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	<title>disclosure &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>disclosure &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;empatia e le tecniche di ascolto empatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 08:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione e negoziazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[approccio empatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore L&#8217;approccio empatico L’ascolto è una delle abilità più critiche della negoziazione e della vendita. Lo stereotipo classico del venditore intento a “parlare sull’altro”, a “vincere nella &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-mental-coach-italiano/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3p7FuPN" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">L&#8217;approccio empatico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto è una delle abilità più critiche della negoziazione e della vendita. Lo stereotipo classico del venditore intento a “parlare sull’altro”, a “vincere nella conversazione”, ad avere sempre l’ultima parola, è sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio empatico prevede una concezione opposta: ascoltare in profondità per <strong>capire la mappa mentale del nostro interlocutore</strong>, il suo sistema di credenze (<em>belief system</em>), e trovare gli spazi psicologici per l’inserimento di una proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo ALM distinguiamo alcuni tipi principali di empatia:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In base agli angoli di osservazione:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Empatia comportamentale</strong>: capire i comportamenti e le loro cause, capire il perché del comportamento e le catene di comportamenti correlati.</li>
<li><strong>Empatia emozionale</strong>: riuscire a percepire le emozioni vissute dagli altri, capire che emozioni prova il soggetto (quale emozione è in circolo), di quale intensità, quali mix emozionali vive l’interlocutore, come le emozioni si associano a persone, oggetti, fatti, situazioni interne o esterne che l’altro vive.</li>
<li><strong>Empatia relazionale</strong>: capire la mappa delle relazioni del soggetto e le sue valenze affettive, capire con chi il soggetto si rapporta volontariamente o per obbligo, con chi deve rapportarsi per decidere, lavorare o vivere, quale è la sua mappa degli “altri significativi”, dei  referenti, degli interlocutori, degli “altri rilevanti” e influenzatori che incidono sulle sue decisioni, con chi va d’accordo e chi no, chi incide sulla sua vita professionale (e in alcuni casi personale).</li>
<li><strong>Empatia cognitiva (o dei prototipi cognitivi)</strong>: capire i prototipi cognitivi attivi in un dato momento del tempo, le credenze, i valori, le ideologie, le strutture mentali che il soggetto possiede e a cui si ancora.</li>
</ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">L&#8217;ascolto attivo e l&#8217;empatia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia viene distrutta o favorita da specifici comportamenti comunicativi e atteggiamenti.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 100%;">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table">
<table>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Favorisce l’empatia</strong></td>
<td><strong>Distrugge l’empatia</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Curiosità</td>
<td>Disinteresse</td>
</tr>
<tr>
<td>Partecipazione reale all’ascolto, non finzione</td>
<td>Fingere un ruolo di ascolto solo per dovere professionale</td>
</tr>
<tr>
<td>Riformulazione dei contenuti</td>
<td>Giudizio sui contenuti, commenti</td>
</tr>
<tr>
<td>Pluralità di approcci di domanda (domande aperte, chiuse, di precisazione, di focalizzazione, di generalizzazione)</td>
<td>Monotonia nel tipo di domande</td>
</tr>
<tr>
<td>Centratura sul vissuto emotivo</td>
<td>Centratura esclusiva sui fatti</td>
</tr>
<tr>
<td>Segnali non verbali di attenzione</td>
<td>Body language che esprime disinteresse o noia</td>
</tr>
<tr>
<td>Segnali paralinguistici di attenzione, incoraggiamento ad esprimersi, segnali “fatici” (segnali che esprimono il fatto di essere presenti e attenti)</td>
<td>Scarsa dimostrazione di interesse e attenzione al flusso di pensieroAssenza o scarsità di segnali “fatici” e di contatto mentale</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
</div></div>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione d’ascolto, e la qualità dell’ascolto, comprendono la necessità di separare nettamente le attività di comprensione (comunicazione in ingresso) dalle attività di espressione diretta (comunicazione in uscita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le fasi di ascolto è necessario:</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li>non interrompere l’altro;</li>
<li>non giudicarlo prematuramente;</li>
<li>non esprimere giudizi che possano bloccare il flusso espressivo altrui;</li>
<li>non distrarsi, non pensare ad altro, non fare altre attività mentre si ascolta (tranne prendere eventuali appunti), usare il pensiero per ascoltare, non vagare;</li>
<li>non correggere l’altro mentre afferma, anche quando non si è d’accordo, rimanere in ascolto;</li>
<li>non cercare di sopraffarlo;</li>
<li>non cercare di dominarlo;</li>
<li>non cercare di insegnargli o impartire verità, trattenere la tentazione di immettersi nel flusso espressivo per correggere qualcosa che non si ritiene corretto;</li>
<li>non parlare di sè;</li>
<li>testimoniare interesse e partecipazione attraverso i segnali verbali e il linguaggio del corpo;</li>
</ul>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Di particolare interesse risultano gli atteggiamenti di:</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li>interesse genuino e curiosità verso la controparte: il desiderio di conoscere ed esplorare la mente di un’altra persona, attivare la curiosità umana e professionale;</li>
<li>silenzio interiore: creare uno stato di quiete emozionale (liberarsi da emozioni negative e pregiudizi) per ascoltare l’altro e rispettarne i ritmi.</li>
</ul>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ascolto attivo e l’empatia non vanno confuse con l’accettazione dei contenuti altrui</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole di ascolto attivo non sono regole di accettazione del contenuto, ma metodi che permettono di far fluire il pensiero altrui più liberamente possibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di giudizio su quanto espresso, inevitabile durante la negoziazione, deve essere “relegata” a fasi successive della contrattazione, e non deve interferire con la fase di ascolto. È necessario riservare le correzioni o puntualizzazioni solo dopo avere ascoltato in profondità e all’interno di un frame negoziale adeguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo delle tecniche empatiche è quello di favorire il flusso del pensiero altrui, e di raccogliere quanto più possibile le “<strong>pepite informative</strong>” che l’interlocutore può donare. L’empatia, se ben applicata, produce “<strong>flusso empatico</strong>”, un flusso di dati, informazioni fattuali, sentimentali, esperienziali, di enorme utilità per il negoziatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento contrario (giudicare, correggere, affermare, bloccare) spezza il flusso empatico, e rischia di arrestare prematuramente la raccolta di informazioni preziose. Esiste un momento nel quale il negoziatore deve arrestare il flusso (<strong>momento di svolta, <em>turning point</em></strong>) ma in generale è bene lasciarlo fluire, finche non si sia compreso realmente con chi si ha a che fare e quali sono i veri obiettivi, e tutte le altre informazioni necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecniche empatiche sono inoltre d’aiuto per frenare la tendenza prematura alla <em>disclosure</em> informativa di sè: il dare informazioni, il lasciar trapelare dati inopportunamente o prematuramente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La fornitura di informazioni e dati che potrebbero risultare controproducenti e avere un effetto boomerang sul negoziatore deve essere svolta con estrema cautela. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atteggiamento empatico è estremamente utile per concentrare le energie mentali del negoziatore sull’ascolto dell’altro e frenare le <em>disclosure</em> inopportune.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ascolto attivo si collega alla comunicazione paralinguistica e non verbale e comprende </strong>in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>tecniche verbali di ascolto attivo;</li>
<li>tecniche paralinguistiche di ascolto attivo;</li>
<li>tecniche non verbali di ascolto attivo.</li>
</ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Comprende parole che segnalano attenzione e comprensione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Domande aperte</strong>: chi, dove, quando, come, perché, con chi, in quale modo, in quali tempi, per quanto, cos’altro&#8230; e altre domande che consentano di allargare il discorso e precisarlo.</li>
<li><strong>Domande chiuse o di precisazione</strong>: verifica di parti del contenuto tramite domande che prevedano una risposta di tipo “Si/No” o altre categorie precise “molto/poco”, “prima/dopo” e altre di questo tipo.</li>
<li><strong>Tecnica dello specchio</strong> (riflessione del contenuto): ripetizione di frasi o parti di frasi dette dalla controparte, senza modifiche e alterazioni. La tecnica dello “specchio” proviene dalle metodologie di ascolto empatico utilizzate nel colloquio terapeutico Rogersiano<a href="applewebdata://140E84DC-7B97-48E9-BB9E-1FD479AA2ADE#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>. È una tecnica di origine psicoterapeutica, che consente al “cliente” di far emergere i contenuti e riflettersi nei contenuti stessi da egli espressi.</li>
<li><strong>Parafrasi: </strong>utilizzo del “come se”. Ricerca della comprensione di quanto detto, con l’uso di metafore o esempi che cercano di valutare se si è realmente compreso il senso profondo di quanto la controparte dice.</li>
<li><strong>Sintesi storica</strong>: ripetizione di quanto asserito, sotto forma di riassunto dei punti salienti della “storia”. </li>
<li><strong>Incoraggiamenti verbali</strong>: es, “bene”, “interessante”, “si”, “ok”.</li>
</ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche paralinguistiche di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzo di vocalizzazioni che esprimono interesse per la “storia” e facilitano l’espressione, quali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uhmm.. ahh&#8230;.emissioni gutturali o respiratorie&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo delle tecniche paralinguistiche (assieme a quelle non verbali visuali) è quello di fornire segnali fàtici (di contatto), affinché l’interlocutore senta che siamo in ascolto, siamo presenti, e siamo interessati.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche non-verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzano l’atteggiamento del corpo per esprimere interesse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>postura, aperta ed inclinata in avanti per indicare disponibilità;</li>
<li>avvicinamento e allontanamento (prossemica): ridurre la distanza con l’interlocutore nei momenti di maggiore interesse, allontanarsi nei momenti di distensione;</li>
<li>espressione del volto: non dubitativa, ironica o aggressiva, ma attenta e partecipativa;</li>
<li>sguardo attento e diretto;</li>
<li>movimenti delle sopracciglia associati a punti salienti del discorso altrui;</li>
<li>cenni del capo, cenni assenso o di diniego;</li>
<li>gesti morbidi, lenti e rotatori per comunicare senso di rilassamento e incoraggiare ad andare avanti nella conversazione;</li>
<li>metafore non verbali utilizzando il body language, che dimostrano comprensione di quanto detto dalla controparte.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano non verbale, dobbiamo sempre considerare che numerose culture frenano l’espressione non verbale delle emozioni (es: quelle asiatiche), ma che anche questo dato è uno stereotipo comunicativo, di valenza solo probabilistica e non consegna certezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, le tecniche principali per un accolto efficace sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>curiosità e interesse;</li>
<li>parafrasi: ripetere con le proprie parole quanto capito (questo non equivale ad essere d’accordo con quanto detto dall’altro);</li>
<li>sintesi e riassunti: riformulare la “storia” nei suoi punti salienti, per consolidare quanto raccolto;</li>
<li>direzionare l’ascolto tramite domande mirate (<strong>ricentraggio conversazionale</strong>) per chiarire i punti ancora oscuri o poco chiari;</li>
<li>evitare domande eccessivamente personali finche non si sia creato un rapporto;</li>
<li>offrire al parlante la possibilità di dare feedback sul fatto che quanto capito sia corretto, accurato o invece distorto o lacunoso;</li>
<li>leggere le parole ma anche i segnali non verbali per valutare i sentimenti e stati d’animo;</li>
<li>verificare la corretta comprensione sia dei sentimenti che del contenuto, non ignorare l’aspetto dei sentimenti;</li>
<li>non dire alle persone come dovrebbero sentirsi o ciò che dovrebbero pensare.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questi atteggiamenti sono preziosi e determinano la qualità della fase di ascolto, ma non vanno confusi con gli obiettivi di tutta la negoziazione (che prevede sia fasi di ascolto che fasi propositive). </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In una negoziazione è possibile (ed è anzi uno degli obiettivi strategici) modificare ciò che gli altri pensano (<strong>ristrutturazione cognitiva e persuasiva</strong>) o come gli altri si sentono (azione emozionale), ma questo obiettivo verrà perseguito solo ed unicamente se prima il negoziatore sia riuscito a porre in essere un ascolto attivo, attivando l’empatia necessaria per capire in quale quadro si stia muovendo.</p>
</div></div>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://B15F3654-7FEC-4CE2-8E77-1BDD4FCEB77A#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Rogers, Carl R. (1961). <em>On becoming a Person</em>. Boston, Houghton Mifflin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rogers, Carl R. (1951). <em>Client-Centered Therapy: Its Current Practice, Implications, and Theory</em>. Boston, Houghton Mifflin.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazioneinterculturale.it</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siti in sviluppo</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="http://www.coachingevolution.eu/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingevolution.eu</a></li>
<li><a href="http://www.coachingworldassociation.com/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingworldassociation.com</a>  </li>
<li><a href="http://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneinterculturale.it</a></li>
<li><a href="http://www.healingacademy.it/" target="_blank" rel="noopener">www.healingacademy.it</a></li>
<li><a href="http://www.marketinginterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.marketinginterculturale.it</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">www.medialab-research.com</a></li>
<li><a href="http://www.negoziazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.negoziazioneinterculturale.it</a>    </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo L&#8217;empatia e le tecniche di ascolto sono :</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Approccio empatico</li>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Disclosure</li>
<li>Empatia</li>
<li>Empatia cognitiva</li>
<li>Empatia comportamentale</li>
<li>Empatia emozionale</li>
<li>Empatia relazionale</li>
<li>Fasi ascolto</li>
<li>Fasi propositive</li>
<li>Flusso empatico</li>
<li>Momento di svolta</li>
<li>Pepite informative</li>
<li>Ricentraggio conversazionale</li>
<li>Ristrutturazione cognitiva e persuasiva</li>
<li>Segnali fàtici</li>
<li>Tecniche non verbali</li>
<li>Tecniche paralinguistiche</li>
<li>Tecniche verbali</li>
<li>Turning point</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lempatia-e-le-tecniche-di-ascolto/">L&#8217;empatia e le tecniche di ascolto empatico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;empatia e le tecniche di ascolto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/lempatia-e-le-tecniche-di-ascolto-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 08:26:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di&#160;Daniele Trevisani&#160;“Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore L&#8217;approccio empatico L’ascolto è una delle abilità più critiche della negoziazione e della vendita. Lo stereotipo classico del venditore intento a “parlare sull’altro”, a “vincere nella &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lempatia-e-le-tecniche-di-ascolto-2/">L&#8217;empatia e le tecniche di ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di&nbsp;<a href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-mental-coach-italiano/">Daniele Trevisani</a>&nbsp;“<a href="https://amzn.to/3p7FuPN" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">L&#8217;approccio empatico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto è una delle abilità più critiche della negoziazione e della vendita. Lo stereotipo classico del venditore intento a “parlare sull’altro”, a “vincere nella conversazione”, ad avere sempre l’ultima parola, è sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio empatico prevede una concezione opposta: ascoltare in profondità per&nbsp;<strong>capire la mappa mentale del nostro interlocutore</strong>, il suo sistema di credenze (<em>belief system</em>), e trovare gli spazi psicologici per l’inserimento di una proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo ALM distinguiamo alcuni tipi principali di empatia:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In base agli angoli di osservazione:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Empatia comportamentale</strong>: capire i comportamenti e le loro cause, capire il perché del comportamento e le catene di comportamenti correlati.</li><li><strong>Empatia emozionale</strong>: riuscire a percepire le emozioni vissute dagli altri, capire che emozioni prova il soggetto (quale emozione è in circolo), di quale intensità, quali mix emozionali vive l’interlocutore, come le emozioni si associano a persone, oggetti, fatti, situazioni interne o esterne che l’altro vive.</li><li><strong>Empatia relazionale</strong>: capire la mappa delle relazioni del soggetto e le sue valenze affettive, capire con chi il soggetto si rapporta volontariamente o per obbligo, con chi deve rapportarsi per decidere, lavorare o vivere, quale è la sua mappa degli “altri significativi”, dei&nbsp;&nbsp;referenti, degli interlocutori, degli “altri rilevanti” e influenzatori che incidono sulle sue decisioni, con chi va d’accordo e chi no, chi incide sulla sua vita professionale (e in alcuni casi personale).</li><li><strong>Empatia cognitiva (o dei prototipi cognitivi)</strong>: capire i prototipi cognitivi attivi in un dato momento del tempo, le credenze, i valori, le ideologie, le strutture mentali che il soggetto possiede e a cui si ancora.</li></ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">L&#8217;ascolto attivo e l&#8217;empatia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia viene distrutta o favorita da specifici comportamenti comunicativi e atteggiamenti.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Favorisce l’empatia</strong></td><td><strong>Distrugge l’empatia</strong></td></tr><tr><td>Curiosità</td><td>Disinteresse</td></tr><tr><td>Partecipazione reale all’ascolto, non finzione</td><td>Fingere un ruolo di ascolto solo per dovere professionale</td></tr><tr><td>Riformulazione dei contenuti</td><td>Giudizio sui contenuti, commenti</td></tr><tr><td>Pluralità di approcci di domanda (domande aperte, chiuse, di precisazione, di focalizzazione, di generalizzazione)</td><td>Monotonia nel tipo di domande</td></tr><tr><td>Centratura sul vissuto emotivo</td><td>Centratura esclusiva sui fatti</td></tr><tr><td>Segnali non verbali di attenzione</td><td>Body language che esprime disinteresse o noia</td></tr><tr><td>Segnali paralinguistici di attenzione, incoraggiamento ad esprimersi, segnali “fatici” (segnali che esprimono il fatto di essere presenti e attenti)</td><td>Scarsa dimostrazione di interesse e attenzione al flusso di pensieroAssenza o scarsità di segnali “fatici” e di contatto mentale</td></tr></tbody></table></figure>
</div></div>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione d’ascolto, e la qualità dell’ascolto, comprendono la necessità di separare nettamente le attività di comprensione (comunicazione in ingresso) dalle attività di espressione diretta (comunicazione in uscita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le fasi di ascolto è necessario:</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list"><li>non interrompere l’altro;</li><li>non giudicarlo prematuramente;</li><li>non esprimere giudizi che possano bloccare il flusso espressivo altrui;</li><li>non distrarsi, non pensare ad altro, non fare altre attività mentre si ascolta (tranne prendere eventuali appunti), usare il pensiero per ascoltare, non vagare;</li><li>non correggere l’altro mentre afferma, anche quando non si è d’accordo, rimanere in ascolto;</li><li>non cercare di sopraffarlo;</li><li>non cercare di dominarlo;</li><li>non cercare di insegnargli o impartire verità, trattenere la tentazione di immettersi nel flusso espressivo per correggere qualcosa che non si ritiene corretto;</li><li>non parlare di sè;</li><li>testimoniare interesse e partecipazione attraverso i segnali verbali e il linguaggio del corpo;</li></ul>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Di particolare interesse risultano gli atteggiamenti di:</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list"><li>interesse genuino e curiosità verso la controparte: il desiderio di conoscere ed esplorare la mente di un’altra persona, attivare la curiosità umana e professionale;</li><li>silenzio interiore: creare uno stato di quiete emozionale (liberarsi da emozioni negative e pregiudizi) per ascoltare l’altro e rispettarne i ritmi.</li></ul>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ascolto attivo e l’empatia non vanno confuse con l’accettazione dei contenuti altrui</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole di ascolto attivo non sono regole di accettazione del contenuto, ma metodi che permettono di far fluire il pensiero altrui più liberamente possibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di giudizio su quanto espresso, inevitabile durante la negoziazione, deve essere “relegata” a fasi successive della contrattazione, e non deve interferire con la fase di ascolto. È necessario riservare le correzioni o puntualizzazioni solo dopo avere ascoltato in profondità e all’interno di un frame negoziale adeguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo delle tecniche empatiche è quello di favorire il flusso del pensiero altrui, e di raccogliere quanto più possibile le “<strong>pepite informative</strong>” che l’interlocutore può donare. L’empatia, se ben applicata, produce “<strong>flusso empatico</strong>”, un flusso di dati, informazioni fattuali, sentimentali, esperienziali, di enorme utilità per il negoziatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento contrario (giudicare, correggere, affermare, bloccare) spezza il flusso empatico, e rischia di arrestare prematuramente la raccolta di informazioni preziose. Esiste un momento nel quale il negoziatore deve arrestare il flusso (<strong>momento di svolta,&nbsp;<em>turning point</em></strong>) ma in generale è bene lasciarlo fluire, finche non si sia compreso realmente con chi si ha a che fare e quali sono i veri obiettivi, e tutte le altre informazioni necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecniche empatiche sono inoltre d’aiuto per frenare la tendenza prematura alla&nbsp;<em>disclosure</em>&nbsp;informativa di sè: il dare informazioni, il lasciar trapelare dati inopportunamente o prematuramente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fornitura di informazioni e dati che potrebbero risultare controproducenti e avere un effetto boomerang sul negoziatore deve essere svolta con estrema cautela.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atteggiamento empatico è estremamente utile per concentrare le energie mentali del negoziatore sull’ascolto dell’altro e frenare le&nbsp;<em>disclosure</em>&nbsp;inopportune.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ascolto attivo si collega alla comunicazione paralinguistica e non verbale e comprende&nbsp;</strong>in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>tecniche verbali di ascolto attivo;</li><li>tecniche paralinguistiche di ascolto attivo;</li><li>tecniche non verbali di ascolto attivo.</li></ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Comprende parole che segnalano attenzione e comprensione.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Domande aperte</strong>: chi, dove, quando, come, perché, con chi, in quale modo, in quali tempi, per quanto, cos’altro&#8230; e altre domande che consentano di allargare il discorso e precisarlo.</li><li><strong>Domande chiuse o di precisazione</strong>: verifica di parti del contenuto tramite domande che prevedano una risposta di tipo “Si/No” o altre categorie precise “molto/poco”, “prima/dopo” e altre di questo tipo.</li><li><strong>Tecnica dello specchio</strong>&nbsp;(riflessione del contenuto): ripetizione di frasi o parti di frasi dette dalla controparte, senza modifiche e alterazioni. La tecnica dello “specchio” proviene dalle metodologie di ascolto empatico utilizzate nel colloquio terapeutico Rogersiano<a href="applewebdata://140E84DC-7B97-48E9-BB9E-1FD479AA2ADE#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>. È una tecnica di origine psicoterapeutica, che consente al “cliente” di far emergere i contenuti e riflettersi nei contenuti stessi da egli espressi.</li><li><strong>Parafrasi:&nbsp;</strong>utilizzo del “come se”. Ricerca della comprensione di quanto detto, con l’uso di metafore o esempi che cercano di valutare se si è realmente compreso il senso profondo di quanto la controparte dice.</li><li><strong>Sintesi storica</strong>: ripetizione di quanto asserito, sotto forma di riassunto dei punti salienti della “storia”.&nbsp;</li><li><strong>Incoraggiamenti verbali</strong>: es, “bene”, “interessante”, “si”, “ok”.</li></ul>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche paralinguistiche di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzo di vocalizzazioni che esprimono interesse per la “storia” e facilitano l’espressione, quali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uhmm.. ahh&#8230;.emissioni gutturali o respiratorie&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo delle tecniche paralinguistiche (assieme a quelle non verbali visuali) è quello di fornire segnali fàtici (di contatto), affinché l’interlocutore senta che siamo in ascolto, siamo presenti, e siamo interessati.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le tecniche non-verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzano l’atteggiamento del corpo per esprimere interesse:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>postura, aperta ed inclinata in avanti per indicare disponibilità;</li><li>avvicinamento e allontanamento (prossemica): ridurre la distanza con l’interlocutore nei momenti di maggiore interesse, allontanarsi nei momenti di distensione;</li><li>espressione del volto: non dubitativa, ironica o aggressiva, ma attenta e partecipativa;</li><li>sguardo attento e diretto;</li><li>movimenti delle sopracciglia associati a punti salienti del discorso altrui;</li><li>cenni del capo, cenni assenso o di diniego;</li><li>gesti morbidi, lenti e rotatori per comunicare senso di rilassamento e incoraggiare ad andare avanti nella conversazione;</li><li>metafore non verbali utilizzando il body language, che dimostrano comprensione di quanto detto dalla controparte.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano non verbale, dobbiamo sempre considerare che numerose culture frenano l’espressione non verbale delle emozioni (es: quelle asiatiche), ma che anche questo dato è uno stereotipo comunicativo, di valenza solo probabilistica e non consegna certezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, le tecniche principali per un accolto efficace sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>curiosità e interesse;</li><li>parafrasi: ripetere con le proprie parole quanto capito (questo non equivale ad essere d’accordo con quanto detto dall’altro);</li><li>sintesi e riassunti: riformulare la “storia” nei suoi punti salienti, per consolidare quanto raccolto;</li><li>direzionare l’ascolto tramite domande mirate (<strong>ricentraggio conversazionale</strong>) per chiarire i punti ancora oscuri o poco chiari;</li><li>evitare domande eccessivamente personali finche non si sia creato un rapporto;</li><li>offrire al parlante la possibilità di dare feedback sul fatto che quanto capito sia corretto, accurato o invece distorto o lacunoso;</li><li>leggere le parole ma anche i segnali non verbali per valutare i sentimenti e stati d’animo;</li><li>verificare la corretta comprensione sia dei sentimenti che del contenuto, non ignorare l’aspetto dei sentimenti;</li><li>non dire alle persone come dovrebbero sentirsi o ciò che dovrebbero pensare.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questi atteggiamenti sono preziosi e determinano la qualità della fase di ascolto, ma non vanno confusi con gli obiettivi di tutta la negoziazione (che prevede sia fasi di ascolto che fasi propositive).&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In una negoziazione è possibile (ed è anzi uno degli obiettivi strategici) modificare ciò che gli altri pensano (<strong>ristrutturazione cognitiva e persuasiva</strong>) o come gli altri si sentono (azione emozionale), ma questo obiettivo verrà perseguito solo ed unicamente se prima il negoziatore sia riuscito a porre in essere un ascolto attivo, attivando l’empatia necessaria per capire in quale quadro si stia muovendo.</p>
</div></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://B15F3654-7FEC-4CE2-8E77-1BDD4FCEB77A#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Rogers, Carl R. (1961).&nbsp;<em>On becoming a Person</em>. Boston, Houghton Mifflin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rogers, Carl R. (1951). <em>Client-Centered Therapy: Its Current Practice, Implications, and Theory</em>. Boston, Houghton Mifflin.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazioneinterculturale.it</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siti in sviluppo</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="http://www.coachingevolution.eu/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingevolution.eu</a></li><li><a href="http://www.coachingworldassociation.com/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingworldassociation.com</a>&nbsp;&nbsp;</li><li><a href="http://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneinterculturale.it</a></li><li><a href="http://www.healingacademy.it/" target="_blank" rel="noopener">www.healingacademy.it</a></li><li><a href="http://www.marketinginterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.marketinginterculturale.it</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noopener">www.medialab-research.com</a></li><li><a href="http://www.negoziazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.negoziazioneinterculturale.it</a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo L&#8217;empatia e le tecniche di ascolto sono :</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Approccio empatico</li><li>Ascolto attivo</li><li>Disclosure</li><li>Empatia</li><li>Empatia cognitiva</li><li>Empatia comportamentale</li><li>Empatia emozionale</li><li>Empatia relazionale</li><li>Fasi ascolto</li><li>Fasi propositive</li><li>Flusso empatico</li><li>Momento di svolta</li><li>Pepite informative</li><li>Ricentraggio conversazionale</li><li>Ristrutturazione cognitiva e persuasiva</li><li>Segnali fàtici</li><li>Tecniche non verbali</li><li>Tecniche paralinguistiche</li><li>Tecniche verbali</li><li>Turning point</li></ul>
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		<title>L&#8217;approccio empatico : la fase di analisi ed ascolto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/lapproccio-empatico-la-fase-di-analisi-ed-ascolto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 05:04:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. I livelli delle domande: domande interiori e domande esterne La fase di analisi ed ascolto richiede il ricorso a: domande aperte,domande chiuse,domande di precisazione,riformulazioni&#160;e verifiche &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lapproccio-empatico-la-fase-di-analisi-ed-ascolto/">L&#8217;approccio empatico : la fase di analisi ed ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">I livelli delle domande: domande interiori e domande esterne</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di analisi ed ascolto richiede il ricorso a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>domande aperte,</li><li>domande chiuse,</li><li>domande di precisazione,</li><li><strong>riformulazioni</strong>&nbsp;e verifiche di comprensione,</li><li>riepiloghi, sommari,</li><li>rispecchiamento dei contenuti.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le domande devono essere poste solo dopo che si sia creato lo spazio psicologico per farle,&nbsp;<strong>chiedendo il permesso al cliente</strong> di porgli alcune domande che servono per poter realizzare proposte sensate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la fase di analisi è essenziale il ricorso alla carta e penna per prendere appunti, sotto forma di parole chiave, ed un precedente allentamento alle tecniche di memorizzazione, intervista e Analisi della Conversazione (<em>Conversation Analysis</em>, CA).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi abbiamo curiosità e dubbi, che però raramente esprimiamo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte non lo facciamo per pudore (quante volte fai sesso in un mese? = invasione dello spazio psicologico altrui), altre volte per titubanza strategica (vorrei chiedergli quanto sono disposti a pagare ma non lo faccio per timore che mi dicano una bugia sulla quale poi non saprei come argomentare), e per tante altre ragioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’operazione fondamentale è distinguere tra:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>domanda interiore</strong>: la domanda reale che ci stiamo ponendo e a cui vorremmo risposta (es: quanti soldi avete a disposizione?), quello che vorremmo davvero sapere, quello che abbiamo bisogno di sapere, i bisogni informativi di base</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>domanda esteriore</strong>: la domanda che è adeguata e consentita ad un certo stato di relazione, in base al grado di familiarità con il soggetto, di trasparenza comunicativa, di tempo disponibile (es: avete già fissato un budget per questa iniziativa?), le mosse conversazionali che poniamo in essere, i modi con i quali arriviamo ad ottenere quelle informazioni.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Ogni mancata informazione è un rischio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che il decisore non dispone di informazioni si apre un rischio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni mancata informazione è un rischio potenziale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si richiede pertanto il il ricorso a domande mirate:</p>



<p class="wp-block-paragraph">domande latenti &#8211; <strong>fabbisogno informativo</strong> &#8211; cui è necessario dare risposte e rischi correlati al non sapere le risposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il management scientifico non può permettersi soglie di rischio irragionevoli. Questo non vuol dire chiudersi in una roccaforte, o non accettare una componente di rischio imprenditoriale e di vendita, ma capire in quale terreno ci stiamo muovendo, cioè muoversi&nbsp;<strong>con consapevolezza</strong>.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Empatia e tecniche di ascolto empatico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto è una delle abilità più critiche della negoziazione e della vendita. Lo stereotipo classico del venditore intento a “parlare sull’altro”, a “vincere nella conversazione”, ad avere sempre l’ultima parola, è sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio empatico prevede una concezione opposta: ascoltare in profondità per&nbsp;<strong>capire la mappa mentale del nostro interlocutore</strong>, il suo sistema di credenze (<em>belief system</em>), e trovare gli spazi psicologici per l’inserimento di una proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo ALM distinguiamo alcuni tipi principali di empatia, in base agli angoli di osservazione:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Empatia comportamentale</strong>: capire i comportamenti e le loro cause, capire il perché del comportamento e le catene di comportamenti correlati.</li><li><strong>Empatia emozionale</strong>: riuscire a percepire le emozioni vissute dagli altri, capire che emozioni prova il soggetto (quale emozione è in circolo), di quale intensità, quali mix emozionali vive l’interlocutore, come le emozioni si associano a persone, oggetti, fatti, situazioni interne o esterne che l’altro vive.</li><li><strong>Empatia relazionale</strong>: capire la mappa delle relazioni del soggetto e le sue valenze affettive, capire con chi il soggetto si rapporta volontariamente o per obbligo, con chi deve rapportarsi per decidere, lavorare o vivere, quale è la sua mappa degli “altri significativi”, dei&nbsp;&nbsp;referenti, degli interlocutori, degli “altri rilevanti” e influenzatori che incidono sulle sue decisioni, con chi va d’accordo e chi no, chi incide sulla sua vita professionale (e in alcuni casi personale).</li><li><strong>Empatia cognitiva (o dei prototipi cognitivi)</strong>: capire i prototipi cognitivi attivi in un dato momento del tempo, le credenze, i valori, le ideologie, le strutture mentali che il soggetto possiede e a cui si ancora.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Elementi positivi e distruttivi dell’empatia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’empatia viene distrutta o favorita da specifici comportamenti comunicativi e atteggiamenti.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Favorisce l’empatia</strong></td><td><strong>Distrugge l’empatia</strong></td></tr><tr><td>Curiosità</td><td>Disinteresse</td></tr><tr><td>Partecipazione reale all’ascolto, non finzione</td><td>Fingere un ruolo di ascolto solo per dovere professionale</td></tr><tr><td>Riformulazione dei contenuti</td><td>Giudizio sui contenuti, commenti</td></tr><tr><td>Pluralità di approcci di domanda (domande aperte, chiuse, di precisazione, di focalizzazione, di generalizzazione)</td><td>Monotonia nel tipo di domande</td></tr><tr><td>Centratura sul vissuto emotivo</td><td>Centratura esclusiva sui fatti</td></tr><tr><td>Segnali non verbali di attenzione</td><td>Body Langage che esprime disinteresse o noia</td></tr><tr><td>Segnali paralinguistici di attenzione, incoraggiamento ad esprimersi, segnali “fàtici” (segnali che esprimono il fatto di essere presenti e attenti)</td><td>Scarsa dimostrazione di interesse e attenzione al flusso di pensieroAssenza o scarsità di segnali “fàtici” e di contatto mentale</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione d’ascolto e la qualità dell’ascolto, comprendono la necessità di separare nettamente le attività di comprensione (comunicazione in ingresso) dalle attività di espressione diretta (comunicazione in uscita).</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Regole per un ascolto di qualità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le fasi di ascolto è necessario:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>non interrompere l’altro;</li><li>non giudicarlo prematuramente;</li><li>non esprimere giudizi che possano bloccare il flusso espressivo altrui;</li><li>non distrarsi, non pensare ad altro, non fare altre attività mentre si ascolta (tranne prendere eventuali appunti), usare il pensiero per ascoltare, non vagare;</li><li>non correggere l’altro mentre afferma, anche quando non si è d’accordo, rimanere in ascolto;</li><li>non cercare di sopraffarlo;</li><li>non cercare di dominarlo;</li><li>non cercare di insegnargli o impartire verità, trattenere la tentazione di immettersi nel flusso espressivo per correggere qualcosa che non si ritiene corretto;</li><li>non parlare di sè;</li><li>testimoniare interesse e partecipazione attraverso i segnali verbali e il linguaggio del corpo;</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Di particolare interesse risultano gli atteggiamenti di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>interesse genuino e curiosità verso la controparte: il desiderio di conoscere ed esplorare la mente di un’altra persona, attivare la curiosità umana e professionale;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>silenzio interiore: creare uno stato di quiete emozionale (liberarsi da emozioni negative e pregiudizi) per ascoltare l’altro e rispettarne i ritmi.</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Differenza tra empatia e simpatia: applicare l’empatia e non la simpatia</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Empatia e simpatia non sono sinonimi</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Empatia significa capire</strong> (es: capire perché un cliente posticipa un acquisto o vuole un prodotto di basso prezzo, o ci parla di un certo problema).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simpatia significa invece apprezzare, condividere, essere daccordo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita richiede l’applicazione dell’empatia e non necessariamente della simpatia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto attivo e l’empatia non vanno confuse con l’accettazione dei contenuti altrui o dei loro valori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole di ascolto attivo non sono regole di accettazione del contenuto, ma metodi che permettono di far fluire il pensiero altrui più liberamente possibile per ricavarne apertura e informazioni utili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di giudizio interiore su quanto ascoltiamo, inevitabile durante la negoziazione, deve essere “relegata” alla nostra elaborazione interna, tenuta per fasi successive della contrattazione, e non deve interferire con la fase di ascolto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il nostro scopo è ascoltare dobbiamo ascoltare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo dovremo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>sospendere il giudizio,</li><li>dare segnali di assenso (segnali di contatto, segnali fàtici),</li><li>cercare di rimanere connessi al flusso del discorso,</li><li>fare domande ogniqualvolta un aspetto ci sembra degno di approfondimento,</li><li>non anticipare (es: sono certo che lei…) e non fare affermazioni,</li><li>limitarsi a riformulare i punti chiave di quanto detto dall’altro,</li><li>non interrompere inopportunamente.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario riservare il nostro giudizio o fare puntualizzazioni solo dopo avere ascoltato in profondità e all’interno di un&nbsp;<em>frame</em>&nbsp;negoziale adeguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo delle tecniche empatiche è quello di favorire il flusso del pensiero altrui, e di raccogliere quanto più possibile le “<strong>pepite informative</strong>” che l’interlocutore può donare. L’empatia, se ben applicata, produce “<strong>flusso empatico</strong>”, un flusso di dati, informazioni fattuali, sentimentali, esperienziali, di enorme utilità per il negoziatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento contrario (giudicare, correggere, affermare, bloccare) spezza il flusso empatico, e rischia di arrestare prematuramente la raccolta di informazioni preziose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un momento nel quale il negoziatore deve arrestare il flusso del discorso altrui (<strong>momento di svolta,&nbsp;<em>turning point</em></strong>) ma in generale è bene lasciarlo fluire, finche non si sia compreso realmente con chi si ha a che fare e quali sono i veri obiettivi, e tutte le altre informazioni necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecniche empatiche sono inoltre d’aiuto per frenare la tendenza prematura alla&nbsp;<em>disclosure</em>&nbsp;informativa di sè: il dare informazioni, il lasciar trapelare dati inopportunamente o prematuramente su di noi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dare al cliente informazioni e dati che potrebbero risultare controproducenti genera un effetto boomerang. Ogni informazione deve essere fornita con estrema cautela.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atteggiamento empatico è estremamente utile per concentrare le energie mentali del negoziatore sull’ascolto dell’altro e frenare le nostre&nbsp;<em>disclosure</em>&nbsp;inopportune.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/lapproccio-empatico-la-fase-di-analisi-ed-ascolto/">L&#8217;approccio empatico : la fase di analisi ed ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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