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		<title>Le potenzialità della relazione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 05:22:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Analisi dello spazio progettuale Un’adeguata esplorazione del cliente permette di capirne le esigenze, ma anche di prefigurare il costo della relazione (fisico e relazionale) e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-potenzialita-della-relazione/">Le potenzialità della relazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Analisi dello spazio progettuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’adeguata esplorazione del cliente permette di capirne le esigenze, ma anche di prefigurare il costo della relazione (fisico e relazionale) e il potenziale della relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esame dei due livelli di identità (chi siamo noi, chi sono loro) permette di trovare uno spazio di condivisione entro il quale costruire qualche forma di progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le potenzialità della relazione possono essere capite solo in seguito ad una diagnosi accurata, non devono essere considerate in modo affrettato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una diagnosi può far emergere importanti “<strong>pepite informative</strong>”, dati e informazioni sulle quali basare l’analisi. Queste “pepite informative” sono racchiuse un&nbsp;<strong>giacimento informativo</strong>&nbsp;al quale non è facile arrivare, e la cui esplorazione richiede professionalità e training.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La consapevolezza di “chi siamo” e di “chi è di fronte a me” (con chi tratto), permette di analizzare lo spazio progettuale, le potenzialità del lavoro che possiamo avviare assieme.&nbsp;</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">I tratti principali della potenzialità del rapporto</h2>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Le opportunità del rapporto</strong> </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune domande chiave per aprire un ragionamento sulle opportunità della relazione:   Che opzioni posso offrire ora, e che spazi si possono aprire in futuro? Quanto sono <strong>concreti</strong> i progetti avviabili? È un rapporto che sembra concluso in un singolo progetto o vi sono spazi di continuità? Che reti relazionali positive si aprono se il progetto va a buon fine (ingresso in network, nuove conoscenze, sviluppo di immagine)?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Rischi del rapporto</strong> </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono rischi nel lavorare con questo soggetto? Rischiamo di perdere risorse, energie, rischiamo di non essere pagati o non adeguatamente, rischiamo di perdere know-how senza avere nulla in cambio? Sono in grado di apprezzarci? Quante e quali forze esterne possono impedirmi di raggiungere i risultati?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Limiti e confini attuali</strong> </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dove è bene fermarsi, dato l’attuale stato di maturazione del rapporto? Faccio bene a espormi molto e subito? È bene testare il comportamento di questo soggetto nella realtà (es: se rischio un mancato pagamento del primo intervento, devo evitare di farne altri a rischio: devo mettere alla prova la serietà del cliente prima di perdere valore o erogarlo gratis).</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Limiti e confini massimi</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dove potrà mai arrivare questo rapporto, anche se il cliente applica il massimo della sua buona volontà e le circostanze sono favorevoli? Dove si arresterà per forza lo spazio di questa collaborazione? Fino a che punto vale la pena investire energie e risorse su questo cliente?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Piano di cooperazione attuale</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa risulta <strong>saggio</strong> fare ora, alla luce delle informazioni disponibili, sui potenziali attuali e futuri? Quali progetti possiamo avviare subito?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Piano di cooperazione futuro</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Posso avviare un sistema di contatto abbastanza frequente, tale da farmi restare vicino al cliente? Riesco ad acquisire anche le future opportunità? Tengo gli spazi aperti per farlo? Mi accontento di chiudere un progetto o cerco di conquistare la relazione e quindi anche il valore futuro che quel cliente potrà esprimere?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Profondità di relazione</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Riesco a raggiungere livelli di <em>co-makership</em> (costruire progetti congiunti), di reale partnership? Si, no, solo in parte? Su quali piani possiamo collaborare in profondità? Quali sono gli ostacoli a collaborare in profondità?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Progettazione congiunta</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Su quali progetti posso stimolare un “lavorare assieme”? È possibile avviare una ricerca e sviluppo congiunta? Possiamo fare qualcosa di più che non sia vendere e comprare, ma costruire assieme un progetto che porti entrambi ad entrare dove da soli non arriveremo? Possiamo coinvolgere il cliente nel progettare soluzioni, affinché egli le senta più “sue”?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Terza cultura</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cultura è quella del cliente. La seconda cultura è quella del venditore o altro interlocutore. Dall’incontro tra le due realtà può nascere qualcosa di nuovo, una “terza cultura” che apre spazi nuovi di mercato per entrambi. Una terza cultura è il risultato del lavoro di più menti che scambiano tra loro informazioni, valori, linguaggi, e arricchisce il rapporto. Quando tra due aziende nasce una cultura comune, frutto del lavoro svolto assieme, il vantaggio competitivo della relazione è sicuramente maggiore, rispetto a quando si svolgono semplici forniture su richiesta.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Presidio comunicativo e Total Quality Communication</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Chi presidia le comunicazioni con quel cliente, sia quotidiane, di servizi, tecniche o istituzionali? Abbiamo la consapevolezza di <strong>chi ai vari livelli</strong> manda messaggi a quel cliente (anche sul piano tecnico, di servizio o customer care, o amministrativo, ad esempio, e non solo commerciale)? Chi controlla la qualità dei messaggi che inviamo? Chi tratta con quel cliente è all’altezza di farlo? Esiste un piano per dare continuità ai messaggi? Abbiamo un piano per dare spessore alla relazione mantenendo “caldo” il contatto, e presidiare il cliente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel compiere questo tipo di analisi dobbiamo sempre considerare che:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>nessuna relazione è perfetta;</li><li>il nostro scopo non è amarci, ma lavorare assieme;</li><li>dobbiamo apprendere a convivere con culture aziendali diverse dalle nostre;</li><li>siamo qui per lavorare e non per regalare il nostro sapere o i nostri prodotti;</li><li>dietro ad ogni uscita (tempo, denaro, attenzione, energie umane) deve esservi qualche forma di entrata, monetaria o immateriale;</li><li>i bilanci non si fanno solo con il denaro;</li><li>il valore di apprendimento che una relazione offre può farci produrre salti di qualità fondamentali per la nostra stessa azienda.</li></ul>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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		<title>La ricerca e l&#8217;analisi sui target primari e secondari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 06:48:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. I confini comunicazionali della campagna I confini comunicazionali selezionano chiaramente il target, lo descrivono e lo separano da altri target o altri soggetti che – pur &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-ricerca-e-lanalisi-sui-target-primari-e-secondari/">La ricerca e l&#8217;analisi sui target primari e secondari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3gfqFHD" target="_blank">Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">I confini comunicazionali della campagna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>confini comunicazionali</strong> selezionano chiaramente il target, lo descrivono e lo separano da altri target o altri soggetti che – pur interessanti – non sono oggetto delle attenzioni di questa campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La campagna è per definizione un’azione su un target molto specifico</strong> <strong>e localizzato</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/jessica-ruscello-guyf8zcthm-unsplash.jpg?w=300" alt="target" class="wp-image-843" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I confini della campagna devono essere fissati considerando la fattibilità e le risorse in campo, e un periodo di tempo preciso, che non può in genere andare oltre l’anno di tempo. Il motivo per cui non è conveniente estendere troppo la durata della campagna è che la&nbsp;<em>situation analysis</em>&nbsp;(su cui si basa la campagna) evolve rapidamente, e quindi i presupposti iniziali potrebbero essere molto cambiati anche solo a distanza di un semestre. Il bimestre o trimestre &#8211; i 60 o 90 giorni di tempo per fare una intera campagna (come tempo medio) &#8211; forzano l’organizzazione a stringere il campo su un target ristretto ma chiaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distinguiamo quindi nettamente una&nbsp;<strong>campagna di comunicazione</strong>&nbsp;da un&nbsp;<strong>programma permanente di comunicazione</strong>, per evitare confusioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un obiettivo è molto ampio e il budget elevato, è molto meglio suddividerlo in più campagne specifiche, delimitate, ristrette, controllabili, anziché produrre azioni mastodontiche e dispersive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti amministratori&nbsp;&nbsp;o manager – per incapacità o in malafede – fissano volutamente obiettivi confusi e scarsamente delimitati, per sfuggire al controllo di risultato che invece una campagna focalizzata permette di praticare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I confini dell’azione possono anche essere rifiutati da funzionari o consulenti che non desiderano rendicontare il proprio operato (scarsa&nbsp;<em>Accountability</em>). Questo atteggiamento è negativo per tutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto più produttivi risulta invece un patto tra (1) funzionari, leader (e altri membri del team di campagna) e (2) finanziatori della campagna – finalizzato ad ottenere (ed esigere duramente, se necessario) le risorse adeguate agli obiettivi di campagna da raggiungere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I project leader devono assolutamente rifiutare obiettivi di campagna che non abbiano adeguata copertura di risorse. Devono quindi costruire una lista di risorse necessarie (lista della spesa) per coprire ogni azione prevista entro i confini della campagna.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Ricerca sui target primari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il team di progetto dovrà conoscere ogni aspetto critico del target da raggiungere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le campagne al consumatore diretto B2C, si include in genere il profilo sociodemografico (età, sesso, titoli di studio, residenza, gruppo etnico, professione) e i profili psicografici (stili di vita, preferenze politiche, abitudini e atteggiamenti).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili di segmentazione sociodemografica nel B2C</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Sesso</li><li>Età</li><li>Titolo di studio</li><li>Zona di residenza</li><li>Gruppo etnico di appartenenza</li><li>Reddito</li><li>Professione</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili di segmentazione psicografica nel B2C</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Atteggiamenti</li><li>Cultura – identità</li><li>Valori umani e sociali</li><li>Stili di vita (<em>lifestyles</em>)</li><li>Comportamenti e abitudini</li><li>Personalità</li><li>Religione d’appartenenza, grado di religiosità</li><li>Umori, stati umorali ed emotivi</li><li>Appartenenza politica</li><li><em>Weltanschauung</em> – visione del mondo</li><li>Propensione al rischio</li><li><em>Need-for-uniqueness</em> (bisogno di unicità, bisogno di differenziazione)</li><li><em>Way-of-buying</em> (comportamenti d’acquisto, modalità e culture d’acquisto)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle campagne B2B è importante definire quali sono le modalità di acquisto, i ruoli di acquisto, gli influenzatori, i comportamenti passati e le motivazioni di base, le possibili leve di vendita che faranno scaturire l’intenzione comportamentale, gli ostacoli ed obiezioni che incontreremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili oggettive per la segmentazione B2B</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Numero di dipendenti</li><li>Fatturato – classe di fatturato</li><li>Variazioni di fatturato sugli anni precedenti</li><li>Zona di insediamento</li><li>Nazione di appartenenza</li><li>Settore merceologico</li><li>Appartenenze ad associazioni di categoria</li><li>Esportatore o meno, e quanto</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Variabili qualitative per la segmentazione B2B</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Tipologie di acquisto (gara tra fornitori, appalto, acquisto per amicizie, acquisto imitativo, etc)</li><li>Climi aziendali e organizzativi</li><li>Culture aziendali.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la campagna di comunicazione è orientata alle vendite, dovrà essere compreso quale&nbsp;<em>way-of-buying</em>&nbsp;adotta il consumatore, quali obiezioni latenti esistono verso i messaggi, come saranno recepiti i messaggi, considerando la struttura mentale del target.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovremo inoltre capire se il target è omogeneo o disomogeneo, e quindi se sarà sufficiente un messaggio ad ampia copertura o occorra predisporre messaggi segmentati, tarati sulle singole audience.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se affrontiamo una campagna di vendita acquisitiva, dovremo sapere presso chi si rivolge oggi il cliente, se ha già dei fornitori, come li ricerca, come decide, chi decide all’interno dell’organizzazione e chi sono gli influenzatori, e numerose altre variabili.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/andre-benz-_t35cpjjsik-unsplash.jpg?w=204" alt="target" class="wp-image-846" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca sui target primari trae vantaggio dalla realizzazione di azioni di ricerca mirata, su piccoli campioni di componenti del target, per produrre un quadro descrittivo sufficientemente nitido, un quadro che permetta di evitare grossolani errori che spesso si praticano nella comunicazione aziendale quando manca un’analisi accurata del target.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Target audience secondari e opinion leaders</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo già sottolineato, il comportamento è sempre influenzato a qualche livello dalle aspettative altrui e da gruppi di riferimento o persone vicine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In diverse situazioni, comunicare verso gli opinion leaders o verso gli influenzatori è indispensabile per rimuovere blocchi che impediscono l’adozione di nuovi comportamenti e atteggiamenti, o per ottenere dei “lasciapassare comportamentali” che rimuovono veti psicologici latenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca sui sistemi di influenza e sulle reti di influenza è quindi indispensabile per capire a chi altri comunicare, con quali messaggi e con quali media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le campagne di comunicazione efficaci richiedono la comprensione della mappa dei poteri e delle relazioni nella quale si inserisce il soggetto target.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, nel campo della promozione dello sport per anziani, è stato notato da ricerche condotte dall’autore per conto di un’associazione nazionale di promozione sportiva, come la comunicazione verso gli anziani stessi sia ampiamente insufficiente se non avvengono azioni su influenzatori quali i medici di base e i membri della famiglia. Altre importanti funzioni di rinforzo sono svolte inoltre dai gruppi associativi quali i circoli per anziani e i sindacati di anziani, il cui supporto diventa determinante per consolidare l’efficacia dei messaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dimenticare l’esistenza di questi soggetti è un grave errore strategico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-ricerca-e-lanalisi-sui-target-primari-e-secondari/">La ricerca e l&#8217;analisi sui target primari e secondari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>La definizione del target audience</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 13:45:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[azioni push]]></category>
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		<category><![CDATA[business to business]]></category>
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		<category><![CDATA[campagna di comuicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[cliente potenziale]]></category>
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		<category><![CDATA[leader]]></category>
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		<category><![CDATA[persuadere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©&#160;Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Target audience Quando vuoi comunicare la tua azienda o il tuo prodotto, prima di tutto devi chiederti “a chi”. E “cosa vuoi generare in &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-definizione-del-target-audience/">La definizione del target audience</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©&nbsp;Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3gfqFHD" target="_blank">Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Target audience </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando vuoi comunicare la tua azienda o il tuo prodotto, prima di tutto devi chiederti “a chi”. E “cosa vuoi generare in loro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio pragmatico richiede alla campagna di comunicazione una sola cosa: risultati concreti, misurabili, tangibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo schema&nbsp;<strong><em>Who do you Want to do What</em></strong>&nbsp;(chi vuoi che faccia cosa) esprime chiaramente l’orientamento pratico della campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione deve cambiare comportamenti o deve introdurre comportamenti, deve cambiare o introdurre atteggiamenti, deve far accadere situazioni o creare condizioni favorevoli affinché accadano.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/picsea-eqltydzrx7u-unsplash.jpg?w=300" alt="" class="wp-image-818" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora una volta, ricordiamo che il semplice “informare” non equivale a persuadere. Siamo persuasivi solo quando cambiamo uno stato di cose pre-esistente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ragionare e convincere, com’è difficile, complicato e laborioso! Suggestionare? com’è facile, veloce ed economico!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Santiago Ramón y Cajal)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le campagne di comunicazione puramente istituzionali e legate all’immagine devono connettersi a specifici comportamenti da introdurre o modificare. L’imperativo è quindi “comunicare per cambiare”, “comunicare per far accadere”, e non comunicare per se stessi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una tribù, i corteggiamenti hanno successo quando arriva l&#8217;accoppiamento, e chi possiede già l&#8217;attenzione del &#8220;cliente&#8221; è ostile e ultra-aggressivo verso chi prova ad avvicinarsi. Difende il territorio. Perciò i messaggi devono riuscire a passare questi innumerevoli &#8220;firewall tribali&#8221; se vogliono avere successo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo accade anche nelle aziende, dove i decisori, i VP e CEO sono circondati da appositi branchi di scimmie pagate per tenere lontani nuovi intrusi, di cui hanno paura, soprattutto paura che prendano il loro posto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, la conquista dell&#8217;attenzione dei decisori diventa un fattore persino più importante del messaggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/andrew-measham-ag2x3zpvpkk-unsplash.jpg?w=300" alt="message in the bottle" class="wp-image-822" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> Il messaggio arriva dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dire che sei bravo, che sei “leader” (di cosa&#8230; se lo dicono tutti), che hai “qualità” equivale a dire niente. Prova a dire che problemi risolvi, che sogni aiuti a concretizzare, che benefici psicologici e materiali hanno le tue soluzioni. Crea una “storia” che parli al cuore di chi la riceve, non limitarti a seminare slogan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La definizione delle&nbsp;<em>target audience</em>&nbsp;richiede la delimitazione dei confini comunicazionali.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Identificazione corretta del pubblico obiettivo, del target di marketing e target di comunicazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella campagna di comunicazione risulta indispensabile distinguere tra target di marketing e target di comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>Target di Marketing</strong>&nbsp;(TM) é costituito dal gruppo di persone, pubblici obiettivo, consumatori o rappresentanti di organizzazioni, dai quali si intende ottenere un effettivo comportamento d’acquisto (esempio, la firma di un contratto, il recarsi presso un punto di vendita e effettuare un acquisto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>Target di Comunicazione</strong>&nbsp;(TC) é invece dato dalle persone, gruppi o aziende sulle quali viene esercitata una forma di comunicazione, necessaria affinché si produca il risultato di marketing (vendita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analizziamo caso per caso le diverse situazioni : </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>TM=TC</strong> : target di marketing e target di comunicazione coincidono quando le azioni comunicative sono esercitate esclusivamente ed esattamente sui potenziali clienti.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>TM è maggiore del TC</strong> : la strategia di comunicazione prevede azioni comunicative rivolte ad un numero di soggetti minore rispetto agli acquirenti previsti.</li></ul>



<p class="has-foreground-color has-text-color wp-block-paragraph">Il principio su cui si basa questa modalità è l’effetto di diffusione, il passaparola, secondo modelli di&nbsp;<em>Two-Step Flow</em>&nbsp;o&nbsp;<em>Multi-Step Flow</em>, spesso basati sul ruolo degli Opinion Leaders.&nbsp;</p>



<p class="has-foreground-color has-text-color wp-block-paragraph"><a>In questa situazione comunicativa, il messaggio si rivolge a pochi soggetti per ottenere un </a>effetto su molti.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>TM minore del TC</strong> : quando il TC (Target di Comunicazione) è più ampio del TM (Target di Marketing), siamo di fronte al caso in cui cerchiamo di creare consenso, lavoriamo sul clima esterno al cliente potenziale, affinché si creino delle azioni di push che portino il cliente all’azione.&nbsp;</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/steven-libralon-do1gqljlnk8-unsplash.jpg?w=300" alt="child" class="wp-image-819" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un caso esemplificativo è la pubblicità di scarpe che si illuminano camminando, destinata come target comunicativo ai bambini, affinché i genitori vengano stimolati ad acquistarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma anche, nel Business to Business, le azioni di KLE (Key Leader Engagement) in cui si “lavorano ai fianchi” gli influenzatori affinché siano loro a rivolgersi ai decisori e stimolarli a compiere un’azione o un acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte culture aziendali e addirittura nazionali sono fondate su un forte network di relazioni personali. In questo caso, conquistare la fiducia dei decisori, degli influenzatori, portarli ad agire a nostro favore, è larga parte del vero sforzo di una campagna e richiede ottimi specialisti di KLE.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Siamo in un mondo tribale, anche nel business</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo è molto più tribale di quanto sembri, le persone si fidano di più del suggerimento di una persona che conoscono rispetto a mille spot o brochure, per cui il successo spesso richiede un ritorno a forme di contatto umano personale, face to face.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I canali interpersonali di tipo telefonico, o videoconferenza, possono essere un sostituto ma solo in parte. Sempre e comunque quanto più il rapporto diventa veramente face to face, in vera presenza fisica, quanto più la probabilità di successo aumenta. Questo, paradossalmente, quanto più il mondo si digitalizza, il contatto umano fa la differenza perché diventa più &#8220;raro&#8221;, e quindi più &#8220;prezioso&#8221;, come ogni merce.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/06/bob-brewer-urifdfvhumu-unsplash.jpg?w=300" alt="" class="wp-image-820" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il contatto umano, accadono più cose, anche perché in presenza fisica è più facile svolgere “lie detection” (scoprire bugie comunicazionali e atteggiamenti sottili) rispetto ad una mail o una telefonata, per non parlare dell’ignoranza vera e da ammettere senza colpe, rispetto al sapere quanto accade veramente nella mente di una persona che vede uno spot o una brochure, un banner, un video, una nostra pagina web, in nostra assenza, e cosa pensa veramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte aziende non comprerebbero da te nemmeno acqua pura mentre stanno morendo di sete, se non gli piaci a pelle, e questo va contro ogni ragionamento logico, eppure è reale. Vale anche per te quando entri in un ristorante. Se c’è un’atmosfera che non ti piace, magari grigia e facce che non ti piacciono, te ne andrai ancora prima di sapere cosa c’è nel menù.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni azienda compra tramite “cordate tribale di consenso” e ciascuno cerca di far entrare i propri “fornitori amici” e far fuori gli amici dei propri nemici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in un mondo tribale, anche nel business, e nella comunicazione dobbiamo tenerne conto. Nessuno fa niente per niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il dettaglio fondamentale del libero mercato è che nessuno scambio ha luogo senza ch’entrambe le parti ne traggan beneficio. Milton Friedman</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="https://www.programmazioneneuroassociativa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programmazione Neuro-Associativa</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



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