<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>credibilità &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<atom:link href="https://www.studiotrevisani.it/tag/credibilita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Nov 2024 09:41:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.7</generator>

<image>
	<url>https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/02/favicon2-daniele-trevisani-corsi-aziendali-100x100.png</url>
	<title>credibilità &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La comunicazione assertiva nella vendita professionale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-della-comunicazione-assertiva-nella-vendita-professionale/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-della-comunicazione-assertiva-nella-vendita-professionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[autenticità]]></category>
		<category><![CDATA[Chiarezza comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Decisione collaborativa]]></category>
		<category><![CDATA[domande aperte]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Feedback costruttivo]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia reciproca]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle obiezioni]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio positivo]]></category>
		<category><![CDATA[Persuasione etica]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Sintonia con il cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione dei bisogni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26949</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Essere assertivi significa essere il più possibile gentili e rispettosi, ma sapere anche quando è il momento di far valere i propri diritti o la propria posizione. Abbiamo detto e confermiamo &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-della-comunicazione-assertiva-nella-vendita-professionale/">La comunicazione assertiva nella vendita professionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere assertivi significa essere il più possibile gentili e rispettosi, ma sapere anche quando è il momento di far valere i propri diritti o la propria posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo detto e confermiamo che la vendita professionale è soprattutto centrata sull’ascolto e sull’empatia. Tuttavia, è indispensabile anche riuscire ad essere assertivi nel gestire un colloquio di vendita o una fase come una telefonata o la presa di appuntamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste una fase della trattativa nella quale dobbiamo far emergere alcuni nostri valori e unicità o distintività, e lì dobbiamo essere assertivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste fasi della Vendita Professionale non vanno lasciate al caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione assertiva è prima di tutto autenticità verso sé stessi, che si oppone all’uso di maschere di falsi sorrisi e di “stati di Agency” (gli stati in cui espressivamente mettiamo in scena un modo di essere che in realtà non è nostro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avere a che fare con un Venditore Professionale deve significare per il cliente “entrare in un’esperienza” dove si tratta con persone sincere, oneste, schiette, dirette, empatiche, professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita può sembrare a volte un gioco, ma è un gioco decisamente serio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un Venditore Professionale fa parte di quel gruppo di persone che “non mollano mai” e hanno sviluppato la capacità di continuare e perseverare anche nei momenti più difficili. Questo diventa anche un vero e proprio stile di vita, un <em>lifestyle</em> che influenza non solo il lavoro ma anche il fatto di tenersi in forma fisicamente e mentalmente, e di investire sulla propria formazione a prescindere, anche con le proprie tasche, credere in quello che si fa non perché qualcuno te lo dice ma perché tu sai che è importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avere un atteggiamento positivo verso la vita e verso il lavoro di vendita è un ingrediente di successo sempre maggiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere assertivi significa comunicare in modo chiaro ed efficace. Essere una persona assertiva vuol dire essere una persona orientata alla crescita personale, al rispetto di sé e degli altri, comunicare in modo efficace le proprie idee senza diventare una persona inutilmente aggressiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assertività è collegata agli stati d’animo. Uno stato d’animo di avvilimento o pessimismo non porta ad assertività, mentre uno stato d’animo di volontà, energia ed ottimismo porta all’assertività in modo spontaneo e naturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La persona aggressiva, al contrario di quella assertiva, non ascolta, attacca, prende posizioni dure e rigide senza avere riflettuto seriamente. La comunicazione passiva – al suo opposto – non prende mai posizione, non si esprime in modo chiaro, o non si esprime affatto. La persona assertiva invece sa quando ascoltare e sa quando prendere il turno di una conversazione per fare affermazioni a volte forti, altre volte bilanciate, ponderate, senza timore di andare anche controcorrente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventando assertivi, si evita sia il comportamento aggressivo che il comportamento passivo, aumenta la capacità di esprimere il valore delle proprie idee, prodotti o soluzioni, senza mai sfociare nell’arroganza. Il comportamento assertivo è quindi una leva fondamentale per la vendita professionale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Le zone della comunicazione. </strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Comunicazione aggressiva, comunicazione passiva, comunicazione assertiva</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-64.png" alt="" class="wp-image-26950"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Esempi di frasi per ciascuna tipologia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Comunicazione aggressiva</strong>:<ul><li><em>Qui la verità ce l’ho io quindi tacete.</em></li></ul><ul><li><em>Voi non capite niente di questa materia.</em></li></ul><ul><li><em>Fate come dico io e basta.</em></li></ul><ul><li><em>Voi non ne sapete abbastanza.</em></li></ul><ul><li><em>Qui adesso ci penso io.</em></li></ul>
<ul class="wp-block-list">
<li><em>Qui serve gente con le palle non degli sfaticati come voi.</em></li>
</ul>
</li>



<li><strong>Comunicazione assertiva</strong>:<ul><li><em>I dati ci mostrano due possibili vie, esaminiamole attentamente assieme. La soluzione A ha questi pregi e questi difetti, la soluzione B mi sembra abbia molti più pregi e meno difetti. Voi cosa ne pensate?</em></li></ul><ul><li><em>È arrivato il momento di decidere. Purtroppo, non possiamo più aspettare.</em></li></ul><ul><li><em>Quale è la vostra posizione in merito?</em></li></ul>
<ul class="wp-block-list">
<li><em>Ragazzi questa riunione deve durare non più di 30 minuti, abbiamo già esaminato il punto A, passiamo al punto B.</em></li>
</ul>
</li>



<li><strong>Comunicazione passiva</strong>:<ul><li><em>Non so bene, ci guardiamo un attimino.</em></li></ul><ul><li><em>Io non sono proprio la persona giusta per decidere, è tutto così complesso che penso sia bene rimandare.</em></li></ul><ul><li><em>Io non ho idee.</em></li></ul><ul><li><em>Fate voi.</em></li></ul><ul><li><em>Decidete pure anche senza di me perché io in ogni caso non sarei utile.</em></li></ul><ul><li><em>La mia opinione non conta.</em></li></ul>
<ul class="wp-block-list">
<li><em>Fate pure tanto a me va bene tutto.</em></li>
</ul>
</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-65.png" alt="" class="wp-image-26951"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiarezza comunicativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assertività</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linguaggio positivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle obiezioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia reciproca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione etica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione non verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autenticità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intelligenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trasparenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risoluzione dei conflitti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande aperte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintonia con il cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valorizzazione dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisione collaborativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credibilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback costruttivo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-della-comunicazione-assertiva-nella-vendita-professionale/">La comunicazione assertiva nella vendita professionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/il-ruolo-della-comunicazione-assertiva-nella-vendita-professionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La psicologia degli atteggiamenti nel solution selling</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-psicologia-degli-atteggiamenti-nel-solution-selling/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/la-psicologia-degli-atteggiamenti-nel-solution-selling/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 09:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto empatico]]></category>
		<category><![CDATA[Co-creazione]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione chiara]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Focus sul cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Identificazione del valore]]></category>
		<category><![CDATA[Mentalità orientata ai risultati]]></category>
		<category><![CDATA[Orientamento alla soluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Partnership con il cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Personalizzazione dell'offerta]]></category>
		<category><![CDATA[Persuasione positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Proattività]]></category>
		<category><![CDATA[problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Relazione a lungo termine]]></category>
		<category><![CDATA[Visione strategica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26934</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Poche cose come il carattere sono in grado di definire e modificare il nostro destino. Una persona con carattere scontroso allontanerà le persone da sé, una persona con carattere socievole e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-psicologia-degli-atteggiamenti-nel-solution-selling/">La psicologia degli atteggiamenti nel solution selling</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poche cose come il carattere sono in grado di definire e modificare il nostro destino. Una persona con carattere scontroso allontanerà le persone da sé, una persona con carattere socievole e autentico, sincero, le avvicinerà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indubbio che per svolgere con successo l’attività di vendita professionale serva &#8211; e si debba sviluppare &#8211; un carattere vincente, e soprattutto resiliente (essere capaci di rialzarsi) dopo i “no”, le sconfitte, le trattative non andate a buon fine. Occorre essere ottimisti e consapevoli che se c’è qualche opportunità là fuori, sul mercato, vale sempre la pena lottare per essa. Se oggi è andata male, andrà bene nei prossimi giorni e nelle prossime stagioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quale modo volete essere percepiti? Ma soprattutto, come siete dentro, nel profondo di voi stessi? Credete in quello che fate, fino in fondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavorare sull’”Essere” (<em>Being</em>) e non solo sull’apparire, significa fare propri alcuni tratti del carattere che ci servono, da cui derivano atteggiamenti e comportamenti attivi ed efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni <strong>concetti chiave</strong> della psicologia degli atteggiamenti utili per esaminare il Solution Selling e formare i venditori al Solution Selling:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-55.png" alt="" class="wp-image-26935"/></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-56.png" alt="" class="wp-image-26936"/></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Elementi chiave della psicologia della vendita</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-57.png" alt="" class="wp-image-26937"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Vediamo un esempio dal campo sportivo, gli atteggiamenti di un giocatore di pallavolo professionistica. Le metafore sportive ci aiutano moltissimo a capire concetti che si applicano assolutamente nella vendita professionale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Tipologie di atteggiamento e posture in una partita di Volley</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="738" height="241" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-58.png" alt="" class="wp-image-26938" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-58.png 738w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-58-300x98.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-58-175x57.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-58-450x147.png 450w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Questi atteggiamenti sono quelli che ho fatto sperimentare ad una vera squadra di Volley di Serie A (Superlega Pro), quindi giocatori professionisti, nel training mentale da me condotto. Posso solo dire che ad ogni cambio di atteggiamento mentale, corrispondeva automaticamente una postura fisica e portamento diverso, e che specularmente, ad ogni postura fisica corrispondeva sempre uno stato mentale che vi si associava.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il semplice “dire” ad un atleta di provare un atteggiamento, non è sufficiente. Occorre “farlo vivere”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Serviva l’esempio, serviva un coaching comportamentale, serviva uno “sblocco” di quell’atteggiamento, come ad esempio, forzare un atleta ad emettere un grido durante una schiacciata, facendolo vedere prima e facendo provare diverse varianti di quel “grido atletico” di rabbia positiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorderò sempre uno di questi atleti, che inizialmente in schiacciata non riusciva ad emettere alcun suono, perché timido e introverso, nel momento in cui è riuscito ad “urlare” durante la schiacciata. Il suo allenatore ha commentato “<em>hai fatto la schiacciata più forte di tutta la tua vita, da quando ti conosco</em>”. Per lavorare sui propri atteggiamenti, quindi, serve continuità ed impegno, ma i risultati arrivano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita consulenziale è essenziale riuscire ad essere analitici, concentrati, psicologici, ascoltatori empatici, e a tratti assertivi. Ognuno di questi atteggiamenti va provato in sessioni di formazione e di training dedicate, con un coaching tra le varie sessioni per poterlo meglio assimilare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita pensate si possa risolvere tutto leggendo un libro, o in un’ora di lezione o coaching? No, serve lavoro continuativo, serve persistenza, e serve soprattutto una grande mole di alternanza tra lavoro formativo e coaching pratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguire i venditori mentre vendono veramente, sul campo, e poter dare loro feedback successivo centrato sui comportamenti osservati, è un fattore formativo eccezionale. Andare sul campo con i venditori è il migliore modo di vederli in azione sul serio. E quindi, di capire come si comportano nel mondo reale e in situazioni di vendita reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come Mental Coach, ho seguito l’allenamento mentale di manager, di venditori e anche di agonisti sportivi per oltre 30 anni. Tra questi, diversi campioni mondiali di arti marziali e sport di combattimento, decine di campioni Europei e Italiani, inclusa la campionessa mondiale di Boxe femminile che ha avuto la carriera più longeva della storia, ed è riuscita a riconquistare il titolo europeo professionisti a quarant’anni passati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posso solo dire che l’atteggiamento combattivo e analitico, il piacere di conoscere meglio se stessi, di allenarsi con passione, il piacere di “stare sul ring della vita” si può apprendere, si deve apprendere, perché ogni giorno, ogni allenamento e ogni incontro può essere una fase di gioia immensa, una finestra di sensazioni stupende, e non una sofferenza. Vale anche per la vendita professionale. Può esserlo, allora lavoriamo seriamente con la formazione e il coaching perché lo sia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella tabella seguente, individua quali tratti del carattere e degli atteggiamenti trovi più attivi in te (colonna 2) e su quali pensi ti faccia bene lavorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fare <em>Focusing</em> (focalizzazione) è sempre un’ottima strada per partire. Parlane poi con il tuo coach, counselor o formatore, e lavoraci seriamente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Test su possibili atteggiamenti e stati caratteriali</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="679" height="374" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-59.png" alt="" class="wp-image-26939" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-59.png 679w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-59-300x165.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-59-175x96.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-59-450x248.png 450w" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" /></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="670" height="987" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-60.png" alt="" class="wp-image-26940" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-60.png 670w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-60-204x300.png 204w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-60-175x258.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-60-450x663.png 450w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-61.png" alt="" class="wp-image-26941"/></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="673" height="428" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-62.png" alt="" class="wp-image-26942" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-62.png 673w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-62-300x191.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-62-175x111.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-62-450x286.png 450w" sizes="auto, (max-width: 673px) 100vw, 673px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Orientamento alla soluzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proattività</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem-solving</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto empatico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visione strategica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprensione dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Focus sul cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Flessibilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalizzazione dell&#8217;offerta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione chiara</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentalità orientata ai risultati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partnership con il cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione a lungo termine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identificazione del valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consulenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credibilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione positiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Co-creazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Collaborazione</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-psicologia-degli-atteggiamenti-nel-solution-selling/">La psicologia degli atteggiamenti nel solution selling</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/la-psicologia-degli-atteggiamenti-nel-solution-selling/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vendita, vendita consulenziale e patto psicologico</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/vendita-vendita-consulenziale-e-patto-psicologico/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/vendita-vendita-consulenziale-e-patto-psicologico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 21:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[Assunzione di responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Benefici reciproci]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità di influenzare]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione trasparente]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione degli obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza strategica]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Equità percepita]]></category>
		<category><![CDATA[esigenze del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia reciproca]]></category>
		<category><![CDATA[Impegno reciproco]]></category>
		<category><![CDATA[Lealtà del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Lungo termine]]></category>
		<category><![CDATA[Orientamento alle soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione delle aspettative]]></category>
		<category><![CDATA[Proposta di valore]]></category>
		<category><![CDATA[valore percepito]]></category>
		<category><![CDATA[vendita relazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26868</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Bosworth e Holland mettono in guardia i venditori e direttori vendite sul fatto che i venditori tradizionali si affidano troppo alla “presentazioni”, spesso usando applicazioni come Power Point e similari. Perché? &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vendita-vendita-consulenziale-e-patto-psicologico/">Vendita, vendita consulenziale e patto psicologico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bosworth e Holland mettono in guardia i venditori e direttori vendite sul fatto che i venditori tradizionali si affidano troppo alla “presentazioni”, spesso usando applicazioni come Power Point e similari. Perché? Perché pensano che questo approccio dia loro opportunità e aggiunga dinamismo, nella forma di grafiche ad alto impatto, animazioni etc. Offre loro un’occasione per far calare il sipario e aumentare l’effetto drammaturgico delle loro presentazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita centrata sul cliente, si trova invece che le conversazioni, non le presentazioni, sono di gran lunga più potenti. E sì, è anche possibile conversare con le proprie audience usando anche i Power Point, invece di presentarli e basta, ma è molto più difficile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avete mai avuto una conversazione “vera” con un amico o collega che fosse basata su una presentazione di diapositive preparata? Non credo. Per cui, non dovrebbe essere una sorpresa constatare che molti venditori “presentatori” non vengano ascoltati, o che quando i manager senior di un’azienda vedono un venditore entrare nel loro ufficio con un computer sotto il braccio, girano gli occhi all’indietro e iniziano a guardare l’orologio ancora prima che sia partita la presentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è il contrario di quanto vorremmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa vorremmo sentirci dire noi invece? “Tu sei la soluzione ai miei problemi!”</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quanti venditori, professionisti, o aziende, piacerebbe sentirsi dire così da un cliente? A tutti, con – al massimo – la variazione “<strong>Voi</strong> siete la soluzione ai nostri problemi!” se immaginiamo che il Voi si riferisca all’azienda nel suo complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bene, non è solo un sogno, ma una possibilità concreta. La vendita consulenziale, e il modello “Solution Selling”, trattano il tema della “vendita di soluzioni” “dove il venditore-consulente si occupa di (1) <strong>capire</strong> e (2) <strong>risolvere</strong> le questioni che stanno a cuore al cliente, che si tratti di problemi attuali o anticipazione di problemi futuri.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="699" height="212" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-27.png" alt="" class="wp-image-26869" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-27.png 699w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-27-300x91.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-27-175x53.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-27-450x136.png 450w" sizes="auto, (max-width: 699px) 100vw, 699px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">È certamente vero che in ogni azienda e in ogni persona esistono bisogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che è meno certo è che le persone prendano <strong>piena consapevolezza del bisogno</strong>. In questo ambito un approccio di Solution Selling può essere d’aiuto, tramite analisi e diagnosi che aiutano a far emergere i bisogni, e i problemi che vogliamo risolvere con l’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo che un bisogno è diventato consapevole, è necessaria una fase di “<strong>outing</strong>”, ovvero dichiarare apertamente il proprio bisogno. Solo a quel punto si potrà praticare un ascolto veramente attivo ed empatico, e arrivare a definire le soluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo fare i conti con il fatto che molte persone non sono consapevoli dei propri bisogni, e molte altre seppure consapevoli, non amano parlarne per timore di sembrare deboli o stupidi. La tecnica della vendita consulenziale deve quindi fare un grande lavoro sul <strong>patto psicologico</strong> tra venditore consulenziale e cliente affinché vi sia il maggiore grado di apertura possibile (<em>self disclosure</em>) e di <em>outing</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Vendita Consulenziale è un approccio di vendita nel quale si agisce come consulenti e partner per assistere il cliente nel risolvere problemi, creare opportunità, trovare soluzioni e ottenere obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna essere visti e percepiti come tali, come persone degne di fiducia e di apertura, altrimenti l’intero processo non potrà svolgersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il focus della vendita è la conversazione con il cliente, la fase di intervista al cliente, il far aprire il cliente al punto di identificare quali questioni egli debba risolvere, quali siano i “problemi” da affrontare, quali obiettivi voglia raggiungere, o dove siano i “nervi scoperti”, per inserire la vendita come soluzione a tali obiettivi e problemi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="725" height="538" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-28.png" alt="" class="wp-image-26870" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-28.png 725w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-28-300x223.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-28-175x130.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-28-450x334.png 450w" sizes="auto, (max-width: 725px) 100vw, 725px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita relazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia reciproca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proposta di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consulenza strategica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orientamento alle soluzioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capacità di influenzare</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esigenze del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione trasparente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credibilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impegno reciproco</p>



<p class="wp-block-paragraph">Condivisione degli obiettivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lungo termine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assunzione di responsabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione delle aspettative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Equità percepita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lealtà del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benefici reciproci</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vendita-vendita-consulenziale-e-patto-psicologico/">Vendita, vendita consulenziale e patto psicologico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/vendita-vendita-consulenziale-e-patto-psicologico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nutrire l&#8217;immagine di sè per vendite di successo</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/nutrire-limmagine-di-se-per-vendite-di-successo/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/nutrire-limmagine-di-se-per-vendite-di-successo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[Attitudine positiva]]></category>
		<category><![CDATA[autenticità]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Chiarezza comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Confidenza]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia reciproca]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle obiezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza sociale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[persuasione]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione personale]]></category>
		<category><![CDATA[relazione con il cliente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26855</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Noi tutti abbiamo un’immagine di noi stessi, e in base a quella agiamo, decidiamo, valutiamo cosa possiamo o non possiamo fare. Quando questa immagine è positiva, ci spingiamo ai limiti delle &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/nutrire-limmagine-di-se-per-vendite-di-successo/">Nutrire l&#8217;immagine di sè per vendite di successo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi tutti abbiamo un’immagine di noi stessi, e in base a quella agiamo, decidiamo, valutiamo cosa possiamo o non possiamo fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questa immagine è positiva, ci spingiamo ai limiti delle nostre performance e accettiamo di buon grado anche compiti sfidanti. Quando questa immagine è negativa, ci tiriamo indietro, non accettiamo di intraprendere azioni sfidanti perché ci vediamo già perdenti in partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vale anche nel mondo della vendita e della negoziazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un’autoimmagine per ogni area della vita, e queste possono essere anche estremamente variegate. Ad esempio, posso vedermi come un ottimo conoscitore di vini ma scarso conoscitore di fiori. Nel campo professionale, posso vedermi come un ottimo negoziatore in presenza, ma come uno scarso public speaker, ed evitare quindi le situazioni di comunicazione in pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni ambito della vita ha la propria autoimmagine. Anche entro lo stesso settore disciplinare, possiamo avere gradi di autoimmagine diversi. Ad esempio, nella comunicazione interpersonale posso vedermi come uno scarso seduttore, ma come un ottimo ascoltatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro sulle autoimmagini è determinante per cambiare anche il successo di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenzia Brian Tracy (2019, p 28-29):</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel commercio ci sono sette ASOR o <em>aree strategiche per ottenere risultati</em>. Esse sono come i numeri del telefono; occorre digitarli in sequenza per riuscire a raggiungere lo scopo e realizzare le vendite. In ognuna di queste aree strategiche, la vostra prestazione ed efficienza determinano l’esito positivo globale e l’ammontare del vostro reddito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sette aree strategiche per ottenere risultati sono</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>la ricerca di potenziali clienti</li>



<li>la costruzione di rapporti,</li>



<li>l&#8217;identificazione dei bisogni,</li>



<li>la presentazione,</li>



<li>la risposta alle obiezioni,</li>



<li>il perfezionamento della vendita,</li>



<li>chiedere ai clienti soddisfatti di consigliare il vostro prodotto ad altri.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il vostro concetto personale in ognuna delle sette aree determina la vostra prestazione e il vostro livello globale di reddito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fortunatamente chiunque è bravo in ognuna di queste aree, un tempo non lo era. Ogni professionista che si trova nel primo 10% è partito dall’inizio, dall’ultimo 10%. La buona notizia è che se sapete guidare la macchina o sapete far funzionare un telefono cellulare, potete diventare bravissimi in ognuna di queste sette prestazioni fondamentali. Si tratta semplicemente di imparare e fare pratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se avrete un concetto personale scarso rispetto a qualsiasi attività commerciale, cercherete di evitare quell’attività per quanto possibile. L&#8217;unica ragione, tuttavia, per la quale temete di agire in una determinata area di competenza e che, ancora, non siete all&#8217;altezza. Non avete ancora padronanza di quella competenza. Se non siete bravi in qualcosa, fate degli errori, vi sentite imbarazzati, arrabbiati e frustrati. Siete, dunque, naturalmente propensi ad evitare quell’attività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. <strong>Avere padronanza delle competenze</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione per i vostri timori e la vostra riluttanza ad esercitare in qualsiasi area di competenza fondamentale della vendita consiste nell’acquisire la padronanza di quella competenza. Fortunatamente ci sono altri libri, audiocorsi, corsi di formazione e consigli ora disponibili per aiutarvi ad acquisire padronanza in ogni cosa vi possa servire nella vita&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">…Potete imparare qualsiasi cosa che vi serva con l&#8217;esercizio e la ripetizione la stessa cosa vale per ogni area di competenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete diventare esperti nel definire con accuratezza i bisogni della persona con la quale state parlando, e nel qualificare la persona che vi interessa ponendo più domande o domande più accurate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete diventare eccellenti nella presentazione delle vostre vendite e raggiungere un livello di efficacia tale che la gente cercherà di strapparvi la merce di mano prima ancora che finiate di parlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete imparare come rispondere alle preoccupazioni e alle obiezioni della persona di vostro interesse, rispondendo in modo così esauriente da eliminare definitivamente qualsiasi dubbio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete imparare i vari metodi descritti in questo libro sui tempi per la proposta dell&#8217;ordine per la chiusura della vendita nel momento appropriato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine potete imparare come creare una “catena d&#8217;oro” di passaparola dai potenziali clienti ed ai clienti acquisiti, e come vendere sempre di più alle persone che hanno già comprato da voi. Tutte queste sono competenze che si possono acquisire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come riflessione conclusiva di questo passaggio, riportiamo frase che esprime, seppur brevemente, una filosofia di vita e una filosofia di vendita:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Non ci sono cose che non posso fare.</em> <em>Ci sono solo cose che non ho ancora imparato a fare.&#8221;</em> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Daniele Trevisani</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Autostima</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autoefficacia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confidenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credibilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione non verbale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intelligenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personal branding</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presentazione personale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Linguaggio del corpo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudine positiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autenticità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia reciproca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle obiezioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiarezza comunicativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione con il cliente</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/nutrire-limmagine-di-se-per-vendite-di-successo/">Nutrire l&#8217;immagine di sè per vendite di successo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/nutrire-limmagine-di-se-per-vendite-di-successo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come realizzare Action Lines di successo</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 06:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[strategic selling]]></category>
		<category><![CDATA[Action Line Analysis]]></category>
		<category><![CDATA[action lines]]></category>
		<category><![CDATA[ALA]]></category>
		<category><![CDATA[analisi comparativa]]></category>
		<category><![CDATA[analisi delle divergenze valoriali]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento di apertura]]></category>
		<category><![CDATA[attività di analisi]]></category>
		<category><![CDATA[attività di framing]]></category>
		<category><![CDATA[background culturale probabilistico]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni manifesti e latenti]]></category>
		<category><![CDATA[body language]]></category>
		<category><![CDATA[brainstorming]]></category>
		<category><![CDATA[breakdown]]></category>
		<category><![CDATA[caduta di credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento di atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[canale adeguato]]></category>
		<category><![CDATA[canale informativo]]></category>
		<category><![CDATA[canale umano]]></category>
		<category><![CDATA[canali non verbali]]></category>
		<category><![CDATA[canali visivi]]></category>
		<category><![CDATA[caratteristiche distintive dell&#039;offerta]]></category>
		<category><![CDATA[centratura]]></category>
		<category><![CDATA[compito]]></category>
		<category><![CDATA[componente di persuazione]]></category>
		<category><![CDATA[componente di seduzione]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento negoziale cross-culturale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione adeguata]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aperta]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione criptica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[consapevoli della propria missione]]></category>
		<category><![CDATA[corteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[costo comuicativo]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[credibility cues]]></category>
		<category><![CDATA[cultura geografica ed etnica]]></category>
		<category><![CDATA[dati relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[dati tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interattivo]]></category>
		<category><![CDATA[distintività]]></category>
		<category><![CDATA[distrust cues]]></category>
		<category><![CDATA[economia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[effetto boomerang]]></category>
		<category><![CDATA[errori e trappole]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione di opzioni]]></category>
		<category><![CDATA[expert review]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fasi temporali]]></category>
		<category><![CDATA[fattibilità pratica]]></category>
		<category><![CDATA[fitting]]></category>
		<category><![CDATA[fraintendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[fronte negoziale]]></category>
		<category><![CDATA[Geometria dello Spazio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[goal setting negoziale]]></category>
		<category><![CDATA[immagine mentale]]></category>
		<category><![CDATA[imprinting]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni di prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni sugli interlocutori]]></category>
		<category><![CDATA[leve contrattuali]]></category>
		<category><![CDATA[linea di azione]]></category>
		<category><![CDATA[linea di azione comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[mappa mentale]]></category>
		<category><![CDATA[matrice]]></category>
		<category><![CDATA[message strategy]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi e corrispondenze]]></category>
		<category><![CDATA[messaggio]]></category>
		<category><![CDATA[metodo action line]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo ALM]]></category>
		<category><![CDATA[mix culturali]]></category>
		<category><![CDATA[modelli mentali]]></category>
		<category><![CDATA[mosse relazionali]]></category>
		<category><![CDATA[multi-stratificazione di culture]]></category>
		<category><![CDATA[negoziatore rampante]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo]]></category>
		<category><![CDATA[path]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi alternativi]]></category>
		<category><![CDATA[percorso alternativo]]></category>
		<category><![CDATA[ping-pong comunicativo]]></category>
		<category><![CDATA[portata informativa]]></category>
		<category><![CDATA[probabilità di successo]]></category>
		<category><![CDATA[proprio valore]]></category>
		<category><![CDATA[punto di arrivo]]></category>
		<category><![CDATA[punto di partenza]]></category>
		<category><![CDATA[qualità potenziale dell&#039;acquirente]]></category>
		<category><![CDATA[regole comportamentali]]></category>
		<category><![CDATA[regole comportamentali rigide]]></category>
		<category><![CDATA[regole culturali assolute]]></category>
		<category><![CDATA[regole preconfezionate]]></category>
		<category><![CDATA[regole rigide]]></category>
		<category><![CDATA[regole stereotipate]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[role playing]]></category>
		<category><![CDATA[segmenti di valore]]></category>
		<category><![CDATA[segnali di credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sensazione di fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[sfiducia]]></category>
		<category><![CDATA[spazi mentali]]></category>
		<category><![CDATA[steps]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[strategia del messaggio]]></category>
		<category><![CDATA[studio ed analisi]]></category>
		<category><![CDATA[task]]></category>
		<category><![CDATA[tattiche alternative]]></category>
		<category><![CDATA[training]]></category>
		<category><![CDATA[trappole]]></category>
		<category><![CDATA[traps]]></category>
		<category><![CDATA[umiltà del negoziatore]]></category>
		<category><![CDATA[valore dell&#039;unicità]]></category>
		<category><![CDATA[valore della affidabilità]]></category>
		<category><![CDATA[valore della rapidità]]></category>
		<category><![CDATA[valore della ricerca e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[valore percepibile]]></category>
		<category><![CDATA[valore totale percepito]]></category>
		<category><![CDATA[valori condivisi]]></category>
		<category><![CDATA[valori potenziali]]></category>
		<category><![CDATA[valutazioni di fattibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggi reciproci]]></category>
		<category><![CDATA[variabili valutative critiche]]></category>
		<category><![CDATA[varietà della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
		<category><![CDATA[win-win]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://massimovannuccini968185141.wordpress.com/?p=1477</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Il Valore Totale Percepito Uno dei passaggi più critici nella preparazione negoziale è comprendere come si forma il possibile valore totale percepito (VTP), sommatoria di vari segmenti di valore (SV). &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/">Come realizzare Action Lines di successo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Il Valore Totale Percepito</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei passaggi più critici nella preparazione negoziale è comprendere come si forma il possibile <strong>valore totale</strong> <strong>percepito </strong>(<strong>VTP</strong>), sommatoria di vari <strong>segmenti di valore</strong> (<strong>SV</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore percepito, nel metodo ALM, viene considerato come una sommatoria di credenze positive, che si addizionano nella mente dell’acquirente mentre valuta le proposte o condizioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le caratteristiche distintive dell’offerta sono una combinazione di segmenti di valore che formano il valore complessivo. Ad esempio, un’impresa chimica che negozia una gomma speciale fonoassorbente con un produttore di auto, può creare valore percepito adducendo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il&nbsp;<strong>valore dell’unicità</strong>: essere i primi a disporre di tale tecnologia;</li><li>il&nbsp;<strong>valore della rapidità</strong>: essere tra i pochi a poter consegnare il prodotto in tempo per il lancio dei nuovi modelli di auto sui quali si potrebbe applicare;</li><li>il&nbsp;<strong>valore della ricerca e sviluppo</strong>: poter realizzare varianti su richiesta della ditta costruttrice, a seconda delle aree di utilizzo (assorbimento del rumore degli interni, del motore, etc.);</li><li>il&nbsp;<strong>valore dell’affidabilità</strong>: dare garanzie di poter consegnare i volumi previsti poiché si è produttori diretti e non semplici distributori del prodotto;</li><li>&#8230; altri valori identificabili da una analisi accurata.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">La sommatoria di tali valori potenziali o segmenti di valore (SV) crea il valore percepibile totale. Il valore “percepibile” non verrà però colto nella realtà, se non si crea una comunicazione adeguata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soprattutto, ciascuna caratteristica dell’offerta diventa valore solo ed unicamente se la diagnosi è adeguata. In caso contrario,&nbsp;<strong>l’informazione che non tocca la mappa mentale del cliente passa da valore a rumore (<em>noise</em>)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio&nbsp;6&nbsp;– Valore Totale Percepito (VPT) come sommatoria di Segmenti di Valore (SV)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo della negoziazione dipende:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>dal valore totale percepito nella controparte rispetto alla nostra identità e alle nostre possibilità di intervento;</li><li>dalla capacità di costruire, far emergere ed essere consapevoli dei Segmenti di Valore (SV) che compongono la propria offerta;</li><li>dalla capacità di trasferire i SV all’interlocutore durante la comunicazione;</li><li>dalla capacità di creare fitting (adattamento, centratura) tra i segmenti di valore offerti e i bisogni della controparte che emergono dalla diagnosi.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il negoziatore dovrà quindi essere estremamente attento a testare il grado di&nbsp;<em>fitting</em>&nbsp;tra i Segmenti di Valore proposti (ciò che propone) e ciò che nella mente del cliente è realmente importante, centrando le&nbsp;<strong><em>Key Variables</em></strong>&nbsp;(variabili valutative critiche).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni acquirente utilizza variabili critiche (<em>Key Variables</em>) che influenzano il processo decisionale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">il prodotto osservato viene comparato con un’immagine mentale del prodotto ideale, e con altri possibili prodotti. L’azienda consapevole dei processi mentali del cliente sa investire nelle variabili più “pesanti”, quelle che producono effetti e non dà priorità a variabili che il consumatore non utilizza o utilizza poco nelle proprie scelte.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Lo sviluppo di una linea d’azione di successo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni dei macro-errori della negoziazione:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>mancata conoscenza dei valori condivisi</strong> e <strong>analisi delle divergenze valoriali</strong>: impostare un rapporto senza una adeguata e reciproca conoscenza delle rispettive missioni e valori condivisi;</li><li><strong>tenere attivi dei fraintendimenti e non affrontarli subito</strong>: non è possibile fare affari solamente con soggetti o aziende delle quali si condividono tutti i valori e la missione. Capita spesso, anzi, di trattare con persone o imprese che non dispongono di una precisa visione. Tuttavia ciò va considerato in quanto fonte di possibili fraintendimenti rispetto agli obiettivi finali del progetto e alle modalità di svolgimento, i quali – senza un esame rapido, possono dare luogo ad aspettative contrastanti e divergenti;</li><li><strong>dare per scontati i modelli mentali del cliente</strong>: pensare che “sicuramente il suo ragionamento è&#8230;”, senza testarlo nella realtà;</li><li><strong>mancata pianificazione di percorsi alternativi</strong>: lanciarsi in una Action Line senza avere esplorato le alternative;</li><li><strong>mancata definizione dei possibili ostacoli di percorso e trappole</strong> (Traps);</li><li><strong>mancata preparazione e test della negoziazione</strong> (training sulle Action Lines attuato tramite giochi di ruolo, Role Playing);</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per realizzare una Action Line di successo è necessario:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>essere consapevoli della propria missione, del proprio valore, della propria <strong>distintività</strong>;</li><li>essere consapevoli e comunicare tutti i singoli segmenti di valore che formano il Valore Totale Percepito;</li><li>definire il punto di partenza e l’obiettivo da raggiungere o punto di arrivo (<strong>goal setting negoziale</strong>), ciò che vorremmo, i nostri punti di arrivo, chiarire <strong>ciò che ci renderebbe orgogliosi come risultato raggiunto</strong>;</li><li>definire diversi percorsi alternativi per raggiungere l’obiettivo o goal (con un minimo suggerito di tre alternative);</li><li>valutare i pro e contro delle alternative;</li><li>sperimentare il percorso scelto alla ricerca di Traps e possibili Breakdown;</li><li>scegliere la linea che massimizza il risultato ricercato (valutando sia il costo economico che organizzativo).</li></ul>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">La linea di azione comunicativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La linea di azione comunicativa si compone di una serie di “mosse relazionali” che ci avvicinano alla meta, verso l’effetto ricercato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni comportamento è un messaggio</strong>. È messaggio un ritardo nel rispondere o la prontezza nel rispondere, è messaggio una comunicazione aperta o una comunicazione criptica, così come il tono adirato o conciliante, o la cura dell’impaginazione di una lettera o di una email, o la sua trascuratezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone e i clienti traggono informazione da tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, la linea di azione comunicativa deve presidiare ogni fronte dal quale il cliente ricava messaggi e formula la sua immagine e le sue decisioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La linea di azione richiede inoltre studio ed analisi. Include soprattutto la ricerca di informazioni sugli interlocutori, sui reali potenziali di business, sui bisogni manifesti e latenti, e sulle leve di valore che maggiormente possono essere efficaci. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni negoziazione comprende una componente di seduzione e persuasione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come osserva un classico della seduzione:</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La cortigiana dovrebbe dapprima inviare i massaggiatori, i cantanti e i giocolieri che eventualmente siano al suo servizio o, mancando questi, i <em>Pithamardas</em> ovvero confidenti e altri, a indagare sui sentimenti dell’uomo e sul suo stato d’animo. Per mezzo di tali persone, la cortigiana si accerterà se l’uomo è puro o impuro, se è amabile o meno, capace di attaccamento o indifferente, generoso o gretto;<a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftn2"><sup>[1]</sup></a></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni negoziazione, al di la della metafora provocatoria, contiene elementi di somiglianza e similarità con un corteggiamento, o con un matrimonio o fidanzamento. Con chi ci stiamo fidanzando? Chi sono le persone con cui stiamo trattando? Che carattere hanno? Che storia hanno? Cosa vogliono realmente? Di cosa hanno bisogno adesso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sia appurata la qualità potenziale dell’interlocutore, la gestione della comunicazione deve dare dimostrazioni di interesse così come la seduzione crea un rapporto tra due controparti. </p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Regole stereotipate e linee di azione ragionate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tentazione di ricorrere a regole preconfezionate, nella negoziazione, è grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe molto bello poter dire “quando parli con un Cinese, fai&#8230;, quando invece sei in America Latina fai&nbsp;<em>x</em>&nbsp;non fare&nbsp;<em>y</em>, e vedrai che il successo è garantito&#8230;”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole comportamentali rigide rifiutano di prendere in considerazione la realtà dell’<em>imprinting</em>&nbsp;(matrice) culturale, la varietà di personalità, il lato emotivo dei soggetti e la loro identità multipla: un cinese può avere lavorato per multinazionali americane ed avere maggiore cultura di business anglosassone di un americano del midwest, può essere adirato o felice, può avere avuto esperienze positive o negative in passato con persone della nostra nazione, e questo non lo possiamo né sapere a priori né stereotipare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nessuna regola vale per sempre e con tutti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole stereotipate possono andare bene solo in una società non globalizzata. Oggi i mix culturali producono una multi-stratificazione di culture in ogni individuo che ha contatti con altre culture, per cui non è più possibile dare regole comportamentali certe. Quello che serve è un approccio flessibile, che tenga conto della realtà incontrata e non degli stereotipi, poiché nella negoziazione non esistono regole culturali assolute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le realtà che si possono incontrare sono le più diverse, e, come accennato, il grado di varianza intra-culturale non è minore di quello inter-culturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le poche regole certe devono essere quelle di:</p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) disporre di una “<strong>minima condotta efficace trans-culturale, o minimo comune denominatore del comportamento negoziale cross-culturale</strong>”, un approccio di qualità conversazionale che possiamo pensare di poter applicare ovunque, es: non interrompere inopportunamente, non offendere la “faccia” e immagine altrui, non esporsi con affermazioni pericolose in campo valoriale e religioso, cercare di capire gli interessi della controparte, e&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">(2) conoscere le poche basi culturali generali dell’area geografica o merceologica ove si opera: il&nbsp;<strong>background culturale probabilistico</strong>&nbsp;che si potrà incontrare, le regole probabili (e sottolineiamo probabili, non certe) che vigono in una certa cultura geografica, etnica o professionale &#8211; anche queste da prendere con le pinze. </p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre cambiare paradigma, passare dalle regolette certe alla flessibilità del comunicatore, occorre un cambiamento di atteggiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soppesando i pro ed i contro di diverse opzioni di contenuto, è necessario giungere alla definizione di quale messaggio dia la maggiore probabilità di successo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilità e non certezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo quindi studiare la linea di azione con i minori ritorni negativi latenti, prevedere e anticipare i rischi di effetto boomerang.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se siamo invitati da un commerciante arabo nella sua casa, spetta a noi capire, inquadrare (attività di <em>framing</em>) se sembra essere una famiglia tradizionalista, ortodossa, integralista, o informale o ancora dove e quanto ha studiato questo commerciante, che potrebbe non avere istruzione formale o avere invece due lauree prese a New York o Sidney. Solo applicando un atteggiamento di apertura ed ascolto possiamo interagire efficacemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La produzione di una linea di azione comunicativa&nbsp;<strong>non può ricorrere a stereotipi</strong>&nbsp;(es: “se sei attaccato, contrattacca”) e&nbsp;<strong>non avviene per pura intuizione creativa</strong>: essa è frutto di studio, di confronto, consultazione, scambio di pareri tra colleghi e tra colleghi e consulenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Richiede ricerca, esplorazione di opzioni, valutazioni di fattibilità e anticipazione degli effetti. Richiede, in altre parole,&nbsp;<strong>l’umiltà del negoziatore professionale</strong>, che è sempre proteso a testare le proprie strategie e mosse, pronto con umiltà a confrontarsi con colleghi e consulenti sulla loro possibile efficacia, prima di lanciarsi nell’azione ciecamente seguendo stereotipi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa umiltà rappresenta il vero fattore distintivo del negoziatore professionale rispetto al “negoziatore rampante” :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>distingue il prototipo del negoziatore arrogante che pensa di avere sempre ragione e usa stereotipi, da chi si siede ad un tavolo per analizzare e costruire qualcosa;</li><li>distingue chi si fa forte di leve contrattuali (potere, denaro, legislazioni, politica) da chi ricerca realmente un approccio&nbsp;<em>win-win</em>, di vantaggi reciproci;</li><li>distingue chi ritiene che il successo sia sempre dovuto e venga in tasca automaticamente, da chi pensa di dover costruire attivamente il proprio successo;</li><li>distingue chi si scava lentamente la sua fossa, da chi crea qualcosa per gli altri e non solo per se stesso.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per costruire <em>Action Lines</em> di successo, è quindi necessario il confronto, concretizzato tramite diverse sessioni di <em>brainstorming</em> e di <em>role-playing</em> nelle quali esporre e testare le possibili linee di azione comunicative, per poi scegliere la linea a maggiore probabilità di riuscita.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Struttura delle linee di azione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna linea di azione è suddivisibile in&nbsp;<em>Steps</em>, fasi temporali durante le quali si articola il processo di comunicazione. L’insieme dei passi attuati costituisce il percorso della linea di azione (<em>Path</em>). Ogni step prevede diverse comunicazioni, che vanno sottoposte ad esame e prova tramite role-playing (simulazione) o&nbsp;<em>expert review</em>&nbsp;(valutazione da parte di esperti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una&nbsp;<em>Action Line Analysis</em>&nbsp;(<em>ALA</em>) si può definire come l’analisi comparativa di una serie di tattiche alternative per il raggiungimento di un obiettivo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fattori strutturali caratterizzanti una <em>ALA</em> sono (a) il numero di linee di azione comparate, e (b) il numero di steps per ciascuna linea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ogni linea devono essere determinate le possibilità di successo, gli errori e trappole (<em>traps</em>), la fattibilità pratica, le ripercussioni sull’immagine di chi la metterà in pratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’importanza della&nbsp;<em>message strategy</em>&nbsp;è la scelta accurata di una linea comunicativa che associ il messaggio a concetti mentali desiderati. Nel costruire una strategia del messaggio, dovremo anche fare attenzione ad associazioni che possano inquinare il marchio e il comunicatore con immagini mentali negative.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ogni parola emessa elicita (fa scaturire) costrutti mentali che sono contigui ad essa. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le scienze cognitive hanno evidenziato che i messaggi non sono recepiti in modo isolato, ma si inseriscono sempre in una mappa mentale del soggetto</strong>, una mappa che associa il messaggio a concetti e immagini mentali. </p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Per esprimere tale concetto, Shaw e Gaines fanno riferimento al concetto di “Geometria dello Spazio Psicologico”<a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftn6"><sup>[2]</sup></a> espresso da Kelly (Psicologia dei costrutti personali): ogni messaggio si inserisce in spazi mentali e si associa alle aree contigue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<em>message strategy</em>&nbsp;richiede consapevolezza che ogni messaggio aziendale, ogni comportamento comunicativo della linea d’azione, produce&nbsp;<strong>immagini evocate</strong>, le quali creano un’anticipazione di eventi futuri nei nostri interlocutori (“come sarà lavorare con questa azienda?”) e attribuzioni di significati agli eventi stessi (“perché avranno detto questo?” “se si comportano così ora, cosa faranno dopo?”).</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Trappole e problemi  della negoziazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle caratteristiche della negoziazione interculturale è quella di non sapere bene con chi si sta trattando, a meno che non si tratti di noti marchi multinazionali. E anche nel caso di marchi noti, i ruoli possono essere talmente vari da richiedere un approfondimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, quindi, una dose di attività di analisi rimane fondamentale. Nella negoziazione si aprono numerosi rischi – solo per citarne alcuni &#8211; divulgando notizie ad interlocutori non noti, ma anche realizzare gratuitamente lavoro e attività che in altre situazioni andrebbero pagate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due riflessioni fondamentali sulla comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima riguarda come i messaggi che lanciamo o che gli altri lanciano rafforzano o distruggono la sensazione di fiducia. I messaggi e le corrispondenze che noi inviamo o gli altri inviano contengono sempre elementi che possono creare credibilità (segnali di credibilità o&nbsp;<em>credibility cues</em>) così come possibili segnali che mettono in allerta e denotano caduta di credibilità (segnali che producono sfiducia o&nbsp;<em>distrust cues</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda riguarda l’appropriatezza del canale comunicativo. Uno dei suggerimenti più importanti del metodo&nbsp;<em>action line</em>, sul fronte negoziale, è quello di considerare attentamente l’economia della comunicazione, l’appropriatezza dei canali comunicativi rispetto al risultato che vogliamo raggiungere. Si può informare qualcuno con un SMS ma non certo negoziare tramite SMS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni canale informativo ha un&nbsp;<strong>costo comunicativo</strong>&nbsp;(alto o basso, in funzione del tempo o risorse necessarie) e una&nbsp;<strong>portata informativa</strong>&nbsp;(alta o bassa).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione interpersonale, faccia a faccia, ha un alto costo relazionale, di tempo, e richiede impegno logistico elevato (bisogna spostarsi, trovarsi fisicamente nello stesso luogo alla stessa ora), ma possiede una enorme portata informativa: possiamo comunicare con tutto il corpo, con il&nbsp;<em>body language</em>, con i canali visivi, non verbali, emotivi, e ogni altro canale umano. Una email, al contrario, è un esempio di canale comunicativo di basso costo (temporale ed economico), ma di ridotta portata informativa reale. È difficile scambiare realmente emozioni o decodificare la controparte, partendo solo da un testo scritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo ALM invita quindi a porsi diverse domande sulla appropriatezza del canale rispetto al&nbsp;<em>task</em>&nbsp;(compito) da svolgere. Le domande chiave:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il canale che intendo utilizzare è adeguato al tipo di messaggio?</li><li>devo inviare solo flussi di informazione o devo anche chiederne?</li><li>i tipi di dati da trasferire sono solo tecnici (es: informazioni di prodotto, servizi, prezzi) o anche relazionali (comunicare per conoscersi, verifica di affidabilità, incremento della conoscenza reciproca, affiatamento relazionale)?</li><li>serve un dialogo interattivo o è sufficiente un ping-pong comunicativo?</li><li>che tempi ho a disposizione?</li><li>cosa rischio se sbaglio canale informativo?</li><li>che cosa mi permette di fare il canale che ho scelto?</li><li>che cosa&nbsp;<strong>non</strong>&nbsp;mi permette di fare? Quali sono i suoi limiti?</li></ul>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftnref2"><sup>[1]</sup></a> Kamasutra, p. 152, 153. Edizione Mondadori, 1977, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//4283B0E9-420F-45E5-91C1-501A469CEDF5#_ftnref6"><sup>[2]</sup></a> Shaw, M.L.G, e Gaines, B.R. (1992).”Kelly’s “Geometry of Psychological Space” and its Significance for Cognitive Modeling”. <em>The New Psychologist</em>, Oct. 1992, pp. 23-31.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/">Come realizzare Action Lines di successo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/come-realizzare-action-lines-di-successo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi eri. Chi sei. Chi vuoi diventare. Saper ascoltare la propria Chiamata alla vita</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/chi-eri-chi-sei-chi-vuoi-diventare-saper-ascoltare-la-propria-chiamata-alla-vita/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/chi-eri-chi-sei-chi-vuoi-diventare-saper-ascoltare-la-propria-chiamata-alla-vita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 08:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[assertività personale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento personale]]></category>
		<category><![CDATA[capire chi sei]]></category>
		<category><![CDATA[chiamata di vita]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[competenza tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza di processo personale]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[crescita professionale]]></category>
		<category><![CDATA[energie personali]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione personale]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[immagine personale]]></category>
		<category><![CDATA[master in coaching]]></category>
		<category><![CDATA[maturare]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[presentarsi]]></category>
		<category><![CDATA[profilo umano]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca di sè]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[spessore morale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo personale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://studiotrevisani.it/?p=10458</guid>

					<description><![CDATA[<p>“The Call”: La chiamata, viaggio verso la luce Articolo Copyright. Dal libro Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone di Daniele Trevisani, edizioni Mediterranee, Roma https://youtu.be/ev8TXCo9Xiw Ispirato al modello HPM di Sviluppo del Potenziale Umano, dal testo Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance, Franco Angeli &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/chi-eri-chi-sei-chi-vuoi-diventare-saper-ascoltare-la-propria-chiamata-alla-vita/">Chi eri. Chi sei. Chi vuoi diventare. Saper ascoltare la propria Chiamata alla vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>“The Call”: La chiamata, viaggio verso la luce</h2>
<h4>Articolo <em>Copyright</em>. Dal libro <a href="https://www.ibs.it/psicologia-della-liberta-liberare-potenzialita-libro-daniele-trevisani/e/9788827228227" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a> di Daniele Trevisani, edizioni Mediterranee, Roma</h4>
<p>https://youtu.be/ev8TXCo9Xiw</p>
<p>Ispirato al modello HPM di Sviluppo del Potenziale Umano, dal testo <a href="https://www.ibs.it/potenziale-umano-metodi-tecniche-di-libro-daniele-trevisani/e/9788846498625" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>, Franco Angeli editore, Milano</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/back.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-10462 size-medium" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/back.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/back.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/back-600x400.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/back-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/back-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/back-900x599.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> <a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/tree-of-life.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-10464" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/tree-of-life.jpg" alt="" width="149" height="200" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/tree-of-life.jpg 419w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/tree-of-life-224x300.jpg 224w" sizes="auto, (max-width: 149px) 100vw, 149px" /></a></p>
<p style="text-align:right;"><em>La notte oscura dell’anima è un viaggio verso la luce, un percorso dall’oscurità verso la forza e le risorse nascoste dell’anima. Attraversare la notte oscura richiede dialogo interiore, contemplazione, preghiera, tempo trascorso in silenzio, e condivisione con chi comprende la natura profonda della trasformazione interiore…. è un viaggio per imparare a vedere il mondo da mistici attraverso una lente senza tempo che percepisce al di la della ragione.</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Carolin Myss.</em></p>
<p>Tante volte sentiamo una “chiamata” che ci dice “fai qualcosa per te”, prenditi tempo per te stesso, dedicati uno spazio speciale, trasformati e lavora sulle tue energie, cerca il meglio di te dovunque sia “nascosto”.</p>
<p>Il problema è che la risposta a questa “chiamata” viene soffocata dal vivere quotidiano, dallo stress, o dal non trovare “compagni di viaggio” e veri Maestri per affrontare un percorso di trasformazione in un clima piacevole e sereno, o dal non sapere letteralmente come farlo e dove farlo.</p>
<p>Altre volte, ancora peggio, l’orgoglio e la rabbia chiudono questa voce e la soffocano. La voglia di vedere che cosa può esserci oltre il muro, oltre a ciò che facciamo, rimane soffocata, ma pulsa, ed esige ascolto per non diventare malattia.</p>
<p>Quando siamo arrivati in fondo, o ci sentiamo in un momento di svolta e vogliamo cambiare pagina, vogliamo un percorso di cambiamento totale, un percorso che ci metta in grado di conoscere noi stessi e il nostro potenziale,  che sino ad ora abbiamo messo a disposizioni di altri, di tutti tranne che per noi stessi.</p>
<p>Quando avremo deciso di non essere più disposti a vivere a pieno sentiremo la chiamata, e capiremo che non siamo più disposti a vivere un altro giorno senza “me stesso” al centro della mia vita, nella bellezza, nella gioia e nell’armonia.</p>
<p>The Call<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> è un percorso formativo che ho sviluppato per chi vuole iniziare un percorso di conoscenza e di profondo cambiamento e, con l’aiuto di seri professionisti, fare passi avanti.</p>
<p>The Call si basa su un metodo scientifico bioenergetico e di neuroscienze, e non richiede di “crederci” o di “non divulgare ciò che si fa” ma anzi al contrario si invitano tutti a leggere, studiare, capire ciò che si fa e perché lo si fa, e divulgarlo. Questa è la differenza tra una “Scuola del Potenziale Umano” e una setta.</p>
<p>Il metodo del potenziale umano alla base del lavoro è supportato da un’enorme letteratura e ai partecipanti vengono fornite letture, ma le sole letture e concetti, senza esperienza applicativa, sono nulla.</p>
<p>In particolare, l’interno Modello di Potenziale Umano HPM è esposto nel volume  “<a href="http://amzn.to/2ppXnJP" target="_blank" rel="noopener">Il Potenziale Umano</a>” di Daniele Trevisani.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9759" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/metodo-hpm-daniele-trevisani.png" alt="metodo-hpm-daniele-trevisani" width="800" height="448" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/metodo-hpm-daniele-trevisani.png 800w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/metodo-hpm-daniele-trevisani-600x336.png 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/metodo-hpm-daniele-trevisani-300x168.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/metodo-hpm-daniele-trevisani-768x430.png 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Ciascuna di queste “celle” o stati viene esplorata e potenziata con azioni allenanti specifiche.</p>
<p>Gli ingredienti per un’esperienza trasformativa, così ben esposti da Myss, sono oggetto di questo approccio esperienziale.</p>
<h4>Articolo <em>Copyright</em>. Dal libro <a href="https://www.ibs.it/psicologia-della-liberta-liberare-potenzialita-libro-daniele-trevisani/e/9788827228227" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a> di Daniele Trevisani, edizioni Mediterranee, Roma</h4>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/chi-eri-chi-sei-chi-vuoi-diventare-saper-ascoltare-la-propria-chiamata-alla-vita/">Chi eri. Chi sei. Chi vuoi diventare. Saper ascoltare la propria Chiamata alla vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/chi-eri-chi-sei-chi-vuoi-diventare-saper-ascoltare-la-propria-chiamata-alla-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Essere credibili come interlocutori e saper ascoltare, una questione di &#8220;chi siamo&#8221; e di Personal Branding &#8211; Articolo e video</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/essere-credibili-come-interlocutori-e-saper-ascoltare-una-questione-di-chi-siamo-e-di-personal-branding/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/essere-credibili-come-interlocutori-e-saper-ascoltare-una-questione-di-chi-siamo-e-di-personal-branding/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 14:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi del discorso]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[affidabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[attendbilità]]></category>
		<category><![CDATA[autorevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[capacità di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[competenza]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità professionale]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Branding]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://studiotrevisani.it/?p=10366</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni messaggio, ogni presentazione, ogni momento di interazione, ha un effetto di imprinting – la fissazione dell’immagine verso chi ci sta osservando o ascoltando. Il mondo delle relazioni è un mondo di percezioni soggettive, ancora prima che di dati oggettivi. Esaminare cosa accade a livello di percezioni, nella comunicazione e nell&#8217;ascolto, è quindi ancora più &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/essere-credibili-come-interlocutori-e-saper-ascoltare-una-questione-di-chi-siamo-e-di-personal-branding/">Essere credibili come interlocutori e saper ascoltare, una questione di &#8220;chi siamo&#8221; e di Personal Branding &#8211; Articolo e video</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni messaggio, ogni presentazione, ogni momento di interazione, ha un <strong>effetto di imprinting</strong> – la fissazione dell’immagine verso chi ci sta osservando o ascoltando.</p>
<p>Il mondo delle relazioni è un mondo di percezioni soggettive, ancora prima che di dati oggettivi. Esaminare cosa accade a livello di percezioni, nella comunicazione e nell&#8217;ascolto, è quindi ancora più fondamentale.</p>
<p>Questo riguarda numerosi elementi in grado di generare fiducia o sfiducia tra cui:</p>
<ul>
<li>lo stile di movimento (velocità del passo, camminata);</li>
<li>le posture e il body language;</li>
<li>le gestualità e l’espressività;</li>
<li>il modo di stringere la mano;</li>
<li>la mimica facciale;</li>
<li>l’abbigliamento e gli accessori personali e professionali.</li>
</ul>
<p>Chi di noi affiderebbe i suoi segreti più intimi a qualcuno di cui &#8211; per via di alcuni elementi del mix sopra notato &#8211; di pancia, non si fida? A qualcuno che si pensa, magari, dopo pochi minuti, metterà tutto quanto su internet o lo darà ad altri?</p>
<p>O a qualcuno di cui scopriamo che stia registrando a nostra insaputa? O a qualcuno di cui non sappiamo le vere intenzioni?</p>
<p>Tutti questi fenomeni sono centrali nella comunicazione, e ancora maggiormente nella fase di ascolto, in quanto se non riusciamo ad emergere come persone &#8220;sicuramente affidabili&#8221; e competenti, nessuno ci dirà niente. Il coaching, essendo in larga misura basato su tecniche di colloquio, ha grande bisogno di costruire moalità di colloquio in cui si generi apertura, e fuoriescano le informazioni che servono per gestire il caso e trattarlo.</p>
<p>La creazione dell’immagine e della credibilità, o la sua distruzione, non avvengono “di colpo” o per effetto di singole evenienze (se non estremamente forti), ma si compongono per sommatoria di</p>
<ul>
<li>micro-osservazione;</li>
<li>analisi di congruenze;</li>
<li>rilevazione di segnali deboli.</li>
</ul>
<p>Come ho evidenziato in <a href="https://amzn.to/2TNJ93L" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Psicologia di marketing e comunicazione</em></a>:</p>
<p>In termini commerciali, le informazioni che possono essere colte nella fruizione di un negozio, di un prodotto, nella visita di un’azienda, nello scrutare una persona o un prodotto, si categorizzano in due classi importanti, i segnali generatori di fiducia (<strong><em>trust signals</em></strong>) e i segnali generatori di sfiducia (<strong><em>distrust signals</em></strong>). A questi segnali deve essere data attenzione primaria, in quanto essi possono accelerare o bloccare l’intenzione d’acquisto.</p>
<ul>
<li><strong>Trust signals</strong>: elementi colti nel campo percettivo, che generano fiducia e rassicurazione</li>
<li><strong>Distrust signals</strong>: elementi colti nel campo percettivo, che generano preoccupazione o sfiducia</li>
</ul>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/trust-distrust-signals-fiducia-credibilita.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10367" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/trust-distrust-signals-fiducia-credibilita.jpg" alt="" width="672" height="286" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/trust-distrust-signals-fiducia-credibilita.jpg 672w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/trust-distrust-signals-fiducia-credibilita-600x255.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/trust-distrust-signals-fiducia-credibilita-300x128.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>percorso valutativo della nostra persona, di noi come interlocutori affidabili o meno &#8230;</strong> sarà costellato, in altre parole, dal ricevimento di segnali e di informazioni. I <strong><em>trust signals</em></strong> svolgono il ruolo di elementi di rafforzamento della fiducia e dell’immagine dell’azienda. I <strong><em>distrust signals</em></strong> sono invece elementi di detrazione, negativi rispetto alla formazione della fiducia.</p>
<p>Se immaginiamo ciò che osserva un cliente all&#8217;interno di un’azienda, elementi magari casuali, quali un ordinativo di un’azienda importante, dal marchio prestigioso, collocato su una scrivania possono costituire <em>trust-signals</em>, mentre una lettera di reclamo da parte di un consumatore, o la ruggine sul cancello d’ingresso, o la scortesia del persona, costituiscono <em>distrust-signals</em>.</p>
<p>L’azienda orientata alla crescita deve analizzare attentamente quali elementi della propria comunicazione stiano funzionando da <em>trust signals</em> e quali da <em>distrust signals</em>, analizzando accuratamente ogni elemento di contatto con il cliente e con il pubblico (vetrine, prodotti, cataloghi, siti web, personale, ecc.) attraverso apposite <strong>griglie valutative</strong> (griglie di analisi dell&#8217;immagine visuale e griglie di emersione dei segnali negativi aziendali)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>La &#8220;persona&#8221; che vuole lavorare sul proprio &#8220;Personal Branding&#8221; o immagine personale, dovrà curare altrettanto il tipo di abbigliamento (casual o rigoroso), i capelli, le unghie, come e dove è collocato il suo ufficio, cosa ha sui tavoli. Dovrà osservare il proprio sito web con gli occhi di un possibile cliente, persino i propri profili sui social media. E non è sufficiente. Dovrebbe avere attenzione a farsi dare feedback da persone di propria fiducia o da supervisori (<em>supervisors</em> professionali) che devono occuparsi su sua richiesta di &#8220;guardarlo dall&#8217;alto&#8221; e offrirgli sostegno.</p>
<p>Il sostegno vero, viene anche dall&#8217;indicare ad una persona che- ad esempio &#8211; tende ad interrompere troppo il cliente, o non fa dei &#8220;recap&#8221; (ricapitolazioni) durante il discorso per mettere un punto e poi proseguire. O ancora, che le sue microespressioni facciali lasciano tradire un&#8217;incertezza o un giudizio quando questi non fossero voluti.</p>
<p>La dinamica dei segnali di fiducia e di sfiducia coinvolge pienamente anche il professionista in ogni campo, il venditore, il consulente, i suoi comportamenti e atteggiamenti, i suoi messaggi e comunicazioni, la sua modalità di ascolto.</p>
<h1>La Source Credibility &#8211; credibilità personale, immagine della fonte e persuasione</h1>
<p>L’importanza della variabile “credibilità della fonte” nella persuasione è stata sottolineata già dai primi studi sulla materia, i quali avvalorano l’ipotesi seguente un’alta credibilità della fonte  ha più effetto nel persuadere un’audience che una fonte a bassa credibilità (Hovland e Weiss, 1952; Hovland, Janis e Kelley, 1953).</p>
<p>Nel coaching, per quanto la fase di comunicare esprimendo dati sia inferiore al tempo passato nell&#8217;ascoltare, l&#8217;intero &#8220;apparato uomo&#8221;, l&#8217;intera persona come sistema, è una &#8220;fonte&#8221; soggetta ad esame di credibilità. Il coach è una fonte di ascolto, una fonte di consigli, una fonte intesa anche come fonte di saggezza, un porto sicuro nel mare in tempesta.</p>
<p>Se parliamo di ascolto, possiamo dire senza ombra di dubbio che &#8211; ove manchi credibilità spontanea &#8211;  l’unico modo per ottenere informazioni sarebbe un interrogatorio. E questo non è certo quello che deve fare un coach orientato ad ascoltare.</p>
<p>Quello che ci interessa è invece riuscire a creare un ambiente collaborativo. La nostra parte in questo consiste nell’essere persone con una forte credibilità, dovuta a due specifici meccanismi evidenziati dalla psicologia sociale:</p>
<ul>
<li><strong>Ttrustworthiness (o Trust): letteralmente “essere degni di fiducia”, attendibili;</strong></li>
<li><strong>Expertise: essere visti come persone competenti sul tema che trattiamo.</strong></li>
</ul>
<p>Nei processi di coaching e di consulenza, la competenza riguarda il meccanismo di coaching, e non tanto l’essere delle persone competenti nel campo di cui si occupa il cliente. Se ad esempio il cliente produce barche, ma noi siamo coach in azione nel supportare la sua leadership, dovrebbe emergere che sappiamo lavorare sul meccanismo della leadership, e non che siamo esperti di barche. Lo stesso vale per il public speaking, dove il fatto di parlare in una banca o in un campo di gioco, non cambia la sostanza forte delle questioni su cui lavorare.</p>
<blockquote><p>Principio 10 Assioma di credibilità</p></blockquote>
<ul>
<li>
<blockquote><p>L’efficacia della comunicazione è correlata alla credibilità della fonte percepita dal ricevente dell’informazione.</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>Le dimensioni principali della credibilità (1) competenza, expertise e (2) trustworthiness, fiducia, devono essere entrambi presenti.</p></blockquote>
</li>
</ul>
<p>La credibilità della fonte è definita da Johnson, Conklin e Pearce (1979) come una serie di percezioni provenienti da un ascoltatore riguardo la possibilità di essere creduto (<em>believability</em>) e accettato da questo.</p>
<p>Dimensioni della credibilità della fonte sono state investigate da vari autori, inclusi Hovland, Janis e Kelley (1953), Berlo, Lemert e Mertz (1969), McCroskey (1966), Tuppen (1974), Whitehead (1968), Markham (1968), e altri.</p>
<p>I primi contributi teorici identificarono alcuni fattori o dimensioni della credibilità  tra i quali  l’affidabilità (<em>trustworthiness</em>), la competenza (<em>competence</em>), ed il dinamismo (<em>dynamism</em>) (Johnson e altri, 1979).</p>
<p>Altri fattori presi in considerazione  in diversi studi sono <em>l’expertise</em> (ovvero esperienza della fonte, competenza tecnica, dal tratto semantico similare al fattore “<em>competence</em>”), il carattere”, e l’intento persuasivo. (Petty &amp; Cacioppo, 1981).</p>
<p>Comunque, come McCroskey e altri autori (1972) indicano, i ricercatori  non dovrebbero aspettarsi esattamente la stessa dimensionalità della credibilità della fonte, dal momento che le dimensioni di valutazione possono variare a seconda di soggetti diversi, popolazioni e culture.</p>
<p>In altre parole, la dinamica di ascolto va adattata in funzione delle culture. Se facciamo coaching a livello internazionale, sappiamo che un CEO aziendale giapponese pretenderà cenni di rispetto e di cortesia estrema, e non pacche sulla spalla. Il contatto fisico sarà da evitare, almeno nelle prime fasi. Se siamo negli USA, sappiamo che avremo a che fare con una cultura molto diretta, che non apprezza i convenevoli, così come invece essi sono importanti nelle culture latine ed arabe.</p>
<blockquote><p>Principio 11 &#8211; Assioma di variabilità culturale e comunicazione interculturale</p></blockquote>
<ul>
<li>
<blockquote><p>Le dimensioni di valutazione della fonte dipendono da fattori culturali e variano in funzione della cultura del ricevente. L’utilizzo di modelli comunicativi culturali funzionanti nella cultura della fonte non assicura il successo quando il messaggio o il rapporto viene trasferito all’interno di un’altra cultura</p></blockquote>
</li>
</ul>
<p>I due fattori principali, sui quali esiste un accordo generale, sono <em>expertise</em> e <em>trustworthiness</em>.</p>
<p>Il fattore <em>expertise</em> (considerato come “competenza” tecnica o “qualificazione”) si riferisce alla conoscenza e preparazione tecnica della fonte riguardo i fatti presentati nel messaggio.</p>
<p>Il fattore <em>Trustworthiness</em> si riferisce alla percezione che la persona dica o meno la verità che conosce (oppure dia solo una versione parziale dei fatti), con lo scopo di manipolare le controparti a loro insaputa.</p>
<p>Queste due dimensioni possono essere combinate costruendo una matrice di analisi della credibilità per formare quattro diverse tipologie di percezioni della fonte.</p>
<ol>
<li>alta expertise- alta trustworthiness: la fonte più credibile, essendo percepita come competente e affidabile;</li>
<li>alta expertise- bassa trustworthiness: fonte inaffidabile</li>
<li>bassa expertise- alta trustworthiness: fonte inesperta</li>
<li>bassa expertise- bassa trustworthiness: fonte inaffidabile e inesperta.</li>
</ol>
<p>Figura 48 &#8211; Matrice di analisi della credibilità</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/matrice-di-analisi-della-credibilita.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10368" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/matrice-di-analisi-della-credibilita.jpg" alt="" width="679" height="542" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/matrice-di-analisi-della-credibilita.jpg 679w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/matrice-di-analisi-della-credibilita-600x479.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/06/matrice-di-analisi-della-credibilita-300x239.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 679px) 100vw, 679px" /></a></p>
<p>Principio 12 &#8211; Assioma di credibilità della fonte</p>
<ul>
<li>La percezione di <em>expertise</em> (esperienza, competenza) e <em>trustworthiness</em> (affidabilità, serietà, fiducia, attendibilità) determinano la valutazione della credibilità di ogni soggetto nella relazione. La comunicazione strategica deve utilizzare fonti alle quali il ricevente riconosca livelli adeguati di <em>expertise</em> e <em>trustworthiness</em> (relativa al tema oggetto della comunicazione)</li>
</ul>
<p>Altre caratteristiche della fonte, come attrazione fisica, similarità, e potere, sono state trovate positivamente correlate all’efficienza (e efficacia) della persuasione (Petty e Cacioppo, 1981). La credibilità della fonte non è l’unico fattore che influenza la persuasione, ma può essere considerato un fattore facilitante.</p>
<p>Il concetto di “fattore facilitante” o “fattore facilitativo” è impiegato da Fishbein e Ajzen (1975) per categorizzare la classe di variabili che influenzano positivamente la persuasione, come credibilità della fonte e expertise, stile comunicativo, e altre. Fattori facilitanti come attrattività della fonte e expertise sono considerati anche nel modello ELM di Petty e Cacioppo (1981).</p>
<p>Voglio concludere con un passaggio relativo al tema dell&#8217;<strong>intento di coaching</strong> e <strong>intento comunicativo e stile comuicativo</strong> che ne deriva.</p>
<p>Tutti si rivolgono a coach, esperti, counselor, consulenti, per risolvere problemi, o aumentare le loro prestazioni.Il problema avviene quando il cliente pretende di sapere già quale sia la soluzione, e magari cerca una scorciatoia &#8220;rapida e indolore&#8221; per un obiettivo che richiede invece impegno e continuità.</p>
<p>Nel momento in cui il professionista accondiscende ad offrire soluzioni che possano portare si alla performance desiderata, ma con grave danno per la persona stessa, l&#8217;etica deve far dire NO. Nel coaching sportivo, è molto meglio per un coach allenare le persone a lavorare e cercare il loro pieno potenziale, osservarle come &#8220;sistemi, piuttosto che vincere una gara con se stessi o agonistica, e rompersi articolazioni o morire di infarto.</p>
<p>Nel business coaching, è molto meglio dire onestamente ad un cliente che servono più sessioni di lavoro e che saranno dure e impegnative, piuttosto che vendere un percorso di coaching come qualcosa di &#8220;facile e dolce&#8221;. Se immaginiamo una competenza come il public speaking, diventare un grande oratore può richiedere esercitazioni esperienziali forti, dove ci si mette in gioco, e si esce dalla zona di comfort.</p>
<p>Proporsi così è un elemento fondamentale di un Brand Positioning personale, o di un Personal Branding (marchio professionale comportamentale), dove sarà chiaro che ci si sta rivolgendo ad una persona competente e che non offre bugie.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Trevisani D. (2001), <em>Psicologia di marketing e comunicazione</em>, Franco Angeli editore., p. 57.</p>
<p>________________________________</p>
<p><em>Approfondimento</em></p>
<h1 class="title style-scope ytd-video-primary-info-renderer">Video su Ascolto, Fiducia, Competenze nel Coaching del Potenziale Personale, non solo Performance</h1>
<p>https://youtu.be/SfvOQbP6u8o</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/essere-credibili-come-interlocutori-e-saper-ascoltare-una-questione-di-chi-siamo-e-di-personal-branding/">Essere credibili come interlocutori e saper ascoltare, una questione di &#8220;chi siamo&#8221; e di Personal Branding &#8211; Articolo e video</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/essere-credibili-come-interlocutori-e-saper-ascoltare-una-questione-di-chi-siamo-e-di-personal-branding/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Effetto Primacy ed Effetto Recency: Non abbiamo mai una seconda opportunità per dare una prima buona impressione</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/effetto-primacy-ed-effetto-recency-non-abbiamo-mai-una-seconda-opportunita-per-dare-una-prima-buona-impressione/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/effetto-primacy-ed-effetto-recency-non-abbiamo-mai-una-seconda-opportunita-per-dare-una-prima-buona-impressione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 09:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[consumer research]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[climi]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[primacy]]></category>
		<category><![CDATA[recency]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni personali]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://consumattore.wordpress.com/?p=344</guid>

					<description><![CDATA[<p>Credibilità e sequenza temporale L’ordine con il quale incontriamo le cose ha un effetto Articolo di Daniele Trevisani, © Studio Trevisani Communication Research Qualsiasi esperienza si svolge in fasi. Anche un acquisto. La credibilità e la fiducia si costruiscono nelle fasi di primo contatto (entro i primi 3 secondi di interazione) &#8211; Effetto Primacy &#8211; e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/effetto-primacy-ed-effetto-recency-non-abbiamo-mai-una-seconda-opportunita-per-dare-una-prima-buona-impressione/">Effetto Primacy ed Effetto Recency: Non abbiamo mai una seconda opportunità per dare una prima buona impressione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Credibilità e sequenza temporale</h2>
<h2>L’ordine con il quale incontriamo le cose ha un effetto</h2>
<p><em>Articolo di Daniele Trevisani, </em>© <a href="https://www.studiotrevisani.it"><em>Studio Trevisani Communication Research</em></a></p>
<p>Qualsiasi esperienza si svolge in fasi. Anche un acquisto.</p>
<p>La credibilità e la fiducia si costruiscono nelle fasi di primo contatto (entro i primi 3 secondi di interazione) &#8211; Effetto Primacy &#8211; e si consolidano nelle fasi di uscita e nelle ultime cose che vediamo o interazioni finali &#8211; Effetto Recency.</p>
<p>Questo non riguarda solo le esperienze vissute ma anche la lettura di messaggi o le relazioni interpersonali. In queste, le fasi di saluto e di commiato sono fondamentali. Il calore o la freddezza di tali momenti ha un effetto determinante.</p>
<p>Una  specifica problematica persuasiva riguarda <strong>l’ordine di presentazione</strong> più efficace nel presentare gli argomenti.</p>
<p>Gli effetti analizzati dalla scuola di Yale sono in particolare quelli di <em>primacy</em> (tendenza a ricordare i primi elementi di una lista) e <em>recency</em> (tendenza a ricordare gli ultimi elementi di una lista), i quali sono entrambi attivi: i soggetti &#8211; in altre parole &#8211; tendono a ricordare le argomentazioni iniziali e le argomentazioni finali di un discorso persuasivo. Ciò &#8211; secondo Cavazza &#8211; rende necessario concepire la struttura di un messaggio in modo tale da avere argomenti più efficaci all’inizio e alla fine del messaggio.</p>
<p>_______________________________</p>
<p>Articolo di Daniele Trevisani, © <a href="https://www.studiotrevisani.it">Studio Trevisani Communication Research</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/effetto-primacy-ed-effetto-recency-non-abbiamo-mai-una-seconda-opportunita-per-dare-una-prima-buona-impressione/">Effetto Primacy ed Effetto Recency: Non abbiamo mai una seconda opportunità per dare una prima buona impressione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/effetto-primacy-ed-effetto-recency-non-abbiamo-mai-una-seconda-opportunita-per-dare-una-prima-buona-impressione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni e ricerche su credibilità e fiducia</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-e-ricerche-su-credibilita-e-fiducia/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-e-ricerche-su-credibilita-e-fiducia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 09:24:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[consumer research]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche e stimoli]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[source credibility]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://consumattore.wordpress.com/?p=340</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Source Credibility &#8211; immagine della fonte, credibilità e comunicazione persuasiva Articolo di Daniele Trevisani, © Studio Trevisani Communication Research L’importanza della variabile “credibilità della fonte” nella persuasione è stata sottolineata già dai primi studi sulla materia, i quali avvalorano l’ipotesi seguente un’alta credibilità della fonte  ha più effetto nel persuadere un’audience che una fonte a &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-e-ricerche-su-credibilita-e-fiducia/">Riflessioni e ricerche su credibilità e fiducia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>La Source Credibility &#8211; immagine della fonte, credibilità e comunicazione persuasiva</h2>
<p><em>Articolo di Daniele Trevisani, © </em><a href="https://www.studiotrevisani.it"><em>Studio Trevisani Communication Research</em></a></p>
<p>L’importanza della variabile “credibilità della fonte” nella persuasione è stata sottolineata già dai primi studi sulla materia, i quali avvalorano l’ipotesi seguente un’alta credibilità della fonte  ha più effetto nel persuadere un’audience che una fonte a bassa credibilità (Hovland e Weiss, 1952; Hovland, Janis e Kelley, 1953).</p>
<h3><span style="font-family:Georgia, 'Bitstream Charter', serif;"> Assioma di credibilità</span></h3>
<ul>
<li>L’efficacia della comunicazione è correlata alla credibilità della fonte percepita dal ricevente dell’informazione.</li>
<li>Le dimensioni principali della credibilità (expertise e trustworthiness) devono essere entrambi presenti.</li>
</ul>
<ol>
<li> La credibilità della fonte è definita da Johnson, Conklin e Pearce (1979) come una serie di percezioni provenienti da un ascoltatore riguardo la possibilità di essere creduto (<em>believability</em>) e accettato da questo.</li>
</ol>
<p>Dimensioni della credibilità della fonte sono state investigate da vari autori, inclusi Hovland, Janis e Kelley (1953), Berlo, Lemert e Mertz (1969), McCroskey (1966), Tuppen (1974), Whitehead (1968), Markham (1968), e altri.</p>
<p>I primi contributi teorici identificarono alcuni fattori o dimensioni della credibilità  tra i quali  l’affidabilità (<em>trustworthiness</em>), la competenza (<em>competence</em>), ed il dinamismo (<em>dynamism</em>) (Johnson e altri, 1979).</p>
<p>Altri fattori presi in considerazione  in diversi studi sono <em>l’expertise</em> (ovvero esperienza della fonte, competenza tecnica, dal tratto semantico similare al fattore “<em>competence</em>”), il carattere”, e l’intento persuasivo. (Petty &amp; Cacioppo, 1981).</p>
<p>Comunque, come McCroskey e altri autori (1972) indicano, i ricercatori  non dovrebbero aspettarsi esattamente la stessa dimensionalità della credibilità della fonte, dal momento che le dimensioni di valutazione possono variare a seconda di soggetti diversi, popolazioni e culture.</p>
<h3>Assioma di variabilità culturale della fiducia</h3>
<ul>
<li><span style="font-weight:normal;text-transform:none;">Le dimensioni di valutazione della fonte dipendono da fattori culturali e variano in funzione della cultura del ricevente. L’utilizzo di modelli comunicativi culturali funzionanti nella cultura della fonte non assicura il successo quando il messaggio viene trasferito all’interno di un’altra cultura</span></li>
</ul>
<p>I due fattori principali, sui quali esiste un accordo generale, sono <em>expertise</em> e <em>trustworthiness</em>.</p>
<ul>
<li>Il fattore <em>expertise</em> (considerato come “competenza” tecnica o “qualificazione”) si riferisce alla conoscenza e preparazione tecnica della fonte riguardo i fatti presentati nel messaggio.</li>
<li>Il fattore <em>Trustworthiness</em> si riferisce alla percezione  che la fonte del messaggio dica o meno la verità da essa conosciuta (oppure dia solo una versione parziale dei fatti), con lo scopo di manipolare i riceventi a loro insaputa.</li>
</ul>
<p>Queste due dimensioni possono essere combinate costruendo una matrice di analisi della credibilità per formare quattro diverse tipologie di percezioni della fonte.</p>
<ol>
<li> alta expertise- alta trustworthiness: la fonte più credibile, essendo percepita come competente e affidabile;</li>
<li>alta expertise- bassa trustworthiness: fonte inaffidabile</li>
<li>bassa expertise- alta trustworthiness: fonte inesperta</li>
<li>bassa expertise- bassa trustworthiness: fonte inaffidabile e inesperta.</li>
</ol>
<p><a href="http://consumattore.files.wordpress.com/2010/10/matrice-source-credibility.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-341" title="matrice-source-credibility" src="http://consumattore.files.wordpress.com/2010/10/matrice-source-credibility.png" alt="" width="500" height="362" /></a></p>
<p>Principio 12 &#8211; Assioma di credibilità della fonte</p>
<ul>
<li>La percezione di <em>expertise</em> (esperienza, competenza) e <em>trustworthiness</em> (affidabilità, serietà, fiducia) determinano la valutazione della credibilità della fonte. La comunicazione strategica deve utilizzare fonti alle quali il ricevente riconosca livelli adeguati di <em>expertise</em> e <em>trustworthiness</em> (relativa al tema oggetto della comunicazione)</li>
</ul>
<p>Altre caratteristiche della fonte, come attrazione fisica, similarità, e potere, sono state trovate positivamente correlate all’efficienza (e efficacia) della persuasione (Petty e Cacioppo, 1981).</p>
<p>La credibilità della fonte non è l’unico fattore che influenza la persuasione, ma può essere considerato un fattore facilitante.</p>
<p>Il concetto di “fattore facilitante” o “fattore facilitativo” è impiegato da Fishbein e Ajzen (1975) per categorizzare la classe di variabili che influenzano positivamente la persuasione, come credibilità della fonte e expertise, stile comunicativo, e altre.</p>
<h2>Credibilità e Identità</h2>
<p>Una problematica relativa all’interazione tra messaggio e fonte viene esposta da Chaffee (1982) il quale introduce la problematica denominata “<em>Homophily-Credibility Explanation</em>”, ovvero ipotesi <strong>uguaglianza-credibilità</strong>. Questa ipotesi si riferisce alla supposta maggiore credibilità di fonti che possiedono un alto livello di similarità (<em>omofilia</em>) con il ricevente.</p>
<p>Le ricerche empiriche non supportano pienamente questa ipotesi. Anche in questo caso, le interazioni tra caratteristiche della fonte, lo stile del messaggio e del ricevente giocano un ruolo determinante.</p>
<p>Una ricerca di Luk (1973) realizzata ad Hong Kong, riportata da Chaffee (1982) supporta questa ipotesi. La ricerca analizza il ricordo del contenuto di un messaggio pubblicitario e la valutazione del prodotto in funzione della diversità di codice per i soggetti. I soggetti appartenenevano a diverse classi sociali (Cantonesi &#8211; inferiore, e Mandarini &#8211; superiore) e ricevevano messaggi nel loro stesso dialetto o in un dialetto diverso. I risultati indicano superiori effetti persuasivi tra i soggetti che soggetti Cantonesi (quindi, parlanti un dialetto diverso).</p>
<p>Questi risultati divergono da altri ottenuti nella letteratura (Mackie, Worth e Asuncion, 1990, cit. in Cavazza, 1996) i cui dati mostrano che in generale i messaggi provenienti da membri dell’in-group (il gruppo di appartenenza del soggetto) hanno un impatto positivo maggiore rispetto ai messaggi provenienti da soggetti out-group (estranei al gruppo di appartenenza).</p>
<p>Tali risultati differenti possono essere spiegati ipotizzando un particolare rapporto con l’immagine del gruppo di appartenenza, in cui il grado di <em>self-esteem</em> (autostima, autovaluzionae) del gruppo funge da variabile interveniente.</p>
<p>In generale, quindi possiamo concludere che la comunicazione persuasiva richiede che la fonte del messaggio sia (1) o un membro dell’ingroup al quale il ricevente sente di appartenere – in caso di autovalutazione positiva dei membri dell’ingroup, o (2) membro di un gruppo diverso ma valutato positivamente in termini di immagine sociale e di credibilità da parte della target audience.</p>
<p>Nella comunicazione interpersonale, possono essere utilizzate diverse strategie del messaggio per ridurre la distanza ingroup-outgroup (ricerca di similarità, ricerca di identità comuni e superiori), oppure al contrario il messaggio può contenere forti elementi di allontanamento tra fonte e ricevente.</p>
<p>In generale, i messaggi basati sul “noi” creano minori barriere ingroup, mente i messaggi basati sul “noi contro voi” (es: “NOI dipendenti pubblici siamo diversi da VOI studenti universitari”, “NOI autisti e VOI pedoni, ecc..) aumentano le distanze tra fonte e ricevente e creano potenziali barriere alla persuasione.</p>
<p>Una identità intergruppo o interculturale emerge ogniqualvolta il messaggio posiziona la fonte in un gruppo di appartenenza diverso da quello del ricevente.</p>
<h3><span style="font-family:Georgia, 'Bitstream Charter', serif;">Assioma di distanza nelle identità create dal messaggio/fonte e positioning delle identità</span></h3>
<ul>
<li>La struttura verbale e non verbale del messaggio crea identità e fa emergere l’elemento del gruppo di appartenenza del mittente e del ricevente. Una gestione errata delle identità intergruppo crea potenziali barriere al messaggio persuasivo.</li>
<li>L’effetto persuasivo è condizionato dal posizioning d’identità che l’insieme messaggio/fonte emana verso il ricevente. Il positioning d’identità può costituire sia fattore facilitativo (ove si crei ammirazione e credibilità per l’identità emergente) o fattore detrattivo (ove l’identità emergente sia sgradita o contro-valoriale).</li>
</ul>
<p><span style="font-family:Georgia, 'Bitstream Charter', serif;line-height:23px;font-size:14px;">__________</span></p>
<p>Articolo a cura di Daniele Trevisani, ©  <a href="https://www.studiotrevisani.it">Studio Trevisani Communication Research</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-e-ricerche-su-credibilita-e-fiducia/">Riflessioni e ricerche su credibilità e fiducia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-e-ricerche-su-credibilita-e-fiducia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni per una Psicologia della Fiducia</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-per-una-psicologia-della-fiducia/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-per-una-psicologia-della-fiducia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 09:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[consumer research]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche e stimoli]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del consumatore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://consumattore.wordpress.com/?p=323</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di: Daniele Trevisani, www.studiotrevisani.it ______________________________ Chi si occupa di comunicazione da tempo e per lavoro, sa bene che le persone non acquistano solo oggetti, ma “comprano” idee, concetti, immagini mentali, simbologie da esibire, luoghi in cui essere. Comprano per far contento qualcuno in azienda, o in famiglia, o per conquistare un credito relazionale. Comprano dove &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-per-una-psicologia-della-fiducia/">Riflessioni per una Psicologia della Fiducia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-family:Georgia, 'Bitstream Charter', serif;font-weight:normal;line-height:23px;font-size:14px;">Di: Daniele Trevisani, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a></span></h2>
<p>______________________________</p>
<p>Chi si occupa di comunicazione da tempo e per lavoro, sa bene che le persone non acquistano solo oggetti, ma “comprano” idee, concetti, immagini mentali, simbologie da esibire, luoghi in cui essere.</p>
<p>Comprano per far contento qualcuno in azienda, o in famiglia, o per conquistare un credito relazionale. Comprano dove gli piace comprare, e non solo il prodotto di cui necessitano. In altre parole, “comprano un ambiente di acquisto” nel quale si sentono a proprio agio. Ma soprattutto comprano fiducia e “segnali di fiducia”.</p>
<p>In tutti i settori merceologici, dal latte per bambini ai freschi, dai cellulari sino ai servizi come la sanità, il fattore chiave in un mondo di iperscelta, di quantità di prodotti e varianti troppo numerose per poter essere veramente comparata una ad una, diventa semplificare: scelgo chi mi da fiducia.</p>
<p>Nessuno di noi andrebbe a mangiare in un ristorante dove il cibo è eccellente ma ti servono in malo modo, e molti se ne andranno persino se vedono che un prodotto caduto viene rimesso sul banco. I punti vendita vivono della stessa psicologia. Una psicologia della fiducia.</p>
<p>I clienti a volte comprano ciò che non gli serve. A volte non comprano ciò che gli servirebbe davvero. Ma dietro ad ogni scelta, per quanto primitiva e irrazionale, si nasconde una logica, che una mente da analista può scoprire.</p>
<p>La fiducia non è un fattore razionale, insito nella &#8220;neocorteccia&#8221;. I meccanismi basilari nella fiducia sono insiti nell'&#8221;archipallio&#8221;, la zona &#8220;antica&#8221; del cervello che elabora odori, forme, segnali, tracce.</p>
<p>Dobbiamo quindi distinguere una &#8220;psicologia razionale&#8221; della fiducia da una &#8220;psicologia nascosta&#8221; della fiducia, e il primo passo consiste nel diventare noi stessi cavie del nostro comportamento. Di chi o cosa ci fidiamo, e perchè? Di chi o cosa ci fidiamo poco, e quali segnali forti o sottili alimentano il nostro sospetto?</p>
<p>Il potere di una &#8220;osservazione aumentata&#8221; è ben superiore a qualsiasi manuale. Fa di ogni nostra esperienza un laboratorio di apprendimento.</p>
<p>Anche la ricerca si occupa da tempo di questo tema, ma ancora non con la dovuta attenzione ai fenomeni del consumo. Fanno eccezione alcuni comparti di nicchia, che nella <em>Consumer Research</em> alimentano questo filone di ricerca.</p>
<p>La <em>Consumer Research</em> (scienza del comportamento di consumo), in alcuni dei suoi esponenti di punta, primo di tutti il Semiologo David Mick, ha analizzato le connessioni tra i significati che attribuiamo ai prodotti e le nostre scelte di acquisto<a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftn1">[1]</a>. L’esito fondamentale di una grande mole di ricerche, che non possiamo altro che accennare, è il valore di “auto-regalo” che i prodotti assumono (<em>self-gifting</em>), una “carezza psicologica” che le persone si fanno concedendosi un certo prodotto, o un certo marchio, e il valore di “simbolico” che connette larga parte degli acquisti: l’acquisto come dimostrazione di potere, o di status, di differenziazione da… o di appartenenza ad un gruppo.</p>
<h2>Semiotica e Fiducia</h2>
<p>La <strong>Psicologia Semiotica del Marketing</strong> si occupa di comprendere le connessioni tra “segni” esterni (es. un marchio, un segnale, una macchia, o qualcosa &#8211; un oggetto o uno strumento &#8211; appoggiato ad un tavolo), significati esistenziali o pratici (cosa significa per me quel marchio o simbolo o segno, cosa decodifico da un certo oggetto che una persona possiede), e comportamenti di acquisto.</p>
<p>La scienza semiotica si occupa di “denotazione” (i segni visibili, percepiti dai sensi), e della loro interpretazione o “connotazione”. Da questo derivano due tipi di analisi specifiche, <strong>analisi denotativa</strong> (osservare con attenzione gli ambienti e i comportamenti) e <strong>analisi connotativa</strong> (chiedersi come le persone interpreteranno quei segni e comportamenti, che significato vi associano, e come reagiranno).</p>
<p>Se “facciamo un giro” in qualsiasi punto di vendita, attenti a cercare “segnali” che aumentano la fiducia e quelli che la diminuiscono, faremo interessanti scoperte. È un esercizio di sensibilizzazione importante, fatto di attenzione ai dettagli.</p>
<p>La semiotica è attenta ai simbolismi che le persone associano a un prodotto o un comportamento di acquisto, quali sono i segni e segnali ai quali un cliente presta attenzione, e che valore hanno per lui.</p>
<p>Senza l’analisi semiotica non potremmo mai afferrare, ad esempio, il legame ancestrale che lega moto e motociclista (la moto come mezzo di libertà), e lo vedremmo solo come mezzo di trasporto. Se entriamo nell’analisi di uno specifico marchio &#8211; perderemmo di vista il significato di ribellione, potenza e voglia di trasgressione (e tanti altri simbolismi) che un motociclista appassionato associa alla sua Harley Davidson.</p>
<p>Oppure non capiremmo perché una semplice mosca che vola sul bancone, magari appena entrata, fa passare la voglia di acquistare qualsiasi cosa, anche magari non toccato dalla mosca stessa (effetto di “amplificazione dei significati”).</p>
<p>Altri studi analizzano il valore dimostrativo o esibitivo che hanno i comportamenti specifici di acquisto, come il recarsi in un casinò a giocare o il gioco d’azzardo, i tanti “perché nascosti, dimostrativi e auto-dimostrativi” che conducono una persona a farlo<a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftn2">[2]</a>.</p>
<p>Questi studi esaminano soprattutto i bisogni profondi cui risponde questo atto, nonostante si tratti di un comportamento che esce di ogni logica apparente.</p>
<p>Sempre in campo semiotico, si producono analisi interessantissime, quali quelle sulle “costellazioni di consumo”: i “raggruppamenti” nei quali troviamo mescolati marchi, prodotti, tipologie di persone e strati sociali.</p>
<p>Uno studio di Chaplin e Lowrey<a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftn3">[3]</a> dimostra che i bambini e ragazzi sono in grado di distinguere con precisione queste “costellazioni”, e compiono scelte di acquisto correlate, hanno “fiuto” per il mondo sociale che li circonda, come emerge da questa intervista fatta dai ricercatori:</p>
<p><em>Il mio vicino di casa, . . . è così “Crunchie” . . .hai presente… vegetariano, ambientalista, superintelligente… ma così svaccato.. si mette le Birkenstocks, guida una Prius, mangia solo cibi organici… ci scommetto che lava i panni con il detersivo Seventh Generation. . . l’”Accarezza Alberi”… non so se mi spiego… “ [ride].</em></p>
<p>(ragazza 12enne intervistata)</p>
<p>Ogni &#8220;costellazione di consumo&#8221; utilizza propri metodi culturali per alimentare le proprie scelte. Una <strong>costellazione di consumo</strong> è definita come un gruppo di “prodotti complementari, specifici marchi, e/o attività di consumo utilizzate per costruire, dare significato o assumere uno specifico ruolo sociale” (Englis &amp; Solomon)<a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftn4">[4]</a>.</p>
<p>Per fare un esempio nazionale, sulla riviera romagnola troviamo Milano Marittima dove si distinguono, entro una tribù sociale comune, i ragazzi o adulti che frequentano il <em>Papeete</em> (stabilimento balneare dei vip), portano i sandali infradito di Armani o Prada, hanno costantemente occhiali da sole in testa anche se piove, bevono cocktail rigorosamente esotici come il Mohito (guai bere un normale The o chinotto… in quanto li farebbe uscire da quella costellazione di vip!).</p>
<p>Questa costellazione non mangia a tavola alle 19,30 in pensione o albergo, tra i comuni mortali, come fanno le famiglie comuni, ma verso quell’ora consuma un “ape” (che sta per aperitivo o aperi-cena), stuzzicando olive e salatini accompagnati da spumanti o cocktail.</p>
<p>Alla notte la costellazione frequenta una specifica discoteca “di tendenza”, dove i buttafuori son addestrati (è un dato reale, non inventato, avendoli intervistati di persona) a selezionare e scremare chi far entrare o tenere fuori in base al grado di “firme”, vippismo e look delle persone in coda all’ingresso.</p>
<p>Parcheggiare davanti a quella discoteca con una normale auto da famiglia e magari un portapacchi da valigie montato, sarebbe una sorta di insulto, e i buttafuori non li lascerebbero nemmeno entrare.</p>
<p>A duecento-trecento metri da questa “costellazione”, nella cittadina di Cervia esattamente affiancata a Milano Marittima, possiamo avere un’altra tribù di famiglie che vive soprattutto di giorno, si arna di secchielli e retini da spiaggia, i genitori pescano granchi per i bambini, hanno sandali di cuoio o di plastica “non firmati”, bevono the o succhi, giocano a bocce in spiaggia, si alzano quando il popolo dei vip va a dormire e la sera fanno una passeggiata sul viale con i bambini, acquistano al mercato e fanno la spesa alla Coop locale.</p>
<p>Verso la mezzanotte (prima sarebbe disdicevole, segno di essere poco “in”), la costellazione dei vip o “pseudo-vip e aspiranti tali” esce per la serata, mentre la costellazione delle famiglie va a dormire e chiude la giornata familiare.</p>
<p>Due mondi vicini fisicamente, ma completamente di fatto separati dal punto di vista esistenziale, del tipo di vita, e dei comportamenti di consumo.</p>
<p>E noi, come aziende, a quali costellazioni di consumo puntiamo? Siamo certi di essere sempre nel giusto nel dare per scontato che il cliente “medio” o “generico” esista, o sia quello giusto, se mai esistesse? Un ripensamento su questo fronte sarebbe davvero importante.</p>
<p>I motivi di un acquisto possono essere tanti, ma tutti portano verso il bisogno di comprensione del lato psicologico del cliente, dei comportamento di acquisto, e della correlazione con la strategia di vendita.</p>
<p>Un cerchio giallo all’orecchio, con sopra “qualcosa che luccica” può avere valore di “gioiello” solo se chi lo indossa lo vede come tale, in caso contrario verrebbe trattato come un sovrappeso, qualcosa di inutile.</p>
<p>E qui viene il tema della fiducia. La fiducia è tanto difficile da costruire tanto facile da sgretolare come una strada in una montagna scoscesa.</p>
<p>I Semiologi del marketing hanno segnalato da tempo agli economisti un aspetto fondamentale per chi si occupa di vendita: il bisogno di concentrarsi sul “consumo di simboli”, sull’”acquisto di significati”, il meccanismo che porta una persona a volere non solo il prodotto quanto i simbolismi che quel prodotto porta con sé, per quanto irrazionali essi sembrino.</p>
<p>Può essere che i simboli e comportamenti che utilizziamo per generare fiducia – sentendoci in qualche modo “diversi” e più meritevoli di altri di averla &#8211;  siano davvero quelli giusti e oramai “perfetti” o possiamo trovare margini di miglioramento e nuove prassi, nuovi territori di sperimentazione?</p>
<p>In questo campo, nessuno può dare per certa la logica razionale, dare per scontato il modo con cui ragiona l’essere umano nel ruolo di acquirente e cliente. Il premio Nobel a Kahneman e Tversky<a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftn5">[5]</a> per i loro studi di psicologia economica, dimostra sperimentalmente come i processi decisionali umani non seguono alcuni principi di razionalità. La scienza offre una conferma recente a ciò che da tempo si supponeva: l’essere umano non è sostanzialmente logico, ma si lascia abbagliare da marchi, da emblemi, persino da dittatori (si pensi alla fascinazione per Hitler che ha saputo ipnotizzare l’intera nazione tedesca, popolo seppur basilarmente razionale).</p>
<p>Si diventa fornitori di fiducia e si vende fiducia non solo in base ai prodotti che si possono mettere a disposizione ma anche per la capacità di generare “<strong>segnali di fiducia</strong>”. Ma questa fiducia richiede la fuoriuscita dalla logica tradizionale, e da tutti i presupposti noti. La sfida dello scoprire quali sono i presupposti e le azioni da mettere in campo per lavorare seriamente sul rafforzamento del legame di fiducia è una sfida entusiasmante.</p>
<h2>Fiducia come valore aziendale</h2>
<p>La fiducia è un fatto molto personale, richiede attenzioni, sensibilità, avere un’immagine positiva alla quale non sia disdicevole accostarsi.</p>
<p>La distintività, su un mercato affollato di fornitori, arriva oggi dal creare relazioni che possono offrire e valori aggiunti: certezza, garanzia di esserci, rassicurazione, problem solving, assumersi dei carichi che il cliente non riesce a gestire da solo o non vuole gestire.</p>
<p>La fiducia non dipende solo dagli investimenti pubblicitari, ma dalle azioni quotidiane, da ciò che il cliente osserva momento dopo momento.</p>
<p><strong>Fiducia e clima aziendale, i comportamenti tra i dipendenti contano</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Pensiamo spesso che la fiducia dipenda da ciò che “riceve” il cliente (un attrezzo, una mela, un tv) e non da ciò che apparentemente non “porta a casa”. Nuovi studi del Journal of Consumer Research (agosto 2010) forniscono evidenza scientifica sul fatto che persino l’osservazione di comportamenti aggressivi o rudi tra il personale, come il personale tratta altro personale (e non il cliente) ha effetti sulla fiducia.</p>
<p>Chi credesse che dare dimostrazione di “forza” sgridando qualcuno in presenza del cliente sia produttivo, dovrà ricredersi. Ancora peggio, risultano essere le liti tra membri di un gruppo di lavoro, in presenza del cliente.</p>
<p>Questi studi evidenziano la fortissima caduta di rispetto che il cliente sente verso l’azienda nella quale osserva tali comportamenti. E dopo la perdita di rispetto viene la perdita di fiducia.</p>
<p>La <strong>Psicologia della Fiducia</strong> è un intero nuovo settore della psicologia aziendale che si occupa proprio di questo: come generare (non solo a livello esteriore, ma soprattutto nei fatti) un legame di fiducia forte tra azienda e cliente<a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftn6">[6]</a>, un “filo rosso”, un senso di sicurezza che unisce il cliente all’azienda.</p>
<p>Questo comprende la nostra capacità di generare certezze, e per il cliente sapere di poter contare su persone genuine, autentiche, credibili, esperte, preparate e serie, tenendo alla larga i tanti improvvisatori e disonesti.</p>
<p>Chi opera nelle vendite complesse diventa presto consapevole di quanto sia determinante trasferire al cliente un’immagine di identità chiara, forte, vendere chi siamo, far capire dove si colloca il nostro valore, e vendere soluzioni (<strong>Solutions Selling</strong>), far seguire alle promesse i fatti.</p>
<p>Alla prima dissonanza, al primo segnale non coerente, questo legame rischia di rompersi, di sfilacciarsi.</p>
<p>Cerchiamo qualche esempio nella nostra vita privata, di quando abbiamo iniziato a perdere la fiducia in qualcuno o in qualcosa. Cosa è successo esattamente?</p>
<p>E nei nostri acquisti, proviamo a fare attenzione sui tipi di segnale che cogliamo, e sul loro effetto che provocano sui nostri livelli di fiducia. Questo semplice esercizio, più di tante lezioni teoriche, può insegnarci molto su ciò che noi stessi proviamo e su cosa potremmo fare per migliorare il nostro lavoro.</p>
<p>__________________</p>
<p><em>di Daniele Trevisani – <a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a> </em></p>
<hr size="1" /><a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftnref1">[1]</a> Gli studi fondamentali che aprono questo dibattito sono: Mick, D. (1991), <em>Giving gifts to ourselves: A greimassian analysis leading to testable propositions. Marketing and semiotics</em>. Selected papers from the Copenhagen Symposium. Copenhagen, Handelshojskolens Forlag.</p>
<p>Mick, D.G. &amp; DeMoss, M. (1990), <em>To Me from Me. A descriptive phenomenology of self-gifts</em>, in <em>Advances in Consumer Research</em>, 17, 677-682.</p>
<p>Mick, D.G. (1986), <em>Consumer research and semiotics: exploring the morphology of signs, symbols, and significante</em>, in <em>Journal of Consumer Research</em>, 12, 196-213.</p>
<p>Mick, D.G. (1989), <em>The semiotic motive in consumer behavior: recent insight from North American research</em>, Paper presented at the 14th Annual Colloquioum of the International Association for Research in Economic Psychology, Sept. 24-27, Poland.</p>
<p><a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftnref2">[2]</a> Humphreys, A. (2010), <em>Semiotic Structure and the Legitimation of Consumption Practices: The Case of Casino Gambling</em>, in <em>Journal of Consumer Research</em>, October 2010.</p>
<p><a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftnref3">[3]</a> Chaplin, L.N &amp; Lowrey, T.M (2010), <em>The Development of Consumer-Based Consumption Constellations in Children</em>, in <em>Journal of Consumer Research</em>, Vol. 36, February 2010</p>
<p><a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftnref4">[4]</a> Englis, B. G. &amp; Michael R. Solomon (1995), <em>To Be and Not to Be: Lifestyle Imagery, Reference Groups, and the Clustering of America</em>, in <em>Journal of Advertising</em>, 24 (Spring), 13–28.</p>
<p>Englis, B. G. &amp; Michael R. Solomon (1996), <em>Using Consumption Constellations to Develop Integrated Communications</em> <em>Strategies</em>, in <em>Journal of Business Research</em>, 37 (3), 183–91.</p>
<p><a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftnref5">[5]</a> Kahneman, D. e Tversky, A. (1979), <em>Prospect Theory: An Analysis of Decision Under Risk</em>, in <em>Econometrica</em>, 47(2), 263-291.</p>
<p>Kahneman, D. e Tversky, A. (1981), <em>Judgment</em><em> under Uncertainty. Heuristics and Biases</em>, in <em>Science</em>.</p>
<p><a href="/Dati/CLIENTI/Coop%20-%20Scuola%20nazionale/2010/Consum-attore%2028-29%20sett/Materiali%20Consum-Attore/post-Consum-Attore/Coop%20e%20Fiducia%20-%20Daniele%20Trevisani%20-%20.doc#_ftnref6">[6]</a> Tra i tanti articoli in merito, citiamo alcuni tra cui:</p>
<p>Karmarkar, U. R., &amp; Tormala, Z. L. (2010), <em>Believe Me, I Have No Idea What I’m Talking About: The Effects of Source Certainty on Consumer Involvement and Persuasion</em>, in <em>Journal Of Consumer Research</em>, Vol. 36, April 2010.</p>
<p>Beverland, M. B. &amp; Farrelly F. J (2010), <em>The Quest for Authenticity in Consumption: Consumers’ Purposive Choice of Authentic Cues to Shape Experienced Outcomes</em>, in <em>Journal Of Consumer Research</em>, Vol. 36, February 2010.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-per-una-psicologia-della-fiducia/">Riflessioni per una Psicologia della Fiducia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/riflessioni-per-una-psicologia-della-fiducia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
