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	<title>Come allenarsi per raggiungere obiettivi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Come allenarsi per raggiungere obiettivi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Allenare la forza interiore per non arrendersi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 06:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching Umanistico]]></category>
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		<category><![CDATA[Come gestire lo stress e raggiungere obiettivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Il lavoro allenante. Zone di noia, comfort, sfida, over-reaching, e stress Una volta identificato un principio, un target positivo, un progetto di crescita, un goal, occorre allenarsi per &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Il lavoro allenante</a>. </h2>



<h2 class="wp-block-heading">Zone di noia, comfort, sfida, over-reaching, e stress</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta identificato un principio, un target positivo, un progetto di crescita, un goal, occorre allenarsi per raggiungerlo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni obiettivo porta con sè un certo “carico” o sforzo necessario, e questo si confronta con la “potenza” del nostro sistema<a href="//AEEB8C83-6838-481F-8AED-9213D96990C4#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>. Automaticamente, quanto più siamo potenti, quanto più ci alleniamo e potenziamo, tanto maggiori sono i “carichi” che possiamo affrontare e persino osservare con grande facilità obiettivi che prima sembrano irrealizzabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, come osserva Malcom Knowles, con “carico” si intendono le richieste fatte all’individuo sia da se stesso che dalla società.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le “auto-richieste”, il chiedersi un certo tipo di performance o pretendere da se stesso molto, non è faccenda semplice. Spesso queste richieste sono persino più elevate di quelle poste da ciò che ci contorna, la società, gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una passione, un obiettivo da raggiungere, non si materializzano da soli. Occorre darsi da fare, o, nel Coaching, accompagnare la persona o il team verso la meta, dare sostegno, essere a fianco, fornire strumenti e input. Allenarsi a diventare abili, capaci, potenti, efficaci. Se nella vita vuoi “spostare dei carichi” allenati e diventa forte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Farlo con passione, e non burocraticamente, è un elemento indispensabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ingrediente fondamentale, oltre alla passione, è la tecnica, il metodo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fondamento assoluto del metodo del Coaching HPM è il principio di allenamento: produrre un rafforzamento nelle strutture energetiche dell’individuo, energie fisiche, mentali, abilità (skills) o progettualità, per produrre un margine positivo tra la tua potenza e le richieste. E il lavoro deve essere sia fisico che mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è sufficiente limitarsi solo all’una o all’altra. Il sistema umano risponde bene e diventa potente solo quando tutte le sue componenti si rafforzano in modo equilibrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aumentare le capacità di una persona significa assisterla per metterla in grado di muoversi ove ora non si sa muovere, estendere le sue possibilità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita delle proprie possibilità avviene avventurandosi progressivamente nella&nbsp;<strong>zona di sfida</strong>, con un passaggio graduale, e dando tempo all’organismo di metabolizzare gli esercizi e gli&nbsp;<em>stressor</em>&nbsp;per supercompensare, cioè ricostruire più di quanto è andato distrutto dall’attività stressante.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sanno bene i&nbsp;<em>bodybuilder</em>, una stimolazione muscolare adeguata (<em>eustress</em>, stress positivo), produce crescita e supercompensazione (dato adeguato riposo e recupero post-esercizio), mentre una stimolazione eccessiva, che va oltre il grado di possibilità massime e di potenza dell’organismo (<em>distress</em>, o stress negativo) produce strappi e danni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va chiarito tuttavia, che, mentre nell’allenamento fisico una dose di stress buono è fondamentale per crescere, in campo psicologico, lo stress non è quasi mai “positivo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anzi, dobbiamo cercare di tenerlo il più lontano possibile dalla nostra vita, o se in una certa situazione non è veramente possibile farlo, occorre imparare tecniche di “resilienza”, ovvero recupero da situazioni di stress. Lo stress come meccanismo di potenziamento mentale funziona solo in condizioni di apprendimento volute, altrimenti, quando è troppo, rischia di distruggere la persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo principio vale in ogni campo prestazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel volume “Regie di Cambiamento” ho introdotto anche la distinzione tra diverse zone stimolo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>zona di noia</strong>: lo stimolo è sottodimensionato, inutile, non coinvolge;</li><li><strong>zona di comfort</strong>: azioni-stimolo che non mettono in crisi il sistema;</li><li><strong>zona di sfida</strong>: azioni-stimolo che possiedono un grado di difficoltà, sfidano le competenze e risorse esistenti, ma risultano affrontabili e risolvibili con un certo grado di impegno; fanno uscire dalla noia e dalla zona di comfort e producono apprendimento;</li><li><strong>zona di&nbsp;<em>overreaching</em></strong>: le risorse del soggetto non sono sufficienti a raggiungere lo scopo assegnato, nemmeno con il massimo impegno; le capacità o energie vengono sfidate sino a trovarne la soglia, e viene a galla il proprio limite, spesso il sistema a confronto con questo tipo di stresso si rompe o va in sovraccarico tale da non riuscire più a recuperare per lungo tempo. Oppure, può letteralmente rompersi. Questo vale per un motore così come per un essere umano.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il senso forte di un’operazione di Coaching analitico e di formazione consulenziale è somministrare stimoli di crescita, e collocarli nel punto giusto della scala degli stimoli. Piccole incursioni anche millimetriche nella zona di sfida, fanno capire alla persona di non essere bloccata, di poter tentare, di poterci provare</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, non un solo stimolo, ma un’<strong>orchestrazione di stimoli</strong>&nbsp;(da cui il concetto di Regie di Cambiamento) permette di fare ancora di più e meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Servono particolari attenzioni: l’<em>overreaching</em>&nbsp;è utilissimo solo quando utilizzato consapevolmente e ingegnerizzato (<em>overreaching</em>&nbsp;strategico) ma richiede una supercompetenza e super-esperienza nel coach o trainer nell’attivare un super-recupero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allenarsi oltre la soglia delle proprie possibilità è scienza da maneggiare come una sostanza esplosiva. Consente di fare esperienza del limite, scoprirlo, avventurarsi oltre, ma è dannoso quando viene fatto senza preparazione. Può fare anche danni irreparabili, in alcuni casi può uccidere (un&nbsp;<em>overreaching</em>&nbsp;nella pratica sportiva dell&#8217;apnea, o dell’alpinismo, ad esempio è una sfida alla morte, se non vengono predisposte cautele e previste le crisi che possono avvenire).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un individuo vive continuamente in zone di&nbsp;<em>overreaching</em>, si produce uno stress distruttivo, in quanto manca il tempo per il recupero e la riparazione dei danni prodotti dallo stress estremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso, ma in condizioni più ridotte, nelle situazioni di sfida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il performer e i Coach quindi devono imparare a gestire non solo le attività primarie, ma il&nbsp;<em>dopo</em>, ciò che accade quando le performance sono finite, soprattutto i tempi e modi di recupero per non venire distrutti o logorati senza ritorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una modalità utile per apprendere dallo stress è di osservare uno stato di stress come uno stato di disagio e tensione dovuta al&nbsp;<strong>divario</strong>&nbsp;tra&nbsp;<strong>esigenze ambientali</strong>&nbsp;(difficoltà esistenti, goals da raggiungere) e le&nbsp;<strong>risorse personali</strong>&nbsp;disponibili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se c&#8217;è una buona percezione, reale e non distorta, tra le energie richieste in un certo compito e le energie percepite in se stessi, questo è un ottimo risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stress è gestibile sia riducendo o modificando il “carico ambientale”, i fattori esterni – che lavorando sulle risorse personali – i fattori interni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, le grandi scelte sono: abbandonare completamente un’idea, o tirarsi indietro&nbsp;<em>momentaneamente</em>&nbsp;dalle sfide che fanno troppa paura o sono troppo pesanti per noi e rischiano di distruggerci (il che, sull’istante, può andare), potenziarsi gradualmente, formarsi, non considerarle come irraggiungibili ma come target per migliorarsi, darsi da fare per dotarsi di energie, capacità e progettualità in grado di “uccidere il drago”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Auguro veramente a ogni persona vivente di impegnare la sua vita il meno possibile nella fuga dalle sfide e il massimo possibile nella propria crescita. E di aiutare gli altri a farlo.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni singola persona può fare la differenza. E una grande cordata di uomini e donne che ha potenziato le proprie energie, competenze e progettualità, può cambiare l’universo.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//AEEB8C83-6838-481F-8AED-9213D96990C4#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Per il concetto di “potenza” e di “carico” e “margine” si rimanda al lavoro di Knowles, Malcom. Quando l’adulto impara. Pedagogia e andragogia. Milano, Franco Angeli, p. 169.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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