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	<title>atteggiamento positivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>atteggiamento positivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Vendita in team: il valore dell&#8217;atteggiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 09:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Chi è ottimista e positivo trasferisce questi suoi atteggiamenti positivi al cliente e crea un clima di acquisto favorevole alla vendita. Questo è fuori di dubbio. Lo scopo primario dello PsyCap &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/vendita-in-team-il-valore-dellatteggiamento/">Vendita in team: il valore dell&#8217;atteggiamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è ottimista e positivo trasferisce questi suoi atteggiamenti positivi al cliente e crea un clima di acquisto favorevole alla vendita. Questo è fuori di dubbio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo primario dello PsyCap è quello di incrementare le performance di vendita. Tuttavia, i venditori e funzionari di vendita con livelli elevati di PsyCap manifestano anche altri atteggiamenti positivi sul lavoro, come la soddisfazione e l’impegno (Luthans, Yousef e Avolio, 2007) ed hanno maggiori abilità nel gestire lo stress.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I livelli di stress più bassi e la maggiore soddisfazione derivante dal lavoro di vendita sono collegati direttamente ad una migliore performance di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I venditori con maggiore grado di PsyCap si aspettano che sul lavoro accadano eventi positivi (ottimismo), credono di poter essi stessi creare il proprio successo (efficacia e speranza), e assorbono con maggiore efficacia i dinieghi e gli insuccessi (resilienza), quando comparati con venditori dal basso livello di PsyCap.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non deve quindi sorprendere che i venditori con alto livello di PsyCap dichiarino di essere più soddisfatti del loro lavoro, siano più dotati di leadership e quindi possano arrivare con più probabilità a livelli di direzione vendite, e siano migliori partner con cui lavorare nelle aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I venditori con alto livello di PsyCap sono anche meno interessati a cambiare lavoro perché sanno trovare il successo ovunque operino, hanno minori livelli di turnover e sanno combattere per ottenere il successo di vendita, cliente dopo cliente, anziché lasciar andare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha alti livelli di PsyCap è più in grado di gestire le redini del proprio destino e vede un futuro positivo (Seligman, 1988), sino al punto di auto-candidarsi per gestire i clienti e i progetti più sfidanti e impegnativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il Capitale Psicologico pervade un intero team, il successo è molto più probabile di quando una sola persona ne è dotata. Questo per via del “contagio psicologico positivo” che si crea nel team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un secondo punto è il concetto della “intra-prenditorialità”, essere imprenditori di sé stessi nella professione di vendita. L’intraprenditorialità è un fattore di successo sia individuale che del team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvento della concorrenza globale e gli intensi cambiamenti nell&#8217;ambiente esterno, affinché le imprese possano sopravvivere e svilupparsi, in particolare per mantenere la crescita continua, le imprese devono mantenere lo spirito imprenditoriale e condurre intraprenditorialità. Il team intraprendente è una garanzia fondamentale per l&#8217;implementazione di successo dell&#8217;intraprenditorialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un centro fitness, o in una piscina, così come in un’intera azienda, tutti ma veramente tutti i collaboratori andrebbero formati allo PsyCap e ad una buona comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci si trova spesso di fronte a battute d&#8217;arresto o fallimenti, ma i team intraprenditoriali si mantengono ottimisti nella maggior parte dei casi. Prima di tutto, non ammettono di essere sconfitti, considerano i fallimenti una battuta d&#8217;arresto temporanea, imparano da loro e li risolvono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fallimento non è un motivo per ritirarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In secondo luogo, pensano di voler essere responsabili del proprio destino. Affrontando i propri errori e fallimenti in modo obiettivo, i team intraprenditoriali hanno imparato come evitare di ripetere gli stessi errori, il che a sua volta li aiuta a raggiungere un ulteriore successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In accordo con i punti di vista di Luthans, Youssef e Avolio, lo PsyCap si riferisce agli &#8220;stati di sviluppo psicologico positivo degli individui&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I team intraprendenti hanno un alto livello di autoefficacia, rimangono ottimisti nel processo di sviluppo aziendale e nutrono un alto livello di speranza, mostrano la relativamente forte resilienza nel processo di raggiungimento degli obiettivi del team, che sicuramente guiderà il team intraprenditoriale a migliorare costantemente e apprendere un certo tipo di conoscenze tecniche specialistiche e abilità necessarie alle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà inoltre pratica comune prendere l&#8217;iniziativa di dotarsi delle informazioni utili per i progetti e obiettivi e comprendere e acquisire consapevolmente l&#8217;essenza delle conoscenze e abilità tecniche attraverso la pratica. Ogni azienda e ogni club devono combinare insieme conoscenza, informazione e saggezza, in modo da promuovere il livello di capitale umano a livello aziendale e aumentare le capacità di vendita complessive dell&#8217;impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita in team</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamento positivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Collaborazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione efficace</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro di squadra</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia reciproca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Goal setting (obiettivi)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leadership condivisa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinergia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore dell&#8217;atteggiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem solving</p>



<p class="wp-block-paragraph">Supporto reciproco</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resilienza di gruppo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creatività</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione dei conflitti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prestazioni di squadra</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cultura aziendale</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Posizionamento degli atteggiamenti e scelte valoriali</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/posizionamento-degli-atteggiamenti-e-scelte-valoriali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 10:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Gli individui non sono uguali tra loro in merito a posizioni specifiche su diversi argomenti: ad esempio, riguardo alla pena di morte, alcuni hanno posizioni negative molto forti e radicate, altri ugualmente forti, ma &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli individui non sono uguali tra loro in merito a posizioni specifiche su diversi argomenti: ad esempio, riguardo alla pena di morte, alcuni hanno posizioni negative molto forti e radicate, altri ugualmente forti, ma in senso favorevole, altri ancora moderatamente a favore o contro, altri ancora non avranno alcun’opinione specifica. Lo stesso vale rispetto ai prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascun individuo possederà diverse tipologie di atteggiamento nei riguardi di diverse entità di valutazione. La struttura dei diversi atteggiamenti può essere visualizzata lungo un continuum. Grazie al seguente <strong>diagramma di posizionamento degli atteggiamenti</strong>, visualizziamo la situazione in cui un soggetto possiede i seguenti dati: un forte atteggiamento positivo verso l’imprenditorialità (per via della famiglia di imprenditori da cui proviene); non vede di buon occhio, ma è comunque tollerante, verso le discoteche; è avverso all’immigrazione in qualsiasi sua forma; non è sportivo ma ha una certa, seppur debole, simpatia verso la squadra di calcio della sua città; non ha assolutamente una propria opinione personale rispetto al tema “procreazione assistita (non ha mai incontrato nella sua vita il problema).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atteggiamento positivo verso l&#8217;imprenditorialità si collega, nel soggetto, ad un valore personale della tradizione familiare, in cui tutti sono stati imprenditori. Si lega inoltre alla cultura sociale del territorio, nella quale il lavoro pubblico è visto come declassante, e la conduzione di un&#8217;attività autonoma è segno di coraggio e virtù. In questo sistema mentale, il pianeta pubblico viene visto come il mondo della corruzione e del lassismo, il regno dei nullafacenti al quale non bisogna associarsi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/Direzione-e-forza-dellatteggiamento.jpg" alt="" class="wp-image-26412"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Per ogni atteggiamento, esistono ancoraggi valoriali e culturali, a volte chiari e decodificabili immediatamente, altre volte inconsci e subconsci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È naturale che un qualsiasi tentativo di modificare queste situazioni preesistenti (tentativo di persuasione) si confronterà con la modifica dei valori sottostanti, e porrà problemi di diversa natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale si può affermare che quanto maggiore è la forza di un atteggiamento, e radicato il suo collegamento con altri atteggiamenti forti e valori elevati, tanto più alta è la difficoltà di cambiarlo. Atteggiamenti molto forti e radicati nel tempo sono difficili da cambiare. Là dove non esiste alcun atteggiamento specifico (ad esempio un tema sul quale l’individuo non ha mai focalizzato la propria attenzione) la creazione di un atteggiamento specifico risulta più semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Struttura degli atteggiamentiInizio modulo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuum comportamentale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamento positivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori personali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cultura sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancoraggio valoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dell’atteggiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atteggiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelte valoriali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processi cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rappresentazioni mentali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisioni di vita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orientamenti morali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza individuale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità personale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria dell&#8217;autoconcetto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autenticità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autorealizzazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Priorità personali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bilanciamento delle esigenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattamento sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione personale</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/posizionamento-degli-atteggiamenti-e-scelte-valoriali/">Posizionamento degli atteggiamenti e scelte valoriali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>125 Domande di Coaching per la Crescita Personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 08:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande di Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Abitudini positive]]></category>
		<category><![CDATA[Accettazione del cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura al cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento continuo]]></category>
		<category><![CDATA[Apprezzamento del proprio valore]]></category>
		<category><![CDATA[Apprezzamento delle piccole cose]]></category>
		<category><![CDATA[Aspettative personali]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento positivo]]></category>
		<category><![CDATA[autenticità]]></category>
		<category><![CDATA[Autenticità nel lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-compassione]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-miglioramento continuo]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-motivazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Autoconsapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Autodisciplina]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
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		<category><![CDATA[Capacità decisionale]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità di apprendimento dalle critiche]]></category>
		<category><![CDATA[capacità di ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[Chiarezza di intenti]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comprendere il significato della vita]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[Connessione con il proprio scopo]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza del proprio stile di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza delle proprie debolezze]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo delle abitudini distruttive]]></category>
		<category><![CDATA[Convinzioni limitanti]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita finanziaria personale]]></category>
		<category><![CDATA[crescita professionale]]></category>
		<category><![CDATA[crescita spirituale]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura della gratitudine]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Domande di coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Elenco domande di coaching]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia positiva]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio tra dare e ricevere]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio tra fare e essere]]></category>
		<category><![CDATA[Espansione della zona di comfort]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia in sé stessi]]></category>
		<category><![CDATA[Flessibilità mentale]]></category>
		<category><![CDATA[focus]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[gestione dello stress]]></category>
		<category><![CDATA[Gratificazione ritardata]]></category>
		<category><![CDATA[Gratitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Identificazione dei blocchi mentali]]></category>
		<category><![CDATA[Identificazione dei talenti]]></category>
		<category><![CDATA[Immaginazione e creatività]]></category>
		<category><![CDATA[imparare dagli errori]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione personale]]></category>
		<category><![CDATA[intenzionalità]]></category>
		<category><![CDATA[Intuizione]]></category>
		<category><![CDATA[Le migliori domande di coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership personale]]></category>
		<category><![CDATA[Mentalità di crescita]]></category>
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		<category><![CDATA[Orientamento al futuro]]></category>
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		<category><![CDATA[Responsabilità personale]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento delle opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento delle proprie forze]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse interiori]]></category>
		<category><![CDATA[Rispetto per sé stessi e per gli altri]]></category>
		<category><![CDATA[Sintonia con le proprie emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sogno e obiettivi a lungo termine]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità personale]]></category>
		<category><![CDATA[Stabilità emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo della pazienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo della resilienza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo delle abilità]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo delle abilità sociali]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo delle competenze]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo delle relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[Valori fondamentali]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione dell'equilibrio mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione delle esperienze di apprendimento.]]></category>
		<category><![CDATA[Visione a lungo termine]]></category>
		<category><![CDATA[Visione di sé]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>125 Domande di Coaching per la Crescita Personale Domande di Coaching &#8211; Ricerca di Sé: Qual è il tuo scopo più profondo nella vita? Cosa ti rende unico rispetto agli altri? Quali sono i tuoi valori più profondi? In che modo definisci il successo personale? Quali sono le tue passioni e come le stai coltivando? &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/125-domande-di-coaching-per-la-crescita-personale/">125 Domande di Coaching per la Crescita Personale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>125 Domande di Coaching per la Crescita Personale</h2>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Ricerca di Sé:</strong></h2>
<ol>
<li>Qual è il tuo scopo più profondo nella vita?</li>
<li>Cosa ti rende unico rispetto agli altri?</li>
<li>Quali sono i tuoi valori più profondi?</li>
<li>In che modo definisci il successo personale?</li>
<li>Quali sono le tue passioni e come le stai coltivando?</li>
<li>Come descriveresti la tua identità in questo momento?</li>
<li>Quali sono i tuoi punti di forza e come li utilizzi?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Obiettivi e Realizzazione Personale:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono i tuoi obiettivi a breve termine?</li>
<li>Cosa ti impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi attuali?</li>
<li>Quali abitudini possono aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi?</li>
<li>Come gestisci i fallimenti e le delusioni?</li>
<li>Quali risorse ti aiutano a raggiungere i tuoi obiettivi?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Relazioni Interpersonali:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono le tue relazioni più significative?</li>
<li>Come contribuisci positivamente alle tue relazioni?</li>
<li>In che modo affronti i conflitti nelle relazioni?</li>
<li>Cosa significa per te avere relazioni sane?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Comunicazione Efficace:</strong></h2>
<ol>
<li>Come migliorare la tua capacità di ascolto attivo?</li>
<li>Come puoi comunicare in modo più chiaro e assertivo?</li>
<li>In che modo gestisci i malintesi nelle comunicazioni?</li>
<li>Quali sono i tuoi filtri comunicativi e come influiscono?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Gestione del Tempo e Priorità:</strong></h2>
<ol>
<li>Come organizzi il tuo tempo in modo efficace?</li>
<li>Come identifichi le attività prioritarie nella tua vita?</li>
<li>Quali sono le tue sfide principali nella gestione del tempo?</li>
<li>In che modo puoi creare una routine più equilibrata?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Crescita Professionale:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono i tuoi obiettivi di carriera a lungo termine?</li>
<li>Come sviluppi costantemente le tue competenze professionali?</li>
<li>Quali sfide affronti nel tuo percorso professionale?</li>
<li>Come puoi bilanciare crescita personale e carriera?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Benessere Fisico e Mentale:</strong></h2>
<ol>
<li>Come mantieni un equilibrio tra lavoro e salute mentale?</li>
<li>Quali abitudini quotidiane contribuiscono al tuo benessere fisico?</li>
<li>In che modo gestisci lo stress nella tua vita?</li>
<li>Come riconosci i segnali di esaurimento mentale?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Creatività e Innovazione:</strong></h2>
<ol>
<li>Come stimoli la tua creatività nella vita quotidiana?</li>
<li>Quali strategie adotti per risolvere problemi in modo innovativo?</li>
<li>In che modo puoi incoraggiare la creatività negli altri?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Autoapprendimento:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono le tue aree di interesse per l&#8217;apprendimento continuo?</li>
<li>Come mantieni la tua curiosità e sete di conoscenza?</li>
<li>Quali sono i tuoi libri o risorse preferite per l&#8217;autoapprendimento?</li>
<li>Come misuri il tuo progresso nell&#8217;apprendimento?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Leadership e Influenza:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono le tue qualità di leadership?</li>
<li>In che modo influenzi positivamente gli altri?</li>
<li>Come affronti situazioni di leadership sfidanti?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Gestione del Cambiamento:</strong></h2>
<ol>
<li>Come affronti i cambiamenti nella tua vita?</li>
<li>Quali sono le tue strategie per gestire il cambiamento?</li>
<li>In che modo il cambiamento ti ha plasmato come persona?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Gratitude e Mindfulness:</strong></h2>
<ol>
<li>Come coltivi la gratitudine nella tua vita quotidiana?</li>
<li>Quali pratiche quotidiane di mindfulness hai?</li>
<li>In che modo la gratitudine influenza il tuo benessere?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Motivazione e Passione:</strong></h2>
<ol>
<li>Qual è la tua fonte principale di motivazione?</li>
<li>Come mantieni la tua passione e l&#8217;entusiasmo?</li>
<li>Cosa fai quando perdi la motivazione?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Risoluzione dei Problemi:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono le tue strategie per risolvere i problemi?</li>
<li>Come affronti le sfide inaspettate?</li>
<li>In che modo coinvolgi gli altri nella risoluzione dei problemi?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Equilibrio Vita Lavorativa e Vita Privata:</strong></h2>
<ol>
<li>Come bilanci la tua vita lavorativa con quella personale?</li>
<li>Quali sono le tue regole per mantenere l&#8217;equilibrio?</li>
<li>In che modo coinvolgi la tua famiglia nelle tue attività?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Autostima e Autocompassione:</strong></h2>
<ol>
<li>Come gestisci i momenti di auto-dubbio?</li>
<li>Quali strategie adotti per coltivare l&#8217;autocompassione?</li>
<li>In che modo l&#8217;autostima influenza le tue decisioni?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Decisioni e Assunzione di Responsabilità:</strong></h2>
<ol>
<li>Come prendi decisioni importanti nella tua vita?</li>
<li>In che modo assumi la responsabilità delle tue azioni?</li>
<li>Quali sono le tue paure legate all&#8217;assunzione di responsabilità?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Abitudini Positive:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali abitudini positive hai attualmente?</li>
<li>Come puoi sviluppare nuove abitudini positive?</li>
<li>Quali sono le abitudini che vuoi eliminare?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Finanze Personali:</strong></h2>
<ol>
<li>Come gestisci le tue finanze personali?</li>
<li>Quali obiettivi finanziari vuoi raggiungere nel prossimo anno?</li>
<li>In che modo le tue abitudini finanziarie riflettono i tuoi valori?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Apprendimento Continuo:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono le tue modalità preferite di apprendimento continuo?</li>
<li>Come hai incorporato l&#8217;apprendimento continuo nella tua vita quotidiana?</li>
<li>Quali sono le tue sfide nell&#8217;apprendimento continuo?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Confronto e Competizione:</strong></h2>
<ol>
<li>Come affronti il confronto con gli altri?</li>
<li>Quali sono le tue strategie per gestire la competizione?</li>
<li>In che modo il confronto ti influenza positivamente o negativamente?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Sogni e Aspirazioni:</strong></h2>
<ol>
<li>Cosa sogni di realizzare nei prossimi cinque anni?</li>
<li>Quali sono i passi che puoi fare ora per avvicinarti a quei sogni?</li>
<li>In che modo le tue aspirazioni influenzano le tue decisioni quotidiane?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Riconoscimento e Gratificazione:</strong></h2>
<ol>
<li>Come cerchi riconoscimenti per i tuoi successi?</li>
<li>Quali sono le tue fonti di gratificazione nella vita quotidiana?</li>
<li>In che modo riconosci gli sforzi degli altri?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Capacità di Adattamento:</strong></h2>
<ol>
<li>Come gestisci il cambiamento e l&#8217;incertezza?</li>
<li>Quali sono i tuoi punti di forza nell&#8217;adattarti a nuove situazioni?</li>
<li>In che modo la tua flessibilità ti ha aiutato a superare le sfide?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Passioni Ignorate:</strong></h2>
<ol>
<li>C&#8217;è qualcosa che hai sempre voluto fare ma che hai ignorato? Perché?</li>
<li>Quali sono le ragioni che ti impediscono di perseguire le tue passioni?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Relazione con il Denaro:</strong></h2>
<ol>
<li>Qual è la tua relazione emotiva con il denaro?</li>
<li>In che modo questa relazione influisce sulle tue decisioni finanziarie?</li>
<li>Quali sono i tuoi obiettivi finanziari a lungo termine?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Empatia e Compassione:</strong></h2>
<ol>
<li>Come mostri empatia verso gli altri?</li>
<li>Quali azioni quotidiane puoi intraprendere per coltivare la compassione?</li>
<li>Come gestisci le situazioni in cui la tua empatia può essere una sfida?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Visione del Futuro:</strong></h2>
<ol>
<li>Qual è la tua visione ideale per il futuro?</li>
<li>In che modo ti prepari per il futuro che desideri?</li>
<li>Quali sono le tue preoccupazioni principali riguardo al futuro?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Gestione dello Stress:</strong></h2>
<ol>
<li>Quali sono le tue strategie principali per gestire lo stress?</li>
<li>In che modo riconosci i segnali precoci di stress e cosa fai al riguardo?</li>
<li>Come mantenere la calma durante situazioni di grande pressione?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Lavoro di Squadra:</strong></h2>
<ol>
<li>Qual è il tuo ruolo in un team?</li>
<li>Come supporti gli altri membri del tuo team?</li>
<li>Quali sono le tue sfide nella collaborazione?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Legami Familiari:</strong></h2>
<ol>
<li>In che modo influenzi positivamente la tua famiglia?</li>
<li>Quali sono le tue responsabilità familiari più importanti?</li>
<li>Come gestisci le dinamiche familiari complesse?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Autocelebrazione:</strong></h2>
<ol>
<li>Come celebri i tuoi successi, grandi e piccoli?</li>
<li>Quali sono i tuoi rituali di autocelebrazione?</li>
<li>In che modo riconosci i tuoi progressi personali?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Innovazione Personale:</strong></h2>
<ol>
<li>Come stimoli l&#8217;innovazione nella tua vita quotidiana?</li>
<li>Quali cambiamenti innovativi puoi introdurre nella tua routine?</li>
<li>Come affronti la paura dell&#8217;ignoto?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Coerenza con i Valori:</strong></h2>
<ol>
<li>Come riflettono i tuoi comportamenti i tuoi valori fondamentali?</li>
<li>Quali passi puoi fare per vivere in modo più coerente con i tuoi valori?</li>
<li>Cosa accade quando i tuoi valori entrano in conflitto con gli altri?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Apprezzamento del Presente:</strong></h2>
<ol>
<li>In che modo puoi essere più consapevole del momento presente?</li>
<li>Quali pratiche quotidiane di gratitudine puoi incorporare nella tua vita?</li>
<li>Come eviti di perderti nel passato o di preoccuparti troppo per il futuro?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Vulnerabilità:</strong></h2>
<ol>
<li>In che modo mostri vulnerabilità nelle tue relazioni?</li>
<li>Cosa ti impedisce di essere più aperto riguardo ai tuoi sentimenti?</li>
<li>Come gestisci la paura di essere giudicato dagli altri?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Intelligenza Emotiva:</strong></h2>
<ol>
<li>Quanto sei consapevole delle tue emozioni e di come influenzano il tuo comportamento?</li>
<li>Come gestisci le emozioni intense come la rabbia o la tristezza?</li>
<li>Quali sono i tuoi punti di forza nell&#8217;intelligenza emotiva?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; <strong>Futuro del Lavoro e Carriera:</strong></h2>
<ol>
<li>Come immagini il tuo ruolo nel futuro del lavoro?</li>
<li>Quali competenze ritieni saranno fondamentali per il futuro?</li>
<li>In che modo puoi prepararti per affrontare le sfide future nel tuo campo?</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande</h2>
<p>Domanda</p>
<p>Una <strong>domanda </strong>è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Utterance" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;espressione </a>che serve come richiesta di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>. Talvolta le domande vengono distinte dagli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative" target="_blank" rel="noopener">interrogativi </a>, che sono le forme <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grammar" target="_blank" rel="noopener">grammaticali </a>tipicamente utilizzate per esprimerle. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rhetorical_question" target="_blank" rel="noopener">Le domande retoriche </a>, ad esempio, hanno una forma interrogativa ma non possono essere considerate domande <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/bona_fide" target="_blank" rel="noopener">in buona fede </a>, poiché non è prevista una risposta.</p>
<p>Le domande sono disponibili in diverse varietà. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Polar_question" target="_blank" rel="noopener"><em>Le domande polari </em></a>sono quelle come l&#8217; esempio <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_language" target="_blank" rel="noopener">inglese </a>&#8220;Is this a polar question?&#8221;, a cui si può rispondere con &#8220;sì&#8221; o &#8220;no&#8221;. <em>Domande alternative </em>come &#8220;È una domanda polare o una domanda alternativa?&#8221; presentare un elenco di possibilità tra cui scegliere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Open-ended_question" target="_blank" rel="noopener"><em>Domande aperte </em></a>come &#8220;Che razza di domanda è questa?&#8221; consentire molte possibili soluzioni.</p>
<p>Le domande sono ampiamente studiate in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Philosophy_of_language" target="_blank" rel="noopener">filosofia del linguaggio </a>. Nel sottocampo della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">pragmatica </a>, le domande sono considerate come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Illocutionary_act" target="_blank" rel="noopener">atti illocutivi </a>che sollevano una questione da risolvere nel <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Discourse" target="_blank" rel="noopener">discorso </a>. Negli approcci alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Formal_semantics_(natural_language)" target="_blank" rel="noopener">semantica formale </a>come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alternative_semantics" target="_blank" rel="noopener">la semantica alternativa </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Inquisitive_semantics" target="_blank" rel="noopener">la semantica curiosa </a>, le domande sono considerate come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Denotation" target="_blank" rel="noopener">denotazioni </a>di interrogativi e sono tipicamente identificate come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Set_(mathematics)" target="_blank" rel="noopener">insiemi </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proposition" target="_blank" rel="noopener">proposizioni </a>che rispondono ad esse.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Definizioni</h2>
<p>Linguisticamente, una domanda può essere definita su tre livelli.</p>
<p>A livello <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">semantico </a>, una domanda è definita dalla sua capacità di stabilire un insieme di risposte logicamente possibili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-CGEL-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>A livello <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">pragmatico </a>, una domanda è una categoria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Illocutionary" target="_blank" rel="noopener">illocutoria </a>di atto linguistico che cerca di ottenere informazioni dal destinatario. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-CGEL-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>A livello di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Syntax" target="_blank" rel="noopener">sintassi </a>, l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative" target="_blank" rel="noopener">interrogativo </a>è un tipo di frase tipicamente associata alle domande e definita da alcune regole grammaticali (come l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subject%E2%80%93auxiliary_inversion" target="_blank" rel="noopener">inversione soggetto-ausiliario </a>in inglese) che variano a seconda della lingua.</p>
<p>Alcuni autori confondono queste definizioni. Sebbene le domande prototipiche (come &#8220;Come ti chiami?&#8221;) soddisferanno tutte e tre le definizioni, la loro sovrapposizione non è completa. Ad esempio &#8220;Vorrei sapere il tuo nome&#8221;. soddisfa la definizione pragmatica, ma non quella semantica o sintattica. Tali disallineamenti di forma e funzione sono chiamati <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Indirect_speech_acts" target="_blank" rel="noopener">atti linguistici indiretti </a>.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Usi</h2>
<p>L&#8217;uso principale delle domande è quello di sollecitare informazioni dalla persona a cui ci si rivolge indicando l&#8217;informazione che l&#8217;oratore (o lo scrittore) desidera. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2]</sup></a></p>
<p>Una leggera variante è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Display_question" target="_blank" rel="noopener">domanda display </a>, in cui al destinatario viene chiesto di produrre informazioni che sono già note a chi parla. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Ad esempio, un insegnante o un conduttore di un gioco potrebbe chiedere &#8220;Qual è la capitale dell&#8217;Australia?&#8221; per testare la conoscenza di uno studente o di un concorrente.</p>
<p>Una domanda di direzione è quella che cerca un&#8217;istruzione piuttosto che informazioni fattuali. Si differenzia da una tipica domanda (&#8220;informazione&#8221;) in quanto la risposta caratteristica è una direttiva piuttosto che un&#8217;affermazione dichiarativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-CGEL-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Ad esempio:</p>
<p>A: Quando dovrei aprire il tuo regalo?</p>
<p>B: Aprilo adesso.</p>
<p>Le domande possono anche essere utilizzate come base per una serie di atti linguistici indiretti. Ad esempio, la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Imperative_sentence" target="_blank" rel="noopener">frase imperativa </a>&#8220;Passa il sale&#8221;. può essere riformulato (in modo un po&#8217; più educato) come:</p>
<p>Passeresti il sale?</p>
<p>Che ha la forma di un interrogativo, ma la forza illocutoria di una direttiva.</p>
<p>Il termine <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rhetorical_question" target="_blank" rel="noopener">domanda retorica </a>può essere applicato colloquialmente a una serie di usi di domande in cui l&#8217;oratore non cerca o si aspetta una risposta (forse perché la risposta è implicita o ovvia), come ad esempio:</p>
<p>Ha perso la testa?</p>
<p>Perché vi ho portato tutti qui? Lasciatemi spiegare&#8230;</p>
<p>Sono chiusi? Ma il sito web diceva che era aperto fino alle 10.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Loaded_question" target="_blank" rel="noopener">Domande caricate </a>(un caso speciale di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Complex_question" target="_blank" rel="noopener">domande complesse </a>), come &#8220;Hai smesso di picchiare tua moglie?&#8221; può essere usato come scherzo o per mettere in imbarazzo il pubblico, perché qualsiasi risposta che una persona potrebbe dare implicherebbe più informazioni di quelle che sarebbe disposta ad affermare.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Classificazione semantica</h2>
<p>La principale classificazione semantica delle domande è in base all&#8217;insieme di risposte logicamente possibili che ammettono. Una domanda aperta, come &#8220;Come ti chiami?&#8221;, consente un numero indefinito di risposte possibili. Una domanda chiusa ammette un numero finito di possibili risposte. Le domande chiuse possono essere ulteriormente suddivise in domande sì-no (come &#8220;Hai fame?&#8221;) e domande alternative (come &#8220;Vuoi marmellata?&#8221;).</p>
<p>La distinzione tra queste classi tende ad essere grammaticalizzata. In inglese, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative_word" target="_blank" rel="noopener">gli interrogativi aperti e chiusi </a>sono tipi di clausole distinti tipicamente associati rispettivamente a domande aperte e chiuse.</p>
<p><strong>Domande si No</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Yes%E2%80%93no_question" target="_blank" rel="noopener"><em>Sì, nessuna domanda</em></a></p>
<p>Una <em>domanda sì-no </em>(chiamata anche <em>domanda polare </em>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-CGEL-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>o <em>domanda generale </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-Chisholm-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>) chiede se alcune affermazioni sono vere. In linea di principio si può rispondere con un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Yes_and_no" target="_blank" rel="noopener">&#8220;sì&#8221; o un &#8220;no&#8221; </a>(o parole o espressioni simili in altre lingue). Gli esempi includono &#8220;Prendi lo zucchero?&#8221;, &#8220;Dovrebbero essere creduti?&#8221; e &#8220;Sono la persona più sola al mondo?&#8221;</p>
<p><strong>Domande alternative</strong></p>
<p>Una <em>domanda alternativa </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>presenta due o più scelte discrete come possibili risposte presupponendo che solo una di esse sia vera. Per esempio:</p>
<p>Sostieni Inghilterra, Irlanda o Galles?</p>
<p>La risposta canonica prevista a tale domanda sarebbe &#8220;Inghilterra&#8221;, &#8220;Irlanda&#8221; o &#8220;Galles&#8221;. Una domanda così alternativa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Presupposes" target="_blank" rel="noopener">presuppone </a>che il destinatario sostenga una di queste tre squadre. Il destinatario può <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cancellation_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">cancellare </a>questo presupposto con una risposta del tipo &#8220;Nessuno&#8221;.</p>
<p>In inglese, le domande alternative non si distinguono sintatticamente dalle domande sì-no. A seconda del contesto, la stessa domanda può avere entrambe le interpretazioni:</p>
<ul>
<li>Questi muffin hanno burro o margarina? [Sto seguendo una dieta a basso contenuto di grassi.]</li>
<li>Questi muffin hanno burro o margarina? [Ho visto che la ricetta dice che potresti usarli entrambi.]</li>
</ul>
<p>Nel parlato, questi sono distinguibili per intonazione.</p>
<p><strong>Domande aperte</strong></p>
<p>Una <em>domanda aperta </em>(detta anche <em>domanda variabile </em>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-CGEL-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a> <em>domanda non polare </em>, o <em>domanda speciale </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-Chisholm-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>), ammette un numero indefinito di risposte possibili. Per esempio:</p>
<p>Dove dovremmo andare a pranzo?</p>
<p>In inglese, questi sono tipicamente incorporati in una frase interrogativa chiusa, che utilizza una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative_word" target="_blank" rel="noopener">parola interrogativa </a>come <em>quando </em>, <em>chi </em>o <em>cosa </em>. Queste sono anche chiamate parole <em>wh </em>, e per questo motivo le domande aperte possono anche essere chiamate domande <em>wh </em>.</p>
<p>Formazione delle domande</p>
<p>Le domande possono essere contrassegnate da una combinazione di ordine delle parole, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Morphology_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">morfologia </a>, parole interrogative e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intonation_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">intonazione </a>. Laddove le lingue hanno uno o più tipi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Clause" target="_blank" rel="noopener">di proposizioni </a>tipicamente utilizzate per formare domande, sono chiamate proposizioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative" target="_blank" rel="noopener">interrogative . </a>Le domande aperte e chiuse sono generalmente distinte grammaticalmente, con le prime identificate dall&#8217;uso di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative_word" target="_blank" rel="noopener">parole interrogative </a>.</p>
<p>In <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_grammar" target="_blank" rel="noopener">inglese </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/German_grammar" target="_blank" rel="noopener">tedesco </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/French_grammar" target="_blank" rel="noopener">francese </a>e varie altre lingue (per lo più europee), entrambe le forme di interrogativo sono soggette a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Inversion_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;inversione </a>dell&#8217;ordine delle parole tra verbo e soggetto. In inglese, l&#8217;inversione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subject%E2%80%93auxiliary_inversion" target="_blank" rel="noopener">è limitata ai verbi ausiliari </a>, che a volte richiedono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Do-support" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;aggiunta dell&#8217;ausiliare </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Do-support" target="_blank" rel="noopener"><em>do </em></a>, come in:</p>
<ol>
<li>Sam legge il giornale. &#8211; Dichiarazione</li>
<li>Sam legge il giornale? &#8211; Sì-no domanda formata utilizzando l&#8217;inversione e <em>do </em>-support</li>
</ol>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; <strong>Domande aperte</strong></h2>
<p>Le domande aperte sono formate dall&#8217;uso di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative_word" target="_blank" rel="noopener">parole interrogative </a>come, in inglese, <em>quando </em>, <em>cosa </em>o <em>quale </em>. Questi rappresentano variabili che rappresentano le informazioni sconosciute ricercate. Possono anche combinarsi con altre parole per formare frasi interrogative, come ad esempio in <em>quali scarpe </em>:</p>
<p>Quali scarpe dovrei indossare alla festa?</p>
<p>In molte lingue, compreso l&#8217;inglese e la maggior parte delle altre lingue europee, la frase interrogativa deve (con alcune eccezioni come le <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Echo_questions" target="_blank" rel="noopener">domande eco </a>) apparire all&#8217;inizio della frase, un fenomeno noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wh-fronting" target="_blank" rel="noopener">wh-fronting </a>. In altre lingue, l&#8217;interrogativo appare nella stessa posizione che avrebbe in una corrispondente frase dichiarativa ( <em>in situ </em>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6]</sup></a></p>
<p>Una domanda può includere più variabili come in:</p>
<p>Di chi sono i regali in quali scatole?</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; <strong>Domande polari</strong></h2>
<p>Lingue diverse possono utilizzare meccanismi diversi per distinguere le domande polari (&#8220;sì-no&#8221;) dalle dichiarazioni dichiarative (oltre al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question_mark" target="_blank" rel="noopener">punto interrogativo </a>). L&#8217;inglese è una delle poche lingue che utilizzano l&#8217;ordine delle parole. Un altro esempio è il francese:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>francese</strong></td>
<td><strong>Traduzione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Dichiarativo</strong></td>
<td><em>Vous avez tuo un oiseau.</em></td>
<td>Hai ucciso un uccello.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Domanda polare</strong></td>
<td><em>Avez-vous tué un oiseau?</em></td>
<td>Hai ucciso un uccello?</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Dal punto di vista linguistico, il metodo più comune per contrassegnare una domanda polare è con una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative_particle" target="_blank" rel="noopener">particella interrogativa </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-WALS-polar-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>come il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_language" target="_blank" rel="noopener">giapponese</a> か <em>ka </em>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Standard_Mandarin" target="_blank" rel="noopener">mandarino</a> 吗 <em>ma </em>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Polish_grammar" target="_blank" rel="noopener">polacco</a> <em>strano </em>.</p>
<p>Altre lingue usano la morfologia verbale, come il suffisso verbale <em>-n </em>nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tunica_language" target="_blank" rel="noopener">lingua Tunica </a>.</p>
<p>Delle lingue esaminate nell&#8217;Atlante <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/World_Atlas_of_Language_Structures" target="_blank" rel="noopener">mondiale delle strutture linguistiche </a>, solo una, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Atatl%C3%A1huca%E2%80%93San_Miguel_Mixtec" target="_blank" rel="noopener">Atatláhuca-San Miguel Mixtec </a>, non ha alcuna distinzione tra dichiarativi e domande polari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-WALS-polar-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7]</sup></a></p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; <strong>Intonazione</strong></h2>
<p>La maggior parte delle lingue ha uno schema intonazionale caratteristico delle domande (spesso comporta un tono alzato alla fine, come in inglese).</p>
<p>In alcune lingue, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Italian_grammar" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;italiano </a>, l&#8217;intonazione è l&#8217;unica distinzione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>In alcune lingue, come l&#8217;inglese o il russo, un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rising_declarative" target="_blank" rel="noopener">dichiarativo ascendente </a>è una frase che è sintatticamente dichiarativa ma è intesa come una domanda mediante l&#8217;uso di un&#8217;intonazione ascendente. Ad esempio, &#8220;Non lo usi?&#8221;</p>
<p>D&#8217;altra parte, ci sono dialetti inglesi (inglese della California meridionale, inglese neozelandese) in cui i dichiarativi ascendenti (l&#8217; &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Uptalk" target="_blank" rel="noopener">uptalk </a>&#8220;) non costituiscono domande. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Tuttavia è accertato che in inglese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rising_declarative" target="_blank" rel="noopener">esiste una distinzione </a>tra dichiarativi ascendenti <em>assertivi </em>e dichiarativi ascendenti <em>inquisitivi </em>, distinti dalla loro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Prosody_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">prosodia </a>.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; <strong>Richiesta di conferma e presupposizione del relatore</strong></h2>
<p>Le domande possono essere formulate come una richiesta di conferma di un&#8217;affermazione che l&#8217;interrogante ritiene già vera.</p>
<p>Una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tag_question" target="_blank" rel="noopener">tag question </a>è una domanda polare formata dall&#8217;aggiunta di un frammento interrogativo (il &#8220;tag&#8221;) a una clausola (tipicamente dichiarativa). Per esempio:</p>
<p>Tu sei John, <u>vero?</u></p>
<p>Prendiamo qualcosa da bere, <u>ok?</u></p>
<p>Ti sei ricordato delle uova, <u>vero?</u></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Presupposition" target="_blank" rel="noopener">il presupposto </a>del parlante quando costituisce una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Complex_question" target="_blank" rel="noopener">domanda complessa </a>. Considera una dichiarazione</p>
<p>(A) Qualcuno ha ucciso il gatto</p>
<p>e diverse domande ad esso correlate.</p>
<p>(B) John ha ucciso il gatto, vero? (domanda tag)</p>
<p>(C) È stato John a uccidere il gatto?</p>
<p>Rispetto a:</p>
<p>(D) Chi ha ucciso il gatto?</p>
<p>A differenza di (B), le domande (C) e (D) incorporano il presupposto che qualcuno abbia ucciso il gatto.</p>
<p>La domanda (C) indica l&#8217;impegno del parlante nei confronti della verità dell&#8217;affermazione secondo cui qualcuno ha ucciso il gatto, ma nessun impegno sul fatto che John lo abbia fatto o meno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-saltpet-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; <strong>Punteggiatura</strong></h2>
<p>Nelle lingue scritte in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_alphabet" target="_blank" rel="noopener">latino </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cyrillic_script" target="_blank" rel="noopener">cirillico </a>o in altri tipi di scrittura, un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question_mark" target="_blank" rel="noopener">punto interrogativo </a>alla fine di una frase identifica le domande scritte. Come nel caso dell&#8217;intonazione, questa caratteristica non è limitata alle frasi che hanno la forma grammaticale delle domande: può anche indicare la funzione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">pragmatica della frase </a>.</p>
<p>In <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Spanish_language" target="_blank" rel="noopener">spagnolo </a>all&#8217;inizio viene posto un ulteriore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/%C2%BF" target="_blank" rel="noopener">segno invertito : </a><em>¿Cómo está usted? </em>&#8220;Come stai?&#8221;. Una variante poco comune del punto interrogativo è l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrobang" target="_blank" rel="noopener">interrobang </a>(‽), che combina la funzione del punto interrogativo e del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Exclamation_mark" target="_blank" rel="noopener">punto esclamativo </a>.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Risposte</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Yes%E2%80%93no_question#Answers" target="_blank" rel="noopener"><em>Domanda sì-no § Risposte </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Answer_ellipsis" target="_blank" rel="noopener"><em>Puntini di sospensione della risposta</em></a></p>
<p>La <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cambridge_Grammar_of_the_English_Language" target="_blank" rel="noopener">grammatica Cambridge della lingua inglese </a>distingue tra una <em>risposta </em>(essendo un membro dell&#8217;insieme di risposte logicamente possibili, come delineato nel <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#Semantic_classification" target="_blank" rel="noopener">§ Classificazione semantica </a>) e una <em>risposta </em>(qualsiasi affermazione fatta dal destinatario in risposta alla domanda). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-CGEL-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Ad esempio, le seguenti sono tutte le possibili risposte alla domanda &#8220;Alice è pronta a partire?&#8221;</p>
<ol>
<li>(a) Sì.</li>
</ol>
<p>(b) È pronta.</p>
<p>(c) No, non lo è.</p>
<ol>
<li>(a) Non lo so.</li>
</ol>
<p>(b) Perché lo chiedi?</p>
<p>(c) Potrebbe esserlo.</p>
<p>iii.(a) Sta ancora cercando il suo portafoglio.</p>
<p>(b) Non ti aspettava prima delle 5 in punto.</p>
<p>(c) Ti farò sapere quando sarà pronta.</p>
<p>Solo le risposte [i] sono risposte nel senso Cambridge. Le risposte in [ii] evitano di impegnarsi in una risposta <em>sì </em>o <em>no </em>. Le risposte in [iii] <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Implicature" target="_blank" rel="noopener"><em>implicano </em></a>tutte una risposta <em>no </em>, ma non sono logicamente equivalenti a <em>no </em>. (Ad esempio, in [iiib], l&#8217;intervistato può cancellare l&#8217;implicatura aggiungendo un&#8217;affermazione del tipo: &#8220;Fortunatamente, ha preparato tutto in anticipo.&#8221;)</p>
<p>In modo simile, Belnap e Steel (1976) definiscono il concetto di <em>risposta diretta </em>:</p>
<p>Una risposta diretta a una determinata domanda è un pezzo di linguaggio che risponde completamente, ma proprio completamente, alla domanda&#8230; Ciò che è cruciale è che sia effettivamente possibile decidere se un pezzo di linguaggio è una risposta diretta a una domanda specifica&#8230; Ad ogni domanda chiara corrisponde un insieme di affermazioni che rispondono <em>direttamente </em>. &#8230; Una risposta diretta deve fornire una soluzione indiscutibilmente definitiva alla questione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a></p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; <strong>Rispondere a domande negative</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Yes_and_no" target="_blank" rel="noopener"><em>sì e no</em></a></p>
<p>Le &#8220;domande negative&#8221; sono frasi interrogative che contengono la negazione nella loro frase, come &#8220;Non dovresti lavorare?&#8221; Questi possono avere modi diversi di esprimere affermazione e negazione rispetto alla forma standard della domanda e possono creare confusione, poiché a volte non è chiaro se la risposta debba essere l&#8217;opposto della risposta alla domanda non negata. Ad esempio, se uno non ha il passaporto, entrambi &#8220;Hai il passaporto?&#8221; e &#8220;Non hai il passaporto?&#8221; ricevono una risposta corretta con &#8220;No&#8221;, nonostante apparentemente pongano domande opposte. Le lingue giapponese e coreana evitano questa ambiguità. Rispondere &#8220;No&#8221; alla seconda di queste in giapponese o coreano significherebbe &#8220;ho <em>un </em>passaporto&#8221;.</p>
<p>Una domanda ambigua simile in inglese è &#8220;Ti dispiace se&#8230;?&#8221; La persona che risponde può rispondere in modo inequivocabile &#8220;Sì, mi dispiace&#8221;, se gli dispiace, o &#8220;No, non mi dispiace&#8221;, se non gli dispiace, ma una semplice risposta &#8220;No&#8221; o &#8220;Sì&#8221; può creare confusione , poiché un singolo &#8220;No&#8221; può sembrare un &#8220;Sì, mi dispiace&#8221; (come in &#8220;No, per favore non farlo&#8221;), e un &#8220;Sì&#8221; può sembrare un &#8220;No, non mi dispiace&#8221; &#8221; (come in &#8220;Sì, vai avanti&#8221;). Un modo semplice per aggirare questa confusione sarebbe porre una domanda non negativa, come &#8220;Va bene per te se&#8230;?&#8221;</p>
<p>Alcune lingue hanno particelle diverse (ad esempio il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/French_language" target="_blank" rel="noopener">francese </a>&#8221; <em>si </em>&#8220;, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/German_language" target="_blank" rel="noopener">tedesco </a>&#8221; <em>doch </em>&#8221; o lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Swedish_language" target="_blank" rel="noopener">svedese </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Danish_language" target="_blank" rel="noopener">il danese </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Norwegian_language" target="_blank" rel="noopener">il norvegese </a>&#8221; <em>jo </em>&#8220;) per rispondere alle domande negative (o alle affermazioni negative) in modo affermativo; forniscono un mezzo per esprimere contraddizione.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Domande indirette</h2>
<p>Oltre alle domande dirette (come <em>Dove sono le mie chiavi? </em>), esistono anche <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Indirect_question" target="_blank" rel="noopener">domande indirette </a>(chiamate anche <em>clausole di contenuto interrogativo </em>), come <em>dove sono le mie chiavi </em>. Queste sono usate come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subordinate_clause" target="_blank" rel="noopener">proposizioni subordinate </a>in frasi come &#8220;Mi chiedo dove sono le mie chiavi&#8221; e &#8220;Chiedigli dove sono le mie chiavi&#8221;. Le domande indirette non seguono necessariamente le stesse regole grammaticali delle domande dirette. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>Ad esempio, in inglese e in alcune altre lingue, le domande indirette si formano senza inversione di soggetto e verbo (confronta l&#8217;ordine delle parole in &#8220;dove sono?&#8221; e &#8220;(mi chiedo) dove sono&#8221;). Le domande indirette possono anche essere soggette ai cambiamenti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grammatical_tense" target="_blank" rel="noopener">tempo </a>e ad altri cambiamenti che si applicano generalmente al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Indirect_speech" target="_blank" rel="noopener">discorso indiretto </a>.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Imparare</h2>
<p>Le domande vengono utilizzate dalla fase più elementare dell&#8217;apprendimento alla ricerca originale. Nel <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_method" target="_blank" rel="noopener">metodo scientifico </a>, una domanda spesso costituisce la base dell&#8217;indagine e può essere considerata una transizione tra la fase di osservazione e quella di ipotesi. Gli studenti di tutte le età utilizzano le domande nell&#8217;apprendimento degli argomenti e la capacità di far sì che gli studenti creino domande &#8220;investigabili&#8221; è una parte centrale dell&#8217;educazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Inquiry_education" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;indagine </a>. Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Socratic_method" target="_blank" rel="noopener">metodo socratico </a>di mettere in discussione le risposte degli studenti può essere utilizzato da un insegnante per condurre lo studente verso la verità senza istruzioni dirette e aiuta anche gli studenti a trarre conclusioni logiche.</p>
<p>Un uso diffuso e accettato delle domande in un contesto educativo è la valutazione delle conoscenze degli studenti attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Exam" target="_blank" rel="noopener">gli esami </a>.</p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Origini</h2>
<p>Le scimmie acculturate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kanzi" target="_blank" rel="noopener">Kanzi </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Washoe_(chimpanzee)" target="_blank" rel="noopener">Washoe </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sarah_(chimpanzee)" target="_blank" rel="noopener">Sarah </a>e alcuni altri che sono stati sottoposti a estesi programmi di formazione linguistica (con l&#8217;uso di gesti e altre forme visive di comunicazione) hanno imparato con successo a <em>rispondere </em>a domande e richieste piuttosto complesse (comprese le parole interrogative &#8220;chi&#8221;, &#8220;cosa&#8221; , &#8220;dove&#8221;), anche se finora non sono riusciti a imparare a <em>porre domande da soli </em>. Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/David_Premack" target="_blank" rel="noopener">David e Anne Premack </a>hanno scritto: &#8220;Sebbene lei [Sarah] abbia capito la domanda, lei stessa non ha fatto alcuna domanda &#8211; a differenza della bambina che fa domande interminabili, come &#8220;Che cosa? Chi fa rumore? Quando papà torna a casa? Io&#8221;. andare a casa della nonna? Dove il cucciolo? Sarah non ha mai ritardato la partenza del suo allenatore dopo le lezioni chiedendogli dove andava, quando sarebbe tornata o qualsiasi altra cosa&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>La capacità di porre domande viene spesso valutata in relazione alla comprensione delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Syntactic_structure" target="_blank" rel="noopener">strutture sintattiche </a>. È ampiamente accettato che le prime domande vengano poste dagli esseri umani durante la prima infanzia, nella fase presintattica di una parola dello <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language_development" target="_blank" rel="noopener">sviluppo del linguaggio </a>, con l&#8217;uso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intonation_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;intonazione della domanda </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Vedi anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Curiosity" target="_blank" rel="noopener">Curiosità</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Erotetics" target="_blank" rel="noopener">Erotismo </a>, la logica delle domande e delle risposte</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Inquiry" target="_blank" rel="noopener">Inchiesta</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogation" target="_blank" rel="noopener">Interrogatorio</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interrogative_word" target="_blank" rel="noopener">Parola interrogativa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Inquisitive_semantics" target="_blank" rel="noopener">Semantica curiosa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leading_question" target="_blank" rel="noopener">Domanda principale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question_under_discussion" target="_blank" rel="noopener">Domanda in discussione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sentence_function" target="_blank" rel="noopener">Funzione della frase</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Squiggle_operator" target="_blank" rel="noopener">Operatore scarabocchio</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Confusion" target="_blank" rel="noopener">Confusione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Who_Asked_the_First_Question%3F" target="_blank" rel="noopener"><em>Chi ha fatto la prima domanda? </em></a>, un libro</li>
</ul>
<h2>Domande di Coaching &#8211; Approfondimenti sulle domande &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-CGEL_1-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-CGEL_1-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-CGEL_1-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-CGEL_1-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-CGEL_1-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-CGEL_1-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-CGEL_1-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>f </sup></em></strong></a>Huddleston, Rodney e Geoffrey K. Pullum. (2002) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Cambridge_Grammar_of_the_English_Language" target="_blank" rel="noopener"><em>La grammatica Cambridge della lingua inglese </em></a><em>. </em>Cambridge: Cambridge University Press. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-521-43146-8" target="_blank" rel="noopener">0-521-43146-8 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Searle, J (1969). Atti linguistici. Cambridge: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cambridge_University_Press" target="_blank" rel="noopener"><em>Cambridge University Press </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-3" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Searle, J (1969). Atti linguistici. Cambridge: Cambridge University Press. P. 69.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-Chisholm_4-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-Chisholm_4-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-Chisholm_4-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>b </sup></em></strong></a>William Chisholm, Louis T. Milic, John AC Greppin. Interrogatività. – Casa editrice John Benjamin, 1982.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Loos, Eugene E.; Anderson, Susan; Giorno, Dwight H. Jr.; Giordania, Paolo C.; Wingate, J. Douglas (a cura di). </em><a href="http://www.sil.org/linguistics/GlossaryOfLinguisticTerms/WhatIsAnAlternativeQuestion.htm" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Qual è una domanda alternativa?&#8221; </em></a><em>. Glossario dei termini linguistici. SIL Internazionale.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://wals.info/chapter/93" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Capitolo 93: Posizione delle frasi interrogative nelle domande di contenuto&#8221; </em></a><em>. Atlante mondiale delle strutture linguistiche. Estratto 15 aprile il 2021.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-WALS-polar_7-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-WALS-polar_7-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-WALS-polar_7-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="http://wals.info/chapter/116" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Capitolo 116: Domande polari&#8221; </em></a><em>. Atlante mondiale delle strutture linguistiche. Estratto 15 aprile il 2021.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Paul_Warren_(professor)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Paul Warren </a>(2017) &#8220;L&#8217;interpretazione della variabilità prosodica nel contesto dei segnali sociofonetici di accompagnamento&#8221;, Laboratory Phonology: Journal of the Association for Laboratory Phonology, 8(1), 11. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi </a>: <a href="https://doi.org/10.5334%2Flabphon.92" target="_blank" rel="noopener">5334/labphon.92 </a>(Documento presentato al Terzo workshop Approcci sperimentali e teorici alla prosodia)
<ul>
<li>Maggiori informazioni su uptalk di questo autore: Paul Warren, <em>Uptalk: the fenomeno dell&#8217;intonazione crescente </em>, Cambridge University Pres s. 2016, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1107123854" target="_blank" rel="noopener">978-1107123854 </a>(copertina rigida), ( <a href="https://www.amazon.com/Uptalk-Phenomenon-Intonation-Paul-Warren-ebook/dp/B017205HLC" target="_blank" rel="noopener">edizione kindle </a>)</li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-saltpet_9-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Stanley_Peters&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Stanley Peters </a>, &#8220;Impegni dei relatori: presupposizione&#8221;, <em>Atti della conferenza sulla semantica e la teoria linguistica (SALT) </em>26: 1083–1098, 2016, ( <a href="https://journals.linguisticsociety.org/proceedings/index.php/SALT/article/download/26.1083/3703" target="_blank" rel="noopener">(scarica PDF) </a>)</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nuel_Belnap" target="_blank" rel="noopener">Nuel Belnap </a>e TB Steel Jr. (1976) <em>La logica delle domande e delle risposte </em>, pagine 3, 12 e 13, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Yale_University_Press" target="_blank" rel="noopener">Yale University Press</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-300-01962-9" target="_blank" rel="noopener">0-300-01962-9</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.elc.edu/english-grammar-lessons-indirect-questions/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Domande indirette &#8211; Lezione di grammatica inglese &#8211; ELC&#8221; </em></a><em>. ELC &#8211; Centro di lingua inglese. 27-11-2017. Estratto il 24/01/2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Premack, David; Premack, Ann J. (1983). La mente di una scimmia. New York, Londra: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/W._W._Norton_%26_Company" target="_blank" rel="noopener"><em>WW Norton &amp; Company </em></a><em>. P. 29.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question#cite_ref-13" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Cristallo, David (1987). L&#8217;Enciclopedia del linguaggio di Cambridge. Cambridge. Pag. 241, 143: Università di Cambridge</em></li>
</ol>
<h3>Domande di Coaching &#8211; semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Domande di coaching</li>
<li>Le migliori domande di coaching</li>
<li>Elenco domande di coaching</li>
<li>Obiettivi personali</li>
<li>Valori fondamentali</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Autostima</li>
<li>Visione di sé</li>
<li>Passioni</li>
<li>Bilanciamento lavoro-vita</li>
<li>Abitudini positive</li>
<li>Gestione dello stress</li>
<li>Fiducia in se stessi</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Autodisciplina</li>
<li>Creatività</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Priorità</li>
<li>Energia positiva</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Focus</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Accettazione del cambiamento</li>
<li>Leadership personale</li>
<li>Crescita professionale</li>
<li>Aspettative personali</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Risorse interiori</li>
<li>Capacità decisionale</li>
<li>Apprendimento continuo</li>
<li>Equilibrio tra dare e ricevere</li>
<li>Mentalità positiva</li>
<li>Sviluppo delle abilità</li>
<li>Riconoscimento delle opportunità</li>
<li>Cultura dell&#8217;apprendimento</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Responsabilità personale</li>
<li>Immaginazione e creatività</li>
<li>Convinzioni limitanti</li>
<li>Sogno e obiettivi a lungo termine</li>
<li>Intuizione</li>
<li>Empatia</li>
<li>Orientamento al risultato</li>
<li>Benessere fisico</li>
<li>Auto-compassione</li>
<li>Crescita emotiva</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Mindfulness</li>
<li>Sviluppo delle competenze</li>
<li>Apprezzamento del proprio valore</li>
<li>Respiro consapevole</li>
<li>Auto-motivazione</li>
<li>Riconoscimento delle proprie forze</li>
<li>Autocelebrazione</li>
<li>Chiarezza di intenti</li>
<li>Gratitudine</li>
<li>Connessione con il proprio scopo</li>
<li>Consapevolezza del corpo</li>
<li>Identificazione dei blocchi mentali</li>
<li>Sviluppo delle relazioni</li>
<li>Responsabilità finanziaria</li>
<li>Equilibrio tra fare e essere</li>
<li>Ottimismo</li>
<li>Sviluppo delle abilità sociali</li>
<li>Innovazione personale</li>
<li>Pensiero critico</li>
<li>Atteggiamento positivo</li>
<li>Orientamento al futuro</li>
<li>Imparare dagli errori</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Gratificazione ritardata</li>
<li>Espansione della zona di comfort</li>
<li>Autenticità nel lavoro</li>
<li>Trasparenza</li>
<li>Collaborazione</li>
<li>Visione a lungo termine</li>
<li>Identificazione dei talenti</li>
<li>Apprezzamento delle piccole cose</li>
<li>Sviluppo della resilienza emotiva</li>
<li>Intenzionalità</li>
<li>Crescita spirituale</li>
<li>Auto-miglioramento continuo</li>
<li>Cultura della gratitudine</li>
<li>Sostenibilità personale</li>
<li>Capacità di apprendimento dalle critiche</li>
<li>Rispetto per sé stessi e per gli altri</li>
<li>Conoscenza delle proprie debolezze</li>
<li>Flessibilità mentale</li>
<li>Stabilità emotiva</li>
<li>Comprendere il significato della vita</li>
<li>Conoscenza del proprio stile di apprendimento</li>
<li>Sviluppo della pazienza</li>
<li>Curiosità</li>
<li>Sintonia con le proprie emozioni</li>
<li>Crescita finanziaria personale</li>
<li>Apertura al cambiamento</li>
<li>Controllo delle abitudini distruttive</li>
<li>Mentalità di crescita</li>
<li>Valorizzazione dell&#8217;equilibrio mentale</li>
<li>Valorizzazione delle esperienze di apprendimento.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/125-domande-di-coaching-per-la-crescita-personale/">125 Domande di Coaching per la Crescita Personale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’abito mentale delle performance, lo spirito guerriero nella vita di ogni giorno (lezioni dai Samu­rai)</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/labito-mentale-delle-performance-lo-spirito-guerriero-nella-vita-di-ogni-giorno-lezioni-dai-samurai-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 13:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[il potenziale umano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Dedizione, ricerca della verità, pulizia spirituale Chi si impegna per produrre performance umane deve assumere un preciso abito mentale. È l’assetto del guerriero, del Samurai, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/labito-mentale-delle-performance-lo-spirito-guerriero-nella-vita-di-ogni-giorno-lezioni-dai-samurai-2/">L’abito mentale delle performance, lo spirito guerriero nella vita di ogni giorno (lezioni dai Samu­rai)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="dedizione-ricerca-della-verita-pulizia-spirituale"><strong>Dedizione, ricerca della verità, pulizia spirituale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi si impegna per produrre performance umane deve assumere un preciso abito mentale. È l’assetto del guerriero, del Samurai, del combattente, del ricercatore concentrato, del missionario che crede in una causa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l’atteggiamento focalizzato di chi desidera ottenere qualcosa che reputa importante e – durante l’esecuzione &#8211; non si lascia distrarre da altro. Di chi ha un valore e lotta per esso. Di chi fa della causa una parte di sé. Non riguarda solo enormi imprese, ma anche e soprattutto la vita di ogni giorno. Il più grande Samurai di ogni tempo, Musashi<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>, così descrive l’abito mentale di chi vuole intraprendere la vita del Samurai</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Miyamoto Musashi, 1584-1645, giapponese, considerato nelle arti marziali come il più grande Samurai vissuto in ogni tempo. Ebbe il primo duello mortale a 13 anni, e vinse. Vagò per il Giappone come Ronin (guerriero errante) per anni, battendosi per sessanta volte ottenendo sempre la vittoria, lottando anche contro più avversari contemporaneamente o superando imboscate e duelli con decine di avversari. A 50 anni si ritirò per dedicarsi allo studio, alla letteratura e ad altre discipline artistiche risultando un maestro in molte di esse. Nel­la pittura, nella calligrafia, le sue opere oggi fanno parte del patrimonio artistico giap­po­nese. A 60 anni si ritirò in una grotta per scrivere il suo Manuale. In Giappone oggi è leggenda.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Chi voglia intraprendere la via dell’<em>Hejò</em> (strategia)</p>
<p>tenga a mente i seguenti precetti.</p>
<p>Primo: Non coltivare cattivi pensieri.</p>
<p>Secondo: Esercitati con dedizione.</p>
<p>Terzo: Studia tutte le arti.</p>
<p>Quarto: Conosci anche gli altri mestieri.</p>
<p>Quinto: Distingui l’utile dall’inutile.</p>
<p>Sesto: Riconosci il vero dal falso.</p>
<p>Settimo: Percepisci anche quello che non vedi con gli occhi.</p>
<p>Ottavo: Non essere trascurato neppure nelle minuzie.</p>
<p>Nono: Non abbandonarti in attività futili<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p>
<cite><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Musashi, Myamoto (1644), <em>Il libro dei cinque anelli</em> <em>(Gorin No Sho),</em> edizione italiana Mediterranee, Roma, 1985, ristampa 2005, p. 61.</cite></blockquote>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph">È eccezionale notare come anche oggi questo abito mentale sia dotato di enorme suggestività per chi intende sviluppare il proprio potenziale. Ci parla, infatti, di un atteggiamento di fondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l’atteggiamento di serietà con cui un calciatore professionista rimane persona umile, cura alimentazione e riposo, rispetto al divo del calcio che assume atteggiamenti da star e si presenta tardi agli allenamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È lo spirito di una ragazza che decide di sputare (esatto, sputare) sul modello proposto dai media di cosa sia una ragazza “arrivata” (fotomodella,  star televisiva, protagonista di reality show, anoressica, o bambola da chirurgo plastico) e piuttosto si impegna nello studio, in una professione utile, o in campo sociale, mandando a quel paese il modello che fa coincidere carriera con arcata dentale, natiche e scollatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il coraggio di un ricercatore che intraprende vie di ricerca e sperimentazione inusuali ma dalle quali pensa di poter dare un aiuto al mondo, piccolo o grande, anche andando contro i baroni accademici e lo <em>status quo</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la saggezza del lottatore che cura attentamente il suo recupero prima di gettarsi in una nuova battaglia, consapevole del fatto che se non avrà riposato abbastanza non potrà sostenere molte battaglie e si brucerà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la passione di chi si impegna per una causa, fatica, fa rinunce ma non le rimpiange, e si sacrifica per qualcosa di cui forse non vedrà nemmeno i frutti in vita.</p>



<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="wp-image-295" src="https://veronicabernardi21352113.files.wordpress.com/2022/02/samurai.jpg?w=474" alt="" /></figure>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non tutto è solo sacrificio. Le performance sono anche contribuzione, gioia, celebrazione, divertimento, piacere, il gusto di fare qualcosa di importante, essere parte di qualcosa, di lasciare un segno, di compiere imprese assieme a qualcuno e fare team. O la voglia di essere ciò che possiamo essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I veri performer sanno anche celebrare i propri risultati e vivere a pieno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascun precetto di Musashi si riferisce anche oggi ad una o più aree della psicologia delle performance e mantiene una validità assoluta:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Primo: Non coltivare cattivi pensieri</em>. L’esercizio di un atteggiamento mentale positivo, il pensiero positivo, la concentrazione su ciò che di buono e utile vogliamo ottenere, allontanarsi da pensieri negativi o dal male; la ricerca di quello che oggi chiamiamo uno “stile cognitivo” efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Secondo: Esercitati con dedizione</em>. Oggi chiamato training, formazione, tecniche di allenamento e addestramento, e soprattutto, la necessità del performer di applicarsi in un <em>active training</em>, cioè in esercitazioni attive e non solo analisi teorica, e farlo con dedizione, nel tempo, e con continuità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Terzo: Studia tutte le arti</em>. L’approccio enciclopedico, la contaminazione positiva che deriva dall’andare fuori dai propri recinti e studiare le cose più disparate, interessarsi anche di ciò che altre discipline indagano, il contrario della chiusura in un recinto professionale o disciplinare, male odierno, il contrario delle sette, e della cultura dell’egoismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quarto: Conosci anche gli altri mestieri</em>. La capacità di muoversi ed agire anche in campi esterni, l’allargamento del proprio repertorio professionale, sapersi muovere anche fuori dal proprio campo di azione limitato, essere capaci anche in altre abilità e professioni, spaziare, non chiudersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quinto: Distingui l’utile dall’inutile</em>. Concetto similare a quello che nel sistema HPM chiamiamo <em>Retargeting Mental Energy</em>, o ricentraggio delle energie mentali, ciò che permette alle persone di capire veramente cosa merita il proprio impegno e cosa non lo merita, dove centrarsi o ricentrarsi nel proprio focus di attenzione, e quindi verso cosa direzionare le energie personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sesto: Riconosci il vero dal falso</em>. Coltivare le capacità di analisi, la percezione pura e decontaminata da preconcetti e distorsioni, il bisogno di verità, il bisogno di pulizia psicologica, il bisogno di sviluppare le capacità di riconoscimento (<em>detection</em>) indispensabile ad esempio in chi svolge il mestiere di negoziatore o di comunicatore, o in chi guida le persone (leader) o in chi lavora in gruppo (team working). Ed ancora, il bisogno di distinguere fatti da opinioni, teorie accertate da ipotesi, affermazioni personali da idee condivise.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Settimo: Percepisci anche quello che non vedi con gli occhi</em>. La percezione è il fenomeno oggi più centrale in molte forme di psicologia, e comprende sia la propriocezione (capacità di percepire se stessi), che la percezione ambientale. Il settimo precetto di Musashi indirizza verso abilità di percezione aumentata, disambiguamento dalle illusioni percettive, sviluppo della sensibilità umana e sensoriale, ricerca di significati e quadri di analisi (<em>Gestalt</em>), e il potenziamento delle facoltà di osservazione. Tratta quindi di una “percezione allargata”, opposta ad una chiusura percettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ottavo: Non essere trascurato neppure nelle minuzie</em>. Il bisogno di entrare nelle micro-competenze, la ricerca dell’eccellenza, l’abbandono di un atteggiamento di pressapochismo e banalizzazione. Attenzione ai dettagli che contano, assunzione di un atteggiamento di amore per quello che si fa e per come lo si fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nono: Non abbandonarti in attività futili</em>. Capire che il tempo è prezioso, e dobbiamo veramente decidere se abbandonarci ad uno squallido clone del modo con cui le persone comuni usano il tempo (copiare il <em>mainstream</em>), lasciarsi andare come bastoni sul corso di un fiume di qualunquismo, assecondare la piattezza di ciò che tutti gli altri fanno, o assertivamente prendere in mano il nostro tempo e decidere di farne qualcosa, allenarci, studiare, intraprendere, esplorare, scrivere, condividere, sperimentare nuove conoscenze; ed ancora, capire che esistono diversi macro-tempi, quello della produttività, dello studio, dell’auto-organizzazione, delle relazioni sociali, e quello del recupero, della meditazione, del relax, ma non esistono i tempi delle relazioni obbligate, lo spreco di tempo con persone piatte o arroganti o prepotenti, e vanno riconosciute e rimosse le attività di pura abulia o distruzione di sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le lezioni di Musashi vengono da un <em>performer</em> che ha passato la vita a sfidare la morte, e hanno un significato odierno assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ancora più incredibile notare come già nel 1600 Musashi concentrasse tutta la sua analisi su aspetti di enorme attualità: sinergia tra corpo e mente, correlazione tra preparazione fisica e mentale, il fatto che la preparazione o una vittoria sia una conquista personale e non un diritto da pretendere, e che prima si debba cercare un approccio mentale e strategico valido, e solo dopo vengono i dettegli operativi. Una lezione che nel terzo millennio moltissimi sportivi e manager devono ancora imparare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si dedicano assiduamente tutte le proprie energie all’<em>Hejò</em> e si cerca con costanza la verità è possibile battere chiunque e ovviamente raggiungere la supremazia, sia perché si ha il pieno controllo del proprio corpo, grazie all’esercizio fisico, e sia perché si è padroni della mente, per merito della disciplina spirituale. Chi ha raggiunto questo livello di preparazione non può essere sconfitto<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo oggi riflettere sul significato profondo che queste parole assumono: dedizione, ricerca della verità, pulizia spirituale, sono il vero messaggio di fondo. La ricerca della supremazia e della vittoria appartengono ad una realtà medioevale, vengono dall’essere nati in un certo momento storico dove questo significava vivere o morire. Se, in una mattina del 1600, qualcuno si fosse presentato a noi con una spada per ucciderci, sarebbero state drammaticamente importanti anche per noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi i nemici veri non portano spade ma, là fuori, si aggirano ringhiando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiamano miseria, ignoranza, ipocrisia, prepotenza, arroganza, dolore esistenziale, fame, violenza, bambini che soffrono, nepotismi, corruzione, sistemi clientelari – e soprattutto- fonte di ogni male, l’incomunicabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I nemici possono essere anche dentro: presunzione, chiusura mentale, perdita di senso, perdita di stima in sè, perdita di valori, perdita di orizzonti, chiusura verso nuovi concetti, auto-castrazione, smettere di sognare o credere in qualcosa, chiusura della propria prospettiva temporale in orizzonti sempre più brevi e limitati, vivere solo per se stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contro questi nemici gli insegnamenti di Musashi, e lo spirito guerriero che li anima, hanno ancora enorme senso e validità.  <strong>Respirare ogni giorno a pieni polmoni uno spirito guerriero per fini positivi è un abito mentale. Alzarsi con questo spirito, andare a dormire con questo spirito, risvegliare gli archetipi guerrieri e direzionarli per costruire, è una sfida nuova, entusiasmante, che fa onore al dono di esistere</strong>.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Ivi, p. 62.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>modello</li>
<li>metodo HPM</li>
<li>visione</li>
<li>valori</li>
<li>potenziale umano</li>
<li>autorealizzazione</li>
<li>crescita personale</li>
<li>potenziale personale</li>
<li>crescita e sviluppo</li>
<li>aspirazioni</li>
<li>sogni</li>
<li>desideri</li>
<li>orientamento</li>
<li>viaggio interiore</li>
<li>scoperta di sè</li>
<li>introspezione</li>
<li>smart goals</li>
<li>abito mentale</li>
<li>atteggiamento positivo</li>
<li>saggezza</li>
<li>forza d’animo</li>
<li>passione</li>
<li>pensiero positivo</li>
<li>dedizione</li>
<li>studio e formazione</li>
<li>pratica</li>
<li>ricentraggio energetico</li>
<li>cura di sé</li>
<li>pulizia spirituale</li>
<li>ricerca della verità</li>
<li>guerriero gentile</li>
<li>samurai</li>
<li>dono di esistere</li>
<li>Potenziale Umano Veneto</li>
<li>Mental Coach</li>
<li>Formazione aziendale</li>
<li>formazione assistenti sociali</li>
<li>formazione educatori</li>
<li>supervisione</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/labito-mentale-delle-performance-lo-spirito-guerriero-nella-vita-di-ogni-giorno-lezioni-dai-samurai-2/">L’abito mentale delle performance, lo spirito guerriero nella vita di ogni giorno (lezioni dai Samu­rai)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>La vendita consulenziale : l&#8217;importanza dell&#8217;analisi psicologica strategica e positiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 06:40:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Una vendita, tante psicologie Chi si occupa di comunicazione da tempo e per lavoro, sa bene che&#160;le persone non acquistano solo oggetti, ma “comprano” idee, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-vendita-consulenziale-limportanza-dellanalisi-psicologica-strategica-e-positiva/">La vendita consulenziale : l&#8217;importanza dell&#8217;analisi psicologica strategica e positiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/36MQl8T" target="_blank" rel="noopener">Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="has-primary-color has-text-color wp-block-heading">Una vendita, tante psicologie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi si occupa di comunicazione da tempo e per lavoro, sa bene che&nbsp;<strong>le persone non acquistano solo oggetti, ma “comprano” idee, concetti, immagini mentali, simbologie da esibire</strong>. Comprano per far contento qualcuno in azienda, o per conquistare un credito relazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte comprano quello che non gli serve. A volte non comprano ciò che gli servirebbe davvero. Ma dietro ad ogni scelta, per quanto primitiva e irrazionale, si nasconde una logica, che una mente da analista può scoprire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>Consumer Research</em> (scienza del comportamento di consumo), in alcuni dei suoi esponenti di punta, primo di tutti il Semiologo David Mick, ha analizzato le connessioni tra i significati che attribuiamo ai prodotti e le nostre scelte di acquisto<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>. L’esito fondamentale di una grande mole di ricerche è il valore di “auto-regalo” che i prodotti assumono (<em>self-gifting</em>), una “carezza psicologica” che le persone si fanno concedendosi un certo prodotto, o un certo marchio, e il valore di “simbolico” che connette larga parte degli acquisti: l’acquisto come dimostrazione di potere, o di status, di differenziazione da… o di appartenenza ad un gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>Psicologia Semiotica del Marketing</strong>&nbsp;si occupa di comprendere le connessioni tra “segni” esterni (es. un marchio), significati esistenziali (cosa significa per me quel marchio o simbolo), e comportamenti di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È attenta quindi ai simbolismi che le persone associano a un prodotto o un comportamento di acquisto, quali sono i segni e segnali ai quali un cliente presta attenzione, e che valore hanno per lui.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/jorgen-hendriksen-rozxr7payto-unsplash.jpg?w=183" alt="status" class="wp-image-1197" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Senza l’analisi semiotica non potremmo mai afferrare, ad esempio, il legame ancestrale che lega moto e motociclista (la moto come mezzo di libertà), e lo vedremmo solo come mezzo di trasporto. Se entriamo nell’analisi di uno specifico marchio &#8211; perderemmo di vista il significato di ribellione, potenza e voglia di trasgressione (e tanti altri simbolismi) che un motociclista appassionato associa alla sua Harley Davidson.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri studi analizzano il valore dimostrativo o esibitivo che hanno i comportamenti specifici di acquisto, come il recarsi in un casinò a giocare o il gioco d’azzardo, i tanti “perché nascosti, dimostrativi e auto-dimostrativi” che conducono una persona a farlo<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>. Questi studi esaminano soprattutto i bisogni profondi cui risponde questo atto, nonostante si tratti di un comportamento che esce di ogni logica apparente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre in campo semiotico, si producono analisi interessantissime, quali quelle sulle “costellazioni di consumo”: i “raggruppamenti” nei quali troviamo mescolati marchi, prodotti, tipologie di persone e strati sociali. Uno studio di Chaplin e Lowrey<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn3"><sup>[3]</sup></a>&nbsp;dimostra che i bambini e ragazzi sono in grado di distinguere con precisione queste “costellazioni”, e compiono scelte di acquisto correlate, hanno “fiuto” per il mondo sociale che li circonda, come emerge da questa intervista fatta dai ricercatori:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio vicino di casa, . . . è così “Crunchie” . . .hai presente… vegetariano, ambientalista, superintelligente… ma così svaccato.. si mette le Birkenstocks, guida una Prius, mangia solo cibi organici… ci scommetto che lava i panni con il detersivo Seventh Generation. . . l’”Accarezza Alberi”… non so se mi spiego… “ [ride].&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">(ragazza 12enne intervistata nello studio di Chaplin e Lowrey, 2010)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una costellazione di consumo è definita come un gruppo di “prodotti complementari, specifici marchi, e/o attività di consumo utilizzate per costruire, dare significato o assumere uno specifico ruolo sociale” (Englis &amp; Solomon)<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn4"><sup>[4]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I motivi di un acquisto possono essere tanti, ma tutti portano verso il bisogno di comprensione del lato psicologico del cliente, dei comportamento di acquisto, e della correlazione con la strategia di vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un cerchio giallo all’orecchio, con sopra “qualcosa che luccica” può avere valore di “gioiello” solo se chi lo indossa lo vede come tale, in caso contrario verrebbe trattato come un sovrappeso, qualcosa di inutile.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/07/patricia-zavala-dsfn0bnvzim-unsplash.jpg?w=300" alt="status symbol" class="wp-image-917" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I Semiologi del marketing hanno segnalato da tempo agli economisti un aspetto fondamentale per chi si occupa di vendita: il bisogno di concentrarsi sul “consumo di simboli”, sull’”acquisto di significati”, il meccanismo che porta una persona a volere non solo il prodotto quanto i simbolismi che quel prodotto porta con sé, per quanto irrazionali essi sembrino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I premi Nobel Kahneman e Tversky<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn5"><sup>[5]</sup></a>&nbsp;con i loro studi di psicologia economica, dimostrano come i processi decisionali umani non seguono sempre principi di razionalità, e gli umani non sono “consumatori razionali”.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">A cosa affidarsi quindi? Ad alcuni valori ancestrali, come il valore della fiducia. Si diventa fornitori primari e si vende non solo per i prodotti che si possono mettere a disposizione ma anche per la <strong>capacità di generare fiducia</strong>.</p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">La fiducia è un fatto molto personale, richiede attenzioni, sensibilità, avere un’immagine positiva alla quale non sia disdicevole accostarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La distintività, su un mercato affollato di fornitori, arriva oggi dal creare relazioni che possono offrire valori aggiunti: certezza, garanzia di esserci, rassicurazione, problem solving, assumersi dei carichi che il cliente non riesce a gestire da solo o non vuole gestire.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/markus-spiske-jjue0eskxau-unsplash.jpg?w=300" alt="fiducia" class="wp-image-1207" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Psicologia della Fiducia</strong> è un intero nuovo settore della psicologia aziendale che si occupa proprio di questo: come generare (non solo a livello esteriore, ma soprattutto nei fatti) un legame di fiducia forte tra azienda e cliente<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn6"><sup>[6]</sup></a>, un “filo rosso”, un senso di sicurezza che unisce il cliente all’azienda. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo comprende la nostra capacità di generare certezze, e per il cliente sapere di poter contare su persone genuine, autentiche, credibili, esperte, preparate e serie, tenendo alla larga i tanti improvvisatori e disonesti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi opera nelle vendite complesse diventa presto consapevole di quanto sia determinante trasferire al cliente un’immagine di identità chiara, forte, vendere chi siamo, far capire dove si colloca il nostro valore, e vendere soluzioni (<strong>Solutions Selling</strong>), far seguire alle promesse i fatti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I clienti non acquistano solo “pezzi” (es, una fornitura di PC) ma vogliono soddisfare dei bisogni psicologici e aziendali, es. velocizzare il lavoro o far sparire il “mal di denti” dei continui malfunzionamenti informatici che li assillano e gli impediscono di concentrarsi su quello che conta, sul loro lavoro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per vendere soluzioni, dobbiamo essere abili nel capire i bisogni, il mondo dei problemi così come percepiti ora dal cliente. E non solo quelli evidenti, ma soprattutto quelli nascosti. Quelli che “non si dicono”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È difficile per chiunque, e soprattutto per un dirigente, un titolare d’azienda o un buyer, affermare o “confessare” di aver scelto in precedenza un fornitore sbagliato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avviare il meccanismo della “confessione”, far si che un cliente si apra e “confessi” le proprie esigenze, è un risultato da vero professionista</strong>. Un risultato che richiede tempo e abilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/shalone-cason-uhxqxcqqsom-unsplash.jpg?w=300" alt="confessione" class="wp-image-1200" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È umanamente difficile confessare di aver fatto scelte di mercato che si sono rivelate errate nei fatti, o avere buchi organizzativi, personale demotivato o impreparato (con il rischio di emergere come leader poco abili), difettosità nei prodotti e lamentele dei clienti, e far trasparire i problemi reali che rischiano di dare di sé un immagine negativa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La paura di proiettare un’immagine di sé come manager inadeguato esiste, per cui le verità vengono nascoste.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma verità rimangono. E di tali verità di tutti i giorni, nessuna azienda è completamente priva, nemmeno le migliori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da queste condizioni di bisogno non dette partono i moventi di acquisto più forti. Anzi, proprio questi elementi di realtà sono i motori della vendita.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I moventi d’acquisto si collegano a tensioni sottostanti, stati di discrepanza tra:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> (1) come le cose sono, come vengono percepite ora</strong>,</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> (2) come il cliente le vorrebbe</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, stati di “mancanza di omeostasi”, percezione di squilibrio, e desiderio di cambiare questi stati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per scoprirli, non sarà sufficiente fare domande aperte o contare sulla trasparenza, ma dovremmo arrivare alla verità con una strategia oculata, o una raccolta di informazioni da più fonti, e una forte abilità nelle tecniche di intervista e ascolto attivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario coltivare l’abilità, nel venditore, di produrre un clima comunicazionale o “stato conversazionale” in cui si possa creare questa “confessione”, facendo emergere la verità anziché mascherarla.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo così avremo capito come stanno veramente le cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, le aziende – come sa benissimo chi le abita &#8211;&nbsp;&nbsp;pullulano di bugie, dette sia internamente sia all’esterno, per cui questa attività di scoperta delle verità è un gioco davvero duro, un gioco per professionisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passare la barriera dell’immagine, delle menzogne, e la coltre di reciproche coperture, è un compito arduo, che richiede professionalità. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vendere in ambienti complessi è possibile solo dopo aver capito dove si situano i gap, le dissonanze, le vulnerabilità, il “non detto”, le molle psicologiche che possono far scattare un acquisto, nella intricata rete di decisori e influenzatori</strong>. Ed è un compito che richiede formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventano essenziali quindi non soltanto i training per l’espressività (farsi capire, saper presentare con efficacia), ma soprattutto training che coltivano le doti di ascolto attivo, analisi tattica ed empatia strategica.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/05/briefing-pre-missione.png?w=300" alt="strategia" class="wp-image-299" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo fa parte della sfera di competenza della psicologia strategica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>psicologia strategica</strong>&nbsp;è la scienza che si occupa di come generare risultati attraverso azioni comunicative e tattiche (e non, come nel caso della psicologia clinica, curare disturbi psicologici).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>psicologia positiva</strong>&nbsp;è una branca delle scienze psicologiche che si occupa di come generare un atteggiamento positivo in sé stessi e nel gruppo, motivazione, voglia di vivere, capacità di analisi e costruzione attiva dei fattori che possono portare una persona a raggiungere risultati, stato di benessere interiore, e resilienza (capacità di apprendere dagli errori e rialzarsi dopo un insuccesso).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La<strong> vendita consulenziale</strong> non è un insieme di procedure, è un modo di essere analisti e strateghi che attinge a piene mani alla psicologia positiva e alla psicologia strategica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo cui stiamo lavorando unisce le tecniche della psicologia strategica e della psicologica positiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo è sviluppare una mente da analista e un modo di essere “stratega positivo”: una persona che utilizza la strategia, compie analisi, apprende dagli errori, considera la sua attività come un grande laboratorio di ricerca, riesce ad immettere energie positive nel suo lavoro, ricavando gratificazione dal modo con cui lavora più che dalle aspettative altrui.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo modo di essere si nutre della volontà di capire, di analizzare, di comprendere, anche e persino mentalità diverse, antitetiche, o distorte, strane mappe di potere, personalità razionali e personalità contorte, irrazionali, confusionarie, entrare in sistemi decisionali noti o invece immergersi in sistemi-cliente strambi, inusuali, dissonanti, senza farsi spaventare da questi, ma anzi accettandoli come “oggetto di ricerca” e sfida professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettersi&nbsp;<strong>il “camice bianco” dell’analista</strong>&nbsp;è fondamentale per capire i sistemi-cliente e i varchi che si possono aprire per generare una vendita non solo sporadica, ma continuativa.</p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/07/mark-williams-5hvwq5xuji4-unsplash.jpg?w=200" alt="clima comunicazionale " class="wp-image-1201" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita consulenziale è un approccio psicodinamico alle tecniche di vendita, centrato sul concetto di empatia strategica e di&nbsp;<em>counseling</em>&nbsp;d&#8217;acquisto (consulenza verso i bisogni, analisi dei bisogni espressi ed inespressi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il modello della scuola consulenziale di vendita, l&#8217;obiettivo di una vendita è di attivare una forte relazione empatica con il cliente, essere di aiuto verso i bisogni espressi, far emergere il lato inespresso, e far precedere alla vendita vera e propria un’importante fase di analisi, di ascolto attivo, di comprensione, attivando una “<strong>percezione aumentata” (<em>Extended Cognition</em>).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste capacità provengono dalla psicologia clinica, in particolare dalle tecniche del colloquio clinico, dell’intervista in profondità, dalla “terapia centrata sul cliente” di Carl Rogers, che utilizza gli strumenti fondamentali della&nbsp;<strong>riformulazione verbale ed emotiva, senza la quale non potremmo mai sapere se siamo “connessi” o distanti dal vissuto del cliente</strong><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn7"><sup>[7]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita consulenziale Business to Business non può esistere conclusione di vendita senza analisi dei processi aziendali o psicologici che rendono&nbsp;&nbsp;un certo prodotto – o soluzione &#8211;&nbsp;&nbsp;importante.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché qualcosa diventa importante? Perché ora? Perché non ieri? E come ha risolto il problema sinora il cliente? Quanto è soddisfatto? Che differenza esiste tra ciò che dice e ciò che sappiamo? O tra ciò che dice a voce e ciò che traspare dal suo volto o dall’osservazione della sua azienda? Tra quanto si è detto in riunione e quanto si sente dire nei corridoi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo entrare in un livello di relazione tale da far “aprire” il cliente e tirar fuori i veri bisogni, anche quelli non detti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farlo servono vere e proprie metodologie e tecnologie di analisi psicologica. Ad esempio, la Consulenza di Processo (Edgar Schein)<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn8"><sup>[8]</sup></a>&nbsp;offre numerosi spunti, ma nessuna scuola in sé è sufficiente. Per affrontare il mondo delle vendite complesse dobbiamo entrare in un territorio di sperimentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita consulenziale non ha alcuna regola prefissata e rigida, non esistono concetti rapidi o giochi ipnotici, o altre scorciatoie comportamentali: esistono solo tante competenze da apprendere, provare sul campo, per poi ritornare ad apprendere, in una palestra professionale che è anche e soprattutto palestra di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovremo sempre tenere alto il fronte della Psicologia Positiva, come nuova scienza che può aiutarci a trovare nuove vie della crescita individuale. </p>



<figure class="wp-block-image size-medium"><img decoding="async" src="https://massimovannuccini968185141.files.wordpress.com/2021/07/markus-spiske-sfydxgrt5oa-unsplash.jpg?w=200" alt="coltivare" class="wp-image-1030" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia positiva ambisce alla coltivazione di uno stile di vita e di pensiero positivo, lo sviluppo delle energie mentali, la crescita dell’ottimismo e dell’ottimismo appreso<a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftn9"><sup>[9]</sup></a>, per costruire gli atteggiamenti che ci servono ad affrontare un mestiere duro ma ricco di enormi soddisfazioni.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;Gli studi fondamentali che aprono questo dibattito sono: Mick, D. (1991),&nbsp;<em>Giving gifts to ourselves: A greimassian analysis leading to testable propositions.&nbsp;</em><em>Marketing and semiotics</em>. Selected papers from the Copenhagen Symposium. Copenhagen, Handelshojskolens Forlag.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mick, D.G. &amp; DeMoss, M. (1990),&nbsp;<em>To Me from Me. A descriptive phenomenology of self-gifts</em>, in&nbsp;<em>Advances in Consumer Research</em>, 17, 677-682.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mick, D.G. (1986),&nbsp;<em>Consumer research and semiotics: exploring the morphology of signs, symbols, and significante</em>, in&nbsp;<em>Journal of Consumer Research</em>, 12, 196-213.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mick, D.G. (1989),&nbsp;<em>The semiotic motive in consumer behavior: recent insight from North American research</em>, Paper presented at the 14th Annual Colloquioum of the International Association for Research in Economic Psychology, Sept. 24-27, Poland.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref2"><sup>[2]</sup></a>&nbsp;Humphreys, A. (2010),&nbsp;<em>Semiotic Structure and the Legitimation of Consumption Practices: The Case of Casino Gambling</em>, in&nbsp;<em>Journal of Consumer Research</em>, October 2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref3"><sup>[3]</sup></a>&nbsp;Chaplin, L.N &amp; Lowrey, T.M (2010),&nbsp;<em>The Development of Consumer-Based Consumption Constellations in Children</em>, in&nbsp;<em>Journal of Consumer Research</em>, Vol. 36, February 2010</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref4"><sup>[4]</sup></a>&nbsp;Englis, B. G. &amp; Michael R. Solomon (1995),&nbsp;<em>To Be and Not to Be: Lifestyle Imagery, Reference Groups, and the Clustering of America</em>, in&nbsp;<em>Journal of Advertising</em>, 24 (Spring), 13–28.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Englis, B. G. &amp; Michael R. Solomon (1996),&nbsp;<em>Using Consumption Constellations to Develop Integrated Communications</em>&nbsp;<em>Strategies</em>, in&nbsp;<em>Journal of Business Research</em>, 37 (3), 183–91.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref5"><sup>[5]</sup></a>&nbsp;Kahneman, D. e Tversky, A. (1979),&nbsp;<em>Prospect Theory: An Analysis of Decision Under Risk</em>, in&nbsp;<em>Econometrica</em>, 47(2), 263-291.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kahneman, D. e Tversky, A. (1981),&nbsp;<em>Judgment under Uncertainty. Heuristics and Biases</em>, in&nbsp;<em>Science</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref6"><sup>[6]</sup></a>&nbsp;Tra i tanti articoli in merito, citiamo alcuni tra cui:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Karmarkar, U. R., &amp; Tormala, Z. L. (2010),&nbsp;<em>Believe Me, I Have No Idea What I’m Talking About: The Effects of Source Certainty on Consumer Involvement and Persuasion</em>, in&nbsp;<em>Journal Of Consumer Research</em>, Vol. 36, April 2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Beverland, M. B. &amp; Farrelly F. J (2010),&nbsp;<em>The Quest for Authenticity in Consumption: Consumers’ Purposive Choice of Authentic Cues to Shape Experienced Outcomes</em>, in&nbsp;<em>Journal Of Consumer Research</em>, Vol. 36, February 2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref7"><sup>[7]</sup></a>&nbsp;Per alcuni riferimenti bibliografici su Carl Rogers, vedi bibliografia a termine volume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rogers, C. R. (1977),&nbsp;<em>Carl Rogers On Personal Power</em>, Delacorte Press, New York.&nbsp;Trad. it:&nbsp;<em>Potere Personale</em>.<em>&nbsp;La for</em><em>za interiore e il suo effetto rivoluzionario</em>, Roma, Astrolabio, 1978.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rogers, C. R. (1951),&nbsp;<em>Client-Centered Therapy: Its Current Practice, Implications, and Theory</em>, Houghton Mifflin, Boston</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rogers, C. R. (1961),&nbsp;<em>On becoming a Person</em>, Houghton Mifflin, Boston.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref8"><sup>[8]</sup></a>&nbsp;La metodologia della Consulenza di Processo è strettamente derivata dagli studi di Psicologia Umanistica di Carl Rogers, ed è in grado di inquadrare i processi evolutivi che il cliente vive, e le sue dinamiche aziendali da un punto di vista evoluzionistico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, si tratta di un metodo destinato originariamente alla consulenza di Direzione Aziendale. La sua applicazione alla vendita consulenziale va creata (ed è il nostro compito), va appresa, va studiata, e serve una formazione forte, professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//6142B379-0FB6-44BB-AA80-F3DF927E6A2E#_ftnref9"><sup>[9]</sup></a>&nbsp;Citiamo le opere di Myers, D. G. (1993),&nbsp;<em>The pursuit of happiness: Discovering the pathway to fulfillment, well-being, and enduring personal joy</em>, Avon, New York.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seligman, M. E. P. (1998),&nbsp;<em>Learned optimism: How to change your mind and your life (2 nd ed.),&nbsp;</em>Pocket Books, New York.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seligman, M. E. P., &amp; Csikszentmihalyi, M. (2000),&nbsp;<em>Positive psychology: An introduction. In: American Psychologist</em>, 55, 5-14.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anolli, Luigi (2005), <em>L’ottimismo</em>, Il Mulino, Bologna.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-default" />



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li></ul>
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