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	<title>Energia cognitiva &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Energia cognitiva &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>La progettazione del prodotto nelle strategie di comunicazione visiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Nonostante le immagini retinali si muovano ad ogni saccata, nonostante un sistema visivo che prende delle “istantanee” del mondo, ciascuna separata da un periodo nel quale siamo essenzialmente ciechi, la nostra esperienza visiva è &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-progettazione-del-prodotto-nelle-strategie-di-comunicazione-visiva/">La progettazione del prodotto nelle strategie di comunicazione visiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le immagini retinali si muovano ad ogni saccata, nonostante un sistema visivo che prende delle “istantanee” del mondo, ciascuna separata da un periodo nel quale siamo essenzialmente ciechi, la nostra esperienza visiva è quella di una realtà continua ed ininterrotta. Sentiamo di vedere le intere scene per tutto il tempo nel quale teniamo aperti gli occhi. La percezione visiva, in altre parole, è una continua opera di ricostruzione della realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il mondo non appaia “saltare di qua e di là” come dovrebbe, nonostante il fatto che l’immagine retinica si sposti da una fissazione all’altra, è spiegato dalla teoria dell’<strong><em>integrative visual buffer</em></strong> <a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> la quale assume che in ogni fissazione, tutte le informazioni provenienti dalla retina vengano codificate e memorizzate in un buffer visivo (memoria tampone).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dinamiche della percezione visiva spiegano questioni apparentemente strane nella fruizione di un prodotto. Ad esempio, l’eccessiva densità di una pagina web (ripiena di links, oggetti, immagini, grafici, oggetti multimediali, testi), rende necessaria una quantità elevata di saccate e questo significa <strong>assorbimento elevato di energia cognitiva</strong>. Poiché l’essere umano è alla costante ricerca di una omeostasi energetica, la richiesta di energia elevata significa costo di fruizione elevato, e si riverbera negativamente sulla gradevolezza. Pertanto, la progettazione visiva dei prodotto e degli elementi grafico-comunicazionali deve considerare diversi elementi: il <strong>costo di fruizione</strong>, il tempo disponibile per elaborare l&#8217;immagine ed il prodotto, e l’impegno/capacità di elaborazione del cliente (maggiore o minore disponibilità ad impegnarsi nella decodifica di segnali complessi). Solo grazie a questa analisi è possibile determinare strategie di comunicazione visuale efficienti. Ad esempio, uno studente di ingegneria possiederà probabilmente livelli elevati di capacità di elaborazione, per quanto riguarda i prodotti tecnologici complessi (es: un diagramma di flusso che spiega come funziona un videoregistratore, nel libretto delle istruzioni). Per un pensionato senza titoli di studio, lo stesso foglio di carta può costituire un geroglifico incomprensibile. Questo richiede per l&#8217;azienda una grande capacità di sviluppare prodotti e informazioni adatte alle capacità di elaborazione dei propri clienti target, considerandone le caratteristiche ed i limiti (adattamento comunicazionale al target).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Breitmeyer, B. G. (1984).</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricostruzione della realtà</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buffer visivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dinamiche della percezione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Energia cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Omeostasi energetica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costo di fruizione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progettazione visiva del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie di comunicazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capacità di elaborazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Estetica del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">UI/UX design</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conformità agli standard di design</p>



<p class="wp-block-paragraph">Architettura dell&#8217;informazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progettazione dell&#8217;interfaccia utente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Usabilità del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stile grafico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Colori e contrasti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iconografia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Layout e struttura visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding visivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagini e grafica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tipografia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Materiali e texture</p>



<p class="wp-block-paragraph">Design responsivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coerenza visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intuitività del design</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca dell&#8217;esperienza utente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione nel design</p>
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		<title>La percezione del prodotto ed il carico comunicazionale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-percezione-del-prodotto-ed-il-carico-comunicazionale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 07:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-percezione-del-prodotto-ed-il-carico-comunicazionale/">La percezione del prodotto ed il carico comunicazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “</strong><a href="https://amzn.to/3ARSY65" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</strong></a><strong>”.&nbsp;Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</strong></p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La funzione di risposta del mercato e le soglie percettive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi che avvengono nella percezione umana, in particolare il fenomeno delle soglie percettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della percezione identifica due tipi di soglie &#8211; soglia assoluta e soglia differenziale &#8211; le quali generano altrettanti tipi di prestazione (prestazione assoluta e prestazione differenziale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>soglia assoluta</strong>&nbsp;identifica la quantità minima di stimolazione sensoriale necessaria affinché un particolare stimolo (una vibrazione, un oggetto, un colore) sia percepito da un individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>soglia differenziale</strong>&nbsp;fa riferimento al differenziale di stimolazione sensoriale che determina per l&#8217;individuo la consapevolezza di un cambiamento, l&#8217;accorgersi di una mutazione nello stato precedente. È quindi basata sul concetto di percezione della differenza di intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi fattori percettivi devono entrare al centro del processo imprenditoriale di gestione della customer satisfaction. Ad esempio, produrre un miglioramento nelle vibrazioni di un volante (riduzione di vibrazioni) quando non esiste un margine per ottenere un miglioramento percepibile (condizione di&nbsp;<em>ceiling-effect</em>) è un intervento che non supera la soglia differenziale, e sostanzialmente uno spreco di investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incrementi prestazionali non sono tali, dal punto di vista di marketing, se non superano la soglia di sensibilità del fruitore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo sviluppo del prodotto, pertanto, dovrebbe essere guidato dalla ricerca di miglioramenti percepibili, in cui l&#8217;investimento produca effetti tangibili.</strong></p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Percorsi di scansione dell’immagine (<em>scan path</em>)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di percezione visiva, è utile rivolgersi ad un ulteriore strumento fornito dalla psicologia: l’analisi dei percorsi di scansione dell’immagine (<strong>scan path</strong>).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche hanno evidenziato che le persone non hanno la capacità di cogliere istantaneamente tutti i punti di una scena o di un’immagine, ma seguono, con tempi più o meno lunghi, dei precisi percorsi di fruizione. Ad esempio, una scena visiva verrà analizzata secondo percorsi dominati da segnali di attenzione e altri meccanismi psichici, e non scansionata come da uno scanner &#8211; dall’alto al basso, da destra a sinistra o viceversa.&nbsp;</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La scansione visiva e i segnali di attenzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi di scansione variano a seconda del compito specifico richiesto al fruitore. I percorsi oculari saranno diversi se si chiede all’osservatore di cercare di individuare la possibile tipologia di una stanza nella quale avviene la scena (casa, o albergo) o ancora se si chiede di definire cosa stia succedendo nella scena nei rapporti tra le persone (litigio, amicizia, tradimento, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche illustrano inoltre che l’umore dei soggetti modifica radicalmente l’interpretazione dell’immagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimanendo in tema di scansione visiva, il procedimento di scansione può essere applicato ad una fotografia, ad un quadro, o alla percezione visiva di un prodotto. Se potessimo seguire i nostri movimenti oculari mentre osserviamo un&#8217;immagine, saremmo sorpresi nel notare che i nostri occhi non si muovono lentamente o continuamente, sul piano dell’immagine, ma agiscono freneticamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per notare questo fenomeno, è sufficiente osservare un amico mentre visualizza una fotografia o disegno : alcune zone del campo visivo subiscono numerose fissazioni (zone ad alta concentrazione), mentre altre vengono praticamente ignorate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi che danno luogo a questo&nbsp;<strong>spostamento di attenzione</strong>&nbsp;vi sono in particolare i movimenti non attesi nel contesto in cui ci si trova. Se ad esempio durante la lettura di un libro si coglie un movimento laterale, un oggetto o un&#8217;ombra che si muove, l’attenzione si sposta per scansionare quel movimento, alla ricerca di segnali che ci indichino che si può stare tranquilli e possiamo continuare a leggere, o che piuttosto dobbiamo iniziare a preoccuparci.<a href="applewebdata://637AFE5E-4FF6-4222-828E-39B75E881826#_ftn7"><sup>[1]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla ricerca di fonti di pericolo, il prodotto viene scansionato attraverso un vero e proprio percorso di scansione (<strong><em>scan path</em></strong>),&nbsp;alla ricerca di segnali interessanti, di elementi evocativi, che si collegano prevalentemente all’inconscio (es: forme anatomiche e sessuali).</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La visione dei prodotti, dei punti di vendita e dei punti di comunicazione aziendale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’attenzione si concentra quindi sui punti salienti dell’immagine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La valutazione dei punti salienti è estremamente importante per il marketing. Sia nell&#8217;osservazione dei prodotti che nell&#8217;osservazione degli ambienti di vendita e degli stabili aziendali, l&#8217;attenzione si rivolge ai punti che emergono dal contesto &#8211; positivamente &#8211; ad esempio una pianta ornamentale, o una persona attraente &#8211; o negativamente &#8211; come una chiazza di sporco sul muro, o la povere su un tavolo, o un litigio in corso tra due dipendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sommatoria di tanti dettagli genera l&#8217;impressione complessiva.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sia osservando i prodotti, oppure gli ambienti dei punti di vendita o ancora gli stabili aziendali, gli uffici, o le persone che vi lavorano, i clienti sottostanno alle leggi della fisiologia percettiva, e questo significa che essi:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">a) prestano maggiore attenzione soprattutto ai punti di differenziazione dal contesto (positivi e negativi), e</p>



<p class="wp-block-paragraph">b) non colgono assolutamente l&#8217;intera mole di informazione esistente, ma ne colgono solo una parte, generando impressioni sulla base di informazioni parziali (in quanto elaborare ogni singola informazione presente è eccessivo per le capacità umane e impossibile da praticare).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo determina la necessità per l&#8217;azienda di dirigere attivamente l&#8217;attenzione del cliente a specifiche porzioni di informazione, più sintetiche e strategiche, da cui emergano le informazioni e le impressioni volute.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Trust Signals</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi di fruizione dell’immagine sono estremamente importanti anche per gli effetti che producono sulla creazione di fiducia e senso di affidabilità aziendale. In termini commerciali, le informazioni che possono essere colte nella fruizione di un negozio, di un prodotto, nella visita di un’azienda, nello scrutare una persona o un prodotto, si categorizzano in due classi importanti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>segnali generatori di fiducia (<strong><em>trust signals</em></strong>) e</li><li>segnali generatori di sfiducia (<strong><em>distrust signals</em></strong>). </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A questi segnali deve essere data attenzione primaria, in quanto essi possono accelerare o bloccare l&#8217;intenzione d&#8217;acquisto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;acquisto avvengono numerosi atti di valutazione degli ambienti. La percezione di tali ambienti, proprio per via delle meccaniche visive sottostanti, si soffermerà su alcuni dettagli e non su altri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>percorso valutativo del cliente all’interno del punto di vendita</strong>&nbsp;(o qualsiasi altro punto di contatto) sarà costellato, in altre parole, dal ricevimento di segnali e di informazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong><em>trust signals</em></strong>&nbsp;svolgono il ruolo di elementi di rafforzamento della fiducia e dell’immagine dell’azienda. I&nbsp;<strong><em>distrust signals</em></strong>&nbsp;sono invece elementi di detrazione, negativi rispetto alla formazione della fiducia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda orientata alla crescita deve analizzare attentamente quali elementi della propria comunicazione stiano funzionando da&nbsp;<em>trust signals</em>&nbsp;e quali da&nbsp;<em>distrust signals</em>, analizzando accuratamente ogni elemento di contatto con il cliente e con il pubblico (vetrine, prodotti, cataloghi, siti web, personale, ecc.) attraverso apposite&nbsp;<strong>griglie valutative</strong>&nbsp;(griglie di analisi dell&#8217;immagine visuale e griglie di emersione dei segnali negativi aziendali).</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La ricostruzione della realtà visiva e il costo di fruizione di un prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra esperienza visiva è quella di una realtà continua ed ininterrotta. Sentiamo di vedere le intere scene per tutto il tempo nel quale teniamo aperti gli occhi. La percezione visiva, in altre parole, è una continua opera di ricostruzione della realtà.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dinamiche della percezione visiva spiegano questioni apparentemente strane nella fruizione di un prodotto. Ad esempio, l’eccessiva densità di una pagina web (ripiena di links, oggetti, immagini, grafici, oggetti multimediali, testi), rende necessaria un <strong>assorbimento elevato di energia cognitiva</strong>. Poiché l’essere umano è alla costante ricerca di una omeostasi energetica, la richiesta di energia elevata significa costo di fruizione elevato, e si riverbera negativamente sulla gradevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, la progettazione visiva dei prodotto e degli elementi grafico-comunicazionali deve considerare diversi elementi: il&nbsp;<strong>costo di fruizione</strong>, il tempo disponibile per elaborare l&#8217;immagine ed il prodotto, e l’impegno/capacità di elaborazione del cliente (maggiore o minore disponibilità ad impegnarsi nella decodifica di segnali complessi). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo grazie a questa analisi è possibile determinare strategie di comunicazione visuale efficienti.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La&nbsp;percezione del prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>linea di percettività</strong>&nbsp;indica la soglia oltre la quale un sistema (prodotto-azienda) entra in contatto con un altro sistema (cliente-utilizzatore).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto avviene non solo attraverso la vista ma in generale attraverso qualsiasi senso della percezione coinvolto (vista, udito, tatto, olfatto, gusto, cinestesi, ergogenesi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, la valutazione di un PC può essere influenzata negativamente da un primo impatto in cui emergano aspetti non conformi alle aspettative. Tra questi: un tasto di accensione/spegnimento difettoso, un&#8217;unità floppy traballante, la presenza di urti ed abrasioni evidenti o palesi errori di assemblaggio (spazi e fessure tra le giunzioni), oppure un mouse dal puntamento irregolare, poco scorrevole, con tasti duri e soggetti ad incastrarsi in continuazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre caratteristiche del PC non creano performance apparente e quindi satisfaction del consumatore. L&#8217;ordine e la cura dell&#8217;assemblaggio dei cavi interni è un esempio: i cavi potrebbero essere contorti e attorcigliati ma questo non determina un cambiamento nella prestazione percepita (sempre che il computer non venga aperto e il cliente abbia capacità discriminante tale da capire che l&#8217;assemblaggio non è curato).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grado con cui un elemento è esposto ai sensi del cliente determina la sua valenza nell&#8217;incidere sulla valutazione complessiva, o carico comunicazionale. Da ciò emerge il seguente principio:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio&nbsp;&#8211; Del carico comunicazionale</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Ogni elemento del prodotto e dell&#8217;azienda assume impatto sul cliente in funzione di quanto è esposto al contatto con esso, lungo tutti i possibili sensi della percezione.</li><li>La competitività dipende dalla capacità di identificare e gestire gli elementi che assumono carico comunicazionale, sia fisici (oggetti, ambienti) che relazionali (persone).&nbsp;</li><li>Gli elementi di disturbo devono essere rimossi o modificati.&nbsp;</li><li>L&#8217;identificazione delle priorità di intervento dipende dal coefficiente di carico comunicazionale di ciascun elemento (peso o incidenza sulla immagine e valutazione complessiva), da determinare con metodologia di indagine qualitativa e quantitativa.</li></ul>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://637AFE5E-4FF6-4222-828E-39B75E881826#_ftnref7"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Alcuni esempi visivi di scan-path, prodotti dall’Internet Psychology Lab della University of Illinois, sono riportati al sito:&nbsp;www.medialab-research.com/alm2/</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.iit/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo La percezione del prodotto ed il carico comunicazionale  sono :</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Percezione del prodotto&nbsp;</li><li>Carico comunicazionale</li><li>Soglie percettive</li><li>Soglia assoluta</li><li>Soglia differenziale</li><li>Ceiling-effect</li><li>Scan path</li><li>Scansione dell’immagine</li><li>Scansione visiva</li><li>Segnali di attenzione</li><li>Percorso di scansione</li><li>Punti salienti dell’immagine</li><li>Trust signals</li><li>Distrust signals</li><li>Segnali generatori di fiducia</li><li>Segnali generatori di sfiducia</li><li>Percezione visiva</li><li>Energia cognitiva</li><li>Costo di fruizione</li><li>Linea di percettività</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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