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	<title>Branding emotivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Branding emotivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Il valore simbolico ed espressivo nella vendita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 09:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Per concretizzare la vendita professionale dobbiamo capire come dare valore simbolico ed espressivo a quello che siamo e a quello che facciamo, e inserire il prodotto/servizio nel quadro mentale del nostro &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-valore-simbolico-ed-espressivo-nella-vendita/">Il valore simbolico ed espressivo nella vendita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per concretizzare la vendita professionale dobbiamo capire come dare valore simbolico ed espressivo a quello che siamo e a quello che facciamo, e inserire il prodotto/servizio nel quadro mentale del nostro interlocutore, come una pietra preziosa che abbellirà la sua immagine di sé, un gioiello che ancora mancava alla sua collezione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nella Vendita Professionale dobbiamo ricordare che ogni dettaglio conta e richiede qualità e attenzione. Dal modo con cui scriviamo una mail o vi diamo risposta, alla stretta di mano, sino alla qualità con cui sappiamo ascoltare empaticamente, e lo stile grafico dei nostri documenti e delle nostre offerte. E ancora, il nostro abbigliamento, la coerenza tra i vari messaggi che mandiamo, la coerenza interna tra la nostra immagine di noi stessi e quello che trasmettiamo fuori.</li>



<li>Nella Vendita Professionale, solo l’autenticità più vera premia, quell’autenticità che sa esprimere solo chi ha lavorato a lungo e in profondità su sé stesso. Per questo, la Vendita Professionale è anche un grande, profondo e meraviglioso laboratorio per la propria crescita personale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli alambicchi di questo laboratorio di crescita personale, si colloca certamente la capacità di &#8220;<strong>Stretching Comunicazionale</strong>&#8220;, la capacità di gestire le comunicazioni con una persona che ha un certo sfondo emotivo magari inatteso (arrabbiato, deluso, confuso, o invece aperto, felice, gioioso), la capacità di negoziare con persone di grandissimo spessore culturale e magari più lauree, ma anche con un &#8220;padrone d&#8217;azienda&#8221; che è partito come operaio e non ha alcuna istruzione formale, o relazionarsi con magazzinieri e tecnici della produzione dai quali ci servono informazioni preziose per elaborare una proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo &#8220;<strong>Allenamento alla Varietà</strong>&#8220;, andare contro gli stereotipi e le frasi fatte, rende la Vendita Professionale una grande e costante &#8220;<strong>Palestra di Comunicazione</strong>&#8221; e una palestra di vita. Una palestra in cui allenarsi il più possibile e ottenere, come ogni allenamento che si rispetti, dei risultati di potenziamento, una crescita personale e professionale, una capacità di entrare in &#8220;zone di sfida&#8221; e trattare con target e clienti di alto livello strategico, che altrimenti ci sarebbero preclusi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storytelling</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significato simbolico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Desiderio d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia nella marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori aziendali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posizionamento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appartenenza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Narrazione simbolica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fidelizzazione cliente</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La potenza psicologica del prodotto attraverso l&#8217;immagine</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-potenza-psicologica-del-prodotto-attraverso-limmagine/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Teoria del comportamento del consumatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Una forma di misurazione dell’immagine, derivante dalla psicologia sociale e dagli studi di psicolinguistica, si attua tramite il &#8220;differenziale semantico&#8221;[1]. Questo strumento permette di costruire un profilo di immagine del prodotto, del marchio, o &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-potenza-psicologica-del-prodotto-attraverso-limmagine/">La potenza psicologica del prodotto attraverso l&#8217;immagine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una forma di misurazione dell’immagine, derivante dalla psicologia sociale e dagli studi di psicolinguistica, si attua tramite il &#8220;differenziale semantico&#8221;<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. Questo strumento permette di costruire un <strong>profilo di immagine </strong>del prodotto, del marchio, o persino di una persona.&nbsp; Esso restituisce al ricercatore il profilo percettivo che un qualsiasi oggetto o entità genera in un valutatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello si presta ottimamente ad essere utilizzato per valutare la <strong>performance comunicativa</strong> di un venditore, di un politico, di uno speaker, o di un docente, o per capire come gli amici colleghi ci vedono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni del differenziale semantico sono state utilizzate per diversi scopi, tra cui la misurazione delle reazioni emozionali prodotte da uno stimolo di marketing, l&#8217;analisi dell&#8217;impatto di un nome di prodotto, di un logo o marchio. Un uso estensivo ne viene fatto anche nella ricerca sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il differenziale semantico è uno strumento prevalentemente quantitativo, nel senso che richiede elaborazione statistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base della tecnica, come per ogni forma di misurazione psicosociale, vi è la constatazione che gli atteggiamenti non possono essere osservati direttamente, ma devono essere inferiti in base ad espressioni e comportamenti, utilizzando “indicatori”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la scelta degli indicatori, il differenziale semantico utilizza <strong>aggettivi bipolari</strong>, che esprimono <strong>opposti gradi di giudizio</strong> (es: positivo–negativo, profondo–superficiale, tollerante–intollerante, coraggioso–vile, aggressivo–remissivo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli aggettivi sono disposti lungo una scala di risposta (in genere a 7 punti, ma possono essere utilizzate anche formulazioni diverse) dove ciascun punto esprime un diverso grado di giudizio. Nelle istruzioni di compilazione è possibile fornire “ancoraggi semantici” delle caselle di risposta, es: “moltissimo” o “estremamente” per i poli estremi della scala, “molto” per il secondo grado, “abbastanza” o “leggermente” per il terzo grado, come evidenziato di seguito.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> La tecnica del differenziale semantico è stata sviluppata partendo dagli studi di Osgood (1952) e quindi perfezionata da Osgood, Suci e Tannenbaum e pubblicata (1957) in <em>The Measurement of Meaning</em>, con lo scopo, come evidenzia il titolo, di misurare i significati linguistici. Vedi bibliografia per indicazioni sulla pubblicazione originale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="915" height="139" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image.png" alt="" class="wp-image-26467" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image.png 915w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-300x46.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-768x117.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-175x27.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-450x68.png 450w" sizes="(max-width: 915px) 100vw, 915px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al grado intermedio sono associate espressioni tipo “né&#8230;/né…”, che indicano un punto centrale, sostanzialmente una valutazione neutra. Altri modelli richiedono invece al compilatore di circolare un numero sulla scala.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="826" height="625" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Modello-originario.jpg" alt="" class="wp-image-26468" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Modello-originario.jpg 826w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Modello-originario-300x227.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Modello-originario-768x581.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Modello-originario-175x132.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Modello-originario-450x340.jpg 450w" sizes="(max-width: 826px) 100vw, 826px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Utilizzando le scale del modello originale (Osgood, Suci, Tannenbaum, 1957), la ricerca ha evidenziato che queste coppie di aggettivi si aggregano mentalmente nelle seguenti categorie: <strong>Valutazione</strong> (good/bad, beautiful/ugly, interesting/boring, e effective/ineffective), <strong>Potenza</strong> (strong/weak, heavy/light, e tense/relaxed), e <strong>Attività</strong> (active/passive, fast/slow, e agitated/calm).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="949" height="185" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-fattore-di-valutazione.jpg" alt="" class="wp-image-26469" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-fattore-di-valutazione.jpg 949w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-fattore-di-valutazione-300x58.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-fattore-di-valutazione-768x150.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-fattore-di-valutazione-175x34.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Il-fattore-di-valutazione-450x88.jpg 450w" sizes="(max-width: 949px) 100vw, 949px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Queste dimensioni possono essere applicate per valutare marchi, persone o prodotti, e persino concetti o idee politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il differenziale semantico originario aveva tra i suoi scopi primari l’obiettivo di misurare il significato delle parole, e compararlo tra diverse culture o sottoculture. Il differenziale semantico originario permette di misurare fattori primari della reazione emotiva del consumatore rispetto ad un oggetto d’acquisto, e quindi determinare la <strong>potenza dell’oggetto</strong> in termini di generazione delle pulsioni d’acquisto. Al crescere dei punteggi lungo entrambi i fattori, aumenta la probabilità che si generi pulsione d’acquisto. Cala inoltre l’importanza del prezzo, in quanto il prodotto assume valenze psicologiche ancor prima che funzionali. Il principio che ne deriva è il seguente:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="961" height="198" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Potenza-evocativa.jpg" alt="" class="wp-image-26470" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Potenza-evocativa.jpg 961w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Potenza-evocativa-300x62.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Potenza-evocativa-768x158.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Potenza-evocativa-175x36.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Potenza-evocativa-450x93.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 961px) 100vw, 961px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



<li>Iscriviti gratuitamente alla <a href="https://danieletrevisani.us13.list-manage.com/subscribe?u=56352ffa5c30e4b7ced5394c7&amp;id=c73ede3fc7" target="_blank" rel="noopener">Rivista Online Communication Research</a> per rimanere aggiornato su iniziative di formazione e coaching</li>



<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziale semanticoInizio modulo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profilo di immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profilo percettivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Performance comunicativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Misurazione delle reazioni emozionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potenza del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attività</p>



<p class="wp-block-paragraph">Misurare il significato delle parole</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potenza psicologica del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing sensoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scarsità del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dei colori</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori di fiducia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto placebo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettative del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della scelta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto di ancoraggio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori di persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria del comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto di priming</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della gratificazione istantanea</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspirazioni e desideri del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto di contrasto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing dell&#8217;autenticità</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-potenza-psicologica-del-prodotto-attraverso-limmagine/">La potenza psicologica del prodotto attraverso l&#8217;immagine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le valenze emotive nella costruzione dell&#8217;immagine aziendale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/le-valenze-emotive-nella-costruzione-dellimmagine-aziendale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 09:51:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Misurazione-dellimmagine.jpg" alt="" class="wp-image-26399"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’immagine dell&#8217;impresa nasce dalla somma delle impressioni che un soggetto (ad esempio un cliente) sviluppa nei riguardi di essa, ogniqualvolta viene a contatto con qualcosa (un prodotto, una persona, un simbolo) ad essa collegato o da essa prodotto. Ogni marchio, ed ogni azienda, sono in grado di generare impressioni nei clienti (positive o negative che siano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come l’azienda assume un’immagine agli occhi dei suoi pubblici, i prodotti acquistano una connotazione, e persino una personalità (debole o forte, definita o vaga, gradita o sgradita).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un prodotto forte è dotato di una personalità ben definita che lo fa fuoriuscire dalla concorrenza di prezzo. L’immagine del prodotto, del marchio e dell’azienda può essere misurata scientificamente. La sua costruzione attiva è uno degli obiettivi primari di qualsiasi strategia competitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando esiste una connessione tra il prodotto, il marchio e l&#8217;immagine proiettata dall&#8217;individuo, il prodotto diventa strumento di <em>impressions management</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto d&#8217;immagine assume valenze comunicazionali nella proiezione di un’identità, facilitando il passaggio del cliente da un&#8217;identità attuale ad un&#8217;identità desiderata (identità target o immagine target). Non importa che ciò sia realmente vero, è sufficiente che questo sia vero nella psicologia individuale dell&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, l&#8217;immagine del marchio e l&#8217;immagine del prodotto diventano strumenti espressivi di un modo di essere, o di un modo di pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trasmettono un&#8217;identità del possessore, o almeno, il più delle volte, questo è ciò che vorrebbe l&#8217;acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto non è solo un assemblaggio di componenti. Una visione puramente merceologica e ingegneristica impedisce di capirne il valore affettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando i prodotti si rivolgono a bisogni di ordine superiore &#8211; bisogni sociali, autorealizzazione, costruzione d’immagine della persona &#8211; essi assumono valenze soprattutto psicologiche, ancor prima che tecnico-funzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti/servizi (non tutti, naturalmente, ma buona parte di essi) si trasformano da beni asettici a oggetti dotati di anima, e con essi si instaura un rapporto che fuoriesce dalla pura fruizione per entrare nel campo della comunicazione e della psicologia. Diventano, in altre parole, strumenti espressivi con i quali il soggetto cerca di modificare la propria identità, verso un&#8217;immagine più vicina al proprio sè ideale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Se-ideale.jpg" alt="" class="wp-image-26400"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nella psicologia del consumo il prodotto assume valenze emotive, quale porzione del vissuto di un individuo. L’acquisto di un viaggio può avere alla base la ricerca di un semplice momento di svago o ricreazione. Ma un viaggio può essere anche il momento di svolta di una vita, nel quale ricercare la propria identità smarrita, e ritrovare un senso nella propria esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osserviamo questa trascrizione di una turista che visita un parco naturale, alle foci del fiume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando sono laggiù mi sembra di essere lontana dal mondo. Dall’argine si vedono solo dei casolari di campagna, il fiume, gli aironi. Poi non so come spiegarlo, ma c’è qualcosa nel cielo di diverso. L’aria è più chiara, c’è una luce più bianca, più intensa, ti senti fuori dal mondo, forse sarà perché il mare è vicino. Quando sono da quelle parti, per me è come osservare il mondo dall’alto. La frenesia della città ti sembra una cosa assurda. Quelli della città ti sembrano tutte formiche, che corrono senza senso. Ma dove vanno? Il bello è che ieri ero anch’io una formica, e domani torno formica. Ma quando sono qui, divento qualcos’altro. Come qualcuno che guarda dall’alto, che osserva le persone da un altro punto di vista. Per certe persone qui non c’è niente, per me c’è tutto. Mi piace qui perché la strada è sterrata. Quei deficienti vogliono asfaltare anche qui. Come se l’argine dovesse diventare un’autostrada. Non hanno capito che qui ci deve essere la strada sterrata, è il paesaggio che lo richiede. Se potessero asfaltare tutto lo farebbero. Vengo qui per stare fuori dal mondo, per cercare anche di riflettere. Quando vedo i cartelli stradali, i divieti di accesso, il filo spinato, da queste parti, è come una pugnalata. Ma perché non lo capiscono? Pensa che ci vengono persino a caccia. Questo è un luogo di riflessione, non lo devono rovinare così. Qui non ci devono stare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare sensibilità verso la motivazione d’acquisto sottostante, capire le <strong>valenze emotive</strong> attribuite dal consumatore è un prerequisito per la comunicazione aziendale e la costruzione del prodotto. Come si può notare, <strong>elementi estranei</strong> al prodotto (in questo caso un prodotto turistico) possono distruggere o rovinare l’esperienza del fruitore e distruggere il tentativo di <strong>costruzione attiva dell’immagine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di elementi di disturbo, difformi e disomogenei (ad esempio un cesto dei rifiuti di plastica, anziché ricoperto di legno, in un agriturismo) elimina la consonanza tra gli elementi, necessaria per costruire un profilo d’immagine omogeneo e fluido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il profilo d’immagine di un marchio o di un prodotto è analizzabile ricorrendo, tra l’altro, a concetti sviluppati dalla psicologia sociale degli atteggiamenti, che esploreremo di seguito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine dell’impresa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressione del soggetto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalità del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impressions management</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto d’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità desiderata</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dell’acquirente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modo di essere</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Sé ideale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione attiva dell’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attributi del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sensazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspetti emotivi nell&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leva emotiva</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Progettare le emozioni, dal prodotto al consumatore</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/progettare-le-emozioni-dal-prodotto-al-consumatore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano L&#8217;ergogenesi rappresenta il processo di percezione delle sensazioni interne all&#8217;organismo. Un dolore ad una parte del corpo &#8211; ad esempio il mal di testa &#8211; o una sensazione positiva (il gonfiore muscolare provocato da &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ergogenesi rappresenta il processo di percezione delle sensazioni interne all&#8217;organismo. Un dolore ad una parte del corpo &#8211; ad esempio il mal di testa &#8211; o una sensazione positiva (il gonfiore muscolare provocato da un intenso allenamento, per un bodybuilder) sono esempi di sensazioni ergogeniche, così come la percezione di sensazioni emotive di fiducia, di ansia, di tristezza, di gioia o di intensa speranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti con <strong>funzione ergogenica diretta</strong> sono ad esempio gli psicofarmaci &#8211; che modificano le percezioni interne dell&#8217;organismo e alterano gli stati di coscienza &#8211; gli antidolorifici, l&#8217;alcool e altre sostanze psicoattive. Possiamo parlare in questo caso di ergogenesi diretta o indotta da sostanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri prodotti, servizi, prestazioni e situazioni possiedono <strong>funzione ergogenica indiretta</strong>, attuata senza introdurre sostanze nell&#8217;organismo, basandosi unicamente sulle proprietà del prodotto di <strong>infondere emozioni</strong>. Ad esempio, la valenza di un prodotto turistico, un tramonto sul mare, accompagnato dal rumore delle onde e dal profumo della salsedine, le sensazioni del ballo, la potenza della guida, un design emozionante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;emozione complessiva risultante dalla esperienza di un acquisto, il senso generale di professionalità che un venditore riesce a creare, o la piacevolezza di utilizzo di un sistema operativo per computer, costituiscono esempi ulteriori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Produrre sensazioni costituisce la funzione ergogenica del prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in campo alimentare l&#8217;esperienza totale di prodotto (ETP) &#8211; poniamo un pasto di mezzogiorno &#8211; è data da un sistema iniziale percettivo (visione del cibo, gusto, olfatto, sensazioni tattili durante la masticazione), e da un sistema successivo di ergogenesi (pesantezza o lentezza digestiva, effetti sul rendimento lavorativo e sullo stato di veglia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello pratico, è necessario analizzare quali prodotti sono suscettibili di possedere funzioni ergogeniche, per poi stabilire la sensazione ergogenica da sviluppare. Lo sviluppo delle <strong>sensazioni ergogeniche target</strong> dà luogo a strategie di <strong>marketing emotivo</strong>, che consiste nel pianificare le emozioni complessive generate dal prodotto (prestazione emotiva del prodotto/servizio) sul consumatore target.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione delle sensazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo di percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sensazioni ergogeniche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Funzione ergogenica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infondere emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Produrre sensazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pianificare le emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consumatore target</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leva emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storytelling</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza sensoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sensazioni del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reazioni emotive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dei colori</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creazione di atmosfera</p>



<p class="wp-block-paragraph">Design emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattore emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfondo emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della forma</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia del marchio</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Emozioni e propensione all&#8217;acquisto: quando scatta la molla?</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/emozioni-e-propensione-allacquisto-quando-scatta-la-molla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 10:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Reazioni emotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Capire quali emozioni suscita un’interfaccia di prodotto o un interfaccia di servizio è importante in quanto la gradevolezza dell’esperienza emotiva si correla positivamente alla propensione d’acquisto. Le emozioni sono eventi mentali successivi alla percezione &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/emozioni-e-propensione-allacquisto-quando-scatta-la-molla/">Emozioni e propensione all&#8217;acquisto: quando scatta la molla?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire quali emozioni suscita un’interfaccia di prodotto o un interfaccia di servizio è importante in quanto la gradevolezza dell’esperienza emotiva si correla positivamente alla propensione d’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni sono eventi mentali successivi alla percezione di un oggetto (ad esempio, la fruizione di un film, la lettura di un libro, la contemplazione di un panorama turistico, l’utilizzo di un robot da cucina). Le esperienze che le persone hanno dei prodotti generano un’attività mentale, un sentimento che determina anche modificazioni organiche (ansia, rilassatezza, sudorazione, spossatezza). Ad esempio un utensile per falciare l’erba mal progettato genera non solo stanchezza fisica, ma anche emozioni di ira verso il venditore o verso se stessi per averlo acquistato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per l’interfaccia grafica di un programma per PC. Da essa possono emergere emozioni piacevoli: gioia per la facilità di creazione del proprio progetto, resa possibile dalla buona qualità dell’interfaccia. Queste emozioni d’uso si trasferiscono verso l’azienda produttrice in un processo di <strong>osmosi emotiva</strong>. Le osmosi negative producono invece l’odio verso il produttore, derivato dalla frustrazione d’uso o dalle aspettative non mantenute.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Osmosi-emotiva.jpg" alt="" class="wp-image-26362"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ogni prodotto è quindi in grado di generare emozioni, più o meno forti, più o meno intense. La generazione delle emozioni avviene in seguito ai rapporti che la persona ha con la superficie del prodotto, con le sue “interfacce” (<strong>interfacce prodotto</strong>). Il concetto di interfaccia esprime infatti ciò che sta tra il prodotto e l’utilizzatore, includendo gli aspetti di superficie, gli elementi visibili e tangibili, i comandi, i controlli, e tutto ciò che del prodotto viene fruito, visto, toccato, respirato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di marketing e di nascita della pulsione d’acquisto, assume peso la capacità di un’interfaccia di produrre emozioni (piuttosto che semplici input sensoriali, asettici, privi di carica emotiva). Un computer con schermo nero e caratteri verdi produce &#8211; nell&#8217;utilizzatore medio &#8211; meno emozioni di un computer che emette suono, video, musica, immagini animate, colorate, divertenti o interessanti. In ogni campo merceologico, e per ogni target, tali emozioni dovranno essere adeguatamente tarate. Il solo fatto di emettere più dati (più colori, o altro) non è sufficiente a creare marketing emotivo. Occorre valutare la rilevanza e gradevolezza di quei dati per il soggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione all’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interfaccia di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni d’uso</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osmosi emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pulsione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Input sensioriali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand affinity</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leva emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storytelling</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza sensoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni positive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reazioni emotive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand loyalty</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dei colori</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni nell&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing sensoriale</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La strategia dell&#8217;emozione per la differenziazione di prodotto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-strategia-dellemozione-per-la-differenziazione-di-prodotto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 10:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi dell'impatto emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Asse delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Branding emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Coinvolgimento emotivo attraverso la pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Coinvolgimento emotivo del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Connessione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza emotiva del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Creazione di legami emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni derivate]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni positive associate al marchio]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni primarie]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia con il consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze di felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze di gioia e gratitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze di sorpresa e meraviglia]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze emotive]]></category>
		<category><![CDATA[Intensità delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing esperienziale emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rilevanza emotiva del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Ruota delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storie emozionanti]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di differenziazione]]></category>
		<category><![CDATA[Valore emotivo del marchio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano In un mercato in cui è difficile “fare la differenza”, è necessario sviluppare&#160; strategie di differenziazione dalla concorrenza che si prefiggano (1) di associare emozioni all’immagine del marchio (branding emotivo), e (2) provocare emozioni &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mercato in cui è difficile “fare la differenza”, è necessario sviluppare&nbsp; strategie di differenziazione dalla concorrenza che si prefiggano (1) di associare emozioni all’immagine del marchio (<em>branding</em> emotivo), e (2) provocare emozioni nell’utilizzatore. Quali sono le emozioni che il prodotto può produrre? Per rispondere a questa domanda analizziamo più da vicino le ricerche sulla psicologia delle emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha evidenziato otto <strong>emozioni primarie</strong>: gioia, accettazione, paura, sorpresa, tristezza, schifo o repulsione, collera, aspettativa. Dalla loro combinazione, emergono <strong>emozioni derivate</strong>: ottimismo, amore, sottomissione, spavento, delusione, rimorso, disprezzo, aggressività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È tempo di chiedersi: il nostro marchio suscita emozioni? E il nostro prodotto? E il modo con cui eroghiamo il servizio e assistiamo il cliente? La nostra azienda è un freddo erogatore e assemblatore di materie prime, o ha una valenza psicologica per il cliente? Produce coinvolgimento emotivo? I venditori parlano solo o sanno ascoltare? Aggrediscono o accolgono? O sono solo dei raccogli-ordini? Sanno sviluppare ottimismo nel cliente? E gioia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ruota delle emozioni visualizzata in seguito evidenzia le componenti primarie e derivate. Chiediamoci quali, tra queste, produce la nostra azienda nel cliente. Ci va bene così? Quali emozioni vorremmo produrre nel cliente?</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="917" height="710" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ruota-delle-emozioni.jpg" alt="" class="wp-image-26352" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ruota-delle-emozioni.jpg 917w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ruota-delle-emozioni-300x232.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ruota-delle-emozioni-768x595.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ruota-delle-emozioni-175x135.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ruota-delle-emozioni-450x348.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Canestrari (1984)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> «per poter spiegare le emozioni occorre anche sapere come chiamarle e rispondere a diversi interrogativi. Quali sono le emozioni primarie e fondamentali? In quale rapporto stanno fra loro?».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio alla psicologia delle emozioni è stato fornito da Plutchick (1981)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>, secondo il quale</p>



<p class="wp-block-paragraph">le emozioni variano in <em>intensità</em> e nel grado di <em>somiglianza</em> reciproca e presentano un carattere bipolare, nel senso che, ad esempio, la gioia è l’opposto della tristezza, l’odio dell’amore&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Plutchick considera 8 emozioni fondamentali: <em>anger</em> (rabbia), <em>fear</em> (paura), <em>joy</em> (gioia), <em>sadness</em> (tristezza), <em>disgust</em> (disgusto, repulsione), <em>acceptance</em> (accettazione), <em>anticipation</em> (aspettativa), <em>surprise</em> (sorpresa). Secondo Plutchick, inoltre, le emozioni corrono lungo un filo, un continuum di intensità. Ad esempio: un primo asse delle emozioni è costituito dal gradiente negativo seguente:</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Canestrari, R. (1984). <em>Psicologia generale e dello sviluppo</em>. Bologna, Clueb.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Plutchick, R. (1981). Un linguaggio per le emozioni. <em>Psicologia contemporanea</em>, 48, 29-36.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="959" height="139" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Asse-delle-emozioni.jpg" alt="" class="wp-image-26353" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Asse-delle-emozioni.jpg 959w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Asse-delle-emozioni-300x43.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Asse-delle-emozioni-768x111.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Asse-delle-emozioni-175x25.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Asse-delle-emozioni-450x65.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ulteriori assi evidenziati da Plutchick sono: perplessità, sorpresa e sbalordimento; pensosità, tristezza e dolore; noia, schifo e repulsione; irritazione, collera, furia, nei quali l’intensità aumenta in proporzione</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="930" height="495" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Fascia-emozioni.jpg" alt="" class="wp-image-26354" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Fascia-emozioni.jpg 930w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Fascia-emozioni-300x160.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Fascia-emozioni-768x409.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Fascia-emozioni-175x93.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Fascia-emozioni-450x240.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 930px) 100vw, 930px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie di differenziazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni primarie</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni derivate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ruota delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intensità delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Asse delle emozioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connessione emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienze emotive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienze di felicità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creazione di legami emotivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia con il consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rilevanza emotiva del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore emotivo del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione empatica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storie emozionanti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienze di gioia e gratitudine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza emotiva del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento emotivo attraverso la pubblicità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienze di sorpresa e meraviglia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emozioni positive associate al marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing esperienziale emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dell&#8217;impatto emotivo</p>
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			</item>
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		<title>Psicologia del marketing e della comunicazione</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/psicologia-del-marketing-e-della-comunicazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 14:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione alla psicologia del comportamento di acquisto e strategie per la competitività ©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Introduzione alla psicologia del comportamento di acquisto e strategie per la competitività</h1>
<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>
<h2>Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi</h2>
<p>Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché affrontare questo tema è così cruciale per la competitività delle aziende?</p>
<p>La vita di ogni persona e di ogni azienda è costellata da momenti d&#8217;acquisto. Nonostante questo dato incontrovertibile, la psicologia del consumo costituisce uno dei fenomeni meno studiati e meno tradotti in azienda, in buona parte a causa dell’impostazione classica che vedeva nel consumatore un soggetto razionale, che agisce secondo criteri logici. Capovolgendo quest&#8217;impostazione, rivolgeremo la nostra attenzione soprattutto alle dinamiche psicologiche, ai moventi nascosti, al &#8220;dark side&#8221; del consumo.</p>
<p>Per raggiungere gli obiettivi previsti, riteniamo necessario fornire una prima griglia di impostazione del lavoro, che divide i comportamenti di acquisto in base a motivazioni consce, subconscie ed inconsce.</p>
<p>Fig. 1.1 &#8211; I tre livelli della motivazione d’acquisto</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28364" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi.jpg" alt="psicologia del marketing e comunicazione moventi" width="1032" height="327" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi.jpg 1032w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi-300x95.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi-1024x324.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi-768x243.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi-175x55.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi-450x143.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/psicologia-del-marketing-e-comunicazione-moventi-600x190.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1032px) 100vw, 1032px" /></p>
<p>Questa prima revisione ha profonde implicazioni a più livelli: (1) per la comunicazione aziendale, (2) per le strategie di creazione del valore nella progettazione di un prodotto/servizio, e (3) per l’educazione al consumo.</p>
<p>Una seconda considerazione ci spinge a rivolgere la nostra attenzione all’area della psicologia dei bisogni. L’atto di acquisto si lega innegabilmente a qualche forma di problema esistente nell’individuo (es: risolvere un dolore fisico tramite una medicina), o di aspirazione da raggiungere (es: in un’azienda, l’acquisto di un macchinario per aumentare la produttività), sia che si tratti di un bene povero che di un genere di lusso. Questi problemi o moventi sono il nesso che collega il prodotto alla scelta di acquisto.</p>
<p>Il comportamento degli individui, orientato a diminuire i problemi che li circondano, determina, in un certo momento del tempo, la nascita di una pulsione, un <strong>impulso d&#8217;acquisto</strong>, uno stimolo alla risoluzione dello stato di tensione<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. Una strategia aziendale che non tenga in seria considerazione quali impulsi d&#8217;acquisto inserire nelle proprie offerte, non ha alcuna prospettiva di successo.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Vedi Rook, D.W. (1987). The buying impulse. <em>Journal of Consumer Research</em>, 14 (September), 189-199.</p>
<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>
<ul>
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</ul>
<h2>Semantica articolo &#8211; le keywords pertinenti nella psicologia del marketing e comunicazione</h2>
<ul>
<li>Psicologia del marketing e comunicazione</li>
<li>Psicologia del marketing</li>
<li>Psicologia della comunicazione aziendale</li>
<li>livelli della motivazione d’acquisto</li>
<li>livelli della motivazione</li>
<li>livelli della motivazione del cliente</li>
<li>acquisto conscio</li>
<li>acquisto subconscio</li>
<li>acquisto inconscio</li>
<li>Persuasione</li>
<li>Influenza sociale</li>
<li>Comportamento del consumatore</li>
<li>Segmentazione di mercato</li>
<li>Psicologia del consumatore</li>
<li>Neuromarketing</li>
<li>Bisogni e desideri</li>
<li>Percezione del marchio</li>
<li>Emozioni nell&#8217;acquisto</li>
<li>Cognitive biases</li>
<li>Effetto di ancoraggio</li>
<li>Branding emotivo</li>
<li>Comportamento d&#8217;acquisto</li>
<li>Psicologia dei colori</li>
<li>Motivazione all&#8217;acquisto</li>
<li>Teoria dell&#8217;elaborazione dell&#8217;informazione</li>
<li>Framing nell&#8217;advertising</li>
<li>Psicologia della persuasione</li>
<li>Teoria del comportamento pianificato</li>
<li>Feedback e reazioni dei consumatori</li>
</ul>
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		<title>Comportamenti di acquisto: motivazioni conscie, subconsce e inconsce.</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/psicologia-del-marketing-e-della-comunicazione-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 14:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Branding emotivo]]></category>
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		<category><![CDATA[comportamenti di acquisto]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione persuasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Costruzione dell'identità di marca]]></category>
		<category><![CDATA[Creazione di desiderio]]></category>
		<category><![CDATA[Customer Journey:]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto halo]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori motivazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori psicologici nell'acquisto impulsivo]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle aspettative del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza sociale]]></category>
		<category><![CDATA[livelli della motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[livelli della motivazione d’acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione conscia]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione d&#039;acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione inconscia]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione subconscia]]></category>
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		<category><![CDATA[persuasione]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia del consumo]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologia delle vendite]]></category>
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		<category><![CDATA[Teoria dell'elaborazione a due vie (Elaboration Likelihood Model)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché affrontare questo tema è così cruciale per la competitività delle aziende? La vita di ogni persona e &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché affrontare questo tema è così cruciale per la competitività delle aziende?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vita di ogni persona e di ogni azienda è costellata da momenti d&#8217;acquisto. Nonostante questo dato incontrovertibile, la psicologia del consumo costituisce uno dei fenomeni meno studiati e meno tradotti in azienda, in buona parte a causa dell’impostazione classica che vedeva nel consumatore un soggetto razionale, che agisce secondo criteri logici. Capovolgendo quest&#8217;impostazione, rivolgeremo la nostra attenzione soprattutto alle dinamiche psicologiche, ai moventi nascosti, al &#8220;dark side&#8221; del consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere gli obiettivi previsti, riteniamo necessario fornire una prima griglia di impostazione del lavoro, che divide i comportamenti di acquisto in base a motivazioni conscie, subconscie ed inconsce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa prima revisione ha profonde implicazioni a più livelli: (1) per la comunicazione aziendale, (2) per le strategie di creazione del valore nella progettazione di un prodotto/servizio, e (3) per l’educazione al consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una seconda considerazione ci spinge a rivolgere la nostra attenzione all’area della psicologia dei bisogni. L’atto di acquisto si lega innegabilmente a qualche forma di problema esistente nell’individuo (es: risolvere un dolore fisico tramite una medicina), o di aspirazione da raggiungere (es: in un’azienda, l’acquisto di un macchinario per aumentare la produttività), sia che si tratti di un bene povero che di un genere di lusso. Questi problemi o moventi sono il nesso che collega il prodotto alla scelta di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento degli individui, orientato a diminuire i problemi che li circondano, determina, in un certo momento del tempo, la nascita di una pulsione, un <strong>impulso d&#8217;acquisto</strong>, uno stimolo alla risoluzione dello stato di tensione<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. Una strategia aziendale che non tenga in seria considerazione quali impulsi d&#8217;acquisto inserire nelle proprie offerte, non ha alcuna prospettiva di successo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Vedi Rook, D.W. (1987). The buying impulse. <em>Journal of Consumer Research</em>, 14 (September), 189-199.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo &#8211; le keyword pertinenti nella psicologia del marketing e comunicazione</h2>



<div class="wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-4fc3f8e1 wp-block-group-is-layout-flex">
<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del marketing e della comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Livelli della motivazione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Livelli della motivazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamenti di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione conscia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione inconscia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione subconscia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Neuromarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione di mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del colore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione persuasiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dei prezzi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelta razionale vs. emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer journey</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto halo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria dell&#8217;elaborazione a due vie (Elaboration Likelihood Model)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cognitive bias</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori motivazionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creazione di desiderio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione dell&#8217;identità di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia delle vendite</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Fattori psicologici nell&#8217;acquisto impulsivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle aspettative del consumatore</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Ergogenesi: marketing ergogenico (marketing delle emozioni)</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/ergogenesi-marketing-ergogenico-marketing-delle-emozioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 06:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Psicologia del Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[marketing emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing ergogenico]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Daniele Trevisani</a> – “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3Sv4tZT" target="_blank">Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mercato in cui è difficile “fare la differenza”, è necessario sviluppare&nbsp;&nbsp;strategie di differenziazione dalla concorrenza che si prefiggano (1) di associare emozioni all’immagine del marchio (<em>branding</em>&nbsp;emotivo), e (2) provocare emozioni nell’utilizzatore. Quali sono le emozioni che il prodotto può produrre? Per rispondere a questa domanda analizziamo più da vicino le ricerche sulla psicologia delle emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha evidenziato otto <strong>emozioni primarie</strong>: gioia, accettazione, paura, sorpresa, tristezza, schifo o repulsione, collera, aspettativa. Dalla loro combinazione, emergono <strong>emozioni derivate</strong>: ottimismo, amore, sottomissione, spavento, delusione, rimorso, disprezzo, aggressività. È tempo di chiedersi: il nostro marchio suscita emozioni? E il nostro prodotto? E il modo con cui eroghiamo il servizio e assistiamo il cliente? La nostra azienda è un freddo erogatore e assemblatore di materie prime, o ha una valenza psicologica per il cliente? Produce coinvolgimento emotivo? I venditori parlano solo o sanno ascoltare? Aggrediscono o accolgono? O sono solo dei raccogli-ordini? Sanno sviluppare ottimismo nel cliente? E gioia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ruota delle emozioni visualizzata in seguito evidenzia le componenti primarie e derivate. Chiediamoci quali, tra queste, produce la nostra azienda nel cliente. Ci va bene così? Quali emozioni vorremmo produrre nel cliente?</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/01/schermata-2023-01-12-alle-07.00.02.png" alt="" class="wp-image-194" width="648" height="513" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Canestrari (1984)<a href="//890B9038-EDC9-4B38-AD01-F70E1962B6B0#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;«per poter spiegare le emozioni occorre anche sapere come chiamarle e rispondere a diversi interrogativi. Quali sono le emozioni primarie e fondamentali? In quale rapporto stanno fra loro?».&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio alla psicologia delle emozioni è stato fornito da Plutchick (1981)<a href="//890B9038-EDC9-4B38-AD01-F70E1962B6B0#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>, secondo il quale&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">le emozioni variano in <em>intensità</em> e nel grado di <em>somiglianza</em> reciproca e presentano un carattere bipolare, nel senso che, ad esempio, la gioia è l’opposto della tristezza, l’odio dell’amore&#8230;Plutchick considera 8 emozioni fondamentali: <em>anger</em> (rabbia), <em>fear</em> (paura), <em>joy</em> (gioia), <em>sadness</em> (tristezza), <em>disgust</em> (disgusto, repulsione), <em>acceptance</em> (accettazione), <em>anticipation</em> (aspettativa), <em>surprise</em> (sorpresa). Secondo Plutchick, inoltre, le emozioni corrono lungo un filo, un continuum di intensità. Ad esempio: un primo asse delle emozioni è costituito dal gradiente negativo seguente:</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/01/schermata-2023-01-12-alle-07.01.23.png" alt="" class="wp-image-197" width="649" height="126" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ulteriori assi evidenziati da Plutchick sono: perplessità, sorpresa e sbalordimento; pensosità, tristezza e dolore; noia, schifo e repulsione; irritazione, collera, furia, nei quali l’intensità aumenta in proporzione</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/01/schermata-2023-01-12-alle-07.02.00.png" alt="" class="wp-image-198" width="650" height="339" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di&nbsp;<a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a>&nbsp;&#8211; “<a href="https://amzn.to/3Sv4tZT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Vietata la riproduzione senza citazione della fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a>&nbsp;Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Canali Social</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/</a></li>



<li><a href="https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener">https://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani</a></li>



<li><a href="https://www.instagram.com/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">https://www.instagram.com/danieletrevisani/</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La psicologia del marketing</li>



<li>Ergogenesi</li>



<li>Marketing ergogenico</li>



<li>Ruota delle emeozioni</li>



<li>Branding emotivo</li>



<li>Differenziazione dalla concorrenza</li>



<li>Posizionamento sul mercato</li>



<li>Benchmarking</li>



<li>Emozioni primarie </li>



<li>Emozioni derivate</li>



<li>Coinvolgimento emotivo</li>



<li>Customer Satisfaction</li>



<li>Canestrari</li>



<li>Plutchick</li>



<li>Intensità delle emozioni</li>



<li>Marketing emotivo</li>



<li>Data analyst </li>



<li>Marketing director</li>



<li>Brand strategies </li>



<li>Marketing plan</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Strategie di marketing percettivo</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/strategie-di-marketing-percettivo-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 14:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Branding emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Contesti reali di fruizione]]></category>
		<category><![CDATA[Customer satisfaction globale]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza totale di prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Funzione ergogenica del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Human engineering]]></category>
		<category><![CDATA[interazione sensoriale]]></category>
		<category><![CDATA[interfacce prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[marketing cinestesico]]></category>
		<category><![CDATA[marketing emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[marketing gustativo]]></category>
		<category><![CDATA[marketing olfattivo]]></category>
		<category><![CDATA[marketing percettivo]]></category>
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		<category><![CDATA[marketing uditivo]]></category>
		<category><![CDATA[marketing visivo]]></category>
		<category><![CDATA[osmosi emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione uditiva]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione cinestesica]]></category>
		<category><![CDATA[riflesso d&#039;immagine del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Sensazioni target]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di odorizzazione mirate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore Il marketing percettivo Se ogni elemento della percezione concorre alla valutazione complessiva del prodotto e al suo successo, allora il marketing deve occuparsi di qualsiasi fonte &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/strategie-di-marketing-percettivo-2/">Strategie di marketing percettivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “</strong><a href="https://amzn.to/3ARSY65" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</strong></a><strong>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</strong></p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Il marketing percettivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se ogni elemento della percezione concorre alla valutazione complessiva del prodotto e al suo successo, allora il marketing deve occuparsi di qualsiasi fonte della percezione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Identifichiamo sette aree specifiche del <strong>marketing percettivo</strong>, da cui derivare strategie di intervento sul sistema di marketing: </p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Marketing visivo</strong></li>
<li><strong>Marketing tattile</strong></li>
<li><strong>Marketing olfattivo</strong></li>
<li><strong>Marketing gustativo</strong></li>
<li><strong>Marketing uditivo</strong></li>
<li><strong>Marketing cinestesico</strong></li>
<li><strong>Marketing emotivo</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Tali aree permettono di giungere alla <strong>customer satisfaction globale</strong> del consumatore, nella quale ogni elemento fonte di prestazione assume un peso e un ruolo strategico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere questo risultato, l’impresa deve attivare un percorso di <strong><em>Human Engineering</em></strong>, sia nel prodotto che nei servizi, una progettazione che pone la percezione umana al centro del prodotto, definendo i livelli ottimali di customizzazione (adattamento alle specificità del consumatore target).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing percettivo determina la necessità di avanzare il concetto di <strong>sensazioni target</strong> come elemento centrale della progettazione del prodotto e degli ambienti. La sensazione target rappresenta la sensazione ottimale che il prodotto dovrebbe generare, lungo tutte le direttrici percettive possibili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è quello di produrre, nella realtà percettiva dell&#8217;individuo-utilizzatore, una Gestalt armonica, <strong>un Modello di marketing percettivo-sensoriale a 7 variabili (TPM – Total Perception Marketing)</strong>, un insieme di sensazioni ottimizzate in funzione del soggetto.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Marketing Visivo : le forme, i colori e i contesti reali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A livello di marketing visivo, la percezione del prodotto è il risultato di un processo interattivo e complesso: l’incontro tra materia e radiazioni elettromagnetiche che colpiscono il prodotto produce una riflessione verso l&#8217;occhio umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla visione influiranno quindi (1) le caratteristiche della materia (forme, texture), (2) la natura delle radiazioni (es: luce solare diurna, luce al neon, luce radente, luce diffusa, ecc.), e (3) le caratteristiche dell’individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al variare di ciascuno dei tre elementi, la percezione visiva sarà diversa. Esisteranno differenze percettive in funzione della texture (tessitura superficiale) dell&#8217;oggetto, ma anche in funzione del tipo di luce e della persona che osserva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerare la natura interattiva della visione permette di allargare l&#8217;area di intervento del marketing visivo, includendo sia le caratteristiche degli oggetti esposti alla radiazione che il tipo di radiazione, che il tipo di illuminazione ricevuta, e le angolazioni visive o contesti di fruizione umana (ed  in generale le caratteristiche del fruitore).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un prodotto andrà quindi progettato in funzione delle tipologie di illuminazione che lo stesso è destinato a ricevere e delle modalità fruitive reali: gli interni di un&#8217;autovettura possono risultare gradevoli in laboratorio o in sala prove, ma eccessivamente spenti se consideriamo le condizioni reali medie di illuminazione nelle quali vengono percepiti, vista la copertura dell&#8217;abitacolo, il clima e l’esposizione solare dei paesi target.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La scenografia dell&#8217;illuminazione, la sua coreografia, è una variabile di marketing estremamente importante nei punti di vendita, dove luci sbagliate (es: luci al neon di bassa luminosità, in ambienti grandi) creano stanchezza visiva, e persino disturbi visivi. L&#8217;illuminazione errata si riverbera sull&#8217;immagine dell&#8217;ambiente, che viene percepito &#8220;triste&#8221;, &#8220;spento&#8221; e smorto, con una influenza duplice: fisiologica e psicologica. Le sensazioni negative, a catena, generano la volontà di uscire dall&#8217;ambiente (ad esempio, un centro commerciale) o di non entrarvi nemmeno, e producono le condizioni per la riduzione di fatturato o insoddisfazione rispetto al clima di acquisto.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attenzione ai <strong>contesti reali di fruizione</strong> è importante in ogni ambito di comunicazione. Ad esempio, una video-presentazione ad un gruppo di clienti, sviluppata sul monitor del proprio PC produrrà una resa diversa, inferiore qualitativamente in termini di colori e saturazione, nel momento della proiezione su una parete. In un ambiente anche debolmente illuminato, molti dettagli verranno persi, leggere sfocature renderanno il testo piccolo, praticamente illeggibile, vi sarà minore contrasto, alcune scritte potrebbero risultare incomprensibili. L&#8217;effetto sul cliente sarà una presentazione di scarsa qualità. Per prevenire gli errori di comunicazione, è necessario che il messaggio venga pre-testato nel contesto reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, per qualsiasi comunicazione strategica, l&#8217;effetto va testato sul campo. La necessità riguarda sia le comunicazioni aziendali al cliente (dirette o multimediali, inclusi i siti internet) che qualsiasi prodotto in cui la componente visiva sia importante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un messaggio visivo pensato per la lettura in un quotidiano disporrà di un tempo di elaborazione superiore a quello di un cartello autostradale. Ancora una volta, emerge la necessità di produrre pensando, in anticipo, a quali saranno i contesti reali di ricezione del messaggio.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Marketing Tattile : le sensazioni al tatto del prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tatto è costituito dall&#8217;insieme di sensazioni &#8211; pressione, calore, temperatura, texture &#8211;  che i prodotti determinano al contatto fisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La morbidezza di un oggetto, nonché altre caratteristiche quali il peso o la scivolosità, verranno giudicate diversamente dalla mano morbida di uno studente adolescente, piuttosto che dalla mano incallita di un operaio di fonderia. La differenza fisica tra i due individui determina quindi una differenza sulla valutazione di funzionalità di un attrezzo o di qualsiasi altro oggetto impugnabile, a parità di caratteristiche prestazionali tecnologiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione orientata alla customer satisfaction globale deve prevedere <strong>sensazioni tattili target</strong> del prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al tatto (valutando peso, rugosità, solidità e tenuta) ci affidiamo ad esempio per determinare &#8211; congiuntamente agli elementi visivi &#8211; se una tastiera di PC sia &#8220;solida&#8221; oppure di scarsa qualità, o ancora se un mouse sia funzionale o meno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Elementi come la scivolosità, i materiali, le asperità e protuberanze, spazi e distanze tra componenti di un prodotto, devono essere accuratamente progettati al fine di raggiungere la <strong>sensazione tattile target</strong> che il prodotto ideale deve fornire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste considerazioni ci portano a considerare la necessità di agire – ove possibile &#8211; sulla conduttività dei materiali, per sviluppare le sensazioni ottimali di calore tattile dei prodotti. In questo senso, il marketing deve confrontarsi attivamente con le scienze dei materiali per definire quali percorsi evolutivi sviluppare e come produrre innovazioni significative di prodotto dal punto di vista tattile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La relazione tra proprietà fisiche ed emotive del prodotto ha una valenza di marketing. Come ben sappiamo, la capacità di infondere calore è importante in ambienti freddi (si pensi al pavimento di una baita di montagna), o per abbigliamenti destinati ai climi estremi, non solo in termini fisici, ma anche in termini psicologici. Materiali caldi e soffici producono sensazioni di avvolgenza che spostano la funzione del prodotto dal marketing tattile al marketing emotivo. Per questo, ad esempio, una sciarpa morbida ed avvolgente può assumere una valenza psicologica di protezione che riporta il soggetto ad una condizione di sicurezza emotiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di <strong>contaminazioni (percettive-emotive)</strong> tra sensazioni fisiche e potenzialità evocative del prodotto si occupa il marketing percettivo, sino alla pianificazione delle emozioni generate dal prodotto (marketing emotivo).</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Marketing Olfattivo : gli odori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;olfatto è un senso che agisce su base chimica. Le molecole delle sostanze, trasportate dall&#8217;aria, entrano in contatto con recettori appositi (recettori olfattivi) collocati nella cavità nasale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là dei prodotti classicamente deputati a sfruttare l’olfatto, quali profumi e deodoranti, esiste un mondo nascosto di sensazioni olfattive connaturate ai prodotti, che contribuisce a suscitare desiderio di acquisto o repulsione da parte del cliente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si parla in questo caso solo del cibo, che viene scelto in larga misura in funzione dell&#8217;odorato e della vista, ma di sensazioni celate e recondite di prodotto, quali il profumo di un libro o di una rivista, l&#8217;odore che emana l&#8217;interno di un&#8217;autovettura nuova, l&#8217;odore delle plastiche di un utensile elettrico, i profumi dei tessuti che permeano una boutique o negozio di abbigliamento, il profumo di un maglione, le fragranze lasciate da un ammorbidente per bucato o da una crema estetica, gli odori ambientali di un ipermercato o shopping-mall, o l&#8217;odore fisico di una persona. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli odori sono una delle componenti ambientali che maggiormente colpiscono la percezione e permangono nella memoria. Le sensazioni olfattive lasciano tracce mnestiche profonde, e sono in grado di evocare situazioni, persone e prodotti, luoghi già visitati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste dinamiche hanno implicazioni forti anche per il marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, le aziende consapevoli dell’interazione tra gradimento del prodotto e odori, possono attivare specifiche <strong>strategie di odorizzazione mirate</strong> dei prodotti o dei contenitori alimentari (packaging), in grado di aumentare l’effetto complessivo sul consumatore. L’aumento dell’odorizzazione mirata del packaging è in grado di rinforzare la decisione d’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing olfattivo dovrà pertanto occuparsi di definire le <strong>sensazioni olfattive target</strong> del prodotto e del contesto di acquisto. In tal senso, il marketing olfattivo e altri sistemi di marketing percettivo possono essere impiegati proficuamente per realizzare la pianificazione ambientale del punto di vendita (PDV), alla ricerca dei <strong>climi di acquisto</strong> ideali. </p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Marketing Gustativo : i sapori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le sensazioni principali del gusto sono costituite da quattro tipologie: dolce, acido, amaro, salato &#8211; da cui, per combinazione, si formano tutte le altre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gusto è un senso che interagisce fortemente con l&#8217;olfatto (<strong>interazione sensoriale</strong>). Pertanto in caso di deprivazione olfattiva i gusti appaiono molto diversi e a volte prodotti noti stentano ad essere riconosciuti. Come spiegano studi neurobiologici: </p>



<p class="wp-block-paragraph">Almeno la metà della sensazione che ci fa apprezzare il buon vino e rimandare indietro sdegnati la bottiglia che «sa di tappo» non dipende affatto dalla lingua, ma dal naso. Il retrogusto, per esempio, «è dovuto all’evaporazione di alcune componenti volatili del vino nella zona più posteriore della cavità orale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce delle ricerche nel settore, il marketing agroalimentare deve preoccuparsi quindi molto più di aspetti correlati ad altri sensi (olfatto e tatto) che non al semplice sapore:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing gustativo è prevalentemente materia di pertinenza del settore agroalimentare &#8211; dall&#8217;agricoltura alla trasformazione, distribuzione ed elaborazione dei cibi &#8211; sino ad intervenire come elemento di progettazione nel settore industriale. Si pensi ad esempio alla progettazione delle cucine e degli utensili da cucina, alla “contribuzione al sapore” che un utensile di cottura ben progettato può dare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione della componente gustativa/olfattiva, è quindi un elemento centrale per aziende che producono cibi, ma anche per i produttori di attrezzature di trasformazione dei cibi o cottura (pentole, stoviglie, smalti, industrie di trasformazione di alimentari, magazzini ortofrutticoli, ecc..). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti prodotti e strumenti (es: pentole da cucina e altri sistemi di cottura) hanno una <strong>mission di prodotto</strong> il cui scopo non è solo di cuocere, ma di <strong>esaltare</strong> le caratteristiche gustative e nutrizionali. La capacità di incidere sulle modificazioni gustative prodotte sugli alimenti, e l’esaltazione delle loro proprietà, costituisce vantaggio competitivo per l’operatore che se ne appropria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sensazioni gustative interessano anche altri tipi di mercato: il biomedicale (medicine, preparati, integratori&#8230;.) e l&#8217;estetico-medicale (pozioni, creme, dentifrici&#8230;.), per i quali la definizione di <strong>sensazioni gustative target</strong> assume un valore determinante nella scelta di prodotto.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Marketing uditivo : i suoni e i rumori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;energia dei segnali acustici viene trasmessa dall&#8217;aria o da altri elementi (acqua, gas) per mezzo di onde sonore. Le onde sonore vengono trasformate in messaggi neurali da parte di organi recettori sensibili alle vibrazioni, collocati nell&#8217;orecchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;essere umano, l&#8217;udito, assieme alla vista, assume un&#8217;importanza prioritaria anche per via della elevata quantità di tessuto cerebrale (corteccia) destinata ad elaborarne le informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sensazioni uditive per l&#8217;essere umano costituiscono una variabile importante nei processi di consumo e di satisfaction, tanto da far emergere la necessità di pianificare e attivare strategie di marketing uditivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rumore di un&#8217;autovettura è una parte integrante del vissuto di molti modelli sportivi. La gradevolezza del rumore, la pertinenza del tipo del rumore per il posizionamento di mercato del modello specifico (auto sportiva, sport-comfort, touring, ecc..) hanno un peso non indifferente nella valutazione complessiva del prodotto, e questo vale anche per motocicli, aerei, treni, e motori per imbarcazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche particolari apparentemente insignificanti possono concorrere a determinare le scelte del consumatore. Il rumore di apertura o chiusura dello sportello di una lavatrice, del baule di un’auto, incide sulla sensazione di solidità generale del modello. Toni bassi, soffocati, e livelli sonori ridotti porteranno ad una sensazione di accuratezza costruttiva, robustezza e solidità, mentre suoni alti e vibrazioni poteranno ad una sensazione di &#8220;lamiera vuota&#8221; e scarsa sicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, il raffinato rumore di espulsione automatica dei dischetti dei computer Apple Macintosh ne ha determinato un punto di attrazione (assomigliando vagamente al rumore di apertura di una porta di astronave, o sensazione similare).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, elementi non strettamente prestazionali del prodotto, quali il rumore dei componenti, costituiscono fattori di valutazione, incidendo direttamente sulla intenzione di acquisto, a volte inconsciamente. Pertanto la <strong>pianificazione uditiva</strong> deve rientrare tra i criteri costruttivi e progettuali, sia dei prodotti esistenti che dei nuovi prodotti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di <strong>riflesso d’immagine del prodotto</strong>, il fatto che gesti apparentemente semplici possano caricarsi di significato simbolico, è evidenziato anche da Vance Packard<a href="applewebdata://E340F32D-C46E-4267-99A8-C1BBF183EEC6#_ftn4"><sup>[4]</sup></a>:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il direttore dell’associazione nazionale dei produttori di tabacchi fece presente ai suoi colleghi che «l’uomo che vi offre un pacchetto di sigarette da trentacinque centesimi (in America le sigarette costano normalmente 20 centesimi di dollaro) fa pubblicità a se stesso. Vuol farvi sapere che è ormai arrivato. Tutto ciò che il venditore dice o fa con il prodotto deve tendere a rafforzare nel cliente questa convinzione&#8230;».</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Marketing Cinestesico : i movimenti e le posizioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corpo umano sono collocati milioni di sensori nervosi che rilevano le posizioni e il movimento, in modo da fornire continuamente informazioni alla corteccia rispetto ad accadimenti che lo riguardano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cinestesi agisce sulla sensazione di comfort, di tenuta, di sicurezza, di piacevolezza di un’ampia gamma di prodotti, che include ad esempio tutti i mezzi di trasporto (aerei, treni, navi, auto, moto, cicli, furgoni, camion, carrelli, carrozzine, ascensori). La progettazione cinestesica delle prestazioni di prodotto incide fortemente sulla forza dell’intenzione di acquisto che segue ad una prova del prodotto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing cinestesico si occupa quindi di analizzare le sensazioni che gli oggetti in movimento apportano all&#8217;uomo. Le sensazioni cinestesiche si determinano in due classi di prodotti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>prodotti che vengono impugnati o mossi nella loro fruizione o utilizzo (utensili, tasti, monitor di PC rotabili, manopole, ecc.);</li>
<li>prodotti in movimento nei quali l&#8217;uomo entra e prende posto (autovetture, autobus, ascensori, aerei, treni, navi, poltrone dotate di movimento, da casa o da ufficio, attrezzi ginnici e da palestra, attrezzi riabilitativi). Questa classe comprende anche prodotti meno tradizionali ma tuttavia dotati di proprietà di movimento (es.: materassi e letti, grattacieli ai piani alti, ponti) che possono generare sensazioni cinestesiche in quanto in essi avvengono movimenti o oscillazioni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">I costruttori di prodotti in cui entra la proprietà cinestesica devono porre estrema attenzione alle sensazioni generate (prestazione cinestesica). In generale, in ogni tipo di prodotto in cui avvenga movimento è necessario individuare i fattori generativi di sensazioni cinestesiche positive e negative, e predisporre una <strong>progettazione cinestesica</strong> in grado di assicurare sensazioni ottimali ai fruitori dei prodotti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, il mercato degli utensili deve considerare come ottenere <strong>sensazioni cinestesiche target</strong> attraverso l&#8217;ergonomia del prodotto, il senso di affaticamento generato, la trasportabilità, l&#8217;impugnabilità e altri fattori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese operanti in questi settori dovranno quindi fissare le sensazioni cinestesiche target, attivando percorsi di ricerca e sviluppo (R&amp;D) in grado di apportare un completo controllo di tali effetti sul consumatore.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Marketing Ergogenico : le emozioni e le sensazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In un mercato in cui è difficile “fare la differenza”, è necessario sviluppare  strategie di differenziazione dalla concorrenza che si prefiggano (1) di associare emozioni all’immagine del marchio (<em>branding</em> emotivo), e (2) provocare emozioni nell’utilizzatore. Quali sono le emozioni che il prodotto può produrre? Per rispondere a questa domanda analizziamo più da vicino le ricerche sulla psicologia delle emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha evidenziato otto <strong>emozioni primarie</strong>: gioia, accettazione, paura, sorpresa, tristezza, schifo o repulsione, collera, aspettativa. Dalla loro combinazione, emergono <strong>emozioni derivate</strong>: ottimismo, amore, sottomissione, spavento, delusione, rimorso, disprezzo, aggressività. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È tempo di chiedersi: il nostro marchio suscita emozioni? E il nostro prodotto? E il modo con cui eroghiamo il servizio e assistiamo il cliente? La nostra azienda è un freddo erogatore e assemblatore di materie prime, o ha una valenza psicologica per il cliente? Produce coinvolgimento emotivo? I venditori parlano solo o sanno ascoltare? Aggrediscono o accolgono? O sono solo dei raccogli-ordini? Sanno sviluppare ottimismo nel cliente? E gioia?</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le emozioni fornite dai prodotti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Capire quali emozioni suscita un’interfaccia di prodotto o un interfaccia di servizio è importante in quanto la gradevolezza dell’esperienza emotiva si correla positivamente alla propensione d’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni sono eventi mentali successivi alla percezione di un oggetto (ad esempio, la fruizione di un film, la lettura di un libro, la contemplazione di un panorama turistico, l’utilizzo di un robot da cucina). Le esperienze che le persone hanno dei prodotti generano un’attività mentale, un sentimento che determina anche modificazioni organiche (ansia, rilassatezza, sudorazione, spossatezza). Ad esempio un utensile per falciare l’erba mal progettato genera non solo stanchezza fisica, ma anche emozioni di ira verso il venditore o verso se stessi per averlo acquistato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste emozioni d’uso si trasferiscono verso l’azienda produttrice in un processo di <strong>osmosi emotiva</strong>. Le osmosi negative producono invece l’odio verso il produttore, derivato dalla frustrazione d’uso o dalle aspettative non mantenute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni prodotto è quindi in grado di generare emozioni, più o meno forti, più o meno intense. La generazione delle emozioni avviene in seguito ai rapporti che la persona ha con la superficie del prodotto, con le sue “interfacce” (<strong>interfacce prodotto</strong>). Il concetto di interfaccia esprime infatti ciò che sta tra il prodotto e l’utilizzatore, includendo gli aspetti di superficie, gli elementi visibili e tangibili, i comandi, i controlli, e tutto ciò che del prodotto viene fruito, visto, toccato, respirato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di marketing e di nascita della pulsione d’acquisto, assume peso la capacità di un’interfaccia di produrre emozioni (piuttosto che semplici input sensoriali, asettici, privi di carica emotiva). In ogni campo merceologico, e per ogni target, tali emozioni dovranno essere adeguatamente tarate. Il solo fatto di emettere più dati (più colori, o altro) non è sufficiente a creare marketing emotivo. Occorre valutare la rilevanza e gradevolezza di quei dati per il soggetto.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Prodotti ergogenici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ergogenesi rappresenta il processo di percezione delle sensazioni interne all&#8217;organismo. Un dolore ad una parte del corpo &#8211; ad esempio il mal di testa &#8211; o una sensazione positiva (il gonfiore muscolare provocato da un intenso allenamento, per un bodybuilder) sono esempi di sensazioni ergogeniche, così come la percezione di sensazioni emotive di fiducia, di ansia, di tristezza, di gioia o di intensa speranza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti con <strong>funzione ergogenica diretta</strong> sono ad esempio gli psicofarmaci &#8211; che modificano le percezioni interne dell&#8217;organismo e alterano gli stati di coscienza &#8211; gli antidolorifici, l&#8217;alcool e altre sostanze psicoattive. Possiamo parlare in questo caso di ergogenesi diretta o indotta da sostanze. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri prodotti, servizi, prestazioni e situazioni possiedono <strong>funzione ergogenica indiretta</strong>, attuata senza introdurre sostanze nell&#8217;organismo, basandosi unicamente sulle proprietà del prodotto di <strong>infondere emozioni</strong>. Ad esempio, la valenza di un prodotto turistico, un tramonto sul mare, accompagnato dal rumore delle onde e dal profumo della salsedine, le sensazioni del ballo, la potenza della guida, un design emozionante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Produrre sensazioni costituisce la funzione ergogenica del prodotto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in campo alimentare l&#8217;<strong>Esperienza Totale di Prodotto (ETP)</strong> &#8211; poniamo un pasto di mezzogiorno &#8211; è data da un sistema iniziale percettivo (visione del cibo, gusto, olfatto, sensazioni tattili durante la masticazione), e da un sistema successivo di ergogenesi (pesantezza o lentezza digestiva, effetti sul rendimento lavorativo e sullo stato di veglia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello pratico, è necessario analizzare quali prodotti sono suscettibili di possedere funzioni ergogeniche, per poi stabilire la sensazione ergogenica da sviluppare. Lo sviluppo delle <strong>sensazioni ergogeniche target</strong> dà luogo a strategie di <strong>marketing emotivo</strong>, che consiste nel pianificare le emozioni complessive generate dal prodotto (prestazione emotiva del prodotto/servizio) sul consumatore target.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.iit/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo Strategie di marketing percettivo sono :</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Marketing percettivo</li>
<li>Marketing visivo</li>
<li>Marketing tattile</li>
<li>Marketing olfattivo</li>
<li>Marketing gustativo</li>
<li>Marketing uditivo</li>
<li>Marketing cinestesico</li>
<li>Marketing emotivo</li>
<li>Customer satisfaction globale</li>
<li>Sensazioni target</li>
<li>Human engineering</li>
<li>Contesti reali di fruizione</li>
<li>Strategie di odorizzazione mirate</li>
<li>Interazione sensoriale</li>
<li>Pianificazione uditiva</li>
<li>Riflesso d’immagine del prodotto</li>
<li>Progettazione cinestesica</li>
<li>Branding emotivo</li>
<li>Osmosi emotiva</li>
<li>Funzione ergogenica del prodotto</li>
<li>Esperienza totale di prodotto</li>
<li>Interfacce prodotto</li>
</ul>
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