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	<title>emozioni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>emozioni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Il ruolo delle emozioni tra performance e wellness</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 09:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Esistono performance che costruiscono le persone, le migliorano e le fanno crescere, e altre che distruggono chi vi si impegna. L’obiettivo di performance può essere raggiunto con o senza wellness &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-delle-emozioni-tra-performance-e-wellness/">Il ruolo delle emozioni tra performance e wellness</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono performance che costruiscono le persone, le migliorano e le fanno crescere, e altre che distruggono chi vi si impegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di performance può essere raggiunto con o senza <em>wellness </em>(benessere). Al pari, il <em>wellness</em> può essere raggiunto con o senza performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo inquadrare la situazione in questa matrice:</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Matrice Performance-Wellness</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/02/image-2.png" alt="" class="wp-image-28472"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Esaminiamo i diversi punti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Condizione di drenaggio</strong>: le performance sono elevate ma le condizioni psicofisiche decadono, la persona si consuma, il processo è degenerativo, l’individuo consuma le proprie energie a danno di se stesso, si scarica progressivamente, si deteriora, non recupera abbastanza, si consuma progressivamente. Stress cronico e malattie psicosomatiche sono realtà attuali o dietro l&#8217;angolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Condizione di distruzione</strong>: lo sforzo nel raggiungere la performance non trova riscontri, i risultati non arrivano. Allo stesso tempo, l’esperienza e la condizione psicofisica sono consumanti e negative, la distruzione è rapida sia sul piano fisico che morale, con un rapido crollo motivazionale. Lo stress è sia cronico che acuto, la malattia garantita, salvo cambiare strada prima di morire.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Condizione di relax</strong>: viene ricercato e raggiunto uno stato di benessere (<em>wellness</em>), una condizione di relax, di recupero e ricarica, ma non vengono raggiunti obiettivi di performance. È una condizione di recupero, positiva per l’individuo per il periodo che serve, ma non è sostenibile per ampi periodi di tempo per un&#8217;organizzazione produttiva o nella vita di chi non abbia una rendita garantita. Non è inoltre sostenibile come condizione permanente per chi debba produrre, guadagnare, trovare sostentamento, “dar da mangiare” a se stesso e agli altri. È tuttavia un brano di tempo importante da saper inserire periodicamente nella vita per poter generare prestazioni superiori, potersi ricaricare. È inoltre determinante anche saper vivere bene fuori dalla performance, e non considerarla come l’unico momento nella vita di una persona. Abbiamo tutti il diritto di respirare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stato di Flusso</strong>: le prestazioni vengono raggiunte ottenendo allo stesso tempo una buona condizione di <em>wellness</em>; raggiungere la performance non va a discapito di una condizione psicofisica ottimale ma le due condizioni coesistono e si amplificano a vicenda. Vivere la performance nel flusso significa saperla gustare attimo dopo attimo anziché esserne sopraffatti e nemmeno banalizzarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come capiamo esaminando meglio il sistema HPM, lo stato di flusso è possibile solo a condizione che tutte le sei celle della piramide siano in condizione di <em>filling</em> (carica) e la persona possa esperire un forte <em>empowerment</em> (sentimento di potere personale legato alle sfide e al ruolo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una credenza da sfatare è che i risultati debbano arrivare solo con la “sofferenza” intesa in termini negativi, autoflagellanti, e non vi sia posto per l’autogratificazione, o il riposo, o ancora meglio la meditazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La natura esplorativa dell’essere umano che vive per riuscire a raggiungere un obiettivo (<em>performance</em>) coesiste con il desiderio di vivere in una condizione di <em>wellness</em> (benessere psicofisico). Questa natura non va contrastata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso ci vengono presentate come condizioni alternative (o l’una o l’altra): per ottenere risultati bisogna solo soffrire &#8211; almeno così alcuni predicano. Una predica vera solo in ambiti ristretti e con limitazioni da discutere. La sofferenza allenante è utile solo se preceduta e seguita da spazi di recupero, e come momento volontario e consapevolmente inserito in un programma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero che un processo di crescita richiede sforzo e impegno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È falso che questo sforzo e impegno debbano essere sempre e solo accompagnati da emozioni negative, e non possano invece essere vissute come uno stato di gioia, di amore, di passione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una nuova nostra sfida è questa: come possono arrivare (performance e <em>wellness</em>) a coesistere in un unico super-obiettivo? Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente fare i conti con qualcosa di potente ed intangibile, presente e sfuggente allo stesso tempo: le emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saper vivere emozioni positive mentre si lavora, o ci si allena, o si studia, o si fa ricerca, è veramente una nuova frontiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La libertà è il diritto dell&#8217;anima di respirare.</em> dal film &#8220;Will Hunting, Genio Ribelle&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Emozioni</li>



<li>Performance</li>



<li>Benessere</li>



<li>Gestione emotiva</li>



<li>Intelligenza emotiva</li>



<li>Motivazione</li>



<li>Stress</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Autoconsapevolezza</li>



<li>Autoregolazione</li>



<li>Empatia</li>



<li>Relazioni interpersonali</li>



<li>Comunicazione efficace</li>



<li>Leadership emotiva</li>



<li>Crescita personale</li>



<li>Sviluppo del potenziale umano</li>



<li>Mental training</li>



<li>Autoefficacia</li>



<li>Gestione dello stress</li>



<li>Benessere psicofisico</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Nutrire la mente per alimentare il corpo</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/nutrire-la-mente-per-alimentare-il-corpo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 09:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
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		<category><![CDATA[Autocura]]></category>
		<category><![CDATA[Autodisciplina]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[concentrazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[energie]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[Focus mentale]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Se vogliamo che la Forza vinca, il nostro destino deve essere pilotato dalla nostra mente. Per cui, la pratica per migliorare sé stessi e potenziarsi &#8211; mente e corpo &#8211; &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/nutrire-la-mente-per-alimentare-il-corpo/">Nutrire la mente per alimentare il corpo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo che la Forza vinca, il nostro destino deve essere pilotato dalla nostra mente. Per cui, la pratica per migliorare sé stessi e potenziarsi &#8211; mente e corpo &#8211; deve essere quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di avviare un percorso di allenamento alla coltivazione dell&#8217;energia fisica e mentale, con tecniche diverse in ogni stadio della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da bambini, da ragazzi, da adulti, da anziani. Sino all&#8217;ultimo secondo &#8211; possiamo sempre imparare qualcosa, e ogni apprendimento è energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corpo è plastico, reagisce agli stimoli positivi potenziandosi (allenamenti, alimentazioni corrette o sbagliate, pensieri positivi o pensieri negativi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la mente è plastica, si modifica nella struttura neuronale, nelle idee e credenze che vi circolano, in base a come e quanto la nutriamo (<strong>dieta comunicazionale</strong>) e a quanto pratichiamo training mentale e altre pratiche per tenerla pulita, libera da virus mentali come apatia, ansia, noia, accettazione della sofferenza inutile, per nutrirla di concentrazione, rilassamento, focalizzazione, desiderio e passione di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo che vinca il Buio, basta lasciarsi andare alla tv spazzatura, vivere da pecora nel gregge e ingoiare la pillola <em>“produci, consuma, muori”</em> e non pensarci più. Questa, lo dirò subito, non è la nostra strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;I will not allow anyone to walk through my mind with their dirty feet&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non permetterò agli altri (o non permetterò a nessuno) di attraversare la mia mente con i loro piedi sporchi.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mahatma Gandhi<em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cominciare a dire &#8220;questo si e questo no&#8221; è un ottimo inizio per l&#8217;autodeterminazione. Iniziare a porsi domande sui messaggi che ci arrivano: &#8220;il mio istinto mi dice che questo personaggio è credibile e che posso fidarmi&#8221;?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora migliore è filtrare i messaggi in ingresso come se si trattasse di vero e proprio cibo che può essere &#8220;nutriente&#8221; o &#8220;avvelenato&#8221;. Non lasciamo che sia il destino a decidere di cosa ci nutriremo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Consapevolezza </li>



<li>Benessere</li>



<li>Equilibrio</li>



<li>Mindfulness</li>



<li>Motivazione</li>



<li>Nutrizione</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Energie</li>



<li>Autodisciplina</li>



<li>Abitudini</li>



<li>Concentrazione</li>



<li>Meditazione</li>



<li>Vitalità</li>



<li>Rilassamento</li>



<li>Autocura</li>



<li>Emozioni</li>



<li>Focus mentale</li>



<li>Stile di vita</li>



<li>Autoconsapevolezza</li>



<li>Armonia</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/nutrire-la-mente-per-alimentare-il-corpo/">Nutrire la mente per alimentare il corpo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Empatia ed emozioni, i due strati dell&#8217;ascolto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/empatia-ed-emozioni-i-due-strati-dellascolto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 09:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto empatico]]></category>
		<category><![CDATA[Compassione]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Connessione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni condivise]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[empatia cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Espressione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Regolazione Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Risposta empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Simpatia]]></category>
		<category><![CDATA[Sintonizzazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto emotivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. L’empatia è definita in mille modi diversi. Per il nostro scopo, è sufficiente concentrarsi, qui ed ora, sul fatto che l’empatia è uno “stato della mente”, uno stato di apertura all’ascolto, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/empatia-ed-emozioni-i-due-strati-dellascolto/">Empatia ed emozioni, i due strati dell&#8217;ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia è definita in mille modi diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il nostro scopo, è sufficiente concentrarsi, qui ed ora, sul fatto che l’empatia è uno “stato della mente”, uno stato di apertura all’ascolto, di predisposizione a cogliere i dati e le emozioni che arrivano dall’altra persona, a “sentirli”, arrivando a capire una situazione con immedesimazione, avere coscienza di ciò che l’altro vive, con gli occhi e con il cuore della persona che ce la sta raccontando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo abbiamo già detto, ma l’empatia per quanto profonda non equivale alla simpatia. Chi pratica ascolto empatico deve essere molto bravo a “cogliere” e “sentire” ma non deve assolutamente cadere nel tranello del “confondere il proprio sé con quello dell’altro”. Quindi, stiamo per ora su un aspetto tecnico: la scomposizione dell’ascolto in dati ed emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale distinguere l’“ascolto attivo”, dei dati da un ascolto delle emozioni. <strong>Ascoltare dati e ascoltare emozioni sono due processi diversi.</strong> A volte compresenti, e spesso diventano due &#8220;task&#8221; o compiti che viaggiano in parallelo. Ma concettualmente sono diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi abbiamo sempre a disposizione &#8220;il tutto&#8221; mentre ascoltiamo, sta a noi saper cogliere, saper distinguere, saper &#8220;apprezzare&#8221; ed essere sensibili anche alle più sottili sfumature dell&#8217;anima e dell&#8217;emozione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due strati dell’ascolto possono essere visti come due fiumi che viaggiano paralleli l’uno all’altro. Due flussi di informazioni, anziché di acqua, che dobbiamo percepire, contemporaneamente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Ascolto dei dati e ascolto delle emozioni</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-78.png" alt="" class="wp-image-27001"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">È vero che anche un’emozione è una forma di “dato”, ma dobbiamo constatare, giocoforza, che un conto è trattare dati qualitativi come il sentire piacere, o essere orgogliosi, o sentirsi tristi o depressi, euforici o radiosi, e un altro conto è annotare informazioni quantitative come “<em>Londra</em>”, “<em>Milano</em>”, “<em>50 km</em>”, “<em>10 kg</em>”, “<em>aereo</em>”, “<em>treno</em>”, “<em>100 Euro</em>”, e altre informazioni che fanno riferimento al mondo delle cose tangibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire che scientificamente abbiamo un “<strong><em>data-point</em></strong>” (punto dati, informazione certa) ogni volta che riusciamo ad estrarre una proposizione verificabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’affermazione <em>“Prima delle 17 Davide ha concluso una vendita ed era felicissimo”</em> contiene quattro <em>data-point</em>. I primi tre sono dati, l’ultimo è un’emozione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare bene assomiglia molto al processo di “estrarre e separare”, come avviene in un giacimento. Estrarre materiale e separarlo in pietre da un lato, e fango dall’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ascolto, i materiali sono quasi sempre congiunti, quasi incollati, ma possiamo imparare a separarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intelligenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintonizzazione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprensione empatica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto empatico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazioni interpersonali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Compassione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simpatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Regolazione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Supporto emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Espressione delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni condivise</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risposta empatica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia relazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le valenze emotive nella costruzione dell&#8217;immagine aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 09:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Aspetti emotivi nell'acquisto]]></category>
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		<category><![CDATA[Coinvolgimento emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione visiva]]></category>
		<category><![CDATA[Connessione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione attiva dell’immagine]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia del marchio]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienza del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Sé ideale]]></category>
		<category><![CDATA[Immagine del prodotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano L’immagine dell&#8217;impresa nasce dalla somma delle impressioni che un soggetto (ad esempio un cliente) sviluppa nei riguardi di essa, ogniqualvolta viene a contatto con qualcosa (un prodotto, una persona, un simbolo) ad essa collegato &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Misurazione-dellimmagine.jpg" alt="" class="wp-image-26399"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’immagine dell&#8217;impresa nasce dalla somma delle impressioni che un soggetto (ad esempio un cliente) sviluppa nei riguardi di essa, ogniqualvolta viene a contatto con qualcosa (un prodotto, una persona, un simbolo) ad essa collegato o da essa prodotto. Ogni marchio, ed ogni azienda, sono in grado di generare impressioni nei clienti (positive o negative che siano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come l’azienda assume un’immagine agli occhi dei suoi pubblici, i prodotti acquistano una connotazione, e persino una personalità (debole o forte, definita o vaga, gradita o sgradita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un prodotto forte è dotato di una personalità ben definita che lo fa fuoriuscire dalla concorrenza di prezzo. L’immagine del prodotto, del marchio e dell’azienda può essere misurata scientificamente. La sua costruzione attiva è uno degli obiettivi primari di qualsiasi strategia competitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando esiste una connessione tra il prodotto, il marchio e l&#8217;immagine proiettata dall&#8217;individuo, il prodotto diventa strumento di <em>impressions management</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto d&#8217;immagine assume valenze comunicazionali nella proiezione di un’identità, facilitando il passaggio del cliente da un&#8217;identità attuale ad un&#8217;identità desiderata (identità target o immagine target). Non importa che ciò sia realmente vero, è sufficiente che questo sia vero nella psicologia individuale dell&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, l&#8217;immagine del marchio e l&#8217;immagine del prodotto diventano strumenti espressivi di un modo di essere, o di un modo di pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trasmettono un&#8217;identità del possessore, o almeno, il più delle volte, questo è ciò che vorrebbe l&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto non è solo un assemblaggio di componenti. Una visione puramente merceologica e ingegneristica impedisce di capirne il valore affettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando i prodotti si rivolgono a bisogni di ordine superiore &#8211; bisogni sociali, autorealizzazione, costruzione d’immagine della persona &#8211; essi assumono valenze soprattutto psicologiche, ancor prima che tecnico-funzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti/servizi (non tutti, naturalmente, ma buona parte di essi) si trasformano da beni asettici a oggetti dotati di anima, e con essi si instaura un rapporto che fuoriesce dalla pura fruizione per entrare nel campo della comunicazione e della psicologia. Diventano, in altre parole, strumenti espressivi con i quali il soggetto cerca di modificare la propria identità, verso un&#8217;immagine più vicina al proprio sè ideale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Se-ideale.jpg" alt="" class="wp-image-26400"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nella psicologia del consumo il prodotto assume valenze emotive, quale porzione del vissuto di un individuo. L’acquisto di un viaggio può avere alla base la ricerca di un semplice momento di svago o ricreazione. Ma un viaggio può essere anche il momento di svolta di una vita, nel quale ricercare la propria identità smarrita, e ritrovare un senso nella propria esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osserviamo questa trascrizione di una turista che visita un parco naturale, alle foci del fiume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sono laggiù mi sembra di essere lontana dal mondo. Dall’argine si vedono solo dei casolari di campagna, il fiume, gli aironi. Poi non so come spiegarlo, ma c’è qualcosa nel cielo di diverso. L’aria è più chiara, c’è una luce più bianca, più intensa, ti senti fuori dal mondo, forse sarà perché il mare è vicino. Quando sono da quelle parti, per me è come osservare il mondo dall’alto. La frenesia della città ti sembra una cosa assurda. Quelli della città ti sembrano tutte formiche, che corrono senza senso. Ma dove vanno? Il bello è che ieri ero anch’io una formica, e domani torno formica. Ma quando sono qui, divento qualcos’altro. Come qualcuno che guarda dall’alto, che osserva le persone da un altro punto di vista. Per certe persone qui non c’è niente, per me c’è tutto. Mi piace qui perché la strada è sterrata. Quei deficienti vogliono asfaltare anche qui. Come se l’argine dovesse diventare un’autostrada. Non hanno capito che qui ci deve essere la strada sterrata, è il paesaggio che lo richiede. Se potessero asfaltare tutto lo farebbero. Vengo qui per stare fuori dal mondo, per cercare anche di riflettere. Quando vedo i cartelli stradali, i divieti di accesso, il filo spinato, da queste parti, è come una pugnalata. Ma perché non lo capiscono? Pensa che ci vengono persino a caccia. Questo è un luogo di riflessione, non lo devono rovinare così. Qui non ci devono stare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare sensibilità verso la motivazione d’acquisto sottostante, capire le <strong>valenze emotive</strong> attribuite dal consumatore è un prerequisito per la comunicazione aziendale e la costruzione del prodotto. Come si può notare, <strong>elementi estranei</strong> al prodotto (in questo caso un prodotto turistico) possono distruggere o rovinare l’esperienza del fruitore e distruggere il tentativo di <strong>costruzione attiva dell’immagine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di elementi di disturbo, difformi e disomogenei (ad esempio un cesto dei rifiuti di plastica, anziché ricoperto di legno, in un agriturismo) elimina la consonanza tra gli elementi, necessaria per costruire un profilo d’immagine omogeneo e fluido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il profilo d’immagine di un marchio o di un prodotto è analizzabile ricorrendo, tra l’altro, a concetti sviluppati dalla psicologia sociale degli atteggiamenti, che esploreremo di seguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine dell’impresa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressione del soggetto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalità del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressions management</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto d’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità desiderata</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dell’acquirente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modo di essere</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Sé ideale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione attiva dell’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attributi del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sensazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspetti emotivi nell&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leva emotiva</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esperienza di prodotto nelle illusioni percettive</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/lesperienza-di-prodotto-nelle-illusioni-percettive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Coinvolgimento]]></category>
		<category><![CDATA[Contaminazione continua]]></category>
		<category><![CDATA[Credibilità visiva]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto complessivo]]></category>
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		<category><![CDATA[esperienza totale di prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Gestalt del marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Identità visiva]]></category>
		<category><![CDATA[Illusioni Ottiche]]></category>
		<category><![CDATA[Immagine di marca]]></category>
		<category><![CDATA[Impatto visivo]]></category>
		<category><![CDATA[Impressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Insieme di percezione]]></category>
		<category><![CDATA[Interazioni tra le parti]]></category>
		<category><![CDATA[interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[Interpretazione soggettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Memorabilità]]></category>
		<category><![CDATA[percezione del valore]]></category>
		<category><![CDATA[Propensione all’acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione visiva]]></category>
		<category><![CDATA[Ricezione attiva degli stimoli]]></category>
		<category><![CDATA[Schemi precostituiti]]></category>
		<category><![CDATA[significato]]></category>
		<category><![CDATA[Stimoli coerenti]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Analizzare la Gestalt di marketing significa valutare (1) le interazioni tra i molteplici elementi (parti) di cui si compone il prodotto/servizio/prestazione, e (2) l&#8217;effetto complessivo che ne emerge, in termini di impatto sul cliente. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lesperienza-di-prodotto-nelle-illusioni-percettive/">L&#8217;esperienza di prodotto nelle illusioni percettive</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzare la Gestalt di marketing significa valutare (1) le interazioni tra i molteplici elementi (parti) di cui si compone il prodotto/servizio/prestazione, e (2) l&#8217;effetto complessivo che ne emerge, in termini di impatto sul cliente. Significa quindi andare oltre la semplice somma delle parti, e capire l&#8217;effetto complessivo, globale, sinergico, di un insieme di input con i quali il cliente viene a contatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della Gestalt<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> ha evidenziato come, di fronte ad un insieme di percezioni, colui che percepisce tende ad organizzare i diversi stimoli in maniera coerente secondo schemi precostituiti, ed il tutto crea qualcosa di diverso dall’insieme delle parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cubo di Necker è un esempio di come un insieme di elementi costituisca una Gestalt, dimostrando che la percezione è qualcosa di più di una semplice &#8220;ricezione&#8221; passiva di stimoli, ma diviene nella mente umana &#8220;organizzazione&#8221; attiva degli stimoli provenienti dall&#8217;esterno. L&#8217;insieme di oggetti presenti sul piano dell’immagine viene infatti organizzato percettivamente sino ad identificarvi una forma geometrica &#8211; un cubo, oggetto che in realtà non esiste, un oggetto virtuale che viene &#8220;costruito&#8221; dal fruitore. Questo accade anche nella percezione</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Il termine tedesco Gestalt non ha traduzione esatta in Italiano. I significati più vicini sono: forma, struttura, complesso, insieme.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="532" height="948" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera.jpg" alt="" class="wp-image-26275" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera.jpg 532w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera-168x300.jpg 168w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera-175x312.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagini-cubo_triangolo_sfera-450x802.jpg 450w" sizes="(max-width: 532px) 100vw, 532px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Mostro-marino-di-Tse.jpg" alt="" class="wp-image-26276"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Così come dall’organizzazione di queste figure è possibile percepire qualcosa di diverso dalla semplice somma dei componenti, l’organizzazione del design del prodotto, la somma dei suoi elementi percettivi &#8211; visivi, olfattivi, tattili, gustativi &#8211; crea una realtà che è diversa dalla somma delle parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto è quindi una Gestalt, una realtà complessa superiore ad una semplice somma di componenti, un&#8217;entità che acquista una personalità propria anche in relazione a come i diversi componenti si rapportano tra loro. L&#8217;impresa stessa, il valore del suo marchio, il valore della sua offerta, costituiscono un&#8217;insieme di Gestalt di livello ancora superiore. Le implicazioni che ne derivano sono la contaminazione continua (positiva o negativa) tra elementi comunicativi dell&#8217;impresa, tra la comunicazione del sito web e una visita aziendale, tra il packaging e la pubblicità, tra una promozione e la percezione del valore del marchio, in un crescendo di interazioni complesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca della strutturazione e della congruenza con i propri schemi cognitivi è una delle costanti della mente umana. Il tentativo di semplificazione della complessità, la ricerca di categorie in cui incasellare gli eventi e le cose, la strutturazione di elementi in insiemi omogenei, nasce da un bisogno di consistenza, di coerenza tra elementi, di omogeneità di senso e significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le illusioni ottiche dimostrano che non sempre quello che si percepisce è corretto. Ad esempio, molti sarebbero disposti a giurare sul fatto che le linee della figura successiva non siano parallele, mentre in realtà esse sono esattamente parallele.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Illusione-di-Zollner.jpg" alt="" class="wp-image-26277"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni per la psicologia del prodotto sono numerose e si riferiscono alla necessità di considerare il prodotto anche nei suoi minimi dettagli. L&#8217;<strong>esperienza totale di prodotto</strong> (ETP) si forma per organizzazione di una molteplicità di dettagli.&nbsp; La somma dei dettagli costruisce una Gestalt di prodotto &#8211; una visione d&#8217;insieme. Ogni dettaglio del prodotto è significativo, coerente o incoerente, consonante o dissonante, rispetto all’immagine globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente non valuta un prodotto o un’impresa per quello che sono realmente. Egli elabora input che provengono da un <strong>insieme percettivo di contatto</strong> (ogni elemento, oggetto, persona, lettera, packaging, media, che veicola qualcosa dell&#8217;impresa e del prodotto, nel momento in cui il cliente li incontra).&nbsp; Questo insieme di contatto può produrre informazioni distorte o divergenti dalle intenzioni aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di elementi dissonanti, in questo insieme, contravviene al tentativo del consumatore di formare una immagine coerente di prodotto, e genera un effetto negativo a catena su tutto il processo valutativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, nelle prime fasi di contatto con l’impresa, potrebbe succedere che (1) venga visitato innanzitutto il sito aziendale con funzione di orientamento e valutazione preliminare, e (2) vengano ricercate informazioni ulteriori sulla società tramite altre fonti. Se il sito aziendale è sbagliato e proietta un&#8217;immagine negativa, le ricerche ulteriori di informazioni sull’impresa saranno guidate da un tentativo latente di ottenere conferme negative, che rinforzino l’opinione iniziale scaturita dalla navigazione del sito, ed evitino l’instaurarsi di una dissonanza interna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le contaminazioni tra elementi possono portare a detrazioni di immagine le quali si traducono immediatamente in riduzioni di fatturato, nel momento stesso in cui generano una minore propensione all&#8217;acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Interazioni tra le parti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto complessivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto sul cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestalt del marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme di percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimoli coerenti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schemi precostituiti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricezione attiva degli stimoli</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contaminazione continua</p>



<p class="wp-block-paragraph">Illusioni ottiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza totale di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione all’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attributi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impatto visivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Estetica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rappresentazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Memorabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coerenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione soggettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Associazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credibilità visiva</p>
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		<title>Gestire lo stress. Il Modello HPM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 09:06:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il modello HPM per gestire lo stress ©Copyright Dott. Daniele Trevisani e Capponi Editore dal libro “Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani”. Lo stress è una causa sia di patologie fisiche che di “danni alle relazioni”, e nel Metodo HPM ci impegniamo a farlo diventare un alleato piuttosto che un nemico invincibile. Come &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il modello HPM per gestire lo stress</h1>
<p><strong>©Copyright <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Dott. Daniele Trevisani</a> e Capponi Editore dal libro “<a href="https://amzn.to/49mxT4S" target="_blank" rel="noopener">Gestire lo stress e migliorare i rapporti umani</a>”.</strong></p>
<p>Lo stress è una causa sia di patologie fisiche che di “danni alle relazioni”, e nel Metodo HPM ci impegniamo a farlo diventare un alleato piuttosto che un nemico invincibile. Come evidenziano Yaribeygi ed altri ricercatori<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>:</p>
<blockquote><p><em>Qualsiasi stimolo intrinseco o estrinseco che evoca una risposta biologica è noto come stress. Le risposte compensatorie a questi stress sono note come risposte allo stress. In base al tipo, al momento e alla gravità dello stimolo applicato, lo stress può esercitare diverse azioni sull&#8217;organismo che vanno dalle alterazioni dell&#8217;omeostasi fino a effetti potenzialmente letali e mortali. In molti casi le complicanze fisiopatologiche della malattia derivano dallo stress e i soggetti esposti allo stress, ad es. coloro che lavorano o vivono in ambienti stressanti, hanno una maggiore probabilità di contrarre molti disturbi. Lo stress può essere un fattore scatenante o aggravante per molte malattie e condizioni patologiche.</em></p></blockquote>
<p><em> </em>Fare sì che lo stress non ci sovrasti o rovini le nostre relazioni umane è uno degli obiettivi primari del Metodo HPM. Il Metodo HPM è centrato su sei tipi di energie umane, energie specifiche di diversi settori o “celle di lavoro”, sulle quali è possibile intervenire efficacemente.</p>
<h2>Concetti fondamentali: la visione della persona come sistema energetico</h2>
<p>Il metodo HPM (Human Potential Modeling) contiene una concezione dell’uomo come articolazione di energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni o obiettivi.</p>
<p>Il modello si presta ottimamente ad individuare sei grandi tipologie di stress che possono colpirci, magari a nostra insaputa, e le relative azioni antistress.</p>
<p>Il metodo individua sei specifiche “celle di lavoro” sulle quali ciascuno di noi, indipendente dalla sua condizione di partenza, può fare progressi, piccoli o grandi che siano. E, per ogni piccola conquista, si aprono nuovi orizzonti che ci invitano ad andare avanti, in una continua esplorazione di ciò che significa progredire, nel suo senso più profondo.</p>
<blockquote><p><em>“Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.”</em></p>
<p><em>ALBERT EINSTEIN</em></p></blockquote>
<p>“Entrare” in queste sei celle ci permette di costruire progetti di crescita seri ed efficaci, siano essi la “liberazione” da ciò che ci frena, o l’aumento delle nostre risorse personali.</p>
<p>L’amplificazione delle energie e abilità di un individuo o di un intero gruppo o impresa, può proiettarci verso nuovi traguardi, e nuovi modi di essere.</p>
<p>Prendere piena coscienza dei propri potenziali e lottare per raggiungerli è un’operazione che ha una propria sacralità, al di là del risultato numerico o professionale che ne può derivare. Lo stress, inoltre, si “annida” in una o più di queste sei celle e saperlo individuare è estremamente utile per attivare le reazioni antistress giuste.</p>
<p>Capire questo è essenziale oggi per fare del training aziendale serio, essere ricercatori o insegnanti degni di questo nome, ma anche nel coaching, nel <em>focusing</em> (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza, nei progetti di crescita personale, quando si esamina una persona o un’organizzazione, intesa come complesso di energie circolanti, il suo lato umano, il suo spirito vitale.</p>
<p>Il metodo si applica anche alle relazioni interpersonali, tra colleghi o in famiglia, e ovunque vi siano relazioni umane.</p>
<p>Il metodo HPM raggruppa tutti i fattori evidenziati in un modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni). Li considera aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire, ma anche possibili aree di stress.</p>
<p>A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.</p>
<p>Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene poi approfondita, ma sicuramente non esaurita.</p>
<p>Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna contributi, strumenti utili e operativi, è invece già possibile.</p>
<p>Figura 1 – Esposizione grafica del modello HPM</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-27561" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm.png" alt="modello hpm per gestire lo stress" width="638" height="483" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm.png 540w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-300x227.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-175x133.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/08/le-sei-aree-primarie-del-metodo-hpm-450x341.png 450w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /><span style="color: var(--text-color); font-size: 15px; letter-spacing: var(--text-tracking);">Potenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori. Quando lo stress colpisce una di queste sei celle e non vi sono azioni di risposta, l’intero sistema può soffrirne sino a crollare.</span></p>
<p>Nel modello si parte dal basso, dalle energie fisiche e mentali.</p>
<p>Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.</p>
<p>Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani esistenziali superiori, ricercare, crescere.</p>
<p>Possiamo soffocare questa pulsione umana naturale, ma è come cercare di non respirare, prima o poi il bisogno viene fuori, ed è bene ascoltarlo.</p>
<p>Si tratta di un lavoro che va fatto con spirito di gioia e di liberazione, quindi non vedendolo come obbligo ma con entusiasmo, come una grande opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>“L&#8217;entusiasmo è alla base di tutti i progressi.”</em></p>
<p><em>HENRY FORD</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il modello HPM analizza l’essere umano come sistema energetico, una sinergia di forze (fisiche e mentali), la cui amplificazione può aumentare il grado di felicità, successo e potenzialità realizzativa. La mancanza di energia in una o più delle sei celle costituisce invece un problema e crea stress, ma la buona notizia è che lo possiamo affrontare.</p>
<p>Questo sistema complesso è composto da sottosistemi, che possono disporre di uno stato di carica variabile e funzionare bene o male, con gradazioni intermedie di efficienza ed efficacia.</p>
<p>Per analizzare il potenziale globale della persona, non solo sul piano fisico o intellettuale ma come essere umano nel suo complesso, abbiamo bisogno di localizzare <strong>quali sono i micro e macro-distretti su cui lo stress può agire</strong> e come questi interagiscono tra di loro.</p>
<p>Dobbiamo anche saper muovere lo zoom di analisi dal micro al macro, dal particolare al generale, e viceversa.</p>
<p>Esponiamo nel prossimo post una breve sintesi di quali sono i contenuti principali delle sei “celle” di lavoro:</p>
<p>___</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Yaribeygi H, Panahi Y, Sahraei H, Johnston TP, Sahebkar A. The impact of stress on body function: A review. EXCLI J. 2017 Jul 21;16:1057-1072.</p>
<p>©Copyright dott. Daniele Trevisani <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></p>
<p>e Franco Angeli editore, Milano</p>
<p><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, Leadership, disponibili in questi siti e link:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>
<p><strong>Altre risorse online</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>(Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
<h2>Semantica Articolo Gestire lo stress. Il Modello HPM</h2>
<ul>
<li>Modello HPM</li>
<li>Stress</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Salute</li>
<li>Benessere</li>
<li>Autonomia</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Comportamenti salutari</li>
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<li>Capacità di adattamento</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Percezione</li>
<li>Sfide</li>
<li>Bilancio</li>
<li>Equilibrio</li>
<li>Fattori di protezione</li>
<li>Fattori di rischio</li>
<li>Interventi</li>
<li>Strategie</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Obiettivi</li>
<li>Determinanti</li>
<li>Cambiamento comportamentale</li>
<li>Consapevolezza</li>
<li>Educazione alla salute</li>
<li>Prevenzione</li>
<li>Coping</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Coping efficace</li>
<li>Stressors</li>
<li>Risposta allo stress</li>
<li>Emozioni</li>
<li>Ansia</li>
<li>Depressione</li>
<li>Autocontrollo</li>
<li>Relaxation</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Respirazione</li>
<li>Yoga</li>
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<li>Esercizio fisico</li>
<li>Alimentazione sana</li>
<li>Sonno</li>
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<li>Fiducia</li>
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<li>Comunicazione efficace</li>
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<li>Supporto degli amici</li>
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<li>Organizzazione</li>
<li>Abilità di problem solving</li>
<li>Flessibilità</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Espressione emotiva</li>
<li>Confronto</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Consapevolezza delle risorse</li>
<li>Identificazione delle risorse</li>
<li>Utilizzo delle risorse</li>
<li>Ricerca di aiuto</li>
<li>Assistenza sanitaria</li>
<li>Terapia</li>
<li>Counseling</li>
<li>Coaching</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Auto-compassione</li>
<li>Auto-accettazione</li>
<li>Ottimismo</li>
<li>Rilassamento progressivo</li>
<li>Visualizzazione</li>
<li>Arte terapia</li>
<li>Musica terapia</li>
<li>Danza terapia</li>
<li>Igiene mentale</li>
<li>Momenti di piacere</li>
<li>Tecnologie di rilassamento</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Confronto costruttivo</li>
<li>Assertività</li>
<li>Limitazione dello stress</li>
<li>Stili di vita sani</li>
<li>Abitudini sane</li>
<li>Ricerca dell&#8217;equilibrio</li>
<li>Sicurezza</li>
<li>Stabilità</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Orientamento al futuro</li>
<li>Soddisfazione</li>
<li>Felicità</li>
<li>Realizzazione</li>
</ul>
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		<title>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 17:13:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva è il dott. Daniele Trevisani, in base ad una speciale classifica di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle Pubblicazioni. Il Dott. Daniele Trevisani, laureato con Lode in DAMS-Comunicazione con la prima tesi in Italia sulla Comunicazione Interculturale, ha poi ottenuto il Master &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva è il dott. Daniele Trevisani, in base ad una speciale classifica di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle <a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noopener">Pubblicazioni</a>. Il Dott. Daniele Trevisani, laureato con Lode in DAMS-Comunicazione con la prima tesi in Italia sulla Comunicazione Interculturale, ha poi ottenuto il Master of Arts in Communication presso la University of Florida con onori  accademici e la specializzazione in Comunicazione Interculturale alla American University of Washington, DC. Dal 1991 svolge attività di consulenza per primarie aziende italiane ed estere, con <a href="https://www.studiotrevisani.it/testimonials/" target="_blank" rel="noopener">oltre 200 diverse aziende formate</a>. Per le sue ricerche e contributi alla materia dell&#8217;intelligenza emotiva nella comunicazione ha ricevuto l&#8217;onorificenza Fulbright(Governo USA)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28303" style="-webkit-font-smoothing: var(--base-aa); margin: var(--p-media-margin) auto; vertical-align: middle; font-size: 15px; font-family: 'IBM Plex Sans', system-ui, -apple-system, 'Segoe UI', sans-serif; opacity: 0.84;" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato.jpg" alt="" width="626" height="793" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato.jpg 626w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-237x300.jpg 237w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-175x222.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-450x570.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-600x760.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px" /></p>
<blockquote><p><a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">Contatta il Dott. Daniele Trevisani per corsi o coaching sull&#8217;intelligenza emotiva tramite questo form, ti ricontatteremo al più presto.</a></p></blockquote>
<h2>La Danza dell&#8217;Intelligenza Emotiva e della Resilienza Emotiva</h2>
<p>L&#8217;aria era densa di emozioni nella piccola sala riunioni, mentre un gruppo di colleghi si sedeva in cerchio per discutere della recente sfida che l&#8217;azienda stava affrontando. Elena, la leader del team, sapeva che gestire le emozioni di tutti era cruciale in quel momento. La sua intelligenza emotiva, affinata nel corso degli anni, le permetteva di percepire le sfumature sottili nelle espressioni dei suoi colleghi e di comprendere il clima emotivo della stanza.</p>
<p>L&#8217;Intelligenza Emotiva (IE) è un elemento chiave per il successo personale e professionale. Consiste nella consapevolezza e nella gestione delle proprie emozioni, nonché nella capacità di comprendere e influenzare le emozioni degli altri. Tuttavia, l&#8217;IE da sola potrebbe non essere sufficiente in momenti di crisi o di sfide significative. È qui che entra in gioco la Resilienza Emotiva.</p>
<p>La Resilienza Emotiva è la capacità di affrontare le avversità, adattarsi ai cambiamenti e riprendersi dalle difficoltà emotive. Essa si nutre dell&#8217;Intelligenza Emotiva, diventando il baluardo che ci permette di superare le tempeste emotive senza romperci. Nella danza sottile tra Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva, emergono strategie e competenze che rendono possibile affrontare le sfide con coraggio e determinazione.</p>
<p>Elena prese la parola con calma, consapevole che la sua espressione e tono di voce influenzavano il clima emotivo del gruppo. Utilizzando la sua Intelligenza Emotiva, comunicò empatia e comprensione, condividendo le proprie emozioni senza perdere il controllo. Questo gesto aprì la strada per una discussione aperta e costruttiva.</p>
<p>Nel corso della riunione, emersero diversi elementi chiave della Resilienza Emotiva. La capacità di tollerare l&#8217;incertezza, adattarsi ai cambiamenti e mantenere una visione ottimistica del futuro erano tra le competenze chiave che il team avrebbe dovuto coltivare. Inoltre, la consapevolezza delle proprie forze e debolezze emotive era fondamentale per affrontare le sfide in modo costruttivo.</p>
<p>Durante le settimane successive, il team lavorò insieme per implementare strategie basate sull&#8217;Intelligenza Emotiva e sulla Resilienza Emotiva. La consapevolezza delle emozioni individuali e collettive divenne la linfa vitale del gruppo, alimentando la sua capacità di adattamento e di superare gli ostacoli.</p>
<p>Nel corso del tempo, il team non solo superò la sfida, ma ne uscì più forte e coeso. La danza tra Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva aveva plasmato il percorso del team attraverso le tempeste emotive, rivelando la forza interiore che scaturisce dalla consapevolezza emotiva e dalla capacità di recuperare dopo le difficoltà.</p>
<p>In conclusione, la combinazione di Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva crea un equilibrio armonioso nella gestione delle emozioni. Questa sinergia diventa la chiave per navigare le acque agitate della vita, permettendoci di ballare con grazia attraverso le sfide e emergere più forti dall&#8217;altra parte.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici</h2>
<p>Intelligenza emotiva</p>
<p><strong>L’intelligenza emotiva </strong>( <strong>EI </strong>) è definita come la capacità di percepire, utilizzare, comprendere, gestire e gestire le emozioni. Le persone con elevata intelligenza emotiva possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscere </a>le proprie <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni </a>e quelle degli altri, utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento, discernere tra sentimenti diversi ed etichettarli in modo appropriato e adattare le emozioni per adattarsi agli ambienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Sebbene il termine sia apparso per la prima volta nel 1964, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>ha guadagnato popolarità nel libro bestseller del 1995 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva </em></a>del giornalista scientifico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Goleman </a>. Goleman ha definito l’EI come l’insieme di abilità e caratteristiche che guidano le prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Alcuni ricercatori suggeriscono che l&#8217;intelligenza emotiva può essere appresa e rafforzata, mentre altri sostengono che sia una caratteristica innata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>Sono stati sviluppati vari modelli per misurare l’EI. Nel 1987, Keith Beasley usò il termine <strong>Quoziente Emozionale </strong>( <strong>QE </strong>) in un articolo, dal nome del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente Intelligente </a>(QI). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Il <em>modello dei tratti </em>, sviluppato da Konstantinos V. Petrides nel 2001, si concentra sull&#8217;autodenuncia delle disposizioni comportamentali e delle abilità percepite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Il <em>modello di abilità </em>(Mayeret al., 2023) si concentra sulla capacità dell&#8217;individuo di elaborare le informazioni emotive e di utilizzarle per navigare nell&#8217;ambiente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_environment" target="_blank" rel="noopener">sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Il modello originale di Goleman può ora essere considerato un <em>modello misto </em>che combina ciò che da allora è stato modellato separatamente come <em>EI dell&#8217;abilità </em>e <em>EI del tratto </em>.</p>
<p>La ricerca recente si è concentrata sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscimento delle emozioni </a>, che si riferisce all&#8217;attribuzione di stati emotivi sulla base dell&#8217;osservazione di segnali non verbali visivi e uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Inoltre, gli studi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neurology" target="_blank" rel="noopener">neurologici </a>hanno cercato di caratterizzare i meccanismi neurali dell&#8217;intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Gli studi dimostrano che esiste una correlazione tra persone con elevata IE e prestazioni lavorative positive, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>sebbene non sia stata dimostrata alcuna <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Causal_relationships" target="_blank" rel="noopener">relazione causale . </a>L’IE è tipicamente associata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">all’empatia </a>perché coinvolge una persona che collega le proprie esperienze personali con quelle degli altri. Dalla sua diffusione negli ultimi decenni, i metodi per sviluppare l’IE sono diventati ricercati da persone che cercano di diventare leader più efficaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Le critiche si sono concentrate sul fatto se l&#8217;IE sia una vera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>e se abbia una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Incremental_validity" target="_blank" rel="noopener">validità incrementale </a>rispetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">al QI </a>e ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità dei Big Five </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, le meta-analisi hanno scoperto che alcune misure di EI hanno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>anche quando si controlla il QI e la personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Storia</h2>
<p>Il concetto di forza emotiva è stato introdotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>negli anni ’50. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Il termine &#8220;intelligenza emotiva&#8221; sembra essere apparso per la prima volta in un articolo del 1964 di Michael Beldoch, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>e nell&#8217;articolo del 1966 di B. Leuner intitolato <em>Emotional Intelligence and Emancipation </em>, apparso sulla rivista psicoterapeutica <em>Practice of Child Psychology and psichiatria infantile </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Nel 1983, <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences di </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Howard_Gardner" target="_blank" rel="noopener">Howard Gardner </a>[ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>19] </sup></a>introdusse l&#8217;idea che i tipi tradizionali di intelligenza, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">il QI </a>, non riescono a spiegare completamente l&#8217;abilità cognitiva. Ha introdotto l&#8217;idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">intelligenze multiple </a>che includevano sia <em>l&#8217;intelligenza interpersonale </em>(la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri di altre persone) sia <em>l&#8217;intelligenza intrapersonale </em>(la capacità di comprendere se stessi, di apprezzare i propri sentimenti, paure e motivazioni). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p>Il primo uso pubblicato del termine &#8220;EQ&#8221; (quoziente emotivo) è un articolo di Keith Beasley nel 1987 sulla rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mensa_International" target="_blank" rel="noopener">britannica Mensa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p>Nel 1989, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stanley_Greenspan" target="_blank" rel="noopener">Stanley Greenspan </a>propose un modello per descrivere l’EI, seguito da un altro da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Salovey" target="_blank" rel="noopener">Peter Salovey </a>e John Mayer l’anno successivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, il termine divenne ampiamente noto con la pubblicazione del libro di Goleman: <em>Intelligenza Emotiva – Perché può importare più del QI </em>(1995). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1995-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>È allo status di bestseller di questo libro che il termine può attribuire la sua popolarità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>Goleman ha poi pubblicato diverse pubblicazioni simili che rafforzano l&#8217;uso del termine. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p>Verso la fine del 1998, l&#8217;articolo di Goleman sulla <em>Harvard Business Review </em>intitolato &#8220;What Makes a Leader?&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>ha attirato l&#8217;attenzione del senior management della Johnson &amp; Johnson&#8217;s Consumer Companies (JJCC). L&#8217;articolo parlava dell&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva (EI) nel successo della leadership e citava diversi studi che dimostravano che l&#8217;intelligenza emotiva è spesso il fattore distintivo tra i grandi leader e i leader medi. JJCC ha finanziato uno studio che ha concluso che esiste una forte relazione tra leader con prestazioni superiori e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza emotiva </a>, supportando i suggerimenti dei teorici secondo cui l&#8217;insieme di competenze sociali, emotive e relazionali denominato Intelligenza Emotiva è un fattore distintivo nelle prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<p>I test che misurano l&#8217;IE non hanno sostituito i test del QI come metrica standard dell&#8217;intelligenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>e l&#8217;intelligenza emotiva ha ricevuto critiche riguardo al suo ruolo nella leadership e nel successo aziendale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Definizioni</h2>
<p>L’intelligenza emotiva è stata definita, da Peter Salovey e John Mayer, come “la capacità di monitorare le proprie emozioni e quelle degli altri, di discriminare tra emozioni diverse ed etichettarle in modo appropriato, e di utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento”. Questa definizione è stata successivamente scomposta e perfezionata in quattro abilità proposte: percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni. Queste abilità sono distinte ma correlate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>L’intelligenza emotiva riflette anche la capacità di unire intelligenza, empatia ed emozioni per migliorare il pensiero e la comprensione delle dinamiche interpersonali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Tuttavia, esiste un sostanziale disaccordo riguardo alla definizione di EI, rispetto sia alla terminologia che all&#8217;operazionalizzazione. Attualmente esistono tre modelli principali di EI:</p>
<ol>
<li>Modello di abilità</li>
<li>Modello misto (solitamente sussunto sotto il tratto EI) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Kluemper,_D.H._2008-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></li>
<li>Modello di tratto</li>
</ol>
<p>Diversi modelli di EI hanno portato allo sviluppo di vari strumenti per la valutazione del costrutto. Sebbene alcune di queste misure possano sovrapporsi, la maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che utilizzano costrutti diversi.</p>
<p>I modelli di abilità specifici affrontano i modi in cui le emozioni facilitano il pensiero e la comprensione. Ad esempio, le emozioni possono interagire con il pensiero e consentire alle persone di essere decisori migliori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Una persona che è più emotivamente reattiva alle questioni cruciali si occuperà degli aspetti più cruciali della propria vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Il fattore di facilitazione emotiva implica anche saper includere o escludere le emozioni dal pensiero, a seconda del contesto e della situazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Basic_copyediting" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di modifica della copia </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Questa abilità <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>è correlata a <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vago </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_reasoning" target="_blank" rel="noopener">ragionamento emotivo </a>e comprensione in risposta alle persone, all’ambiente e alle circostanze che si incontrano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello di abilità</h2>
<p>Salovey e Mayer si sforzano di definire l&#8217;IE entro i confini dei criteri standard per una nuova intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>A seguito della loro continua ricerca, la loro definizione iniziale di EI è stata rivista in &#8220;La capacità di percepire le emozioni, integrare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e regolare le emozioni per promuovere la crescita personale&#8221;. Tuttavia, dopo aver portato avanti ulteriori ricerche, la loro definizione di IE si è evoluta in &#8220;la capacità di ragionare sulle emozioni, e delle emozioni, per migliorare il pensiero. Include la capacità di percepire accuratamente le emozioni, di accedere e generare emozioni in modo da assistere il pensiero, per comprendere le emozioni e la conoscenza emotiva e regolare riflessivamente le emozioni in modo da promuovere la crescita emotiva e intellettuale.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7]</sup></a></p>
<p>Il modello basato sulle abilità vede le emozioni come utili fonti di informazione che aiutano a dare un senso e a navigare nell’ambiente sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Il modello propone che gli individui differiscano nella loro capacità di elaborare informazioni di natura emotiva e nella loro capacità di mettere in relazione l&#8217;elaborazione emotiva con una cognizione più ampia. Questa capacità si manifesta in alcuni comportamenti adattivi. Il modello afferma che l’EI comprende quattro tipi di abilità:</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Percepire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di rilevare e decifrare le emozioni in volti, immagini, voci e artefatti culturali, inclusa la capacità di identificare le proprie emozioni. La percezione delle emozioni è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva, poiché rende possibili tutte le altre elaborazioni delle informazioni emotive.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Usare le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di sfruttare le emozioni per facilitare varie attività cognitive, come il pensiero e la risoluzione dei problemi. La persona emotivamente intelligente può sfruttare appieno i suoi mutevoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mood_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">stati d&#8217;animo </a>per adattarsi al meglio al compito da svolgere.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Comprendere le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di comprendere il linguaggio delle emozioni e di apprezzare le relazioni complesse tra le emozioni. Ad esempio, la comprensione delle emozioni comprende la capacità di essere sensibili alle leggere variazioni tra le emozioni e la capacità di riconoscere e descrivere come le emozioni si evolvono nel tempo.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Gestire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di regolare le emozioni sia in noi stessi che negli altri. La persona emotivamente intelligente può sfruttare le emozioni, anche quelle negative, e gestirle per raggiungere gli obiettivi prefissati.</p>
<p>Il modello EI delle abilità è stato criticato per la mancanza di validità e di validità predittiva sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>Tuttavia, in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Construct_validity" target="_blank" rel="noopener">validità di costrutto </a>, i test di abilità EI hanno un grande vantaggio rispetto alle scale di autovalutazione dell&#8217;EI perché confrontano la prestazione massima individuale con scale di prestazione standard e non si basano sull&#8217;approvazione da parte degli individui di dichiarazioni descrittive su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>L&#8217;attuale misura del modello di EI di Mayer e Salovey, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mayer-Salovey-Caruso_Emotional_Intelligence_Test" target="_blank" rel="noopener">Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test </a>(MSCEIT), si basa su una serie di elementi di risoluzione dei problemi basati sulle emozioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>Coerentemente con l&#8217;affermazione del modello secondo cui l&#8217;IE è un tipo di intelligenza, il test è modellato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ_tests" target="_blank" rel="noopener">test del QI basati sulle abilità </a>. Testando le abilità di una persona su ciascuno dei quattro rami dell&#8217;intelligenza emotiva, si generano punteggi per ciascuno dei rami e un punteggio totale.</p>
<p>Centrale nel modello a quattro rami è l’idea che l’EI richieda la sintonia con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_norms" target="_blank" rel="noopener">le norme sociali </a>. Pertanto, il MSCEIT viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consensus_based_assessment" target="_blank" rel="noopener">valutato in base al consenso </a>, con punteggi più alti che indicano una maggiore sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un campione mondiale di intervistati. Il MSCEIT può anche essere valutato da esperti in modo che venga calcolata la quantità di sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un gruppo di 21 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion" target="_blank" rel="noopener">ricercatori sulle emozioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34]</sup></a></p>
<p>Sebbene promosso come test di abilità, il test MSCEIT è diverso dai test del QI standard in quanto i suoi elementi non hanno risposte oggettivamente corrette. Tra le altre sfide, il criterio del punteggio di consenso significa che è impossibile creare elementi (domande) che solo una minoranza di intervistati può risolvere, perché, per definizione, le risposte sono ritenute emotivamente “intelligenti” solo se la maggioranza del campione le ha approvate. . Questo e altri problemi simili hanno portato alcuni esperti di abilità cognitive a mettere in discussione la definizione di IE come vera intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38]</sup></a></p>
<p>In uno studio di Føllesdal, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>i risultati dei test MSCEIT di 111 leader aziendali sono stati confrontati con il modo in cui i loro dipendenti descrivevano il loro leader. Si è riscontrato che non c&#8217;erano correlazioni tra i risultati dei test di un leader e il modo in cui veniva valutato dai dipendenti, per quanto riguarda l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, la capacità di motivare e l&#8217;efficacia del leader. Føllesdal ha criticato anche la società canadese Multi-Health Systems, che gestisce il test. Il test contiene 141 domande ma dopo la pubblicazione del test si è riscontrato che 19 di queste non davano le risposte attese. Ciò ha portato Multi-Health Systems a rimuovere le risposte a queste 19 domande prima di assegnare il punteggio, ma senza dichiararlo ufficialmente.</p>
<p><strong>Altre misurazioni</strong></p>
<p>Varie altre misure specifiche valutano anche l’abilità nell’intelligenza emotiva. Questi includono:</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Analisi diagnostica dell&#8217;accuratezza non verbale (DANVA) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a></h2>
<p>La versione Adult Facial include 24 fotografie di pari quantità di espressioni facciali felici, tristi, arrabbiate e paurose di intensità sia alta che bassa, bilanciate per genere. Il compito dei partecipanti è rispondere quale delle quattro emozioni è presente negli stimoli dati.</p>
<p><strong>Test breve di riconoscimento affettivo giapponese e caucasico (JACBART) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>I partecipanti cercano di identificare 56 volti di individui caucasici e giapponesi che esprimono sette emozioni quali felicità, disprezzo, disgusto, tristezza, rabbia, sorpresa e paura, che possono anche sfumare per 0,2 secondi in un&#8217;emozione diversa.</p>
<p><strong>Test situazionale di comprensione emotiva (STEU) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 42 domande a scelta multipla valutando se comprendono quale delle cinque emozioni che una persona proverebbe in una determinata situazione. Esiste anche una versione breve (STEU-B) composta da 19 item.</p>
<p><strong>Test situazionale di gestione delle emozioni (STEM) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 44 domande a scelta multipla in cui selezionano quale delle quattro possibili risposte è l&#8217;azione più efficace per gestire le emozioni in una situazione specifica. Esiste anche una versione breve (STEM-B) composta da 18 item.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello misto</h2>
<p>Il modello introdotto da Daniel Goleman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>si concentra sull’IE come un’ampia gamma di competenze e abilità che guidano le prestazioni di leadership. Il modello di Goleman delinea cinque principali costrutti EI: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-awareness" target="_blank" rel="noopener">Consapevolezza di sé </a>: la capacità di conoscere le proprie emozioni, i propri punti di forza, di debolezza, le pulsioni, i valori e gli obiettivi e di riconoscere il loro impatto sugli altri utilizzando i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gut_feeling" target="_blank" rel="noopener">sentimenti viscerali </a>per guidare le decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_self-regulation" target="_blank" rel="noopener">Autoregolamentazione </a>: implica il controllo o il reindirizzamento delle proprie emozioni e impulsi dirompenti e l&#8217;adattamento alle mutevoli circostanze</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skill" target="_blank" rel="noopener">Abilità sociale </a>: gestire le relazioni per andare d’accordo con gli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">Empatia </a>: considerare i sentimenti degli altri soprattutto quando si prendono decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">Motivazione </a>: essere consapevoli di ciò che li motiva</li>
</ol>
<p>Goleman include un insieme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenze emotive </a>all’interno di ciascun costrutto dell’IE. Le competenze emotive non sono talenti innati, ma piuttosto capacità apprese su cui è necessario lavorare e che possono essere sviluppate per ottenere prestazioni eccezionali. Goleman postula che gli individui nascono con un’intelligenza emotiva generale che determina il loro potenziale di apprendimento delle competenze emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-boy-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Il modello di EI di Goleman è stato criticato nella letteratura di ricerca come mera &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pop_psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia pop </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Due strumenti di misurazione si basano sul modello di Goleman:</p>
<ol>
<li>L’Emotional Competence Inventory (ECI), creato nel 1999, e l’Emotional and Social Competence Inventory (ESCI), una nuova edizione dell’ECI, sviluppata nel 2007. L’Emotional and Social Competence – University Edition (ESCI-U ) è anche disponibile. Questi strumenti sviluppati da Goleman e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Boyatzis" target="_blank" rel="noopener">Boyatzis </a>forniscono una misura comportamentale delle competenze emotive e sociali.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Emotional_Intelligence_Appraisal" target="_blank" rel="noopener">La valutazione dell’intelligenza emotiva </a>, creata nel 2001 e che può essere considerata come un self-report o una valutazione a 360 gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></li>
</ol>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello di tratto</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>Teoria dei tratti</em></a></p>
<p>Konstantinos V. Petrides ha proposto una distinzione concettuale tra il modello di EI basato sulle abilità e un modello di EI basato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenotypic_trait" target="_blank" rel="noopener">sui tratti </a>e ha sviluppato quest&#8217;ultimo nel corso di molti anni in numerose pubblicazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Il tratto EI è &#8220;una costellazione di autopercezioni emotive situate ai livelli inferiori della personalità&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>In parole povere, il tratto EI si riferisce all&#8217;autopercezione di un individuo delle proprie capacità emotive. Questa definizione di EI comprende le disposizioni comportamentali e le abilità autopercepite ed è misurata tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-report_inventory" target="_blank" rel="noopener">auto-relazione </a>, in contrapposizione al modello basato sulle abilità che si riferisce alle abilità effettive, che si sono dimostrate altamente resistenti alla misurazione scientifica. L’EI dei tratti dovrebbe essere studiata all’interno di un quadro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personality_psychology" target="_blank" rel="noopener">di personalità </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Un&#8217;etichetta alternativa per lo stesso costrutto è tratto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">autoefficacia emotiva </a>.</p>
<p>Il modello EI dei tratti è generale e sussume il modello di Goleman discusso sopra. La concettualizzazione dell’IE come tratto della personalità porta a un costrutto che si trova al di fuori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>delle capacità cognitive umane. Questa è una distinzione importante in quanto riguarda direttamente l’operazionalizzazione del costrutto e le teorie e le ipotesi che vengono formulate al riguardo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Esistono molte misure di autovalutazione dell&#8217;EI, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>tra cui l&#8217;EQ-i, lo Swinburne University Emotional Intelligence Test (SUEIT) e il modello Schutte EI. Nessuno di questi valuta l’intelligenza, le abilità o le abilità (come spesso affermano i loro autori), ma piuttosto sono misure limitate dell’intelligenza emotiva dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>La misura più utilizzata e ampiamente studiata dell&#8217;intelligenza emotiva self-report o self-schema (come viene attualmente definita) è l&#8217;EQ-i 2.0. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Originariamente noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">BarOn </a>EQ-i, è stata la prima misura di autovalutazione dell&#8217;intelligenza emotiva disponibile, l&#8217;unica misura precedente al libro bestseller di Goleman. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Il Trait Emotional Intelligence Questionnaire (TEIQue) fornisce un&#8217;operazionalizzazione del modello di Konstantinos V. Petrides e colleghi, che concettualizza l&#8217;IE in termini di personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Il test comprende 15 sottoscale organizzate in quattro fattori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quality_of_life" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">autocontrollo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotionality" target="_blank" rel="noopener">emotività </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociability" target="_blank" rel="noopener">socievolezza </a>. Le proprietà <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychometrics" target="_blank" rel="noopener">psicometriche </a>del TEIQue sono state studiate in uno studio su una popolazione di lingua francese, dove è stato riportato che i punteggi TEIQue erano globalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Normally_distributed" target="_blank" rel="noopener">distribuiti normalmente </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reliability_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">affidabili </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che i punteggi TEIQue non erano correlati al ragionamento non verbale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Raven%27s_Progressive_Matrices" target="_blank" rel="noopener">matrici di Raven </a>), che hanno interpretato come supporto per la visione dei tratti della personalità dell&#8217;EI (in contrasto con l&#8217;idea che sia una forma di intelligenza). Come previsto, i punteggi TEIQue erano positivamente correlati ad alcuni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agreeableness" target="_blank" rel="noopener">gradevolezza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">apertura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">coscienziosità </a>) e inversamente correlati ad altri ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alexithymia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>). Sono stati condotti numerosi studi genetici quantitativi all&#8217;interno del modello EI dei tratti, che hanno rivelato effetti genetici ed ereditarietà significativi per tutti i punteggi EI dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Due studi (uno una meta-analisi) che prevedevano confronti diretti di più test EI hanno prodotto risultati molto favorevoli per TEIQue. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<p>La teoria dei Big Five Personality Traits offre un quadro semplice per comprendere e migliorare le relazioni scoprendo le motivazioni dietro i comportamenti delle persone. Questa teoria è ugualmente preziosa per la consapevolezza di sé e per migliorare le dinamiche interpersonali. Chiamato anche modello dei cinque fattori, il modello Big Five è la teoria della personalità più ampiamente accettata. Suggerisce che la personalità può essere distillata in cinque dimensioni fondamentali, spesso ricordate come CANOA o OCEAN (coscienziosità, gradevolezza, nevroticismo, apertura, estroversione). In contrasto con altre teorie sui tratti che classificano gli individui in categorie binarie (ad esempio introverso o estroverso), il modello Big Five afferma che ogni tratto della personalità esiste in uno spettro. Di conseguenza, gli individui si posizionano lungo un continuum tra due poli contrastanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Effetti generali</h2>
<p>Una revisione pubblicata sull&#8217;Annual <em>Review of Psychology </em>nel 2008 ha rilevato che una maggiore intelligenza emotiva è positivamente correlata con: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<ol>
<li>Migliori relazioni sociali per i bambini – Tra i bambini e gli adolescenti, l’intelligenza emotiva è correlata positivamente con buone interazioni e relazioni sociali e negativamente con la devianza dalle norme sociali e il comportamento antisociale misurati sia dentro che fuori la scuola, come riportato dai bambini stessi, dai loro genitori. familiari e i loro insegnanti.</li>
<li>Migliori relazioni sociali per gli adulti – Un’elevata intelligenza emotiva tra gli adulti è correlata con una migliore percezione di sé delle capacità sociali e relazioni interpersonali di maggior successo, con meno aggressività e problemi interpersonali.</li>
<li>Le persone altamente emotivamente intelligenti sono percepite più positivamente dagli altri – Le altre persone percepiscono quelle con un’elevata IE come più piacevoli, socialmente abili ed empatiche.</li>
<li>Migliori risultati accademici <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>– L’intelligenza emotiva è correlata con maggiori risultati accademici come riportato dagli insegnanti, ma generalmente non con voti più alti una volta preso in considerazione il fattore QI.</li>
<li>Migliori dinamiche sociali sul lavoro e migliore capacità <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negotiation" target="_blank" rel="noopener">di negoziazione </a>.</li>
<li>Migliore benessere – L’intelligenza emotiva è correlata positivamente con una maggiore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_satisfaction" target="_blank" rel="noopener">soddisfazione di vita </a>e autostima e minori livelli di insicurezza o depressione. È anche correlato negativamente con scelte e comportamenti sanitari inadeguati.</li>
</ol>
<p>Le persone emotivamente intelligenti hanno maggiori probabilità di avere una migliore comprensione di se stesse e di prendere decisioni consapevoli basate sulla combinazione di emozioni e logica. Nel complesso, porta una persona <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-actualization" target="_blank" rel="noopener">all’autorealizzazione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p>La rilevanza e l’importanza dell’intelligenza emotiva in contesti di leadership aziendale, negoziazione commerciale e risoluzione delle controversie sono state riconosciute, e le qualifiche professionali e lo sviluppo professionale continuo hanno incorporato aspetti di comprensione delle emozioni e sviluppo di una maggiore comprensione delle interazioni emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Soprattutto nel mondo globalizzato, la capacità di essere leader mondiale sta diventando importante. Un elevato QE consente ai leader aziendali di interagire con varie culture diverse e devono sentirsi a proprio agio in questi diversi ambienti culturali, avendo team e organizzazioni diversi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;IE è diventata una parte essenziale della guida di un&#8217;organizzazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Interazioni con altri fenomeni</h2>
<p><strong>Bullismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>bullismo e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying" target="_blank" rel="noopener">Il bullismo </a>è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive" target="_blank" rel="noopener">abuso</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_interaction" target="_blank" rel="noopener">interazione sociale </a>tra pari che può includere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aggression" target="_blank" rel="noopener">aggressività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harassment" target="_blank" rel="noopener">molestie </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Violence" target="_blank" rel="noopener">violenza </a>. Il bullismo è tipicamente ripetitivo e messo in atto da coloro che occupano una posizione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive_power_and_control" target="_blank" rel="noopener">potere </a>sulla vittima. Un crescente numero di ricerche illustra una relazione significativa <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>tra bullismo e intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Mostra anche che l’intelligenza emotiva è un fattore chiave nella vittimizzazione informatica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva (EI) è un insieme di abilità legate alla comprensione, all&#8217;uso e alla gestione delle emozioni in relazione a se stessi e agli altri. Mayer <em>et al. </em>definire l&#8217;EI come: &#8220;percepire accuratamente le emozioni, usare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e gestirle&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Il concetto combina processi emotivi e intellettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Tolegenova-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Una minore intelligenza emotiva sembra essere correlata al coinvolgimento nel bullismo, in quanto bullo e/o vittima di bullismo. L&#8217;EI sembra svolgere un ruolo importante sia nel comportamento di bullismo che nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victimization" target="_blank" rel="noopener">vittimizzazione </a>nel bullismo; dato che l’EI è dimostrato essere <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>malleabile, l’educazione all’EI potrebbe migliorare le iniziative di prevenzione e intervento del bullismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Prestazioni di lavoro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>prestazioni lavorative e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p>Una meta-analisi dell&#8217;intelligenza emotiva e della prestazione lavorativa ha mostrato correlazioni di <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ricerche precedenti sull&#8217;IE e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">sulla prestazione lavorativa </a>avevano mostrato risultati contrastanti: in alcuni studi è stata trovata una relazione positiva, mentre in altri non c&#8217;era alcuna relazione o era incoerente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ciò ha portato i ricercatori Cote e Miners <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>a offrire un modello compensativo tra EI e QI, che presuppone che l&#8217;associazione tra EI e prestazioni lavorative diventi più positiva al diminuire dell&#8217;intelligenza cognitiva, un&#8217;idea proposta per la prima volta nel contesto delle prestazioni accademiche. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>I risultati del primo studio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>hanno supportato il modello compensativo: i dipendenti con un basso QI ottengono prestazioni più elevate nei compiti e un comportamento di cittadinanza organizzativa diretto all&#8217;organizzazione, maggiore è la loro IE. È stato inoltre osservato che non esiste un legame significativo tra intelligenza emotiva e atteggiamento-comportamento lavorativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></p>
<p>Un altro studio suggerisce che l’EI non è necessariamente un tratto universalmente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Lo studio ha rilevato una correlazione negativa tra EI e richieste di lavoro manageriale <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>; mentre con bassi livelli di richieste di lavoro manageriale, hanno riscontrato una relazione negativa tra EI ed efficacia del lavoro di squadra. Una spiegazione per questo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>potrebbero esserci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_differences_in_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">differenze di genere nell&#8217;IE </a>, poiché le donne tendono a ottenere punteggi più alti rispetto agli uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Ciò promuove l&#8217;idea che il contesto lavorativo gioca un ruolo nelle relazioni tra EI, efficacia del lavoro di squadra e prestazioni lavorative.</p>
<p>Un altro studio ha valutato un possibile legame tra EI e comportamenti e successo imprenditoriali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<p>Sebbene gli studi tra intelligenza emotiva (EI) e prestazioni lavorative abbiano mostrato risultati contrastanti di correlazioni alte e basse, l’IE è innegabilmente un predittore migliore rispetto alla maggior parte dei metodi di assunzione comunemente utilizzati nelle aziende, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Recommendation_letter" target="_blank" rel="noopener">le lettere di referenza </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cover_letters" target="_blank" rel="noopener">le lettere di accompagnamento </a>. Nel 2008, 147 aziende e società di consulenza negli Stati Uniti avevano sviluppato programmi che prevedevano l’EI per la formazione e l’assunzione dei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Van Rooy e Viswesvaran <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>hanno dimostrato che l&#8217;IE era significativamente correlato con diversi domini della performance, che andavano da .24 per la prestazione lavorativa a .10 per la prestazione accademica. I dipendenti con un alto livello di IE sarebbero più consapevoli delle proprie emozioni e di quelle degli altri, il che, a sua volta, potrebbe portare le aziende a maggiori profitti e meno spese inutili. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>Come? </sup></em></a><sup>] </sup>Ciò è particolarmente importante per i manager espatriati, che devono affrontare emozioni e sentimenti contrastanti, adattandosi a una nuova cultura lavorativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>I dipendenti con un alto livello di IE mostrano maggiore fiducia nei loro ruoli, che consentono loro di affrontare positivamente compiti impegnativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Secondo un libro scientifico del giornalista Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva conta più del QI per il successo professionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Altri studi hanno sostenuto che i dipendenti con un alto livello di IE ottengono risultati sostanzialmente migliori rispetto ai dipendenti con un basso livello di IE. Questo viene misurato mediante autovalutazioni e diversi indicatori di prestazione lavorativa, come salari, promozioni e aumenti salariali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Secondo Lopes <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>L&#8217;EI contribuisce allo sviluppo di relazioni forti e positive con i colleghi e al rendimento efficiente nei gruppi di lavoro. Ciò avvantaggia le prestazioni dei lavoratori fornendo supporto emotivo e risorse strumentali necessarie per avere successo nei loro ruoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>I dipendenti emotivamente intelligenti dispongono di risorse migliori per affrontare situazioni stressanti e compiti impegnativi, che consentono loro di ottenere risultati migliori in tali situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Ad esempio, Law <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>hanno scoperto che l’EI era il miglior predittore della prestazione lavorativa oltre le capacità cognitive generali tra gli scienziati IT di un’azienda informatica in Cina.</p>
<p>Quando si esamina la connessione tra prestazione lavorativa e intelligenza emotiva, è essenziale tenere conto dell&#8217;impatto della &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managing_up_and_managing_down" target="_blank" rel="noopener">gestione </a>&#8220;, che indica un rapporto positivo tra un dipendente e il suo supervisore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a>Ricerche precedenti hanno rilevato che la qualità di questa relazione potrebbe influenzare le valutazioni soggettive delle prestazioni lavorative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>I dipendenti con una forte intelligenza emotiva tendono a dedicare più tempo a coltivare il loro rapporto con i supervisori. Di conseguenza, quelli con un EI più elevato hanno maggiori probabilità di ottenere risultati favorevoli nelle valutazioni delle prestazioni rispetto a quelli con un EI inferiore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Sulla base di approcci teorici e metodologici, le misure di EI sono classificate in tre flussi principali: (1) misure basate sulle abilità (ad esempio MSCEIT), (2) autovalutazioni delle misure di abilità (ad esempio SREIT, SUEIT e WLEIS) e (3) modelli misti (ad esempio AES, ECI, questionario EI, EIS, EQ-I e GENOS), che includono misure di EI e abilità sociali tradizionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>hanno scoperto che i tre flussi di EI insieme avevano una correlazione positiva di 0,28 con la prestazione lavorativa. Allo stesso modo, ciascuno dei flussi EI ha ottenuto indipendentemente una correlazione positiva rispettivamente di 0,24, 0,30 e 0,28. I flussi 2 e 3 hanno mostrato una validità incrementale nel predire la prestazione lavorativa al di là della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">modello a cinque fattori </a>) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;abilità cognitiva generale </a>. Entrambi i flussi 2 e 3 erano il secondo predittore più importante della prestazione lavorativa, al di sotto delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">capacità cognitive generali. </a>Il flusso 2 spiega il 13,6% della varianza totale, mentre il flusso 3 spiega il 13,2%. Per esaminare l’attendibilità di questi risultati, è stata sviluppata un’analisi dei bias di pubblicazione. I risultati hanno indicato che gli studi sulla correlazione EI-performance lavorativa prima del 2010 non presentano prove sostanziali <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>per suggerire la presenza di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Publication_bias" target="_blank" rel="noopener">bias di pubblicazione </a>. Notando che O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>avevano incluso le prestazioni di autovalutazione e quelle accademiche nella loro meta-analisi, Joseph, Jin, Newman e O&#8217;Boyle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno collaborato per aggiornare la meta-analisi per concentrarsi specificamente sulle prestazioni lavorative; Utilizzando misure di prestazione lavorativa, questi autori hanno mostrato <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Il Consortium for Research on Emotional Intelligence in Organizations sostiene che esiste un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_case" target="_blank" rel="noopener">business case </a>a favore dell’intelligenza emotiva <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>ma, nonostante la validità dei risultati precedenti, alcuni ricercatori si chiedono ancora se la correlazione EI-performance lavorativa abbia un impatto reale sulle strategie aziendali . I critici sostengono che la popolarità degli studi sull’EI è dovuta alla pubblicità sui media, piuttosto che a risultati scientifici oggettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Inoltre, la relazione tra prestazioni lavorative e IE non è così forte come suggerito. Questa relazione richiede la presenza di altri costrutti per ottenere risultati importanti. Ad esempio, gli studi hanno scoperto che l’EI è positivamente associata all’efficacia del lavoro di squadra in contesti lavorativi con elevate richieste di lavoro manageriale, il che migliora le prestazioni lavorative. Ciò è dovuto all&#8217;attivazione di forti emozioni durante la prestazione in questo contesto lavorativo. In questo scenario, gli individui emotivamente intelligenti mostrano un insieme migliore di risorse per avere successo nei loro ruoli. Tuttavia, gli individui con un’elevata IE mostrano un livello di prestazione simile rispetto ai dipendenti non emotivamente intelligenti in diversi contesti lavorativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Inoltre, Joseph e Newman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>suggeriscono che le componenti di percezione emotiva e regolazione emotiva dell&#8217;IE contribuiscono fortemente alla prestazione lavorativa in contesti lavorativi di elevate richieste emotive. Moon e Hur <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>hanno scoperto che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esaurimento emotivo </a>(&#8220;burn-out&#8221;) influenza in modo significativo la relazione prestazione lavorativa-EI. L’esaurimento emotivo ha mostrato un’associazione negativa con due componenti dell’EI (ottimismo e abilità sociali). Questa associazione ha avuto un impatto negativo anche sulle prestazioni lavorative. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>Quindi, la relazione prestazione lavorativa-EI è più forte in contesti di elevato esaurimento emotivo o burn-out; in altre parole, i dipendenti con alti livelli di ottimismo e abilità sociali possiedono risorse migliori per sovraperformare quando affrontano contesti di elevato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">esaurimento emotivo </a>.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Leadership e Direzione/<strong>Comando</strong></h2>
<p>Diversi studi tentano di studiare la relazione tra EI e leadership. Sebbene l’IE svolga un ruolo positivo nell’efficacia della leadership, ciò che rende efficace un leader è ciò che fa con il suo ruolo, piuttosto che le sue capacità e abilità interpersonali. Sebbene in passato un leader bravo ed efficace dasse ordini e controllasse le prestazioni complessive dell’organizzazione, oggigiorno quasi tutto è diverso: ora ci si aspetta che i leader motivino e creino un senso di appartenenza che faccia sentire i dipendenti a proprio agio, facendoli quindi lavorare di più. effettivamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<p>Ciò non significa che le azioni siano più importanti dell’intelligenza emotiva. I leader hanno ancora bisogno di crescere emotivamente per gestire lo stress, l’equilibrio della vita e altre cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>Un modo corretto per crescere emotivamente, ad esempio, è sviluppare un senso di empatia poiché l&#8217;empatia è un fattore chiave quando si tratta di intelligenza emotiva. In uno studio condotto per analizzare la relazione tra l&#8217;IE dei consulenti scolastici e le capacità di leadership, si è concluso <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>che diversi partecipanti erano buoni leader perché la loro intelligenza emotiva è stata sviluppata nella preparazione dei consulenti, dove viene insegnata l&#8217;empatia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Salute</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2007 di 44 dimensioni degli effetti di Schutte <em>et al. </em>hanno scoperto che l’intelligenza emotiva era associata a una migliore salute mentale e fisica. In particolare, il tratto EI aveva la più forte associazione con la salute mentale e fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Ciò è stato replicato nel 2010 dalla ricercatrice Alexandra Martins che ha scoperto che l&#8217;EI del tratto è un forte predittore della salute dopo aver condotto una meta-analisi basata su 105 dimensioni dell&#8217;effetto e 19.815 partecipanti. Questa meta-analisi ha anche indicato che questa linea di ricerca ha raggiunto sufficiente sufficienza e stabilità per concludere che l’EI è un predittore positivo per la salute. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>Uno studio precedente di Mayer e Salovey ha sostenuto che un’elevata IE può aumentare il benessere grazie al suo ruolo nel migliorare le relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Autostima</strong></h2>
<p>Uno studio del 2012 condotto in India ha esaminato in modo incrociato l’intelligenza emotiva, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l’autostima </a>e la dipendenza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marijuana" target="_blank" rel="noopener">dalla marijuana </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Su un campione di 200 soggetti, 100 dei quali erano dipendenti dalla cannabis e gli altri 100 emotivamente sani, il gruppo dipendente ha ottenuto un punteggio eccezionalmente basso sull&#8217;EI rispetto al gruppo di controllo. Hanno anche scoperto che anche il gruppo dipendente aveva un punteggio basso in termini di autostima rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Un altro studio del 2010 ha esaminato se bassi livelli di IE avessero o meno una relazione con il grado di dipendenza da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substance_dependence" target="_blank" rel="noopener">droga </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alcoholism" target="_blank" rel="noopener">alcol </a>in Australia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Nella valutazione di 103 residenti in un centro di riabilitazione dalla droga, hanno esaminato la loro IE insieme ad altri fattori psicosociali in un intervallo di trattamento di un mese. Hanno scoperto che i punteggi EI dei partecipanti miglioravano man mano che i loro livelli di dipendenza diminuivano come parte del trattamento.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Rendimento scolastico</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2020 ha mostrato che gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva mostrano risultati accademici più elevati a scuola. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Questo era un riepilogo di oltre 1.246 effetti provenienti da 158 studi diversi, con una dimensione del campione di 42.529. Gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva hanno ottenuto punteggi migliori nei test standardizzati e hanno ottenuto voti più alti. L’effetto è stato significativamente maggiore per le aree di studio delle discipline umanistiche rispetto a quelle scientifiche/matematiche, e significativamente maggiore per le abilità dell’intelligenza emotiva (misurate con compiti oggettivi), rispetto alle scale di valutazione dell’intelligenza emotiva . L&#8217;associazione tra intelligenza emotiva e risultati accademici più elevati era ancora significativa anche dopo aver considerato l&#8217;effetto della personalità e dell&#8217;intelligenza dei Big Five degli studenti.</p>
<p>Ci sono tre ragioni per cui una maggiore intelligenza emotiva potrebbe predire un rendimento scolastico migliore. In primo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di regolare le proprie emozioni a scuola: sono in grado di controllare l’ansia che circonda i test e le valutazioni, e la noia quando il materiale non è intrinsecamente interessante. Ciò significa che le loro emozioni non ostacolano i punteggi dei test o la loro capacità di apprendere. In secondo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di costruire migliori relazioni sociali con gli altri studenti e con gli istruttori. Ciò significa che hanno fonti di aiuto quando necessario: altri studenti e insegnanti sono più disposti ad aiutarli quando si trovano in difficoltà. In terzo luogo, alcune delle capacità dell’intelligenza emotiva (comprensione delle emozioni, ad esempio) si sovrappongono ai contenuti accademici, in particolare nelle discipline umanistiche. Cioè, analizzare i temi universali della letteratura o le forze sociali alla base degli eventi storici richiede una conoscenza delle emozioni umane.</p>
<p>Landy distingue tra la discussione &#8220;commerciale&#8221; e quella &#8220;accademica&#8221; dell&#8217;EI, basando questa distinzione sul presunto potere predittivo dell&#8217;EI così come visto da ciascuno dei due. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Secondo Landy, il primo fa affermazioni espansive sul valore applicato dell&#8217;EI, mentre il secondo cerca di mettere in guardia gli utenti da queste affermazioni. Ad esempio, Goleman (1998) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambiguo </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>afferma che &#8220;i leader più efficaci sono simili in un aspetto cruciale: hanno tutti un alto grado di quella che è diventata nota come intelligenza emotiva&#8230;. l’intelligenza emotiva è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sine_qua_non" target="_blank" rel="noopener"><em>condizione sine qua non </em></a>della leadership”. Al contrario, Mayer (1999) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>avverte che &#8220;l&#8217;implicazione della letteratura popolare &#8211; che le persone altamente emotivamente intelligenti possiedono un vantaggio assoluto nella vita &#8211; appare attualmente eccessivamente entusiasta e non comprovata da ragionevoli standard scientifici&#8221;. Landy rafforza ulteriormente questa argomentazione sottolineando che i dati su cui si basano queste affermazioni sono conservati in &#8220;database proprietari&#8221;, il che significa che non sono disponibili a ricercatori indipendenti per rianalisi, replica o verifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86]</sup></a></p>
<p>È difficile creare misure oggettive dell’intelligenza emotiva e dimostrare la sua influenza sulla leadership poiché molte scale sono misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<p>In uno scambio accademico del 2009, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Antonakis" target="_blank" rel="noopener">Antonakis </a>e Ashkanasy/Dasborough concordavano per lo più sul fatto che i ricercatori che testano se l’EI è importante per la leadership non lo hanno fatto utilizzando solidi progetti di ricerca; pertanto, attualmente non esistono prove concrete che dimostrino che l’IE preveda i risultati della leadership tenendo conto della personalità e del QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Antonakis ha sostenuto che l&#8217;EI potrebbe non essere necessaria per l&#8217;efficacia della leadership (si è riferito a questo come il fenomeno della &#8220;maledizione delle emozioni&#8221;, perché i leader che sono troppo sensibili ai propri stati emotivi e a quelli degli altri potrebbero avere difficoltà a prendere decisioni che si tradurrebbe in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_labor" target="_blank" rel="noopener">lavoro emotivo </a>per il leader o i seguaci). Una meta-analisi del 2010 sembra supportare la posizione di Antonakis: ha scoperto che, utilizzando dati esenti da problemi di fonte comune e metodi comuni, le misure di EI correlavano solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pearson_product-moment_correlation_coefficient" target="_blank" rel="noopener">ρ </a>= 0,11 con misure di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership trasformazionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Anche Barling, Slater e Kelloway sostengono questa posizione sulla leadership trasformazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Barling_2000-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Le misure di abilità dell&#8217;EI hanno avuto i risultati peggiori (cioè ρ = 0,04); il WLEIS (misura di Wong-Law) ha fatto un po&#8217; meglio (ρ=0,08), e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">Bar-On </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-baron06-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>misura leggermente meglio (ρ=0,18). Tuttavia, la validità di queste stime non include gli effetti del QI o della personalità dei cinque grandi, che sono correlati sia alle misure di EI che alla leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-leadership_ei-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>Uno studio che analizza l&#8217;impatto dell&#8217;EI sia sulle prestazioni lavorative che sulla leadership ha rilevato che le stime di validità meta-analitica per l&#8217;EI sono scese a zero quando sono stati controllati i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Una meta-analisi ha mostrato lo stesso risultato per Ability EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p>Le misure auto-riferite e di Trait EI mantengono una discreta validità predittiva per le prestazioni lavorative dopo aver controllato i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, la maggiore validità predittiva delle misure di Trait EI può essere attribuita alla loro inclusione di contenuti relativi alla motivazione al raggiungimento, all&#8217;autoefficacia e alle prestazioni di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>Le prove meta-analitiche confermano che l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita che prevede la prestazione lavorativa è dovuta a misure di EI mista e di tratto che attingono all&#8217;autoefficacia e alla prestazione auto-valutata, oltre ai domini di nevroticismo, estroversione, coscienziosità e QI. Pertanto, la capacità predittiva dell’IE mista rispetto alla prestazione lavorativa scende a zero quando si controllano questi fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Uno studio sulla capacità predittiva dell’IE per le prestazioni lavorative ha concluso che un EI più elevato era associato a una maggiore efficacia della leadership per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Questo studio mostra che l&#8217;EI può servire come strumento di identificazione per comprendere chi è (o meno) in grado di trattare in modo efficace con i colleghi. Inoltre, si possono sviluppare e migliorare le proprie qualità di leadership facendo avanzare la propria intelligenza emotiva. L&#8217;IE può essere sviluppata deliberatamente, in particolare gli aspetti di &#8220;facilitare il pensiero con le emozioni&#8221; e &#8220;monitoraggio e regolazione delle emozioni&#8221; sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Correlazioni con la personalità</strong></h2>
<p>I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sulla misura in cui le misure di EI self-report <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Correlation" target="_blank" rel="noopener">sono correlate </a>con le dimensioni della personalità stabilite. Le misure di EI self-report e le misure di personalità convergono perché entrambe pretendono di misurare i tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Due dimensioni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>si distinguono come maggiormente correlate all&#8217;EI auto-riportata: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>. Il nevroticismo si riferisce <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_emotion" target="_blank" rel="noopener">all’emotività negativa </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anxiety_(mood)" target="_blank" rel="noopener">all’ansia </a>. Le persone che ottengono un punteggio elevato nel nevroticismo hanno probabilità di ottenere un punteggio basso nelle misure di EI auto-valutate.</p>
<p>Gli studi hanno esaminato gli effetti multivariati della personalità e dell&#8217;intelligenza sull&#8217;EI e hanno tentato di correggere le stime per l&#8217;errore di misurazione. Ad esempio, uno studio ha dimostrato che l&#8217;intelligenza generale (misurata con il Wonderlic Personnel Test), la gradevolezza (misurata dal NEO-PI) e il genere potrebbero prevedere in modo affidabile la misura dell&#8217;abilità EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Hanno fornito una correlazione multipla (R) di 0,81 con il MSCEIT (la previsione perfetta sarebbe 1). Questo risultato è stato replicato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La replica ha rilevato un multiplo R di 0,76 utilizzando il test di intelligenza &#8220;Culture Fair&#8221; di Cattell e il Big Five Inventory (BFI); covariate significative erano l&#8217;intelligenza (beta standardizzato = .39), la gradevolezza (beta standardizzato = .54) e l&#8217;apertura mentale (beta standardizzato = .46).</p>
<p>Uno studio sull&#8217;Ability Emotional Intelligence Measure ha trovato risultati simili (R multiplo = .69), con predittori significativi che sono intelligenza, beta standardizzato = .69 (utilizzando il test degli scambi e un subtest delle scale Wechsler, il compito di conoscenza generale di 40 elementi) e empatia, beta standardizzato = .26 (utilizzando il questionario di misura della tendenza empatica). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>Antonakis e Dietz (2011b) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>mostrano anche come l&#8217;inclusione o l&#8217;esclusione di variabili di controllo importanti possa modificare radicalmente i risultati.</p>
<p>Le interpretazioni delle correlazioni tra questionari EI e personalità sono state varie, ma una visione prominente è la visione Trait EI, che reinterpreta l&#8217;EI come una raccolta di tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>Una meta-analisi del 2011 ha classificato gli studi sull&#8217;EI in tre flussi: &#8220;(1) modelli basati sulle abilità che utilizzano elementi di test oggettivi; (2) misure di self &#8211; report o peer &#8211; report basate sul modello a quattro rami dell&#8217;EI; e (3 ) &#8220;modelli misti&#8221; di competenze emotive.&#8221; Ha scoperto che questi &#8220;tre flussi hanno correlazioni corrette che vanno da 0,24 a 0,30 con le prestazioni lavorative. I tre flussi erano correlati in modo diverso con l&#8217;abilità cognitiva e con nevroticismo, estroversione, apertura, gradevolezza e coscienziosità. I flussi 2 e 3 hanno la più grande validità incrementale oltre abilità cognitive e il modello a cinque fattori (FFM).&#8221; La meta-analisi ha concluso che &#8220;tutti e tre i flussi di EI hanno mostrato una sostanziale importanza relativa in presenza di FFM e intelligenza nel prevedere le prestazioni lavorative&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una meta-analisi di follow-up nel 2015 ha ulteriormente corroborato questi risultati e ha affrontato le preoccupazioni sulla &#8220;discutibile validità di costrutto delle misure di EI miste&#8221; sostenendo che &#8220;gli strumenti di EI misti valutano una combinazione di abilità EI e autopercezioni, in oltre alla personalità e alle capacità cognitive.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi del 2017 </a>di 142 fonti di dati ha rilevato un’ampia sovrapposizione tra il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>e l’EI del tratto. La sovrapposizione era così ampia da concludere che &#8220;I risultati suggeriscono che il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>è molto simile, forse anche un sinonimo, al tratto EI&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Tuttavia, la sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;abilità EI era più moderata, con una correlazione di circa 0,28. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Nel 2021, due articoli di revisione hanno esaminato la relazione tra intelligenza emotiva e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dark_triad" target="_blank" rel="noopener">triade oscura </a>dei tratti della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissism" target="_blank" rel="noopener">narcisismo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Machiavellianism_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">machiavellismo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychopathy" target="_blank" rel="noopener">psicopatia </a>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Questa ricerca ha scoperto che l&#8217;intelligenza emotiva mostrava associazioni negative con tutti e tre i domini della triade oscura della personalità. Dei quattro rami di abilità dell’intelligenza emotiva, gli effetti maggiori riguardavano la gestione delle emozioni (rispetto alla percezione, all’uso o alla comprensione delle emozioni) e alla psicopatia (rispetto al narcisismo o al machiavellismo). I due diversi aspetti del narcisismo hanno mostrato relazioni diverse con l’intelligenza emotiva. Il narcisismo vulnerabile (caratterizzato da ansia e fragile autostima) era associato a una minore intelligenza emotiva. Tuttavia, il narcisismo grandioso (caratterizzato da fiducia in se stessi, dominanza e senso di ego gonfiato) è correlato a livelli più elevati di intelligenza emotiva. Ciò indica che non tutte le personalità “oscure” mancano di intelligenza emotiva.</p>
<p>Una meta-analisi del 2021 ha mostrato che l&#8217;intelligenza emotiva era associata positivamente all&#8217;attaccamento sicuro negli adulti, ma associata negativamente a stili di attaccamento insicuri come l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Le associazioni con l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante erano significative sia per l&#8217;abilità EI che per le scale di valutazione dell&#8217;EI. Tuttavia, solo le scale di valutazione dell’EI hanno mostrato un’associazione significativamente positiva con l’attaccamento sicuro. Gli autori suggeriscono che lo sviluppo precoce degli stili di attaccamento può facilitare (o ostacolare) lo sviluppo delle capacità emotive e dei tratti coinvolti nell’EI.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Risposta socialmente desiderabile</strong></h2>
<p>La risposta socialmente desiderabile (SDR), o &#8220;falso bene&#8221;, è un modello di risposta in cui i partecipanti al test si rappresentano sistematicamente con un pregiudizio positivo eccessivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>È noto da tempo che questo bias contamina le risposte sugli inventari di personalità, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>agendo come mediatore delle relazioni tra le misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>È stato suggerito che rispondere in modo desiderabile sia un &#8220;insieme di risposte&#8221;, un modello di risposta situazionale e temporaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questo è in contrasto con uno &#8220;stile di risposta&#8221;, che è una qualità simile a un tratto più a lungo termine. Considerando i contesti in cui vengono utilizzati alcuni inventari di EI self-report (ad esempio, contesti lavorativi), i problemi delle serie di risposte in scenari ad alta posta in gioco sono chiari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Esistono alcuni metodi per impedire risposte socialmente desiderabili agli inventari di comportamento. Alcuni ricercatori ritengono che sia necessario avvertire i partecipanti al test di non fingere di essere bravi prima di sostenere un test della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Alcuni inventari utilizzano scale di validità per determinare la probabilità o la coerenza delle risposte tra tutti gli item.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come comportamento piuttosto che come intelligenza</strong></h2>
<p>I primi lavori di Goleman sono stati criticati per aver presupposto che l&#8217;IE sia un tipo di intelligenza o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_ability" target="_blank" rel="noopener">abilità cognitiva </a>. Eysenck scrive che la descrizione dell&#8217;EI di Goleman contiene presupposti infondati sull&#8217;intelligenza in generale e che è addirittura contraria a ciò che i ricercatori si aspettano quando studiano i tipi di intelligenza:</p>
<p>&#8220;[Goleman] esemplifica più chiaramente di molti altri la fondamentale assurdità della tendenza a classificare quasi ogni tipo di comportamento come &#8216;intelligenza&#8217;&#8230; Se queste cinque &#8216;capacità&#8217; definiscono &#8216;intelligenza emotiva&#8217;, ci aspetteremmo qualche prova che siano altamente correlati; Goleman ammette che potrebbero essere del tutto incorrelati, e in ogni caso, se non possiamo misurarli, come facciamo a sapere che sono correlati? Quindi l&#8217;intera teoria è costruita sulle sabbie mobili: non esiste una solida base scientifica.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-auto-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<p>Allo stesso modo, Locke afferma che il concetto di EI è un’interpretazione errata del costrutto dell’intelligenza, e offre un’interpretazione alternativa: non è un’altra forma o tipo di intelligenza, ma l’intelligenza – la capacità di cogliere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstractions" target="_blank" rel="noopener">astrazioni </a>– applicata a un particolare ambito della vita: emozioni. Suggerisce che il concetto dovrebbe essere rietichettato e denominato abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-locke-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p>L&#8217;essenza di queste critiche è che l&#8217;indagine scientifica dipende dall&#8217;utilizzo di costrutti validi e coerenti e che prima dell&#8217;introduzione del termine EI, gli psicologi avevano stabilito distinzioni teoriche tra fattori come abilità e risultati, abilità e abitudini, atteggiamenti e valori e tratti della personalità. e stati emotivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-everydaypsychology-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Alcuni studiosi ritengono che il termine <em>EI </em>unisca e confonda tali concetti e definizioni accettati.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come abilità piuttosto che qualità morale</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Grant" target="_blank" rel="noopener">Adam Grant </a>ha messo in guardia contro la percezione comune ma errata dell’IE come una qualità morale desiderabile piuttosto che come un’abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>Grant ha affermato che un&#8217;IE ben sviluppata non è solo uno strumento strumentale per raggiungere obiettivi, ma può funzionare come un&#8217;arma per manipolare gli altri derubandoli della loro capacità di ragionare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come misura di conformità</strong></h2>
<p>Una critica ai lavori di Mayer e Salovey viene da uno studio che suggerisce che l&#8217;EI, misurata dal MSCEIT, potrebbe solo misurare la conformità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Questo argomento è radicato nell&#8217;uso da parte del MSCEIT della valutazione basata sul consenso e nel fatto che i punteggi del MSCEIT sono distribuiti negativamente (il che significa che i suoi punteggi differenziano meglio tra le persone con bassa IE rispetto alle persone con alta IE).</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>L&#8217;EI come forma di conoscenza</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra critica afferma che, a differenza dei test di capacità cognitiva, il MSCEIT &#8220;verifica la conoscenza delle emozioni ma non necessariamente la capacità di eseguire compiti legati alla conoscenza valutata&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Se qualcuno sa come dovrebbe comportarsi in una situazione emotivamente carica, non ne consegue necessariamente che possa effettivamente mettere in atto il comportamento segnalato.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Il NICHD spinge per il consenso</strong></h2>
<p>L’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener">Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </a>ha riconosciuto che, poiché esistono divisioni sul tema dell’EI, la comunità della salute mentale deve concordare alcune linee guida per descrivere una buona salute mentale e condizioni di vita mentale positive. Nella loro sezione &#8220;Psicologia positiva e concetto di salute&#8221;, spiegano: &#8220;Attualmente esistono sei modelli concorrenti di salute positiva, che si basano su concetti come essere al di sopra della norma, forza caratteriale e virtù fondamentali, maturità evolutiva, socialità e intelligenza emotiva, benessere soggettivo e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_resilience" target="_blank" rel="noopener">resilienza </a>. Ma questi concetti definiscono la salute in termini filosofici piuttosto che empirici. Il dottor [Lawrence] Becker ha suggerito la necessità di un consenso sul concetto di salute psicologica positiva&#8230;&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_literacy" target="_blank" rel="noopener">Alfabetizzazione emotiva </a>: comprensione delle emozioni proprie e degli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente di empatia </a>&#8211; Misura di autovalutazione psicologica dell&#8217;empatia</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_thought_method" target="_blank" rel="noopener">Metodo del pensiero emotivo </a>– Attività per costruire l’intelligenza emotiva</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Four_Cornerstone_Model_of_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Modello dei quattro pilastri dell’intelligenza emotiva </a>– Modello emotivo che si concentra sulla conoscenza, sull’applicazione pratica e sull’esplorazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità di vita </a>: capacità di comportamento adattivo e positivo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Cenni sull&#8217;intelligenza umana </a>&#8211; Panoramica e guida d&#8217;attualità all&#8217;intelligenza umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/People_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità delle persone </a>– Tipo di abilità interpersonale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_psychology" target="_blank" rel="noopener">Psicologia positiva </a>– Approccio allo studio scientifico psicologico</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_mindedness" target="_blank" rel="noopener">Mentalità psicologica </a>: la capacità di una persona di auto-esame, auto-riflessione, introspezione e intuizione personale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Religiosity_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Religiosità e intelligenza emotiva </a>– Legame tra religiosità e intelligenza</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">Competenze trasversali </a>– Combinazione di competenze che consentono alle persone di orientarsi nel proprio ambiente</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Temperance_(virtue)" target="_blank" rel="noopener">Temperanza (virtù) </a>– Virtù cardinale del controllo sugli eccessi</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Brackett" target="_blank" rel="noopener">Marc Brackett </a>&#8211; Psicologo ricercatore americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Joshua_Freedman" target="_blank" rel="noopener">Joshua Freedman </a>&#8211; Accademico americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anabel_Jensen" target="_blank" rel="noopener">Anabel Jensen </a>&#8211; Educatrice e autrice americana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Carolyn Saarni </a>– Psicologa dello sviluppo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Steiner" target="_blank" rel="noopener">Claude Steiner </a>– Psicoterapeuta e psicologo americano (1935-2017)</li>
</ul>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
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<li><em>Kosonogov VV, Vorobyeva E, Kovsh E, Ermakov PN (2019). </em><a href="https://scindeks-clanci.ceon.rs/data/pdf/2334-847X/2019/2334-847X1901137K.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una revisione dei correlati neurofisiologici e genetici dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em>(PDF) </em><em>. Giornale internazionale di ricerca cognitiva in scienza, ingegneria e istruzione. <strong>7 </strong>(1): 137–142. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5937%2FIJCRSEE1901137K" target="_blank" rel="noopener"><em>5937/IJCRSEE1901137K </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/2334-847X" target="_blank" rel="noopener"><em>2334-847X </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20200211065825/https:/scindeks-clanci.ceon.rs/data/pdf/2334-847X/2019/2334-847X1901137K.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>dall&#8217;originale il 2020-02-11.</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://online.hbs.edu/blog/post/emotional-intelligence-in-leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva nella leadership: perché è importante&#8221; </em></a><em>. Blog sugli approfondimenti aziendali. 2019-04-03. Estratto il 10/11/2023.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <em>Joseph DL, Newman DA (gennaio 2010). &#8220;Intelligenza emotiva: una meta-analisi integrativa e un modello a cascata&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>95 </strong>(1): 54–78. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0017286" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0017286 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20085406" target="_blank" rel="noopener"><em>20085406 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11238077" target="_blank" rel="noopener"><em>11238077 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>O&#8217;Boyle Jr EH, Humphrey RH, Pollack JM, Hawver TH, Story PA (01-07-2011). </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La relazione tra intelligenza emotiva e prestazione lavorativa: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>32 </strong>(5): 788–818. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.714 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1099-1379" target="_blank" rel="noopener"><em>1099-1379 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Salovey P, Grewal D (2005). </em><a href="https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/131109" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La scienza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Direzioni attuali nella scienza psicologica. <strong>14 </strong>(6): 6. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.0963-7214.2005.00381.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.0963-7214.2005.00381.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2143869" target="_blank" rel="noopener"><em>2143869 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>MacCann C, Roberts RD (2008). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Nuovi paradigmi per la valutazione dell&#8217;intelligenza emotiva: teoria e dati&#8221; </em></a><em>. Emozione. <strong>8 </strong>(4): 540–551. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0012746 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18729584" target="_blank" rel="noopener"><em>18729584 </em></a><em>– tramite APA.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-boy_43-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Boyatzis RE, Goleman D, Rhee K (2000). &#8220;Cluster di competenze nell&#8217;intelligenza emotiva: approfondimenti dall&#8217;Emotional Competence Inventory (ECI).&#8221; In Bar-On R, Parker JD (a cura di). Manuale di intelligenza emotiva. vol. 99. San Francisco: Jossey-Bass. pagine 343–62.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Furnham A (2000). &#8220;Sulla struttura dimensionale dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>29 </strong>(2): 313–320. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.475.5285" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.475.5285 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fs0191-8869%2899%2900195-6" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1016/s0191-8869(99)00195-6 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Pita R, Kokkinaki F (maggio 2007). &#8220;La posizione dell&#8217;intelligenza emotiva dei tratti nello spazio dei fattori di personalità&#8221;. Giornale britannico di psicologia. <strong>98 </strong>(Pt 2): 273–89. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1348%2F000712606x120618" target="_blank" rel="noopener"><em>1348/000712606&#215;120618 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17456273" target="_blank" rel="noopener"><em>17456273 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mikolajczak07_50-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Mikolajczak M, Luminet O, Leroy C, Roy E (giugno 2007). </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00223890701333431" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Proprietà psicometriche del questionario sull&#8217;intelligenza emotiva dei tratti: struttura dei fattori, affidabilità, costrutto e validità incrementale in una popolazione di lingua francese&#8221; </em></a><em>. Giornale di valutazione della personalità. <strong>88 </strong>(3): 338–53. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1080%2F00223890701333431" target="_blank" rel="noopener"><em>1080/00223890701333431 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17518555" target="_blank" rel="noopener"><em>17518555 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:21196733" target="_blank" rel="noopener"><em>21196733 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Côté S, Minatori CT (2006). &#8220;Intelligenza emotiva, intelligenza cognitiva e prestazioni lavorative&#8221;. Trimestrale di scienze amministrative. <strong>51 </strong>(1): 1–28. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2189%2Fasqu.51.1.1" target="_blank" rel="noopener"><em>2189/asqu.51.1.1 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20109857" target="_blank" rel="noopener"><em>20109857 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:142971341" target="_blank" rel="noopener"><em>142971341 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Farh CI, Seo MG, Tesluk PE (luglio 2012). &#8220;Intelligenza emotiva, efficacia del lavoro di squadra e prestazione lavorativa: il ruolo moderatore del contesto lavorativo&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>97 </strong>(4): 890–900. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0027377" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0027377 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22390388" target="_blank" rel="noopener"><em>22390388 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sy T, Tram S, O&#8217;Hara LA (01-06-2006). &#8220;Rapporto tra l&#8217;intelligenza emotiva dei dipendenti e dei manager e la soddisfazione e le prestazioni lavorative&#8221;. Giornale di comportamento professionale. <strong>68 </strong>(3): 461–473. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jvb.2005.10.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jvb.2005.10.003 </em></a><em>.</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-auto_110-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Eysenck" target="_blank" rel="noopener"><em>Eysenck HJ </em></a><em>(2000). Intelligenza: un nuovo sguardo. Editori di transazioni. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-7658-0707-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-7658-0707-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-locke_111-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>LockeEA (2005). &#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva è un concetto non valido&#8221;. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 425–431. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.318" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.318 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-everydaypsychology_112-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>MattiuzziPG (2008). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090720053237/http:/everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza Emotiva? Non la sento&#8221; </em></a><em>. Psicologia quotidiana. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>20 luglio 2009.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sovvenzione A (2 gennaio 2014). </em><a href="https://www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il lato oscuro dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Atlantico. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140103210524/http:/www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-114" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Roberts RD, Zeidner M, Matthews G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva soddisfa gli standard tradizionali per un&#8217;intelligenza? Alcuni nuovi dati e conclusioni&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 196–231. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.196" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.196 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934681" target="_blank" rel="noopener"><em>12934681 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-115" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Brody N (2004). </em><a href="https://web.archive.org/web/20160207093225/http:/psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cos&#8217;è l&#8217;intelligenza cognitiva e cosa non è l&#8217;intelligenza emotiva&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Inchiesta psicologica. <strong>15 </strong>(3): 234–238. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1207%2Fs15327965pli1503_03" target="_blank" rel="noopener"><em>1207/s15327965pli1503_03 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:219727559" target="_blank" rel="noopener"><em>219727559 </em></a><em>. Archiviato </em><a href="http://psychometriclab.com/Brody.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 07-02-2016.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-116" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nitkin R, Harris M (29 agosto 2006). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090716163703/http:/www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comitato consultivo nazionale sulla ricerca sulla riabilitazione medica: riunione per verbale del 2-3 dicembre 2004&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener"><em>Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </em></a><em>. URL consultato il 24 aprile 2017 (archiviata dall </em><a href="http://www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8216; url originale il 16 luglio 2009).</em></a></li>
</ol>
<h3>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Migliore esperto italiano in intelligenza Emotiva</li>
<li>intelligenza Emotiva</li>
<li>Emozioni</li>
<li>Consapevolezza emotiva</li>
<li>Gestione emotiva</li>
<li>Competenze emotive</li>
<li>Empatia</li>
<li>Autocontrollo</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Riconoscimento emotivo</li>
<li>Espressione emotiva</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Autoespressione</li>
<li>Autoefficacia emotiva</li>
<li>Adattabilità emotiva</li>
<li>Empatia cognitiva</li>
<li>Empatia emotiva</li>
<li>Comunicazione emotiva</li>
<li>Autoconsolazione</li>
<li>Autoempatia</li>
<li>Resilienza emotiva</li>
<li>Regolazione emotiva</li>
<li>Consapevolezza sociale</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni altrui</li>
<li>Comprensione emotiva</li>
<li>Motivazione emotiva</li>
<li>Auto-motivazione</li>
<li>Relazione tra intelligenza emotiva e successo</li>
<li>Intelligenza emotiva nei contesti lavorativi</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Educazione emotiva</li>
<li>Benessere emotivo</li>
<li>Salute mentale</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Competenze sociali</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva</li>
<li>Leadership emotiva</li>
<li>Collaborazione emotiva</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Equilibrio emotivo</li>
<li>Auto-perdono</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Conflitti emotivi</li>
<li>Intelligenza emotiva e felicità</li>
<li>Autoapprendimento emotivo</li>
<li>Auto-rispetto</li>
<li>Auto-gestione emotiva</li>
<li>Compassione</li>
<li>Crescita emotiva</li>
<li>Intelligenza emotiva e relazioni</li>
<li>Empatia nell&#8217;ambiente di lavoro</li>
<li>Autocontrollo delle emozioni negative</li>
<li>Autovalutazione delle competenze emotive</li>
<li>Regolazione delle reazioni emotive</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Conoscenza delle proprie forze emotive</li>
<li>Intelligenza emotiva nell&#8217;educazione</li>
<li>Sviluppo delle competenze relazionali</li>
<li>Equilibrio tra empatia e assertività</li>
<li>Auto-motivazione nel raggiungimento degli obiettivi</li>
<li>Resilienza emotiva nelle avversità</li>
<li>Accettazione delle emozioni negative</li>
<li>Consapevolezza delle dinamiche emotive di gruppo</li>
<li>Gestione del conflitto emotivo</li>
<li>Sviluppo delle competenze sociali</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Auto-riflessione per la crescita emotiva</li>
<li>Educazione emotiva nelle scuole</li>
<li>Benessere emotivo e fisico</li>
<li>Pratiche di mindfulness per l&#8217;equilibrio emotivo</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza sociale</li>
<li>Auto-perdono e auto-amore</li>
<li>Gestione dello stress attraverso l&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Resilienza emotiva nei momenti critici</li>
<li>Capacità di ascolto empatico</li>
<li>Empatia e comprensione delle diverse prospettive</li>
<li>Competenze emotive nel contesto familiare</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nell&#8217;infanzia</li>
<li>Auto-valutazione delle competenze relazionali</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nell&#8217;apprendimento</li>
<li>Equilibrio tra ragione ed emozione</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso l&#8217;espressione facciale</li>
<li>Comunicazione emotiva nei gruppi di lavoro</li>
<li>Autocontrollo nelle situazioni di pressione</li>
<li>Intelligenza emotiva e creatività</li>
<li>Gestione delle emozioni nell&#8217;ambiente aziendale</li>
<li>Comunicazione empatica nelle relazioni amorose</li>
<li>Autoefficacia emotiva nelle sfide quotidiane</li>
<li>Risoluzione costruttiva dei conflitti</li>
<li>Motivazione intrinseca e soddisfazione emotiva</li>
<li>Auto-motivazione per il successo personale</li>
<li>Educazione alle emozioni per i giovani</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;intelligenza emotiva attraverso l&#8217;arte</li>
<li>Benessere emotivo e salute mentale</li>
<li>Competenze emotive nell&#8217;educazione degli adulti</li>
<li>Mindfulness e presenza emotiva</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni e gestione del tempo</li>
<li>Resilienza emotiva nelle relazioni interpersonali</li>
<li>Intelligenza emotiva e leadership aziendale</li>
<li>Sviluppo delle competenze emotive nei team di lavoro</li>
<li>Auto-riflessione per il miglioramento emotivo</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva nei momenti di decisione</li>
<li>Comunicazione emotiva nell&#8217;ambito della psicologia</li>
<li>Equilibrio tra empatia e assertività nelle relazioni</li>
<li>Crescita personale attraverso la consapevolezza emotiva</li>
<li>Intelligenza emotiva e empatia nella cura del paziente</li>
<li>Comunicazione non violenta</li>
<li>Autovalutazione delle competenze di leadership emotiva</li>
<li>Gestione delle emozioni nelle dinamiche di gruppo</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nell&#8217;ambiente educativo</li>
<li>Equilibrio tra razionalità ed empatia</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso il linguaggio del corpo</li>
<li>Autocontrollo emotivo nelle situazioni stressanti</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza emotiva sociale</li>
<li>Auto-motivazione nell&#8217;affrontare sfide personali</li>
<li>Resilienza emotiva e successo professionale</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nei rapporti di coppia</li>
<li>Comunicazione empatica nel coaching</li>
<li>Autoefficacia emotiva e autostima</li>
<li>Gestione delle emozioni nelle transizioni di vita</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza collettiva</li>
<li>Educazione emotiva e benessere scolastico</li>
<li>Mindfulness e benessere emotivo</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nelle relazioni familiari</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nel contesto terapeutico</li>
<li>Equilibrio emotivo nelle sfide quotidiane</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso la voce</li>
<li>Autocontrollo emotivo e auto-regolazione</li>
<li>Intelligenza emotiva e creatività artistica</li>
<li>Competenze emotive nel contesto sportivo</li>
<li>Comunicazione emotiva nell&#8217;ambito della psicoterapia</li>
<li>Auto-riflessione e crescita emotiva</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva nell&#8217;educazione degli adulti</li>
<li>Leadership emotiva e motivazione dei team</li>
<li>Sviluppo delle competenze emotive attraverso l&#8217;esperienza</li>
<li>Benessere emotivo e connessione sociale</li>
<li>Competenze emotive e resilienza nelle crisi</li>
<li>Mindfulness e autocontrollo delle emozioni</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza sociale nelle organizzazioni</li>
<li>Educazione alle emozioni nelle scuole primarie</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni e presa di decisioni</li>
<li>Resilienza emotiva e adattabilità al cambiamento</li>
<li>Intelligenza emotiva e benessere psicologico</li>
<li>Comunicazione empatica nelle relazioni familiari</li>
<li>Autoefficacia emotiva e performance lavorativa</li>
<li>Competenze emotive e apprendimento continuo</li>
<li>Mindfulness e gestione dello stress emotivo</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nel contesto sociale</li>
<li>Intelligenza emotiva e benessere generale.</li>
</ul>
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		<title>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 10:27:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il migliore corso di Intelligenza Emotiva è quello tenuto da Daniele Trevisani Academy, sulla base di una classifica speciale di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle pubblicazioni dedicate. il dott. Daniele Trevisani, laureato con lode in DAMS-Comunicazione, ha ottenuto il Master biennale in Communication presso la University of Florida (USA) e la &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il migliore corso di Intelligenza Emotiva è quello tenuto da Daniele Trevisani Academy, sulla base di una classifica speciale di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle pubblicazioni dedicate. il dott. Daniele Trevisani, laureato con lode in DAMS-Comunicazione, ha ottenuto il Master biennale in Communication presso la University of Florida (USA) e la specializzazione in Comunicazione Interculturale alla American University of Washington, DC. per i suoi studi e contributi all&#8217;area del fattore umano e comunicazione ha ottenuto l&#8217;Onorificenza Fulbright (Governo USA). Autore di 30 libri, ha svolto consulenza in intelligenza emotiva e aree correlate in oltre 200 aziende ed istituzioni, inclusa la formazione ultradecennale dei Comandanti ONU e Forze Speciali, sui temi della negoziazione ed intelligenza emotiva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-28268" style="font-size: 15px; font-weight: 600; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-270x180.jpg 270w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/12/migliore-corso-di-intelligenza-emotiva-in-italia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva è un concetto introdotto da Daniel Goleman che si riferisce alla capacità di percepire, comprendere, gestire e utilizzare le emozioni in modo efficace. I fattori chiave dell&#8217;intelligenza emotiva includono:</p>
<ol>
<li><strong>Autoconsapevolezza:</strong> Consapevolezza delle proprie emozioni, dei propri sentimenti e del loro impatto sul comportamento. Questo coinvolge la capacità di riconoscere emozioni specifiche e comprendere come influenzano i tuoi pensieri e azioni.</li>
<li><strong>Autoregolazione:</strong> Capacità di gestire le proprie emozioni in modo costruttivo. Questo include il controllo degli impulsi, la gestione dello stress e la capacità di rimanere calmi anche in situazioni difficili.</li>
<li><strong>Motivazione:</strong> La capacità di ispirare e guidare se stessi verso obiettivi significativi, nonostante gli ostacoli. L&#8217;intelligenza emotiva motiva le persone a perseguire il successo e ad affrontare le sfide con determinazione.</li>
<li><strong>Empatia:</strong> La capacità di comprendere le emozioni degli altri e rispondere in modo empatico. Questo coinvolge la capacità di mettersi nei panni degli altri, cogliere i loro sentimenti e reagire con comprensione.</li>
<li><strong>Abilità sociale:</strong> La capacità di gestire relazioni interpersonali in modo efficace. Questo include la comunicazione efficace, la risoluzione dei conflitti e la costruzione di rapporti positivi con gli altri.</li>
</ol>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva è considerata una competenza chiave per il successo personale e professionale, poiché influisce sulla qualità delle relazioni interpersonali, sulla gestione del lavoro di squadra, sulla leadership e sulla capacità di adattarsi alle sfide della vita quotidiana. Lo sviluppo di questi fattori può contribuire a una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, migliorare la comunicazione e favorire un ambiente più sano ed equilibrato.</p>
<blockquote><p>Vuoi realizzare un corso per te o per la tua azienda sull&#8217;Intelligenza Emotiva? Contattaci <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">tramite questo form</a>. Ti risponderemo al più presto.</p></blockquote>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti</h2>
<p>Intelligenza emotiva</p>
<p><strong>L’intelligenza emotiva </strong>( <strong>EI </strong>) è definita come la capacità di percepire, utilizzare, comprendere, gestire e gestire le emozioni. Le persone con elevata intelligenza emotiva possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscere </a>le proprie <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni </a>e quelle degli altri, utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento, discernere tra sentimenti diversi ed etichettarli in modo appropriato e adattare le emozioni per adattarsi agli ambienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Sebbene il termine sia apparso per la prima volta nel 1964, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>ha guadagnato popolarità nel libro bestseller del 1995 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva </em></a>del giornalista scientifico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Goleman </a>. Goleman ha definito l’EI come l’insieme di abilità e caratteristiche che guidano le prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Alcuni ricercatori suggeriscono che l&#8217;intelligenza emotiva può essere appresa e rafforzata, mentre altri sostengono che sia una caratteristica innata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>Sono stati sviluppati vari modelli per misurare l’EI. Nel 1987, Keith Beasley usò il termine <strong>Quoziente Emozionale </strong>( <strong>QE </strong>) in un articolo, dal nome del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente Intelligente </a>(QI). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Il <em>modello dei tratti </em>, sviluppato da Konstantinos V. Petrides nel 2001, si concentra sull&#8217;autodenuncia delle disposizioni comportamentali e delle abilità percepite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Il <em>modello di abilità </em>( Mayeret al., 2023) si concentra sulla capacità dell&#8217;individuo di elaborare le informazioni emotive e di utilizzarle per navigare nell&#8217;ambiente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_environment" target="_blank" rel="noopener">sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Il modello originale di Goleman può ora essere considerato un <em>modello misto </em>che combina ciò che da allora è stato modellato separatamente come <em>EI dell&#8217;abilità </em>e <em>EI del tratto </em>.</p>
<p>La ricerca recente si è concentrata sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscimento delle emozioni </a>, che si riferisce all&#8217;attribuzione di stati emotivi sulla base dell&#8217;osservazione di segnali non verbali visivi e uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Inoltre, gli studi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neurology" target="_blank" rel="noopener">neurologici </a>hanno cercato di caratterizzare i meccanismi neurali dell&#8217;intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Gli studi dimostrano che esiste una correlazione tra persone con elevata IE e prestazioni lavorative positive, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>sebbene non sia stata dimostrata alcuna <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Causal_relationships" target="_blank" rel="noopener">relazione causale . </a>L’IE è tipicamente associata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">all’empatia </a>perché coinvolge una persona che collega le proprie esperienze personali con quelle degli altri. Dalla sua diffusione negli ultimi decenni, i metodi per sviluppare l’IE sono diventati ricercati da persone che cercano di diventare leader più efficaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Le critiche si sono concentrate sul fatto se l&#8217;IE sia una vera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>e se abbia una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Incremental_validity" target="_blank" rel="noopener">validità incrementale </a>rispetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">al QI </a>e ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità dei Big Five </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, le meta-analisi hanno scoperto che alcune misure di EI hanno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>anche quando si controlla il QI e la personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p>Il concetto di forza emotiva è stato introdotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>negli anni ’50. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Il termine &#8220;intelligenza emotiva&#8221; sembra essere apparso per la prima volta in un articolo del 1964 di Michael Beldoch , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>e nell&#8217;articolo del 1966 di B. Leuner intitolato <em>Emotional Intelligence and Emancipation </em>, apparso sulla rivista psicoterapeutica <em>Practice of child psychology and psichiatria infantile </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Nel 1983, <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligfences </em><sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener">di <u>Howard Gardner </u>[19] </a></sup>introdusse l&#8217;idea che i tipi tradizionali di intelligenza, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">il QI </a>, non riescono a spiegare completamente l&#8217;abilità cognitiva. Ha introdotto l&#8217;idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">intelligenze multiple </a>che includevano sia <em>l&#8217;intelligenza interpersonale </em>(la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri di altre persone) sia <em>l&#8217;intelligenza intrapersonale </em>(la capacità di comprendere se stessi, di apprezzare i propri sentimenti, paure e motivazioni). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p>Il primo uso pubblicato del termine &#8220;EQ&#8221; (quoziente emotivo) è un articolo di Keith Beasley nel 1987 sulla rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mensa_International" target="_blank" rel="noopener">britannica Mensa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p>Nel 1989, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stanley_Greenspan" target="_blank" rel="noopener">Stanley Greenspan </a>propose un modello per descrivere l’EI, seguito da un altro da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Salovey" target="_blank" rel="noopener">Peter Salovey </a>e John Mayer l’anno successivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, il termine divenne ampiamente noto con la pubblicazione del libro di Goleman: <em>Intelligenza Emotiva – Perché può importare più del QI </em>(1995). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1995-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>È allo status di bestseller di questo libro che il termine può attribuire la sua popolarità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>Goleman ha poi pubblicato diverse pubblicazioni simili che rafforzano l&#8217;uso del termine. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p>Verso la fine del 1998, l&#8217;articolo di Goleman sulla <em>Harvard Business Review </em>intitolato &#8220;What Makes a Leader?&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>attirò l&#8217;attenzione del senior management della Johnson &amp; Johnson&#8217;s Consumer Companies ( JJCC ). L&#8217;articolo parlava dell&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva (EI) nel successo della leadership e citava diversi studi che dimostravano che l&#8217;intelligenza emotiva è spesso il fattore distintivo tra i grandi leader e i leader medi. JJCC ha finanziato uno studio che ha concluso che esiste una forte relazione tra leader con prestazioni superiori e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza emotiva </a>, supportando i suggerimenti dei teorici secondo cui l&#8217;insieme di competenze sociali, emotive e relazionali denominato Intelligenza Emotiva è un fattore distintivo nelle prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<p>I test che misurano l&#8217;IE non hanno sostituito i test del QI come metrica standard dell&#8217;intelligenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>e l&#8217;intelligenza emotiva ha ricevuto critiche riguardo al suo ruolo nella leadership e nel successo aziendale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<p>Definizioni</p>
<p>L’intelligenza emotiva è stata definita, da Peter Salovey e John Mayer, come “la capacità di monitorare le proprie emozioni e quelle degli altri, di discriminare tra emozioni diverse ed etichettarle in modo appropriato, e di utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento”. Questa definizione è stata successivamente scomposta e perfezionata in quattro abilità proposte: percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni. Queste abilità sono distinte ma correlate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>L’intelligenza emotiva riflette anche la capacità di unire intelligenza, empatia ed emozioni per migliorare il pensiero e la comprensione delle dinamiche interpersonali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Tuttavia, esiste un sostanziale disaccordo riguardo alla definizione di EI, rispetto sia alla terminologia che all&#8217;operazionalizzazione. Attualmente esistono tre modelli principali di EI:</p>
<ol>
<li>Modello di abilità</li>
<li>Modello misto (solitamente sussunto sotto il tratto EI) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Kluemper,_D.H._2008-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></li>
<li>Modello di tratto</li>
</ol>
<p>Diversi modelli di EI hanno portato allo sviluppo di vari strumenti per la valutazione del costrutto. Sebbene alcune di queste misure possano sovrapporsi, la maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che utilizzano costrutti diversi.</p>
<p>I modelli di abilità specifici affrontano i modi in cui le emozioni facilitano il pensiero e la comprensione. Ad esempio, le emozioni possono interagire con il pensiero e consentire alle persone di essere decisori migliori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Una persona che è più emotivamente reattiva alle questioni cruciali si occuperà degli aspetti più cruciali della propria vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Il fattore di facilitazione emotiva implica anche saper includere o escludere le emozioni dal pensiero, a seconda del contesto e della situazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Basic_copyediting" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di modifica della copia </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Questa abilità <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>è correlata a <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vago </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_reasoning" target="_blank" rel="noopener">ragionamento emotivo </a>e comprensione in risposta alle persone, all’ambiente e alle circostanze che si incontrano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello di abilità</h2>
<p>Salovey e Mayer si sforzano di definire l&#8217;IE entro i confini dei criteri standard per una nuova intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>A seguito della loro continua ricerca, la loro definizione iniziale di EI è stata rivista in &#8220;La capacità di percepire le emozioni, integrare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e regolare le emozioni per promuovere la crescita personale&#8221;. Tuttavia, dopo aver portato avanti ulteriori ricerche, la loro definizione di IE si è evoluta in &#8220;la capacità di ragionare sulle emozioni, e delle emozioni, per migliorare il pensiero. Include la capacità di percepire accuratamente le emozioni, di accedere e generare emozioni in modo da assistere il pensiero, per comprendere le emozioni e la conoscenza emotiva e regolare riflessivamente le emozioni in modo da promuovere la crescita emotiva e intellettuale.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7]</sup></a></p>
<p>Il modello basato sulle abilità vede le emozioni come utili fonti di informazione che aiutano a dare un senso e a navigare nell’ambiente sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Il modello propone che gli individui differiscano nella loro capacità di elaborare informazioni di natura emotiva e nella loro capacità di mettere in relazione l&#8217;elaborazione emotiva con una cognizione più ampia. Questa capacità si manifesta in alcuni comportamenti adattivi. Il modello afferma che l’EI comprende quattro tipi di abilità:</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Percepire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di rilevare e decifrare le emozioni in volti, immagini, voci e artefatti culturali, inclusa la capacità di identificare le proprie emozioni. La percezione delle emozioni è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva, poiché rende possibili tutte le altre elaborazioni delle informazioni emotive.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Usare le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di sfruttare le emozioni per facilitare varie attività cognitive, come il pensiero e la risoluzione dei problemi. La persona emotivamente intelligente può sfruttare appieno i suoi mutevoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mood_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">stati d&#8217;animo </a>per adattarsi al meglio al compito da svolgere.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Comprendere le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di comprendere il linguaggio delle emozioni e di apprezzare le relazioni complesse tra le emozioni. Ad esempio, la comprensione delle emozioni comprende la capacità di essere sensibili alle leggere variazioni tra le emozioni e la capacità di riconoscere e descrivere come le emozioni si evolvono nel tempo.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Gestire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di regolare le emozioni sia in noi stessi che negli altri. La persona emotivamente intelligente può sfruttare le emozioni, anche quelle negative, e gestirle per raggiungere gli obiettivi prefissati.</p>
<p>Il modello EI delle abilità è stato criticato per la mancanza di validità e di validità predittiva sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>Tuttavia, in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Construct_validity" target="_blank" rel="noopener">validità di costrutto </a>, i test di abilità EI hanno un grande vantaggio rispetto alle scale di autovalutazione dell&#8217;EI perché confrontano la prestazione massima individuale con scale di prestazione standard e non si basano sull&#8217;approvazione da parte degli individui di dichiarazioni descrittive su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>L&#8217;attuale misura del modello di EI di Mayer e Salovey, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mayer-Salovey-Caruso_Emotional_Intelligence_Test" target="_blank" rel="noopener">Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test </a>( MSCEIT ), si basa su una serie di elementi di risoluzione dei problemi basati sulle emozioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>Coerentemente con l&#8217;affermazione del modello secondo cui l&#8217;IE è un tipo di intelligenza, il test è modellato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ_tests" target="_blank" rel="noopener">test del QI basati sulle abilità </a>. Testando le abilità di una persona su ciascuno dei quattro rami dell&#8217;intelligenza emotiva, si generano punteggi per ciascuno dei rami e un punteggio totale.</p>
<p>Centrale nel modello a quattro rami è l’idea che l’EI richieda la sintonia con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_norms" target="_blank" rel="noopener">le norme sociali </a>. Pertanto, il MSCEIT viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consensus_based_assessment" target="_blank" rel="noopener">valutato in base al consenso </a>, con punteggi più alti che indicano una maggiore sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un campione mondiale di intervistati. Il MSCEIT può anche essere valutato da esperti in modo che venga calcolata la quantità di sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un gruppo di 21 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion" target="_blank" rel="noopener">ricercatori sulle emozioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34]</sup></a></p>
<p>Sebbene promosso come test di abilità, il test MSCEIT è diverso dai test del QI standard in quanto i suoi elementi non hanno risposte oggettivamente corrette. Tra le altre sfide, il criterio del punteggio di consenso significa che è impossibile creare elementi (domande) che solo una minoranza di intervistati può risolvere, perché, per definizione, le risposte sono ritenute emotivamente “intelligenti” solo se la maggioranza del campione le ha approvate. . Questo e altri problemi simili hanno portato alcuni esperti di abilità cognitive a mettere in discussione la definizione di IE come vera intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38]</sup></a></p>
<p>In uno studio di Føllesdal , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>i risultati dei test MSCEIT di 111 leader aziendali sono stati confrontati con il modo in cui i loro dipendenti descrivevano il loro leader. Si è riscontrato che non c&#8217;erano correlazioni tra i risultati dei test di un leader e il modo in cui veniva valutato dai dipendenti, per quanto riguarda l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, la capacità di motivare e l&#8217;efficacia del leader. Føllesdal ha criticato anche la società canadese Multi-Health Systems, che gestisce il test. Il test contiene 141 domande ma dopo la pubblicazione del test si è riscontrato che 19 di queste non davano le risposte attese. Ciò ha portato Multi-Health Systems a rimuovere le risposte a queste 19 domande prima di assegnare il punteggio, ma senza dichiararlo ufficialmente.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Altre misurazioni</strong></h2>
<p>Varie altre misure specifiche valutano anche l’abilità nell’intelligenza emotiva. Questi includono:</p>
<p><strong>Analisi diagnostica dell&#8217;accuratezza non verbale ( DANVA ) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a></p>
<p>La versione Adult Facial include 24 fotografie di pari quantità di espressioni facciali felici, tristi, arrabbiate e paurose di intensità sia alta che bassa, bilanciate per genere. Il compito dei partecipanti è rispondere quale delle quattro emozioni è presente negli stimoli dati.</p>
<p><strong>Test breve di riconoscimento affettivo giapponese e caucasico ( JACBART ) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>I partecipanti cercano di identificare 56 volti di individui caucasici e giapponesi che esprimono sette emozioni quali felicità, disprezzo, disgusto, tristezza, rabbia, sorpresa e paura, che possono anche sfumare per 0,2 secondi in un&#8217;emozione diversa.</p>
<p><strong>Test situazionale di comprensione emotiva (STEU) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 42 domande a scelta multipla valutando se comprendono quale delle cinque emozioni che una persona proverebbe in una determinata situazione. Esiste anche una versione breve (STEU-B) composta da 19 item.</p>
<p><strong>Test situazionale di gestione delle emozioni (STEM) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 44 domande a scelta multipla in cui selezionano quale delle quattro possibili risposte è l&#8217;azione più efficace per gestire le emozioni in una situazione specifica. Esiste anche una versione breve (STEM-B) composta da 18 item.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello misto</h2>
<p>Il modello introdotto da Daniel Goleman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>si concentra sull’IE come un’ampia gamma di competenze e abilità che guidano le prestazioni di leadership. Il modello di Goleman delinea cinque principali costrutti EI: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-awareness" target="_blank" rel="noopener">Consapevolezza di sé </a>: la capacità di conoscere le proprie emozioni, i propri punti di forza, di debolezza, le pulsioni, i valori e gli obiettivi e di riconoscere il loro impatto sugli altri utilizzando i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gut_feeling" target="_blank" rel="noopener">sentimenti viscerali </a>per guidare le decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_self-regulation" target="_blank" rel="noopener">Autoregolamentazione </a>: implica il controllo o il reindirizzamento delle proprie emozioni e impulsi dirompenti e l&#8217;adattamento alle mutevoli circostanze</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skill" target="_blank" rel="noopener">Abilità sociale </a>: gestire le relazioni per andare d’accordo con gli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">Empatia </a>: considerare i sentimenti degli altri soprattutto quando si prendono decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">Motivazione </a>: essere consapevoli di ciò che li motiva</li>
</ol>
<p>Goleman include un insieme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenze emotive </a>all’interno di ciascun costrutto dell’IE. Le competenze emotive non sono talenti innati, ma piuttosto capacità apprese su cui è necessario lavorare e che possono essere sviluppate per ottenere prestazioni eccezionali. Goleman postula che gli individui nascono con un’intelligenza emotiva generale che determina il loro potenziale di apprendimento delle competenze emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-boy-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Il modello di EI di Goleman è stato criticato nella letteratura di ricerca come mera &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pop_psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia pop </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Due strumenti di misurazione si basano sul modello di Goleman:</p>
<ol>
<li>L’Emotional Competence Inventory (ECI), creato nel 1999, e l’Emotional and Social Competence Inventory ( ESCI ), un’edizione più recente dell’ECI, sviluppata nel 2007. L’Emotional and Social Competence – University Edition ( ESCI -U ) è anche disponibile. Questi strumenti sviluppati da Goleman e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Boyatzis" target="_blank" rel="noopener">Boyatzis </a>forniscono una misura comportamentale delle competenze emotive e sociali.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Emotional_Intelligence_Appraisal" target="_blank" rel="noopener">La valutazione dell’intelligenza emotiva </a>, creata nel 2001 e che può essere considerata come un self-report o una valutazione a 360 gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></li>
</ol>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Modello di tratto</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>Teoria dei tratti</em></a></p>
<p>Konstantinos V. Petrides ha proposto una distinzione concettuale tra il modello di EI basato sulle abilità e un modello di EI basato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenotypic_trait" target="_blank" rel="noopener">sui tratti </a>e ha sviluppato quest&#8217;ultimo nel corso di molti anni in numerose pubblicazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Il tratto EI è &#8220;una costellazione di autopercezioni emotive situate ai livelli inferiori della personalità&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>In parole povere, il tratto EI si riferisce all&#8217;autopercezione di un individuo delle proprie capacità emotive. Questa definizione di EI comprende le disposizioni comportamentali e le abilità autopercepite ed è misurata tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-report_inventory" target="_blank" rel="noopener">auto-relazione </a>, in contrapposizione al modello basato sulle abilità che si riferisce alle abilità effettive, che si sono dimostrate altamente resistenti alla misurazione scientifica. L’EI dei tratti dovrebbe essere studiata all’interno di un quadro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personality_psychology" target="_blank" rel="noopener">di personalità </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Un&#8217;etichetta alternativa per lo stesso costrutto è tratto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">autoefficacia emotiva </a>.</p>
<p>Il modello EI dei tratti è generale e sussume il modello di Goleman discusso sopra. La concettualizzazione dell’IE come tratto della personalità porta a un costrutto che si trova al di fuori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>delle capacità cognitive umane. Questa è una distinzione importante in quanto riguarda direttamente l’operazionalizzazione del costrutto e le teorie e le ipotesi che vengono formulate al riguardo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Esistono molte misure di autovalutazione dell&#8217;EI, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>tra cui l&#8217;EQ-i, il test di intelligenza emotiva della Swinburne University ( SUEIT ) e il modello EI di Schutte. Nessuno di questi valuta l’intelligenza, le abilità o le abilità (come spesso affermano i loro autori), ma piuttosto sono misure limitate dell’intelligenza emotiva dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>La misura più utilizzata e ampiamente studiata dell&#8217;intelligenza emotiva self-report o self-schema (come viene attualmente definita) è l&#8217;EQ-i 2.0. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Originariamente noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">BarOn </a>EQ-i, è stata la prima misura di autovalutazione dell&#8217;intelligenza emotiva disponibile, l&#8217;unica misura precedente al libro bestseller di Goleman. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Il Trait Emotional Intelligence Questionnaire ( TEIQue ) fornisce un’operazionalizzazione del modello di Konstantinos V. Petrides e colleghi, che concettualizza l’IE in termini di personalità. [ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>49] </sup></a>Il test comprende 15 sottoscale organizzate in quattro fattori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quality_of_life" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">autocontrollo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotionality" target="_blank" rel="noopener">emotività </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociability" target="_blank" rel="noopener">socievolezza </a>. Le proprietà <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychometrics" target="_blank" rel="noopener">psicometriche </a>del TEIQue sono state studiate in uno studio su una popolazione di lingua francese, dove è stato riportato che i punteggi TEIQue erano globalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Normally_distributed" target="_blank" rel="noopener">distribuiti normalmente </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reliability_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">affidabili </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che i punteggi TEIQue non erano correlati al ragionamento non verbale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Raven%27s_Progressive_Matrices" target="_blank" rel="noopener">matrici di Raven </a>), che hanno interpretato come supporto per la visione dei tratti della personalità dell&#8217;EI (in contrasto con l&#8217;idea che sia una forma di intelligenza). Come previsto, i punteggi TEIQue erano positivamente correlati ad alcuni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five tratti della personalità </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agreeableness" target="_blank" rel="noopener">gradevolezza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">apertura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">coscienziosità </a>) e inversamente correlati ad altri ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alexithymia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>). Sono stati condotti numerosi studi genetici quantitativi all&#8217;interno del modello EI dei tratti, che hanno rivelato effetti genetici ed ereditarietà significativi per tutti i punteggi EI dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Due studi (uno una meta-analisi) che prevedevano confronti diretti di più test EI hanno prodotto risultati molto favorevoli per il TEIQue . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<p>La teoria dei Big Five Personality Traits offre un quadro semplice per comprendere e migliorare le relazioni scoprendo le motivazioni dietro i comportamenti delle persone. Questa teoria è ugualmente preziosa per la consapevolezza di sé e per migliorare le dinamiche interpersonali. Chiamato anche modello dei cinque fattori, il modello Big Five è la teoria della personalità più ampiamente accettata. Suggerisce che la personalità può essere distillata in cinque dimensioni fondamentali, spesso ricordate come CANOA o OCEAN (coscienziosità, gradevolezza, nevroticismo, apertura, estroversione). In contrasto con altre teorie sui tratti che classificano gli individui in categorie binarie (ad esempio introverso o estroverso), il modello Big Five afferma che ogni tratto della personalità esiste in uno spettro. Di conseguenza, gli individui si posizionano lungo un continuum tra due poli contrastanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Effetti generali</h2>
<p>Una revisione pubblicata sull&#8217;Annual <em>Review of Psychology </em>nel 2008 ha rilevato che una maggiore intelligenza emotiva è positivamente correlata con: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<ol>
<li>Migliori relazioni sociali per i bambini – Tra i bambini e gli adolescenti, l’intelligenza emotiva è correlata positivamente con buone interazioni e relazioni sociali e negativamente con la devianza dalle norme sociali e il comportamento antisociale misurati sia dentro che fuori la scuola, come riportato dai bambini stessi, dai loro genitori. familiari e i loro insegnanti.</li>
<li>Migliori relazioni sociali per gli adulti – Un’elevata intelligenza emotiva tra gli adulti è correlata con una migliore percezione di sé delle capacità sociali e relazioni interpersonali di maggior successo, con meno aggressività e problemi interpersonali.</li>
<li>Le persone altamente emotivamente intelligenti sono percepite più positivamente dagli altri – Le altre persone percepiscono quelle con un’elevata IE come più piacevoli, socialmente abili ed empatiche.</li>
<li>Migliori risultati accademici <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>– L’intelligenza emotiva è correlata con maggiori risultati accademici come riportato dagli insegnanti, ma generalmente non con voti più alti una volta preso in considerazione il fattore QI.</li>
<li>Migliori dinamiche sociali sul lavoro e migliore capacità <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negotiation" target="_blank" rel="noopener">di negoziazione </a>.</li>
<li>Migliore benessere – L’intelligenza emotiva è correlata positivamente con una maggiore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_satisfaction" target="_blank" rel="noopener">soddisfazione di vita </a>e autostima e minori livelli di insicurezza o depressione. È anche correlato negativamente con scelte e comportamenti sanitari inadeguati.</li>
</ol>
<p>Le persone emotivamente intelligenti hanno maggiori probabilità di avere una migliore comprensione di se stesse e di prendere decisioni consapevoli basate sulla combinazione di emozioni e logica. Nel complesso, porta una persona <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-actualization" target="_blank" rel="noopener">all’autorealizzazione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p>La rilevanza e l’importanza dell’intelligenza emotiva in contesti di leadership aziendale, negoziazione commerciale e risoluzione delle controversie sono state riconosciute, e le qualifiche professionali e lo sviluppo professionale continuo hanno incorporato aspetti di comprensione delle emozioni e sviluppo di una maggiore comprensione delle interazioni emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Soprattutto nel mondo globalizzato, la capacità di essere leader mondiale sta diventando importante. Un elevato QE consente ai leader aziendali di interagire con varie culture diverse e devono sentirsi a proprio agio in questi diversi ambienti culturali, avendo team e organizzazioni diversi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;IE è diventata una parte essenziale della guida di un&#8217;organizzazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Interazioni con altri fenomeni</h2>
<p><strong>Bullismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>bullismo e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying" target="_blank" rel="noopener">Il bullismo </a>è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive" target="_blank" rel="noopener">abuso</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_interaction" target="_blank" rel="noopener">interazione sociale </a>tra pari che può includere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aggression" target="_blank" rel="noopener">aggressività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harassment" target="_blank" rel="noopener">molestie </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Violence" target="_blank" rel="noopener">violenza </a>. Il bullismo è tipicamente ripetitivo e messo in atto da coloro che occupano una posizione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive_power_and_control" target="_blank" rel="noopener">potere </a>sulla vittima. Un crescente numero di ricerche illustra una relazione significativa <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>tra bullismo e intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Mostra anche che l’intelligenza emotiva è un fattore chiave nella vittimizzazione informatica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva (EI) è un insieme di abilità legate alla comprensione, all&#8217;uso e alla gestione delle emozioni in relazione a se stessi e agli altri. Mayer <em>et al. </em>definire l&#8217;EI come: &#8220;percepire accuratamente le emozioni, usare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e gestirle&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Il concetto combina processi emotivi e intellettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Tolegenova-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Una minore intelligenza emotiva sembra essere correlata al coinvolgimento nel bullismo, in quanto bullo e/o vittima di bullismo. L&#8217;EI sembra svolgere un ruolo importante sia nel comportamento di bullismo che nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victimization" target="_blank" rel="noopener">vittimizzazione </a>nel bullismo; dato che l’EI è dimostrato essere <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>malleabile, l’educazione all’EI potrebbe migliorare le iniziative di prevenzione e intervento del bullismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Prestazioni di lavoro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>prestazioni lavorative e </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>intelligenza </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>emotiva</em></a></p>
<p>Una meta-analisi dell&#8217;intelligenza emotiva e della prestazione lavorativa ha mostrato correlazioni di <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ricerche precedenti sull&#8217;IE e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">sulla prestazione lavorativa </a>avevano mostrato risultati contrastanti: in alcuni studi è stata trovata una relazione positiva, mentre in altri non c&#8217;era alcuna relazione o era incoerente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ciò ha portato i ricercatori Cote e Miners <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>a offrire un modello compensativo tra EI e QI, che presuppone che l&#8217;associazione tra EI e prestazioni lavorative diventi più positiva al diminuire dell&#8217;intelligenza cognitiva, un&#8217;idea proposta per la prima volta nel contesto delle prestazioni accademiche. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>I risultati del primo studio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>hanno supportato il modello compensativo: i dipendenti con un basso QI ottengono prestazioni più elevate nei compiti e un comportamento di cittadinanza organizzativa diretto all&#8217;organizzazione, maggiore è la loro IE. È stato inoltre osservato che non esiste un legame significativo tra intelligenza emotiva e atteggiamento-comportamento lavorativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></p>
<p>Un altro studio suggerisce che l’EI non è necessariamente un tratto universalmente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Lo studio ha rilevato una correlazione negativa tra EI e richieste di lavoro manageriale <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>; mentre con bassi livelli di richieste di lavoro manageriale, hanno riscontrato una relazione negativa tra EI ed efficacia del lavoro di squadra. Una spiegazione per questo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>potrebbero esserci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_differences_in_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">differenze di genere nell&#8217;IE </a>, poiché le donne tendono a ottenere punteggi più alti rispetto agli uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Ciò promuove l&#8217;idea che il contesto lavorativo gioca un ruolo nelle relazioni tra EI, efficacia del lavoro di squadra e prestazioni lavorative.</p>
<p>Un altro studio ha valutato un possibile legame tra EI e comportamenti e successo imprenditoriali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<p>Sebbene gli studi tra intelligenza emotiva (EI) e prestazioni lavorative abbiano mostrato risultati contrastanti di correlazioni alte e basse, l’IE è innegabilmente un predittore migliore rispetto alla maggior parte dei metodi di assunzione comunemente utilizzati nelle aziende, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Recommendation_letter" target="_blank" rel="noopener">le lettere di referenza </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cover_letters" target="_blank" rel="noopener">le lettere di accompagnamento </a>. Nel 2008, 147 aziende e società di consulenza negli Stati Uniti avevano sviluppato programmi che prevedevano l’EI per la formazione e l’assunzione dei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Van Rooy e Viswesvaran <sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener">[67] </a></sup>hanno dimostrato che l&#8217;IE era significativamente correlato con diversi domini della performance, che andavano da .24 per la prestazione lavorativa a .10 per la prestazione accademica. I dipendenti con un alto livello di IE sarebbero più consapevoli delle proprie emozioni e di quelle degli altri, il che, a sua volta, potrebbe portare le aziende a maggiori profitti e meno spese inutili. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>Come? </sup></em></a><sup>] </sup>Ciò è particolarmente importante per i manager espatriati, che devono affrontare emozioni e sentimenti contrastanti, adattandosi a una nuova cultura lavorativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>I dipendenti con un alto livello di IE mostrano maggiore fiducia nei loro ruoli, che consentono loro di affrontare positivamente compiti impegnativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Secondo un libro scientifico del giornalista Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva conta più del QI per il successo professionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Altri studi hanno sostenuto che i dipendenti con un alto livello di IE ottengono risultati sostanzialmente migliori rispetto ai dipendenti con un basso livello di IE. Questo viene misurato mediante autovalutazioni e diversi indicatori di prestazione lavorativa, come salari, promozioni e aumenti salariali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Secondo Lopes <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>L&#8217;EI contribuisce allo sviluppo di relazioni forti e positive con i colleghi e al rendimento efficiente nei gruppi di lavoro. Ciò avvantaggia le prestazioni dei lavoratori fornendo supporto emotivo e risorse strumentali necessarie per avere successo nei loro ruoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>I dipendenti emotivamente intelligenti dispongono di risorse migliori per affrontare situazioni stressanti e compiti impegnativi, che consentono loro di ottenere risultati migliori in tali situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Ad esempio, Law <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>hanno scoperto che l’EI era il miglior predittore della prestazione lavorativa oltre le capacità cognitive generali tra gli scienziati IT di un’azienda informatica in Cina.</p>
<p>Quando si esamina la connessione tra prestazione lavorativa e intelligenza emotiva, è essenziale tenere conto dell&#8217;impatto della &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managing_up_and_managing_down" target="_blank" rel="noopener">gestione </a>&#8220;, che indica un rapporto positivo tra un dipendente e il suo supervisore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a>Ricerche precedenti hanno rilevato che la qualità di questa relazione potrebbe influenzare le valutazioni soggettive delle prestazioni lavorative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>I dipendenti con una forte intelligenza emotiva tendono a dedicare più tempo a coltivare il loro rapporto con i supervisori. Di conseguenza, quelli con un EI più elevato hanno maggiori probabilità di ottenere risultati favorevoli nelle valutazioni delle prestazioni rispetto a quelli con un EI inferiore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Sulla base di approcci teorici e metodologici, le misure di EI sono classificate in tre flussi principali: (1) misure basate sulle abilità (ad esempio MSCEIT ), (2) autovalutazioni delle misure di abilità (ad esempio SREIT , SUEIT e WLEIS ) e (3) modelli misti (ad esempio AES, ECI, questionario EI, EIS, EQ-I e GENOS), che includono misure di EI e abilità sociali tradizionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>hanno scoperto che i tre flussi di EI insieme avevano una correlazione positiva di 0,28 con la prestazione lavorativa. Allo stesso modo, ciascuno dei flussi EI ha ottenuto indipendentemente una correlazione positiva rispettivamente di 0,24, 0,30 e 0,28. I flussi 2 e 3 hanno mostrato una validità incrementale nel predire la prestazione lavorativa al di là della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">modello a cinque fattori </a>) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;abilità cognitiva generale </a>. Entrambi i flussi 2 e 3 erano il secondo predittore più importante della prestazione lavorativa, al di sotto delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">capacità cognitive generali. </a>Il flusso 2 spiega il 13,6% della varianza totale, mentre il flusso 3 spiega il 13,2%. Per esaminare l’attendibilità di questi risultati, è stata sviluppata un’analisi dei bias di pubblicazione. I risultati hanno indicato che gli studi sulla correlazione EI-performance lavorativa prima del 2010 non presentano prove sostanziali <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>per suggerire la presenza di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Publication_bias" target="_blank" rel="noopener">bias di pubblicazione </a>. Notando che O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>avevano incluso le prestazioni di autovalutazione e quelle accademiche nella loro meta-analisi, Joseph, Jin, Newman e O&#8217;Boyle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno collaborato per aggiornare la meta-analisi per concentrarsi specificamente sulle prestazioni lavorative; Utilizzando misure di prestazione lavorativa, questi autori hanno mostrato <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Il Consortium for Research on Emotional Intelligence in Organizations sostiene che esiste un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_case" target="_blank" rel="noopener">business case </a>a favore dell’intelligenza emotiva <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>ma, nonostante la validità dei risultati precedenti, alcuni ricercatori si chiedono ancora se la correlazione EI-performance lavorativa abbia un impatto reale sulle strategie aziendali . I critici sostengono che la popolarità degli studi sull’EI è dovuta alla pubblicità sui media, piuttosto che a risultati scientifici oggettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Inoltre, la relazione tra prestazioni lavorative e IE non è così forte come suggerito. Questa relazione richiede la presenza di altri costrutti per ottenere risultati importanti. Ad esempio, gli studi hanno scoperto che l’EI è positivamente associata all’efficacia del lavoro di squadra in contesti lavorativi con elevate richieste di lavoro manageriale, il che migliora le prestazioni lavorative. Ciò è dovuto all&#8217;attivazione di forti emozioni durante la prestazione in questo contesto lavorativo. In questo scenario, gli individui emotivamente intelligenti mostrano un insieme migliore di risorse per avere successo nei loro ruoli. Tuttavia, gli individui con un’elevata IE mostrano un livello di prestazione simile rispetto ai dipendenti non emotivamente intelligenti in diversi contesti lavorativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Inoltre, Joseph e Newman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>suggeriscono che le componenti di percezione emotiva e regolazione emotiva dell&#8217;IE contribuiscono fortemente alla prestazione lavorativa in contesti lavorativi di elevate richieste emotive. Moon e Hur <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>hanno scoperto che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esaurimento emotivo </a>(&#8220;burn-out&#8221;) influenza in modo significativo la relazione prestazione lavorativa-EI. L’esaurimento emotivo ha mostrato un’associazione negativa con due componenti dell’EI (ottimismo e abilità sociali). Questa associazione ha avuto un impatto negativo anche sulle prestazioni lavorative. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>Quindi, la relazione prestazione lavorativa-EI è più forte in contesti di elevato esaurimento emotivo o burn-out; in altre parole, i dipendenti con alti livelli di ottimismo e abilità sociali possiedono risorse migliori per sovraperformare quando affrontano contesti di elevato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">esaurimento emotivo </a>.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Leadership</strong></h2>
<p>Diversi studi tentano di studiare la relazione tra EI e leadership. Sebbene l’IE svolga un ruolo positivo nell’efficacia della leadership, ciò che rende efficace un leader è ciò che fa con il suo ruolo, piuttosto che le sue capacità e abilità interpersonali. Sebbene in passato un leader bravo ed efficace dasse ordini e controllasse le prestazioni complessive dell’organizzazione, oggigiorno quasi tutto è diverso: ora ci si aspetta che i leader motivino e creino un senso di appartenenza che faccia sentire i dipendenti a proprio agio, facendoli quindi lavorare di più. effettivamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<p>Ciò non significa che le azioni siano più importanti dell’intelligenza emotiva. I leader hanno ancora bisogno di crescere emotivamente per gestire lo stress, l’equilibrio della vita e altre cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>Un modo corretto per crescere emotivamente, ad esempio, è sviluppare un senso di empatia poiché l&#8217;empatia è un fattore chiave quando si tratta di intelligenza emotiva. In uno studio condotto per analizzare la relazione tra l&#8217;IE dei consulenti scolastici e le capacità di leadership, si è concluso <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>che diversi partecipanti erano buoni leader perché la loro intelligenza emotiva è stata sviluppata nella preparazione dei consulenti, dove viene insegnata l&#8217;empatia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Salute</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2007 di 44 dimensioni degli effetti di Schutte <em>et al. </em>hanno scoperto che l’intelligenza emotiva era associata a una migliore salute mentale e fisica. In particolare, il tratto EI aveva la più forte associazione con la salute mentale e fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Ciò è stato replicato nel 2010 dalla ricercatrice Alexandra Martins che ha scoperto che l&#8217;EI del tratto è un forte predittore della salute dopo aver condotto una meta-analisi basata su 105 dimensioni dell&#8217;effetto e 19.815 partecipanti. Questa meta-analisi ha anche indicato che questa linea di ricerca ha raggiunto sufficiente sufficienza e stabilità per concludere che l’EI è un predittore positivo per la salute. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>Uno studio precedente di Mayer e Salovey ha sostenuto che un’elevata IE può aumentare il benessere grazie al suo ruolo nel migliorare le relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Autostima e dipendenza dalla droga</strong></h2>
<p>Uno studio del 2012 condotto in India ha esaminato in modo incrociato l’intelligenza emotiva, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l’autostima </a>e la dipendenza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marijuana" target="_blank" rel="noopener">dalla marijuana </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Su un campione di 200 soggetti, 100 dei quali erano dipendenti dalla cannabis e gli altri 100 emotivamente sani, il gruppo dipendente ha ottenuto un punteggio eccezionalmente basso sull&#8217;EI rispetto al gruppo di controllo. Hanno anche scoperto che anche il gruppo dipendente aveva un punteggio basso in termini di autostima rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Un altro studio del 2010 ha esaminato se bassi livelli di IE avessero o meno una relazione con il grado di dipendenza da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substance_dependence" target="_blank" rel="noopener">droga </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alcoholism" target="_blank" rel="noopener">alcol </a>in Australia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Nella valutazione di 103 residenti in un centro di riabilitazione dalla droga, hanno esaminato la loro IE insieme ad altri fattori psicosociali in un intervallo di trattamento di un mese. Hanno scoperto che i punteggi EI dei partecipanti miglioravano man mano che i loro livelli di dipendenza diminuivano come parte del trattamento.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Rendimento scolastico</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2020 ha mostrato che gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva mostrano risultati accademici più elevati a scuola. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Questo era un riepilogo di oltre 1.246 effetti provenienti da 158 studi diversi, con una dimensione del campione di 42.529. Gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva hanno ottenuto punteggi migliori nei test standardizzati e hanno ottenuto voti più alti. L’effetto è stato significativamente maggiore per le aree di studio delle discipline umanistiche rispetto a quelle scientifiche/ matematiche , e significativamente maggiore per le abilità dell’intelligenza emotiva (misurate con compiti oggettivi), rispetto alle scale di valutazione dell’intelligenza emotiva. L&#8217;associazione tra intelligenza emotiva e risultati accademici più elevati era ancora significativa anche dopo aver considerato l&#8217;effetto della personalità e dell&#8217;intelligenza dei Big Five degli studenti.</p>
<p>Ci sono tre ragioni per cui una maggiore intelligenza emotiva potrebbe predire un rendimento scolastico migliore. In primo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di regolare le proprie emozioni a scuola: sono in grado di controllare l’ansia che circonda i test e le valutazioni, e la noia quando il materiale non è intrinsecamente interessante. Ciò significa che le loro emozioni non ostacolano i punteggi dei test o la loro capacità di apprendere. In secondo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di costruire migliori relazioni sociali con gli altri studenti e con gli istruttori. Ciò significa che hanno fonti di aiuto quando necessario: altri studenti e insegnanti sono più disposti ad aiutarli quando si trovano in difficoltà. In terzo luogo, alcune delle capacità dell’intelligenza emotiva (comprensione delle emozioni, ad esempio) si sovrappongono ai contenuti accademici, in particolare nelle discipline umanistiche. Cioè, analizzare i temi universali della letteratura o le forze sociali alla base degli eventi storici richiede una conoscenza delle emozioni umane.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Critiche</h2>
<p>L&#8217;EI e l&#8217;analisi originale di Goleman del 1995 sono state criticate all&#8217;interno della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_community" target="_blank" rel="noopener">comunità scientifica </a>: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85]</sup></a></p>
<p><strong>Potere predittivo</strong></p>
<p>Landy distingue tra la discussione &#8220;commerciale&#8221; e quella &#8220;accademica&#8221; dell&#8217;EI, basando questa distinzione sul presunto potere predittivo dell&#8217;EI così come visto da ciascuno dei due. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Secondo Landy, il primo fa affermazioni espansive sul valore applicato dell&#8217;EI, mentre il secondo cerca di mettere in guardia gli utenti da queste affermazioni. Ad esempio, Goleman (1998) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambiguo </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>afferma che &#8220;i leader più efficaci sono simili in un aspetto cruciale: hanno tutti un alto grado di quella che è diventata nota come intelligenza emotiva&#8230;. l’intelligenza emotiva è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sine_qua_non" target="_blank" rel="noopener"><em>condizione sine qua non </em></a>della leadership”. Al contrario, Mayer (1999) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>avverte che &#8220;l&#8217;implicazione della letteratura popolare &#8211; che le persone altamente emotivamente intelligenti possiedono un vantaggio assoluto nella vita &#8211; appare attualmente eccessivamente entusiasta e non comprovata da ragionevoli standard scientifici&#8221;. Landy rafforza ulteriormente questa argomentazione sottolineando che i dati su cui si basano queste affermazioni sono conservati in &#8220;database proprietari&#8221;, il che significa che non sono disponibili a ricercatori indipendenti per rianalisi, replica o verifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86]</sup></a></p>
<p>È difficile creare misure oggettive dell’intelligenza emotiva e dimostrare la sua influenza sulla leadership poiché molte scale sono misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<p>In uno scambio accademico del 2009, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Antonakis" target="_blank" rel="noopener">Antonakis </a>e Ashkanasy / Dasborough concordavano per lo più sul fatto che i ricercatori che testano se l’EI è importante per la leadership non lo hanno fatto utilizzando solidi progetti di ricerca; pertanto, attualmente non esistono prove concrete che dimostrino che l’IE preveda i risultati della leadership tenendo conto della personalità e del QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Antonakis ha sostenuto che l&#8217;EI potrebbe non essere necessaria per l&#8217;efficacia della leadership (si è riferito a questo come il fenomeno della &#8220;maledizione delle emozioni&#8221;, perché i leader che sono troppo sensibili ai propri stati emotivi e a quelli degli altri potrebbero avere difficoltà a prendere decisioni che si tradurrebbe in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_labor" target="_blank" rel="noopener">lavoro emotivo </a>per il leader o i seguaci). Una meta-analisi del 2010 sembra supportare la posizione di Antonakis: ha scoperto che, utilizzando dati esenti da problemi di fonte comune e metodi comuni, le misure di EI correlavano solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pearson_product-moment_correlation_coefficient" target="_blank" rel="noopener">ρ </a>= 0,11 con misure di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership trasformazionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Anche Barling, Slater e Kelloway sostengono questa posizione sulla leadership trasformazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Barling_2000-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Le misure di abilità dell&#8217;EI hanno avuto i risultati peggiori (cioè ρ = 0,04); il WLEIS (misura di Wong-Law) ha fatto un po&#8217; meglio (ρ=0,08), e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">Bar-On </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-baron06-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>misura leggermente meglio (ρ=0,18). Tuttavia, la validità di queste stime non include gli effetti del QI o della personalità dei cinque grandi, che sono correlati sia alle misure di EI che alla leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-leadership_ei-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>Uno studio che analizza l&#8217;impatto dell&#8217;EI sia sulle prestazioni lavorative che sulla leadership ha rilevato che le stime di validità meta-analitica per l&#8217;EI sono scese a zero quando sono stati controllati i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Una meta-analisi ha mostrato lo stesso risultato per Ability EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p>Le misure auto-riferite e di Trait EI mantengono una discreta validità predittiva per le prestazioni lavorative dopo aver controllato i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, la maggiore validità predittiva delle misure di Trait EI può essere attribuita alla loro inclusione di contenuti relativi alla motivazione al raggiungimento, all&#8217;autoefficacia e alle prestazioni di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>Le prove meta-analitiche confermano che l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita che prevede la prestazione lavorativa è dovuta a misure di EI mista e di tratto che attingono all&#8217;autoefficacia e alla prestazione auto-valutata, oltre ai domini di nevroticismo, estroversione, coscienziosità e QI. Pertanto, la capacità predittiva dell’IE mista rispetto alla prestazione lavorativa scende a zero quando si controllano questi fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Uno studio sulla capacità predittiva dell’IE per le prestazioni lavorative ha concluso che un EI più elevato era associato a una maggiore efficacia della leadership per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Questo studio mostra che l&#8217;EI può servire come strumento di identificazione per comprendere chi è (o meno) in grado di trattare in modo efficace con i colleghi. Inoltre, si possono sviluppare e migliorare le proprie qualità di leadership facendo avanzare la propria intelligenza emotiva. L&#8217;IE può essere sviluppata deliberatamente, in particolare gli aspetti di &#8220;facilitare il pensiero con le emozioni&#8221; e &#8220;monitoraggio e regolazione delle emozioni&#8221; sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Correlazioni con la personalità</strong></h2>
<p>I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sulla misura in cui le misure di EI self-report <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Correlation" target="_blank" rel="noopener">sono correlate </a>con le dimensioni della personalità stabilite. Le misure di EI self-report e le misure di personalità convergono perché entrambe pretendono di misurare i tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Due dimensioni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>si distinguono come maggiormente correlate all&#8217;EI auto-riportata: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>. Il nevroticismo si riferisce <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_emotion" target="_blank" rel="noopener">all’emotività negativa </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anxiety_(mood)" target="_blank" rel="noopener">all’ansia </a>. Le persone che ottengono un punteggio elevato nel nevroticismo hanno probabilità di ottenere un punteggio basso nelle misure di EI auto-valutate.</p>
<p>Gli studi hanno esaminato gli effetti multivariati della personalità e dell&#8217;intelligenza sull&#8217;EI e hanno tentato di correggere le stime per l&#8217;errore di misurazione. Ad esempio, uno studio ha dimostrato che l&#8217;intelligenza generale (misurata con il Wonderlic Personnel Test), la gradevolezza (misurata dal NEO-PI) e il genere potrebbero prevedere in modo affidabile la misura dell&#8217;abilità EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Hanno fornito una correlazione multipla (R) di 0,81 con il MSCEIT (la previsione perfetta sarebbe 1). Questo risultato è stato replicato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La replica ha rilevato un multiplo R di 0,76 utilizzando il test di intelligenza &#8220;Culture Fair&#8221; di Cattell e il Big Five Inventory (BFI); covariate significative erano l&#8217;intelligenza (beta standardizzato = .39), la gradevolezza (beta standardizzato = .54) e l&#8217;apertura mentale (beta standardizzato = .46).</p>
<p>Uno studio sull&#8217;Ability Emotional Intelligence Measure ha trovato risultati simili (R multiplo = .69), con predittori significativi che sono intelligenza, beta standardizzato = .69 (utilizzando il test degli scambi e un subtest delle scale Wechsler, il compito di conoscenza generale di 40 elementi) e empatia, beta standardizzato = .26 (utilizzando il questionario di misura della tendenza empatica). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>Antonakis e Dietz (2011b) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>mostrano anche come l&#8217;inclusione o l&#8217;esclusione di variabili di controllo importanti possa modificare radicalmente i risultati.</p>
<p>Le interpretazioni delle correlazioni tra questionari EI e personalità sono state varie, ma una visione prominente è la visione Trait EI, che reinterpreta l&#8217;EI come una raccolta di tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>Una meta-analisi del 2011 ha classificato gli studi sull&#8217;EI in tre flussi: &#8220;(1) modelli basati sulle abilità che utilizzano elementi di test oggettivi; (2) misure di self &#8211; report o peer &#8211; report basate sul modello a quattro rami dell&#8217;EI; e (3 ) &#8220;modelli misti&#8221; di competenze emotive.&#8221; Ha scoperto che questi &#8220;tre flussi hanno correlazioni corrette che vanno da 0,24 a 0,30 con le prestazioni lavorative. I tre flussi erano correlati in modo diverso con l&#8217;abilità cognitiva e con nevroticismo, estroversione, apertura, gradevolezza e coscienziosità. I flussi 2 e 3 hanno la più grande validità incrementale oltre abilità cognitive e il modello a cinque fattori ( FFM ).&#8221; La meta-analisi ha concluso che &#8220;tutti e tre i flussi di EI hanno mostrato una sostanziale importanza relativa in presenza di FFM e intelligenza nel prevedere le prestazioni lavorative&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una meta-analisi di follow-up nel 2015 ha ulteriormente corroborato questi risultati e ha affrontato le preoccupazioni sulla &#8220;discutibile validità di costrutto delle misure di EI miste&#8221; sostenendo che &#8220;gli strumenti di EI misti valutano una combinazione di abilità EI e autopercezioni, in oltre alla personalità e alle capacità cognitive.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi del 2017 </a>di 142 fonti di dati ha rilevato un’ampia sovrapposizione tra il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>e l’EI del tratto. La sovrapposizione era così ampia da concludere che &#8220;I risultati suggeriscono che il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>è molto simile, forse anche un sinonimo, al tratto EI&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Tuttavia, la sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;abilità EI era più moderata, con una correlazione di circa 0,28. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Nel 2021, due articoli di revisione hanno esaminato la relazione tra intelligenza emotiva e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dark_triad" target="_blank" rel="noopener">triade oscura </a>dei tratti della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissism" target="_blank" rel="noopener">narcisismo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Machiavellianism_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">machiavellismo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychopathy" target="_blank" rel="noopener">psicopatia </a>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Questa ricerca ha scoperto che l&#8217;intelligenza emotiva mostrava associazioni negative con tutti e tre i domini della triade oscura della personalità. Dei quattro rami di abilità dell’intelligenza emotiva, gli effetti maggiori riguardavano la gestione delle emozioni (rispetto alla percezione, all’uso o alla comprensione delle emozioni) e alla psicopatia (rispetto al narcisismo o al machiavellismo). I due diversi aspetti del narcisismo hanno mostrato relazioni diverse con l’intelligenza emotiva. Il narcisismo vulnerabile (caratterizzato da ansia e fragile autostima) era associato a una minore intelligenza emotiva. Tuttavia, il narcisismo grandioso (caratterizzato da fiducia in se stessi, dominanza e senso di ego gonfiato) è correlato a livelli più elevati di intelligenza emotiva. Ciò indica che non tutte le personalità “oscure” mancano di intelligenza emotiva.</p>
<p>Una meta-analisi del 2021 ha mostrato che l&#8217;intelligenza emotiva era associata positivamente all&#8217;attaccamento sicuro negli adulti, ma associata negativamente a stili di attaccamento insicuri come l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Le associazioni con l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante erano significative sia per l&#8217;abilità EI che per le scale di valutazione dell&#8217;EI. Tuttavia, solo le scale di valutazione dell’EI hanno mostrato un’associazione significativamente positiva con l’attaccamento sicuro. Gli autori suggeriscono che lo sviluppo precoce degli stili di attaccamento può facilitare (o ostacolare) lo sviluppo delle capacità emotive e dei tratti coinvolti nell’EI.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Risposta socialmente desiderabile</strong></h2>
<p>La risposta socialmente desiderabile ( SDR ), o &#8220;falso bene&#8221;, è un modello di risposta in cui i partecipanti al test si rappresentano sistematicamente con un pregiudizio eccessivamente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>È noto da tempo che questo bias contamina le risposte sugli inventari di personalità, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>agendo come mediatore delle relazioni tra le misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>È stato suggerito che rispondere in modo desiderabile sia un &#8220;insieme di risposte&#8221;, un modello di risposta situazionale e temporaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questo è in contrasto con uno &#8220;stile di risposta&#8221;, che è una qualità simile a un tratto più a lungo termine. Considerando i contesti in cui vengono utilizzati alcuni inventari di EI self-report (ad esempio, contesti lavorativi), i problemi delle serie di risposte in scenari ad alta posta in gioco sono chiari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Esistono alcuni metodi per impedire risposte socialmente desiderabili agli inventari di comportamento. Alcuni ricercatori ritengono che sia necessario avvertire i partecipanti al test di non fingere di essere bravi prima di sostenere un test della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Alcuni inventari utilizzano scale di validità per determinare la probabilità o la coerenza delle risposte tra tutti gli item.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come comportamento piuttosto che come intelligenza</strong></h2>
<p>I primi lavori di Goleman sono stati criticati per aver presupposto che l&#8217;IE sia un tipo di intelligenza o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_ability" target="_blank" rel="noopener">abilità cognitiva </a>. Eysenck scrive che la descrizione dell&#8217;EI di Goleman contiene presupposti infondati sull&#8217;intelligenza in generale e che è addirittura contraria a ciò che i ricercatori si aspettano quando studiano i tipi di intelligenza:</p>
<p>&#8220;[Goleman] esemplifica più chiaramente di molti altri la fondamentale assurdità della tendenza a classificare quasi ogni tipo di comportamento come &#8216;intelligenza&#8217;&#8230; Se queste cinque &#8216;capacità&#8217; definiscono &#8216;intelligenza emotiva&#8217;, ci aspetteremmo qualche prova che siano altamente correlati; Goleman ammette che potrebbero essere del tutto incorrelati, e in ogni caso, se non possiamo misurarli, come facciamo a sapere che sono correlati? Quindi l&#8217;intera teoria è costruita sulle sabbie mobili: non esiste una solida base scientifica.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-auto-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<p>Allo stesso modo, Locke afferma che il concetto di EI è un’interpretazione errata del costrutto dell’intelligenza, e offre un’interpretazione alternativa: non è un’altra forma o tipo di intelligenza, ma l’intelligenza – la capacità di cogliere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstractions" target="_blank" rel="noopener">astrazioni </a>– applicata a un particolare ambito della vita: emozioni. Suggerisce che il concetto dovrebbe essere rietichettato e denominato abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-locke-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p>L&#8217;essenza di queste critiche è che l&#8217;indagine scientifica dipende dall&#8217;utilizzo di costrutti validi e coerenti e che prima dell&#8217;introduzione del termine EI, gli psicologi avevano stabilito distinzioni teoriche tra fattori come abilità e risultati, abilità e abitudini, atteggiamenti e valori e tratti della personalità. e stati emotivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-everydaypsychology-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Alcuni studiosi ritengono che il termine <em>EI </em>unisca e confonda tali concetti e definizioni accettati.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come abilità piuttosto che qualità morale</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Grant" target="_blank" rel="noopener">Adam Grant </a>ha messo in guardia contro la percezione comune ma errata dell’IE come una qualità morale desiderabile piuttosto che come un’abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>Grant ha affermato che un&#8217;IE ben sviluppata non è solo uno strumento strumentale per raggiungere obiettivi, ma può funzionare come un&#8217;arma per manipolare gli altri derubandoli della loro capacità di ragionare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>EI come misura di conformità</strong></h2>
<p>Una critica ai lavori di Mayer e Salovey viene da uno studio che suggerisce che l&#8217;EI, misurato dal MSCEIT , potrebbe solo misurare la conformità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Questo argomento è radicato nell&#8217;uso da parte del MSCEIT della valutazione basata sul consenso e nel fatto che i punteggi del MSCEIT sono distribuiti negativamente (il che significa che i suoi punteggi differenziano meglio tra le persone con bassa IE rispetto alle persone con alta IE).</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>L&#8217;IE come forma di conoscenza</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra critica afferma che, a differenza dei test di capacità cognitiva, il MSCEIT &#8220;verifica la conoscenza delle emozioni ma non necessariamente la capacità di eseguire compiti legati alla conoscenza valutata&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Se qualcuno sa come dovrebbe comportarsi in una situazione emotivamente carica, non ne consegue necessariamente che possa effettivamente mettere in atto il comportamento segnalato.</p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Il NICHD spinge per il consenso</strong></h2>
<p>L’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener">Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </a>ha riconosciuto che, poiché esistono divisioni sul tema dell’EI, la comunità della salute mentale deve concordare alcune linee guida per descrivere una buona salute mentale e condizioni di vita mentale positive. Nella loro sezione &#8220;Psicologia positiva e concetto di salute&#8221;, spiegano: &#8220;Attualmente esistono sei modelli concorrenti di salute positiva, che si basano su concetti come essere al di sopra della norma, forza caratteriale e virtù fondamentali, maturità evolutiva, socialità e intelligenza emotiva, benessere soggettivo e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_resilience" target="_blank" rel="noopener">resilienza </a>. Ma questi concetti definiscono la salute in termini filosofici piuttosto che empirici. Il dottor [Lawrence] Becker ha suggerito la necessità di un consenso sul concetto di salute psicologica positiva&#8230;&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Psychology" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale di psicologia</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Philosophy" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale di filosofia</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Business" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale aziendale</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_literacy" target="_blank" rel="noopener">Alfabetizzazione emotiva : comprensione delle </a>emozioni proprie e degli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente di empatia </a>&#8211; Misura di autovalutazione psicologica dell&#8217;empatia</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_thought_method" target="_blank" rel="noopener">Metodo del pensiero emotivo </a>– Attività per costruire l’intelligenza emotiva</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Four_Cornerstone_Model_of_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Modello dei quattro pilastri dell’intelligenza emotiva </a>– Modello emotivo che si concentra sulla conoscenza, sull’applicazione pratica e sull’esplorazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità di vita </a>: capacità di comportamento adattivo e positivo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Cenni sull&#8217;intelligenza umana </a>&#8211; Panoramica e guida d&#8217;attualità all&#8217;intelligenza umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/People_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità delle persone </a>– Tipo di abilità interpersonale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_psychology" target="_blank" rel="noopener">Psicologia positiva </a>– Approccio allo studio scientifico psicologico</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_mindedness" target="_blank" rel="noopener">Mentalità psicologica </a>: la capacità di una persona di auto-esame, auto-riflessione, introspezione e intuizione personale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Religiosity_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Religiosità e intelligenza emotiva </a>– Legame tra religiosità e intelligenza</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">Competenze trasversali </a>– Combinazione di competenze che consentono alle persone di orientarsi nel proprio ambiente</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Temperance_(virtue)" target="_blank" rel="noopener">Temperanza (virtù) </a>– Virtù cardinale del controllo sugli eccessi</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Brackett" target="_blank" rel="noopener">Marc Brackett </a>&#8211; Psicologo ricercatore americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Joshua_Freedman" target="_blank" rel="noopener">Joshua Freedman </a>&#8211; Accademico americano</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anabel_Jensen" target="_blank" rel="noopener">Anabel Jensen </a>&#8211; Educatrice e autrice americana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Carolyn </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carolyn_Saarni" target="_blank" rel="noopener">Saarni </a>– Psicologa dello sviluppo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Steiner" target="_blank" rel="noopener">Claude Steiner </a>– Psicoterapeuta e psicologo americano (1935-2017)</li>
</ul>
<h2>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-A_Dictionary_of_Psychology_1-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Colman A (2008). Un dizionario di psicologia (3 ed.). La stampa dell&#8217;università di Oxford. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780199534067" target="_blank" rel="noopener"><em>9780199534067 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Beldoch M, Davitz JR (1976). </em><a href="https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=uc1.32106000103371" target="_blank" rel="noopener"><em>La comunicazione del significato emotivo </em></a><em>. Westport, Connecticut: Greenwood Press. P. 39. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780837185279" target="_blank" rel="noopener"><em>9780837185279 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>OCLC</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/oclc/647368022" target="_blank" rel="noopener"><em>647368022 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-hbr98_3-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Golemann et al. (2023). &#8220;Cosa rende un leader?&#8221;. Revisione aziendale di Harvard. <strong>76 </strong>: 92–105.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>MacCann C, Roberts RD (2008). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Nuovi paradigmi per la valutazione dell&#8217;intelligenza emotiva: teoria e dati&#8221; </em></a><em>. Emozione. <strong>8 </strong>(4): 540–551. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0012746 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18729584" target="_blank" rel="noopener"><em>18729584 </em></a><em>– tramite APA.</em></li>
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</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>van der Linden D, Pekaar KA, Bakker AB, Schermer JA, Vernon PA, Dunkel CS, Petrides KV (gennaio 2017). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;intelligenza emotiva: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Bollettino psicologico. <strong>143 </strong>(1): 36–52. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/bul0000078 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1939-1455" target="_blank" rel="noopener"><em>1939-1455 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27841449" target="_blank" rel="noopener"><em>27841449 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:29455205" target="_blank" rel="noopener"><em>29455205 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-102" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
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<li><em>Walker SA, Doppio KS, Birney DP (2021). </em><a href="https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/17540739211014585" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La complicata relazione tra la triade oscura e l&#8217;intelligenza emotiva: una revisione sistematica&#8221; </em></a><em>. Revisione delle emozioni. <strong>13 </strong>(3): 257–274. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F17540739211014585" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/17540739211014585 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:235779606" target="_blank" rel="noopener"><em>235779606 </em></a><em>– tramite SAGE.</em></li>
<li><em>Michels, Moritz; Ralf, Schulze (2021). </em><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0191886921003366" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;intelligenza emotiva e la triade oscura: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>180 </strong>: 110961. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2021.110961" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.paid.2021.110961 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-103" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Walker SA, Double KS, Kunst H, Zhang M, MacCann C (2022). </em><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0191886921005535" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza emotiva e attaccamento in età adulta: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Personalità e differenze individuali. <strong>184 </strong>: 111174. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2021.111174" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.paid.2021.111174 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/0191-8869" target="_blank" rel="noopener"><em>0191-8869 </em></a><em>– tramite Elsevier Science Direct.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-104" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Paulhus, 2002 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
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<li>Peebles &amp; Moore, 1998 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Nichols &amp; Greene, 1997 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Zerbe &amp; Paulhus, 1987 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-106" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Nichols &amp; Greene, 1997 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Gangster et al., 1983 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-107" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li>Pauls &amp; Crost , 2004 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Paulhus, 1991 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-108" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Paulhus &amp; Reid, 2001 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-109" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>ad esempio McFarland, 2003 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-auto_110-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Eysenck" target="_blank" rel="noopener"><em>Eysenck </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Eysenck" target="_blank" rel="noopener"><em>HJ </em></a><em>(2000). Intelligenza: un nuovo sguardo. Editori di transazioni. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-7658-0707-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-7658-0707-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-locke_111-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>LockeEA (2005). &#8220;Perché l&#8217;intelligenza emotiva è un concetto non valido&#8221;. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>26 </strong>(4): 425–431. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.318" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.318 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-everydaypsychology_112-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>MattiuzziPG (2008). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090720053237/http:/everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Intelligenza Emotiva? Non la sento&#8221; </em></a><em>. Psicologia quotidiana . Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://everydaypsychology.com/2008/12/emotional-intelligence-im-not-feeling.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>20 luglio 2009.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sovvenzione A (2 gennaio 2014). </em><a href="https://www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il lato oscuro dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Atlantico. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140103210524/http:/www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-114" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Roberts RD, Zeidner M, Matthews G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva soddisfa gli standard tradizionali per un&#8217;intelligenza? Alcuni nuovi dati e conclusioni&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 196–231. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.196" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.196 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934681" target="_blank" rel="noopener"><em>12934681 </em></a><em>.</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-116" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Nitkin R, Harris M (29 agosto 2006). </em><a href="https://web.archive.org/web/20090716163703/http:/www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comitato consultivo nazionale sulla ricerca sulla riabilitazione medica: riunione per verbale del 2-3 dicembre 2004&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener"><em>Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </em></a><em>. Archiviata dall </em><a href="http://www.nichd.nih.gov/about/overview/advisory/nmrrab/minutes/2004dec.cfm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8216; url originale </em></a><em>il 16 luglio 2009. Estratto il 24 aprile 2017</em></li>
</ol>
<h3>Migliore Corso di Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti &#8211; Semantica articolo</h3>
<ul>
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</ul>
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		<title>La leadership emozionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 16:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[Clima comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[competenze comunicative]]></category>
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		<category><![CDATA[Direzione dei team]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Riconoscere le emozioni La leadership emozionale propone di inserire tra i fattori di successo della gestione di un gruppo la capacità del leader nel “leggere le persone” sotto &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riconoscere le emozioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La leadership emozionale propone di inserire tra i fattori di successo della gestione di un gruppo la capacità del leader nel “leggere le persone” sotto il profilo emozionale, capire i propri stati interiori e quelli altrui.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-283" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2023/01/leadership-emozionale.jpg?w=3000" alt="leadership emozionale" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo permette di <strong>muovere il cursore della comunicazione con consapevolezza </strong>tra le polarità (entrambe necessarie) della direttività (fronte hard) e del­l’empatia e della relazione d’aiuto (fronte soft).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quali le implicazioni pratiche nella direzione dei team? La prima e più forte considerazione viene dalla natura biologica del­l’essere umano che opera in azienda. Le emozioni sono risposte psicobiologiche del­l’organi­smo e non possono essere “spente” a comando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un livello “immaturo” di leadership emozionale, possiamo al massimo pensare di attutire e “camuffare” la manifestazione esterna delle emozioni, ma non impedire il loro prodursi. A un livello “intermedio” possiamo affinare le sensibilità <strong>propriocettive</strong> (la percezione interna) e agire sulle intensità emotive diventando più abili nel gestirle. A un livello “avanzato” possiamo ristrutturare completamente le nostre risposte emotive agli stimoli esterni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando predominano emozioni negative, la produttività scende al di sotto di qualsiasi soglia di accettazione, la leadership stessa viene vissuta come una condizione di frustrazione e la partecipazione al gruppo diventa sempre più un obbligo (dal quale sfuggire prima possibile). Se predominano emozioni positive possiamo invece aspirare alla “<strong>condizione di flusso</strong>”, uno stato nel quale il lavoro viene vissuto come una gioia – una sensazione piacevole dello scorrere del tempo e dei rapporti con le persone, una condizione esistenziale che trasforma il lavoro: da gabbia a luogo di espressione e autorealizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni per la produttività sono immediate, enormi, ma questo è nulla a fronte della rivoluzione sociologica che questo passaggio può implicare: il lavoro come liberazione cessa di essere utopia ed entra nella sfera del possibile. Ovviamente, non bastano trucchi e scorciatoie per raggiungere questo stato, e chiunque creda/proponga soluzioni “da un minuto” o altre ricette facili e pronte per l’uso sta compiendo un grave falso e un errore di sottovalutazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le implicazioni pratiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alle possibili interrelazioni tra i diversi temi, il metodo HPM evidenzia come il successo nel gestire un team dipenda largamente dalla capacità di riconoscere e valorizzare le dinamiche conversazionali che avvengono nelle interazioni quotidiane dei gruppi. Allo stesso tempo, viene evidenziata la necessità di sviluppare la componente emotiva che inevitabilmente accompagna le relazioni umane e le comunicazioni interne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità della vita al­l’interno di un gruppo è fortemente influenzata da due fattori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     <strong>L’ecologia della comunicazione</strong>: l’analisi e gestione del clima psicologico al­l’interno di un gruppo dipende largamente dalla comunicazione e dagli stati conversazionali che intercorrono tra i membri. Non possiamo pensare di “acquistare” climi positivi: <strong>si tratta di una merce non in vendita</strong>. È invece necessario sforzarsi nella direzione del­l’ampliamento delle competenze comunicative e conversazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     <strong>La leadership emozionale</strong>, la capacità di attingere con successo alle risorse emotive della persona e del gruppo per coordinare e dirigere i team e i progetti, richiede competenze comunicative <em>ad hoc</em>. Larga parte del lavoro richiede un dis-apprendimento (<em>unlearning</em>) di schemi mentali assimilati durante la crescita, nei quali è stato creato il “blocco espressivo emozionale” (tappo, o coperchio al­l’espressione delle emozioni) che l’adulto trascina con sé come un fardello per il resto della sua esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Date queste premesse, è necessario approfondire gli strumenti operativi e pragmatici che permettono di agire su due fronti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul versante aziendale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     cambiare la <strong>qualità della vita e i risultati aziendali</strong> agendo sulle variabili comunicative dei gruppi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     produrre <strong>climi comunicativi positivi</strong> in un gruppo di lavoro intento a raggiungere un obiettivo;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     migliorare la <strong>prontezza di risposta </strong>aziendale verso le sfide esterne, agendo sui processi di <strong>comunicazione interna e direzione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano individuale e della crescita personale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     capire<strong> i fattori del proprio successo</strong> al­l’interno delle dinamiche di gruppo;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     dotarsi di strumenti operativi nella <strong>direzione dei team</strong>;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     crescere sotto il profilo della capacità di creare relazioni profonde, empatiche, emozionalmente ricche, <strong>nei rapporti umani</strong>, relative ai gruppi personali o familiari di cui si faccia parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener">Canale Facebook</a></li>



<li><a href="https://www.instagram.com/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">Canale Instagram</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Leadership</li>



<li>Leadership emozionale</li>



<li>Direzione dei team</li>



<li>Stati interiori</li>



<li>Empatia</li>



<li>Emozioni</li>



<li>Stato di flusso</li>



<li>Ecologia della comunicazione</li>



<li>Stati conversazionali</li>



<li>Clima comunicativo</li>



<li>Competenze comunicative</li>



<li>Risorse emotive</li>



<li>Crescita personale</li>



<li>Metodo HPM</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-leadership-emozionale/">La leadership emozionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo centrale delle competenze psicologiche ed emotive nella conduzione dei team ad alte performance</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-centrale-delle-competenze-psicologiche-ed-emotive-nella-conduzione-dei-team-ad-alte-performance/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 16:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[Ascolto emotivo interiore]]></category>
		<category><![CDATA[bioenergetica]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia personale]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Espressione degli stati emozionali]]></category>
		<category><![CDATA[fattore umano]]></category>
		<category><![CDATA[flussi di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dell&#039;aggressività]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione della passività]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[leadership emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Locus of control emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[Microanalisi comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[stress emotivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” La consapevolezza emotiva per una comunicazione di qualità I team ad alte performance, siano essi sportivi, aziendali, civili, affrontano situazioni che altre persone non incontreranno mai nella vita. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-centrale-delle-competenze-psicologiche-ed-emotive-nella-conduzione-dei-team-ad-alte-performance/">Il ruolo centrale delle competenze psicologiche ed emotive nella conduzione dei team ad alte performance</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">La consapevolezza emotiva per una comunicazione di qualità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I team ad alte performance, siano essi sportivi, aziendali, civili, affrontano situazioni che altre persone non incontreranno mai nella vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una finale di calcio in uno stadio gremito da 80.000 persone, o il tentativo di salvare persone in una casa che brucia, liberare degli ostaggi da persone armate, o rivoluzionare e rimuovere i parassitismi di un’azienda, sono sfide enormi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste situazioni mettono in gioco inevitabilmente le emozioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/11/comunicazione-di-qualita.1.jpg?w=1024" alt="Comunicazione di qualità.1" class="wp-image-201" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In molte situazioni bisogna ricorrere alla capacità di suscitare emozioni (altrui) e reagire con consapevolezza delle proprie emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La leadership è una sfida. Come ogni sfida, può essere affrontata tramite la fuga (reazione di evitazione), tramite l’attacco (reazione aggressiva), il blocco (stallo) o il problem solving (reazione analitica). La mancanza di consapevolezza emotiva provoca reazioni incontrollate di fuga o, al contrario, di blocco o di aggressività ingiustificata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La leadership emotiva consente di attivare flussi di comunicazione interna (intrapersonale) e tra membri di un team, dove le emozioni smettono di essere considerate “accessori” per divenire pilastri portanti di una comunicazione di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tramite la formazione e il coaching, è possibile affinare le tecniche e capacità, aprire il dialogo emozionale sia interno che esterno, ottimizzare i flussi operativi e migliorare sensibilmente le proprie capacità direzionali, far leva sulla componente di <strong>fattore umano</strong> insita in ogni team vincente o forza speciale per ottenere risultati superiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventano quindi importanti, essenziali, nuovi strumenti per ottenere partecipazione e risultato. Tra questi, anticipiamo alcune aree di attenzione che svilupperemo nel capitolo dedicato alla leadership emozionale e al test EmLead, da noi elaborato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Temi avanzati di leadership emozionale nel modello EmLead 72:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; analisi e gestione del­l’aggressività;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; analisi e gestione della passività;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; competenze e sviluppo delle abilità nelle relazioni di aiuto (coaching, training, counseling, mentoring);</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ascolto emotivo interiore;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; capacità di espressione esterna ed espressione degli stati emozionali;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; microanalisi comportamentale, analisi dei frame comportamentali;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>locus of control</em> emozionale;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; bioenergetica della performance professionale nella leadership;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; gestione e recupero dello stress emotivo;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; autoefficacia e sviluppo del­l’efficacia personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una squadra che vince tiene ai suoi membri. Sapere che sei in un gruppo dove non verrai abbandonato, non verrai lasciato indietro, dà forza e coraggio a tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Volando in formazione le oche aumentano del 71 per cento la portata del loro volo rispetto al viaggiare da sole. Le oche emettono suoni per mantenersi coordinate in volo. Se chi tira la formazione si stanca, scala e un’altra oca la sostituisce. Se un’oca si ammala o è ferita e deve lasciare lo stormo, due oche la scortano e rimangono con lei fin quando si riprende o muore (http://ancoralearning.com.au/ blog/can-geese-teach-us-teams).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questo sanno fare le oche, possiamo noi fare almeno altrettanto, e addirittura di più?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



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<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Leadership</li>



<li>Emozioni</li>



<li>Consapevolezza emotiva</li>



<li>Leadership emotiva</li>



<li>Flussi di comunicazione</li>



<li>Comunicazione di qualità</li>



<li>Dialogo emozionale</li>



<li>Fattore umano</li>



<li>Formazione</li>



<li>Coaching</li>



<li>Gestione dell&#8217;aggressività</li>



<li>Gestione della passività</li>



<li>Ascolto emotivo interiore</li>



<li>Espressione degli stati emozionali</li>



<li>Microanalisi comportamentale</li>



<li>Locus of control emozionale</li>



<li>Bioenergetica</li>



<li>Stress emotivo</li>



<li>Efficacia personale</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-centrale-delle-competenze-psicologiche-ed-emotive-nella-conduzione-dei-team-ad-alte-performance/">Il ruolo centrale delle competenze psicologiche ed emotive nella conduzione dei team ad alte performance</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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