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		<title>Lo stato di flusso (flow) e le esperienze di flusso (flow experience)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 08:54:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. L’esperienza magica dello stato di flusso Lo stato di flusso (flow) è caratterizzato dal procedere di una azione o serie di azioni che “scorre liscia”, &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’esperienza magica dello stato di flusso</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stato di flusso (<em>flow</em>) è caratterizzato dal procedere di una azione o serie di azioni che “scorre liscia”, in cui tutto avviene perfettamente (non necessariamente senza ostacoli, ma spesso con ostacoli anche forti che vengono superati), in cui vi è la netta sensazione di controllo sugli eventi ed un senso di euforia e potenza accompagnato da una forte felicità interiore e benessere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La condizione che ne deriva è simile all’esperienza di qualcosa che scorre bene, un fluire (<em>flow experience</em>) che si deposita in memoria e al quale si può imparare ad attingere per migliorare se stessi, il proprio benessere e le prestazioni/esperienze future.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stato di flusso non è una condizione puramente atletica o prestazionale, ma essenzialmente esistenziale. Può entrare in ogni condizione di vita, negli elementi e momenti più vari, quali l’esperienza di leggere un libro o di vedere un tramonto o di conversare attorno ad un tavolo, sciare, giocare a calcio, combattere, meditare, o nell’insegnamento, o nel sesso. Ogni stato esistenziale può essere vissuto in condizione di flusso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stato di flow può essere sperimentato dagli atleti durante alcuni allenamenti (non in ogni momento, e non da tutti gli atleti). Può emergere anche nella vita di relazione, in un comunicatore durante un discorso (o docente durante una lezione), nel momento in cui senta che il pensiero fluisce con energia, l’espressività si sblocca, si apre un magnetismo speciale sulla platea e il pubblico lo segue intensamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, può sperimentare lo stato di flusso una coppia, durante atti amorosi o momenti particolarmente romantici, o in atti sessuali vissuti come scambi di emozioni e non come prestazioni ginniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, può sperimentare questo stato un terapeuta che riesca a stabilire una netta empatia con il cliente e a far emergere qualcosa di buono (scoperte, <em>insights</em>), durante la seduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In campo sportivo, osserviamo un brano è utile per analizzare come lo stato di flusso sia aiutato da rituali preparatori, e capire quanta “presenza mentale” sia raggiunta dall’atleta in questo stato. Si evidenzia inoltre la grande capacità di “contatto con se stessi”, di auto-percezione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>I Quadricipiti secondo Rühl. Esercizio n. 1: Squat.</p><p>Quando sento di essere riscaldato a fondo e sono ansioso di cominciare, vado dritto alla rastrelliera per gli squat, senza pensare ad altro che alla percezione di decine di chili sulla schiena e a contrarre i quadricipiti scendendo fino al pavimento, gonfiandoli fino a farli raddoppiare di volume.</p><p>Mi assicuro sempre di controllare bene il movimento, di tenere la schiena dritta e gli addominali tesi. Non mi sbilancio mai in avanti né utilizzo la zona lombare come leva. Salendo e scendendo, spingo il carico sfruttando il perfetto asse di potenza che attraversa il centro del torace, il centro del bacino, il centro dei quadricipiti e il centro dei talloni. Nel primo set cerco di ottenere un forte bruciore muscolare, per assicurarmi di aver stimolato la zona giusta, eseguendo anche 30 ripetizioni se necessario.</p><p>Dopo aver allungato e strofinato i muscoli per eliminare in parte l’acido lattico, aggiungo un’altra piastra per lato e ricomincio daccapo, sempre in con una tecnica di esecuzione perfetta, per inondare i quadricipiti di sangue. Nel frattempo, Marc Arnold, mio amico di lunga data e training partner, continua ad urlarmi di rimanere dritto, di tenere i muscoli contratti, di pompare, di fare un’altra ripetizione. Se c’è qualcuno che riesce a darmi la spinta giusta, quello è Marc.</p><p>Ora il tempo e i numeri non esistono più. Continuo semplicemente ad aggiungere pesi e a contrarre i quadricipiti, scendendo molto, in modo da sentire la forza sempre più esplosiva nei muscoli interessati. Tra un set e l’altro, me la prendo comoda: non passo al set seguente se prima non riesco a percepire di nuovo i quadricipiti e a sentire che c’è ancora spazio per un nuovo afflusso di sangue. Seguo questo schema per almeno dieci set, spesso dodici, fino a raggiungere il cedimento dopo tre ripetizioni nell’ultimo set. A me piace allenarmi così<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p><cite><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Ruhl, M. (2002), <em>Quadricipiti bestiali</em>, Flex, giugno, n. 44, p. 78.</cite></blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/04/flow2.jpg?w=909" alt="" class="wp-image-546" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">“Ora il tempo e i numeri non esistono più”, sostiene il campione mondiale Rühl, e da quel momento inizia lo stato di flusso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa esperienza di perdita completa del senso del tempo e dello spazio, l’immersione totale nell’esperienza, assume tratti comuni e trasversali sia nelle attività sportive ad alto tasso di “passione e immersività” così come può prodursi in attività lavorative, o in attività creative (dipingere, suonare), sociali (stare assieme, conversare), sentimentali (sognare assieme).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può riguardare sia attività fisiche in rapido movimento che attività statiche quali l’ingresso in una meditazione profonda e ben riuscita, o attività di modesta entità fisica ma alta passionalità, quali una partita di carte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può sperimentare lo stato di flusso durante la scrittura di un libro o di una lettera, o la stesura di un disegno, quando parole, segni ed idee sembrano uscire da sole senza sforzo. Al contrario, il blocco del <em>flow</em> viene vissuto come la “pagina bianca” (il vuoto da cui non si sa come muoversi) o una “pagina nera”, densa di ansia, di emozioni negative, in cui ogni gesto costa fatiche immense, e persino l’inizio sembra opera ciclopica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>flow</em> può essere vissuto anche durante un momento di abbandono completo ad un massaggio, in cui il tempo sembra fermarsi. I pensieri estranei e le ruminazioni mentali che interferiscono con la concentrazione sull’atto, impediscono al flow di manifestarsi. Imparare a bloccarli per vivere a pieno le esperienze è difficile ma può essere appreso. E tutto questo è complicato dal fatto che non si tratta di un apprendimento che si ottiene una volta per tutte. Esso può sparire in determinate condizioni e rilasciare spazio al pensiero invasivo e alla ruminazione mentale che interferisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Apprendere a generarlo anche in condizioni difficili è una vera conquista e un percorso umano sacro per il quale le culture occidentali sono decisamente impreparate. È quindi anche una sfida didattica e pedagogica per un’umanità migliore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stato di flusso è un “momento magico” che rappresenta più l’ecce­zio­ne che la norma. Vi sono persone che non hanno mai sperimentato lo stato di flusso in tutta una vita, altre che non lo vivono da almeno dieci anni, immersi fino al collo in problemi, in disagi esterni e auto-creati, o da uno stile di vita o approccio culturale/cognitivo sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trovare lo stato di flusso spesso, idealmente all’interno di ogni giornata e prestazione fisica o comunicativa, è l’obiettivo di una pratica energetica e professionale seria che non abbia l’unico scopo di “arrivare a sera in qualche modo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>stato di flusso</li><li>stato di flow</li><li>esperienze di flusso</li><li>flow</li><li>flow experience</li><li>controllo sugli eventi</li><li>benessere</li><li>esperienze</li><li>prestazioni</li><li>energia</li><li>fluire</li><li>insight</li><li>scoperta</li><li>contatto con sé stessi</li><li>auto-percezione</li><li>perdita dimensione spazio-tempo</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lo-stato-di-flusso-flow-e-le-esperienze-di-flusso-flow-experience-2/">Lo stato di flusso (flow) e le esperienze di flusso (flow experience)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Capacità di concentrazione, creare slot psicotemporali dedicati, monotasking vs. multitasking, stato di flusso (flow)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 11:56:16 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/capacita-di-concentrazione-creare-slot-psicotemporali-dedicati-monotasking-vs-multitasking-stato-di-flusso-flow/">Capacità di concentrazione, creare slot psicotemporali dedicati, monotasking vs. multitasking, stato di flusso (flow)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per aumentare le performance, bisogna vivere slot temporali separati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere in multitasking (distribuire l’attenzione contemporaneamente su più fronti) riduce le energie mentali e non consente di assorbire energie positive dagli eventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il multitasking è possibile solo su compiti estremamente semplici, ma anche in questo caso l’effetto sulle energie mentali è drenante. Per incrementare le performance è ottimale vivere le esperienze in slot temporali separati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei temi principali per lo sviluppo energetico tramite la via pedagogica è la riduzione del multitasking: diminuire l’impegno contemporaneo su più fronti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/04/capacita-di-concentrazione-creare-slot-psicotemporali-dedicati-monotasking-vs.-multitasking-stato-di-flusso-flow2.jpg?w=993" alt="" class="wp-image-518" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le società industriali e post-industriali spingono le persone sempre più verso il multitasking, e persino alcuni corsi mal impostati di <em>time-management </em>e sviluppo personale arrivano al punto di proporre metodi per fare più cose contemporaneamente. Niente di più sbagliato. Il cervello umano, al contrario del computer, non lavora bene su più compiti. Può farlo, ma lavorando in modo disarmonico e dispersivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mangiare mentre si legge un giornale, si guarda la tv e si cerca di avere una conversazione con i familiari è un esempio classico di multitasking in cui: (1) non si apprezzerà il cibo realmente, (2) non si leggerà il giornale se non in modo disattento, e (3) si avrà una conversazione familiare di livello estremamente superficiale. Questo produrrà litigi dovuti ai momenti di non ascolto reciproco che tale situazione produce. Non vi sarà quindi alcuna efficacia della conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle capacità più critiche per le performance è quella di ripulirsi dall’eccesso di attività, riconoscere le dispersioni, concentrarsi su poche cose significative, fare pulizia nella propria vita delle cose inutili e dispersive.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ogni giorno qualcosa di meno, non qualcosa di più:</p><p>sbarazzati di ciò che non è essenziale.</p><cite>Bruce Lee</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>capacità di concentrazione</li><li>slot psicotemporali</li><li>monotasking</li><li>mutitasking</li><li>stato di flusso</li><li>flow</li><li>time-management</li><li>momento presente</li><li>qui ed ora</li><li>concentrazione</li><li>centratura</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
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		<title>Flow &#8211; la magia dello Stato di Flusso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2019 10:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Human Factor]]></category>
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		<category><![CDATA[sviluppo personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (spesso citato come trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un&#8217;attività. Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell&#8217;individuo: focalizzazione sull&#8217;obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito. Il concetto di flusso fu introdotto nel 1975 dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi nella sua teoria del flusso, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/flow-la-magia-dello-stato-di-flusso/">Flow &#8211; la magia dello Stato di Flusso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/10/450px-challenge_vs_skill.svg_.png"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11661 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/10/450px-challenge_vs_skill.svg_.png" alt="" width="450" height="439" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/10/450px-challenge_vs_skill.svg_.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/10/450px-challenge_vs_skill.svg_-300x293.png 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p>In <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologia</a>, il <b>flusso</b> (in <a title="Lingua inglese" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese" target="_blank" rel="noopener">inglese</a> <i><b>flow</b></i>), o <b>esperienza ottimale</b> (spesso citato come <b>trance agonistica</b> nel linguaggio sportivo), è uno <a title="Stato di coscienza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_coscienza" target="_blank" rel="noopener">stato di coscienza</a> in cui la persona è completamente immersa in un&#8217;attività.</p>
<p>Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell&#8217;individuo: focalizzazione sull&#8217;obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito. Il concetto di flusso fu introdotto nel <a title="1975" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1975" target="_blank" rel="noopener">1975</a> dallo psicologo <a title="Mihály Csíkszentmihályi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mih%C3%A1ly_Cs%C3%ADkszentmih%C3%A1lyi" target="_blank" rel="noopener">Mihály Csíkszentmihályi</a> nella sua <i>teoria del flusso</i>, e si è poi diffuso in vari campi di applicazione della <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologia</a>, come lo <a title="Sport" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sport" target="_blank" rel="noopener">sport</a>, la <a title="Spiritualità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spiritualit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">spiritualità</a>, l&#8217;<a title="Istruzione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Istruzione" target="_blank" rel="noopener">istruzione</a>, o la <a title="Seduzione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seduzione" target="_blank" rel="noopener">seduzione</a>.<sup id="cite_ref-Csikszentmihalyi1990_1-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-Csikszentmihalyi1990-1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a></sup></p>
<h2><span id="Il_meccanismo" class="mw-headline">Il meccanismo</span></h2>
<p>In ogni momento, ciascun individuo riceve una grande quantità di informazioni provenienti dal mondo circostante; gli psicologi hanno scoperto che la mente ne può gestire solo un certo numero alla volta: circa 126 <a title="Bit" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bit" target="_blank" rel="noopener">bit</a> di dati al secondo in base allo studio di Csíkszentmihályi del <a title="1956" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1956" target="_blank" rel="noopener">1956</a>. Al contrario, un&#8217;intera conversazione &#8220;pesa&#8221; circa 40 bit, cioè un terzo della nostra capacità, e questo è il motivo per cui non è facile focalizzare l&#8217;attenzione su altre attività quando si sta tenendo un discorso.</p>
<p>Generalmente ogni individuo è in grado di decidere su cosa vuole concentrare la propria attenzione. Tuttavia, quando si è in stato di flusso si è completamente assorbiti nell&#8217;azione e, senza prendere coscientemente una decisione, si perde la consapevolezza di tutte le altre cose: tempo, persone, distrazioni e persino esigenze fisiologiche. Ciò si verifica perché tutta l&#8217;attenzione è occupata da quella particolare azione e non ne resta per le altre attività, pur necessarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per testare il flusso nell&#8217;esperienza cosciente, Csíkszentmihályi ha utilizzato il metodo del <i>campionamento dell&#8217;esperienza</i>: per tutta la durata dello studio i partecipanti devono indossare un <a title="Cercapersone" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cercapersone" target="_blank" rel="noopener">cercapersone</a> e, contattati a intervalli di tempo casuali, devono fornire un resoconto dei propri pensieri su un questionario. Questi studi hanno dimostrato che le persone si sentivano più attivate positivamente quando svolgevano compiti impegnativi, per i quali ritenevano di possedere le abilità necessarie.</p>
<p>Le condizioni identificate nel flusso coincidono con le condizioni di massima motivazione e prestazione riscontrate a proposito del <a class="new" title="Goal setting (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Goal_setting&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">goal setting</a>. Se le persone si percepiscono efficaci, i compiti con obiettivi impegnativi non rappresentano un peso, ma sfide gratificanti.</p>
<h2><span id="Componenti_dell.27esperienza_ottimale"></span><span id="Componenti_dell'esperienza_ottimale" class="mw-headline">Componenti dell&#8217;esperienza ottimale</span></h2>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner"><a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:South-Goodwin.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8f/South-Goodwin.jpg/220px-South-Goodwin.jpg" alt="" width="220" height="147" /></a></p>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"></div>
<p>Bambino concentrato in un’attività</p></div>
</div>
</div>
<p>Csikszentmihalyi individua i seguenti fattori che, pur potendo apparire indipendentemente l&#8217;uno dall&#8217;altro, in realtà sono in combinazione tra loro e costituiscono la cosiddetta esperienza di flusso:<sup id="cite_ref-2" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener">[2]</a></sup><sup id="cite_ref-MC1975_3-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-MC1975-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></sup></p>
<ol>
<li><i>Obiettivi chiari</i>: le aspettative e le modalità di raggiungimento sono chiare.</li>
<li><i><a title="Concentrazione mentale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concentrazione_mentale" target="_blank" rel="noopener">Concentrazione</a> totale sul compito</i>: un alto grado di concentrazione in un limitato campo di attenzione (la persona non ragiona su passato e futuro ma solo sul presente).</li>
<li><i>Perdita dell&#8217;<a title="Autoconsapevolezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autoconsapevolezza" target="_blank" rel="noopener">autoconsapevolezza</a></i>: il soggetto è talmente assorto nell&#8217;attività da non preoccuparsi del suo <a title="Io (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Io_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">ego</a>.</li>
<li><i>Distorsione del senso del tempo</i>: si altera la percezione del tempo. Non si rende conto del suo scorrere.</li>
<li><i><a title="Retroazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Retroazione" target="_blank" rel="noopener">Retroazione</a> diretta e inequivocabile</i>: l&#8217;effetto dell&#8217;azione deve essere percepibile dal soggetto immediatamente ed in modo chiaro.</li>
<li><i>Bilanciamento tra sfida e capacità</i>: l&#8217;attività non è né troppo facile né troppo difficile per il soggetto.</li>
<li><i>Senso di controllo</i>: la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dominare la situazione.</li>
<li><i>Piacere intrinseco</i>: l&#8217;azione dà un piacere intrinseco, fine a se stesso (<i>esperienza autotelica</i>).</li>
<li><i>Integrazione tra azione e <a title="Consapevolezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Consapevolezza" target="_blank" rel="noopener">consapevolezza</a></i>: la concentrazione e l&#8217;impegno sono massimi. La persona è talmente assorta nell&#8217;azione da fare apparire l&#8217;azione naturale.<sup id="cite_ref-4" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener">[4]</a></sup></li>
</ol>
<h2><span id="Etimologia" class="mw-headline">Etimologia</span></h2>
<p>Csikszentmihaly utilizzò il termine inglese <i>flow</i>: <i>flusso</i>, <i>corrente</i> per definire nel <a title="1975" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1975" target="_blank" rel="noopener">1975</a> uno stato mentale descritto da molte persone da lui intervistate come una corrente d&#8217;acqua che li trascinava<sup id="cite_ref-MC1975_3-1" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-MC1975-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></sup>. Nei libri <i>Optimal Experience: Psychological Studies of Flow in Consciousness</i><sup id="cite_ref-CM1988_5-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-CM1988-5" target="_blank" rel="noopener">[5]</a></sup> e <i>Flow: The Psychology of Optimal Experience</i><sup id="cite_ref-CM1990_6-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-CM1990-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a></sup> del <a title="1990" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1990" target="_blank" rel="noopener">1990</a> egli parlò dell&#8217;esperienza che si prova durante il flusso come un'&#8221;esperienza ottimale&#8221;, in cui la prestazione è al culmine e lo stato d&#8217;animo è positivo. Quando le sfide e le capacità son contemporaneamente sopra la media, l&#8217;esperienza ottimale emerge.</p>
<h2><span id="Flusso_di_gruppo" class="mw-headline">Flusso di gruppo</span></h2>
<p>Csikszentmihalyi suggerì varie maniere in cui un gruppo può lavorare in modo che ciascun membro si trovi in uno stato di esperienza ottimale. Le caratteristiche che tali gruppi devono includere sono:</p>
<ul>
<li>Spazio di lavoro organizzato in maniera creativa con sedie, pareti decorate, cartine ma niente tavoli per permettere il lavoro in piedi, con il movimento.</li>
<li>Spazio ricreativo con grafici indicanti le informazioni in ingresso, diagrammi di flusso, riassunti del progetto, spazio alla follia, luoghi franchi dove si può dire tutto ciò che altrove è solo pensato, parete con i risultati, temi aperti.</li>
<li>Lavoro parallelo e organizzato.</li>
<li>Concentrazione sugli obiettivi di gruppo.</li>
<li>Sviluppo di obiettivi esistenti (prototipi).</li>
<li>Incremento dell&#8217;efficienza attraverso la visualizzazione.</li>
<li>Differenze tra i partecipanti sono un&#8217;opportunità, più che un ostacolo.</li>
</ul>
<h2><span id="Applicazioni" class="mw-headline">Applicazioni</span></h2>
<p>Apparentemente Csikszentmihalyi è il solo ad aver pubblicato suggerimenti specifici per il raggiungimento dello stato di flusso, come metodi per la progettazione di spazi per il gioco che facilitino l&#8217;ottenimento dell&#8217;esperienza ottimale. Altri autori invece si sono concentrati sull&#8217;uso dello stato per migliorare attività, come la <a title="Spiritualità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spiritualit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">spiritualità</a>, il rendimento in molte aree tipo negli <a title="Affare" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affare" target="_blank" rel="noopener">affari</a>,<sup id="cite_ref-7" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener">[7]</a></sup> <a title="Improvvisazione libera" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Improvvisazione_libera" target="_blank" rel="noopener">improvvisazione libera</a>, psicologia sportiva e <a title="Stand-up comedy" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stand-up_comedy" target="_blank" rel="noopener">stand-up comedy</a>.<sup id="cite_ref-8" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener">[8]</a></sup></p>
<h3><span id="Religione_e_spiritualit.C3.A0"></span><span id="Religione_e_spiritualità" class="mw-headline">Religione e spiritualità</span></h3>
<p>Csikszentmihalyi è stato forse il primo a descrivere questo concetto nella <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologia</a> occidentale ma, come lui stesso riconosce, non è stato il primo a quantificare il concetto di flusso o a sviluppare applicazioni basate sul concetto.</p>
<p>Per millenni i seguaci delle religioni orientali come l&#8217;<a title="Induismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Induismo" target="_blank" rel="noopener">Induismo</a>, il <a title="Buddhismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo" target="_blank" rel="noopener">Buddhismo</a> ed il <a title="Taoismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Taoismo" target="_blank" rel="noopener">Taoismo</a> hanno perseguito il superamento della dualità tra mente e corpo come elemento centrale dello sviluppo spirituale, sviluppando una serie di teorie sul superamento di tale dualità, attraverso la pratica spirituale.</p>
<p>I praticanti di varie scuole di <a title="Buddhismo Zen" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo_Zen" target="_blank" rel="noopener">Buddhismo Zen</a> applicano concetti simili a quello di “flusso” nella pratica della loro arte, come nel caso dell&#8217;<a title="Aikidō" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aikid%C5%8D" target="_blank" rel="noopener">aikidō</a>, <a title="Kendō" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kend%C5%8D" target="_blank" rel="noopener">kendō</a> e <a title="Ikebana" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ikebana" target="_blank" rel="noopener">ikebana</a>. Nella tradizione <a title="Yoga" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Yoga" target="_blank" rel="noopener">yoga</a> si fa riferimento allo stato di &#8220;flusso&#8221;<sup id="cite_ref-9" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener">[9]</a></sup> per quanto riguarda la pratica dello Samyama, la focalizzazione della psiche sull&#8217;oggetto della meditazione.<sup id="cite_ref-10" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener">[10]</a></sup></p>
<h3><span id="Istruzione" class="mw-headline">Istruzione</span></h3>
<p>In materia di istruzione esiste il concetto di <a class="new" title="Sovrapprendimento (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sovrapprendimento&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">sovrapprendimento</a> che sembra essere strettamente collegato all&#8217;esperienza ottimale, secondo lo stesso Csikszentmihalyi.<sup id="cite_ref-CM1990_6-1" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-CM1990-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a></sup> Infatti il sovrapprendimento permette la concentrazione mentale, visualizzando i risultati desiderati, come qualcosa di unico, l&#8217;azione integrata piuttosto che insieme di azioni.</p>
<h3><span id="Sport" class="mw-headline">Sport</span></h3>
<p>Nel linguaggio sportivo spesso si parla di <i>trance agonistica</i>, concetto che nei paesi anglosassoni è definito come la &#8220;zona&#8221;, &#8220;stare nella zona&#8221;, indicando durante una prova atletica uno stato mentale che combacia perfettamente con la descrizione fatta da Csikszentmihalyi dell&#8217;esperienza ottimale. Le teorie e le applicazioni di tale stato e la sua relazione con la prestazione atletica sono argomenti di studio nella psicologia applicata allo sport.</p>
<p>Il famoso <a title="Calciatore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calciatore" target="_blank" rel="noopener">calciatore</a> <a title="Pelé" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pel%C3%A9" target="_blank" rel="noopener">Pelé</a> ha descritto la sua esperienza di <i>stare nella zona</i> come &#8220;se provassi una strana calma&#8230; una specie di euforia. Sentivo che potevo correre per tutto il giorno senza stancarmi e che potevo <a class="mw-redirect" title="Dribbling (calcio)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dribbling_(calcio)" target="_blank" rel="noopener">dribblare</a> qualunque giocatore della squadra avversaria e quasi passare fisicamente attraverso loro&#8221;.<sup id="cite_ref-11" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener">[11]</a></sup></p>
<p>Il pilota di <a title="Formula 1" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Formula_1" target="_blank" rel="noopener">Formula 1</a> <a title="Ayrton Senna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ayrton_Senna" target="_blank" rel="noopener">Ayrton Senna</a> raccontò la sua <i>esperienza</i> durante il <a title="Gran Premio di Monaco 1988" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Premio_di_Monaco_1988" target="_blank" rel="noopener">Gran Premio di Monaco del 1988</a>: &#8220;Ero già in pole e continuavo ad andare sempre più forte&#8230; Improvvisamente ero quasi due secondi più veloce di chiunque altro, compreso il mio compagno di squadra con la stessa macchina. E improvvisamente mi sono reso conto che non stavo più guidando la macchina coscientemente. La stavo guidando attraverso una specie di istinto, solo che ero in una dimensione differente. Era come se fossi in un tunnel&#8221;.<sup id="cite_ref-12" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_(psicologia)#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener">[12]</a></sup></p>
<h3><span id="Videogame" class="mw-headline">Videogame</span></h3>
<p>Uno studio condotto presso l&#8217;Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale (Diotaiuti P., Zona A.M. &amp; Rea L.; 2013), ha messo in evidenza la possibilità di sperimentare l&#8217;esperienza del “flusso” anche impegnandosi in attività video-ludiche. In questo studio, gli autori hanno anche dimostrato che l&#8217;esperienza del &#8220;flusso&#8221; può essere condizionata da un antecedente emotivo. Difatti, nell&#8217;esperimento condotto dal gruppo di psicologi, a metà dei partecipanti veniva mostrato un video capace di indurre uno stato emotivo negativo prima di ogni sessione di gioco. I risultati dello studio mostrano che il gruppo di soggetti sottoposti alla condizione con stimolo emotigeno negativo sperimentava sensibilmente una minore esperienza di “flusso” rispetto ai soggetti del gruppo di controllo non sottoposti a tale condizione. Gli autori suggeriscono quindi di considerare il “flusso” non solo in funzione del compito da eseguire, ma anche in funzione della predisposizione emotiva del soggetto, che può giocare un ruolo determinante nell&#8217;ostacolare o facilitare tale esperienza.</p>
<h2><span id="Bibliografia" class="mw-headline">Bibliografia</span></h2>
<ul>
<li>Trevisani, Daniele (2014) <a href="https://amzn.to/31M0wFD" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Self-power. Psicologia della motivazione e della performance</em></a>, Franco Angeli editore, Milano.
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<div id="AreaxLIBRO" class="areaOpt">
<div class="fiftyRight"><strong>ISBN: </strong>9788891705655</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1975). &#8220;Beyond Boredom and Anxiety&#8221;. Jossey-Bass: San Francisco, CA. 36. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0875892612" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0875892612</a>, <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9780875892610" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-0875892610</a></li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1990). <i>Flow: The Psychology of Optimal Experience</i>. New York: <a class="mw-redirect" title="Harper &amp; Row" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Harper_%26_Row" target="_blank" rel="noopener">Harper &amp; Row</a> <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0060920432" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-06-092043-2</a></li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1996). <i>Creativity: Flow and the Psychology of Discovery and Invention</i>. New York: Harper Perennial. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0060928204" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-06-092820-4</a></li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1998). <i>Finding Flow: The Psychology of Engagement With Everyday Life</i>. Basic Books. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0465024114" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-465-02411-4</a> (a popular exposition emphasizing technique)</li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (2003). <i>Good Business: Leadership, Flow, and the Making of Meaning</i>. New York: Penguin Books. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/014200409X" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-14-200409-X</a></li>
<li><a title="Ellen Langer" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ellen_Langer" target="_blank" rel="noopener">Langer, Ellen J.</a> (1989). <i>Mindfulness</i>. Reading, Mass: Addison Wesley. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0201523418" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-201-52341-8</a></li>
<li>Nachmanovitch, Stephen (1990). <i>Free Play: Improvisation in Life and Art</i>. New York: Penguin-Putnam. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0874776317" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-87477-631-7</a></li>
<li>Palmer, Roy (2006). <i>Zone Mind, Zone Body: How to breakthrough to new levels of fitness and performance &#8211; by doing less!</i>. Ecademy Press. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9781905823062" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-1905823062</a> (Theory plus practical experiments with The Zone) <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/1905823061" target="_blank" rel="noopener">ISBN 1-905823-06-1</a></li>
<li>Pierluigi Diotaiuti, Angelo Marco Zona &amp; Luigi Rea (2013). <i><a class="external text" href="http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/12/ATTI-AISC2013-Napoli.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">Emozioni negative e stili cognitivi nell&#8217;achievement oculo-motoria e strategica. Uno studio condotto attraverso la simulazione video ludica.</a></i><a class="external text" href="http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/12/ATTI-AISC2013-Napoli.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">In Nea Science &#8211; Giornale Italiano di Neuroscienze, Psicologia e Riabilitazione. Anno 1, Vol. 2, p. 123</a> <a title="ISSN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISSN" target="_blank" rel="noopener">ISSN</a> 2282-6009<span class="noprint"> (<span title="Ricerca su WorldCat"><a class="external text" href="http://worldcat.org/issn/2282-6009&amp;lang=it" rel="nofollow noopener" target="_blank">WC</a></span> · <span title="Ricerca su ACNP (Italia)"><a class="external text" href="https://acnpsearch.unibo.it/search?issn=2282-6009" rel="nofollow noopener" target="_blank">ACNP</a></span>)</span>.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/flow-la-magia-dello-stato-di-flusso/">Flow &#8211; la magia dello Stato di Flusso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Cos&#8217;è l&#8217;Ikigai, e a cosa serve. L’ascolto potenziato tramite modelli e la scala dei livelli di ascolto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Aug 2018 08:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è l&#8217;Ikigai e a cosa serve. Video sul modello Ikigai. Articolo sul tema ascolto avanzato con utilizzo del modello Ikigai immediatamente dopo il video. https://youtu.be/YT6CFbq-T1g Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo condivisibile, si prega di citare sempre la fonte. © Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ikigai-lascolto-potenziato-tramite-modelli-e-la-scala-dei-livelli-di-ascolto/">Cos&#8217;è l&#8217;Ikigai, e a cosa serve. L’ascolto potenziato tramite modelli e la scala dei livelli di ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cos&#8217;è l&#8217;Ikigai e a cosa serve. Video sul modello Ikigai. Articolo sul tema ascolto avanzato con utilizzo del modello Ikigai immediatamente dopo il video.</h2>
<p>https://youtu.be/YT6CFbq-T1g</p>
<ul>
<li>Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo<br />
<h1><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10590 size-medium alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01.jpg?w=207&amp;h=300" alt="" width="207" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01.jpg 540w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01-207x300.jpg 207w" sizes="auto, (max-width: 207px) 100vw, 207px" /></a></h1>
<p><strong>condivisibile</strong>, si prega di <strong>citare sempre la fonte</strong>.</li>
<li><em>© Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti per l’ascolto attivo ed empatico”. Anteprima editoriale, Franco Angeli editore Milano, 2019.</em></li>
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</ul>
<p>_______________</p>
<p>Possiamo potenziare l’ascolto tramite modelli che ci aiutano a fare domande più corrette e centrate, sia</p>
<ol>
<li>nel <strong>modo</strong> (modalità di ascolto) che</li>
<li>nei <strong>contenuti</strong> (contenuti delle domande).</li>
</ol>
<p>Se centriamo entrambe, avremo fatto un centro perfetto.</p>
<p>Anticipiamo per questo fine il modello, centrale per questo libro, della “scala dei livelli di ascolto”, che riguarda soprattutto il “modo” di ascoltare.</p>
<p>La scala è esposta nella figura che segue.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/scala-livelli-di-ascolto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10633" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/scala-livelli-di-ascolto.jpg" alt="" width="570" height="794" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/scala-livelli-di-ascolto.jpg 570w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/scala-livelli-di-ascolto-215x300.jpg 215w" sizes="auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px" /></a></p>
<p>Approfondiremo i dettagli di questa scala nel capitolo successivo. Per ora, ci basti sapere che gli strumenti per fare salti di qualità nell’ascolto attivo esistono, e si possono fare enormi passi in avanti, sino a farne uno dei punti di forza della propria vita e cambiare il nostro modo di essere.</p>
<p>L’ascolto è parte della comunicazione, la comunicazione è parte della vita delle persone, e la vita delle persone è parte dell’universo.</p>
<p>Ascoltando, stiamo dando un contributo alla comprensione anche della parte di universo che vive in noi.</p>
<blockquote><p><em>Lo sforzo di capire l’universo è tra le pochissime cose che innalzano la vita umana al di sopra del livello di una farsa, </em></p>
<p><em>conferendole un pò della dignità di una tragedia.</em></p>
<p><em> (Steven Weinberg)</em></p></blockquote>
<p>Come vediamo, si parte dal basso, con un ascolto impreciso, giudicante, agressivo, sino ad arrivare ad un ascolto attivo, empatico, positivo, attraversando tratti intermedi.</p>
<p>Queste sono le <strong>modalità</strong> di ascolto.</p>
<p>Se applichiamo queste modalità ad un modello, che sia psicosociale o organizzativo, otteniamo un “ascolto modellizzato”.</p>
<p>Il modello su cui ci concentriamo brevemente ora è l’Ikigai.</p>
<p>L&#8217;Ikigai (生き甲斐) è l&#8217;equivalente giapponese di significati quali &#8220;ragione di vita&#8221;, &#8220;ragion d&#8217;essere&#8221;, “scopo della vita”. Nella zona di Okinawa l&#8217;ikigai è visto come &#8220;una ragione per svegliarsi al mattino&#8221;, e certamente, “qual’è la tua ragione per svegliarti al mattino” è sia una domanda potente che una domanda che richiede poi empatia potente e ascolto attivo avanzato.</p>
<p>Infatti,</p>
<blockquote><p><em>“Tutti, secondo la cultura giapponese, avrebbero il proprio ikigai. Trovare quale sia la ragione della propria esistenza richiede però una ricerca interiore che può spesso essere lunga e difficile. Tale ricerca viene considerata molto importante e la sua conclusione positiva porta alla persona una profonda soddisfazione. </em></p>
<p><em>Oltre che aspetti positivi per chi segue il proprio &#8216;ikigai possono esserci anche aspetti negativi: coloro che vivono la vita con estrema passione rischiano infatti di esserne consumati sino alla degradazione.”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em></p></blockquote>
<p>Occorre innanzitutto vedere il modello per capire di cosa tratta.</p>
<p>Lo vedremo prima nella versione ufficiale in lingua inglese:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-inglese.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-10634" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-inglese.png?w=723" alt="" width="723" height="673" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-inglese.png 873w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-inglese-600x559.png 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-inglese-300x279.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-inglese-768x715.png 768w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I quattro grandi vettori o variabili sono</p>
<ol>
<li>Cioè che ami (<em>What you LOVE</em>)</li>
<li>Ciò che serve nel mondo (<em>What the world NEEDS</em>)</li>
<li>Ciò per cui puoi essere pagato (<em>What you can be PAID FOR</em>)</li>
<li>Ciò che sei abile a fare (<em>What you are GOOD AT</em>)</li>
</ol>
<p>L’Ikigai rappresenta il centro perfetto, la condizione che soddisfa tutte le altre condizioni, per cui riusciamo a fare un lavoro che amiamo, un lavoro utile al mondo, un lavoro per cui siamo pagati, e un lavoro nel quale siamo abili.</p>
<p>In psicologia, questa condizione assomiglia molto ad una vita o esistenza in stato di <em>Flow</em>, o Flusso, “il momento magico in cui tutto scorre perfettamente e il tempo sembra svanire”, concetto introdotto nel 1975 dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi poi diffuso in vari campi di applicazione della psicologia, alel performance, allo sport, sino alla a spiritualità, all’istruzione e al lavoro, all’immersività dell’esperienza nella vita quotidiana, alla creatività, e persino alla meditazione.<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a></p>
<p>Nei momenti di flow, tutto sembra funzionare magicamente e perfettamente, nonostante le sfide ci siano e siano anche alte. Possiamo dire che l’ascolto in stato di Flow esiste, ed è reso possibile da una nostra totale “Presenza Mentale” nell’ascolto unita alla presenza mentale dell’altro e alla disponibilità reciproca.</p>
<p>Figura 3 Modello Ikigai, italiano</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-italiano-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10635" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-italiano-1.jpg" alt="" width="560" height="529" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-italiano-1.jpg 560w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/ikigai-italiano-1-300x283.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>Notiamo come le intersazioni imperfette, quegli spazi in cui una o più delle quattro esigenze di base non sono soddisfatte, generano diverse tipologie di “stato di vita”, esaminabili nella figura stessa.</p>
<p>Un ascolto potenziato arriva dall’unire il modello della “scala di ascolto” all’Ikigai, come nella figura seguente:</p>
<p>Figura 4 Combinazione tra scala dei livelli di ascolto e modello Ikigai</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-10636" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai.jpg?w=723" alt="" width="723" height="443" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai.jpg 1313w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai-600x367.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai-300x184.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai-768x470.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai-1024x627.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai-900x551.jpg 900w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/combinazione-scala-livelli-di-ascolto-con-ikigai-1280x784.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></p>
<p>Avremo quindi domande come:</p>
<ul>
<li><em>Cosa ami fare nella vita?</em></li>
<li><em>Cosa pensi serva al pianeta e al mondo in questo momento?</em></li>
<li><em>Quali sono i lavori per cui puoi ricevere una remunerazione?</em></li>
<li><em>Quali sono le cose che ti fanno stare bene?</em></li>
</ul>
<p>L’ascolto può farsi via via più complesso, come in un coaching manageriale dove vogliamo poter capire in che condizione è una persona rispetto al suo vissuto lavorativo. Quindi ad esempio:</p>
<ul>
<li><em>Ami quello che stai facendo ora?</em></li>
<li><em>Pensi che quello che stai facendo ora sia utile?</em></li>
<li><em>Sei soddisfatto della tua remunerazione?</em></li>
<li><em>Ottieni gratificazioni sul lavoro, al di la della remunerazione?</em></li>
<li><em>Come vivi la tua giornata lavorativa?</em></li>
<li><em>In quali momenti senti che stai dando il massimo sul lavoro con piacere?</em></li>
</ul>
<p>E tante altre domande, un numero non infinito, ma decisamente ampio, e allargabile quando poi le risposte possono permetterci di realizzare dei “ganci” su quanto emerge per approfondire e allargare il discorso, o invece entrare nei dettagli con un ascolto selettivo quando troviamo un problema, o centrare un dettaglio emotivo di un conflitto con un collaboratore o un problema di leadership, e applicare un ascolto empatico.</p>
<p>Non importa quanto o quando finiremo, all’inizio. All’inizio occorrono modelli di partenza utili, che ci aiutino a partire con il piede giusto, per poi correggere la rotta strada facendo.</p>
<p>L’ascolto è una delle attività umane più sensibili, l’utilizzo di modelli la potenzia di certo, ma non sostituisce mai la sensibilità umana che serve per praticare un ascolto di qualità.</p>
<p>Cogliere le sfumature delle persone, sul lavoro o nella vita, richiede enorme volontà empatica, metodo, e un pizzico di arte.</p>
<p>Le persone sono universi, sono mondi infiniti, guardarci dentro può far venire le vertigini, ma ne vale la pena. Perchè conoscere una persona è conoscere un brano di universo.</p>
<blockquote><p><em>È strano come la tua vita possa prendere una direzione. </em></p>
<p><em>Poi conosci una persona e tutto cambia.</em></p>
<p><em>Sophia Danko (Britt Robertson)</em></p>
<p><em>dal film &#8220;La risposta è nelle stelle&#8221; di George Tillman Jr.</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> https://it.wikipedia.org/wiki/Ikigai</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Csikszentmihalyi, Mihaly (1975). &#8220;<em>Beyond Boredom and Anxiety</em>&#8220;. Jossey-Bass: San Francisco, CA. 36. ISBN 0875892612, ISBN 978-0875892610</p>
<p>Csikszentmihalyi, Mihaly (1990). <em>Flow: The Psychology of Optimal Experience</em>. New York: Harper &amp; Row ISBN 0-06-092043-2</p>
<p>Csikszentmihalyi, Mihaly (1996). <em>Creativity: Flow and the Psychology of Discovery and Invention</em>. New York: Harper Perennial. ISBN 0-06-092820-4</p>
<p>Csikszentmihalyi, Mihaly (1998). <em>Finding Flow: The Psychology of Engagement With Everyday Life</em>. Basic Books. ISBN 0-465-02411-4</p>
<p>Csikszentmihalyi, Mihaly (2003). <em>Good Business: Leadership, Flow, and the Making of Meaning</em>. New York: Penguin Books. ISBN 0-14-200409-X</p>
<p>Langer, Ellen J. (1989). <em>Mindfulness</em>. Reading, Mass: Addison Wesley. ISBN 0-201-52341-8</p>
<p>____</p>
<ul>
<li>Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo <strong>condivisibile</strong>, si prega di <strong>citare sempre la fonte</strong>.</li>
<li><em>© Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti per l’ascolto attivo ed empatico”. Anteprima editoriale, Franco Angeli editore Milano, 2019.</em></li>
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</ul>
<p>_______________</p>
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		<title>Lo stato di &#8220;flow&#8221; o &#8220;flusso&#8221; nelle performance. Articolo e video</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/lo-stato-di-flow-o-flusso-nelle-performance-articolo-e-video/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2018 10:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Percorsi di Crescita Personale]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stato di &#8220;flow&#8221; o &#8220;flusso&#8221; nelle performance. Avviene quando si è totalmente immersi nell&#8217;azione, resistendo a qualsiasi forma di giudizio di approvazione e disapprovazione, sostenuti dalla resilienza emotiva. https://youtu.be/Os_e78Oc0OA Queste competenze del Potenziale Umano si apprendono solo in un coaching umanistico, che non nasconde le nostre debolezze, valorizza il nostro sapere e saper fare, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lo-stato-di-flow-o-flusso-nelle-performance-articolo-e-video/">Lo stato di &#8220;flow&#8221; o &#8220;flusso&#8221; nelle performance. Articolo e video</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stato di &#8220;flow&#8221; o &#8220;flusso&#8221; nelle performance. Avviene quando si è totalmente immersi nell&#8217;azione, resistendo a qualsiasi forma di giudizio di approvazione e disapprovazione, sostenuti dalla resilienza emotiva.</p>
<p>https://youtu.be/Os_e78Oc0OA</p>
<p>Queste competenze del Potenziale Umano si apprendono solo in un coaching umanistico, che non nasconde le nostre debolezze, valorizza il nostro sapere e saper fare, le nosre potenzialità compresse, lavora in profondità sul nostro essere e sentire, indidualmente e nei gruppi</p>
<p>Approfondimento</p>
<h1>© Dal testo <a href="https://www.ibs.it/potenziale-umano-metodi-tecniche-di-libro-daniele-trevisani/e/9788846498625" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</em></a></h1>
<h2>Lo stato di flusso (<em>flow</em>) e le esperienze di flusso (<em>flow experience</em>)</h2>
<p>Lo stato di flusso (<em>flow</em>) è caratterizzato dal procedere di una azione o serie di azioni che “scorre liscia”, in cui tutto avviene perfettamente (non necessariamente senza ostacoli, ma spesso con ostacoli anche forti che vengono superati), in cui vi è la netta sensazione di controllo sugli eventi ed un senso di euforia e potenza accompagnato da una forte felicità interiore e benessere.</p>
<p>La condizione che ne deriva è simile all’esperienza di qualcosa che scorre bene, un fluire (<em>flow experience</em>) che si deposita in memoria e al quale si può imparare ad attingere per migliorare se stessi, il proprio benessere e le prestazioni/esperienze future.</p>
<p>Lo stato di flusso non è una condizione puramente atletica o prestazionale, ma essenzialmente esistenziale. Può entrare in ogni condizione di vita, negli elementi e momenti più vari, quali l’esperienza di leggere un libro o di vedere un tramonto o di conversare attorno ad un tavolo, sciare, giocare a calcio, combattere, meditare, o nell’insegnamento, o nel sesso. Ogni stato esistenziale può essere vissuto in condizione di flusso.</p>
<p>Lo stato di flow può essere sperimentato dagli atleti durante alcuni allenamenti (non in ogni momento, e non da tutti gli atleti). Può emergere anche nella vita di relazione, in un comunicatore durante un discorso (o docente durante una lezione), nel momento in cui senta che il pensiero fluisce con energia, l’espressività si sblocca, si apre un magnetismo speciale sulla platea e il pubblico lo segue intensamente.</p>
<p>Ancora, può sperimentare lo stato di flusso una coppia, durante atti amorosi o momenti particolarmente romantici, o in atti sessuali vissuti come scambi di emozioni e non come prestazioni ginniche.</p>
<p>Ancora, può sperimentare questo stato un terapeuta che riesca a stabilire una netta empatia con il cliente e a far emergere qualcosa di buono (scoperte, <em>insights</em>), durante la seduta.</p>
<p>In campo sportivo, osserviamo un brano è utile per analizzare come lo stato di flusso sia aiutato da rituali preparatori, e capire quanta “presenza mentale” sia raggiunta dall’atleta in questo stato. Si evidenzia inoltre la grande capacità di “contatto con se stessi”, di auto-percezione:</p>
<blockquote><p>I Quadricipiti secondo Rühl. Esercizio n. 1: Squat.</p>
<p>Quando sento di essere riscaldato a fondo e sono ansioso di cominciare, vado dritto alla rastrelliera per gli squat, senza pensare ad altro che alla percezione di decine di chili sulla schiena e a contrarre i quadricipiti scendendo fino al pavimento, gonfiandoli fino a farli raddoppiare di volume.</p>
<p>Mi assicuro sempre di controllare bene il movimento, di tenere la schiena dritta e gli addominali tesi. Non mi sbilancio mai in avanti né utilizzo la zona lombare come leva. Salendo e scendendo, spingo il carico sfruttando il perfetto asse di potenza che attraversa il centro del torace, il centro del bacino, il centro dei quadricipiti e il centro dei talloni. Nel primo set cerco di ottenere un forte bruciore muscolare, per assicurarmi di aver stimolato la zona giusta, eseguendo anche 30 ripetizioni se necessario.</p>
<p>Dopo aver allungato e strofinato i muscoli per eliminare in parte l’acido lattico, aggiungo un’altra piastra per lato e ricomincio daccapo, sempre in con una tecnica di esecuzione perfetta, per inondare i quadricipiti di sangue. Nel frattempo, Marc Arnold, mio amico di lunga data e training partner, continua ad urlarmi di rimanere dritto, di tenere i muscoli contratti, di pompare, di fare un’altra ripetizione. Se c’è qualcuno che riesce a darmi la spinta giusta, quello è Marc.</p>
<p>Ora il tempo e i numeri non esistono più. Continuo semplicemente ad aggiungere pesi e a contrarre i quadricipiti, scendendo molto, in modo da sentire la forza sempre più esplosiva nei muscoli interessati. Tra un set e l’altro, me la prendo comoda: non passo al set seguente se prima non riesco a percepire di nuovo i quadricipiti e a sentire che c’è ancora spazio per un nuovo afflusso di sangue. Seguo questo schema per almeno dieci set, spesso dodici, fino a raggiungere il cedimento dopo tre ripetizioni nell’ultimo set. A me piace allenarmi così<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>“<em>Ora il tempo e i numeri non esistono più</em>”, sostiene il campione mondiale Rühl, e da quel momento inizia lo stato di flusso.</p>
<p>Questa esperienza di perdita completa del senso del tempo e dello spazio, l’immersione totale nell’esperienza, assume tratti comuni e trasversali sia nelle attività sportive ad alto tasso di “passione e immersività” così come può prodursi in attività lavorative, o in attività creative (dipingere, suonare), sociali (stare assieme, conversare), sentimentali (sognare assieme).</p>
<p>Può riguardare sia attività fisiche in rapido movimento che attività statiche quali l’ingresso in una meditazione profonda e ben riuscita, o attività di modesta entità fisica ma alta passionalità, quali una partita di carte.</p>
<p>Si può sperimentare lo stato di flusso durante la scrittura di un libro o di una lettera, o la stesura di un disegno, quando parole, segni ed idee sembrano uscire da sole senza sforzo. Al contrario, il blocco del <em>flow</em> viene vissuto come la “pagina bianca” (il vuoto da cui non si sa come muoversi) o una “pagina nera”, densa di ansia, di emozioni negative, in cui ogni gesto costa fatiche immense, e persino l’inizio sembra opera ciclopica.</p>
<p>Il <em>flow</em> può essere vissuto anche durante un momento di abbandono completo ad un massaggio, in cui il tempo sembra fermarsi. I pensieri estranei e le ruminazioni mentali che interferiscono con la concentrazione sull’atto, impediscono al flow di manifestarsi. Imparare a bloccarli per vivere a pieno le esperienze è difficile ma può essere appreso. E tutto questo è complicato dal fatto che non si tratta di un apprendimento che si ottiene una volta per tutte. Esso può sparire in determinate condizioni e rilasciare spazio al pensiero invasivo e alla ruminazione mentale che interferisce.</p>
<p>Apprendere a generarlo anche in condizioni difficili è una vera conquista e un percorso umano sacro per il quale le culture occidentali sono decisamente impreparate. È quindi anche una sfida didattica e pedagogica per un’umanità migliore.</p>
<p>Lo stato di flusso è un “momento magico” che rappresenta più l’ecce­zio­ne che la norma. Vi sono persone che non hanno mai sperimentato lo stato di flusso in tutta una vita, altre che non lo vivono da almeno dieci anni, immersi fino al collo in problemi, in disagi esterni e auto-creati, o da uno stile di vita o approccio culturale/cognitivo sbagliato.</p>
<p>Trovare lo stato di flusso spesso, idealmente all’interno di ogni giornata e prestazione fisica o comunicativa, è l’obiettivo di una pratica energetica e professionale seria che non abbia l’unico scopo di “arrivare a sera in qualche modo”.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Ruhl, M. (2002), <em>Quadricipiti bestiali</em>, Flex, giugno, n. 44, p. 78.</p>
<p>_______</p>
<p>Stesso brano, estratto dal film &#8220;Il Violinista del Diavolo&#8221;, Paganini a Londra, sottotitoli in Italiano e Spagnolo</p>
<p>https://youtu.be/Os_e78Oc0OA</p>
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<div id="title">
<h1>© Dal testo <a href="https://www.ibs.it/potenziale-umano-metodi-tecniche-di-libro-daniele-trevisani/e/9788846498625" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</em></a></h1>
<p><em>Esempio di cantante in totale immersione nel suo stato di flusso, cantando ad occhi chiusi</em></p>
</div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-10408" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/stato-di-flusso-musicale.jpg" alt="" width="423" height="244" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/stato-di-flusso-musicale.jpg 718w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/stato-di-flusso-musicale-600x346.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/stato-di-flusso-musicale-300x173.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px" /></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lo-stato-di-flow-o-flusso-nelle-performance-articolo-e-video/">Lo stato di &#8220;flow&#8221; o &#8220;flusso&#8221; nelle performance. Articolo e video</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Stati di Flusso: quando il tempo si ferma</title>
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					<comments>https://www.studiotrevisani.it/stati-di-flusso/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 06:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Coraggio delle Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[risorse per la formazione]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[flow]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[stato di flusso]]></category>
		<category><![CDATA[tendenza attualizzante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo con commenti inediti di Daniele Trevisani, dal libro Il Coraggio delle Emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale. Franco Angeli editore. Quando un uomo siede vicino ad una ragazza carina per un’ora, sembra che sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa accesa per un minuto e gli &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/stati-di-flusso/">Stati di Flusso: quando il tempo si ferma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-7991 size-medium" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa.jpg?w=190&amp;h=300" alt="Copertina Libro Il Coraggio delle Emozioni compressa" width="190" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa.jpg 650w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa-600x945.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa-190x300.jpg 190w" sizes="auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px" /></a></strong>Articolo con commenti inediti di <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>, dal libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788891714213/trevisani-daniele/coraggio-delle-emozioni-energie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Coraggio delle Emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale</a>. Franco Angeli editore.</em></p>
<p><em>Quando un uomo siede vicino ad una ragazza carina per un’ora, sembra che sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa accesa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività.</em></p>
<p><em> (Albert Einstein)</em></p>
<p>Una delle variabili più significative nel denotare la presenza di uno stato di <em>flow</em> è la sensazione che il tempo si arresti, la perdita di coscienza del tempo, dovuta al grande livello di immersività nell’esperienza e al piacere del vissuto.</p>
<p>Anche durante tecniche di rilassamento particolarmente riuscite, possono trascorrere 40 minuti senza che la persona se ne renda assolutamente conto.</p>
<p>Ciascuno può fare le proprie riflessioni.</p>
<p>Posso citare personalmente situazioni di conferenze o corsi in cui ho visto i partecipanti perdere il senso del tempo e saltare la pausa, o andare oltre l&#8217;orario perché rapiti dall&#8217;esperienza. Evidentemente in quei momenti il relatore è stato in grado di innescare uno stato di picco o di flusso.</p>
<p>Lo stesso mi è accaduto come maestro di arti marziali durante lezioni particolarmente sentite, o come agonista, durante alcune competizioni, o quando in uno <em>sparring</em> (combattimento svolto in allenamento) sembra non esistere nient’altro che l’esperienza in sé, ogni altro pensiero va sullo sfondo, e la piacevolezza dell’esperienza riempie tutta l’attenzione cosciente.</p>
<p>Ma non va sempre così.</p>
<p>In altri momenti riconosco situazioni in cui il tempo non scorre, o va a rilento, e si crea una condizione di stallo, e non ci si riesce ad esprimere.</p>
<p>Ho anche visto pubblici cadere assonnati dopo pochi minuti in cui un relatore parlava in modo monotono e senza espressività.</p>
<p>Ciascuno può fare una propria autoanalisi.</p>
<p>Trattare il potere personale richiede di valutare come creare e ricercare la  condizione di picco, le <strong><em>peak performance</em></strong>, lo stato di flusso (<em>flow-state</em>) o esperienza di flusso (<strong><em>flow-experience</em></strong>), lo <strong>sblocco della tendenza attualizzante</strong> e una incessante volontà di lasciarla fluire.</p>
<p>La <strong>tendenza attualizzante</strong> è un potente concetto della psicologia umanistica, riferito all’attualizzare (far diventare atto e non solo sogno) il proprio potenziale umano.</p>
<p>Come Coach, consulenti, trainer o formatori, lavoriamo per produrlo negli altri, questo obiettivo interessa ogni essere umano.</p>
<p>Quando questi obiettivi vengono raggiunti, la condizione del lavoro o del vivere quotidiano diventa essa stessa esperienza di crescita.</p>
<p>Il lavoro si trasforma da incombenza a esperienza di autorealizzazione, e le performance semplicemente accadono, succedono, perché le condizioni energetiche raggiunte lo consentono, naturalmente.</p>
<p>Le stesse dinamiche avvengono all’interno di un team sportivo, di una squadra professionistica, di un team aziendale che funziona bene, o di un club legato da una passione comune.</p>
<p><em><strong><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-7991 size-medium" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa.jpg?w=190&amp;h=300" alt="Copertina Libro Il Coraggio delle Emozioni compressa" width="190" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa.jpg 650w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa-600x945.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/copertina-libro-il-coraggio-delle-emozioni-compressa-190x300.jpg 190w" sizes="auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px" /></a></strong>Articolo con commenti inediti di <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>, dal libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788891714213/trevisani-daniele/coraggio-delle-emozioni-energie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Coraggio delle Emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale</a>. Franco Angeli editore</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h1><em>Approfondimento sul Flow (da Wikipedia)</em></h1>
<h1 id="firstHeading" class="firstHeading">Flusso</h1>
<p>In <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologia</a>, il <b>flusso</b> (in <a title="Lingua inglese" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese" target="_blank" rel="noopener">inglese</a> <i><b>flow</b></i>), o <b>esperienza ottimale</b> (spesso citato come <b>trance agonistica</b> nel linguaggio sportivo), è uno <a title="Stato di coscienza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_coscienza" target="_blank" rel="noopener">stato di coscienza</a> in cui la persona è completamente immersa in un&#8217;attività.</p>
<p>Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell&#8217;individuo: focalizzazione sull&#8217;obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito. Il concetto di flusso fu introdotto nel <a title="1975" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1975" target="_blank" rel="noopener">1975</a> dallo psicologo <a title="Mihály Csíkszentmihályi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mih%C3%A1ly_Cs%C3%ADkszentmih%C3%A1lyi" target="_blank" rel="noopener">Mihály Csíkszentmihályi</a> nella sua <i>teoria del flusso</i>, e si è poi diffuso in vari campi di applicazione della <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologia</a>, come lo <a title="Sport" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sport" target="_blank" rel="noopener">sport</a>, la <a title="Spiritualità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spiritualit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">spiritualità</a>, l&#8217;<a title="Istruzione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Istruzione" target="_blank" rel="noopener">istruzione</a>, o la <a title="Seduzione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seduzione" target="_blank" rel="noopener">seduzione</a>.<sup id="cite_ref-Csikszentmihalyi1990_1-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-Csikszentmihalyi1990-1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a></sup></p>
<h2><span id="Il_meccanismo" class="mw-headline">Il meccanismo</span></h2>
<p>In ogni momento, ciascun individuo riceve una grande quantità di informazioni provenienti dal mondo circostante; gli psicologi hanno scoperto che la mente ne può gestire solo un certo numero alla volta: circa 126 <a title="Bit" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bit" target="_blank" rel="noopener">bit</a> di dati al secondo in base allo studio di Csíkszentmihályi del <a title="1956" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1956" target="_blank" rel="noopener">1956</a>. Al contrario, un&#8217;intera conversazione &#8220;pesa&#8221; circa 40 bit, cioè un terzo della nostra capacità, e questo è il motivo per cui non è facile focalizzare l&#8217;attenzione su altre attività quando si sta tenendo un discorso.</p>
<p>Generalmente ogni individuo è in grado di decidere su cosa vuole concentrare la propria attenzione. Tuttavia, quando si è in stato di flusso si è completamente assorbiti nell&#8217;azione e, senza prendere coscientemente una decisione, si perde la consapevolezza di tutte le altre cose: tempo, persone, distrazioni e persino esigenze fisiologiche. Ciò si verifica perché tutta l&#8217;attenzione è occupata da quella particolare azione e non ne resta per le altre attività, pur necessarie.</p>
<p>Per testare il flusso nell&#8217;esperienza cosciente, Csíkszentmihályi ha utilizzato il metodo del <i>campionamento dell&#8217;esperienza</i>: per tutta la durata dello studio i partecipanti devono indossare un <a title="Cercapersone" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cercapersone" target="_blank" rel="noopener">cercapersone</a> e, contattati a intervalli di tempo casuali, devono fornire un resoconto dei propri pensieri su un questionario. Questi studi hanno dimostrato che le persone si sentivano più attivate positivamente quando svolgevano compiti impegnativi, per i quali ritenevano di possedere le abilità necessarie.</p>
<p>Le condizioni identificate nel flusso coincidono con le condizioni di massima motivazione e prestazione riscontrate a proposito del <a class="new" title="Goal setting (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Goal_setting&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">goal setting</a>. Se le persone si percepiscono efficaci, i compiti con obiettivi impegnativi non rappresentano un peso, ma sfide gratificanti.</p>
<h2><span id="Componenti_dell.27esperienza_ottimale" class="mw-headline">Componenti dell&#8217;esperienza ottimale</span></h2>
<div class="thumbinner">
<p><a class="image" href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:South-Goodwin.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="thumbimage" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8f/South-Goodwin.jpg/220px-South-Goodwin.jpg" alt="" width="220" height="147" /></a></p>
<div class="thumbcaption"></div>
</div>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner">
<div class="thumbcaption">Bambino concentrato in un’attività</div>
</div>
</div>
<p>Csikszentmihalyi individua i seguenti fattori che, pur potendo apparire indipendentemente l&#8217;uno dall&#8217;altro, in realtà sono in combinazione tra loro e costituiscono la cosiddetta esperienza di flusso:<sup id="cite_ref-2" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener">[2]</a></sup><sup id="cite_ref-MC1975_3-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-MC1975-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></sup></p>
<ol>
<li><i>Obiettivi chiari</i>: le aspettative e le modalità di raggiungimento sono chiare.</li>
<li><i><a class="new" title="Concentrazione (psicologia) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Concentrazione_%28psicologia%29&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Concentrazione</a> totale sul compito</i>: un alto grado di concentrazione in un limitato campo di attenzione (la persona non ragiona su passato e futuro ma solo sul presente).</li>
<li><i>Perdita dell&#8217;<a title="Autoconsapevolezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autoconsapevolezza" target="_blank" rel="noopener">autoconsapevolezza</a></i>: il soggetto è talmente assorto nell&#8217;attività da non preoccuparsi del suo <a title="Io (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Io_%28psicologia%29" target="_blank" rel="noopener">ego</a>.</li>
<li><i>Distorsione del senso del tempo</i>: si altera la percezione del tempo. Non si rende conto del suo scorrere.</li>
<li><i><a title="Retroazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Retroazione" target="_blank" rel="noopener">Retroazione</a> diretta e inequivocabile</i>: l&#8217;effetto dell&#8217;azione deve essere percepibile dal soggetto immediatamente ed in modo chiaro.</li>
<li><i>Bilanciamento tra sfida e capacità</i>: l&#8217;attività non è né troppo facile né troppo difficile per il soggetto.</li>
<li><i>Senso di controllo</i>: la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dominare la situazione.</li>
<li><i>Piacere intrinseco</i>: l&#8217;azione dà un piacere intrinseco, fine a se stesso (<i>esperienza autotelica</i>).</li>
<li><i>Integrazione tra azione e <a title="Consapevolezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Consapevolezza" target="_blank" rel="noopener">consapevolezza</a></i>: la concentrazione e l&#8217;impegno sono massimi. La persona è talmente assorta nell&#8217;azione da fare apparire l&#8217;azione naturale.<sup id="cite_ref-4" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener">[4]</a></sup></li>
</ol>
<h2><span id="Etimologia" class="mw-headline">Etimologia</span></h2>
<p>Csikszentmihaly utilizzò il termine inglese <i>flux</i>: <i>flusso</i>, <i>corrente</i> per definire nel <a title="1975" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1975" target="_blank" rel="noopener">1975</a> uno stato mentale descritto da molte persone da lui intervistate come una corrente d&#8217;acqua che li trascinava<sup id="cite_ref-MC1975_3-1" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-MC1975-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></sup>. Nei libri <i>Optimal Experience: Psychological Studies of Flow in Consciousness</i><sup id="cite_ref-CM1988_5-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-CM1988-5" target="_blank" rel="noopener">[5]</a></sup> e &#8220;Flow: The Psychology of Optimal Experience&#8221;<sup id="cite_ref-CM1990_6-0" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-CM1990-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a></sup> del <a title="1990" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1990" target="_blank" rel="noopener">1990</a> egli parlò dell&#8217;esperienza che si prova durante il flusso come un'&#8221;esperienza ottimale&#8221;, in cui la prestazione è al culmine e lo stato d&#8217;animo è positivo. Quando le sfide e le capacità son contemporaneamente sopra la media, l&#8217;esperienza ottimale emerge.</p>
<h2><span id="Flusso_di_gruppo" class="mw-headline">Flusso di gruppo</span></h2>
<p>Csikszentmihalyi suggerì varie maniere in cui un gruppo può lavorare in modo che ciascun membro si trovi in uno stato di esperienza ottimale. Le caratteristiche che tali gruppi devono includere sono:</p>
<ul>
<li>Spazio di lavoro organizzato in maniera creativa con sedie, pareti decorate, cartine ma niente tavoli per permettere il lavoro in piedi, con il movimento.</li>
<li>Spazio ricreativo con grafici indicanti le informazioni in ingresso, diagrammi di flusso, riassunti del progetto, spazio alla follia, luoghi franchi dove si può dire tutto ciò che altrove è solo pensato, parete con i risultati, temi aperti.</li>
<li>Lavoro parallelo e organizzato.</li>
<li>Concentrazione sugli obiettivi di gruppo.</li>
<li>Sviluppo di obiettivi esistenti (prototipi).</li>
<li>Incremento dell&#8217;efficienza attraverso la visualizzazione.</li>
<li>Differenze tra i partecipanti sono un&#8217;opportunità, più che un ostacolo.</li>
</ul>
<h2><span id="Applicazioni" class="mw-headline">Applicazioni</span></h2>
<p>Apparentemente Csikszentmihalyi è il solo ad aver pubblicato suggerimenti specifici per il raggiungimento dello stato di flusso, come metodi per la progettazione di spazi per il gioco che facilitino l&#8217;ottenimento dell&#8217;esperienza ottimale. Altri autori invece si sono concentrati sull&#8217;uso dello stato per migliorare attività, come la <a title="Spiritualità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spiritualit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">spiritualità</a>, il rendimento in molte aree tipo negli <a title="Affare" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affare" target="_blank" rel="noopener">affari</a>,<sup id="cite_ref-7" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener">[7]</a></sup> <a title="Improvvisazione libera" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Improvvisazione_libera" target="_blank" rel="noopener">improvvisazione libera</a>, psicologia sportiva e <a title="Stand-up comedy" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stand-up_comedy" target="_blank" rel="noopener">stand-up comedy</a>.<sup id="cite_ref-8" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener">[8]</a></sup></p>
<h3><span id="Religione_e_spiritualit.C3.A0" class="mw-headline">Religione e spiritualità</span></h3>
<p>Csikszentmihalyi è stato forse il primo a descrivere questo concetto nella <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologia</a> occidentale ma, come lui stesso riconosce, non è stato il primo a quantificare il concetto di flusso o a sviluppare applicazioni basate sul concetto.</p>
<p>Per millenni i seguaci delle religioni orientali come l&#8217;<a title="Induismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Induismo" target="_blank" rel="noopener">Induismo</a>, il <a class="mw-redirect" title="Buddismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buddismo" target="_blank" rel="noopener">Buddismo</a> ed il <a title="Taoismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Taoismo" target="_blank" rel="noopener">Taoismo</a> hanno perseguito il superamento della dualità tra mente e corpo come elemento centrale dello sviluppo spirituale, sviluppando una serie di teorie sul superamento di tale dualità, attraverso la pratica spirituale.</p>
<p>I praticanti di varie scuole di <a class="mw-redirect" title="Buddismo Zen" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buddismo_Zen" target="_blank" rel="noopener">Buddismo Zen</a> applicano concetti simili a quello di “flusso” nella pratica della loro arte, come nel caso dell&#8217;<a class="mw-redirect" title="Aikido" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aikido" target="_blank" rel="noopener">aikido</a>, <a class="mw-redirect" title="Kendo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kendo" target="_blank" rel="noopener">kendo</a> e <a title="Ikebana" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ikebana" target="_blank" rel="noopener">ikebana</a>. Nella tradizione <a title="Yoga" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Yoga" target="_blank" rel="noopener">yoga</a> si fa riferimento allo stato di &#8220;flusso&#8221;<sup id="cite_ref-9" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener">[9]</a></sup> per quanto riguarda la pratica dello Samyama, la focalizzazione della psiche sull&#8217;oggetto della meditazione.<sup id="cite_ref-10" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener">[10]</a></sup></p>
<h3><span id="Istruzione" class="mw-headline">Istruzione</span></h3>
<p>In materia di istruzione esiste il concetto di <a class="new" title="Sovrapprendimento (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sovrapprendimento&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">sovrapprendimento</a> che sembra essere strettamente collegato all&#8217;esperienza ottimale, secondo lo stesso Csikszentmihalyi.<sup id="cite_ref-CM1990_6-1" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-CM1990-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a></sup> Infatti il sovrapprendimento permette la concentrazione mentale, visualizzando i risultati desiderati, come qualcosa di unico, l&#8217;azione integrata piuttosto che insieme di azioni.</p>
<h3><span id="Sport" class="mw-headline">Sport</span></h3>
<p>Nel linguaggio sportivo spesso si parla di <i>trance agonistica</i>, concetto che nei paesi anglosassoni è definito come la &#8220;zona&#8221;, &#8220;stare nella zona&#8221;, indicando durante una prova atletica uno stato mentale che combacia perfettamente con la descrizione fatta da Csikszentmihalyi dell’esperienza ottimale. Le teorie e le applicazioni di tale stato e la sua relazione con la prestazione atletica sono argomenti di studio nella psicologia applicata allo sport.</p>
<p>Il famoso <a title="Calciatore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calciatore" target="_blank" rel="noopener">calciatore</a> <a title="Pelé" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pel%C3%A9" target="_blank" rel="noopener">Pelé</a> ha descritto la sua esperienza di <i>stare nella zona</i> come &#8220;se provassi una strana calma&#8230; una specie di euforia. Sentivo che potevo correre per tutto il giorno senza stancarmi e che potevo <a class="mw-redirect" title="Dribbling (calcio)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dribbling_%28calcio%29" target="_blank" rel="noopener">dribblare</a> qualunque giocatore della squadra avversaria e quasi passare fisicamente attraverso loro&#8221;.<sup id="cite_ref-11" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener">[11]</a></sup></p>
<p>Il pilota di <a title="Formula 1" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Formula_1" target="_blank" rel="noopener">Formula 1</a> <a title="Ayrton Senna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ayrton_Senna" target="_blank" rel="noopener">Ayrton Senna</a> raccontò la sua <i>esperienza</i> durante il <a title="Gran Premio di Monaco 1988" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Premio_di_Monaco_1988" target="_blank" rel="noopener">Gran Premio di Monaco del 1988</a>: &#8220;Ero già in pole e continuavo ad andare sempre più forte&#8230; Improvvisamente ero quasi due secondi più veloce di chiunque altro, compreso il mio compagno di squadra con la stessa macchina. E improvvisamente ho realizzato che non stavo più guidando la macchina coscientemente. La stavo guidando attraverso una specie di istinto, solo che ero in una dimensione differente. Era come se fossi in un tunnel&#8221;.<sup id="cite_ref-12" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener">[12]</a></sup></p>
<h3><span id="Videogame" class="mw-headline">Videogame</span></h3>
<p>Uno studio condotto presso l&#8217;Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale (Diotaiuti P., Zona A.M. &amp; Rea L.; 2013), ha messo in evidenza la possibilità di sperimentare l&#8217;esperienza del “flusso” anche impegnandosi in attività video-ludiche. In questo studio, gli autori hanno anche dimostrato che l&#8217;esperienza del “flusso”può essere condizionata da un antecedente emotivo. Difatti, nell&#8217;esperimento condotto dal gruppo di psicologi, a metà dei partecipanti veniva mostrato un video capace di indurre uno stato emotivo negativo prima di ogni sessione di gioco. I risultati dello studio mostrano che il gruppo di soggetti sottoposti alla condizione con stimolo emotigeno negativo sperimentava sensibilmente una minore esperienza di “flusso” rispetto ai soggetti del gruppo di controllo non sottoposti a tale condizione. Gli autori suggeriscono quindi di considerare il “flusso” non solo in funzione del compito da eseguire, ma anche in funzione della predisposizione emotiva del soggetto, che può giocare un ruolo determinante nell&#8217;ostacolare o facilitare tale esperienza.</p>
<h2><span id="Note" class="mw-headline">Note</span></h2>
<ol class="references">
<li id="cite_note-Csikszentmihalyi1990-1"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-Csikszentmihalyi1990_1-0" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Mihaly Csikszentmihalyi, <a class="external text" href="http://books.google.com/books?id=V9KrQgAACAAJ" rel="nofollow noopener" target="_blank">Flow: The Psychology of Optimal Experience</a>, Harper &amp; Row, 1990, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/978-0-06-016253-5" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/978-0-06-016253-5" target="_blank" rel="noopener">978-0-06-016253-5</a>. <small>URL consultato il 10 novembre 2013</small>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-2"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Csikszentmihalyi, M. &amp; K. Rathunde. (1993). The measurement of flow in everyday life: Towards a theory of emergent motivation. In J. E. Jacobs (Ed.) <i>Nebraska symposium on motivation, Vol. 40: Developmental perspectives on motivation</i>. Lincoln: University of Nebraska Press. p. 60. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0803292104" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-8032-9210-4</a></span></li>
<li id="cite_note-MC1975-3"><b>^</b> <sup><i><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-MC1975_3-0" target="_blank" rel="noopener">a</a></i></sup> <sup><i><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-MC1975_3-1" target="_blank" rel="noopener">b</a></i></sup> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Mihály Csíkszentmihályi, Beyond Boredom and Anxiety, San Francisco, CA, <a class="new" title="Jossey-Bass (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Jossey-Bass&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Jossey-Bass</a>, 1975, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/0-87589-261-2" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0-87589-261-2" target="_blank" rel="noopener">0-87589-261-2</a>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-4"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Mihály Csíkszentmihályi, Beyond Boredom and Anxiety, San Francisco, CA, <a class="new" title="Jossey-Bass (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Jossey-Bass&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Jossey-Bass</a>, 1975, p. 72, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/0-87589-261-2" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0-87589-261-2" target="_blank" rel="noopener">0-87589-261-2</a>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-CM1988-5"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-CM1988_5-0" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Csikszentmihalyi, Mihaly (1988) <i>Optimal Experience: Psychological Studies of Flow in Consciousness</i>. Cambridge, NY: Cambridge University Press. 323.</span></li>
<li id="cite_note-CM1990-6"><b>^</b> <sup><i><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-CM1990_6-0" target="_blank" rel="noopener">a</a></i></sup> <sup><i><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-CM1990_6-1" target="_blank" rel="noopener">b</a></i></sup> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Mihály Csíkszentmihályi, Flow: The Psychology of Optimal Experience, New York, <a class="mw-redirect" title="Harper &amp; Row" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Harper_%26_Row" target="_blank" rel="noopener">Harper &amp; Row</a>, 1990, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/0-06-092043-2" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0-06-092043-2" target="_blank" rel="noopener">0-06-092043-2</a>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-7"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><a class="external text" href="http://www.flowtheory.com/" rel="nofollow noopener" target="_blank">www.flowtheory.com</a></span></li>
<li id="cite_note-8"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><a class="external text" href="http://basilwhite.com/comedyworkshop/#flow" rel="nofollow noopener" target="_blank">basilwhite.com &#8211; comedyworkshop</a></span></li>
<li id="cite_note-9"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Yoga Sutras 3.9-3.16: Witnessing Subtle Transitions with Samyama &#8212; <a class="external free" href="http://www.swamij.com/yoga-sutras-30916.htm" rel="nofollow noopener" target="_blank">http://www.swamij.com/yoga-sutras-30916.htm</a></span></li>
<li id="cite_note-10"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><a class="new" title="J. Nigro Sansonese (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=J._Nigro_Sansonese&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Sansonese, J. Nigro</a> (1994). <i>The Body of Myth: Mythology, Shamanic Trance, and the Sacred Geography of the Body</i>. Inner Traditions. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9780892814091" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-0-89281-409-1</a>. Source: <a class="external autonumber" href="http://books.google.com/books?id=aUZBqTKTAfIC&amp;pg=PA26&amp;lpg=PA26&amp;dq=samyama+japan+koan&amp;source=bl&amp;ots=9NmvXYZlK0&amp;sig=Q3UMX0nQDHLWs68I5FG0EaFBQb0#PPA26,M1" rel="nofollow noopener" target="_blank">[1]</a> (accessed: Friday March 6, 2009), p.26.</span></li>
<li id="cite_note-11"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation news">Lawrence Shainberg, <a class="external text" href="http://www.nytimes.com/1989/04/09/magazine/finding-the-zone.html?scp=1&amp;sq=pele+%22felt+a+strange+calmness%22&amp;st=nyt" rel="nofollow noopener" target="_blank">Finding &#8220;The Zone&#8221;</a>, in <a title="The New York Times" href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_New_York_Times" target="_blank" rel="noopener">The New York Times</a>, 9 aprile 1989. <small>URL consultato il 9 giugno 2013</small>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-12"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flusso_%28psicologia%29#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation news">Gerald Donaldson, <a class="external text" href="http://www.f1speedwriter.com/2012/05/ayrton-senna-at-monaco-1988.html" rel="nofollow noopener" target="_blank">Ayrton Senna at Monaco (1988)</a>, 23 maggio 2012. <small>URL consultato il 29 marzo 2014</small>.</cite></span></li>
</ol>
<h2><span id="Bibliografia" class="mw-headline">Bibliografia</span></h2>
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<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1990). <i>Flow: The Psychology of Optimal Experience</i>. New York: <a class="mw-redirect" title="Harper &amp; Row" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Harper_%26_Row" target="_blank" rel="noopener">Harper &amp; Row</a> <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0060920432" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-06-092043-2</a></li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1996). <i>Creativity: Flow and the Psychology of Discovery and Invention</i>. New York: Harper Perennial. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0060928204" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-06-092820-4</a></li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1998). <i>Finding Flow: The Psychology of Engagement With Everyday Life</i>. Basic Books. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0465024114" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-465-02411-4</a> (a popular exposition emphasizing technique)</li>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (2003). <i>Good Business: Leadership, Flow, and the Making of Meaning</i>. New York: Penguin Books. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/014200409X" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-14-200409-X</a></li>
<li><a title="Ellen Langer" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ellen_Langer" target="_blank" rel="noopener">Langer, Ellen J.</a> (1989). <i>Mindfulness</i>. Reading, Mass: Addison Wesley. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0201523418" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-201-52341-8</a></li>
<li>Nachmanovitch, Stephen (1990). <i>Free Play: Improvisation in Life and Art</i>. New York: Penguin-Putnam. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0874776317" target="_blank" rel="noopener">ISBN 0-87477-631-7</a></li>
<li>Palmer, Roy (2006). <i>Zone Mind, Zone Body: How to breakthrough to new levels of fitness and performance &#8211; by doing less!</i>. Ecademy Press. <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9781905823062" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-1905823062</a> (Theory plus practical experiments with The Zone) <a class="internal mw-magiclink-isbn" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/1905823061" target="_blank" rel="noopener">ISBN 1-905823-06-1</a></li>
<li>Pierluigi Diotaiuti, Angelo Marco Zona &amp; Luigi Rea (2013). <i><a class="external text" href="http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/12/ATTI-AISC2013-Napoli.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">Emozioni negative e stili cognitivi nell&#8217;achievement oculo-motoria e strategica. Uno studio condotto attraverso la simulazione video ludica.</a></i><a class="external text" href="http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/12/ATTI-AISC2013-Napoli.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">In Nea Science &#8211; Giornale Italiano di Neuroscienze, Psicologia e Riabilitazione. Anno 1 Vol.2 pag.123 &#8211; ISSN 2282-</a> 6009.</li>
</ul>
<h2><span id="Voci_correlate" class="mw-headline">Voci correlate</span></h2>
<ul>
<li><a title="Creatività" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Creativit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Creatività</a></li>
<li><a title="Spiritualità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spiritualit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Spiritualità</a></li>
<li><a title="Immaginazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Immaginazione" target="_blank" rel="noopener">Immaginazione</a></li>
<li><a title="Psicologia positiva" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_positiva" target="_blank" rel="noopener">Psicologia positiva</a></li>
<li><a title="Motivazione (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Motivazione_%28psicologia%29" target="_blank" rel="noopener">Motivazione (psicologia)</a></li>
<li><a title="Mindfulness" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mindfulness" target="_blank" rel="noopener">Mindfulness</a></li>
</ul>
<h2><span id="Altri_progetti" class="mw-headline">Altri progetti</span></h2>
<ul>
<li><a title="Collabora a Wikimedia Commons" href="https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4a/Commons-logo.svg/18px-Commons-logo.svg.png" alt="Collabora a Wikimedia Commons" width="18" height="24" /></a> <b><span class="plainlinks"><a class="external text" href="https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it" target="_blank" rel="noopener">Wikimedia Commons</a></span></b> contiene immagini o altri file su <b><span class="plainlinks"><a class="external text" href="https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Flow_%28psychology%29?uselang=it" target="_blank" rel="noopener">flusso</a></span></b></li>
</ul>
<h2><span id="Collegamenti_esterni" class="mw-headline">Collegamenti esterni</span></h2>
<ul>
<li><a class="external text" href="http://www.hms.uq.edu.au/flow/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Flow Resources</a> Sito per promuovere la comprensione dell&#8217;esperienza ottimale nello sport ed altre attività fisiche.</li>
<li><a class="external text" href="http://www.jenovachen.com/flowingames/" rel="nofollow noopener" target="_blank">flOw</a> Un gioco per spiegare l&#8217;esperienza di <i>flusso</i>.</li>
<li><a class="external text" href="http://www.flowtheory.com/" rel="nofollow noopener" target="_blank">FlowTheory.com</a>.</li>
<li><a class="external text" href="http://www.deepfun.com/funflow.htm" rel="nofollow noopener" target="_blank">Of Fun and Flow</a> Il flusso nei giochi secondo Bernie DeKoven</li>
<li><cite class="citation web"><a class="external text" href="http://www.fitness-programs-for-life.com/running_in_the_zone.html" rel="nofollow noopener" target="_blank">Running In The Zone</a>, fitness-programs-for-life.com.</cite></li>
<li><a class="external text" href="http://kevinchiu.org/kevin_chiu_procrastination.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">Solving Procrastination</a> Un modo per evitare la procrastinazione mediante l&#8217;esperienza ottimale</li>
<li><a class="external text" href="http://www.gmwmovie.com" rel="nofollow noopener" target="_blank">Sports-Psychology</a> Film indipendente che esplora lo <i>stato di flusso</i> attraverso gli occhi di un <a title="Immersione in apnea" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Immersione_in_apnea" target="_blank" rel="noopener">apneista</a> che tenta di battere il record del mondo di immersione.</li>
<li><a class="external text" href="http://www.stevepavlina.com/blog/2007/01/7-rules-for-maximizing-your-creative-output" rel="nofollow noopener" target="_blank">StevePavlina.com</a> 7 regole per entrare nell&#8217;esperienza ottimale.</li>
<li><a class="external text" href="http://www.archetypewriting.com/articles/articles_ck/muse_block_ckFlowArticle.htm" rel="nofollow noopener" target="_blank">Archetype Writing</a> Il mito del cervello destro e sinistro ed lo stato di flusso.</li>
<li><a class="external text" href="http://www.homestead.com/flowstate/files/zflowlousy.htm" rel="nofollow noopener" target="_blank"><i>The Flow Experience</i>: The Summa Cum Lousy Of Bad Psychology</a> Critica all&#8217;esistenza dello stato di esperienza ottimale.</li>
<li><a class="external text" href="http://www.ieffe.net/public/SK_FLOW_03-08.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">FLOW</a> INNOVAZIONE &amp; FORMAZIONE, <i>FLOW la psicologia dell&#8217;esperienza ottimale</i></li>
<li><a class="external text" href="http://www.gameprog.it/?resource=1072" rel="nofollow noopener" target="_blank">Flow In Game</a> Game Programming Italia &#8211; Il flusso nei giochi</li>
<li><a class="external text" href="http://www.abc-fitness.com/artic/mc-contra.htm" rel="nofollow noopener" target="_blank">Concentrazione e trance agonistica</a> Abc fitness</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/stati-di-flusso/">Stati di Flusso: quando il tempo si ferma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/stati-di-flusso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>How many energies do we really have? Our Way towards &#8220;Powerfulness&#8221;</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/how-many-energies-do-we-really-have-our-way-towards-powerfulness/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 14:07:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Article by Daniele Trevisani, from the book “Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book) &#8220;Powerfulness”, the deep sense of being and feeling powerful Knowing how many energies we really have, opposed to an out-of-focus picture or distorted perception, is a precious piece of information. To learn that, we have to &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/how-many-energies-do-we-really-have-our-way-towards-powerfulness/">How many energies do we really have? Our Way towards &#8220;Powerfulness&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/semiotics-for-leadership-book-cover-thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-284 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/semiotics-for-leadership-book-cover-thumb.jpg?w=169&amp;h=264" alt="Semiotics for Leadership book cover thumb" width="169" height="264" /></a>© Article by <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>, from the book “<a href="http://www.amazon.com/dp/B015WQQTQK" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)</a></p>
<h1><strong>&#8220;Powerfulness</strong>”, the deep sense of being and feeling powerful</h1>
<p>Knowing how many energies we really have, opposed to an out-of-focus picture or distorted perception, is a precious piece of information.<br />
To learn that, we have to acquire new special skills, the skills of “self-focusing”, installing a “mental radar” that scans our deepest “signs” of internal energies, and their flow.<br />
Semiotics therefore is not only a science for external signs, but also a discipline for self-listening and self-improvement.<br />
The &#8220;Psychophysiological Flow&#8221;, as Ikemi points out, is a concept created by Carl Rogers, founder of the Humanistic Psychology approach, to describe the ‘sensory and visceral experiences’, or the flow of internal sensations that the individual can perceive, experiences that are sometimes aware and sometimes denied from awareness.<br />
We often do not see the signs of stress that our body is giving us. We do not see the level of energies in people around us. We do not perceive the active values in others, they mental maps, despite the many “signs” that we could learn to perceive and interpret.<br />
One of these experiences, in our approach, is the ability to read our “potential energy” as opposed to “supposed energy”. Our perception is distorted by so many external messages on what we can do and we cannot do, that we stop listening to what our soul wishes for us.<br />
Rogers stated that there is an ongoing flow of experiencing inside every human being and that the ability to connect with this flow (become aware of it) and to provide correct labels for the perceived sensations and emotions (process called by Eugene Gendlin &#8220;Referencing&#8221;) has a direct impact on emotional wellness. A person can turn to it and discover meaning from those experiences.<br />
He also articulates the relationship between words and this flow of experiencing which can be used as a ‘referent’. Matching words and the referent ‘encourages a further flow of the experiencing’ .<br />
As this semiotic map shows, the search for power is a search for potency, effectiveness and strength, but also an opposition to a miserable state of “powerlessness” that ruins so many lives and organizations when faced with really sever challenges.</p>
<p>For this analysis it is important to introduce a new concept: “<strong>powerfulness</strong>”, the deep sense of being and feeling powerful when confronting our hopes and lifes challenges, feeling a powerful to overcome obstacles, and training every single day to improve our own inner power.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/10/powerfulness.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-293" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/10/powerfulness.jpg" alt="powerfulness" width="584" height="478" /></a><br />
The search for Human Performance has to be connected to higher values, a fight against impotence, powerlessness, conditions of poverty, misery, suffered. In this sense leadership achieves a strong and solid emotional meaning for those who engage in this search and strong ethical values.<br />
The tasks we are able to perform in life, are really deeply linked to the energy level we are able to access and generate.<br />
______<br />
<a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/semiotics-for-leadership-book-cover-thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-284 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/09/semiotics-for-leadership-book-cover-thumb.jpg?w=169&amp;h=264" alt="Semiotics for Leadership book cover thumb" width="169" height="264" /></a>© Article by <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>, from the book “<a href="http://www.amazon.com/dp/B015WQQTQK" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Semiotics for Leaders” (see in Amazon more details about the book)</a></p>
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		<title>Il &#8220;Flusso&#8221; (flow) e la &#8220;Zona&#8221;: incroci di emozioni e stati d&#8217;animo in cui tutto sembra fluire</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/il-flusso-flow-e-la-zona-incroci-di-emozioni-e-stati-danimo-in-cui-tutto-sembra-fluire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2015 10:07:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Capitolo in omaggio dal volume Self Power: Psicologia della Motivazione e delle Performance, di Daniele Trevisani, dedicato al tema fondamentale che porta le persone e i team ad una condizione speciale, in cui si generano alte performance e allo stesso tempo benessere e piacere: Il &#8220;Flusso&#8221; (flow) e la &#8220;Zona&#8221;: incroci di emozioni e stati &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-flusso-flow-e-la-zona-incroci-di-emozioni-e-stati-danimo-in-cui-tutto-sembra-fluire/">Il &#8220;Flusso&#8221; (flow) e la &#8220;Zona&#8221;: incroci di emozioni e stati d&#8217;animo in cui tutto sembra fluire</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Capitolo in omaggio dal volume <a title="capitolo gratuito dal volume Self Power Psicologia della motivazione e delle performance, zona e stato di flusso, di Daniele Trevisani" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1796.279" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power: Psicologia della Motivazione e delle Performance</a>, di Daniele Trevisani, dedicato al tema fondamentale che porta le persone e i team ad una condizione speciale, in cui si generano alte performance e allo stesso tempo benessere e piacere: Il &#8220;Flusso&#8221; (flow) e la &#8220;Zona&#8221;: incroci di emozioni e stati d&#8217;animo in cui tutto sembra fluire.</p>
<ul>
<li><em>Capitolo Scaricabile (clic sul titolo successivo)</em></li>
</ul>
<h2><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/self-power-psicologia-della-motivazione-e-performance-cap-9-flow-il-flusso.pdf">Self-Power. Psicologia della Motivazione e Performance &#8211; cap 9 &#8211; Flow, il Flusso</a></h2>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7637 size-full" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power.png" alt="copertina e quarta self power" width="1145" height="871" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power.png 1145w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power-600x456.png 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power-300x228.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power-768x584.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power-1024x779.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/05/copertina-e-quarta-self-power-900x685.png 900w" sizes="auto, (max-width: 1145px) 100vw, 1145px" /></a></p>
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		<title>Frames, microcompetenze, localizzare i centri di gravità delle performance</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 16:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia delle Performance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>cap 5.             L’acquisizione e potenziamento delle abilità, l’allenamento delle macro e micro-competenze   Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi. &#8230;   Clint Eastwood (il Buono), riferendosi a Tuco. Dal Film Il buono, il brutto, il cattivo, di Sergio Leone.   1.1.         Individuare i frames &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="margin:12pt 0 3pt 42.55pt;">cap 5<a name="_Toc208988302"><span><span><span style="font-size:large;font-family:Arial;">.</span><span style="font-family:&quot;">             </span></span></span><span style="font-size:large;font-family:Arial;">L’acquisizione e potenziamento delle abilità, l’allenamento delle macro e micro-competenze</span></a></h1>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:right;margin:0 0 0 155.95pt;" align="right"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il mondo si divide in due categorie: </span></span></em></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:right;margin:0 0 0 155.95pt;" align="right"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">chi ha la pistola carica e chi scava. </span></span></em></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:right;margin:0 0 0 155.95pt;" align="right"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Tu scavi. &#8230;</span></span></em></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:right;margin:0 0 0 155.95pt;" align="right"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:right;margin:0 0 0 92.15pt;" align="right"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Clint Eastwood (il Buono), riferendosi a Tuco. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:right;margin:0 0 0 92.15pt;" align="right"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dal Film <em>Il buono, il brutto, il cattivo</em>, di Sergio Leone.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<h2 style="margin:24pt 0 12pt 42.55pt;"><a name="_Toc208988303"><span><span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">1.1.</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Individuare i <em>frame</em>s e centri di gravità delle performance</span></a></h2>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La frase memorabile di Clint Eastwood espone bene lo stato delle cose passato, e molto probabilmente futuro: chi ha le informazioni e le competenze dirige e decide, gli incompetenti o privi di accesso all’informazione subiscono.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I pochi protetti (incompetenti che decidono) si trovano in ogni paese non ancora sufficientemente meritocratico, ma il lungo corso della storia non lascia spazio, l’evoluzione darwininana non ha per loro parole molto tenere né futuro assicurato. Contro i parassiti la natura non è generosa o tenera.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In epoche globalizzate vince chi ha più abilità e preparazione, chi sa come procurarsi le informazioni utili, e soprattutto chi si impegna per farlo.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Acquisire e potenziare abilità richiede allenamento, e, soprattutto, grande umiltà di apprendimento. Mettersi al lavoro significa prima di tutto iniziare con una buon analisi delle performance.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ogni performance può essere esaminata come somma e concatenazione di <em>frames</em> . I <em>frames</em> sono riquadri significativi, brani del flusso esperienziale o del flusso di azione che possono essere isolati e denominati. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’analisi dei <em>frame</em> (<em>frame analysis</em>) è un concetto la cui elaborazione si deve a Goffman</span><a name="_ftnref1" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftn1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">, concetto sviluppato dai suoi studi nel campo dell’analisi dell’interazione umana. Questo concetto viene portato avanti con molti frutti anche nella ricerca in psicoterapia</span><a name="_ftnref2" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftn2" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[2]</span></span></span></span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">, con molte applicazioni anche per le conversazioni strategiche (negoziazione, vendita, persuasione, gestione dei conflitti, <em>teamworking, </em>comunicazione nei team, comunicazione al cliente, gestione nei team ad alte prestazioni).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Cercare l’eccellenza entro i diversi <em>frame</em> è fondamentale per giungere a performance elevate. Entro ogni <em>frame</em>, inoltre, vanno individuati e allenati i dettagli in grado di fare la differenza.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Alcuni <em>frame</em>, rispetto ad altri, e alcuni dettagli, rispetto ad altri, hanno inoltre la funzione di “centri di gravità” delle performance (CdG), cioè hanno maggiore peso e importanza, essendo momenti attorno ai quali ruota larga parte del <em>frame</em> o da cui dipendono fortemente altri <em>frame</em>. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Possiamo distinguere (1) <em>frame</em> comunicativi e relazionali, (2) <em>frame</em> cognitivi o attività mentali, e (3) <em>frame</em> meccanici, cinetici, esecutivi.</span></p>
<h2 style="margin:24pt 0 12pt 42.55pt;"><a name="_Toc208988304"><span><span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">1.2.</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><em>Frame</em>s e centri di gravità nelle performance sportive</span></span></a></h2>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In una competizione sportiva (calcio, volley, basket, pallavolo, sport di combattimento, e ogni sport agonistico), possiamo isolare decine o centinaia di <em>frame</em> a seconda dell’ampiezza di analisi. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Tra i <em>frame</em> significativi possiamo localizzare il <em>frame</em> relazionale del pre-partita, e, entro questo, il momento specifico dei messaggi che il coach dà negli spogliatoi, per dare carica motivazionale o istruzioni. Migliorare questo <em>frame</em> e le competenze psicologiche in questa fase è determinante. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Possiamo considerare un <em>frame</em> cognitivo come modo psicologico. Questo mondo si attiva nell’entrare in campo (sicurezza di sè alta o bassa, soggezione dell’avversario, spirito di vittoria).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Possiamo esaminare quale sia l’atteggiamento mentale da tenere mentre si sta perdendo, mentre si sta vincendo, all’inizio, o alla fine di una gara. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Possiamo localizzare approcci tattici: un pugile costruisce una strategia mentale precisa, ad esempio attendista per il primo round, aggressivo nella chiusura della ripresa, e infinite altre varietà, che poi si traducono in azione. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Potremo anche isolare un dettaglio esecutivo, ad esempio, come vogliamo che venga svolto uno specifico schema di gioco, i passaggi o le alzate o i tiri a canestro o una sequenza specifica di combattimento (<em>frame</em> meccanico).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’essenziale è localizzare i diversi centri di gravità delle performance. Per una squadra di calcio il CdG strategico può essere l’obiettivo di conseguire superiorità nel controllo di palla, la strategia di tenere poco la palla e passarla spesso, che si traduce in termini comportamentali (osservabili) in un controllo di palla di prima o di seconda (non tenere la palla al piede).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un combattente può lavorare sul CdG della posizione da tenere sul ring, cercando costantemente il centro, e sul CdG della sequenzialità, cioè portare colpi e tecniche in sequenza e non colpi isolati.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ma questi sono solo casi, per trasferire i concetti di <em>frame</em> e di centri di gravità, e ogni tipo di performance ha le proprie analisi specifiche.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le domande diventano: quali sono i <em>frame</em> significativi della mia disciplina sportiva? In quante e quali fasi le voglio disaggregare? Quali sono i dettagli in grado di fare la differenza? Quali sono i centri di gravità della performance?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<h2 style="margin:24pt 0 12pt 42.55pt;"><a name="_Toc208988305"><span><span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">1.3.</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><em>Frame</em>s e centri di gravità nelle performance aziendali e manageriali</span></span></a></h2>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Anche in azienda è essenziale localizzare i vari <em>frame</em>, e in ogni performance dobbiamo capire dove intervenire e dove fare formazione</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come esempi possiamo individuare una performance di vendita, un obiettivo commerciale da raggiungere, ed esaminare quali sono i fattori che ci porteranno a quell’obiettivo, quali sono i <em>frame</em> significativi. Avremo quindi maggiore dettaglio per capire come intervenire. Esamineremo quindi:</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 21.3pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il <em>frame</em> della fissazione degli obiettivi di vendita: come vengono fissati, con che criteri? Che spazi di miglioramento abbiamo in questo <em>frame</em>?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 21.3pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il <em>frame</em> della consegna degli obiettivi alle forze vendita o della suddivisione dell’obiettivo: sto tenendo conto delle competenze ed energie? Sto valorizzando le persone al massimo o sto sprecando competenze con una distribuzione sbagliata? Sto tenendo conto di fattori logistici e del territorio? I tempi sono coerenti? Sto valorizzando il momento stesso della consegna dell’obiettivo (strategia di <em>up-keying</em>) o lo sto svalutando e sminuendo (strategia di <em>down-keying</em>)?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 21.3pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I <em>frame</em> di progettualità: costruire progetti esecutivi articolandoli in specifiche campagne di vendita. L’obiettivo primario viene diviso in specifiche campagne commerciali, ciascuna di breve durata ed alto impatto, dove ogni campagna è mirata a target e segmenti di mercato precisi. In questo modo avremo più capacità di controllo e maggiore focalizzazione su target specifici, con incrementi generali di efficienza ed efficacia.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 21.3pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I <em>frame</em> di controllo e di leadership: chi tiene le fila? Quando? Come? Tramite riunioni, telefono, email, cruscotti informatici? Come avvengono le comunicazioni centro-periferia, direzione e forze vendita, e tra le forze stesse, con che frequenza, con che qualità?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 21.3pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I <em>frame</em> motivazionali e di feedback: diamo gratificazione ai risultati anche <em>in progress</em>? Riusciamo a notare cali di motivazione e intervenire? Riusciamo a capirne la causa?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 21.3pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font-family:&quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I <em>frame</em> formativi e di coaching: ogni obiettivo ha dietro di se necessità formative, di prodotto, o nelle capacità di vendita e negoziazione. Facciamo formazione prima, durante, dopo? Come la facciamo? Utilizziamo metodi attivi e partecipativi? Abbiamo una strategia di coaching e di affiancamento sul campo per osservare e ricentrare atteggiamenti e comportamenti?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ogni obiettivo ha un proprio centro di gravità, o più di uno. Una campagna di vendite e marketing può individuare il </span><a name="OLE_LINK2"></a><a name="OLE_LINK1"><span><strong><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Centro di Gravita </span></strong></span></a><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>comunicazionale</strong> “capacità di ascolto durante le fasi di vendita” (obiettivo: portare a casa più informazioni strategiche possibile in ogni colloquio e capire il più possibile dei bisogni del cliente) e il <strong>Centro di Gravita strategico</strong> “agire tramite campagne strutturate anziché con azioni spot” (obiettivo: evitare che i venditori agiscano in modo disorganizzato, evitare dispersività, sviluppare approccio tattico e concentrazione), e far ruotare tutta le performance attorno a questi due capisaldi.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli esempi sopra riportati possono essere estesi ad ogni settore aziendale: marketing, finanza, logistica, produzione, qualità, risorse umane: ogni settore ha propri <em>frame</em>s e propri centri di gravità da curare.</span></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></div>
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a name="_ftn1" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></span></a><span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> <span lang="EN-US">Goffman, E. (1974), <em>Frame Analysis</em>, Harvard, Cambridge, MA.</span></span></span></span></p>
</div>
<div id="ftn2">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a name="_ftn2" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref2" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">[2]</span></span></span></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;"> Un lavoro estremamente interessante di applicazione della <em>Frame Analysis</em> <span> </span>e analisi della conversazione in terapia si trova in: Bercelli, F., Leonardi, P., Viaro, M. (1998), <em>Cornici terapeutiche. Applicazioni cliniche di analisi dell’interazione verbale</em>, Cortina, Milano.</span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:xx-small;">________________</span></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:xx-small;">Materiale in anteprima dal libro di Daniele Trevisani (2008), <em>Psicologia delle Performance e del Potenziale Umano</em>, FrancoAngeli Editore, Milano. Copyright. Pubblicato per concessione dell’autore da </span></span><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="font-size:x-small;color:#36769c;"><span style="font-size:xx-small;">www.studiotrevisani.it</span></span></a><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:xx-small;">. E’ consentita la riproduzione solo con citazione dell’autore e del volume originario.</span></span></span></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/frames-microcompetenze-centri-di-gravita-e-performance/">Frames, microcompetenze, localizzare i centri di gravità delle performance</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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