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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>DCE &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Tecniche per pianificare obiettivi e goal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 07:23:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221; di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore. I traguardi di vendita richiedono capacità di delega Ogni azione di vendita professionale si prefigge traguardi o goal. La tecnica principale per pianificare i &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;<a href="https://amzn.to/3xxKhx9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221;</a> di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">I traguardi di vendita richiedono capacità di delega</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni azione di vendita professionale si prefigge traguardi o goal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnica principale per pianificare i goal consiste nel definire l’obiettivo finale (<em>End-State</em>, o Stato di Arrivo), e dividere in sezioni il percorso che serve per arrivare a quell’obiettivo. Tali sezioni diventano goal distinti da raggiungere, come pietre miliari in un percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un <em>End-State</em> è la frase che voglio poter affermare una volta finito un progetto di vendita o una campagna di vendita. Es: “3 delle dieci principali aziende nel settore mobilifici devono essere nostri clienti a fine anno”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da ogni <em>End-State</em>, derivano goal e operazioni (<em>Operations</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I goal devono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>coerenti con le distintività aziendali, con il posizionamento, con le possibilità pratiche;</li>
<li>coerenti rispetto ai saperi, ai saper essere e ai saper fare dell’organizzazione;</li>
<li>raggiungibili;</li>
<li>assegnati con responsabilizzazione personale;</li>
<li>verificati a livello interpersonale profondo (colloqui in profondità con i venditori responsabili del raggiungimento del goal);</li>
<li>supportati dall’organizzazione;</li>
<li>monitorati da un leader.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Delegare e fissare goal sono azioni che rientrano esattamente nel tema della Leadership e ancora più specificamente nella Team Leadership, in questo caso, la direzione di un Team di Vendita Professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni sistema, piccolo (per esempio una famiglia), medio (per esempio un’impresa) o grande (per esempio una multinazionale oppure un ente statale), ha obiettivi da raggiungere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crescere i figli, consolidare la presenza sui mercati, darsi una buona organizzazione, sono esempi di obiettivi pratici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Generalmente, gli obiettivi puntano al lungo periodo, a una visione, a uno stato positivo da raggiungere.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La sequenza obiettivi-goal-progetti-task<em> </em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi si traducono in goal (risultati misurabili), progetti (sequenze di attività) e task (compiti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, per una famiglia:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•      possiamo identificare l’<strong>obiettivo</strong> “far crescere i figli”;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•      possiamo avere due <strong>goal specifici</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li>farli “crescere bene” sul piano fisico;</li>
<li>farli “crescere bene” dal punto di vista psicologico, morale e intellettuale<a href="//747215FC-AA0A-4FF0-94C9-8866714D3904#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>;</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">•      possiamo avviare diversi <strong>progetti</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list" type="a">
<li>far sì che il ragazzo/ragazza possano svolgere un’attività fisica regolare;
<ol>
<li>curare la loro alimentazione.</li>
</ol>
</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano psicologico:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>evitare di dare esempi sbagliati;
<ul>
<li>ascoltare i figli realmente;</li>
</ul>
<ul>
<li>seguirli e affiancarli nella realizzazione dei compiti scolastici e nella vita, senza però violare la loro sfera di autonomia, ma anzi ampliandola più possibile e gradualmente;</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">I progetti si traducono in precisi <strong>compiti</strong> (<strong>task</strong>), tra cui: portare il bambino/ragazzo alla palestra il lunedì e giovedì dalle 17,30 alle 19, ritagliarsi due serate specifiche e inviolabili dedicate esclusivamente alla famiglia, prendersi una giornata al mese di “uscita a coppia” tra i due genitori, e qualsiasi altra azione sia utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Notiamo subito che la sequenza presenta numerosi momenti di comunicazione, sia tra i genitori che in presenza dei figli (gruppo allargato), tra cui “decidere quale sport”, “saper ascoltare”, e numerosissime altre situazioni comunicative.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La qualità di questi momenti comunicativi è direttamente correlata alla possibilità di conseguire i risultati desiderati. Questo accade anche nella Leadership dei Team di Vendita</strong></p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio &#8211; Focalizzazione degli obiettivi e <em>backward planning</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità della vita nei gruppi di lavoro e la performance dei gruppi stessi sono correlate:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•  al grado con cui le azioni quotidiane e i compiti (<strong>task</strong>) seguono <strong>progetti</strong> specifici;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•  al grado con cui i progetti sono ancorati a <strong>goal</strong> definiti e misurabili;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•  al grado con cui i goal sono ancorati a un <strong>obiettivo</strong> di lungo periodo (<strong>vision</strong>).</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il leader funge da coordinatore, comunicatore interno e motivatore, esplicitando il raccordo e coordinamento tra le diverse fasi (task, progetti, goal, obiettivi), per ogni membro del team.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo ora come la catena obiettivi-goal-progetti-task produca, anche in un’azienda, una molteplicità di attività di comunicazione interna.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Obiettivo</strong>: riqualificare la propria rete di vendita dal punto di vista motivazionale e delle competenze delle risorse umane.</li>
<li><strong>Goal</strong>: ridisegnare la rete sul territorio, definire una procedura incentivante, migliorare la modalità di intervista del cliente e la capacità di comunicazione e negoziazione.</li>
<li><strong>Progetti</strong>: 
<ul>
<li>progetto esemplificativo 1: “<em>one area-one team</em>” in cui viene assegnata la leadership territoriale a una precisa figura professionale, e si decide quali siano le risorse del suo team; </li>
<li>progetto esemplificativo 2: “tecniche di negoziazione avanzata”, in cui i membri del team apprenderanno le tecniche di ascolto del cliente durante la negoziazione, e altri obiettivi di formazione necessari per concretizzare gli obiettivi.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Task: </strong>selezionare il responsabile per ogni area, selezionare i membri del team di ogni area, definire la scaletta di incentivazione, selezionare il formatore/consulente per la fase formativa, costruire i gruppi di persone da mettere in formazione, e altri compiti correlati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Esponiamo di seguito un’ulteriore sequenza relativa al passaggio dagli obiettivi ai progetti, per dare ulteriore concretezza all’argomento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo di focalizzazione degli obiettivi</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Obiettivi generali</strong><br />Migliorare la redditività aziendale<br /><br /><strong>Wish-List di risultato</strong> <br />Obiettivo : Ottenere un + 40% di fatturato entro 3 anni<br /><br /><strong>Situation Analysis</strong><br />Sviluppo di un primo diagramma di Causa-Effetto (DCE) sulle determinanti dei ricavi e DCE sulle determinanti dei costi;<br />Esplicazione<br />a) dei fattori critici e risultati attesi relativamente ai ricavi (quali leve toccare);<br />b) dei fattori critici e risultati attesi relativi al miglioramento nella gestione dei costi.<br /><br /><strong>Specifiche &#8211; Action Plan &#8211; Project Management</strong><br />Per ciascun punto della Wish-List, fissare obiettivi quantitativi, tempi, modi, responsabilità (chi fa cosa, quando, come), definire i metodi di misurazione e verifica dei risultati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni task, ogni progetto, ogni goal, richiede attività decisionali di gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a> (Italian &amp; English)</li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>
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		<title>Creare un Team di vendita vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 07:48:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221; di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore. La cultura del variables-reasoning Appurato che vi sia un fondamento organizzativo di base: prodotti competitivi e vendibili supporti di vendita adeguati (auto, uffici, telefoni, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Copyright. Articolo estratto dal libro &#8220;<a href="https://amzn.to/3xxKhx9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Direzione Vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace&#8221;</a> di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell&#8217;autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La cultura del variables-reasoning</h2>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Appurato che vi sia un fondamento organizzativo di base:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>prodotti competitivi e vendibili</li>
<li>supporti di vendita adeguati (auto, uffici, telefoni, PC, altri supporti di vendita),</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">dobbiamo considerare che ampia parte del successo dipenda dalle risorse umane, comprendenti sia le segreterie organizzative che i venditori e i leader.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo e più importante contributo delle discipline scientifiche è il <em>variables reasoning</em>, un&#8217;impostazione di fondo del ragionamento scientifico ed un insegnamento prezioso per l&#8217;impresa: <strong>trattare i problemi in termini di variabili e loro relazioni. </strong></p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Un problema quale &#8220;calano le vendite negli USA&#8221; andrà quindi studiato in termini di &#8220;cosa determina il calo delle vendite&#8221; e &#8220;cosa determina un successo di vendita in quel paese&#8221;. Dovremo quindi costruire un vasto raggio di ipotesi e spiegazioni possibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">ipotesi 1 &#8211; &#8220;le vendite calano perché il paese è in fase di recessione &#8220;;</p>



<p class="wp-block-paragraph">ipotesi 2 &#8211; &#8220;le vendite calano perché sono entrati nuovi concorrenti&#8221;,</p>



<p class="wp-block-paragraph">ipotesi 3 &#8211; &#8220;le vendite calano perché la nostra rete commerciale si è indebolita&#8221;, ecc&#8230; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste ipotesi andranno verificate empiricamente (partendo da dati reali), sino ad identificare la causa vera o l&#8217;insieme di cause su cui agire.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ragionare per ipotesi, sviluppare alternative e sottoporle a verifica significa adottare un metodo scientifico. Molte aziende invece operano su problemi di tale natura con azioni impulsive tipo &#8220;cambiamo il direttore commerciale&#8221;, &#8220;raddoppiamo la pubblicità&#8221; o &#8220;cambiamo fornitore&#8221; magari operando proprio sulle <strong>leve sbagliate</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere competitivi significa quindi &#8211; innanzitutto &#8211; saper analizzare i fattori critici del successo prima di agire. Significa costruire una base di conoscenza aziendale sui rapporti di causa-effetto in cui l&#8217;impresa è coinvolta, prima solo abbozzata, poi migliorata e verificata in parte, poi sempre più completa ed esaustiva, fino a possedere il quadro esatto della situazione. Tanto più ampia la base di conoscenza aziendale, tanto meglio l&#8217;impresa saprà quali leve toccare e che risultato ne emergerà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tentativo di ragionare per variabili e loro relazioni costituisce innanzi tutto uno strumento pratico. Con un effetto ulteriore: in seguito al suo utilizzo ripetuto esso si trasforma in una impostazione culturale, filosofia guida positiva di una cultura aziendale analitica e basata sul <em>core-problem solving</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura del <em>variables-reasoning</em> vale come linea guida per ogni analisi dei problemi aziendali, in ogni settore e reparto.</p>
</div></div>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 33.33%;">
<figure class="wp-block-table">
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Studio del problema<br />Capire quali sono le variabili critiche</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 33.33%;">
<figure class="wp-block-table">
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Impostare il problema in termini di relazioni tra variabili: sviluppo di ipotesi sui fattori generativi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis: 33.33%;">
<figure class="wp-block-table">
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Test di ipotesi<br />Sviluppo di modelli<br />Revisione dei modelli<br />Utilizzo dei modelli per l’azione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
</div>
</div>
</div>
</div>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il diagramma di relazioni per l’analisi dei fattori di successo nella vendita</h2>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ragionare per variabili all’interno di una analisi del successo di vendita è possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;approccio <em>variables-reasoning</em> si applica un procedimento (prima di tutto mentale, poi eventualmente supportato da supporti scritti o software) in cui il problema o il goal viene analizzato in termini di variabili che lo possono generare, di rapporti causa-effetto e fattori generativi. Si costruisce quindi un quadro di ipotesi da cui partire, visualizzabile tramite un diagramma. Le singole ipotesi devono essere verificate e costituiscono la base per lo sviluppo di strategie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, per capire come raggiungere elevati obiettivi di vendita è necessario chiedersi quali sono i fattori generativi del successo di vendita, tra cui il personale, il prodotto, la promozione, l&#8217;assistenza e le garanzie, l&#8217;analisi accurata dei destinatari. Questi costituiscono i macro-fattori del Diagramma di Causa-Effetto. Per ciascun fattore andranno quindi approfondite le principali sotto-cause. Alcuni fattori particolarmente rilevanti possono essere zoommati più in profondità realizzando quindi diagrammi di approfondimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il livello di profondità dell&#8217;analisi dipende dal tempo a disposizione, dall&#8217;esperienza e dalle conoscenze del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I metodi per costruire il DCE sono stati divisi nel metodo ALM in &#8220;negativi&#8221;, &#8220;positivi&#8221; e &#8220;a livelli&#8221;.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>I DCE negativi sono applicati a problemi e utilizzano formulazioni verbali negative, es: &#8220;Demotivazione, impreparazione e obiettivi confusi determinano calo di vendita&#8221;. </li>
<li>I DCE positivi si applicano a goal e utilizzano formulazioni positive, es: &#8220;La qualità della formazione dipende dalla capacità di realizzare un&#8217;analisi efficace dei fabbisogni formativi, predisporre moduli veramente professionalizzanti, utilizzare docenti e metodi didattici coinvolgenti&#8221;. </li>
<li>I DCE &#8220;a livelli&#8221; presentano le relazioni in termini di variabili pure, es: &#8220;Il livello qualitativo del prodotto dipende dal livello di manutenzione dei macchinari e dal grado di purezza delle materie prime&#8221;. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Applicazioni ai problemi di vendita</a><em> </em></h2>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; possibile, secondo il Metodo ALM, costruire un DCE positivo che analizza i fattori del successo di vendita, e un DCE negativo applicato ai problemi di un calo di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un DCE positivo sostiene ad esempio che il <strong>successo di vendita </strong>sia collegato alle <strong>capacità personali </strong>(competenze, comunicazione, affidabilità, proiezione di un’immagine professionale), ad un accurato <strong>studio dei destinatari</strong> (segmentazione strategica per individuare il target, segmentazione operativa per individuare i prospects e i decisori, analisi dei bisogni dei destinatari finalizzata a capire come creare valore), alla <strong>qualità del prodotto</strong> e suo <strong>rapporto qualità/prezzo</strong>, alla qualità dell’<strong>assistenza e garanzie</strong>, e alla capacità di <strong>promozione</strong>. Ciascuno di questi fattori a sua volta dipende da altre cause. Ad esempio, la <strong>qualità della promozione</strong> dipende dalla qualità del supporto media, dalle <strong>capacità di vendita personale</strong> e dai supporti cartacei alla vendita diretta o sul punto di vendita (display, cataloghi, listini, <em>company profile</em>, ecc).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuno di questi elementi dipende a sua volta da altri. Ad esempio, </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la <strong>conoscenza del prodotto</strong> è correlata al settore di provenienza (difficilmente un meccanico potrà occuparsi di alta moda femminile) e all&#8217;impegno nello studio del prodotto (che invece chiunque può mettere in atto); </li>
<li>la <strong>qualità formativa</strong> dipende dall&#8217;attivazione di specifici percorsi sulla tecnica di vendita, dall&#8217;utilizzo di metodi formativi efficaci quali <em>role-playing</em> e <em>project-works</em>, e dall&#8217;affiancamento con persone esperte e tutor; </li>
<li>la <strong>motivazione ed impegno</strong> dipendono dai benefit e dalla remunerazione (materiale e immateriale: denaro e gratificazioni, possibilità di crescita), e dalla cultura aziendale che deve produrre obiettivi chiari e sistemi di controllo efficaci. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In ultimo, i <strong>supporti logistici</strong>, la cui qualità dipende dai supporti materiali (auto, PC, agende, telefoni) e dalla organizzazione ottimale dei tempi e percorsi di visita (<em>time management</em> di vendita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si può notare, al crescere del livello di dettaglio emergono sempre più da vicino le leve strategiche da toccare, i passi concreti e operativi che l&#8217;azienda competitiva può attivare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, il <em>variables reasoning</em> permette di arrivare alla radice di cosa determina i risultati, e costruire il cruscotto aziendale, la sala controllo dell&#8217;impresa, il quadro comandi della competitività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver costruito il proprio diagramma di relazioni sull&#8217;obiettivo, l&#8217;impresa saprà dove destinare le risorse, e come impostare un sistema competitivo permanente (il vero risultato ricercato dal metodo ALM).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso procedimento, applicato allo studio di un problema (es: il calo di vendite) produce ulteriore ricchezza di analisi, evidenziando gli errori da evitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di agire su un <strong>calo di vendita</strong>, dovremmo infatti essere ben sicuri se il calo sia da attribuire a noi (alla nostra organizzazione e capacità interna) o all&#8217;andamento del mercato (domanda globale in calo o recessione) o ad entrambi. In un caso, ricercheremo rimedi interni, nell&#8217;altro caso dovremo aprire un&#8217;altra serie di domande: il calo è momentaneo o permanente, riguarda noi o tutti, quanto durerà, quali ne sono i motivi, ci conviene rimanere in questo settore, che alternative pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Agire su un problema quale un calo di vendita avendone identificato i fattori causali, produce un risultato non immediato, ma duraturo (ad esempio, agendo sulla qualificazione della rete di vendita e sulle modalità motivazionali profonde). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rimedio immediato può essere raggiunto tramite interventi superficiali (es: promozioni sui prezzi), con l’effetto di non agire sulle cause profonde, e soprattutto di abituare il cliente ad un prezzo inferiore, il che rende difficile poi ritornare ai livelli di prezzo normali. Gli interventi non-causali, quindi, realizzano spesso più un danno che un risultato (al di là delle apparenze del momento).</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a> (Italian &amp; English)</li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>


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