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	<title>blocco mentale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>blocco mentale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Sistemi di blocco della performance e potenziali strategie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 09:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Le performance potenziali che una persona può esprimere sono bloccate da due sistemi di filtri o gatekeepers (letteralmente, chi decide chi passa o no dal cancello): i filtri interiori e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/sistemi-di-blocco-della-performance-e-potenziali-strategie/">Sistemi di blocco della performance e potenziali strategie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le performance potenziali che una persona può esprimere sono bloccate da due sistemi di filtri o <em>gatekeepers</em> (letteralmente, chi decide chi passa o no dal cancello): i filtri interiori e i filtri esterni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>filtri interiori</strong> comprendono credenze dannose, abitudini sbagliate, lacune formative e di competenze. I filtri interiori possono essere trattati, il viaggio verso l’emancipazione è difficile ma possibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>filtri esterni</strong> sono decisamente più ostili e refrattari, poiché coincidono con intere culture e comportamenti, che poi ritroviamo in persone specifiche e detentori di potere. Possiamo identificare questi ultimi come ostacoli sostanzialmente sociali.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Sistemi principali di blocco della performance</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="657" height="394" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png" alt="" class="wp-image-28458" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/02/image.png 657w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/02/image-300x180.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/02/image-175x105.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/02/image-450x270.png 450w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Spieghiamoci con qualche esempio: se una persona ha un buon potenziale come studioso e ricercatore ma non conosce i metodi di studio ottimali (blocchi interiori), possiamo allenarlo, fornirgli competenze per studiare meglio, e le sue prestazioni scolastiche o universitarie aumenteranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se un ricercatore eccellente viene bloccato perché sbatte contro un blocco esterno, esempio il sistema universitario è clientelare, dominano i raccomandati e la politica (e non il merito), le sue performance saranno di fronte ad un enorme muro, un cancello altissimo. Il sistema non offre spazi per le sue performance, e le uniche alternative sono autoridursi o andare altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed infatti la fuga di cervelli dalle aziende o da intere nazioni – Italia tra le prime &#8211; è un fenomeno noto e drammatico, causato dalla più grave di tutte le forme di male, la scarsa meritocrazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In azienda, possiamo avere manager di buon potenziale, desiderosi di crescere, e fornire loro strumenti tramite la formazione e il coaching. Tuttavia, se la direzione aziendale non ha spirito di ricerca, è chiusa, ignorante, non premia il merito, o le idee, vi sarà ben poco spazio per esprimersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un atleta può allenarsi con enorme impegno e volontà, diventare forte, capace, ma se il suo allenatore non gli offre (o peggio gli preclude volontariamente) le occasioni agonistiche giuste, rimarrà nell’ombra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni organizzazione può accadere che gli <em>High Potentials</em> (persone di alto potenziale) – risorse preziose e linfa vitale – diventino persino <em>problemi</em>, rischi da eliminare, qualcuno che diventi un potenziale futuro concorrente ai potenti di adesso, qualcuno che “fa ombra” agli attuali leader. Da risorse diventano pericolo per il sistema, materiale umano che va sistematicamente truffato, riempito di bugie, preso in giro, fatto attendere, deviato, ridotto, ammutolito, depotenziato, circoscritto, perimetrato, osservato come pericolo, castrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da li ad arrivare a malattie psicosomatiche il passo è breve. Come osserva il biologo molecolare Bruce Lipton:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Perché ci si Ammala?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I segnali elettrici che controllano i nostro sistema nervoso e ogni tipo di funzione organica possono essere inquinati da 3 fattori</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8211; traumi fisici<br>&#8211; tossine<br>&#8211; stili di pensiero negativi</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Questo apre le porte a nuovissimi tipi di guarigione che oggi iniziano a farsi strada.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Era ora.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi soffermo sul terzo fattore (stili di pensiero) per fare l’esempio di persone che svengono mentre stanno facendo un discorso in pubblico, senza avere niente di realmente “organico” a generare lo svenimento, ma viceversa, vittime di segnali mentali distorti che generano lo stato organico alterato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia stessa produce gli stati organici di tachicardia, battito accelerato, sudorazione, blocco digestivo, respiro affannoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno stato di ansia, magari prima di un esame, o di un incontro, il vivere ripetutamente situazioni che provocano sofferenza, può causare attacchi di panico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere ansia cronica genera molte malattie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi fattori determinano il larga misura delle possibili malattie e stati di malessere che un essere umano può sperimentare nella vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Direi che ce n&#8217;è abbastanza per affermare che su questi tre fattori abbiamo un sacco di lavoro da fare&#8230; e sul terzo, un infinità di lavoro da fare! E di opportunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi meccanismi di guarigione sono basati sul fatto di trovare l’interruttore per spegnere gli stili di pensiero negativi, e liberare la mente affinché stili più produttivi si facciano strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono basati sulla ricerca di cosa sta intossicando il nostro corpo e la nostra mente. Anziché curare il singolo organo lasciando però il sistema intossicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un piccolo suggerimento: se vivete in un sistema che vi amputa, non lasciatevi amputare. Trovate i vostri spazi di espressione. E non lasciatevi abbattere dalle sconfitte. Analizzatele, rideteci sopra, e ringraziate per quello che potranno insegnarvi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quando perdi, non perdere la lezione (Dalai Lama)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Blocco mentale</li>



<li>Autolimitazione</li>



<li>Paura del fallimento</li>



<li>Ansia da prestazione</li>



<li>Stress psicologico</li>



<li>Autosabotaggio</li>



<li>Credenze limitanti</li>



<li>Rigidità mentale</li>



<li>Mancanza di fiducia</li>



<li>Sindrome dell’impostore</li>



<li>Eccesso di autocritica</li>



<li>Gestione delle emozioni</li>



<li>Focus negativo</li>



<li>Sovraccarico cognitivo</li>



<li>Pressione esterna</li>



<li>Paralisi decisionale</li>



<li>Energia bloccata</li>



<li>Scarsa resilienza</li>



<li>Motivazione intrinseca</li>



<li>Sblocco del potenziale</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Blocco Mentale e gli schemi mentali distorsivi</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/il-blocco-mentale-e-gli-schemi-mentali-distorsivi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 07:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concetti di formazione aziendale e risorse umane]]></category>
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		<category><![CDATA[Principi del Cambiamento (Regie di Cambiamento)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I filtri ideologici impediscono di osservare la realtà Riportiamo ed offriamo alla libera analisi la trascrizione di un articolo importantissimo, al fine di esaminare l&#8217;influenza degli &#8220;schemi&#8221; sulla percezione.  Gli schemi o frame sono costrutti attraverso i quali le persone filtrano e putropppo spesso deformano la realtà percettiva, sino al punto di negarla quando dissonante &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-blocco-mentale-e-gli-schemi-mentali-distorsivi/">Il Blocco Mentale e gli schemi mentali distorsivi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I filtri ideologici impediscono di osservare la realtà</strong></p>
<p>Riportiamo ed offriamo alla libera analisi la trascrizione di un articolo importantissimo, al fine di esaminare l&#8217;influenza degli &#8220;schemi&#8221; sulla percezione.  Gli schemi o frame sono costrutti attraverso i quali le persone filtrano e putropppo spesso deformano la realtà percettiva, sino al punto di negarla quando dissonante con lo schema dominante interno. Questo ovvviamente impoverisce e amputa qualsiasi forma di analisi corretta, non distorta, basata sui fatti. L&#8217;invito è di riprendere lo stesso tipo di analisi e riapplicarlo su ogni forma di schema distorsivo che impedisce di osservare la realtà con occhi puliti, privi di pregiudizio e autoabbaglio, da qualsiasi angolatura essi provengano.</p>
<p>Articolo: fonte Corriere della Sera, giov. 19 febbraio 2009, editoriale di Pierluigi Battista</p>
<p><em>Nell’intervista rilasciata a Francesco Alberti per il Corriere, Barbagli racconta di una formidabile lotta tra i suoi «schematismi» culturali e i dati della realtà che lo hanno costretto, sul tema della criminalità connessa all’immigrazione, a rivedere drasticamente le proprie «ipotesi di partenza». </em></p>
<p><em>«Non volevo vedere », confessa con cristallina onestà intellettuale Barbagli, «c’era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’incidenza dell’immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l’ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto». Il racconto di Barbagli riassume con grande pathos espressivo il senso di un percorso sofferto: «ho fatto il possibile per ingannare me stesso»; «era come se avessi un blocco mentale ». </em></p>
<p><em>Fino alla conclusione catartica, ma malinconica e solitaria: «sono finalmente riuscito a tenere distinti i due piani: il ricercatore e l’uomo di sinistra. Ora sono un ricercatore. E nient’altro». La conclusione di Barbagli segna il dramma della sinistra italiana che si strazia nel vortice delle ripetute sconfitte. Il suo bagno nella realtà, il suo immergersi nei dati empirici per capire che cosa si muove nella società italiana senza essere percepito dagli occhiali deformanti del politicamente corretto, sanciscono un divorzio tragico tra il «ricercatore» e «l’uomo di sinistra». La sinistra lamenta ritualmente il proprio distacco dalla realtà, il proprio ripiegarsi autoreferenziale in una retorica incomprensibile al «vissuto » della società come realmente è e pensa. </em></p>
<div id="rectangle" class="right"><em></em></div>
<p><em>Ma per lasciarsi «assalire dalla realtà », come usava dire tra i liberal americani sommersi dall’ondata culturale neoconservatrice, deve impegnarsi per ricomporre la frattura esistenziale raccontata da Barbagli. Deve dimostrare che tra la «ricerca » e la sinistra, tra i «dati» e il discorso dominante nei suoi circuiti autisticamente chiusi in se stessi non c’è guerra o alterità, e che per risollevarsi occorre disfarsi del «blocco mentale» che l’ha paralizzata in questi anni, precludendosi ogni comunicazione con ciò che sta fuori di essa. Scegliere Barbagli e non chi gli «ha tolto il saluto». La realtà e non i sacerdoti di una «correttezza» politica sempre più vuota.</em></p>
<div>_____________________</div>
<div>Analisi sullo stesso tema, da fonte diversa (<a href="http://forum.kataweb.it/viewtopic.php?t=272274" target="_blank" rel="noopener">http://forum.kataweb.it/viewtopic.php?t=272274</a>)</div>
<p><span class="post"><span style="font-style:italic;">Marzio Barbagli Il sociologo: ho scritto ciò che la realtà mi suggeriva e molti colleghi mi hanno tolto il saluto</span></span> <!-- google_ad_section_end --></p>
<p><span style="font-size:18px;line-height:normal;">«Immigrati e reati, io di sinistra non volevo vedere»</span></p>
<p><span style="font-weight:bold;">C&#8217; è il rifiuto di vedere i cambiamenti dovuti all&#8217; ondata migratoria</span></p>
<p>BOLOGNA &#8211; <span style="color:red;">«Sì, in quegli anni andava così, non volevo vedere: c&#8217; era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull&#8217; incidenza dell&#8217; immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l&#8217; ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull&#8217; aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto». </span>Marzio Barbagli ha 70 anni, è professore di sociologia all&#8217; Università di Bologna, ha scritto libri importanti sul tema immigrazione e delinquenza e ha curato per il Viminale (ai tempi di Enzo Bianco e Giuliano Amato) il rapporto sullo stato della criminalità. Nel suo libro, Immigrazione e sicurezza (edito dal Mulino), fissa l&#8217; impressionante impennata di stupri compiuti dagli extracomunitari: dal 9% al 40% negli ultimi 20 anni, con romeni, marocchini e albanesi a guidare la classifica. Professore, a quando risale questa specie di cecità scientifica? <span style="color:red;">«Parlo di una decina di anni fa&#8230; Ma guardi che non ero l&#8217; unico, c&#8217; erano anche altri colleghi, della mia stessa parte politica, che si rifiutavano di vedere i cambiamenti, sotto il profilo dell&#8217; ordine pubblico, che l&#8217; ondata migratoria comportava». </span>Eppure non mancavano dati e statistiche. O no? <span style="color:red;">«Certo che c&#8217; erano, ma non volevo crederci, non li cercavo nemmeno. Ho fatto il possibile per ingannare me stesso. Mi dicevo: ma no, le cifre sono sbagliate, le procedure d&#8217; analisi difettose. Era come se avessi un blocco mentale&#8230;». </span>Poi cos&#8217; è successo? <span style="color:red;">«Ho capito che non erano i dati ad essere sbagliati, ma le mie ipotesi di partenza». E a quel punto? «Sono finalmente riuscito a tenere distinti i due piani: il ricercatore dall&#8217; uomo di sinistra. E ho scritto quello che la realtà mi suggeriva</span>». E alcuni suoi colleghi le hanno tolto il saluto. <span style="color:red;">«Sì, alcuni. Poi ce n&#8217; erano altri che, pur sapendo che avevo ragione, mi dicevano che quelle cose non andavano comunque scritte»</span>. Lei ha avuto l&#8217; onestà e il coraggio di ammettere l&#8217; errore: pensa che a sinistra questi condizionamenti ideologici siano molto diffusi? <span style="color:red;">«Di sicuro lo sono stati. E non solo in Italia. Un gap culturale che ha costretto la sinistra ad una faticosa rincorsa, che in parte però sta avvenendo. La stessa Livio Turco, promotrice assieme a Giorgio Napolitano di una legge importante sull&#8217; immigrazione, ha ammesso che inizialmente, quando si trovò ad affrontare la questione, non fu semplice superare certi schematismi, una certa immaturità»</span>. Cosa le ha insegnato questa esperienza? <span style="color:red;">«È stato un processo faticoso, ma di grande crescita. Ora sono un ricercatore. E nient&#8217; altro</span>». Francesco Alberti</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-blocco-mentale-e-gli-schemi-mentali-distorsivi/">Il Blocco Mentale e gli schemi mentali distorsivi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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