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	<title>fatica &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>fatica &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>L&#8217;energia del guerriero spirituale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 09:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Ogni giorno ti alzi. E ogni giorno combatti una battaglia. A volte ti accorgi persino che stai combattendo, a volte sei anestetizzato e non lo senti, ma la lotta continua, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lenergia-del-guerriero-spirituale/">L&#8217;energia del guerriero spirituale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni giorno ti alzi. E ogni giorno combatti una battaglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte ti accorgi persino che stai combattendo, a volte sei anestetizzato e non lo senti, ma la lotta continua, sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dentro di noi si fronteggiano forze profonde. Nell&#8217;intimo del nostro cuore lottano, due entità, due draghi, forze o titani… non importa come vogliamo chiamarli. Sono le Energie e le Paure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo guerriero è la nostra <strong>Energia Personale</strong>, fisica e mentale, la nostra determinazione, capacità, voglia di fare, la potenza fisica e mentale. Ma anche le idee buone, generative, positive. È la metafora della Luce, del Bene, della Vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’altro è il fronte delle <strong>Paure</strong>, il buio, il dolore, l&#8217;ansia, le sfide ardue che la vita ci riserva, le difficoltà, le idee negative, le ideologie oppressive, che ci frenano e ci fanno tornare indietro, ostacolano la nostra avanzata. Per quanto illusorie o reali, queste paure ci contengono, tolgono resistenza alla nostra pulsione di vita e assopiscono la fame di libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle favole e nei miti, questa lotta è rappresentata come la metafora del Viaggio dell&#8217;Eroe e la vita come una serie di Prove che l’Eroe deve compiere per affermare sé stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E noi, minuscole creature tra milioni di stelle nell&#8217;universo, immerse in questa lotta, cosa possiamo fare? Beh, lasciatemi dire: molto! Possiamo innanzitutto installare un radar mentale che vada a caccia delle idee negative che circolano nella nostra mente. Le credenze negative, una volta smascherate, diventano nemici identificati, e si possono finalmente combattere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L&#8217;intelligenza è utile per la sopravvivenza se ci permette di estinguere una cattiva idea prima che la cattiva idea estingua noi</em>. Karl Popper</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra operazione fondamentale è aprire la nostra mente verso l&#8217;ingresso di idee buone, positive, nuove visioni, nuovi apprendimenti, e lasciare entrare acqua fresca da mille ruscelli. Può essere un viaggio, un libro, una persona illuminata o piacevole da ascoltare. Qualsiasi fonte di apprendimento carica peso sulla bilancia della luce e indebolisce il buio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente. </em>Albert Einstein</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni persona accetta o meno le sfide in base alla &#8220;dimensione&#8221; che vive, al suo stato di potenza ed energia fisico-mentale, e questo è collegato a come funziona la propria &#8220;bilancia interiore&#8221;, e l&#8217;accuratezza del proprio radar mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra mente soppesa energie percepite e paure percepite, poi decide.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è riuscito a fare pulizia mentale e caricarsi di energie, diventa potente oltre ogni limite, e cerca attivamente progetti sfidanti &#8211; si getta in battaglie difficili in base alle energie che sente di possedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale per gli atleti, i praticanti di arti marziali, i combattenti della vita, una coppia che decide di avere figli in questo mondo marcio, sapendo che alla fine la luce prevarrà o che almeno questa possibilità esiste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfide insegnano sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle che accettiamo ma anche quelle che non accettiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le paure crescono in noi. Alcune sono motivate e utili a salvarci la vita. Guidare senza fare attenzione alla strada <strong>deve</strong> generare coscienza del pericolo, e non si tratta di una paura patologica, ma aver paura di guidare in assoluto è invece una paura debilitante, di cui liberarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quando sarai pronto a morire sarai grande abbastanza per vivere.</em> Toro Seduto (1831 – 1890), capo tribù dei Hunkpapa Sioux (Lakota).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi vive entro completamente immotivate, porta estenuanti <strong>sassi nello zaino</strong>. Idee sbagliate, angosce sbagliate, pesi inutili di cui disfarsi al più presto. La paura di provare una carriera diversa, la paura di sbagliare in un progetto, la paura di parlare in pubblico, la paura di provare strade nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come in una favola epica, lo scontro tra queste due forze non ha mai fine dentro di noi e fuori da noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventa una sfida togliere la sofferenza ad ogni bambino del pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventa una sfida togliere da se stessi le paure di cui possiamo fare a meno e imparare a vivere a pieno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere a pieno significa decidere cosa sarà della nostra vita. Non lasciarlo decidere alla massa, agli altri, alla tv, o all&#8217;ignoranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo occorre farlo ogni giorno. E&#8217; un esercizio quotidiano di autonomia mentale, di libertà allo stato liquido. Un combattente non rimane in piedi a lasciarsi colpire senza reagire, userà ogni tecnica, ogni energia, ogni tattica, per vincere il suo incontro. Questo vale anche nella vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora combattiamo ogni giorno questa nostra lotta verso la libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siamo fieri di questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il destino non è scritto, è quello che noi ci creiamo. </em>(John Connor) dal film Terminator Salvation</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Coraggio</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Motivazione</li>



<li>Adattabilità</li>



<li>Sfida</li>



<li>Determinazione</li>



<li>Superamento</li>



<li>Forza interiore</li>



<li>Fatica</li>



<li>Sacrificio</li>



<li>Rinascita</li>



<li>Consapevolezza</li>



<li>Trasformazione</li>



<li>Concentrazione</li>



<li>Sforzo</li>



<li>Equilibrio</li>



<li>Impegno</li>



<li>Autodisciplina</li>



<li>Progresso</li>



<li>Empowerment</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Capacità di percezione e discriminazione delle tipologie di fatica, dolore, sforzo allenante</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/capacita-di-percezione-e-discriminazione-delle-tipologie-di-fatica-dolore-sforzo-allenante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 10:26:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. “No pain, no gain” Accanto alla abilità di trasformazione del vissuto del dolore, e gestione delle proprie forze, troviamo la capacità di percepire finemente il &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“No pain, no gain”</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla abilità di trasformazione del vissuto del dolore, e gestione delle proprie forze, troviamo la capacità di percepire finemente il tipo di dolore o fatica in corso e distinguerne le tipologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore (negativo) di una articolazione infiammata è completamente diverso dal dolore di un muscolo in fase di allenamento intenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuare ad allenare un articolazione infiammata è distruttivo, avere questo tipo di dolore non è un obiettivo, è il dolore che porta alla distruzione. Il dolore muscolare positivo ha una sua riconoscibilità. L’atleta viene allenato e apprende a distinguere diversi tipi di dolore, quello che si accompagna ad un trauma, quello da fatica (es. acido lattico) e quello che fa crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per la fatica mentale, la fatica che distrugge e quella che fa crescere hanno colori diversi e bisogna imparare a riconoscerle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un dolore mentale legato al cambiamento di abitudini, e la psicoterapia porta spesso a momenti di dolore legato ad uno stacco dalle proprie abitudini consolidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lo studio può portare fatica ma successivo appagamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore e la fatica possono anche riguardare l’intero corpo, e non zone specifiche, come in sport completi quali la boxe, il nuoto, il tennis e altri. Il senso generale di affaticamento pervade tutto il corpo. Vivere entro questo stato e continuare a lavorare entro lo stato è una competenza mentale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/05/nopainnogain.jpg?w=919" alt="" class="wp-image-686" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La crescita di un bodybuilder si costruisce proprio tramite esaurimenti programmati. Avviene unicamente quando il muscolo viene portato ad esaurire le proprie energie sino (o vicino) al punto di cedimento, il punto in cui non si riesce più a muovere un certo carico allenante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sfinimento programmatico produce dolore, e il recupero successivo produce crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un celebre motto del pluricampione del mondo Arnold Schwarzenegger, in campo agonistico, recita “<em>no pain, no gain</em>”, cioè senza dolore non c’è crescita. Messaggio utile in alcune fasi di preparazione, ma pericoloso se applicato da incoscienti o preso come religione di vita da applicare in ogni campo e momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione: il fattore di crescita non è il dolore in sé. Non è il dolore a far crescere, ma il tipo di lavoro e di sforzo intenso necessario. Spesso questo sforzo si accompagna a stati dolorosi, soprattutto nella parte finale degli esercizi. Un coaching di qualità deve anche lavorare sulle <em>training experience</em>, le esperienze e sensazioni allenanti, e far capire il valore e il piacere che si può legare a questi momenti di fatica in cui però si genera crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>capacità di percezione</li><li>percezione</li><li>discriminazione</li><li>fatica</li><li>dolore</li><li>sforzo</li><li>gestione della forza</li><li>abilità di trasformazione</li><li>tipi di dolore</li><li>trauma</li><li>fatica mentale</li><li>abitudine</li><li>affaticamento mentale</li><li>affaticamento corporeo</li><li>no pain</li><li>no gain</li><li>training experience</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori supervisione</li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/capacita-di-percezione-e-discriminazione-delle-tipologie-di-fatica-dolore-sforzo-allenante/">Capacità di percezione e discriminazione delle tipologie di fatica, dolore, sforzo allenante</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Percezione dello sforzo, rapporto con il dolore, salto di paradigma: differenziare il dolore distruttivo e il dolore da crescita</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/percezione-dello-sforzo-rapporto-con-il-dolore-salto-di-paradigma-differenziare-il-dolore-distruttivo-e-il-dolore-da-crescita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2022 10:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Quando lo sforzo e la fatica sono positivi per raggiungere un fine La preparazione e il training necessari per ottenere crescita sono spesso accompagnati da &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando lo sforzo e la fatica sono positivi per raggiungere un fine</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La preparazione e il training necessari per ottenere crescita sono spesso accompagnati da sforzo fisico e fatica mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di sforzo può arrivare anche a superare la soglia del dolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella concezione classica,&nbsp; il rapporto fisiologico dell’uomo con il dolore è di evitazione, salvo i casi patologici di masochismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi affronta il dolore e la fatica volontariamente rientra nella sfera degli eroi, o dei martiri, o dei coraggiosi e impavidi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il performer è utile differenziare il tipo di dolore utile dall’inutile, localizzare il dolore distruttivo da quello associato alla crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore distruttivo è quello che danneggia ma non crea, il dolore gratuito, o un trauma, come lo strappo di un muscolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore costruttivo è quello che funziona da <strong>rito di passaggio</strong>, una sofferenza che accompagna una crescita, un dolore senza il quale non è raggiungibile un livello successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono sofferenze coscienti, ad esempio, i ricordi dolorosi necessari per la rielaborazione difficile di un brano del proprio passato con il quale non erano stati fatti i conti, o sul piano fisico un dolore associato ad uno sforzo muscolare intenso ma praticato coscientemente, vissuto in fase di allenamento e di performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osserviamo la seguente testimonianza sulle tecniche di intensità utilizzate dal pluricampione di bodybuilding Arnold Schwarzenegger:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8230; utilizzavo anche altre tecniche, per sfruttare ogni briciola di intensità e stimolare la crescita. A parte le ripetizioni forzate, eseguite con l’aiuto di un compagno, le mie tecniche preferite erano la contrazione di picco e quella che io definivo “azione di pompaggio”. La prima consiste semplicemente nel mantenere la posizione superiore di ogni ripetizione &#8230; per 3 -4 secondi prima di scendere. Si tratta di una tecnica molto dolorosa, ma io ho sempre goduto di quel bruciore, sapendo che mi avrebbe fatto crescere<a href="#_ftn1" id="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La carriera del campione del mondo di bodybuilding Schwarzenegger, la sua capacità di avere successo anche in campi diversi, persino in politica come Governatore della California, parte da uno scantinato del piccolo borgo in cui nasce, in Austria, antro nel quale egli si allenava anche d’inverno senza riscaldamento. Saper andare avanti anche nella fatica e senza molti comfort ha permesso di forgiare doti di resistenza e spessore morale elevati. Anche la sua carriera nell’industria cinematografica è da lui stesso attribuita alla capacità acquisita nello sport di lavorare intensamente e impegnarsi a fondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni momenti di sofferenza accompagnano il raggiungimento di un goal, mentre il dolore gratuito ed inutile come quello che si può soffrire da un dentista non è positivo, così come non lo è lo stress distruttivo, il continuo “stare nella fatica” senza tregue. Ma nemmeno fuggirla sempre è utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti atleti di picco citano il “piacere del <em>dare tutto</em>”, dal fare fatica, e lo associano al concetto di “svuotarsi” fisicamente e mentalmente in modo positivo, avviando una sorta di “pulizia” dalle scorie mentali e fisiche, resa possibile dalla totale concentrazione e dall’intensità. Uno svuotamento che lascia spazio ad uno stato di benessere successivo, riposo e recupero indispensabili, senza i quali la fatica precedente diventa solo dannosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti sappiamo che la preparazione in qualsiasi campo richiede impegno e questo può anche diventare fatica, sforzo. La soglia tra utilizzo positivo del dolore e patologia sta proprio nel grado di consapevolezza: sapere di lavorare in condizione di dolore entro un <em>range</em> di dolore ragionato, con un criterio di crescita e con un programma positivo di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I migliori atleti utilizzano un trucco mentale: la trasformazione del dolore da <em>troppo</em> negativo a compagno di viaggio in un percorso di crescita. In alcuni ambiti, la sua assenza diventa utile anche per segnalare la mancanza di un impegno allenante sufficiente e consistente.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Schwarzenegger, A. (2007), <em>I primi 60 anni</em>, Muscle and Fitness.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/05/percezione-dello-sforzo-rapporto-con-il-dolore-salto-di-paradigma.jpg?w=916" alt="" class="wp-image-675" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Osserviamo questa testimonianza su Dean Karnazes, specialista in ultramaratone. Ad oltre 40 anni ha stabilito record quali la corsa ininterrotta per 80 ore percorrendo 563 km, e la sfida di resistenza denominata <em>North Face Endurance</em>, consistente nel correre una maratona al giorno per 50 giorni, qualcosa di disumano anche per corridori professionisti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>(Intervistatore): Che rapporto ha col dolore fisico?</p><p>(Karnazes): Ho imparato ad accettarlo. In genere nessuno cerca il dolore, tutti vogliono la felicità, la comodità. Nella cultura occidentale il dolore viene spesso associato a qualcosa di negativo. Nell’ultramaratona il dolore ti accompagna sempre, è una sfida da superare, ma che ti fa sentire vivo<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p><cite><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Aiello, E. (2007), <em>Dean Karnazes</em>, Sport Week, la Gazzetta dello Sport, 1 /09/2007, p. 28</cite></blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<p class="wp-block-paragraph">Osserviamo anche in questo passaggio una trasformazione completa della percezione, una <em>Gestalt Switch</em> (salto di paradigma): dal dolore come punizione al dolore associato ad un momento di crescita, come risorsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Karnazes cita tra i propri fattori di motivazione la scomparsa della sorella Pary, deceduta a 18 anni, e gli insegnamenti del padre “che mi ha insegnato a vedere lo sport come un modo per dare il meglio di me stesso”, o messaggi formativi di <em>imprinting</em> ricevuti da preparatori, come il coach Cummings “il coach di cross all’epoca delle scuole superiori mi ha inculcato una regola: non correre con le gambe, corri con il cuore”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, i motori psicologici che producono impegno morale sono diversi, dalla sfida con se stessi alla ricerca interiore, possono includere potenti messaggi genitoriali, sino al riscatto psicologico o la promessa d’onore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso, numerose persone sono sottoposte a stimolazioni psicologiche forti ma non tutte (anzi pochissime) compiono le elaborazioni mentali interiori che li portano a utilizzare correttamente questi stimoli. L’individuo e le sue scelte, la sua volontà, al di la dell’ambiente e degli stimoli, giocano un ruolo cruciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio che vogliamo lanciare qui è complesso:</p>



<p class="wp-block-paragraph">non è bene accettare la fatica come condizione esistenziale permanente, è&nbsp; distruttivo, soffrire per soffrire non è il fine dell’umanità;</p>



<p class="wp-block-paragraph">è bene accettare anche con gioia momenti o periodi di sforzo, anche inten­so, e fatica correlata, per raggiungere un certo fine;</p>



<p class="wp-block-paragraph">la fatica va realizzata con grande consapevolezza delle proprie risorse (<em>self-monitoring</em>), con tempi e modalità di recupero adeguati. Solo con que­ste attenzioni si potrà utilizzare &nbsp;la fatica come alleata, senza che essa distrugga chi la affronta spesso e a dosi elevate senza recupero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>percezione dello sforzo</li><li>dolore</li><li>dolore distruttivo</li><li>dolore di crescita</li><li>preparazione</li><li>training</li><li>soglia del dolore</li><li>rito di passaggio</li><li>resistenza</li><li>spessore morale</li><li>rilascio energetico</li><li>imprinting</li><li>self-monitorig</li><li>fatica</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/percezione-dello-sforzo-rapporto-con-il-dolore-salto-di-paradigma-differenziare-il-dolore-distruttivo-e-il-dolore-da-crescita/">Percezione dello sforzo, rapporto con il dolore, salto di paradigma: differenziare il dolore distruttivo e il dolore da crescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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