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	<title>blocchi emotivi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>blocchi emotivi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Action Line Management: allenare le emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 16:10:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articoli estratti con il permesso dell’autore dai libri di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano e “Psicologia di Marketing e Comunicazione” Franco Angeli Editore, Milano Elaborazione originale a cura di Cinzia Zocca. Il metodo Action Line Management (ALM) di Daniele Trevisani è un modello di gestione focalizzato sulle &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/action-line-management-allenare-le-emozioni/">Action Line Management: allenare le emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articoli estratti con il permesso dell’autore dai libri di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano e “<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>” Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elaborazione originale a cura di Cinzia Zocca.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="552" height="147" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/image.png" alt="" class="wp-image-27051" style="width:838px;height:auto" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/image.png 552w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/image-300x80.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/image-175x47.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/image-450x120.png 450w" sizes="(max-width: 552px) 100vw, 552px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il metodo Action Line Management (ALM) di Daniele Trevisani è un modello di gestione focalizzato sulle &#8220;linee di azione&#8221; e sulla capacità di prendere decisioni per agire con efficacia in contesti complessi e dinamici. Il metodo ALM integra analisi strategica e gestione operativa, con particolare attenzione alle dinamiche emotive che influenzano ogni passo del processo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni giocano un ruolo cruciale in ogni fase del metodo, fungendo sia da catalizzatori che da potenziali ostacoli all&#8217;azione. Pertanto, riconoscere e gestire le emozioni consente di prendere decisioni più consapevoli e migliorare l&#8217;efficacia dell&#8217;azione stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esploriamo come le emozioni si integrano nelle cinque fasi del metodo ALM.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1. Analisi di Scenario</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prima fase del metodo ALM prevede una chiara ed accurata analisi della situazione di partenza. È un momento delicato in cui le emozioni come ambizione, entusiasmo o, al contrario, paura e insicurezza possono influenzare il processo decisionale. In questa fase avere un obiettivo chiaro e ben definito è fondamentale per evitare dispersioni e per mantenere la concentrazione, ma non solo. Assume un ruolo essenziale comprendere quali emozioni accompagnano questa fase.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase, infatti, l’auto-riflessione emotiva è vitale. Il coinvolgimento emotivo e la passione per l&#8217;obiettivo scelto possono dare energia e motivazione, ma bisogna fare attenzione anche alle emozioni negative, come il timore del fallimento o l&#8217;insicurezza. Questi sentimenti possono frenare o distorcere il processo decisionale. Pertanto, riconoscere e accettare le emozioni, senza lasciare che prendano il sopravvento, è cruciale per impostare una base solida da cui partire.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2. Pianificazione dell’Azione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda fase è dedicata alla pianificazione delle azioni necessarie per raggiungere l’obiettivo. Le emozioni possono influenzare la capacità di pianificare in modo realistico e dettagliato. L&#8217;autostima e la sicurezza in sé possono facilitare la creazione di un piano ambizioso, mentre l’ansia o il pessimismo possono portare a una visione più conservativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ALM, è importante riconoscere il ruolo delle emozioni come guida per capire i propri limiti e risorse. Durante la pianificazione, infatti, è possibile incappare nella trappola del &#8220;pensiero desiderativo&#8221; (wishful thinking), in cui l&#8217;ottimismo eccessivo porta a sottovalutare le difficoltà. O, al contrario, un eccesso di preoccupazione può spingere a prevedere troppi rischi, limitando il potenziale del piano. Per bilanciare le emozioni mantenendo una prospettiva critica, è possibile ricorrere ad un professionista della relazione d&#8217;aiuto che può sostenere la consapevolezza che sia le emozioni positive che quelle negative devono essere gestite per evitare distorsioni nella pianificazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Implementazione dell’Azione (Value Mix)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase la strategia ed il piano d&#8217;azione prendono vita, ed è proprio qui che le emozioni sono più intense e possono influenzare il comportamento in modo sostanziale. L&#8217;entusiasmo iniziale può aumentare la motivazione, ma durante l’azione possono emergere stress, incertezza e frustrazione, soprattutto di fronte a ostacoli imprevisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le emozioni in questa fase richiedono un monitoraggio costante, lo stress può essere canalizzato in energia produttiva, ma può anche portare al &#8220;blocco&#8221; o all&#8217;errore. Diventa importante chiedersi quali sono i valori e il proprio valore aggiunto che mettiamo in campo per far accadere ciò che desideriamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione delle emozioni è un esercizio di adattamento continuo che richiede di mantenere attiva la capacità di reagire e prendere decisioni rapide anche sotto pressione. Per questo, sviluppare una &#8220;resilienza emotiva&#8221; per fronteggiare gli imprevisti e le difficoltà, e allenarsi a riconoscere i segnali di stress e adattarsi ad essi, consente di mantenere la calma e il controllo anche nelle situazioni più difficili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4. Linea d&#8217;Azione (Monitoraggio e Feedback</strong>)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che l&#8217;azione è stata avviata, è importante monitorare i risultati e raccogliere feedback per valutare se il percorso intrapreso sta portando all&#8217;obiettivo desiderato. In questa fase le emozioni possono influenzare la capacità di valutare i progressi in modo obiettivo. La soddisfazione può portare a sopravvalutare i successi, mentre la frustrazione può rendere difficile apprezzare anche i piccoli progressi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase, l&#8217;umiltà e la disponibilità a ricevere feedback sono fondamentali. Il metodo ALM invita a rimanere aperti e ricettivi, accettando critiche e suggerimenti come opportunità di crescita. Le emozioni come l&#8217;orgoglio possono rendere difficile accettare il feedback negativo, mentre la paura del giudizio può portare a evitare del tutto il feedback. Allenare l’intelligenza emotiva aiuta ad integrare il feedback in modo costruttivo, senza lasciarsi abbattere da eventuali commenti negativi, e ad utilizzarlo come leva per migliorare continuamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5. Revisione e Adattamento delle azioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima fase del metodo ALM è la revisione delle azioni e l&#8217;adattamento del piano in base ai risultati ottenuti. Anche in questa fase le emozioni possono influire sia positivamente che negativamente, inficiando l&#8217;obiettività dell&#8217;analisi. La soddisfazione per i risultati raggiunti può ostacolare la volontà di cambiare, mentre la delusione o il disappunto possono indurre a rinunciare troppo presto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione richiede un alto grado di auto-consapevolezza emotiva. L’obiettivo è rimanere flessibili e pronti a correggere il percorso, senza affezionarsi troppo a scelte passate. Le emozioni come la delusione, se gestite bene, possono trasformarsi in opportunità per crescere e migliorare, senza interpretare le correzioni come un fallimento, ma anzi come un adattamento naturale al contesto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel metodo ALM, essere disposti a cambiare e a mettere in discussione le proprie scelte, mantenendo una mentalità aperta e resiliente, è la chiave per il successo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo Action Line Management di Daniele Trevisani offre un approccio strutturato per la gestione dell&#8217;azione, mettendo in luce l&#8217;importanza delle emozioni in ogni fase del processo. Le emozioni sono parte integrante dell’esperienza umana e possono costituire sia una risorsa preziosa sia un ostacolo, a seconda di come vengono gestite. Saperle riconoscere, accettare e modulare permette di agire con maggiore consapevolezza e determinazione, migliorando la capacità di comprendere lo scenario e quindi di raggiungere gli obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ALM non è solo una metodologia operativa, ma un invito ad esplorare le dinamiche emotive e ad usarle come strumenti di crescita personale. Attraverso una gestione consapevole delle emozioni, questo metodo permette di trasformare l&#8217;azione in un percorso di realizzazione e di miglioramento continuo, portando a una maggiore efficacia e a una più profonda comprensione di sé e del proprio potenziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Action Line Management</li>



<li>Daniele Trevisani</li>



<li>Gestione delle emozioni</li>



<li>Motivazione personale</li>



<li>Obiettivi emotivi</li>



<li>Resilienza emotiva</li>



<li>Monitoraggio emozionale</li>



<li>Feedback emotivo</li>



<li>Adattamento strategico</li>



<li>Intelligenza emotiva</li>



<li>Auto-riflessione</li>



<li>Gestione del conflitto</li>



<li>Pianificazione emotiva</li>



<li>Blocchi emotivi</li>



<li>Stress e performance</li>



<li>Consapevolezza emozionale</li>



<li>Decisione consapevole</li>



<li>Regolazione delle emozioni</li>



<li>Leadership emotiva</li>



<li>Revisione emozionale</li>
</ul>
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		<title>La tua corazza caratteriale: la conosci? come la usi? quando la usi? quando la senti? quando la togli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 09:26:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Corazze caratteriali, emotive, e corazze muscolari. Scopriamo il contrario della “forza” e una via per la libertà vera Con il termine di &#8220;corazza&#8221; sviluppato da Reich, si indica &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Corazze caratteriali, emotive, e corazze muscolari. Scopriamo il contrario della “forza” e una via per la libertà vera</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con il termine di &#8220;corazza&#8221; sviluppato da Reich, si indica una modalità con cui si manifesta, in modo fisico e mentale, la repressione emozionale. La corazza caratteriale è anch&#8217;essa indicatrice di blocchi del carattere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reprimere le emozioni come indica il termine stesso, produce uno scudo sia fisico che mentale dietro il quale la personalità, la “verità” di noi stessi, si nasconde per proteggere l&#8217;individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corazza ha la tendenza a &#8220;fossilizzarsi&#8221; e a non accompagnare in modo armonico lo sviluppo dell&#8217;individuo durante il corso della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questa fase che la corazza cessa di svolgere il suo ruolo primario di difesa e si trasforma in una mera &#8220;zavorra&#8221; che limita la libertà e la felicità dell&#8217;individuo.[9]</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abitare davvero un corpo significa “sentire pulsare” il proprio corpo e coglierne le “sensazioni sottili”, non nascondersi da esse. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di sensazioni sottili, perché le sensazioni forti come il picchiare la testa contro un palo, avere la febbre alta, avere enorme senso di fame, avere grande desiderio sessuale, sono troppo evidenti, e possono diventare terreno di ricerca solo dopo avere esplorato quelle sottili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto con il corpo è un territorio delicato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sentire il  respiro, sentire i muscoli contrarsi e distendersi, capire e sentire cosa provo quando mi alleno o mi muovo, sentire i dettagli della nostra flessibilità articolare, percepire lo stato di forma muscolare e aerobico, è qualcosa di molto superiore al <em>mangiare-lavarsi-dormire</em> che spesso costituisce l’unico “trattamento” che riserviamo alla nostra “carcassa”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se facciamo palestra o attività fisica, non è detto che abbiamo mai riflettuto sul concetto di “corazza muscolare” e “corazza caratteriale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corazza muscolare rappresenta, diversamente da quanto possa apparire, il contrario dell’essere forti. Comprende tutte le nostre contratture involontarie, le contratture cervicali che ci provocano poi mal di testa, la contrattura dei muscoli della mandibola che abbiamo sotto tensione. Le contratture determinano una posizione chiusa, di difesa, che provoca persino deformazioni della postura e tanti altri danni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persino durante una telefonata possiamo notare che è facile arrivare ad avere crampi o dolori al braccio o spalle o trapezi, perché la tensione emotiva si è trasformata in tensione muscolare, senza che ce ne accorgiamo “durante”. Questa tensione si scioglie solo al termine della telefonata. Allora, e solo allora, capiamo di avere avuto una tensione cronica o acuta, silente, ma esplosiva appena “cediamo” e cala lo stress.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso accade per interi brani di giornata, ad esempio la riunione in cui inspiegabilmente abbiamo le ascelle sudatissime pur non facendo attività fisica cosciente, e molti mal di testa di origine sconosciuta ma correlabili alla corazza muscolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corazza caratteriale è un altro grande nemico. A forza di proteggerci dagli attacchi del mondo esterno “cattivo” e ingiusto, ci irrigidiamo al punto da diventare rigidi caratterialmente, con tutto e tutti, anche con chi non lo merita, e anche nelle situazioni in cui ci farebbe bene invece essere completamente rilassati, comodi, tranquilli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazionalmente, diventiamo assertivi e persino aggressivi anche quando potremmo essere calmi, sereni e disponibili. Finiamo per far male alle persone cui vogliamo più bene o che vogliono più bene a noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà è “mettere su la corazza” quando siamo contornati da pericoli, e farlo in modo assolutamente cosciente e consapevole, e liberarci da quel peso quando non serve. Questa è libertà di “essere”, libertà fisica ed esistenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrimenti, le energie che dovremmo spendere nella vita, se ne andrebbero tutte in “alimentazione permanente della corazza” e di noi rimarrebbe poco meno di niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro sulla “corazza” si deve agli studi pionieristici di Reich, che identificò sette segmenti della corazza, con caratteristiche specifiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>oculare</li>
<li>orale</li>
<li>cervicale</li>
<li>toracico</li>
<li>diaframmatico</li>
<li>addominale</li>
<li>pelvico.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni segmento, inoltre, è composto da tre strati che, dal più superficiale dal più profondo, sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la facciata</li>
<li>lo strato secondario o intermedio</li>
<li>il nucleo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuno strato contiene specifiche possibili “patologie” e “gradi di libertà”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Reich, ad ogni livello corporeo possono manifestarsi e sedimentarsi blocchi emotivi, anche a livello muscolare, che li rimarranno finché non ne avviene la liberazione tramite tecniche manipolatorie e terapeutiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non solo. Come grande anticipatore della Psicosomatica, Reich arriva alla conclusione che il cancro difficilmente può essere curato, ma che sicuramente può essere prevenuto, evitando di reprimere la sessualità dell’essere umano. L’orgasmo, negli studi di Reich, è l’atto liberatorio e riequilibratore più utile ed efficace a disposizione dell’essere umano. La sua repressione provoca malattie fisiche e nevrosi psicologiche, nonché disturbi anche gravi della personalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reich evidenzia come i diversi tratti del carattere formano un’unica difesa contro le emozioni pericolose, o vissute dall’individuo, soggettivamente, come tali. Da questo punto di vista, anche un intervento psicoterapeutico o di aiuto, può essere vissuto come una minaccia, al quale opporre una resistenza. L’insieme di queste resistenze, o difese, furono definite da Reich appunto ‘corazza caratteriale’.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le potenzialità che un counseling corporeo è in grado di liberare sono racchiuse nel “nucleo” della persona, mentre la “facciata” è in genere la maschera o stato esteriore che la persona usa per proteggersi dall’esterno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi possono anche non avere a che fare con l’orgasmo ma con azioni comunque “esplosive” come il colpire un divano o dei colpitori speciali, in sede esercitativa e in sessioni di coaching olistico e counseling olistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, bisogna liberare l’essere umano dai blocchi e dalle falsità. La vita di relazione con gli altri, il dialogo interiore, e le relazioni personali, quando vissuti solo tramite la facciata, danno luogo ad un modo di vivere falso, non autentico, impoverito. Arrivare a liberare il “nucleo” della persona è quindi un grande atto di libertà.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph">*Tra le prime pubblicazioni originali, Reich, Wilhelm (1933), <em>Charakteranalyse</em>, German Edition,<em> </em>Farrar, Straus and Giroux. English edition: <em>On Character Analysis</em>, in <em>The Psychoanalytic Review</em> (1913-1957). Edizione Italiana: <em>Analisi del Carattere, </em>Edizioni Sugarco, 1996.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
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		<title>La tua corazza: la conosci? come la usi? quando la usi? quando la senti? quando la togli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 09:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[aggressività]]></category>
		<category><![CDATA[ascelle sudate]]></category>
		<category><![CDATA[blocchi emotivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. Corazze emotive e corazze muscolari. Scopriamo il contrario della “forza” e una via per la libertà vera Con il termine di &#8220;corazza&#8221; sviluppato da Reich, si indica una &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"> ©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>Corazze emotive e corazze muscolari. Scopriamo il contrario della “forza” e una via per la libertà vera</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con il termine di &#8220;corazza&#8221; sviluppato da Reich, si indica una modalità con cui si manifesta, in modo fisico e mentale, la repressione emozionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reprimere le emozioni come indica il termine stesso, produce uno scudo sia fisico che mentale dietro il quale la personalità, la “verità” di noi stessi, si nasconde per proteggere l&#8217;individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corazza ha la tendenza a &#8220;fossilizzarsi&#8221; e a non accompagnare in modo armonico lo sviluppo dell&#8217;individuo durante il corso della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questa fase che la corazza cessa di svolgere il suo ruolo primario di difesa e si trasforma in una mera &#8220;zavorra&#8221; che limita la libertà e la felicità dell&#8217;individuo.[9]</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abitare davvero un corpo significa “sentire pulsare” il proprio corpo e coglierne le “sensazioni sottili”, non nascondersi da esse.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di sensazioni sottili, perché le sensazioni forti come il picchiare la testa contro un palo, avere la febbre alta, avere enorme senso di fame, avere grande desiderio sessuale, sono troppo evidenti, e possono diventare terreno di ricerca solo dopo avere esplorato quelle sottili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto con il corpo è un territorio delicato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sentire il&nbsp;&nbsp;respiro, sentire i muscoli contrarsi e distendersi, capire e sentire cosa provo quando mi alleno o mi muovo, sentire i dettagli della nostra flessibilità articolare, percepire lo stato di forma muscolare e aerobico, è qualcosa di molto superiore al&nbsp;<em>mangiare-lavarsi-dormire</em>&nbsp;che spesso costituisce l’unico “trattamento” che riserviamo alla nostra “carcassa”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se facciamo palestra o attività fisica, non è detto che abbiamo mai riflettuto sul concetto di “corazza muscolare” e “corazza caratteriale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corazza muscolare rappresenta, diversamente da quanto possa apparire, il contrario dell’essere forti. Comprende tutte le nostre contratture involontarie, le contratture cervicali che ci provocano poi mal di testa, la contrattura dei muscoli della mandibola che abbiamo sotto tensione. Le contratture determinano una posizione chiusa, di difesa, che provoca persino deformazioni della postura e tanti altri danni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persino durante una telefonata possiamo notare che è facile arrivare ad avere crampi o dolori al braccio o spalle o trapezi, perché la tensione emotiva si è trasformata in tensione muscolare, senza che ce ne accorgiamo “durante”. Questa tensione si scioglie solo al termine della telefonata. Allora, e solo allora, capiamo di avere avuto una tensione cronica o acuta, silente, ma esplosiva appena “cediamo” e cala lo stress.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso accade per interi brani di giornata, ad esempio la riunione in cui inspiegabilmente abbiamo le ascelle sudatissime pur non facendo attività fisica cosciente, e molti mal di testa di origine sconosciuta ma correlabili alla corazza muscolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corazza caratteriale è un altro grande nemico. A forza di proteggerci dagli attacchi del mondo esterno “cattivo” e ingiusto, ci irrigidiamo al punto da diventare rigidi caratterialmente, con tutto e tutti, anche con chi non lo merita, e anche nelle situazioni in cui ci farebbe bene invece essere completamente rilassati, comodi, tranquilli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazionalmente, diventiamo assertivi e persino aggressivi anche quando potremmo essere calmi, sereni e disponibili. Finiamo per far male alle persone cui vogliamo più bene o che vogliono più bene a noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà è “mettere su la corazza” quando siamo contornati da pericoli, e farlo in modo assolutamente cosciente e consapevole, e liberarci da quel peso quando non serve. Questa è libertà di “essere”, libertà fisica ed esistenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrimenti, le energie che dovremmo spendere nella vita, se ne andrebbero tutte in “alimentazione permanente della corazza” e di noi rimarrebbe poco meno di niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro sulla “corazza” si deve agli studi pionieristici di Reich<a href="//4445A5D2-54FC-4EDA-8389-3632AAE53253#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>, che identificò sette segmenti della corazza, con caratteristiche specifiche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>oculare</li><li>orale</li><li>cervicale</li><li>toracico</li><li>diaframmatico</li><li>addominale</li><li>pelvico.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni segmento, inoltre, è composto da tre strati che, dal più superficiale dal più profondo, sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la facciata</li><li>lo strato secondario o intermedio</li><li>il nucleo.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuno strato contiene specifiche possibili “patologie” e “gradi di libertà”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Reich, ad ogni livello corporeo possono manifestarsi e sedimentarsi blocchi emotivi, anche a livello muscolare, che li rimarranno finché non ne avviene la liberazione tramite tecniche manipolatorie e terapeutiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non solo. Come grande anticipatore della Psicosomatica, Reich arriva alla conclusione che il cancro difficilmente può essere curato, ma che sicuramente può essere prevenuto, evitando di reprimere la sessualità dell’essere umano. L’orgasmo, negli studi di Reich, è l’atto liberatorio e riequilibratore più utile ed efficace a disposizione dell’essere umano. La sua repressione provoca malattie fisiche e nevrosi psicologiche, nonché disturbi anche gravi della personalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reich evidenzia come i diversi tratti del carattere formano un’unica difesa contro le emozioni pericolose, o vissute dall’individuo, soggettivamente, come tali. Da questo punto di vista, anche un intervento psicoterapeutico o di aiuto, può essere vissuto come una minaccia, al quale opporre una resistenza. L’insieme di queste resistenze, o difese, furono definite da Reich appunto ‘corazza caratteriale’.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le potenzialità che un counseling corporeo è in grado di liberare sono racchiuse nel “nucleo” della persona, mentre la “facciata” è in genere la maschera o stato esteriore che la persona usa per proteggersi dall’esterno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I percorsi possono anche non avere a che fare con l’orgasmo ma con azioni comunque “esplosive” come il colpire un divano o dei colpitori speciali, in sede esercitativa e in sessioni di coaching olistico e counseling olistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, bisogna liberare l’essere umano dai blocchi e dalle falsità. La vita di relazione con gli altri, il dialogo interiore, e le relazioni personali, quando vissuti solo tramite la facciata, danno luogo ad un modo di vivere falso, non autentico, impoverito. Arrivare a liberare il “nucleo” della persona è quindi un grande atto di libertà.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//4445A5D2-54FC-4EDA-8389-3632AAE53253#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Tra le prime pubblicazioni originali, Reich, Wilhelm (1933), <em>Charakteranalyse</em>, German Edition,<em> </em>Farrar, Straus and Giroux. English edition: <em>On Character Analysis</em>, in <em>The Psychoanalytic Review</em> (1913-1957). Edizione Italiana: <em>Analisi del Carattere, </em>Edizioni Sugarco, 1996.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



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