare le proprie emozioni. La percezione delle emozioni è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva, poiché rende possibili tutte le altre elaborazioni delle informazioni emotive.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Usare le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di sfruttare le emozioni per facilitare varie attività cognitive, come il pensiero e la risoluzione dei problemi. La persona emotivamente intelligente può sfruttare appieno i suoi mutevoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mood_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">stati d&#8217;animo </a>per adattarsi al meglio al compito da svolgere.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Comprendere le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di comprendere il linguaggio delle emozioni e di apprezzare le relazioni complesse tra le emozioni. Ad esempio, la comprensione delle emozioni comprende la capacità di essere sensibili alle leggere variazioni tra le emozioni e la capacità di riconoscere e descrivere come le emozioni si evolvono nel tempo.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Gestire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di regolare le emozioni sia in noi stessi che negli altri. La persona emotivamente intelligente può sfruttare le emozioni, anche quelle negative, e gestirle per raggiungere gli obiettivi prefissati.</p>
<p>Il modello EI delle abilità è stato criticato per la mancanza di validità e di validità predittiva sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>Tuttavia, in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Construct_validity" target="_blank" rel="noopener">validità di costrutto </a>, i test di abilità EI hanno un grande vantaggio rispetto alle scale di autovalutazione dell&#8217;EI perché confrontano la prestazione massima individuale con scale di prestazione standard e non si basano sull&#8217;approvazione da parte degli individui di dichiarazioni descrittive su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>L&#8217;attuale misura del modello di EI di Mayer e Salovey, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mayer-Salovey-Caruso_Emotional_Intelligence_Test" target="_blank" rel="noopener">Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test </a>( MSCEIT ), si basa su una serie di elementi di risoluzione dei problemi basati sulle emozioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>Coerentemente con l&#8217;affermazione del modello secondo cui l&#8217;IE è un tipo di intelligenza, il test è modellato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ_tests" target="_blank" rel="noopener">test del QI basati sulle abilità </a>. Testando le abilità di una persona su ciascuno dei quattro rami dell&#8217;intelligenza emotiva, si generano punteggi per ciascuno dei rami e un punteggio totale.</p>
<p>Centrale nel modello a quattro rami è l’idea che l’EI richieda la sintonia con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_norms" target="_blank" rel="noopener">le norme sociali </a>. Pertanto, il MSCEIT viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consensus_based_assessment" target="_blank" rel="noopener">valutato in base al consenso </a>, con punteggi più alti che indicano una maggiore sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un campione mondiale di intervistati. Il MSCEIT può anche essere valutato da esperti in modo che venga calcolata la quantità di sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un gruppo di 21 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion" target="_blank" rel="noopener">ricercatori sulle emozioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34]</sup></a></p>
<p>Sebbene promosso come test di abilità, il test MSCEIT è diverso dai test del QI standard in quanto i suoi elementi non hanno risposte oggettivamente corrette. Tra le altre sfide, il criterio del punteggio di consenso significa che è impossibile creare elementi (domande) che solo una minoranza di intervistati può risolvere, perché, per definizione, le risposte sono ritenute emotivamente “intelligenti” solo se la maggioranza del campione le ha approvate. . Questo e altri problemi simili hanno portato alcuni esperti di abilità cognitive a mettere in discussione la definizione di IE come vera intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38]</sup></a></p>
<p>In uno studio di Føllesdal , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>i risultati dei test MSCEIT di 111 leader aziendali sono stati confrontati con il modo in cui i loro dipendenti descrivevano il loro leader. Si è riscontrato che non c&#8217;erano correlazioni tra i risultati dei test di un leader e il modo in cui veniva valutato dai dipendenti, per quanto riguarda l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, la capacità di motivare e l&#8217;efficacia del leader. Føllesdal ha criticato anche la società canadese Multi-Health Systems, che gestisce il test. Il test contiene 141 domande ma dopo la pubblicazione del test si è riscontrato che 19 di queste non davano le risposte attese. Ciò ha portato Multi-Health Systems a rimuovere le risposte a queste 19 domande prima di assegnare il punteggio, ma senza dichiararlo ufficialmente.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Altre misurazioni</strong></h2>
<p>Varie altre misure specifiche valutano anche l’abilità nell’intelligenza emotiva. Questi includono:</p>
<p><strong>Analisi diagnostica dell&#8217;accuratezza non verbale ( DANVA ) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a></p>
<p>La versione Adult Facial include 24 fotografie di pari quantità di espressioni facciali felici, tristi, arrabbiate e paurose di intensità sia alta che bassa, bilanciate per genere. Il compito dei partecipanti è rispondere quale delle quattro emozioni è presente negli stimoli dati.</p>
<p><strong>Test breve di riconoscimento affettivo giapponese e caucasico ( JACBART ) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>I partecipanti cercano di identificare 56 volti di individui caucasici e giapponesi che esprimono sette emozioni quali felicità, disprezzo, disgusto, tristezza, rabbia, sorpresa e paura, che possono anche sfumare per 0,2 secondi in un&#8217;emozione diversa.</p>
<p><strong>Test situazionale di comprensione emotiva (STEU) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 42 domande a scelta multipla valutando se comprendono quale delle cinque emozioni che una persona proverebbe in una determinata situazione. Esiste anche una versione breve (STEU-B) composta da 19 item.</p>
<p><strong>Test situazionale di gestione delle emozioni (STEM) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 44 domande a scelta multipla in cui selezionano quale delle quattro possibili risposte è l&#8217;azione più efficace per gestire le emozioni in una situazione specifica. Esiste anche una versione breve (STEM-B) composta da 18 item.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello misto</h2>
<p>Il modello introdotto da Daniel Goleman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>si concentra sull’IE come un’ampia gamma di competenze e abilità che guidano le prestazioni di leadership. Il modello di Goleman delinea cinque principali costrutti EI: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-awareness" target="_blank" rel="noopener">Consapevolezza di sé </a>: la capacità di conoscere le proprie emozioni, i propri punti di forza, di debolezza, le pulsioni, i valori e gli obiettivi e di riconoscere il loro impatto sugli altri utilizzando i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gut_feeling" target="_blank" rel="noopener">sentimenti viscerali </a>per guidare le decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_self-regulation" target="_blank" rel="noopener">Autoregolamentazione </a>: implica il controllo o il reindirizzamento delle proprie emozioni e impulsi dirompenti e l&#8217;adattamento alle mutevoli circostanze</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skill" target="_blank" rel="noopener">Abilità sociale </a>: gestire le relazioni per andare d’accordo con gli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">Empatia </a>: considerare i sentimenti degli altri soprattutto quando si prendono decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">Motivazione </a>: essere consapevoli di ciò che li motiva</li>
</ol>
<p>Goleman include un insieme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenze emotive </a>all’interno di ciascun costrutto dell’IE. Le competenze emotive non sono talenti innati, ma piuttosto capacità apprese su cui è necessario lavorare e che possono essere sviluppate per ottenere prestazioni eccezionali. Goleman postula che gli individui nascono con un’intelligenza emotiva generale che determina il loro potenziale di apprendimento delle competenze emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-boy-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Il modello di EI di Goleman è stato criticato nella letteratura di ricerca come mera &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pop_psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia pop </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Due strumenti di misurazione si basano sul modello di Goleman:</p>
<ol>
<li>L’Emotional Competence Inventory (ECI), creato nel 1999, e l’Emotional and Social Competence Inventory ( ESCI ), un’edizione più recente dell’ECI, sviluppata nel 2007. L’Emotional and Social Competence – University Edition ( ESCI -U ) è anche disponibile. Questi strumenti sviluppati da Goleman e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Boyatzis" target="_blank" rel="noopener">Boyatzis </a>forniscono una misura comportamentale delle competenze emotive e sociali.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Emotional_Intelligence_Appraisal" target="_blank" rel="noopener">La valutazione dell’intelligenza emotiva </a>, creata nel 2001 e che può essere considerata come un self-report o una valutazione a 360 gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></li>
</ol>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello di tratto</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>Teoria dei tratti</em></a></p>
<p>Konstantinos V. Petrides ha proposto una distinzione concettuale tra il modello di EI basato sulle abilità e un modello di EI basato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenotypic_trait" target="_blank" rel="noopener">sui tratti </a>e ha sviluppato quest&#8217;ultimo nel corso di molti anni in numerose pubblicazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Il tratto EI è &#8220;una costellazione di autopercezioni emotive situate ai livelli inferiori della personalità&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>In parole povere, il tratto EI si riferisce all&#8217;autopercezione di un individuo delle proprie capacità emotive. Questa definizione di EI comprende le disposizioni comportamentali e le abilità autopercepite ed è misurata tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-report_inventory" target="_blank" rel="noopener">auto-relazione </a>, in contrapposizione al modello basato sulle abilità che si riferisce alle abilità effettive, che si sono dimostrate altamente resistenti alla misurazione scientifica. L’EI dei tratti dovrebbe essere studiata all’interno di un quadro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personality_psychology" target="_blank" rel="noopener">di personalità </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Un&#8217;etichetta alternativa per lo stesso costrutto è tratto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">autoefficacia emotiva </a>.</p>
<p>Il modello EI dei tratti è generale e sussume il modello di Goleman discusso sopra. La concettualizzazione dell’IE come tratto della personalità porta a un costrutto che si trova al di fuori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>delle capacità cognitive umane. Questa è una distinzione importante in quanto riguarda direttamente l’operazionalizzazione del costrutto e le teorie e le ipotesi che vengono formulate al riguardo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Esistono molte misure di autovalutazione dell&#8217;EI, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>tra cui l&#8217;EQ-i, il test di intelligenza emotiva della Swinburne University ( SUEIT ) e il modello EI di Schutte. Nessuno di questi valuta l’intelligenza, le abilità o le abilità (come spesso affermano i loro autori), ma piuttosto sono misure limitate dell’intelligenza emotiva dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>La misura più utilizzata e ampiamente studiata dell&#8217;intelligenza emotiva self-report o self-schema (come viene attualmente definita) è l&#8217;EQ-i 2.0. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Originariamente noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">BarOn </a>EQ-i, è stata la prima misura di autovalutazione dell&#8217;intelligenza emotiva disponibile, l&#8217;unica misura precedente al libro bestseller di Goleman. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Il Trait Emotional Intelligence Questionnaire ( TEIQue ) fornisce un’operazionalizzazione del modello di Konstantinos V. Petrides e colleghi, che concettualizza l’IE in termini di personalità. [ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>49] </sup></a>Il test comprende 15 sottoscale organizzate in quattro fattori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quality_of_life" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">autocontrollo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotionality" target="_blank" rel="noopener">emotività </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociability" target="_blank" rel="noopener">socievolezza </a>. Le proprietà <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychometrics" target="_blank" rel="noopener">psicometriche </a>del TEIQue sono state studiate in uno studio su una popolazione di lingua francese, dove è stato riportato che i punteggi TEIQue erano globalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Normally_distributed" target="_blank" rel="noopener">distribuiti normalmente </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reliability_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">affidabili </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che i punteggi TEIQue non erano correlati al ragionamento non verbale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Raven%27s_Progressive_Matrices" target="_blank" rel="noopener">matrici di Raven </a>), che hanno interpretato come supporto per la visione dei tratti della personalità dell&#8217;EI (in contrasto con l&#8217;idea che sia una forma di intelligenza). Come previsto, i punteggi TEIQue erano positivamente correlati ad alcuni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five tratti della personalità </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agreeableness" target="_blank" rel="noopener">gradevolezza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">apertura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">coscienziosità </a>) e inversamente correlati ad altri ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alexithymia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>). Sono stati condotti numerosi studi genetici quantitativi all&#8217;interno del modello EI dei tratti, che hanno rivelato effetti genetici ed ereditarietà significativi per tutti i punteggi EI dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Due studi (uno una meta-analisi) che prevedevano confronti diretti di più test EI hanno prodotto risultati molto favorevoli per il TEIQue . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<p>La teoria dei Big Five Personality Traits offre un quadro semplice per comprendere e migliorare le relazioni scoprendo le motivazioni dietro i comportamenti delle persone. Questa teoria è ugualmente preziosa per la consapevolezza di sé e per migliorare le dinamiche interpersonali. Chiamato anche modello dei cinque fattori, il modello Big Five è la teoria della personalità più ampiamente accettata. Suggerisce che la personalità può essere distillata in cinque dimensioni fondamentali, spesso ricordate come CANOA o OCEAN (coscienziosità, gradevolezza, nevroticismo, apertura, estroversione). In contrasto con altre teorie sui tratti che classificano gli individui in categorie binarie (ad esempio introverso o estroverso), il modello Big Five afferma che ogni tratto della personalità esiste in uno spettro. Di conseguenza, gli individui si posizionano lungo un continuum tra due poli contrastanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Effetti generali</h2>
<p>Una revisione pubblicata sull&#8217;Annual <em>Review of Psychology </em>nel 2008 ha rilevato che una maggiore intelligenza emotiva è positivamente correlata con: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<ol>
<li>Migliori relazioni sociali per i bambini – Tra i bambini e gli adolescenti, l’intelligenza emotiva è correlata positivamente con buone interazioni e relazioni sociali e negativamente con la devianza dalle norme sociali e il comportamento antisociale misurati sia dentro che fuori la scuola, come riportato dai bambini stessi, dai loro genitori. familiari e i loro insegnanti.</li>
<li>Migliori relazioni sociali per gli adulti – Un’elevata intelligenza emotiva tra gli adulti è correlata con una migliore percezione di sé delle capacità sociali e relazioni interpersonali di maggior successo, con meno aggressività e problemi interpersonali.</li>
<li>Le persone altamente emotivamente intelligenti sono percepite più positivamente dagli altri – Le altre persone percepiscono quelle con un’elevata IE come più piacevoli, socialmente abili ed empatiche.</li>
<li>Migliori risultati accademici <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>– L’intelligenza emotiva è correlata con maggiori risultati accademici come riportato dagli insegnanti, ma generalmente non con voti più alti una volta preso in considerazione il fattore QI.</li>
<li>Migliori dinamiche sociali sul lavoro e migliore capacità <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negotiation" target="_blank" rel="noopener">di negoziazione </a>.</li>
<li>Migliore benessere – L’intelligenza emotiva è correlata positivamente con una maggiore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_satisfaction" target="_blank" rel="noopener">soddisfazione di vita </a>e autostima e minori livelli di insicurezza o depressione. È anche correlato negativamente con scelte e comportamenti sanitari inadeguati.</li>
</ol>
<p>Le persone emotivamente intelligenti hanno maggiori probabilità di avere una migliore comprensione di se stesse e di prendere decisioni consapevoli basate sulla combinazione di emozioni e logica. Nel complesso, porta una persona <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-actualization" target="_blank" rel="noopener">all’autorealizzazione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p>La rilevanza e l’importanza dell’intelligenza emotiva in contesti di leadership aziendale, negoziazione commerciale e risoluzione delle controversie sono state riconosciute, e le qualifiche professionali e lo sviluppo professionale continuo hanno incorporato aspetti di comprensione delle emozioni e sviluppo di una maggiore comprensione delle interazioni emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Soprattutto nel mondo globalizzato, la capacità di essere leader mondiale sta diventando importante. Un elevato QE consente ai leader aziendali di interagire con varie culture diverse e devono sentirsi a proprio agio in questi diversi ambienti culturali, avendo team e organizzazioni diversi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;IE è diventata una parte essenziale della guida di un&#8217;organizzazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Interazioni con altri fenomeni</h2>
<p><strong>Bullismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>bullismo e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying" target="_blank" rel="noopener">Il bullismo </a>è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive" target="_blank" rel="noopener">abuso</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_interaction" target="_blank" rel="noopener">interazione sociale </a>tra pari che può includere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aggression" target="_blank" rel="noopener">aggressività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harassment" target="_blank" rel="noopener">molestie </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Violence" target="_blank" rel="noopener">violenza </a>. Il bullismo è tipicamente ripetitivo e messo in atto da coloro che occupano una posizione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive_power_and_control" target="_blank" rel="noopener">potere </a>sulla vittima. Un crescente numero di ricerche illustra una relazione significativa <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>tra bullismo e intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Mostra anche che l’intelligenza emotiva è un fattore chiave nella vittimizzazione informatica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva (EI) è un insieme di abilità legate alla comprensione, all&#8217;uso e alla gestione delle emozioni in relazione a se stessi e agli altri. Mayer <em>et al. </em>definire l&#8217;EI come: &#8220;percepire accuratamente le emozioni, usare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e gestirle&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Il concetto combina processi emotivi e intellettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Tolegenova-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Una minore intelligenza emotiva sembra essere correlata al coinvolgimento nel bullismo, in quanto bullo e/o vittima di bullismo. L&#8217;EI sembra svolgere un ruolo importante sia nel comportamento di bullismo che nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victimization" target="_blank" rel="noopener">vittimizzazione </a>nel bullismo; dato che l’EI è dimostrato essere <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>malleabile, l’educazione all’EI potrebbe migliorare le iniziative di prevenzione e intervento del bullismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Prestazioni di lavoro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>prestazioni lavorative e </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>intelligenza </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>emotiva</em></a></p>
<p>Una meta-analisi dell&#8217;intelligenza emotiva e della prestazione lavorativa ha mostrato correlazioni di <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ricerche precedenti sull&#8217;IE e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">sulla prestazione lavorativa </a>avevano mostrato risultati contrastanti: in alcuni studi è stata trovata una relazione positiva, mentre in altri non c&#8217;era alcuna relazione o era incoerente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ciò ha portato i ricercatori Cote e Miners <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>a offrire un modello compensativo tra EI e QI, che presuppone che l&#8217;associazione tra EI e prestazioni lavorative diventi più positiva al diminuire dell&#8217;intelligenza cognitiva, un&#8217;idea proposta per la prima volta nel contesto delle prestazioni accademiche. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>I risultati del primo studio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>hanno supportato il modello compensativo: i dipendenti con un basso QI ottengono prestazioni più elevate nei compiti e un comportamento di cittadinanza organizzativa diretto all&#8217;organizzazione, maggiore è la loro IE. È stato inoltre osservato che non esiste un legame significativo tra intelligenza emotiva e atteggiamento-comportamento lavorativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></p>
<p>Un altro studio suggerisce che l’EI non è necessariamente un tratto universalmente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Lo studio ha rilevato una correlazione negativa tra EI e richieste di lavoro manageriale <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>; mentre con bassi livelli di richieste di lavoro manageriale, hanno riscontrato una relazione negativa tra EI ed efficacia del lavoro di squadra. Una spiegazione per questo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>potrebbero esserci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_differences_in_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">differenze di genere nell&#8217;IE </a>, poiché le donne tendono a ottenere punteggi più alti rispetto agli uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Ciò promuove l&#8217;idea che il contesto lavorativo gioca un ruolo nelle relazioni tra EI, efficacia del lavoro di squadra e prestazioni lavorative.</p>
<p>Un altro studio ha valutato un possibile legame tra EI e comportamenti e successo imprenditoriali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<p>Sebbene gli studi tra intelligenza emotiva (EI) e prestazioni lavorative abbiano mostrato risultati contrastanti di correlazioni alte e basse, l’IE è innegabilmente un predittore migliore rispetto alla maggior parte dei metodi di assunzione comunemente utilizzati nelle aziende, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Recommendation_letter" target="_blank" rel="noopener">le lettere di referenza </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cover_letters" target="_blank" rel="noopener">le lettere di accompagnamento </a>. Nel 2008, 147 aziende e società di consulenza negli Stati Uniti avevano sviluppato programmi che prevedevano l’EI per la formazione e l’assunzione dei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Van Rooy e Viswesvaran <sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener">[67] </a></sup>hanno dimostrato che l&#8217;IE era significativamente correlato con diversi domini della performance, che andavano da .24 per la prestazione lavorativa a .10 per la prestazione accademica. I dipendenti con un alto livello di IE sarebbero più consapevoli delle proprie emozioni e di quelle degli altri, il che, a sua volta, potrebbe portare le aziende a maggiori profitti e meno spese inutili. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>Come? </sup></em></a><sup>] </sup>Ciò è particolarmente importante per i manager espatriati, che devono affrontare emozioni e sentimenti contrastanti, adattandosi a una nuova cultura lavorativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>I dipendenti con un alto livello di IE mostrano maggiore fiducia nei loro ruoli, che consentono loro di affrontare positivamente compiti impegnativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Secondo un libro scientifico del giornalista Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva conta più del QI per il successo professionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Altri studi hanno sostenuto che i dipendenti con un alto livello di IE ottengono risultati sostanzialmente migliori rispetto ai dipendenti con un basso livello di IE. Questo viene misurato mediante autovalutazioni e diversi indicatori di prestazione lavorativa, come salari, promozioni e aumenti salariali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Secondo Lopes <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>L&#8217;EI contribuisce allo sviluppo di relazioni forti e positive con i colleghi e al rendimento efficiente nei gruppi di lavoro. Ciò avvantaggia le prestazioni dei lavoratori fornendo supporto emotivo e risorse strumentali necessarie per avere successo nei loro ruoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>I dipendenti emotivamente intelligenti dispongono di risorse migliori per affrontare situazioni stressanti e compiti impegnativi, che consentono loro di ottenere risultati migliori in tali situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Ad esempio, Law <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>hanno scoperto che l’EI era il miglior predittore della prestazione lavorativa oltre le capacità cognitive generali tra gli scienziati IT di un’azienda informatica in Cina.</p>
<p>Quando si esamina la connessione tra prestazione lavorativa e intelligenza emotiva, è essenziale tenere conto dell&#8217;impatto della &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managing_up_and_managing_down" target="_blank" rel="noopener">gestione </a>&#8220;, che indica un rapporto positivo tra un dipendente e il suo supervisore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a>Ricerche precedenti hanno rilevato che la qualità di questa relazione potrebbe influenzare le valutazioni soggettive delle prestazioni lavorative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>I dipendenti con una forte intelligenza emotiva tendono a dedicare più tempo a coltivare il loro rapporto con i supervisori. Di conseguenza, quelli con un EI più elevato hanno maggiori probabilità di ottenere risultati favorevoli nelle valutazioni delle prestazioni rispetto a quelli con un EI inferiore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Sulla base di approcci teorici e metodologici, le misure di EI sono classificate in tre flussi principali: (1) misure basate sulle abilità (ad esempio MSCEIT ), (2) autovalutazioni delle misure di abilità (ad esempio SREIT , SUEIT e WLEIS ) e (3) modelli misti (ad esempio AES, ECI, questionario EI, EIS, EQ-I e GENOS), che includono misure di EI e abilità sociali tradizionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>hanno scoperto che i tre flussi di EI insieme avevano una correlazione positiva di 0,28 con la prestazione lavorativa. Allo stesso modo, ciascuno dei flussi EI ha ottenuto indipendentemente una correlazione positiva rispettivamente di 0,24, 0,30 e 0,28. I flussi 2 e 3 hanno mostrato una validità incrementale nel predire la prestazione lavorativa al di là della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">modello a cinque fattori </a>) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;abilità cognitiva generale </a>. Entrambi i flussi 2 e 3 erano il secondo predittore più importante della prestazione lavorativa, al di sotto delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">capacità cognitive generali. </a>Il flusso 2 spiega il 13,6% della varianza totale, mentre il flusso 3 spiega il 13,2%. Per esaminare l’attendibilità di questi risultati, è stata sviluppata un’analisi dei bias di pubblicazione. I risultati hanno indicato che gli studi sulla correlazione EI-performance lavorativa prima del 2010 non presentano prove sostanziali <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>per suggerire la presenza di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Publication_bias" target="_blank" rel="noopener">bias di pubblicazione </a>. Notando che O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>avevano incluso le prestazioni di autovalutazione e quelle accademiche nella loro meta-analisi, Joseph, Jin, Newman e O&#8217;Boyle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno collaborato per aggiornare la meta-analisi per concentrarsi specificamente sulle prestazioni lavorative; Utilizzando misure di prestazione lavorativa, questi autori hanno mostrato <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Il Consortium for Research on Emotional Intelligence in Organizations sostiene che esiste un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_case" target="_blank" rel="noopener">business case </a>a favore dell’intelligenza emotiva <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>ma, nonostante la validità dei risultati precedenti, alcuni ricercatori si chiedono ancora se la correlazione EI-performance lavorativa abbia un impatto reale sulle strategie aziendali . I critici sostengono che la popolarità degli studi sull’EI è dovuta alla pubblicità sui media, piuttosto che a risultati scientifici oggettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Inoltre, la relazione tra prestazioni lavorative e IE non è così forte come suggerito. Questa relazione richiede la presenza di altri costrutti per ottenere risultati importanti. Ad esempio, gli studi hanno scoperto che l’EI è positivamente associata all’efficacia del lavoro di squadra in contesti lavorativi con elevate richieste di lavoro manageriale, il che migliora le prestazioni lavorative. Ciò è dovuto all&#8217;attivazione di forti emozioni durante la prestazione in questo contesto lavorativo. In questo scenario, gli individui emotivamente intelligenti mostrano un insieme migliore di risorse per avere successo nei loro ruoli. Tuttavia, gli individui con un’elevata IE mostrano un livello di prestazione simile rispetto ai dipendenti non emotivamente intelligenti in diversi contesti lavorativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Inoltre, Joseph e Newman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>suggeriscono che le componenti di percezione emotiva e regolazione emotiva dell&#8217;IE contribuiscono fortemente alla prestazione lavorativa in contesti lavorativi di elevate richieste emotive. Moon e Hur <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>hanno scoperto che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esaurimento emotivo </a>(&#8220;burn-out&#8221;) influenza in modo significativo la relazione prestazione lavorativa-EI. L’esaurimento emotivo ha mostrato un’associazione negativa con due componenti dell’EI (ottimismo e abilità sociali). Questa associazione ha avuto un impatto negativo anche sulle prestazioni lavorative. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>Quindi, la relazione prestazione lavorativa-EI è più forte in contesti di elevato esaurimento emotivo o burn-out; in altre parole, i dipendenti con alti livelli di ottimismo e abilità sociali possiedono risorse migliori per sovraperformare quando affrontano contesti di elevato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">esaurimento emotivo </a>.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Leadership</strong></h2>
<p>Diversi studi tentano di studiare la relazione tra EI e leadership. Sebbene l’IE svolga un ruolo positivo nell’efficacia della leadership, ciò che rende efficace un leader è ciò che fa con il suo ruolo, piuttosto che le sue capacità e abilità interpersonali. Sebbene in passato un leader bravo ed efficace dasse ordini e controllasse le prestazioni complessive dell’organizzazione, oggigiorno quasi tutto è diverso: ora ci si aspetta che i leader motivino e creino un senso di appartenenza che faccia sentire i dipendenti a proprio agio, facendoli quindi lavorare di più. effettivamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<p>Ciò non significa che le azioni siano più importanti dell’intelligenza emotiva. I leader hanno ancora bisogno di crescere emotivamente per gestire lo stress, l’equilibrio della vita e altre cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>Un modo corretto per crescere emotivamente, ad esempio, è sviluppare un senso di empatia poiché l&#8217;empatia è un fattore chiave quando si tratta di intelligenza emotiva. In uno studio condotto per analizzare la relazione tra l&#8217;IE dei consulenti scolastici e le capacità di leadership, si è concluso <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>che diversi partecipanti erano buoni leader perché la loro intelligenza emotiva è stata sviluppata nella preparazione dei consulenti, dove viene insegnata l&#8217;empatia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Salute</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2007 di 44 dimensioni degli effetti di Schutte <em>et al. </em>hanno scoperto che l’intelligenza emotiva era associata a una migliore salute mentale e fisica. In particolare, il tratto EI aveva la più forte associazione con la salute mentale e fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Ciò è stato replicato nel 2010 dalla ricercatrice Alexandra Martins che ha scoperto che l&#8217;EI del tratto è un forte predittore della salute dopo aver condotto una meta-analisi basata su 105 dimensioni dell&#8217;effetto e 19.815 partecipanti. Questa meta-analisi ha anche indicato che questa linea di ricerca ha raggiunto sufficiente sufficienza e stabilità per concludere che l’EI è un predittore positivo per la salute. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>Uno studio precedente di Mayer e Salovey ha sostenuto che un’elevata IE può aumentare il benessere grazie al suo ruolo nel migliorare le relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Autostima e dipendenza dalla droga</strong></h2>
<p>Uno studio del 2012 condotto in India ha esaminato in modo incrociato l’intelligenza emotiva, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l’autostima </a>e la dipendenza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marijuana" target="_blank" rel="noopener">dalla marijuana </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Su un campione di 200 soggetti, 100 dei quali erano dipendenti dalla cannabis e gli altri 100 emotivamente sani, il gruppo dipendente ha ottenuto un punteggio eccezionalmente basso sull&#8217;EI rispetto al gruppo di controllo. Hanno anche scoperto che anche il gruppo dipendente aveva un punteggio basso in termini di autostima rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Un altro studio del 2010 ha esaminato se bassi livelli di IE avessero o meno una relazione con il grado di dipendenza da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substance_dependence" target="_blank" rel="noopener">droga </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alcoholism" target="_blank" rel="noopener">alcol </a>in Australia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Nella valutazione di 103 residenti in un centro di riabilitazione dalla droga, hanno esaminato la loro IE insieme ad altri fattori psicosociali in un intervallo di trattamento di un mese. Hanno scoperto che i punteggi EI dei partecipanti miglioravano man mano che i loro livelli di dipendenza diminuivano come parte del trattamento.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Rendimento scolastico</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2020 ha mostrato che gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva mostrano risultati accademici più elevati a scuola. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Questo era un riepilogo di oltre 1.246 effetti provenienti da 158 studi diversi, con una dimensione del campione di 42.529. Gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva hanno ottenuto punteggi migliori nei test standardizzati e hanno ottenuto voti più alti. L’effetto è stato significativamente maggiore per le aree di studio delle discipline umanistiche rispetto a quelle scientifiche/ matematiche , e significativamente maggiore per le abilità dell’intelligenza emotiva (misurate con compiti oggettivi), rispetto alle scale di valutazione dell’intelligenza emotiva. L&#8217;associazione tra intelligenza emotiva e risultati accademici più elevati era ancora significativa anche dopo aver considerato l&#8217;effetto della personalità e dell&#8217;intelligenza dei Big Five degli studenti.</p>
<p>Ci sono tre ragioni per cui una maggiore intelligenza emotiva potrebbe predire un rendimento scolastico migliore. In primo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di regolare le proprie emozioni a scuola: sono in grado di controllare l’ansia che circonda i test e le valutazioni, e la noia quando il materiale non è intrinsecamente interessante. Ciò significa che le loro emozioni non ostacolano i punteggi dei test o la loro capacità di apprendere. In secondo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di costruire migliori relazioni sociali con gli altri studenti e con gli istruttori. Ciò significa che hanno fonti di aiuto quando necessario: altri studenti e insegnanti sono più disposti ad aiutarli quando si trovano in difficoltà. In terzo luogo, alcune delle capacità dell’intelligenza emotiva (comprensione delle emozioni, ad esempio) si sovrappongono ai contenuti accademici, in particolare nelle discipline umanistiche. Cioè, analizzare i temi universali della letteratura o le forze sociali alla base degli eventi storici richiede una conoscenza delle emozioni umane.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Critiche</h2>
<p>L&#8217;EI e l&#8217;analisi originale di Goleman del 1995 sono state criticate all&#8217;interno della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_community" target="_blank" rel="noopener">comunità scientifica </a>: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85]</sup></a></p>
<p><strong>Potere predittivo</strong></p>
<p>Landy distingue tra la discussione &#8220;commerciale&#8221; e quella &#8220;accademica&#8221; dell&#8217;EI, basando questa distinzione sul presunto potere predittivo dell&#8217;EI così come visto da ciascuno dei due. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Secondo Landy, il primo fa affermazioni espansive sul valore applicato dell&#8217;EI, mentre il secondo cerca di mettere in guardia gli utenti da queste affermazioni. Ad esempio, Goleman (1998) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambiguo </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>afferma che &#8220;i leader più efficaci sono simili in un aspetto cruciale: hanno tutti un alto grado di quella che è diventata nota come intelligenza emotiva&#8230;. l’intelligenza emotiva è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sine_qua_non" target="_blank" rel="noopener"><em>condizione sine qua non </em></a>della leadership”. Al contrario, Mayer (1999) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>avverte che &#8220;l&#8217;implicazione della letteratura popolare &#8211; che le persone altamente emotivamente intelligenti possiedono un vantaggio assoluto nella vita &#8211; appare attualmente eccessivamente entusiasta e non comprovata da ragionevoli standard scientifici&#8221;. Landy rafforza ulteriormente questa argomentazione sottolineando che i dati su cui si basano queste affermazioni sono conservati in &#8220;database proprietari&#8221;, il che significa che non sono disponibili a ricercatori indipendenti per rianalisi, replica o verifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86]</sup></a></p>
<p>È difficile creare misure oggettive dell’intelligenza emotiva e dimostrare la sua influenza sulla leadership poiché molte scale sono misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<p>In uno scambio accademico del 2009, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Antonakis" target="_blank" rel="noopener">Antonakis </a>e Ashkanasy / Dasborough concordavano per lo più sul fatto che i ricercatori che testano se l’EI è importante per la leadership non lo hanno fatto utilizzando solidi progetti di ricerca; pertanto, attualmente non esistono prove concrete che dimostrino che l’IE preveda i risultati della leadership tenendo conto della personalità e del QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Antonakis ha sostenuto che l&#8217;EI potrebbe non essere necessaria per l&#8217;efficacia della leadership (si è riferito a questo come il fenomeno della &#8220;maledizione delle emozioni&#8221;, perché i leader che sono troppo sensibili ai propri stati emotivi e a quelli degli altri potrebbero avere difficoltà a prendere decisioni che si tradurrebbe in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_labor" target="_blank" rel="noopener">lavoro emotivo </a>per il leader o i seguaci). Una meta-analisi del 2010 sembra supportare la posizione di Antonakis: ha scoperto che, utilizzando dati esenti da problemi di fonte comune e metodi comuni, le misure di EI correlavano solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pearson_product-moment_correlation_coefficient" target="_blank" rel="noopener">ρ </a>= 0,11 con misure di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership trasformazionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Anche Barling, Slater e Kelloway sostengono questa posizione sulla leadership trasformazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Barling_2000-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Le misure di abilità dell&#8217;EI hanno avuto i risultati peggiori (cioè ρ = 0,04); il WLEIS (misura di Wong-Law) ha fatto un po&#8217; meglio (ρ=0,08), e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">Bar-On </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-baron06-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>misura leggermente meglio (ρ=0,18). Tuttavia, la validità di queste stime non include gli effetti del QI o della personalità dei cinque grandi, che sono correlati sia alle misure di EI che alla leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-leadership_ei-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>Uno studio che analizza l&#8217;impatto dell&#8217;EI sia sulle prestazioni lavorative che sulla leadership ha rilevato che le stime di validità meta-analitica per l&#8217;EI sono scese a zero quando sono stati controllati i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Una meta-analisi ha mostrato lo stesso risultato per Ability EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p>Le misure auto-riferite e di Trait EI mantengono una discreta validità predittiva per le prestazioni lavorative dopo aver controllato i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, la maggiore validità predittiva delle misure di Trait EI può essere attribuita alla loro inclusione di contenuti relativi alla motivazione al raggiungimento, all&#8217;autoefficacia e alle prestazioni di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>Le prove meta-analitiche confermano che l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita che prevede la prestazione lavorativa è dovuta a misure di EI mista e di tratto che attingono all&#8217;autoefficacia e alla prestazione auto-valutata, oltre ai domini di nevroticismo, estroversione, coscienziosità e QI. Pertanto, la capacità predittiva dell’IE mista rispetto alla prestazione lavorativa scende a zero quando si controllano questi fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Uno studio sulla capacità predittiva dell’IE per le prestazioni lavorative ha concluso che un EI più elevato era associato a una maggiore efficacia della leadership per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Questo studio mostra che l&#8217;EI può servire come strumento di identificazione per comprendere chi è (o meno) in grado di trattare in modo efficace con i colleghi. Inoltre, si possono sviluppare e migliorare le proprie qualità di leadership facendo avanzare la propria intelligenza emotiva. L&#8217;IE può essere sviluppata deliberatamente, in particolare gli aspetti di &#8220;facilitare il pensiero con le emozioni&#8221; e &#8220;monitoraggio e regolazione delle emozioni&#8221; sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Correlazioni con la personalità</strong></h2>
<p>I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sulla misura in cui le misure di EI self-report <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Correlation" target="_blank" rel="noopener">sono correlate </a>con le dimensioni della personalità stabilite. Le misure di EI self-report e le misure di personalità convergono perché entrambe pretendono di misurare i tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Due dimensioni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>si distinguono come maggiormente correlate all&#8217;EI auto-riportata: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>. Il nevroticismo si riferisce <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_emotion" target="_blank" rel="noopener">all’emotività negativa </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anxiety_(mood)" target="_blank" rel="noopener">all’ansia </a>. Le persone che ottengono un punteggio elevato nel nevroticismo hanno probabilità di ottenere un punteggio basso nelle misure di EI auto-valutate.</p>
<p>Gli studi hanno esaminato gli effetti multivariati della personalità e dell&#8217;intelligenza sull&#8217;EI e hanno tentato di correggere le stime per l&#8217;errore di misurazione. Ad esempio, uno studio ha dimostrato che l&#8217;intelligenza generale (misurata con il Wonderlic Personnel Test), la gradevolezza (misurata dal NEO-PI) e il genere potrebbero prevedere in modo affidabile la misura dell&#8217;abilità EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Hanno fornito una correlazione multipla (R) di 0,81 con il MSCEIT (la previsione perfetta sarebbe 1). Questo risultato è stato replicato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La replica ha rilevato un multiplo R di 0,76 utilizzando il test di intelligenza &#8220;Culture Fair&#8221; di Cattell e il Big Five Inventory (BFI); covariate significative erano l&#8217;intelligenza (beta standardizzato = .39), la gradevolezza (beta standardizzato = .54) e l&#8217;apertura mentale (beta standardizzato = .46).</p>
<p>Uno studio sull&#8217;Ability Emotional Intelligence Measure ha trovato risultati simili (R multiplo = .69), con predittori significativi che sono intelligenza, beta standardizzato = .69 (utilizzando il test degli scambi e un subtest delle scale Wechsler, il compito di conoscenza generale di 40 elementi) e empatia, beta standardizzato = .26 (utilizzando il questionario di misura della tendenza empatica). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>Antonakis e Dietz (2011b) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>mostrano anche come l&#8217;inclusione o l&#8217;esclusione di variabili di controllo importanti possa modificare radicalmente i risultati.</p>
<p>Le interpretazioni delle correlazioni tra questionari EI e personalità sono state varie, ma una visione prominente è la visione Trait EI, che reinterpreta l&#8217;EI come una raccolta di tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>Una meta-analisi del 2011 ha classificato gli studi sull&#8217;EI in tre flussi: &#8220;(1) modelli basati sulle abilità che utilizzano elementi di test oggettivi; (2) misure di self &#8211; report o peer &#8211; report basate sul modello a quattro rami dell&#8217;EI; e (3 ) &#8220;modelli misti&#8221; di competenze emotive.&#8221; Ha scoperto che questi &#8220;tre flussi hanno correlazioni corrette che vanno da 0,24 a 0,30 con le prestazioni lavorative. I tre flussi erano correlati in modo diverso con l&#8217;abilità cognitiva e con nevroticismo, estroversione, apertura, gradevolezza e coscienziosità. I flussi 2 e 3 hanno la più grande validità incrementale oltre abilità cognitive e il modello a cinque fattori ( FFM ).&#8221; La meta-analisi ha concluso che &#8220;tutti e tre i flussi di EI hanno mostrato una sostanziale importanza relativa in presenza di FFM e intelligenza nel prevedere le prestazioni lavorative&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una meta-analisi di follow-up nel 2015 ha ulteriormente corroborato questi risultati e ha affrontato le preoccupazioni sulla &#8220;discutibile validità di costrutto delle misure di EI miste&#8221; sostenendo che &#8220;gli strumenti di EI misti valutano una combinazione di abilità EI e autopercezioni, in oltre alla personalità e alle capacità cognitive.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi del 2017 </a>di 142 fonti di dati ha rilevato un’ampia sovrapposizione tra il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>e l’EI del tratto. La sovrapposizione era così ampia da concludere che &#8220;I risultati suggeriscono che il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>è molto simile, forse anche un sinonimo, al tratto EI&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Tuttavia, la sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;abilità EI era più moderata, con una correlazione di circa 0,28. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Nel 2021, due articoli di revisione hanno esaminato la relazione tra intelligenza emotiva e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dark_triad" target="_blank" rel="noopener">triade oscura </a>dei tratti della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissism" target="_blank" rel="noopener">narcisismo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Machiavellianism_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">machiavellismo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychopathy" target="_blank" rel="noopener">psicopatia </a>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Questa ricerca ha scoperto che l&#8217;intelligenza emotiva mostrava associazioni negative con tutti e tre i domini della triade oscura della personalità. Dei quattro rami di abilità dell’intelligenza emotiva, gli effetti maggiori riguardavano la gestione delle emozioni (rispetto alla percezione, all’uso o alla comprensione delle emozioni) e alla psicopatia (rispetto al narcisismo o al machiavellismo). I due diversi aspetti del narcisismo hanno mostrato relazioni diverse con l’intelligenza emotiva. Il narcisismo vulnerabile (caratterizzato da ansia e fragile autostima) era associato a una minore intelligenza emotiva. Tuttavia, il narcisismo grandioso (caratterizzato da fiducia in se stessi, dominanza e senso di ego gonfiato) è correlato a livelli più elevati di intelligenza emotiva. Ciò indica che non tutte le personalità “oscure” mancano di intelligenza emotiva.</p>
<p>Una meta-analisi del 2021 ha mostrato che l&#8217;intelligenza emotiva era associata positivamente all&#8217;attaccamento sicuro negli adulti, ma associata negativamente a stili di attaccamento insicuri come l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Le associazioni con l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante erano significative sia per l&#8217;abilità EI che per le scale di valutazione dell&#8217;EI. Tuttavia, solo le scale di valutazione dell’EI hanno mostrato un’associazione significativamente positiva con l’attaccamento sicuro. Gli autori suggeriscono che lo sviluppo precoce degli stili di attaccamento può facilitare (o ostacolare) lo sviluppo delle capacità emotive e dei tratti coinvolti nell’EI.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Risposta socialmente desiderabile</strong></h2>
<p>La risposta socialmente desiderabile ( SDR ), o &#8220;falso bene&#8221;, è un modello di risposta in cui i partecipanti al test si rappresentano sistematicamente con un pregiudizio eccessivamente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>È noto da tempo che questo bias contamina le risposte sugli inventari di personalità, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>agendo come mediatore delle relazioni tra le misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>È stato suggerito che rispondere in modo desiderabile sia un &#8220;insieme di risposte&#8221;, un modello di risposta situazionale e temporaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questo è in contrasto con uno &#8220;stile di risposta&#8221;, che è una qualità simile a un tratto più a lungo termine. Considerando i contesti in cui vengono utilizzati alcuni inventari di EI self-report (ad esempio, contesti lavorativi), i problemi delle serie di risposte in scenari ad alta posta in gioco sono chiari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Esistono alcuni metodi per impedire risposte socialmente desiderabili agli inventari di comportamento. Alcuni ricercatori ritengono che sia necessario avvertire i partecipanti al test di non fingere di essere bravi prima di sostenere un test della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Alcuni inventari utilizzano scale di validità per determinare la probabilità o la coerenza delle risposte tra tutti gli item.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come comportamento piuttosto che come intelligenza</strong></h2>
<p>I primi lavori di Goleman sono stati criticati per aver presupposto che l&#8217;IE sia un tipo di intelligenza o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_ability" target="_blank" rel="noopener">abilità cognitiva </a>. Eysenck scrive che la descrizione dell&#8217;EI di Goleman contiene presupposti infondati sull&#8217;intelligenza in generale e che è addirittura contraria a ciò che i ricercatori si aspettano quando studiano i tipi di intelligenza:</p>
<p>&#8220;[Goleman] esemplifica più chiaramente di molti altri la fondamentale assurdità della tendenza a classificare quasi ogni tipo di comportamento come &#8216;intelligenza&#8217;&#8230; Se queste cinque &#8216;capacità&#8217; definiscono &#8216;intelligenza emotiva&#8217;, ci aspetteremmo qualche prova che siano altamente correlati; Goleman ammette che potrebbero essere del tutto incorrelati, e in ogni caso, se non possiamo misurarli, come facciamo a sapere che sono correlati? Quindi l&#8217;intera teoria è costruita sulle sabbie mobili: non esiste una solida base scientifica.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-auto-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<p>Allo stesso modo, Locke afferma che il concetto di EI è un’interpretazione errata del costrutto dell’intelligenza, e offre un’interpretazione alternativa: non è un’altra forma o tipo di intelligenza, ma l’intelligenza – la capacità di cogliere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstractions" target="_blank" rel="noopener">astrazioni </a>– applicata a un particolare ambito della vita: emozioni. Suggerisce che il concetto dovrebbe essere rietichettato e denominato abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-locke-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p>L&#8217;essenza di queste critiche è che l&#8217;indagine scientifica dipende dall&#8217;utilizzo di costrutti validi e coerenti e che prima dell&#8217;introduzione del termine EI, gli psicologi avevano stabilito distinzioni teoriche tra fattori come abilità e risultati, abilità e abitudini, atteggiamenti e valori e tratti della personalità. e stati emotivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-everydaypsychology-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Alcuni studiosi ritengono che il termine <em>EI </em>unisca e confonda tali concetti e definizioni accettati.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come abilità piuttosto che qualità morale</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Grant" target="_blank" rel="noopener">Adam Grant </a>ha messo in guardia contro la percezione comune ma errata dell’IE come una qualità morale desiderabile piuttosto che come un’abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>Grant ha affermato che un&#8217;IE ben sviluppata non è solo uno strumento strumentale per raggiungere obiettivi, ma può funzionare come un&#8217;arma per manipolare gli altri derubandoli della loro capacità di ragionare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come misura di conformità</strong></h2>
<p>Una critica ai lavori di Mayer e Salovey viene da uno studio che suggerisce che l&#8217;EI, misurato dal MSCEIT , potrebbe solo misurare la conformità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Questo argomento è radicato nell&#8217;uso da parte del MSCEIT della valutazione basata sul consenso e nel fatto che i punteggi del MSCEIT sono distribuiti negativamente (il che significa che i suoi punteggi differenziano meglio tra le persone con bassa IE rispetto alle persone con alta IE).</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>L&#8217;IE come forma di conoscenza</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra critica afferma che, a differenza dei test di capacità cognitiva, il MSCEIT &#8220;verifica la conoscenza delle emozioni ma non necessariamente la capacità di eseguire compiti legati alla conoscenza valutata&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Se qualcuno sa come dovrebbe comportarsi in una situazione emotivamente carica, non ne consegue necessariamente che possa effettivamente mettere in atto il comportamento segnalato.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Il NICHD spinge per il consenso</strong></h2>
<p>L’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener">Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </a>ha riconosciuto che, poiché esistono divisioni sul tema dell’EI, la comunità della salute mentale deve concordare alcune linee guida per descrivere una buona salute mentale e condizioni di vita mentale positive. Nella loro sezione &#8220;Psicologia positiva e concetto di salute&#8221;, spiegano: &#8220;Attualmente esistono sei modelli concorrenti di salute positiva, che si basano su concetti come essere al di sopra della norma, forza caratteriale e virtù fondamentali, maturità evolutiva, socialità e intelligenza emotiva, benessere soggettivo e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_resilience" target="_blank" rel="noopener">resilienza </a>. Ma questi concetti definiscono la salute in termini filosofici piuttosto che empirici. Il dottor [Lawrence] Becker ha suggerito la necessità di un consenso sul concetto di salute psicologica positiva&#8230;&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Psychology" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale di psicologia</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Philosophy" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale di filosofia</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Business" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale aziendale</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_literacy" target="_blank" rel="noopener">Alfabetizzazione emotiva : comprensione delle </a>emozioni proprie e degli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente di empatia </a>&#8211; Misura di autovalutazione psicologica dell&#8217;empatia</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_thought_method" target="_blank" rel="noopener">Metodo del pensiero emotivo </a>– Attività per costruire l’intelligenza emotiva</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Four_Cornerstone_Model_of_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Modello dei quattro pilastri dell’intelligenza emotiva </a>– Modello emotivo che si concentra sulla conoscenza, sull’applicazione pratica e sull’esplorazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità di vita </a>: capacità di comportamento adattivo e positivo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Cenni sull&#8217;intelligenza umana </a>&#8211; Panoramica e guida d&#8217;attualità all&#8217;intelligenza umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/People_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità delle persone </a>– Tipo di abilità interpersonale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_psychology" target="_blank" rel="noopener">Psicologia positiva </a>– Approccio allo studio scientifico psicologico</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_mindedness" target="_blank" rel="noopener">Mentalità psicologica </a>: la capacità di una persona di auto-esame, auto-riflessione, introspezione e intuizione personale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Religiosity_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Religiosità e intelligenza emotiva </a>– Legame tra religiosità e intelligenza</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">Competenze trasversali </a>– Combinazione di competenze che consentono alle persone di orientarsi nel proprio ambiente</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Temperance_(virtue)" target="_blank" rel="noopener">Temperanza (virtù) </a>– Virtù cardinale del controllo sugli eccessi</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Brackett" target="_blank" rel="noopener">Marc Brackett </a>&#8211; Psicologo ricercatore americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Joshua_Freedman" target="_blank" rel="noopener">Joshua Freedman </a>&#8211; Accademico americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anabel_Jensen" target="_blank" rel="noopener">Anabel Jensen </a>&#8211; Educatrice e autrice americana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Carolyn </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Saarni </a>– Psicologa dello sviluppo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Steiner" target="_blank" rel="noopener">Claude Steiner </a>– Psicoterapeuta e psicologo americano (1935-2017)</li>
</ul>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Colman A (2008). Un dizionario di psicologia (3 ed.). La stampa dell&#8217;università di Oxford. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780199534067" target="_blank" rel="noopener"><em>9780199534067 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Beldoch M, Davitz JR (1976). </em><a href="https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=uc1.32106000103371" target="_blank" rel="noopener"><em>La comunicazione del significato emotivo </em></a><em>. Westport, Connecticut: Greenwood Press. P. 39. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780837185279" target="_blank" rel="noopener"><em>9780837185279 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>OCLC</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/oclc/647368022" target="_blank" rel="noopener"><em>647368022 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Golemann et al. (2023). &#8220;Cosa rende un leader?&#8221;. Revisione aziendale di Harvard. <strong>76 </strong>: 92–105.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Jovanovski A (28-03-2020). </em><a href="https://www.trainerslibrary.org/emotional-intelligence/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Biblioteca dei formatori. Estratto il 26/03/2023.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:8_5-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:8_5-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:8_5-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:8_5-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Beasley K (maggio 1987). </em><a href="http://www.keithbeasley.co.uk/EQ/Original%20EQ%20article.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il quoziente emotivo&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Mensa: 25.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV, Furnham A (novembre 2001). &#8220;Intelligenza emotiva dei tratti: indagine psicometrica con riferimento a tassonomie dei tratti consolidate&#8221;. Giornale europeo della personalità. <strong>15 </strong>(6): 425–48. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fper.416" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/per.416 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144031083" target="_blank" rel="noopener"><em>144031083 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications_7-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications_7-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications_7-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications_7-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Mayer JD, Salovey P, Caruso DR (luglio 2004). &#8220;Intelligenza emotiva: teoria, risultati e implicazioni&#8221;. Inchiesta psicologica. <strong>15 </strong>(3): 197–215. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1207%2Fs15327965pli1503_02" target="_blank" rel="noopener"><em>1207/s15327965pli1503_02 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144415437" target="_blank" rel="noopener"><em>144415437 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Durand K, Gallay M, Seigneuric A, Robichon F, Baudouin JY (maggio 2007). </em><a href="https://hal-univ-bourgogne.archives-ouvertes.fr/hal-00568168/file/The_development_of_facial_emotion_recognition.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Lo sviluppo del riconoscimento delle emozioni facciali: il ruolo delle informazioni configurali&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Giornale di psicologia infantile sperimentale. <strong>97 </strong>(1): 14–27. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jecp.2006.12.001" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jecp.2006.12.001 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17291524" target="_blank" rel="noopener"><em>17291524 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:18976192" target="_blank" rel="noopener"><em>18976192 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20180721152122/https:/hal-univ-bourgogne.archives-ouvertes.fr/hal-00568168/file/The_development_of_facial_emotion_recognition.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 21-07-2018.</em></li>
<li><em>Bänziger T (2014). &#8220;Misurare la capacità di riconoscimento delle emozioni&#8221;. In Michalos AC (a cura di). Enciclopedia della ricerca sulla qualità della vita e sul benessere. Dordrecht: Springer Paesi Bassi. pp. 3934–3941. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2F978-94-007-0753-5_4188" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/978-94-007-0753-5_4188 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-94-007-0753-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-94-007-0753-5 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://health.usnews.com/health-news/news/articles/2013/01/28/scientists-complete-1st-map-of-emotional-intelligence-in-the-brain" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Gli scienziati completano la prima mappa dell'&#8221;intelligenza emotiva&#8221; nel cervello&#8221; </em></a><em>. Notizie dagli Stati Uniti e rapporto mondiale. 28-01-2013. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140814225540/http:/health.usnews.com/health-news/news/articles/2013/01/28/scientists-complete-1st-map-of-emotional-intelligence-in-the-brain" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 14-08-2014.</em></li>
<li><em>Kosonogov VV , Vorobyeva E, Kovsh E, Ermakov PN (2019). </em><a href="https://scindeks-clanci.ceon.rs/data/pdf/2334-847X/2019/2334-847X1901137K.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una revisione dei </em></a><a href="https://scindeks-clanci.ceon.rs/data/pdf/2334-847X/2019/2334-847X1901137K.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>correlati neurofisiologici e genetici dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Giornale internazionale di ricerca cognitiva in scienza, ingegneria e istruzione. <strong>7 </strong>(1): 137–142. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5937%2FIJCRSEE1901137K" target="_blank" rel="noopener"><em>5937/IJCRSEE1901137K </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/2334-847X" target="_blank" rel="noopener"><em>2334-847X </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20200211065825/https:/scindeks-clanci.ceon.rs/data/pdf/2334-847X/2019/2334-847X1901137K.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 2020-02-11.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>张辉华</em><em>,</em><em>王辉</em><em>; ZHANG Hui-Hua, WANG Hui (28/02/2011). </em><a href="https://journal.psych.ac.cn/xlxb/CN/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;</em></a><a href="https://journal.psych.ac.cn/xlxb/CN/" target="_blank" rel="noopener"><em>个体情绪智力与工作场所绩效关系的元分析</em></a><a href="https://journal.psych.ac.cn/xlxb/CN/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8221; </em></a><em>.</em><em>心理学</em><em>报</em><em>(in cinese). <strong>43 </strong>(2): 188. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0439-755X" target="_blank" rel="noopener"><em>0439-755X </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://online.hbs.edu/blog/post/emotional-intelligence-in-leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva nella leadership: perché è importante&#8221; </em></a><em>. Blog sugli approfondimenti aziendali. 2019-04-03. Estratto il 10/11/2023.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Polizia di Harms, Credé M (2010). &#8220;Problemi rimanenti nella ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva: sovrapposizione di costrutti, artefatti del metodo e mancanza di validità incrementale&#8221;. Psicologia industriale e organizzativa: prospettive su scienza e pratica. <strong>3 </strong>(2): 154–158. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01217.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1754-9434. </em></a><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01217.x" target="_blank" rel="noopener"><em>2010.01217.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144371039" target="_blank" rel="noopener"><em>144371039 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Cavazotte F, Moreno V, Hickmann M (2012). &#8220;Effetti dell&#8217;intelligenza del leader, della personalità e dell&#8217;intelligenza emotiva sulla leadership trasformazionale e sulle prestazioni manageriali&#8221;. Il trimestrale della leadership. <strong>23 </strong>(3): 443–455. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.leaqua.2011.10.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.leaqua.2011.10.003 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <em>Joseph DL, Newman DA (gennaio 2010). &#8220;Intelligenza emotiva: una meta-analisi integrativa e un modello a cascata&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>95 </strong>(1): 54–78. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0017286" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0017286 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20085406" target="_blank" rel="noopener"><em>20085406 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11238077" target="_blank" rel="noopener"><em>11238077 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>O&#8217;Boyle Jr EH, Humphrey RH, Pollack JM, Hawver TH, Story PA (01-07-2011). </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La relazione tra intelligenza emotiva e prestazione lavorativa: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>32 </strong>(5): 788–818. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.714 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1099-1379" target="_blank" rel="noopener"><em>1099-1379 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceC_15-7" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>H</sup></em></strong></a> <em>Joseph DL, Jin J, Newman DA, O&#8217;Boyle EH (marzo 2015). &#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita prevede la prestazione lavorativa? Un&#8217;indagine meta-analitica sull&#8217;EI mista&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>100 </strong>(2): 298–342. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0037681" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0037681 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25243996" target="_blank" rel="noopener"><em>25243996 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:1602838" target="_blank" rel="noopener"><em>1602838 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Dhani P (5 marzo 2021). </em><a href="https://www.researchgate.net/publication/305815636" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva: storia, modelli e misure&#8221; </em></a><em>. Sportello di ricerca.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Beldoch M (1964). &#8220;Sensibilità all&#8217;espressione del significato emotivo in tre modalità di comunicazione&#8221;. In Davitz JR, et al. (a cura di). La comunicazione del significato emotivo. McGraw-Hill. pagine 31–42.</em></li>
<li><em>Beldoch M (1973). </em><a href="https://books.google.com/books?id=LKqQM3CLAyQC&amp;pg=PA121" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sensibilità all&#8217;espressione del significato emotivo in tre modalità di comunicazione&#8221; </em></a><em>. In Argyle M (a cura di). Contributi alle interazioni sociali: incontri sociali. Editori di transazioni. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780202368979" target="_blank" rel="noopener"><em>9780202368979 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-18" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Leuner B (1966). &#8220;Intelligenza emotiva ed emancipazione&#8221;. Praxis der Kinderpsychologie und Kinderpsychiatrie . <strong>15 </strong>: 193–203.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Gardner H (1983). Stati d&#8217;animo. New York: libri di base.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Smith MK (2002). </em><a href="https://infed.org/mobi/howard-gardner-multiple-intelligences-and-education/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Howard Gardner, intelligenze multiple ed educazione&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Enciclopedia dell&#8217;educazione informale. </em><a href="https://web.archive.org/web/20051102035039/http:/www.infed.org/thinkers/gardner.htm" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 2005-11-02. Estratto il 01-11-2005.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-21" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Salovey P, Mayer JD (1989). </em><a href="http://ei.yale.edu/journal/imagination-cognition-and-personality/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Immaginazione, cognizione e personalità. <strong>9 </strong>(3): 185–211. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2190%2Fdugg-p24e-52wk-6cdg" target="_blank" rel="noopener"><em>2190/dugg-p24e-52wk-6cdg </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/10654%2F36316" target="_blank" rel="noopener"><em>10654/36316 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:219900460" target="_blank" rel="noopener"><em>219900460 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1995_22-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener"><em>Goleman D </em></a><em>(1996). </em><a href="https://archive.org/details/emotionalintelli00dani" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva: perché può essere più importante del QI </em></a><em>. Libri Bantam. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-553-38371-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-553-38371-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-23" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Schawbel D. </em><a href="https://web.archive.org/web/20121104185806/http:/www.forbes.com/sites/danschawbel/2011/09/15/daniel-goleman-on-leadership-and-the-power-of-emotional-intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Daniel Goleman sulla leadership e il potere dell&#8217;intelligenza emotiva &#8211; Forbes&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Forbes" target="_blank" rel="noopener"><em>Forbes </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="https://www.forbes.com/sites/danschawbel/2011/09/15/daniel-goleman-on-leadership-and-the-power-of-emotional-intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>04-11-2012. Estratto il 07/03/2014.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Goleman D (1998). Lavorare con l&#8217;intelligenza emotiva. New York: libri Bantam.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Lantieri L, Goleman D (2008). Costruire l&#8217;intelligenza emotiva: tecniche per coltivare la forza interiore nei bambini. Sembra vero. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-59179-849-1" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-59179-849-1 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Goleman D (2011). Il cervello e l&#8217;intelligenza emotiva: nuove intuizioni. Più del suono. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-934441-15-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-934441-15-2 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Goleman D (2011). Leadership: il potere dell&#8217;intelligenza emotiva. Più del suono.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Cavallo K, Brienza D (2001). </em><a href="http://www.eiconsortium.org/reports/jj_ei_study.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Competenza emotiva ed eccellenza nella leadership presso Johnson &amp; Johnson: studio sull&#8217;intelligenza emotiva e la leadership&#8221; </em></a><em>. Consorzio per la ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva nelle organizzazioni. Estratto l&#8217;8 settembre 2020.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-27" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Marrone H (14 novembre 2018). </em><a href="https://positivepsychologyprogram.com/emotional-intelligence-eq/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;intelligenza emotiva e come migliorarla? (Definizione + test EQ)&#8221; </em></a><em>. positivepsychologyprogram.com. Estratto il 3 febbraio il 2019.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-28" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Tobak S (2012-02-13). </em><a href="https://web.archive.org/web/20121128120307/http:/www.cbsnews.com/8301-505125_162-57376240/why-emotional-intelligence-is-just-a-fad/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva è solo una moda passeggera&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CBS_News" target="_blank" rel="noopener"><em>Notizie della CBS </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.cbsnews.com/8301-505125_162-57376240/why-emotional-intelligence-is-just-a-fad/" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>28/11/2012. Estratto il 07/03/2014.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <em>Mayer JD, Roberts RD, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sigal_G._Barsade" target="_blank" rel="noopener">Barsade SG </a>(2008). </em><a href="https://www.researchgate.net/publication/5907081" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Abilità umane: intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Rassegna annuale di psicologia. <strong>59 </strong>: 507–36. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.psych.59.103006.093646" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.psych.59.103006.093646 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17937602" target="_blank" rel="noopener"><em>17937602 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11801336" target="_blank" rel="noopener"><em>11801336 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20151222125327/https:/www.researchgate.net/publication/5907081_Human_Abilities_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 22-12-2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Kluemper,_D.H._2008_30-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>KluemperDH (2008). &#8220;Tratto dell&#8217;intelligenza emotiva: l&#8217;impatto delle valutazioni del sé fondamentale e della desiderabilità sociale&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>44 </strong>(6): 1402–1412. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2007.12.008" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2007.12.008 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Martins A, Ramalho N, Morin E (2010). &#8220;Una meta-analisi completa del rapporto tra intelligenza emotiva e salute&#8221;. Giornale di personalità e differenze individuali. <strong>49 </strong>(6): 554–564. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2010.05.029" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2010.05.029 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-32" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Mayer JD, Salovey P, Caruso DR, Sitarenios G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva come intelligenza standard&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 232–42. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.232" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.232 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a></em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934682" target="_blank" rel="noopener"><em>12934682 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>MacCann C, Joseph DL, Newman DA, Roberts RD (aprile 2014). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva è un fattore del secondo strato dell&#8217;intelligenza: evidenza da modelli gerarchici e bifattoriali&#8221;. Emozione. <strong>14 </strong>(2): 358–374. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0034755" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0034755 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a></em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24341786" target="_blank" rel="noopener"><em>24341786 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-33" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Salovey P (1997). &#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;intelligenza emotiva?&#8221;. In Salovey P, Sluyter D (a cura di). Sviluppo emotivo e intelligenza emotiva: implicazioni per gli educatori. New York: libri di base. pagine 3–31. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-521-51806-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-521-51806-2 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Salovey P, Grewal D (2005). </em><a href="https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/131109" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La scienza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Direzioni attuali nella scienza psicologica. <strong>14 </strong>(6): 6. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.0963-7214.2005.00381.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.0963-7214.2005.00381.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2143869" target="_blank" rel="noopener"><em>2143869 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-35" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Bradberry TR, Su LD (2003). </em><a href="https://www.psicothema.com/pdf/3277.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Valutazione dell&#8217;intelligenza emotiva basata sulle abilità rispetto alle abilità&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Psicotema . 18 Supplementi: 59–66. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17295959" target="_blank" rel="noopener"><em>17295959 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20120905061723/http:/www.psicothema.com/pdf/3277.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 05-09-2012. Estratto il 07/03/2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-36" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brackett MA, Mayer JD (settembre 2003). &#8220;Validità convergente, discriminante e incrementale di misure concorrenti di intelligenza emotiva&#8221;. Bollettino di personalità e psicologia sociale. <strong>29 </strong>(9): 1147–58. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F0146167203254596" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/0146167203254596 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15189610" target="_blank" rel="noopener"><em>15189610 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:5744173" target="_blank" rel="noopener"><em>5744173 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-37" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Salovey P, Caruso DR, Sitarenios G (marzo 2003). &#8220;Misurare l&#8217;intelligenza emotiva con MSCEIT V2.0&#8221;. Emozione. <strong>3 </strong>(1): 97–105. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.3.1.97" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.3.1.97 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12899321" target="_blank" rel="noopener"><em>12899321 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-38" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV (2015). &#8220;Abilità e tratti dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. In Chamorro- Premuzic T, von Stumm S, Furnham A (a cura di). Il Manuale Wiley-Blackwell delle differenze individuali. Londra: John Wiley &amp; Figli. pagine 656–78. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-119-05030-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-119-05030-8 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-39" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Føllesdal H (2008). </em><a href="https://web.archive.org/web/20081216094950/http:/www.psykologi.uio.no/studier/drpsych/disputaser/follesdal_summary.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva come abilità: valutare la validità dei costrutti dei punteggi del test di intelligenza emotiva Mayer-Salovey-Caruso ( </em></a><a href="https://web.archive.org/web/20081216094950/http:/www.psykologi.uio.no/studier/drpsych/disputaser/follesdal_summary.html" target="_blank" rel="noopener"><em>MSCEIT </em></a><a href="https://web.archive.org/web/20081216094950/http:/www.psykologi.uio.no/studier/drpsych/disputaser/follesdal_summary.html" target="_blank" rel="noopener"><em>) </em></a><em>(tesi di dottorato). Università di Oslo. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.psykologi.uio.no/studier/drpsych/disputaser/follesdal_summary.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>16-12-2008.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-40" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nowicki S, deputato del duca (01/03/1994). </em><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/BF02169077" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Differenze individuali nella comunicazione non verbale degli affetti: l&#8217;analisi diagnostica della scala di accuratezza non verbale&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento non verbale. <strong>18 </strong>(1): 9–35. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2FBF02169077" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/BF02169077 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1573-3653" target="_blank" rel="noopener"><em>1573-3653 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144426091" target="_blank" rel="noopener"><em>144426091 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-41" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Matsumoto D, LeRoux J, Wilson-Cohn C, Raroque J, Kooken K, Ekman P, Yrizarry N, Loewinger S, Uchida H, Yee A, Amo L (2000-09-01). </em><a href="https://link.springer.com/article/10.1023/A:1006668120583" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Un nuovo test per misurare la capacità di riconoscimento delle emozioni: il breve test di riconoscimento degli affetti giapponese e caucasico di Matsumoto ed Ekman ( </em></a><a href="https://link.springer.com/article/10.1023/A:1006668120583" target="_blank" rel="noopener"><em>JACBART </em></a><a href="https://link.springer.com/article/10.1023/A:1006668120583" target="_blank" rel="noopener"><em>)&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento non verbale. <strong>24 </strong>(3): 179–209. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1023%2FA%3A1006668120583" target="_blank" rel="noopener"><em>1023/A:1006668120583 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1573-3653" target="_blank" rel="noopener"><em>1573-3653 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:18039888" target="_blank" rel="noopener"><em>18039888 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>MacCann C, Roberts RD (2008). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Nuovi paradigmi per la valutazione dell&#8217;intelligenza emotiva: teoria e dati&#8221; </em></a><em>. Emozione. <strong>8 </strong>(4): 540–551. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0012746 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18729584" target="_blank" rel="noopener"><em>18729584 </em></a><em>– tramite APA.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-boy_43-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Boyatzis RE, Goleman D, Rhee K (2000). &#8220;Cluster di competenze nell&#8217;intelligenza emotiva: approfondimenti dall&#8217;Emotional Competence Inventory (ECI).&#8221; In Bar-On R, Parker JD (a cura di). Manuale di intelligenza emotiva. vol. 99. San Francisco: Jossey-Bass. pagine 343–62.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-44" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Bradberry T, Greaves J (2009). Intelligenza Emotiva 2.0. San Francisco: Gruppo di editori ovest. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-9743206-2-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-9743206-2-5 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Furnham A (2000). &#8220;Sulla struttura dimensionale dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>29 </strong>(2): 313–320. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.475.5285" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.475.5285 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fs0191-8869%2899%2900195-6" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1016/s0191-8869(99)00195-6 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Pita R, Kokkinaki F (maggio 2007). &#8220;La posizione dell&#8217;intelligenza emotiva dei tratti nello spazio dei fattori di personalità&#8221;. Giornale britannico di psicologia. <strong>98 </strong>(Pt 2): 273–89. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1348%2F000712606x120618" target="_blank" rel="noopener"><em>1348/000712606&#215;120618 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17456273" target="_blank" rel="noopener"><em>17456273 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-47" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV, Furnham A (2001). &#8220;Intelligenza emotiva dei tratti: indagine psicometrica con riferimento a tassonomie dei tratti stabilite&#8221;. Giornale europeo della personalità. <strong>15 </strong>(6): 425–448. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fper.416" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/per.416 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144031083" target="_blank" rel="noopener"><em>144031083 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-48" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Pérez JC, Petrides PJ, Furnham A (2005). &#8220;Misurare l&#8217;intelligenza emotiva dei tratti&#8221;. In Schulze R, Roberts RD (a cura di). Manuale internazionale di intelligenza emotiva. Cambridge, Massachusetts: Hogrefe &amp; Huber. pagine 123–43. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">CiteSeerX</a> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.474.294" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.474.294 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-49" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Petrides KV, Furnham A (2003). &#8220;Tratto dell&#8217;intelligenza emotiva: validazione comportamentale in due studi sul riconoscimento delle emozioni e sulla reattività all&#8217;induzione dell&#8217;umore&#8221;. Giornale europeo della personalità. <strong>17 </strong>: 39–75. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fper.466" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/per.466 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:4287409" target="_blank" rel="noopener"><em>4287409 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Mikolajczak M, Luminet O, Leroy C, Roy E (giugno 2007). </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00223890701333431" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Proprietà psicometriche del questionario sull&#8217;intelligenza emotiva dei tratti: struttura dei fattori, affidabilità, costrutto e validità incrementale in una popolazione di lingua francese&#8221; </em></a><em>. Giornale di valutazione della personalità. <strong>88 </strong>(3): 338–53. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00223890701333431" target="_blank" rel="noopener"><em>1080/00223890701333431 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17518555" target="_blank" rel="noopener"><em>17518555 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:21196733" target="_blank" rel="noopener"><em>21196733 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-51" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Vernon PA, Petrides KV, Bratko D, Schermer JA (ottobre 2008). &#8220;Uno studio genetico comportamentale dell&#8217;intelligenza emotiva dei tratti&#8221;. Emozione. <strong>8 </strong>(5): 635–42. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0013439" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0013439 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18837613" target="_blank" rel="noopener"><em>18837613 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-52" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Gardner JK , Qualter P (2010). &#8220;Validità simultanea e incrementale di tre misure di intelligenza emotiva dei tratti&#8221;. Giornale australiano di psicologia. <strong>62 </strong>: 5–12. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00049530903312857" target="_blank" rel="noopener"><em>1080/00049530903312857 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-53" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Checa P, Fernández-Berrocal P (2015). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4664650" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il ruolo del quoziente intellettivo e dell&#8217;intelligenza emotiva nei processi di controllo cognitivo&#8221; </em></a><em>. Frontiere in psicologia. <strong>6 </strong>: 1853. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.3389%2Ffpsyg.2015.01853" target="_blank" rel="noopener"><em>3389/fpsyg.2015.01853 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4664650" target="_blank" rel="noopener"><em>4664650 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26648901" target="_blank" rel="noopener"><em>26648901 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Salovey P, Grewal D (2005). </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20183048" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La scienza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Direzioni attuali nella scienza psicologica. <strong>14 </strong>(6): 281–285. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.0963-7214.2005.00381.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.0963-7214. </em></a><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.0963-7214.2005.00381.x" target="_blank" rel="noopener"><em>2005.00381.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/0963-7214" target="_blank" rel="noopener"><em>0963-7214 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20183048" target="_blank" rel="noopener"><em>20183048 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2143869" target="_blank" rel="noopener"><em>2143869 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Lim AG (15 giugno 2020). </em><a href="http://www.simplypsychology.org/video/ezoic/view?videoID=dd9bb289466ef215b732d7445ff3fbdbc7fcc3d1" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I cinque grandi tratti della personalità&#8221; </em></a><em>. Estratto l&#8217;11-12-2020.</em></li>
<li><em>Lim AG (3 novembre 2022). </em><a href="https://www.simplypsychology.org/big-five-personality.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I cinque grandi tratti della personalità&#8221; </em></a><em>. Semplicemente psicologia.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:7_54-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:7_54-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:7_54-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:7_54-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>MacCann C, Jiang Y, Brown LE, Doppio KS, Bucich M, Minbashian A (2020). </em><a href="https://doi.org/10.1037/bul0000219" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva predice il rendimento scolastico: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Bollettino psicologico. <strong>146 </strong>(2): 150–186. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fbul0000219" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/bul0000219 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31829667" target="_blank" rel="noopener"><em>31829667 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:209342554" target="_blank" rel="noopener"><em>209342554 </em></a><em>– tramite APA.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-55" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Heffernan M, Quinn Griffin MT, Fitzpatrick JJ (agosto 2010). &#8220;Autocompassione e intelligenza emotiva negli infermieri&#8221;. Giornale internazionale di pratica infermieristica. <strong>16 </strong>(4): 366–73. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1440-172X.2010.01853.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1440-172X. </em></a><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1440-172X.2010.01853.x" target="_blank" rel="noopener"><em>2010.01853.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20649668" target="_blank" rel="noopener"><em>20649668 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:1902234" target="_blank" rel="noopener"><em>1902234 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Bratton VK , Dodd NG, Brown FW (gennaio 2011). </em><a href="https://scholarworks.montana.edu/xmlui/handle/1/12652" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza emotiva sull&#8217;accuratezza della consapevolezza </em></a><a href="https://scholarworks.montana.edu/xmlui/handle/1/12652" target="_blank" rel="noopener"><em>di sé </em></a><a href="https://scholarworks.montana.edu/xmlui/handle/1/12652" target="_blank" rel="noopener"><em>e sulla performance di leadership&#8221; </em></a><em>. Rivista per lo sviluppo della leadership e dell&#8217;organizzazione. <strong>32 </strong>(2): 127–149. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F01437731111112971" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/01437731111112971 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/0143-7739" target="_blank" rel="noopener"><em>0143-7739 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-56" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Sbiancante S (25 novembre 2020). </em><a href="https://www.forbes.com/sites/forbescoachescouncil/2020/11/25/the-importance-of-emotional-intelligence-in-business/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;importanza </em></a><a href="https://www.forbes.com/sites/forbescoachescouncil/2020/11/25/the-importance-of-emotional-intelligence-in-business/" target="_blank" rel="noopener"><em>dell&#8217;intelligenza </em></a><a href="https://www.forbes.com/sites/forbescoachescouncil/2020/11/25/the-importance-of-emotional-intelligence-in-business/" target="_blank" rel="noopener"><em>emotiva negli affari&#8221; </em></a><em>. Forbes. Estratto il 26 febbraio il 2021.</em></li>
<li>JCA Global Ltd. e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chartered_Institute_of_Procurement_%26_Supply" target="_blank" rel="noopener">CIPS </a>(2017), <a href="https://www.cips.org/Documents/1/JCA-CIPS-EI-in-Procurement-report.pdf" target="_blank" rel="noopener">Emotional Intelligence in the Procurement Sector </a>, accesso il 26 febbraio 2021</li>
<li><em>Kelly EJ , et al. (settembre 2016). </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.icj.2016.07.001" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva nella negoziazione e nella mediazione&#8221; </em></a><em>. Giurisprudenza comparata internazionale. <strong>2 </strong>(1): 55–60. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.icj.2016.07.001" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.icj.2016.07.001 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-57" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Agnello J, Pepler DJ, Craig W (aprile 2009). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2669002" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Approccio al bullismo e alla vittimizzazione&#8221; </em></a><em>. Medico di famiglia canadese. <strong>55 </strong>(4): 356–60. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2669002" target="_blank" rel="noopener"><em>2669002 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19366941" target="_blank" rel="noopener"><em>19366941 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Lomas J, Stough C, Hansen K, Downey LA (26/07/2011). &#8220;Il rapporto tra bullismo, vittimizzazione, intelligenza emotiva di tratto, autoefficacia ed empatia nei preadolescenti&#8221;. Psicologia sociale dell&#8217;educazione. <strong>15 </strong>(1): 41–58. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2Fs11218-011-9168-9" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/s11218-011-9168-9 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/1381-2890" target="_blank" rel="noopener"><em>1381-2890 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:143679923" target="_blank" rel="noopener"><em>143679923 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Lomas J, Stough C, Hansen K, Downey LA (febbraio 2012). &#8220;Breve relazione: Intelligenza emotiva, vittimizzazione e bullismo negli adolescenti&#8221;. Giornale dell&#8217;adolescenza. <strong>35 </strong>(1): 207–11. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.adolescence.2011.03.002" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.adolescent.2011.03.002 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/1959.3%2F190030" target="_blank" rel="noopener"><em>1959.3/190030 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21470670" target="_blank" rel="noopener"><em>21470670 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-58" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Rey L, Quintana-Orts C, Mérida-López S, Extremera N (2018-07-01). </em><a href="https://doi.org/10.3916%2Fc56-2018-01" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e </em></a><a href="https://doi.org/10.3916%2Fc56-2018-01" target="_blank" rel="noopener"><em>cybervittimizzazione tra pari </em></a><a href="https://doi.org/10.3916%2Fc56-2018-01" target="_blank" rel="noopener"><em>negli adolescenti: il genere come moderatore&#8221; </em></a><em>. Comunicar (in spagnolo). <strong>26 </strong>(56): 09–18. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.3916%2Fc56-2018-01" target="_blank" rel="noopener"><em>3916/c56-2018-01 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1134-3478" target="_blank" rel="noopener"><em>1134-3478 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-59" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Roberts RD, Barsade SG (2008). &#8220;Abilità umane: intelligenza emotiva&#8221;. Rassegna annuale di psicologia. <strong>59 </strong>: 507–36. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.psych.59.103006.093646" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.psych.59.103006.093646 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17937602" target="_blank" rel="noopener"><em>17937602 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11801336" target="_blank" rel="noopener"><em>11801336 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Tolegenova_60-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Tolegenova AA, Jakupov SM, Chung C, Saduova M, Jakupov MS (2012). </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.sbspro.2012.12.142" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una formazione teorica dell&#8217;intelligenza emotiva e dei traumi infantili tra gli adolescenti&#8221; </em></a><em>. Procedia &#8211; Scienze sociali e comportamentali. <strong>69 </strong>: 1891–1894. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.sbspro.2012.12.142" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.sbspro.2012.12.142 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-61" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mckenna J, Webb J (2013). &#8220;Intelligenza emotiva&#8221;. Giornale britannico di terapia occupazionale. <strong>76 </strong>(12): 560. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F030802261307601202" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/030802261307601202 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:208741104" target="_blank" rel="noopener"><em>208741104 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Côté S, Minatori CT (2006). &#8220;Intelligenza emotiva, intelligenza cognitiva e prestazioni lavorative&#8221;. Trimestrale di scienze amministrative. <strong>51 </strong>(1): 1–28. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2189%2Fasqu.51.1.1" target="_blank" rel="noopener"><em>2189/asqu.51.1.1 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">JSTOR</a> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20109857" target="_blank" rel="noopener"><em>20109857 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:142971341" target="_blank" rel="noopener"><em>142971341 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-63" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>(Petrides, Frederickson e Furnham, 2004)</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-64" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Relojo D, Pilao SJ , Dela Rosa R (2015). </em><a href="https://files.eric.ed.gov/fulltext/EJ1098164.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Dalla passione all&#8217;emozione: il quoziente emotivo come predittore del comportamento lavorativo dei docenti&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Giornale di psicologia dell&#8217;educazione. <strong>8 </strong>(4): 1–10. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.26634%2Fjpsy.8.4.3266" target="_blank" rel="noopener"><em>26634/jpsy.8.4.3266 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20170430173940/http:/files.eric.ed.gov/fulltext/EJ1098164.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 30/04/2017.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Farh CI, Seo MG, Tesluk PE (luglio 2012). &#8220;Intelligenza emotiva, efficacia del lavoro di squadra e prestazione lavorativa: il ruolo moderatore del contesto lavorativo&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>97 </strong>(4): 890–900. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0027377" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0027377 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22390388" target="_blank" rel="noopener"><em>22390388 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-66" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Ahmetoglu G, Leutner F, Chamorro- Premuzic T (dicembre 2011). </em><a href="https://web.archive.org/web/20131101125012/http:/www.drtomascp.com/uploads/EQNomics_PAID_2011.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;EQ-nomics: comprendere la relazione tra le differenze individuali nell&#8217;intelligenza emotiva e nell&#8217;imprenditorialità&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>51 </strong>(8): 1028–1033. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2011.08.016" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2011.08.016 </em></a><em>. Archiviato </em><a href="http://www.drtomascp.com/uploads/EQNomics_PAID_2011.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 01-11-2013.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Van Rooy DL, Viswesvaran C (2004-08-01). &#8220;Intelligenza emotiva: un&#8217;indagine meta-analitica sulla validità predittiva e sulla rete nomologica&#8221;. Giornale di comportamento professionale. <strong>65 </strong>(1): 71–95. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2FS0001-8791%2803%2900076-9" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/S0001-8791(03)00076-9 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sy T, Tram S, O&#8217;Hara LA (01-06-2006). &#8220;Rapporto tra l&#8217;intelligenza emotiva dei dipendenti e dei manager e la soddisfazione e le prestazioni lavorative&#8221;. Giornale di comportamento professionale. <strong>68 </strong>(3): 461–473. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jvb.2005.10.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jvb.2005.10.003 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-69" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Goleman D (1994). Intelligenza emotiva. Libri Bantam. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780747526254" target="_blank" rel="noopener"><em>9780747526254 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Legge KS, Wong CS, Canzone LJ (giugno 2004). &#8220;La validità di costrutto e criterio dell&#8217;intelligenza emotiva e la sua potenziale utilità per gli studi di management&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>89 </strong>(3): 483–96. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0021-9010.89.3.483" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0021-9010.89.3.483 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15161407" target="_blank" rel="noopener"><em>15161407 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Lopes PN, Grewal D, Kadis J, Gall M, Salovey P (2006). &#8220;La prova che l&#8217;intelligenza emotiva è correlata alle prestazioni lavorative, agli affetti e agli atteggiamenti sul lavoro&#8221;. Psicotema . 18 Supplementi: 132–8. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17295970" target="_blank" rel="noopener"><em>17295970 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-72" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Seibert SE, Kraimer ML, Liden RC (aprile 2001). &#8220;Una teoria del capitale sociale del successo professionale&#8221;. Giornale dell&#8217;Accademia di Management . <strong>44 </strong>(2): 219–237. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2307%2F3069452" target="_blank" rel="noopener"><em>2307/3069452 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">JSTOR</a> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/3069452" target="_blank" rel="noopener"><em>3069452 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-73" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Rousmaniere D (2015-01-23). </em><a href="https://hbr.org/2015/01/what-everyone-should-know-about-managing-up" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Quello che tutti dovrebbero sapere sulla gestione&#8221; </em></a><em>. Revisione aziendale di Harvard. </em><a href="https://web.archive.org/web/20160426042345/https:/hbr.org/2015/01/what-everyone-should-know-about-managing-up" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26-04-2016. Estratto il 19-04-2016.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-74" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Janssen O, Van Yperen NW (2004-06-01). </em><a href="https://web.archive.org/web/20150321034021/http:/amj.aom.org/content/47/3/368" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Orientamenti agli obiettivi dei dipendenti, qualità dello scambio leader-membro e risultati delle prestazioni lavorative e della soddisfazione lavorativa&#8221; </em></a><em>. Giornale dell&#8217;Accademia di Management. <strong>47 </strong>(3): 368–384. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2307%2F20159587" target="_blank" rel="noopener"><em>2307/20159587 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/2066%2F64290" target="_blank" rel="noopener"><em>2066/64290 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0001-4273" target="_blank" rel="noopener"><em>0001-4273 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20159587" target="_blank" rel="noopener"><em>20159587 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:221246676" target="_blank" rel="noopener"><em>221246676 </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://amj.aom.org/content/47/3/368" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>21-03-2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-75" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Ashkanasy NM, Daus CS (2005-06-01). </em><a href="https://espace.library.uq.edu.au/data/UQ_13541/Ashkanasy_Daus__Dec23_04_.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Le voci sulla morte dell&#8217;intelligenza emotiva nel comportamento organizzativo sono enormemente esagerate&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 441–452. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.320" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.320 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20150725225320/http:/espace.library.uq.edu.au/view/UQ:13541/Ashkanasy_Daus__Dec23_04_.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 25-07-2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-76" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Cherniss C (1999). </em><a href="https://eiconsortium.org/reports/business_case_for_ei.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il caso aziendale per l&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Consorzio per la ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva nelle organizzazioni. Estratto 14 settembre il 2021.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-77" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Luna TW, Hur WM (01-09-2011). &#8220;Intelligenza emotiva, esaurimento emotivo e prestazioni lavorative&#8221;. Comportamento sociale e personalità. <strong>39 </strong>(8): 1087–1096. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2224%2Fsbp.2011.39.8.1087" target="_blank" rel="noopener"><em>2224/sbp.2011.39.8.1087 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-78" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Dabke D (2016). &#8220;Impatto dell&#8217;intelligenza emotiva e del comportamento trasformazionale del leader sull&#8217;efficacia percepita della leadership: una visione da fonti multiple&#8221;. Prospettive di business e ricerca. <strong>4 </strong>(1): 27–40. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F2278533715605433" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/2278533715605433 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:147415251" target="_blank" rel="noopener"><em>147415251 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-79" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Ahiauzu A, Nwokah NC (2010). &#8220;Marketing nella governance: leadership dell&#8217;intelligenza emotiva per un&#8217;efficace governance aziendale&#8221;. Governo d&#8217;impresa. <strong>10 </strong>(2): 150–162. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F14720701011035675" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/14720701011035675 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-80" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mullen PR, Gutierrez D, Newhart S (2018). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva dei consulenti scolastici e il suo rapporto con la leadership&#8221;. Consulenza scolastica professionale. <strong>32 </strong>(1b): 2156759X1877298. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F2156759X18772989" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/2156759X18772989 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:149709509" target="_blank" rel="noopener"><em>149709509 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-81" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Schutte NS, Malouff JM, Thorsteinsson EB, Bhullar N, Rooke SE (aprile 2007). &#8220;Un&#8217;indagine meta-analitica del rapporto tra intelligenza emotiva e salute&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>42 </strong>(6): 921–33. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2006.09.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2006.09.003 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-82" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mayer JD, Salovey P (1993). </em><a href="https://eclass.teicrete.gr/modules/document/file.php/IP-ERLSF116/Mayer-Salovey.1993-libre.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Intelligenza. <strong>17 </strong>(4): 433–442. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2F0160-2896%2893%2990010-3" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/0160-2896(93)90010-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-83" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nehra DK, Sharma V, Mushtaq H, Sharma NR, Sharma M, Nehra S (luglio 2012). </em><a href="https://web.archive.org/web/20180219025158/http:/jiaap.org/listing_detail/logo/9f17c341-3b9d-4317-868b-cebb3b65fb76.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e </em></a><a href="https://web.archive.org/web/20180219025158/http:/jiaap.org/listing_detail/logo/9f17c341-3b9d-4317-868b-cebb3b65fb76.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>autostima </em></a><a href="https://web.archive.org/web/20180219025158/http:/jiaap.org/listing_detail/logo/9f17c341-3b9d-4317-868b-cebb3b65fb76.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>nei consumatori di cannabis&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journal_of_the_Indian_Academy_of_Applied_Psychology" target="_blank" rel="noopener"><em>Giornale dell&#8217;Accademia indiana di psicologia applicata </em></a><em>. <strong>38 </strong>(2): 385–393. Archiviato </em><a href="http://jiaap.org/listing_detail/logo/9f17c341-3b9d-4317-868b-cebb3b65fb76.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 19-02-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-84" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brown E, Chiu E, Neill L, Tobin J, Reid J (16 gennaio 2012). &#8220;La bassa intelligenza emotiva è un fattore causale primario nella dipendenza da droga e alcol?&#8221;. Stampa accademica australiana. Bowen Hills, Queensland, Australia: 91–101. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:73720582" target="_blank" rel="noopener"><em>73720582 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-85" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Murphy KR, ed. (Febbraio 2014). Una critica all&#8217;intelligenza emotiva: quali sono i problemi e come possono essere risolti? Stampa di psicologia. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-317-82433-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-317-82433-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Durlofsky P (30 ottobre 2015). </em><a href="https://web.archive.org/web/20170202235000/https:/psychcentral.com/blog/archives/2015/10/29/the-benefits-of-emotional-intelligence/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I benefici dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. psychcentral.com. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://psychcentral.com/blog/archives/2015/10/29/the-benefits-of-emotional-intelligence/" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>2 febbraio 2017.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-landy_86-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-landy_86-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-landy_86-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-landy_86-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Landy FJ (2005). &#8220;Alcune questioni storico-scientifiche legate alla ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 411–424. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.317" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.317 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-87" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Murensky CL (2000). </em><a href="https://psycnet.apa.org/record/2000-95016-143" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Le relazioni tra intelligenza emotiva, personalità, capacità di pensiero critico e performance di leadership organizzativa ai livelli superiori del management&#8221; </em></a><em>. Abstract della tesi internazionale: Sezione B: Scienze e ingegneria &#8211; tramite PsyNET .</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-88" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Antonakis J, Ashkanasy NM, Dasborough MT (2009). </em><a href="https://serval.unil.ch/notice/serval:BIB_F989E68B6F71" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La leadership ha bisogno dell&#8217;intelligenza emotiva?&#8221; </em></a><em>. Il trimestrale della leadership. <strong>20 </strong>(2): 247–261. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.leaqua.2009.01.006" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.leaqua.2009.01.006 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-89" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Polizia di Harms, Credé M (2010). </em><a href="https://digitalcommons.unl.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1013&amp;context=leadershipfacpub" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e leadership trasformazionale e transazionale: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journal_of_Leadership_%26_Organizational_Studies" target="_blank" rel="noopener"><em>Giornale di leadership e studi organizzativi </em></a><em>. <strong>17 </strong>(1): 5–17. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F1548051809350894" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/1548051809350894 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2247881" target="_blank" rel="noopener"><em>2247881 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20110612083022/http:/digitalcommons.unl.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1013&amp;context=leadershipfacpub" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 12-06-2011.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Barling_2000_90-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Barling J, Slater F, Kelloway EK (maggio 2000). &#8220;Leadership trasformazionale e intelligenza emotiva: uno studio esplorativo&#8221;. Rivista per lo sviluppo della leadership e dell&#8217;organizzazione. <strong>21 </strong>(3): 157–161. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F01437730010325040" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/01437730010325040 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-baron06_91-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Bar-On R (2006). &#8220;Il modello Bar-On di intelligenza emotivo-sociale (ESI)&#8221;. Psicotema . 18 Supplementi: 13–25. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17295953" target="_blank" rel="noopener"><em>17295953 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-leadership_ei_92-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Antonakis J (2009). </em><a href="https://serval.unil.ch/resource/serval:BIB_B0C0967A2E4D.P001/REF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;&#8221;Intelligenza emotiva&#8221;: cosa misura </em></a><a href="https://serval.unil.ch/resource/serval:BIB_B0C0967A2E4D.P001/REF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>ed </em></a><a href="https://serval.unil.ch/resource/serval:BIB_B0C0967A2E4D.P001/REF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>è importante per la leadership?&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. In Graen GB (a cura di). Leadership LMX : progetti rivoluzionari: strumenti basati sulla ricerca. vol. VII. Greenwich, CT: pubblicazione dell&#8217;era dell&#8217;informazione. pp. 163–192. </em><a href="https://web.archive.org/web/20181120055213/https:/serval.unil.ch/resource/serval:BIB_B0C0967A2E4D.P001/REF.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 20/11/2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-93" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Polizia di Harms, Credé M (2010). &#8220;Problemi rimanenti nella ricerca sull&#8217;intelligenza emotiva: sovrapposizione di costrutti, artefatti del metodo e mancanza di validità incrementale&#8221;. Psicologia industriale e organizzativa: prospettive su scienza e pratica. <strong>3 </strong>(2): 154–158. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01217.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1754-9434. </em></a><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01217.x" target="_blank" rel="noopener"><em>2010.01217.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:144371039" target="_blank" rel="noopener"><em>144371039 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-94" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Newman DA, Joseph DL, MacCann C (2010). &#8220;Intelligenza emotiva e prestazioni lavorative: l&#8217;importanza della regolazione delle emozioni e del contesto lavorativo emotivo&#8221;. Psicologia industriale e organizzativa: prospettive su scienza e pratica. <strong>3 </strong>(2): 159–164. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01218.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.1754-9434. </em></a><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.1754-9434.2010.01218.x" target="_blank" rel="noopener"><em>2010.01218.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:145567449" target="_blank" rel="noopener"><em>145567449 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-95" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Rosete D, Ciarrochi J (2005-07-01). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva e la sua relazione con i risultati delle prestazioni sul posto di lavoro dell&#8217;efficacia della leadership&#8221;. Rivista per lo sviluppo della leadership e dell&#8217;organizzazione. <strong>26 </strong>(5): 388–399. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F01437730510607871" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/01437730510607871 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0143-7739" target="_blank" rel="noopener"><em>0143-7739 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-96" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Groves KS, McEnrue MP, Shen W (08-02-2008). &#8220;Sviluppare e misurare l&#8217;intelligenza emotiva dei leader&#8221;. Giornale di sviluppo gestionale. <strong>27 </strong>(2): 225–250. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2F02621710810849353" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/02621710810849353 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0262-1711" target="_blank" rel="noopener"><em>0262-1711 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-97" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Schulte M, Ree MJ, Carretta TR (2004). &#8220;Intelligenza emotiva: non molto più che ge personalità&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>37 </strong>(5): 1059–1068. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2003.11.014" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2003.11.014 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-98" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Fiori M, Antonakis J (2011). </em><a href="https://serval.unil.ch/notice/serval:BIB_B46FDCF00E58" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il modello di abilità dell&#8217;intelligenza emotiva: alla ricerca di misure valide&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali (manoscritto presentato). <strong>50 </strong>(3): 329–334. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2010.10.010" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2010.10.010 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-99" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Antonakis J, Dietz J (2011). </em><a href="https://serval.unil.ch/notice/serval:BIB_C442A0C8EDFC" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cercare la validità o testarla? I pericoli della regressione graduale, dell&#8217;analisi dei punteggi estremi, dell&#8217;eteroschedasticità e dell&#8217;errore di misurazione&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali (manoscritto presentato). <strong>50 </strong>(3): 409–415. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2010.09.014" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2010.09.014 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-100" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Smith L, Ciarrochi J, Heaven PC (2008). &#8220;La stabilità e il cambiamento dei tratti dell&#8217;intelligenza emotiva, dei modelli di comunicazione dei conflitti e della soddisfazione relazionale: uno studio longitudinale di un anno&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>45 </strong>(8): 738–743. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2008.07.023" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2008.07.023 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Austin EJ (2008). </em><a href="https://www.pure.ed.ac.uk/ws/files/14842146/A_reaction_time_study_of_responses_to_trait_and_ability_emotional_intelligence_test_items.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Uno studio sui tempi di reazione delle risposte agli elementi del test dell&#8217;intelligenza emotiva su tratti e abilità&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>46 </strong>(3): 381–383. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2008.10.025" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2008.10.025 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hdl_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>hdl </em></a><em>: </em><a href="https://hdl.handle.net/20.500.11820%2Fc3e59b2b-8367-4e8a-9d9c-9fb87c186fc1" target="_blank" rel="noopener"><em>20.500.11820/c3e59b2b-8367-4e8a-9d9c-9fb87c186fc1 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20180720093255/https:/www.pure.ed.ac.uk/ws/files/14842146/A_reaction_time_study_of_responses_to_trait_and_ability_emotional_intelligence_test_items.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 20/07/2018.</em></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>van der Linden D, Pekaar KA, Bakker AB, Schermer JA, Vernon PA, Dunkel CS, Petrides KV (gennaio 2017). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;intelligenza emotiva: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Bollettino psicologico. <strong>143 </strong>(1): 36–52. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/bul0000078 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1939-1455" target="_blank" rel="noopener"><em>1939-1455 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27841449" target="_blank" rel="noopener"><em>27841449 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:29455205" target="_blank" rel="noopener"><em>29455205 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-102" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Walker SA, Doppio KS, Birney DP (2021). </em><a href="https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/17540739211014585" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La complicata relazione tra la triade oscura e l&#8217;intelligenza emotiva: una revisione sistematica&#8221; </em></a><em>. Revisione delle emozioni. <strong>13 </strong>(3): 257–274. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F17540739211014585" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/17540739211014585 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:235779606" target="_blank" rel="noopener"><em>235779606 </em></a><em>– tramite SAGE.</em></li>
<li><em>Michels, Moritz; Ralf, Schulze (2021). </em><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0191886921003366" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva e la triade oscura: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>180 </strong>: 110961. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2021.110961" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.paid.2021.110961 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-103" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Walker SA, Double KS, Kunst H, Zhang M, MacCann C (2022). </em><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0191886921005535" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e attaccamento in età adulta: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>184 </strong>: 111174. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2021.111174" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.paid.2021.111174 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0191-8869" target="_blank" rel="noopener"><em>0191-8869 </em></a><em>– tramite Elsevier Science Direct.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-104" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Paulhus, 2002 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-105" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Holtgraves , 2004 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>McFarland &amp; Ryan, 2000 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Peebles &amp; Moore, 1998 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Nichols &amp; Greene, 1997 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Zerbe &amp; Paulhus, 1987 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-106" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Nichols &amp; Greene, 1997 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Gangster et al., 1983 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-107" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Pauls &amp; Crost , 2004 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Paulhus, 1991 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-108" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Paulhus &amp; Reid, 2001 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-109" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>ad esempio McFarland, 2003 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-auto_110-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Eysenck" target="_blank" rel="noopener"><em>Eysenck </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Eysenck" target="_blank" rel="noopener"><em>HJ </em></a><em>(2000). Intelligenza: un nuovo sguardo. Editori di transazioni. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-7658-0707-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-7658-0707-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-locke_111-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>LockeEA (2005). &#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva è un concetto non valido&#8221;. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 425–431. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.318" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.318 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-everydaypsychology_112-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>MattiuzziPG (2008). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090720053237/http:/everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza Emotiva? Non la sento&#8221; </em></a><em>. Psicologia quotidiana . Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>20 luglio 2009.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sovvenzione A (2 gennaio 2014). </em><a href="https://www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il lato oscuro dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Atlantico. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140103210524/http:/www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-114" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Roberts RD, Zeidner M, Matthews G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva soddisfa gli standard tradizionali per un&#8217;intelligenza? Alcuni nuovi dati e conclusioni&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 196–231. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.196" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.196 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934681" target="_blank" rel="noopener"><em>12934681 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-115" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brody N (2004). </em><a href="https://web.archive.org/web/20160207093225/http:/psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cos&#8217;è l&#8217;intelligenza cognitiva e cosa non è l&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Inchiesta psicologica. <strong>15 </strong>(3): 234–238. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1207%2Fs15327965pli1503_03" target="_blank" rel="noopener"><em>1207/s15327965pli1503_03 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:219727559" target="_blank" rel="noopener"><em>219727559 </em></a><em>. Archiviato </em><a href="http://psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 07-02-2016.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-116" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nitkin R, Harris M (29 agosto 2006). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090716163703/http:/www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comitato consultivo nazionale sulla ricerca sulla riabilitazione medica: riunione per verbale del 2-3 dicembre 2004&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener"><em>Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </em></a><em>. Archiviata dall </em><a href="http://www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8216; url originale </em></a><em>il 16 luglio 2009. Estratto il 24 aprile 2017</em></li>
</ol>
<h3>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva</li>
<li>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva in Italia</li>
<li>Corso di Intelligenza Emotiva</li>
<li>Intelligenza Emotiva</li>
<li>Emozioni</li>
<li>Migliore corso sulle emozioni</li>
<li>Migliore corso sulle emozioni in Italia</li>
<li>corso sulle emozioni</li>
<li>Emozionalità</li>
<li>Espressione emotiva</li>
<li>Riconoscimento emotivo</li>
<li>Consapevolezza Emotiva</li>
<li>Corso di Consapevolezza Emotiva</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Consapevolezza degli altri</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Regolazione Emotiva</li>
<li>Auto-regolazione</li>
<li>Controllo emotivo</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Corso di Gestione dello stress</li>
<li>Migliore Corso di Gestione dello stress</li>
<li>Empatia</li>
<li>Migliore Corso di Empatia</li>
<li>Migliore Corso di Empatia in Italia</li>
<li>Empatia emotiva</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Migliore corso di Comunicazione empatica in Italia</li>
<li>corso di Comunicazione empatica</li>
<li>Comprensione degli altri</li>
<li>Relazioni Interpersonali</li>
<li>Competenze sociali</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Costruzione di relazioni</li>
<li>Auto-motivazione</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Obiettivi personali</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Intelligenza Sociale</li>
<li>Sensibilità sociale</li>
<li>Competenze relazionali</li>
<li>Collaborazione</li>
<li>Autoconsapevolezza Emotiva:</li>
<li>Conoscenza di sé</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Riconoscimento delle proprie emozioni</li>
<li>Crescita Personale</li>
<li>Sviluppo personale</li>
<li>Apprendimento continuo</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Consapevolezza del momento presente</li>
<li>Pratica mindfulness</li>
<li>Attenzione focalizzata</li>
<li>Comunicazione Empatica</li>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Migliore corso di ascolto attivo in Italia</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Collaborazione:</li>
<li>Lavoro di squadra</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Empowerment</li>
<li>Gestione delle Relazioni:</li>
<li>Costruzione di rapporti positivi</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Networking</li>
<li>Auto-compassione:</li>
<li>Compassione verso sé stessi</li>
<li>Accettazione</li>
<li>Gentilezza verso sé stessi</li>
<li>Intelligenza Emotiva nei Leader</li>
<li>Leadership emotiva</li>
<li>Coaching emotivo</li>
<li>Influenza positiva</li>
<li>Sviluppo Emotivo</li>
<li>Programmi di sviluppo personale</li>
<li>Corsi sull&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Coaching emotivo</li>
<li>migliore corso di coaching emotivo in Italia</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva/">Migliore Corso di Intelligenza Emotiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
